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PERCH ESERCIZI E NON SEMPLICEMENTE TRADUZIONE?

La traduzione esiste fin dalla comparsa delle lingue post-babeliche, e


coinvolge tutte le sfere della conoscenza umana, suscitando fin dallantichit
dibattiti che con landare del tempo si sono fatti sempre pi complessi e
consapevoli. Per quanto una traduzione possa essere buona, non risulter mai
perfetta ed in grado di riprodurre esattamente ci che stato detto nella lingua di
partenza dal punto di vista linguistico e semiotico contemporaneamente.
L'evoluzione del dibattito sulla traduzione e la diffusione di quest'ultimo hanno
portato a creare nel tempo sempre pi pensatori che hanno sviluppato idee del
passato, formulato nuove concezioni in grado di fornire strumenti volti a valorizzare
il lavoro dei traduttori, collocandolo nello spazio della scrittura. Il dibattito ha portato
inoltre alla multidisciplinariet di questa scienza che nel tempo si arricchita di
differenti campi di studi, comprendenti la letteratura comparata, l'informatica, la
storia, la linguistica, la filologia, la filosofia, la semiotica, la terminologia e la
lessicologia, solo per citare le aree di studio pi importanti. Come si pu definire
questa scienza cos importante e vasta?
La traduzione un'attivit che comprende l'interpretazione del significato di un
testo di una lingua (di partenza) e la successiva produzione di un nuovo testo,
equivalente a quello di origine, in un'altra lingua (di arrivo). Il termine "traduzione"
tuttavia non indica solamente l'atto del tradurre, ma anche il testo tradotto,
risultante da questa attivit. Idealmente un traduttore sceglie quelle strategie
traduttive nella lingua d'arrivo che un madrelingua utilizzerebbe nella stessa
situazione comunicativa. La traduzione la via per l'adeguamento di un messaggio
da un contesto ad un altro, da un codice ad un altro.
Nell'analisi teorica il traduttore, per, essendo quasi ideale un esperto
consapevole della limitatezza di una lingua rispetto ad un'altra ed in grado di
gestire con i mezzi forniti le eventuali lacune. Inoltre, egli conosce le sfumature di
pi lingue, le culture, le tradizioni letterarie, tutti i possibili registri linguistici, le
espressioni gergali, il lessico estremamente volgare e colto al contempo. Il

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traduttore perfetto non esiste, come non esistono apparati linguistici perfetti ,
poich nell'interscambio di concetti si perde una parte pi o meno grande di
informazione contenuta nella lingua di partenza.
Un traduttore competente, capace e raffinato possiede molte delle qualit
sopraelencate e riesce fare un ottimo lavoro, arrivando delle volte a sfiorare persino
ci che chiamiamo arte. Ma un traduttore privo di alcune di queste caratteristiche
cosa pu fare? Ed un traduttore imperfetto in tutte le sfere della conoscenza
necessaria per tradurre? A quali compromessi deve scendere e a quali scende
inconsapevolmente?
Negli esercizi che qui si presentano, vengono presi in considerazione i brani
proposti come testo d'esame del Corso di laurea triennale in lingue per le prove
scritte di traduzione del primo, secondo e terzo anno di lingua russa, sono testi
desame, per cui questo lavoro non si pu definire un'analisi di traduzione in senso
stretto, ma piuttosto l'analisi di esercizi di traduzione che ha permesso di dare
alcune linee guida. Prima di mostrare i punti degni di nota per via delle ricorrenze
degli errori commessi dagli studenti cui i brani sono stati assegnati, divisi per
tipologia, necessario fare alcune considerazioni.
Perch esercizi di traduzione e non semplicemente traduzione? La traduzione
un lavoro complesso che richiede molte abilit, oltre alla semplice conoscenza
delle lingue di partenza e di arrivo. Ovviamente gli studenti della laurea triennale
non possono avere una conoscenza completa della lingua che studiano da pochi
anni, per cui vi sono vasti margini di tolleranza per la resa in lingua darrivo (italiano
in questo caso) di alcuni aspetti linguisticoculturali, come la scelta del significato
pi adatto di una parola o la coerenza stilistica del risultato finale. Tuttavia, se il
margine di tolleranza alto per gli aspetti culturali, non lo dal punto di vista
grammaticale: la lingua di partenza sempre limitata per corrispondere al livello a
cui gli studenti sono stati preparati durante i corsi. La resa nella lingua d'arrivo
invece comporta alcune difficolt per i principianti e non solo: il passaggio da una
lingua flessiva ad una semi-analitica provoca uno stravolgimento della sintassi che
spesso manda in confusione lo studente, il quale deve stare molto attento a

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scrivere frasi rispettando la sintassi italiana, compito molto difficile, per quanto
possa suonare strano, trattandosi dello studente che traduce nella propria lingua
madre. Inoltre lo studente deve tradurre in un periodo di tempo molto limitato, e non
essendo una traduzione tecnica, le soluzioni sono potenzialmente infinite, per cui,
pur avendo la giusta intuizione, non sempre lo studente ha la prontezza di inserirla
nel testo definitivo. Quindi lesercizio di traduzione consiste nel trovare la soluzione
migliore in un tempo ristretto. La valutazione del risultato finale, di conseguenza, si
fonda non sulla resa finale del testo dato, come accade nelleditoria, ma sul minor
numero di errori di comprensione, e sulla capacit di trovare soluzioni accettabili
dei luoghi pi complessi del testo di partenza da inserire nel testo della lingua
darrivo. C' da dire inoltre che lo studente durante l'esame non pu avere a
disposizione alcuni strumenti fondamentali dei quali nessun traduttore ormai sceglie
di fare a meno: svariati dizionari che si trovano online, forum di traduzione,
programmi che aiutano a tradurre ed altri strumenti che la tecnologia odierna ci
offre.
un lavoro in cui i mezzi del traduttore sono limitati, e che pu essere
considerato un esercizio nel corso del quale lo studente mostra le proprie effettive
capacit nel comprendere e rendere in italiano un testo russo adattato per il suo
livello.

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ALCUNE CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

Come stato gi detto in precedenza, gli esercizi di traduzione sono adattati


al livello dello studente esaminato, per cui non ci sono elementi nuovi, e quindi
impossibili da tradurre per lo studente. Tuttavia, la situazione dello svolgimento
della prova, tuttavia, pu portare lo studente a fare scelte affrettate e/o fuorvianti. Il
compito di queste considerazioni preliminari di espilicitare le difficolt che
intercorrono pi frequentemente nel passaggio dalla lingua russa alla lingua
italiana.
Le categorie di errore sono legate sopratutto alla sinteticit del russo: in
italiano spesso bisogna utilizzare pi parole per esprimere lo stesso contenuto
semantico del russo (alcuni verbi richiedono la traduzione di un solo verbo con due
o pi verbi e proposizioni: On zaplakal. - Si mise a piangere.); in secondo luogo la
sintassi del russo pu essere fuorviante se non viene fatta un'analisi logica corretta
(ad esempio il complemento oggetto posto all'inizio della frase viene spesso
scambiato per il soggetto, comportando un numero potenzialmente molto elevato
di fraintendimenti) ed infine il sistema verbale, essendo radicalmente diverso, pu
portare a fraintendere il significato del verbo (ad es. zarabotat' che ha la radice
rabotat' lavorare, ma col prefisso -za ha almento tre significati completamente
differenti: guadagnare, cominciare a lavorare, cominciare a funzionare).
Un altro problema che riguarda i verbi la concordanza verbale nell'italiano, i
sistemi sono completamente differenti ed il russo non ha le stesse sfumature del
rapporto temporale proprio della lingua italiana, per cui facile anche per i pi
esperti sbagliare nella prima redazione del testo.
Altri due aspetti importanti che hanno poco a che vedere direttamente col
russo ma intaccano la qualit della traduzione sono le scelte lessicali nel dizionario
e la traslitterazione.

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TRASLITTERAZIONE

La traslitterazione un metodo che consente di trasporre grafemi di un


sistema di scrittura verso un altro. Ne esistono di vari tipi perch diverse lingue
utilizzano l'alfabeto latino, ogni lingua si basa sulla propria ortografia, e fino al XX
secolo non esisteva un sistema unico. Solo nel 1995 viene adottato il sistema ISO
9, che pu essere definito un'evoluzione dell'intuizione avuta dal linguista tedesco
August Schleicher nel 1869, il quale, per traslitterare, ha cominciato ad usare alcuni
caratteri col segno diacritico del ceco, del croato e dello sloveno, di modo che ad
ogni grafema cirillico corrispondesse un grafema latino e viceversa.
Il sistema infallibile una volta imparate tutte le corrispondenze: la
traslitterazione consente di riprodurre i grafemi dell'alfabeto cirillico e conserva tutte
le regole della pronuncia, per cui la parte fonetica rimane codificata.
La tabella delle corrispondenze la seguente:

Cirillic ISO 9 Cirillic ISO 9 Cirillic ISO 9


o o o
Aa Kk Ch ch
Bb Ll Cc
Vv Mm
Gg Nn
Dd Oo
Ee Pp ''
Rr y
Ss '
Zz Tt Ee
Ii Uu Ju ju
Jj Ff Ja ja

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Il principio molto semplice e lineare, c' solo una regola da applicare nella
traduzione dei testi: tutti i nomi propri, toponimi ecc. vanno traslitterati al
nominativo:

1. .
La borsa di Nikita Borisovi era sul tavolo.

2. .
La riva del Volga era lontana.

3. ..
Ho passeggiato a lungo per via Lenin.

Tuttavia alcuni nomi e toponimi sono entrati nella cultura italiana tradotti.
Questi sono alcuni esempi: Pietro il Grande, Ivan il Terribile, Caterina II
(rispettivamente , , II) e Mosca, San
Pietroburgo, Sebastopoli (, -, ) richiedono
la traduzione invece della traslitterazione.

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PRIMA DI COMINCIARE

Le prove che seguono non sono omogenee dal punto di vista quantitativo e i
punti messi a fuoco per ognuna di esse cambiano tipologia con il superamento di
ogni annualit. Se per il primo anno ci sono pochi elementi da evidenziare per via
della conoscenza molto limitata della lingua da parte degli studenti, il secondo
presenta un linguaggio pi complesso e si da per scontato che alcuni degli errori
ammissibili alla prova del primo anno non lo siano pi al secondo. I testi per il primo
anno sono privi di costruzioni complesse e richiedono soltanto la preparazione
grammaticale, mentre quelli del secondo sono brani estratti da opere della
letteratura russa dell'Ottocento e richiedono un lavoro di rielaborazione pi
complesso.
Il discorso cambia per il terzo anno. Lo stile dei testi pi scarno e il
linguaggio meno articolato, ma il sottotesto culturale pi complesso e il margine
d'errore diminuisce drasticamente.
Il numero minore di prove del primo anno rispetto agli altri due dato dal fatto
che la limitatezza della lingua non permette di inserire una grande variet di
strutture e la conoscenza grammaticale dello studente sufficiente per superare la
prova senza grandi difficolt.
La struttura guida dopo ogni brano mostra allo studente i punti focali del testo
che hanno maggiormente creato problemi nelle prove. Dopo aver fatto la
traduzione lo studente pu verificare la validit semantica della traduzione
guardando le traduzioni proposte nell'appendice. Queste traduzioni sono state fatte
prendendo spunto dalle traduzioni degli studenti e hanno soltanto validit
semantica. La traduzione non una scienza rigida, per cui queste soluzioni non
sono affatto la risposta, ma piuttosto una versione corretta che pu aiutare a capire
gli errori fatti durante l'esercizio. La durata prevista di ogni prova di sessanta
minuti.

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PRIMO ANNO

Per via della relativa semplicit grammaticale le prove della prima annualit di
russo lasciano poco spazio al commento. Le frasi sono sempre molto semplici ed il
margine d'errore molto basso. Gli studenti con una buona preparazione
grammaticale non fanno errori e trasmettono bene il contenuto, conseguendo
spesso un'ottima resa nella lingua d'arrivo.
Tuttavia ci sono alcuni errori, ed il pi delle volte riguardano proprio l'italiano:
la sintassi spesso rimane identica a quella russa, e non in tutti i casi pu andar
bene, la traslitterazione non sempre corretta (oltre agli errori propri della
traslitterazione, ci sono dei casi in cui viene traslitterato ci che andrebbe tradotto o
viceversa) e nella maggior parte dei casi l'errore riguarda soltanto la grammatica
italiana, in particolare la concordanza verbale ed il discorso diretto.
Per evidenziare un errore verr riportata l'intera frase o periodo nella lingua di
partenza, in certi casi una o pi versioni degli studenti, alcuni suggerimenti per
tradurre le parti che sono risultate pi complesse, e in appendice verr fornita una
versione tradotta del testo semanticamente corretta.

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1

. ,
.
.
, , :
?
, .
?
. .
, .
, , ? .
, .
, .
, .
, : .
:
!
, .

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SUGGERIMENTI

1. Un problema che si presenta in tre punti del testo l'unica parola che il
pappagallo sa pronunciare: certamente. In alcuni casi sono stati usati pi sinonimi
(ovviamente, indubbiamente), mentre la risposta del pappagallo sempre la
stessa, e rimane tale anche nella lingua d'arrivo. L'enunciato sempre identico, e
se il russo generalmente tollera la ripetizione di un determinato termine molto pi
dell'italiano, nel discorso diretto questa differenza cessa di esistere. Un enunciato
deve rimanere identico per quanto lo possibile, comprese le ripetizioni.

2. La frase che ha creato pi problemi invece la seguente:


, .
Da molti tradotta in questo modo:
Se voi non mi credete, domandatelo a lui.
In russo si usa dare del voi, mentre in italiano pu andar bene soltanto in
determinati contesti storici o culturali, nella lingua corrente invece si usa dare del
Lei, per cui la soluzione pi corretta sar:
Se non mi crede, lo chieda a lui.

3. La concordanza verbale.
Molte prove, che per il resto risultano ottime, tralasciano un particolare non da
poco nella seguente frase:
, .
Qualunque sia il tempo tra i passati scelto per il racconto (passato prossimo o
remoto nella maggior parte dei casi), nella subordinat anon stato utilizzato il
congiuntivo, con questi risultati:
L'uomo pens/ha pensato/aveva pensato che il pappagallo aveva capito la
sua domanda.

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4. [] .
In un grande numero di prove stato tradotto con:
Per pi di dieci mila rubli.
Quando si indica un valore per cui si scambia un oggetto, si utilizza la
preposizione , la quale, oltre ad altri molteplici significati che possono aver
luogo in altri contesti, si traduce con per.
Per dieci mila rubli.

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2

. ,
. , .
, . .
! ! .
! . .
, . , :
, . .
. .
. ,
, : ?
. .
, , . .
, , :
, , .
! - . !
! . !

12
SUGGERIMENTI

Il testo presenta poche difficolt grammaticali e gli errori sono pi che altro di
distrazione o di scelta lessicale sbagliata nel dizionario.

1. .
In una campagna vivevano un vecchio e una vecchia.
In russo la parola ha due significati: campagna e paese. In alcune
prove stata scelta prima la prima soluzione con l'aggiunta dell'articolo
indeterminativo. Per non ripetere lo stesso errore bisogna sempre guardare tutte le
traduzioni proposte dal dizionario e scegliere quella che viene richiesta dal
contesto. Spesso le parole hanno pi significati, delle volte anche completamente
differenti fra loro.
La versione semanticamente corretta :
In un paese vivevano un vecchio e una vecchia.

2. A partire dalla seconda frase si ripete sempre il soggetto, , che non


bisogna sempre tradurre, dato che il verbo in italiano, a differenza del passato in
russo, nella coniugazione contiene gi la persona. La terza plurale in questo caso,
per cui:
; ; ecc.
Andranno tradotti senza aggiungere la terza persona del pronome personale:
Vivevano bene; Discussero a lungo; decisero ecc.

3. A partire dal primo discorso diretto tutti i verbi, tranne , sono al


perfettivo, per cui esprimono compiutezza e non possono essere resi con
l'imperfetto.

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SECONDO ANNO

I testi per le prove del secondo anno sono estratti della letteratura russa
dell'Ottocento, con dei tagli nei punti in cui la sintassi troppo complessa o troppo
ricca di terminologia legata alla cultura russa dell'epoca. Rispetto al primo anno ci
sono molte pi possibilit d'interpretazione ed un margine d'errore maggiore, ma la
coerenza stilistica e la concordanza verbale nella lingua d'arrivo svolgono un roulo
molto pi importante, dato che si tratta di estratti di testi di letteratura senza una
parafrasi. Ci nonostante i testi sono sempre adatti alla preparazione grammaticale
degli studenti, per cui una maggiore attenzione rivolta al testo della lingua
d'arrivo.

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1


,
. ; []
, []
[].
; , [] ,
; , , ,
un charmant garcon.
.
; []
, ; ,
-.
. [] ,
, , . []
, []. ,
[]. , ,
[];
[].

(da I. S. Turgenev, Dvorjanskoe gnezdo)

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SUGGERIMENTI

1. Nella prima frase, ricca di subordinate, sono i verbi a rendere difficile la


traduzione perch richiedono una modifica strutturale, e l'articolo indeterminativo,
che spesso di troppo.

,
.
Gi all'et di 15 anni Vladimir Nikolaevi era in grado di entrare in un
qualunque salotto senza imbarazzo, intrattenervisi con garbo ed allontanarsi al
momento opportuno.

2. Un errore molto ricorrente la traslitterazione, , dato che i


nomi si declinano. In questo caso il nome al genitivo, mentre nella traslitterazione
deve essere al nominativo, per cui l'unica soluzione corretta Il padre di Panin.

3. Se in russo basta il prefisso - per creare un contrario, in italiano non


basta mettere il non davanti all'aggettivo. Quindi in italiano per non esagerare con
la classificazione bisogner aggiungere qualcosa, non esiste una regola precisa ed
ogni caso va visto singolarmente.
... ...
...d'aspetto non era per niente male...

4. La parola ha pi significati e nella seguente frase si ripete due volte,


assumendo due tra i molteplici significati.
... []
, ...
...sapeva [] fare il burlone dandosi ironicamente delle arie e far finta che
tutte le cose importanti fossero sciocchezze...

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2


.
.
,
.
. ,
, ,
. ,
,
, ,
. ,
, -
, ,
, ,
. []

( da L. N. Tolstoj, Anna Karenina)

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SUGGERIMENTI

1. Nella prima frase i nomi sono al plurale, per cui si traslitterano al nominativo
plurale.
...
Le casate dei Levin e degli erbatskij...

2. ...
Per esprimere lo stesso concetto in italiano non si utilizza l'avverbio negativo come
in russo, per cui nella frase sar omesso il non: Per quanto possa sembrare
strano...

3.. ... ... in molti casi questa espressione stata tradotta


letteralmente come il prepositivo di , ovvero particolarit, o come il
nominativo plurale. In italiano l'espressione cambia, e viene riportata su tutti i
maggiori dizionari. Si traduce come soprattutto o in particolar modo.

4. in russo non ha soltanto il significato di mercoled, ma vuol dire


anche ambiente, in questo caso si pu dedurre dal contesto quale significato
quello corretto.

5. Senz'altro l'ultima frase quella che ha presentato pi problemi per via della
sintassi e della ripetizione della parola , e la versione semanticamente
corretta di quest'ultima si pu vedere nell'appendice. Ma vorrei mettere in risalto la
parola , che, essendo la forma riflessiva del verbo
, ha confuso molti studenti. uno di quei casi in cui diventando
riflessivo, il significato del verbo cambia da presentare/rappresentare in apparire.

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3


... . , ,
,
, [...] .
,
. ,
, ! - ,
;
.
, , .
. ,
, .
, .
, ,
, , ,
- ? , ,
?..
.
(da I. S. Turgenev, Rudin)

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SUGGERIMENTI

1. Questo testo non presenta particolari difficolt, l'unico problema che si pone
lungo il testo lo stile narrativo, oltre, naturalmente, alla concordanza verbale.
Tuttavia ci sono alcuni termini ed espressioni a cui bisogna dare una particolare
attenzione, visto che non hanno permesso ad alcuni studenti di fare un lavoro
eccellente:
+ str. avere la fama di
avere un aspetto molto gradevole
fare la corte
un'espressione idiomatica che letteralmente vuol dire
suonavano le lire e che si pu interpretare come venivano cantate le lodi

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4

, , --
. , ; , ,
[].
. []
, , , []
.
, .
,
[]. , ; ,
... []
. ,
.
[].
. (
)
.

(da I.S. Turgenev, Asja)

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SUGGERIMENTI

1. La frase
. contiene due predicati verbali che si riferiscono allo stesso
soggetto, , in molte prove il secondo verbo stato attribuito ad un altro
soggetto che nella frase non c'.

2. Il verbo ha pi significati, in questo caso significa separarsi.


Nonostante sul dizionario ci sia questo significato, in molte prove stato tradotto
con rinunciare.

3. L'avverbio cambi di significato rispetto all'aggettivo con la stessa


radice e significa abbastanza (con l'accezione di abbondanza).

4. ... .
Il soggetto della frase , per cui il predicato vebale si riferisce a lui. Il
problema simile al punto 1: la confusione si crea perch il testo raccontato in
prima persona e non vedendo il soggetto espresso prima del verbo lo studente
portato a pensare alla voce narrante.

5. Il verbo col prefisso - cambia il significato in convincere, come


indicato nei dizionari.

6. Questo brano, essendo un racconto biografico in prima persona, richiede


una scelta del tempo verbale iniziale che deve essere conservato durante tutta la
narrazione, e che nella fretta facile sbagliare. molto importante ricontrollare la
concordanza verbale a traduzione completata.

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5

,
[].
[] ,
, , . , []
, . []
, , , []
, .
, []; , ,
, , []
, ,
. [] , ,
, :
, [] ,
. ,

. [] ,
[] , , .

(da I. S. Turgenev, Dym)

23
SUGGERIMENTI

1. ex funzionario.

2. per merito suo, per sua volont.

3. in questo caso il verbo significa comportarsi e


l'avverbio decorosamente.

4. + str. vantarsi.

24
6

,
, [] ,
, [] .
; []
,
[]; , , ;
- ! -
. , , ,
[]. , -
! [] . ,
- , , [] ... ,
, [].
, , [] ; []
, , [] , [] []
, !
? ! []
! [].
? , !

(da I. S. Turgenev, Stepnoj korol' lir)

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SUGGERIMENTI

1. multidirezionale, per cui indica un'azione che si ripete nel


tempo.

2. indica proprio il bussare e non un rumore qualsiasi.

3. , ! un'esclamazione di dire che pu esser resa


in molti modi equivalenti, ma non pu assolutamente essere tradotto letteralmente.

4. In questo testo bisogna prestare una particolare attenzione alle descrizioni


delle situazioni ricche di verbi. In italiano il pi delle volte bisogna cercare una
soluzione che spesso non combacia con l'originale dal punto di vista letterale.

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TERZO ANNO

. [] ,
, ,
. .
.
,
. , ,
[]. - , ,
, .
,
, , , , -
( , ?),
. ,
.

(da Viktor Erofeev, Choroij Stalin)

27
SUGGERIMENTI

1. , oltre a significare in fin dei conti, vuol dire anche alla fine.

2. La frase . stata tradotta in vari modi


complessi, quando si pu risolvere semplicemente come Avevo trentadue anni.

3. ,
.
significa tuttora e il verbo connesso al presente, in molte prove
stato tradotto al passato, alterando completamente la parte finale del brano.

4. Nell'ultima frase, i due aggettivi e , sono


entrambi riferiti al sostantivo .

28
2

.
. []
. , ,
.
, .
. , ,
, : " ". []
,
"".
, .
.
, . -
. []
, ,
.

(da Vasilij Aksnov, Zvzdnyj bilet)

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SUGGERIMENTI

1.
In russo si usa dare dello zio anche alle persone con cui non si ha alcun
legame di parentela, in questo modo si da del Lei anche quando si parla di una
persona che non presente, per cui pi appropriato dire signor Il'ja.

2. deriva da e , rispettivamente
quattro e angolato, per qui il risoultato finale quadrangolare.

3. Per l'autore intende palazzina, dato che non descrive gli abitanti della
propria casa ma dell'intero vicinato.

4. significa stabilirsi o venire a vivere.

5. Essendo il testo molto semplice ma ricco di termini che si avvicinano al


concetto di realia, sempre meglio controllare sul dizionario ogni parola, anche la
pi semplice.

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3

- [] ,
, .
, . ,
.
, [].
, ,
,
[] .
, , ,
.
,
, .
[] , ,
, -,
, , -
.

(da V. O. Pelevin, Generation )

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OSSERVAZIONI

1. impersonale, mentre in numerose prove stato reso in


prima persona.

2. -.
Bevevano la pepsi cola calda.
Nonostante voglia dire tiepido, bisogna utilizzare l'accezione giusta per il
contesto.

32
APPENDICE

PRIMO ANNO

Il Pappagallo

Un uomo aveva un pappagallo. L'uomo cerc a lungo di insegnare al


pappagallo a parlare, ma questo sapeva dire soltanto una parola: Certamente.
L'uomo si arrabbi e decise di vendere l'uccello.
Al mercato un uomo che voleva comprare il pappagallo chiese al proprietario:
Quanto costa questo pappagallo?
Dieci mila rubli, rispose il proprietario.
Perch cos tanto?
Il mio pappagallo molto intelligente. Sa parlare. Se non ci crede, lo chieda
a lui.
Ehi, pappagallo, sei intelligente? chiese l'uomo.
Certamente, rispose il pappagallo.
L'uomo pens che il pappagallo avesse capito la comanda. Gli piacque il
pappagallo intelligente e lo compr per dieci mila rubli. A casa cominci a fare
domande al pappagallo, ma questo rispondeva a tutto: Certamente. Il nuovo
proprietario del pappagallo si arrabbi molto ed url:
Solo uno stupido avrebbe potuto comprare un pappagallo cos stupido per
dieci mila rubli!
Certamente. rispose il pappagallo.

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Il vecchio e la vecchia

In un paese vivevano un vecchio ed una vecchia. Vivevano bene, ma


amavano molto discutere. Una volta il vecchio stava a letto e la vecchia preparava
il pranzo. Era autunno, soffiava un vento forte. La porta di casa si apr.
Vecchia, chiudi la porta! disse il vecchio.
Chiuditela da solo! rispose la vecchia. Non ho tempo.
Discussero a lungo su chi dovesse chiudere la porta. Infine decisero: chi per
primo avesse pronunciato una parola, avrebbe chiuso la porta. Il vecchio e la
vecchia tacquero. Pass qualche ora. Il vecchio e la vecchia continuavano a
tacere.
Vicino alla casa passavano due uomini. Videro che la porta era aperta,
entrarono nella casa e chiesero: Chi vive qui?
Il vecchio e la vecchia non risposero. Gli ospiti erano molto affamati. Videro
sulla tavola della zuppa, della carne ed una torta rustica e cominciarono a
mangiare. Il vecchio e la vecchia tacevano. Gli uomini mangiarono tutto quel che
era sulla tavola e poi uno di loro disse:
Grazie, era tutto molto buono, ma la torta era cruda.
Non vero! url la vecchia. La mia torta non cruda!
Vecchia! disse il vecchio. Chiudi la porta.

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SECONDO ANNO

Vladimir Nikolaevi fin da quando aveva quindici anni sapeva entrare in


qualunque salotto senza imbarazzo, intrattenervisi con garbo ed allontanarsi al
momento opportuno. Il padre di Panin forn al proprio figlio molte conoscenze; []
Da parte sua, Vladimir Nikolai durante gli studi universitari [] conobbe alcuni
giovanotti delle sfere alte []. lo accoglievano ovunque con piacere; d'aspetto non
era per niente male, [] divertente, sempre in salute e pronto a tutto; dove veniva
richiesto era rispettoso, dove si poteva era impertinente, un ottimo amico, un
charmant garcon.
Gli si apr un campo recondito. Panin presto scopr i segreti della scienza
mondana; lui sapeva [] fare il burlone dandosi ironicamente delle arie e far finta
che tutte le cose importanti fossero sciocchezze; ballava molto bene, si vestiva
all'inglese. In poco tempo raggiunse la fama di uno tra i pi cortesi ed ingegnosi
giovanotti di Pietroburgo. [] cantava benino, dipingeva vivacemente, scriveva
versi, non era affatto male a recitare. [] Panin credeva fermamente in se stesso,
nella propria intelligenza []. Era abituato a piacere a tutti, ai piccoli e ai grandi.
[] Come persona non estranea all'arte, avvertiva in se sia la passione, sia un
certo coinvolgimento ed entusiasmo []; ma nell'animo era freddo e perfido.

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2

Le casate dei Levin e degli erbatskij erano antiche casate nobili moscovite e
hanno sempre avuto ottimi rapporti amichevoli. Questi rapporti si sono rafforzati
durante gli anni di studi di Levin. Si preparato e si iscritto all'universit insieme
al giovane conte erbatskij, fratello di Dolli e Kiti. A quel tempo Levin frequentava
spesso la casa erbatskij e se ne innamor. Per quanto strano possa sembrare,
Konstantin Levin era innamorato proprio della casa, della famiglia, in particolare
della parte femminile della famiglia erbatskij. Levin non si ricordava la propria
madre e la sua unica sorella era pi grande di lui, cosicch nella casa degli
erbatskij lui vide per la prima volta proprio quel ambiente di famiglia antica,
nobile, colta e onesta di cui era stato privato con la morte del padre e della madre.
Tutti i membri di questa famiglia, in particolar modo la parte femminile, gli
apparivano coperti da un velo misterioso e poetico, e non solo lui non vedeva in
loro alcun difetto, ma sotto questo velo poetico che li copriva si immaginava i
sentimenti pi nobili e tutte le perfezioni possibili.

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3

La casa di Dar'ja Michajlovna Lasunskaja veniva quasi considerata prima di


tutta la provincia ...aja. Enorme, di pietra, costruita su disegni di Rastrelli, la casa
s'innalzava grandiosamente in cima al colle, sotto il quale passava uno dei fiumi pi
importanti della Russia centrale. Dar'ja Michajlovna era una donna ricca e nota,
vedova di un consigliere di stato segreto. Nonostante Pandelevskij raccontasse di
lei che essa conosce tutta l'Europa, e anche l'Europa la conosce! - l'Europa la
conosceva ben poco, persino a Pietroburgo non aveva un ruolo importante, ma a
Mosca la conoscevano tutti e andavano da lei. Lei apparteneva ad alte sfere e
aveva fama di una donna leggermente strana, non molto buona ma estremamente
intelligente. Da giovane era molto bella. I poeti le scrivevano versi, i giovani
s'innamoravano di lei, i signori importanti le strisciavano dietro. Da allora sono
passati venticinque o trent'anni, e della grazia di allora non rimasta traccia. Sar
mai possibile, si domandava chiunque la vedesse per la prima volta, sar mai
possibile che questa donna magrolina, giallognola, dal naso appuntito, ancora non
anziana una volta fosse bellissima? Sar mai possibile che fosse proprio lei quella
a cui venivano cantate le lodi?.. E chiunque si stupiva interiormente per le veci di
tutte le cose terrene.

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Mio padre era una persona assai buona, intelligente, colta ed infelice. Si spos
presto, per amore; sua moglie, mia madre, mor presto []. Mio padre mi port in
campagna, e per ben dodici anni non andato da nessuna parte. Si occupava della
mia educazione e non si sarebbe mai separato da me se non fosse per suo fratello,
mio zio [] che viveva stabilmente a Pietroburgo ed occupava una posizione molto
importante. Esso convinse mio padre ad affidarmi a lui, dato che non c'era verso di
fargli lasciare la campagna. Zio lo mise di fronte al fatto che ad un ragazzo della
mia et facesse male vivere in un isolamento totale []. Piansi quando lasciavo
mio padre, lo amavo anche se non avevo mai visto un sorriso sul suo volto ma
[] presto dimenticai il nostro nido buio e triste. Entrai in una scuola militare, dalla
scuola passai ad un reggimento di guardia. Ogni anno venivo in campagna per
qualche settimana e trovavo mio padre sempre pi triste []. Ogni giorno esso
andava in chiesa e si era quasi disimparato a parlare. Durante una delle mie visite
(all'epoca avevo pi di vent'anni) vidi per la prima volta a casa una bambina di una
decina d'anni, magrolina e dagli occhi neri, Asja.

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Dobbiamo conoscerlo, per cui bisogna raccontare in poche parole il suo


passato [].
Figlio di un ex [] funzionario di una famiglia di mercanti, non venne educato
in citt, come ci si aspetterebbe, ma in campagna. Sua madre era nobile, [] era
una creatura molto buona ed entusiata, ma senza carattere. [] era pi giovane
del marito e lo rieduc quanto potette, [] dom e ammorbid il suo carattere
pesante ed aspro. Per il suo volere esso cominci a vestirsi in modo accurato e
impar ad essere discreto []; cominci a rispettare gli scienziati e la scienza,
anche se, ovviamente, non ha mai preso un libro in mano, [] cominci persino a
camminare facendo meno rumore e parlava con una voce rilassata, sempre pi di
cose auliche, cosa che gli costava una gran fatica. [] Per quel che riguarda la
tenuta che essa possedeva, n lei n il marito non seppero farci nulla: era
trascurata da tempo, [] La signora Litvinov era contenta di non aver dissipato
tutto il suo patrimonio e di non aver fatto debiti. Purtroppo non poteva vantarsi di
godere di una buona salute e mor di tisi proprio nell'anno in cui il figlio era entrato
all'Universit di Mosca. Non termin il corso [] e fin in provincia, [] stando a
girandoloni senza legami n amicizie.

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A met ottobre, dopo il mio primo incontro con Martyn Petrovi, stavo davanti
alla finestra della mia stanza [] e, senza pensare a nulla, guardavo il cortile e la
strada che vi passava [].
Era il quinto giorno che c'era un tempo orribile; il cielo [...] basso di un bianco
sgradevole passava al plumbeo, un colore ancor pi tetro []; il freddo penetrava
nelle stanze, sotto ai vestiti, fin dentro le ossa; brividi involontari percorrevano la
schiena e che malessere si sentiva nell'animo! Proprio malessere, non tristezza.
Sembrava che non ci sarebbero mai pi stati al mondo n sole, n luce, n colori
[]. All'improvviso mi sembr che attraverso il nostro cortile, dal cancello alla
veranda, fosse passato un orso! Non credevo ai miei occhi. E se non era un orso
quel che ho visto, era sicuramente qualcosa di nero e gigante [] Non feci in
tempo a capire cosa potesse esser stato che di sotto si sent un bussare violento
[].
Alla porta del salone, rivolta verso me, c'era [] mia madre; [] e nel mezzo
del salone, coperto di fango, [] bagnato, [] ed in ginocchio [] c'era proprio
quel mostro che davanti ai miei occhi attravers il cortile! E chi era questo mostro?
Charlov! [...]
Martyn Petrovi! esclam infine mia madre [].
Ma sei proprio tu? Oh mio dio!

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TERZO ANNO

Alla fine uccisi mio padre. [] Il mattino dopo, guardandomi allo specchio
ovale del bagno, notai che i capelli sulle tempie mi erano diventati bianchi in una
notte. Avevo 32 anni. Fu il gennaio pi freddo della mia vita.
A dire il vero mio padre ancora vivo e fino a poco tempo fa giocava a tennis
nei fine settimana. Adesso, anche se invecchiato molto, taglia l'erba da solo con
la falciatrice automatica []. Guida la macchina, continuando testardamente a non
mettere gli occhiali, facendo cos disperare mamma e terrorizzando i passanti.
Quando si isola al secondo piano del suo ufficio della dacia, alla finestra del quale
grattano i rami di un'alta quercia, lui a lungo, lentamente, strofinando il mento
risoluto, batte qualcosa sulla macchina da scrivere (forse un libro di memorie?), ma
ormai tutti questi sono dettaglii. Non commisi un omicidio fisico, bens politico, per
la legge del mio paese fu un'autentica morte.

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Dopo pranzo vado in camera mia e mi metto alla finestra a farmi la barba. Mi
faccio la barba e guardo dalla finestra. Nel cortile, alla finestra di fronte si fa la
barba [] il signor Il'ja. E in basso, sotto alla mia finestra, si sta facendo la barba
un volto della professione libera: il maestro della parola artistica Filipp Gromkij.
Abbiamo un cortile interno quadrangolare. Al centro c' un piccolo giardino. Un
tunnel basso e buio porta sulla strada. Nostro padre, un vecchio burlone,
accompagnadno gli ospiti per il cortile, dice: Passiamo per il patio. [] In questo
modo esprime l'ironia per la nostra palazzina, che prima della rivoluzione si
chiamava Stanze ammobigliate Barcellona. Venni a vivere qui ventotto anni fa,
subito dopo l'uscita dal reparto maternit. Dopo undici anni fece la stessa cosa
Dimka. Nella nostra palazzina ci sono pochi inquilini nuovi, quasi tutti sono di
vecchia data. Ecco che da sotto l'arco appare la pensionata principessa Bel'skaja.
[] Per molti anni la principessa lavor allo sportello della nostra clinica, ed ora,
come ogni lavoratore, usufruisce del meritato riposo.

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Una volta in Russia [] viveva una generazione giovane e spensierata, che


aveva sorriso al sole, al mare e al vento e aveva scelto la Pepsi.
Oramai difficile stabilire perch sia avvenuto. Probabilmente non si tratt
soltanto delle eccellenti qualit gustative di questa bevanda. E nemmeno della
caffeina che costringe i bambini a chiedere sembre una nuova dose []. E persino
non di una banale bustarella; bello credere che il burocrate del partito, da cui
dipendeva la stipulazione del contratto, semplicemente am questo liquido scuro e
pieno di bollicine con tutto s [] stesso.
Molto pi probabilmente la ragione stava nel fatto che gli ideologi dell'URSS
credevano che di verit ce ne fosse una sola. Per questo la generazione P in
realt non aveva scelta, e i bambini sovietici degli anni Settanta sceglievano la
Pepsi esattamente come i loro genitori sceglievano Brenev.
[] questi bambini, sdraiati in riva al mare d'estate, guardavano l'orizzonte
limpido e blu, bevevano la pepsi-cola calda versata in bottiglie di vetro a
Novorossijsk e sognavano che un giorno il mondo proibito dell'oltremare sarebbe
entrato nelle loro vite.

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