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PITTURE

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Composizione delle pitture

Composizione delle pitture 2

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Legante

• Eil componente che in maggior misura determina le proprietà di una pittura. E’ un componente non volatile costituito da oli, o da resine o da polimeri.

La sue funzioni principali sono:

 

tener legate insieme le particelle solide di pigmento (e/o extender), perciò assicurare coesione del film di pittura

permettere una adatta adesione del film al substrato.

 

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Legante

• Il legante definisce anche il processo che porta alla formazione del film solido. Infatti possiamo fare una distinzione tra:

pitture che essiccano o induriscono fisicamente, cioè essicano per evaporazione del solvente

pitture che induriscono chimicamente, cioè induriscono per reazione chimica di due componenti

 

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Legante

• pitture che essiccano o induriscono fisicamente, costituiti da molecole in forma di lunghe catene, hanno:

ottima adesione tra le mani resistenza ai solventi scarsa

termoplasticità, perciò rammolliscono man mano che si innalza la temperatura

solubilità in solvente

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Legante

• Pitture che induriscono chimicamente:

– bicomponenti

– monocomponenti

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Legante

• BICOMPONENTI

• due componenti A e B vengono miscelati e reagiscono tra loro. In molte di queste pitture è presente solvente, quindi inizialmente attraversano una fase di essicazione fisica, seguita dall’indurimento completo per via chimica.

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Legante

• MONOCOMPONENTI • il legante reagisce con sostanze presenti nell’ambiente, per esempio • l’ossigeno (alchidiche e olii siccativi) o

• l’umidità (pitture igroindurenti a base di isocianati)

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Legante

• Si possono ottenere alto-polimeri con reticolo tridimensionale per reazione di molecole relativamente grandi. I polimeri sono tridimensionali e hanno caratteristiche:

termoindurenti insolubilità in solvente

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Pigmenti

• Componenti attivi • Impartiscono colore e opacità • Proteggono in legante dai raggi UV • Sono polveri fini (micron o meno) • Finemente dispersi

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Pigmenti

Determinano nella pittura:

Colore (assorbimento)

• Potere coprente (diffusione) • Brillantezza, solo parzialmente (riflessione)

 
Pigmenti Determinano nella pittura: • Colore (assorbimento) • Potere coprente (diffusione) • Brillantezza, solo parzialmente (riflessione)

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Pigmenti

• I pigmenti possono essere suddivisi in organici e inorganici.

• Pigmenti inorganici: minerali naturali colorati (terre colorate) e i pigmenti sintetici come gli ossidi di ferro.

• Pigmenti organici: forniscono una varietà di colori più ampia. In linea di massima i pigmenti organici hanno resistenza inferiore alla luce e al calore rispetto agli inorganici.

 

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Pigmenti

• Alcuni pigmenti, inoltre, esercitano un’azione attiva di prevenzione della corrosione

 
 

Meccanismo di

protezione

Pigmenti • Alcuni pigmenti, inoltre, esercitano un’azione attiva di prevenzione della corrosione Meccanismo di protezione Passivazione
 

Passivazione

Protezione catodica

Effetto barriera

 

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Pigmenti

• Altri:

– Biocidi – Per intumescenza

 
 

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Extenders

• Detti anche filler o riempitivi: solitamente sostanze minerali, naturali o sintetiche, usate in forma finemente polverizzata nelle pitture. Hanno solitamente dimensioni superiori ai pigmenti (da alcuni micron ad alcune decine).

• Servono a dare corpoalla pittura senza alterare pesantemente le sue proprietà.

 

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Extenders

• Gli extender sono solitamente bianchi o leggermente grigi e il loro indice di rifrazione è basso, in generale essi non contribuiscono al colore e all’opacità.

• Mica, talco, caolino • Allumina e quarzo • Solfato di bario e carbonato di calcio

 

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Pigment volume concentration

Alcune proprietà di un rivestimento sono determinate dal rapporto tra pigmento+extender e legante.

Un importante indicatore di questa relazione è il PVC, il quale indica la proporzione volumetrica di pigmento ed extender nel film di pittura secca.

PVC = 100 x (vol pigm + vol extend) / vol tot film secco

Con un valore alto del PVC il film risultante è opaco, difficilmente porta a formazione di blistering ed è più sensibile all’acqua e agli aggressivi chimici.

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Solventi

• I leganti spesso hanno proprietà che rendono necessario l’uso dei solventi. Il solvente giusto scioglie il legante in modo che la pittura abbia una viscosità adatta all’uso per cui è progettata.

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Solventi

• Sostanze volatili, cioè evaporano facilmente e vanno in atmosfera.

• Il punto di ebollizione dà un’idea della volatilità: più è basso, più la sostanza è volatile

 

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Solventi

• Velocità di evaporazione: rif butile acetato

VOC content (g/l): sost organiche che evaporano

Punto di infiammabilità: T alla quale, in det.te condizioni,

si sviluppano vap in q.tà tale che, a contatto con una fiamma libera, si innescano e bruciano

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Solvente / Diluente

Solvente (Solvent)

Puro o miscela Scioglie il legante completamente (forma una soluzione)

Diluente (Diluent)

Puro o miscela Non scioglie il legante (non forma una soluzione)

Usato insieme al solvente nella formulazione per regolare l’evaporazione o ridurre il costo della parte volatile

Diluente (Thinner)

Puro o miscela Usato per abbassare la viscosità in sede di applicazione Solitamente miscela di solventi e diluenti

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Additivi

• Sostanze aggiunte in piccola quantità alla formulazione per migliorarne specifiche proprietà o facilitarne la preparazione.

 

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Additivi

Agenti essiccativi in pitture indurenti per reazione ossidativa (alchidiche) per ridurre i tempi di indurimento. Composti di metalli, come Co, Mn, Ca, Zr con acidi grassi. Influenzano la reazione dell’O 2 con il legante alchidico.

Ctz influenzano la velocità della reazione di indurimento. Composti organici dello Sn nei PU.

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Additivi

Agenti antischiuma vengono usati per facilitare il rilascio dell’aria inglobata sia in barattolo che nel film.

Agenti battericidi si impiegano nelle pitture all’acqua.

• Additivi bagnanti e disperdenti aiutano nella produzione per facilitare la fine dispersione dei pigmenti.

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Classificazione delle pitture

• Modi di azione • Tipo di sistema (ciclo) • Tipo di indurimento del legante

 

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Modi di azione delle pitture ac.

Le pitture anticorrosive possono avere diversi modi di azione:

Passivazione della superficie metallica

Effetto barriera, cioè impediscono il passaggio di acqua e aria e il movimento degli ioni

Protezione catodica dell’acciaio, sacrificando un componente attivo

 

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Tipi di cicli di pitturazione

Un ciclo di pitturazione è costituito da diversi strati o mani, ognuna delle quali ha un suo scopo. Solitamente il sistema di pitturazione è costituito da:

• Primer • Mano intermedia • Finitura

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Funzione del primer

• assicurare buona adesione al substrato • essere compatibile con i prodotti successivi che costituiscono il ciclo

• contenere gli eventuali pigmenti attivi (intimo contatto con il metallo da proteggere)

– Fosfato di Zn (azione passivante) – Polvere di Zn (protezione catodica)

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Funzione dell’intermedio

• dare spessore al ciclo

 

• essere un film continuo, libero da difetti come soffiature di aria, crateri, bolle

• assicurare che la finitura abbia una buona adesione

 

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Funzione della finitura

La finitura dà al ciclo il colore e la brillantezza.

• E’ esposta all’ambiente esterno, al quale deve resistere (sole, pioggia, agenti chimici)

 

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Pitture AntiCorrosive

• Le pitture che contengono pigmenti attivi per la prevenzione della corrosione sono solitamente usate come primer. Agiscono per:

 
  • 1. passivazione/inibizione

  • 2. effetto barriera

  • 3. protezione catodica

 

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Primer

1.

Protezione per

passivazione/inibizione: pigmenti a base di zinco fosfato

2.

Effetto barriera: epossidiche ad alto solido con extenders lamellari

Fondi antirugginea base alchidica, fenolica, epossidica, vinilica, acrilica.

 

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Primer

3.

Protezione catodica: zinco metallico

Zincanti a freddo

– Pitture zincanti organiche – Pitture zincanti inorganiche all’etilsilicato

 

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Zincanti a freddo: requisiti

• Il contenuto di zinco deve essere almeno 80% in peso del contenuto in solidi

 

• Per avere un intimo contatto tra ferro e zinco è indispensabile

 

– preparare il supporto metallico mediante sabbiatura

– applicare il fondo allo zinco poche ore dopo l'operazione di pulizia

 

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Zincanti a freddo: possibilità…

• …di lasciare le strutture protette solo con il fondo per diversi mesi (da 6 a 12 in funzione dello spessore e delle condizioni ambientali) prima di ricevere gli strati di finitura;

• …di scegliere la finitura in una ampia gamma di prodotti in funzione del tipo di aggressione a cui le strutture dovranno resistere

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Primer zincanti organici

• I più resistenti: legante epossidico o poliuretanico.

• Altri: legante vinilico, cloro caucciù, siliconico, fenolico.

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Primer zincanti organici

• Eimportante che il legante sia resistente agli alcali per evitare la formazione di saponi di zinco e quindi la degradazione; questo vale anche per il legante della pittura da applicare sopra il primer.

• Il legante non è elettricamente conduttivo e impedisce un ottimo contatto tra le singole particelle di zinco.

 

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Primer zincanti organici

Preparazione superficiale

• Nel caso di zincato a caldo: leggera carteggiatura.

• Su acciaio: Sa 2½

 

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Primer zincanti organici

Applicazione

• spruzzatura airless • pennello

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Primer zincanti inorganici all’etil silicato

• Prodotti bicomponenti

• legante e polvere di zinco sono forniti in contenitori separati

• Prima dell’uso vengono mescolati nelle proporzioni corrette, con agitatore meccanico

• Il legante inorganico è elettricamente conduttivo, perciò per ottenere PC non è di importanza critica che le particelle di zinco siano in contatto diretto fra loro.

• RESISTENZA AL CALORE (400°C CIRCA)

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Primer zincanti inorganici all’etil silicato

Preparazione superficiale

 

Sa 2½ - Sa 3

Ruvidità massima Ry nel range 50-75 micron

Applicazione

 

• spruzzatura airless • Necessità di umidità per indurire

 

RY = somma dell'altezza del picco più alto del profilo e della profondità della valle più profonda del profilo all’interno della lunghezza di base

 

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Primer zincanti inorganici all’etil silicato

Spessore

 

• DFT 75 μm (no >, mud cracking) Finitura

• DFT 75 μ m (no >, mud cracking) Finitura

• Verifica indurimento con MEK

• TIE COAT: mano di collegamento tra il primer, poroso, e gli strati successivi per ‘spostare l’aria’ dei pori e assicurare adesione agli strati successivi

 

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Shopprimer

• Primer applicato in cantiere per dare protezione a profilati di acciaio, lastre e tubi durante la costruzione.

• Può essere rimosso per sabbiatura prima dell’applicazione del ciclo di pitturazione

 

• Può non essere rimosso

 

– Sa 2 ½ per garantire ancoraggio

– Possibilità di saldatura e taglio dell’acciaio senza alcuna influenza negativa del primer

 

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Shopprimer: distinzione

1. shopprimer all’ossido di ferro

 

Legante: polivinilbutirrale (PVB) o epox

Colore rosso-giallo

Prep superf: Sa 2 ½

Applicazione: impianti airless automatici

Spessore: 15-20 μm

 

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Shopprimer: distinzione

2. shopprimer a base zinco

Legante: etilsilicato o epox

colore grigio

Prep superf: Sa 2 ½

Applicazione: impianti airless automatici

Spessore: 10-15 μm

Più resistenti degli shoprimer all’ossido di Fe

Problemi di saldatura…

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Wash primer

• usati come prima mano su superfici sgrassate di zinco o alluminio allo scopo di avere una miglior adesione per il ciclo successivo.

• combinano le proprietà di un normale pretrattamento chimico mediante lavaggio con inibitori di corrosione e quelle di una mano di fondo anticorrosiva.

 

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Wash primer

Sono prodotti bicomponenti.

– Componente base contiene il legante PVB e pigmenti passivanti

– Indurente: soluzione alcolica di acido fosforico.

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Wash primer

• Reazioni tra legante, acido, pigmenti e superficie metallica, per cui si formano

– primo strato: film inorganico, risultante dalla reazione tra metallo e componenti solubili del primer

– secondo strato: film organico fortemente legato.

– Spessore: 10-15 μm

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TIPOLOGIE DI INDURIMENTO

• ESSICCAZIONE FISICA • ESSICCAZIONE PER OSSIDAZIONE

• ESSICCAZIONE PER REAZIONE CHIMICA

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Pitture che essiccano fisicamente

• per evaporazione del solvente

• nessuna reazione chimica interviene in questo processo.

• L’evaporazione del solvente rallenta con il diminuire della T, ma non si ferma. Se le altre condizioni sono accettabili (assenza di ghiaccio sulla superficie) la pittura può anche essere applicata sotto zero.

• Pitture reversibili, con ottima adesione tra mani

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Pitture che essiccano fisicamente

• A solvente

• Acriliche

• Viniliche

• All’acqua

• Acriliche

• Viniliche

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Pitture acriliche a solvente

• Caratterizzate dalla presenza di gruppi estere (–COO-), ma come sostituenti laterali (no depolimerizzazione, > durabilità all’esterno)

– buona resistenza alla luce, quindi buonaritenzione di brillantezza e colore

– Discreta resistenza all’esposizione ai solventi e all’immersione in acqua

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Pitture acriliche a solvente

Impiego

• In ambienti industriali, in ambiente marino, quando è importante la ritenzione di colore e brillantezza

• usate come finiture • Preparazione superficiale: Sa 2 ½ • Applicazione: spruzzo airless, anche sotto 0°C

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Pitture viniliche a solvente

• Pitture che stanno andando in disuso • legante prodotto per sintesi, può essere costituito da diversi copolimeri combinati con il cloruro di polivinile (PVC). – basso contenuto in solidi (raramente SV% > 35) si devono applicare più mani per ottenere lo spessore richiesto – elevato contenuto in solvente, derivati del Cl dannosi per l’ambiente • Solventi: gli aromatici, i chetoni, gli esteri

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Pitture viniliche a solvente

Caratteristiche chimiche

– buona resistenza agli acidi e agli alcali inorganici

– abbastanza resistenti all’acqua, al petrolio, agli alcoli

 

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Pitture viniliche a solvente

Impiego

– ampiamente usate in ambienti industriali (resistono anche in condizioni abbastanza severe)

– Sott’acqua, modificati con catrame (vinil catrame)

– Su impianti off-shore con primer Zn etil silicato: tie coat (30 μm)

 

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Pitture viniliche a solvente

Limiti • Pitture termoplastiche • Degrado per rilascio di HCl per T>60°C.

• Scarsa resistenza ai raggi UV del sole finitura acrilica o vinilacrilica

Preparazione superficiale: Sa 2 ½

Applicazione: spruzzo airless, anche sotto

0°C

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Pitture all’acqua

• Il legante è una dispersione: gocce o globuli di polimero finemente distribuiti in acqua (dimensioni anche < 1 μm)

• Disponibilità di diversi leganti.

– pitture a base di dispersioni acriliche pure

– pitture a base di combinazioni di acriliche con altri composti copolimeri risultanti da reazioni fra le molecole dei vari monomeri durante la produzione della dispersione

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Pitture all’acqua

 

• Interesse: diminuzione dei rischi causati agli operatori e all’ambiente dall’uso di solventi, ma:

 

– Presenza di un po’ di solvente per processo filmazione

– Biocidi inibenti la proliferazione di funghi e batteri

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Fasi di indurimento delle pitture all’acqua

 
Pitture all’acqua • Interesse: diminuzione dei rischi causati agli operatori e all’ambiente dall’uso di solventi, ma:
 

IMPACCAMENTO

 

COALESCENZA

 

(abbasso Tg, MFT)

EVAPORAZIONE
EVAPORAZIONE
   

DEFORMAZIONE

 
 
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60

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Acriliche e viniliche all’acqua

 

Processo di sola essiccazione fisica.

• Acqua evaporata, goccioline di legante

fuse insieme

film non si scioglie né si

disperde più in acqua. L’acqua non è mai

 

solvente per questi leganti.

• le dispersioni sono distinte dalle altre pitture che essiccano fisicamente, non sono reversibili.

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Acriliche e viniliche all’acqua

 

Caratteristiche chimiche

• Non sono degradate facilmente dalla luce del sole buona ritenzione colore e brillantezza

• Non hanno forte resistenza in zone a forte condensazione e immerse

Producono film meno chiusi rispetto alle pitture a solvente difficile ottenere buon effetto barriera

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Pitture all’acqua

Impiego

• Ambienti non molto aggressivi, ma talvolta anche in categoria C4 (corrosività alta)

 

Preparazione superficiale: Sa 2 ½

Applicazione: pennello, rullo, spruzzo airless. T del substrato non <5°C. Seconda mano in 2-3 ore se RH% non troppo alta. Necessità di ventilazione o deumidificazione

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Problemi delle pitture all’acqua

FLASH RUST

 

• vengono usati adatti ed efficaci inibitori:

 

sostanze solubili in acqua che devono agire finché la pittura è allo stato liquido.

– benzoato di sodio miscelato con sodio nitrito.

Il rischio di flash rust è maggiore quando la pittura essicca in ambiente con

HR>65%.

 

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Pitture che induriscono per ossidazione

• Alcuni leganti reagiscono con O2 dell’aria formando un film solido (particolare di indurimento chimico).

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Pitture che induriscono per ossidazione

• Il legante deve contenere una certa percentuale di oli essiccativi, l’olio di lino è un esempio di olio essiccativo. Esso contiene acidi grassi insaturi che tendono a catturare le molecole di ossigeno, reagire con loro per formare un reticolo costituito da molte catene di acido grasso.

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Pitture che induriscono per ossidazione

• Pitture alchidiche • Pitture siliconiche

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Pitture alchidiche

• Le resine derivano dall’incorporazione di olii in resine tipo poliestere (alcol+acido) in caldaie a circa 100°C in assenza di O 2

• Spesso vengono modificate con aggiunta di altri leganti per migliorare o aggiungere proprietà

– cloro caucciù, viniliche, siliconiche, uretaniche

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Pitture alchidiche

• Spesso impiegate in combinazione con i pigmenti passivanti come il fosfato di zinco

NON impiegate in primer che agiscono mediante protezione catodica poiché non resistono all’ambiente basico che si può sviluppare (SAPONIFICAZIONE)

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Pitture alchidiche

PROCESSO DI INDURIMENTO

Iniziale indurimento dovuto all’evaporazione del solvente, poi vero indurimento “chimico”.

Fattori che influenzano il processo di indurimento

– temperatura – apporto di aria – luce – umidità relativa – essiccanti metallici (al cobalto, calcio, litio e zirconio)

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Pitture alchidiche

Impiego

In ambienti non troppo aggressivi:

categorie C3 (media corrosività)

C4 (alta corrosività). In quest’ultima solo per durabilità fino a 5 anni

Resistono a T fino a 100-120°C

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Pitture alchidiche

Preparazione superficiale: St 2-3 o Sa 2 (hanno ottime proprietà di bagnatura- penetrazione)

Applicazione: pennello, rullo, spruzzatura airless, T min 5°C

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Pitture siliconiche

• Possono essere considerate una combinazione di vetro e legante organico

• Induriscono per ossidazione a caldo o per condensazione con catalizzatori e umidità.

• Notevole resistenza alla T: fino a 500°C a lungo, fino a 600°C o più per breve tempo (pitture alluminio-silicone e zinco- silicone).

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Pitture siliconiche

• Molto resistenti all’esterno: < tendenza alla perdita di brillantezza, al cambiamento di colore e allo sfarinamento di molti altri tipi di pittura.

• Poiché sono un legante costoso spesso sono modificate con altri leganti:

– Alchidiche siliconiche – Acriliche siliconiche

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Pitture siliconiche

Impiego: usate in aree ad elevata temperatura. Vengono usate in combinazione con zinco etil silicato e possono tollerare fino a 500°C.

Preparazione delle superfici: Sa 2½

Applicazione: spruzzatura airless. Su piccole aree si può eseguire applicazione a pennello.

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Pitture che induriscono per reazione chimica

• Vengono fornite in due contenitori separati. I componenti sono chiamati

– base (componente A) e – indurente (componente B)

Prima dell’uso:

– miscelazione accurata nelle giuste proporzioni possibilmente con utensili come miscelatori meccanici, secondo il rapporto di impiego indicato sul barattolo o sulla scheda tecnica

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Pitture che induriscono per reazione chimica

• Alcuni tipi di pitture necessitano di essere lasciate in barattolo, dopo miscelazione, a riposare per alcuni minuti prima di essere applicate (tempo di induzione). Dopo miscelazione • reazione chimica, influenzata dalla T: > T

– maggiore velocità di reazione

– minore pot life (il tempo utile prima che la pittura non sia più applicabile)

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Pitture che induriscono per reazione chimica

Dopo l’indurimento

• formazione di un film con un reticolo tridimensionale e insolubile, estremamente duro e resistente agli aggressivi chimici:

PITTURA TERMOINDURENTE.

Azione protettiva per effetto barriera

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Pitture epossidiche

• Producono rivestimenti duri, meccanicamente forti e resistenti in molti ambienti.

• Suddivise in:

  • 1. “senza solvente” (solvent free)

  • 2. a basso contenuto di solvente o alto solido (solvent less)

  • 3. a base solvente

  • 4. all’acqua

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Pitture epossidiche

Le resine epossidiche consistono di molecole di varia lunghezza o peso molecolare.

1-2. Le pitture solvent free e alto solido (SV%>60) contengono resine liquide con molecole corte e basso peso molecolare. Queste sono quelle che più facilmente causano problemi di eczema e sensibilizzazione.

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Pitture epossidiche

  • 3. Le pitture a solvente solitamente contengono soluzioni di resine solide o semisolide ad alto peso molecolare in solventi forti.

  • 4. Le pitture all’acqua contengono resine solide o liquide già in emulsione acquosa o facilmente emulsionabili quando miscelate con l’indurente.

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Pitture epossidiche

• Indurenti: composti in grado di reagire con la resina epossidica (poliammine, poliammidi, …)

• Possono essere liquidi o solidi

• devono contenere nella loro molecola due o più gruppi funzionali o reattivi.

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Pitture epossidiche

Impiego: usate in ambienti aggressivi o in ambienti meno aggressivi per protezione a lungo termine.

Preparazione delle superfici: Sa 2½

Applicazione: pennello, rullo, spruzzatura airless. T min di applicazione: 10°C.

 

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Problemi delle epossidiche

Riverniciatura: l’indurimento continua

anche con l’invecchiamento e si potrebbero avere problemi di adesione nei lavori di manutenzione. Quindi è sempre bene

carteggiare leggermente una vecchia

epossidica prima della riverniciatura se non si sono rispettati i tempi ricopertura.

 

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Problemi delle epossidiche

Sfarinamento: In esterno hanno tendenza a sfarinare, quindi sono rivestite con finiture come le PU

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Problemi delle epossidiche

Trasudamento dell’ammina (amine sweating)

condizioni di bassa T e alta RH%, CO 2 nell’aria possono contribuire al trasudamento: si forma sulla superficie del film uno strato sottile di aspetto untuoso. Deve esser lavato via con acqua e detergente, o con solvente, per evitare problemi di adesione fra le mani

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Pitture poliuretaniche

• I poliuretani bi componenti hanno diverse proprietà in comune con le pitture epossidiche. Miscelazione dei due componenti reazione che porta alla formazione di un reticolo tridimensionale termoindurente e insolubile.

• Le pitture poliuretaniche generalmente possono essere usate a temperature inferiori rispetto alle epossidiche, sono disponibili alcuni prodotti applicabili sotto zero.

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Pitture poliuretaniche

• Indurenti:

– poliisocianato alifatico nel caso degli smalti di finitura ottima resistenza all’ingiallimento

– isocianati aromatici nel caso di primer e intermedi più economici ma meno resistenti all’ingiallimento

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Pitture poliuretaniche

Caratteristiche:

– ottima resistenza alle intemperie e alla luce – ottima resistenza ai solventi – buona resistenza chimica – bassa permeabilità al vapore d’acqua

 

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Pitture poliuretaniche

Limiti: sensibili all’umidità durante la fase di indurimento, poiché l’isocianato reagisce anche con l’acqua esistono anche formulazioni mono componenti di solo isocianato, dette igroindurenti, che induriscono proprio per reazione con l’umidità dell’aria.

 

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Pitture poliuretaniche

Impiego

– finitura sui sistemi epossidici, con spessore tra 30 e 80 micron.

Preparazione delle superfici Sa 2½

Applicazione- pennello, rullo e airless. T min 0°C.

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Pitture epossidiche e poliuretaniche surface tolerant (mastic paint)

• Pitture bi componenti ad alto solido (SV%=80-90) chimicamente analoghe rispettivamente alle epossidiche e alle poliuretaniche.

• Modificate con particolari tipi di resine che aiutano l’adesione su substrati meno preparati (solitamente resine idrocarboniche). Alta capacità di bagnatura

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Pitture epossidiche e poliuretaniche surface tolerant (mastic paint)

• Vari pigmenti e colori (non più solo grigie con Al).

• Induriscono anche a bassa T

– le epossidiche fino a -5°C – le poliuretaniche fino a -10°C.

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Pitture epossidiche e poliuretaniche surface tolerant (mastic paint)

Preparazione delle superfici St 2 e Sa 2

Applicazione • pennello, rullo e airless. • applicate fra 100 e 300 μm per mano

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Pitture silossaniche

• Basate su

– silossani (analoghi alle resine siliconiche, ma con peso molecolare inferiore e variamente funzionalizzati per poter reticolare chimicamente) o

– combinazioni di silossani con resine acriliche o epossidiche.

• possono reagire con le acriliche, le epossidiche e con altri composti organici.

• Pitture ibride. SV% alto

 

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Pitture silossaniche

Impiego come intermedio e come finitura in combinazione con vari primer come zinco etil silicato, epossi zinco. Ottima ritenzione di brillantezza e colore.

Preparazione delle superfici quella del primer.

Applicazione pennello, rullo, spruzzatura airless e convenzionale, T min 5°C.

 

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Pitture antivegetative o AntiFouling (AF)

 

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Fouling marino

Pitture antivegetative o AntiFouling (AF) 97 Fouling marino 98
 

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Fouling marino

Fouling marino 99
Fouling marino 99

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Pitture antivegetative (AF)

• Allo scopo di prevenire la colonizzazione e la crescita di alghe, balani, serpulidi, mitili sulla carena delle navi sotto la linea d’acqua si usano pitture antivegetative.

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Pitture antivegetative

• Metodi di funzionamento

– contengono uno o più biocidi attivi contro organismi marini

– migliorano l’effetto autopulente (biocidi a base organica)

– cercano di ostacolare il fissaggio degli organismi sulla superficie (resina siliconica)

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Pitture antivegetative

• Le antivegetative essiccano fisicamente e possono raggrupparsi in:

– Convenzionali (Cu 2 O, colofonia, varo in 6 ore…) 6 mesi

– long life (Cu 2 O, CR, viniliche, acriliche, no t max per varo) 1 anno

– Autopulenti (varo in 3-6 mesi) 5 anni

• Idratazione – strato di lisciviazione morbido – erosione – scarsa levigatura • Idrolisi – strato duro e poco poroso - levigatura

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Pitture antivegetative

Preparazione superficiale: lavaggio ad alta p Applicazione: spruzzatura airless, finitura liscia. • Ciclo anticorrosivo al di sotto

• Zincante epox 40 μm • Epox intermedio 300 μm • AF 100 μm

• N.B. No ossidulo di rame su scafi in Al!!!

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