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Alps - Enterprise Europe Network

Unioncamere Piemonte Camera di commercio di Torino


Via Cavour, 17 Via San Francesco da Paola, 24
10123 Torino 10123 Torino
Tel. 011 5669222 Tel. 011 5716341
Fax 011 5669238 Fax 011 5716346
www.pie.camcom.it/sportello.europa www.to.camcom.it/een
UNIONE EUROPEA. Istruzioni per l’uso

Sportello Europa presso le Camere di commercio piemontesi

Camera di commercio di Alessandria


Via Vochieri, 58 - 15100 Alessandria
Tel. 0131 3131 - Fax 0131 43186
www.al.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Asti


Piazza Medici, 8 - 14100 Asti
Tel. 0141 535211 - Fax 0141 535200 n. 1/2008
www.at.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Biella


Via Aldo Moro, 15 - 13900 Biella
Tel. 015 3599311 - Fax 015 3599370
www.bi.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Cuneo


I finanziamenti europei
Via E. Filiberto, 3 - 12100 Cuneo
Tel. 0171 318711 - Fax 0171 696581
per le imprese
www.cn.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Novara


Via degli Avogadro, 4 - 28100 Novara
Tel. 0321 338211 - Fax 0321 338338
www.no.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Verbania


Strada del Sempione, 16 - 28831 Baveno (VB)
Tel. 0323 912811 - Fax 0323 922054
www.vb.camcom.it/sportello.europa

Camera di commercio di Vercelli


Piazza Risorgimento, 12 - 13100 Vercelli
Tel. 0161 5981 - Fax 0161 598265
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SPORTELLO EUROPA
Unioncamere Piemonte
Via Cavour, 17
10123 Torino
Tel. 011 5669222 - Fax 011 5119144
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E-mail: sportello.europa@pie.camcom.it
Unione europea. Istruzioni per l’uso

ALPS - ENTERPRISE EUROPE NETWORK La collana Unione europea. Istruzioni per l’uso nasce dalla volontà delle Camere
Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Torino di commercio piemontesi di fornire alle imprese operanti nella regione strumenti utili
Via San Francesco da Paola, 24 e di facile consultazione in cui trovare informazioni aggiornate sulle principali normative
10123 Torino e finanziamenti di origine comunitaria. Queste pubblicazioni vogliono essere di stimolo
Tel. 011 5716341/2/3 - Fax 011 5716346
per adeguare la propria attività e i propri prodotti ai requisiti richiesti dall’Ue, e anche
www.to.camcom.it/een
E-mail: alps-een@to.camcom.it
uno spunto per trovare nuovi strumenti operativi e nuove soluzioni per la propria
attività imprenditoriale. Obiettivo della collana è infatti quello di avvicinare e informare
COORDINAMENTO le imprese piemontesi sulle tematiche comunitarie: dal contenuto dell’etichetta
Unioncamere Piemonte all’obbligo di apposizione della marcatura CE, dal marchio comunitario ai programmi
Laura Belforte europei di finanziamento.
Marianna Mucci
Antonella D’Ursi
La Camera di commercio di Torino e Unioncamere Piemonte fanno parte del consorzio
Camera di commercio di Torino Alps, il nodo per il Nord Ovest Italia della rete Enterprise Europe Network, creata
Gianpiero Masera dalla Commissione Europea per supportare l’attività imprenditoriale e la crescita
Paolo Veneruso delle imprese europee. Inoltre, Unioncamere Piemonte coordina la rete regionale degli
COORDINAMENTO EDITORIALE Sportelli Europa presso le Camere di commercio di tutte le altre province piemontesi.
Unioncamere Piemonte
Ufficio Comunicazione, Stampa e Pubblicazioni Nell’ambito dell’Alps Enterprise Europe Network e degli Sportelli Europa, il sistema
Annalisa D’Errico camerale piemontese fornisce gratuitamente informazioni operative su:
Gisella Guatieri • finanziamenti, programmi e gare d’appalto comunitarie;
• normativa comunitaria e degli altri Paesi europei relativa alle attività d’impresa;
PROGETTO GRAFICO
Gruppo Vento Srl • cooperazione fra imprese e ricerca di partner commerciali o produttivi all’estero.

IMPAGINAZIONE Vengono organizzati, inoltre, corsi e seminari sulle più importanti novità in ambito
Visual Data Snc comunitario e viene offerto alle imprese piemontesi un servizio gratuito di aggiornamento
via e-mail sulle principali novità normative e sulle opportunità di collaborazione
STAMPA
L’Artistica Savigliano con altre imprese europee.

AUTORI
Diego Albesano, Monica May, Paola Tolin, Paolo Veneruso - Camera di commercio di Torino
Marianna Mucci, Alessandra Scotti - Unioncamere Piemonte Collegati al sito della tua Camera di commercio
L’Ufficio di Bruxelles di Unioncamere Piemonte ha collaborato alla redazione di alcune schede
oppure telefona al numero 848.800.229
sulle misure di finanziamento.

Finito di stampare nel mese di settembre 2008


Introduzione

1. Classificazione dei finanziamenti comunitari 5

2. I fondi strutturali 13

2.1 Gli strumenti programmatici 16


2.1.1 Il POR-FESR 17
2.1.2 Il POR-FSE 23
2.1.3 Il Programma di sviluppo rurale (PSR) 28

2.2 La cooperazione territoriale europea 32


2.2.1 La cooperazione transfrontaliera 33
2.2.2 La cooperazione transnazionale 36
2.2.3 La cooperazione interregionale 40

3. Programmi di attuazione diretta 42

3.1 Caratteristiche generali 42

3.2 La progettazione: fasi e principi base 46


3.2.1 Il Project Cycle Management 46
3.2.2 I princìpi chiave per una buona progettazione 47

4. Gli interventi finanziari 53

4.1 La Banca europea per gli investimenti (Bei) 53


4.1.1 I prestiti Bei per le imprese 54

4.2 Il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) 56


4.2.1 Le garanzie 57
4.2.2 Venture/risk capital per le imprese 58

1
Introduzione

L’Unione europea supporta in vario modo le imprese, in particolare quelle di piccola e media
4.3 Interventi finanziari Bei in Paesi terzi 59
dimensione (Pmi). Le forme di sostegno possono essere molto diverse, dal contributo diretto
(peraltro sempre più raro) alla compartecipazione ai costi per la realizzazione di un progetto,
4.4 Il Programma Jeremie 62
al supporto indiretto attraverso fondi di garanzia.
Molte opportunità possono inoltre scaturire dalla partecipazione delle imprese alle gare di
appalto finanziate, o bandite direttamente, dalle istituzioni comunitarie.
Esistono, infine, numerosi strumenti finanziati dalla Commissione Europea che supportano
le imprese non con un finanziamento diretto, ma attraverso la fornitura di servizi (si pensi,
ad esempio, all’Enterprise Europe Network, la rete europea di supporto alle imprese,
5. Cooperazione internazionale 65 illustrata nel box a pag. 4), la creazione di siti internet dedicati, la realizzazione di studi
o guide pratiche, etc.
5.1 Gli strumenti di assistenza esterna dell’Unione europea 65
Questa guida intende essere uno strumento di primo orientamento per chi non è esperto
5.2 L’Ufficio di Cooperazione Europe-Aid 68 di finanziamenti comunitari, illustrando le principali differenze fra le varie tipologie di finanzia-
mento, le principali caratteristiche dei diversi programmi e le modalità di accesso, ma anche
5.3 Gare di appalto internazionali 68 le eventuali difficoltà che si possono incontrare nell’affrontare il percorso del finanziamento
5.3.1 La fase di programmazione delle gare 68 comunitario: l’obiettivo della guida è infatti quello di fornire un’informazione corretta che consenta
5.3.2 I bandi di gara su Europe-Aid: un esempio di consultazione 72 all’imprenditore un approccio ragionato a queste tematiche, cercando di smentire alcuni
5.3.3 Le regole per partecipare alle gare 74 “falsi miti”, diffusi soprattutto negli anni passati, secondo i quali la Comunità Europea
finanzierebbe a fondo perduto qualunque tipo di attività.
5.4 I bandi per progetti di internazionalizzazione 75 La scelta di pubblicare la guida sui programmi e finanziamenti comunitari nel 2008 non è
certo casuale, ma è dettata dal fatto che sono finalmente operativi tutti i programmi della
5.5 Eventi di partenariato 77 “nuova generazione”, compresi quelli rientranti nei fondi strutturali, che saranno accessibili
fino al 2013.
5.6 Fondi strutturali negli altri Paesi UE 78
Il taglio sarà il più possibile pratico, grazie all’esperienza che la Camera di commercio di Tori-
no e Unioncamere Piemonte hanno maturato “sul campo” in questi anni, rispondendo
a migliaia di quesiti concreti delle imprese piemontesi sulle tematiche europee.
Non è stato possibile, in questa sede, entrare nel dettaglio dei singoli programmi
di finanziamento, ma vengono comunque segnalati link e contatti utili per reperire
ulteriori informazioni.
Allegati 83 Ricordiamo, infine, che gli sportelli dell’Enterprise Europe Network, attivi presso il sistema
camerale piemontese, sono sempre a disposizione per rispondere a tutti i quesiti
Schede sulle misure di finanziamento 83
specifici formulati dalle imprese piemontesi.
Link utili 134

2
CLASSIFICAZIONE DEI FINANZIAMENTI COMUNITARI

1. Classificazione dei finanziamenti comunitari


Enterprise Europe Network in Piemonte Si parla spesso genericamente di finanziamenti comunitari, ma in questa definizione
Dal 1° gennaio 2008, la Camera di commercio di Torino e Unioncamere rientrano programmi di supporto alle imprese con caratteristiche molto diverse,
Piemonte fanno parte, all’interno del Consorzio Alps per il Nord Ovest dell’Italia, dal punto di vista della tipologia di finanziamento, delle iniziative finanziabili e delle modalità
della nuova rete Enterprise Europe Network, creata dalla Direzione Generale di presentazione della domanda di finanziamento.
Imprese e Industria della Commissione Europea nel quadro del Programma Abbiamo seguito una classificazione che raggruppa i finanziamenti comunitari in quattro
Competitività e Innovazione (CIP) per supportare l’attività imprenditoriale grandi categorie, all’interno delle quali sono inseriti programmi di finanziamento che,
e la crescita delle imprese europee, in particolare delle Pmi. pur con differenze notevoli, presentano significative caratteristiche comuni.
La rete, che si articola in oltre 500 punti di contatto in circa 40 Paesi europei, Come qualsiasi tentativo di classificazione, anche quello adottato in questa sede presenta
integra le attività già svolte in passato dalle reti Euro Info Centre ed Innovation chiaramente un certo rischio di arbitrarietà; ci è sembrato tuttavia utile come strumento
Relay Centre. di primo orientamento e filo conduttore per l’impresa nell’approccio con i finanziamenti
I servizi offerti dalla Camera di commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte di fonte comunitaria.
nel quadro della nuova rete sono:
• fornire informazioni e assistenza alle imprese sulla normativa comunitaria
e l’accesso ai finanziamenti europei, con particolare riguardo al VII Programma
Quadro dell’UE per la Ricerca e lo Sviluppo tecnologico; Il bilancio comunitario
• sviluppare le capacità di ricerca e innovazione delle Pmi, in particolare favorendo Per sapere quanti soldi l’UE destina ai vari programmi di finanziamento, la prima
il trasferimento tecnologico internazionale e lo sfruttamento dei risultati dei fonte di informazione è il bilancio dell’Unione europea.
programmi europei di ricerca; Per esempio, dal bilancio 2008 - che prevede un totale di 129,1 miliardi di
• coinvolgere maggiormente le imprese nel processo decisionale europeo. euro - si può ricavare che ben 46,9 miliardi di euro sono destinati alla politica
Il Consorzio Alps, selezionato dalla Commissione Europea per erogare alle di coesione (quindi ai fondi strutturali), 40,9 miliardi alle spese agricole (a cui si
imprese i servizi dell’Enterprise Europe Network nel Nord Ovest dell’Italia aggiungono altri 12,4 miliardi per lo sviluppo rurale) e 11,1 miliardi ai vari
(Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta), comprende i seguenti partner: programmi per aumentare la competitività (si veda il capitolo 2).
• Piemonte: Camera di commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Per quanto riguarda il bilancio comunitario per il 2009, il budget sarà invece
Confindustria Piemonte, Enzima P; di 134.4 miliardi di euro in impegni e 116.7 miliardi di euro in pagamenti.
• Liguria: Unioncamere Liguria; Assume particolare rilevanza anche un altro documento: le prospettive finanziarie
• Valle d’Aosta: Attiva srl (Agenzia della Chambre Valdôtaine per il trasferimento 2007-2013, che indicano il massimale e la composizione delle spese
tecnologico e l’internazionalizzazione in Valle d’Aosta). prevedibili per il periodo considerato, con lo scopo di fornire un quadro per
l’approvazione dei bilanci annuali e rafforzare quindi la disciplina di bilancio.
Per ulteriori informazioni sulle attività del consorzio: Per saperne di più sul bilancio comunitario:

http://www.to.camcom.it/een http://europa.eu/abc/budget/index_it.htm

Sul sito internet della Commissione Europea sono disponibili ulteriori informazioni
sull’Enterprise Europe Network e i riferimenti di tutti i punti di contatto
della nuova rete:

http://ec.europa.eu/enterprise-europe-network Le quattro categorie individuate sono le seguenti:


1. i fondi strutturali;
2. i programmi di azione comunitaria per l’attuazione delle politiche UE;
3. gli strumenti finanziari;
4. gli interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’aiuto ai Paesi terzi.

4 5
In questo capitolo descriveremo sinteticamente i principali fattori chiave che caratterizzano • non è richiesta la presentazione di progetti in collaborazione con altri partner
ciascuna categoria; nei prossimi capitoli verrà fornita, per ogni categoria, una descrizione europei (salvo che per gli specifici programmi di cooperazione territoriale europea);
dettagliata delle tipologie di finanziamento, delle modalità di attuazione e delle fonti • sono previste azioni specifiche per la creazione di nuove attività imprenditoriali, attività
di informazione più importanti per potersi tenere aggiornati sull’argomento. Le schede pratiche di formazione professionale, investimenti del settore agricolo e agroindustriale.
dedicate alle principali misure di finanziamento di fonte comunitaria (sia quelle finanziate dai
fondi strutturali, sia quelle relative ai programmi di attuazione diretta) di interesse per le
imprese sono invece raggruppate nell’allegato al fondo della guida.

1. I fondi strutturali Programmi comunitari e aiuti di Stato


I fondi strutturali sono il principale strumento finanziario utilizzato dall’Unione europea per Si rischia talvolta di confondere i programmi comunitari di finanziamento
l’attuazione della politica di coesione, il cui obiettivo è cercare di riequilibrare i notevoli divari con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato. Quest’ultima non prevede
esistenti - a livello di sviluppo economico e di tenore di vita - tra le diverse regioni o categorie l’erogazione di agevolazioni europee, ma detta le condizioni che gli Stati
sociali dell’UE. membri devono rispettare per poter concedere aiuti alle imprese, senza
Per quanto la maggior parte dei fondi strutturali sia rivolta alle regioni meno sviluppate cadere nel generalizzato divieto di concessione di aiuti di Stato previsto
dell’Unione europea, una quota - che in termini assoluti è comunque significativa, dal Trattato CE. Bisogna comunque tener presente che tali regole devono
soprattutto considerando che i fondi comunitari devono essere integrati da fondi nazionali essere rispettate dalle autorità nazionali e regionali per l’individuazione degli
- è destinata a migliorare la competitività e l’occupazione nelle regioni, come il Piemonte, interventi ammissibili, del tipo e dell’entità dell’agevolazione, nell’attuazione
che hanno un Pil superiore alla media comunitaria. delle misure di finanziamento nel quadro dei fondi strutturali.
Dal momento che la finalità è favorire lo sviluppo locale, molti dei programmi finanziati Nell’ambito di questa normativa, una nozione che ricorre con una certa
dai fondi strutturali prevedono forme di sostegno, diretto o indiretto, degli investimenti frequenza è la regola “de minimis”. In estrema sintesi, la Commissione
realizzati dalle Pmi locali. Europea non considera aiuti di Stato quelli di importo così basso da non
La gestione dei programmi finanziati dai fondi strutturali e la selezione dei progetti avere effetti sensibili sulla concorrenza fra imprese e fissa una soglia sotto
avviene a livello nazionale e regionale ed è importante precisare che l’attuazione dei la quale scatta questa presunzione: per poter usufruire della regola “de minimis”,
fondi strutturali, pur dovendosi attenere a linee guida di carattere generale fissate un’impresa può beneficiare di un importo massimo di 200.000 euro
dalla Commissione Europea e alla programmazione-quadro nazionale, varia da regione (100.000 per il settore dei trasporti su strada) nell’arco di tre esercizi
a regione, prendendo in considerazione le caratteristiche del tessuto economico locale finanziari (quello della concessione e i due precedenti).
e le relative priorità dell’amministrazione regionale. Sempre collegata al discorso degli aiuti di Stato, e in particolare agli aiuti a
In questa guida ci concentreremo sull’attuazione dei fondi strutturali in Piemonte per il periodo finalità regionale, è la definizione delle aree c.d. 87.3.c: si tratta di una serie di
2007-2013. Sarà inoltre fatto un accenno ai programmi di finanziamento per il settore aree nelle quali - ai sensi dell’art. 87.3 par. c del Trattato CE - sono ammissibili
agricolo, anch’essi gestiti dalle autorità nazionali o locali (si veda il capitolo 2). gli aiuti concessi alle grandi imprese e sono consentite intensità di agevolazione
maggiori per gli investimenti delle Pmi. Per il periodo 2007-2013 le aree
piemontesi incluse nella deroga prevista dall’art. 87.3.c sono peraltro molto
Principali caratteristiche: ridotte rispetto al passato. L’elenco delle aree piemontesi ammissibili è disponibile
• programmazione pluriennale dei fondi (attuale programmazione: 2007-2013); sul sito della Regione Piemonte - Direzione Attività produttive:
• l’Unione europea richiede il cofinanziamento degli interventi da parte delle
autorità nazionali e regionali; http://www.regione.piemonte.it/industria/index.htm
• la gestione dei fondi è in capo ad autorità nazionali/regionali (gestione
decentrata); Per saperne di più sulle regole relative agli aiuti di Stato, la Camera di commercio
• possono finanziare investimenti di imprese, purché rispondenti alle priorità di Torino e Unioncamere Piemonte hanno pubblicato il vademecum “La normativa
previste dalla programmazione adottata dalla regione/Stato d’interesse. europea sugli aiuti di Stato”.
Le agevolazioni concesse alle imprese dovranno inoltre rispettare
(per l’individuazione degli interventi ammissibili, del tipo e dell’entità
dell’agevolazione) la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato;

6
Gli obiettivi di ciascun programma sono descritti in linea generale nell’atto comunitario
(in genere, una Decisione) che ne costituisce la base giuridica; anche questi programmi
Definizione di piccola e media impresa (Pmi) hanno durata pluriennale, che nella maggior parte dei casi è la stessa dei fondi strutturali
Come anticipato nella premessa di questa guida, molti programmi comunitari (2007-2013). A seconda del tipo e della finalità del programma, la possibilità di presentare
di finanziamento sono utilizzabili esclusivamente dalle Pmi o prevedono modalità progetti per il finanziamento è aperta a imprese, autorità pubbliche, Ong, centri di ricerca,
di accesso privilegiate per le imprese di piccola e media dimensione. Questo associazioni di categoria, università, etc., e solo raramente a persone fisiche.
vale in particolar modo per le misure dei fondi strutturali, per cui ci sembra I programmi di attuazione diretta da parte della Commissione Europea sono trattati
opportuno riportare la definizione che la Comunità Europea ha dato di Pmi. nel capitolo 3 della presente guida.
La Raccomandazione dell’Unione europea n. 2003/361/CE fornisce una definizione
precisa di piccola-media impresa. Per “impresa” la Commissione europea intende
“qualsiasi entità, indipendentemente dalla sua forma giuridica, che svolga
Principali caratteristiche:
un’attività economica”.
• questi programmi sono gestiti dalla Commissione Europea (gestione
Un’impresa, per essere qualificata come Pmi, deve soddisfare contempora-
centralizzata, direttamente o tramite agenzie esecutive), attraverso la
neamente tre criteri: quello finanziario, quello del numero dei dipendenti e
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea o sul sito internet
quello dell’autonomia. I parametri previsti sono:
Europa dedicato a specifici inviti a presentare proposte;
• meno di 250 dipendenti effettivi;
• viene in genere richiesto che i progetti presentino metodologie innovative
• fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio
e riproducibili anche in altri Paesi europei;
annuo non superiore a 43 milioni di euro;
• quasi sempre i progetti devono essere presentati da consorzi composti da
• l’impresa deve poi risultare “autonoma” da altre società, rispetto alle quali
più partner di diversi Paesi europei (requisito della transnazionalità);
non deve risultare “partner” o “collegata”.
• la sovvenzione comunitaria copre solo una parte dei costi del progetto e non
Gli effettivi sono calcolati sulla base del concetto di unità lavorative-anno (Ula).
può essere concessa per spese già sostenute (divieto di retroattività).
Una Ula corrisponde ad una persona che, durante tutto l’anno in questione, abbia
lavorato nell’impresa o per conto di tale impresa a tempo pieno. Il fatturato è
quello dell’anno di riferimento e non comprende l’Iva o altre imposte indirette.

Per ulteriori approfondimenti sulla definizione di Pmi, si consiglia di consultare Finanziamenti per le Ong e gli enti pubblici
il sito della Direzione Generale Imprese e Industria della Commissione Europea Anche se questa guida è rivolta in via prioritaria alle Pmi, forniamo qui un breve cenno
e in particolare di scaricare la User guide (disponibile anche in italiano) sulla nuova delle opportunità per due particolari categorie di beneficiari: le autorità pubbliche
definizione di Pmi: e le Ong e organizzazioni della società civile.
Le autorità pubbliche possono partecipare a tutti i programmi comunitari, purché
http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy
riguardino politiche di loro competenza. Per esempio, nel caso dei programmi
/sme_definition/index_en.htm
finanziati dai fondi strutturali (si veda il capitolo 2), l’attuazione di molte misure è
riservata ad enti locali. Altri settori praticamente esclusivi delle autorità pubbliche
sono i programmi per i gemellaggi o i programmi nel campo della sicurezza pubblica
2. I programmi di azione comunitaria per l’attuazione delle politiche UE
e della lotta alla criminalità. Anche le Ong e le organizzazioni della società civile possono
Si tratta di programmi a carattere tematico, tramite i quali la Commissione Europea
partecipare a gran parte dei programmi comunitari. In particolare, tra i programmi
cofinanzia progetti che possano contribuire a migliorare l’attuazione delle politiche
gestiti direttamente dalla Commissione Europea, quelli che vedono una massiccia
comunitarie in un determinato settore (per esempio, ambiente, trasporti, energia,
partecipazione delle Ong sono i programmi nel campo delle relazioni esterne, in settori
etc.). Tali programmi, a differenza di quanto avviene per i fondi strutturali, sono definiti
quali la cooperazione allo sviluppo, i diritti umani, lo sviluppo della democrazia e l’aiuto
a gestione centralizzata, vale a dire che la Commissione Europea è direttamente
umanitario, ma anche i programmi nel settore sociale, ambientale o dell’educazione
responsabile di tutte le fasi, dalla progettazione all’erogazione del cofinanziamento,
offrono interessanti opportunità. Oltre alla possibilità di sottoporre progetti nel quadro
fino alla sua rendicontazione.
di programmi comunitari di finanziamento per ottenere il cofinanziamento comunitario,
Si parla di cofinanziamento perché la sovvenzione comunitaria non copre, salvo rare
le Ong possono anche, in alcuni programmi (per esempio in campo culturale o per la
eccezioni nel campo degli aiuti allo sviluppo, l’intero costo delle attività svolte, ma ha lo
promozione della società civile in Europa), ottenere degli aiuti al loro funzionamento.
scopo di riequilibrare finanziariamente progetti che contribuiscano alla realizzazione di
una determinata politica comunitaria.

8
3. Gli strumenti finanziari 4. Gli interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’aiuto ai Paesi terzi
L’Unione europea ha predisposto una serie di strumenti finanziari volti ad aumentare il A differenza del passato, l’Unione europea non eroga più finanziamenti diretti alle
volume di credito a disposizione delle imprese e a favorirne l’accesso al credito. imprese per attività di internazionalizzazione.
Si tratta di strumenti poco noti alle imprese, anche perché è poco riconoscibile l’origine Opportunità per le imprese possono comunque sorgere nell’ambito dei programmi di
comunitaria di questi finanziamenti: infatti, salvo rare eccezioni, con questi strumenti l’UE assistenza dell’Unione europea ai Paesi terzi: si calcola infatti che, globalmente, l’UE
non offre finanziamenti diretti alle imprese, ma ad intermediari finanziari o fondi d’investimento, e i suoi Stati membri forniscano circa la metà di tutti gli aiuti pubblici allo sviluppo
che a loro volta utilizzeranno questi fondi per finanziare le Pmi. I beneficiari finali sono quindi internazionale. Tali aiuti sono rivolti a beneficiari di tutti i continenti e vengono utilizzati
le imprese e questo tipo d’intervento genera un importante meccanismo moltiplicatore: sia per progetti di sviluppo economico, sia per contribuire a dare vita a istituzioni
è stato calcolato che ogni euro uscito dal budget comunitario consente agli intermediari democratiche, attuare opere di ricostruzione, elaborare programmi macroeconomici
finanziari di stanziare circa 6 euro di capitale di rischio o di fornire circa 50 euro in prestiti e promuovere i diritti dell’uomo.
alle Pmi. Alcuni strumenti, come ad esempio i prestiti della Bei (Banca europea per gli investimenti), In questo quadro, interessanti opportunità per le imprese possono nascere dalla
propongono interventi tradizionali simili a quelli offerti dal mercato finanziario, ma a condizioni partecipazione alle gare finanziate nell’ambito dei programmi di aiuto comunitario per
generalmente più vantaggiose. i Paesi terzi (si veda il capitolo 5).
Negli ultimi anni, l’Unione europea ha cercato di focalizzare l’attenzione anche su altri L’UE finanzia inoltre l’organizzazione di programmi di partenariato tra imprese localiz-
strumenti, come meccanismi di garanzia o capitali di rischio, per cercare di recuperare zate nell’Unione europea e imprese di Paesi terzi (America Latina, Asia, Mediterraneo,
il gap con gli Usa nell’utilizzo di tali strumenti di finanza alternativa. Il braccio operativo dell’UE Africa) (si veda il capitolo 5).
per questo tipo di interventi è il Fei (Fondo europeo per gli investimenti), che utilizza gli Infine, investimenti in Paesi terzi possono essere supportati da interventi della Bei
stanziamenti del bilancio comunitario per favorire gli interventi da parte di investitori (si veda il capitolo 4).
privati o intermediari finanziari a favore delle Pmi.
Gli interventi della Bei e del Fei sono trattati nel capitolo 4 della presente guida.
Principali caratteristiche:
• molti programmi comunitari prevedono un’assistenza diretta ai Paesi terzi:
Principali caratteristiche:
le Pmi europee possono beneficiarne in maniera indiretta (per esempio
• gestione tramite intermediari finanziari;
partecipando alle gare pubbliche per attuare questi programmi);
• interventi simili a quelli del mercato finanziario.
• altri programmi specifici, pur non prevedendo sovvenzioni dirette alle Pmi
europee, ne favoriscono comunque l’accesso ai mercati esteri, per esempio
finanziando l’organizzazione di manifestazioni di partenariato con imprese
Si possono cumulare più finanziamenti per lo stesso progetto? di Paesi terzi.
In linea generale, la risposta è no. Per essere più precisi:
• non è certamente possibile ottenere diversi tipi di supporto finanziario,
anche di diversa fonte (comunitaria, nazionale, regionale, etc.), per la stessa
specifica spesa (“double-financing”);
• è però possibile utilizzare i fondi provenienti dalla Bei e dal Fei (si veda il
capitolo 4) per cofinanziare la parte non finanziata da altri fondi comunitari;
• è inoltre possibile combinare, in maniera complementare nel quadro di
uno stesso progetto, le risorse di diverse tipologie di fondi (per esempio,
fondi strutturali e programmi ad attuazione diretta) per diverse tipologie di
azioni; ad esempio, utilizzare il VII Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo
tecnologico per l’attività di ricerca e successivamente misure dei fondi
strutturali per gli investimenti necessari per passare dalla fase di ricerca a
quella di produzione e per formare il personale dell’azienda all’utilizzo delle
nuove tecnologie sviluppate.
Chiaramente, la gestione finanziaria dei diversi progetti dovrà essere tenuta separata.

1
I FONDI STRUTTURALI

2. I fondi strutturali
Finanziamenti comunitari e appalti pubblici
Una distinzione importante è quella tra: I fondi strutturali sono il principale strumento finanziario utilizzato dall’Unione europea
• inviti a presentare proposte (Call for proposals), utilizzati dalla Commissione per l’attuazione della politica di coesione, il cui obiettivo è cercare di riequilibrare i
Europea per erogare le sovvenzioni previste dai programmi comunitari notevoli divari esistenti - a livello di sviluppo economico e di tenore di vita - tra le diverse
di finanziamento; regioni o categorie sociali dell’UE, rafforzando in tal modo la coesione economica e
• gare di appalto (Call for tenders) bandite dalle istituzioni comunitarie. sociale fra gli Stati membri e gli obiettivi definiti nello stesso trattato istitutivo dell’Unione.
La Commissione Europea pubblica inviti a presentare proposte nel quadro Le politiche strutturali che con essi si vogliono attuare vengono sviluppate nell’arco
dei programmi comunitari (si veda il capitolo 3): tra le proposte pervenute di sette anni, per cui si assiste ciclicamente alla definizione di nuovi obiettivi ed alla
che corrisponderanno ai criteri di ammissibilità previsti nell’invito, verranno riorganizzazione degli strumenti e dei regolamenti di attuazione.
selezionate le più meritevoli sulla base dei criteri di aggiudicazione (qualità Dal momento che la finalità è favorire lo sviluppo locale, molti dei programmi finanziati
della proposta, metodologie proposte, necessità delle spese, etc.), anch’essi dai fondi strutturali prevedono forme di sostegno, diretto o indiretto, degli investimenti
citati nella documentazione di gara. Nell’invito vengono definiti gli realizzati dalle Pmi locali. I fondi sono però a gestione indiretta, nel senso che l’interlocutore
obiettivi a cui devono rispondere le proposte e la tipologia di azioni del destinatario finale (nel nostro caso, l’impresa) è, in linea di massima, l’autorità locale
ammissibili, ma all’interno di questi paletti i proponenti sono liberi di proporre (per esempio, la Regione Piemonte) che definisce programmi e misure di finanziamento
le metodologie che ritengono più efficaci per il raggiungimento di tali obiettivi. in accordo con la stessa Commissione e nell’ambito di quadri strategici definiti a livello
Normalmente le proposte selezionate sono più di una e il costo del progetto europeo e nazionale (per la differenza fra programmi ad attuazione diretta e indiretta,
sarà cofinanziato con i fondi comunitari, pertanto una certa percentuale dei si veda il paragrafo 3.1).
costi rimane a carico del proponente. Questa guida è stata ideata proprio in occasione dell’avvio operativo della nuova fase
Le istituzioni comunitarie si avvalgono invece dei bandi di gara, così come le di programmazione 2007-2013, che rispetto al passato prevede che le risorse siano
autorità pubbliche nazionali o regionali, per la realizzazione di azioni puntuali allocate sulla base di due principi:
da esse definite, ad esempio quando hanno la necessità di realizzare lavori • geografico, in quanto le azioni verranno focalizzate sulle regioni più svantaggiate;
o di acquistare beni o servizi per lo svolgimento delle loro attività. In questo • tematico, dal momento che gli Stati dovranno perseguire gli orientamenti strategici
caso, ci sarà normalmente un unico aggiudicatario, che percepirà come delineati dalle Strategie di Lisbona e di Göteborg, secondo il principio noto anche
corrispettivo l’intero compenso del costo del lavoro o della fornitura. come “earmarking”.
I bandi di gara delle istituzioni comunitarie sono pubblicati sul Supplemento
on line alla Gazzetta Ufficiale Europea (banca dati TED), oltre che generalmente
sul sito internet dell’istituzione che ha bandito la gara. La Strategia di Lisbona e di Göteborg
A marzo 2000 si è tenuto a Lisbona un Consiglio Europeo il cui focus erano
http://ted.europa.eu/ le politiche per favorire l’occupazione, lo sviluppo economico e la coesione
sociale nel contesto di un’economia fondata sulla conoscenza.
Si è così avviata una strategia che mira a fare dell’Unione europea l’economia
più competitiva e dinamica al mondo, in grado di coniugare la crescita con
nuovi e migliori posti di lavoro. La Strategia di Lisbona è incentrata sulla realiz-
zazione di diversi obiettivi concreti, che, negli intenti dei governi degli Stati
membri, dovrà essere realizzata entro il 2010.
Nel giugno 2001 il Consiglio Europeo di Göteborg ha integrato tale strategia
con l’obiettivo trasversale della realizzazione di uno sviluppo sostenibile.
I successivi Consigli Europei hanno evidenziato una serie di ulteriori linee
di intervento, tra cui lo sviluppo della società dell’informazione, la costituzione
di uno spazio europeo della ricerca, il sostegno all’innovazione e l’ammodernamento
dei sistemi di protezione sociale.

1 13
Rispetto alla precedente programmazione (2000-2006), sono state inoltre apportate Il totale complessivo delle risorse destinate all’Italia è di 28,8 miliardi di euro. Tenuto
importanti semplificazioni per quanto riguarda la struttura generale degli obiettivi e conto del cofinanziamento nazionale e regionale, al Piemonte spetteranno risorse per
degli strumenti finanziari a disposizione e la fase di programmazione degli interventi. un ammontare complessivo di circa 2,4 miliardi di euro.
I nuovi fondi strutturali hanno, infatti, tre obiettivi (convergenza, competitività regionale
e occupazione, cooperazione territoriale europea) e tre strumenti finanziari (FESR,
FSE e Fondo di coesione) contro i 7 obiettivi e i 5 strumenti della programmazione Le regioni ammissibili ai diversi obiettivi
precedente. Per quanto riguarda l’Italia, sono ammissibili all’obiettivo Convergenza quattro
regioni (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), il cui Pil pro capite è inferiore al
75% della media comunitaria. Altre due regioni che fino al 2006 rientravano
Gli obiettivi dei fondi strutturali 2007-2013: nell’obiettivo 1 (l’equivalente dell’attuale obiettivo Convergenza), Basilicata e
• Convergenza: accelerare la convergenza degli Stati membri e delle regioni Sardegna, usufruiscono di un regime transitorio decrescente.
meno sviluppate attraverso il miglioramento delle capacità di crescita e Tutte le altre regioni italiane, incluso il Piemonte, rientrano negli obiettivi
d’occupazione; Competitività e Cooperazione territoriale.
• Competitività regionale e occupazione: rafforzare la competitività e
Per ulteriori informazioni sulle aree ammissibili:
l’attrattività delle regioni non comprese nell’obiettivo Convergenza, così
come l’occupazione; http://ec.europa.eu/regional_policy/policy/region/index_it.htm
• Cooperazione territoriale europea a livello transfrontaliero, transnazionale
e interregionale.
Il Reg. CE 1083/2006 definisce i principi, le regole e gli standard comuni per l’attuazione dei
tre strumenti di coesione: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale
europeo (FSE) e il Fondo di coesione. Sulla base del principio della gestione condivisa tra
Programmazione 2007-2013 l’Unione europea, gli Stati membri e le regioni, tale regolamento definisce un rinnovato
processo di programmazione basato sugli orientamenti strategici comunitari per la poli-
Obiettivo Fondo di finanziamento tica di coesione e sul loro follow-up, nonché standard comuni per la gestione, il controllo
e la valutazione finanziaria, in un unico pacchetto di norme dettagliate.
Convergenza Fondo di coesione, FESR, FSE Il sistema di attuazione riformato assicurerà una gestione semplificata, proporzionale
Competitività regionale e occupazione FESR, FSE e maggiormente decentrata dei fondi strutturali e del Fondo di coesione.
Cooperazione territoriale europea FESR
Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR - Reg. CE 1080/2006) ha come
scopo principale la promozione degli investimenti pubblici e privati al fine di ridurre
le disparità regionali nell’Unione. Il FESR sostiene programmi in materia di sviluppo
Le risorse complessive destinate ai fondi strutturali e al Fondo di coesione per il periodo regionale, di cambiamento economico, di potenziamento della competitività e di
2007-2013 sono pari a 308 miliardi di euro e sono così ripartite: cooperazione territoriale su tutto il territorio dell’UE. Tra le priorità di finanziamento
• l’81,5% (circa 251 miliardi di euro) dell’importo complessivo sarà concentrato vi sono la ricerca, l’innovazione, la protezione dell’ambiente e la prevenzione dei rischi,
sull’obiettivo Convergenza, di cui possono fruire gli Stati membri e le regioni meno oltre all’investimento infrastrutturale che mantiene un ruolo importante soprattutto
avanzate. All’Italia sono stati destinati per questo obiettivo 21.211 milioni di euro; nelle regioni in ritardo di sviluppo.
• il 16% (circa 48,8 miliardi di euro) dei fondi strutturali verrà concentrato a sostegno
dell’innovazione, dello sviluppo sostenibile, di una migliore accessibilità e di progetti di Il Fondo sociale europeo (FSE - Reg. CE 1081/2006) è attuato in linea con la strategia
formazione nell’ambito dell’obiettivo Competitività regionale e occupazione. All’Italia europea per l’occupazione e si concentra su quattro ambiti chiave: accrescere
sono stati destinati per questo obiettivo 5.353 milioni di euro; l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, migliorare l’accesso all’occupazione e alla
• il 2,5% (circa 7,5 miliardi di euro) delle risorse sarà disponibile per la cooperazione partecipazione al mercato del lavoro, rafforzare l’inclusione sociale combattendo la
transfrontaliera, transnazionale e interregionale nel contesto dell’obiettivo discriminazione e agevolando l’accesso dei disabili al mercato del lavoro, e promuovere
Cooperazione territoriale europea. All’Italia sono stati destinati per questo obiettivo partenariati per la riforma nel campo dell’occupazione e dell’inclusione.
846 milioni di euro.

1
Il Fondo di coesione contribuisce ad interventi nei settori dell’ambiente e delle reti di
trasporti transeuropee. Si attiva per Stati membri aventi un reddito nazionale lordo
(Rnl) inferiore al 90% della media comunitaria, coprendo quindi i nuovi Stati membri (oltre Un confronto con il passato
a Grecia e Portogallo). La Spagna sarà ammessa a fruire del Fondo di coesione su Per chi è abituato alla vecchia terminologia, possiamo dire che il nuovo POR-FESR
base transitoria. L’Italia e il Piemonte non sono interessati dagli interventi del Fondo. corrisponde a grandi linee al DOCUP della passata programmazione. Ricordiamo
però che in questa nuova fase non esiste più alcuna differenza relativamente al
In questo capitolo verrà trattata anche la politica di sviluppo rurale attuata dall’Unione Comune in cui è situata l’impresa (Obiettivo 2, phasing out, etc.).
europea attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) istituito Gli interventi del fondo sociale sono sempre attuati, come in passato, attra-
attraverso il Reg. CE 1974/2006. Il Regolamento istituisce uno strumento unico di verso un POR (POR-FSE).
finanziamento della citata politica, attivo dal 1° gennaio 2007. Si auspica che l’uso di un Anche nel caso della programmazione della politica agricola, la sigla (PSR)
unico fondo possa migliorare la competitività dei settori agricolo e forestale, l’ambiente non cambia, l’unica differenza è che si è passati dal precedente Piano di
e la gestione dello spazio rurale, nonché la qualità della vita e la diversificazione delle sviluppo rurale al Programma di sviluppo rurale.
attività nelle zone rurali. Il FEASR finanzierà inoltre strategie di sviluppo locale e misure Per quanto riguarda i programmi di iniziativa comunitaria:
di assistenza tecnica. • Interreg trova continuità nel terzo obiettivo Cooperazione territoriale
Gli obiettivi del fondo sono tre: europea (si veda il paragrafo 2.2);
• migliorare la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura tramite un sostegno • le attività previste da Urban e Equal sono state integrate rispettivamente
alla ristrutturazione; negli obiettivi Competitività regionale e occupazione e Convergenza;
• migliorare l’ambiente e lo spazio rurale tramite un sostegno alla gestione del territorio; • Leader è confluito nel Programma di sviluppo rurale (si veda il paragrafo
• migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle 2.1.3).
attività economiche (si veda il paragrafo 2.1.3).

2.1 Gli strumenti programmatici


2.1.1 Il POR-FESR
La programmazione dei fondi strutturali prevede che sia redatto e approvato dai Il Piano operativo regionale a valere sul FESR, approvato dalla Commissione Europea con
singoli governi e dalla Commissione stessa un Quadro Strategico Nazionale dal quale decisione C (2007) 3809 del 2 agosto 2007, è consultabile sul sito della Regione Piemonte:
discendono i programmi regionali.
Il Quadro Strategico Nazionale è reperibile on line: http://www.regione.piemonte.it/industria/fondi_07_13

http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn.asp Si tratta di un documento che si compone di: analisi di contesto; valutazioni propedeutiche
alla strategia; strategia di intervento; priorità di intervento; procedure di attuazione;
La Regione Piemonte ha, di conseguenza, redatto i propri Piani Operativi attraverso i disposizioni finanziarie.
quali attuare le politiche e le strategie di sviluppo, competitività, innovazione e occupa- Le priorità strategiche del POR sono così definite:
zione. I fondi strutturali sono quindi resi operativi in Piemonte attraverso: • rafforzare il sistema innovativo regionale attraverso il sostegno alla cooperazione
tra gli attori, incentivi agli investimenti innovativi delle imprese e la diffusione dell’Ict;
• il Piano operativo regionale a valere sul FESR (POR-FESR); • migliorare l’efficienza in materia di consumo e produzione di energia e potenziare la
• il Piano operativo regionale a valere sul FSE (POR-FSE); produzione di energia da fonti rinnovabili;
• il Programma di sviluppo rurale a valere sul FEASR (PSR). • migliorare la coesione territoriale attraverso la riqualificazione del territorio.
Con la presente programmazione 2007-2013, scompare la zonizzazione e gli interventi si
Sommando le risorse comunitarie con il cofinaziamento nazionale e regionale, il POR- applicano a tutto il territorio regionale, nessuna area esclusa. È importante sottolineare,
FESR regionale dispone di risorse complessive per 1.076.958.254 euro, mentre il inoltre, come venga attuata una forte concentrazione delle risorse sulle tematiche
POR-FSE dispone di 1.007.852.446 euro. Il budget destinato all’attuazione delle politiche dell’innovazione e dell’ambiente-energia.
agricole attraverso il PSR ammonta complessivamente a 1.029.159.095 euro attinti,
in questo caso, dal FEASR. Gli assi definiscono quegli obiettivi che la Regione Piemonte, in accordo con la strategia
comunitaria e nazionale, ha individuato come prioritari:
1. Innovazione e transizione produttiva;
2. Sostenibilità ed efficienza energetica;

1
3. Riqualificazione territoriale; In questa sezione descriveremo la struttura dei vari assi, mentre le schede relative
4. Assistenza tecnica (questo asse viene qui citato solo per completezza nell’esposizione: alle più importanti misure di finanziamento per le imprese sono contenute nelle Schede
non prevede misure dirette per le imprese, consistendo esclusivamente in disposizioni dei programmi in allegato alla presente guida.
relative alla gestione del programma).
Asse 1: Innovazione e transizione produttiva
L’obiettivo specifico di questo asse è quello di rafforzare la competitività del sistema
Accanto a questa suddivisione per obiettivi, per così dire, verticali, si trovano regionale attraverso l’incremento della sua capacità di produrre ricerca e
7 principi trasversali, che dovranno cioè essere rispettati, promossi e sviluppati innovazione, di assorbire e trasferire nuove tecnologie, anche in riferimento a tematiche
in tutti gli assi: di frontiera, alle innovazioni in campo ambientale e allo sviluppo della società
• Pari opportunità e non discriminazione: la parità di genere e il rispetto dell’informazione.
delle pari opportunità sono assicurate coinvolgendo in tutte la fasi della Per il raggiungimento di questo obiettivo, sono stati identificati tre obiettivi operativi,
programmazione, dell’attuazione e della sorveglianza, la Consigliera regionale che a loro volta hanno dato luogo all’individuazione di attività specifiche.
di Parità. Inoltre, è previsto che, nella formulazione dei bandi, vengano A questo asse è stato attribuito il 46% delle risorse disponibili, pari a 497.985.496 euro.
introdotti criteri e requisiti di valutazione che rispondano all’ottica di genere.
• Sviluppo sostenibile: principale strumento di integrazione ambientale è la
valutazione ambientale del programma effettuata ai sensi della direttiva 1. Piattaforme innovative
2001/42/CE. È inoltre garantita la collaborazione tra Autorità di gestione, Sostegno alla ricerca industriale
Strutture di valutazione e Autorità ambientale. e allo sviluppo sperimentale promossi
• Partenariato: è assicurato il coinvolgimento delle parti economiche e da raggruppamenti di operatori
sociali e di tutti gli altri portatori di interessi in tutte le fasi di preparazione, (privati e pubblici) in ambiti scientifici
attuazione, sorveglianza e valutazione del Programma Operativo. e produttivi ad alto contenuto
• Diffusione delle buone pratiche: per migliorare le condizioni di efficienza di conoscenza e tecnologia
ed efficacia nell’attuazione delle politiche di coesione, la Regione promuove
la ricerca di casi di successo cui ispirarsi nell’azione amministrativa. 2. Poli di innovazione
1. Promuovere l’innovazione attraverso
• Cooperazione interregionale: è promossa il più possibile l’attività di Promozione e sostegno a network
conoscenza tecnologica, la diffusione
coordinamento per l’integrazione tra quanto si realizzerà nell’ambito delle e strutture per organizzare
e la realizzazione di investimenti
iniziative programmate con i PO transnazionali e transfrontalieri a cui il e diffondere innovazione presso Pmi,
di natura innovativa favorendo
Piemonte partecipa e quanto è programmato con i POR. filiere produttive e distretti; le azioni
la cooperazione tra università,
• Modalità e procedure di coordinamento: la strategia di politica regionale si focalizzano sulla promozione
centri di ricerca e imprese
piemontese che si intende realizzare viene attuata attraverso strumenti del trasferimento di tecnologie
in grado di garantire la migliore attuazione dei livelli di cooperazione e dell’offerta di servizi alle imprese
interistituzionale e la più ampia partecipazione dei soggetti coinvolti.
In questo contesto, la Regione Piemonte assume la cooperazione 3. Innovazione e Pmi
istituzionale quale modello attraverso il quale programmare e realizzare le Sostegno a progetti e investimenti
scelte prioritarie definite sul territorio. in innovazione e ricerca in modo
• Progettazione integrata: nell’ambito del POR, il Piemonte ha attivato lo da agevolare la produzione di beni
strumento della progettazione integrata a livello territoriale, coinvolgendo a contenuto tecnologico e orientati
enti locali e operatori economici per realizzare programmi complessi che a soddisfare le esigenze del mercato
potranno essere finanziati con i differenti fondi (comunitari, nazionali e di riferimento per la crescita
regionali) e con i differenti assi del POR-FESR. La progettazione integrata e la competitività delle Pmi e delle loro
sarà attuata attraverso la convocazione di tavoli di concertazione sul reti (si veda la scheda a pag. 85)
territorio, nei quali saranno approfondite le valutazioni delle potenzialità
e opportunità di azione e saranno assunte le proposte di intervento da
sottoporre all’esame dei responsabili dell’attuazione.

1
Asse 2: Sostenibilità ed efficienza energetica
1. Ecoinnovazione A questo asse è stato attribuito il 25% delle risorse disponibili, pari a 270.639.610 euro.
Promozione degli investimenti delle Pmi
attive nel campo dell’ecoinnovazione
attraverso il sostegno dell’attività di RST 1. Produzione di energie rinnovabili
per l’ideazione e sperimentazione Interventi finalizzati a rafforzare
2. Promuovere processi di innovazione
di macchinari, processi e procedure la filiera produttiva delle energie
finalizzati all’introduzione
capaci di minimizzare l’impatto rinnovabili attraverso il sostegno
di tecnologie pulite nell’ambito
ambientale delle attività umane ad investimenti in strutture che producono
del sistema produttivo delle Pmi
e produttive (si veda la scheda a pag. 86) energia derivante da fonti rinnovabili
e delle istituzioni
(si veda la scheda a pag. 90)
2. Adozione di tecnologie ambientali
Sostegno alle Pmi per l’adozione di beni 2. Beni strumentali per l’energia
strumentali, procedure e processi rinnovabile e l’efficienza energetica
per limitare le esternalità negative 1. Ridurre l’uso intensivo delle fonti Sostenere il rafforzamento delle Pmi
nei confronti dell’ambiente energetiche tradizionali attraverso nella produzione di sistemi, beni
(si veda la scheda a pag. 87) l’incremento della produzione strumentali e tecnologie innovative
energetica da fonti rinnovabili per la produzione di energia rinnovabile,
1. Servizi informatici innovativi e promuovere l’efficienza il risparmio e l’efficienza energetica
Sostegno alle Pmi del settore informatico ed il risparmio energetico negli usi finali e nell’edilizia
per promuovere e sviluppare servizi nella produzione e consumo di energia (si veda la scheda a pag. 92)
3. Sostenere e rafforzare l’offerta
a supporto dell’efficienza aziendale
di servizi informatici e il loro migliore 3. Efficienza energetica
(si veda la scheda a pag. 88)
utilizzo da parte delle Pmi Sostenere le Pmi e le istituzioni nei processi
finalizzato all’efficienza nei metodi 2. Adozione TIC volti a migliorare i sistemi di risparmio
di produzione e di organizzazione Sostegno alle Pmi e alle istituzioni energetico attraverso l’utilizzo efficiente
delle funzioni aziendali per l’adozione e l’utilizzo delle TIC delle risorse energetiche tradizionali,
per promuovere innovazione nei processi l’adozione di sistemi di razionalizzazione
produttivi e nell’erogazione di servizi al fine del consumo e di minimizzazione
di realizzare efficienza, competitività delle emissioni inquinanti
e crescita (si veda la scheda a pag. 89) (si veda la scheda a pag. 93)

2
Asse 3: Riqualificazione territoriale Le diverse attività di cui si compone il POR sono attuate attraverso tre grandi tipologie
L’obiettivo specifico di questo asse è la promozione dell’integrazione tra valorizzazione di progetti:
del patrimonio ambientale, storico e culturale e le attività imprenditoriali connesse, 1. progetti a regia regionale che intendono privilegiare la dimensione di sistema;
e riqualificazione delle aree urbane in un’ottica di inclusione sociale, sviluppo economico 2. progetti a bando in cui l’accesso al sostegno finanziario sarà soggetto alla presentazione
e rigenerazione delle aree degradate. di proposte progettuali in risposta a bandi di gara;
A questo asse è stato attribuito il 25% delle risorse disponibili, pari a 270.639.610 euro. 3. programmazione integrata frutto di un disegno organico concepito a livello locale.

2.1.2 Il POR-FSE
1. Valorizzazione dei beni ambientali Il documento descrittivo del POR-FSE, approvato dalla Commissione Europea con
e culturali decisione C (2007) 5464 del 6 novembre 2007, è consultabile sul sito della Direzione
Sostegno ad iniziative infrastrutturali Formazione Professionale e Lavoro della Regione Piemonte:
di valorizzazione del patrimonio culturale
a supporto dello sviluppo http://extranet.regione.piemonte.it/fp-lavoro/
socioeconomico e in particolare
del turismo sostenibile, attraverso Si tratta di un documento che si compone di: analisi di contesto; valutazioni propedeutiche
1. Promuovere e rafforzare le sinergie alla strategia; strategia; priorità di intervento; modalità di attuazione; disposizioni finanziarie.
potenziali tra tutela, valorizzazione il recupero e la rivitalizzazione
dell’ambiente e dei beni naturali di attrattori di valenza regionale
e la loro messa in rete Così come per il POR-FESR (si veda il paragrafo 2.1.1), descriveremo in questa sezione
e crescita del sistema produttivo solo la struttura dei vari assi, obiettivi specifici e attività previste.
2. Imprenditorialità e valorizzazione Le schede dei programmi in allegato alla presente guida sono dedicate alle più importanti
culturale misure di finanziamento per le imprese, ossia quelle relative a nuove imprese, Direttiva
Sostegno alle Pmi e alle microimprese occupati e Mercato del lavoro.
operanti nei settori connessi ai beni
culturali e ambientali per migliorarne
la fruizione (si veda la scheda a pag. 94) Finanziamenti per nuove imprese
1. Riqualificazione delle aree dimesse L’attuale programmazione 2007-2013 prevede diverse misure destinate a
Sostegno agli investimenti supportare l’avvio di un’attività in proprio su tutto il territorio piemontese:
per il recupero dei siti dimessi (siti industriali • nell’ambito del POR-FSE troverà prosecuzione la misura D3 per il sostegno
in abbandono) e loro riconversione alla creazione d’impresa (si veda la scheda a pag. 101);
finalizzata alla localizzazione di attività • nell’ambito del PSR la misura 112 garantisce il sostegno all’insediamento
e iniziative produttive, in particolare dei giovani agricoltori (si veda la scheda a pag. 103 );
2. Promuovere la riqualificazione di servizi avanzati, inclusi quelli per la mobilità • attraverso il Capacity Building Scheme, il programma quadro per la
urbana in un’ottica di sviluppo sostenibile (trasporti puliti) Competitività e l’Innovazione-CIP fornisce assistenza per l’avvio delle nuove
sostenibile e realizzare imprese attraverso capitale d’avviamento (seed capital) e assistenza
una più elevata 2. Riqualificazione aree degradate tecnica nelle domande di credito (si veda il paragrafo 4.4).
competitività territoriale Sostegno ad interventi di riqualificazione
di quartieri urbani caratterizzati da elevati
livelli di degrado sociale, economico
e fisico, per promuovere sviluppo, occupazione Il POR-FSE è strutturato in 6 assi, a loro volta suddivisi in obiettivi specifici ed attività
e integrazione con il contesto urbano previste. È utile ricordare che l’obiettivo generale e primario che viene perseguito, che
(si veda la scheda a pag. 95) discende direttamente dalla Strategia di Lisbona, è quello di qualificare la popolazione
e il lavoro.
Per far questo, sono stati individuati i principali obiettivi regionali per la programmazione
operativa, che corrispondono agli obiettivi specifici comuni nazionali, e sulle cui basi
sono stati definiti gli assi di intervento:

2
Obiettivo specifico Attività previste Azioni intese ad assicurare il governo
Asse e il coordinamento delle politiche del lavoro
comune
Interventi per il potenziamento
Progetti di formazione continua
del sistema informativo lavoro
di iniziativa aziendale connessi
con le scelte di investimento delle imprese d) Aumentare l’efficienza, Azioni per la promozione del raccordo
l’efficacia, la qualità tra CPI (Centri per l’impiego) e agenzie
Programmi di formazione continua e l’inclusività per il lavoro
proposti da soggetti formatori accreditati, delle istituzioni Formazione degli operatori dei servizi
rivolti a lavoratori e datori di lavoro del mercato del lavoro al lavoro
e destinati a sostenerne l’adattabilità,
la competitività e i processi di sviluppo Azioni per la qualificazione del sistema
regionale dei servizi al lavoro
a) Sviluppare sistemi
Predisposizione di metodologie innovative (autorizzazione/accreditamento,
di formazione continua
e flessibili per assicurare l’accesso “quadro delle competenze”, etc.)
e sostenere l’adattabilità
alla formazione Interventi per l’emersione del lavoro nero
dei lavoratori
Piani formativi di area o interventi Percorsi integrati e personalizzati
analoghi volti a sostenere attraverso per l’inserimento e il reinserimento al lavoro
l’azione formativa specifici programmi
Servizi di sostegno alla domanda
di sviluppo regionale
di lavoro espressa dalle imprese
Formazione per la qualificazione sul lavoro e) Attuare politiche
(apprendistato professionalizzante) del lavoro attive Progetti rivolti agli inattivi
e per il conseguimento di una qualifica, 2. Occupabilità e preventive,
con particolare attenzione Interventi per la promozione
1. Adattabilità di un diploma o di un titolo di formazione
all’integrazione della stabilizzazione occupazionale
superiore da parte degli apprendisti
dei migranti (in particolare dei giovani e delle donne)
b) Favorire l’innovazione Progetti di active ageing, empowerment nel mercato del lavoro, Incentivi per l’inserimento e il reinserimento
e la produttività e diffusione della responsabilità sociale all’invecchiamento al lavoro e la stabilizzazione occupazionale
attraverso una migliore delle imprese attivo, al lavoro
Percorsi formativi finalizzati all’inserimento
organizzazione autonomo e all’avvio
lavorativo di giovani e adulti
e qualità del lavoro di imprese
Interventi a favore dell’invecchiamento attivo
Progetti di ricollocazione a prevenzione
e contrasto di situazioni di crisi aziendale Progetti integrati intesi a favorire
o settoriale l’acquisizione di competenze di base
c) Sviluppare politiche e specialistiche da parte dei migranti
e servizi per l’anticipa- Percorsi formativi finalizzati Interventi per l’aumento e la qualificazione
zione e gestione all’occupazione dell’occupazione femminile
f) Migliorare l’accesso
dei cambiamenti, Interventi di conciliazione tra vita familiare
Incentivi per l’inserimento delle donne
promuovere e professionale
e il reinserimento al lavoro all’occupazione
la competitività
e la stabilizzazione occupazionale e ridurre le disparità Progetti per la condivisione
e l’imprenditorialità
di genere delle responsabilità tra i generi
Percorsi integrati per la creazione d’impresa
Formazione per l’imprenditorialità Azioni per la promozione della cultura di parità

2
Progetti integrati intesi a favorire Formazione degli operatori e dei docenti
l’inserimento lavorativo del sistema educativo
dei soggetti svantaggiati Azioni per la qualificazione del sistema
Progetti integrati per la riduzione educativo (accreditamento,
della devianza giovanile e il recupero standard, qualifiche)
dei drop out ai fini Interventi per la stabilizzazione dell’offerta
dell’inserimento lavorativo h) Elaborazione di istruzione e formazione professionale
e introduzione Interventi per l’integrazione tra politiche
Progetti integrati per il collocamento delle riforme dell’istruzione, della formazione e del lavoro
mirato dei soggetti affetti da disabilità dei sistemi di istruzione, Azioni per l’accertamento, la leggibilità
g) Sviluppare percorsi
di integrazione Progetti integrati volti al reinserimento formazione e lavoro e la fruibilità delle competenze
e migliorare sociale e lavorativo dei detenuti per migliorarne Interventi per il potenziamento del sistema
il (re)inserimento Progetti integrati per il recupero l’integrazione informativo della formazione professionale
3. Inclusione e sviluppare l’occupabilità, Analisi dei fabbisogni formativi e professionali
lavorativo dei soggetti dei soggetti affetti da dipendenze al fine
sociale con particolare attenzione Interventi per la riorganizzazione
svantaggiati per della loro occupabilità
combattere ogni forma all’orientamento del sistema educativo
Interventi formativi per l’integrazione
di discriminazione Studi e ricerche in materia di sistema educativo
socio-lavorativa dei soggetti svantaggiati
nel mercato del lavoro Azioni di orientamento tese a favorire
Incentivi per l’inserimento scelte individuali consapevoli
e il reinserimento al lavoro Percorsi e progetti sperimentali connessi
e la stabilizzazione occupazionale alla riforma del secondo ciclo del sistema
Azioni per il rafforzamento 4. Capitale educativo e finalizzati all’occupabilità
del terzo settore umano Percorsi di formazione permanente
a carattere professionalizzante
Misure di accompagnamento
Progetti di istruzione degli adulti finalizzati
per il raccordo tra istituzioni, attori i) Aumentare
all’acquisizione di competenze di base
che hanno in carico i soggetti deboli la partecipazione
e trasversali funzionali all’inserimento
e beneficiari finali alle opportunità
o reinserimento lavorativo
formative lungo tutto
Percorsi per il rientro nel sistema
l’arco della vita
educativo formale ai fini dell’occupabilità
e innalzare i livelli
Azioni di sistema per l’innovazione didattica
di apprendimento
della formazione permanente
e conoscenza
e dell’istruzione degli adulti
Percorsi formativi finalizzati all’inserimento
lavorativo di giovani e adulti
l) Creazione di reti Percorsi formativi finalizzati al conseguimento
tra università, centri di competenze di livello medio-alto coerenti
tecnologici di ricerca, con l’evoluzione della domanda di lavoro
mondo produttivo e realizzati anche in forma integrata
e istituzionale, Azioni di sistema per la riorganizzazione
con particolare attenzione dell’offerta formativa (poli formativi e simili)
alla promozione
della ricerca Sostegno ai ricercatori per la diffusione
e dell’innovazione dell’innovazione in impresa

2
Progetti per la definizione e l’attuazione Asse 1: Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
m) Promuovere di politiche di active ageing
la realizzazione Misura 111: Iniziative nel campo della formazione
Progetti per il coordinamento professionale e dell’informazione rivolte agli addetti
e lo sviluppo
delle politiche europee in materia dei settori agricolo, alimentare e forestale
5. Transnazio- di iniziative e di reti
di immigrazione 1. Misure intese a promuovere
nalità su base interregionale Misura 112: Sostegno all’insediamento di giovani
e interregio- e transnazionale, la conoscenza e sviluppare agricoltori (si veda la scheda a pag. 103)
Progetti per il confronto di modelli,
nalità con particolare il potenziale umano
l’individuazione e la disseminazione Misura 114: Utilizzo di servizi di consulenza
attenzione di buone pratiche in relazione ai principali in agricoltura
allo scambio campi di intervento del FSE (lifelong
delle buone pratiche Misura 115: Avviamento di servizi di assistenza
learning, servizi per il lavoro, inclusione
alla gestione, di sostituzione e di consulenza
sociale, pari opportunità di genere)
per le aziende silvicole
6. Assistenza Misura 121: Ammodernamento delle aziende
tecnica agricole (si veda la scheda a pag. 105)
Misura 122: Accrescimento del valore
Accanto a questa suddivisione per obiettivi, per così dire, verticali, si trovano due principi economico delle foreste
trasversali, che dovranno cioè essere rispettati, promossi e sviluppati in tutti gli assi, ossia:
Misura 123: Accrescimento del valore aggiunto
1. sviluppo sostenibile;
dei prodotti agricoli e forestali
2. pari opportunità.
2. Misure intese a ristrutturare (si veda la scheda a pag. 109)
I diversi interventi del POR-FSE sono attuati attraverso: e sviluppare il capitale fisico Misura 124: Cooperazione per lo sviluppo
• azioni a regia regionale (come per il POR-FESR); e a promuovere l’innovazione di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori
• azioni con assegnazione delle risorse alle Province quali soggetti attuatori; agricolo e alimentare, e in quello forestale
• avvisi pubblici (bandi) per presentazione progetti (ad esempio, attività formative da realizzarsi). Misura 125: Infrastrutture connesse
allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura
2.1.3 Il Programma di sviluppo rurale (PSR)
e della silvicoltura
Il Programma di sviluppo rurale (PSR) è lo strumento attraverso cui ciascuna regione
programma e attua le politiche strutturali per lo sviluppo rurale dell’Unione europea, Misura 126: Recupero del potenziale
utilizzando le risorse del FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). di produzione agricola danneggiato da disastri
Per quanto riguarda la Regione Piemonte, il PSR 2007-2013 è stato approvato dalla naturali e introduzione di adeguati strumenti
Commissione Europea con la decisione C(2007) 5944 del 28 novembre 2007 ed è di prevenzione
consultabile sul sito internet: Misura 131: Sostegno agli agricoltori
per conformarsi ai rigorosi requisiti prescritti
http://www.regione.piemonte.it/agri/
dalla normativa comunitaria
Il PSR è strutturato secondo 4 assi principali, a loro volta suddivisi in diverse misure 3. Misure intese a migliorare
e azioni: Misura 132: Partecipazione degli agricoltori
la qualità della produzione
1. miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale; ai sistemi di qualità alimentare
dei prodotti agricoli
2. miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale; (si veda la scheda a pag. 111)
3. qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale; Misura 133: Attività di informazione e promozione
4. attuazione dell’approccio Leader. riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi
di qualità alimentare
Così come per il POR-FESR (si veda il paragrafo 2.1.1) e il POR-FSE (si veda il paragrafo
2.1.2), anche in questo caso descriveremo solo la struttura dei vari assi, mentre le
schede relative alle più importanti misure di finanziamento per le imprese sono contenute A questo asse è stato attribuito il 44,6% delle risorse disponibili, pari a 459.335.866 euro.
nelle Schede dei programmi in allegato alla presente guida.

2
Asse 2: Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale Asse 4: Attuazione dell’approccio Leader
Sono state inoltre introdotte nel PSR quelle azioni che in precedenza erano realizzate
Misura 211: Indennità a favore di agricoltori attraverso l’iniziativa comunitaria Leader:
delle zone montane
Misura 410: Strategie di sviluppo locale
1. Misure finalizzate a promuovere Misura 212: Indennità per svantaggi naturali Misura 421: Cooperazione interterritoriale
l’utilizzo sostenibile in altre aree
e transnazionale
dei terreni agricoli Misura 213: Pagamenti Natura 2000 Misura 431: Gestione dei gruppi di azione locale,
Misura 214: Pagamenti agro-ambientali acquisizione di competenze e animazione (spese
Misura 215: Pagamenti per il benessere di funzionamento dei GAL, studi e informazioni
degli animali sulla strategia dei GAL, formazione
del personale dei GAL, eventi promozionali)
Misura 221: Primo imboschimento
di terreni agricoli A questo asse è stato attribuito il 5,7% delle risorse disponibili, pari a 58.409.091 euro.
Misura 224: Indennità forestali Natura 2000 I bandi pubblicati dalla Regione Piemonte nel quadro del nuovo PSR sono disponibili
2. Misure finalizzate Misura 225: Pagamenti per interventi nella sezione del sito regionale:
all’uso sostenibile silvoambientali
dei terreni forestali http://www.regione.piemonte.it/agri
Misura 226: Ricostituzione del potenziale
forestale e introduzione di interventi preventivi Per i bandi del PSR riguardanti il settore forestale e l’agricoltura nelle zone montane,
Misura 227: Sostegno agli investimenti è possibile consultare il seguente sito della Regione Piemonte:
non produttivi nelle foreste
www.regione.piemonte.it/montagna
A questo asse è stato attribuito il 39,5% delle risorse disponibili, pari a 406.859.092 euro.

Asse 3: Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale FEP - Fondo europeo per la pesca
Il regolamento CE n. 1198 del 27 luglio 2006 istituisce il Fondo europeo per
Misura 311: Diversificazione in attività la pesca (FEP) che dal 1° gennaio 2007 sostituisce lo Strumento finanziario
non agricole (si veda la scheda a pag. 107) di orientamento della pesca (SFOP). Il nuovo fondo ha l’obiettivo di garantire
Misura 312: Sostegno alla creazione lo sviluppo sostenibile del settore europeo della pesca e dell’acquacoltura ed
1. Misure per la diversificazione
ed allo sviluppo di microimprese è dotato di un bilancio complessivo di circa 3,8 miliardi di euro per un periodo
dell’economia rurale
Misura 313: Incentivazione di attività di sette anni (2007-2013). Potranno beneficiare di un aiuto finanziario:
turistiche connesse alla fruizione sostenibile • le attività di pesca marittima e nelle acque interne;
del territorio rurale • le imprese acquicole;
Misura 321: Servizi essenziali per l’economia • le organizzazioni di produttori e i settori della trasformazione e della
e la popolazione rurale commercializzazione;
Misura 322: Riqualificazione e sviluppo • le zone dipendenti dalla pesca.
2. Misure intese a migliorare dei villaggi Il FEP si articola in cinque assi prioritari:
la qualità della vita Misura 323: Tutela e riqualificazione 1. misure a favore dell’adeguamento della flotta peschereccia comunitaria;
nelle zone rurali del patrimonio rurale 2. acquacoltura, trasformazione e commercializzazione;
Misura 331: Formazione e informazione 3. azioni collettive;
Misura 341: Acquisizione di competenze, 4. sviluppo sostenibile delle zone costiere di pesca;
animazione e attuazione 5. assistenza tecnica.

A questo asse è stato attribuito il 7,2% delle risorse disponibili, pari a 74.236.865 euro.

3
http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/pianifica/programmi/
La Regione Piemonte prevede di proseguire nell’attuazione delle misure già cooperazione.htm
finanziate con lo SFOP, ossia l’acquacoltura, la trasformazione e commercia-
lizzazione dei prodotti dell’acquacoltura da parte di imprenditori privati, singoli È importante sottolineare che, in linea generale, questi strumenti sono utilizzati prin-
o associati e la promozione dei prodotti dell’acquacoltura da parte di soggetti cipalmente da enti e istituzioni, sebbene vi siano alcune tipologie di progetto aperte
sia pubblici che privati, aggiungendo la misura “pesca acque interne” rivolta anche a soggetti privati. Per queste ragioni, non scenderemo qui troppo in dettaglio,
ai pescatori professionisti. rimandando ai siti di ogni programma per ulteriori informazioni. Sugli stessi siti è tra
Il sito della Regione Piemonte dedicato al FEP è: l’altro presente una sezione di proposte progettuali per la ricerca di partner.

http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/acquacoltura/fep.htm Sono previste tipologie di progetto diverse a seconda del tipo di cooperazione
(transfrontaliera, transnazionale o interregionale), cui corrispondono diverse modalità
Il sito di riferimento del Ministero delle Politiche agricole e forestali per il FEP è: di attuazione (bando aperto, bando ristretto, etc.).
Per ogni programma è prevista un’Autorità di gestione avente sede in uno degli Stati
http://www.politicheagricole.it/PescaAcquacoltura/FEP/default.htm
membri coinvolti, un Comitato di sorveglianza e un Segretariato tecnico congiunto.
Per facilitare l’accesso alle agevolazioni, per alcuni programmi, sono inoltre stati identificati
dei National Contact Point (NCP), il cui elenco è riportato sui relativi siti.
2.2 La cooperazione territoriale europea
2.2.1 La cooperazione transfrontaliera
Per il periodo di programmazione L’obiettivo principale della cooperazione transfrontaliera consiste nella realizzazione
2007-2013, sul territorio dell’Unione di attività economiche, sociali e ambientali transfrontaliere mediante strategie comuni
Sebbene con nomi a volte diversi, questo di sviluppo territoriale sostenibile.
europea i fondi strutturali (in par-
obiettivo, ormai finanziato solo dal FESR, Sono ammesse alla cooperazione transfontaliera le zone confinanti di livello NUTS III,
ticolar modo il FESR) potranno
riprende in parte quelli che nella vecchia che per l’Italia coincidono con le Province. Il Piemonte è interessato dai programmi
finanziare attività di cooperazione
programmazione dei fondi erano i Programmi di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia, noto anche come Alcotra (si veda il
in differenti settori tra diversi
di iniziativa comunitaria, in particolare quelli paragrafo 2.2.1.1), e Italia-Svizzera (si veda il paragrafo 2.2.1.2).
Stati membri, nell’ambito del terzo
conosciuti come Interreg. Queste le aree tematiche (art. 6 Reg. FESR) in cui le azioni si devono sviluppare:
obiettivo Cooperazione territoriale
europea. Quest’obiettivo consiste • imprenditorialità, sviluppo delle Pmi, del turismo, della cultura e del commercio
nel promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle macroregioni dell’Unione, transfrontaliero;
sostenendo la cooperazione transfrontaliera e gli scambi delle buone pratiche; esso • protezione e gestione delle risorse naturali e culturali, prevenzione dei rischi naturali
trae spunto dall’esperienza dell’iniziativa comunitaria Interreg, finalizzata a favorire e tecnologici;
un’integrazione armoniosa dell’Unione europea. • rafforzamento dei collegamenti tra le zone urbane e rurali;
• miglioramento dell’accesso alle reti e ai servizi di trasporto, informazione e
Il terzo obiettivo sostiene: comunicazione, ai sistemi e agli impianti transfrontalieri di approvvigionamento
• la cooperazione transfrontaliera (tra zone frontaliere separate da un confine idrico ed energetico e di smaltimento dei rifiuti;
marittimo o terrestre); • sviluppo della collaborazione, della capacità e dell’utilizzo congiunto di infrastrutture,
• la cooperazione transnazionale (tra zone contigue); in particolare in settori come la salute, la cultura, il turismo e l’istruzione;
• la cooperazione interregionale (riguardante l’intero territorio europeo). • cooperazione giuridica e amministrativa, integrazione dei mercati del lavoro
transfrontalieri, iniziative locali a favore dell’occupazione, la parità di genere e le pari
I programmi dell’obiettivo Cooperazione territoriale europea che interessano il Piemonte
opportunità, la formazione e l’inclusione sociale, uso condiviso di risorse umane e
sono i seguenti:
strutture destinate alla R&ST.
• programmi operativi (PO) Italia-Francia e Italia-Svizzera (cooperazione transfrontaliera);
• programmi operativi Spazio Alpino, Europa Centrale, Mediterraneo (cooperazione
transnazionale);
• Programma Operativo Interreg IV C, Urbact II, Interact, Espon (cooperazione
interregionale).

3
2.2.1.1 Programma Italia-Francia (Alcotra) 2007-2013 Territori ammissibili
Autorità di Gestione I capofila dei progetti devono essere localizzati nei territori transfrontalieri:
Regione Piemonte • per l’Italia: Regione autonoma Valle d’Aosta e Province di Torino, Cuneo e Imperia;
• per la Francia: i dipartimenti dell’Alta Savoia, della Savoia, delle Alte Alpi, delle Alpi di
Dotazione finanziaria (FESR + cofinanziamento nazionale) Alta Provenza e delle Alpi Marittime.
199.583.128 euro Gli altri partner possono essere localizzati, oltre che nei territori sopra elencati,
anche in territori adiacenti (zone in giallo nella cartina) o anche, con una partecipazione
Obiettivo generale
comunitaria in questo caso limitata ad un massimo del 20% della dotazione FESR
Migliorare la qualità della vita delle popolazioni e lo sviluppo sostenibile dei sistemi
del programma, in altre zone cosiddette “di flessibilità” (per l’Italia, la Provincia di Genova;
economici e territoriali transfrontalieri attraverso la cooperazione in ambito sociale,
per la Francia, i dipartimenti del Rhône e delle Bouches-du-Rhône; Paesi terzi: il Principato
economico, ambientale e culturale.
di Monaco e la Svizzera possono partecipare al Programma senza ricevere finanziamenti FESR).
Asse Misure
2.2.1.2 Programma Italia-Svizzera 2007-2013
1. Sviluppo e innovazione Sistemi produttivi, economie rurali, turismo Autorità di Gestione
Regione Lombardia
2. Protezione e gestione del territorio Risorse del territorio, prevenzione dei rischi
Servizi socio-sanitari, trasporti, cultura, Dotazione finanziaria (FESR + cofinanziamento nazionale)
3. Qualità della vita 91.749.144 euro
istruzione, formazione e lavoro

Obiettivo generale
Modalità di attuazione Attivare e rafforzare processi di integrazione fra i sistemi produttivi sfruttando la
Alcotra prevede 3 tipologie di progetti: centralità geografica e la prossimità fra territori economicamente sviluppati.
1. progetti di cooperazione singoli: si tratta di proposte puntuali che si riferiscono a
una sola misura, presentate da almeno due partner, uno italiano e uno francese, Asse Obiettivi specifici
coordinati da un capofila unico; Gestione dei rischi naturali, salvaguardia
2. progetti strategici: si tratta di progetti “pubblici” di notevole rilevanza, finalizzati 1. Ambiente e territorio delle risorse naturali; incentivazione
ad approfondire problematiche di interesse comune e a valorizzare le potenzialità del comparto agroforestale
di sviluppo di particolari ambiti e settori economici, i cui impatti interessano l’intera Cooperazione tra Pmi (in particolare
area transfrontaliera o gran parte di essa. I promotori di tali progetti possono essere 2. Competitività nel campo della ricerca e innovazione);
esclusivamente le Regioni e le Province per l’Italia, lo Stato, le Regioni e i Dipartimenti turismo; trasporti
per la Francia;
Patrimonio culturale, diffusione delle Ict
3. piani integrati transfrontalieri (PIT): si tratta di piani costituiti da un insieme
nell’informazione ai cittadini; educazione,
di progetti di cooperazione singoli che riguardano settori e temi diversi (possono 3. Qualità della vita
formazione e mercato del lavoro; cooperazione
quindi riferirsi ognuno a una differente misura del Programma), con un comune
in ambito sociale e istituzionale
obiettivo di sviluppo economico e sociale di uno specifico territorio transfrontaliero.

Per tutte le tipologie di progetto, è indispensabile costituire un partenariato transfrontaliero. Modalità di attuazione
Per quanto riguarda i progetti di cooperazione singoli, che sono la modalità più semplice Così come per Alcotra, anche per il Programma di cooperazione Italia-Svizzera è
necessaria la partecipazione di partner sia italiani che svizzeri in ogni progetto.
sul Bollettino Ufficiale regionale, sia sul sito internet dedicato al programma: Tutte le operazioni sono presentate, attraverso un apposito dossier, da un capofila
italiano e da un capofila svizzero, che designano un coordinatore unico di progetto.
Anche le tre tipologie di progetti (ordinari, strategici e integrati) e le modalità di selezione
www.interreg-alcotra.org
degli stessi, tramite appositi inviti a presentare proposte, sono simili ad Alcotra.
Dallo stesso sito è possibile scaricare il Programma Operativo e tutta la documentazione
relativa al programma.

3
È possibile scaricare il Programma Operativo, visionare i bandi aperti e scaricare tutta Asse Obiettivi
Diffusione delle tecnologie innovative,
rafforzamento della cooperazione
www.interreg-italiasvizzera.it 1. Rafforzare le capacità d’innovazione
tra attori dello sviluppo economico
e autorità pubbliche
Territori ammissibili
Tutela e valorizzazione delle risorse naturali
Le zone ammissibili al programma sono:
e culturali, promozione delle energie
• per l’Italia: Regione autonoma Valle d’Aosta; Province di Vercelli, del Verbano Cusio 2. Tutela ambientale e promozione
rinnovabili e miglioramento dell’efficienza
Ossola, di Biella e di Novara (Regione Piemonte); Province di Como, Lecco, Sondrio e di uno sviluppo territoriale sostenibile
energetica, rischi marittimi e sicurezza
Varese (Regione Lombardia); Provincia Autonoma di Bolzano;
marittima, prevenzione dei rischi naturali
• per la Svizzera: Canton Ticino, Cantone Vallese, Cantone dei Grigioni.
Multimodalità, logistica, gestione
Sono inoltre ammissibili, a determinate condizioni, le seguenti zone adiacenti (zone “di 3. Miglioramento della mobilità
e razionalizzazione del traffico,
flessibilità”): le Province di Torino e Alessandria (Regione Piemonte); Milano, Bergamo, e dell’accessibilità territoriale
Ict per migliorare l’accessibilità
Brescia, Pavia (Regione Lombardia).
Governance territoriale, strategie
2.2.2 La cooperazione transnazionale 4. Promozione di uno sviluppo e politiche di sviluppo congiunte, poli
Obiettivo della cooperazione transnazionale è quello di contribuire allo sviluppo equilibrato policentrico ed integrato culturali d’eccellenza, risorse culturali,
e alla competitività del territorio europeo. rafforzamento dell’identità culturale
La cooperazione si realizza all’interno di 13 macroregioni. Il Piemonte è interessato da
tre programmi: MED (si veda il paragrafo 2.2.2.1), Spazio alpino (si veda il paragrafo Modalità di attuazione
2.2.2.2) ed Europa centrale (si veda il paragrafo 2.2.2.3). I progetti finanziati nel quadro del Programma MED devono avere una dimensione
transnazionale, garantire un impatto reale e misurabile e apportare un contributo
Le aree tematiche (art. 6 Reg. FESR) in cui le azioni si devono sviluppare sono le seguenti: diretto agli obiettivi del programma.
• innovazione (creazione e sviluppo di reti scientifiche e tecnologiche e rafforzamento Gli inviti a presentare proposte sono di due tipi:
delle capacità regionali di R&ST e innovazione che contribuiscano direttamente 1. classici inviti a presentare proposte riguardanti tutti gli assi e gli obiettivi del PO senza
allo sviluppo economico equilibrato delle zone transnazionali); preferenza;
• ambiente (attività di gestione delle risorse idriche, efficienza energetica, 2. inviti a presentare proposte mirate che indicano ai partner temi d’intervento specifici.
prevenzione dei rischi e protezione ambientale che presentino una chiara I progetti MED sono selezionati attraverso una procedura a due step, pre-application
dimensione transnazionale); e application.
• accessibilità (attività intese a migliorare l’accesso e la qualità dei servizi di trasporto È possibile scaricare il Programma Operativo, visionare i bandi aperti e scaricare tutta
e telecomunicazioni che presentino una chiara dimensione transnazionale); la documentazione sul sito internet:
• sviluppo urbano sostenibile (rafforzamento dello sviluppo policentrico a livello transnazionale,
nazionale e regionale che presenti un chiaro impatto transnazionale). www.programmemed.eu

2.2.2.1 Programma Mediterraneo-MED 2007-2013 Territori ammissibili


Autorità di Gestione Il Programma MED copre le zone costiere e mediterranee di 9 Stati membri
Région Provence-Alpes-Côte d’Azur (F) (Cipro, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Regno Unito e Slovenia).
Anche la Croazia e il Montenegro, Paesi potenziali candidati all’UE, possono
Dotazione finanziaria (contributi FESR + contributi nazionali) partecipare al programma utilizzando i fondi dello strumento di assistenza
256.617.688 euro preadesione (IPA).

Obiettivi generali
Fare dell’area del Mediterraneo un territorio in grado di competere a livello internazionale,
condizione essenziale per assicurare la crescita e l’impiego per le future generazioni,
promuovere la coesione territoriale e la tutela dell’ambiente in una logica di sviluppo sostenibile.

3
2.2.2.2 Programma Spazio alpino 2007-2013 2.2.2.3 Programma Europa centrale 2007-2013
Autorità di Gestione Autorità di Gestione
Land Salzburg (A) Città di Vienna (Austria)

Dotazione finanziaria (FESR + cofinanziamento nazionale) Dotazione finanziaria (FESR + cofinanziamento nazionale)
129.980.630 euro 298.295.837 euro
Obiettivo generale
Obiettivo generale
Migliorare la competitività e l’attrattività dell’area di cooperazione, sviluppando azioni
Rafforzare la coesione territoriale, promuovere l’integrazione dell’area e migliorare la
comuni in campi dove la cooperazione transnazionale porta un valore aggiunto.
competitività.
Priorità Obiettivi
Asse Temi
Trasferimento tecnologico,
poli di sviluppo, cluster, cooperazione Trasferimento tecnologico, sviluppo
1. Facilitare l’innovazione
1. Competitività e attrattività tra ricerca e impresa, rafforzamento delle conoscenze, miglioramento
nell’Europa centrale
dello Spazio alpino del ruolo delle città come motore dell’educazione e della formazione
di sviluppo, relazioni aree urbane e rurali, Interconnettività, cooperazione logistica
patrimonio culturale 2. Migliorare l’accessibilità dell’Europa
multimodale, mobilità sicura e sostenibile,
Multimodalità, logistica, mobilità sostenibile, centrale, così come al suo interno
Ict per favorire l’accessibilità
2. Accessibilità e connettività gestione e razionalizzazione del traffico,
Gestione e tutela delle risorse naturali,
Ict per migliorare l’accessibilità
riduzione degli impatti, promozione
Tutela e gestione delle risorse naturali 3. Gestire l’ambiente dell’energia rinnovabile e aumento
e culturali, prevenzione dei rischi naturali in modo responsabile dell’efficienza energetica, promozione
3. Ambiente e prevenzione dei rischi
e tecnologici, energie rinnovabili, efficienza di attività e tecnologie rispettose
energetica, cambiamenti climatici dell’ambiente

Sviluppo di strutture policentriche,


Modalità di attuazione 4.Migliorare la competitività cooperazione territoriale, sviluppo
È prevista una procedura in due fasi: e l’attrattività delle città e delle regioni urbano sostenibile, sfruttamento
1. presentazione di una manifestazione di interesse con le informazioni chiave sul progetto; delle risorse culturali per rendere
2. presentazione da parte dei coordinatori dei progetti selezionati sulla base delle le città e le regioni più attrattive
manifestazioni di interesse del dossier completo di candidatura.
I progetti devono prevedere la partecipazione di partner di almeno tre Paesi diversi,
di cui almeno due devono essere Stati membri dell’UE.
È possibile scaricare il Programma Operativo, visionare i bandi aperti e scaricare tutta Modalità di attuazione
la documentazione sul sito internet: Gli inviti a presentare proposte sono pubblicati sul sito internet:

http://www.alpine-space.eu www.central2013.eu
I progetti devono prevedere la partecipazione di almeno tre partner provenienti da tre
Territori ammissibili Paesi diversi, di cui almeno due devono essere Stati membri dell’UE.
Austria, Slovenia, Liechtenstein, Svizzera, Italia (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Ve-
neto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria), Francia (Rhone-Alpes,
Provence-Alpes-Cote d’Azur, Franche-Comté, Alsace), Germania (distretti Oberbayern,
Schwabe, Tubingen, Freiburg).

3
Territori ammissibili Il programma Interact 2007-2013
Il Programma Europa centrale comprende il territorio o parti di territorio di 8 Stati Autorità di Gestione Cancelleria federale austriaca - Vienna (Austria)
membri (Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia - con le regioni Emilia Dotazione finanziaria
Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di 40 milioni di euro
(FESR + cofinanziamento nazionale)
Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto -, Polonia, Repubblica Tutto il territorio dell’Unione europea + Norvegia
Slovacca, Slovenia) e la parte occidentale dell’Ucraina. Area geografica
e Svizzera
Promuovere la buona gestione dei programmi
2.2.3 La cooperazione interregionale finanziati nell’ambito dell’obiettivo Cooperazione
La cooperazione interregionale per il periodo 2007-2013 comprende: territoriale europea, migliorando l’efficienza
nella gestione dei programmi, facilitando
Il programma Interreg IV C il trasferimento di know-how tra programmi
Autorità di Gestione Conseil Régional Nord - Pas-de-Calais (Francia) Obiettivo
e diverse tipologie di cooperazione, consolidando
Dotazione finanziaria il lavoro di una comunità di professionisti
405.094.936 euro
(FESR + cofinanziamento nazionale) che condividono problemi simili, migliorando
Area geografica Tutto il territorio dell’Unione europea la gestione e la qualità dei progetti
Migliorare l’efficacia delle politiche di sviluppo di cooperazione territoriale
Obiettivo regionale tramite lo scambio di esperienze Autorità di Gestione, Autorità di Certificazione,
tra autorità locali Comitato di Sorveglianza, Segretariati
Enti e soggetti pubblici e soggetti assimilabili Tecnici Congiunti, Autorità di Audit e gruppi
Beneficiari Beneficiari
ad enti pubblici di Auditors, Interact Points; reti di professionisti
(project managers, finance managers,
http://www.interreg4c.eu communication managers, auditors)

http://www.interact-eu.net/
Il programma Urbact II
Autorità di Gestione Délégation Interministérielle à la Ville (Francia) Il programma Espon (European observation network on territorial development
Dotazione finanziaria and cohesion) 2013
58,5 milioni di euro
(FESR + cofinanziamento nazionale) Ministère de l’Intérieur et de l’Amenagement
Autorità di Gestione
Tutto il territorio dell’Unione europea + Norvegia du territoire (Lussemburgo)
Area geografica e Svizzera; altre città possono partecipare Dotazione finanziaria
34.033.512 euro
a proprie spese (FESR + cofinanziamento nazionale)
Migliorare l’efficacia delle politiche di sviluppo Sono considerati ammissibili al finanziamento
urbano, integrato e sostenibile, in ambito i soli Paesi membri, mentre i Paesi candidati
Obiettivo Area geografica
europeo e nel contesto delle Strategie sono invitati a partecipare al programma
di Lisbona e Göteborg in qualità di osservatori
Città e agglomerazioni urbane organizzate, Fornire elementi che orientino nella scelta
Beneficiari regioni e Stati membri, università e centri delle politiche a supporto della coesione
di ricerca purché operino sulle questioni urbane territoriale e favoriscano uno sviluppo
armonioso del territorio europeo. Le cinque
http://urbact.eu priorità del Programma prevedono attività
Obiettivo
di ricerca, di analisi mirate e di sensibilizzazione
sui principali temi dello sviluppo territoriale,
analisi dei trend di competitività europea,
studi sui processi di coesione e sostegno
scientifico agli interventi dei fondi strutturali

http://www.espon.eu

4
PROGRAMMI DI ATTUAZIONE DIRETTA

3. Programmi di attuazione diretta elaborata e approvata dal Consiglio mediante sua Decisione o, attraverso la procedura
di codecisione, con il Parlamento Europeo. In tale documento vengono definiti gli obiettivi
3.1 Caratteristiche generali generali, le linee specifiche di intervento, il budget e la durata del programma.
La gestione diretta, che si articola in diversi settori, è effettuata dalle singole Direzioni
Cos’è un programma di attuazione diretta? Generali della Commissione (DG) o da appositi organi di gestione, responsabili per il
La Commissione Europea interviene a sostegno delle politiche in cui l’Unione europea settore di loro competenza. Questi danno concreta applicazione alle azioni, rispettando
esercita la propria competenza, mediante l’erogazione di sovvenzioni. La gestione di tali gli obiettivi e il budget previsti dalla Decisione.
finanziamenti a livello comunitario può avvenire secondo due procedure distinte: Nell’arco di attività del programma, le Direzioni Generali della Commissione pubblicano
1. gestione diretta (centralizzata); periodicamente degli inviti a presentare proposte (call for proposals).
2. gestione indiretta (decentralizzata). Come informarsi tempestivamente sugli ultimi inviti a presentare proposte pubblicati?
Nel primo caso (gestione diretta), la Commissione eroga i finanziamenti attraverso Per essere informati sugli inviti a presentare proposte pubblicati dalla Commissione
l’istituzione e il coordinamento di programmi tematici, normalmente di durata pluriennale, esistono differenti strumenti:
che garantiscono un cofinanziamento comunitario per la realizzazione di progetti specifici
e si rivolgono a differenti attori, principalmente organizzazioni pubbliche o private e solo
eccezionalmente persone fisiche. Un programma di attuazione diretta è dunque uno
strumento mediante il quale la Commissione favorisce, attraverso una sovvenzione, • consultazione della Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (GUUE), serie C,
lo svolgimento di azioni che mirino a realizzare gli obiettivi che l’Unione europea si è tramite la banca dati on line Eur-lex:
prefissata di raggiungere nelle differenti materie di suo interesse e competenza. http://eur-lex.europa.eu
I partner del progetto si interfacciano direttamente con le istituzioni comunitarie per
definirne la gestione ed il contributo è erogato dalle istituzioni stesse. • consultazione dei siti internet delle differenti Direzioni Generali della
Nel secondo caso (gestione indiretta), l’amministrazione dei finanziamenti è invece Commissione o di siti internet dedicati al programma stesso;
affidata agli Stati membri mediante le amministrazioni centrali e locali. • abbonamento al servizio gratuito di alert via e-mail sulle tematiche comunitarie
“Alerteuropa”, mediante l’iscrizione gratuita al portale Promopoint:

www.promopoint.to.camcom.it
Quali sono i programmi di maggior interesse per le Pmi?
Con la semplificazione della programmazione dei fondi strutturali, la Commissione www.promopoint.pie.camcom.it
ha lanciato una serie di nuovi programmi settoriali per il periodo 2007-2013.
Alcuni di questi programmi sono mutuati da quelli in vigore in passato, • consultazione dello scadenzario dei bandi comunitari, curato dalla Camera
pur presentando alcune novità, mentre altri sono del tutto nuovi. di commercio di Torino e dall’Ufficio di Bruxelles di Unioncamere Piemonte:
Tra quelli di maggior interesse per le imprese, segnaliamo ad esempio:
il 7° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, che finanzia http://www.to.camcom.it/programmicomunitari
azioni di ricerca in ambito europeo; Life+, lo strumento finanziario a favore
dell’ambiente; CIP, il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione;
Apprendimento permanente, per la promozione presso operatori culturali In tali avvisi, la Commissione fornisce maggiori dettagli ai potenziali partecipanti, indicando
dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. generalmente i seguenti punti:
In allegato alla guida sono disponibili le schede dedicate ai programmi di maggiore • obiettivi e finalità dei progetti;
interesse per le imprese. • candidati ammissibili;
• durata dei progetti;
• budget disponibile;
• percentuale del cofinanziamento comunitario sulle azioni da realizzarsi;
Com’è strutturato un programma di attuazione diretta? • scadenza per la presentazione dei progetti.
Alla base di un programma di attuazione diretta si pone la Decisione comunitaria che lo Insieme all’avviso è spesso possibile scaricare anche altri utili documenti.
istituisce (base giuridica). La Commissione Europea si fa collettore delle esigenze del territorio Di particolare rilevanza sono i work programme annuali, nei quali si stabiliscono gli
e presenta al Consiglio dell’Unione europea una Proposta di Programma; questa viene obiettivi e le linee specifiche del programma a cui i progetti presentati dovranno attenersi
per l’anno di riferimento.

42
Accompagnano poi i proponenti nella definizione e redazione della propria idea di lucro, Ong, etc. Normalmente possono rispondere alla call proponenti che abbiano
progettuale: la propria sede in uno dei 27 Paesi dell’Unione europea o in Paesi con i quali sono stati
• la guida del proponente; firmati accordi bilaterali.
• la modulistica per la presentazione del progetto (application form), normalmente Presentare progetti in partenariato con soggetti con i quali si è già lavorato in precedenza
composta di una parte amministrativa, una descrittiva ed una finanziaria. (per esempio, partner commerciali o enti con i quali già esiste un rapporto di
In alcuni casi, le Direzioni Generali che gestiscono i programmi anticipano delle bozze collaborazione) è probabilmente la soluzione ideale, ma qualora ciò non sia possibile
di tali documenti, per permettere ai proponenti di iniziare la stesura del progetto già esistono differenti strumenti per ricercare un partner:
prima della loro pubblicazione ufficiale. Ricordiamo però che il progetto dovrà essere • spesso nei siti internet ufficiali dei programmi esiste una sezione specifica dedicata
presentato mediante la documentazione ufficiale, prodotta successivamente dalle alla ricerca partner, in cui è possibile inserire la propria idea progettuale, dandole
istituzioni comunitarie. dunque visibilità, o visionare ed eventualmente aderire ad altre idee progettuali;
• l’Enterprise Europe Network può fornire un valido supporto nella ricerca di partner
La struttura del programma non è standard e dipende dalla gestione delle singole progettuali: grazie all’effetto rete e al contatto diretto con imprese ed enti presenti
Direzioni Generali della Commissione. È comunque possibile individuare una serie di sul territorio, i punti locali della rete possono garantire un’ampia visibilità alla propria
elementi che spesso caratterizzano i progetti ed il loro funzionamento. idea progettuale e fornire contatti selezionati.
Scrittura del progetto: durante la redazione del progetto è necessario indicare una
serie di output, facilmente misurabili, che i partner dovranno raggiungere sulla base di Gli attori
tempistiche precedentemente stabilite. Sarà onere del capo progetto, aiutato in ciò Lead partner (o coordinatore del progetto): tale definizione individua chi presenta il
dai differenti partner, trasmettere periodicamente alla Commissione il report delle progetto e la richiesta di cofinanziamento alla Commissione Europea, firma il contratto
azioni svolte e dei risultati raggiunti. A ciò dovrà inoltre accompagnarsi una rendicontazione con le istituzioni comunitarie ed è responsabile nei loro confronti del buon andamento
finanziaria, che starà alla base dei rimborsi effettuati dalla Commissione. del progetto. Il lead partner svolge dunque un ruolo di coordinamento rispetto alle
Spese ammissibili: non tutte le spese sostenute dai partner per la realizzazione del azioni che i vari soggetti devono realizzare in seno al partenariato.
progetto possono essere rendicontate e dunque rimborsate. Il programma individuerà Vista l’importanza di tale figura nella gestione del progetto, questa è spesso attribuita
le voci di spesa direttamente ammissibili al finanziamento che, una volta rendicontate, ai partner di maggior peso o a quelli che hanno già maturato un’ampia esperienza
verranno coperte dal cofinanziamento della Commissione nella percentuale individuata nella gestione di simili progetti.
per la linea scelta. Partner: prende parte in modo fattivo al progetto nella sua globalità (non deve quindi
Carattere innovativo: il progetto proposto deve presentare caratteristiche di innovazione essere confuso con la figura della subfornitura). Non gestisce direttamente i rapporti
a livello comunitario e non deve replicare idee già realizzate in precedenza. A tal fine, con la Commissione Europea, non avendo firmato l’accordo per il cofinanziamento,
prima della presentazione dell’idea progettuale, è fortemente consigliato esaminare i ma ha comunque un ruolo di responsabilità. Nel caso in cui non esegua i compiti a lui
progetti già realizzati nell’ambito del programma (disponibili in genere in un’apposita attribuiti nella gestione del progetto, può essere estromesso dallo stesso, e in caso
sezione del sito internet dello stesso). di una cattiva gestione contabile può, a seguito di un audit, ricevere una sanzione.
Attenta definizione dei ruoli e delle competenze nella partnership: le competenze Subcontraente: il subcontratto è possibile, generalmente, nei progetti legati ai programmi
dei singoli partner rappresentano un valore aggiunto del progetto, ma occorre porre comunitari ad azione diretta con un limite che si aggira attorno al 10-15% massimo
particolare attenzione al coordinamento del gruppo di lavoro, affinché non si verifichino dei costi eleggibili. Il subappaltatore realizza un’azione specifica all’interno del progetto
sovrapposizioni o incomprensioni che ne ritardino l’avanzamento. Affidarsi ad un esperto e tale prestazione viene remunerata sulla base dei prezzi di mercato. Per realizzare
project manager, che abbia competenze in materia di gestione finanziaria, project una prestazione in subappalto è necessario che questa venga formalizzata mediante
management e organizzazione del lavoro, può rappresentare un’utile soluzione. un contratto specifico; la Commissione è sempre più attenta affinché la scelta del
contraente avvenga sulla base delle regole imposte dalla normativa sugli appalti pubblici.
Chi può accedere? È consigliabile ricorrere a tale soluzione, che svilisce il ruolo del partenariato, solo nei
Nella maggior parte dei casi, per la presentazione di un progetto è necessario costituire casi in cui sia impossibile affidare ad un partner l’azione di cui si fa carico il subappaltatore
un partenariato a livello europeo, facendo in modo che ogni singolo partner abbia un (ad esempio, realizzazioni tecniche).
ruolo bilanciato e ben definito. Il numero dei partner varia da caso a caso ed anche Partner associato: può essere un organismo con sede in una zona non eleggibile, che
nell’ambito del medesimo progetto possono esservi differenze sulla costituzione del dunque partecipa alle azioni del programma, apportandovi il proprio valore aggiunto,
partenariato in base alla linea scelta. Nell’invito a presentare proposte vengono ma senza ricevere un contributo finanziario da parte dell’Unione europea.
individuati in modo specifico i possibili proponenti, segnalando se possono candidarsi
enti pubblici, imprese, università, centri di ricerca, enti privati, associazioni senza scopo

4
• realizzazione di documenti chiave in ogni fase di progetto per far sì che le decisioni
3.2 La progettazione: fasi e princìpi base vengano elaborate partendo da un livello di conoscenza comune;
• coinvolgimento dei principali stakeholders nelle varie fasi di progetto;
3.2.1 Il Project Cycle Management • chiara identificazione dei vantaggi che risulteranno per i beneficiari individuati;
Non esiste un metodo unico di progettazione, e per l’ideazione e scrittura del progetto occorre • identificazione iniziale dei risultati qualitativi da perseguire.
far riferimento a quanto indicato sulla call specifica ed utilizzare la modulistica apposita. Il PCM unisce tali princìpi, che garantiscono una buona gestione del progetto, a strumenti
Nel 1993 l’Unione europea ha comunque adottato il Manuale della gestione del ciclo e tecniche di analisi e li applica attraverso un processo decisionale ciclico che assicura ai progetti:
del progetto (PCM), strumento nato per valutare i progetti di cooperazione interna- • il rispetto e la contribuzione all’ulteriore sviluppo di princìpi comunitari quali il rispetto dei
zionale e sviluppo locale, la cui applicazione si sta oggi diffondendo in tutti gli ambiti diritti umani, la riduzione della povertà, la parità di opportunità e il rispetto dell’ambiente;
di intervento progettuale. Attraverso tale strumento è possibile gestire in itinere il • il rispetto della strategia concordata in fase di ideazione e la pertinenza delle azioni
progetto, avendo sempre un quadro completo di tutte le sue parti. nei confronti dei problemi individuati per il target di riferimento;
Il PCM è un modello che sintetizza lo sviluppo di un progetto mediante un’impostazione • la fattibilità, sia dal punto di vista operativo che economico.
ciclica. Il modo in cui il progetto è ideato e realizzato segue una sequenza che parte dal Le guidelines per l’applicazione del PCM sono disponibili nella sezione Pubblicazioni/
consenso su una determinata strategia e si sviluppa in un’idea per un’azione concreta Manuali del sito:
e specifica che viene formulata, implementata e valutata con l’intento di migliorare la
strategia iniziale e le conseguenti azioni. http://ec.europa.eu/europeaid
Le fasi di progetto individuate dal PCM sono sei:
1. Programming: coinvolge principalmente la Commissione Europea e riflette le scelte 3.2.2 I princìpi chiave per una buona progettazione
effettuate in sede comunitaria nella stesura di un programma di azione diretta. Il PCM, se applicato correttamente, garantisce un’ottima programmazione e la sua
Il risultato finale di tale fase è il bando. applicazione ha superato i confini comunitari.
2. Identification: il soggetto proponente, sulla base delle indicazioni ricevute dalla Indipendentemente dal suo utilizzo, in fase di progettazione è necessario soffermarsi
Commissione, sviluppa un’idea progettuale verificandone la congruità con quanto su alcuni aspetti cruciali, indispensabili per pervenire ad una buona proposta progettuale.
esposto nel bando.
3. Appraisal: l’idea progettuale è sviscerata, prendendo in considerazione i documenti 3.2.2.1 La preparazione del progetto
messi a disposizione dalla Commissione ed esaminando il punto di vista dei principali In fase di preparazione del progetto, occorrerà porre particolare attenzione a:
stakeholders che possono partecipare attivamente in tale fase. • Solidità del progetto. Una buona idea progettuale deve affiancarsi ad un’attenta
Si valutano in dettaglio i problemi e la fattibilità del progetto, aiutandosi attraverso analisi delle competenze, attività e strategie da parte del proponente: sarà così
la realizzazione di documenti appositi: schede relative a indicatori attesi, valutazione possibile valutare con attenzione il modo in cui il progetto potrà inserirsi nelle attività
dell’impatto del progetto e risorse necessarie. Da tale valutazione deve emergere solite, il grado di innovazione rispetto ad esse e il suo valore rispetto alle strategie
la decisione di proporre o meno l’idea progettuale. perseguite. Ciò garantirà un corretto indirizzamento al progetto rispetto al reale
4. Financing: nella valutazione dell’idea progettuale rivestono una particolare rilevanza interesse e alle reali potenzialità del proponente.
anche gli aspetti economici. Occorre infatti considerare che l’eventuale approvazione • Valore aggiunto europeo. L’idea progettuale e i suoi obiettivi devono essere
da parte della Commissione garantirà solo un cofinanziamento sulle spese ammissibili, esaminati tenendo conto del contesto comunitario e non del solo contesto locale
mentre la parte restante dovrà essere finanziata direttamente dai partner. o nazionale dei partner che partecipano al progetto. La valutazione della Commissione
5. Implementation: le risorse messe a disposizione del progetto vengono utilizzate per Europea avverrà anche sul valore che il progetto sarà in grado di esprimere
l’implementazione delle azioni previste. Nel caso in cui avvengano dei cambiamenti in termini di creazione del “nuovo”, innovazione dell’esistente, sinergia delle eccellenze,
significativi in corso di realizzazione, è possibile discostarsi, previo accordo con la integrazione di esperienze, contributo alla competitività europea, contributo
Commissione, rispetto a quanto previsto inizialmente. Al termine di tali azioni è all’attrattività europea.
possibile verificare l’opportunità o meno di proseguire nel progetto. • Innovazione. L’apporto di innovazione del progetto verrà valutato a livello europeo:
6. Evaluation: è l’ultima fase progettuale. Prevede una valutazione dei risultati raggiunti nella valutazione che sta alla base dell’ideazione progettuale occorre dunque
e può essere realizzata in corso di progetto, al termine o ex post. L’obiettivo è quello superare i confini nazionali ed effettuare una ricerca a livello comunitario.
di valutare il reale impatto del progetto (outcomes) e, nell’ottica della ciclicità che sta • Concretezza. La proposta dovrà caratterizzarsi per la valutabilità e la sostenibilità
alla base del PCM, dovrebbe essere utile per stimolare la nuova programmazione. economica, che dovrà essere garantita dai partner del progetto e dovrà garantirne
Il metodo PCM individua poi alcuni princìpi chiave: la continuazione anche al termine del contributo comunitario. Occorrerà inserire, in fase
• utilizzo del Logical Framework Approach per analizzare i problemi ed individuare di redazione dell’idea progettuale, una serie di elementi concreti che permettano
soluzioni adeguate; alla Commissione di valutare in corso di svolgimento l’efficacia delle azioni realizzate.

4
• Coerenza. Oltre alla sostenibilità, il progetto dovrà caratterizzarsi anche per la sua
coerenza economica: il cofinanziamento dovrà essere pesato sulla base delle azioni da
Alcuni consigli pratici:
svolgere, il contributo di ogni singolo partner dovrà essere commisurato al suo reale
• particolare attenzione dev’essere riposta nella stesura dell’abstract del progetto,
peso nel progetto e non dovranno in ogni caso sussistere sproporzioni troppo elevate
che spesso costituisce la prima parte della proposta progettuale ad essere
tra i contributi forniti da ciascun partner.
valutata; deve dunque contenere in poche righe le linee essenziali del progetto:
• Creazione di un partenariato idoneo. Nella costituzione del partenariato occorrerà
finalità, coerenza con il programma di riferimento, obiettivi e azioni;
prestare particolare attenzione alla scelta dei differenti membri. Alcune indicazioni
• nel modulo di candidatura è utile inserire un documento che presenti in
in merito vengono fornite direttamente dal bando, dove nella maggior parte dei casi
modo schematico ed intuitivo le singole azioni del progetto (work package)
sono precisati i candidati ammissibili, il loro numero minimo e la rappresentatività
e il loro calendario di applicazione (GANTT);
minima che occorre garantire per le differenti nazionalità. Oltre a tali vincoli,
• tra i documenti messi a disposizione dalla Commissione, è spesso presente
occorrerà poi prestare particolare attenzione al peso dei partner coinvolti, alla
anche una check list, che permette di assicurarsi di aver allegato alla
scelta del lead partner e alla coerenza tra l’attività normalmente svolta e gli obiettivi
domanda di finanziamento tutti i documenti necessari affinché la richiesta
del progetto. La Commissione, inoltre, giudica con particolare favore l’inserimento di
non venga rigettata dalla Commissione.
partner provenienti da Paesi recentemente entrati a far parte dell’Unione europea.
• Corretta presentazione del progetto. Da un’attenta lettura del bando e di tutti
i documenti di progetto disponibili (ad esempio, regolamento che istituisce il programma,
work program e guida del proponente) è possibile comprendere esattamente quali Il budget
sono le aspettative della Commissione e verificare il corretto posizionamento del Una buona proposta progettuale deve accompagnarsi alla stesura di un budget coerente
proprio progetto nel programma e nella call. Le reti comunitarie di informazione e i siti con le azioni e gli obiettivi che si intende perseguire. Occorre dunque individuare con
internet della Commissione forniscono un’utile strumento per tale approfondimento. precisione le azioni che verranno realizzate dai singoli partner, stimarne il tempo
• Esame dei progetti già realizzati. La Commissione non finanzia progetti che siano di realizzazione e moltiplicarlo per il costo orario della risorsa umana impiegata. A ciò sarà
già stati realizzati. È dunque fortemente auspicabile, prima di redigere un progetto, necessario sommare gli altri costi, diretti e indiretti. Talvolta la modalità di calcolo di tali
verificare con attenzione che la stessa idea progettuale non sia già stata realizzata spese è indicata direttamente nel manuale di rendicontazione.
in precedenza da altri proponenti. La Commissione pubblica, in versione cartacea
e sugli stessi siti internet dei programmi, tutte le idee progettuali finanziate. Nuove regole finanziarie
Per la gestione dei finanziamenti erogati sulla base della nuova programmazione finan-
3.2.2.2 La scrittura del progetto
ziaria 2007-2013, l’Unione europea ha previsto delle regole finanziarie semplificate,
Come analizzare la call e la documentazione ad essa collegata?
che permetteranno una gestione più snella delle procedure amministrative.
Una volta individuato l’invito a presentare proposte al quale si intende rispondere, è
Si riportano di seguito le principali modifiche:
necessario soffermarsi su alcuni aspetti utili alla stesura dell’idea progettuale.
1. la rendicontazione semplificata potrà essere applicata a finanziamenti inferiori ai
Occorre analizzare tutta la documentazione disponibile per individuare le tematiche
25.000 euro;
prioritarie del programma, le linee specifiche della call in cui inserire il proprio progetto,
2. in alcuni casi il cofinanziamento al progetto da parte dei partner potrà essere
i candidati e i costi ammissibili e le modalità di presentazione della proposta.
effettuato in natura;
3. non sussisterà più l’obbligo per le Ong di prestare garanzie finanziarie per poter
Il modulo di candidatura e la check list ottenere un prefinanziamento di importo inferiore ai 60.000 euro;
Il modulo di candidatura è il documento ufficiale per la stesura del progetto. 4. le soglie di finanziamento a partire dalle quali sarà necessario un audit esterno si elevano
La Commissione respingerà le proposte che non verranno presentate a 500.000 euro per progetti specifici e 100.000 euro per le spese di funzionamento;
tramite tale modulo. La sua struttura varia di volta in volta, ma lo caratterizzano 5. i progetti verranno presentati e valutati in due sfasi distinte: in tal modo, i proponenti
alcuni elementi: una sezione dedicata alla presentazione dei partner, una per redigere verranno avvisati della validità o meno della propria proposta progettuale in una fase
un abstract del progetto, una in cui presentare le singole azioni che condurranno più embrionale di sviluppo.
al raggiungimento degli obiettivi previsti, e infine una sezione per la presentazione 6. le regole relative ai contratti conclusi con i beneficiari di finanziamenti comunitari
dei metodi di valutazione in itinere ed ex post degli stessi. È da notare che, per saranno semplificate: per importi inferiori ai 60.000 euro s’imporranno solo i
alcuni programmi (ad esempio, il 7° Programma Quadro di RST), la presentazione princìpi di corretta gestione finanziaria e assenza di conflitti d’interesse.
delle proposte avviene attraverso strumenti elettronici on line.

4
Come strutturare il progetto?
Come già precedentemente anticipato, il progetto dev’essere presentato alla Commissione
In particolare, è consigliabile - nell’eventualità in cui si partecipi ad un progetto
Europea seguendo quanto indicato nella call e utilizzando la documentazione ufficiale fornita,
europeo per la prima volta - proporsi come partner e non come capofila.
scaricabile dagli appositi siti internet comunitari dedicati al programma.
• Dalle indicazioni fornite nella call (budget e numero di progetti che si
Il progetto dovrà essere suddiviso in differenti work package (azioni), per ciascuno dei
prevede di approvare), è spesso possibile avere un’indicazione in merito
quali occorrerà indicare i partner coinvolti e i tempi di apertura e chiusura dello stesso.
alle possibilità statistiche di accettazione del progetto.
Occorrerà mettere in risalto la qualità del consorzio, gli obiettivi generali e specifici
• È importante offrire alla Commissione garanzie di una gestione professionale
del progetto, che dovranno essere verificati attraverso indicatori di risultato reali e
del progetto e di un’impostazione finanziaria trasparente. Ciò si raggiunge
quantificabili, e la qualità del piano di disseminazione.
attraverso una definizione chiara del ruolo del coordinatore e di quello dei
La Commissione Europea attribuisce sempre più importanza alle attività di comunica-
singoli partner.
zione e disseminazione previste nei pacchetti di lavoro: è quindi consigliabile dedicare
• Nella call viene indicata la data di scadenza per la presentazione della
attenzione anche a tali aspetti.
domanda di cofinanziamento. Ricordiamo che l’ideazione del progetto,
la creazione del partenariato, la stesura dell’idea progettuale e la raccolta
3.2.2.3. La gestione del progetto
di tutta la documentazione necessaria richiedono un impegno notevole in
Il reporting
termini di tempo e di impiego di risorse. È dunque consigliabile iniziare ad
Durante la fase di svolgimento del progetto, i singoli partner dovranno fornire al capo
operare con largo anticipo. Per conoscere gli strumenti utili ad informarsi
progetto i report relativi alle azioni svolte e alle spese ammissibili sostenute. Il lead
sugli ultimi inviti a presentare proposte pubblicati si vedano i link a pag. 43
partner, una volta uniti i vari report, li trasmetterà alla Commissione, che valuterà
della presente guida.
dunque in itinere lo stato di avanzamento del progetto e l’ammontare delle spese
sostenute dai partner. In caso di eccessivo scostamento rispetto a quanto previsto
in fase di presentazione del progetto, la Commissione potrà chiedere delucidazioni e
aggiustamenti e, nei casi di maggiore gravità, porre fine al cofinanziamento.

La visibilità del progetto


Questo elemento è ritenuto di grande rilevanza dalla Commissione Europea. Già in fase CIP - Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione
di ideazione del progetto occorrerà dunque prevedere e mettere in luce gli strumenti Tra i programmi di attuazione diretta, assume una particolare rilevanza il
utili alla disseminazione dei risultati raggiunti. In tutto il materiale realizzato a tale scopo CIP, che copre il periodo 2007-2013 e si rivolge principalmente alle Pmi,
sarà necessario utilizzare i loghi del programma e quello della Commissione. perseguendo i seguenti obiettivi:
• promuovere la competitività delle imprese, in particolare delle Pmi;
I controlli • promuovere l’innovazione e l’eco-innovazione;
Anche successivamente alla chiusura del progetto, è necessario mantenere tutta • promuovere lo sviluppo di una società dell’informazione competitiva,
la documentazione relativa al reporting. La Commissione prevede, infatti, degli audit innovativa e capace d’integrazione;
periodici a campione, volti a valutare la correttezza e corrispondenza della documentazione • promuovere lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti energetiche
fornita in sede di rendicontazione. nuove e rinnovabili.
Il CIP si organizza in tre differenti programmi operativi:
1. Programma per l’Innovazione e l’Imprenditorialità (EIP), che ingloba i
precedenti programmi MAP per la promozione dell’impresa e dell’imprendito-
Consigli pratici
rialità, “Innovation” (VI Programma d’azione per la RST) e la sezione
• Nella stima dei costi e delle risorse è necessario porre particolare attenzione
Ambiente del programma Life. Promuove azioni per:
agli oneri derivanti dalla redazione del progetto e dalla successiva fase di
• l’accesso al credito per l’avviamento e la crescita delle Pmi;
rendicontazione.
• la cooperazione tra Pmi;
• Occorre valutare con attenzione la scelta di proporre un nuovo progetto o
• l’innovazione nelle imprese, compresa l’eco-innovazione;
inserirsi in progetti già ideati da altri proponenti. Nel caso in cui si sia i proponenti,
la creazione del partenariato può costituire un onere particolarmente gravoso.

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GLI INTERVENTI FINANZIARI

4. Gli interventi finanziari


Molte iniziative comunitarie perseguono l’ambizioso obiettivo della creazione di un
• la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione; clima finanziario favorevole per le imprese, andando incontro ai problemi che queste
• riforme economiche ed amministrative a favore delle imprese e ultime potrebbero incontrare per ciò che concerne l’ accesso al credito. Gli interventi
dell’innovazione. comunitari aventi per oggetto le imprese comprendono quindi, oltre alle opportunità
2. Programma di sostegno alla politica in materia di TIC (ICT PSP), che offerte dai fondi strutturali e dai programmi a gestione diretta affrontate nei capitoli
ingloba e organizza le azioni che rientravano nei precedenti programmi precedenti, una serie di strumenti finanziari che l’Unione europea ha predisposto al
Modinis, eTen, eContent. (si veda la scheda relativa nell’allegato al fondo fine di aumentare il volume di credito a disposizione delle Pmi ed a favorirvi le possibilità
della presente guida). di accesso di queste ultime.
3. Programma Energia Intelligente Europa - EIE (si veda la scheda relativa In linea generale, pur trattandosi di fondi che provengono dal bilancio comunitario, questi
nell’allegato al fondo della presente guida). strumenti vengono gestiti dalla Bei (Banca europea per gli investimenti), l’istituzione
Al programma possono partecipare soggetti provenienti da: UE, Paesi EFTA/ finanziaria dell’ Unione europea, o dal suo braccio operativo Fei (Fondo europeo per gli
SEE, Paesi candidati con i quali sia in atto una strategia di pre-adesione, Paesi investimenti), l’organo della Bei specializzato nel capitale di rischio.
dei Balcani occidentali, altri Paesi terzi. Occorre però precisare che, a loro volta, Bei e Fei non finanziano direttamente le
Il budget a disposizione del CIP ammonta complessivamente a 3.621 milioni imprese, ma favoriscono gli interventi da parte di investitori privati o intermediari
di euro così ripartiti: finanziari a favore delle Pmi: nella maggior parte dei casi, gli interlocutori dell’impresa
• 2.166 milioni di euro per la realizzazione del Programma per l’Innovazione non saranno pertanto direttamente Bei o Fei, ma l’intermediario finanziario.
e l’Imprenditorialità;
• 728 milioni di euro per la realizzazione del Programma di sostegno alla 4.1 La Banca europea per gli investimenti (Bei)
politica in materia di TIC;
• 727 milioni di euro per la realizzazione del Programma Energia Intelligente La Bei (Banca europea per gli investimenti) è l’istituzione finanziaria dell’Unione europea
Europa. creata nel 1958 con il Trattato di Roma al fine di “contribuire allo sviluppo equilibrato
A seconda del tipo di azione, il CIP prevede cofinanziamenti a fondo perduto e senza scosse del mercato comune”.
per la realizzazione di progetti selezionati sulla base di inviti a presentare Si tratta di una banca di sviluppo non avente fini di lucro, i cui fondi possono essere
proposte o prestiti agevolati e garanzie su prestiti. affiancati e sommati agli interventi dei fondi strutturali.
Per maggiori dettagli è possibile consultare il sito della Commissione Europea:
http://www.eib.org/
http://ec.europa.eu/cip/index_en.htm
Il ruolo della Bei viene definito dal testo dal Trattato CE, art. 267, che afferma: “La Banca
europea per gli investimenti ha il compito di contribuire, facendo appello al mercato
dei capitali ed alle proprie risorse, allo sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato
comune nell’interesse della Comunità. A tal fine facilita, mediante la concessione di
prestiti e garanzie, senza perseguire scopi di lucro, il finanziamento di progetti in tutti
i settori dell’economia”.
La Bei può intervenire per cofinanziare progetti specifici attuati sia nel settore pubblico
che in quello privato, purché tali progetti siano economicamente, finanziariamente,
tecnicamente e ambientalmente sostenibili e compatibili con gli obiettivi perseguiti
dalla Bei, che sono:
• la coesione e la convergenza, attraverso lo sviluppo delle regioni meno sviluppate dell’UE;
• il supporto alle Pmi;
• la sostenibilità ambientale;
• l’implementazione dell’iniziativa “Innovation 2010 Initiative” (i2i);
• lo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto (TENs);
• il sostegno a fonti di energia sostenibili, competitive e sicure.

5
Anche se la maggior parte dei prestiti sono destinati ai Paesi UE, la Bei può intervenire
anche in investimenti diretti all’estero (Ide) realizzati da imprese europee e concede prestiti
globali a banche commerciali locali che assistono le imprese nel loro sviluppo. Innovation 2010 initiative: i2i
I prestiti concessi dalla Bei nei Paesi terzi sono determinati dalle politiche estere e di sviluppo L’iniziativa i2i venne lanciata dal Gruppo Bei in risposta agli obiettivi fissati
dell’Unione europea: tale argomento verrà approfondito più avanti, nel paragrafo 4.3. dall’Unione europea in occasione dell’Agenda di Lisbona, miranti alla creazione
di un’economia europea competitiva, innovativa, basata sulla conoscenza
4.1.1 I prestiti Bei per le imprese ed economicamente sostenibile.
I principali beneficiari dei prestiti Bei sono le piccole e medie imprese (Pmi) presenti su Tale iniziativa si focalizza su tre obiettivi principali di modernizzazione tecnologica
tutto il territorio nazionale. Per un approfondimento in merito alla definizione comunitaria ed impiego del capitale umano:
di Pmi, si rimanda al box informativo introdotto nel capitolo 1, pag. 8. 1. migliorare l’accesso ad un livello educativo di qualità;
Possono inoltre accedere ai finanziamenti Bei le grandi imprese, ma solo se ubicate 2. supportare le eccellenze nella ricerca, sviluppo e innovazione;
nelle regioni rientranti nell’obiettivo Convergenza. 3. promuovere la diffusione di network nel campo delle tecnologie
Per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche dei prestiti Bei e sulle modalità di accesso dell’informazione e della comunicazione, incluse le attività audiovisive.
agli stessi, si rimanda alla scheda tecnica in allegato al fondo della presente guida.
Per informazioni relative ai prestiti Bei erogati per i Paesi terzi, si rimanda invece al http://www.eib.org/projects/topics/innovation/index.htm
paragrafo 4.3.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet della Bei: Networks trans-europei (TENs)
I TENs sono grandi networks infrastrutturali del settore trasporti, energia e tele-
comunicazioni a sostegno dello sviluppo degli obiettivi europei di integrazione.
http://www.eib.org
Gli obiettivi perseguiti sono:
oppure possono essere richieste all’information desk della Bei: • integrazione economica e sociale dell’UE;
Tel. (+352) 4379.22000, e-mail: info@eib.org • libera circolazione delle merci e delle persone;
Banca europea per gli investimenti - sede in Italia • sviluppo di aree meno favorite.
Via Sardegna, 38 - 00187 Roma
Tel. 06.47191, Fax 06.42873438 http://www.eib.org/projects/topics/tens/index.htm

Jasper (Joint assistance in supporting projects in European regions)


Altri settori d’interesse in cui operano i prestiti Bei L’iniziativa è stata lanciata dalla Commissione per il periodo 2007-2013
Ambiente e prevede una partnership congiunta tra la Commissione stessa, Bei e Bers
La Bei eroga prestiti per azioni nel settore ambientale, privilegiando 5 aree di (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo).
maggior interesse, basate sulle priorità sancite nel corso del 6° EU Environment L’obiettivo è quello di facilitare la redazione di grandi progetti cofinanziati
Action Programme “Environment 2010: our future, our choice” e della nuova dal Fondo di Coesione e dal FESR, in particolare nei 12 nuovi Stati membri
Strategia per l’ambiente urbano lanciata dalla Commissione: che sono entrati nell’UE nel 2004 e nel 2007. Le competenze delle banche
1. miglioramento della qualità della vita nell’ambiente urbano (rinnovamento in ambito finanziario e tecnico permetteranno alle autorità nazionali e regionali
urbano e progetti per i trasporti urbani sostenibili); di proporre progetti di alta qualità in grado di sfruttare efficacemente i fondi
2. progetti in ambito sanitario e ambientale (riduzione inquinamento comunitari ed attrarre ulteriori finanziamenti.
industriale, etc.); I settori interessati dal programma saranno principalmente: trasporti (ferrovie,
3. progetti inerenti ai cambiamenti climatici, inclusa efficienza energetica trasporti marittimi e fluviali, gestione traffico aereo e stradale, etc.) e ambiente
ed energia rinnovabile; (efficienza energetica ed energia rinnovabile).
4. protezione della natura;
5. preservazione risorse naturali e gestione rifiuti (riciclaggio rifiuti domestici, Per ulteriori informazioni:
industriali e commerciali).
http://www.jaspers.europa.eu/
http://www.eib.org/projects/topics/environment/index.htm

5
4.2 Il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) Catena di ripartizione del rischio nelle piccole e medie imprese (Pmi)

Il Fei (Fondo europeo per gli investimenti) è l’organo della Bei specializzato nel capitale
di rischio; è stato istituito nel 1994 al fine di sostenere e promuovere le piccole
e medie imprese ed ha sede in Lussemburgo.

http://www.eif.org/

In particolare, il Fei investe in fondi di capitale di rischio per sostenere aziende di nuova
costituzione, in rapida crescita o operanti in nuovi settori tecnologici; è inoltre attivo
nella consulenza strategica e tecnica alle controparti del settore pubblico e privato.
Il Fei non è un istituto di credito e non concede pertanto prestiti o sovvenzioni diretta-
mente alle Pmi, né investe direttamente nelle società: opera attraverso intermediari
finanziari dislocati nei vari Paesi UE avvalendosi dei propri fondi o di quelli affidatigli
dalla Bei o dall’Unione europea. Fornisce inoltre garanzie per portafogli di crediti
nei confronti delle Pmi a banche che concedono prestiti a medio e lungo termine
per questa categoria di imprese.
Il Fondo opera negli Stati membri UE, nei Paesi in via di adesione, nei Paesi EFTA
(Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e nei Paesi limitrofi dell’Unione europea in caso di
progetti transfrontalieri.

L’attività del FEI si avvale principalmente di due strumenti:


• garanzie: prevedono l’offerta di garanzie alle istituzioni finanziarie che fanno credito
alle Pmi, permettendo così alle istituzioni stesse di concedere prestiti ad un tasso
inferiore (si veda il paragrafo 4.2.1);
• venture capital: consistono in investimenti con capitali di rischio ed incubatori
d’imprese che sostengono le Pmi, in particolare quelle appena create e orientate
alla tecnologia (si veda il paragrafo 4.2.2).
Entrambi questi strumenti sono complementari ai prestiti globali erogati dalla Bei
attraverso intermediari finanziari, al fine di supportare le Pmi (si veda il paragrafo
4.1.1). Il Fei gestisce inoltre parte delle risorse comunitarie che rientrano nell’ambito
del Programma Quadro per l’Innovazione e la Competitività (PQCI) illustrato prece-
dentemente (si veda il box sul programma CIP nel capitolo 3). I fondi del CIP vengono
utilizzati per garantire prestiti alle Pmi erogati da una serie di intermediari finanziari
attivi nel settore del credito a questo tipo di imprese. 4.2.1. Le garanzie
Per maggiore chiarezza, riproduciamo qui di seguito lo schema di catena di ripartizione Il credito rappresenta un anticipo di fondi in molti casi indispensabile nella fase di
del rischio nel credito alle piccole e medie imprese, tratto dal sito internet dell’UE: avviamento di un’impresa o durante il suo sviluppo. Le Pmi e le imprese innovative,
tuttavia, spesso non offrono garanzie sufficienti per ottenere finanziamenti sotto
http://www.accesstofinance.eu/ forma di crediti e tale situazione è accentuata dalla crescente esitazione degli istituti
finanziari ad assumere rischi nella concessione dei prestiti. Gli strumenti finanziari
comunitari mirano ad incoraggiare gli istituti finanziari a concedere prestiti grazie a
strumenti di garanzia basati su una ripartizione dei rischi con i sistemi di garanzia
nazionali (magari attraverso programmi di garanzia reciproca), consentendo così di
accrescere il volume di credito disponibile per le imprese.

5
Nell’ambito del Programma CIP (si veda il box a pag. 51) segnaliamo lo Sme Guarantee Il GIF può investire in intermediari, eventualmente collaborando con programmi nazionali
Facility (SMEG), quale interessante strumento di garanzia per le Pmi.
Tale strumento fornisce, infatti, garanzie o co-garanzie ai sistemi operanti nei Paesi Per ulteriori informazioni:
partecipanti e garanzie dirette ad altri intermediari finanziari.
Esso viene gestito direttamente dal Fei per conto della Commissione ed è articolato http://www.eif.org/venture/resources/european_commission/index.htm
in 4 sezioni:
1. garanzie su prestiti o leasing; 4.3 Interventi finanziari Bei in Paesi terzi
2. garanzie su microcrediti;
3. garanzie per investimenti di capitale netto o di quasi capitale netto in Pmi; Come accennato nel paragrafo 4.1, le differenti tipologie di strumenti finanziari Bei
4. cartolarizzazione di portafogli di crediti concessi a Pmi. possono trovare applicazione anche in alcune aree geografiche extra-UE.
Le Pmi interessate ad utilizzare queste tipologie di strumenti come forma di garanzia, In questo caso, l’intervento della Bei viene utilizzato come supporto delle politiche
dovranno contattare direttamente gli intermediari nazionali appositamente selezionati comunitarie di sviluppo e cooperazione ed è regolato da specifici mandati da parte
dal Fei. L’elenco ufficiale di questi ultimi è al momento in fase di definizione e sarà dell’Unione europea.
prossimamente disponibile su un apposito sito dedicato alle Pmi: Per una sintesi degli interventi Bei nei Paesi extra-UE rimandiamo alla tabella sottostante.

http://www.accesstofinance.eu/ Quadro riassuntivo degli interventi Bei nei Paesi terzi

Mediterraneo
Per maggiori informazioni relative ai prodotti Fei e per visualizzare la lista completa
Facility for Euro-Mediterranean Investment and Partnership (FEMIP)
degli intermediari finanziari Fei attualmente presenti nei vari Paesi e suddivisi per settore
di competenza è possibile consultare il sito internet:
Incoraggiare la modernizzazione e l’apertura delle economie
Obiettivo generale
http://www.eif.org dei Paesi mediterranei
Algeria, Egitto, Striscia di Gaza e Cisgiordania, Israele,
4.2.2 Venture/risk capital per le imprese Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia.
Gli strumenti finanziari stimolano l’offerta di capitale di rischio alle imprese innovative, Paesi
NB: la Turchia, sebbene Paese mediterraneo, rientra
permettendo alle stesse un accesso più agevole al credito in determinate fasi della loro negli interventi per i Paesi dell’allargamento
vita (costituzione, avviamento, espansione), o agevolazioni per esigenze di investimento
• sostegno al settore privato,
in attività quali lo sviluppo tecnologico, l’innovazione (inclusa l’eco-innovazione),
sia attraverso finanziamenti a iniziative locali che tramite
e il trasferimento di tecnologie, anche oltre frontiera.
Investimenti diretti esteri (Ide);
Sempre nell’ambito del Programma comunitario CIP, ritroviamo un altro interessante
• sostegno a favore delle infrastrutture per lo sviluppo
strumento gestito direttamente dal Fei a favore delle Pmi innovative e in una situazione
Obiettivi principali economico;
di forte crescita. Tale strumento, denominato High Growth and Innovative Sme Facility
• progetti specifici per la protezione dell’ambiente
(GIF), mira a:
e della comunicazione;
• contribuire alla creazione e al finanziamento delle Pmi e a ridurre il deficit di capitale
• sviluppo degli investimenti in capitale umano
netto e di rischio che impedisce alle Pmi di sfruttare il loro potenziale di crescita,
e di attrazione degli investimenti privati.
al fine di migliorare il mercato europeo del capitale di rischio;
• sostenere le Pmi innovative aventi un elevato potenziale di crescita, sviluppo Prestiti, investimenti in capitali e garanzie per assistenza
o innovazione. tecnica; in particolare, sono disponibili linee di credito
Tipi di intervento
Attraverso il GIF, il Fei investe in fondi ed altri strumenti finanziari che a loro volta (prestiti globali) con caratteristiche simili a quelle dei prestiti
forniscono capitale di rischio alle imprese. Esso si articola in due sezioni: Bei per il territorio UE (si veda il paragrafo 4.1)
1. GIF1: riguarda investimenti in fondi che si occupano delle imprese nelle fasi iniziali
della loro vita; http://www.eib.org/projects/regions/med/index.htm
2. GIF2: riguarda investimenti in fondi che si occupano delle imprese innovative
ad elevato potenziale di crescita in fase di espansione.

5
Paesi dell’allargamento Russia ed Europa dell’est

Supportare finanziariamente le politiche europee Russia, Ucraina, Moldavia e zona meridionale del Caucaso
Paesi
Obiettivo generale a sostegno delle economie dei Paesi candidati (Armenia, Azerbaijan e Georgia).
ad entrare nell’Unione europea Progetti di significativo interesse a livello europeo
• Paesi candidati: Croazia, Turchia, ex Repubblica jugoslava per il settore trasporti, energia, telecomunicazioni
di Macedonia (Fyrom); Obiettivi principali ed infrastrutture ambientali, con priorità ai progetti
Paesi
• Paesi potenziali candidati (area balcanica): Albania, Serbia, di intervento che prevedano la creazione di network transeuropei,
Montenegero, Bosnia progetti con implicazioni transfrontaliere per uno o più Stati
L’accento è posto in modo particolare sul finanziamento membri e progetti atti a favorire l’integrazione regionale.
di Investimenti diretti esteri, poiché il trasferimento
di capitali e di know-how sono il motore della modernizzazione http://www.eib.org/projects/regions/russia/index.htm
Obiettivi principali
economica e dello sviluppo delle esportazioni; questa
collaborazione verrà ulteriormente intensificata nel quadro
delle iniziative Jaspers e Jeremie (si veda il paragrafo 4.4) Asia e America latina (ALA)
Prestiti globali e individuali (si veda il paragrafo 4.1)
Tipi di intervento
e fondi di venture capital Intervenire a supporto delle politiche comunitarie
Obiettivo generale di cooperazione con queste aree
http://www.eib.org/projects/regions/enlargement/index.htm
• Asia: Brunei, Indonesia, Laos, Malaysia, Filippine, Singapore,
Tailandia, Vietnam, Bangladesh, Cina, India, Mongolia,
Nepal, Pakistan, Corea del Sud, Sri Lanka, Yemen;
Africa, Caraibi, Pacifico (ACP)
Paesi • America latina: Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù,
Venezuela, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras,
L’intervento Bei si inserisce nel quadro della storica
Nicaragua, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Cile,
cooperazione tra UE e Paesi in via di sviluppo dell’area ACP,
Messico, Panama
Obiettivo generale attualmente regolata dagli accordi di Cotonou del 2000;
la Bei interviene con prestiti rimborsabili, in appoggio La Bei può sostenere progetti realizzati da imprese
ai contributi erogati dalla Commissione Europea. pubbliche e private riguardanti i settori delle infrastrutture,
industria, agro-industria, servizi ed estrazioni minerarie,
79 diversi Paesi nell’area ACP (Africa, Carabi e Pacifico)
con un’attenzione particolare per i progetti che contribuiscono
Paesi http://ec.europa.eu/development/geographical
alla sostenibilità ambientale (compresi investimenti destinati
/regionscountries_en.cfm Obiettivi principali
ad attenuare i cambiamenti climatici) e alla sicurezza/stabilità
L’Investment Facility rappresenta un nuovo strumento
nell’approvvigionamento energetico dell’ UE; altri fattori
di finanziamento a lungo termine, ed offre diverse tipologie
chiave di intervento saranno il supporto della presenza UE
di strumenti finanziari rivolti a svariati settori economici,
in queste regioni attraverso gli Investimenti diretti esteri,
Obiettivi principali per progetti che siano fattibili dal punto di vista economico,
trasferimento di tecnologia e know-how
finanziario, tecnico ed ambientale, inclusi progetti nel settore
delle infrastrutture e, dove possibile, progetti introdotti Tipi di intervento Prestiti globali e individuali (si veda il paragrafo 4.1)
dal settore privato e iniziative regionali.
L’Investment facility supporta il settore finanziario attraverso http://www.eib.org/projects/regions/ala/index.htm
Tipi di intervento garanzie, finanza di debito etc.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito Bei:
http://www.eib.org/projects/regions/acp/index.htm
http://www.eib.org/projects/regions/index.htm

6
Per informazioni sulle ulteriori opportunità in merito agli interventi comunitari nell’ambito nuovamente. Secondo la Bei, ogni euro investito potrebbe generare fino a 10 euro
della cooperazione internazionale, si rimanda al capitolo 5 relativo alla partecipazione di capitale privato aggiuntivo. Ciò significa che Jeremie potrebbe essere in grado
ad appalti pubblici finanziati dalla Commissione e a programmi comunitari su base di assicurare un effetto moltiplicatore dei fondi stanziati, sia consentendo di fatto un
geografica o tematica. incremento delle risorse impiegate e rese disponibili, sia assicurando un potenziale
beneficio ad un numero maggiore di imprese rispetto a quelle interessate dal sistema
delle semplici sovvenzioni. I prodotti finanziari di Jeremie contribuiranno, di conseguen-
za, a soddisfare la domanda finanziaria delle imprese e a migliorare contemporanea-
L’iniziativa Gate2Growth
mente l’offerta degli strumenti finanziari, inducendo gli operatori ad incrementarne la
Gate2Growth è la piattaforma europea supportata dalla Commissione
tipologia e l’efficacia.
Europea creata per far incontrare potenziali imprenditori europei con investitori
Per quanto riguarda i fondi strutturali che interesseranno il Piemonte, il Programma
e altri soggetti interessati a fornire finanziamenti per progetti imprenditoriali
Operativo FESR anticipa soltanto che la Regione Piemonte si riserverà la possibilità di
innovativi. Per informazioni dettagliate sull’iniziativa è possibile consultare il sito:
attivare, in futuro, strumenti di ingegneria finanziaria nell’ambito del progetto Jeremie.
Per ulteriori informazioni sul programma Jeremie è possibile contattare:
http://www.gate2growth.com
European Investment Fund,
Il portale mira a fornire un’assistenza diretta ai nuovi imprenditori europei 43 avenue J.F. Kennedy, L-2968 Luxembourg
operanti in settori innovativi, così come ai professionisti del settore, e prevede Tel. 352.42.66.881, Fax 352.42.66.88.280
uno scambio di esperienze e di buone prassi a livello comunitario. Vengono E-mail: jeremie@eif.org
infatti forniti strumenti, infrastrutture e servizi di supporto a imprenditori
e investitori al fine di facilitarne l’incontro. http://www.eif.org/jeremie
Per ulteriori informazioni: info@gate2growth.com

Altre opportunità per aziende in fase di start up


• Seed capital & partnership actions: CBS (Capacity Building Scheme)
4.4 Il Programma Jeremie
Il CBS è il terzo strumento d’azione, insieme al GIF e allo SMEG, previsto dal
CIP destinato all’assistenza per l’avvio delle nuove imprese. Si pone l’obiettivo
La Commissione Europea ha adottato un’iniziativa volta a migliorare la collaborazione
di migliorare le competenze tecniche in materia di investimenti e tecnologia
tra enti locali e istituzioni finanziarie, al fine di promuovere l’occupazione, la crescita
dei fondi e di altri intermediari finanziari che investono nelle Pmi innovative
e la coesione nelle regioni dell’UE: si tratta del Programma Jeremie (Joint European
o ad alto potenziale di crescita e stimolare l’offerta di credito alle Pmi, migliorando
resources for micro to medium enterprises), operativo per il periodo 2007-2013.
le procedure di valutazione delle loro domande di credito.
Tale iniziativa, lanciata congiuntamente dalla Commissione Europea, dalla Bei e dal
È costituito da due azioni:
Fei, permette agli Stati membri e alle regioni di usare parte dei loro fondi strutturali
1. CBS1 - capitale d’avviamento: accorda sovvenzioni volte a stimolare l’offerta
(si veda il capitolo 2) per ottenere strumenti finanziari finalizzati a supportare le Pmi.
di capitale di rischio alle Pmi e concede aiuti per l’assunzione a lungo
In particolare, attraverso tale strumento si cerca di perseguire i seguenti obiettivi:
termine di personale supplementare dotato di competenze specifiche in
• assicurare migliori condizioni per il finanziamento di nuove attività imprenditoriali
materia di investimenti e tecnologia;
mediante prestiti (compresi microcrediti), capitali di rischio, partecipazioni azionarie
2. CBS2 - collaborazione: accorda sovvenzioni a intermediari finanziari per pagare
e garanzie, assistenza tecnica o organizzativa;
l’assistenza tecnica necessaria a migliorare le loro procedure di valutazione
• migliorare il coordinamento dei livelli nazionali e regionali in tale ambito;
delle domande di credito delle Pmi, al fine di stimolare l’offerta di finanziamenti
• incentivare una migliore capacità di assorbimento ed uso corretto dei fondi stanziati
alle Pmi nei Paesi in cui l’intermediazione bancaria è ritenuta debole.
attraverso i singoli programmi comunitari.
Attraverso Jeremie, le Pmi di tutte le regioni europee potranno beneficiare di servizi
finanziari personalizzati che permetteranno loro di adattarsi in modo rapido ed efficace
all’evoluzione dei mercati: esse potranno infatti utilizzare i prodotti finanziari e poi
rimborsarne l’ammontare; una volta rimborsati, questi fondi saranno riconvertiti e utilizzati

6
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

5. Cooperazione internazionale
• Business Angels Come anticipato nel capitolo 1, l’Unione europea non interviene più con aiuti diretti alle
I Business Angels sono investitori informali in capitali di rischio: spesso si tratta imprese interessate a progetti di penetrazione nei mercati esteri. Per quanto riguarda
di ex titolari di impresa, manager in attività o in pensione che dispongono di questo tipo di intervento, occorre quindi verificare l’applicabilità di strumenti finanziari
mezzi finanziari, anche limitati, di una buona rete di conoscenze, di una solida di altra fonte, principalmente nazionali o regionali; si vedano, ad esempio, i siti internet:
capacità gestionale e di un buon bagaglio di esperienze.
Perché rivolgersi ad un Business Angel? Perché sono disposti ad impiegare
http://www.simest.it
le proprie risorse finanziarie per acquisire una partecipazione in aziende
con alto potenziale di sviluppo e il loro obiettivo è quello di contribuire alla http://www.intersportello-piemonte.it/
realizzazione economica di un’azienda e alla creazione di nuova occupazione.
Possono investire da soli o in piccoli gruppi: generalmente scelgono di diven- Esistono comunque altri tipi di strumenti comunitari di interesse per le imprese che
tare soci dell’impresa partecipando al capitale di rischio, talvolta anche solo intendono operare all’estero, quali:
per un periodo determinato. • i prestiti regionali della Bei (si veda il paragrafo 4.3);
I Business Angels si organizzano in reti locali, conosciute come BAN (Business • la partecipazione a gare di appalto di fornitura, servizi, lavori in Paesi terzi, finanziate
Angels Network): si tratta di strutture permanenti che permettono ai Business dalla Commissione Europea (si veda il paragrafo 5.3);
Angels di incontrare imprenditori alla ricerca di capitale e di competenze • la partecipazione a programmi tematici o geografici, sempre finanziati dall’Unione
manageriali. europea, destinati a promuovere determinati settori e a sostenere la cooperazione
Per ulteriori approfondimenti su questo tema è possibile consultare il sito: economica e tecnologica tra imprese europee ed extra-europee (si vedano i paragrafi
5.4 e 5.5);
http://www.iban.it/ • l’utilizzo dei fondi strutturali (si veda il paragrafo 5.6).
In questo capitolo si focalizzerà l’attenzione proprio su queste ultime tipologie di intervento.

5.1. Gli strumenti di assistenza esterna dell’Unione europea

L’Unione europea è uno dei principali fornitori mondiali di aiuti pubblici allo sviluppo
nell’ambito della sua politica di assistenza esterna: ogni anno stanzia oltre 7 miliardi di
euro destinati a circa 150 Paesi oltre i confini dell’UE.
La nuova fase di programmazione comunitaria 2007-2013 ha rafforzato il principio
di razionalizzazione degli strumenti di riferimento per l’attuazione degli interventi della
Commissione Europea nelle aree extra-UE, che sono quindi stati così raggruppati:
• IPA - Pre-accession Instrument (Strumento di pre-adesione): Paesi candidati
all’adesione (Turchia, Croazia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia) e Paesi
potenziali candidati (Balcani occidentali); sostituisce i precedenti strumenti Phare,
Ispa, Sapard e Cards. Budget: 11.468 milioni di euro.
• ENPI - European neighbourhood and partnership instrument (Strumento di
vicinato e partenariato europeo): Paesi terzi interessati dalla politica europea
di vicinato, ovvero i Paesi del bacino del Mediterraneo, del Caucaso meridionale,
l’Ucraina, la Moldova e la Bielorussia. In questo strumento geografico si inserisce
anche la Russia, con la quale è previsto un accordo di partenariato strategico.
Questo strumento copre il precedente Meda e, in parte, Tacis. Si tratta, quindi, di
Algeria, Armenia, Autorità palestinese della Cisgiordania e di Gaza, Azerbaigian,
Bielorussia, Egitto, Federazione russa, Giordania, Georgia, Israele, Libano, Libia,
Marocco, Moldova, Siria, Tunisia e Ucraina. Budget: 12 milioni di euro.

6 65
• DCI - The Development cooperation and Economic cooperation (Strumento Il grafico sottostante illustra la ripartizione percentuale tra le diverse linee nel bilancio
di cooperazione allo sviluppo), che a sua volta si articola in 3 tipologie di interventi: comunitario 2008, per dare un’idea del peso di ogni strumento di cooperazione esterna
1. assistenza comunitaria al Sudafrica e a 47 Paesi in via di sviluppo in America in termini di budget. (N.B: nel grafico non è compreso il FED, che ha una linea di bilancio separata).
latina, Asia, Asia centrale e Medioriente (Paesi non inclusi in ENPI oppure nel FED
- Fondo europeo di sviluppo); L’UE quale partner globale
2. interventi di sostegno alla produzione di zucchero in un gruppo di 18 Paesi
in Africa, Caraibi e Pacifico; Strumento di stabilità

3. gestione di 5 programmi tematici, che prevedono la realizzazione di azioni in tutti 1,0%


Strumento per la cooperazione

i Paesi in via di sviluppo (inclusi i Paesi ENPI e FED): capitale umano; ambiente Democrazia e diritti umani (EIDHR)
in materia di sicurezza nucleare
(INSC)
2,0%
e sviluppo sostenibile delle risorse naturali, incluse le risorse energetiche; sviluppo Strumento per i Paesi
2,4%

Strumento di preadesione (IPA)


delle autorità locali; sicurezza alimentare; migrazione e diritto di asilo. industrializzati (ICI)
0,3% 19,7%

Budget: 16.897 milioni di euro. Strumento di cooperazione


• 10° FES - Fondo europeo di sviluppo (2008-2013): basato sugli Accordi di Cotonou, allo sviluppo (DCI)
30,8%
Strumento europeo di vicinato
e partenariato (ENPI)

questo strumento supporta l’assistenza comunitaria a 78 Paesi dell’Africa, Caraibi, 21,4%

Pacifico (ACP) e territori d’oltremare. Budget: 22.682 milioni di euro. Altre azioni e programmi
(comprese le agenzie decentrate)
• ICI - Cooperazione con Paesi industrializzati: questo strumento costituisce il quadro Aiuti umanitari
2,8%

per la cooperazione tra l’UE e i Paesi e territori extra-UE con maggiore sviluppo 10,3%
Riserva per aiuti di emergenza
Assistenza macroeconomica
economico, anche recente (nuovi Paesi industrializzati). Budget: 172 milioni di euro. 2,1%
3,3%
Politica estera di sicurezza comune
• EIDHR - Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani: si propone di rafforzare (PESC)
3,9%
il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Budget: 1.104 milioni di euro.
• IFS - Strumento per la stabilità: scopo di questo strumento è permettere di affrontare
le crisi e l’instabilità politica dei Paesi terzi. Budget: 2.600 milioni di euro.
• NSI - Strumento per la sicurezza nucleare nei Paesi terzi. Budget: 524 milioni di euro.
• ECHO - Aiuto umanitario. Budget: 5.600 milioni di euro. Principali riferimenti legislativi
• Regolamento CE n. 1638/2006 recante disposizioni generali che istituiscono
uno strumento europeo di vicinato e partenariato (GUE L 310 del 9.11.2006);
Alcuni strumenti hanno una valenza geografica, mentre altri hanno un impatto • Regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio, del 17 luglio 2006, che istituisce
tematico, trasversale a più Paesi. uno strumento di assistenza preadesione (IPA) (GUE L 210 del 31.07.2006);
• Regolamento CE n. 1905/2006 che istituisce uno strumento per il
finanziamento della cooperazione allo sviluppo (GUE L 378 del 27.12.2006);
Sulla base di questa ripartizione di fondi, la politica di assistenza della Commissione • Proposta di Regolamento del Consiglio relativo all’applicazione del 10°
Europea verso i Paesi terzi si propone di favorire lo sviluppo delle aree geografiche Fondo europeo di sviluppo (COM2006-650 del 27.10.2006);
sopra citate attraverso: • Proposta di Regolamento del Consiglio recante il regolamento finanziario
• la programmazione di gare d’appalto di lavori, forniture e servizi (si veda il per il 10° Fondo europeo di sviluppo (COM2007-410 del 16.7.2007);
paragrafo 5.3); • Regolamento CE n. 1934/2006 che istituisce uno strumento finanziario
• sovvenzioni (grants) per la realizzazione di progetti di supporto istituzionale o di per la cooperazione con Paesi e territori industrializzati e con altri ad alto
partenariato tra imprese (si veda il paragrafo 5.4); reddito (GUE L 405 del 30.12.2006);
• linee di credito gestite tramite la Bei (si veda il capitolo 4). • Regolamento CE n. 1889/2006 che istituisce uno strumento finanziario
Le aree prioritarie di intervento individuate sono: commercio e sviluppo, cooperazione per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (GUE L 386
e integrazione regionale, ambiente, accesso ai servizi sociali, trasporti, sicurezza alimentare del 29.12.2006);
e sviluppo rurale, rafforzamento delle capacità istituzionali. • Regolamento CE n. 1717/2006 che istituisce uno strumento per la
Una presentazione generale delle aree di intervento, su base geografica e tematica, stabilità (GUE L327 del 24.11.2006).
è disponibile sul sito di Europe-Aid:

http://ec.europa.eu/europeaid/where

6
5.2 L’Ufficio di Cooperazione Europe-Aid Tra i principali documenti informativi da tenere in considerazione ricordiamo:
a) il Country Strategy Paper;
Nel 2001, nell’ambito della riforma della gestione dell’aiuto esterno comunitario, b) il Prior Information Notice/Forecast;
la Commissione ha istituito l’Ufficio di Cooperazione Europe-Aid, responsabile c) il Tender.
dell’attuazione degli strumenti di assistenza esterna della Commissione finanziati
dal bilancio della Comunità Europea e dal Fondo europeo di sviluppo. a) Il Country Strategy Paper, documento pluriennale che individua le priorità di intervento
Europe-Aid svolge un’attività di gestione e supervisione in collaborazione con i servizi per il Paese; pur non trattandosi ancora della gara vera e propria, permette comunque
della Commissione - Direzione Relazioni Esterne (DG RELEX) e Direzione Sviluppo di individuare i settori d’intervento che saranno oggetto di future gare.
(DG DEV), responsabili invece della programmazione dell’aiuto esterno. Collabora Questo tipo di documentazione è disponibile, nella maggior parte dei casi, sia sul sito
inoltre con le delegazioni nei Paesi terzi: la riforma del 2000, oltre ad aver introdotto internet di Europe-Aid (da qui scegliere l’area geografica di interesse - “Where we
l’Ufficio Europe-Aid, ha infatti dato avvio ad un decentramento della gestione dei progetti work” - e poi “Country cooperation” oppure “Regional cooperation”):
verso le delegazioni locali della Commissione, a cui è affidato il compito di individuare
le strategie, redigere i bandi e selezionare i progetti, con la supervisione di Bruxelles. http://ec.europa.eu/europeaid/where

che sul sito della Direzione Generale Relazioni Esterne:


Il sito dell’Ufficio Europe-Aid è il punto di partenza per reperire una serie di informazioni
http://ec.europa.eu/external_relations/sp
sui programmi europei di cooperazione e, in particolare, per l’individuazione
e consultazione dei bandi di gara e per il reperimento della documentazione Su entrambi i siti sono anche disponibili i documenti per interventi multiregionali
generale preparatoria. (cooperazione regionale).

Per i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico), i riferimenti utili per reperire informazioni sono:

5.3 Gare di appalto internazionali • sito della Direzione Generale Sviluppo (selezionare “Geographical partnerships”):

Per quanto i programmi di aiuto descritti nel precedente paragrafo siano rivolti ai http://ec.europa.eu/development
Paesi terzi, interessanti opportunità per le imprese italiane possono nascere dalla
partecipazione alle gare di appalto di fornitura merci, servizi e lavori finanziate dall’UE • i siti delle Delegazioni della Commissione Europea (selezionare il Paese di interesse):
nell’ambito di tali programmi: per esempio, partecipando alla gara per la costruzione di
una strada nell’ambito di un progetto di miglioramento delle infrastrutture di un Paese http://ec.europa.eu/world/where
in via di sviluppo.
b) Il Prior Information Notice/Forecast è una nota pre-informativa sulla gara, che
5.3.1 La fase di programmazione delle gare
viene pubblicata sul sito di Europe-Aid con circa un mese di anticipo rispetto alla pubblicazione
ufficiale dell’avviso di gara. È possibile reperire tali informazioni consultando il sito,
alla sezione “Funding opportunities” (si veda l’esempio di consultazione riportato nel
L’assistenza esterna si basa su un partenariato stabilito tra l’UE e il singolo paragrafo 5.3.2):
Paese beneficiario (cosiddetta cooperazione bilaterale).
Quest’assistenza è gestita sulla base di una serie di documenti informativi http://ec.europa.eu/europeaid/work/onlineservices/funding-opportunities
realizzati dalla Commissione, inerenti ai bisogni reali dei Paesi in oggetto, al fine
di individuarne i potenziali settori d’interesse per le attività imprenditoriali.

6
I programmi ENPI e IPA IPA (Strumento di pre-adesione per i Paesi candidati)
L’operatività di IPA si basa su 5 componenti, suddivise in base a due tipi di Paesi:
ENPI (politica di vicinato per Paesi del Mediterraneo e dell’Europa orientale) • per Paesi candidati e potenziali candidati:
Ogni Paese (ad eccezione di Bielorussia, Siria, Algeria e Libia, con i quali 1. sostegno alla transizione e sviluppo istituzionale;
gli accordi ufficiali di cooperazione sono ancora in corso) ha delle priorità 2. cooperazione transfrontaliera;
d’intervento che sono contenute nei seguenti documenti preparatori, redatti • solo per Paesi candidati:
per ogni Paese, la cui consultazione è quindi molto utile per individuare la 3. sviluppo regionale;
presenza di settori d’interesse: 4. sviluppo delle risorse umane;
• Documento di Strategia (Country Strategy Paper) che copre 7 anni, 5. sviluppo rurale.
rivisto a metà percorso; Ai fini di individuare, prima della pubblicazione ufficiale dei bandi, le aree di interesse
• Programma indicativo pluriennale (National indicative program), limitato ripartite su queste componenti, occorre fare riferimento al Multiannual indicative
a 3-4 anni; planning - MIPD, documento che riguarda il singolo Paese e fornisce con
• Programma d’azione annuale (Action Plan): è il più dettagliato, in quanto anticipo le indicazioni finanziarie e i settori prioritari individuati per un periodo
contiene già le schede dei progetti d’intervento, i relativi costi e le modalità di 2 anni. I documenti MIPD sono consultabili, per ogni Paese, alla pagina:
attuative (ovvero tramite appalto, contratto-quadro o sovvenzione su
presentazione progetto). Rispetto agli altri strumenti ENPI, prevede http://ec.europa.eu/enlargement
quindi la possibilità di consultare on line un documento più dettagliato su
base annua, l’Action Plan, che precede il documento Forecast (si veda il Come per ENPI, a questa cooperazione si aggiunge anche una cooperazione
paragrafo 5.3.2); regionale che coinvolge macro-aree che coprono più Paesi.
• Progress reports: si tratta di relazioni annuali, pubblicate in genere in Anche in questo caso, i documenti di riferimento sono dello stesso tipo illustrato
primavera, che illustrano lo stato di attuazione degli interventi previsti per il per la cooperazione bilaterale. Sono inoltre previsti, anche in questo caso,
singolo Paese in base al Documento di Strategia. interventi di cooperazione transfrontaliera (componente 2), anche in collaborazione
La programmazione di questi fondi si basa, in questa fase, su una coopera- con gli strumenti del FESR (si veda il paragrafo 2.2).
zione bilaterale tra la Commissione e il Paese terzo. A questa cooperazione
si aggiunge anche una cooperazione regionale, che coinvolge macro-aree
che coprono più Paesi. Anche in questo caso i documenti di riferimento
sono dello stesso tipo illustrato per la cooperazione bilaterale.
ENPI prevede inoltre la possibilità di interventi di cooperazione transfrontaliera,
anche in collaborazione con gli strumenti del FESR (si veda il paragrafo 2.2).
La maggior parte del budget ENPI (l’80%) è comunque destinata all’attua-
zione della cooperazione bilaterale (programmi nazionali).
I vari documenti citati sono disponibili all’indirizzo:

http://ec.europa.eu/world/enp

Ulteriori informazioni generali su ENPI sono reperibili sul sito della Rappresentanza
italiana a Bruxelles:

http://www.italiaue.org/pagine/guida.asp

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c) Il Tender, infine, è il vero e proprio bando di gara. Tipologie di ricerche che possono essere effettuate da questa pagina:
1. individuare gli avvisi di gara pubblicati negli ultimi 10 giorni, selezionando “Quick search
5.3.2 I bandi di gara su Europe-Aid: un esempio di consultazione latest opportunities” (criterio temporale);
Per reperire i bandi di gara o le note pre-informative di cui si è parlato nel paragrafo oppure effettuare una ricerca sulla base dei parametri di proprio interesse, selezionando
precedente, occorre partire dal sito: “Please select search type”:
2. per programma (“By Program”): si apre un nuovo menù a tendina, da cui è possibile
http://ec.europa.eu/europeaid selezionare lo strumento di interesse, come ENPI, FES, etc. (ad oggi il sito non è
completamente aggiornato: contiene ancora i vecchi strumenti in fase di chiusura
(selezionare la voce “Finanziamenti”)
come MEDA, ALA, etc. e i nuovi strumenti sono provvisoriamente classificati come
“Other” nel menù a tendina);
Da qui si apre la seguente pagina internet:
3. per stato di avviso del bando (“Status”): avviso di preinformazione (Forecast),
aperto, chiuso (la consultazione di bandi chiusi può essere utile in quanto permette
http://ec.europa.eu/europeaid/cgi/frame12.pl
di individuare imprese che hanno vinto altri bandi e che potrebbero essere contattate
per partecipare congiuntamente ad altri bandi di gara);
4. per tipo di appalto: servizi, lavori, forniture, sovvenzioni (“grants”: si veda il paragrafo 5.4).

In alternativa alla ricerca per programma (2), si possono effettuare ricerche:


• per area geografica (selezionare “By Region” nel menù a tendina “Please select search type”);
• per singolo Paese (selezionare “By Country” nel menù a tendina “Please select search type”);
• attraverso il numero di riferimento dell’appalto, nel caso in cui lo si conosca già,
scegliendo la voce “By Reference” nel menù a tendina “Please select search type”.

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5.3.3 Le regole per partecipare alle gare Informazioni utili sulle procedure di aggiudicazione delle gare sono disponibili sul sito
Le procedure di aggiudicazione delle gare sono regolate da norme rigorose, ispirate Europe-Aid, nella sezione “Work with us”:
alla massima trasparenza e volte a garantire la selezione di offerte presentate da
candidati qualificati e con il miglior rapporto qualità-prezzo. Esistono diverse procedure http://ec.europa.eu/europeaid/work
di aggiudicazione a seconda del tipo di contratto (lavori, forniture, servizi, sovvenzioni)
e del valore complessivo dell’appalto. Di particolare utilità è poi la pubblicazione “Practical guide to contract procedures for
EC external actions”.

5.4 I bandi per progetti di internazionalizzazione


Progetto Tender
La Camera di commercio di Torino, in collaborazione con il Centro Estero per L’assistenza esterna della Commissione Europea si realizza non solo tramite
l’Internazionalizzazione del Piemonte, sostiene la partecipazione delle imprese l’aggiudicazione di appalti per fornitura merci, servizi e lavori, ma anche attraverso
piemontesi a progetti e gare internazionali, con particolare attenzione ai la programmazione regionale, grazie ad una serie di programmi di intervento destinati a
Paesi in via di sviluppo, senza tuttavia escludere l’area comunitaria. più Paesi nell’ambito di macro-aree geografiche e tramite iniziative finalizzate a sviluppare
Finalità principale del progetto è accrescere la partecipazione delle aziende un particolare settore o tema. A differenza degli appalti per fornitura merci, servizi e
del territorio ad iniziative che abbiano come obiettivo il consolidamento lavori, la cui origine è un accordo bilaterale tra la Commissione e il singolo Paese beneficiario,
della presenza piemontese su mercati di rilevanza strategica, nonchè offrire questi programmi nascono dall’esigenza di cooperare con aree geografiche omogenee
l’opportunità di sviluppare importanti sinergie tra le imprese coinvolte, tali da (“regioni”) e sviluppare specifiche tematiche.
aumentare le possibilità di aggiudicazione dei contratti internazionali. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di programmi gestiti sempre in collaborazione
Nell’ambito del progetto Tender e attraverso diverse collaborazioni altamente con l’ufficio di Europe-Aid, sul cui sito vengono pubblicati i bandi (selezionare “grants”;
qualificate, la Camera di commercio di Torino offre una serie di servizi ad si veda l’esempio consultazione illustrato nel paragrafo 5.3.2), e finanziati nell’ambito
elevato valore aggiunto: dei medesimi strumenti di intervento citati nel paragrafo 5.1. Il loro funzionamento è
• orientamento per l’accesso alle fonti di informazione sui progetti di sviluppo simile ai programmi a gestione diretta di cui al capitolo 3 della presente guida.
e sugli avvisi di gara;
• supporto per la partecipazione alle gare o per la presentazione di progetti
di investimento;
• attività di aggregazione tra imprese per la partecipazione congiunta alle gare; Le caratteristiche principali di questi strumenti sono:
• corsi di formazione e di approfondimento per la partecipazione alle gare; • pubblicazione di un bando per la presentazione di progetti (“call for
• missioni imprenditoriali presso le sedi degli organismi internazionali; proposal” e non “call for tender”), per i quali è previsto un contributo a
• convegni per la presentazione delle opportunità di business legate alle fondo perduto (“grant”);
gare di appalto internazionali, con opportunità di incontro con i funzionari • copartecipazione finanziaria da parte dei soggetti che si candidano;
responsabili del procurement presso le principali istituzioni competenti. • i soggetti candidati sono principalmente organismi terzi (associazioni di
categoria, Camere di commercio, etc.), mentre le singole imprese possono
Per informazioni: essere i beneficiari finali dei progetti in qualità, ad esempio, di partecipanti
• Camera di commercio di Torino ad eventi di partenariato tra imprese.
Tender - Servizio Gare di appalto internazionali
Via San Francesco da Paola, 24 - Torino
Tel. 011 5716366/8, Fax 011 5716369 Attraverso questi programmi, la Commissione Europea si propone di favorire lo sviluppo
E-mail: tender@to.camcom.it economico di queste aree tramite:
www.to.camcom.it/tender • azioni finalizzate al miglioramento della capacità istituzionale, scambio di know-how,
• Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte formazione, tutela ambientale, energia, etc.;
Corso Regio Parco, 27/29 - Torino • supporto dei settori chiave dell’economia locale tramite l’organizzazione di incontri d’affari
Tel. 011 6700616 tra operatori europei ed operatori della regione prescelta (si veda il paragrafo 5.5).
E-mail: tender@centroestero.org

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Informazioni generali su questi programmi sono disponibili sempre sul sito di Europe-Aid 5.5 Eventi di partenariato
(selezionare “Regions-Countries” di interesse e poi “Regional Cooperation”):
'..#/$+61&'+241)4#//+%+6#6+#.2#4#)4#(124'%'&'06'j.g 08'56X41} 08'56X'064#.
http://ec.europa.eu/europeaid Asia Invest, etc.) è prevista la possibilità per le imprese di partecipare direttamente ad
incontri d’affari, settoriali o multisettoriali, con potenziali partner delle aree geografiche
coperte dai singoli strumenti.
Sempre dal sito Europe-Aid è possibile effettuare una ricerca per programma tematico:
• selezionare “Theme”;
• selezionare un tema di interesse (per esempio, “Water & Energy”).
Come anticipato, la sovvenzione comunitaria prevista dal bando è attribuita
all’organismo terzo per coprire le spese di organizzazione dell’evento di
partenariato. In genere, non vi sono costi di iscrizione dell’impresa europea
Pador - Potential Applicant Data On Line Registration Service all’evento; è previsto un servizio di traduzione in inglese, francese e, a volte,
Con la programmazione 2007-2013 degli strumenti comunitari di assistenza italiano. A carico dell’impresa italiana, salvo casi in cui gli organizzatori decidano
esterna, è stata istituita la banca dati Pador (Potential Applicant Data On Line di propria iniziativa di prevedere un parziale rimborso, sono le spese di viaggio
Registration Service). e soggiorno.
I soggetti con personalità giuridica che si candidano, in qualità di capofila,
agli inviti a presentare progetti nell’ambito di questi strumenti dovranno
registrarsi in questa banca dati on line (per i soggetti-partner l’iscrizione è
facoltativa). In questo modo, i loro dati amministrativi saranno più facilmente Il meccanismo di funzionamento di tali iniziative è normalmente il seguente:
a disposizione dell’ufficio di Europe-Aid e delle delegazioni della Commissione • viene effettuata una selezione di un gruppo di imprese dislocate in aree geografiche
nei Paesi terzi e potranno essere aggiornati in qualsiasi momento dai diretti europee o extra-europee, i cui profili di cooperazione sono inseriti in un catalogo,
interessati. Inoltre, nel caso in cui i medesimi soggetti partecipino a bandi generalmente on line;
svariati, non sarà necessario rispedire ogni singola volta la documentazione • le aziende interessate a incontrare i potenziali partner inviano la scheda di adesione
amministrativa standard. all’ente organizzatore, specificando chi desiderano incontrare;
Dopo una fase sperimentale nella seconda metà del 2007, limitata solo ad alcuni • la manifestazione si svolge nell’arco di due giornate, spesso in concomitanza di fiere,
bandi, l’iscrizione a Pador è obbligatoria per qualsiasi progetto a partire dal 2008. durante le quali le aziende contenute nel catalogo sono ospitate nello stand e incontrano
Per ulteriori informazioni: i potenziali partner provenienti dagli altri Paesi: le imprese visitatrici hanno diritto
ad un colloquio di circa 30 minuti all’interno dello stand, e nell’arco delle due giornate
http://ec.europa.eu/europeaid/work/onlineservices/pador sono spesso organizzati seminari informativi sulla realtà economica locale e le opportunità
di investimento. Questi incontri offrono quindi l’opportunità di incontrare sia imprese
Bandi di cooperazione con i Paesi extra-comunitari: bollettino on line dell’ufficio che enti e organismi a carattere economico che operano nelle aree geografiche
di Bruxelles di Unioncamere Piemonte dell’evento promosso.
La sede di Bruxelles di Unioncamere Piemonte realizza “News from Brussels”,
un bollettino quindicinale di informazione e aggiornamento sulle tematiche in Nella maggior parte dei casi, questi eventi si svolgono nei Paesi extra-UE, ma alcuni possono
merito alla cooperazione internazionale tra l’UE e i Paesi terzi. svolgersi anche nell’Unione europea, ad esempio nel caso di fiere internazionali.
Il bollettino contiene, oltre alle ultime notizie in merito a questa tematica, uno Informazioni sugli eventi previsti saranno disponibili sul sito di Europe-Aid, alla sezione
scadenziario dei bandi previsti nell’ambito dei vari strumenti di cooperazione “Cooperazione regionale” (selezionare “Area di interesse”):
della Commissione, pubblicati sul sito di Europe-Aid. Alcune di queste segnalazioni
contengono anche una scheda di approfondimento sul bando/appalto. http://ec.europa.eu/europeaid/where/asia/regional-cooperation
Il documento è reperibile sul sito dello Sportello Europa di Unioncamere Piemonte,
alla sezione “Newsletter, pubblicazioni e bandi aperti”:
e, per i soli Paesi ACP, sul seguente sito (selezionare “Newsletter and events):

http://www.pie.camcom.it/sportello.europa
http://www.proinvest-eu.org/

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Un altro sito internet utile è quello di Mondimpresa Scpa, Consigliere nazionale per vari
eventi di partenariato promossi dalla Commissione (selezionare “Calendario”):
CDE - Centro per lo Sviluppo delle Imprese
http://www.mondimpresa.org/ Il Centro per lo Sviluppo delle Imprese (CDE) è un’istituzione dell’Unione europea
e dei Paesi ACP (71 Paesi dell’Africa, Caraibi, Pacifico), finanziata dal Fondo
europeo di Sviluppo (Fed) nell’ambito degli Accordi di Cotonou.
5.6 Fondi strutturali negli altri Paesi UE Obiettivo principale del CDE è quello di sostenere lo sviluppo delle imprese
private dei Paesi ACP e gli investimenti esteri.
Nel capitolo 2.1 sono state illustrate le opportunità per le imprese derivanti dalla Il CDE :
programmazione dei fondi strutturali comunitari in Piemonte. È però utile precisare • gestisce, sotto la supervisione di Europe-Aid/AIDCO, il programma
che i fondi strutturali sono operativi in tutti i Paesi dell’Unione europea e hanno una %1/70+6#4+141} 08'56j5+8'&#+.2#4#)4#(1ITFkY
dotazione finanziaria particolarmente ricca negli Stati dell’Europa centrale e orientale, • collabora con la Bei per gli interventi finanziari (si veda il capitolo 4);
entrati a far parte recentemente dell’Unione europea. Anche in questo caso, per ogni • fornisce assistenza consulenziale e un contributo finanziario a progetti
Paese è previsto un documento di programmazione che si basa sulle priorità di intervento di creazione e ampliamento di imprese nei Paesi ACP (“Direct assistance
e si articola in singole misure (ad esempio, innovazione, agricoltura, formazione, etc.). to ACP enterprises”).
È pertanto utile verificare, se interessati ad un progetto imprenditoriale in queste aree, Quest’ultima opportunità è destinata ad imprese private (Pmi), o potenziali,
le eventuali opportunità previste dall’applicazione locale di questi fondi. insediate in un Paese ACP. Nel caso di imprese localizzate nell’UE, il progetto
Informazioni di carattere generale in merito sono disponibili sul sito comunitario Inforegio deve prevedere un investimento diretto in un paese ACP.
della Direzione Politica Regionale, selezionando il Paese di interesse: Oltre al supporto consulenziale gratuito, le spese eleggibili ai fini della presente
misura del CDE sono:
http://ec.europa.eu/regional_policy/atlas2007/fiche_index_it.htm • assistenza tecnica (studi di mercato, studi di fattibilità, etc.);
• ricerca di soci, progettazione finanziaria, spese di avvio;
Segnaliamo, inoltre, che la Camera di commercio di Torino offre alle imprese piemontesi • azioni di marketing, formazione staff, etc.
un servizio di assistenza diretta, tramite la rete dei suoi desk, in differenti Paesi. L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura di almeno un terzo delle
Tali uffici potranno supportare gli imprenditori nell’individuazione delle possibili fonti di spese sopracitate. Il contributo massimo del CDE è pari a 50.000 euro.
finanziamento connesse ai fondi strutturali comunitari per i Paesi di loro interesse.

www.to.camcom.it/desk http://www.cde.int/

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Programmi di collaborazione economica Ue-Giappone ed Ue-Corea EU-Japan Centre for Industrial Cooperation
Eu-Japan Centre for Industrial Cooperation è un organismo no-profit promosso
ETP - Executive Training Programme Japan-Korea dalla Commissione Europea (Direzione Generale Impresa e Industria)
ETP è un programma promosso dalla Commissione Europea allo scopo di favorire e dal Ministero Giapponese per le attività economiche (METI), creato nel 1987
le esportazioni delle imprese dell’UE verso i mercati giapponesi e coreani allo scopo di favorire la cooperazione industriale tra imprese manifatturiere
ed incoraggiarne gli investimenti in questi Paesi. dell’UE ed imprese giapponesi. Il programma del Centro consiste principalmente
ETP interviene con un finanziamento, sotto forma di borsa di studio pari a nel finanziare corsi di formazione, di varia durata, per manager di imprese
24.000 euro, di un corso di formazione per manager di imprese dell’UE, dell’UE operanti in settori manifatturieri vari ed interessate ad approfondire
della durata complessiva di 12 mesi. Il corso prevede lo studio della lingua, le loro conoscenze sui sistemi produttivi o distributivi della realtà economica
la partecipazione a seminari universitari su temi di economia, politica, società giapponese e fornire assistenza per potenziali investimenti diretti.
e cultura, sia presso università europee che direttamente a Tokyo o Seul, Durante l’anno sono previsti vari moduli di formazione che consistono in
e uno stage finale in aziende asiatiche. Per partecipare alla selezione i manager partecipazione a workshop e visite aziendali in Giappone. La partecipazione a
devono essere supportati dalla loro impresa. questi corsi è gratuita, previa selezione, mentre sono a carico dei manager
Possono candidarsi solo imprese con sede principale in un Paese dell’Ue e con partecipanti le spese di soggiorno e viaggio aereo.
un minimo di 5 addetti oppure con un fatturato annuo pari a 1 milione di euro. Per ulteriori informazioni:
Per approfondimenti sul programma si possono contattare i referenti nazionali
e locali: www.eu-japan.eu/europe/centre.html
• per l’Italia, il referente nazionale è Mondimpresa Scpa:

http://www.mondimpresa.org/
(selezionare “Missioni e partenariati”)

• per il Piemonte, il referente è il Centro Estero per l’Internazionalizzazione


del Piemonte:

www.centroestero.org

Altre informazioni sono disponibili sul sito internet del programma:

http://www.etp.org/

EU Gateway Programme
Così come l’ETP, anche l’EU Gateway Programme si propone di supportare
le imprese nella penetrazione dei mercati giapponese e coreano, attraverso
azioni (per esempio, organizzazione di missioni commerciali) focalizzate
nell’assistenza a specifici settori tecnologici con un elevato potenziale di mercato
nei due Paesi considerati.
Per ulteriori informazioni:

www.eu-gateway.eu