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Scale Maggiori in Ia posizione.

Nella serie di esercizi che ci apprestiamo ad eseguire, impareremo a conoscere e memorizzare le diteggiature delle scale
maggiori in prima posizione.
Specifichiamo il termine posizione, che indica il tasto sul quale preme l'indice utilizzando la regola dei quattro tasti, una
tecnica che prevede l'uso delle dita della mano sinistra all'interno di una sezione di quattro tasti adiacenti. Facciamo un
esempio pratico. Se suoniamo su di una corda con l'indice al quinto tasto, il medio suoner al sesto tasto, l'anulare al
settimo e il mignolo all'ottavo, indipendentemente dalla corda. Quindi suoniamo in quinta posizione. Un altro esempio?
Suonando al decimo tasto con l'indice, il medio suona all'undicesimo, l'anulare al dodicesimo e il mignolo al tredicesimo
(stiamo perci suonando in decima posizione).
Lo scopo principale di questa sezione quello di fare memorizzare la posizione delle note nei primi quattro tasti, oltre
all'esercizio tecnico sia per quanto riguarda la pennata della mano destra che la diteggiature della mano sinistra. Seguite
scrupolosamente la spiegazione su come affrontare lo studio nell'esempio basato sulla scala di DO maggiore e ripetetelo,
se necessario, pi volte, in modo da prender confidenza appieno con il sistema di lavoro. L'energia che verr spesa in
queste pagine sar poi gratificata nell'affrontare lo sviluppo dei successivi studi avanzati sulle scale.
La notazione in uso analizzata nella sezione sulle tabelle delle scale, per quanto riguarda la grafica, mentre per la
notazione potrete ripassare quella tradizionale a pentagramma o quella pi specifica per chitarra, cio l'intavolatura.

Scala di DO maggiore in Ia posizione.


Iniziamo l'analisi sulla diteggiatura della scala di DO maggiore utilizzando il sistema gia analizzato.
Nella prima posizione i numeri delle dita della mano sinistra, 1 (indice), 2 (medio), 3 (anulare) e 4
(mignolo), corrispondono anche ai numeri dei primi quattro tasti della chitarra. Di conseguenza l'uso
di queste diteggiature sar facilitato dal fatto che se ad esempio suoniamo con il 3 dito su una delle
corde, in automatico suoneremo anche il terzo tasto.
Inoltre ogni scala avr sempre come nota di partenza la tonica della scala stessa. Il termine tonica
indica la nota che d il nome alla scala (come nel nostro caso), anche se un termine che troveremo
abbinato alla nota che d il nome ad accordo o ad una tonalit.
Quindi la prima nota sar sempre la tonica della scala stessa.

La prima nota che suoneremo, cio il DO, la troviamo sul 3 tasto


della quinta corda premendo con il 3 dito (l'anulare).
Ecco la posizione della nota DO sul pentagramma. Suonatela pi
volte per verificare che il suono che ne risulta sia nitido e privo di
ronzii, che possono essere causati da una non perfetta
pressione delle dita sulla corda.
Ora suonate la nota D, cio la quarta corda a vuoto. Fate
atttenzione al dito anulare, che sta ancora premendo la quinta
corda: importante che non vada a toccare con la parte inferiore
della falange la corda sotto. Una corretta posizione della mano
sinistra eviter questo problema.
Come vedete, alla nota DO si aggiunta quella di RE. Suonate
prima una poi l'altra in successione, ricordandovi che, essendo
note singole, i loro suoni non devono sovrapporsi.
La nuova nota sar ora MI, che risulta dalla pressione del dito
medio sul 2 tasto della quarta corda. Valgono chiaramente le
regole gi viste in precedenza per quanto riguarda la pressione
delle dita sulle corde.
Ecco la posizione della nota MI sul pentagramma. Suonate le tre
note appena viste una dopo l'altra, in successione scenmdente e
discendente: DO RE MI RE DO RE MI RE ecc. Ricordate di non
sovrapporre i suoni.
Con l'anulare premete la quarta corda al 3 tasto, ottenendo la
nota FA. Se la nota arriva in sequenza dopo una precedente, ad
esempio MI, il dito che suona quest'ultima deve essere lasciato
premuto.
Il pentagramma mostra ora anche la nota FA. Memorizzate tutte
le quattro note appena viste, sia come posizione sulla tastiera
che sul pentagramma, in modo da poter affrontare gli esercizi
che vedremo ora.
Esercitiamoci sulle note viste finora. La partitura immediatamente sotto sviluppa una sequenza con le
note DO, RE e MI. Suonatela molto lentamente, preoccupandovi di memorizzare pi che altro la
posizione delle note sulla tastiera e sul pentagramma. Lo scopo quello di sapere visualizzare al
volo la posizione delle note e, chiaramente, anche il loro relativo nome.

Nel secondo esercizio troviamo anche la nota FA, e valgono i consigli dati per l'esercizio appena
visto. Ricordo ancora una volta che quando si suona su di una stessa corda, le dita che vanno a
premere in successione ascendente devono essere mantenute sulla corda. Ad esempio, sul terzo
movimento della prima battuta il dito medio che preme la nota MI viene lasciato sulla corda in quanto
dopo l'anulare preme il terzo tasto (nota FA). In questo modo si risparmiano movimenti inutili per
quanto riguarda la mano sinistra. Passando alla battuta successiva, tra l'altro, vedrete che baster
solo alzare l'anulare, in quanto il medio gi pronto sulla nota MI.

Prima di passare al terzo esercizio siate sicuri di riconoscere abbastanza velocemente le note. Infatti
in questo caso la lettura leggermente pi complicata. Vi consiglio di non memorizzare l'esercizio in
se stesso, ma di farlo per pi giorni, fosse solo anche una o due volte al giorno. Lo scopo didattico
risulta in questo modo pi utile.

Sempre pi complicato, e ovviamente vale quanto stato appena detto. Provate anche ad utilizzare
la pennata alternata, suonando molto lentamente.

Il passo successivo ci porta a conoscere la nota SOL, sulla terza


corda a vuoto. Anche se il disegno illustra le note tutte insieme,
nel loro contesto globale, ricordate di eseguirle sempre una per
una.
Ecco la posizione della nota SOL sul pentagramma. Per
memorizzare le note partite dalla tonica, salendo fino alla nota
attuale, poi tornate discendendo di nuovo alla tonica.
Il LA viene a trovarsi sulla terza corda premendo il dito medio al
2 tasto. Ripetete come sopra le note, aggiungendo il LA.

La posizione sul pentagramma della nota LA.

Sulla seconda corda a vuoto troviamo la nota SI. Mettiamo in


sequenza ascendente e discendente tutte le note appena viste
facendo capo alla tonica.

Sul pentagramma la posizione della nota SI.

La sequenza di sette note di una scala solitamente, negli


esercizi, termina con l'ottava, cio la tonica un'ottava sopra.

Ed ecco infine sul pentagramma anche la nota DO un ottava


sopra. Vediamo ora di esercitarci anche con queste note.
Ora potrete fare una serie di esercizi che permetteranno l'appreddimento anche delle note SOL, LA,
SI e DO. E' buona raccomandazione suonare sempre lentamente.

Se volete approfondire la sezione di studio, potete raggiungere la pagina degli esercizi sulla scala di
DO maggiore in Ia posizione.
Ora invece continueremo lo sviluppo della scala di DO inserendo tutte le note della tonalit che
troviamo in prima posizione.

Il sistema con cui verranno inserite le note nelle prime due corde identico a quello visto nella pagina precedente, e in
tale modo dovr essere eseguito.

Ora potete vedere che sono state aggiunte le note che si trovano
sulle prime due corde, e quindi, dopo la nota DO (2a corda, 1
tasto), troviamo RE (2a corda, 3 tasto), MI (1a corda a vuoto),
FA (1a corda, 1 tasto") e SOL (1a corda, 3 tasto").

Innanzitutto esercitatevi nel suonare le nuove note, partendo da DO sulla 2a corda, salendo fino al SOL della 1a corda per
poi ridiscendere a DO, 2a corda. Suonate queste note fino a quando non siete sicuri di averle memorizzate. A questo
punto potete passare a vedere la posizione delle note sulle due corde basse.

Ora potete vedere che sono state aggiunte le note che si


trovano sulle ultime due corde, e quindi, dopo la nota DO (5a
corda, 3 tasto), troviamo SI (5a corda, 2 tasto), LA (5a corda a
vuoto), SOL (6a corda, 3 tasto"), FA (6a corda, 1 tasto") e
infine MI (6a corda a vuoto).

Anche in questo caso soffermatevi a memorizzare le note sulle corde basse, partendo da DO sulla 5a corda, scendendo
a MI (6a corda) e risalendo a DO sulla 5a corda.
E' consigliato, a chi non conoscesse la notazione e la teoria musicale, di approfondire questo argomento nell'apposita
sezione. Ricordate che si pu suonare ad altissimi livelli senza sapere leggere una sola nota sul pentagramma, e in
questo la discografia musicale ne fa' contesto grazie ad alcuni musicisti virtuosi che non sanno neanche leggere una nota
e che suonano veramente in modo incredibile... ma quelli sono dei geni. Per essere un buon musicista non occorre
comunque essere un genio, ma soprattutto necessaria una buona tecnica e tanta voglia di imparare sempre cose
nuove. Anche la teoria e la lettura sono perci di importanza fondamentale. A buon intenditor...
Detto questo passiamo a vedere di suonare la scala completa, esercitandoci perci su tutte le note secondo il sistema
che stiamo per analizzare.
Come vedete, nel grafico stata evidenziata la tonica pi bassa, e quindi la nota che d il nome alla scala e che si trova il
pi vicino possibile alla 6a corda. Questa nota, infatti, la nota base attorno alla quale gravitano tutte le altre:
nell'esecuzione della scala, naturalmente a livello di studio, si parte e si finisce sulla tonica pi bassa. Questo vale anche
per lo studio delle altre scale.
Per eseguire la scala completa operate nel seguente modo:
- partire da DO, 5a corda, 3 tasto, e salire in senso ascendente nota per nota;
- arrivare fino a SOL, 1a corda, 3 tasto;
- scendere in senso discendente fino a MI, 6a corda a vuoto, avendo cura di passare in sequenza
tutte le note su tutte le corde;
- salire a DO, 5a corda, 3 tasto.
Memorizzate la successione delle note, pensando anche al nome di ognuna di queste, in modo tale da riconoscere al
volo tali note su questa zona di tastiera. Un buon esercizio, da affrontare una volta che le note sono ben impresse nella
mente, quello di suonare a tempo, utilizzando anche la pennata alternata. Nell'esempio sotto, potete vedere una parte
della scala suonata ad ottavi raddoppiando le note. In questo modo avete pi controllo dell'esecuzione.

Successivamente passate all'esercizio che segue. La scala deve sempre essere suonata facendo capo alla nota DO sulla
5a corda, ma in questo caso le note non sono pi raddoppiate. La divisione ritmica ad ottavi e la pennata alternata.

Scala di RE maggiore in Ia posizione.


Se avete capito perfettamente il sistema di lavoro potete proseguire con lo studio della scala di RE maggiore in Ia
posizione. Nel caso sorgano ancora dei dubbi, ripassate il lavoro precedente sulla scala di DO, in modo da essere
preparati agli esercizi successivi.
La scala di RE maggiore formata da una serie di note contenente due alterazioni, cio FA# e DO#, oltre chiaramente
alle altre note naturali. Tenete sempre sott'occhio sia la tabella delle scale che le regole per la costruzione delle scale
stesse, che sar sempre utile nell'affrontare questi e moltissimi altri tipi di esercizi a seguire.
E' palese il fatto che, rispetto alla precedente scala di DO, questa diteggiatura mostri delle variazioni. Rimane il fatto che il
sistema di lavoro analogo: si parte quindi dalla tonica pi bassa, che nella scala di RE maggiore la nota RE sulla 4a
corda a vuoto.

Ora la successione delle note sar ovviamente in senso


ascendente e vedrete che non sar usato il dito indice, in
quanto nella tonalit di RE maggiore non vi sono note da
suonare al 1 tasto.

La nota MI, che risulta essere in successione la seconda, viene


premuta dal dito medio al 2 tasto. Mantenete ora premuto il
dito per preparare la successiva nota.

Tenendo premuto il dito medio, pigiamo il mignolo al 4 tasto


dalla 4a corda, e suoniamo cos la nota FA#. E' probabile che
alcuni di voi avranno difficolt in quanto il dito mignolo il pi
debole della mano, e quindi far pi fatica rispetto alle altre dita.
L'allenamento contribuir a risolvere questo problema.
Alziamo le altre dita mentre suoniamo la 4a corda a vuoto, cio
la nota SOL. A questo punto possiamo continuare seguendo le
note che troviamo nel grafico sottostante della scala di RE
maggiore in Ia posizione.

Per eseguire la scala completa operate nel seguente modo:


- partire da RE, 4a corda a vuoto, e salire in senso ascendente nota per nota;
- arrivare fino a SOL, 1a corda, 3 tasto;
- scendere in senso discendente fino a MI, 6a corda a vuoto, avendo cura di passare in sequenza
tutte le note su tutte le corde;
- salire a RE, 4a corda a vuoto.
Fate molta attenzione nell'utilizzare le dita giuste, come indicato nel grafico e seguite il procedimento descritto.
A questo il sistema di lavoro dovrebbe essere assimilato perfettamente. Potete cos proseguire nello studio delle scale
maggiori in 1a posizione, che potete trovare nella pagina seguente.

Scale Maggiori in 1a posizione


in tutte le tonalit
Scala di DO maggiore Scala di RE maggiore

Scala di MI maggiore Scala di FA maggiore

Fate attenzione nell'affrontare lo studio della diteggiatura della scala di LA, in quanto dovrete
spostarvi in IIa posizione quando suonerete le note sulla prima corda. Per quanto riguarda il resto
dell'esecuzione, si parte sempre dalla tonica pi bassa.
Scala di SOL maggiore Scala di LA maggiore

Scala di SI maggiore Scala di FA# maggiore


Scala di DO# maggiore Scala di SIb maggiore

Scala di MIb maggiore Scala di LAb maggiore

Scala di REb maggiore Scala di SOLb maggiore

Esercizi di lettura sulla


Scala di DO maggiore in Ia posizione.
Gli esercizi in questa pagina sono una prosecuzione di quelli visti nella pagina della Scala di DO maggiore in Ia posizione.
Consiglio di suonare almeno una volta al giorno ognuno di questi, senza memorizzarne la sequenza, ma apprendendo
principalmente la posizione delle note sia sul pentagramma che sull'intavolatura.

Ex. 1

Ex. 2

Ex. 3

Ex. 4
Ex. 5

Ex. 6

La scala pentatonica
Se mai qualcosa ha avuto successo all'interno di un discorso teorico - pratico nella musica, questa senz'altro la Scala
Pentatonica. Infatti, questa probabilmente la scala pi usata in assoluto, in quanto ben si adatta ai pi disparati generi
musicali, dal rock al pop, dal blues al jazz, dal country addirittura alla musica classica. E' lecito domandarsi il perch.
Come vedremo, la Scala Pentatonica un surrogato della Scala Maggiore che (lo abbiamo visto nella sezione di teoria
dedicata alla costruzione delle scale) si presta ad essere la base di partenza per la costruzione di tutte le scale.
Comparando le due scale, viene da pensare che la pentatonica ha un carattere pi melodico gi di per se stessa, in
quanto mostra al suo interno degli intervalli larghi tra alcune note. Inoltre, nella sua forma minore, da sempre stata
associata all'improvvisazione nel blues, genitore dichiarato di tutti i generi moderni da cui hanno tratto lezione. E proprio
questa situazione, specialmente per i chitarristi, stata adeguatamente sfruttata, al punto che i neofiti dello strumento
sembrano essere pi facilitati nell'imparare la fatidica posizione di una pentatonica minore che non, ad esempio, una
serie di accordi seppur semplici. Questo sembrerebbe ridurre la pentatonica al ruolo di scala basilare. Niente di pi
sbagliato: come avremo modo di approfondire su queste pagine, la Scala Pentatonica si presta a moltissime varianti,
siano esse di natura armonica che di pratica chitarristica...

Costruzione della
Scala Pentatonica.
Come primo passo, logicamente, dobbiamo analizzare come nasce la pentatonica. Occorre avere ben chiaro il
procedimento con il quale si possono costruire le scale e, nel caso vi siano dei dubbi, consiglio vivamente di dare un
occhiata all'apposita sezione prima di continuare.
Due sono i modelli pentatonici di base: la Scala Pentatonica Maggiore e la Scala Pentatonica Minore.
Per costruire la Scala Pentatonica Maggiore, si parte dalla scala maggiore relativa alla tonalit. L'esempio, come al
solito, viene fatto nella tonalit di C. Dalla scala maggiore vengono estratti cinque gradi secondo lo schema seguente:

Scala Maggiore

C D E F G A B C
I II III IV V VI VII VIII

Scala Pentatonica Maggiore

C D E G A C
I II III V VI VIII

Facciamo una analisi della scala. Innanzitutto, e la cosa ben chiara dal pentagramma, la scala formata da cinque
suoni, da cui il nome Pentatonica. La sesta nota che vedete nel rigo la tonica un'ottava sopra, nota di chiusura della
scala. La differenza tra scala maggiore e pentatonica maggiore che in quest'ultima non sono presenti il quarto e il
settimo grado. Ma c' un altro particolare interessante, e cio che, partendo dalla tonica e sommando una serie di
intervalli di quinta giusta consecutivi, troviamo le stesse note che fanno parte della Scala Pentatonica, seppure in ottave
diverse. Nel rigo sotto potete osservare questa situazione.
Ora dalla scala di C maggiore saliamo alla relativa minore, quindi alla scala di A minore naturale. Anche in questo caso le
note da estrarre sono cinque, anche se cambiano i gradi ai quali risalgono. Infatti, dalla scala minore si prelevano il primo,
terzo, quarto, quinto e settimo grado.

Scala Minore Naturale

Scala Pentatonica Minore

Il meccanismo, come potete vedere, risulta molto semplice. A questo punto dovreste armarvi di sacrosanta pazienza e,
utilizzando le tabelle sia delle scale maggiori che delle scale minori, provare a costruire voi stessi le scale pentatoniche
nei due tipi (maggiori e minori) in tutte le tonalit. Non assolutamente difficile, in quanto dalla scala bisogna solo
estrarre i relativi gradi, che potete trovare qu riassunti:

Scala Pentatonica Maggiore


I - II - III - V - VI

Scala Pentatonica Minore


I - III - IV - V - VII
Chi invece vuole dedicare un po' pi di tempo, con dei risultati sicuramente pi evidenti, dovrebbe operare a memoria i
calcoli degli intervalli in ognuna delle tonalit di entrambi i modi.
Dopo tutta la parte teorica, per altro, come sempre, necessaria, possiamo arrivare a suonare le scale pentatoniche.
Vedrete che il sistema di lavoro e di studio, se giustamente seguito, vi porter in breve tempo ad assimilare le scale sia in
termini di diteggiature, che, come vedremo, saranno definite con il termine box, sia a livello di tecnica strumentale e,
come passo immediatamente successivo, di applicazione armonica nell'improvvisazione.

Le diteggiature delle scale pentatoniche


Entriamo nell'argomento pentatoniche osservando le diteggiature delle scale. Queste si possono suddividere in cinque
posizioni, che, come abbiamo gi detto, vengono definite box. Inizieremo lo studio delle diteggiature sul modo minore,
anche perch il pi usato, dopo di che vedremo il modo maggiore. Noterete che all'interno di una tonalit, vale sempre il
discorso di relativit maggiore - minore, ed infatti le scale che ci apprestiamo ad imparare sono la pentatonica minore di A
e la pentatonica maggiore di C. Per ogni chiarimento potete sempre consultare la sezione dedicata alla costruzione delle
scale pentatoniche. Chi invece avesse bisogno di chiarimenti circa la lettura dei grafici delle scale, pu trovare ampio ed
esauriente materiale nella sezione dedicata alle scale. Voglio in ogni caso ricordare che i numeri indicano le dita della
mano sinistra e il numero romano la posizione.

Scala Pentatonica di A Minore


Utilizziamo il box 1 come esempio per capire come suonare la scala. In
questo momento, occorre apprendere la diteggiatura obbligatoriamente a
memoria (e sottolineo obbligatoriamente). Il numero colorato identifica le
toniche, che saranno utili per verificare la posizione che queste
diteggiature quando saranno trasportate, pi avanti, in altre tonalit
Come potete vedere dal grafico della scala, viene utilizzata la seconda posizione. Bisogna quindi posizionare la mano
sinistra al secondo tasto, in modo da poter suonare con l'indice (1) il secondo tasto, con il medio (2) il terzo, con l'anulare
(3) il quarto e infine con il mignolo (4) il quinto tasto.
L'esecuzione della scala fatta partendo dalla tonica pi bassa. Nel box 1 questo fatto si traduce con il suonare il quarto
dito sulla sesta corda. Essendo in tonalit di A, suoniamo quindi la nota A sul quinto tasto della sesta corda con il
mignolo. La nota successiva la troviamo sulla quinta corda con il secondo dito, dopo di che suoneremo la nota premuta
dal quarto dito, sempre sulla quinta corda. In pratica, si sale dalla tonica pi bassa fino alla nota pi alta della diteggiatura
(il quarto dito sulla prima corda, che in questo caso anche la tonica alta), per poi ridiscendere alla nota pi bassa, cio il
secondo dito sulla sesta corda, tornando infine alla tanica bassa. Il meccanismo non assolutamente difficile, ma
comunque, per essere preciso, voglio aggiungere anche l'intavolatura dell'esecuzione che potete vedere qui sotto.

Non dimenticate di utilizzare la pennata alternata e di eseguire le scale usando un tempo abbastanza basso: avremo
modo di lavorare sulla velocit tra poco. Le altre diteggiature devono essere suonate con lo stesso sistema. Ricordate
che la tonica pi bassa non necessariamente sulla sesta corda, e quindi fate sempre riferimento alla corda dove,
appunto, situata la tonica pi bassa.
Nei due box seguenti, la tonica pi bassa sulla sesta corda (box 2) e sulla quarta (box 3).

Attenzione nel box 4. Sulla terza corda, il primo dito tra parentesi: infatti, se notate la posizione indicata (la decima), il
dito si trova indietro al nono tasto, mentre l'anulare suona in posizione, cio al dodicesimo tasto. In questo caso allargate
solo l'indice senza comunque spostare la mano, le cui dita suonano normalmente in decima posizione. Seguite
scrupolosamente la diteggiatura indicata.
Scala Pentatonica di C Maggiore.
A questo punto il procedimento chiaro e possiamo vedere quindi le diteggiature della Scala Pentatonica Maggiore.
Come esempio ho preso la tonalit relativa maggiore di quella minore precedente, e quindi la tonalit di C maggiore. Le
note da suonare sono le stesse, anche se cambiano le toniche, e quindi sono diverse anche i punti di partenza e di arrivo.
Valgono perci le regole gi viste. L'intavolatura, abbinata al box 1, vi aiuter ancora, ma solo nella prima diteggiatura.

Trasportare nelle altre tonalit


Voglio semplicemente ricordare come sia tutto sommato semplice trasportare le diteggiature di una scala sulla tastiera
della chitarra al fine di suonare in tonalit diverse. Infatti, la presenza evidenziata nelle diteggiature della tonica serve
anche ad avere un riferimento costante per la trasposizione tonale. Per fare un esempio, se dovete esercitarvi sulla
pentatonica minore di E, sufficiente che abbinate i vari box facendo combaciare i numeri in blu (cio le toniche) con i
tasti e le corde su cui di trovano le note E. Potete vericare il procedimento analizzando i box della pentatonica minore di E
che trovate subito sotto. Chi non conosce perfettamente le note sulla tastiera pu consultare la guida della tastiera, dove
vengono visualizzate tutte le note dello strumento.
Vi posso infine consigliare di suonare le scale pentatoniche in tutte le tonalit, magari sfruttando gli esercizi che trovano
nelle pagine seguenti.
Scala Pentatonica di E Minore

Ricordiamo che il rapporto maggiore-minore vale, ovviamente, anche per tutte le tonalit. Ad esempio, collegando il
discorso alla tonalit di Em appena vista, la relativa maggiore la tonalit di G. Nella partitura sotto potete vedere il Box 3
in G maggiore, suonato in seconda posizione. E' palese il fatto che la diteggiatura la stessa del box 3 in Em.

Esercizi sulle diteggiature


delle scale pentatoniche
Da questo momento in poi il lavoro viene dedicato allo studio delle scale pentatoniche a livello di esercizio pratico. E'
fondamentale pianificare un sistema di lavoro, in quanto le scale pentatoniche hanno una particolarit che le rende
abbastanza interessanti sotto il profilo tecnico anche per quanto riguarda la mano destra. Infatti, avendo due note per
corda, risultano pi complicate come esecuzione, e quindi dovete prestare molta attenzione, oltre che alle diteggiature
stesse in fase di esercizio, anche al corretto uso della pennata.
Come potrete facilmente notare, gli esercizi sono a difficolt crescente, in modo da creare una sorta di allenamento
controllato. Inoltre sono tutti scritti sul box 1 in A minore, e ovviamente devono poi essere eseguiti su tutti i box. Calcolate
che questo tipo di studio, se fatto scrupolosamente, porter a dei risultati molto elevati, che possono essere raggiunti
solamente con la pratica quotidiana. Voglio riassumere brevemente una procedura di studio valida per ogni esercizio.

Innanzitutto memorizzate l'esercizio, in modo tale da non doverlo leggere sempre.


Fate attenzione alla divisione ritmica: lavorate, se possibile, con il metronomo, impostato prima a velocit
bassa, per poi alzarla man mano che prendete confidenza con l'esercizio.
Utilizzate sempre la pennata alternata. Anche se in alcuni casi sembra essere d'impaccio, l'unico modo per
migliorare in velocit e precisione.
Quando vi sentite abbastanza sicuri nell'esecuzione dell'esercizio, provate a cambiare tonalit. In questo modo
sarete agevolati nello studio della stessa diteggiatura in un altra posizione sulla tastiera. Bastano due o tre
tonalit a vostra scelta, non tanto importante quali, ma piuttosto il fatto di lavorare in punti diversi sulla tastiera.
La pratica quotidiana, come gi detto, fondamentale, ma non deve essere un peso. Se siete stanchi, o avete
altre cose per la testa, non suonate: non siete obbligati per forza a farlo! Ricordate che meglio studiare poco e
bene che tanto e male. Ritengo che la disciplina, sotto questo lato, porti a dei risultati sicuri.
Siate comunque sempre i migliori critici di voi stessi, sia nello studio che nel suonare dal vivo o in sala di
registrazione. Quello che oggi vi sembra bello, domani dovrebbe farvi schifo... E' chiaramente un modo di dire,
ma serve sempre nella vita come nella musica.

Per finire, voglio aggiungere che uno studio fatto bene sulle pentatoniche dovrebbe durare circa un mesetto, con una
media di un'ora al giorno. Non fate per l'errore di suonare magari un giorno cinque ore e poi per una settimana niente, in
quanto rende molto meno. Cercate di mantenere un livello di lavoro omogeneo.

Nell'affrontare gli esercizi, seguite esattamente i consigli proposti nella pagina precedente. Ricordo che in questa pagina
lo studio viene fatto sulla diteggiatura box 1 della pentatonica di A minore. Quando vi sentite preparati sufficientemente su
questa diteggiatura potete passare ad affrontare le altre.

Esercizio #1.

Esercizio #2.

Esercizio #3.
Esercizio #4.

Esercizio #5.

Esercizio #6.
Esercizi per la memorizzazione
delle scale pentatoniche
La serie di esercizi che andremo ad eseguire in queste pagine hanno lo scopo di sviluppare una perfetta conoscenza
delle diteggiature valutandone pi posizioni. Mentre nella pagina precedente abbiamo lavorato su di una singola
diteggiatura per volta, ora dovremo lavorare su diteggiature a coppie. La difficolt data dal fatto che, suonando su
doppia posizione, bisogna pensare in alcuni punti su due diteggiature contemporaneamente. Lo scopo quello di potere
sfruttare tutta la tastiera dello strumento come fosse una sola grande scala pentatonica.
Utilizzeremo come esempio il 1 esercizio: seguite attentamente le indicazioni e memorizzatene il procedimento, che sar
comunque simile per tutti gli altri esercizi.

Esercizio #1.
Nel primo esercizio che affrontiamo dovremo lavorare sul box 1 e box 2 in Am, in modo molto intuitivo. Si tratta infatti di
suonare il box 1 in senso ascendente (dalla 6a corda alla 1a), mentre il box 2 lo suoneremo in senso discendente (dalla
1a alla 6a). Particolare molto importante che in questi esercizi non faremo riferimento obbligatoriamente alla tonica
come nota di partenza, ma piuttosto sulla nota pi bassa nella diteggiatura in fase ascendente, o pi alta nella
diteggiatura in fase discendente.
L'esecuzione quindi molto logica. Si parte dalla nota pi bassa del box 1 (nota G), si sale fino alla prima corda fino alla
nota pi alta del box 1 (nota A). Si passa al box 2, partendo dalla nota pi alta (nota C) si scende fino alla nota pi bassa
(nota A) del box 2, dopo di che si ricomincia il ciclo. Ovviamente non dobbiamo fare pause nel cambio tra un box e l'altro.
Una volta acquisito il sistema, consigliato il suonare a tempo con l'ausilio del metronomo fino alla perfetta
memorizzazione. Obbligatorio, infine, l'uso della pennata alternata.

Esercizio #2.
Nel secondo esercizio invertiamo i sensi ascendenti e discendenti delle diteggiature. Si parte quindi dalla nota pi alta del
box 1, scendendo fino alla pi bassa. Nel box 2 si sale dalla pi bassa fino alla pi alta, e si ricomincia. Sempre a tempo
e con pennata alternata

Una volta appreso perfettamente il sistema, potete suonare tutta la serie di esercizi a seguire, dove verranno incrociati i
vari box delle scale pentatoniche secondo le direttive di ogni singolo esercizio. Attenzione al fatto che alcuni di questi
potranno essere molto complicati, soprattutto in merito al fatto che potranno contenere diteggiature magari anche distanti
fra loro.

Nelle pagine successive vedremo di lavorare su coppie di corde in senso orizzontale.

Esercizi di tecnica avanzata sulle scale pentatoniche


Uso dei frammenti di scala
Dopo avere visto nella pagina precedente come le diteggiature complete possono essere utili al fine di memorizzare
intere posizioni sulla tastiera, passiamo ora a lavorare sui frammenti di scale. In pratica dobbiamo analizzare la possibilit
di sfruttare solo un settore della diteggiatura, inteso come numero di corde a coppie.
E' fondamentale innanzitutto pensare in termini di posizioni, e quindi avere ben presente tutti i box, anche se in alcuni
casi potranno essere diverse le dita della mano sinistra, le quali si adatteranno a diteggiature pi consone in merito al loro
utilizzo. Iniziamo quindi in tonalit di Am, ricordando che la scelta della tonalit data dal fatto che questa, in fondo, la
pi comune e pi semplice da capire, data la totale assenza di alterazioni.
L'esecuzione deve essere a semicrome e rigorosamente a pennata alternata. Inoltre, devono essere evitate pause tra i
cambi di posizione, ben sapendo che in alcuni casi la mano sinistra si trover a saltare tra un box e l'altro.
Ricordate infine di suonare a metronomo, partendo da una velocit bassa (intorno ai 60bpm) per poi aumentare il timing
una volta acquisita buona padronanza degli esercizi.

Esercizio #1.
Nell'esercizio che ora vediamo si lavora unicamente su prima e seconda corda. Ogni posizione comporta quindi un totale
di quattro note per ogni box, suonate in senso ascendente dalla pi bassa alla pi alta della posizione. Particolare
importante, come gi accennato sopra, deve essere il fatto che la diteggiatura consigliata in alcuni casi la pi utile sotto
il profilo pratico. Nulla vieta, comunque, di utilizzare la diteggiatura standard.
Una volta raggiunto la zona pi alta della tastiera, potete tornare verso le prime posizioni scalando diteggiatura per
diteggiatura.
Esercizio #2.
Nel secondo esercizio lavoriamo su ogni box, come nel precedente, ma partendo dalla nota pi alta di ogni diteggiatura.
Pennata sempre alternata.

Esercizio #3.
Proviamo a cambiare coppia di corde, spostando la zona di lavoro su seconda e terza corda. In questo caso diventa pi
difficile organizzare l'esercizio, in quanto la posizione delle diteggiature pi scomoda. Quella consigliata sicuramente
la scelta migliore tra le probabili diteggiature.

Esercizi su tutte le coppie di corde.


A parte la coppia su seconda e terza corda, tutte le altre coppie hanno le stesse identiche diteggiature, spostate lungo la
tastiera a seconda della posizione. Analizziamo brevemente questo concetto.
Paragoniamo come esempio la box 1 sulla coppia di corde 1a e 2a con la box 5 sulla coppia di corde 4a e 3a. Le note
saranno le stesse, cos come sar uguale la diteggiatura da adottare con la mano sinistra. Questo indica il fatto che in
pratica una volta imparato ad usare una serie di frammenti su di una coppia di corde , in realta si assimilato anche la
possibilit di suonare anche sulle altre coppie, con la sola differenza che occorre spostarsi in latri punti della tastiera ed,
eventualmente, anche di ottava. Tranne, come gi detto, sulla coppia seconda e terza corda, che faranno delle proprie
diteggiature.
Finito questo preambolo introduttivo, possiamo lavorare quindi su tutte le coppie di corde utilizzando i pattern di note gi
visti sopra negli ex 1 e 2, ma anche provando alcune delle possibili varianti che sono illustrate sotto. Ogni quartina di
sedicesimi che vedete nell'esempio dovrebbe essere trasferita nelle diteggiature. Anche in questo caso conviene fare un
esempio pratico.
Tra gli esempi proviamo il primo. La sequenza, pur essendo scritta sulle prime due corde, la rapportiamo ad esempio
sulle coppie 4a e 3a, estendendone il pattern su tutti i box. Faremo quindi in modo che ogni box venga suonato, appunto,
con il pattern appena scelto. Il risultato sar il seguente:

Sta ora a voi organizzare il grosso del lavoro, traspostando sulle varie coppie di corde i vari esempi, e cercando di essere
pi che altro organizzati nello studio di questi pattern e, sopratutto, di questo sistema a coppie di corde.

Il fraseggio sulle scale pentatoniche.


Le scale pentatoniche si prestano all'apprendimento del fraseggio, vuoi per lo loro popolarit, ma anche per la logica
costruttiva nelle diteggiature, che abbiamo gi identificato con il termine box. Ora quindi giunto il momento di affrontare
sul campo la scala pentatonica, lavorando sulla costruzione delle frasi basate appunto sulla sequenza di note della scala
stessa, uscendo in alcuni casi dalla diteggiatura per andare a sviluppare un fraseggio su pi posizioni, che poi la cosa
comune quando si suona in improvvisazione.
E' opportuno specificare il fraseggio con il termine lick, per indicare come questo non sia solo un esercizio fine a stesso
ma anche una frase vera e propria da utilizzare in fase di composizione o di improvvisazione. Per questo motivo
adotteremo anche diverse tonalit, in modo da agevolarne l'uso nelle pi svariate situazioni. In ogni singola frase, dopo il
numero del fraseggio, viene identificato il box (o i box, nel caso se usino pi di uno) e la tonalit della scala pentatonica
utilizzata.
Nelle pagine successive lavoreremo sui licks veri e propri. Questa pagina, invece, dedicata sia a chi non ha mai preso
dimestichezza con l'utilizzo della scala pentatonica nel fraseggio, ma anche a chi vuole trovare degli esercizi non difficili,
ma non per questo meno utili, con i quali possibile ad esempio fare del "riscaldamento" prima di suonare, studiare o
registrare. Mentre, se torniamo al primo caso, opportuno allenare le mani (ma non solo, anche la ...testa), a vedere la
scala non pi come sequenza di note fine a se stessa, ma piuttosto come la possibilit di gestirne ogni suo singolo
aspetto, melodico o tecnico che sia.
Passate qualche giorno a sperimentare gli esercizi proposti, lavorando, se possibile, con il metronomo, impostato
naturalmente a velocit a voi pi consone (sempre basse, mi raccomando, almeno all'inizio). Gli esercizi sono in serie
crescente di difficolt di esecuzione, e come tali vanno eseguiti. Dopo qualche giorno di apprendimento, potete passare
alla sezione successiva.

Ex. 1 - Box 2 in Am
Questo primo esercizio, che per semplicit di esecuzione conviene analizzare sul Box 2, in pratica la base che spiega
come lavorare su tutti gli esercizi successivi. In pratica vengono utilizzate quattro note distribuite su due corde, ripetute
due volte, suonate ad ottavi e che finiscono sulla nota da quarto. Tutto viene poi ripetuto scalando di una corda e
mantenendo ovviamente la struttura all'interno della diteggiatura. Obbligatoria la pennata alternata e l'esecuzione, come
sempre, a tempo (lento per chi inizia...).
Ex. 2 - Box 1 in Am
Rapportiamo quindi l'esercizio negli altri Box, cominciando con il Box 1. Ovviamente, rispetto al precedente esercizio non
cambia nulla, tranne la posizione. L'esecuzione, anche se scritta sulle prime corde, viene fatta su tutte le coppie, come
nell'ex 1.

Ex. 3 - Box 3 in Am

Ex. 4 - Box 4 in Am
Nel Box 4 ricordate di fare sempre attenzione alla terza corda, sulla quale il dito indice si trova a lavorare fuori posizione.
Ex. 5 - Box 5 in Am

Dopo avere analizzato come sviluppare la base degli esercizi su ogni diteggiatura della scala pentatonica, possiamo ora
incrementare la difficolt di esecuzione adattando opportunamente gli esempi successivi a ciascuno dei Box. In ogni
esercizio trovate solamente scritta la diteggiatura sulle prime due corde: a voi il compito di estenderla su tutte le altre
coppie di corde, e su ognuno dei cinque Box. Ricordiamo sempre l'esecuzione a pennata alternata e l'uso, se possibile,
del metronomo.
Un ultimo consiglio su come suonare questa serie di esercizi potrebbe essere quello di svilupparne uno al giorno. Ad
esempio, il primo giorno suonate l'esercizio base (dal 1 al 5), il secondo giorno l'ex. 6 (adattato ovviamente a tutti i Box), il
giorno successivo l'ex. 7 e cos via.
Nel caso invece questi esercizi vengano usati come riscaldamento, sta a voi la scelta su come utilizzarli.

Ex. 6 Ex. 7

Ex. 8 Ex. 9

Nelle due pagine successive trovate ora una serie di licks molto utili da adattare alle pi svariate situazioni. Buon
divertimento.

Licks
Prima di cominciare, ricordiamo la conoscenza essenziale delle tecniche base quali il bending, i legati etc. Nel caso
contrario si faccia riferimento alle opportune sezioni. Inoltre, se non diversamente indicato, la pennata sempre alternata.

Lick 1 - Box 2 in Gm
Box 2 in tonalit di Gm per un fraseggio semplicissimo,
che non esula dalla diteggiatura standard.
Lick 2 - Box 1 e 5 in Cm
In questo caso lavoriamo sui due box indicati. La diteggiatura consigliata quella standard, ma possono essere usate
anche altre dita, a seconda della comodit personale.

Lick 3 - Box 5 e 4 in Dm
Fate attenzione al cambio di tempo tra i sedicesimi
e la terzina. Inoltre interessante notare come la
mano sinistra si sposta dalla quinta alla terza
posizione per le ultime due note, le quali fanno
parte del box 4.

Lick 4 - Box 2 e 1 in Am
Una frase ad ottavi dove viene sviluppata una
ritmica che prevede l'utilizzo di alcune legature
di valore tra una nota in levare ed una in
battere, allo scopo di rendere pi
"movimentato" il ritmo. Notare come nel Box 1
la diteggiatura sia pi comoda, grazie
all'utilizzo del dito indice e anulare al posto i
medio e mignolo.

Lick 5 - Box 2, 3 e 4 in Ab
Anche se la parte iniziale di questa frase sembra basata sulla pentatonica di F minore, l'utilizzo reale poi anche, e
soprattutto, sulla relativa maggiore, cio Ab. Seguite attentamente la diteggiatura indicata, che pu essere variata in
alcuni casi.
Ad esempio, sul primo movimento, possibile suonare con lo stesso dito (anulare) sia la nota F che la nota C, facendo
attenzione ad utilizzare un piccolo barr con l'ultima falange del dito stesso.
Durante l'esecuzione della frase nel Box 4 possibile variarne la diteggiatura (ne indicato il modo) rispetto a quella
standard che, se volete, potete ovviamente utilizzare.
Lick 6 - Box 1, 2 e 5 in Em
Rispetto alle precedenti, questa frase pi ricca sotto l'aspetto ritmico. Dovrete prestare attenzione alle due sestine di
sedicesimi, nel cambio di posizione tra il Box 1 e il Box 2. Compare anche il bending, subito seguito da un release, che
serve a variarne l'esecuzione, sempre a pennata alternata. La diteggiatura indicata "quasi" obbligatoria, o per lo meno
la pi adatta.

Lick 7 - Box 2 in Cm
Ecco un sistema interessante, e tutto
sommato semplice, per suonare out (fuori
tonalit). In pratica si sposta una stessa
diteggiatura, che in questo caso la Box 2 di
Cm, avanti (o indietro) per la tastiera. Nella
partitura sono indicate le tonalit usate dal
Box 2, in modo da avere pieno riferimento con
le note da suonare.
Lick 8 - Box 5 in Bm
In questo esempio la sonorit della pentatonica viene in parte
nascosta dallo sviluppo verticale dell'accordo di Bm. Questo
passaggio costruito sulla triade minore, e sviluppato
all'interno del Box 5.

Lick 9 - Box 5, 1 e 2 in E
Un frase sulla pentatonica di E maggiore, con finale in stile country. Attenzione a seguire la diteggiatura indicata., oltre al
bending e allo slide presenti nella seconda battuta.

Lick 10 - Box 5 in F
Una frase in stile funky-blues, con
divisione di tempo a terzine. Fate
anche attenzione alla coppia di
ottavi nella prima battuta. Sempre in
questa battuta, notate l'uso dello
stoppato, sulle ultime tre note, che
serve a dare maggiore risalto alla
ritmica.

Lick 11 - Box 5, 1 e 2 in G
Frase di non facile esecuzione, soprattutto nella parte centrale che prevede dei salti di corda. L'introduzione affidata ad
un doppio Box, il Box 5 e Box 1, uniti dalla stessa diteggiatura, cos come indicato. La pennata rigorosamente alternata,
secondo la regola standard.

Lick 12 - Riff in Em
Pi che una frase, dovremo in questo caso parlare di riff. Infatti la struttura sulla quale composto pu essere usata
come intermezzo tra due strofe cantate, oppure come introduzione ad un solo. E' interessante notare come stata usata
la scala pentatonica di Em, utilizzando anche dei bicordi per dare armonia al riff stesso.

Pentatoniche a tre note per corda.

L'uso delle scale pentatoniche non riferito solamente alle diteggiature standard, come i box gi analizzati, ma anche a
diteggiature che possiamo definire pi moderne. Queste infatti prevedono l'uso di scale a tre note per corda ,
contrariamente alle diteggiature standard che comprendono due note per corda. Un sistema analogo usato, ad
esempio, anche per le comuni scale a sette note, (maggiori, diminuite etc.). La differenza rispetto a questo tipo di scale
data dal fatto che le diteggiature delle pentatoniche a tre note per corda sono molto larghe e pi complicate rispetto alle
altre. Di conseguenza opportuno passare un buon periodo di esercizi prima di poterle affrontare "sul campo".
La particolarit interessante di queste diteggiature il fatto che nella sequenza scalare ripetono sempre due note su ogni
cambio di corda, dando alla scala una sonorit piuttosto inusuale e moderna.
In questa pagina vedremo le diteggiature in tonalit di Am, tonalit ovviamente presa solo a titolo di esempio. Fate
attenzione a non esagerare con lo studio di queste scale, in quanto il rischio tendinite abbastanza alto, proprio a causa
dello streeching richiesto dalle scale stesse.
Penta1
In questa prima diteggiatura, che definiremo per convenzione penta1, vediamo come le dita si dovranno allargare
esageratamente per coprire in pratica due box. E questo, sostanzialmente, succede anche in tutte le altre diteggiature. E'
palese come la posizione indicata sia, pi che altro, indicativa. La libert nella diteggiatura consentita sulla scelta del
dito medio o anulare, a seconda della comodit della propria mano.
La tonica pi bassa pu essere utilizzata come nota di partenza della scala, secondo una tecnica comune agli esercizi
gi proposti per i box "normali" a due note per corda. Memorizzate le diteggiature, esercitandovi utilizzando, come
sempre, la pennata alternata.

Penta2

Penta3

Penta4

Penta5

La scala minore melodica


La scala minore melodica una delle pi interessanti scale utilizzate nella musica moderna, specialmente in ambito
jazz. Infatti, nel suo sviluppo modale, vi stato un grande utilizzo del suo settimo grado (definito modo superlocrio), per il
grande successo della sua particolare sonorit durante le improvvisazioni di carattere jazzistico. Ma di questo se ne
parler pi avanti. Innanzitutto, fondamentale capire come viene costruita la scala minore melodica , ripercorrendone
brevemente la sua origine, argomento ampiamente trattato nell'apposita sezione di teoria relativa alla scala stessa.
Nella musica moderna, la scala minore melodica viene spesso definita come real minor melodic, e in effetti il termine le
si addice sicuramente, data la sua importanza nell'esecuzione melodica di un solo, in modo particolare per la possibilit di
utilizzo su accordi di dominante alterati. Il sistema pi semplice per capirne la sua costruzione sicuramente quello di
paragonarla alla scala maggiore, in quanto la differenza solo in grado, pi precisamente il III, che nella minore
melodica abbassato di 1 semitono rispetto alla relativa maggiore. Possiamo vedere come questo sia possibile,
osservando ad esempio la diversit tra la scala maggiore (battuta a sinistra) e la scala minore melodica (battuta a destra),
che vediamo in tonalit di C.

Come si pu facilmente notare, il III (nota E) della scala maggiore si abbassa di 1 st nella minore melodica, arrivando a
Eb. Questo, ovviamente, vale per tutte le tonalit. A questo punto possiamo vederne le diteggiature.

Le diteggiature
La tonalit usata come esempio quella di C, che ben si presta all'analisi grazie alle note naturali (tranne una) che la
compongono, e quindi pi semplice da assimilare. Le diteggiature principali vengono sviluppate con il sistema gi visto,
ad esempio, nelle scale maggiori a tre note per corda . Attenzione quindi all'uso della nomenclatura delle posizioni, in
quanto potreste trovare una posizione (ad esempio la seconda) e suonare anche una nota sul primo tasto. In questo caso
si deve mantenere la posizione, cio la seconda, allargando solamente il dito indice fino al primo tasto senza spostare la
mano.
I nomi che trovate abbinati alle varie diteggiature sono e devono essere intesi come un criterio personale di "schedare" le
diteggiature stesse. Di conseguenza, ogni scala potr essere trasportata nelle altre tonalit sempre facendo riferimento
alla tonica, che la nota di colore blu nei grafici, partendo nell'esecuzione dalla tonica pi bassa, quella cio pi vicina
alla sesta corda, salendo fino alla nota pi alta della diteggiatura, scendendo fino a quella pi bassa per poi ritornare di
nuovo alla tonica di partenza. Fate attenzione anche alle diteggiature consigliate, in quanto potrebbero creare problemi di
impostazione a causa dei numerosi cambi di posizione.
I numeri sulle corde indicano ovviamente le dita da usare, mentre il numero romano posto sotto lo schema indica la
posizione di riferimento per la tonica pi bassa. Questo anche se leggendo le spiegazioni delle diteggiature vedrete
nominate pi posizioni all'interno di una stessa diteggiatura. Mentre, per quanto riguarda la costruzione delle diteggiature,
vedremo di lavorare sempre a tre note per corda. Infine, voglio ricordare l'uso direi obbligatorio della pennata alternata .

Min Mel 1
La prima diteggiatura spazia addirittura su sette tasti, considerando anche
l'estensione della mano sinistra sulla sesta corda aperta a cinque tasti. La
posizione della diteggiatura la seconda, (indicata dal numero romano), e
si esegue partendo dalla tonica su 5a corda con il 2 dito. Questo per 6a,
5a, 4a e 3a corda.
Sulla 2a corda si lavora un tasto avanti (terza posizione), mentre sulla 1a
corda ci si sposta ulteriormente di un tasto.

Min Mel 2
Diteggiatura che comprende uno spazio di lavoro pari a sei tasti, sviluppata
in quarta posizione su tutte le corde tranne la prima corda, sulla quale si
lavora in quinta posizione. Attenzione al fatto che nelle tre corde basse il
dito indice suona un tasto indietro.

Min Mel 3
Due posizioni effettive di lavoro, quinta (le quattro corde basse) e settima
per le due corde alte. Attenzione al finger-streeching del dito mignolo che si
allarga al di fuori della posizione su quarta corda.

Min Mel 4
Due posizioni effettive di lavoro, settima (le quattro corde basse) e ottava
per le due corde alte, su di una diteggiatura di nuovo a sette tasti.

Min Mel 5
Come nella diteggiatura 2, anche in questo caso l'indice sar fuori
posizione, questa volta sulle tre corde basse. Sulle prime due corde si
lavora una posizione avanti (la decima)

Min Mel 6
Su quinta e terza corda il mignolo lavora fuori posizione, mentre sulla prima
corda l'indice a lavorare fuori posizione. Per la mano sinistra, in pratica,
sono due le posizione di lavoro (decima e dodicesima).

Min Mel 7
Ancora una diteggiatura a sette tasti, con l'indice che suona un tasto
indietro sulla sesta corda (undicesimo tasto sulla dodicesima posizione
effettiva), sulla terza corda (dodicesimo tasto sulla tredicesima posizione
effettiva), mentre il mignolo si sposta di un tasto avanti sulla prima corda.
Per la mano sinistra, in pratica, sono due le posizione di lavoro (dodicesima
e tredicesima).

Esercizi sulla scala minore melodica


Come gi adottato per la scala minore armonica, gli esercizi che vedremo in questa sezione sono pi impostati per un
esecuzione di carattere melodica che di esercizio tecnico fine a se' stesso. Viene dato per scontato che le tecniche di
assimilazione delle diteggiature usate normalmente per le scale possano essere in pratica trasportate su ogni tipo di
scala. Per questo consigliamo, a chi necessita o vuole in ogni caso lavorarci, di adattare gli esercizi proposti nella sezione
scale maggiori, relativa in particolare agli esercizi sulle type. Questo perch lo studio delle scale minori melodiche, cos
come quello di tutte le altre scale, deve essere consequenziale alla perfetta assimilazione tecnica delle scale maggiori, le
pi importanti sotto l'aspetto tecnico e armonico, in quanto da queste possono essere costruite tutte le scale, cos come
in effetti spiegato nella pagina precedente.

Ex. 1

Prendiamo confidenza con la sonorit della scala minore melodica. La successione di note, elaborata mantenendo fede
al sistema "tre note per corda", termina con la nota C, che far parte dell'accordo finale, Cm6-9. Obbligatorio l'uso della
pennata alternata. Come si pu notare, o pi che altro sentire, la sonorit tipicamente minore, in particolare se alla
sequenza melodica si determina proprio l'accordo minore.

Ex. 2
Nel secondo esempio possiamo
vedere come la scala pu essere
applicata ad un accordo maggiore
relativo alla tonalit stessa della
scala, e quindi l'accordo di C.
Notare l'uso simultaneo di due
scale effettive (C maggiore e C
minore melodico), anche se la
differenza sar solo in una nota (il
III), che contraddistingue la
diversit delle due scale.

Ex. 3

Questo un esercizio di non semplice esecuzione, pi che altro per l'uso della pennata. Come si pu vedere dalla
simbologia, la pennata viene utilizzata al contrario rispetto allo standard, pi che altro per comodit di esecuzione. In
pratica, sul sedicesimo in battere si utilizza la pennata in su, mentre sul sedicesimo in levare la pennata in gi. Come al
solito, si raccomanda l'utilizzo della diteggiatura consigliata.

La scala minore melodica usata soprattutto nel sistema modale, utilizzando quindi i modi contenuti al suo interno, che
sono analizzati nella sezione di teoria relativa ai modi della scala minore. E difatti, nella pagina seguente analizziamo gli
aspetti pi comuni dello sviluppo modale relativo alla scala minore melodica.

Sviluppo modale
della scala minore melodica
L'uso pi comune della scala minore melodica quello che sostanzialmente viene visto attraverso l'utilizzo delle scale
modali. Queste infatti suddividono la scala in sette ulteriori scale, ognuna con un ruolo ben definito per l'armonizzazione,
specialmente in ambito jazz o comunque moderno. Per capire come sono costruite le scale modali possibile fare
riferimento all'apposita sezione, osservandone poi lo sviluppo in ambito minore melodico nella sezione di teoria
appositamente dedicata. Diamo quindi per scontata la perfetta conoscenza teorica dello sviluppo modale della scala
minore melodica.

Possiamo ora riassumere brevemente quali sono le sette scale modali che
nascono dall'armonizzazione della scala minore melodica, che vediamo nello
I Ipoionico
specchietto a lato. E possiamo anche privilegiare un modo in particolare, e cio II Dorico 2b
quello che nasce sul VII. Infatti, questo modo da' origine alla scala superlocria ,
una delle pi comuni nell'improvvisazione e nell'armonizzazione moderna. Resti III Lidio aumentato
inteso, ogni modo ha la sua collocazione in ambito armonico, ma la scala IV Lidio 7b
superlocria (e cio il VII della scala minore melodica) ha un importanza vitale, al
pari dei pi classici modi che nascono nello sviluppo modale della scala V Misolidio 6b
maggiore. VI Locrio #2
VII Superlocrio
La Scala Superlocria
Consideriamo, a titolo di esempio, la scala minore melodica in tonalit di C, sviluppata nei suoi sette modi. L'ultimo di
questi, oramai ben conosciuti, ha come tonica la nota B, e la successione di note porta quindi ad avere questa sequenza:
B - C - D - Eb - F - G - A - B
Come sempre, per capire una scala importante conoscere perfettamente il rapporto che la successione di note della
scala stessa ha in relazione alla scala maggiore, la cui tonica sia ovviamente la stessa in entrambe le scale. In pratica,
mettiamo a confronto la scala superlocria di B (a destra) con la scala maggiore di B (a sinistra).

E' palese notare come la diversit delle due scale sia enorme. Ma non questo il punto. Quello che dobbiamo capire la
loro costruzione, e principalmente il rapporto dei gradi delle note che compongono queste due scale, al fine di
analizzarne la loro correlazione, attraverso l'uso degli intervalli. Osservando quindi i gradi della scala maggiore, facile
capire come questi vengano adattati nella scala superlocria.

Nella scala superlocria quasi tutti i gradi sono bemolle, quindi abbassati di un semitono. In pratica, per fare un esempio:
se nella scala maggiore la nota C# un II, nella superlocria diventa IIb (C# abbassato di un semitono, cio C); oppure,
se nella scala maggiore la nota F# un V, nella superlocria diventa Vb (F# abbassato di un semitono, cio F). Notate
un particolare: il IV (nota E) della scala maggiore viene anche esso abbassato di un semitono (IVb: nota Eb). Tra
parentesi viene per specificato il fatto che questo sia anche da intendersi come III maggiore. La particolarit della
scala superlocria anche questa, di avere quindi entrambi i due terzi gradi (minore e maggiore).
E' quindi molto importante considerare la scala superlocria come scala fine a se stessa, con la sua tonica e i suoi gradi
relativi, cos come in effetti dovrebbero essere considerate tutte le scale modali. Bisogna comunque dire che in questo
caso particolare si pu pensare alla scala minore melodica partendo dal settimo grado, data la sua vicinanza alla tonica:
si pu dire che sicuramente pi semplice. A voi la scelta.

A questo punto dovremo cercare di lavorarci su questa scala, pi che altro per capire quando, come e dove utilizzarla. Si
pu dire che la regola base questa: la scala superlocria pu suonare su qualsiasi accordo di dominante alterato.
Rimanendo nella tonalit della scala vista finora (B superlocria), possiamo quindi usarla ad esempio su accordi come
B7#5, B7b5, B7#9, B7b9, B7#11, B7alt. Se osserviamo il seguente schema possiamo capire il perch di tutto questo.

E' utile partire dalla struttura dell'accordo di B, composto dalle


note B, D# e F#, alla quale viene aggiunto il VIIb (nota A), in
modo da formare l'accordo di dominante, cio B7,
comprensivo quindi delle note B, D#, F# e A. Ad un accordo
di dominante possiamo aggiungere altri gradi (che nello
schema definiamo come B7 grade): potremo quindi abbellire
l'accordo utilizzando la nota C# (IX), la nota E (XI) e la nota
G# (XIII). Questi gradi, oltre al gi citato (V), possono
essere alterati, nel modo che vediamo sotto la dicitura
"alterations". E quindi possiamo trovare un IX#, che poi la
nota C# (IX) innalzata di un semitono, e quindi C##
(enarmonico di D, cio la stessa nota), oppure il Vb, che il
V (F#) abbassato di un semitono, cio la nota F.
La scala superlocria formata da una serie di note che
possiamo trovare appunto nelle alterazioni viste nel grafico. A
questo punto risulta chiaro come si adegui perfettamente alla
struttura di un accordo di dominante alterato che, ricordiamo,
composto dall'accordo di settima con aggiunta una delle
alterazioni viste e da cui prender poi anche la
denominazione (come ad esempio B7#11, se aggiungiamo il
XI#, o B7#5 se alteriamo il V#), o anche la somma di pi
alterazioni (ad esempio B7#5#9).
Ex. 1
E' ora di provare sul campo la scala superlocria e, per
non uscire dagli schemi tonali descritti fino ad ora,
possiamo osservare la prima frase scritta su di una
accordo di B7#5. Osservate le note che compongono la
frase: si pu vedere, ma soprattutto sentire, come
queste si amalgano con l'accordo, creando,
naturalmente, una certa tensione che fondamentale
alla frase per risultare "logica" su di una accordo che
comunque gi tensivo di per se stesso.

Ex. 2
E' opportuno anche fare un altra considerazione.
Nell'esempio 1 la parte suonata era vista, come abbiamo
detto, su un B7#5. Proviamo a fare un esperimento, chord example
alterando l'accordo di dominante in altro modo e B7#5b9
suonando sopra la stessa frase. Il risultato sonoro
cambier in relazione all'accordo, ma sempre in modo B7#5#9
logico, e si adatter di volta in volta al nuovo accordo. B7b5
Provate a sentire gli esempi selezionando uno degli
accordi a lato, e vi accorgerete di quanto interessante
B7b5
sia questa particolare situazione.

Vediamo ora come organizzare una frase sulla scala superlocria all'interno di un giro armonico jazz. In questo caso
usiamo una sequenza di accordi nella tonalit madre a cui appartiene l'accordo di B7, che posto sul quinto grado di E
maggiore. Utilizziamo nell'ordine il II, V, I e VI, che, armonizzando in modo abbastanza semplice la tonalit di E ci
porta ad avere rispettivamente F#m7, B7#5, Emaj7 e C#m7.
Nella partitura illustrata sotto possibile vedere l'uso della scala superlocria quando la linea melodica viene a lavorare
sull'accordo di dominante alterato (in questo caso B7#5). E' stata volutamente inserita la sequenza di note in modo
scalare al fine di risaltare il pi possibile la sonorit della scala stessa.
Osservando la linea melodica negli altri accordi possiamo vedere l'uso di una triade minore di F# sull'accordo di F#m7
(prima battuta). Oppure l'utilizzo di un passaggio tipicamente bluesy sull'accordo di Emaj7, evidenziato dal cromatismo
delle note G e G# circa a met della terza battuta (appunto sull'accordo di Emaj7). Infine, nell'ultima battuta, di nuovo
l'uso di una triade minore, questa volta di C# sull'accordo di Cm#7.

Concludiamo questa prima parte offrendo un solo


completo e improvvisato sulla base del chorus appena
analizzato, basato ovviamente sulla nostra scala Solo
superlocria. Inoltre potete anche suonare e sperimentare Base
le vostre improvvisazioni sulla base dedicata proprio a
questo tipo di studio.
La scala minore armonica
La scala minore armonica si presenta come una delle pi semplici da riconoscere, data la sua composizione in parte
simile alla "sorella" minore naturale, ma con la differenza nell'ultima nota, alzata di un semitono nella minore armonica.
Osservando le caratteristiche dei gradi di una scala, possiamo dedurre che il VII assume il ruolo di sensibile, deve cio
concludere la sequenza sulla tonica (vista come VIII). Questo avviene quando il VII si trova ad un semitono di
distanza dalla tonica. Nella smn (scala minore naturale), per, la distanza tra il VII e l' VIII di un tono, e quindi si
viene a perdere il ruolo di sensibile. Per questo motivo, nei secoli scorsi, i compositori optarono per l'innalzamento di 1st
del VII della smn, venendo cos a creare la scala minore armonica (abbreviata in sma).
Volendo comparare la smn con la sma notiamo che la differenza quindi solo nel VII, che risulta essere innalzato di
1st. Osserviamo la scala minore naturale di A e la scala minore armonica di A.

Possiamo anche comparare la SDM (scala diatonica maggiore) di A con la sma di A. Notiamo che il III e il VI della
scala maggiore vengono abbassati di 1st nella scala minore armonica.

L'utilit della sma coincide con la sua versatilit. Infatti la possiamo trovare nel jazz, nella musica classica, ma anche con
tutti i generi che attingono in parte da quelli nominati. Di questo, comunque, parleremo pi avanti. Come primo lavoro
conviene studiare e memorizzare le diteggiature.

Le diteggiature
La tonalit usata come esempio quella di A, che ben si presta all'analisi grazie alle note naturali (tranne una) che la
compongono, e quindi pi semplice da assimilare. Le diteggiature principali vengono sviluppate con il sistema gi visto,
ad esempio, nelle scale maggiori a tre note per corda . Attenzione quindi all'uso della nomenclatura delle posizioni, in
quanto potreste trovare una posizione (ad esempio la seconda) e suonare anche una nota sul primo tasto. In questo caso
si deve mantenere la posizione, cio la seconda, allargando solamente il dito indice fino al primo tasto senza spostare la
mano.
I nomi che trovate abbinati alle varie diteggiature sono e devono essere intesi come un criterio personale di "schedare" le
diteggiature stesse. Di conseguenza, ogni scala potr essere trasportata nelle altre tonalit sempre facendo riferimento
alla tonica, che la nota di colore blu nei grafici, partendo nell'esecuzione dalla tonica pi bassa, quella cio pi vicina
alla sesta corda, salendo fino alla nota pi alta della diteggiatura, scendendo fino a quella pi bassa per poi ritornare di
nuovo alla tonica di partenza. Fate attenzione anche alle diteggiature consigliate, in quanto potrebbero creare problemi di
impostazione a causa dei numerosi cambi di posizione.
I numeri sulle corde indicano ovviamente le dita da usare, mentre il numero romano posto sotto lo schema indica la
posizione di riferimento per la tonica pi bassa. Questo anche se leggendo le spiegazioni delle diteggiature vedrete
nominate pi posizioni all'interno di una stessa diteggiatura. Mentre, per quanto riguarda la costruzione delle diteggiature,
vedremo di lavorare sempre a tre note per corda. Infine, voglio ricordare l'uso direi obbligatorio della pennata alternata .

Min Arm 1
La prima diteggiatura spazia addirittura su sette tasti, considerando anche
l'estensione della mano sinistra sulla sesta corda aperta a cinque tasti. La
posizione della diteggiatura la seconda, (indicata dal numero romano), e
si esegue partendo dalla tonica su 6a corda con il 4 dito. Questo per 6a,
5a, 4a e 3a corda.
Sulla 2a corda si lavora un tasto avanti (terza posizione), mentre sulla 1a
corda ci si sposta ulteriormente di un tasto.
Min Arm 2
Anche in questo caso dovremo lavorare su sette tasti. Attenzione a come si
debba sempre utilizzare una apertura elevata della mano sinistra quando
compare il G# (settimo grado maggiore), a causa della sua distanza (due
tasti) dalla nota precedente. Due posizioni usate, la 5a, per le prime due
corde, e la 4a per le rimanenti altre quattro corde.

Min Arm 3
Stringiamo a sei tasti la diteggiatura. In questo caso la partenza data
direttamente dal primo dito, e ci facilita questa diteggiatura che,
comunque, potrebbe dare problemi di coordinazione sulle prime due corde.
La mano sinistra lavora in sesta posizione, tranne che sulla 1a corda, dove
si sposta avanti alla settima posizione.
Min Arm 4
Dalla 6a alla 3a corda si lavora in settima posizione fissa, allargando il
mignolo di un tasto solo sulla 5a corda. Su 2a e 1a corda la mano sinistra
suona in nona posizione.

Min Arm 5
Anche in questo caso la diteggiatura a sei tasti, e comprende la decima
posizione su 1a e 2a corda, e la nona posizione su tutte le altre. Fate
attenzione al passaggio tra 3a e 2a corda, in quanto pu risultare un poco
scomodo.

Min Arm 6
Ritorniamo ad una diteggiatura a sette tasti, che presenta delle posizioni
notevolmente allargate. In questo caso, essendo i tasti stretti, non
dovrebbero esserci particolari problemi. Cambiando la tonalit, comunque,
si potrebbe suonare la stessa diteggiatura in altre posizioni, magari vicine ai
primi tasti, e quindi sicuramente pi scomode.

Min Arm 7
In questa diteggiatura, di nuovo a sei tasti, lavoriamo in tre posizioni. La
dodicesima per la 6a, 5a e 4a corda. La tredicesima per la 3a corda. La
quattordicesima per le prime due corde.

Esercizi Melodici
Gli esercizi che vedremo in questa sezione sono pi impostati per un esecuzione di carattere melodica che di esercizio
tecnico fine a se' stesso. Viene dato per scontato che le tecniche di assimilazione delle diteggiature usate normalmente
per le scale possano essere in pratica trasportate su ogni tipo di scala. Per questo consigliamo, a chi necessita o vuole in
ogni caso lavorarci, di adattare gli esercizi proposti nella sezione scale maggiori, relativa in particolare agli esercizi sulle
type. Questo perch lo studio delle scale minori armoniche, cos come quello di tutte le altre scale, deve essere
consequenziale alla perfetta assimilazione tecnica delle scale maggiori, le pi importanti sotto l'aspetto tecnico e
armonico, in quanto da queste possono essere costruite tutte le scale.

Ex. 1
Nel primo esercizio possiamo notare il semplice
utilizzo della scala, dove si pu eventualmente
osservare come la sequenza di note venga "ordinata"
seguendo un motivo melodico piuttosto che una
sequenza fine a se stessa. La pennata alternata viene
usata per tutto l'esercizio.

Ex. 2
In questo secondo esercizio, la difficolt principale sta
nel corretto uso della diteggiatura, che dovrebbe
essere seguita scrupolosamente nel modo indicato.
Attenzione al doppio cambio di posizione sulla prima
corda.

Ex. 3
Utilizziamo questa volta un classico cliche in stile
Malmsteen. A una nota fissa di pedale, il E al 12
tasto della 1a corda, suonata a partire dall'ultimo
sedicesimo in levare del primo movimento, viene
intervallata una sequenza di note a scalare su pi
corde. Notare come la pennata sulla nota di pedale
sia sempre in su, in modo da agevolare il fraseggio.

Ex. 4
Non di solo assolo si vive... Anche sui riff possiamo usare ovviamente una scala. Ecco un esempio abbastanza semplice,
ma che identifica proprio questo modo di trattare la scala minore armonica. Nella seconda battuta viene ripreso il riff della
prima, arricchendone il contenuto usando ad esempio delle note di E basso a vuoto per rendere pi incisiva l'esecuzione.
E' consigliato suonare con la tecnica del palm muting.

Ex. 5
Un altro utile esercizio
per migliorare l'approccio
alle diteggiature larghe.
Non particolarmente
difficile, ed da suonare
con la pennata alternata.

Ex. 6
Niente di particolarmente impegnativo anche in questo
caso. Approccio della diteggiatura a quattro tasti, ma con
l'ultima nota (il G# al 9 tasto della 2a corda) che allarga la
mano.

Ex. 7
Questo esercizio risulta pi complicato in quanto
troviamo l'uso di una successione di note verticale sul
secondo movimento della battuta. A voi la scelta se
suonare con pennata alternata o pennata sweep questo
passaggio.

Ex. 8
Una serie di arpeggi discendenti, che pi conveniente
suonare in pennata alternata, pi che altro per
mantenere una sound costante nell'esecuzione. L'uso
dell'arpeggio melodico arricchisce in modo notevole il
fraseggio, ed sempre consigliabile utilizzarlo. A fine
battuta, fate attenzione al cambio di posizione sulle
ultime due note.
Ex. 9
Dopo avere visto come lavorare su linee melodiche a note singole e sui riff, vediamo di suonare una ritmica in
stile...funky. Non certamente utilizzata molto in ambito di armonizzazione su scala minore armonica, ma comunque non
nuoce vederne un esempio. Si lavora in pratica su tre accordi (Am, E7 e Dm), le cui diteggiature saranno sviluppate tutte
sulle prime tre corde. Ovviamente da ritenersi scontato il fatto che si abbia familiarit con la ritmica funky, di cui rimando
a chi necessita i dovuti studi.
Osservate gli accordi e notate come vengono sviluppate le diteggiature, in modo tale da essere praticamente sequenziali.
Infatti sono costruite sulla armonizzazione della scala minore armonica di A. Per quanto riguarda la ritmica, basta seguire
la pennata indicata per ottenere una buona interpretazione.

Ex. 10
Torniamo ad un riff, questa volta con caratteristiche tipicamente neoclassiche. La particolarit pi evidente sicuramente
il tempo, cio 5/4. Questo non necessariamente motivo di difficolt. Molte volte il cambio di tempo (dallo standard 4/4
ad altri) ' necessario per ottenere sonorit pi interessanti e meno scontate. Nella prima battuta (uguale alla seconda), si
lavora in pratica su due accordi, Am e E7. Nella terza battuta l'ultima nota conclude il riff sull'accordo di E7. Anche in
questo caso conviene stoppare le corde con il palmo della mano.

Ex. 11
Questo esercizio sicuramente pi complicato rispetto a tutti quelli visti finora. Deve essere quindi studiato e analizzato a
fondo. Le prime due battute sono costruite con una tecnica basata sullo stile classico alla Paganini. Abbiamo quindi una
successione di note che bene o male si ripetono, sempre all'interno della scala minore armonica, in modo tale da lavorare
spesso in sequenza, interrotta da intervalli a volte anche larghi (come quello tra G# e il E a cavallo di 2 e 3 movimento
della prima battuta).
Le difficolt arrivano comunque nella terza battuta. A questo punto, infatti, inizia un arpeggio aumentato di C, costituito
da due note suonate con la sinistra e una pi alta suonata in tapping con il dito medio della destra, anticipato dai quattro
sedicesimi sul primo movimento(note C - E su terza corda e E - G# su seconda corda). L'arpeggio aumentato si forma
unendo, appunto, due note della sinistra con quella in tapping della destra, su ogni corda interessata dal fraseggio.
Armonicamente, l'arpeggio aumentato di C (ma anche di E e G#) contenuto proprio nella scala minore armonica, e
viene usato solitamente per creare tensione nella scelta delle note da suonare.
Infine, fate attenzione all'ultima nota, sempre suonata in tapping.
Esercizi tecnici
Mentre nella sezione precedente abbiamo potuto lavorare con una serie di esercizi melodici, allo scopo pricipale di
assimilare le sonorit della scala minore armonica in diversi contesti, passiamo ora ad una serie di studi tecncie basati
sulle diteggiature. Questi verranno studiati valutando attentamente le diteggiature e potranno poi essere riproposti anche
all'interno dei soli durante le improvvisazioni.
Risulta fondamentale gestire questi esercizi attenendosi alle solite regole, che prevedono ad esempio l'uso del
metronomo (sempre a velocit bassa per le prime volte), l'uso della pennata alternata (a meno di eventuali indicazioni
diverse), facendo attenzione soprattutto al fatto che sono esercizi parecchio complicati sotto l'aspetto tecnico,
specialmente se suonati a velocit elevate.
La tonalit usata per questi primi esercizi e A minore armonico, che sviluppa la successione di note naturali tipiche della
scala di A minore (o relativa maggiore, cio C), con la sola alterazione della nota G#.

Ex. 1
In questo primo esercizio impostiamo il lavoro nel sistema che verr poi eseguito anche nella successiva serie di esercizi.
Dobbiamo in pratica assimilare a fondo l'uso delle diteggiature a tre note per corda, visto nella parte iniziale di questa
sezione, anche se, come vedrete, in molti casi lavoriamo facendo riferimento a due diteggiature contigue. Importante:
seppure il sistema a tre note per cora identifica il fatto di usare tre sole note su di una stessa corda, queste possono
essere comunque suonate pi volte. Difatti, la regola limitata alla sola posizione della mano sinistra.
Analizzando l'esercizio, si nota come ogni gruppo di sedicesimi sviluppa una diteggiatura a tre note, suonate nella
successione indicata. In questo modo possiamo stravolgere il normale senso di esecuzione della scala (ascendente o
discendente che sia), interpretando la scala stessa in forma melodica. Ad ogni quartina di note si scende di una corda,
fina alla sesta, e finendo l'esecuzione sulla nota pi bassa della posizione.

Ex. 1 extended
Una volta assimilato perfettamente l'esecuzione ad un tempo "accettabile" di metronomo (da 80 a 120bpm, o pi...ma
dopo un po di pratica...), possiamo estendere lo studio a tutte le posizioni della scala. Nei due esempi seguenti facile
intuire come debba essere sviluppato lo studio su tutte lo posizioni.
Ex. 1A

Ex. 1B

Ex. 2
Come logico supporre, in questo caso lavoriamo al contrario. Tutte le regole sono uguali a quelle analizzate nel primo
esercizio, compreso il fatto di dovere poi traportare il tutto sulle varie posizioni.

Ex. 3
In questo esercizio possiamo vedere di utilizzare una sequenza pi complicata rispetto alla normale successione di note.
Trasportate sempre il tutto sulle varie posizioni.

Ex. 4
L'esercizio precedente viene in questo caso sviluppato al contrario.

Ex. 5
Cambio di ritmica. Utilizzando un sistema analogo a quello visto nel primo esercizio, lavoriamo con le sestine di
sedicesimi, utilizzando, come sempre, la pennata alternata. Fondamentale studiare a velocit ridotta (anche 60bpm, o
meno). Un consiglio per chi non ha dimestichezza con la divisione ritmica delle sestine di sedicesimi: studiate inizialmente
suddividendo i sedicesimi a gruppi di terzine. In questo modo risulta pi semplice assimilare la ritmica stessa.
Ex. 6
Lavoriamo ancora sulla ritmica a sedicesimi. La novit che su ogni corda utilizziamo due posizioni adiacenti prima di
passare alla corda successiva.

Ex. 6 extended
Ecco come sviluppare l'esercizio precedente in un altra posizione.

Le scale diminuite
Lo sviluppo armonico di una scala dato dalla successione di suoni secondo un certo tipo di intervalli. Questo,
ovviamente, vale anche per le scale diminuite. Avrete notato l'uso del plurale nel termine "diminuite": infatti abbiamo pi
possibilit di strutture intervallari inerenti proprio alle scale diminuite, come ad esempio possono essere la scala tono-
semitono, oppure la scala semitono-tono, alle quali si devono aggiungere i loro relativi arpeggi, che nelle scale
diminuite acquistano un colore piuttosto usuale, in particolar modo se utilizzati nel jazz o nella musica classica (e anche
in tutte le loro sfumature). Il primo passo consiste nell'assimilare queste nozioni, verificando le sequenze intervallari delle
scale diminuite.

Scala diminuita tono-semitono


Come dice il nome stesso, la scala diminuita tono-semitono comprende una successione intervallare costruita
separando ogni grado della scala alternando toni e semitoni. In pratica, partendo dal primo grado si sale al grado
successivo (il secondo) distante un tono, a quello dopo (il terzo) distante un semitono e cos via. Solitamente, viene
intesa la scala diminuita proprio nella successione tono-semitono. Di solito la scala diminuita tono-semitono abbreviata
in scala diminuita t-st.
Attenzione ad un particolare. Nell'ambito di un'ottava, avremo il nome di una nota che compare due volte. Normalmente
questo succede in ogni scala, dato che abbiamo il raddoppio della fondamentale, cosa che succede anche nella scala
diminuita. La differenza nel fatto che in quest'ultima troveremo anche un altra nota che raddoppia il nome, una volta
visto come naturale e una volta come diesis. Nell'esempio sottostante troviamo il F e il F#. La regola della costruzione
armonica della scala, infatti, prevede l'obbligo di definire ogni nota con un nome diverso, cosa non possibile all'interno
della scala diminuita.
Scala diminuita semitono-tono
Applicando al sistema precedente una successione alternata di semitoni e toni, costruiamo la scala diminuita semitono-
tono. Anche in questo caso la struttura intervallare comprende, oltre alla tonica, il nome di una nota ripetuto due volte.
che nell'esempio il Eb e il E. Di solito la scala diminuita semitono-tono abbreviata in scala diminuita st-t.

Arpeggio diminuito
Un arpeggio viene costruito armonizzando una scala per intervalli di terza. Nella scala diminuita possiamo creare una
successione di suoni per intervalli di terza che saranno sempre distanti tra loro 1 tono e mezzo, sia che partiamo dal
primo grado della scala t-st, sia che partiamo dal primo grado della scala st-t. In ogni caso otteniamo l'arpeggio
diminuito.

Propriet delle scale diminuite


Le scale diminuite (e i relativi arpeggi) hanno una caratteristica principale che le accomuna, e cio il fatto che la
successione delle note ad intervalli regolari riuniscono in pratica le scale in gruppi di appartenenza. Cerchiamo di capire
questa particolarit.
Abbiamo visto nell'esempio sopra come la scala diminuita t-st di C sviluppa una successione di suoni ad intervalli
costanti, appunto, di tono e semitono. Se si parte, invece che dalla nota C dalla nota Eb, otteniamo la stessa successione
di toni e semitoni, e le note che compongono la nuova scala diminuita di Eb sono comunque le stesse della scala
diminuita t-st precedente di C. Questo significa che possiamo ricavare quattro scale diminuite t-st all'interno di ogni scala
diminuita, che possiamo rilevare a una distanza l'una dall'altra di 1 tono e mezzo. Osservate l'esempio sotto.

Tutte e quattro le scale, pur essendo di tonalit diverse (cio C, Eb, F# e A), sono composte dalle stesse identiche note.
Deve risultare logico il fatto che se si suona una di queste scale, in realt si suonano anche le altre rimanenti tre scale.
Con questo sistema possiamo raggruppare un totale di tre gruppi di scale diminuite t-st:

C - Eb - F# - A
C# - E - G - Bb
D - F - G# - B

Il concetto non cambia per le scale diminuite st-t: valgono esattamente le stesse regole.
Anche per gli arpeggi diminuiti il sistema lo stesso. Come potete vedere sopra, suonando un arpeggio diminuito di C in
realt si suona anche quello di Eb, di F# e di A. Pu darsi che queste regole siano un po' particolari, ma con la pratica e
l'uso delle scale diminuite vi accorgerete dell'enorme utilit e delle interessanti sonorit che queste scale sono in grado di
sviluppare.
Le scale diminuite: diteggiature
Come sempre, la pratica la via migliore per lo studio delle scale, e questo vale ovviamente anche per le scale diminuite.
Gli esercizi che seguiranno permetteranno la completa acquisizione delle diteggiature, seguendo le regole viste nella
pagina precedente. Voglio ricordare di mantenere uno studio costante, con esecuzione a tempo (e quindi con l'ausilio del
metronomo) e inizialmente molto lenta, allo scopo di assimilare completamente le diteggiature e gli esercizi successivi.
Prima di passare alla pratica sugli esercizi occorre soffermarci ad analizzare alcune diteggiature, in moda tale da poter
lavorare con sicurezza durante la fase di studio.

Diteggiature tono-semitono
I primi esercizi ci permetteranno di conoscere le principali diteggiature delle scale diminuite, siano esse t-st oppure st-t.
Le problematiche iniziali saranno sopratutto relative al fatto che le posizioni della mano sinistra risultano mobili, nel senso
che la mano si sposter spesso all'interno della diteggiatura. Questo comporta delle difficolt nella memorizzazione delle
diteggiature stesse e nel trasporto di queste in altre tonalit. In ogni caso, con un po' di pratica i problemi saranno
superati.

Il grafico superiore illustra una diteggiatura base per la scala diminuita tono semitono. Osservate la doppia posizione:
infatti sulle prime quattro corde la mano sinistra lavora un tasto precedente rispetto alla quinta e sesta corda. Questa
diteggiatura, inoltre, contiene quattro toniche, identificate dai numeri delle note colorate in blue. Questa caratteristica
stata illustrata analizzando le propriet delle scale diminuite.
Proviamo a vedere una tonalit, ad esempio quella di C (che equivale anche a quella di Eb, F# e A). Le toniche sono
identificate dai quadratini neri.

La stessa diteggiatura, oltre che nella prima posizione appena vista, la troveremo identica in quarta, settima e decima
posizione. Quella sotto, ad esempio in quarta posizione, e basta spostarsi nelle altre posizioni sopra citate per
sviluppare tutte le diteggiature sulla tastiera.

Diteggiature semitono-tono
Tutte le regole appena viste valgono anche per le scale diminuite semitono-tono. Le diteggiature, in pratica, sono le
stesse, anche se bisogna cambiare la posizione delle toniche, come possiamo vedere nel grafico seguente.
In pratica la scala descritta sopra e valutata in prima posizione assume la tonalit di F, Ab, B e D. Riassumendo,
possiamo affermare che all'interno di una diteggiatura diminuita, troviamo due scale in essa contenuta, una diminuita t-st
e una diminuita st-t. Occorre valutare quale delle due scale usare a seconda di come si impostano le toniche. E' anche
palese come queste diteggiature st-t si trovino sulla tastiera nelle stesse posizioni gi viste sopra.
Possiamo ora affrontare i nostri primi esercizi.

Le scale diminuite: esercizi


Dopo avere visto nella pagina precedente come vengono costruite le diteggiature di alcune scale diminuite, possiamo
lavorare direttamente su questi e altri modelli di scale.

Ex. #1
Nel primo esercizio dobbiamo lavorare su entrambe le scale diminuite, facendo riferimento alla tonalit di C (che, ricordo
ancora una volta, equivale a quella di Eb, F# e A). Nella prima parte dell'esercizio suoniamo la scala diminuita tono-
semitono, mentre nella seconda parte la scala diminuita semitono-tono. Come potete vedere abbiamo semplicemente
spostato la diteggiatura di un tasto per passare da un modo all'altro.

Ex. #2
Mantenendo lo schema precedente provate a suonare in un altra posizione, sempre restando nella stessa tonalit. In
questo caso troviamo la scala di C diminuito t-st, e potrete notare come la diteggiatura sia la stessa gi vista. Cambia la
posizione della nota di partenza, che risulta ora sulla sesta corda, ma il concetto rimane ovviamente lo stesso.
Spostando di un semitono l'esercizio e partendo sempre dalla nota C sulla sesta corda si suona la scala di C diminuito st-
t.
Ex. #3
Questo terzo esercizio risulta essere quello pi lungo ed impegnativo. Infatti dovremo lavorare sulle due diteggiature
diminuite spostandosi nelle posizioni appropriate a seconda della tonalit interessata. Questo lavoro dovr essere
eseguito al fine di ottenere una buona padronanza delle diteggiature, e come al solito occorre studiare molto lentamente,
in modo da assimilare perfettamente le nozioni qu espresse.
Abbiamo visto nell'esercizio 1 come sviluppare sia la diteggiatura diminuita t-st che quella st-t, all'interno di una stessa
tonalit, mentre nell'esercizio 2 la stessa situazione valutata in un altra posizione. Ora si tratta di creare una sequenza
geometrica delle diteggiature, suonandole sempre dalla tonica prescelta in ogni posizione. Facciamo un esempio in
tonalit di C.
La stessa procedura vista nell'esercizio 1, che prevedeva l'utilizzo di 1a posizione per la scala diminuita t-st e 2a posizione
per la scala diminuita st-t, viene ad essere utilizzata anche per gli altri tre blocchi di posizione rimanenti. Osservando il
seguente specchietto potete facilmente comprendere il lavoro da svolgere.

tonalit diminuita t-st diminuita st-t


C I - IV - VII - X II - V - VIII - XI

Cercate di affrontare uno studio che sia il pi possibile regolare, suonando in successione l'esercizio 1 nelle posizioni che
vedete nello specchietto sopra. Dovrete quindi eseguire la diminuita t-st in 1a posizione, poi la diminuita st-t in 2a
posizione, per poi passare di nuovo alla diminuita t-st in 4a posizione, alla diminuita st-t in 5a posizione e cos via.
Eseguite ogni scala partendo dalla tonica prescelta, che nell'esempio la nota C, suonando in senso ascendente fino alla
nota pi alta della posizione, scendendo poi fino alla pi bassa per poi ritornare sempre alla nota di partenza, dopo di che
passare alla diteggiatura successiva.
Ovviamente in ogni diteggiatura la nota C sar presente in posizioni diverse, e per questo motivo molto importante la
perfetta conoscenza della tastiera. Solitamente chi si appresta a studiare le scale diminuite dovrebbe avere gi un ottima
conoscenza della tastiera: nel caso contrario consiglio di affrontare prima uno studio approfondito almeno delle scale
maggiori. Nello specchietto seguente potete trovare tutte le posizioni per le scale diminuite.

tonalit diminuita t-st diminuita st-t


C - Eb - F# - A I - IV - VII - X II - V - VIII - XI
C# - E - G - Bb II - V - VIII - XI III - VI - IX - XII
D - F - Ab - B III - VI - IX - XII IV - VII - X - XIII

Impegnatevi in questo tipo di lavoro per qualche tempo prima di passare agli esercizi successivi, in modo tale da arrivare
ad affrontarli avendo una buona preparazione, sia tecnica che teorica.

Nella pagina precedente avete potuto esercitarvi sulle diteggiature delle scale diminuite in tutte le tonalit, e questo deve
essere un lavoro ben fatto per potere passare ai prossimi esercizi, alcuni dei quali sono scritti in modo tale da essere
trasportati in altre diteggiature.

Ex. #4
Questo esercizio vuole introdurre un argomento che caratterizza l'uso delle scale diminuite. Infatti, sebbene le
diteggiature viste nelle precedenti pagine sono esaurienti da un punto di vista tecnico, non lo sono sempre sotto l'aspetto
esecutivo. L'esercizio 4 ne vuole confermare la regola. Notate nella sequenza di note da suonare il fatto che la mano
sinistra si sposta sulla tastiera, uscendo dalla diteggiatura nella seconda parte dell'esercizio. Questa caratteristica la
ritroveremo spesso nelle scale diminuite (e non solo in quelle).
E' molto utile fare riferimento alla diteggiatura delle dita, grazie ai numeri posti sotto le note stesse. Solitamente questi
vogliono consigliare la diteggiatura pi appropriata, in quanto sono possibili alcune variazioni nelle diteggiature. Quelle
segnate sono le pi comuni. L'esercizio 4 basato sulla scala diminuita t-st, e pu essere ripetuto su tutta la tastiera
dello strumento, in relazione alle tonalit prescelte.
Ex. #5
Basato sulla scala diminuita t-st e abbastanza simile al precedente, il 5 esercizio utilizza anche dei salti di note, simili
agli arpeggi diminuiti, visti per in orizzontale sulle corde. Fate sempre riferimento alla diteggiatura delle dita.

Ex. #6
Ancora la scala diminuita t-st per un esercizio di sviluppo melodico, con solo un paio di spostamenti. Sono presenti
ancora gli arpeggi (seconda battuta).

Ex. #7
Questa volta lavoriamo sulla scala diminuita st-t. L'esercizio prevede l'uso di un pattern ripetuto sulle varie posizioni, da
suonare lungo tutta la tastiera.
Ex. #8
Anche in questo caso abbiamo un pattern che viene ripetuto su pi posizioni. Attenzione ai salti di corda, tipici della
tecnica dello string skipping. Utilizzate la pennata alternata e suonatelo su tutte le posizioni.

Ex. #9
Ancora lo string skipping, questa volta sulla scala diminuita t-st. Attenzione alla doppia posizione di pattern, in quanto su
sesta corda si lavora un tasto avanti rispetto alla quarta e alla seconda. Quindi, nello spostarsi di posizione fate
riferimento, in questo specifico caso, alla sesta corda.

Arpeggi diminuiti
Abbiamo visto come si pu ricavare da una scala diminuita un arpeggio diminuito, e che questo rimane indifferente al
fatto che la scala da cui si ricava sia diminuita t-st o st-t. Mantenendo sempre gli stessi intervalli possiamo valutare un
solo tipo di arpeggio diminuito. Successivamente vedremo come per questo si adatti a situazioni armoniche differenti,
definendone a seconda dei casi particolari aspetti melodici.
Gli arpeggi diminuiti seguono la stessa regola vista per le scale diminuite che racchiude in tre gruppi principali le nostre
dodici note. Abbiamo quindi tre arpeggi diminuiti, ciascuno dei quali formato da quattro note che possono essere
considerate ognuna come tonica. Ecco i tre gruppi:

arpeggio diminuito di C, Eb, F# e A


arpeggio diminuito di C#, E, G e Bb
arpeggio diminuito di D, F, G# e B

Passiamo quindi a vedere una serie di esercizi sugli arpeggi diminuiti.

Ex. #1
La classica diteggiatura di un arpeggio, in questo caso in tonalit di C (o Eb, F#, A), la cui diteggiatura pu partire dal 2
tasto, dal 5, 8, 11, 14 eccetera. Osservate bene anche la posizione delle dita.
Ex. #2
Esecuzione tipica di una arpeggio diminuito in orizzontale, in sequenza ascendente due note per corda, sempre a
pennata alternata.

Ex. #3
Esecuzione tipica di una arpeggio diminuito in orizzontale, in sequenza discendente due note per corda.

Ex. #4
Tipica fuga diminuita di stampo classicheggiante, molto usata nella musica classica e in ambito rock-metal-classico. In
questo caso si tratta di suonare una sequenza di tre note su di un tempo di quattro sedicesimi, a scalare sull'arpeggio
diminuito. Chiudendo la scalata sulla nota C si conferma la tonalit medesima per tutta la sequenza di note. Questo
perch se ne conferma il centro tonale.

Ex. #5
Arpeggio diminuito basato sulla tecnica dello string skipping. E' possibile dividere la struttura di composizione
dell'arpeggio in due gruppi di corde, uno composto da 6a, 4a e 2a corda e l'altro da 5a, 3a e 1a corda. Ovviamente la
stessa struttura mantiene inalterata la diteggiatura nelle altre tonalit che compongono l'arpeggio diminuito.
Arpeggi diminuiti: esercizi
Nella pagina precedente abbiamo introdotto il discorso relativo agli arpeggi diminuiti. Ora vedremo di lavorare su
diteggiature pi allargate e fraseggi pi vari dal punto di vista tecnico e teorico.

Ex. #1
Arpeggio diminuito di F (o AB, B o D) sviluppato su due note per corda lungo tutta la tastiera. La diteggiatura prevede due
note per corda, sul modello delle scale pentatoniche.

Ex. #2
Sulla stessa diteggiatura che parte dalla nota F in 1a posizione ecco un esercizio basato sulla sequenza di tre note
ascendenti che si spostano man mano all'interno dell'arpeggio.
Ex. #3
Sistema analogo al precedente con la variante ritmica data dall'uso delle terzine di ottavi.

Ex. #4
Discesa a gruppi di quattro note partendo da una posizione alta sulla 1a corda.

Ex. #5
Esercizio ascendente in orrizzontale sulle prime tre corde.
Ex. #6
Stessa situazione del precedente esercizio rapportata per su 4a, 3a e 2a corda. Notare come la diteggiatura cambi nella
posizione della nota sulla corda centrale.

Ex. #7
Spostiamo ancora su di una corda l'arpeggio.