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10 FEBBRAIO GIORNO DEL RICORDO DELLE FOIBE E

DELLESODO

Ricorre il 10 febbraio il giorno del Ricordo delle foibe e dellesodo degli


italiani dalla Venezia Giulia che, il trattato di Pace del 1947 firmato a Parigi,
assegn alla Jugoslavia di Tito.

Approvata dal Parlamento italiano con voto pressoch unanime, la Legge n


92 del 30 marzo 2004 che istituiva il Giorno del Ricordo, ha sancito il
formale riconoscimento di quei devastanti eventi che videro la popolazione
italiana autoctona dellIstria, Fiume e Zara, costretta allesilio in Patria e
allabbandono dei propri beni acquisiti in generazioni di pacifica permanenza
nella loro terra.

Gran parte di quei profughi conobbero precaria e indecorosa sistemazione,


protrattasi anche per lunghi anni, in 109 campi profughi nelle diverse
Regioni dItalia e furono i primi ad avere prelevate le impronte digitali
(Ministero dellInterno circ. del 15.05.1949) per il riconoscimento e
schedatura.

FOIBE
Sono cavit naturali, voragini, profonde anche molte centinaia di metri,
situate nelle zone del Carso e nellIstria.
Tra infoibamenti ed internamenti, senza ritorno, sono state stimate oltre 10
mila vittime. Legati polsi e caviglie con filo di ferro, messi in fila e legati tra
loro, venivano messi sullorlo della foiba stessa, un colpo di mitra rivolto al
primo della fila causava il trascinamento di tutti gli altri, che ancor vivi
cadevano nella voragine.
Campi dinternamento erano situati in alcune isole della Dalmazia, tra cui la
pi famosa stata lIsola Calva.
Erano tutti colpevoli di opporsi allespansionismo del Maresciallo Tito, tra cui
anche slavi di opposta linea politica.

AVVENIMENTI DAL 1943 AL 1947


L8 settembre 1943 lItalia chiedeva larmistizio ed era divisa in due parti.
Lesercito era allo sbando pi totale.
I tedeschi occupano subito Trieste e Pola ed in un secondo momento anche
tutta la Venezia Giulia, incorporata poi come Litorale Adriatico, alla
Germania. Nel frattempo per i partigiani di Tito piombano nellIstria, con
inizio del primo ciclo di sommarie giustizie ed infoibamenti.

Il 25 aprile 1945 la fine della guerra, tutti contenti e felici, ma (il 1


maggio) per noi subito linizio di una guerra pi terribile della prima. I
nostri cosidetti liberatori, lArmata Jugoslava di Tito (che trascura Lubiana
e Zagabria, ancora in mano ai tedeschi) batte sul tempo larrivo degli Alleati
ed occupa gran parte della Venezia Giulia con Pola e Trieste. La loro
occupazione dura 40 interminabili giorni, mentre gran parte della Venezia
Giulia rester sotto lamministrazione Jugoslavia.

In questi 40 giorni, parlo per Pola, in quanto testimone, arresti,


perquisizioni, minacce, scontri tra opposte fazioni, prelevamenti notturni
dalla case, manifestazioni, infiltrati con bandiere rosse erano allordine del
giorno.

Dopo questo periodo la citt di Pola passa sotto lamministrazione del


Governo Militare Alleato, periodo vissuto in maniera preoccupante e di grave
disagio per quello che potrebbe avvenire e che avvenuto. Si percepiva che
la nostra terra, a cui eravamo molto legati, sarebbe stata assegnata alla
Jugoslavia. Grandi manifestazioni pro Italia in occasione di visite di
Commissioni alleate, per verificare la tendenza della popolazione che a nulla
servita in quanto, tutto era gi deciso a livello politico dai cosidetti Quattro
grandi.

Nel resto dellIstria, occupata da Tito, continuava intanto la scomparsa di


persone, di internamenti ed infoibamenti, eliminazione di componente
italiana, funzionari pubblici compromessi con il fascismo, sacerdoti,
proprietari, partigiani antifascisti, farmacisti e gente comune non allineata
con la dottrina comunista del Maresiallo Tito.

Nel 1946 favoriti dalla presenza in citt del G.M.A. si costituisce il Comitato
per organizzare lesodo da Pola. Partenze singole, partenze con una linea di
navigazione Pola-Trieste ed in grande con il piroscafo Toscana, messo a
disposizione dal Governo italiano. La nave compie dodici viaggi alternando,
lo scalo tra VE ed AN, con circa 2.000 persone a viaggio. Dei 32.000
abitanti, circa 28.000 lasceranno la citt.
Sulla banchina a Venezia ed Ancona spesso venivamo accolti da fischi ed
insulti. Alla stazione di Bologna, un convoglio in transito diretto a La Spezia,
bloccato dai ferrovieri, con impedimento alla C.R.I. ed O.P.A. di distribuire
generi di conforto. I disagi sono stati tanti e tanti con momenti anche di
disperazione.

BENI ABBANDONATI
I possedimenti degli esuli sono stati confiscati dal regime jugoslavo. LItalia
aveva un debito di guerra con la Jugoslavia per 125 milioni di $. Sono stati
saldati con i beni abbandonati dagli esuli. LItalia avrebbe dovuto provvedere
al risarcimento. E stato fatto parzialmente con indennizzi modestissimi e
vergognosi che ancor oggi a distanza di quasi settantanni non si sono
ancora estinti.
Con i beni abbandonati gli esuli hanno pagato i danni di guerra di tutti gli
italiani.
10.02.2017

Salvatore Palermo, cl. 1930, Maresciallo del Corpo delle Guardie di P.S. in
congedo a domanda dal 1974, servizio prestato presso la 2^ Zona Polizia
Frontiera di Como. Socio A.N.P.S. Sezione di Como.
Esule da Pola dal 1947

Una semplice nota a margine:

Il grande e compianto giornalista, Indro Montanelli del Corriere della Sera, disse: gli
italiani dellIstria, di Fiume e Zara, sono due volte italiani, per nascita e per scelta.
(Il Trattato di Pace, imponeva ai residenti delle terre cedute la scelta della
cittadinanza, anche se gi fossero italiani)