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Larte secondo le antiche civilt

Relazione a cura di:


Giovanni Parrinello

Fonti: Lezioni di arte 1


dalla preistoria fino allarte tardo antica
(Electa- Bruno Mondadori);
Larte alla fine del mondo antico
(Sergio Bettini)

Gli albori dellarte

Per raccontare levoluzione artistica che caratterizz la specie umana dobbiamo


riportare le lancette della storia umana alle origini della nostra specie, ovvero
allhomo sapiens sapien, comparso 40000 anni fa.
In principio luomo non aveva sviluppato il concetto moderno di arte,ovvero un puro
esercizio di creativit,bens creava oggetti funzionali come archi,lance,ami da
pesca,indumenti, cio strumenti utili per la sua sopravvivenza.
Ma grazie allo sviluppo del cervello,specie nella parte frontale del cranio,questi nostri
antenati iniziarono ad avere nuovi stimoli acuiti dallambiente divenuto pi mite , e da
ci lesigenza di esprimere le proprie emozioni inizi ad emergere,e con il tempo si
tramut in una primitiva forma artistica,volta a rappresentare il mondo che
circondava questi uomini.
Fino a qualche decennio fa si riteneva che larte preistorica si fosse sviluppata in
Europa centrale,pi precisamente tra Francia occidentale e Spagna
settentrionale,soprattutto perch agli albori della ricerca artistica preistorica,iniziata
nel XIX secolo, si era cercato solamente in queste zone e anche perch il livello dei
ritrovamenti europei era di assoluto valore artistico come le grotte di Lascaux in
Francia e di Altamira in Spagna.
Grazie a molti altri ritrovamenti sparsi per il mondo decaduta ormai in maniera
inesorabile la convinzione che larte preistorica si fosse originata in Europa,quindi
lidea eurocentrica del arte, riportando al posto che meritano le prime forme artistiche
extraeuropee create dalluomo agli albori della storia .
I primi esempi di arte, risalenti al paleolitico, erano soprattutto piccole
incisioni,sculture e pitture rupestri create dagli uomini,il cui stile di vita era nomade e
lattivit principale era la caccia;Per propiziare le battute di caccia e le forze della
natura considerate magiche,questi individui erano soliti raffigurare scene di arte
venatoria sulle pareti delle grotte,come ad esempio bisonti,cervi ecc. Questi cacciatori
essendo nomadi si spostavano seguendo le migrazioni stagionali delle loro prede e ci
facilit molto la trasmissione del linguaggio artistico tra vari clan,che sicuramente
usavano i rifugi utilizzati da altri gruppi umani che precedentemente erano passati da
quegli stessi luoghi.
Con il neolitico(et della nuova pietra o pietra levigata) inizi a cambiare il modo di
vivere di questi uomini preistorici,che grazie allagricoltura e allallevamento
iniziarono a cambiare abitudini di vita,passando da cacciatori nomadi a agricoltori
sedentari e ci porto alla formazione dei primi insediamenti urbani come la citt di
Gerico in Palestina(8000 a.c).
Di pari passo con larte rupestre si diffuse nel neolitico,specie in Europa settentrionale
ma anche da molte parti del mondo Corea,Giappone,Russia,brasile,larchitettura
megalitica(dal greco meglosgrande e lithos pietra)ovvero enormi blocchi di pietra
che si differenziavano principalmente in due tipologie costruttive :i Dolmen(primitive
camere sepolcrali a imitazione di collinette) formati da due o pi lastre verticali
sormontate da una lastra orizzontale,mentre laltro tipo, i Menhir, sono formati da un
solo blocco disposto in verticale,chiaramente un primitivo obelisco.
Queste opere monumentali,spesso di svariate tonnellate,suscitano ancora oggi grande
stupore e meraviglia in chi osserva questi capolavori preistorici.
Molti visitatori vedendo questi giganteschi massi, ipotizzano che per realizzare tali
opere ci sia voluto un intervento di menti superiori dotati di futuristiche
tecnologie(extraterrestri per intenderci),svalutando in realt i nostri antenati,che
grazie alle loro menti, riuscirono a erigere strutture enormi con innovative tecniche(per
lepoca ovviamente)come ad esempio leve, tronchi di albero o slitte trainate da
animali o uomini.
Queste opere megalitiche anche se avanzate da un punto di vista tecnico,non
tengono il confronto ,artisticamente parlando,con le costruzioni delle civilt sorte sulle
rive del mediterraneo (egizi,minoici)o su quelle erette tra i due fiumi mediorientali tigri
ed Eufrate(sumeri,babilonesi,accadici)di epoche loro contemporanee .
Lo sviluppo di queste grandi civilt europee fu accelerata soprattutto grazie alle
carenze di materie prime che diedero impulso al commercio e con esso la circolazione
di idee nuove.
La Grecia ad esempio era ricca di pietre(marmo,porfido)ma poco fornita di
metalli(ferro,rame,piombo stagno,bitume,oro e argento) indispensabili per la
realizzazione di utensili e armi;oltre ai metalli un altro elemento essenziale per i popoli
mediterranei era il sale,fondamentale per la conservazione dei cibi.
La produzione alimentare dei cereali era scarsa poich il territorio montuoso greco,
rendeva la produzione agricola poco produttiva e la pesca nel mediterraneo ,al
contrario di quanto si pensi, era scarsa.
Cos per sfamare la popolazione venivano importati molti prodotti dallestero e ci fece
si che si sviluppasse una rete commerciale capillare sia marittima che terrestre
portando culture del mediterraneo a venire in contatto con popoli pi evoluti
culturalmente come i minoici,egizi o i sumeri diffondendo i loro prodotti per tutta
Europa facendo nascere nuovi stili e tecniche ispirati ai capolavori esteri.
Lorigine di molte culture europee va ricercata tra i monti urali,il Caucaso e attorno al
lago Aral,poich i nomadi della steppa migrarono verso lEuropa a partire dal III
millennio a.c. e per tutto il secondo millennio provocando spesso scompiglio,ma a
volte il contatto tra i nativi e queste genti nomadi sfociava in fusioni,facendo nascere
culture pi evolute;pi che un gruppo omogeneo gli indoeuropei erano accomunati
dalla lingua .
Di questi popoli abbiamo scarse tracce,poich essendo nomadi non lasciavano
strutture dietro di loro ma trasportavano con loro i beni,come oggi fanno le popolazioni
mongole o Inuit che spostano letteralmente le proprie case aiutati dai loro
animali;conosciamo per i loro movimenti migratori poich lungo il loro peregrinare si
mescolarono con le popolazioni locali e i loro discendenti presentano caratteristiche
linguistiche simili.
Larrivo di questi popoli port un rinnovamento culturale nei popoli agricoli europei
poich questi nomadi portarono con se tecniche
metallurgiche(bronzo,ferro)sociali(societ patriarcali) e religiose; Gli indoeuropei
erano forse pi rozzi,ma le loro conoscenze guerriere e culturali permisero loro di
espandersi in tutta Europa diffondendo i semi che secoli dopo diedero origine alle
grandi civilt greca e romana che dominarono a lungo la storia europea.
Anche i popoli semiti,assiri,fenici ed ebrei erano nomadi,la cui terra natale era il
deserto arabo,ma come accadde per gli indoeuropei ,iniziarono a spostarsi verso
regioni pi ricche e meno desolare e gradualmente migrarono nelle pi fertili regioni
libanesi e mesopotamiche. mescolandosi con le popolazioni agricole fornendo loro
protezione in cambio del pascolo degli animali,ma spesso lincontro tra indigeni e
stranieri sfoci in guerra e solitamente i guerrieri avevano la meglio sui contadini.
Grazie a queste fusioni si svilupparono le civilt Siro-Palestinesi e quelle
mesopotamiche.
Grazie alle nascenti citt,spesso situate in luoghi strategici come le posizioni
sopraelevate facilmente difendibili,lungo corsi dacqua o semplicemente luoghi di
passaggio dei mercanti,si svilupparono sempre di pi i commerci e pian piano si
diffuse una nuova organizzazione sociale il cui centro di potere era il palazzo dove
risiedeva il capo della comunit ,ovvero il re.
Il sovrano occupava il suo ruolo perch gli dei lo avevano legittimato a regnare e il
popolo vedeva nella sua figura una guida capace, benedetto dagli dei.
Nel medio oriente i re erano, come nella cultura mesopotamica,sacerdoti-dei,vicari
delle divinit,mentre in Egitto il faraone era lincarnazione del dio Horus,figlio di
Osiride,e quindi era venerato e raffigurato come dio dal suo popolo.
Questo potere concentrato nelle mani di un uomo solo permise la grande diffusione
del arte come strumento di prestigio e potenza tanto che si moltiplicarono i
monumenti e le testimonianze artistiche nel mondo antico che celebravano la
magnificenza dei vari sovrani.
La parola stessa monumento aveva molteplici significati per gli antichi,ad esempio per
gli egizi stava a significare eternit(mnw, letteralmente fatto per durare);per i latini
invece significava :ci che resta per ricordare e ammonire.
Comunque tutti questi monumenti e scritture servivano a far capire ai sudditi
limportanza del sovrano,unico intermediario tra lumanit mortale e gli dei
onnipotenti,ma queste opere erano simboliche e narravano attraverso figure mitiche le
leggende tramandate oralmente dai loro antenati che con il passare delle generazioni
si trasformarono nei miti che in ogni cultura erano alla base delle religioni e credenze
dei popoli antichi. Osservando le grandi opere antiche bisogna stare attenti a trarre
conclusioni,poich per noi una piramide,una ziggurat o un tempio greco,non hanno lo
stesso significato che rivestivano per un egiziano,un sumero o un greco.
Sta di fatto che questi monumenti sono opere straordinarie sia per perizia tecnica che
raffinatezza estetica.

Larte preistorica: rupestre , mobiliare e megalitica

Quando ci si appresta a immergersi nello studio del arte preistorica bisogna fare una
distinzione tra le due maggiori testimonianza ,larte rupestre e larte mobiliare:
La prima linsieme delle espressioni artistiche(graffiti e pitture) realizzate su pareti
rocciose,sia in grotte sia su pareti rocciose allaperto; tali testimonianze artistiche
rappresentano il maggior numero di opere preistoriche a noi pervenute.
Larte mobiliare invece linsieme delle statuette,ornamenti,placchette incise
davorio, osso o pietra,utensili e armi ,e a partire dal neolitico anche vasi in ceramica.
La funzione principale delle raffigurazioni rupestri era di carattere propiziatoria, cio
per favorire la caccia e la stragrande maggioranza dei soggetti dipinti erano
animali;grazie a queste scene si capito che un tempo(circa dal 12.000 al 6000 ac ) il
deserto del Sahara era una fertile savana dove vivevano ippopotami,giraffe e
gazzelle ,ma poi con il mutare del clima larea si desertific e le popolazioni residenti
dovettero migrare e con molta probabilit i discendenti di queste genti crearono la
civilt egizia.
Larte mobiliare invece consisteva principalmente in oggetti in pietra o osso e
raffiguravano figure femminili,le cosiddette veneri preistoriche.
Le forme intagliate su questi supporti mostrano donne floride,con fianchi e seni molto
accentuati ,simbolo di fertilit e di una capacit eccellente di avere dei figli.
Per avere un idea del numero enorme di testimonianze preistoriche basta sapere che
in quasi ogni continente queste opere sono diffuse,per la stragrande maggioranza
situata nellafrica australe,in Europa centro-meridionale cio Francia,Spagna,Italia.
Una zona della Francia sud-orientale,lAquitania, disseminata di pitture rupestri
opera dell uomo di Cro-Magnon,il nostro pi prossimo antenato,il quale come noi
discende dal Homo sapiens, che seguendo gli spostamenti della selvaggina migr
dal medio oriente a tutta Europa; questa nuova specie umana presumibilmente venne
in contatto con un'altra specie umana cio luomo di Neanderthal,discendente dal
Homo Heidelbergensis ma probabile che convissero pacificamente con sporadici
tensioni e possibili commistioni tra le due specie. Siamo a conoscenza di ci grazie a
diversi studi scientifici realizzato nel 2010 d.c. in cui si scoperto che nelle popolazioni
moderne residente nelle stesse aree presente dna Neanderthal,per tale ipotesi
potrebbe avere un fondamento di verit.
In un primo momento queste pitture erano molto semplici,ad esempio si usavano le
mani come stampo e successivamente su di esse veniva soffiato il colore,spesso
ottenuto attraverso la macinazioni di alcune pietre:per ottenere il rosso si usavano
terre rosse con alte quantit di argilla o ferro;oltre al rosso venivano usati il giallo e il
nero .
Queste pitture nel corso dei secoli divennero sempre pi complesse e tecnicamente
avanzate,e non solo, perch anche il simbolismo mut adeguandosi ai cambiamenti
negli stili di vita degli uomini primitivi,ovvero comparvero pitture i cui soggetti non
erano pi solamente animali selvatici ma anche scene di agricoltura,allevamento e
vita sociale.
Una delle scuole pittoriche pi avanzate della preistoria fu certamente quella
Magdaleniana. Tale periodo compreso tra il 15000 e il 9000 ac e vide la nascita di
molte innovazioni tecniche tra cui punte per arpioni migliorate,ami,aghi, fatte di
osso,ma oltre a utensili per la caccia e lallevamento,questo periodo fu florido anche
per larte rupestre.
Le tecniche pittoriche beneficiarono di grandi invenzioni come ad esempio il pennello
che sostitu il tampone,luso delle ocre per definire la superficie e linedita attenzione
per le proporzioni , il realismo e la precisione dei dettagli.
Gli esempi di questa scuola magdaleniana si ritrovano ad Altamira,in Spagna, Niaux e
Rouffgnac in Francia. Per quanto riguarda larchitettura monumentale ,si svilupp in
Europa settentrionale e occidentale allincirca nel V millennio ac a scopo religioso e
funerario,come ad esempio i menhir,i dolmen e cromlech.
In assenza di grandi quantit di pietra alcune popolazioni preistoriche,tra cui gli antichi
abitanti della Sardegna, svilupparono un architettura non monumentale ma
ugualmente imponente;un esempio illuminante sono i nuraghi sardi,costruzioni a
forma di torre,sia singole che multiple a formare solide strutture fortificate, che
servivano come punto dosservazione e raccolta delle risorse,nonch come punto di
comando.
Fino al II millennio ac,cio nel et del bronzo,i nuraghi vennero usati,ma nel giro di
qualche secolo caddero in rovina.

Larte rupestre

Le testimonianze artistiche preistoriche,sia incise(con pietre acuminate) che dipinte,


servivano per rendere la caccia efficace,in quanto rappresentare un animale voleva
dire impadronirsi della sua forza ed energia e affermare la superiorit delluomo sulla
natura.
Le tecniche pittoriche nel corso dei secoli mutarono,divenendo sempre pi
complesse,passando dal essere eseguite con le dita alluso di strumenti come
rudimentali pennelli e prima ancora tamponi di pelle o vegetale;venivano anche usate
ossa cave al cui interno veniva adagiato una tinta ottenuta mescolando vari elementi
a base vegetale,animale o minerale come il carbone(usato per i neri);i colori
caldi,come locra o il rosso ,comunque erano i pi usati.
Uno dei pi grandi siti rupestri del mondo,la grotta di Lascaux, si trova nella Francia
sud-occidentale,nella zona del Perigord.
Questa zona,allincirca nel 30000 ac ospitava moltissime persone e ci forse
spiegherebbe perch le tecniche pittoriche e tecnologiche si siano sviluppate in un
cos breve lasso temporale(30000-10000 ac).
Una delle ipotesi afferma che grazie all elevato numero di persone,il cui linguaggio
era abbastanza sviluppato, lo scambio di idee tra trib divenne una consuetudine; ben
presto si diffuse una proto cultura che fece emergere il genio creativo umano,e il
continuo contatto con trib vicine non fece altro che evolvere sempre di pi larte
rupestre dando il via allesplosione artistica umana.
In questa zona della Francia emerse la prima scuola darte ,chiamata dagli studiosi
arte Perigordiana di cui la grotta di Lascaux (15200 ac) ne il massimo esempio.
Questa grotta sembra un libro darte in quanto al suo interno vi sono racchiusi i
progressi fatti dalluomo nel campo pittorico nel paleolitico superiore(40000-10000
ac).
Le figure dipinte nella sala dei tori rappresentano degli uri(tori preistorici) la cui figura
imponente,quasi 5 metri, rispecchia un estrema eleganza formale ma grazie allabilit
prospettica del artista la pittura sembra in movimento poich viene accentuata la
torsione della parte anteriore del corpo e evidenziata la testa;le corna, gli occhi e le
narici dilatate fanno sembrar vera la figura animale,impegnata in una corsa
immaginaria ancora molto stilizzata ,ma pur sempre degna di nota.
Anche nel diverticolo assiale si nota la stessa voglia di rappresentare il movimento dei
soggetti. Cronologicamente posteriore allarte Perigordiana,larte Magdaleniana ,nome
scelto grazie alla omonima grotta (grotta de le Magdelaine)scoperta nel 1879 nella
zona di Altamira,in Spagna settentrionale.
A differenza del precedente stile pittorico,larte magdaleniana,comparsa allincirca nel
15000 ac, pi rispettosa dellanatomia animale,attenta alla prospettiva con una
maggiore resa del tratto,ora pi preciso e marcato,eseguito con dei rudimentali
pennelli molto pi morbidi dei tamponi utilizzati fino ad allora;nel periodo
precedente,cio il Perigordiano,veniva utilizzato un tampone di fibre vegetali per
eseguire le pitture. I colori principali di questo periodo specie nella grotta di Altamira
erano il nero e il rosso,infatti le figure animali come i bisonti le teste di cavallo e i cervi
erano realizzati con questi due colori.
Una delle pi belle sale del complesso senza dubbio quella del grande soffitto,uno
spazio grande 200 mq in cui sono dipinti 25 animali prevalentemente bisonti,cavalli e
cervi,ma ci sono anche raffigurazioni umane ;a differenza delle figure animali molto
curate e precise mentre quelle umane sono solo abbozzate,completamente astratte
dal contesto naturale,ma questo particolare comune a tutta larte preistorica.

Larte mobiliare preistorica( piccola statuaria)

Secondo gli archeologi la prima specie terrestre capace di scolpire la pietra per
realizzare oggetti utili alla sua sopravvivenza fu lHomo Habilis, circa 2 milione e
mezzo di anni fa nelle pianure africane. I primi artefatti che costru questa primitiva
specie furono i chopper ovvero ciottoli, scheggiati rozzamente da un solo lato e usati
come lama da taglio.
In questi primi utensili lo scopo primario era senza dubbio di carattere pratico,ma con
il passare dei millenni le specie di ominidi(pre-umane) iniziarono a sviluppare un senso
estetico sempre pi accentuato che porter alla nascita dellarte mobiliare .
300.000 anni fa alcune specie di ominidi iniziarono a creare strumenti pi sofisticati,le
cosiddette amigdale(o mandorle),cio utensili simili ai chopper, ma a differenza di
questultimi, erano simmetrici cio venivano lavorati maggiormente cercando di
eseguire scheggiature identiche su entrambi i lati del ciottolo.
Per produrre un amigdala era necessario molto pi tempo in quanto bisognava, in un
primo momento scheggiare il ciottolo con una pietra e successivamente per rifinirla
occorreva usare un percussore di un diverso materiale,generalmente pi tenero della
roccia stessa;il risultato finale era un oggetto molto pi tagliente di un chopper e
capace fendere laria pi facilmente,permettendo a un bastone(propulsore)
sormontato da un amigdala,generalmente legato, di essere usato nella caccia. Questa
scelta di cercare la simmetria potrebbe celare un primitivo senso estetico che
fortunatamente coincise con la maggior efficacia delle lance con punta a
freccia,perfettamente simmetrica. Con lo sviluppo di questi nuovi utensili iniziarono a
comparire piccole incisioni sulle armi ,come lance e ami da pesca e ci pu significare
la nascita del senso artistico,inteso come ricerca di utilit unita a quella del piacere
visivo. Ovviamente questi oggetti rientrano nel epoca pre-artistica,ma
successivamente gli ominidi pi evoluti come ad esempio i Neanderthal e i Cro-
magnon,crearono vere e proprie opere darte come le veneri preistoriche,le quali
sono da annoverare tra le fila dellarte mobiliare preistorica. Queste statuette dalle
forme marcatamente femminili,ovvero fianchi larghi,seno abbondante e in carne,
rappresentavano dei simboli di prosperit e fertilit,ma poich il materiale impiegato
era di difficile lavorazione per via della durezza(avorio,pietra,corno animale),il loro
numero molto inferiore rispetto alle pitture rupestri,ma ci non toglie la maestria e la
bellezza di questi piccoli capolavori.
Uno dei primi esempi di statuetta femminile senza dubbio lavenere di Willendorf
(willendorf una localit austriaca dove venne trovata la statuetta)risalente a 25000
anni fa. La statuetta calcarea alta 11 cm e rappresenta una donna corpulenta,i cui
lineamenti abbondanti, mettono in evidenza i tratti sessuali e quindi la sua funzione
era di favorire la procreazione.
Un altro esempio di statuaria preistorica,ma di concezione completamente diversa, il
piccolo volto davorio della venere di Brassempouy(o dama con il cappucci) realizzata
circa nello stesso periodo della venere austriaca. Questo volto di donna molto
espressivo pur sprovvisto di bocca,caratteristica comune a molte statuette
preistoriche, un primitivo ritratto ,mentre fino ad ora larte preistorica era ricca di
idealizzazioni e simbolismi astratti,con questa scultura lartista voleva imprimere nella
pietra la realt che vedeva.
Ultimo esempio di arte scultorea preistorica la venere di Lespugue,la pi alta mai
rinvenuta(14,7cm) realizzata circa nel 22000 ac.Questa statuetta molto diversa dal
volto della dama con il cappuccio,poich lartista si concentra nella forma del corpo
pi che nel simbolismo della figura femminile,ma tale rappresentazione formale
ugualmente pingue e larga di fianchi come le sue precedenti versioni. Nellarte
mobiliare preistorica oltre alla lavorazione di avorio,osso e pietra si svilupp un'altra
forma artistica cio la Coroplastica,ovvero la lavorazione dellargilla,da cui in seguito
deriver la ceramica. Gli esempi pi suggestivi e realistici di tale lavorazione sono i
due bisonti,ritrovati nella grotta magdaleniana di Le Tuc dAudoubert,nella Francia sud-
occidentale.
Durante il Neolitico la lavorazione dellargilla si evolse rapidamente ma ci che
rivoluziono la Coroplastica in maniera radicale fu il calore. Grazie ad esso si scopr che
riscaldando largilla a determinate temperatura(cottura) rendeva gli oggetti
impermeabili e resistenti alle fiamme. Questa scoperta,come molte altre, fu
presumibilmente accidentale ma fece nascere la ceramica. Grazie allo sviluppo di
questa nuova tecnica luomo ora disponeva di un incredibile supporto per le sue opere
artistiche che sar utile per sviluppare un linguaggio artistico di facile propagazione
culturale e idee allinterno di un gruppo sociale o tra popoli vicini.
Questa diffusione della ceramica fece nascere una nuova tipologia di oggetti a,ovvero
vasi e recipienti che velocemente si diffusero in tutta Europa e nel medioriente.
Con il passare dei secoli ogni zona in cui si diffuse la ceramica nascerono molti stili
diversi nella lavorazione e nella decorazione di questi vasi. Inizialmente la forma pi
comune dei vasi e degli oggetti in ceramica era essenzialmente un imitazione della
natura,cio forme di frutti tipo la zucca ,mentre successivamente vennero adottate
forme antropomorfe (come animali quali gufi,bisonti)e decorazioni dipinte.
Questevoluzione di stili ci fa intuire la nascita di un linguaggio artistico basato su
precise linee geometriche abbandonando la sola imitazione della natura per passare a
una nuova realt creata nella mente dellartista.

Architettura megalitica

Lorigine dellarchitettura preistorica risale probabilmente al V millennio ac ovvero nel


neolitico,e ,almeno in un primo momento, di grandi dimensioni,chiamata appunto dagli
studiosi megalitica(dal greco mega ).
Per realizzare tali opere occorreva molta perizia poich questi blocchi pesavano molte
tonnellate e per spostarle i primi architetti inventarono metodi innovativi per costruire
questi grandi complessi di pietra.
Queste costruzioni di pietra strutturalmente identiche sono diffuse nellintera Europa
settentrionale e occidentale(Francia, Inghilterra e paesi baltici),ma non solo,infatti
anche nel bacino del mediterraneo sono state rinvenute queste opere,in particolare in
Italia, Spagna e malta;questa cos grande diffusione delle costruzioni megalitiche fece
nascere lidea che tra il V e il III millennio ac sia esistita un'unica civilt caratterizzata
da queste grandi costruzione la cui provenienza potrebbe essere stata o dalla
Scandinavia o dal Mediterraneo.
Questa teoria per a mio avviso non esatta poich non sono state rinvenute prove
sufficienti per confutare tale teoria. Attualmente si ritiene che grazie al diffondersi
della navigazione e conseguentemente al commercio, le idee costruttive ,religiose e
ideologiche si diffusero lungo le rotte commerciali e grazie al contatto con culture
affini si instaurarono contatti che portarono a un medesimo modo di concepire il
mondo che li circondava.
In alcuni secoli infatti si diffuse dalla spagna alla penisola scandinava la medesima
religiosit e che presupponeva lesistenza di luoghi di culto megalitici e sepolture
collettive.
Proprio le sepolture collettive furono le prime costruzioni megalitiche comparse nel V
millennio in Europa del nord chiamate dolmen.
Queste sepolture vennero realizzate con i dolmen o triliti,ovvero due blocchi verticali
sormontati da un architrave. Tale soluzione permetteva di scaricare il peso del blocco
orizzontale su i due elementi verticali,evitando il sorgere di problemi di statica a
causa delle spinte laterali.
Questa tecnica dellarchitrave venne applicata nei millenni successivi a molte
costruzioni. Un'altra tecnica sviluppata circa nello stesso periodo quella ad arco o
cupola chiamata dagli studiosi Tholos.
I tholos erano costruzioni non megalitiche a forma di pseudo cupole realizzate
sovrapponendo delle rocce (o cocci) non convergenti verso il centro e sulla sommit
veniva posto un blocco megalitico come copertura tra i due lati della costruzione.
Le pseudo cupole erano cupole i cui blocchi erano sovrapposti luno sullaltro,mentre
nelle cupole normali ogni lastra convergeva verso il centro.
Questi tholoi si diffusero in Europa , soprattutto nel bacino del mediterraneo e nel
medi oriente,assumendo in ciascun luogo nomi e caratteristiche diverse. Il loro utilizzo
era abitativo e funebre. I nuraghi sardi sono esempi di Tholoi la cui pianta tronco-
conica permetteva di creare grandi spazi interni ;queste costruzioni vennero realizzate
circa nel II millennio ac .
Oltre ai dolmen e ai Tholoi esisteva una terza tipologia di megaliti,i Menhir.
I Menhir ,realizzati tra il III e il II millennio ac,erano enormi blocchi di pietra conficcati
verticalmente nel terreno e potevano raggiungere i 10 metri daltezza e un peso di
decine di tonnellate,ma a differenza dei dolmen non erano monumenti funebri, bens
servivano probabilmente per i riti solari,molto importanti per le genti che vedevano nel
sole e nella natura le forze che comandavano gli elementi.
Il pi grande menhir mai ritrovato e quello di Locmariaquer,alto 20 metri e pesante
ben 348 tonnellate,ma stato distrutto in 4 tronconi addirittura poco dopo la sua
costruzione avvenuta tra il 4200 ac,ma rimane un ipotesi.
Per erigere questi immensi blocchi di pietra occorreva una rigida organizzazione
sociale unita a una grande forza lavoro.
Uno dei complessi di menhir pi famoso al mondo certamente quello di Carnac,in
Francia, in cui 3000 blocchi verticali sono disposti su pi file a formare un calendario
allaperto in cui esisteva una precisa corrispondenza tra la direzione in cui erano
allineati i blocchi e il sorgere e il tramontare del astro celeste in precise date;
probabilmente la costruzione era un grande santuario in cui le comunit vicine si
riunivano per celebrare riti collettivi.
Il complesso di Stonehenge,nei presso di Salisbury (nella contea di Whiltshire),
molto diverso da quello di Carnac ,perch la disposizione dei megaliti
circolare,raggruppati in blocchi concentrici, detti Cromlech.
Il complesso fu costruito in tre fasi principali:
La prima consistette nel realizzare un terrapieno di 90 metri di diametro utilizzato per
seppellire i morti in piccole fosse al cui interno venivano deposte le ceneri del
individuo tumulato. Nella seconda e terza fase vennero disposte due serie di
cromlech(blocchi concentrici)circondati da una trentina di monoliti uniti alla sommit
da lastre megalitiche. Allinterno di questo cerchio furono collocati 5 dolmen disposti
a ferro di cavallo al cui centro era stata eretta una pietra rettangolare chiamata
altare,il vero cuore del complesso.

Le antiche civilt del mediterraneo e del medio oriente:la culla dellarte


europea

Le grandi civilt del passato sono tutte accomunate da un fattore cruciale,ovvero


lacqua,fonte di vita e prosperit per le pi evolute civilt antiche.
I grandi corsi dacqua della terra furono una vera calamita per i popoli,poich grazie ad
essi si svilupparono molte grandi societ del passato,come ad esempio quella
cinese(fiume Giallo),quella indiana(,il Gange e lindo),quella mesopotamica(tigri ed
eufrate) e anche la cultura egizia(il Nilo).
Ovviamente sviluppare una civilt era molto pi rapido vicino a grandi fiumi,ma anche
in altre zone questi processi si concretizzarono, per richiesero molto pi tempo per
emergere, come la cultura greca il cui territorio montuoso imped a lungo lo svilupparsi
di una grande civilt.
Nel II millennio ac gi si erano sviluppate le civilt mesopotamica e
egiziana,accomunate da un grande sviluppo in tutti i
settori(amministrativo,agricolo,militare,commerciale,giuridico,
artistico e religioso)e dalla fervente attivit produttiva e mercantile.
Nella cultura mesopotamica i centri di potere erano i le citt il cui compito era
amministrare una vasta area,in cui si concentravano le campagne poste al di fuori
delle mura cittadine, in cui i contadini coltivavano la terra,mentre in citt trovavano
posto una serie di attivit produttivi come le fabbriche di mattoni,i forni per il
pane,birrifici(furono i primi ad inventare la birra),vasai,artisti;esisteva inoltre un
efficiente burocrazia,i cui funzionari controllavano ogni cosa della citt.
Lagricoltura rivestiva un ruolo cruciale sia per i popoli mesopotamici sia per gli
egiziani,e i raccolti erano abbondanti poich le piene dei fiumi,depositando il
limo,permettevano ai campi un elevato rendimento,riuscendo ad avere anche due
raccolti lanno;ci permise di vendere le eccedenze di grano in cambio di materie
prime(legno,pietre preziose,avorio o metalli).
Questi scambi venivano accuratamente annotate, dai funzionari statali, nel caso dei
mesopotamici,dagli scribi per gli egiziani.
Per controllare le piene per occorreva imbrigliare i potenti fiumi,ma grazie alla grande
capacit ingegneristica dei mesopotamici e degli egizi,ci si rivel fattibile e permise
lo sviluppo di queste grandi civilt.
Il modello politico in uso in queste due grandi societ antiche era teocratico,ovvero il
re rappresentava il dio.
Il palazzo del re e i templi erano le due autorit politiche presenti in queste citt,e
tutte le attivit del territorio avvenivano entro queste sedi;il re e i sacerdoti erano le
massime autorit civili e religiose poste alla conduzione di queste grandi civilt.
Al di sotto di queste due entit politiche, re e sacerdoti,risiedevano gli alti funzionari
statali,lelite del paese;i produttori e i commercianti,anche se esclusi dalla vita
politica,godevano delle ricchezze accumulate grazie alle loro attivit,mentre i
contadini e gli schiavi erano sfruttati e posti alla base delle societ antiche.
Anche in Egitto vigeva lo stesso sistema teocratico,infatti il faraone era il re degli
egiziani,e secondo la loro religione era il figlio del dio Ra,ovvero Horus(a partire dalla
VI dinastia Snefru introdusse nel cartiglio reale il simbolo di Ra)quindi era legittimato a
governare e ogni egiziano e ogni cm del regno appartenevano al faraone.
Sotto di lui cera la casta sacerdotale,il cui potere era secondo solo al faraone,e i culti
egizi erano seguitissimi tra la popolazione e le donazioni ai templi erano molto grandi
facendo diventare ricchi e potenti i vari luoghi di culto;il tempio pi ricco e potente in
Egitto era quello di Amon a Luxor vicino a Tebe.
La religione e i suoi templi(miglia su tutto il territorio) erano il cuore economico del
paese.
Per soddisfare le richieste sempre pi imponenti di materie prime che i popoli
mediterranei e mediorientali richiedevano si svilupp sempre pi il commercio tra le
varie civilt antiche e il mezzo pi efficiente allepoca era la nave da carico.
Proprio una civilt posta in mezzo al mar mediterraneo disponeva di una grande
flotta,e quel popolo erano i Cretesi e la loro talassocrazia che comprendeva le isole
greche molto vicine alle coste anatoliche;i cretesi quindi erano i tramiti tra le culture
europee e le pi raffinate civilt orientali.
I cretesi comparvero sulla scena storica circa nel III millennio ac ,dominando per secoli
i mari con le sue imbarcazioni da carico,ma verso il 1400 ac scomparvero forse a
causa di un esplosione vulcanica(il vulcano tera nellisola greca di santorini) con
annesso tsunami,unita alla comparsa degli achei; la scomparsa dei cretesi rimane a
tuttoggi uno dei misteri pi enigmatici dellantichit,ma un fatto certo,gli achei
apparvero come nuova potenza.
Gli Achei erano migrati dai Balcani,arrivando in greci;qui gli achei,formidabili guerrieri,
assorbirono la cultura cretese e divennero abili navigatori,in grado di commerciare con
lAsia minore,Egitto e localit mediterranee. Gli achei si espansero a oriente specie nel
nord dellAnatolia(odierna Turchia) e probabilmente conquistarono la citt mitica di
Troia tra il 1193 e 1194 ac,la quale controllava lo stretto di mare tra il mediterraneo e il
mar nero, chiamato tuttoggi stretto dei Dardanelli. I poemi omerici ci forniscono
informazioni preziose sulla societ achea del tempo,facendoci intuire che
lorganizzazione di questo popolo era gerarchica e patriarcale e il centro del potere era
la citt stato.Al governo di ogni singola citt risiedeva il re(il famoso Agamennone,re
di Micene)e al di sotto stavano la sua corte di cui facevano parte i funzionari e il resto
della popolazione erano guerrieri, sacerdoti,mercanti,contadini e schiavi. Gli achei
furono una potenza continentale le cui citt (argo,Trinto,Micene,pilo)incutevano
rispetto e compaiono nei testi egizi sotto il nome di Aqaivasa e in quelli ittiti con il
nome di Ahhiyawa. Nonostante la loro forza vennero spazzati via dalla storia dai
dori,che erano dello stesso ceppo culturale.
Larte nellantica Mesopotamia e i suoi monumenti

Larte mesopotamica era principalmente tradizionalista, e i loro prodotti artistici


cercavano di esaltare la figura del sovrano e degli dei,e la personalit dellartista
veniva eclissata poich lo scopo primario delle opere era celebrare la grandiosit delle
scene pi che lindividuo ritratto nella suddetta opera.
Gli artisti mesopotamici cercavano nelle opere, legate ai sovrani e agli dei,luniformit
e la simmetria e ci rendeva la loro arte ripetitiva e quasi monotona anche nei
dettagli;solo quando le scene erano di stampo naturalistico emergeva il lato creativo
degli artisti,i quali rompevano gli schemi tradizionali, fatti di rigide regole stilistiche
votate alla perfezione formale,riuscendo a esaltare la naturalezza della natura.
Il principio che regolava larte mesopotamica era la memoria,infatti erigevano i
monumenti per ricordare le gesta di qualcuno e per cancellare il ricordo di qualche
avvenimento si distruggeva lopera cos da far sprofondare nelloblio un evento o una
persona.

Per costruire gli edifici e i monumenti in Mesopotamia si usavano in prevalenza i


mattoni di argilla seccati al sole poich la pietra era scarsa a parte poche zone limitate
della Mesopotamia;,le fondamenta erano di sassi e ai muri veniva applicata una mano
dintonaco di fango e calce.
La struttura degli edifici religiosi ,rispetto a quelli reali ,si differenziavano per la
presenza, in questi ultimi, della tavola votiva posto sullaltare.
La pianta degli edifici statali (il palazzo reale)era formata da uno o pi cortili circondati
da tante stanze per senza finestre, ma con piccole nicchie e torrette sulle pareti
come ornamento;gli edifici erano ad un solo piano sormontati da tetti a terrazza con
finestrelle per far luce.
Lilluminazione proveniva dai lucernari,posti sul soffitto e allingresso degli edifici reali
erano poste ai lati enormi statue leonine o di tori alati con teste umane.
Le pareti interne dei palazzi reali erano rivestiti con materiali di pregio come alabastro
e pitture celebrative e dimensioni imponenti ,come la reggia di Mari costruita circa nel
II millennio ac,la quale disponeva di 260 compreso un forno,una scuola degli scribi,sale
per ricevimenti e per udienze regali.
I templi invece non poggiavano quasi mai sul terreno ma su piattaforme sopraelevate
che con il passare del tempo assunsero forme elaborate fino ad arrivare alle
magnifiche ziggurat.
Le ziggurat erano un insieme di terrazze sovrapposte sempre pi strette culminanti
con la piattaforma del vero tempio posto alla sommit della struttura.
Per raggiungere i vari livelli della costruzione erano state incorporate nel monumento
sacro rampe di scale che conducevano alla vetta.
Lo scopo delle ziggurat era quello di avvicinare luomo alla divinit e probabilmente la
mitica torre di babele, di cui parlano le sacre scritture Ebraico-Cristiane, era proprio
una ziggurat mesopotamica.
Oltre a queste grandi costruzioni in Mesopotamia era diffusa ledilizia funebre, che
consisteva in piccoli e grandi sepolcri,per i privati cittadini e per alte cariche statali,
scavati nella terra,ma tali edifici non ebbero lo stesso successo come in Egitto; grazie
a uno scavo archeologico nei pressi dellantica citt di Ur negli anni 30 del secolo
scorso, emersero pi di 1800 sepolture sotterrane e in superficie, in corrispondenza
delle tombe, vennero ritrovati resti di edifici,utilizzati forse nella vita quotidiana .
La peculiarit delle tombe mesopotamiche era la presenza,nelle sepolture reali, oltre a
oggetti preziosi(mobili e gioielli),di molti corpi umani,probabilmente appartenuti ai
servitori pi fidati o ancelle,ma anche guerrieri e musici,uccisi per allietare il sovrano
nel mondo dei morti.
Le testimonianze dellarte mesopotamica che meno si conservata, la pittura,di cui
non abbiamo molti reperti,ma in compenso la scultura mesopotamica ci ha lasciato
molti tesori dinestimabile valore storico e culturale.
La scultura mesopotamica aveva un carattere prevalentemente simbolico,era di
piccole dimensioni e gli artisti ponevano in grande considerazione il modellamento del
viso,ritenuto il cuore dellopera, relegando il resto del corpo e labbigliamento a un
mero ruolo strutturale(il tronco era stilizzato a forma di cono da cui emergevano i
piedi).
Nei santuari le statue erano il dio stesso,quindi, a differenza di altre culture dove la
raffigurazione era la rappresentazione degli dei,tutte le offerte e i riti erano rivolte al
dio statua anzich al dio soprannaturale
Anche le pose,le parrucche,le barbe arricciate che scendevano dalle guance e le
espressioni erano omologate alla moda del epoca,ma gli artisti mesopotamici non
apportarono novit stilistiche poich la loro arte era tradizionalista e rigettava ogni
novit.
Le statue ritraevano principalmente gli dei e i sovrani e saltuariamente i
funzionari,come la famosa statuetta di Gudea, governatore della citt di ragas;i privati
invece non potevano realizzare statue della loro persona.
Nel arte mesopotamica per ci furono opere che sfuggivano al modello omologato di
stili e rappresentazioni simboliche:erano i rilievi assiri.
I rilievi,specie nel periodo assiro,raggiunsero un livello artistico notevole,superiore per
qualit e dettagli alla monotonia stilistica dellarte mesopotamica.
Queste opere erano realizzate nelle pareti dei palazzi reali e raffiguravano scene di
caccia e battaglie in cui il re era grande protagonista;gli animali erano riprodotti in
ogni dettaglio,mentre le figure umane denotano un certo impaccio,ma tutto sommato
queste opere riuscirono a far emergere il talento degli artisti mesopotamici,riscattando
larte mesopotamica dalla sua etichetta di statica e ripetitiva.

LAntico Egitto e i suoi monumenti

Dopo aver descritto brevemente le strutture religiose mesopotamiche,ora parler dei


templi e delle piramidi egizie.
Gli egizi avevano idee religiose molto radicate nella loro cultura e nel popolo,nate
grazie alla geografia del loro paese,molto fertile lungo il corso del Nilo,desertico a
ovest,da cui deriver la concezione che il mondo dei morti si trovasse a occidente e
proprio nella sponda occidentale del Nilo venivano realizzati le sepolture regali; a
ovest si estendeva linospitale deserto del Sahara,che era un luogo di morte,mentre il
confine nord era occupato dalle paludi di papiro del delta del Nilo,che ricordava agli
egizi il cumolo originario,che secondo il mito egiziano fu lorigine del mondo.
Le concezioni religiose permeavano la vita degli egizi e anche larte sottostava ai
dettami della religione egiziano:era arte religiosa
Gli egiziani credevano che nel corpo umano coabitassero diverse componenti spirituali
che al momento della morte si distaccavano dallessere umano. Per evitare la
dispersione di questi elementi gli egizi elaborarono un ricco formulario magico,fatto di
formule protettive e amuleti applicate alla bara e al corpo del defunto(la scrittura era
considerata sacra e potente,capace di proteggere dai pericoli dellaldil)e di tecniche
di imbalsamazione,per rendere il corpo eterno. Tale pratica probabilmente venne
osservata in natura poich un corpo nel deserto si conserva per decenni grazie al
clima secco e di conseguenza gli egizi cercarono di riprodurre lo stesso effetto sui loro
regnanti.
La conservazione del corpi per gli egizi era unossessione e anche il mito di Osiride,in
cui suo fratello Seth lo aveva ucciso facendolo a pezzi e la sposa di
Osiride,Iside,raccolse tutte le parti di suo fratello e grazie alla magia lo resuscit; da
quel momento Osiride pot regnare solo nel regno dei morti mentre Horus,suo
figlio,dopo un lungo duello con lo zio Seth,regn sul mondo dei vivi;infatti il faraone
era lincarnazione di Horus.
Quando il defunto moriva veniva imbalsamato e con lui venivano deposti vari testi
sacri,(il libro dei morti e il libro dei bara inciso sul sarcofago)amuleti e oggetti duso
comune come vestiti,mobili e cibo.
Questi oggetti,specie i libri sacri e gli amuleti ,proteggevano i defunti dai mostri
dellaldil e se lanima del defunto superava le prove(giudizio) al cospetto di Osiride e
della dea dellequilibrio Maat ,il re accedeva al regno celeste,ma se invece falliva la
prova il defunto finiva divorato e distrutto.
Le costruzioni funebri vennero influenzate dalle credenze religiose e divennero il
simbolo delleternit come le grandiose piramidi,case eterne dei sovrani e i
templi,dimora degli dei.
Oggi giorno gli studiosi sono incerti sui motivi che spinsero gli egizi a utilizzare
determinate caratteristiche architettoniche per erigere le piramidi.
La maggioranza ritiene che la forma piramidale sia stata frutto di unevoluzione
graduale della mastaba,un edificio funebre a gradoni sovrapposti somigliante alle
ziggurat mesopotamiche.
I primi sepolcri erano semplici mastabe di mattoni di fango alte pochi metri la cui
forma tronco-piramidale(piccola collina) rimandava al mito creazionistico del cumulo
primordiale nato dal Nun,ovvero il mare originale. Con il passare dei decenni le
costruzioni egiziane crebbero in dimensioni e le mastabe si evolsero arrivando ad aver
pi strati,diventando piramidi a gradoni la cui forma probabilmente fu influenzata dalle
costruzioni mesopotamiche,cio le ziggurat.
Le somiglianze tra le due costruzioni sono evidenti nella piramide a gradoni del
faraone Zoser,realizzata nel XXVII secolo ac;con le piramidi a gradoni gli architetti
sperimentarono molte angolazioni per le piramidi,portando a volte a dover aggiustare
langolazione poich cera il rischio di crolli,e dopo svariati tentativi si arriv alla forma
che oggigiorno conoscono in ogni angolo della terra.
Alla fine il faraone Cheope e il suo architetto realizzarono la forma definitiva,i cui lati
erano a triangolo isoscele e la camera sepolcrale era posizionata al centro del opera e
per arrivarci gli ingegneri egizi dislocarono dei corridoi ricchi di falsi cunicoli e
trappole,per preservare la vera camera del faraone.
Cheope quindi con la sua Piramide , alta ben 147 metri,gioiello inarrivabile del genio
artistico umano, si arriv al culmine dellevoluzione delle piramidi,e il suo nome rimase
nella memoria degli egizi per 2500 anni anche se la sua dimora eterna fu saccheggiata
e profanata.
Nella piana di Giza oltre alla piramide di Cheope,vennero costruite altre due piramidi
pi piccole,una attribuita a Chefren, probabilmente figlio di Cheope,e laltra attribuita
a Micerino;oltre alle tre piramidi,nei dintorni sono collocate altre piccole piramidi
costruite per le spose reali e mastabe per i funzionari.
Secondo altri studiosi la forma piramidale deriverebbe da motivi religiosi,poich gli
egiziani veneravano una pietra sacra di forma piramidale attribuita a Ra,dio del sole,
padre dei faraoni, e potrebbe quindi essere un simbolo solare e un mezzo per garantire
lascensione del faraone nei cieli,dove dimoravano gli dei;la parola mer, che in egizio
designa la piramide, significa luogo dellascensione.
In Egitto oltre alle piramidi,furono costruiti centinaia di templi,case degli dei,le cui
forme erano di tre tipi:ipetrale,periptero,penetrale.
Il primo tipo era riservato al culto solare poich era una costruzione aperta,cos da far
entrare la maggior parte della luce solare. Il periptero invece era costituito da una
cella centrale aperta su uno o due lati,circondato da un porticato.
Il terzo tipo aveva una struttura pi elaborata e a partire dal 2 millennio assunse la
forma definitiva che caratterizz la struttura templare fino alla conquista romana.
Questa tipologia di tempio era strutturata in questo modo: via daccesso monumentale
fiancheggiata da grandi statue(sfingi o altri animali sacri),porta gigantesca con ai lati
piloni(la facciata)e obelischi,cortile,atrio,vestibolo e la cella dove dimorava la statua
della divinit; In tale luogo sacro laccesso era riservato ai sacerdoti e al re,i quali
officiavano i riti quotidianamente al cospetto della raffigurazione della divinit
venerata nel tempio.
Intorno al tempio e ai suoi edifici circostanti(magazzini e abitazioni dei sacerdoti)
veniva costruita una cinta muraria la cui funzione era isolare il tempio dal mondo
esterno poich dimorava la divinit in questo luogo e nessuno,eccetto i sacerdoti e il
sovrano,poteva violare questa zona sacra.
Questi enormi complessi erano costruiti in modo molto accurato anche se non
poggiavano su fondamenta solide ma grazie al peso della struttura le sovrastrutture
erano perfettamente dritte e le colonne, che facevano parte della struttura, in un
primo momento avevano una funzione ornamentale e simbolica,poich
rappresentavano la palude primordiale e nella forma dei fusti e delle colonne
riproducevano laspetto delle piante tipiche degli acquitrini
egiziani(palme,papiro,loto,ninfee);con il tempo le colonne assunsero la funzione
portante e cambiarono forma per consentire un uso pi funzionale della forma.

Le arti figurative egizie:la pittura e la scultura

A)La Pittura
Per comprendere le arti figurative egiziane dobbiamo partire dal presupposto che il
loro modo dintendere larte era molto differente dal nostro poich gli egizi
realizzavano collettivamente un opera e lartista, manipolando un materiale preso
dalla terra, attingeva allenergia creatrice del mondo,e secondo gli egizi era ptah,dio
dellartigianato, a far si che il lavoro prendesse forma(a Menfi era ritenuto il
creatore,poich era assimilato al limo da cui prese forma il cumulo primordiale ); era
una cosa sacra fare lartista e non era strano che il progettista del opera ricoprisse il
ruolo di sommo sacerdote di ptah.
Questa commistione tra religione e arte era normale per gli egizi,dato che le botteghe
e i laboratori artistici erano presenti nei templi e nei palazzi reali,e gli artigiani erano a
volte dei sacerdoti che dirigevano i lavori artistici. In questi atelier i maestri,altamente
specializzati,trasmettevano il loro sapere e la propria professione ai figli.
Il lavoro era compiuto da una schiera di artigiani per cui difficile risalire allautore
poich lopera era un insieme di mani ma tutte accomunate dallo stesso obiettivo
ovvero rendere grande il faraone,ma lo spezzettamento dei compiti rese larte egizia
quasi impermeabile ad ogni innovazione.
Lo scopo di questi artisti era quello di illustrare le credenze religiose,la visione del
mondo,i riti e soprattutto celebrare la grandiosit divina del faraone,poich egli era
lintermediario tra gli dei e gli uomini e punto di riferimento per i sudditi,poich egli
era la fonte dell armonia e dell equilibrio nel mondo.
La cultura egizia era diversa anche per la concezione di spazio,poich loro credevano
che il mondo fosse lEgitto e lo immaginavano come un cubo le cui coordinate, ovvero
il Nilo e il tracciato del sole in cielo, si intersecavano ad angolo retto.
Nella pittura e nei bassorilievi,gli egizi cercavano di rappresentare loggetto nel suo
insieme senza voler riprodurre come appariva realmente la figura selezionando un
unico punto di vista bens diversi punti di vista cos da avere la migliore visuale
delloggetto
La prospettiva,cio la capacit di rappresentare gli oggetti come appaiono distribuiti
su piani diversi, per gli egizi non era importante, perch quello che contava era
seguire rigide regole, rappresentative della loro societ fortemente gerarchizzata,e
non farsi condizionare dalla propria visione delle cose, che potevano essere distorte o
illusorie,ma lartista doveva realizzare le idee non la realt,e la loro unica
preoccupazione era seguire i dettami della perfezione concettuale di armonia ed
equilibrio utilizzando un reticolo geometrico.
Le figure infatti seguivano le gerarchie sociali,ovvero i pi importanti venivano
rappresentati con dimensioni maggiori,le convenzioni rappresentative come ad
esempio alcune parti del corpo( se la figura maschile era in piedi doveva essere
dipinta con il piede sinistro pi avanzato.
Se si pensa a chi commissionava i lavori,ovvero i faraoni e i sacerdoti,cio chi
deteneva il potere politico,si comprende perch i canoni artistici egizi siano rimasti
immutati per millenni.
Per quanto riguarda la realizzazione di una determinata figura,in questo caso luomo,
si utilizzava un modello ideale,senza alcuna ambizione naturalistica,in cui le parti del
corpo seguivano determinate regole:bacino di tre quarti,spalle e occhi di fronte e arti
di profilo.
Per rispettare le proporzioni di questa figura ideale,gli artisti,nel progettare il
dipinto,tracciavano una griglia geometrica(quadrettatura)composta da un numero
fisso di quadretti in altezza,18 nellepoca antica e 22 in epoca pi tarda.
Con questo metodo era pi facile rispettare le regole artistiche.
La pittura egiziana ci ha lasciato molte testimonianze,in particolare nei templi e nelle
tombe,e specie nei sepolcri abbondano varie tipologie di raffigurazioni,come battute di
caccia e pesca,attivit lavorative varie(il contadino,lo scriba e lartigiano) e cerimonie
religiose e sacrifici animali.
Il motivo di queste pitture insito nelle credenze religiose degli egizi,poich credevano
che nellaldil il defunto doveva lavorare e fare tutto ci che faceva in vita,per cui
bisognava dipingere queste scene per rendere lieta e familiare la nuova vita. Queste
pitture vivaci ,come abbiamo visto,erano piuttosto rigide e solo nel nuovo regno(1560-
1080 ac) si cerco di migliorare i colori,pi numerosi che in passato,e si utilizzarono
maggiormente i chiaroscuri e le tinte sfumate.
Anche I colori dovevano rispettare rigide regole:i fondi verdi,gialli,bianchi o blu
pallido,la pelle maschile era rossastra mentre per le donne si utilizzava locra,per le
popolazioni nere della Nubia si utilizzava il nero,per le capigliature sempre il nero,per
gli abiti bianco e giallo oro,lacqua azzurra,lerba vere e il fango nero.
Per realizzare le tinte si macinavano vari pigmenti diluite con acqua a cui era aggiunto
delle resine o albume di uova;cos facendo crearono una tempera a colla dalle
incredibili capacit,la pi importante era la durata e resistenza.

B)La scultura

Come la pittura anche la scultura egizia seguiva delle rigide regole rimaste immutate
per 3000 anni e tra queste limitazioni cerano alcune posture dei corpi.
Prevalevano,nella scultura egizia, le figure sedute con gli avambracci piegati e le
gambe congiunte e parallele,la figura in piedi con le braccia lungo i fianchi,i piedi
completamente appoggiati a terra e un piede pi avanti del precedente.
Le figure scolpite erano virtualmente divise in due parti simmetriche la cui linea
immaginaria partiva dal centro della fronte arrivando fino alle gambe e doveva
rispettare la disposizione geometrica che stabiliva il numero di quadrati in cui era
divisa la scultura,generalmente compresa tra i 18 in epoca antica e i 22 quadrati
dellepoca tarda(il naso ricadeva nel 17 quadrato);ci limitava molto la fantasia
dellartista costringendolo a seguire i dettami del modello tradizionale radicato
profondamente nelle alte sfere del regno.
Queste opere servivano unicamente per scopi religiosi e venivano collocate nei templi
per essere adorate, mentre nelle tombe servivano per fornire un corpo per permettere
al faraone di potersi reincarnare dopo la propria dipartita dal mondo terreno;quando
lanima fuoriusciva dal corpo dopo la morte, vedendo la statua, riconosceva il suo
aspetto terreno e si convinceva a reincarnarsi nelloggetto di pietra ritenuto dagli
egizi incorruttibile dal tempo.
Infatti le statue dovevano essere il pi somiglianti possibili anche se in realt ci che
interessava era il nome,il rango e le deformit del corpo mentre laspetto fisico e la
personalit di ogni re era di scarso interesse.
Anche se la scultura egizia era molto tradizionalista,ci furono periodi e in cui queste
convenzioni stilistiche vennero rivoluzionate,ne un esempio il regno di Akhenaton
(1367-1350 ac)caratterizzato dalla lotta tra il faraone,promotore del nuovo culto di
Aton(disco solare), e il clero tebano legato al culto millenario di Amon.
Il faraone distrusse le statue e requis tutte le ricchezze dei templi di Amon,ma il suo
nuovo culto non attecch tra la popolazione legata ancora agli antichi dei,bens fu
adottata solo dallelite;questo mutamento religioso influenz larte del tempo e diede
impulso ad una rivoluzione artistica caratterizzata dalla ricerca della verit ,cio
cercava di far emergere dalle statue il lato umano invece di quello divino,esasperando
i difetti fisici(adipe addominale).
Sempre nella statuaria egizia ci furono innovazioni come ad esempio la statuaria
minore realizzate in legno o calcare che si dissociavano dai rigidi canoni della scultura
egizia tradizionale,infatti questi oggetti venivano prodotti per essere collocati nelle
tombe e riproducevano scene di vita quotidiana poco usate nella scultura egiziana
come la vita domestica,riponendo nella cura dei dettagli un segno distintivo.
Questa rottura con le antiche tradizioni port dei benefici effetti sullarte egizia
soprattutto apr la strada a una visione psicologica dei soggetti di cui ne un esempio
la stupenda testa della regina Nefertiti,la bellissima sposa reale di Akhenaton.
Grazie ai ricchi giacimenti di pietra , una potente monarchia e una casta sacerdotale
diffusa in modo capillare in tutto il regno,lEgitto era il paese ideale per realizzare
opere in pietra data la grande richiesta da parte dellelite politica. LEgitto possedeva
vari tipi di minerali tra cui la
diorite,calcare,arenaria,gesso,steatite,serpentina,granito,basalto,quarzite ma era
povera di legno di cui il paese aveva bisogno per la costruzione di
imbarcazioni,abitazioni,impalcature e soprattutto opere artistiche.
Il fornitore privilegiato era il libano,la terra del cedro,la cui fama era leggendaria per la
sua robustezza,scelto dal re per realizzare il famoso tempio di Salomone,ma anche
lafrica tropicale forniva molto legno.
La scultura egiziana era spesso colorata in alcuni dettagli o completamente applicando
lo stucco sopra loggetto e poi dipingendo la statua o ancora veniva posta una lamina
doro sulla superficie ribattendo il metallo per far aderire il tutto.
Si realizzavano anche statue in metallo ,ponendo lastre di rame sopra a modelli di
legno e poi ribattendo le lamine ,mentre per le statue di bronzo si usavano altri metodi
come la fusione o lo stampo, generalmente in argilla o pietra in cui veniva colato il
metallo fuso allinterno di questi stampi;per fare un oggetto a tutto tondo,ovvero
perfettamente tridimensionale,occorrevano due matrici simmetriche.
Oltre alle statue in materiale ligneo e metallico,in Egitto era molto diffuso lutilizzo
dellavorio per realizzare utensili preziosi o rilievi che talvolta venivano dipinti come
nel caso del bassorilievo di Thutmosi III.

La civilt cretese e la sua arte

Una delle grandi civilt dellantichit era quella cretese,il cui sviluppo serv da ponte
con lEuropa,diffondendo, in quelle terre ancora arcaiche,linfluenza delle pi evolute
societ orientali come lEgitto e i popoli mesopotamici grazie alla loro abilit di
navigatori.
Per capire larte cretese bisogna conoscere il luogo dove questa magnifica civilt si
svilupp, i suoi abitanti e la loro cultura millenaria.
La civilt cretese o minoica( nome dato dallo scopritore di Creta, Arthur Evans,in
quanto riteneva di aver trovato il labirinto dal mitico re Minosse,sovrano di creta) si
svilupp sul isola di Creta a partire dal IV millennio ac,in un territorio molto vario con
pianure,montagna e colline,fertili pascoli e boschi ricchi di fauna e flora nonch un
mare pescoso.
Lisola per era situata in un area molto sismica,flagellata periodicamente dai
terremoti e maremoti e probabilmente la fine della cultura cretese coincise con
leruzione del vulcano Thera,lattuale isola di Santorini nel mar egeo, avvenuta circa
nel 1400 ac.
Il clima dellisola era secco e gradevole,ma le precipitazioni erano modeste,sufficienti
per alla popolazione grazie alla grande genialit degli architetti cretesi che riuscivano
ad immagazzinare le acque piovane e a trasportare le acque sorgive e dei pozzi
direttamente nei palazzi cretesi;le risorse alimentari molto abbondanti esportate oltre i
confini erano lolio e il vino,mentre i metalli erano molto scarsi sullisola.
Per sopperire alla mancanza di minerali,il popolo cretese si affacci sul mare
diventando un popolo di marinai e commercianti,la cui potente flotta assicur il
monopolio sulle rotte del mediterraneo orientale per molto tempo .
Il dominio sui mari era possibile grazie alla posizione strategica dellisola,cio al centro
del mediterraneo che permetteva loro di controllare il traffico commerciale
proveniente dalloriente.
Oltre ad essere eccellenti marinai,i minoici erano abili
artigiani,ceramisti,tessitori,tintori e fabbri, nonch abili ingegneri idraulici,capaci di
creare il primo sistema fognario nascosto al mondo fatto di tubi di terracotta.
La caratteristica peculiare dei cretesi era il loro centro di potere,ovvero il palazzo,fulcro
delle attivit delle citt minoiche da cui un signore locale governava il territorio
circostante.
Molti archeologi di varie nazioni contribuirono a far luce su un antica civilt del
passato,ma un archeologo inglese, Arthur Evans,nel primi anni del 1900,scopri i resti
del palazzo di Cnosso,e divise la storia cretese in tre periodi:antico ,dallepoca dei
primi insediamenti risalenti al IV millennio fino al 2100 ac;il periodo medio inizi nel
2100 e termin nel 1580 ac, e in questo lasso temporale la cultura cretese raggiunse
il massimo livello di sviluppo in ogni campo e si iniziarono, a partire dal 1700 ac, a
costruire i palazzi di Festo,Malia e Cnosso;lultimo periodo ,detto recente,va dal 1580
al 1200 ac.
Purtroppo Evans non us il metodo archeologico moderno basato su un attenta
raccolta e catalogazione dei reperti,bens scav a casaccio raccogliendo le cose pi
preziose e restaur con metodi moderni alcune parti del palazzo.
Il suo metodo poco ortodosso riport alla luce la civilt minoica,ritrovando anche la
sua scritturo,ovvero il lineare A ancor oggi non del tutto tradotto,ma come accadde
con la citt di troia, scoperta da Schliemann,gli scavi eseguiti senza nessuna
pianificazione e senza un metodo scientifico,cancellarono molti reperti che non
potranno esser esaminati dai futuri archeologi; a loro discolpa va detto che allepoca il
metodo dindagine archeologica non era molto sviluppato e per arrivare al nostro
attuale metodo ci son voluti errori grossolani.
Il palazzo di Cnosso era il pi grande di Creta e come avveniva in Mesopotamia con le
ziggurat,era il centro del potere politico,religioso,civile e militare,nonch di svariate
attivit artigianali come vasi di ceramica,gioielli,armi,utensili ,abbigliamento e
allinterno del complesso venivano conservate le derrate alimentari come il grano,lolio
e il vino;le pareti dei magazzini erano pi spesse creando una sorta di clima
controllato,ideale per conservare il cibo e il grano alloggiate in grandi vasi chiamati
pithoi.
Ogni attivit e ogni merce veniva accuratamente catalogata da efficienti funzionari,i
quali annotavano su delle tavolette dargilla i vari beni,e grazie alle scoperte di
modellini di case e di tavolette, recuperate durante lo scavo, stato possibile
ricostruire le forme originali delle strutture cittadine dei minoici..
Un'altra caratteristica dei cretesi era lassenza totale di strutture difensive come
mura,torri di guardia e guarnigioni o caserme,e questa mancanza di difese starebbe a
significare il grado di protezione che la flotta garantiva alle citt cretesi e lassenza di
nemici capaci di fronteggiare la talassocrazia cretese;quando la flotta non pot pi
proteggere le citt minoiche,la cultura cretese scomparve rapidamente,sotto i colpi
combinati di madre natura e dei popoli guerrieri.
Il complesso palazziale era enorme ed era strutturato attorno a un cortile rettangolare
da cui si diramavano molte stanze(400 ad esempio nel palazzo di Cnosso),collegate ad
esso per mezzo di scale,corridoi e cortili pi piccoli;da ci che si potuto intuire i
palazzi avevano due piani ,le stanze erano suddivise in base al loro
utilizzo(abitativo,rappresentanza e servizi) e i muri erano realizzati con mattoni crudi e
pietra successivamente dipinte e stuccate, ma anche il legno era molto usato per le
colonne,travi,stipiti e rivestimenti.
La ricchezza nella societ cretese era nelle mani di pochi signori locali,non
propriamente re,ma aristocratici che detenevano il potere su una citt e i suoi dintorni.
Questa piccola cerchia controllava la terra e gli strumenti produttivi(appezzamenti
terrieri,animali da tiro,fattorie)mentre i lavoratori non possedevano niente e vivevano
nel palazzo,in aree a loro predisposte,e come salario percepivano una paga perlopi in
natura.
Attorno ai palazzi cretesi sorsero molte leggende presso i greci,i quali vedendo le
rovine di queste costruzioni, e data la loro imponenza, cedettero che i palazzi minoici
fossero dei labirinti. La famosa leggenda del Minotauro, probabilmente nacque grazie
alle enormi e intricate rovine del palazzo di Cnosso.
Secondo la leggenda greca il re Minosse,re di Creta,costru il labirinto per rinchiudere il
figlio della moglie Pesifae,la quale si innamor del toro sacro inviato da Poseidone a
Minosse e da questa unione nacque il Minotauro,mezzo uomo e mezzo toro;Minosse fu
punito da Poseidone per non aver sacrificato il toro sacro,chiesto dallo stesso re
cretese in preghiera,facendo innamorare sua moglie del toro da cui nacque il mostro.
Minosse affid il progetto a Dedalo e al termine dei lavori il mostro venne rinchiuso al
centro del labirinto.
Quando poi Minosse sconfisse Atene in guerra,il re pretese come tributo annuale 7
fanciulli e 7 fanciulle da dare in pasto al Minotauro,ma un giorno tra questi
condannati cera Teseo, che grazie allaiuto di Arianna e la sua idea del fuso di
lana,riusc a uccidere il mostro liberando Atene dal suo terribile fato e rendendo Teseo
un eroe. Il nome labirinto deriva dal greco labrys che indicava la doppia scure
utilizzata per i sacrifici,riprodotta ovunque nel palazzo e la parola labirinto significa
letteralmente casa della bipenne.

Societ e arte a creta


La societ cretese era raffinata e ricca,la cui popolazione,in particolare gli aristocratici
i produttori,i proprietari terrieri, era dedita ai divertimenti,le arti,lo sport,il
teatro,collezionando opere darte e vestendo eleganti.
Questa societ era molto aperta alle donne,le quali disponevano di libert personali
impensabili per le antiche culture prettamente patriarcali, e soltanto le donne
etrusche disponevano di una simile posizione sociale.
Questa visione allegra e sofisticata della vita si riflette anche nellarte,i cui motivi
lineari,energici e naturalistici esprimono tutta la genialit e inventiva dei cretesi,anche
se alcune caratteristiche chiaramente dorigine egiziana, come lappiattimento
figurativo o luniformit del colore, stridono con la freschezza dei soggetti
rappresentati.
Tra il XVII e il XVI secolo ac larte cretese raggiunse il massimo sviluppo artistico e
assunse nuovi motivi stilistici,prettamente naturali e in particolare le creature marine
come i delfini o animali aerei e terrestri,mentre fino ad allora i tratti artistici presenti
nei palazzi minoici erano esclusivamente astratti o geometrici.
Questa esplosione dei tratti faunistici molto dettagliati non stato frutto di un
evoluzione da una precedente tradizione pittorica come accaduto allarte egea,bens
laffermarsi di un nuovo gusto naturalistico presso gli antichi cretesi.
Una delle opere dipinte pi importanti di questa brillante fase artistica cretese senza
dubbio la scena,scoperta nel palazzo di Cnosso risalente al XVI secolo ac,raffigura una
Tauromachia(pi precisamente una Taurocatapsia,cio una cerimonia religiosa del
salto del toro),ovvero una giostra con un toro in cui un acrobata volteggia sul dorso di
un possente animale lanciato alla carica. Nella scena compaiono oltre al toro e
allacrobata-sacerdote dipinto di un bel bruno-rossastro,due ragazze dipinte di
bianco,mentre le posizioni che essi assumono rivelano, come in una sequenza
cinematografica, i tre momenti del rito sacro consistente nell'afferrare il toro per le
corna, eseguire su di esso un doppio salto mortale, ricadere a terra restando in
posizione verticale.
Sempre a Cnosso famoso laffresco dei delfini collocato nella stanza della regina,la
cui bellezza e armonia sono senza tempo,mentre i colori spaziano dal grigio-azzurro
del dorso dei delfini, separato dal ventre bianco, attraverso una banda serpentinata di
colore giallo,voluta per evidenziare il profilo allungato degli occhi;il mare sullo sfondo
sembra una lastra marmorea costellata da molti pesci colorati dazzurro e arancio e
da piante marine.
Questi dipinti oltre ad essere capolavori artistici,raccontano alcuni usi e costumi degli
antichi cretesi,come ad esempio gli abiti,per gli uomini un corto perizoma, mentre per
le donne gonne con balze molto strette in vita e giubbetti che lasciavano il seno
scoperto,nonch vistosi copri capi; le calzature che indossavano,sia gli uomini che le
donne, erano alti stivaletti e monili;tutto questo ricco campionario dabbigliamento e
accessori denota una attenta cura per laspetto esteriore e si riflette anche sullarte la
cui ricercata eleganza perfettamente riconoscibile su alcune raffigurazioni femminili
cretesi,come le tre signore azzurre ritrovate nel palazzo di Cnosso.
A Creta non si svilupp mai la statuaria monumentale,mentre abbondavano piccole
statuette e la ceramica. Queste statuette erano alte dai 20 ai 30 centimetri,raffiguranti
sia soggetti maschili che femminili,realizzati con vari materiali come la terracotta,il
bronzo,lavorio;venivano anche realizzati altri oggetti come vasi di
pietra,sigilli,gioielli,coppe decorate a sbalzo,tazze e pugnali ageminati(si praticavano
incisioni negli oggetti e si decoravano con fili o lamine doro o
argento,successivamente si ribatteva la parte aggiuntiva);una delle pi celebri
statuette davorio cretese la dea dei serpenti,il cui abbigliamento rispecchia la moda
dellepoca e tra le mani questa dea stringe dei serpenti, forse simboli di morte.
Il vero vanto dei cretesi era tuttavia la ceramica,che gi prima dellinvenzione del
tornio aveva raggiunto ottimi livelli e i loro recipienti dalle pareti lisce e sottili
superbamente dipinti venivano esportati in tutto il mediterraneo. Le forme di questi
vasi del periodo antico cretese sono gi abbastanza evolute mentre le decorazioni
sono elementari, le cui forme geometriche quali spirali, linee dritte e curve erano
dipinte per sottolineare la curvatura del recipiente attraverso il colore. Nel periodo
intermedio invece le decorazioni degli oggetti assunsero nuovi motivi floreali,animali e
antropomorfi;nel XV secolo ac si afferm il cosiddetto stile marino,i cui motivi erano
essenzialmente provenienti dal mondo acquatico come polipi,molluschi,pesci e alghe.

La civilt micenea

La civilt micenea o achea, a differenza di quella cretese non avvezza alla guerra,era
una societ guerriera e avendo un indole aggressiva si fece molti nemici, per cui
svilupp un sistema difensivo imponente,le cui mura larghe dai 6 agli 8 metri e alte
7,meritarono lappellativo ciclopiche,perch secondo gli antichi greci ,successori dei
micenei,tali fortificazioni potevano esser state costruite soltanto dai mitici Ciclopi della
mitologia greca.
I loro maggiori centri erano fortezze ubicate in zone sopraelevate protette da enormi
mura perimetrali,sviluppatesi per solo nel ultima fase storica micenea poich i popoli
vicini avevano aumentato le incursioni militari in territorio miceneo,diventando una
seria minaccia per le citt achee.
La citt micenea di Trinto,situata a pochi chilometri dal mare era abbastanza
vulnerabile agli attacchi nemici anche se era stata costruita originariamente su una
collinetta e ci richiese ledificazione di grandi mura difensive,torri di vedetta,ingressi
segreti,scale e passaggi sotterranei,venuti alla luce solo grazie agli scavi archeologici;il
metodo costruttivo delle mura era molto semplice,si posizionavano i blocchi di pietra
gli uni suglaltri fino a una determinata altezza,poi sopra a questo basamento
venivano posizionati dei mattoni seccati al sole per finire le mura,alte 8 metri. Lo
stesso metodo costruttivo venne impiegato anche per realizzare le mura di
Micene,citt molto pi estesa di Trinto,circa 30000 metri quadri,e anche molto pi
difendibile. La citt sorgeva su uno sperone roccioso alto 268 metri fra montagne,gole
e torrenti,le mura erano alte 7 metri e la fortezza possedeva due ingressi,uno dei
quali,la famosa porta dei leoni,presenta un bastione sporgente con quattro pietroni a
formare soglia,stipiti e architravi. Sullarchitrave collocata una lastra triangolare con
scolpiti ai lati due leoni separati da una colonna,simbolo della citt;dalla porta dei
leoni partiva una scalinata che conduceva al palazzo,costruito su terrazze scavate
nella roccia. Il palazzo di Micene,situato allinterno delle mura,era composto da un
grande locale allungato chiamato magaron il cui soffitto era sostenuto da colonne e
nel centro era praticato un foro da cui fuoriusciva il fumo prodotto dal focolare;questa
grande sala veniva usata per grandi occasioni come la visita di ambascerie straniere o
i consigli del regno in cui il re prendeva decisioni al cospetto degli anziani.;per
accedere al megaron si doveva attraversare un ingresso,un porticato e un anticamera
.Ai lati di queste stanze cerano molti altri locali come i magazzini,abitazioni per i
collaboratori,archivi,uffici;al piano superiore cera il gineceo riservato esclusivamente
alle donne. Nel secolo scorso lavventuriero tedesco Schliemann,port alla luce i resti
della citt di Micene seguendo i racconti omerici, che fino ad allora erano le uniche
fonti sui micenei. Allinterno delle mura,a destra della porta dei leoni,Schliemann trov
sei tombe a fossa(cio costituite da un pozzo in fondo al quale collocata la sepoltura)
risalenti al XVII-XVI secolo ac,ricche di corredi funebri,appartenenti alla stirpe degli
Atridi;il pi famoso reperto ritrovato in tutto il complesso cittadino certamente una
maschera doro,appartenuta,secondo lo scopritore,al mitico re Agamennone;molti altri
preziosi oggetti come gioielli,ceramiche, armi e maschere doro dei re micenei furono
ritrovati in queste tombe.
Al di fuori delle mura Schliemann scopr una necropoli in cui furono ritrovate anche
delle tombe a cupola,la pi famosa delle quali il cosiddetto tesoro di
Atreo,appartenuta al mitico Agamennone;queste tombe furono costruite nel XV secolo
ac.
Questa tomba costituita da un lungo corridoio in pietra che conduce a una sala
circolare chiamata tholos,ovvero a semicupola in cui le pietre,disposte
circolarmente,diminuiscono di diametro man mano che la costruzione si innalza verso
il cielo.
Nella storia micenea si susseguirono diverse fasi artistiche;il periodo compreso tra il
XVIII e il XVI secolo, caratterizzato dalla presenza di ceramiche, la cui decorazione
elementare rosso brunastra, denotano una cultura modesta,anche se proprio a
partire da questa fase storica che la civilt micenea inizi a scalzare i cretesi dalla loro
supremazia culturale e commerciale,conclusasi soltanto nel XV secolo ac.
Sul finire del XV secolo ac e per tutto il periodo successivo, la civilt micenea
raggiunse un livello notevole di sviluppo,anche se nellarte sono chiaramente visibili
gli influssi cretesi come le tazze doro raffiguranti la doma dei tori,mitigati per da stili
nuovi e originali come le maschere doro,dischetti con immagini a sfondo
naturale,lame decorate a intarsi di minerali preziosi(oro e argento).
I soggetti ricorrenti nellarte micenea sono la caccia e la guerra, e ci riflette i valori
della societ achea,fondata sul combattimento; questi oggetti erano molto richiesti
allestero e visto il vuoto lasciato dalle opere cretesi,non avevano pi rivali e si
diffusero in tutti gli angoli del mediterraneo. Alla fine del XIV secolo ac si assistette al
progressivo arretramento della cultura micenea forse causato dal indebolimento
politico e militare,che port la societ achea al declino.

Larte e la cultura greca

Quando la civilt micenea croll a causa della comparsa dei dori,la Grecia attravers
una fase di declino che gli storici definiscono medioevo ellenico,in cui la struttura
sociale basata sul palazzo,eredit dei minoici e dei micenei, venne abbandonata e le
popolazioni greche tornarono ad una vita pi semplice quasi di sussistenza,senza pi
scambi commerciali tra le varie comunit;questo disgregamento politico ed economico
ebbe ripercussioni profonde sullarte,la quale produsse modeste opere.
Tra il IX e lVIII secolo ac la situazione politica ed economica nonch sociale inizi a
cambiare grazie alla nascita della polis,la citt stato,formatasi grazie a tre fattori:una
lingua comune;la religione e infine gli usi e i costumi di un determinato gruppo sociale.
Questo insieme di tradizioni permise la formazione di un nuovo tessuto sociale che
caratterizz il mondo greco per quasi mille anni.
Ogni polis stabil il suo regime politico tra tre diverse forme di
governo:oligarchia,democrazia o tirannide;un esempio di citt che scelse il regime
democratico fu Atene,anche se a volte ci furono colpi di stato che portarono a regimi
tirannici,ma durarono pochi anni. Lesempio di citt oligarchica Sparta,acerrima
rivale di Atene,il cui governo era retto da due monarchi che regnavano 6 mesi a testa
e da un consiglio
La polis era un entit autonoma e indipendente,aperta a nuovi influssi in ogni campo,
dallarte alla tecnologia,dalle forme di governo alla filosofia,il cui contributo giunto
fino ai nostri giorni; a differenza della cultura mediorientale, in cui il sapere era
esclusivamente nelle mani dellelite sociale, formata dai funzionari e sacerdoti,i quali
dettavano le linee guida da seguire,la cultura greca era molto pi aperta e la
conoscenza aveva pi possibilit di evolversi e venire in contatto con la realt e i
cittadini potevano partecipare alla vita politica della citt,ovviamente in base al censo
e dal regime politico vigente in quel momento.
Le caratteristiche delle polis cio il realismo,lindipendentismo,lapertura
mentale,lamore per il dibattito e il confronto permearono ogni aspetto della vita
culturale greca e in particolare larte,e la sua evoluzione e i suoi caratteri ci
permettono di delineare con buona precisione la societ greca e i suoi periodi storici.
Uno dei grandi meriti degli antichi greci fu senza dubbio la voglia di conoscenza e
davventura ed essendo loro un popolo marinaro,il cui carattere era stato plasmato
dallambiente montuoso e aspro della Grecia continentale povero di risorse, li spinse
ad esplorare il loro mondo,ma davanti a loro cera il mar egeo con le sue centinaia di
isole,meta ambita dai greci che in poco tempo,a partire dall VIII secolo ac,iniziarono a
colonizzare queste isole,esportando in questi nuovi luoghi la propria cultura erigendo
le loro polis in queste ignote terre e dando avvio al fenomeno coloniale che tocc le
coste del sud Italia(Sicilia,Calabria,puglia,Basilicata),del mediterraneo,dellAsia minore,
e del mar nero.
Quando una polis decideva di creare una colonia,i vertici politici consultavano un
oracolo,il pi importante dei quali era Delfi,per sapere se gli dei approvavano il
viaggio;in seguito venivano affissi nellagora(piazza)delle liste di prescrizione dove i
cittadini decidevano se offrirsi volontari,ma a volte la scelta non era arbitraria e gli
indesiderati finivano su queste liste. Successivamente si organizzava il
viaggio,generalmente qualche centinaia di persone,e in seguito i coloni ricevevano
aiuti dalla madrepatria per avviare e far prosperare il nuovo insediamento.
Una volta fondata la citt incominciavano gli scambi commerciali fra i due
insediamenti e periodicamente nuovi coloni si insediavano nella nuova polis e
portavano con se gli usi e i costumi della madrepatria.
La struttura della polis era frutto della morfologia del territorio e la sua forma seguiva
un modello preciso,anche se alcune citt non seguirono questo schema e variarono
laspetto della citt. Generalmente veniva scelta come ubicazione della citt un punto
sopraelevato al di sopra del quale veniva costruita lacropoli e in qualche modo
manteneva la funzione difensiva assunta dalla rocca micenea nel passato.
Era molto comune nellantichit posizionare le citt su colli o alture,non a ridosso del
mare ma comunque vicina,vicino ai fiumi,e per popolazioni non numerose questi
luoghi facilmente difendibili,offrivano abbastanza risorse per sostenere una presenza
stabile.
Per i greci era importante essere vicino al mare anche se il porto si trovava ad alcuni
chilometri dal centro cittadino.
Nelle immediate vicinanze dellacropoli erano posizionati i luoghi di culto e lagora,la
piazza in cui si svolgevano tutte le attivit della citt come i commerci,le assemblee e
il mercato;in poche parole il cuore della polis. Attorno alla piazza sorgevano le
abitazioni, i giardini e poco distanti le terre coltivate,propriet dei templi e dei cittadini
e i pascoli comuni.

Le idee artistiche dei greci

Per capire larte greca ci vorrebbero centinaia di pagine,ma una frase del filosofo e
matematico Pitagora rende pi semplice questo compito:luomo la misura delle cose.
Questa frase riassume perfettamente laspetto della cultura e dellarte greca che tanto
ha affascinato gli artisti di ogni epoca.
Nel periodo precedente alla comparsa della civilt greca,la cultura imperante nel
mediterraneo era quella minoica e micenea in seguito, aveva una concezione artistica
differente,incentrata sulla natura animale e vegetale in particolare mentre luomo era
un elemento importante ma secondario. Nella Grecia arcaica invece luomo divenne il
centro dellinteresse degli artisti greci mentre gli elementi naturali assunsero un ruolo
subalterno.
Gli dei greci avevano la stessa forma degli uomini, lunica differenza era la loro
maggiore forza e bellezza,mentre laspetto caratteriale era del tutto simile ai comuni
mortali.
Larchitettura e la scultura greca,a differenza di quella delle altre civilt del vicino
oriente come gli egizi o i popoli mesopotamici le cui dimensioni colossali rimasero
insuperate fino al XX secolo,era a misura duomo. Lantropomorfismo dellarte greca e
del pensiero port risultati notevoli nellambito della scultura il cui scopo primario era
focalizzato sulla rappresentazione del corpo umano in maniera realistica;gli animali e
la natura erano raramente interessanti per gli artisti e rivestivano un ruolo di contorno
nellarte greca fino al periodo ellenistico(325-331). I greci erano attratti dal corpo
umano per le sue caratteristiche anatomiche ritenute belle,armoniose e vigorose
anche se tendevano a rappresentare il corpo nel suo massimo splendore senza far
notare i segni del tempo o della malattia e anche quando rappresentano la morte non
c mai levidenza della sofferenza,dellangoscia e della paura nei visi delle statue,
bens la serenit. Era molto usato nella scultura il nudo,quasi esclusivamente maschile
in pose atletiche con i muscoli tesi,mentre il nudo femminile era poco usato e tranne
in rare occasioni fino dall IV secolo ac e lo scopo degli artisti era esprimere erotismo e
non piacere per le forme femminili,infatti le raffigurazioni di nudo femminile sono
sempre in pose provocanti mentre curano la propria igiene personale;per i greci tenere
il corpo in allenamento era ritenuto salutare e onorevole e soprattutto fondamentale
per il combattimento,e la stragrande maggioranza delle sculture ritrae dei guerrieri.
Dunque larte greca riflette la mentalit patriarcale della societ dellepoca ,in cui
luomo il capo famiglia e la donna subordinata prima al padre e da sposata al
marito. Anche nel rappresentare il luogo pi cupo del mondo greco,cio il
tartaro,lequivalente cristiano dellinferno,non si accenna minimamente a crudeli
punizioni o terribili mostri,fatta eccezione per cerbero, il cane a tre testa guardiano del
tartaro, temi invece molto usati nelliconografia etrusca.
Gli artisti greci, nel rappresentare il mondo che li circondava,cercavano di rendere
razionale ogni aspetto della vita terrena ma anche di quella divina e naturale,e per
fare ci utilizzavano due strumenti,larmonia e la proporzione nei loro edifici e
nellarte. Cercavano quindi di rendere la realt,segnata dal caos, lineare e prevedibile
in modo tale da poterla plasmare.
Le strutture greche e in particolare i templi,rispecchiavano lidea alla base dellarte
greca,cio la semplicit e il rispetto di regole universali e lartista era responsabile del
mantenimento dellordine e per far ci doveva attenersi alle regole come larmonia e
la proporzione,mentre fino ad allora le strutture delle pi antiche civilt come i templi
egizi,i palazzi cretesi e le ziggurat mesopotamiche,erano libere da ogni regola
prestabilita ma legate solamente ai desideri dei re e linventiva degli architetti.
Lartista greco anche se doveva seguire delle regole architettoniche ben precise,specie
nei templi dorici, era relativamente libero di apportare variazioni come ad esempio il
numero e il diametro delle colonne,diametro dei frontoni,numero di metope e di triglifi
e ci rese le varie opere architettoniche simili ma con differenze anche notevoli sui
particolari stilistici,e quindi ogni struttura era unica.
Nel epoca dellantica Grecia e per tutta lantichit il concetto di artista era molto
diverso da come noi uomini del XXI secolo intendiamo larte;il confine fra artista ed
artigiano era molto sottile.
Infatti per i greci il concetto di creazione artistica individuale ed intellettuale era
impensabile,poich il lavoro di un artista racchiudeva in se la tradizione artisti
Larte o techne in greco,aveva molti significati nellantica grecia,ed era considerata
labilit tecnica di combinare la materia grazie a regole precise frutto della
tradizione,la quale veniva tramandata da abili artigiani,per cui ogni mestiere che
utilizzava specifiche regole,conoscenze appropriate e abilit materiali era considerato
artista;cos il carpentiere,larchitetto,lo scultore e il tessitore erano tutti tecnici
dellarte.
Labilit tecnica rivestiva un ruolo molto importante nella societ greca,tanto che a
tutela degli artigiani vennero poste due divinit,Atena ed Efesto,e ben lavorato era il
pi grande complimento che un tecnit, ovvero lartigiano, uomo darte e di
mestiere,potesse sentirsi dire. Oltre allabilit artistica,era molto apprezzata la
capacit del tecnico darte di rispettare la tradizione iconografica dellepoca,poich
rispettando le consuetudini secondo i greci si otteneva la perfezione grazie alla
continuit con il passato. Il concetto di bello per i greci era tutto ci che provocava
delle sensazioni attrattive di natura sensoriale, ma anche morale e intellettuale;solo
nel rinascimento italiano i termini bello e arte assunsero i significati estetici che a
tuttoggi vigono nella cultura occidentale.
Larte nellantica Grecia era uno strumento di propaganda collettiva che celebrava i
valori culturali della comunit cittadina,e il luogo preposto ad accogliere queste opere
era il tempio e i luoghi pubblici delle polis. Lartista greco era influenzato dal regime
politico della citt in cui operava,e in base a ci poteva esprimere il suo genio,ma a
differenza delle altre civilt antiche in cui lartista era legato ai desideri dei propri
clienti(imperatori,satrapi ecc),non doveva obbligatoriamente esaltare le gesta dei re o
dei principi e dei propri committenti,bens realizzare opere la cui identit poteva
riflettere i desideri dei cittadini e lidentit della citt,in poche parole ci che la citt
voleva far vedere a se stessa e alle polis circostanti.
Larte greca rispecchiava la divisione sociale imperante nella societ Greca ,ma anche
le divinit seguivano le stesse regole sociali dei mortali. La societ greca era suddivisa
in base al rango,al vertice piramide sociale risedevano i cittadini illustri seguiti da chi
aveva un attivit produttiva,mentre al livello pi basso erano gli schiavi e i
barbari,ovvero gli stranieri.
Sul versante divino la scala gerarchica comprendeva ,al gradino pi alto gli dei
dellolimpo, gli eroi e semidei,al di sotto di essi cerano i morti eroicizzati come
Achille,e al gradino inferiore erano posti gli esseri mitici legati al mondo naturale come
i satiri. Gli artisti usavano degli accorgimenti per rimarcare il grado sociale allinterno
di una scultura o di un opera come la statura,gli atteggiamenti e le espressioni dei
personaggi. Le personalit di rango elevato erano rappresentate con pose eroiche,le
barbe e le capigliature perfette, i muscoli atletici, i volti impassibili al dolore o che
tuttal pi mostrano tracce di emozioni,mentre i personaggi inferiori potevano esser
rappresentati in pose accovacciate,mentre si contorcevano o si sedevano incrociando
le gambe,cio in posizioni rilassate e oziose.
Larte greca era legata alla religione fin dai primordi della storia greca quando ancora
la superstizione regnava sovrana,ma a differenza dellarte egizia,in cui le idee religiose
governavano larte,in Grecia gli artisti erano slegati dalla religione ma al contempo
posti al suo servizio,senza per condizionare ci che lartista voleva realizzare.
Agli dei erano riservati il lusso e la bellezza e i maestri darte cercavano di trovare le
proporzioni perfette e le decorazioni pi splendide per i padroni del mondo e anche
quando realizzavano le statue dei vincitori delle competizioni sportive,poetiche e
drammaturgiche queste erano degli ex voto per ringraziare le divinit,escludendo
quindi i vincitori umani.
La caratterista peculiare dellarte greca fu il razionalismo in cui lartista rifiutava ogni
forma di misticismo e quindi ben distanti dai condizionamenti dogmatici della
religione.

Supremazia artistica di Atene

Il contributo dato da Atene allarte greca innegabile grazie anche al impegno


ateniese alle vittorie greche(490 ac battaglia di maratona,480 ac battaglia delle
Termopili) contro il potente impero persiano che a cavallo del V secolo che voleva
espandere il proprio regno in Grecia.
Il mondo greco per ben tre volte respinse gli eserciti persiani e Atene ricopr un ruolo
determinante grazie ai suoi strateghi, tra qui Milziade e Temistocle,e alla potente flotta
messa insieme grazie allo sfruttamento di un ricco filone dargento i cui introiti
vennero dirottati da Temistocle alla costruzione di 200 trireme(navi da guerra dotate di
rostri di bronzo atti a speronare le unit nemiche e dotate di tre ordini di remi
sovrapposti)fondamentali nella 2 invasione persiana del 480 ac.
La vittoria greca diede impulso allarte e Atene divenne il centro culturale della Grecia
e la lega di Delo capeggiata da Atene prese il controllo e per decenni impose il suo
dominio su tutta la penisola ellenica,contrastata soltanto dallalleanza che sparta
form per interrompere il dominio Ateniese.
Grazie alla vittoria del mondo greco Atene divenne la polis egemone della Grecia rivale
storica di Sparta con cui verr allo scontro nella guerra peloponnesiaca(431-404 ac) il
cui esito favorevole alla citt spartana fin col distruggere la supremazia culturale e
militare della Grecia conquistata dal grande Alessandro il macedone che diffuse la
cultura ellenica nel mondo.
Dopo la guerra del Peloponneso,ovvero sul finire del V secolo ac la cultura della polis
entra in crisi,i cittadini perdono la loro spinta a partecipare alla vita politica e con essa
i valori che permisero lo sviluppo della Grecia antica e bloccando di conseguenza
larte che in questa fase di disgregazione sociale riflette i mutamenti in atto nella
societ greca che porteranno al periodo detto ellenismo in cui larte diverr uno
strumento al servizio del re macedone e dei sui generali che si spartiranno le sue
conquiste .
Anche la religione subisce mutamenti divenendo pi misterica e mistica.
Uno dei limiti della civilt greca fondata attorno alla polis era la sua frammentariet
sociale imperante tra le varie citt in eterna competizione tra loro,il suo
particolarismo esasperato e lincapacit di proiettare al di fuori dei confini delle singole
polis le sue straordinarie energie creative. Lorganizzazione sociale greca era il
perfezionamento della societ tribale autonoma senza i privilegi di casta ma con il
perdurare del particolarismo.
La democrazia,se pur innovativa e in anticipo sui tempi,era fondata sul censo e
dissimulava la vera condizione dei censi pi bassi privati di ogni diritto rappresentativo
e decisionale,ma non cera ancora la consapevolezza sociale di questultimi a cui stava
bene restare fuori dalle decisione cittadine. La crisi dei valori tradizionali accentu il
particolarismo e sempre pi di frequente si formarono strette cerchie elitarie che
crearono modelli intellettuali avanzati,per slegati dalla societ circostante e quindi
incapaci di governare la societ cos diversa dalle idee dei detentori del potere politico
e culturale.
Nellarte classica greca sono chiaramente riconoscibili i tratti salienti che
caratterizzarono larte greca ovvero il ruolo di promozioni dei valori greci attraverso le
opere e lo specchio fedele della societ,ma a partire dalla conquista macedone,ovvero
nel IV secolo ac il ruolo dellarte muter repentinamente in favore dei re macedoni.
Un'altra caratteristica arcaica mantenuta nel periodo classico il rapporto tra i
realizzatori delle opere,il cui compito era quello di rendere comprensibile attraverso un
linguaggio visivo chiaro i contenuti artistici ai fruitori dellopera, e i cittadini la cui
identit era integrata nei concetti di cui lopera era permeata ,ovvero gli ideali di una
determinata polis.
Nellestetica dei greci larte non aveva la stessa funzione che noi oggi le
attribuiamo,cio il puro piacere estetico riservato a pochi eletti,bens serviva da
catalizzatore dellidentit greca poich secondo i principi filosofici il bello dove esser
anche utile e associato al bene.
Da ricordare,infine lindiscutibile interesse dellarte greca per le figure umane e
antropomorfe che durante il V secolo arrivarono a livelli artistici eccelsi,riflesso della
perfezione formale delle opere.
Un'altra caratteristica dellarte greca era la ricerca della proporzione perfetta in
natura,soprattutto riguardante il corpo umano,e la conclusione a cui giunsero fu la
scoperta dellarmonia dietro la creazione di un opera,dando alla parte del corpo
interessata un preciso numero;ad esempio il corpo doveva essere 7 volte la lunghezza
del viso,e il viso doveva essere pari a 3 volte la lunghezza del naso. Applicando
semplici proporzioni secondo i greci si realizzava la perfezione.

Lavvento di Alessandro Magno e il manifesto ellenico nel mondo antico

Come gi visto in precedenza il mondo greco sub un immensa trasformazione politica


e sociale nel IV secolo ac dopo che la penisola ellenica aveva subito una guerra
fratricida tra Atene e sparta ,il cui esito gett le basi per lavvento del re macedone
Filippo che nel 338 ac sconfisse le forze greche,ormai esauste e ridotte nei
combattenti fiaccati dai decenni di guerre intestine;Dopo un intensa campagna bellica
il re assoggett al suo volere le polis.
Ma grazie al re macedone la cultura greca non appass,anzi il sovrano ingaggio
artisti,poeti,filosofi per la sua corte affidando al grande Aristotele il compito di educare
il giovane principe Alessandro;molti artisti lavorarono per la corte
macedone,influenzandone la cultura locale che si fuse con quella greca. Il sogno del re
Filippo era quello di sconfiggere limpero persiano ma fu suo figlio Alessandro a
realizzare limpresa;ma Alessandro voleva anche creare un immenso impero e grazie
alle sue campagne cre uno dei pi grandi imperi che il mondo vide,e con essa diffuse
la cultura greca in ogni sua conquista,dallAsia allEtiopia,fino ad arrivare alle sponde
dellindo. Nel 323 ac il grande Alessandro,detto magno cio grande,mor e il suo vasto
impero si divise fra i suoi generali(diadochi) in 3 parti:ai discendenti di Tolomeo tocc
lEgitto,ai discendenti di Seleuco lAsia minore ,Persia e la Mesopotamia e infine ad
Antigono e ai suoi discendenti tocc la Macedonia e la Grecia.
Questi regni si disgregarono a causa della mancanza di coesione interna ma
soprattutto per la crescente pressione romana allinizio del II secolo ac che porter
allespansione del impero romano,ma per un secolo il mondo ellenistico visse una
stagione di sviluppo e benessere.
Il progetto di Alessandro magno era quello di fondere gli elementi della cultura greca e
di quelli orientali attraverso luso di una lingua comune,di una cultura unitaria e
promuovendo uno sviluppo sociale omogeneo,ma tali propositi poggiavano su basi
fragili poich in tutti i regni ellenistici le classi dirigenti e colte, formatasi in Grecia
,disprezzavano lidentit culturale delle popolazioni autoctone definite barbare,ma per
fondere diverse culture occorre rispettare le idee culturali di entrambe le parti,e invece
di fondersi con la cultura orientale,la classe dirigente, ,impose la propria cultura. Gli
aspetti positivi del progetto di Alessandro non tardarono a dare buoni frutti,poich la
comune lingua consent una diffusione delle idee molto rapida in tutto il bacino del
mediterraneo come dimostrano i moltissimi testi letterari e scientifici prodotti nei regni
ellenistici;tra i pi grandi inventori del periodo ci furono Eratostene e Archimede,solo
per citarne solo alcuni.
Da questi testi si intuiscono alcuni elementi comuni,ovvero il tradizionalismo,il culto e
la conservazione del passato,ma anche un ripiegamento intimistico e labbandono dei
temi civili che tanto erano stati fondamentali nello sviluppo della cultura umanistica
greca.
Anche se la cultura umanistica venne ridimensionata gli studiosi greci sinteressarono
delle antiche lingue,crearono grandi biblioteche(Alessandria e pergamo)in qui il sapere
venne conservato,catalogato e studiato;vennero istituite scuole di grammatica,in cui i
testi antichi vennero studiati creando commenti,lessici e compilazione dei vari generi
letterari.
Il limite pi grande della cultura greca fu il suo legame con le polis e le sue
singolarit,e quando Alessandro magno finalizz il suo progetto di fondere la cultura
greca con quella orientale, ci che venne fuori fu un impoverimento della cultura greca
.In altre parole la cultura greca venne spogliata della sua carica ideologica ,mentre
alcuni concetti vennero orientalizzati e compresi in maniera errata,come il senso
estetico e gli aspetti pi esterni della cultura greca soprattutto nellarte.
Larte ellenica non era pi pensata per diffondere le idee tra i cittadini rendendo i
concetti secondo un linguaggio chiaro a tutti,bens solo alle corti reali dei vari regni
ellenici,perdendo cos i suoi antichi doveri,ovvero esprimere i concetti cari ai greci
ovvero lappartenenza culturale e le idee politiche.
Ora larte era rivolta ai gruppi dirigenti e alle corti dei vari regni ellenici e in ci larte
del periodo rispecchiava le tradizioni orientali in cui gli artisti erano al servizio dei re e
il loro compito era celebrare la magnificenza del loro signore,ma questo era agli
antipodi dellarte greca originale non propensa al grandioso sfarzo ,molto comune
nellarte orientale.
Questa diffusione dei modelli orientali nellarte furono facilitati dalla formazione
dellimpero Alessandrino,la cui creazione distrusse le barriere tra i popoli ora liberi di
spostarsi e con essi anche le idee e gli artisti poterono venire in contatto con le
tradizioni artistiche dei vari paesi,suscitando in loro interesse e voglia di innovare
larte arricchendo le loro opere con tematiche orientali.
Ma questo influsso orientale port a uno studio e alla rappresentazione del
privato,anche quello pi comune dellelemento quotidiano,privo di
eccezionalit,eroismo e grandezza.
Gli artisti iniziarono a interessarsi alla gente comune e alle loro
attivit(pescatori,agricoltori,guitti e prostitute) rappresentandole nelle proprie opere
sia figurative che teatrali e poetiche;fu il trionfo dellrealismo e individualismo e in
questottica ogni dettaglio era importante:i tratti fisici,gli aspetti
caratteriali,lestrazione etnica e sociale e lambiente in cui i soggetti vivevano. Cos si
spiega lo sviluppo in et ellenistica del ritratto,strumento per eccellenza della ricerca
psicologica.

Larte greca nel periodo arcaico

La ceramica e i suoi stili


Tra le testimonianze pi abbondanti pervenute fino ai giorni nostri la ceramica riveste
un ruolo importante per conoscere le antiche civilt poich questo supporto era
duraturo ,cio il tempo non le scalfiva,e per la variet di impieghi a qui servivano gli
oggetti ceramici prodotti in grandi quantit;ne sono state ritrovate parecchi esempi in
templi,abitazione private,santuari e soprattutto nelle tombe. Ma la ceramica fu
fondamentale per ricostruire la storia della societ e dellarte greca,in particolare la
pittura di cui non rimane traccia specie per gli altri supporti come le opere parietali.
Dopo il decimo secolo i temi della pittura vascolare mutano,lasciando in disparte i
motivi floreali e marini tanto in voga presso i minoici,per iniziare a usare le forme
geometriche(cerchi, triangoli, linee ondulate,rosette e svastiche) mentre gli elementi
figurativi pur non scomparendo vengono messi in disparte dagli antichi
greci,assolvendo compiti minori.
Questo stile viene chiamato dagli studiosi proto geometrico e uno degli esempi
esemplari di questa corrente senza alcun dubbio lanfora del cavallino conservata al
museo del ceramico di Atene;la figura animale in questo vaso chiaramente messa in
secondo piano rispetto alle decorazioni geometriche presenti nelloggetto.
Successivamente ,circa nel 900 ac ,ad Atene e in altri centri greci si sviluppa
unevoluzione stilistica del precedente stile (il proto geometrico) chiamato
geometrico,il cui sviluppo si protrarr fino al 700ac.
Le caratteristiche principali di questo nuovo stile consistevano nelle maggiori
dimensioni dei vasi e forme,lo spazio superficiale quasi completamente decorato,e in
fine compaiono le prime forme umane,prima solo la siluette e in seguito rappresentate
con un linea di contorno e dettagli interni.
Luso dei vasi era prettamente funerario ,cio utilizzati per contenere le ceneri dei
defunti o come corredo votivo,e la forma del recipiente cambiava a seconda del sesso
del defunto:se era un uomo si usavano crateri,mentre se era una donna si usavano le
anfore. Le tematiche rappresentate sui vasi spaziavano dai cortei funebri alle battaglie
navali nonch naufragi.
Fra gli esempi pi fulgidi dello stile geometrico dell VIII secolo spiccano due crateri
attici e un anfora prodotti dallofficina di Dipylon ad Atene.
Tra lVIII e il VII secolo ac la produzione ceramica venne investita dagli influssi orientali
frutto degli scambi che avvenivano in Grecia,provenienti dallEgitto,Siria,fenicia e
Mesopotamia. Questi influssi si manifestarono nellutilizzo di nuovi motivi decorativi
fitomorfi(rosette,fiori di loto e grappoli duva),zoomorfi(cervi,leoni,capre e pantere)e
animali mitici come le chimere e le sfingi. Il centro di questo nuova corrente stilistica
fu la citt di Corinto da cui prende il nome questo stile detto appunto proto corinzio
sviluppatosi nel 725 ac. La caratteristica peculiare di questo stile era lutilizzo della
tecnica a figure nere incise a cui aggiungere in secondo tempo dettagli in rosso e
bianco per sottolinearne i particolari. La decorazione consisteva in fregi zoomorfi.
Levoluzione di questo stile port alla nascita del corinzio che presentava molte pi
figure zoomorfe allinterno dei vasi su uno sfondo a motivi
floreali( rosette)rappresentando anche scene mitologiche. Uno degli esempi migliori
della ceramica corinzia lolpe Chigi ritrovato in una tomba etrusca nei pressi di
Formello, vicino allantica Veio;esso ci fa capire quanto era ambita la ceramica greca
nei mercati del bacino mediterraneo.
Tra lVIII e il VII in Attica e in Boezia (Atene,Megara,Egina),due antiche regioni greche,si
svilupp lo stile proto attico grazie sempre agli influssi orientali che portarono gli artisti
a rompere con la tradizione fondata sullo stile geometrico. Dopo il 680 ac si svilupp lo
stile bianco e nero in qui abbondava il colore bianco. Uno dei pittori di maggior talento
fu il pittore di Analatos,uno dei maggiori fautori del rinnovamento stilistico che
traghett la ceramica greca in un nuovo stile frutto degli influssi orientali.

La ceramica a figure nere e rosse


Come abbiamo visto in precedenza tra lVIII e il VII secolo ac la pittura vascolare aveva
raggiunto un grande sviluppo orientandosi sempre pi verso soggetti della sfera
umana e delle sue esistenza;il ceramista aveva come scopo raccontare delle storie,ma
a differenza dei poeti potevano dar forma concreta alle loro storie,che traevano linfa
dalle opere poetiche. In questa fase lo stile delle decorazioni divenne pi complesso e
la componente astratta del disegno occup sempre meno spazio . Parallelamente allo
sviluppo stilistico si verific un evoluzione tecnica che a partire dal VI secolo ac port
alla nascita della decorazione a figure nere;la tecnica consisteva nel disegnare le
sagome delle figure sullo sfondo e poi nellincidere i contorni e i dettagli interni
rimuovendo il colore;per completare il lavoro lopera veniva arricchita di
colore,generalmente bianco e rosso violaceo. I due artisti pi famosi che usarono
questa nuova tecnica furono: Sophilos, la cui produzione collocabile nel decennio
580-70 ac e la sua gamma dei soggetti di grandi dimensioni era ampia e includeva
animali,mostri,uomini e divinit,questultime tratte da scene mitologiche come le
nozze di Peleo e Teti;laltro artista fu kleitais la cui produzione collocabile nella prima
met del VI secolo nelle botteghe dellacropoli di Atene;la sua opera pi famosa il
vaso francois. Altri due artisti,il pittore di Amais e Exekias raggiunsero grandi livelli
utilizzando la tecnica a figure nere. Il pittore di Amais fu attivo fra il 560 e il 515 ac e le
sue opere,secondo gli esperti, furono moltissime,e chiaramente si ispirava ai racconti
mitologici resi in modo realistico;il suo capolavoro un vaso per oli(lekytos).Exekias
invece oper intorno al 550 ac e tra le sue creazioni pi famose c lanfora la cui
decorazione raffigura Aiace sulla riva del mare,in cui leroe si suicida sulla sua spada
conficcata da lui stesso nel terreno;questo motivo iconografico era molto usato nel VII
secolo ac.
Sul finire del VI secolo,attorno al 530 ac si verific una svolta nella ceramica greca
grazie al passaggio alla ceramica a figure rosse,ma questo cambiamento non avvenne
repentinamente ma in modo graduale
La superiorit della tecnica a figure rosse indiscutibile essenzialmente per una
ragione:mentre le linee interne delle figure realizzate con la tecnica a soggetti neri
erano ottenute tramite una punta,cio incisi ,quelle realizzate tramite la tecnica a
figure rosse erano ottenute con un pennello,ovvero dipinte.

La Scultura

La figura umana il soggetto pi rappresentato nella scultura greca. Le statue pi


antiche (VIII-VI secolo) raffigurano prevalentemente giovani uomini e donne e sono
realizzate in pietra o marmo (tipiche sculture dell'epoca arcaica sono i kouroi, giovani
atleti, e le korai, fanciulle ateniesi). Sono sculture votive, erette con uno scopo
propiziatorio, rigidamente frontali nell'impostazione della figura; sembrano chiedere
benevolenza alla divinit che rappresenta il destinatario del messaggio visivo.
Dal V secolo si evidenzia un vivo interesse per l'anatomia e la rappresentazione del
movimento.
Nel mondo greco le divinit hanno forma umana: il loro corpo, rappresentato nel pieno
della giovinezza e del vigore, comunica l'idea di una bellezza perfetta, incorruttibile nel
tempi e immortale. La rappresentazione della figura umana testimonia desiderio di
perfezione nel corpo e nello spirito, volont di raggiungere l'ideale dell'uomo eroico e
vittorioso, protetto ed amato da un dio che guida le sue azioni. I grandi scultori del V
secolo (Mirone,Policleto, Fidia) e del IV secolo (Skopas, Prassitele, Lisippo) esaltano la
perfezione della muscolatura e studiano accuratamente l'armonia e la proporzione fra
le parti del corpo, mostrando una grandissima abilit tecnica nella realizzazione delle
loro opere, scolpite nel marno o fuse in bronzo. Dal III secolo in poi l'ideale dell'uomo
greco perfetto viene abbandonato. Ci si allontana dalla bellezza idealizzata ed irreale
dei secoli precedenti e le immagini riproducono anche i difetti fisici e le caratteristiche
dei volti e corpi non pi solo giovani ed atletici. Si sviluppa la ritrattistica per
tramandare il volto degli uomini illustri. Al cittadino non si propone pi un modello
astratto di perfezione, bens l'esempio di coloro che, con volont, hanno saputo
potenziare le molteplici capacit umane. Gli eroi della cultura greca sono ora i grandi
protagonisti della storia: condottieri, uomini politici, filosofi, poeti, artisti. Lo scopo di
questi messaggi visivi soprattutto celebrativo; l'artista che scolpisce i ritratti vuole
comunicare, attraverso l'espressivit del volto, la personalit del soggetto
rappresentato.

Dallo stile geometrico allo stile dedalico

Il cuore dellArchitettura greca:il tempio

Il teatro e, in particolare, il tempio sono le opere pi interessanti dell'architettura


greca. Il teatro, per i Greci, era un luogo importante per manifestazioni collettive,
insieme religiose, politiche, culturali e di svago. Gli spettacoli coincidevano con le
grandi festivit in onore del dio Dioniso, a cui partecipava la totalit della cittadinanza.
Il teatro, come costruzione, semplice, perfettamente funzionale ed esteticamente
armoniosa. Costruito sempre a cielo aperto sul declivio di una collina si compone di tre
parti: la gradinata semicircolare, divisa in settore per gli spettatori;
- l'orchestra, cio la platea, a forma circolare o semicircolare: serviva per le danze del
coro; nei tempi pi antichi vi era collocato al centro un altare per i sacrifici al dio
Dioniso;
- il proscenio (o palcoscenico), dove recitavano gli attori, avente come sfondo la scena,
un edificio in muratura a imitazione di una reggia.
Il tempio, al pari del teatro, ha una struttura semplice e un aspetto armonioso; anche
se vasto e maestoso non tende al colossale come le costruzioni egizie. Derivato
dal megaron, assume attraverso il tempo una sua tipica fisionomia; il tempio tipo
consiste di tre parti, disposte in senso longitudinale: il pronao, un porticato a colonne
che precede la cella; la cella, locale destinato alla statua della divinit; l'opistodomo,
locali posteriori destinati a conservare gli arredi del tempio e le offerte dei fedeli. La
costruzione posa su di un basamento formato da gradoni ed coperta da un tetto a
due spioventi che danno origine sulle facciate brevi a due frontoni o timpani
triangolari. A seconda della disposizione delle colonne e anche del loro numero sulla
facciata frontale il tempio ha denominazioni diverse. E' detto in antis quando il portico
costituito dai prolungamenti dei muri della cella ed delineato sulla facciata da due
colonne; prstilo quando il portico aperto lateralmente e presenta quattro colonne
sul fronte; anfiprstilo quando il portico presente oltre che sulla facciata anteriore
anche su quella posteriore; periptero quando il portico circonda l'intero
tempio; diptero quando il portico costituito da due file di colonne.
L'effetto armonioso del tempio greco dovuto a un calcolato rapporto di proporzioni
fra tutte le parti, principali e secondarie, dell'edificio. Come unit di misura o "modulo"
gli architetti stabilirono il raggio di base della colonna; ad esso rapportarono le
strutture portanti, quelle portate e anche le modanature o sagome architettoniche.
Sono, queste, elementi che hanno la funzione di profilare e separare le parti principali
e, nello stesso tempo, di decorare; possono essere rettilinee o curve, a superficie liscia
o decorate a rilievo o a pittura. Il tempio greco costruito secondo il sistema trilitico:
come elemento portante c' la colonna, composta di base, fusto e capitello; come
elemento portato la trabeazione, suddivisa in architrave, fregio e cornice. La
disposizione della colonna e della trabeazione con le loro tipiche suddivisioni, definite
da regole fisse, costituisce il cosiddetto ordine architettonico. Gli ordini si suddividono
in:
- ordine dorico: il fusto della colonna presenta scanalature a spigoli vivi e poggia
direttamente sullo stilobate. Il capitello costituito da un semplice rigonfiamento
(echino) sormontato da una spessa lastra a base quadrata (abaco). Sull'architrave
posta una fascia decorativa (fregio), composta da elementi scanalati (triglif), alternati
a lastre con bassorilievi (metope). La netta separazione fra un metopa e l'altra
favorisce la rappresentazione di episodi staccati l'uno dall'altro.
- ordine ionico: il fusto della colonna presenta scanalature a spigoli smussati; pi alto
e sottile di quello dell'ordine dorico; poggia su di un basamento che lo isola dallo
stilobate. Il capitello costituito da due volute, sormontate da un sottile abaco.
Sull'architrave il fregio costituito da un bassorilievo che si sviluppa senza interruzioni
e che si presta particolarmente per una narrazione continua.
- ordine corinzio: la colonna e la decorazione del fregio sono ripresi dall'ordine ionico, il
capitello invece costituito da una composizione di foglie di acanto; gli edifici
realizzati secondo l'ordine corinzio appaiono nel complesso pi alti e monumentali.
In tutti e tre gli ordini il frontone del tempio, determinato dal tetto a due spioventi,
costituito da una cornice che delimita uno spazio triangolare interno detto timpano.
Esso decorato da sculture a tuttotondo che devono essere ideate in funzione del
posto che occupano.

L'Acropoli di Atene

Il complesso monumentale pi significativo dell'arte greca l'Acropoli di Atene. Fin


dall'epoca micenea (secondo millennio a.C.) sulla sua sommit si trovava il palazzo del
re (anax) e intorno al XIII secolo a.C. vi fu innalzata la prima cinta muraria fortificata.
Con l'accrescersi dell'importanza di Atene e in modo particolare nell'et di Pisistrato e
dei Pisistratidi (VI secolo a.C.) l'Acropoli era stata via via arricchita di edifici sacri e le
sue fortificazioni erano state rinforzate. Dopo le distruzioni operate dai Persiani
durante la campagna bellica condotta dal re persiano Serse,cominci la ricostruzione
prima sotto il governo di Temistocle (inizio del V secolo a.C.), poi con Cimone (prima
met del V secolo a.C.), ma fu comunque con Pericle che l'Acropoli raggiunse il suo
massimo splendore. L'agor gi alla fine del VI secolo a.C. era staccata dall'Acropoli
caratterizzandosi come luogo civico per eccellenza, simbolo della trionfante
democrazia. Nel V secolo a.C. acquist una forma pi regolare, si arricch di edifici e di
porticati che ospitavano botteghe e luoghi d'incontro. Divenne il vero centro politico e
commerciale della citt. Il primo edificio innalzato sull'Acropoli fu il Partenone, tempio
di Athena Parthenos, cio della Vergine in quanto la dea Athena aveva custodito la
propria castit anche quando Efeso la volle sedurre, il monumento che Pericle volle
fosse omaggio alla dea Athena protettrice della citt nel difficile momento dello
scontro con i persiani, anche un simbolo della potenza ateniese che dal periodo della
guerra era uscita vincitrice stabilendo la propria egemonia sulla Grecia. Una serie di
attente indagini condotte da un archeologo inglese, Rhys Carpenter, hanno rivelato
che nel sito dove sorse il tempio pericleo era gi stato in costruzione un altro tempio
dedicato ad Athena ed era stato progettato nel 490 a.C. circa. Era gi stata eretta
un'altra piattaforma di pietra e posti in loco i tamburi di base del colonnato quando nel
480 a.C. sopravvenne l'invasione persiana. Tra il 468 e il 465 a.C., per iniziativa di
Cimone, fu progettato un nuovo tempio nello stesso luogo e con la stessa pianta. I
lavori per la costruzione del nuovo edificio furono interrotti per quando Pericle
assunse il potere dopo la morte di Cimone nel 450 a.C. In questa fase fu progettato un
nuovo tempio, il terzo, nello stesso luogo ma con pianta ampliata. Dai resoconti
finanziari desumiamo che la costruzione del Partenone fu iniziata nel 447 a.C. quando
fu inaugurata la grande statua crisoelefantina, cio in oro e in avorio, laAthena
Parthenos di Fidia, ma rimasero all'opera squadre di scultori fino al 432 per completare
la decorazione dei frontoni. Le fonti antiche ci hanno tramandato i nomi di alcuni
architetti: Iktinos, Kallikrates, Karpion. Sappiamo qualcosa di pi di Fidia grazie alla sua
notoriet e alla sua amicizia con Pericle.Le fonti sono d'accordo sul fatto che fu
nominato da Pericle episkopos, cio sovrintendente dei lavori del Partenone.
Comunque il Partenone non fu opera di una sola persona, ma di una quipe
affiatata. Lunga e minuziosa fu la progettazione, durata almeno due anni (449 e 448
a.C.). Fu usata, ristrutturandola e ampliandola (da 23,53 m x 66,94 con sei colonne per
sedici a 30,88 m x 69,609) la piattaforma del precedente tempio che presentava gi la
disposizione prostila della cella, cio con opistodomo anteriore con quattro colonne
distaccate tra le ante e la profondit del pronao ridotta. Iktinos mantenne inoltre la
divisione della cella in due settori, il vano principale a ovest a tre navate con doppia
fila di dieci colonne, il secondo a est, a pianta quadrata, con quattro colonne che
sostenevano il soffitto. La necessit di riutilizzare gli elementi delle colonne gi
presenti nel cantiere condizion le dimensioni delle colonne, che risultarono di
diametro inferiore rispetto ai canoni tradizionali dell'ordine dorico e quindi il colonnato
esterno risult con un ritmo molto serrato. Iktinos, pur conservando questa pianta,
dovette tener conto delle proporzioni monumentali che Fidia prevedeva per la statua.
Mantenne allora la divisione in due sale della cella del precedente tempio, ma
trasform per in modo sostanziale la ripartizione degli spazi e dei volumi. Svilupp il
colonnato interno attorno alla navata centrale della cella sotto forma di un portico a
tre ali, due laterali a dieci colonne e una trasversale a cinque colonne. Aumentando
cos l'ampiezza della cella il numero delle colonne sulla facciata fu aumentato dai sei a
otto; i corridoi del peristilio vennero ridotti, il pronao e l'opistodomo perdettero la
profondit. Nella sala posteriore, dove veniva custodito il tesoro della dea e che
all'origine portava il nome di Parthenon, nome che soltanto dal IV secolo a.C. fu
adottato per tutto l'edificio, Iktinos impieg l'ordine ionico per le quattro colonne
perch la forma pi slanciata soddisfaceva meglio l'esigenza di spazio. La decorazione
scultorea e pittorica ravvivava ed esaltava il tempio. Sobria quella relativa alle
modanature in marmo dotate di piccoli fregi con perle. In quella del tetto predominava
il motivo della palmetta. A testa di leone i gocciolatoi. Contenuta anche la cromia:
poco azzurro, rosso, oro su alcune modanature e sui cassettoni marmorei, con motivi
geometrici o floreali stilizzati. Sfortunatamente ci sono giunte in cattivissime
condizioni le sculture del tempio, distribuite su novantadue metope, su un fregio di
centosessanta metri che girava intorno alla cella e sui due frontoni. Per connettere in
qualche modo i frammenti dispersi e interpretarli si sono rivelati preziosi i disegni
eseguiti dal pittore Carrey prima che il Partenone venne usato come polveriera nel
1687. Le sculture, in marmo a grana fina erano dipinte e arricchite da dettagli in
bronzo probabilmente dorato. Le metope, pressappoco quadrate, erano quattordici sui
lati brevi, trentadue sul lunghi. Sul lato occidentale rappresentata
un'amazzonomachia, lotta di amazzoni, simboleggiante con ogni probabilit la guerra
contro i persiani. Del lato nord quasi nulla possiamo dire, perch l'unica metopa
leggibile la trentaduesima, che si pensa raffiguri Iris ed Hera, le divinit
rappresentanti i fenomeni naturali e la terra o la vita stessa. Il tema svolto era
comunque la guerra di Troia, con gli dei che assistevano alla lotta. La stessa
indecifrabilit presenta il lato orientale, rappresentante una gigantomachia. Meglio si
sono conservate le metope del lato occidentale, probabilmente perch di pi difficile
accesso, poich da quella parte il pendio era pi scosceso. Il tema una Lotta fra
Centauri e Lapiti, un popolo mitico della Tessaglia noto per avere liberato quella
regione dei Centauri, chiara metafora della lotta tra la bestialit e razionalit. I
contendenti sono in parte nudi in parte coperti da clamidi e mantelli. Alla contenutezza
espressiva dei Lapiti fa riscontro un'intensissima gamma di emozioni sul volti dei
Centauri. Perdute sono le metope dalla tredicesima alla ventunesima. Ideato da Fidia,
il lunghissimo fregio, della cella rappresenta in chiave realistica la processione delle
Panatenee, la maggiore festa civile e religiosa di Atene, che si svolgeva in estate in
onore della dea protettrice della citt. Sul lato occidentale del fregio un corteo di
cavalieri con un personaggio che li guida. Sul lato settentrionale ancora una cavalcata:
i cavalieri sono preceduti da carri e seguiti da anziani, da citaredi e flautisti, da
portatori di offerte, da conducenti di vittime sacrificali. Sul lato meridionale la tematica
si ripete. Su quello occidentale un po' meno affollato, le fanciulle ateniesi alla presenza
degli eroi e degli dei offrono ad Athena il sacro peplo. Non c' un momento di
monotonia nella rappresentazione: le figure in movimento si alternano a quelle ferme,
lo scorcio risolto con un regredire dei piani e con una variazione di profondit del
rilievo. Sono in tutto nel fregio trecentocinquanta figure, che riescono a vivere
ciascuna di vita propria, pur integrandosi nell'insieme. Anche i frontoni sono in cattivo
stato di conservazione. Quello orientale recava ai lati il Sole sul carro che sorgeva dal
mare e Selene, personificazione della luna, che con la sua quadriga vi sprofondava, al
centro (perduta) la nascita di Athena; poco rimane anche di altre figure di divinit che
assistevano al prodigio. Pi complessa e dinamica la rappresentazione sul frontone
occidentale. E' la lotta fra Athena e Poseidone per il possesso dell'Attica, con la
partecipazione di divinit e i eroi. Si avvertono anche qui l'idea e la mano di Fidia.Tutte
queste sculture convergevano a esaltare il capolavoro di Fidia, l'Athena Parthenos, il
simulacro d'oro e avorio, posto all'interno della cella, della dea simbolo del genio e
della libert ateniesi. La statua era alta circa dodici metri ed erano stati impiegati per
la costruzione circa mille chili d'oro, le parti nude erano di avorio, gli occhi di pietre
preziose. La dea indossava una lunga veste, recava sul petto una testa di gorgone
d'avorio, aveva il capo coperto da un elmo adorno al centro di una sfinge e ai lati di
grifi. Nella mano destra reggeva una Nike, la dea della vittoria, coronata d'oro, con la
sinistra lo scudo rotondo decorato all'esterno da una testa di gorgone e da
un'amazzonomachia. Si affacciava dallo scudo Erichtonios, eroe attico con le fattezze
di serpente, accudito alla nascita da Athena, che ne favor il culto quando divenne re
di Atene. Sulla spalla sinistra poggiava la lancia. Una centauromachia ornava le suole
dei sandali. Per farci un'idea dell'opera dobbiamo ricorrere alle copie, non infedeli ma
scialbe. Dopo la costruzione del Partenone i cantieri attivi sull'Acropoli non cessarono
la loro attivit e l'officina organizzata da Iktinos e Kallikrates continu a dominare la
creazione architettonica in Grecia fino alla fine del V secolo a.C. Sull'Acropoli il nuovo
tempio esigeva un accesso monumentale. Il precedente ingresso costruito nel VI
secolo a.C. non rispondeva pi alle esigenze del grande tempio. I lavori cominciarono
nel 437-436 a.C. ma non furono mai terminati per l'inizio nel 432-431 a.C. della guerra
del Peloponneso tra Atene e Sparta. A un nuovo architetto Mnesikles strettamente
legato all'officina del Partenone per stile e modi costruttivi fu affidato l'incarico.
I Propilei sono costituiti da un corpo centrale con sei colonne doriche sulle due facciate
di ovest ed est. L'interno era diviso da una parete a cinque porte in due vestiboli dei
quali l'occidentale il pi ampio e ha tre navate separate da due file di tre colonne
ioniche. Attraverso la navata centrale passava la via che conduceva agli edifici sacri.
Al corpo centrale si affiancava a nord un edificio formato da un'ampia sala e da un
portico a tre colonne "la pinacoteca", cos detta perch in essa erano conservate opere
pittoriche. A sud dei Propilei s'innalzava il Tempio di Athena Nike, progettato nel 448
a.C. circa da Ipponikos, nipote di Cimone che affid la costruzione all'architetto
Kallikrates. La costruzione divenne oggetto di contesa tra il partito conservatore di
Cimone e Pericle che non gradiva che il bastione dell'Acropoli, sede di antichi culti fin
da epoca micenea, fosse rioccupato da un culto tradizionale. Soltanto dopo la morte di
Pericle, nel 424-423 a.C., il progetto di Kallikrates fu ripreso. Si tratta di un tempio
ionico, in marmo pentelico, con quattro colonne sulle due facciate e con un'unica cella.
Un fregio continuo correva sui quattro lati ed era decorato con lotte tra greci e
orientali alla presenza degli dei, con allusioni forse ai recenti avvenimenti di guerra
della citt ateniese. La statua di culto, l'Athena Nike, era in legno. Lungo il lato sud
delle mura fu costruito l'Eretteo, di cui ignoriamo il nome del progettista. La
costruzione ebbe inizio nel 421 a.C. e completata nel 405 a.c. (tra il 413 e il 409 a.C.
fu interrotta per la spedizione in Sicilia). Il corpo principale costituito da un tempio
ionico con sei colonne sulla fronte come accesso alla cella dell'Athena Polias, dove era
conservata l'antica statua della dea che si voleva fosse caduta dal cielo; la fronte
occidentale chiusa da un'altra parete. Nel lato nord presenta un vestibolo con
quattro colonne ioniche sulla fronte e una su ciascun lato che racchiudeva il segno del
colpo del tridente di Poseidone e dava accesso alla cella del dio. Nel lato meridionale
sullo stesso asse c' la Loggia delle Korai, la cui trabeazione costituita da sei statue
femminili (cariatidi) oggi sostituite da copie. Dalla loggetta si accedeva alla tomba di
Cecrope. Un fregio con figure ad altorilievo recingevano tutto il tempio compreso il
porticato settentrionale.

LArte romana

Il lungo periodo dellantichit si conclude con la civilt romana, in un fortunato


momento storico che vede riuniti sotto un solo impero popoli del vicino oriente e
delloccidente. Le origini di Roma risalgono all?VIII secolo a.C. quando la citt cominci
a svilupparsi e ad acquistare importanza fra gli altri centri del Lazio. I primi secoli della
storia di Roma coincidono con l?et della monarchia, durante la quale la citt sub
fortemente l?influenza delle potenti e vicine citt etrusche, Veio in particolare. La
storia di Roma pu dividersi in due lunghi periodi:
- la repubblica (VI - I secolo a.C.): Roma si afferma sul Lazio, sugli Etruschi, sugli altri
popoli italici, sulla Magna Grecia; alla fine del I secolo a.C. padrona delle terre che
si affacciano sul Mediterraneo, dalla Siria alla Spagna, dalla Gallia alla Libia;
- l?impero (da Augusto a Costantino): Roma organizza sotto di s popoli molto
diversi, a cui offre una stessa lingua (il latino), un identico sistema di leggi, un
notevole sistema amministrativo. Le differenze fra lOriente e l?Occidente
dellimpero si fanno sempre pi forti e culminano con la costruzione di Bisanzio-
Costantinopoli, Nuova Roma e seconda capitale dellimpero.
Arte romana
Sotto laspetto artistico possiamo considerare i seguenti periodi:
- primo periodo (753 a.C. ? 146 a.C.): dalle origini sino alla conquista della Grecia.
Larte dellepoca dei re e dei primi tempi della repubblica si identifica con quella
etrusca; in seguito acquisisce elementi greci con lo svilupparsi di relazioni con la
civilt ellenica e con la conquista della Magna Grecia.
- secondo periodo (146 a.C. ? 217 a.C.): dalloccupazione della Grecia allimperatore
Caracalla,uno dei pi crudeli imperatori di Roma. Dopo un inizio d?influssi greci e di
imitazione, larte romana matura per raggiungere, prima sotto Augusto, poi sotto
Traiano e Adriano, lepoca aurea.
- terzo periodo (217 d.C. ? 476 d.C.): da Caracalla alle invasioni barbariche. Segna il
declino dellarte romana, anche se larchitettura si mantiene ancora viva. Su questo
mondo romano che tramonta sorge una nuova era, quella cristiana.

Larte romana vera e propria, con caratteri originali che rielaborano influssi etruschi,
italici e greci, si definisce a partire dal II secolo a.C. Di essa sono giunte sino a noi
moltissime testimonianze, relative allarchitettura (dove i romani dimostrano
grandissima abilit nelle tecniche costruttive), alla scultura (ritratti, rilievi che
completano le architetture), alla pittura (affreschi, mosaici).
Le pi imponenti e complesse architetture si realizzano in et imperiale, fra il I e il IV
secolo d.C.
Larte romana fu sempre legata a situazioni contingenti e in gran parte opera di
maestranze che producevano quasi in serie e con tempi stretti, per committenti mossi
da interessi episodici o sedotti da mode. Nonostante ci, nel tardo periodo
repubblicano anche il mondo romano riusc a elaborare un linguaggio figurativo
autonomo, in strettissimo legame con i fatti storici e con levoluzione di Roma, che di
questa storia fu per oltre otto secoli il motore. A Roma tutte le correnti culturali del
mondo mediterraneo sincontrarono, si scambiarono elementi e fatalmente
assorbirono alcuni caratteri specifici della romanit. Nel III e nel II secolo a.C. limpatto
con le opere originali delle scuole ellenistiche di Grecia e doriente, prevalentemente
statue, importate a Roma come prede di guerra dai generali vittoriosi, ebbe un duplice
effetto: da un lato gener una produzione di imitazioni, dallaltro forn nuovi modelli e
nuovi stimoli agli artisti. Soltanto nellultimo secolo della repubblica emergeranno
forme tipicamente romane, con il ritratto e il rilievo storico.

Larchitettura
I Romani sono uomini politici e uomini darmi; la loro mentalit proiettata verso la
conquista di enormi territori. Le eccezionali reti viarie che tracciano, i ponti, gli
acquedotti, le numerose citt che costruiscono, ci dimostrano quanto fossero
consapevoli di voler lasciare una profonda traccia di s nella storia. Questa
consapevolezza spiega il grandissimo sviluppo dellarchitettura nella civilt romana:
niente pi delle opere di pubblica utilit e degli interventi a larga scala sul territorio,
serve ad infondere nei cittadini il senso della potenza dello Stato. Larchitettura
lespressione dellarte pi utile al governo ed in questo campo la civilt romana
elabora forme e tecniche del tutto originali.
Il tufo ed il travertino, pietre porose e ricche di cavit interne, sono, insieme allargilla,
i materiali di cui dispongono i romani per le loro architetture: tali materiali
suggeriscono limpiego di piccoli blocchi, legati da malta cementizia. I costruttori
romani ottengono, dalimpasto di calce, sabbia e pozzolana (sabbia vulcanica di
Pozzuoli, di cui vasti giacimenti sono anche nel Lazio), una malta resistentissima che
consente una presa eccezionale. Essi rielaborano cos vari tipi di muratura, dal pi
semplice, opus caementicium, in cui un impasto di malta e frammenti di pietra viene
gettato in cassoni di legno, perch ne assuma la forma; ai pi complessi, in cui
limpasto viene contenuto fra due pareti di blocchetti sagomati: opus incertum, a
forma di cono, o opus reticulatum, a forma di piramide. Nel periodo imperiale i mattoni
di argilla seccata allaria vengono sostituiti da quelli cotti nelle fornaci: ne derivano
strutture murarie ben pi solide (opus latericium). Questi tipi di muratura favoriscono
la costruzione di superfici curve (contrariamente allarchitettura greca, impostata su
linee rette) ed il sistema costruttivo che caratterizza larchitettura romana diviene
larco. Mentre nel sistema trilitico larchitrave rischia di spezzarsi se il peso
sovrastante eccessivo, oppure se i sostegni verticali sono troppo distanti, larco, con
il suo andamento curvo, permette di scaricare meglio il peso della costruzione sui
sostegni verticali, distanziandoli anche maggiormente. Gli ambienti risultano cos pi
spaziosi e le colonne o pilastri che sorreggono la copertura diminuiscono di numero.

Dallarco si originano le coperture a volta:


- pi archi successivi determinano la volta a botte;
- due volte a botte incrociate ortogonalmente determinano la crociera, compresa fra
sei archi, quattro laterali e due trasversali.
Le superfici curve determinano anche la volta a vela e la cupola, che i romani
impostano essenzialmente su una base circolare, come nel Pantheon. Archi e volte
vengono costruiti con laiuto di centine, sostegni lignei sagomati ad arco su cui si
dispongono i mattoni e si gettano gli impasti di malta: quando la muratura secca la
centina viene rimossa. Larchitettura romana, quindi, riflette inizialmente gli influssi
della civilt etrusca, come risulta anche dallo schema costruttivo del tempio. La cella
tuttavia assume maggiori dimensioni, mentre le colonne, oltre che allordine tuscanico
elaborato dagli Etruschi, si rifanno anche agli ordini greci ionico e corinzio. Il colonnato
che circonda esternamente la cella generalmente ridotto ad una serie di
semicolonne addossate alle pareti laterali, mentre sulla facciata principale, secondo lo
schema del tempio etrusco, un profondo portico si eleva su di un alto podio a
gradini. In et imperiale il tempio, spesso anche a pianta centrale (circolare o
poligonale) e ingigantito nelle dimensioni, si arricchisce di nicchie ed absidi, spazi
semicircolari ricavati nelle pareti e destinati ad accogliere statue o realizzati per
rendere pi articolata la pianta di un edificio. La copertura non pi costituita solo da
un tetto a due falde, ma anche da volte a botte o a cupola. Nel II secolo a.C. lo schema
urbanistico ortogonale era limpianto pi diffuso nelle citt ellenistiche, conquistate e
rifondate dai Romani come proprie colonie. In quellepoca Roma era gi una citt di
rispettabili dimensioni. Essendo nata per come federazione di villaggi arroccati su
rilievi divisi da un fiume e inframmezzati da terreni paludosi, era cresciuta adattandosi
come meglio poteva allambiente sfavorevole e aveva assunto un aspetto simile a
quello delle citt etrusche dellItalia centrale. Labitato, addensato sulle pendici dei
colli, era attraversato da vie strette e tortuose; gli spazi erano ristretti, gli spostamenti
difficili. Lunico punto di riferimento comune, il foro, lantico mercato del bestiame
trasformato in centro della vita religiosa e civile, era confinato in unangusta valletta ai
piedi del Palatino. Roma dunque non rappresentava un modello di citt a cui ispirarsi
per la fondazione di colonie. Cos lo schema razionale ellenistico, che si adattava
perfettamente allimpianto tradizionale rettangolare dellaccampamento militare,
il castrum, fu prontamente adottato e riprodotto in forme standardizzate prima in
Italia, poi nelle pi remote province dellimpero, con poche modifiche dettate da motivi
pratici, le mura difensive, e religiosi, la delimitazione dei confini sacri, lorientamento
in armonia con lordine cosmico. Il castrum quindi da insediamento mobile divenne
stanziamento fisso. Gli assi principali lungo i quali si distribuivano le tende dei soldati
(cardo e decumano) si trasformarono negli assi viari pi importanti della citt.
Allincrocio fra cardo e decumano si costruiva generalmente il Foro. Le nuove citt
sorgevano preferibilmente in zone pianeggianti, allincrocio delle grandi vie di
comunicazione, che permettevano rapidi spostamenti militari e fecondi scambi
commerciali. Nel Foro di Roma, oltre ai templi ed alla Curia (dove si riuniscono i
senatori), il tipo di edificio di maggior rilievo la basilica, luogo di riunione dove si
amministra anche la giustizia. La basilica romana deriva dai semplici porticati che, nel
mondo greco, costituivano un punto di ritrovo all?interno dell?agor, la piazza
cittadina. Essa costituita da un?aula rettangolare, la cui copertura sostenuta da
una o pi file di colonne. Le basiliche pi antiche sono caratterizzate da numerose
aperture disposte lungo i lati; nei periodi pi tardi lo spazio interno invece delimitato
pi nettamente e la basilica diviene un edificio monumentale. Le vie del Foro,
attraversate dai cortei vincitori al ritorno dalle campagne di conquista, sono abbellite
da archi di trionfo, sulle cui superfici, come su quelle delle colonne commemorative, i
bassorilievi rappresentano episodi storici che celebrano la potenza romana e
tramandano le gesta dei grandi condottieri e imperatori.
Le case d?abitazione romane in epoca repubblica possono essere distinte in due tipi
fondamentali: da un lato le dimore dei cittadini benestanti, le case unifamiliari ad atrio
di derivazione italico-ellenistica, le domus; dall?altro i grandi condomini ?popolari? a
pi piani divisi in appartamenti, le insulae. Di quest?ultime restano esempi soprattutto
a Ostia. Costruite o sommariamente riattate da speculatori senza scrupoli con il
pretesto di dare asilo alle masse, avevano strutture in conglomerato cementizio
rivestito di laterizio, tetti generalmente inclinati coperti con tegole, balconi e ballatoi
retti da mensole di legno o pietra. Gli appartamenti, in cui spesso coabitavano pi
nuclei familiari, erano distribuiti su quattro o cinque piani. Le stanza erano piccole,
buie, fredde (l?uso di bracieri per cucinare e scaldarsi era causa di frequenti e
disastrosi incendi), senza acqua corrente n scarichi fognari. Naturalmente differente
l?esistenza che si conduceva nelle abitazioni patrizie, spaziose, areate, igieniche,
fornite di bagni e gabinetti e riscaldate d?inverno dagli ipocausti, complessi dispositivi
che facevano passare correnti d?aria calda sotto i pavimenti. Gli esempi pi antichi
rinvenuti a Pompei dimostrano che gi nel IV-III secolo a.C. la casa ?ad atrio? era gi
definita nei suoi elementi essenziali: una porta (ostium) preceduta da un ingresso
(vestibulum) e seguita da uno stretto corridoio di accesso (fauces), affiancato da
stanze di servizio; un?ampia sala centrale (atrium) coperta dalle quattro falde del tetto
spiovente verso l?interno (compluvium) per poter convogliare l?acqua piovana in una
vasca al centro dell?atrio (impluvium) da dove si raccoglie in una cisterna sotterranea.
Intorno all?atrio si dispongono alcune camere dal letto (cubicula) e due ambienti di
disimpegno aperti (alae) alle sue estremit, mentre in fondo all?atrio si trova una sala
di soggiorno (tablinum) affiancata da un corridoio di passaggio all?orto-giardino
(hortus) alle spalle della casa. Nel corso del II secolo a.C. l?originario hortus si
trasform in un leggiadro giardino (peristilium) con fontane e statue, che era
circondato da quattro ali di portico a colonne sul quale, si affacciavano le principali
stanze di soggiorno. Gli interni si arricchirono di marmi policromi, affreschi, statue,
mosaici. Fu nell?ambiente privato, infatti, che i Romani poterono dare libero sfogo al
nuovo gusto per l?arte, alimentato dai bottini di guerra ma ancora condannato dalla
pubblica morale.

Un altro complesso architettonico di grande importanza costituito dalle terme. I primi


edifici termali sorgono in et repubblicana; a Pompei ne abbiamo un esempio. Le
terme del periodo imperiale, frequentate soprattutto dai patrizi, divengono costruzioni
grandiose. Un vasto edificio centrale contiene le aule termali con piscine di acqua
fredda, tiepida e calda, le palestra per la lotta ed i giardini; esso appare isolato in un
grande recinto lungo il quale sono disposte biblioteche e servizi e che accoglie anche
una gradinata per il pubblico che assiste agli spettacoli ginnici. Le terme romane di
Traiano, Cavalla e Diocleziano sono impostate su questo schema.
Nella vita cittadina dei romani acquistano grande importanza anche le manifestazioni
culturali ed i giochi gladiatori. Il teatro romano si svilupp nell?ultimo secolo della
repubblica. Le strutture precedentemente adibite a questa funzione (ritenuta
disdicevole) erano in legno e provvisorie per legge. Il teatro romano, riprende lo
schema del teatro greco, ma lo modifica sia nella costruzione della scena, che
nella cavea. Quest?ultima non si adatta pi necessariamente al pendio naturale di un
colle, ma sorge in una zona pianeggiante del territorio o anche in piena citt, ovunque
si richieda la costruzione del teatro. Le poderose strutture ad arco che sostengono le
gradinate diventano cos parte essenziale dell?edificio e lo caratterizzano
esternamente. Il fondale alle spalle degli attori, che chiude l?orchestra, non pi un
semplice muro, bens un?altra parete ornata da due o tre ordini di colonne
sovrapposte, che in et imperiale si incava con absidi. In essa si aprono tre porte, che
conducono agli ambienti riservati agli attori.
L?anfiteatro, elaborazione ulteriore del teatro, un edificio tipicamente romano ed il
suo nome significa proprio doppio teatro. Ha una forma ellittica, con l?arena posta
generalmente pi in basso rispetto al piano stradale per limitare lo sviluppo in altezza
dell?edificio e consentire, al tempo stesso, di ricavare tutta l?ampiezza necessaria alla
grande cavea, divisa in settori destinati a differenti tipi di pubblico. In basso, in
prossimit dell?arena, siedono l?imperatore ed i personaggi di maggior rilievo; via via,
risalendo, si arriva alla zona riservata alla plebe, che assiste in piedi agli spettacoli. L?
arena scavata nel terreno pu essere inoltre allagata e consentire lo svolgersi di
battaglie navali. L?anfiteatro Flavio, detto popolarmente Colosseo, eretto in epoca
imperiale, costituisce l?esempio pi grandioso di questo tipo di costruzione.
Fuori delle citt, con una distribuzione di ambienti che non ricalca quella delle
abitazioni urbane, sorgono in epoca imperiale grandiose ville, dimore di campagna dei
ricchi proprietari e degli imperatori. Sia che assumano una forma aperta e articolate
nel territorio, come la villa Adriana a Tivoli, oppure chiusa e di carattere militare, come
nel palazzo di Diocleziano a Spalato, le ville imperiali, con la loro variet di ambienti,
costituiscono edifici di insuperabile monumentalit, che riassumono tutte le pi
raffinate tecniche costruttive del mondo romano.
I Romani, dunque, privilegiano l?architettura fra le arti e l?attivit del progettista
considerata pi nobile di quella dello scultore o del pittore, perch meno manuale.
Tutte le arti, comunque, concorrono a tramandare la grandezza di Roma: pittura e
scultura sono considerati efficaci strumenti di informazione e propaganda, perch
raccontano gli eventi e li commentano con un linguaggio comprensibile a tutti.
Scultura
Il patrimonio scultoreo romano rimastoci, a differenza di quello pittorico, cospicuo. La
matrice prevalente quelle ellenistica, ma si avvertono anche influenze etrusche.
Questi caratteri rimasero vivi anche dopo il II secolo a.C., quando Roma fu
letteralmente presa dalla mania per l?arte greca: i Romani gareggiarono nell?adornare
case e giardini con le statue importate dalla Grecia e dall?oriente, e poich gli originali
non bastavano a soddisfare le richieste, si cominci a produrre copie. Intere scuole
(per esempio, quella ateniese dettaneoattica) trasferirono la loro attivit a Roma, al
servizio dei committenti, lungi dall?apprezzare il valore estetico e formale dell?arte
greca, si preoccupavano soprattutto che il contenuto delle loro opere fosse coerente
con la loro ambientazione architettonica. Questa propensione all?eclettismo produsse
anche opere interessanti, come quelle della scuola di Pasiteles, per esempio, scultore
greco attivo a Roma intorno alla met del I secolo a.C., di cui si racconta che fosse
erudito d?arte, provetto modellatore d?argilla e insigne del minuzioso naturalismo
ellenistico. La scultura romana trover accenti originali solo alla vigilia dell?impero,
quando dalla fusione del verismo ellenistico e del crudo realismo medio-italico si
svilupper uno stile con forti legami terreni, oggettivi, vicino alla mentalit civile e
religiosa di Roma. Questo stile si manifester soprattutto nel rilievo storico e
nelritratto. Presso i Romani, fin dal periodo repubblicano, diffusa l?usanza di onorare
i cittadini importanti con ritratti, che fissano realisticamente le caratteristiche del loro
volto per tramandarne ai posteri la memoria e la fisionomia. Il ritratto onorario si
diffonde rapidamente fra le famiglie dei patrizi e non riproduce quindi solo le
sembianze di personaggi storici, ma anche di capi di famiglia o parenti illustri. Molto in
uso anche laritrattistica funeraria gi assai diffusa presso gli Etruschi, ed entrata a
far parte della tradizione romana; la figura del defunto, generalmente a mezzo busto,
avvolta nella toga ed in posizione frontale, appare spesso accompagnata da uno o pi
parenti. Probabilmente eseguiti quando il personaggio ancora in vita, questi ritratti
funerari riflettono un forte senso della famiglia, tipico dell?espressione popolare
romana. Dal I secolo a.C. vengono realizzate, naturalmente, anche moltissime statue
dell?imperatore. Con l?espandersi dell?impero ed il rafforzarsi della potenza romana, il
ritratto dell?imperatore, venerato come un dio, perder via via le sue caratteristiche
umane, fino ad acquistare, sotto Costantino, dimensioni ingigantite, frontalit e totale
mancanza di espressione. L?autorit imperiale, divina, si innalza sopra i sudditi ed
raffigurata in immagini monumentali in cui il realismo della rappresentazione ormai
completamente perduto. Nei bassorilievi e altorilievi, in tutti i periodi della civilt
romana, prevalgono i soggetti storici. L?Ara Pacis (altare consacrato alla pace nel I
secolo a.C.), le grandiose colonne onorarie di Traiano, Antonino e Marco Aurelio (che
raffigurano le vittorie romane sui barbari), le decorazioni degli archi di trionfo, ne sono
un esempio. In questi monumenti onorari i romani sviluppano delle narrazioni assai
complesse: le scene non sono divise in riquadri, ma si snodano lungo fasce ininterrotte
di figure, elementi di paesaggio e architetture, in un originalissimo esempio di
messaggio in sequenze. I soggetti storici vengono rappresentati anche sulle pareti dei
sarcofagi, insieme ad episodi della mitologia che si riallacciano al tema della morte.
Sempre nei sarcofagi sono anche frequenti le scene che si riferiscono alla vita
quotidiana ed all?attivit lavorativa del defunto.
Pittura
Le testimonianze della pittura romana si trovano soprattutto nelle abitazioni
di Ercolano e Pompei. I soggetti, rappresentati ad affresco, sono generalmente tratti
dalla mitologia che ispira immagini decorative e scene di grande vitalit; le figure sono
ricche di movimento e rilievo ed i paesaggi e le architetture creano effetti illusori di
profondit. In un primo periodo le pareti sono spartite in zoccoli, riquadri, cornici,
pilastri differenziati dal colore che imita un rivestimento marmoreo senza raffigurazioni
di scene (stile a incrostazione). Verso la met del I secolo a.C. si afferma invece la
rappresentazione di finte architetture, che ampliano illusoriamente lo spazio degli
ambienti (stile architettonico). Successivamente si torna alla parete divisa in cornici
dipinte; al posto delle finte lastre di marmo vengono per rappresentate figure dipinte
con rapide pennellate, su fondi di un solo colore; quadri di genere, di soggetto
mitologico o paesistico (stile ornamentale). Nell?ultimo periodo dell?impero, infine, si
torna alla rappresentazione di elementi architettonici in prospettiva, ma in modo molto
pi decorativo e sovraccarico di particolari (stile illusionistico). Oltre all?affresco anche
il mosaico viene utilizzato per la decorazione degli ambienti, sia delle pareti che, pi
spesso, dei pavimenti. I soggetti sono ancora di carattere mitologico; non mancano
per quelli di tipo storico o di tipo naturalistico, ispirati alla fauna ed alla flora. Il
mosaico viene realizzato con tecniche diverse, chiamate:
- opus tessellatum: che utilizza tessere bianche e nere per disegni geometrici,
incorniciature;
- opus vermiculatum: che utilizza piccolissime tessere disposte in linee secondo l?
andamento delle forme delle immagini raffigurate;
- opus sectile: che utilizza strette lamelle di marmo colorato, ritagliate secondo i
particolari delle forme delle figure e sistemate a intarsio.
Anche se non sono giunti fino a noi esempi di pittura su tavola, sappiamo dalle
testimonianze scritte che i romani la utilizzavano largamente. Durante i cortei trionfali
i cartelloni dipinti raccontavano le gesta dei soldati, nei processi illustravano i reati
commessi dallimputato e nelle vie cittadine caratterizzavano le insegne dei negozi.