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Tecnica dei loci

La tecnica dei loci (plurale del termine latino locus, che


signica luogo), anche chiamata palazzo della memoria, una tecnica mnemonica introdotta in antichi trattati
di retorica greci e romani (Rhetorica ad Herennium, De
oratore, e Institutio oratoria).

informazioni si ottiene camminando tra i loci e permettendo a questi ultimi di attivare gli
elementi desiderati.

1.1 Uso contemporaneo

In questa tecnica mnemonica gli elementi da ricordare vengono associati a specici luoghi sici.[1] Per rammentare, in un certo ordine vari contenuti si ricorre alla memorizzazione di relazioni spaziali. Il termine viene utilizzato principalmente in scritti specializzati di
psicologia, neurobiologia e memoria, anche se tracce del
suo uso generico possono essere rinvenute gi in scritti
di retorica, logica e losoa risalenti alla prima met del
XIX secolo.[2]

Molti memorizzatori capaci utilizzano la tecnica dei loci. Le competizioni mnemoniche hanno avuto inizio nel
1991[4] e sono state introdotte negli USA nel 1997. Parte
della competizione consiste nel memorizzare e ricordare
sequenze di cifre, numeri a due cifre, lettere dell'alfabeto
o carte da gioco. I contendenti utilizzano varie strategie
prima della competizione e utilizzando la memoria a lungo termine associano un'immagine vivida ad ogni elemento da ricordare. Inoltre creano una via precisa e familiare, da poter seguire, stabilendovi dei punti deniti
detti loci. Successivamente l'unico compito da svolgere
nella competizione sar quello di recuperare l'immagine,
associata all'elemento desiderato, da ogni locus. Per ricordare ci che serve ripercorrono la via creata, si fermano
nel locus interessato e osservano l'immagine che li condurr all'elemento associatovi. I campioni di memorizzazione elaborano la tecnica in modo da combinare diverse immagini. Dominic O'Brien[5] vincitore per otto volte
della World Memory Championship utilizza questa tecnica chiamandola The Journey Method (metodo del viaggio). Il tedesco Clemens Mayer, nel 2006 vincitore della
sopracitata competizione, utilizz un viaggio composto
da 300 punti di riferimento collocati in casa sua, per realizzare il record del mondo nella number half marathon,
riuscendo a memorizzare 1040 cifre casuali in mezz'ora.
In un esperimento, utilizzando la tecnica dei loci, un soggetto addirittura riuscito a memorizzare 65.536 cifre
del Pi Greco.[6]

Descrizione

La tecnica dei loci viene anche chiamata Journey Method


(ovvero metodo del viaggio), in cui vengono immagazzinate liste di elementi, oppure tecnica della Roman Room
(ovvero della stanza romana), che risulta pi ecace
per una memorizzazione di informazioni prive di relazione tra loro.[3] In pratica, si tratta di un metodo di miglioramento della memoria che utilizza la visualizzazione
di elementi per ricordare e organizzare le informazioni.
Svariati campioni di concorsi di memoria aermano di
utilizzare questa tecnica per poter ricordare visi, numeri
e liste di parole; il loro successo ha poco a che fare con la
struttura del cervello o l'intelligenza, piuttosto il merito
da attribuire all'uso di parti del cervello che controllano
l'apprendimento spaziale. Le regioni del cervello utilizzate includono il Lobo parietale, la corteccia retrospleniale
e l'ippocampo posteriore destro.

Utilizzando questa tecnica un individuo con capacit


mnemoniche nella media, dopo aver creato una via, stabiliti dei punti di fermo e impresso le immagini di riferimento nella memoria a lungo termine, pu riuscire a
ricordare l'ordine delle carte di un mazzo mescolato in
meno di mezz'ora di pratica. Il record del mondo in questa disciplina di Simon Reinhard che ha memorizzato
un intero mazzo di carte mescolato in 21.19 secondi.[7]

Descrizione di O'Keefe & Nadel


'la tecnica dei loci', una tecnica immaginativa conosciuta dagli antichi Greci e Romani e
descritta da Yates (1966) nel suo libro The Art
of Memory e da Lurija (1969). Tramite questa tecnica il soggetto memorizza la struttura di
un edicio, oppure la distribuzione di negozi in
una via o una qualsiasi zona geograca composta da un numero di loci. Durante il tentativo
di ricordare un numero di elementi il soggetto
si fa strada tra i loci e associa ad ogni elemento un locus, creando un'immagine che mette in
relazione l'elemento e una caratteristica precisa del corrispondente locus. Il recupero delle

Questa tecnica viene insegnata come tecnica


metacognitiva e solitamente viene utilizzata per codicare le idee chiave di un soggetto. I due approcci
sono:
1. Individuare le idee chiave di un soggetto e poi
impararle ponendole in relazione tra loro;
1

MEMORIA SPAZIALE E ATTIVAZIONE SELETTIVA DEL CERVELLO

2. Pensare profondamente alle idee chiave di un sog- vali le tecniche mnemoniche vengono chiamate arte (o
getto e arrangiarle in relazione ad un argomento per arti) della memoria (ars memorativa or artes memoratipoi ordinarle ed associarle a dei loci.
vae) invece che tecnica dei loci. Questa locuzion non
viene utilizzata sempre nemmeno negli studi specializzaIl Rhetorica ad Herennium, e gran parte delle altre risor- ti sull'argomento, ad esempio Mary Carruthers, professe riguardo alla tecnica dei loci, consigliano l'integrazione soresssa esperta di tecniche mnemoniche chiama questa
di un'elaborazione codicata, che comprenda immagini o tecnica architettura mnemonica.
suoni, per migliorare il processo di memorizzazione. Tut- In altri casi l'uso del termine pi specico: La tectavia, data l'ecacia della memoria spaziale, anche solo nica dei loci uno strumento mnemonico che composizionare mentalmente degli elementi da ricordare in prende la creazione di una mappa visiva della propria
luoghi veri o immaginari, in vari casi funziona.
abitazione[14]
Una recente versione della tecnica ha integrato la crea- Il nome della tecnica pu risultare fuorviante in quanzione di luoghi immaginari (case, palazzi, strade) a cui to gli antichi principi della mnemotecnica sopracitati si
viene applicato lo stesso metodo mnemonico, che funzio- basano in modo equivalente sia su immagini che su luona come la tecnica dei loci standard nonostante l'iniziale ghi. L'allenamento mnemonico nell'antichit era molto
impegno maggiore richiesto nella realizzazione del luo- pi comprensivo e specico riguardo l'importanza degli
go. Il vantaggio di questo metodo quello di poter crea- elementi utilizzati.
re citt che rappresentano vari argomenti o aree di studio, il che consente di poter organizzare le informazioni in modo ordinato e facilmente accessibile tramite
un percorso, quest'ultimo inoltre porter i ricordi verso 3 Memoria spaziale e attivazione
l'immagazzinamento nella memoria a lungo termine.[8]
selettiva del cervello
Un esempio della sopravvivenza della tecnica dei loci nella lingua italiana sono le espressioni in primo luogo, in I campioni di memorizzazione, il cui 90% utilizza la tecsecondo luogo e altre simili.
nica dei loci, si sono sottoposti a risonanze magnetiche
al cervello, i test hanno dimostrato che durante l'utilizzo
di questo metodo le regioni del cervello attive sono quelle che regolano la percezione spaziale; queste ultime in2 Applicabilit del termine
cludono il Lobo parietale, la corteccia retrospleniale e
[15]
Il termine tecnica dei loci viene in certi casi utilizza- l'ippocampo posteriore destro. Il Lobo parietale responsabile della codica e del recupero delle informazioto rispetto a ci che conosciuta come mnemotecnica le
cui origini, secondo la tradizione risalgono alla storia di ni. Gli individui che riscontrano problemi clinici al Lobo
parietale hanno dicolt ad associare punti di riferimenSimonide e del banchetto distrutto dal terremoto.[9] Simonide fu capace di ricordare i posti in cui erano seduti to sici ai luoghi corrispondenti; inoltre molti di questi
pazienti, ricevute indicazioni su un percorso non sono cai commensali e pot in questo modo riconoscere i defunti. Secondo lo psicologo e neuroscienziato Steven M. paci di seguirle e niscono con il perdersi. La corteccia
Kosslyn questo racconto port allo sviluppo della tecnica retrospleniale , invece, una zona collegata alla memoria
mnemonica che i Greci chiamarono tecnica dei loci[10] di navigamento; durante lo studio di Pothuzien HH, sugli
Secondo John Skoyles, neuroscienziato e Dorion Sagan, eetti di speciche lesioni granulari della corteccia regiornalista scientico si tratta di un'antica tecnica di me- trospleniale nei ratti, i ricercatori hanno riscontrato una
morizzazione chiamata tecnica dei loci in cui i ricor- relazione stabile tra le suddette lesioni e il peggioramento
di vengono associati a luoghi mentali, la quale dal rac- delle abilit di comprensione spaziale. I ratti malati, sotconto di Simonide[11] Linda Verlee Williams asserisce to esperimento, non riescono a ricordare in quale parte
che Una tecnica valida quella detta dei loci, crea- del labirinto sono gi stati, non esplorano quasi mai parti
ta da Simonide, un poeta greco del V secolo a.C.[12] nuove e spesso dimenticano il percorso durante gli esperiLa psicologa Elizabeth Loftus cita la storia di Simoni- menti successivi; per queste ragioni impiegano molto pi
de e descrive gli aspetti basilari dell'uso dello spazio nella tempo per completare il percorso ed uscire dal labirinto
mnemotecnica, inoltre commenta Questo tipo di tecni- rispetto ai ratti con una corteccia retrospleniale sana.
ca mnemonica viene ora chiamata tecnica dei loci.[13]
L'utilizzo di luoghi e posizioni siche era particolarmente presente nelle tecniche mnemoniche antiche, tuttavia
il termine tecnica dei loci non venne utilizzato esclusivamente in riferimento a schemi di memorizzazione basati sull'organizzazione spaziale. Ad esempio, Aristotele
parla di topoi (luoghi) in cui i ricordi vengono riuniti.
Mentre il Rhetorica ad Herennium tratta l'uso di immagini oltre che di luoghi. Nelle risorse classiche e medie-

In uno studio classico di neuroscienza cognitiva O'Keefe


& Nadel sostengono la seguente tesi L'Ippocampo il
centro del sistema della memoria neuronale e fornisce un
quadro oggettivo in cui gli elementi e gli eventi, facenti parte dell'esperienza di un organismo, sono localizzati
e correlati tra loro.[16] Questa teoria fonte di grandi
dibattiti infatti stato fatto presente tramite esperimenti
che L'Ippocampo convalida la nostra capacit di navigazione, la creazione e il recupero dei ricordi e l'abilit di

4.2

Televisione

immaginare esperienze future. Il modo in cui si svolgano


tali attivit tra milioni di neuroni ippocampali tuttora
un'incognita notevole della Neuroscienza, inoltre aperto il dibattito su dimensioni e organizzazione dei neuroni
ippocampali.":[17]
Tramite tecniche di diagnostica per immagini di tipo neuropsicologico, strutturale e
funzionale abbiamo scoperto che la cosiddetta
super memoria non dovuta da eccezionali
capacit intellettuali o dierenze nella conformazione del cervello. stato piuttosto accertato che i memorizzatori pi capaci utilizzano
un metodo di apprendimento spaziale (la tecnica dei loci; Yates, 1966) nel quale le parti
attive del cervello sono infatti quelle responsabili della memoria spaziale, tra queste vi
l'Ippocampo.[18]
La tecnica dei loci, descritta per la prima volta da Simonide esplicitamente spaziale. In questo tipo di tecnica i soggetti migliorano le proprie capacit mnemoniche mettendo
gli elementi da ricordare in un luogo. Il recupero viene eettuato semplicemente dirigendosi
nel posto mentale corrispondente all'elemento
desiderato [] Gli eventi che si manifestano
in contesti dierenti vengono ricordati solo in
quei contesti e nonostante possano essere molto simili vengono raramente confusi tra loro.
Le mappe mentali di casa nostra, del nostro
quartiere o citt che conserviamo sono esempi del tipo di contesto spaziale in cui gli eventi
avvengono e in cui possono venire codicati e
successivamente ricordati. Studi eettuati da
Smith, Glenberg, e Bjork (1978) e da Bellezza e Reddy (1978) indicano che il potere della tecnica dei loci il trarre vantaggio dallo
stato delle cose attuale.[19]

Cultura di massa

4.1

Letteratura

Nel libro del 1981 Little, Big di John Crowley,


il personaggio Ariel Hawksquill utilizza questa
tecnica.
Nel libro Hannibal (1999), terzo capitolo della saga
dello scrittore Thomas Harris, la tecnica dei loci viene impiegata dal personaggio di fantasia Hannibal
Lecter. In svariati paragra del libro vi sono descrizioni del Dr. Lecter che si appresta ad attraversare un complesso Palazzo della memoria per poter
recuperare dei ricordi.[20]

3
Nel libro L'esercito dei mercenari di Matthew Reilly, il protagonista Shane Schoeld utilizza la tecnica
per preservare i buoni ricordi e proteggersi da abusi
psicologici.
Nel libro Wolf Hall di Hilary Mantel il protagonista
Thomas Cromwell utilizza questa tecnica.
inoltre l'argomento principale del libro
Moonwalking with Einstein: The Art and Science of
Remembering Everything di Joshua Foer

4.2 Televisione
Nell'episodio "I mastini di Baskerville" della serie
tv Sherlock, Sherlock Holmes utilizza il suo palazzo
della mente per recuperare ricordi utili alla risoluzione del caso. Nella medesima serie tecnica viene
nuovamente citata nel primo episodio della terza stagione, "La casa vuota"; Sherlock Holmes utilizza il
palazzo mentale anche nelle puntate successive della stessa serie, e la tecnica assume particolare rilievo
nell'episodio "L'ultimo giuramento".
Nell'episodio The Long Fuse della serie tv
Elementary, Sherlock Holmes utilizza la tecnica per
ricordare una frase.
Il Palazzo della memoria viene inoltre utilizzato
in molti episodi della serie tv The Mentalist dal
protagonista Patrick Jane per aiutare testimoni e
colleghi.

5 Note
[1] Neil R. Carlson, Psychology the science of behaviour, Pearson Canada Inc., 2010, p. 245, ISBN
9780205645244.
[2] e.g. In una discussion della memoria topica Alexander Jamieson aerma che delle linee memoriali, o versi, si
rivelano pi utili della tecnica dei loci.; A Grammar of
Logic and Intellectual Philosophy, A. H. Maltby, 1835,
p112
[3] Academictips.org - Memory Techniques, Memorization
Tips - The Roman Room Technique
[4] Foer, Joshua. Forget Me Not: How to win the U.S.
memory championship, Slate (March 16, 2005).
[5] https://www.fazland.com/articoli/rassegne-stampa/
memory-world-championship-1997 Memory World
Championship 1997
[6] Raz A, Packard MG, Alexander GM, Buhle JT, Zhu
H, Yu S, Peterson BS. (2009). A slice of pi: An exploratory neuroimaging study of digit encoding and retrieval in a superior memorist. Neurocase. 6:1-12. DOI:
10.1080/13554790902776896 PMID 19585350

7 VOCI CORRELATE

[7] Awesome Memory: German Speed Cards Record on


Vimeo

Paolo Rossi, Logic and the Art of Memory, University of Chicago Press, 2000, ISBN 0226728269.

[8] Bremer, Rod. The Manual - A guide to the Ultimate Study


Method (USM) (Amazon Digital Services).

Lina Bolzoni, The Gallery of Memory, University


of Toronto Press, 2001, ISBN 0802043305.

[9] Frances Yates, The Art of Memory, University of Chicago,


1966, p1-2

Lina Bolzoni, The Web of Images, Ashgate Publishers, 2004, ISBN 0754605515.

[10] Steven M. Kosslyn, Imagery in Learning in: Michael S.


Gazzaniga (Ed.), Perspectives in Memory Research, MIT
Press, 1988, p245; importante fare presente che Kosslyn non riporta alcun esempio dell'utilizzo del termine nei
periodi greco e romano.

Yadin Dudai, Memory from A to Z, Oxford


University Press, 2002, ISBN 0198520875.

[11] John Robert Skoyles, Dorion Sagan, Up From Dragons:


The Evolution of Human Intelligence, McGraw-Hill, 2002,
p150

Mary Carruthers, Ziolkowski, Jan, The Medieval


Craft of Memory: An anthology of texts and pictures, University of Pennsylvania Press, 2002, ISBN
0812218817.

[12] Linda Verlee Williams, Teaching For The Two-Sided


Mind: A Guide to Right Brain/Left Brain Education, Simon
& Schuster, 1986, p110
[13] Elizabeth F. Loftus, Human Memory: The Processing of
Information, Lawrence Erlbaum Associates, 1976, p65
[14] Sharon A. Gutman, Quick Reference Neuroscience For Rehabilitation Professionals, SLACK Incorporated, 2001,
p216
[15] Routes to remembering: the brains behind superior memory Maguire, E. et al Nature Neuroscience vol 6 95
(2003)
[16] John O'Keefe & Lynn Nadel, The Hippocampus as a
Cognitive Map, Oxford University Press, 1978, p1
[17] Hassabis et al., Decoding Neuronal Ensembles in the
Human Hippocampus, Current Biology (2009)
[18] R. Parasuraman, Matthew Rizzo, Neuroergonomics, Oxford University Press, 2007, p139
[19] Donald Olding Hebb, Peter W. Jusczyk, Raymond
M. Klein, The Nature of Thought, Lawrence Erlbaum
Associates, 1980, p217-218
[20] Thomas Harris, Hannibal, Delacorte Press, 1999, ISBN
0-385-29929-X.

Bibliograa
Frances A. Yates, The Art of Memory, Chicago, University of Chicago Press, 1966, ISBN
0226950018.
Jonathan D. Spence, The Memory Palace of Matteo
Ricci, New York, Viking Penguin, 1984, ISBN 014-008098-8.
Mary Carruthers, The Book of Memory, Cambridge
University Press, 1990, ISBN 0521716314.
Mary Carruthers, The Craft of Thought, Cambridge
University Press, 1998, ISBN 0521795419.

Jocelyn P. Small, Wax Tablets of the Mind, London,


Routledge, 1997, ISBN 0415149835.

Jack Dann, The Medieval Craft of Memory: An


anthology of texts and pictures, University of
Pennsylvania Press, 1995, ISBN 0553378570.
Joshua Foer, Moonwalking with Einstein: The Art
and Science of Remembering Everything, New
York, Penguin Press, 2011, ISBN 0143120530.

7 Voci correlate
Mnemotecnica
Memoria

Fonti per testo e immagini; autori; licenze

8.1

Testo

Tecnica dei loci Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Tecnica_dei_loci?oldid=73255948 Contributori: SpeDIt, MM, Eumolpo, AttoRenato,
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Immagini

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