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Le biotecnologie avanzate nel settore delle produzioni animali

Le produzioni animali sono il risultato di un insieme di tecnologie/biotecnologie, con cui si ottengono


alimenti freschi (latte. carne, uova, miele) e trasformati (formaggi, salumi, burro, ecc) e altri prodotti utili
non alimentari (lana, seta, pelle, ecc ).
In particolare le produzioni zootecniche si attuano utilizzando o modificando con processi biologici
(selezione) gli animali, al fine di convertire l'energia e le sostanze contenute nei foraggi e nei mangimi di
origine vegetale in alimenti di pi elevato valore nutritivo o in prodotti non alimentari o in forza e lavoro
animale.
In base a queste definizioni si pu affermare che le biotecnologie zootecniche sono sorte circa 10000 anni
fa, nel periodo neolitico, con la domesticazione degli animali. Questa infatti, pu essere considerata la
prima biotecnologia messa in opera dall'uomo. Da allora ha avuto inizio, prima empiricamente e poi, via via
che aumentavano le conoscenze fomite dallosservazione e dalla ricerca, in modo scientifico, lo sviluppo di
altre biotecnologie che hanno consentito di creare razze specializzate per determinate produzioni, di
aumentare le risorse alimentari per lalimentazione degli animali, di migliorare lo stato igienico-sanitario
degli allevamenti, di aumentare l'efficienza dei processi biologici coinvolti nelle produzioni, di migliorare
l'efficienza economica dei processi produttivi, di conservare, trasformare e, quindi, trasportare lontano dai
luoghi di produzione i prodotti animali primari e derivati.
Questi straordinari risultati hanno contribuito a sconfiggere nei Paesi industrializzati la fame e la
malnutrizione da squilibri e carenze di proteine, di aminoacidi essenziali, di minerali e vitamine, e di
migliorare le condizioni alimentari delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo e del terzo mondo. Questi
progressi sono stati ottenuti con le biotecnologie oggi definite tradizionali, ma che mantengono tuttora
la loro utilit.
L'imponente crescita del patrimonio di conoscenze nei campi della biologia e della genetica molecolare, ha
aperto la strada, anche nel settore delle produzioni animali, allo sviluppo di NUOVE biotecnologie
impensabili fino a pochi anni fa. Queste biotecnologie sono qualificate con laggettivo "avanzate" per
distinguerle da quelle tradizionali empiriche o basate sulla genetica classica e quantitativa.
Le biotecnologie avanzate hanno come fulcro l'intervento sul DNA e sulle cellule nelle prime fasi dello
sviluppo embrionale degli animali, per modificare le propriet degli organismi, rendendoli pi idonei a
soddisfare le esigenze dell'uomo.
Queste biotecnologie rappresentano un potente strumento per vincere le due grandi sfide che il sistema
delle produzioni animali dovr affrontare nel futuro: l'aumento della produzione e il miglioramento della
qualit dei prodotti. Nei prossimi 50 anni si stima che la disponibilit mondiale di proteine animali dovr
essere il doppio di quella attuale, per soddisfare l'incremento della domanda conseguente alla previsione di
raddoppio della popolazione umana e al maggior consumo di prodotti di origine animale nei Paesi in via di
sviluppo.
Inoltre i prodotti dovranno rispondere alle maggiori esigenze di qualit provenienti dai consumatori,
soprattutto nei Paesi industrializzati.
Le applicazioni delle biotecnologie avanzate nel campo delle produzioni animali possono essere
schematicamente raggruppate nelle aree della riproduzione e dell`ingegneria genetica.

BIOTECNOLOGIE DELLA RIPRODUZIONE


Nellambito della attivit riproduttiva la prima biotecnologia scientifica moderna pu essere datata nel
1780 (Tabella 1). Si tratta della fecondazione artificiale, effettuata per la prima volta su una cagna da
Lazzaro Spallanzani, uno dei padri della biologia moderna. Oggi la fecondazione artificiale (FA) o

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Inseminazione Strumentale (IS) per i suoi vantaggi genetici, sanitari ed economici viene utilizzata
regolamente, spesso dagli stessi allevatori (inseminatore laico), nei bovini, suini, ovini, caprini, equini,
tacchini, conigli, api, visoni, pesci e tante altre specie, compreso l'uomo.
Di pi recente attuazione sono altre biotecnologie, come l'embryo transfer e lo splitting con le connesse
tecniche di superovulazione e raccolta e crioconservazione, gi utilizzato ai fini del miglioramento genetico
delle produzioni zootecniche.
Le biotecnologie avanzate nel campo della riproduzione, su cui in corso un'imponente attivit di ricerca,
sono, invece, l'ovum pick up, la maturazione e fecondazione in vitro degli ovociti, la coltura in vitro degli
embrioni, la predeterminazione del sesso e la clonazione degli animali.
L'ovum pick up, che consiste nella raccolta degli ovociti direttamente dagli animali vivi mediante
aspirazione dei follicoli ovarici, viene usato con successo nelle vacche. Questa tecnologia permette di
aumentare la capacit riproduttiva delle femmine e, quindi di aumentare l'intensit della selezione nel
sesso femminile. Recentemente il metodo stato applicato anche alle vitelle e alle manze al fine di ridurre
lintervallo di generazione e, quindi, di aumentare il progresso genetico per generazione o per anno. I
risultati sono stati incoraggianti, anche se la percentuale di embrioni e di gravidanze ottenute con gli oociti
prelevati dai soggetti prepuberi stata inferiore a quella degli animali adulti.
Tabella 1. Biotecnologie della riproduzione animale
Biotecnologie Tradizionali
Fecondazione artificiale
Superovulazione
Nuove Biotecnologie gi applicate
Embryo transfer
Splitting
Biotecnologie IN FASE DI APPLICAZIONE SPERIMENTALE O DI RICERCA AVANZATA
Ovum pick up
Predeterminazione del sesso mediante selezione degli spermatozoi
Maturazione in vitro degli oociti
Fecondazione in vitro
Coltura in vitro degli embrioni
Crioconservazione degli embrioni
Clonaggio
La predeterminazione del sesso di notevole interesse, perch alcune produzioni zootecniche (latte e
uova) si esprimono in un solo sesso, mentre altre si possono ottenere con maggiore efficienza in uno dei
due sessi (produzione carne con i maschi).
Per questi motivi la possibilit di allevare animali del sesso utile rappresenta da sempre unaspirazione degli
allevatori perch consentirebbe di ridurre i costi di produzione.
La via pi efficace per raggiungere questo obiettivo quello di separare in vitro gli spermatozoi contenenti i
cromosomi X e Y che, come noto, danno origine, rispettivamente, al sesso femminile e maschile. Tra i
diversi tentativi effettuati basandosi su differenze tra i due tipi di spermatozoi (massa, motilit contenuto di
DNA, cariche ed antigeni di superficie, ecc.), la separazione mediante citofluorometria a flusso in base al
maggior contenuto di DNA degli spermatozoi contenenti il cromosoma X ha fornito i risultati pi
promettenti. Infatti, essa consente di ottenere seme contenente nei casi pi favorevoli fino al 90% di
spermatozoi utili per ottenere il sesso desiderato. l primi risultati di fecondazione con seme cosi ottenuto
hanno messo in evidenza nelle diverse specie di interesse zootecnico, in particolare nei suini, che

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possibile ottenere al parto fino a 85-95% dei nati del sesso desiderato. Tuttavia la tecnica presenta alcuni
linmiti relativi al limitato numero di spermatozoi separabili in tempo utile, che di circa 500.000
spermatozoi l'ora. Normalmente una dose di seme per la fecondazione artificiale deve contenere da 3 a 6
miliardi di spermatozoi.
In questo campo lo sviluppo pi interessante e anche pi appariscente della ricerca la clonazione degli
animali. L'uniformit degli animali e dei prodotti zootecnici stata sempre un'aspirazione degli allevatori,
dellindustria di trasformazione e del consumatore. Essa diventata pi importante ai nostri giorni in cui si
tende ad automatizzare tutte le operazioni necessarie per lallevamento e per la lavorazione dei prodotti.
La riproduzione per via sessuale non consente di raggiungere l'uniformit richiesta perch comporta
sempre un mescolamento di geni paterni e materni, che danno origine ad uninfinit di combinazioni. Nei
vegetali possibile ottenere cloni di individui perfettamente identici con la moltiplicazione per via
asessuale. Negli animali ci non possibile, perch le cellule adulte differenziate non sono pi in grado di
dare origine a nuovi individui. L'unico esempio di soggetti perfettamente uguali negli animali superiori
rappresentato dai gemelli veri o monozigotici.
Una tecnica gi applicata con successo in tutte le specie di interesse zootecnico per aumentare il numero di
gemelli monozigotici quella della divisione degli embrioni (splitting) allo stadio di morula o di blastocisti
in due o pi parti. Ciascuna di queste se posta in una membrana pellucida e trasferita in una femmina
ricevente, d origine ad un soggetto perfettamente normale.
Tuttavia con questa tecnica si possono ottenere al massimo quattro soggetti identici, perch se si va oltre
nella divisione, i frammenti dell'embrione non sono in grado di dare origine ad un nuovo soggetto.
La ricerca tenta di superare questi limiti con la clonazione. A tal fine la tecnica pi sperimentata e che finora
ha fornito i risultati pi interessanti anche negli animali di interesse zootecnico, il trasferimento o
trapianto nucleare che potrebbe consentire la produzione di cloni di numerosit pi elevata in tutte le
specie di interesse zootecnico. La biotecnologia si basa sul trasferimento del nucleo delle cellule
(blastomeri) di embrioni in fase di preimpiantazione (morula o blastula) in un oocita enucleato. Infatti, i
nuclei delle cellule che derivano dalle prime 3-6 divisioni dell`ovocellula fecondata si sono rivelati
totipotenti e, quindi, in grado di dare origine ad un nuovo individuo se vengono reimpiantati in un ovocita
precedentemente enucleato.
In queste stadio, infatti, i nuclei trasferiti sono ancora in grado di potersi riprogrammare allo stadio di zigote
e dare origine a copie multiple geneticamente identiche di uno stesso animale. Al momento attuale, il
rendimento complessivo del clonaggio. espresso come numero di nati rispetto al numero di trasferimenti
nucleari effettuati, ancora molto basso.
Ma probabile che nel prossimo futuro si registreranno notevoli progressi nell`efficienza del processo,
perch in atto una gran mole di ricerche tendenti a migliorare da una parte la tecnica del trapianto
(separazione e trasferimento dei blastomeri, enucleazione dellovocita, fusione delle cellule, attivazione
degli ovociti trapiantati e coltura degli embrioni), dall'altra la qualit degli embrioni e degli ovociti di
Partenza. Per aumentare la numerosit dei cloni si possono riclonare gli embrioni ottenuti per
trasferimento nucleare.
Lo sviluppo pi recente della clonazione stato la produzione di unagnella, la famosa Dolly, partendo da
una cellula della mammella di una pecora adulta dell`et di sei anni. Si tratta di un risultato unico, anche se
la stampa di informazione ha dato notizie di risultati simili nelle scimmie e nei bovini, confondendo la
clonazione da cellule somatiche stabilizzate con quella da trapianto nucleare. La differenza tra le due
tecniche, invece, rilevante perch, mentre con la prima si possono produrre copie geneticamente esatte
dell`animale da cui si prelevano le cellule, con la seconda si ottengono soggetti identici tra loro, ma diversi

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sia dal padre sia dalla madre, perch l`embrione da cui si prelevano le cellule frutto di una dei miliardi di
possibili combinazioni tra gli spermatozoi del padre e gli ovociti della madre.
Nel l998 sono stati ottenuti altri successi nella clonazione dei mammiferi. Presso luniversit delle Hawaii
stata ottenuta la clonazione di topi, utilizzando cellule del cumulo ooforo di femmine adulte.
I vantaggi pi interessanti della clonazione in campo zootecnico si potrebbero avere nel settore del
miglioramento genetico. La disponibilit di copie di uno stesso soggetto, da una parte potrebbe permettere
la valutazione genetica dei riproduttori per caratteristiche che richiedono la macellazione (ad esempio la
qualit della carne) o l'esposizione ad agenti infettivi (ad esempio la resistenza alle malattie) e, dallaltra,
una diffusione pi larga e pi rapida dei soggetti migliori. La clonazione pu essere utile per il salvataggio
delle specie o razze in via di estinzione, soprattutto quando il numero di soggetti sopravvissuti dell'ordine
di qualche unit.
Bisogna sottolineare infine la potenzialit che pu offrire luso congiunto della clonazione e della
modificazione del patrimonio genetico degli individui. Con questultima tecnica si potrebbero creare dei
soggetti pi rispondenti alle esigenze degli allevatori e di tutti quanti operano nel settore, mentre con la
clonazione si potrebbero moltiplicare questi soggetti. L'uso congiunto della clonazione e della transgenesi
nelle specie di interesse zootecniche potrebbe dare origine ad importanti applicazioni perla produzione di
proteine ad uso farmaceutico utili per curare o prevenire malattie sia dell'uomo sia degli animali.

BIOTECNOLOGIE GENETICHE
l progressi realizzati dalla genetica molecolare hanno destato grande entusiasmo tra i ricercatori che
operano nel settore delle produzioni animali. La tecnologia del DNA ricombinante, o ingegneria genetici,
costituisce la base scientifica fondamentale delle moderne biotecnologie avanzate. Gli obiettivi della ricerca
e le applicazioni in atto, o possibili, sono elencati nella tabella 2.
Tabella 2. Biotecnologie genetiche nel settore delle produzioni animali.
Obiettivi di Ricerca
Identificazione, clonaggio e sequenziamento dei geni
Individuazione polimorfismi (RFLP, SSCP, microsatelliti, RAPD-AFLP, SNPs)
Individuazione di geni mendeliani responsabili di caratteristiche favorevoli, di malattie e di difetti degli
animali e dei prodotti zootecnici
Individuazione di QTL o ETL
Creazione di mappe genetiche e fisiche del genoma degli animali
Regolazione dell'espressione dei geni
Trasferimento genico e produzione di animali transgenici
Applicazioni
Selezione assistita da marcatori per caratteri quantitativi
Selezione per caratteri qualitativi mediante individuazione dei genotipi a livello di DNA
Eliminazione di malattie e di difetti ereditari mediante selezione a livello di DNA
Determinazione del sesso degli embrioni
Identificazione degli animali
Controllo di parentela
Controllo di qualit dei prodotti
Animali transgenici:
per il miglioramento delle prestazioni produttive
per migliorare la qualit dei prodotti animali
per aumentare la resistenza alle malattie

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per produrre proteine eterologhe di interesse farmacologico, ecc.


La selezione per il miglioramento delle produzioni animali finora stata realizzata con i metodi della
genetica quantitativa. Secondo questa teoria la variazione continua dei caratteri quantitativi, quali ad
esempio sono la produzione di latte e di carne, dovuta allazione degli alleli di molti loci e agli effetti dei
fattori ambientali. I singoli loci e alleli esercitano effetti molto piccoli prevalentemente di tipo additivo sulla
variabilit totale del carattere. Per questi caratteri complessi non possibile individuare il genotipo degli
animali direttamente dal loro fenotipo. Di conseguenza ai fini della selezione si abbandonata questa
strada e si intrapresa quella dell'approccio biometrico-statistico, sviluppando metodi di stima del valore
genetico degli animali o indici di selezione, basati sulla misurazione di questi caratteri nei soggetti candidati
alla riproduzione e/o nei loro parenti, tenuti nelle stesse condizioni ambientali (stazioni o centri di controllo
genetico) ai fini di evidenziare la quota ereditabile delle differenze osservate fra i singoli riproduttori.
Tale approccio ha consentito di raggiungere risultati eccezionali. Basti pensare che una bovina specializzata
oggi pu produrre oltre 100 quintali di latte per lattazione, quando il fabbisogno per allattare il proprio
vitello di circa 5 quintali. Ma questi risultati, ottenuti in mancanza delle conoscenze del numero di loci e
alleli coinvolti nella trasmissione ereditaria dei caratteri e delle associazioni tra geni, hanno avuto come
contropartita problemi riguardanti la fertilit e la resistenza alle malattie degli animali, oltre che un
peggioramento della qualit dei prodotti.
La tecnologia del DNA ricombinante pu consentire il superamento di questi problemi. Infatti, questa
tecnologia permette di creare mappe genetiche e fisiche degli animali di interesse zootecnico e di
identificare direttamente nel DNA i geni coinvolti o associati con le caratteristiche che si desidera migliorare
o con malattie e difetti degli animali, aprendo la strada a nuove strategie di selezione e rendendo pi
efficaci i metodi tradizionali, attraverso la selezione assistita da marcatori. Ricerche coordinate a livello
internazionale hanno consentito di creare mappe genetiche fisiche nelle pi importanti specie zootecniche.
Attualmente il numero di marcatori noti nelle diverse specie zootecniche abbastanza elevato come si pu
vedere dai dati della tabella 3 e aumenta di giorno in giorno grazie all'intensa attivit
di ricerche in corso in tutto il mondo.
Tabella 3.-Numero di marcatori mappati nelle diverse specie di animali di interesse zootecnico
Specie
Marcatori
di cui geni
Bovini
2455
598
Suini
1968
551
Ovini
1384
346
Cavalli
388
52
Polli
1936
490
Tacchini
54
3
Gatti
145
115
Fonte: ARK Data Base, Roslin Institute, Roslin, Midlothian, UK
Tutto ci ha posto le basi per ricercare associazioni tra marcatori a livello di DNA e i loci che contribuiscono
ai caratteri quantitativi di importanza economica, QTL (quantitative trait loci) o ETL (economical trait loci).
Lindividuazione di associazione di questo tipo permette di frazionare un carattere quantitativo a variazione
continua in un certo numero di loci mendeliani a variazione discontinua, chiaramente identificabili, e di
attuare una selezione assistita da marcatori. Infatti, se un allele di un locus ad effetto quantitativo e un
marcatore sono geneticamente associati, saranno trasmessi dai genitori ai figli in modo congiunto. Di
conseguenza, utilizzando gli alleli dei marcatori per il carattere selezionato si potranno scegliere gli animali
portatori delle varianti pi favorevoli. Da ci la selezione pu trarre vantaggio, integrando gli attuali metodi
matematico-statistici di valutazione genetica dei riproduttori con le informazioni fornite dalla genetica
molecolare su eventuali geni maggiori o su marcatori associati a QTL. La selezione effettuate in questo

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modo pu aumentare lefficacia di quella attuata esclusivamente sulla base delle performances, soprattutto
per caratteristiche che si esprimono in un solo sesso, come ad esempio la produzione del latte e il numero
di nati per parto, o difficilmente misurabili sugli animali vivi, come le caratteristiche della carcassa e della
carne. Infatti la tecnologia del DNA ricombinante, mettendo a disposizione informazione sui QTL,
direttamente o attraverso i marcatori, pu influire favorevolmente su tutti i fattori che determinano il
progresso genetico: accuratezza della selezione, intensit della selezione e intervallo di generazione. Inoltre
la selezione effettuata a livello di DNA, potendo essere indirizzata verso specifici geni, consente di superare
pi facilmente i problemi posti dalle correlazioni sfavorevoli tra i caratteri obiettivi della selezione.
Sono gi stati identificati per mezzo di marcatori diversi QTL nelle diverse specie di interesse zootecnico.
Qui di seguito ne sono ricordati alcuni di pi immediato interesse applicativo.
Di particolare interesse appaiono i loci ESR (Estrogen Receptor) e Booroola che influiscono rispettivamente
sulla prolificit della scrofa e della pecora. Il gene ESR risulta associato con la prolificit delle scrofe nella
razza cinese Meishan. Leffetto dellallele favorevole risultato pari ad 1,4 suinetti in pi al primo parto e
0,5 in pi nei parti successivi. Questi risultati non hanno trovato piena conferma nella razze europee o
americane; infatti, non tutti gli esperimenti effettuati su queste razze hanno confermato il suddetto effetto
favorevole, che, in ogni caso risultato sempre inferiore a quello osservato nella razza cinese. Questi
risultati contraddittori suggeriscono che probabilmente il locus ESR soltanto un marcatore di un QTL, che
influisce sulla prolificit. In questo caso l'allele favorevole di ESR potrebbe essere usato come un marcatore
per identificare quello realmente responsabile dellaumento della prolificit nella razza Meishan, che in
seguito potrebbe essere trasferito alle razze europee ed americane con lintrogressione assistita da
marcatori o con la trans genesi.
Il Iucus Boorola, cos chiamato dalla localit in cui e stato trovato, ha un effetto importante sul tasso di
ovulazione e quindi sul numero di nati nelle pecore. Il gene stato trovato soltanto nella razza Merino
australiana. La genetica molecolare ha consentito di mappare questo gene sul cromosoma 6 e di trovare
alcuni marcatori associati che potrebbero essere utili per la sua introgressione nelle altre razze ovine da
carne.
Altri marcatori associati con la funzione riproduttiva sono stati evidenziati e mappati nel corso dell'ultimo
anno. Tra questi altri quattro geni (FSHB - catena beta dellormone follicolo stimolante; OPN Osteopontina; PRLR recettore della prolattina; MTNR1A recettore 1A della melatonina) riguardano la
numerosit della covata delle scrofe.
Altri QTL riguardano la velocit di crescita, la composizione della carcassa, la produzione del latte e la
qualit della carne e del latte.
Un QTL trovato nei suini particolarmente interessante perch sembra che influisca sul contenuto di grasso
intramuscolare della carne, ma non sul grasso di copertura, misurato dallo spessore del lardo. Mentre
questultimo considerato negativamente, una limitata presenza del primo indispensabile per la sapidit
della carne. La forte selezione per la riduzione del grasso di copertura della carcassa ha portato pure ad una
notevole riduzione del grasso intramuscolare e, di conseguenza, ad un deterioramento delle caratteristiche
organolettiche della carne suina. Il controllo del suddetto gene nelle popolazioni commerciali attraverso la
selezione e l`incrocio potrebbe permettere di trovare un giusto compromesso tra le esigenze contrastanti
dei consumatori di avere carne magra e nello stesso tempo molto sapida.
Nei bovini stato individuato il locus e la mutazione responsabile dell`ipertrofia muscolare nella razza Blu
Belga, Piemontese (e altre razze) la cui presenza determina un aumento del 20% della massa muscolare.
Un gene analogo, callipyge, responsabile dellipertrofia muscolare negli ovini stato mappato nel
cromosoma 18 di questa specie. Inoltre per questo gene con laiuto dei marcatori microsatelliti ad esso

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associati stato messo in evidenza un meccanismo di trasmissione ereditario non mendeliano, denominato
superdominanza polare, secondo il quale soltanto gli individui eterozigoti che ereditano dal padre
l`allele favorevole del gene callipyge manifestano lipertrofia muscolare. Per questo gene esisterebbe un
fenomeno di imprinting materno, che porta non solo alla non espressione del fenotipo nei soggetti
eterozigoti che ricevono lallele favorevole dalla madre, ma anche allinattivazione dellallele paterno in
quelli che lo ricevono da entrambi i genitori. In base a questo meccanismo ereditario sarebbe impossibile
ottenere in una popolazione ovina il 100% di individui callipyge con i metodi tradizionali di selezione ed
incrocio. Invece, grazie alla genetica molecolare, e pi precisamente alluso dei marcatori del DNA
possibile individuare maschi, omozigoti per la mutazione callipyge, che non esprimono il fenotipo ipertrofia
muscolare ed accoppiarli con femmine omozigoti per lallele normale per ottenere il 100% di figli callipyge.
La ricerca di QTL e geni maggiori attualmente molto attiva, perch resa pi facile dallesistenza nelle
principali specie zootecniche di mappe genetiche che diventano sempre pi dense di marcatori. Ci lascia
presagire che in un futuro non molto lontano si potr giungere alla dissezione dei caratteri quantitativi in
tanti QTL, che potranno essere utilizzati per aumentare lefficienza della selezione.
Unaltra interessante applicazione della tecnologia del DNA ricombinante riguarda la diagnosi e
leliminazione delle malattie e dei difetti ereditari.
Negli animali di interesse zootecnico si conoscono numerose malattie e difetti ereditari (tabella 4), di cui
molte dovute a mutazioni di un solo gene. Se il gene dominante possibile diagnosticare la malattia o il
difetto sia negli omozigoti sia negli eterozigoti portatori, mentre se il gene recessivo i sintomi si
manifestano solamente nei soggetti omozigoti recessivi. Leliminazione del gene dalla popolazione per
mezzo della selezione fenotipica possibile solo nel primo caso, mentre diventa pressoch impossibile nel
secondo caso, perch i soggetti eterozigoti portatori si presentano normali ma trasmettono il gene
responsabile ai figli. L'unica possibilit di ridurre efficacemente la frequenza di un gene recessivo o di
eliminarlo risiede nellidentificazione dei soggetti portatori in modo da poterli scartare dalla riproduzione
insieme con quelli omozigoti, che manifestano clinicamente la malattia o il difetto. Sotto questo profilo la
genetica molecolare si rivelata uno strumento risolutivo.
Tab. 4. Malattie e disordini ereditari nelle specie animali di interesse zootecnico
Specie
N
Bovini
324
Suini
212
Ovini
167
Caprini
62
Equini
160
Polli
163
Fonte: OMIA - University of Sydney, Australia
In questo campo il primo successo importante per la zootecnia stato ottenuto con lidentificazione del
gene e della mutazione del difetto PSE della carne, caratterizzato dalla presenza di masse muscolari di
colore bianchiccio, flaccide, che lasciano trasudare dalla superficie di taglio notevoli quantit di liquido
sieroso. Le conseguenze economiche sono molto rilevanti perch il difetto altera le pi importanti
caratteristiche qualitative della carne, quali il colore, la consistenza e il potere di ritenzione idrica. Inoltre le
alterazioni generalmente interessano le masse muscolari che costituiscono i tagli pi pregiati, come la
lombata ed il prosciutto. Le caratteristiche anomali conferite dalla PSE rendono la carne meno attraente
per il consumatore e meno idonea alla trasformazione in salumi tipici di alto pregio, quali sono i prosciutti
crudi di Parma.

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Le tecniche del DNA ricombinante hanno permesso di individuare, come responsabile della predisposizione
alla PSE, il gene CRC, che codifica per la proteina che costituisce i canali di rilascio del calcio del reticolo
sarcoplasmatico. Una mutazione di questo gene caratterizzata dalla sostituzione di un solo aminoacido
(arginina con cisteina) della catena polipeptidica, dovuta alla sostituzione di una citosina con una timina al
nucleotide 1843, risultata responsabile del difetto. Lindividuazione dellalterazione a livello del DNA ha
permesso di mettere a punto un test rapido e sicuro, per lindividuazione dei suini portatori, basato sulla
suddetta mutazione, che determina un polimorfismo della lunghezza dei frammenti di restrizione che si
ottengono con gli enzimi Hha I e Asp HI.
Lanalisi pu essere effettuata a partire dal sangue, da piccolissime quantit di muscolo e di grasso fresco,
cotto e stagionato e anche da una singola setola. Il metodo viene utilizzato dallAssociazione Nazionale
Allevatori Suini nel programma nazionale di selezione allo scopo di eliminare il gene della predisposizione
alla PSE dalle razze suine italiane e inoltre trova applicazione nel controllo di qualit dei prosciutti italiani a
denominazione di origine protetta.
Altre malattie ereditarie identificate recentemente con le tecniche del DNA ricombinante sono la BLAD,
Bovine Leukocyte Adhesion Deficiency, la Weaver, la DUMPS, Deficiency of Uridine Monophosphate
Synthase, la MSUD, Maple Syrup Urine Diseae, la citrullinemia nei bovini e la HYPP, Hyperkalaemic Periodic
Paralysis, nei cavalli. Per le malattie BLAD, DUMPS e Weaver il Laboratorio Gruppi Sanguigni
dellAssociazione Italiana Allevatori procede routinariamente allindividuazione dei soggetti portatori al fine
di eliminarli dalla riproduzione. Oggi si conosce la base molecolare di circa 63 malattie ereditarie degli
animali di interesse zootecnico.
Le ricerche di genetica molecolare che hanno portato all'individuazione della lesione genetica e/o alla
messa a punta del test diagnostico a livello del DNA per queste malattie, sono paradigmatiche per giungere
allidentificazione della causa profonda di tutte le altre malattie ereditarie a base genetica monofattoriale
presenti negli animali di interesse zootecnico. Nel fare ci ci si potr avvantaggiare delle ricerche sul
genoma umano che sono molto pi numerose e avanzate. Infatti, dagli studi di genetica molecolare
nelluomo possibile avere indicazioni sui geni candidati, perch le malattie ereditarie sono spesso comuni
all'uomo e agli animali e hanno la stessa base genetica.
Perci, poich le sequenze dei geni funzionali e le associazioni tra geni mostrano un elevato grado di
conservazione tra le diverse specie di mammiferi, utilizzando i geni umani gi clonati possibile studiare ed
isolare i corrispondenti geni animali.
Altre biotecnologie basate sullingegneria genetica sono la determinazione del sesso degli embrioni, il DNA
fingerprinting e il monitoraggio della qualit dei prodotti.
Il sessaggio degli embrioni una tecnica gi utilizzata nei programmi di trasferimento embrionale per il
miglioramento genetico dei bovini da latte. Dopo i primi tentativi poco efficaci basati sullanalisi del
cariotipo, sono stati sviluppati con successo diversi metodi miranti ad individuare sequenze di DNA Yspecifiche nelle cellule embrionali. Tra questi i pi idonei sono risultati quelli che utilizzano la tecnica PCR,
perch richiedono soltanto qualche cellula embrionale e forniscono rapidamente risultati con accuratezza
che va dal 95 al 100%. Tuttavia anche questo metodo provoca una diminuzione della vitalit degli embrioni
dellordine del 10% rispetto agli embrioni non sessati. Per superare questinconveniente si stanno
sviluppando metodi non invasivi, che non richiedono la biopsia dellembrione, quali la determinazione della
concentrazione e dellattivit di enzimi legati al cromosoma X o la determinazione di antigeni di
istocompatibilit, presenti sulla superficie delle cellule maschili, ma non su quelle femminili, mediante
lutilizzazione di anticorpi monoclonali.
Lattribuzione certa della paternit e della maternit biologica e I'identificazione sicura dei singoli animali
sono presupposti fondamentali per effettuare efficacemente la selezione nelle popolazioni zootecniche. Si
visto che, nonostante la scrupolosit delle registrazioni di questi dati nellambito dei libri genealogici, una

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cena percentuale di errori inevitabile, soprattutto per i maschi quando si usa la fecondazione artificiale.
Lattribuzione del padre, ma in qualche caso anche quella della madre, pressoch impossibile
nell'allevamento brado e semibrado se le femmine sono imbrancate con diversi maschi. E' questo il caso
dellallevamento bufalino e molto spesso di quello ovino e caprino.
Per questi motivi, fin dallinizio della selezione, apparso necessario determinare con certezza la corretta
paternit biologica di un individuo. A tale scopo comunemente sono utilizzati i gruppi sanguigni e i
polimorfismi delle proteine del sangue. Questi polimorfismi per la loro limitata variabilit possono
permettere soltanto di escludere la paternit ma non ne consentono lattribuzione.

Le tecniche del DNA ricombinante hanno messo a disposizione numerosi polimorfismi evidenziabili a livello
del DNA, che ben si prestano allo scopo. In particolare sono stati individuati certi loci microsatelliti
(costituiti da 1-4 nucleotidi) distribuiti in tutto il genoma e costituiti da corte sequenze ripetute in tandem
che danno origine ad una elevata variabilit individuale. A causa della elevata variabilit tutti questi loci
vengono definiti ipervariabili. Tale variabilit pu essere individuata con metodiche PCR. Il complesso
tracciato autoradiografico risultante dallanalisi di questi loci ipervariabili specifico per ogni individuo e
costituisce "limpronta digitale del DNA" (DNA fingerprint), cos chiamata perch analogamente
allimpronta digitale poliziesca, ma in modo pi preciso, si presta per lidentificazione di un soggetto.
Gli alleli dei microsatelliti sono ereditari secondo gli schemi mendeliani e di conseguenza l'elevatissimo
grado di variabilit consente anche di determinare con certezza la paternit degli individui. Questi metodi
rispetto a quelli tradizionali basati sui polimorfismi immunologici degli antigeni eritrocitari ed elettroforetici
delle proteine del sangue presentano il vantaggio di raggiungere elevatissimi livelli di precisione ed in
secondo luogo quello di ridurre notevolmente il numero di analisi necessarie per l'identificazione della
paternit. In Italia la determinazione della paternit per tutte le specie viene effettuata presso il
Laboratorio Gruppi Sanguigni istituito a Cremona dallAssociazione Allevatori italiani (Tabella 5)
Tabella 5. Numero di microsatelliti e di amplificazioni utilizzati per la diagnosi di parentela presso il
Laboratorio Gruppi Sanguigni dellAIA
Specie
Numero micro satelliti
Numero amplificazioni
Bovina
13
2
Bufalina
6
1
Canina
6
2
Caprina
8
2
Equina
10
1
Ovina
8
2
Suina
9
2
Unaltra applicazione interessante delle tecniche del DNA ricombinante riguarda il controllo della
composizione e della qualit dei prodotti zootecnici primari e derivati.
La tecnologia del DNA ricombinante pu essere utilizzata per determinare la specie ed il sesso di
provenienza della carne, o la specie di provenienza del latte e dei latticini.
Queste analisi possono essere utili commercialmente per garantire la qualit dei prodotti carnei macinati
freschi, cotti o stagionati.
Normalmente simpiegano tecniche basate sulla ibridazione del DNA, estratto dal prodotto che si vuole
analizzare, con sonde di DNA specie-specifiche o sesso-specifiche. Lavvenuta ibridazione viene rilevata con
metodi autoradiografici o colorimetrici. Queste tecnologie sono state utilizzate per lidentificazione della

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carne di specie diverse. Recentemente sono stati messi a punto metodi PCR pi semplici e rapidi basati
sullamplificazione di sequenze di DNA specifiche per le diverse specie animali o per il sesso.
Lo sviluppo pi interessante dellingegneria genetica si avuto con la dimostrazione della possibilit di
modificare il patrimonio genetico degli animali attraverso l'inclusione nel loro genoma di geni provenienti
da altre specie, o da altri individui della stessa specie, ma usando tecniche diverse da quelle della
riproduzione tradizionale.
I soggetti che si ottengono sono chiamati animali transgenici. Il trasferimento del gene in genere viene
effettuato per microiniezione di una soluzione del DNA nei pronuclei delluovo fecondato e tramite il
reimpianto dellembrione in una femmina ricevente. In questo modo il gene aggiunto verr trasmesso a
tutte le cellule, comprese quelle della linea germinale e quindi porr essere trasmesso da una generazione
all'altra.
Ricerche di questo tipo sono state effettuate su tutte le specie di interesse zootecnico. L'efficienza del
trasferimento genico risulta ancora molto bassa poich meno dell1-2% degli zigoti iniettati d origine ad
animali transgenici. Ma questa percentuale potrebbe essere rapidamente aumentata utilizzando nuove
tecniche di trasferimento in fase di sperimentazione e, se, analogamente a quanto avvenuto nel topo,
anche negli animali di interesse zootecnico, si riuscir a ottenere linee di cellule embrionali staminali
totipotenti.
Una volta integrato nel genoma il transgene verr trasmesso alla progenie secondo gli schemi mendeliani.
Attualmente sono stati trasferiti con successo numerosi geni e ci ha aperto la strada a nuove possibilit di
miglioramento delle produzioni e a possibilit alternative di utilizzazione degli animali di interesse
zootecnico.
La produzione di animali transgenici apre nuove e interessanti prospettive biotecnologiche. Infatti,
possibile usare gli animali transgenici per la produzione di proteine eterologhe di interesse farmacologico.
In altri termini possibile con la transgenesi trasformare le bovine, le pecore e le capre da latte in fabbriche
di proteine di grande utilit, quali ad esempio anticorpi ed altre sostanze biologiche umane utili per
la prevenzione e la cura di malattie delluomo. Si visto, infatti, che animali transgenici, ottenuti
introducendo nel loro genoma un gene per la sintesi di una proteina estranea, unito alle sequenze del DNA
che regolano lespressione di una proteina del latte, sintetizzano nel loro latte la nuova proteina. La
produzione di proteine eterologhe potr essere ottenuta anche nel sangue e nei tessuti corporei degli
animali transgenici, ma il sistema latte presenta caratteristiche pi favorevoli perch consente di
recuperare il prodotto pi facilmente con i procedimenti di estrazione tradizionali. Se il livello di
espressione del gene trasferito di appena 1-2g per Kg di latte, da una bovina che produce 90quintali di
latte per lattazione si potranno ricavare 9-18Kg lanno di proteina ricombinante.
Diverse societ farmaceutiche, in collaborazione con istituti di ricerca, sono gi in fase di sperimentazione
avanzata per la produzione di sostanze farmacologicamente attive con animali transgenici. Finora si
ottenuto sperimentalmente lespressione di oltre 25 geni umani di questo tipo nel latte dei mammiferi,
prevalentemente nei topi, ma anche nelle pecore, capre, scrofe e coniglie. Diverse sono le sostanze che
nel prossimo futuro potrebbero avere uno sbocco commerciale, tra cui la 1-antitripsina, alcuni fattori di
coagulazione del sangue, la proteina C , lantitrombina III, l'albumina serica umana e il fibrinogeno. Tutte
queste sostanze sotto attualmente ricavate dal sangue umano con costi altissimi. La produzione con gli
animali transgenici consentirebbe di ottenere le quantit richieste a costi molto bassi.
Finora si ottenuto sperimentalmente l'espressione di oltre 25 geni umani di questo tipo nel latte dei
mammiferi, prevalentemente nei topi, ma anche nelle pecore, capre, scrofe e coniglie.

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Altre biotecnologie di interesse zootecnico possono derivare dall'applicazione dellingegneria genetica ai


microrganismi ai fini di migliorare lefficienza di trasformazione degli alimenti e lecocompatibilit degli
allevamenti.
Tramite la tecnologia del DNA ricombinante possibile costituire nuovi ceppi microbici capaci di
sintetizzare efficacemente ed in notevoli quantit proteine, singoli aminoacidi, ormoni, enzimi, vaccini ed
altre sostanze utili per aumentare la produzione e migliorare la qualit dei prodotti di origine animale.
Esempi noti di prodotti biotecnologici di questo tipo sono le somatotropine, che iniettate a bovini, ovini e
suini, provocano un notevole aumento della produzione di latte, della velocit di accrescimento e della
quantit di carne magra nella carcassa.
Altri interessanti sviluppi, per la zootecnia, sono prevedibili nel controllo della flora microbica ruminale e
del grosso intestino degli animali. Con le tecniche dell'ingegneria genetica possibile intervenire su questi
microrganismi, moltiplicando e rendendo pi efficienti le fermentazioni o creando nuovi ceppi capaci di
sintetizzare sostanze utili per incrementare le produzioni, migliorare la qualit dei prodotti e prevenire le
malattie.
A cura del Centro Studi lUomo e lAmbiente - Padova

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Appunti trascritti da:


Arcidiacono Rosario
Russo Riccardo
Santagati Guido

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