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Mi eseguono poco ma in tutto il mondo: con queste semplici

espressioni Rieti solito riassumere, significativamente, il grado di


conoscenza e di diffusione della sua musica che, se non ha mai
mancato infatti di suscitare consensi, a volte anche ampi, nei
pubblici pi diversi il suo balletto The Night Shadow, con la
coreografia di Balanchine, ha gi superato le duemila
rappresentazioni a tuttoggi per non stata studiata, comera
lecito attendersi, dagli storici della musica limitatisi ad indicarla
genericamente come espressione, anche se personale, di una certa
stagione del neoclassicismo.
Strano destino per un musicista che pure fu eseguito ed apprezzato
da Casella, Reiner, Mengelberg, Mitropulos, Stokowski, Kubelik,
Molinari, Toscanini e, nella realizzazione scenica dei suoi lavori,
ebbe la collaborazione di Cagli, De Chirico, De Pisis, Utrillo, Lger
per le scene ed i costumi e di Balanchine per le coreografie! Per
non dire dei balletti Barabau e Le Bal, gli unici su musiche originali
commissionati da Diaghilev ad un italiano per i Ballets Russes!
Ho conosciuto Rieti per caso, prima della sua musica, alla quale mi
sono in un secondo momento accostato, inizialmente per curiosit,
poi con interesse crescente a mano a mano che ne andavo
scoprendo la
8freschezza, lautenticit, lo stile che egli ha saputo serbare intatti,
nellampio arco della sua creativit, senza lasciarsi condizionare dai
suoi grandi contemporanei tra i quali sufficiente ricordare
Stravinsky, Prokofiev, Hindemith, Schnberg, Ravel, Varse,
Poulenc, Milhaud, De Falla, Casella, Respighi, con la maggior parte
dei quali fu anche in rapporti di profonda amicizia.
Non stato facile scrivere questo libro sia per la mancanza assoluta
di studi su Rieti salvo qualche breve saggio su alcuni suoi balletti
che mi fossero di conforto nelle analisi e nelle valutazioni, o almeno
le mettessero in dubbio, sia per la necessit di compiere ricerche a
Parigi ma soprattutto a New York dove ho avutoanche una lunga
ed indimenticabile frequentazione con il musicista.
Il lavoro si articola sostanzialmente in due parti: la prima dedicata
alla vita ed alle opere di Rieti, laltra ai documenti, in particolare
alle lettere da lui scritte e ricevute, quasi tutte inedite. Il racconto
biografico contestuale allanalisi delle composizioni per seguire il
pi possibile da vicino lo svolgimento naturale della vita delluomo
e dellartista.
Se gli anni fino al 1940 sono di gran lunga pi ricchi di notizie e di
dati che non il successivo periodo americano, dipende non solo dal
fatto che fino ai quarantanni lesistenza di Rieti stata pi vivace e
densa di avvenimenti ma anche dalla sua riluttanza a far conoscere
le successive vicende private che, a suo

giudizio, non hanno avuto incidenza rilevante sullattivit creativa.


Credo non sia inopportuno anche ricordare che ho rivisto lintera
materia con il musicista con il quale ho avuto la possibilit di
definire non pochi particolari. Non posso per questo che ringraziarlo
vivamente cos come gli sono molto grato per aver messo a mia
disposizione larchivio personale ed avere comunque reso pi
agevole il mio studio.
Ringrazio ancora sentitamente la Public Library Music Division,
Lincoln Center di New York, la Bibliothque de lOpra di Parigi,
Parmenia Migel Extrom,direttrice della
Stravinsky-Diaghilev
Foundation di New York, Laura Dallapiccola, Paola Masino,
Madeleine Milhaud, Fiamma Nicolodi, Claire Nicolas White, Aurl M.
Milloss, Henri Sauguet e quanti altri hanno facilitato le mie ricerche.
Non rimane che augurare a questo scritto di riuscire in qualche
modo a risvegliare lattenzione e linteresse di studiosi, di
responsabili di teatri ed associazioni concertistiche, di esecutori e di
coloro comunque che amano la musica per un compositore che
occupa un posto non irrilevante nel vivace e variegato panorama
del Novecento musicale; la mia fatica, in tal caso, non sar stata
vana. F.C.R. Roma, maggio 1987