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CARICA ELETTRICA

MODELLO ATOMICO: Latomo costituito da un nucleo centrale, formato da protoni


(cariche positive) e neutroni (privi di carica elettrica) e costituisce la massa vera e
propria dellatomo, ma di dimensione molto piccola rispetto a quelle dellatomo (sono
infatti dellordine di 10-15 m) intorno al quale ruotano gli elettroni (e = - 1,6 10 -19 C) in
numero uguale a quello dei protoni, che vanno ad occupare uno spazio quasi pari al
volume occupato dallatomo (ordine 10 -10 m) pur essendo quasi privi di materia. Per
rendersi conto, supponendo di ingrandire, per esempio, latomo di idrogeno, fino a
portarlo a un diametro pari ad 100 m, le dimensioni corrispondenti del nucleo
sarebbero dellordine del millimetro. E importante, inoltre, evidenziare che gli elettroni
possono descrivere intorno al nucleo solo determinate orbite, cio non si possono
muovere su unorbita qualsiasi.
ELETTRIZZAZIONE DI UN CORPO: Elettrizzare un corpo vuol dire andare ad alterare
lequilibrio tra il numero di cariche positive e quelle negative. Poich solo gli elettroni
possono allontanarsi dallatomo, lelettrizzazione una conseguenza dello
spostamento di un certo numero di elettroni da un corpo ad un altro.
MATERIALI CONDUTTORI ED ISOLANTI: sono detti materiali isolanti quelli in cui gli
elettroni sono legati ai rispettivi nuclei degli atomi e pur soggetti ad una forza elettrica
non sono in grado di spezzare il legame (il legame viene spezzato solo se su di esso
viene compiuto un lavoro, ad esempio strofinandolo), mentre sono conduttori quei
materiali in cui alcuni elettroni (detti elettroni di conduzione) hanno una certa libert
di movimento, nel senso che sotto leffetto di una forza elettrica si spostano da un
atomo allaltro attraverso il volume del conduttore.
METODI DI ELETTRIZZAZIONE: sono tre: elettrizzazione per strofinio, per contatto e per
induzione.
Elettrizzazione per strofinio: riguarda sia i conduttori che gli isolanti. La differenza
che nei primi lelettrizzazione non interessa solo la parte del corpo conduttore che
viene strofinata, ma si diffonde su lintero corpo, mentre negli isolanti solo la parte
strofinata si elettrizza. Per elettrizzare un corpo con questo metodo, occorre strofinare
tra loro due corpi costituiti da materiale diverso, quindi si va a compiere un lavoro e
lenergia che viene ceduta ai due corpi viene utilizzata per spezzare i legami a livello
atomico in modo tale che nel materiale in cui i legami sono pi deboli alcuni elettroni
acquistando energia si allontanano dal corpo a cui appartengono e passano nellaltro
(principio di conservazione della carica). Esempio: una bacchetta di plastica strofinata
con un panno di pelle, questultima cede alcuni elettroni alla bacchetta caricandosi
questultima negativamente e rimanendo il panno carico quindi positivamente. In
conclusione possiamo dire che tale metodo di elettrizzazione non spontaneo, ma
avviene solo se su una coppia di materiali viene compiuto un lavoro, cio viene ceduta
dellenergia.
Elettrizzazione per contatto: riguarda solo i materiali conduttori ed un fenomeno
spontaneo. Precisamente se abbiamo un corpo gi elettrizzato ed a questo accostiamo
un secondo, che sia un conduttore, fino a portarlo a contatto, noteremo che
questultimo si elettrizza con carica dello stesso segno di quello inizialmente carico.
Esempio: supponiamo di avere una bacchetta carica positivamente (corpo
elettrizzante) ed a questa avviciniamo una sfera di metallo che teniamo con un
manico isolante. Avvicinandola sempre di pi noteremo, che essendo presenti nei

materiali conduttori elettroni liberi, questi avvertendo la presenza della bacchetta


carica positivamente, tenderanno ad abbandonare latomo a cui appartengono, si
sposteranno sulla sfera avvicinandosi a questultima; una volta che la sfera andr a
toccare la bacchetta, questi elettroni di conduzione, non distinguendo i due materiali,
si sposteranno sulla bacchetta andando a neutralizzare alcune cariche positive,
mentre la sfera, avendo perso degli elettroni, rimarr carica positivamente.
Se, invece, avessimo accostato allo stesso corpo elettrizzante un materiale isolante su
questultimo non si ha alcun movimento di elettroni, ma allinterno di ogni atomo che
costituisce lisolante si avr una concentrazione di cariche negative nella parte
dellatomo pi vicina al corpo elettrizzato positivamente e quindi una concentrazione
di carica positiva nella parte opposta dellatomo (cio la presenza del corpo
elettrizzante nel materiale isolante d luogo alla formazione di dipoli elettrici il cui
orientamento dipende dal segno della carica del corpo elettrizzante, detta per questo
polarizzazione per orientamento).
Elettrizzazione per induzione: Riguarda solo materiali conduttori e anchesso un
fenomeno spontaneo. Precisamente se abbiamo un corpo gi elettrizzato ed a questo,
questa volta avviciniamo, senza portarlo a contatto, un secondo conduttore,
preferibilmente due semisfere poste inizialmente luna a contatto dellaltra, noteremo
che questultime si elettrizzano, quella pi vicina al corpo elettrizzante di carica
opposta a questo, mentre laltra, di carica dello stesso segno. Esempio: supponiamo di
avere una bacchetta carica positivamente (corpo elettrizzante) ed a questa
avviciniamo due semisfere accostate di metallo che teniamo con un manico isolante.
Noteremo, che essendo presenti nei materiali conduttori elettroni liberi, questi
avvertendo la presenza della bacchetta carica positivamente, tenderanno ad
abbandonare latomo a cui appartengono e si sposteranno verso la bacchetta carica
positivamente, ma essendo sfere e bacchetta corpi che non si troveranno mai in
contatto, noteremo che nella mezza sfera che si trova pi vicina alla bacchetta si avr
una concentrazione di cariche negative, mentre nellaltra met , essendosi dagli atomi
allontanati alcuni elettroni di conduzione, si avr un eccesso di carica positiva. Se ora
andiamo a separare le due semisfere noteremo che la prima resta carica
negativamente, mentre la seconda positivamente.
ELETTROSCOPIO. E lo strumento che ci permette di rilevare se un corpo elettrizzato
o meno. Esso costituito da unampolla di vetro che ha come tappo una sferetta
metallica a cui saldata unasta anchessa metallica alla cui estremit sono presenti
due lamine metalliche leggerissime (es. carta stagnola). Asta e lamine si trovano
allinterno dellampolla. Se viene portato a contatto della sfera un corpo elettrizzato,
appunto per contatto, si elettrizzano sia lasta che le lamine con carica dello stesso
segno. Queste due lamine, essendo ad unestremit libere, essendo elettrizzate con
carica dello stesso segno, divergono.
LEGGE DI COULOMB
Si osservato sperimentalmente, in modo qualitativo, che cariche elettriche dello
stesso segno si respingono e cariche elettriche di segno opposto si attraggono. Ci
vuol dire che esistono delle forze di interazione e Coulomb ( Francia 1736 1806)
determin tale forza utilizzando una bilancia di torsione che gli permetteva di
misurare, in base alla carica dei corpo utilizzati e alla distanza a cui questi erano
posti ,la forza a cui questi corpi carichi erano sottoposti. Egli determin
sperimentalmente che tale forza era direttamente proporzionale al prodotto delle

cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Affinch


luguaglianza fosse verificata dovette aggiungere una costante di proporzionalit K =
9 x 109:

F=k

q1 q2
r

da cui K [ Nm2/C2]. A tale costante ha assegnato tale espressione

K=

1
4 0

dove 0 chiamata costante dielettrica del vuoto e facendo i calcoli si ottiene il suo
valore che pari a 8,9 10-12 C2/Nm2.
Legge di Coulomb nei dielettrici:
Si determinato sperimentalmente che se le stesse cariche invece di trovarsi nel
vuoto, si trovassero in una sostanza isolante, detto dielettrico, la forza a cui sarebbero
sottoposte risulterebbe inferiore e dette Fo e F rispettivamente la forza di interazione
tra le due stesse cariche nel vuoto e in un mezzo qualsiasi, il loro rapporto F 0/F = r
dove r viene detta costante dielettrica relativa del mezzo e risulta > 1 e quindi la
forza di Coulomb il un mezzo qualsiasi risulta pari a:

F=

q 1 q2
1
4 0 r r2

nel caso dellaria essendo r = 1,00059 la variazione della forza del tutto
trascurabile.
Abbiamo finora parlato dellintensit della forza, ma essendo una grandezza vettoriale
dobbiamo fornirne anche la direzione ed il verso. Essa ha la direzione che unisce i
baricentri dei due corpi carichi ed il verso di tale forza, che agisce su ciascuno dei due
corpi carichi verso laltro se le due cariche sono discordi, mentre opposto se sono
dello stesso segno.

CAMPO ELETTRICO
Noi sappiamo gi che cos il campo gravitazionale e cio sappiamo che la Terra, come
un qualsiasi altro corpo, perturba lo spazio circostante facendo in modo che un
qualsiasi corpo di massa m immerso in tale spazio ne viene attratto attraverso una
forza che abbiamo chiamato forza peso, P = m g.
Ritornando alla forza di Coulomb, abbiamo visto che due corpi carichi risentono della
presenza luno dellaltro andando ad interagire tra di loro e quindi supponendo che
uno dei due sia molto pi grande rispetto allaltro (quindi di peso non trascurabile) e
avendo una carica Q, noteremo che laltro essendo molto pi piccolo (quindi di peso
trascurabile) e con carica q, noteremo che il pi piccolo si muover, mentre quello
grande rester fermo. Supponendo che la carica q sia posta in un punto P che si trova
ad una distanza r dalla carica Q, essa sar sottoposto ad una forza

F=

Qq
r2

(la stessa forza, uguale e contraria, a cui sottoposta la carica Q).


Se togliamo dal punto P la carica q, e ci corrisponde algebricamente andare a
dividere il secondo membro delle legge di Coulomb per q e quindi farlo anche al primo

membro, essendo unequazione, troveremo una nuova espressione fisica, che


indicheremo con E, che sar data da :

E=

F
q

Q
r2

Da tale equazione ci rendiamo conto che la presenza della sola carica Q d luogo a
qualcosa che varia con la distanza e questo qualcosa lo chiamiamo campo elettrico,
indicato appunto con il simbolo E, cio un qualcosa che perturba lo spazio circostante
e ci viene rilevato dal fatto che se noi poniamo in un punto qualsiasi di questo spazio
un piccola carica, detta carica di prova o ente spia, q, essa sar sottoposta ad una
forza F data dal prodotto tra il valore della carica e lintensit del campo elettrico che
si ha in quel punto: F = E q.
In definitiva possiamo dire che un qualsiasi corpo carico genera un campo elettrico e
questi campi elettrici vanno ad interagire tra di loro dando luogo a delle forze
elettriche che agiscono su tali corpi.
Ritornando ad E dobbiamo dire che tipo di grandezza e qual la sua unit di misura.
E una grandezza vettoriale in quanto data dal rapporto tra un vettore (F) ed un
numero (q) e quindi ha una direzione (data dalla retta che unisce la carica che genera
il campo elettrico ed il punto dello spazio in cui lo si vuole determinare) ed un verso
(per convenzione uscente se la carica che lo genera positiva, entrante se
invece viene generato da una carica negativa). La sua unit di misura non pu essere
che N/C.
E importante focalizzare che il campo elettrico si riferisce ad un punto dello spazio,
dovuto ad una carica.
Dalla formula

E =

Q
r2

ci rendiamo conto che il campo elettrico risulta

inversamente proporzionale al quadrato della distanza e quindi varia, e di molto, con


la distanza, diciamo quindi che un campo elettrico variabile con la distanza.
Se, invece di avere ununica carica puntiforme, ne avessimo di pi, il campo elettrico
che si ha in un punto qualsiasi dello spazio sar dato dalla somma vettoriale dei campi
elettrici generati dalle singole cariche, si dice quindi che applichiamo il principio di
sovrapposizione degli effetti, ottenendo il campo risultante in un dato punto e
spostandoci di una quantit infinitamente piccola lungo il vettore risultante
determinato troveremo in quel nuovo punto, applicando nuovamente il principio di
sovrapposizione degli effetti, un ulteriore vettore risultante che rispetto al precedente
avr cambiato intensit, direzione e verso. Continuando questo procedimento e
unendo, poi, tali punti di applicazione dei vettori risultanti saremo in grado di tracciare
una linea che prende il nome di linea di forza del campo elettrico definita, in base a
come stata determinata, quella linea che ha in ogni suo punto come tangente il
vettore campo elettrico E presente in quel punto.
Le linee di forza sono importanti perch se noi poniamo una carica in un punto di tale
linea vedremo che questa si muover lungo tale linea, cio essa rappresenta la
traiettoria seguita dalla carica.
Nel caso in cui si ha una corpo carico puntiforme che genera il campo elettrico, le linee
di forza risultano radiali alla carica.
Osservazioni sulla formula:

E=

Q
r2

Sviluppando il k avremo:

E = 4 0 r2

Notando cos che 4r2 non altro che lestensione della superficie di una sfera di
raggio r e avente come centro la carica Q e quindi Coulomb ha dato alla costante k
tale forma per mettere in evidenza che I influenza di una carica si va a distribuire
appunto su spazi sferici e di conseguenza maggiore la distanza molto minore sar
lintensit di tale campo.
Inoltre, essendo E radiale rispetto alla carica, risulta perpendicolare a tali superfici
sferiche fittizie.
Inoltre, se il corpo carico fosse sferico, il campo elettrico E risulterebbe perpendicolare
alla superficie della sfera ed in generale E risulta sempre perpendicolare alla superficie
del corpo carico.
Campo elettrico uniforme:
Si ha un campo elettrico uniforme, cio non variabile con la distanza, quando il corpo
carico una lamina metallica (lamina per intendere un elemento molto sottile) piana.
Il campo elettrico, dovendo risultare perpendicolare alla superficie del corpo carico,
sar quindi costituito da vettori paralleli e il valore di tali vettori sar sempre lo stesso
poich, in base a quanto abbiamo detto sopra, esso si va a distribuire su due piani
corrispondenti alle due facce della lamina, essendo lo spessore trascurabile, che
supposto che abbiano unestensione pari ad A, il campo elettrico varr:
E

Q
2 A 0

Se considerassimo due armature metalliche di stesse dimensioni, poste luna di fronte


allaltra e armate della stessa quantit di carica ma di segno opposto (a cui diamo il
nome di condensatore) applicando il principio di sovrapposizione degli effetti, avremo
allesterno delle due armature un campo elettrico nullo e allinterno raddoppiato: E

Q
A 0