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Mentre le propriet chimiche delle soluzioni dipendono dalle propriet chimiche del soluto e

del solvente, ci sono alcune propriet chimico-fisiche, dette propriet colligative, che
dipendono esclusivamente dal numero di particelle di soluto presenti nel solvente.
Sono propriet colligative:
La pressione osmotica, che riguarda il passaggio di solvente attraverso una membrana
semipermeabile da una soluzione a concentrazione inferiore a una soluzione a
concentrazione maggiore. La pressione osmotica esprime il valore di pressione necessario
per evitare tale passaggio.
L'abbassamento relativo della tensione di vapore che esprime l'abbassamento della tensione
di vapore di una soluzione rispetto a quella del solvente puro.
L'innalzamento ebullioscopico che esprime l'aumento della temperatura di ebollizione di una
soluzione rispetto a quella del solvente puro.
L'abbassamento crioscopico che esprime l'abbassamento della temperatura di solidificazione
di una soluzione rispetto a quella del solvente puro.

Solubilit e legge di Henry


Effetti della temperatura e della pressione sulla solubilit. Legge di Henry
Si definisce solubilit la massima quantit in grammi disoluto che, a una data temperatura,
pu essere disciolta in 100 grammi di solvente. La solubilit del cloruro di sodio in acqua,
per esempio, di 37 g/100 mL a 20 C. Ci significa che a 20 C in 100 mL di acqua si
potranno al massimo sciogliere 35,7 g di NaCl.
Una qualsiasi soluzione che contenga una quantit di soluto inferiore alla sua solubilit a una
temperatura data detta insatura. Quando invece tentiamo di sciogliere una sostanza in
quantit maggiore rispetto di quella indicata dalla sua solubilit, una parte non si scioglie e
si deposita come corpo di fondo. La soluzione ottenuta costituisce una soluzione satura.
Se una soluzione satura a una data temperatura viene raffreddata, una parte del soluto
precipita come corpo di fondo fino a che la quantit di soluto in soluzione corrisponde alla
solubilit della sostanza alla nuova temperatura.
Operando il raffreddamento in maniera lenta, si pu arrivare a superare il limite di solubilit
senza che si verifichi alcuna precipitazione. In questo caso il sistema si trova in equilibrio
instabile e la quantit di soluto in soluzione maggiore di quella consentita dalla solubilit
alla nuova temperatura; in queste condizioni la soluzione soprasatura. Un piccolo colpo al
contenitore o l'introduzione di un minuscolo cristallo di soluto provoca per l'immediata
cristallizzazione di tutta la quantit in eccesso.
Il processo di solubilizzazione pu essere sia esotermico che endotermico.
Effetti della temperatura sulla solubilit
La solubilit dei solidi nei liquidi fortemente influenzata dalla temperatura e in genere
aumenta all'aumentare di quest'ultima. In alcuni rari casi, la solubilit diminuisce
all'aumentare della temperatura. Ne sono esempio il carbonato di litio Li2CO3 e il solfato di
cesio Ce2(SO4)3. Nel caso del solfato di calcio CaSO4 la solubilit indifferente all'aumento di
temperatura.

Solubilit di alcune sostanze al variare della temperatura

La solubilit dei gas nei liquidi diminuisce all'aumentare della temperatura.

Effetti della pressione sulla solubilita' (legge di Henry)


Poich i solidi ed i liquidi sono praticamente incomprimibili la solubilit non influenzata
dalla variazione della pressione. Diverso il caso di soluti gassosi. In questi casi vale
la legge di Henry: a temperatura costante la quantit di un gas poco solubile disciolta in un
dato volume di liquido proporzionale alla pressione (p) del gas nella fase gassosa
sovrastante la soluzione.

Indicando con c la concentrazione del gas nella soluzione e con p la sua pressione nella fase
gassosa sovrastante, la legge di Henry espressa dalla seguente relazione:
nella quale k la costante di Henry il cui valore dipende sia dalla natura chimica del soluto
che del solvente.

Non ci soffermiamo sul caso di gas molto solubili nel liquido, per i quali la dipendenza della
solubilit del gas dalla pressione non esprimibile con formule generali a causa della variet
e della complessit delle interazioni gas-solvente.

La diluizione comporta l'aggiunta di solvente ad una soluzione in modo da portare il valore


della sua concentrazione da un valore iniziale di Mi ad un valore finale Mf inferiore di Mi.

Formula della diluizione


Per calcolare la quantit di solvente che deve essere aggiunta, si consideri che con la
diluizione la quantit di soluto resta invariata perci, il numero di moli di soluto prima (n i) e
dopo (nf) la diluizione resta invariato:
ni = n f
Ricordando che la molarit pari a:
M = nsoluto / Vsoluzione
e dunque:
nsoluto = M Vsoluzione
si ha che:
in cui:

Mi = molarit iniziale della soluzione, prima della diluizione;

Mf = molarit finale della soluzione, dopo la diluizione;


Vi = volume iniziale della soluzione, prima della diluizione;

Vf = volume finale della soluzione, dopo la diluizione.

Dalla formula precedente risulta che:

Pertanto, la quantit di solvente da aggiungere sar: