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Statuto della Milizia dell'Immacolata

Natura

Art. 1: La Milizia dellImmacolata, fondata a Roma da san Massimiliano Kolbe il 16 ottobre 1917 con la
denominazione latina Militia Immaculatae (M.I.), unassociazione pubblica di fedeli, universale e
internazionale. Essa aperta a laici e chierici ed retta a norma dei canoni 312-320 del CJC, delle direttive
della Chiesa e dei presenti Statuti.
Secondo il pensiero del Fondatore, essa pu assumere denominazioni diverse a seconda delle differenti
esigenze culturali e ambientali, conservando per coerentemente la sigla internazionale M.I.

Art. 2: E pertanto unassociazione nella quale i membri, memori della vocazione di tutti i cristiani alla
santit personale e allevangelizzazione, e della missione di grazia di Maria nella Chiesa e nel mondo, frutto
della sua unione perfetta con lo Spirito Santo (cf SK 634, 1224, 1229, 1310, 1318), riconoscono nel mistero
della sua Immacolata Concezione il punto focale della loro spiritualit, teologia e apostolato (Disc. di Paolo
VI per la beatificazione di P Kolbe, 17.10.1971).

Art. 3: La Milizia dellImmacolata stata definita dallo stesso Padre Kolbe: una visione globale di vita
cattolica sotto forma nuova, consistente nel legame con lImmacolata, nostra Mediatrice universale presso
Ges (SK 1220). Essa infatti si propone essenzialmente di promuovere lestensione del Regno di Cristo nel
mondo attraverso lazione dellImmacolata, stimolando tutti i cristiani laici, religiosi e contemplativi a
porsi a servizio di Lei nella missione che Ella ha come Madre della Chiesa.

Art. 4: Il fine della M.I., universale come la sua missione, consiste:


1. nel collaborare alla conversione di tutti, perch mediante lintercessione della Vergine Maria, Regina
degli Apostoli, le genti siano quanto prima condotte alla conoscenza della verit (AG 42), allosservanza
della legge di Dio e allunione con la Chiesa, affinch con laiuto della Madre di Dio diventino una cosa
sola(OE 30; MC 33);
2. nel collaborare alla santificazione di tutti e di ciascuno in particolare, sullesempio dellImmacolata, nella
quale la Chiesa contempla con gioia, come in unimmagine purissima, ci che essa, tutta, desidera e spera
di essere (SC 103); e in tal modo
3. procurare la massima gloria alla santissima e indivisibile Trinit (cf LG 69).

Spiritualit e formazione

Art. 5: La spiritualit della M.I. consiste nel vivere la consacrazione battesimale alla luce dellImmacolata
dono del Redentore. Egli sul Calvario compie il primo atto di affidamento, donando Maria al discepolo e il
discepolo a Maria (cf Gv 19, 25-27). La vita del discepolo caratterizzata dalla presenza della Madre (cf
RM 45). Padre Kolbe ha vissuto il rapporto vitale con Maria in modo singolare, inteso come una
trasformazione in lei, un diventare Lei (SK 508) per raggiungere una pi perfetta unione con Cristo.

Art. 6: La M.I. afferma nei cristiani il primato della vita interiore, secondo il principio caro a San
Massimiliano: innanzitutto dedicati completamente a te stesso e cos potrai donarti completamente agli
altri per la sovrabbondanza della tua pienezza (SK 971; 980). Nella preghiera personale, i militi
cureranno in particolare la recita quotidiana della giaculatoria: O Maria, concepita senza peccato unita
alle intenzioni suggerite mensilmente dal Centro Internazionale. Da non trascurare luso lodevole di
portare con devozione la Medaglia Miracolosa, segno esteriore della propria appartenenza alla M.I. (cf
programma originale).

Art. 7: Sullesempio di Maria, Vergine in ascolto, Vergine in preghiera, Vergine Madre, Vergine offerente (cf
RM 17 20), i membri della Milizia dellImmacolata riconoscono il valore fondamentale dellascolto della
Parola di Dio, della celebrazione liturgica, della preghiera, della carit verso tutti, dellofferta del proprio
essere per collaborare con Cristo alla salvezza del mondo.

Art. 8: Poich la donazione di se stessi allImmacolata non un atto transitorio, ma una responsabile e
dinamica accettazione dello stato di conformazione a Lei, per crescere nello spirito di fede e di servizio,
necessario che i militi vengano adeguatamente formati secondo gli ideali dellAssociazione e nello stile
apostolico che la caratterizza. Pertanto i membri si impegnano ad approfondire la propria formazione
spirituale, teologica, mariologica e pastorale, attingendo alla ricchezza del magistero della Chiesa e alle
varie iniziative proposte dallAssociazione.

Art. 9: I membri amano la Chiesa, Madre e Maestra, e si propongono come presenza viva e operante per
contribuire alla crescita della comunit ecclesiale.

Missione

Art. 10: Tre sono i fronti di azione del Milite dellImmacolata: se stesso, lambiente, il mondo. Colui, infatti,
che sceglie di far parte della M.I.:
2. inizia la sua missione dalla conversione e santificazione personale: la conquista di s a Dio il suo primo
indispensabile atto;
3. scorge poi nella famiglia, nei vicini, nel campo del suo lavoro e del suo tempo libero il terreno
provvidenziale per evangelizzare con lesempio, la buona parola e la diffusione della stampa (SK 1127);
4. infine, poich la M.I. un movimento a dimensione ecclesiale, allarga il suo cuore ad ogni uomo e al
mondo intero

Art. 11: I membri della Milizia dellImmacolata fanno propria la missione della Chiesa: portare il Vangelo
di Cristo come fonte di speranza per luomo e di rinnovamento per la societ (ChL 29).

Art. 12: Riconoscendo nellImmacolata la creatura nuova, la M.I. vede in Lei, perfetta discepola del
Signore, il modello del credente.

Art. 13: Lo specifico della M.I. consiste nel promuovere il mistero dellImmacolata Concezione, ossia:
seminare questa verit nei cuori di tutti gli uomini [] e curarne lincremento e i frutti di santificazione
(SK 486), contribuendo alla formazione cristiana delle coscienze e alla nuova evangelizzazione. Maria,
segno della vittoria sul male e sulla morte, per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza,
mentre viene predicata e onorata, chiama i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all amore del Padre
(LG 65).

Art. 14: I Militi si impegnano, quindi, a comunicare lamore allImmacolata attraverso la testimonianza nei
vari settori di attivit sociale, permeando di spirito evangelico ogni realt umana. Sono chiamati, pertanto, a
svolgere con particolare dedizione ogni attivit, a promuovere la tutela della vita, a servizio della dignit
integrale della persona, proponendo i valori di fraternit, di giustizia e di solidariet.

Art. 15: Tutti i membri della M.I., consapevoli di essere sempre e ovunque missionari, sono tali nella misura
in cui vivono lunione con Cristo Redentore sullesempio di Maria. Nel riconoscere che il vero missionario
il santo, pongono al primo posto i mezzi evangelici della preghiera, del sacrificio, della testimonianza di vita
(cf. RMi 90). Da Padre Kolbe raccomandata caldamente anche la diffusione della Medaglia miracolosa,
segno dellattenzione materna di Maria verso i peccatori e occasione propizia per la loro conversione.

Art. 16: Una presenza significativa nellAssociazione costituita dalle persone che soffrono. La loro
consacrazione allImmacolata nellofferta delle proprie sofferenze rende partecipe tutta lAssociazione al
mistero redentivo di Cristo e rinnova limpulso missionario.

Art. 17: Particolare premura riservata alla presenza dei giovani. Ogni Centro Nazionale si adopera per
organizzare il Movimento Giovanile M.I. quale parte integrante dellAssociazione. Per tale Movimento il
Direttorio nazionale disporr uno specifico itinerario formativo e pastorale.

Art. 18: I membri della M.I., ai sensi dellart. 8, si avvalgono dei mezzi che Padre Kolbe ha utilizzato con
spirito profetico e francescano, divenendo cos apostoli della penna, del microfono, dello schermo, o di
qualsiasi altro mezzo (SK 382). Essi operano:
1. nell ambito dellevangelizzazione (annuncio della Parola, catechesi, attenzione al mondo giovanile,
missioni popolari, corsi di formazione spirituale, di aggiornamento o di cultura mariana); sul piano della
carit (promozione umana, attenzione ai bisogni emergenti); nei settori dei mass-media (attivit editoriale,
radiotelevisiva, informatica, ecc.).

2. Organizzazione e Governo

Art. 19: Essenziale per l appartenenza alla M.I. il totale affidamento, cio la consacrazione di se
allImmacolata: anima e corpo, capacit umane e beni spirituali.
Nessuno pu essere iscritto alla Milizia dellImmacolata senza adeguata preparazione, a norma del
Direttorio nazionale.
Il rito discrizione viene celebrato secondo le modalit del luogo, evidenziando i due aspetti essenziali: latto
di consacrazione e limposizione della Medaglia miracolosa.

L atto viene trascritto nel registro dellAssociazione presso un Centro o una Sede giuridicamente eretti

Art. 20: Secondo le indicazioni di Padre Kolbe, nella M.I. la consacrazione pu essere vissuta:
1 singolarmente e spontaneamente, secondo lo Statuto originale redatto dal Fondatore medesimo. E la
M.I./1;
2 in forma associativa, a norma dellart. 1 dei presenti Statuti. E la M.I./2;
3 in maniera totale e incondizionata, in organismi legittimamente autonomi, dediti in maniera esclusiva alla
causa dellImmacolata. E la M.I./3. E il caso proprio delle Citt dellImmacolata, dei Centri direttivi, delle
Case Mariane, degli Istituti e Congregazioni maschili e femminili dispirazione kolbiana.

Art. 21: Strutture dell Associazione sono:


il Centro Internazionale
i Centri Nazionali
i Centri Regionali
le Sedi Filiali e i Centri Locali.

Art. 22: Il Centro Internazionale svolge opera direttiva e di coordinamento dell Associazione nel mondo.
Suo compito fare in modo che lideale e la dottrina di Padre Kolbe si rafforzino e si sviluppino attraverso
approfondimenti nuovi progetti, al passo con il cammino della chiesa, avvalendosi. anche dell apporto degli
Istituti dispirazone kolbiana, testimonianza viva della multiforme eredit del Santo

Art. 23: Il Centro Internazionale composto:


dal Presidente
dall Assistente
dal Consiglio di Presidenza.
In maniera analoga si strutturano gli altri Centri nel rispettivo ambito.

Art. 24: Gli organi di governo dell Associazione sono:


il Moderatore Supremo
l Assemblea Generale
il Presidente Internazionale
il Consiglio di Presidenza.
Organo di controllo amministrativo il Collegio dei Sindaci.

Art. 25: Il Moderatore Supremo della M.I. il Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali. Egli
garantisce lesatta interpretazione del carisma kolbiano e rinnova il legame storico dell Associazione con
lOrdine cui appartiene san Massimiliano Kolbe.

Delegato del Moderatore Supremo l Assistente Internazionale, da lui nominato fra i Religiosi del
medesimo Ordine.

Art. 26: Compiti principali dell Assistente Internazionale sono:


1 stabilire una continuit di rapporti tra l Associazione e lOrdine dei Frati Minori Conventuali,
2 fornire precisazioni di orientamento sui principi dottrinali che debbono guidare le diverse azioni del
Consiglio di residenza,
3 suscitare un clima di preghiera allinterno del Consiglio, che ne animi tutta lattivit apostolica,
4 nominare l Assistente Nazionale, designato dalla competente Autorit religiosa, a norma del Direttorio
nazionale e ai sensi dell art. 38 dei presenti Statuti.

Art. 27: Attesa luniversalit dell Associazione, l Assemblea Generale dei soci costituita a carattere
rappresentativo:
dal Presidente Internazionale
dall Assistente Internazionale
dal Consiglio di Presidenza
dai Presidenti Nazionali
dagli Assistenti Nazionali
dai delegati del Movimento Giovanile, a norma del pirettorio.
In caso di elezioni, presiede l Assemblea il Moderatore Supremo o un suo delegato, che ha facolt di
confermare l eventuale elezione di un Religioso all ufficio di Presidente Internazionale.

Art. 28: Compete all Assemblea Generale:


1 eleggere, a norma del diritto comune, il Presidente -che pu essere un religioso o un laico -e, su sua
proposta, i membri del Consiglio di Presidenza,
2 discutere ed approvare le linee essenziali dellattivit.da attuare nelle diverse realt ecclesiali,
3 eleggere il Rappresentante legale dell Associazione,
4 eleggere il Collegio dei sindaci composto di tre soci,
5 discutere ed approvare la relazione del Presidente e i bilanci del Centro Internazionale,
6 esaminare e valutare le proposte del Consiglio di Presidenza e dei soci in vista dellincremento della M.I.
nel mondo, tenendo presente anche 1 aspetto amministrativo,
7 esaminare le relazioni dei Centri Nazionali.
Lelezione di un religioso allufficio di Presidente devessere confermata dal Superiore maggiore di
competenza.

Art. 29: Al Presidente Internazionale, in collaborazione con lAssistente, compete:

1 convocare due volte lanno e presiedere il Consiglio di Presidenza,


2 indire ogni sei anni e presiedere l Assemblea Generale,
3 erigere i Centri Nazionali, sentito il parere del Consiglio di Presidenza,
4 coordinare il lavoro dei Centri Nazionali e favorire la comunione con gli Ordinari del luogo,
5 rappresentare l Associazione presso gli organismi della Sede Apostolica,
6 promuovere incontri, convegni di studio e la partecipazione a iniziative promosse da altre istituzioni,
portando, ove sia utile e opportuno, il contributo del carisma della M.I.,
7 impegnare alla realizzazione del programma ufficiale dell Associazione i responsabili a livello nazionale,
regionale, locale,
8 aggregare nuove Sedi M.I. e sopprimere per giusta causa o trasferire Sedi gi aggregate,
9 con il parere del Consiglio di Presidenza ed in accordo con il Moderatore Supremo, dirimere eventuali
conflitti allinterno dell Associazione.

Art. 30: E compito del Presidente presentare ogni anno anche al Moderatore Supremo una relazione scritta
sullattivit dellAssociazione e sulla sua gestione amministrativa, secondo il dettato del can. 319 del CJC.

Art. 31: L Associazione non ha scopo di lucro. Le sue risorse sono costituite dai proventi delle attivit
specifiche del Centro Internazionale, dai contributi dei Centri Nazionali, da lasciti, donazioni e offerte varie,
da sussidi di terzi, da eventuali sovvenzioni di enti pubblici e privati.

Art. 32: Lamministrazione dei beni spetta al Consiglio di Presidenza, il quale investito della facolt di
compiere o autorizzare tutti gli atti e operazioni permessi all Associazione, purche non riservati all
Assemblea Generale, e siano rotti rientranti nei fini istituzionali.

Art. 33: Compongono il Consiglio di Presidenza Internazionale:


il Presidente
l Assistente
il Vice Presidente
il Segretario
lEconomo
due Consiglieri.

Art. 34: Gli incarichi o uffici a livello internazionale hanno durata sessennale e sono rinnovabili.
Le prestazioni fatte dai soci nell esercizio di qualsiasi ufficio assunto nellambito dell Associazione
rientrano nella categoria del volontariato e pertanto si intendono gratuite a tutti gli effetti, salvo rimborso
spese su presentazione di nota giustificativa.
Art. 35: Compete al Consiglio di Presidenza Internazionale:

l proporre, esaminare ed approvare progetti e iniziative secondo le finalit della M.I.,


2 discutere ed esaminare la relazione del Presidente Internazionale e il bilancio preventivo e consuntivo
presentato dallEconomo,
3 esprimere il parere per l erezione dei Centri nazionali,
4 su indicazione del Presidente, predisporre la terna del Collegio dei Sindaci da presentare alla nomina dall
Assemblea generale,
5 approvare i bilanci annuali del Centro Internazionale.
Spetta ancora al medesimo Consiglio, su proposta del Presidente e previa consultazione del Moderatore
Supremo, nominare il Direttore del Miles Immaculatae, organo ufficiale dell Associazione.

Art. 36: Al Collegio dei Sindaci spetta il compito di esaminare il bilancio consuntivo e preventivo da
sottoporre allapprovazione dell Assemblea generale.

Art. 37: Il Centro Internazionale M.I. risiede a Roma presso Casa Kolbe, via san Teodoro 42, dei Frati
Minori Conventuali, storicamente Sede Primaria dove san Massimiliano istitu la Milizia dellImmacolata.
Tutte le altre Sedi, erette in Sedi Filiali, fanno riferimento ai rispettivi Centri Nazionali.

Art. 38: I Centri Nazionali dipendono dal Centro Internazionale per quanto attiene la fedele interpretazione e
realizzazione dei fini dellAssociazione, e sono retti da un proprio Direttorio, ratificato dal Consiglio di
Presidenza Internazionale, sulla base dei presenti Statuti.
Compete al Presidente Nazionale presentare all Autorit religiosa, a norma del Direttorio Nazionale, una
terna di nomi proposti dallAssemblea, per la nomina dell Assistente Nazionale.
Lo stesso iter segue la nomina dellAssistente Regionale o Provinciale.

Art. 39: Salva lunit dell Associazione, ogni Centro Nazionale, previo consenso del Consiglio di
Presidenza Internazionale, si adopera per ottenere il riconoscimento di personalit giuridica secondo le leggi
dello Stato.
Un rappresentante del Centro Internazionale il primo dei soci fondatori del nuovo ente giuridico.
E richiesto il consenso del Centro Internazionale in atti economici che superino il limite stabilito dal
Direttorio Nazionale.
In caso di cessazione dellente, sar il Centro Internazionale a curarne la liquidazione patrimoniale con i
poteri pi estesi per realizzare l attivo e soddisfare il passivo. Il netto residuo sar attribuito al Centro
Internazionale medesimo.
Nella eventualit di vuoto legislativo, i singoli casi vengono risolti da opportuna convenzione.

Art. 40: In unit territoriali geograficamente vaste, pu essere riconosciuto e istituito pi di un Centro,
Provinciale o Regionale, con caratteristiche e funzioni di Centro Nazionale.

Art. 41: Per la costituzione di un Centro Nazionale si richiedono almeno cinque Sedi locali, canonicamente
erette, salvaguardando lunit geografica come previsto dal Direttorio Internazionale.
Spetta al Centro Nazionale coordinare e promuovere lAssociazione in tutta la nazione, attraverso lopera di
Centri Regionali, Locali e Sedi Filiali.
Il Presidente Nazionale, eletto dall Assemblea a norma del diritto comune e dei presenti Statuti, viene
confermato dal Presidente Internazionale che per diritto presiede la seduta.
Sar cura del Presidente sottoporre le iniziative di maggiore importanza allapprovazione del Centro
Internazionale, al quale inoltre invier ogni anno dettagliata relazione, anche amministrativa, approvata dal
rispettivo Consiglio di Presidenza.

Art. 42: Per sostenere lattivit del Centro Internazionale, i Centri Nazionali contribuiscono economicamente
con una quota annuale stabilita dallAssemblea generale.

Art. 43: Le Sedi Filiali vengono erette nelle chiese o oratori, tramite formale richiesta che il parroco/rettore o
il superiore di una comunit religiosa rivolge allOrdinario del luogo, il quale ne nomina lAssistente
ecclesiastico. .
Nelle Nazioni in cui presente un Centro Nazionale, il parroco/rettore o il superiore della comunit religiosa
deve agire in accordo con il Presidente Nazionale.
Lavvenuta erezione va comunicata al Presidente Internazionale il quale procede all aggregazione con atto
congiunto dellAssistente Internazionale.
I Centri locali non hanno bisogno di erezione canonica.

Art. 44: Alle Sedi Filiali e/o ai Centri locali fanno riferimento i gruppi costituiti presso parrocchie, comunit
religiose, seminari o altre realt ecclesiali.
Ogni gruppo svolge la propria attivit in armonia con le linee di programma dei Centri Regionale e
Nazionale.

Validit delle norme

Art. 45: Eventuali modifiche ai presenti Statuti devono essere decise dall Assemblea Generale e sottoposte
allapprovazione del Moderatore Supremo e della Sede Apostolica (cf. can. 314).

Art. 46: Per quanto non espressamente previsto in questi Statuti si rimanda alle disposizioni canoniche
vigenti in materia.

Norme transitorie

1. Il Consiglio di Presidenza Internazionale predisporr un Direttorio Internazionale da sottoporre


allapprovazione dellAssemblea Generale.

2. I presenti Statuti entrano in vigore alla data dellapprovazione da parte della competente autorit
ecclesiastica.

PONTIFICIUM CONSILIUM PRO LAICIS 2827/97/AIC-75


DECRETO

Conforme alla richiesta di erezione ad Associazione pubblica internazionale della Pia Unione della Milizia
dellImmacolata sottoposta al Pontificio Consiglio per i Laici, con lettera del 29 agosto 1996 (Prot. N.
79/96), dal Procuratore Generale dellOrdine dei Frati Minori Conventuali, su istanza del Ministro Generale
del medesimo Ordine;

Tenendo presente la lunga e benemerita storia associativa della Milizia dellImmacolata, nata il 16 ottobre
1917, il cui fondatore, P. Massimiliano Kolbe, OFM Conv., stato poi dichiarato santo e martire da Sua
Santit Giovanni Paolo II (10 ottobre 1982). Eretta a Pia Unione il 2 gennaio 1922 dal Vicariato di Roma, la
Milizia dellImmacolata ha ricevuto particolari attenzioni e speciali sollecitudini da parte dei Sommi
Pontefici, quali, tra le altre, il Breve di Pio XI (18 dicembre 1926), che concede indulgenze e privilegi, e il
successivo Breve dello stesso Pontefice Die XVIII Decembris (23 aprile 1927), con cui la Milizia
dellImmacolata viene elevata a Pia Unione Primaria. In data 8 novembre 1975 il Pontificio Consiglio per i
Laici ne approvava gli Statuti Generali; approvazione che veniva rinnovata ad experimentum usque ad
accommodationem novo Codici juris canonici, in data 20 dicembre 1980.
Avendo apprezzato lavvenuto aggiornamento degli Statuti ai fini di conformare orientamenti e strutture alla
nuova normativa canonica;
Considerando che la Milizia dellImmacolata oggi presente nei cinque continenti, in 46 nazioni, con
numerose sedi canonicamente erette, 27 Centri Nazionali e diverse opere di formazione cristiana e diffusione
del Vangelo, raggiungendo ormai un totale di iscritti che aggira intorno ai quattro milioni;

Accogliendo con gratitudine la definizione data dallo stesso P. Kolbe alla Milizia dellImmacolata: Una
visione globale di vita cattolica sotto forma nuova, consistente nel legame con lImmacolata, nostra
Mediatrice universale presso Ges (Scritti Kolbiani 1220);
Apprezzando vivamente il fine della Milizia dellImmacolata, universale come la sua missione, secondo
quanto proposto nei nuovi testi statutari:
1 collaborare alla conversione di tutti, perch mediante lintercessione della Vergine Maria, Regina
degli Apostoli, le genti siano quanto prima condotte alla conoscenza della verit(AG 42), allosservanza
della legge di Dio e allunione con la Chiesa, affinch con laiuto della Madre di Dio diventino una sola
cosa (OE 30; MC 33);
2 collaborare alla santificazione di tutti e di ciascuno in particolare, sullesempio dellImmacolata, nella
quale la Chiesa contempla con gioia, come in unimmagine purissima, ci che essa, tutta, desidera e spera
di essere(SC 103; e in tal modo
3 procurare la massima gloria alla Santissima e indivisibile Trinit (cfr LG 69);
Osservando che la Milizia dellImmacolata sempre sotto l altius moderamen del Ministro Generale
dellOrdine Francescano dei Frati Minori Conventuali e trova tra i suoi convinti sostenitori e anche membri
entusiasti non pochi Em.mi Cardinali, Ecc.mi Vescovi ed altri prelati;

Avendo attentamente studiato i nuovi Statuti generali elaborati dalla Direzione Internazionale della Milizia
dellImmacolata; dopo ampie consultazioni

IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI


DECRETA

lerezione della Milizia dellImmacolata ad Associazione pubblica internazionale, a norma del can. 312, 1,
1 e ss. del Codice di Diritto Canonico, approvando al contempo i suoi Statuti Generali conforme al testo
originale presentato e depositato nellArchivio del Dicastero.

Stanislaw Rylko J. Francis Stafford


Segretario Presidente

Citt del Vaticano


16 Ottobre 1997