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Disabili 1.

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Servizi, relazioni sociali e barriere: internet per i disabili
a cura di Nicola Rabbi

Nicola Rabbi, giornalista e amante... del comico

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[ Introduzione ]

1. Introduzione Gli articoli sono raccolti in sezioni che analizzano il rapporto tra Internet e i disa-
bili da angolazioni diverse e sono divise nel modo seguente:
Il lavoro che segue ha l’obiettivo di mostrare come l’uso di Internet possa util- • Temi: in questa sezione vengono trattati due argomenti particolari, le informa-
mente intersecarsi con la vita quotidiana di una persona disabile, di un suo fami- zioni di carattere giornalistico riguardanti la disabilità, reperibili in rete, e quelle
liare, di un operatore sociale, di un insegnante. sull’integrazione scolastica. Questa scelta dipende dall’importanza che attri-
Internet, e-mail, browser, web, chat… sono tutte parole che si riferiscono al mon- buiamo all’informazione scritta con tecnica giornalistica (chiarezza e sinteticità)
do delle nuove tecnologie della comunicazione. È un mondo oramai sempre più ai fini di una maggiore conoscenza condivisa e dall’importanza che “HP-Acca-
noto agli Italiani, soprattutto alle nuove generazioni, e avrà importanti conseguen- parlante” dà al tema della scuola.
ze per tutti; che lo vogliamo o no queste tecnologie sono destinate a cambiare la • Relazioni: parliamo di quegli strumenti (community, chat, blog, reti sociali) che
nostra vita quotidiana. Fare la spesa, acquistare un libro, prenotare un biglietto permettono a un individuo di avere relazione sociali molto più ampie e poten-
per un viaggio o una visita specialistica, relazionarsi con altre persone: sono tut- zialmente ricche di occasioni.
te occupazioni comuni che grazie alla tecnologia saranno svolte in modo differen- • Servizi: è un discorso molto pratico e riguarda i servizi che fino a oggi offre la
te. Questi cambiamenti potrebbero essere decisamente positivi soprattutto per rete come, ad esempio, l’acquisto di un biglietto per viaggiare o per andare al
coloro che hanno problemi di mobilità. cinema, la prenotazione di una visita specialistica, la spesa da casa.
Il nostro filo conduttore sarà rappresentato dalla telematica, ovvero dal luogo in • Barriere: anche il web, come gli ambienti reali quotidiani, può presentare delle
cui l’informatica e l’informazione s’incontrano dando nuove e sostanziose possi- barriere che ostacolano i soggetti disabili (ma non soltanto loro) all’uso comple-
bilità a tutti, non solo alle persone disabili naturalmente. to della rete.
È anche nostra convinzione che le tecnologie non assicurino da sole l’integrazio- • Ricerche: vi sono descritti alcuni studi empirici che tentano di raccontare l’uso
ne e un miglior livello di vita ai soggetti disabili; possono farlo solo in concomi- di Internet da parte delle persone disabili e quello che queste persone vorreb-
tanza di altri fattori, quali precise scelte politico-sociali e la presenza, dall’altra bero trovare ma ancora non c’è.
parte del filo, o ancor meglio nella stessa stanza, di altre persone disposte a • Cultura: vengono definite alcune questioni di cultura digitale che ci riguardano
spendersi, a esserci. tutti e la cui evoluzione influenzerà in modo decisivo l’uso di Internet (il copyri-
Nel 1997 assieme a Carlo Giacobini scrissi il libro L’handicap in rete nel quale, ght, il digital divide e la privacy).
attraverso l’analisi approfondita di vari siti, si dava una prima immagine dell’infor-
mazione sulla disabilità presente in rete. A distanza di soli pochi anni le coordina- Lo scritto termina con una sintetica bibliografia dei principali libri cui abbiamo at-
te di riferimento sono del tutto mutate: gli utenti in Italia sono passati da poche tinto.
centinaia di migliaia a più di 10 milioni, la rete è diventata sempre più efficiente Come potete vedere, si tratta di un lavoro molto vario ma non per questo poco
e capace di fornire servizi sofisticati attraverso una banda di trasmissione dati approfondito, che è stato scritto utilizzando un linguaggio chiaro ma soprattutto
sempre più ampia. Per questi motivi, oltre che per la maggiore conoscenza di In- sintetico, per poter toccare argomenti anche distanti tra loro ma collegati appun-
ternet da parte di tutti, questo scritto è profondamente diverso dal precedente e, to dalla rete, da Internet (non è questa la sua natura?).
dando per scontata una minima alfabetizzazione telematica da parte del lettore,
segue altre strade. Uno strumento di liberazione?
I cambiamenti che la tecnologia ci propone ogni giorno, in forme sempre variate,
Le relazioni, i servizi, le barriere... non sono a senso unico; come le medicine presentano qualche controindicazione
Il presente lavoro è stato scritto nel corso di due anni e in parte è già stato pub- e, accanto a una valenza positiva, possono averne un’altra negativa.
blicato dalla rivista TN dell’ANMIC nazionale e dalla Rivista del volontariato della Le nuove tecnologie basate sul digitale si caratterizzano per l’estrema duttilità
FIVOL, i cui responsabili di redazione ringrazio per avermi permesso di riutilizzare che permette di includere tutti, ma il pericolo di esclusione rimane pur sempre.
il materiale, inserendolo in una cornice più ampia. Facciamo un esempio: l’invenzione della locomotiva come mezzo di trasporto ha

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[ Temi ]

permesso a tutti di spostarsi più rapidamente ma ha messo in evidenza (con il sentito tradito dai mass media, per certe rappresentazioni imprecise o addirittura
passare del tempo e in un clima culturale attento ai diritti delle persone disabili) distorte. Questo genera un clima di diffidenza che ha portato anche a incompren-
nuovi problemi di accessibilità per le persone con disabilità motoria; se i gradini sioni reciproche. Dal canto loro i giornalisti accusano il mondo del sociale di non
sono insormontabili e gli scompartimenti stretti o mal congeniati, a cosa serve a avere alcuna dimestichezza con la logica dei media, che possiede regole precise
una persona spastica un Eurostar che raggiunge i 200 chilometri all’ora? A nulla. che vanno rispettate. In Italia è stata soprattutto la Comunità di Capodarco ad
Lo stesso vale per le applicazioni delle nuove tecnologie: se non sono pensate aver cercato di sensibilizzare i giornalisti da una parte e chi “opera nel sociale”
anche per i soggetti disabili, il rischio di esclusione rimane. dall’altra, attraverso una serie di seminari (Redattore Sociale) che si tengono
Stiamo parlando di possibilità, di potenzialità (che oramai sono molto più che ogni autunno.
promesse) da cui viene esclusa la maggior parte della popolazione mondiale. La L’informazione prodotta direttamente dal “sociale”, invece, consisteva fino a
telematica e Internet sono cose da mondo occidentale, da paesi ricchi; laddove qualche anno fa nella realizzazione di periodici su carta che presentavano, nella
le infrastrutture (linee telefoniche, energia elettrica, ecc.) non esistono o dove maggior parte dei casi, vari difetti comunicativi, ovvero un linguaggio difficile, per
l’analfabetismo è endemico, queste conquiste dell’umanità non arriveranno mai. addetti ai lavori, un pubblico di riferimento molto limitato (i propri soci), la man-
Quindi – un’altra contraddizione, un altro paradosso – questi benefici ricadranno canza di qualsiasi tecnica giornalistica nella redazione degli articoli, nella loro ti-
là dove le condizioni di vita delle persone disabili sono migliori e rischiano di non tolazione, nella presentazione finale.
riguardare la maggior parte dei disabili che, come è noto, vive nei paesi poveri.
Signore e signori, ecco il digitale
La situazione è cambiata bruscamente con l’avvento della rete, che ha permesso
2. Informarsi in rete di moltiplicare i prodotti informativi a basso prezzo. È vero che alcune situazioni
si sono ripetute (certi siti di associazioni sono davvero poco utili e il sociale sten-
Sono centinaia i siti in lingua italiana che trattano di disabilità, alcuni generalisti ta a fare notizia anche on line), ma nel complesso la rete ha permesso un mag-
altri specializzati su una precisa tematica, ma se cerchiamo quelli che danno gior scambio di informazioni tra le associazioni, tra il mondo del sociale e i mass
informazioni aggiornate e scritte con criteri giornalistici (sinteticità, chiarezza, media, o direttamente verso un pubblico più vasto.
semplicità) allora il campo si restringe a due o tre nomi. È grazie alla rete che oggi possiamo disporre di molte più informazioni sul tema
della disabilità senza dover fare faticose ricerche telefoniche o in libreria, ma è
Il difficile rapporto tra mass media e disabilità anche vero che occorre avere qualche strumento che ci permetta di discernere
Numerose ricerche 1 hanno dimostrato che il sociale ha scarsa visibilità nei l’essenziale.
mass media e i motivi che lo portano alla ribalta sono per lo più legati a fatti di A tutt’oggi (inizio 2005) per chi voglia essere informato sul tema della disabilità
cronaca nera o a eventi straordinari; l’inchiesta, l’approfondimento sono generi esistono pochi siti aggiornati di frequente e scritti in modo chiaro. Innanzitutto
scarsamente praticati e anche i toni e lo stile della notizia tendono a diventare l’esperienza di Superabile (www.superabile.it) dell’Inail (Istituto Nazionale Assi-
più suggestivi. Questo vale anche per le notizie che riguardano il mondo della di- stenza Invalidi sul Lavoro), che diventa operativo nel 2001 sotto la direzione di
sabilità. Franco Bomprezzi. Nel 2003 il gruppo editoriale Kataweb vince l’appalto del sito
Facciamo un esempio concreto: si parla di integrazione scolastica quando un ra- che si presenta come il portale del mondo della disabilità. Ancora più puntuale e
gazzo in carrozzina non riesce a entrare a scuola o quando i genitori protestano aggiornato è il sito di Redattore Sociale (www.redattoresociale.it), l’agenzia di
per il comportamento aggressivo di uno studente (facciamo ancora un esempio) stampa specializzata in informazione sociale. Il sito è a pagamento e offre per lo
autistico. Ma si dovrebbe, invece, parlarne in modo più contestualizzato, fornen- più notizie brevi, accompagnate però da schede di approfondimento. Anche Vita,
do al lettore gli strumenti minimi per comprendere una tematica complessa. Ra- il settimanale del non profit, offre nella sua versione on line una rubrica tutta de-
ramente questo avviene. dicata alla disabilità (www.vita.it/sotto/index.php3?SOTTOCATID=45).
Molte volte chi opera nel campo della disabilità o chi la vive direttamente si è A livello locale, invece, segnaliamo Bandiera Gialla (www.bandieragialla.it), il por-

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[ Temi ]

1. Comunità di Capodarco, tale del sociale dell’area metropolitana bolognese che realizza continuamente Quando le ho chiesto un indirizzo e-mail per mandarle altre informazioni, mi ha
Giornalisti del gruppo di Fieso- informazione sul tema della disabilità (in questo caso per trovare le risorse è me- detto che raramente aveva occasione di navigare in Internet e che l’unico indiriz-
le, Titoli minori, Capodarco di glio fare una ricerca per categorie usando il motore di ricerca interno al sito: zo e-mail di cui disponeva era quello della sua scuola (un indirizzo comune a tutti
Fermo (AP), 1991. www.bandieragialla.it/motore.php?c=2). e per di più complicatissimo).
Bussadori Viviana, “L’immagi- Contiene oltre 600 articoli sui vari aspetti della disabilità l’archivio on line della In questa breve storiella sono riunite assieme le potenzialità e le contraddizioni
ne dell’handicap nella stampa rivista HP-Accaparlante, rintracciabile al seguente indirizzo: www.accaparlante.it/ dell’utilizzo delle nuove tecnologie.
italiana”, in Informazione e cdh-bo/informazione/hp/archivio/search-tematica.asp. Abbiamo una richiesta che fino a 10 anni fa avrebbe comportato ore, o forse gior-
marginalità, Centro Documen- Infine ricordiamo i siti di due spor telli informativi, uno del comune di Torino ni, di ricerche per poter ottenere una minima risposta; ora invece, con i potenti
tazione Handicap, Bologna, (www.provincia.torino.it/cid) e l’altro del comune di Bologna (www.handybo.it/), strumenti offerti dal web, si riescono a recuperare le informazioni in pochi minuti
1994. che si caratterizzano per un’informazione di servizio di carattere locale ma molto (informazioni che a loro volta andranno verificate, si intende).
Osservatorio della Comunica- puntuale. Abbiamo una “ricevente” dapprima soddisfatta ma che, al momento di tirare le
zione Sociale del Corso di Lau- La rete offre anche vari strumenti per poter fare una rassegna stampa on line in somme di quanto “ha avuto”, si accorge che molte delle informazioni ottenute
rea in Scienze della Comunica- pochi secondi; si tratta di una di motori di ricerca specializzati solo su siti di infor- andrebbero ricercate a loro volta utilizzando Internet. Però… lei, Internet, non ce
zione dell’Università La Sa- mazione giornalistica che, con l’indicazione di una o più parole chiave (handicap, l’ha!
pienza, Ricerca sulla presenza disabilità, autismo...), stilano un elenco di articoli dedicati a quel tema, fornendo È questa una contraddizione che si riscontra spesso quando si ha che fare con le
dei soggetti deboli sui quoti- il link alla fonte diretta. Il più famoso è il servizio offerto da Google (news.goo- nuove tecnologie, contraddizione che non deve scoraggiare. Al contrario deve ren-
diani, Roma, 1998. gle.it/nwshp?hl=it&gl=it). dere evidente un altro diritto che tutti abbiamo: quello di poter disporre e usufrui-
re della telematica, di essere connessi insomma, di essere tutti in rete.

3. L’integrazione scolastica in Internet I migliori siti del web


Dove andare a cercare nel web le informazioni che riguardano la scuola e la disa-
Recentemente al Centro Documentazione Handicap di Bologna ho ricevuto la te- bilità? Non è facile stilare un elenco di risorse sempre valido. Molti siti web han-
lefonata di un’insegnante di sostegno dell’Italia meridionale che mi chiedeva no la caratteristica di iniziare bene, di offrire servizi e una buona informazione,
informazioni su come presentare un progetto per la scuola. Il suo direttore didat- ma poi si arenano. Altre volte capita l’opposto e qualche sito nato in sordina ha
tico aveva spedito una circolare con la quale informava della possibilità di riceve- un momento di grande vitalità. Questo andamento discontinuo deriva dagli scarsi
re un buon finanziamento per progetti indirizzati all’integrazione scolastica di investimenti che ancora si fanno sull’informazione via web, che rimane costosa
alunni disabili. Il problema era che l’insegnante non aveva mai fatto progetti di da produrre.
quel tipo, né sapeva dove reperirli già pronti. Per poterle dare una risposta avrei Proviamo comunque a stilare un breve elenco valido per qualche mese.
dovuto conoscere bene il territorio in cui viveva (l’organizzazione dei servizi, la
presenza di associazioni locali, ecc.), conoscenza che certo non avevo; è qui che Educazione&Scuola – sezione handicap (www.edscuola.it/archivio/handicap/
entrano in gioco le nuove tecnologie. index.html) si rivolge soprattutto agli insegnanti e presenta sezioni di news e ap-
Per prima cosa, utilizzando il motore di ricerca Google (www.google.it), ho cercato puntamenti abbastanza aggiornate; da qui ci si può anche iscrivere alla mailing li-
le associazioni locali che, occupandosi di disabilità o addirittura di integrazione st sociale-edscuola. In generale sono diversi i siti fatti dagli insegnanti di soste-
scolastica, potevano aver già fatto qualcosa o avere dei suggerimenti sul da far- gno o curriculari, com’è il caso del FADIS – Federazione Associazioni di Docenti
si, poi le ho dettato gli indirizzi di siti specializzati che raccoglievano esperienze e per l’Integrazione Scolastica (www.integrazionescolastica.org/).
infine le ho consigliato di iscriversi a una mailing list (dw-handicap@yahoogrou- Un altro gruppo di siti (il maggiore) tratta di ausili e software didattici. Qualche in-
ps.com) particolarmente attiva in questo periodo. Mi sembrava di aver fatto un dirizzo: Handitecno, tecnologie per l’handicap nella scuola (www.bdp.it/handitec-
buon lavoro e di averle dato una mano. no); AREA, uno dei primi siti in lingua italiana apparsi nel web e ancora funzionan-

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[ Relazioni ]

5. Le reti sociali
Uno dei tratti distintivi della rete telematica è lo spirito di cooperazione tra gli
utenti. Sebbene Internet sia diventato un campo di battaglia per tante lotte politi-
co-economiche, questa matrice originaria non è stata certo cancellata. Continua
anzi a riproporsi in forme diverse, suggerite dalle innovazioni tecnologiche, come
è il caso delle reti sociali. Anch’esse sono un fenomeno recente di Internet e si
stanno diffondendo sempre più, accompagnate però da alcuni pregiudizi che le
vedono come un luogo (virtuale) in cui la gente può incontrarsi per “intortare”.
Certo la ricerca di un partner può essere una motivazione forte, ma le reti sociali
non si riducono solo a questo e, anzi, sono destinate a svilupparsi in molte altre
direzioni che prevedono il mutuo aiuto sui più svariati argomenti.
“replay”, ovvero il numero delle risposte a un particolare messaggio, che si può
misurare l’interesse per un dato argomento. Gli esempi che ho appena citato Trovarsi in rete
vengono ripresi numerose volte da altri partecipanti che commentano, forniscono “Si ha una rete sociale quando una rete di computer connette persone e organiz-
un consiglio, criticano il messaggio iniziale. I rapporti che si instaurano possono zazioni”. Questa è la definizione che dà Fabio Metitieri in un suo articolo pubbli-
essere molto intensi, le persone cominciano a conoscersi poco a poco, nascono cato sul numero di gennaio 2004 di Internet News (articolo da cui prenderò altri
amicizie e intese, a volte senza vedersi mai (altre volte capita invece di darsi ap- spunti). In questo modo si sposta l’attenzione dalle macchine (che si connettono
puntamento fuori rete). tramite cavi) alle persone, che intrecciano invece tra loro relazioni di tipo diverso
Altri argomenti trattati riguardano la segnalazione di un libro, di un seminario o di (amicizia, amore, lavoro, ecc.). Le reti sociali offrono i cosiddetti servizi di dating,
una trasmissione televisiva, la notizia o il commento di una novità legislativa. ovvero banche dati con i profili di centinaia di migliaia di persone che possono
Alcuni esperti della rete dicono che i newsgroup sono gruppi di discussione più così conoscersi in rete in base ai loro interessi. Il servizio di dating, che è una
ampi, con un numero elevato di messaggi giornalieri, caratterizzati da una certa sorta di servizio di incontro, è l’evoluzione delle chat e dei messenger, dato che
confusione nei temi trattati; queste peculiarità non facilitano lo spirito di gruppo. è molto meglio organizzato. Di solito ci si deve iscrivere fornendo alcuni dati co-
Viceversa le mailing list, che raccolgono di solito un minor numero di persone e me l’età, il sesso, gli interessi, l’area geografica di appartenenza e l’indirizzo e-
hanno temi di discussione più specifici, permettono una maggiore coesione del mail; una volta completata la registrazione, si è inseriti in un database che è pos-
gruppo, un dibattito più approfondito. La mia esperienza personale non è questa: sibile consultare. In questo modo si possono incontrare, prima in rete e poi nella
anche i newsgroup offrono delle discussioni interessanti. Semmai la differenza è vita reale, le persone con cui si condividono gli stessi interessi; addirittura, dato
psicologica: a una mailing list ti devi iscrivere e il messaggio di posta elettronica che la conoscenza avviene anche tramite presentazione tra utente e utente, si
arriva direttamente nella tua casella postale, e questo forse può aumentare il possono organizzare eventi collettivi, dove il gruppo di persone conosciutesi in re-
senso di appartenenza a un gruppo. te si incontra fisicamente.
Un discorso a parte merita il caso delle chat. Si “chatta” in tempo reale con un’al-
tra persona, direttamente. I canali in cui si chiacchiera, se si usano software spe- Incontri significativi?
cifici, sono infiniti perché ogni persona può crearne uno diverso. In questo campo Parlare di reti sociali è anche un modo per far vedere che dietro alla tecnologia
non si può sapere quanto si parla di disabilità, si possono fare solo delle conget- c’è sempre la persona, e che la prima deve essere al servizio della seconda. La
ture. Le chat facilitano sicuramente un approccio più diretto ed è verosimile pen- diffusione di questo fenomeno, del resto, è coerente con lo spirito originario di
sare che siano il luogo in cui una persona disabile può sviluppare quelle relazioni, Internet che è stato, soprattutto all’inizio, una rete costituita dalle relazioni tra
affettive o sessuali, che nel mondo reale ha meno opportunità di trovare. persone (allora ricercatori e studenti, oggi il cittadino comune, anche se ancora

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[ Relazioni ]

di un certo status socio-economico). Quale poi sia il valore di questi incontri, proprie idee, di ricercare informazioni e di ottenere servizi. La comunicazione poi
quanto possano essere occasioni di amicizia, lavoro e rapporti sentimentali signi- non è di tipo da uno a molti (vedi i casi precedenti), né da uno a uno (come è nel
ficativi è ancora argomento di discussione. Per fare solo un esempio, alcuni stu- caso del telefono), ma da molti a molti. Questa situazione permette al lettore di
diosi del fenomeno sostengono che la facilità che si ha nel mettersi in contatto diventare scrittore, permette all’autore di confrontarsi con i suoi lettori.
con gli altri può essere anche un preludio di incontri vissuti super ficialmente. Se queste sono le premesse, le nuove tecnologie hanno dovuto maturare per po-
Una cosa è certa, la maggior parte dei contatti on line che diventano significativi ter offrire ai semplici utenti questa possibilità, e i blog sono al momento lo stru-
per le persone coinvolte sfociano poi in un incontro reale: è in quel momento che mento più semplice per comunicare nel web. Attualmente, nel mondo, le persone
si cementa, o si sfalda, quanto si era sentito o intuito in rete. che hanno un proprio blog sono più di un milione, il che la dice lunga sul succes-
so di questa forma di comunicazione.
I siti più noti Eppure la storia di questi diari è molto recente: il primo blog viene edito negli Sta-
E ora qualche indirizzo dei siti più famosi che offrono questi servizi. Il più noto è ti Uniti (nel 1995) e tratta di argomenti tecnologici, ma lo sviluppo vero e proprio
Friendster (www.friendster.com) che si rivolge a chi vuole incontrare nuovi amici o di questo strumento comunicativo si ha con la creazione di un software (nel
partner. Linkedin (www.linkedin.com) invece serve per ricercare occasioni di lavo- 1999) che permette a chiunque, anche a chi sia completamente a digiuno di
ro. Per ultimo citiamo Tribenet (www.tribe.net) che si caratterizza come un luogo html (il linguaggio di marcatura attraverso cui vengono scritte le pagine web), di
nel quale una persona può farsi degli amici che la possano aiutare in tanti piccoli creare le proprie pagine. Il primo sito di riferimento in lingua inglese è www.blog-
problemi pratici. ger.com. I navigatori di lingua italiana partecipano da subito all’idea ma bisogna
Questi siti sono statunitensi, in lingua inglese dunque, ma è possibile anche co- aspettare il 2001 per la nascita dei due principali siti di riferimento in lingua ita-
noscervi degli Italiani; non vi sono per adesso servizi simili sui siti italiani. L’esi- liana che offrono la possibilità di creare un proprio blog (www.blog.it, www.splin-
stente è soprattutto rivolto al servizio di incontri a scopi sentimentali: il più noto der.com).
è Meetic (www.meetic.it) che raccoglie nel suo database oltre 600 mila profili di
persone. Altri servizi simili sono offerti da Supereva (incontri.supereva.it) e Virgi- Come funzionano
lio (match.virgilio.it). Il loro successo è spiegabile anche con la facilità con cui si può costruire un pro-
prio blog abbastanza personalizzato (uno spot pubblicitario su Splinder dice pro-
prio “Il tuo blog in cinque minuti”). Per farlo, gratuitamente, basta andare su uno
6. I weblog, diari molto personali dei siti sopraelencati. Di solito i software utilizzati permettono una certa persona-
lizzazione grafica (colore, disposizione del testo, immagini, ecc.) e, una volta im-
È il fenomeno della rete più discusso negli ultimi due anni, tanto che se ne parla postato il proprio blog, si può iniziare a scrivere, ognuno secondo il proprio pro-
anche alla televisione o nei periodici di carattere più divulgativo; sono i weblog getto. Ogni scritto pubblicato in rete può essere commentato da un qualsiasi let-
(detti anche semplicemente blog), diari personali in cui una persona racconta se tore e il suo commento sarà subito raggiungibile tramite un collegamento. L’auto-
stessa o parla di un tema che le sta a cuore. Ma cos’è che rende particolari que- re può personalizzare ulteriormente il proprio prodotto suggerendo collegamenti
sti diari e perché dovrebbero essere argomento d’interesse i fatti (personali) de- (di solito ad altri blog amici) o le proprie letture preferite.
gli altri? Vediamo di darne alcune spiegazioni.
I miei problemi, di cosa ho bisogno, ti voglio con-
Io “sono” e pubblico sigliare
Se c’è una cosa che Internet ha sempre promesso, questa è stata l’interattività, Come nel caso delle reti sociali e dei newsgroup, questo strumento permette di
ovvero la possibilità di interagire con gli altri grazie a un dispositivo di facile uso. confrontarsi con il mondo intero, permette di uscire dalla propria cerchia ristretta
A differenza della televisione o dei quotidiani, a differenza quindi di altri mass di relazioni personali e di intrecciarne nuove. Ma a differenza degli altri, i blog per-
media, la rete permette di essere attivi, di rispondere a certe domande, di dire le mettono uno spazio per sé ancora maggiore e la costruzione di un discorso più

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[ Servizi ]

Come si fa
Di solito la procedura per acquistare un biglietto on line è molto simile in tutti i si-
ti che offrono questo servizio. Le prime volte però si può incontrare qualche diffi-
completo. Andando sul sito http://bloggando.splinder.com/ si può fare una ricer- coltà, specie se il sito non è ben progettato.
ca per tema sui blog e se noi mettiamo le parole “disabilità”, “disagio”, “persona- Prendiamo come esempio il più noto dei siti in questione. TicketOne (www.ticke-
le” ci troviamo di fronte a innumerevoli esempi di diari. In questi blog le persone tone.it) presenta direttamente in home page la serie di eventi più rilevanti e, sul
si raccontano, parlano del proprio problema, cercano un confronto con gli altri. bordo in alto, una suddivisione degli eventi per tipo (concerti, mostre, teatro,
Ci sono due tipi di blog: quelli più propriamente personali (dove ci si racconta) e ecc.); in alto a sinistra, proprio sotto il logo, è posto il motore di ricerca interno
quelli di carattere informativo (dove si fa appunto informazione e si danno consi- dove è possibile selezionare gli eventi per data, luogo, nome. Una volta scelto lo
gli su un tema/problema che si conosce). spettacolo, basta cliccarvi sopra con il mouse e appare una schermata che offre
http://mardo.splinder.com/1080781200 è un tipico esempio di blog, frequente- una serie di servizi: la descrizione dell’evento, le indicazioni su come raggiunger-
mente aggiornato, che tocca anche il tema della disabilità. lo (se si è fortunati vi sono anche delle indicazioni sulla presenza di barriere ar-
http://reumatoide.splinder.com/ è invece il caso di una persona che parla della chitettoniche) e finalmente le modalità di acquisto del biglietto. Le opzioni di soli-
propria malattia. Infine http://teha.splinder.com/ è il blog di una psicologa che to sono l’acquisto on line (buy on line), l’utilizzo del servizio Pronto pagine gialle
parla di disabilità. Come si può vedere, i blog vengono costruiti da punti di vista o l’acquisto tramite punti vendita locali. Non sempre sono presenti tutte queste
diversi, hanno una durata molto variabile e soprattutto un avvicendamento velo- opzioni.
cissimo, dato che ogni giorno ne nascono di nuovi. Ma procediamo nell’operazione: scegliendo la modalità buy on line, l’interfaccia
Dal punto di vista del lettore una domanda sorge spontanea a questo punto: ma che ci si presenta offre altre possibilità di scelta (il numero del posto o del setto-
che attendibilità hanno, che fiducia si può avere in chi scrive? Nessuna, o meglio re); una volta fatta la nostra scelta (che avviene selezionando una casella tramite
cominciate a leggerli, e se vi piaceranno, se vi diranno qualcosa (a voi e anche il mouse) possiamo decidere se vogliamo ritirare il biglietto appena acquistato al
agli altri con cui ne parlerete in rete) allora comincerete già ad avere fiducia e a botteghino (di solito si deve andare un’ora prima) o farcelo pervenire direttamen-
instaurare un rapporto, magari intervenendo con qualcosa di vostro. te a casa tramite un corriere espresso. Scegliendo il pulsante avanti si procede
nell’operazione finché non si arriva al momento del pagamento che può avvenire
in modi diversi (carta di credito, bonifico bancario). Esistono, naturalmente, spe-
7. Biglietti on line per il tempo libero se aggiuntive che riguardano i costi di commissione e i diritti di prevendita (ma
sono cifre dell’ordine di pochi euro).
Internet permette di risparmiare tempo offrendo la possibilità di compiere azioni Molto spesso, come è il caso di TicketOne, prima di acquistare il biglietto occorre
direttamente da casa propria attraverso il computer. Se decidiamo, nel corso del- registrarsi presso il sito. Questa operazione non richiede molto tempo ed è facile
la settimana, di andare a teatro, invece di uscire per acquistare in anticipo il bi- da effettuare.
glietto per un certo spettacolo, possiamo fare alcune semplici operazioni al com-
puter, risparmiando il tempo che occorre per immergersi nel traffico urbano e rag- Ma è una cosa sicura?
giungere il botteghino, ed evitando l’eventuale coda (risparmieremo solo tempo e Gli Italiani fanno fatica a usare la carta di credito on line, un po’ perché è un me-
non denaro, come vedremo più avanti). todo di pagamento non pienamente diffuso e un po’ perché si ha il timore delle
Questo vantaggio diventa ancora più significativo nel caso di persone che hanno frodi via Internet. Bisogna dire però, al di là di molto allarmismo che circola sui
difficoltà nel muoversi; per un soggetto con disabilità motoria ogni spostamento mass media, che i siti che fanno vendita on line hanno sistemi di sicurezza che
richiede una certa programmazione, che permetta di superare le barriere architet- proteggono i dati inviati dall’utente (indirizzo, numero di carta di credito, ecc.); e i
toniche che si incontrano di volta in volta (e di imprevisti ce ne sono sempre tan- siti più affermati dispongono anche di una sorta di certificazione che garantisce
ti); poter acquistare da casa propria un biglietto semplifica un po’ la vita. la sicurezza nelle operazioni che si fanno tramite loro.

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[ Servizi ]

Altri siti sabili (196 in tutto) dislocati nelle varie stazioni; si danno informazioni inoltre sul-
Per terminare questa prima parte dedicata all’acquisto dei biglietti on line, ecco le agevolazioni tariffarie, su come viaggiare in carrozzina e sulla consegna dei bi-
alcuni indirizzi di altri siti molto noti in rete: Charta (www.charta.it) che offre la glietti a domicilio (a pagamento e solo per alcune stazioni).
possibilità di vedere, tramite una piantina, il teatro dove si vuole andare e sce- Nella prima colonna a sinistra del sito è invece possibile cercare il treno che si
gliere i posti ancora liberi (e sapere quali sono, e dove, è un’opportunità decisa- desidera, mettendo la stazione di partenza, quella d’arrivo e l’orario indicativo (di
mente utile per una persone disabile); TicketWeb (www.ticketweb.it) specializzato partenza). Le schermate successive descrivono dettagliatamente i vari treni fin-
nell’area milanese (ma vende biglietti anche per l’Arena di Verona); Boxol ché, una volta scelto quello adatto, si può acquistare direttamente il biglietto clic-
(www.boxol.it); BoxTickets (www.boxtickets.it). cando sull’icona che raffigura un carrello della spesa su sfondo rosso (questa im-
magine è diventata una convenzione per ogni tipo di biglietto on line). Per l’acqui-
sto on line, però, occorre registrarsi prima (lo si fa direttamente in home page).
8. Biglietti on line per viaggiare Scelti a questo punto la classe e il numero di posti, si prosegue andando in fon-
do alla pagina e cliccando sull’icona violetta sottotitolata avanti (non molto visibi-
Ritorniamo a parlare di biglietti on line, questa volta non per passare una serata le però dato che sta in fondo). Ora si può acquistare il biglietto tramite una carta
ascoltando musica o assistendo a un avvenimento sportivo, ma per viaggiare, di credito.
per vacanza o affari. Anche per questa evenienza risultano subito chiari i vantaggi
offerti da Internet: è possibile informarsi direttamente da casa propria (dal pro- Meglio volare?
prio terminale), risparmiando tempo e denaro per lo spostamento ed evitando Prendiamo come esempio il sito dell’Alitalia (www.alitalia.it). Cominciamo con la
possibili barriere architettoniche; inoltre si ha una pluralità di informazioni riguar- scelta del volo, per poi passare alle modalità di acquisto on line.
danti gli orari, i percorsi, i prezzi che consentono un’organizzazione personale Nella colonna centrale del sito è possibile scegliere l’aeroporto di partenza e
completa (che non sempre è facile ottenere, ad esempio, se si incontra un bi- quello di arrivo, dando anche le indicazioni sulla data, l’orario, la classe, il nume-
gliettaio poco simpatico o sbrigativo); si possono confrontare offerte commerciali ro dei posti. La scelta è facilitata da un accorgimento grafico: una barra orizzon-
diverse, avendo la possibilità di scegliere; se oltre a viaggiare si vuole qualcosa tale posta in alto nello schermo che si colora di scuro ogni volta che si è effet-
di più, con pochi clic è possibile avere tutte le informazioni turistiche che si desi- tuato un passaggio verso l’acquisto del biglietto. I passaggi sono sei: cerca volo,
derano sul luogo da raggiungere (e il tutto sempre da casa propria!). scegli volo, dettaglio biglietto, dati passeggero, acquista, ricevuta. Per l’acquisto
Certo ci sono anche degli inconvenienti; ad esempio se si incontrano siti web che del biglietto da casa sono possibili due modi: telefonando al call center o tramite
confondono i navigatori o che, peggio ancora, hanno informazioni vecchie o erra- il web pagandolo con carta di credito (in questo caso non occorre registrarsi). Ali-
te. Per esperienza personale (io utilizzo sempre Internet quando devo viaggiare, talia offre la possibilità di acquisto del biglietto elettronico (sempre tramite Inter-
visitare un museo o andare in vacanza) si corre più il primo pericolo (ovvero di net); in questo caso non occorre farselo recapitare a casa, ma bisogna, al mo-
perdersi in un sito mal progettato) piuttosto che il secondo, dato che oramai una mento dell’imbarco, recarsi a un videoterminale dell’aeroporto per “accreditarse-
sensibilità collaudata verso il web, motivata da un robusto interesse economico, lo”. Non è possibile sapere se vi siano barriere architettoniche per accedere a
fa sì che gli aggiornamenti siano frequenti. questi terminali. Nel caso in cui il servizio sia scadente, nella colonna a sinistra
dell’home page potete accedere alla pagina Reclami cliccando sul link Assistenza
Via in treno ai clienti.
Cominciamo con Trenitalia (www.trenitalia.com), il sito ufficiale della società di Infine ricordiamo un nuova modalità di acquisto dei biglietti, il ticketless travel
trasporto delle Ferrovie dello Stato, il giusto punto di partenza se si vuole viag- (“viaggio senza biglietto”). Si tratta di un nuovo sistema utilizzato sui voli econo-
giare in treno o se si vuole consultare semplicemente l’orario ferroviario. Intanto mici di alcune compagnie aeree che consente di acquistare i biglietti per telefo-
è da notare, nella barra di navigazione orizzontale in alto, il link che porta alla pa- no, tramite Internet con carta di credito o tramite agenzia, e di imbarcarsi presen-
gina Servizi per disabili. Qui è possibile reperire l’elenco dei Centri assistenza di- tando semplicemente un documento d’identità con fotografia.

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[ Relazioni ]

te (www.areato.org/welcome.htm), l’Ausilioteca di Bologna (www.ausilioteca.org). indirizzo web: www.edscuola.com/mailing.html), la mailing list Dw-Handicap (per
Handylex (www.handylex.org/) è invece un servizio della UILDM (Unione Italiana iscriversi andare su http://groups.yahoo.com/group/dw-handicap). Ambedue le
Lotta alla Distrofia Muscolare); uno dei primi ad apparire nel web, dimostra una liste si occupano molto del tema dell’integrazione scolastica. Anche sulla rete te-
continuità nel tempo facendo un’informazione legislativa sempre attendibile (nel- lematica eco-pacifista Peacelink (www.peacelink.it) esiste una mailing list intitola-
la home page è presente un collegamento dal titolo Diritto allo studio). ta Volontariato dove spesso vengono trattati i temi della disabilità. Anche in que-
Un buon esempio, invece, di raccolta di articoli sul tema dell’integrazione scola- sto caso diamo un indirizzo web per permettere anche a chi non è iscritto di farsi
stica scritti da insegnanti, persone disabili e genitori si può trovare sul sito del un’idea del dibattito: www.peacelink.it/webgate/volontariato/maillist.html.
Centro Documentazione Handicap (www.accaparlante.it), all’interno dell’archivio Esistono mailing list a seconda del tipo di deficit; ad esempio a questo indirizzo
che raccoglie gli articoli della rivista HP-Accaparlante. Ricordiamo infine il sito del- http://web.tiscali.it/simod/disabili/liste.htm potrete trovare alcune risorse
la casa editrice Erickson (www.erickson.it), specializzata proprio sui temi dell’inte- espressamente dedicate ai non vedenti (non tutte sono aggiornate).
grazione scolastica. Infine, se volete far vi un’idea delle mailing list e dei newsgroup esistenti nel
mondo potete documentar vi a questo indirizzo: http://gate.dongnocchi.it/
mailing_newsgroup/mailing.htm.
4. Il soggetto disabile e il popolo Si potrebbe continuare a lungo con l’elenco. Basta mettere in un qualsiasi moto-
della rete re di ricerca le parole disabili, handicap, mailing list, newsgroup, lista e incrociar-
le tra di loro in più tentativi per accorgersi della moltitudine di riscontri.
Dove è possibile trovare la voce della persona disabile e dei suoi familiari, in In-
ternet? Questo tipo di incontro avviene più spesso negli spazi in cui è assicurata Il caso delle community
un’interattività migliore: ovvero dove si può comunicare direttamente. È in questi La community è una sezione di un sito web che ha come scopo quello di creare
luoghi che si trova il popolo della rete. una comunità di lettori/partecipanti al proprio sito. È un modo per fidelizzare la
propria utenza/clientela che viene praticato in ogni tipo di sito web (ogni portale
Il popolo della rete ha la sua community). L’esempio migliore di community si può trovare al sito di
La rete offre altri strumenti di interazione che non necessariamente passano sul Superabile (www.superabile.com). La sezione offre ai propri utenti uno spazio fo-
web. Stiamo parlando delle mailing list, dei newsgroup, delle chat e di altre appli- rum e uno spazio chat. I forum sono qualcosa a metà strada tra le mailing list e i
cazioni che permettono tutte queste cose assieme e anche altro. newsgroup; attualmente sono una trentina i forum su Superabile e trattano di
Le mailing list sono gruppi ristretti di discussione che viaggiano su posta elettro- svariati argomenti (dallo sport, ai fatti di cronaca, dalla mobilità alla legislazione).
nica (è necessaria l’iscrizione per parteciparvi); i newsgroup, invece, sono bache- Un altro caso di community si può trovare su Disabili.com (www.disabili.com); in
che pubbliche (elettroniche) che vengono utilizzate grazie a specifici software; le verità è un po’ tutto il sito a essere organizzato come una community. Anche qui
chat sono spazi di discussione in tempo reale (anche in questo caso esistono abbiamo lo spazio forum (una ventina in tutto) e lo spazio chat.
sofware specifici). Se è vero che molti di questi strumenti sono stati resi visibili
anche nel web, è vero altresì che queste possibilità comunicative funzionano mol- Di che cosa si parla
to bene anche al di fuori del web (forse meglio). In questi spazi, forse meno in vi- A scrivere in queste mailing list e in questi newsgroup sono soprattutto i familiari
sta, molte persone disabili e non si “incontrano” per parlare assieme. dei disabili, i disabili stessi, gli insegnanti, qualche operatore sociale e qualche
Vi sono nel mondo decine di migliaia di mailing list e newsgroup; attualmente in volontario/amico. Ma di che cosa si parla in questi spazi? Pur non volendo fare
Italia esiste il newsgroup it.sociale.handicap che è possibile trovare col motore di una casistica, vi sono alcuni temi che ritornano spesso; si trovano molti racconti
ricerca Google (www.google.it), cliccando sul pulsante in alto a destra Gruppi. di esperienze, di situazioni, come le difficoltà di integrazione scolastica per il pro-
Tra le mailing list ricordiamo sociale-edscuola, la mailing list di Educazione&Scuo- prio bambino, la ricerca di un centro specializzato adatto al proprio caso, il meto-
la, una rivista telematica su Scuola e Formazione (per iscriversi andare a questo do riabilitativo efficace sul proprio figlio. È soprattutto osservando il numero dei

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[ Servizi ]

9. Spesa on line: come fare? ha la certezza di avere il tutto nel pomeriggio, in caso contrario la spesa arriva la
mattina successiva. È anche possibile scegliere la fascia oraria in cui si vuole ri-
Come si fa la spesa dei generi alimentari (e non) attraverso Internet? Daremo per cevere la spesa, con un lasso di tempo variabile da una a due ore.
scontati alcuni temi che abbiamo trattato precedentemente; non parleremo, tan-
to per intenderci, dell’utilità per una persona disabile di farsi recapitare a casa Alcuni esempi
propria la spesa acquistata on line, né parleremo dei problemi di sicurezza quan- Dopo aver descritto dei tipi ideali, facciamo ora una breve carrellata dei principali
do si deve pagare con carta di credito. siti in cui è possibile fare la spesa on line. Il servizio a domicilio di Esselunga
(www.esselunga.it/) è disponibile solo nelle zone di Bologna, Genova, Milano,
Facciamo un po’ di spesa Monza e Prato; in questo caso le tariffe di recapito sono di 5,16 euro e 6,20 eu-
I siti che offrono un servizio di spesa on line sono oramai tanti e presentano ca- ro, a seconda delle fasce orarie. Io vorrei (www.iovorrei.it) propone invece due
ratteristiche comuni. Innanzitutto un’inter faccia che facilita il navigatore nelle modalità di consegna, a domicilio: 5 euro oppure gratis, facendosi trovare in pun-
scelte e nei passaggi tipici come il carrello, il recapito, il pagamento... Per poter ti determinati per caricare la spesa sulla propria macchina (serve solo le zone di
usufruire del servizio occorre sempre registrarsi nel sito dando le proprie genera- Milano e Torino). Volendo (www.volendo.com) copre quasi tutta la Lombardia e To-
lità e altre informazioni. Una volta superato questo passaggio si può accedere di- rino, e la spesa per la consegna a domicilio è solo di 4,90 euro. Infine ricordiamo
rettamente ai prodotti. Se il sito è ben progettato, è come passeggiare nelle cor- La Coop Adriatica (www.e-coop.it), dove è possibile fare la spesa senza registrar-
sie di un supermercato (anzi la sensazione è migliore, perché non è necessario si (copre le zone di Milano, Roma, Bologna, Genova) e per i disabili il servizio di
fare lunghe file o frequentare posti affollati), fermandosi di tanto in tanto per consegna è gratuito.
prendere un prodotto. Solo che qui il prodotto lo prendi virtualmente, selezionan-
dolo con il mouse. Chiusi in casa?
I prodotti sono di solito descritti interamente (marca, peso, ecc.), con annessa Come si vede, sono più coperte dal servizio le grandi aree urbane del centro-
un’immagine; una volta scelto, il prodotto finisce in un carrello. Man mano che si nord, mentre le zone di provincia e quelle meridionali dispongono raramente di
selezionano i prodotti, questi si accumulano nel carrello, a cui sono associate al- queste possibilità.
cune funzionalità; ad esempio è possibile avere una lista di quanto si è compra- A questo punto resta da porsi una domanda: è meglio fare la spesa standosene
to, dalla quale risulta eliminabile, in qualsiasi momento, qualunque prodotto. In a casa, risparmiando tempo e fatica, oppure andarci di persona, per vedere me-
ogni istante possiamo, inoltre, calcolare quanto stiamo spendendo, attraverso glio i prodotti o magari per chiacchierare con qualcuno? A voi la risposta.
una funzione di calcolo.

Davanti alla cassa 10. Servizi sanitari on line


È il momento di pagare, ma nessun panico, esistono vari modi per farlo e tutti
abbastanza semplici. Il più facile è il pagamento alla consegna tramite contanti; Uno dei bisogni più sentiti dagli utenti di Internet, soprattutto quelli anziani e di-
oppure si può pagare direttamente on line con carta di credito, scrivendo diretta- sabili, è la possibilità di avere informazioni sanitarie on line, disponibili 24 ore su
mente il proprio numero. 24, aggiornate e facili da reperire. Si comincia a parlare di E-sanità (“sanità elet-
A proposito dei prezzi c’è da segnalare il fatto che molte volte vi sono sconti solo tronica”), intendendo con questo termine non solo la semplice informazione, ma
per chi acquista on line (e questo comporta una certa convenienza). In compen- la fornitura di veri e propri servizi.
so il recapito a casa della merce implica sempre una spesa aggiuntiva, che si ag- Di fatto, se molti ospedali, assessorati alla Sanità, ASL sono sempre più presen-
gira sui 5-7 euro. Le norme di recessione valide per legge si applicano anche nel ti nel web con siti ricchi di informazioni e aggiornati, i servizi veramente “operati-
caso della spesa on line, naturalmente. vi” in rete sono ancora pochi. Il più interessante è rappresentato sicuramente
Per quanto riguarda i tempi di recapito, di solito, se si fa la spesa entro le 12, si dall’esperienza bolognese di CUP2000 (www.cup2000.it).

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[ Servizi ]

L’esperienza di CUP2000 Questo sistema (come si legge sul sito di riferimento) è in grado di:
CUP2000 è una società costituita nel 1996 – ma operante dal 1993 – da otto • consentire al cittadino di ottenere la propria cartella clinica in 48 ore;
soggetti pubblici (Comune e Provincia di Bologna, quattro Aziende Sanitarie del- • permettere al personale sanitario di consultare la cartella clinica del paziente
l’area metropolitana bolognese, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Istituti Ortopedici in tempo reale, mediante connessione telematica a una rete intranet sicura;
Rizzoli) “allo scopo di migliorare e facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi sani- • semplificare le procedure di gestione della documentazione sanitaria;
tari utilizzando le più moderne tecnologie digitali”. • agevolare le attività di ricerca in campo clinico ed epidemiologico grazie a
Il salto di qualità rappresentato da questa società, che lavora oramai in tutta Ita- un’ampia base di dati del percorso clinico dei pazienti.
lia, è il livello dei servizi erogati tramite Internet. Tramite Cupweb è possibile pre-
notare, previa impegnativa del medico (là dove richiesta) tutta una serie di visite Attualmente CUP2000 gestisce call center e Cup a Milano, Mantova, Chioggia,
specialistiche, senza dover andare direttamente a uno sportello dell’ASL. Ferrara, Firenze, Napoli e nella regione Liguria, servendo quasi 7 milioni e mezzo
Prendiamo l’esempio di Bologna: tutte le strutture sanitarie locali sono collegate di cittadini.
in rete e se noi vogliamo prenotare una visita, ad esempio “Eco capo e collo-tiroi-
de”, basta impostare la ricerca scegliendo la zona (una certa area di Bologna o CUP2000 S.p.A.
della provincia) e subito appariranno le strutture disponibili. Per ogni struttura via Del Borgo di San Pietro 90/c, 40126 Bologna
avremo informazioni sull’indirizzo, i giorni d’attesa, la tariffa da pagare e la possi- tel. 051/420.84.11 e fax 051/420.85.11
bilità di prenotare on line. La prenotazione on line è possibile agli utenti che si e-mail: cup2000@cup2000.it
siano registrati preventivamente. In questo caso tramite un codice personale (for-
mato da userid e password) è possibile prenotare la visita riportando il numero
dell’impegnativa del medico e il giorno in cui è stata fatta. 11. Gli e-book, i libri elettronici
Cupweb è un potente strumento per informarsi sui luoghi delle visite specialisti-
che e sui tempi d’attesa, anche per tutte quelle visite che non sono attualmente Leggere on line un libro è un’opportunità oramai a portata di tutti, ma il libro elet-
prenotabili on line. tronico (l’e-book), a differenza di tante altre innovazioni portate dalle tecnologie
Il sistema è forse un po’ complesso, soprattutto per l’utenza che ha poca dime- dell’informazione, ha trovato e trova diversi ostacoli alla sua diffusione.
stichezza con il web, e molto spesso sono proprio gli anziani quelli hanno più dif- Eppure l’e-book è uno strumento indispensabile chi non vede o per chi (molti di
ficoltà a usare le nuove tecnologie. Questo sistema però non si limita al solo più) è ipovedente. Tramite uno screen reader e un sintetizzatore vocale, un testo
web, ma permette la prenotazione tramite i vari sportelli delle ASL e perfino nelle digitale può essere ascoltato. Ma non solo; anche per chi ha problemi di mobi-
farmacie e nei centri commerciali. lità, l’opportunità di leggere dal proprio computer un testo senza andare a con-
Per i tempi di attesa questo tipo di tecnologia non può essere risolutrice: in alcu- sultarlo in biblioteca o comprarlo in libreria è davvero preziosa. In generale, il li-
ne prove effettuate, certe prenotazioni superavano i 100 giorni di attesa (eviden- bro digitale faciliterebbe la vita anche a molte altre persone; pensiamo agli stu-
temente qui sono altri i fattori che contano, come ad esempio la disponibilità del- denti o agli insegnanti che vivono in realtà decentrate, in cui la biblioteca locale è
le apparecchiature). scarsamente rifornita, oppure pensiamo a tutte quelle persone che non hanno il
Naturalmente, sempre on line, è possibile anche disdire e cambiare appuntamen- tempo di “passare in libreria”. Come si vede l’e-book rappresenta un’ennesima
to. rivoluzione nel nostro comportamento, una rivoluzione che però incontra qualche
ostacolo.
Cartelle cliniche on line?
CUP2000 e l’Azienda Ospedaliera S. Orsola-Malpighi di Bologna hanno avviato Leggere stanca
dal 2003 il primo sistema italiano di gestione e archiviazione elettronica dei dati Il libro, il bel libro di carta, a cui siamo abituati da secoli presenta in effetti alcu-
clinici del paziente. ne caratteristiche che il libro digitale non offre. È facilmente trasportabile, lo si

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[ Servizi ]

può leggere sotto un albero o a letto, sull’autobus attaccati alla maniglia, in


spiaggia. I caratteri sono molto definiti e risaltano molto bene sulla pagina bian-
ca, di modo che gli occhi si stancano di meno. Ancora, il libro non è retroillumina-
to e quindi leggerlo è meno fastidioso rispetto a un normale schermo di compu-
ter. Non dimentichiamoci che un libro non si scarica mai e lo si può leggere dal-
l’alba fino al tramonto (dopo o prima si può accendere semplicemente la luce). Link e multimedia
Invece un qualsiasi computer portatile, o un hardware tascabile, ha il limite di Di fatto gli e-book possono offrire ben più della semplice lettura. Fin dagli an-
una batteria con una durata limitata. ni ’80, lo statunitense George Landow sperimentava con i suoi studenti dei
Leggere su uno schermo (almeno fino a oggi) non è così rilassante; da numerosi software collegati a una rete telematica che permettevano di leggere una moltitu-
studi risulta che l’80% dei lettori di Internet non legge parola per parola ma scor- dine di testi, di commentarli e di collegarli tra loro.
re la pagina (la “guarda”) e che la lettura sullo schermo è del 25% più lenta di Inoltre, come abbiamo già visto nel caso del Tk3 ebook reader, i libri elettronici
quella su carta (anche per questo una delle più ferree norme di chi scrive sul non offrono solo testi ma qualsiasi elemento multimediale.
web dovrebbe essere la sinteticità). Possiamo così immaginarci, in un futuro non molto lontano, libri da leggere, da
ascoltare e da vedere; libri collegati alla rete, da cui possono attingere continua-
Software e hardware per leggere on line mente nuove risorse. In questo modo anche la figura del lettore viene profonda-
Occorre a questo punto fare una piccola precisazione. Quando si parla di e-book mente modificata, in quanto finisce col diventare un lettore – ma anche un utente
si tende a confondere le applicazioni che presentano i testi (software) con i di- di materiale audiovisivo – che può commentare quello che legge, magari confron-
spositivi fisici che ne permettono la conservazione e la lettura (hardware). tandosi con altre persone in rete, e diventando lui stesso una sorta di autore.
Per quanto riguarda i primi, esistono varie offerte sul mercato; i più noti “lettori”
di e-book sono il Microsoft Reader, l’Adobe Acrobat Ebook Reader, il Tk3 ebook Le risorse del web
reader che permette di usufruire oltre che del testo, anche dei suoni e dei video. Torniamo ora a quello che possiamo già fare: per chi voglia conoscere più ap-
Questi software si ispirano per lo più all’immagine che noi abbiamo del libro, of- profonditamente cosa sono gli e-book e dove possa trovarne gratuitamente, con-
frendo nei loro comandi la possibilità di sfogliare le pagine, di mettere dei segna- sigliamo alcuni siti su internet.
libri. Solo poche applicazioni cercano di offrire qualcosa di più – che il libro non In lingua italiana il più noto è Liber liber (www.liberliber.it) che ha festeggiato da
può dare – ovvero la possibilità di prendere appunti o di interagire con altri lettori. poco i suoi 10 anni di esistenza. Liber liber è noto per il progetto di biblioteca te-
Hardware: molte persone non sanno che questi libri possono essere letti non so- lematica accessibile gratuitamente (progetto Manuzio), che raccoglie oramai cen-
lo dai normali computer, anche se portatili, ma da speciali dispositivi. I più noti tinaia di opere non coperte dal diritto d’autore (ovvero il cui autore è morto da
sono il Notebook e il Tablet PC; si tratta di oggetti di piccole dimensioni, poco pe- più di 70 anni o i cui diritti non sono richiesti da chi li detiene). Il lavoro è il frutto
santi, ma dotati di ampi schermi e di una memoria che può contenere migliaia di della collaborazione di centinaia di volontari che si occupano della digitalizzazione
e-book (è come avere in un solo “libro” un’intera biblioteca). I limiti di questi di- dei testi e della loro correzione.
spositivi sono quelli enunciati poco sopra: difficoltà di lettura e scarsa trasporta- Esistono poi siti costruiti per i non vedenti, come quello dell’Istituto Cavazza
bilità, anche se il mercato offre prodotti sempre più raffinati. Di recente la Sony (www.cavazza.it) che offre 2500 testi coperti dal diritto d’autore, che possono es-
ha commercializzato LIBRI, un lettore di e-book basato su una tecnologia electro- sere visionati solo tramite un’iscrizione in cui si danno le prove della propria disa-
nic paper (e-paper), la stessa che in futuro promette l’avvento di display flessibili bilità. Ancora più vasto è il servizio offerto dalla Fondazione Galiano (www.galia-
e arrotolabili. Sì, avete capito proprio bene, in poco tempo avremo sul mercato no.it), sempre per i non vedenti.
prodotti che potremo utilizzare come dei libri, li potremo piegare e mettere in ta- Per avere, invece, un’idea approfondita di cosa siano gli e-book, è molto interes-
sca, li potremo leggere da qualsiasi angolazione. Saranno come fogli di plastica sante la sezione offerta da Alice (www.librialice.it/ebook/ebookhome.htm), dove
su cui potremo leggere intere biblioteche. sono elencate anche varie risorse da cui prelevare gratuitamente libri elettronici.

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[ Barriere ]

12. Quando il web è una barriera re dal corpo più grande o la decisione di non caratterizzare un sito solo attraver-
so l’uso del colore possono facilitare la comprensione a queste persone. Un di-
Se qualche volta avete delle difficoltà nella lettura di un sito web, se non riuscite scorso simile vale anche per chi ha un deficit uditivo e non può sentire, in parte
a trovare l’informazione che cercate ma sapete che è lì e, ancora, se non riuscite o del tutto, i file audio; la sottotitolazione di ogni “parlato” o la sua spiegazione
più a orientarvi nella navigazione, non date la colpa soltanto alla vostra scarsa di- riassuntiva possono ovviare al problema.
mestichezza con l’informatica; spesso l’errore sta a monte, nella progettazione Le persone con disabilità motoria non hanno particolari difficoltà nell’usare il
del sito. Progettare bene un sito significa proprio dare la possibilità a chiunque di web (una volta risolti i problemi relativi all’hardware e al software nell’utilizzo del
raggiungere le informazioni che desidera, anche a chi sa solo accendere un com- computer), tranne nel caso in cui debbano compiere movimenti molto precisi con
puter e dirigere il mouse verso l’icona del programma. Un sito ben fatto deve es- il mouse.
sere usabile e accessibile: se con usabilità si indica la capacità di costruire siti In ogni modo, le varie difficoltà possono essere risolte tecnicamente: il problema
facilmente navigabili e ben strutturati, con il termine accessibilità ci si riferisce al semmai è quello culturale per cui si progettano siti e pagine web pensando a un
grado di difficoltà che una persona con disabilità può incontrare nell’uso di Inter- utente medio indifferenziato. Paradossalmente una delle caratteristiche del digi-
net. tale è proprio la sua flessibilità, la sua adattabilità; approfittiamone dunque.
Farlo subito costa oltretutto molto meno che farlo dopo; pensate alle nostre città
Usabili e accessibili e a come è difficile e costoso adattare gli edifici perché non abbiano più barriere
Un sito è usabile quando un navigatore riesce a fare facilmente tre cose: riesce a architettoniche e pensate invece a come diventa più funzionale ed economico
trovare le informazioni ricercate perdendo poco tempo; riesce a orientarsi nel sito progettare fin dall’inizio le case a misura di tutti! Lo stesso discorso vale per le
e ritornare alla home page; riesce a scaricare da Internet il materiale che vuole tecnologie: progettarle fin da ora accessibili a tutti, significa evitare di farlo con
senza dover aspettare troppo. maggior fatica successivamente.
Ci soffermiamo ora sul concetto di accessibilità, argomento che riguarda da vici-
no le persone disabili. Il tema dell’accessibilità ai siti web da parte dei soggetti I disabili intellettivi, i dimenticati
disabili è un tema non molto conosciuto al di fuori di certi ambienti, e tuttavia Molti, anche fra chi di queste cose si occupa, ignorano che una delle barriere più
molto importante. È importante perché stiamo andando verso un tipo di società diffuse è rappresentata dalla difficoltà dei contenuti veicolati da Internet, spesso
in cui l’esclusione dalle nuove tecnologie di comunicazione significa l’esclusione indecifrabili da parte di persone che hanno un deficit cognitivo (ma difficili da in-
della persona stessa da una soddisfacente vita sociale e lavorativa. È importante terpretare anche per gli anziani o per gli immigrati che non conoscono bene la no-
perché rendere un sito più accessibile a una persona disabile significa renderlo stra lingua).
migliore per tutti gli altri. Ci troviamo di fronte a un mezzo di comunicazione nuovo, che come tale possie-
de alcune regole proprie da imparare. Se questa difficoltà è concreta e occorre
Disabilità sensoriali e motorie? No problem una certa abitudine nell’uso degli ipertesti (come si impara a guidare una mac-
I siti web si stanno sempre più caratterizzando per l’utilizzo crescente di elementi china così si deve imparare a navigare in un ipertesto, quale è di fatto un sito
multimediali (video, audio e animazioni); questo può comportare problemi per chi web), chi ne fa il progetto dovrebbe avere l’accortezza di essere semplice e chia-
abbia una disabilità sensoriale. Un non vedente che informazioni può ottenere da ro nella disposizione degli elementi che compongono la pagina web. Un lettore
una galleria fotografica o da un video dell’eruzione dell’Etna? Ecco allora che il dovrebbe sempre sapere in che punto si trova del sito, come può tornare alla pa-
progettista e il redattore delle pagine web devono pensare a un contenuto fruibile gina di partenza e come può trovare le informazioni che cerca, nel modo più im-
il più possibile da tutti. Ritornando al nostro esempio, un file audio che commenti mediato. Anche per quanto riguarda la scrittura valgono le regole della semplicità
il video o un testo che spieghi le immagini proposte potrebbe risolvere il proble- e della brevità. Costruendo un sito in questo modo si rende un servizio a tutti, lo
ma. Teniamo presente che anche gli ipovedenti (molto più numerosi dei ciechi) e ripeto, non solo alle persone con deficit cognitivo. Una rara iniziativa che va in
i daltonici possono confondersi. Ma anche in questo caso, la scelta di un caratte- questo senso è rappresentata da Dueparole, prima rivista (ideata da Tullio De

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[ Ricerche ]

Mauro) e poi sito (www.dueparole.it) che, con un linguaggio elementare e com- dustria ICT e amministrazioni, ha messo in evidenza le seguenti mancanze:
prensibile a una larga maggioranza di cittadini, informa sui principali fatti italiani • molti siti web, anche quelli delle pubbliche amministrazioni, non sono accessi-
e internazionali. bili ai disabili;
• se un individuo cerca risposte ai propri bisogni nelle nuove tecnologie, non rie-
sce a trovare informazioni utili e aggiornate;
13. Leggi e governi • nemmeno la Sanità Pubblica conosce pienamente le potenzialità offerte dalle
tecnologie;
Come hanno affrontato gli ultimi due governi (rispettivamente di centrosinistra e • manca anche la conoscenza e la sensibilità dell’opinione pubblica e degli ope-
di centrodestra) il tema dell’accessibilità del web? Facciamo una breve carrellata ratori dell’ICT;
degli eventi più significativi. • non esistono dati affidabili sull’uso delle tecnologie da parte dei disabili.
Il passato governo di centro-sinistra aveva promulgato la circolare 6 settembre Nel 2004 la grande novità è stata l’approvazione della cosiddetta “legge Stanca”
2001 (n. AIPA/CR/32), intitolata “Criteri e strumenti per migliorare l’accessibilità (l. n. 4 del 9.1.04, “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli
dei siti web e delle applicazioni informatiche a persone disabili”. In questa circo- strumenti informatici”).
lare vengono “specificati i criteri da rispettare nella progettazione e manutenzio- L’elemento di maggiore rilievo è il fatto che le amministrazioni pubbliche non po-
ne dei sistemi informatici pubblici, per favorire l’accessibilità ai siti web che met- tranno stipulare contratti per la realizzazione o la modifica di siti Internet se gli
tono a disposizione di cittadini e imprese informazioni e servizi interattivi median- stessi non rispetteranno i requisiti di accessibilità. La legge diventerà pienamen-
te tecnologie e protocolli internet e alle applicazioni informatiche utilizzate dal te operativa agli inizi del 2005; il Consiglio di Stato, infatti, ha dato parere favore-
personale della pubblica amministrazione e da cittadini e imprese per i servizi re- vole allo schema di Regolamento di attuazione approvato dal Consiglio dei Mini-
si così fruibili”. stri lo scorso luglio.
Questi criteri sono quelli suggeriti nella guida del WAI (Web content acces- La “legge Stanca”, che è una delle prime normative al mondo in materia di ac-
sibility – guidelines 1.0) del consorzio W3C (www.w3.org). cessibilità delle risorse informatiche e dei servizi della pubblica amministrazione,
In Italia i siti della pubblica amministrazione stanno cercando di adeguarsi confor- è stata criticata da alcune associazioni di disabili per il fatto che l’accessibilità di
mi alle linee guida del WAI (Web Accessibility Initiative). L’AIPA (Autorità Informati- un sito viene valutata solo in base a regole tecniche, mentre la verifica degli
ca della Pubblica Amministrazione) ha costituito nel luglio 2000 il gruppo di lavo- utenti (validazione umana) non è obbligatoria.
ro “Accessibilità e Tecnologie informatiche nella PA”, “finalizzato al superamento
delle barriere tecnologiche che oggi limitano i disabili nella fruizione dei servizi in
rete”. Ricordiamo tre siti per chi voglia approfondire l’argomento: www.pubbliac- 14. Siti web e soggetti disabili
cesso.it e www.webxtutti.it/index.htm e www.webimpossibile.net.
Come sono organizzati i siti web che si occupano di disabilità in lingua italiana?
Cosa fa questo Governo Che tipo di informazione danno e quanto sono utili? Nel 1997 ho cercato di ri-
Nel 2003 è stato pubblicato il Libro bianco, intitolato “Tecnologie per la disabi- spondere a queste domande pubblicando un libro (assieme a Carlo Giacobini) in-
lità”, che si prefiggeva di dare indicazioni su un disegno di legge e suggerire le titolato L’handicap in rete, nel quale, attraverso l’intervista a una ventina di ge-
azioni necessarie a promuovere l’inserimento dei disabili in una società tutta ba- stori di siti e l’analisi indiretta di un altro centinaio, avevamo descritto come il
sata sull’informazione. Il libro è stato scritto dalla “Commissione interministeria- mondo dell’associazionismo dedicato al tema della disabilità usava i nuovi stru-
le sullo sviluppo e l’impiego delle tecnologie dell’informazione per le categorie menti del comunicare. In realtà nel libro avevamo fatto di più; avevamo illustrato
deboli”, una struttura istituita nel 2002 dal Ministro per l’Innovazione assieme ai il funzionamento delle mailing list e dei newsgroup tematici e avevamo realizzato
Ministri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali. una storia della telematica sociale. La telematica non si è subito identificata con
La pubblicazione, che ha visto la collaborazione di associazioni, operatori dell’in- Internet ma è iniziata ben prima dell’avvento della grande rete, e questa è una

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[ Ricerche ]

mente o mensilmente). L’indagine sul desk punta invece a mettere in rilievo altri
fattori; la maggior parte dei siti ha un buon livello di usabilità (intendendo con
questo termine “la proprietà di un servizio digitale che lo rende ‘facile’ da naviga-
re e usare”). Più carente invece è l’usabilità dei contenuti, ovvero vengono scritte
pagine con testi troppo lunghi, che si presentano graficamente male (per non par-
lare dell’uso di immagini troppo pesanti da scaricare) e con link poco chiari. La
mancanza di risorse ad hoc è il motivo, sostengono i curatori della ricerca, di
queste carenze professionali.

Le community e i servizi on line: un’utopia ancora


lontana?
Dalla ricerca emerge la scarsa diffusione degli strumenti di community, ovvero la
mancanza di mailing list, forum, chat, di tutti quegli strumenti che permettono
storia poco conosciuta. Per chi volesse leggere il testo, che è costantemente ag- una partecipazione più attiva degli utenti (associati) e che, nel caso della disabi-
giornato e ancora attuale in alcune parti, lo può trovare on line a questo indirizzo lità, sono le voci, importantissime, dei disabili, dei genitori, degli operatori sociali.
web: www.accaparlante.it/cdh-bo/informazione/handicapinrete/index.htm. Il lavo- Anche i servizi on line sono offerti solo da una minima parte dei siti esaminati e
ro era stato realizzato nel ’97 in un periodo in cui gli utenti di Internet in Italia quei pochi riguardano soprattutto la consulenza medica e psicologica.
erano poche centinaia di migliaia e non i milioni di oggi. Le pagine web in lingua Facciamo ora alcune considerazioni sull’utilità dei servizi on line. La loro efficacia
italiana non contenevano animazioni, file audio o video, ma offrivano per lo più dipende molto da ciò che si vuole offrire, avendo ben presenti i limiti che il mez-
testi e immagini. zo ancora presenta. Uno sportello on line non può sostituire certo il servizio svol-
to da uno sportello reale o anche da un semplice sportello telefonico, dato che
Una nuova ricerca la presenza dell’operatore permette uno scambio insuperabile (persino da una
Recentemente la IULM (Libera Università di Lingue e Comunicazione) di Milano chat). Servizi on line efficaci, con la tecnologia di oggi, sono quelli che offrono
ha prodotto una ricerca proprio sull’argomento, utilizzando una metodologia più prodotti molto definiti, che rispondono a domande precise (l’offerta di documenti
rigorosa, e questa novità ci offre l’occasione per avere un quadro dei siti web scaricabili, la presenza delle FAQ, banche di dati relativi a indirizzari di associazio-
che oggi in Italia si occupano di disabilità. Potete trovare il sito che raccoglie i ri- ni, volontari, ecc.).
sultati dell’indagine a questo indirizzo web: www.noprofitlab.net.
Sono 177 i siti delle associazioni analizzati, alcuni direttamente (indagine sul Quanti utenti?
campo), altri visitando semplicemente il sito (indagine sul desk). Stranamente la ricerca non dice nulla sul numero di visitatori di questi siti. Eppu-
Dall’analisi risulta che è cambiata la consapevolezza nei confronti del mezzo; da re si tratta di un dato importante; sapere se giornalmente l’home page viene let-
un uso del sito come un depliant o una semplice vetrina, si è passati alla realiz- ta da 500 persone, anziché 50, significa che il sito, grazie alle informazioni inte-
zazione di strumenti di comunicazione interna (rivolta agli associati) e per la visi- ressanti che offre o alla community particolarmente brillante, attira utenti e che
bilità esterna, fino ad arrivare all’idea di fornire dei servizi. Il web oggi è utilizzato questi ritornano perché hanno trovato in un angolo della rete un posto veramente
dal mondo dell’associazionismo per informare, creare archivi, far circolare le utile e importante per loro.
“buone prassi”, e si cerca anche di offrire consulenza e formazione on line. Dal- Un ultimo dato quantitativo per concludere: le regioni con più siti che si occupano
l’indagine svolta sul campo si nota che la posta elettronica è molto utilizzata, di disabili (e che sono stati recensiti nella ricerca) sono la Lombardia (47), il La-
mentre la frequenza con cui vengono aggiornate le pagine web è ancora molto zio (35) e l’Emilia-Romagna (17). Seguono il Veneto (13), la Toscana (12) e il Pie-
scarsa (solo la metà dei siti esaminati direttamente viene aggiornata settimanal- monte (10).

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[ Ricerche ]

15. Cosa fanno i soggetti disabili nel genze lavorative e ci si connette soprattutto da casa propria data l’inaccessibilità
web? di molti Internet café.
Quale uso fanno, poi, della rete le persone disabili? Ecco quello che emerge:
Recentemente è stata pubblicata una ricerca in Inghilterra che cerca di dare una l’86% usa la posta elettronica, il 71% cerca informazioni su beni e servizi, il 62%
risposta a queste domande: come usano Internet le persone disabili? Quali sono naviga semplicemente con il browser senza uno scopo preciso, il 40% compra op-
le difficoltà che incontrano? Di quali aiuti hanno bisogno per superarle? pure ordina biglietti/beni/servizi, il 36% utilizza o semplicemente accede ai siti
I risultati di questo studio, promosso dalla Joseph Rowntree Foundation – una istituzionali (Comune, Regione, Inps, ecc.). Questo uso è del tutto simile a quello
delle maggiori associazioni inglesi attive nella ricerca in campo sociale e dell’utenza normodotata, fatta eccezione per l’attenzione dimostrata verso i siti
politico – possono essere indicativi anche per la situazione italiana, con gli oppor- istituzionali (evidentemente questo denota una certa “fame” di notizie offerte dai
tuni aggiustamenti. Infatti, la cultura tecnologica media in Inghilterra è sicuramen- servizi pubblici a loro indirizzati).
te superiore alla nostra e così anche l’uso dei computer e di Internet è più diffu-
so. Logicamente c’è da aspettarsi la medesima differenza anche per quanto ri- Le nuove barriere tecnologiche
guarda la percentuale dei soggetti disabili italiani che usano Internet e per quan- Un discorso a parte meritano le barriere e le difficoltà che si incontrano quando
to concerne le modalità di utilizzo. si decide di andare on line. Intanto manca la formazione e, a chi vuole imparare
a navigare, non resta altro che diventare autodidatta, a meno che non abbia la
Gli utenti disabili? Pochi ma entusiasti fortuna di avere un amico informatico; per tutti gli altri c’è la strada dei corsi di
La ricerca si divide in tre parti; nella prima si fa una rassegna di quanto pubblica- formazione, che non coprono tutto il territorio inglese e presentano barriere di va-
to sul tema. Dalle fonti disponibili risulta che i soggetti disabili usano Internet in rio tipo.
una percentuale minore rispetto ai normodotati (il 17% contro il 25% in Inghilterra Chi arriva su Internet non ha certo risolto tutti i suoi problemi. I 2/3 dei disabili
nel 2000). Questo ha a che fare naturalmente con l’età; gli ultrasessantacin- hanno bisogno di un ausilio come gli screen reader, la tastiera o il mouse adatta-
quenni hanno meno dimestichezza con le nuove tecnologie e molte persone disa- to... ma sono difficili da trovare, occorre una formazione (che spesso manca) per
bili appartengono a questa fascia di età. usarli e, infine, costano molto. Del resto i soggetti disabili che non usano Inter-
D’altro canto fra i soggetti disabili l’entusiasmo per le opportunità offerte da In- net sono scoraggiati proprio da questo tipo di difficoltà e dai costi che dovrebbe-
ternet è notevolmente maggiore; secondo una ricerca americana del 2001 il 45% ro sostenere per superarli.
delle persone disabili che si connettono dicono che Internet migliora notevolmen-
te la qualità della loro vita, contro il 27% dei normodotati. Off oppure on line? Meglio tutti e due
Da tutte le ricerche emerge anche un altro dato: un fattore che limita fortemente Quindi, volendo trarre delle conclusioni, Internet, quando c’è, è davvero utile per
l’uso delle nuove tecnologie è costituito dalle difficoltà che molti soggetti disabili un disabile.
incontrano nell’usare l’hardware e il software necessari per connettersi e dai co- Il governo inglese, da parte sua, vuole rendere fruibili on line tutti i servizi e le
sti economici che il superamento di tali difficoltà comporta. transazioni di pubblico interesse entro il 2005, con l’accortezza di mantenere
però anche le tradizionali forme di fornitura dei servizi.
Come potrebbero essere utili i siti della pubblica La ricerca si conclude con alcune raccomandazioni che potrebbero essere riprese
amministrazione anche per il nostro Paese: l’impor tanza dell’alfabetizzazione informatica, che
La seconda parte della ricerca consiste in un sondaggio cui sono stati sottoposti coinvolga anche le associazioni e i gruppi sensibili; la riduzione dei costi delle
gli utenti (508 in tutto) di una linea telefonica (AbilityNet’s free telephone) di assi- tecnologie assistive (gli ausili); la collaborazione tra i produttori delle tecnologie
stenza, alle persone disabili, sui temi delle nuove tecnologie di comunicazione. assistive e i diretti interessati.
Le risposte confermano i risultati delle ricerche precedenti, ma aggiungono anche
nuovi elementi. Ad esempio Internet viene usato per scopi privati più che per esi-

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[ Ricerche ]

16. La Pubblica Amministrazione on line uno strumento per presentare alla cittadinanza brochure telematiche delle iniziati-
ve turistico-culturali delle amministrazioni locali. O per offrire al cittadino servizi di
Fino a pochi anni fa si parlava di reti civiche, oggi si parla di città digitali; che co- telesportello onde alleggerire incombenze burocratiche e altre pratiche d’ufficio”.
sa sono? In modo molto sintetico e pragmatico potremmo dire che le città digitali
sono le infrastrutture (hardware e software) che permettono tutta una serie di Servizio one way o two way? Meglio transazionale
azioni, per via telematica, all’interno di una comunità (cittadina). Una buona città Magari i servizi di telesportello fossero completi, la realtà è ben diversa. Se pren-
digitale dovrebbe essere cablata in modo completo, offrire postazioni pubbliche diamo il sistema di classificazione dei servizi per livello di interattività, ne abbia-
di accesso a Internet gratis (hardware) e dotarsi di software che permettano tran- mo di tre tipi: one way, ovvero si possono scaricare i moduli da compilare per av-
sazioni sicure e semplici da eseguire. viare la procedura; two way, è possibile avviare on line la procedura che porta al-
Una definizione così non soddisfa però nemmeno chi l’ha scritta, perché tralascia l’erogazione del servizio; transazionale, il servizio viene erogato completamente
l’idea forte che sta dietro alle città digitali, ovvero la partecipazione diretta del on line (compreso quindi l’eventuale pagamento e la notifica/consegna). Se per-
cittadino. Con le nuove tecnologie dell’informazione, noi cittadini possiamo pren- centuali consistenti di regioni, province e comuni capoluogo offrono servizi in mo-
dere parte alla gestione della cosa pubblica (comunale); la vecchia idea della de- dalità one way, basse sono invece le percentuali che riguardano i servizi two way
mocrazia diretta (non in alternativa ma parallelamente alla democrazia rappresen- e ancora più bassi, percentualmente, sono i servizi transazionali.
tativa) riprende consistenza. Per quanto riguarda l’accessibilità, la maggioranza dei siti istituzionali non si po-
ne questo problema, come se non avessero utenti disabili o in condizione di diffi-
L’8° rapporto delle città digitali in Italia coltà. Per dovere di cronaca riportiamo la classifica finale che vede in testa la re-
È stato presentato recentemente l’”8° rapporto delle città digitali” (a cura del gione Emilia-Romagna, seguita da Lombardia, Piemonte e Toscana (anche se in
RUR, Rete Urbana delle Rappresentanze) che, analizzando i siti istituzionali del- quest’ultimo caso Ferry Byte, un noto esperto di accessibilità, ha denunciato co-
l’amministrazione pubblica, in base a certi parametri, stila una classifica di Co- me “falso storico” il riconoscimento dato al sito del comune di Firenze).
muni, Province e Regioni italiane.
Dalla ricerca risulta che 19 regioni su 20 aggiornano settimanalmente il proprio Un’indagine sulle PA on line
sito, mentre più dell’80% delle province e dei comuni lo aggiornano mensilmente. Che servizi offrono realmente al cittadino (disabile e non) i siti delle amministra-
Per quanto riguarda l’e-democracy, cioè la democrazia elettronica che dovrebbe zioni pubbliche (comuni, province, regioni) e cosa il cittadino vorrebbe e invece,
permettere una partecipazione diretta del cittadino, mentre nel 70% dei siti pro- per ora, non ha?
vinciali e comunali è possibile scrivere tramite e-mail agli amministratori, nella Una recente indagine (maggio 2004) condotta dalla Nielsen/NetRatings, che ha
maggior parte dei casi l’interazione “su questioni specifiche all’interno di proces- contattato 2.000 famiglie e 4.700 individui, ha fornito un quadro abbastanza pre-
si decisionali” è praticamente nulla (1 regione su 20, in nessuna provincia, nel ciso sull’utilizzo, sul grado di soddisfazione e sulle mancanze lamentate da parte
2,9% dei comuni capoluogo). Ma anche nel caso dei forum con amministratori ri- dei cittadini italiani. I siti delle PA vengono utilizzati soprattutto per la ricerca di
guardanti questioni di interesse generale, le percentuali sono irrisorie. informazioni e per scaricare moduli. Sono meno utilizzati (non certo per minor ne-
Recentemente ha fatto notizia, invece, il forum della rete civica di Bolzano che, cessità, ma sicuramente per mancanza di offerta) per servizi più evoluti quali il
mettendo on line il suo piano di sviluppo della società dell’informazione (denomi- rinvio di moduli compilati, il pagamento di tasse o bollettini, la richiesta e il rila-
nato eSuedtirol 2004-08), ha dato anche la possibilità ai cittadini di commentare scio di documenti personali. D’altra parte, indagando su quali servizi si vorrebbe-
tutti i capitoli del piano. ro trovare on line che attualmente non esistono, risulta che i più richiesti sono,
Ma a livello nazionale i dati confermano i commenti di Arturo Di Corinto, psicologo nell’ordine, il rilascio di documenti personali, la ricerca di lavoro, i servizi sanitari
ed esperto di new media, che afferma: “[Le reti civiche] perdono il carattere di on line.
collettore delle spinte comunicative delle comunità cui avevano dato impulso e si Per quanto riguarda i motivi di insoddisfazione, gli utenti si lamentano soprattutto
trasformano in strutture di servizio per giunte e gabinetti comunali e diventano della difficoltà di collegamento al sito, della difficoltà nel trovare le informazioni,

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[ Cultura ]

della genericità delle informazioni che si trovano, della mancanza di numeri verdi Del resto non tutte le stime coincidono. Secondo un’altra fonte (Nielsen), il 20%
per l’assistenza. Questi motivi di insoddisfazione vanno per lo più nella medesi- dei disabili italiani (che sono stimati, lo ricordiamo, in poco meno di 3 milioni di
ma direzione: la richiesta di una maggiore interattività e la possibilità di ottenere persone), naviga in Internet, questo vuol dire che stiamo parlando di circa 530
servizi reali tramite il web. mila persone.

“PA aperta” 2004


Il Premio “PA aperta” vuole sensibilizzare le pubbliche amministrazioni sui temi 18. Il digitale divide
della disabilità e nei confronti delle fasce “deboli” della popolazione.
All’edizione di quest’anno, come recita il comunicato presente sul sito dell’even- Il 70% circa dell’umanità non sa nemmeno cosa sia Internet; solo il 5% (o forse
to, “Hanno risposto molte amministrazioni”. A chiusura del bando sono pervenuti già il 6%) ha accesso alla rete; il 97% dei siti web, il 95% dei server e l’88% degli
121 progetti. In testa i comuni, seguiti da università, province, regioni e camere utenti si trova nei paesi industrializzati, con una posizione degli Stati Uniti domi-
di commercio, equamente distribuiti tra nord, centro e sud, segno di una atten- nante. Il divario tecnologico che separa i paesi poveri da quelli ricchi sta aumen-
zione crescente e diffusa in tutte le pubbliche amministrazioni. Il 35% dei proget- tando di anno in anno.
ti pervenuti riguarda l’accessibilità delle strutture e dei servizi della PA, il 32% Si parla tanto di rivoluzione digitale e di società dell’informazione, ma di fatto
l’accessibilità dei siti, il 20% azioni di alfabetizzazione e un incoraggiante 13% questo fenomeno interessa solo una parte minoritaria dell’umanità: che senso
azioni per l’accessibilità al mondo del lavoro”. ha parlare di nuove tecnologie in posti dove non arriva nemmeno l’energia elettri-
Il premio si divide in 4 sezioni. A noi interessa quella relativa ad “Azioni per l’ac- ca o dove non è possibile acquistare un computer?
cessibilità dei siti e dei servizi on line della PA”. Questa sezione ha visto come Questo è il cosiddetto digital divide, il divario tecnologico, un’altra barriera che
vincitori il comune di Venezia con il progetto “PONTI sui CANALI del Digital Divide” separa la parte ricca dell’umanità da quella povera.
(www.egov.comune.venezia.it), il comune di Pisa con il CiTel, uno sportello tele-
matico per l’erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese su più canali d’acces- Alcuni dati
so, sia fisici che virtuali, che snellisce code e procedure (www.portalepisa.it) e il Ma continuiamo con i dati che leggiamo su un sito specificamente dedicato all’ar-
comune di Torino con il Cid (www.provincia.torino.it/cid), il Centro Informazione gomento (www.gandalf.it): “La ‘globalità’ della diffusione delle nuove tecnologie è
Disabilità nato con l’obiettivo di superare le barriere di accesso all’informazione, molto relativa. Una grande parte del mondo è ancora isolata dall’internet. Anche
raccogliendo, elaborando e distribuendo informazioni sulla disabilità. all’interno di ciascuna delle zone geografiche ci sono forti concentrazioni. Il 96%
della rete nel Nord America è negli Stati Uniti. Il 98% della rete in Oceania è in
due paesi: Australia e Nuova Zelanda. Il 68% dell’internet dell’Asia è in Giappone
17. Ma le persone disabili (circa il 20% nell’area etnica cinese). L’88% dell’Africa in Sudafrica, l’86% dell’A-
usano Internet? merica centro-meridionale in Brasile e Argentina. Solo in Europa nessun Paese ha
più del 14% del totale; ma anche nel nostro continente rimangono forti squilibri”.
Domanda difficile, in quanto non esistono dati certi; l’ISTAT ci dice che, anche se In realtà il digital divide non colpisce solo alcuni paesi, ma esiste anche all’inter-
l’uso del computer e l’utilizzo di Internet, sono diventati abituali per milioni di ita- no di ogni realtà nazionale; è chiaro che la parte della popolazione non alfabetiz-
liani, lo stesso non è avvenuto per i soggetti disabili. Si legge nel Libro bianco zata informaticamente non potrà mai avere accesso a questa risorsa per il sem-
dell’attuale Governo, intitolato “Tecnologie per la disabilità”: “Non esistono stati- plice fatto che non la sa usare. Molti anziani si trovano spesso in questa situazio-
stiche ufficiali, ma la percezione è che questo numero sia molto basso. In Italia ne, come pure le fasce della popolazione di recente immigrazione; nel nostro Pae-
sarebbero solo qualche migliaio”. Da altri indicatori (come la ridottissima percen- se esiste anche un divario tra nord e sud in fatto di usi e consumi delle nuove tec-
tuale di disabili che non utilizzano la televisione) risulta esserci al contrario una nologie. Le stesse persone disabili possono essere soggette al digital divide, so-
forte domanda di strumenti di informazione. prattutto quando non hanno gli ausili necessari per usare il computer e per entra-

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[ Cultura ]

re in Internet. Il problema è così evidente che nessuna autorità, nazionale o sovra- Un nuovo diritto digitale
nazionale, può più ignorarlo. Oramai chiaro che, se lo sviluppo non riguarda tutti, È il diritto all’anonimato e quindi di conseguenza alla privacy di chi utilizza Inter-
il delicato equilibrio mondiale è destinato a essere messo continuamente in crisi. net o altre tecnologie di comunicazione. Tutti noi dovremmo impegnarci a difende-
re questo diritto, da cui dipende parte della libertà dei cittadini nei confronti dello
L’ONU e l’UE si mobilitano Stato.
La necessità di attuare vere e proprie politiche di “inclusione digitale” ha portato Fra tutti i diritti digitali questo, come sottolinea Stefano Gulmanelli nel suo bel li-
alla creazione a Okinawa nel luglio del 2000 da parte dei G8 (con questo termine bro Popwar, il Netattivismo contro l’ordine costituito (Milano, Apogeo, 2003), è il
si indicano gli 8 paesi più ricchi e industrializzati del mondo) della “Digital Oppor- più difficile da conseguire perché, dopo i fatti tragici dell’11 settembre, gli appa-
tunity Task Force” (www.dotforce.org), con lo scopo di analizzare e descrivere le rati statali occidentali si sono mossi verso una sorveglianza più stretta di ciò che
linee di intervento sul digital divide. Anche l’ONU ha creato un organismo analogo accade in rete.
nel marzo del 2001, la “ICT Task Force” (www.unicttaskforce.org). Alla tristemen- A dare man forte a questo atteggiamento contribuiscono molti i mass media, che
te famosa riunione dei G8 a Genova nel 2001 viene accettato il “Genoa Action rappresentano Internet come un luogo pericoloso dove terroristi, pedofili e altri
Plan” prodotto dalla Dot Force, in cui si chiariscono quali saranno le future linee maniaci scorrazzano indisturbati (ricordiamo che Internet è anche un temibile
di intervento mondiali sul digital divide. I partecipanti al tavolo sono istituzioni go- concorrente per ciascuno di loro, siano essi quotidiani o televisioni).
vernative, rappresentanti del mondo industriale e ONG. Sì ONG, perché da tempo
oramai anche il mondo del volontariato si è specificamente dedicato a questo La privacy in rete
problema, rendendosi conto che accanto ai bisogni primari (accesso all’acqua, In realtà è molto più sicuro per un terrorista infilare una lettera nella buchetta
alimentazione, salute, ecc.) anche il tema dello sviluppo tecnologico è basilare. che usare un’e-mail; infatti, di tutto ciò che facciamo in rete, rimane una traccia
Alisei, una ONG italiana, ha costruito un sito (www.digital-divide.it) proprio dedica- (anche se non per sempre), che può essere individuata e utilizzata per disegnare
to al tema, mentre in lingua inglese esiste bridges.org (www.bridges.org). Ricor- il nostro profilo. “A me cosa interessa? Io non ho niente da nascondere”, potreb-
diamo che a Ginevra, dal 10 al 12 dicembre del 2003, si è svolto il WSIS (The be commentare un lettore. Ed è proprio questo il punto debole dei tentativi che
World Summit on the Information Society), ovvero la prima fase della conferenza vengono fatti dai vari attivisti per garantire il diritto alla privacy; in genere i cittadi-
mondiale dell’ONU sulla Società dell’informazione (www.wsisgeneva2003.org); la ni non ritengono importante questo diritto, se non quando vengono invasi dallo
seconda fase si terrà invece a Tunisi nel 2005. spamming. Purtroppo non è così; anche uno stato democratico (come il nostro)
diventa potenzialmente pericoloso, se ha questi poteri di controllo (di sorveglian-
za) del cittadino.
19. Il diritto alla privacy Si è sorvegliati in rete come nelle strade dalle telecamere sempre accese. Scrive
Stefano Rodotà, garante della privacy su la Repubblica del 23 giugno 2003 (cita-
Quando utilizziamo Internet siamo “esposti” verso l’esterno. Tutto ciò che faccia- to anche da Gulmanelli nel suo libro): “Ogni forma di accesso alle comunicazioni
mo, come chattare, spedire e-mail, registrarci in alcuni siti o servirci di vari servi- scambiate fra cittadini viene ritenuta legittima […] la sorveglianza si trasferisce
zi, viene in qualche modo registrato, ne rimane una traccia insomma. Questo dall’eccezionale al quotidiano, dalle classi pericolose alla generalità delle perso-
comporta un problema di privacy, ovvero concerne il nostro diritto (sacrosanto) di ne”.
tenere segreti i nostri dati personali, per non essere invasi da pubblicità o da pro- Un decreto del 2003 del Governo obbliga tutti i gestori telefonici e gli Internet
poste commerciali che non abbiamo richiesto e nemmeno ci interessano. Ma è Provider a conservare i “dati di traffico” dei loro clienti degli ultimi 5 anni. Questo
un nostro diritto anche quello di non essere spiati e controllati da nessuno, nem- significa che tutto ciò che abbiamo fatto in Internet negli ultimi 5 anni può essere
meno dalle autorità pubbliche. Possiamo accettare questo controllo solo in deter- ricostruito da un magistrato che ne faccia richiesta. “Ma io non faccio niente di
minate circostanze, che riguardano l’ordine pubblico e la sicurezza. Ma anche in male” viene da dire a questo punto, e questo è vero per quasi tutti, così come è
tal caso devono essere fissate regole e confini. importante che un magistrato possa attingere a certe informazioni per i casi che

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[ Cultura ]

riguardano i fatti di terrorismo, mafia, rapimenti… Ma se il meccanismo si incri- chiunque (chiunque sia collegato alla rete, beninteso) strumenti adeguati per
na, se avvengono delle distorsioni, dove può rifugiarsi “chi non ha fatto niente”? comprendere e agire nel mondo che lo circonda. Questa idea di condivisione di
Dove trova il suo angolo di libertà, dove non arriva l’occhio del “Grande Fratello”? dati e cooperazione senza fini di lucro è, d’altronde, uno dei tratti costitutivi della
Ma non è tutto. rete telematica.
Fin dai suoi esordi, Internet (ma allora non si chiamava così) si è caratterizzata
Echelon, Carnivore e i mostri che verranno proprio per lo spirito di condivisione delle risorse e per il libero scambio di infor-
Si sviluppano in Internet continuamente nuovi sistemi di controllo come Echelon mazioni e dati; la rete è stata sviluppata e popolata da ricercatori che credevano
e Carnivore; il primo è un sistema satellitare statunitense capace di intercettare nella cooperazione al di là degli interessi privati.
qualsiasi comunicazione sia essa via fibra ottica, via satellite, via onde radio, via Ma la rete ha mantenuto le sue iniziali promesse di condivisione di beni immate-
cellulari; gli europei hanno accusato gli Stati Uniti di avere usato Echelon per mo- riali per tutti? No, non è proprio così: esiste un problema, anzi per essere precisi
tivi commerciali e tra breve lanceranno in un orbita circolare 30 satelliti che un diritto, ed è il diritto d’autore, il copyright, ovvero la legittima aspettativa del-
avranno la medesima funzione (il sistema Galileo). Carnivore invece è un siste- l’autore di un brano musicale o di un testo di vedere un riconoscimento economi-
ma, molto usato dall’FBI, per controllare la navigazione in Internet e lo scambio co del proprio prodotto intellettuale. A dire il vero, a farsi sentire di più non sono
di e-mail. Ma chi controlla i controllori? tanto gli autori, ma i detentori di quei diritti, ovvero l’editore, la casa discografica,
ecc. Dato che il rispetto del copyright non riguarda la singola nazione, ma si pone
ormai in un ambito planetario (globale), esiste una tendenza normativa a proposi-
20. Il problema del copyright to; dice Franco Carlini, giornalista, nel suo libro Divergenze digitali (Roma, Mani-
festolibri, 2002): “Negli ultimi 20 anni le protezioni si sono fatte molto più robu-
Il fatto è capitato nel 2003, l’esponente radicale Paolo Pietrosanti, non vedente, ste, con la tendenza a diventare eterne e impenetrabili, e non già a vantaggio del
ha messo on line il romanzo Harry Potter e l’Ordine della Fenice per permettere pubblico e nemmeno dei creativi artisti, ma a esclusivo beneficio degli editori dei
anche a chi non vede di ascoltare (tramite uno screen reader e un sintetizzatore nuovi e vecchi media”.
vocale) il libro della Rowling. Chi lo voleva leggere doveva pagare solamente la
somma spettante per il diritto d’autore, circa il 20% del prezzo di copertina. L’ini- Il file sharing
ziativa non è passata inosservata e Pietrosanti ha dovuto retrocedere perché è I casi di cronaca più eclatanti a proposito di rispetto del copyright al tempo di In-
stato citato dall’editore Salani dinanzi al Tribunale civile di Milano. ternet riguardano la musica e il sistema di file sharing. I programmi di file sharing
Questo esempio ci illustra come le nuove tecnologie possano garantire ai disabili sono quelle applicazioni che permettono di condividere risorse di ogni tipo (dati
quei diritti che non vengono rispettati (in questo caso l’accessibilità a un’opera audio, video, animazioni, testi). Quando le si installa nel proprio computer richie-
letteraria). Questa possibilità di fatto è stata negata per una questione di copyri- dono quale parte della memoria della macchina si vuole condividere; in quella
ght; in questo articolo vogliamo parlare proprio del diritto d’autore, dei cambia- parte metteremo tutti quei dati che “doniamo” agli altri e quella parte, solo quel-
menti cui esso va incontro con l’avvento dei nuovi strumenti di comunicazione di- la, sarà la parte visibile della memoria del nostro computer ogni volta che noi ci
gitale e di come la normativa si stia modificando, spesso non nella direzione del- collegheremo alla rete. Lo stesso vale per ogni utilizzatore di questi programmi,
l’interesse del singolo cittadino (abile o disabile che sia). ciascuno ha una parte della memoria della sua macchina che “offre” all’esterno
e in quella parte mette le cose che probabilmente più gli piacciono. Le risorse of-
Il diritto d’autore al tempo di Internet ferte si sommano in un’immensa banca dati e, quando gli utenti diventano milio-
Il mezzo digitale permette una riproducibilità di qualunque opera (testuale, sono- ni, noi abbiamo milioni di sezioni di memoria in cui ricercare i brani musicali, i vi-
ra, visiva), una riproducibilità veloce, in cui le copie sono identiche all’originale e deo o i testi che desideriamo.
la distribuzione è immediata. Questa situazione permette, come mai è stato pos-
sibile in passato, la condivisione delle conoscenze, ovvero consente di dare a

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[ Bibliografia ]

Che fare?
Ho usato il verbo cercare perché questi programmi sono una specie particolare
di motori di ricerca (come quelli che troviamo nel web), ma più specializzati e an-
che più efficaci. Questo sistema è stato duramente attaccato da editori, case di
produzione musicali, ecc. ma, al di là del diritto legittimo del copyright, è venuto il
momento di rendere più elastico questo diritto in un panorama in cui le nuove
tecnologie di comunicazione hanno cambiato le carte in tavola. Bisognerebbe in-
ventare una normativa che, oltre a preservare questo diritto, non ostacolasse la
condivisione delle conoscenze, ma anzi la promuovesse.
Torniamo all’esempio dei disabili o di quelle persone che lavorano nell’ambito
non profit (insegnanti che fanno cd-rom con gli studenti, prodotti multimediali di
associazioni o cooperative sociali, ecc.): non sarebbe il caso di pensare a forme
di pagamento più leggere o addirittura a forme gratuite di utilizzo? Anche in que-
sto caso, le motivazioni riguardanti l’interesse economico privato non possono
essere l’elemento centrale da cui partire ma solo un aspetto da affiancare a
quello, altrettanto importante, dei diritti umani e dei diritti dei cittadini (abili e di-
sabili, del nord e del sud del mondo).
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