Sei sulla pagina 1di 12

ASCOLTARE e LEGGERE il DISAGIO

nell’ottica della
PREVENZIONE PRIMARIA

“Come toccare le corde emozionali del bambino?”


• ascoltarsi e ascoltare
dall’ascolto di sé all’ascolto empatico del bambino

“Il disagio dei bambini è il disagio degli insegnanti.”


• ascoltare per prevenire il disagio
dal disagio come insegnante alla prevenzione primaria

“Non solo prediche...”


• ascoltare ma come?
dal lavoro sul proprio modo di ascoltare a vari modi
d’ascolto

“Mamma, sono tanto stressato...”


• ascoltare le emozioni
dall’ascolto delle proprie emozioni difficili alla gestione
delle emozioni

“Né onnipotenza, né impotenza: cosa possiamo fare?”


• ascoltare ed utilizzare il gruppo
dal percorso del gruppo ad eventuali trasferimenti nel
gruppo classe

1
1
ASCOLTO

LA RADICE
La parola ascoltare deriva dal greco akòuein la cui radice ha dato origine
a 2 parole italiane: ascoltare e accogliere.

Ascoltare vuol dire rivolgersi verso colui che ci parla, protendersi verso di lui,
orientare la lunghezza d’onda ed eventualmente rimuovere l’ostacolo che
impedisce l’ascolto, che può essere il pregiudizio, la fretta o il proprio io.

Accogliere vuol dire fare spazio dentro di sé, nel cuore più che nella testa.

In questo doppio atteggiamento avviene l’ascolto nella verità.

L’IMMAGINE
L’immagine che esprime l’ascolto è la CONCHIGLIA: questa si lascia fare dal mare e
attraverso il movimento delle onde si fa orecchio che conserva la voce del
mare.

IL RACCONTO
Il racconto mette bene in evidenza il dono di avere una persona amica
capace di ascoltare.

I DUE AMICI
Molti anni fa in Cina, vivevano due amici. Uno era molto bravo a
suonare l’arpa. L’altro era dotatissimo nella rara arte di saper
ascoltare.
Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo
diceva: “Vedo la montagna come se l’avessimo davanti”.
Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che
ascoltava prorompeva: “Sento scorrere l’acqua fra le pietre”.
Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si ammalò e morì.
Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai
più.2

1
Francesco Balbo - Rosanna Bertoglio, Nel cuore delle parole, Ed. Paoline, Milano, 2006
2
B. Ferrero, C’è qualcuno lassù?, Elledici, Leumann (TO) 1993, pag.72
2
ASCOLTARE
=
CAPIRE - “METTER DENTRO”
“COLTIVARE NELLA MENTE CIÒ
CHE SI COGLIE CON L’ORECCHIO

ASCOLTO INFANTILE Magico!

ASCOLTO “corsaro,
ADOLESCENZIALE Ripiegato su di sé”

Reciproco meditare,
ASCOLTO ADULTO generatore di
cambiamento

ASCOLTO
Dejà vu!
DELLA VECCHIAIA

3
ASCOLTO

Accettare l’altro
nella sua iniziale
incomprensibilità,
nella eterogeneità
CAPACITÀ dei significati che
DI VIVERE riceviamo,
NEL MOMENTO, restando in attesa
ABBANDONANDO che il significato
MEMORIA evolva nel tempo,
che si elabori e
E DESIDERIO
maturi e l’oggetto
Biou si riveli un insieme
di segni dotato di
senso”
Andrea Di Carlo

4
ERRORI
• PREVARICARE COL PENSIERO

“So già cosa dirti”


=
CREDERE DI AVERE RISPOSTE
E SOLUZIONI UNIVOCHE E GIUSTE

0 ricerca
• PREVARICARE CON LA
CONOSCENZA

“So già chi sei”


=
PREGIUDIZI E STEREOTIPI

0 sorpresa
5
OSTACOLI ALL’ASCOLTO DI UNA
PERSONA IN DIFFICOLTÀ

• ATT EGGIAMENTO PROPOSITIVO


“Smettila di...” ordinare/esigere
“Smettila di... altrimenti...” avvisare/minacciare
“Dovresti proprio imparare a...” far la predica/rimproverare
“La miglior cosa da fare è...” consigliare/dare soluzioni/
suggerimenti
“Devi renderti conto che...” redarguire/obbligare a ragionare

• ATT EGGIAMENTO GIUDICANTE


“Sei pigro...” criticare/disapprovare
“Ti comporti come un bambino...” etichettare/stereotipare
“So bene perché ti comporti così...” interpretare/presupporre

• ATT EGGIAMENTO ELUSIVO


“Sono sicuro che ce la farai...” sottovalutare la difficoltà
“Su, non è poi così difficile...” banalizzare/svalutare
“Dimentichiamo ciò che è accaduto...” distrarre/fare del sarcasmo

• ATTEGGIAMENTO INVESTIGATIVO
“Fai uno sforzo: dimmi esattamente cosa non riesci a fare...”
interrogare con insistenza/mettere a disagio

6
ASCOLTO PASSIVO
=
SILENZIO INTERESSATO ED ACCETTANTE,
CHE PUÒ RENDERE FLUIDA LA
COMUNICAZIONE
• cenni di attenzione verbali e non verbali:
gesti, posture, espressioni del volto,
sorriso, contatto visivo, interiezioni,
espressioni facilitanti...
• frasi d’invito all’approfondimento che
esprimano EMPATIA: “capisco...
continua...”

ASCOLTO ATTIVO
=
TRASMETTERE RICONOSCIMENTO E
VOLONTÀ DI COMPRENSIONE EMPATICA
• intervento a specchio (Gordon/ Rogers):
“Mi sembra di capire che...” “Mi stai
dicendo...”

• verbalizzazione di aspetti emozionali che


sottostanno alla comunicazione verbale

7
• riformulazione dei contenuti espressi,
aggiungendo nessi e significati ipotetici
OPERAZIONI MENTALI DI UN
PROCESSO D’ASCOLTO

• VICINANZA EMOTIVA

• CAPACITÀ DI SEGNALARE LA
DISPONIBILITÀ DELL’ INTERLOCUTORE
IN TERMINI VERBALI E NON VERBALI

• IDENTIFICAZIONE DI “PROVA”

• MANTENIMENTO DI UNA DISTANZA TRA


SÉ E L’ALTRO

• CAPACITÀ DI RESTITUZIONE:
PERCEPIRE E RISPETTARE L’ALTERITÀ
DELLE
CARATTERISTICHE FISICHE, EMOTIVE
ED ESPERENZIALI DELL’ALTRO E
STIMOLARE LA CHIARIFICAZIONE DEI
SUOI PROBLEMI
8
EMPATIA
Introspezione vicariante o tentativo di
sperimentare da parte di una persona la
vita interiore di un’altra,
pur conservando nello stesso tempo la
posizione di osservatore imparziale.
(kohut, ’86)

IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA
=
attribuire all’altro aspetti che non gli competono,
perché appartengono a noi

IDENTIFICAZIONE VICARIANTE
=
albergare dentro di sé le comunicazioni che
l’altro invia

RICETTIVITÀ
DECODIFICAZIONE
PRESENZA
ATTESA
9
L’ascolto

L’ascolto deve saper attendere e rispettare i


tempi e i modi della comunicazione del
soggetto che si ha di fronte senza definire
interiormente in modo precipitoso e
proiettivo l’immagine dell’altro.
Per ascoltare occorre ammettere ed
accettare un’eliminabile componente di
ignoto, di silenzio, di non comprensibilità
dei messaggi del nostro interlocutore:
occorre accettare l’irriducibilità dell’altro
alla nostra conoscenza, dal momento che
non è possibile sapere veramente cosa
sperimenta l’altra persona, cosa passa
veramente nella sua testa.
Dunque l’ascolto empatico esige
costantemente l’elaborazione della propria e
dell’altrui differenza, pur all’interno di una
tensione affettiva verso un’esperienza di
vicinanza profonda.

10
(C. Foti)

11
La mia anima è una misteriosa
orchestra;
non so quali strumenti suoni
o strida dentro di me:
corde e arpe, timpani e tamburi.
Mi conosco come una sinfonia.
Fernando Pessoa

Non capirsi è terribile,


non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano è altrettanto terribile
capirsi totalmente,
in un modo o nell’altro ci feriamo
ed io, precocemente illuminato
la tenera tua anima
non voglio mortificare con l’incomprensione
né con la comprensione uccidere.
Eugenio Evtuschenko

12