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Appunti di FISICA TECNICA

Capitolo 7
Impianti di condizionamento dellaria
Introduzione ............................................................................................1
Generalit sulle condizioni di benessere fisiologico ....................................2
Purezza dellaria e ventilazione .................................................................4
Classificazione degli impianti di trattamento aria........................................4
Impianto di condizionamento totalmente centralizzato senza ricircolazione .5
Individuazione delle condizioni esterne (E) e delle condizioni interne (A)
Calcolo dei carichi termoigrometrici...................................................7
Determinazione delle condizioni di trattamento e immissione dellaria.9
Determinazione dei processi da realizzare nel gruppo condizionatore 11
Condizionamento estivo...............................................................11
Condizionamento invernale ..........................................................13
Impianto di condizionamento con ricircolazione daria .............................16
Condizionamento estivo ....................................................................17
Condizionamento invernale...............................................................20
Osservazioni ..........................................................................................22
Esempio numerico..................................................................................24

INTRODUZIONE
Lo scopo del condizionamento dellaria (o condizionamento termo-igrometrico) quello
di mantenere, in un ambiente chiuso, delle prestabilite condizioni termoigrometriche. Ci sono
almeno due motivi per cui pu nascere questa esigenza: il caso pi frequente quello per cui si
vogliono garantire delle condizioni di benessere fisiologico alle persone che devono soggiornare
nellambiente considerato; pu anche trattarsi della necessit di mantenere sufficientemente bassa la
temperatura di un ambiente in cui devono operare degli impianti meccanici o elettronici.
Si pu allora fare la seguente classificazione circa lo scopo di un impianto di condizionamento:
se lo scopo lottenimento di condizione di benessere fisiologico per le persone che
occupano lambiente condizionato, allora si parla di condizionamento civile;
se, invece, si vuole ottenere lottenimento di condizioni vantaggiose o necessarie per un
particolare processo industriale, allora si parla di condizionamento industriale.
Come abbiamo visto nel capitolo precedente, le condizioni termo-igrometriche dellaria umida
sono fissate da 3 variabili, essendo laria umida una miscela binaria (formata da aria secca e vapor
dacqua): una delle 3 variabili la pressione, che, come vedremo, sar sempre ritenuta pari ad 1 atm,

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per cui restano da fissare le altre due (da scegliere tra temperatura, umidit relativa, titolo, grado
igrometrico1 cos via).

GENERALIT SULLE CONDIZIONI DI BENESSERE FISIOLOGICO


Linsieme dei processi chimico-fisici che avvengono nel corpo umano prende il nome di
metabolismo: tali processi realizzano la trasformazione degli alimenti ingeriti e la trasformazione
dellossigeno in anidride carbonica e consentono la modificazione, laccrescimento e la rigenerazione
delle cellule dellorganismo, le funzioni fisiologiche indispensabili alla vita nonch le attivit motorie.
& ) la differenza tra lenergia somministrata
Si definisce tasso metabolico (simbolo: M
mediamente, nellunit di tempo, allorganismo (sotto forma di alimenti, bevande ed ossigeno) e
quella, media nellunit di tempo, connessa a quanto scaricato dallorganismo stesso (sotto forma di
feci, urine e anidride carbonica). Il metabolismo non costante nel tempo, ma dipende dalla qualit e
quantit dei cibi ingeriti, dal momento della loro ingestione, dalle condizioni ambientali esterne, ma,
soprattutto, dallattivit che la persona svolge ( chiaro che il metabolismo aumenta passando dalla
quiete ad attivit intense e faticose).
La potenza meccanica ceduta per le attivit motorie sempre minore del termine di generazione; di
conseguenza, il corpo umano, affinch rimangano costanti nel tempo la sua energia interna e la sua
temperatura, deve cedere dellenergia allambiente circostante: tale energia viene ceduta per
convezione con laria, per irraggiamento con le superfici circostanti e tramite evaporazione di acqua
dalla pelle e dai polmoni. Quando lenergia ceduta risulta maggiore (o minore) del tasso metabolico,
la temperatura media del corpo diminuisce (o cresce) fino a giungere o ad una nuova condizione di
regime oppure al collasso. Lorganismo reagisce ad eventuali squilibri innescando complessi
meccanismi di termoregolazione come la regolazione della circolazione sanguigna, la variazione
della temperatura superficiale del corpo, il brivido, la sudorazione e cos via.
Si definiscono allora condizioni di benessere termico quelle condizioni di soddisfazione
termica per lindividuo, ovvero, in poche parole, le condizioni in cui lindividuo non ha n caldo n
freddo. Da un punto di vista fisiologico, possiamo dire che le condizioni di benessere
termico sono quelle per le quali lattivit dei meccanismi di
termoregolazione praticamente nulla.
Sulla base di queste considerazioni, un bilancio energetico sul corpo umano pu essere
rappresentato dalla seguente equazione:
& = L& + Q
& C +Q
& I + E& + dU
M
d
dove si sono fatte le seguenti posizioni:
& il gi citato tasso metabolico, strettamente legato allattivit svolta
M
dallindividuo;
& ; il
L& la potenza meccanica ceduta, generalmente molto piccola rispetto a M
& M
& prende il nome di rendimento meccanico del corpo umano: esso ha
rapporto L

In realt, ricordando che, in prima approssimazione, il vapor dacqua pu essere considerato come un gas a comportamento
perfetto (mentre laria secca come un gas a comportamento piucheperfetto), lumidit relativa ed il grado igrometrico hanno lo
stesso valore numerico

Autore: Sandro Petrizzelli

Impianti di condizionamento dellaria

un valore massimo di circa il 10%, ma nel progetto degli impianti di condizionamento viene
assunto nullo;

& C la potenza termica ceduta per convezione: si tratta di un termine che pu


Q
essere sia positivo sia negativo (questo accade quando la temperatura superficiale del corpo
minore di quella dellaria) e che cresce, in valore assoluto, allaumentare della velocit
dellaria;

& I la potenza termica ceduta per irraggiamento: anche questa potenza pu


Q
essere positiva o negativa, a seconda che la temperatura della pelle sia maggiore o minore
della temperatura delle superfici circostanti; dipende molto dal tipo di abbigliamento;

E& la potenza ceduta per vaporizzazione dellacqua: questa vaporizzazione


avviene per cessione passiva di acqua dai polmoni e dalla pelle e per cessione attiva dovuta
alla sudorazione (questultima rappresenta il pi efficace mezzo di termoregolazione
dellorganismo); a parit di temperatura corporea, la quantit di acqua che evapora dipende
sia dalla pressione parziale del vapore nellambiente (cio dal grado igrometrico, fissata la
temperatura dellaria) e dalla velocit dellaria;

infine, dU d la variazione di energia interna del corpo umano nellunit di tempo: in


condizioni di regime deve ovviamente essere dU d = 0 e le condizioni di benessere, oltre
che da dU d = 0 , sono anche caratterizzate dallassenza di meccanismi di
termoregolazione.
Da queste considerazioni si intuisce che i fattori ambientali che influenzano il
bilancio energetico sono la temperatura dellaria, la velocit
dellaria, il grado igrometrico dellaria e la temperatura delle
pareti.
Fissata lattivit dellindividuo, cio fissato il tasso metabolico, esistono campi abbastanza ampi dei
valori di tali parametri ambientali nei quali possibile raggiungere le condizioni di benessere. A livello
puramente teorico, essendo 4 le variabili in gioco, ci sono addirittura 3 soluzioni per lequazione del
bilancio energetico prima citata. In effetti, per, molte di queste soluzioni vengono scartate in quanto
innescano meccanismi di termoregolazione oppure danno luogo ad altri effetti sgraditi allorganismo.
La scelta dei valori dei parametri ambientali di benessere da
mantenere nella pratica stata dunque desunta da indagini di tipo
statistico e la tabella seguente sintetizza i risultati ottenuti:

. ( m / s)
velocit dellaria: w a = 0.10 015
Estate
attivit fisica
trascurabile
leggera
pesante

Inverno

ta=tp

ta=tp

26C
25C
24C

0.50
0.50
0.45

20C
19C
18C

0.50
0.50
0.45

Autore: Sandro Petrizzelli

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(ricordiamo che ta la temperatura dellaria, tp quella delle pareti e a il grado igrometrico


dellaria2)
Tra i vari risultati indicati da questa tabella segnaliamo il fatto che, nella pratica, si usano
generalmente valori di temperatura diversi per linverno e per lestate. I motivi di ci sono
essenzialmente 3:
a) il tipo di abbigliamento diverso nelle diverse stagioni;
b) dal momento che le persone non vivono sempre in spazi condizionati, ma ne entrano e escono,
buona norma ridurre le differenze di temperatura tra interno ed esterno;
c) un valore unico della temperatura per tutto lanno aumenterebbe considerevolmente la
potenzialit termica e/o frigorifera dellimpianto e di conseguenza anche il suo costo.

P UREZZA DELLARIA E VENTILAZIONE


Negli ambienti in cui vive, luomo altera la composizione
dellaria in quanto incrementa la percentuale di anidride carbonica,
diminuisce quella di ossigeno, emette sostanze aromatiche, produce
fumi ed aumenta la concentrazione di batteri patogeni. Mentre la
diminuzione della percentuale di ossigeno potrebbe essere compensata anche con piccole portate
daria, la diluizione degli odori richiede invece portate daria molto pi elevate. Esiste anche un
valore minimo di tali portate ed esso va elevato se previsto che gli occupanti del locale possano
fumare.
Per assicurare le caratteristiche di purezza richieste, necessario prevedere un sistema di filtri, il
cui tipo e la cui efficacia siano strettamente legati sia alle condizioni dellaria esterna sia a quelle del
locale condizionato.
Inoltre, laria trattata deve essere distribuita negli ambienti evitando sia la formazione di zone di
ristagno sia di correnti moleste: solitamente, nella zona occupata dalle persone la velocit dellaria
deve essere mantenuta tra 0.10 m/s e 0.25 m/s.

CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ARIA


Abbiamo gi detto che, per realizzare il benessere fisiologico in un
ambiente, necessario controllare e regolare le condizioni
termiche, igrometriche, di ventilazione e di purezza dellaria e
questo lo si ottiene appunto con gli impianti di condizionamento. Considerando che tali
impianti sono generalmente piuttosto costosi, spesso si accetta di intervenire solo su qualcuno dei
parametri ambientali e non su tutti.
Gli impianti che intervengono sui parametri ambientali si dicono generalmente impianti di
trattamento aria o impianti di climatizzazione ed essi prendono un nome specifico a seconda del
tipo:
un impianto di ventilazione capace di soddisfare solo alle condizioni di ventilazione e
purezza dellaria;
2

Ricordiamo che laria umida una miscela binaria, dove i due componenti sono laria secca e il vapor dacqua. Allora, il grado
igrometrico dellaria (umida) il rapporto tra la pressione parziale del vapore e quella del vapore, in condizioni di saturazione,
alla stessa temperatura

Autore: Sandro Petrizzelli

Impianti di condizionamento dellaria

un impianto di riscaldamento capace di soddisfare solo alle condizioni termiche


invernali;
un impianto di termo-ventilazione (estivo e/o invernale) capace di soddisfare (in
estate e/o in inverno) sia alle condizioni di ventilazione e purezza dellaria sia alle condizioni
termiche;
un impianto di condizionamento (estivo e/o invernale) capace di soddisfare (in
estate e/o in inverno) a tutte le condizioni precedentemente elencate.
Noi ci occuperemo degli elementi fondamentali della progettazione
degli impianti di condizionamento, proprio perch sono quelli
tecnicamente pi completi.
Per quanto riguarda tali impianti di condizionamento, se ne pu fare una prima importante
classificazione in base alla centralizzazione dei vari servizi:
in un impianto totalmente centralizzato, le varie apparecchiature sono accentrate in un
unico ambiente, detto gruppo condizionatore o anche centrale di condizionamento;
in un impianto parzialmente centralizzato, invece, alcune delle apparecchiature sono
centralizzate, mentre altre sono sistemate nei singoli ambienti condizionati;
infine, in un impianto a condizionatori locali autonomi tutte le apparecchiature sono
sistemate nei singoli ambienti.

IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO TOTALMENTE CENTRALIZZATO SENZA


RICIRCOLAZIONE
In questo paragrafo, vogliamo indicare i criteri di massima da seguire per dimensionare le varie
parti di un impianto di condizionamento totalmente centralizzato. Con un impianto di questo tipo, si
ottengono, negli ambienti da condizionare, le condizioni desiderate
mediante limmissione di adeguate portate di aria in opportune
condizioni di temperatura e di grado igrometrico.
Uno schema a blocchi di tale impianto riportato nella figura seguente:

(E)
aria
esterna

Gruppo
condizionatore

Ambiente
condizionato
(A)

(C)
aria
trattata

(A)
aria
espulsa

In particolare, quello riportato lo schema di un impianto senza ricircolazione di aria, nel


senso che tutta laria immessa negli ambienti da condizionare prelevata dallesterno e, ovviamente,
laria che lascia lambiente a sua volta interamente espulsa allesterno. Si parla, invece, di impianto
con ricircolazione di aria se una parte dellaria che lascia lambiente viene riutilizzata.
Ai fini del proporzionamento di un impianto senza ricircolazione, necessario seguire alcuni
principi di base:

Autore: Sandro Petrizzelli

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1) in primo luogo, una volta assegnate le condizioni esterne (E), bisogna fissare le
condizioni ambiente (A) da mantenere nel locale condizionato; a questo proposito,
come si nota nel diagramma di prima, si fa lipotesi che, per gli impianti senza ricircolazione,
le condizioni dellaria espulsa dallambiente condizionato siano le stesse dellaria
nellambiente: questa ipotesi valida se si verifica un completo mescolamento dellaria, il
che comporta luniformit delle propriet termoigrometriche dellambiente;
2) in secondo luogo, bisogna effettuare un bilancio di energia e di massa sul sistema
aperto costituito dallambiente da condizionare: i termini di questo bilancio sono
diversi:
le potenze termiche scambiate attraverso le pareti a seguito di differenze di
temperatura tra interno ed esterno
la potenza termica dovuta allirraggiamento solare
la potenza termica generata dalle persone presenti
la portata dacqua generata dalle persone presenti
la potenza termica generata dallimpianto di illuminazione e da eventuali motori o
macchine presenti nellambiente da condizionare
Linsieme di questi termini va sotto il nome di carichi termo-igrometrici dellambiente
considerato, che saranno esaminate nel dettaglio: naturalmente, nella valutazione dei suddetti
carichi, sempre opportuno porsi nelle condizioni pi sfavorevoli possibile per limpianto
(come il massimo affollamento dellambiente e la presenza di sole in estate oppure il minimo
affollamento e lassenza di sole in inverno);
3) in terzo luogo, vanno individuate le condizioni di trattamento dellaria e di
immissione (C) dellaria stessa nellambiente (cio alluscita dal gruppo
condizionatore): tali condizioni devono essere scelte in modo che, in seguito agli scambi
termici e di massa di cui al punto (2), si realizzino, allespulsione, le volute condizioni (A);
4) infine, vanno determinate le trasformazioni da realizzare nel gruppo condizionatore per
portare laria dalle condizioni (E) in cui viene prelevata dallesterno alle condizioni (C) con
cui si intende iniettarla nellambiente condizionato.
Vediamo allora di analizzare nei dettagli questi 4 principi di fondo.

Individuazione delle condizioni esterne (E) e delle condizioni interne (A)


Il primo problema quello di determinare le condizioni esterne da considerare in fase di
progetto: tali condizioni, per le varie localit, si desumono da
apposite tabelle ricavate da indagini storiche metereologiche.
Limpianto proporzionato sulla base di tali condizioni sar normalmente in grado di mantenere le
condizioni interne richieste. Ovviamente, nel caso in cui si verifichino condizioni esterne pi gravose
di quelle previste, si avr necessariamente una variazione delle condizioni interne di progettazione.
Per quanto riguarda, invece, le condizioni interne da mantenere nellambiente condizionato, si
assumono normalmente valori prossimi a quelli indicati nella tabella precedentemente riportata.
Qualora siano previsti limitati tempi di permanenza nel locale oppure frequenti passaggi di persone
dallesterno allinterno o viceversa, buona norma, destate, evitare differenza di temperatura tra
esterno ed interno superiori a 7C.
6
Autore: Sandro Petrizzelli

Impianti di condizionamento dellaria

Calcolo dei carichi termoigrometrici


Nellambito dei cosiddetti carichi termo-igrometrici rientrano una serie di fattori:
Potenza termica trasmessa attraverso le superfici dellambiente per differenze di
temperatura tra interno ed esterno
La potenza termica che si trasmette, a regime permanente, attraverso una parete di superficie
A, tra lambiente in esame e un ambiente adiacente, a seguito di una differenza T di
& = UAT , dove il coefficiente U, detto
temperatura, valutabile mediante la relazione Q
coefficiente globale di scambio (o anche conduttanza unitaria globale) dipende sia dalla
convezione sia dallirraggiamento (tranne quello solare, che viene considerato a parte).
Esistono norme che fissano valori massimi di U per le pareti perimetrali opache, allo scopo a)
di evitare nellambiente indesiderati fenomeni di condensazione di vapore per parete fredda b)
di limitare la potenza termica scambiata con lesterno c) di limitare le variazioni della
temperatura interna al variare di quella esterna.
Ci sono poi altre norme che impongono un valore massimo alla potenza termica dispersa in
stagione invernale da ciascun edificio attraverso le superfici che delimitano le zone riscaldate.
Inoltre, poich le pareti che delimitano lambiente si trovano usualmente in situazioni diverse
(per diversit di struttura, di composizione, di temperatura esterna, di orientamento e cos
& = UAT deve essere applicata tante volte quante sono le situazioni che si
via), la formula Q
determinano nel locale. Stesso discorso per tener conto della diversa disposizione (verticale ed
orizzontale), la diversa esposizione (Nord, Sud, Ovest, Est), la diversa altezza dei locali e le
condizioni della zona (pianura, montagna, zona aperta o meno ai venti e cos via).
In altre parole, la potenza termica trasmessa va calcolata con la relazione

& = CUAT
Q
dove la sommatoria va estesa ai diversi tipi di situazioni ed i coefficienti correttivi C servono
ad adattare ancora meglio il risultato finale. Tali coefficienti possono, per esempio, intervenire
nel caso di impianti con funzionamento discontinuo, nel quale caso essi saranno funzioni della
durata dellinterruzione e del tempo necessario perch limpianto vada a regime.
& calcolata in ingresso nel periodo estivo, ed perci
Va, infine, precisato, che la potenza Q
>0, mentre va calcolata in uscita nel periodo invernale, risultando cos <0.
Potenza termica trasmessa per irraggiamento solare
Lirraggiamento solare che incide su di una superficie dipende dallora, dalla stagione, dalla
latitudine, dallaltitudine, dalle condizioni di trasparenza dellatmosfera oltre che
dallinclinazione ed esposizione della superficie ricevente. Per questo, la valutazione della
potenza termica in ingresso dovuta allirraggiamento solare si effettua mediante calcoli
piuttosto laboriosi.
Tali calcoli vengono tra laltro effettuati separatamente per le superfici opache e per quelle
trasparenti, tenendo conto che molti materiali (tra cui soprattutto il vetro) hanno un
coefficiente di assorbimento strettamente legato alla lunghezza donda delle radiazioni.
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Autore: Sandro Petrizzelli

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Facciamo anche osservare che, nel calcolo delle potenze termiche trasmesse nella stagione
invernale, non si tiene conto dellirraggiamento solare, in quanto, come detto in principio, ci si
pone sempre nelle condizioni pi sfavorevoli possibile.
Potenza termica dovuta alla presenza di persone
& il
Se indichiamo con N il numero medio di persone presenti nellambiente e ancora con M
tasso metabolico relativo allattivit prevalentemente svolta nellambiente, la potenza termica
dovuta alla presenza di persone valutabile mediante la formula
& = N( M
& E& ) = N( Q
& C Q
& I)
Q

Potenza termica generata dallimpianto di illuminazione e da macchine presenti nel locale


Per limpianto di illuminazione presente nellambiente condizionato, la potenza termica pu
essere posta uguale alla potenza elettrica dellimpianto stesso. Se ci sono, poi, delle macchine
e la loro utilizzazione interna allambiente, si pone la potenza termica pari alla potenza
elettrica delle macchine; se, invece, lutilizzazione esterna allambiente e la macchina ha
rendimento globale , si pone la potenza termica pari a (1-) volte la potenza della macchina
Produzione di vapor dacqua
La produzione di vapor dacqua essenzialmente dovuta, negli impianti civili, alla presenza
di persone: generalmente, si considera una produzione unitaria di 50 g/h nella stagione
invernale e di 75 g/h nella stagione estiva. Moltiplicando tale produzione per il numero di
persone, si ottiene la produzione complessiva di vapore, chiamata carico igrometrico: il

& H 2 O ed sempre positivo, in quanto le


carico igrometrico si indica generalmente con m
persone emettono sempre vapor dacqua.
Altre cause di produzione di vapore sono presenti nelle cucine, nei bagni, nelle lavanderie: il
valore della produzione di vapor dacqua, in queste circostanze, va calcolato caso per caso.
Osserviamo anche che il vapor dacqua porta con s un certo contenuto entalpico h H 2O , per
cui, come vedremo meglio tra poco, oltre al flusso di massa c da considerare anche un flusso
di energia.
Infiltrazione di aria esterna
Attraverso gli infissi, che non sono sempre a tenuta perfetta, si determinano spesso
infiltrazioni daria esterna negli ambienti condizionati; lentit di tali immissioni risulta
dipendere dal numero e dal tipo degli infissi ed anche alla ventosit. Nel seguito, comunque,
faremo sempre lipotesi che gli infissi siano a perfetta tenuta.

Autore: Sandro Petrizzelli

Impianti di condizionamento dellaria

Determinazione delle condizioni di trattamento e immissione dellaria


La portata daria immessa nellambiente da condizionare, sottoposta agli scambi termici e di massa
analizzati nel paragrafo precedente, si porta nelle condizioni (A) che si vogliono mantenere
nellambiente stesso. Le condizioni (C) di immissione sono legate a quelle di espulsione (A) da due
fondamentali equazioni di bilancio, che andiamo perci a ricavare.
Il primo bilancio da effettuare riguarda lenergia. A tal fine, possiamo far riferimento alla figura
seguente:

&*
Q

& ahA
m

& H 2O h H 2O
m

& ahC
m

ambiente
da condizionare
(A)

aria umida condizionata


(C)

Lambiente condizionato riceve in ingresso dellenergia corrispondente allaria umida (aria secca +
vapor dacqua3) immessa nelle condizioni C, al vapor dacqua prodotto ed al cosiddetto carico
termico dellambiente considerato, indicato con Q*, ossia la somma algebrica delle potenze termiche
scambiate attraverso le pareti pi quelle generate nellambiente stesso4. In uscita, c invece lenergia
corrispondente allaria estratta dallambiente condizionato.
Analiticamente, il bilancio dellenergia dice quindi che

& * +m
& ahC + Q
& H 2 O h H 2O = m
& ahA
m
Il secondo bilancio da effettuare un bilancio di massa, relativo sia allaria secca sia al vapor
dacqua:
per quanto riguarda laria secca, la cosa immediata in quanto ci sono una sezione di ingresso
ed una sezione di uscita e non c motivo per cui la portata di aria secca cambi dallingresso
& a , in = m
& a , out = m
& a;
alluscita: quindi, come del resto gi assunto implicitamente prima, risulta m
per quanto riguarda, invece, il vapor dacqua, dobbiamo tener conto del carico igrometrico,
ossia del flusso di vapor dacqua nellambiente condizionato: possiamo allora scrivere il bilancio
nella forma

& a x C + m H 2O = m
& axA
m

Ricordiamo che, per quanto riguarda laria umida, si fa sempre riferimento alla massa o alla portata della sola aria secca: questo
il motivo per cui, nelle equazioni relative allaria umida, compare sempre il termine ma, cio appunto la portata di aria secca.

In pratica, si tratta della somma delle potenze termiche descritte nel paragrafo precedente, cio le potenze termiche che
lambiente da condizionare scambia, in vario modo, con lesterno. In base a quanto detto nello stesso paragrafo, Q* pu risultare
positivo, nullo o negativo: destate sempre positivo, mentre, in inverno e nel condizionamento civile, negativo nei locali
scarsamente affollati, mentre pu essere positivo, negativo o nullo nei locali fortemente affollati.

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

Nellipotesi (lecita) di considerare la pressione uniforme (= 1 atm), le due equazioni trovate


& a : una volta fissata la portata daria m
& a , esse
contengono dunque le 3 incognite h C , x C , m
consentono lindividuazione del punto di immissione C( h C , x C ) .

& a , si possono aver evidentemente infinite condizioni di immissione in grado di


Al variare di m
soddisfare le due equazioni di bilancio, ossia di dar luogo allespulsione dellaria nelle condizioni (A),
per cui possiamo subito affermare che il problema non ammette soluzione univoca. Tuttavia, non tutte
queste soluzioni soddisfano alle condizioni di benessere oppure a ovvi criteri di economicit
dellimpianto.
& a , il suo valore minimo quello
Per quanto riguarda la scelta di m
della minima portata daria esterna occorrente alla ventilazione:
& V . Non nemmeno accettabile la soluzione m& a = m& V : infatti, questa
indicheremo tale portata con m
soluzione comporta generalmente una differenza di temperatura t A t C troppo elevata. Destate,
quando cio t C < t A , limmissione di aria a temperatura inferiore di oltre 8C rispetto a quella
ambiente risulta fastidiosa per le persone che siano direttamente investite dal flusso daria immessa;
per analoghi motivi, dinverno ( t C < t A ) la differenza di temperatura non deve superare i 15c o
20C.
C anche un altro modo, non pi analitico ma grafico, per risolvere le due equazioni di bilancio
& a , infatti
prima riportate. Anzich procedere per tentativi, fissando di volta in volta il valore di m
possibile procedere nel modo seguente: in primo luogo, possiamo riscrivere le due equazioni di
bilancio rispettivamente nella forma
& * +m
& H 2 O h H 2O = m
& a (hA hC )
Q
& a (xA xC )
m H 2O = m

Facendo adesso il rapporto membro a membro, otteniamo

& * +m
& H 2O h H 2 O
Q
m H 2O

& a (hA hC )
m

m
& a (xA xC )

&*
h CA
Q
+ h H 2O =
ossia
.
m H 2O
x CA
Questa equazione, se rappresenta nel diagramma di Mollier h,x, rappresenta una retta (le variabili
h CA
rappresenta la pendenza di tale
sono ovviamente xC e hC) passante per il punto A. La quantit
x CA
retta: tale pendenza nota, in quanto noto il primo membro di quella equazione, legato solo ai
carichi termoigrometrici (che sono un dato del problema), per cui possiamo materialmente tracciare la
retta sul diagramma. Tutti i punti di questa retta rappresentano quindi le infinite soluzioni del nostro
problema. In effetti, non tutti i punti, ma solo i punti che si trovano a sinistra di A: infatti, tranne che
in alcune applicazioni particolari, m H 2 O risulta sempre positivo e risulter perci sempre x A > x C .
Dobbiamo quindi considerare la semiretta che parte da A ed diretta verso titoli decrescenti
rispetto ad xA. Su tale semiretta dobbiamo fissare il punto (C). Come lo fissiamo? Lo fissiamo ad una
temperatura compatibile con in vincoli prima indicati, ossia un T<8C in estate e T<20C in
inverno. A questo punto, letti sul diagramma i valori di ( h C , x C ) corrispondenti al punto (C)
Autore: Sandro Petrizzelli

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Impianti di condizionamento dellaria

& a . Determinato m
& a , non resta che verificare che
individuato, dalle equazioni di bilancio si ricava m
&a m
& V : se cos, il dimensionamento completato, altrimenti si pu
esso soddisfi allequazione m
& a =m
& V e ricavando, tramite le equazioni di bilancio, i
procedere a ritroso, fissando ad esempio m
valori di ( h C , x C ) .
E opportuno sottolineare che, per motivi di economicit dellimpianto
(installazione ed esercizio), necessario adottare il valore minimo
di portata daria compatibile con il benessere e con i vincoli di
temperatura di immissione precedentemente fissati.
Osserviamo inoltre che, nel caso di impianti funzionanti tutto lanno, conviene, per semplicit di
impianto, usare sempre la stessa portata: essa va quindi calcolata per il regime estivo, che solitamente
quello pi gravoso dal punto di vista del fabbisogno energetico dellimpianto, ed in generale risulta
soddisfare anche le esigenze delle condizioni invernali.
Come ultima cosa, ricordiamo che non possibile, nella pratica, mantenere
in un ambiente condizionato le condizioni (A) immettendovi aria
nelle stesse condizioni (A): infatti, questa possibilit sussiste solo teoricamente, visto
che le equazioni di bilancio indicano che sarebbe richieste una portata daria di valore .

Determinazione dei processi da realizzare nel gruppo condizionatore


Una volta individuato il punto (C) rappresentativo delle condizioni dellaria al momento della
immissione ed essendo un dato di progetto la condizione (E) dellaria prelevata dallesterno, non resta
che individuare i processi che dovranno svolgersi nel gruppo condizionatore per portare laria
dalle condizioni (E) alle condizioni (C).

Condizionamento estivo
Cominciamo dallanalisi dei processi da realizzare nel caso del condizionamento estivo.
Facciamo riferimento al diagramma di Mollier schematizzato nella figura seguente5:
T (C)
50%
60%

70%
80%
100%

E'

D'

0.017

0.008

x (kp/kp)

Ricordiamo che sul diagramma di Mollier possibile leggere tutte le propriet termodinamiche di una miscela in un qualsiasi
stato termodinamico. questa caratteristica rende il diagramma di comodo utilizzo per i problemi di condizionamento dellaria.

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Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

Il nostro scopo passare dalle condizioni dellaria esterna (E) a quelle (C) dellaria da immettere
nellambiente considerato; per fare questo, dobbiamo prima raffreddare laria esterna (trasformazione
EE) e poi dobbiamo deumidificare (trasformazione ED); in particolare, la scelta delle
condizioni corrispondenti al punto (D) deve essere tale che si possa giungere alle condizioni (C)
mediante un semplice riscaldamento a titolo costante. Naturalmente, le condizioni (C) di immissione
dellaria sono da determinare a priori in base a considerazioni di natura tecnologica ed economica.
Lo schema a blocchi della figura seguente illustra quale potrebbe essere limpianto che realizza le
trasformazioni appena descritte:

(E)

BATTERIA
FREDDA

FILTRO

(E)

T1

(D)

BATTERIA
CALDA

fluido
caldo

fluido
freddo

T2

(C)

drenaggio

Il primo processo (raffreddamento EE a titolo costante e riduzione di titolo ED ad umidit


relativa costante e pari al 100%) viene realizzato mediante una batteria di tubi alettati, percorsi da un
fluido freddo (solitamente acqua) con temperatura inferiore rispetto a TD, prodotta da un apposito
impianto frigorifero. Ricordando quanto visto, nel capitolo sullaria umida, a proposito del processo
di raffreddamento con deumidificazione, osserviamo che la trasformazione EED puramente
teorica; in effetti, la trasformazione realmente seguita dallaria del tipo di quella indicata, nel
diagramma di prima, a linea tratteggiata: il punto effettivo D ha un grado igrometrico di circa 0.95%
e tende ad 1 (che un valore praticamente irraggiungibile) al crescere della superficie di scambio della
batteria di raffreddamento.
La trasformazione DC (riscaldamento a titolo costante) viene realizzata mediante una batteria di
tubi alettati (detta batteria di post-riscaldamento), percorsi da acqua calda a temperatura maggiore
di tC.
Nel processo complessivo EC, il titolo diminuisce dunque da xE ad xC e questo comporta una
& a (x E x C ) :
condensazione (passaggio vaporeliquido) di una portata dacqua valutabile come m

& H 2O ,u , deve essere smaltita.


questa portata dacqua, che indicheremo con m
La regolazione ottenibile mediante 2 termostati, T1 e T2, posti nella corrente daria a valle dei
due scambiatori di calore: T1 regola la portata dacqua refrigerata nella batteria fredda in modo da
mantenere la temperatura dellaria a valle di quella al valore tD; T2 regola invece la portata di acqua
calda in modo da mantenere, a valle della batteria di postriscaldamento, la temperatura dellaria al
valore tC.
Da un punto di vista analitico, per il proporzionamento delle singole apparecchiature, dobbiamo
effettuare dei bilanci di energia per le varie apparecchiature. Dobbiamo perci applicare il primo
principio della termodinamica per sistemi aperti: trascurando i termini potenziale e cinetici,
assumendo condizioni di regime permanente e osservando che non c lavoro scambiato dal sistema il
primo principio si scrive nella forma

& =m
& a (h fin h in )
Q

Autore: Sandro Petrizzelli

12

Impianti di condizionamento dellaria

Abbiamo allora quanto segue:


cominciamo dalla batteria fredda, in corrispondenza della quale avviene un raffreddamento
(EE) con deumidificazione (ED): quando abbiamo analizzato questo tipo di
trasformazione per laria umida, abbiamo trovato che

&
Q
h = F + h H 2 O, u x
&a
m
Applicando questa equazione alla trasformazione EED, abbiamo dunque che

& =m
& a [( h D h E ) + ( x E x D )h lD ]
Q
F
dove h lD rappresenta lentalpia dellacqua liquida prodotta dalla deumidificazione;
per la batterie calda, che serve al riscaldamento (a titolo costante), il bilancio di energia dice
semplicemente che

& =m
& a (h C h D )
Q
C
infine, per la portata di smaltimento dellacqua condensata, abbiamo gi osservato che

& H2O,u = m
& a (x E x D ) = m
& a (x E x C )
m
Il consumo energetico maggiore, in un impianto per il condizionamento estivo come quello
appena descritto, quello dovuto al tratto EED. La potenza frigorifera per questo tratto,
& a ( h E h D ) , mentre la potenza per il tratto DC
in assenza di ricircolo, PF = m
(trasformazione di post-riscaldamento), a prescindere dalla presenza o meno del ricircolo,
& a (h C h D ) .
P' F = m
Le batterie di raffreddamento devono funzionare a temperatura leggermente inferiore a TD: la
differenza di temperatura deve essere di 4C o 5C.
Notiamo infine che le condizioni ambiente (A) sono collegate a quelle esterne (E), nel senso
che non opportuno scendere molto al di sotto della temperatura esterna: basta una differenza
di temperatura di 5-6C, in quanto il raffreddamento avviene con deumidificazione.

Condizionamento invernale
Nel caso del condizionamento invernale, sappiamo che le condizioni di benessere sono di circa
20C di temperatura e di 50% di umidit relativa.
Il passaggio dalle condizioni esterne (E) alle condizioni (C) di immissione dellaria pu essere
effettuato in due modi:
un primo modo consiste nel riscaldare a titolo costante (EF) e poi nellumidificare, in
modo adiabatico quasi iso-entalpico (FC), mediante uno spruzzamento di acqua liquida;

13

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

un secondo modo consiste invece in un riscaldamento a titolo costante (EF) e poi in una
umidificazione quasi isoterma (FC) realizzata con immissione di vapore
La figura seguente illustra quanto appena detto nel diagramma di Mollier:

T (C)

30%

F
F'

C
50%

100%

A
G
H
E
0.01

x (kp/kp)

Il secondo metodo spesso da preferirsi al primo, in quanto


questultimo comporta talvolta il raggiungimento di temperature tF
troppo elevate, col pericolo di generare odori molesti a causa della decomposizione di
sostanze organiche generalmente presenti nellaria.
Il diagramma a blocchi che sintetizza il funzionamento di entrambi i procedimenti il seguente:

(F')

T1

(F)

(C)

Separatore
di gocce

acqua di
umidificazione

Umidificatore

(E)

BATTERIA
CALDA

(E)

FILTRO

fluido
caldo

(C)

C anche un terzo modo, che consiste nel seguire le trasformazioni (EGHC) mediante una
batteria alettata di riscaldamento (EG), uno spruzzamento di acqua liquida (GH) e un ulteriore
riscaldamento mediante una seconda batteria (HC):

Autore: Sandro Petrizzelli

14

Impianti di condizionamento dellaria

T(C)

U.R.=50%

U.R.=100%

H
E
x(kp/kp)

Lo schema a blocchi della figura mostra come possibile realizzare questo terzo metodo:

(G)

(H)

T2

(C)

Separatore
di gocce

T1

fluido
caldo

BATTERIA
CALDA

acqua di
umidificazione
SATURATORE

(E)

BATTERIA
CALDA

(E)

FILTRO

fluido
caldo

(C)

Questo terzo metodo richiede dunque linstallazione di due batterie distinte (di potenzialit
complessiva pari allincirca a quella singola del primo metodo), ma presenta il vantaggio di poter
essere regolato mediante due termostati posti a valle delle due batterie; al contrario, si visto che i
due metodi precedenti prevedevano un termostato a valle della batteria di riscaldamento e un
umidostato a valle dellumidificatore: lumidostato d minori garanzie di un corretto
funzionamento.
Facciamo adesso una rapida analisi analitica dei tre procedimenti appena illustrati:
1 metodo (umidificazione con acqua liquida):
Le trasformazioni sono, in successione, un riscaldamento a titolo costante (EF) e una
umidificazione, in modo adiabatico quasi iso-entalpico (FC), mediante uno spruzzamento di acqua
liquida:
per la prima trasformazione, operata mediante una batteria calda, il bilancio di energia
immediato:

& =m
& a (h F h E )
Q

per la seconda trasformazione, abbiamo gi visto a suo tempo che le relazioni da considerare
sono le seguenti:

15

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

h =
x =

& H 2 O ,i h H 2 O ,i
m
&a
m
& H 2 O ,i
m
&a
m

& H 2O la portata dacqua in ingresso usata per lumidificazione,


Indicata semplicemente con m
possiamo dunque scrivere che

& H 2O = m
& a (x C x E )
m
h =

& H 2 O ,i
m
&a
m

h H 2 O ,i 0

La seconda relazione mostra che la trasformazione quasi isoentalpica in quanto il rapporto tra
le portate di acqua e di aria secca generalmente molto piccolo e lo anche lentalpia
dellacqua liquida usata per lumidificazione.
2 metodo (umidificazione con vapore):
In questo caso, le trasformazioni sono un riscaldamento a titolo costante (EF), come nel caso
precedente, seguito da una umidificazione quasi isoterma (FC) realizzata con immissione di
vapore. Le equazioni sono assolutamente analoghe a prima:

& =m
& a ( h F' h E )
potenza termica per la batteria calda: Q

& H2O = m
& a (x C x E )
portata dacqua di umidificazione: m
3 metodo:
In questultimo metodo, si procede, nellordine, ad un riscaldamento (EG), ad uno spruzzamento
di acqua liquida (GH) e ad un ulteriore riscaldamento mediante una seconda batteria (HC). Le
trasformazioni sono ancora simili ai casi precedenti, per cui assolutamente analoghe sono le equazioni
da adottare:

& '= m
& a (h G h E )
potenza termica per la batteria di preriscaldamento: Q
& H2O = m
& a (x C x E )
portata dacqua di umidificazione: m

& ''= m
& a (h C h H )
potenza termica per la batteria di riscaldamento: Q

IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO CON RICIRCOLAZIONE DARIA


Nel paragrafo precedente abbiamo considerato impianti di condizionamento senza ricircolazione
& a risulta solo
dellaria: una soluzione di questo tipo viene solitamente impiegata quando m

& V oppure in casi particolari in cui ci siamo specifiche considerazioni


leggermente superiore a m
igieniche.
& a >> m
& V , si usano impianti di condizionamento con
In generale, invece, dato che risulta m
ricircolazione daria, il cui schema semplificato riportato nella figura seguente:
Autore: Sandro Petrizzelli

16

Impianti di condizionamento dellaria

&V
m
aria
esterna

&a
m

Gruppo
condizionatore

(E)

Ambiente
condizionato
(A)

(C)
aria
trattata

aria
espulsa

m
&V

m
&R =m
&a m
&V
aria di ricircolo

& a (che ovviamente soddisfi alle esigenze


In questo caso, si introduce nellambiente una portata m
& V di aria esterna e di una portata m
& R di aria
della ventilazione) che somma di una portata m
ricircolata prelevata alluscita dello stesso ambiente condizionato:
&V +m
&R =m
&a
m
In questo modo, si evita lo spreco connesso alla espulsione di aria trattata, che solo parzialmente
viziata.

Condizionamento estivo
Allo scopo di evidenziare il vantaggio della ricircolazione, consideriamo un impianto di
& a = 2m
& V : se limpianto con ricircolazione, nel gruppo
condizionamento estivo nel quale risulti m

& a ottenuta dal mescolamento adiabatico della portata m


& V,
condizionatore entra una portata m
& R , prelevata dal condotto di
prelevata dallesterno e quindi in condizioni (E), e della portata m
espulsione e quindi gi nelle condizioni (A). Ci ricordiamo allora di quanto trovato, nel capitolo
sullaria umida, a proposito del mescolamento adiabatico tra due correnti di aria umida in condizioni
diverse: sul diagramma h,x dellaria umida, il punto che rappresenta le condizioni della miscela
risultante divide il segmento della trasformazione (avente per estremi i punti rappresentativi delle
condizioni A e E) in parti inversamente proporzionali alle portate.
&V =m
& R , la portata m
& a sar dunque nelle
& a = 2m
& V e quindi m
Nel nostro caso, essendo m
&V =m
& R:
condizioni del punto (M) situato a met del segmento A-E, in quanto m

17

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

T (C)
50%
60%

70%
80%
100%

E'

D'

0.017

0.008

x (kp/kp)

Appare ovvio che quanto maggiore il ricircolo, tanto pi il punto (M)


si avvicina ad (A) e viceversa.
Il punto rappresentativo dellaria che entra nel gruppo condizionatore dunque M: allora, il
processo richieder il raffreddamento con deumidificazione da (M) a (D) ed il post-riscaldamento (DC).
Il risultato, rispetto alla soluzione senza ricircolazione, che le trasformazioni sono le stesse
(raffreddamento con deumidificazione e poi post-riscaldamento), ma sono notevolmente ridotte la
potenza richiesta alla batteria di raffreddamento e la portata dacqua da condensare. Abbiamo infatti
quanto segue:
per quanto riguarda il raffreddamento (isotitolo MM) con deumidificazione (MD, ad
umidit relativa costante e pari al 100%), possiamo scrivere che la potenza termica di
raffreddamento vale

& =m
& a [(h D h M ) + ( x M x D ) h lD ]
Q
F

dove h lD rappresenta lentalpia dellacqua liquida prodotta dalla deumidificazione6;


aria umida

& ahM
m
aria umida

& ahD
m

batteria
fredda

& H2 O h lD
m
acqua

&
Q
F

potenza termica (negativa)


scambiata con l'esterno

& H 2 O, u dellacqua prodotta dalla deumidificazione, ci basta


per la portata di smaltimento m
effettuare un bilancio di massa per lacqua:

& axM = m
& axD + m
& H2O,u
& H 2O , u = m
& a (x M x D ) = m
& a (x M x C )
m
m
6

Per eseguire il processo di raffreddamento con deumidificazione, possiamo usare uno scambiatore di calore, in cui uno dei due
fluidi proprio laria da trattare, mentre laltro un fluido freddo a opportuna temperatura

Autore: Sandro Petrizzelli

18

Impianti di condizionamento dellaria

infine, per il riscaldamento7 (a titolo costante), abbiamo la stessa equazione nel caso di assenza
di ricircolo, ossia che la potenza termica di riscaldamento vale

& =m
& a (h C h D )
Q
C

& ahD
m

& ahC
m

batteria
calda

aria umida

&
Q
C

aria umida

potenza termica (positiva)


scambiata con l'esterno

Abbiamo detto in precedenza che il consumo energetico maggiore, in un impianto per il


condizionamento estivo come quelli appena descritti, quello dovuto al tratto EED
quando non c ricircolo ed al tratto MMD in presenza di ricircolo: mentre la potenza
& a (h E h D ) ,
di raffreddamento per questo tratto, in assenza di ricircolo, PF = m
quella relativa al caso di presenza di ricircolo

& a (h M h D )
PF,ricir = m

ed ovviamente

tanto pi bassa di PF quando pi M si avvicina ad A. E invece uguale, nei due casi, il tratto
DC di post-riscaldamento e quindi la potenza ad esso associata.

A queste equazioni va sempre aggiunta lequazione di bilancio dellacqua relativa allambiente


condizionato:
& a x C + m H 2O = m
& axA
m
& a noti che siano i punti A e C ed
Tale equazione importante in quanto consente di determinare m
il carico igrometrico m H 2O .
E ovvio che, noti i punti A (aria umida nellambiente condizionato) ed E (aria umida esterna), la
& V ed m
& R , ossia conoscendo
determinazione del punto M si effettua semplicemente conoscendo m

&V =m
& a /3 e m
& R = 2m
& a / 3 , ci
lentit del ricircolo. Ad esempio, se si scelto di prendere m
baster considerare il segmento che congiunge i punti A ed E, dividerlo in 3 parti e considerare il
punto M pi vicino ad A:

M
A

da eseguirsi mediante un altro scambiatore di calore, nel quale laria da trattare interagisca con un fluido pi caldo

19

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

Condizionamento invernale
Nel caso di condizionamento invernale (quindi con TA>TE) con ricircolo, ci sono varie possibilit
di procedere, cos come varie erano le possibilit nel caso senza ricircolo. Ad esempio, una possibilit
quella illustrata, con riferimento al diagramma di Mollier, nella figura seguente:
T (C)
F

30%

M'
C
50%

100%

A
M
E
0.01

x (kp/kp)

Il ciclo parte sempre dal punto di miscelazione M (situato tra E ed A a distanze legate alla quantit
&V m
& a ) anzich dal punto A, e passa per il
di aria che subisce ricircolo e, in particolare, al rapporto m
punto M anzich per il punto F.
Le trasformazioni sono solo 2 e sono analoghe al primo metodo visto nel caso senza ricircolo:
la prima trasformazione il riscaldamento a titolo costante MM, da compiersi in una
apposita batteria di riscaldamento; il bilancio energetico, per tale batteria, molto semplice:

& =m
& a (h M ' h M )
Q
C

& ahM
m
aria umida

Batteria
calda
&
Q
C

& a h M'
m
aria umida

potenza termica (positiva)


scambiata con l'esterno

la successiva trasformazione semplicemente una umidificazione che porta da M al punto di


immissione C.
Possiamo anche procedere in altro modo e, precisamente, in accordo al 3 metodo proposto nel
caso senza ricircolo:

Autore: Sandro Petrizzelli

20

Impianti di condizionamento dellaria

T(C)

U.R.=50%

M'

U.R.=100%

M'
M
x(kp/kp)

Si tratta cio di eseguire, nellordine, un riscaldamento isotitolo (MM), una umidificazione


(tramite ad esempio spruzzamento di acqua liquida) ad entalpia costante (MM) e un ulteriore
riscaldamento (detto post-riscaldamento) a titolo costante (MC).
La prima trasformazione (riscaldamento isotitolo MM) assolutamente analoga a quella vista
nel caso precedente, per cui vale lo stesso bilancio energetico:

& =m
& a (h M ' h M )
Q
C ,1
& ahM
m
aria umida

1 batteria
calda
&
Q
C ,1

& a h M'
m
aria umida

potenza termica (positiva)


scambiata con l'esterno

C per un importante accorgimento da prendere: infatti, bisogna scegliere il punto M in modo


tale che, con la successiva umidificazione ad entalpia costante, si raggiunge il punto M (ad umidit
relativa del 100%) che abbia lo stesso titolo del punto di immissione C (in modo da poter eseguire il
successivo post-riscaldamento isotitolo).
Una volta individuato il punto M con tale criterio, basta appunto umidificare ad entalpia costante:
& H 2O di acqua che necessario spruzzare, ci basta fare un bilancio della
per calcolare la portata m
massa dacqua, in base al quale abbiamo che

& a x M' + m
& H 2O = m
& a x M ''
& H 2O = m
& a ( x M '' x M ' )
m
m

21

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

& H 2O
m

& a x M'
m

& a x M ''
m

Umidificatore

Infine, dobbiamo post-riscaldare da M a C: il bilancio energetico, per questa seconda batteria,


sar dunque

&
&
Q
C , 2 = m a ( h M '' h C )

& a h M ''
m

2 batteria
calda

aria umida

& ahC
m

(post-riscaldamento)

&
Q
C,2

aria umida

potenza termica (positiva)


scambiata con l'esterno

OSSERVAZIONI
Anzich usare il diagramma di Mollier, per risolvere problemi di condizionamento dellaria,
possiamo anche utilizzare il diagramma ASHRAE, che un altro diagramma psicrometrico.
Ricordiamo allora che, anche in questo diagramma, vengono usati assi non ortogonali: in particolare,
spesso si usa lasse orizzontale per riportare lentalpia (la scala delle entalpie riportata, per
comodit, intorno al diagramma), mentre si usa un asse inclinato per riportate il titolo: in particolare,
lasse del titolo forma con lasse (negativo) delle entalpie un angolo il cui valore viene scelto in
modo che lisoterma a 50C risulti ortogonale allasse delle entalpie:

h=cost

x=cost

h
t=50C
Autore: Sandro Petrizzelli

22

Impianti di condizionamento dellaria

Di fatto, gli assi inclinati non vengono riportati, mentre i valori di x e di h vengono riportati
comunque su rette ortogonali: in particolare, i valori di x vengono riportati proprio sullisoterma a
50C.
Lasse orizzontale viene invece usato per riportare le temperature, dato che le isoterme risultano
quasi ortogonali a tale asse.
Il motivo per cui vengono usati assi inclinati nella maggiore leggibilit del diagramma nella parte
in basso a destra.
Nella figura seguente sono riportate, sul diagramma ASHRAE, le trasformazioni dellaria in un
impianto di condizionamento estivo senza ricircolo:

In alto a sinistra del diagramma si osserva un particolare oggetto grafico, di forma semicircolare,
che ha uno scopo ben preciso, legato proprio ai problemi di condizionamento dellaria. Abbiamo
infatti visto in precedenza che linsieme degli infiniti punti di immissione che possono soddisfare un
assegnato problema di condizionamento dellaria definisce, in un diagramma h,x, una semiretta di
equazione
&*
h CA
Q
+ h H 2O =
m H2O
x CA
La quantit a secondo membro di questa equazione rappresenta proprio la pendenza della semiretta
(che, ricordiamo, passa per il punto A corrispondente alle condizioni che si intende mantenere
nellambiente condizionato e include tutti i punti tali che xC<xA). Essendo note le quantit a primo
membro, legate solo ai carichi termoigrometrici, anche la suddetta pendenza risulta automaticamente
fissata. Allora, loggetto grafico di cui si diceva consente proprio di
23
Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

tracciare, sul diagramma ASHRAE, rette di pendenza h/x fissata:


infatti, nota la pendenza h/x imposta dal problema in esame, basta individuare il valore sul
semicerchio e congiungere con il centro del semicerchio stesso.
E subito ovvia una cosa: nel caso del condizionamento estivo (nel quale risulta TE>TA), sappiamo
&
& * sempre positivo, per cui la quantit Q * + h
che il carico termico Q
H 2 O risulta sicuramente
m H2O
positiva, il che significa che positiva la pendenza della retta della trasformazione.
Ad ogni modo, una volta individuata la semiretta passante per A, il punto di immissione C si
individua in base ad un semplice quanto preciso vincolo: bisogna evitare che la temperatura del punto
C sia troppo diversa dalla temperatura corrispondente al punto A, in modo da evitare fastidi
allutente. Le regole da imporre sul valore di TAC sono state comunque esposte in precedenza, per
cui non le ripetiamo.

E SEMPIO NUMERICO
Un locale deve essere mantenuto a 25C con un grado igrometrico del 50% quando all'esterno si
hanno 35C con = 60% . Nel locale, adibito a sala di conferenze, prevista la presenza di
& * = 190(kcal / h ) , h
persone: i carichi dovuti alle persone sono Q
e
H 2 O = 610( kcal / kg )
m H 2O = 1(kg / h ) .
Si calcolino le potenzialit delle batterie di raffreddamento e di post-riscaldamento per impianto
& V = 2m
& a /3 e m
&R =m
& a / 3 ,.
con ricircolo, in cui m

U.R.=50%

U.R.=100%

U.R.=60%

Risoluzione
Per prima cosa, dobbiamo individuare, sul diagramma psicrometrico di nostra scelta (Mollier o
ASHRAE) i punti rappresentativi delle condizioni esterne (E) e delle condizioni che intendiamo
mantenere nellambiente condizionato (A). Facciamo allora riferimento al diagramma ASHRAE:

25

Autore: Sandro Petrizzelli

35

24

T(C)

Impianti di condizionamento dellaria

Dobbiamo ora individuare il punto di mescolamento M, che si trover sul segmento che congiunge
i punti A ed E e sar tale che il segmento ME sia 1/3 del segmento AM: si trova un punto alla
temperatura di circa 32, con umidit relativa ancora molto prossima al 60%.
Una volta determinato M, bisogna determinare la semiretta (detta retta di immissione),
passante per A e corrispondente a titoli inferiori ad xA, sulla quale giacer il punto di immissione C
dellaria; tale semiretta individuata univocamente dalla sua pendenza, ossia quindi dai carichi
termoigrometrici:
&*
h CA
kJ
Q
=
+ h H 2 O = 10500
kg
x CA m H 2O

U.R.=50%

U.R.=100%

U.R.=60%

Tutti i punti della semiretta corrispondono a possibili punti C di immissione. La scelta deve essere
fatta in modo da evitare che la differenza di temperatura tra i punti C ed A superi i 10C. Per
semplicit, prendiamo allora proprio una differenza di 10C, per cui sar TC=15C, il che ci consente
di individuare immediatamente il punto di immissione.
I passaggi appena effettuati sono sintetizzati graficamente nella figura seguente:

h
kJ
= 10500
x
kg

A
C
15

25

35

T(C)
50

A questo punto, abbiamo svolto la prima parte del problema, individuando il punto di partenza (M)
ed il punto di arrivo (C) delle trasformazioni che dobbiamo compiere sullaria tramite il gruppo
condizionatore:
x M = 0.018

M
h M = 78.3(kJ / kg )
T = 32C
M

x C = 0.0086

C
h C = 36.8(kJ / kg )
T = 15C
C

& a da introdurre nellambiente


Dobbiamo adesso fissare il valore della portata daria m
condizionato: sappiamo allora che, dal bilancio di massa dacqua tra lingresso (C) e luscita (A)
dellambiente condizionato, risulta
& H2O
m
kg
& axC + m
& H 2O = m
& axA
&a =
m
m
= 714
xA xC
h
25

Autore: Sandro Petrizzelli

Appunti di Fisica Tecnica - Capitolo 7

A questo punto, possiamo entrare nei dettagli del gruppo condizionatore, ricordando che
dobbiamo operare prima un raffreddamento isotitolo (MM), poi una deumidificazione (MD) e
infine un post-riscaldamento isotitolo (DC).
Abbiamo allora quanto segue:
per quanto riguarda il raffreddamento (isotitolo MM) con deumidificazione (MD, ad
umidit relativa costante e pari al 100%), abbiamo detto che la potenza termica di
raffreddamento vale

& =m
& a [(h D h M ) + ( x M x D ) h lD ]
Q
F

dove h lD rappresenta lentalpia dellacqua liquida prodotta dalla deumidificazione. Quanto vale
h lD ? Si assume che h lD sia pari allentalpia dellacqua liquida alla temperatura del punto D, per
cui dobbiamo individuare tale punto sul diagramma: lo facciamo tenendo conto che D ha lo
stesso titolo del punto C ed ha umidit relativa del 100%. Leggendo allora i valori indicati dal
diagramma, troviamo che h D = 33.1(kJ / kg ) e TD = 11C .
Allora, in corrispondenza di 11C, la tabella dellacqua liquida fornisce un valore del calore
specifico pari c = 4187(kJ / kgK ) , da cui deduciamo che h lD = c TD = 46.1(kJ / kg) e quindi che

& =m
& a [( h D h M ) + ( x M x D )h lD ] = 8.88( kW )
Q
F
Il segno negativo corretto, in quanto si tratta di potenza frigorifera, che cio laria umida cede
allesterno;

& H 2O ,u dellacqua prodotta dalla deumidificazione, sappiamo


per la portata di smaltimento m
che

& H2O,u = m
& a (x M x D ) = m
& a ( x M x C ) = 6.7
m

kg
h

infine, per il riscaldamento (a titolo costante) DC, sappiamo che la potenza termica di
riscaldamento vale

& =m
& a ( h C h D ) = 0.747(kW )
Q
C

Autore: SANDRO PETRIZZELLI


e-mail: sandry@iol.it
sito personale: http://users.iol.it/sandry
succursale: http://digilander.iol.it/sandry1

Autore: Sandro Petrizzelli

26