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Sono un ectomorfo o uno sfgt?

:-)
C’è un momento in cui l’utente medio delle palestre (io compreso, mica sono nato già bello così, ho
dovuto fare almeno 4 plastiche facciali) viene a conoscenza dell’esistenza del cosiddetto
somatotipo.
Si inizia a dire cose del genere: “io sono un ectomorfo, per questo non cresco” o “io sono
endomorfo nelle gambe e mesomorfo nel petto” o “tendo ad essere un mesomorfo per il recupero”
o altre cose del genere. Tutto questo è l’equivalente di “ho i deltoidi pieni di fibre rosse perchè
posso fare 10 rip e recuperare bene”.
Si tratta cioè di una di quelle situazioni in cui si maneggiano concetti complessi senza averli
compresi a pieno, generando delle vere e proprie leggende metropolitane. Mi spiace di sembrare
quello che sa sempre tutto, ma a me certe classificazioni spersonalizzanti non mi sono mai andate
giù. Poichè non sono un tipo che rifiuta per partito preso, cerco di capire. Ho fatto una ricerca,
questo è quanto ho capito.
In questo pseudo-articolo vorrei innanzi tutto descrivere cosa è il somatotipo e perchè è stato
inventato, rimettere un po’ in riga certi modelli di riferimento che a mio avviso sono errati, e
spiegare perchè, secondo me, il somatotipo abbia dei limiti importanti. Infine, parlerò un po’ dei
classici hardgainer.
L’Uomo è portato, per un suo bisogno di comprensione, a cercare di semplificare fenomeni
complessi in modo da poterli in qualche modo dominare. Classificare, riunire, raggruppare,
categorizzare sono perciò metodi atti a questo intento: confinare in un insieme di classi limitato,
perciò gestibile, un numero di elementi che presi singolarmente non lo sarebbero.
Perciò, nel corso dei secoli (secoli!) sono stati fatti tentativi, proposte teorie, inventati mezzi per
classificare gli esseri umani. Si comprende la delicatezza del tutto e anche le potenziali pericolosità
delle conclusioni che si possono trarre, dato che è facile passare da una semplice ripartizione
(equivalente a buttare i sassi grandi in una scatola e quelli piccoli in un’altra) ad una assegnazione
di un qualche criterio di merito tipo “superiore” o “inferiore”.
La prendo un po’ alla lontana: un esempio di classificazione è la scala di ripartizione degli esseri
umani tramite il Body Mass Index o BMI (il peso diviso il quadrato dell’altezza espresso in metri):
 < 18.5 - sottopeso
 18.5-25 - normale
 25-30 - sovrappeso
 30-40 - obeso
 > 40 - gravemente obeso
La smisurata variabilità degli esseri umani è ridotta a 5 classi di appartenenza. Si capisce subito il
vantaggio di una scala del genere: lo stato di salute di una persona è identificabile in maniera rapida
e non invasiva. Statistiche fanno vedere che il BMI crescente è correlato con un aumento del rischio
cardiovascolare, obesità, colesterolo elevato e tutto quello che sappiamo.
Riduco la complessità in maniera tale da poterla gestire. Senza BMI sarebbe necessario, che so…
fare delle analisi del sangue ad ogni singolo soggetto, cioè un metodo che tenga meglio conto delle
individualità ma più costoso e più invasivo. Notiamo che comunque anche in questo caso
verrebbero utilizzati degli intervalli di accettabilità dei valori delle analisi: tutti gli uomini sono
"uguali" se si trovano all’interno del range di validità dei valori ematici.
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E’ altresì importante notare che tutte le semplificazioni hanno dei limiti, nel senso che più il
soggetto si discosta dalla statistica di riferimento, meno sarà possibile classificarlo correttamente. Il
BMI fallisce miseramente per persone molto muscolose e con poco grasso.
Ad esempio, io sono 84.5Kg su 175 centimetri di altezza, il mio BMI è 27.6 che mi classifica come
una persona in sovrappeso, quando di fatto non lo sono. Ok, se si usasse il BSI (Bin of Shit Index)
le cose potrebbero essere diverse… Non avrebbe senso per me attuare le stesse strategie per una
persona sovrappeso. Il BMI è sballato, ma le mie analisi no.
Conoscere i limiti di un sistema di classificazione è fondamentale. Per questo, quando sentite la
parola "somatotipo", dovete avere bene in mente ciò di cui si parla e, appunto, i suoi limiti.
(ora inizio ad inoltrarmi su terreni per me quasi sconosciuti, come l’Enterprise nella sua missione
quinquennale là dove nessun uomo è mai giunto fino ad ora… perciò, chi le cose le conosce abbia
pietà e chi non le conosce non pensi che io sia un esperto di embrionologia)
Nel 1940 Sheldon, uno psichiatra americano, introdusse una classificazione degli esseri
umani basata sull’assunzione che ogni persona possiede 3 componenti, che derivano direttamente
da come l’embrione si sviluppa. Le cellule embrionali, infatti, quando iniziano a differenziarsi si
suddividono in 3 “strati”:
 L’endoderma, da cui derivano tutti gli organi interni, le viscere, il grasso
viscerale. L’endoderma caratterizza la componente endomorfica (endomorfismo)
dell’individuo, la sua attitudine ad acquisire o perdere grasso)
 Il mesoderma, da cui deriva l’apparato scheletrico e muscolare. Questo caratterizza la
componente mesomorfica (mesomorfismo) dell’individuo, la sua attitudine ad acquisire o
perdere muscolo)
 L’ectoderma da cui derivano la pelle, il sistema nervoso, i vasi. Questa caratterizza la
componente ectomorfica (ectomorfismo) dell’individuo, cioè la sua “snellezza”.
Sheldon introdusse per ogni componente una scala da 1 a 7, sempre nell’ordine ecto-meso-endo.
Perciò ogni individuo viene caratterizzato da 3 numeri, che definiscono quello che si chiama
somatotipo, una quantificazione della forma e composizione attuali del corpo.
Gli studi furono fatti su un campione di 4000 studenti maschi, e successivamente nel 1954 pubblicò
un "Atlante dell’Uomo" con una analisi su 46.000 uomini dai 18 ai 64 anni, di tutte le classi sociali.
Questo per dare un’idea dell’immensità dell’opera.
L’idea di base era di dedurre la correlazione fra questi 3 numeri, definiti appunto somatotipo, e tratti
psicofisici. Banalizzo il tutto con uno specchietto sintetico:
 L’endomorfo, paffutello, allegro, pigro, socievole, estroverso, facile a trasmettere emozioni
 Il mesomorfo, poco introspettivo, rivolto all’azione, alle decisioni, energico, dinamico
 L’ectomorfo, cerebrale, introverso, nervoso, timido
Risulta a tutti evidente che se questa classificazione può in molti casi funzionare, in molti altri
fallisce. Ma noi non abbiamo la conoscenza per comprendere a pieno questo approccio, e ci
limitiamo solamente a quello che si legge in qua e in là. Perciò, vi prego, non date giudizi di merito
ma concentratevi sullo scopo: sarebbe estremamente interessante riuscire a correlare certi tratti fisici
con tratti psichici, con patologie, con devianze, con malattie.
Perciò, ci sono persone che studiano tutto questo, statistiche e tutto il resto. Risulta anche evidente
che è molto probabile che un endomorfo possa avere un BMI elevato, perciò è statisticamente
plausibile affermare che un endomorfo possa avere un rischio cardiovascolare più alto dovuto al
grasso maggiore.
Sheldon era uno psichiatra, e cercava un modo per correlare il somatotipo, una espressione della
fisicità del corpo, al temperamento dei vari individui. Queste teorie oggi sono state rigettate,

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superate. Ad esempio, una conclusione di alcune delle teorie basate sul pensiero di Sheldon era che i
mesomorfi fossero più propensi ad atteggiamenti criminali. Il tutto poi si prestava molto bene a
discorsini particolari sulle razze e sulla superiorità di una rispetto ad un’altra. Alla fine il
movimento critico fu così imponente che le 4000 fotografie usate per le prime analisi furono
distrutte.
Rimane la valenza proprio del significato organico del mezzo. Ci sono studi per determinare il
somatotipo degli atleti di varie discipline (compreso il bodybuilding), altri per correlare il
somatotipo a varie malattie, altri ancora per comprendere come il somatotipo evolve nella crescita
degli adolescenti. Ho trovato uno studio che analizza il somatotipo delle persone down. Importanti
sono gli studi che correlano il somatotipo al benessere delle varie popolazioni, cioè come il corpo
cambia in funzione dell’assetto sociale ed economico.
Se la parte psicologica è defunta, quella relativa alla composizione corporea è florida, anche perchè
abbiamo a disposizione tonnellate di dati e misurazioni.
Nel mondo sportivo, perciò, il somatotipo ha valore. Semplificando, possiamo dire che più si è
mesomorfi e più si ha attitudini allo sport, perchè la struttura scheletrica e muscolare riesce a
svilupparsi meglio. Più si è ectomorfi e meno si è portati, perchè la struttura è esile e mal sopporta
carichi di lavoro. Analogamente per chi è endomorfo, dato che cresce di massa grassa e non
muscolare.
Chiaramente nessuno è "puro" in una tipologia, perciò un endo-mesomorfo o un meso-endomorfo
sarà comunque portato per lo sport dato che metterà sì grasso sullo chassis, ma anche muscolo.
A questo punto nasce la tipica semplificazione da palestra: l’ectomorfo è lo sfigato del gruppo.
Continuando a semplificare, ci sono tabelline che spiegano, per ognuna delle 3 tipologie, quale sia
l’allenamento più opportuno, addirittura ho letto di quali sarebbero i range di serie e ripetizioni
ottimali per ogni somatotipo.
Non concordo con questa impostazione, che mi sembra un modo semplicistico di affrontare un
problema molto complesso: è necessario entrare nel dettaglio di come calcolare il somatotipo.
A differenza di certe teorie sull’allenamento che sono difese ad oltranza per anni come nemmeno i
Testimoni di Geova riescono a fare, il mondo scientifico sottopone le proprie conoscenze ad una
continua analisi: una delle tante critiche al metodo di Sheldon era la metodologia utilizzata per
dedurre i coefficienti del somatotipo: l’utilizzo di foto dei soggetti in posizioni standard. Perciò nel
1967 due altri scienziati, Heath e Carter, determinarono un protocollo oggettivo, quantificabile e
replicabile per determinare il somatotipo.
Ecco come fare, voglio descriverlo perchè ciò mi è utile per delle considerazioni interessanti (ah…
potete leggere l’originale su www.somatotype.org dove potete scaricare il manuale del metodo):
 E’ necessario misurare correttamente le seguenti grandezze
 Altezza del soggetto
 Peso
 Plica del tricipite
 Plica sottoscapolare
 Plica sovraspinale
 Plica del polpaccio
 Determinazione del mesomorfismo
 Diametro dell’omero destro
 Diametro del femore sinistro
 Circonferenza del braccio destro
 Circonferenza del polpaccio destro
 Con le pliche corporee, perciò con misure correlate con il grasso corporeo, si determina il

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coefficiente di endomorfismo
 Con le lunghezze e le circonferenze degli arti, perciò misure correlate con la massa
muscolare e scheletrica si determina il coefficiente di mesomorfismo (vengono sottratti i
valori delle pliche per avere solo grandezze relative ai muscoli e alle ossa, al netto del
grasso)
 Con l’altezza e il peso corporeo, perciò misure correlate alla "snellezza", si determina il
coefficiente di ectomorfismo
Il metodo è assolutamente preciso e standardizzato, e ogni misurazione è descritta accuratamente
nei metodi e nei mezzi da utilizzare. Il calcolo si basa su formule derivanti da statistiche, a loro
volta determinate tramite studi codificati. Il manuale ufficiale per fare questo giochino è 25 pagine,
ed è un documento fondamentale nella comunità scientifica internazionale. La determinazione del
somatotipo è perciò un protocollo "scientifico" non solo nel senso comune del termine ma proprio
nel significato corretto del termine.
Una volta che voi avete determinato il vostro somatotipo è possibile piazzare i 3 numeri su un
grafico cartesiano. 3 numeri sono associabili alle coordinate di un punto nello spazio, ma i grafici
tridimensionali non piacciono perchè sulla carta non vengono bene, perciò si ricorre ad una
trasformazione (che vi risparmio) per costruire una rappresentazione bidimensionale, ottenendo un
grafico fichissimo e che fa sempre tanta scena. Mi raccomando, se trovate il PT boriosissimo che
usa paroloni assurdi e tira fuori questo grafico, dovete chiedergli cosa c’è rappresentato sulle varie
scale. Se non lo sa… è solo uno che ripete a pappagallo.
Ecco il grafico:

Forte, no? I 3 numerelli si piazzano su questo grafico, più siamo vicini ai vertici del triangolo
gonfio e più uno dei caratteri è accentuato. In basso a sinistra ci sono i lardosi sfatti, in basso a

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destra i secchi finiti, in alto al centro ci sono gli ariani muscolosi. Eh sì, scusate, ma è stato più forte
di me ah ah ah
Se notate i numerelli, c’è un legame fra loro, nel senso che più si è ectomorfi e meno si sarà
endomorfi e mesomorfi, mentre è possibile essere molto mesomorfi e molto endomorfi insieme. In
pratica, è impossibile essere snelli e contemporaneamente molto grassi (ovvio) ma anche snelli e
molto muscolosi (l’ectomorfia è legata al rapporto fra altezza e radice cubica del peso) perciò chi è
snello/secco pesa poco in relazione all’altezza, che sia grasso o meno.
Viceversa, è possibile essere molto muscolosi e molto grassi, infatti ci sono numeri (terne) fuori del
triangolo di riferimento.
I coefficienti partono da 1 perchè Sheldon asserì che è impossibile che un essere umano abbia
l’assenza totale di una componente (dato che queste derivano dalla stratificazione dell’embrione e i
3 strati ci sono sempre).
La scala di riferimento di ogni coefficiente è la seguente:
 1-2.5 - basso
 3-5 - moderato
 5.5-7 - alto
 sono disponibili anche i valori >7 e il valore 0.5
Il punto centrale, che corrisponde a 4-4-4 e 3-3-3 rappresenta il bilanciamento completo delle
componenti e si chiama fantasma perchè è quasi impossibile che un essere umano presenti un
somatotipo del genere. Le categorie standard sono 12 se si esclude il fantasma, e hanno nomi tipo
mesomorfico-endomorfo, ectomorfo bilanciato, ectomorfico-mesomorfo e così via: sono relative
all’influenza mutua delle varie componenti.
A questo punto il metodo è stato descritto. Per poterlo apprezzare a pieno, e "dominarlo", dobbiamo
conoscere i suoi limiti. Mettiamola così: il somatotipo è uno strumento, un tool come direbbe
Charles Staley (un PT a mio avviso caustico quanto eccezionale anche se poco conosciuto).
Mi piace utilizzare il paragone con la motosega, che evoca immagini horror-splatter quanto basta.
Anche una motosega è uno strumento. La uso con enorme profitto per segare rami, per fare la legna.
Non credo che nessuno la userebbe per tagliare il pollo arrosto o per grattugiare il formaggio. Ogni
strumento ha degli ambiti ben precisi e degli utilizzi congeniali. Forzare il loro uso al di fuori di
questi può essere assolutamente devastante.
La prima considerazione da fare, senza andare oltre è la seguente:
VOI, avete mai fatto una misurazione del genere? Perchè, se non l’avete fatta, dire "io sono un" è
assolutamente privo di senso. Questo, mettetevelo in testa: voi state ipotizzando, ma dato che non
avete una quantificazione esatta, quali considerazioni potete fare? State andando a caso. Magari ci
beccate, magari no.
Dire, pertanto, "sono un mesomorfo nel recupero ma un ectomorfo nel mettere massa" è equivalente
a "sento di essere 1.90cm" quando siete solo 1.68 o "piaccio ad Angelina Jolie" quando nella rubrica
del cellulare avete 3 numeri, di cui l’unico di una donna è quello di vostra madre.
Attenti, state utilizzando vocaboli senza dominarne il significato. Potete pertanto utilizzare "secco"
e "grasso" al posto dei più pomposi "ectomorfo" e "endomorfo". Vi invito caldamente a riflettere su
questo punto.
La seconda considerazione è che i frequentatori delle palestre hanno dei riferimenti assolutamente
errati. Anche su molti siti ci sono esempi di somatotipi ripresi dal bodybuilding. Tipo… Yates era un
endo-mesomorfo mentre Levrone era un mesomorfo puro (giuro, trovato…).
Queste, ragazzi, sono CAZZATE. I culturisti professionisti sono, per usare un termine molto

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Marvelliano, assolutamente meta-umani. Una persona che in gara è HP+25 al 3% di grasso è
innaturale. Non sono discorsi moralistici sulle bombe, ma semplici constatazioni. Queste persone
sono totalmente mesomorfe ariane occhi azzurri, un 1-7-1 e oltre.

Dovete perciò depurarvi di questi modelli di riferimento. Ve ne propongo alcuni molto più credibili.
Ho razzolato il sito della FIDAL, gente che fa atletica leggera.
In alto un ecto-mesomorfo o un meso-ectomorfo,
insomma… di sicuro è uno secco e asciutto.
Andrea Bettinelli, salto in alto 2 metri e 30
centimetri. E’ alto 194cm e pesa 82Kg. E’ un HP-
12, ragazzi… se questo scrivesse le sue misure su
un forum sarebbe considerato uno secco assurdo.
Non ho mai visto dal vivo un atleta del genere, ma
ho conosciuto persone con 2.15 e 2.20 e posso fare
un paragone.
Se vi allenaste con lui, dovreste ridefinire il
concetto di "esplosività", perchè la differenza fra
voi e lui è la stessa che passa fra tirare due
magnum l’ultimo dell’anno e far saltare un TIR
pieno di casse di tritolo.
Come mesomorfo più o meno puro ho
scelto Francesco Scuderi, che fa i 100 metri
in 10"19. E’ alto 168 centimetri su 68Kg di peso,
cioè HP+0. Anche in questo caso, sarebbe per
"noi" uno assolutamente normale, ma solo perchè
in testa abbiamo Coleman e tutto il resto del circo
mediatico. Un HP+0 con il giusto grasso corporeo
è il traguardo minimale per la massa in palestra.
Se credete a quello che leggete sui mesomorfi, un
100metrista di questo livello non può che esserlo.

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Fibre veloci, esplosività, dinamismo, adrenalina. Se state a bordo pista quando si allena questo qua,
vi spettina di brutto e non sto scherzando dato che farà le ripetute sui 100 metri in 10" netti con i
tempi presi dall’allenatore. Se provate un 30 metri con partenza anche in piedi, da lontano
sembrerebbe di vedere il bullet time di Matrix, con lui che corre e voi paralizzati nella vostra
lentezza.
Come endo-mesomorfo (sicuramente più meso che endo)
ho scelto Paolo Dal Soglio, 21 metri e 3 centimetri di
lancio del peso, 190 centimetri di altezza su 125Kg di
peso, HP+35. Wow… HP+35, ma se guardate la foto non
è irreale come Rhul: è supermassiccio ma coperto da una
buona dose di grasso corporeo, come è naturale che sia un
essere umano di questo tipo.
Io ho visto dal vivo Andrei che aveva misure corporee
simili. Mi sentivo Cucciolo, nemmeno Mammolo. 21
metri di lancio del peso sono una fucilata assurda e vederli
da "sotto", con i 7 e passa Kg di ferro che salgono a 5, 6
metri di altezza sono assolutamente impressionanti.
Infine, un ectomorfo purissimo, Stefano Baldini, 2 ore, 7
minuti e 22 secondi sulla maratona, 170 centimetri di
altezza e 60Kg di peso corporeo, HP-10 (notate come il
saltatore sia HP-12, a dimostrazione che questo parametro
che a noi piace sia in realtà poco performante - provate a
rifare i conti con il BMI…).
Come vedete, il fisico di Baldini non è quello di uno
zombie risorto dopo 20 anni di sepoltura, tutt’altro.
Questo per dire che avete in testa dei modelli sicuramente
errati. Ah… se partite con lui ad una maratona, vi garantisco che reggete 500 metri, al massimo 1
Km. Poi fate il botto.

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E non dite che è secco in questa foto, ha finito una gara da 3′, se fotografassi voi al termine di una
maratona si vedrebbero solo l’ambulanza, i paramedici e la copertina dorata che vi ricopre,
lasciando fuori solo i piedi (sono kattivo… lo so ah ah ah)
Come vedete, questi sono i modelli di riferimento, non quelli che vedete su Flex. Vi prego di
riflettere perchè le riviste di culturismo hanno la capacità di deformare la realtà, lanciando messaggi
errati come il mondo della moda con le modelle da 25Kg.
Nel grafico seguente facciamo un giochetto e ipotizziamo di piazzare sul diagramma figo le
tipologie corporee che abbiamo visto. Mi raccomando, invento di brutto, perciò non copiatelo.
Supponiamo che la situazione sia la seguente.
Ok, è un gioco, ma ci sono studi su campioni rilevanti che piazzano i pallini per benino. A questo
punto si potrebbe dire questo: "i bodybuilder sono mesomorfi", "i maratoneti sono ectomorfi", "i
powerlifter sono endo-mesomorfi". Giusto. Vero. Però c’è a questo punto un salto logico pericoloso
che è questo: "per essere un bodybuilder devo essere un mesomorfo" o, peggio ma è quello che ci
interessa, "sono un ectomorfo, non sarò mai un bodybuilder".
Ripeto: la conclusione è "sono un ectomorfo, non sarò mai un bodybuilder" che, translata in
McRobertese diventa "sono un hardgainer". Attenzione che questo è il succo del tutto.
Ma cosa registra in realtà il somatotipo? Ha senso PER ME che vado in palestra in maniera
amatoriale? Oppure mi fisso su cose che non hanno rilevanza, mettendomi in un angolino a
prendere cazzotti e basta?
Introduciamo il vero grande limite del somatotipo. Sheldon fondò la sua teoria sul fatto che il
somatotipo fosse morfofenotipologico. Facile, vero? Leggetela per altre 3000 volte e ditela in
pizzeria, il figurone è assicurato.
Breve spiegazione: ereditiamo dai nostri genitori delle caratteristiche, tramite i geni. Il patrimonio
genetico è detto genotipo. Quello che i geni creano è detto fenotipo. In altre parole, nei geni è scritto
che voi diventerete alti 180cm, la vostra altezza di 180cm è il fenotipo del vostro patrimonio
genetico, la manifestazione dei geni.
Sheldon, pertanto, affermava che il somatotipo era qualcosa di immutabile perchè manifestazione
dei geni di una persona. Ciò era necessario per correlare il somatotipo ai profili psichiatrici. Ma,
invece, sebbene ci sia una ovvia base genetica, il somatotipo cambia nel tempo.
Se voi ingrassate o dimagrite, vi spostate da ectomorfo ad endomorfo e viceversa, se voi fate pesi e
dieta e poi smettete e vi impoltrite alla TV passate da mesomorfo a endomorfo, e così via.
Nell’adolescenza, il somatotipo cambia di brutto.
Per evitare questo problema sarebbe necessario considerare ciò che è veramente immutabile
all’interno dell’organismo, che so… la larghezza clavicolare, la lunghezza dei femori, il profilo
delle fibre muscolari, l’assetto ormonale e così via. Il problema è che non ci sono studi in questo
senso, perciò dobbiamo "accontentarci" del somatotipo nudo e crudo.
In altre parole, negli anni ‘40 si potevano solo rilevare le forme muscolari; lo Sheldon di oggi
inventerebbe un somatotipo basato su altre grandezze, in linea con le conoscenze attuali. Magari
introdurrebbe il quantitativo di testosterone libero o i livelli di ormoni tiroidei. Però si avrebbe una
determinazione delle potenzialità genetiche migliore.
C’è una caratteristica del fenotipo che è interessante: è influenzato dall’ambiente. Il fenotipo è in
pratica una potenzialità genetica che si realizza. Perchè ciò avvenga, è necessario un ambiente dove
possa manifestarsi, con gli stimoli adatti. Se nei geni è scritto che avete le potenzialità di arrivare a
180cm ma siete denutriti, sarete sempre alti, ma magari 175cm.
Rileggiamo alla luce di questa considerazione tutti gli studi che classificano i somatotipi degli atleti
delle varie discipline. E’ chiaro che un 100metrista è un mesomorfo, ma l’evidenza dell’essere
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mesomorfo è data dal fatto che il tizio in questione è riuscito a realizzare il suo potenziale. Nessuno
lo ha selezionato perchè era mesomorfo, magari non sembrava nemmeno tale da piccolo.
A questo punto affrontiamo il problema di chi va in palestra. Il bodybuilding non è una attività
prestativa, almeno intesa nel classico andare in palestra. non c’è selezione, tutti possono farlo, a
qualsiasi età e chiunque siano. E’ la sua immensa forza, ma anche la sua più grande debolezza,
perchè la mancanza di un metro di riferimento porta a non avere nessun tipo di selezione.
In palestra se tu ottieni qualcosa, sei automaticamente un esperto di quella cosa. Magari hai ottenuto
3 su una scala da 0 a 100, ma il fatto di aver ottenuto qualcosa ti porta a pensare di avere anche
capito quel "qualcosa". E così, nascono le teorie e i miti. In pista… no. Se tu passi da 11"8 a 11"6
sui 100 metri sei sempre uno lento. Punto. Se in palestra passi da 95Kg di panca a 100Kg di panca,
ti senti in diritto di affermare che il tuo modo di allenarti funziona.

Ipotizziamo pertanto uno "scenario", tanto per usare un termine caro alle aziende. Prendiamo il
classico secco che non ha mai fatto nulla, il pallino giallo nel grafico sopra riportato. Il suo
somatotipo è prettamente ectomorfico, ma dato che rappresenta "solo" una foto della forma
corporea, nessuno può in linea di principio sapere cosa accadrà di questo tipo, che potenzialità avrà,
cosa c’è scritto nel suo genoma.
Potrà ad esempio ingrassare aumentendo l’endomorfismo, dimagrire e ingrossare, ingrassare e
continuare ad ingrossare (percorso rosso) oppure potrà diventare un po’ più grossotto ma non di
tanto, rimanendo fondamentalmente secco (percorso blu).
Dal solo somatotipo non è possibile stabilire il potenziale del tizio in questione, e solo l’ambiente
e gli stimoli che riceverà, permetteranno di determinare quale questo potenziale sia. Perchè,
appunto, il somatotipo è un fenotipo, una manifestazione dei geni.
Per questo rimango sempre perplesso quando sento cose del tipo "sono un hardgainer, a 16 anni ero
secco, mi sono allenato alla morte e non ho ottenuto, poi ho trovato (metteteci quello che volete) e
adesso a 23 anni sono 90Kg". A 16 anni sei in crescita, il tuo somatotipo cambierà. E’ merito tuo se

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sei adesso 90Kg o semplicemente ci saresti diventato lo stesso?

Prendiamo questo caso, adesso. Un ectomorfo. Può rimanere tale o quanto meno un po’ più
muscoloso (percorso blu) o dimagrire tantissimo per poi diventare muscoloso (percorso verde).
Quante volte avete visto o sentito di storie simili, di quello grasso (magari da giovane) che poi
dimagrisce abbestia, per poi mettersi a fare i pesi e diventare grosso? Avete fra l’altro notato che chi
era grasso e dimagrisce ha gli stessi atteggiamenti delle donne rispetto al peso? La paura di pesare
di più, anche se sono muscoli che premono da sotto e alterano in positivo le forme.
Perciò il somatotipo del grassone è influenzato dall’ambiente, in quanto l’ambiente può determinare
il manifestarsi di certe caratteristiche se sono presenti. In pratica, c’è chi è grasso e non riuscirà a
dimagrire perchè ha la leptina sballata o è ipotiroideo o quello che volete, e chi è invece grasso
perchè magna da McDonald e nasconde la merendina con la nutella dietro un foglio con la scritta
"sindrome metabolica".
Questi due esempi dovrebbero far capire che il somatotipo è solo UNA componente che vi descrive.
E’ correlato alle vostre potenzialità, ma di sicuro non è una rappresentazione completa. Come detto,
meglio sarebbe un altro calcolo del somatotipo.
La massa di persone che si avvicina al mondo della palestra si muove in un intorno (anche se
ampio) del fantasma, perchè all’inizio tutti sono simili:un po’ grassi, oppure un po’ secchi.
Ovviamente, ci sono le eccezioni e tutti conoscono un cugino di qualche amico che ha uno zio forte,
no?
Però, dato che non c’è una selezione, le tipologie fisiche dei principianti che si vedono in palestra
sono di fatto indifferenziate nella zona bassa del diagramma. Solo il tempo e l’allenamento
intelligente permetterà a queste persone di esprimere le loro potenzialità, e allora il loro somatotipo
le registrerà compiutamente. Ma solo allora.
Farsi il calcolo 2 ore dopo aver messo piede in palestra è una cosa insensata quanto provare un
massimale di squat. Secondo voi ha senso fare un massimale di squat all’inizio della "carriera"?

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A questo punto, non voglio che pensiate che io sia uno di quelli da cuore oltre l’ostacolo, della serie
"quelli che basta volerlo". Perciò ora scriverò delle cose che mi pesano molto, ma per correttezza lo
farò.
Dovete stabilire, con molta serenità, se siete portati o meno, se siete hardgainer o meno. C’è chi lo
è, spiace, ma è così. Queste persone non possono aspirare a ottenere quello che vorrebbero.
Notate la frase: quello che vorrebbero.
In generale l’insoddisfazione nasce dalla distanza che c’è fra l’obbiettivo che vi siete prefissati e il
vostro stato attuale.
C’è chi è secco e se ne sbatte, perciò è sereno. C’è chi è secco ma non è sereno, invece, perchè
vorrebbe essere in un altro modo. Bene: in questi casi, ragazzi, è giusto lottare per migliorarsi, ma ci
vuole la serenità data da una analisi interiore.
Butto lì qualche concetto per ragionare. Chi è "hardgainer"? Non è possibile dare una definizione
precisa, nè consigliare analisi o quant’altro. Forse servirebbero, ma penso che alla fine ci siano
metodi indiretti plausibili.
Secondo me per un tizio per capire se è hardgainer:
 Deve avere oltre 22-24 anni. Lo sviluppo scheletrico/muscolare deve essere completo,
l’assetto ormonale deve essere stabile. Inutile che il ragazzino di 17 anni chiacchieri di come
lui ha ottenuto miracoli. Ciccio, sei piccolo, non fare il saccente con me.
 Deve essersi allenato con regolarità per almeno 2 anni. Intendo una persona che le ha
provate un po’ tutte, magari sbagliando o con cose palesemente illogiche, però ci ha dato
dentro con costanza, 2-4 volte a settimana. I due anni sono necessari per la ciclicità di certi
ritmi biologici. Di solito, il secondo anno si ottiene un netto miglioramento anche rifacendo
esattamente gli stessi allenamenti. Se uno si allena 1 volta al mese o 2 mesi tutti i giorni e
poi 2 mesi zero, non fa parte del giochetto.
 I risultati conseguiti in termini di forza sono "scarsi". La forza massimale è qualcosa di
facilmente quantificabile. Una persona nella media in 2 anni di pesi raggiunge fra 80 e 90Kg
di panca. In maniera equivalente direi un 110-120 di squat e 150-160 di stacco. Poi… boh…
diciamo 40Kg di curl per i bicipiti, 50Kg di lento in piedi, 10-12 trazioni. Sto inventando
eh… dei numeri plausibili e probabilmente mi sono tenuto basso. Sebbene ci siano persone
che crescono di massa muscolare difficilmente, l’hardgainer si identifica per una carenza nei
carichi oltre che nell’essere secco o grasso.
Chi è in questa condizione, non è dotato. End of game. Non farà mai 250Kg di stacco. Del resto, io
non avrò mai lo sguardo di ghiaccio di Paul Newman ne "lo spaccone", nemmeno se mi metto le
lenti azzurre e faccio un corso per fumare come fa lui.
Ritorniamo all’insoddisfazione: ci sono persone non dotate che, letteralmente, venderebbero
l’anima al Diavolo per riuscire ad ottenere qualcosa. "Eh ma tu esageri…". Forse, però quando
leggo "sono a 110 di panca, alla faccia dei bombati", o "ho fatto il culo in palestra a quello grosso
che mi ha sempre preso in giro" ho la conferma che queste persone esistono. E’ la sindrome della
mezza sega e anche io ne sono colpito, per questo la conosco così bene.
Cosa devono fare queste persone? Semplice e crudele allo stesso tempo, accettare il loro stato e non
lottare contro avversari inesistenti. Cocchi belli, il mondo se ne sbatte di voi e della vostra sfiga
genetica. Per "quello grosso" voi siete inesistenti, non è che ogni minuto pensa a voi… siete voi che
vi siete fissati con lui mentre il nostro amico pensa alle bollette da pagare!
Serenità! L’accettazione dei propri limiti implica il riconoscimento di questi, ed è il primo passo per
superarli.
Detto questo, uno in queste condizioni deve impegnarsi di più, studiare di più, sbavare di più. E’

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questo che rende interessante la partita. Quando le risorse sono limitate, i neuroni devono frizzare di
brutto. Mi spiace, ma c’è parecchio da pedalare, ci vuole molto senso critico.
Potete ottenere risultati insperati, garantito, però mi sono rotto di scrivere e non voglio essere
messianico.
Ma… accontentatevi delle vostre conoscenze, e sarete fottuti

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