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M.

BITTELLI

eoradar

5.4. Georadar

.4

Marco Bittelli

Dipartimento di Scienze e
Tecnologie Agroambientali
Universit di Bologna

Introduzione

Il georadar (chiamato Ground Penetrating Radar nella letteratura


anglosassone, con acronimo GPR) una tecnica di prospezione
geofisica del suolo non distruttiva, che consiste nella misurazione
di alcune propriet fisiche che possono rivelarne la struttura, la
presenza di oggetti sepolti o di varie stratificazioni. La misura si
basa sulla generazione di impulsi elettromagnetici che prima
vengono diretti e poi riflessi dal suolo. Il segnale riflesso viene
ricevuto da un'antenna e quindi interpretato tramite un software
che analizza le specifiche caratteristiche del suolo stesso.
Alcuni documenti storici fanno risalire i primi studi
elettromagnetici, per evidenziare la presenza di oggetti metallici
sepolti, ai lavori di Hulsmeyer nel 1904. Queste tecniche erano
generalmente applicazioni di antenne a dipolo inserite in fori di
perforazione, per ottenere immagini del materiale presente tra i
due fori. I primi lavori nei quali vennero utilizzati invece degli
impulsi radar riflessi (come avviene comunemente nelle
applicazioni degli attuali georadar) furono condotti da Hlsenbeck
nel 1926 (Hlsenbeck et al. 1926). In seguito ai lavori di
Hlsenbeck, dal 1930 in poi sono state sviluppate varie tecniche e
metodologie basate sul principio del georadar, per diversi tipi di
indagini.
Oggi la tecnica del georadar utilizzata per determinare la
presenza o il movimento di falde acquifere (Sato e Lu 2002),
formazioni e strutture geologiche (Sigurdsson e Overgaardb
1998), tubazioni a uso civile (Daniels 1990), stratificazioni artiche
(Arcone e Delaney 2000) e antartiche (Arcone 1996) e reperti
archeologici (Conyers 2004; Piro et al. 2001). Questa tecnica

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GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

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utilizzata anche anche per determinare lo stato di salute di varie


strutture civili quali ponti (Maierhofer et al. 1998) e autostrade
(Fernando 1992), opere d'arte quali affreschi e strutture
architettoniche (Pieraccini et al. 2004), fino ad applicazioni
forensi (Davis et al. 2000) e militari (Montoya e Smith 1999). Le
numerose applicazioni nelle quali utilizzato il georadar hanno
fatto s che negli ultimi decenni vi sia stata una attivissima attivit
di ricerca e sviluppo, con contributi da diversi settori tecnicoscientifici. Questi hanno determinato significativi miglioramenti,
sia nelle tecniche ingegneristiche di costruzione della
strumentazione, sia nellaccumulo di grande esperienza di
acquisizione, trattamento e interpretazione dei dati.
I principali vantaggi operativi del georadar, che hanno contribuito
a renderla una tecnica molto diffusa, sono:
- una tecnica non-invasiva, poich le antenne non devono essere
inserite, ed eventualmente nemmeno essere in contatto, con il
suolo. Infatti le misure con il georadar possono essere eseguite
anche da elicotteri o aerei oltre che, pi comunemente, da antenne
che sono trascinate sul suolo;
- i generatori e i modulatori del segnale possono essere costruiti in
diversi modi, al fine di generare impulsi elettromagnetici a diversi
intervalli (sia nel dominio del tempo che della frequenza), con
grande flessibilit nella scelta del tipo di misura;
- le antenne possono essere disegnate e costruite per avere
specifiche caratteristiche operative quali diverse frequenze e/o
forma geometrica, che permettono grande flessibilit nelle varie
applicazioni;
- siccome il segnale identifica discontinuit dielettriche nel mezzo
osservato, gli oggetti rilevati possono essere di varia forma e le
informazioni ottenute dal georadar possono essere rappresentate in
una, due o tre dimensioni.
Nell'ultimo decennio vi stato un notevole avanzamento e
diffusione di queste tecniche, dovuto sia allo sviluppo e
implementazione di potenti software utilizzati per l'acquisizione,
l'analisi e la restituzione dei radargrammi (Conyers 2004;
Sandmeier 2006; Goodman 2007), sia al miglioramento
dell'elettronica utilizzata per la generazione e la modulazione degli
impulsi elettromagnetici. Infatti, nel passato, un'importante

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5.4. Georadar

limitazione alla diffusione di questa tecnica consisteva proprio nel


grande numero di dati e radargrammi che si ottenevano durante
una campagna di misura (anche su aree poche estese), e quindi
nella difficolt di acquisizione, stoccaggio e analisi dei dati.
In seguito allo sviluppo di computer a sempre maggiore capacit
di memoria e velocit di calcolo, parallelamente allo sviluppo di
tecniche di programmazione ed elaborazione dei dati sempre pi
avanzate, oggi possibile acquisire, analizzare e restituire in
forma grafica grandi quantit di dati, sottoposti a svariate analisi
ed elaborazioni.

Teoria

Propriet dielettrica della materia: permittivit dielettrica


relativa e conducibilit

Numerosi lavori scientifici sono stati pubblicati, al fine di


determinare le propriet dielettriche della materia, e sono
disponibili numerosi testi nei quali vengono discussi in dettaglio i
comportamenti della materia quando essa sottoposta a un
impulso elettromagnetico. Si ricordano, per esempio, i
significativi lavori di von Hippel (1954) e Hasted (1973).
Al fine dellutilizzo del georadar e dellinterpretazione dei dati, vi
sono alcune variabili fondamentali che influenzano la velocit di
penetrazione dellonda e le caratteristiche delle onde riflesse. Ad
esempio, quando delle molecole polari sono posizionate in un
campo elettrico esterno, esse si allineano con il campo elettrico. Il
processo di allineamento richiede energia, che viene rilasciata
quando il campo elettrico esterno viene fermato. Questo
allineamento delle molecole rappresentato dalla permittivit
dielettrica relativa, ed determinato dalle propriet di
polarizzazione del suolo. I materiali raramente sono puri, e
solitamente contengono alcuni portatori di cariche effettive (actual
charge carriers) come gli ioni. Anche la perdita di energia dovuta
alla conducibilit ionica descritta dalla permittivit. La
permittivit dielettrica relativa (r) definita da:
(1)

dove la permittivit dielettrica e 0 la permittivit dielettrica


nel vuoto (8.854 * 10-12 F m-1 ).
La permittivit dielettrica relativa una variabile complessa,

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quindi caratterizzata da una parte reale ( r) e da una parte


immaginaria ( r). La parte reale descrive l'energia contenuta nel
materiale dielettrico a una determinata frequenza e temperatura,
mentre la parte immaginaria descrive la dissipazione di energia
del sistema. La parte reale rappresenta infatti limmagazzinamento
dellenergia del campo elettromagnetico da parte delle molecole.
La parte immaginaria rappresenta la misura di quanto il materiale
sia dissipativo in presenza di un campo elettrico esterno. I
fenomeni di rilassamento e polarizzazione sono descritti
nellequazione della permittivit:
(2)

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254

dove rel (F m-1 ) la parte immaginaria dovuta a fenomeni di


rilassamento, DC la conducibilit elettrica a frequenza uguale a
zero (S m-1 ), la frequenza angolare (2f), dove f la frequenza
(Hz) e j = (-1) 1/2 il numero immaginario.
L'equazione (2) descrive i due processi principali che
determinano le perdite di energia in un materiale poroso: il
rilassamento del dipolo dellacqua e la conducibilit elettrica. Il
primo dovuto al tempo richiesto dal dipolo dell'acqua per
orientarsi rispetto al campo elettromagnetico applicato, fenomeno
che richiede energia da parte del dipolo. Il secondo dovuto ai
vari fenomeni conduttivi che derivano dalle cariche elettriche,
dovuto, ad esempio, a elettroliti presenti nella soluzione circolante
e sulle superfici del suolo.
Siccome il suolo un sistema polifasico formato da una fase
solida (minerali e sostanza organica), una fase liquida (acqua con
ioni disciolti) e una fase gassosa (aria), la sua permittivit
(denominata permittivit dielettrica relativa del suolo, rs)
determinata dai contributi delle permittivit delle singole fasi. La
permittivit dielettrica relativa del suolo pu essere quindi
descritta come la sommatoria delle permittivit dielettriche delle
varie fasi che lo compongono (Birchak et al. 1974; Roth et al.
1990; Bittelli et al. 2003):

(3)

dove rl, rs, ra, rg sono le permittivit dielettriche relative


dell'acqua allo stato liquido, della fase solida, dell'aria e del
ghiaccio (nel caso nel suolo vi sia acqua allo stato solido), mentre

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un parametro (generalmente uguale a 0.5), che dipende


dallorientamento geometrico delle particelle minerali rispetto al
campo elettromagnetico. Le variabili l, s, a, g (m3 m-3 ) sono le
frazioni volumetriche delle rispettive fasi.
Questa descrizione dielettrica del suolo viene definita un modello
dielettrico misto. Tipici valori di permittivit dielettrica relativa
sono: 3-5 per la sabbia, 4-30 per il limo, 4-6 per il granito, 5-15
per le rocce arenarie e 80 per lacqua liquida (Daniels 2004).
Questi valori possono cambiare a seconda della frequenza, della
temperatura e delleventuale presenza di elettroliti in soluzione.
Dall'equazione precedente e dai valori della permittivit
dielettrica delle singole fasi si nota che l'acqua liquida la fase
che ha la pi alta permittivit dielettrica relativa, e quindi
contribuisce fortemente alla permittivit dielettrica relativa del
suolo nel suo insieme. Dal punto di vista pratico, queste propriet
fisiche fanno s che anche piccole variazioni di contenuto idrico
del suolo portino al risultato di significative variazioni della
permittivit dielettrica relativa, e quindi influenzino notevolmente
la lettura con il georadar.
Inoltre, queste propriet fanno s che il contenuto idrico del suolo
possa essere misurato con il georadar, ma che debba anche essere
considerato con grande attenzione quando si fanno prospezioni
geofisiche. Uno degli effetti primari che il contenuto idrico ha
sulla misura effettuata con il georadar di modificare il tempo di
volo (o attraversamento e riflessione dellonda elettromagnetica
nel suolo), e quindi di influenzare, ad esempio, la determinazione
della profondit degli oggetti sepolti.

Misura della permittivit dielettrica relativa

Dal punto di vista meccanico, la velocit v (m s-1 ) di un'onda


elettromagnetica che attraversa un mezzo di lunghezza L (m),
descritto dalla equazione della velocit:
(4)

dove t il tempo (s). Per le misure con il georadar, il numero 2


indica che l'onda fa un doppio percorso di andata e ritorno
(riflessione). Da un punto di vista elettrodinamico, la velocit
data da:
(5)

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dove c la velocit della luce (2.97 * 108 m s-1 ) e la


permeabilit magnetica. Per la maggior parte dei suoli (tranne
quelli dove vi sono depositi di metalli o materiali magnetici),
uguale a 1 (Roth et al. 1990), quindi l'equazione (4) pu essere
scritta:
(6)

Combinando le equazioni (4) e (5) e risolvendo per la permittivit


(7)

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dielettrica si ottiene:
Risolvendo invece l'equazione (4) e quindi conoscendo la
velocit, e misurando il tempo di attraversamento (valore restituito
dalla misura con il georadar), possibile ottenere la distanza
(profondit). La velocit per influenzata a sua volta dalla
permittivit del materiale, come descritto dall'equazione (5). Per
questo motivo, sono state sviluppare diverse tecniche (quali la
tecnica di migrazione) per derivare la velocit effettiva del segnale
georadar, al fine di ottenere realistiche stime di velocit, e quindi
poter determinare la profondit di specifiche caratteristiche
identificate durante la misura, ad esempio la presenza di oggetti.

Velocit di propagazione e profondit


(8)
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quindi, per determinare la profondit necessario conoscere la


velocit che dipende dalla permittivit dielettrica relativa del
mezzo attraversato dallonda. Come stato gi descritto, la
permittivit dielettrica relativa una propriet che varia con il tipo
di materiale, la sua temperatura e il suo contenuto idrico. La fig. 1
mostra la relazione inversa e non lineare, tra la velocit di
attraversamento dell'onda e la permittivit dielettrica. Nella
maggior parte delle applicazioni pratiche, la permittivit
dielettrica del mezzo un'incognita e quindi si dovr stimare la
velocit di propagazione sulla base di calibrazioni dirette, o
tramite metodi basati su misurazioni multiple.

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5.4. Georadar

Fig. 1. Relazione tra


permittivit dielettrica
relativa (RDP) e velocit
dellonda
elettromagnetica

Un metodo semplice e utilizzato per la calibrazione quello di


scavare un piccola trincea nella zona nella quale si far la
prospezione, inserire un oggetto (un'asta metallica o un bastone) a
una profondit nota, fare la misura con il georadar, identificare la
posizione (espressa come tempo di riflessione) e quindi calibrare
la profondit nota con il tempo di risposta della riflessione e
ottenere la velocit. Questo semplice approccio per non
permetter di considerare la variabilit spaziale delle propriet del
suolo, a meno che non vengano svolte calibrazioni multiple in
diversi punti, con un approccio geostatistico allanalisi della
variabilit. Alcuni strumenti di recente commercializzazione (quali
quelli della RAMAC Inc., Sweden) permettono questo tipo di
calibrazione, tramite il software di acquisizione dei dati, incluso
con lo strumento.
Un altro metodo utilizzato per misurare la velocit quello di
ottenere varie riflessioni iperboliche dalla misura (fig. 2), e
utilizzare la seguente equazione per ottenere la velocit:
(9)

dove xn sono le distanze incrementali delle letture fatte sullasse


di percorrenza dello strumento (sulla superficie del suolo) e tn
sono i diversi tempi di risposta. Mentre per una sola riflessione, la
velocit sarebbe una incognita, per diverse riflessioni possibile
ottenere una stima media della velocit, come rappresentato nella
fig. 2.

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GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

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Fig. 2. Funzione di riflessione iperbolica per la stima della velocit di attraversamento


dellonda elettromagnetica. Questultimo approccio comunemente implementato nei
software commerciali disponibili per lanalisi dei dati GPR. I software permettono di
ottimizzare una iperbole a una riflessione iperbolica e quindi restituire un valore di velocit
di propagazione. In genere questa operazione di analisi chiamata velocity adaptation. Un
altro metodo per ottenere la velocit quello di misurare la permittivit dielettrica del
mezzo usando altri metodi dielettrici quali il Time Domain Reflectometry (Robinson et al.
2003), nei quali londa condotta su antenne di lunghezza nota, e quindi lequazione della
velocit risolvibile misurando il tempo di attraversamento, e quindi ottenendo la
permittivit dielettrica del mezzo. In molti sistemi georadar infatti possibile fornire il dato
di permittivit dielettrica come input allinizio della campagna di prospezioni, per ottenere
direttamente la profondit di lettura in tempo reale durante la misura

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Area dindagine e rilevabilit degli oggetti

Larea di indagine del georadar dipende dalla distribuzione del


campo elettromagnetico allinterno del "dielettrico" (cio del
materiale analizzato) e quindi dalle propriet dielettriche del
materiale. Per antenne di piccole dimensioni (generalmente
utilizzate nelle applicazioni con il georadar), Rutledge e Muha
(1982) hanno calcolato la densit del campo in funzione di diversi
valori di permittivit dielettrica relativa (fig. 3).
Non si pu quindi definire a priori quale sar larea analizzata
dallo strumento in quanto essa varier a seconda delle propriet
del substrato. Peraltro, se il substrato non omogeneo (come

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5.4. Georadar

avviene nella maggioranza dei casi nelle applicazioni pratiche) la


geometria del campo ancora pi complessa rispetto a quella
descritta nella fig. 3. In alcuni manuali o testi viene riportato (con
severe approssimazioni) che larea investigata dallo strumento ha
forma conica.
La rivelabilit degli oggetti e lampiezza della riflessione del
segnale riflesso dipendono da numerosi fattori legati alle perdite di
segnale (come descritto precedentemente). Larea investigata dal
georadar viene chiamata zona di Fresnel, che definisce il volume
del pattern di radiazione. Un segnale radar, quando interrotto o
riflesso, pu ritornare al trasmettitore fuori fase e con perdite di
energia. In altri casi la riflessione pu aumentare la potenza del
segnale e rifletterlo in fase rispetto a quello trasmesso. Il fisico
Augustin-Jean Fresnel, defin diverse funzioni per caratterizzare il
volume della zona investigata, in particolare in funzione delle
propriet dielettriche del materiale e delle variazioni di ampiezza.
Lequazione generale di Fresnel per determinare il coefficiente di
riflessione (R) della zona investigata :
(10)

dove r1 e r2 sono rispettivamente le permittivit dielettriche


relative del terreno e delloggetto presente nel terreno.

Fig. 3. Sezione verticale


(E-plane) di un materiale
dielettrico sul quale
appoggiata unantenna
che irradia allinterno del
materiale stesso. Le
diverse forme
corrispondono a diversi
valori di permittivit
dielettrica (r= 4, 6, 8 e
10 dal campo
elettromagnetico interno
verso quello esterno)

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GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

Principi di funzionamento
Il sistema di misura

Il sistema georadar composto da alcune componenti principali:


(1) un sistema trasmittente,
(2) un sistema ricevente,
(3) un sistema di lettura dell'onda,
(4) un sistema di restituzione grafica.
Il sistema di generazione e trasmissione dei dati generalmente
un impulso nel dominio del tempo (cio lampiezza del segnale
funzione del tempo di penetrazione del medesimo), anche se
alcuni sistemi possono generare degli impulsi in frequenza, e
quindi lampiezza espressa in funzione della frequenza. Il dato di
base, in uscita da un sistema georadar, chiamato traccia, ed
determinato da una variazione di ampiezza del segnale (dB) in
funzione del tempo (s).

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La fig. 4 mostra uno schema di funzionamento del georadar,


evidenziando:
(a) il sistema di trasmissione, caratterizzato da un generatore di
impulsi collegato a una antenna (operante a una determinata
frequenza),
(b) il sistema ricevente, formato da una antenna ricevente
collegata a un circuito elettrico che permette di misurare la
variazione di ampiezza del segnale rispetto al segnale generato,
(c) un sistema di elaborazione dati, che trasforma limpulso
elettromagnetico in una informazione digitale (binaria),
(d) il sistema di visualizzazione, che restituisce linformazione sul
video del computer utilizzato durante la prospezione.

Attenuazione e perdite

L'onda elettromagnetica generata dal sistema trasmettitore subisce


una serie di perdite di energia durante il percorso trasmettitorericevitore. Alcune perdite sono intrinseche allo strumento di
misura e alle geometria delle antenne, altre invece dipendono dalle
caratteristiche del mezzo attraversato dallonda. Le perdite totali,
PT, (dB) sono determinate da:
(11)

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5.4. Georadar
Fig. 4. Schema generale
di funzionamento del
georadar, con il sistema
di trasmissione
(Transmitter), quello di
ricezione (Receiver),
processamento dati
(Processor) e
visualizzazione grafica
(Display)

dove Pa sono le perdite dovute alla inefficienza dell'antenna, Pd


sono le perdite da dissonanza tra le due antenne (quella
trasmittente e quella ricevente), Pam sono le perdite di trasmissione
che si verificano all'interfaccia aria-materiale, Pma sono le perdite
di riflessione che si verificano all'interfaccia materiale-aria (al
ritorno), Pd sono le perdite di dispersione dell'antenna nel mezzo,
Pat sono le perdite di attenuazione del segnale nel materiale e Po
indicano le perdite di dispersione dovute agli oggetti.
Si rimanda a testi specialistici la descrizione dettagliata dei
singoli termini dell'equazione, in quanto ogni termine
influenzato da complesse caratteristiche elettromagnetiche del
sistema. Generalmente, i termini che vengono influenzati dal
materiale oggetto di analisi sono gli ultimi tre. Le perdite di
dispersione dell'antenna (Pd) sono inversamente proporzionali alla
quarta potenza della distanza dell'antenna dall'oggetto riflettente e
sono influenzate dalla forma geometrica dell'oggetto. Le perdite di
attenuazione (Pat) del segnale nel materiale dipendono dalla
permittivit dielettrica relativa e dalla conducibilit elettrica del
materiale stesso (equazioni 2-7). Infine, le perdite di dispersione
dovute agli oggetti (Po) dipendono dalla discontinuit dielettrica
dei materiali all'interfaccia tra gli stessi, e in particolare dalla
impedenza caratteristica dei due o pi materiali, e quindi anche in
questo caso dalle propriet dei materiali e dalle propriet
geometriche degli oggetti riflettenti. Infatti, le dimensioni
dell'oggetto (un muro, un sasso, una cavit, una tubazione)
influenzano le perdite di dispersione e quindi determinano una

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GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

diminuzione del segnale riflesso, ma possono anche generare una


struttura di risonanza, che aumenta l'impedenza del segnale e
quindi diminuisce le perdite di dispersione.
Le differenze di permittivit dielettrica hanno un effetto molto
importante sulla qualit del segnale riflesso. In particolare, quando
la permittivit dielettrica dell'oggetto minore di quella del
materiale nel quale inserito (ad esempio un vuoto all'interno del
suolo), l'interfaccia non produce una inversione di fase del
segnale. Al contrario, quando la permittivit dielettrica
dell'oggetto maggiore di quella del materiale nel quale inserito
(ad esempio un corpo idrico nel sottosuolo) si ha una inversione di
fase dell'onda riflessa. Questa caratteristica pu essere utilizzata
per identificare materiali conduttivi da materiali non conduttivi e
quindi ottenere una chiara identificazione degli elementi sepolti o
delle strutture geologiche.

Antenna

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Lantenna costituisce un elemento di fondamentale importanza


nella misura con il georadar, in quanto lelemento che trasmette
londa generata dal sistema, e che riceve londa (o le onde) riflesse
dal suolo e/o dal materiale osservato. Inoltre, la scelta delle
antenne e in particolare della loro frequenza operativa un
elemento chiave della misura, in quanto la frequenza dellantenna
influenza la profondit di prospezione. La geometria dellantenna
per il georadar limitata dal fatto che il suolo un materiale
poroso generalmente non omogeneo, che determina delle perdite
di segnale, e quindi la frequenza massima dellantenna limitata
dal materiale stesso, che agisce come filtro passa-basso (cio che
limita le alte frequenze e fa passare le basse frequenze). Per
ovviare a questa limitazione le antenne vengono disegnate per
avere una frequenza massima allinterno di alcuni intervalli di
frequenza, e vengono commercializzate antenne a diversa
frequenza operativa, a seconda delle applicazioni. Al momento
dellacquisto di un sistema georadar, la scelta della frequenza
operativa dellantenna un elemento chiave per il successo delle
future prospezioni.
La profondit di penetrazione inversamente proporzionale alla
frequenza dellantenna, quindi, per approfondire la prospezione
sar necessario utilizzare antenne a frequenze minori.

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5.4. Georadar

La risoluzione (espressa come la distanza tra una riflessione e la


successiva lungo una singola traccia) determina la distanza
necessaria per distinguere due oggetti vicini. La distanza tra due
oggetti vicini deve essere almeno maggiore di met della
lunghezza donda, quindi la risoluzione data da r > /2, dove la
lunghezza donda = v/f, data dalla velocit (m s-1 ) diviso la
frequenza (Hz).
Ad esempio, con una ipotetica velocit di propagazione del
segnale v = 0.1 m ns-1 , avremo le seguenti risoluzioni per antenne
a diversa frequenza (tab. 1).
Frequenza operativa
(MHz)

Risoluzione
(m)

Penetrazione massima
(m)

50 MHz
100 MHz
250 MHz
500 MHz
800 MHz

r > 1.00
r > 0.50
r > 0.20
r > 0.10
r > 0.06

24-40
15-25
6-10
3.5-6
1.5-2.5

bene ricordare che allaumentare della risoluzione (quindi con


luso di antenne ad alta frequenza), diminuisce la profondit di
prospezione e viceversa. La tabella 1 indica anche una
penetrazione massima indicativa per le diverse antenne. Inoltre, la
profondit di penetrazione dellonda dipende fortemente dal
valore della permittivit dielettrica del substrato e quindi pu
cambiare, ad esempio, in base al contenuto idrico dello stesso. In
prima approssimazione, su argille molto umide, la penetrazione di
una antenna a 250 MHz pu essere ridotta da 6-10 metri fino a 1-2
metri, in quanto gran parte dellenergia assorbita dallacqua
contenuta nelle argille, e a vari fenomeni di dispersione quali il
rilassamento di Maxwell-Wagner, leffetto del doppio strato e altri
fattori (Bittelli et al. 2008).

Acquisizione dei dati

L'informazione base ottenuta dal georadar una singola traccia


(definita Ascan). Nei sistemi classici la traccia rappresenta una
ampiezza (dB di voltaggio) sull'asse delle x, in funzione del tempo
(s) sull'asse delle y. Il fatto che la variazione di ampiezza sia
misurata in funzione del tempo fa si che questa misura venga

Tab. 1. Risoluzione e
penetrazione massima
per antenne a diversa
frequenza

263

GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

definita nel Dominio del Tempo. Se al posto del tempo fosse


rappresentata lampiezza in funzione della frequenza allora si
parlerebbe di analisi nel Dominio della Frequenza. Linsieme di
pi tracce, viene chiamato un radargramma. Linformazione
ottenuta con il georadar viene classificata in tre categorie: Ascan,
Bscan e Cscan.
La fig. 5 mostra una rappresentazione grafica dei diversi tipi di
informazione:

Fig. 5. Schema delle tre


categorie di
informazione
ottenute
264
dal georadar: A, B e Cscan, i quali
rappresentano dati mono, bi- e tri-dimensionali

264

Assemblando le diverse tracce (Ascan) acquisite durante la


prospezione, si ottiene un radargramma di tipo Bscan,
rappresentato da un insieme di tracce disposte una accanto
all'altra. Quindi le sezioni Bscan sono immagini bidimensionali
con, in ascissa il numero delle tracce (o la distanza percorsa dallo
strumento sulla superficie del suolo) e in ordinata il tempo.
Lampiezza solitamente rappresentata con dei toni di grigio o di
colore, indicata da una scala sul lato del Bscan. Conoscendo la
distanza tra tracce contigue si pu parlare di lunghezza del rilievo
sull'asse di camminamento. La fig. 6 mostra un esempio di
radargramma di tipo Bscan:

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Infine assemblando radargrammi di tipo Bscan si ottiene una


immagine 3D chiamata Cscan (fig. 7). L'immagine
tridimensionale permette di ottenere una pi completa
rappresentazione delle risposte elettromagnetiche. Un fattore
molto importante nella creazione di una immagine 3D la
necessit di interpolazione tra le tracce, operazione necessaria ma
che pu portare a errate interpretazioni dei risultati, se non
addirittura alla "creazione" di caratteristiche inesistenti. quindi
necessario che questa operazione di analisi dei dati venga fatta con
grande attenzione e facendo sempre riferimento alle tracce
originarie di tipo Ascan.
Infine,
una
rappresentazione
importante
ottenuta
dallinformazione Cscan la sezione parallela alla superficie del
suolo detta time slice o sezione temporale. Questa
rappresentazione data da un taglio sullasse delle y a un
determinato valore di tempo (si veda la fig. 8, nella pagina
successiva), che rappresenta una informazione di riflessione ad

5.4. Georadar
Fig. 6. Esempio di Bscan, prima (figura in
alto) e dopo (figura in
basso) lutilizzo di vari
filtri.
Sullasse delle x
rappresentata la distanza
di camminamento
(quindi una sezione della
superficie del suolo) in
centimetri. Sullasse
delle y, rappresentato il
tempo in nanosecondi.
Sulla destra indicata
lampiezza del segnale
riflesso (quindi letto
dallantenna ricevente)
con toni di grigio, in
decibel. Le linee verticali
evidenziano la presenza
di strutture sepolte a
varie profondit (dati
ottenuti dallautore nel
sito di Tilmen Hyk,
Turchia)

265

Fig. 7. Rappresentazione
3D (C-scan) ottenuto
dall'assemblaggio e
interpolazione di
radargrammi di tipo Bscan, (dati ottenuti
dallautore nel sito di
Tilmen Hyk, Turchia)

GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

una determinata profondit. Queste rappresentazioni sono molto


utilizzate per ottenere informazioni sulla distribuzione orizzontale
di elementi caratteristici (ad esempio landamento di muri o
pavimenti, in ambito archeologico), e di fatto costituiscono una
pianta del sottosuolo a una determinata profondit.

Analisi ed elaborazione dei dati

266

266

L'elaborazione dei dati georadar una parte molto importante del


processo di prospezione e interpretazione dei risultati. Vi sono
tante operazioni di elaborazione che possono essere utilizzate, a
seconda del tipo di analisi, di applicazioni, dell'obiettivo della
prospezione e del tipo di substrato.
Dopo lacquisizione delle sezioni relative ai transetti misurati (B
scan), si utilizzano dei programmi che permettono il trattamento
dei dati (ad esempio lapplicazione di filtri al segnale) e la loro
visualizzazione in una, due o tre dimensioni. Si riportano di
seguito alcune operazioni principali di applicazione di filtri e
guadagni (gain). Si rimanda a testi specialistici o manuali tecnici
per una dettagliata descrizione delle caratteristiche dei principali
filtri (REFLEX Software, Sandmeier Scientific, 2006):
- Static correction
- Declipping
- Subtract mean (Dewow)
- Subtract DCshift
- Manual Gain
- Background removal
- Running average
- Band Pass filtering (Butterworth)
- Migration
I filtri possono essere anche classificati in filtri 1D (temporali),
che agiscono sulla singola traccia, quindi solo sullinformazione
temporale e sullampiezza, e filtri 2D (spaziali), che agiscono su
pi tracce sia nel senso verticale (quindi sul tempo), sia
orizzontale (quindi sulla distanza di percorrenza dello strumento).
Solitamente i filtri temporali sono di ausilio per rimuovere segnali
provenienti da oggetti piccoli o da disturbi esterni, aventi
contenuti di frequenza peculiari a una o poche tracce. I filtri
spaziali invece vengono usati appunto sull'asse di camminamento

M. BITTELLI

del georadar, e possono essere di tipo passa-basso (low


passa-alto (high pass).

5.4. Georadar
pass)

Static correction

Viene utilizzato in gran parte per apportare la correzione


topografica. Quando il georadar viene posizionato sul suolo, il
primo segnale che raggiunge lantenna ricevente un segnale che
si muove nello spazio vuoto sotto lantenna, e che viaggiando in
aria tra due antenne molto vicine, ha una forte ampiezza . Questo
segnale deve generalmente essere rimosso, e questa operazione
pu essere fatta direttamente sullo strumento durante
lacquisizione del dato, oppure dopo lacquisizione tramite
lutilizzo di questo filtro. necessario impostare due valori ai due
estremi del radargramma: la distanza sull'asse delle x, e il tempo
in nanosecondi sull'asse delle y.

Declipping

Questo filtro serve a ricostruire parte di alcune riflessioni che


potrebbero essere state tagliate (clipped), a causa ad esempio di
saturazione del segnale, dovuta all'uso di un gain eccessivo
durante la prospezione, oppure a causa della formazioni di
strutture di risonanza.

Subtract mean (Dewow)

Questo filtro agisce su ogni singola traccia (filtro 1D). Viene


calcolato un valore medio lineare largo quanto un periodo
principale (media mobile), e la media calcolata sottratta dal
punto centrale. Questo filtro elimina eventuali componenti a bassa
frequenza. importante considerare il parametro di finestra di
campionamento usato durante l'applicazione di questo filtro.
Come regola generale si deve utilizzare un valore di range
temporale, equivalente a un periodo intero.

Manual Gain

I guadagni (gain) vengono utilizzati per equalizzare l'ampiezza


del segnale, che attenuato con la profondit. L'attenuazione del
segnale in profondit ha andamento esponenziale, dipendente
dalla conducibilit del terreno. Esistono molteplici tipi di
guadagni, sia lineari che esponenziali. In generale questi tipi di

267

GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica


Gain (chiamati Manual Gain) agiscono su ogni singola traccia.

Background removal

Questo filtro agisce su pi tracce (filtro 2D) e serve a rimuovere


rumori coerenti di origine interna o esterna (background). un
filtro passa-alto, che rimuove segnali orizzontali con grandi
differenze. Alcuni esempi di rumori sono il system ringing (bande
orizzonatali quasi a mono-frequenza) o il surface scattering
(dovute a riflessioni o diffrazioni di oggetti posti ad esempio al di
sopra della superficie). Queste diffrazioni spurie possono creare
seri problemi di analisi e interpretazione dei dati. Il metodo
classico di filtraggio il background removal. Il filtro sottrae una
traccia media (trace range) che costruita in base ai valori di
tempo (starttime e endtime) della traccia acquisita, a tutte le
tracce. Siccome tende ad attenuare le differenze tra le varie tracce,
deve essere usato con grande attenzione, in quanto pu eliminare
delle informazioni reali presenti nel sistema, e non solo i rumori.
268

Running average

Questo filtro agisce su un numero di tracce specificato (filtro 2D)


e calcola una media mobile sul numero di tracce selezionate. Esso
riduce il rumore di fondo e tende a esaltare le riflessioni
orizzontalmente coerenti.

Band Pass filtering (Butterworth)

268

Questo filtro agisce su una sola traccia (filtro 1D) e permette di


filtrare una specifica banda di frequenza. I parametri da impostare
sono due frequenze: quella pi bassa e quella pi alta, al di sotto e
al di sopra della quale il filtro non agisce. Questo filtro deve essere
utilizzato con attenzione e solo nel caso si sia individuata una
banda di frequenza che presenta del rumore e dove il segnale
disturbato. necessaria una buona conoscenza dello spettro
elettromagnetico del segnale per poter applicare questo filtro.

Migration

Il termine migration riunisce diversi tipi di operazioni tra le quali


la Kirchhoff migration o time migration. Essenzialmente il
termine si riferisce alla costruzione dell'informazione generata
dall'oggetto riflettente tramite l'informazione ottenuta in superficie

M. BITTELLI

5.4. Georadar

(cio dalla riflessione). I filtri del genere migration sono molto


importanti per riposizionare le iperboli nella giusta collocazione.
Se sono presenti delle riflessioni ad alta intensit, questo filtro
tende a contrarre queste diffrazioni al minimo.

Casi di studio

Di seguito sono riportati alcuni brevi esempi di casi di studio


ottenuti dallautore. Altri casi di studio in vari settori, possono
essere trovati nei testi specialistici (Daniels 2004; Conyers 2004)
con dettagliate descrizioni delle tecniche di interpretazione dei
risultati.

Applicazioni archeologiche

Il sito archeologico di Tilmen Hyk un sito del II millennio


a.C. delleta del bronzo, localizzato nel sud est della Turchia.
Diverse campagne di prospezioni geofisiche con il georadar sono
state svolte tra il 2005 e il 2007. Si riportano di seguito alcuni
esempi rappresentativi.
La fig. 8 mostra due esempi di rappresentazioni orizzontali (time
slice, ossia rappresentazioni parallele alla superficie del terreno) a
due valori di tempi di riflessione, poi trasformate in profondit.
Sulla destra in alto riportata la prospezione sulla mappa del sito
archeologico per indicare lesatta posizione, mentre in basso a
destra riportato il Bscan della zona interessata. Peraltro il B
scan conferma la presenza di muri e strutture archeologiche poi
evidenziate dai successivi scavi.
Le figg. 8, 9 e 10 sono esempi dellapplicazione del georadar
come supporto alle attivit di scavo archeologico. La prospezione
permette di evidenziare lesatta localizzazione dei muri
delledificio, facilitando cos le operazioni di scavo. Si noti che il
muro a sinistra della prospezione (edificio principale) di diversi
metri di lunghezza e che quindi le operazioni di scavo richiedono
un notevole impegno di manodopera e tempo. Si noti anche in
basso a sinistra un piano pavimentale, altrimenti di difficile
individuazione.
La possibilit di pianificare lo scavo e quindi ottimizzare
lutilizzo delle risorse di grande importanza. Le prospezioni
possono anche essere utilizzate come strumento informativo non
invasivo per la conoscenza di un sito, nel caso le strutture

269

GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica

270

270

Fig. 8. Esempio di Bscan (in basso a destra) e


di due time slices (a
sinistra) durante la
prospezione
archeologiche nel sito di
Tilmen Hyk, Turchia.
Prospezioni ed analisi
svolte dallautore e dalla
D.ssa Federica Boschi

evidenziate non siano di particolare interesse ai fini degli obiettivi


dello scavo stesso. Nella maggioranza dei casi, lo scavo espone le
strutture allazione degli agenti atmosferici, richiedendo (in
particolare per materiali edilizi poco resistenti) interventi di
restauro e conservazione. La prospezione pu quindi fornire
informazioni archeologiche senza necessariamente comportare
lonere dello scavo prima e del mantenimento delle strutture
successivamente esposte.

Applicazioni nelle scienze ambientali

Il georadar pu essere utilizzato per determinare la variazione di


spessore e profondit di strati del sottosuolo di materiale non
naturale, derivante ad esempio da attivit industriali.

M. BITTELLI

5.4. Georadar
Fig. 9. Esempio di
proiezione orizzontale di
una sezione di scavo, che
evidenzia la
continuazione di muri
perimetrali di una
struttura gi scavata
(parte a sinistra nella
mappa)

Lesempio qui riportato riguarda uno studio svolto nel sito


denominato Ex Fornace di Fiesso, nel Comune di Castenaso
(Bologna), per determinare la profondit e lo spessore di strati
sepolti di materiale inquinante, dapprima depositato e poi
ricoperto con uno strato di suolo. Questo materiale deriva
dallattivit di una fornace, nel quale si trovano alcuni inquinanti
ambientali, tra i quali vari metalli pesanti (Vianello et al. 2006).
Nel sito era prevista una campagna di bonifica al fine di
rimuovere lo strato inquinante, o di immobilizzare specifici
inquinanti con luso di determinate molecole, applicate al terreno.
Al fine di pianificare gli interventi era necessario determinare la
variazione di profondit e spessore dello strato, in quanto saggi
preliminari svolti con trivellazioni avevano evidenziate una
disuniformit dello strato. Inoltre per quantificare le dosi di
sostanze chimiche utilizzate per immobilizzare gli inquinanti, era
necessario avere una stima della massa dello strato stesso.
Il georadar stato utilizzato con successo per determinare queste
propriet. In base allanalisi delle riflessioni e al tempo di

271

GROMA 2. In profondit senza scavare - Geofisica


Fig. 10. Immagine
tridimensionale di alcune
strutture murarie
dellarea Nord del sito di
Tilmen Hyk. Si noti la
variazione di spessore
delle strutture, ben
evidenziata dalla
prospezione con il
georadar

272

272

Fig. 11. Esempio di


prospezione verticale (Bscan) in una zona del sito
(a sinistra) e fotografia
del successivo scavo, che
mostra la profondit e lo
spessore dello strato
contenenti materiali
metallici e inquinanti

attraversamento dellonda si evidenziavano due substrati


principali nellintervallo di profondit consentito dalla frequenza
dellantenna utilizzata (250 MHz) che corrispondeva a una
profondit max di circa 4 m. La fig. 11 mostra un esempio di B
scan (a sinistra) in una zona del sito, e (a destra) una fotografia di
un successivo scavo di saggio, che mostra la profondit e lo
spessore dello strato contenenti materiali metallici e inquinanti,
confermando quindi i risultati forniti dalla prospezione. In seguito,
diverse prospezioni furono svolte al fine di ottenere una mappa
completa del sito, che ha fornito informazioni sulla localizzazione,
e sulla variazione di spessore e profondit dello strato oggetto di
bonifica.