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<<PSICHE E COS CIENZA>>

COLL A N A DI T E STI E DOCUM E N TI P E R LO S TUDIO


DELLA PSICOLO G I A D EL PROFONDO

Alexander Lowen

LA

DEPRESSIONE
e il

CORPO
La base biologica
della fede e della realt

ROMA

ASTROLABIO
MCMLXXX

Indice

Prefazione
l.

PERCH

SI

pag.
DIVENTA

DEPRESSI

La deprenione e l'irrealt
Il perseguimo:to dell'illusione
L1 persona diretta dall'intenw
2.

LA

DINAi\UCA

ENERGETICA DELLA

5.

54

54
58
63
66

UN CASO DI DEPESSIONE

73

Il problema

L1 cura

73
83

lL

95

PUNTO DI VISTA PSICANALITICO SULLA DEPRESSIONE

d'amore

95
102
109
114

INGANNO E AUTOINGANNO

Fare il gioco
.
.
.
La donna su di un piedistallo
L'amore contro la disciplina
7.

La perdita d'un oggetto


Un 'luadro tetro
Le re.tzioni alla perdita
Il lutto appropriato
6.

27
34
44

repressione del sentimento


Suicidio e negatitJ
La manc::mza di cner,fa

La

-!.

DEPRESSIONE

La condizione depressiv<I

9
16
22
27

IL PROCESSO DI 'GROJNDING' NELLA REALT

Esaltazione e depressione
Fornire l'individuo di 'g,ounding'
Alcttni cscrcf::.i bioenergtici di 'grotmding'
3.

LA

118

FEDE

L'importanza della fede


Il potere contro la fede
La pszcologia della fede
La crescita della fede

118
123
135
143

143
150

160

154

8. LA PERDITA DELL\

9.

FEDr:

pag. 165

L'erosione delle nostre radici


Un'epidemia di depressione
La morte di Dio

165
175

LA

})

190

REALT

>>

Entrare in contatto con la Realt


Essere in contatto
10.

LA

FEDE

NELLA

VITA

190
200

208

Finito di stampare nel marzo 1980


presso la Tipografia Gli Amanuensi
Via Angelo Resta, 71-77 Tel. 9399515 Genzano di Roma
per conto della Casa Ed. Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
-

L'animismo
La libido e l'energia
La spiritualit del corpo

182

208
214
225

Prefazione

Lo scopo fondamentale del lavoro psichiatrico, oggi come ieri, con


siste nel mettere la persona malata di mente in contatto con la realt.
Se il distacco dalla realt grave - cio se il paziente non in grado
di orientarsi nei confronti della realt del tempo, dello spazio o del
l'identit - la sua condizione viene definita psicotica. Si dice che
soffre di fissazioni che alterano la sua percezione della realt. Quando
il disturbo emotivo meno grave, viene definito nevrosi. L'individuo
nevrotico non disorientato, la sua percezione del reale non alte
rata, ma la sua concezione della realt fallace. Egli opera in base
a delle illusioni e di conseguenza il suo funzionamento non radicato
nella realt. Poich soffre di illusioni, il nevrotico considerato un
malato mentale.
Ma la realt non sempre facile da definire. Spesso difficile deter
minare quali credenze siano illusioni e quali siano invece valide. La
credenza negli spiriti, che era un tempo diffusissima, sarebbe oggi
considerata illusoria da molti. Analogamente la visione di uno spirito
verrebbe considerata un'allucinazione. Ma, con la crescente accetta
zione dei fenomeni extra-sensoriali, sta vacillando la comune convin
z-ione che la realt escluda esperienze del genere. Anche una visione
troppo ristretta della realt pu dimostrarsi illusoria. Non di rado
si pu constatare come la persona che si vanta di essere (!realista"
ha illusioni nascoste.
Vi una realt indiscutibile nella vita d'ogni persona, e cio l'esi
stenza fisica, ossia il corpo. Il suo essere, la sua individualit, la
sua personalit, son'o determinati dal suo corpo. Quando il suo corpo
muore, cessa il suo essere come persona nel mondo. Nessun individuo
esiste separato dal corpo. Non esiste alcuna forma di esistenza men
tale indipendente dall'esistenza fisica d'una persona. Pensare altri
menti illudersi. Ma. quest'affermazione non nega che l'esistenza fisica
d'una persona abbia un aspetto spirituale oltre ad un aspetto materiale.

Da questo punto di vista il concetto di malattia mentale un'illu


sione. Non c' disturbo mentale cbe non sia anche disturbo fisico.
La persona depressa depressa fisicamente oltre cbe mentalmente:
le due cose sono in realt una, ciascuna di esse un aspetto diverso
della personalit. La stessa cosa vera di ogni altra forma di cosid
detta malattia mentale. La convinzione che 11stia tutto nella testa"-::
la grande illusione del nostro tempo, legata all'ignoranza della realt
fondamentale cbe la vita in tutte le sue varie manifestazioni un
fenomeno fisico.
Il termine appropriato per descrivere disturbi della personalit
malattia emozionale". Il termine "emozione" implica la nozione di_
movimento e pertanto sottintende sia il dato fisico che quello men
tale. Il movimento ha luogo sul piano fisico, ma la relativa perce
zione avviene nella sfera mentale. Un disturbo emozionale coinvolge
entrambi i livelli della personalit. E poich lo spirito a muovere
la persona, anch'esso coinvolto in ogni conflitto emozionale. L'indi
viduo depresso soffre d'una depressione dello spirito.
Se vogliamo evitare l'illusione che stia .. solo nella testa",
dobbiamo riconoscere che la vera spiritualit ha una base fisica o
biologica. Analogamente dobbiamo distinguere tra fede e credenza.
La credenza (o convinzione) il risultato di un'attivit mentale, ma
la fede radicata nei profondi processi biologici del corpo. Non com
prenderemo la vera natura della fede se non studieremo questi proces
si negli uomini e nelle donne che ne sono forniti o che ne sono privi.
La persona depressa , come vedremo, una persona che ha perso la
propria fede. Come e perch l'abbia persa, sar l'argomento princi
pale di questo libro. Nel corso di quest'analisi arriveremo ad una
comprensione della base biologica del senso di realt e del senti
mento della fede. Non si esagerer a sottolineare l'importanza di
questo tipo di ricerca, poich la perdita della fede . il problema
essenziale dell'uomo moderno.

* N.d.T. Si voluto tradurre il pi possibile alla lettera l'espressione collo


quiale americana, di recente acquisizione, "ali is in your head", il cui significato
sarebbe in altre parole: " tutta una suggestione mentae".

Perch s1 diventa depressi


La depressione e firrealt
La depressione diventata cosi comune che uno psichiatra l'ha
persino descritta come una reazione perfettamente normale", purch,
naturalmente, non "interferisca con i nostri compiti quotidiani" .1 Ma
anche se normale" in senso statistico, cio in riferimento a come
sentono e si comportano la . maggior parte delle persone, non pu
essere considerata certo uno stato di buona salute. Secondo tale defi
nizione di normalit, una tendenza schizoide con la sua concomitante
sensazione di alienazione e di disacco sarebbe anch'essa normale"
qualora coinvolgesse la inaggioranza, purch non fosse tanto grave
da portare all'ospedale. La stessa cosa si potrebbe dire della miopia
e dei dolori lombari, la cui incidenza talmente alta, oggi, da potersi
considerare condizione statisticamente normale dell'uomo moderno.
Poich non tutti sono depressi, schizoidi, miopi, o soffrono di lom
baggini, dovremo considerare questi individui anormali? O non sono
invece loro gli individui veramente normali mentre la maggioranza
soffre in varia misura di fenomeni patologici sia psicologici sia fisici?
Nessuno pu aspettarsi, a voler essere realistici, che un essere umano
sia sempre gioioso. Neppure i nostri bambini, pi vicini per natura
a quest'emozione, sono costantemente gioiosi. Ma il fatto che solo
occasionalmente ci innalziamo sino alle altezze della gioia intensa non
spiega la depressione. I l criterio base per il funzionamento di un
essere umano in stato di buona salute di "sentirsi bene" . Una per
sona sana si sente perlopi bene in tutto ci che fa, nelle relazioni,
nel lavoro, nello svago e nei movimenti . Ogni tanto dal piacetJ sale
alla gioia intensa e pu persino toccare la vetta dell'estasi. Di quando
in quando prover anche dolore, tristezza, afflizione e delusione. Ma
non sar depresso.
cc

1 LEONARD CAMMER: Up from Depression (Risalire dalla depressione); New


York, Simon & Schuster, 1969.

Per comprendere questa differenza paragoniamo una persona ad


un violino. Quando le corde sono accordate nel modo giusto, vibrano
ed emettono un suono. Allora uno pu suonard una melodia lieta o
triste, un canto funebre o un'ode alla gioia. Se le corde sono male
accordate, il risultato sar una cacofonia. Se sono flosce e senza. tono,
non si avr alcun suono. Lo strumento sar t'morto", incapace di
rispondere. Tale la condizione della persona depressa: essa inca

pace di rispondere.

L'incapacit di rispondere distingue lo stato depresso da ogni altra


condizione emozionale. Una persona scorata riacquister fede e spe
ranza allorch la situazione cambier. Una persona abbattuta si risai
lever allorch sar rimossa la causa di tale sua condizione. Una per-
sona triste s'illuminer alla prospettiva di un piacere. Ma nulla suscita
una risposta nella persona depressa: spesso una prospettiva di diverti
mento o di piacere serve solo ad approfondirne !a depressione.
In casi .gravi di depressione la mancanza di capacit di risposta al
mondo chiaramente evidente. La persona gravemente depressa pu
starsene a sedere su una sedia fissando lo sguardo su nulla in parti
colare per ore e ore. Pu starsene sdraiata nel letto buona parte
della giornata, incapace di trovare l'energia per avanzare nella cor
rente della vita. Ma la maggior parte dei casi non .cosl grave . I
pazienti che ho curato dalla depressione non erano inabili a tal punto.
Erano generalmente in grado di continuare a dedicarsi alle loro occu
pazioni quotidiane. Avevano attivit lavorative che parevano control
lare in modo adeguato. Erano casalinghe e madri che svolgevano tutte
le attivit necessarie . All'osservatore casuale apparivano normali. Ma
si lamentavano tutte d'essere depresse, e chi viveva con loro e le
conosceva bene si rendeva conto della loro condizione .
Quello di Margaret un caso tipico.
Era giovane, aveva circa venticinque anni, ed era sposata, come lei
stessa diceva, a un uomo molto in gamba. Aveva un lavoro che tro
vava abbastanza interessante e del quale non aveva di che lagnarsi.
Di fatto non v'era nulla nella sua vita, che le dispiacesse, eppure
diceva di soffrire di depressione cronica. Non avrei detto, all'inizio,
che Margaret fosse depressa perch, quando venne nel mio studio,
sorrideva continuamente e parlava di se stessa con grande eccita
zione e con voce dal tono acuto. Chiunque l'avesse incontrata per la
prima volta, non avrebbe indovinato la natura del suo problema, a
meno che fosse abbastanza perspicace da comprendere che le sue ma
niere rano una maschera. Se l'aveste osservata attentamente o l'aveste
colta alla sprovvista avreste osservato che a volte diventava molto
quieta, e, mentre le svaniva il sorriso, il suo volto perdeva ogni
epressione.

Margaret sapeva d'essere depressa. Le era necessario uno sforzo


di volont anche solamente per alzarsi al mattino e andare a lavorare.
Senza di questo se ne sarebbe stata a letto a non far niente. E infatti,
in un priodo precedente della sua vita, c'erano stati dei momenti
in cui s'era sentita realmente immobilizzata. Ma questo non le succe
deva pi e nelle condizioni di Margaret, nel corso degli anni, v'era
stato un miglioramento generale. Ma c'era ancora qualcosa. che man
cava nella sua personalit. V'era in lei un vuoto interiore unito alla
mancanza di vero piacere. Margaret stava nascondendo a se stessa
qualcosa. Il suo sorriso, la volubilit e il modo di fare erano una
facciata che pretendeva di far credere al mondo che tutto in lei an
dasse bene. Quando era sola, la facciata crollava e Margaret avvertiva
lo stato di depressione in cui si trovava.
Nel corso della terapia, entr in contatto con un sentimento pro
fondo di tristezza. Si rese conto che sentiva di non avere il diritto
di esprimere la propria tristezza. Eppure, quando le lasciava libero
corso, piangeva e il pianto la faceva sempre sentire molto meglio.
Riuscl anche a provare la rabbia perch le era stato negato il diritto
di esprimere i propri sentimenti. Il poter percuotere il letto con le
gambe e con i pugni la rianimava e la sollevava nello spirito. Il vero
compito della terapia consisteva nell'aiutarla a trovare la causa della
propria tristezza e ad eliminare il bisogno della maschera di allegria.
E quando Margaret rientr in contatto con i propri sentimenti e im
par il modo per esprimerli direttamente, si allevi la depressione .
Nei capitoli che seguiranno descriver nei dettagli la cura della
depressione. Il aso di Margaret non stato presentato per mostrare
che la terapia della depressione semplice o che i risultati sono ra
pidi e skuri. Alcuni pazienti giungono a star bene, altri non reagi
scono alla cura. Ogni caso diverso, ogni persona unica, e ogni
personalit stata modellata da innumerevoli fattori. Ma indipen
dentemente dal fatto che il paziente risponda alla cura positivamente,
possiamo delineare alcune caratteristiche comuni in tutte le reazioni
di tipo depressivo. Vorrei proporre diversi altri casi.
David era un omosessuale vicino ai cinquant'anni, che aveva con
seguito un considerevole successo nella propria professione. Diceva
di essere depresso per aver perso molta della sua potenza sessuale.
Grazie al suo lavoro, al quale si dedicava con zelo, aveva molti co
noscenti, ma nessuna persona vicina o intimamente legata con la quale
dividere la propria vita. Era solitario, sembrava che avesse ogni ra
gione per essere depresso. Ma nella personalit di David si potevano
osservare elementi che suggerivano altre cause.
Il volto di David era una maschera; ma, al contrario di Margaret,
non faceva alcuno Sforzo per mobilitare la mimica espressiva. Era, di

fatto, talmente congelato che aveva qualcosa di morto. La mascella


era rigida e gli conferiva un'aria truce, gli occhi erano spenti, e il
corpo aveva la rigidit di una tavola. Si lagnava di male alla schiena
e inoltre soffriva di angina. La respirazione era estremamente supet
fidale e la voce sottile e piatta. Guardando David, mi domandavo
se non fosse pi morto che vivo.
Era altrettanto spento nell'espressione di qualsiasi sentimento. Anzi
non aveva molto sentimento. Dopo aver lavorato con lui a lungo,
aiutandolo a respirare pi profondamente e a sciogliere il corpo, riuscii
finahnente a fargli venire una crisi e a farlo piangere allorch rispose
all'interesse che mostravo per lui. Ma successe una volta sola. David
era uno stoico. Malgrado il suo desiderio di star bene, non voleva
o non poteva rinunciare al suo stoicismo e a alla sua indifferenza
inconsci. A proposito di quest'atteggiamento, David ricord un inci
dente della sua infanzia che mi permise di chiarire il suo comporta
mento. La madre, alla quale era ancora attaccato, era diventata iste
rica. Piangeva e si lamentava. David si chiudeva in camera sua per
allontanarsi, ma lei veniva alla porta e ora esigeva e ora supplicava
che lui venisse fuori. Malgrado le preghiere della madre, David non
rispondeva. Si era chiuso in s e in un certo senso era rimasto chiuso
fino a quel giorno. David mi ricord la frase: "Stringi i denti e sop
porta", anche se nel suo caso era piuttosto: 1'Fai il truce e sopporta" .2
Essendo chiuso in se stesso, David era sempre stato solitario e fino
a un certo punto perennemente depresso. Crescendo, divenne un po'
pi teso. La depressione, che si andava approfondendo senza sosta,
era il risultato diretto delhi. perdita di sensazioni e sentimenti a cui
s'accompagnava una corrispondente riduzione di vitalit. Questa ri
duzione lentamente consum la sua potenza sessuale. Non era vero
che fosse divenuto un depresso a causa della perdita della potenza.
Piuttosto la sua potenza sessuale era svanita man mano che la vita
in lui si affievoliva perch le sue energie vitai erano depresse. Poteva
ancora farcela a tirare avanti, ma funzionava pi come una macchina
che come un essere umario. And persino regolarmente in palestra
per accertarsi che il suo corpo rimanesse in buone condizioni.
Tempo fa curai uno psicologo che venne in terapia apparentemente
per imparare la tecnica bio-energetica di approccio ai problemi emo
zionali.1 George aveva molti problemi che discutemmo apertamente,

2 Nota del traduttore - Si rende cosl il senso delle espressioni usate in in


glese, mentre non possibile renderne il gioco di parole: "Grin and bear it"
("stringi i denti e sopporta") e "Grim and bear it" (''fai il truce e sopporta").
1. A. LOWEN: The language of the body, New York, Collier Books, paperback,
1971 trad. it. Il li11guaggio del corpo; Feltrinelli, Milano.

dato che venivano rivelati dall'espressione fisica del suo corpo. Tanto
per cominciare, assumeva spesso un'espressione idiota da clown che
mascherava la sua acuta intelligenza. D'altro canto, aveva il corpo
fasciato di muscoli malgrdo che non fosse mai stato un atleta e non
si fosse mai dedicato ad esercizi per lo sviluppo corporeo. La sua
muscolatura si era fatta tesa e ipertrofica a forza di costringere e di
tener dentro i suoi sentimenti.
Dopo che la terapia ebbe fatto considerevoli progressi, un giorno
osserv: uSento di aver superata la mia depressione, sono sempre stato
in qualche modo depresso". Questa affermazione fu per me una sor
presa. Non aveva mai accennato al fatto di essere depresso, prima,
e, stranamente, non aveva preso in considerazione tale possibilit. Mai
si era lamentato di avere difficolt a recarsi al lavoro e sapevo che
aveva trovato notevole interesse e soddisfazione nella propria profes
sione. Sembrava, da molti punti di vista, uno che partecipasse atti
vamente alla vita. Agli occhi del mondo, quindi, era ritenuto normale.
Ma George era depresso nella sua vitalit emozionale, ossia nella
sua capacit di risposta emotiva. Era triste, il suo spirito non si sol
levava mai, si sentiva come incatenato, con un peso che Io tirava gi.
La sua depressione non era tanto grave da paralizzarlo, comunque
era depressione. Si tratta di una forma comune. Osservando le per
sone nel mio studio e fuori, sono giunto alla conclusione che molto
comune. A molti manca quell'esaltazione interiore che aggiungerebbe
brio alla loro vita. Tirano avanti ma con una determinazione spesso
feroce e caratterizzata dalla rigidit delle macchine . L'inclemenza, la
rigidit e il grigiore della loro vita interiore sono chiaramente mani
festi nei corpi e direttamente riflessi nella vita.
Presenter un altro caso: quello di una donna gravemente depressa
che soffriva di tendenze suicide. Questa paziente, che chiamer Anne,
si era precedentemente sottopota alla terapia psicoanalitica per anni
e anni. Le tendenze suicide erano di origine recente e sembravano
scaturire dalla convinzione di essere fallita come donna. Ci unito al
fatto che si avvicinava alla quarantina e che non era mai stata spo
sata. Anne era una donna intelligente che aveva avuto successo tanto
nella carriera, quanto nelle iniziative creative da lei intraprese. Con
il crollo del morale, il lavoro le divenne difficile e la creativit diminul.
Numerosi altri fattori contribuirono al collasso, ma tutti erano in
relazione con il suo modo di sentire la femminilit e l'essere donna.
La prima volta che- incontrai Anne, si vedeva che era accasciata.
Aveva il corpo fiacco, i muscoli privi di tono, la pelle del volto
cascante, il colorito pallido. Le mancava l'energia necessaria per respi
rare a fondo e commentava costantemente: ''Tanto non serve a nien
te". Quando un paziente pronuncia queste parole, vuol dire in genere:

"Tanto non serve a niente provare. Non ce la faccio". Ma ebbi l'im


pressione che Anne volesse dire: ''Tanto non serve a niente vivere.
Proprio non ce la faccio". Era talmente sopraffatta da un senso di
fallimento personale che era effettivamente pronta a morire. Il suo
corpo rivelava la rassegnazione. Ma come era arrivata a quel punto?
E su cosa verteva la lotta?
La storia di Anne rivel che all'et di quattro anni le era capitato
qualcosa che aveva esercitato un'influenza decisiva sulla sua vita.
Per circa un anno e mezzo aveva mantenuto l'abitudine di stare a
guardare suo padre mentre orinava, toccandogli frequentemente il
pene e reggendolo in mano. Un giorno il padre si rivolse alla bam
bina dicendo: "Lasciami stare, sporcacciona". Ci si pu facilmente
immaginare l'umiliazione della bambina per essere stata respinta cos
improvvisamente. Si sent schiacciata e si ritir da qualsiasi contatto
fisico con il padre e con la madre. Ma di uguale significato il fatto
che si rivolt contro il suo stesso corpo e contro la propria sessualit.
Da adulta, Anne ebbe diverse relazioni lesbiche. Inoltre ebbe una
relazione di una certa durata con un uomo sposato. Nessuna di queste
relazioni fu soddisfacente per Anne che non si permetteva di desi
derare profondamente un'altra persona o di sentirne il bisogno. Era
stata ferita troppo malamente e il suo cu9re si era chiuso. Il suo modo
di vivere, allora, fu quello di donare se stessa, la propria intelligenza,
la propria creativit e il proprio seno. Tutta la sensualit di Anne
si era andata localizzando nei seni, che erano per lei la sola fonte
di piacere erotico, ma si neg anche questo. Circa un anno prima
che la vedessi, si era fatta fare la chirurgia plastica ai seni, con il
palese scopo di rassodarli e di renderli pi belli, ma, in realt, se si
considera la grave depressione che ne consegu, si pu mettere in
dubbio la motivazione conscia. Il risultato fu la completa perdita
della sensibilit nella zona dei seni.
Direi che la motivazione inconscia dell'operazione pu esser stata
il desiderio di eliminare tutta la sensibilit erotica dal corpo. Il suo
corpo, con i suoi desideri, era stato la causa prima del suo turba
mento e aveva continuato ad essere una fonte di frustrazione e di
insoddisfazione. La sua mente, d'altro canto, era pura, l'intelligenza
viva, il potenziale creativo straordinario. Che tentazione quella di
trascurare il corpo e di vivere nell'atmosfera pulita ed eterea della
psiche! Ma Anne non era una personalit schizoide o schizofrenica,
e questo grado di dissociazione le era impossibile. Poteva rendere
insensibile il proprio corpo, ma non poteva sfuggirgli.
L'interesse di Anne per il pene del padre era assolutamente inno
cente. Ci deve essere detto, penso, per comprendere Peffetto deva
stante di tale esperienza. Essa sorgeva da due fonti: l'una era la curio

sit naturale di tutti i bambini per l'organo genit-ale maschile, sim


bolo della vita procreativa; l'altra era uno spostamento dei simbo
lismo dal capezzolo e dal seno al pene. Un transfert del genere si veri'
fica quando l'oggetto primario non disponibile. La mancanza di una
relazione soddisfacente con la madre non solo costrinse Arme ad ope
rare uno spostamento cos forte sul padre, ma fu di per s la causa
fondamentale che la predispose alla tendenza depressiva. (Il ruolo
della madre nel fenomeno depressivo verr pi ampiamente discusso
in seguito). Essendo stata respinta dal padre, Anne si senti negato il
diritto di trovare una gratificazione erotica attraverso il tatto o il con
tatto con il corpo del padre. Ci, a sua volta, la port a negare la
possibilit di trovare piacere nel proprio corpo. Tale atteggiamento
la base della tendenza depressiva.
Ci che vi in comune in questi quattro casi e in tutte le reazioni
depressive la irrealt che pervade l'atteggiamento e il comportamento
della persona. Chi depresso, uomo o donna che sia, vive riferendosi
al passato con una corrispondente negazione del presente. Anne, per
esempio,- conservava il senso di essere stata respinta che aveva speri
mentato con il padre, attraverso il rifiuto continuo del proprio corpo.
Cosl il passato veniva perpetuato e il trauma del passato veniva inevi
tabilmente rimesso in atto nel presente. Margaret continuava a negare
la propria tristezza, anche se non c'era una valida ragione, nella situa
zione presente, che giustificasse questo comportamento. E David pro
vava nel continuo isolamento e nella solitudine la stessa soddisfazione
morbosa che aveva provato da bambino quando si era isolato dalla
madre es_igente. Naturalmente la persona depressa non si rende conto
di vivere nel passato, in quanto vive anche nel futuro, un futuro altret
tanto irreale dal punto di vista del presente quanto lo fu il passato.
Allorch una persona ha subito una perdita o un trauma nell'infanzia
tale da minare il suo senso di sicurezza o di autoaccettazione, prqietta
nella propria immagine .del futuro l'esigenza di capovolgere l'esperienza
passata. Cosl, un individuo che si sentito respinto da bambino, si
raffigurer un futuro che gli assicuri accettazione e approvazione. Se
ha lottato contro un senso di impotenza da bambino, la sua mente
trover naturale compensare l'insulto subito dal proprio ego con un'im
magine di un futuro in cui egli sia potente e in grado di controllare
la situazione. La mente, nelle sue fantasie e nei suoi sogni ad occhi
aperti, tenta di capovolgere una realt sfavorevole e inaccettabile, crean
do immagini tali da esaltare l'individuo e gonfiarne l'ego. Se una
parte notevole dell'energia di una persona si concentra su tali im
magini e sogni, l'individuo ne perde di vista l'origine nell'esperienza
infantile e sacrifica per realizzarli il presente. Queste immagini sono
mete irreali e la loro realizzazione un obiettivo irraggiungibile.

Ognuno dei pa7ienti depressi di cui abbiamo parlato prima si era


assunto un impegno del genere nei confronti di un futuro irreale.
Margaret lo vedeva come un periodo di tempo nel quale non vi sarebbe
stata n tristezza, n dolore, n discordia. E avrebbe contribuito alla
realizzazione di questo futuro negando le proprie sensazioni di affli.
zione e di risentimento. Nell'immagine che David aveva di questo
futuro, egli si vedeva ammirato e amato per il proprio stoiciSmo,
ignorando completamente il fatto che un atteggiamento del genere
impedisce la comunicazione e di fatto porta all'isolamento. George
aveva un segreto, un'immagine per cosi dire "culturista" della po
tenza, incarnata nella muscolatura ipertrofica, ma ignorando che que
sti stessi muscoli lo incatenavano e lo legavano. E quando feci rile
vare ad Anne che respirava appena, mi rispose: "A che serve respi
rare?". Ma se non avesse respirato, naturalmente, non ci sarebbe
stato futuro n per la sua intelligenza n per la sua creativit. Il
suo sogno di un futuro nel quale il corpo veniva negato a favore
della mente era un sogno irrealizzabile.
Quanto poco realistico sia l'atteggiamento di una persona depressa
appare molto chiaramente dal grado della perdita di contatto della
persona stessa con il proprio corpo. Vi una mancanza di percezione
di s; l'individuo non si vede cos come , dato che la sua mente
concentrata su un'immagine irreale. Non consapevole delle limi
tazioni imposte dalle proprie rigidit muscolari, eppure queste limi
tazioni sono la causa della sua incapacit a realizzarsi come persona
nel presente. Non sente i disturbi che si frappongono al funziona
mento del proprio corpo, la motilit ridotta e la respirazione inibita,
in quanto si identifica con il proprio ego, con la propria volont e
con la propria immaginazione. La vita del corpo, che vita nel pre
sente, respinta come irrilevante, poich gli occhi sono rivolti a uno
scopo futuro che il solo ad avere un significato.

Il perseguimento dell'illusione
La depressione diffusa oggi perch molte persone perseguono
degli scopi irreali che non hanno alcuna relazione diFetta con i loro
bisogni fondamentali di essere umani. Ogni persona ha bisogno di
amare, e ha bisogno di sentire che il suo amore accettato e in qual
che misura ricambiato. L'amore e l'affetto ci mettono in relazione
con il mondo e ci danno il senso di appartenere alla vita. Essere amati
importante solo in quanto facilita l'espressione attiva del nostro
stesso amore. Le persone non diventano depresse quando sono loro
ad amare. Attraverso l'amore ci si esprime e ci si afferma.

L'espressione di s un altro bisogno fondamentale di tutti gli


esseri umani e di tutte le creature. Il bisogno di esprimere se stessi
sta alla base di tutte le attivit creative ed per noi fonte di sommo
piacere. Questo tema stato da me trattato in un libro precedente.4
importante qui riconoscere che nell'individuo depresso l'espres
sione di s gravemente limitata se non interamente bloccata. In
molte persone limitata a una piccola area della loro vita, general
mente relativa al lavoro ed agli affari, e, persino in quest'area defi
nita, l'espressione di s ristretta se la persona lavora in modo coatto
o meccanico. Il s viene sperimentato nell'autoespressione, ed esso
1angue quando sono chiusi i canali della propria espressione.
Il s , fondamentalmente, un fenomeno corporeo, e l'espressione
di s significa espressione del sentimento. Il sentimento pi profondo
l'amore, ma tutti i sentimenti fanno parte del s e possono essere
espressi in modo appropriato da una personalit sana. Di fatto la
gamma dei sentimenti che una persona pu esprimere determina l'am
piezza della sua personalit. noto che le persone depresse sono
tagliate fuori e che l'attivazione di qualsiasi sentimento come la tri
stezza o la rabbia, che possono essere espressi piangendo o colpendo
qualcosa, ha un effetto immediato e positivo sullo stato depressivo.
I canali attraverso i quali i sentimenti vengono espressi sono la voce,
il movimento del corpo, e gli occhi. Quando gli occhi sono insensibili,
quando la voce piatta e la motilit ridotta, questi canali sono
chiusi e la persona si trova in uno stato di depressione.
Un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani la libert.
Senza libert impossibile l'espressione di s. Ma non intendo par
lare semplicemente della libert politica, anche se l'aspetto politico
uno degli aspetti essenziali della libert. Uno ba bisogno di essere
libero in tutte le situazioni della vita: a casa, a scuola, sul posto di
lavoro, nelle relazioni sociali. Non la libert assoluta che si cerca,
ma la libert di esprimersi, di avere voce in capitolo nei propri affari.
Ogni societ umana impone determinate limitazioni alla libert indi
viduale nell'interesse della coesione sociale. Tali limitazioni possono
essere accettate, tuttavia, solo se non limitano indebitamente il diritto
dell'espressione di s.
Vi sono, tuttavia, delle prigioni interiori, oltre a quelle esteriori.
Queste sbarre interiori all'espressione di s sono talora pi potenti
delle leggi o delle energiche restrizioni che limitano la capacit di
autoespressione della persona. E, poich sono spesso inconsce o razio-

4 A. LOWEN: Pleasure: a Creative Approach to Li/e (Il Piacere: un approccio


creativo alla vita); New York, Coward-Mc Cann, 1970.

nalizzate, la persona pi strettamente imprigionata da esse di quan


to non lo sarebbe se si trattasse di forze esteriori.
La persona depressa imprigionata dalle barriere inconsce dei vari
11Si dovrebbe" e <<non si dovrebbe", che la isolano, la limitano, e
successivamente ne opprimono lo spirito. Vivendo all'interno di que
sta prigione, l'individuo d la stura a fantasie di libert, concepisce
degli schemi per la propria liberazione e sogna un mondo nel quale
la vita sar diversa. Questi sogni, come tutte le illusioni, servono
a sostenere lo spirito, ma impediscono anche alla persona di confron
tarsi realisticamente di fronte alle forze interiori che la legano. Prima
o poi l'illusione crolla, il sogno svanisce, il piano fallisce, ci si ritrova
di fronte alla propria realt. Quando accade questo, l'individuo di
viene depresso e si sente senza speranza.
Nel preseguimento delle nostre illusioni, ci creiamo degli scopi irrea
li: cio scopi il cui conseguimento eventuale riteniamo ci consenti
rebbe automaticamente di essere liberi e di riconquistare il diritto
all'autoespressione, e ci renderebbe capaci di amare. Ci che irreale
non lo scopo ma il compenso che supponiamo debba seguire al suo
conseguimento. Tra le mete che tanti di noi perseguono senza sOsta
ci sono la ricchezza, il successo e la fama. Nella nostra cultura vi
una mistica della ricchezza. Dividiamo le persone fra quelle che
<<hanno" e quelle che "non hanno". Pensiamo che i ricchi siano pri
vilegiati nel senso che hanno i mezzi per soddisfare i propri desideri
e pertanto di realizzarsi. Purtroppo per molte persone le cose non
vanno a questo modo. La depressione colpisce tanto i ricchi quanto
i poveri. Non c' denaro che possa date le soddisfazioni interiori che,
sole, rendono la vita degna di essere vissuta. Nella maggioranza dei
casi, la spinta al guadagno devia l'energia da attivit pi creative e
pi appropriate all'espressione di s, e ne consegue un impoverimento
dello spirito.
Il successo e la fama appartengono ad una classe leggermente di
versa. La spinta al successo e alla fama si basa sull'illusione che ne
risulter aumentata non solo la nostra autostima, ma anche la stima
da parte degli altri, facendoci cos ottenere l'accettazione e l'appro
vazione di cui ci sembra di aver bisogno. Ebbene s, successo e fama
aumentano la stima che abbiamo di noi stessi e aumentano il nostro
prestigio in seno alla comunit. Ma questi guadagni apparenti fanno
ben poco per l'interiorit della persona. Troppe persone arrivate al
successo si sono suicidate al vertice della loro realizzazione. Nessuno
ha trovato il vero amore attraverso la fama, e pochi hanno superato
con essa il senso di solitudine interiore. Per quanto nutrito possa
essere l'applauso e per quanto frenetica possa essere l'acclamazione
della folla, tutto ci non tocca il cuore. Anche se questi traguardi

sono glorificati in una societ di massa, la vera vita si vive ancora a

un livello molto personale.


Pertanto possiamo definire meta irreale quella a cui sono collegate
aspettative irreali. Il vero obiettivo dietro la spinta a far denaro, al
successo o alla fama, raccettazione, la stima e l'espressione di se
stessi. Essere poveri, non aver avuto successo nella vita o restare sco
nosciuti equivale per molte persone a essere ''nessuno" e pertanto
a essere a un tempo indegni di essere amati e incapaci di amare. Ma
si illude chi pensa che ricchezza, successo o fama, possano cambiare
chi ''non nessuno)' in '(uno che qualcuno". La persona di successo
pu apparire "qualcuno') perch circondata dai segni esteriori del
l'importanza: vestiti, automobili, una bella casa, la celebrit. Pu pre
sentare l'immagine di ''uno che qualcuno", ma le immagini sono
fenomeni superficiali che spesso hanno scarsa relazione con la vita in
teriore. Di fatto, quando una persona deve proiettare l'immagine di
"essere qualcuno", ci significa che dentro di s non si sente "nessuno".
Tale sentimento deriva dalla dissociazione dell'ego dal corpo. La persona
che si identifica con ilsuo ego e nega l'importanza del corpo, in effetti,
non ha corpo. Il non sentire pi il proprio corpo che equivale a
non sentirsi ''nessuno", costringe una persona a sostituire alla realt
del corpo un'immagine basata sulla posizione sociale, politica o eco
nomica.
Se cerchiamo di conoscere la persona che sta dietro la facciata del
comportamento sociale, dobbiamo guardare il suo corpo, sentirne i
sentimenti, e comprenderne le relazioni. I suoi occhi ci diranno se
pu amare, il suo volto mostrer se sa esprimersi; e i suoi movimenti
riveleranno il grado della sua libert interiore. Quando siamo in con
tatto con un corpo vivo e vibrante, sentiamo immediatamente che
siamo in presenza di "uno che qualcuno" a prescindere dalla posi
zione sociale che occupa. E a prescindere da quello che ci stato
insegnato, la vita viene realmente vissuta al livello personale, nd
quale un corpo entra in relazione con un altro o con l'ambiente na
turale. Tutto il resto messa in scena, e, se confondiamo la messin
scena con il dramma della vita, siamo tra gli artigli dell'illusione.
Un fine irreale ha necessit di un modo di essere che venga appro
vato, perch dietro a tal fine vi la necessit dell'approvazione. Il
traguardo stato originariamente posto nell'nfarlzia e l'approvazione
desiderata era quella dei genitori, successivamente trasferita ad altri.
Illustrer questo aspetto del problema con un'altra cartella clinica.
Ho curato una giovane donna che era venuta a consultarmi per
una grave reazione depressiva verificatasi in seguito alla rottura del
suo matrimonio. Aveva scoperto che il marito aveva una relazione
sessuale con un'altra donna, e la cosa l'aveva profondamente colpita.

Era moderna, raffinata, certamente consapevole del fatto che sono cose
che comunemente succedono. Inoltre, la relazione tra marito e moglie
non era priva di conflitti; il marito non guadagnava abbastanza de
naro e la mia paziente si ingegnava a rendere il focolare domestico
confortevole per il marito e per il loro bambino. Il matrimonio inol
tre non era esente da problemi sessuali. La mia paziente, Selma, non
aveva mai raggiunto l'orgasmo nel corso dell'atto sessuale.
La depressione di Selma derivava dal fatto di aver perso l'amore
del marito? difficile calcolare quanto amore esista fra due persone,
ma, lavorando con Selma, non avevo l'impressione che soffrisse per
la perdita subita. Si sentiva.sola, ma la solitudine non l'equivalente
della depressione . Oltretutto aveva ancora il bambino e la casa di cui
occuparsi.
Selma era abbattuta perch non aveva previsto di poter essere
tradita e di essere cosl vulnerabile alla delusione. Soffriva di una vera
e propria perdita di stima di se stessa. Si era considerata superiore
al marito da molti punti di vista. Si riteneva pi intelligente, pi sen
sibile e pi realistica. Sentiva che il marito aveva bisogno di lei. Po
teva aiutarlo a ottenere successo e a realizzare le sue ambizioni. Si
vedeva come una sorta di forza ispiratrice, come la persona che diri
geva e gestiva gli affari del marito.
facile rendersi conto del perch Se1ma fosse rimasta cosl colpita,
dato che viveva con una simile idea di s. Non poteva concepire
che suo marito volgesse la propria attenzione ad un'altra donna, poi
ch vedeva se stessa come tutto quello che un uomo pu desiderare:
la moglie perfetta. Questa immagine piuttosto gonfiata di s esplose
in seguito alla delusione provocata dal tradimento del marito. L'ego
di Selma croll e lei precipit nella depressione.
Lo scopo irreale che Selma stava perseguendo era una relazione
nella quale si sarebbe sentita completamente sicura perch l'altra per
sona non avrebbe neanche potuto segnarsi di stare senza di lei. Il bi
sogno di una tale assoluta sicurezza denota la presenza di una pro
fonda insicurezza personale, che emerse nel corso della cura. I suoi
genitori avevano divorziato quando era ancora giovane ed era stata
profondamente ferita dalla perdita del rapporto con il padre. Vi erano
state altre privazioni di carattere emotivo relative ai primi anni della
sua vita che avevano modellato la sua personalit, creando in lei la
necessit di un grado esorbitante di sicurezza. Ma Selma non se ne
rendeva conto e anzi aveva trasferito il tutto sul marito. Era lui che
aveva bisogno di sicurezza, diceva Selma, ed era lei che gli avrebbe
data questa sicurezza con una devozione totale agli interessi di lui.
Gli scopi irreali ai quali Selma aveva consacrato la propria energia
erano di essere una moglie e una madre perfetta e di ottenere con ci

l'amore costante e incrollabile che le era stato negato quando era


bambina. Uno scopo era interiore, l'altro esterno, ma entrambi erano
irraggiungibili. Lo sforzo verso la perfezione riduce l'umanit di un
individuo e diviene auto-distruttivo. Pu ottenere soltanto lo scopo
di far apparire meno che perfetta un'altra persona. Nell'atteggiamento
di Selma nei confronti di suo marito possiamo rilevare una nota di
disprezzo e sospettare un'ostilit sotterranea. Esprimeva molti senti
menti amari e negativi nei suoi riguardi mentre cercava di uscire dal.
la depressione.
La ricerca di un amore incrollabile anch'essa autodistruttiva. Ci
che Selma voleva era qualcosa di pi dell'impegno di un marito a con
dividere la propria vita con una donna. Voleva che l'uomo fosse le
gato a lei dal bisogno e dall'ammirazione. Ma nessuno desidera essere
legato, perch si tratta di una limitazione della libert di un indivi
duo. Il marito di Selma pot reagire a questa inespressa richiesta
solo con un risentimento e una ribellione - latenti, che in seguito lo
condussero ad un'altra donna.
L'investimento di energia e Io sforzo che Selma aveva fatto tentan
do di conseguire i suoi fini irreali fu considerevole. Inizi prima del
l'adolescenza e _fin solo con il suo crollo. Quando la crisi venne, era
esausta: tanto fisicamente depauperata quanto psichicamente depres
sa. E la sua depressione pu essere considerata un modo usato dalla
natura per far cessare uno spreco insensato di energia e per darle il
tempo di riprendersi. Anche se di natura patologica, una reazione
depressiva anche un fenomeno di recupero. Il collasso come un
ritorno a uno stato infantile e, con il tempo, la maggior parte delle
persone guarisce spontaneamente.
Purtroppo, la guarigione non permanente. Appena l'energia ri
torna, la persona prima depressa rinnova i suoi sforzi per realizzare
il sogno. Talora questo rimbalzo dallo stato di depressione talmente
subitaneo e incontrollabile che la persona si solleva tanto in alto dal
suolo quanto prima era sprofondata in basso. Questi violenti sali
scendi di umore dalla depressione all'esaltazione e persino alla mania
fanno presagire una successiva reazione depressiva. L'esaltazione do
vuta ad un'esagerata presunzione che tutto sar diverso questa volta,
allo stesso modo che un alcolista giura di avere bevuto l'tima
goccia. Non mai cos. Finch nell'inconscio persiste un traguardo
irreale che dirige il comportamento, la depressione inevitabile.
Se la depressione comune oggi, ci si deve al fatto che viviamo
la maggior parte della nostra vita nella irrealt, e che gran parte
della nostra energia dedicata al perseguimento di scopi irreali. Sia
mo come speculatori del mercato azionario che giocano in Borsa per
ottenere profitti cartacei che olo pocbi possono incassare per goder

seli davvero. Questo investimento in beni azionari che giacciono al


di fuori di noi esseri umani, gonfia indebitamente il loro valore reale.
Una casa pi vasta, un'automobile di modello --pi recente, un mag
gior numero di accessori e cosi via hanno un certo valore positivo, pos
sono, di fatto, dare un contributo al godimento della vita. Ma se con
sideriamo queste cose come la misura del nostro valore personale,
se ci attendiamo che possederle dia un senso di pienezza alle nostre
vite vuote, creiamo le premesse di un'inevitabile deflazione, che de
primer il nostro spirito. Questo sicuro come l depressione che
nel campo del mercato azionario coglie Io speculatore nel momento
in cui si affievolisce la febbre del rialzo e il mercato crolla.
Andiamo incontro alla depressione quando per realizzarci ci rivol
giamo a fonti esterne alla nostra personalit. Se pensiamo che avere
tutti i vantaggi materiali di cui dispone il nostro prossimo accrescer .
la nostra personalit, o ci far essere pi in pace con noi stessi o ci
consentir di esprimerci meglio, andremo incontro ad una triste de
lusione. Allorch si instaura la delusione, .diventiamo depressi. Poich
questo l'atteggiamento che oggi hanno molte persone, ritengo che
dobbiamo aspettarci un incremento nel fenomeno della depressione e
del suicidio.

La persona diretta dall'interno


Dal punto di vista della tendenza alla depressione, le persone pos
sono essere divise in due categorie: quelle dirette dall'esterno e quelle
dirette dall'interno. Non si tratta di categorie assolute ma semplice
mente di termini utili per descrivere atteggiamenti e comportamenti;
di fatto molti si trovano a met strada, per i pi mostrano una pre
ponderanza di una tendenza o dell'altra. Per ragioni che presto diver
ranno evidenti, la persona diretta dall'esterno vulnerabile alla de
pressione mentre la persona diretta dall'interno lo molto meno.
In linea di massima, la persona diretta dall'interno ha un senso
forte e profondo di s. Al contrario della persona diretta dall'esterno,
il suo comportamento e i suoi atteggiamenti non sono facilmente in
fluenzabili dagli schemi mutevoli dell'ambiente. La sua personalit
dotata di una stabilit e di un ordine interiori e poggia sul fonda
mento solido della coscienza e dell'accettazione di s. Sta in piedi da
s e sa bene dove si trova. Queste qualit mancano alla persona che
diretta dall'esterno. Quest'ultima rivela forti tendenze alla dipen
denza, poich ha bisogno di altre persone cui appoggiarsi emozional
mente. Poi, allorch vien meno il loro appoggio, questa persona si
sente depressa. Ha quello che si dice una struttura caratteriale "orale",

il che significa che i suoi bisogni infantili di sentl!Sl sostenuto, accet


tato e di fare esperienza del contatto e del calore del corpo non sono
stati soddisfatti. Sentendosi insoddisfatto, non ha ragione di aver fi
ducia n in se stesso n nella vita.
Una delle differenze esistenti tra le persone dirette dall'interno e
quelle dirette dall'esterno rappresentata da ci in cui la persona
ripone la propria fede. La persona diretta dall'interno la ripone in
se stessa. La persona diretta dall'esterno la ripone in altre persone
e cosi corre costantemente il rischio di esserne deluso. Cerca sempre
qualcosa al di fuori di s in cui credere: una persona, un sistema,
una credenza, una causa, o un'attivit. A livello conscio si identifica
molto con i propri interessi esteriori. A prima vista, potrebbe sem
brare un approccio positivo, ed esteriormente una persona del genere
sembra essere interessata e attiva. Ma fa le cose per gli altri, e le fa
con la inconscia attesa che gli altri riconoscano il suo valore e rispon
dano amandola, accettandola, e appoggiandola. La persona diretta dal
l 'interno agisce e fa le cose per s. La sua identificazione primaria
con se stessa in quanto persona e le sue attivit sono espressione
di ci che . Trova soddisfazione nel suo modo di reagire al mondo
anzich nella reazione del mondo nei suoi confronti. Quanto ai biso
gni insoddisfatti dell'infanzia, e tutti ne abbiamo, un tipo di persona
di questo genere non si attende di vederli ora soddisfatti da altri.
Sarebbe facile dividere le persone in dipendenti e indipendenti e
fare un1equazione tra la persona diretta dall'interno e la persona in
dipendente, analogamente a quanto ho fatto stabilendo un'equazione
tra la persona diretta dall'esterno e la persona dipendente. Ho evitato
questa classificazione perch le apparenze talora portano fuori strada.
La persona diretta dall'esterno spesso agisce in maniera molto indi
pendente. Spesso si presenta come una persona di cui si ha bisogno
e cos d l'impressione d;essere indipendente. Tale comportamento
una chiara indicazione che la psona diretta dall'esterno e pertanto
in realt dipendente dietro la facciata dell'autosufficienza. E, come
abbiamo visto, tale ruolo ha lo scopo di soddisfare bisogni relativi
alla propria condizione di dipendenza, mentre il soggetto li nascon
de a se stesso e agli altri. La persona che pu apertamente esprimere
i bisogni relativi alla propria condizione di dipendenza, non ha tante
probabilit di divenire depressa quante ne ha la persona che li na
sconde dietro un'apparenza di indipendenza.
Un'altra differenza importante tra questi due tipi di personalit
sta nel modo in cui riconoscono i loro problemi e definiscono i loro
desideri. La persona diretta dall'interno conosce ci che vuole e lo
esprime concretamente. Pu dire, per esempio: ''Sento che sto affati
candomi troppo e ho bisogno di riposarmi", o pu osservare: "Il mio

corpo troppo teso, il mio respiro troppo superficiale. Ho bisogno


di aprirmi" . Parla personalmente da una posizione di consapevolezza
di s. La persona diretta dall'esterno non pu farlo; le sue richieste
sono di indole generale come i termini in cui vengono espresse: ad
esempio " Voglio l'amore" oppure Voglio essere felice " . Questo stile
di espressione denota una mancanza di consapevolezza di s e di quel
saldo sentire che la renderebbe centrata in se stessa come lo la per
sona diretta dall'interno.
La direzione dall'interno data da un saldo modo di sentire che
consente una sola linea d'azione. Ci non significa che la persona di
retta dall'interno sia dominata da un singolo sentimento e che pro
ceda in una sola direzione. Tale atteggiamento implicherebbe una
rigidit che cederebbe inevitabilmente allorch la persona non potes
se pi mantenere la tensione richiesta. In una persona sana i senti
menti cambiano costantemente. Uno pu essere arrabbiato, e poi amo
revole, triste, poi pieno di gioia. Ogni forte sentimento crea una nuova
direzione che la reazione personale dell'organismo all'ambiente. Tut
te le vere emozioni hanno questa qualit personale. Sono espressioni
dirette delle forze vitali nella persona.
La fede pu essere considerata un aspetto del sentire. Pi si sente
e pi forte la fede. Uno la fede non la sente. Ci che normalmente
si sente sono le diverse emozioni. Ma allorch si agisce in base ad
un'emozione o a un sentimento vigoroso, si agisce in base alla fede:
alla fede nella validit dei propri sentimenti, alla fde nel s.
La persona a cui manca la fede ha represso tutte le forti emozioni.
Le ha sostituite con una serie di credenze o illusioni al fine di gui
dare e dirigere il proprio comportamento. Potrebbe trattarsi, ad
esempio, di uno studente estremista il quale rhiene che la violenza
sia il solo mezzo per rovesciare un sistema da lui considerato oppres
sivo. In nome di questa credenza egli probabilmente aduner notevoli
energie ed evocher qualcosa che avr l'apparenza di sentimenti ge
nuini. Ma i suoi sentimenti non sono personali. Non arrabbiato
per un insulto ricevuto personalmente. Non triste per una perdita
subita personalmente. Ha messo da parte i suoi sentimenti personali
a favore di ci che ritiene siano i bisogni degli altri. E con questa
stessa azione si rivela una persona diretta dall'esterno. Troppo spes
so queste persone diventano depresse quando la causa per la quale
combattono e soffrono subisce un rovescio.
Non sto polemizzando contro l'impegno nell'una o nell'altra causa.
Ma evidente che la nostra occupazione primaria deve essere il per
seguimento del nostro benessere. Se ogni individuo potesse fare da
s, se potesse prendersi cura dei propri bisogni, il mondo sarebbe 1ne
vitabilmente migliore. Tuttavia la persona diretta dall'interno non
C(

egoista. una persona centrata in se stessa, ed un reale interesse per


s la rende consapevole di dipendere dal benessere di tutte le altre
persone che fanno parte della comunit in cui vive. una persona
veramente umanitaria perch consapevole della propria umanit, del
fatto di essere una persona.
Il fatto di trasferire i nostri problemi ad altri e di pretendere che
vengano da essi risolti una caratteristica della persona diretta dal
l'esterno. , purtroppo, anche il segno caratteristico del nostro tem
po. Con dispiacere osserviamo l'erosione graduale del senso della re
sponsabilit personale. Senza volerlo, la psicanalisi ha purtroppo con
tribuito a questa situazione. Avendo mostrato in ogni analisi com
pleta che l'individuo non ha colpa delle sue difficolt e delle sue sven
ture, ha in tal modo indirettamente incoraggiato la tendenza opposta:
la tendenza da parte delle persone sofferenti ad attribuire la colpa
di tutto alla societ. Se la societ in torto, sar sempre essa a dover
rimediare al problema. Poich la societ formata da tutti gli altri,
nessun individuo si sente personahncnte responsabile.
La societ un'entit vaga, ad essa manca un potere reale. Ci
che accade che il peso di tutti i nostri mali personali e sociali viene
spostato sul governo. difficile concepire come il governo possa su
perare le nostre reazioni depressive, curare le nostre tendenze schi
zoidi, proteggerei contro l'ansia, e cos via. Allorch i singoli citta
dini trascurano la responsabilit che hanno personalmente di mante
nere pulita, ordinata e sicura la comunit, al governo diviene difficile
persino fornire i servizi essenziali. un'illusione credere che il go
verno non abbia che da intervenire con stanziamenti maggiori per
rimediare a tutti i nostri problemi sociali. Tali illusioni caratterizzano
le persone dirette dall'esterno.
Una combinazione di fede e di responsabilit personale al centro
di ogni sistema religioso. Se l'individUo non avesse assunta la respon
sabilit di sostenere i principi morali ed etici Che incarnano e vitaliz
zano le sue credenze religiose, la fe.e religiosa non avrebbe senso. La
fede e la credenza formano un tutto integrato quando entrambe fanno
parte della vita quotidiana di una persona. In coloro che sono in pos
sesso di questa lega, la tendenza alla depressione molto ridotta.
Tuttavia anche vero che molte persone che diventano depresse
hanno mostrato un certo grado di responsabilit personale simile alla
loro apparente indipendenza. Si sono sforzati di stare in piedi da s,
ma possiamo scommettere dalla depressione che ne seguita che la
fatica non era generosa e sincera. L'analisi rivela sempre in questi
casi che lo sforzo non stato fatto per il valore che esso pu avere,
ma come mezzo per ottenere approvazione ed accettazione. Questa
responsabilit simulata molto differente dalla fede religiosa sincera

secondo la quale ogni individuo maturo responsabile verso se stesso


e verso il suo Dio del grado di qualit della propria vita. Non si pu
fare a meno di essere impressionati dalla forza e dal coraggio delle
persone sinceramente religiose di fronte a grandi difficolt. Taie riso
lutezza oggi non comune.
Quando una persona diviene depressa, si ha una chiara indicazione
del fatto che non sta in piedi sulle sue gambe. un segno che manca
di fede in se stessa. Ha sacrificato la propria indipendenza in cambio
della promessa di un soddisfacimento che le venisse da altri. Ha inve
stito le p'oprie energie nel tentativo di realizzare questo sogno : il
sogno impossibile. La sua depressione esprime la bancarotta e la delu
sione personali. Ma se capita e guidata in modo appropriato, la rea
zione depressiva pu aprire la via ad una vita nuova e migliore.
Molte persone vengono aiutate dalla terapia a superare la depres
sione: da una terapia che aiuti il paziente a mettersi in contatto con
i propri sentimenti, con la propria interiorit. Ci, a sua volta, aiuta
l'individuo a riacquistare una certa misura di indipndenza e intanto
riorienta il soggetto in direzione del proprio s. Quando ha suc
cesso, finisce col far riacquistare all'individuo la propria fede in se
stesso. E l'individuo, se vuole superare la propria tendenza depres
siva, deve finire per diventare una persona diretta dall'interno.

Il processo di " Grounding " nella realt

Esaltazione e depressione
Poich la reazione depressiva il fattore che porta la persona in
terapia e ne rappresenta il motivo principale di lamentela, tendiamo
a trascurare il fatto che in genere parte di un ciclo formato da alti
e bassi. Nella maggior parte dei casi, la reazione depressiva prece
duta da un periodo di esaltazione, il cui crollo tuffa l'individuo nella
depressione. Per comprendere fino in fondo la reazione depressiva,
dovremmo anche comprendere il fenomeno dell'esaltazione.
Non difficile riconoscere i segni dell'esaltazione. La persona esal
tata iper-attiva, parla pi rapidamente, le sue idee sembrano scor
rere pi liberamente, e la stima che ha di se stessa notevole. Un
ulteriore sviluppo di questo fenomeno porta alla condizione mania
cale. La psicanalisi si occupa da molto tempo del problema della mania
e della depressione. Otto Feniche! vede la reazione depressiva come
Il
primaria, il che vero dal punto di vista storico. Egli afferma:
carattere trionfalistico della mania deriva dalla liberazione di energia
compressa nella lotta depressiva e che ora cerca uno sfogo " .1 Dal
punto di vista dell'ego vi una - certa validit in queste interpretazioni.
Nella condizione depressiva, l'ego legato al corpo in stato di col
lasso per essere stato sopraffatto da sentimenti di disperazione. Lotta
per liberarsi, e, quando si libera, sorge trionfante come un palloncino
gonfiato di gas, che venga abbandonato dalla mano di un bambino
e che si gonfi sempre di pi a mano a mano che sale. Vi un
aumento di esaltazione nella condizione maniacale, ma questo aumen
to di eccitazione, o di carica energetica, limitato alla testa e alla
superficie del corpo, dove va ad attivare il sistema muscolare volon
tario, producendo la caratteristica iperattivit ed esagerata volubilit.
tt

1 OTTo FENICHEL: The psychoanalytic Theory of Neurosis; New York, W.W.


Norton & Co., 1945. Tr;ld. it. Trathtto di psicoanalisi, Astrolabio, Roma.

Questa direzione della corrente, verso l'alto anzich verso il basso,


non porta alla scarica, che una funzione della parte inferiore del
corpo. Serve invece a concentrare l'attenzione sull'individuo e rappre
senta un tentativo di ripristinare il senso di onnipotenza infantile pre
maturamente perduto. Feniche! riconosce il carattere illusorio dell'en
tusiasmo maniacale, allorch afferma: " L'entusiasmo maniacale non
segno di una libert genuina dalla depressiofle bensl una negazione
impacciata dei legami di dipendenza" .z
Lo stato di esaltazione soltanto un grado inferiore di questo tipo
di reazione. L'ego nella persona esaltata inoltre sovraeccitato come
se stesse attendendo un avvenimento straordinario o miracoloso in
grado di realizzare il desiderio pi profondo della persona in questio
ne. Possiamo paragonare tale reazione a quella di un bambino che
sia stato separato dalla madre e che ora ne preveda il ritorno con in
tensa eccitazione. Per un bambino molto piccolo il ritorno della madre
perduta (ovvero la restituzione del suo amore) rappresenta il desiderio
pi profondo. L'amore della madre rappresenta la soddisfazione di
tu tti i bisogni.
Ogni reazione depressiva si basa sulla perdita dell'amore della ma
dre. Tratter questo aspetto del problema in un capitolo successivo.
, A questo punto importante semplicemente sapere che questa per
dita non stata accettata come irrevocabi'le. La speranza, generalmente
inconscia, della restituzione, spiega perch l'energia oscilli verso l'alto,
traducendosi in esaltazione. Purtroppo l'individuo esaltato non si ren
de conto della dinamica della sua reazione e del fatto che inconscia
mente considera le persone intorno a lui come altrettante figure sost:
tutive della madre, che lo ameranno, si prenderanno cura di lui, e
persino lo nutriranno. L'interesse iniziale che esse dimostrano nei suoi
confronti sembra dare sostegno a questo transfert. Man mano, per,
che la sua esaltazione aumenta, gli altri si sentono importunati e si
tirano indietro. impossibile che soddisfino le sue attese inconsce,
e l'individuo esaltato prima o poi si sentir respinto. Cosl la bolla di
sapone della fiducia in se stesso e della stima di s che accompagnava
il !Senso di esaltazione si rompe e ne segue una reazione depressiva.
Il collasso un fenomeno bio-energetico. La carica bio-energetica che
aveva eccitato le strutture periferiche si ritira al centro del corpo,
nella regione del diaframma, dello stomaco e del plesso solare. L'anni
potenza dell'ego si muta in impotenza. Non vi sforzo di volont
che consenta alla persona depressa di continuare a impegnare le pro
prie forze.
Le persone che soffrono di depressione hanno bisogni orali insoddi2

FENICHEL: op. cit.

sfatti: di essere sostenuti, di avere contatti corporei, di succhiare, di


essere oggetto di attenzione e di approvazione, e di essere scaldati.
Questi vengono chiamati bisogni orali perch corrispondono all'et del
la prima infanzia, in cui l 'attivit orale domina la vita. Ci equivale
a dire che questi individui sono stati privati dell'amore della madre
e di quel soddisfacimento che sarebbe loro derivato da un amore
sicuro e incondizionato. Se questa privazione determina la struttura
del carattere fondamentale d'una persona, tale struttura pu essere
definita come quella d'una personalit orale.' Nell'adulto questi bi
sogni insoddisfatti vengono rivelati dall'incapacit di starsene da soli,
dalla paura della separazione, dall'eccesso di loquacit, o altre attivit,
dalle vanterie o da altre manovre miranti ad attirare l'attenzione,
dalla sensibilit al freddo e da un atteggiamento di dipendenza. Se
la privazione subita meno grave, dkiamo che l'individuo ha tratti"
orali o una tendenza orale nella propria personalit.
I bisogni orali insoddisfatti nell'infanzia non possono esser soddi
sfatti nella vita adulta. Nessun surrogato di cure materne potr dare
a una persona la sicrezza che questa non ha avuta durante l'infanzia.
Da adulti si deve trovare la sicurezza in se stessi. Per quanta atten
zione, ammirazione, approvazione o amore si dia ad una personalit
orale, ci non riempie il suo vuoto interiore. Tale soddisfacimento pu
essere conseguito da un adulto solo a livello adulto; cio tramite
l'amore, il lavoro e la sessualit. Il sogno che si possa capovolgere
il passato un'illusione. Quando si incoraggia un paziente a regredire
ad uno stato infantile nella terapia, lo scopo di far s che sperimenti
le condizioni di privazione e affronti i conJlitti e i sentimenti da essa
causati. L'obiettivo quello di superare la fissazione infantile incon
scia e di aiutarlo cosl a funzionare in modo pi completo, da adulto,
nel presente. Finch i bisogni orali continueranno a influenzare il suo
comportamento, la persona in questione sar soggetta ad oscillazioni
cicliche di umore dall'esaltazione alla depressione.
E questo l'ho visto accadere ta!lte volte con le personalit orali
che, quando lavoro con esse, le metto in guardia dall'esaltarsi. Se si
esaltano, le metto in guardia nei confronti della depressione che se
guir. Tale avvertimento dato in anticipo.- sempre utile, perch in
troduce nel loro pensiero una nota di realismo, che agisce da freno
nei confronti delle fluttuazioni d'umore, cosicch, quando arriva la
depressione, non cos grave. In uno stato di esaltazione si pensa che
tutto funzioner splendidamente. Ma ci non pu avvenire se i pro
blemi a monte non sono stati risolti completamente. Mantenere un
3

A. LowEN: Physical Dynamics of Character Structure (Le dinamiche fisi


che della struttura del carattere); New York, Grune & Stratton, 1958.

paziente del genere .,. gi" di tono, equivale a farlo stare maggior
mente a contatto con tali problemi e pertanto a facilitarne la soluzione.
"Gi" ha anche un altro significato. Opposto a " su " , cio alla di
rezione in cui si trova la testa, ccgi" significa verso la parte inferiore
del corpo, verso le gamb e il suolo. Lo star gi per qualsiasi indi
viduo significa essere pi vicino alla propria realt. Effettivamente,
quando l'individuo cade da uno stato di esaltazione in uno stato di
depressione, va talmente gi che gli sembra di essere seppellito in una
buca nel terreno, da cui non si pu vedere la luce del giorno. Diviene
necessario, allora, aiutarlo a tirarsi fuori, ma ci pu esser fatto solo
se il paziente riconosce di non essere mai stato in piedi su terreno
solido. La buca era l, camuffata magari da rametti e foglie, non abba
stanza forti da costituire una solida base per la personalit . Il pazien
te non aveva mai avuto realmente fiducia in questa copertura, dal
momento che non aveva mai consentito che tutto il peso della sua
persona ovvero del suo corpo poggiasse su di essa. Aveva cercato di
tenersi su, dall'alto del suo ego e della sua volont, ed era sprofondato
nella depressione quando questo supporto illusorio era crollato. Ma,
ogni volta, aveva reagito sollevandosi sempre pi da terra anzich
costruiisi una solida base su cui stare in piedi. Quando esaltato,
su, c su per aria", cc su tra le nuvole " , e i suoi piedi non poggiano
" veramente" per terra.
In una persona sana non vi sono fluttuazioni di umore tra l'esalta
zione e la depressione. Chi Sano ha sempre i piedi per terra: la
base da cui poter agire. Pu eccitarsi per qualche avvenimento o per
qualche previsione che gli porta una forte corrente di energia alla
testa, ma i suoi piedi non abbandonano mai realmente la terra ferma.
Pu provare un sentimento di piacere o persino di gioia intensa, ma
raramente di esaltazione. Se l'avvenimento o la previsione si dimo
stra alla fine deludente, pu rattristarsi, abbattersi un poco, ma non
deprimersi. Non perde la capacit di rispondere a situazioni nuove,
come fa invece chi vittima di una reazione depressiva.
Quando le persone oscillano tra alti e bassi, ci indica che dal
punto di vista bio-energetico, hanno perso il senso di avere i piedi
posati su terreno solido. Penso che la stessa cosa potrebbe dirsi di una
cultura che fluttui tra alti e bassi, tra un entusiasmo troppo ottimi
stico che tutti i problemi saranno facilmente risolti e la totale sfiducia
nella possibilit di risolver li. Se la gente tiene i piedi ben piantati per
terra i problemi possono essere visti realisticamente, rendendosi conto
che sono montagne, ma sapendo anche che gli esseri umani dotati di
fede hanno spostato le montagne.
Gli alti preannunciano i bassi, ma debbono essere considerati an
che come tentativi di sfuggire ai sentimenti di abbattimento che si

hanno dentro. Ecco la sola spiegazione della disperazione con la quale


tanti giovani cercano di tirarsi su facendo uso di stupefacenti. Il viag
gio, o volo, prodotto da una droga li tira su mentalmente e li fa uscire
dal corpo: lontano da quell'abbattimento che altrimenti li farebbe sen
tire sepolti in una buca. difficile prendersela con i giovani che cer
cano questo tipo di evasione quando i medici prescrivono altri psico
farmaci per ottenere lo stesso scopo coi loro genitori. Non me la pren
do nemmeno con i medici, poich la disperazione e la depressione
sono forme di morte vivente spesso intollerabili. Purtroppo non c'
psicofarmaco che dia un aiuto duraturo. Il sollievo che gli psicofar
maci inducono sempre seguito da uno stato di abbattimento, e cos
si viene creando una dipendenza psicologica che pu essere tremenda
come qualsiasi dipendenza fisiologica. La nostra salvezza pu basarsi
solo sulla comprensione degli stati di abbattimento e sulla loro accet
tazione, poich essi, almeno, forniscono un terreno solido sul quale
costruire.
Gli stati di eccitazione da alcol, naturalmente, non sono diversi
da quelli da psicofarmaci o da altri episodi maniacali o di esaltazione.
Una persona che fa uso di una bevanda alcolica per tirarsi su, ovvia
mente ha bisogno di qualcosa che la sollevi dal suo senso di abbatti
mento. Non sto dicendo che chiunque prenda una bevanda alcolica
stia rifuggendo dalla depressione. Dico che se uno ha bisogno di una
bevanda alcolica questo un brutto segpo. La persona che pu pren
dere e lasciare l'alcool, pu goderne i moderati effetti rilassanti e sti
molanti. Stiamo parlando, invece, delle persone che cercano uno stato
di esaltazione. Quando una persona euforica, si trova letteralmente
sollevata dal suolo, ha il senso dell'equilibrio turbato, i piedi mal
fermi non solidamente appoggiati per terra, e probabilmente avver
tir l'esistenza di uno spazio fra i piedi e il suolo.
Tutti sanno che uno stato di euforia prodotto dall'alcol seguito
da uno stato di prostrazione. AHorch vi sono sintomi fisici, parliamo
di postumi di una sbornia. Ma, anche se non vi sono postumi di
ordine fisico, l'umore del giorno seguente depresso. Ci aumenta
il bisogno di un'altra bevuta, se non si riesce ad affrontare il senso
di abbattimento.
Il ritorno dallo stato di esaltazione prodotto da una droga pu
essere in qualche modo differente. Gli effetti delle droghe sono gene
ralmente di durata pi lunga di quelli dell'alcol. Una persona che
ritorna a terra da uno. stato di euforia prodotto da una droga pu
non sentirsi abbattuta il giorno dopo perch gli stupefacenti sono degli
agenti pi potenti dell'alcol nello smorzare le sensazioni. Gli stati
di esaltazione da marijuana tendono a lasciare il soggetto in condi
zioni di apatia non percepibile come abbattimento, perch non viene

percepita affatto. Alcune persone possono sostenere di avere fatto


viaggi dai quali sono tornati emergendo in uno stato di esaltazione.
Non voglio metterlo in dubbio, dato che per ogni generalizzazione vi
sono delle eccezioni. Ma non si tratta dell'esperienza abituale.
Alcune persone debbono essere davvero disperate se possiam'? giu
dicarlo dal fatto che cercano di restare continuamente in uno stato
di eccitazione. A questa categoria appartengono i tossicodipendenti
da droghe pesanti. In loro l'abbattimento cos doloroso da indurii
a mantenere lo stato di esaltazione a tutti i costi. Ma di tanto in tanto
incontro qualcuno che mi chiede: " Perch non possiamo stare su
tutto il tempo ? " . Tale domanda rivela a che grado di irrealt sia
arrivato il soggetto. Suppongo che uno possa rimanere in stato di ecci
tazione da stupefacenti finch non ha un collasso o _ muore, ma sono
questL-ritorni definitivi che non permetton.o nel secondo caso un ulte
riore movimento di risalita. Nu11a pu star su eternamente: nemme
no un albero o una montagna. f..1a la durata del tempo per cui sta
su dipende da quanto sia ben radicato nel suolo, nel caso dell'albero,
o dalla solidit della sua base nel caso della montagna. Per un albero
star su non sinonimo di esaltazione, significa stare eretto.
Ho parlato di come una persona depressa sprofondi in una buca.
In realt il buco nelle sue sensazioni e sentimenti, o pi precisamente
nel suo corpo. Il buco di sentimento in una persona il senso di
vuoto interiore del quale molti si lamentano: specialmente persone
con una struttura caratteriale orale. Il buco nel corpo una mancanza
di sensibilitD nella pancia. Ho spiegato, prima, nel caso del carattere
orale, come la carica si ritiri dall'estremit della testa verso il centro
del corpo. Invece di fluire attraverso tale regione nella parte inferiore
del corpo, trattenuta nella sezione mediana per la paura - una
paura inconscia - che non vi sia un terreno sul quale poggiare, nulla
o nessuno che ci sostenga se d si lascia andare. Per effetto di questo
ritegno, la parte inferiore del corpo sotto carica dal punto di vista
energetico, e ci contribuisce notevolmente a dare un senso di insicu
rezza. E il ventre che contiene le viscere manca anch'esso di senti
mento o di carica. Quando manca la capacit di sentire in quella zona,
come se una persona fosse senza budella allorch si tratta di stare
in piedi sulle proprie gambe e di prendere una posizione nella vita.
Il ventre vuoto, la paura profonda di non aver " fegato", o di non
essere in grado di fronteggiare una crisi, un buco incolmabile che
si apre nella personalit.
Nel pensiero giapponese, il ventre considerato il centro vitale del
la persona umana. Viene chiamato hara. Come mette in rilievo Karl
fried Durckheim, i giapponesi "si rendono conto che la vita sulla terra
sia per quanto riguarda i bisogni che essa comporta, sia per quanto

riguarda il loro soddisfacimento, pu realizzarsi nel modo giusto solo


se una persona non esce dall'ordine cosmico, solo se mantiene il pro
prio contatto con la grande unit originaria. Un contatto durevole con
essa si palesa nell'uomo che mantiene il proprio incrollabile centro
di gravit in quel punto centrale che lo bara" .' Cosl, nella fgnra del
Budda, come in quella degli altri grandi maestri, il ventre viene mo
strato ome il centro, ccdal quale fluisce tutto il movimento e dal
quale il movimento riceve forza, direzione e misura'' .5 Sia che accet
tiamo questo punto di vista giapponese, sia che non lo accettiamo,
dobbiamo riconoscere che il ventre la parte del corpo nella quale
ha inizio la vita individuale, e dalla quale essa emerge alla luce del
giorno.
Secondo i Giapponesi, se un uomo ha bara, significa che centrato.
Significa anche che bilanciato sia fisicamente che psicologicamente.
Una persona equilibrata calma, a suo agio, e finch rimane a quel
modo, i suoi movimenti sono senza sforzo ed al tempo stesso magi
strali. Lo bara il segreto del tiro con l'arco zen poich cbi possiede
lo bara sintonizzato attraverso il proprio centro vitale con tutte le
forze del mondo esterno. Cosl i suoi movimenti non sono voluti ma
fluiscono naturalmente come risposta di tutto il suo essere ad una
determinata situazione. Ci si potr chiedere: perch mai il ventre
tanto importante? La risposta cbe si tratta della sede della vita. Ci
si siede letteralmente nel proprio ventre e cosl attraverso di esso si
entra in contatto con il pavimento pelvico, con gli organi sessuali
e con le gambe. Se ci si tira in su nel torace o nella testa, si perde
questo contatto essenziale. La direzione verso l'alto verso la coscien
za e l'ego. In una cultura che esagera tali valori, la posizione corretta
del corpo con il ventre in dentro e con il petto in fuori. Nella mito
logia antica, il diaframma veniva paragonato alla superficie della terra.
Tutto ci cbe stava al di sopra della superficie era luce e pertanto con
sapevole. Sotto la superficie era l'oscurit che rappresentava l'incon
scio. Tenendosi al di sopra del diaframma, si separa la coscienza dalle
profonde radici che essa ha nell'inconscio. L'importanza del ventre
ed il significato dello bara che solo se si sta nel proprio ventre, per
quel che rignarda il sentire, si evitano le divisioni tra il conscio e
l'inconscio, l'ego ed il corpo, tra la personalit ed il mondo. Hara rap
presenta _.:no stato di integrazione o di unit della personalit a tutti
i livelli della vita.
Una persona dotata di bara naturalmente una persona diretta dal
l'interno con tutte le qualit appropriate. In realt lo bara rappre4

KARLFRIED DuRCKHEIM: Rara, Il centro vitale dell'uomo secondo lo Zen


Edizioni Mediterranee, Roma.

senta uno stato ancora superiore: uno stato di trascendenza nel quale
un individuo grazie alla piena comprensione e realizzazione della pro
pria esistenza, si sente parte della grande Unit o Universale. Una
persona del genere ha fede non dal punto di vista di un credo, che
una funzione della coscienza mentale, ma in quanto ha una convin
zione interiore profonda che sente nelle viscere. Solo una fede del ge
nere ha un vero potere di sostegno. Questo aspetto ci fa comprendere
che una vera fede non pu essere predicata. Essa pu essere ottenuta
solo per mezzo di esperienze che arrivano in profondit ed evocano
sensazioni viscerali.
Essere "fulfilled" (in italiano, soddisfatto), vuoi dire essere "fil.
led full",* cio riempito del tutto, pieno. E ci significa un ventre
pieno o di buon cibo o di sane sensazioni. E non si tratta di quel
tipo di pancia che l'effetto di un accumulo di grasso sulla parte
esterna di una parete addominale tesa e contratta. Il fatto che la pie
nezza del ventre sia il segno della vitalit di un organismo mi fu di
mostrato in maniera sorprendente molti anni or sono. La mia cagna
aveva dato alla luce la sua prima cucciolata: dieci cagnolini vivi. Sic
come anche per noi era la prima esperienza con un parto del genere,
mia moglie ed io ci trovavamo impreparati a fronteggiare la situa
zione. Se lasciavamo le cose come stavano, i cuccioli pi forti avreb
bero succhiato tutto il latte, lasciando morire i pi deboli. Alla fine
della prima giornata, chiamammo un veterinario. La sua soluzione fu
semplice. Divise i cuccioli in due gruppi, un gruppo dei pi forti ed
un gruppo dei pi deboli. Ai pi deboli fu data la possibilit di suc
chiare il latte per primi. E solo quando avevano finito loro, si con
sentiva ai pi forti di nutrirsi. Per separare i cuccioli nei due gruppi,
il veterinario li prese in mano uno per uno e palp loro il ventre.
Quelli con il ventre pieno erano considerati i pi forti. Ma in base
a quel sistema tutti e dieci i cagnolini riuscirono a sopravvivere.

Fornire l'individuo di 'grounding'


II procedimento secondo cui si fanno arrivare le sensazioni nel ven
tre in modo che una persona possa sentire le proprie viscere e nelle
gambe in modo che possa sentirle come radici mobili, viene definito
con l'espressione: fornire di grounding', ossia di base, l'individuo.
La persona in tal modo radicata sente di avere il solido appoggio della
terra sotto di s ed il coraggio di stare in piedi o muoversi su di essa
come desidera. Avere grounding" significa essere in contatto con
* N. d. T. - Si sono Jasciate le espressioni inglesi nella frase per evidenziare
la corrispondenza etimologica.

la realt; le due cose sono sinorum1 1n inglese. Spesso in inglese si


dice che una persona completamente in contatto con la realt ha
i piedi per terra' o che "well grounded" (con buone fondamenta).
Ne segne che allorch un individuo ha 'grounding', non agisce pi
sulla base di illusioni. Non ne ha bisogno. D'altro canto la persona
che si attacca alle proprie illusioni, sia che ne abbia, o non ne abbia
bisogno, si tiene sospesa nelle nuvole e cosl si nega la possibilit di
avere 'grounding'. Ogni buon psichiatra lavora per dissipare le illu
sioni del proprio paziente, ed per questo che taluni lo chiamano
" riduttore di teste " .
Tale compito molto pi facile da svolgere una volta che la'persona
divenuta depressa o abbattuta, poich almeno temporaneamente, le
sue illusioni hanno perduto il potere di tenerla sospesa in aria.
Tuttavia il processo di 1grounding' non un compito facile in nes
suna. condizione. Vi sono ansie profonde che l'ostacolano. Ho citato
la paura che, se ci si lascia andare, non ci sia nessuno a sostenerci.
Le assicurazioni verbali del contrario sono gesti che, al di l delle
buone intenzioni, si dimostrano vani. Chi apre il proprio cuore agli
altri scopre rapidamente di non essere solo. Quasi tutti rispondono
con calore ad una persona il cui cuore si sia aperto. Ma, per raggiun
gere questa apertura dell'essere, la persona deve superare le ansie
che ha in relazione al senso di solitudine ed imparare cosl che non
hanno pi rilevanza.
L'individuo medio teme anche che, se si lascer andare, potrebbe
non risollevarsi pi. Nel suo ventre albergano sentimenti di profonda
tristezza e di disperazione ai quali ha paura di cedere. Ha impegnato
le proprie energie nella lotta per superarli. Pertanto lasciarsi andare
ad essi sarebbe sentito come un fallimento personale, una disfatta
dell'ego ed una analoga perdita di integrit. Eppure l'individuo medio
ha voglia di arrendersi perch la lotta non ha pi senso, essendo di
venuta una lotta contro la persoflalit. spaventato; ma, se sta lavo
rando con un terapeuta che ha accompagnato altri attraverso il loro
inferno personale, pu trarre coraggio dalla fede del suo medico. Uno
psichiatra deve essere un uomo di ((fede " - cio deve egli stesso
avere grounding' - se si vuole che possa trasmettere un poco di
fede ai suoi pazienti.
Quando un paziente comincia a permettere la formazione di sensa
zioni nel proprio ventre, invariabilmente piange. Pianger sia per la
tristezza di una vita senza fede, sia per la contentezza di rendersi
conto che gli possibile una vita di fede. Non scorreranno solo la* N.d.T.
In inglese stata usata l'espressione
l'azione di restringimento.

"

shrink , che indica appunto


"

crime. Tutto il suo corpo sussulter di singhiozzi, ora dolorosamente,


ora piacevolmente. Eliminando le sensazioni dal ventre, aveva repres
so il pianto, d bambino, quando aveva scoperto che non serviva a
portargli l'amore, la sicurezza e il conforto di cui aveva bisogno. Con
il ritorno delle sensazioni, tornano tali sentimenti, non solo una volta
ma pi volte successive, sinch il dolore del passato completamente
eliminato.
Poi, man mano che le sensazioni si sviluppano sempre pi profon
damente nel ventre, giungendo a toccare il pavimento pelvico, si tra
sformano in sensazioni sessuali, che per la maggioranza degli esseri
umani, sono un'importante fonte di angoscia. Per comprendere questa
angoscia dobbiamo distinguere tra sensazioni sessuali e sensazioni geni
tali. Le sensazioni genitali fanno parte di quelle sessuali, ma non
vero il contrarlo. La scssualit una_ funzione del corpo intero, ivi
compreso l'apparato genitale, quando esso attivo nella vita adulta.
La genitalit, d'altro canto, un aspetto limitato della risposta ses
suale totale. In molti individui la funzione genitale divisa e disso
ciata dalle sensazioni corporee cosl come, dall'altro lato terminale del
l'organismo, l'ego anch'esso dissociato da queste stesse sensazioni.
L'angoscia sessuale si connette alle sensazioni del corpo, non alle sensa
zioni genitali. Queste sensazioni del corpo possono far molto paura,
mentre le sensazioni puramente genitali, come quelle collegate all'ere
zione nel maschio, per esempio, non presentano alcuna minaccia per
la personalit.
Ma che cosa sono, ci si pu chiedere, queste sensazioni sessuali?
Sono le sensazioni di struggimento e di cqrrente nel profondo del
corpo che tanto negli uomini quanto nelle donne precedono l'eccita
zione genitale. Quando esse si manifestano, indicano che il desiderio
sessuale scorre attraverso il corpo e non limitato soltanto alla testa
e agli organi genitali. Ma, allora, perch spaventano tanto? Perch
sono l'inizio di una dissoluzione che culminer nell'estasi di un orga
smo completo ma che dalla personalit nevrotica o schizoide sono
dapprima sperimentate come un dissolvimento della personalit, un
abbandono sul quale non si ha controllo, un lasciarsi andare dal quale
non vi ritorno. Ciascuno cerca questa dissoluzione, questo abban
dono, qUesto lasciarsi andare, ma pochi han1"10 la fede che ne consen
tirebbe l'attuazione. Nella nostra insicurezza, ci teniamo appesi alle
nostre preziose personalit, ai nostri ego e alla nostra potenza geni
tale, e non siamo pronti a mollare tutto in nome dell'amore.
Nella maggior parte delle persone vi sono ansie connesse alle fun
zioni urlnarie ed anali che devono essere anch'esse risolte. La maggior
parte di noi ha imparato la lezione che queste funzioni possono
essere causa di molto dolore, vergogn e umiliazione s'e non sono

controllate rigorosamente. Ci hanno lodato per tale _tipo di controllo


e punito quando non siamo riusciti a realizzarlo. Ci e stato insegnato
che sbagliato lasciare che la natura faccia il suo corso, che bisogna
esercitare il controllo su tali funzioni sempre ed in ogni occasione.
E ora, non riusciamo a rilassare i nostri sederi tesi e i nostri pavi
menti pelvici contratti. Temiamo che tutto . crolli o vada in pezzi
in caso di rilassamento. Non sappiamo veramente come fare a rilassare
i muscoli contratti che circondano le aperture inferiori del nostro
corpo.
Infine, vi l'ansia che si accompagna allo stare in piedi sulle pro
prie gambe. Non che temiamo di starei, ma la vera indipendenza si
gnifica solitudine. La paura di essere soli, direi, probabilmente l'ango
scia che devasta la nostra epoca. Nessuno realmente vuole essere solo.
Per nostra natura siamo gregari, ma in molti la paura della solitudine
giunge a parossismi irrazionali. Indotti da questa paura costoro fa
t'anno di tutto per uniformarsi. Rinunzieranno alla propria individua
lit, a causa di questa paura: credendo, erroneamente, che una perso
na dotata di vera individualit, che osi essere se stessa in opposizione
agli altri, subisca l'ostracismo o sia respinta. Questa paura favorisce
la formazione della societ di massa con i suoi mass-media, i suoi
divertimenti di massa e cos via.
Eppure, per quanto ci possa apparire strano, proprio l'individuo
di massa ad essere realmente solo, a mancare delle profonde ed inti
me relazioni che uniscono le persone tra loro. Ed l'individuo che
se ne sta da solo sulle proprie gambe, a sentire e a conoscere l'unit
che mette in relazione un uomo con un altro uomo e l'uomo con la
donna. Essendo fedele a se stesso, egli attrae le persone, e le risposte
che d agli altri sono genuine e sentite nel profondo del cuore. Con
i suoi sentimenti egli non mai solo, mentre l'uomo di massa si
sente solo anche nella folla. Il vero individuo non ricorre a trucchi,
non baratta le pacche sulla spalla. Si dona generosamente e prende
liberamente dagli altri.
La paura di essere respinti, associata al fatto di stare sulle proprie
gambe, deriva da esperienze fatte in famiglia nelle primissime fasi
della vita. In molte case si d spesso al bambino l'impressione di es
sere respinto se non accetta la volont dei genitori. Alcune madri non
esitano a revocare il loro affetto ai loro bambini se questi si oppon
gono loro o diventano negativi. O il bambino si adegua alle richieste
dei genitori, o si fa in modo che si senta un estraneo. Vedremo l'ef
fette di questo modo di allevare i figli in un caso che presenteremo
successivamente.
Ma dietro questa sottomissione superficiale, vi un senso di ribel
lione che col tempo si fa sempre pi perverso. Nel paziente pi de-

presso si pu scoprire il seguente atteggiamento (generalmente sepol


to nel profondo) : "mi hanno fatto sentire indesiderato, e ora in realt
non voglio niente" . Questa perversione sembra -unire i ribelli in una
causa comune ma raramente in un sentimento comune. Le persone
che soffrono di una carenza di fede non sono anime gemelle, anche
se possono trovarsi dallo stesso lato di una protesta o di una dimo
strazione.
Curando il paziente depresso bisogna comprendere tale perversione
e accettarne la ribellione. Solo attraverso la propria ribellione il pa
ziente depresso pu mobilitare i sentimenti che lo libereranno, facen
dolo diventare una persona vera. La sua protesta si rivolge ad un
sistema che gli ha negato il diritto di essere se stesso e lo ha privato
della sicurezza associata a questo diritto, di amare e di essere amato.
Ma non nella ribellione che il paziente depresso trover la fede di
cui ha bisogno o il terreno sul quale stare in piedi. Il ribelle ancora
un estraneo che desidera appartenere a qualcosa ma non pu o non
vuole ammetterlo.
Noi non chiediamo al paziente di rinunciare alla sua ribellione ma
di superarla verso una fede nella vitJ che trascenda qualsiasi sistema
o la relativa ideologia. Facendogli acquisire (grounding' nelle sensa
zioni. del suo corpo, nella sua sessualit animale, e nella terra dalla
quale venuto, gli ridiamo il suo posto nella famiglia dell'uomo e
nel regno della natura. Lo restituiamo a quella fede basilare che ha
sostenuto i suoi pi antichi predecessori: la fede che stato fatto
per questo mondo e che questo mondo stato fatto per lui. Come
e perch il 'grounding' di un individuo possa conseguire questi scopi
richiede un ulteriore esame.
Il 'grounding' un concetto bio-energetico e non solo una metafora
psicologica. Quando (mettiamo a terra' un circuito elettrico, gli pro
curiamo uno sfogo per la scarica dell'energia. In un essere umano il
'grounding' o 'messa a terra' serve anche a liberare o a scaricare l'ecci
tazione di un corpo. L'energia in eccesso di un organismo vivente
viene costantemente scaricata attraverso il movimento o l'apparato
sessuale. Sono entrambe funzioni della parte inferiore del corpo. La
parte superiore principalmente interessata ad assorbire energia sia
sotto forma di cibo che di ossigeno o di stimoli ed eccitazioni sen
soriali. Questi due processi basilari di carica e scarica sono normal
mente in equilibrio. Nell'ambito del corpo vi una pulsazione ener
getica: il sentire si muove verso l'alto, verso la testa, quando abbia
mo bisogno di energia o di eccitazione e verso il basso, verso la parte
terminale inferiore, quando necessaria la scarica. Se una persona
non pu caricarsi adeguatamente, sar debole, poco carica e mostrer
mancanza di vitalit. Se la persona non pu scaricarsi adeguatamente,

rester come appesa. Ci si appende o aggrappa ad una illusione e non


si in grado di scendere sulla terra finch l'illusione stessa non crolla.
Ma non si star con i piedi per terra se non si radicati nella fun
zione della scarica.
La funzione della scarica sperimentata sotto forma di piacere. Lo
sappiamo dall'esperienza comune, la quale ci dice che la scarica di
qualsiasi stato di tensione o eli eccitazione piacevole. Lo sappiamo
anche dal piacere sessuale quando la scarica della sensazione stata
intensa. Sigmund Freud lo ha sottolineato e Wilhelm Reich lo ha
documentato. Abbiamo provato sofferenza per non riuscire a scari
care uno stato di tensione. Possiamo scommettere che l'individuo
appeso si trova in uno stato di sofferenza. Ma non l'avverte in modo
cosciente. Si reSo insensibile ad essa, irrigidendo la propria strut
tura ed ha paura di rilasciare tale rigidit perch ci avrebbe l'effetto
di evocare la sofferenza. Quando una condizione di sospensione di
venta una seconda natura per la persona, questa perde anche la con
sapevolezza della propria rigidit. Ci che percepisce l'assenza di pia
cere nella propria vita, e ci la costringe ad intensificare la caccia
al denaro, al successo o alla fama, o a perseguire qualsiasi altro scopo
che la sua illusione le abbia proposto. Essa presa in un circolo
vizioso che fa salire sempre pi in alto le sue spirali sinch l'illusione
crolla ed essa precipita nella depressione.
Il 'grounding' facilita l'esperienza del piacere, che a sua volta spinge
l'individuo a protendersi per ottenere una maggiore carica in ogni
area che prometta piacere. Il processo della vita pu essere visto
bio-energeticamente nei seguenti termini: caricarsi di eccitazione_,.sca
ricarsi con oiacere-+ricaricarsi maggiormente (pi eccitazione J->sctri
carsi maggiormente (pi piacere). Se si esclude o riduce la capacit
di un organismo di provare piacere, si limita immediatamente ogni
suo impulso in uscita. Quando una persona perde il piacere di essere
viva, si riduce la sua respirazione, l'appetito svanisce e l'interesse per
la vita declina. La corrente oscillante di sensazione e di energia nel
corpo come un grande pendolo che mantiene la vita in movimento
naturalmente e senza sforzo. Nella persona appesa il flusso ridotto;
nella persona depressa sembra arrestarsi. In effetti, qualsiasi turba
mento nel processo di 'grounding' equivale alla distruzione di alcune
delle radici che mantengono in vita un albero. Distruggete queste
radici e vedrete quanto potr resistere diritto e in vita.
Il 'grounding' radica un uomo nelle sue funzioni animali o cor
poree) e ci facendo ne nutre e sostiene l'impegno spirituale, che
collegato al movimento del sentimento e dell'energia verso la testa.
Mentre i piedi penetrano nella terra, le braccia si estendono in fuori
e in alto verso il cielo, gli occhi si aprono alla gloria dell'universo e

lo spmto spicca il volo nell'esultanza per il miracolo della propria


vita, della propria coscienza, del proprio essere parte di questo mondo.
Questa spinta verso l'alto di sentimenti e sensazioni dalle radici indi
viduali piantate nel terreno il corrispondente fisico di ogni senti
mento spirituale. la base di tutta l'esperienza religiosa. il miracolo
della vita che si muove contro la gravit e che sente la marea mon
tante della propria forza.
Quando un frutto cade al suolo, i semi che esso contiene norml- .
mente germinano e cercano di impiantarsi nella terra. Tale processo
facilitato se il frutto e le sementi sono maturi. Tanto la germina
zione quanto il radicamento sono ostacolati se il frutto viene prema
turamente separato dall'albero. Un bambino prematuramente sepa
rato dalla madre si trova nella stessa situazione. La sua inclinazione
naturale di tornare alla madre onde completare l'interrotto processo
di maturazione. Senza che ce ne rendiamo conto, tutta l'energia dispo
nibile viene investita in tali tentativi. Ma se la separazione defini
riva, la connessione originale non pu essere pi ricostituita come
un frutto non pu essere riattaccato all'albero. Per quanto intenso sia
lo sforzo, esso destinato a fallire. Questo il dilemma della perso
nalit orale e spiega la sua predisposizione alla depressione.
Il processo di 'grounding' di un individuo pertanto il procedi
mento con cui lo si aiuta a completare la sua maturazione. Nel corso
degli anni, la persona, mentre cresciuta fisicamente, rimasta im
matura dal punto di vista emotivo. Non aveva imparato a stare in
piedi da s, perch si attendeva ancora troppo dagli altri. Non aveva
il ventre pieno perch ha continuato ad attendersi ed a sperare che
altri lo riempissero al posto suo. Questo ha costituito la sua irrealt.
Ma nessun altro pu essere il suo surrogato. Lo deve fare da s anche
se con l'aiuto di un terapeuta.
Come si fa? Nella terapia bio-energetica cominciamo con la respi
razione come fanno gli orientali e i cultori dello yoga nelle loro pra
tiche. La respirazione ha in s il segreto della vita, perch attraverso
il metabolismo del cibo fornisce l'energia necessaria a mantenere viva
la fiamma della vita. Ma fa qualcosa di pi. Come afferma Durckheim,
nella respirazione partecipiamo inconsciamente alla Vita pi gran
de" .5 La ragione di questa affermazione che la respirazione un
processo corporeo totale di espansione e contrazione, ad un tempo
conscio ed inconscio. La respirazione sana in larga misura inconscia,
ma attraverso le sensazioni corporee provenienti da una respirazione
piena e profonda, diveniamo consapevoli della pulsante vitalit del

K. DURCKHEIM: op. cit.

nostro corpo e sentiamo di essere una sola cosa con tutte le creature
pulsanti in un universo pulsante.
Per conseguire questo stato di unit e di auto-percezione, la respi
razione deve essere di tipo addominale e profondo. L'onda inspiratoria
comincia all'interno del ventre in un posto che i Giapponesi defini
scono il centro vitale dell'uomo. Mentre si muove verso l'alto fino a
raggiungere la gola e la bocca, essa d luogo all'inspirazione. L'onda
ta espiratoria procede nella direzione opposta e si traduce nell'espi
razione. Queste onde possono essere osservate mentre passano attra
verso il corpo come movimenti pieni e liberi o limitati e spastici.
Ogni area di tensione blocca l'onda e altera la percezione della pul
sazione. Si possoiJ.o trovare blocchi di questo genere dalla testa ai
piedi.
Per mostrare come essi turbino la respirazione naturale, descriver
alcuni di questi blocchi. Se il ventre mantenuto piatto e i glutei sono
tesi, il coinvolgimento addominale nei movimenti di respirazione
modesto. La respirazione pu essere o toracica o diaframmatica con
la formazione di una scarsa quantit di sensazioni nella parte infe
riore del corpo. Queste tensioni si sono sviluppate nell'addome come
mezzi per ridurre le sensazioni sessuali, per controllare le funzioni
escretorie e per diminuire il dolore derivante da un pianto persistente
che non riuscito ad evocare una risposta positiva da parte dei geni
tori. Le tensioni diaframmatiche che si sono formate in seguito alla
paura sono inoltre causa di un innalzamento delle costole inferiori.
Ci ha l'effetto di dividere in due l'unit del sentire nell'ambito del
corpo, creando un anello di tensione intorno al busto.
La parte superiore del corpo ha spesso le proprie tensioni speci
fiche che interferiscono con la respirazione naturale profonda. Una
parete toracica rigida ridurr la sensibilit in questa parte del corpo,
e in particolare quelle sensazioni e quei sentimenti che sono associati
al cuore. Allorch il cuore rinchiuso in una rigida gabbia toracica,
l'amore di una persona non libero, bensl limitato e confinato. Gli
spasmi muscolari al cingolo scapolare , che inibiscono i movimenti
naturali con cui ci si protende o si colpisce, hanno anche essi effetto
sulla respirazione. ' Essi impediscono una esPirazione profonda che
evocherebbe sensazioni nella zona pelvica, in quanto tengono l'indivi
duo appeso (come su una gruccia per abiti) e impediscono la nor
male fase di abbandono (movimento verso il basso) del ciclo della
respirazione. Anche le tensioni alle spalle alzano il centro di gravit
del corpo.
Della massima importanza a questo punto sono le tensioni dei mu
scoli della gola e del collo. Tali tensioni si sviluppano sino a bloc
care ed inibire il pianto e il grido. Con la costrizione dei canali di

passaggio dell'aria, esse riducono l'ingresso dell'ossigeno e abbassano


il livello energetico dell'organismo. Le tensioni alla gola frequente
mente si estendono in alto alla testa e alla bocca perch fanno an
ch'esse parte di una inibizione generale dello stimolo alla suzione. I
mammiferi sono per natura creature che allattano e succhiano il latte.
Respirando succhiamo l'aria. Ho trovato, nel mio lavoro con i pa
zienti, che qualsiasi disturbo del normale processo di suzione si ri
flette in un turbamento corrispondente nel modulo della respirazione.
Infine, vi un anello di tensione che circonda la base del cranio.
Nella parte posteriore del collo tali tensioni possono essere palpate
nella spasticit dei piccoli muscoli occipitali e nella parte anteriore
della testa nella tensione della muscolatura che muove la mascella.
Esse compromettono la mobilit della mascella, che viene trattenuta
in posizione ritratta o protratta. Entrambe queste. posizioni hanno un
significato specifico : la mascella ritratta denota una inibizione di affer
mazione della propria personalit, la mascella protratta piena di
sfida e non vuoi cedere. Poich le tensioni della mascella coinvolgono
i muscoli interni pterigoidei, che si inseriscono alla base del cranio,
l'anello di tensione in. realt uno strato che blocca lo scorrere delle
sensaziorii dal corpo alla testa.
Vi sono altre forme di tensione muscolare cronica che turbano le
onde respiratorie e bloccano il pieno libero flusso dell'eccitazine
nel corpo. Le spasticit esistenti nei muscoli lunghi della schiena e
delle gambe creano una rigidit generale del corpo che blocca il flusso
delle onde di eccitazione. In altri casi ci sono aree di collasso nel
corpo l dove un certo tipo di rigida tensione e resistenza ha ceduto
sotto 1stress'. Tali aree di cedimento sono potenti barriere che si op
pongono alla corrente di eccitazione e di sensazioni.
Ogni approccio terapeutico che miri a radicare una persona deve
produrre un rilasciamento notevole di tensioni muscolari. Nell'analisi
bio-energetica ci vien fatto mettendo la persona in contatto con le
proprie tensioni, cio aiutandola a percepirle. Si pu chiedere al pa
ziente di compiere taluni movimenti espressivi che siano in grado di
attivare l'area immobilizzata, o si pu esercitare una pressione selet
tiva sui muscoli tesi per produrre un immediato rilassamento. Succes
sivamente, il paziente deve rendersi conto del significato di queste
tensioni: 1 ) quali impulsi o azioni vengono inconsciamente impediti
dalla tensione; 2) che ruolo ha la tensione nell'economia energetica
del corpo - cio come limita il sentire e l'eccitazione -; e 3) quale
effetto ha sul comportamento e sull'atteggiamento? Se queste ten
sioni devono essere rilasciate non solo temporaneamente necessario
capirne a fondo l'origine. Il paziente dovrebbe comprendere la rela
zione dei suoi atteggiamenti corporei - moduli di tensione - con

le esperienze della propria vita ed in particolar modo con quelle in


fantili. Infine deve prodursi un certo grado di abreazione. Gli impulsi
bloccati dalla tensione muscolare debbono trovare espressione nell'am
biente controllato della situazione terapeutica. Cos bisogna incorag
giare i pazienti a esprimere la propria negativit o a gridare la pro
pria ostilit contro i genitori quando queste azioni sono appropriate
ai loto sentimenti, a condizione che tale comportamento non venga
agito nella vita reale.
Non voglio dare l'impressione che il lavoro terapeutico di 'groun
ding' del paziente sia limitato all'aspetto fisico del problema. Gli aspet
ti psichici richiedono altrettanta attenzione quanto quelli fisici. Grosso
modo, direi che il tempo della terapia si divide in parti eguali tra i
due aspetti. Ogni valida modalit di psicoterapia ha il suo posto
nell'arsenale di un buon terapeuta. L'analisi bio-energetica si distin
gue per il fatto che orientata nel senso del corpo, il che offre una
base visibile e obiettiva sia per le osservazioni diagnostiche, che per
i miglioramenti terapeutici.
Man mano che le varie tensioni muscolari vengono ridotte, si pu
immediatamente vedere la differenza nel corpo del paziente. Una netta
animazione del volto e degli occhi indica che in essi scorre maggior
mente l'eccitazione. Un pi intenso colorito e grado di calore dei
piei non solo indicano un miglioramento della circolazione, ma deno
tano anche una maggiore carica energetica. Una riduzione nella cur
vatura di un arco piantare alto e contratto o un miglior tono musco
lare nei piedi piatti sono un segno positivo. Pi importante di tutti,
il fatto che le gambe si trasformano da organi passivi usati soltanto
per sostenere il tronco, in organi attivi di relazione. Questo cambia
mento salta subito all'occhio dell'osservatore attento. E diviene chia
ramente evidente quando ripristinata la motilit naturale del ba
cino con l'apertura delle sue connessioni con le gambe. L'onda della
respirazione pu esser vista passare attraverso tutto il corpo e le
gambe.
Dal Iato soggettivo, il paziente riferisce di 'sentire' le proprie gam
be e i piedi in modo nuovo e pi vitale. Avverte di essere "in essi"
e non soltanto " su di essi " . consapevole del proprio contatto con
il trreno e si sente maggiormente radicato. Afferma di sentirsi stret
tamente legato al corpo, alla propria sessualit e al. terreno. Essere
connessi in tal modo non un ideale di salute; secondo me il mi
nzmo di salute. La mancanza di connessione o 'grounding' indica uno
stato patologico a livello organico.

Alcuni esercizi bioenergetici di 1grounding'


Pur essendo vero che nella maggior parte dei casi pu esser neces
sario l'aiuto di un terapeuta per risolvere completamente le angosce
che impediscono un 'grounding' completo, molto si pu fare da s
per promuovere tale processo, praticando alcuni semplici esercizi e
posizioni bio-energetiche. Di fatto i miei pazienti sono incoraggiati
a praticare questi esercizi regolarmente, poich ritengo che quanto
uno fa per se stesso ha, a lungo andare, maggior valore di ci che
gli altri fanno per lui. Se nel corso degli esercizi si manifesta una
certa angoscia, si dovrebbe cercare di spiegarsela dal punto di vista
delle esperienze infantili di ognuno e restare in contatto con essa.
Il primo passo da compiere verso il tgrounding' consiste nell'im
parare a stare in piedi con le ginocchia leggermente piegate. Lo stare
in piedi con le ginocchi rigide, come fanno molti, immobilizza
tutta la parte inferiore del corpo. Mettetevi con i piedi paralleli e alla
distanza di circa 15 centimetri l'uno dall'altro e piegate le ginocchia
in modo che il peso del corpo sia equilibrato tra i calcagni e gli avam
piedi. Il resto del corpo dovrebbe essere diritto, con le braccia che
penzolano ai Iati. I migliori 'risultati si otterranno se si star a piedi
' nudi o almeno senza le scarpe. Se possibile, mantenetevi in questa
posizione per circa due minuti.

EsERCIZIO l

La bocca dovrebbe essere leggermente aperta in modo che la respi


razione possa svolgersi con naturalezza e pienamente. Lasciate che il
ventre venga in fuori ma non forzatelo. Se si tiene la pancia in dentro,
si limita la respirazione e si compie una fatica non necessaria. Non
dovrete sostenervi con le viscere se lascerete svolgere alle gambe
e alla schiena questa funzione, che d'altra parte loro compete. I mo
vimenti della respirazione dovrebbero estendersi fin dentro il ventre.
La schiena dovrebbe essere diritta ma non rigida, i glutei e il bacino
dovrebbero essere lasciati sciolti e liberi.
Lo scopo di questo esercizio di mettervi in contatto con le gambe
e con i piedi, e ci accadr man mano che in essi si svilupperanno
le sensazioni. Prestate attenzione ai piedi e cercate di mantenere l'equi
librio fra i calcagni e gli avampiedi. Mentre fate ci, forse sentirete for
marsi alcuni tremolii involontari nelle gambe o nel corpo, e le gambe pro
babilmente cominceranno a vibrare o a scuotersi. Questi movimenti invo
lontari sono espressione della corrente di sensazioni nel vostro corpo. La
sciateli sviluppare fino al punto in cui vi sentite a vostro agio con essi. Po
nete attenzione al vostro corpo e vedete se potete sentirne la vitalit.
Quando questa posizione comincia a divenire penosa o se pensate
che le gambe possano mancarvi, cambiate la posizione passando al
l'esercizio 2 .

EsERCIZIO 2
Nella seconda pos1z10ne i piedi sono posti a circa venti centimetri
di distanza l'uno dall'altro e le dita dei piedi sono rivolte legger
mente all'interno. Tenendo le ginocchia flesse, chinatevi in avanti sino
a toccare il pavimento con le punte delle dita delle mani e lasciate

cadere in gi la testa. Quindi, mantenendo la punta delle dita delle


mani sul pavimento, raddrizzate gradualmente . le ginocchia finch
non si sviluppi una certa vibrazione nelle gambe. Se i tendini delle
gambe dietro alle cosce sono troppo contratti, ci pu produrre un
certo dolore. Non cercate di distendere le ginocchia del tutto e di
irrigidire le gambe, poich questo annullerebbe l'efficacia dell'esercizio.
Di nuovo, in questo esercizio, come in quello precedente, la bocca
dovrebbe rimanere aperta e si dovrebbe permettere alla respirazione
di svolgersi in modo naturale e completo. Tutto il peso del corpo
dovrebbe stare sui piedi, mentre le punte delle dita delle mani dovreb
vero servire solamente come punti di contatto. necessario che il
corpo sia bilanciato tra i calcagni e gli avampiedi.
Questa posizione, ancor pi della prima, tende a produrre alcune
vibrazioni nelle gambe. Tuttavia ci non accade a tutti al primo ten
tativo, n a coloro che inconsciamente si tengono in rigido controllo;
pu darsi che siano necessarie pi ripetizioni dell'esercizio perch ci
accada. La natura di questi movimenti vibratori verr spiegata pi
esaurientemente in seguito. La loro presenza aumenta la quantit di
sensazioni neile gambe e nei piedi, che ci che si vuole raggiungere.
La posizione dovrebbe essere mantenuta per uno o due minuti ma
in nessun caso se diviene troppo dolorosa o stancante. Si osserver
inoltre che entrambi gli esercizi approfondiscono la respirazione ed
aumentano la circolazione nelle mani e nei piedi. Di quando in quan
do possono verificarsi alle estremit sensazioni di formicolio, ovvero
parestesie. Sono un segno che si respirato pi profondamente del
normale. Svaniscono allorch la respirazione ritorna normale.
Se compiuti regolarmente, questi due esercizi serviranno molto ad
aumentare il 'grounding' di ognuno. I pazienti che li hanno utilizzati
ne hanno riferito i molti effetti positivi. Per esempio, un analista
che aveva partecipato ad un seminario bioenergetico di formazione
professionale durante il quale gli era stato fatto notare che quando
stava in piedi teneva sempre le ginocchia rigide, mi scrisse successi
vamente: ''Stare in piedi con le ginocchia piegate sembra innaturale.
Mi d l'impressione di stare strisciando. Ma osservo, anche, che mi
sento pi sicuro e meglio equilibrato. I miei amici dicono che ho un
aspetto migliore e pi vitale. Certamente sono sempre pi censa
pevole delle mie gambe". Con la pratica assidua, la posizione a gi
nocchia piegate diventa l'atteggiamento del corpo pi naturale. Ci si
rende conto allora che tenendo le ginocchia rigide ci mettiamo in una
posizione passiva perch in tal modo si sposta il peso del corpo sui
calcagni e si elimina la flessibilit propria dell'azione delle ginocchia.
Questa nozione a quanto pare ben nota agli allenatori degli atleti;
mi ha sorpreso sentire un annunciatore dire che un certo giocator

di calcio aveva imparato a superare la propria tendenza a lasciarsi


sfuggire la palla, piegando le gmocchia mentre la prendeva.
Un'altra storia raccontatami da un paziente mostra l'efficacia del
secondo esercizio. Il mio paziente era cantante e attore. Alle audi
zioni, mentre gli altri fra le quinte eseguivano delle scale musicali,
il mio paziente aumentava il suo cgrounding', piegandosi in avanti
e facendo vibrare le gambe. Di conseguenza, anzich essere teso e
innervosito, per poi crollare sotto la tensione dell'audizione, il mio
paziente si sentiva rilassato e cantava con naturalezza e senza sforzo.
Attribuiva a questa operazione parte del successo nell'ottenere gli
ingaggi.
Il corpo si irrigidisce naturalmente per fronteggiare uno 'shock'
atteso. Tale reazione impedisce il cedimento che l'urto pu produrre,
ma immobilizza anche il corpo e ne limita la capacit di far fronte
alla situazione di 'stress'. Normalmente, la reazione iniziale di irrigi
dimento seguita da una mobilitazione delle proprie forze che ha
lo scopo di combattere o di fuggire mentre l'adrenalina viene scari
cata nella corrente sa'nguigna. Non appena il corpo passa all'azione,
la muscolatura si rilassa. Ma se si rimane nella posizione di irrigidi
mento, il rilassamento non si verifica e l'impatto dello 'shock' non
oggetto di abreazione. L'organismo non rilassato e continua ad
essere in stato d'emergenza.
Questa reazione d'irrigidimento comprende anche l'atto di serrare
le ginocchia, di trattenere il respiro e di mettere in stato di allarme
gli esterocettori, specialmente i ricettori sensoriali della vista e del
l'udito. Dal semplice fatto che una persona stia normalmente in piedi
con le ginocchia serrate, si pu dedurre che questa persona si man
tiene in uno stato di emergenza. Non si rende conto del significato
della posizione assunta dal suo corpo, poich essa diventata una
sua seconda natura. Questa persona ha perso il contatto con la sua
natura primigenia o originaria. Se non fosse per il fatto che tanto
prevale la sensazione di emergenza e che siamo costantemente sti
molati a far fronte ad una crisi o all'altra, le persone sarebbero pi
consapevoli di aver perso il contatto con la propria natura originaria
o animale. Possiamo accettare di rimanere in uno stato di emergenza
solo finch non ci rendiamo conto dell'effetto deleterio che esso pro
duce sui nostri corpi. Possiamo persino gloriarci della nostra capacit
di tollerare pressioni e 'stress', non rendendoci conto che creiamo
stati di emergenza non necessari per ottenere questa spuria soddi
sfazione dell'ego.
L'individuo che .cnon sa incassare" considerato un debole di ca
rattere. Se poi dovesse scoppiare in lacrime, sarebbe per lui un'ulte
riore umiliazione. stato condizionato da un'educazione capziosa a

considerare infamanti il" cedimento e l'insuccesso. Eppure chi non


pu crollare, chi non sa ritirarsi, chi non sa arrendersi e mollare la
presa condannato ad un continuo attrito delle sue energie vitali
che lo distrugger inevitabilmente. Una persona del genere sar sog
getta alle malattie causate dalla persistenza dello 'stress': lombaggini,
artrite, malattie cardio-vascolari, disturbi gastro-intestinali come ul
cere, coliti e via di seguito. A me sembra saggio imparare ad abban
donarsi in situazioni appropriate e a rinunciare a lotte non necessarie.
L'abbandono ci riporta alla solida sicurezza della terra e ci consente
di rinnovare l'energia e la forza alle sorgenti del nostro essere. Viene
in mente la storia della lotta di Ercole con Anteo, figlio di Gea, la
Madre Terra. Anteo aveva il potere di recuperare la propria forza
toccando la terra con i piedi. Ogni volta che Ercole lo abbatteva,
Anteo' risorgeva con rinnovato vigore. Ercole si sent stanco e stava
correndo il rischio di perdere la battaglia allorch si rese conto della
natura di Anteo. Alla fine, Ercole strangol Anteo reggendolo in
alto per aria. Non si pu inoltre non pensare alla Germania e al
Giappone, che, dopo essere stati battuti e devastati nel corso della
seconda guerra mondiale, sono oggi tra le nazioni del mondo che
hanno maggiore successo.
Non possiamo avere 'grounding' se siamo troppo spaventati dalla
prospttiva di subire insuccessi o di ,cadere, perch allora tutte le
nostre energie saranno dirette verso l'alto. Ma perch mai siamo cosl
spaventati? La nostra vita non dipende dal successo, eppure dob
biamo esserci convinti che ne dipenda. Per scoprire la fonte di que
sta paura, uso un semplice esercizio, chiedendo al paziente di stare

EsERCIZIO 3

in piedi su di una sola gamba e di piegare il ginocchio quel tanto che


gli possibile senza alzare alcuna parte del piede dal suolo. L'altra
gamba viene distesa all'indietro al di sopra del pavimento. Le braccia
sono estese e le mani poggiano leggermente su due sedie sistemate
ai lati della persona. Le sedie vengono usate per mantenersi in equi
librio, non per sostenersi. Sul pavimento a quindici centimetri dal
piede del paziente posta una coperta piegata.
Al paziente si chiede di mantenere questa posizione il pi a lungo
possibile, respirando con naturalezza e profondamente, e di sentire
il peso del suo corpo sul piede. Quando non riesce pi a mantenerla,
il paziente invitato a lasciarsi cadere sul ginocchio sopra la coperta.
Non vi pericolo alcuno di farsi male in questo esercizio, eppure
la maggior parte delle persone hanno paura a lasciarsi andare. Al
cuni lottano per mantenere la posizione indefinitamente, mentre altri
cadono prematuramente per un atto di volont anzich di vera e
propria resa. Molti si abbassano gradualmente al suolo. Questo eser
cizio viene ripetuto due volte su ciascuna gamba. La quarta volta
chiedo al paziente di dire: '(Mi arrendo" mentre cade. Quando l'eser
cizio viene fatto nel mio studio, posso giudicare dal tono della voce
del paziente e dalla maniera nella quale lo dice se la sua resa auten
tica o falsa, cio se ha veramente sentito di cedere o se l'ha detto
semplicemente per eseguire le istruzioni ricevute. Tuttavia in entram
bi i casi ciP che le sue azioni implicano viene discusso col paziente.
L'esercizio 3 generalmente preceduto dagli altri due esercizi di
modo che si sia gi sviluppata una certa quantit di impressioni e
sentimenti nel corpo della persona. Non pu sorprendere, pertanto,
che molti pazienti, quando cadono per la prima volta, o quando di
cono "Mi arrendo" scoppiano in singhiozzi. Sentirsi cadere e non
farsi male sembra ailviare una profonda angoscia. Dopo esser caduto,
il paziente si sente sicuro della vicinanza a terra. Giacendo a terra,
ha abbandonato temporaneamente la lotta contro la gravit e la
spinta irresistibile a fare qualcosa. Ma sono talmente poche le per
sone in grado di lasciarsi andare in questo semplice modo! La mag
gior parte sente di dover stare in piedi a far qualcosa.
Come mai cos dif.cile cadere ed arrendersi persino in questo
modo simbolico? Discutendo con i pazienti si sono rivelate le seguen
ti ragioni. Cadere si associa al fatto di essere indifesi, privi di soste
gno. Essere impotenti vuoi dire essere vulnerabili. Si pu spesso
analizzare questo sentimento dal punto di vista dell'esperienza fatta
dal paziente con i suoi genitqri. Questi pu essersi sentito stretto
in una lotta di potere con loro; pu aver avvertito che se non resi
steva alle loro richieste sarebbe stato sopraffatto e negato. Se non
era in grado di contrattccare, almeno non avrebbe ceduto. L'atteg-

giamento di tenere duro e di non lasciarsi andare divenne, allora,


l'espressione finale dell'individualit e dell'integrit. Alcuni pazienti
dicono anche che cadere significa essere soli. Se uno cade, sar lasciato
indietro e non ci sar nessuno a raccoglierlo. Se questa stata l'espe
rienza che uno ha fatto da bambino non difficile capire la paura
di cadere. L'atto di cadere evoca il senso di solitudine, che l'individuo
restio a provare di nuovo. Uno deve stare al passo con la folla, la
cui fretta tale che pochi osano voltarsi per assistere i caduti. E c'
anche in molti l'ostinato orgoglio che dice: "Tu non c'eri quando
avevo bisogno di te da bambino, ora non mi lascer andare in una
posizione in cui io debba avere ancora bisogno di qualcuno". Queste
motivazioni complesse e nascoste distruggono la nostra capacit di
arrenderci all'amore o di piombare nel sonno naturale e profondo che
i bambini piccoli ben conoscono.
Quest'esercizio ha un altro motivo di validit. Mantenendo tutto
il peso del corpo su di una gamba e un piede il paziente sente quella
gamba pi intensamente. Pu anche capire che questa gamba pu
tenerlo su, come pu !asciarlo cadere. Acquista maggiore capacit
di sentire nei piedi ed in grado di capire cosa significa avere i piedi
letteralmente per terra.
Tenendo a mente gli scopi di questo esercizio, il lettore pu farlo
regolarmente a casa propria. Dovrebbe sempre essere seguito dal ti
lassamento. Dopo che il soggetto caduto per la quarta volta, sug
gerisco che resti a terra, su entrambe le ginocchia, con le mani di
stese, messe insieme e piatte sul pavimento. Posando la fronte sulle
mani, si sta nella posizione della preghiera musulmana. L'efficacia di

ESERCIZIO 4

questa posizione data dal fatto che la testa vrcma a terra, il che
simbolicamente fa cadere l'ego al di sotto del livello del corpo. Inol
tre consente alla parte tenera o ventrale del corpo di restare sospesa

liberamente specialmente nella zona del ventre. La parte terminale


posteriore dovrebbe essere spinta indietro il pi possibile. Ci con
sentir alla respirazione di svilupparsi all'interno della profonda ca
vit addominale. Questa posizione pu servire anche a rilassare alcu
ne tensioni anali e dei glutei. Bisognerebbe mantenere questa posi
zione per due minuti al fine di sentire l'effetto .rilassante che si ha
lasciando penzolare liberamente il ventre.
Un'altra posizione che uso per aiutare i pazienti a sentire il centro
vitale del loro essere una variante dell'esercizio 2 . Dopo che un
paziente ha adottato la posizione dell'esercizio 2 e l'ha tenuta per
circa un minuto, gli chiedo di piegare le ginocchia completamente e
di tenere le mani tese appena un po' al di sopra del pavimento. Il
peso del corpo dovrebbe essere spostato in avanti, senza sollevare
per i talloni dal suolo. La posizione illustrata nella figura qui
sotto (es. 5 ) . Il paziente viene invitato a mantenere questa posizione
il pi a lungo possibile ma senza esagerare. La posizione mette sotto
sforzo il muscolo quadricipite della coscia ed difficile mantenerla
se questi muscoli sono tesi e contratti. Tale posizione forza la respi
razione in profondit dentro il bacino. Non intendo dire che si respiri
aria all'interno del bacino. La posizione accovacciata costringe a
usare e ad espandere l'addome in profondit onde compiere un'inspi
razione completa. Il risultato che si sente vivificarsi la cavit pel
vica, e per molte persone si tratta di uno dei modi migliori per otte
nere questo effetto.

EsERCIZIO 5

In questa postzwne come in tutte le altre importante che la per


sona respiri con naturalezza ma profondamente attraverso la bocca.
La respirazione attraverso la bocca viene usata durante questi eser
cizi perch le posizioni sono faticose e si ha bisogno di tutto l 'ossi-

geno che ci si pu procurare. La respirazione attraverso la bocca,


inoltre, rende sciolta la mascella, perch diminuisce la tensione nor
malmente presente nei suoi muscoli quando la bocca chiusa. Una
- respirazione pi profonda e piena carica l'organismo e promuove lo
sviluppo di movimenti vibratori nelle gambe. Si riscontrer frequentemente che si sviluppano tremiti molto forti nelle gambe durante
questo esercizio. Ci in parte dovuto allo sforzo cui sono soggetti
i muscoli delle gambe. Man mano che si stancano, si indebolisce la
loro capacit di resistere alla tendenza a cedere. In taluni le ginoc
chia cominceranno a scuotersi, il che diverso dal movimento vibra
torio naturale. Nelle scosse, le ginocchia si muovono da lato a lato:
si tratta di un segno, ben noto, di paura. I movimenti vibratori na
turali sono piccole oscillazioni in su e in gi o minuscoli fremiti.
Quando questi esercizi vengono fatti regolarmente, i muscoli delle
cosce si rilassano gradualmente. Il sentire scorre pi facilmente nella
parte inferire del corpo e inoltre nelle gambe e nei piedi. Nume
rosi miei pazienti hanno riscontrato che le condizioni fisiche dei piedi
e delle gambe erano migliorate in maniera notevole in seguito a que
sti esercizi. Bench questo risultato possa essere previsto, non si trat
ta dello scopo primario. Lo scopo primario consiste nel radicare l'in
dividuo nella realt del suo corpo e della terra, non dal punto di vista
intellettuale ma da quello dell'esperienza del sentimento.
Allorch si avverte che i muscoli delle gambe cominciano a stan
carsi mentre . si fa quest'ultimo esercizio, bisognerebbe lasciarsi cadere
sulle ginocchia e assumere la posizione descritta nell'esercizio 4, che
una posizione di rilassamento di abbandono. Non dovremmo aver
paura di arrenderci, perch ci arrendiamo ai nostri corpi, alla terra
e alla vita. Ci abbandoniamo alla sola forza che in ultima analisi possa
sostenerci. la forza vitale esistente nel suolo che passa nei corpi
di tutte le piante e di tutti gli animali. Se questa forza ci viene meno,
n l'intelletto n la volont assicureranno la nostra sopravvivenza.
In questa sezione ho descritto alcuni dei semplici esercizi bioenerge
tici che vengono regolarmente usati nella terapia bioenergetica per
aiutare a sviluppare un maggiore e pi solido 'grounding'. Ve ne sono
altri che perseguono lo stesso obiettivo. Per esempio, si raccomanda
di sedere sulle proprie cosce secondo lo stile degli indigeni. Alcuni
esercizi agiscono direttamente sui piedi, per esempio ponendo la pian
ta dei piedi sul manico di una racchetta da tennis e premendo in
basso per stimolare i muscoli dell'arco longitudinale. Si possono inol
tre improvvisare posizioni o esercizi speciali per aiutare una persona
a risolvere aree specifiche di tensione o di ritenzione. l\.1a funzio
neranno solo se l'individuo comprender che il loro scopo di rilas
sarlo da abituali moduli di tensione muscolare o di trattenimento che

limitano la sua motilit e bloccano la sua capacit di mettersi in rela


zione con gli altri.
Nella nostra cultura la gente ha un grande bisogno di ttlasciarsi
andare " . Ho accennato al fatto che, in quanto societ, siamo -stimo
lati ad affrontare continue crisi. Se non si riesce a trovare un modo
naturale di abbandonarsi attraverso il corpo, si sar tentati di usare
delle droghe o l'alcol. Se non ci si lascia andare naturalmente, ci si
trover presto o tardi sprofondati nella depressione.

3
La dinamica energetica della depressione

La condizione depressiva
Nei capitoli precedenti ho mostrato che la reazione depressiva si
verifica soltanto in individui che perseguono scopi irreali e che non
hanno una base nella realt. Ho messo in rilievo che la reazione de
pressiva il risultato del crollo di un'illusione, non di un'illusione
conscia ma di un'illusione che operava nel comportamento di una
persona. La maggior parte degli psichiatri attribuiscono la reazione
depressiva a una perdita di stima per se stessi. Se questa perdita
causa della reazione depressiva, dobbiamo sondare i fondamenti della
stima di noi stessi per arrivare a capire perch mai tale stima sia
precaria al punto da poter andare perduta. Ritengo che ci richieda
un'ulteriore presa in esame del fenomeno depressivo e specialmente
dei procedimenti energetici" su cui si fonda la sicurezza di s, la fiducia
in se stessi e l'autostima.
Il termine ((depressione " viene oggi usato inesattamente per de
scrivere qualsiasi calo di umore. Ma non tutti gli abbattimenti sono
stati depressivi, e bisogna fare una distinzione chiara fra di loro. Se
non facciamo questa distinzione, cadremo nell'errore di considerare
normale in determinate circostanze la reazione depressiva. Per esem
pio daremo per scontato che perfettamente naturale che una persona
sia depressa quando subisce una perdita di carattere finanziario, per
senale o d'altro tipo. Long John Nebel prese questa posizione nel
corso d'una intervista radiofonica che mi fece per la NBC. Egli mi
chiese: " Lei considera normale che una persona sia depressa quando
le salta un avanzamento di carriera che attendeva da tempo? " .
Fu sorpreso, quando gli risposi: "No. La reaziore normale ad una
situazione del genere l a delusione" .
Allora lui mi chiese: che ditierenza c' tra i due stati ? " .
La reazione depressiva immobilizza una persona. Questa non e m
grado di far appello al desiderio e call'energia necessari per portare

avanti le solite attlvlta. Si sente sconfitta, pervasa da un senso di


disperazione e, finch continua la reazione depressiva, non vede l'uti
lit di compiere nessun altro sforzo. La delusione pu lasciare nel
soggetto una certa tristezza ma certo non lo imffiobilizza. Egli
pu parlare della sua delusione ed esprimere in altro modo i suoi
sentimenti: cosa che non pu fare la persona depressa. Per effetto
della delusione provata, il soggetto pu riesaminare le proprie aspi
razioni o trovare altri mezzi per realizzarle. Non ha il senso di dispe
razione che caratterizza la persona depressa. E nemmeno si pu dire
che il suo interesse per la vita o la sua energia siano gravemente
compromessi.
Al contrario di quanto accade nel caso della delusione, spesso non
vi alcuna ragione apparente che giustifichi la reazione depressiva.
In molti casi si verifica quando tutto sembra andare per il meglio,
talora quando la persona sul punto di conseguire ci a cui ambisce
o quando lo ha appena conseguito. Ad esempio citer il caso di un
tale che entr in depressione nel momento in cui vendette la propria
impresa per oltre un . milione di dollari. Questo era stato il traguardo
che si era posto per molti anni, ed aveva lavorato con energia per
conseguirlo. Quando la vendita fu conclusa, sopravvenne la depres
sione. Ho sentito raccontare una storia simile da un altro mio pa
ziente che era divenuto depresso allorch gli era stata offerta una
notevole somma per la cessione di un'azienda commerciale che aveva
ingrandita e che desiderava vendere. Capita di frequente di sentir
dire di persone entrate in depressione al momento di andare in pen
sione dopo averlo sospirato per tanti anni. O di gente di teatro che
diventa depressa allorch il successo e la fama, per i quali hanno lot
tato, sono a loro penata di mano.
L'apparente contraddizione tra il successo e- la de_Qressione si pu
spiegare se supponiamo che il successo non fosse il vero scopo della
persona in questione. Se lo scopo era l'amore, per esempio, ed il
successo era stato concepito inconsciamente come un mezzo per otte
nere amore, chiaro che il fatto di non essere riuscito a attenerlo
non poteva che tradursi in una grave delusione. Ma poich per
sone del genere non hanno 'grounding' nel proprio corpo e non sono
in contatto con i propri sentimenti, non riescono a sentire questa delu
sione. Incapaci di esprimere qualsiasi sentimento, entrano in de
pressione.
Forse non sempre sar possibile mettere in relazione un determi
nato effetto con la sua causa immediata. La reazione depressiva pu
svilupparsi in modo talmente insidioso che, quando giunta al suo
massimo, l'individuo pu aver dimenticato l'evento specifico che l'ha
messa in moto. Ma conoscere il catalizzatore di scarso aiuto anche

nei casi In cm sta noto. La donna che si rivolse a me per farsi curare
da uno stato di depressione derivante dal fallimento del suo matri
monio era altrettanto incapace di combatterlo quanto una persona la
cui .depressione sia senza una causa ovvia.
Nella vita attraversiamo molti stati di abbattimento che non sono
reazioni depressive. Oltre alla delusione, si pu essere abbattuti per
un rifiuto o scoraggiati per un avvenimento sfortunato. Ognuna di
queste situazioni ha un tono emotivo di tristezza che lo distingue
dallo stato depressivo. Se non si in contatto con tale sentimento,
si diviene depressi. Una semplice illustrazione di quanto stato detto
la seguente: il paziente spesso risponder alla prima domanda che
gli faccio - come ti senti? " - con la risposta "Mi sento depres
.30 , . Guardandolo, per, osservo che la sua faccia triste, talora vi
cina alle lacrime. Quando sottolineo questo fatto, il paziente magari
dice : "Ma certo. Sono triste". Il riconoscimento e l'accettazione di
un sentimento muta la qualit dello stato d'animo i modo sorpren
dente. II paziente non si sente pi cos depresso colne quando aveva
bloccata la propria consapevolezza del sentimento di tristezza.
Gli psicoterapeuti sanno da molto tempo che facendo piangere o
arrabbiare il paziente si spezza la morsa della sua reazione depressiva.
II pianto la reazione pl appropriata giacch la depressione si col
lega a un senso di perdita. Freud, che studi la reazione depressiva
nella sua manifestazione pi grave, la melanconia, credeva che fosse
causata da un'inibizione nell'espressione del dolore. In certi casi l'af
flizione poteva essere ricondotta alla perdita di un importante oggetto
d'amore nella prima fase della vita dell'individuo. Successivamente,
gli psicanalisti la misero in relazione con la repressione della rabbia
e del furore per la privazione causata dalla perdita dell'oggetto d'amo
re._ Personalmente ho trovato che poco importa quale sia l'emozione
espressa. LJespressione di qualsiasi emozione sufficiente nella mag
gior parte dei casi a sollevare la persona dal suo stato d'animo de
pressivo.
Poich la depressione causata dalla repressione dell'emozione,
non pu essere considerata a sua volta un'emozione. Essa rappresen
ta l'assenza di emozione. Non un sentimento vero e proprio - uno
non si sente" depresso -- e non dovrebbe essere confusa con un
sentimento reale come sentirsi triste e malinconico, che abbraccia ele
menti di tristezza e di solitudine e che nella lingua inglese si suole
definire con il termine " blue " . Sentimenti ed emozioni sono risposte
dell'organismo ad avvenimenti dell'ambiente; lo stato depresso man
canza di risposte. I sentimenti cambiano mentre cambiano le situa
zioni esterne che causano una. _risposta diversa da parte dell'organi
smo. La compagnia giusta, per esempio, pu sollevare una persona

dal suo malumore; mentre invece un individuo che s1 trovi in uno


stato depresso rimane senza reazioni.
La depressione una perdita della forza interna di un organismo,
paragonabile in un certo senso alla perdita d'aria che pu verificarsi
in un pallone gonfiato o nella camera d'aria di una gomma d'auto.
Questa forza interna il flusso costante di impulsi e di sentimenti
dai centri vitali del corpo verso la periferia. Di fatto la carica ener
getica che si muove nel corpo. Questa carica, lungo il cammino, va
ad attivate tessuti e muscoli, facendo sorgere una sensazione o un
sentimento. Quando si manifesta in azione, la chiamiamo impulso:
cio una pulsazione dall'interno. Nello stato depresso, la formazione
di impulsi bruscamente ridotta sia per il numero degli impulsi,
che per la loro forza. Questa diminuzione produce una perdita di
capacit di sentire all'interno ed una perdita di attivit all'esterno.
Possiamo parlare, pertanto, di depressione come di un collasso inter
no, significando con ci che la capacit dell'organismo di rispondere
con gli impulsi appropriati ad avvenimenti ambientali notevolmente
diminuita. Parlare di impulsi e della forza che essi attivano, chiari
fica la comprensione della natura della depressione. Gli impulsi eser
citano una p_ressione volta verso l'esterno e normalmente si tradu
cono in una forma o nell'altra di espressione. Espressione significa
letteralmente " forza che si muove verso l'esterno" . Dietro ad ogni
desiderio, sentimento o pensiero, vi un impulso, che pu essere
definito come movimento energetico dall'interno dell'organismo verso
il mondo esterno. Ogni impulso che riesce a passare all'esterno rap
presenta un desiderio, evoca un sentimento, associato a un pensiero,
e finisce in un'azione. Cos, per esempio, quando ci viene l'impulso
di colpire qualcuno, tale impulso rappresenta il desiderio di fermare
una persona per impedirle di causarci del dolore, porta con s il sen
timento dell'ira, associato a pensieri relativi alla situazione che ha
provocato l'impulso, e si conclude in un colpo.
Un'impressione l 'opposto di un'espressione. Quando un impulso
ha effetto su un'altra persona, questa riceve un'impressione. L'im
pulso non deve necessariamente essere un colpo, pu essere Ui10 sguar
do, un gesto o una parola. L'impressione il risultato di una forza
esterna che agisce sul corpo. I n un organismo vivente, le impressioni
evocano una qualche risposta che costituisce il riconoscimento del
l'impressione. Gli oggetti inanimati, in genere, non reagiscono alle
forze esterne. Ad esempio posso premere il pollice contro una palla
di plastilina e !asciarvi un'impressione, ma la plastilina non sente
l'impressione e non reagisce ad essa. Perch un oggetto reagisca deve
contenere una qualche forza interna. Un pallone gonfiato reagir alla
pressione del mio pollice perch contien una forza del genere. In

un primo tempo si deformer, poi assumer di nuovo la forma ongl


naie dopo che la pressione sar stata rimossa. Un pallone sgonfio non
potr fare la stessa cosa. Questa analogia fin troppo elementare con
tribuisce a spiegare perch la persona depressa non reagisca come la
persona normale agli stimoli provenienti dall'ambiente. Potr sen
tirsi come qualsiasi persona normale, ma il suo corpo, dotato di una
carica troppo bassa e Io spirito svuotato la renderanno incapace di
rispondere.

La repressione del sentimento


Noi non esprimiamo tutti i nostri impulsi in ogni occasione. Nel
corso della crescita impariamo cosa dobbiamo rivelare e cosa dob
biamo tenerci per noi. Impariamo anche quando certi impulsi pos
sono essere espressi e inoltre il modo giusto di esprimerli. Il tratte
nimento consapevole di un impulso effettuato dal sistema musco
lare volontario del corpo, che si trova sotto il controllo della mente
cosciente o ego. Questo avviene alla superficie del corpo subito prima
che l'impulso si scateni in azione. Di fatto i muscoli che sarebbero
coinvolti nell'espressione vengono messi in condizione di agire ma
sono bloccati da un comando che proviene dalla mente. Il comando
inibitorio non coinvolge gli altri componenti dell'impulso. Rimaniamo
consci del desiderio, in contatto con il sentimento e consapevoli del
pensiero. solo l'azione ad essere bloccata.
La repressione degli impulsi un'altra questione. Tutte le compo
nenti di un impulso vengono bloccate quando si verifica la repres
sione. La parola 'repressione' significa che l'impulso viene respinto
in gi, sotto la superficie del corpo, al di sotto del livello al quale
avviene la percezione. Non si pi consapevoli del desiderio o in
contatto con il sentimento. Quando il ricordo o il pensiero dell'im
pulso viene ricacciato indietro nell'inconscio, parliamo di rimozione.
Ricordi e pensieri vengono rimossi, impulsi e sensazioni vengono re
pressi. La repressione degli impulsi non un processo cosciente o se
lettivo come l'atto di trattenerne l'espressione. il risultato del trat
tenimento prolungato dell'espressione, che si protrae sinch questo
ritegno diviene un modo abituale di essere ed un atteggiamento in
conscio del corpo. In effetti, la zona del corpo che sarebbe coinvolta
nell'espressione dell'impulso resa relativamente insensibile dalla ten
sione muscolare cronica che si forma in seguito alla tendenza abituale
a trattenersi continuamente. La zona efficacemente separata dalla
coscienza dalla perdita in essa della normale capacit di sentire e di
restare impressionata.

La desensibilizzazione di parte del corpo ha un effetto sul suo fun


zionamento generale. Ogni zona che diviene desensibilizzata riduce
la vitalit dell'intero organismo. Limita, in certa misura, la motilit
naturale del corpo e agisce come elemento limitante nei confronti
della funzione della respirazione. In tal modo fa diminuire il livello
energetico dell'organismo e indebolisce tutta la formazione degli
impulsi.
In situazioni nelle quali l'espressione di un impulso potrebbe evo
care una minaccia da parte dell'ambiente nei confronti del bambino,
questi cercher consapevolmente di reprimere tale impulso. Otterr
questo facendo diminuire la propria motilit e limitando la propria
respirazione. Non muovendosi e trattenendo il respiro si possono smor
zare il desiderio e le sensazioni. Infatti, in una disperata manovra
per sopravvivere, si intorpidisce il corpo intero. Se questa desensi
bilizzazione si spinge piuttosto in l, d luogo alla personalit schi
zoide che ho descritta in un mio libro.' Tale tipo di personalit
estremamente indi
alla depressione proprio per questa ragione. In
essa risulta diminu a la formazione di qualsiasi impulso.
Il bambino rep mer attivamente un impulso anche quando esso
diverr troppo doloroso per la continua frustrazione.
Un bambino che abbia perso la madre nella folla, ad esempio, pian
ger per il dolore della perdita, ma non potr farlo e non lo far
indefinitamente. Dopo un certo tempo smetter, perch il dolore sar
stato troppo intenso e Io sforzo troppo sfibrante. Naturalmente, fac
ciamo l'ipotesi teorica che nessuno porti conforto al bambino. Nello
stato di esaurimento in cui si viene a trovare, il bambino diventa
insensibile. Ma l'insensibilit passer e, quando questo sar avvenuto,
il bambino pianger di nuovo se non avr trOvato la mamma. Ogni
volta, tuttavia, il suo pianto si indebolir progressivamente. Si tratta
di una situazione disperata, dato che un bambino ksciato solo a pian
gere potrebbe morirne. Ren Spitz ha registrato casi del genere. Nor
malmente, in questa situazione, il bambino trova presto la mamma
e il trauma di breve durata.
Ma se la mamma, anzich esser stata semplicemente smarrita,
muore, e il bambino viene lasciato senza amore, la situazione assume
un cara.ttere cronico e grave. Non c' pianto che valga a restituire
la mamma perduta per sempre ed ogni scoppio di pianto servir sol
tanto ad aumentare il dolore causato dalla perdita. Prima o poi il
bambino smetter. Smetter di piangere e di lamentarsi, ma smetter
anche di fare qualsiasi sforzo per protendersi verso l'ambiente. Il

1 A. LOWEN : The Betrayal of the Body (Il tradimento del corpo), Macmillan,
New York.

bambino star sdraiato nel suo letto senza la capacit di reagire, in


uno stato di depressione che, se prolungato, . potr condurlo alla
morte.
La situazione solo leggermente meno tragica quando una madre
fisicamente presente ma emotivamente assente: cio, emotivamente
non d risposta al bisogno del bambino. In un certo senso e per
duta. Il bambino pianger per l'intimit e il contatto che questa non
gli pu dare, e continuer a piangere sinch diventer per lui troppo
penoso desiderare ci che non pu avere. A differenza di un bam
bino senza madre, questo sopravviver, ma intanto avr imparato 3
reprimere sia il desiderio che il sentimento.
Un bambino non pu accettare la perdita dell'amore della mamma.
Dipende troppo dalla mamma o da un surrogato di madre per poter
sopravvivere. Per questo non pu liberarsi della propria afflizione co
me fanno gli adulti quando hanno perso una persona amata. Ma an
che taluni adulti trovano eccessiva difficolt a sfogare il proprio do
lore. Ritengo che ci sia da attribuirsi alla parziale repressione del.
l 'impulso a piangere verificatasi nella prima infanzia. La conseguenza
che questo "impulso non pienamente disponibile, successivamente,
nella vita.
L'impulso a piangere sar represso nei bambini anche per ragioni
diverse dalla sparizione vera e propria della madre. Molte madri
non possono tollerare il pianto dei propri figli. Incapaci di rispon
dere a causa delle loro limitazioni, queste madri reagiscono al pianto
persistente del bambino con ostilit o sottraendo al bambino il pro
prio amore. Una madre di questo tipo pu sistematicamente non taC
cogliere l'invito che proviene dal pianto del bambino quando questi
vuole essere preso in braccio, e ci per insegnarli che non deve ser
virsi di una tattica del genere per darle degli ordini. La madre allora
si impegna in una specie di braccio di ferro con il bambino e, essendo
pi forte, vince lei. Se il pianto gli aliena la madre, il bambino
costretto a reprimerlo. Allorch la madre reagisce con rabbia ed osti
Iit, l'effetto prodotto sul bambino maggiore. In un primo momen
to intensificher il pianto probabilmente, ma imparer presto che non
si tratta di una misura saggia e, per sopravvivere, lo reprimer.
molto difficile far piangere un paziente depresso anche se il pian
to molto efficace. Se gli chiedi di protendere le braccia e di dire
" mamma", la risposta spesso la seguente : "Ma a che serve? " ; op
pure: ((Tanto non veniva mai "; oppure: " Tanto non c'era" . Queste
osservazioni sono tutte ragioni per piangere. Uno piange perch la
madre non gli dava risposta, ma ragioni del genere non toccano il
paziente depresso. Questi ha represso la maggior parte di quel che
sentiva nei confronti della madre, e ha perso la capacit di esprmere

un senso di desiderio struggente. Tuttavia non si pu dire altrettanto di


altri pazienti, e tale tecnica spesso risulta efficace con coloro che non
soffrono di depressiOne. Generalmente si scatener un diluvio di la
crime e di singhiozzi. Il fatto che l'individuo depresso non ha l'ener
gia necessaria per esprimere ci che sente. Allorch torna in lui l'ener
gia, gli - diviene possibile il pianto come pure l'espressione di altri
sentimenti.
Altri sentimenti che vengono spesso repressi nei bambini sono quel
li della rabbia, della negativit e dell'ostilit. Non difficile com
prendere che in certi ambienti familiari l'espressione di tali sentimenti
porterebbe a punizioni severe. Ci forse si verifica oggi in minor mi
sura, nei nostri ambienti familiari permissivi, ma un tempo la cosa
era certamente vera. Un bambino piccolo non ha sviluppato il pro
prio ego abbastanza da poter controllare in modo consapevole l'espres
sione di propri impulsi. Egli vive in un mondo in cui: o tutto o
niente. Di fronte ad un conflitto permanente con un genitore, un
bambino piccolo spesso reprime i propri impulsi negativi ed ostili.
Dapprima essi non engono completamente controllati ed esplodono
in scene isteriche, m<:1. si blocca la loro espressione diretta e imme
diata, , col tempo, vengono repressi gli stessi sentimenti. Quando
cos, abbiamo davanti agli occhi il quadro del bambino buono
e obbediente che obbedisce a tutti gli ordini e a tutti i desideri della
madre. Si tratta, naturalmente, del ritratto di un automa.
Secondo la mia esperienza, pochi pazienti hanno la capacit di
esprimere i propri sentimenti negativi od ostili in modo diretto e con
vincente. Faccio la prova chiedendo loro di dire uNo" il pi ad alta
voce possibile mentre percuotono il letto o vi sferrano calci. In quasi
tutti i casi lo sforzo che fanno senza convinzione. Non credo che
i miei pazienti possano essere considerati delle eccezioni rispetto alla
popolazione in generale. L'incapacit di dire !!Non serribra struttu
rata nella maggior parte delle persone. Io e quelli che lavorano con
me abbiamo provato questo esercizio in seminari professionali in tutto
il paese ed abbiamo incontrato dappertutto la stessa difficolt. Pos
siamo concludere che questi impulsi sono stati repressi quando le
persone in causa erano giovani.
Sembra fuori moda, in questi tempi di apparente liberazione ses
suale, Parlare di sensazioni sessuali represse nell'infanzia . . Ma di fatto
ci accade ancora, e, probabilmente, anche pi di prima. Le sensa
zioni sessuali vengono represse non solo perch sono tab, ma anche
perch pericolose per il bambino. Sono pericolose quando un geni
tore apertamente o latentemente seducente. Credo che il compor
tamento seducente dei genitori sia pi comune oggi che non nelle
passate generazioni, a causa della nostra artificiosit sessuale. Ne

prova la crescente incidenza dell'omosessualit, che, secondo me, pu


essere sempre ricondotta al genitore seducente. A questo proposito
dovremmo ricordare che sto parlando di sensazioni sessuali nel corpo
e non di sensazioni nell'area genitale. Queste sensazioni corporee
vengono represse risucchiando in dentro il ventre e contraendo la
muscolatura pelvica. L'effetto di questa manovra difensiva quello
di " troncare" ogni sentire nella parte inferiore del corpo; il che im
pedisce all'individuo di sentirsi con una solida base. Inoltre ci tur
ba fortemente la funzione respiratoria limitand.o la respirazione al to
race e al diaframma.
Si potr chiedere, ammesso che non si verifichi un incesto, quale
possa essere per un bambino il pericolo reale costituito da un geni
tore seducente. Ma il bambino non in grado di formulare questa
ipotesi, poich l'incesto ha luogo e, sorprendentemente, anche di fre
quente in tal caso. Ma ci sono anche altri pericoli. Se il genitore non
si rende conto del proprio comportamento seducente e se il bambino
risponde, quest'ultimo viene visto come l'aggressore sessuale e viene
respinto e spesso umiliato. Abbiamo visto come ci sia accaduto ad
Anne, uno dei quattro casi presentati nel primo capitolo. Sarebbe fa
cilissimo per un genitore trasferire il proprio senso di -colpa sessuale
su1 bambino, in questo modo. D'altro canto, se il genitore accetta
la risposta del bambino, senza impegn3.rsi in nessuna azione aperta
mente sessuale, il bambino viene risucchiato nell'orbita del genitore
e perde la propria indipendenza. Il bambino che coinvolto sessual
mente con un genitore, livello di sentimento, non pu dir di no
quel genitore. Diventando un satellite, il bambino perde non sol
tanto la propria indipendenza ma anche il senso della propria perso
nalit o identit. Di conseguenza, il bambino non ha altra scelta che
compiere ogni sforzo per reprimere la sessualit del proprio corpo.
"
La repressione del sentire crea una predisposizione alla depressio
ne, poich impedisce all'individuo di contare sui propri sentimenti
per dirigere il suo comportamento. Le sue emozioni non fluiscono
con forza sufficiente a dargli una chiara direzione da seguire; gli man
ca cio quanto occorre per essere una persona diretta dall'interno.
Perde la fiducia in se stesso ed costretto a cercare una guida nel
mondo esterno. stato condizionato in questo senso dai suoi genito
ri, il cui amore e la cui approvazione gli erano necessari. Da adulto,
fa ogni sforzo per conquistare l'amore e l'approvazione del mondo
esterno, provando di essere degno della risposta che cerca. Tale sforzo
sar tremendo, perch le poste in gioco saranno alte e tutte le ener
gie dell'individuo nel loro complesso saranno mobilitate ed impe
gnate in vista di questa impresa.
Come si provi di essere degni dell'amore dipende dai valori dei

genitori. Per taluni si raggiunge questo scopo con determinate im


prese, per altri servendo il prossimo e negando la propria persona
lit. Alcuni genitori esigono che il bambino si distingua; altri richie
dono il conformismo, la sottomissione e il lavoro duro. Il bambino
che cerca di soddisfare queste richieste (raramente affermate aperta
mente) candidato alla depressione, il bambino che le respinge di
venter un ribelle e un " outsider" . Ma, in entrambi i casi, l'energia
che dovrebbe essere disponibile per il piacere e la creativit viene
vincolata ad un modo di vivere insoddisfacente. La persona sottomes
sa diverr depressa allorch i suoi sforzi non otterranno la ricompensa
ricercata, e lo stesso capiter al ribelle quando constater che la
sfida da lui lanciata era a favore di una causa perduta.
Ad un uomo o a una donna che non hanno avuto l'amore e l'appro
vazione di cui avevano bisogno da bambini, d questo consiglio: 11Non
pensateci pi" . Una volta che si raggiunta l'et adulta, la partita
chiusa. Tornare all'infanzia - impossibile. Se una persona cerca di
farlo, sacrifica il presente - cio la sua et adulta - in questo vano
tentativo. I bisogni che sembravano tanto imperiosi quando era pic
cola e dipendeva dagli altri sono ora senza significato, Il seno non
pu pi soddisfare un adulto. Essere tenuto in braccio e sostenuto,
cosa che era tanto vitale nei primi anni di vita, non aggiunge certo
nulla all'indipendenza e alla maturit di una persona. Bisogna accet
tare la perdita e continuare a vivere e a crescere.
Un'apparente eccezione a questo principio la situazione terapeu
tica. Un terapeuta spesso funziona come un sostituto della madre- o
del padre. Offrir amore ed approvazione e potr incoraggiare il pa
ziente a regredire a uno stato infantile. Ma questo non viene fatto
con l'idea di compensare la precedente perdita subita dal paziente;
bens per aiutarlo a tornare a fare l'esperienza della perdita e ad
esprimere l'afflizione ad essa associata. Il compito terapeutico quello
di aiutare il paziente a trovare la strada dell'amore e dell'accetta
zione di s e a sviluppare fiducia in se stesso in sostituzione di quel
la che non riuscito a ottenere dai propri genitori.

Suicidio e negativit
La depressione un modo di morire, emotivamente e psicologica
mente. La persona depressa non soltanto ha perso la propria gioia
di vivere ma ha perso temporaneamente anche la voglia di vivere.
A seconda del grado raggiunto dalla sua depressione, ha rinunciato
alla vita, e questo spiega perch la depressione sia tanto spesso accom
pagnata da pensieri, azioni o sentimenti suicidi. Eppure pochi adulti

possono effettivamente morire di depressione a meno che non si tol


gano la vita volontariamente. Un'analisi dei motivi che stanno a mon
te del suicidio ci consentir di capir meglio lo stato depressivo.
L'atto suicida ha molteplici motivazioni nell'inconscio. Il tentadvo
di autodistruggersi , e su questo concordano la maggior parte degli
psicologi, una richiesta d'aiuto, una manovra disperata mirante ad
attrarre l'attenzione sulla situazione disperata di una persona. I ten
tativi di sicidio sono pi numerosi dei suicidi riusciti, nella misura
di dieci a uno. La maggior parte dei tentati suicidi non sono desti
nati a riuscire. Una giovane donna pu tagliarsi le vene dei polsi, ma
in un momento e in un posto in cui il suo atto st1r scoperto prima
che sia troppo tardi. Un'altra potr prendere una dose eccessiva di
sonnifero prevedendo di essere trovata prima di morire. In un se
condo tempo queste persone spesso ammettono di non aver voluto
morire. Avevano bisogno di aiuto e volevano che la' loro condizione
fosse presa sul serio. Il tentativo di suicidio spesso riesce a far otte
nere l'attenzione di cui si aveva bisogno, e oggi molti di coloro che
sono ancora vivi, dopo aver tentato il suicidio, hanno trovato la strada
per una vita pi significativa, grazie all'aiuto ottenuto con il loro
tentativo.
1a vi sono tentativi di suicidio che riescono, e il desiderio di mo
rire fa parte delle motivazioni di questo atto. Le ragioni che vengono
frnite per spiegare questo desiderio possono essere riassunte nelle
seguenti affermazioni: "La vita non vale b pena di essere vissuta " ,
" Non c' ragione d i vivere " e " Non posso andare avanti in questo
modo " . Non posso polemizzare con affermazioni di questo genere
quando sono espresse da un paziente, perch non mi trovo nella sua
situazione e non ho promesse da offrire. Per sottolineo che non
il loro corpo a voler morire. Se fosse cos, la morte .verrebbe in modo
paci:fco come ad un animale selvatico quando questo muore di morte
naturale. Il suicidio un <1tto consapevole e deliberato nel quale l'ego
si rivolta contro il corpo perch il corpo non riuscito a stare all'al
tezza dell'immagine che l'ego si era fatta. Tale immagine sempre
di potenza e di mascolinit negli uomini e di sex-appeal e di femmi
nilit nelle donne. Il senso di fallimento pu essere cos opprimente,
a questo punto, da condurre all'autodistruzione.
L'accusa 11hai deluso le mie attese" che sta a fondamento dell'auto
distruzione rivolta sia a s che agli altri. Il suicidio al tempo
stesso un rimprovero rivolto a coloro che professano un interesse nel
l'individuo e un rifiuto del proprio essere corporeo. E, poich serve
sempre a far s che la famiglia del morto si senta colpevole, deve es
sere considerato anche come un atto ostile e negativo nei suoi con
fronti. I collaboratori di uno psichiatra che aveva tra i suoi pazienti

un numero straordinario di suicidi mi dissero che questi aveva fatto


tutto il possibile per venire loro incontro e assicurare il suo appoggio
ai suicidi potenziali. "Chiamami ogni volta che hai bisogno di me,
si pensa abbia detto ai pazienti. E allora, come mai tanti suicidi? La
sola conclusione a cui sono potuto arrivare che i pazienti avevano
bisogno di poter dire: "Hai mancato alle mie aspettative11 E lui in
effetti aveva mancato di riconoscere questo bisogno. Se si trascura
o si cerca di negare questo sentimento in un paziente lo si pu por
tare al punto in cui egli deve dimostrarlo col mezzo estremo di to
gliersi la vita.
In uno scritto dal titolo " Lutto e melanconia", a cui ci riferiremo
pi in l, Freud ha espresso il parere che il suicidio possa essere mo
tivato in parte da sentimenti sadici e ostili. " questo sadismo, e solo
questo, che risolve il rebus della tendenza al suicidio" . Il suo ragio
namento era stato esposto pi sopra, nel modo seguente: I malati
(di melanconia) riescono alla fine a prendersi le loro rivincite, per
la via indiretta dell'autopunizione, sugli oggetti originari, e a tormen
tare i loro cari tramite l'infermit contratta per evitare di dover ma
nifestare direttamente la propria ostilit" .2 Freud non voleva dire che
la reazione depressiva sia una manovra deliberata per ferire la per
sona amata. Ha detto che vi una relazione tra la depressione, il sui
cidio e la repressione dell'ostilit e che questa relazione non deve
essere trascurata se si vuole comprendere l'individuo depresso e la
sua tendenza suicida.
Quando uno si suicida, vuoi dire che non pu pi vivere con se
stesso. Non pu pi tollerare i sentimenti negativi ed ostili che ha
dentro di s, e non pu esprimere questi sentimenti altro che con
qualche atto distruttivo. Ecco perch l'omicidio e il suicidio spesso
si verificano insieme. Con la precedenza, naturalmente, dell'omicidio
sul suicidio. Uno dei modi efficaci che ho trovato per aiutare un sui
cida potenziale quello di sottolineare che l'atto da lui progettato
in parte diretto contro di me, che si tratta, cio di un modo per
vendicarsi di me per il mio presunto fallimento. Questo approccio
fa spesso arrabbiare il paziente e allora l'ostilit si manifesta contro
di me in un modo meno m
: todistruttivo.
Ma un rimprovero analogo non viene forse espresso dalla persona
deoress<l- anche con i1 suo avviarsi alla morte emotiva? La de
prssione come il suicidio pu causare un grande senso di colpa nella
famiglia della persona depressa. Pu essere considerata come un grido
d'aiuto. ((Guarda.' Non pu pi sembrare che lo faccia per me stesso/".
1 S. FREUD: Lutto e rnelancoti1 (1915). Trad. it. in Operej vol. VIII, Borin

ghieri, Torino, 1976, p . 1 1 1 .

Tuttavia, se vogliamo aiutare la persona depressa non possiamo farlo


offrendoci come puntello e lasciando intatta la sua negativit di fon
do. Non si pu dare all'individuo l'amore e l'approvazione di cui ha
sentito la mancanza da bambino. Pretendere di far questo vuoi dire
non avere il senso della realt, perch il soggetto depresso rimarr
nel suo stato di depressione, se non altro per dimostrarci che 'Tu,

anche tu, sei venuto meno alle mie aspettative.


A livello conscio, la persona depressa dice : "Non riesco a reagire"

mentre proclama al tempo stesso il desiderio di guarire. Nel suo in


conscio sono profondamente sepolti dei risentimenti che si possono
sommare in un 1'Non voglio reagire". Essendo inconsapevole di que:
sti risentimenti, non li pu esprimere. In superficie si presenta come
una persona che farebbe di tutto per uscire dalla depressione. Ma
come un nuotatore con un'ancora attaccata alla gamba. Per quanto
lotti per risalire alla superficie, l'ancora lo trascina in basso. I senti
menti negativi repressi, con il peso del senso di colpa che li accom
pagna sono come l'ancora. Libera il nuotatore dall'ancora, ed egli
risalir naturalmente in superficie. Liberate i sentimenti negativi re
pressi nella persona depressa e la reazione depressa verr superata.
Vi sono sentimenti negativi repressi in ogni caso di depressione?
La mia risposta decisamente s. Si potrebbe dimostrare l'esistenza
di questi sentimenti in tutti i casi che ho preso in considerazione. Di
mostrarne l'esistenza, tuttavia, ben diverso dal liberarli, e solo la
loro liberazione ha un effetto positivo sulla condizione depressiva.
La presenza di questi sentimenti negativi nell'inconscio di una per
sona responsabile del crollo dell'auto-stima di questa persona, per
ch essi minano le fondamenta di una solida consapevolezza di s.
Ogni persona depressa in precedenza ha agito basandosi sulla nega
zione della propria negativit. Ha investito la propria energia nello
sforzo di dimostrarsi degna di amore. Qualsiasi stima di s possa
avere elaborato poggiava su fondamenta pericolose. Il collasso era
inevitabile. AI tempo stesso, l'energia impiegata nello sforzo di rea
lizzare l'illusione stata distratta dal vero scopo della vita: il pia
cere e la soddisfazione di essere vivi. Il processo di rinnovamento del
l'energia che dipende dal piacere stato sensibilmente ridotto. Alla
fine la persona si trova senza una base su cui poggiure e seriza l'ener
gia per muoversi.

La mancanza di energia
La depressione -caratterizzata da perdita di energia. Bisogna rico
noscerlo se vogliamo comprenderla e curarla. La persona depressa si

lamenta della mancanza di energia, e la maggior parte degli studiosi


concordano sulla validit di tale lamentela.
Tutto nel paziente ne indica l'indebolimento. Tutte le principali
funzioni dell'organismo, quelle che coinvolgono il corpo intero, in
quanto opposto ai singoli sistemi d'organi, sono depresse. La quan
tit e l'estensione del movimento sono ridotte. Gli studi di cinetica
danno appoggio a questa osservazione, rivelando una marcata climi
nuzione del movimento corporeo nei depressi, rispetto agli individui
normali. Questa diminuzione chiaramente evidente nelle persone
gravemente depresse che si limitano il pi delle volte a starsene se
dute muovendosi appena. Ma persino nella persona meno depressa
si nota una diminuzione dei gesti spontanei ed una visibile mancanza
di mimica facciale. Il volto depresso cadente e la pelle sembra pen
dere inerte come se le mancasse l'energia necessaria a mantenere il
proprio tono. Manca il normale gioco di movimenti facciali compiuti
dagli occhi, dalla bocca, dalla fronte e cosl via.
Questo basso livello energetico pu essere messo direttamente in
relazione con una diminuzione del metabolismo del soggetto. Ho ac
cennato precedentemente alla perdita di appetito che si riscontra co
munemente nello stato depresso. Tuttavia, pi importante ancora
la diminuzione dell'approvvigionamento di ossigeno dovuta ad una
marcata diminuzione dell'attivit respiratoria. Non solo la respira
zione del paziente limitata dalla sottostante personalit nevrotica
o schizoide, ma subisce un'ulteriore diminuzione a causa della rea
zione depressiva. La relazione esistente fra lo stato d'animo depresso
e la respirazione depressa talmente diretta e immediata che qual
siasi tecnica che attivi la respirazione allenta la mors::1. dello stato
d'animo depressivo. E questo aumentando effettivamente il livello
energetico del corpo e restaurando una certa corrente di eccitazione
corporea. Generalmente l'aumento nella respirazione condurr prima
o poi a qualche forma di liberazione emozionale, o nel senso del pian
to o in quello della rabbia.
Una domanda alla quale non si pul) rispondere - a seguente: la
persona depressa ha subito una netta diminuzione del proprio livello
energetico a causa della propria delusione e della propria perdita di
interesse, o viceversa la perdita di interesse il risultato della ridu
zione del livello di energia disponibile? A questo non si pu rispon
dere, perch stiamo trattando due aspetti di una singola funzione del
l'organismo in relazione tra di loro, cio della capacit di far scorrere
la vita o il sentimento. Quando questa corrente diminuisce in modo
sensibile, parliamo di depressione. Quando si arresta, la morte. Quan
do invece vigorosa, mantiene un alto livello energetico, aumentando
l 'attivit metabolica e al tempo stesso stimolando l'interesse alla vita.

Dal punto di vista terapeutico, pi facile e pi efficace lavorare


col paziente sull'aspetto fisico o energetico della personalit, che non
sull'aspetto psichico o dell'interesse. Chiunque abbia vissuto con una
persona depressa o l'abbia avuta in cura, sa quanto sia difficile atti
vare il soggetto stimolandone l'interesse. La sua resistenza ad inte
ressarsi attivamente del mondo enorme. In parte ci dovuto ad
un profondo atteggiamento negativo di cui la persona non consa
pevole e che deve essere scoperto ed elaborato a fondo per ottenere
un risultato durevole. La sua resistenza, per, deriva in larga misura
da un senso di svuotamento e di esaurimento e proviene dalla sua
mancanza di energia. Se la tendenza depressiva non troppo forte
mente strutturata nella personalit, si ha spesso un recupero spon
taneo di energia e, con esso, di interesse. Generalmente, questo re
cupero solo temporaneo a meno che la persona non trovi dei modi
per sostenere la propria energia e mantenere il proprio interesse.
Un fenomeno ancora da spiegare la differenza esistente tra la
quantit di energia che una persona ha rivelato prima della reazione
depressiva e il basso livello energetico che mostra nello stato depres
so. Il contrasto spesso stridente e non pu fare a meno di meravi
gliare le persone che hanno conosciuto il paziente prima della ma
lattia. Spesso sono gli stessi pazienti a osservarlo. Un paziente, ad
esempio, mi disse: ((Prima di diventare depresso, ero il miglior la
voratore della ditta. Ero in grado di lavorare ad un ritmo pi rapido
di chiunque altro" .
L o stesso pu dirsi dell'alcolizzato che sembra pieno di energia
sinch l'alcolismo non si i'mpadronisce di lui e la sua capacit di la.
voro crolla. Sia la persona depressa prima della malnttia, sia l'alcoliz
zato prima che il suo problema diventasse grave, erano gente che
lavorava in modo compulsivo. Il croilo della spinta compulsiva ne
rivela ad un tempo la natura patologica e la debolezza. ( L'apparente
energia del lavoratore compulsivo ingannevole). Tali somiglianze mo
strano altresl che l'alcolismo una copertura della depressione. L'al
colizzato beve per evitare di divenire depresso, anche se i due sin
tomi si manifestano insieme in determinati individui.
Ho sottolineato che il crollo che annuncia la reazione depressiva
pu essere dovuto a una disillusione, prodotta, talora, da un avve
nimento che manda in frantumi il proprio sogno. Ma casi del genere
sono meno frequenti di quelli nei quali la reazione depressiva non
pu essere ricondotta ad alcun avvenimento specifico, e qui il fattore
energia quanto mai evidente.
Martin, per esempio, mi fu inviato a causa di una grave reazione
depressiva. Se ne stava seduto a casa tutto il giorno, incapace di fare
qualsiasi lavoro o di reagire all'ambiente circostante. Prima che Mar

tin divenisse depresso, era un uomo che lavorava sodo; di mestiere


faceva l'imbianchino. Mi disse che era uno dei migliori, in grado di
lavorare dieci ore al giorno come una macchina" . Facendo forza su
se stesso, mise da parte del denaro e l'invest in beni immobili. Sic
come non riusciva a stare da solo, passava quasi tutte le serate par
tecipando a riunioni di associazioni e di gruppi religiosi, in cui era
molto attivo. Fu quindi un colpo per i suoi amici constatare che,
improvvisamente, aveva perso qualsiasi interesse per ogni attivit.
Martin non poteva spiegare le ragioni del suo crollo, e, nel corso
della cura, non riusc a trovare l'avvenimento specifico che lo aveva
scatenato. Molto probabilmente si trattava di un piccolo fatto. Basta
la pi piccola puntura di spillo o il contatto con una sigaretta accesa
per far esplodere un pallone. Ma, di fronte alla storia di Martin, l'av
venimento specifico non avrebbe avuto un'importanza assoluta. Ave
va mantenuto il ritmo intenso che gli era proprio da circa diciotto
anni. Per quanti anni ancora avrebbe potuto continuare? Un uomo
non una macchina che ha bisogno soltanto del rifornimento costante
di carburante per mantenersi in funzione. Un uomo ha bisogno di
sentire piacere e di ricavare un senso di soddisfazione dalla vita. I l
piacere era estraneo a Martin. Conosceva soltanto il lavoro. Persino
il sesso aveva perso il suo potere di attrazione molto prima che la
depressione lo colpisse. Nel corso degli anni aveva mostrato progres
sivamente sempre meno interesse per sua 'moglie e per la sua fami
glia. Gli altri piaceri che gli uomini ricercano - andare in barca, an
dare a pesca, giocare a bocce, e cos via - Martin li sdegnava.
Era un lavoratore compulsivo, non un lavoratore creativo. In una
societ che d valore alla produttivit, Martin sarebbe passato per nor
male, malgrado che, durante gli anni in cui aveva lavorato, la sua
vita emotiva fosse piuttosto depressa. Quando diciamo che una per
sona del genere energica, ignoriamo il fatto che occorre maggiore
energia per essere vivi emotivamente che per funzionare come delle
macchine. Quale che fosse la stima di s che Martin aveva avuta pri
ma della depressione, non si trattava di. una stima di s basata sul
f;ato di essere una persona. Se si era inorgoglito della propria capa
cit lavorativa, ora si trovava di fronte alla constatazione del fatto
che quella non la vera misura- dell'umanit di una persona.
Qualcosa in lui non era fondamentalmente a posto e credo che la
depressione di Martin fosse inevitabile. Nella sua vita si fece presto
strada un atteggiamento di autonegazione associato al bisogno di dimo
strare il proprio valore attraverso il lavoro. Malgrado la sua affiliazione
religiosa, Martin mancava di fede e nonostante le sue solide virt di
cittadino, non era un individuo con una solida base. Per me la cosa
sorprendente era che non fosse crollato prima.
u

Ritengo si possa giustamente supporre che la depressione sia so


praggmnta allorch quella sorta di macchina che era Martin rest sen
za vapore. Aveva esaurite le proprie riserve vitali nello sforzo di man
tenere un'immagine impossibile. Credo che, se avesse avuta pi ener
gia a disposizione, la sua reazione depressiva sarebbe stata semplice
mente rimandata. Era come un uomo che corre sino a crollare esausto
e che poi rimanga senza l'energia e conteporaneamente senza il desi
derio di rialzarsi. E il caso di Martin sembrava proprio di questo tipo.
A parte l'elemento catalizzatore della reazione depressiva, questa
non si manifesta finch la persona non ha raggiunto un punto. di rot
tura. Se un individuo non arrivato a quel punto, non credo che
abbandoner la lotta per realizzare la propria illusione. Prova di ci
che quando l 'individuo recupera la propria energia e riafferma il
proprio interesse alla vita, ancora orientato verso il perseguimento
dello scopo illusorio. In tal modo, cosl come l'interesse connesso
ad un alto livello energetico, la delusione e la perdita di interesse
si collegano a un basso livello energetico.
Aiutare una persona a riacquistare la propria energia il primo
passo nella cura della depressione. Eppure, persino quando v1ene re
staurato il livello energetico normale di una persona, questa non
libera dalla propria tendenza alla depressione: libera solo dalla rea
zione depressiva. Qualsiasi sia il " livello energetico normale" , esso
non pu essere considerato l'equivalente della salute. Non riesce a
soddisfare il requisito di una vita sana e di un funzionamento sano.
Mette a disposizione abbastanza forza per dare energia alle spinte del
l'ego, ma non sostiene la motivazione del piacere. Pu mantenere at
tiva la parte superiore del corpo, ma non riesce a estendersi alle gambe
e al suolo. Occorre energia per stare in piedi , occorre vera energia o
vitalit o forza interiore per tenersi costantemente su di morale, e la
persona che tende alla depressione non ha un tal tipo di energia.
La tendenza alla depressione indica che ci troviamo di fronte ad
un organismo non sufficientemente: carico. Le persone sane, vitali, non
diventano depresse in quanto individui. Se si deprime la loro cultura,
ci pu influenzarli, ma non si tratta di quel tipo di depressione che
gli psichiatri si trovano di fronte nei loro ambulatori. Questa una
reazione selettiva, personale, che ha le sue radici in fenomeni cultu
rali ma non causata direttamente da loro. Esamineremo queste ra
dici nel capitolo successivo; a questo punto dobbiamo esaminare il
fattore energetico pi da vicino.
I fisici definiscono l'energia come la capacit di compiere un lavoro
e la misurano con il lavoro Svolto. Il lavoro da svolgere nel processo
vitale, per, non di tipo meccanico. L'energia della vita viene usata
per la crescita, per la riproduzione, per l'eccitabilit e per la capacit

di rispondere emotivamente. attiva in tutto il regno animale, e


muove gli organismi verso il soddisfacimento dei loro bisogni e verso
l'espressione di s, che porta alla creativit e che viene sperimentata
sotto forma di piacere.
Poich l'organismo un sistema in se stesso conchiuso, la sua ca
pacit di funzionate in modo efficace dipende dal suo stato di ecci
tabilit o, se volete, di vitalit, anche se eccitabilit il termine da
preferirsi . Nell'ambito della sua struttura biologica, un organismo do
tato di maggiore energia ha un maggiore livello di eccitazione interna.
Si muove pi rapidamente degli altri organismi del suo stesso tipo,
pi desto e pi pronto a rispondere. anche meglio coordinato e
pertanto pi efficace. Un livello di carica pi elevato appare dalla lu
centezza degli occhi e dalla motilit del corpo.
L'eccitazione e la depressione sono qualit opposte. Quando una
persona eccitata non depressa. Quando depressa il suo livello
di eccitazione interna ridotto. Nell'esaltazione e nella mania, il li
vello di eccitazione brilla per breve tempo ma si spegne con la stessa
rapidit. Una person.a sana pu sostenere il proprio livello di eccita
zione a un grado piuttosto elevato. Le combustioni metaboliche av
vengono al massimo calore e lo splendore della fiamma rimane rela
tivamente costante. Non possiamo ignorare il fatto che occorre ener
gia per mantenere in funzione questi processi.
L'energia entra in un organismo sotto forma di cibo, aria e di sti
moli eccitanti. Viene scaricata sottO forma di movimento o di altra
attivit corporea. La carica e la scarica sono sempre in equilibrio se
consideriamo la crescita come uno degli aspetti dell'attivit corporea.
Se la c::.rica viene diminuita, diminuisce anche la scarica. Ma vero che
se la scarica si riduce, la carica viene spontaneamente diminuita. La
scarica motivata dalla ricerca del piacere. Tutte le attivit di ogni
organismo animale mirano al piacere immediato o a quello futuro. In
tale affermazione incluso il corollario che l'organismo, inoltre, si
muove e agisce per evitare il dolore.
Quando il piacere manca, la motivazione a muoversi diminuisce in
conformit. La produzione di energia si riduce c il livello energetico
dell'organismo diminuisce. Quando la mancanza di piacere dovuta
ad un'incapacit strutturale di provarlo, abbiamo una persona la cui
capacit di risposta emotiva limitata e, per la stessa ragione, una
persona il cui livello. interno di eccitabilit basso. Una persona del
genere destinata ad una reazione depressiva, poich .ha gi in s una
tendenza depressiva.
Quando si affronta il problema della depressione sul piano terapeu
tico, si d\'C porre attcnz:cmc o1.J C:}tli :uo divc1so asct0
mu-:can:-3a
di fede in s, perseguimento di scopi irreali, mancanza di 'grounding',
-

dit>Jinuito livello energetico. Non basta, ad esempio, suggerire un


nuovo interesse ad una persona depressa a meno che non gliene possa
derivare un certo piacere, e ci probabilmente non possibile se essa
ha inconsci sensi di colpa e angoscia nei confronti del piacere. Bi
sogner prima di tutto elaborare questi aspetti. A tale scopo affron
teremo la mancata identificazione dell'individuo con il suo corpo e
osserveremo la sua mancanza di tgrounding'. Questo, allora, ci con
durr inevitabilmente alla base energetica del fenomeno depressivo.
Alcuni anni fa ho avuto in cura un analista che metteva in rela
zione la sua depressione a un'incapacit di leggere la letteratura psi
chiatrica sull'argomento. Mi chiese se potevo aiutarlo a superare que
sto blocco. Quando lo visitai, trovai che il suo corpo era depresso
quanto il suo spirito. Era un uomo dalla corporatura pesante di circa
cinquant'anni, la cui respirazione era molto superficiale. La motilit
del corpo era estremamente limitata a causa di gravi tensioni musco
lari che lo legavano come catene. Potrei aggiungere che s'era sotto
posto per circa vent'anni a cure analitiche.
La mia reazione iniziale non fu positiva. Non credevo di poter far
molto per lui e gli indicai la gravit dei suoi problemi corporei, spe
cialmente per ci che riguardava la sua scarsa respirazione. Mi disse:
1'Non mi interessa la respirazione, mi interessa solo di superare la mia
incapacit di leggere " . Ero rlluttante a rifiutarmi di curarlo senza
aver prima cercato di fargli provare una terapia bioenergetica, ma
dubitavo molto che avrei potuto ottenere risultati positivi. Comunque
concordammo entrambi che avremmo visto ci che si poteva fare.
Lavorammo sui suoi problemi;. per circa quaranta sedute, una alla
settimana, combinando l'approccio fisico con l'analisi verbale. Bench
emergesse del materiale interessante e importante, facevamo pochi
progressi. Mi disse delle esperienze sessuali che da giovane aveva avu
to con sua sorella e che prima non aveva mai rivelato ad alcun ana
lista, e cos compresi perch aveva represso il sentire ad un grado cos
elevato. Ma non era preparato a riacquistare una vita di sentimenti
n lo desiderava. Aveva escluso ogni interesse attivo per la vita del
suo corpo, e credo che questo fosse in rapporto con la sua depressione.
E ci si collegava certamente alla nostra incapacit di rompere la
morsa della sua reazione depressiva. Questo caso conferm la mia
impressione che non si pu costruire n una fede che sostenga n una
vera autostima su di un interesse per la vita limitato.

4
Un caso di depressione

Il problema
Lo avreste creduto che una persona potesse rimanere quasi conti
nuamente depressa per oltre venti anni? Questa fu la storia che Joan
mi raccont la prima volta che venne a consultarmi. Aveva poco pi
di quarant'anni, era stata sposata e divorziata due volte. Dal primo
matrimonio aveva avuto . un figlio che in quel momento era in un
'college'. Joan viveva da sola, ma questo non la preoccupava. Tut
tavia era turbata dalla mancanza del desiderio di fare qualsiasi cosa
e dalla perdita d'interesse per i propri amici. Le era penoso stare
con la gente, anche con persone che conosceva da anni. Sentiva che
la sua vita era vuota e priva di significato: una rimostranza questa
comune a tutte le persone depresse.
Discorrendo con Joan, mi resi conto che era una persona estrema
mente sensibile. Conosceva personalmente diverse figure in vista della
vita letteraria ed artistica e aveva pubblicato lei stessa delle poesie.
La situazione mondiale la sconvolgeva, ed esprimeva una profonda
preoccupazione per il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del
Vietnam. In Joan c'era un'eleganza che indicava una donna raffinata
e di gusto. Aveva viaggiato molto in tutta la sua vita. Una eredit
cospicua ricevuta molti anni prima, alla morte di suo padre, le dava
l'indipendenza finanziaria, ed era in grado di vivere in condizionj su
periori alla media.
A parte la sua condizione depressiva, Joan si lamentava amara
mente di non avere una relazione d'amore che significasse qualcosa
nella sua vita. Era stata innamorata molte volte e ogni volta aveva
sperato che quella fosse la risposta ai suoi bisogni. Ma la promessa
non - trov mai riscontro nella realt. Gli uomini di cui Joan si inna
morava sembravano incapaci di ma11tenere una relazjone matura con
una donna. Dopo un periodo pi o meno lungo, queste relazioni fini
vano e Joan rimaneva con un senso di delusione che approfondiva

sempre pi la sua depressione. Malgrado queste ripetute delusioni,


l'idea di trovare soddisfazione in un amore romantico rimaneva per
Joan come il sogno al quale dedicare la sua vita.
I segni fsici erano chiari: la sua voce era bassa nel timbro e nel
l'intensit. Stava seduta tranquillamente mentre parlava, con un'espres
sione languida nel corpo. Il suo sorriso era superficiale; mai una volta
che i suoi occhi brillassero durante la conversazione. Malgrado la
storia di una depressione durata tanto a lungo, non ne recava i segni
sul volto. Non aveva la bocca incurvata verso il basso, la pelle ca
scante, n lo sguardo da cane bastonato che si nota nelle pers.one de
presse in maniera cronica. La qualit principale della sua espressione
facciale era l'immobilit: mancava completamente il normale gioco
dei sentimenti.
Joan si era sottoposta ad analisi molti anni pri.ma . 1v1a, se a quel
tempo l'analisi l'aveva aiutata, non era per riuscita a mutarne l'at
teggiamento fondamentale. Circa un anno prima che venisse a con
sultarmi, era stata in cura da un terapeuta reichiano il cui approccio
metteva in rilievo l'importanza del corpo e il ruolo centrale della re
spirazione in vista del recupero della capacit di sentire. La terapia
bioenergetica un'estensione e uno sviluppo dei concetti basilari di
Reich, e il fatto che Joan credesse nella validit dell'approccio attra
verso il corpo fu il motivo per cui venne a chiedermi di occuparmi
di lei. La risposta inizi'ale al terapeuta reichiano era stata positiva;
aveva conseguito miglioramenti iniziali, ma il progresso non fu du
raturo e Joan ricadde di nuovo nella depressione. Pi tardi vidi che
la stessa cosa si ripeteva nel corso del lavoro che faceva con me.
Studieremo la personalit di Joan e la cura messa in atto per illu
strare l'approccio bioenergetico alla depressione. Dopo una breve
anamnesi, la prima cosa che faccio di esaminare il corpo del pa
ziente. Tale operazione mi dice chi il paziente e cosa gli accade.
Il corpo spesso miglior rivelatore delle affermazioni verbali del pa
ziente poich queste riflettono ci che vi nella mente cosciente del
l'individuo, mentre l'espressione del corpo dimostra direttamente l'at
teggiamento inconscio della persona nei confronti del mondo e di se
stessa; come si muove, il grado di motilit del corpo, la quantit
di sentimento negli occhi, la profondit del respiro, il calore e il co
lore della pelle, tutti questi dati oltre ad altri indici, rivelano lo
stile di vita di un individuo. Essi sono un aspetto della sua realt
e possono essere collegati a un dt.ro ::1spetto della sua realt, che
la vita psichica o interiore. t necessario stabilire questo collegamento
se si vuole che un paziente scopra chi .
Quando ebbi Joan per la prima volta di fronte in calzamaglia, fui
colpito dalla posa e dall'espre'5ione del suo corpo. Sembrava una

statua e il suo volto aveva l'espressione di una persona che si attenda


di essere ammirata. Potevo, davvero, ammirare il suo corpo ben for
mato e i suoi lineamenti regolari. Purtroppo per Joan, per, ci che
lei voleva era l'amore non l'ammirazione. E nessuno pu amare una
statua con il calore e la passione che si riservano a un altro essere
umano. Joan era destinata ad essere continuamente delusa. Non si
rendeva conto naturalment, di come nell'atteggiamento inconscio del
suo corpo si identificasse con la posa e con il ruolo che questa im
plicava. A livello conscio, Joan pensava a se stessa come a una donna
che cercava ed era in grado di dare amore. Ma nella misura in cui
l'aspetto di statua influenzava la sua personalit, era incapace dell'una
e dell'altra cosa. Non vi calore in una statua.
Di fatto non c' vita in un:\ statua. l\.1a Joan non era una statua,

bensi una persona viva. Nel grado in cui si era identificata incon
sciamente con l'immagine della statua, era tuttavia immobilizzata da
questa posa che riduceva la sua vitalit. Non si vedeva in posa, e,
conseguentemente, non era in contatto con la realt dei propri atteg
giamenti corporei. Considerando l'irrealt della personalit di Joan,
non era difficile caPire perch fosse depressa.
Quest'analisi del problema di Joan suggerisce due diversi approcci
per la sua soluzione. Joan doveva esser resa consapevole del proprio
atteggiamento corporeo e del suo significato. Doveva esser messa in
contatto con la realt del funzionamento del suo corpo, poich questa
la realt basilare dell'esistenza individuale. E, in concomitanza, an
davano rese consapevoli le esperienze che molto presto nella vita ave
vano costretto Joan ad abbandonare b sta vera personalit e ad assu
mere l'immagine di una statua. Era importante accertare chi le aveya
imposto l'immagine a cui Joan cercava di garantire l'ammirazione e
quale terrore avesse congelato Joan nella sua immobilit.
La sua storia mi ricord il mito di Pigmalione, Io scultore cipriota
che aveva fatto una statua di avorio di una bella fanciulla e che se
ne era innamorato. Quando la st'atua non rispose ai suoi abbracci,
Pigmalione si sent spezzare il cuore. Impietosita di lui, Afrodite don
statua portata in vita dalla dea dell'amore. Vi un nesso fra questo
vita alla statua. Joan probabilmente si identificava con Galatea, la
mito di Pigmalione e le storie di Cenerentola e della Bella Addor
mentata. In tutte e tre le storie una fanciulla innocente restituita
alla vita o alla felicit attraverso l'amore e la devozione di un eroe
o di un principe. Immaginiamo che Galatea fosse stata trasformata
in statua da qualche cattivo influsso e che questo potesse essere a
sua volta controbattuto solo dal suo opposto; il potere dell'amore.
Le due direzioni dello sforzo terapeutico - miranti da un lato ad
aiutare Joan ad entrare in contatto con il proprio corpo e dall'altro

a mantenerla in contatto con il proprio passato - sono soltanto ap


procci differenti per conseguire lo stesso scopo: la realt della per
sona. Un corpo depositario di tutta l'esperienza: ed anche la som
ma e l'espressione dell'esperienza vitale dell'individuo e della sua
specie. Lavorare sul corpo, pertanto, facilita il ricordo delle memorie
rimosse e dei sentimenti repressi. Ma anche importante procedere
dal lato psicologico. L'interpretazione dei sogni, l'analisi del transfert
e l'uso della fantasia conscia scoprono sentimenti ed evocano sensa
zioni che liberano il corpo. Quando e come usare questi approcci di
pende dall'orientamento personale del terapeuta e dalla sua sensibi
lit e abilit. Quanto a me, preferisco cominciare con il corpo ed in
trodurre il lavoro psicologico man mano che si sviluppa la terapia.
Nel caso di Joan, ci signific cominciare a farla respirare pi pro
fondamente. La sua respirazione era talmente superficiale, che si po
teva appena avvertire. Quando faceva uno sforzo speciale per respi
rare profondamente, dietro mio suggerimento, Io faceva con uno sfor
zo di volont, in modo forzoso, non con naturalezza. La sua respira
zine non si approfondiva spontaneamente quando si trovava sul ca
valletto bioenergetico/ come spesso accade. Eppure la sua condizione

ESERCIZIO BIOENERGETICO DI BASE PER LA RESPIRAZIONE

non era sorprendente. Una statua non ha bisogno di respirare. Se la sua


respirazione fosse stata completa e naturale sarebbe stato impossibile

1 Alcuni degli esercizi specifici usati nella terapia bioenergetica e la descri


zione del cavalletto sono riferiti nel mio precedente libro, Pleasure: A Creative

Appmach to Life.

vederla come una figura da premiare. Inibendo la propria respirazio


ne, J oan era in grado di mantenere repressi i propri sentimenti. Era
essenziale, pertanto, renderla consapevole di questa inibizione e libe
rare il suo corpo in modo che si potesse sviluppare un certo grado
di respirazione addominale. Il carattere statuario non era soltanto una
metafora psicologica ; il suo corpo era estremamente rigido come si
conf ad una statua, anche se non aveva la durezza del legno o della
pietra che capita di \'edere talvolta.
Dopo l'esercizio di respirazione sul cavalletto bioenergetico si chie
de al paziente di piegarsi in avanti, con le ginocchia leggermente flesse
e con le punte delle dita delle mani che toccano leggermente il pavi
mento. Questa posizione rovescia il precedente arco all'indietro del
corpo e fa abbassare la persona avvicinandola al pavimento. Se man
tenuta per trenta-sessanta secondi, nelle gambe si svilupper del tre
molio, e queste cominceranno a vibrare. Una certa vibrazione nor
male se si tengono il corpo o una parte di esso in una posizione fissa.
Si pu spiegare con la naturale elasticit dei tessuti muscolari. fa
cilitata in questo esercizio dallo stiramento esercitato sui tendini della
fascia dorsale del ginocchio e sui muscoli posteriori del polpaccio.
Tuttavia, non si hanno vibrazioni in risposta all'esercizio, se le
gambe sono troppo rigide. Per tale ragione, di solito si manifestano
pi rapidamente nei giovani. Una vibrazione grossolana indica la presenza
di tensione muscolare, che viene attivata dall'esercizio. Una vibrazione
sottile implica l'assenza di tale tensione. Mentre il corpo si rilassa
con queste operazioni terapeutiche, la vibrazione aumenta di intensit
e si estende verso l'alto fino ad abbracciare il bacino e l'intero corpo.
I pazienti sentono la vibrazione come una corrente o un senso di
vitalit che pervade il corpo ed piacevole. Inoltre essa d loro
la vivida impressione sensoriale di toccare il suolo cori i piedi. Alcuni
hanno osservato che dopo questo esercizio sentivano i piedi radicati
nel pavimento.
Cos come la respirazione di Joan era molto superficiale all'inizio,
la sua capacit di vibrare era talmente ridotta da essere del tutto
assente. C'era da aspettarselo. Se il suo corpo avesse potuto vibrare,
la rigidit sarebbe diminuita e l'immagine della statua avrebbe corso
il rischio di andare in pezzi. Dopo aver lavorato molto sulla respi
razione e sullo sferrar calci, Joan cominci ad avere un po' di vibra
zioni alle gambe ma le vibrazioni divenivano raramente intense e non
si propagavano al bacino. Tuttavia le condizioni miglioravano man
mano che la terapia progrediva.
Il modo pi semplice per indurre una persona ad esprimere il sen
timento di farla scalciare sul letto, dicendo di ''No" a voce alta
e prolungata. Ogni paziente ha qualche ragione per dare calci, qual-

che protesta da esprimere con la voce, e questo in particolare il caso


dei pazienti depressi. Ma essi, pi di ogni altro, hanno represso i sen
timenti negativi. Quando Joan colpiva il letto, suoi movimenti era
no meccanici e alla sua voce mancava ogni convinzione. Poich non
poteva fingere di non aver niente per cui tirar calci, fui in grado di
metterla di fronte al fatto che aveva represso i propri sentimenti.
a questo punto che generalmente introduco il lavoro analitico chie
dendo al paziente se stato in grado di far fronte ai propri genitori
e di esprimere la sua opposizione alle loro richieste. Joan non l'aveva
mai fatto. Tutte le forme di affermazione di s che aveva usato ave
vano preso vie traverse.
Mobilitare l'intera gamma della voce uno dei modi pi efficaci
per suscitare i sentimenti. Molti pazienti hanno represso il pianto
e gli strilli quando hanno scoperto che un tale comportamento suscitava
una reazione ostile da parte dei genitori . Perfino sotto la tensione di
un dolore molto forte preferiranno irrigidirsi anzich sfogarsi urlan
do, e struttureranno cos1 il dolore nel corpo sotto forma di tensione
muscolare. Un grido crea un'intensa reazione vibratoria, che libera
temporaneamente il corpo da una parte della sua rigidit. Era impor
tante riuscire a far gridare Joan. Si ottiene generalmente tale risul
tato applicando una pressione ai muscoli scaleni anteriori del terzo supe
riore del collo, mentre il paziente tenta di gridare. La spasticit di
questi muscoli inibisce il pianto e le grida. Occorse molto lavoro pri
ma che Joan si liberasse abbastanza da lasciarsi andare. Liberando le
grida, riuscl a piangere, e questi sfoghi ebbero un effetto positivo sul
suo umore.
Uno degli effetti del concentrarsi sul corpo e sulle sue funzioni
quello di rendere il paziente consapevole che il suo problema non
tutto nella testa. Sino ad allora ha considerato la propria reazione
depressiva come un fenomeno esclusivamente mentale. Nella sua men
te ha lottato con questa tendenza depressiva, cercando di compren
derne la causa e di mobilitare Ja sua volont per super<.1re la proprb
tendenza a buttarsi gi e la propria. propensione a negare se stesso.
Ogni insuccesso nel tentativo di tirarsi fuori dalla fossa lo fa sen
tire pi inadeguato, pi indegno e pilr depresso di prima. Questa
lotta mentale destinata all'insuccesso, poich il processo depressivo
fuori della portata della consapevolezza mentale. Eppure ci tutto
quanto il paziente sa fare.
Risulta pertanto di grande solievo l'apprendere che il problema
pu essere risolto partendo da un altro lato e che l'insuccesso nel
tentativo di risolverlo per mezzo di uno sforzo mentale non riflette
una scarsa intelligenza o una mancanza di volont.
Pilr importante ancora, tuttavia, il risorgere del sentimento pro-

dotto dall'attivazione del funzionamento del corpo. Partendo dalla


consapevolezza del proprio corpo, il paziente progredisce sino a sen
tirsi pi vivo e pi1 incline alla speranza. Il cambiamento spesso
drammatico. La depressione si allevia in varia misura in tutti i pa
zienti, lentamente nei casi pi cronici; pi rapidamente nei casi acuti.
Alla fine di ogni seduta, vedevo la vita tornare nel corpo di Joan.
I suoi occhi erano pi brillanti il colorito migliorava, la voce veva
maggiore risonanza c il corpo si muoveva con maggiore naturalezza.
Questa reazione positiva era pi evidente allorch Joan scaricava un
po' della sua tristezza piangendo. Ma il suo pianto non veniva molto
dal profondo. Joan non era in grado a quel tempo di affrontare la
tragedia della sua vita e di passare in rassegna la rabbia che giaceva
seppellita profondamente dentro di lei. Queste emozioni profonda
mentre represse non dovevano essere raggiunte prima che fossi certo che
Joan poggiasse su un terreno solido.
Man mano che il lavoro sul corpo faceva progressi, cominciai l'ana
lisi del comportamento e dell'ambiente in cui aveva vissuto e lo feci
parallelamente alla terapia fisica. In precedenza Joan aveva descritto
le personalit dei suoi genitori e le circostanze e le modalit della
sua educazione. Era cresciuta in una comunit del sud-ovest degli
Stati Uniti. La sua famiglia viveva in campagna. Suo padre era inge
gnere edile ed aveva avuto molto successo a prezzo di duro lavoro.
Joan ricordava la madre come una donna be1la, malata di tubercolosi.
Il suo ambiente familiare non era felice, diceva, col padre che era
quasi sempre via. Quando era a casa, di rado parlava con i familiari
e di rado esprimeva un sentimento qualsiasi. Un giorno not che sua
madre si sentiva molto sola. Quando Joan aveva dodici anni, sua
madre mor, e Joan disse di aver pianto vedendo piangere il padre.
Tuttavia il padre si rispos pochi mesi pi tardi.
Joan descrisse se stessa da bambina come un'inutile sognatrice che
non faceva che leggere. Le sue fantasie erano centrate sull'amore ro
mantice e inoltre rifer che provava una vera e propria adorazione
per qualsiasi ragazzo, anche se da lontano. Per entrare in contatto
con loro, faceva i loro stessi sport, spesso ottenendo eccellenti risul
tati nei loro giochi. Ma questo interesse spar con l'adolescenza. Ac
cenn che, in quel periodo della sua vita, i suoi conflitti sessuali era
no cos intensi da rasentare il parossismo. Non si masturbava, cosa
che- le avrebbe dato un certo sollievo, in parte perch la masturw
bazione era tabl1 e in parte perch cercava qualcuno che la salvasse.
Cercava un eroe, un principe su un cavallo bianco, che penetrasse
attraverso la siepe spinosa impenetrabile da cui era circondata e che
riportasse in vita la principessa sognante. Jofm era chiamata La Prin
cipessa da guanti nella famiglia ne ammiravano le maniere fuori del

comUne, quasi regali, e contemporaneamente si risentivano per la


presunzione in esse mostrata.
Quando Joan ebbe sedici anni, nella sua vita apparve un eroe. Era
un giovane che, colpito dalla sua bellezza e dal suo elegante porta
mento, si scrisse il numero di targa della macchina della fanciulla e
poi si procur il suo nome e indirizzo. Con grande sorpresa ed esul
tanza di Joan, si trattava di un campione di calcio del college. Per
un paio di anni sembr che le sue fantasie romantiche si avverassero.
I due amanti si impegnarono in ogni tipo di gioco sessuale, ma, a
causa dell'educazione ricevuta, si astennero dal consumare la loro
passione in un rapporto sessuale completo. Alla fine decisero che la
cosa migliore da farsi era di separarsi.
Negli anni seguenti, Joan ebbe delle relazioni sentimentali con
diversi uomini. Ogni relazione cominciava con le stesse speranze ele
vate, e ognuna finiva quando queste venivano infrante non appena
Joan scopriva qualche grave difetto nella personalit dell'amante . A
Joan non pass mai per la mente che stava cercando qualcosa di
irreale o che contribuiva, con la sua personalit, al fallimento delle
sue relazioni. Non stava cercando un uomo reale ma il principe delle
sue fantasticherie che semplicemente non esisteva. Non poteva con
cedersi ad un uomo vero, poich il suo cuore era imprigionato nella
statua che doveva essere fatta a pezzi prima che la persona vera po
tesse essere liberata. Ma gli uomini che venivano attratti da lei ammi
ravano la statua, non rendendosi conto che era proprio questa sua
caratteristica a sconfiggere le loro aspirazioni. E cos Joan non poteva
dare se stessa n essi potevano possederla.
Come pu una persona diventare una statua, e perch? Dato che
tale atteggiamento caratteriale, nel senso che strutturale nel
corpo ed parte della personalit, non viene adottato coscientemente,
dobbiamo esaminare la situazione emotiva esistente ne1l'infanzia di
Joan per trovare le forze che la imprigionavano. Nel corso della te
rapia, Joan si ricord di un sogno significativo. Aveva sognato che
stava camminando in un bel salone di marmo alla fine del quale sua
madre stava in piedi su una piattaforma come una statua. Mentre
si avvicinava alla madre, fu presa dall'orrore nel vedere le braccia
della statua staccarsi e cadere al suolo rompendosi. C'erano molte
sfaccettature. Da un lato, il sogno rivelava che Joan si era identificata
con la madre dal momento che attribuiva alla madre la stessa posa
da lei assunta.
Non so se la madre di Joan avesse la stessa posa statuaria. raro
che l'identificazione di un bambino con un genitore lo porti a diven
tarne l'immagine speculare. Generalmente, l'identificazione ha ele
menti allo stesso tempo positivi e negativi, di modo che il bambino

mostrer atteggiamenti che simultaneamente ricordano quelli del ge


nitore ma sono anche opposti ad essi. Joan aveva descritta la madre
come una donna solitaria e sofferente il cui dolore era visibile. Joan,
tuttavia, fece di tutto perch nessuno vedesse la sua sofferenza. Come
principessa, era al di sopra di tutto questo, e come statua era muta.
Lo stato d'animo del sogno ci dice qualcosa della relazione tra
Joan e sua madre. Il salone di marmo pu essere bello, ma freddo
e spoglio. La madre non vista come un essere caldo, amorevole o
vibrante, bensl congelata nell'immobilit. Allorch Joan si avvicina,
forse con il desiderio di essere presa in braccio (la maggior parte
dei bambini piccoli avrebbero avuto questo desiderio), inorridita
dall'incapacit della madre a protendersi verso di lei o a tenerla in
braccio. L'impotenza della madre, espressa nell'immagine delle brac
cia della statua che cadono, la terrorizza. Poich anche Joan si sen
tita impotente per tutta la vita anche se non ha accettato questo fatto.
Vedremo in seguito come mai. A questo punto importante ricono
scere l'assenza di una relazione madre-figlia calda e sicura. Ci spiega
perch Joan non abbia pianto per la morte della madre. Le sue la
crime, in quell'occasione, erano state per il padre. La perdita della
madre era avvenuta molto tempo prima della sua morte anagrafica.
Questa perdita confermata dal fatto che il suo ricordo pi lontano
riguarda la nonna materna.
La perdita di una madre, fisica o emotiva, , come ho detto, la
causa che predispone ad ogni depressione. Per avere tale effetto, la
perdita deve avvenire quando il bambino ha ancora bisogno di una
figura materna, quando dipende dalla madre per il contatto corporeo,
per il calore e per il sostegno. Nel caso della perdita, o dell'assenza
della madre vera, una madre sostitutiva pu soddisfare questi biso
gni. Ma tali bisogni devono essere soddisfatti se si vuole che la sa
lute emotiva del bambino sia assicurata. E i bambini spontaneamente
si rivolgono a qualsiasi altra figura adulta dell'ambiente familiare per
trovare tale soddisfazione se le loro madri sono incapaci di rispondere.
Joan si volse al padre per riceverne la vicinanza ed il calore che
la madre le negava. Ci sono padri in grado di dare questo tipo di
sostegno, ma quello di Joan non era di questi. Era raramente a casa,
ed era emotivamente inespressivo. 11a almeno, non era solitario, sof
ferente e impotente. Era un uomo forte che si era fatto da s. A Joan
sembrava un re, e pertanto poteva facilmente immaginare se stessa
come una principessa. In tutte le sue fantasie il principe che l'avrebbe
salvata era un'immagine idealizzata di suo padre. Avrebbe avuto la
forza e il coraggio di suo padre, ma sarebbe stato anche pi tenero
ed amorevole. Cosa pi importante : avrebbe risposto al suo affetto.
Ci che veramente voleva era l'amore di suo padre e l'accettazione

da parte di suo padre, e adott la sua posa statuaria per ottenere la


sua approvazione.
Joan, inoltre, si identificava con suo padre. Prima dell'adolescenza
era entrata in competizione con i ragazzi, volendo essere come loro
nella speranza che questa somiglianza l'avrebbe portata pi vicina
a suo padre. Ma il padre era troppo preoccupato del proprio lavoro
per dedicarle molta attenzione. Quel po' che le dava era destinato a lei
come ragazza. La vedeva diventare donna nelle forme ma non nei
sentimenti. Il padre esigeva la respressione di tut ti i toni di cJrattere
sessuale che normalmente entrano in gioco fra figlia e padre, e Joan
non aveva scelta; doveva uniformarsi. Suo padre voleva una :figlia il
cui aspetto e le cui maniere gli portassero credito ma i cui sentimenti
non interferissero con la propria vita. Joan credeva che, se avesse po
tuto diventare come lui la voleva, sarebbe diventato anche lui il padre
che lei voleva. In un certo senso era sedotta dal padre affinch di
venisse la statua di una donna elegante.
Dal momento che si era impegnata a procedere in questo senso,
Joan era destinata a continue delusioni. Ma non poteva fare marcia
indietro di sua libera volont. Tutte le sue speranze poggiavano sulla
realizzazione di un sogno basato sull'illusione, non sulla realt. In
quanto statua si era tagliata fuori da un contatto umano reale, ma
riteneva che questa manovra le avrebbe procurato il contatto in
grado di soddisfare il suo bisogno. Fu tradita, ma a sua volta tradl
se stessa, anche se non era pronta ad affrontare questo dato di fatto.
Il tradimento evoca in una persona una furia omicida. Ma Joan par
lava soltanto di amore e aveva orrore della violenza e dell'odio. Attra
verso le tensioni muscolari e la rigidit del corpo, aveva represso la
rabbia e l'ostilit che non potevano .essere espresse senza rischio, poi
ch erano dirette verso la stessa persona dalla quale si attendeva la
salvezza.
Per quel che riguarda la guerra nel Vietnam, Joan era una colomba.
Ci era la conseguenza della sua devozione, a livello conscio, per
l'amore in tutte le sue forme. Ma ci che mi sorprese, fu la violenza
degli attacchi rivolti da lei a Lyndon Johnson, che allora era presi
dente degli Stati Uniti, quando il tema della guerra entrava per caso
nella nostra conversazione. Lo gratificava di aggettivi come ambizio
so, senza cuore e insensibile. La descrizione andava talmente a pen
nello al padre che l'ostilit espressa contro Johnson era ovviamente
trasferita dal padre su quest'ultimo. Bench lo mettessi in rilievo,
Joan ignor la connessione tra le due cose.
Pi tardi, nel corso della terapia, avvenne che Joan sperimentasse
Io stesso senso di tradimento da parte mia. Si era rivolta a me al
l'inizio, con la sensazione di aver trovato finalmente la salvezza. Na-

turalmente io non avevo promesso niente di tutto ci, e l'avevo ripe


tutamente avvertita che l'attendevano tempi difficili. Ma il suo appa
rente bisogno di salvezza era cosl forte da superare ogni considera
zione di ordine razionale. E si crearono cosl per Joan le premesse
del disinganno che sarebbe stato da lei considerato alla stregua di
un tradimento. Tuttavia questo ci permise di elaborare completa
mente l'ostilit che aveva nei confronti degli uomini e di rendere du
raturo il miglioramento ch aveva ottenuto.

La cura
Ho descritto l'approccio fondamentale al problema della depres
sione come fisico e psicologico ad un tempo. Il lavoro :fsico com
porta la mobilitazione del sentimento attraverso la respirazione, il
movimento e il suono. Il lavoro psicologico mira a sviluppare la ca
pacit di comprendere la propria condizione, il suo significato e causa.
Lavotando direttamente sul corpo si portano alla luce una quan
tit di profondi cohflitti che ruotano intorno alla relazione di una
persona con il proprio corpo e con i propri sentimenti. Il primo ad
affiorare quello esistente tra l'ego e il corpo. L'individuo depresso
non crede al proprio corpo. Ha imparato a controllarlo e a sottomet
terlo alla propria volont. Non crede che possa funzionare normal
mente senza l'intervento della volont. E, nello stato di depressione
in cui si trova, non sembra in grado di intervenire. Non si rende
conto che il suo corpo si esaurito a causa del lungo asservimento
alle pretese di un ego gonfiato. Ritiene che la sua depressione sia
dovuta al crollo della volont anzich all'esaurimento fisico. Cosi la
sua prima preoccupazione di ristabilire i l primato della volont e
cerca di conseguire questo obiettivo persino a spese della necessit
che il corpo si ristabilisca e recuperi la propria energia. Un tale atteg
giamento ritarder la guarigione, ma questo il punto del problema.
Il secondo conflitto riguarda il senso di impotenza che la persona
depressa non pu accettare. Essa era gi stata impotente una volta
quando, neonata o bambina, si era trovata in una situazione in cui
sentiva minacciata la propria esistenza, ed era sopravvissuta ed aveva
superato il proprio senso di impotenza con un terribile sforzo di vo
lont. Il crollo della volont la precipita ora in un senso di assoluta
impotenza contro il quale crede di dover combattere. La lotta inten
sificata dal senso di colpa dovuto all'ostilit repressa nella propria
personalit.
Il fatto di. non essere riuscita a tirarsi fuori da questo stato di abbat
timento diventa l'occasione per prendersela con se stessa, il che serve

soltanto ad approfondire la buca in cui si trova. Nello stato depresso


ci sono molti elementi che indicano l'operare di forze autodistruttive
nell'ambito della personalit.
La volont un meccanismo di emergenza che ha grande valore
ai fini della sopravvivenza ma nessun valore ai fini del piacere.2 Il
corpo, di norma, non funziona in base alla forza di volont, rria in
virt della sua innata forza vitale. Nell'individuo depresso questa
forza stata minata dalla soggezione del corpo all'autorit della va
lont e dalla repressione dei sentimenti in favore dell'immagine del
l'ego. Non si pu ottenere la liberazione di questi sentimenti senza
dolore, il che aggiunge un altro elemento al conflitto fra l'ego e il
corpo. All'inizio della terapia, tuttavia, prima che questi conflitti emer
gano alla coscienza, l'approccio corporeo ha un effetto immediato e
positivo. Il paziente prova un senso di sollievo e rlesce a capire in.
fine che pu disporre di un'altra via per uscire dalle sue difficolt.
Cosl avvenne con Joan. Nelle nostre prime sedute, rispondeva
entusiasticamente. Nulla avrebbe potuto, infatti, essere pi efficace per
superare l'immobilit del suo corpo che i movimenti involontari asso
ciati alla respirazione, alla vibrazione, allo scaldare e al gridare. Ma
il conflitto tra la volont e il sentimento ha le sue radici in un pre
cedente conflitto tra il desiderio di protendersi verso un genitore
che non presente e il dolore connesso al farlo. Joan non era consa
pevole del dolore e della disperazione collegati a questi antichi trau
mi. Tutto ci che sentiva, all'inizio, era dell'eccitazione, relativa al
fatto che la situazione avrebbe potuto cambiare radicalmente in me
glio. Ma il dolore non tard a venire e con esso vennero sentimenti
che per tanto tempo aveva represso.
Avevo consigliato a Joan di fare i nostri esercizi regolarmente a
casa. Poi, sei settimane dopo che era iniziata la terapia, io partii per
le vacanze estive. Ricevetti da lei due lettere che sottolineavano il
suo problema. Si era recata in un'isola dei Caraibi per un breve sog
giorno. Nello scrivere che aveva passato in quel luogo delle belle
giornate, Joan disse poi: "Mi sono svegliata nella notte (la notte
prima di partire), con un dolore che avanzava lungo i muscoli della
vita e del bacino. Era come se i muscoli si stessero snodando. Gridai
di dolore ma il dolore era dolce-amaro. Le mie grida si trasformarono
in 'S; s'. Mi riaddormentai piena di perplessit. Mi risvegliai con
un terribile mal di testa proprio agli occhi e nella parte posteriore
della testa e del collo. Tornai a casa. Per circa cinque giorni sono
rimasta immobilizzata, troppo debole per rispondere al telefono. Or:1
mi sento bene di nuovo ed ho ripreso a fare gli esercizi" .
2

A . LOWEN The Betrayal of the Body.

Interpreto sofferenze del genere come 1 dolori di crescita" - ctoe


come se fossero prodotti da sensazioni (o energia) che attraversano
muscoli spastici e tesi. come il dolore che si prova quando le dita
morse dal gelo vengono esposte al calore. Il flusso del sangue nelle
estremit gelate estremamente doloroso. Il processo di disgelo deve
pertanto avvenire lentamente per dare ai tessuti il tempo di rilassarsi.
Il mal di testa e il dolore al collo di Joan avevano la stessa spiega
zione. Le correnti vitali che si facevano strada attraverso il corpo
incontravano forti resistenze. Era troppo per il suo corpo, che croll
per ottenere il riposo necessario.
In un'altra lettera scritta quell'estate Joan mi comunicava: uA
volte sento cosa deve essere il cedimento delrintera armatura. Mi
sento le spalle pi sciolte, ed altrettanto dicasi dei muscoli intorno
al bacino, nella schiena e persino nei polpacci. Il mio corpo sembra
essere negli spasimi di un conflitto come quello fra Lucifero e Ga
briele. Gemo_ di terrore e dj dolcezza per esso. Ho sentito, oscura
mente, le correnti e ancora pi oscuramente la pauran. Prima di que
sta nota di paura, Joan non si era mai accorta di essere spaventata.
La paura, come la rabbia, era fortemente repressa, e bisognava che
fossero entrambe evocate cd espresse perch si sentisse meglio. Non
siamo abituati a pensare che una persona depressa sia spaventata.
Molto raramente il soggetto depresso manifesta qualche segno del
genere. La paura contenuta efficacemente dal ruolo che il paziente
adotta. Di che cosa deve aver paura una statua? Non minaccia nes
suno, quindi, quando la posa cede, la persona diventa troppo depres
sa per essere consapevole di aver paura. Ma ogni persona che adott
un atteggiamento stata indotta dalla paura ad abbandonare la sua
vera personalit, la sua personalit emotiva. funzione della terapia
rendere consapevole tale paura in modo che possa essere compresa e
abbandonata.
Alcuni segni del terrore che cOvava nascosto in Joan erano venuti
da un sogno. Ricord : :rvn sono svegliata in uno stato di apprensione
e di depressione. stato un sogno molto vivido e volevo dimenti
carlo". :Mentre lo descriveva: l' Tormenteranno un bambino piccolo.
(Sento che quel piccolo bambino sono io, ma vestito come il mio
fratellino minore). Per salvarlo, lo rapisco e scappo via da quel posto
in macchina con un compagno maschio. una notte umida e scura.
Voltiamo in un luogo boscoso che nuovo ma in qualche modo fa
miliare, come se si trattasse di un ambiente della mia infanzia. Il
bambino in s::dvo ma siamo inseguiti. I nostri inseguitori ci vedono.
Seguo il mio compagno in una casa senza porte, mi sdraio sul pavi
mento sotto a un tavolo in modo da non essere vista e sto come una
sfinge rivolta verso la porta.

111 nostri inseguitori passano . ma tornano alla casa e ci trovano.


Non fanno nulla di sinistro immediatamente. Siamo costretti a se
guirli a tavola mentre loro bevono e si divertono. Penso di essere
terrorizzata ma spero che non mi facciano niente di male. Finalmente
hanno finito. Uno degli uomini si avvicina a me e dice: 'Ti faremo
perdere la tua funzione'. (Questa figura, disse, somigliava a me). Ha
un tono quasi di commiserazione ma inflessibile e spietato. Uno dei
suoi compagni gli porge una sbobba nauseabonda che lui mi offre
da bere. un modo per torturarmi. Mi sveglio alle tre del mattino" .
La sua associazione a l sogno fu l a seguente : "Mia nonna arrab
biata con me perch sono stata cattiva con il mio fratellino. L scena
mi ricorda quella di una tavola imbandita quando ero bambina e mi
nascondevo sotto la tavola per paura di essere punita" . Il sogno com
bina una paura infantile con la paura inespressa della terapia.
La paura infantile di essere punita per essere stata sgarbata col
fratellino e la punizione assUme l'aspetto, nel sogno, dell'essere co
stretta a 1'bere una sbobba . nauseabonda", paragonabile all'inghiotti
mento di un'umiliazione. Pu anche riferirsi al fatto di essere costret
ta a mangiare qualcosa che non si desidera, il che un insulto alla
personalit del bambino. La posa statuaria, con la superiorit che
essa implica, pu essere considerata una compensazione per il senso
di umiliazione provato. Pu essere anche considerata una forma di
autopunizione per esser.e stata cattiva. Anni or sono, i bambini ve
nivano fatti stare spesso immobili in un angolo della classe per aver
fatto qualcosa contro le regole dettate dall'insegnante. L'atteggia
mento esemplificato dalla statua anche una difesa contro qualsiasi
elemento di cattiveria o sgarberia ci possa essere nel temperamento
di Joan. Una statua non pu far nulla di male. Se si abbandona la posa
statuaria, la meschinit pu emergere. Joan ha pertanto paura che
il processo terapeutico abbia un effetto distruttivo. Questo il signi
ficato dell'osservazione fatta in sogno: "Ti faremo perdere la tua
funzione" . La perdita della funzione difensiva espressa dall'atteggia
mento del corpo, smaschererebbe la sua cattiveria e la esporrebbe
alla tortura.
Fritz Perls, fondatore della terapia della Gestalt, ci dice che siamo
contemporaneamente tutte le persone che appaiono rtei nostri sogni.
Da questo punto di vista Joan si punisce in sogno con la tortura
prch ha la sensazione di essere nel torto. Il sogno una misura del
suo senso di colpa.
Joan fece altri sogni in cui veniva torturata, che indicavano il gran
de stato di paura in cui si trovava. (1Un uomo alto mi tiene ed un'al
tra donna si trova in un posto sotterraneo. quasi insensibile per
la malattia e per la paura. Finalmente siamo portati su, n un'altra

stanza sotterranea: di fango e sassi. Il nostro custode seduto e gli


viene servita una bevanda. So che si ubriacher e diventer violento.
Ord;rn :di'altrn donna, che giovane e carina, di andare su uno sci
volo di fango : una forma di tortura. Molto malata ed incapace di
resistere, la donna ci va e sparisce inghiottita nel fango dello scivolo.
Intanto, io salgo in un posto pi lontano, mi siedo e do uno sguardo
al nostro torturatore. Lui non se ne accorto. Quando sono passata
vicino a lui, ha indicato lo scivolo e ha sorriso sadicamente. 'Tanto
per punirb un poco', ha detto. Inosservata, con mia sorpresa, mi
sono spostata pi in l e, sempre spaventata sono sfuggita facilmente,
scendendo in una plaga oscura, fangosa e rocciosa".
Il torturatore, mi fece osservare Joan, era una figura composita,
ma, disse, "Tutti e tre sono me stessa" . Quali aspetti di lei rappre
senta ogni figura? Poich il torturatore di sesso maschile lo iden
tificherei con il padre e lo vedrei come un rappresentante dell'ego di
Joan. L'altra donna mi richiam alla mente sua madre che era malata
e che era scomparsa, e pertanto stabilirei un parallelo tra tale figura
e il suo corpo. Joan fugge, ma in realt soltanto lo spirito che
fugge. Ha abbandonato il corpo e cos stata costretta a vagabondare
per la terra senza casa. Tutta la ricerca dell'amore da parte di Joan
soltanto una via traversa per tentare di ricomporre il proprio corpo
e di riacquistare la propria identit: cio per trovare se stessa.
La dissociazione esistente in Joan fra spirito e corpo, o tra l'ego
e i sentimenti, rivelata da un altro sogno. 'C' uno sciopero. Le
automobili, compresa la mia, sono requisite dal sindacato per prov
vedere al trasporto degli operai. La mia auto, un vecchio modello de
stinato a trasportare non pi di cinque passeggeri, stipata di operai
negri e bianchi. un pomeriggio terribilmente freddo, nel quale
splende il sole. Il tetto di tessuto e le tendine riparano gli operai.
Appoggiata precariamente con i piedi al predellino della macchina,
c' una segregazionista. Il nolo della segregazionista (io) interpre
tato dall'attrice Barbra Streisand" .
Commentando questo sogno Joan disse: "Non riesco a togliermi
dalla testa questa domanda: l'inconscio talvolta si prende gioco di noi
o tanto poco spiritoso da non rendersi conto quanto sia ridicolo
questo sogno? " . Ci che Joan trovava tanto divertente era la pro
pria identificazione con una segregazionista e con un'attrice. Cono
scendo Joan sarebbe difficile per chiunque immaginarla nell'uno o nel
l'altro ruolo. Per tutta la vita, da quando era giunta all'et adulta,
era stata una seria sostenitrice di tutte le cause legate ai diritti civili.
I pregiudizi contro i negri erano la cosa la pi lontana possibile dalla
sua mente. T\1a quanto era lontana la sua mente dal suo corpo o pi

specificamente dai suoi sentimenti, che aveva tentato di escludere en


trambi dall'automobile?
Per ottenere che Joan affrontasse se stessa nestamente, bisogna
va aiutarla a sentire la verit del suo corpo: esso era rigido, rigido da
far paura, spaventato sino a giungere ad una immobilit glaciale. A
questo si arriv gradualmente con il lavoro portato avanti sul corpo.
Joan osserv: 'Sono sempre pi consapevole del dissolvimento di un
sistema di rigidit muscolare. Sento che la consapevolezza e il cedi
mento sono un fatto positivo. Al tempo stesso mi sento minacciata
da una grave depressione. Ho meno spinta di prima. Concludo che
l'unica possibilit di scelta per me sia di non lasciare mai la mia
casa (corpo) ". A livello psicologico, il problema di Joan era di accet
tare la propria paura, tristezza e solitudine. A livello fisico era di
accettare la propria rigidit e il proprio esaurimento. Se non era in
grado di accettare queste realt del suo essere, era condannata a una
depressione ancora maggiore. L'esaurimento la legava al corpo e le
forniva i mezzi per la convalescenza. Solo abbandonandosi all'esauri
mento Io si pu superare.
Un altro sogno la mise in contatto con la sua solitudine. !(Sono
seduta in una stanza e guardo un paesaggio piatto, uniforme, a parte
una specie di torre molto vicina. Mio padre e la sua seconda moglie
entrano inaspettatamente. Sono obbligata a spiegare il mio silenzio
e il mio isolamento. Confesso, in un improvviso momento di vigore,
di essere incurabilmente solitaria.
" Per sollevarmi lo spirito, mio padre fa comperare a sua moglie,
Florence, dei biglietti per il teatro. Mi rendo conto che non in
grado di avvicinarsi a me o di prendersi una qualche responsabilit
importante nei confronti della condizione in cui mi trovo o di me
stessa. A teatro scendiamo in platea e non mi sorprendo di trovar
Il seduti altri membri della famiglia di Florence. Ci impone un
onere di urbanit, che non ho n l'interesse n la forza di accettare.
"Me ne vado via passando per lo stesso paesaggio, e Florence mi
cammina a lato tenendo i biglietti. Le dico: 'Suppongo che . la mia
solitudine sia patologica' " .
Per patologica, Joan voleva dire autoimposta. Perch? Ovvia
mente perch non poteva raggiungere suo padre. Lui era la torre,
vicina come una tentazione di Tantalo, ma irraggiungibile. Questa
era stata un'intuizione importante, perch aiutava Joan a riconoscere
uno dei meccanismi psicologici della sua tendenza depressiva. Se
avesse pOtuto abbandonare il tentativo continuo di conquistare l'amo
re del padre ed accettare il fatto che si trattava di un sogno irrealiz
zabile, sarebbe stata libera di scegliere, non di essere solitaria. Dopo
l'analisi di questo sogno ci fu un cambia!TI-ento significativo nelPat-

teggiamento di Joan. Cominci ad uscire di pi e pass delle gior


nate meravigliose, nonostante che il suo stato d'animo depressivo tor
nasse talora con molta severit.
Lentamente vennero alla luce altri meccanismi che stavano a monte
della sua tendenza alla depressione. Il seguente incidente liber un
importante meccanismo fisico della sua malattia: "Voi ricorderete,
forse, che varie settimane or sono cominciai a sentirmi annebbiata
a tavola durante una cenetta, la spiegazione che diedi di questo fatto
e di episodi come questo era che non posso bere: nemmeno un goccio.
Non riuscii a trovare alcuna altra spiegazione per il mio comporta
mento tranne che quella dell'intossicazione da alcol.
" La stessa cosa cominci a capitarmi ad un cocktail: un cocktail
che avevo trovato straordinariamente simpatico. Per un'ora mi sentii
rilassata. Nelle due ore successive, cominciai a sentirmi tesa e me
ne rendo conto ora. Quella ben nota sensazione di fatica soffocante
mi colp. Non riuscivo a parlare. Barcollando riuscii ad andarmene
all'aria aperta, rianimandomi cos un poco, e trovai un taxi. A casa,
sentendomi completamente ubriaca, bench in tre ore e mezza avessi
bevuto appena un vermouth che non avevo neanche finito e, pi
tardi, un whisky e soda, mi spogliai e, lasciando i vestiti sul pavi
mento, caddi nel letto dove mi addormentai di colpo. Alle due e
mezzo del mattino mi svegliai in uno stato di depressione nera e
mugolai che avrei dovuto rivivere tutto di nuovo. Bevvi un bicchiere
di latte e fed un bagno caldo, cercando di pensare come tutto questo
fosse capitato. Rivissi la serata. Improvvisamente mi resi conto che
stavo trattenendo il respiro. Ogni parte - del meccanismo per tratte
nere il respiro era all'opera. Improvvisamente seppi eh la mia pre
sunta ubriacatura era mancanza di ossigeno e che la mia fatica era
il risultato di un approvviggionamento assolutamente minimo di energia.
" Questa mattina, alla luce di tutto quello che mi avete detto, com
prendo meglio il meccanismo pei: mezzo del quale ho cercato di ucci
dermi. La domanda , naturalmente, la seguente: Perch faccio cos?
Perch questo eccesso d'inconscio terrore? !vii ricordai di avere avuto
un 'esperienza simile di terrore e di respirazione trattenuta quando
avevo cinque o sei anni. lvii sento ancora male per i 1postumi del
l'ubriacatura' e devo inspirare ad ogni respiro consapevolmente e con
difficolt. Non desidero repirare. Adesso mi rendo conto di questo" .
I n realt la difficolt che trovava Joan a respirare era pi u n non
riesco" che un (' non vog1io ", La rigidit del suo corpo rendeva quasi
impossibile la respirazione naturale. Solo dopo che questa fu dive
nuta in qualche modo pi sciolta, Joan fu in grado di identificare il
fenomeno del trattenere il respiro come una decisione conscia. La
prima ora di naturalezza c di rilassamento alla festa le aveva consentt

tito di riconoscere il disturbo respiratorio che induceva il terrore,


la stanchezza e la depressione. Per portarla fino a questo punto erano
stati necessari diversi mesi di terapia nei quali era stata incoraggiata
a respirare, a gridare e a tirare calci.
La domanda eh(: poneva Joan - " P(':rch hccio cos ? " --- atLen
deva ancora una risposta. E la risposta non poteva essere semplice:
se lo fosse, non ci sarebbe stato bisogno che scrivessi un libro sulla
depressione. Uno schema di comportamento che si dimostra auto
distruttivo man mano che si va avanti nell'et, non ha avuto inizio
con tale intendimento. In origine, era un mezzo di sopravvivenza,
un mezzo per far fronte ad una situazione difficile, probabilmente il
modo migliore di far fronte a quella situazione. Lo schema di com
portamento si struttura in atteggiamenti corporei perch la situazione
a cui era destinato a far fronte - cio la relazione tra un bambino
e i suoi genitori - viene anch'essa strutturata dagli atteggiamenti
fissi adottati dai genitori. Nel caso di Joan, ad esempio, il fatto che
sua madre non fosse disponibile e che il padre fosse irraggiungibile,
la costrinse a un penoso stato di isolamento e di solitudine. I suoi
primi tentativi di assicurarsi l'attenzione e l 'affetto furono sotto for
ma di strilli, di scenate di collera e di atti di ribellione e di sfida
che si andavano vena.ndo di toni di cattiveria giacch venivano con
tinuamcnte frustrati. Joan non aveva riCordi coscienti di questo com
portamento: i ricordi, infatti, erano stati da tempo rimossi insieme
a questo tipo di comportamento.
Ad un certo punto della sua vita, Joan represse ogni impulso che
esprimesse ostilit e rabbia per una profOnda paura di essere com
pletamente respinta e annullata se avesse continuato con quel com
portamento. Fu presa dal terrore. Per la disperazione and all'estre
mo opposto. Si ritrasse in se stessa, abbandon tutti i sentimenti
aggressivi e adott una posa che avrebbe assicurato l'approvazione.
Credo che non avesse scelta, che non vedesse possibili alternative.
L'abbandono della sua spontaneit e della sua motilit era un ultimo
disperato sforzo per ottenere l'amore e l'accettazione di cui aveva
bisogno. Se anch'esso fosse fallito, nulla sembrava rim:mei.'le, tmnnc
che una profonda disperazione e la morte.
Tuttavia Joan non pi una bambina e pertanto non dipende pi
dall'amore e dall'accettazione dei suoi genitori per vivere e per sod
disfare i propri bisogni. Perch, dunque, continua a trattenere il
respiro, ad immobilizzare il proprio corpo, e a bloccare la propria
spontaneit? Il fatto che imasta fissata a quel primo stadio della
sua infanzia in cui accaduto questo per la prima volta, incapace
di crescere e di uscire nel mondo da donna matura. Il suo sviluppo
successivo avvenuto ad un livello conscio e superficiale. Il centro

vitale del suo essere, la sua vita emozionale, stato imprigionato


nella bambina. Associato alla bambina di un tempo il senso di im
potenza, la disperazione sino alla morte. Il suo atteggiamento conscio
fortemente legato al fatto di credere che un comportamento con
trollato, dalle maniere eleganti, e la negazione dell'affermazione di
s, siano le sole condizioni per essere amati.
Non dovremmo sottovalutare la forza di questa convinzione. La
paziente stessa pu riconoscere a livello cosciente che non ha valore,
che un'illusione. Ma il riconoscimento da parte della paziente
superficiale, lo scopo che si prefigge di far piacere al terapeuta e
di guadagnarsi la sua approvazione. L'adesione del paziente all'illu
sione profonda quanto la disperazione che ne ha motivato la crea
zione. Joan si aggrappava testardamente alla propria illusione, per
ch non vedeva alcun altro modo di essere. L'offensiva da me scate
nata contro questo atteggiamento era vista come un'espressione di
ostilit. La sua depressione, come afferma Lucy Freeman, un grido
che chiede amore. Ma ci che offro soltanto una comprensione so
lidale e sentita delle sue difficolt.
La crisi di Joan generalmente si produceva in compagnia o a una
festa. Joan osservava che, quando prendeva uno stimolante, compiva
ogni sforzo per reprimerne lo stimolo. Smetteva di respirare. Che
sarebbe successo se avesse lasciato montare lo stimolo e l'eccitazione?
Ritengo che, se si fosse eccitata di pi, sarebbe divenuta anche pi
esibizionista, avrebbe dominato il gruppo e compiuto ogni sforzo per
attirare l'attenzione su di s. Questo pu non sembrarci poi tanto ter
ribile, ma per Joan. rappresentava il pericolo di essere umiliata e
respinta. Eppure non poteva evitare la propria condizione; se si anneb
biava la coscienza o se sgusciava via cercando di passare inosservata,
si sentiva umiliata, e, se se r:e stava a casa, rifiutando tutti gli inviti,
il risultato era lo stesso.
Finch non fosse stata liLera di esprimere se stessa e i propri
sentimenti con naturalezza e spontaneit, Joan si sarebbe sentita ina
deguata. E, poich non era libera, soffriva. I sentimenti che dovevano
necesssriamente essere espressi erano una rabbia violenta per la sen
sazione di essere stata tradita, una forte ribellione alla richiesta della sun
sottomissione, e una profonda afflizione che derivava dalla perdita
dell'amore e dall'abbandono del proprio corpo. Non poteva permet
tersi di lasciar sviluppare alcun moto spontaneo in lei,_ perch ci
avrebbe potuto sollevare il coperchio di una scatola di Pandora piena
di ostilit, negativit e tristezza. Eppure quel coperchio doyeva essere
sollevato, i sentimenti dovevano essere espressi: ma solo nell'am
biente controllato e protetro dello studio del terapeuta.
Nei mesi successivi di terapia, Joan arriv a comprendere di non

essere la stessa persona dell'immagine di s che presentava al mondo.


Non era esente da pregiudizi, n da un certo grado di disonest, non
era esente da meschinit, n certamente sprovvi-sta di sentimento. E
ci fu ottenuto in parte tramite l'analisi accurata dei suoi sogni e del
suo comportamento e in parte con la mobilitazione del corpo .a ttra
verso il movimento e l'uso della sua voce. Fu incoraggiata a gridare,
ed uno dei suoi sogni ricorrenti era di trovarsi in un conflitto senza
scampo con un'altra donna. Sentiva che il fatto di gridare l'avrebbe
salvata, ma non poteva emettere alcun suono. L'altra donna era lei
stessa e anche sua madre o sua nonna.
Usava una racchetta da tennis per percuotere il lettino, dapprima
senza molto sentimento ma successivamente con notevole rabbia per
il doloroso trattamento ricevuto. Scaldava sul letto e gridava la ;ua
ribellione e la sua negatlvit. E questo venne fatto ripetutamente,
usando procedimenti diversi per fr emergere il uno" represso. Dopo
un po' Joan era in grado di rendersi conto che la sua depressione, con
la conseguente incapacit di muoversi, era un modo usato dal suo
corpo per dire: "No. Non mi ci prover pi " . Traducendo questa
risposta inconscia in una espressione palese, essa vinse gradualmente
la tendenza depressiva. E fu anche incoraggiata a protendersi con
le braccia e a protendere in avanti le labbra come farebbe un neo
nato verso la madre. Questo gesto o espressione, che le riusciva
molto difficile, apr la gola di Joan alla scarica del profondo desiderio
e del pianto trattenuti. Se la depressione un grido che chiede amore,
gridare per amore l'antidoto della depressione. Ma perch sia effi
cace deve essere un grido emesso con tutto il proprio essere.
Il punto critico su cui lavor,ue nella cura della depressione il
processo di (groundin1' nella l'C<llt, nel corpo, e nella propria ses
sualit. Ho gi illustrato prima con qualche dettaglio i primi due
aspetti di tale procedura. L'aspetto sessuale il pi difficile perch
il maggiormente represso in profondit e perch l'angoscia con
nessa con la situazione edipica molto grave. Se non si risolve que
sto aspetto del problema, il senso di sicurezza offerto dalla parte in
feriore del corpo permane instabile e non si pu stabilire un saldo
punto d'appoggio per i piedi n un'equilibrata stazione eretta. Allor
ch le sensazioni rifluiscono nelle gambe, scorrono anche nel baci
no e nei genitali. Se l'uno o gli altri sono bloccati, la corrente viene
smembrata.
Nel rapporto di Joan con il padre i bisogni orali si univano a quelli
sessuali. Voleva che lui si prendesse cura di lei, la sostenesse e appog
gjasse come non aveva fatto la madre. Voleva anche che le rispon
desse come ad una donna potenziale: cio con interesse e ammira
zione per la sua femminilit. rvia soprattutto voleva essergli vicina,

toccarlo, e sentire la sua mascolinit. Queste sensazioni sessuali sono


pelvlche, non genitali: mirano all'eccitazione e non alla scarica. Il
soddisfacimento dei bisogni orali del bambino lo aiuta a protendersi
nel mondo con sicurezza. I l soddisfacimento dei bisogni sessuali con
sente ad una fanciulla di accettare la propria sessualit come naturale,
e, m an mano che cresce_, di protendersi nel mondo come donna.
estremamente difficile per un padre rispondere sia ai bisogni
orali sia a quelli sessuali del bambino. Se risponde ai primi, assume
il ruolo di madre e perde la propria immagine mascolina. Se ignora
i bisogni arai! e risponde ai bisogni sessuali della figlia, tale com
portamento sar da essa recepito come pieno di seduzione poich met
ter in rilievo il lato sessuale rispetto alla totalit della personalit.
Il problema pu essere evitato solo l dove madre e padre soddisfino
entrambi la prole. Ci d al bambino o alla bambina il senso di avere
due gambe sulle quali poggiare : madre e padre.
Ci sono casi, tuttavia, in cui i bambini sOno stati allevati da un
solo genitore provvisto di fede, sicurezza e stima di s. In tali casi,
per quanto ne so, l'unico genitore era la madre. L'assenza del padre
non rappresenta un ostacolo grave poich il suo ruolo pu essere as
sunto da parenti di sesso maschile o da figure maschili appartenenti
alla comunit. Questi uomini possono accettare ed approvare la fem
minilit in fiore di una ragazzina o lo sviluppo della mascolinit di
un ragazzo che sta facendosi uomo. N la madre n un'altra donna
sono in grado di sostituire adeguatamente un uomo da questo punto
di vista. Per la stessa ragione non credo che un uomo possa sostituire
una donna nel far da madre a un bambino, specialmente nei primi
anni. Una figura sostitutiva della madre non pu essere che una donna.
Come abbiamo visto, la madre di Joan non et disponibile e il
padre non era avvicinabile n ad un livello n all'altro. Quindi Joan
non ebbe altra scelta che ritirarsi in se stessa, diventare una sognatrice
e desiderare la soddisfazione del suo bisogno da un uomo. Ma non
poteva dcnarsi, perch aveva troncato in s le sensazioni sessuali
per diminuire il dolore della repulsa. Le restarono sensazioni geni
tali, che soddisfacevano i suoi bisogni orali, ma non era in grado di
avere un orgasmo soddisfacente. Era ridotta ad essere una bambina
respinta e talmente umiliata che, per autodifesa, divenne una statua.
Una statua fredda e senza passioni. Una bambina calda ma
non ha la capacit di ottenere soddisfazione sessuale. N come bam
bina n come statua Joan poteva realizz3rsi in quanto donna. Allor
ch la statua and in pezzi, emerse la bambina. 1vfa la terapia non
pu fermarsi a questo punto. importante aiutare il paziente ad
cquisire la maturit che occorre per soddisfare le esigenze della vita

adulta. Ci pu esser ttenuto solo facendo sbocciare la sessualit


della paziente, che risiede nel ventre come sensazione pelvica.
Il lavoro svolto sulla parte inferiore del corpo richiede esercizi spe
ciali destinati a ridare al bacino la motilit naturale. Quando i mo
vimenti vibratori delle gambe raggiungono il bacino, questo comincia
a tremare. Si tratta di un inizio. Quando si riducono le tensioni pel
viche, il bacino si mette ad oscillare in armonia con la respirazione,
all'indietro nell'inspirazione, e in avanti nell'espirazione. Reich ha
chiamato questo movimento, riflesso di orgasmo perch si verifica
involontariamente anche al culmine dell'atto sessuale. Quando
questo movimento libero, l'onda respiratoria passa attraversO il ba
cino nelle gambe. Il 'grounding' completo. Per schiudere il ventre
e liberare il bacino, necessario analizzare completamente la situa
zione edipica, oltre che ridurre le tensioni muscolari esistenti nella
parte inferiore della schiena e delle anche, che bloccano il fluire delle
sensazioni in quest'area e attraverso di essa.
Il lavoro svolto sul corpo di Joan, stimolandone la respirazione e
ravvivandone la motilit, ebbe altri effetti positivi. La rigidit dimi
nul ser..sibilmente e piacevoli sensazioni presero a scorrere attraverso
il corpo. Cominci a sentire il piacere di essere viva nel corpo. Con
l'intensificarsi di queste esperienze positive, acquist un certo grado
di amore per se stessa. Sent talora di amare e persino di poter essere
amata e fu in grado di dare amore anzich averne bisogno. Final
mente si decise a traslocare da New York, citt che detestava, e a
costruirsi una casa in cainpagna in un ambiente simile a quello a lei
noto da bambina.
La terapia di Joan dur circa due anni e mezzo. La rividi in occa
sione di un viaggio compiuto due anni dopo l'ultima seduta e la
trovai di ottimo umore. Mi disse che non si sentiva pi depressa.
Osservai che i suoi occhi erano brillanti e i suoi modi pieni - di vita.
Anche se stava in compagnia di molte persone, si rilassava ed era
a suo agio. Bevemmo insieme quakosa, e non le fece male. Ricordava
l'importanza degli esercizi che avevamo fatti, e aveva continuato a
farli. Sapevo che, sinch fosse rimasta in contatto con il suo corpo
e consapevole dei propri sentimenti, sarebbe stata esente da qualsiasi
importante episodio di reazione depressiva.
Nei capitoli seguenti presenter i casi di altri pazienti depressi da
me curati. Ho descritto in dettaglio il caso di Joan perch esso mo
stra tutt'i i meccanismi dinamici della tendenza depressiva. Si deve,
ora, studiarli pi da vicino, perch ognuno di essi presente in grado
maggiore o minore in tutte le persone che soffrono di questo tipo
di disturbi.

Il punto di vista psicanalitico sulla depressione

La padita d'u11 oggetto d'amore


Il fenomeno della depressione ha sollecitato l'interesse di molti
esponenti del pensiero psicanalitico a partire da Freud. Ci si pu
comprendere facilmente dato che la depressione stata ed una
delle principali ragioni per le quali la gente ricerca l'aiuto della psica
nalisi_ L'interesse di Freud per l'argomento risale al 1894. Il suo
maggiore contributo alla conoscenza che abbiamo di questa reazione
contenuto in uno scritto dal titolo "Lutto e melanconia", pubbli
cato nel 1 9 1 7
In questo scritto, Freud ha mostrato che esisteva un parallelo tra
il lutto e la melanconia (come lo stato di depressione era chiamato
allora). Entrambi i fenomeni hanno molti tratti in comune; "una
prostrazione estremamente dolorosa, l 'abrogazione dell'interesse per il
mondo esterno, la perdita della capacit di amare, l'inibizione di ogni
attivit "/ tuttavia nella melanconia c' una perdita di autostima che
assente nel ltto. Ove si consideri la perdita di autostima dal punto
di vista bioenergetico, la differenza tra le due condizioni marcata.
Il lutto un'attivit viva e carica dal punto di vista energetico nella
quale il dolore della perdita espresso e scaricato con il pieno appog
gio dell'ego della persona. Nella depressione o melanconia, l'ego
minato dal collasso energetico del corpo che si traduce in una con
dizione di scarsa vitalit e di assenza di risposte. Bench Freud met
tesse a fuoco esclusivamente i fattori psicologici, fa sempre impres
sione notare la chiarezza e la profondit della sua comprensione.
Freud mise in rilievo che il lutto svolge una funzione necessaria; esso
consente all'individuo di ritrarre i sentimenti o la libido investiti nel
l 'oggetto d'amore perduto e di renderli disponibili per altre relazioni.
Ma non facile a farsi. La mente umana ha 1 tendenza ad attaccarsi
_

FREUD: op.

cit.

all'oggetfo perduto e a negare la realt della perdita in questione. Fa


ci per evitare il dolore della separazione. Conseguentemente, se il
dolore non viene scaricato con l'eSpressione del -lutto, la separazione
incompleta e l'ego rimane legato all'oggetto perduto ed inibito nella
sua capacit di instaurare nuove relazioni.
.
Nel lutto la perdita nota e accettata; nella melanconia o ignota
o non riconosciuta. Perch avvenga cos nella melanconia, cosa
che rendeva perplesso Freud. Proporremo, comunque, una spiegazione
pi avanti. Il fatto che la perdita non viene ammessa. L'ego si iden
tifica con l'oggetto e lo incorpora. La persona continua a funzionare
come se Lt perdita non avesse avuto luogo e modifica il proprio com
portamento per evitare il riconoscimento relativo. Ci mi risult
evidente in maniera sensazionale in un caso che ebbi in cura alcuni
anni or sono. Il paziente, una donna che da "poco aveva superato la
trentina, soffriva di depressione e di emicrania. Sin dall'inizio del
nostro lavoro mi disse che suo padre era morto quando lei aveva
sette anni. Nel orso della terapia, divenne chiaro che questa perdita
era stata crudele, poich lei aveva trasferito sul padre il profondo de
siderio di amore, di accettazione e di sicurezza che la madre non le
aveva dato. Il progresso nella terapia era costante ma lento. :l\1algrado
i molti miglioramenti importanti, i suoi problemi rana ricorrenti.
Quando si fece chiaro che la paziente non era in grado di stabilire
un rapporto soddisfacente con un uomo, proposi l'interpretazione che
ei ancora fosse attaccata :1ll'immagine del padre. Mi sorprese dicendo
che ntm ne aveva mai accettato la perdita. In questo era stata isti
gata dalla madre che continuava a dirle: "Tuo padre osserva ogni
mossa che fai. Sa tutto quello che fai " . Stava ancora cercando di gua
dagnarsi la sua approvazione. Dopo questa ammissione vi fu un pro
fondo cambiamento in meglio e non molto tempo pi tardi la sua
terapia giunse alla fine. S'era resa conto d'aver messo in opera un
forte transfert su di me come sostituto della f.gura paterna e che
.
stava cercando1 inoltre, di guadagnarsi la mia approvazione. Allora
sent questo sforzo come una lotta che desiderava abbandonare e si
rese conto che doveva perdere anche me per trovare se stessa. Quan
do finalmente accett la realt che era sola e che doveva starsene in
piedi da sola, fu libera di essere se stessa.
La persona che piange un defunto esprime il proprio cordoglio;
piange, si lamenta, si arrabbia per la perdita, e pu persino sottoporsi
a violenze fisiche per esprimere e scaricare il suo dolore. Se ci non
accade, il dolore dev'essere represso per essere contenuto. La sua re
pressione si traduce in una riduzione di tutti gli aspetti vitali della
personalit di un individuo. La sua intera vita emotiva si impoverisce
perch la repressione di un sentimento qualsiasi agisce reprimendo

tutti i sentimenti. Cos Freud osserv che ''Nel lutto il mondo di


viene povero e vuoto, nella melanconia l'ego stesso" a divenire po
vero e vuoto.
Ma, mentre vero che nella depressione l'ego gravemente sgon
fiato, non considereremmo la depressione una reazione puramente psi
chica. Se lo facciamo, mettiamo a fuoco l'ego ad esclusione del corpo
e manchiamo . di renderei conto di come la depressione influenzi la
personalit nella sua totalit. La depressione una perdita di capa
cit di sentire, e Freud concluse nel suo articolo "La melanconia
consiste nel cordoglio per la perdita della libido" . Poich la libido
l'energia psichica della spinta sessuale, essa pu essere considerata
l'equivalente della sensazione sessuale e, pertanto, dell'eccitazione in
generale. Per dirlo in termini fisici, la persona melanconica esprime
il lutto per la perdita della propria vitalit. Chiunque sia in contatto
con una persona depressa si rende conto che questa lamenta costan
temente la perdita di sensazioni e sentimenti, d'interesse e di desi
derio. In effetti, la persona depressa ha sofferto per la perdita di s,
e non solo per la perdita della stima di s. Prima di cercare di sco
prire come questa persona abbia perso la propria essenza, seguiamo
l'ulteriore sviluppo del pensiero analitico sull'argomento.
Uno dei primi analisti, Karl Abraham, con il suo studio dei pa
zienti maniaco-depressivi, ha messo in relazione la depressione nell'et
adulta con una " depressione primaria dell'infanzia " . Riteneva che la
reazione depressiva nell'adulto fosse una riattivazione di un'esperien
za analoga avuta dalia persona nella sua infanzia. Questa depressione
infantile sorgeva da "esperienze sgradevoli nell'infanzia del paziente" .
I n seguito a ci il neonato o il bambino prova odio verso i genitori,
e l'odio diretto principalmente contro la madre. Poich questo de
ve essere represso, il paziente " indebolito e privato della propria
energia". Cosi nella depressione non c' solo una perdita di amore,
ma anche la repressione della risposta istintiva a questa perdita.
Questo fenomeno, della depressione infantile, fu studiato a fondo
da Melanie Klein, che cur un bel numero di bambini piccolissimi.
La Klein ha postulato che ogni bambino, nel suo sviluppo normale,
passi attraverso due tipi di reazioni; il primo tipo, chiamato condi
zione schizo-paranoide, descrive l'atteggiamento del neonato nei ri
guardi della frustrazione subita da parte della madre. Il neonato con
sidera tale frustrazione una forma di persecuzione. La seconda, chia
mata condizione depressiva, si verifica allorch il bambino si forma
una coscienza e si sente colpevole dell'ira verso la madre. Melanie
Klein scrive : " L'oggetto di cui si celebra il lutto il seno materno
e tutto ci che seno e latte sono venuti a significare per la mente del
bambino: cio amore, bont e sicurezza . Tutte e tre queste fasi sono

sentite dal bambino come perdute, e perdute in seguito all'incontro!


labile avidit nonch alle fantasie e agli impulsi distruttivi rivolti con
tro i seni della madre" .2
Vi una strana logica nel pensiero di Melanie Klein che vede l'osti
lit come primaria e la perdita come secondaria. Nella sequenza na
turale degli eventi, gli impulsi distruttivi del bambino come n gri
dare e il mordere, verrebbero visti come una reazione o alla frustra
zione o alla perdita del piacere al seno. E se ci portasse alla perdita
irreversibile del seno, sarebbe naturale per il bambino diventare de
presso. Ma tale sequenza - frustrazione, ira, perdita - non pu
essere considerata uno sviluppo normale tranne che in una cultura
che scoraggi l'alimentazione al seno o la limiti a tre, sei o nove mesi.
I neonati il cui accesso al seno materno regolato dal loro bisogno
e desiderio non sviluppano " avidit incontrollabile e fantasie ed im
pulsi distruttivi" verso questa fonte di piacere. E se il seno dispo
nibile al bambino per circa tre anni, il che ritengo sia il periodo di
tempo necessario per soddisfare l bisogni orali del bambino, lo svez
zamento provoca un trauma molto piccolo, perch la perdita di que
sto piacere compensata da molti altri piaceri che il bambino pu
allora avere.
Non capiremo mai completamente la reazione depressiva se accet
tiamo come qualcosa di normale la frustrazione e la privazione infan
tile. certamente vero che nella nostra cultura, date le esagerate ri
chieste di tempo e di energia rivolte alla ni.adre, sono inevitabili delle
frustrazioni e delle privazioni infantili. Se questa situazione ha la pre
cedenza sui bisogni del bambino, il bambino che non si adegua di
viene un u mostro" . Magari, in realt, pu trattarsi del bambino do
tato di pi energia e pertanto di maggiore combattivit, mentre un
bambino pi debole e placido che fa meno storie sarebbe considerato
pi normale. Secondo questa linea di pensiero, il rimedio alla de
pressione dovrebbe essere un migliore adattamento agli aspetti nega
tivi della vita di una persona, mentre ritengo che la sola cura della
depressione consista nell'allargare il significato della vita aumentando
il piacere della vit a.
Ren Spitz ha studiato l'effetto diretto sul bambino della perdita
di contatto fisico con la madre. Ha osservato il comportamento dei
bambini separati dalle madri dopo i primi sei mesi di vita perch le
madri si trovavano in prigione. Nel primo mese di separazione i bam
bini facevano qualche s.forzo per riprendere contatto con una figura
materna. Piangevano, gridavano, e si att_accavnno a chiunque fosse
2

MELANIE KLEIN: "Mourning and Its Relations to Manie-Depressive States"


1956).

The International ]ournal of Psychoanalysis, Vol. 21, Parte 2a (aprile

caldo. Allorch questi tentativi di ristabilire la linea vitale di con


tatto con il sentire si dimostravano inutili, gradualmente si ritira
vano. Dopo tre mesi di separazione, i loro volti divenivano rigidi,
il pianto era sostituito da piagnistei e, inoltre, diventavano letargici.
Se la separazione continuava, si ritiravano ancora di pi, rifiutavano
qualsiasi contatto, e se ne stavano quieti nei loro Ietti.
Sia nel loro atteggiamento corporeo che nel loro comportamento,
questi neonati mostravano le stesse caratteristiche che si notano nella
depressione degli adul ti. In altre parole, soffrivano di quella che Spitz
defin "depressione anaclitica" per distinguerla dalla reazione depres
siva pi complicata degli adulti. Le osservazioni di Spitz sull'effetto
della separazione prematura dalla madre furono confermate da altri
studi su questo fenomeno. I l dott. John Bowlby osserv l'effetto
della separazione su neonati e bambini che avevano da sei a trenta
mesi d'et al momento in cui era avvenuta la separazione dalla madre. In
tutti i casi in cui la separazione era stata prolungata, il bambino era
entrato in una reazione depressiva caratterizzata da distacco, man
canza di reattivit e apatia.
Lo stesso tipo di comportamento stato osservato nelle scimmie
Rhesus separate dalle madri. E questo in via sperimentale al ''Regio
nal Primate Research Center " dell'Universit del Wisconsin. Quanto
segue una relazione dell'esperimento: " nell'esperimento analogo che
abbiamo fatto, abbiamo allevato scimmie con le loro madri, quindi
le abbiamo separate le une dalle altre. Le giovani scimmie seguivano
quasi in modo identico lo schema di comportamento dei bambini de
pressi del Bowlby. Dapprima protestarono, scorrazzando per le gabbie
in agitazione. Nel giro di quarantott'ore l'agitazione era cessata, si
acquietarono e si ritimrono negli angoli delle loro gabbie. La loro
disperazione continu senza diminuire minimamente per tre setti
mane finch furono riunite alle loro madri '' .1
Nella depressione degli adulti " ci troviamo di fronte a tre quesiti:
primo, che cosa successo nella situazione presente del soggetto per
scatenare la reazione depressiva? Secondo, che cosa successo nel
passato per predisporre l'individuo alla depressione? E, terzo, qual
la relazione fra il presente e il passato?
Ho tentato di dare una risposta alla prima di queste domande nei
capitoli precedenti. Mi ripeter qui su questo argomento per desiderio
di continuit. Una reazione depressiva si verifica allorch un'illusione
crolla di fronte alla realt. L'avvenimento del passato che predispone
a ci la perdita di un oggetto d'amore. La perdita sempre l'amore
3

WILLIMI F. McKINNEY, ]R.,

Dcpression ", Psychology Today

S.J. SrsuoMI e H.F. HARLOW:

(maggio 1971),

p.

62.

"Studies in

della madre e talora anche la perdita dell'amore del padre. Ma come


le due cose siano in relazione non si spiega reahnente nel pensiero
analitico. L'affermazione di Freud che l'ego si identificato con l'og
getto perduto una interpretazione psicologica che evita il problema
del meccanismo: cio del come. La risposta deve essere trovata a
livello biologico o corporeo.
Gli studi hanno mostrato che tanto i neonati della sPecie umana
quanto quelli delle scimmie hanno bisogno del contatto fisico con il
corpo della madre per funzionare normalmente. Questo contatto
eccita il corpo del bambino, ne stimola la respirazione, e carica la
pelle e gli organi periferici di sensibilit. II contatto occhio - a occhio di tipo amorevole tra la madre e il bambino importante per
Io sviluppo della relazione visiva del bambino con il mondo. Essendo
in contatto con il corpo della madre, il bambino viene in contatto
con il proprio corpo e con la propria essenza corporea. In assenza
di questo contatto, l'energia del bambino viene ritirata dalla periferia
del suo corpo e dal mondo che Io circonda . La depressione infantile
che deriva dalla separazione non una reazione psicologica bensl
la conseguenza fisica diretta della perdita di questo contatto essen
ziale. L'effetto sul bambino della perdita dell'amore della madre
la perdita del pieno funzionamento del suo corpo o una perdita della
sua vitalit.
La stessa cosa accade ad 1.,m adulto che perde un importante ogget
to di amore, solo che il ritirarsi dal mondo e dalla periferia del corpo
soltanto temporaneo. Il funzionamento normale del corpo troppo
ben stabilito perch si abbandonino quelle che Freud chiam "le sod
disfazioni narcisistiche del vivere" . Il corpo reagisce dando espressio
ne al proprio dolore nel cordoglio e pertanto recupera la propria vi
talit. La realt informa la persona che altri oggetti d'amore sono
disponibili se riuscir a liberarsi dal suo attaccamento all'amore per
duto. Ma quanto poco di tutto ci disponibile ad un neonato' Pos
siamo forse aspettarci che un neonato scarichi il proprio dolore nel
cordoglio, nella speranza di trovare un'altra madre? Una canzone ca
lypso lo dice con autenticit: <<C' solo una madre nella mia vita
ma posso trovare sempre un'altra moglie" .
Per u n neonato l a perdita di una madre la perdita del suo mondo,
del s e, in definitiva, della sua vita. Se il neonato dovesse soprav
vivere, sarebbe perch la perdita non stata defp.itiva; c' stato
abbastanza. affetto, ci sono state sufficienti cure da mantenere un mi
.
nimo o ce:-tamente meno del funzionamento ottimale. I fattori a que
sto punto sono quantitativi. Quanto sia andato perduto dipende dal
grado di privazione del contatto amorevole. In questa situazione, in
cui parte del s perduto, l'ego in via di sviluppo del bambino cer

cher di ottenere interezza e completamento a livello mentale. Per


far ci il bambino deve negare la perdita della madre e del s e con
siderare la menomazione del funzionamento del suo corpo come cosa
normale. La menomazione guindi compensata dall'uso della forza
di volont, che consente all'individuo di tirare avanti, ma questo
modo di funzionare non sostituisce il sentimento e la vitalit. La
negazione della perdita costringe la persona ad agire in modo che la
perdita non sia riconosciuta. Il soggetto creer quindi l'illusione che
non tutto stato perduto e che l'amore perduto potrebbe essere riot
tenuto se solo egli provasse seriamente ad essere diverso.
Al bambino non si offrono altre alternative. In assenza dell'amore
materno completo, il bambino non pu conseguire in pieno la vitalit
e il buon funzionamento del proprio corpo. In questo stato di dispe
razione e d'impotenza, il lutto privo di senso. Acquister senso
pi tardi allorch diminuiranno la disperazione e il senso d'impotenza:
cio quando crescer e acquister un certo grado di indipendenza.
Ma il fatto di celebrare il lutto della perdita dell'amore materno non
riporter il corpo dell'adulto a funzionare di nuovo. Dato che la per
dita irrevocabile - cio uno non pu trovare un'altra madre 5i pu continuare a crucciarsi per questa ragione all'infinito. Ci che
importante, ricostruire il s, sviluppare il pieno funzionamento
del corpo, e radicarsi nella realt presente. L'unica cosa di cui un
adulto pu crucciarsi la perdita del suo pieno potenziale di essere
umano.
Qualsiasi terapia destinata ad essere efficace pi che temporanea
mente nella cura della depressione deve mirare a superare l'effetto
menomante della perdita dell'amore. In realt, non pu far ci sosti
tuendo la madre perduta con un surrogato sotto forma di terapeuta.
Azioni come quella di sostenere il paziente, di confortarlo e di tassi
curarlo hanno benefici tangibili ma momentanei. Il paziente ha pas
sato lo stadio della fanciullezza, e trattarlo come un bambino equivale
ad ignorare la realt del suo essere. Si deve riconoscere il bambino
insoddisfatto in lui, ma non si possono soddisfare le sue richieste.
L'accento va posto sulla menomazione del suo funzionamento corpo
reo, dato che quella la realt del suo essere. Per superare la meno
mazine, possono essere impiegati molti tipi d'intervento terapeutico
- analisi dei sogni, fantasia, movimento del corpo e cosi via - ma
non deve essere onfuso l'obiettivo della cura. Soprattutto impor
tante comprendere la forma della menomazione in ogni caso speci
fico, perch solo cosi possono essere migliorate le condizioni che ne
sono l 'effetto.
Nel precedente capitolo ho descritto i disturbi corporei che hanno
menomato il funzionamento di Joan come persona e che erano la cau-

sa a monte della sua malattia depressiva. A questo punto discuter


gli aspetti specifici della menomazione che deriva dalla perdita di una
relazione emozionale soddisfacente con la madre. Aspetti che mi di
vennero chiarissimi nel trattamento di un altro paziente: James.
Un quadro tetro
James era un giovane di oltre trent'anni che venne a consultarmi
per una depressione. Non era tanto grave da impedirgli di lvorare,
ma a parte il suo lavoro c'era ben poco che si inducesse a fare. Tro
vava estremamente penoso stare con la gente in societ. Le sue
sensazioni sessuali erano ridotte e si sentiva infelice. Questo stato
di cose era andato avanti per un bel pezzo. James rifer, infatti, in
una occasione, che si sentiva orribilmente male per una ventina di
giorni al mese. James era ingegnere, ma anche il suo lavoro ne sof
friva. Gli riusciva difficile alzarsi ogni mattina, e spesso dormiva trop
po. La sua continua lamentela nel corso della terapia era che non
sapeva cosa voleva fare. Sentiva che non riusciva a fare una sola
mossa.
Jam'es riteneva, dapprima, di essere paralizzato nella vita perch
soffriva di depressione: Fu soltanto dopo che ebbe avuto qualche
esperienza con la terapla bioenergetica, che si rese conto che era esat
tamente il contrario: era depresso perch non poteva muoversi. Il
suo corpo aveva una qualit pesante, legnosa, che si sarebbe potuta
scambiare per forza a causa del suo eccessivo sviluppo muscolare,
ma la sua apparente fotza era stata acquisita a costo della sua mo
tilit e non gli serviva quindi un gran che. Eseguiva meccanicamente
tutti i suoi movimenti, e di gesti spontanei ne faceva pochi. Aveva
disperatamente bisogno di sentire, ma nulla lo commuoveva alle la
crime o all'ira. Era difficile smuovere il suo corpo tutto d'un pezzo,
che era quasi come un tronco d'albero. Da qualche parte in James
c'era una corrente di vita (la linfa scorreva ancora), ma non poteva
farsi strada attraverso la pesante muscolatura che imprigionava il suo
spirito come una spessa scorza.
Un senso di umor tetro incombeva su di lui, e d manifestava nel
la tint scura della pelle, nel volto rannuvolato, negli occhi tristi
che non piangevano e nella pesantezza del corpo. James appariva cupo
e si sentiva di umore tetro. Diceva di avere nei tessuti una " grossa
palla di cancro " della quale voleva sbarazzarsi. Ma le prospettive
apparivano tristi.
Per quel che riguarda la storia della sua vita, Jamcs aveva ogm
ragione per essere tetro. Non si ricordava di essere mai stato vicino

a sua madre, e i rapporti con il padre erano segnati da un senso


di inadeguatezza e dalla sensazione di essere costantemente respinto.
Talora suo padre faceva un gesto per mostrare di condividere abilit
e interessi con il figlio: per esempio mostrandogll come usare alcuni
strumenti. !via non appena James diede il primo segno di non essere
un maestro in quel tipo di attivit, fu mandato via come un incom
petente. Crebbe con un senso di solitudine, di inadeguatezza e di man
canza di esperienze gioiose.
James riteneva che l'approccio fsico ai suoi problemi lo avrebbe
aiutato. Aveva precedentemente provato altre forme di terapia con
scarso successo. Ad una seduta del tipo gruppo di incontro ad Esalen,
aveva scoperto la bioenergetica ed era venuto sulla costa orientale
per sottoporsi al trattamento. Da giovane si sentiva impacciato nel
camminare ed aveva un senso di imbarazzo per il proprio corpo. Sen
tiva che il suo corpo pesante imprigionava il suo spirito in una cella
oscma e tetra e che avrebbe dovuto abbattere le barriere della rigi
dit muscolare che gli sbarravano la via alla libert e all'autoespres
sione. Il fatto di mopilitare il suo corpo attraverso la respirazione e
il movimento gli sollev temporaneamente lo spirito e gli diede la
speranza, di cui tanto aveva bisogno, di poter emergere dalla sua
tristezza.
Nelle sedute, James lavorava sodo agli esercizi. Allorcb si piegava
sul cavalletto per la respirazione, faceva ogni sforzo per respirare pro
fondamente, per gridare ad alta voce, e per durare in ci il pi a lungo
possibile. Un effetto immediato fu di indurre la vibrazione nelle gam
be quando si piegava in avanti. Questo movimento involontario fece
s che si rendesse conto che c>era in lui una forza vitale, tale che
avrebbe potuto muoverlo se solo avesse trovato il modo di raggiun
gerla. Questa1 tuttavia, si dimostrava un'impresa niente affatto facile.
Sferrava calci sul letto e diceva il suo " no", ma per molto tempo lo
fece senza sentimento. Picchiava il Ietto con i pugni, ma la sola rabbia
che sentiva era diretta contro se stesso per il fatto di essere depresso.
Le tensioni massicce del suo corpo erano un ostacolo formidabile al
sentire e richiedevano un lavoro fisico intensivo. Fortunatamente,
malgrado ]a mancanza di sentimento, James persisteva negli esercizi
perch questi lo facevano veramente sentir meglio. La sua costanza
arriv al punto che si fece fare un cavalletto portatile, che si portava
dietro per usarlo nelle stanze d'albergo.
In certe occasioni si potevano suscitare in lui dei sentimenti. Varie
volte, dopo un lavoro intenso, fu in grado di piangere, e ci fece
disperdere Je nubi per breve tempo. Una tecnica che quasi sempre
produsse qualche sensazione, fu un espediante avente Io scopo di evo
care la paura tramite la simulazione di una espressione spaventata.

James giaceva supino ed io gli facevo spalancare gli occhi, lasciar andare la
mascella in gi e tenere le mani davanti al viso mentre lo guardavo
negli occhi. Quindi premevo con fermezza i miei pollici sul suo volto,
ai lati del naso, ed egli provava una sensazione che gli scorreva attra
verso la parte frontale del corpo fin dentro il ventre. Era un senti
.
mento di paura, ma James non lo percepiva come tale. Non poteva
permettersi di sentirsi spaventato, ma accoglieva volentieri la sensa
zione fisica in se stessa perch lo faceva sentire pi vivo.
Nel corso di un anno, James si sentiva meglio, a volte, e poi di
nuovo depresso. Era scoraggiante perch qualsiasi progresso ci sem
brava di fare, andava perduto in un'ulteriore reazione depressiva.
Allora apparivano di solito le vecchie lamentele: "mi sembra di non
riuscire in nulla'' e non so ci che voglio fare )). Tuttavia, il suo
corpo si andava facendo pi sciolto e la respirazione era pi libera
e pi profonda. Un cambiamento significativo avvenne allorch Ja
mes sent il mio scoraggiamento. Non feci alcun tentativo per negarlo.
Per quanto spesso gli facessi notare che la sua incapacit di muoversi
poteva essere interpretata come un rifiuto strutturale di farlo, non
poteva capirlo. Tutto ci di cui si rendeva conto era che voleva muo
versi ma che qualche strana forza Io teneva immobile. Bench questa
forza facesse parte della sua personalit, aveva dissociato la sua mente
cosciente da essa, cosicch questa era divenuta un'entit ignota ed
estranea in lui.
II mio scoraggiamento parve avere un effetto positivo. Smise di
lamentarsi stette ad ascoltare. Sinch ero incoraggiante, poteva
dare espressione alla propria negativit inconscia rifiutando di accet
tare le mie interpretazioni. Aveva ogni diritto di essere negativo,
ma toccava a lui esprimerlo apertamente. Negando la propria negati
vit, bloccava se stesso escludendosi cosl dalla possibilit di essere im
pressionato da ci che io dicevo o di esprimere ci che sentiva lui.
Anzich servire all'autoespressione, l'energia di James veniva im
piegata nella negazione di s sotto forma di tensioni muscolari cro
niche. La sua muscolatura ipertrofica e spastica era una forma di
armatura interna che aveva il fine palese di proteggerlo da un ambiente
ostile ma che serviva anche a tener legata la sua energia e a ridurre
la portata dell'aggressione ostile. In ogni individuo, si pu valutare
l'ammontare dei sentimenti negativi repressi dal grado di sviluppo
delJa sua armatura. Nel caso di James era notevole. Ogni muscolo
contratto in modo cronico inibisce il movimento e, pertanto, di fatto
dice di no. Sinch la tensione rimane inconscia, il paziente la sente
come un non posso" . Si sente giustificato nella sua lamentela. Se si
riesce, per, a rendere conscia la tensione e a far s che il paziente si
identifichi con essa, si trasforma il "non posso" in un "non voglio" .

Si apre cos la porta all'espressione di s, ma non succede nulla di


importante sinch il terapeuta non si rifiuta di accontentarsi dell'espres
sione de1Ie buone intenzioni del paziente. Solo grazie all'insistenza del
terapeuta sulla realt dell'atteggiamento negativo che sta a monte, il
paziente depresso pu essere indotto ad accettare tale realt.
Il mio scoraggiamento ebbe questo effetto. James si aprl a suffi
cienza per digerire questa interpretazione, e da quella seduta in poi
tutta la sua vita ebbe una svolta positiva. Una relazione che aveva
abbozzata con una ragazza cominci ad approfondirsi. Le risposte ses
suali, che erano andate lentamente migliorando, divennero molto pi
piacevoli. Si attacc a quella ragazza e, nella misura delle sue possi
bilit, sent vero affetto per lei. Quella che era stata una relazione
casuale si trasform in una relazione pi seria. James prov dei sen
timenti di gelosia. I sentimenti della ragazza divennero paralleli ai
suoi e cos la relazione crebbe. Alcuni mesi pi tardi si sposarono.
Poco dopo il matrimonio, James divenne di nuovo depresso, dopo
essere stato relativamente libero dalla depressione per un po'. Era
stato a letto con l'influenza per alcuni giorni. La malattia lo lasci
debole e nervoso. Osserv: "mi sento distolto da tutto: dal lavoro,
dal matrimonio, dal sesso, eccetera. Sono depresso, ma questo non
fa presa su di me come un tempo " . Fatto significativo, era diminuito
di circa sei chili e il corpo aveva perso un po' della sua pesantezza.
Sapevo che le parole non avrebbero raggiunto James e quindi co
minciammo a lavorare fisicamente con la respirazione e con il gridare.
La mia attenzione si concentrava questa volta sulla tensione alla ma
scella di J ames. Potrei descriverla solo dicendo che somigliava al nodo
di un albero, duro, fisso, ed immobile. Si poteva intuire che se ne
serviva per aggrapparsi e scampare alla morte. Premetti con i pugni
ai lati delle mascelle e, quando James grid, fui in grado di percepire
una nota di tristezza nella sua voce . Era triste, diceva, perch era
depresso. Successivamente feci pressione sui muscoli scaleni anteriori
a lato del collo di James che, mentre continuava a gridare, scoppi
in lievi singhiozzi._ Continuava a singhiozzare ogni volta che apriva
la gola per emettere un suono. In qualche maniera il suo modo di gri
dare era diverso . Disse che aveva l'impressione che si trattasse dello
strillo di un bambino di un anno che triste per qualche cosa. Ripet
un esercizio che aveva eseguito diverse volte prima senza alcun effetto.
Protese in alto le braccia e disse: '' l\1amma " . Questa volta, per, co
minci a gridare per davvero e si rese conto che tutto quel gridare
aveva a che fare con la perdita della madre.
In questa esperienza, James era entrato seppur lievemente in con
tatto con il bambino che c'era in lui: una parte della propria perso
nalit che aveva sepolto e tenuto nascosta per tutti quegli anni agli

altri e a s stesso. Questa parte della sua personalit era protetta dalle
pareti spesse, legnose delb sua pesante muscolatura, irraggiungibile
ma anche incapace di venir fuori. Seppelliti con il bambino c'erano
tutti i sentimenti che rendono la vita ricca e piena di significato ma
anche dolorosa. James era stato ferito in malo modo ed era feroce
mente deciso, a livello inconscio, naturalmente, a non lasciarsi pi ferire.
Sarebbe stato invulnerabile, e bisogna dire che quasi c'era riuscito.
Alla fine della seduta James appariva una persona diversa. C'erano
in lui una leggerezza e una gaiezza caratteristiche di un uomo liberato
da una prigione. Si trattava di una qualit che in lui non avev? visto
mai.
Due settimane pi tardi lo rividi. L'effetto della seduta precedente
non era andato perduto. Osservava che non si sentiva triste e non
pensava che sarebbe stato in grado di gridare ancora. 1\lla aveva tac
cato soltanto la superficie del suo profondo desiderio e della sua tri
stezza. Era necessario tirar fuori questi sentimenti in misura pi piena.
Cominci con la respirazione (sul cavalletto) per mobilitare il corpo.
Quindi riusc a far scorrere le vibrazioni lungo le gambe. Era caricato
quando si stese sul letto. Gli chiesi di protendersi con le braccia e con
la bocca come se fosse un bambino e avesse bisogno di succhiare.
Quanto gli sembr difficile far questo! Le sue labbra si muovevano
appena in avanti. Esercitai una certa pressione alla mascella e, allorch
.
disse , mamma" scoppi in lacrime. Con sua sorpresa, questo avvenne
piuttosto rapidamente e si ripet ogni volta che faceva uno sforzo per
protendersi con la bocca. I bambini tirano anche fuori la lingua per
succhiare. Quindi misi la mja mano sopra la bocca di James e gli chiesi
di toccarla con la lingua. Ci produsse un ulteriore approfondimento
del pianto. Ora si rendeva conto di quanto fosse disperato il bisogno
che sentiva di protendersi e di quanto fosse difficile soddisfarlo. Per
cepiva un sentimento di rabbia, che gli troncava il pianto, e per la prima
volta fu in grado di colpire con i pugni il letto e di dire "perch? "
con un tono convinto. Aveva iniziato a dare espressione al suo cordo
glio e aveva preso contatto con la rabbia per la perdita subita.
Che cosa aveva perduto? Aveva perduto il piacere e la soddisfazione
che poteva dargli l'amore materno ma, cosa pi importante, aveva
perduto la capacit di protendersi e aprirsi al piacere. Aveva perduto
la capacit di provar piacere e per questo poteva provare cordoglio
ed essere arrabbiato nel presente. E questo quanto perde ogni per
sona che privata della soddisfazione dci suoi bisogni nella prima et.
Non si tratta di una perdita a cui ci si possa adattare o che si possa
accettare, perch priva la vita di ogni significato. Non pu essere com
pensata, e tutti i tentativi di compensazione finiscono necessariamente
nel fallimento e nella depressione. Solo se restituisce al paziente la

capacit di protendersi verso il piacere, la terapia serve al superamento


della tendenza depressiva.
Credo che pssiamo ora comprendere perch la depressione colpisca
molte persone proprio nel momento stesso in cui sembrano raggiun
gere i loro obiettivi. Avendo lavorato duramente per ottenere le con
dizioni he ritenevano adatte a rendere possibile il piacere, scoprono
improvvisamente che questo non possibile. Non c' piacere per loro,
perch non hanno la capacit di protendersi a prenderlo. Di fatto il
piacere sta nel protendersi e nell'aprirsi, come ho messo in rilievo nel
mio precedente libro, 4 e questo, dobbiamo rendercene conto, non sol
tanto un atteggiamento mentale. L'atto di protendersi viene fatto con
il corpo ed bloccato da tensioni muscolari che limitano tali movimenti.
Ci sono due determinati tipi di movimenti per protendersi. Uno
con la bocca e rappresenta l'impulso infantile di protendersi verso il
seno; l'altro con le braccia ed esprime il desiderio che il bambino ha
di essere .preso in braccio dalla madre e tenuto vicino al suo corpo.
Nella vita adulta queste azioni si trasformano nel bacio e nell'abbrac
cio affettuoso. Entrambi questi movimenti sono gravemente limitati
nei pazienti depressi. Le braccia possono muoversi verso l 'alto, ma
le spalle si ritraggono e le mani penzolano inerti dai polsi come fiori
appassiti. L'atto di protendersi spesso ha un tono svogliato che il
paziente sente come una specie di 11a che serve? " o di 11lei non c'era",
riferiti alla madre. Vi mancanza di sensazioni alle braccia per la
contrazione dei muscoli del cingolo scapolare. Il movimento in avanti
delle labbra egualmente inibito da spasticit dei muscoli facciali.
Moltissimi pazienti hanno il labbro superiore teso, indicazione questa
della tendenza a trattenere le sensazioni. Una mascella tesa e rigida,
che anch'essa esprime un atteggiamento negativo, blocca il labbro in
feriore impedendogli di venire in avanti liberamente.
Se una persona non pu protendersi, deve manipolare l'ambiente
in modo che il piacere le venga offerto. Ma anche se ci avviene non
riesce a prenderlo. Non c' modo Ji uscire da questo dilemma tranne
quello di eliminare o ridurre le tensioni muscolari. Ma questo non
si pu fare in modo meccanico. Il fatto di trattenersi un " non voglio"
inconscio, che da un lato una difesa contro la possibilit di essere
delusi e feriti, ma dall'altro anche una reazione di disprezzo: " Dato
che non sei venuta quando ti volevo, adesso non ti voglio'). Sinch
questo atteggiamento negativo non reso conscio ed espresso, l'atto
del protendersi rimarr velleitario ed incompleto. Ma, poich il pa
ziente disperato, solitario e bisognoso di accettazione e di approva
zione, gli manca la sicurezza necessaria ad asserire apertamente la

A. LOW'EN :

Pleasure:

A Creative Approach to Life.

propria negativit. Tale era la situazione di James. Aveva bisogno di


acquisire maggior ' grounding'.
Mentre lavoravo sul suo modo di protendersi e sui suoi sentimenti
negativi, James miglior in misura apprezzabile, rimanendo esente
da reazione depressiva per molti mesi. Il piacere dei rapporti cqn la
moglie aument considerevolmente. Ma nella sua situazione di lavoro
cominciarono a sorgere problemi che lo resero molto ansioso. Venne
un giorno alla seduta sentendosi profondamente depresso, come lo
era stato prima, con un sentimento che si pu esprimere con le pa
role: "non so se voglio vivere". Realisticamente la sua situazione sul
lavoro non giustificava questo sentimento. Studiando James, mi resi
conto che non era stato in grado di consolidare i progressi fatti perch
gli mancava un sufficiente grado di sensazioni ai piedi per poter fron
teggiare un'avversit senza sentirsi mancare sotto la terra.
Mi ero reso conto dell'esistenza di questo problema nella persona
lit di James da molto tempo. Avevamo lavorato sulle sue gambe e
sui suoi piedi per tutta la terapia, ma non avevamo mai risolto que
st'area problematica . Restituire al paziente la sensazione di essere
radicato in terra attraverso i piedi la fase finale della terapia. Ci
. consente al paziente di riacquistare la propria posizione eretta in qua
'lit di persona. Gli conferisce anche la piena mobilit e motilit cor
porea. Si pu muovere liberamente nella vita. Potrei aggiungere che
James aveva i piedi piatti, in particolare il piede sinistro. Fummo
costretti a concentrare l'attenzione su questo problema.
Vi sono numerosi esercizi bioenergetici che mobilitno le sensa
zioni nei piedi. Uno di essi, ad esempio, consiste nel poggiare l'arco
del piede su un manico di racchetta da tennis e nel premere finch
non fa male. Feci anche comprendere a James che non faceva pieno
uso dei piedi nel camminare. Essi avevano poco slancio. Perci in
un certo senso non poteva sollevarsi dalla sua depressione.
James non accett prontamente la mia interpretazione delle sue dif
ficolt. Solo dopo aver sviluppato una certa capacit di sentire ai piedi
in seguito agli esercizi, si rese conto di quanta poca ne avesse avuta
in passato. Quando vi mancanza di sensazioni in una parte del corpo,
la persona non sente quella parte e, di conseguenza, non si rende
conto della mancanza. Questo il problema chiave nella terapia.
James lavorava su questi esercizi religiosamente a casa e nelle sedute
terapeutiche. Usc dall'ultima reazione depressiva rapidamente e da
allora ne rimasto completamente esente. Impar che doveva tenere
i piedi a_ terra in modo da sentirli se voleva esser certo di sapere su
che cosa poggiava in quanto persona.
L'importanza della madre per il bambino sta nel fatto che tutte le
funzioni del piacere del neonato dipendono dalla risposta della madre.

Se la risposta negativa, queste funzioni appassiscono e svaniscono.


Un asilo nido pu fornire le cure fisiche di cui un bambino ha biso
gno, ma solo una madre o una donna che svolga quella funzione,
pu rispondere all'atto del bambino di protendersi con la bocca con
eguale piacere poich soddisfa il desiderio del bambino. Il bambino
che viene soddisfatto a queto livello ha la convinzione interiore di
potersi protendere e di poter godere qualsiasi piacere sia disponibile.
Il gusto dolce del latte materno nella bocca del bambino nutre il suo
spirito come il latte stesso nutre il corpo e la sicurezza che offre il
contatto amoroso con la madre, si tradurr in un sentimento di sicu
rezza che la terra esiste per te e che puoi starvi sopra fiducioso.
Le reazioni alla perdita
Da studi sull'argomento risulta che quando avviene la perdita della
madre, il bambino reagisce dapprima violentemente alla privazione.
Lotter con tutta la sua forza per riacquistare la madre perduta gri
dando, piangendo, abbandonandosi a scene isteriche o impiegando
qualsiasi mezzo a sua disposizione. SolO dopo che la lotta si dimo
strata disperata e l'energia gli viene a mancare, il bambino sprofonda
lentamente in uno stato di depressione. La perdita non mai accet
tata, semplicemente subita.
John Bowlby, che ha studiato la reazione del bambino alla separa
zione, osserv che il bambino passava attraverso tre fasi: nella prima
fase c'era la protesta per la perdita; " con lacrime e rabbia chiede che
gli sia restituita la madre e sembra speranzoso di riuscirvi" .5 In se
guito diviene pil1 quieto, e la speranza si trasforma in disperazione.
Ma nella seconda fase, quella della disperazione, la speranza di tanto
in tanto risorge. Infine sembra perdere interesse nella propria madre .
Pu perfino arrivare al punto di dimenticarla e di non riconoscerla
quando ritorna da lui. Questa terza fase di distacco. Il bambino
ritirato in se stesso e depresso. Ma perfino nella terza fase vi sono
episodi occasionali di comportamento rabbioso, spesso di " genere
violento in maniera inquietante " .
Bow:lby sostiene che quando u n bambino o un adulto reagisce
con rabbia ad una perdita, si tratta di una risposta perfettamente nor
male. Egli scrive: " lungi dall'essere patologica, questa manifestazione
suggerisce l'idea che l'espressione aperta di questo bisogno cosl impe
rioso e potente, per quanto irrealistica e disperata possa essere, una
s JOHN BoWLBY : "Childhood Mourning and Its Implications far Psychiatry",
The American ]ournal oj Psychology, Vol. 128, N. 6 (dicembre 1961).

condizione necessaria affinch l'espressione del cordoglio compia il suo


corso normale. Solo dopo che sia stato compiuto ogni sforzo per re
cuperare l 'oggetto perduto, sembra che l'individuo sia nello stato d'ani
mo di ammettere la disfatta e di orientarsi di nuovo verso un mondo
in cui la mancanza dell'oggetto amato accettata come irreversibile " .
Nel bambino piccolo la rabbia diretta primariamente contro l'og
getto amato, la madre, dalla quale il bambino sente di essere stato
abbandonato. Bowlby ritiene che si tratti di un rimprovero rivolto
alla madre per l'abbandono ed anche di una manovra per impedire
che rifaccL1 ancora la stessa cosa.
Dal punto di vista bioenergetico, la reazione di rabbia ad una per
dita lq risposta naturale di un organismo al dolore. Il bambino
arrabbiato con la madre perch questa gli ha procurato dolore e cerca,
con la sua rabbia, di evitare il dolore o di superare gli effetti sul
corpo. Il dolore, in questo caso prodotto da una perdita di piacere,
fa contrarre il corpo. Sensazioni ed energia vengono ritirate dalla su
perficie del corpo (le aree erotiche) e concentrate nell'apparato mu
scolare. Esse possono essere scaricate da questo sistema solo tramite
un'azione di tipo violento. Alla scarica rabbiosa ne segue un'altra di
pianto e singhiozzi. Solo dopo che hanno avuto luogo queste reazioni,
l'energia diviene disponibile per le funzioni del piacere del corpo. Se
la scarica non stata completa, l'organismo biologicamente bloc
cato rispetto alla possibilit di protendersi di nuovo verso il piacere.
Vi sono differenze importanti, tuttavia, tra la perdita della madre
o del suo amore da parte di un bambino e la perdita di un oggetto
amato da parte di un adulto. Un adulto ha l'obiettivit necessaria
per rendersi conto che la perdita non stata causata deliberatamente
dall'oggetto e cos la sua rabbia non viene diretta contro l'oggetto.
Un'eccezione a questo si verifica in situazioni quali il divorzio in cui,
essendo la separazione prodotta deliberatamente, provoca spesso, in
colui che subisce la perdita, una rabbia violenta nei confronti dell'al
tro per il fatto di essere stato lasciato. Un'altra differenza dovuta
al fatto che un adulto pu sostituire un oggetto amato una volta che
lo ha perduto (pu trovare un altro partner), ma un bambino non
pu sostituire una madre perduta. Se si potesse trovare un sostituto
soddisfacente per compensare la perdita dell'amore materno, il trauma
non sarebbe grave. Ma come possiamo chiedere a un bambino che
ha perduto questo amore di accettare la propria sconfitta e di riorien
tar.si nel mondo? Senza una madre, tutte le funzioni del piacere del
bambino (iL protendersi) si congelano e il suo dolore continuo. Per
attutire il dolore, il bambino deve intorpidire il proprio corpo, ed
ecco perch molti nostri pazienti che soffrono di depressione cronica
hanno dei corpi relativamente devitalizzati.

L'intensit della rabbia .deve essere direttamente proporzionale


al dolore provato, che, a sua volta, direttamente proporzionale alla
quantit di piacere perduto. Cos un bambino che abbia avuto una
relazione soddisfacente con la propria madre reagir in maniera pi
violenta di un altro nel perderla. Ecco la ragione per cui i bambini
che sono stati allattati al seno tollerano meno frustrazioni dei bam
bini allattati con il biberon. l\t1algrado questo possa rappresentare un
problema per taluni genitori, io posso dire soltanto "pi potere a
loro" (ai piccoli) . Infatti, solo non accettando le frustrazioni e le se
parzioni il bambino acquista la salute emotiva necessaria per vivere
in questi tempi tormentati. Tutti i miei pazienti depressi hanno cer
cato di adattarsi s.d una privazione che non avrebbero dovuto patire,
e in ognuno dei casi l'adattamento era fallito in seguito.
Gli psicanalisti si sono anche resi contO che a monte della tendenza
depressiva c' un conflitto d'amore e d'odio per l'oggetto amato, che
sempre la madre ma freyuentemente anche il padre. Karl Abraham
riteneva che la paralisi della sensibilit nella persona depressa fosse
dovuta a sentimenti equivalenti d'amore e d'odio che bloccavano qual
siasi movimento. L'odio rimosso e rivolto all'interno contro di s,
e in tal modo viene a formare uno strato negativo sul sentimento
dell'amore, che quindi non pu essere espresso. Nel suicidio viene
agito l'odio verso di s, ma una tale azione contiene anche il desiderio
inconscio di distruggere la persona responsabile di questi sentimenti.
L'odio di un bambino per 1a madre deve essere visto come una
risposta naturale alla separazione, alla ripulsa, o alla revoca dell'amore.
Quando una madre revoca il proprio amore, sia che lo faccia delibe
ratamente, sia che lo faccia senza intenzione, lei, di fatto, ad essere
distruttiva nei confronti del bambino, poich il benessere emotivo di
quest'ultimo dipende quasi interamente dall'amore di lei. La prima
risposta del bambino a questa revoca di stizza o rabbia. Ma le madri
per lo pi ritengono che le loro azioni sorgano dalla necessit
cio da fattori che sono al di l del loro controllo - e reagiscono
alla stizza del bambino con minacce e punizioni. Sandor Lorand mo
str che uno dei fattori responsabili della depressione era 'Tatteggia
mento minaccioso, frustrante, punitivo della madre"." L'ostilit che
alcuni genitori, e specialmente alcune madri, esprimono nei confronti
dei loro piccoli, incredibile. Joseph Rheingold ha studiato i maltrat
tamenti ai quali alcuni bambini furono sottoposti e fu sbalordito dalla
misura in cui le madri sfogano sui loro bambini l'odio represso nei
confronti delie loro madri. Egli scrive: " abbiamo a che fare sempli

6
SANDOR LORAND : The Technique al Psychoanalytic Therapy (La tecnica
della terapia psicanalitica), New York , Intcrnational University Press, 1946.

cemente con la trasmissione di distruttivit da una generazione a quel


la successiva; la bambina e la donna sono una stessa cosa, e ci che
vien fatto ad una bambina viene da lei a sua volta fatto alla propria
figlia" ' oppure a suo figlio, a seconda dei casi. Rheingold vede que
sta distruttivit come una reazione della madre alla paura di essere
donna. Tale paura le fa respingere la sua femminilit respingendo il
proprio bambino che ne costituisce la testimonianza. La repulsa avvie
ne malgrado le intenzioni coscienti di amare ed accettare il bambino.
La madre diventer apertamente ostile ogniqualvolta il bambino le
far una richiesta che non pu esaudire e che, pertanto, far sorgere
in lei un senso di colpa. Il suo pianto la pu spingere alla distra
zione e perfino a sentimenti omicidi: l'affermazione " potrei strango
lare quel bambino se non la smette di piangere " non infrequente.
Cos, oltre a tutti gli altri fattori che determinano la reazione de
pressiva, c' anche la paura da parte del bambino del potenziale di
struttivo della propria madre. Colei che ha dato la vita pu anche
riprendersela, e ogni neonato acutamente consapevole del fatto che
la sua sopravvivenza dipende dal mantenimento di un rapporto posi
tivo con la propria madre. Pertanto, nella misura in cui sente l'osti
lit della madre, reagir con dimostrazioni d'amore. Vi sar odio,
ma verr represso in quanto troppo minaccioso. la sola spiegazione
che posso dare di fronte alle molte osservazioni riguardo al fatto che
il bambino pi respinto e insultato in famiglia diventa da adulto il
pi devoto alla propria madre. Si tratta anche del bambino che si
sente pi indegno, pi colpevole e pi pieno di odio per se stesso.
In ogni madre c' uri seme d'amore che pu o germinare e fiorire
o restare sterile. In ogni neonato l'amore per la propria madre (visto
come desiderio di vicinanza) in piena fioritura, per di fronte al
rifiuto e all'ostilit quest'amore appassir. Ma non morir mai. Non
potr morire perch ci significherebbe anche la morte del bambino.
Pertanto non abbiamo a che fare con degli assoluti ma con delle
ambivalenze nelle quali la proporzione relativa d'amore e d'odio
una misura della quantit di piacere o di dolore presente nella rela
zione. In maniera analoga la stizza che sorge dalla perdita del piacere
nella madre mista di paura. E l'afflizione associata alla perdita ha
venature di speranza. La perdita non mai sentita come qualcosa di
assoluto, il bambino sente che vi sempre la possibilit che la madre
ritorni in s e si renda conto di amarlo e che il piacere di lei biolo
gicamente legato al suo. Nessun bambino pu sopravvivere senza un
po' di fede nella natura umana.
7 ]OSEPH C. RHEINGOLD: The Fear of Being a Woman
donna), New York, Grune & Stranon, 1964.

(La paura di essere

Inoltre, nessun bambino pu accettare una perdita che l'equi


valente della propria perdita ed esprimerne cordoglio. La sua salute
e la sua sopravvivenza richiedono che veda la propria madre in una
luce positiva. Ci pu essere fatto dissociando il comportamento chia
ramente distruttivo della madre dalla sua personalit per proiettarlo
su una " madre cattiva". Pi tardi, quando la realt dimostra che
non vi sono due madri, il bambino assorbe in s l'aspetto negativo
della madre. Il bambino vede se stesso come il cattivo o il mostro
che per qualche capriccio del fato si comporta in modo da meritare
il dolore che ha provato. Si pu affermare come norma generale che
il bambino non amato si sente non amabile. Ma nessun bambino pu
mettere in relazione coscientemente questi due fatti. Il bambino
non pu comprendere il pazzesco stato di cose nel quale una madre
si volge contro il proprio figlio negandogli il piacere o procuran
dogli dolore. Il bambino pu solo dedurre che il torto dev'essere
addebitato a lui quindi lui che deve addossarsi la colpa.
Ogni persona depressa porta un enorme peso di senso di colpa.
Il mea culpa il ritornello costante del depresso. Si sente colpevole
perch depresso; non pu funzionare efficacemente, un peso per
gli altri e un guastafeste per il loro umore. Cosl sembra avere ogni
buona ragione per considerarsi colpevole. La sua depressione in
ultima analisi il segno del suo fallimento. Non si rende conto che
la sua depressione derivata dal suo senso di colpa quando il peso
relativo diventato troppo gravoso da portare. Sentendosi colpevole
della propria depressione, il depresso approfondisce ancor pi la buca
nella quale si trova e rende pi difficile la propria guarigione. Ma
ogni persona depressa cieca nei confronti della dinamica psicologica
della propria condizione e per liberarla occorre un intervento terapeutico.
Il circolo vizioso .pu essere rotto temporaneamente da urta forma
qualsiasi di psicoterapia. Se si considera una malattia la reazione de
pressiva, si elimina il mau:hio del fallimento e si libera il paziente
dal suo superficiale senso di colpa nei confronti della depressione. L'in
teresse e l'incoraggiamento del terapeuta agiscono temporaneamente
come un sostituto della perdita d'affetto che ha minato la sua voglia
di vivere. Con questa nuova ancora di salvezza che lo tiene in comu
nicazione con il mondo, il paziente pu lentamente emergere dall'oscu
rit, tirandosi su in piena luce. Inoltre una terapia analitica offre al
paziente la possibilit di prendere coscienza di alcune emozioni re
presse associate alle molte perdite patite nella vita. In queste perso
ne la perdita originaria sempre associata a successive delusioni amo
rose. Se la terapia efficace, metter verosimilmente il paziente in
grado di sperimentare la perdita originaria ed ora, da adulto, di sca
ricare nell' abreazione il proprio dolore con un cordoglio appropriato.

Il lutto appropriato
Nel capitolo precedente stato sottolineato che un bambino pic
colo reagisce alla perdita della propria madre con esplosioni di rabbia
violenta, con grida e pianto. La perdita non viene accettata tranquillamente.
Presso i primitivi l'espressione del lutto per la morte di qualcuno
anch'essa qualcosa di violento. se l'oggetto d'amore importante,
la sua perdita non accettata senza una scenata d'ira e di protesta.
Elias Canetti8 cita un resoconto di una lamentazione funebre tra i
Boscimani dell'Australia centrale che rivela diversi aspetti insoliti.
Appena giunge al villaggio la notizia che sta morendo un uomo, gli
uomini e le donne accorrono al capezzale dell'uomo che sta morendo,
e si buttano su di lui formando un mucchio. Al tempo stesso riem
piono l'aria di alti lamenti e infliggono ferite ai propri corpi. Final
mente, quando la morte giunge a far cessare le sofferenze di quel
l'uomo, si ritirano e continuano le proprie Iamentazioni in un nuovo
locale. Il significato del mucchio per Canetti che gli aborigeni non
accettano la perdita, <<egli appartiene ancora a loro; Io trattengono
. fra loro".

L'automutilazione nel lutto ben nota fra i primitivi. Canetti la


vede come un'espressione di rabbia. ''Vi molta rabbia in questa
automutilazione, la rabbia per l'impotenza di fronte alla morte " . Ta
lora la rabbia diretta all'esterno. Esther Watnel ha descritto la
reazione delle indigene alla perdita di una giovane morta di parto.
Uno dei ragazzi indigeni le disse: "poco prima cbe il sole sorga, le
donne della citt pronunceranno una maledizione contro gli uomini.
Se ne prendono uno, ci vorr poco che lo ammazzino di botte. Le
donne si vendicheranno perch stata una donna ad essere ferita e
a morire per via del bambino" . La Warner continua: "le donne non
aspettarono fino all'alba per pronunciare la maledizione. Le sentimmo
presto battere alle porte con clave, urlando con voci rauche e dispe
rate di rabbia". La mattina seguente le donne erano sottomesse e
tranquille. 11La loro furia per il dolore e la morte era stata espressa;
erano di nuovo pronte ad accettare la serie senza fine dei loro com
piti domestici
Se non si prova rabbia per una perdita, non si pu provare vero
cordoglio e non vi sar un lutto appropriato. nella natura degli
n.

8 ELIAS CANETTI: Crowds & Power, New York, Viking Prcss, 1963, pp. 103-7.
EsTHER WARNER: Seven Days to Lomaland, New York, Pyramid Pubbli
cations, 1967.
9

esseri umani protestare il proprio dolore e non gi soffocare la pro


testa masochisticamente. Sembra dunque strano che la nostra cultura
ammiri talmente l'uomo che pu sopportare stoicamente una perdita
senza mostrare alcuna emozjone. Qual poi la gran virt nel respi
mere il sentimento? Un comportamento del genere pu rivelare che
l'ego di una persona domina e controlla il suo corpo, ma indica anche
che viene meno un qualche importante aspetto della sua umanit.
La persona depressa ha perso la capacit di protestare contro il
proprio destino. Curando questi pazienti ho trovato che non possono
dire uperch" con voce alta e convincente. L'incapacit facilmente
razionalizzata. ''A che serve dire perch? Niente cambier". vero,
nulla cambier esternamente. Ogni primitivo che si dedica alla lamen
tazione funebre, sa, ne sono certo, che i suoi lamenti e i suoi pianti
non riporteranno in vita il defunto. Il lutto non ha questo scopo.
l'espressione di un sentimento che consente alla vita di procedere.
Quando l'espressione inibita, il flusso della vita limitato. Ci
porter ad un'ulteriore repressione di sentimento e finalmente alla
morte da vivi. La depressione una morte vivente.
L'eziologia della depressione duplice : in primo luogo vi una
perdita significativa di piacere, subita da neonati e da bambini in re
lazione alla madre. Se possiamo accettare l'ipotesi che una piena gra
tificazione orale rchieda circa tre anni di allattamento soddisfacente,
facile capire perch si sia in genere tanto vulnerabili nei confronti
della depressione. In secondo luogo, si nega al bambino il diritto
di protestare per la privazione subita e si puniscono le sue epressioni
di rabbia. Il risultato una grave perdita nella capacit di proten
dersi e di lottare per ci che si vuole. Basta osservare il comporta
mento prono delle masse per rendersi conto che la tendenza alla depressione endemica nella nostra cultura.
.
D'altro canto, le proteste di massa che sta"nno diventando parte
integrante della nostra scena nazionale, sono una reazione contro la
docilit emotiva che ha imbrigliato l'uomo rendendolo schiavo della
macchina industriale. In realt le due tendenze, quella alla depressio
ne e quella alla protesta, appartengono allo stesso quadro. Man
mano che il significato della vita viene sottoposto a costante erosione
da parte della perdita del piacere di vivere, le persone divengono
sempre pi depresse. Al tempo stesso si impegnano in proteste sem
pre pi frequenti e pi ampie sperando di trovare nell'azione sociale
il significato che sfugge loro a livello personale. Come sfogo momen
taneo, la partecipazione ad una protesta di massa serve ad impedire
di cadere nella depressione. Ma ci significa che la persona, per esem
pio Io studente militante, costretta a vivere in uno stato di continua
protesta per evitare la depressione. Poich questo uno stile di vita

impossibile, possiamo prevedere che un sempre maggior numero di


persone diventeranno depresse e suicide.
Non sono contrario alla protesta sociale per una causa legittima.
Tuttavia il problema fondamentale la perdita del piacere. Moltis
simi protestatari non cercano di riacquistare la loro capacit di pro
vare piacere bens mirano ad acquisire potere. Se acquisteranno po
tere, scopriranno che non vale nulla ai fini del piacere. L'antitesi tra
il potere e il piacere trattata in modo completo nel libro Pleasure:
A Creative Approach To Life (Il piacere: un approccio creativo alla
vita). Se non riescono a conseguire il loro scopo, e questa la cosa
pi probabile, poich le forze che modellano la situazione sociale sono
spesso fuori del controllo degli individui, si spalanca la strada che
conduce alla depressione.
Una protesta, per essere efficace per l'individuo, deve esprimere
il suo senso personale di perdita. Quando una persona chiede: " Per
ch questo succeSso a me?" vuoi dire che si rende conto di una
perdita personale. Quando i pazienti dicono '1perch" con sentimento,
spesso scoppiano in singhiozzi mentre un _ senso di perdita e di tri
stezza cala come un'onda su di loro. Ricordo un esempio da un
workshop bioenergetico per i residenti di Esalen a Big Sur in Cali
fornia. Una giovane donna aveva fatto gli esercizi di respirazione
descritti nel capitolo precedente. Quindi si stese su di un letto ed io
le chiesi di scaldare su letto e di gridare "perch? " . Cominci facil
mente, ma in breve fu posseduta dal sentimento. I suoi colpi diven
nero pi forti, le sue grida pi alte, finch improvvisamente scoppi
a piangere. Quando smise di piangere, si volse verso di me e mi
chiese: " Come faceva a sapere che era questo che volevo dire ? " . A
parte il fatto che io avevo una percezione intuitiva dei suoi bisogni,
potei soltanto darle questa risposta: " qualcosa che tutti vogliono
dire, ma alcuni non osano e altri non possono dire" . Tutti abbiamo
patito perdite e violenze che le nostre menti possono accettare ma
che i nostri corpi non accettano. Il corpo non pu scaricare il pro
prio dolore se non per mezzo di una catarsi violenta.
Fra le molte tecniche usate per portare un paziente depresso al
punto in cui pu sentire la propria perdita come un'esperienza im
mediata e dare espressione alla rabbia ad essa associata vi un sem
plice esercizio che comporta l'impiego di un asciugamano arrotolato.
Il paziente prende l'asciugamano nelle mani e lo torce con tutta la
propria forza. E si fa cosl stando generalmente distesi su di un
letto. Quindi, con la mascella spinta in avanti e digrignando i denti1
il paziente grida: dammelo". Se non lascia la presa e gli strilli con
tinuano, le braccia del paziente cominceranno a scuotersi e il paziente
si accorger che sta comportandosi come se cercasse di strappare l'asciu-

gamano dalla mano di qualcuno. Questo stesso eserciZlo pu essere


fatto anche associandolo alle espressioni: ''accidenti a te", ''ti odio",
"'io ti ammazzo " . Spesso si trasformano in esperienze emotive intense.
Ho detto nella sezione precedente che si supera la tei1denza depres
siva quando il paziente acquista la capacit di protendersi per rag
giungere il piacere. Ci comporta qualcosa di pi di un atteggiamento
psicologico. I muscoli della gola, la mascella e la bocca devono essere
rilassati se si vuole fare un movimento che abbia un significato. Le
braccia devono essere libere e non limitate da tensioni muscolari cro
niche. Queste tensioni si formano per la paura di esprimere la rabbia
e per la rabbia provocata da una perdita. Pertanto, finch furia e
rabbia non sono scaricate, i muscoli non sono liberi di aprire la per
sona all'amore.
La terapia bioenergetica non vuole aiutare il paziente ad adeguarsi
ad una perdita che ha menomato la sua vita. Lo aiuta invece piuttosto
a superare l'effetto della perdita subita restituendo al corpo il suo
naturale stato di grazia. Nel corso della terapia il paziente prover
di nuovo le privazioni e le sofferenze della sua infanzia e della sua
giovinezza. A queste reagir con rabbia e dolore. Protester contro
le ingiustizie della propria vita. Ma acquister anche il coraggio e la
capacit di protendersi di nuovo alla vita senza paura del dolore che
pu accompagnare l'apertura di un essere all'amore.
Potrete chiedere: dove trover il coraggio di rischiare di essere
di nuovo ferito uno che stato ferito malamente quand'era bambino?
La mia risposta che Ja vita coraggiosa. Il coraggio di una persona
la misura della sua forza vitale. Sinch il corpo di una persona
congelato o chiuso nel dolore della propria perdita, la respirazione
limitata, la motilit diminuita e la forza vitale ridotta. Un'appropriata
espressione di cordoglio con tutto ci che essa comporta il mezzo
impiegato dalla natura per superare lo choc e per liberare lo spirito.
:. compito della terapia fornire al paziente la comprensione e i
mezzi necessari per portare a compimento la propria liberazione.

6
Inganno

auwinganno

Fare il gioco
La maggior parte dei pazienti che soffrono di depressione non hanno
fatto in realt l'esperienza della perdita della madre. Hanno sperimen
tato, piuttosto, disagi e conflitti nella relazione madrefiglio, che,
tuttavia, nella mente del paziente, non vengono considerati come la
causa della sua malattia. Questi conflitti sono dati talmente per scon
tati nello svolgimento regolare dell'educazione del bambino che il pa
ziente non sente di esser stato privato del naturale amore materno.
Dobbiamo anche ricordare che la reaZione depressiva, nell'adulto,
separata dall'esperienza infantile o della fanciullezza a un pericolo abba
stanza lungo di comportamento apparentemente normale. Non si trat
tava per, di un sano funzionamento, come ho precedentemente messo
in rilievo, altrimenti il paziente non sarebbe diventato depresso. Ma
il paziente non si rende conto della differenza tra un funzionamento
che appare normale ed un funzionamento sano, pi di quanto non sia
consapevole del nesso esistente tra la SEa malattia e gli avvenimenti
della sua infanzia.
Questa mancanza di consapevolezza porta a un'ingenuit che proM
pria dell'atteggiamento della persona depressa e costituisce la sua
predisposizio!le alla malattia. L'ingenuit deriva da una negazione inH
conscia dei fatti della vita ed in particolare dei fatti della propria
vita, delle proprie privazioni e delusioni. L'effetto della negazione
di lasciare Pindividuo aperto a delusioni analoghe nella vita adulta.
L'ingenuit non esclude che la persona mostri una certa astuzia nella
vita. Infatti, le due cose spesso vanno insieme, l'ingenuit in questi
casi si rivela nei settori in cui opera la negazione; mentre l'a_stuzia si
riscontra in altri settori della vita.
L'ingenuit non va confusa con l'innocenza. Una persona innocente
manca dell'esperien7:a con cui giudicare atteggiamenti o azioni. L'inno
cente esposto al disinganno, -ma imparer presto dalla sua delusione.

L'individuo ingenuo ha avuto l'esperienza di essere stato ferito da


una delusione ma ne nega il significato. Inoltre l'ingenuo si espone
alla delusione perch non in grado di riconoscerne la natura. L'in
genuit una forma di autoinganno a cui costretta a ricorrere una
persona che viene delusa e non pu o non si azzarda a riconoscere
la verit. In tale situazione si pu essere costretti a stare al gioco
perch non si hanno alternative. Ma, se si sta al gioco, si pu finire
col pensare che quel gioco sia la vita, che le regole del gioco siano
le regole della vita e che il fatto di vincere o di perdere rappresenti
il significato della propria esistenza.
Il gioco che prendo in esame qui si chiama "Allevare il bambino
piccolo". Alcuni lettori potranno risentirsi del fatto che io definisca
un gioco un'impresa tanto seria. Tuttavia, la seriet con la quale
ci si impegna in un'attivit non un criterio per stabilire se si tratti
o meno di un gioco. La gente prende sul Serio il gioco di una partita
se le poste sono elevate. Ci che rende l'allevamento del bambino
una partita la contesa che si stabilisce tra un genitore ed il bam
bino. In questa contesa il bambino lotta per preservare intatta la
propria natura animale, mentre i genitori combattono per civilizzarlo.
una partita senza esclusione di colpi.
Devo dire subito che non tutti i genitori fanno dell'allevamento
del bambino il gioco di una partita. Diventa una partita quando il
risultato viene giudicato in termini di vittoria o sconfitta. L'obiettivo
di un tal gioco di allevare un bambino che sia accettabile social
mente. Nel mondo moderno questo risultato incerto: contiene un
elemento aleatorio. I genitori che giocano la partita ce la mettono
tutta sperando di giocare bene le loro carte" e di vincere. Sono in
palio delle poste che non hanno nulla a che fare con la situazione
reale. Vincere, per il genitore che gioca la partita, significa conseguire
qualche vantaggio estraneo, qnalche compenso o applauso che sancir
la sua vittoria. O anche, nel caso in cui il genitore pensi che perdere
significherebbe abbassare h stima di s, egli considera il proces
so di allevamento del bambino come se fosse un gioco.
Il nome completo del tipo di gioco praticato dai genitori : "Com
allevare il bambino piccolo senza viziarlo". I premi in palio sem
brano elevati. Il genitore che riesce ad allevare un bambino, ' buono,
obbedierite e bene educato, lodato e riconosciuto dagli amici, dagli
insegnanti ed altri rappresentanti della societ. II genitore che non
riesce in questo considerato invece un debole, una persona senza
autorit persino a casa propria . cTu ti lasci calpestare dal tuo bam
bino " : questa frase rivela il disprezzo per il povero genitore che, agli
occhi di molte persone, un poveraccio senza alcun potere. C' un
altro compenso, scttociuto e spesso non riconosciuto, che il genitore
cc

spera di conseguire: e cio che il bambino buono sia devoto al ge


nitore specialmente negli anni del declino. Che si senta obbligato a
occuparsi del genitore ove questo si ammali o abbia bisogno di as
sistenza.
Il gioco viene fatto con un neonato o un bambino comp-leta
mente all'oscuro all'inizio di quanto sta succedendo. Tuttavia si tratta
di un gioco come gli altri, in cui il bambino deve essere battuto
strategicamente se si vuole ottenere il risultato desiderato. Il geni
tore presume, e in questo ha perfettamente ragione, che il bambino
opporr resistenza e che, con l'uso opportuno di premi e di puni
zioni.. la sua resistenza potr essere superata. I premi usati sono
l'approvazione, i giocattoli, le indulgenze e cos via. Le punizioni sono
le minacce di ritirare l'amore, la disapprovazione, le restrizioni, i ca
stighi e i maltrattamenti fisici.
Il genitore che usa queste tattiche non pensa che sta giocando una
partita. Per questo padre o questa madre i problemi sono reali e se
rissimi. Il bambino a cui si lasci fare ci che vuole, nella vita sar
un fallimento, un ribelle e uno spostato e il genitore che teme questa
eventualit sente di avere la responsabilit morale di impedirlo. Si
sente giustificato nel suo atteggiamento e pu persino identificarlo
con l'amore. Certamente resisterebbe a qualsiasi tentativo volto a
fargli capire che in tal modo tradisce una mancanza d'amore per
il bambino. Alla stessa stregua, considererebbe il bambino obbediente
un bambino che ama e quello ribelle un bambino ostile.
Cimentandosi in questo gioco si d prova di mancanza di fede nella
natura umana e nel proprio bambino. Se crediamo che il bambino
sia intrinsecamente un mostro, un animale selvatico che deve essere
domato e frustato per marciare in riga, dobbiamo riporre la nostra
fiducia nell'autorit e nella disciplina come nelle uniche forze in grado
di assicurare una vita ordinata. Se riteniamo che gli esseri umani siano
per loro natura avidi, egoisti, disonesti e distruttivi, potremo far
ricorso solo al potere poliziesco o a quello dell'esercito per control
larne il comportamento. Questi atteggiamenti possono apparire ecces
sivamente severi, ma possiamo essere indotti ad usarli se non abbia
mo fede nella vita. La fede implica la fiducia nella propria natura
e, per estensione, la fiducia nella natura degli altri. Una persona do
tata di fede confida di poter fare da s ci che giusto e ha fiducia
che anche gli altri, compresi i propri bambini, possano fare altret
tanto. Una persona senza fede non ha fiducia in nessuno.
Se un genitore non ha fiducia nel proprio bambino, difficile ca
pire come il bambino possa sviluppare la fede in se stesso o nel suo
genitore. La relazione tra genitore e bambino degenera da un rapporto
d'amore e di rispetto reciproco in uno di conflitto e di tensione. Cia-

scuno vede l'altro come un avversario, al quale, peraltro, legato.


Nascono risentimenti che alienano ulteriormente due persone i cui
interessi dovrebbero essere comuni. Un genitore vuole vedere il suo
bambino felice e soddisfatto e il bambino vuole che il genitore provi
piacere per la sua gioia. Questi sentimenti pervadono molte relazioni
genitorebambino che sono basate sull'amore e sulla fiducia. Mancano
purtroppo nei rapporti in cui i genitori si cimentano in giochi con
gli atteggiamenti dei bambini.
Senza fede non c' vero amore. In assenza di fede, l'amore che i
genitori offrono ai bambini condizionato dal comportamento di que
sti ultimi. L'amore condizionale, implicito nell'osservazione: "la mam
ma ti vuol bene quando sei un bravo bambino " , non solo reca con
s la minaccia della perdita dell'amore, ma equivale davvero a una
repulsa del bambino. Difatti, la madre dice che non pu amare il
bambino cos com', ma solo se c quando abbandona le sue reazioni
spontanee e diviene sottomesso e obbediente. Poich i bambini sani
normalmente mostrano una certa caparbiet ed una certa intransi
gepza come componente di una consapevolezza crescente di s, tale
atteggiamento da parte della madre costituisce di fatto un riprendersi
l'amore. Ma ci sono molti casi in cui l'amore viene veramente ritirato
al bambino, quando una madre diventa fredda e ostile per piegare
l'intransigenza del bambino. Si tratta di un gioco che non pu essere
fatto facilmente o alla leggera: sempre terribilmente serio.
L'osservazione quotidiana mostra che sono pochi i genitori che
non usano questi mezzi per mettere in linea i loro bambini - in linea
con il modo in cui essi stessi erano stati allevati - e sono pochi i
genitori che non giustificano le loro azioni con -le necessit della
vita. Un genitore non pu darla costantemente vinta al bambino. Un
genitore non pu consentire che un bambino governi la casa. I geni
tori sono anch'essi persone, con le loro necessit da soddisfare. Pur
troppo queste troppo spesso sembrano in conflitto con i bisogni o i
desideri del bambino, e in questo conflitto i bisogni del bambino
finiscono per ridursi ad un minimo. Allora, quando il bambino piange,
inquieto, o fa una scenata di collera, i genitori si sentono maltrat
tati reagiscono con ira e con ostilit.
I genitori che fanno questo gioco vedono sempre il problema
come una questione di principio, non di circostanza. t una questione
di principio il non consentire al bambino di averla vinta. Un bambino
pu sentire questo antagonismo e reagisce ad esso con un'eccessiva
aggressivit . Una volta che sono tracciate le linee del conflitto, il ri.
sultato della lotta pu essere soltanto disastroso. Se i genitori cedono
per un senso di colpa o semplicemente per far star tranquillo il bam
bino, lo viziano. Sentendo la propria debolezza, cercheranno eli essere

pi fermi alla prossima occasione. Ma il bambino, avendo imparato


che pu fare a modo suo creando disturbo, contrattaccher con rin
novato vigore. In queste situazioni, la battaglia non avr mai fine,
poich i genitori riusciranno talora a sopraffare la resistenza del bam
bino e altre volte cederanno. Anche per il bambino il problema di
venta una questione di principio: per principio si opporr a qual
siasi richiesta dei genitori.
Un bambino che cresca in un ambiente del genere non si forma
mai una fede nella vita. Ha imparato che pu ottenere ci che vuole
contrapponendo a chi gli si oppone un'abilit strategica supc::riore e
gridando pi forte. Ma coloro che gli si oppongono sono le stesse
persone del cui amore ha bisogno e_ ,tra qnesti ci sono tutti coloro
con i quali desidera essere in intimit. Ha anche imparato come ma
nipolare le persone giocando sul loro senso di colpa ed user questa
tattica quando la sua prepotenza manchr lo scopo. Il carattere che
si forma partendo da queste esperienze, ha una forte venatura sado
masochista, che trasforma in sconfitta ogni sforzo per conquistare
l'amore. Ogni sconfitta finir in una reazione depressiva dalla quale
l'individuo si risollever quando in lui torner la determinazione di
agire e vincere. Le reazioni depressive di questa personalit non sono
genetalmente cos gravi quanto quelle descritte nei due precedenti
capitoli_ Hanno la caratteristica di essde intermittenti, mascherando
cos la natura cronica del problema.
La severit il solo modo per ottenere una disciplina efficace. Ma
ci si pu chiedere in quale misura sia necessaria la disciplina con i
bambini. Il concetto di disciplina come viene usato in questo conte
sto comporta la punizione se l'autorit del genitore viene sfidata.
Quando pensiamo alla disciplina come autodisciplina, questo conno
tato manca. C' un'importante differenza tra i due tipi di disciplina.
Lo studio di qualsiasi branca del sapere una disciplina perch chi
si dedica al suo studio si sottopone all'autorit del suo insegnante.
Diviene un discepolo: cio uno che seguir il maestro e imparer da
lui. Nia il discepolo non viene punito se sfida l'autorit del maestro.
Pu essere mandato via o semplicemente rimproverato. La punizione
dev'essere usata quando si cerca di addestrare un animale o una per
sona ad obbedire ai comandi. L'addestramento e l'apprendimento so
no due procedimenti molto diversi. Addestriamo anzich educare
quando non crediamo che ci che offriamo si accordi alla natura dello
studente e che sia da lui desiderato.
Un bambino seguir naturalmente la strada segnata dai suoi geni
tori se questa una strada d'amore, d'accettazione e di piacere. Ri
spetter i loro valori e si identificher consapevolmente con essi. !vla
affermer anche la propria individualit e chieder la libert di sco-

prire da solo come stanno le cose. In questo modo imparer ci che


deve sapere della vita e crescer diventando una persona matura e
indipendente che pu stare in piedi da sola. La via che seguir non
sar molto diversa da quella dei genitori. Perch dovrebbe esserlo?
Dato che la via percorsa dai genitori - stata per lui una fonte di pia
cere, non ha alcun motivo di apportarvi dei cambiamenti radicali.
Questo il modo in cui funziona la fede.
Un bambino pu anche essere addestrato a seguire la via percorsa
dai genitori con una utile disciplina. Combinando opportunamente for
za e seduzione la sua personalit pu essere strutturata secondo il
modello voluto dai genitori. Naturalmente, se i premi sono insuffi
cienti o la punizione troppo severa, il disegno pu fallire. Tuttavia,
ha spesso successo, e il bambino impara a giocare la partita. Sa quale
comportamento otterr l'approvazione dei genitori e quale invece far
loro dispiacere. Far dunque ogni sforzo consapevole per essere ci
che essi vogliano che lui sia. Inconsciamente, si risentir, nel pro
fondo, della mancanza di fiducia in lui e di accettazione nei suoi con
fronti, ma questi risentimenti debbono rimanere inconsci se. deve
stare al gioco. Dovr reprimere ogni sentimento di ostilit o di ri
bellione.
Il bambino che impara a fare questo gioco, apparir integrato ad
un osservatore medio che sa solo osservare gli aspetti superficiali del
comportamento senza vede-re la qualit della risposta corporea che
lo sostiene. Questi non si render conto se una persona ha una solida
base nelle gambe o nel corpo. Osserver solo che quel bambino o quel
giovane sembra star bene con i genitori e con le altre figure autore
voli, che va bene a scuola e che non mette in discussione la direzione
della sua vita.
Questo bambino apparentemente ben integrato pu continuare per
anni a giocare la partita di essere e fare ci che ci si attende da lui.
La sua condotta otterr l'approvazione della maggioranza, ed egli con
sideter questa approvazione un segno d'amore. Ma presto o tardi,
un qualche avvenimento lo porter alla delusione. La partita improv
visamente perder significato, anche se lui probabilmente non se ne
accorger. Sentir che ha perso l'interesse e la motivazione per con
tinuare il gioco. Diventer depresso ma non ne conoscer la ragione.
Quest'sperienza piuttosto diffusa illustrata al caso di Marta.

La donna

su

di un piedistallo

La prima volta che incontrai Marta fu ad un seminano di forma


zione professionale in analisi bioenergetica. Era venuta con il marito,

che era uno psicologo clinico, per vedere che aiuto avrebbe potuto
ottenere da questo nuovo metodo. A questi seminari, destinati a pre
parare degli specialisti, i miei co!laboratori ed io spieghiamo la rela
zione esistente tra l'atteggiamento del corpo e la personalit. Met
tiamo in rilievo come una diagnosi di problemi di personalit possa
essere fatta partendo dal modo in cui una persona trattiene e muove
il proprio corpo. Poi facciamo fare ai partecipanti alcuni degli eser
cizi bioenergetici descritti nei captoli precedenti, per mostrar loro
come i loro problemi possano essere risolti scaricando le tensioni
muscolari croniche che sono la controparte fisica di tali problemi.
Ci che mi fece pil1 impressione nel corpo di Marta fu il suo por
tamento. Aveva tirato in su la parte superiore del corpo, come per
effetto di uno sforzo cosciente; le spalle erano sollevate, il torace
era alto e gonfio, mentre le zon...:: addominali e pelviche del suo corpo
erano tese e anche esse tirate in su. Le gambe erano rigide e sottili,
e i loro muscoli talmente contratti che esse parevano degli stecchini.
Potevo percepire che non era dentro le proprie gambe e che queste
funzionavano come supporti meccanici. La parte inferiore (dalle anche
in gi} mi colp perch somigliava ad una sorta di piedistallo su cui
poggiava la parte superiore del corpo.
La figura, qui riprodott<'l, i\lustra l'idea del piedistallo che pu essere

data da un corpo umano. Si tratta, naturalmente, di una figura sche


matica.
Quando feci osservare questo a Marta, ebbi l'effetto di toccare
una corda sensibile. Sentiva di essere sempre stata messa su di un
piedistallo, prima dai genitori e poi dal marito. Quest'ultimo lo con
ferm, affermando di aver idealizzato Marta come la moglie perfetta.
Entrambi furono molto impressionati dal fatto che io fossi in grado
di vedere tutto questo nel corpo di lei. Partecipando agli esercizi in
tesi ad approfondire la respirazione e a far acquistare 'grounding'
nelle gambe, Marta si rese conto che i suoi problemi avrebbero do
vuto essere trattati sia dal punto di vista flsico, sia dal punto di
vista psicologico.
La storia che Marta mi raccont, in occasione della nostra prima
seduta privata, fu che aveva funzionato bene come moglie e come
madre negli ultimi dieci anni. Poi era divenuta depressa e non riu
sciva pi a sbrigare le faccende domestiche. <Prima che ci accades
se", disse, ''ricordo che la gente diceva che sembravo sempre felice.
Fino ad allora mi sentivo sempre a1legr:.1, anche se avevo di tanto in
tanto sentimenti di avvilimento.
uun giorno avvenne che quando mio marito torn a casa, io avevo
un problema nei confronti dei genitori. Volevo parlarglienc, ma
lui era tutto pre:Jo dai suoi affa.ri. C'eravamo accordati che l'uno sa
rebbe stato sempre disponibile per l'altro. Io stavo sempre ad ascol
tarlo mentre mi parlava delle sue difficolt; allora continuai a chie
dergli di starmi a sentire. Lui disse: 'Non voglio starti ad ascol
tare'. Io gli risposi che non potevo essere ci che lui voleva che io
foBsi. Dovevo essere me stessa. A questo, lui rispose: 'Dove mia
mb[;lie? Tu non sei la moglie che conosco'.
" Fino a quel momento, mio marito mi aveva idealizzata, ritenendo
che fossi perfetta. Si sent tradito e io a mia volta mi sentii tradita.
Lui si arrabbi, e cosl cominciai a ritirarmi sempre di pi in me
stessa. Si sentiv<l deluso da me perch non mi prendevo piU cura
della casa. Non ero la persona responsabile che aveva ammirato. Io
ero arrabbiata e furiosa per i sentimenti cattivi che non riuscivo ad
esprimere. La mia depressione si approfondi e mi sentii disperata.
La prima rottura ebb. luogo alctmi me:si or sono ad un altro semi
nario. Mio marito ed io fummo incoraggiati a litigare, e lo facemmo.
Dopo quella esperienza mi sentii liberata per un po' e questo fu per
me un raggio di speranza".
Appariva evidente dal suo corpo che Marta non riusciva facilmente
a scendere dal piedistallo. Da un lato non aveva la sensazione di essere
in grado di stare in piedi da sola. D'altro lato, era consciamente im
pegnata nel ruolo che stava interpretando. Ci si fece evidente in se-

guito a un incidente che capit poco dopo che avevamo cominciato


la terapia. Marta mi raccont quanto era accaduto.
" Ieri mi trovavo ad un seminario, e qUello che conduceva il grup
po cominci a prendersela con me e a criticarmi senza ragione, al
meno per quello che potevo capire io. Cominciai a deprimermi. Mi
sentii ferita e sul punto di scoppiare a piangere, eppure non riuSdvo
ad arrabbiarmi. Nemmeno oggi posso arrabbiarmi pensandoci. Mi
resi conto che questo era ci che mia madre aveva fatto con me per
tutta la vita. Allo stesso seminario un'altra partecipante mi stava
mettendo su di un piedistallo. Mi indic pi volte come il suo ideale.
Ci mi irrit e mi rattrist, ma mi fece anche piacere. Compresi che
mi piaceva essere guardata, anche se sentivo che in realt non me lo
meritavo" .
Per liberare Marta dal suo piedistallo, il procedimento terapeutico
appropriato sarebbe stato quello di richiamare le sensazioni nella par
te inferiore del corpo, che era relativamente immobilizzata come si
addice ad un piedistallo. Si poteva raggiungere questo scopo appro
fondendo la respirazione di Marta, gravemente bloccata a livello dia
frammatico, e facendo usare alla paziente le gambe in movimenti
espressivi come quello di sferrar calci per protestare contro quanto
le ra stato fatto. Sarebbe stato anche necessario che si rendesse
acutamente conto del trauma che aveva subito. Doveva sentire la per
dita di quella parte della sua personalit che era rappresentata dall'im
mobilit della parte inferiore del suo corpo e affrontare il dolore e
l'alllizione legati a tale perdita.
I disturbi della personalit sono caratterizzati non solo da una
certa perdita della funzione ma anche dalla perdita della consapevo
lezza associata alla funzione. Per esempio, una persona affetta da mio
pia non solo minorata sul piano visivo, ma si trova anche in dif
ficolt nel comprendere le relazioni. La funzione visiva e la funzione
percettiva non possono essere dissociate.
Marta presentava un altro aspetto di questo fenomeno. Essendo
su di un piedistallo, le mancava la capacit di reggersi in piedi, da
ci si pu dedurre che le sarebbe mancata la comprensione del pro
prio problema. Per la comprensione necessario che si possa sentire fino
nel centro vitale o nelle radici del proprio essere. Significa conoscere
una cosa a partire da terra. D'altro canto, si pu avere una compren
sione intellettuale abbastanza profonda dei fattori psicologici colle
gati alla reazione depressiva sollevandosi al di sopra della situazione
e vedendola oggettivamente. Purtroppo conoscere una cosa con la
testa non la stessa cosa che conoscerla" con i visceri. .Marta era
stata presa in questa scissione in due della sua personalit. Forse

avrebbe potuto conoscere la ragione della sua depressione, ma non


era in gmdo di sentire sul piano emotiv'o la propria condizione.
Per comprendere veramente il proprio problema, Marta avrebbe
dovuto entrare nelh parte inferiore del suo corpo o mettersi in con
tatto .con essa. Se lo avesse fatto, avrebbe sperimentato o compreso
la propria natura auimale. Sarebbe entrata in contatto con le proprie
passioni, avrebbe sentito la propria sessualit, si sarebbe resa conto
della propria femminilit. Tutto ci era andato perduto per lei nel
momento in cui era stata messa su di un piedistallo. Divenne una
persona modelo (la bambina perfetta, la moglie perfetta e la madre
perfetta), ma fu costretta a sacrificare la propria umanit e realt.
questo il prezzo elevato che si paga per acquisire la cosiddetta 'caccet
tabilit sociale ". Joan, che era stata costretta ad adottare il ruolo di
una statua, aveva represso una parte ancora maggiore di s nel co
siddetto processo di civilizzazione.
Nel secondo capitolo, ho messo in rilievo che la parte superiore del
corpo si identifica con la coscienza e con l'ego, e che la parte inferiore
si identifica con l'inconscio e con la sessualit. Nella mitologia1 il dia
framma paragonato alla superficie della terra. Sotto il diaframma
ci sono le regioni sotterranee, l'abitacolo delle farze oscure, le pas
sioni che non sono completamente sottoposte al controllo razionale
della mente. I sentimenti della parte superime del corpo sono pi
vicini e pertanto pi soggetti all'autorit dell'ego. Queste idee mito
logiche o primitive possono sembrare strane al sofisticato pensiero
moderno, ma dobbiamo riconoscere che si basano su dati soggettivi:
cio sul sentimento e sulla percezione di s. Scartando tali dati, la
scienza ha favorito una spaccatura tra il pensiero e il sentimento, l'ego
e il corpo, l'uomo e la natura.
Una visione onnicomprensiva della vita richiede l'integrazione di
dati obiettivi e soggettivi, di fenomeni consci e inconsci di cono
scenza e di comprensione. Una - terapia totale riguarda simultanea
mentre psiche e soma. Per abbracciare interamente l'individuo, procede
in due direzioni : da terra in su e dalla testa in gi: analisi dall'alto
e analisi dal basso, come dice Sandor Ferenczi. Guardiamo ora i fatti
della vita di Marta come sono venuti alla luce nella terapia.
Marta era figlia unica, e ci evoc agli occhi di sua madre lo spet
tro della bambina viziata. Sua madre spesso diceva che mai e poi mai
avrebbe accettato di avere una figlia viziata ed era orgogliosa del fatto
che Marta non lo fosse . . _Marta mi disse che sua madre metteva ben
,

1 ERICH NEUMANN: Tbe Origins and Hystory of Consciousness; Bollingen


Foundation, New York. Trad. it. Storia delle origini della coscienza, Astrolabio,
Roma.

in chiaro che il suo amore e la sua approvazione erano condizionati


dal fatto che Marta fosse e si comportasse nel modo in cui voleva lei
e che non avrebbe tollerato alcun altro comportamento. Diversi ri
cordi della prima infanzia ci spiegano come fosse tradotto in realt
l'atteggiamento della madre. N1arta si ricordava quanto segue: "Il mio
ricordo pi antico riguarda una bambola alla quale era successo qual
cosa. La faccia era diventata molle e, quando cadeva nella sabbia,
questa ci restava attaccata. Mia madre butt via la bambola. Ricordo
la scena in cui piangevo perch la rivolevo indietro ma mia madre fu
inflessibile. Persino quando mia nonna si offr di andare a reuperarla
tra le immondizie, mia madre non glielo permise.
"Un altro ricordo riguardava Io stesso una bambola che era stata
-mandata in una clinica per bambole quando si era rovinata la faccia.
Una volta restituita riparata, la bambola fu sistemata in cima al frigo
rifero e mi si disse che non avrei potuto prenderla sinch non avessi
mangiato le mie uova. Non riuscii a mangiare le uova e non mi ri
cordo di essere mai riuscita ad ottenere quella bambola. Mio padre
spalleggiava mia madre in questo. E lei credeva sempre di poter se
gretamente controllare mio padre. Ricordo di aver fatto la testarda
e di non aver pianto. - Questo ricordo successivo al primo " .
Non si riesce a capire come una bambina possa essere viziata sem
plicemente risparmiandole il dolore di perdite di questo genere. Non
c'era nemmeno un vero problema finch i genitori non l'ebbero creato
costringendo la bambina ad una posizione di sfida e di ribellione. Una
volta sollevato, per, il problema divenne una gara di volont con
trapposte. Prima era semplicemente una questione di quanto piacere
i genitori potessero permettersi di lasciare alla bambina e di quanto
dolore avrebbero dovuto necessariamente procurarle. A me sembra
che la prima considerazione di genitori che non siano nevrotici di
veder felice la loro bambina. Questo non stato per il punto di
vista della madre di Marta, che cominci a giocare la partita quando
Marta era ancora molto piccola.
Marta racconta una storia rivelatrice, che si riferisct- all'epoca in
cui aveva soltanto due mesi: " Udii che loro due (la madre e la nonna)
mi avrebbero cullata e mi avrebbero dato il latte finch non mi fossi
addormentata. Una volta, avevo allora due mesi, mia madre decise
di !asciarmi piangere finch non ne potevo pi. Piansi per delle ore:
mia nonna stava impazzendo, ma mia madre si rifiut di !asciarla
entrare nella mia stanza. Finalmente smisi di piangere e mia madre
disse: !Andiamo a vedere' . Aprirono la porta e videro. Ero ciano
tica. Avevo vomitato e stavo soffocando nel vomito. Mia madre dice
inoltre di avermi messo dell'olio amaro di aloe sulle dita per impe
dirmi di succhiarle o di mordermi le unghie, e ho sentito, sempre

da lei, che usava ficcarmi in bocca una cucchiaiata di fiocchi d'avena


per poi mettervi sopra il suo seno per chiudermi la bocca. Mia madre
queste storie le racconta con orgoglio" .
I primi anni di vita di Marta furono pieni di conflitti e di tor
menti. Vomitava spesso da bambina e soffriva di mal di macchina.
Faceva scenate e capricci, gridava e si strappava i capelli. Mi disse:
" Ero considerata pazza. Se mi chiudevo nella mia stanza, mi punivano
portandomi via degli oggetti o facendomi saltare la cena. Mia madre
era semplicemente ben decisa a non avere bambini viziati in famiglia".
La madre di Marta cerc di controllare ogni aspetto della vita
di sua figlia, sempre con ia fissazione di farlo per il bene della bam
bina. Nessuna funzione escretoria della bimba sfuggiva alla sua atten
zione. " Appena andavo di corpo dovevo chiamare mia madre perch
venisse a vedere. Se non la chiamavo venivo sgridata. Ricordo un
clistere che mi fece quando avevo cinque o sei anni. Dovetti essere
tenuta ferma da tre adulti. Lottai, graffiai e gridai. Mi sistemarono
di traverso sulle ginocchia di mio padre e mi fecero il clistere, ma
fu l'unico".
Qualche volta, dopo i sei anni di et, la resistenza di Marta nei
confronti dei genitori crollava. Il cambiamento coincise con l'inizio
del periodo di latenza, quando si ritira la marea della sessualit in
fantile. Aveva qualcosa a che fare con la sua inabilit nel risolvere
il conflitto edipico. Ricorse all'eliminazione delle sensazioni sessuali
(non delle sensazioni genitali) che aveva per suo padre, e cos immo
bilizz la parte inferiore del corpo. Un altro fattore della sua sotto
missione fu l'inizio della scuola, che introdusse Marta in un mondo
nuovo con esigenze nuove. Marta divenne una bambina obbediente;
quindi cerc di essere e di fare ci che i suoi genitori volevano. Fu,
per esempio, la prima della classe. "Se lo aspettavano da me", disse.
" Ricordo che avevo preso novantanove e mezzo su cento a un esame
della scuola media. Ebbene, mia madre disse che se ero in grado di
andar cos bene, avrei potuto benissimo arrivare anche a cento ".
Si potrebbe pensare che, conoscendo questi traumi, Marta vi avreb
be reagito emotivamente e si sarebbe liberata dello stato depressivo.
Ma dobbiamo ricordare che era depressa perch la sua capacit di
reagire emotivamente era bloccata. Durante le prime sedute della te
rapia i nostri sforzi furono diretti alla mobilitazione del sentimento
per mezzo degli esercizi di respirazione, dell'induzione di vibrazioni
nelle gambe, del tirar calci, dello strillare "No", e cosl via. Bench
facesse del suo meglio, Marta progrediva molto lentamente. Una volta
ricorsi ad una sorta di terapia d'urto per scuoterla un po'. Essa con
sistva nel tambureggiare sulla parte superiore della sua schiena leg
germente, con i miei due pugni chiusi. La sua respirazione si fece

spasmodica, ma non si verific alcuna reazione. Ripetei il tambureg


giamento e Marta proruppe in singhiozzi.
Dopo aver singhiozzato per un po', Marta si diresse verso il letto.
Diede dei calci nel letto e grid: " Perch". Sentiva: " Perch mi
avete ferito? Perch devo essere ferita? " . Ma questa era la prima
volta che la voce di Marta si elevava fno a divenire un grido. Tut
tavia quando le chiesi di colpire il letto con una racchetta da tennis,
non riusd ad evocare alcun sentimento di rabbia per essere stata
ferita. Allora esercitai una certa pressione sui muscoli scaleni ante
riori ai due lati del collo. Marta cominci a gridare di nuovo e con
tinu anche dopo che ebbi smesso di premere. Disse di riuscire ad
avvertire il terrore nel proprio corpo, ma di essere staccata da esso
con la testa. Il terrore era tanto sconvolgente che non poteva permet
tersi di percepirlo soggettivamente. Tuttavia, alla fine della seduta,
si senti liberata e con un certo 'grounding'. Tutto il suo corpo era
in uno stato di vibrazione.
Nelle poche sedute successive, Marta si rese conto di un forte con
flitto tra la prospettiva di abbandonarsi o di lasciarsi andare che con
siderava come una sorta di intemperanza, e la prospettiva di fare ci
che si supponeva avrebbe dovuto fare e cio di tenersi su. Fu in
grado di mettere in relazione il sentimento di intemperanza con il
padre, che '' intemperante, si mette a letto per la pi piccola ma
lattia e si deprime. Mia madre" , diceva, " crede che non si debba
mai cedere. Poteva anche essere in punto di morte ma non c'era pe
ricolo che smettesse di lavorare" .
Feci osservare a Marta che la parte superiore del suo corpo rappre
sentava i valori della madre - controllo, successo e orgoglio -, men
tre la parte inferiore con il suo orientamento sessuale era da met
tersi in relazione al padre. Cosl come la madre di Marta segretamente
dominava il padre, l'ego di Marta, associato alla met superiore del
suo corpo, ne negava e controllava la sessualit.
Un'indicazione dell'intensit di questo conflitto pu essere ricavata
dalle seguenti osservazioni: "Ho la sensazione di voler arrendermi
ma temo che poi sarebbe finita: dopo diventerei un vegetale. Ho bi
sogno di una scusa come quella di essere malata per stare a letto a
riposarmi, altrimenti mi sento colpevole. Ho paura di diventare caM
tatonica, se mi ritiro. Devo combattere quella tendenza " . Il lasciar
perdere era riferito ai valori di sua madre. Non vedeva alcuna alter
nativa tra la tendenza aggressiva dell'ego di sua madre e la passivit
sessuale di suo padre.
Dopo queste sedute, Marta ridivent depressa. Disse: nMi sento
in uno stato di collasso. Tutto sembra un gran peso per me, ma non
ho alcuna scusa per scansare le faccende domestiche. Sento di essere

in uno stato di sospensione della vivacit: senza pensieri. Posso sfor


Larmi ma deprimente ". Marta era stanca fisicamente: il suo corpo

aveva bisogno di riposare, di recuperare la propria energia e la pro


pria forza. Molti pazienti, tuttavia, non vogliono accettare questo
realistico bisogno del corpo. Si attendono che la terapia liberi, come
per magia, una riserva intatta di energia. Non si rendono conto che
si sono sforzati attingendo alle riserve per anni e che la depressione
sopravvenuta, quando queste riserve si sono esaurite. Marta dove
va abbandonarsi al corpo se voleva star bene.
Nella seduta successiva riuscl ad avere delle vibrazioni nelle gambe
tramite la respirazione profonda. Allora, quando esercitai di nuovo
una pressione sui muscoli del collo, cominci a piangere e a gridare
Mamma". Le grida finirono in un senso di frustrazione e di dispe
razione. "Non serve a niente" , disse. La mamnia non verr mai.
Puoi gridare quanto ti pare ma non fa differenza. Anzi potrebbe
essere tutto alla rovescia. Starebbe via ancora di pi. Non voleva
avere una bambina viziata, anche se ero figlia unica. Mia madre usava
dire: 'Non bisogna dare ad un bambino una cosa solo perch la vuole.
I bambini le cose devono guadagnarsele'. Per quanto mi sforzi, non
mi sembra mai di ottenere ci che voglio". Ci che voleva realmente
era l'amore e l'accettazione, che non si ottengono con uno sforzo.
Marta, poi, cominci a dire: "Ti detesto" . Dicendo questo, osser
vava: "Dapprima ho provato terrore, ma poi si trasformato in un
sentimento di rabbia furiosa. Possiamo scommettere che Marta era
terrorizzata da sua madre ed era anche furiosa nei suoi confronti. II
blocco eli questi sentimenti faceva parte della sua predisposizione alla
depressione. Alcune sedute dopo, Marta disse: {Tutto il volere im
bottigliata dentro di me. Non sono capace eli protendermi e eli chie
dere o prendere. Mia madre diceva che non dovevo essere egoista
come un mio amico che voleva e chiedeva le cose. Ricevevo le cose
solo se me le meritavo.
{Il modo usato da mia madre per respingere consiste nel diven
tare calma e fredda come il ghiaccio, nel prendere le elistanze. Ri
cordo che quando faceva cos mi spaventavo perch mi chiedevo cosa
sarel?be successo. Una volta che, da piccola, volevo andar via di casa,
mia madre mi disse: {Va bene, ti aiuter a fare le valigie'. Io mi
misi seduta su un gradino. Mi sentivo smarrita, come se ormai non
potessi pi tornare. (Se diventi una bambina stupida, non ti vogliamo',
mi diceva mia madre" .
Per due mesi Marta lott contro un senso di inutilit. Non poteva
pi essere una figura ideale - in effetti non voleva pi esserlo ma non riusciva nemmeno ad affermare i propri desideri. Lavoram
mo costantemente alla sua respirazione, allo scaldare, al percuotere

e allo strillare. Malgrado il senso di inutilit che provava, le forze


vitali del suo corpo venivano mobilitate per liberarla dal vicolo cieco
in cui si trovava.
" Per due settimane ", disse Marta, ((mi sono sentita malissimo.
Ho avuto lo stomaco in disordine, diarrea e nausea. Poi mi venuto
il mal di gola e mi si congestionato il petto. Due giorni fa ho sen
tito una rabbia tremenda. Volevo graffiare, torcere il collo a qual
cuno, mordere e cos via, ma non potevo abbandonarmi a questi atti.
Da qualche parte doveva pur andare a finire, cos divenni depressa.
Mi sento gonfia e dolorante in tutto il corpo. Mi sento come in le
targa" . I sintomi :fsici indicavano che il corpo di Marta stava comin
ciando a reagire, bench la testa fosse ancora distaccata.
Nelle sedute avevo osservato che la sua respirazione quando si tro
vava sul cavalletto era migliorata. L'onda respiratoria riusciva a scn
dere un poco nel ventre, provocando lievi vibrazioni involontarie del
bacino. Questo era l'inizio della sensibilit sessuale per distinguerla dalla
sensazioni genitali. Inoltre le si manifestavano vibrazioni pi pro
nunciate che interessavano le gambe. Durante una seduta s'accomod
per terra e disse: ''Ci che continua a passarmi per la testa : Non
voglio farlo" .
Non voleva fare sforzi. Era stanca di sforzarsi. Questo era quanto
diceva la sua depressione nel linguaggio del corpo, ma lei non lo
sapeva, perch non era in contatto con il proprio corpo. Voleva es
sere sostenuta, aiutata, persino magari curata, ma tuttavia non riu
sciva a decidersi a chiederlo. E non poteva prendersela con sua madre,
perch pensava di aver ancora bisogno della sua approvazione. La
disapprovazione, per lei equivaleva alla morte.
I temi della morte, del terrore e della sessualit erano contenuti
in un sogno ricorrente. "Avevo circa quattordici anni ed ero addor
mentata su un divano nello studio da dove potevo vedere un lungo
corridoio. Nel sogno sentii uno scalpicclo che veniva dal corridoio.
Si avvicinava sempre pi sinch vidi che si trattava di un vecchio
con un lungo soprabito e con la barba. Mi spaventai. Quando giunse
alla mia porta, mi resi conto che non c'era alcuna via di scampo di
modo che la sola cosa che potevo fare era di starmene lunga distesa
come se fossi morta, sperando di non essere vista. Ero paralizzata
dal terrore " . Associava la figura del vecchio con il lungo soprabito
e con la barba degli ebrei ortodossi che si vedono nei cimiteri e che,
a pagamento, intonano una preghiera per i morti.
Il significato sessuale del sogno pu essere dedotto dal fatto che
esso metteva in scena un avvenimento avvenuto all'et di quattordici
anni in una situazione nella quale la ragazza avrebbe potuto indul
gere a qualche sensazione o desiderio di masturbarsi. significativo

che il suo terrore fosse cos grande da non consentirle di emettere


nemmeno un suono. Anche se la pau:J. veniva proiettata su una fi
gura maschile, sorgeva dalla madre, prch aveva osservato : "Mia
madre mi avrebbe lasciata morire prima di cedere al mio bisogno" . Il
bisogno della ragazza era di essere vicina al padre.
Ogni volta che la paura viene scaricata, i pazienti reagiscono con
sentimenti buoni. Dopo poco che Marta ebbe ricordato questo sogno,
riferl: "Mi sono sentita agitata, non depressa. Le gambe mi facevano
male al punto che ho dovuto prendere l'aspirina". "Un giorno ho avuto
una sensazione straordinaria, come non ne avevo avute da anni. Mi
sono identificata con una paziente di un gruppo che ha detto: 'Voglio
essere una bambina di due mesi che non deve dare niente ma di cui
ci si prende cura e che viene amata'. Quando ho detto questo a mio
marito, mi ha assicurato che andava benissimo e che lui mi avrebbe
amata. Questa volta gli credetti e cos mi sentii bene. Inoltre sen
tivo intensamente il desiderio di distruggere delle cose: sfondare una
porta, ad esempio, o rompere qualche mobile. Colpire il letto con la
racchetta non mi sembrava sufficiente" .
Nei due mesi successivi, Marta fece progressi importanti. La respi
razione le si andava facendo pi profonda e naturale. Si rese allora
conto che la paura le inibiva la possibilit di una respirazione com
pleta. Mi disse: " Ora sento che quel che mi ferma la paura: una
paura cosi grande che non mi ci voglio addentrare. Ma mi sento an
che inquieta, sento il bisogno di far qualcosa ma di non essere in
grado di farlo da me".
Marta aveva una grave costrizione alla gola proprio sotto l'angolo
della mascella. Mi ricordava un elastico arrotolato strettamente intor
no al collo d'un palloncino gonfiato. Era la causa della sua incapacit
di gridare e della difficolt che aveva a lasciar uscire le urla. Rappre
sentava anche una forte inibizione nei confronti della suzione. Nelle
sedute precedenti la pressione esercitata sui muscoli scaleni che con
il loro stato contratto contribuivano a questa costrizione, la fece
piangere e gridare. Sotto la pressione costante un muscolo contratto
spesso si rilassa. La tensione diventa insopportabile e il muscolo si
rilassa. Questa volta applicai la pressione sotto l'angolo della mascel
la e dalla sua respirazione emersero movimenti e suoni di suzione.
Seguendo questa pista, chiesi a Marta di protendere le labbra e le
braccia. Riusc a farlo con sentimento, e vidi che il suo corpo comin
ciava a tornare in vita. Era bello", disse, " e volevo andare avanti
ma mi sono rilassata e il sentimento se n' andato. Avevo forse paura?
Paura di andare pi a fondo? Mi sento come una bambina di due
mesi che ha bisogno che ci si prenda cura di lei" .
Una settimana pi tardi rispunt il terrore. Era riuscita con il mio
cc

aiuto ad aprire la gola e quando questa s'apriva erano esplosioni di


grida alte e spaventose. In seguito a questo, la sua respirazione si
fece pi profonda e pi forte. Mi disse: " Quando gridavo e provavo
terrore, riuscivo a sentire lo scalpicco dei passi. Li associai con il
sogno ricorrente che ho riferito alcune settimane or sono " . !vla questa
volta era in grado di reagire al terrore. Le sue gambe, tuttavia, pare
vano paralizi!lte: cosl dovetti continuare a farla scaldare sul letto e
a farla gridare. Il terrore se ne and e Marta mi riferl che sentiva
dei formicolii passarle per il corpo.
Queste sedute segnarono una svolta decisiva nella terapia di Marta.
L'umore miglior rapidamente e la depressione si allevi. La terapia
continu per altri sei mesi con una media di una seduta alla settima
na. Erano state necessarie sessanta sedute per quanto era emerso fino
ad allora. Nei sei mesi successivi lavorammo ad aumentare la sua ca
pacit di protendersi, di dire "No" e di arrabbiarsi. Impiegai pi
tempo a lavorare sul rapporto col padre, e ci fece scaturire una
sorgente di sensazioni sessuali nascoste. Ad ogni seduta si metteva
sul cavalletto per approfondire la respirazione, quindi si piegava in
avanti per portare la carica in basso nelle gambe e nei piedi. Il suo
'grounding' diveniva sempre pi saldo.
Si pu avere un'idea di quanto 1'v1arta fosse inibita nei confronti
delle sensazioni sessuali, dal fatto che durante il matrimonio non si
era mai permessa di sentirsi eccitata sessualmente per un altro uomo.
Se si sentiva attratta sessualmcnte da un altro uomo, si sottraeva a
qualsiasi occasione di contatto sociale con lui. Marta, insomma, era
davvero su di un piedistallo.
Prima di concludere il racconto del suo caso, vorrei descrivere
uno degli esercizi cbe ebbe un effetto spettacolare sul suo umore.
Questo esercizio consiste nel far dondolare il bacino. Lo si effettua
con le ginocchia leggermente flesse e con le mani sulle anche. Il ba
cino viene fatto dondolare in avanti e indietro con un movimento che
comincia dai piedi e si estende in alto passando per le gambe. Quan
do viene fatto correttamente, il corpo si incurva leggermente indietro
mentre il bacino oscilla in avanti. importante che il movimento
provenga dall'azione dei piedi e non comporti una spinta deliberata
del bacino o il piegamento del corpo.2 Marta aveva eseguito nume
rosi altri esercizi che avevano lo scopo di ottenere lo stesso movi
mento sessuale, ma le sensazioni non erano mai emerse. Quando ese
gul l'esercizio sopra descritto, fu in grado di farlo correttamente e di
sentire la partecipazione dei piedi al movimento.
2 Una pi ampia trattazione dei movimenti sessuali naturali pu essere tro
vata in Lave and Orgasm, New York, Macmillan, 1965. Trad. it. AJ??ore e Or
gasmo, Feltrinelli.

I l risultato fu spettacolare ma non immediato. Lasci la seduta


sentendosi in contatto con i propri piedi. Ma allorch la vidi la set
timana seguente, mi disse che, dopo essersene andata a casa, si era
sentita molto desta e allegra ma non in uno stato di esaltazione. Que
sta bella sensazione, esattamente l'opposto dello stato depresso che
aveva rovato, dur tutto il giorno. Prov lo stesso esercizio da sola
a casa ed ottenne la stessa sensazione di prontezza e di vivacit ma
per un periodo pi breve. Naturalmente ripetemmo l'esercizio nel mio
studio, ma il risultato non fu lo stesso. Quando fece per la prima
volta questo esercizio, liber sensazioni sessuali di una profondit
mai conosciuta prima. Era tuttavia impreparata senza un'ulteriore
analisi ad integrare questo sentire nella vita quotidiana.
Quando la terapia giunse al termine, Marta non era pi una ra
gazza su un piedistallo. Non che quel problema fosse stato comple
tamente risolto. Questi problemi di personalit non lo sono veramen
te mai. La parte inferiore del suo corpo mostrava ancora un certo
grado di rigidit e di tensione che suggeriva un piedistallo. Ma il
cambiamento nell'inieme fu tale da cambiare il suo aspetto. Le spalle
le si erano abbassate notevolmente, e lo stesso si pu dire del torace,
il ventre ed il bacino si erano fatti pi pieni e pi rilassati, e le gambe
si erano ammorbidite. In lei c'era una vivacit che rifletteva il suo
nuovo entusiasmo per la vita. Ma Marta sapeva di non aver :finito.
Concludemmo la terapia perch voleva continuare da sola. Aveva
fatto molti esercizi a casa ed avrebbe continuato con quelli. Sapeva
che doveva mantenere i l 1grounding' e che poteva far ci solo se re
stava in contatto con il proprio corpo, le proprie gambe, la propria
sessualit.
La terapia di Marta fin molti anni or sono. La vidi diverse volte
dopo di allora per discutere con lei alcuni aspetti della sua vita. Non
ricadde mai pi in uno stato di depressione profonda anche se vi fu
rono occasioni in cui si stancava e voleva piantar tutto. Quando ci
accadeva, si abbandonava al pianto, sentendo di nuovo la tristezza
della bambina che voleva che ci si prendesse cura di lei ma di cui
nessuno si prendeva cura. Non perder mai questa tristezza, che
parte della sua vita, ma conoscer il profondo piacere di essere viva
nel corpo.

L'amore contro la disciplina


Ho presentato il caso di Marta in dettaglio perch iilustra i pro
blemi che si presentano quando i genitori giocano a cercare di alle
vare un bambino non viziato.

1-Iarta non era stata viZiata ma non era neanche maturata; non
era maturata emotivamente ed era sprovveduta nei confronti degli
aspetti sessuali della vita. La madre di Marta credeva di amare sua
figlia e le era affezionata malgrado le abbia procurato dolori e sofferenze
nel tentativo di disciplinarla e controllarla. Anche la madre di Port
noy nel romanzo di Philipp Roth riteneva di amare suo figlio e di
essergli affezionata, ma le conseguenze furono egualmente disastrose. Non
ho alcun dubbio che queste madri amassero in cuor loro i figli, e
sono sicuro che i bambini lo sapevano. Purtroppo le loro azioni" non
esprimono il loro amore bens la loro ostilit. Volendo far credere
che il loro operato per disciplinarli e controllarli sia un'amorosa pre
mura, ingannano se stesse e i loro bambini. L'amore non pu essere
separato dalla libert e dal piacere. Nessuno ama veramente l'altra
persona se ne limita la libert di essere se stessa, di esprimersi e di
agire da s. Alla stessa stregua, non si dovrebbe parlare d'amore
e causare dolore. Le due cose sono inconciliabili. Se amiamo qual
cuna, vogliamo vederlo felice e gioioso, non infelice e sofferente. Un
altro punto importante che le azioni d'amore sono dettate dal cuore,
e non dalla testa.
difficile vedere come l'amore e la disciplina possano combinarsi
insieme. So che questo suoner come una idea estremista. La disci
plina fa talmente parte del nostro modo di vivere e di pensare che
non riusciamo a vederne i pericoli. 'Risparmia il bastone e vizierai
il bambino' un vecchio adagio della cultura occidentale, che inoltre
fa coincidere l'obbedienza e il senso del dovere con l'amore . Fa parte
di questa tradizione il fatto di vedere il piacere come qualche cosa
di peccaminoso mentre lavoro e produttivit sono virt cardinali. Un
altro aspetto ancora consiste nel considerare il corpo come un aspet
to inferiore della natura umana. Nel libro The Betrayal of the Body,
ho mostrato che quando questa tradizione spinta troppo oltre, con
duce ad una condizione schizoide.
Il mio principale argomento contro la disciplina in casa nasce dal
rapporto che impone a genitori e figli. Una disciplina senza punizione
non avrebbe senso, quindi, in verit, il problema della pumztone
che ci preoccupa . Quando si arroga il diritto di punire, il genitore
si pone nella condizione di giudice. Deve giudicare !l comportamento
del suo bambino per decidere se questi meriti la punizione e in che
misura. L'atto stesso di giudicare distrugge un rapporto basato sul
l'amore. L'amore chiede comprensione mentre il giudizio richiede
l'onniscienza. Il giudice non alla pari con la persona giudicata. Oc
cupa una posizione superiore; la persona giudicata ne occupa una
inferiore. Quest'ultima non pu fare a meno di provare risentimento
per una tale negazione della sua posizione di parit in famiglia. Il

bambino pari ai suoi genitori? In saggezza, maturit, responsabilit,


ovviamente no. Ma nel senso che i suoi sentimenti sono importanti
quanto quelli degli adulti, pari. Una relazione d'amore caratte
rizzata dal fatto che i sentimenti della persona amata sono altret
tanto importanti per entrambi. Se manca nel rapporto un senso di
eguaglianza, esso si trasforma in un rapporto tra padrone e servo. Po
tr contenere forti sentimenti d'amore, ma non si tratta di una re
lazione d'amore.
Un altro rapporto che degenerato in una situazione in cui da un
lato vi un superiore e dall'altro un inferiore quello che si instaura
tra insegnante ed alunno. Per definizione, educare significa fare da
guida a qualcuno. Un insegnante dovrebbe fare da guida ai suoi al
lievi per i sentieri dell'apprendimento e del sapere, non spingerli o
trascinarli con minacce e punizioni. Poich non abbiamo una reale
fiducia nel nostro sistema educativo, dobbiamo basarci su di un si
stema di premi e di punizioni per motivare gli alunni. Ci pone l'in
segnante nella posizione di dover giudicare le reazioni di un allievo
e sovverte una relazione che dovrebbe essere improntata all'amicizia,
trasformandola in un rapporto di potere. Non dobbiamo guardar lon
tano per scoprire come mai gli studenti quasi universalmente dete
stino la scuola.
Stiamo cominciando ad apprendere che non occorre gestire le scuole
come istituti penali modificati. Seguendo l'esempio dell'Inghilterra,
stiamo esplorando la possibilit di classi aperte, nelle quali i bambini
siano liberi di passare da un'attivit al tavolo ad un'altra secondo il
loro interesse. Non essendovi un programma di studi rigido, non vi
necessit di disciplina. E poich i bambini che sono liberi, sono de
siderosi di apprendere ci che vogliono sapere, l'intero sistema dei
premi e delle punizioni si rivela non necessario. Gli studi condotti sul
l'argomento hanno mostrato chiaramente che la classe aperta un
sistema di insegnamento pi efface della condizione in cui vi sono
classi rigide, controllate e disciplinate. Ma di eguale importanza il
fatto che questo nuovo modo di procedere riporta la relazione natu
rale tra insegnante e studente ad una situazione di parit ed amicizia
nel condividere l'avventura dell'apprendimento.
Se l'atto del giudicare aliena la persona giudicata, produce un ef
fetto analogo anche sul giudice. Il giudice deve mettere da parte ogni
comprensione empatica, che lo farebbe identificare con la persona giu
dicata, se deve emettere una sentenza. Per prendere le sue decisioni
deve basarsi su leggi codificate. Teoricamente non dovrebbe permet
tere ai suoi sentimenti personali di. influire su tale decisione. Ci pia
cerebbe pensare che il giudice di un tribunale potesse assumere un
atteggiamento obiettivo del genere; tuttavia, non ci si pu aspettare

tale obiettivit da un genitore. Un genitore obiettivo impersonale


e distaccato, non pi un vero genitore. Il bambino, come osserv
Marta, si sente smarrito. D'altro canto, se i sentimenti personali di
chi giudica entrano a far parte dei suoi giudizi, l'intero processo si
tramuta in un falso e in un inganno.
La grossa frode della partita giocata dai genitori con i bambini sta
nella pretesa di poter essere amorevoli e obiettivi o coinvolti e di
staccati nello stesso tempo. Questa pretesa permette loro di negare
i propri sentimenti quando potrebbe essere sconveniente ammetterli.
Cos possono accusare un bambino di essere indisciplinato qu_ando le
sue azioni sono semplicemente una risposta all'ostilit dei genitori. O
possono essere cocciuti e non cedere al pianto del bambino perch
questo pianto li disturba e giustificano il loro comportamento come
disciplina e fermezza. Negheranno al bambino un piacere per invidia
(a loro quel piacer stato negato quando erano bambini) e si glorie
ranno di non viziare il bambino.
Talora in questo gioco i genitori ingannano se stessi perch molti
di loro credono che quanto stanno facendo sia la cosa migliore per il
bambino. Credono nella disciplina e nella punizione, come il solo
modo di allevare il bambino, anche se possono nutrire dei dubbi sulla
validit dell'una e dell'altra. Eppure, pensare che infliggendo una pu
nizione dolorosa si ottenga un effetto' positivo sulla personalit del
bambino un modo d'ingannare se stessi. Un castigo efficace pro
voca paura, che pu rendere il bambino pi sottomesso, ma che non
Io render mai pi amorevole. I genitori sono stati anch'essi bam
bini un tempo e sono stati sottoposti a questo tipo di manipolazione.
Perch lo hanno dimenticato? Per rispondere a questa domanda dob
biamo vedere cosa accade al bambino sottoposto a questo trattamento.
I bambini non hanno scelta nell'accettare o nel respingere gli in
ganni impiegati dai genitori. Non sono indipendenti nelle loro azioni.
L'amore e l'approvazione dei genitori per loro una questione di vita
o di morte. La maggior parte dei bambini attraversa un periodo di ti
bellione, come stato per Marta, in cui lottano per ottenere la com
prensione di cui hanno tanto bisogno. Purtroppo la loro lotta serve
solo ad alienarsi ancor pi i genitori. Sono visti come mostri o come
pazzi o come selvaggi. Sono costretti all'adesione, il che significa che
in ultima analisi accetteranno l'idea che ci si deve meritare l'amore
e guadagnare il piacere. Arriveranno al punto di credere che non sono
stati amati perch non lo meritavano.
({Se questo il modo di giocare la partita della vita", pensa il bam
bino, uMi atterr alle regole anch'io e star al gioco". L'osservazione
informa il bambino che si fa Io stesso gioco in altre famiglie. I bam
bini adottano perfino il linguaggio dei loro genitori, introducendolo

nei loro giochi. Spesso si sentono i bimbi dire cose di questo genere:
(<Sei - una bambina. cattiva. La mamma non ti vuoi bene". Oppure :
''Sei cattivo e devi essere punito" . Una volta presa la decisione di
stare al gioco il bambino deve reprimere i suoi sentimenti ostili e
negativi. La repressione non mai efficace al cento per cento, perfino
nel bambino pi obbediente ci sono esplosioni occasionali di risenti
mento. Queste finiscono col sostenere il punto di vista del genitore
secondo cui ogni bambino ha una s_ua cattiveria che bisogna domare.
Il bambino che stato costretto a rinunziare al suo diritto di na
scita e a stare al gioco, stato trascinato in un pessimo affare. Qual
siasi cosa faccia non riuscir a vincere. Per quanto si impegni, non
potr mai avere l'amore e l'approvazione di cui ha bisogno. Possia
rrio ricordare che la mamma di Marta non fu soddisfatta quando sua
figlia ricevette come voto 99 punti e mezzo su cento. Pretendeva la
perfezione. I genitori che si mettono a giocare la partita chiedono l'im
possibile. La loro motivazione inconscia di trasferire sul bambino
il senso di colpa che hanno per non essere stati genitori amorevoli
nei suoi confronti. Ed il bambino accetter il senso di colpa per nu
trire l'illusione di poter ancora ottenere l'amore dei genitori.
Tutte le persone depresse si trovano impigliate in un dilemma.
Una parte di loro dice: "Combatti, resisti, l'unica possibilit che
hai " . L'altra parte dice: " Smetti, non hai alcuna possibilit di suc
cesso". Eppure come pu abbandonare la partita quando il risultato
della resa sembra significare abbandono e morte? Ma se non si ar
rende, spende le sue energie in una lotta che era gi persa in partenza
e il risultato inevitabile di questa linea di condotta la depressione
e la morte.
L'opposto della disciplina non la permissivit. Questo termine,
quando viene applicato all'educazione dei bambini, mi fa orrore. Un
genitore permissivo un genitore confuso, che ha dei dubbi sull'uso
della disciplina ma non ha niente con cui sostituirla. Continua a pro
porsi come la figura dotata di autorit, dal momento che fa il per
missivo. Se il severo assertore della disciplina pu essere visto come
un tiranno, il genitore permissivo un despota benevolo. Pu in real
t essere un governatore debole la cui permissivit il riflesso della
sua incompetenza. Il figlio comprender come stanno veramente le
cose e reagir di conseguenza. Il genitore confuso o debole sar messo
alla prova e sfidato, perch il bambino deve sapere esattamente qual
la sua posizione.
La permissivit nega la verit fondamentale che ogni bambino
nato con certi diritti naturali che gli vengono da Dio: il diritto di
essere amato per ci che , il diritto di cercare il piacere dove lo pu
trovare, poich il piacere la scintilla che tiene in moto il motore

della vita, e il diritto di esprimere i propn sentimenti. Noi tutti


vogliamo gli stessi diritti per noi stessi ma, se li neghiamo a noi stessi,
li negheremo ai nostri bambini. Non di competenza del genitore
concedere o abrogare tali diritti. Permettere a un bambino di essere
se stesso e di esprimersi implica che il permesso pu essere abro
gato. Si pu privare un bambino di questi diritti, ma si pu farlo
soltanto usando il potere che il genitore ha in virt dell'impotenza
del lattante o della dipendenza del bambino piccolo.
La permissivit non l'equivalente dell'amore. Un bambino alle
vato in un ambiente familiare permissivo pu essere privato di amore
altrettanto quanto il bambino che vive in una casa autoritaria dove
vige il mito della disciplina. Pu soffrire delle stesse insicurezze e
combattere con la stessa mancanza di comprensiore da parte dei suoi
genitori. Tuttavia avr una difficolt molto maggiore nel giocare la
partita, perch le regole sono diventate vaghe e confuse. Malgrado
l'estremismo liberatorio espresso dai genitori, ci si aspetta comun
que da lui che faccia bene a scuola, che si comporti come si deve e
che stia ad ascoltare. Non si sforzer di raggiungere questi obiettivi
altrettanto quanto il bambino disciplinato e il fatto che non riesca
a raggiungerli susciter la disapprovazione implicita od esplicita dei
genitori. Si pu prevedere che approfitter dell'atteggiamento per
missivo esistente in famiglia per unirsi ad un movimento di protesta
e di ribellione. Pu essere facilmente indotto all'uso della droga. An
che questa una strada senza uscita e sar condannato alla depressio
ne, non trovando da nessuna parte la fede che gli serve per vivere.
Il guaio della permissivit che non si tratta di un atteggiamento
positivo bens negativo. Il genitore permissivo e l'insegnante permis
sivo hanno respinto un approccio strettamente disciplinato nella loro
vita personale e nei rapporti con gli altri, ma non l'hanno sostituito
con una moralit interiore che darebbe la sicurezza e l'ordine neces
sari perch si abbia una vera libert. Hanno adottato la filosofia del
" qualsiasi cosa va bene" che in pratica si traduce nel " niente funzio
na" . Il genitore permissivo confuso nei confronti di se stesso, come
lo nei confronti dei rapporti con i figli. Nella sua ribellione contro
la rigidit del moralismo vittoriano, con l'accettazione di un doppio
metro di comportamento, ha abbandonato ogni moralit. C' poco da
meravigliarsi, allora, che il mondo gli crolli intorno.
N la permissivit, n una disciplina rigida rappresentano la rispo
sta ai nostri tempi difficili. Poich nella psicologia moderna si pone
l'accento sull'individuo, la responsabilit dell'ordine e della moralit
deve anch'essa spettare a ciascun individuo. Un'autodisciplina deve
rimpiazzare una disciplina autoritaria superata. Questa la linea delia
consapevolezza di s e dell'auto-espressione, che necessariamente com

porta concetti come la padronanza di s e la misura. Il genitore che


esercita l'autodisciplina incoragger il bambino a sviluppare la me
desima funzione consentendogli di assumersi sempre maggiori respon
sabilit per la soddisfazione dei propri bisogni. Il concetto che sta
a monte l'autoregolazione, che comincia nella pi tenera infanzia
con q"Llcello che si usa chiamare nutrimento su richiesta. Il bambino
che si regola da s acquister fede nel proprio corpo e nelle proprie
funzioni corporee. Diventer una persona diretta dall'interno e ca
pace di auto-disciplina.
L'autoregolazione differisce dalla permissivit per alcuni importanti
aspetti. Non rappresenta l'abbandono delle responsabilit che spet
tano ai genitori, come invece spesso accade nel caso dei genitori per
missivi. Anzi, il genitore che crede nell'autoregolazione ha la respon
sabilit di essere "presente" ogni qualvolta il bambino ne ha bisogno.
Ci vero particolarmente l dove la madre allatta il bambino al seno.
Tale comportamento responsabile significa soddisfacimento e non per
missivit. Un'altra differenza nella natura delle funzioni che entrano
in gioco. L'autoregqlazione primariamente connessa alle funzioni del
corpo: al bambino si consente di determinare quando e cosa man
ger entro i limiti delle disponibilit di alimenti ed inoltre di sta
bilire quando e come farsi tenere in braccio entro i limiti del tempo
disponibile alla madre, egli non obbligato a giungere al controllo
dello sfntere sulle funzioni escretorie B.nch non vi sia fisicamente
e psicologicamente pronto, il che avviene mediamente tra i due anni
e mezzo e i tre anni di et. L'autoregolazione accetta un bambino
cos come , un nuovo organismo animale; gli consente di essere quel
lo che : un individuo unico ; non approva la filosofia del "qualsiasi
cosa va bene" .
L'autoregolazione non significa che u n genitore non debba dettare
delle regole o porre dei limiti alle azioni del bambino. Una posizione
di questo genere porterebbe al caos. Il bambino si aspetta guida e
comando dai suoi genitori. Le regole e i limiti sono necessari se si
vuole che il bambino abbia nozione della sua posizione. Ma le regole
non dovrebbero essere rigide e i limiti non dovrebbero essere infles
sibili, poich hanno lo scopo di favorire la sicurezza del bambino
e non di negargli la libert. Soprattutto le regole non possono essere
arbitrarie; devono avere una relazione diretta con il modo in cui vi
vono i genitori: cio essi dovrebbero soggiacere alle stesse regole fon
damentali che impongono ai loro figli. Non dovrebbe poi esserci una
regola per i genitori che -hanno il potere e un'altra per i bambini a
cui manca.
Se i genitori hanno fede nel loro modo di vivere e se questo si
traduce in una vita di fede, le loro regole ed i loro limiti rifletteranno

tale fede. Di qui la domanda: che cos' la fede? Di questo parler


nel prossimo capitolo. A questo punto posso semplicemente dire che
ogni atto basato sulla fede una manifestazione d'amore e che ogni
atto d'amore un'espressione di fede. I bambini si rendono conto di
questi valori importanti e li rispettano, poich sono essenziali . per
la loro crescita emotiva.
Un genitore amoroso non n permissivo n un fanatico della di
sciplina. Pu essere descritto come un genitore comprensivo. Com
prende il bisogno che ha il bambino di amore, di accettazione incon
dizionati. Comprende anche che non si tratta di parole ma di senti
menti espressi nell'azione. Il bambino ha bisogno di intimit fisica
con entrambi i genitori. Ha bisogno di contatto corporeo special
mente durante la prima infanzia: ha bisogno di essere tenuto in brac
cio e di essere coccolato e che si giochi con lui. Questi bisogni dovreb
bero essere soddisfatti primariamente dalla madre, ma anche la parte
che spetta al padre nel compito di fornire il contatto corporeo, sep
pure secondaria, non trascurabile .
Una madre amorosa quella che d qualcosa di se stessa, del pro
prio tempo, della propria attenzione e del proprio interesse. Grazie
al suo amore non rimpiange il tempo impiegato con il suo bambino
n si lamenta delle richieste d'attenzione che questo avanza. Quando
un paziente dice : ''A che serve protendersi verso la mamma? Non
c'era mai" , vuoi dire che la mamma non c'era per lui. La sua attenM
zione e il suo interesse erano altrove. Per sapere quanto amore una
madre prova per il suo bambino, basta sapere quanto tempo passa
con lui e quanto piacere il bambino le d. Il piacere che una madre
prova con il suo bambino esattamente eguale al piacere che il bam
bino prova con la madre. II principio di reciprocit a monte di ogni
genuino rapporto d'amore. L'amore basato su piaceri condivisi. II
piacere di ciascuno aumenta quello delPaltro, sinch il sentimento che
si forma tra amanti di gioia intensa. Ecco come la relazione madre
figlio dovrebbe essere. Questo carattere gioioso manca quando una
madre manipola il bambino per i propri scopi egoistici.
I genitori amorevoli vogliono vedere felici i loro figli. Questa
la loro principale preoccupazione. Vogliono che il loro bambino si
goda la propria vita e cercano di dargli tutti i piaceri che desidera
usando tutta la loro abilit. Questo atteggiamento e il sentimento che
lo accompagna infondono al bambino la fede nella vita: prima di
tutto fede nei suoi genitori, poi in se stesso e infine nel mondo. I
genitori possono far questo per un bambino se essi stessi hanno fede.
Ma sono cosl poche le persone che l'hanno. La nostra cultura ha l'ef.
fetta d'indebolirla. Parliamo d'amore ma veneriamo il potere. Non
abbiamo fede nemmeno nel potere stesso dell'amore.

7
La fede

L'importanza della fede


Qual l'importanza della fede? L'uomo pu vivere senza fede?
Addirittura pu sopravvivere senza di essa? Sono domande che me
ritano seria attenzione, poich la sopravvivenza dell'uomo non esen
te da dubbi n la sua vita senza disperazione. Ma che cos' la fede?
Come tutte le parole, anche il termine " fede" pu essere usato alla
leggera. tanto facile dire: " devi avere fede" . come dire: l'devi
amare " . Eppure basta pensarci un momento per rendersi conto che
n le parole n le affermazioni possono aggiungere queste qualit
essenziali alla vita di una persona.
In numerose occasioni ho detto a dei pazienti che non avevano fede.
Era un'osservazione che facevo d'impulso, generalmente quando la
reazione del paziente allo sforzo terapeutico sembrava irragionevol
mente negativa. Ma, non appena fatta l'osservazione, mi rendevo con
to che non ci credevo neanche io. Che cosa mai volevo dire? Fede
in me? Fede nella mia capacit di aiutare? Fede che l'opera terapeu
tica avrebbe avuto successo? Questo, lo sapevo bene, non avevo il
diritto di aspettarmelo. Allora fede in che cosa? Non trovavo alcuna
risposta . In genere gli psichiatri non pensano in termini religiosi ed
io in particolar modo, ero molto riluttante a farlo. Avrei evitato la
parola se non fosse emersa spontaneamente nel corso dello studio
da me condotto sulla natura della depressione.
Le mie idee sulla depressione si sono formate in anni di lavoro
da me svolto sui pazienti depressi. Il loro scopo principale, natural
mente, quello di risolvere il problema che ha portato le loro vite
ad un punto morto effettivo. Se li si aiuta a riacquistare la capacit
di provare piacere, gravemente ridotta nello stato depressivo, il pro
blema della fede o della sua mancanza sembrava irrilevante. Io dove
vo comprendere, e il paziente doveva riuscire a vedere a fondo nei
conflitti emotivi che bloccavano il flusso dei suoi sentimenti. Il pa-

ziente doveva percepire e scaricare le tensioni muscolari croniche esi


stenti nel suo corpo che ne limitavano la respirazione e la motilit.
Generalmente, un lavoro terapeutico coerente svolto secondo queste
direttrici che fosse andato in profondit e avesse fatto scaturire le
sorgenti emozionali della vita, faceva uscire il paziente dalla depres
sione e, nella maggior parte dei casi, creava anche un baluardo sta
bile contro la comune tendenza alla ricaduta. I miei pazienti guariti
non dicevano mai di aver trovato una fede in base alla quale poter
vivere. Retrospettivamente, tuttavia, era piuttosto chiaro che l'aveva
no trovata davvero.
Pi riflettevo al problema della depressione, e p1U mi convincevo
che la questione della fede era importante ai fini della sua compren
sione. Al principio non avevo un'idea precisa di cosa fosse la fede.
La gente sembra avere tante fedi diverse; eppure, malgrado le diffe
renze, la persona che ha fede non diviene depressa. Finch una per
sona ha una fede vigorosa e attiva, questa la manterr in movimento
verso la vita, un movimento che l'individuo depresso non in grado
di compiere. Fui costretto a giungere alia conclusione che il paziente
depresso una persona senza fede. Il paziente non considera se stes
so in questi termini e io non lo vedo in quella luce. Da psichiatra lo
vedo come un malato il cui funzionamento di essere umano appare
disturbato sul piano psicologico e str quello fisico. Tuttavia, pur
sempre vero che vi una intima connessione tra la sua malattia e il
fatto di aver perso la fede.
L'importanza di questa connessione risulta evidente allorch ci
rendiamo conto che stiamo attualmente assistendo ad una crescente
incidenza della depressione da un lato e acl una corrispondente di
sillusione e perdita di fede dall'altro. Non ritengo necessario docu
mentare la marea montante della patologia depressiva. Ogni psichia
tra o medico o psicologo e ognuno di noi sa quanto sia comune.
Quando ci rendiamo conto che l'angoscia e la depressione fanno parte
di una singola sindrome e quando pensiamo ai medicinali che sooo
cos largamente usati come antidoti di questi stati (tranquillanti, anti
depressivi, sedativi e sonniferi), possiamo farci un'idea della loro ubi
quit. La frenetica corsa al divertimento e la continua richiesta di sti
moli da parte delle masse confermano la validit dl tale osservazione.
Quanto alla disillusione e alla perdita di fede basta parlare con la
gente per rendersi conto di quanto diffuso sia il senso di disincanta
mento nei confronti del mondo contemporaneo. I pi espliciti sono
i giovani. Nei loro scritti, nelle loro proteste e nell'uso che fanno
degli stupefacenti ci dicono quanta poca fede abbiano nel futuro di
questa cultura. Ma anche i meno giovani hanno molte apprensioni.
Vedono un costante deterioramento dei valori morali, un progressivo
' --

indebolimento dei vincoli religiosi e comunitari che legano ciascun


uomo al benessere dell'altro, un declino della spiritualit che accom
pagna l'attribuzione di un'importanza crescente al denaro o alla po
tenza, e si chiedono : ((dove va a finire questo mondo ? " . Un sondag
gio d'opinione mostrerebbe che la maggior parte delle persone pen
sano che quelli attuali sono tempi deprimenti. E bisogna proprio dire
che lo sono.
Sono deprimenti non perch difficili ma perch la nostra fede viene
progressivamente minata. Vi sono stati periodi in cui la gente pas
sata attraverso difficolt ancora maggiori senza diventare depressa. I
pellegrini che sbarcarono sulle rive desolate del New England pi di
tre secoli or sono si trovarono di fronte a difficolt molto maggiori
di quelle che abbiamo noi, ma non furono preda della depressione.
Se dite: "la fede li sostenne", avete capito quello che voglio dire.
I pionieri che attraversavano il Nord America nelle carovane, non
divenivano depressi. Gli Ebrei che combatterono e sopravvissero nei
ghetti dell'Europa orientale avevano una fede che li sosteneva anche
durante i (pogrom' e le persecuzioni. I Greci sotto il dominio dei
Turchi erano oppressi ma non depressi. Nemmeno loro avevano perso
la fede nel futuro.
Quando si verifica una perdita di fede, chi ne vittima sembra
perdere anche il desiderio e l'impulso di protendersi, di estendersi
e di lottare. Sentono come se non ci fosse nulla verso cui protendersi,
nulla per cui lottare. E, come i miei pazienti depressi, in fondo hanno
un atteggiamento che potrebbe essere riassunto nella seguente doman
da: " tanto a che serve ? " . Questa perdita stata sentita da molti
popoli primitivi quando la loro cultura fu minata dalla civilt dei
bianchi. Mentre si indeboliva la loro fede nel proprio modo di vivere,
sembravano arrendersi, ritirarsi in se stessi e, non di rado, diventa
vano dipendenti dall'alcool. L'entusiasmo usciva dalle loro vite, la fiam
ma vitale .;i indeboliva nei loro corpi. Per sopravvivere dovevano tro
vare una nuova fede, e molti lo fecero. In un certo senso fu una
fortuna, pertanto, che i conquistatori portassero con s i loro mis
sionari. Infatti chi restava senza fede era perduto.
Credo che facciano poca differenza gli dei che vengono adorati e le
rela.tive credenze, purch la fede sia profonda. La forza sostenitrice
di una fede non sta nei suoi contenuti bens nella natura della fede
stessa. Ci pu essere chiarito da alcuni semplici esempi.
C' un gioco che fanno comunemente i padri con i bambini picw
coli e che riguarda il problema della fede o della fiducia. Il bam
bino piccolo viene messo dal padre su un alto piedistallo e poi in
vitato a saltare tra le sue braccia tese. Il bambino salta e viene preso
al volo, quindi manda dei gridolini di gioia e chiede di ripetere il

gioco. Se il gioco si prolunga abbastanza diventa un po' meno emo


zionante per il bambino che allora sa che ci sar il padre a prenderlo
al volo. Ma al principio non vi certezza e il bambino si butta con
un atto di fede. C' ovviamente un momento di panico quando ab
bandona la situazione di sicurezza in cui si trova e si sente cadere.
La paura di cadere rappresenta una delle angosce pi profonde del
l'umanit. Ma il panico momentaneo, perch il bambino. presto si
sente sano e salvo tra le braccia del genitore. La liberazione dal pa
nico una sensazione di gioia. anche una conferma che la propria
fede giustificata, e ci rafforza il senso di fede. Immaginate le cata
strofiche conseguenze che si verificherebbero per il bambino se il pa
dre deliberatamente lo lasciasse cadere e farsi male!
Un gioco simile viene fatto in gruppi di incontro, e in quella sede
ha l'evidente scopo di insegnare a ciascuna persona a fidarsi degli
altri. A ciascun partecipante si chiede, a turno, di chiudere gli occhi
e di lasciarsi cadere indietro nella certezza che la persona dietro di
lui lo sorregger al momento della caduta. E cosl, avviene natural
me!nte, e molte persone si sentono rassicurate da tale esperienza. Ho,
per, i miei dubbi che questo gioco abbia un valore reale al fine di
promuovere la fede di una persona. I partecipanti sanno che saranno
sostenuti, poich la regola del gioco che nessuno dev'essere lasciato
cadere. I n questo esercizio la conoscenza precede l'avvenimento e cosl
toglie all'esercizio molto del suo valore di test della fede. Si impara
ad aver fede non nella sincerit delle altre persone ma nella regola
del gioco. Seguire le regole un modo abbastanza sicuro per evitare
di farsi del male; non , per, la via che conduce al piacere o alla
fede nella vita.
Gli psichiatri troverebbero pi facile accettare una parola come
fiducia" per descrivere la relazione di una persona nei confronti di
un'altra in questi giochi anzich la parola " fede " . Anche se le due
parole sono spesso usate come sinonimi intercambiabili, la parola
ufede" ha un'implicazione religiosa che non si collega al concetto di
fiducia. Per lo psichiatra medio questa implicazione religiosa sembra
introdurre un fattore mistico che non pu essere studiato o control
lato con mezzi obiettivi o spiegato con principi razionali, scientifici.
La riluttanza degli psichiatri a impiegare il termine pertanto com
prensibile. Ma questa riluttanza, che tanto evidente in Freud ed in
altri autori di psicanalisi, non dovrebbe impedirci di esaminare il ruolo
che la fede svolge nella vita degli uomini.
Se cerchiamo di comprendere la condizione umana dal punto di
vista dei concetti obiettivi, scientifici, trascuriamo un intero settore
dell'esperienza umana che, per il suo significato soggettivo, influenza
profondamente il comportamento umano. Il rapporto ua un uomo e

l'altro, tra l'uomo e il suo ambiente e tra l'uomo e l'universo appar4


tiene a questo settore. La religione si formata per il bisogno che
provava l'uomo di comprendere queste relazioni che non possiamo
permetterei di ignorare solo perch recano con s una connotazione
a; tipo religioso. Non dobbiamo avere paura delle connotazioni reli
giose, se non siamo vincolati ad accettare i principi di una fede reli
giosa specifica. Cercando di comprendere la relazione di un uomo con
se stesso e con il suo mondo non possiamo lasciare da parte il con
cetto della fede.
La fede appartiene a un ordine di esperienza differente da quello
del sapere. pi profonda del sapere, perch spesso lo precede come
base di azione e continuer ad influenzare il comportamento anche
quando il suo contenuto verr smentito dalla conoscenza oggettiva.
La preghiera un buon esempio di quello che voglio dire. Molte per
sone hanno pregato perch finisse rapidamente la guerra in Vietnam
o perch ritornasse sana e salva una persona amata o perch questa
guarisse da una malattia. Ora, l a maggior parte delle persone che pre
gava in questo modo, sapeva che la preghiera non avrebbe avuto
l'efficacia di produrre l'effetto desiderato. Ma pur sapendo questo,
non desistevano perch la preghiera era l'espressione della loro fede.
Sentivano che tale - espressione aveva un effetto positivo e che con
essa riuscivano ad andare avanti meglio. Per pregare non neces
sario credere in una divinit onnipotente. Il potere della preghiera
consiste nella fede della persona che la pronuncia . Si detto che la
fede pu compiere miracoli. Vedremo che ci sono delle buone ragioni
a sostegno di questa credenza.
La preghiera non il solo modo per esprimere la fede. Un atto
d'amore un'espressione di fede, forse la pi sincera che si possa
dare. Nell'atto di amore, una persona apre il proprio cuore ad un'al
tra_ e al mondo. Tale azione, che riempie la persona di una gioia ine
sprimibile, la espone anche ad una ferita profonda. possibile, quin
di, solo se la persona ha fede nell'umanit comune dell'uomo e nella
comune natura di tutti gli esseri viventi. La persona che non ha
fede non pu amare e la persona che non pu amare non ha fede.
In realt, se esaminiamo le condizioni di vita, possiamo vedere che
la fede riguarda quasi tutte le nostre azioni quotidiane. Prendete il
caso di -un agricoltore che coltiva la terra e semina le sementi. Non
ha alcuna certezza che ne verr un raccolto. Spesso un intero semi
nato va petduto. Egli opera sia in base alla fede che alla conoscenza,
e questo vale ancor pi per l'uomo primitivo la cui padronanza del
l 'agricoltura era estremamente limitata. Si pu dire che la sua fede
fosse basata sull'esperienza, sull'esperienza personale, in aggiunta a
quella di altri agricoltori succedutisi nel corso dei secoli. L'esperien-

za un fattore importante; pu aumentare o diminuire la fede. Non


penso, tuttavia, che possa spiegare la natura della fede a meno che
non si pensi che l'esperienza sia qualcosa che trascende resistenza
individuale.
Quando contempliamo la complessit della vita sociale e dell'inter
dipendenza delle persone, dobbiamo arrivare alla conclusione che l'or
dine sociale sarebbe "impossibile senza la fede. Una madre ha fede nel
fatto che il latte le sar consegnato alla porta, un lavoratore ha fede
che il denaro da lui guadagnato servir ad acquistare ci di cui ha
bisogno, un paziente ha fede che un dottore far del suo meglio per
curarlo. E, quando ci non accade, restiamo profondamente colpiti.
Gli esseri umani harn1o vissuto in comunit sociali per millern1i, e da
questa lunga esperienza che riguarda la loro specie hanno ricavato la
fede nella collaborazione. Se verr a mancare questa fede, saremo nel
caos. Malgrado i tempi che corrono la maggior parte delle persone
ha dentro di s la fede che tutto si sistemer. Credo che sia questa
fede nell'ordinato procedere della vita a dare sostegno alle persone
nelle loro attivit quotidiane.
Senza una certa fede che gli sforzi di una persona- saranno com
pensati, verrebbe a mancare la motivazione per proiettarsi al di l di
se stessi. La necessit non un. incentivo sufficiente. I miei pazienti
depressi sono soggetti alla stessa necessit di funzionare a cui sono
soggetti tutti gli altri, ma questa necessit non basta a smuoverli.
Han.'lO rinunciato; difatti hanno perso la loro fede e si sono rasse
gnati a morire.
L'intima connessione tra la perdita della fede e la morte diviene
chiara in situazioni di crisi. In questiorii di vita e di morte la forza
della fede di una persona pu essere il fattore decisivo che le con
sente di sopravvivere mentre un'altra muore. Una prova straordinaria
di fede ci fornita dai campi di concentramento della Germania na
zista. A coloro che ne erano fuori sembrato un miracolo che qual
cuno sia riuscito a sopravvivere a quegli orrori. Eppure molti sono
sopravvissuti e tra questi Viktor Frankl, uno psichiatra austriaco. L'os
servazione dei deportati lo port alla conclusione che gli unici a so
pravvivere furono quelli per cui la vita aveva un significato. Quelli
a cui mancava questa fede si arrendevano e morivano. Mancava loro
la volont di continuare a lottare di fronte alla tortura, alla crudelt,
al tradimento, alle privazioni e alla degradazione.
Quando lessi il libro di Frankl per la prima volta, pensai che la
sua spiegazione fosse insufficiente. Si pu facilmente argomentare che
siano sopravvissuti i pi forti mentre sono morti i pi deboli. Erano
pi forti perch sentivano che la vita aveva un significato per loro o
trovavano che lo aveva perch erano forti? Ritengo ora che sia inutle

discutere su questo punto. Entrambe le posizioni sono valide. Le per


sone forti hanno fede e le persone che hanno fede sono forti. Que
sto binomio non pu essere scisso perch oguno dei due termini
il riflesso dell'altro. La fede di una persona un'espressione della sua
vitalit interiore come essere umano tanto quanto la sua vitalit
misura della sua fede nella vita. Entrambe dipendono dal modo di
operare dei processi biologici all'interno dell'organismo. Antoine de
SaintExupry ha descritto una situazione di crisi analoga in un suo
delizioso libro.'
Il suo aeroplano si era schiantato nel deserto durante un volo not
turno nel quale aveva perso la rotta. Lui e il suo meccanico si erano
sperduti e l'impatto con il suolo aveva distrutto quasi tutti i viveri
e le riserve d'acqua. Tra tutti e due avevano mezza pinta di vino,
una pinta di caff un po' d'uva e due arance. Per tre giorni esplo
rarono il deserto intorno all'aeroplano sperando che qualcuno venisse
a salvarli. Il quarto giorno, 1'sotto la sferza della sete", abbandonarono
l'aeroplano e si misero decisamente in cammino, sapendo che al mas
simo avrebbero potuto durare diciannove ore nel deserto senz'acqua.
Se ne andarono senza speranza e, di fatto, non c'era alcuna ragia
ne di sperare che sarebbero arrivati i soccorsi. Ma nei due giorni se
guenti, malgrado le ustioni provocate dal sole, percorsero centoventi
quattro miglia a piedi. Ci che li sosteneva, disse Saint-Exupry, era
il pensiero che i loro cari, a casa, soffrivano pi di loro. Per la mag
gior parte del tempo erano troppo storditi per sentire qualcosa, ma
una forza proveniente da una sorgente pi profonda di quanto essi
potessero misurare, li faceva procedere fino all'ultimo respiro e sin
ch avevano la forza di muovere ancora il passo. Descriverei questa
sorgente come la fede nella vita. Sinch questa fede persiste, non ci
si arrende. Leggendo la storia di Saint-Exupry, sentivo che questa
fede era una caratteristica di quel! 'uomo. E pervade il suo scritto.
Tanto nei confronti dell'individuo quanto in quelli della societ
la fede la forza che sostiene la vita e la mantiene in movimento
facendola avanzare ed elevarsi. dunque la forza che mette l'uomo
in relazione con il futuro. Quando si ha fede, si pu aver fiducia
nel futuro, anche se in quel momento non sembra promettere che le
aspirazioni, le speranze o i sogni personali diventino realt. Per la
fede, tuttavia, non essenziale essere vincolata ad un futuro perso
naie. La storia piena di esempi di persone che hanno sacrificato il
proprio futuro per dare sostegno alla fede. Ci sono persone che sono
morte piuttosto che abbandonare la fede. Ci pu indicare soltanto
che per esse non valeva la pena di sopravvivere senza la fede.

ANTOINE

DE

SAINT-EXUPRY: Volo

di

notte, Mondadori, Milano,

1965.

Il

potere contro

la

fede.

Come pu sembrare che la fede abbia un valore maggiore della


vita? Questa apparente contraddizione pu essere risolta solo se accet
tiamo l'idea che il problema non quello della vita individuale. Una
persona pu decidere di sacrificare la propria vita per salvare altre
vite o per il bene dell'umanit. Se abbiamo fede, la vita in gene
rale che riteniamo preziosa. Per questo rispetto della vita faremo di
tutto per salvare un'esistenza individuale, comprendendo in tale ca
tegoria anche la vita animale. Se perdiamo il senso che tutq la vita
preziosa, perdiamo la nostra umanit col risultato inevitabile che
l'esistenza di ciascuno di noi si fa vuota e priva di significato.
Eppure in nome della fede (fede religiosa, nazionale o politica) ci
sono persone che hanno mosso guerra ad altri, che hanno distrutto
vite e violentato la natura. Un comportamento cosl singolare richie
de una spiegazione che dobbiamo cercare nella natura stessa della fede.
Il fatto che la fede ha un duplice aspetto: un aspetto conscio e un
altro inconscio. L'aspetto conscio concettualizzato in una serie di
credenze o in un dogma. L'aspetto inconscio un senso di fiducia
o di fede nella vita che sta a monte del dogma, ed infonde in quel
l'immagine vitalit e significato. Inconsapevoli di questa relazione,
molti considerano il dogma alla stregua della sorgente stessa della
loro fede. Si sentono costretti a sostenere il dogma contro qualsiasi
messa in discussione della sua validit.
Tutti i dogmi hanno un carattere limitato, cio si formano in base
all'esperienza storica di un determinato popolo. Essi rappresentano un
tentativo da parte della mente indagatrice dell'uomo di dare un si
gnificato alla propria esperienza e di strutturare contemporaneamente
l'esperienza futura delle persone in armonia con tale significato. Poi
ch lo sviluppo storico di tutti i popoli nella loro evoluzione dallo
stadio animale a quello umano della cultura, a qualsiasi livello essi
appartengano, ha seguito la stessa via (cio l'elaborazione del linguag
gio, l'uso del fuoco per la cottura degli alimenti, l'uso di strumenti
e armi e cos via), anche i loro dogmi, miti e credenze hanno molto
in comune. Vi sono anche molti punti di diversit che riflettono la
storia particolare di un determinato gruppo e del suo stadio di svi
luppo culturale. Purtroppo ogni popolo identifica la propria fede con
il proprio dogma particolare, spesso dando eccessiva_ importanza alle
differenze. Coloro che hanno un dogma diverso sono considerati co
me esseri sprovvisti di una fede autentica e pertanto come esseri su
bumani. Tale modo di vedere pare giustificare l'atteggiamento distrut
tivo che taluni hanno nei confronti di altri.
Ma le differenze nel campo della fede, se possono essere usate co-

me giustificazione e razionalizzazione di guerre e conquiste, non ne


costituiscono a mio avviso il vero motivo. Questo dev'essere cercato
nella lotta per il potere. Poche persone si appoggiano alla fede come
ad esempio fa un animale. Ogni animale selvatico vive nella fede che
il giorno dopo gli porter il necessario per sopravvivere. Si addor
menta Ogni sera senza essere in ansia per il proprio futuro. Natural
mente un animale non sa che il futuro pu portare qualche calamit.
Vive soprattutto nel presente. La sua coscienza non abbraccia il pas
sato o il futuro tranne che in misura molto limitata. E anche la sua
fede non cosciente, in quanto un'espressione della forza vitale.
Noi esseri umani, con la nostra consapevolezza del tempo, della mor
talit, dello stato di malattia e dell'insicurezza, non possiamo basarci
completamente sulla fede per assicurare la nostra sopravvivenza. Noi
dobbiamo fare le provviste per il futuro. Non sono per noi le parole
di Ges Cristo:
i gigli del campo non lavorano eppure io provvedo
loro" Noi chiediamo la sicurezza che riteniamo possa essere trovata
nel potere. Pi potere abbiamo, pi ci sembra di sentirei sicuri.
Chi confida nel po tere ha sempre l'inpressione di non averne abba
stanza per una sicurezza totale. E questo perch la sicurezza totale
non esiste. E li nostro potere sulla natura o sui nostri corpi certa
mente limitato. Hitler cerc di dominare il mondo per mezzo del po
tere e di creare un Terzo Reich che sarebbe durato mille anni. Il
suo sogno and in rovina nel giro di dodici anni. La fiducia nel po
tere come garanzia di sicurezza un'illusione che mina la vera fede
nella vita e conduce inevitabilmente alla distruzione. A parte il fatto
che non si riesce mai ad avere abbastanza potere, c' anche la possi
bilit di perderlo. Al contrario della fede, il potere una forza im
personale e non fa parte dell'essere di una persona. Pu passare ad
un'altra persona o ad un'altra nazione. Siccome il potere concupito,
chi lo possiede oggetto di invidia. Se non altro, non pu riposare
tranquillo e sicuro, perch sa che altri stanno eternamente tramando
per toglierglielo di mano. Cos il potere crea una strana contraddi
zione: mentre sembra fornire un certo grado di sicurezza esterna crea
anche uno stato di insicurezza sia nell'interno dell'individuo, sia nei
suoi rapporti con gli altri.
Se si esamina il corso della storia umana, evidente che la linea
di sviluppo di un popolo o di una nazione va dalla fede al potere e
al declino. Prendete ad esempio il caso degli antichi Ebrei. Allorch
lasciarono l'Egitto erano un popolo povero e senza potere, ma ricco
di fede . Questa fede diede loro una forza che li sostenne durante le
migrazioni e le lotte con le triblt che incontravano nel deserto. Vo
levano il potere e la gloria di essere una nazione e la fede li mise
in grado di ottenere entrambi. Dopo che si furono stabiliti in Palecc

stina, la loro fu una storia di conflitti tra gli appelli della fede e la
bramosia del potere. Man mano che il potere aumentava, la fede su
biva una lenta erosione. Questionarono tra di loro e con i loro vicini
pi o meno potenti. Questi vicini erano egualmente assetati di po
tere. Era inevitabile, pertanto, che prima o poi fossero sopraffati da
un nuovo potere in ascesa basato su una fede pi giovane e pi forte.
La fine sorprendente della storia ebraica che, quando gli Ebrei
tornarono ad essere senza potere e furono dispersi sulla faccia della
terra, la loro fede prese rinnovato vigore e li sostenne ancora di fron
te a tutte le avversit per i successivi duemila anni.
La storia delle pi antiche popolazioni della Grecia non diversa.
Le citt-stato si svilupparono mosse dalla fede che i Greci avevano
in se stessi e nel loro destino: una fede chiaramente riflessa nella
loro mitologia e nelle leggende americhe. Crescendo, acquistarono un
potere che consenti loro di crescere ancor pi. Ma l dove la fede
unisce, il potere divide. La lotta per il potere tra le grandi citt di
Atene e Sparla, che segn la guerra del Peloponneso durata oltre
quaranta anni, distrusse una fede che aveva precedentemente uniti i
Greci tra di loro in una reciproca assistenza. Il loro destino fu simile
a quello di altri poteri; essere rovesciati da un popolo pi giovane:
pi giovane in quanto dotato d'una fede che non era stata contami
nata da un lungo esercizio del potere.
Arnold Toynbee ha compiuto sul tema della nascita e della deca
denza delle civilt uno studio complessivo che tiene nel debito conto
le complesse forze in azione in quest grandi avventure dello spirito
umano. Leggendo Toynbee si continuamente colpiti dall'accento che
egli pone sul ruolo svolto dai fattori spirituali nella crescita e nel de
clino delle civilt. In un riassunto a cura di D.C. Somervell, si pos
sono trovare le seguenti affermazioni : "hanno perso la fede nelle tra
dizioni della propria civilt". E, parlando della nostra civilt, So
mervell dice: "il declino non di natura tecnica bens spirituale " .
Contemporaneamente si sente l'implicito riconoscimento da parte di
Toynbee che il potere contribuisce a far perdere a un popolo il po
tenziale creativo. Questa interpretazione si basa sulla seguente cita
zione: " abbiamo visto, infatti, che, quando nella storia di qualsiasi
societ una minoranza creativa degenera in una minoranza dominante
che tenta di mantenere con la forza LJ-na posizione non pi meritata,
questo cambiamento di carattere nll'elemento che governa provoca,
d'altro canto, la secessione di un proletariato che non ammira n imi
ta pi i suoi governanti e si rivolta contro il servaggio a cui sot
toposto" .
Chiaramente Toynbee consapevole che la storia non pu essere
completamente separata dallo studio degli . esseri umani le cui vicende

si passano in rassegna. la natura umana che determina la storia e


non il contrario. Se vero che un orgoglio arrogante apre la strada
alla caduta di un individuo, analogamente vero, come Toynbee mette
in rilievo, che l'idolatria di s in un popolo una delle cause del
suo generale crollo spirituale. In termini psicologici significa che un
ego gonfiato, personale o nazionale che sia, apre la strada al crollo
della struttura sociale come della personalit individuale e pu esser
ne considerato responsabile. Si possono considerare gli esseri umani
dal punto di vista della loro storia di popoli, oppure si pu guardare
alla storia dal punto di vista della psicologia individuale.
Nel mio libro precedente ho mostrato che la corsa al potere limita
l'esperienza del piacere, che " fornisce l'energia e la motivazione per
il processo creativo". II potere espande l'ego poich aumenta il senso
del controllo, che ne costituisce una funzione normale. Ma negli
individui pi deboli il senso del potere pu facilmente gonfiare troppo
l'ego, producendo una dissociazione di questo dai valori spirituali im
pliciti nel corpo. Fra questi sono il senso di unit con un altro essere
umano e con la natura, il piacere della capacit di risposta spontanea,
che la base d'ogni attivit creativa, e la fede in se stessi e nella vita.
Poich tali valori sono impliciti nel processo vitale, essi appartengono
alla sfera del corpo e non a quella dell'ego. Vi un'antitesi tra questi
valori e qelli che appartengono alle funzioni dell'ego i cui valori sono
l 'individualit, il controllo e i l sapere. Per mezzo del sapere acqui
stiamO un maggiore controllo e diventiamo pi individuali. Ma allor
ch questi valori si alleano con il potere e dominano la personalit,
essi vengono dissociati dai valori spirituali del corpo. Ci trasforma
quella che era una sana posizione dell'ego in una posjzione patologica.
L'antitesi tra i valori dell'ego e i valori del corpo non deve per
necessit diventare un antagonismo che culmini nella scissione della
personalit. In virt della loro relazione polare, le due serie di valori
possono stimolare ed arricchire la personalit. Cos l'uomo che vera
mente un individuo pu essere acutamente consapevole della fratel
lanza che lo lega agli altri esseri umani e della sua dipendenza dalla
natura e dall'universo. Il suo controllo rifletter la sua padronanza
di s. lui a possedere l'autocontrollo, e non il controllo che lo
possiede come avviene nell'individuo controllato in modo nevrotico.
E la sua sapienza serve a rafforL:: are la sua fede nella vita, non a mi
narla o a negarla.
All'individuo autentico, in contatto con il proprio corpo e sicuro
nella propria fede, pu essere affidato il potere. Non gli dar alla
testa perch non ha un ruolo importante nella sua vita personale. Pu
prenderlo o Iasciarlo. Lo user ma non ne abuser. D'altro canto, la
persona che crede nel potere e conta su di esso, diventer un dema

gogo o un semidio che pu agire solo in maniera distruttiva e non


creativa.
Oggi il mondo in condizioni pericolose e disperate perch abbia
mo troppo potere e troppa poca fede. Una situazione come questa
pu avere due soli possibili risultati. Molti diverranno depressi per
ch si sentono impotenti a realizzare i propri sogni. Altri diverranno
dei ribelli e dei rivoluzionari cercando, per mezzo della violenza, di
ottenere pi potere per rimediare a quelle che considerano ingiustizie
sociali. La violenza , nel loro caso, un antidoto alle loro tendenze
depressive. Diverrebbero depressi se evitassero la via della violenza.
Violenza e depressione sono due reazioni al senso di impotenza. Una
terza il ricorso agli stupefacenti c all'alcol. Anche il drogato vuol
reagire contro il senso di impotenza per mezzo del loro effetto nar
cotico o allucinatorio. Nessuno di questi sistemi, per funziona. La
nostra sola salvezza sta nella fede.

La psicologia della fede


L'uomo stato definito un animale che crea la storia. Ci significa
che l'uomo conscio del suo passato .e interessato al suo futuro. Sa
di es,.,ere mortale (nessun altro animale porta questo peso), ma sa anche
che le proprie radici personali affondano nel retaggio del suo popolo.
anche legato al futuro, che la sua immortalit, per mezzo della
conoscenza che attraverso di lui questo retaggio continuer ad essere
trasmesso. Nessun uomo pu vivere solo. L'essere umano deve sen
tire che qualsiasi cosa egli faccia, per quanto piccola essa sia, contri
buisce in qualche misura al futuro del suo popolo.
Tutti gli studi sui popoli primitivi mostrano che essi sono estre
mamente consapevoli di essere anelli della grande catena della vita
tribale. Le conoscenze e le abilit della trib, che sono strumento di
sopravvivenza, e le sue tradizioni ed i suoi miti, che ne determinano
la posizione nello schema generale delle cose, vengono trasmessi so
lennemente di generazione in generazione. Ogni membro un ponte
vivente che unisce il passato con il futuro. Finch entrambi gli anco
raggi sono sicuri, la vita scorre con naturalezza attraverso e sopra il
ponte, dando ad ogni individuo una fede che attribuisce un signifi
cato alla sua esistenza. Quando i nessi vitali di n popolo c'an il pas
sato e con il futuro vengono tagliati , quel popolo perde la fede, la
fede in se stesso e nel proprio destino. Abbiamo visto che i primi
tivi diventano depressi quando si distrugge la loro cultura. Come ogni
altra persona depressa il primitivo pu allora darsi al bere o perdere
l'interesse e il desiderio di tirare avanti.

Molti aspetti della nostra cultura attuale suggeriscono un parallelo


con questo fenomeno. Le tradizioni e i costumi in base ai quali l'uomo
occidentale ha vissuto per secoli stanno perdendo la loro influenza.
In quasi tutti i campi si stanno producendo cambiamenti che fanno
apparire il passato privo di importanza. Nessuno pu vivere oggi co
me vivvano i nostri nonni. materialmente impossibile date, ad esem
pio, le agevolazioni e le comodit offerte dalle automobili e dai viaggi
in aereo. Ma il cambiamento ha influenzato anche le relazioni umane.
V' un allentamento dei legami familiari e vi una morale sessuale
radicalmente nuova. Persino i modi con cui ci si guadagna la vita sono
diversi; ad esempio, c' stato un calo nel numero delle persone im
piegate direttamente nell'agricoltura, mentre il numero degli addetti
ai servizi superiore a quello dei lavoratori dell'industria manifat
turiera, e inoltre si sono sviluppate nuove attivit professionali come
l'assistenza sociale, l'assistenza psicologica e la programmazione dei cal
colatori elettronici. I problemi che sorgono per le nuove generazioni
sono diversi da quelli che si sono presentati ai nostri antenati e cosl
la saggezza del passato raccolta diligentemente in anni e anni di lotta
sembra non avere O non ha alcuna possibilit di applicazione.
E che dire del futuro? Ovviamente, in un mondo nel quale i cam
biamenti sono all'ordine del giorno, il futuro pi incerto che ma.
Gli scienziati mettono persino in forse la sopravvivenza dell'uomo.
Ren Dubos del Rockefeller Institute ritiene che forse non ci vor
ranno molto pi di cent'anni perch la specie umana si estingua.
E questo a parte i pericoli di una guerra nucleare dalla quale proviene
la minaccia che la terra divenga inabitabile ancor prima.
La cosa sorprendente in una situazione del gnere che le persone
depresse non siano pi numerose. Una delle ragioni sta nel fatto che
molti, specialmente i pi anziani, hanno una forte fede personale de
rivante dalle esperienze individuali con la madre e la famiglia. Altri
sono sostenuti da un ottimismo basato sulla fiducia nella potenza e
nella capacit tecnologica della scciet moderna. Sembrerebbe logico
pensare che se possiamo mandare un uomo sulla luna, possiamo fat
tutto. Gli avvenimenti futuri determineranno se tale ottimismo sia
pi o meno giustificato. Ho sottolineato che una fiducia riposta nel
potere non l'equivalente di una fede nella vita. Il pericolo, nella
presente situazione, che perdiamo la fede.
Lo stesso processo che ha gettato lo scompiglio nella nostra cul
tura ed ha corroso ogni fede del passato, ha dato all'uomo moderno
una nuova visione di se stesso. E questa l'idea della propria anni
potenza. Fino al ventesimo secolo, l'uomo s'era sempre sentito sog
getto ad un potere superiore, che si trattasse di un Dio unico o di
molti dei. Non aveva mai avuto l'audacia o i mezzi per sfidare l'auto-

rit superiore d'una Provvidenza divina. La situazione sta cambiando


o cambiata per molti. Che Dio sia morto o no, non questo il pro
blema in discussione; sta di fatto che morto nel pensiero moderno.
L'uomo moderno non riconosce pi un'autorit Suprema. Crede che
la natura sia governata da leggi fisiche e che, riuscendo a decifrare
tali leggi, la si possa controllare. una visione audace e la scienza
sembra fornire all'uomo i mezzi per realizzarla. Questa visione non
limitata agli scienziati che lavorano nei laboratori. I mezzi di comu
nicazione di massa la forniscono al pubblico con le notizie di tutti i
passi avanti compiuti nella ricerca scientifica. E in molte menti s'
insinuato il pensiero che siamo sulla strada che conduce all'elimina
zione della vecchiaia e della morte.
Si pu dire, allora, che l'uomo abbia guadagnato una nuova fede,
la fede nella scienza o nella capacit da parte della mente razionale
e inquisitrice di svelare tutti i misteri, di superare tutti gli ostacoli?
Il fatto che molti credono veramente nella scienza e in tale possi
bilit. Ma credere non vuoi dire aver fede; una credenza o convin
zione soggetta a verifiche, la fede non ha bisogno d'essere confor
tata da verifiche. Una convinzione il prodotto d'una mente cosciente,
la fede sincera un fatto di cuore. Si pu discutere sulle credenze
deli 'uomo, ma non si pu discutere sulla fede. Le credenze possono
costituire il contenuto della fede, ma non ne costituiscono l'essenza.
Uno pu aver fede contro qualsiasi credo e questa fede lo sosterr
nei suoi periodi di crisi.
Un altro aspetto -della nostra cultura in fase di mutamenti costi
tuito dall'individualizzazione e dall'isolamento crescenti dell'uomo me
dio. -L'individualizzazione e l'isolamento non sono la stessa cosa ma
hanno proceduto lungo vie parallele. L'uomo nell'acquistare una sem
pre maggiore coscienza di s come di un essere unico, ha reciso i le
gami che lo uniscono alla propria comunit. L'uomo stato in grado
di farlo poich disponeva di maggior potere; potere di spostarsi pi
liberamente, di comunicare a distanze maggiori, di procurarsi servizi
o di acquistare cose necessarie e cos via. Rimane sempre altrettanto
dipendente dalla sua comunit quanto lo era l'uomo primitivo, ma
non sente la propria dipendenza. Non si considera parte di un ordine
pi ampio dal quale dipende la sua sopravvivenza. Sa che la comunit
c', ma la considera solo come una matrice per la propria realizzazione
personale. Ci si insegna a non distruggere la gallina che f8. le uova
d'oro, ma ci si dice che le uova d'oro sono 11 per essere prese. In una
societ che incoraggia la tendenza al "ciascuno per s" il senso della
comunit non esiste come forza trainante.
Se ciascun individuo un mondo a s, ognuno ha il diritto di rite
nersi un dio nell'ambito del suo mondo personale. Dunque nessuno
__

potr dirgli cosa deve pensare o credere. Ma questi mondi personali


hanno contatti molto scarsi tra di loro. Comunicano formalit e cose
da poco, non veri sentimenti. Come pulcini usciti dall'incubatrice, le
persone vivono ciascuna dentro al proprio guscio, soggette a pericoli
comuni e condividendo interessi simili, ma senza essere in relazione
tra di loro. Non vi iiblamooto pii1 grande di quello prodotto da
una societ di massa con il suo affidarsi alla tecnologia.
Le condizioni della vita moderna creano una cultura, una societ
e l'individuo di massa.2 Le persone in una societ di massa sono come
fagioli in un sacco; contano soltanto come quantit. E, bench ogni
persona in una societ di tal genere sia differente da qualsiasi altra
persona, (come accade a ciascun fagiolo in un sacco), essa non un
individuo autentico, perch non ha voce nel proprio destino e non
pu prendersi la responsabilit della propria sorte. Dal momento della
nascita in un ospedale di massa la vita di un individuo sottoposta
al trattamento di un sistema articolato nelle Strutture dell'istruzione
di massa, delle comunicazioni di massa, dei viaggi di massa, e cosi via.
I meccanici di questo sistema non lasciano spazio all'esercizio del
gusto o del giudizio personali . Persino la scelta dei beni di consumo
prodotti in serie che noi compriamo condizionata dalla pubblicit
di massa.
L'individualit una funzione dell'autoespressione; cio dipende
dalla capacit di rispondere liberamente e completamente alle solleci
tazioni della vita. Tra gli esseri umani l'autoespressione non avviene
nel vuoto. Ogni atto di autoespressione mira a creare un'impressione
e a suscitare una risposta. Ma la capacit autentica di risposta e la
vera responsabilit personale non hanno posto nella sodet di massa.
Un neonato che piange nel nido di un ospedale non riceve risposta
dalla madre che isolata in un'altra stanza. Uno studente che si di
batte con un programma di studi per lui personalmente privo di si
gnificato, riceve poca soddisfaziOne dai sistemi educativi. Ai sistemi
manca la capacit di corrispondere ai bisogni degli esseri umani ed
questa mancanza di rispondenza che costringe le persone ad impe
gnarsi nelle proteste di massa. Ogni raduno o dimostrazione di massa,
quale che ne sia l'obiettivo dichiarato, in realt una protesta contro
le condizioni della vita di massa. la sola forma di espressione aperta
ad un individuo di massa in una societ di massa.
Un'individualit autentica pu esistere solo in una comunit in cui
ogni membro sia responsabile del benessere del gruppo e in cui il
gruppo risponda ai bisogni di ciascun membro. In una comunit, l'in2 Ho messo a contrasto l'individuo di massa con il vero individuo nel mio pre
cedente libro, Pleasure: A Creative Approach to Life.

dividualit di un uomo determinata dal valore personale che egli


riveste per il gruppo. In una societ di massa determinata dal po
tere della sua posizione. L'individualit vera dunque, la misura della
partecipazione di ognuno, non il riflesso del proprio isolamento. In
una societ di massa solo il sistema importante perch qualsiasi per
sona pu essere sostituita da un'altra. E l'individuo di massa, sia che
si trovi alla base, sia che si trovi al vertice del mucchio, ha impor
tanza solo per se stesso. Un tale sistema costringe gli esseri umani
a diventare degli egoisti i cui massimi sforzi sono volti principalmente
ad ottenere un riconoscimento.
Ho detto che attraverso la fede il passato si collega al futuro. Per
mezzo della fede l'individuo collegato alla comunit. Le comunit
sono state formate da persone delia stessa fede e si sono disintegrate
quando tale fede andata perduta. Potete immaginare un gruppo di
egoisti che cerchino di costituire una comunit, e in cui ogni persona
sia interessata unicamente alla propria importanza e alla propria im
magine? Nessuna comunit stata mai fondata sul principio che la
sua sola funzione fosse quella di favorire il benessere dell'individuo.
La forza che lega le persone insieme non pu essere un interesse egoi
stico. Per essere efficace, dev'essere una forza che trascende la perso
nalit o almeno quell'aspetto ristretto, della personalit che viene
detto ego.
Il potere di attrazione di ogni religione il senso di comunit che
essa genera. Una persona religiosa si sente parte di una comunit
umana, sente di appartenere alla comunit della natura, e di parte
cipare alla comunit di DiO e dell'universo. Ed ogni persona che sente
in questo modo una persona religiosa, sia che faccia parte o no
di un gruppo religioso. La forza di ogni religione sta nella misura
in cui favorisce nei propri aderenti il senso di rispondenza e di re
sponsabilit. Tutte le religioni hanno messo in rilievo questo fattore
personale nel rapporto che l'uomo ha con gli altri, con la natura e
con Dio. La conseguenza che ne vengono ad un tempo favoriti lo
spirito di comunit e il senso dell'individualit. Per la stessa ragione
ogni individuo che ha il senso della propria rispondenza e responsa
bilit personale pu essere definito religioso.
Le istituzioni religiose perdono la loro efficacia allorch non sod
disfatto i bisogni di appartenenza e di autoespressione dell'uomo. In
situazioni del genere si formeranno- nuovi sistemi di pensiero miranti
a soddisfare questi bisogni. Potranno non essere chiamati religioni,
ma avranno un sapore religioso per coloro che vi ritrovano un senso
di comunit, di rispondenza e di responsabilit. Per molti l'esperienza
di gruppo compiuta in terapia, specialmente nell'analisi bioenerge
tica, che promuove i valori spirituali del corpo, soddisfa questi bi-

sogni. Ad un recente seminario di formazione professionale in analisi


bioenergetica, un partecipante disse di ritenere che la terapia fosse
la religione del futuro. Ci che voleva dire era che la terapia e la
religione hanno in comune lo scopo di dare alla persona il senso di
appartenenza e di identit, la capacit di esprimersi, e la fede nella
vita.
L'egoismo e la fede sono diametralmente opposti. Un egoista si
preoccupa solo della propria immagine; un uomo di fede si interessa
alla vita. Un egoista orientato verso la conquista del potere, perch,
pi potere ha e pi grande l'immagine di s che pu ricavarne.
Un uomo di fede orientato al godimento della vita e il piacere che
riceve dal fatto di vivete da lui condiviso con coloro che gli stanno
intorno. L'egoismo un credo nella magia dell'immagine e special
mente in quella della parola. Per un egoista l'immagine tutto, la
sua unica realt. Crede fermamente nel potere della mente conscia e
identifica la propria esistenza con i procedimenti di questa. La fede
vera un impegno alla vita dello spirito: dello spirito che risiede
nel corpo di una persona e si manifesta nei suoi sentimenti e si espri
me nei movimenti del corpo.
Pochi possono essere definiti degli egoisti totali, ma nella nostra
societ sono pi le persone che stanno dalla parte dell'ego di quelle
che stanno dalla parte della fede. La nostra cultura, la nostra educa
zione e le nostre istituzioni sociali favoriscono la posizione dell'ego.
La nota dominante della maggior parte dei messaggi pubblicitari
un appello all'ego. L'istituzione favorisce la posizione dell'ego con la
grande importanza, a mio parere esagerata, che attribuisce al pensiero
astratto. Il pensiero astratto tende a dissociare l'individuo dal suo
ambiente umano e naturale. Ha, naturalmente, dato all'uomo l'im
menso potere di cui dispone, ma lo ha fatto a spese della fede. I pe
ricoli che ci stanno di fronte in questo insidioso calo della nostra
fede, hanno un duplice aspetto: per l'individuo si pone la minaccia
della depressione; per la societ v ' il rischio della disintegrazione
di quelle forze spirituali e comunitarie che colmano le istituzioni so
ciali di significato c di importanza per la vita umana. Sono ambedue
pericoli reali che coesistono nel nostro tempo e probabilmente la si
tuazione peggiorer.
Non possiamo legiferare in fatto di fede, non la possiamo fabbri
care, n insegnare. Gli ordini e le leggi che si appoggiano al potere
poliziesco dello stato possono costnngere la gente a sottomettersi ai
dogmi, ma ogni sottomissione alimenta i focolai interiori della ribel
lione che inevitabilmente erutteranno in un cataclisma. Che non si
possa fabbricare la fede, non richiede alcun commento poich nes
suno si aspetta che la fede venga prodotta da una macchina. L'affer-

mazione da me fatta che la fede non pu essere insegnata pu scan


dalizzare. Sembra che noi crediamo fermamente nel potere dell'istru
zione. Ma l'istrzione non stata pensata per raggiungere i cuori
delle persone. L'istruzione mira a istruire la mente, cosl potr alte
rare le credenze o convinzioni di una persona senza in alcun modo
influire sulla sua fede.
Credenza e fede, bench diverse tra loro, possono essere messe
in relazione l'una all'altra e spesso lo sono. Nonostante che le con
vinzioni siano il prodotto del pensiero di una persona e la fede sia
un sentimento assai simile all'amore, testa e cuore non devono neces
sariamente essere scissi. Ci che uno pensa pu riflettere diretta
mente ci che sente, ma non necessariamente cos. Possiamo essere
obiettivi nel nostro pensiero dissociandolo deliberatamente da ci che
sentiamo. Analogamente, le nostre convinzioni possono esprimere la
nostra fede, ma questo non avviene di necessit. Un uomo che pro
clami il proprio credo nell'esistenza di Dio pu avre poca fede, e
ci, ad esempio, pu essere testimoniato dal fatto che si deprime.
D'altro canto un ateo pu essere un uomo dotato di fede grandissi
ma. Pu non credere in un sovrumano Dio del destino, ma la sua
fede sar legata all'identificazione di s con il prossimo e con la vita
e all'amore per essi. Le persone di fede possono avere convinzioni di
verse e le persone con convinzioni simili possono variare sensibil
mente nella fede. Fin troppo spesso le credenze ve'ngono inculcate
con un procedimento educativo che erroneamente presume di inse
gnare la fede. Tuttavia, quando una credenza parte da un'esperienza
personale non influenzata da alcun dogma,. essa viene ad investire
la fede personale. L'effetto dell'esperienza sulla fede pu essere posi
tivo o negativo. Sar -positivo se aprir il cuore e negativo se lo
chiuder.

La crescita della fede


La fede sorge e si sviluppa partendo dalle esperienze personali
positive di una persona. Ogniqualvolta si amati, si accresce la pro
pria fede purch si risponda all'amore. Questo c1 che ho imparato
dai miei pazienti depressi la cui storia personale mostrava carenze
affettive, specialmente durante l'infanzia. I\1olti credevano di essere
stati amati, ma tali convinzioni erano state spesso inculcate nel bam
bino e non trovavano riscontro nei loro sentimenti. Una credenza ba
sata sul sentimento ha il carattere della fede autentica.
Ho descritto prima la fede come un ponte che collega il passato
con il futuro. Per ogni individuo il passato rappresenta i suoi ascen-

denti e il futuro rappresenta i figli e i figli dei figli. il ponte attra


verso il quale la vita scorre dagli antenati ai discendenti in modo
ordinato. Questa analogia mi ricorda gli stoloni delle piante di fra
gole. Quando una pianta di fragole matura, emette gli stoloni che
in determinati punti sul terreno si radicano nella terra per dar luogo
a nuove piante. In effetti si sviluppano nuove foglie prima che il radi
camento si sia consolidato. La pianta figlia viene nutrita da quella
madre attraverso lo stolone finch la pianticella si consolidata. Do
podich, lo stolone si dissecca come un cordone ombelicale.
La fede ha inizio nel processo di concezione. Una scintilla del padte
accende il fuoco della vita in un uovo che successivamente nutrito
dal sangue della madre. Se pensiamo per metafore, possiamo dire
che la fiamma della vita passata da una generazione all'altra con la
speranza (conscia negli uomini) che sia eterna e si sviluppi sempre
pi luminosa ad ogni passaggio successivo. Quando la fiamma brucia
vivida in un organismo, irradia una sensazione di gioia.
Ma la vita non un fuoco qualsiasi, che deve essere alimentato
dal di fuori per ma11tenere la propria fiamma. un fuoco che si ali
menta da s, una volta che stato installato saldamente: un fuoco
conscio della propria esistenza, fiero della luce che irradia e, in ma
niera quanto mai misteriosa, desideroso e capace di cercare di rinno
varsi. La fede un aspetto di questa fiamma vitale che mantiene caldo
e vivo lo spirito dell'uomo contro i venti freddi delle avversit che
ne minacciano l'esistenza. L'amore un altro aspetto di questa stessa
fiamma. Il suo calore ci avvicina alla gente, mentre una persona fredda
o una persona con un cuore freddo un misantropo.
Tutti gli animali di sangue caldo hanno bisogno delle cure e della
protezione dei loro genitori in modo che il fuoco ancora incerto della
giovane vita possa ardere vigoroso e caldo nei loro giovani corpi.
Questa non una semplice metafora. Un neonato ha bisogno del ca
lore e della vicinanza del corpo della madre che stimoli e approfon
disca i suoi movimenti respiratori. Nei piccoli che sono privi di que
sto contatto la respirazione tende a farsi superficiale e irregolare. Una
buona respirazione fornisce una robusta ventilazione per il fuoco ed
assicura un adeguato rifornimento d'ossigeno per i processi metabo
lici di combustione.
Biolgicamente la fede di un bambino accesa e nutrita dall'amore
e dalla devozione dei suoi genitori. Questa devozione amorevole con
ferma la sensazione del bambino che il mondo sia un posto in cui gli
uomini possono vivere con gioia e soddisfazione. n bambino, man
mano che la sua coscienza in via di sviluppo si espande, ricambia la
devozione dei genitori con la propria devozione ai modi di vivere e
ai valori che essi rappresentano. Quindi, quando tempo, il bambino

diventato adulto trasmetter questa devozione ai propri figli, instil


lando in loro riverenza per il passato e speranza nel futuro.
La reciprocit dell'amore richiede una riverenza per il passato che
equilibri l'interesse volto al futuro. Non possiamo !imitarci a guar
dare davanti a noi ma dobbiamo anche volgerei a guardare indietro,
alla nostra origine. Ogni organismo comincia la sua esistenza indivi
duale ripercorrendo le tappe evolutive che hanno portato la sua specie
all'esistenza. Questo il significato della frase u l'ontogenesi ricapi
tola la filogenesi " . Cosl la devozione dei genitori verso i bambini trova
la sua corrispondenza naturale nel rispetto filiale. L'interesse di una
comunit al benessere dei suoi membri pi giovani viene normal
mente contraccambiato con il rispetto dei giovani per i loro ascen
denti. Questa la legge fondamentale della vita tribale senza la quale
una vera vita comunitaria diviene impossibile. In tali comunit spetta
ai vecchi saggi il ruolo guida. Esther Warner scrive: " uno degli aspetti
pi desiderabili della vita tribale costituito dal fatto che i pi an
ziani non sono trascurati. Sono le persone riverite e ricercate in ogni
citt" .3 Nel loro rispetto per i vecchi i giovani di una trib onorano
la fonte della loro esistenza e in questo modo affermano la loro fede
e confermano la loro identit.
Sono certo che a questo punto molti genitori metteranno in discus
sione la mia ipotesi. Non stiamo forse assistendo ad una situazione
nella quale i bambini respingono coscientemente i valori dei genitori
malgrado l'amore e la devozione loro riservati? Direi piuttosto che
l'attuale situazione venuta a crearsi perch i genitori hanno mancato
di trasmettere ai loro figli una fede che servisse da sostegno. Ho co
nosciuto genitori che erano pi attaccati al loro modo di vivere che
ai loro figli. Ma la ragione fondamentale per questo insuccesso che
i genitori stessi mancavano di fede. Senza fede, il loro amore era una
immagine, non una realt, un'affermazione fatta a parole, non una
espressione del sentimento.
La fede una caratteristica dell'essere: dell'essere in contatto con
se stesso, con la vita e con l'universo. un senso di appartenenza alla
propria comunit, al proprio paese e alla terra. Soprattutto il senso
di avere grounding' nel proprio corpo, nella propria umanit e nella
propria natura animale. Pu essere tutte queste cose insieme perch
una manifestazione della vita, un'espressione della forza vitale che
unisce tutti gli esseri. un fenomeno biologico e non una creazione
psichica.
Nel suo nuovo libro, Touching (Toccare), Ashley Montagu svilup
pa la tesi che il contatto di pelle di tipo piacevole tra madre e bam3

ESTHER WARNER: The Crossing Fee. Boston, Houghton Mifflin Co., 1968.

bino essenziale per lo sviluppo della personalit del bambino. n


contatto corporeo riaflerma la presenza tangibile della madre. Offre
la sicurezza sulla quale il bambino pu costruire una relazione stabile
di tipo oggettivo. La tangibilit della madre che il bambino speri
menta allorch la tocca con le mani, con la bocca e con il corpo,
la "rassicurazione assoluta " . Montagu osserva: persino la fede si basa
in ultima analisi in una credenza neila sostanza delle cose a venire o
degli eventi trascorsi" .' La pietra di paragone della fede di toccarla
con mano.
Sovrapposte a questa base biologica sono le concomitanti psicolo
giche della fede, le credenze specifiche che sono retaggio delle perso
ne che hanno cercato di comprendere il loro destino umano. Esse sono
come i vestiti che indossiamo. Possono distinguere un gruppo di per
sone da un altro gruppo, ma non sono l'essenza delle persone. Pos
siamo facilmente perdere di vista l'essenza e pensare che persone di
pelle diversa e con credenze diverse e modi di fare diversi siano senza
dignit, senza grazia e senza fede. Lo facciamo quando abbiamo perso
di vista la base della nostra stessa fede, ritenendo erroneamente che
essa provenga da quanto ci stato insegnato e s.'identifi.chi con le
nostre credenze o convinzioni. Inoltre non ci rendiamo conto che
queste ultime possono diventare per noi strumenti di lotta per il po
tere sia personale che politico. Le credenze possono essere facilmente
manipolate per servire i desideri dell'ego.
Quando una convinzione non radicata nella vera fede, non pu
essere un credo autentico. Non una fola, la persona pu in realt
avere quella convinzione. In tal caso essa diviene un'illusione. Nei
capitoli precedenti ho offerto alcune illustrazioni delle illusioni a ui
i miei pazienti depressi si sono aggrappati con tutto il potere delle
loro menti. Tuttavia i loro cuori non erano calati in queste credenze
e malgrado tutta l'aria calda (cio le parole) che era soffiata nelle loro
bolle per mantenerle in aria, le bolle scoppiarono. Le illusioni crol
larono, come crolleranno tutte le illusioni, e i miei pazienti divennero
depressi.
Non si pu sbarazzare una persona dalle illusioni offrendole in
cambio altre convinzioni. Anche queste a loro volta diventeranno illu
sioni se non saranno permeate di fede. Per fare un esempio tratto
dalla vita di tutti i giorni, basta osservare le reazioni del pubblico a
tutte le diete continuamente proposte. Ogni nuova dieta suscita un'on
data d'entusiasmo e di credulit che dura finch arriva sulla scena
una nuova dieta. Quindi svanisce e la folla s'alza in piedi pronta a
ASHLEY MoNTAGU: Touching: The Human Significance of the Skin (Toc
care: il significato umano della pelle); New York, Columbia University Press, 1971.

saltare sul nuovo treno di passaggio. Finch l'entusiasmo dura, la


dieta sembra fare miracoli. strano che la gente non si renda conto
che il vero ingrediente miracoloso l'entusiasmo. Purtroppo tali entu
siasmi sono di breve durata come le ultime scintille d'un fuoco che
muore. Un entusiasmo coerente e durevole assume il carattere delia
fede. E la fede pu fare miracoli perch la vita fa miracoli.
II problema centrale, dunque, consiste nel veder come si possa re
stituire la fede perduta a un individuo o a un popolo. Non cosa
facile e non ho soluzioni pronte per l'uso. La fede non si pu predi
care. Sarebbe come predicare l'amore. Predicare l'amore fa grande ef
fetto ma solo uno stormire di foglie nel vento. Non si pu dare
fede a un'altra persona; si pu condividere la propria con un altro
nella speranza che la scintilla dia fuoco ad un'altra anima. E si pu,
da psichiatri, aiutare un'altra persona a recuperare la propria fede
scoprendo come questa persona l'abbia perduta. Ci, naturalmente,
quel che ho fatto con i miei pazienti depressi. Condividendo le mie
esperienze con voi spero di condividere anche la mia fede nella vitc1.

8
La perdita della fede

L'erosione delle nostre radici


Abbiamo finora seguito due direttrici parallele di ricerca. La prima
si occupava del problema della depressione individuale in seguito alla
perdita del contatto amorevole con la madre e della conseguente inca
pacit da parte della persona di protendersi verso il mondo per otte
nere la soddisfazione dei propri bisogni. La seconda riguardava l'im
portanza della fede come forza di coesione e di promozione della vita
nella societ e mostrava che, in mancanza della fede, una societ giun
ge alla stagnazione. necessario ora far convergere queste due diret
trici di pensiero e mostrare che entrambi '-i fenomeni, quello perso
nale e quello sociale, riflettono l'azione delle stesse forze. Queste pos
sono essere indicate nella tecnologia, nel potere, nell'egoismo e nel
l'obbiettivit. Il loro effetto stato di alienare l'uomo dall'uomo,
dalla natura e dal proprio corpo: alienazione questa che comincia
nella primissima fase della vita nella relazione fra madre e bambino.
Torniamo ora al problema della depressione.
La depressione non un fenomeno nuovo nella storia umana. Freud,
come abbiamo accennato, ha studiato il problema della melanconia,
una forma grave di depressione, prima della fine del secolo. E pos
siamo esser certi che alcuni individui hanno sofferto di depressione in
epoche trascorse. Le condizioni che predispongono un individuo alla
depressione non sono esclusive del nostro tempo. I bambini hanno
sofferto della perdita dell'amore materno anche in passato, bench la
cosa fosse molto meno generalizzata . La ragione principale di questo
che un tempo tutti i bambini venivano alimentati al seno, e se un
bambino perdeva la madre, le possibilit di sopravvivere erano molto
limitate a meno che non si trovasse una balia o potesse subentrare
una nuova madre che allevasse il bambino come se fosse suo. Inoltre,
vi era maggior contatto corporeo tra la mamma e il bambino . I bam
bini venivano generalmente portati in giro dalle madri o, se la madre

era occupata, da una sorella maggiore. La sedia a dondolo e la culla


richiedevano un impegno pi attivo che non il lettino a sbarre o il
recinto per bambini.
Montagu sostiene la stessa opinione nel suo libro Touching: " i
metodi impersonali di allevamento dei bambini che sono in voga
negli Stati Uniti da lungo tempo, con la prematura rescissione del
!game che unisce madre e bambino, e con la separazione delle madri
e dei bambini attuata per mezzo dell'interposizione di bottiglie, co
perte, vestiti, carrozzine, lettini ed altri oggetti fisici produrr indi
vicini in grado di condurre vite solitarie e isolate nell'affollato mondo
urbano con i suoi valori materialistici e con l'attaccamento agli og
getti che gli proprio".' Purtroppo questi sistemi di allevamento
stanno diventando usuali in altri paesi che cercano di emulare lo stile
di vita americano.
Dobbiamo affrontare il fatto che vi stato un cambiamento radi
cale nelle pratiche di allevamento dei bambini nel corso dell'ultimo
secolo. L'aspetto pi importante di questo cambiamento il declino
della frequenza e della durata dell'allattamento al seno. Come risul
tato diretto di ci, il contatto di pelle tra .madre e bambino, che aveva
l'importante funzione di stimolare il sistema energetico del bambino,
stato ridotto quantitativamente. Sono andati perduti anche altri va
lori. L'allattamento al seno approfondisce la respirazione del bambi
no e aumenta il suo metabolismo. Soddisfa, inoltre, i bisogni erotici
orali del bambino dandogli un piacere profondamente sensuale che
si estende dalle labbra e dalla bocca all'intero corpo. Una madre che
allatti al seno deve essere presente per il bambino; non si tratta di
una funzione che possa essere afldata alle baby sitter o ad altre per
sone. Cosi, con questo semplice atto, una madre afferma la fede in
via di formazione del bambino nel mondo, che a questo stadio della
vita la madre, e la fede nelle proprie funzioni naturali.
Ecco cosa dice Erik H. Erikson a proposito dell'alimentazione al
seno: ((la bocca e il capezzolo sembrano essere i puri e semplici centri
di un'aura generale di calore e di reciprocit che vengono goduti e
contraccambiati con il rilassamento non solo di questi organi focali,
bensl da parte di entrambi gli organismi nel loro insieme; La reci
procit di rilassamento che si viene cosi a formare di primaria im
portanza per la prima esperienza di un altro essere amico " _2 Erikson
riconosce come me che l'allattamento al seno pu non dare quel pia
cere e quella soddisfazione assoluti che promette. uLa madre pu cer1

MoNTAGU: op. cit.

2 ERICK H. ERIKSON: Childhood and SocietyJ trad. it. Infanzia e societ) Ar

mando, Roma.

care di forzare le cose spingendo il capezzolo nella bocca del bambino,


cambiando nervosamente le ore e le formule di allattamento, o non
essendo in grado di rilassarsi durante la fase iniziale, dolorosa, del
l'allattamento".' Ma il valore dell'alimentazione al seno lo porta a con
cludere che se spendiamo una frazione della nostra energia curativa
per destinarla all'azione preventiva" - cio a favorire l'alimentazione
al seno - possiamo evitare molta infelicit e molti problemi che na
scono dai disturbi emotivi.
Il problema fondamentale del rapporto tra la madre e il bambino
non l'allattamento al seno bens la fede e la fiducia anche se le tre
cose sono in stretta relazione tra loro. Attraverso questo rapporto, il
bambino o acquista un senso fondamentale di fiducia nel proprio
mondo o deve lottare con i dubbi, le angosce e i sensi di colpa rela
tivi al suo diritto di ottenere ci che vuole o di cui ha bisogno.
implicito nel termine 110ttenere" il diritto di ricevere e il diritto di
protendersi per prendere. Quando una persona non sicura di avere
tale diritto, il suo modo di protendersi verso il mondo esitante,
limitato dalla cautela, e non rappresenta mai un impegno totale. L'aro
bivalenza pervade le' sue azioni; egli si protende e si tira indietro al
tempo stesso. Tale comportamento problematico per gli altri, per
ch non si pu rispondere pienamente ad un :i'.tteggiamento ambiva
lente. Purtroppo l'individuo non consapevole n della propria am
bivalenza n della propria mancanza di fiducia. Il suo tirarsi indietro
si strutturato in tensioni muscolari croniche che da tempo sono di
venute schemi di movimento inconsci. La sua mente conscia sente
l'impulso di protendersi ma egli non avverte che sta limitando questo
impulso a livello corporeo.
Quando un bambino perde la fede nella madre per aver fatto l'espe
rienza della sua scarsa disponibilit nei propri confronti, comincia a
perdere la fiduca in se stesso. Comincia a non fidarsi pi delle pro
prie sensazioni, dei propri impulsi e del proprio corpo. Sentendo che
qualcosa fuori posto, non pu pi confidare nelle proprie funzioni
naturali per ottenere quel rapporto e quell'armonia con il proprio
mondo che gli assicurerebbero la soddisfazione permanente dei suoi
bisogni e dei suoi desideri. Ma questo quanto sembra volere la
nostra civilt occidentale, quando impone una regolazione artificiale
piuttosto rigorosa delle funzioni corporee del bambino nella prima
et. Di nuovo citer Erikson: 'Le classi dominanti nella civilt occi
dentale . . . sono state guidate dalla convinzione che la sistematica rego
!azione delle funzioni e degli impulsi nella prima infanzia la salva
guardia pi sicura affinch successivamente l'individuo funzioni eH:cacc

Ibid.

cemente nella societ. Inculcano l'implacabile metronomo della rou


tine nel neonato e nel bambino impressionabile per regolarne le prime
esperienze con il corpo e con l'ambiente fsico immediatamente circo
stante. Solo dopo questa socializzazione meccanica, il bambino inco
raggiato a crescere per divenire un individualista incallito. Egli _per
segue ambizioni, compie sforzi, ma rimane, in maniera compulsiva,
nell'ambito di carriere standardizzate che, con il progressivo compli
carsi dell'economia, tendono a sostituire responsabilit di ordine pi
generale. La specializzazione venutasi cos a formare ha portato la- ci
vilt occidentale alla padronanza delle macchine ma anche ad una sol
tostante tendenza nascosta all'infelicit senza limiti e al disorienta
mento individuale :'
L'atteggiamento occidentale nei confronti delle funzioni del corpo
nasce dall'atteggiamento dell'uomo occidentale nei confronti della vita
in generale e nei confronti del suo ambiente in particolare, e si svi
luppa parallelamente ad esso. Lo si pu meglio definire come un atteg
giamento di domicilio e di controllo che si contrappone all'atteggia
mento di riverenza e di rispetto tipico dei popoli pi primitivi. E,
purtroppo, siamo riusciti a conseguire il dominio e il controllo perch
abbiamo il potere, in una misura che sarebbe apparsa inconcepibile
non solo ai primitivi ma persino ai r;tostri avi appena duecento anni
or sono. Dico purtroppo perch gli effetti sull'individuo sono stati
men che desiderabili, mentre gli effetti sul nostro ambiente, come
stiamo cominciando a scoprire, sono stati disastrosi.
Il potere ci ha resi ciechi alle realt della nostra esistenza. Vediamo
il mondo come qualcosa di sottoposto al nostro volere e al nostro
sforzo cosciente, ignorando completamente il fatto che dipendiamo
da questa terra per il nostro benessere e per la nostra stessa esistenza.
E abbiamo adottato lo stesso atteggiamento nei confronti dei nostri
corpi. Consideriamo il corpo soggetto al volere e alla mente, igno
rando di nuovo la realt del fatto che volont e mente, per operare,
dipendono completamente dal funzionamento sano e naturale del cor
po. Quando crollano queste illusioni, come crollano nelle persone
depresse, l'impotenza della volont e la dipendenza dal corpo diven
tano una realt odiosa.
Il potere deriva dalla conoscenza, che sempre una comprensione
incompleta dell'ordine naturale. incompleta perch continuiamo ad
acquisire nuova conoscenza che necessariamente cambia e pu perfino
contraddire le nostre idee precedenti. In nessun campo questa verit
lapalissiana pi evidente quanto in quello delle teorie circa l'alle
vamento dei bambini. Ricordate l'epoca in cui era in voga il compor' Ibid.

tamentismo, presso la precedente generazione, e i pediatri consiglia


vano alle madri di non prendere in braccio i bambini quando piange
vano per non viziarli? Ora sembra di moda il permissivismo, ma an
che questo concetto viene gi attaccato. Ctedo che possiamo prevedere
nuove formule per ogni generazione destinate a fronteggiare i proble
mi di quella precedente ma inadeguate alle difficolt impreviste che
inevitabilmente verranno da esse Lreate. Ricordate quando la tonsil
lectomia era prescritta di norma, esattamente come lo ora la circon
cisione per i maschietti? Vengono i brividi a pensare ai traumi che
una conoscenza incompleta pu con tanta facilit produrre special
mente quando lodata dalle autorit.
In pi di un'occasione mi stato chiesto di scrivere un libro su
come allevare il bambino. Quanto lusinghiera pensare che io ne
sappia qualcosa! Ma quanto sarei arrogante se lo credessi. Lavorando
con i miei pazienti, posso dire che cosa andato male nella loro vita.
Una visione retrospettiva pu essere conseguita da una mente indaga
trice, ma la previsione non nella sfera di competenza dell'uomo,
a meno che quest'ultimo non tenti di regolare e controllare il flusso
naturale delle forze della vita. Con questo stesso tentativo l'uomo
rischia di esercitare un'influenza negativa su di esse. D'altro canto
siamo per nostra natura in armonia con queste forze. Se non possiamo
predire il loro operato, possiamo almeno comprenderle e, con la fede,
assecondarle.
Nessuno pu comprendere bene un bambino quarito sua madre.
Prima della nascita egli stato parte del corpo di lei; stato nutrito
dal sangue di lei e soggetto alle correnti e alle cariche energetiche che
sono passate attraverso il corpo di lei. Cos sua madre pu compren
derlo altrettanto bene quanto comprende il proprio corpo. Non co
noscerlo ma comprenderlo. Pu avvertire le sue sensazioni in modo
cosl acuto come le proprie. Il problema vero sorge, pertanto, quando
una madre non in contatto con il proprio corpo e con i dati del
proprio sentire. Questa situazione acquista un carattere tragico per
il bambino. Se una madre non presente a se stessa non pu essere
preSente per il bambino e nessuna conoscenza o informazione pu
porre rimedio a questa mancanza. Posso esprimere lo stesso concetto
in altre parole. Se una madre non ha fede nei prop!i sentimenti, non
avr fede nelle reazioni del proprio bambino. O, non avendo fede
in se stessa, non ha alcuna fede da trasmettere a suo figlio.
Dove si verificata l'interruzione nella trasmissione della fede?
Da tempo immemorabile le donne allevano i bambini e la stirpe uma
na cresciuta ed ha prosperato . Stiamo ancora crescendo ma non pro
sperando. In passato il legame tra la madre e il bambino era imme
diato, corpo a corpo. Dare alla luce e allattare erano attivit sacre

nel senso che avevano il - rispetto reverenziale di tutti. Compiendo tali


funzioni una donna soddisfaceva il proprio bisogno di rispondere ad
un altro essere e di sentirsi responsabile nei suoi confronti. Il suo
ego era solo in minima parte coinvolto in queste attivit; il suo corpo
sentiva cosa doveva esser fatto e la donna lo faceva. II suo amore
per il bambino " usciva" attraverso il latte. Una donna era vincolata
alla sua natura ma anche realizzata nel suo ambito. Quanto ci sia
vero mostrato in uno studio del dott. Niles Newton,5 professore
di psichiatria presso la Northwestern University Medica] School. "Le
donne che allattano al seno tendono anche ad essere sensibili in altre
aree sessuali. Sears e i suoi colleghi hanno trovato che le madri che
avevano allattato erano notevolmente pi tolleranti a proposito di
argomenti sessuali come la masturbazione e il gioco sessuale interin
dividuale. Masters e Johnson osservano che, per i_ primi tre mesi dopo
il parto, stato riscontrato un livello massimo di sollecitazione ses
suale tra le madri che allattano" . Secondo il Dott. Newton, una "re
lazione madre-figlio senza un allattamento gradevole nella posizione
psicofisiologica simile a quella di un matrimonio senza un coito piace
vole". Ci significa che una donna non pu essere pienamente u pre
sente" a se stessa se non anche pienamente " presente" per il suo
piccolo.
I principali effetti nocivi della tecndogia del potere, dell'egoismo
e dell'oggettivit risiedono nel turbamento del normale rapporto madre
figlio. Quando queste forze entrano sulla scena sociale, le donne sono
indotte ad abbandonare l'allattamento. Un tempo solo le donne che
erano in posizioni sociali d economiche elevate potevano far questo,
perch erano le sole a potersi pagare una balia. Oggi, con le formule
pediatriche, i biberon e le attrezzature per la sterilizzazione, la mag
gior parte delle donne cercano di liberarsi di quella che considerano
una - servit nei confronti del bambino. Ma non dobbiamo sottovalu
tare il ruolo che qui gioca l'egoismo. Come in Giappone, dove, mal
grado che non si trovi tanto facilmente il latte pastorizzato, le donne
rifiutano di allattare i bambini perch considerano questa abitudine
un segno di inferiorit sociale. Il loro ideale la donna americana
emancipata.
La donna che non allatta al seno deve confidare nella competenza
del suo pediatra per trovare la formula appropriata. Con questo stesso
atto rinuncia alla propria fede in se stessa. Avendo trasferito la re
sponsabilit al dottore, deve dipendere dalla conoscenza di lui e non
5 NILES NEWTON: " Interrelationship Between Various Aspects of the Female
Reproductive Role: A Review". Conversazione tenuta presso la American Psy
chopathological Association il 5 febbraio 1971.

dalla sua innata sensibilit per l'allevamento del bambino. Ci crea


una barriera tra la mamma e il bambino, perch inibisce la reazione
spontanea della madre costringendola a star a pensare se le sue azioni
siano approvate e giuste. Seguendo il consiglio del medico, pu aver
l'illusione di sapere ci che deve fare, ma questo non pu sostituire
una amorevole rispondenza che espressione di fede e di comprensione.
Per molto tempo sono stato impressionato dall'osservazione che la
maggior parte delle madri conosce" veramente i propri bambini.
Parlando con le madri, sono stato sbalordito nel constatare quanto
bene ciascuna di loro conoscesse le debolezze, gli insuccessi e i pro
blemi del suo bambino. Forse non ci si dovrebbe sorprendere se si
considera il lungo e intimo rapporto che vi stato tra i due. Ma, pur
conoscendo le difficolt dei loro bambini, raramente le comprende
vano. Molte madri non riuscivano ad immaginare perch mai il loro
bambino dovesse sentirsi e comportarsi nel modo in cui si sentiva e
comportava. Poteva essere capitato che la madre ne avesse condizionato
l'atteggiamento e il comportamento, ma, non conoscendo se stessa,
non comprendeva a fondo il proprio bambino. Si potrebbe perfino
dire che conosceva i problemi di suo figlio perch li aveva inconsa
pevolmente creati.
Io traccio una netta distinzione tra conoscere e comprendere come
ho gi spiegato in precedenza. Mi si consenta semplicemente di dire,
pertanto, che nessuno conosce completamente un bambino o sa come
allevarlo. Si pu capire il bambino. Si pu capire il suo desiderio di
essere accettato per quello che , amato per il fatto stesso di esistere,
e rispettato per la sua individualit. Possiamo comprenderlo perch
abbiamo tutti lo stesso desiderio. Possiamo comprendere il suo biso
gno di essere libero; tutti vogliamo essere liberi. Possiamo compren
dere il suo insistere nella autoregolazione. Ognuno di noi si risente
quando gli si dice d che deve fare, quello che deve mangiare, il mo
mento in cui deve andare al gabinetto, ci che deve indossare, e cosl
via. Possiamo capire un bambino quando comprendiamo che anche
noi siamo bambini nel nostro cuore, esteriormente un po' pi vecchi,
forse un po' pi saggi, ma sostanzialmente uguali nel nostro interno.
Vuoi dire forse che i libri sullo sviluppo del fanciullo sono inutili
e forse pericolosi? Sono pericolosi se sono usati come libri che det
tano rgole precise. Non ci sono regole per allevare bambini sani.
Quando seguiamo una regola, ignoriamo l'individualit del bambino
e l'unicit della sua condizione di vita. D'altro canto, un buon libro
sullo sviluppo del fanciullo pu servire da guida a un genitore con
fuso. Non dovrebbe, naturalmente, dirgli cosa deve fare, ma spie
gando la gamma del comportamento normale, pu far molto per alle
viargli l'ansia. Soprattutto dovrebbe mettere in rilievo che il piacere

che un genitore ricava dal bambino d a questi la sensazione che la


propria vita abbia un significato per le persone del suo mondo.
anche vero che il piacere che il bambino prova -assieme al genitore,
pu ottenere il medesimo risultato per qUest'ultimo.
Si pu argomentare, naturalmente, che ogni cultura pone dei con
trolli al comportamento umano e li istituisce nell'infanzia. Bisogna
insegnare ai bambini le modalit della cultura se si vuole che essi si
adattino ad essa. Ma, e anche Erikson esprime questa opinione, ci
non pu esser fatto a spese della vitalit e della sensibilit del corpo.
Parlando dei Sioux, Erikson afferma: " solo quando forte nel corpo
e sicuro di s, gli si chiede di inchinarsi a una tradizione di critica
incessante nei suoi confronti da parte di un'opinione pubblica che si
concentra sul suo effettivo comportamento sociale e non sul funzio
namento del suo corpo e sulle sue fantasie".' Non gli si chiede di ri
voltarsi contro il suo corpo, i suoi sentimenti o i suoi impulsi. Queste
sono le fonti della sua forza, la base della sua identit, e le radici
della sua fede. I Sioux danno per scontato che la societ abbia biso
gne di imporre qualche restrizione alle azioni individuali ma che tutto
questo debba essere consapevole e che il suo volontario esercizio sia
un'espressione dell'orgoglio che un uomo ha di appartenere alla pro
pria trib. Tra i Sioux, l'addestramento a questo tipo di restrizione
non comincia prima del quinto anno e non associato a punizioni.
C' un'antitesi tra la conoscenza o l'informazione e la compren
sione, cos come c' un'antitesi tra il potere e il piacere, tra l'ego e
il corpo, e tra la cultura e la natura. Queste relazioni antitetiche non
producono necessariamente un conflitto. Non detto che, perch si
possiede conoscenza, non si debba avere comprensione. Non detto
che il potere debba sempre distruggere il piacere e che l'ego debba
sempre negare al corpo il ruolo che gli compete. Non tutte le culture
sono state in contrasto con la natura come lo la nostra. Quando
queste forze opposte sono armoniosamente bilanciate, formano una
polarit anzich un antagonismo. In una relazione polare ogni forza
opposta sostiene e rinforza l'altra. Un ego, radicato nel corpo, gua
dagna forza da esso e a sua volta sostiene e favorisce gli interessi del
corpo. La pi evidente polarit nella nostra vita costituita dallo
stato di coscienza e di mancanza di coscienza ovverossia dalla veglia
e dal sonno. Ci rendiamo tutti conto che una buona nottata di sonno
ci fa funzionare meglio di giorno e che una soddisfacente attivit diur
na (piacevole naturalmente) facilita il sonno e il piacere di dormire.
Ma queste polarit si guastano quando la relazione si carica troppo
da un lato o dall'altro. Se ci stanchiamo eccessivamente durante il

ERIKSON:

op. ci!.

giorno o siamo troppo preoccupati a livello cosciente dei nostri pro


blemi, il sonno si fa talora difficile. L'attribuzione di un'eccessiva im
portanza ai prodotti della cultura come il fatto che ogni persona abbia
la propria automobile pu avere un effetto deleterio sulla natura. Il
prezzo della nostra civilt altamente tecnicizzata l'erosione delle no
stre risorse naturali e la distruzione del nostro ambiente. Analoga
mente, troppo potere riduce la nostra capacit di provare piacere.
Orientati nel senso del potere, perdiamo di vista la semplice gioia
che si prova usando il corpo. Un coinvolgimento troppo spinto del
l'ego ha sempre il risultato di portare alla negazione del corpo e dei
valori che esso incarna. Ho messo in rilievo questi pericoli nei miei
libri precedenti. Tuttavia, non avevo fino ad ora espresso la mia preoc
cupazione per quanto sta accadendo.
Sento che l'equilibrio si spostato fortemente contro le forze della
vita naturale : l'umana comprensione, il piacere, il corpo, la natura
e l'inconscio. Siamo destinati a veder aumentare la mole delle infor
mazioni senza alcuna salvaguardia che possa proteggere la nostra sen
sibilit. L'esecuzione- di ricerche che consistono esclusivamente nella
raccolta di informazioni e di dati statistici elaborati diventata lo
scopo supremo dei nostri programmi di istruzione superiore. Fortu
natamente la maggior parte delle tesi di laurea che si scrivono non
vengono mai lette. Ma l'effetto insidioso di questa tendenza a con
centrare tutta l'attenzione sui dati una perdita progressiva della fede
nella capacit naturale dell'essere umano di comprendere se stesso,
gli altri esseri umani e il mondo in cui vive. Non abbiamo bisogno
di statistiche per capire che le cose non stanno andando per il giusto
verso. Possiamo toccare con mano l'infelicit che ci circonda, fiutare
l'odore viziato dell'aria, e vedere la sporcizia e la disintegrazione delle
nostre grandi citt. Possiamo e dobbiamo confidare nei nostri sensi se
vogliamo trovare un significato nella confusione della nostra esistenza.
Eppure ci siamo impegnati ad ottenere un potere maggiore. Gli
studi condotti sull'argomento mostrano chiaramente che le richieste
di potere da parte della nostra civilt tecnologica raddoppieranno nel
prossimo decennio. Le persone disporranno di un maggior potere per
muoversi ad una velocit maggiore, per andare pi lontano, e per fare
di pi. Il ritmo della vita diventer pi rapido, malgrado il fatto che
il passo attuale sia gi frenetico. Possiamo prevedere che le possibi
lit e la capacit di provar piacere diminuiranno progressivamente. Ci
stiamo orientando sempre pi non certamente meno, nel senso del
l 'ego mentre l'uomo della cultura meccanizzata soffre di una continua
perdita di identit. La meccanizzazione contribuisce a dissociare l'ego
dal corpo, riducendone la consapevolezza e indebolendo il senso di
identit basato su questa consapevolezza.

Cos come vien meno la vita semplice, si perdono le funzioni na


turali che fanno parte di questo modo di vivere, L'abitudine di fare
il pane e di cucinare in casa si va perdendo di fronte al diffondersi
di interi pasti gi pronti in commercio. Entrando in una casa, non si
sente pi l'aroma del pane nel forno o del cibo che sta cuocendo.
Spaccar la legna da ardere e accatastarla, ricamare e cucire i vestiti,
dar da mangiare alle galline e ai maiali sono attivit che pochi dei
nostri fgli possono aver l'occasione d'osservare almeno una volta.
Ma la perdita pi significativa la funzione delle cure materne: la
trasmissione di fede e sentimenti attraverso l'allattamento al seno, il
prendersi cura dei bambini piccoli cullandoli e dondolandoli. La culla
divenuta un pezzo d'antiquariato, la sedia a dondolo un relitto del
passato, e il seno si trasformato in un simbolo sessuale.
La funzione naturale delle cure materne viene sostituita dalla nuova
figura manageriale della madre. Dietro consiglio di un pediatra, con
formule e regole, il ruolo della madre cambiato da quello di ter
reno nel quale il bambino impianta le sue prime radici (l'atto di ra
dicarsi evidente nei movimenti della testa del neonato che si pro
tende verso il seno) a quello di organizzatrice e amministratrice. In
un certo senso, la madre presente per il bambino ma non nella veste
della propria natura sostanziale di donna; tutte le sue attivit potreb
bero essere compiute facilmente e con naturalezza da un uomo: la
preparazione del poppatoio, l'alimentazione del bambino con il me
desimo, il cambio dei pannolini, o il bagnetto. Non c' da sorpren
dersi se la madre si risente di essere gravata da faccende che non
soddisfano la sua natura. E anche se si dimostra ramministratrice pi
efficiente, non riceve dai suoi figli l'apprezzamento e l'amore che una
madre vuole e dovrebbe ottenere.
II fatto di amministrare una casa riduce i bambini a livello di og
getti. Tutti i miei pazienti depressi hanno la sensazione, talora sepolta
nel profondo, di essere stati oggetti curati e fatti crescere in modo
da inorgoglire un giorno i loro genitori o almeno da non creare loro
problemi. Hanno imparato molto presto nella vita che erano Il per
soddisfare i bisogni emotivi dei loro genitori e che i loro desideri do
vevano essere subordinati a quei bisogni. E ci divenne la falsariga
delle loro vite, e si tradusse in una fondamentale passivit di com
portamento e nel bisogno di compiacere. Non uno dei miei pazienti
depressi sentiva di avere il diritto di avanzare delle richieste, di affer
mare i propri desideri e di protendersi a prendere il piacere di cui
aveva bisogno. Non appena questi schemi si erano strutturati - nel
corpo, veniva limitata la reale capacit fisica di protendersi.
Siamo stati descritti come persone alienate e sradicate. L'erosione
delle nostre radici ha inizio presto nella vita. Alla nascita il neonato.

separato dalla madre e posto in una stanza nido. A casa, viene nu


trito a ore :fisse, tenuto in braccio solo occasionalmente, e i genitori
gli rispondono a proprio piacimento. Il trattamento che riceve si
mile a quello delle piante coltivate in serra. Per quanto sembri fiorire,
le sue radici non penetrano in profondit nel terreno della vita.
Molti giovani hanno acquistato coscienza della situazione che sto
descrivendo. Comprendono che un potere accresciuto, una maggiore
quantit di beni materiali, uno spiccato urbanesimo ed una meccaniz
zazione pi accentuata della vita minacciano il significato stesso del
l'esistenza. Essi si volgono spontaneamente verso forme comunitarie
e pi semplici di vita: con un rinnovato interesse per l'artigianato,
i forni in casa, l'allattamento al seno, e la natura. Nel senso pi
ampio di voler ristabilire l'impianto delle nostre radici nella natura
e nell'ordine naturale, questo movimento non limitato ai giovani
anche se questi ne costituiscono l'avanguardia. Tuttavia non si affer
mer come una sorta di 11ritorno alla natura" nel senso dato da Rous
seau a tale espressione. Non possiamo tornare indietro. Dobbiamo
procedere verso una comprensione pi profonda della natura umana
e verso una nuova fede basata sull'apprezzamento della forza divina
che esiste all'interno del corpo vivente.

Un'epidemia di depressione
In un suo recente articolo John J. Schwab ha osservato che "le
prove epidemiologiche indicano la probabilit che la depressione di
venti epidemica nel prossimo decennio man mano che la nostra popo
lazione reagisce alle forze sociali prevalenti e che il clima sociale
modella tali reazioni in forme il pi possibile arrendevoli e social
mente accettabili".' Schwab nota una crescente incidenza di reazioni
consi
depressive nei giovani mentre ima volta tali reazioni erano
d::::o.te: c!::;rurbi emotivi delle perso:;c di mezza etJ o dei vecchi " , risul
tanti dall'accumularsi di perdite e di delusioni. Egli pone tale feno
meno in relazione al crollo dell'etica protestante con la relativa accen
tuazione dei valori attribuiti alla propriet, alla produttivit e al po
tere, e con l'assenza di una filosofia dei valori che interessi i giovani.
Ritiene inoltre che le aspirazioni dei giovani sono troppo ambi
ziose " , che cci giovani vogliono fare troppo, e la delusione per la man
canza di risultati nutre il terreno sul quale fiorisce l'affermazione
depressiva" .8
cc

7 JoHN ]. ScHWAB: "A Rising Incidence of Depression", in Attitude, Vol. I,


N. 2 (gen.-feb. 1970), p. 2.
8 Ibid.

Ma le aspirazioni dei giovani sono davvero troppo elevate? Sono


davvero diverse dalle aspirazioni di qualsiasi altra generazione di gio
vani che per natura sono idealisti e vogliono un mondo nel quale siano
possibili la pace, la giustizia, la realizzazione personale e il piacere?
Ogni nuova generazione ha cercato di fare un mondo migliore e ogni
nuova generazione ha sofferto la sua parte di delusione per non essere
riuscita a conseguire gli obiettivi che si era prefissi. Le delusioni de
rivanti dal mancato conseguimento di determinati fini non sono le
condizioni che predispongono alla depressione anche se possono es
sere il fattore eccitante o scatenante. Una persona di fede pu tolle
rare la delusione; l'individuo senza fede invece vulnerabile.
Dobbiamo chiederci, pertanto, perch la fede dei nostri giovani
sia stata corrosa e dobbiamo cercare la risposta a questa domanda
nell'ambito della famiglia oltre che della societ. La societ influenza
direttamente l'individuo solo negli anni successivi, quelli della matu
rit. Nei primi anni la sua influenza opera attraverso la famiglia, che
l'unit immediata della societ. Proprio perch la societ moderna
ha avuto un tale effetto disintegrante nei confronti della famiglia, ha
contribuito in modo notevolissimo nei giovani alla perdita della fede.
La famiglia e la casa erano valori equivalenti nelle generazioni pas
sate. Come dicono i francesi, stare a casa equivale ad essere en fa
mille. La casa di famiglia ha sempre rappresentato la stabilit, la
sicurezza e il senso di durata. stato il rifugio dalle pressioni del
mondo e un posto sicuro contro le tempeste che spesso lo devasta
vano. Era l'unico luogo in cui la corrente della vita fluiva in modo
relativamente regolare e tranquillo, non disturbato dai conflitti poli
tici e religiosi che imperversavano all'esterno. Naturalmente, non
ogni casa aveva questa caratteristica e non ogni famiglia era un'unit
coesiva. Vi erano conflitti, ma, malgrado le discussioni e le baruffe,
la casa e la famiglia sembravano indistruttibili.
Quanti di questi attributi della buona famiglia o della famiglia
unita esistono oggi? Si potr osservare che sto descrivendo una fami
glia ideale, che la famiglia patriarcale della cultura occidentale stata
causa di nevrosi e di infelicit per i suoi membri. Non desidero mini
mizzare i problemi della famiglia patriarcale ma la depressione gio
vanile non era una loro caratteristica. Forse la sicurezza era ottenuta
a spese dell'individualit dei suoi membri ma dobbiamo anche rico
noscere che la sicurezza essenziale al funzionamento di una fami
glia come si deve. In questa parte del libro intendo sostenere la tesi
che, ponendo troppo l'accento sull'individualit e specialmente sugli
aspetti dell'ego che fanno parte dell'individualit, si resa la- famiglia
moderna incapace d'offrire la stabilit e la sicurezza di cui i bambini
hanno bisogno.

Il fattore che ha la maggiore incidenza sulla distruzione della fa


miglia l'automobile. L'effetto che essa produce non pu essere va
lutato in tutta la sua pienezza. La vitq moderna, come sappiamo, sa
rebbe impossibile senza la macchina che si trova dappertutto. L'auto
mobile ha smembrato la vecchia famiglia e i vecchi gruppi comuni
tari ed ha promosso la formazione della famiglia per cosi dire nuclea
re: due genitori e i loro bambini senza nonni e senza parenti. La fa
miglia nucleare un'unit isolata, separata dall'influenza diretta dei
nonni, che, normalmente, favorirebbero i modi di vita e il tipo di alle
vamento dei figli conformi alla tradizione. I nonni possono avere delle
idee fuori moda, che certamente non saranno ideali, ma, quando le
giovani coppie si mettono per conto loro ad allevare una famiglia, si
prendono una grossa responsabilit. Devono creare un ambiente che
metta in relazione passato e presente e guardi al futuro. La debolezza
della famiglia nucleare il suo isolamento, non solo spaziale ma an
che temporale. Essa vive esclusivamente dal punto di vista della pro
pria esistenza, e, data la frequenza del divorzio, relativamente in
stabile.
L'attrattiva della famiglia nucleare con la sua mobilit e le sue
automobili sta nelle possibilit offerte all'espressione individuale.
Ognuno dei due genitori della famiglia nucleare ritiene che agir in
modo diverso e probabilmente migliore rispetto a quello dei propri
genitori. er una donna una casa nuova un invito rivolto alla sua
creativit. Pu divenire un'espressione unica della sua individualit.
Per un uomo un'espressione del suo status e della sua posizione so
dale. Tutto questo pu andare benissimo, ma l'investimento pazzesco
di tempo e di energia negli aspetti materiali della vita domestica
spesso lascia poco agli aspetti umani. Con tante cose da comprare
e tanti lavori da fare per arredare una casa moderna, questa perde
il suo carattere di rifugio dal mondo e diviene, invece, parte del
mondo.
Il carattere di rifugio ulteriormente compromesso dall'intrusione
del mondo in casa che avviene per mezzo della radio e della televi
sione. Radio e televisione costituiscono uno stimolo delle funzioni
dell'ego, costringendo l'individuo a tener testa mentalmente alle ten
sioni e ai conflitti riferiti dai radiocronisti. Dell'effetto di ci sui bam
bini piCcoli parler in seguito. Voglio semplicemente precisare che la
casa moderna raramente un luogo per vivere tranquilli e contenti.
sostanzialmente soggetta a trasformazioni in vista di migliorie che
non migliorano verament> il tipo di vita.
Una proposizione fondamentale della vita moderna che ci espri
miamo facendo. Si pu opporre a questo punto di vista la proposta
di uno stile di vita che veda l'espressione della personalit come un

modo di essere. Ci espnmtamo con l'essere caldi, comprenstvi, sen


sibili verso gli altri, vivi, vibranti, allegri o tristi, arrabbiati e cosl
via. Ci esprimiamo anche con l'essere una madre devota, un credente
rispettoso della religione o un lavoratore fidato. Queste forme fonda
mentali di autoespressione, che comprendono anche gli aspetti rela
tivi all'essere donna o uomo, offrono normalmente le pi profonde
soddisfazioni nella vita. A queste si sovrappongono le soddisfazioni
dell'ego che vengono dal fare. Ma quando tentiamo di far derivare
il significato della vita dalla soddisfazione dell'ego nell'operare da
solo, siamo nei guai.
La soddisfazione che deriva dall'operare il sugo sulla carne della
soddisfazione di esistere. La carne senza sugo pu sfamare un affa.
mato mentre il sugo senza carne non pu certo ottenere lo stesso ef
fetto. E siccome questo risultato non viene ottenuto, si tentati di
far di pi, d'applicarsi in un'attivit ancor maggiore e di lasciarsi coin
volgere pi profondamente nei fatti del mondo. La richiesta dei tempi
in cui viviamo la seguente: dobbiamo fare di pi. una richiesta
che ignora la semplice verit che solo essendo pienamente ci che si
si pu soddisfare la propria esistenza. La filosofia del fare insidiosa
e perniciosa. insidiosa perch si esprime in termini razionali quali
si deve fare del proprio meglio ", o si deve conseguire il
proprio potenziale". Queste richieste non danno pace, perch costrin
gono l'individuo ad entrare in competizione con se stesso. una filo
sofia perniciosa perch viene applicata ai bambini piccoli prima che
abbiano avuto la possibilit di assaporare la gioia di essere se stessi
e basta, di essere creature libere e innocenti, che possono giocare a
proprio piacimento sotto la protezione del focolare e dei genitori.
Non dobbiamo ingannarci sulla ptedisposizione alla depressione.
Non sono le aspirazioni dei giovani che preparano il terreno per la
loro successiva malattia, ma le attese e le richieste dei genitori. Pre
tendiamo che i bambini crescano alla svelta, che diventino presto
indipendenti, che imparino rapidamente, che siano ragionevoli, re
sponsabili e disposti a collaborare come adulti mentre sono soltanto
dei bambini. Pretendiamo che se ne vadano a letto da soli, senza
alcuna piet per la paura che provano a state soli nel buio. Chiedia
mo il riconoscimento dei nostri diritti ad un'et in cui il bambino
consapevole solo dei propri bisogni. Chiediamo che il bambino si adatti
alle condizioni di vita dell'adulto che sono lontanissime dal suo modo
di essere, cosl vicino a quello della vita animale o primitiva. Pensate
come dev'essere difficile per un bambino piccolo sentirsi a suo agio
in una casa moderna, rispetto al bambino che cresceva in una capan
na di frasche o in un ricovero.
Queste richieste aumentano man mano che il bambino cresce. Ci
n

si attende che vada bene a scuola, che si faccia stimare e, se possi


bile, che eccella in qualche attivit. La sua giovane mente esposta
presto al mondo e alle sue crisi. Il bambino va con la madre nell'auto
mobile di famiglia, guarda la televisione, ascolta i discorsi degli adulti
e pu essere perfino un esperto viaggiatore di linee aeree. Ci aspet
tiamo che con tutti questi stimoli debba diventare un genio. Spesso
ancora in tenera et mostra una conoscenza della realt degli adulti
che ci sorprende, e talora perfino una maturit che ci incanta. Ma
dov' il neonato, dov' il bambino? E che ne successo dell'inno
cenza che era il suo dono prezioso?
Un vecchio proverbio dice che un albero non pi forte delle sue
radici. Un buon orticoltore ritarder la crescita di una pianticella per
favorire lo sviluppo del sistema di radici. Noi facciamo esattamente
l'opposto con i nostri bambini piccoli. Li stimoliamo troppo a cre
scere rapidamente mentre sottraiamo loro l'appoggio e il nutrimento
che rafforzerebbero le loro radici. Spingiamo i nostri bambini come
spingiamo noi stessi, rendendoci ben poco conto che forzandoli a cre
scere ne insidiamo la fede e la sicurezza.
I problemi che sorgono a causa della sovreccitazione dei bambini
e degli adulti, a mio avviso, non sono stati oggetto dell'attenzione
che meritano. Una persona sovreccitata quando il numero e il ge
nere delle impressioni che riceve dal mondo superiore alla sua ca
pacit di risposta. L'effetto di mantenerla in uno stato di eccita
zione o di saturazione, dal quale non pu uscire per rilassarsi. L'in
dividuo entra allora in uno stato di sospensione e la sua capacit di
scaricare l'eccitazione nel piacere ridotta. Si sente frustrato e diven
ta irritabile e inquieto. Questo complesso di cose lo porta a cercare
nuova eccitazione nel tentativo di superare lo stato spiacevole in cui
si trova, uscendo fuori di s. Si crea un circolo vizioso, che lo fa
salire sempre pi in alto come per spirali successive con effetti dele
teri per il suo comportamento. Egli potr essere indotto a far uso di
stupefacenti - consentiti o di variet illecite - o di alcol per attu
tire la sensibilit e diminuire la frustrazione.
La sovreccitazione porta la persona fuori dal corpo, disturbandone
ritmi _ed armonie interne. Come una persona che ha la diarrea, il suo
corpo deve continuare a correre. Inoltre la sovreccitazione attrae la
perona fuori del proprio corpo con l'offerta di eccitazione falsa: una
eccitazione, cio, che non ha alcuna prospettiva di scaricarsi nel pia
cere. Si pu valutare la gravit di questo turbamento dall'incapacit
della persona di starsene tranquillamente a sedere, a non far nulla
o di starsene da sola: in altre parole di stare in s. La gravit del
turbamento pu essere inoltre valutata dall'irrequietezza che porta
la gente ad un'attivit costante, a far continuamente qualcosa, e ad

impegnarsi m progetti sempre nuovi. Ci mette la persona nella con


dizione di non aver pi tempo per se stessa e; per estensione, nem
meno per dei rapporti personali naturali. I mariti non hanno tempo
per le mogli, le madri non hanno tempo per i figli, e gli amici non
hanno tempo da passare gli uni con gli altri. tutto un fare e un
andare senza sosta che fa s che nella maggior parte dei casi non si
abbia neanche il tempo per respirare.
Una giornata passata a New York dar un'idea chiara di cosa in
tendo per sovreccitazione. La quantit di rumore, il ritmo del movi
mento, gli affollamenti sono quasi insopportabili. Per sopportare tut
to questo ci si deve desensibilizzare; si devono chiudere le orecchie
e gli occhi e troncare le sensazioni. Ma le zone suburbane sono dav
vero molto diverse? Il traffico altrettanto nocivo, il ritmo altret
tanto frettoloso. Inesorabilmente il fenomeno della sovreccitazione si
fa strada tra le pareti domestiche, tramite la radio e la televisione,
in seguito ai continui cambiamenti e 1miglioramenti', e a causa di una
miriade di cose - giocattoli, accessori, bevande imbottigliate, cibi
gi pronti - che vengono costantemente introdotti per variare la
routine giornaliera. Personalmente sono contrario alla pubblicit che
ritengo parzialmente responsabile di questo stato di. cose. noto
che la pubblicit mira ad incoraggiare o a creare bisogni" che spesso
non hanno alcuna relazione con i bisogni reali della persona. Ma la
colpa vera l'attribuisco ad una economia tecnologica che identifica i
presupposti di una vita felice nella disponibilit di cose materiali.
I bambini sono pi facilmente sovreccitati degli adulti perch la
loro sensibilit pi acuta e la loro capacit di tollerare le frustra
zioni minore. Cosl un bambino al quale si danno troppi giocattoli
ne chieder incessantemente di nuovi. Se gli si consente di guardare
la televisione, vorr starla a guardare di continuo. Se gli si permette
di star sveglio fino a tardi, sar diilcile mandarlo a letto. Ma un
bambino sovreccitato anche dall'iperattivit e dall'inquietudine dei
suoi genitori. Lo stato eccessivamente caricato della madre si comu
nica al suo bambino. Purtroppo i genitori sembrano pensare che
quanta pi attivit un bambino sar incoraggiato a svolgere e quanto
pi imparer, tanto pi rapidamente crescer. L'intensit di questa
spinta inconscia ((verso l'alto", verso la testa, verso l'ego, e verso la
padronanza allarmante. Starsene gi", quieti, avendo il tempo per
sentire e pensare un modo di vivere quasi sconosciuto .
Tutti i pazienti depressi che h o curato erano persone che avevano
perso l'infanzia. Avevano rinunciato alla posizione lnfantile nel ten
tativo di sollevare i genitori dal peso di dover occuparsi di loro.
Erano cresciuti troppo alla svelta nel tentativo di soddisfare le aspet
tative connesse all'approvazione e all'accettazione. Erano divenuti o

avevano tentato di divenire gente d'azione per poi trovarsi di fronte


al fatto che le loro imprese non avevano senso, perch erano state
ottenute a spese della loro esistenza; e allora, incapaci di esistere e
di agire, cadevano in una reazione depressiva.
La depressione verr a chi non ha fede nell'esistenza e deve com
pensare questa mancanza con l'azione. Ha poca importanza se l'azione
serve a soddisfare un'ambizione personale o a rimediare ad un'ingiu
stizia sociale. Cos l'uomo d'affari di successo vulnerabile nei con
fronti della depressione tanto quanto il militante che cerca di rove
sciare il sistema. Sono venuti tutti e due nel mio studio con le mede
sime lamentele. Non si tratta di vedere se uno accetti il sistema o
si ribelli contro di esso. in ballo qualcosa di pi profondo di un
sistema. uno stile di vita nel quale l'individuo vede se stesso come
parte di un ordine pi ampio e ricava la propria individualit da
questo senso di appartenenza e di partecipazione a quest'ordine pi
ampio. Ci in contrasto con un'individualit basata sull'ego e sulla
sua immagine che mette in eccessivo risalto l'Io a spese deile rela
zioni dell'individuo con le grandi forze della vita che hanno reso pos
sibile la sua esistenza e che continuano a sostenerla di fronte all'ava
rizia e ali'avidit personali.
Se ho messo in rilievo l'importanza dell'alimentazione al seno, non
perch il fatto in se stesso determini il benessere futuro del bam
bino. Purtroppo non lo determina, anche se i benefici che offre sono
molti. La donna che allatta il suo bambino per dovere, perverte la
relazione naturale. Il suo ego o uio" ostacoler il piacere del bam
bino. Il bambino sar troppo consapevole del volere di lei per essere
naturalmente e pienamente se stesso, il suo essere ne sar turbato.
Non l'atto di allattare al seno che cos significativo, ma ci che
esso implica. Se implica che la madre possa ricavare soddisfazione e
realizzazione nella sua funzione naturale in quanto donna, il lattante
potr provare la medesima soddisfazione nelle proprie funzioni. Se
ci significa che una donna pu accettarsi come la madre animale che
dona se stessa e il proprio corpo al bambino, il bambino pu accet
tare la sua fondamentale natura animale. Ma se l'ego della madre non
le consente di riconoscere l'umanit che ha in comune con tutte le
donne o la propria natura mammifera che ha in comune con tutti i
mammiferi, ci le impedir di essere completamente presente per il
suo bambino e di dividere con lui la gioia che questa relazione intima
offre. Qualunque soddisfazione possa ottenere nell'essere una buona
amministratrice, questa pi che annullata dalla perdita della soddi
sfazione interiore di essere donna.

La morte di Dio
Quando un popolo crede e ha fede in Dio, il volere di Dio diviene
l'autorit suprema nella vita di tutti coloro che ne fanno parte, spe
cialmente in situazioni nelle quali il volere dell'uomo si rivela impo
tente. Ma, man mano che quel popolo acquista conoscenza e potere,
declinano il suo senso di fiducia e di rispetto per la divinit. Situa
zioni che in passato esigevano l'intercessione divina, non la richie
dono pi. Per . esempio, mentre l'uomo primitivo usava la magia e il
sacrificio per assicurare la fertilit dei campi, l'uomo modernq compie
un'analisi chimica del terreno e fa uso di fertilizzanti chimici per
ottenere lo stesso risultato. Analogamente l'uso della magia e della
preghiera per curare le malattie stato soppiantato da una medicina
basata sull'esame obiettivo e sulla ricerca empirica. Molte persone an
cora pregano ma poche credono che Dio intervenga direttamente negli
affari umani. Secondo un sottile modo di vedere la preghiera aiuta
la persona che prega a sentirsi meglio anche se ha poco o nessun
effetto sul corso degli eventi umani.
L'uomo moderno sembra non aver bisogno della fede in un dio.
Ha un livello di potenza che l'uomo non si era mai prima sognata.
Per dirla semplicemente in termini di cavalli vapore, ogni individuo
nei nostri paesi occidentali pu disprre di una quantit di potenza
quale pochi re avevano nei tempi passati. Il motore di un'automobile
media ha una capacit valutata di oltre duecento cavalli vapore. Se
a ci si aggiunge la potenza usata nelle barche a motore, negli aero
plani, negli elettrodomestici, nei frigoriferi, nelle lavatrici automati
che, negli impianti di riscaldamento, negli impianti di raffreddamento
dell'aria, negli apparecchi radio e televisivi e negli impianti di illu
minazione, la somma totale dell'energia disponibile per persona
enorme. Ma non solo la potenza energetica totale che ci interessa.
Sono aumentati anche gli usi per cui pu essere impiegata. I n quasi
ogni settore della vita vi sono macchine che possono tradurre l'energia
in azione. L'uomo non ancora arrivato al punto di poter condurre
una vita fatta tutta di bottoni da premere, ma si avvia decisamente
in quella direzione.
Man mano che la potenza dell'uomo cre:,ccva_, quella di Dio Jcli
nava. Con la perdita della sua onnipotenza, la base razionale per la
credenza in Dio svanita. l'via solo persone che hanno bisogno di una
base razionale per la loro fede possono sbarazzarsi cos alla leggera
di Dio. La morte di Dio pertanto indica che siamo diventati troppo
razionali e troppo obiettivi per credere in una divina Provvidenza
che potrebbe proteggerei e confortarci. Se abbiamo bisogno di guida,
ci rivolgiamo agli psicologi di professione o leggiamo libri di psico-

logia per scopnre le risposte alle nostre difficolt. Diamo per scon
tato che, se solo riusciamo ad ottenere le risposte giuste, potremo
applicarle alla nostra vita. Abbiamo riposto la nostra fiducia nel po
tere razionale della mente dell'uomo, certi che essa abbia la capacit
di risolvere tutti i problemi dell'uomo. L'uomo moderno sembra ri
tenere che con una scienza e una potenza energetica adeguate possa
diventare onnipotente.
L'orgoglio prelude alla caduta e noi stiamo assistendo all'inizio della
caduta. Stiamo rendendoci conto che il potere ha due facce: un aspet
to distruttivo oltre ad un aspetto costruttivo. Ci rendiamo conto che
l'uomo non p alterare a volont il delicato equilibrio ecologico della
natura senza dover pagare un prezzo. Sembra che, pi energia pro
duciamo, pi materiali contaminanti mettiamo in circolazione. Ma
la potenza dell'energia la nostra ossessione perch crediamo di do
verne avere ancora di pi per poter controllare la polluzione. L'affi
darsi alla potenza energetica pu creare una spirale verso il basso che
avr come suo esito .finale il disastro dell'umanit.
Se desideriamo capovolgere questo processo, dobbiamo per prima
cosa comprendere come mai l 'uomo venuto a trovarsi di fronte a
questo dilemma . A che punto ha perso la fede? E quando o come
giunto ad arrogarsi il diritto di controllare la vita? Sono grossi inter
rogativi ai quali purtroppo non posso nemmeno tentare di dare
una risposta in questa sede. Tuttavia vorrei trattare il tema del ruolo
che la psicanalisi ha avuto in questa storia. Non pu essere una pura
e semplice coincidenza che la psicanalisi sia sorta e fiorita durante il
periodo che ha visto diminuire la fede dell'uomo in Dio.
Dobbiamo cominciare con l'aflermazione che la psicanalisi ha dato
uno dei contributi pi importanti alla nostra comprensione di ci che
l 'uomo. Ed la dimostrazione che Freud ci ha fornito di come
processi. inconsci contribuiscano ad influenzare e alterare il pensiero
cosciente. Egli ha inoltre messo a punto una tecnica per rendere consci
questi processi inconsci. Cosl la psicanalisi ci ha dato i mezzi per
vedere le forze che stanno dietro alla facciata della razionalizzazione
e del comportamento socialmente approvato. stata come l'apparec
chio ai raggi X della mente. Per mezzo della psicanalisi Freud ha
mostrato che l'organismo si sforza di raggiungere il piacere attraverso
la soddisfazione delle sue pulsioni istintuali e che quando queste ten
denze entrano in conflitto con la realt della situazione sociale, esse
vengono o represse o sublimate.
La repressione di un impulso porta ad un conflitto interno che
ostacola la personalit . L'impulso rivolto contro di s e l'energia
dell'impulso viene usata per bloccare la sua stessa espressione. Nella
sublimazione, invece, si suppone che l'energia dell'impulso sia inca-

nalata in un sistema accettabile di scarica che non solo evita il con


flirto interno e quello esterno ma diviene anche un'espressione crea
tiva e favorisce il processo culturale. Freud si preoccupava soprat
tutto della pulsione sessuale. Chiam libido l'energia di questo im
pulso, e la concep dapprima come una forza fisica ma, nei suoi sc.:ritti
pi tardi, la descrisse come una forza psichica.
Freud riteneva fermamente che la cultura fosse impossibile senza
la sublimazione. Poich la gratificazione di tutte le pulsioni istintuali,
pensava Freud, non avrebbe lasciato nulla da desiderare, non vi sa
rehbe stata motivazione alcuna per una crescita culturale. Si dice ge
neralmente che la necessit sia madre dell'invenzione. Se tutte le ne
cessit fossero rimosse, dunque, non vi sarebbe pi alcuna ragione di
inventare qualcosa. Quest'argomento valido, ma trascura il fatto
che la necessit inerente all'ordine naturale. Il mondo non mai
stato esente da malattie e carestie, da catastrofi naturali e dalla morte.
La gratificazione istintuale dei bisogni orali e la soddisfazione ses
suale non eliminerebbero queste minacce alla nostra sicurezza. Lo svi
luppo culturale non dovrebbe essere visto, pertanto, come il risultato
della frustrazione e della sublimazione. Per Freud, "il progresso uma
no conduce necessariamente alla repressione e alla nevrosi. L'uomo
non pu avere ad un tempo felicit e progresso" ,9
Vi sono due ragioni fondamentali per le quali Freud accett l'ine
vitabilit del conflitto tra la gratificazione istintuale e la cultura. Una
di esse che egli era legato alla base ideologica della propria societ.
Era, come sottolinea Fromm, un critico della societ . . . Ma era anche
profondamente radicato nei pregiudizi e nella filosofia del suo periodo
storico e della sua classe " . Ritengo che Fromm abbia ragione nel
dire che Freud era "impedito dalla convinzione indiscutibile che la
sua societ, per quanto niente affatto soddisfacente, fosse la forma
definitiva del progresso umano e non potesse essere migliorata in al
10
cun aspetto essenziale" .
Tale atteggiamento da parte di Freud indica che egli era un uomo
di fede. Un uomo di fede non mette in discussione le radici della
propria fede. significativo che Freud non abbia mai analizzato se
riamente il suo rapporto con la madre. Come dice Fromm, " Freud
non poteva concepire che la donna potesse essere la causa principale
della paura. Ma l'osservazione clinica dimostra ampiamente che le
paure pi intense e patogene sono effettivamente in relazione alla f.

9 ERICH FROMM: The Crisis


analisi, Mondadori, Milano.
lO
Ibid.

of Psychoanalysis, trad. it. La cri

della psico

gura materna e che, al confronto, la paura del padre insignificante"."


Ci non di meno la fede che Freud aveva in se stesso e nella sua
missione era la fonte della sua forza.
L'altra ragione fondamentale che spiega la posizione di Freud stava
nella sua dedizione alla ragione e alla razionalit. Questa, tuttavia,
non lo rese cieco di fronte agli aspetti irrazionali del comportamento
umano. La psicanalisi sosteneva di essere la scienza dell'irrazionale o
dell'inconscio poich riconosceva chiaramente che l'inconscio esercita
un'influenza determinante sulla consapevolezza e sul comportamento.
Ma Freud accett la tesi che vi un conflitto inconciliabile tra queste
due forze, la razionalit e l'irrazionalit, cio gli aspetti consci e in
consci della condizione umana. E credeva altresl che fosse possibile
una soluzicrie di questo conflitto per mezzo della tecnica psicanali
tica, che mirava a portare alla coscienza l'inconscio. Se si potesse fare
cosl, l'uomo, con il potere della ragione e la forza del suo ego maturo,
esi libererebbe dal dominio delle tensioni inconsce; invece di rimuo
verle pu negarle, cio pu diminuirne la forza e controllarle con la
.12
sua volont"
In questa visione dell'uorrio si considera l'irrazionale solo nei suoi
aspetti negativi. Le pulsioni inconsce delle quali ci si deve liberare,
sono viste come impulsi immaturi, egoistici, distruttivi e ostili. II mio
maestro, Wilhelm Reich, mise in rilievo che per Freud l'Es era la
scatola di Pandora dei sentimenti negativi. Tutti i terapeuti che la
vorano con i pazienti in maniera analitica possono confermare che
l'inconscio davvero pieno di impulsi negativi e ostili. Se non si po
tesse superare questo strato negativo, si potrebbe essere d'accordo
con Freud che l'unica soluzione quella di rendere consci tali impulsi
e sottoporli ad un volontario controllo. Il fallimento della tecnica
psicanalitica sta. nel fatto che non mai andata abbastanza a fondo.
Ha operato soltanto con la mente, ignorando il cuore e il corpo . Par
tendo dalla premessa che non bisogna fidarsi dell'Es, ha finito col
dire: '1dove era l'Es, ci sar l'ego " . Data la sua prevenzione nei ri
guardi deli 'irrazionale, la psicanalisi non poteva giungere a nessun'altra
conclusione se non quella che il bambino una creatura amorale, pec
caminosa e perversa che dev'essere ammaestrata per diventare un es
sere educato.
Se la razionalit ha un valore positivo, all'irrazionale deve essere
assegnato un valore negativo. Se il ragionamento e la logica sono modi
di operare di tipo superiore, la reazione emotiva un modo inferiore.
Se il funzionamento mentale un modo superiore di .essere, il fun
!l

11

lbid.

Ibid.

zionamento corporeo un modo inferiore. Questi giudizi non sono


solo della psicanalisi, ma pervadono l'intera cultura occidentale. Basti
un esempio. Un bambino dice alla mamma: " non voglio mangiare la
verdura " . Alcune madri probabilmente insisteranno, ma molte rispon
deranno chiedendo a loro volta: "perch non vuoi mangiare la ver
dura ? " . Se il bambino risponde: " non mi va di mangiarla", pu
darsi che la mamma a sua volta replichi: "dimmi la ragione". Pare
che ahbiamo bisogno di ragioni per giustificare il comportamento.
I sentimenti non sono ragioni e pertanto non possono essere consi
derati sufficienti a giustificare le azioni di una persona. Ma poich la
motivazione dell'azione proprio quel che si sente, siamo costante
mente costretti a giustificare i nostri sentimenti, il che significa in
ultima analisi giustificare il nostro diritto di esistere. La ragione pren
de la precedenza sul sentimento,
La prevenzione di Freqd nei confronti dell'irrazionale (mi si con
senta di chiamarlo il non razionale per eliminare quel tanto di nega
tivo che associato al termine irrazionale) si rivelata in modo evi
dente nella sua analisi della religione. In Il futuro di un'illusione
Freud ha attaccato la validit delle credenze religiose. Ora Freud era
un logico e non gli fu difficile mostrare che i dogmi specifici della
religione mancavano di una base oggettiva. Osserv che " molte persone
sono state torturate dagli stessi dubbi ,n. che a suo parere non osavano
esprimere per paura o reprimevano per senso del dovere. Ma Freud
trascur il dato di fatto della fede che una condizione del sentire.
Una persona che ha fede non ne mette in discussione le radici perch
sa che se le sottoponesse . all'esame critico del proprio intelletto, ne
uscirebbe senza fede. La stessa cosa pu dirsi di qualsiasi sentimento.
Si pu analizzare ogni sentimento o sensazione fino al limite estremo,
ma quando lo si fa, si finisce col restare senza sentimento e con una
vita priva di significato.
Mentre dobbiamo riconoscere gli importantissimi contributi della
psicanalisi alla comprensione della condizione umana, dovremmo ren
derei conto che la psicanalisi ha avuto anche degli effetti negativi su
tale condizione. Ha contribuito ad aumentare l a spaccatura tra l'ego
e il corpo o tra la cultura e la natura, mettendo in rilievo l'antago
nismo tra questi aspetti polari della vita e ignorando la loro sotto
stante unit. Inoltre, mettendo a fuoco quasi esclusivamente i pro
cessi psichici, tende a denigrare il ruolo dei fattori somatici nelle ma
lattie emotive. Cos la psicanalisi tende a favorire l'illusione che la
mente sia l'unico aspetto importante del funzionamento degli esseri
IJ S. FREUD : Die Zukunft einer lllusion,
sione, Boringhieri, Torino.

1927, trad. it. Il futuro di tm'it!u

umani. In pratica ci porta a concentrarsi e immergersi nelle parole


e nelle immagini mentali e a farci assorbire da queste, trascurando
i modi di espressione non verbali. Non pu pertanto non finire in un
sistema di intellettualizzazioni che hanno perso la loro connessione
essenziale con la natura animale dell'uomo.
Non_ mia intenzione attaccare la psicanalisi. Ogni concezione va
lida pu essere male usata, e Freud non avrebbe approvato il cattivo
uso del suo metodo che stato qui sopra descritto. Voglio esprimere
l'opinione che la psicanalisi ha una fortissima prevenzione nei con
fronti del sentimento, del corpo e del concetto di fede. Il pregiudizio
di Freud verso la fede comprensibile se visto alla luce dell'abuso
che ne stato fatto da parte delle religioni organizzate. Cosl come
Freud si opponeva alle pretese della religione, facendo appello alla
ragione, la religione organizzata si opponeva alle scoperte della psica
nalisi con un appello alla fede . Il concetto della fede pu degenerare
facilmente in un vago misticismo che potrebbe distruggerne il vero
carattere e valore. Siccome la gente ha un disperato bisogno di fede,
le persone possono . essere indotte facilmente a rinunciare alla propria
individualit se si offre loro un sistema di credenze in nome della fede.
Freud infine ripose la sua fiducia nella scienza. Scrisse: "crediamo
che l'attivit scientifica possa scoprire sulla realt del mondo qualcosa
su cui basarci per aumentare il nostro potere e in armonia con la
quale possiamo regolare le nostre vite".14
Poi Freud si pose la domanda se questa convinzione potesse essere
un'illusione e immediatamente diede la risposta che i successi della
scienza mostrano ch'essa illusione non . Sono d'accordo che non si
tratti di un'illusione. La scienza ci d veramente il potere e ci offre
delle leggi per aiutarci a regolare le nostre vite. Ma la mia domanda
la seguente : le concezioni e il potere che la scienza offre favori
scono necessariamente la felicit e il benessere dell'uomo? Non mi
sentirei certo di rispondere a questa domanda in senso affermativo.
Non necessario prendere poizione tra le argomentazioni della
religione e quelle della scienza. N le credenze religiose n quelle
scientifiche combattono il problema fondamentale della depressione.
N un credo in Dio n un credo nella scienza impediranno a una
persona di diventare depressa quando si abbatte la carica energetica
del suo corpo per la perdita dalla capacit di sentire. E quando ci
accade, l'idea del credo perde il suo potere di tenerci su, perch la
forza di un'idea deriva dall'entit di 'affekt' (passione) o 'cathexis'
(carica) che vi si investe. Freud stesso aveva scoperto questo principio.
C' un altro pregiudizio in Freud da segnalare. Ed una visione
' Ibid.

falsa della natura. Sulla natura Freud ha scritto: " essa ha un modo
particolarmente efficace di !imitarci: ci distrugge freddamente, cru
delmente, con durezza, cos a noi sembra, e magari proprio attra
verso ci che ci ha dato soddisfazione" . E pi oltre: ((Veramente il
principale' compito della cultura, la sua vera raison d)etre di difen
derci dalla natura" .15 Si tratta di dichiarazioni duramente negative,
e in alcuni casi possono anche corrispondere alla realt, ma non sono
accompagnate da alcuna osservazione circa il Iato positivo della na
tura. Non forse vero che la natura, inoltre, ci nutre, ci sostiene e
rende possibili le nostre stesse vite? Se indifferente al destino del
l'individuo, perch dire che crudele? Freud veramente la sapeva
assai pi lunga. In realt godeva della natura. Uno dei suoi grandi
piaceri era quello di fare escursioni in montagna. Possiamo scusare
questa contraddizione nella personalit di Freud interprerandola dal
punto di vista del suo rapporto con la madre. I sentimenti che Freud
aveva nei confronti della madre erano anch'essi ambivalenti, ma in
questo caso egli reprimeva l'aspetto negativo che quindi proiettava
sull'universale madrenatura.
L'effetto di questo preconcetto fu di rendere Freud cieco a quegli
aspetti della vita umana che riguardano il rapporto di un bambino
con la madre o di un uomo con la natura, la grande madre. Inoltre
lo rendeva cieco di fronte alle importanti intuizioni di Cari Jung.
Fece sl che Freud ignorasse l'importante scoperta di Johann Bachofen
e di Louis Henry Morgen che il matriarcato e le culture matriarcali
avevano preceduto ovunque l'instaurazione di una societ patriarcale.
In tali culture, la frustrazione, la repressione e le nevrosi erano sco
nosciute. Eppure queste culture veramente primitive non erano sprov
viste di religione o di divinit. Le divinit cbe queste civilt adora
vano erano femminili, figure materne o figure della terra .
Eric Fromm fa u n interessante paragone tra principi matriarcali e
patriarcali. " Il principio matriarcale quello dell'amore incondizio
nato, dell'eguaglianza naturale, pone l'accento sui legami di sangue
e di terra, sulla compassione e sulla misericordia; il principio patriar
cale quello dell'amore condizionato, della struttura gerarchica, del
pensiero astratto, delle leggi fatte dall'uomo, dello stato e della giu
stizia. In ultima analisi la misericordia e la giustizia rappresentano i
due rispettivi principi".16
Questi due principi possono essere anche fatti corrispondere l'uno
all'ego e l'altro al corpo, oppure l'uno alla ragione e l'altro al senti
mento. Se Ii estendiamo, il principio patriarcale rappresenta l'ego,

1' Ibid.
1' E. fROMM:

op. cit.

la ragione, il credo e la cultura, mentre il princ1p10 matriarcale sta


per il corpo, il sentimento, la fede e la natura. vero che il principio
patriarcale oggi in una fase critica. Si esteso in maniera talmente
esagerata grazie alla scienza e alla tecnologia, che potrebbe essere sul
l'orlo del collasso. Ma finch questo non avviene e finch il principio
matriarcale non viene restituito al posto che gli compete come va
lore eguale ma polare, possiamo prevedere che la depressione diven
ter endemica nella nostra cultura.

9
La realt

Entrare in contatto con la realt


Ho usato Varie frasi per descrivere il paziente depresso: I
per
segue scopi irreali o resta attaccato a un'illusione, II
non ha 'groun
ding', e III
ha perso la propria fede. In diversi punti ho messo in
rilievo l'uno o l'altro di questi aspetti del problema. Ma si tratta sol
tanto di aspetti, il che significa che abbiamo studiato una singola
situazione da tre punti di vista diversi. La persona che non ha 'groun
dirig' non ha fede e persegue scopi irreali. D'altro canto, la persona
che ha 'grounding' ha fede ed in contatto con la realt. Forse il
modo migliore per dirlo che la persona in contatto con la realt
ha 'grounding' e fede.
''Realt" un termine he pu avere diversi significati a seconda
delle persone. Taluni possono interpretarla come la necessit di gua
dagnarsi da vivere; altri possono considerarla come un sinonimo della
legge della giungla - i forti sopravvivono mentre i deboli muoio
no - e altri ancora possono vederla sotto l'aspetto di una vita li
bera dalle pressioni di una societ competitiva. Anche se c' una certa
validit in ognuna di queste visioni del mondo, ci di cui ci occupia
mo qui la realt del S o il mondo interiore. Allorch diciamo che
una persona non ha contatto con la realt, vogliamo dire che non
in contatto con la realt della sua esistenza. Il migliore esempio lo
schizofrenico che vive in un mondo di fantasia e non consapevole
delle condizioni fisiche della propria esistenza.
Per ogni persona la realt basilare della propria esistenza il suo
corpo. attraverso il corpo che ha esperienza del mondo e risponde
ai suoi stiriloli. Se una persona non in contatto con il proprio corpo,
questa persona non in contatto nemmeno con la realt del mondo.
Questa la tesi che ho sviluppato nel libro The Betrayal of the Body.'
-

1 ALEXANDER LowEN: The Betrayal of the Body.

Citer un passo da quel libro: 1'se il corpo relativamente devitaliz


zato, le impressioni e le reazioni di una persona si affievoliscono. Un
corpo, quanto pi vivo, tanto pi vividamente percepisce la realt
e tanto pi attivamente reagisce ad essa. Abbiamo tutti constatato
personalmente che, quando ci sentiamo particolarmente bene e parti
colarmente vitali, percepiamo il mondo in un modo pi netto. In
stati di depressione il mondo appare sbiadito " .
I l primo passo nella cura della depressione quello d i aiutare il
paziente a mettersi in contatto con la realt del proprio corpo. Il
grado della sua depressione indica la misura in cui egli ha perso la
consapevolezza di s come persona fisica. Da questo punto di vista
come un individuo schizoide, che tuttavia nega la realt del proprio
corpo, mentre invece la persona depressa la ignora. La realt della
vita alla quale non si pu sfuggire che la persona il corpo o il
corpo la persona. Allorch il corpo muore, muore la persona. Allor
ch il corpo diventa " morto", cio privo di sensazioni e sentimenti,
la persona cessa di esistere come individuo con una personalit defi
nibile. Un'altra citazione da The Betrayal of the Body chiarir questo
punto: " il corpo che si scioglie d'amore, si congela di paura, trema
di rabbia e si protende in cerca di calore e di contatto. Staccate dal
copo queste parole sono immagini poetiche. Sperimentate nel corpo
hanno una realt che conferisce un significato all'esistenza. Se ba
sata sulla realt delle sensazioni corporee, un'identit ha sostanza e
struttura. Astratta da questa realt, l'identit un prodotto sociale,
uno scheletro senza carne ".
Il problema della terapia che la persona che non in contatto
con il proprio corpo non sa di che cosa le si parli. Pu perfino fare
questa dichiarazione: ''che cosa ha a che fare il mio corpo con ci
che sento? " . La dichiarazione assurda perch ci che quella per
sona sente il proprio corpo. Fuori del corpo non c' sentire. Come
pu una persona fare una dichiarazione del genere senza essere stata
condizionata a credere che il corpo sia solo un meccanismo che la
mantiene in vita .ma che in nessun modo la determina? Ma tale con
dizionamento fa parte della cultura occidentale ed radicato nell'etica
giudaico-cristiana, che considera il corpo peccaminoso, inferiore e pri
gione. dello spirito. La mente umana, quella meravigliosa facolt che
distingue l'uomo da tutti gli altri animali, considerata il vero segno
della natura umana, il criterio della sua umanit. Mentre l'uomo pri
mitivo adorava il corpo e le sue funzioni vitali come manifestazioni
di una forza divina, noi abbiamo dissociato questa forza dal corpo
e l'abbiamo investita nello spirito disincarnato che consideriamo divino.
2

Ibid.

La denigrazione del corpo nella religione occidentale era un tenta


tivo di spiritualizzare l'uomo; di sollevarlo al di sopra della pura esi
stenza animale. E finch l'uomo ha avuto un corpo vivo e si mante
nuto in contatto con esso attraverso le necessit fisiche della vita quo
tidiana, questo sforzo ha avuto un senso. Non ha pi senso nella si
tuazione in cui ci troviamo ora. L'eccessiva importanza attribuita alla
mente e allo spirito ha prodotto spiriti senza corpo e corpi senza spi
rito e disincantati. Il risultato finale che la religione ha perso la
sua efficacia di baluardo della fede avendo scalzato le radici dell'uomo
nel suo corpo e nella sua natura animale.
Questo processo stato favorito da una posizione scientifica che ha
ignorato la validit dell'esperienza soggettiva a favore di un atteg
giamento obiettivo privo di emozioni nei confronti della vita. Trat
tando tutte le funzioni vitali come meccanismi meramente psico-chi
mici, tale concezione ha ridotto il corpo a un oggetto: uno dei molti
che la scienza ha cercato di controllare e manipolare. Qui, di nuovo,
l'obiettivo aveva un senso all'inizio, perch aumentava il potere del
l'uomo e il senso di dominio e aumentava in larga misura la sua si
curezza esterna. Ma questo valore stato perduto quando l'intero pro
cesso della vita si trovato di fronte al pericolo di trasformarsi in
un'operazione meccanica.
Ho a lungo considerato la psicanalisi come il grande sforzo finale
per sottomettere e controllare la fondamentale natura animale del
l'uomo. La psicanalisi appartiene, pertanto, con la religione e con la
scienza, alla tradizione occidentale della superiorit della mente sulla
materia e dell'uomo sulla natura. Come gli altri tentativi compiuti
in questa direzione, ha avuto un senso all'inizio. L'uomo doveva
acquistare coscienza dei suoi processi mentali inconsci se voleva com
prendere il proprio comportamento. Ma come avrebbe poruto svilup
pare la comprensione necessaria se era ignorata la realt fondamentale
del suo essere, cio il funzionamento del suo corpo? Eppure stato
con la psicanalisi che questo difetto nell'approccio dell'uomo alla vita
stato riconosciuto. stato infatti uno psicanalista, Wilhelm Reich,
a scoprire il fatto ovvio che il carattere psicologico di un individuo
espresso dall'atteggiamento del suo corpo.
II portamento di una persona, il modo in cui questa si muove,
parla e irradia ci che sente, ci dice chi egli sia. Questo lo sappiamo
tutti istintivamente, Io sapevamo da bambini. Come siamo divenuti
tanto ciechi da non riconoscere questa verit? Tale cecit di fronte
all'ovviet poteva venire soltanto da un lungo condizionamento che
ci ha insegnato a credere che la persona si .identifica con la sua mente
e non con il suo corpo. Siamo stati condizionati a non avere fiducia
nei nostri occhi o nei nostri sensi, perch essi portano alla mente solo

informazioni soggettive. Ma la persona che non crede ai propri sensi


non pu avere fede nelle proprie percezioni e nelle proprie reazioni.
E, naturalmente, non pu avere nessuna certezza della realt.
La resistenza a vedere il corpo come equivalente della persona
profondamente strutturata in molti. Non una resistenza facile da
superare perch poche persone sono pronte ad abbandonare l'illusione
che la mente dell'uomo, qualora abbia a disposizione un'adeguata
quantit di informazioni, sia onnipotente. Il caso seguente un'ulte
riore illustrazione dell'irrealt che pervade la condizione depressiva.
Tempo fa vidi un uomo tra i quaranta e i cinquant'anni che si la
gnava di una reazione depressiva iniziata un anno prima, circa sei
mesi dopo aver venduto la sua ditta ad una grande impresa per una
considerevole somma di denaro. La vendita era stata effettuata a con
dizione che lui stesso si occupasse dell'impresa per cinque anni dato
che era considerato molto bravo nel suo campo. Quella che avrebbe
potuto essere un'esemplare vicenda di successo nel lavoro si trasfor
m presto in una grande amarezza per il mio paziente che divenne
inquieto e cominci a crucciarsi di lavorare per un padrone. Si spa
zientiva con i suoi impiegati e cominciava a gridare e ad arrabbiarsi
con loro. Le scenate erano di breve durata e la sua gentilezza di fondo
presto ristabiliva la situazione. Ma la depressione si approfondiva co
stantemente. E allora rivel questa storia.
Dieci anni prima, poco prima che il suo matrimonio fallisse, aveva
avuto attacchi di vertigine e aveva provato qualche difficolt a cam
minare. Ne parlava come di una sorta d'agorafobia: di paura di stare
in spazi aperti. Questi attacchi lo portarono nello studio di uno psi
chiatra che per cinque anni lo sottopose alla psicanalisi con sedute
quattro o cinque volte alla settimana. Il risultato della cura fu che
riuscl a fronteggiare in qualche modo le sue ansie e le sue fobie. Nel
corso della cura analitica acquist inoltre l'aggressivit che gli aveva
consentito di ottenere il successo negli affari. Aveva acquisito delle
verit importanti su se stesso, ma molti dei suoi problemi restavano
irrisolti. Sapeva che un problema importante per lui era il bisogno
di avere il controllo su se s tesso e sugli altri. Tuttavia la terapia
analitica gli fu di scarso aiuto per sbarazzarsi di questa necessit di
controllo. Ci era evidente nel suo funzionamento sessuale. Aveva
prima bisogno di una lunga bmiliarit con la sua partner sessuale
per poter essere erettivamente potente. Inoltre non poteva eiaculare
senza l'uso della fantasia. Non poteva lasciarsi andare o abbandonare
il proprio ego a una donna o alla propria sessualit.
Tenuto conto di questo fui sorpreso quando mi disse: " malgrado
tutti i miei problemi, mi godo la vita. Sono quasi sempre felice " .
Allorch sottolineai l'assurdit della sua dichiarazione, lui la chiari

in questo modo: '1io faccio dei giochi e il gioco pi grosso consiste


nel superare la mia nevrosi con l'astuzia. Faccio anche il gioco di
essere felice, di avere successo, e di avere degli amici malgrado la mia
nevrosi". Non era altro che l'ammissione che si era illuso di essere
felice mentre era terribilmente infelice. Per esempio, avrebbe .sem
pre voluto diventare scrittore ma invece si era laureato in ingegneria.
Date le frustrazioni emotive della vita di questo paziente, non
forse naturale che fosse depresso? La risposta no. La reazione na
turale alla frustrazione la rabbia, ad una perdita la tristezza e
l'afflizione. Una reazione depressiva indica che la persona ha funzio
nato in base ad un 'illusione. certamente un'illusione credere che
uno possa vincere la propria nevrosi con l'astuzia. Tale atteggiamento
divide la personalit in una parte razionale, che perfettamente co
::dente, e in lina parte irrazionale, che il comportamento nevrotico.
Tale divisione conduce all'illusione che la mente cosciente possa e
debba avere il controllo della personalit. Ogni volta che questo con
trollo viene meno, l'individuo si lascia prendere dal panico e diventa
depresso, il che accresce l'apparente bisogno di un maggiore control
lo. L'individuo in tal modo intrappolato in un circolo vizioso senza
via d'uscita.
Per rompere questo circolo vizioso, il paziente deve essere messo
in contatto con la sua realt: la realt della sua situazione vitale, la
realt dei suoi sentimenti, la realt del suo corpo. Queste tre realt
non possono essere separate l'una dall'altra. La persona che in con
tatto con i suoi sentimenti anche in contatto col suo corpo e con
la sua situazione di vita. Per la stessa logica, la persona che in con
tatto con il suo corpo in contatto con tutti gli aspetti della sua
realt. Mettersi in contatto , pertanto, il primo passo verso la libe
razione dalla depressione e verso l'acquisto della fede. La via pi im
mediata per conseguire questo obiettivo consiste nell'aiutare il pa
ziente ad entrare in contatto con il proprio corpo.
n mio paziente era vagamente consapevole di avere delle tensioni
fisiche, ma non ne era in contatto con la gravit e con il grado in cui
esse immobj}izzavano i suoi movimenti e la facolt di sentire . Mentre
.
parlavamo insieme, osservavo che stava seduto affondato nella sedia
con la testa insaccata dentro le spalle. Sedeva "in se stesso" il che
significa che era trattenuto in dentro e non si poteva aprire n poteva
manifestare i suoi sentimenti. Quando lo posi sul cavalletto a respi
rare-, notai che la sua respirazione era superficiale. Egli sentiva questa
come una posjzione di 'stress' estremo che lo spaventava. Per alle
viargli l'ansia, andai io stesso sul cavalletto e gli mo?trai che con
un po' di rilassamento, la respirazione si approfondiVa e si poteva
tollerare la tensione per un certo tempo senza alcuna difficolt. La

mia dimostrazione gli allevi l'ansia ed egli riuscl a lasciarsi andare


un pachino di pi. In realt il mio paziente era sorpreso che io, pi
vecchio di lui, potessi fare quell'esercizio molto pi facilmente perch
si considerava piuttosto atletico, dato che era uno sciatore.
Mentre stava sdraiato sul letto, gli chiesi di tirar calci sul mate
rasso e dire di no. Diede espressione a questo atteggiamento debol
mente e in modo poco convincente. Ma mi disse: 11In ufficio faccio
presto ad arrabbiarmi e grido di continuo". Eppure non riusciva a
farlo nel mio studio dove sarebbe stato il caso che lo facesse per
sfogare i suoi sentimenti repressi. Molti sono vittime del malinteso
che le scenate isteriche siano forme valide d'espressione della pro
pria personalit. Esse sono, invece, esattamente l'opposto: perch in
dicano scarsa padronanza di s e l'incapacit di liberare le emozioni
se non dietro provocazione. Dopo questa spiegazione, il paziente fece
uno sforzo maggiore per mettere pit1 sentimento nei calci, nei colpi
e nelle grida.
Alla seduta successiva riferl un lieve miglioramento. Le angosce
erano diminuite e la depressione si era alleviata sensibilmente. Attri
buiva i miglioramenti al fatto d'aver scaricato la rabbia, perch rite
neva che la repressione della rabbia fosse responsabile della sua rea
zione depressiva. Ci era vero solo in parte. La repressione di qual
siasi sentimento si collega al1a repressione di ogni sentimento: di tri
stezza, di paura, d'amore e cos via. Bench il mio paziente fosse
maggiormente consapevole di imbrigliare la rabbia, in realt ''si tene
va dentro" tutti i suoi sentimenti. Il termine < tenersi dentro" signi
fica che il meccanismo della depressione la chiusura di tutti gli
sbocchi: genitale, anale, e orale. In questi individui le maggiori aree
di tensione sono nei muscoli del collo e della gola e in quelli del ba
cino e dei glutei. Il mio paziente aveva il collo corto e grosso. I mu
scoli della parte posteriore del collo erano troppo sviluppati e grave
mente contratti. Una condizione analoga poteva essere riscontrata pal
pando i muscoli che circondano gli sbocchi inferiori.
L'atteggiamento caratteriale del " tener dentro" pu essere messo
a confronto con quello del "trattenere " . Nel secondo caso, le tensioni
principali sono nei muscoli lunghi del corpo, specialmente in quelli
lungo la colonna vertebrale. Questo schema di tensione produce una
rigidit dd corpo generalmente connessa ad una personalit pi com
pulsiva e aggressiva. Il .. tener dentro pi tipico della struttura
caratteriale masochista.1
n

l ALEXANDER LoWEN: The Physical Dynamics of Character Structure e The


Language Of the Body (La dinamica fisica della struttura del carattere, e il
linguaggio del corpo).

Dopo diverse settimane di continui miglioramenti, la terapia fu in


terrotta per due settimane a causa di una mia assenza dalla citt.
Quando rividi il paziente, questi era depresso e angosciato. Lo avevo
messo in guardia circa l'inevitabilit della ricaduta. Durante questa
seduta, mentre lavorava sulla respirazione e sul movimento, gli venne
improvvisamente la nausea. Dapprima resistette all'idea di vomitare.
Quando sottolineai che questo era il modo usato dal suo corpo per
non tener dentro e per buttar fuori, acconsent a provarci. Bevve un
po' d'acqua e, usando il dito, vomit facilmente. L'esperienza lo
scosse, ma fu piacevolmente sorpreso di trovare che essa gli- calmava
immediatamente le angosce. Cito questo incidente per introdurre l'idea
Che il corpo, se gli si consente di tornare in vita, trover il suo modo
di sfogare le proprie tensioni.4
Questa seduta fu l'ultima. Perch non abbia continuato la t erapi
.
non lo so. Posso solo immaginare che l'idea di liberare i sentlmentl
e le sensazioni lo abbia spaventato. Non era preparato ad accettare
il dolore e la fatica fisica necessari per liberarsi delle sue tensioni
muscolari. Scommetto che si aspettava da me che lo aiutassi ad acqui
sire un maggiore controllo sul corpo in modo da poter superare la
reazione depressiva con uno sforzo di volont. Tuttavia questo non
il modo di affrontare un problema depressivo, perch accresce il
senso di irrealt del paziente, dissociandolo ulteriormente dal pro
prio corpo.
Questa breve cartella clinica serve a dimostrare due punti fonda
mentali. I n primo luogo, tutte le persone depresse mancano di con
tatto con la realt della loro vita. Penso che questa affermazione in
grado minore si possa estendere alla maggior parte della gente. In
secondo luogo, gli individui depressi non sono in contatto con i loro
corpi. Non sentono le tensioni muscolari che li bloccano e imprigio
nano. Se si sentono tesi, come accade a molti, lo attribuiscono alla si
tuazione immediata per cui si sentono impotenti a cambiare. Allora
si rivolgono a una pillola o a una droga. Non si rendono conto di
quanta tensione si sia strutturata nei loro corpi e come questa con
tribuisca alle loro angosce e al loro senso di impotenza.
Tra i miei pazienti depressi c'era una donna che si lamentava prin
cipalmente del fatto che il marito era insensibile nei suoi confronti.
Bench questa lamentela fosse abbastanza giustificata, la donna non
si rendeva conto di quanto i suoi problemi contribuissero a creare
questa situazione. Le chiesi di protendersi con le braccia e di dire
" ti voglio " . Non riusc a dirlo, almeno non con sentimento. Voleva
4 Per il significato della nausea spontanea e per il ruolo che essa svolge nel
l'ambito della terapia, rimando al mio precedente volume: P!eamre.

farlo, almeno consciamente, ma la gola era troppo tesa e le spalle


troppo irrigidite per lasciar uscire il sentimento. Capl allora che non
riusciva a protendersi verso suo marito e che non poteva attribuire
esclusivamente a lui la colpa dei suoi problemi matrimoniali.
Descriver un altro caso, quello di un giovane che con deci:;:c.n.:!
e forza di volont era stato in grado di ottenere quasi tutte le cc- :!
che desiderava. Per far ci aveva troncato in massima parte ogni s'uo
sentimento. Con la terapia riacquist un po' della capacit di espri
mersi; riusciva a piangere e a mobilitare la rabbia. Ma aveva un pro
blema che apparve chiaramente quando si protese in su con le mani
e disse: " dammelo" . Fece la domanda con forza e in risposta gli diedi
la mia mano, leggermente richiusa a pugno. Lui la prese, la tenne e
quindi si calm. Non sapeva che farne. La maggior parte dei pazienti
in questa situazione mi prende la mano e se la mette sul torace, sulle
guance o sulla bocca. Ripetemmo questa operazione con l'asciuga
mano arrotolato. Lo afferr con fermezza e lo tenne, ma non fu in
grado di procedere oltre. Quindi disse: " Non posso avere ci che
voglio. Posso anche attaccarmi in modo che non mi venga portato
via. vla non posso possederlo. Non posso far sl che sia parte di me.
Non posso aprirmi e prenderlo dentro di me".
Per aiutare i miei pazienti a comprendere cosa vuoi dire aprirsi,
descrivo il comportamento degli uccellini di una nidiata allorch la
madre arriva col cibo. Il becco dell'uccellino si spalanca; sembra che
si spalanchi addirittura di pi della largheiza del sacco del suo corpo.
uno spettacolo incantevole e l'ho schizzato nel disegno riprodotto
in questa pagina. Sono certo che tutti noi abbiamo visto una
scena del genere e siamo stati impressionati da quanto l'uccellino
apra la bocca e il corpo per ricevere le offerte della madre.

Un lattante si apre e si protende nello stesso modo per ricevere


seno. Non solo la bocca che si apre ma anche la gola e tutto il
corpo, non solo le labbra e le mani che si protendono ma tutto
l'essere del bambino. Il fatto di aprirsi e di protendersi comincia con
un'ondata di eccitazione al centro del corpo che fluisce verso l'alto
attraverso il torace e all'infuori, attraverso le braccia, la gola, la boe
ca e gli occhi. Il sentimento che accompagna questo movimento pu
essere descritto come un protendersi dal profondo del cuore o un aprir
si che si estende ad includere il cuore. Il neonato si apre e si pro
tende con amore e cos pu prendere nel suo corpo l'amore che gli
offerto.
Aprire la personalit significa aprire il cuore di una persona in
modo che sia capace di esprimere e ricevere l'amore. Non si tratta
di una metafora ma di una realt fisica. Un cuore aperto quando
il sentimento o l'eccitazione che c' nel cuore pu scorrere libera
mente nelle braccia o attraverso la gola e nella bocca e sulle labbra
e su fino agli occhi. Cos come gli impulsi defluiscono all'esterno
attraverso questi sentieri, le impressioni rifluiscono all'interno lungo
gli stessi sentieri. Una persona aperta sente nel cuore l'affetto che
altri hanno per lei. Il sentimento sgorga dal cuore e scorre in s
e in gi nel corpo, verso la testa e anche verso i genitali 'e le gambe.
Una persona aperta aperta da ambedue i lati del corpo. La sua ses
sualit imbevuta d'amore per il partner e ogni passo che fa un
contatto amoroso con la terra.
Quando diCiamo di una persona che ha il cuore chiuso, vogliamo
dire che il suo cuore non si pu raggiungere. Se il cuore stesso do
vesse chiudersi, la persona morirebbe. Ma si possono tuttavia restrin
gere le vie d'accesso al cuore sia dall'alto che dal basso. E si pu tra
sformare la cassa toracica in una prigione con le tensioni muscolari
che rendono rigido e immobile il torace. Il torace rigido e gonfio
dice, nel linguaggio del corpo, " non lascer che tu ti avvicini al mio
cuore" . Tale atteggiamento del corpo si forma in seguito ad una grave
delusione in un rapporto d'amore avuto in tenera et e precisamente
nella relazione del bambino con la propria madre. Reich ha descritto
tale tensione come un processo di formazione di un'armatura desti
nata a proteggere la persona contro il pericolo di <;ssere di nuovo fe.
rita. Serve anche ad attutire il dolore della ferita iniziale ed pertanto
una difesa contro il sentimento.
I miei pazienti sono bloccati nella loro capacit di aprirsi e di pro
tendersi completamente- e con naturalezza. Nella maggior parte di
loro trovo che il torace teso e rigido in forma di volta per proteg
gere e salvaguardare il cuore. Quindi c' un anello di contrazione mu
scolare intorno alla radice del collo che restringe l'apertura della ca-

il

vlta toracica. In taluni il collo corto e spesso con forti muscoli che
strangolano efficacemente ogni impulso in uscita. In altri il collo
lungo e sottile, con muscoli tesi che comprimono in una morsa ogni
impulso . La mascella serrata per controllare l'accesso all'interno o
l'uscita verso l'esterno. Le tensioni croniche della mascella non man
cano mai, c in alcuni casi la capacit di aprire la bocca drastica
mente ridotta. Persino le labbra si paralizzano e non sono in grado
di spostarsi in avanti, liberamente e con facilit. Spasticit muscolari
intorno alle spalle e alle scapole limitano efficacemente la portata
dell'estensione delle braccia.
Man mano che porto i miei pazienti in contatto con i loro corpi,
essi riescono a sentire le frustrazioni e le privazioni che hanno pro
dotto quelle tensioni. Ricordano il desiderio della madre che non c'era
e diventano consapevoli di come hanno represso il sentimento per
elimjnare il dolore. Sentono come hanno soffocato il loro pianto quan
do hanno scoperto che produceva una reazione ostile nel genitore.
Hanno imparato le maniere di una cultura che crede nella frustra
zione. Hanno imparato a " tener rigido il labbro superiore" , per resi
stere di fronte alla delusione, " mento in su, vecchio" . Lo stare in
guardia era diventato per loro una seconda natura perch avevano da
tempo perso la fede nelle reazioni dei genitori. S'erano chiusi e ave
vano tenuto dentro di s o trattenuto i loro sentimenti. Avevano
smesso di protendersi perch sentivano che poi sarebbero stati feriti.
Infine, avevano accettato la norma che l'amore bisogna guadagnar
selo con le buone azioni. Questa norma riassume in se stessa un atteg
giamento in base al quale il bambino considerato un essere mac
chiato dal peccato (la dottrina del peccato originale) i cui diritti sono
un dono dei genitori a condizione che lui si adatti alle loro pretese.
Il bambino che si sottomette a quest'atteggiamento deve reprimere
la propria rabbia e la propria ostilitl. Questa ulteriore repressione
aumenta ulteriormente lo stato -di chiusura.
La persona che non in contatto con il corpo non sa di essere
chiusa. Parler d'amore, far persino dei gesti d'amore, ma poich il
suo cuore non n nelle sue parole n nelle sue azioni, quei gesti
non riusciranno ad essere convincenti. Si rende conto dell'importanza
dell'amore e cosl cercher in modi indiretti di ottenere l'amore di cui
ha bisogno. Cercher di aiutare gli altri senza rendersi conto che sta
proiettando il proprio bisogno su di loro. Essendo tagliata fuori da
se stessa, imposter il proprio problema nel mondo esterno, al di fuori
di s. Ed per questo che ogni sforzo che fa per ottenere l'approva
zione (comportandosi bene, diventando ricca, "'ottenendo successo) si
dimostra privo di significato, poich non influenza la sua esistenza in
teriore. I ::.uccessi o ci che riesce a fare non hanno per lei altro va-

lore che quello relativo al suo ego. Continua a sentirsi frustrata senza
sapere perch. Essendo tagliata fuori, non toccata dalla sensibilit
degli altri nei suoi confronti, e ci la lascia con la sensazione che gli
altri non facciano abbastanza.
Quando una persona si mette in contatto con il proprio corpo, si
rende conto che le proprie restrizioni e limitazioni sono causate da
tensioni muscolari croniche. Ne vede l'origine, e percepisce gli impulsi
che esse bloccano. Con l'aiuto di un terapeuta competente pu libe
rare questi impulsi e diminuire o eliminare le tensioni. Passo per passo
riacquista l'abilit di aprirsi e di protendersi di cui era stata dotata
alla nascita.. Questa capacit trasforma l'individuo da una persona fru
strata in una che pu partecipare emotivamente al dare e prendere
della vita. Prima non era capace n di dare n di ricevere amore ma
solo di fare, in sostituzione dell'esistere.
Questa capacit diviene la base di una nuova fede in se stessi e nei
propri sentimenti. Il fatto di mettersi in contatto con il corpo apre
la via ad un nuovo modo di comprendere se stessi che si trasforma
gradualmente in accettazione di s. Questo cambiamento avviene quan
do il mettersi in contatto porta ad essere in contatto. Vedremo che
l'amore essere in contatto. Ho definito l'amore il desiderio di essere
vicini a qualcuno o a qualcosa.5 Il senso di amare come il senso del
tatto un senso intimo. Per toccare si dev'essere vicini e per essere
vicini si deve amare.

Essere in contatto
Non possiamo attenderci che le persone che non sono in contatto
con la realt, ivi compresa la realt dei loro corpi, siano degli adulti
responsabili. Non possono assumersi la responsabilit effettiva della
propria vita o delle proprie azioni, perch non sono in contatto con
le forze dinamiche che determinano il loro comportamento e le rela
tive risposte. I n passato potevano adeguarsi agli schemi di condotta
in uso, con la certezza che, seguendoli, non sarebbero stati biasimati.
Ma in un mondo che non riconosce n accetta pi schemi formali di
relazione, la responsabilit di stabilire rapporti emozionali significa
tivi pesa decisamente sull'individuo. una responsabilit che si pu
assolvere pienamente solo se si in contatto con se stessi.
Essere in contatto significa essere consapevoli del proprio corpo ,
della sua espressione, del suo stato di apertura e dei suoi schemi di
tensione. Quando si in contatto con la personalit corporea, non si
funziona unicamente sulla base di un 'immagine mentale che potrebbe
5

Vedasi Love and Orgasm, (Amore

Orgasmo).

corrispondere o meno a questa personalit. Essere in contatto signi


fica avere una certa comprensione delle esperienze che hanno model
lato la propria personalit, particolarmente a livello somatico. Non
potr mai insistere abbastanza sul fatto che il corpo la pietra di
paragone della realt di una persona. La persona che pensa di cono
scersi ma non in contatto con il tipo e il significato delle proprie
risposte fisiche, opera in base a un'illusione. Scambia l'intenzione per
l'azione. In cuor suo vuole protendersi, ma l'impulso non pu scor
rere liberamente attraverso la sua armatura muscolare. L 'azione esi
tafite, incerta e ambivalente e naturalmente essa evoca una risposta
altrettanto incerta ed ambivalente. Tale situazione potrebbe essere
molto frustrante e potrebbe perfino condurre a risentimenti qualora
l'individuo non si renda conto della propria difficolt. In tal caso po
trebbe dire: " voglio protendermi verso di te, ma sono stato ferito
tante volte che sono esitante e cauto nel farlo" . Possiamo rispondere
senza esitare a questa affrmazione con la nostra simpatia e con il
nostro affetto.
Quando le tensioni del corpo sono pi gravi, il protendersi pu
trasformarsi in un atto crudele o sadico. Ho visto accadere questo
molte volte con i pazienti quando davo loro la mano. Dapprima la
prendevano con dolcezza, ma, via via che aumentavano le sensazioni,
le loro mani si trasformavano in artigli e la presa si rafforzava come
se dovessero strapparmi il pugno dal braccio. In una situazione tera
peutica, ci permette di esplorare pi a fondo i sentimenti del pa
ziente, ma disastroso in una relazione amorosa. Possiamo compren
dere questo fenomeno allorch ci rendiamo conto che l'impulso d'amo
re si trasforma in rabbia quando va ad attivare i sentimenti negativi
bloccati nell'armatura muscolare. Ci mostrato schematicamente nel
seguente diagramma:

t.\UC..Ol..bTURA
.C.QM.ATU

COMT&U.TrA a

sadica la combinazione di amore e rabbia, o furore, diretti alla


stessa persona; si tratta cio del bisogno di ferire quale espres
sione dell'amore. Contrariamente all'individuo ostile e pieno di odio,
il sadico ferisce la persona che ama. Reich riteneva che l'impulso
d'amore venisse lacerato nel passaggio attraverso la muscolatura_ con
tratta e che lo sforzo di unificarlo Io trasformasse in un'azione dura
e crudele. In una situazione del genere, una persona in contatto col
proprio corpo direbbe: " non riesco ad amare. Sono troppo pieno di
ostilit" invece di infliggere dolore alla persona amata.
Essere in contatto non solo il presupposto della responsabilit,
ma ne l'essenza stessa. L'adulto, al contrario del bambino, respon
sabile del proprio benessere. Non una responsabilit imposta dal
l'esterno ma una responsabilit inerente alla natura dell'individuo
adulto, uomo o bestia che sia. Eppure generalmente noto che molte
persone, specialmente quelle depresse, sono incapaci di assumersi que
sta responsabilit. Sono turbate da sensazioni di privazione prove
nienti dall'et infantile che indeboliscono l'autopadronanza e la fiducia
in se stessi. Cercano approvazione e sembrano aver bisogno di soste
gno e di rassicurazione. II loro comportamento definito immaturo
ed i rapporti sono caratterizzati dalla dipendenza. Sono individui di
retti dall'esterno perch non sono in contatto con i propri sentimenti
e i propri corpi.
Nel corso della terapia, spesso sento i pazienti esprimere il biso
gno che qualcuno si prenda cura di loro, il bisogno di essere amati.
Posso capire benissimo perch abbiano questi sentimenti dato che
i loro bisogni fondamentali non sono stati soddisfatti nei primi anni
di vita. Ma cosa si pu fare? Ho sottolineato prima che un terapeuta
non si pu prendere cura dei pazienti o amarli con la devozione che
i loro genitori avrebbero dovuto mostrare. Pu essere sensibile nei
loro confronti , sostenerli e comprenderli, ma non pu fare da madre
e padre ai suoi pazienti. Eppure c' della verit nel bisogno d'amore
che hanno i pazienti. Attraverso l'amore, cio, per mezzo di un
amore materno che si esprime nel prendere in braccio il bambino,
nel curarlo e nel rispondere alle sue richieste, egli acquisisce il senso
del proprio corpo e s'identifica con esso. In assenza d'amore il corpo
una fonte di dolore; il bisogno di contatto divent:a una brama tor
mentosa e il bambino respinge il proprio corpo cos come la madre
ha respinto il bimbo stesso. La conseguenza disastrosa della perdita
dell'amore materno la perdita del corpo. Persino in un adulto la
perdita di una persona profondamente amata ha un effetto di ottun
dimento sul corpo: i sentimenti, infatti, perdono di significato, il
corpo diventa insensibile.
Ogni paziente ha bisogno di essere toccato e questo particohr-

mente vero nel caso dell'individuo , depresso. Toccandqlo, se ne su


scitano i sentimenti. Stando in contatto con lui, si esprime la propria
simpatia e umana comprensione. E toccandolo materialmente con ca
lore e sentimento, gli si comunica il proprio amore. Di tanto in tanto,
quando ne sorge il bisogno, pu essere necessario che il terapeuta
tenga il paziente abbracciato. Non lo terr stretto col sentimento di
una madre verso il bambino o con quello di un amante per la per
sona amata, ma con l'affetto che un essere umano pu provare per
un suo simile senza il timore di toccare e di amare. Il contatto fisico
tra il terapeuta e il paziente era tab nel procedimento psicanalitico
tradizionale. Lo scopo era di evitare che sorgessero sensazioni ses
suali tra l'analista e il paziente. Ma l'effetto era opposto. Il divieto
aCcentuava il transfert sessuale spingendolo in profondit e facendo
venire al paziente la paura di protendersi a toccare l'analista. Poich
questo proprio il problema del paziente e la ragione fondamentale
per la quale questi ha bisogno della terapia, il tab contro il con
tatto fisico menomava l'intervento terapeutico.
Per quanto sia importante essere toccati, pi importante ancora
essere in grado di toccare. Toccando entriamo in contatto. Toccan
domi, un paziente entra in contatto non soltanto con chi sono io ma
anche con chi lui. Pertanto suggerir al paziente di protendersi
alzando le braccia e di toccarmi la faccia con le mani. L'ansia che
suscita questa prospettiva sorprendente. Alcuni pazienti mi toc
cheranno con le punte delle dita come se avessero paura di stabilire
un contatto pi completo. Altri mi passeranno le dita sulla faccia
come i bambini piccoli quando cercano di sentire il corpo umano.
E altri ancora mi spingeranno via la faccia come per difendersi da
qualsiasi vero contatto o toccamento reciproco. Queste reazioni mi
consentono di analizzare e di lavorare sulle angosce del paziente nei
confronti del toccare. Se non si fa cosl, come ci si pu aspettare che
egli sia in contatto con la vita?
Tuttavia della massima importanza, per il paziente, entrare m
contatto con se stesso, non per mezzo dell'intervento di un'altra per
sona che lo renderebbe dipendente da essa, ma con mezzi propri e
partendo dalPinterno del proprio essere. E questo si ottiene facendo
fare al paziente i diversi tipi di l'espirazione e di esercizi espressivi
che abbiamo gi descritto. Dapprima egli scoprir quanto poco in
contatto con se stesso, ma questo un passo in avanti verso la rea
lizzazione del contatto. Quindi scoprir che l'entrare in contatto un
procedimento doloroso; suscita sensazioni e sentimenti che erano stati
repressi nel momento in cui erano diventati insopportabili. anche
fisicamente doloroso, perch l'afflusso del sangue, dell'energia e delle

sensazioni nei tessuti contratti spesso fa male. Con qualche rassicu


razione il paziente pu accettare questo dolore come un fatto positivo.
Il dolore sparisce non appena i tessuti si rilassano e il paziente sco
prir alla fine che l'essere in contatto .l'essenza del piacere.
Finch non entra in contatto con il proprio corpo, una persona
legata alla perdita che ha prodotte tale stato. Ogni suo sforzo ba la
motivazione inconscia di capovolgere la situatione di perdita. Si far
delle illusioni per negare la finalit della sua perdita, ma con la stessa
operazione impedir alla perdita di assumere il suo giusto posto nel
passato in mcdo da consentirgli di funzionare da adulto responsabile
nel presente. Un'illusione impedisce alla persona di tenersi in con
tatto con la realt e particolarmente con la realt presente del corpo
e in tal modo perpetua il senso di perdita. CredO che ci spieghi per
ch tante persone soffrono della paura di essere abbandonate o del
l'angoscia di star sole.
Se un terapeuta non pu dare al paziente l'amore che ha perduto
da bambino, pu aiutarlo a riacquistare il proprio corpo . Ci non
diminuisce il dolore; anzi questo potr temporaneamente di'ventate
pi vivo, ma non si tratta pi di un dolore che minaccia l'integrit
dell'individuo. Il paziente accetta la perdita e cos facendo, diviene
libero di vivere pienamente nel presente. Anzich cercare di rove
sciare la situazione di perdita ottenendO l'amore, egli dirige i suoi
sentimenti nel senso di essere amorevole o di dare amore. Questo
cambiamento di atteggiamento non dettato dalla ragione (ci hanno
parlato dell'importanza di amare sin da quando eravamo bambini e
generalmente senza alcun risultato) ma dai bisogni stessi del corpo.
Un corpo cerca piacere e prova il massimo piacere nell'espressione
di s. Tra i vari canali dell'autoespressione, l'amore il pi signifi
cativo e il pi piacevole e gratificante. Essere in contatto con il pro
prio corpo significa essere in contatto col bisogno di amare.
Una paziente in terapia bioenergetica fece un'osservazione che tro
vai molto interessante. _Mi disse: "Mi avete dato qualcosa in cui cre
dere " . Lo disse mentre usciva dallo studio, e quindi le chiesi se vo
leva pensarci e scrivermi le sue idee in propositO . Vorrei citare alcune
delle osservazioni che mi invi in diverse lettere.
Nella prima lettura sciveva: " In Voi. In me, nel mio corpo (come
strumentd, la metafora che ho pensato). La mia rabbia, le mie la
crime, il mio dolore e gli altri sentimenti - amore, sessualit, di
vertimento, piacere - non possono essere <uditi' senza che aumenti
la percezione del mio corpo . Mozart sullo spartito, senza orchestra,
non esiste. Quindi credo nel corpo corporeo . Ma ho paura di essere
presente in esso, sulla terra senza una madre che mi ami e si prenda
cura di me. Quindi, ora, affronto la paura credendo che se lavoro sul

m1o corpo, sar un giorno la buona madre di me stessa e non avr


pi paura".
La seconda lettera della paziente conteneva quanto segue: "Ho
fiducia in questo genere di lavoro su me stessa con il mio corpo per
ch allevia il dolore. Non mi mai piaciuto lavorare sodo prima
d'ora a nessuna cosa. Sono portata a godere nel darci dentro a seri
vere poesie, a insegnare, a fare le faccende di casa eccetera. Ha cam
biato il mio atteggiamento nei confronti dal lavoro.
" Non guardo pi tanto agli uomini per assicurarmi dei confini del
mio corpo. Usavo i rapporti per scoprire attraverso qualcun altro che
mi toccasse che ero presente e viva. Ma le sensazioni morte torna
vano quando ero sola. Ora mi sembra di sentire il mio corpo in un
modo nuovo come se fossi una neonata. Ora mi sveglio al mattino
ed l:w la sensazione di giocherellare come una bambina nella culla:
l'impressione semplicemente di esistere nel mondo. Si tratta di una
sensazione nuova per me. una sensazione che sempre presente
quando ci penso. Forse ora mi sar possibile amare un uomo per i
miei sentimenti interni" .
Nella terza lettera, la paziente aggiungeva un'osservazione molto
significativa: ",Sento maggior convinzione, posso cogliere risposte pi
autentiche quando un altro essere umano si apre ed onesto. Sento
pi compassione per gli altri che stanno lavorando e lottando. Credo
nel mio contatto con loro; nella mia generale identit umana. Ci
mi d qualcosa in cui credere, a proposito del mio contatto, o meglio,
del mio contesto in un mondo di altri. Mi sento meno sola, meno
isolata. Sono pi umana " .
Ho sentito dire da tanti pazienti, una volta che entravano in con
tatto con il proprio corpo, che erano soliti fare il lavoro che non ave
vano fatto le loro madri. Sono impazienti e desiderosi di prendersi
la responsabilit del proprio benessere. Non si rivolgono agli altri
per ricavare un senso di vitalit o la percezione di se stessi. !\la, cosa
ancora pi importante, questo nuovo senso di responsabilit non
limitato a s ma si estende al mondo.
La responsabilit , come osserv Fritz Perls, la capacit di rispon
dere con sentimento. Non l'equivalente del dovere o dell'obbligo,
poich ha un carattere spontaneo che direttamente collegato al grado
di vitalit o di apertura dell'organismo. una funzione somatica
perch richiede la facolt di sentire, e da questo punto di vista diffe
risce dal dovere che una costruzione mentale indipendente da ci
che 5i sente e pu spesso ordinare ad una persona di agire contra
riamente ai propri sentimenti. Cos la responsabilit un attributo
della persona in quanto corpo: un corpo [in ingiese 'somebody',
N.d.T.] al contrario della persona che non un corpo [in inglese

'nobody', ossia nessuno, N.d.T. ] . Essere qualcuno, (essere in contatto


con il corpo che si ), rende automaticamente l'individuo responsa
bile in quanto persona.
Nulla suscita di pi il sentimento della comune identit umana
quanto l'essere in contatto con il corpo. Il vederlo nella realt
sempre una esperienza eccezionale, e accade regolarmente nei semi
nari di formazione bioenergetica che i miei collaboratori ed io teniamo
per i professionisti in materia. Questi seminari sono frequentati an
che da trenta o quaranta persone che vengono da diverse parti del
paese per apprendere le nostre idee e le nostre tecniche. Nello stadio
introduttivo si sente che sono estranei l'uno all'altro, ma, a partire
dalla riunione serale del primo giorno, il senso di estraneit gi
sparito. Viene sostituito da un senso di parentela, di appartenenza
e di calore reciproco che sembrano sorgere dal nulla.
Un seminario bioenergetico non un gruppo d'incontro. I parte
cipanti non sono l per venire a sapere l'uno dell'altro o per affron
tarsi vicendevolmente. Lo scopo del seminario di mettrli in con
tatto con se stessi: cio di metterli a confronto con se stessi a livello
corporeo. Vi sono esercizi di gruppo, ma si pone l'accento sulla spe
rimentazione da parte di ognuno del proprio corpo e sull'importante
attivit che si svolge su base individuale. Eppure mettendosi in con
tatto con se stessi come individui, i partecipanti si mettono anche in
contatto l'uno con l'altro come individui.
Ci che noi tutti abbiamo in comune in quanto esseri umani il
corpo umano. La nostra preparazione pu differire e le nostre idee
possono essere in conflitto fra loro ma siamo tutti simili nel funzio
namento corporeo. Se rispettiamo i nostri corpi, rispettiamo il corpo
dell'altro. Se sentiamo ci che avviene nel nostro corpo, sentiamo an
che quanto avviene nel corpo dell'altra persona alla quale siamo vi
cini. Se siamo in contatto con i desideri e i bisogni dei nostri corpi,
conosciamo i bisogni i desideri altrui. E, di converso, se non siamo
in contatto con i nostri corpi, non siamo nemmeno in contatto con
la vita.
Un indice della misura in cui non siamo in contatto con la vita
pu essere la distruZione che abbiamo provocato nel nostro ambiente
naturale. Prendiamo il caso dell'inquinamento dell'atmosfera. in
corso da molti anni e l'abbiamo ignorato perch eravamo cosi intenti
a produrre che non avevamo il tempo di respirare. Una persona che
non cosciente di respirare non nemmeno consapevole dell'inqui
namento atmosferico: almeno sinch esso non si aggravi al punto da
impedire completamente la respirazione. Lo stesso pu essere detto
del fenomeno dello sradicamento dalle campagne, della sparizione del
la vita selvatica, dei rifiuti sparsi dappertutto. Non essendo pi in

contatto con i nostri corpi, abbiamo perso anche il contatto con l'am
biente naturale del corpo. Una mente sembra poter funzionare in
modo adeguato in un ufficio o in una biblioteca, ma un corpo ha bi
sogno di un ambiente naturale se vuol essere vivo e sensibile.
Senza il corpo non siamo nessuno, non abbiamo alcun corpo, e
non significhiamo niente di pi che un numero per una civilt di
massa che ignora i valori umani. Siamo parte di un sistema di massa
eppure ci sentiamo soli e isolati. Non apparteniamo alla vita perch
apparteniamo al mondo delle macchine: un mondo morto. E non ci
sono parole che possano cambiare questa situazione, non c' denaro
che possa alterare la nostra condizione. Possiamo tornare alla vita
solo mettendoci in contatto con i nostri corpi. Quando lo facciamo,
scopriamo che esiste la fede nella vita e che il corpo dell'uomo il
corpo di Dio, ed qualcosa in cui credere.

10
La fede nella vita

L'animismo

Il solo aspetto positivo della crisi ecologica che l'uomo si trova ora
a dover affrontare la crescente consapevolezza che abbiamo della
interdipendenza di tutte le forme di vita. L'uomo sta cominciando a
rendersi conto che il delicato equilibrio naturale non pu essere ma
nomesso alla leggera. Questa presa di coscienza ha avuto un effetto
salutare su coloro che credevano nel potere e nel progresso e non
concepivano alcuna limitazione allo sfruttamento delle risorse della
terra da parte dell'uomo. Che vi siano dei limiti diventato ormai
chiaro, mentre la popolazione del mondo continua a crescere ad un
ritmo accelerato. Inoltre, si sta facendo sempre pi evidente che, pi
potere e pi progresso materiale si conseguono, pi l'uomo si avvi
cina alla possibilit di un disastro. Siamo pertanto costretti a rive
dere e riformulare la relazione dell'uomo con il mondo in cui vive.
L'uomo sar forse la specie dominante, ma pur sempre parte di un
ordine pi vasto dalla cui stabilit dipende la sua stessa esistenza.
La storia della relazione mutevole dell'uomo nei confronti del suo
mondo riflessa nelle credenze religiose. Non nelle intenzioni di
questo libro esaminarle in dettaglio. Ci che possiamo fare con
frontare tre posizioni per molti versi differenti per trovare una base
per la fede. Queste tre posizioni possono essere in breve definite nel
modo seguente: 1 ) animismo; 2) credenza in una divinit, singola
o multipla e 3) credenza nel potere di una mente razionale: cio nel
l'uomo come autorit suprema.
L'animismo, stando alla definizione del dizionario, "la credenza
secondo cui tutti gli oggetti possiedono una vita o vitalit naturale
o sono dota. ti di anime che abitano al loro interno " . Il termine
" usato per designare la forma di religione pi primitiva " , cio quella
dell'uomo dell'ed della pietra. Io preferisco la parola " spirito" alla
parola " animn", perch i primitivi _pJrlano di spiriti. Si credeva che

questo spirito o forza risiedesse nella natura sia animata che inani
mata, in tutte le cose viventi cosl come nei sassi, negli utensili, nei
fiumi, nelle montagne e nei luoghi. Un posto speciale in questa vi
sione delle cose era riservato agli spiriti dei morti, che erano consi
derati parte della comunit dei viventi. Esther Warner, nel suo pal
pitante _ e stupendo resoconto di vita africana, ha scritto: " una
credenza africana che sia compito dei defunti aumentare la forza vi
tale e il benessere dei vivi. Le persone decedute continuano a pren
der parte agli affari della trib. Anche i morti oltre ai vivi contri
buiscono a formare il corpo del popolo " . 1
L'importanza dell'animismo ai fini della nostra trattazione consiste
nel fatto che esso ha rappresentato un modo di vivere basato sulla
fede nella natura e sul rispetto di essa. Poich l'uomo dell'et della
pietra non aveva n i mezzi n il potere di controllare le forze na
turali, la sopravvivenza dipendeva dell'adattamento a tali forze. Si
raggiungeva questo scopo tramite l'identificazione con i fenomeni na
turali; l'uomo primitivo si sentiva altrettanto parte delle forze natu
rali quanto queste lo erano della sua esistenza. Non poteva dunque agire
in modo distruttivo nei confronti della natura pi di quanto non po
tesse essere autodistruttiva. Se si attendeva che la natura gli fornisse
qualcosa, doveva rispettare l'integrit della natura ed evitare di far
violenza agli spiriti che risiedevano in tutti i fenomeni naturali. Per
esempio non poteva tagliare un albero senza fare un gesto per pia
carne lo spirito. Esther Warner ci parla di questa mentalit: ''Ci
spieg che dovevamo portare con noi del riso e del vino di palma in
modo da poter fare un sacriG.cio all'albero. Gli avremmo tolto la vita,
dovevamo quindi pregarlo di perdonarci e dirgli il perch ne avevamo
bisogno. La forza vitale dell'albero deve unirsi con la forza vitale del
Vecchio nel regno dei morti e l'albero doveva essere d'accardo a met
tersi nelle mie mani" .1
Da tutti gli studi pi recenti apprendiamo che l'uomo dell'et della
pietra aveva raggiunto un adattamento mirabile con l'ambiente natu
rale e viveva in armonia con le forze naturali a cui era soggetto. Uno
di questi il resoconto scritto da Laurens Van Der Post sulla visita
da lui compiuta ai Boscimani africani, un popolo che vive ancora
un'esistenza del tipo di quella dell'et della pietra. Egli trov che
malgrado le loro precarie condizioni di vita erano un piacere e una
delizia da vedersi: sensibili, pieni di immaginazione e competenti.
Egli scrive in proposito: "si contenevano con un naturale senso di

1 Esn-JER

1 Ibid.

WARNER: The Crossing,

fee.

disciplina e di proporzione e riuscivano ad adattarsi in modo curioso


alla dura realt del deserto".'
Il loro adattamento consisteva in una conoscenza intima del deser
to, in un'acuta sensibilit ai suoi segnali e umori, in un'identifcazione
con la sua vita e in una vitalit ed esuberanza fisica sorprendenti.
Citer diversi commenti tratti dal suo libro. ogni volta che aridavo
con loro, l'intelligenza, la diligenza e la velocit con la quale racco
glievano i frutti della terra non cessavano di stupirmi. Una fogliolina
quasi invisibile sul tappeto erboso, appena sopra la superficie della
sabbia rossa, e che io non avrei potUto distinguere dalle molte altre,
era sufficiente perch si mettessero abilmente a scavare con gli stecch
da scavo in legno ed estraessero dal suolo . . . carote selvatiche, patate,
porri, rape, patate dolci e carciofi" .4 E ancora: 11Etano dei botanici e
chimici naturali ed avevano una conoscenza incredibile delle piante
del deserto. Un bulbo forniva loro l'acido necessario a staccare il
pelo dalla pelle degli animali senza danno, un altro la ammorbidiva in
brevissimo tempo".' Avevano la leggiadria degli animali selvatici. Nel
suo primo incoptro con un Boscimano allo stato selvaggio, Van Der
Post annota: " quindi egli s'allontan da noi nell'oscurit della sera,
cos agile nelle membra che avevo visto l'uguale solo nel maiale sel
vatico, la cui inesauribile capacit di movimento lo faceva correre per
la campagna come un'increspatura sull'acqua" ,6
I l Boscimano era un cacciatore e un raccoglitore e cos dipendeva
completamente dalla provvidenza naturale. Eppure, senza la sicurez
za dell'agricoltura e dell'allevamento del bestiame, aveva una serenit
che purtroppo manca alla maggior parte delle persone civili. Non che
fosse libero da un profondo malessere o inquietudine quando c'era
la minaccia di siccit. Tuttavia, l'eventualit di una calamit non lo
faceva cadere in preda al panico n lo induceva ad agire in modo auto
distruttivo. Come Saint-Exupry allorch s'era perso nel deserto, il
boscimano era sostenuto da una profonda fede nella natura e in se
stesso. La calamit naturale e la morte erano cause di profonda af
flizione, ma poi la provvidenza e la vita erano occasioni di festeggia
menti e di gioia.
Quando la pioggia finalmente arrivava dopo una lunga siccit, il
boscimano danzava. Danzava con un fervore che chiameremmo reli
gioso perch era ossessivo, ma era il fervore della vita che risorge
come un fiume dopo il disgelo di primavera. Per prima cosa danza3 LAURENS VAN DER PosT: The Lost World of the Kalahari (Il mondo perduto di Kalahari), New York, Pyramid Publications, 1968.
4 Ibid.

' Ibid.
Ibid.

vano entrando a loro modo nella vita della loro amata antilope con
una mistica partecipazione alla sua esistenza" .7 Poi facevano la danza
sacra del fuoco, che continuava per tutta la notte finch gli uomini
cadevano esausti. Cos nei loro corpi attraverso la musica e la danza
rinnovavano i loro spiriti e rafforzavano la loro fede nel destino del
proprio popolo.
Sotto certi aspetti l'uomo dell'et della pietra era come un bambino.
Viveva dal punto di vista del suo corpo. Era immerso intensamente
nel presente ed era acutamente sensibile a tutte le sfumature del sen
tire. Il suo ego si identificava ancora con il corpo e con i sentimenti.
Non s'era ancora verificata la dissociazione dell'ego dal corpo, che
caratterizza la condizione dell'uomo moderno e Io costringe ad essere
obiettivo nei confronti dei fenomeni naturali ivi compreso se stesso.
Il primitivo viveva a livello soggettivo pi o meno come fa un bam
bino. La soggettivit porta a credere negli spiriti e nella magia, cosa
che il complesso uomo moderno non pu n accettare n compren
dere. Egli considera infatti questo modo di pensare irrealistico. Ri
tiene che un atteggiamento obiettivo fondato sul distacco, che im
pieghi il pensiero logico e si basi sulla sperimentazione e sul controllo,
sia il solo approccio valido della realt.
forse l'obiettivit l'unico vero approccio della realt? Siamo for
se pi realistici noi dell'uomo dell'et della pietra? Un aspetto della
realt preclude necessariamente tutti gli altri aspetti? Essa era limi
tata per l'uomo dell'et della pietra perch questi non sapeva nulla
delle leggi di causa ed effetto che governano l'interazione degli og
getti materiali. analogamente limitata per noi quando ignoriamo
l'operato delle forze che non obbediscono a queste leggi. Le emo
zioni, per esempio, sono forze di questo tip. Ciascuno sa che i sen
timenti e gli umori sono contagiosi. Una persona depressa deprime
l'umore degli altri senza far nulla per produrre quest'effetto. In pre
senza di una persona felice, ci -sentiamo contenti. Si pu dire che
essa irradi buoni seiltimenti. Non si pu negare che siamo influenzati
dall'umore del nostro prossimo. Ho segnalato molti esempi di distac
co dalla realt ' riscontrati nei miei pazienti depressi. Ma non sono gli
unici. Troppi condividono la certezza che l'elevazione del livello ma
teriale del tenore di vita sia un rimedio adegnato all'infelicit per
sonale che tanto diffusa. Per una mente primitiva l'accento che noi
poniamo sui beni materiali e sui valori materiali sarebbe da conside
rarsi avulso dalla realt.
Le culture dell'et della pietra furono gradualmente sostituite nelle
varie zone del mondo da civilt basate sull'uso del metallo per la
' Ibid.

fabbricazione degli strumenti e delle armi. L'uomo lentamente acquisl


un potere crescente sulla natura e sui suoi simili. Questo potere pro
dusse un cambiamento nel pensiero e nella relazione tra l'uomo e
il resto del mondo. Visto dal punto di vista dell'individuo, questo
cambiamento rappresentava una crescita: una crescita nel campo della
conoscenza, del controllo e dell'individualismo. La fase principale di
questa crescita ebbe luogo negli ultimi cinque-diecimila anni di storia
umana. la storia della civilt dai suoi inizi fino alla prima guerra mon
diale. anche la storia del sorgere delle grandi religioni del mondo.
L'aspetto pi significativo di questo cambiamento stato il pas
saggio graduale da un pensiero soggettivo a un pensiero oggettivo.
Per essere obiettivo, l'uomo dovette distaccarsi dall'ordine naturale.
Dovette innalzarsi al di sopra del livello della partecipazione mistica
a tutti gli eventi naturali e divenire un osservatore di quegli eventi.
Dalla posizione pi elevata raggiunta pot sviluppare il concetto e
la funzione della volont. Il concetto di volont estraneo al pen
siero animistico, secondo cui l 'influenza dell'uomo sui fenomeni na
turali pu essere esercitata solo indirettamente attraverso il rito e la
magia. Il bisogno della magia diminu e spar mentre u'n processo na
turale dopo l'altro fu ridotto a leggi accertabili di causa-effetto. Ma
in questo periodo l'uomo non era ancora arrivato al punto di sentirsi
padrone della terra. La sua volont non era suprema.
Pi l'uomo si staccava dalla natura e diventava la specie domi
nante sulla terra, e pi concentrava su di s il senso della spiritua
lit. Non la negava per s, ma negava ogni senso spirituale agli altri
aspetti- della natura. Il passaggio dall'animismo alla credenza in un
Dio unico e onnipotente avvenne gradualmente man mano che il mi
stero veniva allontanato da quegli aspetti della natura che preceden
temente avevano riempito l'uomo di timore reverenziale perch il
loro modo di operare gli era incomprensibile. I suoi primi dei e le
sue prime dee presero la forma di esseri umani e ne assunsero molte
delle loro funzioni, perch erano proiezioni dei suoi sentimenti spi
rituali. Poi, man mano che questi sentimenti divennero pi astratti
e pi strettamente collegati alla mente che al corpo, la sua immagine
di Dio assunse un carattere astratto.
Le grandi religioni del mondo occidentale che nacquero e si for
marono partendo da questo sviluppo, raffigurano un dio che si preoc
cupa principalmente delle vicende umane. In contrasto con l'animi
smo, che dotava tutti gli oggetti di uno spirito o anima, queste reli
gioni sostengono che solo l'uomo ha un'anima. Naturalmente ci cor
risponde all'unicit della posizione dell'uomo nel mondo. Si suppone
che Puomo sia la pi grande creazione di Dio, letteralmente la sua
somma creatura. Malgrado si affermi che Dio si manifesta in tutti

gli altri aspetti della creazione, questi aspetti o creature derivano


il loro significato spirituale solo dalla loro relazione con l'uomo. Il
doppio ordine che emerge da questo punto di vista quello dello
spiritm1le contrapposto al materiale. Tutto ci cui viene negata la spi
ritualit diviene un ordine inferiore di cose, un ordine puramente
materiale senza diritti di alcun genere. Per es., nessuno oggi direbbe
una preghiera come offerta prima di tagliare un albero o di passare
il bulldozer su un pezzo di terra. Se la preghiera venisse pronunciata,
verrebbe rivolta a Dio per aver reso disponibile l 'albero, ma non cer
tamente all'albero a cui viene tolta la vita.
Eppure la persona religiosa non insensibile a questa relazione nei
confronti del mondo. Poich il mondo una creazione di Dio, esso
si trova anche sotto l'ala di Dio. L'animismo non completamente
morto. Si trasformato nel culto del grande spirito che ancora per
vade tutte le cose. La persona religiosa sente una parentela con ogni
forma di vita, anche se ha perso la propria identificazione con quella
vita. Essa pensa che lo spirito che la muove, muova anche il mondo,
facendolo per a vantaggio particolare dell'uomo. Poich Dio colui
che provvede, la persona religiosa ha fede, ma c' anche posto in
questo schema per l'intervento della volont dell'uomo. Ci mo
tivo di sfida per l'individuo; che fare quando la volont personale
entra in conflitto con la volont di Dio? Questo problema non sor
geva mai, per l'uomo dell'et della pietra. Per l'uomo religioso di
venne un banco di prova della sua spiritualit.
Le stesse forze che hanno scalzato l'animismo stanno ora scalzando
la religione e la credenza in Dio. Dal tempo della prima guerra mon
diale e in un certo senso in relazione ad essa, il potere e il sapere del
Puomo sono cresciuti enormemente. Ma nella stessa misura l'uomo
si fatto pi disto.ccato e lontano dall'ordine naturale. salito ad
altezze mai sognate nel campo del progresso tecnologico, ma le sue
radici in terra sono state altrettanto compromesse. Ha esaminato i
cieli e ha scoperto che Dio non c'era. Ha esaminato la propria mente
attraverso la psicanalisi e non ha trovato traccia della propria sup
posta spiritualit. Non gli mai venuto in mente di guardare il pro
prio corpo per trovarvi la spiritualit, poich il corpo da lungo tempo
era stato ridotto a oggetto materiale insieme con il resto dell'ordine
naturale Che cosa poteva concludere l'uomo moderno se non che
Dio fosse morto? Era una conclusione che accettava volentieri, per
ch lo liberava dal conflitto delle volont. Ora la sua volont poteva
essere suprema.
Per breve tempo l'uomo moderno ha creduto di poter fare qual
siasi cosa la sua mente pensasse. Sentiamo ancora osservazioni come
questa: "l'uomo ora ha il potere di fare qualsiasi cosa voglia purch

lo voglia" . Presumibilmente ci significa che l'uomo pu eliminare


tutta la sofferenza ma, purtroppo, il potere non fa distinzione tra il
bene e il male, e la volont vede soltanto il S. Se il giudizio su ci
che giusto e sbagliato o buono e cattivo sta all'uomo, allora per
ogni scopo pratico diventiamo soggetti al giudizio degli uomini che
dispongono del potere, perch il loro il solo che conti. L'uomo non
aveva mai osato assumersi la piena responsabilit di _tuel giudizio
prima d'ora. una responsabilit che solo gli ego pi arroganti si
sobbarcherebbero di buon grado. E, oggi, con la fabbricazione della
bomba all'idrogeno, con il potere che essa ha di distruggere ogni for
ma di vita, la responsabilit per l'esercizio di questo potere mag
giare di quanto la mente umana possa sostenere. Riponendo la no
stra fiducia nella conoscenza e nel potere abbiamo tradito la nostra
fede. Stiamo cominciando a scoprire che non abbiamo una fede che
ci sostenga. Possiamo parlare d'amore, ma l'amore un sentimento
che appartiene al regno del corpo, e nel perseguire il potere e il con
trollo, abbiamo perso il contatto con i nostri corpi.

La libido e l'energia
La psicanalisi ha finito per divenire un sistema di concetti meta
fisici. Non era cOminciata a quel modo. Freud era medico e la sua
preparazione fondamentale l'aveva avuta nel campo neurologico. Cos
aveva compiuto i suoi primi tentativi per comprendere il funziona
mento nevrotico nella prospettiva delle scienze fisiche. Quando, dopo
molti anni, abbandon alla fine questi sforzi, Io fece con riluttanza
rendendosi conto che un giorno la psicanalisi avrebbe dovuto essere
fondata sulla biologia. A tale impostazione si giunse alla fine con
l'opera di Wilhelm Reich, che prese le ipotesi iniziali di Freud come
punto di partenza per le proprie indagini.
Freud comprese ben presto che le turbe sessuali erano alla radice
di molti problemi che osservava come medico: la nevrastenia, le ne
vrosi da angoscia e le reazioni isteriche. Ad un certo punto della
sua carriera, Freud fu molto specifico circa il ruolo delle turbe della
sfera sessuale. Nel 1892, scriveva: " Non esiste nevrastenia o nevrosi
che non sia accompagnata da un turbamento della funzione sessuale" .8
Le turbe che Freud menzionava erano l'inadeguato sollievo ottenuto
per mezzo della masturbazione (inibendo l'eiaculazione, per esempio),
il coito interrotto, e l'astinenza in situazioni di passione. Ovviamente
8 Citato nel libro di ERNEST JoNES: The Li/e and Work of Sigmund Freud,
Vol. I, New York, Basic Books, 1953; trad. it. Vita e opere di Sigmund Freud,
Il Saggiatore, Milano.

Freud credeva che l'insuccesso o l'incapacit di scaricare l'eccitazione


sessuale trasformasse in angoscia un tale evento.
Il quesito di come ci accadesse non trov mai risposta nella mente
di Freud. Freud consider l'eccitazione sessuale una risposta fisiolo
gica o chimica del corpo che in qualche modo veniva convertita in
una risposta libidica nell'apparato psichico. Freud rest confuso a
proposito della relazione fra corpo e mente. Consider corpo e mente
come due regni separati e distinti per il funzionamento e la natura
dei fenomeni ad essi connessi. La sua confusione in proposito evi
dente nella seguente affermazione: Il meccanismo della nevrosi da
angoscia va cercato nella deviazione dell'eccitazione sessuale soma
dca dal campo psichico, e nell'uso anormale che se ne fa" 9 Ho stu
diato questa affermazione molte volte senza riuscire a capire cosa
volesse dire. Freud finalmente abbandon l'idea di mettere in rela
zione l'attivit somatica e quella psichica e si limit quasi esclusiva
mente all'investigazione dei processi psichici. Eppure, leggendo la
biografia di Freud descritta da Ernest Jones, dalla quale sono prese
queste citazioni, evidente che Freud non aveva abbandonato la spe
ranza che un giorno si sarebbe potuto attuare questa corre
zione. Jones osserva: " In una lettera di un anno dopo egli [ Freud]
osserv altres che essendo l'angoscia una reazione agli ostacoli nella
respirazione - attivit questa che non ha un'elaborazione psichica essa poteva diventare l'espressione di qualsiasi accumulo di tensione".10
N Freud n gli altri psicanalisti seguirono questa traccia, e rest a
W. Reich il compito di mostrare la connessione diretta tra la respira
zione limitata, l'inibizione sessuale e l'angoscia.
Freud apparteneva al XIX secolo e il suo pensiero rifletteva il punto
di vista che il corpo era un oggetto materiale funzionante secondo
leggi fisicochimiche. Considerava d'altro canto la mente l'aspetto spi
rituale dell'esistenza umana. Egli volle negare l'imputazione di spiri
tualit alla mente, eppure assegn a questa sfera il principio vitale
dell'essere umano: la libido. Il concetto di libido viene in genere defi
nito come sinonimo di desiderio sessuale o concupiscenza. In senso
lato, pertanto, la libido descrive la forza che sta dietro ad ogni tenden
za al piacere. Secondo Jung l'energia o forza motrice o pulsione
derivante dal bisogno primario onnicomprensivo di vivere". In altre
parole la forza che sta dietro allo spirito dell'uomo. mentale o
fisica?
Freud aveva definito la libido come " quella forza con cui l'istinto
sessuale viene rappresentato nella mente"." Ma in altro contesto egli
' Ibid.
j{) lbid.
" Ibid.

l'ha descritta anche come "la forza con cui si esprime l'istinto ses
suale". Cos da un lato la libido vista come una forza puramente
mentale mentre dall'altro considerata una forza fisica. Tuttavia, Freud
non fu in grado di accettare l'idea di una forza fisica che potesse
essere non misurabile n oggettivabile. C'era in lui troppo dello scien
ziato oggettivo e cos fu costretto ad assumere la posizione metafi
sica di trattare tutti i fenomeni vitali, ivi inclusa la sessualit, in ter
mini astratti. interessante osservare che Freud respinse l'equazione
proposta da Jung tra libido e forza vitale in generale.
Non ci si pot liberare del problema dell'angoscia collocando la
libido nella mente. Rimaneva il problema delle " nevrosi attuali ",
una serie di sintomi di angoscia che sembravano derivare diretta
mente da un funzionamento sessuale disturbato. Erano chiamate cos
per distinguerle dalle psiconevrosi nelle quali si poteva dimostrare
il ruolo importante svolto dai fattori psicbici. L'isterismo apparte
neva a quest'ultima classificazione, la nevrastenia alla prima. Nel corso
di ulteriori indagini analitiche, si scopr che in ogni nevrosi esiste
vano fattori psichici.Questa scoperta forn agli psicanalisti una giusti
ficazione per ignorare il concetto delle nevrosi attuali, anche se non
abbandonarono mai apertamente I 'idea che esistessero due diverse ca
tegorie nosologiche. La conseguenza di questa posizione fu che l'an
goscia, manifestazione somatica, fu considerata come se fosse dovuta
esclusivamente a una turba psichica. La reazione somatica fu data per
scontata come fenomeno secondario.
Wilbelm Reich riprese in esame il problema delle nevrosi attuali
nel punto in cui Freud l'aveva abbandonato. Sapendo che l'angoscia
era un sintomo somatico, - Reich si rese conto che poteva essere pro
vocato solo da una disfunzione psichica, cio da qualche disturbo nel
la funzione sessuale a livello di corpo. Ci significava che in ogni ne
vrosi nella quale fosse presente l'angoscia, come avviene in tutte le
psiconevrosi, ci doveva essere anche qualche disturbo di carattere ses
suale. Cos l dove Freud e gli altri analisti avevano messo in rilievo
solo i fattori psichici della nevrosi, Reich mostr l'importanza del
dato somatico. Se l'eccitazione sessuale non verr completamente sca
ricata, per ragioni psichiche o d'altra natura, ci sar una " accumula
zione di tensione " e l'individuo prover angoscia. Ne seguiva logica
mente che se si produceva una scarica completa, non ci sarebbe po
tuto essere angoscia. Poich una nevrosi senza angoscia non ha alcun
significato, la nevrosi stessa sarebbe sparita di fronte alla soddisfa
zione sessuale.
Reich conferm quest'ipotesi sia nella sua attivit sui pazienti sia
osservando le persone. Gli individui che sperimentavano una soddi
sfazione orgastica completa non mostravano segni di comportamento

nevrotico, e i pazienti che giungevano a tale appagamento in seguito


all'analisi, perdevano tutti i segni della loro affezione nevrotica.
Reich scopr altres che solo i pazienti in grado di conservare que
sta capacit di scarica orgastica completa rimanevano liberi dai loro
disturbi nevrotici. Questa intuizione lo port a formulare il principio
che la funzione dell'orgasmo 12 quella di scaricare tutta l 'energia o
l'eccitazione in eccesso dall'organismo e di conservare in tal modo la
salute emozionale prevenendo l'accumulazione delle tensioni.
Con questo principio, era stato possibile aprire la via di collega
mento -con il corpo. L'eccitazione sessuale a livello somatico non era
diversa dalla medesima eccitazione nel regno della psiche. Ogni con
flitto psichico aveva la sua controparte in un corrispondente disturbo
fisico ed era vero anche il relativo corollario. La mente e il corpo
dunque non sono entit separate bens due aspetti dell'essere di un
individuo. La loro relazione reciproca veniva espressa dal concetto di
identit ed antitesi psicosomatica. Erano entrambi carichi della stessa
eccitazione in maniera eguale, ma l'uno poteva influenzare l'altro. Ra
gioni di spazio non mi consentono di dedicarmi all'elaborazione del
pensiero, delle osservazioni e degli esperimenti che portarono Reich
a formulare questi importanti concetti da cui derivano tutte le idee
espresse nella prima parte di questo libro.
Essi ci portano anche ad un'altra conclusione molto importante e
cio che la libido ossia I 'eccitazione sessuale non un fenomeno men
tale, bens una vera forza o energia fisica. Questa conclusione con
fortata da numerose osservazioni. In primo luogo, tutti sappiamo che
vi sono diverse intensit di eccitazione sessuale. Queste differenze
non possono venir spiegate fisiologicamente ma solo partendo dal prin
cipio che rappresentano .::ntit differenti di carica libidica o catarsi
dell'apparato genitale. In secondo luogo, la carica libidica o energia
pu investite altti organi ed elevate il rispettivo livello di eccitazio
ne: le labbra, i capezzoli e persino l'ano. In seguito a tale eccitazione
questi organi acquistano una qualit erotica analoga a quella dei ge
nitali. In terzo luogo, qualsiasi dimmuzione del livello energetico del
l 'organismo quale si verifica nella depressione, riduce la carica libi
dica. In quarto luogo solo !;eccitazione genitale conferisce all'idea
del sesso il relativo senso di tensione o di urgenza. Senza una carica
genitale. che l'accompagni, l'idea del sesso impotente.
Vista come una forza o energia fisica, la libido non pu essere li
mitata alla sessualit. Dev'essere concepita come una energia vitale
in generale, come Jung ipotizz. Essa disponibile per tutti i bisogni
12 WILHELM REICH: The Function of the Orgasm. Trad. ir. La funzione del
l'orgasmo, Sugar, Milano.

dell'organismo: libidci o aggressivi, motori o sensati. La direzione,


e Io sbocco determinano la natura della pulsione e del sentimento.
Quando il flusso si dirige in alto verso l'estremit dell'organismo che
fmisce con Ia testa, esso generalmente conduce ad azioni la cui fun
zione di aumentare la carica energetica dell'organismo. Per es., le
braccia si protendono per tenere e prendere, la bocca si protende per
succhiare e ingoiare. Quando il flusso diretto verso il basso, esso
conduce ad attivit di scarica delle quali il sesso l'esempio migliore.u
Il corpo conserva un equilibrio tra energia in entrata ed energia
in uscita. Consumiamo energia nel movimento e la scarichiamo nel
sesso. La quantit disponibile per la scarica sessuale pari a quella
che eccede rispetto al fabbisogno del processo vitale. Secondo quanto
ha postulato Reich spetta all'orgasmo sessuale la funzione di scaricare
questa energia in eccesso, che nel suo percorso verso lo sbocco geni
tale viene sentita come eccitazione sessuale.14 La scarica totale di que
sta eccitazione o energia sentita come un orgasmo pieno che sod
disfa profondamente e d immenso piacere. Una scarica parziale, come
un'evacuazione intestinale parziale, non riesce a dare questo senso di
soddisfazione completa. L'eccitazione o energia non scaricata diviene
una forza disturbante nell'ambito del corpo. Non ha dove andare e
non ha alcun mezzo per uscire. Pu persino eccitare il cuore produ
cendo palpitazioni, o il ventre, producendo borborigmi. Questa nota
come ansia libera. anche la base dei sensi di colpa, poich la man
cata soddisfazione lascia l'individuo in uno stato di malessere che
si traduce nella sensazione di aver sbagliato o di colpevolezza.
Questo compendio dei problemi e delle riflessioni che hanno indiriz
zato Freud e Reich in opposte direzioni necessariamente incom
pleto. L'ho introdotto per gettare le fondamenta del concetto che il
corpo un sistema energetico. Mi si potrebbe chiedere quale prova
oggettiva io abbia di questa energia. Prima di rispondere a questa
domanda, mi si consenta dire che l'obiettivit non l'unico criterio
di realt. Vi una realt soggettiva basata sui sentimenti di ognuno,
e questa non dovrebbe essere ignorata o negata. Non mettiamo in
discussione la realt dell'amore anche se non Io si pu misurare ogget
tivamente. Sappiamo anche che n la fisiologia n la biochimica pos
sono spiegare questo sentimento. Analogamente, quando una persona
dice: "Mi sento a corto di energia", ci costituisce una realt valida
per quella persona, per quanto tale realt possa essere soggettiva.
La vita pu essere considerata un fenomeno eccitatorio. Non siamo
13 Una descrizione pi completa di queste direttrici si trova esposta nel mio
primo libro, The Physical Dynamics of Character Structure.
11 WILHELM REICII: op. cit. Vedasi anche A. LowEN : Lave and Orgasm.

FIGURA A

FIGURA B

comuni pezzi di creta, ma una sostanza nella quale stato infuso lo


spirito o se volete che stata caricata di energia. Quando diventiamo
pi eccitati, il nostro livello energetico sale. Quando diveniamo de
pressi, cade. Se. ci eccitiamo molto, ci illuminiamo o emettiamo
luce e brilliamo. Questi fenomeni eccitatori come l'eccitazione ses
suale sono processi energetici. E la luminazione o lo splendore che
producono visibile. Io e molti altri l'abbiamo visto.
Vi un campo di energia intorno al corpo umano descritta in vario
modo come aura o alone. stata osservata e studiata da molte per
sone, particolarmente dal mio collaboratore Dott. John C. Pierrakos .
Citer alcune sue osservazioni a proposito del campo di energia . Egli
scrive: ''Le energie all'interno del corpo fluiscono anche al di fuori
di esso nella stessa maniera in cui un'onda di calore esce da un og
getto di metallo incandescente". 15 Quando una persona sta contro uno
sfondo omogeneo o celeste chiaro (color del Gielo) o blu scuro (blu
notte), con alcuni accorgimenti che rendano la luce diffusa e unifor
me, si pu vedere ad occhio nudo o pi chiaramente con l'ausilio di
filtri colorati (blu cobalto) un fenomeno sensazionale. " Dalla periferia
del corpo sorge una sorta di nube grigio bluastra che lo avvolge esten
dendosi da circa 60 centimetri a circa un metro e venti fino a divenire
indefinita e a fondersi con l'atmosfera circostante. Si gonfia lenta
mente, per uno o due secondi; allontanandosi dal corpo per model
larsi in una forma ovale quasi perfetta con i bordi sfrangiati. Rimane
in pieno sviluppo per circa un quarto di secondo e quindi, improv
visamente, sparisce del tutto. Occorre da un quinto a un ottavo di
secondo perch svanisca. Quindi c' una pausa che varia da uno a tre
secondi. dopo di che riappare di nuovo, ripetendo il processo. E que
sto si ripete da quindici a venticinque volte al minuto ne11a persona
media in stato di riposo " . 16
Questo ritmo di pulsazione pare indipendente da qualsiasi altro
ritmo noto del corpo come la respirazione e il battito del cuore. Tut
tavia varia con il grado generale dell'eccitazione corporea. Quando
un paziente colpisce il lettino ripetutamente con un sentimento d'ira,
il ritmo di pulsazione del suo campo di energia pu aumentare fino
a quaranta pulsazioni al minuto. Il calciare sul lettino ripetutamente
pu altresl aumentare quel ritmo se viene fatto come espressione di
un seritimento. La medesima operazione, compiuta come un esercizio,
senza sentimento, non ha alcun effetto su quel ritmo. Quando il corpo
entra in vibrazione in seguito ad una respirazione pi profonda, il
1 ToHN

5
The ]ournal vf Dioenergetic Research, Vol.
England).
!

Ibid.

C. PIERRAKOS:

"The Energy Fie-Id

of Man", Energy and Character,


I, N. 2 (May 1970, Abbotsbury,

ritmo aumenta in modo marcato, arrivando a 45 o anche 50 pulsa


zioni. Al tempo stesso l'ampiezza del campo si estende ulteriormente
e il colore diviene pi brillante.
" Il campo riflette il livello di eccitazione e l'intensit delle sen
sazioni nel corpo. Sembra avere una certa relazione con le reazioni
autonome e involontarie del corpo. Si osservano diversi cambiamenti
di coloro negli strati esterni del corpo che corrispondono ad emozio
ni diverse. Delicati sentimenti d'amore producono un colore rosa de
licato. La tristezza d luogo a una tinta blu scuro nel campo al di
sopra del torace. L'ira e la rabbia risultano rappresentate da un co
lore rosso scuro nel campo sulla parte posteriore delle spalle. Uno
splendore dorato pu esser visto sulla testa quando l'espressione del
sentimento diretta e sincera. Si ha una depressione dell'intero feno
meno del campo in stati di sofferenza e dolore probabilmente a causa
dell'azione svolta dal sistema simpatico surrenale nel ritirare il sangue
dalla superficie del corpo"." La depressione del campo energetico
ancora pi marcata in coloro che soffrono di una reazione depressiva.
Poich il campo riflette i processi energetici che operano nell'orga
nismo, lo si pu usare per diagnosticare disturbi esistenti nel funzio
namento del corpo. Nel campo di una persona schizofrenica, ad esem
pio, vi sono alterazioni caratteristiche quali interruzioni del campo
e cambiamenti di colore che l'osservatore allenato pu riconoscere.
Quest'aspetto del fenomeno del campo trattato in maniera pi com
pleta negli articoli del Dott. Pierrakos. Lo scopo che mi sono prefisso
trattando qui l'argomento, quello di stabilire la validit dell'approc
cio bioenergetico al corpo e alla vita, di un tipo di approccio che,
pur essendo indipendente dal fenomeno del campo, confortato note
volmente dall'esistenza di questo fenomeno.
Il campo energetico non un fatto soggettivo come una sensazione
del corpo. Ha una sua obiettivit in quanto diversi osservatori rife
riscono gli stessi fenomeni visivi. L'individuo in stato di intensa e
piacevole eccitazione pu sentirsi ardente; non vede il proprio splen
dore ma altri possono vederlo; quando si sente raggiante, si pu osser
vare la radiazione _ proveniente dal suo corpo. Di fatto in condizioni
di luce appropriata quasi tutti possono cogliere il fenomeno del cam
po. Uno dei modi pi facili per vederlo di tenere le mani a circa
trenta cm. dagli occhi con le palme rivolte all'interno sullo sfondo
di un cielo azzurro chiaro. Se le mani sono rilassate e le punte delle
dita sono tenute a circa due centimetri e mezzo di distanza l'una
dall'altra, si pu subito vedere lo splendore pulsante intorno alle dita.
17 }OHN C. PIERRAKOS: The Rhythm of Li/e, monografia. New York, The In
stitute for Bioenergetic Analysis, 1966.

Ad alcuni, tuttavia, occorrer un po' di tempo perch gli occhi si


rilassino in modo da poter cogliere il fenomeno.
L'essere umano non il solo organismo ad avere un campo ener
getico. Tutti gli organismi viventi presentano questa propriet. Vi
un campo di energia visibile intorno agli alberi,18 che, ritengo, la
base della credenza animistica per cui l'albero possiede uno spirito.
Tuttavia lo stesso fenomeno pu essere osservato sulle montagne,
sull'acqua dell'oceano e sui cristalli. Coloro che conoscono bene i di
pinti di Czanne si saranno forse accorti che essi presentano una per
cezione analoga. Le colline e le montagne dei suoi quadri hanno un
orlo blu scuro che pu essere interpretato come la percezione visiva
del campo da parte di Czanne.
Il concetto di campo energetico ignoto alla mentalit primitiva.
Ma un primitivo in contatto con i fenomeni energetici presenti nel
suo corpo e nell'ambiente. Pu sentire nel corpo l'ondata di eccita
zione che lo induce a danzare, per esempio e, sapendo che questa forza
non il prodotto della sua mente cosciente, egli la vede come spi
rito. Il termine " animoso, focoso" Cspirited' in Inglese) deriva da
questa sensazione e noi non esitiamo ad applicare questa parola ai
nostri parenti mammiferi. Parliamo di un cavallo focoso quando tiene
alta la testa e mostra indipendenza di carattere. Lo spirito di indi
pendenza pu significare anche l'indipendenza dello spirito. Se lo
spirito a far s che un uomo o un animale tenga la testa alta, allora,
almeno nel pensiero primitivo, dev'essere lo spirito che fa crescere
un albero alto e diritto.
facile diventare mistici quando si trattano i fenomeni vitali. I n
questo campo ci sono misteri che sfidano l a scienza. Uno dei motivi
che l'uomo, a sua volta, fa parte anch'esso del grande mistero della
vita. Se per osservare la vita oggettivamente, deve staccarsi da essa
e limitare la propria partecipazione, l'uomo non comprende cosa si
gnifica far parte del grande ordine, condividerne i segreti e sentire
che si appartiene pienamente alla vita e alla natura. Ma non occorre
essere mistici nei confronti della vita e dei suoi processi. C' un'alter
nativa alla dicotomia: misticismo contro meccanicismo. L'alternativa
consiste nel riconoscere che vi sono nella vita e nella natura processi
energetici i quali, se non posSono essere spiegati meccanicisticamente,
non devono per questo essere considerati mistici.
Negli anni di pratica psichiatrica ho incontrato pochissimi pazienti
che non accogliessero il punto di vista bioenergetico sul corpo. Questa
accettazione si sviluppava allorch i pazienti divenivano pi vivi, re
13 JoHN C. PIERRAKOS: "The Energy Fields of Plants and Crystals", Energy
and Character, Vol. I, N. 2 (1970). Anche, The Energy Field in Man and Na
ture, monografia, New York, The lnstitute of Bioenergetic Analysis, 1971.

spirando pi a fondo e sentendo in modo pi completo. Sentivano


scorrere la vita nei loro corpi. Non c' nulla di mistico in questo fluire.
Tutti noi abbiamo sentito l'impeto dell'ira, la sensazione struggente
dell'amore e l'ondata del piacere. Questi moti interni non sono n
meccanici n mistici. Essi sono l'essenza della vita che si manifesta in
tutti i processi vitali: nello scorrere della linfa nell'albero, nell'esten
dersi dello pseudopodo nell'ameba, e nel modo in cui le braccia di
un bambino piccolo reagiscono alla madre. Riflettono tutti la carica
energetica all'interno dell'organismo vivente.
La carica energetica esistente all'interno de11'organismo respon
sabile del campo di energia. Ho accennato che tutti questi cftmpi di
energia si estendono da sessanta cm. a un metro e venti circa dal
corpo. Non si tratta di un limite fisso. In alcuni casi si vede che si
estendono fino ad una distanza molto maggiore di quella citata. Cosl
in molte situazioni siamo esposti ai campi di energia di altre persone
e siamo in contatto con essi. Quando questi sono in contatto, splen
dono in modo pi deciso. Le persone si possono eccitare a vicenda,
ma si possono anche deprimere a vicenda. Una persona vibrante, con
un campo forte, esercita un'influenza positiva sulle persone che la
circondano. Si dice che una persona del genere irradia un sentimento
buono. Alla stessa stregua i bambini che crescono in una casa satu
rata dai buoni sentimenti dei genitori, si caricano maggiormente e
diventano pi vibranti nei loro corpi. E le persone che vivono tra
cieli scintillanti in un'atmosfera libera dallo smog o da altri elementi
di polluzione che mortificano la vitalit dell'aria, si sentono meglio
e hanno un aspetto migliore di coloro che passano la vita nell'atmo
sfera carica di negati.vit di un ghetto.
C' un altro aspetto relativo a questi fenomeni energetici che a
questo punto assume rilievo. Ci stato detto quanto sia importante
toccare ed avere un contatto di pelle per i bambini e per gli adulti.
Tuttavia tendiamo a pensare all'atto di toccare in modo meccanico.
Il tocco di una mano pu essere un'esperienza positiva o negativa.
Il tocco di una mano calda d una sensazione diversa da quello di
una mano fredda. Il contatto di una mano morta suscita repulsione.
Reagiamo positivamente quando la mano che ci tocca viva e carica
di energia e di sentimento. Il toccare come una via a due sensi. La
mano che tocca anche eccitata dal tocco. Il sentimento uno stato
di eccitazione accresciuta. Siamo in contatto gli uni con gli altri solo
quando l'energia del nostro organismo in contatto con l'energia
dell'altro e la eccita. Siamo in contatto con la vita solo quando la
nostra energia o il nostro sentimento si espandono a raggiungere la vita
che ci circonda. Sentiamo allora il pi::!cere e la gioia proveniente da
tale - contatto e conosciamo il sentimento della fede.

La spiritualit del corpo


L'analisi bioenergetica un modo per accostarsi alla personalit e
ai problemi dell'uomo dal punto di vista del corpo e delle sue fun
zioni. Questo tipo di approccio stato reso necessario dalla tendenza
presente nella cultura occidentale a far equivalere il corpo alla carne
e la mente allo spirito. La mente stata di conseguenza considerata
l'aspetto superiore dell'esistenza dell'uomo, mentre il corpo stato
relegato ad un ruolo inferiore e secondario. Uno dei motivi a favore
di tale atteggiamento sta forse nella stazione eretta assunta dall'uomo,
che gli ha fatto innalzare la testa al di sopra del resto del corpo. Ma
ci sono anche altre buone ragioni. Il cervello umano unico nel mondo
animale. La capacit che ha l'uomo di ragionare e di pensare astrat
tamente ci incute ancora rispetto e timore. Era logico, pertanto, che
l'uomo identificasse la sua mente con Dio. Quest'idea espressa nella
Bibbia. All'uomo era proibito mangiare il frutto dell'albero della
scienza altrimenti sarebbe diventato come Dio, sapendo distinguere
il bene dal male. Ceme tutti sappiamo, egli mangi il frutto proibito.
La conoscenza era cosi importante per lo sviluppo della civilt che
sembrava giustificabile negare la pretesa del corpo all'eguaglianza.
Stiamo cominciando a scoprire che si trattato di un grave errore.
Bench il corpo dell'uomo abbia la stessa struttura di base di quello
degli altri mammiferi, anch'esso unico sotto alcuni importanti aspetti.
L'uomo il solo animale ad essere perfettamente bilanciato quando
in posizione eretta a causa dell'ingrandimento dd elutei. Cosi i
vantaggi che gli sono derivati da questa posizione possono essere
attribuiti almeno in parte al sedere. La posizione eretta ha portato
la parte pi vulnerabile del corpo umano (la parte tenera) faccia a
faccia con il mondo. Cosi esposto, l'uomo sarebbe pi consapevole
di sentimenti teneri e pi capace di esprimere e ricevere amore. La
mano deli'uomo si distingue non solo a causa del pollice che si pu
opporre alle altre dita. La sua sensibilit e flessibilit sono straor
dinarie. Osservando un concertista di pianoforte mentre suona, si
pu quasi avere l'impressione che le sue mani abbiano una vita pro
pria. Alle mani, l'uomo deve la funzione molto sviluppata del ta to,
che tanto importante per poter afferrare la realt.
Stiamo assistendo allo sviluppo di un rinnovato rispetto per il
corpo, e ci stiamo lentamente allontanando dall'antica dicotomia che
vedeva la mente e il corpo come entit separate e distinte. Il corpo
e la mente vanno d'accordo, e lo sapevamo in realt nel profondo
del nostro essere. C' una mente che esista separata dal corpo o un
corpo che non abbia una mente propria? La risposta no. I Greci
avevano una frase con cui esprimevano questo concetto: mente sana

in corpo sano. Alla stessa stregua, una mente ottusa si accoppia ad


un corpo fiacco, una mente sveglia ad un corpo animato. La spiri
tualit di una persona non - una funzione della sua mente soltanto
ma del suo intero essere. Il sentimento della spiritualit, come qual
siasi altro sentimento, un fenomeno corporeo. L'idea di spiritualit
un fenomeno mentale. Si tratta della stessa distinzione che abbiamo
fatto precedentemente tra credenza e fede.
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che l'idea e il sentimento non sem
pre coincidono, la mente e il corpo non sempre si accoppiano a livel
lo superficiale. Una persona pu impegnare la sua mente cosciente in
un'attivit che non coinvolge il corpo. Analogamente pu eseguire un
movimento del corpo senza che la mente cosciente non ne sia nem
meno consapevole. Sappiamo che essa pu agire direttamente sul cor
po e che il corpo pu influenzare la mente. Reich ha realizzato la
riconciliazione di questi due punti di vista della relazione tra corpo
e mente, il dualismo superficiale e la sottostante unit, grazie al con
cetto dialettico che tien conto sia dell'antitesi sia dell'unit di tutti
i fenomeni psicosomatici. Il seguente diagramma dialettico mostra
come avviene la riconciliazione:

ID

{.CUO.t>O -!oO'I.C.&.H'T&.
SE.t-l!il&I1..1TA1

PIVER.C.EHZA De.LL'ltCC\TAZIOHEc
TADIO

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DUALITA1

Fl.J.J.!60 DE.L.I.1E.CC.\'t"A'Z.IOt-IE.
STADIO

:r.

DELL'UH ITA'

esso mostra che in superficie psiche e soma interagiscono. La psiche


influenza il soma e naturalmente il soma pu modificare i fenomeni
psichici. Ma ad un livello pi profondo non vi n la psiche n il
soma bensl soltanto un organismo unitario che ha nel suo nucleo
centrale una sorgente di energia biologica. La corrente di questa ener-

gia o eccitazione carica tanto la psiche quanto il soma nello stesso


tempo, ma in due modi diversi. Il soma risponde all'eccitazione con
un'azione o un movimento. La psiche risponde creando immagini che
possono essere consce o inconsce.
facile vedere da questo schema cosa accadrebbe se un individuo
perdesse i contatti con i processi energetici del corpo. Sarebbe tagliato
fuori da ogni consapevolezza della connessione esistente tra il nucleo
centrale del suo essere e la superficie. Raffigurer la separazione come
un blocco nel punto in cui diverge la corrente dell'eccitazione.

SOI.O LA SUPU\,ICI]O.
VIIOHE.

PE.R.C:'IOPITA

"I'O...DITA' DEU.'5.!6E.R.'E. CME. !>0"'0

: T.<>Cd.I.ATE. I"UOR.I
:

DAl-LA PER.<.EZIOIE

""-'C.LEO OE.U.'E.HE.R.C.\6

BIOLOC.ICA

Il blocco ha anche l'effetto di separare e isolare il regno della psi


che dal regno del soma. La nostra coscienza ci dice che ciascuno di
essi agisce sull'altro, ma a causa del blocco non si estende abbastanza
in profondit perch possiamo sentirne l'unit sottostante. In effetti
il blocco crea una spaccatura nell'unit della personalit. Non solo
dissocia la psiche dal soma, ma separa anche i fenomeni superficiali
dalle loro radici nelle profondit dell'organismo e, dal punto di vista
dell'esperienza) isola l'uomo dal bambino che era un tempo; cio pone
una barriera tra il presente e il passato.
A questa spaccatura non si pu rimediare con la conoscenza dei
processi energetici esistenti nel corpo. La conoscenza stessa un fe
nomeno superficiale e appartiene al regno dell'ego. Bisogna avvertire
la corrente e il percorso dell'eccitazione nel corpo. Ma per far ci
si deve abbandonare ogni rigido controllo del proprio ego in modo
che le sensazioni profonde del corpo possano raggiungere la super
ficie. Sembra pi facile di quanto non lo sia, dal momento che il con
trollo instauratosi aveva lo scopo di impedire che ci accadesse. N
il nevrotico n lo schizoide sono pronti a lasciar prendere alla vita

il sopravvento. Troppa la paura che hanno delle conseguenze e, in


particolare, del senso di impotenza che si forma allorch si abban
donano il potere e il controllo.
Per cedere, bisogna avere fede, ma la fede l'elemento che manca
a queste persone. In assenza della fede, si deve avere il controllo.
Dobbiamo ricordare che tutti gli adulti sono passati per una fase di
impotenza nell'infanzia e nei primi anni della fanciullezza. Se questa
impotenza non fosse stata sfruttata e se la loro sopravvivenza non
fosse stata minacciata, non avrebbero instaurato quel tipo di controllo
da parte dell'ego che blocca una persona impedendole di sentire ci
che vi nelle profondit del suo essere. Ma vivere solo in superficie
relativamente privo di significato e cosl tutti vogliono attraversare
la barriera. Se non disponibile nessun'altra via, si serviranno del.
l'alcol o delle droghe per arrivare a stabilire un qualche contatto,
magari momentaneo, con la propria interiorit.
In aggiunta alla paura dell'impotenza, vi sono altre paure che raf
forzano la barriera. Le persone hanno paura di sentire la profondit
della propria tristezza che in molti casi culmina nella disperazione.
Hanno paura della propria rabbia, del panico o del terrore repressi.
Queste emozioni represse stanno in agguato come demoni sotto la
barriera e abbiamo paura di affrontarle.. compito della terapia aiu
tare il paziente ad affrontare questi terrori ignoti e ad imparare che
non sono minacciosi quanto sembrano. Egli li vede ancora con gli
occhi del bambino.
Rinunciare al controllo da parte dell'ego significa abbandonarsi al
corpo nel suo aspetto inVolontario. Significa consentire al corpo di
prendere il comando. Ma proprio questo che i pazienti !JOn sanno
fare. Sentono che il corpo li tradir. Non gli credono e non hanno
fede in esso. Hanno paura che, se il corpo prender il sopravvento,
denuncer la debolezza, demolir la presunzione, riveler la tristezza,
e dar espressione alla rabbia che c' in loro. S, il corpo far tutto
questo. Il corpo distrugger la facciata che le persone erigono per
celare in tal modo a se stesse e agli altri la loro vera personalit. Ma
aprir anche una nuova profondit dell'esistenza e aggiunger alla vita
una ricchezza in confronto alla quale tutto l'oro del mondo non che
.
,.
un mez1a.
Tale ricchezza la pienezza dello spirito, che solo il corpo pu
offrire. Questo pensiero nuovo, perch siamo abituati a pensare allo
spirito come a qualcosa di separato dal corpo. Il corpo esiste come
un oggetto materiale mentre lo spirito una forza vivente che risiede
nel corpo e lo usa per i propri fini. Anche qui, abbiamo la stessa di
cotomia che ci ha afflitti allorch abbiamo tentato di comorendere
la relazione mente-corpo. Quale singolare malanimo costring l'uomo

a rivolgersi contro se stesso e a spaccare l'unit del suo essere in


aspetti dissociati? Ho suggerito alcuni dei fattori responsabili di que
sto fenomeno nei miei libri precedenti. Uno di questi fattori la bra
mosia del potere, che un attributo della personalit dell'uomo occi
dentale. Ma questa bramosia del poter" legata inestricabilrnente alla
ricerca della conoscenza e pochi di noi sono pronti ad abbandonare
questa ricerca. La nostra sola speranza di riuscire a temperare la
scienza con la comprensione.
Carl Jung ci fornisce una interpretazione del rapporto esistente tra
lo spirito e il corpo che evita la dicotomia. Egli dice: "Se siamo
ancora presi dalla vecchia idea di un'antitesi esistente tra mente e
materia, lo stato di cose attuale rappresenta una contraddizione intol
lerabile, che pu persino dividerci contro noi stessi. Ma se possiamo
conciliarci cori la misteriosa verit che lo spirito il corpo vivente
visto dall'interno, e che il corpo la manifestazione esteriore dello
spirito vivente, dato che le due cose sono in realt una cosa sola,
allora possiamo comprendere perch avviene che il tentativo di tra
scendere l'attuale livello di coscienza debba dare al corpo quel che
gli dovuto. Vedremo anche che la fede nel corpo non pu tollerare
una visione che _ neghi il corpo in nome dello spirito" .19
evidente, da questa affermazione, che la cosiddetta vita spirituale
in realt la vita interna del corpo contrapposta al mondo materiale
che la vita esterna del corpo. ben noto che coloro i quali deside
rano vivere pi pienamente a livello spirituale si tagliano fuori in
larga misura dal contatto con il mondo esterno. Schivandone i piace
ri, sono stati in gi'ado di concentrarsi pi intensamente sulla vita in
teriore. D'altro canto quelle persone che indirizzano tutta la loro ener
gia e i loro sentimenti sul mondo esterno perdono molto della loro
vera spiritualit. Non stato questo un grosso problema in passato
quando i bisogni spirituali dell'uomo erano adeguatamente soddisfatti
dalle religioni organizzate. un problema grave oggi non solo perch
la credenza nei dogmi religiosi stata indebolita ma anche perch
la gente, nella nostra cultura, andata coinvolgendosi sempre pi pro
fondamente nel mondo materiale.
Per riempire il vuoto spirituale della cultura occidentale, la gente
si volge sempre pi\1 alle filosofie dell'oriente. Scrivendo nel 1932,
quando questo movimento di massa era ancora poco evidente, Jung
disse: "Ma dimentico che non ci rendiamo ancora conto che, mentre
stiamo sconvolgendo il mondo materiale dell'Oriente con la nostra
produttivit tecnica, l'Oriente con la sua produttivit psichica sta

19 CARL }UNG: Modern Man in Search of a Soul (L'uomo moderno in


di un'anima), New York, Harcourt, Brace, 1933.

cerca

sconvolgendo il nostro mondo spirituale. Non c' mai passato per la


testa fn?ra che, mentre stiamo sopraffacendo l'Oriente dal di fuori,
l'Oriente pu stringere la presa su di noi dal di dentro" . Se una con
statazione e un pensiero del genere erano insoliti quando Jung li
espresse, non lo. sono di certo oggi. L'influenza del pensiero orientale
sui giovani diffusa ma altrettanto estesi sono gli effetti distrUttivi
che questo pensiero ha prodotto, in special modo con la diffusione
della droga.
Dal punto di vista dei mondi interiore ed esteriore, l'Oriente e
l'Occidente hanno rappresentato due diversi modi di atteggiarsi nei
confronti della vita. Per ragioni che non possono essere pienamente
chiarite a causa della natura complessa della situazione, ma che hanno
assai probabilmente a che fare con la sovrappopolazione e con un
rigido sistema di classe o casta che non ha consentito alcuna mobi
lit verso l'esterno, l'Oriente si volto all'interno ad esplorare la
vita spirituale della, persona. La maggiore mobilit della cultura occi
dentale ai suoi inizi, dovuta in gran parte ad una frontiera in espan
sione, ha consentito all'uomo occidentale di volgersi all'esterno e di
esplorare lo spazio e la natura. Era inevitabile che quando queste due
grandi culture si fossero incontrate, ci avrebbe prodotto una reci
proca fecondazione di idee. Stiamo assistendo oggi a quest'incontro,
ma :finora abbiamo solo un amalgama e non una sintesi.
L'Oriente affamato della produttivit tecnologica dell'Occidente.
Sta assorbendo l'abilit tecnica occidentale a un ritmo che sorpassa
l'immaginazione. Il Giappone oggi il paese industriale pi avan
zato del mondo. La velocit con la quale i Cinesi si sono impadroniti
della tecnica della fissione e della fusione nucleare e hanno proce
duto alla produzione di missili balistici intercontinentali, ha sbalordi
to gli scienziati occidentali. Ma in Giappone, dove possiamo osser
vare gli effetti, vediamo che il progresso tecnologico di quel popolo
viene compiuto a spese della vita interiore. I Giapponesi stanno ame
ricanizzandosi, adottando i nostri modelli e i nostri valori e trascu
rando le loro tradizioni. L'automobile sta diventando un bene molto
richiesto, la musica rock e gli atteggiamenti hippy interessano i gio
vani e il denaro o il potere economico sono diventati il criterio per
giudicare lo stato sociale delle persone. Ma noi siamo forse diversi?
diventato di moda fare gli esercizi yoga, mostrare la propria fami
liarit con i concetti zen o seguire un guru. Mentre da un lato in
queste pratiche c' molto di valido, quello che vediamo una miscel
lanea, non una integrazione di idee e di valori.
Il distogliersi dal mondo esterno non la vera via verso la spiri
tualit per l'uomo occidentale pi di quanto l'abbandonare la pro
pria spiritualit non lo sia per la realizzazione dell'uomo orientale.

Sinch persiste la dicotomia tra interno ed esterno, o tra la mente


e il corpo, l'uomo si vedr negata la piena realizzazione del suo po
tenziale di essere senziente. L'affermazione di Jung che la riconcilia
zione tra Io spirito e il corpo non pu esser raggiunta negando il
corpo in nome dello spirito significa anche che egualmente dannoso
negare lo spirito in nome del corpo. In realt facciamo entrambe le
cose. Nelle nostre gare sportive rendiamo omaggio al corpo despiri
tualizzato e nelle scuole e negli uffici rendiamo omaggio alla mente
disincarnata.
Nei seminari di specializzazione in bioenergetica, che vengono te
nuti sulla costa occidentale degli Stati Uniti, ho avuto occasione di
lavorare con diversi Orientali. Ho osservato che avevano una consi
derevole difficolt nel mostrare o esprimere quanto sentivano, anche
se i loro sentimenti erano relativamente pi vicini alla superficie che
nella maggior parte degli Americani. Mi stato detto che da loro
non si usava mostrare i propri sentimenti e che da bambini venivano
svergognati quando lo facevano. Le mie osservazioni erano limitate
a poche persone, ma l'impassibilit dell'atteggiamento orientale nota
da tempo. Bench la manifestazione aperta del sentimento fosse sco
raggiata a casa, non vi era mancanza d'affetto, di calore e di com
prensione tra i membri della famiglia. Per l'alta densit della popo
lazione e per l'abitudine di vivere vicini propria dei paesi orientali,
l'inibizione dell'espressione pu essere un adattamento culturale ne
cessario per difendere l'intimit.
L'Orientale attratto dai sistemi occidentali non solo per la sua
ammirazione nei confronti della produttivit tecnologica, ma ancor
di pi, credo, per il desiderio di conquistare il senso di individualit
e di libert di autoespressione che offre la cultura occidentale. In
compagnia degli Occidentali, sperimenta come un ostacolo il proprio
blocco nell'espressione dei sentimenti e si sente limitato. Individua
lit significa espressione di s; che significa a sua volta espressione
aperta del sentimento. D'altro canto la libert di autoespressione rap
presenta una promessa relativamente priva di significato se i senti
menti di una persona sono stati repressi e non sono disponibili per
essere espressi. Una individualit che non sia imbevuta di un profon
do sentire soltanto una facciata, un'immagine dell'ego. Noi Ameri
cani siamo eccezionali negli imballaggi, e se l'Oriente compra i nostri
prodotti (individualit di massa), fa un cattivo affare, avendo scam
biato l'apparenza per la sostanza. Nei suoi sforzi verso l'individualit,
l'Orientale deve stare attento a non sacrificare i propri sentimenti
per una immagine dell'ego.
II sentimento la vita interna, l'espressione la vita esterna. Se
la questione viene posta in questi semplici termini facile vedere

come una vita completa richieda una vita interiore fiorente (ricca di
sentimento) e una vita esteriore libera (libert di espressione). Nes
suna delle due cose da sola pu soddisfare pienamente. Prendiamo
ad esempio l'amore. Il sentimento dell'amore un sentimento ricco,
ma l'espressione dell'amore in parole o in atti una gioia immensa.
Vi una grande differenza tra la spiritualit dell'uomo apportatore
di umano calore, di comprensione e di simpatia per il prossimo e
la spiritualit dell'asceta che vive nel deserto o si confina in una cella.
Una spiritualit che ha divorziato dal corpo diventa un'astrazione,
e un corpo cui stata negata la sua spiritualit diventa un oggetto.
Quando parliamo di spiritualit e di vita interiore, non stiamo
forse parlando del sentimento dell'amore che unisce l'uomo all'uomo,
ad ogni forma di vita, all'universo e a Dio? Eppure molti non ve
dono il problema in questi termini. Sono disposti a considerare l'amo
re per Dio un sentimento spirituale mentre ritengono che l'amore
per la donna sia un sentimento carnale. Nel primo caso il sentimento
d'amore astratto dall'oggetto, mentre nel secondo caso posto in
relazione diretta con l'oggetto. Un amore astratto pu essere amore
puro perch non contaminato da alcun desiderio carnale, ma come
un'idea pura che non ha carica emotiva, non ha alcuna importanza
nei confronti della vita. Quando l'amore in Dio non viene manife
stato anche nell'amore per il pro$simo ' ivi incluso il sesso opposto,
e per tutte le creature viventi, non vero amore. E quando l'amore
non viene espresso in azioni e comportamenti, non vero amore ma
un'immagine dell'amore. L'astrazione ha con la realt il medesimo
rapporto dell'immagine speculare con l'oggetto che si trova di fronte
allo specchio. Sembrano simili ma non lo sono certamente al tatto.
Queste considerazioni ci obbligano a dare uno sguardo ai problemi
in modo dialettico e in termini di energia. Ogni impulso pu essere
considerato come un'onda di eccitazione che comincia in un centro
dell'organismo e scorre lungo un percorso determinato, che rappre
senta la mira, verso un oggetto del mondo esterno che rappresenta
il traguardo. Ma anche vero che ogni impulso una espressione
dello spirito umano, perch lo spirito che ci muove. Esso, tuttavia,
non ci muove in una sola direzione. Gli impulsi fluiscono verso l'alto
in direzione della testa e anche verso il basso in direzione della parte
terminale o coda. Quando la corrente di sensazioni va in direzione
della testa, il sentimento ha un carattere spirituale. Ci sentiamo sol
levati ed eccitati. La corrente verso il basso ha un carattere sensuale
o carnale, perch questa direzione porta la carica nel ventre e verso
terra, facendoci sentire rilassati, radicati e con un senso di liberazione.
La vita umana pulsa tra i suoi due poli, uno collocato all'estremit
superiore dd corpo o testa e l'altro all'estremit inferiore o coda. Pos

siamo assimilare il movimento verso l'alto al protendersi verso il cielo,


e il movimento verso il basso allo scavare nella terra. Possiamo pa
ragonare l'estremit superiore o testa con i rami e le foglie di un
albero, e l'estremit inferiore o coda con le radici. Poich il movi
mento verso l'alto va in direzione della luce e quello verso il basso
in direzione dell'oscurit, possiamo mettere la testa in relazione con
la coscienza e la coda o la parte terminale con l'inconscio.
La pulsazione e la relazione esistente tra i poli Possono essere mo
strate schematicamente in termini di corpo ovvero dialetticamente.
Nel corpo queste due direttrici del flusso si trovano nel movimento
della corrente sanguigna, che dopo aver lasciato il cuore scorre verso
l'alto attrave!'so l'aorta ascendente e verso il basso attraverso l'aorta
discendente.10 Normalmente la corrente di sangue nelle due direzioni
equilibrata, ma una direzione o l'altra possono predominare in certe
situazioni. Conosciamo bene il fenomeno per cui il sangue va alla
testa quando ci si arrabbia e il vigoroso afflusso verso il basso nel
l'eccitazione genitale. Sappiamo che, se un'eccessiva quantit di san
gue lascia la testa, ,si provoca una perdita di coscienza. Le figure
l e 2 mostrano alcune di queste relazioni.
DIAC.RAMM..I. DlALETT\(.0

H.U!i!!OC Vt.P.50 b.L.TO


a . eP\Q.\TUA\..\TA'

FW5<;0 'JE.RSO IL ii>A..S.O


a . SE.HSUAL.ITA'

b, C014!;C.l0

b. \HCOH!e\0

c . -e:c.o

C.

d . ClEL-O

d. TERRA

CORPO

Nucleo energetico del corpo


cuore, plesso solare
fiGURA

20 Nel mio primo libro, The Physical Dynamics of Cha.racter Structure, postu
lavo la tesi che il sangue fosse il veicolo dell'Eros, del sentimento d'amore. II
cuore la fonte dell'amore. Quel libro disponibile in edizione paperback con
il titolo The Language of the Body. Trad. it. Il linguaggio del corpo, Feltrinelli,
Milano.

0\R..EZ.IOt.l'- Vl.q,!t() L1ALTO --.. 'T ..TA.


a . PIR.LTUM..ITAl
b. \EHZA
C,

fUHZ.IOHE. DE.U..A

CAI:tlC.A

PUL.ZIOt-!.E. DE.U..'Ef4EAC(\ E e&.l


S>Et-n'LME.T1 ATTRA\I&.R..$0
LA t.IR.C.Ol.A"'Z.IOH5. 5AHCtUIC.kA
DIR.s:ZIOHE VERSO 11. !11!10 --... PI&bl

Cl.!.E\-4.SUAL.IT.A.1 - $'EUAL.ITAI

b. I><COt-<SCIO
C. Fll><Z I O>IE PEU.... $CA'tiU.

fiGURA

Se possiamo concepire il corpo come diviso nella sezione mediana


da un anello di tensione nell'area diaframmatica, i due poli diver
ranno due campi opposti anzich essere i due poli di un'unica pul
sazione che si muove in entrambe le direzioni simultaneamente o i
punti terminali di un'oscillazione pendolare che si muove tra di essi.
Ora, un fatto che una certa misura di tensione diaframmatica esiste
nella maggior parte delle persone. L'ho messo in evidenza preceden
temente in relazione alla perdita di sensazioni e sentimenti ,nel ventre
o hara, dovuta alla costrizione della respirazione addominale profon
da. anche vero che un certo grado di scissione" presente nella
maggioranza delle persone nella societ occidentale." L'effetto di que
sta scissione o dissociazione delle due met del corpo la perdita del
la percezione dell'unit. Le due direzioni opposte del flusso di cor
rente diventano due forze antagoniste. La sessualit verr in tal caso
avvertita come un pericolo nei confronti della spiritualit cosl come
la spiritualit verr considerata come una sorta di negazione del pia
cere sessuale. Alla stessa stregua, tutte le altre coppie antitetiche di
funzioni sono viste in conflitto anzich in armonia tra loro. La logica
di questa analisi si fa chiara se diamo di nuovo un'occhiata ai due
diagrammi introducendo un blocco per mostrare dove si verifica l'in
terruzione della corrente di eccitazione. Le figure 3 e 4 mostrano tali
relazioni.
tt

11

Vedasi The Betrayal of the Body.

a. S.'PIR1"11J4.LiiA'
b.Ecp - MEH,. ;.
(... P'S\1\DlO ILIIii.

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R.ADIC.S. Oli.l. (..OU.Q

Al-tEL.l.J:)

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CD!II' I!'SC.UJ.S. DA PE.R.CIO\i.
A'EUO D"-l.LE. TE.taiOHt TitWE.
a.&EAL.ITA.'
b. CO..PO

FIGURA 3

0\AG,.'Q.JJAJAA D\Ai..ETT\to

a l,.A'

1-<tlc:I-EO E.I-IE.RGETIC.O ClE.I- C.ORPO


C.UOIU:

PL.E.!DSO

!IOlA'R.E.

FIGURA 4

Ho da molti anni nel mio ufficio un cartellone che raffigura la cor


rente del sentire nel corpo. Un lato mostra i tipi di sentimenti che
si hanno nei diversi segmenti del corpo quando la corrente di eccita
zione che parte dal cuore piena e libera. Il diagramma schematico,
ma il massimo cui io possa giungere nella localizzazione di questi
sentimenti. Allorch non vi sono blocchi che interrompono il flusso,
i sentimenti sono di segno o di carattere positivo. Dall'altro lato del
cartellone vi sono i sentimenti che si formano quando la corrente
bloccata da tensioni muscolari croniche. Non solo si interrompe il
flusso, ma tra un segmento e l'altro vi una stagnazione dell:eccita
zione che d luogo a sentimenti cattivi di segno negativo. Per como
dit e chiarezza ho mostrato questa differenza su due tabelle sepa
rate. Le linee rivolte in dentro su se stesse indicano dei moduli di
trattenimento e di ristagno. Si vedano le tabelle l e 2.
Il sentimento della fede il sentimento della vita che scorre nel
corpo da un capo all'altro, dal centro alla periferia e viceversa. Allor
ch non vi sono blocchi o costrizioni a disturbare e alterare il flusso,
l'individuo si sente come una unit e come una continuit. I diversi
aspetti della sua personalit sono Integrati, non dissociati. Non una
persona spirituale in opposizione ad una persona sessuale, e nemme
no sessuale il sabato sera e spirituale la domenica inattina. Non
parla due linguaggi diversi. La sua sessualit un'espressione della
sua spiritualit perch un atto d'amore. La sua spiritualit ha un
sapore terreno; lo spirito della vita che egli. rispetta nel modo in
cui si manifesta in tutte le creature terrestri. Non un essere in cui
la mente domina il corpo n un corpo senza mente. una persona
che pone mente . al proprio corpo.
altrettanto importante, per, il suo senso di continuit . Deriva
dal passato, esiste nel presente ma appartiene al futuro. Quest'ulti
mo pensiero pu sembrare strano a coloro che seguono l'attuale modo
di pe.ftSare secondo cui conta soltanto il momento contingente. Ma
mi venuto dall'idea che la vita un . processo continuo, un dischiu
dersi continuo di possibilit e potenzialit che sono nascoste nel pre
sente. Senza un po' di speranza nel futuro e di coinvolgimento nel
l'avvenire la vita di una persona giungerebbe a un punto morto,
come accade alle persone depresse. Biologicamente, ogni organismo
legato al futuro per mezzo delle cellule germinali che reca nel suo
corpo.
Il senso di continuit anche orizzontale. Siamo collegati energe
ticamente e metabolicamente con tutte le cose presenti sulla terra,
dai lombrichi che smuovono il terreno arieggiandolo agli animali che
ci provvedono del cibo quotidiano. Il fatto di sentire questo senso
di connessione e di agire in armonia con esso il segno dell'uomo


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UOL.O

TABELLA- 2

di fede, dell'uomo che ha " fede nella vita". La sua fede forte quanto
la sua vita perch l'espressione della forza vitale che vi nella
persona.
Coloro che hanno una fede autentica si distinguono per una qua
lit che noi tutti riconosciamo. Ed la grazia. Una persona che ha
fede aggraziata nei suoi movimenti perch la sua forza vitale scorre
con naturalezza e liberamente attraverso il corpo. aggraziata nelle
maniere perch non resta appesa al proprio ego o al proprio intel
letto, alla propria posizione o al proprio potere. h un tutt'uno con
'il corpo e, attraverso il corpo, con la vita intera e con l'universo.
Il suo spirito illuminato e risplende della fiamma intensa della vita
che c' in lei. Ha un posto nel proprio cuore per ogni bambino, poi*
ch questi rappresenta per lei il futuro. Ed ha rispetto per "gli an
ziani" perch sono la sorgente della sua esistenza e il fondamento
della sua saggezza.