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Michela Eleuteri

DISPENSE DEL CORSO


DI ANALISI MATEMATICA
Funzioni reali di una variabile reale

Domini e graci elementari. Funzioni composte e inverse

Indice
1 Funzioni reali di una variabile reale

1.1

Generalit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.2

Funzioni limitate

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.3

Funzioni simmetriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.4

Funzioni monotone

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.5

Funzioni periodiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.6

Funzioni elementari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.6.1

Funzioni potenza

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.6.2

Funzioni esponenziali e logaritmiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

11

1.6.3

Funzioni trigonometriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

14

1.6.4

Funzione parte intera e mantissa

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

16

1.6.5

Funzioni iperboliche

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

17

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

17

1.7

Funzioni composte

1.8

Funzioni invertibili e funzioni inverse

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

19

1.8.1

Generalit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

19

1.8.2

Funzioni trigonometriche inverse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

22

Operazioni sui graci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

24

1.10 Esempi riepilogativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

28

1.10.1 Esercizi riguardanti graci di funzioni elementari . . . . . . . . . . . . . .

28

1.10.2 Esercizi riguardanti domini di funzioni reali di variabile reale . . . . . . .

29

1.9

INDICE

CAPITOLO 1

Funzioni reali di una variabile reale


1.1. Generalit
funzione nasce per descrivere matematicamente il concetto di grandezza variabile.
L'esistenza di una grandezza variabile sottointende l'esistenza di una relazione tra due grandezze
(es. tempo, velocit...) ovvero la dipendenza di una grandezza dall'altra. Per esempio in sica:
Il concetto di

dove

v, a

v(t) = v0 + a t

t 7 v(t)

1
s(t) = s0 + v t + a t2
2

t 7 s(t)

rappresentano rispettivamente velocit, accelerazione e spostamento di un punto

materiale. Altre relazioni nascono nel contesto economico, biologico, ingegneristico...


Tutti questi esempi sono caratterizzati dalla presenza di un
associa
dalla

univocamente un altro numero

reale (in uscita).

univocit della corrispondenza

numero reale (in ingresso) a cui si

Quindi una funzione caratterizzata

tra input e output. Naturalmente si possono fare

delle restrizioni naturali sui valori in ingresso che dipendono dal signicato e dal contesto in
cui si opera. Inoltre il concetto di funzione non limitato al caso di funzioni di una variabile
reale ma si pu estendere al caso in cui per esempio in ingresso si abbiano coppie di numeri o
insiemi non numerici ecc...
Possiamo quindi arrivare alla seguente denizione.

Denizione 1.1.1. Dati due insiemi A e B qualsiasi, una funzione di dominio A a valori

in B (B anche detto codominio) una qualsiasi legge che ad ogni elemento di A associa uno
e un solo elemento di B . L'uscita corrispondente a un valore in ingresso si dice immagine di quel
valore. L'insieme delle possibili uscite si dice immagine del dominio tramite f .
In generale quindi

f :AB

f (A) B .
5

1 Funzioni reali di una variabile reale

In questo corso noi ci occuperemo di

f :NR
f :RR

successioni
funzioni reali di una variabile reale.

Altre funzioni di interesse che si trattano in altri contesti sono

f : Rm Rm
f : Rn Rm

lineari

trasformazioni lineari (algebra lineare)


funzioni vettoriali di pi variabili reali (An. II).

non nec. lineari

Torniamo per ora al caso di una funzione reale di una variabile reale. Sia
che

f :DRR

tale

f : x 7 f (x).

Denizione 1.1.2. Il grafico di una funzione f : D R R l'insieme


{(x, f (x)) : x D}.

+ Osservazione 1.1.3. C' un'interessante interpretazione geometrica del fatto che ad ogni valore

in ingresso corrisponda una e una sola uscita. Infatti ogni retta parallela all'asse delle ordinate che
taglia l'asse delle ascisse in x D interseca il graco di f in un solo punto.
4
Questa non una funzione

3
2
1

1
2

1.2. Funzioni limitate


Abbiamo introdotto in precedenza il concetto di insieme limitato superiormente (e/o inferiormente) e il concetto di estremo superiore (e/o inferiore). Vediamo come tali concetti si applicano
anche al caso delle funzioni.

1.2 Funzioni limitate

Denizione 1.2.1. Sia f : D R R. Si dice che f

se
esiste M R tale che f (x) M , x D. In altre parole f limitata superiormente se il graco
di f contenuto nel semipiano inferiore delimitato da y = M (o anche se l'immagine di D tramite
f un sottoinsieme limitato superiormente).
Si dice che f limitata inferiormente se esiste m R tale che f (x) m, x D. In altre
parole f limitata inferiormente se il graco di f contenuto nel semipiano superiore delimitato
da y = m (o anche se l'immagine di D tramite f un sottoinsieme limitato inferiormente)
Si dice che f limitata se limitata inferiormente e superiormente (il suo graco contenuto in
una striscia, o anche se l'immagine di D tramite f un sottoinsieme limitato).

Esempio 1.2.2. x 7 ex

limitata inferiormente ma non superiormente;

limitata inferiormente e superiormente.

y = ex

4
3
2
1

y=m
2
3

y=M

4
3
2

y = e|x|

limitata superiormente

1
2

y=m
3

x 7 e|x|

1 Funzioni reali di una variabile reale

1.3. Funzioni simmetriche


Esistono funzioni il cui graco presenta delle particolari simmetrie. Per esempio:

Denizione 1.3.1. Sia f : D R R. Allora f si dice pari se il suo graco simmetrico

rispetto all'asse delle ordinate cio se f (x) = f (x) per ogni x D. f si dice dispari se il
suo graco simmetrico rispetto all'origine degli assi, cio se f (x) = f (x) o equivalentemente
f (x) = f (x).
. Esempio 1.3.2. f (x) = x2 pari e pi in generale sono pari le funzioni g(x) = x2n , n N.
f (x) = x3 dispari e pi in generale sono dispari le funzioni h(x) = x2n+1 , n N.
f (x) = cos x pari mentre f (x) = sin x e f (x) = tan x sono funzioni dispari.
f (x) = |x| pari mentre f (x) = x dispari.
f (x) = ex non n pari n dispari.

+ Osservazione 1.3.3. Esistono funzioni che hanno graco simmetrico rispetto all'asse x? Ovvia-

mente NO, perch la funzione caratterizzata come gi osservato dall'unicit della corrispondenza
input-output quindi ad ogni valore di x non possono essere associati pi valori di f (x).

1.4. Funzioni monotone


r

Denizione 1.4.1. Sia f : D R R. Allora f si dice monotona crescente se


x1 > x2 f (x1 ) f (x2 ).

Analogamente f si dice monotona

decrescente

se

x1 > x2 f (x1 ) f (x2 ).

Se le disuguaglianze precedenti sono strette si dice che f


scente (risp. decrescente).

monotona strettamente cre-

Il signicato della crescenza (risp. decrescenza) di una funzione si pu spiegare osservando che
all'aumentare di

anche il graco di

aumenta (risp. diminuisce).

. Esempio 1.4.2. x 7 x3 strettamente crescente.


x 7 5 non crescente e non decrescente quindi costante.
x 7 ex strettamente decrescente.
x 7 sin x non n crescente n decrescente, ma la stessa funzione ristretta all'intervallo
 
2 , 2 strettamente crescente. Queste considerazioni saranno importanti quando parleremo
di invertibilit.

1.5 Funzioni periodiche

1.5. Funzioni periodiche


r Denizione 1.5.1. Sia f : D R R. Si dice che f periodica di periodo T con
T > 0 se T il pi piccolo numero reale positivo tale che f (x+T ) = f (x), x D. Ogni intervallo
di lunghezza T si dice intervallo di periodicit.
La caratteristica delle funzioni periodiche che basta determinarne il comportamento su un
intervallo di periodicit per conoscerle ovunque.

Le pi classiche funzioni periodiche sono

naturalmente seno, coseno e tangente che analizzeremo in dettaglio tra poco.

1.6. Funzioni elementari


1.6.1. Funzioni potenza
Sono le funzioni della forma

f (x) = k x , 6= 0, k, R.

3.

Ad esempio

3.

y = x2

y=x

3.

Se

2.

2.

2.

1.

1.

1.

1.

2.

3.

3.

2.

1.
1.

2.

2.

le funzioni potenze sono denite su tutto

R,

ad esempio

2.

3.

y = x 3 , y = x4

y = x4

2.

2.

1.

1.

1.

1.

3.

y=x

2.

1.

3.

3.

y = x, y = x2 .

1.

2.

3.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

2.

1.

2.

3.

1 Funzioni reali di una variabile reale

Altrimenti in generale le funzioni potenze sono denite per

x > 0;

ad esempio

y = x3/2 ,

y = x5/2 .
3.

3.

2.

2.

y=x

3/2

y = x5/2

1.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

3.

3.

2.

1.

1.

= m
n
y = x5/3 .

con

intero dispari, allora

y=

2.

x = m xn

denita su tutto

3.

1.

1.

1.

ad esempio

2.

3.

3.

2.

1.
1.

2.

2.

Si noti il dierente comportamento per

>1

1.

2.

2.

(graci a destra - sopra e sotto) e per

3.

3.

2.

2.

1.

1.

y = x2/3
0

1.

2.

x,

3.

(graci a sinistra - sopra e sotto).

3.

y = x5/3
0

1.

1.

y=

x
2.

R,

3.

2.

1.

2.

2.

3.

3.

1.

1.

2.
Se

3.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

2.

10

y = x4/3
0

1.

2.

3.

<1

1.6 Funzioni elementari

Inne se

<0

le funzioni potenza non sono denite per

4.

4.

3.

3.

2.

2.

y = x2

y = x 2

1.

3.

2.

1.

x = 0.

1.
0

1.

2.

3.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

3.

1.

2.

2.

3.
3.
2.
2.

y = x 3

y = x 3

1.
1.
3.

2.

1.
1.

1.

2.

3.
3.

2.

1.

1.

2.

1.
2.
2.
Da ultimo focalizziamo la nostra attenzione al caso

x <x

x > 0.

In questo caso, se

0<x<1

allora

< . Questo si esprime dicendo che vicino a zero contano le potenze piccole . Al

contrario, se x > 1 allora x < x se < . Questo si esprime dicendo che all'innito contano
se

le potenze grandi . Questo torner utile quando ci occuperemo dei limiti, in particolare della
gerarchia degli innitesimi e degli inniti.

1.6.2. Funzioni esponenziali e logaritmiche


Le funzioni esponenziali/logaritmiche modellizzano fenomeni di crescita o decadimento (es:
decadimento radioattivo, processi di rareddamento, diondersi di un'infezione...) Le funzioni
trigonometriche, che vedremo nel paragrafo successivo, modellizzano invece il moto dei pianeti,
la propagazione delle onde, il moto di un pendolo ecc...

11

1 Funzioni reali di una variabile reale

Denizione 1.6.1. Sia a > 0 con a 6= 1 e sia f : (0, +) R. La funzione f (x) = loga x

si dice funzione

logaritmo in base a.

12

1.6 Funzioni elementari

4.
3.

y = loga x a > 1

2.
1.

2.

1.

1.

2.

3.

4.

5.

6.

1.
2.

y = loga x a < 1

3.
4.

Denizione 1.6.2. Sia a > 0 con a 6= 1 e sia g : R R. La funzione g(x) = ax si dice

funzione esponenziale di base a.


5.
4.
3.

y = ax a < 1

y = ax a > 1
2.
1.

4.

3.

2.

1.

1.

2.

3.

4.

1.
2.
La relazione fondamentale che vale la seguente che deriva direttamente dalla denizione di
logaritmo

x = aloga x ,

x > 0, a > 0, a 6= 1

e dunque

y = loga x x = ay .
13

1 Funzioni reali di una variabile reale

Osservazione 1.6.3. Da notare la dierenza tra le seguenti funzioni (potenza ed esponenziale)

il cui comportamento chiaramente diverso

x 7 xa

6=

x 7 ax .

La base naturale di funzioni esponenziali e logaritmi il

numero di Nepero e 2, 7.

Tale

numero verr introdotto nel capitolo successivo come limite di una opportuna successione.

1.6.3. Funzioni trigonometriche


Le principali funzioni trigonometriche sono: seno, coseno, tangente. Si indicano

x 7 sin x
x 7 cos x
x 7 tan x
x

ha il signicato di misura in radianti di un angolo.

In gura sono illustrati come sono deniti seno, coseno, tangente e cotangente sulla

renza goniometrica

che una circonferenza di raggio unitario. In particolare

14

circonfe-

x rappresenta

1.6 Funzioni elementari

OAP la cui ipotenusa


variare x il comportamen-

l'angolo (in radianti); seno e coseno sono i cateti del triangolo rettangolo
vale 1 perch raggio della circonferenza. chiaro che poi facendo

to di questi segmenti varier di conseguenza. I graci sono dedotti proprio dalla costruzione
geometrica.

2.

2.

y = sin(x)

y = cos(x)

1.

4.

3.

2.

1.

1.

3.
4. 4.
y2.= tan(x)

1.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

2.

2.

1.

2.

3.

4.

2.

y = cotan(x)
y = tan(x)

1.

4.

3.

2.

1.

1.

2.

3.

1.

3.

4.

2.

1.

1.

2.

2.

chiaro che in un generico triangolo rettangolo di ipotenusa

x = ` cos

1.

y = ` sin ,

dove

1.

2.

3.

4.

si avrebbe, per similitudine,

il cateto adiacente all'angolo considerato

il cateto

opposto al medesimo angolo.


Le relazioni fondamentali sono tre:

sin2 x + cos2 x = 1
che deriva dall'applicazione del Teorema di Pitagora al triangolo

OQP

notando che siamo sulla

circonferenza goniometrica, e quindi di raggio 1;

tan x =
che deriva da una similitudine tra i triangoli

cotan x =
che deriva da una similitudine tra i triangoli

sin x
cos x

OP Q

OT A;

cos x
1
=
sin x
tan x
OP Q

OBS .

Andiamo ora a studiare le principali caratteristiche delle funzioni trigonometriche. Sia

x 7 sin x
x 7 cos x
15

1 Funzioni reali di una variabile reale

Si ha: dominio

R;

immagine

[1, 1].

Sono funzioni periodiche di periodo

2 .

Il seno una

funzione dispari mentre il coseno una funzione pari, infati si ha

sin(x) = sin(x)
Inne si ha la relazione

cos(x) = cos(x).


sin x = cos x
2


quindi la funzione seno si ottiene dalla funzione coseno tramite uno sfasamento di

x pari a /2

(traslazione del graco verso destra).


Per quanto riguarda la funzione

x 7 tan x

si ha: dominio R \
+ k , k Z ; immagine R. una
2
una funzione dispari, infatti si ha tan(x) = tan(x).


funzione periodica di periodo

ed

1.6.4. Funzione parte intera e mantissa

La

parte intera di un numero reale x,

quindi il pi grande intero pi piccolo (o uguale)

4; [5, 2] = 6.

[x] quell'intero n tale che n x < n+1,


a x. Esempi: [2, 5] = 2; [3, 1] = 3; [4] =

denotata con

Il graco mostrato alla ne del capitolo.

16

1.7 Funzioni composte

La dierenza tra un numero reale e la sua parte intera prende il nome di


con

(x) = x [x]

mantissa

si indica

ed un numero reale compreso tra 0 e 1. Anche questo graco mostrato in

fondo al capitolo. La funzione mantissa una funzione periodica.

1.6.5. Funzioni iperboliche


Si tratta di funzioni denite tramite esponenziali.

coseno iperbolico e tangente iperbolica.

sinh(x) =

Abbiamo le funzioni

seno iperbolico,

Il seno iperbolico denito come segue

ex ex
2

Il coseno iperbolico denito come segue

cosh(x) =

ex + ex
2

mentre la tangente iperbolica denita come segue

tanh(x) =
Il dominio di queste funzioni

R.

ex ex
sinh(x)
= x
.
cosh(x)
e + ex

Seno iperbolico e tangente iperbolica sono funzioni dispari

mentre coseno iperbolico una funzione pari, cio si ha

sinh(x) = sinh(x)

tanh(x) = tanh(x).

cosh(x) = cosh(x)

Inoltre

sinh(0) = 0

cosh(0) = 1

tanh(0) = 0

cosh(x)2 sinh(x)2 = 1

1.7. Funzioni composte


r Denizione 1.7.1. Date due funzioni f : E R e g : F R con f (E) F cio
x E, f (x) F , si denisce la funzione composta di f e g
g f =: h : E R

tale che
h(x) = (g f )(x) = g(f (x))

agisca come segue


f

x 7 f (x) 7 g(f (x))


17

1 Funzioni reali di una variabile reale

In generale, pu risultare che siano ben denite sia

Esempio 1.7.2.

Siano

f (x) = x2

gf

g(x) = x 2.

f g(x) : x 7 x 2 7 (x 2)2
18

che

f g ma usualmente sar gf 6= f g .

Allora

g f (x) : x 7 x2 7 x2 2

1.8 Funzioni invertibili e funzioni inverse

e in generale

(x 2)2 6= x2 2.

Quindi la composizione di funzioni non in generale commutativa; per si dimostra che


associativa, cio si ha

(f g) h = f (g h).
Se una funzione tale che

f (D) D

allora tale funzioni si pu comporre con se stessa,

ottenendo

f 2 (x) = f f (x) = f (f (x))

iterata seconda

.
.
.

f n (x) = f f f (x) = f (f (f (. . . f (x))))


+

iterata ennesima

Osservazione 1.7.3. Quando si chiede di determinare il dominio della funzione composta,

occorre sempre prestare attenzione. Infatti in generale il dominio dato dall'intersezione tra il
dominio della funzione di partenza e il dominio della funzione in arrivo; una valutazione non attenta

pu portare a conclusioni errate. Ad esempio, se f (x) = x + 1 e g(x) = x2 4 allora g f (x) =


x 3 il cui dominio non R come sembrerebbe a prima vista, ma x 1, perch se si prende x al
di fuori di questo dominio, la f non nemmeno applicabile e quindi non ha nemmeno senso scrivere
la funzione composta.

1.8. Funzioni invertibili e funzioni inverse


1.8.1. Generalit
Sia data una funzione

f : D R R.

Questo signica, per denizione di funzione, che

x D, !f (x)
essendo le funzioni caratterizzate, come si pi volte detto, dalla univocit della corrispondenza
input-output.

Denizione 1.8.1. Se accade che


y f (D), !x D : f (x) = y,

allora f si dice

invertibile

e si realizza una corrispondenza biunivoca tra D e f (D).

Formalmente:

19

1 Funzioni reali di una variabile reale

Denizione 1.8.2. Si dice che una funzione iniettiva se accade che


x1 , x2 D, x1 6= x2 f (x1 ) 6= f (x2 )

si dice che una funzione suriettiva

o equiv.

x1 , x2 D, f (x1 ) = f (x2 ) x1 = x2 ;

o surgettiva

se accade che

y f (D), x D : f (x) = y;

si dice che una funzione biunivoca

o biiettiva o bigettiva

se accade che

y f (D), !x D : f (x) = y.

La funzione che per ogni y f (D) associa l'unico elemento x D tale che si abbia f (x) = y si
chiama funzione inversa e si indica con il simbolo f 1 (non si confonda la funzione inversa f 1
con la funzione f1 che in generale sono ben diverse!).
5
4
3
2

Esempio di funzione invertibile

Quindi riassumendo

y = f (x)

xD

x = f 1 (y)
y f (D)

C' un'interessante interpretazione geometrica della condizione di invertibilit: se


tibile, allora il graco di
parallela all'asse delle

inver-

pu essere intersecato al massimo in un solo punto da ogni retta

x.

Esempio 1.8.3. y = x2 non invertibile sul suo naturale dominio di denizione (che R);

infatti essendo una funzione pari, il suo graco simmetrico rispetto all'asse delle y e quindi
ogni retta parallela all'asse delle

del tipo

y =k

interseca il graco in due punti (se

naturalmente). Tuttavia la restrizione della stessa funzione al dominio


sua inversa

x0

k >0

invertibile e la

(ed anche questo un motivo per cui la radice quadrata di un numero la si

calcola solo per reali positivi o nulli e d come output un numero positivo o nullo).

20

1.8 Funzioni invertibili e funzioni inverse

In generale quindi sicuramente non sono invertibili nel loro naturale dominio di denizione sia
le funzioni simmetriche pari che le funzioni periodiche.

Vale il seguente importantissimo risultato.

Teorema 1.8.1. Una funzione f : D R R strettamente monotona in D invertibile

in D. Inoltre la sua inversa ancora strettamente monotona.

dimostrazione.

f sia strettamente crescente. Allora


dobbiamo provare che x1 6= x2 f (x1 ) 6= f (x2 ). Se x1 6= x2 allora possono
casi: x1 < x2 oppure x1 > x2 . Allora, dalla crescenza (stretta!) di f si ha
Supponiamo che

x1 < x2 f (x1 ) < f (x2 )


In entrambi i casi si ottiene

oppure

f (x1 ) 6= f (x2 )

presi

x1 , x2 D

accadere solo due

x1 > x2 f (x1 ) > f (x2 ).

da cui la tesi.

Il caso in cui

strettamente

decrescente si tratta in modo analogo.

f 1 strettamente crescente se f lo . Sia y1 < y2 ; dobbiamo far vedere che


x1 < x2 , dove xi = f 1 (yi ), i = 1, 2. Supponiamo per assurdo che sia x1 x2 ; allora visto che
f strettamente crescente, si ha f (x1 ) f (x2 ) cio y1 y2 , il che assurdo, da cui la tesi.

Ora proviamo che

r Denizione 1.8.4. Date due proposizioni P e Q, si dice che:


P condizione necessaria per Q se Q P ;
P condizione sufficiente per Q se P Q;

Osservazione 1.8.5. Dal Teorema 1.8.1 si ha che se una funzione strettamente monotona

invertibile, quindi la stretta monotonia condizione suciente per l'invertibilit. Siccome per non
vale il viceversa, come da controesempio in gura, cio una funzione pu essere invertibile senza
essere strettamente monotona, la stretta monotonia non condizione necessaria per l'invertibilit.
21

1 Funzioni reali di una variabile reale

Controesempio

2
1

1
2

Riassumendo:

f
f
+

strettamente monotona
invertibile

;f

invertibile

strettamente monotona.

Osservazione 1.8.6. C' un'interessante interpretazione geometrica riguardo i graci di una

funzione e della sua inversa: infatti sono simmetrici rispetto alla bisettrice del primo e terzo
quadrante.

1.8.2. Funzioni trigonometriche inverse


Come abbiamo osservato in precedenza, le funzioni periodiche non sono in generale invertibili
nel loro dominio di denizione; lo diventano se vengono ristrette a opportuni intervalli all'interno dei quali esse sono strettamente monotone. Presentiamo ora quindi le generalit delle
funzioni trigonometriche inverse. I graci vengono presentati in fondo al capitolo.
Osserviamo che

sin x

viene per convenzione ristretto all'intervallo

[ 2 , 2 ]

dove strettamente

crescente; per il Teorema 1.8.1 il seno ristretto a questo intervallo una funzione invertibile e
la sua funzione inversa prende il nome di

arcoseno

e si indica con

arcsin y .

Si osserva che il

dominio della funzione seno ristretta diventa l'immagine della funzione arcoseno e viceversa.
Questo un fatto generale che accade anche per le altre funzioni trigonometriche inverse.

y
=
sin
x

x = arcsin y

h i
Dominio: ,
Dominio:[1,
h 1]
i

2 2

Immagine: ,
Immagine:[1, 1]
2 2
22

1.8 Funzioni invertibili e funzioni inverse

23

1 Funzioni reali di una variabile reale

Invece

cos x viene per convenzione ristretto all'intervallo [0, ] dove strettamente decrescente;

per il Teorema 1.8.1 il coseno ristretto a questo intervallo una funzione invertibile e la sua

arcocoseno

arccos y .

x = arccos y
Dominio:[1, 1]
Dominio: [0, ]

Immagine:[0, ]
Immagine:[1, 1]

funzione inversa prende il nome di

e si indica con

Si ha

y = cos x

Inne

tan x

viene per convenzione ristretta all'intervallo

( 2 , 2 )

(estremi esclusi!)

dove

strettamente crescente; per il Teorema 1.8.1 la tangente ristretta a questo intervallo una
funzione invertibile e la sua funzione inversa prende il nome di

arctan y .

arcotangente

e si indica con

Si ha

y = tan x 

x = arctan y


Dominio: ,
Dominio:R


2 2

Immagine:R
Immagine: ,
2 2

1.9. Operazioni sui graci


Sia

y = f (x) una funzione reale di una variabile reale.

In questa sezione descriviamo e diamo un

signicato alle seguenti operazioni e soprattutto vediamo che eetto producono sul graco di

24

f.

1.9 Operazioni sui grafici

y = f (x) + a

aR

Si tratta di una traslazione verso l'alto (a

> 0)
y = f (x)

o verso il basso (a

< 0).

infatti viene aggiunta o tolta al valore di

e non alla variabile indipendente

La quantit

x.

5.
2.

4.

y = sin x

1.

3.

y = ex + 1

2.

3.

2.

1.

y = ex

1.

1.

2.

3.

1.
2.

4.

3.

2.

1.

y = f (x + a)

1.

2.

1.

3.

2.

4.

y = sin x 2

aR

Si tratta di una traslazione verso sinistra (a


viene aggiunta o tolta alla variabile

> 0)

o verso destra (a

< 0).

Infatti la quantit

x.
4.
3.

2.
2.

y = log(x + 2)
1.

y=x

y = (x 1)2
1.

2.

1.

1.

1.

2.

3.

y = log(x)

3.

2.

1.

1.

2.

3.

4.

1.

y = kf (x)

kR

Si tratta di una dilatazione verso l'alto o verso il basso. Infatti per

k>1

il graco si stira

nella direzione verticale, dilatando verso l'alto le ordinate positive e verso il basso le ordinate
negative.

Se

0 < k < 1

il graco si contrae; inne se

di due eetti: una dilatazione con fattore

k > 0
25

k < 0

abbiamo la sovrapposizione

e una simmetria rispetto all'asse delle

x.

1 Funzioni reali di una variabile reale


2.
1.

y = sin x
3.

2.

y = 2 sin x

1.

1.

2.

3.

y = 12 sin x

1.

4.

5.

2.

caso particolare: k = 1

Si tratta di una simmetria rispetto all'asse delle

(i valori

delle ordinate vengono cambiate di segno).

3.
2.

y = x2

1.

2.

1.

1.

2.

1.

3.

y = x2

2.
3.

y = f (kx)

kR

Si tratta di una dilatazione o compressione in direzione orizzontale.


sulta pi compresso, mentre se

0<k<1

Se

k > 1

il graco ri-

il graco risulta pi dilatato. Di nuovo, se

k<0

si

ha la sovrapposizione di due eetti.

y = sin

3.

2.

x
2

y = sin x

1.

1.

1.

2.

3.

1.

y = sin(2x)
caso particolare: k = 1

Si tratta di una simmetria rispetto all'asse delle

caso, se la funzione pari, il graco rimane inalterato.

26

y.

In questo

1.9 Operazioni sui grafici

2.

2.

y = log x

1.

4.

3.

2.

1.

y = |x|

1.

1.

2.

3.

4.

4.

3.

2.

1.

1.

1.

2.

3.

1.

y = log(x)
2.

(
y = |f (x)| =

2.

f (x) 0
f (x) < 0

f (x)
f (x)

Il graco che si trova sopra l'asse delle

rimane inalterato; il restante graco si ottiene da

quello di origine attraverso una simmetria rispetto all'asse delle

x.

2.

y = | sin x|
1.

3.

2.

1.

1.

2.

3.

1.

(
y = f (|x|) =

f (x)
f (x)

x0
x<0

Il graco tracciato rimane inalterato nel semipiano destro mentre il restante graco si ottiene
da quello di origine ribaltandolo simmetricamente rispetto all'asse delle

f (|x|)

sempre una funzione pari.

27

y.

Naturalmente

y=

4.

1 Funzioni reali di una variabile reale

4.
3.
2.

2.

1.

2.

1.

y = e|x|
1.

1.

2.

3.

4.

3.

2.

1.

1.

p
|x|

y=
1.

2.

3.

4.

1.

1.10. Esempi riepilogativi


1.10.1. Esercizi riguardanti graci di funzioni elementari

- Esercizio 1.10.1.
y = |2 sin(3x) 1|

Disegnare i graci delle seguenti funzioni elementari:

3.

3.

y = | log(|x|)|

2.

2.

1.

3.

2.

1.

y = | log(|x|)| e

1.

1.

2.

3.

3.

2.

1.

1.
1.

1.

3.

y = |2 sin(3x) 1|

(Naturalmente nel secondo graco i minimi toccano tutti l'asse delle

28

2.

x).

1.10 Esempi riepilogativi

1.10.2. Esercizi riguardanti domini di funzioni reali di variabile reale


-

Esercizio 1.10.2. Calcolare il dominio naturale (cio il pi grande insieme di R su cui

hanno senso le espressioni analitiche di seguito elencate)


1)

1
2) p
|x + 1| 2x2

1 x2

|x|

3) log(x2 )2 sin(x )

arctan ex 2 + log |x 1|

5)
5ex 4 e2x
q
p
7) x + 1 |1 x2 |
2

R.

1)

x 2

con

x 6= 3.

4)2 |x+1|
p
6) x2 (x + 1)
q
8) 1 + log1/2 (|x| 1)

Infatti la prima viene dalla condizione di esistenza della radi-

ce, la seconda dalla condizione di esistenza della frazione (denominatore diverso da zero).
2)

1
< x < 1.
2

Infatti bisogna porre la condizione

|x + 1| 2x2 > 0

e allo stesso tempo denominatore diverso da zero). A questo punto, se

(esistenza della radice

x+1 0

essa risulta

equivalente a risolvere

1
2x2 + x + 1 > 0 2x2 x 1 < 0 < x < 1
2
x + 1 < 0 (in particolare questo signica x < 0)
2
risolvere x 1 2x > 0 assurdo perch il primo membro

3) x < e x >
e. Infatti scrivendo

mentre se

allora la richiesta equivalente a


sempre strettamente negativo.

log(x2 )2 sin x = exp(2 sin x2 log(log x2 ))


x 6= 0 e log(x2 ) > 0 cio x2 > e, da cui la soluzione
R \ {1}, infatti basta porre |x + 1| =
6 0.
log 2 x < log 4 con x 6= 1. Infatti la funzione arcotangente ben denita,

si ha che basta porre


4)
5)

x2 > 0

cio

proposta.

quindi le

condizioni da imporre sono (esistenza della prima radice, esistenza del logaritmo ed esistenza
della seconda radice tenendo conto che il denominatore non si deve annullare, rispettivamente)

x log 2
x 6= 1
|x 1| > 0

5e 4 e2x > 0
0 < x < log 4
da cui la soluzione proposta.

x 1 x = 0. Si deve infatti imporre l'argomento della radice maggiore o uguale di zero,


2
quindi x (x + 1) 0. A questo punto di sicuro deve essere x 1 ma occorre ricordarsi
6)

29

1 Funzioni reali di una variabile reale

che l'altro termine

x2

(che sicuramente non negativo) si annulla in zero, da cui la soluzione

proposta.

x = 1 x 0. L'esistenza della radice pi interna ok; prima di elevare a quadrato


2
2
impongo x 1 e in quel caso |1 x | = 1 x allora dall'elevamento a quadrato si ottiene
x(x + 1) 0 che fornisce x 1 x 0. Intersecando si ottiene la soluzione proposta.
8) x 3 x 3. Infatti le condizioni da porre sono (esistenza della radice e del logaritmo

7)

rispettivamente)

1 + log1/2 (|x| 1) 0

|x| 1 > 0

Esercizio 1.10.3. Determinare dominio e immagini delle seguenti funzioni f e delle

log1/2 (|x| 1) 1

|x| > 1

|x| 1 2
x 3 x 3
|x| > 1

rispettive inverse f 1

1)f (x) = (1 3x)3

R.

1)

f : R R.

f iniettiva: infatti presi x1 6= x2


(1 3x1 )3 6= (1 3x2 )3
f

suriettiva: infatti

Quindi

y = (1 3x)

allora

implica

2)f (x) =

3x1 6= 3x2

1 3x
x+1

e quindi

1 3x1 6= 1 3x2

1 3y
x=
3

biunivoca e perci invertibile con inversa

: R R denita da f

f : R \ {1} R \ {3}. Infatti non esiste nessuna x


f iniettiva: infatti f (x) si pu anche scrivere come
2)

tale che

da cui

1 3y
(y) =
.
3

f (x) = 3

1 3x
4
= 3 +
x+1
x+1
x1 + 1 6= x2 + 1 da cui x11+1 6= x21+1 e quindi x14+1 6= x24+1 da cui la tesi
1 3x
1y
f suriettiva: infatti y =
implica x =
x+1
y+3
1
Allora f biunivoca e perci invertibile con inversa f
: R \ {3} R \ {1} (infatti non
1y
1
esiste nessuna x tale che f
(x) = 1) denita da f 1 (y) =
.
y+3
Allora presi

x1 6= x2

si ha

30

1.10 Esempi riepilogativi

x1
e g(y) = y + 2. Determinare l'insieme di
x+1
denizione della funzione composta (g f )(x).

Esercizio 1.10.4. Siano f (x) =

R. D = (, 1) [1/3, +). Infatti si ha


r
(g f )(x) =

il cui dominio risulta essere proprio l'insieme


(x

6= 1

D.

3x + 1
x+1
Questo compatibile con il dominio di

condizione necessaria per avere l'esistenza della funzione composta).

Esercizio 1.10.5. Sia f (x) = 1 |x| e g(x) = arcsin x. Determinare il dominio della

funzione composta g f .
2

R. D = [2, 2].

Infatti si ha

(g f )(x) = arcsin(1 |x|)


1 1|x| 1 cio 0 |x| 2 che risulta proprio essere l'insieme
con il dominio di f (R, condizione necessaria per avere l'esistenza

il cui dominio risulta essere

D.

Questo compatibile

della funzione composta).

31