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WENDY

BROWN Nuovi muri rigano il globo, muri


icone degli Stati. Possono sembrare
simboli iperbolici ma, come ogni
iperbole, proprio nel cuore di ci che
intendono esprimere rivelano timore,
vulnerabilit, dubbio o instabilit.
sovranit
in declino
rati,
I
WENDY BROWN
Stati murati,
sovranit in declino
Edizione italiana a cura di Federica Giardini
Editori Laterza
Titolo delledizione originale
Walled States, Waning Sovereignty
Zone B ooks, New York 2 0 1 0
2 0 1 0 , W endy Brown
2 0 1 0 , Urzone Inc. (Zone Books), New York
Tutti i diritti riservati
" Traduzione di Sandro Liberatore
Progetto grafico di Raffaella Ottaviani
L Editore a disposizione di tutti gli eventuali
proprietari di diritti sulle im magini riprodotte,
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per chiedere la debita autorizzazione.
Prim a edizione aprile 2 0 1 3
Edizione
123456
Anno
201320142015201620172018
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Propriet letteraria riservata
Gius. Laterza & Figli S p a, Rom a-Bari
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per conto della
Gius. Laterza & Figli S p a
ISBN 9 7 8 -8 8 -5 8 1 -0 5 5 1 -1
f vietata la riproducono, anche

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a disposizione i mezzi per fotocopiare,
chi com unque favorisce q u esta pratica
com m ette un furto e opera
ai danni della cultura.
INDICE DEL VOLUME
I. Sovranit in declino, dem ocrazia murata
La barriera di sicurezza in Israele, altrimenti detta il Muro,
La barriera al confine tra Stati Uniti e M essico, p. 25
II. Sovranit ed enclosure
Sovranit, enclosure e dem ocrazia, p. 41
La sovranit com e limite, e al limite, p. 46
Autonomia sovrana e autonomia del politico, p. 49
La teologia della sovranit, p. 53
Sovranit politica in declino, religione e capitale deregolati
nella tarda modernit, p. 57
Stati sen za sovranit, p. 62
Il declino della sovranit
e la teologia della fortificazione, p. 66
III. Stati e soggetti
Il deterioramento della sovranit, p. 78
La teatralizzazione della sovranit, p. 91
Un resto teologico:
il timore reverenziale della sovranit, p. 108
IV. Desiderio di muri
Linefficacia dei muri, p. 113
Fantasie di dem ocrazia murata, p. 119
La psicoanalisi della difesa, p. 130
Illusioni di un futuro, p. 139
VI Indice del volume
Note 145
Ringraziam enti 160
Indice analitico 161

F
STATI MURATI,
SOVRANIT IN DECLINO
I
capitolo primo
SOVRANIT IN DECLINO,
DEMOCRAZIA MURATA
La fortificazione come difesa di luoghi ha perduto ogni
scopo pratico con lo sfondamento del Vallo Atlantico
nel 1944. Da allora, le fortificazioni classiche intese
come mezzo principale di difesa, anche a larghissima scala,
sono diventate obsolete.
Paul Hirst
Space and Power
Ci servono frontiere morbide, non rigide e impermeabili
[...] Alle soglie del ventunesimo secolo, non abbiamo
bisogno di rafforzare la sovranit.
Shimon Peres
The New Middle East
Ho detto loro: non costruite recinzioni intorno ai vostri
insediamenti. Se lo fate, ponete un limite alla vostra
espansione. Dovremmo piazzare le recinzioni intorno
ai palestinesi, e non intorno ai posti in cui abitiamo noi.
Ariel Sharon
cit. in Neve Gordon, Israels Occupation
Non il muro ad avere creato il campo, piuttosto sono
la strategia e la realt del trinceramento ad avere portato
alla costruzione del muro.
Adi Ophir e Ariella Azoulay
The Monsters Tail
4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Le fortezze sono generalmente molto pi dannose che utili.
Niccol Machiavelli
Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, II, 24
Ci che siamo arrivati a definire mondo globalizzato
alimenta tensioni fondamentali tra aperture e barricate, fusioni
e partizioni, cancellazioni e reiscrizioni, che si materializzano,
da un lato, in frontiere sempre pi liberalizzate e, dallaltro, in
un inedito flusso di stanziamenti, energie e tecnologie per il loro
rafforzamento. La globalizzazione presenta numerose tensioni
tra network globali e nazionalismi locali, tra potere virtuale e
potere fisico, tra privatizzazione (private appropriation) e open
sourcing , tra segretezza e trasparenza, tra territorializzazione

e deterritorializzazione. Presenta anche tensioni tra interessi


nazionali e mercato globale, e quindi tra Nazione e Stato, e tra
sicurezza dei soggetti e movimenti del capitale.
Queste tensioni si annidano in particolare nei nuovi muri che
segnano il globo, eretti freneticamente persino durante la
celebrazione
internazionale del crollo di obsolete Bastiglie, come
lEuropa della Guerra fredda e il Sudafrica dellapartheid. I pi
noti sono il Behemoth americano, lungo il confine meridionale
degli Stati Uniti, e quello israeliano che si snoda attraverso la
Cisgiordania, due progetti che condividono tecnologia e subappalti
e si legittimano reciprocamente1. Ma ve ne sono molti
altri. Il Sudafrica del post-apartheid presenta un complicato
labirinto di muri e di posti di controllo e mantiene una controversa
barriera di sicurezza elettrificata lungo il confine con lo
Zimbabwe. L Arabia Saudita ha ultimato di recente la costruzione
di una struttura di pilastri in cemento alti pi di tre metri
sul confine con lo Yemen, cui seguir un muro lungo il confine
con lIraq, e forse, dicono i sauditi, la fortificazione di tutto il
resto del paese. Per scoraggiare lafflusso di rifugiati dai paesi
vicini, pi poveri, per marcare la propria parte in una disputa
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 5
territoriale, per bloccare il diffondersi della guerriglia islamica
e delle armi attraverso il confine pakistano, lindia ha costruito
barriere piuttosto rudimentali che murano fuori il Pakistan,
il Bangladesh e Burma e murano dentro il territorio conteso
al Kashmir2. La semplicit del sistema non deve ingannare:
il confine tra India e Kashmir stato minato e recintato con
reticolati doppi di filo spinato e laminato. Inoltre, nel quadro
di una disputa territoriale, ma ufficialmente per sbarrare
il passo ai terroristi islamici, lUzbekistan ha murato fuori il
Kirghizistan nel 1999 e lAfghanistan nel 2001, ma ora il
Turkmenistan
gli sta riservando lo stesso trattamento. Nel 2003 il
Botswana ha iniziato a costruire una recinzione elettrificata al
confine con lo Zimbabwe, con il pretesto di bloccare la diffusione
di unepidemia di afta epizootica tra il bestiame, ma in
realt mirata a bloccare anche gli umani. Ancora, in reazione
alle insurrezioni nella Thailandia meridionale e per combattere
limmigrazione illegale e il contrabbando, Thailandia e
Malaysia hanno collaborato alla costruzione di una barriera
in cemento e acciaio lungo la loro frontiera. E ancora, il muro
tra Egitto e Gaza, assurto alla ribalta internazionale nel 2008

quando stato violato dagli abitanti della Striscia in cerca di


cibo, carburante e altri generi di prima necessit. L Iran sta
murando fuori il Pakistan. Al pari procede il Brunei contro
migranti e contrabbandieri che arrivano da Limbang (sullisola
malese del Borneo). La Cina sta murando fuori la Corea
del Nord per arrestare londata di rifugiati coreani, ma anche i
nord coreani stanno costruendo un muro, lungo quello cinese,
per tenere fuori la Cina.
Esistono anche muri nei muri: le gated communities, comunit
recintate e sorvegliate, sono spuntate ovunque negli Stati
Uniti, ma in particolare nelle citt del Sud-Ovest in prossimit
di muro alla frontiera messicana. I muri che circondano gli in
6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
sediamenti israeliani in Cisgiordania si trovano a ridosso della
barriera di sicurezza, e il muraglione che protegge il sito del
controverso Museo della Tolleranza a fianco dei muri che dividono
Gerusalemme. Betlemme stata isolata da Gerusalemme
con imponenti sbarramenti di cemento. L Unione Europea
sponsorizza l costruzione di un triplice ordine di recinzioni
nelle enclave spagnole in Marocco, mentre questultimo mantiene
il controllo di una berma che penetra in profondit nel
Sahara occidentale per assicurarsi laccesso alle risorse presenti
nel territorio conteso da tempo. Di recente, per prevenire quelle
che ha definito_situazioni francesi, il sindaco socialista di
Padova ha fatto costruire il muro di via Anelli, che separa i
quartieri borghesi dal cosiddetto ghetto africano, dove vive
la maggioranza dei nuovi immigrati.
Altri muri sono in arrivo. Nonostante le contestazioni del 2007
contro la proposta di innalzare un muro a Baghdad, le truppe
americane sperano ancora di recintare la zona delimitata dalla
Linea Verde. In reazione alla sanguinosa violenza settaria
scatenata dalloccupazione americana, sono gi stati eretti dei
controversi muri intorno ai quartieri sunniti di Adhamiya e di
Azamya, dando avvio alle prime gated communities urbane in
Iraq3. Il Brasile sta progettando la costruzione di una barriera
in cemento e acciaio al confine con il Paraguay, Israele progetta
di sostituire una vecchia recinzione con una barriera di
sicurezza al c o n f ine tra Egitto e deserto del Sinai, e gli Emirati
A r a b i l Iniii slatino ideando un m u r o alla frontiera conlOman.
Il Kuwait tlts|m>tio jt'ia di una recinzione, ma intende erigere un
muto nella /oint smilitarizzata in prossimit del confine con lIiitiI
l'ioposir c ont idi* sono state avanzate perla realizzazione
litui volisi ultimato il completamento della barriera tra Stati

I lutti < Messi o di un sistema analogo lungo la frontiera con


il < mimi;) v sulle isole che costituiscono un canale preferenziale
v r i n o Pl '.uropa per gli aspiranti migranti nordafricani.
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 7
Per quanto questi muri presentino delle differenze riguardo a
ci che intendono bloccare - poveri, lavoratori o profughi; droghe,
armi o altre merci di contrabbando; elusione della dogana;
tratta di bambini rapiti o schiavizzati; terrorismo; promiscuit
etnica o religiosa; pace o prospettive politiche alternative - vi
sono tuttavia('fattori comuni che ne determinano la proliferazione
proprio in questo momento della storia globale. Cominciamo
da una serie di paradossi. Primo: proprio mentre molti,
appartenenti alle pi diverse parti politiche - neoliberista,
cosmopolita,
umanitaria e della sinistra attivista -, sognano un
mondo senza frontiere (che sia in conseguenza della dimensione
globale delle imprese, dei mercati globali, della cittadinanza
globale o della governance globale), gli Stati-nazioni, ricchi e
poveri, manifestano una vera e propria passione per la costruzione
di muri. Secondo: nellapparente trionfo universale di
r ............. .........
una forma politica, la democrazia (dichiarato, sebbene in modo
diverso, dal postmarxismo europeo, dall'islamismo secolarizzato
o dal neoconservatorismo americano), troviamo non solo
barricate ma anche quei varchi che separano i businessmen di
alto livello, i viaggiatori ordinari e chi aspira a entrare ma sospetto
per provenienza o aspetto esteriore4. Terzo: in unepoca
con capacit di distruzione che non trovano precedenti nella
storia, giacch combinano insieme potenza) miniaturizzazione,
e mobilit - dalle microcariche telecomandate alle tossine
biochimiche pressoch invisibili -, questi strumenti mortali
eppure quasi incorporei si associano in modo perverso alla dura,
ottusa fisicit dei muri. Tre paradossi, dunque: apertura e
chiusura simultanee, universalizzazione combinata con esclusione
e stratificazione, potere virtuale interconnesso realizzato
attraverso barriere fisiche.
Un ulteriore elemento che colpisce in queste nuove barriere
che, per quanto demarchino o tentino di definire i confini
dello Stato-nazione, non vengono tuttavia costruite quali di8
STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
fese contro potenziali attacchi da parte di altri Stati sovrani,
quali fortificazioni contro eserciti invasori o perfino quali scudi
contro armi utilizzate in guerre tra Stati. Piuttosto, anche se il

pericolo specifico pu variare, gli obiettivi dei muri sono attori


transnazionali non statuali - individui, gruppi, movimenti,
organizzazioni e industrie. I muri costituiscono una reazione a
relazioni transnazionali, pi che internazionali, e una risposta
a forze persistenti ma spesso informali o occulte, pi che ad
azioni militari. La migrazione, il contrabbando, lillegalit, il
terrorismo o anche gli obiettivi politici che i muri intendono
bloccare raramente sono sponsorizzati o, in genere, sollecitati
da interessi nazionali. Si configurano piuttosto al di fuori delle
convenzioni dellordine internazionale vestfaliano, per il quale
gli attori politici preminenti sono gli Stati-nazione sovrani. Si
presentano dunque come segni di un mondo postvestfaliano.
Parlare di un ordine postvestfalian non implica parlare di
unepoca che vede la fine o lirrilevanza della sovranit dello
Stato-nazione. Anzi, il prefisso post indica un processo
che temporalmente successivo ma non supera il termine_che
accompagna. Post indica una condizione molto particolare
di posteriorit, per cui ci che passato non superato ma,
al contrario, inesorabilmente condiziona e perfino domina un
presente che per, in qualche modo, introduce una discontinuit.
In altre parole, usiamo il termine post solo per indicare
un presente che continua a essere catturato e strutturato
dal passato. Cos per dopoguerra, che ha designato gran
parte della seconda met del ventesimo secolo euroatlantico, o
per postcomunismo, che ha individuato le sfide politiche e
socioeconomiche e le categorie derivanti dalla fine del blocco
sovietico, o per postmarxismo, che raccoglie le diverse correnti
della filosofia e delle analisi di sinistra operanti nellombra
lunga dei paradigmi intellettuali e relative implicazioni politiche
di stampo marxista.
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 9
Ora, tenuto conto dellenergia con cui gli Stati ribadiscono il
loro potere sovrano e limportanza del ruolo svolto nella costruzione
dellordine e disordine globale, che cosa si intende
quando si afferma che la sovranit svanisce?5 La questione verr
esaminata nel secondo capitolo. Qui possiamo semplicemente
notare che unimmagine composita della sovranit, cos come
emerge dalle opere dei teorici classici della sovranit moderna,
fra i quali Thomas Hobbes, Jean Bodin e Cari Schmitt, suggerisce
che le caratteristiche indispensabili della sovranit sono, tra
le altre, la supremazia (nessun potere superiore), la perpetuit
(nessun limite temporale), la decisione (n vincolo n sottomissione
rispetto alla legge), lassolutezza e la completezza (la

sovranit non pu essere contingente o parziale), la non


trasferibilit
(la sovranit non pu essere ceduta senza che si annulli) e
la determinatezza della giurisdizione (territorialit)6. Per quanto
la sovranit dello Stato-nazione sia sempre stata una sorta di
finzione,
nel senso che consiste soprattutto nellaspirare a tali qualit
e rivendicarle, stata di certo una finzione potente, che ha
permeato le relazioni interne ed esterne degli Stati-nazione fin
dalla sua consacrazione con la pace di Vestfalia nel 1648. Tuttavia
negli ultimi cinquantanni il monopolio da parte degli Statinazione
di questa combinazione di attributi stato seriamente
compromesso dai crescenti flussi transnazionali di capitali, persone,
idee, merci, violenza e appartenenze politiche e religiose.
Flussi che al contempo minano le frontiere che attraversano e si
cristallizzano come potere al loro interno, compromettendo la
sovranit dai bordi e da dentro. La sovranit dello Stato-nazione
stata parimenti minata dalla razionalit neoliberista, che
riconosce
come sovrani soltanto i dcision makers delle imprese (su
grande e piccola scala), che destituisce i princpi giuridici e politici
(in particolare limpegno democratico per valori universali
come linclusione, luguaglianza, la libert e lo Stato di diritto)
sostituendoli con criteri di mercato, e declassa la sovranit po10
STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
litica a una questione di management. La sovranit dello
Statonazione
stata anche erosa dal crescente sviluppo e importanza
di istituzioni economiche e di governance internazionali quali il
Fondo monetario internazionale e lOrganizzazione mondiale
per il commercio. E stata messa alla prova anche da venticinque
anni di produzione postnazionale e internazionale di regole, diritti
e autorit che talora mirano apertamente a sovvertirla o a
superarla7.
Se non una novit constatare come la sovranit dello Statonazione sia minata dai flussi globali del capitale e dal crescente
potere di istituzioni giuridiche, economiche e politiche
transnazionali, meno frequente che si registri quanto le forze
summenzionate partecipino del disfacimento della sovranit
politica. Queste includono le razionalit politiche del neoliberismo,
gli ordini discorsivi morali e giuridici transnazionali e
lemergere di poteri innescati dal capitale ma non riducibili a
esso - insieme a ci che viene veicolato sotto il segno della cultura,

dellideologia e della religione. Al contempo, si riducono


e tendono a guardare al passato le forze che mirano a sostenere
o puntellare la sovranit dello Stato-nazione - nazionalismo,
dispotismo e imperialismo, ad esempio.
Ora, la combinazione e gli sviluppi di questi fattori non hanno
leffetto di eliminare la sovranit dalla mappa politica o di
aprire la strada a unepoca di post-sovranit o post-statuale. Se
la sovranit dello Stato-nazione si fa evanescente, Stati e sovranit
non perdono potere o significato, piuttosto si disgiungono.
Gli Stati continuano a esistere come attori non sovrani, mentre
molte caratteristiche della sovranit (anche se non nella sua
intera forma teologica) oggi compaiono in due ambiti di potere
che, non casualmente, la pace di Vestfalia intendeva limitare
o subordinare attraverso gli Stati-nazione: leconomia politica
c la violenza legittimata dalla religione. Pertanto, in contrasto
con quanto affermano Michael Hardt e Antonio Negri, cio che
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 11
la sovranit dello Stato-nazione si trasformata in un Impero
globale, e con la tesi di Giorgio Agamben, per cui la sovranit
diventata, per metamorfosi, produzione e sacrificio della nuda
vita su scala mondiale (la guerra civile globale), sostengo che
alcune caratteristiche fondamentali della sovranit stanno migrando
dallo Stato-nazione nella dominazione oppressiva del
capitale e nella violenza politica autorizzata per via divina. N il
capitale n questa violenza politica si piegano a un altro potere;
entrambi sono indifferenti nei confronti del diritto nazionale o,
internazionale e/o lo strumentalizzano; entrambi disprezzano
o travalicano le norme giuridiche; e riprendono la promessa
della sovranit: epluribus unum. Per quanto riguarda il decisionismo
- che per Cari Schmitt il marchio della sovranit -, il
capitale e la governarne teologica hanno entrambi la capacit di
essere decisivi senza essere decisionisti, il che fa pensare che un
decisore (come si definiva George W. Bush, forse a rivelare
il tratto parodistico di una forma in agonia) essenziale soltanto
nellapplicazione specificamente politica della sovranit.
Certo, se Schmitt ha ragione quando sostiene che la sovranit
politica deriva dalla sua versione teologica, significativo che
la sovranit divina non sia decisionista - semplicemente essa .
Insomma, in un ordine postvestfaliano gli Stati-nazione sovrani
non sono i soli preposti a definire il campo delle relazioni politiche
globali, non hanno pi il monopolio di gran parte dei poteri
che le organizzano, pur continuando a essere attori di rilievo e
simboli per lidentificazione nazionale. Questo libro sostiene la

tesi che i nuovi muri degli Stati-nazione sono segni iconografici


di un potere statuale problematico. Contrariamente a quanto
si pu forse pensare, ljpdierna frenetica costruzione di muri
statual-nazionali generata dallindebolimento della sovranit
statuale o, pi precisamente, dal disgiungimento della sovranit
dallo Stato-nazione. Anzich espressione di rinascita, i nuovi
muri sono icone dellerosione della sovranit. Possono sembra1
2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
re segni iperbolici ma, come ogni iperbole, al cuore di ci che
intendono mostrare rivelano timore, vulnerabilit, dubbio o
instabilit
-tratti antitetici, alla sovranit e dunque elementi del
suo disfacimento8. Di qui, il paradosso visivo di questi muri:
ci che a prima vista appare come una evidente manifestazione
della sovranit statuale ne rivela in realt la debolezza rispetto
ad altre forze globali - rivela quanto la rilevanza e la coerenza
della sua forma si faccia evanescente.
Pi che una riaffermazione della sovranit nazional-statuale,
i nuovi muri degli Stati-nazione sono elementi di uno specifico
panorama globale composto da flussi e barriere - che sia
allinterno degli Stati-nazione o nelle costellazioni postnazionali
che li circondano -, flussi e barriere che dividono le parti
pi ricche del globo da quelle pi povere. Si tratta di un
panorama che mostra quanto legge e politica siano incapaci
di governare quei poteri che la globalizzazione e la colonizzazione
della tarda modernit hanno sguinzagliato e come, in
risposta a questa ingovernabilit, si faccia ricorso a blocchi e
controlli polizieschi. Questi poteri hanno logiche riconoscibili
ma non sono dotati n di forma o di organizzazione politica, n
tantomeno di intenzionalit soggettiva e coordinata9. In realt,
nella misura in cui si articolano con altre barriere e forme di
sorveglianza, privata e pubblica, i nuovi muri eretti ai confini
degli Stati-nazione segnalano lesistenza di una distinzione
perversa tra operazioni di polizia nazionale e internazionale, e
tra polizia ed esercito. Ci segnala per giunta una sempre pi
confusa distinzione fra interno ed esterno della nazione stessa,
e non solo nel senso dei criminali allinterno e dei nemici allesterno.
(Confusione che, negli Stati Uniti, viene evidenziata
dalla tendenza a considerare i migranti senza documenti alla
stregua di criminali e a metterli in carcere anzich espellerli.)
Cos, una delle ironie delle fortificazioni tardomoderne, intese
a segnare e imporre una distinzione dentro/fuori - un confine
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 13

tra noi e loro e tra-amico e nemico -, consiste nellesprimere


precisamente il contrario, quando si concepiscono come
componenti di fronti in via di erosione tra polizia ed esercito,
soggetto e patria [in italiano nel testo {N.d.T.)], vigilantes e
Stato, legalit e illegalit.
Considerati da una prospettiva leggermente diversa, quali risposte
a una sovranit statuale sottoposta a contestazioni ed
erosioni, i nuovi muri restituiscono limmagine di un potere
giurisdizionale sovrano e di unaura nazionale unificata e solida
che al contempo sono minati dalla loro stessa esistenza e inefficacia
funzionale. Nonostante le dimensioni e la straordinaria,
inesorabile materialit, spesso i nuovi muri hanno una funzione
teatrale, nel senso che mettono in scena una forza e unefficacia
che in realt non esercitano e non sono in grado di esercitare, e
che per giunta di fatto contraddicono. Uninterpretazione letterale
dei muri alla stregua di una mera^interdizione impedisce di
percepire come producano in realt Yimago di un potere statuale
sovrano a fronte del suo disfacimento, e quanto consacrino il
degrado, la contestazione o la violazione dei confini che dovrebbero
ribadire. Tale interpretazione, inoltre, non coglie quanto il
potere sovrano di protezione sia una messa in scena, un potere
oggi radicalmente limitato dalle moderne tecnologie e dai varchi
di infiltrazione, come anche dalla dipendenza delle varie
economie nazionali da ci che i muri dovrebbero bloccare
lasciandolo fuori, in particolare la manodopera a basso costo.
Manca dunque di cogliere quanto queste nuove fortificazioni
siano dotate del potere del Mago di Oz, quanto lallerta dei
vari livelli di minaccia alla sicurezza (codice giallo/arancione/
rosso) non faccia che mettere in scena, a beneficio degli astanti,
le capacit di intelligence e controllo dello Stato.
Questa performance teatrale e spettacolarizzata di-potere sovrano
esercitato sui confini nazionali, che siano effettivi o solo
ambiti, evidenzia quel che resta di teologico nella sovranit
1 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
dello Stato-nazione. Anche se non esercitano quellinterdizione
che li alimenta e li legittima, e anche se istituzionalizzano
in modo perverso lo stato controverso e degradato dei confini
demarcati, i muri mettono comunque in scena una giurisdizione
sovrana e unaura di potere sovrano e riverito. Per ironia,
pur essendo muti, materiali e prosaici,-sono potenzialmente
capaci di indurre un timore teologico a prescindere dai loro
conseguimenti o fallimenti quotidiani.
Il desiderio di costruire muri, che oggi sorprendentemente

popolare, tanto pi se considerato alla luce di recenti e non


edificanti correlazioni storiche con altri muri e con la generale
inefficacia delle fortificazioni contemporanee rispetto agli
obiettivi previsti, pu essere ricondotto a un processo di
identificazione
con questa impotenza della sovranit e allansia che
^ne deriva. Un desiderio diffuso che esprime lanelito verso
quei poteri di protezione, contenimento e integrazione che la
sovranit promette, un anelito che rimanda alla dimensione
teologica della sovranit politica. Se la rappresentazione della
sovranit statuale consiste nella secolarizzazione della finzione
del potere divino, si comprende come la diminuita vitalit di
questa rappresentazione politica generi unansia diffusa cui
risponde
leffetto e laffetto teologicojdella costruzione di muri.
La disgiunzione_trajl potere sovrano, e gli Stati-nazione costituisce
anche una minaccia allimmaginario di una identit individuale
e nazionale che fa riferimento a orizzonti percepibili
e "al contenimento che offrono. I muri_creano dunque quella
che per Heidegger unimmagine del mondo rassicurante,
in un periodo in cui vengono sempre pi a mancare orizzonti,
contenimento e sicurezza che sono stati storicamente necessari
allessere umano per lintegrazione sociale e psichica e per
lappartenenza
politica.
Nel prosieguo di questo capitolo giustifico la concezione di
questi nuovi muri come un fenomeno storico unitario, pur
nelcapitolo
primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 15
la differenziazione formale di obiettivi ed effetti. Il secondo
capitolo discute del rapporto tra sovranit ed enclosure nella
teoria politica moderna, evidenziando lo stato problematico
del potere a fronte dellerosione della sovranit statuale. I capitoli
III e IV articolano poi i modi in cui i muri rispondono alle
minacce incrociate che il declino tardomoderno della sovranit
porta allidentit e al potere di Stati e soggetti. Il terzo capitolo
ne offre soprattutto esemplificazioni politiche e discorsive; il
quarto capitolo si volge infine alla psicoanalisi.
La fortificazione degli Stati-nazione pu oggi essere nominata
come tale ma non emerge o non appare nel mondo in quanto
tale. Data la diversit di contesti politico-economici, di storie,
di scopi, di effetti, di materiali con cui sono costruiti, di aspetto,
generalmente i nuovi muri non sono considerati alla stregua

di un unico evento coerente. Le mie considerazioni mirano a


stabilire tra queste realizzazioni analogie e collegamenti che
raramente vengono riconosciuti10. Ma che senso ha trattare il
fenomeno di fortificazione degli Stati-nazione alla stregua di
un oggetto teorico, quando non appare ed esiste come tale nel
mondo?
Ciascun nuovo muro pu essere considerato la conseguenza
di determinate pressioni che la globalizzazione esercita sulle
nazioni e sugli Stati. Tutti producono effetti significativi che
eccedono
o addirittura contrastano gli scopi dichiarati; in.xealt
nessuno funziona, nel senso che non risolve. o_ riducejn modo
sostanziale i conflitti, le ostilit o i traffici che ufficialmente
dovrebbe bloccare; ciascun muro costruito in via provvisoria
eppure si presenta come permanente; ciascuno dispendioso
eppure suscita un consenso sorprendente. E quanto si pu
affermare
di ogni muro costruito dagli Stati-nazione negli ultimi
ventanni. Inoltre, gli stessi muri sono sempre pi unificati da
una serie di circuiti, da quello delle tecnologie di fortificazione
a quello dei soggetti che appaltano o subappaltano, da
16 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
quello degli autori di murales e di graffiti di protesta a quello,
ovviamente, della legittimazione. La stessa proliferazione globale
delle fortificazioni legittima sempre pi i muri, in particolare
nelle democrazie occidentali, l dove ci aspetteremmo
invece una legittimazione controversa.
Le differenze tra queste barriere sono altrettanto numerose. Alcune
sono poco pi che recinzioni rudimentali nei campi, altre
sono strutture gigantesche, pesantemente dotate delle tecnologie
di sorveglianza pi avanzate. Sembrano inoltre rispondere
a problemi di tipo diverso. Per esempio, la maggior parte dei
muri statual-nazionali situati nellAsia meridionale hanno di mira
i migranti, mentre in generale quelli in Medio Oriente sono
costruiti in nome della difesa dal terrorismo. Il muro uzbeko
contro il Kirghizistan nato da conflitti di frontiera, mentre le
barriere delle enclave spagnole in Marocco sono state erette per
impedire che Ceuta e Melilla diventassero luoghi di sosta per i
migranti asiatici e africani diretti in Europa. La berma nel Sahara
occidentale mira allappropriazione, da parte del Marocco,
del territorio conteso, e c chi considera il Muro israeliano un
atto di landgrabbing (appropriazione di territorio).
Ma forse in nessun altro caso queste differenze quanto a scopi

ed effetti si manifestano con nettezza come nei due pi grandi,


costosi e tristemente famosi nuovi muri - la barriera di sicurezza
di Israele e la barriera di confine degli Stati Uniti. Il
Muro israeliano, il cui tracciato il prodotto dello sviluppo
dellarchitettura coloniale di insediamento e di occupazione,
rappresenta in questo contesto una nuova strategia di separazione.
La barriera degli Stati Uniti risponde principalmente
alle ansie diffuse per gli effetti che un Sud globale impoverito
pu avere sulleconomia e sulla cultura americana. Perch, e
in che modo, si possono considerare insieme? Perch iscriverli
entrambi in un discorso sullerosione della sovranit dello
Stato-nazione in un mondo postvestfaliano?
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 1 7
LA BARRIERA DI SICUREZZA IN ISRAELE,
ALTRIMENTI DETTA IL MURO
Nel conflitto israelo-palestinese la sovranit messa in discussione
sotto vari aspetti. C la lotta per la sovranit palestinese,
la questione delloccupazione da parte di uno Stato sovrano, e
quella della rispettiva sovranit di Israele e della Palestina,
contestata
reciprocamente ma anche a livello internazionale. C
poi una questione aperta sullipotesi che una soluzione politica
del conflitto comporti una o due sovranit, forse addirittura
sovrapposte spazialmente11. Tuttavia in generale non lerosione
globale della sovranit_ statuale a essere considerata uno
dei fattri che determinano la costruzione del Muro israeliano
in Cisgiordania. Come i muri precedenti, costruiti sul confine
con Gaza e tra Gaza e lEgitto, il Muro parte di un process
specifico che si delineato in quatantanni di occupazione
della Palestina, e che si pu sintetizzare quale passaggio da una
dominazione coloniale, esercitata attraverso lamministrazione
e il controllo dei palestinesi, a una dominazione conseguita ed
esercitata attraverso la separazione e la deprivazione12. La barriera
elemento dirimente in un arsenale di tecnologie e strategie
che mirano a separare fisicamente e dividere spazialmente
due popolazioni intimamente intrecciate, per creare un futuro
che il primo ministro Ehud Barak ha formulato laconicamente
con un ^oTqua, loroj^).
Il Muro insieme strumento architettonico di separazione,
occupazione ed espansione~terfitorial, effett~cti~due tipi di
insediamento colonialista, quello sostenuto dallo Stato e quello
illegittimo. Come noto, nel processo di separazione della
Palestina da Israele il Muro risponde sia al problema degli

insediamenti israeliani nei territori occupati, sia alle minacce


alla sicurezza rappresentate dai terroristi palestinesi e dalle
sollevazioni
di massa come le due Intifada. Se i diversi governi
1 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
israeliani che hanno supervisionato la costruzione del Muro
hanno deciso di proteggere e di incorporare gli insediamenti,
non se ne pu tuttavia concludere che la sovranit statuale abbia
consolidato la contingenza storica del Muro, che peraltro
non viene mai presentato come un confine a valenza giurisdizionale
sovranarSnzi, appare come uno strumento tecnologico
per uno Stato che si trova ad affrontare una situazione senza
uguali quanto a promiscuit di popolazioni, sovranit diminuite,
violenze coloniali e anticoloniali, appropriazioni e contese
territoriali.
Considerata la peculiarit del contesto, la molteplicit degli scopi
e la complessit geografica, politica e militare della gestione
delloccupazione, quali affinit pu avere questo muro con gli
altri costruiti in tutto il mondo? Le affinit emergono quando
si considerano le strategie di legittimazione, le performances e
le tecnologie di supporto, la composizione discontinua, come
anche gli effetti e i fallimenti. Se, ad esempio, in certi punti
del tracciato la barriera israeliana costituisce una tecnica di
appropriazione
territoriale strategica, presentata come tecnologia
antiterroristica, altrove si manifesta come tecnologia politicomilitare
offensiva spacciata per struttura di pacificazione che
in effetti produce destabilizzazione economica, sradicamento
sociale e umiliazione psichica14. In alcune localit il tracciato
del Muro ingloba gli insediamenti israeliani trasformandoli in
presidi simili alle gated communities americane, con la differenza
che, essendo appropriazioni di territorio, il paragone pi appropriato
sarebbe con le enclave spagnole in Marocco. In altri
punti il Muro segrega i quartieri etnici di Gerusalemme, taglia
in due ununiversit, spacca e disgrega una citt, un gruppo
familiare, un frutteto palestinese, o interrompe unautostrada...
lacerazioni e divisioni che si ripetono, a volte in modo meno
pesante, rispetto ad altri muri. La barriera tra lindia e il Kashmir
separa i contadini dalle loro terre. Quella tra Stati Uniti e
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 19
Messico divide in due un campus universitario a Brownsvilie
in Texas, tronca i contatti tra le famiglie che vivono in prossimit
del confine della California e dellArizona con il Messico,

separa e profana i territori dei nativi americani, e sconvolge i


commerci, i consumi e il mercato del lavoro che da tempo sono
vitali per le comunit da una parte e dallaltra del confine15.
Ma forse la funzione e il tracciato della barriera israeliana
mantengono
una loro peculiarit. Il Muro si discosta dalla Linea
VerdTdel 1967 fino a circondare insediamenti situati allinterno
della Cisgiordania, e comprende una serie di barriere
in profondit e di zone sterili di sicurezza che penetrano
ancora pi in profondit nei territori palestinesi. Queste sono
alcune delle particolarit che non lo rendono semplicemente
un muro di confine o una barriera di sicurezza, ma una tecnologia
di separazione e di dominazione in un complicato contesto
di insediamento e di occupazione coloniale. Il Muro,
scrive Eyal Weizman, diventato una serie frammentata e
discontinua di barriere autonome. Esse possono essere lette
pi come una condizione di incombente segregazione - una
frontiera mobile - che come una linea continua che taglia in
due lo spazio16. Il Muro serpeggia, cambia direzione, e spesso
torna sui propri passi quando si sviluppa intorno a insediamenti
situati in cima alle colline, divide comunit palestinesi,
e in Cisgiordania traccia strette strisce di collegamento tra le
sacche in cui risiedono gli ebrei israeliani. Per facilitare questi
collegamenti tra le zone di sicurezza esiste una rete sempre pi
complicata di strade, di sopraelevate e gallerie separate (chiamate
rispettivamente ebraiche e palestinesi a seconda di
che cosa collegano e di chi vi ha accesso) che si incrociano e
passano sopra o sotto il Muro.
Altra particolarit che fa apparire il Muro unico al- mondo riguarda
le sue caratteristiche di specificit temporale e spaziale
e 3i provvisoriet. In seguito alle pressioni dei soggetti - tra cui
2 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
lAlta Corte di Giustizia israeliana, gli attivisti che contestano il
Muro, i coloni, gli ambientalisti e gli agenti immobiliari - che
ne hanno configurato e riconfigurato lo sviluppo, il tracciato
stato ripetutamente alterato nel corso dei lavori di realizzazione.
Per giunta il Muro non stato mai consacrato formalmente
come una barriera di separazione, bens come una
risposta uno stato di emergenza temporanea determinata
dalle ostilit palestinesi. Le dichiarazioni ufficiali lo definiscono
come rimovibile e riorientabile a seconda delle esigenze di
sicurezza o della situazione politica17.
Ariella Azoulay e Adi Ophir definiscono criticamente questo

aspetto del Muro come una soluzione politica sospesa, che


sostengono essere parente stretta della violenza sospesa
rappresentata
dal Muro, date le sue funzioni di penetrazione e
deterrenza alternative al contatto fisico della violenza
convenzionale18.
La nozione di soluzioni politiche sospese non
si riferisce soltanto allabrogazione o al differimento di accordi
politici e di sovranit stabili, ma vuole sottolineare la vera e
propria sospensione della legalit, della responsabilit e della
legittimit, e lintroduzione di una prerogativa di Stato arbitraria
ed extralegale - sospensione che si verifica in situazioni di
emergenza. Quindi, sostengono Azoulay e Ophir, nei territori
la violenza sospesa salvaguarda non la legalit ma proprio la
sua sospensione, e istituisce non una nuova legalit ma una
situazione di illegalit [...] la legalit non stata abolita ma solo
sospesa19. L invocazione di uno stato di emergenza, che
implicitamente si vorrebbe temporaneo, per legittimare una
violenza mortale non pertinente solo per lo stato attuale di
Israele, parte di uneconomia discorsiva pi ampia e duratura
che considera i palestinesi responsabili di aver originato ogni
provvedimento violento dellarsenale israeliano e che utilizza la
reazione contro questa violenza per giustificarne lintensificar
zione. La novit, in questo contesto, il paradosso dellenorme
captolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 21
e costosissima barriera: la sua stessa struttura mette letteralmente
in discussione lidea della temporaneit che dovrebbe
legittimarla.
Se talora il discorso di legittimazione fa riferimento alle sue
funzioni specifiche e formalmente non permanenti, altre volte
il Muro appare pi semplicemente come un indicatore di confine,
elemento ordinario in unepoca di frontiere fortificate e
necessitato dal protrarsi delle ostilit. Come scrive Weizman,
anche se il Muro non arriva a creare un confine politico
permanente
(o forse proprio per questo motivo), esso cerca comunque
di rappresentarne la rassicurante iconografia. Nonostante
il continuo spostamento del suo percorso, il Muro, con
la sua ingombrante presenza, che ne ha fatto il progetto pi
ampio e costoso nella storia dello Stato israeliano, cerca di apparire
come una frontiera massicciamente fortificata20.
La notazione di Weizman sulla differenza tra barriere e confini
intende sottolineare la particolarit del Muro israeliano, ma

importante per comprendere la funzione di molti muri eretti


oggi dagli Stati-nazione. Le barriere, scrive Weizman, non
separano un dentro corrispondente a un sistema politico
legale e sovrano da un fuori straniero, ma hanno lo scopo
di bloccare il movimento attraverso un territorio21. Il Muro
israeliano non il solo a significare alternativamente barriera
e confine, confondendoli o distinguendoli a seconda delle esigenze
o delle possibilit di legittimazione. Oggi, quasi tutti i
muri costruiti dagli Stati-nazione trovano facile legittimazione
nellesercizio del controllo delle frontiere da parte del potere
sovrano, per quanto piuttosto funzionino come profilattici
contro forze postnazionali, transnazionali o subnazionali che
non si adeguano al modello dello Stato-nazione e ai suoi confini.
E per questo che alcuni muri vengono integrati da altri
sistemi, variazioni della barriera in profondit israeliana, come
ad esempio i posti di controllo autostradali posti 15 miglia a
2 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
nord del confine Stati Uniti-Messico. Altri si presentano come
indicatori ordinari dei confini nazionali, ma in realt, con il
concorso di entit postnazionali, vengono trasformati in barriere
anti-immigrazione globale: lUnione Europea ha stanziato
un contributo di 40 milioni di euro per la fortificazione delle
enclave di Ceuta e Melilla in Marocco allo scopo di scoraggiare
limmigrazione di asiatici e africani. Esiste un altro esempio di
barriera postnazionale che si presenta nelle vesti di un confine
nazionale: la fortificazione dellEuropa contro limmigrazione
da Est; si tratta di una fortificazione sfuggente, elusiva, affidata
a quei paesi dellEst che solo di recente sono entrati nellUnione
Europea. In quasi tutti i casi, i muri continuano a essere
legittimati in riferimento alla sovranit dello Stato-nazione,
inoltre servono effettivamente a puntellarla, anche quando non
corrispondono sempre ai confini tra Stati-nazione e talora diventano
veri e propri monumenti dellevanescente forza e rilevanza
della loro sovranit.
Inoltre, nonostante il costo spesso esorbitante, lelaborata teatralit
delle strutture e i significativi effetti sul panorama geopolitico
e sullambiente, soltanto alcuni dei muri di recente
costruzione sono stati concepiti o dichiarati ufficialmente come
installazioni permanenti. Al contrario, il criterio che oggi
li legittima la mobilit: ne sono un esempio le barricate fatte
di Texas barriers (versione sovradimensionata delle classiche
Jersey barriers , i blocchi stradali provvisori in cemento a T
rovesciata, cos chiamati perch furono usati per la prima volta

nella costruzione della grande autostrada che attraversa lo Stato


del New Jersey) piazzate in varie zone di Baghdad per proteggere
alcuni quartieri dalla violenza settaria. I muri vengono
rimossi quando la violenza diminuisce temporaneamente o si
sposta altrove - intervallo spesso registrato dai media occidentali
quale segno del successo della guerra e delloccupazione22.
La loro presunta provvisoriet, il ruolo svolto nella violencapitolo
primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 2 3
za sospesa legittimata da una situazione di emergenza, come
teorizzano Azoulay e Ophir, di particolare importanza nelle
democrazie liberali, dove i muri rischiano di oltraggiare quel
che resta dellimpegno allinclusione e allaccesso universali.
Questo impegno si sta ovviamente affievolendo. Nel discorso
sullo scontro delle civilt che, nellorganizzazione dellimmaginario
globale delle democrazie liberali, ha sostituito il discorso
sulla Guerra fredda, due immagini molto diverse - da un lato
le masse affamate e dallaltro laggressione cultural-religiosa ai
valori occidentali - si confondono a formare una sola immagine
di pericolo, che giustifica lesclusione e la chiusura. Una
fusione incoraggiata dal nuovo senso di vulnerabilit economica
che lOccidente avverte rispetto ad altre regioni del mondo
che finora aveva dominato o ignorato. La combinazione del
discorso sullo scontro delle civilt con questo nuovo panorama
economico rende ancor pi accettabile ai democratici occidentali
lidea di murare fuori la disperazione economica e le culture
estranee o non assimilabili23.
Insomma, anche se il Muro israeliano ha finalit ed effetti
specifici, molte delle sue caratteristiche si possono ritrovare
nei muri di altre parti del mondo - anche se mai nella stessa
combinazione o con la stessa intensit di effetti. Per quanto le
difficolt di Israele derivino anche dal fatto che si costituito
come insediamento coloniale, allorch in tutto il mondo si
condannava e smantellava il colonialismo, per quanto dunque
il suo presente sia afflitto da un passato rinnegato globalmente,
pare che Israele abbia il singolare onore di perfezionare le tattiche
e le tecnologie demografiche e politico-militari del futuro
globale24. In effetti, nel Muro di Israele si concentrano non solo
le diverse funzioni operative, le strategie di legittimazione e le
moderne tecnologie di controllo dello spazio, ma anche le
contraddizioni
proprie dei nuovi progetti di fortificazione. Al pari
di altri, il Muro israeliano realizza e insieme disfa la funzione
2 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO

sovrana della frontiera, cos come realizza e disfa gli attributi


sovrani di stabilit, potere legislativo, decisione e durata. Come
altri mostra una complessa dipendenza dallideale di sovranit
dello Stato-nazione, di cui emenda il deterioramento pur
consacrandone
leclissi storica. Il Muro insieme un tentativo di
riaffermare la sovranit e un tributo mostruoso alla vitalit
evanescente
degli Stati-nazione sovrani. Per certi aspetti, sebbene
il contesto israelo-palestinese sia del tutto peculiare, il Muro
sembra presentarsi alla stregua di un lugubre monumento allo
ramai
impossibile sovranit dello Stato-nazione.
Ulteriore tratto che accomuna il Muro israeliano ad altri il
rovesciamento simbolico e psicologico, il ruolo svolto nel dislocare
la dominazione di Israele sulla figura di un subordinato
minaccioso e violento. Come altre barriere, il Muro letteralmente
reindirizza altrove il pericolo che dovrebbe bloccare;
intensifica le ostilit e sollecita limpiego di nuove tattiche e
forme di aggressione contro ci che dovrebbe proteggere;, ha
per obiettivo popolazioni nemiche che non corrispondono al
modello dello Stato-nazione. Infine, come tutte le barriere
contemporanee,
produce (e alimenta la tensione tra) effetti teatrali,
teologici e materiali.
Infine, importante notare che gli architetti politici del Muro
israeliano lo legittimano a livello internazionale sia dichiarando
che Israele fortifica i propri confini al pari di altre democrazie,
sia ricorrendo allo statuto d eccezione di Israele. Il Muro viene
dunque costruito in nome della necessit di Israele di provvedere
alla sicurezza del proprio popolo, come spetta fare a ogni
democrazia, e al contempo in nome dellunicit della sua
storia e del suo contesto. Il Muro pone Israele nella categoria
delle nazioni civili e allo stesso tempo ne riafferma la natura
particolare di Stato ebraico accerchiato da nemici In ogni
caso, i discorsi che oggi legittimano gran parte dei muri degli
Stati-nazione declinano una qualche variante - anche meno
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 2 5
drammatica - di questa postura bifronte tra il generale (lo
stanno facendo tutti) e lo specifico (ecco perch noi abbiamo
bisogno di questo muro).
LA BARRIERA AL CONFINE TRA STATI UNITI E MESSICO
A prima vista, e in modo analogo al Muro israeliano, la barriera

di confine tra Stati Uniti e Messico si distingue dalle altre presenti


nel mondo per finalit, funzione e criteri di costruzione.
E un complesso imponente, spettacolare e costoso che divide
il Nord globale dal Sud globale e il cui principale obiettivo
bloccare i flussi di droga e immigrazione illegale diretti a nord.
Lungo il tracciato laspetto varia notevolmente: in alcuni tratti
costituito da tre ordini di lastroni in cemento armato e acciaio
alti circa 18 metri, in altri una recinzione virtuale, fatta di
sensori, videocamere di sorveglianza e altre tecnologie di
rilevamento,
e in altri ancora, nel deserto, consiste solo in blocchi
di cemento posizionati in modo da ostacolare il passaggio dei
fuoristrada.
La polizia di frontiera statunitense inizi la costruzione del
primo tratto della barriera, la San Diego /enee, nel 1990 per
completarla nel 1993. Nella costruzione di questa sezione, che si
estende per 22 chilometri dal Pacifico verso linterno, sono stati
utilizzati dei residuati bellici, le putrelle con cui laeronautica
militare statunitense allestiva piste di atterraggio di fortuna in
Vietnam. Tuttavia, fu subito chiaro che la barriera poteva essere
scavalcata facilmente e che il suo aspetto non era abbastanza
minaccioso da incutere il timore di sanzioni. Di conseguenza,
per fortificare questo tratto della frontiera e aumentare la capacit
di controllo, nel 1994 lamministrazione Clinton decise
di dare il via allOperation Gatekeeper. L effetto principale
delloperazione fu la riduzione degli attraversamenti e del tasso
2 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
di criminalit nelle aree urbane, insieme al dirottamento verso
est dei flussi di immigrazione e alla crescita delPindustria del
contrabbando. L Operation Hold th Line e lOperation
Safeguard, che hanno interessato i punti di attraversamento
pi battuti in Arizona e nel Texas (e sono state estese al Nuovo
Messico), hanno sortito effetti simili. E dato che il sentimento
popolare premeva perch si facesse qualcosa contro
limmigrazione
illegale, deputati e senatori di ogni appartenenza
fecero a gara per conquistarsi una reputazione di intransigenza
sulla questione. Intanto, mentre il neoliberismo abbatteva le
protezioni dei produttori nordamericani e faceva proliferare
la produzione globale di beni e servizi a basso costo, i datori
di lavoro statunitensi (in particolare, ma non solo, quelli del
settore agricolo ed edilizio) si avvalevano in modo sempre pi
massiccio e disinvolto del lavoro degli immigrati clandestini. Il

progetto del muro stato dunque la risultante di tensioni tra


le esigenze del capitalismo americano, lantagonismo popolare
nei confronti dellimmigrazione sollecitata da quelle esigenze in particolare per gli effetti prodotti su salari e occupazione - e
le dimensioni demografiche e culturali che compongono, e per
alcuni decompongono, la nazione.
Nel 1996 il Congresso var Ville gal Immigration Reform and
Immigrant Responsibility Act che, oltre allestensione della
barriera Stati Uniti-Messico, autorizzava la costruzione di un
sistema di recinzione secondario e di vie di sicurezza atte a
correggere
le inefficienze della barriera primaria. I lavori furono
subito bloccati per via delle proteste degli ambientalisti della
California Coastal Commission e della mancata cooperazione
dei proprietari dei terreni adiacenti alla frontiera. Questi e altri
impedimenti di ordine legale sono stati poi superati dal Real ID
Act del 2005 e dal Secure Fence Act del 2006 che, cavalcando
londa dellossessione securitaria del dopo 11 settembre per
sospendere quelle norme di legge che avrebbero potuto rapcapitolo
primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 2 7
presentare un impedimento, hanno dato il via alla costruzione
di cinque diversi tratti di recinzione, per un totale di oltre 1360
chilometri, lungo il confine messicano con la California, lArizona
e il Texas. Il Real ID Act ha una portata decisamente ampia,
autorizza infatti la deroga a tutti gli impedimenti di legge
contro la costruzione della barriera e prevede il riesame in sede
di giudizio solo per quei ricorsi che si appellano alla Costituzione25.
A oggi, nel corso della costruzione sono state ignorate 36
disposizioni di legge, comprese norme relative aHinquinamento
dellacqua e dellaria, alla protezione di specie in pericolo,
alla migrazione di animali, alla preservazione di siti storici, alla
protezione dei terreni agricoli e alla tutela di luoghi sacri per i
nativi americani. Ora, poich derogano a queste disposizioni di
legge, e presentano il progetto del muro americano come una
risposta a uno stato 3i emergenza e come tentativo di proteggere
una nazione vulnerabile e sotto assedio, i due provvedimenti
rimandano a quella soluzione della politica sospesa
che orchestra la costruzione del Muro israeliano.
La questione del border fence allordine del giorno nella
politica americana, tra sostenitori e avversari, sebbene siano
i primi a ricevere lattenzione dei media e dei politici. Nelle
comunit pi vicine al confine si registra un consenso
sorprendentemente

tiepido nei confronti della barriera; la vicinanza


porta in effetti a registrare pi che lefficacia il fatto che si limita
a dirottare altrove il flusso dellimmigrazione clandestina e per
giunta proprio nelle comunit di frontiera che si percepisce
concretamente linterdipendenza economica con il Messico26.
Detto questo, negli Stati confinanti con il Messico esiste un forte
sostegno organizzato a favore della barriera, come i gruppi
di vigilantes che pattugliano la frontiera e danno la caccia a chi
attraversa illegalmente il confine.
Non facile calcolare il costo del muro. Molte voci del bilancio
federale relative alla realizzazione del progetto - spese per
2 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
la pianificazione, la costruzione, il mantenimento e la verifica
funzionale dellefficacia del sistema - non compaiono nel
consuntivo.
Nel corso dei venti anni trascorsi dallinizio dei lavori
le previsioni e i budget hanno subito variazioni sostanziali e le
stime, relative sia alla costruzione vera e propria dellinfrastruttura
sia alla manutenzione e alle riparazioni previste, variano
ancora sensibilmente. Tra laltro, una quota maggiore di quanto
preventivato in origine stata concessa in subappalto a
imprenditori
privati e il costo di certi tratti, inizialmente stimato
in tre milioni di dollari per miglio, lievitato a sette volte tanto.
Secondo la previsione attuale dellArmy Corps of Engineers, il
costo del ciclo vitale (25 anni) della barriera di 1367 chilometri
(850 miglia), realizzata a seguito del Secure F enee Act , potr
variare da 16,4 a 70 milioni di dollari per miglio - escluse le
spese per lacquisto dei terreni e il costo del lavoro - a seconda
delle zone interessate, del tipo di barriera e dei danni provocati
dai contrabbandieri27. La spesa totale per il completamento
e la manutenzione della barriera prevista per legge potrebbe
ammontare a 60 miliardi di dollari in 25 anni; la stima non
comprende i lavori finanziati con fondi federali n i rimborsi ai
proprietari dei terreni su cui sorgono le recinzioni o che vengono
utilizzati per la sorveglianza.
Ci che rende queste cifre ancora pi sorprendenti la limitata
efficacia della barriera come deterrente rispetto alla portata del
dirottamento del flusso dellimmigrazione illegale. Le dichiarazioni
di successo si riferiscono solo alla diminuzione degli
attraversamenti clandestini e delle catture nelle aree urbane,
non allimmigrazione illegale e allincidenza del contrabbando
di droga in generale28. Per la polizia di frontiera pi facile

catturare chi attraversa illegalmente il confine negli spazi aperti


che non nelle citt, dove ci si pu eclissare rapidamente e
trovare rifugio nei quartieri suburbani; di conseguenza, e in
reazione alla barriera, i contrabbandieri ricorrono a tecniche
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 2 9
sempre pi sofisticate, scavando tunnel oppure agendo in zone
montagnose o desertiche o per mare. Queste operazioni e le
contromisure della polizia di frontiera, a loro volta, aumentano
il livello generale e lestensione della violenza e della criminalit
nelle zone di confine, finendo per interessare anche luoghi remoti
che in precedenza erano pacifici29. Inoltre, proprio perch
dirotta i flussi migratori verso zone pi difficili e impervie, la
barriera ha provocato un aumento drammatico dei decessi tra
i migranti e del tasso dellimmigrazione permanente rispetto a
quella temporanea.
In breve, la barriera tra gli Stati Uniti e il Messico mette in scena
un potere e un controllo sovrano che di fatto non esercita,
costruita sulla sospensione dello Stato di diritto e
sullirresponsabilit
fiscale, ha moltiplicato e potenziato lindustria del
crimine, ed unicona della combinazione tra erosione della
sovranit e aumento del nazionalismo e della xenofobia, un
binomio che si impone sempre di pi nelle democrazie occidentali.
Per giunta lo stato di emergenza, la ragione per cui
ne stata autorizzata la costruzione, le conferisce una valenza
politica indipendente dalle sue funzioni materiali.
Mentre il Muro israeliano nasce da una sovranit contraddittoria
risultante dalloccupazione espansionista coloniale, la barriera
americana nasce dalle contraddizioni, causate dalla globalizzazione
neoliberista, che minano la capacit e lintegrit della
sovranit del Primo Mondo. Entrambi, comunque, esacerbano
tali contraddizioni. I muri reagiscono a ed esteriorizzano le
cause dei diversi tipi di violenza percepita contro la nazione, e
a loro volta esercitano diversi tipi di violenza contro famiglie,
comunit, mezzi di sostentamento, possibilit e prospettive
politiche nei territori che attraversano e di cui modificano la
fisionomia. In ogni caso entrambi sono baluardi sostanzialmente
inefficaci contro quelle pressioni e violenze che in parte
nascono proprio dal potere e dalle risorse messe a disposizione
3 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
dalle agenzie politiche che ne avviano la costruzione. Eppure,
nonostante tutto, sono molto popolari. Entrambi intensificano
la criminalit e la violenza che pretendono di arginare, alimentando

cos la necessit di ulteriori fortificazioni e controlli di


polizia, e per si dichiara che portano pace, ordine e sicurezza.
Entrambi mettono in scena una sovranit che in realt minano
radicalmente, destabilizzano la sovranit giurisdizionale,
confondono'barricate
e confini e istituiscono una frontiera su terre
confiscate. Due democrazie murate che vengono giustificate
in nome dellobbligo di proteggere il proprio popolo, che fanoo
ricorso alla xenofobia che pure esasperano e proiettano,
che sospendono lordine giuridico in nome della necessit di
bloccare fuorilegge e criminali e costruiscono una soluzione
politica sospesa fatta di cemento e di filo spinato. Insomma,
le differenze tra i nuovi muri contano, ma non dobbiamo perdere
di vista il fatto che rispondono a e articolano una diffusa
e comune crisi del potere.
Ora, stabilito che una diffusa e comune crisi del potere si traduce
in muri costruiti e concepiti in modi diversi, si possono
rintracciare delle continuit tra questi muri e i loro antecedenti
storici? Nel presente libro intendo sostenere che i muri del
contemporaneo condividono la caratteristica postvestfaliana
di rappresentare la reazione contro gli effetti dissolutori che
la globalizzazione produce sulla sovranit dello Stato-nazione.
La caratteristica emerge quando si constata che i nuovi muri
sono costruiti per bloccare flussi di persone, di contrabbando
e di violenza che non emanano da entit sovrane e che
restituiscono
limmagine di un potere sovrano statuale sempre pi in
difficolt e sempre meno vitale. Cos, i nuovi muri riproducono
un immaginario politico che va affievolendosi in una fase di
interregno
globale, un tempo successivo allepoca della sovranit
statuale ma che ancora non articola o concretizza un ordine
globale alternativo.
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 31
I muri politici sono esistiti anche nel passato. In realt i recinti
esistono fin dallorigine e, nonostante i nuovi muri siano inseriti
in un contesto globale specifico, si danno delle continuit
tra presente e passato. I muri politici hanno sempre teatralizzato
il potere - hanno sempre generato effetti dimostrativi e
simbolici che eccedevano la lettera degli effetti materiali. Hanno
prodotto e negato immaginari politici; hanno contribuito
a formare la soggettivit politica degli inclusi e degli esclusi.
Le mura e le fortezze medievali che punteggiano le campagne

dellEuropa, per esempio, furono costruite ufficialmente come


bastioni contro le invasioni ma servivano anche per mettere in
soggezione e cos amalgamare e pacificare le citt che
cingevano30.
Pi in generale, tutte le mura che hanno definito e difeso
entit politiche hanno dato forma, al loro interno, a unidentit
collettiva e individuale proprio perch dovevano bloccare ta
penetrazione dallesterno. Ci vero per la Grande Muraglia
cinese, ed vero anche per le moderne gated communities del
Sud-Ovest degli Stati Uniti. I ben noti piani di costruzione di
muri nellEuropa del ventesimo secolo combinavano queste
funzioni ed effetti. La Linea Maginot, che costituiva la difesa
del confine orientale della Francia contro linvasione tedesca,
era concepita per proiettare limmagine di una Francia fortezza
impenetrabile. Non si pens mai di costruirla in toto,
ma in ogni caso la retorica del muro andava ben oltre la realt
della struttura, un affastellamento di elementi eterogenei31.
II Vallo Atlantico, costruito dal Terzo Reich in previsione di
uninvasione alleata proveniente dalla Gran Bretagna, doveva
costituire un simbolo chiaro e pregnante del controllo nazista
sullEuropa. In origine, il Muro di Berlino, che considerato
retrospettivamente
indica limprigionamento di una popolazione
che presumibilmente desiderava sfuggire alla dominazione
sovietica,
fu concepito come cordone di protezione di una nuova
e fragile societ basata sul lavoro, sulla cooperazione e sulle3
2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
gualitarismo anzich sullindividualismo, sulla competizione e
sulla gerarchia. Il laboratorio di sperimentazione sociale e
psicologica
da cui sarebbe nata la nuova societ comunista, negli
intenti dei suoi architetti, doveva essere isolato da un mondo
esterno corruttore e decadente32.
Come il Muro di Berlino, i muri contemporanei, specialmente
quelli che cingono le democrazie, spesso finiscono per annullare
o rovesciare i contrasti che dovrebbero evidenziare. Ufficialmente,
i muri mirano a proteggere societ in apparenza libere,
aperte, rispettose della legge e laiche da intrusioni, sfruttamene
to o attacchi, ma essendo costituiti in una sospensione dello
Stato di diritto producono involontariamente un ethos collettivo
e una soggettivit difensivi, di parrocchia, nazionalistici e
militarizzati. Invece della societ aperta che intendono difendere,

creano unidentit collettiva sempre pi chiusa e controllata.


Cos, i nuovi muri non solo sono inefficaci come reazione
allerosione della sovranit dello Stato-nazione, e incapaci di
restituirle vitalit, ma contribuiscono con nuove forme di xenofobia
e di mentalit ristretta allera postnazionale. Favoriscono
la nascita di soggetti difesi dal mondo esterno, ma che, per
ironia della sorte, mancano proprio della capacit sovrana che
la democrazia murata dovrebbe tutelare come sommo bene.
Lo storico tedesco Greg Eghigian ha definito joomo munitus:>7^,
questa creatura conformista, passiva, paranoica e prevedibile
che la nazione o il soggetto fortificato33. Riprendendo il termine
latino munire , che significa fortificare, rafforzare, difendere,
proteggere o dare riparo, Eghigian esamina la mitologia
occidentale e la specifica produzione della soggettivit dei tedeschi
dellEst al di qua del Muro di Berlino. Nel contestare
il modello (liberaldemocratico) occidentale cui rapportata
questa soggettivit, Eghigian traccia limmagine corrente della
personalit prodotta dal muro, unimmagine che corrisponde
in modo sorprendente allidea che gli occidentali si facevano in
capitolo primo Sovranit in declino, dem ocrazia m urata 3 3
quel periodo dei sudditi teocratici obbedienti e spersonalizzati
ai quali veniva assegnato il ruolo del nemico, o quanto meno
un ruolo che li poneva in contrapposizione al modo di essere
degli individui in Occidente34. Quindi, la tipologia dei soggetti
che i muri degli Stati-nazione occidentali dovrebbero bloccare
viene paradossalmente prodotta dai muri stessi - un altro dei
modi in cui i muri rovesciano involontariamente la distinzione
tra il dentro e il fuori che dovrebbero marcare, distinzione
sottolineata anche dai moderni paladini della politica delle
fortificazioni,
che si affrettano a dissociare i nostri muri da quello
di Berlino o a distinguere tra muri che delimitano societ libere
e non libere.
Riconoscere che i muri non si limitano a proteggere, ma plasmano
il contenuto delle nazioni barricate, ci permette di interrogarci
non solo sui desideri e'le esigenze psicologiche che ne
promuovono la costruzione, ma anche sugli effetti contingenti
che producono nel delineare, alPinterno come alPesterno, i
nazionalismi,
le soggettivit dei cittadini e le identit delle entit
politiche. Ci permette inoltre di considerare se e come i muri
contemporanei funzionino come simboli di un contenimento
collettivo e individuale, come fortificazioni di entit i cui confini

reali e immaginari vengono erosi dalla globalizzazione. Ci


permette anche di chiederci se effettivamente contengono e
difendono, se ogni difesa implichi un contenimento e se ogni
contenimento implichi una difesa. Quando che i nuovi muri
diventano come i muraglioni confinari di una prigione, anzich
rassicuranti muri di casa? Quando che la fortezza diventa un
penitenziario?
Durante la Guerra fredda, mentre i leader politici e le autorit
municipali occidentali spingevano per la realizzazione di rifugi
per la difesa civile, che ritenevano vitali nella tensione tra Est e
Ovest, la sinistra euroatlantica poneva sistematicamente questo
interrogativo. Con la proliferazione delle armi nucleari, i rifugi
3 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
- anche se mai usati - hanno contribuito a creare e diffondere
una mentalit da bunker che rafforzava, anzich metterli in
questione, presupposti e strategie della difesa e della politica
estera americana negli anni Cinquanta e Sessanta. Armi nucleari
accumulate in silos militarizzati erano raddoppiate da scorte
di sussistenza accumulate in depositi altrettanto fortificati; la
difesa contro Armageddon divent un dispositivo attraverso
cui vita civile e vita politica si alimentavano a vicenda, occultando
il contributo americano a uno stallo tanto micidiale. Oggi la
sinistra israeliana pone un interrogativo simile, nel momento in
cui il progetto di murare dentro i residenti della Cisgiordania e
di Gaza non solo diminuisce le possibilit di una soluzione politica,
ma intensifica la militarizzazione e la mentalit da bunker
nella vita degli israeliani.
I muri costruiti intorno a entit politiche non possono sbarrare
lingresso a chi sta fuori senza rinchiudere chi sta dentro, non
possono dare sicurezza senza fare dellossessione securitaria un
sistema di vita, non possono definire un loro esterno senza
produrre un noi reazionario, per quanto minino il fondamento
stesso di questa distinzione. E inevitabile: i muri trasformano
psichicamente, socialmente e politicamente un sistema
di vita protetto in un rinchiudersi e trincerarsi. Da questo punto
di vista, il Muro di Berlino - il cui abbattimento, ventanni
fa, viene ancora celebrato a livello internazionale e che i paladini
della politica delle fortificazioni prendono a riferimento
con le sue funzioni di imprigionamento per sottolineare le pi
edificanti funzioni dei muri odierni votati a proteggere societ
libere - non poi cos diverso, come questi paladini vorrebbero '
far credere, dai muri del ventunesimo secolo.
capitolo secondo

SOVRANIT ED EN CLO SU RE*


Ogni nuova era e ogni nuova epoca nella coesistenza
di popoli, di imperi e di paesi, di sovrani e di ogni sorta
di formazione di potere si fondano su nuove divisioni
spaziali, nuove recinzioni [enclosure], e nuovi ordini
spaziali della terra.
Cari Schmitt
Il nomos della terra
Pale : i) picchetto o palo di sostegno di una palizzata;
2) spazio o campo delimitato; recinzione [enclosure\ ;
territorio o distretto sottoposto a giurisdizione; 3) area
o limiti entro i quali si gode di privilegio o protezione.
Merriam-Websters Dictionary
Al principio sta il recinto, scrive Jost Trier. La recinzione
[enclosure] ci che produce il luogo sacro, sottraendolo
al consueto, sottoponendolo alla sua propria legge, e
consegnandolo
al divino1. E proprio com allorigine del sacro,
* Parte di questo capitolo stata gi pubblicata in The New
Pluralism: William Connolly
and th Contemporary Global Condition , a cura di David Campbell
e Morton Schoolman,
Duke University Press, Durham NC 2008 [Brown usa pressoch
indifferentemente, generando
talvolta qualche confusione, i termini [enee, fencins ed enclosure,
qui si scelto
di utilizzare recinto quando si fa riferimento specifico alla
dimensione teologica e di
lasciare enclosure, termine gi presente in Marx e tornato di
attualit recentemente,
quando si tratta del processo globale di appropriazioneprivatizzazione {N.d.C.)].
3 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Y enclosure segna anche linizio del secolare: Il primo che,
recintato un terreno, ebbe lidea di dire: questo mio , e trov
persone cos ingenue da credergli, fu il vero fondatore della societ
civile, afferma Rousseau nel Discorso sullineguaglianza2.
Al principio sta il recinto, ma anche alla fine? Forse, ci che
per Rousseau il mio territorio che segna linizio della societ
civile, e ci che per Trier la dimensione sacra della recinzione,
non sono soltanto il fondamento della sovranit politica,
ma ricompaiono insieme nel momento della sua dissoluzione o
trasformazione. Se cos, la fortificazione dello Stato-nazione

il segno della fine della sua sovranit sul territorio e forse pu


anche indicare un qualche residuo teologico presente nel suo
estinguersi3.
John Locke il teorico della prima modernit che esprime
chiaramente e nella maniera pi diretta il ruolo che lappropriazione
di un territorio svolge nel porre il fondamento politico
della sovranit dello Stato e dellindividuo, e nel metterle
in relazione. Nel Secondo trattato sul governo Locke sottolinea
come la propriet di un terreno delimitato sia lelemento cardine
che, attraverso il tacito consenso derivante dallereditariet,
assicura e riproduce la relazione tra sovranit individuale e
sovranit dello Stato. Per Locke, la partecipazione al contratto
sociale motivata dallottenimento di uno status giuridico e
di una protezione della propriet, mentre il potere politico
un diritto di emettere leggi [...] per il regolamento e la
conservazione
della propriet4. Quindi Cari Schmitt esagera relativamente
quando nel Nomos della terra dice che per Locke
lessenza del potere politico in primo luogo la giurisdizione
sulla terra5. Gli steccati, i titles (titoli, diritti) e le enclosures
sono tra le metafore pi efficaci e ricorrenti nel Secondo trattato-.
salvaguardano la libert, la rappresentanza, i limiti al diritto
alla ribellione, tanto quanto le terre di propriet. Per converso,
ragiona Locke, il motivo per cui non si pu dire che gli indiani
capitolo secondo Sovranit ed en closure 3 7
d America godano di*sovranit politica anche per via della
mancanza di un dominio definito e stabile sul territorio, e dunque
rimangono in uno stato di primitivit politica6.
Locke, che tanto si concentra sulla propriet, rende massimamente
esplicito il nesso tra presa di possesso di un terreno,
enclosure, propriet e i fondamenti del potere sovrano e del
diritto. Come scrive Schmitt, per gli autori del pensiero politico
moderno, da Vico a Kant (e, aggiungerei, da Machiavelli a
Rousseau), la presa di possesso di una terra fonda la sovranit
politica ed condizione essenziale del diritto pubblico e privato,
della propriet e dellordine. Per Schmitt loccupazione di
terra [...] precede in s lordinamento che deriva da essa non
solo logicamente, ma anche storicamente, contiene hvs
lordinamento
iniziale dello spazio, lorigine di ogni ulteriore ordinamento
, il mettere radici nel regno di senso della storia7.
L importanza di questa origine ci sfugge, sostiene Schmitt, anche
perch si perduta lenergia e la maest del termine

nomos, che ora viene tradotto convenzionalmente con legge,


regola o norma, ma che in origine era fondamentalmente
un termine spaziale. Nomos esprime la produzione di un ordine
(politico) attraverso un orientamento spaziale. Come ci ricorda
Schmitt, il termine nomos deriva da nemein, che significa
separare, dividere e condurre al pascolo. Quindi nomos
la forma immediata nella quale si rende spazialmente visibile
lordinamento politico e sociale di un popolo. Rifacendosi
allanalisi di Trier sullantichissimo rituale di tracciare un
cerchio intorno al corpo degli uomini (il manring), Schmitt
insiste sul concetto che in origine legge e pace si fondavano su
spazi circoscritti [enclosures\ in senso spaziale e che ci che
ogni nomos , lo allinterno della propria cerchia recintata.
Perci, conclude, nomos pu essere definito come un muro,
poich anche il muro si basa su localizzazioni sacrali8. Prima
Venclosure, poi il sovrano. O, rovesciando il discorso, la sovra3
8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
nit nasce dalla suddivisione per mezzo di muri di ci che era
comune.
Si pu contestare letimologia di nomos proposta da Schmitt
e lenfasi forse eccessiva sullappropriazione della terra quale
fondamento essenziale di ogni ordine, pi difficile respingere
la tesi che rende Yenclosure preliminare a qualsiasi ordine
politico e giuridico9. Assunto che pu diventare un problema
cruciale per i paladini della cittadinanza globale o della democrazia
senza frontiere: come pu darsi una forma di governo
senza confini? La linea di confine la base della costituzione,
del pouvoir constitu allinterno di un territorio delimitato, come
anche la soglia oltre la quale la legge non ha validit. La
linea di confine definisce un campo, dice Schmitt, in cui si
afferma il libero e spietato uso della violenza, senza curarsi
della legge10. Da qui, le stratificazioni semantiche e storiche
dellespressione beyond th pale, che evoca tutto ci che sta
oltre i limiti di propriet e cortesia ma anche di protezione
e sicurezza11. In origine, il pale, un picchetto di legno usato
per le palizzate, marcava il confine del territorio della colonia
inglese in Irlanda. E significativo che questo territorio coloniale
abbia finito per essere chiamato The Pale. Se seguiamo la
teoria di Schmitt sulla relazione tra recinzione e nomos, ci
che beyond th pale incivile in due sensi, diversi ma
politicamente
correlati: indica il punto dove finisce la civilt, ma
anche il luogo in cui la brutalit civilizzata ammessa, dove la

violenza pu essere esercitata liberamente e legittimamente. In


questa espressione si sedimenta il circuito storico-ontologico
che lega la recinzione di un insediamento coloniale britannico,
la visione colonialista degli irlandesi come incivili, e dunque la
legittimazione della violenza britannica contro di loro, ovvero
la giustificazione della conquista coloniale e delluso continuativo
della violenza per difenderla. Ritroviamo questo stesso
circuito discorsivo negli incontri che si svolgono in luoghi dicapitolo
secondo Sovranit ed en closure 3 9
chiaratamente oltre h palizzata della civilt, che si tratti di
Gaza, di Kabul o di Guantnamo.
Ci che ogni nomos , lo allinterno della propria cerchia
recintata, scrive Schmitt. Uno stato di eccezione - la dichiarazione
della legge marziale - precisamente la sospensione
della legge nel tempo e nello spazio. Elimina il confine tra dentro
e fuori, permette cio di agire allinterno con lindifferenza
alla legge normalmente riservata a ci che sta allesterno. Ed
ecco come il nomos organizza lo spazio nel tempo: Il nomos
il processo fondamentale della suddivisione dello spazio che
essenziale a ogni epoca storica; si tratta della combinazione
strutturante di ordinamento e localizzazione nel quadro della
convivenza dei popoli sul pianeta12.
Anche se non intenzionalmente, Schmitt attira la nostra attenzione
su un altro aspetto cruciale della demarcazione di uno
spazio tramite un recinto, e precisamente la sua relazione con
il sacro - il fatto che associ immediatamente il politico e il teologico.
Non solo il nomos [...] come un muro [...] si basa su
orientazioni sacrali, ma tutti i nomoi umani si nutrono di un
unico nomos divino13. L altare sempre recintato, che sia da
templi elaborati o da un semplice cerchio di pietre, ma viene
sempre eretto deliberatamente in una foresta o in un prato a
pascolo. Il recinto pone in essere il sacro segregandolo dal comune
o dallordinario. Cos le mura medievali, le cui rovine
giacciono ancora qua e l sul suolo europeo, costituivano una
protezione, ma la loro importanza effettiva e simbolica risiedeva
nel delimitare la citt separandola dal vasto spazio rurale.
Non si mai trattato di mere recinzioni, servivano piuttosto a
distinguere, istituire e consacrare lentit che dominava sulla
campagna circostante14. Analogamente ai muri delle case, ma
ancor pi a quelli dei templi, le mura della citt producevano
unentit legale e politica cui veniva conferita anche una qualit
sacra. Ci che nelle affermazioni di Schmitt pu apparire tauto4
0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO

logico - il fatto che la sovranit sia originariamente teologica e


che il recinto istituisca tanto la sovranit quanto il sacro - si risolve
nel rapporto di co-istituzione che lega sovranit, teologia
ed enclosure. Il recinto costituisce e mette in relazione lo spazio
sacro e il potere sovrano. Non dovrebbe dunque stupirci la
persistenza di un elemento teologico nei progetti tardomoderni
di fortificazione, che pure suggerisce il declino della sovranit
dello Stato-nazione.
Istituiti attraverso Y enclosure, dominio e giurisdizione presto
diventano le premesse, anzi i presupposti, della sovranit, e
non solo i segni dei suoi attributi essenziali. Nessuno dei grandi
teorici della sovranit la identifica con il potere di designare il
dominio, bens con il potere assoluto su di esso. La sovranit
viene collegata a una giurisdizione stabile e non allatto di
renderla stabile. Rovesciando il discorso, per i teorici classici la
giurisdizione su un territorio, pi che costituirla, pone le premesse
della sovranit territoriale. Ma anche il ruolo svolto al
momento della fondazione va riducendosi, dato che laumento
delle dimensioni delle entit politiche richiede che la sovranit
politica, come anche la nazione, abbia una dimensione immaginaria
sempre crescente. Per di pi la relativa diminuzione del
ruolo dellagricoltura nelleconomia politica altera lo status della
terra nel lessico del potere politico e gli sviluppi della tecnologia
bellica fanno s che la giurisdizione territoriale non sia pi
lunico significativo piano di confronto tra Stati sovrani. I muri
non spariscono mai completamente dalla mappa geopolitica e i
progetti di fortificazione, per lo pi realizzati in previsione o in
conseguenza di grandi conflitti, rappresentano momenti importanti
della storia mondiale. Tuttavia in epoca moderna lidea di
entit geopolitiche fisicamente recintate da normale diventata
eccezionale, trovando applicazione soprattutto nella difesa di
avamposti coloniali in territori ostili, o per delineare le frontiere
della Guerra fredda in Germania, in Corea e a Hong Kong.
capitolo secondo Sovranit ed en closure 41
SOVRANIT, ENCLOSURE E DEMOCRAZIA
Oggi parliamo di sovranit come se avessimo chiaro cosa
intendiamo
quando discutiamo della sua esistenza, o compimento,
della sua violazione, affermazione, giurisdizione, o anche
del suo declino. Eppure sovranit un termine della vita
politica insolitamente amorfo, elusivo e polisemico. George
W. Bush non stato il solo a definirla tautologicamente: Sovranit
significa [...] la sovranit ti stata data [...] e sei considerato

unentit sovrana15.1 dibattiti accademici spesso ne


sottolineano lo status primordiale di motore immobile16.
Anche tra i teorici della politica il termine viene utilizzato in
modi disparati e spesso senza ulteriori specificazioni: per alcuni
si trova sullo stesso piano del principio di legalit e dello
Stato di diritto, per altri si situa nellazione legittima ma
extragiuridica,
mentre alcuni insistono sulla sua natura intrinsecamente
assoluta e unica, e altri ancora affermano che pu essere
sia parziale sia divisibile17.
Per certi versi, il fatto che oggi la sovranit politica abbia un
significato variabile e ambiguo deriva dalla sua peculiare duplice
collocazione nel contesto delle democrazie liberali e quindi
dalle combinazioni con il potere che questa collocazione permette
nelle pratiche della democrazia liberale: ci che denota
la sovranit in senso schmittiano (potere di decisione statuale)
non significa sovranit in senso lockiano o rousseauiano (potere
legislativo del popolo). Caratteristica della democrazia che
la sovranit del popolo, eppure il liberalismo attua
necessariamente
ci che Locke chiama potere discrezionale - il potere
esecutivo di abrogare o sospendere la legge o di agire a prescindere
da essa -, ed proprio questo punto che autori della teoria
critica e commentatori hanno in mente quando denunciano
un potere sovrano pericoloso o eccessivo18. I contemporanei
dibattiti teorici sulla sovranit nelle democrazie tendono a
4 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
concentrarsi sul potere dello Stato di agire a prescindere dalla
legge e dai principi di legittimit, anzich sul potere del demos
di darsi delle leggi; si tratta di un errore che rivela quanto il
liberalismo conferisca la sovranit, tacitamente e negando che
sia cos, a un potere statuale non rappresentativo, oppure rivela
quanto il revival del pensiero schmittiano domini gli odierni
dibattiti intellettuali sulla sovranit19.
Consideriamo pi da vicino la difficolt di pensare la sovranit
dal punto di vista della democrazia liberale, tanto pi in
questo momento storico. Oggi la relazione tra democrazia e
sovranit si pone come un problema derivante dal processo
tardomoderno
di una decostituzione parziale e discontinua della
sovranit dello Stato-nazione, una decostituzione prodotta da
inediti flussi di potere economico, politico, morale e teologico
che travalicano i confini nazionali. Il problema nasce anche

dalla condotta dichiaratamente imperialista della pi antica e


ininterrotta democrazia del mondo, durante e dopo la Guerra
fredda, il cui fine, la democrazia universale, che la legittimava
si paradossalmente tradotto in una sovversione della democrazia
interna e in un disconoscimento della sovranit degli altri
Stati-nazione. Il problema viene anche posto dal protrarsi
delloccupazione dellIraq, dove gli obiettivi politici di installare
una democrazia pilotata (dal mercato) e di dare vita a una sovranit
irachena sembrano correlati in modo assai vago e sono
decisamente in stallo. Ancora, il problema si pone anche rispetto
allevoluzione dellUnione Europea, l dove forme politiche
postnazionali intersecano poteri economici transnazionali,
alimentando
le preoccupazioni degli europei sugli strumenti atti
a'garantire e praticare la democrazia.
Ma il rapporto tra sovranit e democrazia ha costituito un
enigma gi ben prima dellemergere di questi casi complessi.
Per quanto negli ultimi tre secoli lespressione sovranit popolare
sia spesso stata abusata, rimane sorprendente quanto
capitolo secondo Sovranit ed en closure 4 3
questa catacresi sia entrata nel discorso di tutti i giorni allepoca
degli Stati-nazione; Kant non il solo ad essere contestato
dai democratici contemporanei per aver definito la sovranit
popolare unassurdit20. In effetti, quasi impossibile conciliare
le caratteristiche classiche della sovranit - un potere
che non solo fondativo e irrevocabile, ma anche duraturo e
indivisibile, autorevole e capace di ispirare timore reverenziale,
dotato di decisione e al di sopra della legge - con i requisiti del
governo del demos. Di pi, proprio il fatto che nelle democrazie
occidentali il popolo venga dichiarato sovrano, mentre
lespressione potere sovrano viene riferita a uno Stato
autocratico
e ad atti che violano o sospendono i principi democratici,
lascia pensare che abbiamo sempre saputo che la sovranit
popolare stata, se non una finzione, una sorta di astrazione
in rapporti assai blandi con la realt politica. Altrimenti, che
senso ha definire sovrani quegli atti che sospendono o limitano
proprio lo Stato di diritto, sinonimo^di democrazia, oppure
parlare, come facciamo oggi, dellaumento dei poteri dellesecutivo
o dello Stato in termini di ripristino o di espansione del
potere sovrano?
Da unangolazione leggermente diversa, si pu cogliere come
nella democrazia liberale la sovranit operi secondo un doppio

registro, da una parte la legittimazione ordinaria, la legalit


e le elezioni, e dallaltra lazione statuale o la decisione. Nelle
democrazie liberali ci che chiamiamo Stato comprende i
due registri, ed per questo che Locke ha differenziato i poteri
statuali. Tuttavia ha anche individuato il potere discrezionale
(la sovranit dello Stato) come ci che pu sospendere
il potere legislativo (la sovranit popolare) o prescindere da
esso21. Locke per attenua questo assunto quando definisce il
potere discrezionale come prerogativa che semplicemente il
potere di fare il pubblico bene in assenza di una norma, pur
sapendo
che questo potere passibile di abusi: secondo Locke,
4 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
labuso di questo potere lunica giustificazione che spetta al
popolo nellesercitare il proprio diritto a rivoltarsi22. L aspetto
qui rilevante che il popolo pu contemplare la sospensione
del proprio potere legislativo, quando conferisce potere
discrezionale
allesecutivo, in nome della propria protezione o
dei propri bisogni. Ma un sovrano che sospende la propria
sovranit non sovrano. Qui Locke perde di coerenza, a differenza
di Hobbes.
Pi in generale, la nozione di una sovranit divisa, separata o
disseminata comporta una incompatibilit problematica con
una delle caratteristiche irriducibili della sovranit - non tanto
rispetto a suoi tratti incondizionati, a priori o unitari, bens rispetto
alla sua dimensione definitiva e decisiva23. Sono queste
ultime qualit a stabilire se la sovranit vige o meno. Non pu
darsi una sorta di sovrano, non pi di quanto possa esserci
una sorta di Dio, e - come attesta la situazione attuale dellIraq
- lidea di una sovranit parziale o provvisoria peggiore
di una sovranit instabile o incoerente. La convenzione vuole
altres che non possano darsi pi sovrani nellambito di una
singola giurisdizione o entit. Storicamente, la sovranit ha istituito
lidentit politica attraverso la giurisdizione24.
In effetti, proprio nella collisione tra rivendicazioni di sovranit
che si generano le guerre, si intentano azioni legali, si
scontrano le religioni (tra loro e con gli Stati) e gli esseri umani
vengono disintegrati psicologicamente. Se, come dice Schmitt,
la sovranit politica deriva la sua forma e la sua autorit dalla
teologia, scavalca molto pi che episodicamente il potere
o lautorit o la legittimazione della legge e delle elezioni, e
ne costituisce ben pi che lorigine simbolica. La sovranit

politica definitiva e assoluta e dunque indivisibile e non


trasferibile. Non pu passare di mano, non pu rinunciare o
delegare o autosospendersi pi del potere divino. Se il popolo
sovrano, se questo il significato della cratia del demos , il
capitolo secondo Sovranit ed en closure 4 5
suo potere deve essere decisivo e non pu essere sospeso dallo
Stato sovrano. Per converso, se la sovranit appartiene allo
Stato o a un esecutivo, allora la democrazia non sussiste. Tuttalpi
il governo del popolo, th mie of th people, diventa
una pratica discontinua, episodica e subordinata, anzich un
vero e proprio potere sovrano25. Se, daltra parte, la sovranit
separata dallo Stato di diritto, se il popolo detiene la decisione
solo episodicamente (ogni quattro o sei anni), allora il governo
non una forma di autodeterminazione, e la sovranit non
una forma di governo.
La profonda contraddizione tra questa forma politica e la
democrazia
liberale, che Rousseau coglie nel Contratto sociale e
che anche Marx segnala con ostinazione nella Questione ebraica
, consiste proprio nella ripartizione incoerente della sovranit
tra il popolo e lo Stato. Per Marx, lesistenza stessa dello Stato
quale entit che supera il nostro particolare e, come dice Hegel,
realizza la nostra libert prova che in realt non ci governiamo
e non viviamo liberamente. Se lo facessimo, non si chiederebbe
allo Stato di compiere questo superamento e questa realizzazione.
Tuttavia - abbandonando Marx subito dopo averlo citato
- sembra anche che non vi possa essere vita politica senza
sovranit,
cio senza decisione e finalit, e soprattutto senza
unautorit che riunisca, mobiliti e dispieghi la forza collettiva di
unentit a proprio vantaggio e contro se stessa, come strumenti
di governo e insieme di autoregolazione. La sovranit - non di
per s, eppure in modo sostanziale - d e rappresenta una forma
politica. La sovranit intrinsecamente antidemocratica nella
misura in cui deve superare la dispersione del potere inerente
alla democrazia ma, per essere politicamente praticabile, per
essere unopzione (politica), la democrazia sembra richiedere di
essere integrata dalla sovranit. Derrida nota en passant questo
paradosso in Stati canaglia: Non certo che democrazia sia
un concetto del tutto politico26.
4 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
LA SOVRANIT COME LIMITE, E AL LIMITE
Oltre alla problematica collocazione della sovranit rispetto

alla democrazia, occorre anche notare lambiguit del termine


e il paradosso del fenomeno. Sovranit un peculiare concetto
liminare27, demarca infatti non solo i limiti di unentit
ma, attraverso questa demarcazione, istituisce le condizioni e
ne organizza lo spazio interno ed esterno. Come indicatore di
confine - una funzione che anche una forma di potere - la
sovranit presenta due aspetti diversi, che nei dizionari sono
designati con due significati, supremazia e autonomia, e
che fanno riferimento a due usi politici discordanti, cio potere
o regola decisionale e libert dalloccupazione da parte
di altri28. Allinterno dello spazio che costituisce attraverso la
propria giurisdizione, sovranit significa potere supremo o autorit
suprema (ritroviamo questo significato nei termini dellinglese
antico my sovereign e my lord che designano il
marito e il padrone). Ma quando rivolta verso lesterno, o allo
spazio che eccede la sua giurisdizione, la sovranit comporta
autonomia e capacit di azione indipendente. Dentro, esprime
un potere imprescrittibile. Fuori, esprime la capacit di agire
in piena autonomia, compresa laggressione o la difesa contro
altre autorit sovrane29.1 due usi sono ovviamente collegati, la
supremazia interna a permettere lautonomia esterna. L autonomia
discende dalla capacit, propria di un potere superiore,
di unificare e mobilitare un organismo altrimenti disparato una popolazione eterogenea o le differenti inclinazioni di un
soggetto individuale, ad esempio. L importanza dellunit e
dellindivisibilit, quali attributi della sovranit, consiste nel
fatto che letteralmente mettono in essere lautonomia quale sua
manifestazione esterna. La sovranit non si limita a unificare o
reprimere i suoi soggetti, piuttosto generata e genera tali
soggetti.
E la promessa di unificazione e mobilitazione delle enercapitolo
secondo Sovranit ed en closure 4 7
gie di un organismo che lo rende capace di agire in autonomia.
Questa una delle ragioni per cui Schmitt individua nell 'ordine
un effetto cruciale e insieme il compimento della sovranit30.
(Il liberalismo cerca di disgiungere la supremazia dallautonomia,
il potere del popolo dallazione dello Stato. Ma, come gi
detto, cos facendo disconosce la mancata supremazia del demos
nel momento dellazione dello Stato sovrano e insieme rende
incoerente la sovranit. Il liberalismo manca di riconoscere
sia il momento intrinsecamente antidemocratico nella produzione
dellautonomia statuale, sia lincoerenza della sovranit
popolare che ne consegue. Una incoerenza che si situa nella

sottomissione dellautonomia allo Stato di diritto, generando


un potere autonomo che si svolge al di fuori dello Stato preposto
alla garanzia dei diritti individuali. Per giunta, i pericoli che
portano lo Stato ad agire sono interni ed esterni, ma quando
diventano persistenti o permanenti lesterno irrompe allinterno,
si configura come unazione extragiuridica autonoma esercitata
sulla massa che viene cos unificata attraverso un atto di
subordinazione che a sua volta produce la sovranit. Hegel, nel
discutere della sovranit popolare nei Lineamenti di filosofia
del diritto , ha riconosciuto e distillato questa incoerenza31.)
Esistono numerosi paradossi della sovranit, a corollario del
suo carattere duplice e dei diversi significati ed esercizi interni
ed esterni.
1. Il termine sovranit indica sia il potere assoluto sia la libert
politica.
2. La sovranit genera lordine attraverso la subordinazione e
la libert attraverso lautonomia.
3. La sovranit non dotata di unessenza interna, affatto
dipendente e relazionale, e tuttavia significa autonomia,
padronanza
di s e autosufficienza32.
4. La sovranit produce sia una gerarchia interna (la sovranit
sempre sovranit su qualcosa) sia unanarchia esterna (per de4
8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
finizione, non pu esserci nulla che governi unentit sovrana
e dunque, se nelluniverso vi sono pi entit sovrane, tra loro
vige necessariamente lanarchia). E importante notare come la
gerarchia e lanarchia siano incompatibili con la democrazia, se
intendiamo questultima come una condivisione moderatamente
egualitaria del potere. Tuttavia, salvo rare eccezioni, i teorici
della politica ritengono che la sovranit sia una caratteristica
necessaria della vita politica: sembra che la stessa possibilit di
azione, di un ordine e di tutele politiche dipenda dalla sovranit.
Forse, proprio questo paradosso la ragione principale
per cui i liberali, che danno per scontato la sua attribuzione al
popolo, evitano analisi pi approfondite, mentre radicali come
Giorgio Agamben, Michael Hardt e Antonio Negri sviluppano
una concezione politica ostile alla sovranit, e liberali di sinistra
come William Connolly cercano di pluralizzarne e disseminarne
il nucleo antidemocratico33.
5. La sovranit segno dello Stato di diritto e della vigenza
di un ordinamento giuridico, eppure li oltrepassa. Oppure, si
pone come fonte del diritto e insieme al di sopra della legge,

insieme origine ed eccedenza rispetto al giuridico. E legalit


e illegalit. Ogni sua espressione legge e senza legge.
6. La sovranit generata e generativa, eppure anche
ontologicamente
a priori , presupposta, originaria. Come fa notare
Jean Bodin, non pu essere conferita, nemmeno in pratica34.
La natura aprioristica o preliminare della sovranit politica discende
dalla teologia e contribuisce a dare una dimensione religiosa
a se stessa. Ci ricorda che la sovranit politica modellata
su quella che la religione attribuisce a Dio.
7. L aspetto teologico della sovranit la condizione interna
del concetto secolarizzato di autonomia del politico, che discende
dalla sovranit e attraverso di essa. Come vedremo nel
prossimo paragrafo, questo paradosso particolarmente
importante
per comprendere le vicende della contemporaneit35.
capitolo secondo Sovranit ed en closure 4 9
AUTONOMIA SOVRANA E AUTONOMIA DEL POLITICO
Cari Schmitt il pensatore che elabora esplicitamente il concetto
dellautonomia del politico attraverso il concetto di sovranit.
Egli identifica in modo brillante il politico con la distinzione
amico-nemico, intesa come lestremo grado di intensit
di una unione o di una separazione36. Questa identificazione
genera lazione che il segno caratteristico della vita politica,
cio decidere chi il nemico e come agire nei suoi confronti. La
decisione, a sua volta, lazione che definisce ed esprime la
sovranit:
Sovrano colui che decide dello stato di eccezione37,
mentre la risposta alla situazione amico-nemico - una risposta
che non pu essere codificata n ridotta a norma - lazione
che definisce il politico. Succede altres che lazione politica
che infrange la norma spezzi anche lequazione liberale tra il
politico e il giuridico.
La decisione, che Schmitt definisce pura volont che non si
sottomette ad alcuna verit sovrana, la modalit dellazione
politica perch il politico stesso sovrano, non soggetto n
alle norme n alla legge, non responsabile nei confronti di
nientaltro e non deriva da nientaltro38. La sovranit del politico
deriva dalla sua competenza sulla relazione amico-nemico
- una questione di vita o di morte - e pi precisamente da due
fatti: da un lato, in gioco la vita, dallaltro, pu accadere che
non vi sia nessuna norma per decidere chi il nemico e come
procedere nei suoi confronti. Non si tratta della mera mancanza

di regole o convenzioni. Piuttosto, si tratta di una decisione


beyond th pale , oltre il limite, che necessariamente si pone
al di fuori, quali che siano le norme che vincolano il sistema di
governo, incluse quelle preposte a proteggere il sistema di vita
che queste norme governano e istituiscono.
La decisione su chi il nemico e come agire nei suoi confronti
la decisione politica, e, se la capacit autonoma di prendere
5 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
decisioni il segno della sovranit politica, ne consegue che
sovranit indica una certa autonomia del politico. Questa linea
di ragionamento, configurata come tesi, viene generalmente
considerata il cuore antiliberale di Schmitt. La ragione principale
della sua critica ai liberali che pongono al centro dellinteresse
politico il diritto, la norma e la procedura. Per Schmitt
ci compromette il politico nella misura in cui ne pregiudica
lautonomia e quindi la sovranit39.
Per tutti, o quasi, i democratici liberali la tesi di Schmitt
sconcertante e inaccettabile^ Tuttavia, se si considera che la
teoria del contratto sociale ne esibisce una versione attenuata,
Schmitt appare allora pi come un audace messaggero che come
un iconoclasta. In contrasto con la concezione aristotelica
della vita politica connaturata allessere umano, anzi, della polis
quale forma di vita umana distintiva, nella teoria del contratto
sociale il politico emerge da una condizione ontologica non
politica e viene posto in essere con un artificio. La nascita del
politico attraverso il contratto sociale al contempo la nascita
della sovranit politica. Il contratto sociale costituisce la fine
temporale e il limite spaziale della sovranit, naturale o divina,
e lemergere di una forma distintamente umana in ambito politico.
Istituisce insieme la sovranit e lautonomia del politico,
per quanto le motivazioni soggettive che portano ad accettare il
contratto siano sociali o economiche, il desiderio di sicurezza, di
libert, di propriet o di beni, o il desiderio di padroneggiare o
temperare il dispotismo della natura. Il contratto sociale
precisamente
ci che separa e istituisce lautonomia e la sovranit
del politico nel momento in cui istituisce la sovranit politica.
La giurisdizione del politico - come appare nel netto autoritarismo
di Hobbes, nel mite liberalismo di Mill e in modo esplicito
nelle narrazioni del contratto sociale di Rousseau e di Locke -
distinta da quelle attribuite alla natura, a Dio, alla famiglia, ed
preposta a facilitare e contenere la vita economica40.
capitolo secondo Sovranit ed en closure 51

Quali sono le implicazioni del fatto che sovranit significa sia


lautonomia di un sistema di governo sia lautonomia del politico?
Come abbiamo gi visto, la duplice natura della sovranit
collega la sua autonomia esterna alla supremazia interna quale
subordinazione dei poteri che potrebbero limitarla, disperderla
o frammentarla. Dunque lautonomia del politico espressa
dalla sovranit implica lidea della supremazia politica o del
contenimento di altri poteri, compreso quello economico e
quello religioso. Per definizione, questi poteri sono sottoposti
alla sovranit politica. Da questo punto di vista, la sovranit
rappresenta sia una purificazione o sublimazione del politico,
sia il suo dominio incontrastato. Per quanto possano apparire
alla stregua di aspirazioni ideologiche, mitiche perfino, tuttaltro
che letterali, sublimazione e dominio sono decisamente
operativi.
Attraverso i testi classici della pritpa modernit, scritti allepoca
delle sanguinose guerre di religione, siamo in grado di comprendere
come la sovranit politica attribuita agli Stati-nazione
abbia cercato di conquistare la supremazia su unautorit religiosa
transnazionale. Ugualmente importante il tentativo
della sovranit di subordinare leconomico al politico. Ci non
significa che lo Stato-nazione moderno governa o regola leconomia
in modo continuo e invariato, bens che viene preliminarmente
stabilito che lo Stato pu decidere se e quando farlo.
Di questa decisione sono espressione tanto il capitalismo del
laissez-faire che la politica fiscale e monetaria del New Deal o
il socialismo di Stato.
Si pu cogliere efficacemente la portata della sovranit politica
in termini di autonomia/supremazia sulleconomico nel
significato, ormai desueto, della sovrana, la moneta doro
(nota anche come la moneta del regno) coniata in Inghilterra
nel periodo tra il regno di Enrico VII e quello di Carlo
I, che sostitu le varie monete locali. Ora, quando una moneta
5 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
viene identificata con la ('olona limilo e vero che veniva anche
chiamata corona), viri ir veicolala l'idea di un controllo
delleconomico da parie del politico e, pi precisamente,
laffermazione,
da parli' della ( Corona britannica, del proprio controllo
politico sulleconomia al line di unificare e consolidare
il regno. Questo significato suggerisce inoltre che la sovranit
non viene mai semplicemente posseduta ed esercitata, ma che
circola lin dallinizio - opera attraverso lo scambio e la circolazione,

e non solo in forza di legge o per comando41. (Come


la sovranit controlla le pratiche teologiche del potere, compresa
la trasformazione della sua parola in legge, cos controlla
le pratiche economiche del potere, tra cui la circolazione e il
feticismo, la creazione di societ e altro ancora.) La creazione
di una moneta del regno allinizio del Seicento, come quella
delleuro quattro secoli dopo, ci ricorda che la prpccupazione
per la sovranit nella prima et moderna coincide sia con il
consolidamento della sovranit dello Stato-nazione ai danni di
poteri politici ed economici locali e decentralizzati (labolizione
delle monete locali mira ad abolire le sovranit locali), sia
con una trepida risposta alla forza emergente del capitale nelle
economie mercantili, una forza che avrebbe fatto saltare i confini
nazionali dellaccumulazione e circolazione della ricchezza,
internazionalizzando i mercati e la produzione. Dunque la sovranit
esprime la subordinazione delleconomia alla politica,
paradossalmente - ma la cosa non sorprende - proprio nel momento
in cui leconomia cominciava a manifestare la propria
forza e resistenza contro tale subordinazione42.
Questa tesi sulla relazione tra sovranit politica ed economico
si differenzia da quella avanzata da Hardt e Negri, per i quali la
sovranit emerge in funzione delleconomico. Il capitale diventa
il contenuto della forma politica della sovranit, affermano i
due autori in Impero43. Al contrario, io sostengo che, per quanto
lo Stato moderno emerga e si sviluppi, tra laltro, in risposta
capitolo secondo Sovranit ed en closure 5 3
al capitale, la sovranit politica - come idea, rappresentazione
o pratica - n coincide con lo Stato n semplicemente al servizio
del capitale. Piuttosto, la sovranit una formulazione
e una formazione politica teologica che mira, tra laltro, a
subordinare
e contenere leconomico e a separare la vita politica
dalle esigenze o dagli imperativi avanzati dalleconomico.
Per quanto irrealizzabile, questa aspirazione diventata una
finzione potente e concreta, che ha sortito effetti significativi
durante il suo regno. N la pratica politica n quella economica
possiedono la caratteristica sostanziale della sovranit politica
attribuita agli Stati-nazione, ma entrambe sono state configurate
storicamente da tale attribuzione.
LA TEOLOGIA DELLA SOVRANIT
La sovranit politica, emersa nella'prima et moderna in risposta
al potere esercitato dalleconomia nella vita sociale e politica,
non si limit a tentare di contenere e di cooptare questo

potere, ma cerc di fare qualcosa di simile anche con la religione.


E sulla scorta delle guerre di religione che si costruisce la
sovranit dello Stato come reazione e tentativo di appropriarsi
dellautorit religiosa. Reazione e appropriazione che si manifestano
attraverso gli attributi divini della sovranit politica.
Sul piano ontologico, la sovranit il motore immobile. Sul
piano epistemologico, a priori. In quanto potere, suprema,
unita, imprescrittibile e generativa. E la fonte, la condizione e la
tutela della vita civile, ed una forma di potere unica in quanto
pone in essere una nuova entit e mantiene il controllo sulla
propria creazione. Punisce e protegge. E la fonte della legge ed
al di sopra della legge.
Le caratteristiche omologiche e isomorfe della relazione tra
sovranit politica e divino non sono semplicemente il risulta5
4 STATI MURATI, SOVRANI!A IN DI i l INO
to di unimitazione initlivu n di timi appropriazione. Nei lavori
teorici della pmuti modrinihi, Dio, il sovrano originario,
viene dichiarilijimc-ntr u minio dalla sovranit politica. Ma il
teologico, pin < lir t nu* origine, permane alla stregua di un
supplemento i h m t h s u o della sovranit politica, che la rende
operarne put senza manilestarsi nei suoi atti. Perch? Tutti i
concetti piti pregnanti della moderna dottrina dello Stato sono
concetti teologici secolarizzati, scrive Schmitt, perch sono
letteralmente derivati dalla teologia quanto alla loro struttura,
e perch lo status dello Stato quello di una persona invisibile
44. Ancora una volta, tuttavia, Schmitt non il solo ad
avere avanzato questa tesi. Abbiamo la frase tristemente nota
di Hobbes nellintroduzione del Leviatano'. Come molte altre
cose, la natura (larte con la quale Dio ha fatto e governa il
mondo) imitata dallarte delluomo45. Leviatano, lorribile e
terrificante mostro creato da Dio, imitato, eguagliato, e alla
fine superato dal potere umano di creazione46. O, in una lettura
pi contenuta di Hobbes, se Dio crea luomo, luomo crea il
soggetto collettivo pi grande e potente, lo Stato.
La sovranit, scrive Hobbes sempre nellintroduzione del Leviatano
, lanima di questa creatura umana, d vita e movimento
allintero corpo47. Consideriamo le implicazioni della
definizione di sovranit quale anima dello Stato. Primo, la sovranit
un principio vitale, ci che fa muovere e governa i
meccanismi dello Stato, e non semplicemente la soluzione
politicamente
repressiva di conflitti civili o a un pericolo esterno.
Secondo, malgrado sia un artificio umano, la sovranit legata

a Dio; le anime sono il segno della presenza divina nei corpi


mondani - vengono da Dio e ritornano a Dio. Hobbes non
si limita dunque a competere con Dio, ma lo strumentalizza
per costruire la sovranit politica, e cos anche nella terza e
nella quarta parte del Leviatano , quando istituisce la consonanza
tra il Cristianesimo e lo Stato e utilizza il timore di Dio
capitolo secondo Sovranit ed en closure 5 5
per suscitare la fedelt allo Stato. Ma forse laspetto pi rilevante
che Hobbes accomuna Dio e la sovranit nel timore
che incutono; la sovranit imita non semplicemente il potere
divino bens letteralmente la capacit di Dio di farsi temere dai
sudditi. In altri termini, la sovranit politica il potere-forma
che opera incutendo timore, pi che attraverso la governance o
il diritto48. Appropriarsi di caratteristiche divine e imitare Dio
questione complessa. Utilizzando lanalogia tra la sovranit e
lanima delluomo artificiale creato dalluomo, Hobbes svela
10 stratagemma fondamentale della sovranit: noi conferiamo
autorit a qualcosa che abbiamo creato e che poi ci incute timore
ed imprescrittibile proprio per il suo statuto divino.
L uomo genera la sovranit politica cedendo il proprio potere,
ma poich la sovranit lelemento divino presente nello Stato
questo processo di generazione o di costruzione viene negato
e dissimulato.
11 ragionamento di Hobbes - la sovranit politica deriva
esplicitamente
il proprio potere e la propria legittimazione da Dio,
ricorre a Dio per consacrare il proprio status e in quanto anima
simbolo o presenza di Dio nello Stato - trova riscontri
in altre teorie della sovranit del Seicento e Settecento, tra
cui quelle dellabate Sieys, di Jean Bodin e di Jean-Jacques
Rousseau. Infatti il tratto divino della sovranit politica che
dispiega la finzione della sua capacit di contenere i poteri
economici.
In Che cose il Terzo Stato?, ad esempio, Sieys afferma
chiaramente che, mentre leconomia politica genera il contratto
sociale, la sovranit politica ne leffetto. Nel suo opuscolo, in
cui propugna una sovranit popolare radicale, Sieys teorizza
letteralmente che la subordinazione delleconomico al politico
la logica e lesito del contratto sociale. Ma questa logica risulta
da uninterpretazione teologica della volont politica della
nazione, una volont a priori , eterna, fondamento di ogni legge
e preesistente alla legge49.
5 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO

Per Jean Bodin, lidentificazione tra sovranit politica e Dio


anche una tecnica per contenere suoi possibili eccessi o abusi.
Quando afferma: Se la giustizia il fine della legge, la legge
opera del principe, il principe immagine di Dio, ne consegue
logicamente che la legge del principe deve modellarsi direttamente
sulla legge di Dio50, Bodin traccia una serie di rapporti
tra Dio e il potere politico sovrano che delineano una sovranit
assoluta e contemporaneamente limitano il potere sovrano
attraverso la legge e la benevolenza divine. Il potere sovrano,
supremo sulla terra, imita Dio e al tempo stesso diventa una
sorta di mediatore di Dio. Come sosterr verso la fine di questo
capitolo, se Bodin sperava di limitare gli abusi legando la sovranit
politica a Dio, oggi proprio questo legame pu liberare,
anzich vincolare, quegli aspiranti sovrani che si presentano
come mediatori di Dio o agenti al suo servizio - che sia Allah,
Y ahweh o il Signore dei cristiani.
La persistenza della dimensione teologica della sovranit appare
evidente anche nei diversi registri religiosi attraverso cui
i teorici contemporanei concepiscono la sovranit. Pensiamo
allapproccio formalistico di Agamben, per il quale la sovranit
e Yhomo sacer sono senza tempo ed eterni come la Messa
cattolica. O allateismo (pur sempre teologico) di Connolly,
che tenta di sottrarre la sovranit allonnipotenza, al potere
supremo e alla totalit, insistendo sul suo carattere poroso,
stratificato, incerto e pluralizzabile* arrivando a renderla ordinaria
anzich soprannaturale e capace di incutere timore.
O ancora Foucault, il cattolico non praticante, che considera
la sovranit una storia che ci raccontiamo e clic nasconde
quella reale, una storia da cui quasi impossibili* sfuggire e
che tuttavia offre un qualche conforto. ( ) pensiamo a I lardt
e Negri, per i quali1 la sovranit non la altro i lit' leprimere la
massa e deve essere contrastata, come deve essere contrastato
Dio, cos che la massa possa venite a i onom en/d ed esercitare
capitolo secondo Sovranit ed en closure 5 7
i propri poteri messianici. Il punto che anche a livello teorico
la sovranit politica ricorre sempre a una struttura con le sue
implicazioni teologiche, che impersonifichi, bandisca, uccida,
imiti o serva Dio. Per giunta, il contenimento e la regolazione
della religione sono sempre un tratto della funzione della sovranit
politica, anche negli Stati pi manifestamente religiosi
o teocratici. E poich il suo potere deriva in parte dal fatto che
fa proprio e imita ci che al contempo neutralizza e controlla,
la sovranit politica non viene compromessa dal rifiuto di credere

in Dio o dalla morte di Dio.


SOVRANIT POLITICA IN DECLINO, RELIGIONE E CAPITALE
DEREGOLATI NELLA TARDA MODERNIT
Se la sovranit politica strutturata teologicamente quale potere
politico supremo e imprescrittibile, deriva la propria legittimazione
da Dio, e se le sue caratteristiche teologiche giustificano
la presunzione di autonomia e sovranit del politico
rispetto alleconomico, che succede quando la sovranit
dello Stato-nazione si fa evanescente? Che ne della teologia
delFautonomia del politico in unepoca postvestfaliana? Quale
trasformazione della sovranit politica e del potere statuale
discende dai flussi transnazionali di capitale, lavoro, persone,
idee, culture e appartenenze religiose e politiche e dallerosione
che provocano alla sovranit politica, allinterno come dallesterno
degli Stati-nazione? Questa la mia tesi: quel che resta
della sovranit statuale, indebolita e messa alla prova da altre
forze, diventa teologico in modo palese e in modo non passivo
bens aggressivo. Parimenti, anche il desiderio popolare di
restaurare una forza e una tutela sovrane si carica di unaura
decisamente religiosa. Allo stesso tempo, a causa del suo declino,
la sovranit dello Stato-nazione cessa di contenere le forze
5 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
teologiche ed economiche, una deregolazione che contribuisce
ulteriormente allerosione della sovranit.
Sovranit teologico-politica. Mentre la sovranit dello Statonazione
si fa evanescente, le sue performances , interne ed esterne,
si rivestono in maniera sempre pi evidente di paramenti
religiosi. Oggi innumerevoli dinamiche e manifestazioni del
potere politico si reggono su una strana commistione: da un
lato gratificano la volont di Allah, di Yahweh o di un Dio del
Nuovo Testamento e, dallaltro, rispondono in modc*generico
ad alcuni principi liberaldemocratici. Il presidente George W.
Bush, ad esempio, ha associato le operazioni imperialistiche
americane allelargizione del dono divino, il dono della libert
, mentre il presidente dellIran eletto nel 2005 ha dichiarato
che gli iraniani sono liberi secondo le prescrizioni di Allah e ha
messo il nuovo programma di armamento nucleare al servizio
di Allah51. Il presidente Obama ha dichiarato che la relazione
speciale tra Stati Uniti e Israele deriva dal fatto che Israele
uno Stato ebraico indipendente e lunica vera democrazia
nel Medio Oriente52. Bush si appellato a Dio per legittimare
luso del suo potere di veto, o le proposte di emendamento
alla Costituzione per tutelare negli Stati Uniti (dallaborto)

vite non nate e (dagli omosessuali) la santit del matrimonio


, nonch per revocare i finanziamenti alle organizzazioni
che promuovono luso del preservativo o di pillole abortive
in altri paesi. Tra laltro, Obama ricorre al suo credo religioso
per motivare la propria opposizione al matrimonio tra persone
dello stesso sesso, per quanto sullargomento non abbia fatto
apertamente ricorso ai poteri di Stato. Ora, poich questi appelli
sono analoghi a quelli di altri titolari di sovranit, statuali
e non, che basano la propria autorit su altre divinit, la tanto
irrisa tesi di Samuel Huntington sullo scontro delle civilt si
presenta sotto una luce diversa: nella tarda modernit poteri
capitolo secondo Sovranit ed en closure 5 9
sovrani e sedicenti sovrani, in conflitto tra loro, appaiono al
servizio di divinit e religioni (cristiana, musulmana, ebraica,
hindu e altre) reciprocamente ostili, che in ogni caso non sono
Stati-nazione e quindi neanche le sovranit politiche del periodo
vestfaliano. In altri termini, anche se esistono Stati religiosi,
lo Stato non lunico o il principale agente della violenza che
oggi viene legittimata dalla religione. Piuttosto, nel declino della
sovranit dello Stato-nazione il potere religioso si dispiega,
trovando dimora in una variet di costellazioni subnazionali o
postnazionali pi o meno violente. Al contempo, questo aspetto
rende la religione nazionale, come anche la religione di Stato,
meno estranea di quanto parrebbe essere in unepoca che si
dichiara secolarizzata.
Da un altro punto di vista, la dimensione teologica della sovranit
politica diventa pi palese quanto pi si indebolisce
la sovranit dello Stato-nazione. In sostanza, quanto pi le altre
fonti e le forze diminuiscono e la presa territoriale vacilla,
tanto pi la sovranit ha bisogno di Dio. (Tra laltro, nellera
postvestfaliana la religione si intensificata in qualit di legame
problematico tra appartenenze nazionali e transnazionali, cosa
che non vale soltanto per musulmani ed ebrei, ma anche per
i cristiani, sebbene questi spesso esprimano tale legame nella
forma di una difesa dellOccidente contro il resto del mondo.)
Per una fatalit storica, il riemergere del volto teologico
della sovranit tardomoderna rende meno anomalo, rispetto
a cinquanta o cento anni fa, il tratto esplicitamente religioso
dellidentit e delle giustificazioni della violenza di Israele.
Religione deregolata, sovranit in declino. Mentre svanisce, la
sovranit dello Stato-nazione diventa pi intensamente e
apertamente
teologica, ma sul lungo periodo questo contribuisce

al suo disfacimento. Da un lato, le religioni che essa mobilita


sono transnazionali piuttosto che nazionali, e quindi concorro6
0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
no alla sua erosione, motivo questo del suo outing teologico.
Dallaltro, le interpretazioni eie implicazioni di queste religioni
sono differenti anche allinterno degli stessi contesti nazionali,
ed c dunque altrettanto probabile che la religione strumentalizzi
lo Stato-nazione anzich il contrario. Dal movimento delle
moschee in Egitto a quello dei cristiani della rapture [il rapimento
in cielo dei credenti, alla fine del mondo (N.d.T.)] e
allAipac [American Israel Public Affairs Committee, gruppo
di pressione statunitense a favore di Israele (N.d.T.)], dalla
questione
del velo in Francia alla minaccia di guerra civile da parte
dei coloni ortodossi in Israele, dal risorgere dellIsIam nella
Turchia secolare allattivismo del Falun Gong in Cina, gli Stati
sovrani sono nuovamente vulnerabili per via di rivendicazioni
religiose politicizzate, di forze religiose transnazionali, di conflitti
religiosi e, a livello interno, di ingovernabili eterogeneit
culturali e religiose nelle popolazioni che dovrebbero unificare
e proteggere.
Il capitale. Mentre a livello locale (statale, substatale e
transnazionale)
i sussulti della sovranit politica si ammantano di
retoriche divine formulando richieste di fedelt e asserzioni di
una protezione paterna in un quadro patentemente teologico,
^capitale si delinea alla stregua di una sovranit globale
emergente.
Solo il capitale sembra essere perpetuo e assoluto, sempre
pi irresponsabile e selvaggio, origine di ogni comando,
eppure fuori dalla portata del nomos. Il capitale produce vita,
ma toglie le misure di protezione e i legami di appartenenza,
trasforma ciascuno in un homo sacer , ovunque nel mondo53.
Connette diverse popolazioni e culture attraverso tutto il globo,
sostituendo alle forme associative esistenti le proprie. Crea
(o annulla) le condizioni di vita di tutti gli esseri senzienti ma
non risponde a nessuna sovranit politica. Vanifica e irride i
tentativi che comunit nazionali e subnazionali compiono per
capitolo secondo Sovranit ed en closure 61
costruire un proprio sistema di vita o per decidere del proprio
destino, rendendoli simili a quelli delle comunit di sudditi in
epoca feudale, allalba dellet moderna. E poich diffonde la
logica mercantile a livello sociale e governativo, la razionalit

neoliberista prescrive e al contempo avalla il capitale quale unico


pretendente alla sovranit globale54.
Tuttavia, per quanto i manager capitalisti siano soliti decidere,
lazione sovrana del capitale non prende la forma della decisione
e non si fonda sulla relazione amico-nemico, e questo
significa che il capitale non ha n la competenza n il carattere
distintivo che Schmitt attribuisce alla sovranit politica. Se il
capitale globale perpetuo, assoluto e unificante, ma non
politico o decisionista in senso schmittiano, allora in questo
periodo postvestfaliano la sovranit politica non sembrerebbe
del tutto dislocata bens disseminata. Il capitale sembra ascendere
a una forma di sovranit senza sovrano, cio senza un
Dio antropomorfo. A prima vista, questo aspetto appare congruente
con la concezione del capitale quale forza inesorabile
desacralizzante, concezione sostenuta da marxisti e neoliberisti,
per i quali il mercato smorza passioni e appartenenze
religiose e tribali55. Ma si pu interpretare altrimenti questo
capitale che incorpora elementi di sovranit senza sovrano.
Per certi versi, forse, il capitale pi simile a Dio di quanto
siano mai stati i sovrani politici moderni, perch somiglia a
un potere divino di produrre il mondo in assenza di deliberazione
o calcolo. Potrebbe cos risultare che la decisione, la
quale comporta scelta, conoscenza, giudizio, persino dubbio e
incertezza, sia la prima forma umana di sovranit, lunica che
porta con s la concezione aristotelica del politico come tratto
specificamente umano, e degli esseri umani come esseri
essenzialmente
politici. Cos la definizione schmittiana del sovrano
come colui che decide pertinente soltanto se quel colui
umano e non divino - cio pertiene alla sola sovranit politi6
2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
ca. Questa lettura rovescia completamente la prima: in quanto
capitale, Din non morto, anzi, finalmente deantropomorlizznto
- finalmente Dio.
Le tesi della deregolazione del potere religioso e della sovranit
del capitale globale possono essere combinate insieme: il
capitale .il padrone e la moneta del regno, solo che non esiste
nessun regno, nessuna politica o governarne o societ globale,
e non esistono nemmeno dei confini o un territorio a delimitare
il dominio del capitale. Piuttosto, siamo di fronte, da un
lato, a una sovranit teologico-politica sempre pi vacillante, e,
dalPaltro, a un capitale che si configura come potere globale. Il
che comporta una strana inversione e un paradosso. Mentre gli

Stati-nazione sovrani si indeboliscono e rimettono il loro destino


e la loro legittimazione a Dio, il capitale - il potere pi
desacralizzante
- diventa simile a Dio: onnipotente, illimitato e incontrollabile.
In quello che dovrebbe essere il trionfo completo
e definitivo del secolarismo c solamente teologia. Ecco come
la deregolazione postvestfaliana del teologico e delleconomico,
pur seguendo traiettorie diverse, entrano in risonanza retorica.
STATI SENZA SOVRANIT
Fin qui, nelPesaminare la disgiunzione della sovranit dagli
Stati-nazione, nel periodo contemporaneo, abbiamo seguito
principalmente la prima. Passiamo ora allaltra parte della
costellazione:
quali sono gli effetti di questa erosione sullazione
e sul potere dello Stato? Nel suo fuori controllo Saskia Sassen
sostiene che la globalizzazione ha portato con s una parziale
denazionalizzazione del territorio nazionale e una parziale
dislocazione
di alcune componenti della sovranit statuale presso
altre istituzioni, dalle entit sovranazionali fino al mercato
globale dei capitali56. Ci non significa che gli Stati hanno
capitolo secondo Sovranit ed en closure 6 3
cessato di essere attori importanti e potenti a livello mondiale.
Piuttosto, sottolinea Sassen, il loro ruolo e status nella politica
nazionale e internazionale sono stati alterati dallazione di due
forze gemelle, la denazionalizzazione dello spazio economico e
la rinazionalizzazione del discorso politico, che hanno separato
la sovranit dagli Stati57.
Sostengo che questa alterazione complica la tesi di Derrida per
cui se si danno Stati sovrani si danno anche Stati canaglia, dato
che la sovranit, agendo oltre la legge, genera e autorizza essa
stessa la categoria di canaglia58. L approfondimento derridiano
di Schmitt tecnicamente corretto ma, nella politica globale e
nazionale postvestfaliana, canaglia pu anche essere quello Stato
che va perdendo presa sul potere sovrano. Come accennavo
allinizio del capitolo, lo Stato canagliaY che si manifesta, tra
laltro, nella costruzione di muri - pu apparire una ipersovranit,
ma in realt spesso sta compensando una perdita di sovranit.
Mancando di supremazia e maest sovrana, continuando
ad appellarsi alle prerogative e risorse della sovranit, gli Stati
postsovrani diventano attori internazionali di un tipo nuovo e
singolare.
L ostentazione e liperbole che ne risultano sono solo una delle

manifestazioni tipiche degli Stati senza sovranit nellepoca


tardomoderna. Gli Stati rimangono attori globali importanti
sui mercati mondiali, nel discorso politico-morale internazionale
dei diritti umani e in numerose relazioni internazionali e
transnazionali governate dalla Realpolitik 59. Il disastro finanziario
dellautunno 2008, ad esempio, ha reso evidente anche a
chi ne dubitava quanto rimanga vitale il ruolo svolto dagli Stati
nello stabilizzare i mercati e nelPallestire condizioni favorevoli
allaccumulazione di capitali. Tuttavia, lungi dallessere un
esercizio di sovranit, questi interventi hanno rivelato la
subordinazione
degli Stati al capitale. Anzi, il fatto che agiscano da
attori neoliberisti - e neoliberalizzati (o, nel lessico di Foucault,
6 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
governameli! alizzati) - un importante indicatore della loro
perdita di sovranit politica. Gli Stati non dominano e non
regolano i movimenti e gli imperativi del capitale, reagiscono,
come tanno di fronte ad altri fenomeni globali, dal cambiamento
climatico alle reti del terrorismo internazionale. Non possono
perseguire in modo durevole obiettivi ristretti o interessi
nazionali con provvedimenti tampone senza peggiorare la loro
posizione. L autonomia del politico, elemento costitutivo del
concetto di sovranit politica, ha dunque cessato di essere una
finzione operativa o convincente.
Tuttavia gli Stati restano un simbolo, se non il simbolo pi
importante,
di appartenenza e protezione politica. La situazione
critica dei rifugiati e di altre popolazioni apolidi ci ricorda fino
a che punto gli Stati rimangano le uniche sedi significative della
cittadinanza politica e della garanzia di diritti politici, come
anche gli emblemi pi duraturi della sicurezza, poco importa
quanto si sia erosa la cittadinanza, quanto i diritti siano
compromessi
e iniquamente distribuiti, anche nelle democrazie,
quanto la capacit di protezione della patria [in italiano nel
testo (N.d.T.)] sia minata, e quanto invece sia aumentata la
rilevanza delle costellazioni postnazionali di governance come
lUnione Europea. La descrizione che Hannah Arendt offre
della condizione degli apolidi nel dopoguerra, e che originariamente
era intesa come critica della sovranit statuale, vale
anche per questo periodo di declino e dispersione della sovranit
politica:

L a disgrazia degli individui senza status giuridico non consiste


tanto
nellessere privati della vita, della libert, del perseguimento della
felicit, delleguaglianza di fronte alla legge e della libert di
opinione
(formule intese a risolvere i problemi nellambito di determinate
comunit),
ma nel non appartenere pi ad alcuna comunit di sorta, nel
fatto che per essi non esiste pi nessuna legge, che nessuno
desidera
pi neppure opprimerli60.
capitolo secondo Sovranit ed en closure 6 5
Con i loro interventi mirati a sostenere i mercati globali e insieme
a offrire senso di appartenenza e protezione ai soggetti, oggi
gli Stati mediano le tensioni che si danno tra la vita economica
globale e la vita politica nazionale. Sono importantissimi regolatori,
proprietari, consumatori, come anche fornitori di capitale,
di lavoro, di risorse e di prodotti, e operano anche nel
controbilanciare
gli effetti della globalizzazione, a volte deleteri, sullintegrit
della vita politica nazionale. Pi che rimettere ordine
dopo il disastro umano e ambientale causato dalla produzione
capitalista, come hanno fatto al culmine del capitalismo del welfare
state , oggi gli Stati si fanno sempre pi carico di proteggere
le loro popolazioni dagli effetti devastanti che i mercati aperti
producono su ogni cosa, anche suHimmaginario nazionale61.
Molte questioni della politica interna nascono allincrocio che
Sassen individua tra lo spazio economico, in via di
denazionalizzazione,
e il discorso politico che nella maggior parte dei
paesi si sta rinazionalizzando, al cui interno rientrano le questioni
relative al lavoro, allagricoltura, al settore manifatturiero,
allenergia e allambiente62. Ciascuna genera rivendicazioni
di interesse nazionale che contrastano le dinamiche del libero
mercato. Tuttavia nulla come limmagine di orde di migranti
eccita un nazionalismo xenofobo e fomenta richieste di un
rigido protezionismo di Stato contro la globalizzazione. O,
meglio, forse qualcosa c, la figura del terrorista. Se si pensa
(sbagliando) che il crescente numero di rifugiati e immigrati sia
da imputare alle frontiere aperte, e se si immagina (sbagliando)
che fortificandole si riuscir ad arginare questa ondata, allora si
tende anche a pensare che le frontiere porose sono smagliature
attraverso le quali pu insinuarsi il terrorismo. Ovviamente i

due pericoli spesso si coniugano nella figura del musulmano


arabo. Poco importa che quasi tutti gli atti terroristici verificatisi
negli Stati Uniti siano opera di cittadini maschi bianchi che
miravano a colpire obiettivi di vitale importanza per lo Stato,
6 6 STATI MURATI, SOVRANI rA IN DECLINO
e che le armi e gli esplosivi usati in questi attacchi fossero di
produzione nazionale. Poco importa che la fortificazione delle
frontiere pu avere un effetto scarso o nullo sugli strumenti
pi pericolosi del terrorismo - le armi nucleari o biologiche e
il dirottamento degli aerei. La pressione esercitata sugli Stati
perch chiudano e mettano in sicurezza le frontiere nazionali
alimentata da persone ansiose che sono preoccupate per
ogni cosa, dalla sicurezza fisica al benessere economico al senso
psichico delTio e del noi. Oggi la xenofobia tanto
sovraccaricata per via dellinsicurezza economico-politica indotta
dalla globalizzazione che perfino i politici, avvertiti della
scarsa efficacia delle frontiere fortificate, sono oramai a corto
di argomenti validi in materia.
IL DECLINO DELLA SOVRANIT
E LA TEOLOGIA DELLA FORTIFICAZIONE
La sovranit politica sempre stata una sorta di finzione, in
particolare nelle democrazie, dove la sovranit oscilla tra
formulazioni
popolari e assolutiste e quindi tra unastrazione che
la attribuisce al popolo e unabrogazione della democrazia che
la attribuisce al potere autonomo dello Stato. Il disgiungimento
del potere sovrano dallo Stato nella tarda modernit rivela in
modo pi patente questa finzione, ma ci non significa che
gli Stati non siano pi degli attori potenti, significa solo che
non sono pi attori sovrani. In ogni caso, questa destituzione
della sovranit politica genera molto pi che una svolta tecnica
negli ordini e sfere del potere. Produce la possibilit di una
crisi politico-teologica che si sviluppa dal soggetto allo Stato e
cui corrisponde, per reazione, la costruzione di muri. Proprio
perch mettono in scena una netta e forte distinzione dentro/
fuori, amico/nemico, che coincide (o intende coincidere) con
capitolo secondo Sovranit ed en closure 6 7
i confini nazionali, i nuovi muri degli Stati-nazione sono iconografie
della recinzione di un territorio sovrano e del potere
sovrano di proteggere e contenere, proprio nel momento in cui ^
questi poteri si vanno dissolvendo,
Lo Stato pu essere diviso, disgregato, subordinato, anche
conquistato, e tuttavia sopravvivere. Non cos la sovranit politica,

che, come Dio, finisce nel momento stesso in cui va in


pezzi. La sovranit politica pu essere un concetto teologico
secolarizzato, ma - dobbiamo tenerlo presente - secolarizzazione
non significa la fine della religione. Piuttosto, la secolarizzazione
comporta una religione senza la spada, separata e
disgiunta dallautorit politica63. Ci significa che la sovranit
secolarizzata a fini politici non perde la sua struttura o il suo
orientamento religiosi, anche se la sua essenza non emana pi
dalPautorit divina. Dio viene sostituito dallautorit politica
secolare, ma la dimensione religiosa dellautorit viene
conservata.
Paradossalmente, la religione recupera indirettamente
la spada quando riemerge nella forma della sovranit politica.
Ponendo la questione in maniera leggermente diversa, la sovranit
politica - che si pensi debba essere prerogativa del popolo
oppure di un monarca, che venga identificata con lo Stato di
diritto, con il governo del demos, o con il capo dellesecutivo
della nazione - mantiene un legame storico, performativo e
retorico con Dio e mantiene un riferimento significativo ai modi
religiosi della credenza e del riconoscimento. Per Schmitt,
la traccia teologico-religiosa pi importante della sovranit
politica si materializza nelleccezione, analoga al miracolo in
teologia; per Hobbes si trova nellassoluta sottomissione,
obbedienza
e soggezione dei soggetti del sovrano; e per Bodin sta
nel rispetto: Chi disprezza il suo principe sovrano disprezza
Dio, del quale esso limmagine in terra64.
Persino gli attributi necessari della sovranit politica, cio
lautonomia
e la supremazia del politico, sono vestigia di questa
6 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
origine. L idea della sovranit politica dipende dalla pretesa
che la vita politica domini altri ambiti di potere e attivit, tra
i quali il sociale, leconomico, il religioso e il culturale. Se il
potere politico non sovrano in questi ambiti, se quando
necessario
(nel momento di eccezione) non capace di gestirli in
maniera decisiva, non si pu sostenere che la sovranit politica
sia effettiva. Rimane vulnerabile a queste sfere di potere,
contestabile
e potenzialmente manipolabile, non dunque sovrana.
Le formulazioni schmittiane della sovranit e del politico sono
interdipendenti, e lidea della sovranit politica replica il concetto

del dominio divino su tutte le cose, o, come dice Bodin,


la sovranit politica imita la sovranit religiosa. Nella stessa
prospettiva, si pu affermare che lemanazione di sacralit
una dimensione costitutiva, cruciale, della sovranit, e che
il timore reverenziale un suo effetto altrettanto cruciale. La
maiestas, come ci ricorda Derrida, sempre stata un sinonimo
di sovranit65.
Secondo molti pensatori - Dostoevskij, Freud, Feuerbach,
Nietzsche - lidea stessa di sovranit religiosa, di un potere
supremo,
infinito, incombente, nasce dallesperienza umana di
un senso di piccolezza e vulnerabilit in un universo profondo
e opprimente che alimenta il desiderio di protezione, di
contenimento
e di orientamento di fronte a tali esperienze. Ora,
anche la sovranit politica offre orizzonti e punti di riferimento
funzionali alla conoscenza e allappartenenza e porta con s anche
la promessa di protezione. Ma che ne di questo desiderio
quando la sovranit politica si erode, che poi la situazione in
cui si trovano oggi le nazioni e i loro abitanti? I muri esprimono,
anche, desideri di contenimento e di sicurezza, reagiscono
in particolare a quelle forze che il declino della sovranit politica
ha liberato, il capitale e la violenza legittimata dalla religione.
Forze che oggi producono la paradossale discrasia tra sovranit
e costruzione di barriere. Da un lato, oltre la costruzione di
capitolo secondo Sovranit ed en closure 6 9
barriere si d sovranit, poteri sovrani (il capitale, la violenza
sancita dalla religione) che non hanno una giurisdizione definita,
un recinto, e che non promettono neanche contenimento
o protezione. Dallaltro, dopo la sovranit si d la costruzione
di barriere, Stati-nazione che non hanno il potere sovrano di
delimitare il proprio territorio e di offrire sicurezza alle loro
popolazioni.
capitolo terzo
STATI E SOGGETTI
Il mito si fonde con la propaganda; il bastione anche
ideologico, perch serve a dare sicurezza alla popolazione
e a disarmare lavversario con un senso dellinvincibile,
dellinespugnabile [...] L ultima cittadella un teatro
in cui si concentrano le guerre passate e presenti [...]
L intensa propaganda sulla costruzione delle fortificazioni
della seconda Guerra Mondiale (la Linea Maginot
e il Vallo Atlantico) ne rivela la teatralit, il lato

necessariamente spettacolare.
Paul Virilio
Archeologia del bunker
Uno Stato, senza Potere Sovrano, solo una parola, senza
sostanza, e non pu reggersi.
Thomas Hobbes
Leviatano
Per quanto architettonicamente interessanti o complessi,
i muri sono generalmente considerati degli strumenti
atti a dividere, separare, trattenere, proteggere, puntellare o
sostenere. Che siano parte di un edificio, che debbano impedire
lerosione del terreno o recintare quartieri, in genere si ha
limpressione che i muri svolgano una funzione materiale. Ma
si sostiene anche che la percezione dellinsieme - la loro struttura,
il luogo dove sono costruiti e la relazione con lambiente
capitolo terzo Stati e soggetti 71
naturale o con gli edifici circostanti - susciti stati danimo o
sentimenti. I muri possono assicurare o precludere possibilit
politiche o economiche e fare da schermo su cui si proiettano
innumerevoli desideri, necessit o ansiet. Sotto questo
aspetto, li si pu considerare elementi cruciali della geografia
immaginaria di Edward Said, lorganizzazione mentale dello
spazio che per mezzo delle frontiere produce identit: Un
gruppo di persone insediatesi su alcuni acri di terra stabilisce
confini tra quella terra [...] e i territori circostanti, che vengono
chiamati il regno dei barbari. Questa sorta di geografia
immaginaria, la nostra terra-la terra dei barbari non necessita
che i barbari conoscano [...] la distinzione. E sufficiente che
noi costruiamo questa frontiera nelle nostre menti; loro
diventano loro di conseguenza1.
Abbiamo dunque due luoghi comuni: i muri hanno una funzione
puramente materiale; i muri sono potenti organizzatori
di scenari che generano identit culturali e politiche nella psiche
umana. Questi luoghi comuni possono essere combinati
insieme. Un muro, in quanto tale, non ha alcun significato o
senso intrinseco permanente. Come fa notare con insistenza
il teorico sociale Paul Hirst, le costruzioni non narrano e di
per s non sono narrazioni2. Le costruzioni non sono testi o
illustrazioni, aggiunge il filosofo Nelson Goodman, e non
descrivono, non raccontano, non rappresentano o ritraggono.
Semmai, significano qualcosa in altri modi3. Cos, mentre il
Muro del Pianto forse il sito pi sacro sulla terra per gli ebrei
osservanti, la Grande Muraglia cinese carica di qualche migliaio

di anni di storia dellAsia, e il muro del Vietnam War


Memorial di Washington ha limpareggiabile capacit di evocare
memorie e di costringere a fare i conti con un periodo
particolarmente oscuro della politica estera americana, di per
s i muri non raccontano una storia. Emergono nei discorsi,
se ne parla, possono essere oggetto di dichiarazioni e di prese
7 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
di posizione, e sono cruciali per lorganizzazione del potere
nello spazio e attraverso lo spazio. Si pu dire che i muri sono
brutti, tristi, oppressivi, confortanti, magnifici, belli, o anche
giusti o ingiusti, ma questi giudizi non equivalgono a significati
che sarebbero intrinseci o atemporali o basati su narrazioni
sedimentate nei muri stessi. 11 significato non sta nel referente.
I muri non narrano e non parlano.
Forse per questo che Said, nel discutere dellimmaginario
spaziale prodotti) dalle frontiere e dalle loro strutture, si volge
vei'so la poetica. Prendendo spunto dalla Poetica dello spazio
del filosofo francese Gaston Bachelard, Said scrive:
Lo spazio oggettivo di una casa (i suoi angoli, corridoi, cantine e
camere) assai meno importante di ci che a esso viene attribuito
in
forma poetica, vale a dire, di solito, una qualit con un valore
immaginativo
o figurativo che si percepisce e a cui si pu dare un nome:
cos una casa pu essere stregata, accogliente, o pu farci sentire
prigionieri.
L o spazio acquisisce un senso emotivo e persino razionale
tramite una sorta di processo poetico, che trasforma spazi vuoti e
anonimi in qualcosa che ha senso per noi, qui e ora4.
Ma al di l delle immagini poetiche e delle storie che le strutture
costruite portano con s, dei discorsi attraverso i quali le
comprendiamo, lelemento importante e peculiare, che determina
il modo in cui percepiamo i muri e le esperienze che ne
ricaviamo, il contesto. Si consideri, per esempio, la differente
lettura di due muri identici a seconda chc uno sia stato
costruito per riparare un quartiere dalla vista e dal rumore
di unautostrada, e laltro per dividere, in Italia, un quartiere
bianco dalle strade dove si sono stabiliti i nuovi immigrati.
La lettura varia prima ancora che introduciamo nel discorso
limportante questione di chi esercita la lettura - il cittadino
residente che non sente pi il fracasso dellautostrada o un
passante la cui casa non stata protetta allo stesso modo, il
capitolo terzo Stati e soggetti 7 3

cittadino della vecchia Europa o un uomo qualunque arrivato


di recente dal Nord Africa. Oppure consideriamo la differenza
tra lidea originaria di chi ha progettato il muro di granito
nero del Vietnam War Memorial di Washington - H o avuto
limpulso di fare uno squarcio nel terreno [...] una violenza
iniziale che il tempo avrebbe sanato. L erba sarebbe cresciuta
di nuovo ma la ferita sarebbe rimasta [...] come un grande
geode quando lo apri e lucidi la matrice - e cosa ne pensano
alcuni veterani della guerra e altri che hanno contestato il
progetto fin dallinizio: Uno sfregio nero, una vergogna [...]
una pietra tombale [...] un muro del pianto per futuri imboscati
e membri della Nuova Sinistra [...] un monumento alla
sconfitta5. Consideriamo anche quanto pu apparire diversa
una gated community che si presenta come unanomalia in una
citt che altrimenti sarebbe aperta, o che una tra le tante
di un quartiere suburbano americano, o, ancora, che si trova
in una citt della California meridionale oppure a Baghdad,
sconvolta dalla guerra.
I muri e altre fortificazioni assumono un significato diverso a
seconda delle diverse fasi della loro esistenza, come ci ricordano
la Grande Muraglia cinese e il Vallo Atlantico costruito
dai nazisti. In un lungo saggio su questultimo, tra le cui rovine
giocava da ragazzo, Paul Virilio scrive:
La poesia del bunker sta nel fatto che ancora un riparo per chi lo
utilizza, ma in definitiva anacronistico come la riproduzione di uno
scudo per i giochi di ragazzi, un guscio vuoto, coinvolgente come il
fantasma di un duello antico, quando gli avversari potevano ancora
guardarsi negli occhi attraverso le visiere degli elmi. Il bunker la
protostoria di unepoca in cui la potenza di una singola arma cos
grande che nessuna distanza ti pu pi proteggere [...]
Abbandonato
sulla sabbia del litorale come la pelle di una specie estinta, il bunker
lultimo gesto teatrale nel gioco finale della storia militare
dellOccidente6.
7 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Ma mutano nel tempo anche i discorsi attraverso i quali i muri
significano e sono interpretati, hanno toni diversi e variano
a seconda dei soggetti e delle realt locali a cui si riferiscono. E
fin troppo semplice, ad esempio, dire che il Muro israeliano significa
protezione e sicurezza per una parte e aggressione, violazione
e dominazione per laltra. Il Muro pu essere coerente
con un diritto alla sicurezza in una patria ebraica, come pensano
alcuni ebrei israeliani, mentre per altri segnala la vergogna

e la violenza delloccupazione. Questi discorsi continueranno a


trasformarsi nel tempo e nello spazio, cambieranno negli anni
fino a che esister il Muro e al mutare degli effetti prodotti sugli
spazi e sulle popolazioni che taglia in due, che attraversa e che
trasforma.
Un altro esempio della complessa relazione tra la fisicit delle
strutture e la temporali t dei discorsi che le permeano di l i
gnificato
larchitettura dei sistemi di sicurezza adottati negli
Stati Uniti dopo 1*11 settembre. Dopo gli attacchi terroristici
a New York e a Washington, intorno agli uffici federali e alla
Casa Bianca e nel distretto di Wall Street a New York City sono
state installate centinaia di Jersey barriers. Questi blocchi di
cemento dovrebbero essere efficaci soprattutto come protezione
contro le autobombe degli attentatori suicidi, che per non
si sono viste n negli eventi dell 11 settembre negli Stati Uniti
n in altri episodi di quel periodo, tra i quali gli attacchi con
lantrace del mese successivo o quelli con il gas nervino sarin a
Tokyo, nel 1995. Tra laltro, le bombe degli attentatori suicidi
non sono state incluse tra le armi di distruzione di massa che
hanno tanto preoccupato il Department of Homeland Security
e lo State Department subito dopo gli eventi dell11 settembre.
Perch, allora, le barriere Jersey? Riferendosi al loro attuale
impiego, lo studioso di architettura Trevor Boddy parla di refrain
della paura, definendole elementi di una architettura
dellinsicurezza che contribuisce a creare la scenografia di uno
Fig. 1. La barriera che circonda lenclave di Melilla in Marocco
(Chiara Tamburini).
Hg, 10. I ,a barriera che separa il quartiere shiita di al-Shula da
quello sunnita
di al-Ghazaliyeh a Baghdad (Ali al-Saad/AFP/Getty Images).
capitolo terzo Stati e soggetti 7 5
stato di emergenza7. Considerato lo stato danimo generale di
allora, le barriere sono state pi che altro unesibizione teatrale
non dissimile dallesasperata accuratezza delle ispezioni alle
carrozzine per bambini ai varchi degli aeroporti. Oltre a essere
inutili per intercettare le minacce alla sicurezza nazionale, hanno
destato e mantenuto viva la sensazione di pericolo imminente
o comunque prossimo, che a sua volta ha contribuito ad
aprire la strada a qualsiasi iniziativa dello Stato - dallimbarcarsi
in invasioni di Stati stranieri alla sospensione delle norme
costituzionali
- quando invocata come protezione della nazione."

Verso la fine del 2004 le barriere Jersey piazzate in vari punti


del centro di Washington e del distretto finanziario di New
York sono state rimosse. Ancora, perch? Secondo Boddy, non
perch le ansie per il terrorismo si fossero acquietate, ma perch
era cambiato il discorso pubblico sulla sicurezza nazionale.
La National Capital Planning Commission di Washington
era preoccupata perch le barriere comunicavano un senso di
paura e di trinceramento e minavano le premesse fondamentali
di una societ aperta e democratica8. Alla fine, larchitettura
dellinsicurezza fu rimpiazzata da unarchitettura della sicurezza,
visibile ma non invasiva, che si inserisse pi armoniosamente
nelleleganza dellestetica urbana contemporanea, attraverso
sistemi come la no go barrier (pilastri mobili e componibili,
piazzati sulle strade e sui marciapiedi) e la tiger trap (una
superficie
che pu reggere il peso dei pedoni ma cede di schianto
sotto il peso di un veicolo, intrappolandolo sotto il livello
del suolo)9. Pi che una sostituzione di strutture temporanee
con altre permanenti, ladozione di questi nuovi sistemi ha
segnalato
un mutamento del discorso sulla paura, sul pericolo e
sulla nazione che ha trasformato limmagine degli Stati Uniti:
il gigante ferito, accucciato per paura di attacchi di origini e
dimensioni sconosciute, diventato un maestro in materia di
sicurezza - calmo, fiducioso, preparato.
*
7 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Per apprezzare i modi in cui i nuovi muri operano nelle cornici
contestuali e discorsive dei significati, che generano lo scenario
e dal' quale sono generati, importante comprendere i contesti
in cui vengono costruiti. Questo libro non ne esplora le specificit
nazionali - sebbene andrebbe fatto - bens esamina il
quadro pi ampio e storicamente specifico del declino della
sovranit statuale. L enfasi sul contesto che genera il significato
e gli effetti materiali e psicologici dei muri comporta anche di
considerare la politica delle fortificazioni dalla prospettiva sia
dei soggetti sia degli Stati, cio dalla prospettiva del desiderio
politico e del potere politico, anche nei termini della relazione
che corre, modulandole, tra rappresentazioni simboliche e
affettive. Ovviamente questi due registri non sono del tutto
separabili e non si d una distinzione netta tra discorsi popolari
e discorsi ufficiali della politica: entrambi esprimono lesigenza
di erigere muri, ne legittimano la costruzione e ne costruiscono

il significato. Spesso lo Stato risponde e legittima desideri della


societ che non coincidono con i propri interessi. Per converso,
non sempre i soggetti vogliono ci che lo Stato richiede,
per esempio una guerra o nuove tasse, per quanto poi possano
esserne coinvolti o mobilitati. Come insegna la storia delle barriere
Jersey, i discorsi di Stato sulla paura e sul pericolo rispecchiano,
interpellano e costruiscono la percezione dei soggetti.
D altra parte, la discrasia tra la forte pressione popolare per la
costruzione di una barriera lungo il confine meridionale degli
Stati Uniti e il fatto che molti analisti della politica nutrano
dubbi sulla sua efficacia ci ricorda che gli obiettivi dello Stato
sono necessariamente modulati e condizionati dai desideri e
dalle fantasie della popolazione.
Difficile distinguere le scelte politiche dello Stato dai desideri
del soggetto anche in un altro senso. Le forze della globalizzazione
mettono in discussione, di per s, la sovranit dello Stato
come quella del soggetto, ma anche il discorso liberale connette
capitolo terzo Stati e soggetti 7 7
lerosione della prima alla compromissione della seconda. La
trasgressione e la difficile difesa dei confini politici segnano il
disfacimento delle due sovranit. Per giunta, a volte i soggetti si
identificano con la sovranit o come la sovranit dello Stato
e daltra parte lo Stato pu essere identificato con un soggetto
o come il soggetto vulnerabile e bisognoso di protezione.
Nelle democrazie liberali questa proiezione dellidentificazione
facilitata da ci che nel secondo capitolo stato definito il
circuito tra sovranit dello Stato e sovranit dellindividuo,
lessenza del contratto sociale liberale. Per diversi pensatori, da
Hobbes a Locke, da Rousseau a Hegel, la sovranit politica deve
assicurare e ampliare la sovranit sociale del soggetto. Viene
data per scontata una certa, originaria sovranit individuale
nello stato di natura, ma cos fragile e malsicura, cos esposta
ai torti, allasservimento e alla rovina, cos incapace di allargare
la propria sfera dazione attraverso la propriet e il possesso di
beni, che pu essere intesa soltanto come una sorta di sovranit
antiteologica. Questa sovranit individuale originaria
letteralmente
linverso della sovranit politica formulata come versione
secolarizzata del potere illimitato di Dio e attraverso la quale
gli esseri umani ricevono protezione. Nel discorso liberale, in
particolare nella versione hobbesiana, luomo prima dello Stato
viene ritratto non come un individuo dotato di grandi poteri
e di giurisdizione, ma come un individuo sempre in allarme

e pronto a reagire, che vive continuamente nella paura e nel


pericolo di morte violenta10. In unontologia liberale, perci, il
declino della sovranit statuale minaccia il ritorno dei soggetti
a una condizione di vita estremamente vulnerabile e violabile.
Dal momento che vi sono diversi livelli di relazione e di
identificazione
tra la sovranit statuale e quella individuale, e che
gli stessi muri costituiscono altrettanti luoghi di articolazione
tra lo Stato e il soggetto, non possibile separare nettamente
la discussione sui due aspetti. Questo capitolo esamina la con7
8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
vergenza c lincrocio tra motivazioni statuali e soggettive, come
pure lintreccio di forze materiali e soggettive che oggi conduce
a una frenetica fortificazione. Il prossimo capitolo esplorer in
termini pi strettamente psicologici la produzione di soggetti
che si percepiscono come vulnerabili e non protetti e che
desiderano
Stati-nazione fortificati.
IL DETERIORAMENTO DELLA SOVRANIT
L aspetto soprendente di questi muri, che proliferano allalba
del ventunesimo secolo, la consistenza materiale, inesorabile,
premoderna, in un mondo tardomoderno dove il potere
collegato in rete, virtuale, miniaturizzato, addirittura liquido,
e le popolazioni sono sempre pi collegate tra loro, se non
ibridate. Abituati come siamo ai sistemi di controllo che incontriamo
ovunque nella vita di tutti i giorni, allingresso di
musei, sale da concerto, stadi, scuole e aeroporti, ci troviamo
di fronte a una qualit decisamente arcaica della costruzione,
lenta e manifesta, di muri fatti di cemento, di mattoni, di ferro,
dacciaio, di filo spinato o anche di fibre sintetiche. In confronto
ai tratti evanescenti, proteiformi e senza profondit della
cultura e della politica della tarda modernit, i muri appaiono
solidi e permanenti, senza alcuna pretesa di mascheramento o
di dissimulazione. (E pur vero che vengono chiamati in modi
eufemistici - la barriera di sicurezza israeliana, il marcatore
di confine americano, le linee di pace nordirlandesi - ma
questi appellativi vengono smentiti e vanificati dalle loro
caratteristiche,
che non possono essere mascherate, e dai murales
e dai graffiti di protesta che spesso li accompagnano11.) N
avighiamo
ogni giorno attraverso decine di muri virtuali - firewalls
, filtri nei nostri computer contro la posta indesiderata e

gli spyware, i sistemi automatici di chiusura e di allarme delle


capitolo terzo Stati e soggetti 7 9
case, delle automobili, degli uffici e delle valigie, gli onnipresenti
codici di accesso - e cosi lo spettacolo di questi muri reali
appare straordinario. La loro materialit suggerisce un vero e
proprio salto allindietro nel tempo, unepoca di fortezze e di
re, di armigeri e fossati, di guelfi e ghibellini, e li fa apparire
incongrui in unepoca di bombe intelligenti, scudi missilistici
spaziali, riscaldamento globale e iPad, in cui le persone e i pericoli
sono cos mobili e intimamente mescolati da non poter
essere bloccati da una barriera piantata a terra pi di quanto
questa possa contenere linquinamento dellaria o una nuova
forma di influenza.
Per di pi, la teoria critica contemporanea ci ha familiarizzato
con aspetti del potere radicalmente diversi dal profilattico,
simbolico e letterale, dei muri. Abbiamo imparato, in particolare
dal pensiero europeo della fine del secolo scorso, a essere
consapevoli delle scorie discorsive del potere, della sua
disseminazione,
del suo operare immateriale e della sua deterritorializzazione.
Jacques Derrida ci avverte sulla sua collocazione e
funzionamento linguistici, Michel de Certeau sulla sua mobilit
spaziale, Michel Foucault e Gilles Deleuze sulle sue qualit
disciplinari
o reticolari, sui suoi movimenti rizomatici, striati o
circolari, sulla sua leggerezza ed evanescenza, anche quando
produce effetti di dominio senza precedenti. Altri pensatori
hanno messo in luce il potere allopera nella cultura, negli ordini
simbolici, nella psiche, nella scienza e in una quantit di altri
ambiti della conoscenza. Per contrasto, i muri sembrano ripristinare
una modalit e unontologia del potere sovrano nelle
sue dimensioni spaziali e territoriali. Sembrano esprimere un
potere materiale, visibile, centralizzato, esercitato fisicamente e
dichiaratamente con la forza e operazioni di polizia. Con tutto
il rispetto per la critica di Foucault della ipotesi repressiva
e per la sua enfasi sugli aspetti produttivi anzich repressivi o
censori del potere, sembra che i muri incarnino precisamente
8 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
il potere del no, proclamando e rafforzando linterdetto. I
nuovi muri sembrano ergersi alla stregua di una negazione risentita
^PtTift'l ferzzazi()iii posi slmlturaliste del potere,
come anche di tutte le speranze liberali di un villaggio globale.
In realt, poich i muri clic delimitano le nazioni vanno somigliando

sempre pi a quelli ehe recintano le prigini di massima


sicurezza, anche dal punio di vista progettuale e tecnologico,
il regime del potere disciplinare sembra essere sostijjito da un
regime carcerario in vecchio stile, e la promessa di un mondo
umano, globalmente connesso, animato dalle libert delle
democrazie
liberali, viene sostituita da una promessa che assume
a propria norma il cemento, il filo spinato, i posti di controllo
e la sorveglianza.
La relazione tra le fortificazioni degli Stati-nazione e i posti di
controllo, i virus e la profilassi, la disseminazione del potere
politico in organi collegati in rete e gli apparati di sicurezza
nelle case, nelle auto, nelle scuole e negli aeroporti una prima
importante chiave di lettura per comprendere gli investimenti
dello Stato e del soggetto che portano alla costruzione di
muri. Come si diceva, lungi dal costituire una difesa contro
invasioni internazionali da parte di forze di altri Stati, i muri
del ventunesimo secolo sorgono in risposta a flussi economici,
sociali e religiosi transnazionali privi della forza di una sovranit
politica. I nuovi muri devono arginare movimenti di persone
e cose che spesso non sono causati da spinte esterne ma
sono attirati nei paesi di destinazione dalla domanda interna di
manodopera, droga, armi e altre merci di contrabbando12. Si
immagina, ideologicamente, che i muri debbano intercettare il
pericolo costituito non solo dagli aspiranti attentatori suicidi,
ma anche dalle orde di migranti; che debbano proteggere non
solo dalla violenza contro la nazione, ma dallidea di unidentit
nazionale diluita, dalle trasformazioni etniche e razziali indotte
dai flussi demografici; non solo dagli ingressi illegali, ma anche
capitolo terzo Stati e soggetti 81
dallinsostenibile pressione che si esercita su economie nazionali
non pi nazionali, o su Stati sociali che hanno abdicato alle
loro funzioni. Cos i nuovi muri difendono un dentro contro
un fuori, dove i termini dentro e fuori non corrispondono
necessariamente allidentit dello Stato-nazione o a un senso
di appartenenza, dove alterit e differenza sono separate dalla
giurisdizione e dallappartenenza, proprio quelle che i muri
dovrebbero indicare e demarcare. Oggi i muri esprimono la
distinzione dentro/fuori, dove per ci che dentro e viene
difeso e ci che fuori e viene respinto non corrispondono a
determinati Stati o cittadini; in realt i soggetti, il potere politico,
lidentit politica e la violenza possono essere disgiunti
territorialmente dallo Stato e dalla sovranit.

Quanto le distinzioni dentro/fuori siano ancor meno coerenti


con i confini delle nazioni e con le azioni degli Stati appare
evidente nel nesso che viene stabilito molto spesso tra i nuovi
immigrati e il pericolo per la nazione - efficacemente
sintetizzato
da Valry Giscard dEstaing nel 1991 in questi termini:
il problema che ora ci troviamo di fronte non pi una questione
di immigrazione ma di invasione, e pi recentemente
riproposto dai fautori dello scontro delle civilt in Europa, in
Australia e in Nord America13. Appare evidente anche quando
in molte democrazie occidentali prevale ed sempre pi accolta
lidea di due o pi classi legali di cittadinanza (da una
parte i cittadini regolari, e dallaltra gli stranieri residenti),
una distinzione che in precedenza veniva attribuita alle nondemocrazie,
agli Stati coloniali o pi in generale a quelli miranti a
preservare una particolare identit religiosa, etnica o razziale14.
Appare evidente nel crescente numero di rifugiati apolidi,
provenienti
da Stati falliti, sconvolti dalla guerra o economicamente
marginali, la cui specifica nazionalit si perde o diventa
irrilevante al momento dellaccoglienza in unaltra regione del
mondo. O, ancora, si manifesta nei legami, immaginati o reali,
8 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
tra le nuove popolazioni di immigrati nei paesi democratici, le
minacce esterne di terrorismo e le reti del commercio illegale di
droga che collegano le regioni di produzione con i luoghi della
domanda. Infine, evidente nella disseminazione globale delle
fonti di lavoro e risorse nella produzione di automobili, macchinari,
apparati elettronici e numerosi altri benj di consumo,
una disseminazione che rende sempre pi difficile attribuire
unidentit nazionale ai prodotti come anche a molte imprese.
(La Ford unautomobile americana o dimportazione?)
In questo contesto tardomoderno, le definizioni schmittiane
relative ai termini interdipendenti che costituiscono la vita politica
sembrano andare letteralmente in pezzi: il sovrano, colui
che decide dello stato di eccezione; il politico, che porta
la distinzione amico/nemico al grado estremo di intensit di
unione o separazione; e lo Stato, il luogo dove convergono
la sovranit e il politico15. Lo Stato non pi unincarnazione
coerente del potere supremo e decisivo, o lagente di una
consociazione
(amici) la cui identit viene costituita da un nemico

esterno unico e identificabile. Il politico non pi controllato


0 organizzarle dal potere supremo dello Stato o, rovesciando
1 termini, la sovranit non governa o non contiene pi il politico,
nella definizione di Schmitt o in qualsiasi altra. In realt,
considerato alla luce dei nuovi muri, Schmitt sembra la nottola
di^Minerva che vola allimbrunire. I concetti che ha espresso e
codificato in maniera cos brillante nel periodo tra le due guerre
in realt stavano andando incontro agli ultimi decenni della
loro forma moderna.
Oltre a reagire agli effetti disgregatori della globalizzazione
sulle economie e sulle demografie nazionali, i muri intendono
contrastare - con le politiche statuali e in risposta alle ansie
soggettive
- laumento dellillegalit che accerchia ed eccede i bordi
degli Stati-nazione e che si diffonde al loro interno. A questa
illegalit, che contesta essa stessa lautorit dello Stato-nazione
capitolo terzo Stati e soggetti 8 3
e ne favorisce lindebolimento, corrisponde lesercizio non ordinario
ma deccezione del potere statuale: militari, polizia e
posti di blocco invece che misure legali e disciplinari. Quindi,
i muri non sorgono semplicemente perch abbiamo perso il
controllo delle nostre frontiere, verit tanto ovvia quanto popolare
che secondo Peter Andreas sottovaluta quanto lo Stato
abbia in realt strutturato, condizionato e perfino permesso
(spesso involontariamente) lattraversamento clandestino della
frontiera, e sopravvaluta la sua precedente capacit di controllo
delle frontiere16. Inoltre, lidea che i muri siano finalizzati
al solo controllo delle frontiere presuppone che rispondano
a uno specifico problema di ordine pubblico, controllare chi
e che cosa entra nel paese, mancando di cogliere il fatto che i
muri sono iconografie dellerosione crescente della sovranit
statuale e della coesione e indipendenza nazionali, erosione che
pervade la vita psichica, politica, economica e culturale delle
nazioni e dei soggetti, e impone agli Stati il difficile compito
di fare fronte a un groviglio di imperativi interni ed esterni, in
conflitto tra loro.
Pi che emanare dalla sovranit dello Stato-nazione, i nuovi
muri segnalano pertanto che la sovranit sta perdendo il suo
status di a priori il legame automatico con lautorit giuridica,
con la sua unit e stabilit. Risulta infatti evidente che i nuovi
muri codificano i conflitti cui rispondono, li rendono cio permanenti
e insuperabili. Questa codificazione, che comporta la
militarizzazione dellautorit sovrana e della legge contestate,

riguarda le dispute territoriali e i tentativi di colonizzazione,


che generano la costruzione di alcuni muri, come anche il traffico
di esseri umani, di droga e di armi, che incita a erigerne
altri. Ora, la decisione di costruire muri pu essere la conseguenza
o la concretizzazione di una decisione contingente che
supera o scavalca la legge - il segno della sovranit, secondo
Schmitt -, ma si tratta di una decisione affatto disseminata, che
8 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
disperde ulteriormente il potere stai naie e indebolisce ancor
pi il legame tra Stato e sovranit. Prova ne sono i vigilantes
e la criminalit che sempre accompagnano la costruzione di
muri, e che spesso sono (attori determinanti nel decidere dove
e come erigerne di nuovi.
Certi coloni in Israele e certi cittadini negli Stati Uniti e altrove
si fanno regolarmente giustizia da soli, pattugliano territori e
catturano e arrestano gli illegali, o agiscono sul terreno, nel
senso che a volte distruggono i campi, i mezzi di sostentamento
e lesistenza di chi vive dove sorgono i muri. Gli esempi abbondano.
La distruzione, in piena notte, degli oliveti dei palestinesi
da parte di coloni israeliani. Gli scontri tra gruppi opposti di
attivisti lungo il confine tra Stati Uniti e Messico - da una parte
gli angeli, come amano definirsi, che depositano acqua e
mappe nei territori desertici a nord dei punti di attraversamento
della frontiera, e dallaltra i Minutemen (unorganizzazione
di vigilantes nota e ben organizzata) che danno la caccia
agli illegali e tolgono di mezzo questi aiuti, spesso sostituendo
le mappe con altre fasulle e lacqua potabile con acqua sporca.
La protezione offerta dalla Difesa israeliana agli insediamenti
illegali e ai coloni che aggrediscono i loro vicini palestinesi, una
prassi che ha spinto un ufficiale della polizia militare israeliana,
Yuli Tamir, a protestare: In un paese normale, i criminali e le
forze di sicurezza stanno ai lati opposti della recinzione e non
coordinano le loro attivit17. Il caso di Israele davvero estremo,
e in realt la dichiarazione di Tamir minimizza la portata di
questa cooperazione che diventa sempre pi normale dove
sorgono i muri, dove non contano pi nulla i consueti binomi,
legalit/illegalit, dentro/fuori, militare/civile.
Se non sono una riaffermazione della sovranit della giurisdizione
e della legge, i nuovi muri possono essere forse assimilati
a un quadro teorico che trasforma la sovranit tardomoderna
in uno stato di eccezione permanente, in cui la legalit e la
capitolo terzo Stati e soggetti 8 5
cittadinanza sono entrambe sospese? Possono essere considerati

lelemento di n nuovo panorama politico in cui il fatto di


decidere sulleccezione giuridica (che Schmitt ritiene il segno
della sovranit) diventa una prassi, anzich un episodio? Insomma,
possiamo assimilarli alla tesi di Giorgio Agamben, cio
che nella tarda modernit la sovranit si dispiega nella
generalizzazione
dello stato di eccezione?18 Si pu presumere che i
muri segnalino una situazione del genere, dato che normalizzano
conflitti di sicurezza al centro e ai margini del territorio
sovrano, spesso modificandoli, ampliando le zone di confine
o spostando le frontiere, come nel caso delle enclave spagnole
in Marocco, dellappropriazione marocchina del Sahara occidentale,
della costruzione del muro del Kashmir o di quello
che si snoda attraverso la Cisgiordania. Da questo punto di
vista, sembra che i nuovi muri rendano manifesto un problema
che normalmente viene identificato con il lato esterno della
sovranit - inimicizia anzich ofdine - e che lo ripropongano
all'interno della societ, creando sacche ed enclave di amici
murati dentro tra nemici murati fuori. La fantasia di un noi
qui, loro l, che ha le sue radici nellappartenenza a una nazione
e nellidentificazione con lo Stato, non pu reggere nel
Sudafrica del dopo apartheid, con il suo panorama di barricate
e,di posti di controllo, o a Baghdad o a Gerusalemme, solcate
come sono da muri, o nelle gated communities bianche o tra i
posti di controllo a nord del confine tra Stati Uniti e Messico.
Secondo la teoria di Agamben, i muri rispondono a, e generalizzano,
una situazione in cui la nazione non corrisponde pi
al confine tra amico e nemico, mentre la sovranit dichiara lo
stato di eccezione permanente affermando il suo potere di
sospendere
la legalit e di sottomettere i nemici dovunque siano.
Per quanto la prospettiva di Agamben possa portare a considerare
la costruzione di muri come espressione di sovranit, la
sua impostazione presenta dei limiti. Primo, nonostante la rete
8 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
di muri dentro, attraverso e oltre il territorio degli Stati-nazione
acuisca il distacco della sovranit dallo Stalo, la tesi di Agamben
complica anzich risolvere la quest ione di dove si dislochi la
sovranit
politica, di che cosa o chi la detenga, e se e perch abbia
senso definire sovrane espressioni iperboliche ed extralegali
del potere statuale. Secondo, unimpostazione che^onsideri i
nuovi muri un esercizio del potere politico sovrano e non un

segno del suo indebolimento non permette di stabilire fino a


chi- punto il cosiddetto stato di eccezione permanente rappiescnii uno stato di emergenza per la stessa sovranit statuale
e non solo per la nazione. L eccezionaiit non pu diventare
permanente senza erodere la norma che la definisce, e contro
la quale opera, senza sostituirsi essa stessa alla norma e quindi
rinunciare allo status di eccezionalit che definisce la sovranit.
Terzo, tralascia di considerare un aspetto importante delle
fortificazioni, il fatto cio che appaiono come il risultato della
commistione e sovrapposizione di pratiche di per s sovrane
ma la cui competenza viene disseminata tra cittadini, militari
e polizia, cio che sono il risultato di una decisione locale
esercitata da ciascuno, cosa che mina ulteriormente lunitariet
e la solidit della sovranit dello Stato.
Questi ultimi due aspetti meritano di essere sviluppati. Se i
muri sono, in parte, armi contro un disordine e unillegalit
permanenti, che dalle zone di frontiera si diffondono allinterno
degli Stati-nazione, se rientrano nelle nuove tecnologie del
potere che reagiscono allattenuarsi o anche al dissolversi dello
Stato di diritto e dellordine nelle nazioni sovrane, i muri allora
rientrano anche nella categoria delle pratiche extragiuridiche
che stanno proliferando - quelle che riguardano i nemici non
combattenti e che facilitano la tortura e gli assassinii politici,
quelle che strutturano il sistema del gulag di Guantnamo e le
renditions dei prigionieri catturati19, quelle che sospendono
le leggi nazionali per costruire la barriera tra Stati Uniti e
Mescapitolo
terzo Stati e soggetti 8 7
sico, e quelle che permettono la costruzione del Muro israeliano
in territorio palestinese malgrado le sentenze della Corte
Internazionale
di Giustizia e dellAlta Corte di Giustizia di Israele
contro il suo attuale tracciato. Ci sembrerebbe coerente con
il discorso di Agamben sulla sospensione sovrana del diritto e
della cittadinanza in uno stato di emergenza permanente. Tuttavia
nel caso delle fortificazioni lextragiuridicit non solo
prerogativa statuale o sovrana, ma pratica diffusa, generata
dalla commistione delle prerogative esercitate dai militari, dalla
polizia e dai cittadini nelle zone in cui sorgono i muri, una
commistione che mette in discussione il monopolio dello Stato
non solo sulla decisione, ma anche sulla violenza, che dovrebbe
essere caratteristica della sovranit statuale20.

Un esempio sorprendente di questa commistione si avuto


recentemente
a Naco, in Arizona, dove stato realizzato un tratto
di recinzione di confine ad opera dei Minutemen. In questa cittadina
a 120 chilometri a est del varco di Nogales i Minutemen
hanno finanziato, progettato e costruito su un terreno privato
una barriera lunga pi di un chilometro e mezzo e alta oltre tre
metri e mezzo, composta da robusti elementi di acciaio saldati
tra loro, che non pu essere n scavalcata n tagliata con i mezzi
consueti. Evidentemente, questa iniziativa anche servita a
dimostrare allinetto e inefficiente Department of Homeland
Security come vada fatto un lavoro del genere, e da questo punto
di vista lopera esprime un certo antistatalismo, o perlomeno
un certo disprezzo nei confronti della pesantezza degli apparati
burocratici e legali degli Stati democratici liberali. Sul sito
web in cui viene descritto il lavoro, volontario, di costruzione,
i Minutemen prima criticano la mancata azione dello Stato a
fronte della crisi di sicurezza che affligge la nostra nazione,
e poi dichiarano: E necessario che QUALCUNO, faccia qualcosa
- e ora qualcuno C: il Minutemen Civil Defense Corps sta
costruendo una VERA recinzione lungo la frontiera Stati Uniti8
8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Messico!21. Naturalmente, i Minutemen intendono rafforzare,
e non indebolire, il potere dello Stato - anzi, intendono incitare
questo potere a rafforzarsi, vogliono costringere il nostro
inetto governo federale a riconoscere la necessit di proteggere
i cittadini e il territorio americano. Implicando che i Minutemen
mantengono intatta una virilit che lo Stato ha perduto
e deve riacquistare, il testo continua: La barriera d f confine
Minutemen stala creata per piantare acciaio nel suolo e per
dimostrare clic la messa in sicurezza della frontiera fattibile
e clic possiamo permettercelo, per proteggere il territorio
sovrano dellAmerica contro lincursione, linvasione e il terrorismo
22. Oltretutto, se da un lato i Minutemen cercano di
sostenerne la sovranit vacillante, dallaltro lo Stato si fatto
volentieri loro partner, malgrado operino al di fuori della legge:
in cima alla barriera, ed un fatto eloquente, i Minutemen hanno
montato videocamere che trasmettono i dati direttamente
al centro comunicazioni della polizia di frontiera statunitense a
Nogales. In questa fusione di forze dello Stato e del parastato,
e nel fatto che i Minutemen si approprino di una prerogativa
dello Stato - anche se poi la restituiscono -, la sovranit politica
subisce un ulteriore deterioramento. In realt, si indebolisce

precisamente l dove riceve il sostegno dei vigilantes.


Un esempio della disseminazione della sovranit statuale, che
per prende lavvio dal versante opposto, ci viene fornito da
un fatto che si verificato nel tratto texano della' barriera.
Allinizio del 2007 il governatore del Texas ha autorizzato un
progetto del costo di cinque milioni di dollari, linstallazione
di videocamere su alcuni tratti della barriera - finanziata con
fondi federali - che corre lungo il confine tra il Texas e il Messico.
Queste videocamere trasmettono i dati a un sito internet
aperto, in modo che gli utilizzatori del web, in tutto il mondo,
possano controllare il confine e telefonare alle autorit se osservano
attraversamenti apparentemente illegali23. Ora, poich
capitolo terzo Stati e soggetti 8 9
in questo modo lo Stato esternalizza il controllo della sicurezza,
il suo status di protettore sovrano declina. Questa sorta
di outsourcing produce un altro paradosso, linsicurezza: oltre
ai vigilantes, nessuno sa utilizzare questa tecnologia di controllo
meglio di chi opera con crescente competenza proprio in
quellindustria dellattraversamento illegale delle frontiere che
la tecnologia dovrebbe contrastare24.
Oltre al ruolo dei vigilantes, la cui attivit nelle zone in cui
sorgono le barriere integra quella dello Stato, su internet emergono
altre eloquenti particolarit che concretizzano situazioni
di confusione analoghe. Consideriamo usborderpatrol.com:
a prima vista, la denominazione, il logo e il web design farebbero
pensare al sito ufficiale della polizia di frontiera25. In realt
il sito di anonimi sostenitori della United States Border
Patrol, evidentemente frustrati per la scarsa attenzione che
questa agenzia dedica alle pubbliche relazioni, alla mobilitazione
politica e alla didattica, e anche per la laconicit della
Homeland Security sulla politica e sulle tecnologie di sicurezza
delle frontiere. Inoltre, la personificazione dellautorit sovrana
non si limita alla grafica e al web design. Una pagina dal
titolo Un momento della Border Patrol (lho scaricata dal
sito mentre scrivevo questo capitolo) presenta un resoconto
piuttosto drammatico dei doveri, delle capacit e delle attivit
ordinarie del personale della polizia di frontiera, nel classico
tono autoritario da poliziotto spaccone e un po canaglia. Il
lettore, interpellato come fosse uno straniero o un contrabbandiere
che cerca di entrare in auto negli Stati Uniti attraverso un
varco doganale, si sente rivolgere domande con tono sprezzante,
intimidatorio e anche minaccioso - il tono tipico del potente
che prova disprezzo per i suoi sottoposti, si diverte a giocare

un poco con loro e non soggetto a controlli sulla sua


professionalit
e sulla sua condotta. In breve, il tipo di trattamento
che ci si pu aspettare a un punto di ingresso tra il Terzo e il
9 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Primo Mondo. Vengono anche ridicolizzati i diritti Miranda26
e sottolineati gli enormi poteri [...] ma raramente esercitati
degli agenti americani27. E interessante notare che il testo,
evidentemente rivolto a un tu straniero che cerca di entrare
illegalmente negli Stati Unili, limo in inglese. Cos, non d
limpressione di voler mettere sull'avviso questo tu o dargli
istruzioni, ma di dimostrale In loiv.a della polizia di froptiera ai
cittadini statunitensi th piobabilmente nutrono dubbi circa
la sua validit <> ella acm, con mezzi che la polizia non potrebbe
certo usiiir pubblicamente. Cos il sito tiene curiosamente
le pubbliche relazioni per la polizia, evidenziandone il potere
anche attraverso la sottolineatura delle libert che un agente
pu prendersi nei confronti della legge e di chi ha di fronte.
Anche questa una funzione sovrana che viene fatta propria
e impersonata dal gruppo di vigilantes. Ancora una volta, abbiamo
un esempio di una nuova forma di decisione politica
o di extragiuridicit che emerge nellarretrare della sovranit
dello Stato-nazione, un esercizio di vigilantes che, proprio nel
tentativo di rafforzare la sovranit statuale, vanifica
involontariamente
lintenzione di integrare la vacillante capacit statuale
di difendere la nazione. Questi tentativi di rafforzamento delle
frontiere disseminano, e quindi compromettono, proprio la sovranit
dello Stato che vorrebbero far risorgere.
Il disfarsi della sovranit, che si evidenzia - come si diceva anche nei modi in cui i muri codificano le sfide cui rispondono
rendendole permanenti e insuperabili, emerge anche dal fatto
che molti dei nuovi muri non si limitano a segnare un confine
ma inventano le societ che delimitano, possono ampliare sovranit
gi esistenti, o far nascere nuove consociazioni politiche
non statuali, o rafforzare vecchie linee divisorie: una sorta di
grande Israele, una Fortezza Europa, unAfrica Meridionale,
un grande Marocco, o un Nord America contrapposto al Sud
America. E importante notare che queste alleanze e divisiocapitolo
terzo Stati e soggetti 91
ni possono benissimo coincidere con alcuni interessi di Stato,
ma non possono essere identificate con sovranit consolidate
o con Stati-nazione. Inoltre la mancata corrispondenza del

tracciato dei muri con la giurisdizione sovrana non si riscontra


soltanto nei progetti di annessione in corso o a venire, quali la
penetrazione in profondit del Muro israeliano nel territorio
palestinese o quella del muro marocchino attraverso il Sahara
occidentale. Il Muro israeliano non marca il territorio n di due
n di un solo Stato, non nemmeno un tentativo coerente di
compiere luna o laltra cosa, proprio come i muri del Sudafrica
dellapartheid e del post-apartheid o le peace lines che tagliano
in due Belfast e Derry non mirano n a dividere n a unire
queste entit. Piuttosto, essendo monumenti a una sovranit
che non n solida n garantita, questi muri istituzionalizzano
una situazione che lesatto contrario di quella che i loro inventori
intendevano creare.
LA TEATRALIZZAZIONE DELLA SOVRANIT
Un allevatore dellArizona, ex marine, ha dichiarato a un giornalista:
Hanno costruito questo muro come un oggetto da
esposizione, cos gli americani lo possono osservare e dire Oh,
s, questo li fermer . Potrebbe fermare un gringo, uno di quei
grassoni che stanno sempre davanti alla tv. Ma uno che viene
da Oaxaca, che ha fame e vuole un lavoro, non lo ferma. E un
palliativo, non serve a niente. Tutta la faccenda compietamente
fasulla28. A volte i nuovi muri sono efficaci, riescono
a bloccare i corpi estranei ritenuti pericolosi per ci che sta
al loro interno, ma spesso non sono niente pi che gesti politici
spettacolari e costosi, contentini per determinati gruppi
di elettori, segni di un fenomeno che preoccupa ma che non
pu essere contenuto, inefficaci quanto al piano di sicurezza
9 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
nazionale quanto lo il controllo scrupoloso e lo sventramento
della valigia di un viaggiatore scelto a caso nellaeroporto di
Des Moines.
( Consideriamo questo fatto: la Operation Gatekeeper ha prodotto
lungo il confine tra San Diego e Tijuana un triplo muro
di acciaio, alto quattro metri e mezzo, con un assortimento
di sensori e di videocamere di sorveglianza e controllato da
centinaia di agenti della polizia di frontiera a bordo di jeep e
di elicotteri. Ma nei dieci anni successivi alla sua costruzione,
appena una cinquantina di chilometri a est, la linea di confine
constitita in una recinzione decrepita e facilmente valicabile,
fatta di putrelle metalliche usate dalla U.S. Air Force per la
costruzioni* di piste di atterraggio al tempo della guerra del
Vietnam. Ancora oggi, le rudimentali barriere poste fuori citta,
ai van lii di attraversamento della frontiera per i pedoni e i

veicoli, roni rastano nettamente con quelle molto pi sofisticate


realizzate allinterno. La stessa storia si ripete anche nelle citt
di conline in Arizona, in Nuovo Messico e in Texas, nei vari
punti di attraversamento della frontiera29.
L effetto delle nuove spettacolari fortificazioni che i migranti,
sia gli stagionali sia quelli decisi a stabilirsi negli Stati Uniti,
sono costretti ad affrontare un viaggio pi lungo, costoso e
pericoloso - attraverso montagne e deserti - di quanto fosse
in precedenza, quando non cerano le barriere. (Negli ultimi
tredici anni, lungo il confine Stati Uniti-Messico sono morti
almeno cinquemila migranti.) Questo effetto ne produce altri,
a catena: tra questi, la crescita esponenziale della sofisticazione,
della dimensione e del profitto delle operazioni di contrabbando,
e una maggiore probabilit che gli illegali si stabiliscano
negli Stati Uniti invece che trattenersi per un lavoro stagionale
e poi tornare a casa.
L esperto di questioni di frontiera Peter Andreas dice esplicitamente
che i nuovi muri hanno pi a che fare con il management
capitolo terzo Stati e soggetti 9 3
dellimmagine della-frontiera che con una vera deterrenza, e
aggiunge: Il controllo delle frontiere una performance ritualistica.
Quando i fallimenti di questa esibizione di deterrenza
mettono in crisi la loro performance, gli interpreti salvano la
faccia promettendo uno show di maggiore impatto e di maggior
successo [...] E nel caso del controllo dellimmigrazione,
linasprimento delle misure contro gli attraversamenti illegali
nei tratti pi visibili della frontiera ha cancellato immagini
politicamente
imbarazzanti di caos, sostituendole con immagini
confortanti di ordine30.
Mike Davis, come suo solito, ancora pi diretto:
Il triplo muro di San Diego e altre fortificazioni di stile medievale in
Arizona e in Texas sono palcoscenici politici. Ad esempio,
lOperazione
Gatekeeper (il muro di San Diego) fu fatta propria e autorizzata
dallamministrazione Clinton, su pressione della senatrice
democratica
Dianne Feinstein, per strappare la questione delle frontiere dalle
mani dei repubblicani della California. La militarizzazione della
frontiera fu decisa per lanciare il messaggio che i democratici non
erano affatto m orbidi sullimmigrazione illegale. In effetti, nelle
conferenze stampa della senatrice Feinstein, largomento del nuovo

muro d acciaio era un motivo ricorrente. Nel frattempo, la


triplicazione
del muro durante lamministrazione di George W. Bush fu una
mossa studiata dal repubblicano Duncan Hunter, congressista di
San
Diego [e presidente dellH ouse Armed Services Committee] per
dimostrare
una durezza ancora maggiore di quella della Feinstein sulla
questione della frontiera31.
I muri offrono un argomento formidabile ai politici e ai gruppi
che devono affrontare le complicazioni politiche in materia di
immigrazione e di amnistia, e che hanno un forte interesse a
coltivare, su ambedue i versanti dello spartiacque ideologico
dellimmigrazione, un elettorato sensibile ai pregiudizi razziali.
Inoltre, resuscitano limmagine di uno Stato che sostiene e raf9
4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
forza proprio le capacit eli protezione e autodeterminazione
messe in discussione sia dalle tecnologie del terrorismo sia dal
capitalismo neoliberista. Sono una rappresentazione virtuale
di questa proiezione e autodeterminazione, e pi iri generale
ilella decisione e della capacit di azione che costituiscono
laulonomia
politica propria della sovranit. Pur essendo illusoria,
questa figurazione offre, come scrive Andreas, un attraente
conforto politico per una serie di problemi straordinariamente
difficili che non hanno facili soluzioni a breve termine32. In
alcuni casi leffetto politico dei muri addirittura dipende dalla
loro irrilevanza funzionale. Un allevatore il cui ranch si trova al
confine tra Stati Uniti e Messico afferma, con un certo cinismo,
che con il nuovo muro il governo non controlla la frontiera,
controlla ci che gli americani pensano della frontiera33. L
economista
Jagdish Bhagwati fa una notazione simile, quando
parla del primo tentativo dellindia di murare fuori il Bangladesh:
La decisione dellex primo ministro Indira Gandhi di
costruire una recinzione lungo lo sterminato confine tra India
e Bangladesh [...] stata una scelta politica inefficace [...] ma
comunque splendida. Infatti, anche se in realt era impossibile
avvicinarsi alla frontiera, mostrare che non si faceva nulla
sarebbe stato politicamente esplosivo [...] E costruire la recinzione
era il modo meno dannoso di non fare nulla e insieme
mostrare che si stava facendo qualcosa34.
Joseph Nevins mette in luce ancora unaltra dimensione del

contributo che i muri forniscono alla teatralit di questo


puntellamento
della sovranit. L Operation Gatekeeper, sostiene
Nevins, ha in larga misura fallito lobiettivo di proteggere
la cittadinanza nazionale dalla minaccia rappresentata dagli
illegali. Con il muro, tuttavia, nelle zone pi facilmente
controllabili o intensamente urbanizzate, la frontiera Stati
Uniti-Messico d limpressione di essere molto pi ordinata
rispetto a diversi anni fa35. A sua volta, questa impressione
capitolo terzo Stati e soggetti 9 5
ripristina un senso di ordine pi generale nella nazione e
per la nazione. L ordine, come si ricorder, un importante
Leitmotiv dellelenco di Schmitt relativo alle condizioni necessarie
per la sovranit politica. In una delle sue caratteristiche
inversioni, Schmitt sostiene che la sovranit, e non la legge,
a produrre lordine. E ci viene dimostrato sia dal fatto che la
sovranit ha la capacit di sospendere la legge in nome dellordine,
sia dal fatto che lordine giuridico, come ogni altro ordine,
riposa su una decisione e non su una norma36. La sovranit
che agisce nelleccezione, sostiene Schmitt, dissolve i due
elementi del concetto di ordinamento giuridico [...] in nozioni
indipendenti [...] che quindi trovano la loro rispettiva autonomia
concettuale37. Cos, il fatto che un muro dia lidea di una
frontiera apparentemente pi ordinata si traduce nella messa
inscena di una sovranit capace, in quanto tale, di produrre
ordine politico - capacit che ipsieme ai suoi effetti purtroppo
viene limitata dalla globalizzazione.
E importante notare che le performances descritte da Andreas,
Bhagwati, Davis e Nevins non sono semplicemente una risposta
al nazionalismo o al razzismo esistenti. Anzi, li attivano e
li mobilitano, a fronte di una serie di problemi economici e
politici che pongono imperativi contraddittori in materia di
frontiere in unepoca globalizzata. La messa in scena di una
sovranit integra, ordinata e forte - mentre in realt in declino
- incita e intensifica tra i cittadini un senso di appartenenza
nazionale xenofobo. Per vedere pi chiaramente come
opera questa messa in scena necessario esaminare il nesso
economia-sicurezza, perch i muri vi contribuiscono ed qui
che recitano la loro parte.
Gli obiettivi fissati dallo Smart Eorders Action Pian prodotto
dallU.S. Department of Homeland Security,, e firmato dagli
Stati Uniti e dal Canada nel dicembre 2001, offrono uno spaccato
esemplare - anche per la retorica del linguaggio - degli

9 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO


imperativi economici e di sicurezza che oggi sono alla base della
fortificazione delle frontiere. Questi obiettivi consistono nello
sviluppare una zona di sicurezza contro lattivit terroristica
e nel creare una opportunit unica per costruire una frontiera
intelligente per il ventunesimo secolo, una frontiera che permetta
il flusso, libero e sicuro, di persone e di merci, una frontiera
che rispecchi le relazioni commerciali pi imponenti del
mondo38. Questa mistura di biopotere esercitata a livello
internazionale
(permettere il flusso, libero e sicuro, di persone e
merci), di teatralit praticata in nome della governance (creare
una zona di sicurezza contro lattivit terroristica) e di Realpolitik
classica ma aggiornata (costruire una frontiera intelligente
per il ventunesimo secolo) emblematica della complessit dei
contesti nazionali, postnazionali e transnazionali delleconomia
e della sicurezza in cui si inseriscono i nuovi muri.
Secondo lopinione prevalente la globalizzazione neoliberista
determina imperativi contrapposti in materia di economia e
sicurezza:
i primi spingono verso leliminazione delle barriere e
i secondi verso la fortificazione delle frontiere. Quindi, a una
cancellazione delle distinzioni tra i popoli, le culture, gli Stati o
le valute, sollecitata dalleconomia, si contrappone una spinta,
motivata dalla sicurezza, verso le barriere e la chiusura. Il geografo
Mathew Coleman sostiene che questa tensione erode la
sovranit statuale in quanto la disunifica: Una tensione sostanziale
tra una territorialit della sicurezza nazionale che rinforza
le frontiere, e una geografia della partecipazione ai mercati aperti
e alle reti commerciali che le smantella significa che la pratica
geopolitica e geoeconomica non sono il prodotto coerente
di un centro di potere politico effettivamente sovrano, capace di
bilanciare e di gestire le differenze delle agende della sicurezza
e del commercio, piuttosto un campo, o una rete, di disegni
politici la cui attuazione sullo spazio ben lontana dallessere
ordinata39. Dal momento che una politica delle frontiere,
capitolo terzo Stati e soggetti 9 7
promulgata in situazioni del genere, pu essere decentrata fino
a diventare incoerente, Coleman ammonisce i critici, e in particolare
quelli di sinistra, a non pensare che tale politica emerga
dagli interessi consolidati degli Stati o del capitale.
Tuttavia lidea di una tensione tra gli imperativi della sicurezza
e quelli delleconomia non riesce a cogliere in maniera adeguata

il nesso sicurezza-economia che si traduce nella costruzione


di nuovi muri. E sufficiente unanalisi accurata dei due gruppi
di imperativi per demolire laffermazione semplicistica che gli
interessi economici spingono verso lo smantellamento delle
frontiere e quelli securitari verso il loro rafforzamento.
In realt, gli aspetti che il discorso corrente considera questioni
di sicurezza sono spesso conseguenze della globalizzazione
neoliberista mentre, contrariamente allopinione prevalente,
gli imperativi delleconomia producono spesso effetti securitari,
finendo per spingere alla costruzione di muri e barriere,
anzich allapertura di frontiere e a liberi flussi di lavoro, capitale,
merci e servizi. Molti fautori presentano il neoliberismo
come uri alternativa alle guerre, ai colpi di Stato, alle lotte e
alla conflittualit della Realpolitik. I neoliberisti dipingono un
ordine globale pacificato dallintegrazione economica, ma non
un segreto che lintroduzione di riforme neoliberiste viene
spesso sollecitata da un clima - o genera un clima - di violenza
palpabile che si traduce in nuovi problemi di sicurezza in
ogni regione toccata da queste riforme. La violenza, indotta o
sfruttata per imporre riforme di libero mercato, ovvero ci che
Naomi Klein definisce il capitalismo dei disastri, ha caratterizzato
gli eventi e la politica in Cile e in Argentina negli anni
Settanta, in Cina alla fine degli anni Ottanta, in Russia negli
anni Novanta, in Iraq dopo linvasione americana, e perfino a
New Orleans dopo luragano Katrina40. Oltre a preparare il terreno
a unapertura in senso neoliberista di certi regimi e in certe
regioni, la violenza anche un aspetto cruciale degli effetti del
9 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
neoliberismo. Questi effetti sono evidenti nella devastazione di
regioni che sono dipese per generazioni da industrie che
improvvisamente
crollano o vengono delocalizzate; nel formarsi
di slums globali in cui prevalgono economie sommerse controllate
da bande criminali; nel moltiplicarsi, nel Sud globale,
di una povert disperata al punto che tanti rischiano la vita e la
perdita della famiglia per diventare, nel Nord, lavoratori a giornata,
immigrati illegali sottopagati e disprezzati dalla societ;
nella trasformazione dei coltivatori di riso tailandesi, come per
magia, in venditori di biglietti della lotteria e in prostitute sulle
strade di Bangkok; o nel flusso continuo di bangladesi verso
Calcutta in cerca di prospettive migliori.
La delocalizzazione brutale delle sedi di produzione, la velocita
con cui le valute e i prezzi salgono e scendono - caratteristiche

del neoliberismo - e altre vicissitudini della vita economica


producono il fenomeno che Hannah Arendt analizz
mezzo secolo fa, masse di apolidi ridotti a nuda vita, tanto
esclusi e insignificanti politicamente, a stento portatori delle
caratteristiche minime delPumanit, che i nuovi muri appaiono
cme una sorta di gabbia contro linvasione di questi quasanimali41. {The Third World Invasion il titolo della tirata
di Pat Buchanan contro lapplicazione morbida delle norme
sullimmigrazione negli Stati Uniti, e limmagine di orde di
migranti invasori un elemento ricorrente nei discorsi a favore
della chiusura delle frontiere.) Se ha ancora valore lidea
umanista e tipicamente democratica che la parola, il
riconoscimento,
la legge e la libert sono caratteristiche fondamentali
dellessere umano, queste barricate mute negano tali capacit
agli esseri che vogliono respingere e insieme ne negano lesistenza
nellambito del potere che rappresentano, mortificando
tacitamente lumanit universale dichiarata dal discorso etico,
che si vorrebbe globale, della democrazia e dei diritti umani, e
degradando tacitamente la democrazia.
capitolo terzo Stati e soggetti 9 9
Gli effetti del neoliberismo sui problemi di sicurezza sono evidenti
anche nella varia umanit la cui illegalit non consiste
semplicemente nella mancanza di un visto dentrata, ma nella
partecipazione al traffico di droga, sesso, armi, o al terrorismo,
o alla piccola criminalit, ovvero a ci che molti dei nuovi muri
vogliono bloccare. Come ci ricorda Foucault, la razionalit
neoliberista, che va oltre la sfera economica e permea il politico
e il sociale con i valori del mercato, ha un effetto corrosivo sullo
Stato di diritto, perch modellando le attivit dellindividuo e
dello Stato le indirizza verso criteri imprenditoriali che dislocano
la supremazia della legge e di ogni altra autorit morale che ^
possa sopravvenire42. Questa dislocazione si verifica sia al livello
dello statalismo neoliberista, con un processo che Foucault
chiama governamentalizzazione dello Stato, che ne implica
la trasformazione sul modello dellimpresa, sia al livello degli
individui, comportando la trasformazione di soggetti morali
complessi in granelli di capitale umano che investono su loro
stessi per rivalutare il proprio valore43. In breve, gli Stati e i
soggetti
neoliberisti sono interpellati e configurati da misure funzionali
al profitto, allaumento del capitale e alla produttivit,
misure che soppiantano la legge e altri principi normativi che

vincolano le condotte44. Inoltre, nel cancellare la distinzione


netta tra attivit imprenditoriale illegale e legale, la razionalit
politica neoliberista legittima anche la creazione e la continua
espansione di un sottoproletariato che sta dentro lordine globale ma non ne fa parte. Il criminale, scrive Thomas
Lemke nel suo commento allo studio di Foucault sul neoliberismo,
un individuo economico razionale che investe, si
aspetta un certo profitto e rischia una perdita [...]. Per i neoliberisti,
lillegalit non abita pi fuori del modello del mercato,
ma un mercato tra altri45. In breve, data la- contiguit del
neoliberismo con la violenza politica e con gli sconvolgimenti
e gli sradicamenti demografici, e considerati i suoi effetti cor1
0 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
rosivi sul valore morale della legalit, risulta difficile, se non
impossibile, separare le dimensioni securitarie ed economiche
che strutturano la politica delle frontiere internazionali.
Ammesso che sia possibile separarle, non comunque facile
porre i muri sul versante della sicurezza nel binomio sicurezza
contro economia che genererebbe spinte contrapposte verso
la chiusura o lapertura delle frontiere. Paradigmi del genere
continuano a fare riferimento agli Stati-nazione sovrani e
allautonomia
del politico e delleconomico. Per giunta*non tengono
conto delle dimensioni simboliche e teatrali delle frontiere
fortificate.
Nella migliore delle ipotesi, rimanendo nel quadro del
binomio economia-sicurezza, i muri possono essere definiti (deboli)
tecnologie in quella guerra di tutti contro tutti generata
dallo stesso neoliberismo, misure di sicurezza che rispondono
a forze generate dalleconomia che di per s decompongono
gli spazi legali convenzionalmente organizzati dalla sovranit
politica e rappresentati dagli Stati-nazione. A fronte di questa
decomposizione e ingovernabilit delle forze, prodotte dalla
globalizzazione e talora dalla colonizzazione tardomoderna da
parte della legge e della politica, i muri rappresentano limporsi
del controllo a mezzo di polizia e barricate.
I muri risultano essere anche parte di specifici apparati regolatori
e protezionistici del neoliberismo, apparati che a volte
difficile vedere, dal momento che formalmente il neoliberismo
rinnega tanto le regole quanto il protezionismo. Alcuni critici
sono arrivati a sostenere che i nuovi muri costituiscono lo schema
regolatore ideale del neoliberismo, dato che regolano i flussi
di manodopera e di merci mentre non pongono alcuna restrizione

ai flussi di capitale46. Tuttavia questa tesi neomarxista - come


anche laffermazione che gli imperativi securitari ed economici
generano tendenze opposte, alzare e smantellare barriere - propone
unidea semplicistica degli imperativi del neoliberismo e
non coglie il carattere teatrale e teologico dei muri.
capitolo terzo Stati e soggetti 101
Al pari di altre forme di governance capitalista del passato, la
governance neoliberista viene complicata da tensioni tra capitale
e lavoro, e tra vari settori interni a questi ambiti, sulla questione
degli obiettivi del protezionismo nazionale e dei livelli
di protezione desiderabili. I lavoratori, iscritti o no ai sindacati,
vogliono che il valore del loro lavoro venga mantenuto per
mezzo di limitazioni dei flussi di manodopera straniera a basso
costo, mentre sul fronte del consumo vogliono avere accesso
a prodotti esteri a buon mercato. I capitalisti, grandi e piccoli,
chiedono che non siano poste restrizioni ai flussi di manodopera
a basso costo, ma ne vorrebbero per i flussi di prodotti della
concorrenza. Ora, i muri non possono essere considerati meri
strumenti del capitale senza tenere conto della loro funzione
simbolica e materiale. Neanche i muri fisicamente pi minacciosi,
come si visto, interrompono i flussi dellimmigrazione
illegale di manodopera, mentre i cicli dellespansione e della
contrazione economica incidono sia sulla dimensione di questi
flussi sia sulla risposta dello Stato. Davis registra variazioni
spiccate, a seconda delle fasi di espansione e di contrazione
delleconomia, rispetto al numero degli immigrati senza documenti
e a quello delle denunce ai danni di imprenditori statunitensi:
Durante la recessione dei primi anni Novanta [...] lU.S.
Immigration and Naturalization Service ha condotto massicci
raid sui luoghi di lavoro dei latinos. Nel 1991 sono state comminate
circa 14.000 sanzioni a imprenditori che impiegavano
immigrati illegali. Ma nel periodo del boom economico degli
ultimi anni Novanta, per andare incontro al forte aumento della
domanda di manodopera a basso costo lIns ha rallentato i
controlli sui posti di lavoro. Nel 2001 le sanzioni sono state
solo 15 047.
Queste forti variazioni nelle operazioni di controllo e nei tassi
di immigrazione non sfuggono alle comunit che risiedono
vicino al confine. Un texano che vive non lontano dal muro
1 0 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
osserva: Credo che i politici e le grandi imprese americane
siano in combutta per scavalcare le nostre leggi sullimmigrazione
[...] Fanno un mucchio di soldi con questa manodopera a

basso costo [...] Questo muro un modo per far sembrare che
stanno facendo qualcosa48. Il caso di Israele analogo. Dopo
molti anni, solo nella fase pi recente delloccupazione Israele
ha cominciato a fare meno affidamento su centinaia di migliaia
di operai a giornata palestinesi, legali e illegali - fenomeno
da cui dipendevano ambedue le economie e che ambedue le
politiche hanno screditato49. Alla fine, quando il ricorso alla
manodopera palestinese si tradotto in un costo politico troppo
alto, Israele ha risolto il problema del lavoro a basso costo
importando per un certo periodo operai del Sud-Est asiatico e
dellEuropa orientale, e in seguito immigrati ebrei provenienti
dallex Unione Sovietica e dallEtiopia50.
Un commentatore riassume cos il modo in cui i muri hanno
contribuito a regolare leconomia: I muri porosi che non
determinano una chiusura ma centinaia [...] di ingressi e di
attraversamenti rispecchiano la legalit temporanea del
programma bracero (bracciante) e di altre politiche ufficiali e
informali in materia di lavoratori-ospiti51.1 muri concretizzano
e facilitano il superamento della soglia tra legalit e illegalit,
cosa importante per una produzione flessibile, ma non perch
siano uno strumento diretto del capitale o perch adempiano
efficacemente alle loro funzioni: questo ragionamento tralascia
aspetti quali la fluttuazione e la contraddittoriet delle esigenze
del capitale, manca di cogliere altre spinte alla politica della
fortificazione, come anche gli effetti performativi della stessa
costruzione di muri, e presume una capacit politica sistematica
che raramente il capitale possiede. Piuttosto, proprio
lintreccio di legalit ed eccezione nei siti dove sorgono i muri
a generare una manodopera al di fuori della legge, non
sindacalizzata
e non protetta, e ad aumentare il numero di soggetti
capitolo terzo Stati e soggetti 1 0 3
sfruttabili, disponibili, privi dello statuto di cittadini. Questo
certo un effetto che il capitale pu sfruttare, ma che non pu
produrre da solo.
Ora, cosa pensa laltra parte dellopinione pubblica sulla questione
attuale del rafforzamento o dello smantellamento delle
frontiere? Se non si pu sostenere in maniera sistematica
largomento
che gli imperativi delleconomia richiedono frontiere
aperte e flussi di manodopera e merci senza restrizioni,
sono allora gli imperativi securitari a spingere verso il rafforzamento
e la chiusura delle frontiere - verso le fortificazioni?

Si pu dubitarne. Oggi la sicurezza richiede non solo contenimento,


ma anche movimento, flusso, apertura e condizioni
che facilitino i controlli. Non c nulla di pi pericoloso di una
potenziale sedizione o di una rivolta latente in celle chiuse, o
di una popolazione minoritaria immobile, non trasformabile,
non assimilabile, o comunque ostinata e isolata. La sicurezza
richiede non solo la capacit di sorvegliare, ispezionare, processare,
contare e registrare, ma anche quella di canalizzare,
trasferire, spostare o semplicemente allontanare certe popolazioni.
Il posto di controllo invece della barriera, la baracca
di plexiglass invece della cella senza finestre, la videosorveglianza
invece della guardia che controlla dalla porta, il sensore
dallarme invece del cancello dacciaio - questi sono gli
aspetti che contraddistinguono le tecniche di sicurezza
contemporanee.
In effetti, alla barriera israeliana spesso si pone
un dilemma securitario: il muro alto e solido blocca pallottole
ed esplosivi, ma non permette una sorveglianza completa e un
rapido accesso verso lesterno, necessario per neutralizzare
azioni armate. E pi facile sparare attraverso un reticolato
che attraverso un muro - e questa ovvia verit vale sia per
la guardia di frontiera che per il suo bersaglio armato52. Cos,
mentre cercano di risolvere i dilemmi securitari attuali, le
barricate ne generano di nuovi.
1 0 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
L interdipendenza tra le questioni securitarie ed economiche
si rivela anche negli effetti indesiderati creati dai muri. A volte
si tratta di effetti piuttosto comuni, ricorrenti, quando per
esempio i muri di sicurezza tagliano in due terreni agricoli o
interrompono vie di comunicazione e quindi i rifornimenti per
chi abita in prossimit del confine53. Ma a volte le conseguenze
sono pi drammatiche: in quindici anni, la fortificazione della
barriera lungo il confine tra Stati Uniti e Messico ha prodotto
una forte espansione dellindustria del contrabbando di droga
e di esseri umani, unindustria assai redditzia ed efficiente,
che non rimane confinata nelle zone di frontiera ma genera un
crescendo di violenza tra le gang della droga allinterno dei
due paesi. Oppure si consideri limpatto della barriera di sicurezza
israeliana su ci che rimane delleconomia palestinese
- una prepotente spinta del Pii verso il basso, una strozzatura
delle forniture di beni e servizi per la produzione e il consumo,
un deterioramento delle infrastrutture e un alto tasso di
disoccupazione.

Se da un lato tutto questo pu servire certi interessi


dello Stato di Israele, mantenendo la Palestina in una situazione
di debolezza e di scarsa attrattivit, dallaltro porta alla
diffusione e intensificazione della resistenza palestinese contro
la dominazione israeliana.
Alla fine, lintreccio dei problemi economici e securitari si traduce
in discorsi che legittimano la promozione e la costruzione
di muri. Tanto per cominciare, il diffondersi della razionalit
neoliberista, che antepone il mero calcolo del profitto e della
produttivit ai valori della democrazia liberale e alle istituzioni
politiche democratiche, facilita di per s la legittimazione
delle fortificazioni e della postura difensiva in ogni strato delle
presunte societ democratiche. Quando limpegno per luguaglianza
e per la libert universale cede il campo al calcolo dei
costi-benefici nella sfera della vita politica e della giustizia, non
solo la democrazia fortificata non rappresenta pi unoffesa
capitolo terzo Stati e soggetti 1 0 5
ai valori fondamentali (in dissoluzione) della societ che dichiara
di proteggere, ma ^ipocrisia di muri che di per s, e spesso,
rendono organica lillegalit viene a malapena recepita come
tale. Aggiungiamo a questo i discorsi del dopo 11 settembre,
che antepongono gli imperativi securitari ai principi e impegni
liberaldemocratici, ed ecco che la fusione di controlli e
militarizzazione
permanente realizzata dai muri, il profiling razziale e
lextragiuridicit diventano tutti assimilabili, se non dichiaratamente
accettati in societ che si presumono democratiche.
Spesso, nella promozione e nello sviluppo della politica delle
fortificazioni vengono chiamati in causa imperativi securitari,
economici e geopolitici in modo che si occultino a vicenda. Il
Muro di Israele, e in precedenza gli insediamenti degli anni
Settanta, sono stati costruiti in nome della sicurezza anche
se costituivano unappropriazione territoriale in un contesto
di sovranit insicure e incerte54. Nel periodo successivo all11
settembre, politici e gruppi di cittadini hanno dichiarato che il
muro tra Stati Uniti e Messico stato realizzato per motivi di
sicurezza nazionale. I terroristi amano le frontiere aperte:
ricordatevi
dell11 settembre, recita lo slogan di uno dei gruppi
favorevoli al muro55. O, come dichiara una pagina web del sito
Weneedafence.com, oltre alle centinaia di migliaia di immigrati
illegali che arrivano dallAmerica centrale e meridionale,
diverse centinaia, forse migliaia [...] di stranieri illegali provenienti

da paesi che sponsorizzano il terrorismo od ospitano terroristi


entrano ogni anno negli Stati Uniti attraverso il nostro
confine con il Messico [...]. Recinzioni simili hanno ridotto [in
Israele] gli attacchi terroristici di circa il 95 per cento56.
Weneedafence.com offre un esempio della mobilitazione di
motivi securitari - la paura - a vantaggio di motivi economici.
Ma ci che si coglie ancora in questa commistione di immagini,
e particolarmente nel fatto che gli Stati Uniti e Israele vengono
indicati come obiettivi del terrorismo, la mobilitazione
1 0 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
del razzismo e della xenofobia che i muri stessi coagulano nel
mentre barricano la nazione contro un fuori reso oscuro,
pericoloso
e minaccioso. ( Consideriamo da questo punto di vista
la poesi.'i die dnl 2006 occupa un posto di primo piano sul sito
Wcnmliilcnce.com:
l Uta fron tieni aperta
ili Scott Roh ter
Prendi dei mattoni e costruisci un muro
Fallo solido, forte e alto.
Che si estenda dal golfo al mare
Cos siamo tutti pi al sicuro nella nostra terra.
Fallo largo, tra un bordo e laltro
Cos terroristi e trafficanti non possono strisciare dentro;
E fallo profondo, sicuro contro le aperture
Da cui passa la droga che rovina le nostre anime.
Sbarra il passo al traffico di droga.
Mettici al sicuro da attacchi terroristici.
E che resista saldo alla prova del tempo
Ti prego, difendi questa mia terra.
Considera questo tuo compito
Tenere fuori chi vuole stuprare e rubare;
Non puoi tradire questa grande causa
Mentre tanti di noi hanno perso la figlia e il figlio.
Tu chiedi ai nostri figli di arruolarsi e combattere;
Credono che i loro capi facciano ci che giusto.
E ci che giusto questo - facile vederlo;
E facile e semplice, come dire un due tre Se vuoi salvarci nella guerra contro il terrore
Una frontiera aperta un fatale errore57.
facile deridere o bollare come ignoranza reazionaria le catene
metonimiche di Rohter, da un lato terrorismo, contrabbando,
capitolo terzo Stati e soggetti 1 0 7

droga, stupri, ruberie e migranti illegali, e dallaltro solidit,


forza, altezza, preghiera cristiana, servizio militare, sicurezza
e figli doverosamente sacrificati in guerre di libert. Queste
metonimie, comunque, rivelano le angosce generate dal declino
della sovranit statuale, e risuscitano retoricamente il mito
di una sovranit viva e vitale propria a uno Stato-nazione
omogeneo e autarchico, contenuto e protetto da questa sovranit.
Le contrapposizioni, piuttosto efficaci, tra le due catene
metonimiche accentuano una divisione tra linterno (buono) e
lesterno (malvagio) della nazione, e allo stesso tempo distolgono
dalle fusioni e dalle confusioni che nascono nei siti dei
muri, tra dentro e fuori, tra esercito e polizia, tra civili e militari,
tra migranti e terroristi, tra vigilantes che operano al di fuori
della legge e persone che aspirano a entrare per sfuggire alla
povert58. Distolgono lattenzione anche dai paradossi di una
democrazia fortificata e di nazioni fondate da immigrati - gli
Stati Uniti, Israele, il Canada, lAustralia - che ora li prendono
di mira come fossero il nemico. (Confrontiamo la poesia
di Rohter con liscrizione posta in un antico porto dingresso
negli Stati Uniti: Datemi le vostre stanche, povere, confuse
masse che desiderano respirare la libert, gli scarti miserabili
della vostra terra brulicante.) Come i Bantustan, che separavano
fisicamente e ontologicamente i sudafricani bianchi dalla
manodopera africana dal cui lavoro dipendeva la loro esistenza,
i nuovi muri contribuiscono a rendere organica questa dipendenza,
pur trasmettendo visivamente unidea di autarchia,
separazione e antagonismo. Cos, dissimulano il bisogno e la
dipendenza e resuscitano miti di autonomia e di purezza nazionale
in un mondo globalizzato. Il pericolo, il disordine e la
violenza sono proiettati allesterno, e si crea lillusione di un
potere sovrano che salvaguarda, allinterno, una nazione
omogenea,
ordinata e sicura.
1 0 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
UN RESTO TEOLOGICO:
IL TIMORE REVERENZIALE DELLA SOVRANIT
I nuovi muri sono stati paragonati alle dighe, costruiti per regolare
pi che bloccare i flussi59. Ma somigliano alle dighe anche
per un altro aspetto: spesso trasmettono visivamente lidea di
una forza umana schiacciante e di una altrettanto schiacciante
potenza dello Stato, e nel contesto di una sovranit in declino
proiettano limmagine di un potere sovrano ristabilito, capace
di decidere, delimitare, proteggere e respingere. Si presentano

alla vista del mondo esterno come uno scudo potente che racchiude
la nazione come fosse unarea recintata protetta. L effetto
di questo spettacolo di potenza pu spiegare non solo la
diffusione virale della fortificazione delle frontiere tra le nazioni,
ma anche la scelta di costruire muri imponenti e giganteschi
invece di creare barriere virtuali (potenzialmente) pi efficaci
e meno costose utilizzando sensori e sistemi di allarme. Nel
quadro di una sovranit in declino, i muri mettono in scena una
dimensione della sovranit che per Hobbes deve incutere un
timore reverenziale simile al potere divino. Secondo Hobbes,
la sovranit divina come quella politica dominano e vincolano
ispirando timore a tutti. La sovranit non semplicemente
un potere superiore o supremo, ma un potere che sottomette
collettivamente i singoli sudditi con la sua maest e la sua
potenza60. Il secondo capitolo inizia con laffermazione che il
recinto genera il sacro. Un muro gigantesco incute quel timore
reverenziale che effetto del divino e della sovranit che vi si
fonda. In un tempo in cui la sovranit dello Stato-nazione si fa
evanescente, il muro materializza questo resto teologico.
I muri contribuiscono anche alla costruzione dellimmaginario
di una nazione integra, a cui dovrebbe corrispondere una
sovranit altrettanto integra. Sono solidi, forti e alti, e
ristabiliscono
distinzioni che si vanno facendo incerte, tra noi e locapitolo
terzo Stati e soggetti 1 0 9
ro, dentro e fuori, legalit e illegalit, distinzioni di cui sono
unicona particolarmente visibile e impressionante. I muri sono
strumenti dotati di una ineguagliata capacit di marcare una
separazione tra noi e loro, tra il nostro spazio e il loro, tra il
dentro e il fuori, tra il nazionale e lo straniero. Cos, mentre
dissimulano il declino della sovranit statuale con una messa
in scena di rettitudine e forza, allo stesso tempo spezzano la
realt dellinterdipendenza globale e del disordine globale mettendo
in scena lintegrit, lautonomia e lautosufficienza della
nazione. I muri resuscitano lo spazio e il popolo di una nazione
immaginata che la sovranit dovrebbe contenere e proteggere.
Ma nel creare uno scenario di timore reverenziale anzich di
efficacia, e di forza anzich di giustizia, i nuovi muri proiettano
unimmagine del potere sovrano che ne rivela il resto
massimamente
teologico. Cos ci viene ricordato ancora una volta che
lo svanire della sovranit statuale spesso tradisce in maniera
pi diretta laspetto teologico della sovranit, che attraversa i

due poteri che in origine doveva contenere, la religione e


leconomia
politica. Ci viene anche ricordato quanto la politica
contemporanea e i suoi soggetti siano sensibili ai motivi teologici,
sensibilit che si manifesta nel desiderio popolare di muri,
generato dagli effetti prodotti dai muri e scolpito sui muri in
quanto volto teologico della sovranit. Non a caso la poesia di
Rohter formulata come una preghiera rivolta allo Stato61.
capitolo quarto
DESIDERIO DI MURI
Lo spettacolo la ricostruzione materiale dell'illusione
religiosa.
Guy De bord
La societ dello spettacolo
Israele una villa nella giungla.
Ehud Barak
Credo che la recinzione non sia affatto efficace. Ma
costruir quella dannata recinzione, se la vogliono.
Senatore John McCain
Mostratemi una recinzione alta dieci metri, e io
vi mostrer una scala di undici metri, proprio sul confine.
Janet Napolitano
segretario dellU.S. Department o f Hom eland Security
Perch i soggetti della tarda modernit desiderano
Stati-nazione murati, e che cosa promettono i muri di
salvaguardare,
proteggere, ripristinare, contenere o respingere?
Fino a che punto lo spettacolo di un muro soddisfa un desiderio
di sovranit restituita al soggetto e allo Stato? Questo
capitolo affronta gli effetti che lo svanire della sovranit
statuale produce sui desideri, sulle angosce e sulle aspettative
capitolo quarto Desiderio di muri 111
psichico-politiche dei soggetti, proponendo una tesi in merito
alla frenesia da fortificazione degli Stati-nazione nel mondo
contemporaneo, in particolare nelle democrazie occidentali,
alla luce di un soggetto divenuto vulnerabile per la perdita
di orizzonti, di ordine e di identit, mentre assiste al declino
della sovranit statuale. Si esaminano anche gli effetti psichici,
rassicuranti o palliativi, prodotti dai muri a fronte di queste
perdite, e quali fantasie di innocenza, protezione, omogeneit
e autosufficienza rafforzino.
Questi interrogativi aprono a loro volta a due possibili piani di
analisi. Da un lato, il soggetto pu identificarsi con il diminuire

della potenza statuale, indotto dal declino della sovranit, cercando


misure che la ripristinino. In questo caso la vulnerabilit
e la indeterminatezza dello Stato-nazione, la permeabilit e la
violazione, sono avvertite dal soggetto come proprie. Questo
processo di identificazione, con le sue connotazioni di genere
e sessuali, sembra essere il nucleo del maschilismo frustrato
che traspare nella campagna pro-muro dei Minutemen. (Pensiamo
al loro desiderio, a cui si accennato nel terzo capitolo,
di piantare acciaio nel suolo per riprendere il controllo del
territorio sovrano, anzi, della stessa sovranit.) L identificazione
del soggetto con lo Stato indubbiamente un elemento comune
a tutte le forme di nazionalismo militarizzato.
Dallaltro, ^erosione della sovranit politica sulla capacit statuale
di offrire protezione e sicurezza pu minacciare pi direttamente
la sovranit dei singoli. Lo spettro del terrorismo
transnazionale, ad esempio, traduce immediatamente la
vulnerabilit
dello Stato in vulnerabilit dei soggetti. Tuttavia il
discorso sul terrorismo non esaurisce la questione. Torniamo
con la mente al circuito - identificato nel secondo capitolo che il contratto sociale istituisce tra la sovranit politica e quella
dellindividuo. Questo circuito presuppone il contratto (gli individui
sono sovrani allo stato di natura, ma sono anche fragili,
1 1 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
insicuri) e allo stesso tempo viene trasformato dal contratto (la
sovranit individuale ci che il contratto promette di istituire
e garantire). Da Hobbes a Locke, da Rousseau a Rawls, la sovranit
politica generata dalla sovranit prepolitica del
soggettolaturaleldlo
stato di natura, ed legittimata dalla sovranit
pst-contrattuale del soggetto in societ. Lo Stato sovrano pone
in essere e garantisce la sovranit dei soggetto sociale, anche se
si approprlird questa sovranit p olitica per costruire la propria.
Queste due diverse dimensioni della relazione Stato-soggetto,
identificazione e produzione, svolgono entrambe un ruolo
importante
nel generare il desiderio di muri nelle societ liberali
della tarda modernit, dove il contratto sociale rimane
ideologicamente
e discorsivamente costitutivo. E fuori di dubbio che
le suddette dimensioni della relazione' Stato-soggetto sono proprie
anche di societ non liberali, e di conseguenza riguardano
anche la costruzione di muri in queste societ, dove assumono

necessariamente profili e contenuti differenti rispetto a quelli


di contrattualismo sociale liberale, differenza che non viene
qui indagata.
E necessario aggiungere alcune altre osservazioni preliminari.
Questo capitolo sostiene che le fortificazioni degli Stati-nazione
rispondono, oltre a ci che si presume debbano fare, anche
a fantasie psichiche, angosce e desideri, generando effetti
visivi e un immaginario nazionale. I muri possono essere utili
a contenere efficacemente questi fenomeni psichici, sebbene
non siano in grado di bloccare o respingere i flussi transnazionali
e clandestini di persone, di merci e terrorismo, flussi che
segnalano il deterioramento della sovranit politica e
contribuiscono
a minarla alla base. In questo senso, le fortificazioni
sono una risposta a desideri del soggetto che sono essi stessi
prodotti dal declino della sovranit, desideri che lo Stato non
u n soddisfare n ignorare. Notazione di rilievo in questa
analisi il fatto che in realt i muri non fermano e non possono
capitolo quarto Desiderio di muri 1 1 3
fermare e neanche ridurre efficacemente questi flussi
transnazionali.
Perci, prima di prendere in esam&j]desiderio di muri,
dobbiamo tornare a parlare della loro inefficacia rispetto ai
loro presunti obiettivi.
L'INEFFICACIA DEI MURI
I muri producono numerosi effetti sostanziali sullidentit e sulla
soggettivit politica di coloro che separano, sulla vita e sulle terre
di coloro che vivono lungo il loro tracciato o nelle vicinanze,
e sulle prospettive di integrazione o di composizione pacifica di
conflitti che, anzi, consolidano. In ogni caso, sono scarsamente
efficaci nel bloccare limmigrazione illegale, il traffico di droga o
il terrorismo, cio i problemi che pi frequentemente e apertamente
ne sollecitano e legittimano la costruzione, e la ragione
semplice: i migranti, i contrabbandieri e i terroristi non entrano
nei vari paesi grazie al fatto che le frontiere terrestri sono lasche
e, dunque, non vengono scoraggiati dalle.fortificazioni lungo il
confine, anche perch possono dirottare altrove o ripianificare
le loro operazioni. Si possono aumentare gli investimenti per le
fortificazioni, si pu potenziarne la tecnologia, si pu migliorare
lorganizzazione sociale, lesperienza, o anche ingigantire il
significato di ci che i muri bloccano, almeno ufficialmente, ma
in quanto interdizione sono relativamente inefficaci. Un funzionario
dellU.S. Immigration and Customs Enforcement ha cos

sintetizzato la questione: E come schiacciare un palloncino.


L aria deve per forza andare da qualche parte1.
Si dir: ma non c qualche muro che raggiunge gli obiettivi
dichiarati ufficialmente? Israele non ne ha forse costruito uno?
E vero, il Muro israeliano - combinato con una serie di posti di
controllo fortificati e con una complessa rete-di strade, ponti,
tunnel e sistemi ferroviari concepiti per separare chirurgica1
1 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
mente i palestinesi dagli israeliani in un contesto geografico
gi complicato di per s - pu avere ridotto il fenomeno degli
attentati suicidi a Tel Aviv... anche se molti sostengono che H amas
si sia impegnato a trovare strategie e tattiche paramilitari
alternative fin dal momento della sua progettazione. Quello
che certo che il Muro non ha ridotto la violenza e lostilit
dei palestinesi contro Israele, non ha migliorato le prospettive
di una composizione politica, o creato una pi ampia solidariet
internazionale nei confronti di Israele, e quindi non ne ha
accresciuto il capitale politico. Chiaramente, il Muro ha prodotto
nuove soggettivit politiche su ambedue i fronti: parte
di quellarchitettura di occupazione su scala pi grande che separa
i palestinesi dagli israeliani e che inverte discorsivamente
le fonti e i circuiti della violenza, proiettando la causa per cui
stato costruito su una originaria e immaginaria aggressione
palestinese contro Israele2. Si potrebbe dire che questi effetti,
e il fatto che il Muro ridisegna la mappa israelo-palestinese
includendo nel territorio israeliano numerosi insediamenti
in Cisgiordania, siano tutti parte degli obiettivi della politica
di fortificazione. Ma proprio perch viene legittimato - anzi,
spesso contestato - esclusivamente sulla base della necessit di
mettere Israele al sicuro dalle ostilit palestinesi, il Muro si rivela
sorprendentemente inefficace. La costruzione di un muro
non ha fermato la violenza o lostilit dei palestinesi, ha solo
comportato un cambiamento delle loro tattiche e tecnologie
ed esacerbato la frustrazione e la rabbia contro la dominazione
di Israele.
In questa analisi il caso di Israele pi complesso. molto
pi facile parlare dei muri ufficialmente destinati a bloccare
migranti in cerca di lavoro, il traffico di droga e altri tipi
di,contrabbando,
Come sostenuto nel capitolo precedente, secondo
la maggior parte degli studiosi il muro tra Stati Uniti e Messico
- la cui realizzazione stata ora autorizzata, anche se non
comcapitolo

quarto Desiderio di muri 1 1 5


pletamente finan?iata, e che correr lungo tutto il confine per
3200 chilometri - unopera teatrale politica e tra laltro
eccezionalmente
costosa. Il lavoro dei braccianti che hanno attraversato
il confine da sud stato vitale per leconomia del Nord
America fin dai tempi della costruzione delle ferrove nellOvest,
due secoli fa. Negli ultimi venti anni la globalizzazione
ha incrementato moltissimo non solo le dimensioni di questa
immigrazione, ma anche il costo economico per mantenerla
illegale3. Oggi il capitalismo del Nord richiede manodopera
a bassissimo costo e sfruttabile - da assumere con una paga
inferiore al minimo, senza indennit e senza rispettare le norme
sugli straordinari, sulla salute, sullambiente di lavoro o sulla
sicurezza, e facilmente licenziabile quando non pi necessaria.
In un contesto di crescente concorrenza globale, questa
manodopera diventata sempre pi importante nelledilizia,
nelle industrie manifatturiere e nei comparti della vendita al
dettaglio e dei fast-food, non solo nel lavoro domestico o in
agricoltura, come stato per lungo tempo.
La costruzione di un muro con la pretesa di bloccare limmigrazione
della manodopera necessaria al capitale crea numerose
situazioni grottesche. La Golden State Fence Company, limpresa
che ha realizzato un lungo tratto della barriera di confine
nella California meridionale, stata multata per tre volte in
dieci anni perch sul libro paga figuravano centinaia di operai
senza documenti4.1 ripetuti controlli sui tanti McDonalds
sparsi negli Stati Uniti, che per sfornare a getto continuo i loro
all-American burgers assumono immigrati clandestini. Situazioni
grottesche analoghe avvengono in Israele, e non soltanto
quando vengono assunti operai palestinesi per la costruzione
del Muro, ma anche quando le donne di un insediamento illegale
israeliano hanno protestato contro il tracciato previsto
del Muro, che avrebbe bloccato laccesso alle loro donne delle
pulizie di un vicino villaggio palestinese5.
1 1 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Lo stesso discorso vale per le droghe. Come riconoscono gli
europei - non altrettanto i nordamericani -, non il contrabbando
di queste sostanze a indurre alluso di droga, la domanda
che crea lofferta. Diversi studi sulle misure volte a ridurre
la domanda di droga nel Nord, tra cui una ricerca della Rand
Corporation, dimostrano che nel calcolo costi-benefici il trattamento
contro labuso di sostanze risulta molto pi vantaggioso

rispetto al rafforzamento delle frontiere, il cui effetto principale,


oltretutto, laumento del prezzo della droga6. Ma ci che
vende politicamente sono i muri e e complesse operazioni
di polizia, non le strutture di riabilitazione dalla tossicodipendenza,
per non parlare di una politica che interverrebbe sulle
condizioni sociali che generano i mercati della droga in Nord
America.
Comunque, pi che essere inefficaci, i muri spesso acuiscono
i problemi che dovrebbero risolvere. Primo, pendendo la
migraHohFpnFHIffcile e costosaTTa^costruzione di muri e
altrTsstemi 31 rafforzamento delle frontiere incrementa,quella
unidirezionale, senza ritorno, accrescendo cos il numero
degli illegali che vivono stabilmente negli Stati Uniti o in E u ropa.
Secondo, i muri che puntano a contrastare il traffico di
droga e migranti producono uneconomia del contrabband
sempre pi sofisticata, sul modello mafioso, che abbina
in misura crescente il traffico di droga e di clandestini. Le
droghe vengono nascoste nei container, in posti difficili da
ispezionare, o trasportate attraverso elaborati sistemi di tunnel
sotterranei che passano sotto il muro. Dal 2001, lungo il
confine Stati Uniti-Messico sono stati scoperti circa quaranta
tunnel; e dal 1990, cio da quando le autorit hanno cominciato
a tenerne il conto, ne sono stati individuati almeno il
doppio. Alcuni di questi, dotati di sistemi di illuminazione,
di drenaggio, di ventilazione e di pulegge per lo spostamento
dei materiali, collegano magazzini situati al di qua e al di l del
capitolo quarto Desiderio di muri 1 17
confine7. Si sa anche che, oltre a servirsi dei tunnel e di
imbarcazioni
in alternativa ai trasporti via terra, i trafficanti aprono
dei varchi nei tratti meno sorvegliati delle recinzioni, che
spesso poi richiudono e sorvegliano attentamente perch non
vengano usati da altri8. Terzo, lintensificazione dei controlli,
e le conseguenti contromisure dei trafficanti, rendono le zone
di frontiera territori sempre pi violenti. Nel caso degli Stati
Uniti, a volte i migranti vengono abbandonati dai trafficanti
e lasciati a morire di sete sotto il sole del deserto, o a soffocare
nei portabagagli delle auto, nei furgoni o nei camion.
Gli stessi contrabbandieri sono sempre pi spesso violenti e
armati: solo nel 2007, in California sono stati registrati
trecentoquaranta
attacchi contro agenti della polizia di frontiera,
condotti con una variet di armi diverse, dalle tavole chiodate

alle bombe molotov9. Inoltre, le piccole citt di confine, un


tempo relativamente pacifiche anche se situate in zone povere
e desolate, sono diventate veri e propri fortini per i contrabbandieri,
con tanto di torri di guardia sui tetti delle case. A
sua volta, la polizia risponde con elaborati sistemi di fari che
restano accesi tutta la notte e fanno sembrare queste citt dei
campi di detenzione, e per stanare i contrabbandieri ha finito
per fare ricorso al lancio di lacrimogeni e spray al pepe10. In
breve, quello che prima della fortificazione delle frontiere era
un pi silenzioso e meno pericoloso gioco del gatto col topo
tra polizia e illegali, ora somiglia sempre pi a uno scenario
di guerriglia e di controrivoluzione permanente.
La fortificazione delle frontiere moltiplica anche altri fattori
di illegalit. Come abbiamo visto in dettaglio nel terzo capitolo,
gruppi ben organizzati di vigilantes, frustrati dal lassismo o
dallinefficacia dello Stato, si incaricano di controllare le frontiere
o affermano una propria sovranit giurisdizionale. Nel caso
degli Stati Uniti, oltre a dare la caccia agli illegali e a vanificare
gli sforzi dei loro complici, ora i vigilantes fanno irruzione
1 1 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
a mano armata nelle case di presunti immigrati clandestini: nel
maggio 2009 un uomo e sua figlia, una bambina di dieci anni,
sono stati uccisi nella loro abitazione da membri del Minutemen
American Defence Group in cerca di denaro e di merce
di contrabbando per finanziare la loro attivit di vigilantes11.
Anche lo Stato ha le sue responsabilit nellaumento del tasso
di illegalit delle operazioni che avvengono alle zone di frontiera.
Come si diceva nel primo capitolo, il ReallD Act del 2005 ha
permesso al Department of Homeland Security di derogare a
tutte le leggi quando necessario per assicurare la costruzione in
tempi brevi delle barriere e delle strade, avallando lelusione
di norme che vanno dai protocolli per la tutela ambientale alla
protezione dei nativi americani12. Inoltre, sempre per la costruzione
della barriera sul confine, il Secure Fence Act del 2006 ha
avallato una vera e propria violazione dei diritti di propriet
privata. Mentre rappresenta la legge e lordine contro la violenza
e Pillegalit, il muro non solo produce violenza e canaglie
che agiscono al di fuori dello Stato, ma autorizza azioni che
sono tipiche di uno Stato canaglia.
In breve, dove la domanda stimola lofferta di manodopera o di
merci di contrabbando, e dove in gioco lespansione economica
dello Stato e/o loccupazione, i muri rendono le zone di
confine luoghi di conflittualit, di violenza e di illegalit, creano

condizioni favorevoli allo sviluppo di vere e proprie industrie


clandestine sofisticate e pericolose, aumentano la dimensione
e il costo dei problemi che dovrebbero risolvere e aggravano le
ostilit su ambedue i fronti. Molti degli esempi qui presentati
riguardano il muro Stati Uniti-Messico, ma piuttosto facile
estendere lanalisi ad altri tentativi di murare fuori il Terzo
Mondo, o regioni tra le pi povere del mondo rispetto a regioni
meno povere, come avviene in alcune parti dellAfrica o
dellAsia meridionale, o ancora a muri costruiti per delimitare
territori contesi dalla giurisdizione contestata.
capitolo quarto Desiderio di muri 1 1 9
Perch costruire muri, allora? Che cosa alimenta questa passione
popolare csi forte per la fortificazione e convoglia gli
investimenti di Stato su queste icone del fallimento - che portano
anche al fallimento - della sovranit dello Stato-nazione, a
cui fa seguito il letterale fallimento dei muri che la dovrebbero
rafforzare? Se una risposta quasi-psicoanalitica lascia intuire
la struttura del feticcio, lo so, tuttavia..., cio so bene che
in realt non funzionano, per rispondono alle aspettative,
si pone la questione: quale desiderio anima il feticcio? In un
contesto di declino delle capacit di protezione dello Stato, di
diluizione dellappartenenza nazionale e di crescente e diffusa
vulnerabilit dei soggetti rispetto alle vicissitudini economiche
globali e alla violenza transnazionale, dobbiamo comprendere
i desideri politici di potenza, di protezione, di contenimento e
anche di innocenza che vengono proiettati sui muri. Dobbiamo
comprendere a cosa i nuovi muri rispondano o cosa leniscano
psichicamente, anche quando' non possono mantenere
materialmente
le loro promesse.
FANTASIE DI DEMOCRAZIA MURATA
In Comunit immaginate , Benedict Anderson sostiene che le
nazioni sono immaginate alla stregua di entit delimitate,
sovrane, omogenee13. Se la globalizzazione erode precisamente
il confine, la sovranit e la comunit nazionale, come
possono i muri ristabilire questi elementi deirimmaginario
nazionale? Quale genere di identit minacciata o compromessa,
del soggetto o della nazione, sta generando il desiderio di
fortificazioni? Nel quadro di un ordine globale sempre pi
interdipendente, senza orizzonti e chiaramente non egualitario,
in cosa i muri aiutano la difesa o la rimozione psichiche?
A quali difese psico-politiche possono offrire veste simboli1
2 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO

ca? In che modo si presentano come un complesso di difese


psichiche nazionali, quali profilattici che ci mettono al riparo
dallelaborazione dei nostri mali, oppure come proiezioni su
altri e su un altrove delle esigenze, dipendenze e istanze di
una nazione? E a questo scopo, quali logiche politico-economiche
i muri di Stato provvedono a invertire retoricamente o
a rovesciare, in modo che i poveri, i colonizzati o gli sfruttati
diventano aggressori? E nel resuscitare i miti di una sovranit
che contiene e protegge, quali fantasie di purezza e innocenza
nazionale soddisfano?14 *
Il capitolo affronta tali questioni in via teorica, considerando
inizialmente quattro fantasie nazionali storicamente specifiche.
Successivamente le tesi vengono approfondite e fondate facendo
riferimento al pensiero psicoanalitico.
La fantasia dellestraneo pericoloso in un mondo sempre pi senza
frontiere. Associare lestraneo politico alla differenza e al
pericolo idea antica quanto la stessa comunit umana. La
costruzione demonizzante della figura dellestraneo tribale o
politico stata ampiamente descritta da antropologi e storici,
ed evidente anche nelletimologia di parole quali barbaro e
straniero, che sono state coniate per definire un altro specifico
ma che poi sono diventate termini generici, peggiorativi, che
configurano unalterit minacciosa. Inoltre, come dice Mary
Douglas, le stesse violazioni dei confini vengono quasi
universalmente
associate alla contaminazione e al pericolo!5. Quindi,
dal momento che la sovranit si indebolisce e le frontiere sono
sempre pi facilmente superate,*e che lunazione stessa va
perdendo una chiara definizione, non sorprende affatto che
lestraneo venga disegnato come una figura particolarmente
potente e pericolosa anche nellepoca del villaggio globale. Sono
forse piusorp rendenti gli elementi che compongono questo
profilo di pericolo.
capitolo quarto Desiderio di muri 121
Negli Stati Uniti dopo la Guerra fredda la frontiera stata costruita
discorsivamente quale punto di ingresso per una serie
di minacce eterogenee alla nazione che hanno finito per fondersi
in ununica immagine di pericolo esterno. Tom Ridge, il
primo direttore dellU.S. Department of Homeland Security,
creato nel 2001, ha dichiarato che la frontiera un collettore
di terroristi, di armi di distruzione di massa, di clandestini, di
contrabbando e di altri prodotti illegali. Un chiaro esempio
della fusione di queste minacce ci viene da una dichiarazione

di Steven A. Camarota, direttore del settore ricerche del Center


for Immigration Studies, un think tank anti-immigrazione:
Non possiamo proteggerci dal terrorismo, ha affermato, se
non affrontiamo il problema dellimmigrazione illegale16. Le
varie minacce vengono fuse insieme anche nel discorso popolare
del dopo 11 settembre, in particolare quello favorevole al
completamento del muro: di regola, le campagne a favore della
fortificazione della frontiera in generale e in particolare della
costruzione del muro identificano il pericolo del terrorismo
con limmigrazione illegale senza controllo, e poco importa che
vi siano scarse prove di questo nesso.
Nel Primo Mondo di oggi la costruzione della figura dellestraneo
ostile non prodotta solo dagli effetti della globalizzazione
sulla politica, sulla sicurezza e sulleconomia. Anche
la presenza massiccia di immigrati latinos in Nord America,
di arabi in Europa, di asiatici in Australia, e naturalmente di
palestinesi in Israele, pongono seri problemi allegemonia culturale,
linguistica e razziale. Agli occhi di chi partecipa dellegemonia,
queste sfide sono attacchi allidentit sia individuale sia
nazionale, lio e il noi psichico e sociale che la nazione ha
salvaguardato per lungo tempo. Di qui, il ripetersi in Europa di
proteste contro il modo di vestire e altre pratiche culturali dei
musulmani, o, negli Stati Uniti, delle pressioni perch il materiale
elettorale e i programmi scolastici siano English-only.
1 2 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
A livello accademico, questa minaccia allidentit viene formulata
come una sfida portata ai valori occidentali da immigrati
provenienti da altre civilt \_sic\ che rifiutano lassimilazione e
continuano a praticare e a propagare valori, usanze e culture
delle proprie societ dorigine17. Quando questo rifiuto dei
valori occidentali affermato e rafforzato dalla diffusione generale
del multiculturalismo nelle societ occidentali, aggiunge
Samuel Huntington, ci significa*effettivamente la fine della
civilt occidentale e dei paesi che la sostengono. Un paese
che non appartiene a nessuna civilt [non ha] un nucleo culturale
costitutivo. La storia dimostra che nessuna nazione cos
costituita pu durare a lungo come societ coesa18. La civilt
e le nazioni occidentali non sono semplicemente diluite
culturalmente
o prosciugate economicamente dagli immigrati, ma
saccheggiate.
Oggi la figura del pericolo estraneo viene determinata nei minimi
particolari, secondo gli effetti economici, politici, culturali

e securitari prodotti dalla globalizzazione. Questi elementi


disparati sono fusi insieme in una singola figura, lestraneo,
unidra dalle molte teste. Naturalmente questa costruzione non
riconosce il fatto che nel Nord c domanda di manodopera a
basso costo e senza tutele, e che in molti casi gli atti di terrorismo
verificatisi in Europa e negli Stati Uniti siano di matrice nazionale.
(Negli Stati Uniti abbiamo i Weathermen, Unabomber,
Timothy McVeigh, che fece saltare in aria il Federai Building a
Oklahoma City, Bruce Ivins, il microbiologo dellesercito ritenuto
responsabile degli attacchi allantrace del settembre 2001,
e i tanti altri che hanno sparato aHimpazzta e fatto esplodere
bombe nelle scuole e nei posti di lavoro.) Inoltre, nega quegli
studi che rivelano come, nelle nazioni occidentali, i quartieri dei
nuovi immigrati presentino un tasso di criminalit generalmente
pi basso rispetto ad altre zone19. E rimuove come la cultura
e lidentit siano mutevoli per natura, in altre parole come - e in
captolo quarto Desiderio di muri 1 2 3
quale grado - le culture non siano atemporali e immutabili ma
vivano nella storia e continuino a vivere attraverso la
trasformazione
e Pincorporazione di nuovi elementi.
L importante notare che il discorso della fortificazione e la fantasia
che esprime, riuscire a sigillare la nazione da ci che sta
fuori, rendono pi facili queste negazioni e rimozioni. I muri
sono uno schermo su cui si pu proiettare la figura
antropomorfizzata
dellaltro quale causa dei mali della nazione, dalla
diluizione di unidentit nazionale etnicizzata alluso di droga,
all''illegalit' e alla diminuzione dei salari reali. La nazione sotto
attacco e deve trincerarsi contro uninvasione del Terzo
Mondo. In breve, la spinta a costruire murFemerge da, e sollecita,
un discorso in cui il lavoratore straniero, il multiculturalismo
e il terrorismo vengono fusi insieme e trasposti da effetto
a causa dellallentamento dei confini nazionali e della crescente
incapacit di protezione da parte dello Stato.
Fantasie di contenimento. La proiezione dellidea di pericolo
sullestraneo induce e alimenta una fantasia di contenimento
di cui i muri sono lultima, fondamentale icona. L immagine
protettiva dei muri della casa viene ora estesa alla nazione, il
che porta a parodia la tesi che Hannah Arendt espone in Vita
adiva , cio che nella modernit il sociale subentra alla politica
e rende nazione un gigantesco gruppo familiare20.
A fronte di un ordine globale sempre pi privo di frontiere e

incapace di controllo, i muri rappresentano un contenimento


che va oltre la semplice protezione da pericolosi invasori e
che riguarda, invece, il disagio psichico prodotto da un mondo
del genere. Il bisogno di contenimento, talora formulato
come bisogno di orizzonti, un tema frequente nei pensatori
delTOttocento e del primo Novecento, mentre stranamente
meno ricorrente oggi. Per Nietzsche, ogni vivente pu diventare
sano, forte e fecondo solo entro un orizzonte21, e per la
1 2 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
psicoanalisi la mancanza di contenimento apre la strada alla
psicosi. Nella sua critica dellimpulso a sviluppare una immagine
del mondo Heidegger scrive: La capacit deHorizzonte
di trasformare il mondo minaccioso di fuori in unimmagine
rassicurante offre protezione22. Costruire un muro offre una
proiezione illusoria, quando le frontiere reali della nazione non
offrono pi contenimento, e qui importante notare che le
recinzioni virtuali, costituite da seflsori e video di controllo,
non risultano allaltezza del compito. In altre parole, quando si
affievolisce lorizzonte politico che sostanzia il noi e Pio,
si reclamano muri solidi, ben visibili.
Se in un ordine vestfaliano lo Stato il contenitore della nazione,
e la sovranit politica fornisce il duro metallo di questo
contenitore, non c da sorprendersi se i nazionalismi
contemporanei
chiedano a gran voce la riaffermazione della sovranit
statuale attraverso dei segni visibili della sua capacit di
contenimento23.
Una sovranit statuale solida e integra non ha bisogno
di tali segni: compone, delimita e ordina la nazione senza
militarizzare e barricare iperbolicamente le frontiere - ordina
con la sua presenza strutturante e onnipresente, con il suo carisma
e soprattutto con la fusione tra nazione, Stato e sovrano.
Quando si fa evanescente, la sovranit statuale diventa incapace
di contenere la nazione e il soggetto. E in questo senso che
Achille Mbembe definisce il disgiungersi della sovranit dallo
Stato alla stregua di una evirazione, analoga alla perdita delle
qualit virili della popolazione civile maschile con il declino del
patriarcato familiare. Nei paesi postcoloniali, aggiunge Mbembe,
questa castrazione viene compensata dal militarismo fallico,
una vera e propria feticizzazione delle armi24; I muri sono dei
feticci analoghi, un feticcio che influenza tutti, dallo Stato al
soggetto, con la sua promessa di una potenza ritrovata.
Da una prospettiva leggermente diversa, lappello perch lo

Stato riaffermi con forza il ruolo delle frontiere nazionali


appacapitolo
quarto Desiderio di muri 1 2 5
re come un elemento cruciale di ci che Saskia Sassen definisce
la rinazionalizzazione del discorso politico in risposta alla
denazionalizzazione dello spazio economico. La riaffermazione
della frontiera e della difesa mette in scena la giustezza e
la possibilit di tale rinazionalizzazione a fronte del suo
disfacimento25.
In questo modo, la declinante sovranit statuale e
limmaginario evanescente di una nazione omogenea e vitale
si rafforzano a vicenda attraverso i muri. Con la loro visibilit,
questi rispondono alla necessit di contenimento e di frontiere
in un mondo troppo globale, in un universo troppo carente
di orizzonti. Producono un noi demarcato spazialmente,
unidentit nazionale e una misura politica su scala nazionale,
quando ormai questi elementi non possono pi contare sulla
pretesa di unautonomia politica o economica nazionale, di una
omogeneit demografica, o ancora di una condivisione di storia,
cultura e valori.
Fantasie di impermeabilit. In un mondo sempre pi senza
frontiere, il contenimento si presenta come una sorta di necessit,
unaspettativa psichica che alimenta il desiderio di fortificazioni;
si integra e completa con una fantasia di impermeabilft
- forse anche di impenetrabilit. Il potere sovrano comporta
la fantasia di un rafforzamento della distinzione assoluta tra
dentro e fuori. A sua volta, questa distinzione dipende dalla sfida
che la porosit degli spazi e delle frontiere, la discontinuit
o polivalenza temporale pongono alla sovranit. La sovranit
politica, come quella divina, presuppone la giurisdizione assoluta
e la durata nel tempo. Il sovrano pu essere attaccato ma
non penetrato, a meno di essere distrutto, pu essere sfidato,
ma non interrotto, a meno di venire esautorato. Sotto questo
aspetto la sovranit appare"come una fantasia (o fallacia) politica
di supremazia, maschile in massimo grado: penetrazione,
pluralizzazione o interruzione la distruggono letteralmente.
2 6 STATI MURATI, S 0 VGRrAaNnI|TtA |IM. 0 E C U N 0
A questo riguardo 5ji ifi
rare dentro gli Stati T T 5 V0 c]:le sPess0 ^ discorso di
muquestione
contempo^ m tl E u r o p a o Israele renda lentit in
e potente. La nazion aneam^nte vulnerabile, vittima, virtuosa
allo Stato, che ha la C m P^ r*cl> sotto assedio; ci si appella

difendersi d a questo capa*;lt:, addirittura il pieno diritto, di


che nellEuropa prer^ aSSe l o - Qui pu essere utile ricordare
mente concepite in fi^ , mura citt erano generaial
saccheggio, e non c nzio^ e difensiva contro assedi finalizzati
militare26. ]Sjej M e d i o Gi>1 tez?e Contro ^ conquista politicoco
ordinario; unentit V aS^edio era un fenomeno econominante,
che ne vuole d ^ P S| a 'sotto assedio da unaltra confi diversa da unentit ^ leconomia, in una situazione
riale, per quanto la ss^ C m ^ atte ^na guerra politico-territodi
guerra. L a combir* ^Sa costituire un elemento tattico
aiuta a capire come, asPetti militari ed economici
ficazione, le difese c o *^ 1SC t s o contemporaneo della forticos
facilmente un con T popolazioni migranti acquistino
sedianti che penetrano 1^ P u r i t a n o . Assedio vuol dire
assaccheggiano
le risorsa G 1 sciamano in unarea difesa e ne
euroatlantico, secondo ~~ e,Sal:i:amente ci che oggi nel mondo *
sori. Quindi, una na^ m ^anno Ie orde di migranti invapresenza
di difese e b l ^ - <<S tto assedio giustifica la comil
Nafta, e di t e c n o l o g i ^ ^ dove vigono accordi co m e
in efficaci i m u ri. In r e a l ^ '1 ( te rro ristich e) che re n d o n o
sfo n d a to il Muro a G a z ^ 1 P a ^ ^ stin e si ch e l an n o sc o
rso h an n o
di cibo, b e n z in a e altri S^ S O tl t e r s a t i in E g itto alla ricerca
co n sid erati i p r o t a g o n is 1 L ls d o m e stic o p o tre b b e ro
e ssere
fo rse di un a s s e d io t i p i c ^ j j Ut^ a s o r ta d i a sse d io al ro
v escio , o
che a b b a tte tu tte le m u v C % C* p it a lis m o p rec ed en te,
in cui ci
accesso a b en i <Ji co n su rr^ ^ T e * n e s i u n d isp e ra to b
iso g n o di
in s27. S e b b e n e n o n m a ^ a ^ s o p r e z z o , e n on solo al
cap itale
il terrorism o p u essere^ 1Vat . ^ a raS n i eco n o m ich e, p
erfin o
c o n s i d e r a t o p i un a sse d io che una
capitolo quarto Desiderio di muri 1 27
guerra - mira a devastare, non a conquistare, la sovranit. In
ogni caso, lassedio, che si presume sia uscito dalla storia con
lemergere dello Stato-nazione moderno, un fenomeno
relativamente
non teorizzato in epoca di liberalismo. E una delle

ragioni per cui nella teoria liberale, incluse le teorie del conflitto
internazionale, manca un lessico o una grammatica dei muri
e degli scopi presunti per cui vengono costruiti.
La difesa rappresentata dai muri contro lassedio trasforma la
fantasia dellimpermeabilit e le d un connotato politico-psichico,
per cui il nemico viene immaginato come un assalitore,
un invasore, come chi viene ad appropriarsi e saccheggiare ci
che appartiene a buon diritto alla nazione - le certezze, la sicurezza,
la tranquillit o la prosperit del suo sistema di vita, il
lavoro, la ricchezza, i privilegi da Primo Mondo, la sua civilt o
i valori della democrazia liberale. Come dir pi avanti, questo
nemico minaccia anche lisolamento politico-psichico dei soggetti
del Primo Mondo rispetto alle gerarchie e alla violenza
delle reti globali di dipendenza che li sostengono. I muri sono
uno strumento che restituisce visivamente questo isolamento
psichico. Soccorrono nel ricreare immagini di autosufficienza
nazionale e nelloccultare sofferenza e miseria.
Fantasie di purezza, di innocenza e di virt. Il governo israeliano
ha stilato un documento ufficiale in inglese - destinato
chiaramente al pubblico americano ed europeo - intitolato
Salvare le vite - La barriera israeliana contro il terrorismo:
risposte alle domande, che risponde con pacatezza ai critici
che contestano il Muro e ne spiega con altrettanta pacatezza
la ratio. Secondo il documento la barriera una recinzione e
non un muro (il 97 % della recinzione non di cemento, si
fa notare ripetutamente), apolitica e non tocca la questione
dei negoziati sugli insediamenti o sui confini, temporanea
e rimovibile in accordo con i negoziati e alla cessazione del1
2 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
la violenza palestinese, ed costruita interamente per motivi
umanitari, cio preservare e tutelare la vita. Gli architetti della
politica delle fortificazioni e coloro che lo costruiscono sono
presentati come persone profondamente preoccupate per la
vita e il sostentamento di chi vive al di qua e al di l della barriera.
Tutte le persone coinvolte nel progetto, dice il documento,
son state attente a trattare i palestinesi, le loro terre e i loro
villaggi con rispetto e attenzione. I motivi della costruzione del
Muro vengono spiegati con una impostazione analoga: Israele
una nazione minuscola, umana, democratica, vittimizzata da
vicini barbari che devono essere chiusi fuori, a meno che non
cambino o fino a che non cambieranno i loro terribili sistemi28.
Il Muro, in breve, salvaguarda linnocenza e la civilt contro
ci che vi si oppone, e rappresenta sotto tutti i punti di vista

valori di umanit e di tutela della vita rispetto a comportamenti


barbari e brutali.
I numerosi siti web dedicati alla giustificazione e alla promozione
del muro Stati Uniti-Messico pubblicano testi simili, anche
se in genere meno sofisticati e meno difensivi29. Le frontiere
porose, dicono, lasciano entrare i flussi di droga, criminalit,
e terrorismo in una nazione civile, il cui unico torto di essere
stata troppo prospera, troppo generosa, tollerante, aperta
e libera. Nel caso degli Stati Uniti come di Israele, la costruzione
del muro esprime e soddisfa il desiderio di una imago
nazionale virtuosa, un desiderio che proietta allesterno tutti
i mali della nazione e nega gli effetti spiacevoli che produce
sugli altri, le aggressioni, le necessit e le dipendenze che crea.
Sotto questo aspetto, il desiderio di fortificazioni costituisce
una reazione a un momento storico in cui le 'disuguaglianze e
le dipendenze strutturali (tra il Nord globale e il Sud globale,
tra ricchi e poveri, colonizzatori e nativi, bianchi e di colore)
sono state geograficamente desegregate e ne sono state messe
in discussione le pretese di naturalit e legittimit, senza pecapitolo
quarto Desiderio di muri 1 2 9
r che venissero annullate. In altri termini, nel momento in
cui i discorsi di tipo razzista che giustificano il colonialismo, la
naturalizzazione delle gerarchie e le ingiustizie globali hanno
perduto una facile egemonia, i movimenti globali di persone
e di capitali hanno sgretolato i mondi separati in cui vivono le
popolazioni prodotte da queste stratificazioni. Oggi, i ricchi e
i poveri, i colonizzatori e i nativi, il Primo e il Terzo Mondo si
trovano ad essere sempre pi prossimi, in senso virtuale e reale.
Il risultato un mondo di estrema e profonda disuguaglianza,
senza pi discorsi forti di legittimazione - per non parlare
dellindifferenza estrema del neoliberismo.
A chi si vuole pensare equanime e corretto, o almeno innocente,
le fortificazioni offrono diversi tipi di discorso, che permettono
vie duscita dal disagio che tale situazione comporta.
Poich rappresenta discorsivamente come invasore illegale ci
che blocca, il muro funziona letteralmente da schermo, elude il
confronto con la disuguaglianza globale o con la dominazione
colonialista locale. Rende pi facile, cio, negare che il privilegiato
dipende dallo sfruttato e che lazione del dominante
a produrre la resistenza delloppresso. Due attivisti israeliani
che contestano il Muro sviluppano questa argomentazione
sostenendo che il suo aspetto sinistro essenziale e non
incidentale,

perch funziona come uno spettacolo di abiezione


proiettata sullaltro:
Il M uro permette a Israele di non considerarsi aggressivo, violento,
crudele, possessivo, violatore dei diritti umani, perch proietta
questi
tratti sui palestinesi oltre il muro. Il Muro non viene percepito [dai
sionisti] come un atto aggressivo; viene percepito come un atto
protettivo,
di autodifesa [...]. Per attuare un rovesciamento simile occorre
un complesso meccanismo psicologico [...]. TI M uro raggiunge lo
scopo, proteggere Israele dal considerare la sua propria
aggressione,
e quindi preservare lassunto fondamentale di Israele quale vittima
b u on a e giu sta30.
1 3 0 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
Poich fanno passare per invasore ci che sta fuori, e oltretutto
impediscono letteralmente di vedere le situazioni, spesso di
grande povert, che vengono bloccate fuori, i muri della tarda
modernit provvedono a uninversione dei ruoli, la trasformazione
della subordinazione e dello sfruttamento in una minaccia
pericolosa, che non prodotta dal dominatore n dalle sue
esigenze. E mentre spacciano la dipendenza per autonomia,
le fortificazioni occultano la percezione reale delle reti di relazioni
sociali con una autarchia illusoria. Nel momento in cui
i cambiamenti demografici ed economici globali mettono in
questione lontologia delle identit politiche ed economiche,
le fortificazioni resuscitano visivamente e psichicamente gli attributi
ontologici di una virt (vittimizzata) del dominatore e
di una (operosa) ostilit, violenza, disonest o avidit del dominato.
LA PSIC A N A LISI DELLA DIFESA
Allo scopo di fornire una sorta di orizzonte analitico utile a
queste riflessioni sul desiderio di fortificazioni, passer ora a
considerare due aspetti della teoria psicoanalitica. Il primo la
teoria della difesa, presentata da Sigmund Freud nei suoi primi
lavori e poi sviluppata da Anna Freud nellio e i meccanismi
di difesa. Il secondo la ricerca sullorigine e sulla persistenza
della religione, proposta da Freud nellAvvenire di unillusione.
La prima teoria della difesa di Sigmund Freud. A prima vista,
la teoria della difesa che Freud ha sviluppato in due scritti, Le
neuropsicosi da difesa e Nuove osservazioni sulle neuropsicosi da
difesa , pu apparire non immediatamente correlata al desiderio
di fortificazioni. Questo perch Freud si interessa soprattutto

delle difese nei confronti di desideri sessuali slegati, e le


concapitolo
quarto Desiderio di muri 131
cepisce come modi per evitare di confrontarsi consciamente
o di riorientare tali desideri, pi che come semplici barriere
o fortezze psichiche. Tuttavia, se non interpretiamo alla lettera
i ragionamenti di Freud, se li svincoliamo da un interesse
esclusivo per la sessualit e li consideriamo da vicino, possiamo
scoprire qualcosa di molto utile.
Nei due lavori citati Freud sostiene che le difese vengono alzate
in risposta allangoscia per qualcosa di penoso. (Definisce
questa sofferenza una sorta di rappresentazione, anche se in
realt costituisce la versione ideativa, o la compressione, di un
desiderio o di unesperienza.) Freud presuppone una relazione
dialettica tra difesa e repressione: da un lato la difesa comporta
la repressione dellelemento penoso, mentre dallaltro la stessa
repressione una forma di difesa. Questo fatto importante
perch la difesa non si attiva solamente nei confronti dellidea,
ma anche della sua energia - la difesa lo strumento attraverso
il quale vengono repressi la fonte, il contenuto e lenergia
dellangoscia. In altre parole, lio si difende non solo dal
contenuto, ma anche dallenergia o affetto del contenuto non
desiderato. Ecco, quindi, come la repressione sia un atto sia
un effetto psichico31.
Proviamo a ripercorrere largomentazione: Pisteria da difesa,
dice Freud, unica. Differisce da ci che egli definisce isteria
ipnoide e isteria da ritenzione perch implica il tentativo
di negare o respingere unesperienza/rappresentazione/desiderio
penoso che produce una contraddizione o un trauma per
Pio32. L obiettivo che si pone lio di rendere non arrive
la rappresentazione incompatibile - di non farla pervenire affatto.
A tale scopo, ridimensiona lidea forte e la fa diventare
debole, e ci avviene attraverso una conversione dellidea in
una sorta di ossessione che, come un parassita, alberga nella
coscienza. Ma se una nuova impressione simile a quella originale
riesce ad abbattere la barriera innalzata dalla volont,
1 3 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
lidea indebolita riceve un nuovo affetto e quindi serve unaltra
conversione, che in definitiva funziona come difesa. Tuttavia,
anche quando ha successo, questa soluzione labile e d luogo
a episodi isterici. E se la conversione non possibile, lidea
viene elusa solo separandola dal suo affetto* da cui risulteranno
ossessioni o fobie slegate dalla realt. L ossessione o fobia,

dice Freud, un sostituto o surrogato della rappresentazione


incompatibile e prende il suo posto nella coscienza33.
Cos, Freud identifica due possibilit di risposta dellTo a un
desiderio inaccettabile: o la conversione completa in unaltra
rappresentazione (la difesa), che produce periodicamente attacchi
isterici ma sopprime langoscia originaria, o la conversione
dellenergia del desiderio inaccettabile in unossessione o
fobia. Ambedue le possibilit, insiste Freud, sono modalit di
protezione dellTo nei confronti di rappresentazioni in contrasto
con la nozione che ha di se stesso.
Le idee inaccettabili che fanno nascere il desiderio di erigere
muri e generano isteria per la permeabilit delle frontiere,
per i migranti o anche per il terrorismo possono non limitarsi
a desideri immediati che nascono allinterno dellentit che
costruisce muri. Possono attenere, invece, a uno o pi degli
aspetti difficili da accettare, e perfino terrorizzanti, che
caratterizzano
lesistenza contemporanea: la limitata capacit di contenimento
(economico, culturale e anche giuridico) esercitata
oggi dallo Stato-nazione; lindebolirsi delle capacit protettive
della sovranit; il declino del potere e della supremazia del
mondo euro-atlantico e la conseguente perdita di status della
classe operaia e della classe media; lo sgretolarsi di unidentit
nazionale basata su lingua e cultura condivise; la dipendenza
della prosperit euro-atlantica dalla produzione di un fuori"
impoverito; e soprattutto, forse, il fatto che larea euro-atlantica
pervasa da illegalit, droga, violenza, noia, depressione,
e viene privata della sicurezza derivante dalla propria potenza
capitolo quarto Desiderio di muri 1 3 3
economica, della stabilit sociale, del potere politico js della
supremazia culturale. L ossessione isterica lEstraneo, una
singola creatura immaginaria fatta di migranti, trafficanti di
droga e terroristi, una figura che personifica la contaminazione
di frontiere violate e levirazione di una soggettivit nazionaje
e individuale permeabile. La fobia xenofobia. Cos, i
muri concepiti per bloccarlo, producono discorsivamente il
pericolo. Allo stesso tempo, i muri facilitano il crearsi di una
difesa psichica che si oppone al riconoscimento di una serie di
fallimenti interni o sistemici, che vengono ricollocati allesterno,
e di una serie di fatti inaccettabili quali la dipendenza, la
vulnerabilit senza protezione, o anche la responsabilit della
violenza coloniale nel quadro del declino del potere sovrano.
Le fortificazioni fanno in modo che il riconoscimento di questi

fallimenti e di questi fattijisulti non arrive, non pervenuto,


proprio come si vuole che i migranti e i terroristi siano
letteralmente dei non pervenuti. La stessa costruzione di muri
diventa ossessiva, cos come ossessiva la caccia agli illegali da
parte dei Minutemen. La convergenza tra la vulnerabilit senza
protezione - conseguenza del declino della sovranit ad opera
dei mercati globali e il terrorismo globale si traduce in una
reazione dellio nazionale che cerca difese concrete, materiali,
per puntellare quelle psichiche, o che nel processo di creazione
di difese psichiche alimenta la costruzione di difese materiali.
L elaborazione di Anna Freud della teoria della difesa. Nellfo
e i meccanismi di difesa la figlia di Freud, Anna, ha cercato di
ordinare la teoria della difesa elaborata dal padre e di darle una
veste scientifica. Spesso si pensa che nellultimo periodo della
sua vita Freud abbia sostituito alla nozione di difesa quella di
rimozione, mentre Anna Freud sostiene che in realt la rimozione
viene ridotta nel suo significato a un c'aso particolare
di difesa che protegge lio dalle pretese pulsionali, mentre
1 3 4 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
la difesa ha una sfera dazione significativamente pi ampia34.
In realt, sostiene Anna Freud, vi sono dieci distinti meccanismi
di difesa: rimozione, regressione, formazione reattiva,
isolamento, rendere non avvenuto, proiezione, introiezione,
volgersi contro la propria persona, inversione nel contrario e
sublimazione (o spostamento della meta pulsionale)35. Possono
operare separatamente o in gruppi; i differenti meccanismi
possono essere innescati da differenti tipi di angosce e elementi
della personalit.
Le ipotesi pi importanti di Anna Freud ai nostri fini sono:
primo, come forma di difesa, la rimozione valida soprattutto
per combattere i desideri sessuali, mentre per altre forze pulsionali,
specialmente gli impulsi aggressivi, funzionano meglio
altri meccanismi36. Secondo, lelemento che innesca il processo
difensivo sempre langoscia, che pu essere una risposta del
Super-io ai desideri dellEs, una risposta ad aspetti del mondo
che oggettivamente spaventano o perturbano, oppure una risposta
dellio alla potenza pulsionale37. Terzo, le difese sono
sempre costruite contro la pulsione o laffetto dangoscia; non
sono mai rivolte a delle idee38. Infine, le difese vengono attivate
per salvaguardare lio e proteggerlo da affetti penosi - ancora,
affetti che possono derivare dallinterno o dal mondo esterno39.
Con il primo e il secondo punto, Anna Freud allarga il campo
di azione della difesa estendendolo oltre langoscia sessuale.

Sottolinea limportanza della costruzione di difese contro angosce


la cui origine va da una aggressione psichica interna intollerabile
a un aspetto terrorizzante del mondo esterno. Con il
terzo punto sostiene che le difese rispondono allaffetto, e non
solo alle idee, reindirizzandolo. Di conseguenza, la difesa pu
trasformare lintera personalit, ed questa trasformazione che
ci permette di parlare di difesa del carattere in una determinata
persona. Con il quarto punto, Anna Freud mette in luce i
due obiettivi primari della difesa: stabilizzare lio e metterlo al
capitolo quarto D esiderio di muri 1 3 5
sicuro da fonti penose interne ed esterne. Inoltre, tutti questi
punti ci ricordano che le difese possono alzarsi episodicamente
e in risposta a pulsioni o esperienze contingenti, ma che hanno
comunque un ruolo molto significativo in quanto sono aspetti
durevoli della formazione del soggetto e come tali producono
sul soggetto stesso una serie di effetti supplementari.
Prima di inserire questi elementi di difesa psicoanalitica nel
discorso del desiderio di fortificazioni, voglio sottolineare un
aspetto retorico di questa teoria elaborata da padre e figlia, in
particolare il ricorso frequente a metafore spaziali e in particolare
militari. Abbiamo gi segnalato di sfuggita questa particolarit
nei primi lavori di Sigmund Freud, dove si parla di
barriere, di separazioni e di interdire larrivo di qualcosa che
vuole prevenire. Ora consideriamo come Anna Freud imposta
il problema delle difese:
Per raggiungere il soddisfacimento, i moti delTEs devono
attraversare
il territorio dellio, dove si trovano in unatmosfera a loro estranea.
[...] I moti pulsionali [delTEs], con la tenacit e l energia loro
proprie,
continuano a perseguire le loro mete ed effettuano incursioni ostili
nellio, nella speranza di coglierlo di sorpresa e sopraffarlo. D altro
canto, lio divenuto diffidente si porta al contrattacco invadendo il
territorio dellEs: suo scopo di mettere fuori combattimento in m
odo
definitivo le pulsioni, con appropriate misure difensive tese a
proteggere
i propri confini. [...] Quello che ci dato di vedere non pi
un impulso dellEs indeformato, bens un impulso dellEs modificato
da una misura difensiva da parte dellio 40.
Anna Freud presenta la relazione Es-Io come una continua
lotta per il dominio del territorio e dei confini, con incursioni,
attacchi, contrattacchi, difese e fortificazioni delle frontiere.

Questo teatro di scontro costruito quale strumento attraverso


il quale lio e laltro, lidentit e lestraneo, vengono effettivamente
posti in essere e negoziati. In sostanza, il suo discorso
1 3 6 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
sulla psiche richiama alla mente linsistenza di Cari Schmitt nel
Nomos della terra sul fatto che al principio (di tutto il diritto e
quindi della societ civile) vi fu lappropriazione di un pezzo
di terra41. Anna Freud formula anche linevitabilit di brecce
nelle frontiere - le pulsioni dellEs, scrive, devono attraversare
il territorio dellTo -, il che si traduce nella necessit di alzare
difese trasformando ci che trasgredisce e ci che trasgredito.
Descrive uno scenario di ostilit permanente, di attacchi e
contrattacchi per il controllo del territorio, di misure difensive
poste in atto contro minacce allidentit e attraverso le quali
lidentit viene costruita e rafforzata. Tutta questa lotta territoriale
si svolge allintemo del soggetto - una battaglia intrapsichica
per lidentit del soggetto.
Che cosa diventa lio in conseguenza di queste battaglie? L attivit
difensiva dellio, sostiene Anna Freud, produce atteggiamenti
del corpo quali la fissit e la rigidit, particolarit della
persona quali un sorriso stereotipato, un contegno ironico,
arrogante e sprezzante42. Paradossalmente, la difesa produce
fragilit e precariet che, riprendendo Wilhelm Reich, Anna
Freud definisce la corazza caratteriale, la quale, ancora una
volta, pi che semplicemente applicarsi allio lo trasforma. Qui
possibile ravvisare lombra di Hegel, nel senso che le difese
finiscono per ridurre la resilienza, lefficienza e la flessibilit le forze - dellentit che intendono proteggere. (Si consideri
questo effetto paradossale sullo Stato di Israele oggi.) Inoltre,
lio cos costruito bloccher inevitabilmente non solo pulsioni
o esperienze ma la stessa analisi , dove analisi non vuol dire
soltanto il lavoro psicoanalitico in senso stretto, ma ogni forma
di autoriflessione. L Io finisce per essere definito, e non
semplicemente
protetto, da queste difese. Di conseguenza resiste
accanitamente a qualsiasi decostruzione critica43.
Ora, vediamo quale contributo i lavori dei due Freud sulla difesa
possono fornire alla teorizzazione del desiderio di muri
capitolo quarto Desiderio di muri 1 3 7
nella tarda modernit. Se le difese psichiche sono sempre tentativi
di mettere al riparo il soggetto dal disagio che gli deriva
da cause esterne o da energie interne che non pu accettare,
possiamo benissimo pensare che i nuovi muri di Stato funzionino

precisamente nella stessa maniera. Le difese, ragionano i


Freud, riparano Pio da qualunque incontro che disturbi le sue
pretese. Ci implica anche bloccare gli incontri con laggressione
o con lostilit dellEs, un blocco che permette allio di
scindersi dallEs per costruirsi unidentit di virt e di bont.
Tradotta nel desiderio di fortificazioni, attraverso i muri lidentit
nazionale riacquista non soltanto la potenza ma anche la
virt. Viene purificata dallidentificazione e dalla commistione
con ci che rimane murato fuori, che siano le estreme
disuguaglianze
della globalizzazione, o la domanda del capitale di
manodopera illegale a basso costo, o la rabbia anticolonialista.
Cos, i muri contribuiscono a difendere lidentit, la virt e la
forza della nazione contro i molteplici elementi che le mettono
in discussione.
Lo spettacolo del muro rovescia e disloca retoricamente una
serie di fattori che disturbano lidentit nazionale, dai predicati
che negano la sua esistenza alla forza delle sue pulsioni, cio
le sue aggressioni contro ci che sta murando fuori44. Quali
tentativi dellTo di ripudiare parti del proprio Es, i muri aiutano
a proteggere (e quindi a costruire) un Io/identit nazionale
- fortificandone le frontiere e rimuovendone i predicati. Nel
caso degli Stati Uniti, questi ultimi comprendono vari effetti
della globalizzazione neoliberista, che tutti insieme degradano
le frontiere e lomogeneit etnico-culturale della nazione e,
inoltre, ne feriscono la presunzione di uguaglianza, universalit
ed equit. Ora, poich mobilitano le difese che Anna Freud
definisce inversione nel contrario e sublimazione, i muri
anti-immigrazione costruiscono limmigrazione stessa come
uninvasione e non come lesito della globalizzazione, proprio
1 3 8 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
perch ripropongono in termini spaziali un senso ormai obsoleto
di nazione e di appartenenza45.
Il Muro di Israele fa qualcosa di simil, anche se qui il nativo
coloniale, piuttosto che Y operaio sottopagato, a figurare come
persecutore o invasore. Poich il Muro scaturisce da un discorso
per cui Israele un paese singolarmente civile in un ambiente
barbaro - Ehud Barak ha definito Israele una villa nella
giungla46 - e alimenta tale discorso, facilita anche linversione
dei ruoli: la fonte dellaggressione che genera linimicizia laltro
e va respinto. E poich determina, per tutti, un sistema di
vita sempre pi militarizzato e controllato (il palestinese-israeliano
Azmi Bishara, membro della Polizia militare, definisce

Israele lo Stato dei posti di controllo e la Palestina la terra


dei posti di controllo), il Muro di per s rende permanente la
condizione difensiva, assediata e protetta di Israele e la trasforma
in identit allinterno e in carattere allesterno47.
Se li si considera una forma di difesa psichica della nazione, i
muri possono essere visti come una negazione ideologica di un
insieme di appetiti, esigenze e poteri non gestibili. Facilitano,
cio, una serie di metalessi in cui lo spettro dellinvasione ri-'
muove esigenze o aspettative interne, e lo spettro di unostilit
violenta rimuove la necessit di affrontare i problemi del
trasferimento
dei coloni e delloccupazione dei territori. Inoltre,
con la loro ostentazione di un potere sovrano e di una nazione
ben definita, allontanano le angosce dovute alla disgregazione
dellidentit nazionale e al declino della sovranit statuale48.
Iji effetti, mettono in scena una super-identit nazionale in risposta
allangoscia per il dileguarsi della sovranit dello Statonazione
e per la diluizione dellomogeneit delle culture nazionali
causata dalla globalizzazione. Come scrive Guy Debord, lo
spettacolo una Weltanschauung divenuta effettiva, tradotta
materialmente. E una visione del mondo che si oggettivata49.
Nella sua teoria sulla difesa, naturalmente, Freud omette un
aspetto importante, le caratteristiche di genere delle angosce
che queste difese cercano di gestire. La costruzione di un muro,
intesa come difesa nei confronti di angosce che nascono dal
bisogno,
dalla vulnerabilit e dalla penetrabilit, e il desiderio di
una sovranit capace di contenere e proteggere tale vulnerabilit
hanno connotazioni di genere di rilievo. La vulnerabilit e la
penetrabilit sono quasi universalmente codificate come femminili
e la supremazia e la sovrana capacit di contenimento e
di protezione come maschili. Il desiderio di costruire muri pu
derivare, in parte, dal desiderio del soggetto di essere sollevato
da una condizione di femminilizzazione del soggetto nazionale
e di evirazione del potere statuale, come anche dallaspirazione
a identificarsi con il potere politico sovrano, identificazione
facilitata - come abbiamo visto nel secondo capitolo - dal circuito
che nel liberalismo si attiva tra soggetto sovrano e Stato
sovrano. Pi in generale, in un, contesto tardomoderno le
fortificazioni
appaiono come una difesa contro il fallimento di una
sovranit incapace di proteggere una nazione (sempre indicata
da un pronome femminile) penetrabile (penetrata), fallimento

e penetrazione che oltretutto minacciano di mettere a nudo


le dipendenze e la condizione di bisogno della nazione stessa.
Quindi, laccoppiamento eterosessuale della nazione femminilizzata
e dello Stato sovrano mascolinizzato non affatto irrilevante.
In mancanza della protezione di uno Stato sovrano,
La nazione vulnerabile, violabile e senza speranza. Il muro
restaura Ximago del sovrano e delle sue capacit protettive.
ILLUSIONI DI UN FUTURO
In conclusione, passiamo dalla teoria della difesa alle riflessioni
freudiane sul bisogno umano di religione. Questo aspetto del
pensiero di Freud aiuta ad apprezzare la dimensione teologica
capitolo quarto Desiderio di muri 1 3 9
1 40 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
della sovranit che Schmitt ha esposto in maniera esemplare.
Insistendo sullidea che tutti i concetti politici discendono dalla
teologia, Schmitt sostiene che la sovranit politica imita il
potere divino - supremo e infinito nel tempo. Nei capitoli II e
III ho accennato al fatto che il volto teologico della sovranit
statuale riappare fortemente nel momento in cui questultima
declina. Ora voglio sottolineare questo aspetto, partendo
dalle riflessioni freudiane sullorigine e sulla persistenza della
religione.
Nell 'Avvenire di unillusione, quando sostiene che la religione
nasce da unesperienza insostenibile della vulnerabilit e della
dipendenza umane, sia nel mondo naturale che in quello sociale,
Freud si affianca ad altri critici tedeschi della religione (in
particolare Feuerbach, ma anche Nietzsche, Marx e Weber).
Freud ha dato un contributo particolare a questa critica, attribuendo
alla vulnerabilit la forma psichica della impotenza
infantile. L ideazione religiosa, dice Freud, non semplicemente
una reazione allonnipresente vulnerabilit umana, ma
al fatto che questa condizione rispecchia in maniera particolare
lesperienza infantile. La terribile vulnerabilit delluomo nei
confronti del fato, della sofferenza e delle forze della natura
riecheggia psichicamente lassoluta incapacit del bambino
di badare a se stesso e la sua totale dipendenza da altri, che
possono fargli del male o terrorizzarlo ma anche proteggerlo.
Secondo Freud, la formazione della religione riassume questa
esperienza, nel senso che Dio sar proiettato sullimmagine di
genitori onnipotenti50. Cos, lartificio umano della religione
produce un Dio che allo stesso tempo spaventa e ama: Dio
replica il carattere particolare e ambivalente dei genitori, fonte
di paura assoluta e di protezione assoluta. La religione riconosce

la nostra impotenza, dice Freud, anche se una strategia


per superare lumiliazione per tale impotenza con una figura
antropomorfa di protezione.
capitolo quarto Desiderio di muri 141
Sulla base di questa concezione dellorigine e della funzione
psichica della religione, Freud crede di poter spiegare un
arcano che fondamentale in unera scientifica, cio perch
la religione continui a esistere anche dopo che la ragione e la
scienza dovrebbero averla screditata e tolta di mezzo. C una
ragione molto precisa per cui la religione non viene meno cos
facilmente. Secondo Freud, la religione non semplicemente
un errore ma unillusione - e la differenza importante che gli
errori sono sbagli, mentre unillusione alimentata da un
desiderio51.
L esigenza di protezione sovrana che genera e mantiene
viva la religione tanto potente, ed emerge con tanta forza
da unesperienza psichica infantile, da non poter essere colmata
da nessunaltra forza o tacitata dalla scienza o dalla ragione.
Quindi, la religione non muore quando viene confutata52.
Ma che relazione ha il ragionamento di Freud con il fenomeno
delle fortificazioni nel mondo di oggi? Nella misura in cui la vista
del muro soddisfa il desiderio di un potere sovrano integro
e della sua protezione e costruisce un imago di questo potere
e protezione e suscita timore reverenziale, lesigenza di alzare
muri assume una valenza religiosa. E un desiderio che richiama
alla mente la dimensione teologica della sovranit politica.
Cos, anche lidea di sigillarsi da un fuori pericoloso appare
animata da un forte impulso a scindersi dalla vulnerabilit e
dallimpotenza prodotte da una miriade di forze e di flussi globali
che oggi circolano nelle nazioni. Quindi, la fantasia che lo
Stato pu operare questa scissione, e che lo far, rimanda a una
versione fortemente religiosa della sovranit statuale. Il desiderio
di murare la nazione porta con s questa esigenza teologica,
e i muri possono soddisfarla visivamente.
I templi antichi offrivano dimora alle divinit in un ambiente
privo di orizzonte, opprimente. I muri degli Stati-nazione sono
templi moderni in cui dimora lo spettro della sovranit politica.
I muri sono funzionali a distogliere Pattenzine dalla crisi^
1 4 2 STATI MURATI, SOVRANIT IN DECLINO
dellidentit culturale nazionale, dal dominio coloniale in unera
postcoloniale e dal disagio del privilegio ottenuto attraverso
iT super-sfruttamento in uneconomia politica globale sempre
pi interconnessa e interdipendente. Forniscono magicamente

protezione contro forze incomprensibilmente enormi, corrosive


e umanamente incontrollabili, contro la presa di coscienza
degli effetti dello sfruttamento e delle aggressioni commessi
dalla nazione, e contro il diluirsi della nazione provocato dalla
globalizzazione. Sono aspetti teologici e psicologici degli appelli
alla fortificazione che aiutano a spiegare perch la scarsa
efficacia e i costi enormi dei muri siano irrilevanti rispetto al
desiderio
di costruirli. I muri producono non lavvenire di unillusione,
ma lillusione di un avvenire coerente con un passato
idealizzato. Qui, le ultime parole spettano a Sigmund Freud:
Diciamo dunque che una credenza unillusione qualora nella
sua motivazione prevalga lappagamento di desiderio, e
prescindiamo
perci dal suo rapporto con la realt, proprio come
lillusione stessa rinuncia alla propria convalida. [...] Una volta
riconosciute le dottrine religiose come illusioni, c subito da
porsi unaltra domanda, [...] se i presupposti che regolano i
nostri ordinamenti statali non debbano parimenti esser chiamati
illusioni53.
NOTE
RINGRAZIAMENTI
INDICE ANALITICO
NOTE
I
SOVRANIT IN DECLINO,
DEMOCRAZIA MURATA
1 La Elbit, la maggiore impresa non governativa
israeliana di costruzioni per la difesa,
che sta realizzando il Muro di Israele, nel
2006 si aggiudicata un contratto di collaborazione
con la Boeing per la costruzione
del muro alla frontiera Stati Uniti-Messico:
Jerusalem Post, 22 settembre 2006, disponibile
su http://www.jpost.com/eser
vlet/Satellite?pagename=JPost%2FShowF
u ll& cid=l 157913 683759 (ultimo accesso
6 ottobre 2009). Inoltre, sono attivi collegamenti
transnazionali tra movimenti di
resistenza, specialmente per lesecuzione
di murales nei due siti: poco tempo fa un
gruppo palestinese ha invitato alcuni artisti

messicani, che hanno dipinto murales di


protesta sul muro Stati Uniti-Messico, a fare
altrettanto sul muro israeliano.
2 Rama Lakshmi, Indias Border Fence
Extended to Kashmir: Country Aims to
Stop Pakistani Infiltration, Washington
P ost, 30 luglio 2003; Border Jumpers: th
Worlds Most Complex Borders: Pakistan/
India, P B S: Wide-anglc, disponibile
su http://www.pbs.org/wnet/wideangle/
cpisodes/border-jumpers/the-worlds-mostcomplexborders/pakistanindia/2340 (ultimo
accesso 6 ottobre 2009).
3 Alissa J. Rubin, Outcry over Wall Shows
Depth oflraqiKesentment , News Analysis,
N ew Y ork Tim es, 23 aprile 2007.
4 Q uesto modello di stratificazione dei
flussi attraverso varchi separati da nuove
barriere va dalle procedure aeroportuali
di sicurezza accelerate per i passeggeri
di prima classe e della business class alle
procedure differenziate di ingresso alla
frontiera per i viaggiatori diretti negli
Stati Uniti e provenienti dal Canada e dal
Messico, e per quelli che provengono dai
territori palestinesi e vogliono entrare in
Israele. Cfr. Matthew Sparke, A Neoliberal
Nexus: Economy, Security, and th
Biopolitics of Citizen ship of th Border, in
Politicai Geography, gennaio 2006, pp.
1 sgg., per una approfondita discussione
sul programma di attraversamento facilitato
delle frontiere denominato N exu s,
e su altri cosiddetti Smart Border Programs
i quali mostrano come in ogni parte dello
spazio transnazionale sia stata estesa una
cittadinanza civile della business class",
proprio quando la liberalizzazione economica
e la tutela della sicurezza nazionale
hanno limitato la cittadinanza per altri.
5 Da un lato, il declino della sovranit dello
Stato-nazione allepoca della globalizzazione
e, dallaltro, quello della sovranit

dellindividuo nellambito di forze sociali


che non sono mai state cos compatte e
che costruiscono, regolano e b realizzano
il soggetto, segnano lo svanire della
sovranit identificata rispettivamente con
la pace di Vestfalia (laffermazione di un
ordine basato su Stati-nazione sovrani),
con la Rivoluzione francese (linaugurazione
della sovranit popolare) e con
1 4 6 Note
Kant (laffermazione della sovranit del
soggetto morale). In realt, il motivo per
cui la questione della sovranit rimasta
in secondo piano nella teoria politica dal
tardo diciottesimo secolo fino a tempi
molto recenti, quando una straordinaria
schiera di pensatori lha ripresa in considerazione,
ha a che fare con questa dissoluzione.
Come direbbe Hegel, la sovranit
divenLa una preoccupazione teorica quando
la sua forma precipuamente moderna
sta morendo.
6 Nel cap. 8 del primo libro sullo Stato,
Jean Bodin definisce la sovranit il potere
assoluto e perpetuo che proprio dello
Stato [...] ossia supremo com ando, formulazione
che Schmitt condivide e rende
ancora pi incisiva. Ma nel cap. 10 il discorso
di Bodin si sposta sui segni della
sovranit, a sottolineare limportanza di
leggerla attraverso i suoi attributi e le sue
azioni piuttosto che attraverso qualit essenziali
astratte. Tra questi segni: impartire
ordini ma non riceverli; fare, cancellare
e interpretare le leggi; amministrare la
giustizia; pronunciare o modificare sentenze;
perdonare; coniare moneta; tassare;
reclutare eserciti; stringere accordi con
altri sovrani, o fare loro la guerra. Cfr. Jean
Bodin, I sei libri dello Stato, trad. it. Utet,
Torino 1988, cap. 8, pp. 345 sgg., cap. 10,
pp. 477 sgg. [ed. or. francese 1576, ed.
latina 1586],

7 Alcuni pensatori hanno sostenuto che


la promozione a livello internazionale dei
diritti umani pu e dovrebbe rinforzare
la sovranit dello Stato-nazione anzich
indebolirla, affermando che i regimi
nazionali di diritti costituiscono il pi importante
mezzo di protezione dei diritti
umani individuali: Michael Ignatieff,
Una ragionevole apologia dei diritti umani,
trad. it. Feltrinelli, Milano 2003, p. 28
[ed. or. 2001],
8 Secondo la definizione di Mike D avis,
la tripla barriera di acciaio del tratto
San Diego-San Isidro sulla frontiera tra
Stati Uniti e Messico u n affermazione
iperbolica della sovranit dello Statonazione
: Mike Davis, The Great Wall
of Capital, in Michael Sorkin (a cura di),
Against th Wall: Israels Barrier to Peace,
New Press, New York 2005, p. 88.
9 Foucault scrive: L e relazioni di potere
sono contemporaneamente intenzionali e
non soggettive. Se, infatti, sono intellegibili,
non perch sarebbero leffetto, in
termini di casualit, di unaltra istanza che
le spiegherebbe , ma piuttosto perch
sono attraversate, da parte a parte, da un
calcolo: non c potere che si eserciti senza
una serie di intenti e di obiettivi. Ma
questo non vuol dire che esso risulti dalla
scelta o dalla decisione di un soggetto
individuale; non mettiamoci a cercare ora
10 stato maggiore che presiede alla sua
razionalit [...] qui la logica ancora perfettamente
chiara, gli intenti decifrabili,
eppure pu darsi che non ci sia nessuno
che li abbia concepiti, e ben pochi che li
abbiano formulati: Michel Foucault, La
volont di sapere. Storia della sessualit. I ,
trad. it. Feltrinelli, Milano 1984, p. 84 [ed.
or. 1976],
10 Affermazioni di questo tipo sono parte
importante d d larte e del valore della

teoria e non c motivo di scusarsi per il


fatto di avanzarle qui. In altri scritti ho
sostenuto che la teoria ritrae un mondo
che non esiste veramente, che non affatto
quello in cui viviamo: cfr. il mio At
th Edge: The Future of Politicai Theory, in
Edgework. Criticai Essays on Knoioledge
and Volitics, Princeton University Press,
Princeton 2005, p. 80. Un intervallo tra il
reale e il teorico cruciale nella misura in
cui la teoria non decifra semplicemente il
mondo, ma lo decodifica per rivelare qualcosa
dei disegni e delle incocrenze in cui
viviamo. Q uesto non significa che la teoria
politica e sociale descrivono la realt
in maniera astratta. Nel migliore dei casi,
rivelano connessioni e significati che fanno
luce sulla realt, pur con grammatiche
e formulazioni che non si riferiscono alla
realt.
11 Q uestultima soluzione stata suggerita
da Eyal Weizman in The Wall and th
Eye, intervista con Sina Najafi e Jeffrey
Kastner, in C abinet M agazine, 9, inverno
2002, p. 31.
12 Piuttosto che un razzismo istituzionalizzato,
sono le pratiche di separazione
Note 1 4 7
demografica nel contesto delloccupazione
coloniale a rendere attuale lanalogia
con lapartheid del Sudafrica. Come
scrive Neve G ordon, per molti anni
[...] loccupazione ha operato secondo
il principio della colonizzazione, con cui
intendo il tentativo di amministrare la vita
delle persone e di normalizzare la colonizzazione,
sfruttando nel contempo le risorse
del territorio (in questo caso la terra,
lacqua e la manodopera). Con il passare
del tempo questo principio stato eroso
da una serie di contraddizioni strutturali,
che a met degli anni Novanta hanno
aperto la strada a un altro principio guida,

quello della separazione. Per separazione


intendo labbandono dei tentativi di amministrare
la vita delle popolazioni colonizzate
[...], continuando per a sfruttare
ininterrottamente le risorse non umane (la
terra e lacqua). L a mancanza di interesse
o lindifferenza per la vita delle popolazioni
colonizzate, che caratteristica del
principio di separazione, spiega la recente
ondata di violenza letale; Neve G ordon,
Israel's Occupation, University of Cali-'
fornia Press, Berkeley 2008, p. XIX. Sulle
differenze tra lapartheid in Sudafrica e il
regime nei territori palestinesi occupati,
cfr. Hilla Dayan, Principles of Old and
New Regimes of Separation: Apartheid
and Contemporary Israel/Palestine, in Adi
Ophir, Michal Givoni e Sari I lanafi (a cura
di), The Power of Inclusive Exclusion:
Anatomy of Israeli Rule in th Occupied
Palestinians Territories, Zone Books, New
York 2009.
13 Gordon, Israels Occupation, cit., p. 197.
14 Q uesta discrasia trova corrispondenza
nelle differenti denominazioni del Muro,
che viene chiamato barriera di sicurezza
o m uro della p ace dai suoi sostenitori, e
il muro della vergogna o il muro dellapartheid
dai suoi oppositori.
15 Randal C. Archibold, New Fence Will
Split a Border Park, N ew York Tim es,
22 ottobre 2008, disponibile su http://
www.nytimes.com/2008/10/22/us22border.
html; Dan Glaister, Administration
Moves to Bypass Latus to Complete Mexico
Border Fence this Year, G uardian
Unlimited, 1 aprile 2008, disponibile su
http://www.guardian.co.uk/world/2008/
apr/01/usa.m exico (ultimo accesso per
entrambi, 13 ottobre 2009),
16 Eyal Weizman, Architettura delloccupazione.
Spazio politico e controllo territoriale
in Palestina e Israele, trad. it. Bruno

Mondadori, Milano 2009, p. 181 [ed. or.


2007].
17 Ivi, p. 174 sgg. Vi sono dei tratti mobili
anche nella barriera sul confine Stati
Uniti-Messico. Queste sezioni della recinzione
poggiano su dune di sabbia e
galleggiano seguendone il movimento.
Quando la sabbia vi si ammucchia contro
e le ricopre possono essere ricuperate, ripulite
e riposizionate da veicoli fuoristrada
equipaggiati con macchinari appositi:
cfr. Floating Fence Helps Border Patrol,
disponibile su http://www.kyma.com/slp.
php?idN=1916&cat=Local% 20News. Per
notizie e commenti sulla recinzione galleggiante
cfr. http://subtopia.blogspot.
com/2009/03/floating-fences-l-imperialcounty.
html (ultimo accesso per ambedue,
13 ottobre 2009).
18 Ariella Azoulay, Adi Ophir, The Monsters
Tail, in Sorkin (a cura di), Agaist th
Wall, cit., p. 22.
19 Ivi, p. 10.
20 Weizman, Architettura delloccupazione,
trad. it. cit., p. 183. Weizman scrive ancora:
U n fatto che non risulta da nessuna
delle m appe pubblicate dai mezzi di informazione
o dai gruppi indipendenti per
i diritti umani che il Muro, anche se tutte
le fotografie che lo ritraggono mostrano
un oggetto lineare che assomiglia a una
frontiera (e tutti gli stranieri provenienti
da Stati-nazione territorialmente definiti
lo identificheranno immediatamente come
tale), in realt diventato una serie
frammentata e discontinua di barriere
autonome. Esse possono essere lette pi
come una condizione di incombente segregazione
[...]. Con la rapida moltiplicazione
delle barriere in profondit, laspetto
del territorio arrivato ad assomigliare
sempre pi a paesaggi simili a quelli delle
coste scandinave, dove fiordi, isole e laghi

disegnano unirresoluta separazione fra


terra e acqua (ivi, p. 181).
21 Ivi, p. 176.
1 4 8 Note
22 Stephen Farrell, A lissaJ. Rubin, AsFears
Ease, Baghdad Sees Walls Tumble, N ew
Y orkT im es, 10 ottobre2008, disponibile
su http://m vw .nytim es.com /2008/10/10/
world/middleeast/lOwaUs.html (ultimo
accesso 13 ottobre 2009). N ella prima
parte, larticolo celebra la rimozione delle
gigantesche lastre di cemento alte il doppio
di un autobus a due piani [...] il segno
pi visibile di un cambiamento sostanziale
qui nella capitale irachena, ma pi avanti
fa due ammissioni. L a prima, i muri
non vengono rimossi in tutti i distretti di ~
Baghdad, o almeno nella maggior parte
dei distretti [...] Essi circondano ancora la
Green Zone, la famigerata autostrada per
laeroporto, gli edifici governativi, i posti
di controllo e interi quartieri; e la seconda,
una volta rimossi, i lastroni butterati
dai fori dei proiettili vengono sistemati in
grandi aree-deposito, in attesa di essere
utilizzati altrove.
23 In un recente dibattito accademico
sullimmigrazione, Jean Bethke Elshtain
ha sostenuto che la differenza tra i suoi
nonni e gli immigrati di oggi che, mentre
i primi sono venuti in America per i suoi
valori, i secondi sono interessati solo a migliorare
le loro opportunit economiche.
Sia la distinzione che la veridicit delle
affermazioni sono piuttosto discutibili.
Cfr. The Sheer Length of Stay Is Not By
Itself Decisive (risposta a Joseph Carens),
Boston Review, maggio-giugno 2009.
24 Non per niente Weizman ha definito
la politica del Muro politica della verticalit
: cfr. Eyal Weizman, Introduction
to th Politics of Verticality, disponibile
su http://www.Opendemocracy.net/con

flict-politicsverticality/article-801.jsp (ultimo
accesso 21 dicembre 2009).
25 Blas Nunez-Neto, Yule Kim, Border
Security: Barriers Along th U.S. International
Border, Congressional Research
Sewice Report for Congress, aggiornato
al 1.3-maggio 2008, p. 7.
26 Davc Montgomery, Border Fence Target:
300 Miles in 8 Months, Fort Worth
Star-Telegram, 27 aprile 2008.
27 Nunez-Neto, Kim, Border Security, cit.,
p. 33.
28 Anche se il fenomeno viene letto raramente
in questo modo, nessun altro
dato mostra in maniera altrettanto chiara
quanto leffetto della barriera sul tasso di
immigrazione totale sia irrilevante rispetto
al suo brusco calo durante la recessione
cominciata nel 2008. Uno studio pubblicato
nel maggio 2009 ha rivelato: Il nuovo
flusso netto di migranti provenienti
dal M essico - il totale degli arrivi meno il
totale di coloro che sono tornati indielro
- nel periodo tra lagosto 2007 e lagosto
2008 diminuito di circa la met. Come
dice il demografo Jeffrey S. Pasels, se c e
disponibilit di lavoro, la gente viene. Se
non c, la gente non viene, cit. in Julia
Preston, Mexican Data Show Migration to
U.S. in Decline, N ew York Tim es, 15
maggio 2009, disponibile su http://www.
nytimes.com/2009/05/15/us/15immig.htmJ
?scp=l& sq=recession,% 20decrease,% 20
illegal,% 20M exico& st=cse (ultimo accesso
13 ottobre 2009).
29 Joseph Nevins, Operation Gatekeeper:
The Rise of th Illegal Alien and th Making
of th U.S.-Mexico Boundary, Routledge,
New York 2002, cap. 6, specialmente
pp. 124-130. Cfr. anche Nunez-Neto, Kim,
Border Security, cit., pp. 40-41.
30 Paul Hirst, Space and Power. Politics,
War and Architecture, Polity, Cambridge

2005, p. 171.
31 Roxanne Panchasi, Future Teme: The
Culture of Anticipation in France Bettveen
the World Wars, Cornell University Press,
Ithaca N Y 2009, pp. 88-91.
32 G reg Eghigian, Hotno Munitus, in Paul
Betts, Katherine Pence (a cura di), Socialist
Modern: East German Everyday Culture
and Politics, University of Michigan
Press, Ann Arbor 2008, pp. 43-44.
33 Ivi, p. 10.
34 Ivi, p. 6. Per una discussione sullidea
che si aveva di questo soggetto in O ccidente,
cfr. Wendy Brown, Regulating
Aversion: Tolerance in the Age of Identity
and Empire, Princeton University Press,
Princeton 2007, cap. 6.
Il
SOVRANIT ED ENCL0SURE
1 Jo st Trier, Zaun und Manring, in B eitrge
zur Geschichte der deutschen SpraNote
149
che und Literatur, 66 (1943) 232, citato
in Carl Schmitt, Il nomos della terra nel
diritto internazionale deilo Jus Publicum
Europaeum, ed. it. a cura di Franco Volpi,
Adelphi, Milano 1991, p. 65 [ed. or. tedesca
1950, trad. americana 2006].
2 Jean-Jacques Rousseau, Discorso sullorigine
e fondamento dellineguaglianza tra
gli uomini, trad. it. Editori Riuniti, Roma
1975, p. 133 [ed. or. 1755].
3 Con la sua nozione di politica della
verticalit, Eyal Weizman sostiene che
attualmente in Cisgiordania le stesse relazioni
sovrane stanno cercando di giocare
la carta della tridimensionalit [...] il che
ovviamente unassurdit che non pu
funzionare. E continua: I tecnici della
pace - le persone che disegnano sempre
nuove mappe per arrivare a una soluzione
- arrivano ad avanzare proposte del
tutto insensate per risolvere il problema

dei confini internazionali a tre dimensioni


[...]. Secondo il piano di Clinton, la stessa
Gerusalemme dovrebbe avere 64 chilometri
di muri e 40 tra ponti e tunnel che
collegano tra loro le enclave [...]. Questo
il collasso totale dellidea di territorio
definito da m appe: Eyal Weizman, The
Wall and th Eye, intervista rilasciata a
Sina Najafi e Jeffrey Kastner, in Cabinet
Magazine, 9, inverno 2002, p. 31.
4 John Locke, Secondo trattato, trad. it. in
Id., Due trattati sul governo, Utet, Torino
1960, par. 3, p. 238 [ed. or. 1690].
5 Schmitt, Il nomos della terra, trad. it.
cit., p. 26.
6 Locke, Secondo trattato, trad. it. cit., par.
108, pp. 325-326. N el corso di un brillante
esame di abilitazione, Mi Lee ha richiamato
la mia attenzione sullonnipresenza, nel
testo, della metafora della enclosure: cfr.
Secondo trattato, trad. it. cit., parr. 17, 93,
136, e specialmente 222 e 226.
7 Schmitt, Il nomos della terra, trad. it. cit.,
pp. 27-28.
8 Ivi, pp. 59-60.
9 Chris Fynsk contesta piuttosto vivacemente
linterpretazione di nomos proposta
da Schmitt: cfr. il suo A Nomos without
Truth, in South Atlantic Quarterly, 104,
2, primavera 2005, pp. 313-317. Vorrei far
notare, comunque, che anche le popolazioni
nomadi hanno sistemi per stabilire
confini spaziali provvisori, demarcazioni
che separano ci che dentro e ci che
fuori, n oi e loro. Ripercorrendo la
storia umana fino a tempi molto recenti,
vediamo che inconcepibile gettare le
fondamenta di un n o i sovrano senza
una demarcazione spaziale, e, pi tardi,
senza una recinzione. O ggi ci troviamo di
fronte a una configurazione differente. I
molti noi virtuali organizzati da internet
anticipano forse il nuovo fondamento su

cui si baseranno le future entit sovrane?


10 Schmitt, Il nomos della terra, trad. it.
cit., p. 93.
11 Cfr. Dictionary.com: An Ask.com
Service, http://dictionary.reference.com/
browse/beyond+the+pale (ultimo accesso
20 ottobre 2009).
12 Schmitt, Il nomos della terra, trad. it.
cit., pp. 65 e 71.
13 Tvi, pp. 59-60.
14 Paul Hirst, Space and Power. Politics,
War and Architecture, Polity, Cambridge
2005, pp. 184-185.
15 George W. Bush, in risposta a una
domanda del giornalista Mark Trahant
alla Unity Conference dei giornalisti
delle minoranze, 10 agosto 2004, disponibile
su http://\vww.dem ocracynow.
org/2004/8/10/bush-on-native-americanissuestribal (ultimo accesso 20 ottobre
2009).
16 Cfr., per esempio, Jen s Bartelson, A
Genealogy of Sovereignty, Cambridge
University Press, Cambridge 1995, pp. 1617, p. 24; e Jacques Derrida, Stati canaglia.
Due saggi sulla ragione, trad. it. Raffaello
Cortina, Milano 2003, p. 33 [ed. or. 2003].
17 Nel 2005 il Dipartimento di Stato degli
Stati Uniti ha definito sovranit parziale
lobiettivo da raggiungere in Iraq. Derrida,
Stati canaglia, cit., ribadisce che la
sovranit sempre gi parziale e disunita.
18 A questo proposito il caso limite quello
di Rousseau, che ha trattato il tema della sovranit
del popolo e quella del potere dello
Stato in due differenti libri del Contratto
sodale, e questo fatto ha confuso per secoli
i lettori non troppo familiari con la materia.
19 Questa tendenza evidente in un certo
numero di pensatori, tra i quali Giorgio
1 5 0 Note
Agamben, Stato di eccezione. Homo sacer,
Bollati Boringhieri, Torino 2003; Michael

H ardt, Antonio Negri, Impero: il nuovo


ordine della globalizzazione, Rizzoli, Milano
2002 [ed. or. 2000]; Judith Butler, Vite
precarie. Contro luso della violenza come
risposta al lutto collettivo, trad. it. Meltemi,
Roma 2004 [ed. or. 2004]; e Mike
Davis, The Great Wall of Capital, in M ichael
Sorkin (a cura di), Against th Wall:
Israels Barrier to Peace, New Press, New
York 2005. William Connolly si occupa a
fondo del problema partendo da ci che
definisce am biguit, equivocit e
oscillazione della sovranit in generale,
e circolazione incerta della sovranit
caratteristica degli Stati costituzionali democratici:
William Connolly, Pluralism,
Duke University Press, Durham 2005, p.
140. Per questi, nellidea di sovranit c
un equivoco tra lagire con autorit ultimativa
e lagire con effetto irresistibile,
unoscillazione tra unautorit giuridica
che decide leccezione [...] e altre forze
culturali che si inseriscono irresistibilmente
nellesito finale, la circolazione incerta
di sovranit tra siti autorevoli di pronunciamenti
e gruppi di potere a cui non si
pu resistere, e, negli Stati costituzionali
democratici, la circolazione di sovranit
tra la moltitudine, le tradizioni che vi sono
infuse e autorit istituite in conformit alla
costituzione (pp. 140-141). Ciascuna di
queste affermazioni mira a decostruire e
a smontare il tentativo concettuale della
sovranit di rappresentare un potere indipendente
e supremo. Esse sono un modo
per dire che la sovranit come stata definita
da altri in realt non esiste, ma nel migliore
dei casi il sito condizionato di una
decisione condizionata. Questo approccio
alla sovranit parte integrante del rifiuto
pi generale operato da Connolly di
sistemi, di logiche e di assoluti tanto nel
linguaggio quanto nella politica.

20 Immanuel Kant, Per la pace perpetua,


Editori Riuniti, Roma 1992, pp. 14-15 [ed.
or. 1795].
21 E nota la formulazione di Giorgio
Agamben per questo primo tipo di sovranit
quale stato di eccezione permanente
nel suo Homo sacer: il potere sovrano e la
nuda vita, Einaudi, Torino 1995.
22 Locke, Secondo trattato, trad. it. cit.,
cap. 14, pp. 372-373, e specialmente parr.
166-167.
23 Connolly, Pluralism, cit., cap. 5.
24 Eyal Weizman ci esorta a pensarla in
maniera diversa. Data limpossibilit politica
di trovare a questo punto soluzioni
convenzionali quali uno Stato e due
Stati, Weizman scrive: Vorrem m o proporre
lidea di una sovrapposizione simultanea:
due Stati che non giacciono fianco
a fianco ma che si sovrappongono legalmente
su uno stesso territorio. Ovviamente
questo comporta una nuova definizione
di sovranit nazionale, nel senso che per
la stessa zona possibile scegliere tra pi
di una cittadinanza: Eyal Weizman, The
Wall and th Eye, intervista rilasciata a
Sina Najafi e Jeffrey Kastner, in Cabinet
M agazine, 9, inverno 2002, p. 31. Il suggerimento
di Weizman cos provocatorio
che mi chiedo se in realt vuole essere
una nuova definizione di sovranit - che
qui avrebbe senso - o forse, invece, una
nuova variet di federalismo.
25 Cfr. Sheldon S. Wolin, Fugitive Democracy,
in Seyla Bcnhabib (a cura di),
Democracy and Diffrence: Contesting
th Boundaries of th Politicai, Princeton
University Press, Princeton N J 2002.
Cfr. anche Sheldon S. Wolin, Politics and
Vision, Princeton University Press, Princeton
2004 [si tratta di uned. riveduta e
ampliata di quella pubblicata originariamente
nel 1960 e tradotta in italiano: Politica

e visione. Continuit e innovazione


nel pensiero politico occidentale, il Mulino,
Bologna 1996],
26 Derrida, Stati canaglia, trad. it. cit., p.
66.
27 Schmitt definisce la sovranit un con cetto
limite, ma con questa precisazione
intende qualcosaltro: Concetto limite
non significa un concetto vago, bens un
concetto relativo alla sfera pi esterna.
Questa definizione di sovranit [sc., sovrano
colui che decide sulleccezione]
deve perci essere associata con un caso
limite, e non con la routine; Cari Schmitt,
Teologia politica [ed. or. 1922-19342], in
Note 151
Id., Le categorie del politico. Saggi di teoria
politica, ed. it. a cj.tra di G . Miglio e P.
Schiera, il Mulino, Bologna 1972, p. 33.
28 II Websters Collegiate Dictionary,
15 ed., alla voce sovereignty d come
prima definizione moderna di sovranit
potere supremo specialmente su unentit
politica, e come seconda libert dal
controllo esterno.
29 Stephen Krasner tenta di screditare
la storica associazione di sovranit con
potere supremo, e ne riduce il significato
a idea che gli Stati sono autonomi e indipendenti
luno dallaltro: cfr. Stephen
Krasner, Sovereignty, in Foreign Policy,
gennaio-febbraio 2001, disponibile su
www.globalpolicy.org/component/conte
nt/article/172/30357.html (ultimo accesso
20 ottobre 2009).
30 Schmitt scrive: C i che caratterizza
una situazione di eccezione piuttosto
una competenza illimitata in via di principio,
cio la sospensione dellintero ordine
vigente. Se si verifica tale situazione, allora
chiaro che lo Stato continua a sussistere,
mentre il diritto viene meno. Poich
lo stato di eccezione ancora qualcosa

di diverso dallanarchia o dal caos, dal


punto di vista giuridico esiste ancora in
esso un ordinamento, anche se non si
tratta pi di un ordinamento giuridico.
L esistenza dello Stato dimostra qui una
indubbia superiorit sulla validit della
norma giuridica. L a decisione si rende libera
da ogni vincolo normativo e diventa
assoluta in senso proprio. Nel caso d eccezione,
lo Stato sospende 0 diritto in virt,
come si dice, di un diritto di autoconservazione
[...] I due elementi del concetto
ordinamento giuridico vengono qui in
contraddizione e trovano la loro rispettiva
autonomia concettuale: Teologia politica,
trad. it. cit., pp. 38-39.
31 Hegel scrive: Sovranit popolare pu
venir detto nel senso che un popolo in genere
sia un che di indipendente allesterno
e costituisca un proprio Stato [...]. Cos
della sovranit allinterno si pu anche
dire chessa risieda nel popolo, se si parla
soltanto in genere dell 'intero, proprio cos
come prima stato mostrato che la sovranit
spetta allo Stato. Ma sovranit p o p o lare,
in quanto presa nd\opposizione alla
sovranit esistente nel monarca, il senso
ordinario, nel quale in tempi recenti s
cominciato a parlare di sovranit popolare
- in questa opposizione la sovranit p opolare
appartiene ai confusi pensieri, ai quali
sta a fondamento la rozza rappresentazione
del popolo. Il popolo, preso senza il suo
monarca e la membratura appunto necessariamente
e immediatamente connssavi
dellintero, la massa informe: G eorg
W.F. Hegel, Lineamenti di filosofia del
diritto, ed. it. a cura di G . Marini, Laterza,
Roma-Bari 20127, par. 279, p. 226.
32 Cfr. Bartelson, Genealogy of Sovereignty,
cit., pp. 22,48.
33 Cfr. Agamben, Homo sacer, cit.; H ardt
e Negri, Impero, cit.; e Connolly, Pluralism,

cit.
34 Jean Bodin, Sidla sovranit, in Id., I
sei libri dello Stato, trad. it. Utet, Torino
1988, pp. 482-483, 350, 352, 358 [ed. or.
francese 1576, ed. latina 1586],
35 Questa affermazione differisce sostanzialmente
dalla tesi di H ardt e Negri, per
i quali la sovranit combina la dimensione
politica ed economica, con la prima al servizio
della seconda, o contenuto economico
e forma politica, ed un prodotto della
secolarizzazione.
36 La distinzione amico-nemico la distinzione
essenziale del politico, ma non
ne esprime semplicemente lessenza, bens
ne segna la differenza rispetto ad altri
ambiti. Cfr. Cari Schmitt, Il concetto del
politico [ed. or. 1927], trad. it. in Id., Le
categorie del politico, cit., pp. 108-109.
37 Schmitt, 'Teologia politica, trad. it. cit.,
p. 33.
38 Schmitt riconosce che il nemico politico
pu acquisire un carattere morale,
giuridico o economico, ma sostiene che
questo attributo secondario, se l inimicizia
politica: cfr. Il concetto del politico,
trad. it. cit., pp. 112 sgg.
39 Su questo punto Schmitt non isolato.
Per la maggior parte, le angosce per la
m orte del politico si concentrano sullidea
dellerosione dellautonomia, della
purezza o della sovranit politica. Per
M ax W eber questa minaccia viene dalla
burocrazia e dalla razionalizzazione, per
1 5 2 Note
Hannah Arendt dallimporsi cW.'animai
laborans e per Machiavelli dalla religione
e dalla corruzione causata dal prevalere
degli interessi privati.
40 Allinizio del libro 4 del Saggio sulla
libert, John Stuart Mill scrive: Q ual
allora il giusto limite alla sovranit dellindividuo
su se stesso? Dove comincia

lautorit della societ? Quanto della vita


umana spetta allindividualit, e quanto
alla societ?, (trad. it. il Saggiatore, Milano
1981, p. 106 [ed. or. 1859]). O ppure
consideriamo il ragionamento di Thomas
H obbes nel Leviatano, cio che lindividuo
libero dove le leggi sono silenti,
o il tentativo di John Locke, nella Lettera
sulla tolleranza, di distinguere la giurisdizione
delle autorit religiose e quella dello
Stato: cfr. Thomas H obbes, Leviatano,
trad. it. La Nuova Italia, Firenze 1976
[ed. or. 1651] e John Locke, Antologia
degli scritti politici di John Locke, trad. it.
il Mulino, Bologna 1980.
41 Questo sembrerebbe erodere una
delle distinzioni cruciali operate da Foucault
per tenere la sovranit distinta dal
biopotere, e suggerisce invece che a volte
la sovranit opera nella modalit del biopotere.
42 Nella sua particolare storia delle origini
del contratto sociale, in Che cos il Terzo
Stato? [ed. or. 1789], labate Sieys sostiene
che la sovranit emerge per dirigere la
vita politica dellhomo oeconomicus e tuttavia,
quando entra nel merito, distingue
la sovranit da queste origini economiche.
Tale distinzione inoltre cruciale per la
dimensione teologica della sovranit. Sono
grata allo studente specializzando Asaf
Kedar per avere attirato la mia attenzione
su questo aspetto, in uno scritto molto
valido elaborato durante il seminario
dellautunno 2005.
43 H ardt, Negri, Impero, cit. E ssi fanno
questa osservazione ma senza approfondirla:
pi che altro sembra essere un riflesso
marxista.
44 Schmitt, Teologia politica, trad. it. cit.,
p. 61.
45 H obbes, Leviatano, trad. it. cit., Introduzione,
p. 5.
46 Cfr. Norman Jacobson, Behold Leviathan!,

in Pride and Solace: The Functions


and Limits of Politicai Theory, University
of California Press, Berkeley 1977, pp.
53-54.
47 H obbes, Leviatano, trad. it. cit., Introduzione,
p. 5.
48 Ivi, cap. 13, p. 120.
49 Si considerino queste frasi estrapolate
da Che cos il Terzo Stato? dellabate
Sieys: L a nazione preesistente a tutto,
lorigine di tutto. La sua volont sempre
conforme alla legge, la legge stessa.
L a nazione tutto ci che in grado di
essere, per il solo fatto di esistere. Q uali
che siano le modalit della volont di una
nazione, sufficiente che essa voglia: tutte
le forme sono buone e la sua volont costituisce
sempre la legge suprem a. U na
nazione indipendente da ogni forma, e
in qualsiasi maniera essa voglia, basta che
questa sua volont si manifesti perch tutto
il diritto positivo venga meno di fronte
ad essa, che fonte e arbitro supremo di
ogni diritto positivo: Emmanuel-Joseph
Sieys, Che cos il Terzo Stato?, trad. it.
Editori Riuniti, Roma 1989, cap. 5, pp. 6164 [ed. or. 1789].
50 Bodin, Sulla sovranit, trad. it. cit., p.
406.
51 Nel seguente resoconto di ci che fa
lAmerica allestero, si noti la stridente
commistione tra D io e Stato, paternit [di
unidea] e risposta alle attese, parole in
libert e verit sacrosanta: Io credo che
gli Stati Uniti sono il faro della libert nel
mondo, e credo che abbiamo la responsabilit
di promuovere la libert. [Ma] la
libert non il dono dellAmerica al mondo.
La libert il dono di Dio a tutti quanti
nel mondo. Io credo questo. In realt
sono stato io la persona che ha messo per
iscritto questa cosa, o lho detta. Non lho
scritta, lho solo detta in un discorso. E d

entrata a far parte del gergo. Io credo questo.


E credo che abbiamo il dovere di liberare
la gente: G eorge W. Bush, colloquio
con Bob W oodward, in Bob Woodward,
Pian of Attack, Simon & Schuster, New
York 2004, pp. 88-89.
52 Barack O bam a, conferenza stampa, 18
maggio 2009, disponibile su http://www.
whitehouse.gov/the-press-office/RemarksNote
1 53
by-President-Obama-and-Israeli-PrimeMinister-Netaniahu-in-press-availability
(ultimo accesso 22 ottobre 2009).
53 Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo,
trad. it. Edizioni di Comunit, Milano
1989 [ed. or. 1951]; Agamben, Homo
sacer, cit.
54 Per i neoliberisti, dem ocrazia si identifica
con la causa di questo sovrano. Uno
degli esempi pi eclatanti il fatto che
definiscano lIraq una democrazia, proprio
durante la sua ricostruzione politica
ed economica prom ossa da Paul Bremer
e dagli investimenti stranieri. Cfr. Wendy
Brown, Neoliberalism and th End of Liberal
Democracy, in Ead., Edgework. Criticai
Essays on Knowledge and Politics, Princeton
University Press, Princeton 2005.
55 In un prossimo mio volume dedicato a
Marx e alla sua critica della religione, contesto
sia questa interpretazione del capitale
sia lidea che Marx stesso vi aderisca.
Per una prima idea di questa argomentazione,
cfr. Wendy Brown, The Sacred, th
Secular and th Profane: Charles Taylor
and Karl Marx, in Jonathan van Antwerpen
et al. (a cura di), Varieties of Secularism
in a Secular Age, H arvard University
Press, Cambridge 2010.
56 Saskia Sassen, Fuori controllo. Mercati
finanziari contro Stati nazionali: come cambia
la geografia del potere, trad. it. il Saggiatore,
Milano 1998, p. 12 [ed. or. 1996].

57 Ivi, pp. 11 sgg.


58 Derrida, Stati canaglia, trad. it. cit., p.
150.
59 Molti politologi hanno avanzato osservazioni
analoghe. Cfr., per esempio,
Chris Ansell e Steve Weber, Organizing
International Politics: Sovereignty and
Open Systems, in International Politicai
Science Review, 10, 1, 1999, pp. 73-93.
60 Arendt, Le origini del totalitarismo,
trad. it. cit., p. 409.
61 Come fa notare Peter Andreas, non
c la minima ironia nel fatto che oggi il
Primo Mondo si stia trincerando contro
gli effetti dirompenti della globalizzazione
sulleconomia, sulla politica e sulla
cultura. Solo un quarto di secolo fa, le
nazioni del Terzo M ondo si lamentavano
soprattutto per gli effetti deformanti del
neoliberismo sullo sviluppo economico
nazionale, sulle strutture sociopolitiche,
sullautonomia politica e sul benessere dei
cittadini. Oggi, scrive Andreas, sono gli
Stati avanzati e industrializzati che stanno
costruendo le loro barriere di protezione
contro due delle principali voci di esportazione
del mondo in via di sviluppo: la
droga e la m anodopera migrante: Peter
Andreas, Border Games: Policing th U.S.Mexico Divide, Cornell University Press,
Ithaca N Y 2009, p. 141.
62 Sassen, Fuori controllo, trad. it. cit., p. 14.
63 11 secolarismo e la secolarizzazione
sono concetti duramente contestati anche
dagli studiosi contemporanei. Per
un esempio di questa contestazione, cfr.
William Connolly, Why I am Not a Secularist,
University of Minnesota Press, Minneapolis
1999; Talal Asad, Formations of
th Secular: Christianity, Islam, Modernity,
Stanford University Press, Stanford 2003;
e Charles Taylor, L et secolare, ed. it. a
cura di P. Costa, Feltrinelli, Milano 2009

[ed. or. 2007].


64 L eccezione in giurisprudenza analoga
al miracolo in teologia: Schmitt, Teologia
politica, trad. it. cit., p. 38; Hobbes,
Leviatano, trad. it. cit., p. 334; Bodin, Sulla
sovranit, trad. it. cit., libro I, cap. 9, p. 471.
65 Derrida, Stati canaglia, trad. it. cit., p.
123.
Ili
STATI E SOGGETTI
1 Edward Said, Orientalismo, trad. it. Feltrinelli,
Milano 1999, p. 60 [ed. or. 1979].
2 Paul Hirst, Space and Power. Politics,
War and Architecture, Polity, Cambridge
2005, p p . 158,190.
3 Nelson Goodm an, How Building Mean,
in Id. e Catherine Z. Elgins (a cura di), Reconceptions
in Philosophy and Other Arts
and Sciences, Hackett, Indianapolis 1988,
pp. 32,34.
4 Said, Orientalismo, trad. it. cit., p. 61.
5 Citato in Marita Sturken, The Wall, th
Screen, and th Image, in Reprsentations
, 35 (estate 1991), pp. 122, 124
6 Paul Virilio, Bunker Archeologi, Princeton
Architectural Press, Princeton 2008,
p. 46. Cfr. anche Keith Mallory e Arvid
1 5 4 Note
Ottar, Walls of War: a History of Military
Architecture in North West Europe 19001945, Astragal Books, London 1973.
7 T revor Boddy, Architecture Emhlematic:
Hardened Sites and Softened Symbols, in
Michael Sorkin (a cura di) Indifensible
Space: The Architecture of th National Insecurity
State, Routledge, New York 2008,
pp. 281-282.
8 Ivi, p. 281.
9 Per quanto sofisticata ed elegante, questa
architettura ancora scarsamente efficace
contro le minacce che l i l settembre
ha reso di grande attualit, nel senso che
non tiene conto degli attentatori suicidi

che vanno a piedi, delle armi biologiche,


dei dirottatori di aerei di linea e cos via.
Fino ad oggi, negli Stati Uniti, gli attentati
con autobom ba sono stati rari e gli
attentatori erano americani, in particolare
i Weathermen e Timothy McVeigh,
lO klahom a City bomber.
10 Thomas H obbes, Leviatano, trad. it. La
N uova Italia, Firenze 1976, cap. 13, p. 120
[ed. or. 1651]. La promessa di protezione
attraverso la sovranit dello Stato giustifica,
allinizio e successivamente, la rinuncia
alla libert naturale e allindipendenza al
momento della sottoscrizione del contratto
sociale. Questa rinuncia produce una
nuova forma di sovranit individuale che
potremmo definire sovranit civile. Lo
scambio pu essere considerato analogo
a quello che facciamo, secondo Rousseau,
rinunciando alla nostra libert naturale e
acquisendo la libert morale e civile, anche
perch dipende dalla protezione offerta
dalla sovranit politica.
11 Le peace lines - muri che vanno da
qualche centinaio di metri a diversi chilometri,
in ferro, mattoni e acciaio e segnati
da notevoli murales politici - separano i
quartieri protestanti e quelli cattolici a
Belfast, Derry e in altre zone dellIrlanda
del Nord. I lavori di costruzione cominciarono
nei primi anni Settanta e continuano
ancora.
12 Peter Andreas, Redrawing th Line:
Borders and Security in th Twenty-first
Century, in International Security, 28,
2, autunno 2003, p. 78; e Border Games:
Policing th U.S.-Mexico Divide, Cornell
University Press, Ithaca N Y 2009.
13 Valry G iscard d Estaing, L e Figaro
Magazine, 21 settembre 1991, citato in
Jane Freedman, Immigration and Insecurity
in France, Aldershot, Ashgate U K
2004, p. 17.

14 Rovesciando la tendenza degli ultimi


due secoli, da qualche decennio quasi tutte
le democrazie occidentali hanno abbandonato
lidea della cittadinanza universale
e in particolare non vedono pi con favore
laffrancamento dei nuovi arrivati. Non
solo la Francia e la Germania, ma gli Stati
Uniti, lAustralia e lOlanda, tutti paesi
con una storia di accoglienza e di inclusione
nei confronti degli immigrati e dei
rifugiati, hanno recentemente approfondito
il solco in materia di diritti e di titoli
tra chi ha la cittadinanza e chi non ce lha
e hanno imposto modelli di cittadinanza
pi esclusivi. Cfr. Freedman, Immigration
and Insecurity in France, cit., p. 14. Sono
state alzate le soglie culturali e politiche
per lottenimento della cittadinanza, prendendo
in considerazione non solo la bu ona
conoscenza della lingua del paese ma,
come nel caso dellOlanda, anche latteggiamento
nei confronti dellomosessualit,
della nudit e delleguaglianza dei sessi.
15 Cari Schmitt, Il concetto del politico
[ed. or. 1927], in Id., Le categorie del
politico. Saggi di teoria politica, ed. it. a
cura di G . Miglio e P. Schiera, il Mulino,
Bologna 1972, p. 33; Id., Teologia politica
[ed. or. 1922-19342], ivi, p. 103.
16 Andreas, Border Games, cit., p. 7.
17 Yuli Tamir, Protection in th Territories,
H a aretz, 18 marzo 2003, cit. in
Derek Gregory, The Colonial Present:
Afghanistan, Palestine, Iraq, Blackwell,
O xford 2004, p. 131.
18 Giorgio Agamben, Homo sacer: il potere
sovrano e la nuda vita, Einaudi, Torino
1995; e Id., Stato di eccezione: Homo sacer,
Bollati Boringhieri, Torino 2003.
19 L a pratica di trasferire terroristi sospetti
in paesi che hanno leggi meno severe
sulla tortura (N.d.C.).
20 Lars Buur, nella sua discussione sul

vigilantismo in Sudafrica, definisce questa


confusione di ruoli outsourcing di
Note 1 5 5
sovranit, e sostiene che i suoi effetti secondo me si sbaglia - arnpliano la sovranit
piuttosto che eroderla: Lars Buur,
The Sovereign Outsourced: Local Justice
and Violence in Port Elizabeth, in Thomas
Blom H ansen e Finn Stepputat (a cura di),
Sovereign Bodies: Citizens, Migrants, and
States in Postcolonial World, Princeton
University Press, Princeton 2005.
21 Minuteman Border Fence, disponibile
su http://www.minutemanhq.com/bf/pll0 .
php (ultimo accesso 24 ottobre 2009).
22 Ibid.
23 BBC News, Web Users to Patrol
US Borders, 2 giugno 2006, disponibile
su http://news.bbc.co.Uk/2/hi/americas/
5040372.stm (ultimo accesso 24 ottobre
2009).
24 A volte questo paradosso insito nelle
barriere stesse: i muri, alti e tuttaltro
che trasparenti, forniscono copertura e
rendono pi difficile la sorveglianza diretta
dellattivit illegale lungo il lato sb agliato
della frontiera. Inoltre, le barriere
trasparenti o virtuali non sono soltanto
meno imponenti - e quindi meno utili
politicamente, nel senso che non proiettano
unimago di sovranit - ma rendono
le pattuglie della polizia di frontiera e gli
altri agenti di guardia pi vulnerabili agli
attacchi di contrabbandieri o di rivoltosi
armati.
25 Cfr. http://www.usborderpatrol.com
(ultimo accesso 24 ottobre 2009).
26 Disposizione della Corte Suprema degli
Stati Uniti, emanata nel 1976 a seguito
di un caso riguardante Ernesto Miranda,
relativa ai diritti di cui devessere informata
una persona prima di essere arrestata,
fra cui quello di non rispondere e di consultare

un avvocato (N.d.T.).
27 Cfr. http://www.usborderpatrol.com
(ora rimosso dal sito).
28 Citato in Leo W. Banks, Lets
Climb th Wall, Tucson Weekly,
19 giugno 2008, disponibile su http://
www.tucsonweekly.com/tucson/Currents/
Content?oid% All2135 (ultimo accesso
24 ottobre 2009).
29 Mike Davis, The Great Wall of Capital,
in Michael Sorkin (a cura di), Againsl th
Wall: Israels Barriers to Peace, New Press,
New York 2005, p. 90.
30 Andreas, Border Games, cit., pp. 143,
144.
31 Davis, The Great Wall of Capital, cit.,
p. 91.
32 Andreas, Border Games, cit., p. 148.
33 Riportato in Banks, Lets Climb the
Wall, cit.
34 Jagdish N. Bhagwati, U.S. Immigration
Policy: What Next?, in Susan Pozo (a cura
di), Essays on Legal and Illegal Immigration,
W.E. Upjohn Institute for Employment Research,
Kalamazoo MI 1986, p. 124, citato
in Andreas, Border Games, cit., p. 148.
35 Joseph Nevins, Operation Gatekeeper:
The Rise of the Illegal Alien and
the Making of the U.S.-Mexico Boundary,
Routledge, New Y ork 2002, p. 176.
36 Schmitt, Teologia politica, trad. it. cit.,
p. 37.
37 Ivi, pp. 38-39.
38 U.S. Department of Homeland Security,
Action Plan for Creating a Secure
and Smart Border, 12 dicembre 2001, disponibile
su http://www.dhs.gov/xnews/
releases/press-release-0037.shtm (ultimo
accesso 24 ottobre 2009).
39 Mathew Coleman, U.S. Statecraft and
the U.S.-Mexico Border as Security/Economy
Nexus, in Political Geography,
2 4 ,2 ,2 0 0 5 , p. 189.

40 Naomi Klein, Shock economy. Lascesa


del capitalismo dei disastri, Introduzione,
trad. it. Rizzoli, Milano 2007 [ed. or. 2007].
41 Hannah Arendt, Perplessit sui diritti
delluomo, in Le origini del totalitarismo,
trad. it. Edizioni di Comunit, Milano
1996, pp. 375 sgg. L a sua analisi efficace
sotto molti punti di vista ma, a parte
qualche approssimazione empirica, trova
un limite nel fatto di considerare la condizione
di apolide come un fenomeno
esclusivamente politico. Arendt non sembra
tenere conto del fatto che anche nel
periodo in cui scriveva questa condizione
era prodotta dalla delocalizzazione economica
e non solo dai progetti nazionalistici
di pulizia etnica relativi alla fusione tra
Stato e nazione.
42 Michel Foucault, La nascita della biopolitica,
in Id., 7 corsi al Collge de France,
1 5 6 Note
trad. it. Feltrinelli, Milano 1999, pp. 81
sgg. Cfr. anche Thomas Lemke, The Birth
of Biopolitics: Michel Foucaults Lecture al
th Collge de France on Neoliberal Governmentality,
in Econom y and Society,
30, 2, maggio 2000.
43 Sui granelli di capitale umano, cfr.
Michel Feher, Self-Appreciation, or th
Aspirations of Human Capital, in Public
Culture, 21, 1,2009.
44 Per una discussione pi approfondita
sulla razionalit neoliberista e sui suoi effetti
corrosivi sullo Stato di diritto, cfr. il
mio Neoliberalism and th End of Liberal
Democracy, in Edgework. Criticai Essay on
Knowledge and Politics, Princeton University
Press, Princeton 2005. Cfr. anche
Feher, Self-Appreciation, cit.; e Pierre Dardot
e Christian Laval, La nouvelle raison
du monde. Essai sur la socit neoliberale,
La Dcouverte, Paris 2009.
45 Lemke, The Birth of Biopolitics, cit., p.

199.
46 Davis, The Great Wall of Capital, cit.,
pp. 91, 98-99.
47 Ivi, p. 91.
48 Jack Ladd, riportato in Banks, Lets
Climb th Wall, cit.
49 Anita Vittulo, The Long Economic
Shadoiv of th Wall, in Sorkin (a cura di),
Against th Wall, cit., p. 101. L atteggiamento
politico nei confronti dei palestinesi
della Cisgiordania che entrano in Israele
per lavorare oggetto di forti discussioni,
come anche la politica dell'immigrazione
statunitense. Il Gaza Disengagement Pian
prevede di eliminare completamente il
flusso di lavoratori palestinesi verso Israele.
Detto questo, non affatto probabile
che Israele possa funzionare senza la
manodopera palestinese, proprio come
lU pper West Side di New York non pu
funzionare senza gli ispanici caraibici,
lagricoltura e il settore costruzioni della
California senza i messicani, o lEuropa
senza i suoi arabi inassimilabili. Sotto
questo aspetto, il fatto sorprendente che
per la costruzione del Muro gli israeliani
facciano ricorso a muratori palestinesi, e
che i coloni degli insediamenti assumano
palestinesi come collaboratori domestici.
50 Ibid.
51 Lindsey Bremner, Border/Skin, in Sorkin
(a cura di), Against th Wall, cit., p.
131.
52 Ruchama Marton e Dalit Baum, Transparent
Wall, Opaque Gates, in Sorkin (a
cura di), Against th Wall, cit., p. 216.
53 Si veda, per esempio, la storia dei coltivatori
di riso indiani, separati dai loro
terreni agricoli che si trovano dallaltra
parte del m uro che isola il Kashmir dal
Pakistan: Rama Lakashmi, Indias Border
F enee Extended to Kashmir, Washington
Post, 30 luglio 2003.

54 L a Quarta Convenzione di Ginevra


proibisce la costruzione di insediamenti
permanenti su un territorio occupato, ma
permette installazioni temporanee realizzate
in nome della sicurezza. Il governo
Peres ha fatto ricorso a questa distinzione,
alla fine degli anni Settanta, per promuovere
la costruzione degli insediamenti
e per difenderne la causa. E lAlta Corte
di Giustizia appoggi Peres: Sulla base
di considerazioni puramente militari,
non c dubbio che la presenza di insediamenti,
anche se civili , della potenza
occupante nel territorio occupato contribuisce
sostanzialmente alla sicurezza in
quellarea e facilita lesecuzione dei com piti
dei militari. La conclusione di Eyal
Weizman la seguente: Q ui la Corte sta
chiaramente stabilendo il fatto che i civili
e gli insediamenti residenziali potrebbero
avere una funzione di sicurezza che normalmente
viene attribuita alla polizia e
allesercito: Sina Najafi e Jeffrey Kastner,
The Wall and th Eye: An Interview with
Eyal Weizman, in Cabinet Magazine, 9,
inverno 2002, p. 24.
55 Cos recita un poster affisso su tabelloni
negli Stati del Sud-Ovest degli Stati
Uniti, e che compare su diversi siti web
favorevoli alla costruzione della barriera,
tra cui quello dei Minutemen e di Weneedafence.
com.
56 Ask Our Leaders to Secure Our Borders
Immediately, blog di Weneedafence, luned
3 ottobre 2005, disponibile su h ttp://
weneedafence.blogspot.com (ultimo accesso
24 ottobre 2009).
57 Cfr. http://weneedafence.blogspot.
com /2006/05/open-border-poem -by-sco
Note 1 5 7
tt-rother.html (ultimo accesso 24 ottobre
2009).
58 La netta separazione che queste contrapposizioni

fanno tra linterno sicuro


e restern o pericoloso viene in realt vanificata
non solo dal fatto che le strutture
e gli apparati di sicurezza si estendono
molto allinterno del paese, ma anche dal
fatto che la mobilitazione dei cittadini per
la lotta contro lestraneo si avverte dovunque.
Ambedue questi elementi smentiscono
la pretesa sicurezza interna evocata da
Rother.
59 Davis, The Great Wall of Capital, cit.,
p. 91.
60 Per H obbes, la sovranit una imitazione
letterale della potenza divina. E
lunico potere umano che, pi che governarci,
ci sottomette ispirandoci timore
reverenziale: Leviatano, trad. it. cit., pp.
167-168. Partendo dalla considerazione
che la sfera d azione e gli effetti della fede
- come quelli della ragione - non sono
uniformi, nel costruire la sovranit politica
H obbes aggiunge un supplemento al
timore reverenziale ispirato dalla fede, lav
paura.
61 Si noti lultimo verso della prima strofa,
T i prego, difendi questa mia terra, e il
primo della seconda, Considera questo
tuo compito.
IV
DESIDERIO DI MURI
1 Citazione in Randal C. Archibold,
Along the Border, Smugglers Build an Underground
World, N ew York Tim es, 7
dicembre 2007, p. A -18.
2 Cfr. specialmente Eyal Weizman, Architettura
delloccupazione. Spazio politico e
controllo territoriale in Palestina e Israele,
trad. it. Bruno Mondadori, Milano 2009
[ed. or. 2007]; e Neve G ordon, Israels
Occupation, University of California
Press, Berkeley 2009.
3 Jason Acklcson, ConstructingSecurity on
the U.S.-Mexico Border, in Politicai Geography

, 24, 2,2005, pp. 165-184.


4 Scott Horsley, Border Fence Firn Snared
for Hiring Illegal Workers, rubrica
radiofonica All Things Considered, N ational
Public Radio, 14 dicembre 2006. La
multa di cinque milioni di dollari che alla
fine la Golden State ha dovuto pagare
unelemosina in confronto alla quota di
mercato e al profitto che ha ricavato con
questi sistemi, in dieci anni.
5 Weizman, Architettura delloccupazione,
trad. it. cit., p. 172.
6 Peter Andreas, Border Games: Policing
the US-Mexico Divide, Cornell University,
Ithaca N Y 2009, p. 146.
7 Per un resoconto delle recenti realizzazioni
di tunnel sotterranei lungo la frontiera
Stati Uniti-Messico, cfr. Archibold,
Along the Border, cit.
8 Teddy Cruz, Border Tours, in Michael
Sorkin (a cura di), Indifensible Space: The
Architecture of the National Insecurity State,
Routledge, New York 2008; e Archibold,
Along the Border, cit.
9 First US-Mexico Border Fence Sees Fewer
Migrants, More Violence, D allas News,
13 settembre 2008.
10 Ibid.
11 Jesse McKinley e Malia Wollan, New
Border Fear: Violence by a Rogue Militia,
N ew York Tim es, 27 giugno 2009, pp.
Ap 9.
12 Blas Nunez-Neto e Yule Kim, Border
Security: Barriers Along the U.S. International
Border, Congressional Research
Service, Washington D C 2008, c Administration
Moves to Bypass Laws to Complete
Mexico Border Fence this Year, G u ardian
, 1 aprile 2008.
13 Benedict Anderson, Comunit immaginate.
Origini e diffusione dei nazionalismi,
trad. it. Manifestolibri, Roma 1996, pp.
6-7 [ed. or. 1991],

14 Questo fenomeno della corsa alla costruzione


di muri, malgrado la loro inefficacia,
solleva altre importanti questioni,
che comunque non toccano direttamente
la problematica della sovranit. Come si
accorda il desiderio di alzare muri con i
discorsi dellestensione e anche della piena
realizzazione della democrazia in tutto
il globo? Come pu essere coerente con i
presupposti di apertura e di universalit
che tale progetto implica? In alternativa,
questo desiderio di muri potrebbe indicare
un tipo di contenimento richiesto dalla
stessa democrazia, quale? Siamo di fronte
1 5 8 Note
a una nuova formulazione di democrazia...
o al revival di una democrazia del passato?
15 Mary Douglas, Purezza e pericolo.
Unanalisi dei concetti di contaminazione
e tab, trad. it. il Mulino, Bologna 1975
[ed. or. 1966],
16 Citazione in John Dougherty, Census:
100.000 Mideast lllegals in U.S. Analysis
Say Failure of Immigration Control Contributed
to 9-11 Attacks, WorldNctDaily,
http:/ / www.wnd.com/news/article.
asp?A R TICLE-ID =26194 (ultimo accesso
25 ottobre 2009).
17 Samuel Huntington, Lo scontro delle
civilt e il nuovo ordine mondiale, trad.
it. Garzanti, Milano 1997, p. 454 [ed. or.
1997].
18 Ivi, p. 456.
19 Robert J. Sampson, Rethinking Crime
and Immigration, in C ontexts, 7, inverno
2008, e Open Doors Dont Invite Criminals:
Is Increased Immigration Behind
the Drop in Crime?, N ew York Tim es
O p-Ed, 11 marzo 2006, p. A27.
20 Hannah Arendt, Vita activa. La condizione
umana, trad. it., Bompiani, Milano
1994 [ed. or. 1958],
21 Friedrich W. Nietzsche, Sullutilit e il

danno della storia per la vita, in Id., Considerazioni


inattuali, II, Adelphi, Milano
1992, p. 9.
22 In un saggio del 1952 I Ieidegger scrive:
C he cosa indichi questa parola Raum,
spazio, ce lo dice un suo antico significato.
Raum, Rum, significa un posto reso libero
per un insediamento di coloni o per un
accampamento. Un Raum qualcosa di
sgombrato (etwas Eingerumtes), di liberato,
e ci entro determinati limiti, quel
che in greco si chiama pras. Il limite non
il punto in cui una cosa finisce, ma, come
sapevano i greci, ci a partire da cui
una cosa inizia la sua essenza (Wesen). Per
questo il concetto horisms, cio limite.
Spazio essenzialmente ci che sgom brato,
ci che posto entro i suoi limiti.
Martin Heidegger, Costruire abitare pensare,
trad. it. in Id., Saggi e discorsi, Mursia,
Milano 1976, p. 103.
23 Sullo Stato come contenitore, cfr.
Anthony Giddens, The Nation-State and
Violence, Polity, Cambridge 1985, e Peter
J. Taylor, The State as a Container: Territoriality
in the Modern-World System, in
Progress in Human G eography, 18, 2,
1994, pp. 151-162.
24 Achille Mbembe, Sovereignty as a form
of Expenditure, in Thom as Blom Hansen
e Finn Stepputat (a cura di), Sovereign Bodies:
Citizens, Migrants, and States in the
Postcolonial World, Princeton University
Press, Princeton 2005, pp. 161-163.
25 Saskia Sassen, Fuori controllo. Mercati
finanziari contro Stati nazionali: come
cambia la geografia del potere, trad. it. il
Saggiatore, Milano 1998 [ed. or. 1996].
26 Paul Hirst, Space and Power. Politics,
War and Architecture, Polity, Cambridge
2005, cap. 5.
27 I bassi prezzi delle sue merci sono lartiglieria
pesante con cui essa [la borghesia]

abbatte tutte le muraglie cinesi e con cui


costringe alla capitolazione la pi ostinata
xenofobia dei barbari: Karl Marx e Friedrich
Engels, Manifesto del partito comunista,
ed. it. a cura di D. Losurdo, Laterza,
Roma-Bari 1999, p. 11 [ed. or. 1848],
28 Ministero israeliano degli Affari esteri,
Saving Lives - Israels Anti-Terrorist
Fence: Answers to Questions, 1 gennaio
2004, disponibile su http://www.mfa.gov.
il/m fa/m faarchive/2000-2009/2003/11/
saving%lives%20israel-s%and-terrorist%
fence% 20-% answ (ultimo accesso 25 ottobre
2009).
29 Cfr. http://www.weneedafence.com;
http://www.americanpatrol.com; e http://
www.borderfenceproject.com (ultimo accesso
per tutti e tre 25 ottobre 2009).
30 Ruchama Marton e Dalit Baum, Transparent
Wall, Opaque Gates, in Michael
Sorkin (a cura di)> Against the Wall:
Israels Barrier to Peace, New Press, New
York 2005, p. 215.
31 In questi primi scritti, Freud quantitativo
in maniera imbarazzante, nel senso
che parla della som m a o della quantit
di eccitazione presente nel desiderio
originario e che deve essere reindirizzata.
32 Sigmund Freud, Le neuropsicosi da
difesa. Abbozzo di una teoria psicologica
dellisteria acquisita, di molle fobie e ossessioni
e di certe psicosi allucinatorie [1894],
trad. it. in Id., Opere 1892-1899. Progetto
Note 1 5 9
di una psicologia e altri scritti, voi. 2, Boringhieri,
Torino 1968, p. 123.
33 Ivi, pp. 125, 126, 132 sg.
34 Anna Freud, Opere, 1922-1943, vol. 1,
Boringhieri, Torino 1978, p. 179 [ed. or.
tedesca 1936, trad. inglese 1937, riveduta
1966],
35 Ivi, p. 180.
36 Ivi, p. 184. Anna Freud aggiunge che

certi meccanismi di difesa possono essere


attivati gi nellinfanzia (regressione, volgersi
contro la propria persona, inversione
nel contrario) mentre altri, come la sublimazione,
richiedono una maggiore maturit
in quanto implicano laccettazione di
certi valori (ivi, p. 185).
37 Ivi, pp. 187 sgg.
38 Ivi, pp. 191 sg.
39 Ivi, pp. 195 sg.
40 Ivi, pp. 154 sg.
41 Cari Schmitt, Il nomos della terra nel
diritto internazionale dello ]us Publicum
Europaeum, ed. it. a cura di F. Volpi,
Adelphi, Milano 1991, pp. 22 sgg.
42 A. Freud, Lio e i meccanismi di difesa,
trad. it. cit., p. 172.
43 Anna Freud dice che lIo viene difeso
contro almeno tre cose: lEs, lanalista e
gli affetti associati con il moto pulsionale
(trad. it. cit., pp. 170 sg.). L Io non tutto
ci che viene modificato dalle difese. Sono
modificate anche le pulsioni contro le quali
vengono costruite le difese. Di conseguenza,
solo lanalisi delle attivit difensive inconsce
dellio ci consente di ricostruire anche
le trasformazioni subite dalle pulsioni
(trad. it. cit., p. 167). Le difese producono
su tutti e due i fronti della barriera identit
attive, e questa la ragione per cui tali identit
diventano i testi, di importanza cruciale,
attraverso i quali possibile leggere le
pulsioni. Anche qui, non sempre facile
vedere le difese, ed c pi facile studiare
il processo della formazione reattiva nel
momento in cui vi una disgregrazione di
formazioni reattive (trad. it. cit., p. 156).
Cos, una lettura dellEs possibile solo
attraverso le trasformazioni che le difese
hanno prodotto in se stesse, e solo considerando
particolari metodi di difesa posti
in atto (trad. it. cit., pp. 166 sg.), ma pu anche
verificarsi che certe letture delle difese

siano possibili solo quando queste ultime


si disintegrano, anche quando allorizzonte
c la psicosi (trad. it. cit., p. 156). Il riconoscimento
che la difesa rende impossibile
la stessa analisi ha portato Wilhelm Reich,
nella sua Character Analysis, Macmillan,
New York 1980, a insistere sul concetto
che la psicoanalisi deve lavorare direttamente
sul meccanismo di difesa in s, e non
semplicemente analizzarne il contenuto o
lorigine.
44 A. Freud, L io e i meccanismi di difesa,
trad. it. cit., p. 184.
45 Ivi, p. 195.
46 Ehud Barak, riportato in Akiva Eldar,
A Visit to th Jungle, H a aretz, 28 gennaio
2009, disponibile su http://www.
haaretz.com/hasen/spages/890295.html
(ultimo accesso 27 ottobre 2009).
47 Azmi Bishara, Posti di controllo. Frammenti
di una storia, Babel Press, Tel Aviv
2006 [in ebraico], p. 10, riportato in
Weizman, Architettura delloccupazione,
trad. it. cit., p. 147.
48 Anna Freud opera una netta distinzione
tra le funzioni e la sfera d azione del diniego
e della rimozione, sostenendo che il
primo per il pericolo esterno e la seconda
per il conflitto interno (eliminazione dei
derivati pulsionali): cfr. Lio e imeccanismi
di difesa, trad. it. cit., pp. 180 e 264.
49 Guy Debord, La societ dello spettacolo,
trad. it. Vallecchi, Firenze 1979, tesi 5,
p. 24 [ed. or. 1967].
50 Sigmund Freud, L avvenire di unillusione
[1927], trad. it. in Id., Opere 19241929. Inibizione, sintomo e angoscia e altri
scritti, voi. 10, Boringhieri, Milano 1978,
pp. 451 sgg.
51 Ivi, pp. 457 sgg.
52 Q uesta intuizione rivela il potere illusorio
della scienza che cerca di smascherare
lillusoriet della religione, anche se Freud

non si spinge in tale direzione.


53 S. Freud, Lavvenire di unillusione,
trad. it. cit., pp. 461,465.
RINGRAZIAMENTI
Molti, tra chi ha ascoltato le mie conferenze o partecipato ai miei
seminari
in varie parti del mondo in questi ultimi anni, hanno risposto
in m odo costruttivo a parti di questo lavoro. Chi ha fornito di
persona
riferimenti, ha raccontato storie, ha inviato fotografie e ha integrato
le analisi, mi ha dato molto; e devo molto a chi ha discusso con me
o ha corretto i miei dati. Vorrei ringraziare i ricercatori che hanno
contribuito validamente a questo progetto, Sarah Alexander, Ivan
Ascher, Jack Jackson, Mi Lee e Megan Wachspress. Alla Zone Books,
Ramona N addaff mi ha dato preziosi suggerimenti nella revisione,
la
redazione di Bud Bynach ha reso pi scorrevole la forma, e Meighan
G ale ha svolto un ottimo lavoro di supervisione su ogni aspetto
della
produzione. Il libro stato portato a termine grazie a due borse di
studio: la University of California Presidents Humanities Fellowship
e la Berkeley Humanities Research Fellowship.
INDICE ANALITICO
Adhamiya (quartiere di Baghdad), 6.
Afghanistan, 5.
Agamben, Giorgio, 11, 48,5 6 , 85-87, 150
n. 21.
altro/alterit, 81, 123,128.
ambiente, problemi relativi all, 20, 27,
65, 118.
anarchia, 47-48, 151 n. 30.
Anderson, Bcnedict, 119.
Andreas, Peter, 83, 92, 94-95, 153 n. 61.
antrace, attacchi all, 74, 122.
apolidi, 64, 98, 155 n. 4 L
Arabia Saudita:
- frontiera con lIraq, 4,//g. 9 ;
- frontiera con lo Yemen, 4,/ig. 8.
Arendt, Hannah, 64, 98, 123, 152 n. 39,
155 n. 41.
Argentina, 97.
Aristotele, 50.
Army C orps of Engineers, Stati Uniti, 28.

asilo, richiedenti, 7.
attentatori suicidi, 74, 80,154 n. 9.
Australia, 81,107, 121, 154 n. 14.
autonomia, 46-53,57, 94.
Azamya (quartiere di Baghdad), 6.
Azoulay, Ariella, 3, 20, 23.
Bachelard, Gaston, 72.
Bangladesh, 5, 94, 98,fig. 6.
Barak, Ehud, 17,110,138.
barbari, 71, 120, 158 n. 27.
barriera al confine Stati Uniti-Messico, 6,
25-34, 147 n. 17;
- agitazione popolare a favore della, 76;
- barriera di sicurezza israeliana e, 4, 16,
21-22,29, 145 n. 1;
- come pezzo teatrale, 91-95, 102, 115;
- decessi di migranti lungo la frontiera,
92, 117;
- discorsi post-11 settembre e, 105;
- gated communities nelle vicinanze della,
5;
N - gruppi di attivisti e, 84;
- immagini della, figg. 2-3;
- limitata efficacia della, 27-29, 116-19,
148 n. 28;
- neoliberismo e, 26;
- posti di controllo autostradali e, 21-22;
- pubbliche relazioni a favore della, 127;
- separazioni prodotte dalla, 18-19;
- sospensione della legge/legalit e, 87;
- sovranit dello Stato-nazione e, 146 n. 8;
- vigilantes Minutemen e, 87 -88;
- violenza delle gang della droga e, 104.
barriera di sicurezza israeliana (il M uro
), 17-25,78, 147 n. 14;
- aspetto sinistro del Muro proiettato
sullaltro, 129;
- attivisti e protestatari contro la, 20, 129,
145 n. 1;
- barriere di profondit e, 19,21;
- dilemmi di sicurezza della, 103;
- discorsi associati con la, 75;
- economia palestinese e, 104-5;

- espansione territoriale e, 17, 105;


- immagini della, figg. 4-5\
- inefficacia della, 114;
- muro Stati Uniti-Messico e, 4, 16, 22,
29, 145 n. 1;
1 6 2 Indice analitico
- pubbliche relazioni pro barriera, 12728;
- sospensione della legge/legalit e, 87;
- sovranit e, 24;
- stato di eccezione e, 84-85;
- teoria psicoanalitica della difesa e, 13839.
barriere Jersey, 74-76.
Betlemme, citt di, 6.
Bhagwati, Jagdish, 94-95.
biopotere, 96.
Bishara, Azmi, 138.
blocchi stradali, 22.
Boddy, Trevor, 75.
Bodin, Jean, 9 ,4 8 , 55-56, 67-68, 146 n. 6.
Botswana, 5.
bracero, programma, 102.
Brasile, frontiera con il Paraguay, 6.
Brunei, 5.
Buchanan, Pat, 98.
Burma, 5.
Bush, G eorge W., 11,41, 152 n. 51;
- muro sul confine Usa-Messico e, 93;
- sovranit teologica e, 58.
Buur, Lars, 154-55 n. 20.
Camarota, Steven A., 121.
Canada, 6, 95, 107, 145 n. 4.
capitale, 10-11,68, 100-1, 126;
- come sovranit globale, 60-62;
- decentramento della politica sulle frontiere
e, 96-97 ;
- disastro finanziario (rneltdoiun) dellautunno
2008,63;
- esigenze di manodopera illegale a basso
costo, 137;
- flussi transnazionali di, 57;
- fluttuazione delle esigenze del, 102;

- m anodopera (immigrati) e, 26;


- movimenti del, 4, 10;
- sovranit politica e, 51-53.
capitalismo, 51, 61, 94, 97.
Carlo I (re d Tnghilterra), 51.
Certeau, Michel de, 79.
Ceuta, enclave (Marocco), 16, 22.
Cile, 97.
Cina, 5, 60, 97.
Cisgiordania (West Bank), 6, 17, 19, 34,
149 n. 3.
cittadinanza, 64, 150 n. 24;
- classi legali di cittadinanza separate, 81,
154 n. 14;
- globale, 38;
- limitazioni alla, 145 n. 4;
- sospensione della, 86-87.
civilt:
- oltre il limite (beyond thc pale) della,
38-39;
- scontro delle, 23, 58, 81.
civilt occidentale, 15,29;
- declino del potere della, 132;
- dimensione teologica della sovranit e,
59;
- discorso dello scontro di civilt e, 23;
- multiculturalismo visto come una minaccia
alla, 121-23;
- sovranit popolare nella, 42-43;
- vedi anche Primo M ondo; N ord globale.
Clinton, Bill, amministrazione, 2 5 ,9 3 ,1 4 9
n. 3.
Coleman, Mathew, 96-97.
colonialismo/colonizzazione, 23, 100,
128-29, 146-47 n. 12;
- colonialismo di insediamento, 16, 19;
- English Pale in Irlanda, 38.
comuniSmo, 31-32.
Connolly, William, 4 8 ,5 6 ,1 5 0 n. 19.
contenimento, fantasie di, 123-25.
contrabbando, 5, 7-8,28, 30, 84;
- vedi anche traffico di droga; traffico di
armi.

contracton (appaltatori) privati, 28.


contratto sociale, teoria del, 50, 55, 77.
Corea, frontiera della Guerra fredda in,
40.
Corea del N ord, 5.
Corte internazionale di giustizia, 87.
crimine, criminalit, 8,29-30, 99, 122.
cristianesimo, 54, 59.
Davis, Mike, 93, 95, 101,146 n. 8.
Debord, Guy, 110, 13:8.
decisione, decisionismo, 9, 11, 2 4 ,4 1 , 86;
- democrazia e, 43;
- distinzione amico-nemico e, 49-50;
- erosione della sovranit dello Stato e, 83;
- monopolio dello Stato sul, 87;
- sovranit del capitale e, 61;
- vigilantismo e, 90.
Deleuze, Gilles, 79.
democrazia, 7, 24, 32, 111;
- abbandono dellidea della democrazia
universale, 81, 154 n. 14;
- autonomia del potere dello Stato e, 66;
Indice analitico 1 6 3
- democrazia murata, 104, 107, 119-30;
- discorso dello scontro delle civilt e, 23;
- discorso dellumanismo universale, 98;
- distribuzione dei diritti e, 64;
- globale, 38;
- legittimazione della fortificazione e, 16;
- sovranit e recinzione in relazione alla,
41-45;
- Stato di diritto e, 43.
Department of U.S. Homeland Security,
7 4 ,8 7 , 110,121;
- Real ID Act, 118;
- Smart Borders Action Plan, 95.
Derrida, Jacques, 63, 6 8 ,7 9 ,1 4 9 n. 17.
desiderio, sociale/politico, 14, 33, 50, 57,
68, 71, 109-13, 119, 125, 128-42, 15758 n. 14, 158 n. 31.
deterritorializzazione, 4, 92.
diritti umani, 63, 98, 129.
Dostoevskij, Fdor, 68.

Douglas, Mary, 120.


ebrei, 5 8 ,7 1 ,7 4 ,1 0 2 .
eccezione, stato di, 68, 150 n. 21, 151 n.
30;
- come condizione generalizzata, 84-85; '
- dimensioni teologiche della sovranit e,
67, 153 n. 64;
- esigenze di m anodopera del capitale e,
102;
- illegalit e, 82-83;
- permanente, 86;
- sovrano come decisore dello, 82.
Eghigian, Greg, 32.
Egitto, 5-6, 17, 60, 126.
Elshtain, Jean Bethke, 148 n. 23.
emergenza, stato di, 20,2 7 , 29, 86-87.
Emirati Arabi Uniti, 6.
enclosure, 15, 37-38;
- come divisione spaziale, 36;
- dimensioni sacre della, 36, 39-40, 108;
- muri di Stato ed, 67.
Enrico VII (re d Inghilterra), 51.
estraneo, fantasia di pericolo dallo, 12023,133.
Etiopia, 102.
Europa/Unione Europea, 6, 42;
- discorsi di m urare dentro in Europa,
126;
- govcrnance postnazionale ed, 64;
- migranti africani e asiatici diretti in, 6,
16, 22;
- modi di vestire dei musulmani in, 121.
Feinstein, Dianne, 93.
Feuerbach, Ludwig, 68, 140.
Fondo monetario internazionale, 10.
Foucault, Michael, 56, 63 , 79, 99, 146 n.
9, 152 n. 41.
Francia, 3 1 ,6 0 ,1 5 4 n. 14.
Freud, Anna, 130,133-38,159 nn. 36,43,
48.
Freud, Sigmund, 68, 135-36, 138, 158 n.
31;
- prima teoria della difesa, 130-33;

- sul bisogno di religione, 139-42, 158 n.


31,1 5 9 n. 52.
frontiere e barriere, 4-5, 46-48, 96, 150
n. 27;
- barriere Jersey, 74;
- erosione della sovranit dello Stato e, 83;
- fantasia dello straniero pericoloso e,
120-22;
- flussi senza restrizione di manodopera e
merci attraverso le, 102-3;
- limitata efficacia delle, 66;
- stratificazione dei flussi attraverso le, 7,
145 n. 4;
- teoria psicoanalitica della difesa e, 13536;
- zone di conflitto violento e permanente,
118-19;
- vedi anche muri.
Gandhi, Indira, 94.
Gaza, 5 ,1 7 ,3 4 ,3 9 ,1 2 6 .
geografia immaginaria, 71-72.
geopolitica, 22, 40, 96, 105.
Germania, 31-32, 40, 154 n. 14.
Gerusalemme, 6 ,1 8 , 85, 149 n. 3.
G iscard d Estaing, Valry, 81.
globalizzazione, 4 ,1 2 , 65, 97;
- barriera di confine Stati Uniti-Messico
e, 29;
- declino della sovranit dello Stato e,
145-46 n. 5;
- denazionalizzazione dei territorio e, 6263;
- diluizione della nazione e, 142;
- dissoluzione della sovranit e, 30;
- economia e sicurezza come elementi o p posti
nella, 95-96;
- erosione delle frontiere da parte della,
33;
1 6 4 Indice analitico
- fantasia dellestraneo pericoloso e, 122;
- fantasie di democrazia murata e, 119;
- manodopera migrante e, 115;
- messa in scena di ordine politico e, 95;

- pressioni sugli Stati-nazione da parte


della, 15;
- sfide alla sovranit poste dalla, 76;
- teoria psicoanalitica della difesa e, 13637;
- xenofobia e, 65-66;
- vedi anche neoliberismo.
Golden State Fence Company, 115, 157
n. 4.
Goodm an, Nelson, 71.
G ordon, Neve, 7, 146-47 n. 12.
G rande muraglia cinese, 31, 71.
Guantnamo, 39, 86.
Guerra fredda, 4 ,2 3 , 33-34, 40, 42.
guerre, 4 0 ,4 4 ,5 1 ,7 0 , 126.
Hardt, Michael, 10,48, 52, 56,151 n. 35.
H egel, Georg W.F., 45, 47, 77, 136, 14546 n. 5,151 n. 31.
Heidegger, Martin, 14, 124, 158 n. 22.
Hirst, Paul, 7, 71.
H obbes, Thomas, 9, 44, 77, 112;
- autoritarismo di, 50;
- sulla teologia della sovranit, 54-55, 67,
157 n. 60;
- sulle leggi silenti, 152 n. 40;
- sul potere sovrano dello Stato, 70.
H ong Kong, 40.
Hunter, Duncan, 93.
Huntington, Samuel, 58, 122.
identit, 32, 111.
- giurisdizione e, 44;
- natura mutevole della, 121-22;
-nazionale, 80-81.
ideologia, 10.
Illegal Immigration Reform and Immigrant
Responsibility Act (1996), 26.
immaginario:
- della democrazia murata, 119;
- fantasie di contenimento e, 125;
- politico, 14, 30, 56;
- scontro delle civilt e, 23;
- spaziale, 72.
Immigration and Customs Enforcement,

Stati Uniti, 113.


Immigration and Naturalization Service,
Stati Uniti, 101.
immigrazione, 5, 16;
- associazione terrorismo-immigrazione,
121;
- barriere postnazionali alla, 21-22;
- dirottamento della, 28;
- inefficacia dei muri e, 113,148 n. 28;
- nazionalismo xenofobo e, 65;
- partiti politici statunitensi e, 93;
- sentimento popolare contro la, 26;
- vista come invasione, 81, 98, 123,126.
imperialismo, 10.
impermeabilit, fantasie di, 125.
India:
- frontiera col Bangladesh, 5, 94,fig. 6;
- frontiera col Pakistan, 5,fig. 7;
- muro del Kashmir, 5, 18, 85.
ind, 59.
Inghilterra, 31,38.
innocenza, fantasie di, 111, 119-20, 12729.
intelligence di Stato, 13.
interessi nazionali, 4.
Iran, frontiera coi Pakistan, 5.
Iraq:
- barriere a Baghdad, 6,22, 85, 148 n. 22,
fig. 10;
- capitalismo dei disastri in, 97;
- Green Zone a Baghdad, 6,148 n. 22;
- frontiera con il Kuwait, 6;
- frontiera con lArabia Saudita, 4, fig. 9;
- sovranit dell, 42, 44,149 n. 17.
Irlanda, Englisb Pale in, 38.
Irlanda del N ord, 78, 91, 154 n. 11.
Islam, 60.
Israele, 74, 121, 136, 150 n. 24;
- attivisti anti-muro, 129;
- coloni nei territori palestinesi occupati,
60,84, 156 n. 54;
- come nazione fondata da immigrati, 107;
- dimensione teologica: della sovranit e,

58-60;
- discorsi di fortificazione in, 126;
- Elbit, 145 n. 1;
- esigenze di manodopera a basso costo,
102-3,156 n. 49;
- frontiera con lEgitto nel deserto dei
Sinai, 6, 17;
- identificazione con gli Stati Uniti, 105;
- militarizzazione della vita in, 34;
- relazioni speciali con gli Stati Uniti,
58;
- singolarit della storia di, 23-24.
Indice analitico 1 6 5
^ itu z io n i transnazionali, 9.
Av' x*is, Bruce, 122.
^ at>t, Immanuel, 37, 43, 145-46 n. 5.
a shm ir, 5, 18, 85.
r^a t rina, uragano, 97.
{ r ghizistan, 5, 16.
^ e in , Naom i, 97.
rasn e r, Stephen, 151 n. 29.
K u ^ a it , 6.
ia> , m anodopera, 65, 101, 153 n. 61;
b a s s o costo, 13, 102, 122, 137;
I s persione globale delle fonti di produ_ rZ lo ne del, 82;
_ u Ssi transnazionali di, 57, 97;
*?.}aro Stati Uniti-Messico e, 18-19, 26-pj-U5;
j ^ itic h e del lavoratore-ospite, 102.
- C discorsi 10 48;
_ ^l tto internazionale, 10;
^ ^ c i p i o di legittimit, 9 ,2 9 , 41-44, 47,
Pr t> r ie t e, 36-37;
p e n s i o n e della legge/legalit, 20, 29,
leeii-,- 4 1 >87
T d a z io n e , 15-16,21-25, 128-29.
Thom as, 99.
TirnV8* ^ 0 41-47 127,139.
S k * " 8' 5'
n Jo h n , 36-37,41,43-44,50,77,152 n- 4o.
M ^ ^ v e l l i , Niccol, 4, 37,151-52 n. 39.
a/ frontiera con la Thailandia, 5.

M aro C 0 .
^ rrt1^ nel Sahara occidentale, 6, 16, 85,
sPaSno^e *n> 6, 16> 18, 22, 85,
45,140, 153 n. 55.
X1^ o , 8, 61.
maschilismo, 88, 111, 124.
Achille, 124.
M Scvex*s1>;K Jo'-hp.n , 11 0. 1=.. _
M e d i o e v iTZ y ' 9'
Medio O J
Melilla, 1/ oo r 7 ,v,0,.o ^ c la v e in Marocco, 16, 22, ng. 1.
m etcati S J oball> 4> 7
&S1CO - S - 6 , 19,22,25-35, 85, 145 nn. 1,
4, 146 n. 8, 147 n. 17, 148 n. 28, figg.
2-3.
militarismo fallico, 119.
Mill, John Stuart, 50, 152 n. 40.
Minutemen, vigilantes, 84, 87-88, 111,
118,133.
Miranda, diritti, 90.
modernit, 4 2 ,5 1 , 61.
multiculturalismo, 122.
muri:
- annessione territoriale e, 90-91;
- come strumenti funzionali, 71-73;
- declino della sovranit dello Stato-nazione
e, 11-12;
- dimensione teologica della sovranit e,
66-69;
- erosione della distinzione dentro/fuori
e, 13;
- fantasie di contenimento e, 123-25;
- inefficacia dei, 113-19, 141-42, 157-58
n. 14;
- murales e graffiti di protesta, 16, 145 n.
1;
- mura medievali, 31, 39, 126;
- mutamenti dei significati dei muri nel
tempo, 72-75;
- neoliberismo e, 100, 104;
-obiettivi della deterrenza, 7-8,15-16,81;
- processo della globalizzazione e, 27, 99100;

- teorie della difesa psicoanalitica e, 130,


133-35, 137-38;
- teorie post-strutturaliste del potere e,
79-80;
- vedi anche frontiere e barriere.
Muro del pianto, 71.
Muro di Berlino, 31-34.
muro di via Anelli (Padova), 6.
musulmani, 59, 65, 121.
Nafta (North American Free Trade Agreement),
126.
Napolitano, Janet, 110.
nativi americani, 19, 27, 118.
nazionalismo, 4 ,1 0 , 29, 65, 111, 124.
nazismo, 31, 73.
Negri, Antonio, 10,48, 5 2 ,5 6 ,1 5 1 n. 35.
nemici non combattenti, 86.
neoconservatori, americani, 7.
neoliberismo, 10, 61, 63;
- apolidi e, 98;
- assenza di discorsi legittimanti, 129;
1 6 6 Indice analitico
- violenza e, 97-100;
- vedi anche globalizzazione.
Nevins, Joseph, 94.
Nietzsche, Friedrich, 68, 123, 140.
no go barrier, 75.
nomos, 36-39,60.
N ord globale, 2 5 ,8 3 ,9 8 , 128;
- vedi anche Primo M ondo; civilt occidentale.
nucleare, armamento, 33-34, 66.
nuda vita, 11,98.
Obama, Barack, 58.
Oklahoma City, attentato, 122, 154 n. 9.
Oman, 6.
Operation Gatekeeper, 25, 92-94.
Operation H old th Line, 26.
Operation Safeguard, 26.
Ophir, Adi, 3, 20, 23.
ordinamento giuridico, 48, 87, 95, 151 n.
30.
Organizzazione mondiale per il commercio
(WTO), 10.

Padova, 6.
Pakistan:
- frontiera con lindia, 5,fig. 7;
- frontiera con lIran, 5.
paleibeyond th pale, 35,38-39,49.
palestinesi, 3, 17,20, 129;
- azioni extralegali dei coloni israeliani e,
83;
- come alieni pericolosi in Israele, 121;
- come operai nella costruzione del Muro,
115,156 n. 49;
- discorso delle pubbliche relazioni a favore
del Muro israeliano e, 127;
- effetti del Muro sui, 114;
- esigenze israeliane di manodopera a basso
costo e, 102,156 n. 49;
- Muro di Gaza e, 126;
- proteste contro il Muro in Cisgiordania,
145 n. 1.
Paraguay, 6.
patriarcato, 124.
peacelines (in Irlanda del N ord), 78,91.
Peres, Shimon, 7,1 5 6 n. 54.
politico, autonomia del, 49-53.
polizia, controlli all'interno e alPesterno,
12-13.
polizia di frontiera statunitense, 28-30,
88-89,117;
- San Diego fence e, 25;
- vigilantes e personificazione della, 8990.
posti di controllo, 2 1 -2 2 ,8 0 ,8 5 ,1 0 3 ,1 3 8 .
post-strutturalismo, 80.
potere, 4,5 2 ;
- approcci alla teoria critica del, 79-80;
- democrazia e, 45,47-48, 149-50 n. 19;
- potere discrezionale, 41,44;
- responsabilit e, 52;
- secolarizzazione del potere divino, 14;
- spettacolarizzazione del, 30-31;
- teologia della sovranit e, 55;
- virtuale, 4, 7, 78-79.
Primo Mondo, 29, 90, 121, 127, 129, 153

n. 61;
- vedi anche N ord globale; civilt occidentale.
propriet, 50,77, 118.
protezionismo, 100-1.
psicoanalisi, 15, 120, 123, 130-39.
Rawls,John, 112.
razza e razzismo, 80-81, 95, 105-6, 129,
146-47 n. 12.
Reai IDAct (2005), 26-27, 118.
Realpolitik, 63, 96-97.
Reich, Wilhelm, 136,159 n. 43.
relazione amico-nemico, 49, 61, 83, 151
n. 36;
- come fantasia di appartenenza nazionale,
85;
- frontiere nazionali e, 66-67.
religione, 10,44;
- capitale come Dio de-antropomorfizzato,
60-62;
- de-contenimcnto della, 59-60;
- origine e persistenza della, 130, 139-42,
159 n. 52;
- regolamento della, 57;
- secolarizzazione e, 67;
- sovranit teologica, 57-60.
renditions, 86.
Ridge, Tom, 121.
rifugiati, 4, 64-65, 81.
rimozione psicologica, 131-34, 159 n. 48.
riscrittura, 4.
rivoluzione, 44.
Rivoluzione francese, 145-46 n. 5.
Rohter, Scott, 106-7,109,157 n. 61.
Rousseau, Jean-Jacques, 36-37,51,55,77,
112;
Indice analitico 1 6 7
- sulla libert (freedom) civile in contrapposizione
alla libert (liberty) naturale,
154 n. 10;
- sulla sovranit, 41, 149 n. 18;
- teoria del contratto sociale, 50.
Russia post-sovietica, 97.
Said, Edw ard, 71-72.

San Diego, 25.


Sassen, Saskia, 62-63,65,125.
Schmitt, Carl, 9,41-4 2 ,1 4 6 n. 6;
- autonomia del politico e, 49;
- decisione/decisionismo, 11, 49-50;
- dimensione politica della sovranit e, 68;
- dimensione sacra della recinzione e, 3839;
- sulla definizione di sovranit, 82, 146 n.
6, 150-51 n .2 7 ;
- sulla dimensione teologica della sovranit,
11, 44, 54, 140;
-su lla eccezione, 67, 153 n. 64;
- sulla giurisdizione territoriale, 36-37;
- sullappropriazione di territorio, 136;
- sulle divisioni spaziali, 35;
- sullordinamento e sullo stato di eccezione,
47, 95, 151 n. 30.
secolarismo/secolarizzazione, 62, 67, 153
n. 63.
Secure F'ence Act (2006), 26, 28,118.
Sharon, Ariel, 3.
sicurezza aeroportuale, 74, 92.
Sieys, Emmanuel-Joseph, 55, 152 nn. 42,
49.
Smari Borders Action Pian, 95.
soggettivit, 30-33,112-13.
soggetto, 4, 13, 146 n. 9;
- autonomia e, 46;
- desiderio di fortificazione, 79-80, 119,
125,139;
- fcmminilizzato, 139;
- homo munitus , 32;
- meccanismi della difesa freudiana e,
133-37;
- relazione Stato-soggetto, 65-66, 111-12;
- sovranit del, 76-78, 110-12, 139-40;
- Stato hobbesiano e, 54;
-svan ire della sovranit dello Stato e, 124,
145-46 n. 5.
sorveglianza, 12-13, 16, 80, 155 n. 24;
- lungo la barriera di sicurezza israeliana,
104;

- lungo la frontiera Stati Uniti-Messico,


24, 92.
sovranit, 3,21-22, 68-69;
- appropriazione di territorio come fondamento
della, 36-37;
- autonomia e, 93-94, 99-100;
- barriera di sicurezza di Israele e, 17, 2324;
- caratteristiche distintive della, 9-10, 82,
146 n. 6, 146-47 n. 27;
- come fantasia politica maschile, 125,
139;
- come outsourcing ai vigilantes, 87-88,
154-55 n. 20;
- declino della sovranit e teologia della
fortificazione, 66-69;
- democrazia e, 41-45, 149-50 n. 19;
- dimensione economica della, 51-53;
- diritto in relazione alla, 9-10, 48, 52-53,
64;
- distacco dagli Stati-nazione, 11-12, 14,
65-66,124;
- fallimento, decadimento della, 78-91,
117-18;
- frontiere e, 46-48;
- giurisdizione stabile/consolidata, e, 40;
- Impero globale e, 11;
- ordine vestfaliano e, 124;
- principio di legittimit e, 48;
- recinzione e, 15,35-36;
- sovranit del soggetto, 76-77, 110-12,
139;
- sovranit parziale, 4 1 ,4 4 ,1 4 9 n. 17;
- sovranit popolare, 42-44, 47, 151 n. 31;
- sovranit sovrapposte spazialmente, 17,
150 n. 24;
- Stati senza sovranit, 62-66;
- svanire o declino della, 8, 57-62, 109,
138,145-46 n. 5;
- teatralizzazione della, 91-107.
sovranit, dimensione teologica della, 111 2 ,4 8 ,1 3 9 ;
- desiderio di fortificazione e, 141-42;

- secolarizzazione del potere divino, 14,


53-57;
- svanire della, 57-60;
-v estigio della, 107-9.
spettacolo, societ dello, 138.
Stati, vedi Stati-nazione.
Stati-nazione, 7-8,11-12;
- castrazione degli, 124;
- flussi e barriere allinterno degli, 12;
1 6 8 Indice analitico
- governo-regolazione delleconomia e,
51;
- minacce allidentit e ai poteri degli, 15;
- muri intesi come morte della sovranit,
36;
- ordine post-vestfaliano e, 8;
- relazione Stato-soggetto, 112;
- separazione della sovranit dagli, 63;
- Stati falliti, 81;
- vedi anche sovranit.
Stati Uniti, 4, 12;
- come nazione fondata da immigranti,
107;
- discorsi di fortificazione negli, 126;
-e p iso d i terroristici negli, 65, 74, 122;
- frontiera con il Canada, 6;
- gated communities negli, 6, 18, 31, 85;
- identificazione con Israele, 102-3;
- iniziative English-only negli, 121;
- politiche della Guerra fredda, 33-34;
- relazioni speciali con Israele, 58;
- risposta alla minaccia del terrorismo,
74-76.
Sudafrica, 4, 85, 91, 107, 146-47 n. 12.
Sud globale, 16, 25, 98;
- vedi anche Terzo Mondo.
Tamir, Yuli, 84.
tecnologie, 80, 113;
- di controllo dello spazio, 23;
- di sorveglianza e scoperta, 15, 25;
- fortificazione delle frontiere e, 4, 27;
- Muro di Israele come tecnologia militare
offensiva, 17-18;

- vigilantismo e, 89.
teoria critica del potere, 79.
teoria politico-sociale, 146 n. 10.
teorie psicoanalitiche della difesa, 130-39,
159 nn. 36,43.
territorialit/territorializzazione, 4-5, 9.
territori palestinesi occupati, 17.
terrorismo, 5,7-8;
- associazione dellimmigrazione illegale
c o n ,121;
- attacchi terroristici domestici negli Stati
Uniti, 122-23;
- come obiettivo dei muri di sicurezza, 16;
- fantasia dellestraneo pericoloso e, 133;
- frontiere porose e, 65-66;
- inefficacia dei muri e, 113;
- neoliberismo e problemi di sicurezza,
98-99;
- reti transazionali di, 64;
- Smart Borders Action Pian e, 95.
Terzo Mondo, 89-90, 118, 123, 129, 153
n. 61;
- vedi anche Sud globale.
Terzo Reich, 31.
Thailandia, 5, 98.
tiger trap barriers, 75.
Tokyo, attacchi con il gas sarin, 74.
tortura, 86.
traffico di armi, 7, 83, 99.
traffico di droga, 7 ,2 8 , 82, 153 n. 61;
- fantasia dellestraneo pericoloso e, 133;
- inefficacia dei muri e, 113,116;
- Stato di diritto e, 99;
- violenza delle gang e, 104.
traffico di esseri umani, 83.
Trier, Jost, 35-37.
Turchia, 60.
Turkmenistan, 5.
umanismo, 98.
Unabomber, 122.
11 settembre 2001, attentato alle Torri G e melle,
74, 121, 154 n. 9.
Unione Sovietica, ex/blocco sovietico, 8,

102.
usborderpatrol.com, 89.
Uzbekistan, 5,16.
Vallo Atlantico, 7 ,3 1 ,7 0 , 73.
Vestfalia, pace di (1648):
- contenimento del potere degli Stati e,
124;
- ordine post-vestfaliano, 8, 16;
- sovranit dello Stato e, 11, 145-46 n. 5;
- sovranit teologica e, 59.
Vico, Giambattista, 37.
Vietnam War Memorial (Washington,
D C ), 71.
vigilantismo, 87-90; 117-18.
Virilio, Paul, 70, 73.
Weathermen, 122, 154 n. 9.
Weber, Max, 140,151-52 n. 39.
Weizman, Eyal, 19,21,147 n. 20 ,1 4 9 n. 3,
150 n. 24, 1.56 n. 54.
ivelfare state, 65, 81.
wcneedafence.com,. 105-6.
xenofobia, 29-32;
- declino della sovranit e, 95;
Indice analitico
domande di protezionismo di Stato e, Yemen, 4.
65-66;
mobilitazione delltf preoccupazione po- Zimbabwe:
polare per la sicurezza, 106; _ frontiera con il Botswana, 5;
teorie della difesa psicoanalitica e, 133. frontiera con il Sudafrica,
4.