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9 gennaio 2017 - 17:21

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Il Grup Espeologic Algueres con l'Universit


di Urbino nell'esplorazione delle Grotte di
Nettuno
Il Grup Espeologic Algueres con l'Universit di Urbino nell'esplorazione delle Grotte di
NettunoLUniversit degli Studi di Urbino da alcuni anni sta svolgendo studi e ricerche sui
principali sistemi carsici italiani, sono in corso progetti di ricerca incentrati sulla geologia,
lidrogeologia, la speleogenesi e il microclima sotterraneo di questi sistemi. Le grotte presenti
nellarea di Capo Caccia e la Grotta di Nettuno in particolare, presentano peculiarit uniche dal
punto di vista geologico, idrogeologico e speleologico, legate allazione del mare sullecosistema
ipogeo. Esiste una continua interazione sia a livello dellatmosfera ipogea che a quello
dellidrosfera della grotta, con lambiente marino esterno, che rendono il sistema carsico
algherese unico nel suo genere. In sintesi i sistemi carsici ipogei di Capo Caccia, costituiscono un
sito ideale per poter studiare in maniera dettagliata linterazione tra il sistema marino e
lecosistema sotterraneo. Per effettuare questi studi, LUniversit degli Studi di Urbino ed in
particolare il Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dellAmbiente ha chiesto la
collaborazione del G.E.A. - Grup Espeleolgic Alguers che ormai da molti anni esplora e studia
le grotte dellalgherese e le loro parti sommerse delle quali profondo conoscitore. Nel 2012, il
GEA si attivato per effettuare il posizionamento di sensori di temperatura all'interno della Grotta
di Nettuno, in particolare nei diversi laghi presenti all'interno della cavit fino ad una profondit
di 62 metri. Nel Dicembre 2016 gli speleologi sono ritornati nella grotta per completare il
recupero degli ultimi strumenti rimasti e carichi di preziosi dati accumulati nellarco di quattro
anni, posizionati nel Lago Semilunare, il pi lontano e profondo della grotta. Le numerose e
pesanti attrezzature necessarie per l'immersione profonda, utilizzando miscele di gas a base di
elio, vengono trasportate dagli speleologi del GEA coadiuvati da alcuni componenti del GSAS, e
dopo qualche ora di faticoso avanzamento attraverso i cunicoli e le gallerie che si snodano nel
cuore del promontorio di Capo Caccia, Giampiero Mulas si nuovamente immerso nelle grandi
gallerie sommerse per il recupero dei sensori. Durante l'immersione lo speleosub algherese ha
continuato l'esplorazione degli spettacolari ambienti visti nelle immersioni precedenti
raggiungendo il fondo della cavit a 75 metri di profondit. I primi dati ricavati dai sensori ed
elaborati dal Prof. Marco Menichetti dellUniversit degli Studi di Urbino, hanno dato risultati
molto interessanti e, dopo lelaborazione completa, saranno oggetto di una prossima
pubblicazione scientifica. Anche nella Grotta della Dragunara e nella Grotta Verde, nella quale il
GEA ha impiegato due generazioni di speleologi per esplorarla sistematicamente ed al momento
impegnato con il monitoraggio della fauna cavernicola presente al suo interno, verranno
posizionati dei sensori nei profondi laghi interni, cos da ottenere una ampia mappatura delle
variazioni di temperatura del sottosuolo sommerso algherese e dellinfluenza dellingressione
marina allinterno delle grotte allagate presenti nel promontorio di Capo Caccia; un importante e
impegnativo progetto mai effettuato prima nel nostro territorio. Alla luce dei risultati ottenuti,
oltre alla Grotta di Nettuno, la grotta Verde e la grotta della Dragunara, anche altre grotte minori
verranno studiate nei prossimi approfondimenti esplorativi e scientifici del Grup Espeleolgic
Alguers. Foto: - redazione

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