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Ordine

4.1 Il sacerdozio unico di Ges


4.2 Sacerdozio nuovo nella lettera agli ebrei
Per la lettera agli ebrei Ges sacerdote per costituzione
4.2.1.1 Il sacerdozio del nuovo popolo di Dio
L'essere sacerdotale del redentore fonda l'essere sacerdotale della chiesa, popolo escatologico di Dio
nella storia. I battezzati sono resi partecipi della medesima vocazione. Un simile sacerdozio, se per
un verso descritto recuperando la terminologia, dell'antico popolo di Israele, per altro verso
compreso nel legame con il compimento delle promesse messianiche. Questo sacerdozio non legato a
una razza, a una nazione o una lingua, ma all'unico battesimo celebrato nella pasqua di Cristo e nel
dono del suo Spirito, che fonda il popolo sacerdotale dei battezzati. (Il popolo dell'AT legato a una
nazione, il nuovo popolo legato al battesimo)

Hb 3, 5-6. Il sacerdozio del nuovo popolo di Dio si presenta, dunque, come una partecipazione
al sacerdozio filiale di Ges del quale chiamato a riproporre i caratteri. Sta in ci la sua
peculiarit unica. E in questo senso che, fin dall'inizio, la comunit cristiana si qualifica come il
popolo sacerdotale.

Pietro e l'Apocalisse definiscono la comunit cristiana com sacerdozio santo e sacerdozio


regale (1 Pt 2, 5.9; Ap 1, 6; 5.10; 20, 6)

E' significativo che una simile qualifica venga affermata in primo luogo nella diaspora, dalle
comunit dell'Asia Minore, quasi a sottolineare il passaggio dall'antico al nuovo sacerdozio, non
pi legato a una terra, a un culto e al suo tempio, ma alla persona unica del Signore Ges, centro
del nuovo culto e del nuovo sacerdozio santo formato dai credenti, battezzati nel suo nome. 1 Pt
2, 4-5

Pietro prosegue parlando di coloro che erano un non-poplo e ora sono diventati il popolo
sacerdotale di Dio. 1 Pt 2, 9-10

Il punto la centralit di Ges non importa essere legato a un edificio, noi siamo il Tempio del Dio
viventi perch Ges ci rende tali. La novit l'offerta dei sacrifici spirituali. Il sacerdozio del nuovo
popolo di Dio non pi legato ai vincoli del sangue. Essendo fondato sul battessimo, esso si estende fra
tutti i popoli della terra. in questo senso che Paolo riferisce molti termini sacrificali alla vita dei
cristiani, chiamandoli a fare della loro esistenza battesimale un sacrificio vivente, santo e gradito a Dio:
questo il nuovo culto spirituale in opposizione a quello materiale dell'antico tempio (Rm 12, 1).
L'offerta di noi stessi il culto spirituale.
Ci possibile perch ormai essi sono incorporati a Ges Cristo e alla sua chiesa, nella grazia dello
Spirito diffuso nei loro cuori (Rm 5,5) e possono rivolgersi a Dio chiamandolo Abba, Padre (Rm 8,
15; Gal 4, 6) Quando i cristiani non si abituano alla mentalit del mondo operano il culto spirituale
Nella nuova alleanza, le nozioni di regno e di sacerdozio sono usate in modo congiunto e si
riferiscono alla chiesa. Ad esempio: Ap 1, 5-6; Ap 5, 9-10. E' la comunit sacerdotale dei credenti nel
risorto. Von Balthasar: Rappresentanza esclusiva Ges che offre se stesso; rappresentanza inclusiva
quella dei cristiani offrono insieme alle sofferenze di Cristo a nomi di altri e questa pu essere solo per
l'amore per Ges. Il popolo un popolo sacerdotale perch da una parte riceva la grazia di Dio,

dall'altra perch offre se stesso.


4.3 Il ministero ordinato come sacerdozio
Il ministero ordinato si situa in questa duplice dialettica: in relazione al sacerdozio unico di Ges e in
relazione al sacerdozio di tutta la chiesa. Paolo descrive la sua missione evangelizzatrice come ufficio
sacerdotale, perch i credenti diventino una offerta gradita a Dio Rm 15, 16. Si parla di un
ministero, a servizio delle genti, c' bisogno di una guida
Pertanto, se il NT evita di applicare il titolo di sacerdote ai ministri ordinati, perch il loro
sacerdozio non pu essere inteso nel senso tradizionale del termine, come una casta separata per il
servizio rituale o sacrale, ma come un dono dello Spirito Santo che abilita al servizio di Cristo e della
chiesa, come ministri della parola de evangelizzatori fra gli uomini, presidenti (vescovi e presbiteri) o
servitori (diaconi) della celebrazione eucaristica ministro di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio 1
Cor 4, 1; in mezzo al nuovo popolo sacerdotale che Dio ha inaugurato con l'avvenimento della Pasqua
e della Pentecoste.
Anche loro sono sacerdoti, anzitutto , per la loro esistenza, in quanto sono costituiti come segni del
ministero sacerdotale unico di Ges Cristo e servono all'identit sacerdotale tutta la comunit dei
battezzati.
4.3.1 Sul fondamento di Ges Cristologico
Ges il suo origine e fondamento. Il sacerdozio ministeriale non da intendersi fare alcune cose.
tutto il mistero della sua persona nella sua venuta nel mondo (per Ges e anche il ministro ordinato).
Deve avere le stesse caratteristiche del sacerdozio di Ges, se parla di partecipazione vicaria al
sacerdozio unico e permanente del redentore, cio il sacerdozio ministeriale in continuit col mistero
e ministero di Ges. Stende nel tempo nello spazio il sacerdozio unico di Ges. Sul fondamento del
sacramento dell'ordine il prete il ministro ordinato diventa un segno personale uno strumento vivo di
Ges.
4.3.2 Il mandato agli apostoli
Ges sacerdote, possiede un sacerdozio che non tramonta, la sua missione sacerdotale deve essere
proseguita mediante rappresentanti, non nel senso delegato democratici, ma nel senso teologico della
repraesentatio, essere reso presente. Ges sceglie i dodici, e affida il compito di perpetuare la sua
pasqua.
Testi della missione
a) Il racconto dell'ultima cena
Ai dodici e indirizzato l'istituzione fate questo in memoria di me
C' un legame de dinamica sacramentale tra l'ultima cena e la croce, quella sera gi ha fatto la offerta di
se stesso. Il comando il rappresentare tramite il segno l'evento della croce. Il loro ministero legato
alla rappresentazione al mistero della croce. L'ordine il potere di fare memoria del mistero pasquale
della salvezza, fino alla parusia rendendo presente il sacrificio di Cristo e facendo partecipare ad esso i
credenti.
I Padre di Trento hanno definito il rapporto tra la veglia di Pasqua e il sacerdozio ministeriale, hanno
dichiarato che Cristo durante la cena ha costituito gli apostoli sacerdoti del NT, condannano coloro
che ritengono che Cristo con le parole fate questo in memoria di me non ha istituito gli apostoli
sacerdoti, o non ha comandato che essi e gli altri offrano il suo corpo e il suo sangue

b) La preghiera sacerdotale
Ricorda compiuta l'opera a lui affidata e presenta gli apostoli al Padre. Cristo richiama il sacerdozio
levitico, come i leviti erano propriet speciale di Dio cosi gli apostoli sono affidati al Padre, separati dal
mondo, per consacrarli nella verit.
c) Il potere di rimettere i peccati (Gv 20)
La remissione si realizzata con la morte di Ges, chi affida gli apostoli il potere di rimettere i peccati.
Cos il dono che Ges ha ottenuto arrivi agli altri, e fa questo gesto di soffiare su di loro affinch
abbiano il potere. Soffiare l'unica volta in cui si usa e rimanda a passi importante la creazione, che da
nuova vita, la risurrezione spirituale. Il soffio inteso nel senso pneumatologico.
d) Il grande mandato missionario
Costituire la Chiesa in ogni regione, per la plantatio ecclesiae, non dice solo annunciate ma anche
battezzate (realizzare la salvezza)
e) Pentecoste
L'unzione nello Spirito Santo, completa quella prima unzione, l'unzione pubblica che inaugura la
missione della Chiesa, per per gli apostoli ha un effetto proprio. Lo Spirito colui che gli abilita alla
testimonianza. Celebrano la frazione del pane, ordinano i diaconi, pregano sui malati e li ungono con
olio, interpretano la volont del Signore per la Chiesa. Il loro compito sar essere pastori del gregge.
Pietro ha una missione verso gli apostoli, confermare tutti nella fede.
Muller: Il ministero salvifico dei Dodici, una attualizzazione della permanente attivit salvifica de
Cristo, del Signore glorificato nella sua Chiesa mediante lo Spirito Santo ed esercitato nella
predicazione del vangelo, celebrazione del battesimo e dell'eucaristia, nella remissione dei peccati, nel
governo e nell'edificazione delle comunit. L'elemento essenziale e determinante, nonch la base del
ministero dei presbiteri, episcopi la loro attivit in virt dello Spirito Santo, nel nome di Cristo, del
pastore della Chiesa o del primo pastore, attivit consistente nel pascere la Chiesa mediante il vangelo
nel convertire al pastore e vescovo delle nostre anime a Cristo, nonch nell'incoraggiare.
4.3.3 La comunit primitiva
28/04/2015
Nel nuovo Testamento come appaiono i ministeri? , primo si parte da san Paolo, la comunit una
comunit viva come il corpo vivo, ed resa viva dallo Spirito Santo che suscita i carismi, e resa viva
dai doni dello Spirito. La Chiesa ch un organismo vivificato dallo Spirito Santo, ognuno ha doni
diversi, l'apostolo aveva un peso determinante nella comunit. Dentro di questa comunit la guida chi
c' l'ha? Nel corpo umano la testa, nel nuovo testamento si vede una differenziazione, le comunit
giudeo-cristiane sono governate da un collegio di anziani (presbyteroi), sul modello delle comunit
sinagogale. In Gerusalemme, i presbiteri operano insieme ai Dodici. Qui avviene, in aggiunta,
l'istituzione dei Sette che, inizialmente, in chiara distinzione dall'attivit di insegnamento dei Dodici, si
vedono affidati compiti di diaconia. Due di essi, per, Stefano e Filippo, probabilmente in virt di doti
personali, diventano predicatori quanto mai efficaci.
In ambito ellenistico, sul modello dell'amministrazione cittadina, si adotta la funzione del sorvegliante
(episkopos). All'inizio gli episcopi governano la comunit in maniera collegiale; ad esempio Fil 1,1
parla dei cristiani che si trovano a Filippo Con i vescovi. In seguito, come traspare dalle lettere
pastorali, la governano in modo monarchico. Ben delineata la funzione di governo del vescovo nelle
comunit delle lettere pastorali, travagliate da errori e da eresie. Qui il governo significa, anzitutto
difesa della sana dottrina. Non molto chiaro nel NT qual la differenza del ruolo del vescovo.

Inoltre, si parla di diaconi che svolgono sopratutto compiti socio-caritativi in modo simile a quanto
facevano i sette di Gerusalemme- ma fuori di Gerusalemme sembra che anche i diaconi avevano un
ruolo di governo.
Come si diventa un guida della comunit? Non dice niente in specifico ma da una identificazione del
gesto dell'imposizione delle mani. Per essere introdotto nel ministero ci vuole ricevere l'imposizione
delle mani. (At 6,6) (At 13, 1-3) (At 14, 23) ancora, le lettere pastorale parlano pi esplicitamente del
dono della grazia collegato con l'imposizione delle mani e degli obblighi che ne derivano (1 Tm 4, 14)
5. TESTIMONIANZE PATRISTICHE
5.1 Ignazio di Antiochia (+107)
Le lettere sono scritti mentre lui fa il viaggio a Roma, vanno al inizio del secondo secolo, passano
alcuni decenni rispetto al formarsi delle comunit nuovo testamentarie, nelle sue lettere chiara
tripartizione del ministero: il vescovo che il pastore di una Chiesa locale (monoepiscopato); i
presbiteri che, raccolti intorno al vescovo nel presbiterio, sono i suoi coadiutori e consiglieri; i diaconi,
che sono al servizio sia del vescovo che della comunit.
Il passaggio al modello tripartito, con un solo vescovo a capo della comunit locale, presenta
storicamente aspetti molto oscuri. Di certo, non avvenuto di colpo, ma solo gradualmente, lungo tutto
il II secolo. Se il monoepiscopato attestato da Ignazio per le Chiese dell'Asia minore, per la Chiesa di
Roma egli non menziona alcun vescovo. Scrive F. Courth: egli il primo testimone esplicito di un
episcopato monarchico e di un ministero articolato nelle sue tre forme. La sua testimonianza
considerata di fondamentale importanza per la teologia cattolica dei ministeri, che trova in lui un punto
di riferimento preciso per ogni ulteriore riflessione
L'unit ecclesiale la nota di fondo delle sette lettere che Ignazio scrive ad altrettante Chiese durante il
suo viaggio verso il martirio a Roma: preoccupati dell'unit di cui nulla pi bello scrive a
Policarpo, indicando cos il suo compito fondamentale nei confronti della comunit che presiede.
La preoccupazione dei Padri non fare teologia nel senso che facciamo noi, ma anzitutto una
catechesi pastorale, fotografa la realt e fa vedere quello che non si vede, il mistero di Dio come si
manifesta nella vita ecclesiale, una descrizione misterica. Dentro le sette lettere il tema che torna e
quello dell'unit ecclesiale.
Un secondo elemento che torna la sottomissione dei fedeli al vescovo ai presbiteri e ai diaconi e
l'armonia dei ministri tra loro, fondando la comunione nel rapporto tra Ges Cristo e il Padre.
Si possono identificare quattro idee che modulano la nota di fondo dell'unit ecclesiale, ricorrono di
continuo nel contesto della sua teologia dei ministeri: le prime due riguardano i fondamenti trinitarioapostolico ed eucaristico, e le altre due le espressioni, comunitaria e ministeriale.
a) Ignazio ricerca l'origine e il fondamento dei ministeri non nella volont di Ges o degli apostoli di
inviare dei collaboratori e successori, ma direttamente nella vita intratrinitaria. Ignazio elabora cos una
mistica de ministeri, secondo cui vescovi e presbiteri sulla terra tengo il posto del Padre e/o di Ges
Cristo.
Due testi fanno da esempio. Il primo l'indirizzo a quelli di Filadelfia: la Chiesa di Filadelfia il mio
eterno e continuo giubilo specialmente se i fedeli sono in uno col vescovo e con i suoi presbiteri e con i
diaconi scelti nella mente di Ges Cristo che, secondo la sua volont, ha confermati col suo Santo
Spirito. Il secondo l'esortazione finale ai Magnesi: siate sottomessi al vescovo e gli uni gli altri,
come Ges Cristo al Padre, nella carne e gli apostoli a Cristo e al Padre nello Spirito, affinch l'unione

sia carnale e spirituale.


Vescovo, presbiteri e diaconi vengo posti in relazione alle Persone divine, ma anche agli apostoli, in
modo molteplice. Il Vescovo in alcuni testi, rappresenta genericamente Dio. Cos Ignazio esorta la
comunit dei Magnesi alla concordia con la guida del vescovo al posto di Dio. Rivolgendosi alla
stessa comunit, suona riferito a Dio (senza specificare alcuna delle Persone divine) anche l'invito a
obbedire senza ipocrisia alcuna, poich non si inganna il vescovo visibile, bens mentisce a quello
invisibile. In altri passaggi per, il vescovo rappresenta il Padre es. non a lui, ma al padre di Ges
Cristo, ch il vescovo di tutti o in relazione a Ges Cristo.
I presbiteri invece, nella teologia ignaziana dei ministeri, rappresentano gli apostoli. Cos, ad esempio,
invita i cristiani di Tralle a sottomettersi anche ai presbiteri come agli apostoli di Ges Cristo e
domanda ai cristiani di Smirne che tutti seguano il vescovo e i presbiteri come agli apostoli
Ai diaconi attribuisce un servizio, precisando che si tratta del servizio del misteri de Ges Cristo:
Bisogna che quelli che sono i diaconi dei misteri di Ges Cristo siano in ogni maniera accetti a tutti.
Non sono diaconi di cibi e di bevande, ma servitore della chiesa di Dio In un caso in diaconi, come i
vescovi sembrano proprio impersonare Cristo: Tutti rispettino i diaconi come Ges Cristo
b) L'unica eucaristia segno e causa dell'unit della Chiesa; l'appartenenza ecclesiale passa quindi, in
concreto, attraverso colui che presiede l'eucaristia, cio l'unico vescovo attorniato dal presbiterio.
Fuori dalla comunione con il vescovo non esiste eucaristia n, quindi, comunit: Nessuno senza il
vescovo faccia qualche cosa che concerne la Chiesa. Sia ritenuta valida l'eucaristia fatta dal vescovo o
da chi da lui delegato. Dove compare il vescovo, ivi la comunit come l dove c' Ges Cristo, ivi
la Chiesa cattolica . Senza il vescovo non lecito battezzare n fare l'agape...chi onora il vescovo viene
onorato da Dio. Chi compie qualche cosa di nascosta dal vescovo serve il diavolo. Ancora
preoccupatevi di attendere a una ola eucaristia. Una la carne di nostro Signore Ges Cristo e uno il
calice nell'unit del suo sangue, uno l'altare come uno solo il vescovo con il presbiterio e i diaconi.
c) L'unit ecclesiale, basata sul fondamento trinitario-apostolico e su quello eucaristico, si esprime nella
concordia, ossia nell'ubbidienza o sottomissione comunitaria e ministeriale.
Ai presbiteri di Efeso scrive: vi stimo beati essendo uniti a lui (vescovo) come la Chiesa lo a Ges
Cristo e Ges Cristo al Padre, perch tutte le cose siano concordi nell'unit Aggiunge conviene
procedere d'accordo con la mente del vescovo, come gi fate. Il vostro presbiterio, ben reputato degno
di Dio molto unito al vescovo come le corde alla cetra
Ai fedeli unitevi al vescovo ai prebiteri e ai diaconi solleciti a compiere ogni cosa nella concordia di
Dio e dei presbiteri non operare nulla senza il vescovo bisogna non solo chiamarsi cristiani, ma
esserlo, alcuni parlano sempre del vescovo, ma poi agiscono senza di lui.
d) L'attestazione del modello tripartito e del monoepiscopato. Senza tale struttura, per Ignazio, non c'
Chiesa. Essa essenziale e costitutiva. Se ne deduce che in Asia minore e in Siria questa
organizzazione era gi presente all'inizio del II secolo, perch Ignazio la presuppone. E chiaro pure che
Ignazio cerca il fondamento teologico di tale struttura non nella motivazione storia e partir da Ges o
dagli apostoli, ma nell'orizzonte spirituale, misterico.
Per Ignazio, dunque, non sulla base di una successione apostolica che il vescovo attinge i suoi poteri,
ma direttamente da Dio. L'ansia dell'unit ecclesiale, della quale i ministri sono segno e strumento, lo
portano a collegarli immediatamente con i misteri centrali della fede la Trinit, l'incarnazione,
l'eucaristia.

La fondazione celeste dei misteri cristiani e l'esaltazione della figura del vescovo costituiscono un
chiaro contributo alla sacralizzazione dei ministeri. Tuttavia, non si trova nessun elemento per un rito
di ordinazione e per una funzione di insegnamento dei vescovi.
06/05/2015
5.2 La traditio apostolica
Un secolo dopo Ignazio, la TA importante documento liturgico attribuito al presbitero romano Ippolito,
riunisce alcune linee: la tripartizione, la sacralizzazione e l'aspetto sacerdotale.
Per i vescovi, i presbiteri e i diaconi prevista una imposizione delle mani (cheirotonia) di tipo
liturgico-sacramentale, mentre per gli altri ministri (es. vedove, lettori, suddiaconi, guaritori)
esplicitamente esclusa. Per questi ultimi infatti il rito solo il riconoscimento di uno stato di vita, che
comporta un ufficio comunitario lo espressa volont da parte del soggetto di vivere seconda la propria
condizione.
a) Il vescovo scelto e acclamato dal popolo, viene ordinato di domenica, attraverso l'imposizione della
mani degli altri vescovi presenti, mentre i presbiteri e il popolo assistono, pregando. Per un solo
vescovo, imponendo le mani, pronuncia la preghiera di ordinazione.
La prima parte ricorda l'opera del Padre, che ha istituito capi e sacerdoti affinch il culto non mancasse
mai di ministri; viene poi invocata la potenza dello Spirito Santo, che il Padre ha donato al suo Figlio e
questi agli apostoli che fondarono le Chiese.
La seconda parte della preghiera elenca i compiti del vescovo: Concedi .a questo tuo servo...di
pascolare il tuo santo gregge di esercitare, in maniera irreprensibile e in tuo onore, la massima dignit
sacerdotale stando al tuo servizio giorno e notte, di rendere il tuo volto incessantemente propizio, di
offrirti i doni della tua santa chiesa, di avere...il potere di rimettere i peccati, ,i distribuire i compiti
secondo la tua volont, di esserti accetto per la mansuetudine del suo spirito e la purezza del suo cuore
Sopra il vescovo viene invocato lo Spirito principalis Hegemonikon, non si parla di successione
apostolica ma si lo riconosce come apostolo. P. Grelot: ci che colpisce e il modo con cui la funzione
del supremo sacerdozio attribuita al vescovo e collegata all'offerta dei doni (allusione eucaristica) alla
remissione dei peccati, al governo della Chiesa presentato come governo pastorale. Tutta la teologia del
sacramento dell'ordine si svilupper in questa precisa direzione Non si parla del insegnamento (F.
Courth)
b) La preghiera di ordinazione del presbitero, pronunciata dal vescovo mentre impone le mani sul capo
dopo che tutti i presbiteri presenti hanno gi compiuto lo stesso gesto, pi breve: Dio e Padre di
nostro Signore Ges risto, volgi lo stesso sguardo su questo servo qui presente e infondendogli lo
Spirito di grazia e di saggezza sacerdotale (secondo Courth: lo Spirito del consiglio del presbiterio)
affinch aiuti e governi il popolo con cuore puro, come volgesti lo sguardo sul popolo da te eletto e
ordinasti a Mos di scegliere dei presbiteri che riempisti dello stesso spirito che avevi donato al tuo
servo a ci seguono una richiesta di aiuto e una dossologia trinitaria.
Si noti che il presbitero a differenza del vescovo, non e chiamato da Ippolito sacerdote e non posto in
relazione diretta al sacerdozio antico, bens ai settanta anziani di Nm 11, 16-17. I compiti del presbitero
non vengono elencati espressamente: si parla di aiuto e governo: se ne deduce che egli collabora, in
modo subordinato, alla realizzazione dei diversi compiti episcopali.

Pu sembrare strano che nella preghiera di ordinazione del presbitero, a differenza di quella del
vescovo, non venga menzionata la celebrazione eucaristica, ma si deve tenere presente che, nella chiesa
pre-costantiniana, era normalmente il vescovo che presiedeva l'unica eucaristia comunitaria, attorniato
dai presbiteri. Certo, questi potevano, in determinate circostanze, sostituire il vescovo, ma fu solo con
la nascita delle parrocchie che i presbiteri cominciarono a presiedere regolarmente l'eucaristia.
c) Il diacono per Ippolito, pur restando nell'orbita dell'ordinazione, non detiene alcun sacerdozio, ma
ha come unico ufficio quello di servire il vescovo. Solo il vescovo impone la mani al diacono, perch
questi viene ordinato non al sacerdozio, ma al servizio del vescovo, con il compito di eseguirne gli
ordini. Di fatto, egli non prende parte al consiglio dei sacerdoti, ma amministra e segnala al vescovo in
ci che necessario.
La preghiera di ordinazione recita: Dio che hai creato tutte le cose e le hai ordinate mediante il Verbo,
Padre di nostro Signore Ges Cristo, che hai inviato perch eseguisse la tua volont...concedi il santo
Spirito della grazia, dello zelo e della diligenza al tuo servo che hai scelto affinch sia al servizio
della tua chiesa e porti nel tuo santuario ci che viene offerto da colui ch stato stabilito tuo sommo
sacerdote a gloria del tuo nome, affinch adempiendo il suo compito in modo irreprensibile e con
purezza di vita...ti lodi e glorifichi Il diacono non presiede il sacrificio eucaristico, ma al servizio del
vescovo.
6. IL MEDIOEVO: TEOLOGIA E MAGISTERO
6.0 Introduzione.
Nota Courth che, per Ippolito, come per la patristica in generale, vescovo e sinonimo di titolare del
ministero nella Chiesa. Il presbiterato e il diaconato vengono intessi come servizi ausiliari che trovano
senso soltanto in questa luce. In sostanza, il ministero pu essere definito come ministero per
imposizione delle mani un atto sacramentale, che cio conferisce la grazia.
Il lettore, invece cui consegna l'evangeliario, viene investito del suo compito senza imposizione delle
mani. Nemmeno il suddiacono ordinato per via sacramentale, ma solo nominato quale collaboratore
del diacono.
Durante il Medioevo, il ministero che nell'et patristica ruotava attorno al vescovo, assume altri
connotati. L'idea dominante ora quella della potestas in corpus Christi. Per Tommaso d'Aquino, ad
esempio, in sostanza l'ordo e potere consacratorio, per cui il ministero episcopale un sacramento.
Quest'ultima non conferisce, in ordine all'eucaristia, un potere diverso dal ministero sacerdotale. In
senso derivato, invece, il ministero episcopale un ordo a se stante, in quanto esso dispone di un potere
maggiore sul corpo mistico di Cristo, che la Chiesa.
Sulle basi eucaristiche, il ministero presbiterale non risulta distinto da quello episcopale. Il potere
consacratorio sostanzialmente identico de al vescovo si pu riconoscere soltanto una maggior
pienezza giurisdizionale. Proprio per tale motivo, quando si tratta del sacramento dell'ordine, fino al
Vaticano II, si parla del sacramento dell'ordine sacerdotale
Alla vigilia del Vaticano II, uno dei compiti pi urgenti della teologia era proprio quello di approfondire
meglio la natura del ministero episcopale. E bisognava pure chiarire il rapporto tra episcopato e
presbiterato. La auspicio stato esaudito dal Concilio che riprende a muoversi nella prospettiva della
Chiesa antica e ridelinea la triade dei ministeri della tradizione (LG 28)
6.1 San Tommaso de Aquino
La trattazione teologica pi completa riservata all'ordine i trova nel commento alle sentenze di Pietro
Lombardo.

Oltre a ribadire il numero settenario dei gradi dell'ordine, dell'ostiariato al sacerdozio e la


sacramentalit dell'Ordine, in quanto segno sensibile operante un effetto spirituale, Tommaso ritiene
che tutti i gradi dell'ordine diano il carattere, poich tutti sono finalizzati all'amministrazione dei
sacramenti. All'obbiezione che, in tal caso, nell'ordine vi sarebbe piu di un sacramento, risponde che la
divisione dell'ordine quella di un tutto completo in una sola parte (sacerdozio) e partecipato nelle altre
parti (ordini inferiori) per cui tutti gli ordini sono un unico sacramento.
Se tutti e sette i gradi del ordine sono sacramenti, evidentemente esiste un elemento comune a tutti
nell'ordinazione sacramentale, un elemento che ne costituisce il momento essenziale. Cosi Tommaso,
riagganciandosi a Isidoro di Siviglia, individua il momento dell'ordinazione nel rito comune a tutti e
sette i gradi: la traditio instrumentorum.
Degli altri rito non nega l'importanza, ma li ritiene solo preparatoria all'ordinazione vera e propria: la
benedizione l'imposizione della mano (nel diacono e nel sacerdozio) e l'unzione sacra (nel sacerdozio),
pur essendo parti altamente significative, no conferirebbero da sole il carattere, senza la consegna degli
strumenti attinenti ad ogni grado. Essendo il ministero principale del sacerdote quello di consacrare il
corpo e il sangue del Signore, il carattere sacerdotale si imprime nel momento in cui il vescovo
consegna al candidato il calice e pronuncia la relativa formula.
Emerge cos il motivo essenziale per cui Tommaso si unisce ai negatori della sacramentalit
dell'episcopato: la finalizzazione del ministero ordinato all'eucaristia comporta che l'apice di tale
ministero venga individuato nella consacrazione eucaristica e quindi nel sacerdozio cultualmente
inteso, nella postestas consecrandi In Sth II, 1.65, a3 sacramentum ordinis ordiantur ad Eucahristiae
consecrationem
Il fatto che al sacerdozio venga annessa una seconda potestas, di carattere giurisdizionale, consistente
in quella che oggi si definisce attivit pastorale, non cambia le cosa. Quest'ultima potestas, infatti, e
secondaria e dipendente dall'autorit ecclesiastica, mentre la prima e principale viene direttamente da
Dio attraverso l'ordinazione.
L'investitura episcopale, perci non aggiunge nulla di essenziale, dal punto di vista del sacramento, ma
allarga solo la potestas secondaria di natura giurisdizionale
Cos Tommaso fissa la dottrina delle due potestates che verr rivisitata solo durante i lavori del
Vaticano II. (a) La ordinatio sacerdotalis conferisce, attraverso la celebrazione el sacramento e quindi
l'intervento divino, la potestas ordinis finalizzata al corpus verum Christi che abilita alla consacrazione
dell'eucaristia (b) la missio canonica conferisce attraverso l'autorit ecclesiastica superiore (il vescovo
per il presbitero e il papa per i vescovi) la potestas jurisdictionis, finalizzata al corpus mysticum
Christi. Questa seconda postestas rende possibili e leciti altri atti ministeriali quali l'assoluzione, la
predicazione e la cura pastorale parrocchiale per i presbiteri o l'amministrazione della diocesi,
l'ordinazione e la confermazione per i vescovi.
Viene in tal modo rovesciata la posizione ignaziana sulla base, paradossalmente della medesima
importanza attribuita all'eucaristia. Mentre per Ignazio il punto di partenza della teologia dei ministeri
era il vescovo, in quanto presiede la comunit locale nel suo momento unitario fontale che la
celebrazione eucaristica, nel medioevo punto di partenza diventa, invece, il potere sacerdotale di
consacrare l'eucaristia (e quindi il prete) a prescindere dalla comunit ecclesiale.
Potestates

1) Ordinis consacrazione ] finalizzata al corpus christi verum


2) Missio canonica jurisdictionis ] finalizzata corpus christi mysticum. (nel
episcopato questa viene ampliata)

Sulla negazione della sacramentalit dell'episcopato, da parte di Tommaso, non d'accordo p. Ferraro
Rifacendosi a uno studio di J. Lecuyer del 1954 e del 1957, scrive (p. 203) Secondo il grande Dottore
vi una distinzione non soltanto di giurisdizione ma anche di ordine tra il vescovo e il presbitero in
rapporto al corpo mistico che la chiesa In rapporto alla consacrazione della eucaristia i presbiteri
hanno lo stesso potere dei vescovi e formano con questi un ordine unico, l'ordine sacerdotale.
L'episcopato viene dato con l'imposizione delle mani; una ordinazione che da la grazia episcopale,
che comporta anche un effetto stabile e indelebile, simile al carattere che da il presbiterato, Da come si
esprime Tommaso non si vede perch la ordinazione episcopale non e un sacramento Si ha
l'impressione che egli mantenga con esitazione questa riserva unicamente per fedelt definizione di
Pietro Lombardo.
6.2 Interventi magisteriali
Il magistero universale interviene sul sacerdozio in diverse riprese
Primo testo. Il Lateranense IV (1215) costituisce la prima presa di posizione solenne de e di tipo
restrittivo
(DH 802) Una, inoltre, la chiesa universale dei fedeli, fuori della quale nessuno assolutamente si
salva e nella quale lo stesso Ges Cristo sacerdote e vittima; dell'altare, sotto le specie del pane e del
vino, poich il pane e transustanziato nel corpo e il vino nel sangue per divino potere...Questo
sacramento non pu assolutamente compierlo nessuno, se non il sacerdote che sia stato regolarmente
ordinato, secondo i poteri della Chiesa (hoc...sacramentum nemo postet confice nis sacerdos, qui rite
fuerit ordinatus, scundum claves Ecclesiae)
Il Concilio, parlando dell'eucaristia afferma che nessuno pu consacrarla se non il sacerdote che sia
stato validamente ordinato perch solo a lui e conferito il potere de ci celebrare...(manca testo)
Decreti per gli Armeni del Concilio di Firenze (1439)
(DH 1311)
Accenna pi volte ai compiti dei ministri ordinati. In generale l'ordine e stato dato da Dio alla Chiesa
perch questa fosse governata e moltiplicata spiritualmente
Il sacerdos e il ministro ordinario del battessimo che, in caso di necessita, pu essere amministrato
anche dal diacono, in mancanza del quale, in scala, anche un laico, una dona, un pagano, perfino un
eretico possono battezzare, purch use la forma della Chiesa e intenda fare ci che fa la chiesa (1315)
Il vescovo, invece, il ministro straordinario della confermazione; tuttavia, in casi di estrema necessit
la sede apostolica ha consentito anche al simplex sacerdos di amministrarla (DH 1318
Il sacerdote e il ministro del sacramento dell'eucaristia. Egli consacra parlando in persona di Cristo (in
persona Christi lo quens hoc conficit sacramentum) e la prima attestazione della formula in persona
Christi nei testi magisteriali
13/05/2015
Anche della penitenza ministro il sacerdote, purch abbia l'autorit di assolvere (Dh 1323), cos come
egli ministro dell'estrema unzione (DH1324), mentre ministro ordinario del sacramento dell'Ordine
il vescovo (DH 1326).
Per il conferimento del sacramento: materia di esso ci la cui consegna conferisce l'Ordine. Cos il

presbiterato trasmesso con la consegna del calice col vino e della patena col pane; il diaconato con la
consegna del libro degli vangeli () La forma del sacerdozio la seguente: ricevi il potere di offrire il
sacrificio nella chiesa, per i vivi e i morti, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (DH
1326)
Sulla materia e la forma dell'ordinazione sacerdotale, si torner con la costituzione Sacramentum
Ordini di Pio XII.
Concilio di Trento
7.1 L'eredit della prassi e della teologia medievale
Il primo nodo la rottura del rapporto tra i chierici e i laici. Se vero che tutta la societ cristiana
anche vero che il popolo rimane ignorante. Resta alla soglia della liturgia e assiste da molto lontano,
senza comprendere. Nello stesso momento, la Chiesa, nella sua visibilit, si identifica con i chierici e i
monaci. Il corrispondente medievale della comunit cristiana antica il monastero o il capitolo dei
chierici. Correlativamente, la gerarchia ecclesiale si organizza in funzione di se stessa e partecipa al
sistema feudale (i principi-vescovi). In questa logica l'ordinazione- e quindi il ministro ordinato-
sempre di pi separata dal suo legame con una comunit cristiana.
L'interdizione della ordinazioni assolute, espressa a Calcedonia (Canone 6). interpretata come la
necessit di un titolo di chiesa: non si deve ordinare nessuno senza dargli i mezzi per un'esistenza
decente, corrispondete a una funzione. Si tratta del sistema dei benefici, che dar luogo a numerosi
abusi. Infatti, molti cercheranno il beneficio senza esercitare la carica corrispondente e l'essere ordinati
pi per il beneficio che per il ministero.
Problema: Calcedonia aveva proibito l'ordinazione assoluta allora la soluzione era dare un titolo di
chiesa.
Problemi ereditati: ordinazione assolute e la rottura tra popolo e chierici. E il problema del episcopato
La pratica che si diffonde, di fatto, moltiplica le ordinazione assolute. Si diffonde, dunque, l'immagine
del sacerdote come ministro del culto e soprattutto, del sacrificio della messa.
L'antica ordinazione del vescovo gli attribuiva il triplice incarico di pascere il gregge, di presentare le
offerte e di predicare il vangelo. Ora l'evoluzione della riflessione ha portato a un rapporto sempre pi
esclusivo tra ordinazione de eucaristia. Nella celebrazione dell'eucaristia, il vescovo non pi sacerdos
del sacerdote. Di qui il consolidarsi dell'idea che le sue funzione di insegnamento e di governo non
vengono dalla sua ordinazione ma da una giurisdizione gli stata consegnata dal Papa
L'episcopato come una dignit che si aggiunge al sacerdozio. La consacrazione episcopale non un
sacramento, ma un sacramentale. Sul piano teologico, la riflessione non parte dal vescovo, ma dal
sacerdote ed centrata sull'eucaristia e pi precisamente sul potere di offrire il sacrificio e di
consacrare le sante specie. La categoria di sacerdozio la categoria madre del sacramento dell'ordine.
7.2 Posizione dei riformatori
I riformatori criticano duramente lo stato della gerarchi cattolica, segnato da numerosi abusi. Essi, per,
giungono fino a una contestazione di carattere propriamente dottrinale del sacramento dell'ordine.
Per Lutero non c' nessuna distinzione ontologica tra gerarchia e fedeli laici, tra sacerdozio ordinato e
sacerdozio comune. Il ministero ordinato il compito di guidare la comunit e di predicare, che viene
affidato, dalla comunit stessa, a qualcuno dei suoi membri. Nell'opera la cattivita babiilonese della
Chiesa, leggiamo La Chiesa di Cristo ignora questo sacramento inventato dalla chiesa del papa. Infatti
non solo non contiene alcuna promessa di grazia, ma tutto il nuovo testamento non ne fa cenno neppure

con una parola () Siamo tutti sacerdoti, se siamo cristiani. Quelli che noi chiamiamo sacerdoti sono
ministri eletti da noi, per agire a nostro nome, e il sacerdozio non altro che un ministero. Ne deriva
che chi non predica la parola di Dio, essendo chiamato proprio per questo nella Chiesa, non affatto
sacerdote e il sacramento dell'ordine non altro se non il rito attraverso il quale si elegge nella Chiesa il
predicatore C' la differenza tra Chiesa di Cristo e chiesa del Papa
Questa idea sar sviluppa secondo la Scrittura una assemblea o comunit cristiana ha il diritto e la
facolt di giudicare ogni dottrina e di chiamare, insidiare e destituire i dottori Ogni cristiano -sacerdote
annunciatore de interprete della parola di Dio; ma questo non esclude che vi debba essere un ufficio
di predicatore: anzi, sebbene non si basi su un sacramento, esso risulta necessario nella pratica e in base
al mandato missionario di Cristo.
La parola e la dottrina degli uomini hanno stabilito che si deve lasciare soltanto ai vescovi, ai dotti e ai
concili il compi di pronunciare i giudizi sulle questione dottrinale Cristo sostiene il contrario Gv 10: le
mie pecore ascoltano la mia voce
Per Lutero, dunque, ordinare non significa celebrare un sacramento, ma scegliere un uomo e dargli il
diritto di predicare e amministrare i sacramenti. Diritto, che di fatto, tutti i battezzati detengono, ma
che, per amore di ordine, viene delegato solo ad alcuni. Lutero istitu non solo ministri di piccole
comunit, ma anche sovrintendenti (vescovi) che coordinassero la comunit a livello regionale.
Problema:
Tutti sono ugualmente sacerdoti
Non c' differenza tra sacerdoti e laici
il compito del sacerdote e predicare
non sacramento il sacerdozio, l'ordinazione e un semplice rito
chi investito un sacerdote preso tra i sacerdoti e compete a la comunit riconoscere la
autenticit della vocazione quindi ordinarlo
7.3 L'insegnamento conciliare
7.3.1 Il decreto sul sacrificio della messa. Sessione 22
Il concilio deduce l'esistenza del sacerdozio del NT dal carattere sacrificale della messa: in quanto essa
ripresenta il sacrificio della croce, compiuto da Cristo sacerdote, egli ha istituito sacerdoti gli apostoli
quando, nell'ultima cena, ha comandato a loro e ai loro succesori nel sacerdozio di pripetere, in sua
memoria, la consacrazione del pane e del vino.
en la ltima Cena, la noche que era entregado [1 cor 11, 23], para dejar a su esposa amada, la
Iglesia, un sacrificio visible, (como exige la naturaleza de los hombres), por el que se representara
aquel suyo sangriento que haba una sola vez de consumarse en la cruz, y su memoria permaneciera
hasta el fin de los siglos [1Co 11, 23 ss], y su eficacia saludable se aplicara para la remisin de los
pecados que diariamente cometemos, declarndose a s mismo constituido para siempre sacerdote
segn el orden de Melquisedec [cf. Sal 110, 4; Hb 5, 6; 7, 17], ofreci a Dios Padre su cuerpo y su
sangre bajo las especies de pan y de vino y bajo los smbolos de esas mismas cosas, los entreg, para
que los tomaran, a sus Apstoles, a quienes entonces constitua sacerdotes del Nuevo Testamento, y a
ellos y a sus sucesores en el sacerdocio, les mand con estas palabras: Haced esto en memoria
ma[Lc 22, 19; 1Co 11, 24], etc., que los ofrecieran. As lo entendi y ense siempre la Iglesia [Can.
2].
1741 Porque celebrada la antigua Pascua, que la muchedumbre de los hijos de Israel inmolaba en

memoria de la salida de Egipto [cf. x. 12], instituy una Pascua nueva, que era El mismo, que haba
de ser inmolado por la Iglesia por ministerio de los sacerdotes bajo signos visibles, en memoria de su
trnsito de este mundo al Padre, cuando nos redimi por el, derramamiento, de su sangre, y nos
arranc del poder de las tinieblas y nos traslad a su reino [Col 1, 13]. DH 1740-1741
Respetto al sacrificio visibile deve avere tre aspetti: repraesentatio, memoria, salutares virtus (virtus
applicaretur). Affinch ci fosse questo Ges diede questo ai suoi apostoli constituendoli sacerdoti per
farlo in sua memoria. Perch non mancassi mai questa rapresentazione ha lasciato il sacerdozio.
Can. 2. Si alguno dijere que con las palabras: Haced esto en memoria ma [Lc 22, 19; 1Co 11, 24],
Cristo no instituy sacerdotes a sus Apstoles, o que no les orden que ellos y los otros sacerdotes
ofrecieran su cuerpo y su sangre, sea anatema DH 1752
7.3.2 Il decreto sul sacramento dell'ordine. Sesione 23 (15 luglio 1563)
La dottrina intitolata vera dottrina cattolica sul sacramento dell'ordine a condanna degli errori del
nostro tempo (DH 1783). La usa intenzione polemica nei confronti della Riforma evidente.
La frase iniziale indica il punto centrale dell'argomentazione:
El sacrificio y el sacerdocio estn tan unidos por ordenacin de Dios que en toda ley han existido
ambos. Habiendo, pues, en el Nuevo Testamento, recibido la Iglesia Catlica por institucin del Seor
el santo sacrificio visible de la Eucarista, hay tambin que confesar que hay en ella nuevo sacerdocio,
visible y externo [Can. 1], en el que fue trasladado el antiguo [cf.Hb 7, 12]. Ahora bien, que fue aqul
instituido por el mismo Seor Salvador nuestro [Can. 3], y que a los Apstoles y sucesores suyos en el
sacerdocio les fue dado el poder de consagrar, ofrecer y administrar el cuerpo y la sangre del Seor, as
como el de perdonar o retener los pecados, cosa es que las Sagradas Letras manifiestan y la tradicin de
la Iglesia Catlica ense siempre [Can. 1] DH1764
Nesso tra sacrificio sacerdozio.
Alcune note sul testo:
a) la istituzione del sacramento e chiamata istituzione del sacerdozio, non istituzione dell'ordine ma
del sacerdozio
b) i ministri ordinati sono chiamati successori nel sacerdozio
c) Il compito del sacerdozio consacrare offrire il sacrificio, rimettere e ritenere i peccati.
Cos' un dato negato dai Riformatori viene ad essere il solo attenzione al ministero della parola
menzionato in altri testi, che questa affermazione sia esclusiva di altre funzioni.
Del ministero della parola non se n e parla non perch si nega ma se non perch il proposito era
rispondere alle allegazione dei protestanti.
Le preoccupazione che emerge dal canone 1
Can. 1. Si alguno dijere que en el Nuevo Testamento no existe un sacerdocio visible y externo, o que
no se da potestad alguna de consagrar y ofrecer el verdadero cuerpo y sangre del Seor y de perdonar
los pecados, sino slo el deber y mero ministerio de predicar el Evangelio, y que aquellos que no lo
predican no son en manera alguna sacerdotes, sea anatema (DH 1771)
Le altre affermazioni dei capitoli e dei canoni del decreto tridentino riprendono la dottrina tomista.
Il testo elenca i sette ordini, dal sacerdozio all'ostiariato:
Mas como sea cosa divina el ministerio de tan santo sacerdocio, fue conveniente para que ms
dignamente y con mayor veneracin pudiera ejercerse, que hubiera en la ordenadsima disposicin de

la Iglesia, varios y diversos rdenes de ministros que sirvieran de oficio al sacerdocio, de tal manera
distribuidos que, quienes ya estn distinguidos por la tonsura clerical, por las rdenes menores subieran
a las mayores [Can. 2].
Porque no slo de los sacerdotes, sino tambin de los diconos, hacen clara mencin las Sagradas
Letras [cf. Hch 6, 5; 21, 8; 1Tm 3, 8-13; Fik. 1, 1] y con gravsimas palabras ensean lo que
sealadamente debe atenderse en su ordenacin; y desde el comienzo de la Iglesia se sabe que
estuvieron en uso, aunque no en el mismo grado, los nombres de las siguientes rdenes y los
ministerios propios de cada una de ellas, a saber: del subdicono, aclito, exorcista, lector y ostiario.
Porque el subdiaconado es referido a las rdenes mayores por los Padres y sagrados Concilios, en que
muy frecuentemente leemos tambin acerca de las otras rdenes inferiores.
Cap. 3. La sacramentalidad de la ordenacin DH 1765
Afferma che l'ordinazione un sacramento, conferisce la grazia (DH 1766) il carattere indelebile (DH
1767). (Effeti del sacramento)
Dice anche che l'episcopato superiore al presbiterato appartengono a questo ordine gerarchico in
primo luogo i vescovi, successori degli apostoli () sono superiori ai sacerdoti, possono conferire il
sacramento della cresima, ordinare i ministri della Chiesa e compiere le molte altre funzioni che non
competono agli altri ordini inferiori (DH 1768)
I canoni sono pi mirati, rispetto ai capitoli, nel colpire la posizione luterana: il sacerdozio del NT non
solo l'ufficio e il puro e semplice ministero di predicare il vangelo (DH 1771); l'ordinazione non
un'invenzione umana escogitata da uomini ignoranti nelle cose ecclesiastiche o soltanto un certo
qual rito per eleggere i ministri della parola di Dio e dei sacramenti DH 1773; i vescovi che ricevono
l'autorit dal Pontefice romano non sono illegittimi (DH 1778). Particolare menzione va al canone 6
nella chiesa cattolica vi una gerarchia istituita per una divina disposizione, che si compone di
vescovi , di sacerdoti e di ministri DH 1776
In sintesi, il Tridentino respinge la visione funzionalista di Lutero e ribadisce che l'ordine un vero e
proprio sacramento, che origina un vero e proprio sacerdozio (poich abilita all'offerta dell'eucaristia,
che sacrificio) e che, dunque consiste nella capacit di celebrare i sacramenti, in particolare
l'eucaristia e la penitenza.
Trento mentre assume la visione tomista dell'uguaglianza sacramentale tra presbitero e vescovo, senza
per affrontarla exprofeso, conferisce ulteriore autorit dogmatica al modello cultuale e a quello
sacrale, perch risolvendo di fatto il ministero ordinato nel compito sacrificale, rende ancora pi solida
la visione del sacerdote come uomo del culto, colui che media la grazia sacramentale e che modello
di vita spirituale per il gregge.
Tuttavia, va notato che anche l'ideale del buon pastore dedito alla predicazione e la guida della
comunit entra nel Tridentino: Ad essempio, nella sessione 23 molto bello il canone 1 del decreto di
riforma siccome per divino mandato tutti coloro ai quali affidata la cura pastorale hanno il dovere di
conoscere il gregge, offrire per esso il sacrificio, pascerlo con la predicazione della parola di Dio, con
l'amministrazione dei sacramenti e perch, memori dei divini comandi, essi siano di esempio al loro
gregge, e lo governino e guidino in giustizia e verit...sono obbligati alla residenza personale nella
propria chiesa o diocesi
Il limite di Trento che non armonizza il ministero cultuale con il ministero pastorale. Trattando del
ministero cultuale nella parte dogmatica e di quello pastorale nella parte giuridica, il concilio mantiene
de inefficacia quella dicotomia che perdurer fino al Vaticano II, a vedere nell'impegno apostolico del

presbitero e del vescovo un elemento accanto alla spiritualit, se non una insidia per la sua vita
interiore. lo specchio della situazione che si era venuta a creare in conseguenza della distinzione
troppo marcata tra ordine e giurisdizione nella Chiesa medievale.
20/05/2015

8.1 Lettera apostolica Apostolica curae di Leone XIII (13 settembre 1896)
Sulle ordinazione anglicane
Si veda il libro di P. Ferraro, nelle pagine 217-231. Ora pu bastare la sola sintesi di pagina 231. la
motivazione di fondo per dichiarare la invalidit delle ordinazione anglicane consiste nel fatto che nel
rito di ordinazione del libro liturgico usato in Inghilterra prima che fosse riformato era indicata la
potest del sacerdote di compiere l'eucaristia; la riforma operata dai redattori del nuovo rito ha tolto
volutamente tale indicazione, con la mentalit che tale potest non conferita dal sacramento del
ordine () In indicazione esprime una concezione, la eliminazione fatta intenzionalmente di tale
indicazione esprime una concezione che non pi quella del sacerdozio cattolico perci priva il rito
di ordinazione della sua validit e lo rende nullo. Il papa qualifica la potest sacrificale eucaristica
come precipua. Notiamo ancora che Leone XIII parla dell'episcopato e della consacrazione
episcopale come sacramento dell'ordine, pur non dichiarando se un completamento del sacerdozio
presbiterato o un ordine distinto dal sacerdozio presbiterato
8.2 Costituzione apostolica Sacramentum ordinis di Pio XII (30 novembre 1947)
Si veda il libro 231-241
Diaconato, presbiterato de episcopato sono sacramento dell'ordine. La costituzione prende posizione
sulla materia di questo sacramento (il gesto richiesto) e sulla sua forma (le parole ritenute costitutive).
Questo documento modifica, su questo punto, ci che aveva dichiarato il decreto per gli Armeni, che
considerava la consegna degli oggetti significativi (il calice con il vino, la patena con il pane
eucaristico, l'evangeliario...) come materia del sacramento dell'ordine. Pio XII afferma che la materia
degli ordini sacri del diaconato, del presbiterato e dell'episcopato una sola de l'imposizione delle
mani (DH 3859)
Questa modifica era una conseguenza del rinnovamento biblico e patristico: l'imposizione delle mani
era il rito tradizionale dell'ordinazione. Essa aveva anche un interesse ecumenico, poich la consegna
degli strumenti non esisteva nei rituali orientali.
L'argomentazione sviluppata dalla Sacramentum ordinis nota che, per il concilio di Firenze e il Decreto
per gli Armeni la consegna degli strumenti non richiesta dalla volont dello stesso Signore Ges
Cristo, per la sostanza e per la validit del sacramento dell'ordine e se essa stata ritenuta come
necessaria lo stata per volont e prescrizione della Chiesa
La sostanza del sacramento dipende, dunque, dalla volont di Cristo; il suo uso e la sua validit
competono sanno che la Chiesa ha il potere anche di cambiare e abrogare ci che essa stessa ha
stabilito (DH 3858)
Sebbene la preoccupazione principale della costituzione sia la materia del sacramento dell'ordine Pio
XII interviene anche a riguardo delle parole che sono forma sacramentale dell'ordinazione: la forma,
anch'essa una sola, sono le parole che determinano l'applicazione di questa materia, con cui in modo

univoco vengono significati gli effetti sacramentali- cio la potest d'ordine e la grazia dello Spirito
Santo- e che dalla Chiesa come tali sono ricevute e adoperate DH 3859
Il Vaticano II non ha ripreso il linguaggio della materia e della forma a riguardo dei sacramenti. Esso
rinvia, una volta, alla Sacramentum ordinis, in LG 28. Questo testo costituisce una espressione di
valore dogmatico in materia sacramentale, comparabile alla pressa di posizione di Paolo VI sulla
celebrazione della confermazione.
9. Concilio Vaticano II
9.1 Linee Fondamentale
Il capitolo II della LG dedicato a la costituzione gerarchica della Chiesa e in particolare l'episcopato.
Esso comparato un insegnamento dottrinale che traduce un cambiamento di problematica e uno
spostamento di categorie rispetto al decreto di Trento. Ci si deve ricordare che questo decreto era stato
costruito interamente sulla categoria di sacerdozio.
Ora, avendo dato importanza al sacerdozio universale dei fedeli (secondo Ap 1, 6 e 1 Pt 2, 4-10) non ci
si poteva pi riferire alla nozione di sacerdozio per indicare il ministero ordinato, in maniera cos
immediata. Il Concilio, perci,, doveva distinguere due modi differenti e complementari di
partecipazione all'unico sacerdozio di Ges i: il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio
ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia
ordinati l'uno all'altro poich l'uno e l'altro, ognuno a su proprio modo, partecipano all'unico sacerdozio
di Cristo (LG 10)
Primo un sacerdozio esistenziale, fondato sui sacramenti dell'iniziazione cristiana. Esso fa del
battezzato colui che ha accesso direttamente a Dio per offrirsi a lui e offrirgli il mondo in un sacrificio
spirituale.
Il secondo un ministero ricevuto attraverso il dono di un altro sacramento e comporta la missione di
esercitare di fronte al popolo di Dio l'iniziativa di Ges Cristo che ammaestra, santifica e raduna.
L'opzione del Vaticano II, che consiste nel trattare il ministero ordinato a partire dall'episcopato, e non
pi come a Trento, a partire dal presbiterato, conduceva a ripensare il ministero ordinato.
Il punto di partenza per trattare il sacramento dell'ordine non parte del sacerdos (perch quello si dice
di tutti i fedeli in tanto sacerdoti comuni) ma dal episcopato.
9.2 Il ministero ordinato nella riflessione sul vescovo
Il concilio plasma la sua teologia del ministero a partire dall'episcopato. I paragrafi 18-27 presentano
questa scansione: la successione apostolica (18-20), la sacramentalit (21), la collegialit (22-23), la
ministerialit esercitata nel triplice munus (24-25). Prima, per, viene la teologia della Chiesa locale.
9.2.1 La teologia della Chiesa locale
Un primo testo SC 41: C' una speciale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e
attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazione liturgiche, soprattutto alla medesima
eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il vescovo circondato dai suoi
sacerdoti e ministri. Si riprende, l'ecclesiologia eucaristica ignaziano-orientale, ridisegnando intorno
all'eucaristia e al vescovo il concetto di ecclesialit.
Allora si riflette sul vescovo perch si parte della Chiesa locale.
Ma nella LG, e proprio nel capitolo sull'episcopato, che il Concilio offre i testi migliori sulla teologia
della Chiesa locale. Il primo testo LG 23, sulla reciproca immanenza: I singoli vesocvi () sono il

visibile principio e fondmaento di unit nelle loro Chiese particolari, queste sono formate ad immagine
della Chiesa univerale, de in esse e partire da esse che esiste la Chiesa cattolica una e unica
Il secondo testo LG26, che tratta del munus sanctifcandi dei vescovi: !uesta Chiesa di Cristo e
veramente presente nelle legittime comunita locali di fedeli, le quali, unite ai loro pastori, sono
anch'esse chiamate Chiese nel NT (..)in esse con la rpes. MANCA
La LG, con la sua teologia della Chiesa locale, ha offerto alla dottrina dell'episcopato una prospettiva
piena di conseguenza. Infatti, l'ecclesiologia eucaristica del Concilio difficilmente compatibile con
l'idea che i poteri e il mandato per guidare le loro Chiese spettino ai vescovi, in quanto vicari dei
romani pontefici (qualifica espressamente rifiutata da LG 27) e favorisce, invece, l'idea che siano
basati sulla consacrazione episcopale, in quanto apice del sacramento dell'ordine (LG 21)
Prima di passare alla sacramentlit necessario considerareun altro pilastor della dottrina conciliare
sull'episcopato
MANCA
9.2.3 La sacramentalit dell'episcopato
A questo punto chiaro perch il Vaticano II affermala sacramentalit dell'episcopato: da una parte,
l'ecclesiologia eucaristica rimette al ecntro il ministero del vescovo nella propria Chiesa loclae e,
proprio per garantire.
L'episcopato la pienezza del sacramento dell'ordine (No 21)
Il testo parla anzitutto di una particolare presenza di Cristo nei vescovi: Nella persona quindi dei
vescovi, assistiti dai sacerdoti, presente in mezzo ai credenti il Signore Ges Cristo. Questa presenta
non statica (cio finalizzata a una superiore dignit del vescovo) ma dinamica (finalizzata alla crescita
della comunit cristiana attraverso il ministero del vescovo): si esprime, infatti, nell'esercizio del
triplice computo della predicazione, celebrazione dei sacramenti e guida del popolo di Dio. La presenza
di Cristo nei vescovi non fondata su una loro capacit naturale e nemmeno su una generica garanzia
divina, ma sulla permanente assistenza e azione dello Spirito Santo. Se la consacrazione episcopale,
attraverso il gesto dell'imposizione delle mani, conferisce il dono dello Spirito Santo, vuol dire che
vero e proprio sacramento e non solo conferimento di facolt giuridiche in un contesto liturgico.
Di qui l'affermazione: il santo Concilio insegna quindi che con la consacrazione episcopale viene
conferita la pienezza del sacramento dell'ordine, quella cio che dalla consuetudine liturgica della
Chiesa e dalla voce dei santi Padri viene chiamata sommo sacerdozio, realt totale del sacro ministero
Stabilendo che l'episcopato la pienezza del sacramento dell'ordine, deriva che la consacrazione
episcopale conferisce pure, con l'uffici di santificare, gli uffici di insegnare e governare; questi per,
per loro natura, non possono essere esercitati se non nella comunione gerarchica col capo e con le
membra del collegio.
Non solo, quindi, l'ufficio relativo ai sacramenti, ma anche quelli relativi alla predicazione e alla guida
pastorale sono originati dall'ordine: Il Concilio compie cos un passo fondamentale per la teologia del
ministero episcopale (che sar fatto anche per il ministero presbiterale). Ma il testo citato non rinuncia
a parlare della giurisdizione e lo fa, introducendo la categoria della comunione gerarchica, che vuole
preservare la necessaria dimensione visibile de esteriore della comunione ecclesiale. In concreto, ci
significa che per il vescovo non basta avere ricevuto l'ordinazione per esercitare i suoi munera, ma che
occorre anche un mandato da parte del Papa: perch il munus ricevuto nell'ordinazione diventi una
potestas da esercitare, e necessari una determinazione di tipo giuridico, una missione canonica.
Dalla tradizione infatti, quale risulta specialmente dai riti liturgici e dall'uso della chiesa sia di oriente

che d'occidente, consta chiaramente che dall'imposizione delle mani e dalle parole della consacrazione
conferita la grazia dello Spirito Santo de impresso il Sacro Carattere, in maniera tale che i vescovi,
in modo eminente e visibile, tengono il posto dello stesso Cristo maestro pastore e pontefice e agiscono
in sua vece.
9.3 l ministero ordinato nella riflessione sul presbitero
I testi di riferimento sono LG 28 e l'intero decreto PO
Fu discutendo attorno al presbiterato che il Concilio approfond la natura dell'intero ministero odrinato.
Il Concilio cominic a riflettere sulla teologia del presbiterato , qunaod en avvert la inadeguatezza
rispetto alla rinnovata dottrina dell'episcopato. Era difficile, infatti, mettere insieme l'idea ministeriale e
missionaria di vescovo, delineata dalla G, con l'idea sacrale e cultuale di presbitero, ereditata dalla
tradizione tridentina.
Ma se il presbiterato era il secondo grado dell'ordine, dipendente dal primo, doveva riproporre i tratti e
quindi pensare il prete in prospettiva ministeriale e missionaria.
9.3.1 Prospettiva misionaria
In Concilio, si sono fronteggiate due teologia: una tradizionale-cultuale e una che proponeva di partire
dal prete e dal vescovo come inviati ad evangelizzare, prima che celebrare i sacramenti.
L'esito finale chiaro: stata recepita in LG 28 e in PO 2 la visione misionaria.
LG 28: Cristo, santificato e mandato nel mondo dal Padre (cfr. Gv 10, 36) per mezzo degli apostoli ha
reso partecipi della sua consacrazione e della sua missione i loro successori, cio i vescovi a loro volta i
vescovi hano legittimamente affidato a vari membri della Chiesa, in vario grado, l'ufficio del loro
ministero2. Il paragrafo prende, dunque, avvio dalla teologia giovannea della consacrazione-missione,
competando gli anelli della sequenza missionaria del quarto vangelo (Padre-Cristo-Apostoli) con la
menzione dei vescovi e poi di vari soggetti nella Chiesa ai quali i vesocvi hano affidato...in vario
grado l'ufficio
27/05/2015
PO2 che rappresenta il paragrafo teologico pi} importante del decreto, afferma: Nostro Signore Ges},
che il Padre santific e invi nel mondo Gv 10, 36, ha reso partecipe tutto il suo corpo mistico di
quella unizone dello Spirito che eglia ha ricebuto: in esso, infatti, tutti i fedeli formano un sacerdozio
santo e regale, offrono ...
Il Padre manda Gesucristo, Ges Cristo agli apostoli, Apostoli, Vescovi, Presbiteri.
Padre, Ges Cristo, Chiesa, sacerdozio comune
Questa la prospettiva missionaria del sacramento. La Missione fa parte del ministero ordinato. Il
motivo e far emergere con pi chiarezza che la santificazione-missione una realt.
9.3.2 Missione presbierale e tria munera
Se il presbitero misionario, il suo ministero non racchiuso nella sola dimensione del cutlo, ma debe
comprendere anche la predicazione e la guida pastorale, cos come per i vescovi. Viene trasferito al
secondo grado dell'ordine quanto era stato detto per l'episcopato.
Si trova in LG 28 e PO 4-6.
Le prospettive di potestas de passano a munera de
LG 28 I presbiteri...sono consacrati per predicare il vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto
divino...

Di queste tre qual il pi importante? Sono le tre importante, predicare il vangelo, pascere i fedele,
celebrare il culto. C' per una interrelazzione, la predicazione il primo nel senso che quello che se
fa per prima; quello della santificazione il primo dal punto di vista ontologico; il pastorale il primo
nel senso del rapporto personale. Non sono l'uno accanto all'altro, l'uno richiama all'altro. Questo
permette anche dire una parola sulla istituzione. Trento diceva che si ha istituito il sacerdozio nel fatte
questo in memoria di me il Vaticano II aggiunge, il tria munera rimandano a tutto il ministero di Ges.
Perche se partecipa della vita di Ges anche in questo senso.
PresbiterI= una dimensione comunitaria del presbiterio, nel PO 111 volte si usa al plurale e 7 al
singolare. IL presbiterato non va visto in chiave individualistica ma in chiave comunitaria. LG 28 tutti
i presbiteri sono da loro legati da un'intima fraternit PO7 Presbiteri e vescovi partecipano del
sacerdozio di Cristo PO8 uniti da un'intima fraternit sacramentale.
La nozione di presbiterio: i presbiteri saggi collaboratori dell'ordine episcopae e suo aiuto e
strumento, chiamati al servizio del popolo di Dio, costituiscono col loro vescovo un unico presbiterio,
sebbene destinato a uffici diversi... (LG 28)
5.3.4 La prospettiva ministeriale
C' un documento Il ministero e la vita dei presbiteri il ministero (evangelizzazione, cutlo, vita
spirituale) a configurano la vita spirituale del presbitero.
Diaconato, LG 29, i diaconi stanno in un grado inferiore della gerarchia perch sono consacrati non per
il sacerdozio ma per il ministero, per il servizio, non hanno il sacerdozio ministeriale. Sono al servizio
del popolo di Dio in comunione col vescovo e il suo presbitero (al quale non appartengono ancora)
Compiti del diacono: liturgia, parola e la carit. IL servizio debe essere determinante per capire il
ministero del presbitero e del vescovo.
5.3.5 Dopo il Vaticano II p.251-263
10. Linee sistematiche
Come pensare il ministero ordinato?
Discorso 46, se siamo cirsitani, siamo anche capi. Cirstiani lo siamo per noi, capi per voi. Il fatto che
siamo cristiani torna a nostra utilit, che siamo capi alla vostra. Pensarsi con e Per, essere
condiscepolo e pastore.
Due prospettive: cristocentrica o ecclesiocentrica, rappresentazione di Cristo o della Chiesa.
La prima se capisce como persona cristi capitis rendere presente la misione di Cristo. Il prete riceve
la sua autorit non da i fedeli ma da Cristo per via apostolica, debe sentirsi radicato in Cristo e il
servizio va vissuto in profonda comunione con lui (vita di intimit con lui). Il ministero come attivit
svolto per conto di cristo, in sua rappresentanza ci il Signore Cristo. Per il ministero sono utile i doni
personale di ciascuno per ci che concede efficacia non la bravura personale ma il vangelo.
Ratzinger utilizzava le spressione ministri della nuova alleanza o amministratore dei misteri di Diol
Seconda, il prete rapresentatio ecclesiae, Walter Kasper parla considerando il compito dei fedeli al
servizio dell'unit, la centralit della eucaristia. Rahner sottolinea la predicazione del vangelo. Altro
aspetto la formazione di Cristo nei fedeli, sentirsi padre dei fedeli. Elementi di questa prospettiva:
pensare che anche noi abbiamo bisogno della grazia di Dio, anche i preti vivono di relazioni nella fede,,
l rasponsabilit dei ministre ordinate favorisce la comunit.
messaggeri e strumenti di un altro J. Ratiznger.