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BIBL. NAZ.

Vitt.

Emanuele

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150
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NAPOLI

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ISTITUZIONI
DI

DIRITTO CIVILE ITALIANO


EMIDIO PACIFICI MAZZONI
Libro Secondo.

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Prezzo

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FIRENZE,

TIPOGF.AFJ A B LITOOKAFIA DI GIUSEPPE FF.LLAS

Editore.
Borgognliiianti , Ptliiao Bonalnl

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ISTITUZIONI
DI

DIRITTO CIVILE ITALIANO

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ISTITUZIONI
DI

DIRITTO CIVILE ITALIANO


EMIDIO PACIFICI MAZZONI
Libko Secondo.

Volume Unico.

FIRENZE,
TIPOGRAFIA E LITOGRAFIA PELLAS, EDITORE
Borgo Ogniasanli, Palazzo Donami.

1867.

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LAutore intende valersi dei

diritti accordatigli dalle vigenti

Leggi

sulla Propriet letteraria.

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ISTITUZIONI
DI

DIRITTO CIVILE ITALIANO.


LIBRO SECONDO.

DEI BENI,

DELLA PROPRIET E DELLE SUE MODIFICAZIONI.


1

Transizione

Dicemmo che
in
tri

oggetto

nozioni generali

divisione.

oggetto del diritto civile sono le persone,

diritti,

e questi

e.

modi

di acquistare e di trasmettere

cose,

le

quanto sono o possono essere oggetto della propriet e

di.

al-

questa propriet

diritti.

Delle persone abbiamo trattato nel primo Libro

prendiamo a

delle cose im-

trattare in questo secondo.

Le cose sono oggetto del diritto civile, in quanto possono formare oggetto di propriet pubblica o privata (art. 406), e possono
formare oggetto di propriet tutte
sivo, e cos di essere

le

cose capaci di possesso esclu-

comprese nel nostro patrimonio, come un

podere, una casa, un cavallo, un vestito,

il

denaro e cose

simili.

Tali cose chiamansi beni per distinguerle da quelle che non pos-

sono formare oggetto

di propriet,

a tutti; quali la luce, l'aria,

lalto

e che sono per luso comuni

mare, lacqua dei fiumi e

sua mobilit perpetua e nel suo


rinnovamento incessante. Adunque in senso giuridico cosa genere di bene; tuttavia questi termini sono adoperati promiscuadei torrenti, considerata nella

mente.
1

Lo

spazio sovrastante al nostro

propriet, raa
1

non

fondo in un certo senso nostro bene, nostra

l'aria (art. 410).

Dico allo mare, perch

il

dilla Stato confinante la parte di

diritto

pubblico internazionale riconosce propriet

mare prossima

al lido

che pud essere

difesa.

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DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

Le cose
nate.

II.

capaci di propriet possono non appartenere presente-

mente ad alcuno,

Le cose

quali le cose nullius, e le derelicioe o

nullius

che formano oggetto

abbando-

chiamano quelle che possono venire

si

presentemente non sono

come

in propriet di alcuno,

di caccia

di

gli

ma

animali

pesca, e le derelietee quelle

abbandonate dal loro proprietario con l'intenzione

lasciarne

di

acquistare la propriet dal primo occupante, quali sono gli oggetti e

monete gittate al pubblico nelle feste popolari o lasciate in abbandono nella pubblica via. Le une e le altre debbono distinguersi
le

dalle cose

La

perdute da incognito proprietario

propriet, di cui sono oggetto

(art.

711 e 715).

beni, esiste o puramente

1.

e semplicemente,
o modificata.
2.

Le3.modificazioni

della propriet sono

diritti di

usufrutto, uso,

4.

abitazione,
o servit personali, le servit prediali e la comunione,
5.

almeno come modo particolare


Alla propriet poi
fa

si

di essere.

connette intimamente

il

possesso che

la

presumere, e ne conferisce alcune facolt e vantaggi. Laonde

tutta la materia di questo libro si divide in cinque parti

titoli

cio:
"

della distinzione dei beni,

della propriet,

"

delle modificazioni della propriet,

"

della comunione,

del possesso.

TITOLO

I.

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

in

Distinzione dei beni in riguardo alle loro qualit e alle

ami

persone

appartengono

perch

si prendano in

beni considerati come immobili e mobili.

due

classi generali,

esame particolare

beni

si

distinguono

in ragione delle loro qualit giuridiche e

delle persone a cui appartengono.

In riguardo alle loro qualit

beni

si

<

distinguono in corporali

e incorporali, mobili ed immobili, consumabili ed inconsumabili,

ed infungibili, stimabili ed inestimabili, commerciabili ed


incommerciabili, divisibili ed indivisibili, principali ed accessori,
fungibili

di

situazione fissa e mutabile, in geuere, specie e quantit, in

cose singolari e

in

universalit.

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TIT.

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

I.

come un fondo, un

nostri sensi,

loro e cose simili; gl incorporali

onde non cadono sotto


lintelletto, quali

sono

sensi

tutti

semoventi

come

sportati da

gli

animali

si

si

concepiscono unicamente cole gli obblighi.

cui

trasportati

trovalo;

si

muovono, onde sono

detti

da

mobili

anche

o per forza altrui possono essere tra-

un luogo ad unaltro, salvo

suppellettili, le navi e simili;

immobili alcune cose mobili

una vesto,

non hanno esistenza apparente,

stato in

che o per forza propria

quelli

cavallo,

non possono essere

ad un altro nello

luogo

diritti

Gl immobili sono quelli che

un

beni corporali sono quelli che hanno esistenza materiale, onde

cadono sotto

ma

la loro

sostanza, comele

per finzione di legge reputansi

attesa la distinazione data loro dal

proprietario di servire ad un immobile, e mobili ed immobili alcune

cose incorporabili per

oggetto a cui

si

riferiscono (art.

camionabili sono quelli dei quali non

consumarli; inconsumabili quelli che


affatto,

si

coll

pu

si

uso o non

414 e 415).

far
si

uso senza

consumano
consumo

consumano per lenta deteriorazione. Il


come quello del grano, del vino, e

materiale od assoluto ,

civile

o relativo, quale quello del danaro, che si consuma soltanto


per chi lo spende, in quanto cessa di far parte del patrimonio
di lui.

fungibili sono quelli che

gli
lit

uni degli

altri (art.

possono ne pagamenti tener luogo

1287); se no, sono in fungibili. Lu fungibiil pi delle volte dalla natura delle

ed in fungibilit dipendono

cose,

ma

possono dipendere anche dalla intenzione delle parti; cosi

possono convenire che

sia restituito

identico denaro ricevuto e non

lequivalente, e al contrario che sia restituito un libro del mede-

simo autore e della stessa o di diversa edizione.


Sono stimabili le cose il cui valore pu determinarsi pel confronto con altre, se no, sono inestimabili.

Commerciabili sono

ge

inalienabili,

cose che non sono dichiarate dalla leg-

le

o delle quali

vietata

solo

relativamente

l'alie-

nazione ; incommerciabili sono quelle colpite da assoluta inalienabilit.

Indivisibili
di loro

natura

modo con

divisibili (art.

sono le cose non capaci di divisione, o che, essendo


divisibili,

cessano di esser

tali,

avuto riguardo

al

cui le considerano le parti contraenti; tutte le altre sono

1202).

Vedi appresso,

n.

13 e 20.

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IST. DI DIR. CIV. IT. L1B.

II.

Principali sono le cose che hanno e sono

come

considerate

aventi esistenza propria e indipendente; accessorie sono le cose

considerate

come

parti annesse e dipendenti dalla principale.

Le cose possono ancora

distinguersi in rapporto alla loro situa-

zione, secondo che questa sia fissa e determinata o imitabile ed inde-

terminata; della prima specie sono

gl

immobili corporali , e

che ad essa^si riferiscono; della seconda


che parimente ad

ritti

Parimente
tit:

le

diritti

mobili corporali e

di-

essi si riferiscono e le obbligazioni.

cose sogliono distinguersi in genere specie e quan,

genere giuridicamente una cosa considerata indeterminata-

il

mente, come fondo, quercia, cavallo e simili;


considerata nella sua individualit e
il

fondo Corneliano,

il

la

il

uua cosa

la specie

come corpo

quercia del Tasso,

certo, ad esempio,

cavallo Al: la quantit

genere determinato numericamente, come una quadriga, cento


e simili.

lire

Finalmente

cose possono considerarsi

le

come

singolari o

formanti un universalit. L universalit in generale


di pi cose

singolari, riguardate

come un

sol tutto,

come

complesso

il

e indicate con

un nome comune. Essa di due specie, di diritto e di fatto , secondo che la sua unit sia giuridica, cio dipendente dalla legge, o
semplicemente materiale, creata dalla volont del proprietario. Il patrimonio, leredit, la dote sono universalit di diritto:

una biblioteca sono universalit


Fra queste qualit
bilit,

gono
i

perch

le

une o

la pi

attesa la loro
le altre

un gregge,

di fatto.

importante la mobilit e limmodiversa

natura,

leggi

le

che reg-

cose differiscono grandemente in quasi

tutti

rapporti di diritto. Cosi , notando qualche punto , nel diritto in-

ternazionale privato le cose immobili sono rette dalla legge reale

e le mobili dalla legge personale;

ipoteca pu imporsi soltanto

sugl'immobili; rescindibile la sola vendita degl'immobili; la

ri-

vendicazione deglimmobili compete sempre, quella dei mobili in


alcuni casi soltanto; la prescrizione

per

gli

uni e

quella su

gli

altri;

mobili.

non

si

compie nel modo

lesecuzione neglimmobili

Ond che

in

due capi

distinti

stesso

diversa da

andiamo ad

oc-

cuparci specialmente dei beni mobili ed immobili.


*

Vedi Lib.

I, n.

43 e

seg.

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TIT.

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

I.

CAPO

I.

DEI BENI IMMOBILI.

Triplice specie di beni immobili

della loro natura


o,

divisione.

generica determinazione

beni sono immobili o per natura

per destinazione o per loggetto a cui

si

riferiscono (art. 407).

Immobili in realt non sono che quelli della prima specie, perch
essi soli non possono trasportarsi da un luogo ad un altro nello stato
in cui si trovano.

Gl immobili della seconda specie sono cose mobili per natura


loro, le quali

si

considerano dalla legge per immobili a causa della

intima relazione che con un bene immobile per natura sua ha


creato

medesime.

loro proprietario per destinazione data alle

il

In fine gl immobili della terza specie sono cose incorporali di

natura1. loro, cui

come

legge finge immobili,

la

ad immobili corporali, e tendenti a questi o a


2.

lativi. 3.
Tratteremo
4.

situate e aderenti
diritti

ad essi

re-

partitamentc in tre sezioni distinte di ciascuna

specie.

5.

Sezione

I.

Del beni immobili per natura loro.

Cinque specie di beni immobili per natura

loro.

beni

immobili per natura loro sono di cinque specie;

stri,

terreni, fabbriche, mulini, ed altri edilizi

o formanti parte

certi mulini,

gli alberi

atterrati,

frutti della terra

le sorgenti,

deducono

altri edilizi galleggianti,

e degli alberi non raccolti, o separati

le

serbatoi,

corsi

dacqua, e

che

un

edifizio

In primo luogo sono immobili per na-

terreni, le fabbriche

o fondo.

mulini, e

o formanti parte di una fabbrica

mobile per natura sua non che

prendono

canali

in

specie.

acque

Prima

tura loro
pilastri

non

pila-

una fabbrica,

bagni, ed

dal suolo

di

sui

fissi

la qualil

il

altri

edifizi

(art. 408).

suolo o

terreni.

fissi

su

rigore im-

Le fabbriche

d'immobili dal suolo di cui divengono aeees-

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10

XST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

mediante

sori

II.

incorporazione, estinguendosi giuridicamente lin-

massa
della fabbrica.
3
L incorporazione di una fabbrica al suolo pu essere immediata,
come quando sopra di esso si costruisce uua fabbrica, (ma non
gi una baracca provvisoria, e ambulante, arg. art. 449 e seg.).
o quando un mulino a vento o ad acqua, una cartiera, una macchina, o qualunque altra opera si Assi sopra un pilastro costruito
dividualit dei materiali nella

pel loro sostegno

senza che importi se

opera vi

sia fissa

per

iucorporazione mediante cemento, ramponi di ferro, o cose simili,

o vi aderisca per proprio peso

un
si

edifizio

essere mediata, quando

e pu

qualunque faccia parte di una fabbrica, senza che inoltre


come una baracca di legno

riehiegga che sia incorporata al suolo,

destinata a magazzino, a stalla o ad altro servizio.

Del resto non rileva con quale materia

le

fabbriche,

pilastri

e altri edilizi sieno costruiti; quale posizione occupino nel suolo;

quale sia

del costruttore; a spese di chi siasi fatta

intenzione

costruzione, e a chi appartenga la propriet della

la

materia e

dellarea (art. 407).'

Colle fabbriche, mulini e

altri edifizi

sono immobili per natura

loro tutti gli oggetti che ne formano parte integrante,


stre e le porte,

le quali

Seconda

natura loro

come

le fine-

cose perci non sono da confondere con

glimmobili per destinazione.?

specie.

In secondo luogo sono immobili per

mulini, i bagni e tutti gli altri edifizi galleggianti,

sempre

due condizioni:
1. che siano e debbano essere con corde o catene o
mezzo saldamente attaccati ad una riva
che

si

verifichino queste

2.

che su questa riva

si

trovi

altro

una fabbrica espressamente

destinata al loro servizio qualunque esso sia (art. 409).


*

cad

Leg. 18. De:

art.

519, II

empi, ven; Toullier e Duvergier III, 11, nota c; Mar-

act.

ile

Commentare

Boileux,

raolomba IX, 105; Aubry o Rau


5

mento

Motivi de Codici pes


al Cod. civ.

it.

Demolombe IX, 125


Vedi Leg. 18

Vedi appresso

La causa

n.

Aubry

Rau

loc.

519; De-

411; Xostro coni-

Commento

loc.

cit.

Marcad, Boileux, Demolombe, Aubry

cit.

13 testo e nota

1.

efficiente dellimmobilitazioue del galleggiante lessore

della fabbrica immobile piantata sulla riva

sono considerarsi, come elementi essenziali,


la

e nostro

Toullier, Duvergier,

cit.;

Sardi, Cod. civ. voi. I pag.

Lib. II. voi. I n. 16.

3
*

Rau, e nostro Commento


5

sur la code Napolon art. 518 o

II, 5.

gli stati

enumerazione che ne

Inondo

modi

di

questo parte

attacoamento non pos-

quindi non pu ritenersi come tassativa

fa la legge.

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TIT.

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

I.

11

Tali galleggianti sono immobili senza distinzione,


d

acqua sopra cui

trovano siano privati

si

se

o pubblici e navigabili o no.

al proprietario di quelli,

corsi

e appartengano o no

Ma

ne-

cessario che la fabbrica appartenga al proprietario del galleggiante,

mancando

altrimenti

il

vincolo giuridico che le due cose leghi in1

sieme e ne faccia luna dipendente dallaltra.


Questi mulini, bagni ed edifizi galleggianti si considerano come
formanti una cosa sola con la fabbrica loro destinata (art. 409, capov.),
e perci ne seguono la sorte; cos, ad esempio, se la fabbrica

venga ipotecata, ne resta colpito

il

galleggiante, e non

pu pro-

cedersi allespropriazione dell una senza dellaltro.*

una cosa sola col diritto che ha il proprietario


di tenerli anche sopra acque non sue (art.409 capov.), talch la
vendita del galleggiante comprende il diritto di tenerlo sopra cinInoltre formano

tali

acque, e

bilirvi

il

vendita di questo diritto conferisce

la

il

potere di sta-

galleggiante.

Tersa specie

loro gli alberi,

In terzo luogo sono immobili per natura

quali aderiscono alla terra mediante radici, e non

quelli

semplicemente

vizio,

come

infissi

nel terreno per qualche temporaneo ser-

nei roccoli e nelle siepi morte. Per gli alberi

putano immobili dal momento che sono piantati collanimo di


nel terreno acci vegetino, e

deve distinguersi se

essi

stati piantati.

e se siano

isolati,

nati

re-

Non

spontaneamente

Sono per da eccettuare


lusufruttuario,

formino bosco di alto fusto, bosco ceduo

e semenzaio, o vegetino

o vi siano

si

lasciarli

prima del loro abbarbicamento.

alberi dei semenzai piantati

gli

dal-

dal creditore anticretico o altro

dall affittuario,

detentore, a motivo della loro stazione precaria e temporanea, e

per la stessa ragione quelli che dal propietario fossero collocati

momentaneamente

in

tunit. di venderli

o trapiantarli, e non

un terreno per attendere


gi,

il

per

tempo o

farli

oppor-

invigorire pel

trapiantamento definitivo.
Sotto

le

stesse condizioni sono immobili per natura loro

gli

arbusti, le piante di ogni genere e le siepi vive.

Motivi deCodici psr gti Stati Sardi

Motivi do Codici por gli Stati Sardi

Duranton IV, 44; Dolvicourt

bo IX, 146 e 147; Anbry


1

Rau

loc. oit.

I,
I,

414 e 415; nostro Commento


412.

521; MarcadS

art.
;

nostro

Comm.

I,

19.

'

art.
I,

520

521; Demolom.

21.

Idem.

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12

DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

Tanto

gli alberi,

quanto

II.

arbusti, le piante e le siepi ces-

gli

sano di essere immobili, e divengono mobili con latterramento,

il

taglio e la spiantagione (art. 410).

Quarta

tura loro

In quarto luogo sono immobili per na-

frutti della terra e degli alberi

suolo o raccolti

genere,

specie.

come

(art.

Per

411).

non per anco separati dal

sintendono

frutti

prodotti di ogni

grani, legumi, patate, tartufi, pietra, minerali, pomi,

Anche

frondi e frasche.

semi gettati nel terreno sono reputati

immobili per loro natura.


I frutti

cessano dessere immobili e divengono mobili a misura

che sono raccolti o separati dal suolo, quantunque non siano

tra-

sportati altrove, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 411).

9
bili

Quinta

specie.

per natura loro

In quinto ed ultimo luogo sono

sorgenti,

le

serbatoj e

immo-

corsi dacqua, es-

sendo parti del fondo in cui scaturiscono, o sono raccolti o per

Sono pure immobili

cui scorrono (art. 412).


le

acque

.in

un

canali

o fondo , e fanno parte

edilizio

fondo a cui le acque devono servire

(art.

che deducono

dell edilizio

o del

412 capov.), senza

di-

stinguere, se siano canali scavati nel terreno, o condotti formati

muro, o di tubi, e di posizione sotterranea, superficiale od ele1


vata, sempre che aderiscano al foudo.
Sotto quali riguardi gl immobili per natura loro sono da
10
di

considerare conte mobili.

Tutte

cose che sono immobili per

le

natura loro mediante lincorporazione o laderenza

al

suolo, repu-

non ostante, mobili, quando formano oggetto di contratto


o di disposizione da s sole, e sono concepite indipendentemente
tatisi,

ci

dal suolo, dalla fabbrica, e dagli alberi. Cosi reputasi vendita di

cose mobili quella de' minerali da estrarre , delie case da demolire, de

boschi da tagliare, dellacqua da derivare, e molto pi

quella de frutti pendenti. Tuttavia, in riguardo alla capacit di alie-

nare, la vendita reputasi di cose immobili, a


di frutti, e reputasi

creditori

parimente

di cose

meno che

si

tratti

immobili per garanzia dei

ipotecari che possono impedire la separazione dei pro-

dotti.

Inst.

do

rer. divis.

Vedi nostro Comm.

Merlin Rep.

v.*

I,

32; Demolombo IX, 130.


23.

Meubl

Marcad, Boileux, Aubry e Rau


Pont, des hypothqujs

I,

19; Toullier
loc. cit.

III,

15;

Trpolong de

Demolorabe IX, 160-181

364 ; Nostro Comm.

I,

la vente I,

352;

Duranton IV, 37;

21.

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TIT.

13

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

1.

Sezione U.
Del beni Immobili per destinazione.

11

cie.

Quali siano

beni immobili per destinazione

loro spe-

beni immobili per destinazione sono quelli oggetti per na-

immobili a motivo della

tura loro mobili, che la legge ritiene

destinazione che loro data dal proprietario di un fondo o di un

a questi , e di cui perci divengono dipendenze

edifzio di servire

ed accessori, senza che per ne formino parte integrante. Potendo


1.

lintenzione del proprietario di formare di una cosa mobile

un fondo o

cessorio di

edifzio, risultare

destinazione

si

un

ac-

o dal porvela per servizio

o dallannettervela a stabile dimora,

di questo,

beni immobili per

distinguono in due specie, secondo

il

doppio mezzo

di destinazione.

12

Prima

stinazione le cose che


il

specie.

In primo luogo sono immobili per de-

proprietario di un fondo vi ha posto, per

il

servizio e la coltivazione del


2.

ma

medesimo

(art. 413).

Tali sono

animali addetti alla coltura. Per animali addetti alla

non sintendono

coltura
coli,

gli

impiegate nei lavori agri-

le sole bestie

eziandio quelle che forniscono

ingrasso ai terreni, o che,

attesa la natura o la coltivazione speciale del fondo, sono da considerarsi

come mezzo

compresi
duti, n

gli

della coltivazione

medesima; ma non

vi

sono

animali tenuti nel fondo per essere ingrassati e ven-

da vettura destinati al servizio del


padrone o ad essere affittati, bench il fondo sia pascolo delle
bestie, n gli equipaggi da caccia, n
parti degli animali addetti
alla coltura, essendo frutti, n il pollame.
Se un animale sia
o no addetto alla coltura questione di fatto: molto vale che
i

cavalli

da

sella e

siavi adatto e

cessario

non che

si

trovi nel fondo,

ancora che

e pi

glistrumenti rurali,
i

come

laratro,

il

Duranton IV, 56
12; Nostro

Meread

Comm.

I,

524

art.

IV

il

ne-

rastrello,

Anche

gl istru-

reputano immobili,

si

a motivo della loro permanente destinazione

II,

bidente,

vigne conservati nel fondo.

pali delle

menti da giardino di citt o di campagna

Riu

vi sia

3
;

Demolombe

IX, 235-214

Aubry

20.

Log. 17 D. do act. empii veud.

Demolombo IX, 247

Duranton IV, 69; Demolombe IX, 250.

6is.

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3.

14

IST. DI DIR.

C1V. IT.

MB.

II.

fieno e le sementi somministrate agli affituari

il

scopo

zaiuoli, perciocch la somministrazione fatta allo

mez-

ai

ser-

flel

vizio e della coltivazione del fondo coll alimento degli animali, e

della seminagione; talch se nel fondo non fossero animali addetti

ma da commercio

alla coltura

o da uso personale,

reputerebbe immobile, n manco

il

fieno

non

si

grano -o altro cereale o seme

il

4.
somministrato
per nutrimento dellaffittuario o del mezzaiuolo, e

non per
5.

Se

la semina.

fieno e le sementi siano tenute nel fondo

il

dal proprietario che lo coltiva, sono parimente immobili per identit di ragione.
6.
che come

gumi e

nelluno e nellaltro caso immobile lavena

fieno serve a

il

dei

strame e

piccioni delle colombaje,

pesci delle peschiere,

chiusa in un parco
gatti;

lepri

conigli delle conigliere e

caprioli

cinghiali

ma non

bi-

che sono mezzo

di

principalissimo

nutrisce;

gli alveari

modo

fondo che in

torchi, le caldaje,

lunque ne
al

le-

non che ogni specie di selvaggina rac-

come

bulbi dei

concime, semprech siano de-

il

fondo , e non ammassati per farne commercio;

stinati al servizio del

nutrire gli animali, e

anch essi ad essere seminati;

fiori destinati

la paglia, lo

sia la

forma e

li

speciale produzione del

lambicchi,

la destinazione,

tini

le

una bottega

lazione sono immobili, in

qua-

botti,

sempre che per servano

fondo e non alle persone ; cosi se sono in una fucina di

distil-

di liquorista mobili;

necessari a fucine, cartiere, mulini e altre


Per fabbriche dobbiamo intendere non solo gli stabilimenti industriali messi in azione da forza motrice naturale o ar8." gli utensili

fabbriche.

tificiale,

ma

anco quelli fondati

Durati tuli IV, 57 e 58; Toullier

be IX, 218 e seg.


2

Aubry

Rau

II,

II,

il

li

complemento e

118; Marcad

art.

vivai vasche, sono

cad e Boilcux

gli stessi

godono della loro

libert naturale

animali che fossero chiusi in gabbie, in celle,

da ritenere cose mobili (Prondhon op.

loc. cit.;

Demolombe IX, 275; Aubry

destinazione del proprietario

considerandosi
3

Demolom-

13.

cit. I,

Rnu

II.

avvertire che questi animali sono a torio compresi in questo

laccessorio,

IV;

possediamo che corno proprietari della conigliera, della peschiera e della co-

lombaia. Per ragione inversa

bili

524,

Pi che per destinazione questi animali sono immobili per una specie di acces-

sione (art 462, vedi appresso n. 71), perch essi

non

ad essi specificamente

in edifizio

destinato, del quale gli utensili sono

tali
,

non

rigorosamente

quantunque siano

Marcad, Aubry, Rau e Boileux

14).

stati posti nel

loc. cit.;

MarDobbiamo inoltre

123, 125 e 127;

articolo, perciocch la

perch divengano

necessaria

immo-

fondo da un estraneo.

Demolombe IX,

278.

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T1T.

come

DELLA DISTINZIONE DEI BENI. *

I.

le filande, le raffinerie,

s'intendono

le birrerie

15

Per
1

simili.

utensili poi

mobili animati o inanimati die sono

tutti gli oggetti

come

agenti diretti e necessari dell esercizio dello stabilimento,

una filanda

in

zio

ad

mantici e

altri

bagnatoi, le stufe cd

filare,

banchi, le ruote,

istrumeuti posti in un

destinato,

specificamente

essi

de teatri,

macchine da cardare e

incudini,

telai, le

le

macchine e

le

gli

edil-

scenari

mobili impiegati in un sta-

altri

ma non mobili di un albergo. Qulunque sia


che la fabbrica a cui destinato sia immobile,
non potendo divenire immobile laccessorio di una cosa mobile. Per
analogia si reputano immobili per destinazione le trombe da estinguere il fuoco che trovansi nell edilzio al quale devono esclusivabilimento balneare,

lutensile, necessario

mente servire il battello destinato esclusivamente al passaggio degli


di una casa situata sulla riva del fiume; e in generale altri
1
che hanno cotesta specifica ed esclusiva destinazione;
3
9. da ultimo sono immobili tutte le cose
finora considerate
che siano state dal proprietario consegnate all affittuario o al mez;

abitanti

simili oggetti

per

zaiuolo

mente

gli

il

e la

servizio

del fondo, e

coltivazione

animali sino a che restano in

special-

forza della convenzione

addetti al fondo, ancorch siano stati stimati.

Ma

se

questi ani-

mali siano dal proprietario consegnati a soccio o soccida ad

fuorch

13

all

affittuario

Seconda

al

mezzaiuolo,

La

specie.

altri,

reputano beni mobili.

si

seconda specie de beni immobili per

destinazione formata dagli oggetti mobili annessi dal proprietario

ad un fondo o edilzio per rimanervi stabilmente.

Questa specie ha comune con

la

precedente

segue

immobilitazione, cio che fiaccessorio

il

principio dei-

il

principale e ne

differisce in parte per la durata della destinazione,

perpetua sempre

fi

Consulti. Tanllier II,

staili# II, 25;


i

e seg.;
3

Marcadd

Merlin Rp.

Aubry

Rau

152; Dewolombe IX, 265-271; Ducaurroy, Bonnier e Rou-

art.

624,IV

Biens g

v.

II,

Leggesi nel testo tatto

durre che

le

1,

n.

ubry

e Raii

5; Maroad,

14-16; Nostro

II,

art.

Comm.

35.

524-525; Demolombe IX, 318

18.
le altre cose

da questa espressione potrebbe alcuno de-

cose nominate precedentemente sieno escluse, e che le cose le quali non

possono rendersi immobili dui proprietario, destinandole esso medesimo al servizio e


e alla coltivazione del fondo, divengano

per la medesima destinazione.

Ma

tali,

consegnate

nel primo caso. Inoltre

non

casi

o al mezzaiuolo

erronea,

o non piu nel secondo che

immobilitazione per destinazione opcra della legge e perci

in potere dei privati estenderla

tricc della

all affittuario

tale deduzione sarebbe ingiustificabile ed

perciocchd la destinazione o efficace in ambedue

ad

altri

oggetti

mancundo

loro la potenza crea*

medesima (consulta Demolombo IX, 234; Nostro Comm.

I,

36).

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16
in questa,
1.

da cui

la

1ST.

DI DIR. CIV. IT. L1B.

meramente
2.

intellettuale nellaltra.

Lannessione materiale ed apparente

II.

temporanea ordinariamente nellaltra, e per il mezzo


destinazione risulta, materiale ed apparente in questa,

quando

il

si

ha:

un oggetto mobile

proprietario abbia annesso

suo3.fondo o edifzio con piombo, gesso, calce, stucco od altro;

al

quando abbia talmente attaccato il mobile al suo fondo


o edifzio che non possa staccarsi senza rottura o deterioramento
del medesimo, o senza rompere o guastare la parte del fondo o
4.

edilzio a cui

attaccato;

quando

specchi,

gli

quadri e

corpo col tavolato, colla parete o colla

quando

le statue

ornamenti formano

altri

soffitta;

sono collocate in una nicchia formata

per esse espressamente, o fanno parte di un edilizio, mediante

la

prima e seconda specie di annessione (art. 414).


Ma questi modi di annessione non sono i soli, essendo nominati dalla legge

dimostrativamente e non limitatamente. In genequando le circostanze dimostrino che loggetto annesso ad


un fondo o edifzio per rimanervi stabilmente, deve ritenersi immobile per destinazione, come i vasi ei cassettoni degli agrumi o
rale,

de fiori nei giardini, e le statue collocate sopra piedistalli incor-

porati o

no

alle pareti,
1

al muro, ed anche gli specchi semplicemente appesi


1
quando le completino.

Su questi due modi

pu dimandarsi quali siano

di annessione

per destinazione. Ducaurroy, Bonnier e Roustaing

(II,

gli oggetti mobili

27) distinguendo quelli che ser-

vono a completare la casa (ad intergrandam domarti) da quelli che servono ad ornarla
(ad instruendam domum) decidono che
e

secondi rimangono mobili.

tutte le cose visibilmente e

primi divengono immobili per destinazione,

Marcad

(art.

521

525) al contrario sostione

che

durevolmente annesse, siano parti integranti od ornamenti

della casa, sono immobili per natura loro. Finalmente

Doraolombe (IX, 282

e seg.) e

e Rau (II, 16 testo e nota 61) decidono essere immobili per natura loro quelli
che servono ad integrandam domum, e immobili per destinazione quelli che servono

Aubry

ad instmendavi domum, cosi sono immobili per natura loro

le

porto, le serrature le

chiavi, le finestre, le rastelliere delle scuderie e cose simili, e immobili per destina-

zione le doccie e
st

tubi por cui discende

l'

acqua piovana o quella degli acquai. Que-

ultima opinione ha incontrastabilmente sopra le altre

il

vantaggio di rispettare la

legge e di essere pi conforme alla natura delle cose, mentre al contrario la


ritiene immobili per destinazione gli oggetti mobili che la ragione suggerisce

prima
doversi

riputare immobili per natura loro per essere parti integranti dimmobili per natura loro,
e mobili quelli che sono

da ritenersi immobili per destinazione,

e la

seconda

fa

im-

mobili di natura loro alcune cose che la legge considera immobili per destinazione.
5

Motivi de Codici per

Marcad

art.

524, IV

gli Stati

Sardi

I,

418; Delvic.

Demolombe IV, 116 Aubry


;

Rau

II,

art.

521; Dnranton IV, 45;

5; Nostro

Com.

I,

21; e seg.

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TIT.

14

da

citi

gli oggetti

17

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

I.

Cose comuni ad ambedue

specie d' immobili per destinazione

le

debbano essere posti o annessi ai


1

fetidi o agli

Perch luna e l'altra specie di oggetti mobili divenedifiei.


gano immobili per destinazione si richiede in primo luogo che,
come si accennato , siano stati posti o annessi al fondo o all edilzio

dal proprietario, o da suo mandatorio o rappresentante legale,

senza distinguere, se lo
risolutiva.

che

si

detentori

irrevocabilmente o

equipara

il

sotto condizione

possessore di buona fede

quello di mala fede che pretende alla pro-

est,

pu acquistarla con

priet e
i

sia

Al proprietario

domini iure

loco

la prescrizione

ma non

e l'enflteuta;

come

possessori temporanei,

gli

affittuari,

'

zaiuoli,

creditori anticretici ,

gli

usufruttuari e gli usuari.

In secondo luogo necessario che

il

mez3

proprietario del fondo o

dell'edilzio abbia eziandio la propriet degli oggetti mobili, per-

ch divengano almeno verso e contro

tutti

immobili per destina-

zione.

15

Seguito

quando

cessino d'essere

immobili.

Tutti

gli

oggetti immobili per destinazione cessano di esser tali, e divengono

anche giuridicamente mobili,

quali sono per natura loro,

quando

siano separati dal fondo o edilzio in cui sono posti o annessi. Li

rende parimente mobili la vendita di


dal fondo o edilzio, facendo cessate
Sezione

essi fatta

Quali siano questi beni.

oggetto a cui

diritti

si

ad

riferiscono sono

al

riferiscono.

diritti esistenti

la

sopra un im-

ricupera di beni im-

essi relativi (art. 415).

I diritti considerati

sono quattro

Finalmente beni immobili per

mobile, e le azioni che hanno per oggetto

mobili o

III.

Dei beni immobili per l'oggetto a cui

16

indipendentemente

destinazione.

la loro

immobili per

oggetto a cui

si

riferiscono

l. il diritto

del padrone diretto sui fondi enfiteutici,

Demolombc IX, 209; Aubry e Rau II, 5; contro Duranton IV, 59.
Duranton IV, 47; Demolombe IV, 203 e 264; Aubry e Rau loc, cit.
o 316; bis VI;
I, 116; Demanio II 339; bis I
Marcad art. 524 IV; Demolombe IX, 210 c 211; Mourlon 1, 1365; Aubry e Rau loc.
1

cit.

Proudhon du demaino priv

contro Duranton

IV 59

loullier II 153.

* Vedi sopra n. 10.

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2.

18

un. n.

ni Din. civ. it.

ist.

medesimi. saputo che


non pu darsi che un immobile, che colla dazione in
enfiteusi il dominio o la propriet viene, in certo modo, divisa
3.
in due diritti, distinti comunemente per dominio diretto il primo,
"

diritto dell enfiteutii sui beni

il

in enfiteusi

e per dominio utile

il

secondo, ossia

o concedente,
e diritto
4.

diritto

del

il

diritto di usufrutto, e di

gi sulle mobili

il

padrone diretto

ora questi due

dell enfiteuta:

cipano della immobilit del fondo su cui esistono

(art.

diritti

parte-

1556 e seg.);

uso sulle cose immobili e non

pu anco concedersi (art. 483 e 404),


che regolarmente concesso sopra cose

sulle quali

diritto di abitazione

immobili e non sopra baracche mobili;

le servit prediali

che sempre ed essenzialmente

sta-

si

biliscono sopra immobili.

Anche

il

diritto di propriet di

cose immobili immobile;

ma

tal diritto piuttosto che riferirsi alla cosa si confonde abitualmente


con essa, dicendosi tal cosa, mia anzich ho la propriet di tal cosa.
Le azioni poi che si ritengono per immobili sono quelle tendenti a ricuperare immobili o diritti ad essi relativi, cio non
solamente le azioni, che sono fondate sopra un diritto reale, ma
eziandio quelle, che derivano da un diritto personale, a condizione
che ne sia oggetto un immobile o un diritto ad esso relativo. Quindi
immobile lazione rivendicatoria di un immobile, bench il reo
convenuto non possa restituire che il valore; la eonfessoria ene-

un immobile;

gatoria delle servit; lazione per la consegna di

lazione di nullit, di rescissione o di risoluzione de' contratti tra-

dimmobili, qualunque ne sia

slativi

la

causa,

come

violenza, dolo,

errore, lesione, difetto di pagamento,* incapacit personale c simili; lazione di revoca di una donazione dimmobile per causa
inescguimento delle condizioni, per sopravvenienza de figli, ed
anche per ingratitudine; l'azione di nullit d un legato di unimmobile.* Se lazione avesse per oggetto l esecuzione di un' obblid'

gazione facoltativa, cio avente per oggetto una cosa e conferente


al debitore la facolt di

legato a
1

il

me un

Aubry

Rau

darne un altra come se un testatore avesse


,

fondo e dato all'erede la facolt di pagarmene

il

Ma

so

II, 21.

venditore dimandasse

il

contro Toullier II, 156;

pagamento

Demolomba IX, 354

c sog.

del prezzo o solo sussidnriamente la restituzione

dellimmobile, l'azione sarebbe mobile.


5

Consulta sulle singole specie Merlin Rep.

tions I, 164;

Aubry

Ran

Proudhon du domaine priv

v.*

Rescissioni

Grenier

dea dona-

186 oseg.; Demolombe IX, 052 e seg.

e Toullier loe. cit.

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T1T.

I.

19

DELI. A DISTINZIONE DEI BENI.

desume

valore in denaro, ossa

la

sua natura di mobile o d'immo-

bile dalla cosa, a cui solo abbia diritto

come

bligazione da eseguire sia alternativa,

1'

ob-

se mi fosse legato

un

l'ondo o 10,000 lire, la natura

dell'azione

effetto retroattivo, dalla scelta

che della cosa far

creditore cui spetti.

Se poi

creditore.

il

determinata, e con

debitore o

il

il

In line se l'azione ha per oggetto

tempo

al

stesso cosa mobile

e cosa immobile, lazione sarebbe in parte mobile e


mobile; cosi F azione di consegna di una casa con

guarniscono mobile per

la

CAPO

in parte im-

mobili che la
*

mobilia, immobile per

edilizio.

II.

DEI BENI MOBILI.

17

due

Doppia

specie di beni mobili

mobili

beni

sono

di

specie, mobili per loro natura, e mobili per determinazione di

legge (art. 41(51.

18

Prima

per loro natura

specie

mobili per hrro iattura.

si

Nulla rileva che


lezione,

come

commercio, come

forza,
le

come

gli

Sono mobili

animali, o vengano

cose inanimate

(art.

417).

cose sieno oggetti singolari, o formino col-

tali

libri di

quadri di una galleria,


di

corpi che possono trasportarsi da un luogo ad un

muovano per propria


mossi da forza esteriore, come
o

altro,

una biblioteca, le statue di un museo, i


le piante di una serra e simili, o oggetto

le telerie, le

chincaglierie e in generale qua-

lunque fondo di commercio quand anche F edifizio ove sono raccolte


,

appositamente con tale intento, e propietario dell'uno e delle altre sia la stessa persona. Parimente mobile rav-

sia stato costruito

viamento

un negozio, imperocch quantunque

di

il

suo valore sia

annesso a luogo immobile, tuttavia costituisce una cosa giuridica


a s c affatto distinta dal luogo, e di pregio essenzialmente pecus

niario.

19

Seguito

galleggianti

molizione di

un

edificio,

Marcad

art.

52G Vili

ii

Aubry. e Kau

Merlin

P.ej).

materiali proemienti dalla de-

o raccozzati per costruirne uno nuovo.

Demolombn IX, 350

e seg;

Aubry

e Rati loc.

cit.

loa. cit.
v." Iliens

r II, 150; Ibinolomb. IX,

. 8;

Troplong

ilu coni,

315 e 103; Aubry e Kau

II,

de Mariage,

20

I,

4M:

Tall-

testo nota 79.

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20

TST. DI DIR. CIV. IT.

MB.

II.

Sono parimente mobili per loro natura i battelli, le chiatte, le navi,


mulini e bagni su battelli, e generalmente gli edilzi galleggianti
che non sono e non debbono essere saldamente attaccati alla ripa
e su questa non si trovi una fabbrica espressamente destinata al
loro servizio, qualunque ne sia la forma e la grandezza, e quand an2
che sieno destinati a rimaner sempre nello stesso luogo (art. 419).
i

Sono ancora mobili per loro natura i materiali provenienti dalla


(art. 420). Per demolizione sintende la
donde la

demolizione di un edilzio

distruzione assoluta parziale o totale della costruzione,

Quindi se alcun materiale

definitiva separazione de materiali.

sia

momentaneamente separato per ragione di riparazione, miglioramento o semplice trasloeazione da una parte all altra dell edilzio
o per forza maggiore non cessa

Ma

11

di farne parte

e di essere immobile.

facendosi la demolizione, non vale ad impedire

al contrario

anche immediata che


con

la mobilitazione de materiali la destinazione

loro diasi nella ricostruzione dell edilzio nello stesso luogo e


Io stesso disegno.

finalmente sono mobili per natura loro

materiali raccozzati

per costruire un edifizio sino a che non siano adoperati alla

20

co

struzione (art. 420).

Seconda specie

mobili per determinazione

della legge.

Sono mobili per determinazione della legge;


l.

diritti,

somme

getto

le

obbligazioni e le azioni che hanno per og-

denaro ed

di

effetti

frutto e di uso su cose mobili;

degli affittuari

mobili;

tali

sono

personali

diritti

dei creditori articretici e simili

diritti di

di

usu-

godimento

diritti di

propriet

letteraria o artistica, e quelli derivanti

da un brevetto d'inven-

zione o dalla marca di una fabbrica, e

una

carica. Tali

diritti di

presentare ad

sono parimenti le azioni dirette ad ottenere la

un credito, bench derivante dall alienazione di


un immobile; lesecuzione di un fatto, sebbene abbia per oggetto
una cosa immobile, come la costruzione di una casa; razione
soddisfazione di

Vedi sopra

Vedi Boileux

Leg. 17. J 10 e Leg. 18

Toullier III, 19;


seg.;

n. 6.

Aubry

art.

531: Aubry c Rati


I).

Rau

loc.

II,

19.

art. 532.

1;

art. 532;
Demolombe IX, 110, e

cit.

Duranton IV, 113; Mercedi!

Rau

II,

do contr. empt; Maloville e Delvicourt

Duranton IV, 111; MarcodS

loc.

cit.;

Demolombe

IX,

119 e

seg;

Aubry e

8 testo o nota 19.

Vedi Leg. 17.

10.

D. de cont. empt.

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T1T.

ipotecaria, che

X.

DKLLA DISTIKZIOXE UEI

non consegue

che

altro

il

21

H1NT.

pagamento
hanno per
consegna di un

denaro

in

del credito garantito, e in generale tutte le azioni che

oggetto un diritto mobile, bench tendano alla

immobile richiesto in virt di un


di

2." le azioni

semplicemente personale

diritto

godimento;

o <|uolc di partecipinone nelle societ di com-

mercio o d'industria. Per azione qui sintende

diritto

il

socio nelle societ anonime e in accomandita per azioni;

quota di partecipazione

diritto di

il

un socio nella societ

di

un

per

in

nome

accomandita non divisa per azioni. * Le societ di


commercio o dindustria sono le anomine e quelle in nome collettivo e in accomandita, ma non in partecipazione, non costi3
tuendo persone morali. Alle societ di commercio si equiparano
(inelle che, sebbene compiano operazioni civili, sono organizzate
e funzionano sotto forma commerciale, e costituiscono persone
collettivo c in

Tali azioni e quote di partecipazione sono mobili, quan-

morali.

tunque

alle societ

appartengano beni immobili, senza distinguere

se vi siano stati immessi dai socii, o acquistati dalla societ, se

servano allesercizio del commercio, o dell'industria o ne costi-

Ma

tuiscano loggetto.

in questi casi tali

azioni o quote

di

par-

tecipazione sono riputate mobili riguardo a ciascun socio, e pel

tempo

solo

dura

in cui

la

societ, perciocch

soci

anche

questo caso non hanno diritto che a benefzi pecuniari, cio


interessi dividendi,

mentre

in
agli

beni rimangono immobili, inquanto

appartengono alla societ, ente morale;


B. le

privati

rendite vitalizie o perpetue a carico dello Stato o dei

salvo quanto alle rendite sullo Stato la disposizione delle

leggi relative al debito pubblico (art.

15-32;
Sardi

droit

Aubry e Rau li, 2-1


Com. del Cod. di proc.

Consulta Demolombe IX, 40(3-424;

Mancini,

Pisanelli e Scialoja,

I, 2, 1; nostro Cora.
2

418 capov.).

I.

50

e seg.
eiv\

testo a

per

gli

note

Stati

e 51.

Gonjet o Merger Diction. du droit commcrc.

v.

Action; Pardessus, Cours du

commer. 992; Bravard-Veyrirs I 253 e seg; Aubry e Ran II 26 testo e nota 19.
Pardessus op. cit. n. 1089; Aubry c Rau II 24 e 27; Domoloinbe IX. 405.
Ducaurroy, Bonnier e Roustaing II, 35; Demolombe Aubry, e Rau loc. cit.

La

rendita 0

un

diritto

i\

prestazioni periodiche o in denaro, o in goncri. Essa

pu essere perpetua o temporanea. La durata temporanea pu avere un termine fisso


quando questo sia costituito dalla morto di quello che ha il diritto, la

od incerto

rendita chiamasi vitalizia, che cio durer per tutta la vita dell avente diritto. Tanto
la rendita perpetua quanto la temporanea

cessione o d*

un immobile, come

se

ti

pu

essere costituita quale corres petti vo della

vendessi la mia casa per la rendita di lire 2000

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22

IST.

21w *

Significato

riguardo ai mobili

UB.

DI DIR. CiV. IT.

la legge

che

motivo della

II.

attribuisce

certe espressioni

determinazione del loro significato

osservazione critica.

Le

espressioni beni mobili,

disposizione

sole nella

mobili, sostanza mobile usate

effetti

legge o delluomo, senz' altra ag-

della

giunta o indicazione che ne ristringa

comprendono

significato,

il

generalmente tutto ci che viene riputato mobile secondo

le re-

gole sopra stabilite (art. 421).

La parola

mobili usata sola nella disposizione della legge o del-

luomo, senzaltra aggiunta o indicazione che ne allarghi il significato, o senza contrapposto aglimmobili, non comprende il denaro
metallico o

suoi rappresentativi, le

gemme,

dustriali

libri, le

armi,

quadri,

le

propri delle scienze, delle arti e dei mestieri

persona,

tre derrate, e

titoli

statue, le monete, le

daglie od altri oggetti attinenti a scienze od

della

crediti,

commerciali od

rendita sul debito pubblico e delle imprese

cavalli e gli equipaggi,

gli

arti,

di
in-

me-

stromenti

biancherie ad uso

le

grani, vini, fieni ed al-

nemmeno le cose che formano oggetto

di

un commercio

(art, 422).

Le parole

mobilia, mobiliare

alluso ed allornamento
letti,

comprendono

degli appartamenti,

mobili destinati

come

tappezzerie,

sedie, specchi, pendole, tavole, porcellane ed altri oggetti

consimili.

Comprendono anche

quadri e le statue che fanno parte dei

mobili di un appartamento, non per le collezioni di quadri,

di

statue, di porcellane ed altre che possono essere nelle gallerie

camere

particolari (art, 428).

comprende la sola mobilia; l espresche vi si trova comprende tutti gli og-

L' espressione casa mobiliata

sione casa con tutto quello


getti mobili,

ad eccezione del denaro, o dei suoi rappresentativi

dei crediti, od altri diritti,


(art,

cui documenti

si

trovano nella

medesima

424).

La determinazione

legislativa di queste parole ed espressioni

stata suggerita dall interesse di prevenire le

liti

che frequentemente

potrebbero insorgere sulla loro interpretazione. Per

comune

sentenza che essa non assoluta ed imperativa, e che la giusta

tinnite, o

Ma

dun mobile, come

la causa,

se

ti

vendessi In min biblioteca per la medesima rendita.

onde la rendita dovuta, non

si

considera, quando

natura mobile od immobile di essa; ossia nelluno e

nell altro

si

deve stabilire la

caso sempre mobile.

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TIT.

23

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

I.

e vera interpretazione di

tali

parole ed espressioni deve desumersi

dalla intenzione de contraenti, e de disponenti.

capo

ni.

DEI BENI RELATIVAMENTE ALLE PERSONE A CUI APPARTENGONO.


1.
2.

223.
i

Transieione

oggetto

divisione.

Dopo

considerati

beni4.nelle loro qualit giuridiche, passiamo ad esaminarli rela-

tivamente alle persone a cui appartengono.

Le persone, a

cui

beni possono appartenere,

si

comprendono

in quattro classi,
"

Stato

Comune

Provincia e

Istituti civili

Privati

ed

ecclesiastici

Laonde dividiamo questo Capo


Sezione

(n quattro Sezioni.

I.

Del Beni appartenenti allo stato.

23

Di quante

specie sieno questi beili

divisione.

beni

si distinguono in demanio pubblico e in beni patrimosecondo che luso, a cui sono destinati, pubblico e comune

dello Stato
niali

tutti i cittadini dello Stato, sia che si faccia da tutti e singoli citcome delle strade, o dallo Stato nellinteresse pubblico e
comune, come delle fortezze, o esclusivo dello Stato (art. 426).

tadini,

Demanio
23 bi

I.

pubblico.

Quali beni facciano parte del demanio pubblico.

Fanno

parte del demanio pubblico;


l. le

strade nazionali che

si

aprono, e mantengono a spese

di tutta la nazione, a servizio di tutti


vinciali e le

mune
che

in fatto
1

comunali

cittadini,

mentre

le pro-

fanno a spese della provincia e del co-

si

a servizio diretto e principale de provinciali e comunisti,

ne usano pi

Duranton IV, 168

e seg.

degli altri;

Demolombe IX, 44; Aubry

Ran

II,

20

e seg.

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2.

24

UH.

IST. DI DIR. CIV. IT.

3.

mare

mare,

lido del

il

porti,

menti periodici e regolari ;

II.

seni e le spiaggie.

massimo

tutto lo spazio coperto dal

flutto

lido del

ondeggia-

degli

i fiumi e i torrenti. Per torrenti sintendono non i corsi


momentanei provenienti da pioggia o da scioglimenti di nevi,sibbene i corsi di acqua perenne, minori de fiumi e non designati
sotto questo nome, ma sempre si grandi da eccitare speculazioni
ragionevoli
dindustria, e di agricoltura. Ma tanto dei fiumi quanto
4.
3
dei torrenti demaniale l acqua e non l alveo e le ripe
che sono
,

propriet privata dei possessori dei terreni laterali al corso del

ma

fiume,*

di

uso pubblico quasi soggetti alla servit del corso

dellacqua demaniale. Del resto non da distinguere, se

fiume

il

torrente sia navigabile o no, atto o no al trasporto, perciocch

il

non

la navigabilit,

ma

l'importanza dellacqua lo fa demaniale;

porte, le mura, le fosse,

le

guerra e delle fortezze

(art.

laghi,* che

priet privata o dello Stato o dindividui, e

il

non siano pro-

loro lido;

6
i

canali

com-

navigabili inservienti a interessi generali, sebbene concessi a

pagnie;

canali di bonificamento generale;" le strade ferrate, ben-

ch aperte e mantenute da societ;


zionali, manoscritti, libri, medaglie,

oggetti mobili che ne fanno parte;


1

Leg. 96 D. de verb. sign; Inst. Lib.

Domolombe IX, 457,

n. 24;
2

bis;

Aubry

16

II,

Rau

le biblioteche e

La

I,

stampe, quadri, statue e altri


11
gli arsenali e le caserme.
Tifc.

II,

3; Garnier,

1.

34

Regime des eaux

testo o not. 5.

il

186;

continet e principia dal pnnto

piano incomincia a declinare per giungere fino

primum a plano

ex quo

qua plenissimum flumen

vergere incipit utque

la ordinaria che quasi annualmente

da nevi

3,

67.

ripa ea putatur esse,

stesso, in cui

affatto eccezionali e

si

all'acqua corrente,

ad aquam. La piena poi qui considerata


non quella che dipende da pioggie o

ripete e

che costituiscono veri casi

Leg. 1 5. D. de fiumi; Nostro Com. loc. cit.)


k Relazione Pisanelli Lib. II,
p. 3; Nastro Com.
*

musei na-

Vedi Sentenza del Consiglio dintendenza di Nizza, Bettini-Giuriati VI,

Nostro Coni.

da

bastioni delle piazze

427).

Oltre a questi beni, sono demaniali

fortuiti.

(Leg. 2 \ 1 e 2

loc. oit.

Corte di Chambery 18. giug. 1849.

Leg. 112. D. de verb. sign.

David, Tratt de

la legislation et de la pratique des cours

eaux

I,

33

seg. e 44.

Idem.

Foucart, Droifc adrnin. n. 800; Daviel

Rau

II,

loc. cit;

Demolombe IX 457

bis;

Aubry

33 e scg.

10

Foucart,

loc. cit. n.

11

Foucart,

802; Aubry e Rau

bry e Rau

II,

34.

loc. cit.

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TIT.

I.

25

DELLA DISTINZIONE DEI BENI.

Carattere inalienabilit imprescrivibilit dei beni de uso tollerato se privati possono attentare ad esso
beni del demanio pubblico sono assolutrasmissibile.

25

maniali
se sia

tamente inalienabili ed impreserivibili, attesa

la loro destinazione

speciale e permanente alluso pubblico (art. 4B0).

che ne ha

la custodia

Ma

governo

il

e la sopraintendenza, pu rendere

loro

il

uso esclusivo da comune che , come autorizzare o tollerare lo


stabilimento di un bagno sul lido del mare, senza che veruno
de' cittadini possa attentare o agire per la rimozione dello

limento.

stabi-

H.

Beni patrimoniali dello Stato.


26

Quali sieno questi beni

dello Stato tutti

non sono

beni che

gli

Sono poi beni patrimoniali

appartengono in propriet, che cio


sebbene anchessi tornino a

destinati alluso pubblico,

vantaggio pubblico, venendone impinguato lerario.

beni

tali

vanno ad appartenere i demaniali che cessano di essere destinati


alluso pubblico o comune, e incominciano a divenire di uso privato ed esclusivo dello Stato, come le fortificazioni o le piazze da
guerra soppresse,
il

cambiamento

terreni delle strade nazionali chiuse. In generale

di destinazione

pu

risultare

formale della competente autorit o da

fatti

da una dichiarazione

e circostanze

(art.

428,

e 429).
Del resto possono

patrimonio dello Stato

far parte del

tutti

beni mobili ed immobili, niuno eccettuato, e specialmente le miniere e saline (art. 432), le isole, isolette ed unioni di terra che
si formano nei letti dei fiumi o torrenti navigabili o atti al trasporto
(art.

457);

mare (art. 454 cap.), le erenon lasciano persone successibili (art. 758) e i

terreni abbandonati dal

dit di coloro che

beni costituenti la dotazione della Corona.

27

Diritto dello Stato su questi beni

dei beni patrimoniali dello Stato.

ha

gli stessi diritti di

patrimonio. Tuttavia sono inalienabili,


*

e 333;
8
[

n.

inalienabilit relativa

Sui beni patrimoniali lo Stato

propriet esclusiva che ogni privato sul suo

ma

Consulta Pardessus; Trai t des servitudes

Demolombo IX, 457; Nostro Com.

I,

n.

soltanto in senso relativo,


37 o 40; Daviel n. 46, 63 e 332

71.

Consulta Toullier VI, 163; Vazeille Mde la proscription

797; Aubry e

Rau

II,

I,

171-174;

Foncart

40; Nostro Com. I 70.

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26
in

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

quanto occorre una legge speciale che autorizzi

alienarli

o in

altri

nate condizioni.

comune

ritto

da leggi

Ma

termini

2114).

(art.

il

governo ad

beni sono alienabili sotto determi-

tali

in quanto alla prescrizione sono soggetti al di-

Le miniere poi

e le saline sono regolate

speciali (art. 431).

Sezione

II.

Del beni delle proTtncle e del comuni.

28

Come

si

dstingmno

I beni delle provincie e dei

di uso pubblico e patrimoniali.

comuni

pubblico e in beni patrimoniali

distinguono in beni di uso

si

(art. 432).

Sono beni di uso pubblico della provincia le strade aperte e


mantenute a spese provinciali gli edifzi della provincia, come il pa,

lazzo di prefettura, gli ospizj degli alienati di mente, de trovatelli ed


altri.

Di uso pubblico del comune sono

ed esterne,

le

mura,

le porte,

nati a servizio del

le strade

comunali interne

e le piazze della citt o del paese,

le passeggiate e le fontane pubbliche,

comune, come

cimiteri, gli edifzi desti-

palazzo comunale,

il

le

scuole,

i musei, ed altri.
Beni patrimoniali poi sono quelli che non sono addetti ad un
uso pubblico, e possono distinguersi specialmente in riguardo ai

le biblioteche, le gallerie,

comunali in due
dal

classi, quelli cio

comune, amministrandoli,

cui prodotti sono

affittandoli, e quelli

percepiscono dai singoli comunisti mediante


della legna , la

medesime
Anche i beni

dalle

seminazione ec.

ma

gli

il

percepiti

cui prodotti si
il

taglio

uni e gli altri sono retti

leggi.

di uso pubblico della provincia e del

sono divenire loro beni patrimoniali quando cambi


zione (art.

pascolo,

comune pos-

la loro destina-

cit.).

Vedi Legge 20 uov. 1859, e Legge 25 ginn. 1866.


Vedi Foueart op. c tom. cit. n. 801, Aubry e ltau

Nostro Com.

I,

II,

35

e seg.

74.

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TIT.

Il

27

ELLA DISTINZIONE UHI BENI.

Sezione

III.

ed eeclcNiaslici

Ilei fieni (togli istituti civili

e dexli altri corpi mornll.

29

soggetti

Quando

ai

loro

possano appartenere

beni ecclesiastici

medesimi,

in

quanto

a quali

leggi siano

beni degli

se siano alienabili.

ed ecclesiastici e degli

istituti civili

altri corpi

le leggi del

morali appartengono

regno riconoscono

in essi la

capacit di acquistare e di possedere (art. 422).


beni degli istituti ecclesiastici sono soggetti alle leggi

non

possono alienare senza

si

l'

civili

autorizzazione del governo (art. 434).

Sezione IV.'
Ilei

20
i

ati nelle

beni dei privati.

Quali beni appartengano ai privati.

precedenti sezioni appartengono

beni non indi-

ai privati (art. 435).


#

TITOLO

II.

DELLA PROPRIET.

31

Transizione

oggetto

sui diritti reali in specie.

nozioni sui diritti in genere

Considerate le cose nelle loro

qualit giuridiche e in relazione alle persone, alle quali apparten-

gono, passiamo a vedere dei

diritti

che

premettendo per alcune nozioni sui

le

persone

diritti in

vi

possono avere,

genere e sui

diritti

reali in specie.
I

diritti

nel loro pi generale c

semplice significato sono po-

teri giuridici,

che una persona ha sopra una cosa o contro o sopra una

persona; e

distinguono in personali e

si

stinguono in

diritti

tore di avere

il

prezzo della cosa. De'

abbiamo discorso nel


creano un rapporto tra
in fprza di

reali. 1 personali si

personali di potest,

c la maritale sulle mogli, e di credito,

libro

1.

diritti

suddi-

come la patria sui tigli,


come il diritto del vendi-

diritti

personali di potest

di credito

sono quelli

persona cui competono, e la persona


essi obbligata a dare o a fare qualche cosa.
la

clic

che-

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28

DI Dlli. CIV. IT.

IST.

I diritti reali

MB.

II.

sono quelli che creano un rapporto immediato o

diretto Ira una cosa e la persona, al potere della quale trovasi piti

o meno sottoposta.

Omesso che nel diritto reale si trovano due elementi, la persona, 1.


soggetto attivo, e la cosa, soggetto passivo o oggetto del diritto,

e tre nel personale, la persona, soggetto attivo, chiamata

2.
la persona, soggetto passivo, che
creditore,

e la cosa o

il

lit la

fatto

che forma

l'

si

appella debitore,

oggetto del diritto, luno differisce

sotto queste tre principali relazioni;

dall altro

clic

diritto reale

il

suppone determinata nella sua individuail personale pu avere per

cosa, che ne resta affetta; mentre

oggetto un fatto o una cosa determinata soltanto nella sua specie,

che

il

diritto reale

esercibile sopra

la

cosa stessa, che

ne

colpita, e contro ogni possessore e detentore di essa; al contrario

il

non pu

diritto personale

esercitarsi

che contro

la

persona

obbligata,
3. il diritto reale

sul posteriore,

Le cause
la

collisione;

il

personale no.

donazione, alcuni contratti e la prescrizione; del diritto personale

la legge, alcuni contratti,


le

anteriore ha per principio una preminenza

con cui venga in

del diritto reale sono loccupazione, la successione,

quasi contratti, i delitti e

cause stesse delle obbligazioni che

gli

quasi delitti, cio

sono correlative

(art.

1097).

il pegno e
comprendiamo il dominio diretto ed utile
dell enfiteusi, non essendo in sostanza che una propriet meno perfetta e, secondo il nuovo diritto, una vera propriet ordinariamente
risolubile, e sotto le servit comprendiamo i diritti di usufrutto,
uso ed abitazione.
Della propriet (meno il diritto dellenfiteusi, del quale discorreremo nel Tit. Vili del Libro III) e delle servit tratteremo in
questo e nel seguente Titolo. Del pegno e dellipoteca nel Libro III

I diritti reali

l'

sono quattro, la propriet, le servit,

ipoteca. Sotto la propriet

Tit.

XIX

e XXIII.

II diritto di

propriet sar considerato in generale, ossia ne' suoi

attributi, e quindi nel

suo sviluppamento, cio nel diritto di acces-

sione tanto su ci che prodotto dalla cosa, quanto su ci che le

s'incorpora ed unisce. Laonde dividiamo questo Titolo in tre capi.

Noto qnoato, perch

votali diritti,

struggere sino

quantunque
all

il

nostro Legislatore evita

tali sieno,

come

gi l'evit

ili

il

chiamare servit personali


Legislatore francese per di-

esageratone lidea delle servit personali.

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TIT.

II.

29

DELLA PEOPBIET.

CAPO

I.

DISPOSIZIONI GENERALI SULLA PROPRIET.

Divisione.
Dividiamo questo capo
32
prima delle quali tratteremo della propriet
attributi, e dei diritti

in tre sezioni, nella

genere, de' suoi

in

che conferisce e in specie delle azioni di

rivendicazione, di stabilimento di termini e di chiusura; nella se-

conda della estensione del


getti e

diritto di propriet in

riguardo

ai suoi

og-

specialmente del suolo e delle produzioni dellingegno; e

nella terza delle restrizioni, a cui


in specie dell espropriazione per

il

medesimo

diritto soggetto,

causa di pubblica

Sezione

utilit.

I.

nella propriet In genere, c delle sue facolt ed attributi, e in specie


dei diritti o delle azioni di rivendicazione, di stabilimento de* termini e di chiusura.

33

caratteri.
si

Che sia la propriet

La propriet

quali

suoi principali attributi e

un diritto, in virt del quale una cosa

trova sottomessa nella maniera pi assoluta ed esclusiva alla

volont e all'azione di una persona.


suoi principali attributi sono due,

diritto di disporre,

il

comprende

diritto di godere. Il diritto di disporre

il

il

potere di cam-

biare lo stato della cosa, di alienarla a titolo oneroso o gratuito,


di

abbandonarla, di abusarne sino alla distruzione.

consiste nell usare della cosa e percepirne

due

diritti

vanno congiunti,

la propriet

Il diritto di

prodotti.

usufrutto e di uso, secondo che

parte

soltanto

separato

dal

diritto

il

godimento

nome

in tutto

o in

di disposizione, e ancor pi

specialmente di abitazione, se il godimento


I

caratteri

del

diritto di

questi

il

sono disgiunti chiamasi imperfetta, e prende specialmente


di

godere

Quando

chiamasi perfetta, quando

si eserciti

sopra una casa.

propriet sono parimente due, cio

l'essere assoluto ed esclusivo, assoluto in quanto ciascuno della

cosa sua moderator

et arbitrer,

ossia

ha su

di essa

un potere

illi-

mitato, e direi quasi dispotico, talch pu farne quello che gl

aggrada, goderne, disporne, distruggerla; esclusivo, in quanto


proprietario ha

il

il

potere privativo, in forza del quale pu impedire

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30

is'r.

di

dm.

civ. it.

un. n.

a ehicehesiasi di godere e di disporre della cosa sua, e pu rivendicarla da qualsiasi terzo possessore, e respingere ogni turbativa

apportata al diritto, o allesercizio di questo.


Il

primo carattere pu essere modificato dalla legge e dai rego-

lamenti, in quanto non pu farsi del diritto di propriet

uso che

da essi (art. 436). Pu eziandio rimanere modificato da


una certa imperfezione dello stesso diritto, come quando sia soggetto ad una condizione risolutiva, o a servit, nou che dalla insia vietato

capacit del proprietario. In fine e luno e laltro carattere

pu

essere modificato dallinteresse pubblico, quando legittima lespro1

priazione forzosa.

Dal doppio carattere di essere

il

diritto di propriet assoluto

ed

esclusivo emerge pel proprietario

il diritto di rivendicare la cosa


da qualsiasi possessore o detentore, di stabilire i termini de suoi
foudi, e di chiuderli. Tratteremo in tre paragrafi distinti di questi

diritti.

i.

Del diritto o dellazione di rivendicazione.

Gite sia V astone rivendicatoria a chi e quando com L azione rivendicatoria quella con cui proprietario

34
peta.

ri-

il

pete da qualunque possessore o detentore la cosa sua con ogni


'

accessione
cui

il

medesimo

in forza di

Non deve

(art. 435).

un

proprietario

con

dimanda

la restituzione di una cosa


quella di eommodato, depoeommodatario , il depositario e

come

diritto personale,

locazione e simili contro

sito,

esser confusa con le azioni

il

laffittuario.

Lazione rivendicatoria compete ad ogui proprietario,


provincia e

coiti ime, istituto

perfetta o imperfetta

sia

Stato,

e corpo morale, sia privato, ed

abbia

propriet, cosi compete al marito coutro

detentori del fondo dotale (art. 1399) , al

a quello, su cui fondo competa ad


all

eniiteuta.

N manco

altri

nudo

proprietario, ossia

V usufrutto, al direttario,

da distinguere, se

la

propriet sia per-

petua o temporanea, talch l'azione vindicatoria compete ancora

Betnolombe IX, 517; Aubry o Rau

* Inst.
Il

diritto

de

r.ct.

$ 2.

fin.

Leg.

1.

li.

de

151.
rei

vind; Leg. 25. D. de oblig.

et act.

romano.

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T1T.

erede per

all'

II.

cosa ad

la

31

DELLA PROPRIET.
legata

3altri

condizione,

sotto

o se

il

no posseduto; cos l'erede pu rivendicare


la cosa ereditaria, che non ha mai posseduto solo che abbia adito
leredit; * cos il compratore pu rivendicare la cosa comprata
proprietario abbia o

avanti la tradizione, acquistandone senza di questa la propriet.

Conviene per altro che quegli che intenta l'azione sia proprietario
nel momento che la promuove, ne gli varrebbe che lo divenisse
in

pendenza del

giudizio.

Per neppure
il

pu rivendicare

proprietario

il

possessore avrebbe contro di

condo

la

lui

il

la

cosa sua , quando

regresso per levizione, se-

nota regola, quem de evictione tenet actio,

repellit exceptio, ossia chi deve garantire,

eumdem agentem

non pu evincere:

perci

bench beneficiato, non pu rivendicare la cosa sua, che


dalla eredit il vail suo autore ha venduto, se pu couseguire
8
lore di essa,
n quegli, che avesse venduto una cosa altrui, della

l'erede,

quale dipoi avesse acquistata

quando

rivendicarla,

dalla regiudicata, a

un

titolo differente

35

il

meno che

propriet.

Non pu nemmeno

lazione non sia fondata sopra di

da quello, su cui

Che debba provare

rivendicatoria

la

possessore l'abbia usucapita, o sia protetto

principio

la

regiudicata nata

proprietario

il

che esercita

regolatore della prova.

Il

1
.

V azione

proprietario

che agisce con la rivendicatoria deve provare tre cose.


In primo luogo deve provare la propriet della cosa che riven-

Se non riesce a somministrare tal .prova, egli non riprende


essendo assoluto dal giudizio il reo convenuto, pel noto
9
La prova
deve esser piena, perciocch la propriet che n loggetto il
fondamento dell azione. Questa prova risulta in maniera irrefraga-

dica.

la cosa,

principio che in pari causa tnclior est conditio possidentis.

dalla prescrizione acquisitiva o usucapione, che

bile

uno de suoi

piuta a profitto dellattore, o di

usucapione,

3
s

5
II

la

Leg. 66. D. da

siasi

com-

autori. In difetto di

propriet non pu risultar piena che

prova della

rei vind.

Log. 50 1 I). tit. cit. non la


Log. 79. D. do ro judic; Voet

leg.
ail

23

1).

de acq. vel amit. possea.

Parai, loc. cit. n. 4.

Log. 11 e 31 C. do rei vind.


Log. ult. ? 4 do pire delib.
Leg. 72 D. do roi vind, e Tit de except.

rui

Aubry

Log. 9. D. do roi vind; Log. 16. 0. do proli.

Log. 128.

Knn
I).

II.

veud, por

tot.

353.

do rog.

inri?

Log,

9.

P. e Log. 21. C. de

roi

vind.

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32

1ST.

DI DIR. crv. IT. UD.

da un

titolo traslativo di essa,

diritto

dell

prova cosi rigorosa


e*

si

sotto

Ma una

predecessori.

de suoi

con

concilia difficilmente

sembra daltronde, che

II.

congiunto alla giustificazione del

autore immediato,

le

esigenze pratiche,

riguardo dellequit non possa

il

pretendersi dallattore, che la prova di un diritto migliore o pi

Da

probabile di quello del reo convenuto.

questo principio scatu-

riscono queste tre regole: l. che

quando

traslativo di propriet consentito

a suo favore

non ne produce alcuno, deve


sufficientemente

ritenersi

l'attore
,

produce un titolo
il reo convenuto

che quegli abbia provato

suo diritto di propriet, purch

il

il

suo

titolo sia

anteriore al possesso del reo convenuto. In verit in questo caso

e in riguardo

ai

rapporti dei litiganti,

possesso recente del reo

il

convenuto non pu essere riguardato, che come unusurpazione

commessa a

per

pregiudizio dell attore. In caso contrario egli,

ammettere

fare

la

sua dimanda, dovrebbe provare

il

di

diritto

propriet del suo autore mediante una giustificazione analoga alla


sopraindicata, cio producendo

questo, e provando

titolo di

il

che

esso di data anteriore al possesso del reo convenuto. Aggiungasi

quantunque

poi che

in passato,

ma

si

in verit

non basti

la propriet

richiegga che appartenga

all

che

siasi

avuta

attore nellatto

che

dimanda possa essere amnon egli tenuto di provare

intenta la rivendicatoria, perch la sua

messa,

nondimeno provato lacquisto,

ancora che abbia continuato ad avere la cosa, imperocch tale


continuazione presunta, finch il reo convenuto non provi il trasferimento della propriet, e la prova si aggirerebbe sopra un fatto

ambedue

negativo;* 2 che quando


slativi di

litiganti

producono

titoli

tra-

propriet e questi emanino dalla stessa persona, la pre-

ferenza regolata dalla anteriorit della trascrizione, o secondo


titoli stessi ; che se questi titoli emanano da diversi autori,
, dai
dimanda deve essere rigettata, e il reo convenuto mantenuto
per la massima, or ora ricordata, che in pari causa
3
melior est causa possidente
a meno che l'attore non riesca a pro-

casi
la

in possesso

vare
se

clic

il

suo autore avrebbe vinto quello del reo convenuto,

la lite si fosse agitata fra questi

troverebbe precisa applicazione


alium transferrc potest quam

i
**

due, perocch in questo caso

le regola

ipsc haberel;

che nomo plus juris


3

in

che quando lattore

Log. 23 D. de rei vind.


Leg. 10 C.

t.

c.

Voet ad Pand. Lib.

6.

tit.

I.

de

rei vind. n. 24.

Leg. 9 \ 4 D. de pnb. in rem. aci.

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TIT.

non produce alcun

DELLA PROPRIET.

II.

titolo

33

a sostegno della sua dimanda, c invoca

soltanto atti antichi di possesso, o presunzioni, la presunzione di

propriet derivante da un

possesso esclusivo e ben determinato

del reo convenuto deve prevalere

per quanto possano esser gravi

a favore dellattore (art. 687); in


caso contrario spetta al giudice bilanciare fra loro le presunzioni
le circostanze di fatto militanti

rispettivamente invocate da ciascuna delle due parti, e ammettere

o rigettare
parativo.

la

dimanda, secondo

esame com-

risultato di questo

il

In secondo luogo deve provare l'identit della cosa che rivendica.

In terzo ed ultimo luogo deve provare

possesso o la deten-

il

zione della cosa, oggetto della rivendicatoria , presso quello contro cui sperimentata.

36

Contro chi competa V azione rivendicatoria.

Lazione

ri-

vendicatoria compete contro qualsiasi possessore di buona o di

mala fede, e contro

qualsiasi detentore,

qualunque

causa

sia la

del possesso e della detenzione, e per s o per altri lo abbia (arg.


art.

1582).

non come

tali,

Compete ancora contro

ma come

possegga la cosa, contro


contro

il

gli

eredi del possessore,

possessori, tanto che se un- solo di essi


lui soltanto

potr rivendicarsi.

in fine

possessore che dopo intimatagli la giudiziale dimanda ha

cessato per fatto proprio di possedere (art. 409 capov.).

Ma

senza dubbio non compete contro quello, che non ha mai

posseduto, o che con dolo malo ha mancato di acquistare


sesso.

il

pos-

Per i detentori possono ottenere di essere messi fuori di causa,


nominando quelli, nel cui nome detengono la cosa. Cos 1' affittuario molestato con vie di fatto o citato deve essere posto fuori
di causa, se lo chiede, indicando

il

locatore nel

nome

cui

tit.

Leg. 14 | 1 D. de per. et eom. rei vind.; Fabro in Cod. de rei vind.


14 def. 14; Aubry o Ran II, 349.
1

Leg. 6. D. de rei vind.

Chiamasi possessore di bnona fede colui che possiede come

virt di

un

titolo abile

trasferire

possessore di mala fede quello che

il

dominio, ignorando

manca

Detentore poi quegli che possiede per

di tal titolo,

altri,

come

pos-

e Lib. 4.

proprietario,

in

vili dello stesso titolo, e

o ne conosce

l'affittuario,

il

visi (art. 701).

commodatario,

il

depositario (art. 1581, 2115, e seg.}.

Anbry

Ran

Leg. 9 D, de rei vind;

Leg. 52 e 42 p. de rei vind.

Leg. 119 D. do reg. jur. arg. Leg.

II,

4. |

349

1.

testo e nota 3.

D. alien, jnd, mut. caus.

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34

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB*

Ma

siede.

se

detentore contesta la

il

nome

senza nominare quello nel cui

dannato

II.

e prosegue

lite

giudizio

il

possiede, deve essere

con-

(art. 1582).

riconoscimento
di propriet restituzione della cosa dove debba farsi
del
cosa non
possa restituire? rela restituzione quid juris
A

36

che tenda V azione rivendicatoria

diritto

se la

a far riconoscere

ad ottenere
si

si

Lazione rivendicatoria tende principalmente

stituzione de' frutti.


il

per via di conseguenza

diritto di propriet, e

la restituzione della

cosa a favore dellattore, di cui

riconosciuta la propriet, senza distinguere se sia immobile

o mobile
ticoli

fatto;

salvo riguardo alle cose mobili le disposizioni degli ar-

707
700, e se sieno singolari o formino un'universalit di
e neppure se trattisi di cosa intera o di una parte di essa

certa o incerta, o di

Ma

se

giudiziale

il

un residuo

una cosa, come larea,

di

ruderi.

possessore o detentore, dopo che gli fu intimata la

dimanda avesse cessato

di possedere la cosa per

fatto

proprio colposo o doloso, tenuto a ricuperarla per lattore a


e non

proprie spese,

potendo, a risarcirgliene il valore, senza


proporre invece la sua

sia pregiudicato nel diritto di

che per questi

8
nuovo possessore o detentore (art. 409. capov.).
Se poi abbia cessato di possedere prima della dimanda giudiziale,
la sua responsabilit regolata dal diritto comune; cio sar sog-

azione contro

il

getto ne congrui casi allazione di danni verso

il

proprietario, pel

conseguimento del valore della cosa, o all'azione di garanzia verso


quello a cui l' alien e che ne soffre la evizione.
1

Leg. 76 e 3 g 2 D. de rei vind.


Quest* obbligo di ricupera si riduce a fare

lattuale possessore gli retroceda la cosa,

ma

le

diligenze,

se questi

di avero

il

aquirente o

il

convenuto

del proprietario, cio o

valore dlia cosa dal reo convenuto, che ha cessato di possederla

di rivendicarla dall attuale possessore,


il

perch

rifiutassero,

si

non pu costringerveli mancandogliene il diritto.


3
La legge stabilisco qui un diritto alternativo a favore
quando questi non

possessore intimato potrebbe indirettamente costringere

abbia usucapita altrimenti


proprietario alla cessione

ci

sia pregiudicato

nel

della sua propriet contrariamente a ci che la legge stabilisce nell art. 438.

appunto vuol dire

la legge

con

espressione

sema

diritto di ricuperarla dall* attuale possessore , ossia

cessato di possedere
terzi,

qualunque

non pu impedire

essi sieno, offrendosi a

ternativo, imperocch la
inoltre la cosa sua;

ma

legge

che

che

V attore
il

possessore intimato, che ha

al proprietario di rivendicarla nelle

pagarne

non accorda

il

valore.

Abbiamo

al proprietario

solamente di domandare invece

il

ovvero

il

il

mani dei

detto diritto al-

diritto di

rivendicare

Che

dopo con-

valore.

se

seguito questo, promovesse giudizio di rivendicazione, sarebbe respinto collaccezione


di dolo,

mirando ad avere cosa e valore.

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TIT.

Se in

fine

zosa, dovr restituire

conseguirlo

(art.

venduto

la cosa in

donata

il

DELLA PROPRIET.

II.

35

possessore o detentore "avesse cessato di posse-

il

dere per forza maggiore,


e

come per causa

espriopriazione for-

di

prezzo ritrattone, o cedere lazione per

il

arg.

1149); altrettanto

art.

buona fede

(art. cit.).

se in

proprietario la rivendicher contro

il

dicasi

abbia

se

buona fede labbia


donatario , che non

labbia usucapita.

Colla rivendicatoria
tutti

stituiti

frutti

si

ottiene in secondo luogo che sieno

e rimborsare

sono che

spese necessarie ed

le

re-

e le accessioni della cosa rivendicata salva la

buona fede del possessore (art. 703).


In ogni caso sono da dedurre le spese
togliersi (art. 705, 1150).

sore di buona fede ha

il

produzione

di

per

il

(art.

445)

voluttuarie non pos-

utili: le

suo credito

il

posses-

diritto di ritenzione (706).

II.

Del diritto o dellazione di stabilire

termini.

Questo diritto od
Che cosa sia tal diritto o azione.
azione quello mediante cui ogni proprietario pu obbligare il suo
vicino a stabilire a spese comuni i termini fra le rispettive pro37

priet (art. 441).

Pu
mente

distinguersi in azione di stabilimento di

regolamento

detta, e di

di confine,

termini propria-

secondo che debba proce-

dersi alla semplice apposizione di termini sulla linea di confine

certo od anche alla determinazione di confine incerto e confuso.

La prima
sonale,

personale, avendo per oggetto un' obbligazione per-

obbligazione

del vicino

di

concorrere

alloperazione

e alle spese dello stabilimento di termini: la seconda mista,


perciocch pu comprendere la rivendicazione di una parte di
propriet con

frutti. *

perci nel giudizio di

confine tanto l'attore quanto

di quella parte di

fondo che

dallaltra la ritenzione della

prova migliore.
1

Anbry

Inst.

Anbry

Ran

da una parte

di
il

la restituzione

pretende essere stata usurpata, e

si

medesima; e

de due vince chi

Leg. 1 e 3 C.

cit.

la

Rau

20 da
e

regolamento

reo convenuto devono provare

il

loro diritto di propriet, chiedendosi

II, 200.

art; Log. 1 e
II,

199

4 J

e 2 D.

fin.

sog.;

tit.

Consulta la ssntenza della C. di Cas. di Milano (Bettini-

Giuriati 16. 1, 563).

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36

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

L'una e
facoltativo;

II.

l'altra azione imprescrivibile

ma

essendo di esercizio

propriet dellun vicino posseduta

la

con-

dal

vieino per confusione di confine soggetta alla prescrizione ordi1

naria.

38

chi e contro chi competa V azione di stabilimento di ter-

mini e di regolamento di confine.

Luna e

com-

azione

laltra

pete ad ogni proprietario anche a titolo rivocabilc , agli enfiteuti

ed usuari avendo

agli usufruttuari

o cessi

la

apposta

confusione di confiue;

al direttario

tutti interesse

ma

che non avvenga

la sentenza

non pu essere

e al nudo proprietario che quando siano stati

510 e 51 1). * Compete ancora


3
ma non ad un comproprieai possessori di buona e di mala fede,
tario contro laltro, finch rimangono indivisi, n all' affittuario
e agli altri detentori non solo contro il proprietario che avesse un
*
fondo vicino all affittato, ma neppure contro i terzi.
In quanto poi alla capacit di sperimentare queste azioni, quella
di .stabilimento di termini pu intentarsi da chiunque ha la facolt
di amministrare, essendo un atto conservatorio, e laltra di regolamento di confine da chi pu alienare cose immobili.
Competono contro il proprietario vicino e i terzi possessori di
buona e di mala fede, come presunti proprietari; competono anchiamati in causa

e arg.

(art.

cora contro lenfiteuta,


loro

art.

gli usufruttuari

ed usuari per rispetto dei

diritti.

In riguardo a quali fondi competono queste azioni. Queste

39

due azioni competono

come

bani,

in riguardo ai fondi rustici e ai predi

orti, giardini, aree,

quali sicno fra loro vicini e

ur-

non

da una strada o da un fiume o da un torrente, senza distinguere se sieno aperti o chiusi anche con muro, perocch la
divisi

chiusura potrebbe essersi stabilita fuori del confine.

40
ne.

Delvicoart

157, not. 7

I,

Toullier II, 170; Pardessus

Demanie II, 500 bis. IV; Demolombe XI, 241; Aubry


2 Aubry
a Rau loc. cit.
3

debba provarsi nel giudizio di regolamento di confiNel giudizio di regolamento di confine deve provarsi tanto
Clic

Leg. 4 J 9 D.

fin.

reg; Pardessus op.

cit.

traitfi

des servid,

130;

Rau. 11,291 e seg.

118 e 332; Maroad

616 II e III;

art.

Duranton V, 257.
*

Toullier II, 181 e 182;

Dnranton V. 255

Demante

II,

100

bis; Toullier II,

375

Demolombe XI. 257-260.


5

Leg. 2 e 5 D.

Duranton V, 259 Mongis, Encyc. du droit

fin.
;

reg; Pardessus 118;

Demolombe
v*

XI, 266;

Bjrnage

n.

Aubry

Rau

II

199

29;Demolombe XI,

269

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T1T.

dallattore

37

DELLA PROPRIET.

II.

quanto dal convenuto

diritto di propriet

rispettivo

il

sino alla linea di confine.

tale oggetto suole procedersi alla

dere sui luoghi. Tanto

periti

decidere debbono esaminare


di confinazione,

per

nomina

comuni

registri catastali, le piante

non sospette,

di testimoni, le

do-

specialmente

affitti

n debbono trascurare le deposizioni


presunzioni desunte dalla natura dei luoghi, dal

fra le parti;

genere di coltura e da ogni altra circostanza.


41

giudici per

possesso, le antiche traccie

cumenti antichi e nuovi di vendite, divisioni ed


quelli

e acce-

di periti

quanto

riferire,

titoli, il

L azione di

che tendano queste azioni.

stabilimento

rendere stabile la linea di confine gi certa e

di termini tende a

un confine

quella di regolamento di confine a determinare

o confuso, qualunque sia stata la causa della confusione.

incerto

giu-

II

pu determinare il confine che giusta la prova che i


contendenti danno sulla loro propriet e non mai secondo il suo
dice non

consiglio, per quanto prudentissimo.*

Lazione di regolamento di confine diretta ancora alla

resti-

tuzione dei frutti, giusta la disposizione dell art. 703.

42
e

il

carico di chi sia la spesa per

regolamento di confine.

golamento

di confine

devono

Lo

Ma

al secondo.
le

stabilimento de termini

stabilimento de termini e

a spese comuni

farsi

riguardo al primo, e proporzionali

guardo

lo

terreno da

al

il

re-

in parti eguali

misurare in

ri-

spese del giudizio che

agitasse sul regolamento di

si

confine, sarebbero a carico del condannato; e la spesa dellistanza


giudiziale contro quello devicini che fosse stato reluttante allinvito di procedere
al

amichevolmente

allo stabilimento

regolamento di confine a carico di

siensi eseguiti

43

all

amichevole.

lui solo

determini o

quand anche dopo

Effetto dello stabilimento termini e del regolamento di


Lo stabilimento de termini e regolamento di confine
de'

confine.

il

Lcg. 8;

Mascardo de probut. cons. 393-404; Hieronymus do Monte

Leg. 2. Leg. 4 \ 3 Leg. 7 D. tit. cit,


Contro Lcg. 2 j 1 D. tit. cit. I proprietari soltanto possono procedere ad un
il confino corra irregolare
ed angoloso

D.

fin reg,

Log. 3

C. d.

tit.

tract.

de

finibus.

allineamento per reciproca comoditi, quando

mediante la permuta degli angoli rientrati


retta o a poche spezzate, secondo
5
f
*

il

co salienti, acci

bisogno e

Pardessus loc.

cit

confine

il

cammini

in linea

opportuni tl.

Pardessus 129; Demulombe XI, 276.

Ducaurroy, Bonnier c Roustaing,

II,

277 Demolombe XI, 277.


;

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38

DI DIR. C1V. IT. LIB.

IST.

comune accordo o

fatti di

Ma

fra le parti.

concorrono
zione

tutti

quindi se

II.

divengono titolo
non obbligano, se non quando vi

in virt di sentenza,

nel primo caso


requisiti

per

la

ambedue o una

di qualsiasi

validit

conven-

avesse ingnorato un

esse

di

precedente stabilimento di termini, quello nuovamente fatto non


sarebbe obbligatorio per causa dellerrore; nel secondo caso non

divengono irrevocabili che quando

sentenza sia passata in giu-

la.

dicato.

ni.

Del diritto di chiusura.

43

chi competa

possa farsi la chiusura


di chiudere

Se

il

per

quali fondi

qual mezzo

e con

rispetto de' diritti di servit.

Il diritto

proprio fondo compete a qualunque proprietario.

fondo appartenga a pi, non pu chiudersi che col consenso

il

di tutti (art. 677).

Se

non pu chiudersi che

sia enlteutico,

che vha interesse:

lenfteuta,

ma

se

direttario volesse

il

dal-

chiu-

sembrami che lenfiteuta non possa efficacemente opporvisi,


quando gliene manchi interesse. Certamente poi tale diritto non
compete n allusufruttuario, n allaffittuario; ma in quanto la
derlo,

chiusura nei termini del loro diritto di godimento, possono farla,


salva al proprietario la facolt di far ristabilire lo cose in pristino.

art.

Del resto nulla rileva che il fondo sia rustico od urbano (arg.
559); n da interessarsi del genere di coltura.

La chiusura pu esser fatta con qualsiasi mezzo piaccia al proprietario di usare, come siepi vive e morte, muri, cancellate e
cose

simili.

Ma

conviene rispettare

fondo che

si

diritti di servit spettanti ai terzi sul

chiude; cosi se soggetto alla servit di passaggio

e di acquedotto, conviene lasciar libero e

persone

acque

(art.

(art.

592 e 593. cong.

all art.

comodo

lingresso alle

442), e libero

il

corso alle

639).

Consulta Duranton V, 26; Pardessus, op.

cit.

125;

Demolombe XI, 279 e

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seg.

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39

DELLA PROPRIET.

TIT. n.

Sezione

II.

Dellestensione del diritto di propriet in riguardo ai suol oggetti e


specialmente al suolo e alle produzioni dellingegno.

i.

Dell estensione del diritto di propriet in riguardo al suolo.

A che

44
suolo

si

si

La propriet

estenda la propriet del suolo.

In generale la parola suolo comprende la superficie,

mente

geometrica.

ficie

come una cosa

sottosuolo considerati

il

la superficie
Il

il

sola;

soprasuolo tuttoci che

essa, terra, pietra,

di

piante, e sottosuolo tut-

e acque.

minerali

ma

Sintende da s che sia lo spazio sovrastante al suolo,

45

Se

la propriet del suolo

Ma mentre
tamente intesa, n

possa essere distinta da quella

ripartizione della propriet di que-

in

natura non pu esistere la superficie stret-

il

soprasuolo senza sottosuolo,

tuttavia pu
da quella del sotto-

la propriet del soprasuolo esistere separata

Che

suolo.

anzi se di questo

si

distinguano due strati, la prima

crosta o strato di terreno necessario per

per

la

somma
1

da

lo spazio sovrastante agli edifizi.

del soprasuolo o del sottosuolo


sto.

special-

costruisce o vegeta

si

gli edifizi e le

toei che esiste sotto

compreso

sopra-

il

ma

piano visibile del terreno, quasi la super-

sopra la superficie, come

dire che vi

cielo

al

trova sopra e sotto la superficie sino al cen-

si

tro della terra (art. 440).

suolo e

del
1

estende a quella dello spazio sovrastante sino

e di tutto ci che

lavori

della

coltura,

piantagione degli alberi, per le fondamenta delle case, in

per lesercizio del diritto di propriet del suolo, secondo

Qui dominus

priet tanto dello

est soli,

spazio

domimi

est sali et

injerorum.

Ma

soprastante quanto del sottosuolo

esercizio

soffro

della pro-

restrizioni

o per

leggi regolamentari sull'altezza degli edifizj o per legge civile riguardante la distanza

da

lasciare fra la propria fabbrica e pianta c


*

Vedi

confino della propriet vicina.

la nota precedente.

3 II sottosuolo
e

il

stesso da non
una maniera assoluta dal sottosuolo e dal soprauna specie di superficie geometrica senza alcuno

soprasuolo sono clementi costitu tivi del suolo

potersi questo concepire separato in

snolo,

il

p .rocche non sarebbe

altro che

spessore, unastrazione. Tuttavia la legge distingue

prastante alla superficie, 3.* tutto ci che

che

si

si

1. la superficie, 2.* lo

trova sopra la superficie,

i.

spazio sotutto ci

trova sotto la superficie.

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40

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

la ordinaria destinazione, e gli strati inferiori, nei quali si prati-

cano

cave, miniere, torbiere,

le

pu facilmente concepire, ed

si

si avvera, che la propriet del primo sottosuolo (che


potrebbe chiamarsi superficie in lato senso), possa essere separata
da quella del secondo sottosuolo; cos a me pu appartenere la

in pi casi

cava, c a te la superficie; allora tu hai la propriet di tutta la

materia che trovasi sotto la superficie , e il diritto di estrarla tutta


quanta, salva la conservazione della superficie, ed io la propriet

che

di tutta la terra

esteriore, e

ma

il

esiste fra la volta della tua

cava e

piano

il

som-

diritto di seminarvi, piantarvi, costruirvi, in

di disporne,

come mi

piaccia, salva la conservazione della tua

cava.

II.

Dell estensione del diritto di propriet in


alle produzioni dellingegno.

46

chi appartengano

le

produzioni

duzioni dellingegno appartengono

dell ingegno.

Le

25 giugno 1865

pro-

norme

loro autori, secondo le

ai

stabilite dalla relativa legge speciale del

Sezione

riguardo

437).

(art.

III.

Della restrizione alla quale oggetto 11 diritto di propriet


per la espropriazione per causa di pubblica utilit.

47

Legittimit del diritto di espropriazione forzosa

di pubblica utilit.

Dallessere

causa

diritto di propriet essenzial-

il

mente assoluto ed esclusivo segue che niun proprietario possa

es-

sere costretto a cedere la sua propriet, n permettere che altri

ne faccia uso

(art.

438).

Ma principio che
cedere
1

alla

il

diritto

interesse, la causa privata

Questa leggo

si

divide in

sei capi.

Nel primo sono

agli autori delle opere d'ingegno, la durata e

regolata

V alienazione

per causa di pubblica

e la trasmissione dei

utilit.

blicazione di un opera e

il

modo

medesimi

Nel terzo determinato

diritti di autore.

e altre trasgressioni alla legge.

provvedimenti

debbano

causa pubblica. Quando adunque questa lesiga, le-

finalmente

diritti
il

Nel quarto
il

sanciti

diritti

del loro esercizio. Nel


,

modo
si

spettanti

secondo

e la loro appropriazione
di

accertare la

provvede

pub-

alle contraffazioni

quinto contiene disposizioni generali c

transitorii.

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TIT.

41

DELLA PROPRIET.

II.

gittimo che ogni proprietario possa essere costretto a cedere la

sua propriet o permettere che

altri

ne

faccia uso.

Per garanzia del diritto di propriet, la causa di pubblica utideve essere legalmente riconosciuta e dichiarata, e, per obbligo
giustizia, deve essere premesso il pagamento di una giusta in-

lit

di

dennit (art.

cit.)

Le norme

relative alla espropriazione per causa di pubblica uti-

sono determinate dalla legge 25 giugno 1865.

lit

CAPO

II.

D ACCESSIONE SU CI CHE

DEL DIRITTO

PRODOTTO DALLA COSA.

48

Transizione

oggetto

principio fondamentale di tale diritto

Abbiamo

finora considerato

che sia diritto di accessione

sue specie

divisione.

diritto di propriet in s,

il

ora pas-

siamo a studiarlo nel suo sviluppamento, e precisamente nel

di-

ritto di accessione.

di accessione

diritto

Il

quello, che la propriet di una cosa

Questa legge, di competenza del diritto amministrativo

divisa in tre

titoli,

de quali sono materia disposizioni generali, disposizioni particolari e disposizioni finali

e transitorie. Il primo titolo diviso in sette capi. Del primo sono soggetto

che debbono precedere la dichiarazione di pubblica


di pubblica utilit; del terzo le
priarsi; del quarto l'indennit o

sezione
fetti

il

riguardo

ai terzi e

il

del secondo la dichiarazione

utilit;

norme concernenti la designazione dei beni da esproil modo di determinarla; del


quinto in una prima

decreto che pronunzia

espropriazione e

rispetto al proprietario espropriato, o in

zione

pagamento

occupazione dei beni e

una seconda

altrettali persone; del settimo

non

il

gli

norme

tolo secondo diviso parimente in setto capi.

la

opero di pubblica

Nei primo sono

suoi ef-

speciali

di

corpi morali ed

assenti,

diritto degli espropriati di ottenere

stati occupati nellesecuzione dello

dell' espropria-

effetti

del sesto le

dell indennit;

espropriazione dei beni di spettanza dei minori, interdetti,

dei loro fondi

gli atti

scritto

retrocessione
utilit.

lo

Il ti-

disposizioni

circa le occupazioni temporanee dei fondi per lestrazione di pietre, ghiaia e per altri
usi necessari alla esecuzione dulie opere pubbliche;

il

capo secondo regola

zioni de fondi nei casi di forza maggiore e di unurgenza;

priazioni per opere militari; nel quarto

contributo;

il

quinto ha per oggetto

tichit nazionali;

timo circa

il

1'

si

il

terzo regola

tratta delle espropriazioni

lo

le

occupaespro-

con obbligo

di

espropriazione dei monumenti storici o di an-

sesto contione le disposizioni circa

piani di ampliamento. Finalmente

il

piani regolatori cdilizii , el ul-

titolo terzo,

come

si

diceva, contiene

le disposizioni finali e transitorie.

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42

IST. DI Din. CIV. IT. I.IB.

II.

mobile, sia immobile attribuisce su tutto ci che essa produce

sia

0 che vi
Il

si

unisce tanto naturalmente quanto

arte (art. 443).

coll

'

principio fondamentale del diritto di accessione che lac-

cessorio segue

principale, accessorium sequitur principale.

il

Laccessione di due specie, naturale e artefciale o industriale,

secondo che lunione avviene per solo ministero della natura, come
le alluvioni, o per opera dell'arte, vi concorra o no la natura,

come

le

nuove specie,

non spontanei dalla terra.


in due modi, per produzione e

frutti

Laccessione pu aver luogo

modo

per incorporamento o unione. Del primo

trattiamo in questo

capo, del secondo nel seguente.

49

chi per diritto di accessione appartengano

prodotti della

industriali
che sieno prodotti frutti naturali
con pendenti separati percetti percepibili
sumati. Tutto ci che prodotto della cosa appartiene per diritto
cosa

civili

esistenti

che

di accessione al proprietario della cosa

Sotto
1

scg.

nome

il

prodotti

di prodotto si

senso stretto.

e seg. inintre

modi

tit.

I. 19 e seg.;

di acquistare presso

la Tradizione, la Mancipaziono, la Cessione giuridica,


e la

produce

Legge

444).

(art.

quanto

frutti,

sono o naturali o

I na-

civili.

L accessione n per diritto romano (vedi Ducaurroy, Inst. empt.

e Ortolan, Explic. des Inst. lib. 2.

lombe 571

al

li

comprendono tanto

I frutti

Mnrcad

1 i.

Romani erano
Usucapione,

1*

349

516; Demo-

art.

Occupazione

Aggiudicazione,

vedi Inst. Gaii Com. 2) n per la legge italiana (vedi Relazioni premesse

secondo e terzo libro del progetto del C. Civ.

priet,

come ritengono

(561 e

seg.),

it.)

un modo

di acquistare la pro-

Codici Napoleonico (772), Austriaco (404 e seg).

Sardo (681) e quello delle due

sviluppamene del

diritto di propriet.

ma una

Sicilie (633);

In verit,

io

Parmense

estensione o

uno

divengo proprietario della cosa

accessoria, solo perch lo sono della principale, della quale l'accessoria segue la sorte;
cosi divengo proprietario della costruzione o

piantagione

fatta

di questo ho la propriet; cosi del terreno di alluvione che al


cosi dei frutti che la pianta

mia produce;

cosi dei parti delle

sul

mio suolo, perch

mio fondo

mie

bestie;

pittura fatta alla mia parete e della doratura fatta alla mia statua.
vi sia acquisto

parti, in
rifletto

non pu dubitarsi, mentre

somma

col

tutte le cose costituenti accessioni entrano nel

suo solito

sta giuridica la cosa

acume Marcad

va altramente. In

(art.

546

I)

stanze,

ma

ma

qualit,

si

unisce;

cosi della

in fatto qui
i

frutti

ei

mio patrimonio. Ma,

in diritto e dal punto

ma camera

di

vi-

non

pos-

dipinta,

non

diritto la pittura, la doratura occ.

sono essere considerati in s; in diritto non v'ha pittura,

v'ha doratura,

Che

le costruzioni e le piantagioni, e

statua dorata, in diritto 19 cose accessorie non sono pi cose, so-

maniera

di essere, accidenti,

modi

in fine

della

cosa principale.

Che se veramente e i frutti, e i parti, e le alluvioni e i terroni staccati, e le isole


non sono modi, ma vere coso, vere sostanze, certo per altro che sono prodotti,
accrescimenti della propriet che gi possiedo, e non una propriet nuova, distinta,

come

il

fondo che compro, che mi donato, 0 che eredito.

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TIT.

sono

turali

II.

senza alterazione della sua sostanza

renasci solet
dell uomo,

quidquid ex re nasci

senza distinguere se vi concorra o no

come

Ma quando

le biade,

il

fieno, la legna,

produzione concorra

alla

industria

et

industria

l'

parti degli animali.

uomo

dell

sogliono ancora chiamarsi industriali. I civili sono

frutti naturali

prodotti che

si

dei capitali,

ottengono per occasione della cosa, come glinteressi

proventi delle enfiteusi, dei censi, dei vitalizi e di ogni

altra rendita,
i

43

DELLA PROPRIET.

prodotti periodici che una cosa produce e riproduce

e le pigioni dei fondi (art. 444

fitti

stinata a produrre e a riprodurre regolarmente,

quasi una parte integrante e

non

In fine

cit.).

non de-

prodotti in senso stretto sono gli oggetti che la cosa

ma ne formano

separano da essa che acci-

si

dentalmente e straordinariamente, come i materiali provenienti dalla


demolizione di un edifizio, i boschi di alto fusto, le pietre estratte

cave che non sono in esercizio. Ma questi prodotti divengono


quando formino oggetto di una percezione regolare, perio-

dalle

frutti,

dica, attesa la speciale destinazione data dal proprietario alla cosa;


cosi

bosco di alto fusto diviene frutto, quando sia distribuito in

il

divengono

tagli regolari; e lo

una miniera,

la

le pietre

una cava,

di

minerali di

torba di una torbiera, le quali sieno tenute aperte

e in esercizio; senza che rilevi, se la materia sia abbondante

sembrare

inesauribile, o scarsa (art.

frutti si

percepibili, esistenti, coturnati

che

un

cosa

frutti attaccati alla

frutti

che

non

li

chi

li

sare

Il
1

frutti

Obbligo del proprietario che raccoglie

frutti di

da

terzi delle spese di coltura, delle sementi e opere

proprietario

La

prende n
pitale,

gli altri; percepibili

che si trovano ancora in mano


raccolse, e consumati quelli che ha usato o alienato.

50

si

pendenti

produce, separati o percetti

diligente padre di famiglia avrebbe potuto percepire e che

furono percetti ; esistenti

da

444 e 494).

distinguono ancora in pendenti, separati o percetti,

(come or ora notammo)

fa suoi

loro fatte.

senza

prodotti del capitale propriamente detto,


il

E sembra

le disposizioni relative all

non com-

del lavoro che ajuta

concorso del terzo elemento di produzione, la terra.

frutti

divisione de frutti in naturali o civili incompleta, perciocch

possano applicar loro con analogia razionale

fli

rimbor-

il

ca-

che non

acquisto dei

frutti.
*

Allespressione generica della legge eAi raccoglie

frutti

sostituisco la

parola

proprietario, perciocch trattiamo del diritto di accessione, sviluppamento del diritto


di propriet.

Per

il

principio di assoluta giustizia, e perci applicabile a tutti co-

loro che raccolgono frutti, e specialmente allusufruttuario, all affittuario, al creditore anticretico e simili,

fondi tenuti da quali sieno stati coltivati

da

terzi.

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44

IST. DI DIE. CIV. IT.

Un.

II.

prodotti della cosa sua, bench ottenuti a spesa di terzi;


li

fa suoi

ciocch

che

coll

ma

non

obbligo di rimborsar questi delle spese, per-

hoc fructuum nomine contineiur, quod justis sumptibus

altrimenti

deductis superest,

Per terzo

s'

lucrerebbe a spesa altrui

(art. 445).

intende ogni possessore o detentore che non aveva

alcun diritto di percepire

frutti

senza distinguere se era di buona

o di mala fede.
Le spese da rimborsare sono quelle della coltura, delle sementi
e delle opere fatte dai

Tra

terzi.

quelle per fare o acquistare

il

le

spese di coltura sono comprese

Le spese delle sementi contempo della seminatura,

letame.

sistono nel prezzo di queste, corrente nel


se

terzo le possedeva, o speso per acquistarle. Finalmente sono

il

da rimborsare

spese di quelle opere fatte dal terzo per iscopo

le

della produzione de frutti che

proprietario ha raccolto.

il

capo m.
DEL DIRITTO

E
51

Divisione.

corpora e

SOPRA CI CHE
UNISCE ALLA COSA.

D ACCESSIONE

SI

Il

diritto di accessione

INCORPORA

sopra ci che

s in-

unisce alla cosa pu riguardare cose immobili e cose

si

mobili, e perci ne trattiamo in due distinte sezioni.

Sezione

I.

Del diritto d accessione relativamente alle cose Immobili.

Divisione.
Il diritto di accessione relativamente agli
52
immobili pu avere tre distlte applicazioni in ragione delle cose
che ne possono formare oggetto, cio
l. relativamente a costruzioni, piantagioni ed opere, che
possono farsi sopra e di sotto al suolo;
1

Importa grandemente distinguere

!s

opere dirette nlla produzione de frutti dn

quelle che costituiscono miglioramenti del fondo, essendo rette

Per regola

lo opere di

produzione dei

frutti

definiemus, dice
interesse,

da

miglioramento debbono avere un carattere

e perci atte a procurare vantaggi per molti anni

non ha

vita oltre

Ulpiano (Lag. 3 ^

officio,

mentre

leggi

ben diverse.

di stabilit

e durata,

opera che servita alla

che ha adempiuto. Noe generaliter

D. do impcnsis in res

dotales

factis)

mutilivi

ad perpetuai utilitatcm agri vcl ad eam, gxm non ad praesentia tempoan vero ad praescntis anni Jrucluuiu

rs pcrlineal,

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2.

T1T.

II.

DELLA PROPRIET.

46

3.

relativamente ad accrescimenti che pu avere

la

il

suolo attesa

vicinanza dun fiume, o dun torrente;

relativamente a certe specie di animali, che per labitu-

"

dine che contraggono di dimorare in un fondo, e per la specie di


1

domicilio che vi stabiliscono, ne divengono in qualche

Ne

cessori,

modo

ac-

tratteremo distintamente in tre pargrafi.

I.

Bel diritto di accessione relativamente a costruzioni, piantagioni


ed opere che possono farsi sopra e di sotto al suolo.

53

Principio fondamentale.

Dallandare alla propriet del

suolo congiunta quella dello spazio sovrastante, e di tuttoci che


si

trova sopra e sotto la superficie,

e dallessere la propriet

luta,* ne deriva che

il

pu

proprietario

fare sopra

suolo qual-

il

costruzione e piantagione, e di sotto al suolo qualsiasi

siasi

struzione e scavamento e trarne

come

della propriet in genere

tutti

co-

prodotti possibili. Solamente,

non pu

farsi

un uso vietato

dalle

leggi o

sopra

il

godere e di disporre delle cose nella maniera pi asso-

diritto di

il

da regolamenti, cos in specie nel costruire e piantare


suolo devono osservarsi le leggi ristrettive per ragione

delle servit, e nel costruire e scavare sotto

il

suolo debbono os-

servarsi le disposizioni delle leggi e dei regolamenti sulle miniere

e di polizia

54

(art. 447.)

Conseguenza di

tal principio

presunzione

e di fattura delle costruzioni , piantagioni e opere

pu

di propriet

a favore del pro-

da
prova contraria
con qual mezzo.
Da questo principio nasce la
doppia presunzione che qualsiasi costruzione, piantagione o opera
sopra o di sotto il suolo
prietario

carattere di tale presunzione

appartenga

omnequod

del suolo,

2 sia fatta

materiali),

da

avendo

il

al

proprietario, essendo

essere distrutta

tali

cose accessorii

solo incedificatur, vel implantatur


lui

solo ccdit;

e a sue spese (e perci anche cosuoi

solo proprietario diritto e interesse di farla.

Tale presunzione vale contro chicchessiasi, detentorc o possessore di mala o di buona fede, senza che possa pretendere diritto
1

5
,1

Vedi sopra

n.

Vedi sopra

n. 33.

Vedi

45.

n. cit.

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46

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

di propriet o
il

II.

compropriet a danno del proprietario del suolo per

ma

solo fatto della costruzione o della piantagione:

sono

per esso detentore o possessore, e per qualunque altro terzo

salvi
di-

legittimamente acquistati, compreso quello di propriet pre-

ritti

scritto

448).

(art.

Per

la

presunzione non assoluta (juris

l'uno, n per laltro capo,

ma

de jure) n per

et

relativa (juris tantum), cio pu

essere distrutta da prova contraria. Nel primo capo resta distrutta


dalla prova, che

il

pretendente abbia acquistato

costruzione , la

la

piantagione o lopera mediante titolo o prescrizione , o abbia avuto


dal proprietario
strutta

non

il

diritto di farle.

dalla doppia prova che

pretendente o

il

proprietario abbia costruito

il

nel secondo

e piantato,

capo resta

di-

per esso e

altri

e che abbia

co-

struito e piantato a sue spese.

La prova contro la presunzione pu farsi anche con testimoni,


bench il valore della costruzione, piantagione, ed opera superi
1
500 lire, trattandosi di fatto e non di convenzione (art. 1341).
55 Il diritto di propriet delle costruzioni, piantagioni ed opere
non cessa a favore del proprietario, se le abbia fatte con materiali
altrui
risponsabilit in cui incorre per tale uso
diritto di rivendicazione a favore del proprietario de materiali.
Del resto le
costruzioni, piantagioni, ed opere non cessano di appartenere al
proprietario del suolo quantunque le abbia fatte con materiali altrui qualunque essi sieno e per quanto preziosi , * divenendo suoi
per ragione della loro incorporazione al suolo , onde giuridicamente
si reputano estinti nella costruzione, opera, e piantagione che se
n formata, n daltra parte sarebbe provvido ordinare la demo-

le

lizione della costruzione per ridare forse frantumi di materiali

lo spiantamento delle piante per turbarne forse la vegetazione.

Ma

il

gli altri

giorno

proprietario del suolo che ha impiegato

obbligato di pagarne a questi

dellimpiego

perciocch in

il

tal

materiali

de-

valore che avevano nel

giorno questi ne

soffri

lespropriazione, e per laltro che gli impieg tanto valgono quanto

bligo,

dando

altrettanti

non pu soddisfare a tale obmateriali della stessa qualit, n manco

valevano nel giorno dellimpiego.

Duranton IV, 372; Dcinolombe IX, 651; Boilcux

Demolombe IX, 697 bis; Aubry e Rau II, 161.


Demolomba IX, 663; Aubry e Rau II, 330; vedi

juncto; Motivi del Codice civile par gli Stati Sardi T.

1.

art.

p.

553.

leg. 1.

1.

D. de tigno

469.

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T1T.

47

DELLA PROPRIET.

II.

glidentici ritratti dalla demolizione e dallo spiantamento.

Inoltre

obbligato in caso di mala fede o di colpa grave al risarcimento


dei danni verso

il

medesimo proprietario

Fra

de materiali.

compresa anche la differenza pel maggior valore che

ebbero dopo limpiego, semprech

il

danni

materiali

proprietario ne abbia fatto

veramente perdita (art. 449).


Cessa pel proprietario del suolo e della costruzione, piantail valore dei materiali, quando

gione ed opera lobbligo di pagare

sieno divenuti suoi per acquisto fattone in

buona fede (vedi

art.

707-709).
Il

proprietario de materiali invece di dimandarne

il

valore

pu

rivendicarli,

quando non sieno

suolo, cio non di-

stati incorporati al

venuti immobili di natura loro, senza interessarsi daltra parte


se potevano divenirli per destinazione, atteso

quando possano

sione; o

modo

il

cessando in ambedue

Adunque,

cazione.

specchi,

(art.

449),

casi la ragione del diniego della rivendi-

potrebbero rivendicarsi

fra le altre cose,

quadri e

di annes-

levarsi senza distrugger lopera costrutta

e senza far perire la piantagione, sia recente, sia antica

ornamenti,

altri

le

gli

statue bench annicchiate,

bench messe in opera. Le spese


della separazione dei materiali sono a carico di colui, che con
lindebito impiego di questi le rese necessarie (arg. art. 450 2.
le tegole

porte

le

e le finestre

alinea);

quando rovini

2.

pagato

la costruzione e lopera, e

valore de materiali, rinascendo quasi

il

non

sia

diritto

il

stato

di pro-

priet di colui, al quale erano gi appartenuti art. 449.*

Leg.

D. de tigno juncto. Per questi

1,

un

quegli ohe avesse venduto

edilizio

stessi

motivi

ci

cimento de danni, dovendo

sembra probabile che

per farlo demolire, o una piantagione per farla

atterrare possa opporsi alla demolizione e allo spiantamento

assoggettandosi al risar-

la conservazione dell edilizio e della piantagione prevalere

52 D. de cont. empt; Log. 41. J 2. D. de


Demolombe IX, 668 o seg; Nostro Com. 1, 171;

alla esecuzione del contratto. (Log.

Leg.

2. C.

Aubry
s

art.

de

Rau

aedif.

II,

priv;

280

Malevillo art.

testo e

554;

nota

Toullier III,

126,

Duranton IV, 374,

554; Demolombe IX, 663 e 666; Aubry e Rau


3
4

Vedi Nostro Com.


Inst.

de

I.

II,

not. 2;

contro

Marcad

130.

170.

rer. divis. \ 29.; Leg. 7 g

D. de tigno junct; Toullier

log 1;

4).

III,

D;molombe IX, 661; Aubry

10 D. de aquir.

125 e 126; Demanto


e

Rau

II,

Duranton IV, 374; Ducaurroy, Bonnier

II,

391

rer.

bis;

230; Nostro Com.


Koustaing

dom;

e Log. 1 e 2.

Marcad arL 554,

I, 168

169;

1;

contro

II, 109.

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48

IST. DI DIR. CIV. IT. I.IB.

56

Regolamento del

II.

diritto di accessione in rigtiardo al pro-

prietario del suolo, o al terzo che vi ha costruito, piantato o fatto

Che se non

opere con materiali suoi.

un terzo con suoi materiali abbia


opere sul fondo

altrui,

il

proprietario del suolo,

Se

il

proprietario del fondo ha la scelta

il

valore dei materiali col prezzo della

il

ma

fatto costruzioni, piantagioni, ed

loro rapporti giuridici sono questi.

buona fede,

terzo sia stato di


di pagargli

mano

d opera,

aumento del valore recato al fondo. Se sia stato di mala fede


ha la scelta da una parte di pagare il detto valore e
il detto aumento; dall altra di far togliere le costruzioni,
piantagioni ed opere e farsi indennizzare lei danni che pu aver

l'

il

proprietario

prezzo o

fondo

sofferto nel

450).

(art.

Per terzo sintende qualunque persona che in suo nome e per


suo proprio conto fa delle opere in un fondo, di cui non ha la
propriet, sibbene il possesso di buona o di mala fede o la semplice
detenzione ; ma non il proprietario sotto condizione risolutiva (arti!
coli 1018 e 1528), n il comproprietario per indiviso, che abbia fatte
costruzioni, piantagioni ed opere sul suolo comune, n
soci (ar3
n il gestore denegozj (arde. 1141), n il terzo postic, 677),
1

sessore di fronte

ai creditori

ipotecari (art. 2020).*

La buona fede richiesta quella che esime il terzo possessore


dalla restituzione defrutti (art. 450, capov. ult.), che cio ha per
fondamento un titolo traslativo di propriet , del quale s ignorano
1 vizi (art. 701 703). E per decidere se il terzo fu in buona o in
mala fede conviene risalire al tempo, in cui l opera fu fatta. Adunque se un terzo incominci a possedere un fondo altrui in buona
fede, e in appresso scopri il vizio del suo titolo, e ci non ostante
vi costru e piant, gli nuocerebbe la mala fede sopravvenuta dopo
3
Che se per avventura un terzo posil possesso e prima dellopera.
.

Duvergicr du louage

Duranton

t.

n.

Boileux art. 555;

Commento 1, 173, e 178.


s
Demolombc IX, 691

n.

457

sog.;

Troplong du louage

Demante

Rau

Demolombe

Domante

Leg. 27. D. do pign. et hypot.; Troplong. des

II,

392 bis

li,

loc. cit;

t. 2.
n. 354;
Marcad 555, VI;

234; testo e nota, e nostro

bis.

Demolombe

lart.

I.

381; Proudhon do l'nsufruit;

Demolombc IX, 693; Aubry

loc. cit.

Priv.

et

Hyp.

III.

838

180.

Non osta

ter.;

loc. cit.

Log. 37 D. do

rei

vind; Atibry e

703 che riguarda specificamente

Rau

II,

323; Nostro Com.

I.

la percezione defrutti

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TIT.

segga o tenga

fondo

il

buona o

siderarsi la

DELLA PS0PB1ET.

II.

49

e un altro vi costruisca o pianti , deve con-

Per fondo s'intende ogni immobile,

come

piantarsi e farsi opere,

fede di questo e non di quello.

la inala

il

sul quale possa costruirsi

suolo, ledificio,

rudere; cos

il

come

se

diritto

di

se tu edificassi un piano sul mio, godrei gli stessi diritti

avessi edificato sul mio suolo.

Le

costruzioni, piantagioni ed opere cui riguarda

accessione sono

nuove fatte dal possessore o dentcntore

le

possono essere levate, come

gli edifizii,

spese

che sono da

e di bonificamento

nemmeno

utili,

le

le quali

ma

gli alberi,

che possono solamente distruggersi, come

opere

rigazione,

il

non

canali

le

riparazioni anche straordinarie delle

opere vecchie che sono considerate come spese necessarie o


postutto

e lune e

utili,

le

dir-

annoverare fra

le altre rette

da regole

speciali (art.

al

705

e 1150).
L indennit per

il

proprietario,

vare le opere, consiste, come

quale debba o voglia conser-

il

disse, nel

si

dei materiali o del prezzo della

mano

pagamento o del valore


dell aumento del

opera o

valore dei materiali da pagare quello


che avevano nel giorno dellimpiego e il prezzo della inano dopera
valore recato

fondo.

al

Il

da rimborsare quello effettivamente speso, per quanto esorbitante


e financo pattuito per malizia, perciocch se la somma dei due titoli di

spesa maggiore dellaumento del valore del fondo,

prietario potr scegliere di pagare questo. In quanto

del valore del fondo, deve valutarsi nel


tario rivendica

differenza fra
le

il

il

fondo (arg.

valore che

art. 704).

il

tempo

all

in cui

il

il

pro-

aumento
proprie-

In generale consiste nella

fondo avev a prima che fossero

fatte

costruzioni, piantagioni ed opere, e quello che ha nel giorno della

Per esonerarsi dal pagamento di tale indennit, il


proprietario non pu opporre la compensazione coi frutti percepiti
dal possessore di buona fede che li ha fatti suoi irrevocabilmente,

rivendicazione.

senza distinguere se sieno prodotti del fondo, o delle costruzioni,


piantagioni ed opere,

La

posta, e
il

il

fatte collimpiego dei frutti di

disposizione dell' art. 450 incontrastabilmente applicabile all'ipotesi pro-

regolamento de respeltivi

piantatore e

il

MircadJ

Consulta

quandanche

diritti

ed obblighi deve

propridtario. (Tanlier II, 274;

art.
il

(arsi fra

Demolombo IX.

555; Demolombe IX, 686 e 686; Aubry e

nostro Com.

Demolombe IV,

I,

il

costruttore o

76S).

Ran IV,

233.

183-188

672.

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Google

50

LST. DI DIR. CIV. IT. LIB. II.


1

Ben vero raccomandato dall equit che, se il proprietario non abbia mezzi per rimborsare il costruttore o piantatore di
buona fede, possa e debba costituire a favore di questo una rendita

quello.

garantita da ipoteca

all

effetto di procurare

n quegli pu costringersi a vendere


per pagare

biti

tale rimborso. In fatti

suoi beni, o contrarre de-

costruttore o piantatore di buona fede, n questi

il

con gravissimo suo detrimento. Se poi

a levare le opere

struttore o piantatore fosse di

mala fede ,

il

il

co-

temperamento non po-

trebbe essere che facoltativo pel proprietario, accettabilissimo sempre per

Ma

altro.

senza dubbio

pu opporre al
non

proprietario che rivendica

il

possessore di mala fede la compensazione coi frutti percepiti

ma

solo dal fondo,

eziandio dalle costruzioni, piantagioni, ed opere,

denaro speso per queste.

detratti gl'interessi del

Da

ultimo se

il

proprietario del fondo possa e voglia che sieno

tolte le piantagioni, costruzioni

a spese di colui che

Che

vore.

che

anzi

ha

le

ed opere, ci deve essere eseguito

fatte,

senza alcuna indennit a suo

pu essere condannato

come

demolizione abbiano per qualche tempo impedito


fondo, o abbiano deteriorato questo medesimo

Ma

costruttore e

il

le costruzioni

il

piantatore non

il

ritratto dal proprietario .

lavori

di

godimento del
450 capov. 2. ').

il

(art.

in generale consistono nella differenza fra


il

se

pu di suo arbitrio demolire


non essendo sue, e facendanni e interessi che

e atterrare le piantagioni

dolo tenuto, se di mala fede, a pagare


valore del fondo , la quale forma

fa-

risarcimento dei danni

al

proprietario del fondo avesse sofferto,

il

costo e laumento del

vero vantaggio che

al contrario

non pu, se

sarebbe
malafede,
opere al

si

di

preferire di lasciare le costruzioni, le piantagioni e le

proprietario , neppure senza pretendere alcun compenso, non con-

sentendolo

57

fondo e

il

il

rispetto del diritto di propriet.

Regolamento del

diritto di accessione

terzo che vi abbia costruito, piantato

materia altrui , non che fra quelli e


il

il

Rau

Dilvieourt

II,

233

II,

noi. 5;

tasto e nota

Dnranton

15; contro

il

proprietario del

o fatto

opere con

padrone della materia.

Quando

terzo abbia costruito o piantato non con


1

fra

Demolombo IX, 679;

IV, 37;

Maread

materiali suoi,

art.

555, III;

come

Aubry

Tropolong des

bv-

potb. Ili, 839.


!

Vedi Demolomba IX, 679; Anbry o Riu

Vedi Nostro Com.

Idem

I,

I,

II,

232; Nostro Com.

I,

193.

194.

195.

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TIT.

DELLA PROPRIET.

II.

ma

nella ipotesi esaminata qui sopra,

51

con materia

altrui

soggetto deve essere esaminato sotto tre rapporti, fra


tore o piantatore e

il

questo e

fra

primo rapporto del

il

costrut-

il

proprietario del fondo, fra quello e

il

drone della materia, e


Sotto

allora

pa-

il

proprietario del fondo.

il

tutto applicabile la disposizione

dellarticolo 450.

Sotto

il

secondo rapporto

di esigere dal terzo

padrone della materia ha

il

che nc ha fatto uso

diritto

indennit la quale con-

prezzo della materia, e in caso di mala fede, anco nel

siste nel

risarcimento dei danni che pu avergli cagionato (arg.


Sotto

il

terzo rapporto,

vendicarla a

meno che non

il

art.

449).

padrone della materia non pu

sia

demolita la costruzione o

ri-

opera,
1

e atterrata la piantagione, e non siagliene stato pagato

il

Ma

indennit

ha

diritto di

conseguire dal proprietario del fondo

sino alla concorrenza di ci che questi

l'

prezzo.

deve o resta a dovere

al

costruttore o al piantatore, talch se avesse fatto togliere la costruzione, la piantagione o lopera, o avesse soddisfatto lintero debito verso

58

il

costruttore o piantatore, a nulla pi sarebbe tenuto.*

Eccezione al

diritto di accessione , secondo la

deir occupazione di una parte del

tesi

suolo

sue condizioni

indennit dovute

data ipotesi non sia ammissibile?

segue

il

quale nella ipo-

altrui se ne

luogo alla espropriazioie a favore del costruttore

pu far

suoi motivi

principio che l'accessorio

Il

principale, e le regole della sua applicazione sono a

gore applicabili anche


sia costruita sul

al

quid juris se V eccezione nella

ri-

caso che una parte sola di un edifzio

suolo altrui

accedendo a questo , e facendo parte

del suolo sul quale costruita.

Ma

bilanciato linteresse della conservazione dell edifzio col

pu trovarsi

rispetto della propriet della parte del suolo, quello

prevalente e di questa legittimare la espropriazione, elidendo cos


il

diritto di accessione (art. 452).

Perch possa non avere

effetto

questo diritto, e invece essere

dichiarata propriet del costruttore la parte del suolo altrui, sulla

quale ha edificato parte del suo edifzio,

si

richieggono quattro con-

dizioni.
l.

che lopera

fatta in parte sul suolo altrui sia

edifzio s'intende in generale

Per
1

Vedi sopra

Vedi Motivi dei Codici per

n.

un

edifzio.

ogni opera che sincorpora al

58.
gli Stati

Sardi

I,

472

e seg.; Nostro Co>n.

I,

197,

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52

IST. DI

DIR. CIV. IT. LIB.

II.

come una

suolo e che perci diviene immobile per natura sua,

casa, unofficina, un magazzino, un fienile, un ovile e in generale

ogni corpo di fabbrica, non che (almeno per benigua interpreta-

muro

zione) un

di cinta,

un pozzo,

al

per legittimare la

terreno;
2.

quando

che

ledifizio sia in

si

Vha buona

possegga

ma

701),
cong.

di

poche linee

di

buona fede costruito per una parte


fede, in riguardo a questa materia,

la parte del

abile a trasferire

tolo

opere fatte sopra

quali offra interesse

espropriazione

suolo altrui.

sul

*c altre simili

suolo, la conservazione delle

o di sotto
sufficiente

fondo altrui non solo per un

dominio, del quale s'ignori

il

eziandio per confusione

di

confini

veri

vizi

ti-

(art.

(arg. art.

450

all art.

3.

che

452)

ledifzio

occupi solamente una porzione del fondo

attiguo. Spetta ai magistrati di decidere se la porzione occupata

non sia troppa per espropriarne il proprietario avuto riguardo alla


grandezza e importanza dell edilizio, specialmente se destinato all'industria 0 allagricoltura che sono dinteresse pubblico, alla en,

del terreno da espropriare, in

tit

somma

bilanciato linteresse

della conservazione dellintero edifizio con lo scrupoloso rispetto

del diritto di propriet;*


4.

che

a saputa e senza op-

edifizio sia stato, costruito

posizione del vicino, parte del cui suolo

si

occupata. Questi deve

essere sciente della costruzione e non gi ancora che

quale

si

edifica,

appartenga a

lui in

parte;

lopporre che ignorava che la costruzione

suo fondo. Per lefficacia poi


sia fatta
il

dell

suolo , sul

il

o meglio non

si

opposizione non

per atto giudiziale, non avendo altro

si

richiede che

officio

che togliere

costruttore dal suo errore, e costituirlo in mala fede.

prima che la costruzione


trascorso un anno dal suo eomiuciamento (arg.
che debba esser

giova

gli

facesse in parte sul

fatta

sia

Ma

parmi

terminata o

art.

698).

sia

Ma

anche verificandosi tutte e quattro queste condizioni, la


propriet dell edifizio con la parte del suolo altrui non appartiene
di diritto al costruttore, ma deve essere dichiarata di lui dallautorit giudiziaria, la quale pu anche non riconoscergliela, attese

Consulta Nostro Com.

Vedi Motivi de Codici per

Vedi Nostro Com.

I,

I,

Vedi Motivi deCodici per

Vedi Nostro Com.

I,

199.
gli Stati

Sardi I, 172; Nostro Com.

gli Stati

Sardi

I,

200.

201.

I,

^71

e seg.

202, 203.

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TIT. U.

le circostanze di fatto,

mente

53

DELLA PROPRIET.

per le quali pu non sembrargli bastante-

giustificata la espropriazione della parte del suolo.

Dichiarato propriet del costruttore ledifizio e


pato, questi deve

al

proprietario del suolo

suolo occu-

il

doppio valore della

il

superficie occupata oltre al risarcimento dei danni (art. 452).

Sotto la espressione superficie occupata

comprende

si

propriet, cio suolo, soprasuolo e sottosuolo, di cui

si

tutta la

sofferta

la espropriazione.

Peraltro
la parte del

salvo

il

costruttore

pu rinunziare

diritto

al

di

acquistare

fondo attiguo che ha occupato , e in sua vece demo-

parte deHedifizio costruitovi e restituire la parte del fondo,

lire la

il

risarcimento de danni.

Al contrario fattone una volta lacquisto, lo conserva anche


dopo distrutto o demolito ledifizio.
Che se manchi una delle condizioni, o, nulla ostante, lautorit
giudiziaria non riconosca la propriet dell'edifizio e del suolo a
favore del costruttore, sar applicabile alla parte di edifizio co-

450, cio

struita sul suolo altrui la disposizione dell art.

prietario del suolo

il

pro-

dovr o potr conservare la parte di edifizio


il quale edifizio conseguentemente appar,

costruita sul suo fondo


terr ai

due proprietari dedue fondi

attigui

non

in

comune, ma a

ciascuno esclusivamente sino alla linea di confine, o farlo atterrare.

IL

Diritto di accessione relativamente ad accrescimenti


che pu avere il suolo attesa la vicinanza d un fiume o di untorrente.

59
bili

Seconda specie di accessione relativamente alle cose immo-

sue specie

in propriet

principio fondamentale della


attribuzione
Passiamo ora alla seconda specie di
sita

divisione.

accessione relativamente alle cose immobili, la quale ha luogo


nei fondi situati lungo le rive de fiumi e torrenti , e nell alveo di

questi e che
classi,

pu chiamarsi

fluviale.

II tosto

della

si

distingue in quattro

abbandonato;

Logge dice che potranno

dichiarati di propriet del costruttore, e


dei Codici per gli Stati Sardi I,
2

Essa

alluvione e terreno abbandonato, terreno staccato, isole e

isolette e unioni di terra, alveo

Consulta Nostro Com.

I,

474

ledilizio e

ma
il

non gi che saranno

a tutte e quattro

suolo

occupato attere

dichiarati.

Vedi Motivi

e seg.

208.

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54

IST. DI Dia. CIV. IT. LIU.

comune

le classi

il

II.

principio regolatore della loro attribuzione

che cio res qua nostra accedit,

di propriet,

fit

nostra, o

pi generalmente accessorium sequitur principale; e

anche
dei

alvei

gli

fiumi e torrenti sono de rivieraschi, cio de proprietarii dei fondi


confinanti cogli alvei medesimi.

Articolo

Del

1.

diritto di accessione relativamente allalluvione

e al terreno abbandonato.

60

Che

V alluvione e

sia

il

diritto di accessione in

donato

in

qual modo

riguardo
si operi

quali con-

terreno abbandonato

il

dizioni si richieggono , perche possa aver luogo

a favore

V acquisto.

unione di terra e ogni incremento, che

de rivieraschi

al terreno abban-

all' alluvmie e

Lalluvione ogni

forma successivamente
le rive dei fiumi o dei

si

ed impercettibilmente sui fondi posti lungo


torrenti (art. 453).
II

terreno abbandonato poi la parte di alveo nella quale ha

cessato di correre

l'

acqua, portatasi

dall

una all altra riva

(art.

454),

o anche diminuita di volume.

Tanto

le alluvioni,

quanto

lungo le rive, ove

ai proprietarii dei fondi posti

luvioe, o stato abbandonato

tale effetto
l.

che

il

si

terreni abbandonati
si

appartengono
formata

l'al-

terreno.

il

richieggono quattro condizioni,

fondo del rivierasco sia posto lungo la riva, ossia

che confini col fiume o torrente. Del resto nulla rileva che il fondo
sia diviso dal fiume o torrente con siepe, muro, scogliera o altro
riparo,

imperocch questi ostacoli

alla corrosione

F acqua non interrompono , n limitano


si

protrae sempre allalveo.

o invasione del-

la propriet del

N manco

rileva che

fondo che

fondo sia

il

di

privato, o dello Stato, o formi parte del demanio nazionale, provin-

comunale, come una strada aperta lungo le rive, venendo


ad appartenere al demanio, alla provincia, e al comune l' alluvione
4
e il terreno abbandonato che a questa accede; n in fine che il

ciale e

Bartolo

Cbardon

Thiberiades p, 62G col 1 n. 1

Domolombe X, 47 Aobry

droit dalluvion n. 159; Garnier,

Regime des eaux

de la Legislation et de la Btatistique des conrs deaux


pubi. IV, 1371; Boileux art. 556;

Demolombe

X, 46;

I,

I,

Bau

II, 222.

249 Daviel Trait


;

130 e 133; Proudhon

Aubry

Rau

Bartolo, Vinnio, Maynard, Dnperrier e Journet. Vedi nostro Com.

II,
I.

Dom.

221; contro

223.

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55

DEM- A PROPRIET.

TJT. n.

fiume o torrente sia navigabile o n; che anzi lalluvione e

reno abbandonato dei

partengono parimente
2.

se

ter-

acqua intermittenti ap1


non dei canali artificiali,

rivi, fossi e corsi di


ai rivieraschi

non appartiene

cui alveo

il

il

loro.

ma

Non deve neppure

distinguersi,

alluvione siasi formata per sola forza della natura, o per effetto

l'

un fiume o dallo Stato,

dei lavori eseguiti in

vierasco

anche a

che
s

3.
loro fondi.

tale intento

alluvione e

L aderenza

dal fiume o torrente e

o dallo stesso

ri-

*
;

terreno abbandonato

il

ha quante volte

si
il

fra

il

aderiscano

ai

fondo costeggiato

terreno di alluvione o abbandonato vi

Per

sia continuit di superficie.

altro se

separasse un ruscello

li

derivante dal volume di acqua del fiume o torrente, non

cesse-

rebbero di essere alluvione o terreno abbandonato; non cosi se


il

volume

siderare

acqua

di

come uu ramo
che

grande da potersi con-

di separazione fosso si

del fiume o torrente;

alluvione e

terreno abbandonato abbiano cessato

il

fiume o torrente. Ci avviene, quando

di far parte dell alveo del

uod sieno pi coperti dalle acque giunte

essi

piene ordinarie, senza che rilevi che

il

all'

altezza

delle

terreno di alluvione non

elevato sino al ciglio delle antiche rive, perciocch

siasi

delle piene ordinarie

pu essere contenuta dentro

bench pi basse. In

fatto poi

le

acqua

nuove ripe,

terreno alluviale o abbandonato

il

pu essere riconosciuto all esistervi piante tanto pi e pi annose


a misura che s internano verso terra, ai vestigi di avvallamenti e
burroni

alia corrosione cui

soggetta

opposta riva e

simili.

Durante la formazione dellalluvione, o labbandono del terreno,

Chardon

op.

cit,

Dcmolombe X, 17

35;

e 18;

Aabry

Rati

222 testo e

II,

noia 4 .
1

Demolombe X, 45;

Daviel op.

Voet ad Pand.

cit.

I,

lib.

Demolombe X, 66; Aubry


s

il

Daviel, op.

cit.

Ili,

848

bis;

Aubry

Rau.

loc. cit.

127.

41
e

tit.

Rau

I n. 15; Dubrevil Legislation sur les

eaux

67;

terreno abbandonato non aderiscono al fondo aderiranno certamente all'alveo, e

questa aderenza basta perch siane attribuita la propriet ai rivieraschi.

n.

loc. cit.

Questa condizione sembra a primo avviso superflua, perocch se l'alluvione

da

riflettere

attentamente,

che se

manca

laderenza,

laccrescimento

Nondimeno
di terra

pu

essere isola, isoletta ed unione di terra, e questa ne fiumi e torrenti navigabili, ed atti
al trasporto

appartengono allo Stato, e negli

ben diverse che


6

rivieraschi in

modo

e proporzioni

l'alluvione.

Voet ad Pand. Lib. 41,

viel op. cit. I,

altri

tit.

I n.

14; Gabbius de aquis quaest. 26 n. 16; Da-

102; D?molombe X, 55; Atibrv e Rau

II,

223.

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56

acqua

MB.

DI DIB. CIV. IT.

IST.

pu impedirne

lo Stato
l'

il

II.

compimento, e conservare

antico alveo e le antiche ripe, perciocch

1*

formazione o in via

che

formazione

la

ma

non pu apsuccessiva-

dell' alluvione, 6i

mente ed impercettibilmente, e
mente.

corso delterreno in

operi

soggetto alluso pubblico e perci inacquisibile,


propriarselo in suo privato vantaggio ;
4.

al
il

essere abbandonato non cessa di essere

di

abbandono avvenga

insensibil-

Verificandosi queste condizioni,

alluvione o

terreno abban-

il

indipendentemente

donato appartiene

al

rivierasco di

da qualunque atto

di

possesso, perciocch non deve acquistare

diritto

ma

gi una nuova propriet per occupazione,

razione della propriet dell alveo che

Qual

61

parte di alluvione e di terreno abbandonato appar-

verso

fiume,

il

fiume

ai tribunali

schi della stessa

sponda

Per

deve esser

la divisione

alluvione o

Daviel

132

I,

col

tale

Proudhon oper.

bis;

IV. 1284; Chardon op.

cit.

II,

712; Demolombe X, 53.

II,

132

Mi dubbia
o

il

fare la
riviera-

migliore.

che a ciascun rivierasco sia

Contro Daviel

fra

loro sembri

at-

terreno abbandonato pr modo latitudinis

il

alluvione

L alluvione

lati.

abbandonato

metodo che

Verg su Zachari

all*

dai

ai periti l'arbitrio di

divisione dell alluvione e del terreno

tribuita

fondo del rivierasco della sponda dalla cui parte

al

forma, ed lasciato

si

il

abbandonato accede indefinitivamente, procedendo

terreno

il

libe-

tenga a ciascun rivierasco verso

consegue la

appartiene dalla servit

gli

pubblica.

cit,

52; Mass

bis.

lutilit pratica di

qncsta ultima condizione, perciocch in riguardo

terreno aggiunto in qualit considerevole e riconoscibile

stato

staccato per istantanea forza dal fondo altrui, e siamo nel caso doli avulsione o
deposito di terra dignoti proprietari, e a chi appartiene

quanto poi

al terreno

parterr per certo

abbandonato, se non apparterr

come alveo abbandonato. Di pi,

non

so

al rivierasco

in questo

diziono dell'abbandono insensibile atta a far nascere' dubbi


se

il

6ume d'un

diana,

il

tratto

si

ritira

da una sponda per

Dacch lavvenimento non

non saremmo a rigore nel caso del terreno,

si

spetterebbe al proprietario della riva opposta

Ma

forse tale condiziono giova a cha

bene
lo

si

dell

tale, gli ap-

perocch

questioni,

della sua linea

indennit verso

rivieraschi,

Bartolo, de Flum.

tit.

quali
p.

non

638

vi

n. 2;

operato

me-

nuova

insensibilmente,

alveo abbandonato

e perci

che non conforme alla legge (vedi

il

terreno

soggetto alluso pubblico, e perci lo Stato possa riaprirvi

coma

secondo caso la cone

met

oltre la

il

rivieraschi? In

terreno abbandonato e compreso fra questa antica linea mediana e la

riva prossima di chi sar?

art. 461).

ai

rimanga sostanzialmente
il

corso

allacqua senza

avrebbero acquistato verun


Daviel

I,

diritto.

188; Demolombe X, 74.

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TIT.

cujusque fundi,

qua

II.

DELLA PROPRIET.
prope ripam

lattuclo

direzione delle linee che dividono

62

sit

vari fondi de' rivieraschi.

Qualit giuridiche del terreno alluviale o abbandonato in

rapporto al fondo al quale ha acceduto.

come

terreno

Il

ma una

abbandonato non forma un terreno nuovo,


sistente,

57

senza tener conto della

6
gi lalveo, e perci appartiene

alluviale o

parte del preerivierasco in

al

forza dello stesso diritto e della stessa causa, e nella stessa qua-

che

lit

fondo, a cui ha acceduto.* Conseguentemente com-

il

preso nel legato

e nella retrovendita, e in generale nella risolu-

zione della propriet del fondo

comune

confinante col fiume o torrente;

comproprietari del medesimo fondo, e con questo

ai

enfiteutico, dotale, soggetto alle ipoteche,

vit e in generale a tutti

mente

il

estende

reno abbandonato senza o con aumento


lieve o considerevole,
di lasciare
scritto

ma

godimento

il

con

usufrutto, alle ser-

fitto

Pari-

secondo che

affittuario

l'

ha

la facolt

Finalmente resta pre-

proprietario.

che

gravato.*

alluvione e sul ter-

sull

di

in questo caso

al

fondo, non ostante

il

all

pesi di cui questo

diritto dell' affittuario si

abbia

acceduto

fondo

al

quasi al compiersi della prescrizione.

In quali casi non abbia luogo il diritto di accessione per


laghi
stagni
e mare.
alluvione e per abbandono di terreno
Il diritto di accessione per alluvione nou ha luogo riguardo ai
63

una pro-

laghi, e agli stagni, perciocch e gli uni e gli altri sono

priet terminata dallacqua giunta all'altezza del loro

sbocco,

il

acque soprabbondanti e impe8


terreni aggiacenti. Donde segue che il pro-

cui officio quello di scaricare le


dire lallagamento de

Consulta sui vari

sistemi di attribuzione e ripartizione della propriet

alluvioni, la Relazione del chiarissimo Pisanelli sul Progetto del Codice Civile

ziono del chiarissimo De-Forosta al Senato sul medesimo progetto,


della Commissiono di coordinazione n. 23 29 e 35 e
*

Leg. 11 f 7 D. de pub. in
84.

rem

il

nostro Com.

act: Bartolo de flum.

tit.

delle

la Rela-

verbali

231 e 235.

X,

p.

1.

processi

628

col 2; De-

molombe X,

eanx

Leg. 24

Chardon

jj

2 D. de leg.

op.

cit.

I,

e Leg.

154; Proudhon

18 D. de

legat.

1296; Daviel

I,

IH.
140;

Gamior

Regimo des

242; Demoloinbe X, 96.

I,
3

Leg. 9 g

4.

D. de usui

Marcad

art

1722 III

Daviel I, 140.

Zaeus

et

stagna

licci

mino s rctincnt, ideoque in


aq. ree.

Demolombe

95

Nostro Com.

I,

interdum crcecant, interdum cxarescant

his jtts alluvionis

non adquiscitur (Leg.

237.

suo s tamen ter-

11 princ.

D. de

dom).

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58

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

prietario de' laghi e stagni

mare

(art. 455),

sopra

dall' altra

455 capov.).

Nulla rileva che lo sbocco sia naturale o

suo

sempre lo stesso

officio

sia al piano indicato dai titoli,

Ma

terreno

il

lungo la riva che l'acqua ricopre nei casi di straor-

la terra

dinaria escrescenza (art.

il

il

sbocco del

dello

all'altezza

volume dellacqua venisse a sceparte che non acquisti alcun diritto

lago o dello stagno, ancorch


1

II.

da una parte conservi sempre

che l'acqua copre, quando essa

imperocch

artificiale,

n manco che

sua altezza non

la

purch esista da trentanni.

se per difetto dello sbocco o di altre opere

proprietarii

danno dalle acque, hanno diritto


5
allindennit; che anzi possono dimandare che sieno corrette.
Per, se per fatto del proprietario del lago o dello stagno le acque
de' terreni aggiacenti soffrano

ricoprissero per trentanni

Il

lui.

diritto di accessione

non ha neppur luogo

terreno abbandonato dal mare, perciocch

divengono

terreni aggiacenti, questi

propriet di

il

che

il

e stagni

quand* essa

terreno che l'acqua copre

al

lido del inare de-

Conseguenza importantissima dot principio che nei laghi

ritto di alluvione

riguardo

in

non

da

si

all'altezza

di-

dello

sbocco del lago o dello stagno non possa regolarmente prescriversi; in effetto non pu

mai

dirsi

che

proprietario abbia veramente cessato di possederlo, e daltro

il

la legge espressamente sanziona che

ancorch

il

proprietario conserva

il

sempre detto

canto

terreno,

volume dell'acqua venisse a scemare. Ora tale scemamente pu avvenire

pjr una causa passeggier, fosse anche periodica, come a siccit estiva, o per una
causa che pu durare lunghissimi anni, ed anche essere perpetua, come se ad esempio
si

diseccassero o

gno. Ci posto,

si
il

deviassero alcune delle sorgenti che alimentano

ed

essi vi

condurrebbero a pascere

altri atti di

qualche esempio pra-

o vi falcerebhero

il

fieno

questi

precario possesso non hanno forza dimpedire al proprietario del lago

o dello stagno di conservare


dello sbocco.

le loro bestie

sta-

all' al-

oggetto di un possesso utile per

acquistarlo mediante prescrizione. Invano adunque, adducendo


tico,

lago, o lo

il

terreno lasciato scoperto dalle acque che non giungono pi

tezza dello sbocco non pu essere da parte de' terzi

Ma

se

il

il

terreno che le acqne coprono, quando sono allaltezza

possesso fosse di tal natnra da cambiare destinazione al terreno,

la proscrizione correrebbe,

come

se

il

proprietario del terreno aggiacente

usurpando

parte della gronda del lago o dello stagno stabilisse un argine che proibisse all'acqua,

quando

cresco, di giungervi a cuoprirla

precario, n pu dirsi che

il

imperocch

il

III,

il

Vedi Leg.

I.

Toullier III; 138, e 819;


*

Demolombe X,

D, de aqua et aqu. plnv. are.

Demolombo X, 30.
damno

Leg. 2 D. de

Demolombe X, 37-42; Nostro Com.

13, e

desti-

139; Daviel II, 813-814: Demolombe X, 33).

Pardessus, des servitudes n. 80; Duranton IV, 413;

Parimente

lago o lo stagno non conservasse pi la sua

I.

non

possesso che ne risulta

proprietario del lago continui a possederla.

la prescrizione correrebbe, se

nazione (Consulta Toullier

Nostro Com.

I,

I,

inf.

241.

212, e 243.

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TIT. H.

maniale

sere destinato

all

col flutto

nato

mare

il

ci

siavi

non solamente quando fra il terreno priuna parte di lido, ma anche quando confini

la qual cosa si verifica, allorch lo Stato abbia gi alie-

terreno abbandonato.

il

59

uso pubblico e comune , diviene patrimonio dello

Stato (art 429).

vato ed

DELLA PROPRIET.

427), ed ogni bene demaniale, quando cessa di es-

(art.

Articolo

2.

Del diritto di accessione relatiyamente al terreno staccato.

64

Che sia terreno staccato

al fondo altrui

del

padrone

in quanti

diritto del proprietario di

del fondo

per

diritto

modi possa accedere

reclamarne la propriet

quando divenga propriet


di accessione.
La seconda specie

entro quanto tempo sia esercibilc

di accessione fluviale quella del terreno staccato.

Chiamasi terreno staccato quello che un fiume o un torrente per


istantanea forza stacca da un fondo contiguo al suo corso e lo tra-

sporta verso un fondo inferiore o verso lopposta riva (art. 456).

Questo terreno pu accedere

al

per soprapposizione , secondo che vi

vi

si

fondo
si

altrui

per

addizione o

unisce dalla parte della riva,

posa sopra.

differenza del terreno alluviale, lo staccato

si

apparteneva e a chi appartiene in propriet, non


traslativa di propriet

il

conosce a chi

avendo forza

fatto della violenta traslocazione.

con-

seguentemente il proprietario ha diritto di reclamarla (art. cit.).


Per lesercizio di questo diritto si richiede che il terreno staccato sia una parte considerevole e riconoscibile del fondo dal quale
fu staccato.

La

parte deve essere considerevole in s, e non

in

meno ancora

al

relazione al fondo dal quale stata staccata, e

fondo a cui
dice sulle

si

unita;* se tale in fatto sia, sar deciso dal giu-

norme

del suo prudente consiglio.

poi riconoscibile,

quando ha conservato, almeno sino ad un certo punto, la sua


il quale ne reclama la propriet, possa pronon da

forma, sicch quegli

vare che la stessa staccata dal suo fondo. Del resto

David

Contro

I, 168; Demolombe X 22; Aubry


Demolombe X, 100.

Eau

II 224.

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60

IST. DI DIR.

CIV. IT. DIB.

II.

ricercare quale sia la materia staccata dalla violenza delle acque,

come

terra coltiva, bosco,

masso sassoso o minerale.

Inoltre tale diritto deve essere esercitato

T avvenuto stacco, salvo che

il

dentro Tanno

proprietario del fondo a cui

dal-

un

si

non ne abbia ancora preso possesso, potendo


questo secondo caso reclamarsi dopo qualunque corso di tempo
propriet, non perdendosi mai, finch da altri non sia acqui-

la parte staccata,

in
la

Non

stata. (art. cit.).

tiene luogo dell'atto di possesso la coesione

operata del tempo fra


bicatisi delle piante.

due terreni

Ma

e lo estendervisi, o abbar-

canto basta

dall' altro

possesso di un

il

solo giorno.
diritto di

Il

reclamare la propriet del terreno staccato con-

siste nella facolt di esportare la terra, le piante e

specie che vi fossero

qualsiasi

materiali di

connessi, e non gi di averne

il

possesso nel luogo ove stato trasportato, quand anche siasi ag1

giunto e non sovapposto al fondo altrui.

Quegli che esporta

fondo

il

terreno, tenuto verso

ma

proprietario del

eziandio dalladdizione o dalla soprapposi-

zione del terreno avulso (art.

Che

il

risarcimento dei danni cagionati non solo dalloperazione

al

dellesportazione,

se poi

il

cit.).

proprietario del terreno staccato non voglia,

non possa pi reclamarne

la

ceduto.
'

propriet, questa per diritto di ac-

cessione divenuta del padrone del fondo, a cui quello

ha

ac-

un fondo, fossero

tra-

Non

duopo notarj, che so inveoo di

sportate sui poderi altrui cose mobili,

come

una

parte di

travi, materiali e

cose simili, queste po-

trebbero rivendicarsi a norma del diritto comune, non essendo oggetti del diritto di
Leg. 9, 2 D. de d arano

accessione (vedi
cap. 42,
*

97

Demolombe X,

Nel caso

infecto;

uepolU da

servii,

pred.

ruct.

101).

di soprapposizione riconosciuto nel proprietario del

fondo

il

diritto

dinterrogare quello del terreno staccato sulla intenzione che ha, riguardo a questo, per

prender norma nella coltivazione (vedi Proudhon IV, 1283; Chardon op.
Daviel
*
*

I,

519

cap.

cit.

n.

88;

Demolombe X, 110 o sopra tutti Aubry e Rau li, 227, testo o nota 25;
395 bis II e IV Daviel I, 153; Demol. X, 108 Aubry e Rau II, 226).

II,

Consulta

n.

Vili, 126; Proudhon dn dom. pub. IV, 1283; Daviel I, 154;


14; Deaiolouibe X, 1 4 , Ducaurroy, Bonnier u Roustaing. II, 119.
civil.

Demolombe X. 105 o Nostro Dizionario di L^gis, e


Com. I. 250; contro Aubry e Rau li, 225

c seg; e nostro

che concedono
6

Locr Lgis.

Chardon

I,

155

Demante

il

Giuria, v. 9 Beni
testo e

noL

24,

risarcimento de primi danni soltanto.

II diritto di

reclamare

la

del padrone di questo, dicendo

propriet del terreno itaccato introdotto a favore


la

leggo che

pu reclamare, laonde pu anche non

reclamarlo o rinunziare al diritto concessogli.


7

Daviel I, 174;

Demolombe X, 103; Aubry

e ^Rau II, 225.

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TIT.

XI.

*
Del

65

61

DELLA PROPRIET.

Articolo

3.

diritto di accessione relativamente alle isole,


isolette, ed unioni di terra

Che cosa sicno

appartengano per

isole, isolette

ed unioni di terra

diritto di accessione.

La

a chi

terza specie di acces-

sione fluviale costituita dalle isole, isolette ed unioni di terra.

Le

isole, isolette

ed unioni di terra sono

tratti di terra

circondati

dalle acque.

Le prime non
e ambedue dalle
isolette

differiscono dalle seconde che per la estensione

modo

terze pel

di formazione,

perch

le isole

ed

sono porzioni dellalveo lasciate scoperte ed asciutte, e le

unioni ammassi di terra che la corrente ha trascinalo ed accumulato sino oltre all altezza del pelo dellacqua delle piene

ordina-

rie.

Se

le isole

isolette

ed unioni

fiumi e torrenti navigabili

od

formano nei letti dei


trasposto appartengono allo

di terra si

atti al

Stato, in considerazione dellinteresse generale della navigazione


e del commercio;

meno che con

titolo o con prescrizione non


non essendo demaniali, ma patrimoniali

siensi acquistate dai terzi,

dello Stato (art. 457, 427 e 428).

Se poi
al

si

formino nei fiumi e torrenti non navigabili, n

si

atti

trasporto, appartengono ai rivieraschi di una delle due sponde

secondo che sono comprese fra una sponda e


estendono ad ambidue

lati di

questa

(art.

mediana, o
457). Nel secondo

la linea

caso la linea mediana del fiume o torrente, segna

propriet

dei rivieraschi

delle

due sponde

(art.

confine della

il

458).

In quanto poi al confine della propriet delle medesime fra

proprietari della stessa sponda, segnato dalle perpendicolari che

partendo dalla linea mediana del fiume o

torrente, cadono sui

punti estremi delle fronti dei loro fondi (art. 458 capov.); cosic-

'ch se avvenga che

lisola sia tutta intera

compresa

fra

due per-

pendicolari, essa apparterr per intero al proprietario di quel fondo


la cui fronte

racchiusa dalle due perpendicolari; se al contrario

queste taglino in due o pi punti lisola, questa sar ripartita se-

condo
1

il

tracciamento delle perpendicolari, e ciascuna pezza

Vedi Leg. 30 $ 2 D. de aquir.


Vedi Nostro Com. I, 216.

rer.

dom

Marcad

art. 560,

561

at-

I.

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62

1ST. DI DIR. CIV.

tribuita in propriet al

MB.

IT.

padrone del fondo,

II.

alla cui fronte corrisponde;

e finalmente se le estremit dell'isola non fossero esattamente


vise,

nondimeno esse apparterrebbero

66

di-

proprietari de fondi posti

ai

ultime perpendicolari.

al di l delle

Qualit giuridiche delle isole

isolette,

relativamente al fondo a cui accedono.

Come

ed unioni di terra
il

terreno di allu-

vione, cos le isole, isolette, ed uuioni di terra devono considerarsi


quali parti del fondo, al quale sono accedute, e perci
stesse qualit giuridiche che sopra
quello.

67

hanno le
abbiamo notato appartenere a

Bei

diritti di accessione de quali

ununione di terra

questa appartiene

al

si

opera, senza distinguere, se lalluvione

sponda del fondo

la

proprietario dellisola, o della parte di essa

nella quale lalluvione

formi verso

divenga base unisola o

all alluvione
e ad un'isola
Se ad unisola acceda l'alluvione,

relativamente

formazione.

di posteriore

di colui, al

si

quale lisola appartiene,


*

mediana del fiume e oltre questa.


Che se fra unisola esistente da un lato della linea mediana
del fiume o del torrente e lopposta sponda si formi una nuova
isola o ununione di terra, questa non deve gi dividersi fra
o verso

il

la

linea

proprietario

dellisola

opposto

rivierasco,

ma

apparterr

a questo solamente, essendo pur sempre vero che la linea mediana


del fiume o del torrente segna

il

limite del diritto di accessione

ed unioni di terra.
In quali casi non abbia luogo

delle isole

68

il

diritto di accessione

re-

lativamente alle isole formate con terreno staccato o con fondo attraversato e circondato da
corso

un fiume

torrente

diritto di acquisto di tal isola

se lisola

si

un nuovo

formantesi

coicessa allo Stato.

Ma

formi con terreno staccato per forza istantanea dalla

riva e trasportato nel fiume o torrente, essa appartiene nella sua

forma

di isola

Vedi sopra

al

rer.

Nostro Com.

1,

dom; Hennequin

I,

Rau.

staccata

il

diritto di

suoi accessori, e

dom; Proudhon, du

doni. pub. IV, 1286;

Domo,

228.

II,

ma

259;

vedi in senso contrario Leg. 65.

3.

D. do aquir.

208; Demolombc X, 127.

La legge dice che il


V articolo 456

differenza fra

del terreno staccato di cui si

63; Demolombc X. 155. e seg.

n.

Log. 56 princ. D. de aq. rer.

lombo X, 127; Aubry


*

proprietario

proprietario no conserva la propriet. Notate


e

il

459

non riprenderne

il

adunque la

in quello concesso al proprietario della parte

reclamarne la propriet,

cio

di

esportare la terra con tatti

possesso nel nuovo luogo; in questo al contrario

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T1T.

II.

63

DELLA PROPRIET.

formata; e conseguentemente pu essere rivendicata da lui contro

non labbiano usucapita (art. 459).


Parimente se un fiume o torrente, formando un nuovo corso,
attraversa e circonda, facendone unisola, il fondo del proprietario
i

rivieraschi e

terzi, finch

confinante; questi conserva

deve distinguersi, se

mata ,

sia navigabile

il

propriet del fondo (art. 460).

la

fiume o torrente,

in cui l'isola si

o no , atto o no al trasporto (arg.

Non

for-

art. 459).

Ma per la causa stessa per cui le isole che si formano ne' fiumi
e torrenti navigabili sono attribuite allo Stato , concesso a questo
il

diritto di farsi

cedere

la propriet,

mediante pagamento di unin-

dennit proporzionata, anche se manchi la causa di pubblica

uti-

lit.

Questo

diritto di acquisto

appartiene allo Stato, quand'anche

il

del fiume o torrente che separa lisola dalla riva sia esso

ramo

stesso navigabile e atto al trasporto

o n

perciocch non imme-

ritamente pu considerarsi parte del fiume o torrente navigabile,

e dallaltra parte linteresse della navigazione pu esigere lacquisto di tale isola.

Articolo

Del

diritto di aooeaaione

69

Che

se

spingercela.
lalveo

nuovo

sia

di accessione

qua

4.

relativamente allalveo abbandonato.

V alveo abbandonato e a chi appartenga per diritto

se lo Stalo e

rivieraschi possano ricondurvi V ac-

proprietari de terreni nuovamente inalveati possano re-

La quarta ed ultima

specie di accessione fluviale

abbandonato dal fiume o dal torrente che


letto.

Lalveo abbandonato appartiene

e dell altra sponda, senza distinguere, se

si

formato un

ai rivieraschi dell

il

una

fiume o torrente era

navigabile e atto al trasporto o n. Loro appartiene dal

momento

che abbia definitivamente cessato di essere destinato alluso pub accordato precisamente

cata
il

lia la

il

diritto di riprendervelo

il

proprietario della parte

stac.

propriet deir isola, che se n formata: qui adunque l'alveo cede all'isola,

principale all'accessorio;

propriet contro

ma

questa

colpi della fortuna,

eccezione diretta a proteggere

il

diritto di

mentre d'altro canto la propriet dellalveo

perduta di fatto pel proprietario, almeno per tutto

il

tempo, che dura la sua

desti*

nazione, e che ordinariamente perpetuo, e perci di niun valore rispetto al terreno


staccato.
1

Idem.
Vedi Motivi deOodici degli Stati Sardi

I,

476; Nostro Com.

I,

216 e 262.

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64

1ST.

DI DIB. CIV. IT. LIB.

blico del corso dell'acqua; la qual cosa


siasi stabilito in

modo

II.

verfica

si

quando questo

regolare e costante nel nuovo alveo.

Dopo

ne prendano possesso; e appartiene ai singoli rivieraschi sino al mezzo


del letto medesimo secondo l' estensione del loro rispettivo fondo

ci appartiene ai rivieraschi di diritto e di fatto senza che

461).

(art.

Ma

tanto lo Stato, quanto

opere

rivieraschi possono fare le

opportune per ricondurre lacqua nellantico alveo;

nuovamente

e penso

che

mediante opportune opere, respingere lacqua nell antico alveo, che conservi la
i

proprietari defondi

inalveati possano,

sua forma.

Che

se

fiume o

il

il

ma

antico o

all'

lequit suggerisce che ritorni agli

de fondi, attraverso

quali

nuovo alveo,

il

riformandosene un terzo,

abbandonato apparterrebbe

lalveo ultimamente

raschi,

dopo formatosi

torrente,

labbandonasse, ritornando

di rigore ai rivie-

proprietari

attuali

avvenne l'inalveamento.

m.

Del diritto di accessione relativamente a certe specie di animali.

70

Bel

diritto di

quel diritto.

La

accessione relativamente alle cose immobili


il

loro

quali possano essere oggetti

terza ed ultima specie di oggetti

Gli animali sotto

accessione riguardo agli animali

specie sotto il riguardo giuridico

riguardo giurdico

si

si

di

del diritto di

forma degli animali.

distinguono in selvatici

mansuefatti e mansueti.
Selvatici son quelli che
i

pavoni, e

gli uccelli in

selvaggina in genere, e

cupante
1

line,

(art. 711).

mansueti sono
i

Daviol

Lag.

7.

II,

appartengono

colombi,

al

c la
primo oc-

gli

animali domestici,

555; Chardon op.

cit.

contro Log, 38 D.

15 D. de

come

le anitre, le gal-

continuano ad appartenere

n.

tit.

rer. divis;

abitazione del loro

loro

al

'

padrone

181 e 182; Demolonibj X, 163.

J 5. D. 30. | 3. do aq. rar.

Inst. g 2, li e

le api,

caprioli, cervi,

conigli,

pesci. Questi

bench abbiamo smarrito

Demolombe X, 170;
aq. rer.

genere,

cavalli e simili; questi

proprietario,

vanno vagando, come

dom; Taulier

II,

287; Hennequin

I,

308;

cit.

Leg.

1 1 e

Leg.

5.

2 2 e seg.

D.

do

dom.

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T1T.

(arg.

cont. art. 711.).

DKLI.A PROPRIET.

II.

In fine

65

mansuefatti sono

selvatici chab-

biano preso labitudine di andare e ritornare, e perci si considera


che abbiano ripresa la natura selvatica, quando abbiano perduto
labitudine di ritornare o abbiano ricuperato la naturale libert :

Questi appartengono

al proprietario dellalveare, della

Ma

conigliera e peschiera ove vivono.

se

vanno

nellalveare o nella colombaia, conigliera

vengono propriet

di

di proprio istinto

e peschiera altrui, di-

questo per diritto di accessione

invece vi sieno stati da

lui

non

attirati,

colombaia,

462).

(art.

Se

va soggetto

fa suoi e

li

allazione di rivendicazione, se riconoscibili, e se n, di danni ed

ne

interessi, oltre allazione penale, se

Sezione

sia

il

caso.

II.

Del diritte di accessione relativamente alle cose mobili.

71
visione.

Transizione
Passiamo ora
Esso

mobili.

ma

in determinati casi

tre

debbono servire
463).

(art.

principio

oggetto

fondamentale

di-

al diritto di accessione riguardo alle cose

in generale regolato dai principj di equit naturale,

di

va soggetto a regole speciali

norma

al

le quali inol-

giudice nei casi non preveduti

queste regole andiamo ad esporre in quattro distinti

paragrafi, tre dei quali per le tre specie di accessioni

cio aggiunzione, mistura, e specificazione , e

mobiliari,

ultimo per le regole

comuni alle medesime.


Premettiamo intanto che il diritto di accessione riguardo a mobili si fonda sul medesimo principio che quello sulle cose immoche cio laccessorio segue

bili,

il

principale, a tal segno che le

regole speciali che siamo per esporre non sono che

applicazione

di quel principio.

I.

Del diritto di accessione relativamente allaggiunzione.

72

ad

essa

Che sia aggiunzione

quando

le cose

del diritto di accessione applicato

sono separabili o no.

Laggiunzione

la

semplice unione di due o pi cose appartenenti a diversi proprie1

Inst. loc. cit;

* Inst.

\ 2.

de

Leg.
rer.

5. 6.

D. de aq. rer. dom.

divis; Leg. 4 e 44. D.

Leg. 4 e 44. D. de aq. rer. dom.

Leg. 3. g 2. D. De aq. rer. dom.


Locr Vili, 187; Demante, Programmo

II, 287;

Demolombo X, 178; Aubry

Rau

II,

de aq.

I,

567;

rer. dora.

Henneqniu

I,

331; Tunlier

220.

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66

UH.

IST. DI DIR. CIV. IT.

che formano sempre oggetti

tari

II.

e che possono sempre

distinti,

separarsi.
diritto di accessione

Il

e specialmente non

non ha luogo sempre nellaggiunzione,

ha luogo quando

cose

le

sono separabili

senza notabile detrimento. In questo caso ciascuno de proprietari

sua e ha diritto di ottenerne

ritiene la propriet della cosa

separazione e rivendicarla.

Ma quando

le cose

che con notabile detrimento, attribuita

al

la

non possono separarsi

proprietario della cosa

principale la propriet dell accessorio (art. 464).

cosa principale quella a cui laltra non fu unita che per uso,
ornamento, o compimento; cosi limpugnatura accessorio della
spada, il ricamo dell'abito, la cornice del quadro ecc. Se tale
regola sia inapplicabile,
tabile per valore, e se

si

reputa principale quella che pi no-

valori sono approssimativamente

eguali,

quella che pi notabile per volume (art. 465 e 467). Ma se la


cosa unita per uso, ornamento, o compimento sia molto pi preziosa dell altra, non cede regolarmente alla principale; invece

proprietario di essa

ha

la scelta

o di appropriarsi

tutto

il

il

di

chiedere la separazione della cosa unita, ancorch possa seguirne de-

terioramento dellaltra, sempre che non abbia assentito nellimpiego che laltro ne ha fatto
al proprietario della

vore

73
di

lasciare

il

tutto
fa-

Bell' obbligo di quello che profitta del diritto di accessione

pagare

tari

Pu ancora

(art. 466).

cosa principale, essendo introdotto a suo

diritto di tale scelta.

il

il

valore della cosa acceduta.

che per qualsiasi ragione ha

pagare

all'

altro

Ma

quello de proprie-

diritto al tutto,

ha

obbligo di

valore della cosa appartenuta a costui ,

il

menti lucrerebbe a danno altrui

464

(art.

in fine

altri-

e 466).

II-

Diritto di accessione relativamente alla specificazione.

74

ad

essa

Che

sia la specificasi ione

se sia principale il lavoro

diritto di accessione

o la materia.

applicato

La

specifi-

cazione la formazione di una specie nuova colla materia altrui


c in parte propria.
In generale la
teria,

che

si

nuova specie appartiene

al

no

la

maNulla

proprietario della

considera cosa principale in riguardo

rileva se la materia possa riprendere o

al lavoro.

sua prima forma. Cos

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T1T.

un vaso che tu abbia

II.

DELLA PEOPEIET.
con

fatto

oro o

coll'

67
alabastro mio,

ti

ap-

partiene. (art. 468).

Che
l

se siasi adoperata materia in parte propria e in parte al-

per formare una cosa di nuova specie

trui

senzach n

ma

altra delle materie sia intieramente trasformata,

l'una non possa separarsi dall'altra senza guasto,

comune

due

ai

che

tria

una n

modo che

cosa rimane

ma-

proprietari, riguardo alluno in ragione della

apparteneva, e riguardo all'altro

gli

materia che

in

la

gli

apparteneva e del

ragione della

in

valore della

mano dopera

(art. 469).

Ma

se nell uno e nellaltro caso

pregevole da sorpassare di molto


lartefice
d

ha

opera come principale

75

(art.

470).

Sotto quali obblighi si

tivamente alla specificazione.

ha

diritto alla

468 e 470

(art.

la

mano

del diritto di accessione rela-

Quando

il

proprietario della materia

nuova specie, deve rimborsare

diritto l'artefice, questi

fosse tanto

considerandosi

goda

quale questi la fece del prezzo della

materia

mano d'opera

la

valore della materia adoperata,

il

la cosa,

diritto di ritenere

mano

deve pagare

d'

artefice o quello pel

opera, e quando

al proprietario

il

ha

prezzo della

in fine).

III.

Del diritto d accessione relativamente


77

alla medesima.

alla

mescolarla.

applicazione del diritto di accessione

Che sia mescolanza

La mescolanza

commistione o

la

la

confusione

di pi materie appartenenti a diversi proprietari.

Anche riguardo
principale ha

il

alla

mescolanza

il

proprietario

diritto alla cosa prodotta dalla

bligo di pagare allaltro

il

della

mescolanza

materia
coll

ob-

valore della sua materia, sempre che

due materie nou possano separarsi, se non con deterioramento.


Altrimenti il proprietario tanto dell' una quanto dell altra ha dile

ritto di ottenere la

Che

separazione

(art.

471 e 472).

se poi veruna delle materie mescolate possa riputarsi

principale, e la separazione
la propriet

non possa

ne diviene comune

materie spettanti a ciascuno

in

(art.

farsi,

come

almeno senza danno,

proporzione del valore delle

471 capov.).

Demolombe X, 201

Nostri.' Cora. 1.

2S1-283.

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68

IST. DI DIR. CIV. IT. LIH.

li.

iv.

Selle regole comuni alle tre specie di accessioni riguardanti i mobili.

78
su

Prima regola
quando sicno applicabili
Le regole finora esposte sulle

le

tali accessioni.

disposizioni

tre specie di

accessioni mobiliari in tanto sono applicabili, in quanto lunione,


la trasformazione e la mistura siansi fatte

senza

consenso dei

il

proprietari , dovendosi altrimenti osservare le convenzioni.

79
all'

Seconda regola

incanto la cosa comune.

Se

comune

di pi materie resta

de proprietari

diritto

fra

la
i

di

vendere

far

cosa formata mediante lunione

come quando

diversi proprietari,

niuna di esse pu essere considerata principale e

le

diverse ma-

non sono separabili senza inconveniente ciascun comproprieha il diritto di fari a.vendere all'incanto in forza del notissimo

terie

tario

principio che niuno obbligato di rimanere

sua

contro

volont

nella comunione.

80

Terza regola riguardante

materia.

Quando

il

la propriet della cosa


nellart.

464 in

fine,

il

diritto del proprietario

come

nel caso di aggiunzione considerato

468, o

di specificazione nellart.

di

scolanza nell art. 472, egli ha la scelta di farsi restituire


tanta materia della stessa qualit, ovvero

81

Quarta regola riguardante

penale.

l'azione

materie spettanti ad

il

possono essere condannati

il

quali

dei danni c
hanno adoperato

e senza lassentimento dei


al

Vi luogo
la

al

il

caso.

risarcimento dei danni, quando quegli

che ha
quando cio

in qual

modo

sia re-

diritto di accessione.

poi caso dellesercizio dellazione

adoper

il

materia altrui sia stato di mala fede,

sapeva non appartenergli, senza distinguere


golato

proprietari,

risarcimento dei danni, se vi luogo,

salvo lesercizio dellazione penale, quando De sia

adoperato

me-

altret-

valore della medesima.

risarcimento

Finalmente coloro,
ltri

della

pu dimandare

proprietario della materia

la

materia labbia rubata, o

penale,

sia stato

se

quegli

che

complice del furto

o abbia commesso un abuso di confidenza o qualunque altro decontro

litto

Inst. g

la propriet.

27 e 28. D. de

rer. divis;

Leg. 25. D. de

aij.

irer.

dota;

Demolombe

X, 181.

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TIT.

69

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIF.T.

III.

TITOLO

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

82

Transizione

zioni generali

oggetto, servit personali e prediali

divisione.

no-

Studiata la propriet nel suo essere

passiamo ora a considerarla nelle sue modificazioni.


Ci che modifica

La

la propriet,

sono

servit in senso attivo, cio in

a cui favore

alla cosa

trui in forza del

una persona o

quale

stabilita,

il

di

diritto di

di tollerare,

di

non fare

in senso passivo,

cio in relazione alla cosa che ne viene gravata,

un fondo

al-

non fare qualche cosa


propriet, non sarebbe

tollerare o di

che altrimenti, in virt del suo


stato obbligato

persona o

alla

proprietario obbligato a vantaggio di

un fondo

di

le servit.

relazione

un diritto sopra una cosa

un peso impo-

una persona o di
un fondo appartenente ad altro proprietario. Nel primo senso
adunque la servit un aumento di propriet, nel secondo ne
una diminuizione, quasi uno smembramento.
sto sopra

altrui

per uso e

utilit di

Ma

sotto quale de due aspetti sia considerata chiaro:

1 che la natura della servit consiste

tollerare o nel
2"

non

fare

(art.

644)

non nel

fare,

ma

nel

non pu essere imposta che sopra una cosa:


3 che pu essere stabilita a favore tanto di una persona
quanto di una cosa.
che

la servit

In ragione del soggetto a cui favore la servit stabilita distinguesi in personale e prediale, secondo che quello sia

sona o una cosa

ma

(prcedium),

una perne

in ragione dell'oggetto che

gravato , essenzialmente prediale , non dandosi servit della persona.

Attesa la differnza fra

l'uno e laltro

soggetto

la

servit

personale essenzialmente temporanea, non potendo sopravivvere


alla persona a cui favore fu stabilita, e la prediale perpetua,
il

come

fondo a cui profitta; per l'esistenza della servit personale


'

Leg. 5. 9. D. de op. nov. nnne; Vinnins, Inst.

lab.

II, tit.

3 princ. n.

si

2:

Tonllier III, 377.


!

non ea natura est ut nliqnid faciat quia (voluti viridiaria tollit aut
ameniorem prospectum prtestet aut in hoc ut in suo pingat), sed ut aliquid patiatur
Servitotelo

aut non faciat (Leg. 15. \

I.

D. de servit, log.

in

fin.

de aqua

et

aquoepluv. are).

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70

13T. 1)1 DIR.

CIV. IT.

MB.

II.

deve servire c una persona a cui deve


servire, e per la esistenza della prediale si richieggono due fondi
appartenenti a due distinti proprietari; e finalmente la servit
richiede una cosa che

personale pu essere imposta tanto sopra immobili corporali,

sopra immobili incorporali e sopra


rali

che possono essere di

quanto

mobili corporali od incorpo-

persona; la prediale non

utilit alla

pu

un immobile corporale che solo pu


un nitro immobile corporale.
Dividiamo questo titolo in due capi, luno per le servit personali, ossia per lusufrutto, luso e labitazione e il secondo per
essere imposta che sopra

essere di uso e di utilit ad

servit prediali.

le

CAPO

I.

DELL USUFRUTTO, DELLUSO E DELLABITAZIONE.

83

Carattere generale e comune di tali diritti

generale sul loro regolamento


ritto di

propriet

si

compone

divisione.

di

osservazione

Ricordiamo che

il

queste due facolt, cio di

sporre e di godere; che luna pu

di-

di-

essere separata dallaltra, e

che questa seconda, che pu ben chiamarsi diritto di godimento

ha due gradi, secondo che

godere totale e parziale. Or

il

bene

hanno comune la natura, cio il


non consiste che nel grado
del godimento. Quando il godimento totale, la servit chiamasi
usufrutto, quando parziale, uso; Y abitazione non che un ditutte e tre le servit personali

godere, e

diritto di

ritto di

la loro differenza

uso di una casa.

Dividiamo questo capo

in tre sezioni,

Sezione

una per servit.

I.

Dell' Usufrutto.
81

vitalizio

di

godere delle cose di cui

modo che ne godrebbe

nel
1

II

come distingua
Lusufrutto diritto tem-

che sia usufrutto

in che differisca da altri diritti.

poraneo o

in

Nozioni generali

si

il

altri

ma

ha

la

propriet,

obbligo

di

carattere della temporaneit essenziale nell* usufrutto, onde conviene

oh
414.

una buona

definizione

il

proprietario,

coll

non manchi (Dcmolombe X, 227; Aubry

Rau

II.

U?to e nota).

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TIT.

conservare

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

la sostanza tanto nella

quanto

materia,

71
1

forma

nella

477).

(art.

L'usufrutto una cosa incorporale, mobile od immobile,


condo che compete sopra cose mobili od immobili (art. 415).

se-

Lusuirutto, a differenza delle altre servit personali e di tutte

come

altre

le

divisibile nella sua

le prediali,

personali sempre

comodit o emolumento; ma
aleatorio , perocch , sebbene

stabilito con determinazione di tempo, pure pu cessar prima con


la

morte

dell usufruttuario.

rende propria

diritto di usufrutto

11

su cui stabilito per ci che riguarda

dell
il

L'usufruttuario gode del suo diritto nel

godrebbe

vando

proprietario da

il

usufruttuario la cosa,

godimento, onde detto

parte della propriet.

modo

che ne

istesso

buon padre di famiglia, cio conserMa non compreso nel diritto di

la sostanza della cosa.

godimento

modificare, anche migliorando la cosa usufruita.

il

Lusufrutto per ragione

causa

della

si

distingue

legale e

in

secondo che stabilito dalla legge o dall'uomo


mediante convenzione o testamento; per ragione della cosa in
proprio, ed improprio o quasi usufruito, secondo che stabilito
convenzionale,

sopra cose inconsumabili o consumabili; e per ragione della sua

congiunzione colla propriet o della sua separazione da questa


causale e formale

Trailo

Vedi sopra n.

I.

Leg.

4.

D. de usufr.

Leg.

4.

D. de usuf.

da

in

1
.

et.

qnemad

Leg.

8.

D. de reb. auct. jud. par.

Proudhon

droit dasufruit n. 31.

Vedi appresso

L'usufrutto

prietario. e

n. 90.

si chiama causale quando considerato nella persona dello Btesso procome parte non 'separatadel dominio; e cosi si chiama, quia causa sua, idest
est ; o come dice Giuliano (Leg. 4. D. de usufr. aoc. 7. 2.) proprietati
Pomponio (Leg. 21. 1). de exc. rei) (judicatje 41. 1.) ex eadem causa, ex

dominio junctus

mixtus

qua

et

est, e

fundus mene erat, et incus est. Quest'usufrutto non


imperocch res sua nemini servite ma

servit personale,

propriamente

tale, cio

di presente e di fatto

una

parte integrale del diritto di propriet, di cui segue le leggi e la sorte. Si chiama poi

formale, quando separato dalla nuda propriet, ed ha una esistenza


dieitur fonnaiis

futa propriam formalit habet e questo

servita personale (vedi Castillo

Sotomayor

Questa distinzione non

tutto

del

tract.

propriet,

si

accrescerebbe a questo per


j)

ult.

veramente usufrutto

de usufr. cap. 1* per

tot. e n.

cio
17.).

vana anche sotto la legge italiana, imperocch

anche sotto questa se lusufrutto lascialo a pi

pel formale (Leg. 3.

sua propria:

causa

si

fosse

in

alcuno

dell' usufrutto

consolidato colla

causale,

come prima

0. de usufr. ader.).

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72

la

II.

pi grande analogia coll'uso, perch l'uno

e *4 altro sono servit personali,

stabiliscono e cessano

si

non possono competere che

stessa maniera, e

Ne

MB.

I3T. DI DIR. CIV. IT.

L'usufrutto ha

sulla

tuario percepisce tutti

necessario

a'

nella

cosa

per nel grado di godimento, perciocch

differisce

altrui.

usufrut-

e l'usuario per quel tanto che

frutti

gli

suoi bisogni, ed a quelli della famiglia (art. 484).

Vha ancora qualche somiglianza


mentre
gono proprietari delle cose
l uno n l altro obbligato
sto che l'usufruttuario deve
delle cose fungibili,

fra

mutuario e

il

mutuo e lusufrutto

il

l'

usufruttuario diven-

avute a mutuo o in usufrutto, e


a conservarle.

Ma

differiscono in

que-

per regola prestare cauzione, e

mutuario no, e che lusufrutto

estingue colla morte, e

si

il

il

mu-

tuo no.

Ma

lusufrutto differisce dall'enfiteusi in questo: che lenfiteuta

come sua, men-

acquista la propriet della cosa, e perci ne gode


tre

l'

come

usufruttuario

di altrui.

necessariamente eolia morte

Inoltre

l'

usufrutto

dell usufruttuario,

si

estingue

e lenfiteusi

pu

passare agli eredi.

non conferisce
soddisfazione del debito, pel cui paga-

Differisce ancora dall anticresi, perch questa


diritto reale e finisce colla

mento concessa

(art.

che un

diritto

reale sulla cosa.

85

Da

perocch questo non

dall afftto,

con-

personale di godimento e quello un diritto

chi possa stabilirsi V usufrutto.

L usufrutto sta-

e dalla volont delluomo. La legge stabilisce

bilito dalla legge,


l

1897 e 1898).

finalmente differisce

ferisce

usufrutto :
1 a favore del

padre e della madre sui beni avventizi del

figlio fino all'

emancipazione, o

anni ventuno

(art.

228, 231)

in difetto, sino al

compimento di

3
;

2" a favore del coniuge, contro cui

non sussista sentenza di

separazione personale passata in giudicato, sulleredit

coniuge, nel caso che questo lasci

figli

dell

altro

legittimi o loro discendenti

per una porzione eguale a quella che spetterebbe a ciascun figlio


1

Merlin Rep.

Marcad

II, art.

Usufruii \ n. 3

578

Vedi sopra. L.

Per questo

dal vero usufrutto,

Proudhon

Nostro Dizionario di Legisl.


I, n.

diritto di

550 e

n.

98

e seg.

e Giurisp.

Duranton

II,

Tom.

V.* Affitto.

472
I.

p.

seg.

godimento conceduto

ai genitori differisce in

alcuna cosa

mentre non pu essere venduto, ipotecato ed oppignorato separa -

tamente dalla propriet (vedi sopra L.

I.

n.

eit.).

<

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TIT. IH.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

a titolo di legittima, comprendendo nel numero

dei

73

anche

figli

coniuge, quando tale porzione non sia maggiore del quarto del-

il

leredit (art. 753).

In quanto

poi

all

usufrutto stabilito dalla

volont

delluomo

osserviamo, che essendo lusufrutto una parte della propriet,


concessione di esso non che
propriet. Quindi

1'

alienazione

principj generali

la

una parte della

di

che regolano lalienazione di

questa, regolano pure lalienazione dellusufrutto, per quanto lo

comporti

da

la

sua natura. Adunque l'usufrutto pu essere stabilito

tutti quelli

che hanno la capacit di alienare,

sia a titolo one-

non possono

roso, sia a titolo gratuito e glincapaci

stabilirlo

che

osservate le formalit prescritte dalla legge.

Parimente lusufrutto pu essere costituito a favore di tutte


quelle persone che hanno la capacit di acquistare, e fra gli altri
a favore dei

figli

una determinata persona

nascituri di

764

(art.

e 1053), n proibito di lasciarlo successivamente a pi persone


*
purch non simuli una sostituzione fidecommissaria (art. arg. 901).

medesimo

In forza del

tuito a titolo oneroso

con

atto

costituito

tempo, o sotto condizione, sia sospensiva,


1
puramente e semplicemente.
*

Per

ci clic

concerne

dollusofrutto vedi Nostro


*

Vedi Nostro Com.

Costituito

momento

le

giorno

puramente

semplicemente,

usufrutto

di

diritto

il

stesso della concessione, se stabilito per atto fra vivi,

da

come

se

ti

tal

avessi concesso

incomincia

I.

gli

\ 3. D.

ti

415 e

tatti

dell art. 703.

un

da

che a datare

avessi

quando

apre dal

si

o dalla morte del

appartengono

lusufrutto a cominciare

ad un determinato giorno (ad diem), come se

per 10 anni, o sino allanno 1870 (Leg.

epoca

la disposizione dell art.

con determinazione di tempo o non

(ex die),

finisce

costituzione

sulla

301-305.

X.

da chicchesiasi percetti, salva per

frutti

di

non che

sia risolutiva,

307-316.

testatore, se per atto di ultima volont e perci

Costituito

costi-

vivi o di ultima

tra

con determinazione

che possono insorgere

questioni,

Commento
I.

pu essere

principio lusufrutto

o gratuito,

pu essere

volont. Cos ancora

tal

dall'anno 1866,

concesso l'usufrutto

dies usuf. ced.;

Leg. 12

C. de usuf. et habit.) Costituito sotto condizione sospensiva incomincia, e sotto con-

quando
comune a tutti i

condizione

avverer (Leg. 20 o 21 D. de usu

dizione risolutiva finisce se e

la

et usuf. leg). Ci 6

contratti e a tutte le disposizioni.

tenza dobbiamo fare, che

condizione

sospensiva

incominciare

all

arrivare

conviene

mentre non passa

il

ri

giorno a quo (ex die) o

all'

il

giorno e la condizione

piena propriet a pregiudizio

verificarsi

della

a differenza delle disposizioni della

arrivare di questo, passa agli eredi (Leg. unica O.

pendente

sola avver-

che lusufruttuario esista, perch lusufrutto possa


agli eredi di lui

piena propriet, che sebbene alienata sub conditione o ex die,

al

Una

il

proprietario

dell' usufruttuario,

quando

al verificarsi di quella,

dies usuf. leg. ced.). Per,

della cosa

e tacendolo,

non pu alienare

avr questi

il

la

diritto al

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74

IST. DI

Pu

per prescrizione,

frutto

sendo l'usufrutto un

86

la

II.

quale retta dal diritto

che pu possedersi

diritto

Sopra quali beni possa

pu

frutto

DIB. CIV. IT. DIB.

volont dell'uomo lo stabilimento

riferirsi alia

stabilirsi

pu

cos

sopra

stabilirsi

fondi,

edilzi e tutti

sopra

il

da un

afftto, nel

il

Lusued

commercio;

loro

accessori;

vitalizie, fondiarie

e semplici:

dominio diretto e lenfiteutico

essere stabilito eziandio sopra

mobili

beni

di

immobili, corporali ed incorporali, purch sieno in


sopra crediti di ogni specie, rendite

dellusu-

comune, es685 e 2105).

l'usufrutto.

sopra qualunque specie

stabilirsi

(art.

482); che anzi pu

(art.

diritto

godimento

di

risultante

lusufruttuario tenuto a pagare

qual caso

e le pigioni (art. 482), e sopra lo stesso diritto di usufrutto

titti

sopra cose mobili consumabili od inconsumabili,

(art. cit.);

od infungibili

gibili

(art.

fun-

483 e 484); sopra uno o pi animali o


(art. 512 e seg.) N si richiede che

sopra una mandra o gregge

cose possano procurare uu' utilit di prodotto allusufruttuario,

le

mentre niuna legge vieta che

si

una collezione

costituisca sopra

di medaglie, di quadri, e statue, le quali sieno senza quel pregio

che invita a vederle anche mediante un prezzo

*
;

che anzi pu

sopra una cosa, che cagioni soltanto dispendio.*

costituirsi

Lusufrutto pu costituirsi sopra

cose

particolari,

anche

ed

sopra un patrimonio, o universalit di beni,

salvi

diritti degli

eredi legittimari.

87
condo

Con quali norme

si

stimi l'ustifrutto.

sistema pi comune,

il

si

valuta

Lusufrutto,

secondo

se-

circostanze

le

venire del giorno, o al verificarsi della condizione, di dimandare


sore.
sii

una

legare.

medioque tempore

fruttili,

Quce re

flint,

ut

*i

tit

con ditio

exieterit

mei

legati,

zione dimandare che sieno prese misure conservatorie (vedi

ueuefructue

a.:

ab bervi

del giorno e della

condi-

Demolombe

Geuty

n.

25

11-43).
*

Toullier e Duvergier III, 393;

Troplong, de
e

usufruito al posses-

penti hercdem, potest berci usuai fruetum

Che anzi lusufruttuario puh in pendenza

relictu tinniti *r.

n.

Si rub condUionc, dica Ulpiano (Log. 16. D. quibus modis nsuf. amit.), mihi legata

Rau
*
1

II.

la prescript. II,

Duranton IV, 502; Proudhon

555; Marcad

art.

579, II;

II, 705 e seg;


Demolombe X. 241; Aubrv

415.

Proudbon

I, 307, e seg.

Lag. 28, 41, 42 o 55. D. de nsuf.; Itola

nieri de usuf. et frnot.;

Galvano de

usuf. cup.

Voet. ad Pand. de usuf.; o Galvano lue.

Arg.

art.

Dem ilumbe X,

471

-1.2; Log.

romana

decis. 30. n. 27. cor.;

Falco-

31; Demolombo 267.


cit.

29 e 31, D. de usuf; Castillo de

usuf.

cap. 03;

262.

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TIT.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

particolari di fatto, e sopratutto avuto riguardo

e alle professioni

alle abitudini

all'

dell usufruttuario.

88
Divistine della materia di usufrutto.
biamo vedere in tre distinti paragrafi:

75

et, alla saluto


1

Dopo

ci

dob-

1 dei diritti dellusufruttuario:

2 degli obblighi dell usufruttuario;

modi con cui

3 dei

finisce lusufrutto.

I.

Dai

89

diritti dellusufruttuario.

Divisione.

Discorreremo partitainente:

1 dei diritti dell'usufruttuario in genere,


2 dei diritti in specie

o in relazione a certe speeie di beni:

3 della cessione dellesercizio del diritto dellusufruttuario:


4" in fine degli obblighi del proprietario correlativi ai diritti
dell usufruttuario.

90

usufruttuario go usare della cosa


estensione del diritto di godimento in riguardo
a questo inerenti. Per principio usufrut-

Quali in generale sieno

dere della cosa


e percepirne

diritti dell

che s'intenda per godimento

frutti

all'oggetto c ai diritti

tuario ha
Il

il diritto di godere della cosa avuta ad usufrutto (art. 477).


godimento consiste nell usarne, e nel percepirne tutti i frutti na-

turali e civili.
i

Esso non limitato

alla cosa

ma

si

estende a

tutti

una casa, lusuda aloggetti che formano parti

suoi accessorj; cos stabilito lusufrutto sopra

fruttuario
tri,

ha

diritto di abitarla in persona, o farla abitare

e di godere non

integranti della casa,

ma

solo

di tutti gli

come sono

gl' infissi

le porte, finestre e simili,

ancora di quelli che per disposizione di legge e volont del pro-

ne sono accessorj, come sono


5
statue, e simili (art. 414).
Parimente
prietario

gli

specchi,

stabilito

quadri, le

sopra una casa

mobiliata, lusufruttuario gode della mobilia, e concesso lusufrutto


della casa con tutto quello che

vi trova,

gode

di tutti gli

oggetti

mobili, ad eccezione del danaro o dei suoi rappresentativi, dei


crediti

od

(art. 424).
1

altri diritti,

Gode

Proudhon

n.

cui

e 770; Tonllier

13

\ G.

si

trovino nella

medesima

D.

V, 142; Dur&nton IV. 632. nota; Troplong,

Demolombe X, 227

Rati II, 122; vedi Nostro

Ij'g.

documenti

eziandio dell orto e delle stalle annessi alla casa

364

dea donations II, 975;

Aubry e

Com,

I.

bis;

Mass

Verg su Zacharise

III,

569;

421.

<]? isnf.

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76

DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

II.

per rendere labitazione pi salubre, dilettevole e comoda; che anzi


se non vi fossero annessi,
lusufrutto

li

aveva

avrebbe parimente

ma

costasse che

destinati

diritto di

allo

il

proprietario costituente

stesso

scopo, lusufruttuario

goderne

1
.

Per

altro la decisione

di-

pende necessariamente dalle circostanze di fatto, e dall' intenzione


delle parti o del disponente.
E procedendo innanzi negli esempi, lusufruttuario di unofficina gode degli edifici accessori; quali la casa padronale, quella
destinata ad alloggiare gli operai,

magazzini e simili; gode pa-

rimente degli utensili che sono necessari


delle mercanzie che

si

al loro esercizio,

ma non

trovassero gi lavorate e raccolte nei

ma-

mentre quandanche fosse venduta la propriet, esse non


sarebbero comprese, perch non ne fanno parte n. per natura

gazzini,
vi

n per destinazione del proprietario.

loro,

sopaa un fondo,

ha

lusufruttuario

menti rurali, degli animali addetti

lusufrutto

Stabilito

godere deglistru-

diritto di

alla coltura,

delle conigliere,

ed in genere di tutte le cose che ne sono


un accessorio per destinazione, come sementi, paglia, fieno,
concime, torchi, caldaje, tini, botti ec. (art. 414). * E in tutti i
casi lusufruttuario gode dei diritti di servit inerenti al fondo di
cui ha lusufrutto, e generalmente di tutti quelli di cui potrebbe
peschiere, colombaje,

godere
di

il

proprietario (art. 494),

pesca e di caccia.

'

Ma non

come

ha

del diritto di accessione,

che

diritto sul tesoro

si

scopra

durante lusufrutto, non essendo n parte, n frutto del fondo


494. capov.

(art.

91

Da

di percepire
civili

ult.).

qual momento incomincia per V usufruttuario


frutti.

Il

diritto di

percepire

il

diritto

naturali e
momento che

frutti

incomincia a competere allusufruttuario dal

latto fra vivi di concessione a titolo oneroso o gratuito sia

nuto irrevocabile , salve speciali convenzioni.


stato lasciato per testamento,

Ma

se

dive-

usufrutto sia

conviene distinguere, se ne siano

oggetto fondi, capitali o altre cose fruttifere o cose infruttifere; nel

primo caso
n.

frutti

sono dovuti dalla morte del testatore

(art.

865

2); nel secondo dal giorno che lusufruttuario abbia fatto di1

5
3

Arg. Leg. 91. \ 5. D. de


Froudhon IV. 1143.
Leg.

3.

14 e Io. D.

leg. I.

de aq. vel amit. pos; Leg.

1.

D.

de usnf. congiunta

colla Leg. 8. 1. fam. ercis.


4
5

Leg. 15. 6, e Leg. 9. \ ult. D. de usuf.


Vedi Nostro Com. I, 449-453.

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TIT.

manda

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

giudiziale del suo legato, o dal giorno in cui

promesso

tario gliene abbia


tratti di

77
proprie-

il

che

la prestazione (art. 864.), sia

si

legato di cose particolari, o di patrimonio, e di quota di

esso, perocch anche

il

un patrimonio

lascito dellusufrutto di

un legato particolare.
92
Con quali norme

usufruttuario

ai

frutti naturali in relazione al principio e alla fine dell' usufrutto.

si regoli il diritto dell

Per regola appartengono all usufruttuario tutti i frutti naturali che


la cosa produce durante lusufrutto, e sono acquistati da lui con
il

fatto della separazione e della percezione.

Adunque

frutti

pendenti, bench maturissimi, nel giorno che

incomincia lusufrutto, appartengono all'usufruttuario, che


coglie, e

pendenti

frutti

al

li

rac-

cessare di questo appartengono

al

proprietario, quandanche pi che maturi (art. 480); e di conse-

guenza n il proprietario, nel primo caso, n l'usufruttuario, nel


secondo, hanno diritto ad indennit per la percezione non fatta,
a

menoch

da un
cui

percezione non sia stata impedita allusufruttuario

la

imputabile ad esso proprietario o da una turbativa di

fatto

debba prestare garanzia

Che

(arg. art.

485

*
;).

frutto

immaturi, e lusuvenga a cessare prima del tempo ordinario della maturit,

dovr

restituirli in

se

frutti

natura e risarcire ogni danno arrecato al pro-

nei frutti raccolti immaturi,

prietario
il

usufruttuario abbia raccolto

e nella

pagarne

cosa, o

prezzo che avrebbero avuto nel giorno della raccolta matura,

dedotte

spese

le

di

questa e

il

valore dellutile, che la per-

pu avere arrecato al proprietario , come le


3
un bosco ceduo, e compensate le raccolte im-

cezione prematura
rinascenze

mature
1

di

con le mature lasciate (arg.

fatte

Aubry
Log.

6.

Kau

II.

Ma

sono da

428, VI. 163. testo e not. 3.

D. de usu et usui; Salviat

Demolombo X, 369; Aubry


Tanto lattribuzione do

art. 495).

Eau

II,

I,

93; Proudhon 1178; Duranton IV. 558;

429; Genty n.

78 e

seg;

Marcad

frutti in principio e alla fine dell usufrutto,

zione fatta alla regola che Jructu non inUlliguntur ,

n i*i

iscopo di risparmiare agli usufruttuari e loro eredi e

a;

art.

585.

quanto lecce-

deductis expemit

nudi proprietari

perizia e stima, o prevenire, per quanto possibile, le controversie fra

le
i

hanno per
spese

di

medesimi.

Del resto lincertezza sul tempo, in che l'usufrutto cesser, toglie a tale regolamento
ogni idea diniquit; e quando

che

si

il

termine fosse certo,

il

faccia censura, oltre che anche in questo caso v

lruttuario morire

titolo,

che ne tace, impedisce

ha incertezza, potendo

lusu-

prima del termine.

Consulta Leg. 48. $ 1. D. de nsuf. logat. ed ivi Gothofredo; Leg. 54.


Leg. Aq. Demolombe X, 370; Genty 78, e Nostro Com. I. 334.

D. de

Duranton IV, 548; Marcad

art.

585, III;

Demolombe X, 402; Genty,

80.

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78

IST. DI DUI. CIV. IT. I.IB.

eccettuare

che

frutti

per qualche uso speciale,


pendeuti,

frutti

usufruttuario.

stinarli
i

quale pu incontrastabilmente

al

Infine se

ma

che

prezzo

il

sul

regolamento del

diritto dell usu-

fruttuario ai frutti naturali relativamente al principio e

non sono

dell'usufrutto

pro-

spetti al

Le regole sinora esposte

tario e

de-

usufruttuario avesse venduto

l'usufrutto cessasse prima della raccolta,

piace che la vendita sussista,


prietario.

II.

proprietario percepiva immaturi

lo stesso

Adunque

alla fino

che nei rapporti fra il proprie-

applicabili

P usufruttuario.

se

anno

nell

comincia

cui

in

usufrutto la coltura del fondo siasi fatta da un terzo , P usufrut-

non pu percepire

tuario

spese, salvo per

frutti

che rimborsato questo delle sue

regresso contro

il

il

proprietario.*

Il diritto

di

rimborso contro questo compete allo stesso usufruttuario che abbia


fatto quelle spese.

Al contrario se

tima annata di usufrutto

ma

siasi fatta dal terzo,

non possono percepire

suoi eredi

salvo anche per essi

tuario o suoi eredi.

le spese della coltura dell ul-

il

frutti

diritto

di

il

proprietario o

che mediante rimborso,

regresso

contro lusufrut-

Per la medesima ragione il mezzaiuolo che nel fondo dell usutempo in cui cominci o fin lusufrutto, conserva
sempre integro il suo diritto alla porzione dei frutti che gli spetta
frutto era al

in virt del contratto di mezzadria, avendovi

un

quesito

diritto

(art. 480).

Leg.

Toullier III, 401;

-18.

cit.

Marcad

Demolombe

e Genty loc.

cit.

Dnranton IV, 55 1 Ducaurroy Bonnier


,

e Roustaing II

181;

Damante II, 434 bis. IV, Demolombe X, 358 e seg. Aubry e Rau
II, 437; Nostro Com. I, 337; contro Marcad art. 585, VI; Prondhon 111,991, e 995.
3
Toullier III, 402; Duranton IV, 530; Prondhon n. 1150; Demante l, 423 bis;
Marcad art. 585, V; Demolombe X, 373; Aubry e Rau II, 428.

Taulier II> 303;

D. de usufr,

Leg. 34. J

Vedi Genty

Accenniamo che onde

1.

n.

83 in

fine;

ci

Nostro Com. I, 34%.


possa essere a danno

consti

da atto pubblico o da scrittura privata

conviene

dell usufruttuario,

che la mezzadria fatta dal proprietario sia anteriore alla costituzione


di data certa

dell* usufrutto

ovvero che

il

mezzaiuolo

gi fosse in possesso del fondo (1597 e seg); e perch lo sia a danno del proprietario

duopo che la mezzadria

quennio,

se

pattuita

sia

stata pattuita

dall usufruttuario al

o rinnovata anche per minor tempo pi dun anno prima

dolio spirare della locazione corrente abbia incominciato

che lusufrutto
l

sia cessato (art.

usufruttuario e

il

pi per un quin-

493. e 491),

imperocch

proprietario sono obbligati di

ad avere esecuzione prima


a

rispettare

tali

condizioni

soltanto

la mezzadria che quegli

al principio, questi al finire dellusufrutto trova convenuta.

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93
UT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Con quali norme

si regoli il diritto

dell'

79

usufruttuario ai

In

frutti civili in relazione al principio e alla fine dell usufrutto.

quanto

ai frutti civili,

giorno per giorno

lui

che spettano

all'

(art. 481).

giorno non

Il

usufruttario
si

acquistano da

si

conta per ore

ma

una all' altra mezzanotte.


perche possa aver luogo

dall

Ma

causa de'

acquisto, conviene che

tale

frutti civili coesista coll usufrutto,

Del resto non deve aversi riguardo , se i frutti


dotti equabilmente o no, se rappresentano o no
se sieno pagati in natura o in

percepiscano

dall

sieno pro-

frutti naturali,

denaro e se insieme co'

Articolo

Dei

civili

usufruttuario anche frutti naturali

agli uni e agli altri le proprie regole.

diritti dell* u*uiruttuario

o incominciano o finiscono di esser prodotti.

frutti

la

altrimenti incomin-

cer dopo o finir prima dell' usufrutto , cio al tempo in cui

civili

si

applicandosi

2.

in speoie o in relazione

a certe apode di beni

94

Transizione

oggetto

esposizione generale.

diritto dellusufruttuario

tutti

della cosa usufruita e determinato

il

modo

sciuto

il

ticolarmente alle rendite,

non

delle quali

si

ai

poco

coll

di

civili

beni e par-

crediti e altri diritti, alle cose mobili

possa far uso senza consumarle, alle cose mo-

che, senza consumarsi di un tratto ,

Cono-

percezione, passiamo

ad esaminarlo nella sua applicazione a certe specie

bili

frutti naturali e

di

uso, ai boschi ed

altri alberi,

si

deteriorano a poco a

e finalmente alle miniere,

cave e torbiere.

95 Del
usufruttuario di una rendita vitalzia
fondiaria semplice consolidata di un credito fruttifero.
diritto

Leg.

civili in tr

all'

8.

D. de fervis;

dell

Domolombe

277.

eentosessantacinque parti, quanti sono

usufruttuario

una per giorno, sicch questi

li

Adunque
i

la legge

ripartisce

dentemente dal termine del loro pagamento: la scadenza di questo non ha altro
che rendere esigibile

una 365* parte


quanti
1

il

credito;

nato, scaduto

quindi Anito un giorno die eeit, oio


il

frutti

giorni dell'anno e ne attribuisce

acquista giorno per giorno indipen-

il

effetto

credito di

termine del pagamento, die verni di tanti crediti

giorni decorsi.

n. 923; Durauton IV, 539; Demolombe X, 380; Anbry, e Eau II,


Commento I, 347 e 348.
Demolombe X, 380-385; Proudhon n. 927 e seg; Duranton IV, 512 o 513;
Mercede art. 586, III; Genty 87 e seg; Nostro Com. I, 319, 359.

Frondlion

429, testo e nota 13; Nostro


3

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80

IST. DI DIU. CIV. IT.

di azioni

industriali

che

un

ha

vitalizia

maturano di giorno

si

U.

usufrutto

diritto di

una rendita

L usufruttuario di
le pensioni

di

LIB.

di

afftto.

diritto di riscuotere

in giorno,

durante

il

suo

Adunque se ti avessi dato il 1 ottobre 1867


mia rendita vitalizia di lire 1200, esigibili il 1 giuanno , in questo giorno riscuoterai 800 lire tante
essendone maturate nei 240 giorni decorsi e le altre 400 spetteusufrutto (art. 482).

la
in usufrutto
3

gno

di ciascun

rebbero a me; insomma alla pensione della rendita vitalizia


applica tutto ci che abbiamo detto dei frutti

Di conseguenza

civili in

si

genere.

usufruttuario ha lobbligo di restituire quelle

pensioni o parti di esse che avesse anticipatamente riscosse, ossia

che non erano maturate


caso che

il

giorno che

l'

usufrutto cess , tanto nel

debitore della rendita abbia di sua volont fatta lan-

il

ticipazione, quanto se vi fosse obbligato per convenzione.

"

Altrettanto dicasi dellusufrutto di una rendita fondiaria o seme della rendita consolidata.

plice

Cos ancora l'usufrutto di un credito attribuisce


il

diritto di riscuoterne glinteressi,

dustriali

percepirne

diritto di

il

usufruttuario

all

e lusufrutto delle azioni in-

dividendi.

L usufrutto stabilito sopra un usufrutto attribuisce al secondo

usufruttuario

il

godimento del

diritto stesso e

non dei

che perci non tenuto in alcun caso a restituire (arg.

un

L usufrutto di

mento

dell affittuario

teuti

finalmente

concedente e non la sola

godi-

laudemi delle enfiteusi e altre

nn immobile o

1413)
il

che potrebbe

Chiamasi rendita un annua prestazione in danaro o

sione di

utilit

usufruttuario del dominio diretto de fondi enfi-

attribuisce all'usufruttuario

simili prestazioni.

soli frutti,

art.

usufruttuario

all

ritirarsi dai frutti.

affitto attribuisce

il

pagamento

di

nn

capitale che

in derrate,

mediante la ees-

cedente

obbliga di non

il

si

pi ripetere (art. 1778); vitalizia quando ha per termine la vita di una o pi per-

sone (art. 1792).


1

Consulta

3 Si

motivi dei Codici per gli Stati Sardi p. 489 e seg.

chiama rendita fondiaria la rendita

come condizione

di cessione

Leg.

7.

2. D. de jure

lombe X, 329; Genty


5

Proudhon

Nostro Com.
6

I,

costituita

d'immobili a qualsivoglia

dita semplice o censo quella costituita

per prezzo di alienazione, o

titolo, eziandio gratuito, e ren-

mediante un capitale

dotium; Proudhon n.

(art.

1780

e seg.).

154; Taulier III, 417;

Demo-

n. 123.

n. 367;

Boileoz art.

376; contro Duranton

Vedi Nostro Com.

I.

581;
III,

Aubry

e Bali 11,

372; Demolombe

430

testo e nota 20;

330.

377.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

T1T. IH.

81

L usufruttuario deve ne congrui casi notificare al debitore della


1
rendita, del credito, dei dividendi e cose simili

suo diritto di

il

usufrutto, perch paghi adesso la prestazione annua o glinteressi


sotto pena di doppio pagamento.

Egli pu ricevere e deve anche esigere

pagamento

il

rendita o del credito sul quale continui a competergli


salvo

proprietario

al

Del

non

pu

si

delV usufruttuario

diritto

sema

possa far uso

ma

quali non si

delle

rigore le cose delle quali

il

diritto

di

goderne va confuso con

con

la

sua forza creatrice ne

la legge

formato un usufrutto improprio o un quasi-usufrutto,


della stessa qualit, o

Fra

le

cose che
1

il

lia

qualb con-

loro valore (art. 483).

consumano

si

il

obbligo di restituirne altrettante

siste nel diritto di servirsene coll

quanto concerne

auto-

all

consumarle, non possono essere oggetto

imperciocch

quello di disporne,

di cose

consumarle.

far uso senza

di usufrutto,

della

usufrutto,

prendere e domandare

diritto di

opportune cautele per garanzia del capitale.

rit giudiziaria le

9G

il

usufrutto,

coll

uso devono noverarsi per

mobili fungibili, dei-quali cio lusu-

pu per intenzione del proprietario concedente disporre,


come se un mercante di mobili ne avesse legato 1 usufrutto ad
8
uno e Jn propriet ad un altro.
Che anzi al medesimo effetto
debbono noverarsi, fra le cose che si consumano coll uso le infungibili, quando fra le parti siasi convenuto, o il disponente abbia
fruttuario

ordinata che

usufruttuario in luogo di godere dell oggetto colla

condizione di restituirlo in natura, ne divenga proprietario


bligo di pagarne

Del resto

le

valore

il

cose che

Voet ad Pand. Lib. VII Liv.

438; Nostro Com.


s

Se
i

il

I.

373

l'usufrutto:

ma

tale

n. 6;

Proudhon

Aubry

n. 121;

n.

1011

Rau

li

e 374.

non

ma

legatario

il

certo la volont del defunto,


,

usufruttuario

conservarli per restituirli

cio venda e compri

lucri, e trasmettendo al proprietario

egli l'ha lasciato, e

20

C&stillo cap.

Duvergier su Toullier HI, 396; Rolland de

Demolombe X, 323 320; Genly

legato fosse di vero* usufrutto

mobili del negozio,

continui nella negoziazione

dosene

di altre inconsumabili (art. arg.

I n. 3o;

e seg. e 1100 e seg; Salviat art. 01 n. 1

Villarques Rep. u?uf. n. 234;

vendere

ob-

colluso possono lasciarsi

478 capov. 20).


1

coll

termine dellusufrutto.

consumano

dipendenza

in usufrutto solo o in
art.

al
si

non un deposito

il

si

al

non potrebbe

proprietario,

bene che lusufruttuario

o faccia fare nuovi mobili


negozio avviato

di mobili antiquati

cessato

attribuen-

provvisto,

come

tempo

o dal

logorati dal

(Vedi Marcad art. 587; Demolombe X, 287).

tarlo.
3

Vedi Dig.

tit.

cit.

per intero; e Nostro Com.

I,

380.

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82

un.

I8T. DI DIR. CIV. IT.


Il diritto

disporne a favore

quello di

II.

dell' usufruttuario di servirsi di tali

abusarne, come

di

cose include pur

con qualsivoglia

terzi

aggrada, divenendone proprietario.

gli

Appartiene allusufrutto di cose che


quello degli animali che formano la

titolo

ed

consumano coll'uso,

si

dote del fondo soggetto ad

usufrutto (art. 514).

97

Bel

diritto dellusufruttuario delle cose

marsi in un tratto

che senza consu-

deteriorano a poco a poco coll'uso.

si

ha

fruttuario di tali cose

Lusu-

per l'uso a cui sono

diritto di servirsene

Non deve distinguersi se possano rendere un


lunghissimo, come le argenterie, la mobilia, o brevissimo,

destinate (art. 484).


servizio

come

la biancheria

Appartiene
o

da corpo,

gli abiti

usufrutto di

all

certi utensili domestici.

conformemente

di servirsi

speciale del proprietario

voro, e fa suo,

ma

la

come

alluso

ha

li

frutto,

usufruttuario

ha

a cui la natura e la destinazione

letame,

il

latte, le lane e

tosura della lana deve esser fatta tempore consueto

raccolta dei frutti maturi e


lusufrutto,
rali (arg.

come deve

art.

480).

il

diritto

resi atti; cosi profitta del loro

il

cose quello stabilito sopra uno

tali

pi* animali uti singoli, de quali perci

feto conviene

che

sia

la-

parti;

come

la

nato durante

esservi fatta la separazione di frutti natu-

Ma

usufruttuario pu vendere vejun ani-

male, per non esserne proprietario,

il

proprietario costringer-

velo, quantunque possa essere interesse delluno e dellaltro farlo,

ad esempio, perch lanimale


tifero,

inetto e sia

divenuto infecondo e<^ infrutvicino a perire, o minacciato dal flagello della


sia

epizoozia.

Bel diritto dclV usufruttuario in riguardo ai

98

Per determinare
compresi

il

diritto dellusufruttuario in

nell usufrutto,

conviene distinguere

boschi cedui

riguardo

ai

boschi

cedui da quelli di

alto fusto.
I tagli de boschi

cedui

allusufruttuario. I tagli

si

reputano

devono esser

frutti e
fatti

perci appartengono

giusta la distribuzione

dei medesimi (art. 485).

La

distribuzione regola lordine dei tagli

che debbono essere

atterrati, la loro et

la quantit di alberi

e le piante che debbono

riservarsi.
1

Vedi Nostro Com. 1 381.


Demolombe X, 295; Nostro Com.
,

e seg. che di questi fa


3

384; contro lroudbon

n. 1074,

1098

1803

un quasi usufrutto.

Demolombe X, 310;

contro

Proudhou 1098

e 1106.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. HI.

La

83

distribuzione dattendersi quella' vigente nel giorno, che

meno che non

lusufrutto incomincia, a

sia

unam-

risultato di

il

ministrazione dissipata, imperocch in tal caso lobbligo che ha

buon padre di famiglia non


mette di attenersi ad un taglio dilapidatorio dei boschi ,
lusufruttuario di usare da

de precedenti

la pratica

seguire

ciare dellusufrutto la distribuzione de tagli


pleta,

si

deve seguire

nella parte

Che

proprietari.

di

non

gli
1

sia

per-

e deve

comin-

se al

ancora com-

bosco ancora intatta

la

distribuzione fatta in quella gi tagliata, imperocch deve godersi


del bosco giusta lintenzione del proprietario, e lintenzione
nifestata; cosi la distribuzione incominciata

meno che non

ma-

deve presumersi estesa

sia stata

sospesa volontariamente, po-

tendo allora piacer meglio di seguire

la pratica costante degli altri

al resto

proprietari o

difetto

in

regolamenti forestali

regole

le

dell arte.

In difetto di distribuzione

usufuttuario deve seguire la pra-

tica costante dei proprietari de boschi dati in usufutto, se stabilita,


*
Se la pratica non fosse costante ma vadeve seguirsi quella tenuta dal proprietario costituente l usuper tal modo lusufruttuario gode come ha go-

se no, de boschi vicini.


ria,

frutto, perciocch

duto

il

in difetto la pi
proprietario r

comune

cio quella seguita

da pi proprietari
Quando manchi la distribuzione de tagli e
de proprietari, devono seguirsi i regolamenti
.

la pratica costante

forestali o

precetti

dellarte.

In verun caso lusufruttuario pu fare tagli anticipati: se


e

usufrutto finisca prima che


di questo

finire

momento

pagare

il

loro

il

li

faccia,

tempo maturo giunga, deve

valore che

il

taglio

della restituzione del fondo, dedotto

al

avrebbe avuto nel

il

valore delle rina-

scenze pi o meno cresciute ; a meno che lusufrutto non fosse a termine scadente prima del tempo del taglio, nel quale caso il proprietario pu rivendicare gli alberi tagliati e dimandare il risarcimento
1

Arg. Leg.

Aubry e Bau II, p. 431/


Aubry e Bau loc. cit.
Demolombe X, 892; Nostro Com.

3
4

e leg. 27.

9. \ ult.

2.

D. de usuf.; Castillo de usuf. cap. 22.

I 394; contro

Proudhon

(n.

doversi seguire esclusivamente la pratica de* proprietari de boschi

roy, Bonniere Boustaing

(II,

Consulta Hennequin

Leg. 48 D. de usuf.

Boileux

art.

1181) che pensa

vicini;

Ducaur-

173) dei boschi dati in usufrutto.

II,

284; Demolombe

Proudhon

III,

117 e

X,

seg.;

394; Nostro Com. I, 395.

Taulier II, 304

Demolombe X,

386;

590.

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84

IST.

dei danni ed interessi.

DI DIB. CIV. IT. LIB.

Che

se

l'

II.

usufruttuario abbia anticipato qual-

che taglio e lasciatone alcuno gi, maturato al cessare dell' usufrutto,


regolarmente non si fa luogo a compensazione, salvo che piuttosto che anticipazione,

non

penso pei
crescano

99

tagli
(art.

non

o cambiamento di

vi sia stata inversione

distribuzione (arg. art. 441).


eseguiti,

Al contrario non ha

n per

le

diritto

a com-

piante riservate, affinch

488).

Del diritto delV usufruttuario in riguardo ai boschi e agli


Per ci che concerne i boschi di alto fusto,
non deperendo che nel corso di molti secoli, e non es-

alberi di alto fusto.


essi,

sendo destinati per natura e volont del padre di famiglia a


ordinari e periodici, come sono i boschi di castagni, querce,
platani e simili (arg. art. 579),

tagli

pini,

reputano come parte del fondo.

si

Ma sono considerati come frutti, quando siano distribuiti in tagli


Questa distribuzione non risulta che da un complesso,
9
da un insieme di fatti o di atti.
Essa in generale formata dalla pratica dei precedenti proprietari, ma pu bastare anche la pratica del proprietario conce-

regolari.

dente lusufrutto, potendo egli aver voluto dare al bosco la dek


innanzi non aveva avuto
Del resto non

stinazione che per lo

rileva che la distribuzione in tagli regolari sia. fatta sopra

una

certa

quantit di terreno o sopra una certa quantit d alberi presi

in-

distintamente in tutta la supericie del fondo.


11 taglio

deve esser

tempo e secondo

fatto nel

la pratica dei

precedenti proprietari, autori mediati o immediati del concedente


l'usufrutto, e di questo concedente medesimo, godendo allora

come il proprietario. Che se non si tratti dibosco


ma di alberi di alto fusto sparsi per la campagna, l'usufruttuario
pu parimente tagliarne, quando per consuetudine locale siano destinati ad essere periodicamente tagliati (art. 487), a meno che
contraria alla consuetudine non sia la destinazione del proprietario
che ha concesso lusufrutto, perciocch in tutti casi il godimento
lusufruttuario

dellusufruttuario deve essere regolato su quello del proprietario.

Ma
lari,

boschi di alto fusto non sono distribuiti a tagli regolusufruttuario non pu tagliarne c farne suoi gli alberi, come
se

Demolombe X, 397; Nostro

Consulta Duranton IV, 618; Taulier

Coin.

Demolombo X, 402.
Demolombs X, 407 e seg. Genty
Proudhon n. 1182; Demolombo X,

I,

396.
II,

305; Boileux

art.

590; Marcad

arti-

colo 585, III;


3

n.

132.

408.

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TIT.

non pu
deve

e risarcire
il

taglio

85

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PKOPBIET.

III.

togliere e far sua alcuna parte di propriet; tagliandoli

restituire al proprietario
i

gli alberi stessi

il

loro valore,

danni anche prima che lusufrutto finisca, perocch

momento che

costituisce fin dal

Per lusufruttuario pu fare atterrare

una percezione

fatto

certamente e non eventualmente indebita.

gli alberi di alto fusto

non gi come conseguenza

dell usufrutto e

Non deve

distinguersi, se riguardino

il

della sua colpa.

fondo stesso, o la casa co-

come una

lonica o altro edifizio compreso nellusufrutto,

Per ha l'obbligo

che

come

fossero necessari per le riparazioni che sono a suo carico,

onere

officina.

di far costatare al proprietario la necessit tanto

della riparazione quanto dell atterramento, anche nel caso che

il

espressamente a tale atterramento, perocch

la

titolo lo autorizzi

notifica della necessit

debito impiego, e le

potrebbero insorgere.

Tra queste

non ha

difficili

altro scopo

che

contestazioni che,

di

prevenire

lin-

dopo limpiego,

compresa

riparazioni

la

manutenzione degli

istru-

menti aratori, delle carrette e cose simili. E in forza dello stesso


bisogno di riparazione l'usufruttuario pu prendere pali nei boschi
per

le

vigne comprese

alberi fruttiferi.

nell

usufrutto , ed anche per sostegno degli

Perch poi lusufruttuario possa procedere legalmente


degli alberi di alto fusto pel bisogno delle riparazioni

al taglio

conviene

che nell'usufrutto non sieno compresi boschi cedui, o boschi od


alberi di alto fusto destinati ad esser tagliati, perocch un buon
padre di famiglia impiegherebbe questi. E da ultimo conviene
che gli alberi non formino un viale, un boschetto o unaltra amenit qualunque, dovendo allora considerarsi come riserve intangi11

sempre per la ragione che l'usufruttuario


deve godere come il proprietario, e questi, se buon padre di
famiglia, non gli avrebbe per certo atterrati non essendo tale la
bili dall'usufruttuario,

"

loro destinazione.

Prondlion n. 2094; Salviat

be X, 410; contro Delviconrt

I,

I,

244

e seg;

Daranton IV, 408

148; Hennequin II 293;

not. a;

Demolom.

quali opinano

dover

il

proprietario attendere la fine dell usufrutto per promuovere la sua istanza.


*

Genty

Salviat I, 249.

Demolombe X, 411; Aubry e Rau II, 432.


Demolombe X, 415 bis; Genty loc. cit; contro Salviat. I, 348.
Leg. 11 e 13. 4. D. de usufr.; Demolombe X, 415; Genty n.

5
c

op.

cit.

n. 135.

136.

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86

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

Molto pi

l'

II.

usufruttuario pu per lo scopo

stesso

delle ripa-

razioni adoperare gli alberi svelti o spezzati per accidente, senza

che

tenuto a provare preventivamente

sia

cessit della riparazione e dell'impiego;

pu essere obbligato a provare


art.

il

al proprietario la

ma

ne-

alla fine dellusufrutto

necessario impiego (art. e arg.

448).

Allinfuora del bisogno delle riparazioni

usufruttuario non pu

valersi degli alberi di alto fusto per altri usi,

come per

sogni personali,

meno che

simili; a

rocch allora

in tutti

n manco pesuoi

la pratica del proprietario, pe-

usufruttuario potrebbe avervi diritto,

casi

bi-

fuoco domestico, per la mobilia e cose

non fosse

tale

regolare e periodico.

Ma

il

come a

taglio

appartengono

all

usufruttuario

prodotti an-

nuali e periodici degli alberi stessi (art. 489); quali le noci, le olive,
i

pomi,

che

ghiande,

le

le foglie dei gelsi,

sughero, non

la scorza di

quando nel luogo


Conseguentemente il

le pertiche, e altri simili prodotti,

pali,

sieno considerati quali

prodotti

periodici.

non pu abbattere, durante lusufrutto, gli alberi di


imperocch altrimenti nuocerebbe ai diritti dellusumeno che non sieno vecchi e deperiscano imperocch
la buona amministrazione esige che si atterrino; o che non sieno
necessarie riparazioni straordinarie, e il nudo proprietario voglia
proprietario
fusto,

alto

fruttuario

adoperarvi
fruttuario

gli

sia

tenuto

al

pagamento

per la perdita dei

100
piantoni

Del

perch l'usu-

alberi di alto fusto de suoi poderi,

non pu avere un
3

vazione della cosa esige,

diritto contrario

a ci che la conser-

senza che daltra parte

di alcuna indennit

proprietario

verso l'usufruttuario

perch nemini nocet qui

frutti,

il

jtire

suo utitur.

diritto dell usufruttuario sugli alberi fruttiferi e sui

de semenzai.

Gli alberi fruttiferi che periscono, e quelli

che sono svelti per accidente appartengono allusufruttario, qua-

lunque ne
fruttiferi si

grandezza e

sia la

comprendono

prodotti periodici,

come

valore

il

quelli
gelsi.

(art.

che danno
5

Ma

490). Fra gli

in frondi o in

conviene che

alberi piantati e coltivati appositamente per ottenere frutti,


1

Genty

loe. cit;

Genty

n. 137.

Salviat I, 252; Tanlier II, 307;

D 'ivicourt

alberi

frasche

si tratti

degli

mentre

Nostro Com. 107.

p.

Aubry

Rau

II, 433.

148 not. 4; Demolombe X, 420; contro Merlin Rp. v #

usnf.

i 3. n. 2.
5

Proudhon

loe.

cit;

Demolombe X, 418.

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TIT. IH.

spontaneamente nascono nei boschi sono

quelli che

87

DELLE MODIF1CAZIOXI DELLA PROPRIET.

sposizioni riguardanti

retti dalle di-

boschi.

Per T usufruttuario ha lobbligo di surrogare alberi nuovi ai


La surrogazione deve esser fatta con alberi della

periti (art. 490).

medesima specie e

medesimo luogo, perch

in generale nel

il

pi

possibile sia conservata la sostanza e nella materia e nella forma.

101

Diritti dell usufruttuario in riguardo alle miniere, cave

e torbiere.

Lusufruttuario gode delle miniere, cave e torbiere

che sono aperte ed

tempo

in esercizio al

in cui incomincia

l'

usu-

frutto, essendone considerate le materie che se ne estraggono quali


frutti,

per

la

destinazione data al fondo dal proprietario (art. 494).

Lapertura e lesercizio delle miniere, cave e torbiere nel tempo


in

cui incomincia

usufrutto non

sono di rigore, potendo anche

senza di esse constare della destinazione data

fondo dal pro-

al

prietario.

Lestrazione della materia deve esser fatta, e secondo le leggi


speciali che regolano questa materia, e la pratica del proprietario

che ha concesso

lusufrutto.

Al contrario lusufruttuario non ha alcun diritto sulle miniere,


cave e torbiere non ancora aperte (art. 494 capov. ult.). Per pu
estrarre dal fondo le materie necessarie alle riparazioni , come la
pietra e la pozzolana per muri, la torba per cuocere mattoni e

marna per concimare

calce, la

della necessit verso

Aubry

Proudhon

Rau

n.

loc.

Log.

Proudhon

8.

1175

il

premessa

terreni,

la

proprietario (arg. art. 488).

1197; I)jmo!om>e X, 425

Taulier

li,

dimostrazione
*

307 Genty

n.

138;

cit.

D. soluto matrim.
1206; Demolombe

432; Aubry e Rau

bas3 della regola annunciata nel tosto

si

deciso che se constasse della volont del

n.

II,

433

testo o

nota 31. In

come se avesse ottenuto dal Governo


una causa qualunque, che non sia il cam-

proprietario di aprire ed esercitare delle cave,


la concessione dell esercizio e tuttora per

biamento
tuario ha

di volont,
il

non

le

avesse aperte, n incominciatone l'esercizio,

diritto di godere,

come

il

proprietario,

delle

cave aperte

l'

usufrut-

prima che

incominciasse l'usufrutto, non ostante che in questo tempo l'esercizio no fosse sospeso,
se la sospansione

un abbandono

momentanea non pu equivalere

nell'intenzione del proprietario ad

completo, ad una chiusura effettiva e definitiva delle cave medesime.

(Bordeaux 10 mar. 1865).


4

bis;

Proudhon

n.

1203 e 1204; Marcad

loc.

Demolombe X, 433; Genty n 110; Aubry

cit.;

Rau

Taulier II, 311;

II,

Demanio

II,

438

434; contro Hennequin II, 316.

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88

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

Articolo

II.

3.

Ideila coesione dell usufrutto.

'

Transizione oggetto cessione delV esercizio diritto


di usufrutto
traslazione del diritto originario e non creazione
di un nuovo conseguenze giuridiche. Abbiamo veduto che
102

elei

r usufruttuario ha il diritto di godimento sulla cosa datagli in usuche questo godimento consiste nell usarne e percepirne
frutti. Ma egli, anzich godere di persona, pu far godere da
altri mediante la cessione dellusufrutto (art. 492). Il diritto di
cedere l'usufrutto compete all'usufruttuario, qualunque sia la cosa
che ne formi loggetto, compresi i mobili, a meno che non sieno
di tal natura o non abbiano tale destinazione da escludere l'inten-

frutto, e
i

zione del proprietario, che fossero ceduti.

La

cessione pu esser fatta per qualsivoglia titolo, tanto oneroso

quanto gratuito; come dare in

affitto

fondi usufruiti, permutare,

vendere, donare, dare in dote lusufrutto.

La capacit

del cessionario e del cedente e la forma della ces-

sione sono regolate dal diritto comune.

La cessione non crea un usufrutto nuovo, ma trasferisce nel


il medesimo competente al cedente, senza che in nulla
condizione del proprietario. Donde segue

cessionario

sia deteriorata la
l.

che

diritto di usufrutto

il

continua ad essere soggetto alle

cause di estinzione stabilite dalla legge, fra cui la morte dellusuoriginario e cedente, e perci al succedere

fruttuario

di

l'usufruttuario secondo e cessionario cessa di goderne,


alle
il

cause speciali, che risultassero dal

cessionario,
1

il

possa cedere

il

dtil

suo

usufruttuario

diritto.

Ora

pu ceder per qualsivoglia

Com. spesso

citato, Lib. II, voi.

senso che l'usufruttuario possa cedere

titolo

oneroso

questione molto dibattuta se l'usufruttuario

solo esercizio del diritto di usufrutto, od anche

tale questione nel

questa

non che
Al contrario se muoia

benefizio della cessione passa ai suoi eredi;

L art. 462 dispone che

gratuito lesercizio

titolo.

diritto.

il

I.

n.

il

diritto.

Ho

discusso

414-417 e lho risoluta nel

Mi dispenso dal

riferir qui gli

argo-

menti sui quali ho appoggiato la decisione, perciocch eziandio a senso della dottrina
contraria l'usufruttuario cessionario gode di tutti

diritti dell usufruttario

concedente

e perci sotto questo riguardo la questiono oziosa.


2

leg;

Consulta Leg. 15 \ 4 o 5 D. de usufrut; Leg.

Proudhon

Aubry
8

Rau

Leg.

8.

n.
l,

10G8 e seg; Marcad

art.

589

15 \ 4 D. de usaf. et liabit.
595; Demolombc X, 229;

III, e art

237.
2.

D. de peric. et com.

rei

vend.

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2.

TIT.
il

89

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

diritto di usufrutto

ratteri giuridici

conserva presso

che aveva presso

cessionario

il

ca-

cedente, e perci costituisce

il

3. patrimonio un bene mobile od immobile, secondo che


nel suo

compete sopra cose mobili od immobili, ed


1932 congiunto

(art.

"

all art.

secondo caso

in questo

momento

ipotecabile e opponibile ai terzi dal

della

trascrizione

1942).

sono correlativi a carico del ces-

al diritto di usufrutto

sionario tutti gli obblighi gravanti sul cedente, senza che poi questi sia liberato

verso

il

proprietario.

In conseguenza lusufruttuario

originario tenuto perle deteriorazioni imputabili al sue cessionario

o che

tratti di

si

cessione volontaria, o di cessione forzosa per su-

basta, 1.
e la cauzione prestata da quello resta obbligata pel godimento,

che sar fatto dal cessionario *, a meno che non abbia dimandato
ed ottenuto la liberazione, atteso il cambiamento della persona;
salvo per sempre al proprietario il diritto di dimandare nuova
cauzione

103

all

usufruttuario.

Rapporti giuridici fra


rapporti giuridici fra

frutto.2.

cedente e

il

usufrutto sono

cessionario delF usu-

il

cedente e

il

che passano fra

gli stessi

cessionario di

il

proprietario e

il

l'

un

usu-

fruttuario.

Aduuque
usufruttuario secondo ha verso

il

primo

tutti gli

obblighi

derivanti dall'usufrutto, indipendentemente dai rapporti giuridici

che nel caso passano

lusufruttuario originario e

fra

il

nudo pro-

prietario; cosi, ad esempio, lusufruttuario secondo obbligato di


al primo, quantunque questi ne sia stato dispensato,
nudo proprietario, e viceversa il secondo usufruttuario pu
il, primo l'abbia pre-

prestare cauzione

verso

il

essere dispensato dal dare cauzione, sebbene

stata; cos dicasi dellinventario dei mobili e della descrizione dello

stato deglimmobili;

il

diritto di usufrutto

cedente e cessionario per

le

sarebbe labuso e

altri

104

Regolamento

la

ceduto

il

il

Genty

105; Aubry e ltau

n.

n.

Aubry

IV. 613 bis; Proudhon n. 851; o Demolombi? X, 363

Proudbon

n.

fra gli

Dicevamo or
comprende quello di

dell usufrutto.

896; Duranton IV, n. 585; Damolombe X, 3G8

n.

bis.;

estingue

delle locazioni pattuite dall' usufruttuario in

di cessione dellusufrutto

diritto

si

morte.

Proudhon
Duranton

IV, 613

estingue nei rapporti fra

nudo proprietario, come

riguardo alla loro durata al cessare

ora che

si

cause stesse generali, per cui

fra lusufruttuario originario e

II,

439; Nostro Com.

851; Damolomba

X, 363

Rnu

1.

c.

bis.

110; contro Duranton

bis.

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90

DI DIE. eiv. IT. LUI.

IST.

dare a locazione

le

II.

cose avute in usufrutto. Le locazioni possono

esser pattuite dall usufruttuario per tutto

il

tempo che voglia,

salva la disposizione dell' art. 1571. Cos se avesse dato in affitto

un fondo rustico per 30 anni, od a pigione una casa per tutta la


vita dell inquilino e per due anni dopo (art. 1571 cit.), il contratto
sarebbe valido e

il

conduttore avrebbe certamente diritto

cuzione del contratto per tutto


validit, questo diritto

di

il

tempo convenuto.

'

all

ese-

Per questa

esecuzione limitato nei rapporti fra

usufrultario e conduttore, ossia finch quegli gode dell usufrutto,

Ma

questi deve godere dell'affitto.

estinto lusufrutto,

Da

tore trovasi di fronte al proprietario.

deve considerarsi nei -rapporti


In questi rapporti quando

1'

e determinato, le locazioni fatte

eccedente

il

momento

condut1

affitto

tempo certo
usufruttuario per un tempo

usufrutto non sia a


dall'

cinque anni non sono durevoli nel caso di cessazione

dell' usufrutto, se

tempo

questo

fra proprietario e conduttore.

non per

il

quinquennio che

in cui cessa lusufrutto,

si

trova in corso al

computandoli primo quinquennio

dal giorno in cui ebbe principio la locazione, e gli altri successivi dal

giorno della scadenza del precedente quinquennio.

locazioni per un quinquennio o per

ha pattuite o rinnovate pi

tuario

esecuzione, se
trattasi di case

non

zione

ticolo 493).

Se

minor tempo, che


di

un anno prima

beni sono rustici, e pi di sei mesi prima, se

non hanno veruno effetto, quando la loro esecucominciato prima che cessasse l'usufrutto (ar-

abbia

tempo certo e determinato le


non dureranno in ogni caso se non

usufrutto doveva cessare a

per l'anno e trattandosi di fondi dei quali

Le

usufrut-

locazioni fatte dall'.usufruttuario

della loro

Dimante

II,

4G2

bis. II;

il

principale raccolto

Demolorabe X, 749.

Chiariamo la cosa con un esempio. Cajo usufruttuario

nell aprile

con Tizio una locazione de fondi avuti in usufrutto da durare

1850 stipulo

trent anni.

Sa Cajo

mnoja

nell aprilo 1854, la locazione sarobbo ne termini del primo quinquennio, e


non dovrebbe goderne che per un altro anno solo, tanto mancando al compimento
quel quinquennio. So Cajo muoja nell'aprile del 1858, la locazione sarebbe nei

Tizio
di

termini

del secondo quinquennio e Tizio avrebbe ancora da godere per due anni,
qnanti ne mancano al compimento del secondo quinquennio. Se Cajo muoja al finire
del 1860, allora, essendo trascorsi della locazione undici anni e otto mesi ossia com,

piuti

due quinquennj ed incominciato

il

terzo per soli

otto mesi. Tizio

godere ancora della locazione per quattro anni e quattro mosi, cio fino
s

Consulta Nostro Com.

n.

all'

avrebbe da
aprile 1805.

428.

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TTT.

corso

tempo

al

91

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

o triennale, per

sia bienuale

il

biennio o triennio che

in cui cessa l'usufrutto (art. 493).

si

trova in

In quanto alle locazioni de beni mobili, esse indistintamente


si

risolvono' al cessare dell usufrutto.

diritto di far risolvere le locazioni, spirato

Il

spetta

proprietario,

al solo

stringere

il

il

il

tempo

legale,

quale perci pu rinunziarvi e co-

conduttore ad osservare

contratto per tutto

il

il

tempo

convenuto coll usufruttuario (arg. art. 1128).


Al contrario pu dimandare che le locazioni siano risolute
non appena cessato lusufrutto, quando ne sia gravemente leso
per
si

o di altre onerose condizioni.* Se

la vilt del fitto

prevale del diritto di far risolvere

non ha

locazioni,

le

ad alcuna indennit contro

diritto

il

proprietario

il

conduttore

usufruttuario o

suoi

eredi, procedendo la risoluzione dell affitto o dalla legge che non

poteva essere da

ignorata, o dalla complicit nella

lui

conven-

11

zione lesiva dei

diritti del

proprietario.

Articolo

'Degli obblighi

4.

proprietario correlativi ai diritti dell tumfVuttuario.

elei

105
Transizione
T usufruttuario
comuni

oggetto

e singolari.

obblighi del proprietario verso

Dopo

discorso dei diritti

dellusufruttuario, conviene che vediamogli obblighi del proprie-

che sono correlativi a tali diritti.


Questi obblighi possono distinguersi in comuni e singolari
secondo che derivano dal diritto comune e da disposizioni singotario

concernenti lusufrutto.

lari

Sono comuni
1

La

gli

obblighi di consegnare la cosa nello stato in

ragione di queste disposizioni, in forza delle quali

sino ad

derogato alla notissima massima che soluto jure dantis soloitur jus
nellinteresse dellagricoltura che

(Vedi

art.
1
*

1597 e

Vedi Nostro Com.

Genty
4

avvantaggia per

gli affitti

un certo punto,
aecipientis,

sta

lunghi e di certa durata

443.

I,

du lonage

Duvergier,

staing II, 180;

si

seg.).

41;

I,

Taulier II, 313; Ducanrroy, Bonnier

Demolombe X, 336; Anbry

Bau

II,

Rou-

436; contro Durantou IV, 587;

n. 118.

Log. 9. g

1.

D. loc. cond;

Demolombe X, 357; Aubry e Rau II, 436 testo o


n. 1219; Demolombe X, 350, 354 e 351 bis;

nota 49; Toullier XII, 409; Proudhon

Genty
5

n.

119; Aubry e Rau

Log. 9.

1.

D.

loc.

II,

436; Nostro Com.

I,

444.

cond; Demolombe X, 357; Aubry e

Ran

II,

436: testo e

nota 49.

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92

IST. DI DIK. CIV. IT.

cui
si

LIB.

II.

trova con tutti gli accessori e di prestare garanzia, quando

si

tratti

ma

usufrutto a titolo oneroso,

di

di

questi e di altri

non questo il luogo di trattare.


Per ci che concerne gli obblighi singolari essi
questuno, di non nuoere in qualsivoglia modo
simili

lusufruttuario (art. 495). Esso,

inola,

essendo

negativo,

come

lo

una

l'usufrutto

si

riducono a
del-

diritti

ai

dice la sua stessa for-

Quindi

servit.

il

proprietario non pu contro la volont dell usufruttuario fare sulla

cosa soggetta ad usufrutto alcun cambiamento, alcuna innovazione;

pu

pu aggiungervi; cos non ha il diritto


dovuta al
edifizio in nudo suolo, o innalzare
lcdifzio gi esistente, quantunque costituisca un miglioramento,
imperocch anche con ci turba il godimento dell' usufruttuario ; *
parimente non pu fare o tenere alcun deposito di materiali o
altro nel fondo soggetto allusufrutto, n manco lasciarvi gli alnulla
di

togliervi, nulla

demolire una fabbrica, o rinunziare ad una servit


1

fondo,

atterrati

beri

bandono e
Il

un

costruire

di

salva

proprietario la facolt di fargliene

al

ab-

cosi esimersi dall obbligo di esportarlo.

non pu nuocere

proprietario

diritti

ai

dell

usufruttuario,

nemmeno

offrendogli larga indennit e quandanche si trattasse


che molto gioverebbe e forse anche necessiterebbe al proprieil tagliare un bosco di alto fusto per dimetter debiti,
4
aprire una miniera, una cava, una torbiera, de cui prodotti vivere.
di cosa

come

tario,

Leg. 15. I

Leg. 7. \

7.

D. de usuf.

1, e

7.

D.

n.

160;

D muntoti

412;

c; Toullier III,

t.

dhon X, 1166; Demolombe X, 653; Genty

Aubry

Rau

IV,

611; Prou-

II, 452.

Leg. 19. \

Duranton IV, 461; Ilennequin II, 472; Demolombo X, 660; Genty n. ICO;
e Rau II, 453; Nostro Com. I, 47T; contro Proudhon 873-881. ancora quegodimento dell* usufruttuario esercitando il
il proprietario possa nuocere al

Aubry

1.

D.

t.

cit.

stione se

diritto di

piena propriet che abbia di un fondo vicino a quello, pel quale

cesso l'usufrutto. Paolo

considera

il

caso. Si is,

egli

scribit,

alteras

lendo, obscurare luminibus, quoniam babitari potesc, e tiara obscuratis

con-

si

dice, qui binas asdos

aliarum usmnfructum legaverit, posse lieredem, Marcellus

habeat,

altius tol-

aedibus.

Quod

usque adeo temporandum est, ut non in totum aodes obscurentur, sed modicum lumen,

quod habitantibus

sufficit,

da Toullier, Proudhon
e

sp

habcant (Leg. 30 D. de

e Salviat,

ma non

usufr.).

Questa decisione

piace ad Hennequin,

seguita

Demolorabe,

Aubry

Rau, eoo confessano non sapersi rendere ben conto del temperamento, di quella
cio di mezzo termine messo fuori da Paolo, e ritengono che al momento della se-

parazione delle due propriet,


ordinarie del vicinato.

Ma

rapporti giuridici debbano essere regolati dalle leggi

di grazia

il

proprietario

cere ai diritti dellusufruttuario e di prestargliene

non ha egli P obbligo


godimento?

di

non nuo-

il

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T1T.

Ma

III.

93

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

quest' obbligo

fare tutti gli atti che

negativo non impedisce al proprietario di

sono necessari per

conservazione della

la

cosa, anche allora che ne resultasse qualche incomodit o qualche


diminuzione nel godimento dell usufruttuario. Da questo principio
deriva che egli possa fare le riparazioni straordinarie senza essere

tenuto ad alcuna indennit verso- lusufruttuario pel

potranno cagionare,

gli

quantunque durino

oltre

danno che
venti

giorni

che parimente possa- ricostruire l'edilizio distrutto,


dislruzioue non ha prodotto lestinzione dellusufrutto

1580);

(art.

quando

la

520)

(art.

abbattere

gli alberi di alto fusto

che deperissero.

'

La

sorveglianza deve essere esercitata nei limiti della convenienza e

ad arbitrium boni viri.


Quel medesimo obbligo non impedisce al proprietario di fare
qualunque atto, che non cagionasse alcuna turbativa e molestia
allusufruttuario e contro cui perci questi non avrebbe interesse
di reclamare, per
olii

il

noto principio che prodesse sibi qnisque, dumi

non noceat , non prohibetur

nec

quamquam

hoc nomine teneri ;*

pu alienare o ipotecare la cosa soggetta ad usufrutto (ben


inteso per che lipoteca non operativa a danno dell'usufrutto,
se non quando siasi riunito alla nuda propriet); acquistare servit attive a favore del fondo" o imporvi servit passiva che non
nuoccia al diritto dell usufruttuario, come quella allius non tollendi imperocch questi ha diritto di godere delledificio qual,
e non di alzarlo, e perci non ha alcun interesse che non possa
4
pi alzarsi, e lalzamento non costituisce uno di quei miglioramenti che all'usufruttuario non sono proibiti, ma un'opera nuova
che in certo senso cambia la sostanza in fine pu anche imporvi
servit passive di natura da nuocere ai diritti dellusufruttuario,
a condizione che il loro esercizio sia differito a dopo lestinzione
cosi

dellusufrutto.
1

loC.

Frou JI.on 874-880; Dcmolomb) X, 656

;g;

Gimty

n.

160; Aubry

Ran

Cit.
s

Leg.

Log. 15. \

Demolombe X,

1.

\ 2. P. U aqua et aq. pluvia are inda.


7.

D. de usuf.
659.

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94

IST.

DI DIB. CIV. IT. LIB.

II.

II.

Degli obblighi dell usufruttuario.

106

Transizione

visione.

Abbiamo

oggetto

obblighi dell'usufruttuario di-

nel precedente paragrafo esaminato

diritti

dell'usufruttuario, passiamo ora a vedere quali ne sieno

gli

ob-

blighi.

Gli obblighi dellusufruttuario sogliono distinguersi per ragione


di

tempo

prima

in obblighi incombenti

di

conseguire

possesso

il

delle cose avute in usufrutto, nellatto di conseguire tale possesso,

durante l'usufrutto e

finito questo.

Laonde dividiamo questo pa-

ragrafo in quattro articoli.

Articolo

1.

Degli obblighi ohe incombono

conseguire

il

all* usufruttuario

possesso delle cose avute

in.

prima di

usufrutto.

107
Quali e quanti sieno questi obblighi
inventario de' modescriziotie degl immobili
cauzione.
Gli obblighi che
bili
debbono soddisfarsi dall usufuttuario prima di entrare nel godimento delle cose avute in usufrutto sono due:

1 fare linventario de mobili e la descrizione deglimmobili,

2 prestare cauzione.

108

immobili

Primo obbligo
se sia a carico

inventario de mobili e descrizione degli


di tutti gli usufruttuari.

Il

primo

obbligo che deve adempirsi dall usufruttuario prima di entrare nel

godimento dellusufrutto quello di fare linventario de'mobili


e la descrizione deglimmobili, affine di prevenire tutte le controversie che potrebbero insorgere al cessare dellusufrutto, se
niun documento constatasse

la

quantit e stato delle cose

com-

al finire di questo debbono essere


appunto nella quantit e nello stato con cui sono state

prese nellusufrutto, le quali


restituite

consegnate.
Linventario e la descrizione devono farsi di tutti
di tutti glimmobili
riarsi tanto

mobili e

senza alcuna distinzione. Cosi debbono inventa-

mobili inconsumabili ed infungibili, quanto

consu-

mabili e fungibili.

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UT.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

ni.

95

Linventario de' mobili e la descrizione deglimmobili pesa in-

distintamente sopra

abbiano

senza

usufruttuari,

gli

distinguere se

usufrutto da una convenzione, da un testamento o dalla

Che

legge.

tutti

se l'usufruttuario ne sia stato dispensato,

tanto lin-

ventario de mobili quanto la descrizione degl'immobili

4%

esser richiesti dal proprietario a sue spese (art.

possono

capov.

ult.),

non ostante che gliene sia stata fatta inibizione dal testatore che
lo ha istituito erede nella propriet, e quantunque non gli competa diritto alla legittima, ritenendosi tale inibizione per non scritta,

come

contraria allinteresse quasi pubblico a cui


5

la descrizione servono.

Certo poi che

sendo

due obblighi

N manco

fetti.

distinti

linventario e

dispensa dal dare cau-

la

zione non include quella di fare linventario e

la

descrizione , es-

per ragione dell'oggetto e degli

importa dispensa

la

ef-

consegna de beni , senza pre-

vio inventario de mobili, e descrizione deglimmobili, potendo


proprietario chieder

il

sempre e luno e laltra, e presumendosi


fossero in buono stato, perciocch altri-

inoltre che gl immobili

menti F usufruttuario per suo interesse

Ma

se

beni

al proprietario,

dell usufrutto

sieno

avrebbe

lasciati in

fatto costatare.

amministrazione

F usufruttuario sembra che non possa essere obbli-

gato a fare linventario de mobili e la descrizione degl immobili,

mancandone
109

lo scopo.

Con quali formalit debba farsi V inventario de mobili e


e a spese di chi.
Se tanto il proprietario, quanto 1 usufruttuario sono maggiori ed aventi il pieno
esercizio dei loro diritti ed ambedue presenti, non vha dubbio
che possano fare F inventario o la descrizione di comune accordo
e con scrittura privata; ma se tali non fossero, l inventario e la
la descrizione degl immobili

il

Veramente

la legga

nomina il solo inventario, ma non dobbiamo dedurne che


da esso solo, e non dalla descrii ione dello stato degli
non questa, mentre

costituente possa dispensare

immobili oche

il

proprietario non possa dimandare clic quello e

la ragione che vale per luno, vale per laltro

perci

la

cosa

stessa

deve dirsi

d ambedue
*

Proudbon

n.

Ducaurroy, Bonnier
8

800
e

e seg;

Roustaing

Demante
li,

Duranton IV, 593; Marcad

194;
art.

II,

442

Aubry

bis
e

IV; Demolombe X, 475

Rau

II,

421

e seg;

e seg.

600, li; Davergi** sn Toullier III, 419 not 6;

II, 394; Mass e Verg II, 128; Demolombo X, 470 infine; Aubry e
420; Proudbon n. 795.
Proudhon n. 2760, 2781 e 2263 Duranton V, 27; Toullier III, 347; Marcad

Hennequin

Rau

II,
4

art.

626-630

II; Boileuz art. 629.

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96

ist. di

Din. civ. rr.

descrizione dovrebbero esser

legge per

specie di

tali

fatti

il

deve esser

dell' inventario

Ma

adunque deve con

giorno e

il

ora stabiliti

o della descrizione. Ci fatto

nulla importa alla legalit di tali atti che

venga o no.

fatta presente e de-

proprietario. L usufruttuario

atto di usciere notificare al proprietario

per la formazione

solennit stabilite dalla

atti.

L inventario o la descrizione

bitamente citato

un. n.

colle

proprietario inter-

il

nel caso sia btato impedito d intervenire o di farsi

dal giudice che sia differito


risultarne alcun

danno per

presente e non citato

il

od anche ottenere
quando non possa
Al contrario fatti non
proprietario, non hanno alcuna forza con-

rappresentare, pu farlo ripetere a sue spese,


il

giorno o

1'

ora,

usufruttuario.

tro di lui.

devono essere fatti a spese delf usufruttuario, a meno che non si tratti di usufrutto di un patrimonio o di una quota di esso, nel qual caso, quando lerede
L' inventario e la descrizione

accetti

benefizio

col

dell' inventario, le

spese sono a carico di

esso e dell usufruttuario, del primo pel capitale, del secondo per

imperocch vanno a diminuzione del patrimonio o


3
della quota di es6o ;
o a meno che 1' usufruttuario non ne sia

usufrutto,

stato dispensato, essendo allora le spese a carico del proprietario.

Diritto del proprietario di costringere V usufruttuario


110
all' adempimento di tale obbligo.
Se 1 usufruttuario non faccia
l' inventario dei mobili e la descrizione dello' stato
degl immobili
soggetti all usufrutto, il proprietario ve lo pu costringere con
s
tutte le vie legali tanto se non abbia conseguito il possesso
quanto se non lo abbia ancora preso, non ostante che non pretenda conseguirlo, perciocch il proprietario pu non volere ritenere
ed amministrare i beni concessi in usufrutto a vantaggio dell usufruttuario colla responsabilit del rendimento di conto, e della

restituzione dei frutti.

111

Effetti dell'

inadempimento deir obbligo di fare V inventario

de' mobili e la descrizione degl' immobili.

obbligo espone
1

Marrad

art.

inadempimento a tale

usufruttuario a fare la controprova delle cose

600; Proudhon n.788 a 792; Domolomba X,465; Aubry e Itau

Toullier II, 419;

Duranton IV, 493; Demolombe X, 463; Aubry e Bau

Demolombe X,

Vedi sopra

Toullier

Vedi Demante IL 445

t.

II,

420.

467.
II,

420

testo e

noto

2.

n. 108.
Ili,

419; Proudhon 794; Demolombe X, 172; Aubry e Rau \


bis; Demolombe X, 516 in fine.

II,

421.

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TIT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

ricevute contro le iinmoderate

97

dimande del nudo proprietario

fon-

date sulla faina, e a dovere combattere la presunzione che abbia


ricevuto in buono stato

duce

immobili.

gl

decadenza del

la

diritto,

Ma

fa

senza dubbio non pro-

illegittima

la

percezione

de' frutti frattanto fatta.

112

prima

1'

Secondo obbligo che

di conseguire

il

chi debba prestarla.

adempirsi dall' usufruttuario

deve

possesso de' beni

cauzione

il

Con

di che cosa
dal-

possesso dei beni avuti

in

da buon padre

di

usufrutto quello di dare cauzione di godere


famiglia (art. 497).

secondo obbligo che deve adempirsi

11

usufruttuario prima di conseguire

tale cauzione resta garantita la conserva-

zione e cosi anche la restituzione de' beni alla fine dell usufrutto.

Ma

non pu avere per oggetto che


divenendone lusufruttuario assoluto pro-

nel quasi usufrutto la cauzione

la restituzione della cosa,

prietario.

S pi sono

gli usufruttuari, ciascuno deve prestar cauzione


ma se un solo la prestasse per tutti, il proprienon potrebbe fare eccezione, non essendo di suo interesse

per la sua parte,


tario

che

l'

usufruttuario in persona, o altri per esso dia la cauzione.

113
dal

sati

Chi non debba prestare cauzione

titolo e

dalla legge

tenuti a dare cauzione

tutti

o dalla legge

sati dal titolo

usufruttuari dispen-

dispensa per

gli

usufruttuari che ne sono dispen-

(art.

497).

titolo.

Non sono

La dispensa, mediante

titolo,

pu

essere espressa o tacita, secondo che formalmente enunciata


o si deduce dai termini dell atto. * Cos pu dedursi dalla raccomandazione fatta dall esecutore testamentario di preservare l usufruttuario da ogni formalit riguardante l interesse dei terzi, specialmente se avesse aggiunto che tale raccomandazione gli dettata

da viva

sollecitudine verso

imposizione
la

dell

essere esclusa

usufruttuario; cos ancora dall espressa

obbligo della cauzione per certi beni, pu dedursi

dispensa in riguardo agli

come

altri. *

-eccezionale.

Ma

nel dubbio la dispensa deve

Dal

titolo

pu essere dispensato

dal prestare cauzione qualunque usufruttuario, per quanto sia per-

sona scioperata.

Pu dispensarne chiunque costituisca 1 usufrutto a titolo tanto


oneroso, quanto gratuito per atto fra vivi o per testamento. La
1

Proudhon

n.

793; Demolombe X, 471; Anbry Rau

loc. cit.

Proudhon

n.

823; Demolombo X, 194: Aubry o Rau

IT,

Nostro Com.

Genty

1,

496.

500.

n. 185.

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98

DI DIE. CIV. IT. LIB.

IST.

II.

dispensa valida anche per la quota legittimaria,

nente dovesse
1.
manerne
1'

abuso

essendovi

intaccata,

Seguito

ed

pronti

dispo-

il

rimedi

efficaci

ri-

contro

dell usufruttuario.

114.

che

perciocch non pu questa

ai suoi successori,

dispensa per

legge.

Dalla legge poi sono

dispensati dal dare cauzione

padre e

il

beni dei loro

usufrutto legale dei

l'

497 capov.), a motivo dell'affezione pa-

(art.

figli

2.

madre che hanno

la

terna e materna che garantisce ad esuberanza

La dispensa vale per


in

ambedue

beni de

concesso

figli

prestarsi cauzione

nante*

interessi de' figli.

per ragiono di

Ma

uomo deve

dell

donante e in generale qualunque alieuna cosa colla riserva dellusufrutto a suo favore

di

usufrutto

il

siasi

il

continuare

nello

obbligato

modo

stesso

come conosciuta

alienante

non abbia

carico della cauzione, e che riservandosi

tacitamente

come

della cosa a titolo di usufrutto,

quale,

735) , essendo

per l'usufrutto sui

497 capov.), dovendosi presumere che

(art.

(art.

genitori dalla volont

ai

venditore o

il

consentito ad imporsi
l

gl

tanto

quanto per successione

conceduto dalla legge.

casi

usufrutto goduto

potest (art. 228 e 231)

si

d'

a godere

proseguire

di

gi da proprietario e cos

amministrazione precedente, la

ha per approvata tacitamente

dall

acqui-

rente.
"

Ma

chi aliena

usufrutto e

riserva la propriet tenuto

si

a prestare cauzione, imperciocch la dispensa forma eccezione che

non pu estendersi dagli alienanti


115.

Troplong

Aubry

Rau

II,

Dea succossion IV, 2576 e

Vedi Nostro Com.

viat

Maleville art. 601;

117;

I,

court

I,

36

Ma

seg;

la dispensa dalla

Demante

222

II,

cauzione

Genty

bis;

n.

184

485; Nostro Com. I, 500; contro per la quota legittimaria Duran-

ton IV, 671; Proudhon n. 824;


8

agli acquirenti.

Se chi stato dispensato dalla cauzione , possa in ap-

presso essere obbligato di darla.

I,

Demolombe X, 493; Mass

Verg su Zachariaa

l,

130.

loc. cit.;

Sal-

562.

Proudhon

n.

878; Boileux

loc. cit.

Marcad

Demolombe X, 488; Genty n. 186; Aubry e Rau II, 425 contro DelviLa decisione e incontrovertibile, ma forse la ragione della legge
;

n. e seg.

avrebbe potuto legittimare la esenzione assoluta, generale.


4

La

legge nomina solamente

il

venditore e

il

donante,

tassativa (Consulta Ducaurroy, Bonnier e Roustaing II, 196;


5

Ducaurroy, Bonnier
e

Rau

loc cit.; contro

Roustaing

Proudhon

loc. cit;

ma

tale

nomina non sta

Demolombe X. 490

422 nota

infine).

Marcad art. 601 I;


Demolombe X, 491; Genty n. 187; Aubry

Duranton IV, 610; Duvergier su Toullier

II,

c;

n. 830.

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TIT.

beni dellusufrutto

da metterne

titolo all usufruttuario

dimandarla, quando

al proprietario di

1'

non impedisce

usufruttuario abusasse dei

516), o soffrisse tale rovescio di fortuna

(art.

Che anzi pu piacere che


debba prestare cauzione sino dal principio, se sia

in pericolo la propriet.

lusufruttuario

notoriamente dilapidatore di beni.

116

99

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

concessa dalla legge o dal

chi debba

essere prestata

cauzione.

la

La cau-

zione deve essere prestata al nudo proprietario, e se pi, a cia-

scuno per
e a

me

la parte sua.

solo,

il

Che

nuda propriet

la

cauzione a

che avr

la

me

se a te sia stato legato

condizione, tu

sotto

usufrutto

devi prestare la

e allerede, perch sia obbligata per quel de due

nuda propriet;' che se

fosse stata prestata

all'

erede

legatario, al verificarsi della condizione, potr contestare

la sufficienza della cauzione

ed esigerne un'altra, perocch lac-

cettazione fattane dall erede non punto obbligatoria pel lega5


tario, mancandogli qualit per rappresentarlo.

117

Quando debba

se pro La cauzione

essere prestala la cauzione

prietario possa esigerla dopo dato

il

possesso de beni.

essere prestata ed accettata prima

per regola deve

fruttuario consegua

il

il

che

usu-

possesso, nondimeno, trattandosi di sem-

non

prima
di dare all' usufruttuario quel possesso, conserverebbe senza dubbio
la facolt di chiederla ed averla pi tardi, gliene dia o no motivo
con 1' abuso della cosa. In effetto da una parto
l usufruttuario
la rinunzia non si presume e dall altra la legge non pronunzia
1
in alcun luogo la decadenza di tale facolt
118
Per quali cose resti obbligata la cauzione e quando sia
La cauzione resta obbligata per tutto quanto 1 usufrutto,
idonea
cio risponde di qualunque debito che 1 usufruttuario nell esercizio del suo diritto contragga verso il proprietario per abuso
plice garanzia,

proprietario che

il

avesse

l'

chiesta

di

godimento o per negligenza, e della restituzione della cosa.

Rau
1
3

Prondhon

n. 833; Boileux art. eit.

Demolombe X, 498; Genty

n. 189;

Aubry

toc cit.

Rota Romana Dee. 613 avanti Oli vario


ult. D. nsuf. qnem. cav.
Log. 9.

204 avanti Coni.

{>

Log.

Prondhon

n.

423, e 818; Genty n. 193).

Prondhon

n.

81S: Salviat p. 112 e eeg.; BoiUnx

Genty

8.

n, 191;

D.

t.

c.

Aubry

Rau

II.

art.

601; Demolombo n. 484;

326.

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100

IST. DI DIB. C1V. IT. I.IB.

II.

deve esser sempre idonea a garantire il prodanno e perdita della sua propriet.*
119
Di qual natura debba essere la cauzione.
La cauzione deve essere fideiussoria, e perci conviene che la persona
la quale dall usufruttuario presentata come cauzione , sia capace

Laonde

la cauzione

prietario contro ogni

e abbia beni sufficienti per cautelare

di obbligarsi,

dell' usufruttuario

obbligazione

ossia per garantire gl interessi del proprietario

e sia domiciliato nel territorio giurisdizionale della Corte

d Appello
deve prestare la cauzione. La sufficienza de beni ossia
si misura in ragione de suoi beni capaci d ipoteca , eccetto che non si tratti d usufrutto tenue (articoli 1873 e 1875 cong. col 1890). Per la legge non esige, almeno sempre e in modo assoluto, che glimmobili equivalgano
alle cose comprese nell usufrutto ; ma basta, se si tratti di usufrutto costituito sopra immobili, che abbiano tal valore che possano
risarcire il danno che l usufruttuario potesse cagionarvi, avuto

in cui si
la

solvenza della cauzione

riguardo alla loro natura e destinazione.

Ma

costituito sopra cose consumabili e fungibili,

se

usufrutto sia

conviene che

del loro valore , e se di cose che soltanto

che presuntivamente avranno

lore

dell usufrutto

imperocch di

tal

si

il

va-

pagamento

lore deglimmobili della cauzione possa soddisfare al

deteriorano

del va-

termine certo o probabile

al

valore soltanto la cauzione potr

essere tenuta.

Se

usufruttuario

non

che voglia prestargli cau-

trovi persona

zione pu, per benigna interpretazione, depositare in

pubblica una
ipoteca

120

somma

suoi beni.

di

Provvedimenti equipollenti alla cane ione, che non possa

prestarsi dall' usufruttuario

Nel caso che


bili

sono

usufruttuario

affittati

Quod

una cassa

denaro o rendita sullo Stato, o dare in

a carico di chi ne sia la spesa.

non possa dar cauzione,

gl

immo-

o messi sotto amministrazione. Gl immobili pos-

(usufructuarius) nullam lesione

ex usa proprietati adferat (Leg. 4.

C. de usui.).
*

Duranton IV, 602; Salviat

Marcad
3

art. 601;

I, 27;

Proudhon

Dome-lombo X, 502; Genty

Toullier, II 422;

n.

592; Marcad art. 603, I; Ducaurroy, Bonnier


X, 505; Genty n. 195; Aubry e Rau II, 433.

n.

Rau,

Dot.

ma

cit.

meno

vedi Nostro

Salviat,

Com.

n.

819eseg.; Boileux

194; Aubry

Taulier, li 322; Duranton

IV

603;

Rau

o Roustaing II,

Proudhon, Ducaurroy, Bonnier,

art.

COI;

II, 423.

Troplong du cantion,
196;

Demolombo

Roustaing,

Aubry

I, 515.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

sono darsi
spettano

secondo

nel

all

ritto di

all

godere; e

Peraltro

bile, cos

La

dei

scelta del

usufruttuario

frutti

come pu

fitti

perocch ad esso spetta

naturali pattuita

conduttore o del mez-

o la mezzadria un

affitto

proprietario,

il

porzione

la

usufruttuario.

zaiuolo appartiene

101

o in mezzadria: nel primo caso

in locazione

le pigioni,

modo

di-

il

di godere.

ricusare una cauzione insolvi-

un conduttore o mezzaiuolo, che non potesse con mezzi


pu pre-

propri indennizzare dei danni che cagionasse; che anzi

tendere che

si carichi delle riparazioni, che sono a carico delF usufruttuario. La stessa cosa deve dirsi in riguardo alla nomina
di un amministratore. In ambedue i casi poi, se non pu stabilirsi
1

accordo fra lusufruttuario e il nudo proprietario, appartiene al


Tribunale decidere secondo il suo prudente arbitrio; cos spetterebbe ad

esso decidere

fra lusufruttuario

luno pretendesse

la locazione, l'altro

rando conciliare

interesse dell usufruttuario

cepire la massima quantit di frutti e

e proprietario, se

amministrazione, procuconsistente a

di condizioni in generale

imperocch

il

da preferire

conduttore o

per-

F interesse del nudo pro-

prietario, che consiste nella garanzia della sua propriet.


la

parit

locazione o la mezzadria,

mezzaiuolo, avendo un interesse

il

non faccia di
un amministratore. In verun caso per il proprietario
pu esigere che la locazione sia fatta per licitazione, mentre a
ci la legge non F autorizza. Ma all usufruttuario concessa facolt
di farsi assegnare per la propria abitazione una casa compresa
nellusufrutto (art. 498 2 alin. in fine). I denari poi debbono

diretto nei frutti, porr pi cura nella cultura che

ordinario

collocarsi

mano

ad interesse e

colluso,

le

derrate, ossia le cose che

debbono vendersi

di

comune accordo

cordo, mediante licitazione, per averne

il

si

consu-

e in disac-

pi alto prezzo;

il

quale

dovr investirsi. Che se F usufrutto competa sopra un fondo di


commercio, debbono vendersi non solamente le merci che ne formano la materia, ma lo stesso fondo, imperocch altrimenti contro ragione ed equit s imporrebbe al proprietario il danno della
perdita dell avviamento ad esclusivo vantaggio dell usufruttuario.

anzi che il proprietario possa domandare che il fondo


commercio sia dato in affitto o in amministrazione bench non
sia un bene immobile, atteso il grande interesse che pu avere

Sembrami
di

Proudhon

n.

420

472

Salviat p. 145

Aubiy

li,

Rau

836

Demolombo X, 507 Aubry


;

Rau

II,

423.

testo a nota 7.

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102

IST. DI DIR. CIV. IT. DIB.

II.

alla conservazione della propriet per rientrarne in possesso

fine deir usufrutto , alleffetto di continuare

pu riconoscersi

identit di ragione

alla

negoziazione. Per

la

lo stesso

nell usufrut-

diritto

tuario.

Anche
l

mobili che non

salvo

diritto

il

che

diziaria

gli

proprio uso

norma

nell usufruttuario

coll

dell art.

Se

meno che

e corrispondere

obbligo

484.

di

si

dimandare

di

di
in

restituirli

deteriorano col-

non

proprietario

il

glinteressi

una parte

lasciata

sia

ma

consumano

si

uso debbono essere venduti, a

preferisca ritenerli

prezzo,*

del
all

mobili

autorit giu-

necessari pel

dell usufrutto

fine

usufruttuario e

il

del rinvestimento, decide

proprietario

non convengano

modo

sul

tribunale.

il

Se non ostante le garanzie prese per la sicurezza del riuvestimento, il debitore divenga insolvibile, la perdita a carico del1

usufruttuario pel diritto di usufrutto, del proprietario pel diritto

di propriet.

portatore

I titoli al

si

convertono in carte nominali a favore

del proprietario coll annotazione dell usufrutto.

Le spese

necessarie per la vendita,

versione dei
tali

titoli

dovuto dare. Anche


fruttuario.

il

rinvestimento e la con-

sono a carico dellusufruttuario, imperocch

provvedimenti stanno

in

luogo della cauzione che avrebbe

spese di licitazione sono a carico dell usu-

le

Articolo

2.

Degli obblighi clie incombono all usufVu.ttario noli* atto di ooueegnire


il possesso delle cose avute in usufrutto.

121

Quali sieno

prendere

le cose nello stato

pi che obbligo negazione di facolt

sua

in cui sono

forza ed estensione.

IT usufruttuario deve prendere le cose nello stato in cui

Ma

vano.
1

ci pi

Salvmt

Bau

II,

424

141

I,

staing II, 198;

che obbligo una negazione del


Proudhon

n.

841; Marcad

Demolombe X, 511-513; Nostro

art.

si tro-

diritto di cliie-

603; Ducaurroy, Bonnier

Coni. I, 521 e 522; contro

Rou-

Aubry e

tosto e nota 21.

Anbry

Leg. 61. e 65 D. usufr.; Proudhon n. 1025; Duranton IV, 590 nota 1;

Bau

II, 424;

Genty

n.

197.

Demo-

lombe X, 445.
4

Leg. 1 D.

si

usut pet; Leg. 10 D. de serv. pred. urb.

Leg. 15 J 1 D. de usa et usuf.

Leg. 26

si

serv. vind;

Leg. 30 D. de usufr.

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T1T.

servire (art. 496).

Essendo

Donde segue che

la

non tenuto a

le

case cadenti,

prendere

senza di cui non potrebbe godere


1.
2.
3.
Degli4.obbligali olio
5.

122

incolti

nello stato

inservibili.

pu chiedere

usufruttario

terreni

somma

mobili rotti, in

afftti esi-

sono sebbene affatto

Ma

il

fare.

usufruttuario deve rispettare gli

stenti, patire lesercizio della servit,

in cui

cosa in istato da potere

usufrutto una servit nella quale

proprietario del fondo servente

impaludati,

103

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

dere al nudo proprietario che inetta

Articolo

incombono

all

e gli amminicoli

gli accessori

dell usufrutto.

3.

us\ifuttario durante

Quali sieno questi obblighi.

Gli obblighi

usufrutto.

che debbono

6.

soddisfarsi dall usufruttuario durante lusufrutto sono o generali,

o particolari

padre

generali

di famiglia,

si

riducono a quest uno. Godere da buon

particolari sono sei cio:

fare le riparazioni,

sopportare

pagare

sopportare

carichi annuali gravanti

frutti.

le annualit e glinteressi dei

debiti,

le

spese e le condanne delle

al

proprietario le usurpazioni

liti

riguardanti

usufrutto

denunziare

commesse

sul

fondo, e le offese apportate. alle ragioni del proprietario,


surrogare nella mandra e nel gregge

123

V usufrutto

Obbligo generale che incombe

godere da buon padre

di

all

animali periti.

gli

usufruttuario durante

famiglia

godere della

cosa secoido la destinazione datale dal padre di famiglia, cio sal-

varne la sostanza nella materia

se quest obbligo
cosa. Obbligo gene-

nella forma

impedisca all usufruttuario di migliorare la

rale dellusufruttuario, al quale tutti gli altri

si

riportano, quello

da buon padre di famiglia e perci deve rispondere della


colpa lieve, ma non della lievissima, che avesse commesso nel
godimento (art. 497). Deve inoltre godere secondo la destinazione
di godere

data dal proprietario alla cosa concessa in usufrutto,


bligo
1

si

quale ob-

il

traduce in fatto nel conservare la sostanza di essa, tanto

Demolomba X, 508; Genty

n.

197; Aubry e Rau II 421

e aeg.

contro

Du-

ranton IV 606.
1

Proudbon

u.

842; Demolombe X, 510,

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104

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

II.

nella materia, quanto nella forma (art. 477). In conseguenza

non potrebbe demolire

fruttuario

la

usu-

casa che ha in usufrutto per

godere altrimenti del suolo sul quale costruita, e dei materiali


di cui

composta, convertire

o questa

in albergo, in

un albergo

in casa di abitazione,

bagno, e meno ancora in postribolo o in

un bosco in terra lavorativa, un prato in vigna


N manco permesso all'usufruttuario di trasformare,

altri usi illeciti,

e viceversa.

congiungere o dividere le camere, cambiare


esteriore della casa,

la

configurazione

andito e le porte segrete, formare nascon-

mutare i giardini della casa, quand'anche il cambiamento


costituisse una miglioria, essendo assoluto 1 obbligo di conservare
la sostanza della cosa. Parimente 1 usufruttuario non pu tagliare
digli,

che portano

gli alberi

frutti;

e se inai

fondo fosse di piacere,

il

avente verzieri o passeggi opachi ed ameni di alberi infruttiferi

non pu

abbatterli per surrogarvi oliveti

diretta a dare rendite.

senza cambiarne

la

Ma pu

od

altra

opera che sia

migliorare la cosa, quando lo possa

pu
marmi,

sostanza; cos lusufruttuario di una casa

aprirvi finestre, dipingerne le pareti e le volte, incrostarvi

porvi statuette e farvi ogni altro ornamento. Clic anzi se lo esiga


la necessit della

fondo usufruito.

124

percezione de frutti, pu costruire un edificio sul

Primo obbligo particolare che incombe

durante l'usufrutto
zioni

fare

le

riparazioni

loro specie ordinarie, e straordinarie.

che incombe

all

all' usufruttuario

che sieno

Il

le

ripara-

primo obbligo

usufruttuario durante l'usufrutto quello di fare

riparazioni alle cose avute in usufrutto.

chiama riparazione qualunque opera

Si

fatta

ad una cosa dete-

riorata per prevenirne la perdita o per rimetterla in istato

da ser-

vire alluso al quale destinata.

Le

riparazioni sono straordinarie e ordinarie.

Le riparazioni

stra-

ordinarie occorrono accidentalmente, sono

di lunga durata e la
non pu prevenirsi, perch imprcvidibili, tali sono,
1.* le riparazioni dei muri maestri e delle volte. I muri maestri
sono quelli, che si elevano per tutta laltezza dell edilzio, e lo

loro necessit

sostengono, senza distinguere se siano di assoluta pertinenza o comuni, sinnalzino dalla fondamenta, o poggino sopra archi o se
siano sopra terra o sotto terra, ne infine siano esteriori o interni,
1

art.

Log. 13 \ 4 e 8 e Log. 27 D. de usufr; Prondhon 1111, 1113, 1471:

578, II; Domolombe X, 224 c

seg.

443-448; Aubry e Rau

II,

441

Maroad

c sog.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

cosi

Ma

tramezzi di mattone o di legno, bench dalle

basi dell'cdifzio s'innalzino sino al tetto

Le

105

pozzi e le latrine sono equiparati in quanto alle riparazioni ai

muri maestri.

non sono muri maestri.


si chiamano

volte sono quelle fatte di materiali che volgarmente

reali per opposte alle finte. Ma non ogni riparazione che occorra
nei muri maestri e nelle volte straordinaria, essendo la riparazione

veramente straordinaria piuttosto ricostruzione, rinnovamento che


riattamento. Per dall altro canto non si esige che tutto il muro
o tutta

una parte notabile di essi abbisogni di rinnovabastando che una parte, bench minore,

la volta o

mento o
sia

di ricostruzione,
*

da ricostruire

uno o pi

2 la sostituzione di

dono

travicelli

ed

travi.

Nelle travi

il

compren-

si

correnti posti a lato delle travi per maggiore

sicurezza, e quelli che sostengono le soffitte lungo

rinnovamento intero o

di

muri;

una parte notabile dei

tetti,

dei solai, degli argini, degli acquedotti e dei muri di sostegno e di


cinta.

Non deve

Se

pavimento

il

aversi riguardo alla forma e alla materia di

una terrazza servisse ancora di

di

opere.

tali

o di co-

tetto

pertura, deve ritenersi straordinaria la rinnovazione di una parte


notabile di essa.

In generale poi le riparazioni che sono una conseguenza immediata e necessaria della riparazione straordinaria, costituiscono
quantunque per natura loro

altrettante riparazioni straordinarie,

sarebbero ordinarie. Quindi allorch

muro maestro, deve

rifare a

gli stipiti dei camini

rinnovamento del

che
si

gli

architravi, le canne

Ma

una

se nell eseguirsi

vori accessori per lesecuzione delle riparazioni straordinarie,

mento

incontrovertibile,

una parte notabile dei

III, 429,

ietti,

solai,

argini

muri

di

il

nota 2;

rinnova-

sostegno e

(Locr Legis. t. 8 p. 256 n. 12; Proudhon


Ducaurroy, Bonnier c Roustaing II n. 202).

bis.;

Leg. 65 princ. D. de usuf.

Lepage

perciocch la legge richiede

e delle volte

n. 1639; Demolombe X, 561


3

la-

come

riparazioni straordinarie.

loc. cit.

Questa decisione
intero o di

di cinta, e non dei muri


*

come

Lepago, Manuale di Legis. e di Giurie, pred. g 1134.


Proudbon IV, 1628: Demolombe X, 360; contro Toullier

Lepago
3

considerano

si

e
ri-

discoprisse la necessit di riparazioni

ordinarie, queste conserverebbero la loro natura. Cosi ancora

la puntellatura,

un

proprietario ricostruisce

trovano costruiti, cos dicasi del

tetto e del solaio.

parazione straordinaria

il

sue spese

vi si

Leg.

3. D. usufr.

quemud. cav.

loc. cit.

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106

IST. DI DIR. CIV. IT. I.IB.

di

II.

occorrono regolarmente e

le riparazioni ordinarie

Al contrario

periodicamente, sono

durata piuttosto breve e

la loro

necessit

pu prevenirsi da un diligente padre di famiglia. Tali sono tutte


le riparazioni non comprese nella categoria delle straordinarie e
maestri e nelle volte; la copertura di certe case coloniche,

muri
che

sogliono farsi colla paglia, raccolta nel fondo

delle

specialmente

il

rinzeppamento o

che reggono

travi

il

la ristabilitura dellintonaco ne

*;

la sostituzione

comignolo, delle doccie di gronda, dei canali

piombo, o di qualunque altra mavuotamente delle latrine; il ristabili-

di ferro, dei tubi dei bacini di


teria; lo

mento

spurgo de pozzi e

il

delle porte, delle finestre;, lo spurgo dei canali che

cono lacqua

condu-

mulino, come ancora la riparazione dellalbero, delle

al

pale, ruote, casse delle ruote stesse, dei bilichi, delle macine, della

tramoggia

e in generale di tutti gli utensili e ordigni che

o fanno girare

il

macchinismo

calafatare e incatramare

ad acqua;
il

di

un mulino o

battelli,

muovono

di altra officina;

la riparazione de torchi pel

il

mulini

vino e pel sidro, ed

anche

sopra cui sono costruiti

rinnovamento delle matreviti, cavalletti, cosciali, alberi, viti,


ed in generale di tutti gli utensili
la manutenzione dei fossi o delle siepi

canaletti, travicelli, mulinelli,

ed ordigni accessori;
che servono

Che

mili.

di cinta ai poderi soggetti

ordinarie

che periscono, e

feri

la

la

surrogazione degli

si-

troviamo

alberi frutti-

rimessa dei virgulti ne semenzai (art.

490

una vigna;

ma

propagini

e 491); la rimessa delle

non

allusufrutto ed altre

se poi esciamo dagli edifizi e da simili opere,

riparazioni

essere

la ripiantagione di tutta

perite

in

o di una parte notevole della vigna

perita per forza maggiore o per vetust; la surrogazione degli og-

che servono allesercizio di un fondo, di un


uno stabilimento qualunque, come gli animali, gli

getti

surrogazione di capi nuovi


nel gregge.

125
il

ai periti

o di

opifizio,

utensili ec., la

o invecchiati nella

mandre o

Quali riparazioni

proprietario ne sia tenuto

a carico dell usufruttuario


se
Per regola sono a carico dellusuun diligente pacosa in buono stato, erogandovi parte
sie.no

fruttuario le sole riparazioni ordinarie colle quali

dre di famiglia mantiene la


dei prodotti (art. 501).

Are. Leg, 65 prino. D. d

nsnf. e Log. I J 3 D. nsufr.

quem&d. cav.

Demo-

tombe X, 567.
'

Vedi Genty

n. 213.

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che

107

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. HI.

Le

riparazioni ordinarie a carico dell usufruttuario sono quelle

rendono necessarie dopo cominciato l'usufrutto;

si

in effetto

l'usufruttuario riceve le cose nello stato in cui sono coll obbligo

solo di conservarle.

Del resto sono a suo carico non solamente

per la1.spesa della mano d'opera, ma eziandio peri materiali nuovi


che occorrono
senza che gli competa alcun diritto di ripetizione,
2.
sibbene di ritenere come propri

Ma3.anche

materiali vecchi.

sono a carico dellusu-

le riparazioni straordinarie

fruttuario in questi tre casi

quando sieno state cagionate dall ineseguimento delle or3


dopo incominciato lusufrutto (art. 501)
" quando gli abbia dato causa egli medesimo per negligente o colposo godimento
come se avesse caricato oltre misura un pavimento, e ne venissero rotte le travi,
quando il titolo glie ne imponga 1 onere.
Lusufruttuario pu essere costretto dal proprietario all esecu

dinarie

zione delle riparazioni tanto ordinarie quanto straordinarie durante


lusufrutto, salvo al giudice l'arbitrio di temperare linsistnza del

proprietario, la quale sapesse di molestia e di vessazione contro

r usufruttuario.

'

Per ci che concerne il proprietario, questi non tenuto a fare


veruna riparazione, attesa la natura dell usufrutto che una servit (arg. art. 496 e 502), a meno che non siasi obbligato per
3
patto. Non deve distinguersi, se l'usufrutto sia costituito a titolo
oneroso o lucrativo, n se
al

tempo
126

la necessit delle riparazioni

^Regolamento dei

ed obblighi rispettivi

diritti

tuario e del proprietario per quanto concerne

per

legge

esisteva

dello stabilimento dellusufrutto o sia sopravvenuta.

a carico

del primo.

Ma

se

il

le

riparazioni che non sono

Marcad

607

Aubry

Bau

Toullier III, 430;

Arg. art. 490; Proudhon n. 16X4; Genty n. 218.

art.

DurantonlV, 620; Toullier

II,

usufrut-

proprietario non ha

bligo verso lusufruttuario e questi verso quello di

3 Consulta

dell'

326; Demante

fare

le

ob-

ripa-

II, 444.

II,

449;

Demolombe X,

572.

Leg. 7 \ 2 e 3 seg. 6 n. D. *de nsuf; Leg. 1 3 e C. D. usuf. quemad. cav.;


Proudhon n. 1648; Duvergier su Toullier II, 429 nota a; Marcad art. 605; Demo*
lo tube
5

574; Nostro Codi. I, 535.

Vedi sopra

e 1683; Damante

Verg

n. 6.;
II,

su Zacharise

581-584; Genty

n.

449

II,

Leg.
bis

309

224, ed

7. 2, e Leg. 65. 1. D. de usuf; Proudhon n. 1675


IV; Ducaurroy, Bonnier e Ronstaing II, 201; Mass e
Marcad articolo 605-607, I; Demolombe X,
not.
;

altri.

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108

IST.

DI DIR. CIV. IT. DIB.

razioni straordinarie, le possono far

II.

sempre che vogliano nel loro


1

interesse con preferenza a favore dell usufruttuario

(arg. art. 502).

Se lusufruttuario eseguisce le riparazioni ordinarie e straornon sono a suo carico, egli al finire dellusufrutto ha

dinarie che

rimborsato senza interessi del valore delle opere

diritto di essere
fatte,

ma

solo in quanto e per quanto

ancora

la loro utilit sussista

502) Che se tale valore fosse superiore


alla spesa, lusufruttuario non pu pretendere che il rimborso di queal finire dell usufrutto, (art.

1050 e 705). Oltre la sussistenza della utilit si richiede


ancora che lusufruttuario abbia fatto opera utile al proprietario;
cosi non avrebbe diritto ai rimborso , se avesse riparato una casa, che
sta (arg. art.

3
tornava pi conto di lasciare in deperimento od anche di demolire.

Se poi

le riparazioni straordinarie sieno fatte dal

proprietario

somma spesa
godimento della casa ri-

lusufruttuario deve corrispondergli linteresse della

durante lusufrutto
parata (art. 503).

in corrispettivo del

Cessa per lusufruttuario tale obbligo col deperire o rendersi


inservibile lopera di riparazione.

Del resto

a questo regolamento dei rispettivi

in riguardo

ed obblighi

ritti

dell usufruttuario

non deve

distinguersi

incominciasse lusufrutto

Ma

(arg. art. 502).

di-

se le ri-

parazioni straordinarie siensi rese necessarie dopo o prima

che

ne sono escluse le

ordinarie la cui necessit preesisteva allo stabilimento dellusu-

502 e 503 e

frutto (arg. a contrario art.

127

Se V usufruttuario

bligo di fare le riparazioni.

ma

le riparazioni,

Vedi Nostro Com.

Leg.

3.

6.

444

Proudhon

av-

rinunciando al suo usu-

momento

contro

proprietario possano liberarsi dall ob-

conviene che eseguisca quelle necessarie nel

della rinuncia.

Toullier III,

495).

L usufruttuario pu liberarsi per

venire dall obbligo di fare


frutto,

il

art.

n. fin.

I,

546.

D. de neg. gest; Daranton IV, 615 not. 2; Duvergier su

not. a; Ducaurroy, Bonnier e Roustaing. II, 201


n.

1694 e seg: Hennequin

II,

440

Demolombe X, 593

che vorrebbero

considerare

il

tempo della riparazione.


3

lon

I,

Arg. Leg. 10. \ 1. D. de neg. gestis; Nostro Com. I, 542.


Leg. 7. g 2. D. de usuf; Delvicourt I, 150; Marcad art. 605-607 II;

723

724; vedi Nostro Com.

Vedi Nostro Com.

I,

I,

Consulta Proudhon n. 1664; Demolombe X, 572 bis; Nostro Com.

Marcad

art.

Mour-

543.

543.
I,

608; Ducaurroy, Bonnier e Roustaing II, 200; Boileux

Mass e Verg su Zacnari li

545.
art.

141; Demolombe X, 577 e 578; contro Salviat

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605;

I,

by

168;

Google

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

Lo stesso
al

109

la rinuncia della propriet,

compete

per patto.

Ma n

128

mava un

Seguito

proprio.

accessorio pel necessario godimento del fondo soggetto

Le medesime regole riguardanti

ad usu-

le riparazioni ordinarie

applicano pure quando per vetust o per caso fortuito rovini

soltanto in parte ledifizio che

formava un accessorio necesssario

pel godimento del fondo soggetto ad usufrutto (art. 505).

2191; Duvergier su Toullier III 429 not. a; Atibry e Rau

Proudhon

n.

concedono

all

usufruttuario

il

mediante la restituzione di
1

*
3

44 che

li,

diritto di esimersi dall obbligo delle riparazioni passate

tutti i frutti

Vedi Nostro Cornai, 530.

piroetti.

Duranton IV, 617; Marcadd loc. cit[; Demolombo X, 597.


Log. 65. D. de usuf; Duranton e Boileux loc. cit.
Legregio avv. A. Dilla Carlina nel Monitore dei Tribunali di Milano (An. 7 n. 20

pag. 462 e 466,) esaminando con molta benevolenza, di che gli sono ben grato,

parte del Commento dol Codice


scorrere in

modo

meco daccordo

che ho finora pubblicato,

civile,

speciale sullinterpretazione del

nel ritenere che

art.

cit.

art.

505 da

si

mo

fermato a

la
di-

tentata. Egli

505 contiene una disposizione estensiva a fronte

degli art. 502 e 503, in quanto che tratta come

una

del medesimo regolamento nell'ipotesi che per

per caso fortuito rovini soltanto in parte V edifisio che for-

vetust o

frutto.

l'uno n l'altro pu conseguire tale liberazione, se trat-

riparazioni alle quali abbia dato causa col fatto

tasi di

si

mediante

diritto,

proprietario, per riguardo alle riparazioni di cui siasi gravato

semplice riparazione straordinaria

vera opera nuova, ossia una riedificazione, e ne assegna la ragione, continuando

a dire

pel motivo che la

cessorio

pel

medesima

si

eseguisce sopra un edilzio che forma

un

ac-

godimento del fondo soggetto ad usufrutto. Quellopera che rispetto


sarebbe una novit interdetta

alledificio preso isolatamente

lecita rispetto

preso come accessorio

all edificio

Carlina che la riedificazione

una parte

di

di

un

Ma

egli

edificio

all

usufruttuario

ben certo

il

diventa

signor della

che non forma un accessorio

necessario pel godimento del fondo soggetto ad usufrutto, non sia mai una riparazione
straordinaria e perci sia sempre interdetta allusufruttuario? Tutta la gravezza della
difficolt per

me

stava e sta ancora in questo punto. Dimandai e dimando ancora se

quando un muro maestro


parto del

il

sullodato

struito

l'

di

un

edificio

qualunque rovini e trascini seco

tetto che sorreggeva, sarebbe o

del muro, delle volte e


demolire per ricostruire
sig.

aw.

della
il

muro,

la volta,

a considerare

il

caso

edificio accessorio necessario al

sit di trattamento fra

1*

il

Forsech bene spesso non conviene

tetto

elio

che minacciano rovina? Passa poi

l'usufruttuario abbia per intero

godimento dei fondi

riflettere

che la misura

cui lusufruttuario spr rimborsato al cessare dell usufrutto del prezzo dellopera

sua, potendo

esigere in questo caso tutto

il

valore impiegato, so ledificio preesistente

fosse del minimo valore possibile per essere atto a soddisfare


il

rico-

e conclude che la diver-

usufruttuario che ricostruisce ledificio rovinato sullintiero

o quello che ricostruisse soltanto una parte rovinata non pu

con

le volte e la

no riparazione straordinaria la ricostruzione

parte del tetto?

minimo

valore, cho

il

ai bisogni dol

fondo, o

proprietario avrebbe impiegato se l'edificio preesistente avesse

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110

IST. DI DIE. crv. IT. LIB.

Se

edilzio fosse rovinato

ma

struirlo

129

II.

per intero pu

usufruttuario rico-

trovasi soggetto alla disposizione dell art. 450.

Secondo obbligo particolare che incombe

durante lusufrutto

sopportare

all usufruttuario

carichi annuali gravanti

i frutti.

In secondo luogo lusufruttuario tenuto, durante lusufrutto, a


tutti

che secondo
pesi

come sono

carichi annuali,

tributi,

consuetudine gravano

la

comprende

si

il

decimo

otti,

pesi

altri

506) Fra questi


*

centesimi addizionali ,

spese per lo spurgo delle chiaviche , per


ti

canoni ed

frutti, (art.

di guerra,

le riparazioni

le

degli Acque-

pel passaggio delle truppe e per la manutenzione e riparazione


3

delle strade vicinali,

quantunque non annuali.


pagamento di tali carichi e pesi per

L usufruttuario tenuto al

ne

obbligo personale e non per esssere reale, consequentemente


restano obbligati anche

regolamento

Il
l

suoi propri beni.

di questi carichi al principiare

e al finire del-

medesime leggi che governano il regolaun peso. Adunque i carichi che


il pagamento
maturi durante lusufrutto debbono soddisfarsi per intero dal-

usufrutto retto dalle

mento

de frutti de quali sono

siano pendenti al principiare dell' usufrutto e di cui


si

l'usufruttuario e quelli

pendenti

finire dellusufrutto

al

dal pro-

prietario.

130

Con quali norme

prietario *V onere de carichi

sieno.

si ripartisca

fra usufruttuario e pro-

imposti sulla propriet

quali

In quanto poi ai carichi imposti sulla propriet

un valore che eccede

lo stretto necessario. Se

si

essi

durante

trattasse di diritto costituendo sarei

facilmente daccordo con legregio avv. tanto pi che gi ho censurato la selvaggia


disposizione

romana

Ma

450,

dell* art.

alla quale potrebbe

nel diritto costituito

allusufruttuario
soggetti

all

di

dimostrando quanto pi
riportarsi

sull altrui e,

costruire

gli

450
1

editzii

provvida ed equa era la leggo


proposta dal
il

sig.

proprietario

Della Carlina.

non pu impedire

che sono necessari pel godimento de fondi

1*

usufruttuario al possessore di

legge
mala fede che costruisce

in riguardo agli edifizi necessari al godimento de fondi, per forza della


dell art.

505.

caso dagli art. 705 e 1150,


ticoli

soluzione

usufrutto, ho dovuto in riguardo agli edifizi in generale per forza di

e autorit di dottori equiparare

disposizione

la

mentre ho riconosciuto che

Ben

ma

volentieri nel diritto costituito farei regolare

ne lo vietano

le

questo

malaugurate disposizioni degli ar-

e 505.

Vedi sopra

n. 57.

8
Prudhon n. 1874 e seg; Ducaurroy, Bonnier e Rous^aing II, 206 in nota:
Demolombe X, 601; contro Demante II, 451 bis; Aubry e Rau li, 446.
3 Leg.
27. 3. D. de usuf; Proudhon n. 1793; Aubrv e Rau loc cit.
4
Proudhon n. 1681 Demolombe n. 607 Genty n. 232 Aubry o Rau loc. cit.
;

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

riamente gravare
1

sull

Ili

lusufrutto, o durante questo esigibibili

essi debbono necessanuda propriet che con-

usufrutto e sulla

giunti formano la propriet piena, perfetta che la cosa gravata.

Gravano

sulla propriet pel capitale

Adunque

teressi di questo capitale.

non ha

dall'usufruttuario, questi

desimo senza interessi


coll animo

pagato non

e
se

sull

usufrutto

capitale

il

che

diritto

alla fine dell usufrutto,

di anticipare

ma

di

diatamente.

o rimborsato

meno che

evitare

dei frutti, nel qual caso potrebbe pretendere

per

gl in-

venga anticipato

rimborso del me-

al

il

il

avesse

sequestro

rimborso imme-

se venga pagato dal proprietario originariamente

all

usufruttuario durante

corrispondergliene glinteressi

(art.

deve

usufrutto, questi

507).

Se n il proprietario pagasse, n lusufruttuario anticipasse il


pagamento, sarebbe venduta all incanto la propriet gravata, con
perdita de' rispettivi diritti contro ambedue. Ma il proprietario
non potrebbe far vendere la cosa da altri usufruita per pagare
que' carichi, sibbene

che per ragione


abbia

altri

dimandarne lautorizzazione al tribunale,


potr concederla, quando quegli non

di equit

mezzi per soddisfare

il

suo .debito e prevenirne la

vendita giudiziale.

Questo regolamento deve osservarsi eziandio pe carichi imposti


4
sulla propriet dal proprietario che concesse l usufrutto.
In generale sono carichi imposti sulla propriet quelli che per le circostanze, nelle quali vengono imposti, per
la

importanza,

loro

il

loro

scopo

almeno relativa, interessano

la

glioramento perpetuo, cosicch costituiscono

al

tempo

per

propriet

tutta intiera, la sua esistenza, conservazione, prosperit e

il

stesso

mi-

un

peso e un vantaggio dei frutti del fondo e del capitale. Tali sarebbero unimposta di guerra, un prestito forzoso, una sopratassa

per unopera pubblica e

simili;

lindennit dovuta per

dell accessione operatasi negli oggetti

frutto (art.

463 e

seg.);

il

motivo

mobili compresi nell usu-

rimborso per costruzioni, piantagioni

1
Non osta (art. 507) perch il carico sebbene imposto prima, tuttavia conall usufrutto nel momento in cui dalla cosa deve quasi cavarsi la somma
da pagare (consulta Proudhon n. 1681; Uarcad de art. 609, I; Demolombo X;
Nostro Com. I 558.
Duranton IV, 652; Boileux art. 609; Demolombe X, 617.

temporaneo

Proudhon

Demante
*

II,

n.

1863; Marcad

art.

609, 1; Ducaurroy, Bonnier e Roustaing

451 bis IH; Demolombe X, 615; Aubry e P.au

Proudhon

n.

II,

207-

loc. cit.

1816.

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112

IST. DI DIR. CIV. IT.

ed altre opere

un fondo venduto

MB.

II.

da un terzo possessore nei fondi

fatte

all'usufrutto (art. 450); o per

1'

esercizio del diritto di

sotto tal patto,

del diritto

soggetti

ricupera di

di

rescissione

per causa di lesione o pel pagamento del supplemento di prezzo


al venditore per impedire essa rescissione (art. 1528

da pagarsi

e 1534)

indennit da pagarsi per acquistare la servit legale

del passaggio (art. 593); e per analogia, gli obblighi legali la


cui esecuzione deve compiersi durante lusufrutto, come le spese
della chiusura forzosa a senso dell art. 559 e dello stabilimento
di termini giusta

131

441.

art.

Terzo obbligo particolare che incombe

durante V usufrutto

pagamento

all'

usufruttuario

annualit e degli interessi

delle

dei debiti dell' usufrutto di cose particolari.

Lusufruttuario di
una o pi cose particolari non obbligato personalmente al pagamento di verun debito, quantunque ipotecato sopra il fondo
usufruito, n del censo, n della rendita semplice o fondiaria
1
imposta sopra il medesimo. Ma se dal creditore vi sia costretto
quale possessore del fondo, avr

no

sia o
il

il

proprietario; che anzi

regresso o subito contro

regresso contro

il

nel

bito, o alla fine dell usufrutto contro

cosa

fatto

il debitore
primo caso pu esercitare
pel l intero de-

debitore, liberato

il

proprietario, al

il

quale ha

liberandogli la propriet per limportanza

utile,

del

debito o perii valore della propriet, se minore di quella (art. 508).'


Se il proprietario paghi il debito, bench non suo, ha il regresso contro
gl' interessi

il

debitore pel capitale e contro

fiuo al

rimborso (arg.

Se, niuno pagando,

il

art.

507

usufruttuario per

in fine).

fondo venga subastato

usufruttuario

avr

debitore che ha costituito lusufrutto, se sia


tenuto di prestargli levizione, senza distinguere se sia o no il proil

regresso contro

prietario (art.

Ma
nuto

1482 e

seg. 1077).

una o pi cose

se lusufruttuario di

al

il

pagamento

Marcad

art.

di alcun debito,

609, I; Demolombe X, 611.

particolari

per
e seg.;

Demolombe X, 612

Aubry

Vedi Proudbon n. 1877 e

Consulta Duranton IV, 624 bis; Duvergier su Toullior

roy, Bonnier e Roustaing II,

Com.

I,

seg.;

206

MarcadS

art.

non

soggetto

e seg.

alla

Bau

Aubry

II n.
e

Ban

te-

ridu447
447

II,

432 not. 6; Ducaur611; Demolombo X, 528; Nostro


II,

569.

Consulta Proudhon

n.

1832, 1907

Marcad

art. 610, 612,

grammo I, 621 Demolombe X, 526 Nostro Com. I,


5 Demolombe X, loc. cit.
Nostro Com. I, 567.
;
;

Vili; Demante, Pro-

567.

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T1T.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

113

zione del legato del suo usufrutto in easo che le disposizioni te-

stamentarie o di donazione eccedano

la

parte disponibile (art. 788

e seg. art. 972 e 1062 e seg.)

Lusufruttuario di una o pi cose particolari non tenuto nep-

pure

pagamento deglinteressi del debito, non essendo carichi


Tuttavia piace che quando limmobile legato in usufrutto
d'una rendita fondiaria da prestarsi in natura, come

al

defrutti.

sia gravato

grano, vino,

in

frutti dello stesso

fondo, lusufruttuario sia tenuto

quand'anche da una clausola del testamento sia stato esoal pagamento dei debiti della successione,
imperocch in tal caso sono oggetto del debito gli stessi frutti,
e volont del concedente non poteva esser che quella di conceprestarla,

nerato dal contribuire

dere

godimento dei

il

Seguito

132

che sopravanzano.

frutti,

0 di una quota di patrimonio riguardo ai debiti

che

gravano.

li

ed

Ma

tale.

ai

una quota di patrimonio in riguardo ai


neppure esso tenuto a pagarne il capie

legati

nere, dellapposizione di
beni

patrimonio.

del

non pu godere che

duzione dei

debiti.

come

intelliguntur

Genly

al-

qua

cujusque

de-

e conseguentemente tale usufruttua-

de' beni,

rimborsato* senza interesse

Proudhon, 1844

sono

(che

sopravanzano

quali

alla

de-

Ci pu ottenersi o col pagamento del capi-

ha

tale fatto dall usufruttuario, e allora questi

spese del fu-

le

dellinventario,

o della quota di esso) diminuiscono

Bona

ducto are alieno supersunt,


rio

pesi,

altri

sigilli,

trettanti debiti del patrimonio


1

dell' usufruttuario

di

legati,

debiti,

un patrimonio

ai legati e altri pesi

c.

In quanto poi agli obblighi

di un patrimonio o
debiti

obbligo dell' usufruttuario di

dell'

al

Demolombe

il

diritto di esserne

termine dellusufrutto, o, se lusu-

529.

n. 231.

!|

Log. 39 1 D. da verb. sign.

L usufruttuario ha diritto al rimborso, qualunque sia

il

tempo trascorso dopo

la prescrizione non pu oorrerc contro lusufruttuario, perch il suo credito a termine (art. 2120 ult. alinea). E Proudhon (n. 1906) giustamente decide che, se creditore deila successione fosso lo stesso usufruttuario, la prescrizione non correrebbe contro di lui, se non avesse esattoli rimborso durante lusuil

pagamento, imperocch

frutto: in

ancora,

fatti

frutti

ci

pagamento,

danno

equivale all'anticipazione

che lusufruttuario creditore

compensazione degli
cos fino

interessi che

del capitale

della

pel

successione

dovrebbe ricevere e

siccome

a che dura lusufrutto non corre

rimborso

tal

meglio

percepisce

vanno

capitale a

sul

suo ed a favore dell'erede (C. C. Torino 24 luglio 1858, Bettini-Giuriati 10,

Casale 28 decembre 1858; Torino 6 maggio 1862; luog.

cit.

in

compensazione

prescrizione

14, 2, 278).

Vedi

1,

667

le dotte

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114

DI DIR. CIV. IT.

IST.

I.1B.

II.

fruttudvio

non voglia

medesimo

capitale fatto dal proprietario del suo o del

fare questa anticipazione, col

tratto dalla vendita di

somma

sino alla concorrente


tario. (art. 509).

pagamento del

una porzione dei beni soggetti

Se sceglie

il

dovuta:

la scelta

prezzo riusufrutto

all

appartiene al proprie-

primo partito 1 usufruttuario ha 1 obcompenso del corrispondente

bligo di pagargliene glinteressi in

assicuratogli. Questi interessi sono dovuti di pieno diritto


e senza bisogno di dimanda giudiziale (arg. art. 1509); n deve
distinguersi, se il debito pagato fosse o no fruttifero, ma quando

godimento

fosse infruttifero, conviene che sia stato soddisfatto alla

Se sceglie
dere

il

secondo

devono dimettere

si

partito,

innanzi tutto non

vendita se nella successione

alla

questa non

debiti

alla

si

scadenza. 1
pu proce-

trovino denari co quali

si

loro scadenza;

e sino a che
godimento di
pu procedersi alla vendita

maturi, lusufruttuario ha diritto al

si

tutto o di parto di esso. Inoltre non

prima della scadenza del debito, n per riscattare vendite inredimibili. (art. cit.)

Facendosi luogo alla vendita, devono possibilmente vendersi


prima i mobili che gl' immobili. La scelta e degli uni e degli altri non spetta di rigore al proprietario, sicch 1 usufruttuario pu
!
invocare il prudente arbitrio del giudice.

Ma gli interessi di tutti i debiti e legati e tutte le annualit,


perpetue, come vitalizie sono a carico dell usufruttuario di un
patrimonio o di una quota di esso, per intiero o in proporzione

senza distinguere, se creditore sa un estraneo o


l eredit con o senza
il

di tale quota,
l

erede proprietario e questi abbia adito


3

Al pagamento di tali interessi ed annuar usufruttuario tenuto personalmente sino alla concorrenza
dell emolumento dellusufrutto, se imposti a lui e anche oltre
tale emolumento se gravanti sul patrimonio o sulla quota di questo; ma potr liberarsi da tale obbligo, abbandonando lusufrutto.*
benefizio dell inventario.

lit

conclusioni

sata in Francia
1

Boileux

Com.

cap.
n.

Generalo signor Commendatore Bnsaolino, in conformit delle

dellaw.

quali giudic la

cit.

Corto di Casa, o nelle quali


e sanzionata

da Troplong
art.

Consulta Proudhon IV, n.


I,

1915; Hennequin

confuta la Dottrina .contraria profes-

II,

della C. di Cassazione di Parigi.

458;

Demolombe X, 510; Nostro

581.

Demolombe X, 542

Leg. 20. I

58

si

da due sentenze

612; nostro Com. I. 579.

n.

Nostro Com.

I,

584.

D. de alim. leg, Log. 114. \ 3. D. de legat. I; Castillo de usuf.


10 e seg.; Gallus, traet. de fruct. dispnt. 39 art. 1. n. 30; Proudhon
2.

1824; Demolombe X, 605.

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TIT.

133
durante

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA

usufrutto

sopportare

condanne a cui

frutto e le

le spese delle liti

riguardanti l'usu-

possono dar luogo

le stesse liti
1

proporzioni si sopporti quest onere , quando la

la

propriet

11

quarto obbligo particolare


1

rante

115

PROriilET-V.

Quarto obbligo particolare che incombe alV usufruttuario ,

in

quali

riguardi anche

lite

riguardanti solamente questa.

si t-occa delle liti

che incombe

all'

du-

usufruttuario

usufrutto quello di sopportare per intero o in parte le

spese e le condanne delle

liti

che riguardino

il

solo usufrutto, o

questo e la propriet insieme (art. 510).

per da premettere che

le regole, le quali

obbligo, sono applicabili solamente

mentre se fosse

gratuito,

dovrebbe garantire
diritto,

all

usufruttuario

conseguenza

e in

all

carico

il

ci, se la lite riguardi

contrastato

diritto

il

danno

pacifico

il

tale

costituente

godimento del suo

come sarebbe

usufrutto o fosse turbato

di

godimento

il

spese dovrebbe

delle

usufrutto,

deter-

minarsi colle regole della garanzia.

Dopo

determinano

usufrutto costituito a titolo

costituito a titolo oneroso

il

se fosse

possesso o

le spese che pu
pu dar luogo sono a carico
dell usufruttuario. E se questi vinca e non possa conseguire il
rimborso delle spese, n eseguire la condanna a favore di lui,

fatto

al

cagionare e

le

condanne

subisce parimente
di regresso contro

perdite senza alcun diritto di ripetizione e

tali
il

dell usufruttuario,

alle quali

costituente

usufrutto, o suoi eredi, a

meno

che non si tratti di turbative, di cui debba prestarsi garanzia.


Se la lite riguardi usufrutto e propriet insieme, le spese e
le condanne si sopportano per regola dall usufruttuario e dal
proprietario in proporzione del rispettivo interesse.

Ma

nella ap-

plicazione di tale regola conviene tener conto, se proprietario ed

usufruttuario insieme,

uno e

nell

se

nell altro

caso

uno solo
si

sia

verifichi

chiamato
la

vittoria

in

causa e se

o la perdita e

la vittoria o la perdita cada su tutto o solamente su parte,

anche su

o no

in

una qualit del fondo. In caso


causa ambedue, devono concorrere
di

si potesse conseguire

il

rimborso.

Il

di

od

vittoria, chiamati

non

alle spese di cui

concorso per parte

dell

usu-

fruttuario consiste nel pagamento deglinteressi della somma di


dette spese, se fatte dal proprietario, e se fatte da lui, nel disborso senza trarne interessi fino al termine dell usufrutto costituendo in sostanza un carico sopravvenuto sulla propriet du,

Demolombe X, 618

e seg.; Genty n. 252 in fine;

Aubry

Rnn X, 448

e 449.

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116

IST. DI DIR. CIV. IT. I.IB.

II.

condanna
non nuoce a quello che non stato chiamato in causa, essendo res
mentre 1 uno non ha qualit di stare in giudizio
per l'altro. Ma se il non chiamato accetta la condanna, o ambedue sieno stati in causa, devono indubitatamente concorrere alle
spese e condanne. Questo concorso consiste parimenti nel pagamento deglinteressi, se la condanna caduta solamente sopra
rante

usufrutto, (arg. art. 507). In caso di perdita la

inter alios acta

una parte del fondo o sopra una servit, insomma se non ha


1 usufrutto,
ma se lo ha estinto, il concorso consiste nel
pagamento di una parte della somma proporzionale al valore
dell usufrutto che si stabilisce, avuto riguardo all et e alle forze
dell usufruttuario e della nuda propriet (art. 510).
Ma se la lite versa solo intorno alla nuda propriet, le spese
estinto

e le condanne

134

sopportano esclusivamente dal proprietario.

si

Quinto obbligo particolare che incombe

V usu frutto

durante

commesse sul fondo

all

denunciare al proprietario

e altre offese dirette

contro

usufruttuario
usurpazioni

le

ragioni di lui

le

Il quinto obbligo parsua risponsabilit in caso di mancamento.


ticolare che incombe all usufruttario durante 1' usufrutto consiste

commet-

nel denunziare al proprietario le usurpazioni che alcuno


tesse sul fondo, e le altre offese che portasse
(art. 511).

Ma

non impedisce

quest obbligo

respingere anche giudizialmente

tali

alle ragioni di lui

all

usufruttuario

usurpazioni e

tali offese,

di

per-

da lui ottenuta pel proprietario non


pu insorgere il terzo che ha accettato la lite con 1 usufruttuario, mentre in contrario non pu nuocere al proprietario la
sentenza di condanna pronunziata senza esservi rappresentato. Del
resto nulla rileva che le usurpazioni e le offese riguardino il solo

ciocch contro la

vittoria

come cosa

possesso o la propriet del fondo,

spettante al

nudo

proprietario.

La denuncia deve

esser fatta in

prietario possa agir contro

il

tempo

sicch

utile,

terzo, che ne usurpa

il

pro-

od offende

le

ragioni.

Se
i

manchi a

danni che ne siano derivali

Marcatili art.

pagamento
e

usufruttario

Ran
5

II,

613

I;

contro

degl interassi sino al

449

Proudhon

tale obbligo, responsabile di tutti


al

Demanio

tempo

(li

in cni

Demolotnbo X, 623 che


n. 1471;

proprietario;

45G

bis

usufrutto

cos

V)
si

elio

Roustaing

II,

terzo

consistere nel

sarebbe estinto

lo fa consistere nel

Ducaurrov Bonnier

se un

lo fa

pagamento della

Aubry
virile

614; Demolombe X, 339.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

117

avesse acquistato per prescrizione una servit sul fondo,


fruttuario

mi dovrebbe

non fosse
135

stato gravato di tale servit.

il

quanto m interessa

che

usu-

mio fondo

il

Sesto ed ultimo obbligo particolare che incombe alV usu-

fruttuario durante

V usufrutto

surrogare

mandra

nella

nel

sia stabilito o comprenda una mandra o un gregge, cio laggregazione di pi ani-

gregge gli animali periti.

Se l'usufrutto

mali maschi e femmine destinati a riprodursi fra loro e formanti

un

corpo

sol

T usufruttuario ha

1'

obbligo di surrogare gli animali

concorrente quantit de nati, dopo che la mandra

periti sino alla

gregge cominci ad essere mancante, essendo e rimanendo

il

propriet assoluta dell' usufruttuario

mandra e del gregge,

nati

nella pienezza

della

(art. 513).

L obbligo della surrogazione

si

estende agli animali da scarto,

che cio

si sono resi improduttivi, essendo tale surrogazione fra


che un diligente padre di famiglia avrebbe fatto.* Che

gli atti

anzi in riguardo a questi la surrogazione deve esser fatta anche


col prezzo ritratto dagli animali scartati
sufficienti.

quando

nati sieno in-

L obbligo

della surrogazione

cessa

quando

la

mandra o

il

non reputasi perito intieramente


morte dell' ultimo animale; se adunque sussista anche
una sola bestia femmina e gravida, il nato surrogher uno degli
gregge

sia perito intieramente, e

che con

la

animali periti.

D.

ile

Rau

Tonlliar
usuf;

II,
2

II,

381; G;nty n. 230; consulta Nostro Com.

Proudhon

n.

1093; Ducanrroy,

Bonnier e

I,

607 e

le

Leggi 69 e 70

Roustaing II, 217; Aubry e

474; Marcad art. 616 II; Demolombe X, 315.

Log. 69. D. de usufr; Proudhon n. 1049; Marcad

art.

616; Demolombe X, 314;

art. 616; Genty n. 229; Aubry e Rau II, 474.


Proudhon n. 1094; Demolombe X, 314; Aubry e Rau II, 474.
Marcad art. 616 III; Demolombe X, 316; contro Log. 31. D. quib. mod.

Boileux
3
4

amit.; eleg. 5. D. de abig, secondo le quali la

intieramente quando
considerare

Italiano, imperocch
estinto

animali siano ridotti a

se

la

P usufrutto, quando

fruttuario
i

gli

come un'aggregazione.

Ma

mandra o

mandra o
s

il

il

gregge

usuf.

reputasi perito

numero da non

potersi pi

passata nel Codice

gregge dolesse ritenersi perito,

fosse ridotto a piccol

non solamente render conto

piccol

questa decisione non

perci

numero, avrebbe ordinato allusu-

dello pelli o del loro valore,

ma

di restituire

capi rimasti.

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118

DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

Articolo

Degli obblighi die incombono

136

in usufrutto
dell'

all

regolamento

de' rispettivi

usufruttuario nel caso che

perite.

usufruttuario finito

Quali sieno questi obblighi

II.

4.

le cose

usnfVntto

restituire le cose ricevute


diritti

del proprietario

siano migliorate, deteriorate,

Gli obblighi dellusufruttuario, fluito l'usufrutto,

si

ri-

ducono a questuno, restituire la cosa al proprietario a meno che


non sia perita, o non siane egli medesimo divenuto proprietario,
perciocch

il

diritto

godere

di

di disporre per ricompletare

La

ricongiunge ipso facto

si

al diritto

diritto della propriet perfetta.

il

cosa deve essere restituita nello stato in cui

si

ricevuta,

salve quelle deteriorazioni che non sono a carico dell usufruttua-

come,
tempo

rio,

dal

fra le altre,
alle

sono

le deteriorazioni cagionate dall'uso

cose mobili, le quali perci lusufruttuario

obbligato che restituire, che nello stato in cui


dellusufrutto (art. 484).

Che

se la cosa

si

si

al contrario si trovi migliorata,

per

trovi deteriorata

colpa dellusufruttuario, questi ne deve indennit

Se

non

trovano al termine
al proprietario.

usufruttuario non ha diritto

ad indennit, ancorch ne fosse aumentato

il

valore del fondo.

Ma laumento di valore, in quanto sussista ancora al termine dellusufrutto,

pu ad

arbitrio del giudice

compensarsi coi deterioramenti

che fossero seguiti senza grave colpa dellusufruttuario; e se non


si

faccia luogo a

pu

compenso per

ripigliare le fatte addizioni

qualsiasi cagione, lusufruttuario

oggetti mobili uniti alla

(cio gli

cosa usufruita per uso ornamento e compimento, quelli cio che


annessivi dal proprietario sarebbero divenuti immobili per destinazione, e non quelli divenuti immobili per
lincorporazione,

come

le porte, le finestre

loro natura

mediante

e cose simili),

ove

possano togliersi con qualche suo profitto e senza danno della


propriet, salvo che

il

proprietario preferisca di ritenerle, rimbor-

sando allusufruttuario una

somma

corrispondente

al

prezzo, che

questi ne potrebbe ritrarre, staccandoli dal fondo.

pu ancora

togliere gli specchi,

quadri e

altri

ornamenti, che avesse fatto

collocare nel fondo tenuto ad usufrutto,

non ostante che ne venga

danno alla propriet, e il proprietario pretenda di ritenerli,


ha l'obbligo per di rimettere ogni cosa nel primitivo stato.
Proudhon

Toullier II, 315;

Consulta Nostro Com.

I,

n.

1414

ma

1445 e 2590; Demolombo X, 646.

467.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

T1T. IH.

119

Per miglioramento nel presente soggetto non sintendono n


le opere nuove, n le costruzioni, piantagioni ed altre opere soggette alla disposizione dell art. 450,
n le opere che aumentano
notabilmente

valore del fndo

il

lo stabilimento di

degli articoli

un sistema
1

1150 e 705,

come

il

bonificamento de terreni,

d' irrigazione retti dalla disposizione

ma

le

opere che senza modificare la

sostanza della cosa e senza essere richieste dalla necessit della

conservazione o manutenzione di questa laecrescono, la completano, la rendono pi produttiva, pi

somma

pi aggradevole; in

utile,

meglio della cosa, come

le semplici modificazioni in

lin-

grasso dei terreni, la migliore disposizione deluoghi, la distribuzione pi

comoda

degli appartamenti,

ornamenti e abbelli-

gli

menti

di

una casa e cose

Se

la

cosa sia perita per colpa dellusufruttuario, questi dovr

tenerne indenne

simili.

proprietario nel giorno che terminato o sar

il

per terminare lusufrutto; come se ad esempio, avesse abusato


sino alla distruzione delle cose mobili che soltanto

a poco a poco con


perito

debito uso

il

un animale sopra

il

(art.

si

deteriorano

484), o per sua colpa sia

quale era stabilito

usufrutto.

Ma se

sia

perito senza colpa dellusufruttuario, egli non tenuto n a pa-

garne

il

prezzo, n a darne un altro; cos non tenuto a restituire

n in natura n in denaro lequivalente delle cose mobili perite


per lento e retto uso, o di un animale o di una mandra o di un

gregge intieramente
le pelli

o pagarne

la restituzione

484, 512, 513);

periti (art.

il

meno che

valore, a

senza sua colpa

L' usufruttuario delle cose che

ma deve

restituire

non poterne

provi di

fare

e arg. art. 513).*

(art.

consumano

si

coll

uso deve pa-

il
valore di stima che ne fosse stata
di esso. Che se la stima non sia stata fatta,
ha lobbligo o di restituire le cose in cgual quane qualit o di pagarne il prezzo corrente al tempo della ces-

gare al termine dellusufrutto


fatta al

cominciamento

lusufruttuario
tit

Consulta Nostro Com.

Vedi sopra

Demolorabe X, 615; Marcad

Leg. 30. D. quid. mod. usuf. amit; Nostro Coro.

n.

restituire la parte o

alliisufrnttuario

ohe
l'

1*

art.

art.

I,

463.

57

pagarne

il

512 ne taccia

513 non pu

l'

555 VI.

I,

502,

613.

L'obbligo di

eccezione espressa nel testo, incombe

usufrutto

perciocch non

trarsi arg.

ha un oggetto principale

art.

valore, salva

anche quando abbia

di

un

solo

animale,

ragione perch debba

a contrario contro

il

silenzio del

non ostante

ritenerla

dal-

512 perch ciascuno

e distinto.

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,,

120

1ST.

DI DIR. CJV. IT. L1B.

11.

sazione dell'usufrutto a sua scelta (art. 483).


lit delle

che lusufruttuario deve e


linventario

mezzi

manca,

il

proprietario

pu

I
D6i modi con cui

inventario

Non

Se
i

fama.

la

anche

se tutti si applichino

vedere che

resta a

ci

ed anche con

finisce lusufrutto.

Quanti sono questi modi

al quasi-usufrutto

dall'

fare (art. 496).

proprietario pu farne la prova con tutti

il

possibili, titoli, testamenti, presunzioni

137

La quantit e qua-

cose date in quasi usufrutto resultano

modi, con

quali finisce l'usufrutto.

Essi sono dieci: cio la morte dellusufruttuario, lo spirare


del

tempo per

cui fu stabilito, o di trent'anni se

vore di comuni o

il

totale

a fa-

stabilito

di altri corpi morali, la consolidazione,

uso per lo spazio di trent'anni,

perimento

il

non

della cosa,

l'abuso, la rinunzia, la prescrizione acquisitiva dell usufrutto contro


lusufruttuario, l'avvenimento della condizione risolutoria,

e la

risoluzione del diritto del concedente.

Questi modi di estinzione

si

applicano senza distinzione tanto

all'usufrutto degli immobili quanto dei mobili,

che

consumano

si

coll'uso,

il

eccettuati

quasi-usufrutto de quali

quelli

non

si

pu

estinguere per la natura istessa delle cose che per quattro causi:
1 colla

morte del quasi-usufruttuario,

2 collo spirar del

tempo

3 colla rinunzia, 4 collavvenimento della condizione risolutiva.

138

fruttuario.

Primo modo

d' estinzione dell'usufrutto

L'usufrutto in primo luogo

dell usufruttuario,

La morte una causa generale


dellusufrutto,

che inutile

il

il

si

morte

dell' usu-

estingue colla morte

(art. 515).

costante della cessazione

quale perci non pu passar mai agli eredi, tanto

legato dell usufrutto lasciato a Tizio ,

quando morr

perch sarebbe conferito per un tempo, quo a persona discedere


1
cccpit.
In conseguenza, se lusufrutto sia stabilito con determinazione di tempo, cessa parimente colla morte che avvenga prima
che il tempo spiri.

La morte estingue

lusufrutto, qualunque ne sia la causa o

genere, cos lestingue lultimo supplizio e


fruttuario che

si

il

il

suicidio; e se lusu-

suicida avesse venduto lusufrutto che gli spet-

Leg. 51. D. de. usufr.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROFIUET.

TIT. ni.

l'estinzione

si

opera senza

difiicoli a

121

un determinato immobile,

tava, sua vita naturale durante sopra

danno

dell'

acquirente.

Non

il tempo in cui la morte avvenga,


sia
l indomani
della costituzione dell usufrutto.
Se l usufrutto sia concesso a pi persone non si estingue
che con la morte dell ultima se ogni superstite per diritto di
accrescimento o per patto deve godere della parte che rimane vacante (art. 855), altrimenti si estinguer parzialmente alla morte

deve neppure considerarsi

anche

di ciascuno.

Ma
a

lusufrutto non

meno che non

si

estingue con la morte del proprietario,

tratti di

si

usufrutto legale (art. 232), o la morte

come termine

del proprietario non siasi stabilita

139

Secondo modo di estinzione

del tempo per cui fa stabilito

stabilito dalla legge specialmente

corpi morali.

del

tempo per cui fu


Il tempo per cui

stabilito

nell usufrutto

In secondo luogo

dell'usufrutto.

dell' usufrutto

tempo

lo

dall'uomo
de

spirare

comuni ed

tempo
altri

usufrutto finisce con lo spirare

stabilito [art. 515).

lusufrutto deve durare,

stabilito

o dalla

volont dell'uomo che concede lusufrutto sia a titolo oneroso sia

a titolo lucrativo, o dalla legge.

Luomo pu fissare il tempo esprimendo un dato numero di


come se concedesse lusufrutto per dieci anni, o riferendosi
una persona, come se concedesse lusufrutto finch il
tale sia giunto ad una determinata et. Anche in questo secondo
anni,

allet di

caso lusufrutto non

estingue che con lo spirar del tempo

si

in

cui la tale persona giunga o sarebbe giunta a quella et, se per

avventura fosse morta prima


quegli

il

(art.

517)

meno che non

consti che

quale concesse l'usufrutto, ebbe riguardo alla esistenza

e non agli anni della persona.

La legge stabilisce
medesima concesso ai

tempo

il

raggiunto let maggiore

Aubry
3

Sentenza della Corte

di

228).

II,

Vedi Lib.

486; Xostro Com.


I,

n.

550

di altri corpi morali per atto

Torino 2 maggio 1859; Bettini-Giuriati XI, 2 119.

Leg. 1 princ. i j 3 D. de usufr. ace.


e Boileux art. 620;

Rau

che sono sotto

Fissa ancora la durata dellusu-

comuni o

Consulta Marcale
e

figli

a che non siano emancipati od abbiano

(art.

frutto stabilito in favore di

della durata dell' usufrutto da essa

genitori sui beni dei

la loro patria potest, sino

I,

Demolombo X, 679; Geuty

n. 268;

665.

bis.

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122

1ST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

che

tra vivi o di ultima volont in anni trenta (art. 518), senza

quegli che concede

essendo dannosa

usufrutto possa fissare una durata pi lunga,

la

soverchiamente lunga

separazione

usu-

dell

frutto dalla propriet.

Ma l'usufrutto pu cessar prima per le altre cause e specialmente per morte della persona o per soppressione del comune o
1
del corpo morale, che gode l' usufrutto, senza distinguere se sia
s
stato costituito a titolo gratuito od oneroso.
140
Terzo modo con cui finisce lusufrutto
consolidazione.

Lusufrutto in terzo luogo

estingue con

si

due qualit

Adunque

fruttuario e di proprietario (art. 515).*


frutto, tanto se

l'

un

usufruttuario per

titolo

consolidazione,

la

cio con la riunione nella stessa persona delle

si

di

usu-

estingue l'usu-

qualunque lucrativo

ed oneroso, per atto fra vivi o a causa di morte acquista la nuda


propriet, quanto se il proprietario fa acquisto dell'usufrutto.
Nelluno e nellaltro caso

il

godere

diritto di

di disporre, e lusufruttuario o

si

riunisce a quello

nudo proprietario acquista la

il

propriet piena, assoluta.

Per in ambedue i casi la consolidazione costituisce piuttosto


uno ostacolo alla continuazione dell esercizio dell' usufrutto nella
sua propria forma che un vero modo di estinzione del medesimo.

Ma

perch

estinta,

n.

continuazione

la

dell' esercizio

o se cos piace, perch

Marcad

art.

617 IV

205; contro Proudhon n.

usufrutto

definitivamente

estingua colla con-

Demolomba X, 214

Boileur art. 619:


331;

sia
si

Duranton IV, 663;

e 325

Genty

Duoaarroy, Bonnier e Rou-

staing, li, 223.


*

Log. 21* D. quib mod. usuf. amit.; Proudhon

330 e 351; Duranton IV, 661;

n.

Demolombe X, 674; Genty n. 200; Aubry e Rau I, 456. La riunione di un coinuno


ad un altro o la fusione di due corpi morali non pu equipararsi alla soppressione
(Genty

loc. cit.),

3 Toullier III,

Marcad
*

art.

617;

che lusufruttuario
usufr.

449; Duranton IV, 508; Proudhon

Demolombe X, 680; Aubry

vero dire la consolidazione secondo


fa della

accresc.), e perci

nuda propriet

la

definizione

Rau

n.

I,

1965; Hennequin II, 509;

456.

suo proprio significato

il

(Inst. \ 3.

che da

la

lacquisto

de usuf. e Lag.

legge italiana

3. g 2.

D. do

pecca d eccesso

imperocch la riunione delle due qualit pu anche avvenire per acquisto che faccia
il

proprietario dell* usufrutto.

sura vivamente

lombo

la

per tale ragione

il

profondo Marcad

('art.

617) cen- #

definizione del C. Napoleone, di cui la nostra la copia.

(X, 682) al contrario la difende,

ma non

altrimenti che estendendo

il

Demo-

significato

proprio della consolidazione, sostituendole laltro di confusione, e tale senso per certo

deve accettarsi nel C.

ital.

come

gi nel Napoleonico (vedi pure

Aubry

Rau

I,

460;

testo e nota 26).

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TIT.

III.

123

DELLA PROPRIET.
DELLE MODIFICAZIONI
1

adulazione, conviene nella prima ipotesi, che

usufruttuario sia

divenuto irrevocabilmente proprietario della nuda propriet, mentre

una causa primiera (ex ime) ritornasse al nudo


se la compera, il legato, la donazione fossero
e nella seconda che lacquisto
dell usufrutto fatto dal nudo proprietario sia definitivo.
Se dopo la consolidazione valida V usufruttuario divenuto pro3
prietario alienasse la nuda propriet a favore dello stesso che
gliela cede, con riserva dellusufrutto, certo che questo non
!
sarebbe 1' estinto richiamato a vita, ma un nuovo usufrutto.
il non uso
141
Quarto modo con cui si estingue V usufrutto
L usufrutto in quarto luogo si estingue col non
per treni' anni.
usarne durante lo spazio di trenta anni (art. 515). Per questa prescrizione, essendo estintiva, si richiede solamente che l'usufruttario
non abbia posseduto per trent anni consecutivi il diritto di usufrutto, e non ancora che il proprietario abbia posseduto egli
lusufrutto, imperocch questi non altro che un debitore, e la
liberazione dogni debitore risftlta dalla mancanza dell' esercizio
se questa per

come

proprietario,
annullati,

usufrutto riviverebbe

del diritto da parte del creditore. Notevole differenza questa fra


la perdita della propriet e quella dellusufrutto per prescrizione,

mentre per perdere quella necessario che

La

prescrizione estintiva

dell usufrutto

altri la

possegga.

impedita o sospesa

che impediscono o sospendono in genere la


prescrizione, quindi se lusufruttuario fosse un minore o lusu-

da

tutte quelle cause

una moglie,
671 e 672).*

frutto costituisse la dote di

rerebbe

La

2120 e

(art.

arg.

la

prescrizione non cor-

prescrizione di trent anni necessaria tanto se

si

tratti di

usufrutto di cose immobili, quanto di mobili, imperocch la legge

non

Per se un terzo avesse acquistato la cosa mobile


1 usufruttuario
usufrutto
non potrebbe dimandar

distingue.

soggetta

all

questo, che nei casi in cui


propriet

oit;

Leg. 57. D. do usufr.

II,

Rau

456 Proudhon

II,

n.

2075

e seg.

Marcad

Rau

II

Ducaurroy,

II,

loc.

460.

Proudhon n. 2061; Toullier III, 656; Marcad loc. cit.


Vedi Damante II, 463 bis I; Genty n. 274; Mourlon I, 1265.
Dura nto il IV 672; Proudhon n. 2107; Demolombe X, 609; Genty

Aubry
5

2146).

art.

Toullier
e

proprietario potrebbe rivendicar la

il

707 e seg. e

Demolombe X, 686; Aubry


3

Rau

(art.

n.

275

457.

Bonnier

Roustaing

II,

226;

Demolombe X, 691; Aubry

457 testo o nota 16.

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124

MB.

IST. DI DIR. CIV. IT.

Col non uso

trent anni

di

II.

resta prescritto

usufrutto, tanto

consegna della cosa


il
diritto di
dimanda, quanto se dopo avutone il possesso, non abbia per tanti
anni esercitato il suo diritto.
N deve distinguersi, se il non uso
8
proceda da volont dell usufruttuario, o da forza maggiore.
se

non abbia dimandato

usufruttuario

I'

la

soggetta ad usufrutto, nel qual caso avr perduto

L'uso poi manca, quando


nessun atto di godimento e

usufruttuario non abbia esercitato

1'

di possesso; al contrario

abbia fatto un godimento anche incompleto,

come

non manca, se

se avesse percepito

una parte soltanto de frutti; che se anzi per il corso di trentanni


non abbia sulla cosa esercitato che il semplice uso, pure conserva
1' usufrutto a meno che non abbia esercitato quello nella credenza
3
che 1 uso e non 1' usufrutto gli competesse. Ma non gi s avesse
goduto solamente di una parte della cosa,* a meno che lusu3
frutto non abbia per oggetto un universalit di diritto.
Del resto non importa che
tuario o da altri

non valendogli
prezzo.

uso non

a cui avea ceduto

secondo

in questo

fatto

siasi

esercizio

caso

il

dall

usufrut-

del suo diritto

godimento avuto del

I trent anui incominciano a decorrere dall' ultimo atto di go7


dimento o di possesso esercitato dall usufruttuario.
142
Quinto modo con cui si estingue l' usufrutto
totale perimento della cosa
regole speciali riguardanti gli edifizi compresi

nell' usufrutto.

Lusufrutto

si

estingue in quinto luogo col to-

perimento della cosa sulla quale fu

stabilito, e non solamente


ma eziandio ne suoi resti. Ma il perimento deve essere
non basta neppure che sia della massima parte, perciocch sino a che ne resta una parte, bench minima, l'usufrutto

tale

sulla cosa

totale, e

continua a sussistere su questa


distrutta e di tutti
1

(art.

519), e sugli avanzi di quella

suoi accessori (art. 520).

Leg. 16. 1. D. de usuf. et babit.


Lag. 10. D. de vi armata Genty loo.
;

Log. 20 D. quib. mod. us. amit.

Vedi Voet ad Pand. Lib. VII,

Tit.

cit.

IV, n. 6; Proudhon

n.

2100 e seg; Sal-

Demolombo X, 696; ma vedi Nostro Com. I, 631.


5
Aubry e Rau loc. oit.
6
Marcarle loo. cit.; Demolombe X, 696; Domante II, 463 bis IV; Genty n. 287;
Anbry e Rau II, 457 tosto e nota 12; Nostro Com. I, 632; contro Leg. 38 e 39 D.
viat II, 51

contro

do usufr; Proudhon

n.

2110; Salviat

Proudhon

Leg. 53 D. de usuf; Aubry e

n.

II,

46.

2121; Demolombo X, 697; Genty n. 281.

Rau

II,

458;

Demolombo X, 703

ter.

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TIT.

III.

125

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

modo

un

che
un podere sopra cui siasi stabilito l'usufrutto, l'usugodere dell area e dei materiali (art. 520). 4
se fossero date in usufrutto due cose di cui 1 una acces-

Cos ancora se per qualsivoglia

perisca

edificio

faccia parte di

ha

fruttuario

Ma

diritto di

soria dell'altra,

perimento della principale estingue lusufrutto

il

anche dellaccessoria; cos morto

gue anche sui finimenti, distrutto


J
anche sul giardino.

Come
(

mutaiio

ossia

la

distruzione

si estin-

estingue

mutazione della cosa

la

legale, giuridica

Per mutazione della cosa

usufrutto.

palagio,

perimento materiale, cos

il

rei),

estingue

lusufrutto
usufrutto

cavallo,

il
il

della

cosa

intende ogni na-

cambiamento

turale modificazione della sostanza della cosa, ogni

quando sopra unarea fosse stato costruito


quando uno stagno fosse disseccato in modo, che
il campo allagato in guisa che sia
divenuto stagno o palude, o la selva ridotta campo seminativo,
4
o la massa di oro convertita in vaso. Ma perch la mutazione
di forma, ad esempio,
3

un

edifizio,

sia

divenuto una campagna, o

1 usufrutto conviene
che sia perpetua e dementre se sar temporanea o provvisoria, resta soltanto

della cosa estingua


finitiva,

meglio piaccia,

sospeso lesercizio del diritto, o, se

rinasce col ritornare la cosa al suo primitivo stato.

Le sopraddette regole

sull

rimento materiale della cosa cessano quando sia

un

In questo caso

edifizio.

un

ha

altro edifizio,

de materiali , pagando

usufruttuario

Per ove

dell area e de materiali.

struire

all

il

usufrutto

estinzione dell usufrutto per

ha

stabilito

diritto

il

pe-

sopra

godere

di

proprietario intenda di co-

il

diritto di

usufruttuario

occupare larea e valersi


durante lusufrutto glin-

teressi del valore dell area e dei materiali (art. 520).

143

Sesto

modo con

cui si estingue l'usufrutto

provvedimenti

se lo estingua sempre

n.

Leg.

2547
5
3
*

art. 4;

2.

Leg.

5, 3.

Lag.

8.

or-

n.

I,

D. qnib. mod. usui amit.; Proudhon

669.

D. quibns mod. usui

Tonllier III, 462;

Prondhon

leg. arg.

pu

in ter

Djmolorabe X. 702.

Vedi Nostro Con.

Murlon Rpot.
contro Marcad
3

D. da pjculio

o Beg.;

abuso

che in caso negativo

dinare P autorit giudiziaria nell interesse del proprietario

Daranton

I,

IV 685

e seg.

Merlin, Rpert

2419; Demante II 345 a 348 e Cours analy. o

crit.

I,

1628

Demolombe X, 705

e Beg.;

II,

v.* sul. 5.

472; bis II e

Nostro Coni.

I,

III;

639-443

loc. oit.

Leg. 24 D. qui bus mod. usui. amit.

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126

IST. DI DIR. CIV. IT.

vento in

cama

ragioni.

UH.

II.

dei creditori dell usufruttuario

In sesto luogo

r usufruttuario del suo

1'

per conservare

le loro

1 abuso che faccia


debba distinguere se sia

usufrutto cessa per

diritto,

senza che

si

convenzionale, testamentario o legale, e sia costituito sopra beni

immobili o mobili

(art.

516).

In generale, essendo l estinzione dell' usufrutto una vera pena,


non deve essere pronunziata che quando 1 abuso sia notevole e
fatto con insigne mala fede.
La decadenza pu essere pronunziata di tutto o di una parte
1

soltanto di usufrutto.

Oltre la pena della decadenza


al

usufruttuario sempre tenuto

risarcimento de danni ed interessi giusta

diritto

il

comune.

abuso deve essere imputabile personalmente all usufruttuario, che altrimenti risponder del danno, ma non incorrer nella pena della decadenza e in altre misure rigorose pel
Inoltre

fatto altrui.*

Se poi l abuso non sembri alla autorit giudiziaria tanto grave


da doversi pronunziare lestinzione dellusufrutto, pu imporre
allusufruttuario lobbligo di dare cauzione, se ne era esente, la

quale sarebbe obbligata anche pe deterioramenti passati; pu an-

che ordinare che

beni sieno

affittati,

o posti sotto amministra-

zione, salvo lemolumento dellusufrutto a favore dellusufruttua-

causa dal medesimo, ed infine che sieno dati in

rio o degli aventi

Vedi Cnstillo de usaf. cap. 21

Demolombe X, 718.

Si nota che

ufficii,

17;

n.

non pu

frutto sia notevole, colpevole, frodolonto,

Proudhon

n.

2419; Marcadd

bestiame

un bosco ceduo per farne un terreno


rinascenze;

le

618;

se l'usufruttuario avesse demolito utili

o mancasse di farvi le riparazioni straordinarie, che

estirpasse

art.

luogo a decadenza che quando lusu-

farsi

come

coltivabile

si

assunto eseguire;

se

o lasciasse corrodere dal

se avesse atterrato molti alberi di alto fusto senza

legittima

causa; se avesse tagliatogli alberi dei frutteti in pieno vigore di vegetazione; so avesse
sradicato vigne produttive
se

facesse

teria

lesercizio

di

se usasse un modo
una miniera, cava o
;

-,

se stabilisse

di

cultura atto ad

torbiera

isterilire

senza osservare

le

il

fondo;

regole

o compromettendone la sicurezza dell estrazione della

esponendola a rovina

arte,

un postribolo nella casa data

in usufrutto,

altre materie corrosive capaci a cagionare la distruzione o

di

ma-

o un deposito di sale o

una deteriorazione notevomalsana per

lissima della casa o di sostanze infettanti che possono rendere l'abitazione

lavvenire, e
in

modo da

infine so usasse de mobili contrariamente alla

pregiudicare

diritti

destinazione ricevuta, e

del proprietario.

Locre Vili, 243; Demolombe X, 723; Aubry e Rau II, 462.

2120; Demolombe X, 724; Genty 294.


Vedi Proudhon n. 2456-2459 Demolombe X, 720; Genty

Proudhon

n.

n. 292.

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TIT.

III.

ELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

127

possesso ni proprietario con obbligo di pagare annualmente all'usufruttuario od agli aventi causa da lui una

rante lusufrutto (art. 516).


Ij

somma

determinata du-

usufruttuario non pu pretendere una misura piuttosto

che

unaltra, mettendolo labuso alla discrezione de tribunali.


1

La decadenza o i provvedimenti possono essere dimandati dal


nudo proprietario o da suoi creditori, trattandosi d'interesse puramente pecuniario. Se il nudo proprietario fosse tale solamente
condizionalmente, pure potrebbe agire per assicurarsi lintegrit

Ma

della cosa che potr appartenergli.

Quando
di

abuso,

siasi

cauzione non pu agire.

la

promosso giudizio contro

usufruttuario per causa

possono intervenire nel

creditori dellusufruttuario

giudizio per conservare le loro ragioni, offrire

Ma

danni e dare cauzione per lavvenire.

qualunque provvedimento e

la stessa

il

risarcimento dei

non possono trodebbono sopportare

essi

varsi in condizioni migliori dell usufruttuario e

decadenza, senza distinguere

se il loro credito sia anteriore o posteriore allusufrutto. Se lasciassero

promosso contro lusufrutnon


dopoch sia stata
pronunciata l' estinzione assoluta del medesimo. E ci vero anche
in riguardo al creditore che avesse ottenuto per garanzia del suo credito la cessione di una parte dellusufrutto, perciocch la legge non
esaurire senza loro intervento

il

giudizio

tuario, non potrebbero sottrarsi agli effetti della sentenza; cos

possono far valere

fa

le loro ragioni sull usufrutto

alcuna distinzione da creditore a creditore.


In ogni caso

dimandare

il

proprietario ha

decadenza e

la

invece instare, perch

deteriorata e risarcisca

144

abbandono.

nunzia che

il

gli altri

diritto

ma non

provvedimenti,

usufruttario ripari

danni ed interessi.

li

settimo

modo con

usufruttuario faccia

cui finisce

Ducaurrov,

ma

creditori anteriori, e

2
3

618

rinunzia o
suo

ri-

diritto

per atto unila-

art. 618;
462; contro Proudhon (n. 2132),
Duranton (IV, 697) e

cbe non ammetto la decadenza contro


(art.

pu
cosa

Bonnier e Roustaing II, 229; Salviat II, 58; Boiloux

Demolombe X, 726; Genty 294; Aubry


Marcadd

la

usufrutto la

proprietario del

al

obbligo di

Settimo modo con cui si estingue V usufrutto

1'

e perci

immediatamente

non gi per convenzione onerosa o lucrativa,


terale di mero abbandono.

II,) cbe

Rau

II,

non P ammettono neppure contro

Vedila sentenza della C. di Cas. di Milano 24


Proudhon n. 2128; Demolombe X, 654.

ott.

posteriori.

1864;6ettini-Giuriati

XVI, I, 719.

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128

DI DIR. CIV. IT. L1B.

IST.

La rinuncia o
1

abbandono

II.

pu esser

dell usufrutto

fatta dal-

usufruttuario non solamente quando voglia liberarsi dall eseguire

le riparazioni

che sono a suo parico

a pi ragione, quando cos

gli

Tale rinunzia o abbandono pu esser


1

Pu

zione.

manco

di alcuna solennit,

ma

501 e seg. n. 536),


piaccia anche senza motivo.
(art.

senza

fatto

osservanza

quelle richieste per la dona-

di

eziandio essere tacita, ossia risultare da

fatti,

quali

per debbono essere di carattere ben determinato e preciso, trattandosi di atto

Per
chiede

sommamente dannoso.

la validit

e per

lefifetto

della rinuncia o

abbandono non

accettazione del proprietario , nel senso che

pu emetterla aHinsaputa e contro

si ri-

usufruttuario

volere del proprietario, im-

il

la liberazione del fondo dalla servit di usufrutto non che


un ritorno allordine naturale delle cose; ma non diviene contro di
non nellatto che il proprietario ne abbia avuto
3
conoscenza.
Per quando si tratti di un usufrutto stabilito sopra
immobili, la rinunzia non diviene efficace a danno dei terzi, per
riguardo ai diritti acquistativi o che vi volessero acquistare, che

perocch

lui irrevocabile, se

data della trascrizione

dalla

sentenza che la conferma


1

Deinolombe X, 733; Aubry

Il

concorso

1932

Rau

dell usufruttuario alla

che

la

621 che

art.

non porta verun cangiamento

al

la vendita della cosa sog-

diritto

dell usufruttuario

532) e delle Due

quel concorso non pu essere


di rinunzia.
il

almeno sempre

it.

e necessariamente, considerato

doli noceat.

Ambedue secondo
pu sembrare

sit

Orbene quale

casi
,

cessione del suo usufrutto

Ed

objiciendaf
delle

risposto

la legge

romana

me fundum vendiderie e perci anche alla


non supposto intervento delnudo senza consenso, laonde (come i dottori
,

Francesi spiegano) quellarticolo ha avuto per oggetto d'impedire che


dell* usufrutto

Aubry

Troplong de la trascription
e

Rau

II,

463

usufruttuario

per sorpresa (consulta Proudbon n. 2173 e seg.;

75-.0 e 732; Aubry e Rau


Demolombc X, 713 bis; Aubry

lombo X,
4

il

come a primo

usufruttuario ha consentito

e nell articolo del C. N. o

l'usufruttuario nel contralto, o intervento

fosse privato

Et hoc jure

due disposizioni dovr seguirsi sotto

perocch non sono contrarie fra loro

mentre secondo

alla vendita della piena propriet, volente

come atto

usumfructum exceplio

utimur ut exceptio
avviso

egli

476) degli Stati

Al contrario nella Leg. 4, 12. D. de doli mali et metus exor fatto


cum funi usumfruetum haberem eum fundum volente me vendiderie , an

quesito, *i

v indicanti mihi

C.

(art.

546) ed stato lasciato indietro dal C. it,

Sicilie (art.
,

In forza adunque di

Parma

questo articolo, che era stato riprodotto dai Codici di


(art.

463, V.

II,

continua nellusufrutto, se non vi ha formalmente rinunziato.

Sardi

o della

contiene,

3 e n. 8).

n.

vendita della propriet produrr o no rinun-

N. dispone nell

zia tacita all usufrutto? Il C.

getta all'usufrutto

dell' atto

(art.

II,

e
n.

463

Ran

I,

Demo-

testo e not. 42).

463

testo e nota 43; Nostro

94; Flandin

de

la

Com-

trascription I,

I,

660

447-452;

e seg.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

In fine la rinunzia non pu pregiudicare


quali in conseguenza potrebbero

fruttuario,

voca

1130).

(art.

145

129

creditori dell usu-

dimandarne

la

re-

Ottavo modo con cui finisce V usufrutto

acquisitiva o usucapione.

In ottavo luogo

1'

prescrizione

usufrutto

si

estin-

gue colla prescrizione acquisitiva o usucapione, quando alcuno


mezzo un usufrutto competente ad un altro. Per
questa estinzione non assoluta ina relativa, cio 1' usufrutto
acquisti con tal

estinto a

danno

dell' usufruttuario

meno che anche

proprietario, a

originario e

la

non a favore del

propriet sia stata prescritta

coll usufrutto.

146

Sono modo, con cui

si

estingue lusufrutto

avvera-

risolutiva.
L usufrutto in nono luogo
avvenimento della condizione risolutiva; cos se avessi
lasciato un fondo in propriet a tua sorella, e in usufrutto a te
sino a che questa non si mariter, certo che il tuo usufrutto

mento della condizione


cessa

coll

cesser

147

il

giorno del matrimonio di tua sorella.

Decimo modo con cui

del diritto del concedente.

si

estingue V usufrutto

L usufrutto

in

risoluzione

decimo ed ultimo luogo

cessa colla risoluzione del diritto del concedente; cos se tu mi


avessi conceduto lusufrutto di un tuo fondo, il quale ti apparteneva in virt di compera che si risolva per causa di lesione, o
di compera con patto di ricupera che venga esercitato, o di una
donazione che si revochi per sopravvenienza di prole, o di un
fondo da cui il proprietario venga espropriato per causa d'ipoteche
anteriori alla costituzione e strascrizione del mio usufrutto, questo
si estingue, pel noto principio che non possono trasferirsi ad altri
pi diritti di quelli che si abbiano. Ma ci vero, quando il diritto
del concedente venga risoluto per una causa preesistente all' usufrutto, come appunto negli esempi di sopra arrecati, mentre se la
risoluzione avvenisse per una causa posteriore alla costituzione
dell usufrutto, non trarrebbe seco l'estinzione di questo, quindi
se tu vendessi il tuo fondo sul quale mi hai concesso 1' usufrutto,
continuerei a goderne per quante terze mani possa passare la nuda

propriet.

Rau

Aubry

Consulta Proudiion n. 2154 e seg; Aubry o Rau II. 465.

II,

464.

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130

IST. DI DIR. CIV.

IT.

Suzione

II.

LIB.

II.

Dell* u e dell' Abitazione.

148

divisione. Passiamo

Transizione

servit personali, cio

all

uso e

ora alle altre

Ne

abitazione.

all

ratamente in due paragrafi e riferiremo

due

tratteremo sepa-

un terzo

in

cose a

le

loro comuni.
I.

149
risca da

Che sia

altri diritti

uso

diritto di

il

suoi caratteri in

che diffe-

sopra quali beni possa stabilirsi.

uso

fondo altrui, per quanto sia


necessario a suoi bisogni ed a quelli della sua famiglia (art. 521).

diritto di raccogliere

il

Nella famiglia

frutti del

comprende

si

coniuge

il

dell

usuario

senza

momento della concessione o lo


divenne in appresso; e quand'anche luso sia stato lasciato ad
1
uno dal suo coniuge predefunto, i figli nati e nascituri dal matridistinguere, se era coniugato nel

monio presente e dai


i

futuri,

legittimati

naturali riconosciuti o dichiarati

istitutrici dei figli

e da ultimo

ascendenti dell usuario, n

altri

ritate,

contro

anche per decreto reale

gli adottivi,

figli

precettori

ma non

domestici;

genitori

ammogliati, n le

figlie

n
ma-

nepoti, quantunque coabitanti con esso c aventi diritto

lui agli alimenti,

meno ancora

collaterali e gli affini;

le

non fanno parte della famiglia di lui, salvo


risulti che il disponente o i contraenti abbiano voluto comprendere nella concessione quelle persone che coll'usuario o coll abitante convivano nel giorno dello
quali persone tutte

che dal

titolo

o dalle circostanze

stabilimento dell usufrutto.


Il

diritto di

uso pu essere mobile o immobile secondo

mobile od immobile

sia la cosa,

capov. 2). Esso indivisibile


disfazione stabilito.

una persona
1

I,

Proudhon

di

n. 1813; Salviat II,

700; contro Delvicourt


5

ticolo

II,

la necessit,

L uso differisce dalla

prendere sopra

160

beni

le

I;

per la cui sod-

facolt conferita

provvisioni

183 e 219; Domolombe X,

not. 2;

II,

169, njt

art.
5;

ad

necessarie

717; Nostro

Duranton VI, 19; Builoux

Consulta Duranton V, 19; Dnverger su loullicr

027-656

che

415

sopra cui stabilito (art.

come

Com.

630.

Maroad

ar-

Dncaurroy, Bonnicro, Roustuing.

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TIT. IU.

per

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

131

un diritto di credito e non


ed ancor pi da quei diritti concessi ai

suoi bisogni, la quale costituisce

una servit personale,


popolani di un

comune

di legnare

e pascere nei

boschi e nelle

quali sono perpetui, e sanno di servit reale,

bench non
un fondo (art. 493).* Differisce ancora dalla
rendita vitalizia in ci che il diritto alla pensione vitalizia fisso
d invariabile, quello di uso perpetuamente variabile, come i
bisogni dellusuario, ed anche in ci che la pensione vitalizia
deve essere prestata, bench il fondo sopra cui quasi situata
non dia alcun frutto, mentre lusuario non ha diritto a nulla, se
il fondo nulla produce; cos dicasi della rendita fondiaria e semplice (art. 1743 e seg.) L uso infine differisce dal legato di rendita di un fondo, mentre il legatario ha diritto a tutti i frutti,
bench eccedenti il suo bisogno.
Il diritto di uso pu essere stabilito sopra ogni specie di beni
foreste

per

istabilite

l'utilit di

come l'usu(rutto (arg. art. 478), producano


difficolt che consista nel diritto di raccoimperocch in ogni caso lutilit della cosa, e qualcuna ne produrr sempre, almeno di piacere, di compiacenza,
di capriccio, terr vece di frutti.
mobili ed immobili,

0 no

frutti;

gliere

150

Quali sieno

guardanti
1

frutti

n faccia

frutti,

diritti dell' usuario

gli

leggi particolari ri-

L'usuario pu raccogliere

luso de' boschi e delle foreste.

per quel tanto che

necessario a bisogni suoi ed a

quelli della sua famiglia, (art. 521).

La
mente

necessit limita la quantit dei frutti percepibili non solain

modo

generale ed assoluto,

ma

eziandio in relazione

il fondo non pronon potrebbe pretendere


tanto grano o tanto vino che o mediante permuta o vendila gli

che

alla specie de' frutti

fondo produce; cos se

il

ducesse che grano o vino,

procurasse

lusuario

gli altri frutti di cui

abbisogni,

come legumi,

olio,

pomi

e simili, sibbene quel tanto solo che sia necessario al consumo di


lui e della famiglia.

Che

anzi, attesa la regola di misura della ne-

cessit, lusuario pu eziandio essere escluso dalla percezione di


alcune specie di frutti; cos se nel fondo fosse coltivato l indaco
per farne commercio, 1' usuario non potrebbe pretendere il frutto
dell indaco che non fa parte de mezzi necessari alla soddisfazione
1

Proudlion

n.

2576; Boilenx

p.

785, not.

1.

Proudlion n. 2831; Marcad art. 625, II; D.>moIombc X,


Proudhon n. 2770 e 2771; Demante, Cours. analy. Il,
lombe X, 772; Aubry e Bau II, 476.
3

755.
n.

476

bis;

Deino-

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132

IST.

DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

de personali bisogni; cosi ancora se nel fondo sia aperta


1'

usuario non potr estrarne

una cava,
n per

materiali per suo profitto ,

servirsene alla riparazione della casa propria, o avuta da altri in


usufrutto o in abitazione o in appigionamento, imperocch i bi-

sogni che dai frutti debbono essere soddisfatti, sono strettamente


i

personali.

Ma

se

fondo tenuto in uso abbisognasse

il

di ripara-

usuario potrebbe servirsi dei materiali della cava, e

zioni,

legname

de boschi,

come

diritto dell usuario in

riguardo alla specie de

dallo stato di cultura vigente nel

frutti

momento che

deb

Pi ancora, il
determinato

stesso usufruttuario.

lo

Laonde

opera.

si

non pu

egli, entrato che sia in possesso, cambiare o modificare


genere di coltura, surrogarne due, tre ad uno, estendere quello
che d frutti insufficienti ai suoi bisogni e restringere 1' altro
che ne d ad esuberanza, per ottenere dogni specie quanti frutti
il

gli

abbisognano

soggetto

il

e cosi forse assorbirli

Alla stessa regola

proprietario che continuasse o rientrasse a possedere,

non potendo neppure

egli

nuocere

usuario, per penso che se

genere

tutti.

quel

di coltivazione

duzione della parte di

il

in

alcun senso

ai

diitti

del-

proprietario lascia nel primitivo

tanto di terreno che

frutti, a cui lusuario

ha

basti alla

diritto, e lo

Onde segue che

nel resto, sia nel suo pieno diritto.

sotto

pro-

cambia
questo

1 usuario e il proprietario hanno reciprocamente il


diletto
perch la coltura non sia cambiata con detrimento
uno e dell altro.
Se il fondo conceduto in uso fosse affittato nel tempo del cominciamento di esso, lusuario avrebbe diritto a tutto il fitto o
ad una parte di esso proporzionale ai suoi bisogni , e cessato V af-

rapporto

di sorveglianza,

dell

entrerebbe a godere del fondo, o a ricevere

fitto,

frutti in

na-

tura dal proprietario.

La

necessit a cui deve aversi riguardo nel misurare la

dei frutti percepibile dall' usuario

non

assoluta

ma

quantit

la relativa,

cio quella costituita dalla condizione dell usuario. (art. 524).

condizione sintende la posizione sociale,

sione, la salute dellusuario, e qualche volta ancora

viva, se citt

Per

le abitudini, la
il

profesluogo ove

grande o piccola, villaggio o campagna, insomma


posizioni dell usuario che possono

quei rapporti e speciali

tutti

Proudhon Damante, Demolombo

Proudhon

n.

2771

toc.

oit.

2011; Hennequin

II,

514; Demolombe X, 783.

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DELLA PROPRIET.

T1T. IH. DELI. E MODIFICAZIONI

modo

in qualsiasi

133

determinazione dei bisogni della

influire nella

sua persona e di quelli della famiglia.

Del resto

la necessit

la

ma pu

non invariabile

minuire tanto per ragione de!

numero

crescere e di-

delle persone, quanto per

condizione di ciascuna di essa; cos con lo invecchiare

pu avere maggiori bisogni. Ci stante,


1

possono fare a questo riguardo e

sentenze che

le

usuario

1'

regolamenti che le parti

tribunali pro-

nunziano su questa materia sono subordinali allo stato attuale delle

meno che una convenzione,

cose a

mediante una specie

stituto,

diritto variabile dell

che

frutti

direi

a cottimo, non abbia so-

novazione, un diritto

di

usuario raccoglie nella quantit che

a un

fisso

usuario e dell' abitante.

gli

dovuta

giusta la sua necessit, gli appartengono in piena propriet, e perci

ha

o di consumarli

diritto

il
!

Che

donarli.

in

natura o di venderli ed anche

venga a

f usuario

se

pleta consumazione de" frutti o del

sentenza che

prima della com-

morire

prezzo ritrattone, benigna

restante appartenga ai

il

eredi, quandanche

suoi

non facessero parte della famiglia, pecui bisogni doveva ancora


servire.

Oltre che alla percezione de frutti

godere delle servit appartenenti


virsi degli edifizi

sono

la

che

vi

casa colonica,

In quanto poi

sumano con

all

uso, e

1'

sono

granai,

all'

usuario

usuario ha

il

diritto di

diritto

il

1'

magazzini,

dell'

le stalle

e simili.

usuario

si

con-

identico a quello

uso fosse stabilito sugli animali, com-

diritto di

il

come

per la coltivazione,

uso stabilito sopra cose mobili, o non

dell'usufruttuario: cos se

peterebbe

1
,

fondo avuto in uso, di ser-

al

stabiliti

percepirne

frutti,

come

la lana,

latte ee., ma sempre nei limiti della necessit, e di servirsene


per viaggi e per lavori secondo la loro destinazione,* ma non pu
in verun caso darli a nolo, quantunque il proprietario fosse solito
8
di darli, a meno che il concedente non gliene abbia dato facolt;
il

Proudhon

Boileux

n. 477 bis;

n.

art.

1711; Demolombe X, 782.


631, Ducaurroy, Bonnier e Roustaing

Demolombe X, 773;

lier II, 350;

contro Merlin Rp. v

Duranton V, 25; Mannequin

II,

Duranton V, 2G

Leg. 12, \ 2; e aeg. D. de usu et babit.


Proudhon n. 4511 ; Boileux loc. cit.

s
*

Leg. 12,

\ 4,

Taulier loc.

De usu

cit.;

II,

237; Domante op.

Usagli

seet.

2 5;

cit.

Toul-

53;

Demolombe X, 771; Boileux

loc. cit

ot babit.

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134
o

1ST. DI DIR. (IV. IT.

consumano con

si

Quanto

uso e

il

LIB.

II.

uso

diritto di

si

confonde con quello

di usufrutto.

finora

si

detto non riguarda punto

uso de boschi

e delle foreste, che regolato da leggi particolari (art. 530).

151
fondo.

Se l'usuario abbia diritto di conseguire possesso del


L usuario ha diritto di conseguire possesso esclusiva
il

il

fondo, se ne raccoglie

possesso comune col proprietario o coll usufruttuario, se ne raccoglie soltanto


una parte. N pu invece il proprietario costringerlo a ricevere
5
da lui i frutti. Per questa comunione non ha nulla di speciale,
dell intero

Leg. 2, J 5; Lg. 10, \ 4; D.


6, nota 2; Salviat II, 146.

(la

tutti

usufr.

frutti

il

l'roudbon n. 275G;

ear. rev.;

Du-

rauton V,
5

liabile

Cons.

con

Demolombe X, 771 Aubry e Rau


;

la nostra legge

il

II,

478

temperamento accolto da

Nos. Coin.

Rau) che cio

il

478.

Ma

sar conci-

del C. Nap. (DuranDemolombe, Boileux, Zachariae,

tutti glinterpreti

ton, Demante, Dtiverger su Toullier, Marcad, Taulier,

Aubry

II,

giudice abbia l'arbitrio di ammettere o di escludere lusu-

ario dal possesso della cosa, secondo che de' frutti abbia diritto percepire la

parte, o una parto minima, obligaudolo nel primo caso


gli eccedenti, e nel

per una certa equit, imperocch


di uso

secondo caso ricevere da questo quo*

Quantunque questo temperamento


ha quello prestantissimo

raccomandi

si

al

restituire

che

frutti

per la

gli

proprietario merita riguardi, perch oltre

il

di propriet,

maggior

proprietario

appartengono?

sua provvidenza ed anche


il

diritto

perch mentre egli da una parto

pi sicurezza circa alla propriet, dall'altra l'usuario

si

ha

libera dalla prestazione della

cauzione, e della formazione dell'inventario da' mobili e della descrizione dello stato

produca
abbondantissimi frutti, e l'usuario non abbia diritto che ad una parte minima dei
medesimi. Tuttavia esiterei grandemente a sostenere simile tesi mentre manca 1 apdeglimmobili, e ci sopratutto nel caso che la possessione sia vastissima e

piglio dellequivoca espressione ex>ger, e

dallonere

bench

dall'usuario

spese; daltra parte

il

(e converrebbe che gli usuari

dover prestare cauzione, formare

dello stato degl immobili (art. 525),

e la stessa

poco concludente sembrami largomento tratto


alle spese di coltura, perocch questa,

imposto allusuario di soggiacere

fatta

proibizione di affittar

fossero
l

l'uso

(art.

tutti coloni),

esige

inventario e la descrizione

dover godere da buon padre

il

di famiglia (art.

52G)
ed

528), accennano in termini generali

anche nel caso che percepisca


dell usuario di godere in persona
una parte dei frutti, che par soprasoma il caso pi ordinario. Ma ad un tempo
non oserei censurare la sentenza del giudico che cosi ordinasse, n ammetterei contro
assoluti al diritto

essa ricorso in cassazione, perocch baserebbe essenzialmente sull estimazione de fatti

non dir
mento comune
e per

altro, potrebbe essere


all

comune

un modo razionale ed equo

usuario o al nudo proprietario.

suo stretto senso materiale, quando

1*

col proprietario, e nel senso

possegga solo

il

l'

di dividere

propriet resta quello che

sebbene

lato di appartenergli fruiti

il

godi-

nel
o possegga in
natura, quando

frutti,
iti

usuario venisse escluso dal possesso, nondimeno

conserverebbe la sua natura di diritto reale

il

raccogliere potrebbe spiegarsi

Checch possa pensarsi di simile questione,

proprietario.

certo che quand anche

Il

usuario percepisca tutti

o servit personale,

come

il

tengasi per
il

suo diritto

diritto di

nuda

fondo sia posseduto dall usufruttuario.

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Al

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T1T.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

135

e perci tanto all'usuario, quanto allaltro che con questo pos-

gode compete il diritto di dimandare la divisione del


godimento, quando loro piaccia, non potendo ninno essere obbligato di rimanere in comunione contro sua voglia (art. (>81).
siede e

II.

Dell abitazione.

152
quali

betti

quello

cessario

Che sia

sua estensione.

Il

sopra

diritto di abitazione

per quanto ne-

e della sua famiglia

lui

(art.

(art. 522).

Il

415 eapov. 2);*

uso.

pu essere

diritto di abitazione

Il

suoi caratteri

altrui,

regolarmente immobile

come

indivisibile,

una casa

di abitare

abitazione di

all'

diritto di abitazione

ed

diritto d abitazione

il

possa stabilirsi

che uno ha

costituito

sopra qualunque

specie di edifizio, nel quale la persona a cui concesso, possa

vivere, e compiere

domestici. Se a tale officio non potesse

gli atti

servire, la concessione sarebbe

non ha

utilit pratica,

La quale

uso.

di

differenza per

essendo l'uso e labitazione

retti

me-

dai

desimi principj.

Anche

abitazione regolata dalla necessit relativa e varia-

dellabitante e della sua famiglia, che comprende le stesse


bile
persone che nell'uso,* per deve eziandio tenersi conto della necessit

in

pu

cui

trovarsi

abitante per la sua posizione ed

agiatezza di ricevere degli ospiti.


della casa,

come granaio,

In riguardo poi alle dipendenze

cantina, legnaia, colombaia, scuderia,

rimessa, orto, giardino, e simili, conviene consultare

il

titolo

tutte le circostanze di fatto, da cui possa dedursi lintenzione del


contrario audio quando
darsi caso che

come

il

possesso della cava,

vate

le spese.

usuario percepisca tutti

fratti periodici del

proprietario debba rimanere in posseesso

so in esso vi fosse

pure non appartengono

una cava aperta.


all

usuario.

Ora

di

podere
,

una parte

pu

del fondo,

prodotti di questa sono veri fratti, ep*

questi

non pu pretendere

di tener egli

il

estrarne la materia e consegnarla di poi al proprietario, prele*

La cava come

nolla propriet

cosi nel

godimento resta esclusivamente

del proprietario, e perci deve rimanere nel suo possesso.


*

Vedi sopra

n.

150.

'

Vedi sopra

n.

150.

Proudhon

n. 2764.

c.;

Proudhon

n.

Log. 12 | 3 D. de usuf.
Vedi sopra n. 150.

Vedi la log. 12 D.

t.

2274

2811; Tanlier

II,

340.

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136

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

II.

disponente o dei contraenti. Cos se il diritto di abitazione fosse


stato concesso sopra tutta la casa, perch tutta quanta necessaria
ai bisogni, quelle

stasse che

si

dipendenze vi sarebbero comprese. Ma se conconcedere semplice abitazione o 1 ab

fosse voluto

loggio, quelle dipendenze, o almeno alcune di esse possono esser


1
escluse dal diritto di abitazione.

HI.

Cose comuni
153

Chi possa Stabilire

quali modi e in qual misura.

uso e

all

il

abitazione.

all

uso e di abitazione e in
Luso e labitazione possono es-

diritto di

uomo, compresavi la prescrizione


come 1' usufrutto, ma la legge non li stabilisce a favore di veruno*
Possono essere stabiliti ne modi stessi, con i quali si stabilisce
sere stabiliti dalla volont dell

lusufrutto, ad esempio,

puramente

semplicemente, sotto con-

dizione; con determinazione di tempo, a titolo oneroso o gratuito


per atto fra vivi e per testamento.

Niun dubbio poi che


alluso e allabitazione

che ne salvino
all

i contraenti o il disponente possano


dare
maggiore o minore estensione, sempre
pu essere concesso all' usuario e

la essenza; cos

abitante la facolt di affittare

il

fondo o

casa

la

la facolt di cederli, assoggettarli allipoteca e al

contrario

pu essere

ed anche

sequestro;* e al

bisogno dellusuario sol


tanto e non essere esteso a quello della sua famiglia, ma non mai
pu concedersi l'abitazione ad uno ed escluderne il coniuge, 5 perdiritto

il

ciocch contraria

ai

ristretto al

buoni costumi

vivano separati, la quale perci

154
citare

il

Obblighi comuni

loro

diritto

Cipolla de serv.

eap.

all

cauzione

6,

11.

si

condizione che

la

avrebbe per non

usuario e

all

coniugi

scritta.

abitante prima di eser-

inventario de mobili e descrizione

5: Henuequin

II,

529; Salviat

II,

201;

Demo-

lombe X, 775.
1

Duranton V, 6; Ducaurroy, Bonniere e Rouataing II, 234; Demante II, 474


b;3
art. 625 I; Taulier II, 213; Demolombe X, 759; Boiloux art.
625;

Marcad
e

Rau
3

lombe

II,

Aubry

475; contro Proudhon

Leg. 12 l

D.

n.

do usu. et

2752
bali;

Hennequin

II,

Voet ad Pand.

527.
lib.

C.

tit.

2. n.

4;

Demo-

n. 768.

Duranton V,

Leg. 8 I D. de usui,

n. 24.
et habit;

Nostro Com,

I,

669.

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137

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. ni.
ejjV immobili.

Passando
come

dellabitante, essi

ora agli obblighi comuni dell usuario e

quelli dell usufruttuario

si

possono

distin-

guere 1.in tre categorie in ragione del tempo nel quale sono da

prima, durante e

soddisfare cio

e l'abitazione. Gli

luso

finito

obblighi da soddisfarsi dall abitante e dall usuario prima di esercitare

suo diritto sono:

il

meno che non ne siano di497 e 525) o dalla autorit giudiziaria


quali
di venditore o di donante
siansi riservato l'uso o l'abitazione (art. cit.), ovvero lusuario
non sia immesso nel possesso delle cose avute in uso, ma abbia dal
proprietario una parte de frutti. Che se poi non trovasse cauzione
l'usuario di un fondo, questo potrebbe essere affittato o messo sotto
amministrazione ed anche lasciato al proprietario coll'obbligo di una
prestazione o in denari o in frutto; se non la trovasse 1' abitante,

spensali

il

quello di dare cauzione, a


dal titolo

525)

(art.

o non

(art.

tratti

si

proprietario potrebbe parimenti fare

1'

affitto,

personalmente, corrispondendone in denaro

non

la trovasse quegli

consumarsi di un tratto

che ha
si

deteriorano

chiedere elie sieno venduti,


2.
nare secondo

diritto di

il

ma
che

le circostanze,

mobili necessari pel proprio uso

coll

o servirsene egli

fitto riperibile:

il

se

uso de' mobili, che senza


uso,

il

proprietario potr

lautorit giudiziaria potr ordigli sia

coll

rilasciata

una parte dei

obbligo di restituirli al termine

del suo diritto, iu fine non trovandola l'usuario demobili che colluso
si

consumauo, se consistano

in derrate,

queste saranno vendute, se in

danari, essi saranno collocati ad interesse, in


all

usuario e

modo

all

abitante

le

stesso che nellusufrutto,

il

ritardo nel dare

priva lusuario del diritto sui frutti,

momento

comincia

in cui

somma saranno applicato

disposizioni degli articoli

uso.

avesse ritratto qualche pigione

quali gli

se nel frattempo,

dall abitazione,

498 e 499. Al
cauzione non

sono dovuti
il

allabitante (arg. art. 500), e se egli stesso lavesse abitata,

dovrebbe prestare, quanlum pecunia


teressi dei crediti

gli

suce percepii. Cos degli in-

*
;

quello di formare

inventario dei mobili e la descrizione

meno che non

dlio stato deglimmobili, ed a loro spese, a


stati dispensati dal titolo, nel qual caso

marli a sue spese (arg.


1

dal

proprietario

dovrebbe prestarla

art.

il

sieno

proprietario potr for-

496), precisamente

come

nellusufrutto.'

Vetli sopra n. 120.

Proudhou

Vedi sopra

u.

2785; Boiloux

n.

108 e

art.

G25.

s*g.

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138

IST. DI DIB. CIV. IT. I.IB.

155

Obblighi comuni

godere

o V abitazione

sopportare
delle

le

liti.

all'

usuario e

II.

spese di coltura, di riparazione

Durante

abitante durante V uso

all

da buon padre di famiglia

uso e

abitazione,

persona

e di

dei carichi annuali,

usuario e

abitante

debbono
goderne da buon padre

conservare la

di famiglia, cio

so-

stanza nella materia e nella forma e servirsene secondo la desti-

nazione datale dal proprietario.

debbono godere

labitante

cederli

Inoltre

tanto

l'

quanto

usuario

di persona dei loro diritti, n possono


1

affittarli

(art.

528)

2 soggiacere alle spese di coltura, alle riparazioni ordinarie

ed

pagamento dei

al

tributi, se

usuario raccoglie tutti

frutti,

abitante occupa tutta la casa.

Quest obbligo lo grava quanche raccoglie non siano sufficienti a coprire tali
spese, o 1 utilit che gli proviene dall' abitazione non lo compensi,
ma ha il rimedio dell abbandono. Se poi non raccoglie che una
parte dei frutti, e se non occupa che una parte della casa, con-

tunque

frutti

dunque

tribuisce in proporzione di ci che gode. Se

uso di un fondo

spese,

necessario, la rata proporzionale di dette

gli

non ostante che

quelli che gli restano sieno per forza

de necessari, in altri termini le spese

vate sul prodotto lordo,

parte necessaria

per

sicch

di

frutti

meno

non debbono essere preleusuario ne resti netta la

perch la legge ordina che


che 1 usuario raccoglie, e rac-

ai suoi bisogni, tra

le spese sieno prelevate sui frutti,

coglie

trattisi del-

usuario deve prelevare sui frutti che raccoglie

1
,

per quel tanto che

che

sono necessari, e perch altrimenti

gli

il

diritto

uso sarebbe trasformato in un credito di alimenti a danno del

Consulta Nostro Cora.

I,

711

non possa

zione inalienabile segue che

712. Dallessere

e 46;

Troplong des hypoth.

lombe X, 786 789; Genty

a contra art. 1967 2),


2751; Duranton V, 23
Demante Cours analy. II, 477 bis; Demo331; Aubry e Ran 1. c.; Boileux art. 631) neppure

Ili,

n.

diritto di oso o di abita-

il

darsi in ipoteca (arg.

che una specie di alienazione, n sequestrarsi (Proudhon


777

n.

bis;

dal proprietario che fosse creditore dellusuario e dell'abitante e che luso o labitazione siasi costituita

titolo

oneroso (consulta Demolombe

sequestro porta alla vendita; eccettua per

impjrocch ammessa

la facolt di cederlo,

teca e
1

il

il

sequestro (Duranton

fratti del

il

caso che

il

X, 789); imperocch

costituente

alienabilit, conviene

il

non abbia dato

ammetter e Tipo-

5 n. 24; Boileux art. 631). Per possono sequestrarsi

fondo, quando luso sia costituito a titolo oneroso e non lucrativo, bench

concedente

non ne abbia

luso deve equipararsi

ubry

t.

l*

RauII, 478

agli

fatto

espresso

alimenti

contro

divieto,

(consulta

mentre in questo secondo caso

Demante

1.

Demolombe X, 790;

Mulevillo art. 630; Duranton, V, 25;

Hennequin II 531).

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TIT.

proprietario;

157
il

Obblighi comuni

loro diritto.

tante, estinto

si

all

tazione.
niera che

usuario c

all'

abitante dopo

estinto

Finalmente lobbligo dellusuario e dellabi-

Dei modi con cui


I diritti d
1

semenze che debbono

tratti delle

loro diritto, quello di restituire la cosa o

il

come

valente, in tutto e per tutto

158

139

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

a meno che non

prelevarsi in natura sulla intera raccolta.

si

equi-

lusufruttuario.

estinguono

uso e di abitazione

diritti di

uso e di abi-

perdono nella stessa ma-

si

usufrutto (art. 529).

CAPO

II.

DELLE SERVIT PREDIALI.

159

Transizione

oggetto divisione.

Dalle servit per-

sonali trattate nel precedente capo, passiamo in questo a discor-

rere delle prediali.

Giova ricordare che

servit prediale

la

relazione al fondo a cui favore fu


il

pu considerarsi

conceduta

al

quale fu imposta; che nel primo senso deve

diritto

sopra

fondo altrui,

il

in forza del

quale

fondo

definirsi
il

in

sopra

per un

proprietario di

questo obbligato a vantaggio di un fondo appartenente ad un


altro proprietario, di tollerare o di

trimenti, in virt del suo

non

diritto di

fare qualche cosa che al-

propriet, non sarebbe stato

obbligato n di tollerare n di non fare, e che nel secondo senso

deve
1

definirsi

utilit

di

per un peso imposto sopra un fondo per

un fondo appartenente ad

Duvergier su

Boilaux

art.

630

p.

Toullier

790

testo e not. 15; contro

e 791;

uso e

altro proprietario.

Domante cours analy. Il, 479 bis;


Demolombe X, 800 e 801; Aubry e Rau II, 479

II, 469; e not. I;

Proudhon

n.

2791

e seg.;

Duranlon V,

38; Ducarroy, Bon-

meno arbitrarie.
Demolombe X, 802; Zacharice, Aubry

nier e Ronstaing li, 211; cho fanno distinzioni pi o


*
1.

c.

Vedi Duranton e Damante


sa

trattisi di

1.

o.

Rau

abitazione, l'abitante soggiace allo spese delle riparazioni e al

pagamento de tributi nella proporzione che la parte da lai abitata sta alla casa intera.
Adunque so egli, ad esempio, occupasse il primo appartamento che valga un terzo
della casa e rovinasse una parta non notevole del tetto, dovrbbe contribuire alla
riparazione di questo per un terzo. Se la casa avesse bisogno di riparazioni straordinarie debbono applicarsi gli art. 502-505. So dovessero pagarsi tributi, sarebbero
applicabili gli art. 506 e 507; o se interessi o capitali di debiti lart. 508. In fine
se

si

agitasse qualche lite sopra luso e

abitazione o sopra essi e la propriet deve

applicarsi l'art. 510.

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140

I DIR. CIV. IT.

IST.

1.10.

II.

Intorno ad cose dobbiamo discorrere da chi siano stabilite, e

siccome sono

stabilite

o dalla legge o dal fatto dell' uomo,

(art.

532),

vedremo

cos

1.

2J

e di poi

delle servit stabilite dalla legge;


delle servit stabilite per fatto dell

uomo;

vedremo

3. in

qual

4". in

qual

modo
modo

si

esercitano

si

estinguano.

Laonde dividiamo questo capo

in

Sezione

quattro sezioni.

I.

Delle servit stabilite dalla legge.

160

Oggetto delle servit stabilite dalla legge

blica e utilit

privala

divisione.
1

utilit

lit
i

Le

servit

pubblica o privata
il

(art. 533).

al

per oggetto

servit stabilite per utii

marciapiedi lungo

trasporto,

la

costruzione

altre opere pubbliche (art. 534).

ed

Tutto ci che concerne

Le

corso delle acque,

fiumi, e canali navigabili o atti

la riparazione delle strade

legge hanno

dalla

formano

loro specie

siano vere servit

stabilite

pubblica riguardano

utilit pub-

servit di utilit privata

le sole

se

V oggetto di questa sezione

le

servit

di

utilit

determinato da leggi e da regolamenti speciali,


servit imposte dalla legge per

utilit

pubblica viene
534); e le

(art.

privata sono determinate

dalle leggi e dai regolamenti sulla polizia campestre, e dalle disposizione della presente sezione (art. 535).

Le

servit che la legge

impone per

tosto limiti o restrizioni imposte

mente

utilit privata

esercizio

all

transazione per conciliare

gli

di acquedotto che sono vere servit.

sono piut-

diritti

natural-

opposti interessi di proprietari vicini

e condomini che vere servit, eccettuati

diritti

dei

inerenti alla propriet o alla compropriet, quasi mezzi di

e pesi reali ,

come

Ma

diritti

di

passaggio

incontrastabilmente

sono

le servit.

Consulta la L'Jgge 5 J 4 D. da oper. uov. nunciat; Pardessus n. 74 e seg.


e Giuris. prediale iu materia di servit n. 40 e seg.; De;

Lepage Mannaia di Leg.


mante II, 488; Marcad

art.

638 e 639; Demolombe t. XI. n. 8. e seg.; Mourlon


ex&men du Code Napolon I. 1712; Aubry o Rau II

Kptitions crite9 sur la premier

168 e seg.; Nostro Com.

II, 4-6.

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T1T.

141

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

111.

Tali- servit sono innumerevoli,


il

essendo di assoluta generalit

principio che in suo alti hactenus facete

alicnum immittat , che cio vietato


cose che possono cagionare danno

licet,

quatentts nihil in

suo suolo

di fare nel

quelle,

Per non ogni danno

al vicino.

causa di restrizione del diritto di propriet, e specialmente non


lo

sono

danni o

incomodi che sono una conseguenza necessaria

gl

3.
dei bisogni
e usi ordinari deliavita, ed inseparabili

sibbene
4.

danni e

5.
che sono

Ma

l'

gl

effetto di

un esercizio abusivo della propriet.

nostro codice non ne regola

il

l. le

che sette specie

e sono

servit che derivano dalla situazione de' luoghi,

2 quelle che riguardano muri,

dal vicinato,

incomodi materiali e morali o di opinione

le servit

edilzi e

fossi

comuni,

intorno alla distanza e alle opere intermedie,

richieste in alcune costruzioni, scavamenti e piantagioni,

fi.

le servit di luce

la

le servit di

7. la servit di

Per

la

e di prospetto,

servit di stillicidio,

passaggio e di acquedotto,

appoggio, o

d infissione di chiuse.

qual cosa dividiamo questa sezione in sette paragrafi.

I.

Delle servit che derivano dalla situazione dei luoghi.

162

divisione.

Quali sieno queste servit

derivano dalla situazione de' luoghi

Le

servit clic

sono quattro: servit dello

scolo naturale delle acque, servit per riparazioni e costruzioni


delle sponde, degli argini e degli spurghi defondi e degli alvei,

de corsi dacqua, servit di uso delle sorgenti e di altre acque,


servit di uso de corsi

naturali

delle acque.

Ne

tratteremo

in

(piatir distinti articoli.

Leg, 8 g D. So servit. vind.; Cipolla tract. I, cap.


dang. chap. S n. 130; Lourdat de la rvspons,

tnbliss.

Dallor Rp. alpb.


lior III, 334;

v.

Anbry

Mannfactares
e Hall II,

n.

171 e

176
seg.;

177;

53; Cleraut,
eiv.

t.

Nostro Com.

II,

Trailo

des

2 n. 1180 e 1190;

Demolombe XI, 653

e seg.

Toul-

883-893.

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142

IST.

DI DIR. CIV. IT. LIB.

Articolo

II.

1.

Della servit di socio naturale delle acque.

1(53

a ricevere

Che sia questa servit

fondi inferiori sono

scolare nel declivio,

natura soggetti

fondi

dell

soc/getti

uomo

vi

acqua di
trovano per opera della
natura

dell altro, e la

inferiori

si

ricevere le acque che dai

non

Stante la situazione naturale de luoghi,

F uno inferiore e pi basso

scolano

acque che per opera della natura

le

scolano dai superiori.

dell

pi elevati in

essi

(art. 53(5).

Le acque debbono scolare naturalmente


F opera dell' uomo in riguardo tanto alla

e senza concorso del


scaturigine quanto

al

acque che derivano dallo squaglio della neve


o del gelo, quelle derivanti da infiltrazione ed infine quelle di
1
sorgente che hanno un corso pi o meno regolare e continuo.
corso. Tali sono le

Ma non

sono comprese quelle che

vi

il

proprietario

supe-

da un pozzo, da un serbatoio qualunque, cisterna,


quandanche per irrigare il suo campo
indubitatamente pu, ma deve far opera che o lacqua non

riore estrae

fossa, stagno, e simili


(ci

sopravanzi, o ristagni sul suo); n quelle che provenissero dagli

acquai e peggio dalle latrine, o da ofFicine e fabbriche di tinto-

n le piovane che scolino dai tetti, (art. 591);


n dai cortili, che si sono inclinati verso il fondo del vicino;*
e molto meno le acque di uno stagno che il proprietario superiore

ria, concia e simili,

formasse nel suo podere, derivandovi e raccogliendovi le acque


fluenti

per altra direzione

n quelle che sopravanzassero

Parimente i fondi
acque che vi fluiscono per

rigazione.

inferiori

le

allir-

non sono soggetti a ricevere

atterrare che

il

proprietario del ter-

reno pi elevato abbia fatto di un riparo naturale; non gi se questo


era artificiale, sempre che F acqua ricominci a scolare

I,eg.

14.

jj

Cipolla

traci.

De aqua
Il, c.

et

aqna

4 n.

71;

Pardessus

II

de

la pratique

dea

lo

pluvia.

lombe XI, 19; Aubry e Rau II, 487.


Duranton V, 154; Ducaurroy, Bonnier
la legislation et

come per

cours

n.

Duranton V, 153; Demo-

82;

Roustaing

dean III,

n.

II,

754;

264; David traili de

Garnier

Rgime

des

enuxl. 3. n. 681, e 1029; Boileux art. 640; Demolorabe XI, 23.


*

Garnier

Daviel III, 753; Marcad art. 610 n. 2; Demolombe XI, 25.


Pardessus n. 86 Daviel III 809 Marcad art. 640, n. 2 ; Dcraolombo XI 27.
,
1.

c,;

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143

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TU'. IH.

passato faceva naturalmente.

opera della natura,

Che

se latterramento sia avvenuto per

fondo inferiore soggetto a ricevere lacqua,,

il

ma

che in fatto incomincia 3a scolare naturalmente,


proprietario del fondo inferiore possa ristabilire

non arrechi danno veruno

equo che

riparare,

il

il

quando
2

537 e 538).
E finalmente il fondo inferiore non soggetto a ricevere le acque
che naturalmente scolavano in altro fondo, e che verso quello'
sono state dirette
Il

fondo superiore (arg.

al

opera

dall

dell

art.

uomo.

fondo inferiore soggetto a ricevere colle acque la terra


dannose che seco trascinano,

e le altre materie proficue, inutili o

ed a sopportare senza indennit, qualunque incomodo o danno ordinario o straordinario.


5

164

Quali fondi siano soggetti a questa servit.

servit sono soggetti tutti

nerameli per causa di pubblica

Del resto non rileva che


superiore, nel quale

al
l

dopo r

uno

altro

tal;

fondi inferiori, a chiunque apparten-

gano, non esclusi quelli di uso pubblico, salvo


utilit, (art.

438).*

fondo inferiore sia contiguo o no

il

originariamente scola

soggetti

eso-

di

diritto

il

tutti

essendo

lacqua,

a ricevere lo

dal

scolo

pi

elevato.

165
inferiore.

impone

Oneri che questa servit impone al proprietario del fondo

Per ci che concerne

al proprietario del

Adunque non pu

far

nel fondo superiore


sia rallentandone

il

di cinta senza fori,

gli

il

opera che

suo fondo soggetto di ricevere.


sia

capace a

n colmare, n restringere

Ma

ingombro non abbia dato causa


Leg.

22; D. do aqna.

muro

per cui

solco

il

fossi

destinati a

meno che

superiore, a

col fatto suo (art. 539).

Cipolla tract. II, cap. 4, n. 77;

allo

Demolombe XI,

44.

Log.

2, g

Leg.

1, g

14; D. de aqua.; Cepolla traci. II, cap. 4, n. 71; Garnier n. 669;

Marcaci
4

728

1, g

acque

arbusti che producessero

non tenuto a spurgare

ricever lacqua che scola dal fondo

far rifluire le

o nei vicini, sia arrestandone intieramente,


corso; cosi non pu n costruir diga, n

lacqua corre, n piantarvi alberi, n


lo stesso effetto.

oneri che questa servit

fondo inferiore, questi non pu impe-

dire lo scolo delle acque che

art.

640,

I;

De

aqua.

Garnier

n. 638.

Domolombe XI, 32; Aubry o Rau II, 488.


Demolombe XI, 21; Aubry e Rau
Aubry e Rau II, 488.

Consulta Daviel III, 763;

Leg.

Merlin Rp. v. Eaux. pluvia!, n. 3; Toullierll, 327; Solon

bis;

1,

loc.

cit.

D. do aqna;

Domolombe XI, 33; Aubry

e P*au II,

48S

n.

31; Daviel III,

e seg.

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144

IST. DI niu. CIV. IT.

Ma

non impedisce

quest obbligo

LIB.

II.

proprietario del fondo in-

al

feriore di eseguire nel suo fondo tutti

lavori

a prevenire

atti

danni che le acque potrebbero cagionarli, o quelli

atti

ad

arre-

un positivo vantaggio, come sarebbe il distribuire 1 acqua


canali irrigatori, il fortificare le sponde del corso dellacqua

cargli
in

e cose

simili.

166

Modo

di esercizio della servita

proprietario del fondo superiore.

di

da

scolo

In quanto

pu

del fondo superiore, questi non

poi

tenersi

dal

proprietario

al

che aggravi
la servit del fondo inferiore. Adunque non pu cambiare la direzione del corso naturale delle acque che la situazione deluoghi
ha loro impresso (art. 536). * A tale effetto reputasi corso natufare alcuna cosa,

almeno da trentanni.

rale quello che esiste

unesistenza cosi remota, spetta

lirsi

positi periti, decidere

secondo

ai

se

non pu

stabi-

giudici, sui rapporti di ap-

le circostanze.*

Parimente non pu raccogliere in un volume le acque che


divise, n imprimere loro uu corso pi rapido, o pi
5
n renderlo intermittente da continuo che era, e

scolano

impetuoso,

viceversa; n corrompere ed imbrattare le acque, gettandovi im-

mondezze o materie

infette, o

impiegandole alla macerazione delle

canape, alla concia delle pelli, o ad


d

impregnarle di elementi

mente scola

dell altra

fetidi;

altri usi,

u unire

procurata o condotta

il

cui risultato sia

acqua che natural-

all

'

coll' arte.

L aggravazione della servit non permessa, quantunque il


6
fondo inferiore sia diviso dal superiore da una strada,
o i proprietarii

di

intermedi

fondi

zione dei proprietari

Ma

forza di quest obbligo

non
del

la

n.

1,

si

estende fino al punto da

fondo superiore qualunque

bisogni della coltura, tutte le volte che sia ineseguibile

Consulta Daviel III, 761;


Log.

rendere peggiore la condi-

cui fondi siano pi bassi dei loro.

restare interdetta al proprietario

opera per

imperocch

abbiano consentito;

vi

questi non possono col loro consenso

D.

1;

t.

Log. 2; D.

Cepolia tract. II, cap.

Reg. 1, l

Log.

1,

32;

Aubry

Rau

II, 488.

c.

t.

4,

84 e 87; Daviel 759; Garnier


5

Demolombe XI,

c.

n.

79 e 80; Delvincout.

III,

e Lag. 3, 2. D.

3, princ.

D.

t.

c.;

525 nota 3; Pardessus

I,

680; Demolombe XI, 35.


t.

c.

Pardessus

n.

91;

Daviel

III,

707 e 708; Demo-

lombo XI, 36.


7

Cepolia tract. I, cap. 67, . 3 e 4; Garnier III, 684.

Demolombe XI,

n.

38; Aubry e Rau II, 489.

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145

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

senza qualche aggravamento della servit di scolo, convenendo


conciliare

rispetto alla propriet

il

altrui coll esercizio della pro-

pria; e lagricoltura, oltre essere dinteresse generale, e perci da

con benigna interpretazione, ancora lo stato a cui la


natura ha destinato i fondi , e i lavori che richiede sono d ordiPer altro conviene
nario una necessit della situazione de luoghi
favorirsi

che

opera

sempre

lasci

intatto

il

principio regolatore

che cio

lacqua fluisca secondo la sua naturale direzione, ossia che non

non s'immetta in un fondo, in cui naturalmente non fluiva,


ma che neppure sia deviata da un punto all altro dello stesso fondo;
conviene inoltre che sia necessaria.
solo

D. de aqua; Garnier n. 686 e seg.

Leg.

Leg. 1, 5, D. de aqua;

1,

Com

Nostro

Pardessus n. 83 e seg.;

II, 25.

Daviel III,

758; Demo-

lombo XI, 39.


3

Leg.

5,

1,

cit.

Nostro Com. II, 25, 26, 27 e 28. Analoga alla servit or

ora esaminata quella in forza di cui


10 specie di materie,

il

fondo inferiore soggetto a ricevere tutte

che dal superiore vi scorressero naturalmente, senza che

concorsa lopera delluomo, come terrar, sassi, neve, gelo

So adunque
bricioli

dal

superiore, o per

fondo

o massi di roccia, o per frana pezzi di

(Marcad

e simili

del pendio

effetto

cadessero

terreno,

proprietario

il

dovrebbe sopportare in pace tale avvenimento per dannoso che possa


poter pretendere indennit, perch sempre natura

Solon n. 61, e seg.; Demolombe XI, 56). Se per


nel

fondo

inferiore, o cosi

rebbe tenuto

gli

quelli

di

indennizzare

zione dellasportazione

il

trasportati

ma non

dall'acqua

volesse asportarli, sade' danni

che

quelli cagionati dalla caduta o

sporto (Arg. art. 456; Garnier n. 689). In quanto ai

senza

proprietario degli oggetti caduti

proprietario di detto fondo

cagiona;

inferiore

riescirgli

noret: (Pardessus n. 82;

loci

il

vi sia

art. 640).

nellinferiore

ed obblighi

diritti

opera-

dal tra-

rispettivi dei

proprietarii superiori ed inferiori relativamente a questa servit di ricevere la caduta

di tutte quelle materie

sono

essi

affatto identici

e nella natura e nella estensione a

quelli sopra descritti in riguardo allo scolo delle acque,

dalla diversa natura delle cose. Cos,

quantunque

il

salve lo differenze risultanti

proprietario del fondo inferiore

non possa fare opera che arresti o faccia rigurgitar lacqua a danno del fondo superiore, pu bene costruire un riparo almeno sul suo confine che rattenga sul suolo
in questo caso non pu ardel fondo superiore 1 ammasso delle materie precipitanti
;

gomentarsi
picco

il

dallacqua alla materia

12 de

Ma non

solida.

potrebbe

suo fondo sul conlne o in prossimit di esso, onde

sul suo a proprio vantaggio

damno

infec;

attirandovi

Pardessus

n.

stesso tagliare a

terreno superiore dilami


vegetale (arg. Leg. 24,

199;

Demolombe XI,

procurarsi a suo vantaggio uno scolo pi abbondante delle


11

egli

il

terra squisitamente

59),

come non potrebbe

acque.

N dai canto suo

proprietario del fondo superiore potrebbe aggravare la servit accrescendo

affinch le materie

con maggiore

cd altre opero, sia puro

agevolezza

di coltura,

senza

si

precipitino,

prendere

le

il

pendio,

n eseguire costruzioni

dovute

precauzioni,

perch

non seorrino sul fondo inferiore materie che altrimenti non vi sarebbero cadute, salvi
sempre quei temperamenti che lequit ci ha suggeriti in riguardo allo scolo Hello
acquo (Solon n. 52; Demolombe XI, 58).
10

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146

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

Articolo

II.

2.

Della servit per la riparazione, il ristabilimento , o costruzione eli


sponde ed. argini contro 1* impeto delle acque e per togliere i loro
ingombri.

167

peta

In che consista questa servit

in quali casi

sua

a chi comQuesta servit

utilit,

quali condizioni.

e sotto

consiste nell obbligo, imposto al proprietario di un fondo costeggiato o attraversato

e gli argini
alle

acque, e

da un corso

quali erano
i

di

acque, di tollerare che

le

sponde

suo fondo e servivano di ritegno

nel

quali sono

distrutti

stati

od

atterrati, sieno

ri-

ristabiliti dai proprietari danneggiati ; che siano costruiti


che la variazione del corso delle acque renda necessario di
costruirvi; e che sia tolto ogni ingombro formatosi in un fondo,

parati e
ripari

fosso, rivo, scolatojo od altro alveo (art. 537 e 538).

Questa servit compete a

tutti

proprietari danneggiati dalla

distruzione ed atterramento degli argini, dalla variazione del corso

dellacqua e dallingombro formatosi nel suo, o che ne fossero in

grave pericolo, e a quelli che hanno


essernelo

neggiati o in pericolo di
all

usufruttuario,

ma non
quali

ai

detentori,

come

debbono denunziare

perch

vi ripari e

Nulla

rileva,

o dal fatto dell

reali nei fondi dancompete all enfiteuta


buona e mala fede,

diritti

cos

usuario, al possessore di

all

gli

al

anticresisti e simili,

affittuari,

proprietario

il

danno o

il

pericolo,

eviti.

che l'opera

uomo

o da forza maggiore

sia resa necessaria

(arg. art. 539)

n che

sia

diretta a difen-

dere un fondo rustico o urbano, contiguo o lontano dal luogo,

donde avvenuto o minacciato il danno, a menoch


i fondi in1
termedi non abbiano vantaggio dal debordamento, nel qual caso
'

conviene che
rileva

ma

che

il

il

proprietario lontano

si

difenda sul suo.

danno arrecato o minacciato

grave deve esserne

il

sia

infine

grande o piccolo,

pericolo (arg. e art. 537).

168
Contro chi competa questa servit.
Questa servit
compete contro il proprietario di qualsiasi fondo, il quale sa coun corso di acqua che danneggi o che
minacci gravemente di danneggiare i fondi vicini. Non deve di-

steggiato o attraversato da

stinguersi, se tale

Comune, un

sia lo Stato, una Provincia, un


od ecclesiastico o un privato. Che

proprietario

Istituto

civile

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T1T.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

anzi sono soggetti a tale servit

non ne
169

147

demaniali, sempre

beni

che

resti lesa la loro destinazione alluso pubblico.

obbligare

che tenda questa servit.

Questa

servit tende ad

proprietario del fondo in cui gli argini, che servivano

il

acque, sieno

di ritegno alle

o atterrati, o in cui

stati distrutti

si

riconosca necessario di costruirvene dei nuovi, a tollerare che vi


sieno eseguiti

tutti

lavori

di

costruzione,

riparazione, di

di

ristabilimento, ed a soffrire tutte quelle incomodit e danni, che

possono essergli cagionati

occasione della esecuzione, salvo

in

il

diritto all' indennit.

Ma1. non

egualmente obbligato a tollerare le opere di manu-

tenzione

conservazione, salvo che siano comuni

di

per trovasi invece soggetto


2.

Per
spese

altro

proprietario

il

opere

le

di

riparazione,

spurgo anzi che tollerare che

di eseguire egli e a sue

costruzione, e di

ristabilimento,

altri

le faccia.

170

Nellesercizio

Bel modo di esercizio di tale servit.


di questa servit devono osservarsi queste regole

676),

(art.

alla disposizione dell art. 699.

pu preferire

lopera,

deve eseguirsi

fondo non ne patisca danno.

in

II

modo che

proprietario del

il

danno da evitare quello che

potrebbe derivare dalia natura o dalla imperfezione dellopera e

non quello che nc accompagna lesecuzione',


deve essere premessa lautorizzazione

Lau-

giudiziaria.

non solamente per riconoscere la leforzosa, che deve essere imposta,


per determinare anche quali opere debbano eseguirsi, e in

torit giudiziaria interviene

galit della specie di servit

ma

qual modo, e sopratutto pel riparto della spesa fra glinteressati;


1

Trattasi qui di

danno perpetuo

risultato dell imperfezione

un argine,

cito fare

non temporaneo,

ticare

due solchi che raccogliessero

scolatojo

comune.

Ma

materiali nel terreno,


mili,

non entra

danni sono

il

il

infiltrazione,

le

danno ohe

per questo un umidore

al pi

sia

smaltissero in

e lo

dall esecuzione

come

il

uno

deposito di

calpestamento della messe da parte degli operai, e cose


per contestare

previsione della legga,

il

il

le-

steri-

potrebbe esser permesso pra-

acque dinfiltramento,

danno che pu derivare

in considerazione

"nella

di quel

dellopera, non dalla sua esecuzione. Cosi non sar

in cui sia facile

lizzante le plaghe del terreno adiacente ad esso

diritto di fare le opere.

come concomitanze

necessarie.

si-

Questi

Che anzi

il

proprietario dal fondo non deve neppure essere tanto delicato da esigere la rimozione

dogni danno perpetuo, specialmente se


esecuzione, e

il

danno molto

costanza, che quel

demento
periodo

danno,

lieve;

la

rimozione sia di

difficile

e dispendiosissima

imperocch non deve prescindersi da questa

cir-

che pu rimanere, cosa ben pi tollerabile del debor-

dello acque, che sovente distrugge ogni raccolta e rende sterile per
il

un certo

fondo stesso.

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3.

148

DI DIB. CIV. IT. LIB.

IST.

devono essere

quali possono avere

II.

sentiti gl interessati, cio

debbono

un vantaggio

proprietari dei

e quelli

dalla costruzione , riparazione

fondi nei quali gli argini esistevano, o

farsi;

ristabilimento degli argini, e perci essere chiamati a contribuire


alla

spesa. Di conseguenza

debbono essere debitamente

citati

da

colui che prende liniziativa per lesecuzione delle opere. I chia4.


fare opposizione, e dimostrare
mati possono

le

opere non essere

necessarie, attesa la natura e le accidentalit deluoghi, n utili

per lenormezza delle spese. Sopra questa opposizione spetta ai


tribunali decidere secondo il loro prudente arbitrio. Se alla chia-

mata non rispondono,

l'iniziatore potr essere autorizzato dal

giu-

dice a fare le opere a sue spese con diritto di rimborso;

devono

in

acque (art. 537).


171
A carico

ai quali

fine

osservarsi

regolamenti speciali sulle

di chi sieno tali opere.

Tutti

proprietari,

utile la conservazione dello sponde e degli argini, o la


possono essere chiamati ed obbligati a

rimozione degl ingombri

contribuire alla spesa in proporzione del vantaggio che ciascuno

ne ricava

(art.

posizione,

539). Se adunque alcuno

ed anche protestato

di

opopere

essi .avesse fatto

contro lesecuzione

delle

non voler contribuire alle spese


pure potrebbe
esservi obbligato, quando lautorit giudiziaria avr deciso farsi
luogo a detta esecuzione e avr costatato che esse torneranno di
utile anche allopponente. So altrimenti fosse, si permetterebbe
e

dichiarato

a ciascun vicino di migliorare la propria condizione a spese altrui,

si

renderebbe, se non frustranea affatto , certamente di rara ap-

plicazione questa servit. Peraltro lautorit giudiziaria


nire

una

in

soccorso di quei proprietari poveri pe quali

sola volta

ammontare

lo

deve vesborsare

della loro quota di spese sia gravoso,

un debito. In tal caso lequit


suggerisce che sia adottato il temperamento di condannarli al pagamento di una rendita annua garantita, se ne estimi il caso , con
fidejussione od ipoteca.
Che anzi se il proprietario del fondo costeggiato o attraversato
e possibile soltanto, contraendo

dal corso dellacqua abbia riparato, ristabilito o costruito gli


gini senza interpellare

pu chiedere a questi
sieno

tali alla

il

ar-

vicini, a cui lopera torna

realmente utile,
purch le opere
non avrebbero potuto fare op-

rimborso delle spese

cui esecuzione

vicini

fatte,

posizione, n sottrarsi al contributo delle spese, stantech

chiamata preventiva di essi,

ma

utilit

non

la

che ritraggono, la con-

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TIT.

III.

149

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Per
ha eseguito le opere a sue spese,
avere saviamente agito nell interesse

dizione essenziale del loro obbligo di concorrere alle spese.


il

proprietario del fondo, che

trovasi obbligato di provare di

comune, talch se
migliori e con

pel valore

che

vicini provassero

meno spesa

le

opere potevano

non sarebbero obbligati

delle opere proporzionato

al

farsi

rimborso che

che arrecano

allutilit

ai

singoli fondi.

Ma

spesa cessa di essere a carico comune, quando ad essa

la

abbia dato causa

fatto

il

delluomo,

quale in

il

portarla per intero e inoltre risarcire

danni

tal

caso deve sop-

Che

539).

(art.

se

questi sia insolvibile, chiaro che la spesa torna necessariamente

ad essere a carico comune.


Articolo

3.

Della servit di uso delle sorgenti ed altro acque.

172
Che sia sorbente
wso
a chi appartenga in propriet
il proprietario.
Chamasi sorgente ogni acqua viva,
ed acqua viva quella che scorre perennemente ; ma l intermit-

che pu't farne

tenza eventuale dipendente dalla siccit non le toglie la


di viva.

qualit

La sorgente non che una parte

del fondo, in cui nasee,

perci appartiene esclusivamente al proprietario di questo, senza


distinguere, se
dell

uomo

l'

acqua scaturisca per opera della natura o per

fatto

(art. 440).

In conseguenza egli pu goderne e disporne nella maniera pi


assoluta (art. 430)

cosi

pu impiegarla a suo vantaggio per l irmacchine della

rigazione del suo fondo, per forza motrice delle

sua officina, per alimento di uno stagno da pesca e

simili.

Pari-

mente pu ritenerla tutta quanta nel suo fondo, e mandarla dispersa in un fiume, torrente, strada pubblica, e per tal modo privarne

fondi inferiori, a cui naturalmente scolerebbe; a

meno che

possa profittare ad altri (art. 545); pu in fine cederla a titolo oneroso o gratuito a chi voglia acquistarla.
Il diritto di

usare c di disporre della sorgente imperscrivibile,

cio csercibile dal proprietario in qualsiasi

ab immemorabili non ne abbia mai


1

Leg.

1,

2; C. de

fatto

tempo

quand anche

verun uso

filini.

Cepolla traot. Il, oap. 4, n. 66, in fine; Daviel III, 893;

Demolombe XI,

65.

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150

IST. DI DIB. C1V. IT. DIB.

173

II.

Triplice limitazione del diritto di uso appartenente al pro-

prietario
della sorgente
1.

prima

limitazione o servit ; diritto acqui-

stato dal proprietario del fondo inferiore per titolo o per prescrizione
2.
requisiti necessari per questa prescrizione.
il diritto di uso asso-

Ma

luto

appartiene al proprietario della sorgente pu essere limitato,

3.
che

dal diritto che potesse avervi

del fondo inferiore in forza di

di

un

un comune o di una frazione

pu

Per

acquistato

trar profitto delle

che concerne

ci

il

il

proprietario

o della prescrizione;

acqua

gli abitanti

di esso;

dal diritto di uso delle acque che

di chi

titolo

dalla necessit che possano avere dell'

vanno disperse a favore

medesime.

diritto acquistato dal proprietario del

fondo inferiore per titolo, questo pu essere gratuito ed oneroso,

ma conviene sempre che


emani dal proprietario del fondo ov la sorgente. Del resto devessere interpretato secondo le regole di diritto comune. Per certo
non necessario che 1 atto conceda ai proprietari inferiori in modo
esplicito il diritto di avere in perpetuo lacqua, potendo il divieto
della deviazione e della completa consumazione della sorgente riper atto fra vivi e di ultima volont;

sultare

da clausole implicite od essere una conseguenza necessaria


Pu inoltre tener luogo del

oggetto principale del contratto.

dell

titolo la destinazione del

padre di famiglia

In quanto poi alla prescrizione, questa


di trent anni

da computarsi dal giorno

632 e 633).
compie col possesso

(art.
si

in cui

il

proprietario del

fondo inferiore ha fatto e terminato nel fondo superiore opere

vi-

e permanenti destinate a facilitare il declivio ed il corso delle


acque nel proprio fondo e che abbiano servito all' uopo (art. 541).
sibili

Si richiede:
1."

che

le

opere siano

visibili,

imperocch

il

possesso

timo, che pu produrre la prescrizione deve essere pubblico


colo 2106 e 686).

Iegitr
(arti-

Ma

non si richiede che visibile sia tutta 1 opera,


5
bastando desegni visibili che annuncino 1 esistenza della medesima.
2 che siano permanenti, imperocch il possesso operativo
della prescrizione dev'essere continuo e non interrotto e non equivoco, qualit tutte che non gli possono essere impresse che da
1

Rau

II
5

Aubry
3

Vedi
,

512

Garnier III,
;

Nostro Com.

Vedi appresso
e

Kau

II,

n.

722; Davi!
II,

Ili,

766;

Demolombe XI,

72;

Aubry

70, 72.

288; Garnier III, 722; Daviel Ili, 770;

Demolombe XI, 83;

513.

Pardessus n. 100; Daviel III, 773; Demolombe XI, 76.

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TIT.

m. DELLE MODIFCAZIONI DELLA PROPRIET.

151

permanenti, cio fatte a perpetuo uso. Del resto nulla rileva


opere 3.
qual materia e forma sia lopera, e pu alluopo bastare an-

di

che un semplice fossato;

che siano

perocch per

fatte dal proprietario del

come

fondo inferiore, im-

con animo di

bisogna possedere

prescrizione

la

tenere la cosa

propria,

questo animo non pu risultare

he da un fatto proprio di

lui

che vuole prescrivere. Per regola

s'intende del proprietario

del

fondo immediatamente inferiore,

ma
il

nulla impedisce che

un fondo pi lontano,
acqua attraverso glintermedi

proprietario di

il

quale abbia diritto di condurre

Certo poi che le opere fatte dal proprietario della sorgente, quantunque abbiano tutti gli altri caratteri,
faccia quelle opere.

non valgono mai ad introdurre

Se nasca dubbio
da quello cui giova, e se

la prescrizione.

sullautore dellopera reputasi fatta

ambedue, da quello che ha

giovi ad

o che favorito

esercitato atti di possesso,

come da un vantaggio

da altre circostanze,

maggiore,
4.
o da un vantaggio che non

si

sarebbe potuto procurare

senza dette opere; che se poi ambedue avessero esercitato


di possesso,

non

vi

atti

o almeno cosi

fossero altre circostanze

concludenti da togliere ogni dubbio, deve favorirsi la libert del

fondo superiore.

spurgo regolare e

Cos, se
la

gli

fa

scoli,

tratta

si

della

servente

presumere che esso

sia

degli scoli, lo

servit

manutenzione delle sponde

sul fondo altrui, destinato

un cavo aperto

di

raccogliere e condurre

opera del proprietario del

fondo dominante, mentre se sul cavo esistessero

ediflzi costrutti

e mantenuti dal proprietario stesso del fondo, in cui


aperto,

si

reputerebbe appartenere a questo

che siano

fatte

fondo

nel

un

di

diritto

cavo

imperocch per
servit, conviene eser-

non fare atto

servit e

sarebbe lo stabilimento di opere che

il

638);

superiore,

acquistare con la prescrizione un diritto di


citare

(art.

il

di

propriet, quale

proprietario del fondo in-

Per non si richiede che tutta l opera sia fatta


nel fondo superiore, potendo, secondo le circostanze, bastare che
4
vi sia semplicemente intestata
feriore vi facesse.

Cepolla tract. IX, cap. 4, n. 58;

lombo XI

Daviel III, 771; Duranton V, 180; Damo-

81.

Duranton V, 185; Demente

Demante

II,

493, bis;

II,

Aubry

498, bis III; Daviel III, 772;


e

Bau

II,

Demolombe XI,

513; Demolombc XI,

loc. cit.

81.

Da-

viel III, 772.


*

Vedi nostro~Com. II, 83.

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152

IST.

"

DI DIR. CIV. IT. LIB.

che siano destinate a

facilitare

il

II.

declivio e

corso delle

il

acque nel fondo inferiore, imperocch il possesso per la prescrizione non deve essere equivoco (art. 686). Se adunque il proprietario inferiore facesse nel fondo superiore opere dirette a riparare
il danno gi sofferto o a prevenire il futuro, o semplicemente per
evitare o diminuire gli inconvenienti che al suo fondo possono
venire o vengano dal corso dellacqua esse non sarebbero suffi
6.

nienti a fare acquistare

per prescrizione

il

diritto

servit, pe-

di

Che se le stesse opere possono


esso non mirano.
egualmente servire all uno e allaltro scopo, conviene ricercarea
quale dei due abbia effettivamente servito, e se ha servito ad
ambedue ammettere la prescrizione. Se vi sia dubbio, deve favorocch ad

rirsi la libert

del fondo;

che abbiano servito

effettivamente scolato per

ali

uopo, che cio le acque abbiano

corso di trent' anni e senza opposi-

il

zione da parte del proprietario del fondo superiore, perch


si
sarebbe fatto esercizio di un
non sarebbe stato pacifico (art. 686).

menti non

I treni

anui necessari per

la

diritto

prescrizione incominciano

correre dal giorno che le opere sono state terminate ,


assoluto,

ma

altri-

servit, e

di

per quanto concerne

la

a denon in modo

del declivio e

facilitazione

del corso dell acqua.*


trent anni

sono necessari, quando manchi

il

giusto titolo

di

acquisto e la buona fede, bastando altrimenti dieci anni (art. 2265).

174

Estensione

di tale servit,, con duali mezzi si determini.

Stabilita la servit, se ne
di stabilimeuto, cio

comuni, o con

la

determina

la

estensione con

il

suo modo

o col titolo interpretato secondo le regole

destinazione del padre di famiglia, quale

dallo stato de luoghi esistente nel

momento

della

si rivela

divisione del

fondo o con la prescrizione fissata dal possesso, stantech tantum


prcescriptum quantum possessum. Per quanto poi possa esservi di
,

indeterminato conviene seguire le regole


sul

modo

di

esercitare

le

tracciate

servit stabilite

per fatto

dalla legge
dell

uomo

639 e seg.) alla quale classe appartiene appunto quella di


cui finora abbiamo parlato.
In generale il proprietario non pu usare della sorgente a pia(art.

cimento, cio in

modo

assoluto ed arbitrario

Pardessus

Consulta nostro Cobo. Il, 87.

Consulta nostro Com. II, 88.

n.

al

punto da deviarla

10O.

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TIT.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

ma pu

e disperderla a danno del fondo inferiore,

153

usarne mo-

deratamente ed anche consumarne quella parte che sopravanza


ai

bisogni del fondo dominante o

molto pi alienarla a

come cosa

restandogli

175

il

altri,

Ma

se

danno o inconveniente agli aventi diritto


*
nuova concessione.

loro consenso per la

Seconda servit limitativa del

sorgente introdotta

uso pel quale fu concessa,

propria, e non affetta dalla servit.

dalla concessione venisse

converrebbe riportare

all

oneroso o gratuito a vantaggio di

titolo

a favore

diritto del proprietario della

abitanti di

degli

un comune

o di

una

a chi competa.
Questa servit compete ad ogni comune, o ad una frazione di esso,
frazione di esso, ai quali sia necessaria l'acqua

villaggio, terra e simili.

considerato,

Compete

al

comune o

come un 'universit e non

alla frazione di esso

agli abitanti,

come

singoli c

pu esser dimandata da ciascun individuo, sibbene


si verificasse il caso che
s
tutto il villaggio sia di un solo proprietario.
Qual luogo costituisca una frazione di un comune, sicch abbia
perci non
dal

corpo rappresentativo, quandanche

diritto all

imposizione della servit, questione pi amministrativa

che civile. In ogni modo deve guardarsi al numero delle persone che
formano lente morale della frazione, tanto che possa considerarsi
come un male pubblico la mancanza dell acqua. Conscguentemente
non compete agli abitanti di case isolate e sparse per la campagna.
176
Su quali acque competa.
Questa servit compete su
di una sorgente, o acqua viva che scorra, e non su pozzi, ci'

che non scorre, e della


che accedendo sul fondo

sterne, peschiere, stagni o acqua morta

quale
altrui

il

eomune non potrebbe

per attingerla."

Anbry

Log. 6, C.

Pardessus
e

Bau

servirsi

dallaltro

conto non rileva che la sorgente

un fondo appartenente a

faccia parte di

Ma

(le
1.

c.

privati, corpi morali, allo

servit. et aqua.
;

Davidi

XIX,

780;

Demolombo

toc.

cit.

Boiiaux

art.

641;

XI, 516.

Lag. 2, 2, D. de servii, prred.


dessus n. 102; Demolombo XI, 86
*

Log. 8, D. de aqua.

Duranton V. n. 187.

Consulta Garnier n. 710.

Pardessus n. 138; Marcad

Domolombo XI, 93; Aubry

Rau

art.

rust.

Capotta tract.

2,

cap. 4, n. 11; Par-

043, X; Massi e Verg su Zacharim II, 163;

II, 517.

Proudbon du dom. pub. n. 1391; Daviel III, 825; Marcad alt. 643, I; Demolombe XI, 91; Delvieourt I, 158, not. 1; Pardessus n. 138; Duranton V, 191;
Taulier II, 365; Boileux art. 643.

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154

1ST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

II.

Stato, a provinole, comuni, o eia demaniale, e se sia o

entro

no racchiusa

comune che ne abbisogna.

limiti del territorio del

Oltre che su di una sorgente, la servit compete sopra un ru-

acqua viva nel senso che i rivieraschi non possono


usarne se non quanta ne sopravanza ai bisogni degli abitanti del
8
comune.
scello

di

177

Contro chi competa.

della sorgente e contro

Compete contro

proprietari

scola o naturalmente o in forza

di

inferiori

il

proprietario

nei quali

servit attiva

1"

acqua

o passiva

sta-

per fatto delluomo; in verit questi non possono avere pi

bilita

proprietario della sorgente.

diritti del

Compete ancora

un corso dacqua privata.


Per quali cause competa.

contro

rivieraschi di

178

per causa di necessit

che mai

ornato.

come

stici,

il

necessit deve riguardare


lavare,

il

uso personale ed anche

179

acque

sorgente

della

macinare,

il

bisogni dome-

dissetare le bestie

di

'

Questa servit intesa a limitare

un corso spettante

di

il

bovi aratori.

die tenda.

uso

diritto di

quale non comprende la utilit e meno

la

La

bere,

Questa servit compete

spettante

proprietario

al

rivieraschi

ai

necessit de predetti abitanti da soddisfarsi sino alla

il

delle

per quanto lo esige

la

saziet, es-

sendo fra i primi indeclinabili bisogni della vita. Ma non ha forza


d impedire ai proprietari vicini di fare scavamenti per cercare
acqua e cos troncare le vene che alimentano quella sorgente,
il diritto di espropriazione forzosa giusta il diritto comune."
Del resto fuor di dubbio che il comune o la frazione di esso
dell acqua tanto di continuo quanto ad intervalli, se-

salvo

possa usare

condoch
180

la necessit sia

se

il

cad

imposizione di tale servit.

Ma
di

di

attesa la necessit degli abitanti di

Vedi Garnier

Pardessus

Demolombe XI, 92

bis.

Toullier

Pardessus

1, n.

un comune o

tale servit

Bect.

continua o intermittente.

Indennit dovuta per

propretario della sorgente deve sopportare limposizione

8;

n.

loc,

III,

740

bis.

cit.

123;

Marcad

loc. cit.;

Vedi Locri! Vili, 334,

art.

loc. cit.

n.

Aubry

e seg.;

138;

Rau

Boileux

Favard do Langlade Rop.


loc. ci t
art.

v." Servii

Demolombe XI, 94.


Demolombe XI, 95; Mar-

643;

643; Proudhon du dom. pub. IV, 1386; Daviel III, 789; Aubry e Rau
Nostro Comm. II, 100, 102.

Pardessus

Garnier

n.

1.

li,

c.

745; Nostro

Com

II,

105.

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TIT.
1

una frazione
l'

intero

III.

155

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

di questo,

comune o

ha

diritto

ad indennit conseguibile o dal-

dalla frazione di esso che usa dell'acqua, a

meno

1 uso con un titolo lucrativo fra vivi


1' azione allindennit non sia stala prescritta
Questa prescrizione deve risultare dall uso dell acqua
dalla universit degli abitanti e non da qualche individuo iso-

che non ne abbiano acquistato


o a causa di morte, o
542).

(art.

fatto

latamente, perciocch in questo caso

1'

uso atto di mera

tolle-

ranza che pu lasciarsi compiere senza lesione di veruna ragione


propria

1
.

181

una

Terza servit limitativa del

sorgente e di altre

diritto

diritto di uso della


in che consista

acque che vanno disperse


competa.

Questa servit consiste nel

del proprietario

sorgente e

a chi

diritto d'

di

di altre

contro

chi

impedire a qua-

lunque proprietario 0 possessore d' acque di divertirle in modo che


si disperdano in danno di altri fondi, a cui potessero profittare
,

545).

(art.

Tale

compete a

diritto

tutti

proprietari, possessori e deten-

di fondi ai quali le

tori

acque possono

Compete contro qualunque


al

profittare.

proprietario o possessore di acque,

quale sopravanzassero , dopo essersene servito o averne disposto

Diciamo prescritta barione, essendo che

Giureconsulti francesi quasi all'ima-

nimit notano che l'espressione prcscrit l'usage doli'


all'espressione

che

si

hanno V uso in forza di prescrizione

tratti di prescrizione estintiva dell'

gione di tale

sentenza che dal momento che

legge gli attribuisce direttamente

da acquistare, a segno

tale

613, C. Nap., ebe equivale

art.

del nostro testo,

sia inesatta, o

1*

acqua

necessaria al

diritto di servirsene, e perci esso

il

che, se dal

La

ra-

comune,

la

indennit e non acquisitiva dell' uso.

momento che no usa,

il

non ha nulla

corso fosse deviato

dal proprietario, gli competerebbe contro questo l'azione possessoria.

Da

ci

ne segue

siccome nell'art. 544


Demante II, 464, bis 2;
Ducaurroy, Bonnier e Roustaing II, 269; Taulier II, 366; Marcad art. 643; Demolombo XI, 98; Aubry e Rau II, 518 e 519; contro Proudhon du dom. pub. IV,
n. 1388; Garnier III, n. 738), perciocch la servit non deve essere il risultato n
dell'intenzione da parte del comune di acquistare, n della pazienza di lare acqui-

che per questa prescrizione non

si

Richiedono

(Maleville art. 643; Duranton V, 187

stare da parte del proprietario

indifferente che

si

si

punto

della sorgente. Per

opere,

noto, che in quanto agli

effetti

estintiva del diritto dindennit o acquisi-

ammesso

lacquisto del diritto per prescrizione,

deve alcuna indennit, o meglio,

scrizione, corno di titolo di acquisto

le

Pardessus n. 138;

tratti di prescrizione

tiva del diritto di servit. Perocch,

certo che non

a suo favore,

comune pu valersi della precome di eccezione contro il pril

prietario dell acqua.


*

Garnier n. 739; Demolombe XI, 99.

Nostro Coui. I, 217 e 218.

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156

IST. PI PIU. CIV. IT. I.IB.

a favore di

ne serva
182

II.

molto pi compete contro lui, quando

altri;

affatto.

non se

Compete sopra qualsiasi


Sopra quali acque competa.
specie di acque vive o morte, come ad esempio, sulle acque della
sorgente del fondo superiore o vicino; sulle acque morte degli
stagni, peschiere e simili,

quando sieno messe

in corso, o

vadano

disperse nel fondo a cui appartengono, o negli inferiori in cui sco-

lano; compete ancora sulle acque che

e dai pubblici, quando dell avanzo si


Per quale causa competa.
183

profitto

traggono da corsi privati


abbia la libera disposizione.
si

Compete per causa del


che uno o pi fondi possono ritrarre dalle acque che al-

trimenti anderebbero disperse.


profitto

Il

mento

art.

pu essere tanto agrario quanto industriale (argo1


Se pi sieno i fondi che possono profit-

543 e 598).

tare delle acque, so queste bastino a tutti, ne profitteranno tutti,

non bastino e

dimanda

siasi fatta al

proprietario o al

posaggrada, perciocSe poi la domanda


sia stata fatta al giudice, questi preferir il primo petente, e se
pi fossero, quello a cui le acque daranno maggior profitto.
Quando tale servit non sia imponibile.
Ma non pu
184
competere che in quanto le acque possono profittare ai fondi
posseduti o detenuti da chi le dimandano senza cagionare rigurgito
se

la

che

sessore, questi ha

il

ch ha eziandio

diritto di disporne utilmente.

il

diritto di preferire

gli

od

altro pregiudizio agli utenti superiori.

ultimo cessa di competere questa servit, quando


il possessore delle acque incominci a farne utile

Da

prietario o

il

pro-

impiego

3
0 ne faccia seria cessione, sicch non vadano pi disperse.
Quale sia V oggetto di questa servit
non far disper185

dere V acqua che

pu

essere utile

esecuzione e carico

delle rela-

Oggetto di questa servit quello d impedire al


proprietario o al possessore di acque di divertirle in modo che si
disperdano in danno di altri (art. 545). Divertire strettamente, vuol
dire volgere altrove , deviare. Se lacqua ha gi un corso che consenta
tive opere.

al proprietario o possessore delle

acque

di servirsene,

e pel quale

proprietari di altri fondi o profittano o possono profittare delle


acque , questo corso non pu essere deviato dal proprietario e pos-

Nostro Com. I, 236,

Nostro Com. Il, 227-231.

Consulta Motivi do' Codici per

gli Stati

Sardi I, 517 e sog.

Nostro Com. II

21

e seg.

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TIT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

modo che queste

sessore delle acque in

157

disperdano, sibbene o

si

per servirsene o per trasmetterle ad altri fondi, a cui profitto siensi


cedute. Se poi trattisi d imprimer loro un nuovo corso, questo non
pu esser diretto in guisa che le acque , dopo aver servito al proprietario o al possessore di

esse,

disperdano

si

in

danno

di altri

fondi a cui possono profittare.

Nella proibizione di divertire le acque compreso ogni fatto

che riesca a cagionar

la dispersione delle

acque che

tare dalla legge. In conseguenza penso che

il

si

vuole evi-

proprietario o

il

pos-

sessore delle acque non possa aprire meati, pei quali lacqua venga
riassorbita dalla terra, e penso ancora che

il

proprietario della sor-

gente non possa otturarla, se lo faccia animo vicino nocendi e non

suum agrum meloriem

faciendi.

Ma

'

se la dispersione fosse

anche

fetto naturale e necessario dell uso, sia

tro quella

non pu reclamare

colui

di

un

ef-

puro diletto, con-

cui fondo potrebbe

il

profit-

tare dellacqua.

Le opere

ma

necessarie perch

in profitto de fondi,

debbono

acqua non vada in dispersione


farsi dai proprietari

possessorie

detentori di questi e a loro spese.

186 Compenso dovuto al proprietario dell acqua.


Se l acqua
che va dispersa, e di cui alcuno vuole profittare appartenga per diritto di propriet e non di servit o di affitto al padrone del fondo su8
periore, gli si deve un equo compenso,
perch quantunque non
riceva danno dall utile impiego che altri 'faccia dell acqua che egli
rimandava dispersa, v ha sempre una restrizione al diritto assoluto
di propriet (art. 545).
Articolo

187

4.

acqua olio cori* naturalmente


senza opere manufatte.

Della servit di uso

dell

In che consista questa

vit, conviene distinguere, 6e

servit.
il

fondo

Per

definire questa ser-

sia costeggiato

o solamente

attraversato dall acqua. Nel primo caso consiste nel diritto del
proprietario del fondo costeggiato di fare uso dellacqua mentre
trascorre, per lirrigazione di suoi fondi, o per lesercizio delle

sue industrie; e nel secondo caso nel


1

Leg.

I,

diritto del proprietario del

J 12, D. do aqua.

Vedi Motivi de Codici per

gli Stati

Sardi

loc.

cit.

Nostro Com. II, 242.

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158

DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

fondo attraversato

di

II.

usarne nello intervallo in cui essa vi trascorre

(art. 543).

188

Quali sicno

Formano materia

di

acque che formino materia di questa servit. questa servit le acque non demaniali che

le

corrono naturalmente e senza opere manufatte

sono

tutti

rivi, fossi e ruscelli alimentati

(art. 543), quali

da acque sotterranee
nonch i piccoli

e dagli scoli delle sorgenti pubbliche e private,

acque piovane o dallo squaglio delle nevi

torrenti prodotti dalle

Ma non le acque dei laghi e stagni che non scorrono,


aeque piovane che divengono proprie di chi prima le oc1

e del gelo.

non

le

cupi, raccogliendole in stagni o in canali, e le acque calaticele;

non

le

acque de canali

lunque ne

sia la

artificiali a chiunque appartengano e quadestinazione; n quelle che corrono per opere

manufatte.*

Diritto di uso
osservazioni generali.
189
Queste acque
sono compropriet privata de padroni de fondi che ne sono costeggiati o attraversati, e perci di uso

comune.

Il diritto di uso non eventuale e successivo, cio competente


a ciascun rivierasco luno dopo laltro, finch vi sia acqua da
usare, ma eguale per tutti, e perci lutilit dell acqua deve

essere ripartita fra tutti

zione rispettiva superiore


soddisfare

bisogni

ai

conciliando

di

gl interessi

rivieraschi,

qualunque

o inferiore.

Che

tutti

farsi dai rivieraschi inferiori


la

se

rivieraschi, se

sia la loro posi-

acqua non possa


ne regola l'uso,

con i diritti della proadunque l interesse che all uso da


hanno anche i rivieraschi superiori,

dell agricoltura

priet (art. 544). Manifesto

imperocch

indebita derivazione di acqua,

che uno di

quelli

facesse, potrebbe diminuire la quantit di cui altrimenti potrebbero

usare di fronte a

o
190

riori

tutti gli

altri

rivieraschi

rispettivamente supe-

inferiori.

Condizione del diritto di uso.

Per

delle sopradette acque, conviene possedere

avere diritto

un fondo,

il

all'uso

quale

sia

Proudhon da dom. pub. n. 1422; Marcad art. 644; David III, 825; Demotomba XI, 122; Aubry e Rau II, 522; Nostro Com. II, 110-117.
5 Proudhon n. 1330; Demante II, 495 bis I; Demolombe XI,
106 e 121 Aubrv
Nostro Com. toc. cit.
e Rau toc. cit.
5 Vedi la Sentenza della Corte di Torino 22 nov. 1858; Bottini-Giuriali
X II, 889;
4

Nostro Com.
*

art.

loc. cit.

Delvioourt.

I,

380;

Duranton V, 236

e seg.

Pardessus

n.

Ili; Marcad

614, I; Demante II, 495 bis; Demolombe XI, 127; Aubry e Rau loc.

cit.

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TIT.

159

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

medesime. Questa condizione


manca, quando un fondo non formi sponda o ripa del corso di
acqua, bench il terreno che ne lo divida sia privato o pubblico,
come una strada nazionale, provinciale e comunale. Adunque se
vendesse una porzione del suo terreno, e precisail rivierasco
o

costeggiato

attraversato

mente quella che


derebbe

il

il

lungo

la

sponda del corso

meno che non ne

uso, a

diritto di

Parimente se

favore la riserva.

potrebbe

sita

dalle

il

rivierasco pretendere di

fondi intermedii, che

il

acqua, per-

di

stipulasse a suo

cambiasse di letto, non

rivo

un canale a traverso

fare

suo dividessero dal nuovo alveo per de-

aveva diritto.
Ma il rivierasco pu impiegar 1 acqua che ha diritto di deviare
attraversati
n costeggiati e d industria
di
n
benefizio
fondi
a
quivi esercitata (arg. art. 598 e 606), sempre per ne limiti del

r acqua a

viar

cui gi

che

diritto

191

gli

come

appartiene

rivierasco.

Per quali cause possa

lari dei fondi costeggiati.

farsi uso dell'acqua

proprietario

Il

dai^proprie-

del fondo costeggiato

dal corso di acqua pu farne uso per la irrigazione de suoi fondi

o per

esercizio delle sue industrie. Nulla rileva se

il

fondo

sia

diviso in pi colonie e distribuito in vari generi di coltura, e se


la parte irrigua sia discosta dal corso dell acqua.

prietario del fondo costeggiato acquisti fondi


il

proprietario di questi acquisti quello,

il

Che

se

il

pro-

contigui al suo, o

diritto di

uso

estende

si

Se al contrario il fondo costeggiato venga ad appartenere a pi, per divisione o per alienazione,
sicch la parte di un solo proprietario costeggi il corso d acqua,
gli altri avranno diritto alluso dell acqua, se loro ne riservato

tutti

il

diritto dall' atto

n.

fondi indistintamente.

divisione o di

di

alienazione

Duranton V, 209; Proudhon du dom. pub.

n.

771; Demolombe XI, 139; Aubry e P.au II, 523.

Comune
schi

il

non hanno

diritto

diritto all' oso dell

di uso

della loro industrie

strada,

dell

acqua per

ora n

una n

l'

altra

o se

siasi

sta-

ila lo Stato, la Provincia e

acqua, perciocch
la irrigazione

1421; Daviel li, 298; Garnier

dei

il

la logge riconosce nei riviera-

loro

fondi o per

possono trovar luogo

esercizio

trattandosi

di

e di fronte a questa decisiva ragione giuridica le altre considerazioni di ordine

indiretto o meramente equitativo non possono avere forza alcuna.


*

Demanto

II,

495

bis III,

498

bis

II;

Devillenouvo

e Carette,

lois

an-

nales 1845; Duvargier, Ricucii des lois, lois 29 ap. 1845; Demolombe XI, 150 e 210;
Aubry e Rau li, 525; Nostro Com. II, 153-160.
3 Demolombe XI, 148.
* Daviel II, 587; Demolombe XI, 152; Boilaux art. 644; Nostro Com. II, 161;
Consulta la sentenza della C. di Torino 29 nov. 1851.

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160

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.
1

una servit per destinazione del padre di famiglia, senza


possano loro impedirglielo, percioc-

bilita

che

tutti gli altri rivieraschi

ch se quel proprietario originario era


poteva conservarlo
1

deva.

in diritto di

nell intero

il

suo

fondo costeggiato che gi ne go-

In fine se lo stesso proprietario avesse fondi da irrigare

e industrie da esercitare, potrebbe per

uno e P

altro oggetto ser-

virsi dell acqua.

Del resto non deve distinguersi quale sia


o

cedere

uso a favore di fondi e dindustrie non sue, molto pi

diritto di

quale

d industria pel

si

il

genere di coltura

voglia usare dell acqua.

Oltre che per P irrigazione de fondi e per

esercizio delle

in-

acqua per i bisogni domestici


ed anche per qualche diletto, sempre che la perdita di acqua che
5
ne risulta non sia o assolutamente o relativamente notabile.
192
In qual luogo debba farsi tale uso.
L uso dell' acqua
deve esser fatto dal proprietario del fondo che ne costeggiato,
mentre vi trascorre (art. 543), cio deve derivar lacqua dal corso
6
senza modificarlo; a meno che il rivierasco opposto, del cui interesse
dustrie,

rivierasco

il

pu usare

dell

la conservazione del corso non vi consenta.

Ma

nello spazio

racchiuso dalla linea mediana del corso, e dalle perpendicolari da

questa abbassate sui punti estremi della sponda del

pu eseguire

necessarie ed

tutte le opere

Che

alla

utili

suo fondo
derivazione

pu ancora oltrepassare la linea mediana,


s
purch non ne venga danno al rivierasco opposto, ma non mai
9
infiggere o appoggiare una pescaia nell opposta sponda,
salvo il
acqua.

dell

anzi

diritto sancito dall art. 613.


*

Pardessus n. 10S; Duranton V, 229 e 492; Proudhon du dom. pub. n. 1259;

Bartin p. 145 e seg; Daviel II, 590, e III, 770; Garnier II, 774;

Aubry
2

Bau,

II

526

Dottori citati

Domolombe

XI, 153;

e 527.

meno Pardessus

Bertin che pensano

non potersi tale

conces-

sione e regolamento di uso opporre agli altri rivieraschi.


3

Nostro Com.

Romagnosi, della oondott delle acque part.

Garnier
5

II,

83;

Masse

II,

167.

Demolombe XI, 157


Verge in Zacchariae

I.

Lib.

I.

jj

15; Daviel III, 606;

e seg.
II,

165; Garnier

n.

767;

Demolombe XI,

156

Aubry e Ran II, 525.


6
Demolombe XI, 144; Aubry e Ran II, 524.
7 Garnier II, 765; Nostro Com. II, 181.
3
Demolombe XI, 146; Nostro Com. II, 134-137; contro Daviel II, 626.
9
Daviel l, 596; Demolombe XI, 145 e 146; Aubry e Rau II, 525; Nostro
Com. II, 169 contro Pardessus che ooncede P appoggio momentaneo 105 e Fraudhon
e

156

bis;

che lo concede stabile.

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TIT.

Per se

il

viar l'acqua,

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

rivierasco per la situazione de luoghi

mentre trascorre lungo

in altro punto, stabilendo

verso

193

fondi intermedi.

suo fondo,

legale

di

161

non possa depu deviarla

acquedotto attra-

Obblighi che incombono al proprietario del fondo costeg-

giato dall' acqua

il

quale ne usa per

lesercizio delle sue industrie

al corso ordinario.
il

servit

la

il

Il

V irrigazione

restituire le

quale ne usa, deve restituirne le colature e

ordinario (art. 543).

de suoi

fondi e

colature e gli avanzi

proprietario del fondo costeggiato dall acqua

Adunque conviene che

gli

avanzi

al

corso

rivierasco irrighi

il

il

fondo con tale regola e sistema che le colature o direttamente dal


fondo, o mediante un canale raccoglitore ritornino al corso ordinario e che eserciti le industrie in guisa che lacqua eccedente che
si

fatta escire dal corso, vi rientri, e non pu

raccoglierla in

non sono

serbatoi, o cederla ai proprietari vicini, specialmente se


rivieraschi, e molto

meno mandarla

dispersa.

La restituzione delle colature e degli avanzi deve esser


modo che i rivieraschi inferiori possano farne uso, come
non fossero

esciti dal corso.

Ma

fatta in

se mai

questa regola non' assoluta, e

nellapplicazione devessere temperata de buono et equo , secondo le

circostanze di fatto e l interesse dei rivieraschi che ne hanno da


usuare, cosi se la massa di acqua sia cosi grande, da rimanerne
ad esuberanza per i rivieraschi immediatamente inferiori, questi non
hanno interesse per impedire che la restituzione con minore dispendio
da parte dellutente sia fatta al disotto di essi, non avendo diritto positivo alla pinguedine del terreno irrigato che le colature si conducono.
Parimente il rivierasco utente potr mandare al rivierasco inferiore che vi consenta, le colature e gli avanzi senza restituirli al

eorso ordinario, imperocch questa immissione tiene luogo di derivazione, ed cosa utile ad ambedue loro, senza esser di danno
agli altri.

Al postutto non rigorosa

la

condizione di fare la re-

stituzione direttamente al corso ordinario, potendo bastare che le

colature e gli avanzi simmettano in unaffluente del corso principale.

Che

se per avventura

tuzione, perch

il

il

rivierasco

non possa

piano del suo fondo sia inferiore

fare la restiall'

alveo del

Da Parien
Rovne de legis. an. 1845 III, 27-32; Nost. Com. II, 139 e 150; contro Demolombe XI, 213;
Aubry e Rati II, 493.
5
David li, 538; Domante II, 194 bis 4; Demolombe XI, 155; Aubry e Rau.
*

loc.

David, Commentaire do

la

loi

29 avr. 1845 pour

les irrigations;

cit.

11

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162

IST. DI DIU. <JIV. IT. LIB.

II.

non gi privato del diritto di usare dell acqua; ma non


pu derivare dal corso che l' acqua la quale siagli strettamente
necessaria, di cui cio non rimangono scoli n avanzi, e pu
eziandio, se ne sia il caso, all effetto di scaricare le acque soprabbondanti, domandare il passaggio contro i fondi inferiori, a trarivo,

verso

quali gli sia possibile raggiunger

alveo a livello del

suo

(art. 606), sempreeh i rivieraschi intermedi fra la bocca di


derivazione e 1 emissario non abbiano interesse ad opporsi a

fondo

questo

194

modo

di restituzione.

Uso che pu farsi

che ne sono attraversati.


dalle sopradette acque

suoi fondi e per

ancora

ficii

acqua dai proprietari dei fondi


il cui fondo attraversato

dell

Quegli poi

pu usarne non solo per

Pu usare dellacqua

stagno, un laghetto per mantenervi

dei

altri of1

trascorre contro

corso; cos pu farne

il

pesce,

il

per

543 capov).

nell' intervallo in cui

suo fondo, cambiandone a piacimento

irrigazione

ma

esercizio delle sue industrie,

sia di utilit, sia di diletto (art.

il

uno

trarne lucro,

per mero diletto, distribuirla in rigagnoli e cose simili, e molto


pi ancora

pu

fare opere nell alveo stesso per inalzare

acqua e farla riversare ne rigagnoli

dell

d irrigazione

fondo, collavvertenza per di non nuocere


riori.

Ma

non pu consumar

tant

diritto de rivieraschi inferiori

195

Obbligo

livello

del suo

proprietari supe-

acqua da rendere illusorio

che eguale

che incombe

ai

il

tale

al suo.

il

restituire
suoi terreni. Ma que-

proprietario

l'acqua al corso ordinario, mentre esce dai

deve restituire lacqua al suo corso ordinario,


mentre esce da suoi terreni in riguardo sia al luogo , sia al modo ;
non potrebbe rendere intermittente un corso continuo. 3
Lacqua sintende che esce dai terreni, quando cessa di attraversarli. Quindi se 1 acqua dopo avere per un tratto pi
o meno lungo attraversato un terreno, incomincia a costeggiarlo

sto proprietario

cos

o per effetto della tortuosit del suo corso,


estensione di una sponda del terreno,
tuita al corso ordinario nel

punto

in

per la

maggiore

acqua deve essere resti-

cui cessa di attraversare e

Duranlcm V, 225; Gamici n. 762; Daviel II, 593; Boileiu art. 614; Demoe 164; Aubry e Rau II, 521; contro Proudhon du dom. pnb. n. 1427.

lombe XI, 163


2

Cora

Vedi Dacaurroy, Bonnior e Roustaing


II,

176

Daviel

II,

614

not.

1;

David

II,

584; Nostro

e seg.
II,

631; Pardessus

n.

106;

Demolombe

XI,

168; Vedi Nostro

Com*

melilo II, 173 e 174.

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TIT.

163

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

incomincia a costeggiare

il

fondo, perciocch quivi

diritto di

il

li-

bero uso viene ristretto dal diritto di couso del rivierasco opposto.

106

Cose comuni al proprietario dei fondi costeggiati e attra-

acque

versati dalle

modo debbono usare


I

se

dell

possano cedere

acqua

diritto di

il

sono cedere

il

La
colui

sempre

delle indu-

successori anche particolari di

una servit prediale a favore

costituendo

fatta,

de fondi, pe quali fu fatta.

e lesercizio

e glinteressi degli altri rivieraschi.*

diritti

cessione obbligatoria per

che lha

qual

quanto attraversati pos-

loro diritto di uso dell acqua ad altri che ne vo-

gliano usare per l'irrigazione dei fondi


strie, salvi

in

uso

modificazione del loro diritto.

proprietari dei fondi tanto costeggiati,

Per usare dell acqua non pu niun rivierasco d una o d ambedue le sponde fare opere, le quali sieno atte a cagionar danno
al

corrivierasco,

sia

superiore facendo rigurgitare le acque, sia

opposto, spingendo con violenza

acque contro

le

corso, o mandandogli

sua riva,

la

ch ne resti corrosa, sia inferiore rendendo pi

rapido

sic-

pi

acque infette e corrotte,


di modo che non possa servirsene n per l irrigazione n per
l'esercizio delle industrie, siccome vi ha diritto; altrimenti facendo, sar tenuto al risarcimento di ogni danno e alla rimoviolento

il

opere (arg.

zione delle

le

614 e 530)

art.

Devono

con-

inoltre

formarsi al regolamento delle acque che o lo Stato, per garantire


gl'interessi generali dilla pubblica igiene, o

per l'equo rispetto dei

autorit giudiziaria,

de singoli rivieraschi, faranno.

diritti

Gli stessi diritti possono essere modificati dalla destinazione del

padre

di famiglia

Per

e dalla prescrizione.

prescrizione

la

si

richiede che un terzo, rivierasco o no,

faccia opposizione a quel proprietario del fondo costeggiato o at-

traversato

c questi

il

quale usi o voglia incominciare ad usare dellacqua


quieti a tale opposizione. Lopposizione

si

o da un atto giudiziale e da opere

Demolombe XI, 1G7

Proudhon du dom. pub.

Garnicr, Comraentaire de la

loi

Demolombo XI, 151


Nostro Com. loc. cifc.

Anbry

bis. II;
3
4

Bertin

Boileux
5

art.

e 211;

code des img.

p. 88;

sur lea
e

irrig.

Rau

II,

Garnicr 465,

611; Deraolombo XI, 170; Anbry e Rau

Maleville art. 611; Pardessus

molorabo XI, 174

e B*g.;

Aubry

n.

Rau

Aubry

11 e

p.

risultare

Rau

seg.;

II, 521.

Damante

527; Nostro Com.

II,

700; Daviel

II,

682,
II,

107; Lalaurc
loc.

pu

e permanenti, le quali

visibili

II,

186

408

e 187.

708 scg;

526.

art.

611; Daviel

II,

582; De-

cit.

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164

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

possono esser
vuole

II.

un fondo diverso da quello, contri

fatte in

prescrivere

luso dellacqua.

Ma

cui

si

l'opposizione per atto

pu nuocere a tutti rivieraschi superiori e inferiori, e


quella mediante opere ai soli inferiori. Del resto la prescrizione pu
compiersi a favore e contro tanto di un rivierasco quanto di uu

giudiziale

terzo.

197

Seguito

controversia fra

regolamento

V autorit giudiziaria

da farsi

dellleo dell' acqua

in quali casi e su quali

proprietari o fra

loro

norme.

dal-

Se sorga

causa sulluso

aventi

dellacqua medesima, l'autorit giudiziaria deve conciliare l'interesse dellagricoltura e della industria coi riguardi

propriet

(art.

dovuti

alla

644).

pu essere adita dai rivieraschi o dai loro


aventi causaci quali lacqua pu essere utile, non dandosi azione
senza interesse. Pu essere adita tanto in pctitorio quanto in possessorio non solamente per le acque del corso principale, ma anche
3
Essa decide prima il litigio insorto per effetto
ds suoi affluenti.
di un fatto particolare consumato o semplicemente tentato da uno
dei rivieraschi contro laltro che ne nega la legittimit, e quindi
regola l uso delle acque conformemente alla sua decisione. La dimanda del regolamento reputasi sempre virtualmente compresa nelle
L autorit giudiziaria

conclusioni delle parti.

Ma

anche indipendentemente da quel fatto, i rivieraschi possono


adire lautorit giudiziaria per il regolamento delle acque che in
6
sostanza una divisione giudiziaria di uso delle acque.

Ha

diritto di adire lautorit giudiziaria

rasco, a cui l'acqua

non

gli

pu essere

La

utile.

ogni proprietario

senza interesse non

si

rivie-

sola qualit di rivierasco

basterebbe, ostando qui pi che altrove

il

principio che

d azione ma senza dimanda di uno degli


non potrebbe intervenire nelle loro
,

interessati lautorit giudiziaria

controversie.

La

dell' agricoltura e della indudovuti alla propriet deve farsi de botto et cequo

conciliazione dell interesse

stria coi riguardi

ossia

imponendo

alle parti concessioni reciproche,

1
Freni dlion du dom. pub. Ili, n. 1095 e seg; Bertin p
Aubrv o Ran loc. cit. Nostro Com. Il, 191-197.
* Proudhon op. cit. n. 1134; Aubry e Rau loc. cit.

27;

secondo

le cir-

Demolombe XI,

178;

n
4
*

Demolombe XI, 197; Aubry


Demolombe XI, 1S7.
Duranton V, 216

c seg;

e R-nn II, 531.

Domante

II,

490

bis;

Demolombe XI, 188.

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TIT.

165

DELLA PROPRIET.

DELI.K MODIFICAZIONI

III.

costanze e avuto riguardo

estensione de' fondi, alla natura del

all'

numerosi e si diversi elio si trovano impegnati quasi sempre con pi o meno complicazioni. E in base
appunto di questo principio possono regolare il modo di uso , sia
suolo e agl interessi

si

assegnando a ciascuno de rivieraschi una data quantit


stabilendo la ruota e

sia

tutti essi

uso per giorni

orario

per

dell

di

acqua,

uso , cio rimpartendo fra

ore, con

una

serie

successiva

di giri.

potere

Il

dell' autorit giudiziaria di

regolare

uso

dell

acqua

quando esistano regolamenti particolari e locali sul corso ed


uso delle acque; allora non le resta che dichiarare i diritti quali
da essi risultano, ossia interpretarli, come ogni altra convenzione
e ogni altra legge. Sono regolamenti particolari quelli fatti fra
cessa,

tutti

ma

rivieraschi o fra alcuni di essi soltanto,

in questo se-

non privano del diritto di ricorrere all autorit


non vi presero parte, e possono rimanere
s
modificati da un regolamento generale fatto da essa autorit.
Sono poi regolamenti locali quelli emanati dall' autorit amminicondo caso

essi

giudiziaria quelli che

strativa per interessi generali, senza distinguere se riguardino lutto


il

corso o parte di esso solamente, e se sieno recenti o antichi

e quelli

stabiliti dalla

consuetudine.

Cessa ancora, quando i diritti di uso dell acqua siano determipadre di famiglia, dalla prescrizione o
5
da un atto qualunque di concessione.
Per altro se tanto
regolamenti quanto gli atti e la prescrizione non provvedessero a tutti i casi, e perci si facesse luogo
nati dalla destinazione del

a controversie fra privati, lautorit giudiziaria diverrebbe comn

petente.
1

Pardessus

acqua

n.

116; Marcad art. 645 II; Dcinolombe XI, 105. Sa per avventura

fossa s scarsa

ruota fra

da non potersi

distribuire utilmente

neppure per orario o per

rivieraschi, opinerei che potesse per intero essere assegnala a quello fra

rivieraschi che ne possa trarre maggiore profitto col carico di

mente

pu

gli altri rivieraschi della

dirsi violata la

legge, perocch

fatto; inoltre lo spirito se


2

Daviel

Leg.

li,

in fine
c

Aubry

la lettera della legge salvato.

n,

115;

Dubrovil, Legis des eaux

I. p.

178;

194.

Proudhon du dom. pub.

Marcad

decisione resta giustificata dalla necessit di

572.

D. de aqua; Pardessus

2.

Domolombe XI,
5

non

la

Domolombo XI, 195.

Boileux art. 644.;

3
4

compensare pecuniaria-

privazione assolata che patiscono. In questo caso non

Riu
art.

II,

n.

1512; Pardessus

n.

113 e seg; Demolombe XI, 191,

532.

645,

II, in fine.

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166

IST.

DI DIE. CIV.

IT.

I.ID.

II.

II.

Dei muri,

198

fossi, siepi

Esposizione generale

ed alberi comuni
divisione.

1
.

La seconda specie
comunione di muri,

quella che procede dalla


fossi, siepi ed alberi.
Questa comunione non una compropriet pr diviso , quasi che
a ciascuno de comproprietari spettasse il muro, il fosso, la siepe,
e lalbero sino alla linea fittizia che li dividesse in mezzo, ma
una compropriet pr indiviso perocch la legge riconosce diritti
di servit legali
edilzi,

impone obblighi a ciascuno


1
non per parti.

de

condomini sulla cosa comune per

intero e

Queste servit in sostanza consistono


all

esercizio del diritto di propriet dell

eguale

Le

in limitazioni imposte
uno a ragione del diritto

dell altro.

regole che andiamo ad esporre possono distinguersi in quat-

tro classi, cio di presunzione, di compropriet, di


siepi

ed alberi

(art.

546 e 547 ; 566 c 567

muri, fossi,
568 e 569 capov. 1) ;
muri comuni

di espropriazione, costruzione e riparazione forzosa di

555, 556 e 559 , 561), di regolamento dei rispettivi diritti

(art.

comunione (art. 551, 554 , 557 , 558 , 564 e 569), e finaldi regolamento degli obblighi derivanti da questa (arti548 , 550 , 562 , 563 , 565 , 568 e 569 capov.).
Queste varie regole esporremo in cinque distinti articoli in ra-

della

mente
coli

gione de quattro oggetti che riguardano; cio: 1 della comunione

comunione delle case divise per piani 3 dell::


comunione delle siepi, e degli alberi.

dei muri: 2 della

comunione

La

de fossi: 4 della

rubrica di questa paragrafo

non nomina n

le siepi,

gli alberi,

ma

ar.-

ebe questi ne formano materia.


1

bomolombe XI, 300: Aubry

Uau

II.

374

not.

3;

contro Toullier III, 183;

Taulier II, 378.


* Consulta Demolombe XI,
444 e 445
Aubry e Rau II, testo e nota 1 e 4.
Ci stante, apparisce da se medesimo che le disposizioni di questo paragrafo avrebbero
;

dovuto trovare
cuni (Pardessus

il

n.

proprio posto nel titolo IV, della Comunione. Egli vero che al-

143

fossi ec. la qualifica

erronea,

come

si

di

Duranton V, 149) hanno

servita d' indivisione;

ma

attribuito alla

tale teoria

comunione dei muri,

non puro

inesatta

ma

conoscer in progresso dellopera.

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TIT. in.

167

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.


Articolo

1.
1

Della comunione de 9 muri.

199
luogo

si

In primo

Bella presunzione della comunione di muri.

presume comune ogni muro che serve

divisione
tra
3

di

(art. 546); perocch, stante il servizio comune,


deve essere stato costruito originariamante a spese comuni

edilzi

presso reso comune. Se


visorio

comune

sono

gli edifizi

di altezza eguale,

fondamenta sino

dalle

alla

il

sua sommit

muro

il

o in ap-

muro

(art.

di-

546),

Se sono
di altezze ineguali, il muro comune sino al punto in cui uno degli
ediQzi comincia ad essere pi alto, essendo sino a tal punto di
utile comune. Da questo punto sino alla sommit si presume che
appartenga al proprietario dell' edilizio pi alto, al quale esclusivamente serve, senza distinguere, se termini col tetto o si elevi
quandanche

elevi al disopra del tetto (art. e arg. 448).

si

sopra a questo.* Se

il

comunione

limite della

tetto sia

ad uno o a pi piani

inclinati,

segnato dalla linea di tali piani.

che serve di divisione fra due o pi

II

il

muro

comune, qualunque

edifizi

forma e destinazione identica o diversa abbiano e siano situati in


sobborghi o in campagna. * Che se uno degli edifizi sia
il
muro si presume ancora comune, quando esistano
vestigia del servizio di divisione, come sono gli addentellati di muri
rovinati, i fori di appoggio di travi, il residuo dintonaco di pareti
citt, in

rovinato,

e cose simili.

In secondo luogo

si

presume comune ogni muro che serve


ed

divisione tra cortili e giardini (art. 546),

Allora

il

muro serve

contigue e abbiano per confine


1

Delvicourt

Dmolombe XI,
nalza sopra

ma

edilizi,

il

119 not. 5; Pardessus

I,

317.

tetto

dall art.

La presunzione

non parte
448

orti (arg.

di divisione fra queste propriet,

della

dall art.

e perci

comune
n.

il

muro.

Nulla rileva

160; Lepage n. 114; Boileux

comunione della parte

di

art. cit.).

quando siano

di

art.

453;

muro che

sin-

546; perciocch non serve di divisione tra due


ammesso ogni genere di

contro la presunzione

prova.
4

Delvicourt

I,

394; Dnranton V, 318; Pardessus

molombo XI, 317; Aubry


3
*
5

Pardessus

Boileux
6

Rau

II,

n.

160; Bolleux loc.

loc. cit.;

Delvicourt

n.

163; Toullier

Demolombo XI,
I,

159 not. 4

cit.;

De-

375.

Duranton V, 307; Doraolombe XI, 318; Nostro Com.


Aubry e Rau II, 375.
II,

176; Marcad

art.

II,

253.

G53 II; Taulier

II,

379;

322.
Taulier li, 379;

Demolombe XI,

331.

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168
che

IST. DI DIE. CIV. IT. DIB.

muro

il

II.

divida cortile da cortile, giardino da giardino, o cortile

da giardino, o giardino da

orto.

Neppure

priet sieno chiuse o aperte dagli altri

sembra che

che queste prouna fosse chiusa

rileva

lati,

ma

se

muro debba

proprio

e laltra aperta,

ci

del padrone del

cortile, giardino o orto chiuso (art. 568).

il

ritenersi

presume comune ogni muro ,


che serve di divisione tra recinti ne campi (art. 546). Il recinto
ogni luogo chiuso intorno o da tutti i lati. indifferente se
siano recinti i campi per intero o in parte: il muro comune per
In

ed ultimo

terzo

luogo

si

tutta la estensione nella quale serve di divisione fra

recinti.

Se

uno dei recinti fosse cortile, giardino o orto, il muro divisorio si


presumerebbe egualmente comune. Non deve recarsi con qual mezzo
3
siasi recinto il campo.
Se un fondo avesse il piano elevato sul1

altro, e fra

due

esistesse

un muro che servisse

fondo superiore e di divisione fra questo e

di

fino al piano del

sostegno al

deve rifondamenta

inferiore,

l'

putarsi proprio del padrone del fondo superiore dalle

comune

suo terreno, servendogli di sostegno, e

fra esso e il proprietario inferiore da tal piano alla sommit (argomento 560).
La presunzione di comunione del muro non ha luogo quando
contiguo ad un edifzio sia un cortile un giardino o un recinto
senza distinguere se sieno situati in campagna o in citt o nei sob*

Duranton V, 301; Mourlon


II, 507 bis III; Boileux

Damanto
3

Contro Delvincourt

Tanlier II, 379;


si

richiegga che

campi

si

il

o.

I,

cortile

il

I,

1728;

toc. cit.

Pardessus n.

cho

giardino

par

art.

653

la presunzione della

chioso

sia

richiede cho questi siano chiusi

Maread

159;

art.

653;

Deraolombo XI, 328.

159 not. 7; Marcadd

quali pensano

da

tutti

in
i

tutti

lati

I:

Mourlon

I,

comunione del

lati, affinch,

perch nn

(recinti),

1789.

muro

come nei

muro

di

prosmna comune, cosi ancora nei cortili e giardini; e contro Pardessus


159; Duranton V, 301; Demolombe XI, 327; e Aubry e Rau II, 375; cho profes-

divisiono
n.

si

sano l'opinione opposta dicendo la leggo avere espressa la condizione della chiusura

campi

e notissimo essere il comune adagio lex


quod volait, non exprcesit: non contradiro a ci la consideranon abbia espressa la chiusura ne cortili e giardini, porch
non lecito disapplicare una disposizione formale in casi anche non
contemplati; infine il muro di divisione deve poter servire anche al cortile e al giardino
non chiuso, e perci essersi fitto a speso comuni e quindi di comune proprietd
(Vedi Nostro Com. Il, 462-264).
dei

o taciutala nei cortili e giardini,

quod volai t
zione, cho

expressit,

il

legislatore

ordinaria, mentre

cit.;

Pardessus n. 159 ; Boileux

lue. cit.

Demolomho XI, 328 Anbry e Rau Ioc.


muro e Taulier (II, 379) che la
;

contro Toullier (II, 187) cho esige la chiusura di

richiede di siepi vive.


*

Consulta Nostro Com.

II,

272-277,

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

1fi9

borghi, ostandovi da una parte la lettera della legge, e

mancando

TU.

III.

dall'altra la ragione di estenderne la disposizione, perocch

muro

proprio del

cio

6 di servire

di

sostegno

all edilzio.

uffi-

Alla

divisione serve solamente per la condizione del luogo.

Neppure
esistente fra

muro

a rigore presunzione di comunione in un

due propriet che non siano n

cortili,

n giardini,

n recinti, ma, ad esempio, due campi aperti. Per se manchi


ragione per attribuirne la propriet esclusiva ad uno dei due proprietari contigui

Ma
lunque.

200

la

deve

ritenersi

comune.

comune un muro qua-

prescrizione potrebbe aver reso

Carniere di

presunzione

tale

se

con quali mezzi

La presunzione della comunione de muri dinon assoluta {juris et de jure), ma relativa (juris tantum ),
nel senso che ammette la prova contraria. Questa prova deve farsi
da quello de' due vicini il quale pretende alla propriet esclusiva
del muro. I mezzi di prova non sono che questi due: il titolo e il

possa distruggersi.
visori

segn in contrario (art. 540).

Per titolo 8 intende un atto scritto pubblico o privato: in esso


devono essere osservate tutte le forme e condizioni richieste per
la validit degli atti ordinari di prova della propriet. Conviene
che sia non equivoco, ma certo e concludente sicch valga a distruggere chiaramente la presunzione legale, specialmente, quando
muro che divida due ediflzi. Tale sarebbe senza
si tratti di
meno un atto di cessione del diritto di compropriet fatta da uno
de condomini allaltro; tale latto con cui

il

muro

costruttore del

avesse fatto al vicino una notifica con cui protesti contro ogni futura pretensione di comunione; ma quello che mettesse a carico di

1
Duranion V, 303; Durergior sn Toullier II, 187 noi. a; Demanta II, 507
Ducnurroy, Bonnier e Roustaing II, 286; Stass o Verg su Znebarim II, 109;
Mourlon I, 1730; Marcad art. 653; I, Boiluux I. c. p. 837 e 838; Taulier II, 209;
Carou dei aet. posts. n. 95; Demolombo XI, 323; Aubry e Rau loc. cit. contro
Marlin Rp, Mytoyennet 1 n. 3; Toullier II, 187; Pardessus 159; Solon, 135 nel
caso che lo propriet siano situate in citt o nei subborghi e Delvicourt I, 159;
Perrin lois des Conslr. n. 417, anche ne recinti di campagna sino all'altezza del

bis.;

muro

di cinta.
2

Pardessus n. 159; Duranton

V,

305;

Taulier II, 379; Boileux loc.

cit.;

Do-

inolombe XI, 329.


3 Toullier
II,

Demolombe

Duranton V, 313; Demanie


376; Nostro Com. I, 315-320.

188; Pardessus n. 1G1

XI, 346; Aubry

Rau

II,

II,

507 bisV:

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170

IST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

II.

almeno

di essi la riparazione non ,


ciente ad escludere la comunione.

uno

in tutti

casi,

suffi-

pu datare dal tempo della costruzione ed anche da


tempo pi o meno posteriore, sia perch uno de vicini abbia riIl

titolo

conosciuto la propriet esclusiva

dopo

costruzione,

la

pi o

nell altro

perch

sia

gli

meno tempo

abbia fatta cessione

della

parte sua.

deve essere comune ai due vicini o ai loro autori


1
non potendo opporsi che a quelli dai quali proviene
II seguo poi in contrario, che esclude la presunzione
della
Il

titolo

comunione del muro divisorio tra cortili, giardini, orti o campi, *


pu consistere nel piovente, negli sporti e nei vani.
Per piovente in generale s intende ogni piano inclinato, e qui
quello che trovasi nella sommit del muro. Questo pu esser
fatto a doppio o unico piovente, secondo che la sommit del muro
inclinata verso un solo lato, o verso ambedue. Il piovente ha
la forza di determinare la propriet esclusiva del muro, secondo
la

sua inclinazione a ragione

un effetto necessario; ossia


proprietario

di

quel

fondo,

dell'

onere dello

muro

il

si

stillicidio

che ne

presume appartenere al

quale cade lacqua dello

nel

stil-

licidio.

Gli sporti sono di molte e variatissime specie. Principali

muni sono

le

e co-

mensole che, come saputo, sono membri della

fabbrica sporgenti e destinate a sostenere qualche oggetto,


figure, vasi, colonnette e cose

come

e i cornicioni ossiano le
muro. Altre specie di sporti
sono quelli che nellarte architettonica sono chiamati gocciolatoi,
cordoni, ovvero plinti. indifferente di qual materia sieno fatti.
Finalmente i vani sono arcati lasciati nel muro, come le nicchie, i cammini e simili.
Perch gli sporti e i vani valgano ad escludere la presunzione
di comunione, si richiede
cornici che servono di

simili,

finimento

Pnranton V, 303; Taulier

II, 380;

al

Aubry

Rau

II,

375

testo

e nota

15;

emiro Demolombe XI, 334.


5

altezze,

La

legge tao del

non

ci

muro

pub osser segno attributivo

disuguale, e la parte di

di

sono di eguale
propriet esclusiva, o sono di altezza

muro che serve di sostegno all edilizio pi alto si presume


e se il muro eccede i tetti la presunzione della
co-

proprio del padrone di questo

munione pub
detto, non

divisorio degli ediSzi, perch so questi

essere esclusa con tutti


stabilito dall art.

mezzi

di

prova mentre, come sopra

abbiamo

516.

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TIT.

1 clic
2

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PHOPIUKT.

171

met della grossezza

del muro,
almeno da

addentrino oltre

si

la

che appaiano costrutti con esso o

vi esistano

trent anni.

Ma

non

ne esistano pi sparsi in
che siavene qual-

richiede, che di segni

si

tutta la lunghezza e larghezza di esso, bastando

cuno, ed anche un solo (arg.

art.

547

sono in minor numero in estesissimo

alin.

Per quanto

ult.).

muro, e specialmente, se

poco determinato, tanto la presunzione, a parit di


condizione, di minor forza, e perci pi facile ad esser distrutta.
Se poi uno o pi sporti o vani sono da una parte ed uno o pi
di carattere

dalla parte opposta

positura

capov.

il

muro 6

comune:

riputato

piovente prevale a

del

tutti

ogni caso la

in

indizi

altri

gli

(art.

547

ult.)

poi regola generale che

piena propriet del muro, in

segno in tanto pu attribuire la


quanto per legge ne era presunta
il

la comunione. Cos se il muro divisorio di un recinto e di un


campo aperto avesse il piovente e gli sporti dalla parte di questo,
muro non si potrebbe ritenere proprio del padrone del campo

il

aperto,
Il

ma

resterebbe proprio del padrone del recinto a cui serve.

piovente e

farebbero presumere che o

gli sporti

del recinto abbia lasciato uno spazio fra

Da

ultimo

condo che

muro

segni

in

sembra,

ci

limitativi,

dopo

sia costruito

contrario

la

il

muro e

il

vicino, ovvero che questi ne abbia tollerato

proprietario
il

fondo del

esistenza.

non sono, se3


dimostrativi,
anche se il

sopradescritti

ma

promulgazione del Codice.

Se la medesima presunzione possa essere distrutta dalla prescrizione. Oltre che dal
e dal seguo in contrario
presun201

titolo

la

zione di comunione pu essere distrutta eziandio dalla prescrizione.

In

effetto

pu

il

muro una cosa corporale immolale

di esso

come

acquistarsi la propriet mediante prescrizione,

lunque

non
1

Se adunque

altra cosa.
di ostacolo

Delvicourt

Pardessus n. 163
*

Lopage

Damanti

n.

u. 162; Salon
art.

651

comune, c

sia

la

adunque
di

qua-

comunione

Dimolombe XI, 338

Aubry

II,

Rau

199 nota a Duranton V, 31 1

II,

378.

118.

II,

n.
II;

muro

1G0 nota 6 Duvergier sur Toullier

I,
;

il

che uno de condomini acquisti per prescrizione

508

bis;

Demolombo XI 341;

della Corte di Casa, di Torino

oad

110; Aubry e

ifcstro com.

11,297-301; Sentenza

10 bug. 1852; contro Duranton V, 310; Pardessus


Rau li 378 testo e nota 17; Buileux art. 654; Mar.

Tulier II 387 ohe sostengono non

potersi

nmmottere

altri

segui

pe' muri costruiti dopo la promulgazione del Codice.

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172

UH.

I5T. DI DIR. CIV. IT.


1

uno

dell altro,

diritti

de comproprietari

colla prescrizione la parte

spettante

proprietario esclusivo (art. 213-52137).

202

muro

comune

di renderlo

II.

potrebbe acquistarne

altro

e divenirne

cosi

Facolt concessa ai proprietari di fondi contigui ad un

all enfiteuta

facolt

all'

in tutto o in parte

quali condizioni

si

se competa anche

richieggono per V esercizio di

tale

indennit dovuta per V acquisto di tale comunione

ef-

Ma

quando un muro che divide due fondi


non sia comune, data facolt a quello de' due proprietari, che
non ne ha la compropriet di renderlo comune in tutto o in parte,
fetti di tale acquisto.

purch

lo faccia

per tutta l'estensione della sua propriet

(art. 556).

comune ogni muro, ovunque si trovi,


campagna e qualunque nc sia la destinazione. 3 Sono

soggetto ad essere reso

in citt o in

solamente eccettuati
blico, quali

muri

degli

destinati

edilzi

all

uso

pub-

muri delle prigioni, delle chiese, delle piazze da

guerra, delle fortezze e delle citt

55(5

(art.

capov.)

*
,

ma

non

muri che fanno parte del patrimonio dello Stato, delle provincie
e dei comuni.'*

la

Se il fondo contiguo sia entlteutico, l enfiteuta puh dimandare


comunione del muro: avendo quasi una propriet risolubile.

La condizione
il

necessaria per

esercizio di tale facolt che

fondo del proprietario che vuole

meno di un metro e mezzo


comune (art. 556 e 571).

stante

valersene sia contiguo o


dal

muro che

di-

vuole rendere

si

Del resto tale facolt compete ai proprietari de' fondi indipendentemente da qualunque necessit che abbiano della comunione,
da qualunque uso ne vogliano fare, 6 dalla causa della propriet
esclusiva di

anche

la

uno

de

due

vicini,

come lalzamento

D .molombe XI

Boileux

Toullier HI, 13S; Pardessus n. 161; Merlin

art. cit;

bis.

Pardessus

n.

Pardessus

loc. cit.;

Demolombe

Duranlon V, 325; Pardessus

Aubry

art.

310; Aubry

Kau

II,

vo-

dalla

370 testo e nota

Rep. v. Mytoyennet
J 2
V; Deinolomba XI, 346; Boileux, Aubry

Demolombe XI, 350; Aubry

n. 155;

Rau

11.

n.

8.;

Uso

385.

II,

Ducaurroy, Bonnier

661; Demolombe XI, 359; Aubry e Rau loc. cit.


Lepage n. 197; Duranton V, 322;

Rau

555), ed

e dalla

313; Demolombo XI, 355.

loc. cit.

Toullier II. 221;


e

muro, essendo questo assoggettato

Duranton V, 313; Demanie II, 507


loc. cit.; Nostro com. II. 315-320.

Boileux

(art.

vendita e labbandono fattagli dallaltro,

lont del proprietario del

e P.oustaing II, 202;

Demolombo

XI, 357;

loc. cit.

'

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TIT.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PK0PE1ET.

III.

173

comune a tal segno che dopo manifestatagli T inrendere comune il muro, non potrebbe pi demolirlo

legge a divenir

tenzione di

pena

sotto

avere.

di ricostruirlo.

non tenuto a prestare

Ma

dall altro

che tacitamente.

dallaltro canto per la stessa ragione

garanzia

la

pe vizi

che

muro possa

il

canto possono rinunciare a tale facolt an-

r acquisto della comunione del muro deve pagarsi al


si domanda, la met dellintero
valore,
met del valore di quella parte che si vuol rendere comune
e la met del valore del suolo sopra cui il muro costrutto
(art. 556). In specie poi se si acquista la comunione della parte
alzata, deve pagarsi la met di quanto ha costato e il valore della
met del suolo che fosse stato occupato per l eccedente grossezza
Per

proprietario, contro cui

o la

555).

(art.
Il

muro devessere

valore del

stimato giusta

il

suo stato nel

giorno dellacquisto, bench grandemente superiore alluso cui


4

destinato,

suo pagamento devessere premesso allacquisto

il

comunione, giusta il
Reso comune il muro,

della

prietari

sono regolati dal

diritto

comune

diritti

gli

(art. 438).

obblighi dei due compro-

comune e specialmente

diritto

acqui-

rente non pu chiudere le luci che vi fossero aperte, se non fab-

bricandovi
la

584);

(art.

ma

cui esistenza ledesse

ha
le

il

diritto di far

ragioni

della

sopprimere

le

opero

sua compropriet;

al

contrario deve eseguire le opere che occorrono per non danneggiare

il

vicino

quando

esiga

1'

uso

muro

che voglia lare del

(art. 556).

203
nel

Quali

muro comune

senso

diritti

appartengano a ciascun comproprietario

quali non possa V uno esercitare

I diritti appartenenti a ciascun

mune

sema

il

con-

dell altro.

comproprietario nel muro co-

sono
l. di

appoggiarvi con semplice aderenza ad anche con ad-

dentellainento le sue costruzioni, ed immettervi travi c travicelli

Pardessus loc. cit. Demolombe XI, 35S,


Demolombe XI, 424 ter.: Nostro Com. II, 421 e seg. ec.
Demolombe XI, 361; Aubry e Puiu loo. cit.
Marcad art. 661 Demante II, n. 515 bis.; Demolombe X, 365.
;

5
:l

Toullier II, 193; Pardessus

lombe XI,
*

n.

138; Li-page

n.

210; Tuulior V, 392; Demo-

367.

Consulta Nostro Com. Il 120 123.

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174
per

IST. DI DIE. CIV. IT. DIB. U.

la grossezza del

medesimo muro, meno cinque centimetri, che

faccia del muro dalla


ma se per tale immissione fosse
muro, ne competerebbe il diritto, sotto
1
2.
di ristabilire la parete nel primiero stato.
la condizione
poi
salvo il diritto nel medesimo di fare accordare la trave fino
alla met del muro, nel caso in cui egli volesse collocare una
trave nello stesso luogo, aprirvi un incavo ad appoggiarvi un

devono restare
parte

fra la testa del trave e la

comproprietario;

dell altro

necessario forare tutto

camino;

la

spesa

dell

3.
" di

il

accorciamento a suo carico (art. 551)

attraversarlo per intero con chiavi e capi-chiavi

collocare bolzoni allopposto lato per guarentigia

della

e di
sua fab,

brica, osservando per la distanza di cinque centimetri dalla superficie esterna del

muro verso

il

vicino, e facendo le spese necessarie

alla solidit del muro comune, salvo il risarcimento dei danni temporanei provenienti dal collocamento delle
chiavi4.e dei capi-chiavi e bolzoni (art. 552);
di alzare il muro comune, ma sono a suo carico le
spese

per non recar danno

deir alzamento, le riparazioni pel mantenimento dell alzata


riore al

muro comune e

le

opere occorrenti per sostenere

supe-

il

mag-

modo che il muro riesca


muro comune non fosse atto

gior peso derivante dall alzamento, in

egualmente solido

(art. 553).

Se

il

proprietario clic vuole alzare,

tenuto

a farlo ricostruire per intiero a sue spese e sul proprio suolo

quanto

a sostenere lalzamento,
alla

cire

il

maggiore altezza. Inoltre tenuto in ambedue i casi a risaril vicino dei danni, che pel fatto anche
temporaneo dell' al-

zamento o della nuova costruzione avesse a soffi-ire (art. 554);


di ammucchiare contro il muro comune letame, legnami
terra ed altre materie, prese per lo precauzioni necessarie, affin-

ch

tali

o con

mucchi non possano nuocergli con lumidit, o con la spinta,


la soverchia elevazione, od in qualunque altro modo

(art. 558).

Ma uno dei vicini non pu fare alcun incavo nel muro comune,
n applicarvi od appoggiarvi alcun opera nuova, comprese quelle
5
nominate nei n. l. 2. 3. senza il consenso dell altro; e in caso
di rifiuto senza aver fatto determinare dai periti i mezzi necessari,
1

art,

Pardessus 172, 180; Lpage 161.

Delviconrt

I,

1G1

nota 3; Toullicr II, 206; Pardessns 178 e 181; Marcad

612; Demanio II, 516 bis; Dncaurroy

Bonnior e Roustaing II, 295; Taulier

Solon 119-152; Demolombe XI, 116; Aubry e

Rau

loc. cit.;

Rostro Com. II

IT,

389;

427-432.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PEOPHIET.

TIT. IH.

affinch

opera non riesca di danno

175

ai diritti dell altro (art.

577).

consenso del comproprietario, quanto il giudizio dei


Per
periti non esonera chi fa 1 opera di tenere quello indenne dei danni
tanto

che ne

il

ed anche distruggere lopera per

soffrisse, e di modificare

rimuoverli

nell

ai tratti di

opere

avvenire.

In specie poi

La necessit

del consenso cessa,

e affatto innocue.

lievi

quando

proprietario dell ultimo piano di una casa non

il

pu senza il consenso dei proprietari degli altri piani, alzare nuovi


piaui o nuove fabbriche, eccettuate quelle consistenti in parapetti
questa inibizione limitata

derivar danno

opera possa

al

caso che dal-

valore della propriet degli al-

al

(art. 564).

tri

Ma

lastrici solari.

eli

204

Quali siano gli obblighi dei comproprietari di un muro

riparazione e ricostruzione

se e

come possano liberarsene

diritto della comunione di muro in genere


quando il muro comune sostenga un edifizio due vuole
Dai diritti passando agli obblighi dei comproprietari

rinunzia al

essi

si

riducono a quest uno,

all

occorrano

siano

ordinarie

o in parte del muro, in

in tutto

di

in specie

muro comune, senza


o

straordinarie,

tutta o

nella

se

met

della grossezza, essendo indivise le ragioni della compropriet.

In quanto

alla ricostruzione,

un muro

obbligo di contribuire alle spese

delle riparazioni c ricostruzioni necessarie del


interessarsi se le riparazioni

atterrarsi.

essa deve esser fatta regolarmente

muro, se conformi alle regole dcl1 arte o della saggia economia; se adunque il
muro era buono,
dovr ricostruirsi identicamente, bench superiore alla sua passata
e attuale destinazione, se cattivo dovr ricostruirsi buono. * Se la
nello condizioni del vecchio

necessit delle riparazioni e delle ricostruzioni esista questione


di fatto;

ma uno

de condomini

senso dell'altro, salvo


terrogarlo.

non pu eseguirle senza

casi di urgenza

In generale

al carico

Toullier I, 207; Duranton

Nostro Com. II

437

Dot.

Vedi sopra

cond in-

delle ripararazioni e delle ricostruzioni

deve ciascuno soddisfare mediante


1

il

che non permettano

cit.

loc.
n.

lo

sborso del capitale. Per se

V, 337; Pardessus

n.

201;

D^molombe XI, 419;

o 438.
cit,

197

Demolonibo VI, 387.

Consulta Pardessus n. 167;

Demolombe X, 395; Aubry

Rau

II, 397, No-

stro Com. Il, 322.


5

Pardessus

n.

116;

Demolombe XI, 397.

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176
de' vicini

UU.

DI DUI. CIV. IT.

1ST.

uno

II.

ne mancasse , o non potesse procurarselo che con


mentre potrebbe agevolmente contribuire alla

istento e sacrifizi,

spesa

coll'

ammet-

assegno di una rendita annuale, bonus judex

modo

ter questo

pagamento e difender

di

il

povero contro

la

prepotenza del ricco che forse abuserebbe della triste condizione


del suo vicino per forzarlo a spogliarsi della sua propriet.

Qualunque
tare

sia

il

modo

di

pagamento, ciascuno deve soppor-

carico delle riparazioni e ricostruzioni in proporzione del

il

suo diritto

(art. 548).

Lobbligo di sottostare
zioni porta seco quello

al

carico delle riparazioni e ricostru-

passaggio degli
perdita

muro

operai,

diretta,

le

de' fregi, stucchi e pitture delle pareti,

fra edilzi,

uno dei due

anche de'

ritraeva.

fitti

come

inevitabile,

deposito de' materiali,

il

che ne

tutte le incomodit

tollerare

di

sono una conseguenza immediata,

o di altri lucri

armature,

che

il

la

e se trattisi

di

dall edilzio

Dall obbligo di contribuire alle riparazioni e ricostruzioni

muro comune pu ciascun condomino

del

liberarsi, rinunziando

al

comunione, gravando sopra di esso per causa reale


3
(propter rem, occasione rei) e non personale.
La facolt di rinunziare al diritto di comunione, del muro
compete ad ogni comproprietario, qualunque sia la ragione della
comunione, cio si estenda in tutto il muro o sia ristretta ad una
parte; qualunque siano e ovunque situati i fondi divisi e qualunque la destinazione del muro, salvoch non sostenga un edilizio
diritto

di

di sua spettanza, perciocch colla rinunzia si libererebbe dall'ob-

bligo delle riparazioni e ricostruzioni, e continuerebbe

dei vantaggi.

Per anche

in questo caso

pu conseguire

zione dell obbligo di contribuire alle riparazioni

muro comune, distruggendo


che appoggia sul muro comune
del

nunziando anche

prima volta

le

alla

(art.

godere

la

libera-

o almeno quella parte

ma non

ri-

c facendo per

la

e arg. art. 550)*;

propriet dell' edilizio,

e le opere necessarie per evitare

riparazioni

danno che potesse derivare

page

ledilizio

e ricostruzioni

al vicino dalla

Consulta Nostro Cora. I, 192.

Pardessus n. 167; Deinolombo

demolizione

XI, 387; contro Delvicourt

il

dell edilizio.

I.

p.

560;

Le-

n. 117.
3

Vedi Nostro Cora. II, 337.

Doraolombe XI, 389; Nostro Com.

Nostro

Com

II, 348; contro

II,

Marcad

345
art.

e seg.

655

e 656.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. HI.

Oggetto della rinunzia tutta

la

muro quanto il suolo.


Con tale rinunzia si consegue

177

comune ; quindi

cosa

tanto

liberazione dall obbligo

la

il

di

contribuire alle spese delle riparazioni e ricostruzioni di ogni ge-

nere, qualunque ne sia

importanza e

tempo da

il

cui ne sia in-

1
cominciata la necessit, eccettuate
quelle sole a cui

abbia dato causa col fatto proprio

Per

rinunziante

il

549 capov.).

(art.

uno non obbliga l altro a fare le ripaegli pu alla sua volta rinunziare al suo

la rinunzia dell

razioni e ricostruzioni:

comunione, ristabilendosi cosi la perfetta eguaglianza


comunione, cosicch o si accordano

diritto di

delle loro rispettive ragioni di

a demolire

il

muro a spese comuni,

o luno vi costringe laltro

699), o lo lasciano andare lentamente in deperimento,

(art.

scuno riprender

Ma

la

si

il

cia-

dei materiali e del suolo.

se accetta la rinunzia deve riparare e ricostruire

secondo che esige


vicino

met

muro

il

bisogno, altrimenti lacquisto del diritto del

ha per non avvenuto.

205
Obbligo di contribuire alle costruzioni e riparazioni di
muri comuni per la chiusura di determinati luoghi
altezza dei
riparto della spesa, quando de' due fondi, l'uno sia supcriore,
muri
Oltre che
laltro inferiore
modo di liberarsi da tale obbligo.
due vicini, i quali posseggono un muro comune hanno lobbligo
di ripararlo e di ricostruirlo, essi hanno ancora lobbligo, luno

verso laltro, di contribuire alla spesa della costruzione e della

parazione de muri di cinta fra le rispettive case,

cortili,

ri-

giar-

immediate dipendenze, situati nelle citt e nei sobborghi o in altri luoghi egualmente popolati, * nellinteresse pubblico
della tutela del domicilio, delle persone o delle cose esposte in
que luoghi a pi attentati e violazioni che altrove. Ma se l uno
dini, e le loro

de

due

vicini abbia costruito

il

muro a

stringere laltro ad acquistarne la

Delvicourt I, 15S nota 11

Djmanto

II,

e nota 1;
2

517

e seg.;

Delriconrt

Pardessus

III; Demolotnbe XI,

n.

non pu co-

(art. 559).

148; Toullier e Duvergier II, 165;

Aubry

382;

Rau

II,

206

207 testo

Nostro Com. II, 413.

Boileux art. 663;

Aubry

bis,

sole sue spese

comunione

Rau

I,

part.

p.

392;

Pardessus

n.

Bonnier e Roustaing

147; Duranton V, 319 nota;

II,

296;

Demolombo XI, 380;

loo. cit.

Toullier III, 198;


contro

2,

Ducaurroy,

Aubry

Delvicourt I, 158

Taulier II, 394;

Demolombo XI,

Rau

II, 209 testo e nota 6; Nostro

nota 13;

Duranton V,

Com.

323; Pardessus

II,
n.

455
152;

386.

12

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178

IST.

Per

ma

1)1

che concerne

ci

considerazione

al

modo

1>1U.

C1V. IT. LIO.

II.

costruzione del

la

muro, deve aversi


luogo;

e alla materia delle fabbriche del

tale quale

deve esser

determinata dai regolamenti


particolari scritti o consuetudinari, o dalla legge civile la quale la
a
tre
metri
(art. 559), salvo le conindistintamente
determina
venzioni stipulate dai vicini, le quali per non li privano per regola
laltezza

della facolt

Se

meno

alzare

di

le

pubblicazione della nuova legge

disposizioni

degli

ar-

muro

esisteva pi o
alto, niuno de vicini ha diritto di farlo alzare o abbassare
alla

sino ai tre metri,


la

muro, giusta

il

553 e 554.

ticoli

nuova legge
Laltezza

si

ma

il

se dovesse ricostruirsi

converebbe osservare

e art. e arg. art. 559).

(art. 2, Dis. prel.

misura dal piano del suolo;

ma

se de

due fondi

l'uno fosse superiore e laltro inferiore, l'altezza deve misurarsi


dal piano superiore.
di costruzione quanto di riparazione dei sopradmuri deve regolarmente sopportarsi in porzioni uguali dai
de due fondi da dividersi luno sia superiore o
se
ma
vicini:
l'altro inferiore, il proprietario di quello deve sopportare per intero

La spesa tanto

detti

due

la

muro sino all'altezza


muro ehe sorge dal suolo

spesa di costruzione e di riparazione del

del proprio suolo; e solo la parte del

del fondo superiore sino

all

altezza suindicata,

deve essere costrutta

e riparata a spese comuni. Per nelluno e nellaltro caso

deve essere conferito


In

ambedue

in

casi,

comune

ohe cio

(art.
il

il

suolo

564).

muro serva solamente di divi-

sione e insieme di sostegno del fondo superiore fatta facolt al


vicino, che non vuole contribuire alle spese di costruzione o ripa-

razione del

muro

di cinta

met del terreno su

cui

il

o divisorio, di esimersene, cedendo la


di separazione deve esser costrutto

muro

se trattisi di costruzione, e rinunziando

al diritto di

comunione

se trattisi di costruzione e di riparazione (art. 561).

Questa cessione
comunione non priva il cedente
acquistare la comunione, giusta la dispo-

di suolo e rinunzia del diritto di

e rinunziante del diritto di


sizione dell art. 546.

Merlin Rp. v.' Servitudo sect. n. 634; Pardessus n. 151;

Pardessus n. 151; Marcad

art.

Dcmolombe XI 383

653; Demolombe XI, 383; Aubry e

Rau

II

200

noi. 8.

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T1T.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Articolo

179

2.

Della oomunione delle case divise per piani.

pi comproprietari di

ma

Dalla comunione dei muri passiamo


comunione delle case divise per piani.

alla

205

Nozioni generali sui

Ciascuno

diritti di

casa divisa per piani.

casa appartiene proprietario


esclusivo del suo piano e comproprietario dei muri maestri, del
di quelli ai quali

tetto, dellandito, del

la

pozzo, delle cisterne, degli acquedotti e

in

generale di qualunque parte o dipendenza della casa lasciata in

comune, non che

comunione forzosa per

del suolo: compropriet o

natura stessa della cosa

(art. 562).

Dal che conseguita che ciascuno, come padrone esclusivo del


piano, vi possa fare tutte le modificazioni che

ch non nuoccia

goda di
esempio, pu
parti

tutti

206

comuni a

che

la

tutti

comproprietari ed

muri maestri,

tetti ,

da
tetti

tali pesi.

tali pesi

se e fino

ad

proprii

Parecchi sono

in

an-

quale mi-

a qual punto pu alcuno

carichi comuni.
i

proprietari

muri mae-

che non possono essere propriet esclusiva di alcuno

ma comuni a
ciascun piano ma

de comproprietari della casa,

nella parte rispettiva di

necessari alla esistenza di tutto


esso. I pilastri e gli archi,

e servissero di sostegno

comune. Ai

altri

lastrici solari ,

porte, pozzi, cisterne, acquedotti, scale, latrine

In primo luogo sono a carico di tutti


stri

altre

cos,

di essi.

sura ciascuno sopporti


liberarsi

diritti

delle

comunione conferisce;

Regolamento dei pesi comuni ai comproprietari di una

casa divisa per piani


diti ,

diritti

piaceranno, pur^

come comproprietario

valersi del benefizio dell art. 557; e finalmente che

alcuni pesi siano

a ciascuno

gli

non pregiudichi

alla solidit della casa, e

degli altri comproprietari; che

tetti

all

tutti,

nella loro totalit sono

edilzio, e

che facessero

le

perch non solo

di ciascuna parte di

veci dei muri maestri

sarebbero parimente a carico

edilzio,

poi sono equiparati

lastrici solari

ossia le co-

perture piane delle case fatte o di pietra impermeabile, quale la


lavagna, o di asfalto, secondo

il

pi ordinario costume, (art. 562).

In secondo luogo sono a carico


i

pozzi, le cisterne, gli acquedotti

comune

gli

anditi,

le

porte,

e le altre cose indispensabili al-

lesistenza o alluso dellintero edifzio, e perci

comuni a

tutti

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180

1ST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

562) ; adunque se alcuno di questi avesse un


andito, un pozzo, un acquedotto suo proprio, questo sarebbe a
suo

proprietari

(art..

esclusivo carico,

ma

se usasse eziandio degli identici locali


comuni

dovrebbe contribuire alla spesa della loro riparazione e ricostruzione, quando anche ne usi eccezionalmente, imperocch
m
ragione non dell uso ma della compropriet tenuto a tale
contribuzione. Che so egli dopo averne avuto la comunione,
pre-

ferisce la divisione, e a tale effetto si fa landito, il pozzo,


l acquedotto separato, pu liberarsi dal riparare e ricostruire i
comuni,
rinunziando al suo diritto di comunione (art. 675).

In terzo luogo sono a carico comune le scale (art. cit


E finalmente sono a carico comune le latrine (art. cit)

Le

latrine sono a

carico

comune

in proporzione

delle aperture dimmissione; tutte le altre

cose in

del valore del piano che appartiene a ciascuno


,

non servono

strici solari

alluso esclusivo

del numero

proporzione

meno che

di alcuno

i lar

de compro-

prietari, nel qual caso questi deve sopportare da solo


la quarta
parte della spesa delle riparazioni e ricostruzioni, restando
a ca-

comune

rico

le altre tre parti (art. 563).

All'effetto del riparto della spesa

si

considerano

una casa le cantine, i palchi morti e le


(art. 562 cap. ult.).
Il piano deve essere stimato
giusta

soffitte

il

in

come

piani di

o camere a

suo stato grezzo

ragione de suoi vantaggi assoluti comparativamente

tetto

ossia

agli

altri

piani, cio avuto riguardo alla sua elevazione,

grandezza e comoabbellimenti e ornamenti


particolari che ciascuno de comproprietari vi avesse fatto. 1
dit, e prescindendo affatto

da

tutti gli

Ma

se

alcuno de comproprietari desse causa a maggiori riparazioni


per
luso maggiore che facesse della cosa comune, come se

nellan-

dito entrasse

ed escisse con vetture e carri, giusto che egli


solo

sopporti la maggiore spesa.

Con

il

carico delle riparazioni

e ricostruzioni

deve ciascuno

de proprietari sopportare tutti glincomodi, le molestie


e

che ne sono una necessaria conseguenza.

Le
mune

tasse imposte sopra coteste cose


nella

danni

comuni sono a carico

co-

medesima proporzione.

Finalmente nella medesima proporzione appartiene a


ciascun
1

Tonllier III, 223; Pardessus n. 193; Demolombe XI, 429; Aubry


Duranton V, 344; Demolombe XI, 429.

Ran

II

37 n

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T1T.

comproprietario
casa

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

avanzamento o

181

indennit pel ritiramento della

di allineare la strada.

all effetto

Dall obbligo di riparare e ricostruire queste cose

comuni pu

ciascun comproprietario liberarsi rinunziando al diritto di comu-

nione, eccetto per


vare

muri maestri e

il

necessari a conser-

tetto

suo piano.

il

207

Determinazione dei pesi che sono esclusivamente a carico

proprietario

il

Sono poi a carico esclusivo di ciascun


pavimento su cui cammina , il quale si compone

di ciascun comproprietario.

del lastrico o mattonato, delle tavole, dei travicelli e delle travi,


le volte,

terranei,

comprese quelle delle cantine e


i solai
e i soffitti che coprono

priet (art. 562 capov.

Se

la ricostruzione

luoghi di sua pro-

o la riparazione del pavimento cagionasse

guasto o rovina alle volte,

avrebbe obbligo

di altri fondachi soti

2.).

ai

soffitti

solai

non

sottostanti

proprietario superiore di tenerne indenne l'in-

il

semprech il pavimento si ripari o ricostruisca per necessit e non per comodit.* Al contrario le spese di puntellatura
del pavimento per poterlo riparare e ricostruire sono a carico
esclusivo del proprietario di esso, quantunque servano a conservare
anche le volte, i solai, e i soffitti; imperocch, ci non ostante,

feriore,

esso fa parte della spesa di riparazione o ricostruzione del pavis

mento medesimo.
208
Riparto

de' materiali

su cui era edificata.

Se

la

della casa

rovini, e dell area

che

casa rovini,

materiali dei

muri

maestri e del tetto sono da ripartirsi in proporzione del valore


del

piano

che rappresenta

dei comproprietari;

prender

gli

propri, o

la

lo

sono e

si

porzione in cui ciascuno prover che


all

area essa appartiene a

spettivi piani.

Quindi se

struire la casa,

Taulier

II,

di

ciascuno

tutti

in

la

ri-

debbono dividere nella progli

appartengono. In quanto

proporzione del valore de

comproprietari

area ricever

si

ri-

accordano per rico-

passata destinazione; non accor-

Consulta Demolombe XI, 441; Aubry e

* Toullier III,

n. 193 ohe

esclusiva

o sono riconoscibili, e ciascuno

altri

non

propriet

Eau

IT,

373.

224; Pardessus, 193; Demolombe XI, 429.

387; Demolombe XI, 427; contro Duranton V, 312: Pardessus

pensano doversi

tali

quasi gli servissero di*pavimento,

volte matterai a carico del proprietario

ma

pi vero

Duranton V, 344; Demolombe XI, 342.

Pardessus n. 193.

superiore,

che esse facciano parte della cantina.

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182

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

II.

dandosi, ciascuno pu dimandare la divisione, ovvero la licitazione

secondo

209

Osservazione limitatrice delV applicazione delle suesposte

Le

regole.

non
non

casi.

regole suesposte in tanto sono applicabili , in quanto

vi sia titolo in contrario o la ripartizione della casa


siasi fatta sotto

una legge che altrimenti regoli

per piani

diritti e gli

obblighi dei rispettivi comproprietari.*

Articolo

3.

Della comunione dei

210

Presunzione della comunione

mezzi possa distruggersi

se e con quali

proprietario possa rendersi comune

due fondi

presumono comuni

si

siano recinti o no, perciocch

chiusura,

565)

(art.

come
s

non

muri,
rileva

ma

fossi-

un

se contro

fosso.

il

carattere

consenso dal

Tutti

fossi

tra

Nulla rileva che i fondi


non servono solamente di

(apt. 565).

fossi

anco di confine, di scolo delle acque

neppure quale ne

La

fondit e la destinazione.

suo

de fossi

sia la larghezza, la

sola condizione

essenziale

pro-

che

il

due fondi e perci scavato in tutta la sua lunghezza in


uno de due, bench rasente al confine, apparterrebbe per intero

fosso sia tra

al proprietario di questo.

Anche

4
c

comunione de

fossi pr indiviso
e la presunzione
non assoluta (juris et de jure) ma relativa (juris tantum), che
cio pu essere distrutta da prova in contrario. Questa prova pu risultare da titolo e da segni in contrario come in riguardo ai muri.
I segni in contrario sono tre; che il getto della terra si trovi da una
sola parte del medesimo; che lo spurgo vi si trovi ammucchiato
7
da tre anni; che serva agli scoli dei poderi di un solo proprietario (art. 556 e 567). Ma ci sembra che questi segni siano

la

Demolombo XI, 440; lourlon

I, 1753;

Aubry

Rau

loc. cit.

contro

Duran-

ton V, 347.
*
s
*

Aubry

Demolombe XI, 442.


Demolombe XI, 451; Aubry

Rau

II,

387.

Pardessus n. 183; Duranton V, 349; Lepagc n. 472;


e

Rau

Demolombe

II,

453

loe. cit.

Pardessus n. 182.

Consulta Nostro com.

Il,

497, 502.

Consulta Nostro com.

II,

497, 502.

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TIT.

Iti.

So

Se

vi sia contradizione fra

titolo

il

come

gi notato in riguardo ai muri.


fosso appartenga esclusivamente ad uno de proprietari

segni, prevale quello,

183

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

dimostrativi e non limitativi.

il

si

pu

o per diritto originario, o per diritto derivativo, l'altro non

dimandarne

comunione, perciocch il diritto di acquistare o


comunione limitato al muro contiguo alla pron concorrono nei fossi le stesse ragioni dinteresse

la

riacquistare la

priet altrui,

privato o pubblico che possono legittimare questa specie di espro3

priazione.

211 Regolamento dei pesi risultanti dalla comunione


se possa conseguirsene la liberazione. Quando fosso
il

de' fossi

sia co-

mune, 'deve essere mantenuto a spese comuni, cio deve esserne


al

bisogno spurgato, riparato, ed anche

o altro perturbamento venisse a colmarsi.

materia estratta, e

sola parte,

peso del deposito della

natura de' luoghi lopera-

la

zione dello spurgo, del deposito ec.

una

11

per frana

incomodi e danni debbono essere

tutti gli altri

comune; laonde se per

sopportati in

riscavato, se

dovesse essere eseguita da

proprietario di questa avrebbe diritto ad

il

contenga elementi

ingrasso

un

in-

comodo dello spurgo, se


comune fra i comproprietari

dennizzo dal vicino. In corrispettivit

il

(art. 565).

Pu

ottenersi la liberazione da questi pesi, rinunziando al di-

comunione del

ritto di

propriet.

Ma

fosso,

sebbene serva

di confine fra le

due

niuno dei due vicini pu dimandare la divisione

del fosso o colmarlo sino alla linea di confine.


Articolo

4.

Della comunione dolio siepi e degli albori

205 Presunzione della comunione


prova contraria se la siepe possa

Ran

Vedi sopra

n.

199; Fournel, da Voisinage

Vedi sopra

n.

199;

386 e

II
3
*

n.

suo caratteri

I,

666-669;

contro

il

97; Demolombe XI, 458.

Demolombo XI, 459; Aubry

185; Boileux

art.

669;

Demolombo XI,

462.

Dtiranton V, 360; Pardessus n. 184; Duvergier su Toullier III, 227 nota a;


loc. cit.;

Rau

Deiuolombo XI, 461; Davidi, Traile des cours d eaux II, 356; AuNostro Coin. II, 510*513; contro Ducaurroy, Bonnier e Rou-

loc. cit.;

staing II, 303.


5

art.

rendersi comune

seg.

Pardessus

Marcad
bry

Marcad

delle siepi

Pardessus n. 185; Duvergier su Toullier

colombe XI, 463

contro Duranton V, 361

loc. cit;

Daviel

Damante

III,

523

bis.;

IX.'-

loc. cit.

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184

1ST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

II.

Ogni siepe tra due fondi si presume


comune, servendo ad ambedue, senza distinguere se sia viva o
morta (art. 568). Neppure questa presunzione assoluta, ma cessa;
1 quando vi sia prova in contrario, la quale pu risultare
non solo dal titolo, ma da qualunque altro mezzo; cosi potrebbe
venir meno la presunzione della comunione, se uno de proprietari
avesse mantenuto costantemente la siepe e profittato delle cimaconsenso del proprietario.
1

ture, e se dalla misura della estensione del suo podere risultasse

che

siepe sia stata piantata per intero sul suo (art. 568);

la

2 quando un solo fondo sia cinto, perciocch allora la siepe


non serve che al fondo cinto. Non deve ricercarsi in qual modo
1
il fondo sia cinto, se da siepi vive o morte, o da muri (art. cit.).
Se 1 uno dei fondi sia presentemente aperto ma in passato sia stato

come

cinto

il

vicino, la presunzione

di tutta la siepe

che con

fondo

bedue

di divisione e di

3"

al proprietario

quando

vi sia

questo racchiudendo

1'

acquisto

possa aver fatto

il

pro-

In fine se n luno n l'altro

presume comune, servendo ad amdifesa e mancando ragione di attribuirla

sia chiuso, la siepe

per intero

non cessa, salvo

la prescrizione

prietario del fondo ancora cinto.


si

delluno piuttostoch dellaltro;

termine di confine

la siepe,

(art.

cit.);

stante che

dimostra che fu piantata per intero

Se invece del termine fra 1 uno


dei due terreni e la siepe corra un fosso, deve decidersi coll esame
dei fatti, se sia comune o appartenga esclusivamente ad uno dei

sul terreno confinato e ne fa parte.

due proprietari vicini.


Se la siepe non sia comune non pu rendersi

tale

contro

il

volere del proprietario.

213

Ilegolamento dei vantaggi o dei pesi della comunione della

La siepe comune si
modo di liberarsi da questi pesi.
gode in parti eguali dai due comproprietari; quindi le frasche
che ne vengono tagliate per la potatura si dividono fra loro,
4
senza distinguere se sia cresciuta pi da una parte che dallaltra;
siepe

Bau

Duri.nton

II,

388

V, 305; MareacU

tosto e nota

art.

670,

contro Pardessus

70;

I;

Demolombe XI, 469; Aubry e


Bomber e Rous-

187; Ducaurroy,

taing II, 304.


1

Demolombe XI, 472 contro Duranton V, 368 TaulUer 11,399.


e 385; Solon n. 206; Taulier II, 398; Demolombe XI, 450
Aubry e Ran II 590.
Demolombe XI, 477; Aubry e Bau II, 389; Duranton V, 385; Pardessus
187 ; Demolombe XI 479 Aubry e Bau loc. cit.
Pardessus n. 187

468

Duranton V, 363

n.

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TIT. HI.

ma

185

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

taglio della siepe

il

non pu

che col reciproco consenso

farsi

(arg. a contrario art. 569.). Per se

trattasse di fondi situati in

si

ognuno de comproprietari della siepe pu chie(art. 559 e seg).


Al contrario la siepe comune a carico de comproprietari e
deve essere mantenuta a loro comune spesa (art. 568). Per possono liberarsi da tale peso, rinunziando al diritto della comunione

citt o sobborghi

dere che le sia surrogato un muro

della siepe e del suolo su cui piantata.

214

Presunzione della comunione degli alberi sorgenti nella

se

siepe e sulla linea di confine

quando possa dimandarsene

il

Essendo comune il suolo ove piantata la siepe comune, sono necessariamente comuni gli alberi che vi sorgono c
taglio.

il

ne sono accessori. Nulla rileva che il tronco dell' albero sorga


mezzo o da una parte della siepe, sol che entro di essa sorga

in

per intero

569).

(art.

L albero

comune pr

indiviso

in

parti

eguali

perci in

debbono dividersi
suoi prodotti. * Ma ciascuno dei
due proprietari pu chiedere dopo qualunque corso di anni, salva

parti eguali

con esso della siepe e degli alberi,'

la prescrizione del suolo e

che

siano atterrati, e molto pi impedir sempre che vi

gli alberi

sorgano.

presumono parimente comuni gli alberi che sorgono sulla


quando non vi sia titolo o prova in contrario
Sono comuni per la proporzione che la linea di confine

Si

liuea di confine,
(art. 569).

ne
i

taglia

tronchi e in questa stessa proporzione ne appartengono

prodotti

ai

comproprietayi.

Questi alberi non possono tagliarsi, se non di


e dopo che

autorit' giudiziaria

convenienza del taglio

la

(art.

comune conseuso,

abbia riconosciuto

569

la

necessit

cit.).

m.

Bella distanza e delle opere intermedie


richieste in alcune costruzioni, scavamenti e piantagioni.

215

vit legale

Osservatone sulla natura di questa terza specie di

divisione.

Demolombe XI, 450.

Duvergior su Toullier

Tauber
n

II,

406; Aubry

III, toc. cit.

Rau

II,

ser-

Innanzi tutto giova ricordare che anco

Demolombe XI, 485; Marcad

art.

il

675;

589.

Marcad, Duvergier 8u Toullier, Aubry e Rau

loc. cit.;

Demolombe XJ, 482.

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186

1ST. DI DIR. CIY. IT. LIB.

II.

soggetto di questo terzo paragrafo della sezione delle servit

legge non di vera servit,

bilite dalla
1

ma

di limiti

come

contigui o vicini. Alcuni sono dinteresse pubblico,

ad impedire

diretti

gl

incendi

il

al-

fondi
quelli

gli altri d interesse privato.

un solo,

Questi limiti o servit legali possono ridursi ad


stanza da osservarsi fra

sta-

imposti

danno tra

esercizio della propriet, perch sia evitato ogni

fondo proprio e quello del vicino nel

imperocch

di-

fare

opere intermedie, le quali conviene eseguire in certi casi, non sono che
obbligazioni meramente personali , derivanti dal principio che non
lecito arrecare agli altri alcun danno ed e$se opere sono appunto
dirette ad evitare ogni danno, che dallesercizio immoderato del
costruzioni, scavamenti e piantagioni,

diritto di propriet

pu essere cagionato ad

le

altri.

Tali opere

in

alcuni casi sono un supplemento delle distanze (art. 573 e 574);

provvedono da sole al bisogno (art. 577); alcuna volta


possono anche essere surrogate alla distanza (art. 579 capov. ult.
e 587 e seg).
Dividiamo questo paragrafo in tre articoli, essendo tre le opere
in riguardo alle quali imposta questa servit, cio le costruin altri

zioni, gli

scavamenti e

le piantagioni.

Articolo

1.

Della distanza e delle opere intermedie richieste in alcune costrizioni.

216

Si riconosce nei proprietari

il

diritto

di fabbricare sul

comunione che pu pretendere il viindennit che si deve per V acquisto della comumuro
Ogni proprietario pu fabbricare sul confine del suo
nione.
fondo (art. 570), perciocch il diritto di propriet uno ed eguale
confile della loro propriet

cino sul

in tutte le parti del fondo, e in forza di esso

fare sopra

Pu

il

suo suolo qualsiasi costruzione

fabbricare qualunque edifizio,

gazzini, mulini, fienili, opifizi,

salvo che

edifizio

non

muri

sia tale

Nostro Com.
Nura. seg.

II,

447).

botteghe ma570 e art. 447),'

case,

di cinta (art.

(art.

incendio

574).

pu essere fabbricato

grossezza e lunghezza ed anche di

proprietario pu

il

(art.

da derivarne pericolo

o di scoppio o di esalazioni nocive


L edifizio qualunque sia,

come

qualunque
qualunque altezza, nou ostante
di

542.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

che

si

eseguisci vicino

ad un aia destinata

alla

biade ed annessa e contigua ad una fabbrica rustica.

Ma

proprietario del fondo

il

munione del muro

contiguo pu dimandare
o

dell edifzio

Che

187

battitura delle

di

cinta,

che

la

co-

innalza sul

pu dimandarne la comunione
bench non sia fabbricato sul confine, ma ad una distanza minore
di un metro e mezzo da esso (art. 571), quantunque l' edilzio
confine

(ari.

muro

il

556.).

anzi

limpero di antica legge che

sia stato costruito sotto

non comandava di fabbricare a distanza maggiore il muro che


non si voleva far soggetto a divenir comune,* e in esso esistano
3
Nulla
finestre od altre aperture necessarie all uso della casa.
rileva che egli dimandi la comunione del muro per appoggiarvi
un edifzio, che vuole fabbricare, o solamente per farlo servire
di cinta. Ma nell' uno e nell altro caso deve acquistare eziandio
la propriet del suolo che intercede fra il confine e il muro che
intende rendere comune.
L' acquirente della comunione del muro deve pagare per questa la met del valore del medesimo, giusta l'art. 556, e per lacquisto del suolo il valore di questo (art. 571). Per il proprietario del
muro costruito ad una distanza minore di un metro e mezzo dal
confine pu impedire al vicino 1 acquisto del suolo, estendendo
sino al confine o

comunione
ove

esiste

217
il

vicino

suo edifzio o

il

il

muro

di cinta. In ogni caso la

facoltativa pel proprietario del fondo contiguo a quello

muro.

il

quale distanza dal confine debba fabbricarsi, perch

non possa dimandare la comunione del muro.

proprietario

pu evitare che

il

muro che

costruisce verso

Ma
il

ogni

confine

del suo fondo, sia soggetto ad essere reso forzosamente comune,

fabbricandolo alla distanza di un metro e mezzo dal confine

(arti-

colo 572).

Questa distanza deve essere misurata dal punto pi prominente


del muro, talch se fosse a scarpa, la misura deve prendersi sul
3
piano del terreno (arg. art. 576 e 589).

218

Quale distanza debba osservarsi nel fabbricare vicino

Nostro Com.

II,

512.

Nostro Com.

II,

Nostro Com.

II,

Nomino solamente

552.
517.
il

suolo, perch

il

muro che

sar.l

avanzato verso

il

confine

sari necessariamente soggetto ad esser reso comune.


5

Demolombe XI, 522,

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188

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

air edificio altrui

si

Quando

II.

rendere comune,

voglia

distanza di tre metri da

un muro

contiguo esista

sul fondo

o che faccia parte di un edilizio, e non

di cinta

conviene

costruire

detto muro.

Adunque

si

possa o non

sul

proprio alla

se questo

sia di-

stante dal confine tre metri, due, uno, o sia costruito sul confine,

potr o dovr farsi la nuova fabbrica sul confine

o alla distanza

uno, due, tre metri. La distanza deve lasciarsi non solamente


quando si tratti di fabbrica nuova, ma anche ai semplice alzamento
di una casa o di un muro gi sussistente, talch converrebbe e la
casa e il muro ricostruire dalle fondamenta tanto indietro, quanto
di

manca

Eccezione alle suesposte regole introdotta a favore

alVuso pubblico

edifici destinati

vie o strade

colle

servare.
dall'

571 cap.).

alla distanza de' tre metri (art.

219

Sono

pubbliche

muri confinanti

ai

colle

degli

piazze

da

leggi e regolamenti che sono

os-

quanto

esenti tanto dalle servit della distanza,

assoggettamento alla comunione forzosa, giusta le disposizioni

degli art.

570 e 571,

gli ediflzi

destinati

all"

uso pubblico e

confinanti colle piazze e colle vie o strade pubbliche pei quali

II

sopralodato avv. signor

mi proposi

cio se,

di risolvere,

debba costruire

il

Della Carlina, nel citato

giornale,

quando alcuno voglia alzare

la casa

muri

debbono

sulle

tesi

che gi

solo alzamento alla distanza di tre metri, c possa lasciare

che

esiste
i

piani

punto ove sono, ovvero debba ricostruire anche questi alla detta distanza
e se, quando si abbia un muro ad una distanza minore di tre metri se ne possa co-

esistenti al

struire

dietro

esso

sistente, osserva in

nn altro pi

fondamenta

alto alla distanza di tro metri, senza

primo luogo non aver

me

da

luogo rigetta l'opinione

io

risoluto

che la

prima,

demolire ree

in

secondo

seguita che debba ricominciarsi la costruzione dall?

dappoich, egli dice, dato un

muro

di rilevante

larghezza,

non

un muro pi sottile, e daltra


nessun luogo l atterramento del muro esistente, ma vuole

nessuna fisica impossibilit di operare lalzamento con


parte la legge non ordina in
soltanto che anche

il

semplice alzamento sia fatto alla distanza legale

replica primieramente che la soluzione


ipotesi

immaginate, ed sivvero che

. Osservo in
da me data abbraccia patentemente le due

gomento
casi, o

dell'

non

alzamento

in generale con esso,

Della Carlina la confuta disecondariamente mi valsi dell ar-

pensando, come avr fatto

immaginato

allo speciale

gno della mia opinione,

signore

lo stesso

rettamento in riguardo alla sola seconda ipotesi

il

legislatore,

dall egregio avv., e

quali panni che abbiano

quando

alla questione, se

il

alla generalit di

addussi altri motivi in soste-

un valore

assoluto.

proprietario,

il

Ma

convengo

qnalc stato sor-

preso dal nuovo codice nella costruzione di un unopera, che non soddisfa allo nuove
prescrizioni sulle distanze, possa essere impedito dal continuarla, propende dare soluzione negativa. Dissi in ganci alo, porch se la fabbrica sia

appena incominciata o poco


avanzata, pu piacere che debba essere modificata giusta la nuova legge anco con
indennit da prestarsi anche dal privato che dimanda tale modificazione, non mancando
nella legge sulle distanze

un certo

interesso pubblico.

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m. DELLE M0DIKICAZ10KI DELLA PROPRIET.

TIT.

osservarsi le leggi e

regolamenti particolari che

189
riguardano

li

572).

(art.

Ma

se la strada fosse privata, o patrimoniale dello Stato, della

provincia o del comune, e


la propriet,

il

vicino che vuol fabbricare ne acquistasse

comune

indubitato che potrebbe render

muro

il

il

quale, atteso quello acquisto, sarebbe divenuto contiguo

al suo
556 e 570). Che se poi il suolo stradale fosse btato o
fosse divenuto proprio del padrone del muro, parimente certo
che si farebbe luogo allacquisto della comunione del muro con

fondo

(art.

la propriet

del

suolo, rientrando questo

caso

sotto

la

dispo-

sizione dellart. 571.

220

Distanza da osservare

da eseguire nel
anche proprio, ca-

e opere intermedie

fabbricare contro un muro comune o divisorio ,


1

mini, forni , fucine , staile, magazzini di sale o di materie atte a

danneggiarlo

mac-

e nello stabilire in vicinanza della propriet altrui

chine messe in nuoto dal vapore, od altri manufatti, per cui siavi pe-

ricolo d'incendio o di scoppio o di esalazioni nocive.

alcuno

voglia fabbricare contro

Quando

un muro comune o

ancorch proprio, camini, forni, fucine,

stalle,

poi

divisorio,

magazzini di sale

o di materie atte a danneggiarlo, ovvero stabilire in vicinanza della


propriet altrui macchine messe in moto dal vapore, od

altri

ma-

nufatti, per cui siavi pericolo dincendio o di scoppio o di esala-

zioni nocive,

secondo

dovr eseguire

le

opere e mantenere

casi fossero stabilite dai

le distanze

che

regolamenti e, in difetto, dal-

l'autorit giudiziaria, affine di evitare ogni

danno

al vicino (art. 574).

muro comune o proprio sia di semplice


un cdifizio; n che la propriet altrui conpi o meno edificato. Non deve nepa quale officio sia destinato il cammino, il forno,

Nulla rileva che

il

cinta o faccia parte di

sista in edilizi o in suolo

pure ricercarsi
la

fucina

le stalle; quali

sieno le materie depositate nei

gazzini; quali le macchine e altri

manufatti

comune o alle propriet altrui.


Quando manchi o non provveda

il

ma-

a quale industria

destinati , bastando sol questo che ne possa derivar

regolamento,

danno

al

muro

autorit giu-

diziaria prescriver le distanze o le opere varie,

della fabbrica o macchina o del manufatto e

il

secondo la natura
grado del pericolo.

In generale le opere consistono in muri o contromuri.


1

Vedi nostro Coni. II, 590-597.

Vedi Lepage op.

cit.

il.

337 e 389.

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IST. DI Dllt. CIV. IT.

190

un.

II.

Alle prescrizioni tanto dei regolamenti, quanto dell autorit


da osservare e sulle opere da eseguire

giudiziaria sulla distanza

non pu rinunziarsi da veruno, quando sono


quali sono quelle dirette a prevenire
gli

gl

Articolo

.Della

di

ordine pubblico,

incendi ,

scoppi e a garantire la pubblica igiene.

le

Quale distanza

si

2.

distanza e delle opere intermedie rioUieste in alcuni

221

catastrofi

debba osservare

nell'

eoavamoi iti.

apertura de' pozzi

bianchi e neri, di cisterne e fosse di latrine o di concime.

Chi

una cisterna, un pozzo


vuole aprire un pozzo dacqua viva;
6
nero od una fossa di latrina o di concime, deve osservare la
distanza stabilita da regolamenti, e in difetto deve osservare la
distanza di due metri tra il confine colla contigua propriet ed

muro del pozzo di


il punto pi vicino del perimetro interno del
acqua viva, della cisterna, del pozzo nero o, della fossa di latrina
o concime (art. 573). Se il muro fosse comune, la distanza dovrebbe misurarsi non dalla linea mediana del muro, sibbene dalla
sua faccia esteriore verso il terreno di quello, che vuole aprire
perch il muro non appartiene ai due vicini pr
indiviso. Se poi il muro fosse proprio del vicino, la
dalla faccia che guarda il fondo proprio.
misurerebbe
distanza
Quando poi tali scavamenti sieno fatti vicino alla propriet altrui
non divisa dalla propria da muro altrui o comune o proprio , conviene osservare la distanza necessaria per evitare al vicino ogni
il

pozzo

diviso

eoe.,

ma pr
si

danno (1151).
Ma se gli scavamenti si praticassero vicino ad un muro proprio,
bench divisorio non dovrebbe osservarsi veruna distanza, salva
sempre l incolumit della propriet del vicino. E se questi in
.

lier II,

n. 199 e 201; Demanta li, 529 bis. 3; farcad art. G74 li; Tau409; Demolombe XI, 515; Nostro Com. II, 599.
dacqua viva, il quale chiamasi bianco, a distinzione del nero

Pardessus

19 ss

si trovi l'acqua viva per uso di bere o altro. I


il luogo cavato a fondo, infino che
pozzi artesiani appartengono a questa categoria. Caler na & il ricetto a guisa di pozzo,
nel quale si raccoglie e si conserva l acqua piovana. Ibzzo nero , o fossa di latrina

lo spazio

scavato nella terra, e destinato a ricever gli escrementi, ed altre immonconcime lo spazio scavato nella terra, e destinato alla fabbricazione

dizie. .Fossa di

dingrassi o al deposito dei letami provenienti dalla lettiera dogli animali.


1

Vedi Nostro Com. II, 562-565.

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TIT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI

in comune le opere
da ogni danno che

222

acquaio o

191

DELI. A l'UOPRIKT.

seguito acquistasse la comunione del

muro, dovrebbe sopportare

necessarie per ripararlo e mantenerlo riparato

pozzo o

il

la fossa gli cagiona.

Distanza da osservare nello stabilire tubi di latrina, di


d'

acqua cadente dai

tetti ,

ovvero ascendente per mezzo di

In quanto
tetti, ovvero
macchina e alle
loro diramazioni deve osservarsi la distanza di un metro dal coniine. La distanza deve essere computata da questo al punto pi
vicino del perimetro esterno del tubo (art. 573 capov. l. e 2.).
Ma tale distanza non deve osservarsi quando i tubi sieno di latta,
di piombo o di ferro o altra materia impermeabile, sicch verun
*
danno possa venirne al vicino.
223
Maggiori distanze da osservarsi e opere suppletorie da
eseguirsi per rimuovere ogni danno
quid juris se il danno non
Qualora per osservate queste distanze, derivasse tutevitato?
tavia danno al vicino da tali scavamenti, debbono osservarsi le
maggiori distanze ed eseguire le opere che 1' autorit giudiziaria
riputasse necessarie per riparare e mantenere riparata la propriet

tromba o di qualsivoglia macchina

e loro diramazioni.

acquaio o dacqua cadente dai

ai tubi di latrina, di

ascendente per mezzo di tromba e

di qualsivoglia

del vicino (art. 573 capov. ult.)

Ma

se lo scavamento siasi fatto in

ne

modo da non

arrecar danno

per costruzioni che questi faccia nel suo

al vicino, e in seguito

non allautore dello scavamento


difendere dal danno la sua propriet; cos se io aprissi una
fossa da latrina alla distanza legale, senza arrecar danno al tuo
muro e appresso tu aprissi un pozzo di acqua viva nel quale giungessero a filtrare le immondizie della mia latrina, dovresti tu fare
le

soffra

danno, spetta a

lui e

opere necessarie per impedire tale infiltrazione.

Se non ostante 1 osservanza delle distanze e 1 esecuzione delle


opere riputate sufficienti a riparare e mantenere riparata la propriet del vicino, tuttavia sia danneggiata dai pozzi, dalle fosse,
dai tubi ec., questi

pu dimandare che

tali

pozzi, fosse e

tubi

siano modificati, e sieno fatte altre opere suppletorie atte a pre-

venire

danni futuri, e se per avventura

si

decidesse dai

che, attesa la condizione de luoghi, non pu prevenirsi

Nostro Com. Il, 5S0-583; contro Lepaga

Vedi Lepage

Lapaga

n.

n.

330

324
e 331

o seg.
;

n.

303

il

periti

danno

o 301.

Nostro Com. II, 568-574.

Nostro Com. II, 576.

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192

e arg.

(art.

Anche

art.

pu esserne anche ordinata

573 capov.

demolizione

diritto di

ec. o di
conseguire

della

distanza c

del pozzo,

ha

vicino danneggiato

il

la

ult.).

nel caso di legale apertura

stabilimento de tubi
l'

DI DIK. C1V. IT. LIB. U.

IST.

della propriet vicina,

fossa

indennizzo.

224.
dell

Rinunzia

obbligo delle opere.

prescrizione della

servit

vicino

In ogni caso

pi in

pu rinunziare

al

pu colla prescrizione liberarsi dalla


1
Conseguentemente il vicino non sarebbe
di detta distanza.
diritto di domandare il risarcimento di qualunque danno che

quanto tacitamente e
serviti!

il

opere riparatrici, tanto espressamente,

diritto della distanza e delle


1

altro

ma-

alla propriet potesse derivare dalla vicinanza de sopraddetti

come sono,

nufatti per la ragione che, di diritto esistendo

non sono

vero tanto se

ingiusti. EJ ci

muro comune o

danni

fondo contiguo sia uu

il

quanto se suolo aperto, o chiuso con

altrui,

siepi.

Ma

se

muro

il

divisorio fosse proprio

delle cisterne e fosse ec. e per trent anni

portato

danno, ad esempio,

il

non

nella sua grotta,

cando

si

del

padrone dei pozzi,


vicino

il

avesse sop-

pozzo

infiltramento dellacqua del

man-

sarebbe operata alcuna prescrizione,

perch da una parte que manufatti


addossati ad un muro proprio, e dall altra

la cosa prescrivibile,

erano a buon

diritto

nuocere imprescrivibilc. L avere

vicino tollerato

il

diritto di

il

danno per trenta e pi anni non costituisce che un atto di

il

tol-

leranza estrema e nulla pi.

225
mento de

pu

Distanza da osservare o opere da eseguire nello

fossi e canali.

Chi voglia scavare

fossi

o canali

che alla distanza dal confine del fondo altrui

farlo

scava-

non

eguale

alla loro profondit, salve le

maggiori distanze che fossero deter-

minate dai regolamenti

575).

Se

il

(art.

fondo del canale

sia ineguale nella

sua larghezza, la pro-

fondit deve misurarsi dal punto pi basso e se nella

sua lun-

ghezza deve misurarsi ne vari tratti. Che se fossero d ineguale


elevatezza le sponde, penso che la profondit debba misurarsi dalla
1

mante

Aubry

Pardessus n. 201; Lepago n. 275, 277, 293, 316 e 331; Solon n. 250; DeII, n.
e

Rao

250

bis

HI; Marcad

loc. cit.

Marcad

Adunque

art.

674

II; Boileux art.

674; Demoloinbe XI, 524;

Nostro Com. II, 581.

art. 674, II;

Boileux

art.

cit.;

Demoloinbe XI, 215.

se le distanze determinate dai regolamenti sono minori

deve osser-

varsi quella stabilita dal Codice.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PKOPEIET.

TIT. HI.

sponda pi prossima

fondo del vicino; imperocch

al

da osservarsi deve essere proporzionale


e questa lo

all

193
distanza

la

alla spinta del terreno,

elevatezza del terreno medesimo.

In quanto alla misura della distanza, essa deve sempre termi-

nare

al ciglio della

fine,

ma pu

Se

confine

sponda del fosso o canale pi vicina

incominciare da diversi punti secondo

un fosso comune

al con-

diversi casi.

deve incominciare dal


ciglio della sponda del fosso comune pi vicino al nuovo canale,
e se si trovi in una strada privata ma comune, oppure soggetta
il

si

trovi in

a servit di passaggio, la distanza deve incominciare dal margine


o lembo esteriore della strada parimente pi
fosso.

Se poi non

n canale, n strada,

vi sia

muro proprio

o siepe o

La

surare precisamente dal confine.

che nei primi casi

in questo,

il

nuovo

vicina al

ma

del vicino, la distanza

semplici termini

incomincia a mi-

adunque consiste
deve essere distante,

differenza

nuovo

fosso

quanto profondo, dal limite fra la propriet comune e la propriet esclusiva di quello che vuole scavarlo; nel secondo dal limite

due propriet esclusive

fra le

(art.

576).

Oltre la distanza conviene che la sponda pi vicina al confine

mantenuta a tutta scarpa, cio tagliata collo stesso


cui la terra gittata si assesta e che sia munita di opere

sia inclinata e

pendio

in

come muri e

di sostegno,

576

(art.

palafitte

canali vogliano destinarsi, n se

perciocch

ambedue

in

col farne franare


il

quale danno

stanza;

Per se

il

casi

si

sia

uso a cui

lascino scoperti o

pu cagionarsi danno

fossi e

si

coprano,

al

vicino o

terreno, o lasciarne senza controspinta

il

muro,

vuole appunto evitare colla osservanza della

si

in fine se
il

il

fondo altrui sia un podere o un

fosso dovesse servire di confine,

essere osservata alcuna distanza,

ma

nel proprio, e parte nel suolo del

di5

edifizio.

non solo non deve

deve essere scavato parte

vicino,

semprech questi

vi

Non varrebbe per all uno o all altro dei


(art. 565).
addurre che intende valersi del fosso che scava, come di

consenta
vicini

da robuste tavole

traversate

cit.).

Del resto non deve ricercarsi , quale

confine, per iscavarlo rasente a questo;

imperocch

il

precetto

di osservare la distanza assoluto, cd illecito volere

un segno

terminale che nuoccia


1

Romagnosi op.

oit.

Cepolla, traci. I

Cepolla

1.

al vicino.

Parte

I, lib. II,
\ 5.

Cap. 80, n.

I.

c.

13

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194

IST. DI DIR. CIV. IT. L1B.

226
in

Quando possa non

sua vece debbano

farsi.

II.

osservarsi tale distanza

opere che

Cessa la servit della distanza, quando

muro comune, imperocch

sul confine sorga un

in

questo caso

non da temere la frana del terreno sostenuto dal muro comune,


n il danno del fondo che si trova oltre il muro (art. 557), salvo
che non vi scorrano le immondizie di una latrina od acque salse
Ma invece devono farsi tutte le opere atte ad
(art. 573 e 574).
impedire ogni danno al muro comune, come un contromuro per
1

controspinta al terreno
l'

per difesa

del

muro comune

contro

infiltramento dell acqua.

227

Distanza da osservarsi nelV aprire sorgenti, nello

stabilire

capi od aste di fonte , canali od acquedotti, oppure nello scavarne,

approfondarne od allargarne
pendio o variarne
stabilire capi

il

la fortna.

od aste

letto, aumentarne o diminuirne il


Se alcuno voglia aprire sorgenti,
od acquedotti, oppure sca-

di fonte, canali

varne, approfondarne od allargarne


nuirne

il

il letto, aumentarne o
dimipendo, o variarne la forma deve, oltre le distanze eguali

alle profondit

osservare altres quelle maggiori distanze, ed ese-

guire quelle opere che fossero necessarie per nou nuocere


altrui fondi capi

altrui sorgenti, agli

od aste

alle

di fonte, canali od

acquedotti preesistenti e destinati allirrigazione dei beni

od

al giro

di edifizi (art. 578).

Nulla rileva che

tali

scavamenti e modificazioni

si

facciano

iu

vicinanza di un fondo rustico od urbano, coltivo o boschivo, irriguo

0 no, o di altre opere dello stesso genere, perciocch possono nuocere


ai semplici fondi, e la legge espressamente li garantisce come le
sorgenti,

canali ec., e a pi ragione in vicinanza di

un corso

di

acqua comune ai rivieraschi giusta lart. 543. * Non rileva neppure


che lacqua del nuovo cavo si trovi ad un livello pi alto o pi
depresso dellacqua vicina.

228
le

Norme

due proprietari

Se sorgano contestazioni

da osservare e

che deve seguire V autorit giudiziaria nel decidere

contestazioni fra

fra

sulle opere

vicini sul presente soggetto.

due proprietari

menti, lautorit giudiziaria deve conciliare nel


1

riguardi dovuti ai diritti di propriet,

ai

vicini sulla distanza

da eseguire intorno

ai

sopradetti scava-

modo

il

pi equo

maggiori vantaggi che

Daviel III, 712; Nostro Com. II, 610.

Nostro Com. II, 618.

Romagnosi

1.

c.

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TIT. IU.

possono derivare

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

195

od all'industria dalluso a cui

allagricoltura

lacqua destinata, o vuoisi destinare, assegnando, ove 6ia duopo,


all'uno od allaltro dei proprietari quelle indennit, che loro potessero esser dovute (art. 578 capov.).

Articolo

3.

[Distanza da osservar nelle piantagioni.

229

Quale sa questa distanza secondo la qualit degli alberi

quando non

e delle siepi

possono

debba osservarsi
verso

piantare alberi

il

la distanza.

del vicino a

confine

Non

si
*

distanze

minori di quelle determinate dai regolamenti locali (arg. 579 princ.).


Questi regolamenti debbono osservarsi, di qualunque natura siano
gli alberi

minore

e fissino per ciascuna specie una distanza maggiore o

Per comune sentenza

di quella fissata dalla legge civile.

che se per uso locale non

vi

fosse l'obbligo di osservare alcuna

distanza nel piantar alberi, prenderebbe

imperocch

il

locali fissino

suo posto la legge civile,

il

legislatore suppone evidentemente che i regolamenti


una distanza, dicendo espressamente non esser lecito

piantar alberi e a distanze minori di quelle determinate dai rego5

lamenti

locali.

mancanza

In

seguenti

di

regolamenti

devono osservarsi

metri per gli alberi di alto fusto. Sono reputati, quanto

alle distanze, alberi di alto fusto quelli,

cui fusto o semplice o

il

diviso in rami sorge ad altezza notabile, quali sono


le

distanze

le

1. tre

qucrcie,

pini,

gli alberi di robinie

cipressi, gli olmi,

ed

gelsi della

pioppi,

noci,

castagni

platani e simili;

China sono equiparati per

le

distanze agli alberi di alto fusto;

un metro e mezzo per gli alberi


alberi di non alto fusto quelli il

2.

reputati
altezza,

si

diffonde in rami, quali sono

in generale gli alberi


i

gelsi,
3".

salici, le robinie

ed anche per

non

alto fusto.

Sono

cui fusto, sorto a breve

peri,

indicati nel

a ombrello, ed

un metro e mezzo per

gelsi tenuti nani

da frutto non

di

meli,

numero

ciriegi,

l.

ed

ed

altres

altri simili;

leviti, gli arbusti, le siepi vive,


le piante

da frutto tenute nane od

Vedi Nostro Com. Il, 620.

Tnnlier II, 401; Detnolombe XI, 493;

Pardessus

n.

Aubry

Rau

II, 190.

340; Taulier, Djmolombe, Aubry e Rau

toc. cit. e not,

il.

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196

1ST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

U.

a spalliera e ad altezza non maggiore di due metri e mezzo.


la distanza sar di

un metro, qualora

castagno o di altre simili piante che

si

le siepi sieno di

Ma

ontano,

recidono periodicamente

di
vi-

cino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie (art. 579).

La determinazione che

la legge fa

della natura degli alberi

assoluta e perci deve osservarsi per ciascun albero la distanza che

essa fssa, sebbene questo sia coltivato e mantenuto diversamente

da quello che porterebbe la sua natura; quindi se si trattasse di


un albero di alto fusto dovrebbe osservarsi la distanza di tre metri,

bench

sia

periodicamente tagliato , e tenuto basso , quanto un albero

.che non di alto fusto.

La

distanza deve osservarsi in riguardo a qualunque specie di

fondo o rustico o urbano, e qualunque ne sia la destinazione; cos deve


osservarsi se

il

fondo vicino

sia

una casa

di

La misura

della distanza

dalla corteccia dell albero

un ma-

abitazione,

gazzino, ovvero un canale, una gora di molino e simili.

deve incominciarsi dal centro e non


e terminare alla linea di

confine

fra

due fondi; che se fra i fondi vi sia uno spazio comune, come
un fosso, una siepe, la misura deve terminare nel mezzo di questo
spazio comune.*
Le distanze anzidette non saranno necessarie, qualora il fondo
sia separato da quello del vicino con un muro proprio o comune, purch le piante siano mantenute in modo da non eccedere laltezza
del muro (art. 579 cap. ult.).

229
le siepi

Se

Diritto concesso al vicino di fare estirpare gli alberi c

piantati o nati a distanza minore della legale dal confine.

gli alberi

e le siepi nascessero o fossero piantati a minore

stanza della legale,

Per questo

Rau

diritto

pu esigere che sieno


non compete se gli alberi e le
il

vicino

498; Aubry

Ran

siepi esistessero da

Demolombo

Duvergier sa Toullier II, 512 nota 6; Demolorabe XI, 485 e 486; Aubry

XI',

II 191.
e

loc. cit.
8

contro

Solon n. 213;

Aubry

Rau

loc, cit. testo e

Demolombo XI, 627. Seguendo

il

nota

mento

della piantagione, e

il

degli alberi legalmente piantati, e che poi, atteso

Aubry

si

Rau

II, 627;

avrebbe linconveniente che

il

nel

mo-

dimandare latterramento

crescimento,

incomincerebbero

conseguenza poi negata dallo stesso dottore.

Pardessus n. 191; Duranton V, 387; Taulisr II, 402;


e

Com.

minore grossezza dellalbero

vicino sarebbe in diritto di

esistere illegalmemente, la quale

13; Nostro

signor Deraolombe che vorrebbe incominciare

a misurare la distanza dalla faccia esteriore dellalbero


la distanza varierebbe secondo la maggiore 0

ad

di-

estirpati (art. 581).

Demolombo XI,

493;

loc. cit.

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m. DELLE

TIT.

perocch

oltre trentanni,

197

MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.


in tal caso

acquistato mediante la prescrizione

il

loro proprietario avrebbe3

La

conservarli.

di

diritto

il

prescrizione incomincia a correre dal giorno del piantamento,

se trattasi di rinascenze dalla ceppa, dal giorno in che divengono


visibili.

Ma

atterrati o periti questi,

piantarne o lasciarne rinascere degli

avendo

non

medesimo

Il

altri

surrogazione,

loro

in

la liberazione assoluta della servit della distanza.

una servit per


la

proprietario non potrebbe

per oggetto la conservazione degli alberi

la prescrizione

esistenti e

il

non compete neppure, quando

diritto
titolo

sia stabilita

o per destinazione del padre di famiglia;

ma

surrogazione degli alberi non pu farsi che nel primo caso.*

Diritto

230

o si addentrano

gliare

le

concesso al vicino , sul cui fondo protendono

Quegli poi sul cui fondo

pu costringerlo a

stesso tagliare le radici che

per in ambedne
ulivi

casi

si

alla distanza legale o

no

primi ,

protendono

si

rami

ta-

rami

e pu

tagliarli,

egli

addentrino nel suo fondo, salvi

regolamenti e

Nulla rileva che

582).

('art.

far tagliare

radici degli alberi di

le

seconde.

degli alberi del vicino,

gli usi locali in

quanto

agli

siano piantati o nati

gli alberi

ed esistano a minore distanza per

tol-

leranza o per diritto di servit.

Questo
alberi

diritto di far tagliare

rami e tagliare

non soggetto a prescrizione. In

effetto

il

le radici

degli

crescere dei rami

e delle radici di un albero, essendo opera della sola natura, non

da parte del proprietario

costituisce

che possa servire

alla prescrizione.

un possesso
non valersi il
effetto di una

di questalbero,

D altro canto

vicino del suo diritto deve essere considerato,

il

come

semplice tolleranza. In fine avendo luogo l estensione dei rami


e delle radici nel fondo del vicino in maniera successiva, non sarebbe possibile fissare con certezza il principio della prescrizione.*
1

Rau

Tonllier e Duvergier III, 514;

Aubry

Ducanrroy, Bonnier e Roustaing II, 308; Solon

Aubry eP.au

ma

Duranton V, 390; Demolombe XI 499

Aubry

II 192.

Rau

loc. cit. tosto e

II, 193;

Demolombe

nota 19.
245; Marcala

n.

XI, 581 che fa per eccezione per

art.

671;

gli albeii de viali,

secondo ebe ne sembra senza ragione.


*

Duranton V, 391; Demolombe XI, 202; Aubry

Pardessus

e 507; Aubry e
8

n.

Rau

Rau
.

loc. cit.

309;

Demolombe XI 600
,

II, 193 e 194.


e

nig II, 309: Marcad art.

Aubry

196; Ducanrroy, Bonnier e Roustaing II

Rau

Pardessus n. 196

197; Duranton V, 398; Ducanrroy, Bonnier e Rousta672; Demante II, 527 bit 2; Demolombe XI, 509 e 511;

loc. cit.

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198

IST. DI DIR. CIV. IT.

Ma

la prescrizione

correrebbe

unopposizione formale

se

al vicino,

MB.

II.

proprietario avesse fatto

il

avesse purgato

cos

suo

il

possesso dai vizi, da cui era affetto, e dato alla medesima

un

principio certo.

IV.

De'.la luce e del prospetto.

231

Quarta specie
divisione.

servit legale

di

e prospetto

luce

specie di servit stabilita dalla

La quarta

che sieno

legge quella di luce e di prospetto. Per luce sintende unapertura o finestra con inferriata, ed invetriata fissa, e perci avente
il

solo scopo di dar passaggio

termine in senso generale,

Per prospetto, preso

luce.

alla

il

intende un apertura o finestra senza

o con invetriata mobile, mediante la quale una persona pu affacciarsi e guardare nei sottoposti luoghi. dato poi specificamente
il nome di prospetto alla finestra, da cui si ha una veduta diretta
sul fondo del vicino.

Ne

tratteremo in due articoli separati.

Articolo

1.

Della luce.
232

Un

Della proibizione di non aprir luce nel muro comune.

non pu senza
comune una finestra od
vicino

il

concorso

altra

dell altro

fare

nel

muro

apertura, neppure con invetriata

fissa (art. 583).

La proibizione assoluta, e colpisce ogni comproprietario


muro comune, qualunque sia il luogo ove si trovi, in citt

di

campagna, qualunque il fondo del vicino, cortile, giardino,


suolo, tanfo che non abbia alcun interesse e alcuna ragione dimpedirne lapertura, qualunque lapertura che
voglia fare, e quandanche volesse apporre alla finestra o alla
o

campo o nudo

apertura linferriata e linvetriata


d

impedire

loc.

il

prospetto

Pardessus n. 209;

ma

Toullier

fissa,

di rispettare

III,

410

o sag.

imperocch non trattasi


1
diritto di .comunione.

il

Boi Imi art.

675;

D.-molombe

cit.

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se

muro

il

199

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IU.

Ma

fosse in parte

mio e

in parte tuo,

proibizione

la

cesserebbe ed io e tu potremmo aprire finestre nelle parti rispet-

tivamente nostre, a termini


cezione dell

2:13

dell art.

Diritto di aprire luci nel

al fondo vicino

584 e seg,

salva per lec-

586.

art.

muro proprio, bench

o quale altezza debbano

aprirsi.

un muro non comune, bench contiguo

prietario di

contiguo

Ma

pro-

il

fondo altrui,

al

pu aprire nel suo muro luci o finestre munite di una grata di


ferro, le cui maglie non abbiano apertura maggiore di un deci1
5
metro e di un telajo od invetriata fissa
(art. 584 prin. e capo v. l.)
Queste luci o finestre non si possono aprire ad un altezza
minore di due metri e mezzo sopra il pavimento o suolo del luogo
che si vuole illuminare, se al piano terreno, e di due metri, se
nei piani superiori. Inoltre laltezza di due metri e mezzo dal
1

Marcad

* 5

(en

art.

Marcad

de fcr).

fil

quell opera

675-677; Lepage

e Boileux

Ma

420

n.

e seg.

dicono ohe la grata possa

esser

parai ohe lapertura dun decimetro

con

fatta

adempiere linferriata, cio

di

che deve

officio

l'

rendere inaccessibile la propriet del vicino a chi apre

debba piuttosto

la finestra, suggerisca che

di farro

fil

sproporzionata a

sia affatto

che volgarmente chiamiamo ramata. Poi sembrami che

farsi

di sbarre di

conveniente resistenza.

Tale d altra parto ora la sentenza degl interpetri dello Statuto di Parigi da cui fa tratto
,

lart.

676 del Codice Napoleone passato

attesta

Lepage

a quadretti di

(n.

43

1)

maglie appunto deve

offrire un

uneguale larghezza.

Un

di necessit

ai quali si

apertura

tessuto di

che

il

Quest inferriata composta di verghe ritte e tra-

d nome di maglie

grosso

del

muro

in

Le verghe

modo

dovrebbe essere di cinque centimetri.


allora dicesi tale

si

affinch

Quando

fil

di ferro,

debbono essere conficcate nel

grata

si

si

retti

volesse far circolare

In quanto poi

al

facesse

con calce, gesso, bandelle

il

telaio

raggio

fisse

togliersi

maglio

circolo

del

od invetriata

fissa,

aprirsi

e simili (Lepage n. 433);

giudicato ohe le invetriate semplicemente inchiodate nel telaio

o logorarsi sotto l'aziono del tempo


,

con

o curvi non pu essero

quando fermata nel muro di maniera che non possa

quisito voluto dalla legge, perch

lombo XI

specialmente

non possano occultamente

la

la distanza degli opposti lati

maggiore di un decimetro, e perci se

cio che vi sia incorporato

si-

Ci non ostante riconosco che P autorit

delle inferriate

volont del proprietario.

disegno , e non quadrate

sopra

altezza

ha la veduta, sia ben

che non isporgano sulla faccia esteriore del medesimo; vi

inoltre essere Baldamente fissate,

e ristabilirsi a

di

non viene riguardato come bastevole,

giudiziaria potrebbe giudicare sufficiente eziandio la grata a


se di conveniente grossezza.

ora ciascnna di queste

un decimetro

pi di

al

di ferro

fil

vicino, sul fondo del quale si

curo che non abbia a forzarsene la chiusura.

debbono

secondo che ne

Eglino,

dicono che per grata o maglia debbasi intendere nn inferriata

sei linee di grossezza.

verse forma dei vani quadrati

perch

poi nellItaliano.

non hanno

il

re-

chiodi possono essere facilmente tolti nell' interno


(Trib.

civile

di

Caen, 25 mar. 1840; Demo-

533).

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200

IST. Dt DIE. CIV. IT. I.IB.

II.

suolo deve osservarsi anche dalla parte che ha sguardo sul fondo
vicino (art.

cit.)

Se inclinato fosse
minare, o

il

pavimento e

il

suolo del luogo da illu-

fondo del vicino, laltezza deve misurarsi

il

all'

estremo

della soglia della luce dalla parte dell ascensione.

Al pavimento

inclinato si equipara la scala

surare quest altezza.

all

effetto

di

mi-

Tale altezza deve e basta che

sia osservata in tutti casi

sieno

minime o massime dimensioni le luci o finestre.


aprire codeste luci non compete nella parte del
muro che uno de condomini abbia innalzato a sue proprie spese
(art. 586); altrimenti sarebbe, se quella parte fosse stata da lui
cio di

Il diritto di

acquistata o liberata dalla comunione.

234

Se V esistenza di

della comunione del

Ma

muro

tali luci o finestre

se

impedisca

V acquisto

quando V acquirente possa farle

non impediscono al vicino di acquistare la comunione del muro. Egli per non pu chiuderle, se
non appoggiandovi il suo edifizio (art. 584 capov. ult.).

chiudere.

tali finestre

Articolo

2.

Del prospetto.

235
obliqua.

Che sia la servit di prospetto o di veduta diretta ed

La

diretta ed in

servit legale di prospetto

distingue in

si

veduta

veduta obliqua. Veduta diretta quella, che luomo


di fronte, ed obliqua quella che non pu esercitare

pu esercitare
che

di lato: nella veduta diretta egli tiene il capo nella sua normale posizione; nella obliqua deve volgerlo a destra od a sinistra,

sicch nella veduta diretta lo sguardo cade perpendicolarmente

quasi sulla linea di confine fra

il

muro e

fondo vicino, nella

il

obliqua cade parallelamente o quasi sulla medesima linea; laonde


la

veduta diretta

si

esercita

da una

finestra aperta in

un muro

questo un angolo
molto acuto, oppure da un balcone o da uno sporto qualunque

parallelo alla linea di confine o formante con

che abbia un lato allineato o quasi

Duranton V, 405; Pardessus

Toullier III, 525; Pardessus n. 210;

n.

al

detto muro,

210; Toullier III, 412;

Maread

art.

quantunque

Demolombo XI, 533.

677;.Taulier II, 412;

De-

molombo XI, 537; Anbry e Rau II, 182.


3
Consulta Nostro Comm. II, 664 e 665.

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TIT.
laltro

muro

da una

cita

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

colla faccia di

sia

si

eser-

perpendicolare

o formante con questa un angolo molto ot-

oppure da un balcone o sporto,

un lato sia allineato


detto muro. Consequentemente necessario per la

veduta obliqua che


si

un muro, che

finestra aperta in

alla linea di confine

tuso,

201

che nel balcone o sporto immette,

in cui lapertura

perpendicolarmente o quasi; e la veduta obliqua

10 tagli

il

confine del fondo, su cui deve cadere, non

trovi sulla linea del

muro ove aperta

linea esteriore del balcone

parallelamente

di cui

ad

o sporto,

ma

la

o sulla

finestra,

vi si avanzi

meno

angolo pi o

alquanto o

ottuso; ch altrimenti

F osservatore sarebbe obbligato di avanzarsi fuori della finestra pi


assai

che

la

Che

sua personale sicurezza permetta.

se

il

balcone

sporgesse innanzi, chiaro che

si avrebbe la veduta obliqua, al


ha quando sporga il fondo. Inoltre chiaro
che pu aversi ad un tempo veduta diretta e veduta obliqua,
potendo in un tempo aversi sguardo ad un fondo di fronte e
ad un fondo di lato; cosi se la mia finestra fosse volta a mezzod,
potrei vedere di prospetto e direttamente il fondo che da tal punto

modo

stesso 3 che

si

cardinale confina colla mia casa, e obliquamente o di lato quello

che vi confinasse da levante o da ponente. La stessa doppia veduta pu aversi da un balcone. Pi ancora da una stessa costruzione potrebbero aversi pi vedute dirette, come da una terrazza
quale pu direttamente guardarsi

isolata, dalla

fondi

sui

circo-

stanti.

236

quale distanza dal fondo del vicino debba aprirsi la

veduta diretta.
del vicino e

il

La veduta diretta non pu aprirsi se tra il fondo


muro in cui quella vuole aprirsi non vi sia la di-

stanza di un metro e mezzo

Nulla rileva che


lerie, padiglioni

un muro

od

di cinta,

la

(art. 587).

veduta

si

eserciti

altri simili sporti

da terrazze,

veroni e pianerottoli di scale.

11

suolo.

Che

anzi

non pu

tetto del vicino (art. 587),


1

Pardessus n. 204; Marcad

art.

balconi

gal-

il

fondo

e consista in cortile, giardino,

esercitarsi la

n manco su

veduta neppure sopra

di

un suo balcone.

Demolombe XI, 54G.


288; Demolombe XI, 561; Au-

678, I; Taulier II, 441;

Pardessus n, 201; Duranton V, 400; Solon n.

brv e Bau

finestre

Parimente non rileva che

del vicino sia chiuso o non chiuso

nudo

da

o da aperture praticate in

lastrici solari, loggiati, belvederi,

II, 185 tosto e nota 25; Nostro Coin. II, 670-675.

Dot.

Corte di Casale 4. ap. 1865; Gazz. de* Trib. di Genova an. 17,

cit.

toc. cit.

ser. 1 n.

130.

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202

IST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

Nelle vedute dirette

II.

misura dalla fascia

la distanza si

esteriore

del muro, e se vi sono balconi od altri simili sporti, dalla loro


linea esteriore sino alla linea di separazione de due fondi (art. 589).

Se il muro non fosse a piombo, la distanza deve misurarsi nel


punto ove la soglia della finestra o dell apertura che il luogo
donde si esercita la veduta, e se non parallelo alla linea di separazione, la distanza deve misurarsi dal puuto della veduta che
pi prossimo a detta linea.
dei balconi o altri sporti,

quanto alla linea

in

s'intende

del murello che serve di davanzale

esteriore

fronte della balaustra o

la

osservatore.

all

Che

se

il

fondo vicino ancora avesse balconi o sporti, la distanza non do-

vrebbe esser misurata

sibbene

fino alla loro linea esteriore,

alla faccia esteriore del

sino

muro, ove sono stabiliti. Dal canto poi


due fondi, se questi sono aperti o

della linea di separazione de

chiusi e la chiusura appartenga per intiero allun de due, essa


costituita dalla linea di confine.

distanza

natura

quando

il

Ma

comune,

se la chiusura sia

misura dal mezzo di questa, senza interessarsi

si

muro, fosso o siepe.* Se mai

sia, cio

muro

la

di qual

veduta fu aperta,

la

divisorio apparteneva esclusivamente al proprie-

tario di quella e in seguito se

ne acquisti

la

comunione dal vicino,


non pu da
n che lo sporto

e venga a risultarne deficienza della distanza legale,

questo pretendersi n che

Per se dovesse ricostruirsi

sia ritirato.
si

Quando non

divieto di aprire

mezzo, quando

quand'anche
Lepage

Pardessus

debba osservare

lo sporto,

tale distanza.

donde

Cessa

vedute dirette alla distanza di un metro

due propriet vi sia una strada pubblica,


meno larga di un metro e mezzo 6 e la veduta

n. 459.
n.

206; Duranton V, 408; Lepage

n.

Demolombe XI,

450;

553;

185.

II,

290; Demolombe XI, 551

Aubry

Rau

Pardessus

n.

205; Solon n

Pardessus

n.

205; Duranton V, 408; Solonn. 290; Astrae des servi t. p. 103;


Demolombe XI, 557; Aubry e Rau II, 185; Nostro Comm.

Tonllier

416;

III,

loc.

cit.

682 e 683.
5

Pardessus

n.

206; Toullier e Duvergier III, 522; Solon

411; Demante II, 534

Nostro
6

Com

II,

Pardessus

o Beg; Boileux
II,

si

fra le

sia

Aubry e Rau

II,

muro o

il

esercita la veduta, piace che sia osservata la distanza.

237
il

la finestra sia chiusa,

684
n.

art.

Demolombe XI, 558

bit.;

559; Aubry

loc. cit.;
e

Rau

Duranton V,

loc. cit. not. 22;

e 685.

204; Merlin Rp.


cit;

Demante

II,

v. #

533

Vue; Delvincourt
bis., II;

320; Demolombe XI, 566; Aubry e Rau

II,

I,

567; M:ircnd

art.

673

Ducaurroy, Bonnier o Roustaing

186.

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da uno sporto che avanzi

eserciti

veduta, la

fino

confine dell'opposta

al

587 capov.). Se dopo aperta


strada forse sottratta alluso pubblico, continuerebbe

propriet privata
la

203

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.
si

e arg.

(art.

ad aversi legalmente.

Ma

art.

due propriet

se fra le

vi fosse

uno

un metro e mezzo appartenente ad un terzo,


dovrebbe essere osservata, non ostante che questi consentisse allun de due suoi vicini lapertura, non potendo pregiu3
Se poi lo spazio fosse comune , la
dicare al diritto dell altro
distanza deve lasciarsi , quando quello spazio sia una compropriet
indivisa ordinaria, non quando- abbia particolare destinazione di
spazio minore di
la distanza

servire ai fondi contigui, alla soddisfazione de' bisogni dellabita-

come un cortile, un andito , un viottolo di passaggio e siquandanche non sia largo un metro e mezzo.
il divieto quando fra il luogo dove alcuno vuole
aprire la veduta e il fondo del vicino esista un muro o proprio,
zione,
mili,

Cessa ancora

o delluno, o dellaltro, o comune s alto da impedire la vista


del fondo del vicino, salvo a questo il diritto di dimandare che
la

veduta

sia

soppressa o tirata indietro, giusta la distanza legale,

muro

se quel

238

demolito o abbassato \

sia

Diritto competente al vicino di far sopprimere le vedute

dirette aperte contro

8e alcuno contro
il

il

divieto della legge

quando

cessi questo di-

a quale distanza in questo caso debba fabbricare nel suo.

ritto e

il

divieto della legge abbia aperto vedute dirette,

suo vicino pu fargliele chiudere o ridurre a semplici luci e

pu

comune il muro che non si trovi alla distanza


un metro e mezzo dal confine, a meno che quegli o per

inoltre render

legale di

convenzione o per destinazione del padre


scrizione

di famiglia o

non abbia acquistato il diritto di tenervele


il vicino non pu neppure fabbricare

in questo caso

per pre-

(art.

590).

sul

suo che

muro

alla distanza de tre metri misurata dalla faccia esteriore del

o dei balconi ed altri sporti, secondo il luogo donde si esercita la


veduta, restandogli inoltre interdetto in modo assoluto lacquisto

comunione del muro

della
1

page

Brody, Com. sor

n.
*
8

Nostro Com.

II,

II,

693

toc. cit.;

Demolombe

XI, 567; Le-

II,

n.

370

testo

nota 10; Demolombe

X, 565

e seg.

e 699.

Duranton V, 409

e 410; Pardessus n. 204;

Taulier, II, 417; Boileux art. 678;

Lopage

590 e 589).

120; Maread

691.

Consulta Aubry e Rau

Nostro Com.
4

(art.

les serri t. p.

463.

453; Nostro Com.

II,

Domoloml

697

Solon

n.

295; Marcadd

XI, 569; Delvicourt

I,

p.

art.

165

678 II

not. 5;

e seg.

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,
,

204

IST. DI DIR. C1V. IT. I.IB.

II.

Disianza da osservare nclV apertura delle vedute laterali ed


quando non sia da osservare. In quanto poi alle ve-

239
oblique

dute laterali ed oblique non possono aprirsi, se non vi la di(art. 588). Questa distanza si misura dal

stanza di mezzo metro

alla linea

pi vicino fianco della finestra o del pi vicino sporto

due fondi

di separazione dei

589 capov.) Adunque se

(art.

fondo laterale del vicino fosse contiguo

muro

al

dell edilzio

forma angolo retto o quasi, con quello ove sono aperte

il

che

le finestre

quel loro fianco potr distare dall'angolo estremo dalla parte del

mezzo metro. Che

vicino di

ma

poi

se

il

fondo non fosse contiguo

separato di uno, due, tre, quattro, cinque decimetri da quel

muro

fianco delle finestre potrebbe trovarsi

il

sull

ad

angolo, o

uno, due, tre o quattro decimetri da esso.*

Cessa

il

del vicino,

divieto di aprire vedute laterali ed oblique sul

fondo

quando formino nello stesso tempo vedute dirette sulla


Ma debbono in tal caso osservarsi i regolamenti lo-

via pubblica.

588 capov).
Del resto sono applicabili alle vedute laterali e oblique le regole sopra esposte sulle vedute dirette, per quanto la materia lo
cali (art.

consenta.

V.

Dello Stillicidio.

240
dio,
far

che

In che
la

consista questa servit.

La

servit di stillici-

quinta stabilita dalla legge consiste nel

cadere sul fondo del vicino

le

acque piovane

divieto

di

591).

(art.

Tale divieto generale ed assoluto e perci ha luogo senza


distinzione, se lacqua scoli da tetti a goccia a goccia o a filetto
(per stillicidium) o a torrenti (per (lumai) , se nuoccia o
del

no al fondo
quandanche inferiore,

vicino, e questo sia suolo o edifizio,

perciocch
1

laterali

acqua non

Vedi Lepage

n.

vi scolerebbe naturalmente.

460. Desgodetes e Lepage danno

od oblique a minore distanza della legalo,

muro, sporgente mezzo metro

il

chi

voglia aprire vedute

consiglio di costruire

e formante angolo retto

vogliano aprire le finestre, e di elevare quest'ala fino

colla
all

un'ala

facciata, nella

altezza, in

cui

di

quale

perci pu aprirsi rasente la detta ala di muro, quand'anche avesse la

si

lapertura

viene praticata. Mediante tale ala la veduta non pu esercitarsi pi sul fondo vicino

grossezza di

qualche pollice.
*

Cepolla traci. 1 cap. 28; Pardessus n. 212;

Aubry

Rau

II,

195.

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TIT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELL A' PROPRI ET.

205

Pu evitarsi la caduta delle acque sul fondo vicino, o non volgendo verso questo il pendio del tetto, o stabilendo una doccia
che raccolga e conduca l acqua a cadere 6ul terreno spettante
1

al proprietario del tetto,

linea esteriore della

o sulla pubblica

gronda e

via,

o lasciando

dai periti

che sogliono dordinario

del tetto.

Conviene inoltre evitare che

del vicino.

acqua nuoccia

artificiale

zione

in fine conviene evitare che le

al

acque cadute

fondo
diret-

scolino sul

non soggetto a riceverle, atteso il carattere


e non naturale dello scolo. Ma se prima della costruvieino

terreno era disposto in pendio verso

il

di-

difetto

doppio dello sporto

fissarla al

tamente sul fondo proprio del padrone del tetto non


fondo del

fra la

fondo vicino una conveniente

il

stanza, la quale determinata da regolamenti locali e in

fondo del vicino,

il

talch lacqua naturalmente vi scolava, continuerebbe ad esservi

soggetto, a condizione per che non


servit.
Il

ne segua aggravamento

di

divieto di far cadere le acque sul fondo del

quando questo o per

titolo,

vicino cessa,

o per destinazione del padre di

fa-

miglia o per prescrizione sia soggetto alla servit di ricevere

lo

stillicidio.

vi.

Del diritto di passaggio


241

e di

acquedotto.

Sesta classe di servit legali.

classe di servit legali

La

ed ultima

sesta

comprende quella di passaggio e


due distinti articoli.

di acque-

dotto, delle quali parleremo in


1

art.

Toullier III, 538; Delvicnurt, I part.

681, 1; Taulisr

Boileux art. 681


1

li,

XI, 589; Aubry o Rau


*

420; Davisl

Demolombo

III,

XI, 587

Delvioourt Toullier o Pardessus

Cepolla

Demolombe

1.

e.;

378; Pardessus

p.

753; Solon

Aubry

loo. cit;

n.

Rau

213; Marcad

n.

307; Demante

II,

636 bis

II;

loc. cit

Domante

II,

536

bis III;

Demolomba

loc. cit.

Toullier III, 540; Pardessus

XI, 594, 596;

Aubry

Rau

loc.

n.

215;

David

III,

913

seg;

cit.

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206

IST. DI DIE. CIV. IT.

Articolo

Del

242

Doppia

LIB.

diritto di passaggio.

prna

propria del vicino ed anche comune

diritto

Il

specie

di passaggio affine di ricostruire o riparare

a ragione del dop-

specie di diritto di passaggio

pio oggetto per cui compete

e cause.

II.

1.'

a chi

accesso e

diritto di

un muro od altra opera

compela

per

quali usi

pu distin-

la servit legale di passaggio

guersi in due in ragione dei suoi oggetti.

La prima

per neun muro od

consiste nel diritto di accedere e di passare

cessit nel fondo altrui, affine di costruire o riparare

anche comune

altra opera propria od

(art. 592).

Questa servit competo ad ogni proprietario


costruire o riparare un

passaggio nel fondo

muro od

altra

cora allusufruttuario,

all

quale voglia

il

opera che senza accesso e

del vicino non potrebbe

fare.

Compete an-

hanno

usuario e allenfiteuta in quanto

diritto di far lopera.

Nulla rileva quale


se
si

sia

uso al quale debba servire lopera,

voglia farsi o esista nel fondo proprio o in quello nel

domanda

cesso e

il

accesso

il

passaggio. Cos

muro

passaggio per costruire o riparare un

del mio fondo, o per

n
quale

potr chiedere
sul

ac-

confine

costruire e riparare le sponde e gli argini

nel fondo tuo che debbono servire di ritegno alle aeque, perch
non pregiudichino al fondo mio (art. 537).
La servit compete tanto per la costruzione nuova, quanto per

innalzamento del muro sussistente (arg. art. 571 ult. alinea).


Compete ancora per la riparazione del muro o dellopera.
Del resto non occorre legittimare la costruzione che si voglia
fare con motivi pi o meno plausibili; perocch essa rimane sem-

pre negli attributi del diritto di propriet per lesercizio del quale
il fondo vicino viene assoggettato alla servit di cui parola.

243

Contro quali fondi competa.

La servit

compete contro

ogni fondo, qualunque ne sia la destinazione e lo stato

pete contro

ed anche le

podere aperto o chiuso, contro

il

case o meglio

contro

laonde com-

giardini,

cortili

loro anditi (vedi lart.

598

alinea).

244

Sotto quale condizione.

La condizione

cui la detta servit compete, la necessita;

si

essenziale per

richiede cio che

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T1T.

quegli

III.

207

DELLE MODULAZIONI DELLA PROPRIET.

quale la dimanda, non possa altrimenti costruire e ripa-

il

rare opere e muri senza accedere nel fondo del vicino. Basta la
necessit relativa*.

245

Quale accesso e passaggio

Laccesso e

il

passaggio che

ha

si

ita

si

muro e

dell

ne formano

opera che

un

tasse di costruire

solido

un robusto argine contro


potr esser necessario

ottenere.

il

muro

oggetto

e riparazione del
se

cos

al contrario

di sostegno di

la violenza di

ottenere necessa-

trat-

si

rinzeppamento di un muro, potr bastare

tasse di semplice

semplice passaggio pedestre degli operai

246

di

diritto

diritto di

riamente relativo alla natura della costruzione

un

se

il

si trat-

edifizio o di

un torrente o

di

un fiume

passaggio con bestie da soma e carri.

Indennit dovuta per

imposizione di tale servit.

per tale servit dovuta unindennit proporzionata al danno ca594), quand'anche la

gionato dallaccesso o dal passaggio (art.

necessit dello accesso o del passaggio sia l'effetto di vendita, per-

muta o
247

divisione*.

Seconda specie di

diritto o di

servit legale

di passag-

gio stabilita a favore di fondi chiusi per la coltivazione e


niente uso di questi

se ne giustifica

lo

stabilimento.

specie della servit legale di passaggio consiste

nel

conve-

il

La

seconda

diritto

con-

il cui fondo circondato da fondi altrui, e


che non ha uscita sulla via pubblica, n pu procurarsela senza

cesso al proprietario,

eccessivo dispendio o disagio, di ottenere


vicini,
(art.

per

la coltivazione

il

passaggio sui

il

fondi

conveniente uso del proprio fondo

593).

Lo

stabilimento di questa servit

giustificato dall interesse

privato dei proprietari che verserebbero in grave danno, se per


l'

inaccessibilit de loro fondi dovessero lasciarsi incolti e isterilire,

ovvero

non farne alcun uso, n averne

sommamente raccomandato

sommo

dall' interesse

grado dal prosperamento

alcun godimento; ed
pubblico, favorito in

dell agricultura.

246
A chi competa questa servit di fondi.
Questa servit
compete ad ogni proprietario e ad ogni altra persona che in forza
un diritto reale sulla cosa pu coltivare e godere un fondo

di

pel quale necessaria,

come

lenfiteuta,

Nostro Com. II, 737 o aeg. e appresso n. 250 in

Non

osta l'art.

595 che ha per oggetto

{ondo divenuto chiuso per

effetto di

la

usufruttuario e

servit

usua-

fina.

di passaggio necessaria al

una vendita, permuta o

divisione.

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208

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB. U.

Ma

rio.

affittuario e

mezzaiuolo debbono

il

prietario, perch faccia prestar

convenire

loro la servit

godimento del fondo dato loro

pro-

il

passaggio pel

di

in affitto o colonia,

qual godi-

il

1
mento non potrebbero avere senza accesso e passaggio.

249

quale

competa.

oggetto

Questa servit compete

come per

per la coltivazione e conveniente uso del proprio fondo,

anche personali del proprietario, per acle


cedere ad una fontana di un comune, alle abitazioni ed anche
ad un giardino di semplice diletto, e usi simili, solo che siano
industrie

esercitare

convenienti a giudizio dei tribunali*.

A favore

250

compete contro

debba

che

contro

parchi,

tunque chiusi da muri o da


fondo

giardini,

cortili, le

N manco deve

siepi.

comune, dotale, o no, e ne

imposta dalla legge che, come stabilisce


servit

pu apportarvi eccezione.

distinguersi, se

La condizione, per

cui

Hennequin

Solon n. 316;

di

Demolombe XI, 600; Aubry

Rau

Pardessus n. 219; Duranton V, 422; Jousselin op.

Aubry

Rau

che superi di molto

come

saputo,

pubbiique II, 519;

cit.

II, p. 552;

Demolom-

II, 505.

Quale dispendio e disagio costituiscano


sufficiente

la necessit relativa questione di fatto.

a stabilire la necessit relativa quel dispendio,

indennit che dovrebbe pagarsi per acquistare la servit sui

ed equilibri convenientemente

il

di

dargliela senza

II, lesto e not. 2.

Vedi nostro Com. II, 744 e 745.

bis.;

essere quello

be XI, 615 e 615

conveniente

mancanza che patisce

II, p. 472; Jousselin des servitudes dutilit

In generalo deve reputarsi

il

dall

eccessivo dispendio o disagio la quale impossibilit,


costituisce la necessit relativa.

necessit

pu dimandarsi

passaggio per la coltivazione e

circondato da fondi altrui, ossia dalla

servit

tale

uscita sulla via pubblica e dalla impossibilit

cini

in-

sono esenti da tale

uso del proprio fondo, e la necessit che risulta

stabilirsi la servit di

una

la servit

inalienabilit e

Ma

Sotto quale condizione competa

assoluta o relativa.

si

com-

fondi demaniali e quelli di uso pubblico delle provincie

e dei comuni.

251

cosi

aje, quan-

sia proprietaria

persona capace od incapace di alienare; imperocch


capacit, cosi

o no, patrimoniale o no dello Stato, della

sia alienabile

provincia, del

servit di

senza che

lo circondano,

fare distinzione sulla loro natura o destinazione

pete eziandio

il

La

conveniente uso del proprio fondo

il

fondi altrui

e contro quali fondi competa.

passaggio per la coltivazione e

sacrifizio,

sizione della propriet, e quel disagio

vi-

che sarebbe imposto alla libera dispo-

che sia maggiore

di

quanto tollerato dal-

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TIT.

Che

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

209

un fondo possedesse un passaggio s


disagiato, che il procurarselo, in caso che ne mancasse affatto,
costituirebbe la necessit relativa sufficiente a dimandare la servit legale, penso che quel possesso non gli sia di ostacolo ad
ottenerla; perocch tanto non avere passaggio, quanto averlo
tale che giusta il pensiero della legge sia insufficiente al bise

il

proprietario di

sogno della coltivazione e del conveniente uso del fondo


sarebbe parimente necessit relativa, Se la via pubblica
fondo ha uscita

Se

il

sia impraticabile.

Vi
il

passaggio, avuto fino ad oggi sia stato sufficiente per la

coltivazione e

seguito

1
.

a cui

non

il

conveniente uso che

lo sia, atteso

il

si

fatto del fondo ed in

cambiamento

di detta coltivazione

ed

uso, pu chiedersi una modificazione del passaggio, tanto nella

larghezza e pendenza, quanto nel cambiamento di luogo.


se

Che

anzi

non potesse a norma dei nuovi bisogni modificarsi affatto, o


dispendio e disagio nel fondo, ove trovasi, il
pu chiedere la servit sopra

senza eccessivo

proprietario del fondo circondato


altro podere, stantech

passaggio posseduto, essendo insufficiente,

il

ha per non esistente. E questo diritto compete per qualunque


cambiamento si faccia nel fondo, a condizione che sia serio e
profittevole tanto da legittimare la modificazione o limposizione
si

larte, avuto riguardo al bisogno.

cessivo
tutti

si

Fra

un dispendio

casi, in cui si verificherebbe

novera comunemente quello che un fiume o un torrente

tempi, e non fornito di ponto divida

il

non guadabile

fondo dalla pubblica via

ecin

essendo che,

un ponte; non cosi, so l'uscita mancasse per lintermedio di un piccolo corso di acqua, o di un canaio dirrigazione,
perch due travicelli e poche tavolo laprono comodissima e sommamente economica.
(Merlin Rp. v Voisinage \ 4 n. *1 Pardessus n. 218 Perrin, Code des Construt. 1959
per procurarsi l'uscita, converrebbe costruire

Tagli amonle sul diritto di passaggio, riflessioni pubblicate nella Gazz. de Tribunali di

Napoli an. 13 n. 1336 p. 702; Marcad


be XI, 603 o seg.;

Aubry

tano a vicenda, perch se

si

682

opponga che
si

il

disagio

voi.

Tagliamonte

non inelegante questione,


verno soltanto

se

loc. cit.)

il

In

tal

ma

art.

dispendio e

il

cit.;

Demolom-

disagio

si

aiu-

superabile, potr replicarsi,


1

uscitA

pu procurarsi senza
si

richiede che luscita

basta che lo sia in qualche staalle leggi civili delle

caso potrebbe

farsi,

passaggio possa ottenersi per tutto

Due

Sicilie

a quanto mi pare,
l

anno, o per

lin-

e rispondo affermativamente alla prima parte del quesito.

2^7

n. 1; Marcad
Merlin Rp. v* Servit \ 4; Favard Rp. v Servii. Sez.
682 I; Boileux art. cit.; Demolombe XI, 610; Aubry e-Rau II, 503 testo o not. 4.
1

art.

il

Boileux

replicher che essa riescir disagiata.

come l'inverno (Annibaie Giordano, Commento

2 pag. 392

opponga che

alla via pubblica sia impraticabile tutto l'anno;

gione,

n. 1

e Rati loc. cit.) Del resto


si

che occorre un dispendio eccessivo, e se


eccessivo dispendio,

art.

Boileux art. 682,

Aubry

Rau

loc. cit.

14

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210

IST. DI DIR.

CIV. IT. LIB.

II.

una cava,

della servit; tale sarebbe senza dubbio lapertura di

miniera e torbiera, lo stabilimento di una officina industriale o


lo sviluppo

che per favorevoli circostanze

l'industria gi stabilita.

252

tale

necessit.

manca

tutte

nale di passaggio,

anzi,

se

per

la

possa raggiungere

si

una servit convenzio-

avessi

se io

tanto

conveniente uso del

fondo, competente per qualsivoglia titolo,

Adunque

La necessit

volte che mediante un

le

passaggio sufficiente per la coltivazione

pubblica via.

al-

Quando manchi

assoluta quanto relativa

la

dare

venisse a

sola

tolleranza

passassi

io

altrui, non sarei ascoltato, almeno finch il vicino


1
non mimpedisca il passaggio.
Per i marciapiedi lungo i fiumi
non tolgono lo stato di chiusura del fondo, perocch essi, non
costituendo che una servit stabilita limitatamente per i bisogni
della navigazione, non possono considerarsi, come una via pubblica.
252
Se sia soggetto a prescrizione il diritto di dimandare la

sul fondo

servit legale di passaggio.


lativa sussista,

sebbene

siasi

Finch

necessit assoluta o re-

la

compete sempre il diritto di servit di passaggio,


lasciato correre un tempo anche immemorabile; in

il diritto di dimandarla imprescrivibile.


In qual luogo debba stabilirsi il passaggio.

termini

altri

253

saggio deve stabilirsi in quella parte, per cui

circondato alla via pubblica sia pi

il

Il

pas-

transito dal fondo

breve e riesca di minor danno

fondo, sul quale viene concesso (art. 593 capov. l.).


Se queste due condizioni della maggiore brevit e del minore
danno non possano rispettarsi, conviene subordinare la prima alla
seconda, e ci tanto per luno quanto per laltro proprietario, ma

al

in

maggior grado per

il

Solon n. 330; Favard

loc. cit. n. 3.;

Boileux loc.

cit.;

Domante

e seg.; Aubry e Rati II, 504; Nostro Com.


Solon n. 318; Demolombe XI, 606.
Demolombe XI, 607; Aubry e Rau 1. c,; Nostro Com. II,

Demolombe XI, 610


s
8

II, 527, bis II;

II, 749.

756. Si pure de-

ciso clic la consuetudine che in qualche luogo vigesse, e in forza di cui

di fondi contigui si prestano reciprocaihente

non impedisco

fondi,

dennit e

il

il

proprietari

passaggio per la coltivazione de loro

lesercizio del diritto concesso dal presente

non esime

e viceversa

pel cui

proprietario del fondo servente,

interesse sono principalmente stabilite.

articolo

di

proprietario del fondo chiuso dall obbligo di prestare

conformarsi in tutto alla medesima disposiziono

di

legge (C.

C.

legge,
l'

in-

Paris

30 nov. 1864).
4

Demante

Boileux
5

art.

Dot.

II,

539 e 539

682; Aubry e Rau


cit. loc.

bis.;

Demolombe XI, 614

bis;

Duranton V, 431;

loc. cit.

cit.

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211

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET

TIT. HI.

Ambedue

devono

le condizioni

rispettarsi

una

l'

all

altra su-

bordinarsi tanto nella scelta, che deve farsi del fondo fra

molti

che circondano

chiuso, quanto nel determinare

il

fondo in cui deve


al

il

luogo di detto

passaggio essere stabilito. Perci in riguardo

il

primo capo quel proprietario, contro il cui podere fosse chiesta


pu eccepire che vha altro fondo circonvicino nel
il passaggio riescirebbe meno dannoso che nel suo, sebbene

la servit,

quale

meno comodo e meno


chiamare

in

causa

costoso pel proprietario che io chiede e

gli altri proprietari circonvicini,

voto della legge; ed

in

riguardo al secondo,

fondo che di fatto deve esserci


il

perch

sia sta-

quale fondo debba rimanere affetto dalla servit , secondo

bilito

pu chiedere che

assoggettato,

passaggio sia stabilito tanto pi lungo quanto sia

meno dannoso

suo fondo, a segno tale che, se dalla massima lunghezza

al

si

minimo danno, potrebbe esigere che fosse stabilito il passaglunghissimo, salvo sempre la moderazione che il giudice, estima-

avesse
gio

il

proprietario del

il

il

tore de' fatti, credesse di dovere apportare

Ma

se per trent anni

passaggio

il

all

esigenza estrema.

siasi praticato in

luogo e modi

contrari alla doppia legge della maggiore brevit e del minor danno,
il

proprietario del fondo dominante ha acquistato

nervelo.

254

dovuta per

Bell' indennit

legale di passaggio.
il

il

diritto di te-

lo

stabilimento della

servit

Quegli che dimanda la servit di passaggio per

suo fondo chiuso deve pagare

al proprietario

del podere, pel

quale viene stabilito, unindennit proporzionata al danno cagio-

nato dal passaggio medesimo

(art.

594). Se

adunque, attesa

natura e la destinazione del fondo o del luogo di esso, ove

la
il

passaggio viene aperto, niun danno ne fosse cagionato, niuna in-

dennit sarebbe dovuta.

Dnranton V, 420; Pardessns

Roustaing II, 321; Demanto


2

II,

358

n. 219; Boilenx art.

bis 2;

683; Ducurroy,

Demolombe XI, 618

molombe XI, 621; Aubry e Rau II, 508.


3 Pardessus n.
221; Demanto II, 327

bis III; Boilcux art,

Bonnier e

o 620.

Pardessus n. 223; Tonllier e Duvcrgier III, 553; Marcad

art.

682, II; De-

682; Demolombe XI,

627.

Ma

so avvenisse che

il

passaggio non cagioni alcun danno, quando viene stabi-

lito,

perch, ad esempio,

il

fondo o

il

luogo di esso affatto incolto, e che lo cagioni

in progresso di tempo, mettendosi a coltura, in tal caso comincerd ad essere dovuta

lindennit? Il
(1.

c.)

signor

nel caso che

il

Demolombe (XI, 628) lammette con Pardessus


passaggio

si

fosse esercitato di fatto; senza

chevole o giudiziario regolamento sulla determinazione di esso;

che

ma

Demante

siasi fatto

contro

ami-

gli stessi

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212

UB.

IST. DI DIB. CIV. IT.

Lindennit pu essere fissata

all

II.

amichevole dalle parti, e in

Le spese sono

loro disaccordo dal giudice sulla relazione di periti.

domand

a carico di ehi

la servit,

perocch sono

suo

fatte pel

interesse. L'indennit

deve consistere in un capitale da pagarsi

una sola volta e non

in prestazioni annuali (arg. art.

Il

pagamento dellindennit deve essere premesso

della servit , perocch

espropriazione forzosa

255

Quando

imposizione di questa

in

402 e 596).

allesercizio

partecipa

della

('art.

cessi

438).

V obbligo di pagare V indennit.

L ob-

l' indennit cessa in due casi.


quando il fondo sia divenuto chiuso per effetto di una
vendita, permuta o divisione (art. 595), dovendo allora prestarsi

bligo di pagare
l.

per tacita convenzione o per presunta volont de contraenti

dal

venditore, compratore, permutante c condividente, cui resta o va

appartenere

il

fondo che chiude

laltro.

venduto per porzioni a diversi acquirenti

Che

anzi se

la servit

ad

fondo fosse

il

sarebbe parimente

dovuta senza indennit dal proprietario della parte che chiude


3

laltra.

La convenzione che

fra contraenti si fosse stipulata di

prestare la servit legale di passaggio non ha


soggetti

all

non

di rendervi

forza

fondi de terzi, sibbene di dar luogo

obbligo dellin-

dennit o favore del contraente possessore del fondo che deve prestare la servit,

imperocch questa convenzione espressa esclude

Dottori la esclude nel caso che tale regolamento sia intervenuto,


tato l'obbligo di pagare

parti in ci

Imperocch

sorvionto di cambiarla.

egli dico

dell art.

so possa stabilirvisi

ma

il

proprietario del

egualmente comodo , quando

nel luogo servente lavori, riparazioni

pensiamo che

645 per dimandare ed ottenere che il passagod anche in altro fondo suo pro-

gio sia esercitato in altro luogo dello stesso fondo


,

risul-

fissata

questa sentenza vera ,

fondo servento possa valersi

prio

non siane

indonnita, ovvero sieno trascorsi trentanni dallesercizio'

una volta la posizione rispettiva dello


che concerna l indennit, non pu dipender dal proprietario del fondo

della servita.

1*

miglioramenti.

esistente gl' impedisca di faro

ci

farebbe

difficolt

che

detto articolo riguardasse le servit stabilite per fatto delluomo; imperocch primie-

ramente la sua disposizione cosi saggia, provvida ed equa che emana dalla ragione

prima cho dalla leggo, o basta invocare

la regola che

deve

farsi ci

che a

me

giova,

e a te non nuoce, per applicarla a qualsivoglia caso; secondariamente la determina-

ziono del luogo convenzionale e perci direttamente vieno a cadere

sotto

il

citato

articolo.
1

Demolombe XI. 633; contro Jousselin op. cit. Il, 553.


Duranton V, 429; not. 1.; Solon n. 320; Taulier II, 427; Demolombe

n.

631

contro Pardessus n. 321.


5

Demolombe, Anbry

Rau

loc, cit-

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TIT. ni.
il

DELLE

indennit
2.
1.

Se

fonda

si

esenzione

dall obbligo

quando ne

256

213

MODIFICAZIONIDELLA PROPRIET.

presunto tacito accordo sul quale

dell

il

sia stata prescritta lazione (art. 597).

proprietario del fondo servente possa dimandare la

soppressione di questo passaggio.

Cessata la necessit del pas-

La

saggio questo pu essere soppresso.

necessit pu

cessare in

due modi.
2.

per la riunione del fondo circondato ad altro fondo con-

tiguo alla via pubblica, senza distinguere, se

primo acquisti

il

una servit

fondo riunito al chiuso abbia

il

podere ehe

di passaggio sul

lo divide

da essa via, non

essendo lecito aggravarla

proprietario del

il

secondo o viceversa. In luogo della contiguit

pubblica non basta che

alla via

(art. 596) ;
per lapertura di una nuova strada che riesca

circondato

sempreeh sia sufficiente


medesimo (art. cit.)

al

fondo

alla coltivazione

e al conve-

passaggio compete

solamente

niente uso del

La

facolt di far

al proprietario del

sopprimere

il

fondo serviente,

il

quale pu esercitarla anche

trentanni dopo cessata la necessit (art. 569).


di restituire

il

ricevuto compenso

o perdere

il

Ma ha

lobbligo

diritto di esigere

lannualit ehe si fosse convenuta (art. 596).


Articolo

Del

diritto di

2.

acquedotto

Il diritto
sue specie
258
In clte consista
sua ragione
o la servit legale di acquedotto consiste nel diritto di condurre
unacqua per il fondo altrui ad uso ed utilit del proprio. Oltre
tutto ci che
il passaggio dellacqua, questa servit comprende
necessario per usarne, e specialmente il diritto di passare lungo

le

sponde del canale per vigilare

la

condotta delle acque

farvi gli spurghi e le riparazioni occorrenti (arg. art. 639).

Questa servit ha per causa

diretta

retta linteresse pubblico, avvantaggiandosi


1

Maleville sull' art. 682; Delviconrt

p.

ambedue

390; Toullier III,

col retto

550; Pardessus

Duranton V, 420; Solon n. 328; Marcad art. 682, II; Demanto II, 857
e Roustaing II, 234; Proudhon de lusu1. c.; Ducaurroy, Bonnier

n. 218,
1)9

I,

e per

interesse privato e indi-

I; Boilcux

fruit II,

551

e 877 e IV, 1886;

Demolombe XI, 602; ubry

Vedi nostro Com. Il, 770 e

Motivi de Codici per

Rau

II, 506.

seg.

gli Stati

Sardi I, 562; Giovannetti Regimo des eaux.

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214

IST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

pieno uso delle acque che la natura

II.

ha riccamente largito per

ci

1.

lagricoltnra e l'industria.

La2. medesima

servit

in

distinge

si

specie

tre

ragione

in

3.

delle cause, per le quali concessa;

per la necessit della vita o per

striali

od indu-

per lo scarico di acque soprabbondanti,

pel prosciugamento e per la bonificazione delle terre.

Prima

cause per

specie

quali compete.

le

o industriali

il

nome

le

necessit

si discorre di queste

Tale servit compete in primo luogo

per la necessit della vita, o per


598). Sotto

acquedotto per

di

diritto

per pii usi agrari

della vita o

(art.

usi agrari

259

gli

agrari

usi

gli

di necessit della vita

od

industriali,

sono compresi

tutti

bisogni reali, alla cui soddisfazione sia indispensabile lacqua. Pa-

rimente sotto

espressione di usi agrari sono compresi tutti, e per-

ci pu chiedersi la servit tanto per irrigare i prati a ortaglia, i


terreni a cotone, quanto per allagare le risaje, per macerare le canape e cose simili. Se in qualche luogo fosse costume di ridurre a
stagno per uno o pi anni i terreni coltivati per far poi produrre loro
abbondanti raccolte, la servit di acquedotto competerebbe egual-

mente.

Altrettanto dicasi degli usi industriali;


alla

dimanda della servit

servire

come

cos

saresti

di acquedotto, se dell

acqua

ammesso
ti

volessi

forza motrice pel giro delle macine di mulino e in

generale delle macchino di qualsiasi fabbrica, o per alimento, dir


cos, della produzione,

come

nelle tintorie, nelle raffinerie, nelle

coneie e simili. Per ne resta esclusa

la

causa di pubblico ornato.

In conseguenza se o un comune, o un privato volesse condurre

acqua per alimento di una fontana o


1
servit non competerebbe.

Ma

conviene che

dustriali offrano

di

mero abbellimento, questa

le necessit della vita e gli usi agrari

un vero interesse, perch ne

resti

in-

legittimata

quella specie di espropriazione, che nella imposizione della servit per ministero di legge. In conseguenza

quegli

il

quale dimanda

il

non basterebbe che

passaggio per le sue acque, allegasse

un simulacro dirrigazione;
basterebbe avere un volume di acqua, per

un irrigazione immaginaria, o invocasse


cos ancora
1

Dumay

Bertin

non

gli

sur Proudhon, domaine pubi. IV. 1452; contro Bertin op.


loe.

cit.

n. 270.

eit.

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il

per

sufficiente soltanto
de

livello dei suoi

o avere terreni irrigabili,

d irrigarli,

215

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

quanto grosso, se

non

poderi

ma

inaffiamento di

permettesse

gli

poca acqua che fosse


una piccolissima parte

si

medesimi.

Donde segue che

autorit giudiziaria ha

il

potere di non am-

mettere listanza di quello che dimanda la servit di acquedotto,

quando non

si verifichi

che legittima

blica,

la

interesse pubblico.

dell

260

nel caso quell utilit, mediatamente pub-

sottomissione del diritto privato alla causa


*

chi competa.

La

servit di acquedotto per la ne-

cessit della vita, o per gli usi agrari o industriali


3

compete a chi

abbia permanentemente od anche solo temporaneamente

acqua per dette necessit od

di servirsi di un

egli

un

privato, od

una persona morale, abbia

usi

(art.

il

diritto

598) , sia

una servit

la propriet,

personale o un semplice diritto personale di godimento del fondo,

ove F acqua

voglia condurre; cos

si

compete eziandio

tuario, usuario, abitante, affittuario,

che

inquilino,

della vita

si

usufrut-

non

sentono da tutte le persone indipendentemente dalla

loro qualit di proprietario, di usufruttuario

scuno ha egual

o d inquilino , e cia-

diritto di soddisfarle: lagricoltura poi

possono prosperare

stria

all

anticresista,

possessore di buona o di mala fede. In verit le necessit

al

coll

uso delle acque, o

si

e lindufaccia

dal

proprietario del fondo e della fabbrica, o dai terzi sopranominati.

261

Per quali acque competa.

La

detta servit compete

per la condotta di qualsiasi specie di acqua, viva

o morta, cor-

rente o stagnante, proveniente da sorgente naturale o artificiale,

da

da fiumi innavigabili o navigabili, da laghi, o da torrenti;

rivi,

da pioggie o da nevi (art. 598). N manco deve distinguersi per


qual titolo quegli che domanda la servit, possa servirsi dell acqua
che vuol condurre pe fondi altrui; se cio per diritto di proprie6

t,* di concessione' o di uso.

5
3

p. 4;

Consulta
Bertin

1.

motivi dai Codici per

c.

e n. 363;

Domante Cours.

Aubry

Le concessioni

gli Stati Sardi,

Rau

II,

Voi.

* s 6

In quanto

le cui

al

Commentde

Demolombe XI, 207; Aubry e Rau


primo titolo merita ebe si noti come il

acque scolano nei fondi

inferiori,

legale di acquedotto per impedir ai loro

trebbero,

562 e

laloi

29 aprile 1845,

II, 492.

proprietario di

una

possa imporre sopra questi la servit

proprietari di usare delle acque,

quando vi scorressero per la semplice situazione

sarebbe soggetto a tutte le leggi

dacqua da

seg.

495.

analy. II, 495, bis II; Garnier,

Bertin n. 271, e seg.;

sorgente

di uso

I,

de luoghi;

come po-

esso per altro

riguardanti la servit legale di acquedotto, senza

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216

DI DIR. CIV. IT. LIB.

IST.

parte dello stato

acqua stessa che

anteriori d uso d
stati (art.

acqua

604 e

262

meno od anche per una

sola stagione (arti-

602.).

Contro quali fondi competa.

compete contro

tutti

Ne

zione e la coltura.

magazzini, le botteghe,
i

qualunque ne

sono esenti solamente

ad esse attenenti

giardini, e le aje

musei e

La medesima servit

fondi capaci di essere assoggettati a servit

reale, a chiunque appartengano,

le gallerie,

diritto di servirsi del-

il

perpetuo o temporaneo e se questo debba durare un

sia

novennio, pi o
coli

e,

gli opifzi, le

sia la destina-

case,

le

cortili,

per identit di ragione,

simili (art. e arg.

art.

gode da questi fondi tanto se siano aperti quanto


acquedotto possa competere sopra
1

che quegli

il

si

essere

servit

la

ac-

in fondi altrui gi possiede;

richiede limpossibilit assoluta o relativa della condotta per


il

fondo a cui

parti, al

modo

competa

la servit di

acqua

stesso che

che quegli

il

si

si

destina,

circondato

da tutte le

detto del fondo chiuso, perch gli

passaggio;

quale vuole far passare le acque sul fondo

possa disporne durante quel tempo per

altrui

chiusi.

perch

fondi altrui necessario,

quale la dimanda, non possa condurre

qua pei fondi suoi, o per canali che


cio

Ma

Sotto quali condizioni competa.

Lesenzione

599).

di

biblioteche, le pinacoteche,

si

263

diritti

legittimamente acqui-

sr fossero

615).

Finalmente non deve distinguersi, se


l

II.

intendono sempre fatte senza lesione dei

cui chiede

il

pas-

che restino per nulla modificata dalla circostanza che preesisteva quella di scolo

pi specialmente non potrebbe ottenere limposizione della servit, che verificandosi


condizioni richieste dall' articolo 602

le

loi

29 aprile 1845,

p.

(Garnier op.

cit.

p.

13

Daviel

14; Damolombo XI, 208; Aubry e Rau loc.

seoondo diciamo che non dove

farsi distinzione, se la

da un privato, o dallo Stato (Demante

li,

498

Comm. de

la

In quanto al

cit,).

concessione doli acqua siasi avuta


bis

II;

Daviel

loc. cit.;

Demo-

lombo XI, 209), e sa le concessione sia del diritto di propriet, o dell uso dell acqua,
come quello competente ai rivieraschi de corsi di acque non demaniali. In riguardo
al terzo finalmente ci riportiamo a

possa domandare

La servit di

di deriver nei fondi


l

quanto ne dicemmo sopra, che cio

il

rivierasco

acquedotto por condurre lacqua dal rivo, che ha diritto

che non lo costeggiano, che possa dimandarla anche quando per

elevatezza delle sponde del suo fondo debba andarla a derivare in

un fondo

o suo

o altrui superiore (alle autorit quivi citate aggiungi; Esquirau de Parieu, Revue de
Ugislation an. 1845 p. 27
1

op.

e in senso contrario Bertin n.

Vedi Nostro Com. II,

Dumay

cit.

70

e seg.

Demolombe XI

213).

V88.

su Proudhon, du dom. pub. 1452; Nostro Com. II

785; contro Bertin

n. 270.

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deve

Adunque

602).

se vuole imporre perpetua servit,

perpetuo poter disporre

in

217

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. ni.

saggio (art.

imporlo temporaneamente. Se

il

acqua; molto pi poi potr

dell

diritto di disporre dell

soggetto ad uria condizione risolutone,

acqua fosse

pu, non ostante, ot-

si

tenere una servit perpetua la quale durer tale , se la condizione

non

si

verificher, o

al verificarsi

estinguer

si

coll estinguersi di

della condizione. Parimente

quel diritto

pu ottenersi perpetua,
un fondo

se alcuno avesse comperato con patto di retrovendere

a cui sia annesso


passaggio, pu

diritto di disporre di un

il

che in questo caso

il

compratore

acqua, perocch an-

che quegli che dimanda

proprietario

divenire

irrevocabile,

il

e cos essere

Al contrario non pu ottenere che un passaggio temporaneo chi ha solo temporaneamente

perpetuo

il

suo

diritto.

come

diritto di disporre dellacqua,

il
l

fin dal principio

affittuario

dell'

lusufruttuario, lusuario,

e in generale qualunque concessionario temporaneo

acqua. Del resto chiaro

che quando

dellacqua sia a termine incerto,

o nelluso a vita,

poi sia a termine certo,

come

diritto di disporre

il

verifica nellusufrutto,

si

anche essa di durata incerta; se

la servit

come pu

nell usufrutto,

essere

luso stabiliti con determinazione di tempo, o


vit anch essa a termine certo.

Da

o nel-

nell affitto, la ser-

ultimo sembrami che

1'

affit-

tuario possa esigere che nell atto dello stabilimento della servit

ne

sia pattuita la durata

riaffitto;

maggiore pel caso di tacito o espresso

3 che

acqua

sia sufficiente

per

uso ,

al

quale destinata

602);*

(art.

4 che

il

passaggio chiesto sia

il

pi conveniente ed

il

meno

pregiudizievole al fondo servente, avuto riguardo alle circostanze


dei fondi vicini, al pendio, ed

condotta,
v

il

corso e

lo

ha perfetta analogia

alle

altre condizioni

il

delle necessit della vita,


1

il

imperocch

tolto

il

caso

primo ha per causa la necessit, il


che riguardano l apertura del

utilit; tuttavia le regole

passaggio, sono applicabili in generale

Com.

con-

passaggio accordato a favore de fondi

per quanto lo stato de luoghi

la

sbocco delle acque. Senza dubbio, non

fra

chiusi (art. 593) e questo per le acque;

secondo

per

lo

all'

acquedotto. Cos, almeno

comporti,

il

passaggio deve essere

Vedi Nastro Ceni. II, 813.


Vedi sopra

n.

259; Motivi dei Codici p r

gli

Stati

Sardi

I,

3G8; Nostro

Il, 815.

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218

IST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

quella

in

stabilito

parte,

II.

per cui la condotta delle acque dalla

loro presa al fondo, a cui sono destinate, sia pi breve e riesca


di

minor danno

ai

fondi serventi. Del pari

non compete, che quando

altrui

non

cessi,

bilit

fa

si

passaggio sui fondi

il

impossibile assolutamente o

sia

relativamente di condurla pe propri fondi.

Ma

se questimpossi-

luogo alla soppressione

dell

acquedotto

(arg. a contrar. art. 596).

La

sussistenza di queste condizioni deve essere giustificata pre-

cedentemente

allo

stabilimento

lautorit giudiziaria

ordinando

della servit, e

non pu dichiarare che

si

di

conseguenza

luogo ad esso,

fa

determinare la convenienza del passaggio

ai periti di

acqua, la sufficienza di questa, qualunque daltro canto possa

dell

essere

263

urgenza del passaggio.

Dell indennit dovuta

per V imposizione della servit

le-

gale di acquedotto in perpetuo, per un tempo maggiore e minore di

un novennio

quando debba

essere pagata.

In correspettivit

del diritto di servit di acquedotto eho alcuno voglia acquistare,

deve pagare

il

valore a cui saranno stimati

senza detrazione delle imposte e degli

fondo e col soprappi del quinto , oltre

terreni

altri

da occuparsi

carichi inerenti

al risarcimento dei

immediati, compresi quelli derivanti dalla separazione

di

al

danni

due o

pi parti, o da altro deterioramento del fondo da intersecarsi. I


terreni per che venissero occupati soltanto per la riposta delle

materie estratte e per

che per

met

la

il

getto dello spurgo

del valore

non debbono pagarsi

suolo col soprappi del quinto,

del

e sempre senza detrazione delle imposte e degli


renti

ma

ne terreni

medesimi

altri carichi ine-

lecito al proprietario

servente di piantare ed allevar alberi od

altri vegetali,

del fondo
e di rimuo-

vere e trasportare le materie ammucchiate, pureh tutto segua senza


danno del canale, del suo spurgo e della sua riparazione (art. 603).
1

Nostro Com. II, 817; contro Bertin

n.

371. Parmi che questo Dottore spinga

troppo oltro lanalogia fra la servit di passaggio stabilita pei fondi chiusi, e questa
dellacquedotto. In verit lo stabilimento della servit di passaggio

meno

d'ordinario,

alcuna spesa, bastando spesso assodare

il

prietario

del

il

pro-

fondo servente a domandare la liberazione del suo fondo, manderemo


:

pi ancora graveremo quello che condu-

ceva lacqua dello spese necessarie di rimetter

imporremo

richiede, al-

sempre spese enormi

costruzioni sotto e sopra terra. Ora, se autorizziamo

inevitabilmente perdute tutte queste spese

gl

non

terreno col semplice

calpestio; al contrario la formazione dell acquedotto richiede quasi

per livellazioni, scavi,

la.

cessarie per la

necessit di rifare nei fondi

lo

cosa nel primitivo stato, ed inani 1

nuovamente acquistati

tutte le opere ne-

nuova condotta.

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TIT.

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Tale indennit dovuta tanto se la servit

sia

a contro

arg.

coll

obbligo

Quando

604).

art.

delle acque sia per

gamento dei

poi

219

imposta in per-

petuo, quanto per un tempo maggiore di nove anni

603, e

(art.

domanda del passaggio

la

un tempo non maggiore

di

nove anni,

il

pa-

valori e delle indennit ristretto alla sola

met ma

dopo scaduto

cose nel

mettere

termine di

il

le

primitivo stato. Ma chi ha ottennio questo passaggio temporaneo


pu avanti la scadenza del termine renderlo perpetuo, pagando
l altra met cogli interessi legali dal giorno
in cui il passaggio
venne praticato; scaduto il termine, non gli pi tenuto conto di
ci che ha pagato per la concessione temporanea (art. 604).
Nell uno e nell altro caso l indennit deve essere pagata
prima dimprendere la costruzione dellacquedotto, cio prima

che

si

proceda

alla

occupazione dei terreni assoggettati alla ser-

vit, ma indubitatamente dopo dichiarato farsi luogo allo stabilimento della servit, quali terreni debbano essere occupati.
264
Obbligo di chi domanda il passaggio per le sue acque
1

del aprire

il

canale

necessario

fondo servente possa offrire


del nuovo
si

il

se e

quando

canale suo per

regole particolari

proprietario del

il

impedirvi

per V esecuzione

debbano attraversare canali, acquedotti strade pubbliche

torrenti.

quando
fiumi e

Dichiarato farsi luogo allo stabilimento della servit

legale di acquedotto quegli che

ha ottenuta deve aprire

cessario canale e fare tutte le altre opere necessarie

della servit,

quandanche

acque e capaci

nuove, senza distinguere se appartengano

fondi o a terzi.

Ma

all

il

ne-

esercizio

ne fondi assoggettati esistano altri ca-

nali destinati al corso di altre


le

apertura

delle opere,

ai

(fi

ricevere anche

proprietri di detti

hanno la
nuovo canale, offrendo di dar

proprietari dei fondi assoggettati

facolt dimpedire lapertura del

passaggio alle acque nei propri, acci lo stabilimento della legale


servit loro riesca

meno

gravoso. Conviene per che

si

verifichino

queste due condizioni:


l.

che

il

proprietario del fondo servente sia ancora proprie-

tario del canale e delle

menti, in quanto

al

acque

acque

imperocch

altri-

altrui gi scorrenti

Vedi

in esso scorrenti,

primo capo, non il fondo suo ma il canale altrui


e in quanto al secondo f immischiare le

sopporterebbe la servit

con quelle che debbono nuovamente

la Sentenza della C. di Cas. di Torino

Bottini e Giuriati an. 12 part.

I.

29

feb.

1860;

P.ac. di Giurispr.

per

pag. 102.

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220

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

condursi atto del tutto

Ma

illegale.

II.

non necessario che

specificamente destinato alla condotta delle acque;

sia

canale

il

cos,

se-

condo che panni, il proprietario del fondo servente potrebbe offrire


1
un fosso da chiusura o da scolo,
2. che il passaggio delle acque nel canale del proprietario
del fondo servente possa praticarsi senza notabile danno di chi
domanda il passaggio , restando cos conciliati equamente i riguardi
dovuti al diritto di propriet co vantaggi deiragricoltura e del-

f industria

(art. 599).

Quando,

due condizioni,

verificandosi queste

canale offra in questo

il

il

proprietario del

doman-

passaggio alle acque di chi lo ha

dato, ha diritto ad una indennit da determinarsi dall autorit giudiziaria, avuto riguardo allacqua introdotta, al valore del canale,

opere che

alle

rendessero necessarie pel nuovo transito cd alle

si

maggiori spese

manutenzione. Donde apparisce che tutte queste

di

opere divengono un carico esclusivo del proprietario concedente.

Se

nei fondi dichiarati soggetti al

passaggio delle acque esi-

stessero canali ed acquedotti, e fosse necessario attraversarli,


si

lo

pu, osservato quel modo che sar riconosciuto pi conveniente

e adattato al luogo e allo stato de medesimi canali ed acquedotti

purch per
alcun

modo

altro

non

alterato
3

renti (art. 600).

attraversarsi

strade

osservarsi le leggi e

impedito, ritardato o accelerato, n in

sia

corso o

il

il

volume delle acque

in essi scor-

per dar passaggio alle acque dovessero

se

ovvero fiumi o torrenti, devono


regolamenti speciali sulle strade ed acque

pubbliche,
i

601).

(art.

265

'Modo

di esercitare questa servit.

Il

modo

di

eser-

regolato dal principio generale che non


Quindi chi possiede un canale nel fondo altrui non pu immettervi maggior quantit d acqua di quella per
citare questa servit
lecito di aggravarla.

quale originariamente l ottenne. Ma se preliminarmente , e


uopo in giudizio, sia riconosciuto che il canale sia capace di
maggior quantit di acqua, e che non ne possa venir danno al
fondo servente, si pu immetterla; in effetto da una parte il ca-

la

all

nale propriet di chi lo fece e possiede, e dallaltra

il

servente non soffre aggravamento, e, evitato ogni danno,

Vedi Nostro Com.

a Consulta Nostro
3

fondo
il

pr-

II, 797.

Com.

II

798.

Vedi la Sentenza della C. di Torino, 29 febbraio 1800; sopra

cit.

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TIT. HI.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

prietario del canale

maggiore quantit

Che

non ha interesse dimpedire


di

acqua

221

immissione della

605).

(art.

se le necessit della vita

agrari o industriali,

usi

gli

esigessero che fosse introdotta una maggiore quantit di acqua nel

canale e a tale effetto fossero necessarie nuove opere, queste non

possono

farsi, se

modo

prima non

determinata

si

somma dovuta

e pagata la

natura e qualit,

la loro

pel suolo da occuparsi e pei danni nel


3

stabilito superiormente.

Lo

ha luogo quando per il


da sostituire ad un ponte-

stesso

passaggio a traverso un acquedotto sia

canale una tromba o viceversa (art. 605).

266

Seconda specie

acque soprabbondanti.

per

diritto di acquedotto

Tutte

le regole

scarico di

lo

esposte sulla prima specie

del diritto di acquedotto sono applicabili, tenuto per conto delle


1 una e l altra materia, al caso in cui il passaggio
venga domandato affine di scaricare acque soprabbondanti che
fondo, sia inferiore
il vicino non consentisse di ricevere nel suo
sia superiore , potendo anche attraverso a questo darsi scarico alle

differenze fra

acque soprabbondanti

267

acquedotto

(art.

606).

Provvedimenti comuni a

queste due specie di diritti di

stabile determina e ione del fondo del canale

apertura

mantenimento di comodi o sicuri transiti ai fondi contigui ai corsi

di

acqua.

Discorrendo ora delle cose comuni

specie di diritto di acquedotto, in primo luogo

fondo servente ha

la facolt, esercible

quanto lunghissimo, di

far

alle
il

due suesposte

proprietario del

dopo qualunque tempo per

determinare stabilmente

il

fondo del

canale con lapposizione di capisaldi * o soglie da riportarsi a punti


fssi,

alleffetto di

appartiene
chi

(art.

dimanda

la

render certa la propriet sottostante, che

dirette a favore del fondo servente.

non abbia

fatto

gli

607 e 608). Le spese occorrenti sono a carico di


servit e le rende necessarie, quantunque siano

Ma

se

il

proprietario di questo

uso di tale facolt nella prima concessione del-

lacqua do^r sopportare la met delle spese occorrenti (art. 607).

In secondo luogo se un corso di acqua o pi generalmente se


il

passaggio stabilito

per

la

condotta

lo

scarico delle acque

Pormi che l'aggravamento della servit non possa competere che per
cause c sotto le medesime condizioni necessarie pel suo stabilimento.
- Vedi n. 262 e 263.
1

Vedi Nostro Com. II, 835-837.

Per capisaldi sintendono punti

stabili di

muri o di altra materia

un ponte, in una chiavica o altra fabbrica per riscontro della

le stesse

fissati in

livellazione.

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222

1ST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

impedisse

sieno vicini,

desimi e

continuazione dellirrigazione o dello scolo delle acque,

la

hanno

essi

II.

a detto corso o passaggio,


sieno lontani dal fondo dominante, laccesso ai me-

ai proprietari de fondi contigui

diritto di

dimandare a

che di tale passaggio

quelli

servono, di costruire e mantenere

ponti e

si

loro accessi suffi-

cienti per

un comodo e sicuro transito, come pure

ranee,

ponti, canali ed altre simili opere per la continuazione

della irrigazione o

ne ritraggono

(art. 608).

Terza specie di
quanto tempo

pel prosciugamento

diritto di acquedotto

o per la bonificazione delle terre

per

costruzioni e le manutenzioni

sono a loro carico in proporzione del beneficio che

di tali opere

268

Le

dello scolo.

le botti sotter-

a chi competa

indennit dovuta.

contro quali

In terzo ed ulacquedotto concessa pel prosciugamento o bonificazione delle terre a scopo non solo agricolo ma
fondi

timo luogo

la servit legale di

anche industriale,

come per

aprire miniere, cave, torbiere, o per

fabbriche, opifizi, e forse anche case di abitazione. In

costruirvi

ambecrtie

casi

da rilevante

^imposizione della servit deve essere legittimata


partecipando della espropriazione

utilit,

forzosa*

609).

(art.

Essa compete

al solo proprietario

o bonificare e non
a contr.

(arg.

che ha

la

all

terre
3

all' art.

da prosciugare

meno ancora

usufruttuario e

598 cong.

art.

delle

609),

all'

sibbene

affittuario

all

enfiteuta

propriet perpetua o temporanea de fondi enfitcutici.

Compete contro

tutti

fondi che separano le terre, che devono

prosciugarsi o bonificarsi, da un corso di acqua o da qualunque


altro scalatojo, senza distinguere

se sieno liberi o dotali.

a quali persone appartengano e

Vi sono eziandio soggette

le strade,

losservanza dei relativi regolamenti

Solo esenti ne sono le case,

598 cong.

attinenti (art.

Garnier, Com. da la

loi

all art.

611).

fiumi e

611 cong.

torrenti sotto
all art.

giardini c le aje

601).

ad esse

In ogni caso al suo stabi-

10 giugno 1864; Nostro Com. II,

lonenve e Carette, Loia aunotcs 1854, pag. 112;


!

(art.

cortili,

854; contro

Deraolombe XI, 236

Devil-

bit.

Consulta Nostro Com. II, 857.

Aubry e Bau

Com.

II,

847-851

Bertin loc.

Garnier

Vedi sopra

II,

492 nota 2; Garnier, Com. de

contro Bortin op.


cit.;

cit.

n.

26;

loi

10 giugno 1354; Nostro

Demolombe XI, 205.

Nostro Com. II, 853.

loc. cit.

n. 261.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

limento deve essere premesso

il

223

pagamento dell'indennit,

la

quale

secondo che ne sembra, deve consistere nel giusto prezzo che si


sarebbe dovuto pagare per una libera contrattazione di simile
servit, salvo

il

risarcimento rigoroso di ogni danno. Certo poi

che debba consistere in una somma pagabile in una sola volta e


non in prestazioni annuali (arg. ait. 596).
Del resto nulla rileva con qual mezzo si vogliano prosciugare
0 bonificare le tene,

269

come

la

fognatura

e le colmate.

che sia intesa questa servit.

,4.

tesa a condurre per fogne o per fosse le

Questa servit

acque

in-

di scolo attraverso

fondi che separano le terre, da prosciugarsi o bonificarsi, da un

corso di acqua o da qualunque altro 6Colatojo (art. 609).

Obbligo di chi dimanda la servit di stabilire fogne


e di fare altre giustificazioni. Quegli che dimanda la

2696ts
c

fossi

le

servit di acquedotto per

il

prosciugamento o

sue terre deve stabilire le fogne ,


di

o qualunque altro mezzo

fossi

prosciugamento o di bonificazione,

fondo servente

diritto di offrire

il

il

la bonificazione delle

salvo al proprieterio del

passaggio per le fogne ,

fossi

o canali, che vi possiede, ove ci possa praticarsi senza notabile

danno di chi dimanda

Con

fogne e

le

fossi

fossi altrui, salvo

il

il

passaggio

possono attraversarsi

il

meno

il

sotterranei fatti

intende

si
il

e che atto a procurare

prosciugamento o

ai proprietari dei

fossi sotterranei) consiste in

il

un sistema

sotto

fondi

at-

di condotti

dal corpo del suolo arativo in direzione sia verticale,

mezzo, principalmente quello di liberare

il

patenti che latenti, qualunque no sia l'origine. Col

modo

di bonificare

terriccio

che seco portavano.

Aubry

Rau

II,

501 e

le

terre

nome

terreni per alluvione, e consiste

luoghi depressi e paludosi acque torbide e lasciarvele quiete


tato

alla boni-

chiamasi anche, con parola inglese, drenaggio. Oggetto della fognatura,

qualunque no sia

si

sufficiente al

per ricevere e smaltire fnori dei campi lacqua ebe va a raggiun-

gerli filtrando dalla superficie e

soverchie

611).

pi con-

il

concessa facolt

La fognatura (da fogne

sia obliqua;

coll' art.

Facolt di coutenza delle fogne e dei fosse altrui

quali condizioni.

canali, le fogne e

fondi vicini, al pendio e alle altre condizioni

uno scolo

ficazione (arg. art. 602).

611).

pregiudizievole al fondo servente, avuto rigurdo

alle circostanze dei

270

coll art.

passaggio richiesto

necessarie per lo scolo (art. 609 e 602)

effettivamente

600 cong.

loro libero uso (art.

Inoltre deve giustificare che

veniente e

559 cong.

(art.

dalle acque

di colmata poi

nell introdurre in

finch

abbiano deposi-

seg.

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224

LST. DI DIR. CIV. IT. LIB. U.

da fogne e da

traversati

1.
fittare dei lavori fatti

fossi altrui

o che altrimenti possano pro-

per prosciugamento o la bonificazione delle

non
2.
ne avvenga danno ai fondi gi risanati, e che essi sopportino
le nuove spese occorrenti per modificare le opere gi eseguite, affinch le medesime possano servire anche ai fondi attraterre di servirsene per risanare

loro fondi a condizione che

versati,

una parte proporzionale delle spese gi fatte e di quelle


mantenimento delle opere divenute comuni (art. 610).

richieste pel

271

Conciliazione degli interessi di chi ha

derivar Tacque

diritto di

da un fondo paludoso con quelli del proprietario di questo fondo che vuole
bonificarlo.
Se alcuno abbia diritto sulle acque che derivano da
un fondo paludoso, non pu opporsi al suo prosciugamento ; egli non

pu che dimandare

al proprietario,

faccia le opportune

suo

diritto,

il

quale vuole prosciugarlo, che

opere , perch sia assicurato

e conciliati per

tal

mezzo

due

interessi.

esercizio del

Ma

se queste

opere portassero una spesa sproporzionata allo scopo, allora alla


causa d interesse pubblico del prosciugamento conviene che ceda
la privata della

derivazione dell acqua; cio

sciugamento mediante una congrua indennit

luogo

si fa

(art.

al pro-

612).

VII.

Della servit legale di appoggio e dinflssione di chiuse.

272

In che consista

tale servit

quali fondi -r sotto quali condizioni

a chi competa

indennit che per

contro
essa

si

Questa servit consiste nel diritto di appoggiare od infiggere una chiusa alle sponde del fiume, torrente, rivo, canale, lago
e serbatojo da cui si ha diritto derivar lacqua (art. 613).
deve.

L appoggio o

infissione

in cui si stabilisce lincile,

pu

ma

farsi

non solamente nella sponda

eziandio nella opposta, perocch

che quello di deviare lacqua verso


il canale destinato a riceverla cd anche di alzarne il livello, esige
1
che la medesima possa occupare tutto il letto del corso d acqua.
ufficio stesso della chiusa,

Questa servit compete a

tutti quelli

che hanno

diritto di de-

rivare acque da fiumi, torrenti, rivi, canali, laghi e serbatoj, senza

che debba distinguersi per qual


1

Garnier Com. de

loi

11, luglio

titolo loro

appartenga tale

diritto,

1817 'Demolombe XI, 229.


;

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TIT.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

225

se per legge o per convenzione , se questo sia perpetuo e tempo-

raneo, n a quale uso

Compete contro

acqua

tutti

acqua. Esenti ne sono

sia destinata.

fondi che formano

soltanto le

case,

sponda

cortili,

ai corsi di

giardini e le

aie ad essi attinenti (arg. art. 598).

La condizione

necessaria, perch la servit competa, che questa

sia necessaria.

In corrispettivo

dell acquisto della

servit

deve

acquirente

pagare una giusta indennit che penso debba consistere nel prezzo
si pagherebbe per la libera contrattazione

che, a stima dei periti,

medesima

della

servit, e

deve

273

evitare ogni

servi.

che

Regolamento

mantenere

fare e

tune a prevenire ogni danno contro

danno fra gli utenti

opere oppor-

le

fondi.

dell' esercizio di

questa servit

all' effetto

responsabilit di chi non

L esercizio di questa servit deve esser fatto in

di

os-

modo

sia evitato fra gli utenti superiori e gl inferiori ogni vicende-

vole pregiudizio che possa provenire dallo stagnamento, dal rigur-

o dalla diversione delle medesime acque.

gito,

se alcuno degli

aventi diritto vi dia luogo, tenuto al risarcimento dei danni ed

anche soggetto alle pene stabilite dai regolamenti di polizia rurale (art. 614).

Sezione

II.

Dello servit stabilite per fatto dell uomo.

274

fatto dell

Transizione

uomo

dell

oggetto ,

servit

loro nozioni generali

vit stabilite dalla legge,

passiamo

prediali

divisione.

quelle

stabilite

per

Dalle ser-

stabilite

per fatto

uomo.

Gi
sopra

il

la servit prediale fu

attivamente definita per un diritto

fondo altrui in forza del quale

proprietario di questo

il

un fondo appartenente ad un altro


proprietario di tollerare o di non fare qualche cosa, che altrimenti, in virt del suo diritto di propriet, non sarebbe stato obbligato n di tollerare, n di non fare, e passivamente per un
obbligato a vantaggio

di

peso imposto sopra un fondo

per luso

lutilit

di

appartenente ad altro proprietario. Adunque la servit

un fondo
prediale

un diritto essenzialmente reale, incorporale e immobile a ragione


dell

oggetto a cui

si

riferisce (art. 545).


15

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226

1ST. DI DIB. C1V. IT. LIB.

Le

II.

condizioni essenziali per resistenza delle servit* sono tre:

che esistano due fondi, uno dei quali serva

alluso dell' altro;

il

primo chiamasi dominante,

il

all utilit

secondo

ser-

adunque

vente. Per fondo sintende ogni immobile corporale;

la

servit non potrebbe costituirsi sopra il diritto di usufrutto, quantunque sopra di esso possa stabilirsi un secondo usufrutto, 1 uso
e l' abitazione, e molto meno potrebbe stabilirsi sopra una servit

prediale;

cos se avessi la servit

passaggio sul fondo tuo,

di

non potrei stabilirvi sopra un altra servit di passaggio a favore


di un altro fondo vicino al mio; ma potrei col mio tondo stesso
cederne luso ad un altro, come all affittuario, allusuario, al1

usufruttuario e simili. Nulla impedisce per altro

fondo

che lo stesso

ed all'ora

sia soggetto alla stessa servit nello stesso luogo,

appartenenti a diversi proprietari,

stessa a favore di pi fondi

coin quando per lo stesso canale tutti questi in un medesimo

tempo derivano' 1 acqua per l irrigazione de loro


Molto pi la medesima servit pu concedersi

rispettivi poderi.

in

diversi luoghi

e per ore diverse.* Al contrario pi fondi possono essere soggetti


alla stessa servit a favore di
lo irrighi passi a traverso

ad

un solo fondo, come se

essi

ma

un

acqua che

la servit in tutti

c rimane una. Nulla rileva del resto che

casi

fondo appartenga ad

il

spio nella sua integrit, cio nello spazio sovrastante, nel so-

prasuolo, nella superficie, nel sottosuolo

(art.

440), o che questi

vari elementi sieno luno dall altro separati, imperocch ciascuno

pu essere gravato

di servit; cos se io fossi

anzi dell ultimo appartamento, e

non

partamenti inferiori, potrei gravare


di

padrone della

casa,

della superficie e degli ap-

la casa,

la

parte superiore

essa che mi appartiene, della servit altius non tollendi : se

imporvi ogni specie

fossi proprietario della superficie, potrei

non ledesse

servit, che

la

lo fossi del sottosuolo,

potrei im-

porvi la servit di scavamento di pietra, pozzolana, torba e


mili. Il

essendo
1
Da
s

fondo poi su cui


l

di

propriet del sottosuolo, passaggio,

acquedotto ed altre cento; se

impone

la servit

deve essere

si-

alienabile,

imposizione di servit una specie di alienazione.

Ma

ora innanzi per servit intendiamo la prediale.


D. de usu{f. et usa.

Leg. 1

Leg.

Leg. 14 D. de

2 D. de servit. praed. rust. e Log. 4; D. de aqua quot. et


servit. prasd. rust.

cestiva.

Leg. 2 J 26 e 27 D. ne quid in loco pub. fiat Leg. 6 C. de op. pub. Proudhon


du doni. pub. II 365 a 368; Iroplong de la prese, n. 162; Pardessus n. 11 Vazeille
;

de la prescript, n. 93; Aubry e

Rau

li,

542; Rostro Com. Ili, 9 e 11.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. UI.

se

due fondi sono

essenziali alla esistenza della seryit

227
,

non pa-

rimente essenziale che essi appartengano attualmente a quelle per5 la serviti! stessa pattuiscono;
sone, che

cos se io possedessi

un

terreno contiguo al tuo, potrei acquistare da te la servit di pro-

spetto per

edilzio

che costruir sul confine della mia propriet;

parimente potrei concederti

la servit di

passaggio a favore del

fondo, che possiedi, sul terreno del tuo vicino che mi propongo di
acquistare; cos ancora pu un fondo gravarsi di servit, se

og-

getto che ne deve fermare la materia, non esista ancora, almeno

come

tale,

come

se prima di praticare degli scavi per trovare ed

allacciare

vene dacqua,

moduli.

Ma

te

ne concedessi

la esistenza^della servit

zione che ledifizio sar costruito, che


e che

acqua sar

la

il

terreno sar acquistato

In quanto poi

ritrovata.

presa di uno o pi

subordinata alla condi-

all' utilit

che

un

fondo deve arrecare allaltro, essa costituita da tutto ci che


atto a rendere

il

fondo dominante pi produttivo, pi prezioso e

pi comodo, o solamente pi dilettevole ed


affatto unutilit

qualunque,

la servit

ameno.

Se manca

nulla.* Per non ne-

cessario che l'utilit sia attuale, bastando la futura, eventuale e


solo possibile; cos, sebbene nel mio fondo scaturisca libera ed
abbondante lacqua, pure prevedendo che tu, mediante escavazioni

fondo, che vicino

fatte nel tuo

che quelle vene abbiano

il

aquam

al inio,

e sotto

il

quale credo

loro corso, potresti troncarmele in tutto

o in parte, posso da te ottenere

il

jus Ubi non esse in fundo tuo

qua:rere minuendce aquce mere gratta.

Ma

rigorosamente

necessario che la servit sia imposta ad un fondo a vantaggio di

un altro fondo, talch sarebbe nulla

la servit

imposta ad una

persona, inviolabilmente libera, a favore di un fondo, e non sa-

rebbe servit reale,


diritti

godimento, di uso improprio

7
;

Leg. 23,

Leg. 10 D. do

Voet. ad Pand. Lib. 8; Tit. I, n. 2 in 5ne; Pardessus n. 49 e seg.; Dnvergier

D. da servit. pred. urb.

1;

573

sorvil. prsed. rust.

Duranton V, 413

Demolombe XII

Leg. 3 pne. D. de aqua qnot. et

Leg. 15 D. de servit.

8
7

nersi

diritti di

concessi ad una persona sopra un fondo

sur Toullier IV,

pu

ma

Leg. 15

Non

dirsi

604

Aubry

Kau

II, 542.

sestiva.

cit.

possono darsi regolo par discernere la natura del diritto conceduto, e solo

che quando la concessione

stabilito

un

diritto di

riguarda principalmente la persona, deve

godimento, e quando riguarda principalmente

il

rite-

fondo,

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2.

228

IST. DI DIB. CIV. IT. LIB.

che

II.

due fondi appartengano a due

bordinazione
esercitare

dell

uno a servizio

Ma

non un peso imposto


nulla impedisce che

proprietario di

1.
perciocch la ragione comune assorbe
una servit,
ciascun
2. condomino, quindi i due fondi a buon diritto

appartenere a due differenti proprietari;

esige

lo
3.

dominante.

diritto di

il

si

reputano

fondi siano vicini o contigui per quanto e secondo

della servit

ufficio

di'

arrecare utilit al fondo

I caratteri

proprie-

Parimente nulla impedisce che un


un fondo e comproprietario di un altro stabilisca

passiva in quello che ritiene.

che

di

cosa

alla

il

che ne aliena uno, stabilisca una servit attiva o

tario nellatto
3.

modo

sarebbe un

dell altro

diritto di propriet e

il

propria, res sua nemini scrvit.

che

proprie-

differenti

perciocch se appartenessero alio stesso proprietario, la su-

tari,

delle servit sono quattro, cio:

che consistono nel tollerare o nel non fare e giammai

nel fare;

che sono mere qualit dei fondi tanto dominanti quanto

serventi, qualit proficue per

primi, nocive pe secondi; quindi

va confusa con quella de fondi, ed esse attivamente e passivamente passano con i fondi ne terzi possessori e
non possono cedersi in se stesse e separatamente dal fondo *
che sono per regola perpetue
e non temporanee; ma
5
possono stabilirsi anche a tempo certo o incerto,
e a tempo

la loro esistenza

lautorizza la legge (602 , 604).


prietario del fondo servente

Atteso questo carattere,

non pu pretendere

il

pr

di redimerlo dalla

servit ;
una servit

godimento o di uso improprio ha

prodialo. Il diritto di

Domante

Roustaing II, 341;

Rau

II, 534 e aeg.


1

Lag. 6 D. com. prued.

Rau

Demolombe XII, 696; Aubry

Log. 38 e 39 D. de servii prasd. urban.

testo e note; Nostro


*

Taulier II , 365

Com.

o
e

rust. et urb.

Duranton V, 454-457

essenza della vera

II,

e nostro

Duranton IV, 229 e V, 449 Ducaurroy Bonnier


241 bit; Demolombe XII, 680 e seg.; Aubry
Com. Ili, 14-24.

servit personale di uso. Consulta

27

Ili,

II, 536.
;

Vinnius

Demolombe XII

de servii princ.

Inst.

692

Aubry

Rau

II

n. 3
,

537

e 28.

Log. 86 D. de verb. sign.; Leg. 116, $ 4; D. de leg. I Leg. 1 D. de usn. et


Cepolla, traci. I, cap. 2 n. 4; Pardessus n. 83; Demolombo XII, 669
;

usufr. leg.;
e

670; Aubry e Rau II, 537


B

Ut. b; Nostro
6

n.

3 Ut. a; Nostro Com. Ili, 31-33.

Pardessus n. 5 e 319; Demolombe XII, 704, 1053 e seg.

Com.

Aubry e Rau

Ili,
loc.

34 o
cit.

Aubry

Rau

II,

538

35.

Nostro Com. Ili

36.

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TIT.

III.

229

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

che sono

4.

tanto attivamente quanto passiva-

indivisibili

mente, e perci non possono acquistarsi, n usarsi, n perdersi


per parti ed dovuta a tutto il fondo dominante e a ciascuna
parte di esso e da tutto
di esso;

ma

'

comodit,

modo, e

luogo, al

il

sono ben

fondo servente, e da ciascuna parte

divisibili nel loro

esercizio o nella loro

e possono ricevere limitazione riguardo al tempo, al


sotto certi rapporti possono

essere ristrette e

modificate dalla prescrizione (art. 668).

Tratteremo in due

distinti paragrafi:

1 delle diverse specie di servit che possono stabilirsi sui

fondi

modo

2 del

per fatto

in cui

dell

uomo

stabiliscono le

si

servit.

I.

Delle diverse specie di servit che possono stabilirsi sui fondi.

275
bilirsi

Quali servit possano stabilirsi sui fondi.

Pu
un

di

fondo, giusta ci che or ora dicevamo e non sia in alcun


contraria

276

all

discontinue
stabilirsi

ordine pubblico

In (pmite

(art.

apparenti e non apparenti.

uomo

Le

modo

continue e

servit che possono

distinguono in due classi, la prima

si

delle quali

comprende

le servit

apparenti e non apparenti.

altro

616).

classi si distinguano le servit

per fatto dell

sta-

qualunque servit, purch

sopra ed a benefizio dei fondi

solamente imposta ad un fondo e a vantaggio

sia

le servit continue e discontinue, la

seconda

Leg. 23, \ 3 D. de serv. praed. rusfc. Leg. 13, 1 D. tit. cit. ; Leg, 8, J 1
1). de serv. praed. urb. ; Leg. 34 D. de servit, praed.
;

Leg. 17 D. do servit.; Leg. 30

Log.

rust.;

5,

6 e 8 D. quemad.

il

amit.

Duranton V, 416

loc. cit.

Nostro Com. Ili

servit.

be XII, 701, 775 e 775 bis; Aubry

eRau

e seg.

37;

ma

Demolomvedi n. 294.

Leg. 6, J 1 D. quemad.

Sogliono le servit distinguersi eziandio in affermative o negative, secondochd

proprietario

del fondo

proprietario di questo

servit.

amit.; Nostro

esercitarvi atti di

interesse storico in relazione al diritto

distinzione

pu

n. 294.

dominante pu fare qualche cosa nel fondo servente, o

non pu

secondo che consistunt in superficie, vel in

un

Com. Ili, 38; vedi

essere di qualche

utilit

solo.

il

propriet, e in urbane e rustiche

Quest* ultima distinzione non ha che

romano, in

cui invece era capitale: laltra

pratica por ci che concerne lacquisto del

possesso.

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230

IST. DI DIE. CIV. IT. LIB.

Continue sono quelle


senza che

sia necessario

cui esercizio

il

un

tempo o per ruota

stillicidi,*

gli

non

sono quelle

pascolo e simili

al

dell

uomo per

di passare, di attingere
(art.

si

tali

sono

gli

eseguisca che ad

617 e 619),
e discontinue quelle che

di giorni e di

prospetti cd altre simili,

richiedono un fatto attuale

uomo,

fatto attuale dell'

acquedotti, ancorch la presa di acqua


intervalli di

II.

o pu essere continuo

ore

(art.

essere esercitate

acqua, di condurre

tali

le bestie

617).

Per fatto attuale dell uomo s intende un atto perseverante e


sempre rinnovato, talch esso stesso costituisce lesercizio della
servit, come appunto il fatto di passare, di attingere acqua, di
condurre bestie. Ma tale non certamente la costruzione delle
opere dirette a mettere

perch

il

fondo servente nello stato necessario,

possa avere la sua materiale esistenza e quindi

la servit

suo esercizio; cosi continua

il

la servit di

acquedotto, bench

convenga costruire il canale;


n manco tale l atto dell uomo
che si richiegga solamente per mettere in azione la stessa servit,
come l'alzare o rabbassare le chiuse per l esercizio della servit
di acquedotto non esercibile che ad intervalli di tempo, o per
ruota di giorni o di ore.*

(servita di scolo delle

Sotto 1 voce stillicidio

sul fondo del vicino)

non

si

comprende

la servit di

acqae piovane del proprietario

acquaio , cio di scolo delle acquo

proprie usate pe bisogni domestici sul fondo del vicino o altre simili,
esige

gettito dell*

il

acqua da parte dell'uomo, (vedi Duranton

an. 1838, voi. 2, n. 318

David

tro

Aubry
*

Rau

come

e III,

il

cui

esercizio

Consultation Sirey

912; Pirrin o Rondu

frane. Ili, 820;

Dict. des constr.

Nostro Com. Ili, 50 e 51; con-

540; Demolombe XII, 712).

II,

Ravvicinando

apparisce

710

II,

1918; Dupret, Revue du droit

n.

le

due

della servit

definizioni

la loro differenza specifica

dei diritto di esercizio,

tanto che se io

continua e discontinua, chiaro

non consista nella continuit o discontinuit


potessi condur l'acqua che unora sola

non

del giorno, la servit di acquedotto dovesse dirsi discontinua, o al contrario, se potessi

passare tutti

momenti,

desunta dalla natura


il

la servit di passaggio dovesse ritenersi continua. Essa

dell esercizio.

Se questo

attuale delluomo, la servit

fatto

fatto

sar

sia tale

che possa aver luogo senza

continua; se poi l'esercizio

richiegga

il

dell'uomo, la servit sar discontinua. Di qua appare che non esattissima la de-

finizione

che la legge d delle

servit

devessere almeno poterti ialitcr

se

non

continue; perocch
actualiter

(come

si

secondo questa la servit


esprime Cepolla tract.

1,

cap. 19 n. 2) esercibile continuamente.


*

Rau
4

Duranton V,
II,

539

n.

491 e 686; Demolombe XII, 708; Boileux

art.

688; Aubry

testo e nota 2.

Duranton V,

n.

Demolombe XII, 710

492; Pardessus
e seg.

Aubry

n.

28; Duvergier sur ToullierlV, 57 nota a;

Rau

1.

c.

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, ,

TIT.

III.

231

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Apparenti sono

come una

che

le servit

si

manifestano con segni

visibili

porta, una finestra, un canale o altra opera visibile e

permanente, talch apparente la servit di acquedotto esercitata


con tali mezzi (art. 619).
I segni possono essere vari ma debbono sempre essere visibili
1
pel proprietario del fondo servente, per non interessa che esistano
nel fondo servente o nel dominante. Finch il segno non esiste,
o non visibile, la servit non apparente, bench tale necessariamente diverr per

la

esecuzione delle opere,

di finestra che dovr aprirsi,

un acquedotto

come una

servit

che dovr scavarsi

nella superficie della terra, o costruirsi sopra terra.

Non

sono

apparenti

della loro esistenza,

servit

le

come

il

che non hanno segni

Del modo

in.

II.

il

glia.

Di

parleremo in tre

titolo,

278
Col

titolo

come modo

modi

i.

titolo , e in

ogni specie di servit

stabilirsi

sono tre,

di stabilire lo servit per fbtto dell

Quali servit possano stabilirsi col

pu

padre di fami-

articoli separati.

ARTICOLO

Del

divisione.
le servit

titolo, la prescrizione e la destinazione del

essi

(art. 618).

cui per fatto delluomo si stabiliscono le servit.

277
Quanti e quali sieno questi modi
con cui per fatto dell uomo possono stabilirsi
cio

visibili

divieto di fabbricare sopra un fondo,

o di non fabbricare che ad una altezza determinata

uomo.

quali modi.

cio tanto le con

tinue ed apparenti, quanto le discontinue e non apparenti (art. 620).

come
di

saputo che per


la vendita,

titolo s'

intende

o gratuito, quale

la

un

atto

fra

vivi oneroso

donazione e una disposizione

ultima volont.

Se

la servit sia stabilita

per atto fra vivi oneroso, questo devo

essere redatto in istrumento pubblico o in scrittura privata, sotto

Vedi appresso

Boileox articolo 689;

n.

298 c

seg.

Deraolombe XII; Aubry e Ran II, 511.

Demolombe XII, 718; Aubry

Uau

loc. cit.

Nostro

Cora. Ili, 51- CO.

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232

IST. DI DIR. CIV. IT.

pena
Il

1314

di nullit (art.

I.IB.

II.

In quanto agli atti di donazione

2.).

deve osservarsi

di ultima volont

la loro propria

deve essere

titolo costitutivo delle serviti!

forma.

quando

trascritto,

consista in un atto fra vivi, senza distinguere, se sia oneroso o


lucrativo, e quale sia la specie di servit (art. 1932).

puramente e semplicemente, sotto condizione e con determinazione di tempo.


279
Chi possa col titolo stabilire le servit.
Pu stabilire,
cio imporre od acquistare per titolo una servit chi pu alienare
od acquistare le cose immobili, fra le quali si noverano tutte le
servit prediali. Adunque per principio non pu ad un fondo
imporre servit che il suo proprietario. Nulla rileva che egli lo
sia risolubilmente, per anche la servit sar soggetta a risoluCol

pu

titolo

stabilirsi

servit

la

nemmeno che

zione; e

non diminuiscono
ritto di

il

fondo sia gravato di ipoteche, le quali

diritto di propriet, salva

il

garanzia

favore dei

Lesenne de la trascription

integrit del di1

Del resto

il

Flandin, de la traseription n. 681; Monrlon,

n. 12;

Trait theor. e prat. de la trascription n. 105-199

Rau

ipotecari.

creditori

Demolombe XII

733

Aubry

II, 517.
1

Non v'ha

accordo fra

tori ipotecari. Il signor

0 semplicemente la

avessero

dottori sulla efficacia della servita di fronte ai credi-

Troplong (des hypot. Ili

servit, e soltanto

concede

danno pel minor prezzo

sofferto

n.

813

bis) dichiara

ai creditori

ritratto

che,

valida puramente

attesa

la servit,

dalla vendita del fondo,

di farsi indennizzare o dal terzo possessore o dall acquirente della servit.

il

diritto

Ma

contro

questa opinione pu osservarsi che so quol terzo o quello acquirente fossero insolvibili,
1

creditori ingiustamente soffrirebbero

dottrina- professata
Dallo?.

da Dclvicourt III, pag. 172, nota l;.Persil

Rpert. alph. vo. hypot.),

purgarla

dinare la stima, se la

Ma

questo peso

somma

non debbono

una

il

suo

stima

216,

v-

n.

5 o

una servit potr

titolo, e notificandolo ai creditori


il

diritto di farne or-

minore del valore reale della medesima

o gravante sui creditori

messo

ser-

dubbio

in

245, e recisamente negato da Domolombe XII, 715, e giustamente,


essere esposti per fatto altrui n ai risultati , n alla spesa

n.

perocch
di

offerta fosso

di far fare la

(art.

quali dicono che l'acquirente di

prezzo della servit, salvo ai creditori

da Pardessus
essi

facendo trascrivere

da ipoteche,

inscritti colla offerta del

vit.

un danno. Questo incoveniente evitato nella

perizia; d'altra parte lofferta del prezzo della servit supporrebbe che questa

fosse l'oggetto dell'ipoteca, o perci della susseguente purgazione, lo che assoluta-

mente

falso.

Resta

sono far vendere


costituita e senza

il

La terza sentenza,

che la pi cornane, che cio

creditori pos-

fondo senza aver riguardo alla servit, e come se non fosse stata

che siano obbligati a dimostrare esservi lata intenzione per parte

del debitore e del terzo acquirente di frodare

acquistati da terzi sui fondi ipotecati

creditori, perciocch senz altro

non possono opporsi ad

essi.

dritti

Solo faranno cosa

prudente, per evitare qualsiasi pericolo di futuro litigio, di notificare allacquirente


della servit latto di vendita, e citarlo ad intervenire, se cosi creda, a tutelare i
suoi diritti. Perciocch

da riconoscere, che se questi provi non poter venire danno

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DELLE MODIFICAZIOXI DELLA PROPRIET.

TIT. HI.

233

proprietario pu al suo fondo imporre tutte le servit che voglia

un solo o pi e diversi luoghi


semprech dalla moltiplicit delle concessioni non venga collisione

d identica o diversa natura in

fra

se

non

ritto dell

non

fondo

il

dei singoli concessionari.

diritti rispettivi

Ma
tario

goduto da taluno in usufrutto,

sia

proprie-

il

pu imporre che le servit che non nuocciano al diusufruttuario come sarebbero quelle altius non tollendi
vi

oedificandi e simili (art.

496 e 635).

Se un fondo appartenga per indiviso a pi persone, niuna di


esse pu imporvi servit senza il consenso delle altre; ma se ne
avesse fatto
cedente,

concessione, questa obbligherebbe non solo

la

ma

con-

il

successori anche particolari e aventi causa a

suoi

non mettere impedimento

allo esercizio

del

concesso. In

diritto

riguardo poi agli altri.comproprietari, la concessione non produce


alcun effetto, per se questi facciano la concessione per

loro

la

si ha per
pu essere fatta

parte o ratifichino quella fatta da uno di essi la servit

imposta validamente. Questa concessione o

ratifica

ambedue

dagli altri comproprietari unitamente e separatamente. In


casi la servit

si

ha per

istabilita

dallatto di concessione; per nel

gravame

creditori dalla vendita del fondo col

ai

realmente impressa sin

secondo caso

con-

di

latto

della servit, o sia pronto

nel caso

che risultasse a dar garanzia per indennizzameli, non possono quelli insistere per la

come libero; e veramente in presenza di ci non avrebbero interesso che fosse soppresso, mentre al contrario verrebbero a cagionare un danno alP acquirente che non pu in questo caso dirsi in colpa , so il debitore costituente fosse
insolvibile, o questi non obbligato alla garanzia dell' evizione. Incontestabile poich
vendita del fondo,

creditori potrebbero valersi dell' articolo

pagamento

al

prima

del debito

della

1176 contro

il

debitore, e farlo condannare

scadenza del termine

ovvero

domandare un

supplemento dipoteca, ed in mancanza lo stesso pagamento a senso


(vedi Toullier

Aubry

Rau

III,

571; Solon

II, 545).

Che

se

n.
il

dell art.

395; Duranton V, n. 516; Demolombe XII


fondo servente fosse gravato da

ipoteche

0 posteriori alla costituzione della servit, e fosse venduto libero, e dopo


1

creditori anteriori,

Aubry

Rau

rimanesse da distribuirsi qualche parte

(loc. cit.)

che

il

di

proprietario del fondo dominante

maggior valore avuto dal fondo per

equissima, perciocch

valo di servit, e perci

avrebbe

creditori posteriori

Leg. 15; D. Com. tam

serv. pred. rust.

medesima
pred.

non ebbero

749;

soddisfatti

in garanzia

diritto

somma

con

eguale

Questa decisione
che
la

il

fondo gra-

diminuzione

servit.

quam

urb.; Leg. 2, \ 1; Leg. 2; D. e

14, de

Leg. 4, D. de aqua quot. et aestiva; Toullier III, 572; Solon n. 431;

Demolombe XII, 747; Nostro Com.


4

la liberazione della servit.

diminuito di tanto del suo valore, quanto

della propriet costituente la

1980

prezzo, sinsogna da

preferenza sui creditori posteriori ad avere sulla rimanenza del prezzo la


al

anteriori

Ili, 176.

Toullier III, 573; Pardessus n.

253 e 254; Demolombe XII, 712 e 743.

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234

IST. DI DIR. CIV. IT.

cessione dell ultimo che

prima
(art.

626.

causa

UB.

II.

d piena esistenza alla servit sicch


rimangono sempre in sospeso
,

di questa le altre concessioni

il

per

se

20). Inoltre

al.

divisione,

concedente acquistasse tutto

il

licitazione

altra

fondo, la servit imposta

momento
fondo, a meno

diverrebbe pienamente valida dal

di tale acquisto e sa-

rebbe esercibile su tutto

di

il

volont

contraria

Ma, avendo ciascun comproprietario la piena propu imporre servit sul fondo insua parte, sulla quale si attuer nel momento della

dei contraenti.

priet della quota (art. 679),


diviso per la

divisione, indipendentemente dalla

concessione

degli

com-

altri

proprietari.

Al proprietario deve essere equiparato

enfiteuta, salva la ri-

solubilit del suo diritto enfteutico (art. arg. art.

665).

Pu parimente imporre
mala fede,

ma

servit il possessore di buona e di


non acquista irrevocabilmente la propriet
prescrizione o con altro modo, la servit si ri-

se egli

del fondo con la

solver con la perdita del possesso.

Finalmente

il

(art. arg. art. 665).'

In quanto poi allusufruttuario, questi non


vit, sibbene concedere diritti di
in

quanto non ne

diritti

cesseranno

godimento

pu imporre

ma anche

il

lo

comporta

acquisto della

o in persona o mediante mandatari

legali

servit

proprietari

o convenzioni

acquistarle, e in generale ed a maggior ragione quelli

Toullier III, 573; Pardessus n.

Toullier loc. cit;


III,

gli enfiteuti

la

creditore anticretico in riguardo ai beni

da loro avuti in godimento.


Per ci poi che concerne

sono imporle, come

questi

deve equipararsi, per quanto

materia, laffittuario e

ser-

identici alla servit,

nuda propriet

resti lesa la

al finire dell usufrutto.

All' usufruttuario

mendato

ma

marito pu imporre servit sul fondo dotale,

cessano con lo scioglimento del matrimonio

Demaute

II,

253

542

mariti (art. 665).

o 254;

bit

possono
che

Che

Demolombe XII, 742

pos-

se

il

e 743.

V; Demolombe XII, 743; Nostro Com-

183.

Cepolla tract. I eap. 14 n. 2; Fecchus de aqueduotu oap. 3 quest. 2

Duran-

ton V, 542; Demolombo XII, 737.


*

Peecbius de aqued. cap. 3 quaest.

Per inavvertenza e

mento
5

bis

V;

III,

190)

il

sulle

norme

1;

del

Demolombe XII, 635.


diritto comuno equiparai

altrove (Com-

marito allusufruttuario.

Vedi Pardessus

n. 247; Toullier

Taulier II, 433;

IV, 567; Duranton V, 511; Demante

Demolombe XII, 636;

Aubry

Rau

II,

II, 54l,

544 e aeg.

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fondo dominante sia risolubile, nondimeno

dopo

continua a sussistere,

la servit

235

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. in.

diritto di propriet del

verificatasi

condizione

la

e arg. art. 665). Che anzi se il possessore di buona o di


mala fede avesse acquistato una servit a benefizio del fondo posseduto da esso, il proprietario che lo rivendica, pu domandarne
(art.

la

conservazione

salvo

regolamento

il

dell

indennit col posses-

sore; infatti la servit anche in questo caso


al

fondo e non alla persona.

samente asserito procuratore del proprietario

si

fosse

perocch pu essergli sempre opposto con piena

di errore,

che fece

la concessione al

effica-

fondo e non alla persona.

Altrettanto dicasi dellusufruttuario, dell" affittuario e simili,


quali avessero agito

come

nel loro proprio nome.

La

fal-

concessionario

il

non potrebbe dimandarne lannullamento per causa

della servit,

cia,

ha per conceduta

si

Parimente se alcuno

servit

pu

procuratori del proprietario, non gi se

in generale

essere

acquistata

fondo comune da un solo de comproprietari

non riconoscere

anche

un

per

salvo per gli altri

il

Ma

neppure in questo caso


il proprietario
del fondo servente potrebbe impedire l esercizio
della servit per quanto di utile al fondo comune nei limiti
diritto di

lacquisto.

della ragione dell'acquirente; cos questi potr passarvi.

Articolo

Della prescrizione, corno

280

si

n.

di acquistare la servit.

abbia forza di modificarle.

Con

la prescrizione

un tempo sono
discontinue e non apparenti, di-

possono acquistare che le servit che ad

continue ed apparenti.

modo

Quali servit possano acquistarsi con la prescrizione

se la prescrizione

non

2.

Le

altre

Leg. li \ 1; D. quemnd. servii, arait; Merlin Rp.

259; Toullier III; 568 Demante II, 512

bis

v.* servit. J

12

n. 1;

IV; Demolombe XII, 759

Pardessus
contro Du-

ranton V, 550, 551 e 555; Taulier II, 435.


s

Merlin

loo.

Boileux art. 685;

Pardessus loc.

Merlin

loc.

Aubry

e 764;
5

n.

cit; Toullier o

Demolombe XI

Rau

Duvergier

III,

576

nota

o; Pardessus,

n.

260;

760.

cit.

cit.;

Pardessus n. 259; Demani II, 244 bis ; Demolombo XII, 759

II, 546.

Toullier III, 578;

349e355; Proudhon de

Dnranton V, 467
lnsuf.n.

561; Pardessus

1452;DemanteII,641

bis

n.

262

o seg.; Solon

5 Demolombe XII, 767.


;

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236

IST. DI DIR. CIV. IT.

con

quistarsi

motivi

Vedi

II.

possesso neppure immemorabile

il

saputo che per

necessario un possesso le-

la prescrizione

Nostro Com. III. 212-231, sulla necessit di sopprimere

il

addotti in quell opera sulla

una parte e
*

LIB.

non apparenti non possono ac(art. 629 e 630).

scontirfUe ed apparenti, continue e


.

lart.

antinomia fra

invincibile

631 dallaltra aggiungo

l'

631. Ai

art.

629 e 630 da

gli art.

le osservazioni fatte in

seno alla Commis-

sione di coordinamento rese ora di pubblica ragione. Il

che

fosse fatta eccezione al principio

Com. Chiaves propose che si


discontinue non sono acquisibili per

servit

le

prescrizione in riguardo alla servit di passaggio.

Ma

Caduta appresso in esame

il

la servit

degli

scoli,

la sua

proposta

Commissario

Sig.

osservare che nella seconda parte del suddetto articolo, regolandosi

per mezzo della prescrizione,

stare la servit in discorso


riterr cominciata se
fatto sul
i

non dal giorno

fondo servente opere

detti scoli a proprio

in cui

il

oppure dal giorno in cui


,

acquistarsi per

il

proprietario del fondo

mezzo della prescrizione, tanto nel caso che esistano opere

quanto in quello in cui non

veruna opera

esista

codice)

acquistarsi fuori che per

che

mezzo

le

fermo

nella

seduta

di

servit

un

di

moriale per acquistarle; principio


tener

visibile o

visibili

permanente

e
la

carattere di servit continua ed apparento. Conseguen-

il

temente questo articolo conterebbe per la servit degli


del Prog. (630 del

di

egli dice,

riconosce che la servit degli scoli potr legittimamente

si

quale possa dare alla servit

si

non ostante un atto formale

opposizione per parte del proprietario del fondo servente. Ora evidente,

permanenti

non

proprietario del fondo dominante avr

dominante abbia incominciato o continuato a goderle


che con questa disposizione

respinta.

fu

De Foresta fa
modo di acqui-

dice che questa

e permanenti destinate a raccogliere e condurre

visibili

vantaggio,

il

si

il

che neppure valga

quale, soggiunge

respingendo

ieri,

una vera deroga all art. 647


non apparenti non possono

scoli

discontnue o

titolo e

P oratore,

imme-

la prescrizione

la

Commissione

proposta Chiaves

la

volle

intorno

alla

servit di passaggio. Propone pertanto che sia soppresso lultimo inciso del capo verso
del suddetto articolo a partire dalle
preferisce di sopprimere

l'intiero

parole oppure dal giorno ecc., se pure

capoverso,

lasciando che

quosta servit sia regolato dai principii generali

il

modo

di

non

acquisto

si

di

segnatamente da quelli sanciti nel

suddetto art. 647 (630). Risponde altro Commissario (Cadorna) che ben esaminato e

ben considerato tutto

il

contesto del suddetto capoverso dell art. 654,

anche nel caso previsto dal secondo inciso, di cui


sione,

debbano

esistere opere

sia dal proprietario del

visibili e

qual caso sembri opportuno che

a godere degli

il

scoli,

si

raccolga che

preopinante chiede la soppresla

condotta degli scoli fatte

anche da quello del fondo servente, nel

sia

sia stabilito

decorrere salvo che dal giorno in cui


ciato o continuato

il

permanenti per

fondo dominante,

non dovere

la prescrizione cominciare a

proprietario del fondo dominante abbia comin-

non ostante

atto formale di opposizione per

parte del proprietario del fondo servente. Il preopinante (De Foresta) accetta questa
spiegazione,
inciso, la

ma

temendo che nella materialit

medesima spiegazione possa

essere

delle parole che

compongono

una materia

si

si

suddetto

ai Tribunali,

che in

importante come quella delle servit bene di prevenire, egli prefe-

rirebbe sempre che venga soppresso

pi da che

il

gravemente oppugnata, o possa almeno

questo inciso essere soggetto di dubbi o di controversie dinanzi

riconosce che

la

il

servit

detto inciso , e anche tutto


degli

scoli

debba essere

il

capoverso

retta,

tanto

quanto

acquisto, dalle stesse regole stabilite per le servit di presa d acqua. Tosta per

voti tale proposta

non

alai

accettata (Processo verb. 27, II).

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TIT.

il

possesso legittimo, quando sia con-

non equivoco e con animo

tinuo, non interrotto, pacifico, pubblico,

come propria

di tenere la cosa
il

237

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

gittimo (art. 2166), e che

686).

(art.

materiale detenzione, consiste nel godimento


1

rale e incapace di
di esso diritto,
di altro

La

che

prescrivente ha o per se stesso, o per mezzo

il

nome

quale lo eserciti in

il

di lui (art. 685).

continuit del possesso delle servit continue ed apparenti

costituita dalla esistenza permanente dei segni

Adunque

originario.

visibili nello stato

una casa che confini

se alcuno possegga

all' est

e al sud col fondo del vicino, e abbia aperta una finestra nel

che guarda

sud e dopo quindici anni

il

muro

un altra nel

prospetto in capo ad

altri quindici

della

medesima

la

specie,

In quanto che poi

il

la servit

la

distinte

seconda servit, che sono

una

dall altra.

possesso non deve essere equivoco, spetta

alla autorit giudiziaria valutare

insieme delle circostanze , e so-

prattutto deve ricercare se lo stato de fondi presentato


stitutivo della servit

come

co-

abbia cagionato diminuzione nel diritto di

propriet del fondo servente, sicch

avuto serio interesse

di

anni; perocch non ha posse-

prima n

ma

muro

abbia chiusa per riaprirne

non avr acquistata

di levante

duto per trenta anni n


s

parimente saputo che

possesso della servit, che un diritto, e perci cosa incorpo-

di opporvisi

il

padrone

altrimenti

di

questo avrebbe

esistenza di quello

stato e degli atti di godimento che ne sono stati la conseguenza


dovr considerarsi, come semplicemente tollerata e insufficiente

a costituire

tenuto in

tetto della

il

possesso del

nemmeno

possesso legittimo

il

denti sopra

la

vizio

cos

o,

esistenza di finestre risponil

meglio, dellambiguit e

condotta delle acque fatta da un affittuario del fondo


a quello di 6ua assoluta propriet.

affitto

Nel resto

casa del vicino non basta a purgare

dellequivocit

la

prescrizione riguardante la servit retta dalle

comune.

leggi di diritto

Oltrech stabilire le servit continue ed apparenti la prescrizione

pu ancora accrescerne

di ricercare quale

sia la

lentit e luso, senza

causa

dell originario

che interessi

stabilimento, cio

se la prescrizione, la destinazione del padre di famiglia o


(arg. art. 668).

Demolombe XII, 780.


Duranton V, 586; Demolombe XII, 774; Aubry e Rau
III, 605 e 608; Demolombe XII, 783; Aubry

Duranton

il

titolo

II,

552.

Ran

loc. cit.

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238

IST. DI DIR.. CIV. IT. I.IR.

Ma

modo

II.

conviene fare speciale attenzione che per

un

acquisto di

pi ampio della servit mediante prescrizione,

possesso

il

deve avere caratteri ben precisi e determinati, sicch rivelino senza


equivoco lintenzione da parte del possessore della servit di acquistare quel modo pi ampio, e da parte del proprietario del
fondo servente

281

acquiscenza a tale modificazione, al suo fondo

pi onerosa.

Da

qual giorno incominci a decorrere la prescrizione in

genere e in specie per la servit degli

le

gni visibili, che suppongono la esistenza c


sieno terminati (arg.

art.

541 e 637)

scoli.

comincia a decorrere dal giorno in cui


1

La prescrizione

opere apparenti o
l

e continua a decorrere

solo col conservarsi completamente le cose nello stato

ma

state originariamente poste,


tale stato, che della servit

possa fare uso

si

in-

se-

in cui

non

sono

ancora col seniplioe conservarle in


(art.

662).

Non deve
imme-

della servit siasi incominciato

distinguersi, se lesercizio

esercizio della servit

compimento di dette opere, ovvero dopo un


certo tempo, imperocch la servit continua incomincia ad esistere
dal momento che messa in tale stato da potersi esercitare da
se medesima, n se dette opere esistano nel fondo dominante o
diatamente dopo

il

servente, a differenza di quanto espressamente sancito nell art. 541,


3
secondo cui le opere debbono esser fatte nel fondo servente.
Parimente non deve distinguersi se l' opera siasi fatta dal proprie-

tario del

fondo a cui favore

de comproprietari indivisi,

terzo possessore di
di convenzione,

si vuole stabilire la servit, o da uno


od anche da un usufruttuario, o da un
di mala fede, perocch non si tratta

buona o

ma di possesso

che pu essere esercitato dal propriemezzo di un altro, il quale tenga la


4
In fine non deve distindi lui.

tario o per se stesso, o per

cosa o eserciti
guere, se

nome

diritto in

il

segni visibili siano stati stabiliti con l'intenzione di

acquistare la servit o per tutt altro motivo, imperocch


l

intenzione,

ma

possesso la causa della prescrizione, e

il

sesso costituito dalla


1

Leg. 11. D. quib mod. ser

s Toullior III,

Aubry

nuda esistenza

Rau

II,

Toullier loc

634

Leg. 12. D.

cit.

630; Taulier

II,

441; Boiloux

III,

Quem.

pos-

art.

690; Damolombo XII, 776;

212-231.

Pardessus n. 280; Demolombe XII, 777 Aubry e


;

serv. amit; leg. 1 J 7. D.

Demolombe XII, 779; Aubry

Rau loe.

cit.

552.

de itinere, aotnque privato Par-

Demolombe XII, 778; Aubry


Rau loc. cit. Un tempo fu, ma

dessus n. 377 e 379; Duranton V, 591;


5

non
il

amiti.

551; nostro Comm.

delle opere.

Rau

ora

loc. cit.

non

pi

contraverso.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. IH.

Che

se

si

tratti della servit degli scoli, la

mincia dal giorno in cui


fatto nel

il
1

fondo servente opere

raccogliere e condurre
dal giorno in cui

239

prescrizione inco-

proprietario del fondo dominante abbia


visibili

e permanenti destinate a

scoli a proprio

detti

vantaggio, oppure

proprietario del fondo dominante abbia comiu-

il

non ostante un atto formale

ciato o continuato a goderli,

di op-

posizione per parte del proprietario del fondo servente (art. 637),

ma

per non basta quest atto di opposizione,

che esistano opere


tario del

282

visibili

fondo servente.

e permanenti, fatte anche dal proprie-

'

Quanto tempo sia necessario per

tempo necessario per

conviene eziandio

la

prescrizione.

come modo

la prescrizione,

Il

di acquistare le

servit continue cd apparenti di dieci o di treut anni, secondo che


siensi acquistate in forza di
trascritto e

che non

un

titolo,

che

sia

debitamente

stato

per difetto di forma, o non siano

sia nullo

629 e 2137).
Il titolo deve emanare da colui che in buona fede si riputato padrone del fondo, sul quale la servit si imposta, e non
da quello che aliena il fondo preteso dominante e che nell atto

state acquistate affatto o senza queste condizioni (art.

gode della

di alienazione dichiara che quello

servit;

tale

per-

ciocch se lacquirente pu esser considerato, coin un possessore


di

buona fede, credendo vera

enunciazione della esistenza della

la

servit, certo che tale enunciazione

Articolo

non pu

costituire

il

titolo.

S.

Della destinazione dol padre di famiglia,

qual

283

modo

di stabilire le servit.

Che cosa sia la destinazione del padre di famiglia, e

quali servit possano stabilirsi mediante essa.

padre di famiglia
bilisce fra essi

uno

atto

con cui

il

La destinazione del

proprietario di due fondi sta-

una servit,

che costituirebbe

stato di cose

se appartenessero a proprietari differenti.

V ha pure destinazione, quando


stabilisca tale stato di cose fra

il

proprietario di

due parti

Proces. verb. 27, sopra riferito (n. 280. p. 236 in nota).

Sull apparento contradizioni di questi

Toullier III, G31; Beiimo do la posse ssion n. 261;

Rau

II,

518; contro Domante 516

duo

bis

articoli, vedi nostro

Com.

Demolombe

solo fondo

medesimo.

distinte del

bry e

un

Ili,

205-207.

XII, 782; Au-

IV.

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240

IST. DI DIE. CIV.

Cos vha se
per

il

desimo fondo

La

IT. LIB.

II.

proprietario conduca lacqua tanto

un

irrigazione di

altro fondo;

da un

fondo

quanto da una parte del me-

all'

altra parte.

destinazione del padre di famiglia in riguardo alle servit,

ad un tempo continue ed apparenti, tiene luogo di


quando i due fondi cessino di appartenere allo stesso

le quali siano

titolo

cio

proprietario senza alcuna disposizione relativa alla servit, questa


s

stabilita

intende

attivamente

passivamente a favore e sopra

ciascuno dei fondi separati (art. 643). Adunque lo stabilimento


delle servit continue ed apparenti per destinazione del padre di
famiglia suppone necessariamente la

que

mancanza assoluta

di

qualun-

e di qualunque dichiarazione contraria allo stato

titolo

cose. In tale silenzio non pu

non

delle

legalmente costituita

essersi

per tacito consenso degli alienanti e degli acquirenti, imperocch


ogni cosa senza

o dichiarazione contraria sintende ven-

patto

duta, permutata, in

somma

alienata

nello

stato in

cui

si

trova

1470, 1555, 1879), e lo stato e nel caso supposto tale da

(art.

costituire

una servit, tostoch

fondi appartengano

a differenti

proprietari.

284

Condie ioni richieste , perch la destinazione del padre di

famiglia valga a stabilire

padre di famiglia

le servit.

1.

che

il

Perch vi sia destinazione del

e questa costituisca un

servit continua ed apparente

fondo

si sia

modo

di stabilire

una

richiede,

si

posto dal proprietario nello stato da

cui risulta la servit. Per altro

se nel

momento

della divisione

defondi lo stato delle cose sia tale da costituire, per effetto stesso
della divisione, una servit continua ed apparente, questa sintende
stabilita,

bench quello

stato

non

sia creato

che da un

affittuario,

salva al proprietario, se lo avesse ignorato, lazione di danni interessi contro di quello, perciocch laquirente del fondo, a cui

profitta quello stato, atto a stabilire la servit, lo acquista qual,

indipendentemente dalla qualit della persona che ve lo abbia


3
E nulla rileva che lo stato delle cose, costituente la deposto.
1
Vedi Duranton V, 566; Demolombe XII, 826; Aubry o Rau II, 555, not. 1;
Nostro Com. Ili, 239; e la sentenza della C. di Cass. di Parigi 7. op. 1863; Journal
da Palais an. 1864 p. 617.

Consulta

riati an.
riati

an
3

le magistrati

sentenze della C. di Torino 15 gen. 1861; Bettini-Giu-

16, part. 2, p. 47; e della C. di Cass. di Milano 15 lug. 1865; Bettini-Giu17, par.

1.

pag. 533.

Demolombe XII,

811.

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TIT. IH.

stillazione del padre di famiglia,

o da giorni, o
si

lui,

siasi

formato da antico tempo,

creato dal proprietario, dopo che

siasi

riunirono in

241

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

due fondi

o invece sia semplicemente risultato dalla pree-

sistenza di una servit, che, attesa la riunione operatasi in lui


della propriet del fondo dominante e di quella del fondo serverete,

era estinta o confusa;

si

che

2.

perch

sia stato posto in quello stato stabilmente,

contradittorio che unopera precaria e temporanea possa manifestare

un peso

lintenzione di creare un diritto e

Quindi se
taneo, un

di natura

lo stato delle cose facesse palese


utile

meramente personale, non

sua perpetua.

un comodo momensarebbe la destina-

vi

zione del padre di famiglia sufficiente a stabilire le servit continue


5

ed apparenti.
Del resto non interessa quale
priet dei due fondi va a dividersi
dita volontaria o forzosa,

sia la causa,

per cui la pro-

fra due persone, come venpermuta, donazione, legato, prescri-

zione.

285

Come possa provarsi V esistenza

quisto sia necessario

Quando

il

titolo,

perduto

delle servit pel cui ac-

l'atto in cui

era

pubblico o la scrittura privata, con cui

latto

scritto.
si

costi-

una servit continua e non apparente , o discontinua apparente o no cio una servit che non pu essere stabilita n colla
prescrizione n colla destinazione del padre di famiglia , si fossero
smarriti la prova di tale servit non potrebbe risultare che da un
documento, il quale ne contenga la ricognizione (art. 634). Questo documento deve provenire dal proprietario dal fondo servente
a rilasciarlo al proprietario del
il quale in conseguenza tenuto
fondo dominante che abbia uninteresse legittimo di averlo, a
tuita

Consalta

le

due magistrali sentenze della C. di Casa, di Milano, 11

Bottini-Giuria ti an. 15 part. 1. p. 137, e 15 lag. sopra


*

Aubry

Pardessus
e

Rau

II,

n.

feb.

1863

cit.

289; Marcad art. 692 e 693, 1; Solon n. 390; Demolombe XII, 809;

556. Notisi che eziandio nel caso della divisione della propriet per

prescrizione, la servit risulta dalla destinazione, talch

si

ha per acquistata dal mo-

mento che la prescrizione acquisitiva del fondo fosse compiuta. La qual cosa se non
Ita conseguenza pratica, quando si tratti di prescrizione trentennaria, pel motivo che
con questa

si

sarebbe stabilita eziandio la servit indipendentemente dalla prescrizione

del fondo, l'ha

rocch

il

per certo, allorch

titolo e la

possono mancare (e

buona
il

titolo

il

fondo

si acquisti

col possesso di 10 anni: pe-

fedo, che valgono per la prescrizione decennale del fondo,

almeno manca necessariamente) per la stessa prescrizione

relativamente alla servit.

16

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242

IST. DI DIB. CIV. IT. I.IB.

II.

spesa di questo; e in caso di rifiuto, potr essere convenuto

in

giudizio.

Oltre che dall'atto di rieognizione la prova della servit


risultare

da una sentenza passata

verit stessa.

che

in regiudicata

si

pu

ha per la

finalmente pu risultare dalla confessione del proprietario

del fondo servente, dal giuramento ed anche dallesame de te-

stimoni ammessi a deporre in base di un principio di prova scritta,

od anche senza di questo, quando l'atto del


3
caso fortuito o forza maggiore.

Sezione

modo

In qua!

285

III.

Iscrizione oggetto modo di esercitare


Conosciuto che siano le servit, le loro

modi con

le servit

quali

modo con

si

possono

debbano

cui

per

esercitano le servit.

gl

bis

divisione.

stabilire,

specie e

passiamo ora a trattare del

esercitarsi, o altrimenti de diritti

e degli

defondi dominanti e serventi,

1.
rispettivi de proprietari
obblighi

come

titolo sia perito

2.
tali.

Tratteremo

in

due paragrafi

distinti del

modo

di esercitare le

servit in generale, e delie servit di acquedotto e degli scoli in


particolare.

Del

28t>

modo

I.

di esercitare le servit in generale.

Esposizione generale

divisione.

tamente,

bry e
*

gli

diritti

modo

Intorno ni

del proprietario del fondo

dominante;

obblighi del proprietario del fondo servente.

Pardessus n. 29G; Toulliar

Rau

dobbiamo considerare para-

di esercitare le servit in generale,

III,

772; Solon

n.

596; Demolombe XII, 756; Au-

549.

Favard,

Pvp.

v.* servitudes,

set.

3,

n. 4;

Boiicux

loc.

cit.

Proces.

verb. 27. III.


3

Pardessus n. 2G6 in nn.; Duranton V,

molombe XII, 755; Boiloux

lec.

cit.

Mourlon

n.

I,

565; Damante II, 550 bis I, Do1822; Aubry e Rau

loc.

cit.

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TIT. HI.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

Articolo

243

1.

fondo servente in relazione

Diritti del proprietario del

alluso (lolla servit.

287

Ha

servit.

Il

diritto

tatto ci cito sia necessario

comprende

diritto di servit

sario per usarne, qualunque sia


lita

il

acqua

cosi la servit di attingere

diritto di passaggio nel fondo,

il

modo

alla fonte altrui

dove

la fonte si trova,

di far passare le acque nel fondo altrui


le

gli

di farvi

la

una

di pas-

altri

determinabili nei singoli casi con lo attento esame di fatto


di

diritto

il

condotta delle acque

spurghi e le riparazioni occorrenti ed

Tutto ci che necessario per usare

stabi-

racchiude
e

comprende quello

sponde del canale per vigilare

sare lungo

per usare della

tutto ci che neces-

eoi quale stata

simili,
1

(art. 639).

una servit

costituisce

servit accessoria di questa, alla quale perci subordinata

tanto nell esistenza quanto nell esercizio. Quindi pel primo capo

estinguendosi la principale ,
ria
1"

che se dopo

si

estingue necessariamente

necessa-

estinzione della principale siasi continuato

la

esercizio dell necessaria, potr o no, secondo la sua natura, es-

sersi acquistata,

come

principale, mediante la prescrizione.

secondo capo non pu esercitarsi

la servit accessoria

fetto di esercitare la principale; cosi

compete su quello del vicino

che

pel

all ef-

proprietario del fondo, cui

il

la servit

di

acqua, non

attinger

potr accedere a questo che per attinger acqua e non per rag-

giungere, ad esempio, una pubblica strada.

288

Ser/uilo

conservare la servit.
servit

comprende

esecuzione delle opere necessarie per usare

Vedi Vernante II, 551

e Itau II,

560

Dal medesimo principio che

tutto

ci

bis o

il

553; Boilcuj

art.

690; Merend

art.

e seg. S i giudicato pi volte e assai giustamente che

condotta delle acquo non comprenda sempre

il

diritto di passaggio,

canale sia scavato sul confine e, passando sul proprio


dotta delle acquo e fare

gli

diritto di

che necessario per usarne, segue

fondo,

si

il

696; Auhrv
diritto della

come quando

il

possa vigilare la con-

spurghi e le riparasioni del canale (Corte di C. di Paris

8 luglio 1842, 25 giugno 1860, 19 marzo 1861 c 10 dicembre 1862).


*

cipali
art.

I* una servit sin


ambedue siano stabilito come prinDomante II, 551 e 553; Boilenx
560 0 seg.)

Nel giudizio di fatto conviene osservare altentamonlo che

accessoria della altra, perciocch pu verificarsi che

sebbene

una serva quasi

nll'altra

(Consulta

696; Demolombe XII, 813; Aubry e Ran II,

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244
clic

le

IST.

DI

I)IIl.

CIV. IT.

(.Ili.

II.

proprietario del fondo dominante abbia la facolt di

il

fare

opere necessarie per usare della servit e conservarla (art. 640).


Le opere necessarie per usare della servit e conservarla sono

varie e molteplici

Cos se

de luoghi.

secondo

la

natura della servit e la condizione

trattasse di acquedotto,

si

opera necessaria

per usare della servit consisterebbe nello scavare il canale o nel


costruire il condotto; se di passaggio, assestare e assodare il
suolo, e se questo fosse in gran pendo, stabilire una cordonata
per rendere l'ascesa e la discesa pi agevole, tagliare i rami degli alberi ed anche abbattere gli alberi stessi che ingombrassero
1

il suolo, e financo costruire un ponte.


Parimente sono opere necessarie quelle dirette a conservare

la strada, selciare

come

lo stato del terreno servente,

la fortificazione della

sponda

contro la corrosione di un fiume o torrente.

pu non

proprietario del fondo dominante

Il

di fare queste opere, a

meno che

valersi del diritto

obbligato di eseguirle

siasi

interessi al proprietario del fondo servente

come

che siano eseguite,

se per la loro inesecuzione fosse cagionato o minacciato al

fondo

servente un danno ingiusto

presa

e di condotta dacqua,

proprietario

il

cos in specie nella servit di

del

pu

fondo servente

sempre dimandare che il cavo si mantenga convenientemente spurgato, e le sue sponde siano in istato di buona riparazione (articolo 642).

289
In qual tempo e modo debbano essere fatte cotali opere.
Nel fare queste opere necessarie per usare e conservare la servit il proprietario del fondo dominante deve scegliere il tempo
o il modo che sia per recare minore incomodo al proprietario del
fondo servente (art. 640).
Per l' incomodo che sia la conseguenza necessaria della ese,

cuzione di
diritto

tali

opere,

il

proprietario del fondo servente

non ha

ad alcuna indennit, perciocch essendo inerente alla sercompreso nello stabilimento lucrativo o oneroso della

vit stessa,

medesima.

Ma

se per forza maggiore

gravato F indennit dovuta

Leg. 10 D. de servi t.

vit, vin.;

Log. 20

incomodo debba essere ag-

3
.

j>

1 D.

de

servit.

pred. urb.; Log. 4. 5; D.

Pardessus n. 55 Doucaurroy Bonnier e Boustfting

Pardessus

n.

II,

III,

280;

si scr-

358 Demolombe XII, 833.

57; Duvergier su Toullier III, 665, not. a

Consulta Nostro Commento

Demolombe XII,

ove sono conciliate

le

830.

opposte estreme

sentenze di Tanlier e Demolombe.

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

TIT. 1U.

In ogni caso devono ristabilirsi

290

La

245

luoghi nel loro primiero stato.

spasa di tali opere a carico del proprietario del

fondo dominante

quando possa

se, e

tario del fondo servente.

La spesa

essere

a carico

del proprie-

di tali opere a carico

del

proprietario del fondo dominante, perciocch da una parte la ser-

per sua essenza consiste in patiendo vel non fadendo , e non


mai in faciendo; e dall'altra ogni spesa deve sopportarsi da colui

vit

Ma

al quale profitta.

servit sia

comune

se

fra

del fondo servente,

uso della cosa nella parte soggetta a

proprietario del fondo dominante, e quello

il

spesa a carieo comune td in proporzione

la

de' rispettivi vantaggi (art. 641).

Per

il

proprietario del fondo servente

pu essere tenuto,

in

forza del titolo costitutivo della servit o di un atto posteriore, alle

spese necessarie per luso, o per

la

senza distinguere, se abbia imposto

conservazione della medesima,

medesimo

egli

la servit

o se

un erede universale o particolare dell impositore originario


Ci costituisce un peso del fondo servente come la servit
!
stessa, e non un obbligo meramente personale.
291
Se il proprietario del fondo servente, a cui carico siano
abbandono
le spese possa liberarsi di tale onere, e con qual mezzo
del fondo servente.
Ma appunto perch un peso del fondo servente, il proprietario pu liberarsene, abbandonando il fondo servente (art. 643). Tale abbandono un atto unilaterale per la cui
esistenza ed efficacia non si richiede 1 accettazione del proprietario
del fondo dominante ; che anzi pu farsi contro lo stesso volere di
costui. Se questi accetta l abbandono, il fondo abbandonato diviene
sia

(art. 643).

sua propriet con

tutti

ritto di accessione e

il

diritti

che

gli

sono inerenti, come

il

peso delle ipoteche, e perci la servit

estingue irrevocabilmente;
allantico proprietario,

ma

se

lo rifiuta,

disi

non cessa di appartenere

incomincia ad appartenergli libero.

Il diritto di liberarsi di tale onere compete al proprietario del


fondo servente, non ostante rinunzia, la quale nuila, come conindividuale del proprietario che altrimenti sa-

traria alla libert

e gli compete contro


rebbe tenuto a fare contro la sua volont,
tutti i possessori del fondo dominante, qualunque sieno.
1

n. 57 Ddmolombe XII, 837.


Leg. 6 \ I o 2 D. si servii, vind.
Duranton V, 615; Demante 31, 555

Pardessus

Itau II,
*

562; contro Pardessus

Delvieourt loe.

oit.;

bis;

Djmoloinbu

XII,

881; Aubry

u. 69.

Pardessus n. 316;

Aubry

Rau

li,

562, testo e nota

9.

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246

DI DIB. CIV.

rST.

IT.

LTH.

II.

fondo servente da abbandonarsi o tutto

Il

fondo, se tutto

il

serve, o quella parte di esso sopra a cui tassativamente

(come se fosse stata conceduta

stituita la servit

quedotto lungo

confine), o sopra a cui

il

si

ac-

servit

attuata la

si

co-

la servit d

concessa indeterminatamente (come se fosse stata conceduta


servit di passaggio per

lungo

il

ma

confine);

in

un fondo e il passaggio
questo secondo caso le

fondo restano potenzialmente serventi per

la

aperto
del

sia stato

parti

altre

evento che la servit

non sia pi esereibile nel medesimo luogo.


Labbandono pu farsi, e produce- la liberazione, quando le
spese siano rese necessarie o da forza maggiore, o da vizio del

ma

fondo servente, o dalluso regolare della servit;

se dipen-

dessero dal fatto del proprietario del fondo servente, egli dovrebbe
farle in riparazione del danno cagionato; se dipendessero dal fatto
del proprietario del fondo dominante rimarrebbero a suo carico,

e se dal fatto d un terzo a carico di costui contro

vrebbe agire
avuto leso

il

il

Le spese

suo

quale do-

ha

diritto.

delle opere dalle quali libera

abbandono sono non

solamente quelle che saranno necessarie per lavvenire,

momento

quelle che lo sono nel

292

il

proprietario del fondo dominante, perciocch egli

dello abbandono.

ma

eziandio

Qual uso possa fare della servit quegli cui compete.


Per determinare qual uso possa fare della servit quegli cui compete, conviene considerare il modo in cui si stabilita.
Se la servit stata stabilita con titolo, quegli cui compete
non pu usarne che a norma del suo titolo (art. 646).'
Adunque, per regola, di una servit stabilita per titolo senza
restrizione alcuna deve potersi fare tutto lesercizio di cui suscettibile, avuto per sempre riguardo allo stato de fondi e agli
usi locali. Il titolo dev essere interpretato
rali

riguardanti

possesso che ancora qui

il

Maleville art. 699; Toullier III, 680; Duranton 615;

Domante

II,

555

bis;

Aubry

dessus n. 316; Delvicourt pari.


doversi

secondo le regole gene-

interpretazione delle convenzioni e dei

menti , e sopratutto secondo

iit tutti i

casi

Ran
I,

Marcnd

art.

il

testa-

miglior

697-699 II;

Com. Ili, 298-303; contro Par166, not. 6; Demolombe XII, 888, che opinano

II, 562; Nostro

p.

abbandonara tutto

Domolombe XII, 877; Aubry

Pardessus 316; Aubry e Rau

II,

il

fondo.

Rau
562

loc.

cit.

tosto e

nota 9; Nostro Com. Ili, 304;

contro Domolombe XII, 883, che sostiene non ottenersi coll'abbandono che la libe-

razione delle spese avvenire.

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T1X- MI.

senza che convenga interes-

o no per prescrizione, stantech

sarsi, se la servit sia acquisibile


il

247

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

della volont delle parti,

interprete

possesso preso, come mezzo d'interpretazione e non


di stabilimento della servit.

come

modo

Se

la servit sia stata stabilita

con

ne

la prescrizione, luso

1
regolato dal possesso in base della massima che qtumtwn posaes-

sum, tantum prascriptum

646); cos, ad esempio, chi avesse


acquistato con la prescrizione una servit di veduta mediante una
finestra di determinata

(art.

dimensione e guernita

potrebbe aprirne una seconda, n variare

le

di uninferriata,

non

dimensioni di quella

che ha acquistata, n togliere Y inferriata.


In fine se la servit risulta dalla destinazione del padre di
miglia, l'uso determinato dallo stato dei luoghi al

momento

fa-

della

divisione dei fondi, tenendo conto eziandio dell insieme delle

cir-

costanze nelle quali la servit stata costituita, e particolarmente


della specie ed estensione del servizio, per cui

il

padre

di fami-

glia pose le cose nello stato, dal quale risultata la servit.

Ma non pu

considerarsi estensione della servit a necessit

estranee al fondo dominante la comunicazione del benefzio della

medesima fatta ad altri fondi appartenenti al medesimo


tario quando tale comunicazione sia la conseguenza o il
,

proprierisultato

che appartiene al proprietario


del fondo dominante; cos se tu mi avessi conceduto la servit di
presa dacqua per lirrigazione del mio fondo A senza riserva degli
scoli (art. 653, 656), li raccoglier e condurr legittimamente
a beneficio di altro mio fondo B e potr ancora concederli ad
altri (art. 637), perciocch essi scoli mi appartengono in propriet
dellesercizio legittimo del diritto

e perci posso disporne a piacimento.


La necessit una volta determinata non costituisce una misura
di esercizio rigorosamente invariabile,

stinazione e

il

ma pu variare con la deMa non mai lecito al

conveniente uso del fondo.

proprietario del fondo dominante fare o in questo o nel servente

alcuna innovazione che renda pi gravosa

condo

(art.

l'acqua

impedirne o rallentarne

del titolo,

bocco o ristagno
1

la

condizione del

se-

646); cos, ad esempio, chi ha diritto di servirsi delforza motrice non pu, senza espressa disposizione

come

Aubry

Rau

Leg.

16, D. do aqua quot. et

il

corso, procurandone

il

ri-

(art. 628).

II,

576; Deiuauta

II,

532-533; Demolombe XII, 8G8.

sesti va.

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248

IST.

DI DIB. CIV. IT. LUI.

II.

293
Se il proprietario del fondo dominante possa dimandare
il cambiamento di luogo per V esercizio della servit.
Non ostante
e suesposte regole, il proprietario del fondo dominante pu ottenere dall autorit giudiziaria il cambiamento di luogo per
F esercizio della servit, ove provi che questo riesca per lui di
uotabile vantaggio e non sia di danno al fondo servente (art, 645

eapov.

ult.).

294

del fondo

Regolamento delluso della servit in caso di divisione


Se il fondo a cui vantaggio

dominante o del servente.

fu stabilita

una servit viene

affatto la servit in riguardo

diviso

al

la

divisione

non

la

modifica

fondo dominante n

servente. Quello continua a goderne in ciascuna porzione

al

fondo

come gi

godeva nelF intero, e perci senza alcuno aggravamento del fondo

servente, e questo continua ad essere gravato a favore di ciascuna porzione come gi a favore del fondo intero, c perci senza
diminuzione alcuna del diritto del fondo dominante. Quindi se
T oggetto della servit sia un fatto indivisibile, come il passaggio,
ciascun proprietario di una porzione del fondo dominante deve

passare nello stesso luogo (art. 644)

come

dacqua,

la presa

e se loggetto divisibile,

F estrazione

marna, dovuta a
marna pro-

della

ciascuna parte del fondo una quantit di acqua o di


porzionale alla estensione del medesimo, a

meno che per

destina-

zione del padre di famiglia la servit non venga nell atto di divisione
ad appartenere per intero ad una delle porzioni, come se, ad esempio,
la servit di acquedotto non si eserciti che a vantaggio di una
porzione del fondo messa a prato, e questa sia assegnata ad uno
1

dei condividenti.

Le

singole porzioni del fondo dominante

non divengono

una

contro laltra serventi per lesercizio della servit ,* salvo quello


1

Consulta Nost. Oom. Ili, 310-321.

So ad esempio

edifizio

gravato verso

tolkndi;Q questo viene diviso in due parti


o l'altra discosta.
la porzione

1*

l'

Ce

il

alzamento, n basterebbe

ma

il

fondo

della serviti* allius

non

di cui luna vicina ul fondo servente,

Ce

proprietario tanto della prima quanto della seconda

per la estinzione della servit

ancora alla porzione D:

resta indubitatamente gravato verso la porzione

D, e in conseguenza

potr sempre impedire

porzione

edilzio

la parte

non

altius

rosta

il

consenso del proprietario della

non tolUndi,

la

quale dovuta

contemporaneamente gravata della

stessa servit, perch l'altra pofsa godere di quella stabilita sul vero fondo servente,,

perocch ci sarebbe
del fondo

lo stesso

dominante per

diritto delle servit

l'

mutue

che creare una servit nuova sopra una delle porzioni

utilit

di

un altra; ora niun testo di legge crea di pieno

fra le differenti porzioni del fondo

dominante

per ieser-

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TIT.

III.

249

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

che restano chiuse (art. 595) c salvi gli


effetti della destinazione del padre di famiglia.
Le medesime regole sono applicabili, se il fondo dominante
non venga diviso, ma incominci ad appartenere a pi proprietari
e sia posseduto da questi per indivis.

di passaggio per

Adunque

le parti

tutti

comproprietari debbono passare

luogo, nello stesso tempo e per

il

nello stesso

medesimo oggetto che

proprietario; attingere tant" acqua quanta ne

attingerne l'unico proprietario, giusta

attingeva o

titolo

il

1'

unico

poteva

o la necessit della

destinazione e del conveniente uso del suo fondo.

Se poi venga a dividersi o ad appartenere a pi proprietari il


fondo servente , la divisione o la compropriet parimente non modifica punto, come or ora si diceva, la servit che continua ad
esercitarsi su tutto il fondo servente, come per Io passato.
Articolo

Degli obblighi

lei

proprietario

uH'iiho dellu servit

295

In

2.

fondo Horvente in rolassiouo


oui questo gravato,

flol

eli

cJu3 consistono questi obblighi

rendere pi incomodo l'uso della servit.


prietario del fondo servente

si

non diminuire n

Gli obblighi

del

pro-

riducono a quest'uno, di non dimi-

nuire luso della servit, n renderlo pi incomodo, e per conse-

guenza non

fare cosa alcuna che tale diminuzione o incomodo


(art. (J45). Quindi se la servit fosse negativa, egli
dovrebbe astenersi da tutti gli atti di disposizione e di godimento
elio avrebbe l'effetto d' impedirla, e se affermativa, dovrebbe tollerare che il proprietario del fondo dominante faccia tutti gli atti
a cui il diritto di servit Io autorizza, fiancando a tale obbligo

possa produrre

il

proprietario del fondo servente tenuto

stabilire

personalmente

luoghi nel loro stato primiero e a risarcire

ri-

danni che

avesse cagionato.

orno della servit che appartiene a questo fondo. Questa non potrebbe risultare che

da nna clausola della divisione senza della quale

il

proprietario della porzione

ha lassoluta propriet, e perci pu liberamente edificarvi, c cosi paralizzare

guardo allaltra porzione la servit che le appartiene.


1
Tanlit?r II, 459; Deuiolombe XII, 861; Aubry
*

5, D.
t

Adunque

tale

obbligo

de aqua qnot;
III,

n<?

in ri-

o Rati II, 567.

non passa nel successore particolare. (Leg, 4 % 2, e Log. 0


Aubry e Rau II, 568; o sog: testo e nota. 3 Nostro

et icstiv,

310; contro Deuiolombe XII, 340 e 341).

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250

IST. DI DIR. CIV. IT. LIB.

296

Se

tali obblighi

vente di trasferire V esercizio

della servit

quello dove fu originariamente stabilita.

principio

II.

impediscano al proprietario del fondo ser-

un

in

luogo diverso

da

In conseguenza di tal
non pu trasferire l'eserun luogo diverso da quello dove fu origi-

proprietario del fondo servente

il

cizio della servit in

nariamente

stabilita.

Ma

se

originario esercizio

fosse

divenuto

pi gravoso al proprietario del fondo servente

o se gli impedisse
,
o miglioramenti, egli pu offrire al proaltro fondo un luogo egualmente comodo per 1 eser-

di farvi lavori, riparazioni

prietario dell

cizio de suoi diritti, c questi

verso l. e

La

non pu ricusarlo

645 capo-

(art.

2.).

facolt di

domandare

cibile tutte le volte

che

si

il

trasferimento della servit eser-

verifichino le relative condizioni,

qualunque tempo

dopo

essendo impreserivibile * e non ostante rinun,


perciocch tale facolt accordata per ragione d interesse
3
pubblico almeno indiretto.
,

zia,

Per decidere, se

il

luogo offerto pel trasferimento della

mede-

sima sia egualmente comodo, deve regorlarmente aversi riguardo


allo stato attuale della servit.
Il

trasferimento dello esercizio della servit deve per regola


altra dello stesso fondo, ma se quivi non

da una parte ad un'

farsi

fosse possibile, benigna decisione che possa farsi

da un fondo
altro , sempre che per il luogo stabilito nel nuovo fondo sia
egualmente comodo, e perci il propretario del fondo dominante
*
non abbia interesse di ricusarlo.
Il trasferimento della servit non pu farsi dal proprietario del
fondo servente di sua privata autorit, ma o con l' accordo del
proprietario del fondo dominante o con l'autorizzazione del giudice.
all

Le spese

del trasferimento

della servit

debbono essere sop-

portate esclusivamente dal proprietario del fondo servente pel cui

esclusivo interesse sono fatte.

297

Se

tali

obblighi impediscano

servente di chiuderlo.

al proprietario del fondo


Questi obblighi neppure impediscono al

proprietario del fondo servente di chiuderlo,

sempre che

Demolombe XII, 001; Nostro Comm. Ili, 357.


1
Aubry e Rau II, 571.
5 Mass e Verga su Znchariic II, 207 Demolombe XII,
905 Aubry
Nostro Com. Ili, 359.
o nota 11
* Pardessus n. 80; Demolombe XII, 900.

lasci libero

testo

Rau

II,

571

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TIT.

e comodo

1*

III.

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

ingresso a chi esercita

questo sia; cosi

si

potr chiudere

il

diritto di servit

251

qualunque

fondo soggetto alla servit di

il

passaggio, di aquedotto, di pascolo, di abbeverare, di legnare e


simili (art. e arg. art.

639 eap.

298

ult.).

S II.

Del modo di esercitare

Transizione

acquedotto e degli

le servit di

oggetto

divisione.

principii regolatori dell esercizio delle servit

scoli.

Dopo esaminali
in

genere, pas-

siamo 1.ad esporre le regole proprie dellesercizio della servit


2.
acquedotto
e degli scoli.

di

3.

Articolo

1.

4.

Del

299

modo

di esercitare la servit dacquedotto.

modo

di esercitare la ser-

dobbiamo esporre quattro

classi di regole, cio

Esposizione generale.

vit di acquedotto

Sul

regole riguardanti la quantit di acqua da derivarsi,

regole riguardanti

tempo

il

cui

in

possa esercitarsi la

servit di presa di acqua,

regole riguardanti

gli

regole riguardanti

obblighi del proprietario del fondo

servente

diritti

del proprietario del fondo do-

minante.

300

Esposizione delle prime regole.

In quanti imdi possa


quantit determinata

concedersi lacqua in riguardo alla quantit


in s
cessa.

quantit determinata in base del servizio pel quale con-

Lacqua pu

concedersi in una costante e determinata

quantit, ad esempio, dieci moduli,

(art.

622), o per un deter-

minato servizio, senza ohe ne sia espressa la quantit, come lacqua


per i bisogni della vita, per lirrigazione del prato, per forza motrice di

II

un molino, c
modulo

simili. In

questo caso sintende concessa la

lunit di misura dellacqua corrente. Esso d

che scorre nella costante quantit di cento

litri

al

un corso d'acqua,

minuto secondo,

si

divide in

decimi, centesimi e millesimi (art. G22); o nelle nuove concessioni in cui convenuta

ed espressa una costanto quantit di acqua, la quantit concessa deve in


esprimersi in relazione al modulo (art.

tutti gli atti

cit.).

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252

IST.

DIE. CIV. IT. LU.

1)1

quantit necessaria al servizio per cui

11.

fatta la concessione

si

(art. 621).

Questa necessit deve determinarsi, avuto riguardo al tempo


il fondo
per l'irrigazione del quale
l' acqua si accresce per accesssione
o per acquisti
non si avrebbe diritto ad una maggiore quantit di acqua; 1 n
della concessione, quindi se

si

conceduta

manco

se

estendessero

si

se

al contrario,

il

prati irrigabili dello stesso fondo.

Ma

fondo diminuisce per alienazione, o per corro-

sione, o violenza dei fiumi e torrenti

non

vi

sarebbe luogo a

di-

minuzione dell acqua, conservando il proprietario del fondo dominante la libera disposizione dell' eccedenza. In quanto poi allacqua necessaria al servizio, tale tutta quella di cui non vada
dispersa veruna quantit (arg. art. 545), per quanta daltra parte

possa e debba esser grande.

301

sersi

bocca e
Oltre che

Seguito

edifizio derivatore

quantit

zione alla

determinata o

farsi

rivatore, quale misura costante

derivare.

dell'acqua in rela-

quantit dellacqua,

dellacqua che

pu

edifizio

ha

si

es-

de-

diritto di

Quando
pu o no

la

determinare la bocca e

conceduta una costante e determinata quantit dacqua,

convenuta la forma della bocca e delNel primo caso questa forma deve essere

essersi ancora

edifizio derivatore.

mantenuta, e non sono le parti ammesse ad impugnarla sotto pretesto di eccedenza, o deficienza d acqua per quanto grande, salvo
che leccedenza o la deficienza provenga da variazioni eseguite
nel canale dispensatore

(come se da tortuoso

viceversa, se fosse inalzato od abbassato)


in esso scorrenti

(come se ve ne

fosse

fosse fatto retto, o


o nel corso delle acque

una quantit

introdotta

s
maggiore dando pressione e velocit, o viceversa).
Nel secondo caso pu verificarsi che quantunque

sia stata

convenuta, pure

la

bocca e

edifizio

la

forma non

derivatore siano

e posseduti pacificamente per cinque

stati costruiti

anni

compu-

Log. 12; C. do aervit, et aqua.; Romagnosi parte II, lib. IY Sez. I, eap. IX.
Vedi Sentenza della Corto di Torino, 3 febbraio 1852; Bellini Giurati an. 4.
,

part. 2, pag. 116.


3

Consulta

Motivi da Codici per gli Stati Sardi I, 582; Nostro Cora. Ili, 76

e seg.
* 3

Le

variazioni

nel

canale

dispensatorc

modificano

ordinariamente

il

corso

delle acque.

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TIT.
t

III.

DE LI, E MODIFICAZIONI

DKI.I.A

253

PROPRIET.

ab ili dal giorno in cui furono terminati, c incominciarono a ser-

all' uopo (arg. art. 541), e neppure ammesso dopo tal tempo
alcun richiamo delle parti sotto pretesto di eccedenza o deficienza

vire

d'acqua, salvo nel caso di variazioni seguite nel canale o nel


corso delle acque, come sopra (art. 620 capov. 1). E pu veriancora che

ficarsi

forma non

la

sia stata

u convenuta n posse-

duta, e allora deve determinarsi dallautorit giudiziaria (art. 620).

Quando
o

poi lacqua sia concessa per

forma della bocca e

la

dell' edilzio

un determinato

servizio,

derivatore stata convenuta

o ]>osseduta pacificamente per cinque anni, e deve rispettarsi la


convenzione e il possesso nei modi e nei termini sopra esposti
3

621): o non stata n convenuta n posseduta, ed allora chi


ha interesse pu in ogni tempo fare stabilire la forma della
modo che ne venga ad un tempo assicurato 1' uso
necessario ed impedito 1 eccesso (art. 621).
Facendosi luogo alla modificazione della forma della bocca e
dell' edifizio derivatore, deve essere stabilita in modo che vi entri la quantit di acqua convenuta o necessaria al servizio, e non
quella che siasi derivata per lo passato, per quanto remoto, non
essendo potuta correre la prescrizione, perch non si potuto
1
Parimente imprescrivibile la facolt di far determinare
agire.
o stabilire la forma della derivazione (art. 620 in fine e 621
2
capo l.). Ma il diritto di far richiamo contro la forma della
bocca e dell edifzio derivatore esercibile per trenta anni dal
art.

vi

derivazione in

giorno della variazione del canale dispensatore e del corso di

acqua che ne ho prodotto

La spesa

la deficienza,

o eccedenza.

della modificazione della bocca e

vatore a carico di chi

gli

dell edifzio

giova, se resa necessaria da forza maggiore.


scrizione potrebbe aver modificato
in

la

Inoltre la pre-

servit di presa di acqua

riguardo alla quantit che ne costituisce un

302

deri-

abbia dato causa, o di quello cui

modo

(art.

Esposizione della seconda classe di regole

del tempo in cui possa esercitarsi la servit di presa d'

668).

Distinzione

acqua

con-

tinuo e discontinuo, estivo e iemale, diurno e notturno , feriale e fe-

uso

stivo

dell acqua in

ciascun tempo.

Nostro Com. Ili, 93 e seg.

Nostro Com. Ili, 133.

Nostro Cotn. Ili

Nostro Com. Ili, 135 e 136.

Il

tempo

in cui

pu

deri-

100.

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254

1ST. DI DIR. CIV. IT. LU.

varsi

1'

acqua continuo e discontinuo;

il

e notturno,

principalmente in diurno

II.

discontinuo

feriale

distingue

si

estivo

festivo,

jeinale.

acqua per tempo continuo , pu


esercitarsi in ogni istante (art. (523), quand' anche ordinariamente
(acqua sia intermittente, in questo senso che se l' intermittenza
Stabilita la servit di presa d

1
l acqua pu essere
derivata.
tempo discontinuo, cio ad intervalli di
ore, di giorni, di settimane, di mesi, di stagioni, non pu usarsene
che entro il tempo per il quale si stabilito, giusta il titolo, la

alcuna volta non

verifica

si

Stabilita la servit per

destinazione del padre di famiglia e la prescrizione. Quindi della ser1 acqua distribuita per giorni e per
notti
non pu usare che dal levare al tramontare del sole chi ue ha avuto
la concessione per il giorno, e dal tramontare al levare del sole
chi l' ha avuta per la notte (art. 024 capov. l.). Stabilita la medesima servit pe' giorni festivi , non pu usarsene che nelle feste

vit avente per oggetto

di precetto vigenti al

tempo

in cui

uso fu convenuto e

co-

si

minciato a possedere. Consequentemente se dopo la concessione


o principio del possesso le feste fossero accresciute, il diritto di
usare dell' acqua non competerebbe ne' giorni festivi aggiunti, e
se diminuissero, continuerebbe a competere ne' giorni delle feste

soppresse

624

(art.

cap.

ult.).

Nostro Com. Ili, 143.

Nostro Com. Ili, 149. La disposizione del

cipii di diritto.

giorni siano

divenuti

feriali,

conformo

capov.

citato

Per crediamo fare alcune osservazioni.

se nel caso che

innanzi tutto

a priu-

domandiamo,

la rigidezza del principio

sempre

sia

provvida o conforme all'intenzione delle parti. In qualche caso, anzi dir nella pluralit de' casi,

che intanto
prendere

festivo entra,

giorno

il

siasi fatta la

essenziale del

concessione dell'acqua in quanto che

il

contratto cio

giorno in cui

si

deve

Cosi supponi che io sia proprietario di unofficina messa in moto

festivo.

da una corrente

come condizione

acqua e che tu possogga superiormente a questa vaste tenute da


che io ti conceda quella corrente ne giorni

di

iriigare, e vastissimi serbatoli di acqua,


festivi.

Chi dubiter che in questo

ziale del contratto?

riposando la mia

Perch mai io

caso
ti

il

giorno

concedo

officina la corrente di

festivo

se por questo avesse dovuto sospendere

il

non

sia

un elemento

acqua se non perch nel giorno

acqua mi

ne ritrarr un qualche profitto? Io non avrei certo

inutile e facendotene

essen-

festivo,

cessione,

fatto a te concessione dell'acqua

giorno feriale la lavorazione della mia

offi-

cina con notevole danno mio, e convocamento degli operaj. In questo caso panni che
la rigidezza deprincipii
tutt altro

che raro viene a

di procurare agli operai

donde

il

non
il

giudice desumer

faccia

buona prova; o

fallire lo

in riguardo

scopo della soppressione delle

lavoro, c allindustria e
il

ad esso che pu essere

all

fasto

che quello

agricoltura pi prodotti. Pero

necessario potere per conciliare

il

diritto delluno

col-

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TIT.

255

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

Conceduta lacqua per l'estate o per

inverno, non pu es-

sere presa che dall'equinozio di primavera a quello di autunno o


quanto a me (atteso

linteresse dellaltro? In

di

fatti

ordine del tutto straordinario

ed eccezionale, di fronte a cui losservanza scrupolosa do principii non pu riuscire

sempre soddisfacente

anche equa) non

e dir

conceduto

tere discrezionale

dell art.

tutte le obbiezioni di legalit che

andando

buono (mi valgo

al

rit giudiziaria

divenuto

di

da empire

lessero

un giorno

ma

cipii,

serbatoj

una espressione
siano

de

soddisfa assai

cambiato

e perci

parmi che

uso

dovr

Ma

se

il

sia

il

seguire

la

chiama

come

se

perfettamente

il

ma

Fabro,

11

da decidere secondo

sorto

della festa,

non

giorno festivo

non

agricoltore,
,

anzich di

anzich di

a rigorosi

prin-

alle vere esigenze de fatti piega

si

riducessero

feste mobili re-

la presente

intenzione

de contraenti; e

come un elemento del contratto il giorno di


come sarebbe nel caso qui sopra esposto.
una parte integrante del contratto parmi

costituisce

fossero state cambiate. Per

cou

se conservate le feste,

fisse le

caso non affatto compreso nella legge;

che la derivazione dellacqua sia da praticare ne giorni


leste se

conforme

Domando ancora

ad esempio

giorno fistivo entra

la

bisognano per

di cui

acqua soltanto per pi giorni

di

non

giorno delluso dellacqua?

perci dico che sa

che P officina nel giorno

senso pratico, che quando non falso, ossia non sinforma

il

come

giorno

il
il

romani) lauto-

giurisperiti
s

dellacqua

che sar privata di certe ore per pi giorni

solo. Ci per certo

allequit r.ercbrina

ma cambiatone

moderni

provvisti

non avesse bisogno del concorso del

una porzione

di

po-

il

Presento e conosco

giudiziaria.

ordinare che lofficina sar privata dellacqua durante

incontrastabile ragione la rigidezza de principii.

ster

ad estendere per analogie

potranno essere opposte a questa inia opinione.; ua

terreni

notti, se lirrigazione

una giornata intera o


tutta in

osifcerei

all autorit

investendosi di quel potere discrezionale far

feriale, lavori e

lirrigazione: ^osi, potrebbe

una o pi

544

non

esito

in

sarebbero cadute le

cui

a riconoscere che, se

il

proprietario,

non proveranno alcun danno, e non vi saranno diritti da altri


luno, che laltro sia ammesso a domandare che il giorno di uso sicgua

e lutente dell'acqua
acquistati, s

la festa, attesa lutilit

ziare

la regolarit dellesercizio stesso.

immutabilit (non incontestabile) de

terzo luogo

quando

dimando

giusto

se

il

modo

diritti

di fissare

la servit siasi stabilita per prescrizione.

sione che su questo

Membri

(dalla

vano modificazioni osservando che la base


l

Alla risposta premettiamo la discus-

punto ebbe luogo nella redazione del Codice

ragrafo di questo articolo alcuni

riconosceva

mezzo

di semplice prescrizione.

dovendo

interesse, e n

il

Ed

a questo proposito

molino rimanere inoperoso

meno

d
il

un molino

fosse acquistato

l'

uso

ragionando nellipotesi
si

azione ad impedire luso che da terzi

che

si

accennava che

proprietario di eseo

aeque, che egli non poteva applicare all'effetto a cui erano

prendeva a refiesso,
cessionario

di cui si

equit trattandosi di uso d acqua derivante da una convenzione, potrebbe

una concessione d acque destinate al giro


festivi

fSardo. Sul terzo pa-

maggioranza non assecondati) propone-

da quel paragrafo tracciata, e

alcune volte non essere egualmente equitativa nel caso in cui


per

In questo caso pronun-

non ha uno scopo plausibile. In


il tempo al principio del possesso

si

di

ne giorni

non avrebbe avuto

volesse fare di quelle

destinate;

ci

stante si

uso fattone da terzi senza opposizione per parte del con-

non sembrava che dovesse indurre una rinunzia per

di lui parte

alla

ra-

gione di valersi delle acque, pel caso in cui per la soppressione della festa venisse a
cessare la causa che aveva

impedito di farne uso.

Ma

ritenendo

modificazioni che suggerironsi al detto proposito, e che del pari

il

Magistrato che

le

un altro suggerimento

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256

un.

di dir. eiv. IT.

1ST.

II.

equinozio di autunno a quello di primavera

dall

computati

termini secondo

fatto all* occasiono di questo paragrafo,

diretto a

624

(art.

prin.),

comune.

diritto

il

della soppressione di qualche festa se ne aumentano

completare

il

caso, che a vece

numero, non potrebbero a meno

il

di apportare non poca compilazione alla semplicit della base dello articolo, esso stim

pi prudente partito non scostarsi dai progetto. Ora dimando

se

prescrizione nel presente soggetto proceda regolare e semplice

come

Il

dubbio sorto in seno

alle

Commissioni redoUrici del Codice Sardo,

dellacqua ne giorni festivi, quando

il

sizione perch in que giorni lacqua

non

non aveva

proprietario
gli

compiersi

il

della

in tutti gli altri?

sull' efficacia delluso

interesso di faro oppo-

serviva, por nulla fondato. Per verit

so codeste commissioni avessero riflettuto che la servit di presa di

acqua per essere

acquisibile colla prescrizione devessere continua ed apparente (art. 629), e che allora

mezzo

soltanto apparento che la presa vione fatta per

permanente

visibile e

rocch non basta

(art.

permanenti

le quali

un

acquistarvi

o di altra opera

619) non sarebbe nellanimo loro sorto quel dubbio; pe-

aver derivato lacqua

trebbe essere di semplice

di cattale,

ne giorni festivi, ch questo solo fatto po-

ma

tolleranza,

necessaria l'esistenza di opere visibili, o

manifestano chiaramente l'intenzione, in chi prende

per cui l'inazione del proprietario dellacqua

dritto, e

lacqua di

riveli

lanimo

suo di acquistarsi a quellacquisto. Procediamo innanzi quando la servit riconosce

per causa la prescrizione, la sua entit, se posso cosi esprimermi, fissata dal primo
atto del possesso , che continuato pel

tempo legale produce

mini compiuta che sia la prescrizione


questa

pu

compiuta,

si

fede eh

>

ma

dritto

il

ha per acquisito

si

dal giorno che ha incominciato.

percepisce indebitamente

frutti

condannato alla restituzione,

essere

viene proprietario della cosa fruttifera.

li

diritto di usara dellacqua acquistata


:

in

nell'anno in cui

certa di
il

un

possesso legittimo (art. 2106) e

limiti

il

giorni in cui si

competerebbe pe giorni che erano

il

Ma

ipotesi che nel corso

della prescrizione
io continui

divenuti

pe giorni che sono rimasti festivi.

sesso stato uniforme dal principio alla fine del

tempo necessario per

giorni

ad usare

feriali,

un buon fondamento che

ne' giorni festivi,

non rimanendo

soppressione di alcuni di

essi.

io

ho acquistato

il

diritto di

mi

pos-

la prescrizione,

pu

usare dellacqua

alterata la sostanza del diritto dallaccidentalit della

Ma

quid juris nel secondo caso? Potr dirai senza

tazione che anche in questa caso deve riportarsi


sesso per determinare

il

del-

o che

Nel primo caso

o perci senza interesse, e senza scopo di riferirsi al principio del possesso e


dirsi

fe-

questa conseguenza

possesso legittimo quando oltre gl altri requisiti,

Ora facciamo

giorni che gi erano festivi e sono

glistossi

ad usarla solamente

sempre

li

ha

corso prescrizione le feste fossero state ac-

siano stati diminuiti; in tal caso pu avvenire che

l'acqua per

principio evidente merita seria considerazione. Per la prescrizione occorre

sia continuo (art 686).


festivi

quanti, quasi

tolti

trentennio, in capo al quale di-

il

cominci a possedere, o a prescrivere.

si

il

per prescrizione conviene riportarsi al principio

dritto di uso

il

debitamente

ritiene

in altri ter-

e per tutto questo

Adunque per determinare

conseguenza se durante

cresciute o diminuito, tuttavia


stivi

non dal giorno che


possessore di mala
tempo

Cos

per ventinove anni

avesse debitamente percetti tosto che sia compito

del possesso

la prescrizione

diritto al

il

Mai no

giorni in cui sia esercibile ?

esi-

cominciamento del pos-

Perocch per prescrivere

la servit per tanti determinati giorni conviene per altrettanti giorni averla posseduto

durante

non

il

tempo necessario per

vi tato

la prescrizione.

possesso e senza possesso non vi

Ora
si

in riguardo alle feste soppresse

da prescrizione. La prescrizione

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TIT.

302

consumi

si

Nelle destri buzzoni per ruota a carico di ehi

tempo che V acqua impiega per giungere alla bocca

derivazione,

di
e

a chi api zar tenga

coda

la

dell

farsi uso delle acque sorgenti o

quando possa

nute nell alveo del canale.

acqua c da chi

ma

sfuggite

Del cambiamento del turno.

conte-

Nelle

tempo che impiega 1 acqua per giunderivazione dell utente si consuma a suo ca-

distribuzioni per ruota,

gere alla bocca di


rico

257

DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

III.

Seguito
il

il

12

625); cos tu abbia diritto alla derivazione dalle


e la bocca di derivazione disti dallincile del canale

(art.

alle- 3,

spensatore 1000 metri e

di-

acqua per percorrere questo spazio consumi 20 minuti, uso utile della servit non farai che per ore
due e minuti quaranta. E se la bocca di derivazione dell' utente
inferiore sia distante dalla tua 1000 o 2000 metri, l'uso utile della
sua servit sar pi corto di 20 o 40 minuti.
adunque
del

si

compiere per

potuta

tempo necessario per

giorni che sono rimasti festivi dal principio al tino

la prescrizione.

Ma

sa cosi

cosa non mi sembra delle pi agevoli. Solo pu


che la legge sancendo, come ha
lare dalle feste di precetto

Non

de principii generali.
cresciute durante

il

non veggo modo da dubi-

esaminando? Ter verit la

sebbene con poca soddisfazioni',

possedere: in

vgenti nellanno del

festivi,

tempo necessario per

analizzare

effetto si

Ma

da risolvere

posto

il

festivi accresciuti

ipotesi che se le feste siano ac-

distinta dalla

prima

o che

primitivo.

Kd

si

avuto

il

possesso

del possesso

caso che

capisco c la trovo applicabile. In

tempo;

divisione

giorni festivi,

lunit rimarranno

fine

ma non

ma

da dimenticare che

dritto

il

il

tempo

una proscrizione

legge, che

si

annotiamo?
e

meno

la

limita a fissare le

in Italia attesa la passata

tutte le varie prqvhicie ed anche

le fesbo do santi protettori o altre feste

non pu adunque prescindersi da questa


acque no giorni

si

di

osserviamo che la legge

nali:

l'uso fu convenuto o

tutto

abbia incominciato ad

io

debbo dire che pi lanalizzo

delie

testivi

tempo
servit

medesimo per

non potr allora acquistarsi

che vale la disposizione

non sono eguali in

sempre

della

compier tanti anni appresso quanti ne sono decorsi

allora

Forse sar colpa della mia corta vista,

feste in relazione al

che al coni,

feste di precetto vigenti al

necessario per la prescrizione? S per certo; solamente questo sar

gi dalluso

Ita

in conformit

aggiunte, se quelluso sar prolungato lutto

foste

rego-

a possedere

al principio del pos-

Allora non da dubitare

commciamcnto

la prescrizione.

anche por queste

ne giorni festivi

in cni si incominciato

rimanga regolato dalle

usare dell'acqua anello ne giorni


di uso

meno

interessa

cui si incominciato a

ne giorni

compiuta conformemente

s sia

corso della prescrizione.

il

pierai della prescrizione, luso

in

tempo

vigenti al

dirsi

Toso dellacqua

se altramente sia intatto la questione, sia

e perci

doversi

fatto,

presupposto, che la prescrizione


sesso

spiegare la disposizione di legge che stiamo

tarne corno

dopo

votive c tradizio-

verit, e conviene decidere che luso

regolato dalle feste di precetto vigenti al tempo iu cui

d incominciato a possedere, e nel luogo in cui tale uso

dove

farsi.
1

La ruota

la seri) successiva dell uso che incomincia dal

nell' ultimo e poi

rincomincia

primo utente e

finisce

ogni giro chiamasi turno.


IV

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258

IST.

La coda

dell'

acqua

IHR. -CIV. IT.

I>l

I.IB.

II.

appartiene a quello di cui cessa

turno

il

625); cos se la bocca di derivazione appartenente a lui di-

(art.

2000 metri

sti dall incile

canale distributore

profitter dell

momento

nel

questo stesso istante rincominci

acqua che troverassi nel

in cui cessa

il

turno.

il

Ma

se in

turno a favore di un utente su-

periore, la coda dacqua a cui ha diritto quegli di cui ha cessato

turno precedente non costituita che da quell acqua che con-

il

tinuer a scorrere inferioramente alla bocca di

mamente aperta.
Le acque sorgenti o

ma

sfuggite

contenute

derivazione

nell

nale soggetto a distribuzione per ruota non possono

da un utente che

derivarsi

tempo

perci fuori del

qua non

ha

si

nel canale

si

al

tempo

suo turno

del

in cui ciascun utente

diritto di

ulti-

alveo del carattenersi o

626)

(art.

pu usare

*,

dell ac-

derivarne alcuna quantit, e quella che

raccoglie, per

qualunque causa, appartiene per


medesimo.

diritto

di accessione al proprietario del

Finalmente ne canali soggetti a distribuzione per ruota,


utenti possono variare o permutare fra loro il turno, purch

gli

tale

cambiamento non rechi danno agli altri (art. 627).


304
Esposizione della terza classe di regole
quali siano

obblighi che incombono al proprietario o al concedente dellacqua.


Gli obblighi particolari del

proprietario

del

servit di acquedotto sono tre, pagare le imposte prediali


altri pesi inerenti

al

gli

fondo soggetto alla


e

gli

fondo, fare le opere necessarie alluso e alla

conservazione della servit, usare la dovuta deligenza, custodia e


vigilanza affinch la derivazione e la regolare condotta dellacqua

sieno a tempi debiti effettuate.

305

Seguito

primo

gli altri pesi inerenti al fondo.

pagare le imposte prediali e


primo obbligo particolare del

obbligo

11

proprietario del fondo soggetto alla servit di acquedotto consiste nel

dover pagar

Coda

le

imposte prediali e

acqua chiamasi quella quantit

Supponi che

io

l'

acqua che quando

chiude

incile

il

quale

dispensi l'acqua a dieoi


il

pesi inerenti al fondo,

possegga un canale dispensatore lungo due mila metri ,

del canaio distribuitqro


*

gli altri

si

si

trova in questo.

utenti distanti l'uno dall'altro

due cento metri, che lungo

canale scaturiscano tre sorgenti e che dall' incile trapeli o sfugga continuatamente

acqua del serbatojo o del corso naturale

sendo

le dieci

gli

utenti

bocche de canali derivatori,

b -ne questa massa

di

acqua, quando

talch
si

nel canale dispensatore , chiuse es-

raccolga una certa massa di acqua.

trattasi di distribusione per. mola,

pu essere trattenuta n presa,

se

non quando venga

il

Or

da niuno de-

suo turno

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egli

conserva

propriet del terreno laterale e sotto-

la

posto alla sorgente o al canale conduttore; altrimenti

non sarebbe pi un peso

259

DELLA PROPRIET.

T1T. in. PEI.LE MODIFICAZIONI

perocch

ma una

cessione

servit

la

della propriet altrui

(art. 648).

300

Seguito

secondo obbligo

fare

le

opere necessarie

per la derivazione e condotta dalle acque. 11 proprietario od altro


concedente dellacqua di una fonte o di un canale , in secondo
luogo, tenuto verso

gli utenti

a fare le opere ordinarie e straor-

dinarie per la derivazione e condotta dell acqua sino al punto in

cui ne fa la consegna, a mantenere in buono 6tato gli edilzi, a

conservare lalveo della fonte o del canale, e a praticare

con-

sueti spurghi (art. 649.)

questo un peso inerente alla servit, e non un obbligo na-

scente dal contratto di vendita dellacqua, o

questa imposta
contro

il

di affitto dell'uso di

propriatario del fondo servente per assicurare

al

fatto e la colpa di lui

godimento dell' acqua agli utenti.


la consegna quello nel quale l'ac-

il

deve farsi
tempo dello stabilimento della servit (arg.
art. 1468). Se dunque ti avessi conceduto l'acqua della mia fonte, io
dovrei quivi fartene la consegna, e perci le opere a mio carico
punto

Il

qua

si

in cui

trova

nel

sarebbero quelle necessarie, perch o dalla bocca della fonte, o


dal bacino clic vi intorno scavato tu possa derivare tutta lac-

qua che
307

ti

incombe

bligo che
siste nel

ho conceduto.
Seguito

terzo obbligo

in che consista.

Il

terzo ob-

concedente dellacqua condovuta deligenza, custodia vigilanza, af-

al proprietario o al

dovere usare

la

finch la derivazione e la regolare condotta dellacqua siano a

tempi debiti effettuate (art. 649). Quest obbligo ha la stessa natura


e ragione del precedente.
risponsabilit del proprietario o concedente delSeguito
308
lacqua che manca ai due ultimi obblighi e specialmente per ci che
chi debba sopportarla.
Se il
concerne la deficienza daW acqua
proprietario o concedente dellacqua manca agli obblighi di fare le

suddette opere o di usare la dovuta diligenza, custodia e vigilanza,


tenuto verso

gli utenti dell'

acqua

stabilito e ai risarcimento di

nuzione del

fitto

alla

diminuzione del

danni (arg. a

o prezzo pattuito ha

Vedi motivi de* Codici per

Consulta Nostro Coni. Ili, 395-397 b.

gli Siati

cotitr. art.

uogo

in tutti

Sardi I, 595; Nostro

fitto

650.)
i

Com.

casi

o prezzo

La
,

dimi-

grande

Ili, 387-394

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260

ist.

o piccola sia stata

la

un.

ih dir. civ. it.

il.

deficienza dell' acqua, n

ammessa senza

consenso dellutente una prestazione maggiore dacqua per l avvenire in. compenso della deficienza patita, perciocch alimi pr
il

alio invito creditore solvi nequit.

La diminuzione

propor-

del fitto o prezzo pattuito devessei-e

zionale alla deficienza dell acqua, e

misura sulla differenza fra

si

lacqua da prestarsi e quella prestata.

Se non

si

ma mancanza
minuzione,

verificasse deficienza o perdita

assoluta o perdila totale,

sibbene

si

acqua,

parziale di

farebbe luogo non a di-

remissione di tutto

il

fitto,

o di tutto

il

prezzo, a norma delle precedenti considerazioni. Del resto a nulla


monta che il fitto o prezzo pattuito sia tuttora da pagarsi o sia
stato gi pagato; nel primo caso non si pagherebbe, nel secondo
dovrebbe restituirsi.
I danni poi si valutano a norma delle regole generali (art. 1226

e seg.).

Ma

se

il

concedente

dell

acqua

giustifica

che ha adempitilo

ai

suoi obblighi e che la deficienza dell acqua sia avvenuta natural-

mente, o anche per un fatto altrui illegittimo o legittimo che non


possa essere a lui n direttamente, n indirettamente imputato, non
sar tenuto che alla diminuzione del fitto o prezzo pattuito e non
mai al risarcimento de danni che senza colpa non sono mai dovuti,
come se provasse che o per siccit o per frana o per causa ignota la
sua fonte non somministra pi tutta lacqua che dava in passato e che

come se provasse
che il suo vicino, scavando nel suo fondo, ne ha troncato le vene
o che una persona qualunque ha atterrato gli argini del canale
perci non pu prestare la quantit promessa, o

'

(art.

650).

Ma

non fosse legittimo, ma illegittimo, cio


colposo o doloso, tanto il concedente quanto lutente dellacqua
hanno diritto contro questo terzo al risarcimento de danni.
Nel risarcimento dovuto al primo entra ancora la diminuzione del
fitto o prezzo pattuito che ha sofferto, essendo una vera perdita.
L autore della deficienza deve essere convenuto dal concedente
se

il

fatto altrui

e dallutente dellacqua ciascuno

per

impedisce che promuovano insieme

il

getto della causa, cio

il

la

ragione

sua,

ma

giudizio, essendo unico

risarcimento de danni

ed unico

il

nulla
1

og-

fatto,

donde nato nel reo convenuto lobbligo di prestarli. Ma se


agissero separatamente, oppure il concedente non agisse affatto,
1 utente dell acqua pu
obbligare il concedente ad intervenire nel

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DELLE MODIFICAZIONI DELLA PROPRIET.

T1T. IH.

giudizio, c a coadiuvarlo con tutti

per conseguire

mezzi che sono

in

*261

suo potere

risarcimento
de' danni da chi diede causa alla de1

il

ficienza (art. 650).

La

deficienza dell' acqua deve sopportarsi da colui che ha di-

prenderla, salvo

ritto di

Ma

de' danni.

diminuzione del

la

fitto

il

risarcimento

pi avessero diritto alla presa dellacqua, con-

se

acqua si prenda da pi in diversi tempi


o nello stesso tempo. Nel primo caso la deficienza dell acqua si
sopporta da quello o quelli che ne tempi in cui avviene dovrebbero prenderne (art. 652).
Nel secondo caso poi la deficienza dellacqua deve sopportarsi
da quelli che hanno titolo o possesso pi recente (art. 662). '
Ma se il titolo o il possesso avesse la stessa data in riguardo
viene distinguere, se

tutti, la deficienze

mano mano

sar sopportata dall ultimo utente

dal penultimo dall antipenultimo

Ultimo utente quegli che deriva

acqua

e sino

luogo

in

(art. cit.),

al

primo.

inferiore

agl' altri.