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la rosa necessaria Rivista di poesia 9 Qui, @ il luogo chiaro. Non é pit l’alba. E gia la giornata dei desideri esprimibili. Dei miraggi di un canto nel tuo sogno non resta Che questo scintillio di pietre future. Qui, e fino a sera. La rosa di ombre Si girera sopra i muri. La rosa di ore Sfiorira senza rumore. Le chiare lastre di pietra Condurranno a lor grado questi passi invaghiti del giorno. Y. Bonnefoy Supplemento al n. 1 deL’ ALTRiTALIA. ‘Gennaio 1995 £.2.500 editoriale Fortini: il congedo dell’ospite ingrato ‘Sul numero 8 de «la rosa necessaria» avevamo dedicato una lunga recensione all'ultimo, splendido libro di Franco Fortni (che era gid un consapevole testamento umano e poetico). Nei stiomi in cu la rivistausciva giungeva la notizia della sua morte, che, onoreraro per un poeta, ‘veniva data anche dai TG della Rai, Questo perché Fortni,& bene ditto subito,& stato uno dei ‘maggioriintellettuali del dopoguerra, la coscienza pit lucida e severa di una certasinistra, che hha avuto il suo momento di massima emersione negli anni Sessanta. Fortin ci ha insegnato la fedelta, prima di tutto. Gid da ora possiamo promettere che tornere- ‘mo sulla sua vastae complessa opera. Poche cose qu vogtiamo dire. Prima di tutto che egli ha rappresentato uno degli ultimi modelli di intellettuale “totale” rifiutando con la sua stessa pratica, a scissione dell'uomo in funzione tipica della societa contemporanea. La sua meta ‘utopica era I'uomo integrale, Per questo ha tenuto sempre insieme la critica letteraria,I'analisi della societa, la poesia. Molti hanno sottolineato una contraddizione tra il Fortini poeta e il polemista religiosamente apertoall’utopia il primo, realisa il secondo, Ma I'unita della sua ‘operae della sua vita data dalla meta finale (ossimoricamente data per irraggiungibile ma pure assolutamente necessaria) sia della poesia che della pratica politica: laricomposizione dell o- ‘mo con I'uomo in un mondo liberato, che assumeva i contorni religiosi della “Gerusalemme celeste”, Presente nei maggiori sno della cultura di sinistra det dopoguerra (da «ll Politecnico» di Vittorini a «Officina» con Pasolini, fino ai «Quaderni Piacentini», con giovani Bellocchioe Berardinelli), protagonistadi alcune memorabili polemiche sul rapporto fra intellettuali e pote re, sull'industria culturale, Fortin @ stato sempre un marxista, convinto che lastrada indicata da Marx e Bloch, Lukées Adorno fosse ’unica realmente percorribile per arrivare ad un mondo pili giusto libero, ed& triste pensare che gi ultimi mesi della sua vita siano coincisi col punto pit basso della parabola politica della nostra nazione («porca, porca, porca>, per citare Saba), EE per questa sua fedelta, in un tempo di trasformismi (di cui anche noi che scriviamo siamo spesso protagonisti senza aecorgercene) che la cultura italiana non gli ha tributato quell’at- teggiamento di rispeto ipocrita che si ha per tutti i morti. Fortini, come ha fatto per tutta la vita, hha continuato a suscitare violente prese di posizione, al punto che quel tal Vertone Saverio, esperto di “salto sul carro del vincitore di turno”, lo ha definito un «ingegno luciferino» Questo un punto di merito, ¢ci di la certezza che la sua opera non potra entrare in nessuna léiade perché continuera ad esigere risposte hic et nunc. “La poesia non importa” e “non ‘muta nulla”, sembra dirci Fortin, &altrove cid che conta, nell’organizzazione (che & sempre {economica e politica) dei rapporti umani. Ci piace, allora concludere con le parole di uno dei voi “discepoli 'unico ci &parso, in grado di cogliere assoluta diversi dell’opera di Foti da tanti, pur grandi, poeti del nostro Novecento: «Sono convinto che il lascito di Fortini non sia quello di una parola da interpretare, ma quello una parola da applicare. Eun lascito che non chiede ammirazione o pel, ma una scelta di ‘campo oforeremo a redere, come Forni non ha mai smesso creer alla possbiita di un ‘mutamento del presente in nome de futuro oppure opera, tutta opera di Fortin, dalle poesie ai sage critic, dagl seit polemici alle voc denciclopedia, 2 destnata a diventare un ibro exmetico”, un libro didevocioni odiprofecie.» (Giovanni Rabon, vers di un ospite ingrato nel dana delle ide, «Coriere della Sera», 29 novembre 1994) Nicola Sguera Sommario Editoriale Fortini: il congedo dell’ospite ingrato Poeti italiani contemporanei: Franco Loi Loi e gli angeli di Cosimo Caputo (II parte) .. Lrermetismo nella parola lirica di Paul Celan Liintelligenza del cuore di Giovanni Rossetti .. Lrermetismo nella parola lirica di Paul Celan di Horst Kinkler (I parte)... 7 o Invito alla lettura . La poesia di Gluseppina Luongo Bartlin di Rito Martignett Interventi ‘Vederepensare + guardare di Giovanni De Noi .. intervista La poesia di Milo De Angelis di Gianfranco Biancofiore (II parte) .. Gli incontri della Rosa: «Bosnia - una guerra ai confini delle coscienze» Perché affonda Venezia di Abdullah Sidran Speciale Musica Paesaggi sonori ed ecologia dell’udito di Vincenzo Pellegrini .. Incontri Una serata con Alda Merini di Caterina Cruciani Poesia islamica Introduzione allo studio della poesia islamica di Luca Zolli (I parte) ... Appunti Variabili Incroci di Rito Martignetti Ta rosa necessaria Rivista dh poesia ~ Anno II -geanaio 1995 - N. 9 Supplemento al n, 1 de L?ALTRITALIA Comitato di redarlone: Rito Martignti, Rosslla Mazzeo, Luca Rando, Vincenzo Pellegrini, Giovanni Rose, Nicola Spuera Progetto grafico: Luca Rando Redanlone: Cr. $. Cumano, | - $2100 Benevento - Tel 0824/51483 Fax 0824/24478 ‘Stampa: Grafica Mellusi, via Luea Giordano, 4 ~ 82100 Benevento - Tel. 0824/316153 VALTRITALIA Diretore responsable: Carmelo Luciano Redazione; Maurizio Calandro, Mario Ceere, Loigi Lana, Pino Maurelo, Roberto Pool, Gabriele Rame ‘Aut Tribunate di Benevento 16780 del 6/120 Post italiani contemporanei: Franco Loi _ Loi e gli angeli (Seconda parte) 2) Leaccadere,Ia poetica ei dialetto 2.8. Laceadere” ela poetica «La scopertache'angelofa del mondo non hha mai fine, ei sembradi passare daun incanto all’altro, in una serie di stupori del mondo senza termine. ,i'pezzo di mendo' inci eli pass, 2 ura riproposta dell'eterno in sé 1a vita corre senza interruzioni da una cena al’: pie- nezzaei vuoi sono dat dalla possbilita, omeno, . II “tu 8 ‘ognuno di noi. Con il “tu” la poesia si rivolge ad ognuno di noi, ad ogni possibile lettore. E un direttoappellarsi a noi ttt, ma come singoli. Ognunodi noi équindi il messaggero di un messag- ‘io, ha con sé un messageio che & da scrivere. Eco il significato del titolo: “Lettera ed arologio", ‘ognuno di noi li ha con sé, come una dote, come qualcosa che ha in dote per iniziare il viaggio dell esistenza. (Che si tratti del viaggio dll’esistenza che ogmunodi noi&chiamato a vivere, che gl sta davanti, eccoil primo signifcatodi “lettera”.I messaggero che porta la letter non serita lo siamo noi. Noi tuttichecitroviamo gidimessi sulla strada dela vita. Postnellesistenza, che & per ognunodi noi Ja sua strada pit propria. E per iniziare questo viaggio abbiam qualeasa con noi. Misia permessa, prima di continuare questa proposta di interpretazione della poesia, un'altra riflessione pretiminare: ogni singola poesia di Celan va considerata un tutto in sconchiuso, una figura significante che va compresa e quindi esplicata dal contesto che essa stessa rappresenta, 10 Paul Celan Ci quindi di scarso aiuto un indice di concordanze che cerchi di stabilireilsignificato fissoed immutable di certe parole chiave che il poeta avrebbe adoperato nella maggior parte delle sue poesie, Un fatto presupposto viene gid vanificato dallo stesso poeta. Una volta interrogato su che cosa significh 1"“io"eil “tu nelle sue poesie, Celan ha rispost a sua volta con una domands: “eln quale poesia»? Da questa rispostapossiamo ricavare una specie diregola generale: ogni ‘pocsia va intesa come una singola composizione che racchiudeil suo significato in se stessa, Nonesistealcun cifrarioin generale, alcuna chiave universal, alcun grimaldello che possa, per cost dire, dispensarci dal compitodi confrontaciconlasingola poesia. Ci troviamosempreinun contronto diretto e non pessiamo non accettare questo confront. Per il momento, per continuare, non abbiamo ancora chiarto altro che i significato del ttolo,e rnemmeno questo pienamente. Liorologio- e questo 'abbiamo git visto -subentra al posto del sigillo come del resto ha osservato la quasi totalita degli interpret senza perd chiavre che questa sosttuzione di parola non lacancella,anzi ci dina prima indicazione sulla via che dovremo seguire. Tl primo verso consiste in una sola parola seguita da una virgola. Questa. posizione cosi isolata di “cera” mettetramite l'enjambement (verso spezzato) ancora pit in evidenza che questa, cerasta per qualcsa. Egid 18, maper fare qualcosa. I verso seguente ce lo dice: «per sigillare> Sigillare un non scritoche pure ha gi indovinatoil twonome. 11 ome quind , ammirandone la reattivita ‘morale che vi sottesa. Formula Ancora campi seminati ‘agrano nel mondo vita-nascita nascere vivere lingue punte detlo smeraldo ‘gemmano I’humus vivente traslucide stelle forano i cupi moti accelerati dell universo sincrone notti alle stagioni giovani Unica formula garantisce dovungue spazio stelle erba cuore dell’ uomo perenne ‘medesimacorsia vibrante insinuante squillante nerbo di vita-nascita nascere basta alla vita Effemeridi cedere falso sventagliare di comete ‘mort disseminatifrange sbattute sbucciate parcellizzate dagliclementi basti essere nato ‘a molti giochi a pochi ‘Tornio di punte forse usciremo vivi dalla vita «ti nutrirai di morte che d’ uomini si nutre ‘emorta morte non dovrai pitt morire» BRGp45) A parere di Giorgio Barberi-Squarott, quel -«linguaggio splendidamente inventivo» riscon- tratoin Dilemma, siconferma in questa secon- da raccolta, la quale evoca, narra, inventa, ironizzae «piunge arsultati davvero splendi- di, Repetitaiuvant... Liesea del lucro ha un’otima accoglienza, ricevendo ben tre premi di poesia. Cosi Luigi Toraca nella prefazione: «ll mot- vo conduttore, ora latente ora manifesto, di ueste lriche & il semtimento,tragico pit che ‘legiaco, di un irrimediabile panta rei che tra- scina via con spitatafreddezza i mondi dello 15 Invito alla lettura spirito [... unica vera difesa & nell’amore itato ¢ incondizionato del bene; unico ‘vero conforto nella voce del poeta, che tre- ‘mae non sipiega, ma coraggiosamente, eroi- camente, a dispetto di tutto e contro tutti a tutti annunzia il suo Kerigma di vitoriosa speranza edi rasserenante fiducia». Poeti sconosciuti Lode ai poeti sconosciuti di questa nobile citta di costruttori . Tulliola pulera Oscura oscura dietro i tuoi passi amorosi la coda della biscia agita ‘un vento obliquo d’erba svenato di sale Contende alla pianura gemme di bucaneveilcalligramma della luce dipana ai tuoi pedi snelli di zingara danzatrice Vorizzonte Vibra sorgiva fonte perenne pit splendente del vetro la tua veste rmulticolore: unicorno da presso ti vagheggia alba di giovinezza. (BRG,p.190) Lincursione nella vasta produzione di Pina [Luongo Bartolini approda al pit recente volu- medi versi Meraviglia del dove (Tracce, 1994). Ecco una lirica dedicata ad una grande poe- {essa russa, morta sui Marina Cvaetaeva Nel fuoco d’Eraclito scorrevi al vento delle steppe Marina 16