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ITALIANI

Rivera: Da ragazzo ero juventino


e Brera mi riport in Nazionale
Il campione svela gli aneddoti di una vita: stato tutto bellissimo: ho
fatto quel che mi piaceva, giocare a pallone. Poi c stata la famiglia.
Lamore per Laura, mia moglie. La notizia che nostro figlio Giovanni,
malato come mia sorella, si sarebbe salvato
di Aldo Cazzullo

Rivera stato il primo calciatore italiano a vincere il Pallone dOro, nel 1969

Gianni

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Rivera, cosa le url Albertosi dopo il 3 a 3 della Germania?


Parole irriferibili per i lettori del Corriere.
E lei cosa rispose?
Se voglio tornare in Italia, adesso mi tocca andare a far gol.
Mancano 9 minuti alla fine del secondo tempo supplementare.
Vado a centrocampo con unidea fissa: ora scarto tutti i tedeschi ed entro in porta con la palla. Ma mi trovo di
fronte un muro bianco, e tocco per De Sisti, che allunga a Facchetti, che lancia Boninsegna. Io intanto corro
verso la porta.
Brera la paragon ad Achille: Al giovane eroe ha ridato la lancia Pallade Atena.
La vita ti d sempre unaltra occasione.
Boninsegna crossa allindietro.
Io mi preparo a tirare di collo sinistro nellangolo destro. Poi vedo Maier che sta per tuffarsi proprio l; cos

cambio piede, cambio direzione, e la metto di piatto destro nellangolo sinistro. Sento un tuffo al cuore; Maier
sta per prenderla di piede; ma ormai a terra, la palla entra.
stato il momento pi bello della sua vita?
Ma no. stato tutto bellissimo: ho fatto quel che mi piaceva, giocare a pallone. Poi c stata la famiglia.
Lamore per Laura, mia moglie. La notizia che nostro figlio Giovanni si sarebbe salvato.
Cosha avuto vostro figlio?
La stessa malattia di mia sorella Maria Luisa, morta a nove mesi, prima che io nascessi: il morbo blu. Un difetto
cardiaco incurabile nel 1942, che oggi si risolve con un piccolo intervento. Solo allora mia madre mi disse che
Maria Luisa era nata lo stesso giorno e lo stesso mese di Giovanni: 22 gennaio. Ho sentito che era un po come
se lei fosse tornata a vivere in lui.
Come si chiamavano i suoi genitori?
Edera e Teresio. Cos decisero di darmi un nome da cristiano: Gianni. Ma non si poteva: santi di nome Gianni
non ce nerano. Infatti mi chiamo Giovanni. Come entrambi i miei nonni.
Cosa facevano?
I nonni paterni, contadini a Valle San Bartolomeo, frazione su un bricco sopra Alessandria: coltivavano grano,
nocciole e uva, con cui facevano il vino. I nonni materni avevano losteria del borgo.

Gianni Rivera, 73 anni e una vita da Golden Boy del calcio

Gianni Rivera, 73 anni e una vita da Golden Boy del calcio

Gianni Rivera, 73 anni e una vita da Golden Boy del calcio

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Gianni Rivera, 73 anni e una vita da Golden Boy del calcio

Gianni Rivera, 73 anni e una vita da Golden Boy del calcio


Lei nato il 18 agosto 1943, in piena guerra.
Pap era operaio alle ferrovie: aggiustava le locomotive. Quando suonava lallarme aereo scappava in
bicicletta, andava a prendere mia mamma incinta e la portava in collina. Io sono nato durante una di queste
fughe.
Ricorda qualcosa della guerra?
Lampi fuori dallandrone di casa. Ricordo bene invece lo schianto del Grande Torino a Superga. Anche se
simpatizzavo per la Juve.
Rivera juventino?
In Piemonte si tifava per Boniperti e John Hansen.
Lei si sente piemontese o milanese?
Mi sento italiano. Alessandria in Piemonte ma avverte linflusso della Liguria, dellEmilia. E guarda a Milano.

Dove lei arriv a 16 anni.


Ero alle Olimpiadi e i miei fecero il trasloco in treno: non avevano molto da portare via. Vivevamo in due
stanze: una cucina e una camera da letto, dove dormivamo in 4, visto che era arrivato mio fratello Mauro.
Quando a 15 anni esordii in serie A con lAlessandria, ebbi diritto al divano letto in cucina. Il bagno era in
comune con i vicini.
Comera la Milano del 1960?
Ti faceva sentire a casa.
E la Roma olimpica?
Torrida. Passammo una notte al Villaggio olimpico senza chiudere occhio: caldo africano. Per fortuna ci
spostammo a Grottaferrata. Eravamo ragazzini: Bulgarelli, Trapattoni, Burgnich. I favoriti erano gli jugoslavi, tutti
professionisti. In semifinale li fermammo sullo 0 a 0. Allora cera il sorteggio. Capo delegazione era Umberto
Agnelli. Entr nello spogliatoio quasi piangendo: avevamo perso.
Gipo Viani la chiam il Bambino dOro.
Viani era un personaggio. Alla Salernitana procurava i soldi per le trasferte giocando a poker. Dovette smettere
di allenare perch tirava sberle impressionanti ai giocatori. Cos invent per s la figura del direttore generale.
Poi arriv Rocco.
Cerano gli spogliatoi degli atleti e quelli dei tecnici; lui spost larmadietto accanto ai nostri. Faceva la doccia
con noi, ci raccontava della moglie, dei figli.
Parlava dialetto o italiano?
Rocco era convinto di parlare italiano; in realt adattava il triestino, che imparammo rapidamente anche noi.
La stampa lo attaccava perch ignorava la tattica, e lui ci rideva su: La tattica x questa: ti Cudicini in porta,
tuti voialtri fora.
A 19 anni il primo Mondiale: il Cile.
I giornali italiani scrissero che vi infuriava la prostituzione. I cileni si offesero a morte. Giravamo a deporre fiori
a tutti gli eroi nazionali. Allesordio ognuno lanci al pubblico il suo mazzolino; ci tornarono indietro pieni di
sassi.
E il Cile ci batt 2 a 0.
Avevamo pareggiato con la Germania, e cambiammo mezza squadra. Ct era Ferrari, ma comandava Mazza, il
presidente della Spal. Si capiva chi erano i titolari perch mangiavano per primi, poi andavano a riposare.
Altafini vide Sormani a tavola, si indispett, e improvvis uno scatto davanti a Mazza: Guardi come sono in
forma!.
E Mazza?
Gli rispose: Va bene Jos, mangia. Quando Sormani si svegli dal riposino, Sivori gli sorrise: Puoi tornare a
letto, non giochi pi. Fin malissimo.
Nel 1966, la Corea.
Bulgarelli aveva male al ginocchio. Si ruppe subito. E non cerano le sostituzioni.
Lei usc dal giro azzurro.
Ct divenne Herrera, che voleva far giocare solo lInter. Per fortuna Brera mi riport in nazionale.
Brera? Ma non eravate nemici?
Lui mi aveva scelto come nemico. Ma guai a chi gli toccava Rivera. Se qualcuno mi attaccava, prendeva le mie
difese. Quella volta mi invit a cena da ARiccione, il ristorante di pesce dove ogni mercoled riuniva artisti e
scrittori. E mi disse che, siccome stavo giocando bene e gli mancavo, avrebbe scritto che dovevo tornare in
azzurro, e fatto s che accadesse. Accadde.
Nel 1968 vinceste gli Europei.
Io mi stirai allinizio della semifinale con lUrss. Giocai zoppicando. Fin 0 a 0. Ma quel sorteggio non lo
perdemmo.
In Messico inventarono le sostituzioni. E la staffetta Mazzola-Rivera. Me ne fecero di tutti i colori. Per
convocare Boninsegna sacrificarono il mio amico Lodetti.
Che correva anche per lei.
Correvamo tutti. Brera scrive: Puoi anche essere il Ges Cristo del calcio in terra, ma se trovi un brocco
disposto a correre pi di te, non puoi giocare. Fatto sta che esclusero anche me, con il pretesto del mal di
stomaco.
La vendetta di Montezuma.
Ct era Valcareggi, ma comandava Mandelli. Lo attaccai. Voleva rimandarmi in Italia. Finirono per mettere
Sandro nel primo tempo e me nel secondo. Unassurdit.

Comerano i vostri rapporti?


Ottimi. Nel 68 avevamo fondato insieme lassociazione calciatori, con grande rabbia dei tifosi: un milanista
non doveva frequentare Mazzola.
Nella finale con il Brasile lei gioc solo sei minuti.
Al posto di Boninsegna. La partita era gi persa. Non la considerai unoffesa; era un gesto di sensibilit di
Valcareggi. Per noi una presenza in nazionale era tutto.
Nel 1969 il suo Milan vinse la Coppa dei Campioni contro lAjax di Crujff. E lIntercontinentale contro
lEstudiantes: 3 a 1 a Milano; a Buenos Aires segnai subito io, e cominci la caccia alluomo. A Combin
spaccarono il naso, poi lo arrestarono. Rocco si impunt: senza di lui non si riparte.
Nel 1972 le diedero tre mesi di squalifica.
Dissi che gli arbitri volevano far perdere lo scudetto al Milan per farlo vincere alla Juventus. Come poi
accadde.
1973: la fatal Verona.
Avevamo battuto il Leeds nella finale di Coppa delle Coppe, sotto la pioggia: una partita durissima. Buticchi
chiese un rinvio di due giorni, Franchi lo neg: Tanto vincete lo stesso. Una frase che si prestava a essere male
interpretata. Perdemmo. Ai Mondiali del 1974 la esclusero dalla partita decisiva con la
Polonia. Bastava un pareggio. Si tent di vincere. Il primo tempo fin 2 a 0 per loro.
Scrive Brera: Nellintervallo partono penose processioni verso gli spogliatoi polacchi.
Ho sentito molte storie su quella partita. Non so se ci furono profferte da parte nostra, o da parte loro. Peccato
perch la squadra era fortissima. Agitata dai laziali: Wilson, Chinaglia. Con un fuoriclasse: Capello.
Lei era vicino a un personaggio discusso: padre Eligio.
Gli sono vicino tuttora. Straordinario, coltissimo. Del calcio non gli importava nulla, ma era attento allUomo.
Con la U maiuscola.
Zoff o Buffon?
Albertosi. Buffon stato pi forte, Zoff pi grande; ma Albertosi aveva una classe naturale che non ho mai
rivisto in un portiere.
Maradona o Messi?
Pel. Aveva un sinistro come quello dei due argentini; e aveva anche il destro. Ed era fortissimo di testa.
Brera: O rey d la strana impressione di essere gi appeso allalto ramo di un mango.
Altafini mi raccont che Pel era bravo anche in porta. Se il calcio non fosse esistito, lavrebbe inventato lui.
Con Berlusconi non vi siete presi. Come mai?
Perch considera tutti al suo servizio, e nessuno alla sua altezza.
Lei and in Parlamento con la Dc
Che avrebbe governato altri 40 anni, se non le avessero cambiato il nome e avessero lasciato spazio a Segni.
E al governo con lUlivo.
Cinque anni da sottosegretario alla Difesa. Scoprii un mondo in cui mi riconobbi: lItalia, il tricolore, lamor di
patria.
Come vota al referendum?
Voto no. Le riforme costituzionali non le fa il governo.
Chi le piace in politica?
Lunico punto di riferimento Papa Francesco.
Lei crede nella vita dopo la morte?
S. Purtroppo dallaldil non ci possono parlare. Ma talvolta ci mandano qualche segnale. Come mia sorella,
attraverso mio figlio.
26 novembre 2016 (modifica il 26 novembre 2016 | 23:43)
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