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Della Raccolta Vol. 4.

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RITIO PENALE
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TRATTATO
I

DIRITTO PENALE
PELLEGRINO RSSI
'IRADOTTO DAL FRANCESE

DAL
olhon in ,Begge
' con ALCUNI CENNI SULLA vrm DELLAUIORE.

MILANO
PER BORRONI E SCOTTI

1852.

',

- Traduzione di propriet dei Tipogru-Editori;

PREFAZIONE DEL TRADUTTORE

uanto abbia importanza nelle civili societ una studia


accurato e pro/brado di quella scienza che dimostra esistere
il diritto di punire, ne assegna il fondamento , ne denisce
la natura, ne ssa i conni, e ne determina leproporzioni,
ad ognuno che abbia lume d intelletto dato conoscerlo,
Se _ cosa importante, dice Romagnosi, che la legislazione

non oltrepassi gl immutabili conni della giusta modera


ne nel decretare le pone,egli deve altres essere cura della

Societ tutta, che i suoi individui siano-pe-rsuasi della la


rv Giustizia. Da codesto santo principio, col quale lau
tore della Genesi del diritto penale diede cominciamento al
lopera sua, e che giustamente appella loracolo della stes
sa natura penso poterne derivare, che tanto per l'uno,
come per laltro dei ni che scaturiscono dal medesimo, si
faccia sempre pi palese la necessit che lo studio di que
ste scienze si generalizz, e che dovere di tutti sia quello di
non trascurare mezzo onde possa essere reso men arduo il
cammino che mestieri percorrere allacquisto delle cogni

zioni necessarie.
A
Gli studii criminali che tanto eminente grado occupano

in pressoch tutti gli Stati d'Europa7 in Francia ed in Ger


mania segnatamente , presso di noi non vengono coltivati

con quellamore e con quell importanza che richiederebbe


la sublimit dello;scopo e la- vastit dellinteresse che com-'
prendono.

Indgare quali possano essere le cause che ritardano


un si necessario sviluppo fra noi, cosa che non ci appar

tiene. Vorremmo per che quelle giovani menti che sono


chiamate ad aaticarsi sulle lunghe e difcili materie di
diritto , non disconoscessero l importanza anche di questa

parte della legislazione, e che di buonora a lei pure dedi


eassero i loro studii.

_
La nostra esistenza ripiena di illusioni. di debolezze,
di injermit, pu essere resa men grave dal sano giudizio
di colui che sa acquistare nel pi breve, pi facile e pi
dilettevole modo la scienza di quellarte che professa, o vuol

PIQfCSSGIB. Fra i mezzi atti a frmar tesoro di cognizioni,


presentasi per prima, fbrse per indispensabile, lesame di
quelle opere che ingegni profondi e sublimi dettarono , ad
eternit dei loro nomi, a lume e salute della societ. Efpas

sando a discorrere di coloro che scrissero in materia di di


ritto penale e criminale, tacendo degli antichi, nomineremo
specialmente adyesempio alcuni di quelli a noi vicini, come: un
Bendoni, un Cremani, un Bernardi, un Roma, un Roma
gnosi, un Busca, Beccaria, Filangeri,un Vico, un Brissat,
Iacouri, Cristo/Euro, Hupka e tanti altri, i di cui nomi di

vennero propriet dei posteri, e gioie che sinnestarono nelle


storie delle nazioni a cui appartennero, per farle pi belle
e pi splendenti.
Senonch l" esperienza ha non di rado fatto conoscere
che a giovani volonterosi, a giovani, cui, per desiderio di
apprendere, ninna jtica impaurisce, o iesi ad ostacolo, o
la totale decienza di cognizione, o non profonda, di quel

la lingua nella quale alcuni autori scrissero; ostacolo per


cui, mentre nel primo dei casi accennati, loro forza pri
varsi degli studii dei medesimi, nellaltro, senza ottenere un
/ine_ perfetto, mestieri sprechinp un tempo altrimenti pre

zioso per s e per altrui.

A soccorso dei primi ed a sollievo dei secondi vennero


e vengono tuttod volte nellItaliana fvella una considere
uole quantit di opere straniere. Io non mi_fermer a discu
tere sul merilo di codesti lavori, imperocc/z in luogo di er
germi a giudice dellaltrui, sento la necessit di chiamare a

7
mio favore tutta l indulgenza del pubblico , per qulla che

tremante rendo di pubblica ragione. Non voglio per tacere


che nellatto di par mano a quest opera, mi sentii compre

so della grave responsabilit che mi addossava, e mi si af


facciarono tutte le dfficolt che s' incontrano a dare , con

una traduzione, al pensiero dell autore la forza chegli im


presse, le tinte di cui lo abbell. Non tenni celato a me stes

so di quale sacrilegio mi sarei bruttato , se in qualunque


modo avessi, anche duna sola linea, deviato dal vero, nella

esprimere il concetto di un profondo pensatore, di un emi


nente politico, di un ingegno in ne tanto vasto e sublima

quanto/u quello di Pellegrino Rossi. Pure la mancanza di


traduzione di questo libro, il desiderio che esso potesse scor-

rere facilmente nelle mani di tutti, inne [incoraggiamento


che mi ebbi da alcuni benevoli, che mi onorano della loro
amicizia, mi diedero animo e lena. la me non v'lza rimorso

daver mancato di diligenza onde raggiungere lo scopo pro

postomi, e mi chiamer fortunato se la mia credenza non


andr delusa.
B. M.

| II..I||II|I

CENNI STORICI

SULLA VITA
DI PELLEGRINO ROSSI (0
4M! .

In Carrara, paese che forma parte del ducato di Mo


dena, nacque, nel 1787 alli 5 di luglio, Pellegrino Rossi.
Nel celebre-collegio di Correggio, ove fu inviato, ancora
fanciullo, dasuoi genitori, di buonora si distinse per la
fertilit dello ingegno, per la forza della applicazione, e
per la prontezza e vivacit della sua intelligenza. Alla per
fetta cognizione delle classiche lingue, delle belle lettere,
e della losoa,- associ uella dellealte matematiche. Spin

to dalla sete di sapere, ellegrino Rossi, poich in quel


collegio ebbe con somma lode ed ammirazione depre
cettori, dato compimento ai di lui studj, portossi ad ap
prendere il diritto nella allora rinomatissima , universit
di Bologna, ove, nella ancor tenera et di 19 anni, dallu
nanime suffragio del collegio universitario in insignito
della toga dottorale. Formatosi alla pratica degli affari, e
dottato di profonde cognizioni, in fatto di regole legisla
tive, fu eletto a secretario del foro in Bologna, presso la
corte reale, nellanno 1807. Seuonch bramando di eser

citarsi nell'arte delloratore, lasci, nel 1809, la carica che


gli era stata conferita, e in questa, per lui, nuova carriera
(4) Nelle stendere le presenti notizie, mi attenui strettamente al
magnico discorso che il signor Miguet pronunci all Accademia di
scienze Morali e Politiche di Parigi nella seduta 244 novembre 1849,

togliendo dal medesimo quanto ritenui necessario onde far conoscere la


vita ed il merito dello scrittore di una delle 0P6I8 del quale impren

do la traduzione.

'
- Nota del traduttore..

lo

si distinse in modo eminente. La sua anima penetrativa,


leale, giudiziosa, feconda, le immense cognizioni che pos- ,
sedeva, la sua parola incisiva, i modi, alcuna ata, impe
riosi misti ad un irresistibile modo dargomehtare, e so
stenuti da una soave eloquenza, lo fecero ben presto se
dere nei rimi seggi -fra i giurecon_snlti che dilucidano il
senso del e leggi, e fra gli avvocati che trionfano nelle cau
se che difendono. Per molti anni ori in Bologna unac
cademia giudiziaria, di cui esso fu il fondatore; la studiosa

giovent lo ammir nelle lezioni di diritto civile e crimi


nale che loro dava qual rofessore nel Liceo e nella Uni
versit. Fu consigliere de governo, in materie di Stato, e
nel 1814 si era guadagnata unelevata posizione, una for
te ed estesa riputazione.
Da quellepoca ebbe principio la vita di sventure e di
' gloria di questo illustre scritture. lmperocche, associandosi
egli ai principi che il governo francese aveva adottati, per
quanto risguardava la dominazione e lamministrazione

ltalia, vide con immenso cordoglio la caduta di Napo


leone, come tutti quelli che avevano abbracciate le idee
francesi, volse lo sguardo al re di Napoli. Qu'ando que
sto principe fu costretto, dalle incalzanti e vittoriosa ar

mate d Austria, a'farsi fugitivo da quella capitale da cui


tre giorni prima era partito trionfante, Rossi, che avea go
duto del favore di questo sventurato, e da cui era stato

eletto commissario enerale di quelgrande territorio, che


sta fra il Tronto e Po, dovette lasciare Bologna, e dopo
aver vagato alcun tempo nelle terre della Calabria, e da
vere a stento potuto entrare in Napoli, salp dal porto di
questa e and in Isvizzera a chiedere ospitalit.
Amante del suo paese, e vago di potere, per cose ester
nealmeno, spingersi colla immaginazione alcuna fiata a
vederlo, egli sce se per suo asilo nella bella ed amena val
lata, che si forma fra la china del e Alpi, ed il versante del
Jura, la quale, per quel ridente lago che l attraversa e la
abbellisce in tutta la sua estensione, ricorda alcun che delle
bellezze dItalia. Il cantone di Ginevra, che gi avea per
corso nel 1815, lo accolse, e gli offri un rifugio. Quivi,
ove gi vivevano molti uomini illustri e per ingegno e
per ottrina, quali, ad esem io, Dumont, collaboratore di
lirabeau e commentatore dl Bentham, lo storico Sismon

.
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di, il losofoyPievot, il giureconsulto Bellat, lacuto scrit
tore Bonstetten, Gandolle, il fondatore della siologia ve
getale, il sico Derive, ed altri ancora, Pellegrino Rossi fu
ricevuto con somma distinzione; e com reso dalla neces

sit in cui versava, di doversi creare un esistenza a prezzo


dun nome, visse per molti anni solitario in una casa pres
_ so le porte della citt, ed infaticabilmente dedicossi agli
studi ed al lavoro. Apprese il tedesco, si perfezion nella
lingua inglese, e si rese padrone della lingua francese. Trat

tanto che di tale maniera abbelliva lo spirito di s- belle


qualit, studi profondamente il diritto pubblico, lecono-
mia politica, la storia, e non abbandonava il suo gabineh
to di fatica, se non per vedere e conversare con quein
uomini' eminenti di cui si era fatto lamico, e che in bre
ve uguagli in fama;
'
La prima delle opere che c0mpose fu un Poema. Quan

tnn ne i pensieri di Rossi non si conciliassero punto con


que li-di lord Byron, che allora era salito in gran fama,

ed attraeva gli animi, ci nullameno, la poesia di questo

genio altiero e melanconico, che non avea scorto nella


creazione che male; nella vita nullaltro che inganno; mi
serie nella societ; scosse l- anima dell esiliato. Anzicch
una traduzione, puossi dire che il sig. Rossi imit, con
bellissimi versi italiani, i sentimentali e terribili poemi, la
Parisina, il Giaurro, il Corsaro. Solo quella del Giaurro fu

ubblicata nel 1817, ed in essa si rinvengono tutte le ma


sthie bellezze delloriginale, colla con0isione di Dante e l
nobilt dAllieri.
.
'
L esule per comprese facilmente che a Ginevra la
poesia non poteva servirgli che di distrazione, e che per
distinguersi faceva mestieri rendersi utile. Nel 18l9 quin
di, sentissi forte da incontrare il giudizio del pubblico, e
lo fece con un corso di Giurisprudenza applicata al Diritto
Romano, che ottenne uno straordinario successo. lmperoc
che a folla accorreva il pubblico ginevrino ad udire un
Italiano insegnare a meraviglia in lingua francese, un giu- _
reconsulto, che applicando alla storia il diritto, gli dava
per tal modo tutto il suo signicato, un eloquente profes
sore,che col pensiero trasportava gli uditori, e che con un
arte innita operava in modo che dilettasse ci che prima
non serviva che ad istruzione. Non solamente Rossi otten

1)

ne zilsuffrag'io e la lode ditutti'i veri giudici, gli ap lausi


del pubblico, e lentusiasmo perline delle donne o e ac
correvano ad udirlo, ma imagistrati di Ginevra, tre mesi
dopo, lo afgliarono al servigio della repubblica, confe
rendogli la cattedra di Diritto Romano, che gi altra Volta

era stata coperta ed illustrata dal celebre Burlamaccbi.


Fu questa la prima volle, dopo trecento anni, che un
cattolico copri un seggio nell accademiaprotestante di Gi
nevra, ed a tale infrazione" delle rigide consuetudini del
lantica intolleranza, infrazione che fu gloriosa per Rossi,
tenne immediatamente dietro la di lui naturalizzazione, col
diritto gratuito di cittadinanza. Si uni in matrimonio con
una giovane gincvrina, la quale gli apporl una modesta
fortuna ed una tranquilla esistenza. Per questo legame egli;
si a'ezion vieppi a quella repubblica, che lo aveva ac
colto come cittadino, ed in brev ora divenne deputato al

consiglio rappresentativo in Ginevra, nel quale, a poco a


poco sacquist un grande ascendente, quello dellintelli
genza e della virt, che soltiene e non si impone. Il si

gnor Alberto Saladin svizzero, ecco in qual modo perla


di Rossi in una sua Opera intitolata M. Rossi en Suise
dal 1816 a 1855, Sarebbe assai difcile trovare altrove
una posizione simile a quella che il sig.r Rossi godeva,
a Ginevra. Ein vi occupava il primo posto, sia come
oratore, che come giureconsulto, o come legislatore, o,
" : uomo di Stato; e niuno osava contenderin quella incon
trastabile superiorit, in un paese che non aveva mai

f
n

f avuti nel suo seno tanti uomini illustri quanto in quel


lepoca. :=

Pellegrino Rossi possedeva tutto quanto poteva abbiso


gnare onde rimanere in quel seggio su cui era giunto So
dere. Dotato dun grande sentimento e duna destrezza
impareggiabile, pieno di spirito, e dun estesissimo sapere,
furbo senza essere falso, giudizioso all estremo unto,
prudente, o intraprendente a secondadei casi; abilissi
mo a convincere, ed a condurre gli uomini senza coman

dar loro, si pigliaVa diletto aservirli, e servirsene; ugual


mente adattato ai lavori del pensiero ed alla direzione
degli affari; in una parola teorico senza esagerazione,-pra
tico senza pregiudizj, oratore persuadente e consigliere
incomparabile, esalt0 colle di lui idee, delizi colla sua pa

l3 .

'rola, coconsigli finalmente guid la repubblica di Ginevra,


della quale egli, non fu gi il capo ufciale, ma il domi
natore morale.
Dallistante in cui fu eletto a membro del consiglio rap
presentativo, mandato che gli fu sempre confermato dall,e

lezione, fece parte delle pi importanti commissioni. Lera


del progresso civile di Ginevra si schiuse quando questo
illustre personaggio sacquist- quella potente inuenza,
con cui domino nel grande consiglio di quella citt. A
malgrado dellinsistenza del governo, tuttavia aristocratico,
ristabilito nel 18|4,e le esigenze di una opposizione al
quanto radicale, egli fece accettare una saggia transazione

fra i cattolici ed i protestanti in materia di matrimonj.


Di concerto cosuoi abili colleghi, Bellot- e Giraud, ristaur
il sistema ipotecario francese, e lo perfezion: colla coo

perazione di Sebastiano Dumont, sadoper alla riforma


delle leggi criminali, che vennero predisposte mediante il.
suo insegnamento; soccup per la restaurazione del Giu
ri di cui fece conoscere il bisogno, e ne determinla for
ma in un eloquente ed ineccezionabilerapporto. Amico
di quecangiamenti che si acquistano gradatamente, e che
sono i soli proprj a prevenire i disastri duna rivoluzione,
concorso potentemente a condurre e rassodare al potere
il partito moderato, il quale prese le redini della cosa pub-
blica nel 1825, sotto il sindacato liberale di Giraud, e che
lo tenne per il corso di dieci anni. Godesta amministrazio
ne, s'aggiamente riformatrice, c'0ncili colle consuetudini
antiche i bisogni novelli, miglior le leggi, ribass il cens0
elettorale, soddisfce il popolo senza esaltarlo, e per un
felice amalgama di necessaria conservazione e di oppor
tuno progresso, preserv lungo tempo Ginevra da quelle

violenti agitazioni che irruppero cinque anni dopo nella


maggior parte de Cantoni svizzeri.
Quello slancio e quella prudenza che Pellegrino Rossi
mostr, e con cui oper in fatto di politica, la conservi
pure nella scienza. Avido di trovare la verit in ogni luo
go, e non potendo rinvenirla completa, sapplic infatica
bilmente ad operare fra i sistemi quelle saggia transazioni
che ein aveva raccomandate nelle leggi. Fu questo il raro
merito di cui splendettero le lezioni sia obbligatorie che
libere, date da lui, fra gli applausi continui degli stranieri
Rossa Dir. Pan.

4
e dei Ginevrini in materia di diritto, di economia pubbli
ca e di storia. Le legislazioni colla natura dei loro princi
pj, i popoli collo sviluppo dei loro destini, i capi-scuola
colla diversit delle loro teorie, trovarono in lui un pro

fondo giudice, un brillante storico, un destro conciliatore.


Pi penetrante che fecondo, pi ingegnoso che inventivo;
esso tutto comprendeva, e separando con somma cura
il vero dal falso, il chimerieo dallavverabile, soventi
volte faceva proprie le idee altrui rendendole giuste. Le
sue lezioni non furono date alle luce, ma i processi del
di lui spirito, e le traccie del suo pensiero, si trovano sparsi
nein Annali di legislazione e di giurisprudenza, che com
pose colla collaborazione di Sismondi, Bellot, Stefano Du
mont, e dei quali fu il principale redattore. Rossi scrisse
inoltre il suo celebre Trattato di diritto penale, che fu
stampato nel 1328 a Parigi. In questopera, che fu conce

pita sotto linfluenza di due scuole, Rossi segui il princi


pio spiritualista del diritto puro, al quale era stato condotto
dal di lui amico il duca di Broglia, e servissi del principio
materialista dellutilit di Bentham, al quale inclin per
lungo tempo collamico suo Stefano Dumont.
" La rivoluzione del 1850 che irruppe, e rintron in
Europa, agitando lItalia, sollevando la Polonia, facendo
indipendente il Belgio, ed estendendo i governi rappresen
tativi in Alemagna, scosse profondamente anche la Sviz
zera. Si compierono rivoluzioni nel cantone Ticino, nel
paese di Vaud, a Zurigo, a Solothura, a Friburgo, Berna,
Lucerna, a Glaris, a Turgovia, a Sciaffusa, a San Gallo, in
Argovia, ove furono rovesciati i governi aristocratici, ed

altre ancora scene compirono nei cantoni di Basilea, di


Svitto, di Neuchatel; i quali si divisero cardinalmcnte, ed
ove poco si stette, che non si venisse alle mani. In quel
solenne momento, quando dalluna parte ivecchi cantoni
rimanevano immobili e formavano unalleanza nella con
federazione, e gli altri separavansi e stringevansi fra loro
con un concordato, Ginevra, saggia e politica, tenta di
strappare la Svizzera dagli orrori duna guerra civile, pro
ponendo la revisione del patto federale. Essa intervenne
come moderatrice fra coloro che niuna cosa volevano mu
tare e queglino che tutto volevano distruggere. Poich
fu adottato il principio della revisione, essa elesse il si

w
gnor Rossi come suo rappresentante alla dieta costituente
del 1855, e lo elesse come quegli che pi di tutti era ca
pace di affaticarsi intorno a questopera tanto difcile, e
quale pi adatto negoziatore a raggiungere ilcompimento
della medesima.
'
Ecco adunque questo straniero, di fresco cittadino dun
cantone, sedere legislatore della Svizzera!
Eccolo come nel consiglio seduce ognuno alla dieta di
Lucerna. Questa lo elegge a membro di una commissione

incaricata dirivedere il patto federale, e la commissione lo


sceglie a suo relatore. Egli redige il nuovo progetto di
federazione in Cento e venti articoli, i quali furono de
stinati a ricostituire la Svizzera, perfezionando la comune
autorit, lasciando intatte le sovranit parziali.
In che consisteva il progresso che era segnato da questo
nuovo patto? La Svizzera continuava ad essere una com
posizione di Stati distinti, ma codesti Stati formavano una
vera confederazione. In luogo di una dieta, che fosse im
potente a dettare le leggi comuni ed a prevenire le parziali
alleanze; in luogo di una giustizia incapace a porre fine a
quelle differenze, che spesso avevano lor termine col mez

zo dellarmi; in vece dun governo debole esercitato da un


solo cantone, un forte; in vece di una imperfetta societ,
formata dineguaglianze intersecata da interne dogane,
con monete dogni paese, con misure e pesi differenti, ed
in molti luoghi vietando perfino che lo svizzero di un can
tone potesse iantare un negozio in un altro; in luogo di
tutte queste v:ziosit, il nuovo patto federale consecrava che
i cantoni costituivano in loro mandataria la Dieta, questa
sanciva le leggi, stabiliva le imposte, organizzava le truppe,
impediva o reprimeva le turbolenze, stipulava le alleanze;
conchiudeva trattati allestero, regolava lordine interno,
e possedeva tutti i poteri necessarj alla direzione ed alla
sicurezza generale. Una Corte federale aveva la missione
ed il mezzo di sostituire, nei conitti che insorgevano fra
cantoai, le decisioni della giustizia alle violenze della guer
ra. Lesercizio dellautorit federale era confidato ad un
Landamano svizzero eletto per quattro anni, potendo an
che sedere in carica per la durata di otto, assistito da un
consiglio, questi disponeva delle forze capaci a far rispeL
tare i decreti della Dieta e le sentenze della giustizia. Il

16

corpo elvetico, nel quale provalevano l uniformit fra.


i-cantoni, dei pesi, misure e monete, luguaglianza-di trat
tamento fra i cittadini, ed in mezzo al quale erano situate
ledogane interne, con una forte organizzazione, riceveva

in pari tempo un capitale fisso. La sua Dieta, il suo Lari.


damano, il suo Consiglio, la sua Corte di Giustizia, la sua
Cancelleria, non andavano pi, ogni tre anni, errando da

un paese in un altro; di tutto era la sede principale nel


centro della Svizzera, sulle sponde del lago dei quattro
primitivi cantoni, in Lucerna, posta di fronte alla cappella

di Guglielmo Tell, circondata da quei luoghi che furono


testimenj dei solenni giuramenti e delle grandi vittorie
della confederazione.

'

Pellegrino Bossi redattore, e principale difensore e so


stegno di questo patto, al quale fu dato il suo-nome, spie
g tutta la sua grande destrezza ed attivit affinch fosse
adottato.
Nellautunno del 1855, dopo dessersi dimesso dal man
dato che gli era stato conferito, e della carica che copriva
allAccademia di Ginevra, ove gli fu conservato dal voto
universale il titolo di professore emerito, dopo daver la
sciato un profondo dolore nel cuore d'esuoi amici, ed un
grande vuoto nei-consiin della repubblica, Rossi abban
don la Svizzera e parti per la Francia. Egli peossiso-pra un teatro pi vasto, con una pi elevata missione. Per .
la morte di J.
Say era rimasta vacante la cattedra di
economia politica nel collegio di Francia ,e fu conferita

al Ros'si, sulla semplice indicazioneche di lui fece quel


corpo sapiente. Fu destro il ministro della pubblica istru
zione nel passare a questa nomina; ma pecc di arditezza,
alloraquando incarico lo stesso Rossi, straniero alla Fran
cia, di insegnare alla giovent francese il diritto costitu

zionale. Linstallamento di Rossi nel posto di professore


di Diritto, dovette farsiquasi in mezzo ad una sollevazie
ne. Egli vi comparve con una confidente serenit. Padrone
dellanima sua, ed immutabile ne tratti del suo volto, che
erano fini'e regolari come quelli dunmarmo antico, gi
rava lo sguardo suo penetrante e sicuro sopra il tumul
tuoso uditorio, il quale lini col prerompere in applausi,
tostoch acconsenti ad udirlo. Senza fatica metamorlizz

i.disapprovatori della sua nomina, che [estesi mutarono


in.ammiratori delle sue lezioni.

Esponendo il ponderatomeccauismo di questo gover7no,


che ein credeva applicabile tanto ai paesi democratici
quanto ain aristocratici, Rossi istruiva con unarte somma.
Ognuna delle sue lezioni aveva un soggetto determinato, e
si Sentiva quelliuteresse che si prova alludirc un dram
ma. Rossi, contro lordinario, era un conciso improvvisa- '
tore ed un elegante dimostratore. La stessa lentezza della
parola, era quella che gli serviva a legare il pensiero al
quale dava un_ maggior signicato, per un resto di accento
italiano, e che per la stessa lentezza avea campo di oruarlo
prima di esporlo . . . . . . . . . .
Nel 1845 Rossi fu mandato a Roma investito dei poteri
di ministro straordinario plenipotenziario, prima di essere
rivestito del carattere di ambasciatore; e vi fu mandato
con una assai delicata missione. Dopo ventotto anni das
senza, egli rivide, nell autunno dellanno 1844, il suo
mese natale, e Gregorio XVI, che all'ora sedeva Sommo
ontece sulla cattedra di S. Pietro, lo accolse con una

lusinghiera amorevolczza. Poco tempo dopo venne a morte


questo pontece, e Rossi, che avea di gi acquistato un
grande ascendente a Roma, quando i cardinali furono ri
uniti in conclave, usando di quel diritto che gli' si spetta
va quale ambasciatore di Francia, li visit ad uno ad

uno nelle loro celle, alloscopo di convincerli degli effetti di


quel grande atto che stavano per compiere. Le medesime
parole furono da lui ripetute in ogni cella, brevi come la
saggezza, sicure come la previdenza, forti come la neces
sit. Furono ascoltati i suoi consigli, un Papa sa gio e
clemente sorti dellelezione del Gonclave, e Pio l sali i
gradini della Cattedra di S. Pietro.
' Fedele Pio lX a quello spirito che avea inspirata la sua
elezione. con sommo atto di clemenza, si conforme alla bon

th del di lui cuore, diede principio al suo regno. Lamnistia,


servendoci di una espressione di Pellegrino Rossi, la

mnistia fu il magnifico esordio del suo pontelcato. Pio IX


spesso volle udire i consigli di Rossi, che da esperto poli
tico come era, non manc mai di fornirgliene, e disaggi;
e la politica che propose fu generosa e praticabile. V
- Mentre questi ed altri fatti si consumavano nellitaliana
penisola, in Francia cadeva quel regime costituzionale che
2.

VS

llossiia-vea cercato far imitare collo Statuto fondamentale


proclamato a Roma il 14 marzo. Questa caduta, e la sus

seguente proclamazione della repubblica, furono cagione


per cui Bossi cessasse dalle funzioni di ambasciatore di
nella nazione non solo, ma fosse privato ancora di quella

cattedra che copriva, e dalla quale avea, con tanto plauso


ed ammirazione, insegnate utili scienze. Grande fu lafi
zione che lo colpi, a scemareh: quale ritirossi a Frascati,
ondcpi quietamente studiare, e silenziosamente e fred

damentemservare lo s ettacolo che si avverava fra lamaggior parte dei popolidel continente.
Poich le armate imperiali riconquistarono la Lombar
dia, il Sommo Pontece, posto in mezzo agli urti di due_
diversi principj, ricorse al Rossiper consiglj, ed allantico
ambasciatore francese offr la presidenza del Consiglio della
Santa Sede. Rossi, compreso dalle immense difcolt che

avrebbe incontrate in quella carica, onde non opporre alla


domanda del Pontece un-aperto rifiuto, credette meglio

proporre condizioni tali alla sua accettazione, che non po


tevano essere che rigettate, come lo furono. Nel settem
bre per del 1848, pressandoviemmaggiormente il bi
sogno alla Santa Sede di essere assistita da un prudente
e saggio consigliere, dopo avere inutilmente esaurita ogni
pratica onde formare un ministero,ricorse, e pi vivamen
le, a" Rossi, Offrendogli pieni poteri. Rossi accetta, ed as
sociandosi esperti colleghi, intraprese coraggiosamente
lopera difficilissima che egli avea immaginato, opera resa
pi astrasa dalla interna disorganizzazione e dalle civili
discordie di quel paese.
'
Egli si accluso coraggiosamente allopera sua. il 15 no
vembre per del 1848, due mesi appena dopo che avea}
'assunte le redini del governo Romano, Pellegrino Rossi,
nellistantein cui stava per comparire allassembleadei
deputati, alla quale dovea esporre i suoi progetti, bench
replicatamante avvertito che una congiura erasi formata a
danno della sua vita, pronunciando queste solenni parole:
La causa del Papa la causa dlddio: Dio majuter, si av
via_al palazzo Quirinale.

Giunto sulla piazza, sorride sdegnosamente all udire alcuni gridi minacciosi che sortono dalla follache lo circon

da. Savanza fin: sotto al peristilio della cancelleria con.

_'axrr___vni.

-_-_'_

passo fermo econ una calma imponente. Quivi che i


congiurati attendevano la loro vittima. Molti fra essi eran
si appiattati sotto latrio, per il quale dovea passare, altri

sui gradini della scala che dovea salire onde portarsi nella
sala dei deputati, che gi eran raccolti. Appena Rossi com
parve all_a vista di costoro, i_primi gli si serrano attorno,

gli altri 'in vengono incontro. Egli, senza turbarsi, cerca


di a rirsi un passaggio in mezzo ai nemici, da cui,era cir
condato. Allora, per meglio facilitare al sicario linfame
opera che avea a compiere, uno dei congiurati, batt bru
talmente sulla spalla del ministro, e mentre questo sven
turato si volge a lui, e lo fulmina colla potenza del suo
sguardo, il sicario gli pianta un pugnale nella gola, e lo
ferisce mortalmente . . . . . . . . . . . .
Il ferro che colse Pellegrino Rossi, colp il suo paese.
_ Egli lo priv duno desuoi pi gloriosi gli, dun uomo
pieno di esperienza, di coraggio e damore.

Dotato' di una intelligenza destra e grande, d un ca


rattere appassionato e prudente; unendo allimmaginazio
ne il buon senso,lardil.ezza al calcolo, Rossi fu un gran
de e circospettq storico, un consumato professore, un le
gislatore. conciliativo, un generoso politicp. Rossi former
epoca nella storia, per lelevatezza delle sue idee; per la
vastit de suoi talenti; per lutilit delle sue opere; per la
moderazione de Suoi atti, e la grandezza e conseguenza
della sua ne.

\.

-x.

INTRODUZIONE

CAPITOLO PRIMO.

Del sistema penale e dell inuenza che esercita


sulla societ.
Sembra che il tema di ogni introduzione ahbisad essere
limportanza e la difcolt del soggetto che si scelse a trattare ,
e si si compiace esaltarle, esagerarle. Le molte fiate pi fri
volo il soggetto, pi vi ha pompa nella maniera di annunciarlo.

Avanti ad ogni cosa, lautore teme che lo-si accusi davere per
duto il suo tempo, adoperato lingegno suo in materie inutili e

volgari. Si paventa meno il rimprovero di non aver saputo


raggiungere un fine elevato, che quello d'avere volontariamente
e eonscienziosamente inteso ad una mira troppo bassa.
A mia volta forse, sono per incontrare un siffatto rimpro
vero di esagerazione, provandomi a dimostrare, essere il diritto

penale il pi importante fra-i rami in cui si divide la scienza


delle leggi. Che mi illuda? E. egli possibile cadere nellesage
razione discorrendo sopra un soggetto di tal fatta?
Innanzi di pronunciare una sentenza, che si ponga il piede
in una sala _d"un tribunale criminale, che vi si assista ad un
dibattimento, ad un giudizio, che non si si lasci vincere dal
-labitudine, si rietta!
.
'
Di mezzo ad una cos grande solennit, che ci che si

vede sovra questo banco? Un uomo le di cui forze sono av

vinte, che allarbitrio di altri. uomini, perseguitato in nome


di tutti, nell'interesse di tutti. solo, nella sua lotta contro un

esorbitante p0terc, protetto solamente dalle forme della giusti


zia. Il primo nostro moto sarebbe, non vi ha dubbio, quello di

porgere soccorso a quello sventurato . . . Ma un magistrato


parla: come tutto si muta! Quanto male questuomo ha fatto,

quanti timori, quale orrore egli inspiral Come tarda la falce


della legge a cadere sulla sua testa!

Lindegnazione e la piet possono essere ugualmente spo


state, ma in casi diversi esse sono ugualmente naturali. Qui e

ove esiste il danno, danno di tutti i tempi, di tutti i luoghh,

22

poich luomo si trova sempre e dappertutto. E 1 uomo che


forma la legge penale, luomo che accusa, luomo che giudica,

lumno che assiste al giudizio. L nome anche per influenza


di passioni nobili e generose soventi volte fuorvia. Non havvi
forse motivo a temere alloraquando con esse vengono a cospi
rare le passioni basse e cattive, la collera del comando, la ven

detta, la pusillanimit, lambizione, -il fanatismo? Sarebbe me


stieri che i legislatori ed i giudici non fossero uomini, farebbe

duopo che essi sapessero apprezzare tutte le imperfezioni del


lumana natura, e che a queste non vi fossero essi stessi sog
getti.

Lamministrazione della giustizia presenta un problema che


sembra, a prima vista, impossibile a risolversi. Ci nullameno
egli non pu rimanere senza soluzione, ed ben mestieri, do
tutto, che l'uomo con 'tutte le sue imperfezioni sia quello eh:

satftichi a conciliare il riposo della societ , la sicurezza del


linnocente accusato, e la punizione del colpevole.
Il cittadino ha diritto di possedere delle guarentigie, e con

tre gli errori che penne essere commessi dai suoi giudici a di
lui danno, e contro gli attentati di cui sarebbe la vittima, se

limpunit dei malfattori ne aumentasse il numero e laudacia.


Ma le leggi, sotto pretesti di meglio guarentirlo, di me ho di
fenderlo, devono esse incepparlo, vietargli a forza di protbizioni

lesercizio delle sue facolt, ed interdirgli quegli sforzi di per


fezionamento che costituiscono la pi nobile parte del suo de
stino? E egli giusto imporre lesistenza materiale a prezzo del
suicidio morale?

Anche il colpevole, malgrado lorrore che puinspirare il


suo delitto, deve ottenere giustizia. Ella gli deve la protezione
delle sue regole immutabili, e della sua fredda imparzialit.
Perch esso ha un debito da pagare, sar forse mestieri che tutto

il di lui ben essere sia dato in mano al capriccio del pi forte?


Perch egli si abbrutito col delitto, deve forse addivenire

quasi uno strumento di terrore nelle mani del potere? un puro


mezzo? Il delitto non spoglia gi luomo della sua natura, egli
segue ad essere un ente sensibile, dotatodi moralit. A lui

rimangono dei doveri da compiere, ha diritti che bisogna ri


spettare.

Ma l'individuo che soffre , anche ingiustamente , soventi

volte non che di debole portata agli occhi dellorgoglio umano.


E un embricc che cade, un male irreparabile, egli raro,
bisogna avanti tutto dare un esempio. Che se io. Avvi una fra

sologta convenuta, un linguaggio sdegnoso, il quale non che


lespressione della nostra leggerezza, e dun cieco egoismo.

23

Abbandoniamo per un istante tali debolezze della nostra


natura, dimentichiamo lindividuo colpito da un errore, o

dalla violenza della umana giustizia, ed esaminiamo il pro

blema sotto rapporti pi generali. Di tale maniera limportanza


ne sembrer pi grande, imperoccli eldalla di lui soluzione
che dipende in gran parte lordine politico delle civili societ,
e la manifestazione dellordine morale in questo mondo.

5 I. Iryluenza politica.
Quando Platone (I) diceva che uno Stato non sarebbe pi
tale se il potere giudiziario non vi fosse regolarmente stabilito,
esprimeva un sentimento generale, una credenza popolare. La

necessit di una giustizia sociale cos universalmente rieduc


sciuta, che il bisogno di domandarle i suoi titoli di legittimit,
non si fa sentire che agli spiriti abituati a risalire in ogni cosa

tanto alto, quanto possono arrivare. Il giudice che pronuncia


una sentenza su duna questione di propriet, compie un atto

di cui lessere ilpi ignorante ne sente la convenienza. - Ma


essenzialmente il Tribunale criminale che, ponendo 1 assas
sino, reprimendo il falsario, agisce in perfetta armonia coi sen
timenti di ognuno: tutti scorgono.in lui un protettore. Non
basta, e vero, lutilit materiale della giustizia penale, perch si
legittimi la di lei esistenza: a ci ottenere, fa duopo che lu

tilit stessa sia legittima. Ma essa diventa irrecusabile allora

quando vien presa come un fatto. Non vi ha persona che osi


ammettere lesistenza delle associazioni umane, ad.onta della
non esistenza della giustizia penale. Che cosa potrelbesi mai ag
giungere onde far. sentire limportanza di quella scienza, che

iosa ua ad organizzarla, ad infonderle tutta quella attivit di


cui . suscettibile?
Ma questa medesima attivit deve essere contenuta fra giu
sti limiti,,poich , quantunque pura e ragionevole che sia la

fonte della giustizia sociale, quantunque sacri slanci titoli


che la legittimauo, in pratica essa addivienc lopera delluomo,
uno strumento di bene e di male fra le mani d'un essere de
bole e appassionato. Situata in mezzo alla societ, col titolo di

potenza legale, compiutamente necessaria a tutti gli altri poteri,


ed alla quale tutto deve e pu aver meta, non solo essa po
trebbe d un tempo allaltro immolar vittime allinteresse ed al
capriccio, ma potrebbe altres impossessarsi della intera societ,
(l) Delle leggi, dial. 6.

24
colle di lei violenze rinversarne gli ordinamenti politici, fare di
una nazione libera un po olo di schiavi.

Tali si furono gli effetti prodotti dal tribunale delllnqui


sizione nelle Spagna e in Portogallo; tali sarebbero stati gli ef

fetti della camera stellata a danno del popolo inglese, se que


sto non avesse a tempo avuto sentore delle proprie forze e co
nosciuto il suo diritto.
'
La libert politica sovra tutto ha bisogno della giustizia.
Esse sono due condizioni sociali Che non possono andar dis
giunte. Quando 1 una ha per un certo tempo esistito, laltra
prende necessariamente vita, e se una di loro viene a mancare.
laltra non tarda a perdere della sua natura, '0 a scomparire. Il

parlamento inglese ed il giur sono due sostegni ugualmente


indispensabili per lo stesso edicio.

S II. Inuenza morale.


Ma gli ordinamenti politici e morali non sono essi legati
dai pi stretti ed intimi rapporti.?
questi rapporti non sono
forse quelli del mezzo al fine? Lordine sociale" non che un

mezzo atto a sviluppare e a mantenere lordine'morale. A mi


sura che quello si perfeziona, la cognizione dellordine morale

sinnalza, si estende dal profondo, puro e universale sentimento


dellordine morale, ne viene per necessaria conseguenza, il mi
glioramento dellordine politico nelle civili aggregazioni.
Ora, fra tutte le parti di cui si compone la legislazione, la

legge penale quella che pu pi direttamente iriuiresulle


nozioni universali dellordine morale. Egli in forzadi que
sta legge, che il potere esercita pi particolarmente la missione
di spiegare in un modo imperativo, nella sfera dellordinamento
politico, i principi del giusto e dcllingiusto, del benee del
male. l\on si riduce forse a tale il dovere del legislatore? Non

quello il suo diritto?


. .
'
Ein fuor di dubbio che la legge positiva non quella
che crea il diritto, sia clr si parli del diritto penale, sia che
si abbia di mira quello da noi chiamato civile, o qualunque al

.tro diritto. Il diritto precsiste ad ogni cosa. Le di lui nozioni


si manifestano presso i popoli, prima ancora che i legislatori
ne facciano soggetto di leggi scritte. La scienza medesima, che

altro non se non la riessione applicata alle elementari e co


muni nozioni, pu formarsi e svilupparsi indipendentemente da

o 'ni intervento le islativo. Di tal modo a Roma i magistrati

ed i giureconsulti s impossessarono degli elementi che erano atti

cav.v_v-vr-rr'_
m'_:

"

25

a fornire loro lo sviluppo morale della societ, crearono un di


ritto positivo, dinnanzi al quale il legislatore propriamente
detto, rimaneva straniere. La storia del diritto ci fece a pren
dere, come soveuti. volte il legislatore, in forza delle di lui ar

bitrarie decisioni, abbia snaturato la scienza e sviata dal di lei

franco e diretto cammino, in luogo di approfittare di quei soc


corsi che essa era pronta ad offerirgli. Esaminando alcune le

gislative disposizioni, occorse pi (1 una ata di dubitare, se


dei due modi di constatare il diritto, non sarebbe stato prefe
ribile di alternarsi a quello che si limita a fondarlo unicamente
nei costumi e nella giurisprudenza.
Checch pertanto su questo progetto se ne pensi, egli
assai facile comprendere che il diritto penale, in ogni Stato eue

organiz:ato, non ammette alternativa. Egli deve essere consta

tato dalla legge positiva scritta, e la di lui forza alhgata a


questa condizione.

Ma, ein da ci, che ne risulta quella potente e diretta


inuenza che pu esercitare il legislatore sopra le opinioni ed
i costumi in una materia che lascia allazione individuale meno
di libert di quello che operi il diritto civile. Labitudine di co
stantemente figgere lo sguardo sopra la potenza le islativa, ri

tarda o rallenta lo svilup o spontaneo e popolare delle nozioni


del diritto penale, il legis atore che finge nel medesimo tempo
la carica dl precettore, agisce altres sulle opinioni ed i costumi
delle masse.

Se per avventura il legislatore osasse

ofessare di non vo

ler per guida altro che glinteressi variabi i e materiali, allora


quandanche le di lui leg i, praticamente considerate, non fos

sero inique, non cessere ero pertanto di affievolirgli nello spi


' rito delle nozioni i principi dellordine morale.
Inoltre, se per il fatto si trovassero su d una medesima
linea luomo giusto e luomo ingiusto, e fossero di pari modo
sicuri, o pericolanti, allora il bene ed il male, la giustizia e lin
giustizia producendo i medesimi effetti, ne verrebbe turbato
lordine morale.
Finalmente codesto ordine posto a soqquadro quanto pu
estendersi il potere delluomo, alloraquando nelle leggi sociali
la forza prende sfrontatameute il posto della giustizia, e che i
tribunali criminali non sono, quasi oserei dire, altro che tene
broso caverne, ove si gittano glinnocenti ad espiare la colpa

davere per essi la ragione ed il diritto.


A lungo volgere di tempo, la materiale oppressione causa
produttrice la morale degradazione delluomo. La accola della
Rossi, Dir. Pen.

w6
ragione si estingue se sta soggetta ad unatmosfera pesante,
che la affoghi invece di ravvivarla.
Quanto pi scendono dallalto, lerrore e lingiustizia eser
citano una perniciosa inuenza sulla moralit dei popoli. Ci

che di repente e con fondamento ha provocato lodio ed il di


spetto, pu addivenire una generale credenza ed ottenere lu
niversale consenso.

Il popolo spagnuolo che oggi a piena voce invoca il tri


bunale dell Inquisizione, gridava forse del pari nel XVI seco

lo? Le repubbliche dellAmerica meridionale, che diedero a si:


stesse delle costituzioni e delle assemblee legislative, hanno
forse sentita la necessit, si sono forse davvantaggio occupate
di una nuova organizzazione della giustizia sociale? Poche cose
mutate, ed in esse tutto vi ancora di spagnolo (i), e vi domi

nano perfino i medesimi principi, le identiche ferme. Le cre


denze, le opinioni che un dispot1co potere era giunto a in

stillare a suoi soggetti, dirigono tuttavia le repubbliche del


sud dellAmerica.

Alloraquando Napoleone us pubblicare quel suo fam0so


decreto sulle prigioni di Stato, destinato, a suo dire, per gli
autori di quei fatti, che non si potevano lasciare impuniti, ma

che non era prudente di lasciarli giudicare dai tribunali; sii.


fatto abusa della sociale giustizia, 0 a meglio dire, codesto ini

quo sovvertimeiito di ogni giustizia, fu per la intera Francia


oggetto dindegnazione e donore? E permesso dubitarnc. La
fede nella imperiale infallibilit, era di gi ben radicata ed at
tira.

Quale inuenza non esercita mai sopra il m0rale del po


polo inglese, quella massa di leggi tiranniche che pes e pesa
ancora in parte sopra la popolazione cattolica, ed in particolare
sulla infelice Irlanda. I pregiudizi, le antipatie delle sette, hanno

formata radice nella nazione, uomini probi, chiari per ingegno,


giusti in ogni altra circostanza, negarono giustizia_ a sei milioni
di abitanti, che sono pure a loro uguali in (lll'lth, cssx non

ne parlano che con disprezzo: negllrlandesi non vilipendono


che lopera delle loro leggi stesse: opprimono un intero po
polo, senza scrupolo, senza rimorso, senza rossore, perch col
linuenza succhiarono l idea dell anatema legislativo lanciato
contro lIrlanda, anatema che sta racchiuso in queste.sacramen
tali parole La Chiesa e lo Stato (a) a.
(-l) Wards Mexico in 1827, I. I, p. 306.
(2) Lautore scriveva queste parole prima che alle camere inglesi
fosse stato presentato il progetto di emancipazione.

17

Nella medesima maniera sarebbe uno sconoscere il giro


delle umane cose, quello di non saper scorgere Il legame sto
-rico, il filo tradizionale che rannoda alla revoca dell editto di

Nante_s, gli ultimi massacri di Nimes.


E di tal modo che la sociale giustizia, in luogo (1 essere
un mezzo dordine, ed a sua volta distruzione, pu addivenire
una scuola di errori, uno strumento di servit.
In una parola non havvi civilizzazione eminentemente pro
gressiva, senza libert. Da questa sola proviene in tutta la sua

evidenza lintimo legame dellordine morale collordine politico


nelle civili aggregazioni. La civilizzazione presa nel senso il
pi elevato, non che la manifestazione e limpero del bene e
del vero. In questo esso limmediato fine dell umanit. La
materiale civilizzazione, non che un mezzo tanto legittimo ,.

quanto lo ogni altro utile ed in s medesimo aggraccvole, il


quale proprio al compimento di un dovere.

La libert politica adunque ,

nesta indispensabile condi

zione della civilizzazione, non puo esistere senza una imme


diata giustizia, e soprattutto senza una giustizia penale. Da ci

.-

scorgcsi levidenza dellintimo rapporto che unisce, nelle societ


civili, il diritto penale allordine morale.

Da ci anche ne sorge il delitto di coloro che fecero del

diritto penale un ostacolo alla civilizzazione, sia col privare


gl'individui della necessaria libert, sia collo snaturare nella
,-._ _ -

legge le nozioni del vero e del giusto.


Sarebbe per ingiusto credere che tutte le false dottrine

e le cattive leggi di cui va ingombra lEuropa in materia di


diritto penale, siano attentati pren:editati contro la specie urba

na. Vi ebbero lor parte lincapacit , la leggerezza, la bassezza


ed altres lignoranza. Il miglioramento delle leggi penali sup
pone un magazzino di cognizioni, e lapplicazione astudi , pur
troppo poco\comuni e daltronde anche poco avanzati.
Ella cosa incontrastabile avere le scienze naturali pre

ceduto di molto le scienze morali e politiche, e che le cogni


zioni che esse hanno generalizzato non furono senza inuenze
nel miglioramento delle leggi. E senza dubbio corrucciante il
pensiero che il legislatore in un tempo abbia punito con ene
severissime atti, la di cui pretesa colpabilit era contrad cita
dalle leggi della natura. Tuttavolta il diritto penale non sa
rebbe considerato da grande elevatezza se si avesse a credere

che in quello esistesse ci che vi avea di pi increscevole nel


vccchio diritto criminale. Quando il legislatore apprezzando la!
maleca efcacia di alcuni fatti materiali, con s stesso ingan'

Il!

28

nava il pubblico intero, e quando non sopravanzava il secolo


nella conoscenza della natura sica, operava un male: esso pu
niva senza cagione. Ci nullameno questo non era che un male '
materiale, ed era apprezzabile. Sarebbe veramente dispiacente

cosa nella che si avesse a credere velenosa ai passeggieri la


luce del gaz, ma, supponendo che questa opinione esistesse, e
che il legislatore emanasse una legge contro quelli che si per
mettessero di ardere idro eno, quale ne sarebbe il risultato? Un

ritardo nel progresso de la chimica applicata alle arti, ed alcuni


comodi di meno per lumanit. il legislatore non raddrizze
rebbe, vero, la pubblica opinione, ma non sarebbero turbati

i principi dellonline morale, la legge non sarebbe punto un


elemento di corruzione gittato in mezzo alla societ, imperce
ch lavvelenamento un vero delitto ed una malvagit si forte,

che la giustizia umana non deve essere tarda a reprimerla.


Lerrore in questo modo cadrebbe non sopra la natura mo
rale dellatto , ma sopra la materiale qualit del fatto.
/
Ma che il legislatore s inganni sopra i rapporti morali

delle cose, ovvero che li alteri ed a disegno li snaturi, non


pi dun semplice male materiale ed apprezzabile che lo si deve
accusare; egli pervertisce i cittadini, conlonde le nozioni del
giusto e dellinginsto, non protegge, ma tende a distruggere il

corpo sociale- Tutta la severit del diritto penale in esercitata


durante una lunga serie di anni contro i dissidenti in fatto di
opinioni religiose. Fremette lumanit alla vista di tanta mole
di supplizj;, fu il grido generale dindignazrone che si elev
per tutti gli spazi della terra, quello che per prnno rallent la
mannaja del carnece. Ma se queste pene fossero state _dolci e
leggieri, le leggi penali avrebbero per ci solo cessato di essere
ugualmente sovversive dell'ordine morale ugualmente corruttrici?

Il vizio consisteva pi nel principio che nella atrocit della


pena. E che l, Uomini, che solo tremando dovevano usare del
diritto di punire, avevano essi da soli a proclamarsi i difen
sori della Divinit? Essi abbassare la religione no allo stadio

delle umane passioni? Essi assidersi con la mannaja alla mano,

fra la coscienza delluomo ed il suo Dio, come se si interpo


nessero fra un assassino e la sua vittima? Il male prodotto da
siffatta leggi e egli puramente materiale {Possono-forse calco

larsi le funesta conseguenze di questi prrnm }Cl}_, _Cf> Illlla


lautorit della legge snatdrapo_ le nozioni del a Dmmtae_ della
giustizia, e travisano una religione dr PBCC.III un culto di odio
e di vendetta?A quali eccessi non puo spingere quella altera

Zione delsenso morale, colla quale su pretende 1nculeare ad. un.

, r --v-'

2a .
popolo il principio che per rendersi accetti a Dio, abbia agsli
dare come nemica la coscienza del prossimo, spiare le di lui
azioni le pi recondite, i pi intimi pensieri, tradire lamico,
denunziare il parente, e nalmente correre, come selvaggi, ago
ders_i della vista delle belve che li divorano? ,

Abbiamo scelto ad esempio un errore oggin assai mani


lsto e troppo maledetto, per temere che possa di nuovo sog
giogare la mente dei legislatori. Ma l' abbiamo accolto come
uno di quegli esempi che pi colpiscono, e dei pi funesti.- Ci
nullameno sarebbe assai facile lo rinvenirne di simili nelle legi

slazioni vigenti. I delitti immaginari, almeno nei rapporti del.


lordine sociale, i falsi legami morali che sono arbitrariamente
stabiliti dal potere, non sono ancora scomparsi dai codici, e gli

effetti di (Luesti errori sono mai sempre deplorabili. E mestieri


guardarsi eue dal con-fouderei precetti della morale colle re
gole del diritto penale. In fatti la giustizia di Dio e quella de
gli uomini non saprebbero essere le medesime, n per lesten
sione del diritto n per la imperfezione dei mezzi.
Ma nel medesimo tempo, perch il legislatore non pu, ni:

deve applicare coattivamente in tutta la loro estensione, i prin.


cipj dellordine morale, deve egli agire come se gli fossero stra

nieri, e che il di lui potere a lui derivasse da altra sorgente?v

Pure, questo il principio che professano coloro, che senza ri


produrre in tutta la sua limpidezza quello della forza, come sor
gente della giustizia sociale, lo hanno ingegnosamente svisato

sotto altre teorie pi o meno speciose, e quelli che, sembrando


ammettere un principio morale . tuttavolta non scoprono che
lazione materiale e immediata dellumana ginstizia. Per tal modo
nel fondamento del loro sistema si scorge il pensiero di quel
luomo, che nel supplizio non scorgeva altro se non se il car
dine della societ,
Tale, per certo, non saprebbe essere la dottrina di qua
lunque riconosce che la legge penale limitando la di lei azione

alla conservazione della societ, prende il suo punto di partenza


dai principi della assoluta giustizia, e non si permette di con
trariare ai doveri dellumanit ed alla dignit delluomo.
Per coloro almeno che professano tali principi, evidente,
che il sistema penale strettamente legato non solo alla mate

riale conservazione dellordine politico, ma ancora allo sviluppo


dei principi morali nelle civili societ.
Ogni progresso della scienza penale adunq?ue _nn bene
cio perlumanit, e perch risparmia di molti

entrmentr, e

soprattutto poi parch seconda avamamento de luomo verso


il suo_ morale sviluppo.

3b.
.
Sgrazi-tamente fra le scienze politiche, quella deldiritttr
penale una delle pi difcili a raggiungere un erfeziouamento. Si viene colpiti da spavento al vedere nel bel princi
pio tanta mole di ostacoli; ma pu essere che la loro enumerazione sia un mezzo preparatorio a sormontarli.
_

CAPITOLO II.
Ostacoli al" perfezionamento del sistema penale.
_ Da tre principali sorgenti scaturiscono gli ostacoli al per
fezronamento del diritto penale: dalla natura medesima del soggetto, dal necessario progresso delle civili societ, nalmente
dalla forma di governo.
Fare la legge e giudicare sono i due essenziali atti della

giustizia sociale.
Ma fare la legge e riconoscere quali sono ,. fra le azioni
delluomo, le ingiuste; fra gli atti ingiusti quei che sono assai

nocivi per cui la societ sia in obbligo di punirli; finalmente,


quale ne debba essere la punizione, onde evitare tanto di tra
scendere quanto di fallire al ne della umana giustizia. me
stieri adunque sciogliere problemi di morale e,di politica, onde

rinvenire tutti glielementi del diritto penale posivo. Questo


diritto si compone effettivamente dein eterni ed immutabili

principi del giusto e dellingiusto, e delle applicazioni messe in


rapporto colla sensibilit morale delluomo e lo-stato particolare
di ciascun corpo politico, vale a dire, composto delle verit
di tutti i tempi, di tutti i luoghi, che sono indipendenti dai
fatti esterni, e che non possono essere verit locali, temporarie,

che esistono coi fatti.ai quali csse-si-concatenano, che cangiano,


si modicano e scompaiono con essi; e di verit ad una volta

gcnerali e locali, che hanno della natura delluomo, ma si mp


dicano per. le circostanze nelle quali egli si trova. Luomo

sensibile al dolore:. il di lui cuore si schiude alla piet: ecco


un fatto generale. Pure, quanti uomini non hanno saputo s
dare i dolori i pi atroci !- Quanti uomini non furono senza
pietl Qual differenza fra un giovane europeo ed un arrabbiato
selvaggio!

In altri termini il diritto penale si compone duna parte


assoluta e duna parte relativa; duna variabile e duna invariabile; duna sulla quale l uomo impotente ad agire, e dun
altra che pu modicare a suo piacimento, modicandone la:

maniera di essere; in Una parola: esso si compone di precetth

di giustizia, e di regole di utilit.

"- _f

w... _

3,:

Onde ottenere un diritto positivo razionale, duopo scen


dere ad una volta nelle profondit della losoa e della psico
logia, ed attingere alle fonti della storia.

Ma la

rincipale e prima difcolt che si incontra, consi

ste nel com inare in giuste proporzioni questi elementi diversi.


Prima di tutto trattasi di raccogliere le decisioni della ra
gione universale della umana coscienza, avendo per riguardo

di evitare di riconoscere per tali le suggestioni dellegoismo e

le esigenze delle passioni. Si tratta di apprezzare le azioni di


un essere il di cui pensiero ben di sovente ci i noto, i di
cui sentimenti non furono esaminati, analizzati, che (ii una ma

niera assai incompleta. Bisogna apprezzare linuenza delle sue

azioni sopra altri individui, e. sopra lintiero Corpo sociale, vale


a dire su dun corpo composto di differenti parti, soventi volte
di parti eterogenee, mal collegate fra loro; di elementi no

bilissimi, modicabili, e che ponno scomparire da un giorno


allaltro. Bisogna considerare luomo tale quale ein in lui

medesimo, e tale quale possono averlo fatto le istituzioni. Non


sufciente il conoscere la forza dei di lui sentimenti, ma

duopo prevedere i risultati di una lotta fra sentimenti in op


posizione fra loro.
Nello studiare luomo-c le societ si incontra un miscuglio,
un incrocicchiamento, una successione continua di cause e di

effetti, qualche volta si impreveduti, si rapidi, che a Voler


prevedere un risultato morale, , generalmente parlando, un

dar prova di leggerezza e di imprevidenza. Finalmente biso-, gna revedere e calcolare per un km 0 pi o meno lungo
i risu tamenti morali che affaticano il legislatore, egli , pren

dendo per base simili dati, che ein osa minacciare di pene gli
uomini, e di pene immediate, gravi, irreparabili, fra le quali as
sai di sovente si- enumera la morte. In parte egli si abbandona

ad una scienza congetturale, ma ci che esso pronuncia tutto


quello che vi ha di pi positivo; probabile che un tale atto
essendo commesso impunemente produrrebbe certi effetti sul
1 ordine sociale: se tu lo commetti, perirai. 7
Dissi, ad una scienza con etturale, ma e mestieri aggiun

gere che il legislatore si abbanoua ad una scienza ancora assai


imperfetta.

'

'

In apparenza almeno, da bel principio noi non facciamo

el1e-co:isiderare la parte pi facile, quella che Consiste nella co

noscenza dei fatti sociali e delle esigenze politiche di ciascun


paese. I legislatori dei nostri giorni non _saffaticarouo molto

onde ottenere siffatto cognizioni. In luogo di agire in forza di.


o

31
un sentimento genera-le e confuso dello stato delle cose, hanno

essi forse proceduto razionalmente? Hanno essi forse preso pos


sesso di tutti gli elementi da cui costituito il loro lavoro? Ci
di Cui essi avrebbero dovuto servirsi, sarebbe stato di opere
storiche e di statistica giudiziaria. Dovunque si si affatica nella

compilazione di leggi penali, il lusso della codicazione cin


vade da tutte parti. Ma qual la nazione che possiede una vera
storia, e completa, del suo diritto criminale? LAlemagua stessa,
la studiosa, la infaticabile Alcmagna la brama, eppure ancora

non la possiede. Diciamo di pi: fra glinnumerevoli compila


tori di codici nei giorni nostri, quali sono quelli che hanno con

siderata listoria come punto di partenza? quali quelli che hanno

pensato a chiederle tutti quei lumi di cui ella dovea fornirli?


Non basta conoscere la data, la circostanza, gli autori, il con

tenuto delle leggi anteriori; davere segnate le oscurit, la loro


insufficienza, i difetti i pi palmari. Se si vuole, in questo
consiste la vera storia della legge, ma ove quella del diritto

penale, ove quella del di lui spontaneo sviluppo? Ov la storia


di quella scienza, la quale, se ha esistito,- dovette prima im

possessarsi del prodotto delle forze nazionali, e sottometterle a


suoi processi ed a suoi metodi?
Ci che, avanti ad ogni cosa, importa, e conoscere sopra
ciascuna specie di delitto, sopra ciascuna qualit di pena, le

nazionali opinioni, le credenze popolari, lepoca del loro nascere,


il loro sviluppo, il loro decadimento, il legame che li stringe

ad altre opiniopi,ad altre credenze religiose, politiche o di qua


lunque altra natura. Se un tal uomo, che forse ha. contribuito

col consiglio a decidere un gran numero di quistioni legisla


tive, indirizzasse a s stesso uno solo di questi problemi storici,
quanto non rimarrebbe sbalordito e della di lui ignoranza e delle
difcolt a cui si csporrebbe onde erudirsi, specialmente in quei
paesi ove non esistono assemblee legislative, privi della libert

della stampa, e pi ancora senza giurati? Non si ha molto po


sto mente di osservare che, fra gli altri vantaggi che presenta
il giur, no ad un certo limite, ha pure quello di essere la
storia vivente del diritto penale. Solo da ieri datario alcuni la
vori di
giudiziaria,
ma ci non
i: a sperarsi
paesi
privi
di statistica
libertv politica.
Quandanche
in questi
ultimi infossero
pubblicati lavori di tal genere, privi, come sarebbero,del con

trollo della libera discussione col mezzo della stampa, essi non
potrebbero meritare ducia.

'

Sifiatti lavori storici daltronde, non vanno sccvri di una

difficile esecuzione. Quegli che si pone a tessere la storia duna

33
materiale istituzione} se vuoi essere veritiero , non ha biso'

gno clic di attenzione e di buona fede. Non lo stesso qualora


si voglia fare la descrizione di fatti morali. Bastano forse la buona
fede e lattenzione per ben osservare e descrivere le tendenze,

le opinioni, le credenze di una nazione, al loro nascere, nei


loro progressi, nelle loro variazioni? Bastano per apprezzare gli
effetti che sono su lei prodotti da tale o tale altro costume?

Bastano per seguire attraverso circostanze e tempi, lazione nei


ciproca delle leggi e delle abitudini? Le ricerche dello statista
giudiziario sono assai preziose, ma esse non servono per un la
voro storico, che come un elemento, esse non danno clie risul

tati, i

uali possono essere leffetto di cause moltiplicate e di

verse. Buesti risultati non possono essere concatenati alle loro


vere cause che con un lavoro finito; ma un tale lavoro lungo
e difcile.
Finalmente si ancora ottenuto di cmanciparsi dallo stretto
dominio dei fatti nazionali.

Havvi mestieri di spingere le proprie cognizioni a fatti


pi generali,ai fatti, cio, della umana natura. Lastoria delluo
mo, la conoscenza della di lui fisica e morale sensibilit, cptella
cl1e- ci conduce a comprendere la storia di una riunione di uo
mini, di questo o quel popolo in particolare, quella che ci spiegav
la natura dei di lui sentimenti in circostanze particolari, che ci

lascia comprendere quello che i fatti materiali nella loro rozza


corteccia tolgono al volgo. La storia naturale dell' uomo deve
essere il risultato dellesatta osservazione di tutti i fatti interni ed
esterni dellumana natura. Ma ove il catalogo completodi queste
osservazioni? Il materialista negligente i fatti interni, altri tro

vano lor comodo sfuggire sempre dal lento e penoso processo

dell osservazione: i legislatori ed i giureconsulti appena ora


savvedono dellobbligo che loro corre di conoscere luomo pri

ma di darin delle leggi e di sedere a giudici delle di lui


azioni,
Ma si affaccia una terza difcolt. Il legislatore, conoscendo

l'uomo e lo stato, pu-fondare un sistema penale cdnforme al

fine particolare che ein si proposto, un sistema efficace ed


una certa tal quale utilit. Ma_perch egli sia nel medesimo
tempo giusto, conforme al fine supremo delle civili societ, ed
in armonia colla dignit delluomo, i: mestieri risalire ai rin

fondamentali del bene e del vero. Ora, questi principl non


sono essi ancora un oggetto di contesa, di dis utal Siamo noi

presso a veder cessato questo disaccordo? Chiedetelo piuttosto


ai loso ,. alla scuola di Condillac, di Kant, ai giureconsulti

34
teorici dellAlemagna, ai disce woli di Bentham, e nalmente al

proselitismo di de Maistre e di Lamennais. Chiedete loro che


cosa sia il giusto, a quali ni, e come sia dato alluomo di ri

conoscerlo. Gli uni interrogano la ragione e la coscienza, gli


altri negano la coscienza, mutilano la ragione; gli ultimi non
confessano la coscienza, e non riconoscono la ragione indivi
duale, che per darsi il piacere di avvilirle e di strapparle dai
loro seggi, La diversit dei principi reagisce su tutte le qui

stioni di dettaglio e di applicazione. Se esistessero tre codici cri


minali, uno, opera di un Kantista, laltro, di un discepolo di
Bentham, il terzo, di un ammiratore delle Serate di Pietro
burgo, essi si assomiglierebbero tanto fra loro, come sono iden
tici i principi del dovere, quello dellinteresse ed il principio
teocratieo. Almeno che questi tre diversi sistemi di legge fos
sero in armonia coprincipj del giusto, e le esigenze dellor
dine sociale. Ma nel primo, probabilissimamente non si avrebbe

avuto riguardo allo stato reale delle umane cose; ml secondo


non si avrebbe avuto di mira che i variabili e materiali inte
ressi, l ultimo non sarebbe stato che lespressione di una vi
gliacca tirannia, che si appropriava pur anche il diritto'di punire le osservazioni e le Iagnanze.
A dispetto per di tutti i sistemi esclusivi, la verit esiste.
Se il losofo, troppo Superbo di averne abbrancato un fram
mento, e tutto occupato a coltivare le ricchezze della sua par

ziale conquista, ne perde di vista linsieme, non cessa per di


esistere quella vasta e feconda unit. Il senso comune la scopre,
non ne trae gi sapientemente tutte le conseguenze di cui Ella
piena, ma a ciascun caso particolare egli ne fa la sua appli
cazione, la quale per essere istruttiva, non meno giusta. Se

egli erra, non gi nel senso del diritto, ma pi sovente quello


su cui singanna sullesame dei fatti, o sul quale vien tratto

in errore.

Il legislatore dovrebbe essere in una volta popolo e lo


sofo: dovrebbe tenersi in guardia contro lo spirito sistematico,
perch a lui mestieri la verit tutta intiera;e medesimamenttr
guardarsi da ogni sentimento privo di base , perch a lui sono
necessarie conseguenze dedotte dalla ragione, che, quando su

chiara, pu impedire che al sentimento naturale del giusto e del


bene si colleghino cieche passioni.

Ma, sito:ati i giureconsulti edi legislatori, come sono, fra il

popolo e i loso, bisognosi ad un tempo dei lumi istintivi del:


luno e dei sapienti metodi degli altri, non egli facile che essi

non siano n empiristi col primo, n parziali ed incompleti coi

35
secondi? Che si esamini, poi si giudichi. Del resto, bisogna
-oomienire, che non sempre in causa dei losofi noi ci lasciamo
soventi volte trasportare. E cosa si comoda non essere che po
polo!
.
_
_
Fino a questo punto n01 trowan_io che le difficolt non
sorgono che dalla natura delle cognizioni che suppone lo sta
bilimento di una retta e buona giustizia penale. Aggiungi a
ci , che se facile cosa 1 acquistare tali cognizioni, sar in giormente facile forse il hene_rmp1egarle, passando dalla dm.
Irina alla legislazione, dalla sc1enza allarte.
,

Che cosa ella mai una legge positiva scritta? una for
mola, una espressione quasi algebrica, una misura tratta "da un
I certo numero di fatti particolarig-in una parola, 'un letto di
l
Procuste. Essa non n pu essere altrimenti, a meno che non
si rinuncii allidea di darsi delle leggi, e che non si si voglia
esporre a tutti i capricci di un potere arbitrario. Ma dacch
si vuole stabilire una regola di diritto, mestieri uscire col

, f.>

mezzo di generali dal Caos di fatti speciali, e dare colle leggi

allo spirito umano quel medesimo aiuto che gli si presta a


mezzo delle scienze.
.
L ingegnere, 1 artigliere che applicasse, senza tener conto
delle circostanze di un fatto particolare , una formula generale

di meccanica o di ballistica, non si renderebbe forse 0 ridicolo,


o colpevole? E ci che avviene di esso, non avverrebbe dil pari

di un ministro della giustizia sociale?


Che cosa mai dunque questa legge scritta, che ancora
pi un metodo che una verit? Che, codesto ordine, la di cui

esecuzione non potrebbe andar scevra da ingiustizia? Questa ro


gola che ha bisogno di essere retticata da altre regole? Gravi
quistioni sono queste, gravi quanto quelle di sapere, se una
tale rettica sia possibile, no a qual punto possa giungere,
ed in quale maniera vi si possa arrivare.

Non del momento loccuparci a svolgerle; noi non fac


ciamo qui che indicare le difcolt. Quantunque foste in pos
sesso della regola che volete stabilire, non avreste tutto operato

ancora. E duopo rinvenire una espressione, la quale sia chiara,


semplice e precisa. Questa verit nota ad ognuno, ed ognuno
la confessa , perno coloro che non hanno mai dubitato delle
difficolt che presenta la concorrenza della lingua in materia di
legislazione.
Abbondano i precetti. ma sono assai poche le leggi che

siano bene redatte. E assai probabile che 1 applicazione di


tutti questi precetti di rettorica legislativa non sia tanto agevole.

36
A dire il vero sarebbe un lavoro tanto originale , ' uanto
istruttivo, quello di comparare sotto il punto di vista de la re
dazione tutte le leggi dei differenti popoli, e di esaminare lin
uenza del carattere proprio di ciascuna lingua, delle opinioni
letterarie, e dei metodi scentici che dominano presso le di

'verse nazioni.

Per quanto ci sembra, la redazione della legge penale


offre di molte difcolt, che le sono affatto particolari. Noi non
faremo che riconlarne una sola. La legge penale obbligatoria
per tutti i cittadini; ma , considerata come ordine , essa di

retta specialmente alle classi le pi numerose, e le meno istrutte;


e come sanzione penale, pi di sovente non sono che queste
Classi che ella colpisce. E li di questa maniera che codesta
legge si distingue dalle pcilitiche e dalle civili. Lo spirito ed i

rincipii delle leggi politiche interessano la intera nazione; la


oro applicazione poi non ha di mira che un tenue numero di
persone. Quello delle leggi civili invece cade, sia direttamente
che indirettamente, sopra un gran numero di cittadini, ma

sempre vero che la redazione di queste leggi ha niuna impor


tanza presso coloro che nulla posseggono.
Ora , con queste nostre lingue contegnose, disdegnose, c
tutt affatto impacciate nella loro etichetta , forse facile cosa

il farsi intendere da coloro che nullaltro hanno compreso fuor

ch il ruvido, povero, irregolare, ma brillante, franco e pitto


resco dialetto del mercato, delle taverne e della era? Ci
nulla meno, e massimamente secondo alcune teorie penali, sic
come la gente di tal fatta che pi facile a cadere in delitto,

cos egli indispensabile di farle comprendere la legge. Senza di


essa, come si potr reprimere colla forza del timore l impulso
del piacere? Che addiverrebbe di questo articio meccanico, di
questa bilancia penale tanto vantata, a mezzo della quale si si
lusinga poter opporre istantaneamente una forza preponderante

allazione dogni passione nociva?


Di qual lingua adunque , di qual metodo sar mestieri far

uso nella redazione delle leggi, perch esse possano agire ef


cacemente sullo spirito incollo di coloro che meno possono
resistere alla tentazione del delitto? Sar forse con uno stile da

palazzo o da accademia? sar nella lingua da Salons quella


in cui si deltcranno le leggi, o in quel dialetto popolare che non
sa oltrepassare una costa, n salire un colle senza usare dessere

il medesimo, in quel dialetto capriccioso, multiforme, che non


sa cancellare le impronte delle sue vetuste origini, ne respingere

alcuna novella forma, per poco che serva a suoi bisogni? Do

37
vrassi forse procedere a mezzo di vaste generalit, ovvero entrare
in analitici dettagli? Ci donercmo alla merc del senso comune,
ovvero daremo delle definizioni, e imbrillanteremo i codici di

tutto lo splendore scientico della sintesi?


Codesti temi, gravi e spinosi, sono ben lontani daver ot
tenuto una soddisfacente soluzione, e siamo davviso che baste

rebbero soli a spiegare le dilcolt che offre una legislazione


penale, e le spiegherebbe per mezzo dei suoi rapporti colle scien2e
morali e politiche-pan solo, ma ancora cogli studii letterarii.

-7

Coloro che ancora allignano entro s stessi qualche dubbio


intorno a ci, non hanno che a fissare la loro attenzione sbpra
la seconda parte del sistema penale, cio a dire, i giudizi.
La giustizia di una sentenza si ripone precipuamente nella
perfetta conoscenza del fatto imputato. Luomo non ha mez
zo pi acconcio, per conoscere i fatti esterni, quanto il te
stimonio immediato de suoi sensi, sempre supposto che abbia
imparato ad usarne convenevolmente. Ora, il giudice non fu
punto testimonio del fatto. Vede coin occhi altrui, ode collo
recchio altrui, a lui fa mestieri essere istruito. Alcuni uomini
spesso devono conoscere ci che avvenuto, e ci che di sov
ventc non ha lasciato altra traccia che nella memoria altrui,

a traverso ad una tela spesso distesa dalle passioni e daglinte


ressi i pi abbietti , che sono sentiti da uomini che per mille

diversi motivi possono desiderare dingannare la giustizia.


Oh troppo triste e dannosa necessit! Non si pu a meno
di rabbrividire allorch si pensa che spesso la leggerezza, o la
passione, presiedono ai giudizii criminali; ed ben legittima
limpazienza che si prova quando si veggonoi legislatori, schiavi
di una cieca pratica, usare con una tal quale indifferenza delle
forme della giustizia penale, e scordare freddamente alcune delle

pi indispensabili modificazioni. Ma questi amici di una pedante


pratica dimenticano adunque, che trattasi delle pi importanti

quistioni, e pi delicate, le quali toccano la credenza umana;


che trattasi di trovar garanzie contro i danni che risultano dalle
prove che alcuni uomini somministrano, e che altri apprezzano;
che trattasi di decretare anticipatamente sopra quanto di sua na
tura pochissimo si presta ad alcune regole generali ed ines
sibili, sopra lammissibilit di prove, esopra il miglior modo di
fornirle, che d uopo conciliare la libert dellaccusa e della

difesa con quelle garanzie e quelle forme, senza delle

uali

non esisterebbe n giustizia, n sicurezza. Imperocchc la


giustizia riposta nelle formalit: altrimenti essa e forza, vio

lenza. tirannide .
Rossi. Dir. Pan.

38
Indubbiamente assai utile che la persecuzione dei delin

quenti abbia ad essere pronta e attiva, ma non si pu gi la


sciare in balia del primo venuto la facolt di turbare impune
mente la pace di una famiglia, il diritto di far correre a carico

di ognuno limputazione di un azione penale, e ci senza freno,


senza precauzioni, senza garanzia.

Egli utile ed eminentemente giusto che la difesa sia li


bera, piena, e provveduta di tutti i mezzi. Pure non possibile

di porgere orecchio a colui il quale, sotto pretesto di racco liere


mezzi di difesa , vorrebbe arrestare il corso della giustiz1a, a
colui, che abusando della libert, della arditezza, quantunque le,

gittima della difesa, vorrebbe servirsene come mezzo di calunnia


e'di oltraggio. Per noi evidente cosa, che il giudice del fatto
debba stabilire la propria convinzione nella sua coscienza, e che

nessuno ha il diritto di chiedergliene conto. Ci per non vuol


dire che lo si lascier tuttalFatto indipendente e libero nel pro
cacciarsi i mezzi di convinzione, e che ogni prova sia accresci.
bile, e possa essere amministrata in_una maniera qualunque.

Un gi0rato potr egli abbandonare un dibattimento non ancora

giunto al termine, perch si di gi formata la propria convin


zioue , e chegli la_stimi piena ed inconcussa?
, Tutti, giudici, accusatori e parti hannodel pari diritto
alla libert; tutti hanno il dovere direstringerla entro dati con
ni , e di sottometterla ad alcune regole. Ma questi confini non
sono'si facili a potersi segnare; non cos facile a fissare codeste

regole. In qual modo potrassi restringere la_ libert senza 'imporle


il giogo della servit, senza che ella cesst di essere ella stessa?

N in teoria, n in pratica non ha ancora potuto avere una


completa spiegazione il problema, di rinvenire cio la giusta
misura della libera azione di tutti coloro, che prendono 'parte ad

un processo criminale, e scoprire i legami, col mezzo dei quali


questa azione spontanea e indipendente debba attaccarsi alle
garanzie legali. Questo uno di quei tali problemi sociali la di
cui completa soluzione si far attendere molto tempo, imperce
ch, perch essa avvenga, fa di mestieri di un grande progresso
scientico e olitico. Uno spirito puramente speculativo non sa
prebbe sciogliere nel proprio gabinetto un problema tanto com
plicato, e per cui duopo accordare gran parte allazione li
bera degl individui. Bisogna aver veduto l uomo agire in ana

loghe circostanze, la duopo porre in bilancia i risultati dei dif


ferenti metodi; avere osservato c possedere cognizioni, le quali
' non si possono avere che l, ove la civilizzazione in pieno pro

gresso, ed ove la libert lascia tutto vedere, tutto comprendere,

39

tutto discutere, senza restrizione alcuna, e senza 'timore. spe


Flalmente in materia di procedura criminale, che alle difcolt

Inerenti alla natura del soggetto vengono ad aggiungersi altri


ostacoli, che ritardano il perfezionamento del sistema penale,
lostacolo, cio a dire, di una civilizzazione imperfetta, e quello
di un governo antinazionale.
-_ ,
S I. Rapporti del sistema penale colla civilizzazione.
Ci che avviene di tutti gli altri sistemi di idee, avviene

ure dl sistema penale. Prima che lo spirito Umano abbia su


liito la forza della civilizzazione, luomo non saprebbe concepire
il sistema penale in tutta la di lui estensione.
Nellinfanzia dei popoli, quando ancora le individualit sono
isolate, assai distinte, e le nozioni genera-li dordine sono troppo

oscure e deboli, non potrebbe essere compresa la giustizia pe


nale, ed in fatti essa non lo fu. Quando gli uomini giacciono
ancora nella culla della civilizzazione, le cognizioni che hanno
rapporto alla giustizia penale non sono che istintive. sentono
eonfnsamente, che il male devessere rimeritato col male, nonsi

sollevano punto contro le grossolane applicazioni di questo


rincipio: ma soggiogati dagli immediati bisogni e dalla vio

lieuza delle passioni, essi lo applicano troppo al a individualit,


e non scorgono altra cosa fuorch l offensore e la parte offesa.
Egli specialmente nellinfanzia delle societ, che avviene di

confondere il diritto di punire, col diritto di difesa personale;


il quale ultimo essenzialmente individuale, brutale nella di
lui azione, e passeggiero.
Per tal modo, in codeste epoche sociali, la vendetta si
mesce alla punizione, senza che l uomo testimonio di. tali cc
cessi ne sia o ferito o scandalizzato.
_

A poco a poco le individualit si confondono, la fusione


sociale progredisce; e le idee di pubblico ordine comincianoa
colpire gli animi.
.

Di ci ne approtta la giustizia penale, ella comincia a


spogliarsi di quella materia bruta di sentimenti personali, vio
lenti e vendicativi , che altro non erano se non il risultato di

una eccessiva individualit. Un fatto rende vie pi evidente

questo progresso, imperocch nel secondo grado di civilizza


azione, lidea che domina nellesercizio della giustizia penale,
altro non che lidea di una riparazione. Questa per non
ancora lidea del castigo, della pena, nello stretto senso della

parola :. in questo secondo stadio, gli uomini sono ancora di.

40

troppo materiali, il rapporto che essi di leggieri comprendono ,


:e sempre quello che passa fra il male operato, coll interesse

particolare delle parti lese. Sopra tale soggetto tutto quanto


possono giungere a comprendere, in materia di principii dor
dine, riducesi a ci, che lazione individuale cio, non deve

esistere senza freno, ma che d uopo moderarla nellinteresse


della pubblica pace. Essi stabiliscono la tariffa delle riparazioni,
la tassa legale di riscatto della pena, del rappattumamento del
1 offeso coll olfensore; in tale maniera essi confondono lac

cessoriocol principale; ci nulla meno sono di gi meglio


istrutti in fatto di

instizia penale, imperocch si sono p'ersnasi

essere l esercizio dilla medesima, considerato sotto un punto

di vista generale, una missione devoluta al potere sociale.


Allora

uaudo nalmente si fa sentire pi grande il biso

gno della pribblica pace, ed in forza di questo si riconosce lin

sullicenza della individuale espiazione al mantenimento dellor


dine sociale, svilnppansi eminentemente le idee sopra annun
ciate. E allora , che la pena, propriamente detta , comincia ad
addivenire il principio regolatore della giustizia chiminale. A

misura che luomo, osservando le leggi di sua natura , si ac


costa di pi asuoi simili, ed entra con essi in una intima co

municazione d interessi, di azioni, di sentimenti, s innalzano ,

si estendono, si puricano in lui le nozioni d ordine e di di


ritto; scopre il dovere di sostenerle e di sottomettervisi, (rom
prende confusamente che il governo di s stesso non deve es.
sere esclusivo, n sotto il punto di vista, n nel grado di in
dividualit. La giustizia nalmente gli si appalesa sotto limma
ginc di un sacerdozio, sotto'l aspetto di un sacro ministero,
che ha la missione di proteggere il-pubblico ordine' e la morale..
Solamente allora svilupparsi l idea del delitto pubblico,
Come gi si detto, questa nozione una di quelle pi tarde

a svilupparsi presso i popoli. E mestieri che essa sia preceduta


dalla nozione della unit morale, da quella del corpo politico,
che abbia diritti a proteggere , doveri a compiere. Parimenti,
quando la storia ci faccia conoscere essersi immedesimata in.

un popolo la nozione del delitto pubblico stabilito, uossi senza


tema derrare concluderne, che questo popolo ha (i gi tocco
quel grado di civilizzazione nel quale no ad un certo punto
scompare l individualismo, per dar posto all unit penale,
o, per meglio dire, esse furono appresee coordinate dai vin

coli dell ordine pubblico. Avvi una regola stabilita di forme


positive, una vera corporazione.
.

Ma queste uozionisono ancora bene imperfette, ben con

4" .

fuse e non ancora d'epurate. L uomo non pu trascmrere da


uno stato in un altro, da un ordine di sentimenti e di idee,

ad un ordine pi elevato, senza trarsi dietro i frantumi di qul


sistema dal quale ha potuto spogliarsi. In questo periodo di civrlizzazione la giustizia penale ha
bens assunto il vero di lei carattere, ma le e aftto impssi
bile di svilupparsi . Fissa e ancora impacciata , sovente anche

soggiogata dalle circostanze esterne. Essa si bens posta sulla


via che la ragione le prescrisse, ma ancor ben lontana dal
raggiungere la meta.
_
'
In quest epoca la storia ci mostra la giustizia penale, cru
dele, fantastica, e soprattutto superstiziosa. Ella proclama alcune
leggi penali, le quali, agli occhi della ragione, non sono 'che

bizzarrie: onfonde il delitto col peccato; sovente esprimen


dosi pi in modo ridicolo che crudele, aspira ad" una espiazione
completa, e fors anche drammatica; immagina che il supplizio

del colpevole sia un gradito olocausto alla Divinit, per mezzo


del quale essa si riconcilii col suo popolo; colpita dallimpor
tanza di mantenere il pubblico ordine, perci stesso che egli
ancor caldo beneficio, e non ancora perfettamente'assicurato,

credesi in diritto di tutto operare onde prevenirne le violazioni,


crea dei delitti immaginarii, e finalmente si compiace di sup
plizii
'

Lagita il bisogno di scoprire i colpevoli, e tanto pi la tor-


menta in quanto che conosce, bench confusamente, limpo
tenza dei mezzi che ella tiene in mano, mezzi che sono ancora

incompleti e sozzi. Da qui derivano quella moltitudine di pro


cessi assurdi e rivoltanti, ad esempio, i giudizii di Dio, la pugna
giudiziaria ,.-i maghi, poi, nella insufficenza di prove, le pene
straordinarie, e nalmente la tortura- Si, perch anche la torture

fu in certi tempi, e sotto un certo punto divistagun progresso.


Per tale maniera si potrebbe con tutta esattezza dire ai di lei
(I) Non bisogna credere che tutte le sanzioni penali che trovansi'
inserite negli statuti e leggimunicipali dellet di mezzo , ed anche
di n'n epoca posteriore, siano state adottate nella intenzione di farle
eseguire allavvenire del caso. Molle ve n' erano, in quell immenso
numero, la di cui applicazione sarebbe gi stata non solamente
bizzarra, ma ancora impossibile.

Il legislatore snnzionando codeste

leggi procaccinva a s stesso ed alla parte onesta del pubblico un men

tale diletto. Colla scelta della pena volevzasi dipingere l iniquit del
delitto e l'orrore che egli ispira. Era questa poesia di Dante esposta in
leggi. Qualche volta ancora veniva comminata una pena esagerata,

allo scopo di pi facilmente determinare il colpevole 11 sottomettersi


ad un forte riscatto, e la sua famiglia a fornirgliene i mezzi;

4
difensori moderni (che per obbrobrio dell' umanit e della 111*
gione ancora ne esistono) quale che sia il secolo al quale essi
appartengono, quale la condizione somale che da loro rap
presentata.

Per noi, che viviamo in seno di una civilizzazione molto


avanzata ed wminentementc progressiva, ci riesce facile con

dannare sdegnosamente questi atti di una giustizia penale ancora


incolla e semiharbara.

Invece di citare i popoli antichi al cospetto dei nostri tri


hunali, opereremmo meglio, se ci applicassimo allo studio delle

nostre leggi e delle nostre istituzioni penali, imperncch facil


mente. trovererumo in esse di che arrossire del nostro stesso
operato, c della nostra negligenza. I popoli nella loro infanzia,
non hanno potuto operare quanto non bastavano a compren
dere e compiere; noi invece, o operiamo, o tolleriamo quanto
il dovere ci comanda di non fare o di sopprimere.
Un sola la. verit, una sola la giustizia, e 1 uomo ha il
dovere.di costantemente tendere, e con ogni sforzo, alla cono
scenza di questa. verit, allattuazione di questa giustizia. Sono
atti illegittimi per la loro stessa natura, in ogni tempo ed in
ogni luogo, e la trasformazione di un delitto legale in un atto
innocente , e sanzionare una pena la quale oltrepassi ogni li

mite, e pronunciare un giudizio arbitrario.


Ma qpesti atti considerati relativamente a chi li compie
in un certo stadio di civilizzazione, sono falligravi, e forsan

che delitti che possono essere imputati al potere, ed in uno


stato invece meno avanzato nella civilt, gli stessi atti possono
essere considerati semplici errori.
Avvi inoltre, in una certa latitudine, una legittimit tutta

relativa. Essa risulta dalle diverse parti di cui si compone il


diritto penale. lilla trovasi principalmente nello stabilire i con
ni del.delitto non morale, ma legale, e nella. scelta, diremo
piuttosto, che nella misura della pena. Sciogliere codesti pro
blemi dipende- pi da elementi relativi e variabili, clre.da ele
menti invariabili ed assoluti di diritto,
.
Anche la giustizia sociale ha il suo bello ideale, bello al
quale, e societ, e individui, abbiamo tutti il dovere di avvici
narsi costantemente e con tutte le nostre forze. Ma senza'una
proporzionata capacit uon_possibile alcun progresso._ Questa
capacit il risultato dello svrluppo della nostra intelligenza, e.
di circostanze estere poste in armonia col progressi della screnza. .
Sono nella Coscienza del genere umano i principi primitivi

della giustizia ' penale; ed in qualunque stato sociale_ senza.


scusa. l ohbliarli.

'

43

Ma una volta che le basi essenziali siano rispettate, una


volta che si arrivi al possesso delle convenienze politiche, svilup
pasi tosto il principio della legittimit relativa. Ogni societ

cessa di essere in modo assoluto responsabile, non lo che in


ragione dei mezzi di progresso che ella possiede, o che avrebbe
dovuto possedere.

E impossibile che nel primo stadio di civilizzazione il prin


cipio penale non sia violentemente abbattuto e vinto dalle ap
passionate esigenze dell individualismo. In progresso esso non
pi da accogliersi , se non quando si presenti, sempre sotto

le, forme dell individualismo ,, come principio di riparazione e


di risarcimento.

Potr egli, per un novello stadio di civilizzazione mostrarsi


nella sua vera natura, come principio conservatore, cd-elemento

essenziale -all ordine sociale? E mestieri che egliesagcri la pro


pria azione; d uopo colpire forte, e sovente; non che a

questa condizione che egli pu farsi ascoltare, rispettare, e pre


pararsi con questo mezzo le vie di unazione pi rara,meno
violenta , eppure bastevole, a raggiungere la sua meta. In tale

stato di cose , la penalit appare nella Vera sua luce, ma sotto


forme severissime e quasi brutali.

La storia, col disegnarci tutti codesti fatti in dettaglio, col


descriverci _i passi progressivi dell umana giustizia, rende alla

scienza un grandissimo servigio. Ella ci insegna a consigliare


la teoria collo stato dei fatti esterni, a non tentare che cio che
possibile, meglio ancora, ad addivenire tolleranti. La scuola

storica andrebbe immune da ogni rimprovero, se troppo spesso


non cadesse allimpulso di due , altronde, naturalissime incli

nazioni degli uomini, quali precipuamente si occupano di com


prendere il passato, ed a. spiegarlm La prima di queste incli
nazioni quella di tutto approvare, di tutto giustificare, quasi '
come se i padri nostri fossero stati infallibili, come se essi non
fossero mai stati in lotta col proprio incivilimcnto. La seconda

di queste inclinazioni quella di presentarci l ultimo statosto


fico, non come un punto di partenza, ma come il tipo della
perfezione, come l ideale di quel meglio che possibile in que
sto mondo. La scuola storica non compir mai perfettamente
la propria missione, se non arriver a persuadere s stessa, che

la storia il principale ausiliare della scienza, ma che non


la scienza.
Fino a questo punto noi vediamo che gli ostacoli al per
fezionamento del sistema penale non dci'ivano che da cause ge

uerali,inerenti alla natura del soggetto,al progresso dellumana

societ. Ci nulla meno non tarda molto ad arrivare il m0;


mento nel quale sembra, che avendo lOrdine sociale raggiunto
un ulteriore sviluppo, abbia il sistema penale a seguire lo stesso
progresso, depurare'novellamente i proprii principii, e prese"
tarsi sotto forme pi razionali e pi de icate.. ,
Tuttavolta alle speranze non corrispondono i fatti. La sto
ria del diritto penale l asmentire formalmente questa teore-v
tica deduzione. Esiste presso quasi che tutti i popoli civilizzati
una discordanza- sorprendente fra lo stato loro morale ed il si.
stema penale.

Questo fatto assai grave. Potrebbe eSsere posto in dub


bio da coloro che conoscono quante leggi e quanti progetti di
legislazione penale sono stati, e concepiti e formati nel periodo
degl ultimi trenta o quarant anni.. Ma appunto per questo clubbio, che pu esser mosso, cercheremo di prevenido Col fornire

le prove del fatto esposto.

A cifare noi non andremo-a rovistare fra gli antichi ar


chivi dei popoli che furono. Non domanderemo conto delle
loro leggi a quelli fra i popoli moderni che non hanno ancora
raggiunta, o che hanno lasciata deperire quella civilizzazione
che noi possediamo.

Interro biamo le leggi d' Inghilterra , di Francia, di una


gran parte

ellltalia, di Lamagna e della Svizzera. Indubbia

mente in questi diversi paesi il grado di civilizzazione non


lo_ stesso. Pure tutti questi popoli hanno incontrastabilmente di
ritto di essere compresi nella sfera dei popoli civilizzati. Tanto

il governo di Berlino,come quello di Londra , quello di To


rino e quello di Friburgo, in Svizzera, si sentirebbero egual

mente indignati, se allo scopo di spiegare l esistenza nei loro


paesi di alcune leggi penali, si osasse affermare che i loro po
' poli, nella via della civilizzazione, non sono ancora intieramente

scevri della macchia di semibarbari.


Sarebbe lavoro fastidioso, e fuori della nostra missione,

quello di qui innalzare partitamente le penali legislazioni che


esistono in questi diversi stati. Noi ci limitiamo ad alcune os
servazioni principali, nonesporremo che alcuni fatti, ma que-_
ati, quantunque in piccolo numer0 , dovranno essere SUicentl
ad ogni uomo che sia dotato di libert di spirito e di umanit.

SII. Colpo docchio sullo stato attuale della legislazione penale.


una verit 0g idi universalmente riconosciuta, che in
Inghilterra, senza il iritto di grazia , e senza le pie illusmnr

del giuri, l' amministrazione della criminale giustizia norii 5sa


rebbe che un orribile sterminio. In sette anni, dal I8'LO al-'
1826 inclusivamente, i tribunali dInghilterra, propriamente

detta, compresovi il paese'di Galles, hanno condannato a morte


7656 individui. Il giudizio ebbe esecuzione sopra 51:8. Laesecu
zione adunque st nella proporzione di a a 29
Le leggi inglesi sono tuttavia ingombre di disposizioni pe
nali, le quali non sono che lespressione violenta, ed oggidi troppo
assurda, dellintolleranza della Chiesa stabilita.

I delitti di caccia sono di una spaventevole importanza ne-


gli annali della giustizia criminale inglese. Odiose leggi poi,
come sono sempre, e tutte quelle dettate in favore di privile

giati, le quali nulla basta a giustificarle, leggi che non sono


che conseguenze, a torto, od a ragione ,. dedotte dai principii

del feudalismo, e che in ogni maniera sono in troppo forte


contrasto colle idee del giorno; leggi che non rispettano, sia la
libert individuale, che il diritto di propriet, pene s ropor
zionate e barbare, lemenda, la prigione, la frusta, la diaporta
zione, il paese infestato da ogni parte da cacciatori senza permesso,

e, da guardacaccia, prigioni e puntmri Zoppi di infelici che cat


tive leggi hanno reso delinquenti (a), tale il sistema al quale
(l) Fra le condanne o morte, 2047 furono pronunciate per quel

delitto detto, burglory, che quello che si commette entrando di notte


il mezzo di rottura , od altro analogo , in una casa abitata, una chie

sa , un borgo , allo scopo di commettervi un lurto , od altre qualsiasi

felinm'a , sia poi che esso sia stata o no consumata , purch l inten
zione di commetterlu si dimostri a mezzo dei fatti materiali.
437. Per furto o- maliziosa distruzione darmenti.
348. Per delitto di falsn o di falso monetario.
865. Per furto di cavalli.

4474. Per furto in una casa abitata per il valore di quattro scellini.
35. Per crimine di saerilegio (ossia furto commesso in una chiesa
0 cappella consacrata).
7-l4. Per furto di castrati.
l5. Per delitti di sodomia.

Di questi giudizii ne furono eseguiti.


ll l9. Per burglnry.
53. Per falso, e falso monetario.

50. Per l'urto di cavalli e di castrati.


2. Per saerlegio.
25. Per furto di quaranta scellini in unaqcaia abitata.
43. Per sodomia.
(Q) I giornali inglesi ci istruiseono, che in una petizione presen
tata alla camerndei comuni nel mese di marzo dellanno 4827 , fra

gli altri fatti che in essa venivmro allegati, ernvi quello: che in una
prigione che racchiudeva in tutto 239 detenuti, 400 ve ne erano ar
restati per delitti d infrazioni: alle leggi sulla caccia.

46

anche oggi giorno e sommessa lInghilterra . e che fu sorretto


da molti statuti sanzionati sotto il regime di Giorgio III (i).
Le leggi Inglesi sono assai prodighe nell'applicazione della
pena della frusta. Quarantaduemrla , quattrocento e novantuntr

individui furono, nel giro di sei a sette anni (dal 1820 al 1826),
condannati alla pena del carcere, che spesso trae seco la pena
accessoria della frusta; milleottocento e trentadue individui inol
tre furono condannati alla pena della frusta e dellammenda.
Nei bili di consolidazione e di riferma', sanzionati lanno 1827

furono religiosamente conservate le penedella frusta. Questa


frase: Adifa male lo be once, tarce ar thice publchs ar pri
vatler whipped (*), una delle parti pi saglienti delle due

leggi emanate nel 11 giugno 1827 (VII e Vlll, Giorg. IV, cap. up
e do). Codesta espressione vi si spesso ripetuta, e in mo
do, che leggendo que statuti sembra quasi di avvicinarsi ad
una piantagione di zucchero, e di intendere scoppiettare la

frusta
Sotto pi forme trovasi, nelle leggi inglesi, la- pena della

consca. Il parlamento nel 1817 non approv un bili proposti)


da Samuele Romilly, diretto allo scopo di abolire ci che si

chiama la corruzione del sangue , vale a dire la pi odiosa


tra le consche.
Qual penna oserebbe mai descrivere i supplizi riservati ai
colpevoli dalto tradimento. Ci nulla meno, quando nel iB_l3
Samuele Bomilly propose di sostituirvi una forma d' esecuzione

meno rivoltante, la sua mozione fu rigettata da 73 voti contro 13.


(1) In forza di quanto-dispongono questi statuti, colui che vuole
uccidere, o prendere una pernice di notte tempo pu essere condannato

ad un ammenda di {0, di 20, di 50 perno lire sterl., se non pu pu

gare le 50- lire , le,sconta con sei mesi di prigionia; e purch piuccia
al giudice , viene anche per sopruccurieu frmtato pubblicamente. _Se
per sua sventura, invece di prendere una perniee, coglie un coniglio .,
ci che laspetto, null_ultro che la deportazione per sette anni, quan
do per il pietoso giudice non s'aceontenti di ,condannarlo allahmen
da, al carcere , od alla frusta. E dopo tutto ci si meravigliano alcuni,

che coloro che cacciano senza permesso vadano armati sino ai denti,
e che all avvenire del caso, non risparmiamo la vita a un guarda-cab
eia , vale a dire ad un_ denunciatorel
(') La quale in italiano suona: E se un maschio (sottinteso,
condannato) ad essere per due o tre volte, pubblicamente o privata
mente, battuto.
(Il traduttore)
(9) I direttori duna casa dasilo fondata a .Londra_ (_the relega
for the destitute)_ hanno fatta lesservazione, che mun individno_ me
no incorreggibile di quello che prima di entrare nello stabilimento

abbia subito lapena della frusta.

. -

(Bomillys specches, t. 1, p. 46|). Il popolo inglese esso p7ure


dellavviso di Romilly, e lo prov nel i820 ,al momento del
1' esecuzione Tietlevoqd. Oggigiorno ognuno sa che la legge
non verr applicata , e che_ non potrebbe esserlo, ma i saggi
del parlamento, questi uomini gran che seriamente opinano dare

una buona ragione quando dicono a s stessi: Nolumus lege:

Angliw mutart' preferiscono che fra loro il carnefice assuma


la difesa dellumanit.
La Francia_ ha una legislazione enale che, senza dubbio,

pi umana e pi razionale che quel a che esisteva prima della


rivoluzione. Ci nullameno doveva essere, come diffatto, un
opera assai al disotto della civilt francese, quel codice che
lavoro di un precipitato potere, Il quale ristabiliva la consca

e riapri bastiglie.

(li sembra che basti a far palese lo spirito del codice cri
minale francese, e del legislatore che lo dett, laver diviso gli

atti unibili in crimini, delitti e contravvenzioni, divino


ne me tratta dal fatto materiale ed arbitrario. Ci e come
dire al pubblico: Non vi curate di esaminare la natura intrin
seca_ delle Umane azioni: guardate il potere: se ein fa troncare

il capo ad un uomo, concludetene, che questuomo un grande


scellerato. Avvi in ci un tal disprezzo per lumana specie, una

tale pretesa al dispotismo, anche morale, che non sarebbe az


zardar molto, se si volesse essere giudici del codice intiero leg
gendo solamente il primo articolo.

In esso trovasi anche elevato al grado di delitto e di cri


mine, qua un fatto utile e lecito, come sarebbe una riunione

di ventuna persone, quantunque irreprensibile fosse il ne loro;


colli la sola proposizione, quasi il solo pensiero, di commettere
un delitto.,(art. 29! e go).

Quantunque la pena di morte sia in questo codice meno


prodigata che nellantica legislazione, vi per conservata per
un troppo gran numero di crimini. Ma essa soprattutto ap
plicata senza discernimento, senza quelle distinzioni che sono
reclamati e dalla giustizia e dalla pubblica opinione. Quando
il legislatore del codice penale colpisce, colpisce in maSsa, con
un certo abbandono, trascurando ogni giusta considerazione so

pra il maggiore o minore demerito morale e politico che pu


olfri're lazione punibile.

Se trattasi di complicit, egli sanzion una teoria duna


incomportabile semplicit.

Se per avventura uno scoppio duna mina distrugge una


propriet dello Stato, comminata la morte. Questa pena '

48
prescritta per tutti icasi.sia che si distrugga gli arsenali di Francia,
sia che si abbatta un vecchio muro, negligentato avanzo duna

forticazione del medio evo (art. 95) (1).


Trattasi forse di qualyicato omicidio? in questo caso, an
che all infanticida viene applicata la pena di morte
Finalmente, si tratta di falsicazione di moneta? In que
sto caso viene applicata la pena di morte sempre; sia poi che
si abbiano contraffatte le monete francesi , o che si abbiano al
terate, che abbiasi operata la contraffazione, o essere stati par
tecipi, o coadiuvato all emissione; che si sia falsicato per
urgenti somme , o solamente alterati due pezzi da 20 soldi;

sia che si abbia falsicato, diminunendo il valore, ovvcro con

servando lo stesso titolo, il peso medesimo (art. 13:.)


Anche le pene del marchio e della gogna (*), le quali
in certi casi possono,essere applicate tanto come pene princi
pali, che come pene accessorie a quella di cinque soli anni di
reclusione, sono esse pure macchie che punto non dubitiamo
non tarderanno molto ad essere cancellate dal corpo delle leggi
penali di una nazione i di cui costumi sono si dolci, e la civi

izzazione si fortemente progressiva. La Francia la Toscana


dEuropa.

Siamo del pari convinti che si si affretter a rivedere le


leggi sulla morte civile. Per rispetto alla logica di Treilharcl
non si vorr al certo essere pi d ora innanzi tanto ingiusti ,

tanto inumani, imperocch questa dottrina della morte civile,


co suoi afiggenti dettagli, bella altra cosa che un vero delirio

di logica? Si partiva da una nzione di un principio tanto ra


gipnevole,guauto pu esserlo lidea disupporre, che non esista
cro che esrste, che un v1vo sia un morto, e per ossequio al Sil

logismo sanzionavausi obbrobriose conseguenze. Si ferivano per

tal modo i doveri ed i legami pi sacri, punivasi linnoccnte,


trovando ristoro nel pensiero, che esso avrebbe trovato Compenso
nella di lui coscienza, nella religione, e no nell opinione.
E si debbono sanzi0nar leggi nella speranza che i loro cattivi
effetti abbiano da essere corretti dalla pubblica opinione !
(1) Alla pena di morte s aggiurrgev:r la consca, ma questa pena
fu per sempre abolita dalla Corte.
'
(2) Questa disposizione fu modicato dalla legge 25 giugno 4824.
() La pena del Marchio consiste nellapplicare un ferro rovente

alle spalle dei delinquenti, perch l impressione che vi rimane serva


quasi il contrassegno dinfumia per chi lo porta, e della pubblica ven
detta che lo colpi. La Gogna un collare di ferro stretto alla gola
dei rei che vengono esposti in pubblico luogo. Alcune volte il luogo
stesso della esposizione si dice Gogna; e pi comunemente Berlino.
Il traduttore.

4
E dacch facciamo parola della pubblica opinione, p0lr3m
mo noi passare sotto silenzio quelle disposizioni del codice pe.
nale che furono emanate contro le lettere clandestine? Il governo

punisce nei privati que fatti che egli stesso consuma: e il pub
blico pu scorgere moralit alcuna in Simili specie di leggi
penali! Che vuolsi che esso ne pensi? Che forse i delitti non
sono da punirsi che secondo la qualit delle persone che li com

mette? ovvero che la legge altro non debba essere che uno stru
mento materiale di potenza e di guadagno? N meno della
legge singolare la scelta della sanzione penale. Il governo

tiene delle lettere, ed il privato che lo imita potr essere di


chiarato indegno di votare , di eleggere, dessere eletto, di ap

partenere ai giurati, di coprire alcuna pubblica carica , di es- ,


sere scelto ad alcun impiego di amministrazione. Oh egli assai
difficile poter spingere la contraddizione a un grado pi elevatol
Finalmente non ossiamo a meno di ricordare che la Francia
ha altresi dei bagni. (dio cosa un bagno? La risposta lavremo
da quelle persone che hanno veduto questi orrendi covili di
ere dalla faccia umana: il bagno altra cosa non che una

arena in mezzo alla quale la pubblica forza si mostra in unazione


tuttalfatto materiale e brutale
.-" Nella Svizzera, eccezione fatta da un piccolo numero di
cantoni, ed in particolare quello di Ginevra, sarebbe mestieri,
non per il bene, ma per lonore del paese, stendere un im
penetrabile velo sopra lamministrazione della giustizia crimi
nale (*).

I. principi, che in materia di giustizia penale dominano


nella maggior parte dei cantoni, sono sempre quelli della Ca
rolina. Dico i principi, imperocch le disposizioni di questa or
dinanza, e istruzione criminale,fvi furono introdotti pi dalla con

suetudine, che adottati da una misura legislativa. Ora, la Caro


lina, quale che fosse il merito suo in tempi pi remoti, non

cessa di essere al XIX secolo una legislazione semibarbara


(i) Congratuliamoci che una recente ordinanza stabiliva un primo

principio di riforma nei bagni di Francia.


(*) I miglioramenti e le riforme che furono praticate nel sistema

penale del cantone di Ginevra , sono in buona parte opera dellauto


re; imperocch in que tempi nei quali ein visse in questa citt , e
godendo dei diritti di cittadino , copri molte onorevoli cariche , egli
cerc ogni mezzo di rendersi utile al paese che lo raccolse , e princi
pale sua cura fu quella di rivedere e correggere l intera legislazione

che vi dominava.

Il Traduttore.

(2) La Carolina pu essere considerata come segno rappresentativo

il periodo sociale immediatamente anteriore al periodo attuale.


Rossi. Dir. Pan.
5

50
In uno dei pi illuminati cantoni della Svizzera, cio a due
nel cantone di Zurigo, non esiste legge penale di sorta, eppure
si punisce. Vi hanno uomini i quali non temono di esercitare

la morale giustizia , quasi come essi fossero altrettanti Dei (1).


In alcuni cantoni, la pena capitale, e le altre pene corpo

rali, sono ancora considerate quali eccellenti pene che racchiu


dono il doppio vantaggio dellefcacia, e sopra tutto, delleco
nomia

Considerata rapporto al tempo in cui fu attuata , essa pu consi


derarsi come un progresso. Tratta da delle costumanze, e da altre cri
minali ordinanze che da alcuni anni la precedettern, fu di lei scopo
quello dintrodurre una maggior regolarit , e pi eque misure nei

processi e nei giudizi criminali.


Appunto perch essa fa un progresso, ed anche per la gelosia che
inspirava il potere imperiale , incontr serie resistenze, qua fu di su
bito respinta , col, quantunque addottatn , fu ben tosto o abbando
nata, o modicata. Ecco una prova la quale vale a convincere che In
Carolina, per certi paesi, fa un progresso , anche nel 4767.
L art. il. dell' ordinanza dice: Non devesi giammai dimenticare
che le prigioni non debbono essere fatte e stabilite che per servire
di custodia ai detenuti, non perch ad essi siano di dannosa punizione.
Ecco , ora , lo schietto commento che di questo articolo vien fatto
in una traduzione francese della Carolina, la quale serve ad uso dei
Consigli di guerra delle truppe svizzere, e fu stampata a Berna nel
I anno 1767. Quantunque la legge I'_acc0mnndi l umanit rapporto
alla natura delle prigioni in generale, si pu per dire che, ove trai.
tasi di delitti atroci, ed ove assolutamente interessata la vendetta
del pubblico (Matty Heph., cap. [de Custod. reur.) debbono essere po.
ate in uso pi dure e pi nere secrete nelle quali racchiudervi il de
linquente, e solo si osserver che non corra alcun rischio la vita del me
desimo. Pag. 2%.

(i) Non scorso molto tempo, che un uomo resosi colpevole di


molti semplici furti con recidiva fu condannato a morte, ed eseguita
la sentenza, e ci, non per la gravit dei suoi delitti, ma perch pi
d'una volta egli si era evaso dal carcere. Nell ultima volta in cui fu
arrestato egli ebbe a dire, che non avrebbe mancato di nuovamente

fuggire. Per tal modo si volle vedere chi era il pi forte tra il delinquente
e In magistratura. Fu sul capo di questo sventurato che cadde la ven

detta del cattivo stato delle muraglie delle prigioni, e delle loro serm
ture, ed sul capo dell'arrestoto che piomb la punizione. della negli.
genza dei camerieri.
(2) Sventuratnmente in questo deplorabile sistema havvi alcun che
di vero, o, per meglio dire, di necessario.J piccoli cantoni sono assai
poveri, e non abituati a pagare imposta, perno quello che a stretto
rigore potrebbero pagare. ln qual modo stabilire senza danaro un onn
sistema di prigioni? Se Ginevra fosse stata nel medesimo caso, avrebbe
essa potuto spendere undici e dodici mille luigi per stabilire una casa
penitenziaria? Potrebbe essa spendere in ciascun anno mille litigi per
il sostentamento e la custodia di 40 o 50 detenuti? Sarebbe mestieri
che molti cantoni si riunissero onde fondare delle prigioni in comune.

5|

Se la Francia, 1 Inghilterra e la Svizzera sono ancora lon


tane, quantunque a distanze ben diverse, da nel perfezionamento
che la ragione e l umanit reclamano nel e legl penali, che
cosa si dovr attendere da quei paesi nei quali a libert poli
tica ancora sul nascere? Che da quelli ove essa non ha an

cora veduto la luce, ed ove il potere non veglia che per soffocante
anche le pi minute faville?
'
Aprite il codice prussiano (i) e tosto voi vi enumerute
1,577 articoli.
Per lo meno voi lo troverete un bizzarro miscuglio di pre

cetti di morale, di regolamenti amministrativi, di dottrine legali


e di vere leggi penali: un impasto di principi generalisshrri,
e di troppo minuziosi dettagli, di regole troppo positive , e di
disposizioni che lasciano luogo ad uno sfrenato arbitrio: una

miscellanea di sagge disposizioni umane , ed ingegnosissime, e


di rivoltante atrocit.
In ben dodici o quattordici articoli troverete applicato il

supplizio della ruota , colla spaventevole distinzione del sup


plizio, che comincia a frantumare le ossa dallalto in basso, e

di quello col quale si d principio dalle gambe, non sono ben


sicuro davrre enumcmti tutti gli articoli nei quali viene appli
cato. Sar ein mestieri ag iungere, che questa pena ha per suo
corteo la corda, il taglio fiella testa col mezzo della manuaja ,

le verghe, la I'rusta'lL incendiario in alcuni casi abbruciato


vivo.
In che cosa consiste un delitto diStato? Latto volonta
rio di un suddito, in forza del quale lo Stato, o il capo del

medesimo, sono offesi in modo immediato. n (art. 9|.)

Seguiamo poi le distinzioni di crimini di alto tradimento,


e di semplice tradimento, di delitto contro la tranquillit e la
sicurezza interna dello Stato, nalmente di crimini di lesa mae
st, i quali non sono n crimini di alto tradimento, n crimini
di tradimento semplice, che sono essi? Attentati alla dignit

del supremo capo dello Stato (art. i96), ai quali 'viene ap


plicata la pena della decollazione, quandanche essi non al
iano posto in pericolo la vita ola libert del princi e.
Vi ha di pi: i colpevoli di alto tradimento, o di tradi
mento semplice, ma di primo grado, non solo perdono tutti

i loro beni e la loro esistenZa civile, ma vengono ancora pu


a niti nei loro figliuoli , quando lo Stato, onde allontanare
u danni futuri, giudica necessario di csiliarli, o di tenerli
(1) Cod. Gen- per gli stati prussiani, II parte, titolo XX.

52
prigioni perpetuameute (art. 95 e |93). In questo ho

almeno non punto dissimulato il principio della utilit.

Ci basterebbe7 ma merita che si faccia menzione di quella

disposizione che e relativa alla donna la quale favorisce la diser


zione del proprio marito. Ella non solo sottoposta alla peria
della reclusione e della detenzione, ma viene ancora punita
colla confisca dei beni; se essa non ha favorito la (lISCl'ZOUC del
marito che col mancare di opporvisi_ ovvero di denunciarlo,

incorre sempre nella pena della consca di quei beni che pos
siede all epoca della discrzionu Finalmente , che cosa avviene
se la sposa e innocente? I- beni della moglie, quantuntu
a

innocente, devono essere sottoposti a giudiziale amministra


: zione, no a tanto che essa non avr

revocato essersi veri

cata la morte del disertore, od avend ottenuto_il divorzio,

non avr contratto un altro matrimonio, o_ preso stanza nel


regno.
E di questo modo che, per timore di perdere un soldato,

vengono posti in pericolo i pi sacri legami, e si d eccita


mento a infrangerli: nulla la ingiustizia della disposnione se
viene confrontata colle'ilctto morale che produce (l).
Il codice penale austriaco e scevro di cosi rivoltanti dis

posizioni, quali sono quelle che noi abbiamo n qui enumer_ra


te, nei paesi austriaci il modo col quale il padre pu eserci
tare sopra i suoi sudditi un azione che alcuna reale garanzia
non trattiene, e che non trova confine in alcuna istituzione fon

damentale, consiste nella sua procedura, nelle sue speciali com


missioni e nelle leggi penali di circostanza
Ci nullameno anche in questo codice la pena del carcere
(l) Giava sperare che non si far molto attendere una riforma
del codice penale prussiano. Il governo vi lavora indefessamentc.
(*) Riguardo alla procedura penale, la quale considerata dallau
tore come un vizio nella legislazione dello stato austriaco, giova con
stderare, che codesta pena venne in alcuni stati della monarchia tolta,

mediante lintroduzione del regolamento provvisorio della procedura


penale emanato colla sovrana patente 47 gennpjo 4850, e che negli
altri Stati un tale sistema di procedura verr in breve fatto coll'atti
vazione di un nuova regolamento chela municenza sovrana promette
all'articolo terzo della venerata Patente di promulgazione del nuovo

codice penale 27 maggio 4852. Con tutto il rispetto poi che e dovuto
allautore, ci sembra abbia peccato alquanto di parzialit quando ha vo
luto applicare come esclusivo difetto della legislazione austriaca le
commissioni speciali, e le leggi penali di circostanza; mentre, se pure
pu ritenersi a difetto ci che molte volte pu essere voluto da casi
urgenti di pubblica salute, ci si verica anche in molti altri Stati, e
lo che unestrema necessit la comandi.
Il Traduttore.

53
durissimo e di una eccessiva severit. Questa pena consiste g

n rinchiudere il condannato in una prigione priva di ogni co


municazione, con tanta luce e spazio, quanto pu bastare per
conservare la salute del prigioniero, il quale deve poi esSere
costantemente caricato, mani e piedi, di pesanti ferri, ed avere

attorno al corpo un cerchio di ferro, al quale viene assicurato


per mezzo di una catena, eccettuato per il tempo del lavoro,
sara suo solo nutrimento pane ed acqua; Cibo caldo ogni

secondo giorno, escluse sempre le carni, nude tavole saranno


' il suo letto,e gli sar vietato ogni colloquio. (art. 14)

Applicata in tutto il rigore della parola, questa pena non sa


rebbe che un lento supp izio, e pi doloroso, sostituito alla pena

di morte: per tal modo non si avrebbe evitato che in apparenza


la pena capitale.
Nel codice austriaco, ci che occupa un grande posto

fra le pene, quella del bastone per gli uomini e delle verghe
per le donne (**). E soprattutto in materia di [contravvenzioni
che, a quanto sembra, Si consider questa pena come una uni
versale penitenza.

Colui che omette di denunciare un colpevole di alto tra


dimento, considerato suo complice, e punito col duro car
cere in vita.
_
La falsicazione della carta monetata punita colla pena
di morte.
.

E colui che si vuole colpevole di bestemmia, o che tenta


di
o

ropagare una faisa dottrina contraria alla religione cristiana,


formare una setta, sottoposto ad una pena, che pu

estendersi, a seconda delle circostanze, da sei mesi a dieci anni

di carcere.

'

Riesce assai singolare, per le minuziose disposizioni che

racchiude, quella parte del codice penale austriaco che si intitola


delle Gravi trasgressioni politiche. Eccone, ad esempio, una di
queste disposizioni, che la _caratteristicaz Colui che tenta
di indurre i sudditi austriaci a stabilirsi in estero stato, sar

punito colla pena di carcere per la durata da uno a sei mesi .


() Codesta martirizzante pena del carcere durissimo gi da molto
tempo ha cessato di esistere nel sistema penale degli stati austriaci;
eh una venerata sovrana risoluzione emnmta la nhnliva, e ve
diamo ripetuta la sua soppressione dalla distinzione dei gradi di car
cere che il legislatore ci ha (lata al S M, capo il codice enale, 21 mag

gio 4852.
Nota del radutt0re.
(") Chiamiamo lattenzione del lettore a tener conto della circo
Ma, che lautore scrisse la sua opera nel 18:28.

54.

QUella parte dll"Almagna che tuttavia E retta da ci


che si chiama Diritto comune, non oifre meno oggetto di cri
tica. Il Diritto comune fondasi soprattutto sulla Carolina, senza
dubbio, modicata dagli statuti e consuetudini dei luoghi, non

ch dalla giurisprudenza. E forza confessare, che quivi la giu


risprudenza mostra una generale tendenza alla moderazione ed
alla dolcezza; ad onta per di questa unione, non manca di esi-,
stere una incertezza ed una oscurit assai biasimevole, csoprattutto in diritto penale. Alcuni scrittori alemanni confessano, che
nei paesi ove regna il Diritto comune, il giureconsulto non pu
senza esitare asserire, che una tale o tale altra azione siavi 0 no

considerata come delitto, e soggetta quindi a pena.. Questo per


verit un disconoscere affatto lamore alle dottrine, uno spin
gere troppo oltre lavversione per il positivo, e per la-legisla
zione propriamente detta.

Nelle leggi e costituzioni del Piemonte voi rinverrete una


penale disposizione contro coloro che danno a mangiare carne

durante la quaresima; esi minaccia di morte lebreo che osasse


profferire una bestemmia contro un santo.
Un ebreo che si permettesse di danzare, o di suonare qual
che istrumento in propria casa. nel corso della settimana santa,
condannato alla pena della frusta da applicarsi in pubblico.
Tutti coloro che, spinti da un impulso di collera, profferi

scono qualche ingiuria contraria al rispetto dovuto a Dio ed ai


santi, sono puniti con un anno di carcere.
Se essi profferirono una atroce bestemmia, sonocondan

nati alle galere.

Se il delitto poi fu commesso deliberatamente, in questo


caso la pena da applic'arsi quella della morte.
Si rende colpevole di lesa maest verso il supremo capo
dello Stato, anche colui che solamente tentdi offendere lonore

del re e dei principi di lui gli. La pena di questo delitto,


che e la morte, sem re compagnata da pene accessorie ri
gorosissimc, spaventevo i, e perno dalla confisca dei beni.
In forza delle stesse costituzioni, le quali furono di nuovo

rimesse in vigore nel 18|4, si condanna al supplizio della ruota


e della tanaglia..

Il Codice penale in vigore oggi giorno nel ducato di Mo


dena, punisce la bestemmia con pene pecuniarie, colla frusta,
ed anche colle galere.
.
Viene considerato come delitto di lesa maest, e perci
punito di morte e colla. consca dei beni, qualunque si rende

partecipe di azioni, o di congiure tendenti ad eccitare una,su.

55

dizione od un tumulto, e cosi pure ogni offesa o tentativo di


offesa contro la persona o lonore del principe, o di un membro

della sua famiglia.


In forza del medesimo codice, ogni persona che si rende
colpevole di offesa, o di congiura contro la persona del ministro,

sia per odio, o per causa della carica che egli copre, punito
colla morte.

Se questa persona non si resa colpevole che di sole mi


naccie o ingiurie verbali, la pena cui viene assoggettata,
quella delle galere, la quale, a seconda delle circostanze, pu

estendersi alla perpetuit


Chiunque avvisasse di salire o di scendere, sia di giorno

che di notte, collajuto di una scala, od altrimenti, sopra la


cinta murata di una citt che abbia guarnigione, o di una for

tezza dello Stato, punito colla morte se questo fatto succede


in tempo di guerra, e se in tempo di pace, colla galera a vita.
Il cadavere di un suicida condannato, con un formale

giudizio, alla pena della l'arca, ed in certi casi, pu no veri


carsi la consca dei beni.
Anche la pena contro un libellista pu giungere no alla
morte ed alla consca.

Il codice di recente posto in vigore negli stati di Parma


e di Piacenza, sembra aver seguito le traccie del codice francese.

Bacchiude egli per un grande numero di cangiamenti e di


modicazioni, che sono degne d elogio. Non vi gurano n
la pena della gogna, n quella del marchio, n quella della con
sca enerale. Si cercherebbe invano nel codice che servi di
model o, quelle ottime distinzioni che in questo sono state fatte

sopra la punizione dell attentato e della complicit. Non sono


queste le sole migliorie che rapidamente scorrendo il codice
parmense ci colpirono; esso ci cadde fra le mani nel momento
in cui eravamo per sottoporre alle stampe queste pagine.

Daltra parte per vi rimarcammo quella insolente ed arbi


traria distinzione di crimini, delitti e contravvenzioni, distin

zione tratta dal fatto della pena legale.


In esso la morte civile la conseguenza immediata della
pena di morte e dei lavori forzati in vita. Tutta volta sembra
che i di lui elfetti non si estendano no al matrimonio, e ci

probabilmente allunico ne di evitare una contraddizione fra le


leggi dello Stato ed i principii della Chiesa.
Il primo titolo di questo codice una legge assai era e
rata contro il furto sacrilcgo; ella colpisce anche alcuni atr'r

de'litti contrarii al rispetto dovuto alla religione dello Stato.

56
Questo titolo manca anche di una certa tal quale armonia
fra le diverse disposizioni che contiene. Il furto consumato in

una chiesa di un oggetto che serve al culto pu essere punito


colla reclusione, ed anche coi lavori forzati a tempo. Ci non
ostante questo delitto pu essere commesso senza rumore, senza

scandalo, per avidit, o per bisogno, e senza intenzione ostile


verso la religione. Daltra parte, colui che premeditatamente,

e nel solo ne di fare oltraggio alla religione, insulta i ministri


di lei nellesercizio delle loro funzioni con atti violenti, ne

turba le cerimonie, e ci pubblicamente, con rumore e scandalo,


non si rende meritevole che della sola prigionia, il maximum

della durata della quale pu essere di tre anni, ed il minimum


(lun mese.

_
O il legislatore fu troppo parco in questultimo caso, 0v
vero eccedette la misura nel primo.
Le disposizioni sugli attentati e le congiure dirette contro

il principe e la sua famiglia sono severe tanto, e tanto elastiche,


quanto lo sono quelle del codice francese.
Riesce inutile di pi rammcmorare quali siano le leggi
relative alle societ non autorizzate, alle societ segrete, formate

per qualunque ne, alle pubblicazioni col mezzo della stam


pa, ecc., ecc.; mentre facciamo menzione di un codice che fu san

zionat_o nella penisola alla ne dellanno 1820


E duopo per confessare, che le leggi parmensi emanate
sopra questa materia contengono una certa moderazione relativa.
La legge penale adunque serv successivamente tutti isl

'stemi e tutti gli interessi. Alcuna ala os perno usurpare


gli attributi della giustizia eterna; qualche volta, obbliando ogni
nozione di morale, si rese vilmente devota, eservx aglinteressi

puramente personali, passeg ieri e materiali.


Quale pensiero mai deb ono formarsi gli uomini testimonii

di tali eccessi? Che penseranno nel Vedere, che ci che qui


crimine capitale, a qualche lega di distanza non pi che un
fallo, la di cui espiazione ristretta- a pochi giorni di prigio
nia, e perfino si considera come un atto innocente? Che quella
stessa pena che in uno dei paesi d Europa viene initta con
un imperturbabile sangue freddo, e sempre a nome della giu
stizia e utilit generale, considerata in un vicino paese come
un atto atroce, ed eccitasi contro la stessa il grido dellumanit

e della ra ione. E forse sufciente lo allegare le differenze di

overno, Si costumi, di clima, perch venga giusticata al di


a delle Alpi quella condanna capitale comminata per fatti, qhe
al di qua dei monti gli stessi magistrati accusatori dichiararono

itnpunibili; perch il supplizio della ruota, che ein orrore n?alla


Francia, abbia di essere giusto in Savoia?

Ma ci che pi serve a scompigliare ogni nozione di mo


rale sullo spirito dei popoli, sono le diverse procedure crimi
nali.
,

Qualaltro mai lo scopo di ogni procedura se non se


quello di sceverare la verit dall impostura e dall errore? Perci
la procedura pu denirsi in modo generale: un metodo di

retto allo seoprimento delle verit giuridiche. Ci posto: come


pu avvenire che, sotto il medesimo grado di civilizzazione, ci

che in un paese considerato come una verit, non lo si tenga


in un altro che un sogno, od una supposizione quasi gratuita?

Che quel metodo il- quale in un paese viene risguardato come

il pi sicuro, ad alcune leghe di distanza ritenuto come as


surdo, come un giuoco dazzardo, incompatibile con ogni idea

di morale e di giustizia?
f" \_4'

Nei dibattimenti inglesi non si Concede d interpellare lac


eusato. A Friburgo, in Svizzera, lo si sottomette alla tortura

sica, in altri cantoni non gli si risparmia la segreta , ne il


cattivo nutrimento , n i colpi di bastone; sempre al lodevo

lissimo ne di amministrare con lode la giustizia

Cosi, un

giudice inglese condanna a morte un uomo che non ha aperto


ceca, il giudice friburghese invece si meraviglia, come si
osi mandare al supplizio colui che non ha confessato il suo

delitto. Egli fa torcere i muscoli ain accusati, onde garantire


la vita de cittadini, ed onde tranguillare la coscienza dei
magistrati.
(4) Nel Codice d istruzione criminale, che il legislatore del canton

Ticino ha sanzionato il 45 luglio 1816, si rinvengono le seguenti


disposizioni :

'

Articolo 143. Tuttavolta se l accusato persiste con ostinazione


nelle negative, nelle contraddizioni, o in un malizioso silenzio,:il
giudice istruttore potr ordinare che venga rinchiuso in una delle
pi strette prigioni, caricato di pesanti catene. e nutrito per un
mese con pane ed acqua; si avr per cura che questo regime sia
interrotto di maniera che non abbia a durare pi di quindici giorni

continui . e che si eviti ogni grave pericolo alla salute del prigioniero.
Se questa prova riesce inutile, il giudice istruttore, col con
senso del tribunale, dicltiatet al prevenuto, che in punizione della
-sua caparbieria, il tribunale ordin l impiego di mezzi pi severi,
dopo di che il segretario dar lettura ali accusato dell articolo 144
del presente codice.
Articolo 444. Se, dopo tali dichiarazioni,l accusato persiste nella
sua ostinazione, egli , dietro ordine del giudice istrutt0re, ricever 25

colpi di nerva sul nudo dorso, e il numero dei colpi sar duplicato
se ancora persiste, ecc. ecc.

58

Su questo prese trionfo il sistema dell intima convinzione,


e questo sistema deriso altrove, ed anche lo si accusa di

arbitrario, e no di illiberale.. La prova della colpabilit nella


coscienza dei giudicil E fuori di loro, ove ella deve esistere
sulla carta. In tale maniera ragionauo i legislatori tedeschi,
e li scrittori che li difendono.
Vuolsi ammettere che la "procedura abbia ad essere orale?
Senza di essa non vi ha giustizia: in tal forma rispondono una

nimemente gl Inglesi, i Francesi,

Belgi e gli Olandesi. Por

gete orecchio frattanto alla maggior parte dein Alemanni e


degli Svrzzeri: La procedura orale, essi dicono , un ginoco

dazzardo immoralissimn: cnnd-annare un uomo inbase a pa


role che sfuggono. Si ha forse tempo di combinarle, pesarle?
Bisogna che tutto sia scritto, ed onde meglio abbracciare la

verit, devonsi stendere gl interrogatorii da un giudice, ed un


altro sar il relatore, in base a scritture , il tribunale pronun

cier il suo giudizio, ed in seguito si invieranno questi mede


simi scritti ad un altro tribunale, posto a 20 o 30 leghe di

distanza, il quale giudicher in grado d appello. Tale la legge


in vigore.
E egli mestieri dare agli accusati un difensore, un con

sigliere? In Francia condannare a morte un accusato senza che


avesse avuto lappoggio di un difensore sarebbe lo stesso come

commettere un assassinio. In Austria invece non si ammettono


consiglieri. Quel medesimo individuo, quel medesimo magi
strato , quel medesimo uomo infine del potere il quale compila
in secreto tutti gli elementi dell accusa, t:' anche in dovere di

4 non trascurare cosa che possa servire a giustificazione del


l accusato.
Si drizzerebbero i capelli sulla fronte ad un inglese se
gli si dicesse di inviare al cospetto di una commissione spe
ciale, nominata dal potere esecutivo, gli accusati di delitto di
Stato. Gl Italiani, gli Alemanni invece, sono tratti nelle pri
gioni da commissari eletti, salariati, e revocabili dal potere. Il
pubblico si limita a conoscere ., per cosi dire , l arresto ed. il
giudizio di questi infelici. La Svizzera medesima non fu inte
ramente scevra dalla sventura di commissioni speciali e stra
ordinarie.

Anche in paesi liberi, la procedura criminale non fu an


eora ripulita da ogni pratica vessatoria.

In Inghilterra, nella terra classica dogni procedura penale,


si persiste a non voler convocare il giuri daccusa , che nello
stesso giorno in cui si radunano, e la corte criminale , e il

giuri del giudizio. In tale maniera glimputati pos\ono essere


costretti star prigioni per molto tempo prima che si decida se
essi saranno 0 meno posti in istato daccusa. Il malese pi
grave ancora in quelle contee nelle quali la corte d assise non
si raduna che due volte per anno
I giudici di pace inglesi, in quelle fra le loro funzioni
che hanno relazione colla giustizia penale, non porgono , mas
sime alle classi inferiori delle societ, garanzie sufficienti d im

parzialit. Non verrebbero meno i fatti onde provare quanto

sia dannoso ad un uomo del popolo essere condotto come va


gabondo dinanzi ad un giudice di pace

Daltronde, come

sperare che vengano tolti si gravi torti d una casta , i di cui


(l) Da alcuni rapporti presentati al parlamento, sembra risultare,
che in Inghilterra, fatta eccezione alla sola contea di Middlesex com
presovi il paese di Galles, un Sesto di detenuti stanno prigioni da 6
ti 8 mesi, e quasi la met da 3 a 6, senza essere giudicati.
(2) Non potendo noi occuparci di questi dettagli, ci limiteremo
a cilare un fatto che solo basta , per quanto crediamo , a fornire la
prova di quanto sia ardente lo spirito di corpo da cui animata la
casta (perch ne forma una) dei giudici di pace inglesi. il 28 lu
glio 18:38, un ufficiale dei laiicieri viaggiava in vettura scortato da

alcuni soldati. Al passaggio di un ponte il convoglio s incontra in un


carro, e si diaputa col earrettiere. 1 soldati, aizzati dall'ufciale, mal
trattano e bastonano il conduttore del carro al punto di lasciarlo
tutto coperto di sangue. I fatti vengono stabiliti alludienza dei quarler
sessione d' Exeier. Il giuri risponde: colpevole. La Corte, composta
di dieci magistrati, pronuncia la sua sentenza presso a poco in questi
termini: a la corte opera sempre senza preoccupazione di sorta, senza

fare eccezioni di persona, qualunque sia il rango del postulante e


dellimputato. Essa avrebbe veduto con piacere, nel caso particolare,
una qualunque transazione fra le parti, perch, qualunque ammenda
venisse initta al reo convenuto, non entrerebbero tre danari nella

saccocia dell attore; imperocch tutto sar per la corona. lronum


ciare una condanna sempre penoso; ma quale che ella sia quella
che si va ad emettere nel caso concreto, si fa operare, che essa non

produrr canginmento alcuno nella sociale posizione dell accusato, e


come Gentleman, e quale uno dei pi distinti ufciali al servigio di
Sua Maest. Terminato un si bello esordio, termina dicendo, che

la giustizia sar largamente soddisfatto con un ammenda di 20 lire,


che la Corte inigge al colpevole (The Jurist, ii. l, marsh 48Q7.

page 459. Prondings lefore magistrates). Un simile scandalo non


esige comeutario di sorta.

. Sarebbe impossibile che un gentiluomo trovasse in simile caso


indulgenza presso un tribunale francese. Ma qual giudice o'serebbe
mettere cosi ufcialmente la giustizia ai piedi del colpevole, per fargli

degli accusati, e per assicurarlo al cospetto del pubblico , che il le


3re colpo che ella a forza costretta portargli non lascier alcuna

macchia sulla di lui veste sociale?

60

membri seggono in numero tanto grande nel parlamento in


lese!
Anche la Francia ha molti importanti miglioramenti da
osservare nel di lei sistema di procedura criminale.
Sei indici distruzione non abusano, potrebbero pe'r

abusare de l immenso potere di cui sono rivestiti.


Il pubblico ministero, per quanto concerne il di lui ufficio
di sollecitatore e accusatore, trovasi posto,

e per il di lui

rango, e per la di lui inuenza , nalmente per i poteri e pri


vilegi di cui investito, troppo al dissopra dellimputato

dell accusato.
I presidenti sono incaricati di ufci tali, pei quali qualche
volta vengono naturalmente ad essere tratti a farsi gli ausi
liari

dell accusa.
Noi ci aiirettiamo a riconoscere e confessare, avere il giur

francese ricevuto, in questi ultimi tempi, molti essenziali mi


glioramenti. Tuttavolta non ancora ci che dovrebbe essere.
La di lui azione circoscritta ad un troppo ristretto numero
d affari; egli non interviene nel giudizio di tutti i pubblici
delitti, nemmeno nei processi contro i delitti di stampa.
Le ultime leggi ne hanno perfezionata 1 organizzazione;
ma il di lui modo d agire sempre imperfetto. Con ragione

si rigett il principio della semplice maggioranzagsi indietreg


gi davanti al principio della unanimit, sia che si abbia seria
mente temuto gli inconvenienti che questo modo poteva pre
sentare, sia che forse si abbia paventato fortemente le arguzie

d alcuni spiriti poco profondi. Si batti: una via di mezzo, in


torno la quale tutto ci che si pu dire di ragionevole si .

che ella non n la semplice maggioranza, ne 1 unanimit;


una transazione.
_
Si oper di pi, o peg io ancora. E in facolt del giur
di reinviare indirettamente a la Corte la decisione sulla quistione
della colpabilit.

Per quanto si riferisce al secreto, molto pi facile de


siderare, che credere che non se ne-abusi. Se contro labuso
di questo terribile mezzo si posseggono delldgaranzie efficaci,
indirette, a Parigi, si pu essere ugualmente certi, che queste
garanzie abbiano la medesima forza nel fondo delle provincie?

Giova sperare che la Francia non sar pi spaventata dalle


Corti Prevostali, e da terribili fatti che esse consumano. Ma ci
non ostante, era ein mestieri che una disposizione costituzio

uale ne permettesse lo ristabilimento?

Riassumendo: in pi che met d Europa non esiste og

6|
gidi n procedura orale , n pubblica , n libera difesa (r) (*)_

In contraccambio vi si trova la lunga prigionia degli imputati,


gli orrori delle secrete, le commissioni speciali, ed in qualche

paese la tortura.
.
_
_
_
Al cospetto di questi fatti, dei quali Cl sarebbe stato assai
facile lo allegarne un numero maggiore, qual luomo che ,
sentendosi dotato di libert di spirito, e di principi dumanit,
riuti di riconoscere con noi .-che il diritto penale non punto
_in armonia collattualestato di civilizzazione?
Forse, ci si porr di ringontro gl innumerevoli tentativi

di riforma che in questi ultimi quarantanni ebbero luogo. Ci


vero, ma che sono essi? Per la magior parte si limitarono
ad essere semplici progetti. Gli uni i gi quasi posti in ob
blio, gli altri, che penosamente e senza grandesperanza di
riuscita, lottano contro una falange di ostacoli.

'

Alcuni di quei progetti che furono sanzionati , non pos


sono meritareil nome di riforme. lmperocch facando essi scom
parire alcuni abusi troppo iniqui, hanno nel medesimo tempo
dato novella sanzione ad antichi errori, e perci sono essi stessi

divenuti un novello ostacolo alla vcra riforma del sistema


_penale.

'

Saggi pi felici furono praticati, e vero, ma in Stati tali,


la di cui importanza politica troppo debole perch il loro
esempio eserciti una potente inuenza in Europa.
Bisogna nalmente confessare, che alcuni ginreconsulti filo
so che misero mano allopera, furono poco felici nei loro la
vori. Credettero fare delle leggi, ed in vece non fecero che di

videre in articoli un trattato, un manuale di diritto penale.


Non presiedette alloperato dei moderni ginreconsulti , quel
larte di passare dalla teoria alla pratica, di operare senza fa
tica lamalgama completo dei principi dirigenti coi fatti, arte
tanto difcile, e nella quale furono sommi i ginreconsulti clas

s'ici dellantica Roma. Le leggi dei moderni furono giudicate

di difcile, e qualche volta di impossibile esecuzione. Trionfa


rono i pratici; ed essi hanno ricolmato di disprezzo questi mal
augurati tentativi. Per tal modo i loro autori fecero sorgere un
(4) evidente che non pu esistere libera difesa la ove non esi
stono pubblici dibattimenti n libert di stampa.
(*) L autore ha potuto essere testimonio dei grandi progressi che
la procedura penale ha tutto in tutta lEuropa , e comei legislatori

si allretlarono ad appagare i deiderj, ed i bisogni dei popoli, e di


porre questo ramo di pubblica amministrazione in armonia collo stato

di civilt.

Bossi. Dir. Pan.

(Il Traduttore).

-L.M.wa_

.__.v-_.-_

fi,.{

62

nuovo ostacolo allavveramento della riforma7 ogni falso passo


causa di ritardo.
Di mezzo a questi tentativi di riforma, il fatto che pi col
pisce non gi la riforma medesima, poich essa ancora un

desiderio; ma il bisogno di tale riforma, il sentimento ge


nerale di questo bisogno.

Come in tutte le instituzioni politiche, cos avviene del di


ritto penale, che cio militano per esso, da una parte il desi
derio, dall altra l"opposizione, desiderio ragionevole, e opposi

zione tanto ingiusta quanto irragionevole. Egli precisamente


da questo fatto, che ne risulta il disaccordo di cui noi abbiamo
. parlato, fra il sistema penale cio, e la civilizzazione.

Ora, quali sono le cause di tale disaccordo, i motivi di


codesta resistenza?

'

A primo aspetto ci si presenta qui, come in tutte cose,


Jinngardaggine, l abitudine, la superstizione per ci che ,
la vanitosa preoccupazione per quanto si sa, e quel santo or
rore che inspira tutto ci che si dovrebbe apprendere e sto

diare, del quale ne ,imbevuto un s gran numero di


l)tl.lCl.

Inoltre, le classi le pi elette della societ non veggono


nella giustizia criminale che un mezzo diretto contro ci che
essi assai con buona volont chiamano canaglia. Siccome sopra

cento imputati, pi di novanta appartengono effettivamente agli


intimi ranghi della societ, egli perci che l eletta parte del
corpo sociale tacitamente ne conchinde, forse senza confessarlo,
essere la giustizia penale, qualunque siano i di lei principi e
le di lei forme, una cosa indifferente per essa. Il mezzo di pron
tamente correggere i vizidun sistema, dicui gli uomini, che do
tatidi lumi cdi influenza, dovrebbero accelerarne la riforma, non

s accostano all esame che con noncuranza e disprezzo! Boncilly


dopo (1 avere dimostrato al Parlamento gli abusi che si com
mettevano nelle Corti ecclesiastiche dInghilterra a detrimento

della libert individuale, si.limit a chiedere uninvestigazione


sopra tale oggetto. Ma essendoch le vessazioni di codeste Corti
non piombano che sopra povere donne e basse persone, cos
nel 1812, i signori del Parlamento non si degnarono di far
attenzione ad abusi- che erano stati fortemente rimarcati dalla
Camera dei lordi fino dillanno 1606 , e dalla Corona mede

sima.
'
Bisogna confessare che le classi elevate della societ hanno
una tendenza secreta a ricercare avanti tutto nella giustizia pe

nale la prontezza e la forza. Ascoltate quanto dice ciascuno al

,_-_..

63

lorch viene commesso qualche grave delitto, quando per qua


lunque siasi causa venga ritardata l azione dei tribunali, quando
la pena pronunciata non e quale siattendeVa l aristocmzia della
ricchezza e mercantile. Voi vedrete che ella principalmente si
mostra pi aspra e pi impaziente contro i ladri, i falsari , i
tagliaborse, ed altri delinquenti di questo genere

Nel sentimento del personale interesse e della paura, ove


si trova la spiegazione di questo fatto. Qui la paura, come in
tutte le altre cose, una cattiva consigliera. Gli uni temono
direttamente per essi medesimi, gli altri per la cosa pubblica.
Quest ultimo timore soventi volte salutare, e non tra
scina a grandi e durevoli eccessi. In Ci che non lo tocca molto
dappresso, l uomo non

tarda molto a veder chiaro; gli og

getti sono _ad una distanza equa dai di lui occhi; ed egli che
pu vederli distintamente, vi si consacra a suo bellagm.

Ma dacch d principio ad insinuarsi il timre personale,


dacch l'uomo, a torto od a ragione, crede che si tratti diretta

mente dclla sicurezza della sua persona edei suoi beni, ein non
conosce pi conni che siano necessari alla severit, lingiu
stizia ola violenza perdono ai di lui occhi i loro odiosi colori;
non si appaga pi di possedere nella legge penale uno scudo,
ma vuole in quella vece tramutarla in un azione dofl'esaa
Quell uomo che in Francia 0 in Inghilterra osasse falsare
un biglietto di banca, e fosse scoperto, si aspetti pure la morte,
ed in Inghilterra soprattutto non vi e luogo a clemenza. Per
vero dire, puossi dubitare assai dellefcacia di una pena che,
quantunque prodigata , non rende meno frequenti i delitti per

cui viene initta. Giova credere, o che questi delitti si molti


plicano per la forza di una irresistibile miseria , ovvero nella
speranza del secreto. La falce adunque non il rimedio al male,

ma esso consiste in certe precauzioni che bastino a prevepire


(i) Conobbi un magistrato, uomo daltronde probo e non senza
cognizioni, il quale non sedeva giudice criminale scevro diinparzialitt,
che quando non si trattava di unaccusa di furto. Ma se era pesta sul
tappeto una causa di tal genere. luomo ad una volta ricco, avaro e
timido, ricompariva sotto la spoglia del giudice; si sarebbe potuto dire,
che se l'accusato era assolto, quest'uomo aspettava divedersi derubato
lo scrigno nella notte vegnente.
Recentissimumente poi intesi da uomini illuminati erigere un pa
rallelo fra un omicidio ed un falso, parallelo le di cui conseguenze
erano tutte a vantaggio del primo di questi delitti.'Lomieida avea uc
ciso luomo con quasi tutte le circostanze che costituiscono lassassino,
e l'altro un fabbricato una falsa lettera di Cambio, di cui forse non
ne aveu tocco un soldo.

54

il delitto, ed in una polizia la quale tolga 0 DI speranza d im


punita. Pure i rapporti che esistono fra la anca e la fortuna
di ogni cittadino sono intimi_di tale maniera, che il timore

sogginga ogni. spirito. I mezzi lenti, e per cosi dire invisibili,


non _appagano, vuolsi colpire fortemente , anzi far fondamento
sugli effetti del terrore; poco importa che il terrore non sia

rimedio ad alcuna cosa, ci indifferente: il fanciullo rimane


soddisfatto se il mobile contro il quale and ad urtare lo si

mise in pezzi.

'

E nostra opinione che la classe elevata della societ do


vrebbe almeno esaminare attentamente la legislazione dei co

muni politici. Essa non punto straniera a questi delitti, e


daltronde, allorch il potere cerca una vittima onde incutere

terrore, brama colpire alto. Pi lalbero eleva), maggio"


mente spaventevole ne riesce la caduta.
Ma quei danni che di rado avvengono, eche sono lontani,

non colpiscono gran' fatto gli spiriti. Giunge il momento nel


quale il potere fa uso delle armi di cui ebbe larte d impos
sessarsi? Sarebbe follia lo sperare allora una riforma. I partiti
SI stanno l un 1 altro di fronte. Anche col ove la lotta non si

combatt che a protto del dispotrsmo, nei governi assoluti,


un grande numero di notabilit sociali, nel loro aeciecamento,
non ai'rossiscono di farsi seguaci del potere, di abbracciamo

<le P355'0m 0 di applaudire ai suoi rigori. In tale maniera, la


classe scelta della societ trovasi divisa in sacrificatori ed in
vittime. Chi potrebbe domandare allora la riforma delle leggi

penali?

'

Havvi da una parte COlOIO i quali, nell" ira loro, trovarm


qUCflc leggi giuste, e fors anche impotenti; dall altra trovansi

altri ai quali non si deve prstar orecchio, ma che invece biso


gna imprigionarli, csiliarli, ucciderli. _
'
_
Ci tocca direttamente i rapporti del sistema penale col
sistema politico della societ. la terza delle principali cause
che Sii conoscono di ritardo al perfezionamento delle leggi cri
nnna i.
4
'

S III. Degli ostacoli al perfezionamento del sistema penale,


che sorgono da alcune jrme del potere politico.
Ci che pi influisce-al ritardo del miglioramento della
giustizia penale, non gi il timore personali:

ai sudditi,'ma il_

timore degli uomini del potere", i quali amano di coprmi colle

vesti deli interesse generale, per nascondere a questo modo ain

65
occhi del pubblico tinto quanto vi ha in loro di egoista e di

ignobile. Questa la pi spiacevole posizione sociale in cui si


Sl possa trovare per la criminale legislazione.

Che l'interessi dei

overnanti e de governati non siano

gl identic:, Ci quanto SI avvera di sovente , ci quanto non

cesser di avverarsi che alloraquando si avr un sistema perfetto


di governo, vale a dire eternamente mai. La differenza che passa
fra quei governi che noi chiamiamo buoni, ed i cattivi, e, che
nei primi il contrasto eventuale, e non pesa sopra oggetti

principali; mentre nei Secondi questo contrasto_ permanente,

e non (pu cessare che per un c'angmmento di Sistema politico.


Un potere il quale si trovi in istato di ostilit colla nazione, .
tratto necessariamente a considerare come un arma la giusti

zia penale. Da principio egli, con una certa coscienza del suo
proprio torto, se ne s_erve con_ circospezione;lspingendolo in se

guito il bisogno, e incoraggito dai suecesm, osa tutto intra


prendere.

Una volta che il potere abbia potuto entrare in questa via,


tutto da temersi. Daceh se sono oltrepassati i confini del di

ritto, ove il punto di fermata? Teoricamente parlando, non


esiste in veruna parte; o meglio, pi non esiste. In pratica in
vece , si potr qualche volta trovarlo nelle esterne resistenza

che il potere incontra.


La giustizia di Gessler incontr questa resistenza presso gli

Svizzeri, quella di Filippo Il nei Paesi-Bassi.


Cerchiamo
penetrare
nell'
intima naturacheq
di uella
posizione
sociale frattanto
che noi disiamo
venuti
descrivendo;
ci
che trovasi in essa? L individualismo: quello stesso ostacolo
al perfezionamento del sistema penale che noi abbiamo incom

trato nella prima et della civilizzazione; l individualismo; ma


sotto altra forma, e con vedute ed interessi differenti.

'

Nell infanzia dei popoli, 1 individualismo, con tutte le sue

conseguenze egoistiche e violenti, esiste ovunque; esso lo stato


_uerale della societ.

Pi tardi, lindividualismo, senza freno, disordinato, non si

appalesa pi nelle masse; il legame sociale stretto; ma se gli


uomini non seppero stabilire o conservare un vero otere na
zionale, lindividualismo, con pretese ancora pi egoistiche, ri
producesi parzialmente sotto altre forme, sotto i nomi di Teo
crazia, Monarchia assoluta, Casta, Privilegio, ed in una parola,

sotto le forme del dominio, del possesso esclusivo patrimoniale


della civile societ.
'
L' unit coesistente colla variet il carattere delle se,

--mm . .,.-

66.

aiet progressive, lunit, cle' lordine). coesistente colla variet


che il risultato della libera attivit individuale. La sola unit
produce uno stato sociale immobile e stazionario; la sola va- _
riet produce il disordine. Dall armonia di questi due elementi '

ne risulta una societ regolare e progressiva. Ivi lazione per


sonale vi e'siste piena di vita, di capacit, dienergia; ma, con,

tenuta dai legami dellordine pubblico, ella arreca vantaggio a.


coloro che la esercitano nel medesimo tempo che ella riesce di
utile alla intera societ. Nelle societ bambine, l individualismo

e pi indipendente e,meno ordinato; pi. energico, ma meno

c'apace; egoista,e etonnullameno utile all mdmduomedesimo.


Questo il contrasto della turbolenta attivit, senza effetti ira-

scibili del fanciullo, colla attivit perseverante e riessiva del


l uomo..

'

Il corsonaturaledelle cose sar il passaggio delle societ


da quest ultimo stato all altro, dalla disordinata libert , alla
libert regolare: cos come lindividuo trascorre dall infanzia

alla virilit, dallo stato d' ignoranza a quello d uomo astuto ed


erudito.
.
Cionnullameno trovasi un terzo stato sociale che e senza licen
za e senza libert. Questo esiste alloraquando lattivit individuale

incatenata, e che ogni libero sviluppo della personalit im


possibile. Quivi vi ha piuttosto mancanza di movimento, che
movimento regolare, havvi una calma che rassomiglia alla
morteg_ lunit senza variet- In questo stato la society.sta
zionaria. Havviun momento d inciampo,. una posa. pi o meno
lunga, pi o meno asmluta nel suo cammino. Senza pretendere
di qui esaminare tutte le cause sia fisiche che morali, le quali
possono rendere stazionaiia una societ, certo che un governo
di privilegio pressoch sempre uno degli effetti, sovente

anche una causa principale della mancanza di movimento e di


vita nel corpo sociale. Ogni societ non progressiva-d vita ad

un

overno di privilegio, perch, effettivamente , la capacit ,

lio ustria, e perci la potenza sono in essa il, privilegio di un


piccolo numero d uomini i qual, in

parte almeno , poterono

fuggire dalla generale ignoranza.. Da principio, Iaristocrazia e


il sacerdozio g0vernarono a buon diritto; ed. per deficienza di
guarcntigie che essi nontardano a governare per loro proprio
conto..

Ma anche in seno d' una societ pro ressiva puossistab'i


lire un governodi privilegio, e produrvi astato stazionario an

zich esserne il risultato. Una societ progressiva pu cadere


nelle zanne di. un potere egoista, sia soccombendo nella lotta.

67
del diritto Colla forza, come ad esempio neicasi di invasione
e di conquista, sia che distratta dalle esigenze della sua civi-.

lizzazione materiale, ella cangi a pocoa poco , senza avvederse


ne, la libert coi sici piaceri, ed il potere col riposo e la

*/3"
/.

mollezza.
I

,
.
In ogni caso, alloraquando una frazione del corpo sociale
si impossessata della cosa pubblica a suo profitto,-non vi ha

pi azione che quella la quale viene imposta dal vantaggio della


casta che governa la Societ.

Ora, dovunque regna un principio egoista, il sistema pe


nale non pu migliorarsi; che dico ,io , migliorarsi! In alcune

parti, in tutto ci che pi o meno tocca direttamente.le indivi


dualit dominanti, egli de.Ve, per la stessa natura delle cose, sco
starsi viemaggiormente dai suoi veri principi.

Dacch dalluna parte esistono padroni, dallaltra servi, e


_
_/-

che questi, facciasi pure ci che si vuole, sono sempre uomini,

. . deve per necessit esistere nel cor po sociale una guerra o stre
pitosa o sorda.

La penalit non pi che un espediente al' servigio di un


interesse, e scomparsoil principio della giustizia, non resta

pi che come mezzo.

Nellinfanzia delle societ, l individualit naturale, per la


stessa natura delluomo, contiene un rincipio correttore, il

nale continuamente tende a regolare lazione della persona


lit, ed a preparare per l avvenire il razionale sviluppo del si
stema penale.

'

_ .

L. individualit egoista nel potere di sua natura incor


reggibde; se ella acconsente ad un movimento, questo movi

mento non pu essere che retrog_radoz un pi grande deterio


, ramento, cio, dello stato sociale.
_
_f
Cos codesto ostacolo al perfezionamento del sistema pe

'nale, ha in s di particolare e d increscevole, quello daddive


Dire in qualche maniera permanente.
Un potere il quale non pensi che a s medesimo, e che ha
esistito per lungo volgere di tempo con un dato sistema pe
nale, deve provare una forte ripgnanza a mutarlo; imperce
eh trattasi di abbandonare un inezzo di difesa edi attacco co
nosciuto, e prenderne uno novello, il di cui_successo pi o

meno problematico.A quale scopo azzardare un cangiamento ,


quando non si tratti di aumentare, nellinteresse dello stesso p0
tere, la forza del sistema esistente?
.
Non deve adun ne recar meraviglia se, a misura che i
governi hanno inveec1iato, generalmente parlando almeno, siasi

68
d'eteriorato il sistema criminale, specialmente poi in ci che ri
sguarda i delitti politici, e le forme di procedura.
Questa permanente tendenza che hanno gli uomini del po
tere di esagerare la forza del sistema penale e di snaturarne i
principi, sviluppasi di tempo in tempo per cause eventuali,
con una spaventevole attivit. Un crimine atroce, un delitto trop
o Sovente ripetuto, ma specialmente una cospirazione, una
insurrezione, turbolenze civili, sono retesti per non rispettare

pi confine alcuno, e per ispogliare isolatamente la giustizia da


ogni carattere di moralit.
a queste buone fortune abbrac
ciate avidamente, a cui devesi in gran parte quelle istituzioni,
che non cessarono ancora di disonorare la legislazione e Puma
nit. Allora che si verifica il detto di un antico non h'avvj

bestia pi feroce dell uomo, quando in lui si mesce la passione


al comando .
Entrati una volta nella carriera della ingiustizia, del ter
rore, ore arrestarsi? come sortirne? Il terrore domanda il ter

rore; ogni cosa che Conduca a idee di moderazione e di gin.


stizia prende le forme del timore o della debolezza; si termina
col porre in istato di tortura la societ intera; e se non si ar
riva a frantumare tutte le di lui forze, dessa-che, ne suoi mo
vimenti convulsivi, infrange tutti ilegamie si ing01fa in tutti

gli orrori della vendetta.

'

E in questa maniera, che le civili societ si trovano dagli

individuali interessi inceppate nel loro progresso verso lo svi


lup o morale delluomo, il miglioramento dell ordine politico ,
ed il perfezionamento della giustizia sociale. Che si venga in

seguito a parlarci della legittimit dei governi di privilegio,


qualunque ne sia il nome icui essi vogliono ornarsi.

Riassumendo, i pi essenziali ostacoli al perfezionamento


del sistema penale, alla conquista di questo ideale nellumana

iustizia, verso il quale tutti abbiamo , e poteri, e individui,


obbligo {di tendere costantemente con tutte le nostre forze,
trovanSi esistere nella natura dei governi di privilegio, in una
_ imperfetta civilizzazione, finalmente nelle intime difcolt della
SCIBIZB.

69

CAPITOLO iii.

'

Dei mezzi atti a togliere gli ostacoli che si oppongono al


perfezionamento del sistema penale.
Non duopo di lunghe ricerche onde arrivare a conoscere
i mezzi che possono bastare a rimuovere gli ostacoli che si
oppongono al perfezionamento del sistema penale: basta iu

dicarli: essi balzano tosto allo sguardo.

'

Il voto continuo, e nelle vie legali, gli sforzi di ognuno

che senta il dovere di favorire il progresso della specie umana


e della giustizia sociale, devono tendere costantemente allo

scopo di condurre i Governi dal principio del privilegio a


quello della nazionalit.
Noi labbiamo veduto, ed il fatto medesimo recente dei
codici esistenti non sono pur troppo che una incontrastabile
preva, essere impossibile ogni essenziale miglioramento nel

sistema penale in paesi ove non esiste libert politica. In-vano


vorrebbesi fondare speranze di atterrarlo nella pubblica opinio
'ne, e nel progresso delle cognizioni e della civilizzazione , in
codesta opinione, e in questo progresso che lo stesso potere
assoluto, impotente, dirassi, a soffocare, od arrestare in

Europa. Ciounullanwno, ove impera codesto potere, a che si


pu giungere con questi mezzi? Qualche miglioramento nella
determinazione deidelitti legali contro il particolare: un leg
giero raddoleimento nelle pene, ma l insieme del sistema , e
soprattutto la legislazione dei pubblici delitti, lorganizzazione
giudiziaria, e la procedura, parteciperanno sempre del princi
pio dell individualismo dominante nel potere politico. Dovun
que ove il governo , temprato , se cos si vuole , dai costumi,
che non sia contenuto dalle fondamentali instituzioni dello Sta
to, si pu godere d una buona giustizia criminale, ma questa
mia pu dirsi una assicurata conquista. Ci non , come gi
si detto , null altro che un fortunato accidente.
L umana giustizia , che il pi importante fra " li attris
buti del potere sociale, non deve essere altra cosa cl" "la ra
ioue applicata , nella sua maggiore possibile purezza, ai fatti

illegittimi contrari allordine sociale. Di sua natura adunque 4,


la giustizia umana e progressiva quant'la ragione.

Il potere assoluto, al contrario, che pressoch sempre


si trasforma, e

sollecitamente, in

governo di

privilegi, altro

non che un interesse , e di natura sua stazionario. Adunquc

l incompatibilit di questo potere colla giustizia deriva dalla

nat7ura medesima delle cose. Quando la ragione avesse a con


ciliarsi con un potere di simi! genere, ella si porrebbe in
lotta con s stessa, rinuncierebbc al suo grado.

Alloraquando le intelligenze si preparano a far retrocedere


il potere assoluto dinnanzi ad un potere razionale, rendere

omaggio alla giustizia. Considerati sotto questo punto di vista


tutti quei lavori _che tendono ad innalzare la civilizzazione di
un popolo , acqmstanolun grado di gran lunga maggiore dl
importanza e di moralit , che quando si considerano sotto il
rapporto della prosperit materiale. Ci non pertanto , siccome
ogni progresso accelera listante nel quale nalmente deve fon
darsi il regno della ragione, COSI sempre in nome della giu
stizia con cui devesi incoraggiare e rendere grazie a coloro,
i quali, non fosse altro che collo scavo dun canale 0 collin
venzione di una macchina, favoreggiano il sociale movimento

di un popolo.

Se, merci di lei progresst, la civilizzazione ruina dalle


fondamenta igovemi di privilegio, e tende indefessamente
a sostituire loro un governo nazionale, quest ultimo , a sua

volta, favorisce ed accelera il progresso della civilizzazione.


A noi lo dice la ragione , ed i fatti ci confermano: vi ha una
costante ed inevitabile azione e reazione. Per tal modo un go
verno nazionale contribuisce al perfezionamento della giustizia
criminale, e come termine di ogni ostacolo, e come un mezzo

d' incivilimento.
Volta che siansi potuti rimuwere gli ostacoli di un go
verno di privilegio, e di una troppo imperletta civilizzazione,
non rimangono a vincersi che quelle difcolt che sono intrin
seche alla scienza del diritto penale; ma, questo ostacolo non
tende di giorno in giorno ad afevolirsi, quando lincivili
mento abbia prodotto un governo nazionale , e che questo go

verno lavorisca , per parte sua , i progressi di quello? quando


1 umana intelligenza pu svilupparsi a suo bellagio, che
libera la discussione, che abbondano i fatti e le osservazioni,
che la giustizia meglio compresa, e che il bisogno di lei ne
meglio sentito? Di questo modo tutto si lega , tutto s inca

tena in questo mondo morale e intellettuale , come nel mondo


fisico.

Tuttavolta non dobbiamo cessare dal tenerci in guardia ,


noi che abbiamo la felice ventura di vivere sotto un governo
nazionale, contro una cieca condenza nella forza delle cose;
non abbandoniamoci alla credenza che, per esser giunti al punto

pi importante , il resto abbia a farsi da solo. N giudichiamo

4 I
la forza delle cose quale un fatalismo razionale. Indubbiamente si
avverer quel bene che ancora non si possiede, ma si avve

rer , perch alcuni uomini vi contribuirono: ma quando si


avverer? Se l avvenimento certo, ne incerta lepoca; pu

essere che questo periodo si compia in dieci, forse in cinquan


t anni, a tenore che noi compiremo, o no, i nostri doveri.

Frattanto, se, a cagione della nostra trascuratezza lepoca in cui


tale avvenimento deve avverarsi, ancora lontana,
ossiamo
noi proclamare innocenti (per non parlare qui che del) sistema

penale) degli errori, degli eccessi di una giustizia criminale


che avremmo potuto rendere pi illuminata, e restringere

entro i di lei legittimi confini?

Il dovere impone agli uomini dogni paese che, o colle


fatiche, o collinfluenza loro possono contribuire, di non por
gere orecchio ai perfidiconsigli della indifferenza, dello scoraggia
mento, o duna vaga speranza nel futuro. Quanto non si chia.
merebbe felice colui che giungesse a salvare un uomo presso

ad annegarsi? Ma la vita duno sventurato che sta per cadere


vittima dell ingiustizia, ha in se qualche cosa di pi sacro che
quella dun individuo che soccombe per un accidente. Questi
sempre compianto: ma sempre si freme nel realizzare la sto
../7

ria, quantunque molte volte discara, dei Cola.


Sarebbe, non v ha dubbio, follia sperare d esercitare col
mezzo di libri, oggi specialmente, un' influenza immediata e
potente sopra i governi. Un libro non ha pi in oggi la fa
colt di partorire avvenimenti. Igoverni, e parlo precipua
mente dei governi assoluti, sono addivenuti pi sospettosi

,. ._ _
__
_

che mai non lo furono. Tanto pi essi si tengono attaccati


a ci che loro ancora rimane di dispotico, quanto maggior
mente veggono che questo dispotismo viene corroso dal pro
gresso della pubblica ragione. Si possono paragonare al vecchio
avaro, che con quanto ancora li rimane di forze affralite,
stringe con estrema passione a? suo seno il frutto delle sue
estorsioni. Che importa? Fa ci che devi, avvenga ci che
potr. n E specialmente. allorecchio del sordo che duopo
gridare.
Altronde, quantunque ogni radicale riforma sia incom'

patibile colla esistenza loro, pure questi governi assoluti hanno


attorno ad essi un pubblico che s aumenta di di in di , che

-.q._

li osserva, li minaccia , meno disposto di giorno in giorno


ad appagarsi di vecchie parole, uando domanda delle gua
rentigie. Ci che pi importa i estendere e di raggiun

gere l educazione di questo pubblico. Egli avido di co

71
'
.
gnizioni . di istruzione, di soccorsi che affrettino lo sviluppo
di quei germi che egli sente fremere e crescere. Si pu bene

sorvegliarlo , opprimerlo, imprigionarlo, la luce trapela anche


attraverso le antiche muraglie del dispotismo. L \dove essa non

pu giungere a grandi raggi, penetra a poco a poco: essa non


abbaglia , ma rischiara. l\0n pi il tempo nel quale la forza
. materiale pu soffocarela vita morale di una nazione. Lo ster
minio degli Albigesi ha avuto suo termine; passi il regno di

Torquemada; forza pu ancora fare esperimento de snoi an

tichi saturnali, ma , se ancora aligna i medesimi desideri , non


pu pi avere nil medesimo coraggio, n lo stesso potete, n
'_-.

__
_

quella fronte che non arrossisce mai; essa non pi se non


lombra di s stessa; essa si di, tanto indebolita, di quanto
il diritto ha guada nato
Considerando fo stato dEuropa tale qual attualmente ,
non al certo possibile di poter congett_urare il cammino che
vi seguir la riforma delle leggi penali. E ovvio lo apprezzare

la forza degli ostamli che

in ogni paese si oppongono ad

essa, e delle difficolt che le sar forza abbattere per riuscire

vittoriosa.

Sar prima la Francia, ne siamo intieramente convinti,

ad effettuare la riforma delle sue leggi Criminali. Il codice pe

nale (ci che non del civile) non gi il codice della Fran
cia, esso era il codice di Napoleone;ln quella guisa stessa che
limpero fu , forse , una necessaria distrazione del popolo dalla
libert , del pari il codice penale altro non che leffetto duno
stato temporario, e che non 6 pi. Esso lespressione dellin
dividualismo imperiale. Scioltasi dallrmpero , la Francia non
poteva andare immune dallinfluenza di ogni interesseegoista

ed illegittimo. Perci essa ebbe , ad esempio, la legge con


tro il sacrilegio, la quale il riepilogo dun episodio teocra
tico nella storia moderna della nazione francese. Ma la Francia
incede, di presente, 'con passo sicuro , nella via della libert.

La miglior prova che si possa avere e quella di vedere gli


spiriti occuparsi gagliardeqrente di cose serie. Ora si conosce

quanta sia importanza di una novella guarentigia per la li


bert e la sicurezza individuale. I Francesi assicurarono il loro
destino politico quando , cessando di adoperarsi per diversi fini,
souosi riuniti nell adottare il principio della monarchia co

stituzionale. Come un individuo, anche una nazione si prepara


brillanti successi, in quel giorno nel quale concentra tutte le
forze del di lei spirito sopra di un punto solo.
Quanto rimane ancora di cattivo nelle leggi penali di

73

Francia, non ha per se stesso n il prestigio della vera nazio


nalit, n tampoco quello dellantichit. Niuno vuol pi sapere
di lui, esclusion latta, forse, da un certo numero di pratici,

che trovano assai comodo per loro di conservare ci che cono


scono. Gli scrittori denunciano il male, i legislatori non vie
tano siiiatte denuncie, e i giurati ne riutano lapplicazione.

Saggiunga a ci: la scienza non essere cosa puramente di


lusso in Francia; ma una potenza morale che si mesce ai
successi della cosa pubblica. Se non le dato di far accettare
tutti ad una volta i di lei corollari, ottiene almeno che una

parte dei medesimi passi nella pratica. Questo quanto leci


to sperare, tutto quanto si pu desiderare, perch si si guardi dal
credere davere tutto ottenuto quando si ottenne qualche cosa.
Bisogna confessare , che la scienza del diritto avea quasi

abbandonata la patria di Cujaccio e di Montesquieu. Avendo,


in Francia, i fatti occupato un posto eminente, essa, la scienza,

aveva varcato il Reno. La rivoluzione e limpero non la favo

rivano. La rivoluzione non aveva il tempo di ascoltarla: limpero


non la voleva. Esso aveva in orrore tutte le scienze morali. Nel
codice civile , ein aveva dato il riassunto legislativo di ci che
sapeva la Francia; egli andava superbo del suo lavoro; e sotto

alcuni rapporti, e come opera di legislazione positiva, esso avea


ragione di esserlo, ma voleva altresi attenersi a questo gran

fatto e farlo adottare ai Francesi come un fatto primitivo, co


me un punto di partenza oltre il quale null altro rimarr n
a ricercare, n ad esaminare. Onde il diritto pratico potesse
addivenire la iustizia dapplicazione, dovevasi partire dal co
dice civile, ecf in seguito da ciascuno dei quattro codici nelle

relative materie; questo era il circolo che il potere aveva trac- ,


ciato, e che le circostanze nelle quali si trovava allora la na

zione, morali e politiche, secondavano. Codesto potere f" caduto,


mutarono le circostanze , e tutto annuncia che la scienza del
diritto va in Francia a riprendere tutto il suo impero. Credia

mo clie essa si peser sopra basi larghe e solide, imperocch


duna parte, lo studio delle scienze morali vi si propaga rapi-
dissimamente, liberamente, sotto forme svariate , la forma di

convenzione infranta per tutte cose: e dallaltra, lo spirito


scientifico trover, nei precedenti di una nazione che si era po
sta tutta intera nel positivo, dei soccorsi, ed un freno che le
saranno d ostacolo a smarrirsi in vane illusioni. Un tale stato
di cose legittima le pi belle speranze , e tutti gli amici della
scienza attendono impazientemente listante in cui esse si attue
ranno.
fa
Rossi. Dir. Pen.
I

74
La legislazione penale inglese un insieme di risultati
rodotti da diverse ragioni. Il principio della nazionalit , della
libert, vi ha prodotta quasi interamente la procedura criminale,
la dottrina dellovr-act in materia di tradimenti, ecc. Ma lin

dividualismo monarchico, o per meglio dire dispotico, vi affez


zon gli statuti sul tradimento, di maniera che, per bizzarre si

nuosit, tutti quefatti che sono di questo genere, anche coloro


propriamente diretti contro lo Stato sono portati innanzi alla

stessa persona del re. Le leggi penali in favore della Chiesa vi


furono stabilite dallindividualismo teocratico, dal feudalismo quel
le sulle confische e le leggi sulla caccia , ecc.
Non dunque che una sola parte del sistema penale in

glese che rappresenta lo stato attuale della civilizzazione dIn


ghilterra. E egli lecito afdarsi alla speranza di veder presto

scomparire una tale discordanza? Le speranze nostre non sono


pari al desiderio. E certo che furono praticate di molto utili
riforme, e noi siamo ben lontanidal voler muovere rimprovero
agli-autori delle novelle leggi, dinon averne fatte in maggior
numero. Si vede chiaramente che si proposto tutto quanto
potevasi aver lusinga di ottenere. Questa una delle ragioni
'

er cui ci si toglie dal poter credere ad una pronta e vera ri


forma delle leggi penali.

Ci allontaneremmo di troppo dal nostro soggetto, indican

do gli ostacoli che a questa riforma oppongono le anomalie che


si incontrano nell'organizzazione politica inlese, c_ special
mente nella composizione quasi invariabile de Parlamento, ove
masse omogenee e compatte, non si lasciano vincere da una

nuova idea, se non che dopo un lavoro quasi secolare.


Ma fatta astrazione da tale considerazione i principi della
legge inglese hanno in loro favore il prestigio dell antichit,

di una pratica consumata, di una enorme serie di precedenti.


Ad apprendere la legge inglese costa molto; ma vi si attiene
anche in proporzione del lavoro necessario per_impossessarsenc
un privilegio il conoscerla, e quelli che la ignorano, safli

dano con piena confidenza e con rispetto alla parola degli ini
zmti. .

'

E d'uopo anche fare considerazione allo stato attuale della


nazione. In Inghilterra havvi molta istruzione, molto sapere,

ed un gran numero duomini di una rara capacit. Ma il pen


siero vi esso cos attivo, cos intraprendente, cos irrequieto

come in Alemama, come comincia ad addivenirlo in Francia?

Linglese non e troppo carico daffari per poter meditare sopra


i princiij Tutta la di riti esistenza non ella interamente con

75
sacrata a governare ed assettare quanto pu meglio le cose tali

quali sono? Si prende esso il piacere di esaminare se ci che


, non sarebbe meglio che fosse altrimenti?
Perci sembraci essere colpiti dalle mancanze di dottri
ne generali, di principi elevati e fecondi nelle opere di diritto
inglese. La teoria non pu punto omergerw, la pratica la soffo
ca perla sua estensione e col suo peso. Esistono senza dubbio
alcuni teorici in Inghilterra; poich, e qual il fatto generale

che non abbia le sue eccezioni? Ma codesti teorici, quali che


siano le loro dottrine, sono essi letti, ascoltati? Inuiscono for

se sopra luomo di Stato, sopra la pubblica cosa? Ne dubitia

mo. LInghilterra eminentemente il paese degli allarie della


pratica, e in ci essa maravigliosa. Ma temiamo che essa non
far, per lungo volgere di tempo ancora, che andar tentoni ,

senza arrivare mai a compiere una vera riforma delle sue leg
gi penali.
Forse potremmo anche dimostrare, che questa condizione
degli spiriti in Inghilterra un effetto della forma che prese
lo sviluppo nazionale del loro diritto. Il diritto inglese si svi
lu p in un modo assai analogo al diritto romano. Parliamo
de la forma, non dei principi. Forse potremmo ancora dimostrare
che, per la stessa natura di codesto lavoro, e per un effetto

necessario del medesimo , i giureconsulti inglesi, del pari a


quelli dellantica Roma, sono pi abili a maneggiare i princi
pi dapplicazione, che i principi Creatori, pi cpropri a svilup

parei principi dirigenti del diritto esistente, i quello che ri


montare allc teorie generali.

E prezioso il metodo loro per lo sviluppo completo del


sistema stabilito, per trarne tuttoc che capace di produrre,
ma, se lo stato della nazione sub de cangiamenti essenziali, pro

fonde modicazioni, se fosse stato mestieri cangiar di sistema


e cominciare una creazione novella, gli spiriti che avrebbero
travagliato allo sviluppo della prima creazione si sarebbero tro
vati colpiti dincapacit.
Puo essere vero che quelle nazioni appo le quali il diritto
si sviluppato a grado 3. grado, come una creazione nazionale,

come un elemento della Vita sociale, pi per le consuetudini


d1e per le leggi, una volta che nesta creazione sia esaurita,
siano condannate a trascinarsi per(lungo tempo lungo le rotaie
delle compilazioni prima di dare principio ad una vita novella.
E, quantunque questa considerazione si applichi pi particolar
mente al diritto civile, non e men vero per, che quella spe

cie dincapacit che ne deriva deve anche appalesarsi nel dirit


to penale.

76
Il saggio fatto dal governo prussiano di comporre una le .
islazione che fosse pi in armonia con una novella civilizzazione,
?u un onorevole saggio. il codice generale, nella parte penale
almeno tu, per il tempo in cui fu emanato, un vero progresso.
Ma i governi assoluti, siano pure essi muniti delle migliori in
tenzioni, non saprebbero mai oltrepassare la misura della loro
incapacit. Il pi illuminato di questi governi non vede che a
met, non della natura loro il tutto vedere, tutto intendere,
tutto apprezzare. Allorch essi operano tutto quel bene di cui

sono capaci, rimangono ancora ad una enorme distanza da quel


fine che un governo nazionale deve raggiungere. In materia di
leggi penali, giammai un potere assoluto potr resistere alla ten
tazione di giocarvi una parte ben larga, di grande rilievo, di
posarsi a suo bellagio, e in modo di essere pienamente con
vmto, che assolutamente di nulla ha a temere: cosa naturale, poi;

che il potere medesimo che solo distribuisce la pulizia delle


pene. In ci che lo concerne egli l giudice e parte. Che sareb
bero le leggi su quelli che caccmno illegalmente, quando la

loro compilazione fosse data interamente ai guarda-caccia? La


giustizia penale sotto un governo assoluto, quando essa tan
to buona quanto possibrie, ha sempre due colori: equa per
i delitti privati , esagerata per ,i delitti pubblici, e sempre appli

cata sotto la scorta di una procedura senaa gnarentigie. Credo


impossibile proporre un esempio in contrario, perch tale la

forza delle cose, e nulla vi qui di sorprendente


Siiiatti rimarchi sono applicabili ugualmente al sistema pe
nale di tutti que paesi nei quali governa un potere assoluto.
Chiedere quale sar l epoca della vera riforma, in questi
paesi, del sistema penale , chiedere quale sar il giorno nel
quale la libert splender Sopra queste contrade. Tali predi'zioni
non sono a nei competenti.

Solamente nutriamo timore che in Alemagna questa ri


forma abbia da incontrare per lungo tempo ancora un ostacolo
dun genere tutto particolare. Egli certo che-al di l del Reno
non mancano generali dottrine-7 il pensiero non vi inerte, lo
spirito speculatim vi si sviluppa accompagnato dal suo ardi
mento, almeno in una gran parte di questa contrada.
(d) Desideriamo ardentemente, che la promulgazione del nuovo codi

ce penale, alla di cui compilazione sembra si attendi, sia quella _che


venga a confortarci. Del resto, il governo prussnmn ha fatto un primo
pesco nella carriera Costituzionale. Speriamo che egli non attende che
Listante favorevole onde accordare alla. nazione qualche cosa di pi.

77

. La scienza del diritto vi fu maneggiata sotto- tutte le forme;


losoa, istoria, dogma, pratica, tutto ebbe la sua volta, i suoi

scrittori, i suoi giornali, la sua polemica, il suo trionfo pi o


meno durevole. '
Il diritto penale specialmente vi fu soggetto di grandi
lavori; le teorie delle pene alle quali essi diedero vita sonovi
e numerose, e svariate, e questo losofico movimento si estese
sopra una quantit di speciali quistioni di criminale diritto la

di cui discussione, pi o meno importante per la pratica e la


lagislazione, sempre curiosa ed utile per la scienza. Giudicaudo
da r uanto fino a noi si verificato, si pu dire, che non molto

feci e praticare in Alemagua delle novit; noi non conosciamo


ancora la ventesima parte dei lavori criminalisti tedeschi. Tut
tavolta sembra che fra essi non .regni una dottrina dominante.

Il sistema del signor di Fenerbach, che con piena sicurezza si


pu dire ingegnoso, e forse quello che pi ha esercitato d in

fluenza in Alemagna; ci nulla meno sembra che in questo


momento sia per soccombere sotto la forza di reiterati attacchi

di cui fu loggetto. Il pi grande successo che possa ottenere


al di l del con una teoria sembra quello di farne sorgere
una novella. Tutto vi si dice, ma nulla vi denitivamente ac
cettatq.

E questa una causa, od una conseguenza di quel fatto uni

versalmeute riconosciuto, che i pensatori ed isapienti dellAle


magna non sono punto in rapporto cogli uomini daffari? Non
vi ha forse una specie di scisma fra la nazione che agisce , e
.quella pensante? Non sono forse esse piuttosto in opposizione,

che fondate e amal amate in una sola e medesima nazione?


Da ci non ne risu la forse una specie di ribrezzo 1 uno per

laltro? Se il fatto vero, i pratici saranno, per lungo lem.


po ancora , gli schiavi della pratica , _ed i teorici, schiavi di
quegli uomini che pi son_0_attt a servn'e utilmente alla patria

in qualit duomini pubblici. In Alep1ag,tia SI trover fatica a


rinvenire il giusto punto di contatto tra la teoria e la pratica
in tutti i rami delle scienze politiche, ed in quelle in partico
lare del dii'itt0 penale. Ci sembra che possa essere citato un fatto.
La maggior parte dei criminalisti tedeschi non adottano il

giur. Presso i pratici e naturale una siffatta avversmne; stra


nieri alla teoria , ponno essi veder chiaro mancando di luce"?
Ma i teorici? Avvi appo di loro una. totale mancanza di co
gnizioni pratiche dei governi, degli uomini, delle cose tali

i ali sono. Il giur essenzialmente una garanzia; egli assai


ilifci-le potere a priori conosce? la necessit di tale o tal altra
7

79
garanzim Onde ben giudicare Ed'uopo ben*cnnoscere. Pier co
uoscere bene fa mestieri possedere talento, cognizioni, espe

rienza, studi. Il giur dunque una cattiva istituzione.

.Se a questo ragionamento si aggiungano alcuni fatti isolati che


stanno a carico del giur (niuno vuole ammettere che i giurati
siano infallibili) e se si fa questo ragionamento in un paese ove

la giustizia pratica, essendo migliore delle leggi, non eccita quindi


vivi lamenti, si concepisce lerrore in cui cadono gli uomini
di gabinetto. Allora si rimonta al giur, quando la libert in

spir per tutto uanto ha rapporto colla giustizia penale lain


quieta suscettivita degli uomini liberi; quando, trasportandosi
attivamente in mezzo ai fatti, si vedono nel loro insieme e nei -

loro rapporti; quando il possesso e lesercizio d un certo un


mero di diritti e di. garanzie lasciano loro conoscere quanto
siano deboli e vulnerabili in mancanza di altre garanzie e di
altri diritti. Allora basandosi sulle osservazioni e sui fatti, sui

fatti parlanti, incontestabili, urgenti del suo paese, la teoria prende


un nuovo volo, seleva senza smarrirsi, e giunge ad abbrancare

un principio che la conduce sempre, e come per una riprova,

ai fatti di cui essa fa parte. Questi fatti sono ad un tempo e


conferma e causa delle sue scoperte. Il giur adunque come
la conseguenza della vita pratica degli stati liberi, e di eleva
tissime teorie: i criminalisti tedeschi sentiranno la necessit di
queste instiluzioni quando, divenuti cittadini di un paese libero,

i fatti daranno ad essi il primo movimento della teoria.

CAPITOLO IV.

Conclusione.

Sia che si voglia considerare lo stato della scienza, sia che


si abbia riguardo alle diverse legislazioni penali, ed alla condi
zione politica e morale dei popoli, rimane ancora aperto un

vasto campo ai lavori dei pubblicisti e dei giurecousulti. Ab


bondano senza dubbio i libri; non bavvi quasi alcun ramo di
diritto penale che, negli ultimi cinquantanni, non sia stato col
tivato con maggiore o minor successo. E lo spirito dei tempi;
il bisogno universalmente sentito di vera riforma che rilevasi,

non solamente con dei saggi di legislazione , ma ancora colle


numerose _op_erc degli scrittori.

79

La nostra epoca adunque epoca di transizione. Le scienze


morali e politiche si sono fortemente impossessate dello spirito
umano; aperta la discussione, la ragione si sente libera: essa
pu esercitare i suoi diritti; ed e bisogno che per la libert e
la sicurezza individuale, la scienza non tardi a diri ere i suoi

sforzi verso il perfezionamento del sistema penale. 'Futti i po


poli europei non godranno contemporaneamente di questi pro
gressi, ma tutti, tosto o tardi, ne approtteranno. Sar di lui
come della riforma di Calvino, che ha reso oro il cattolici

smo, che tempr il dispotismo della corte


Roma , e con-'
dusse il clero cattolico alla purezza dei costumi ed al rispetto
del suo carattere. Fra nazione e nazione non possono pi su
sistere tanto urtanti contrasti, e per lungo tempo, mentre le
comunicazioni sono rese si facili e si rapide.
Ma prima di por mano all'opera. essenzialmente neces

sario riconoscere quale debba essere il punto di partenza, quali


sono i principi che sembra in questo momento dominiuo la
scienza del diritto criminale.
'
Il sensualismo e lo spiritualismo si sono divisi il dominio
del mondo intellettuale, ma se lo sono diviso come rivali, co
me nemici, pretendendo ciascuno di possederlo esclusivamente.

Questa guerra pass dal dominio della speculazione in quello


della vita sociale, in quello del diritto positivo, ed in pardon
lare del diritto penale.

Se nei risultati dapplicuione queste due scuole si incon


trano i di sovente di quello che si avrebbe ragione di cre
dere, {perch una deduzione rigorosa e spinta no allestre
mo, sorpassa le forze ed il coraggio di molti uomini. Essi iii

nalzano una teoria, si compiacciono di questo lavoro, ma quan


do giunge il momento di sviluppare le conseguenze pratiche,

sassonna la teoria ed il senso comune riprende il suo impero.


Questa impotenza dell uomo a spingere sempre i suoi

principi fino alle estreme conseguenze pratiche e una felice ne


cessit, senza della quale lo spirito del sistema , parziale e di

sua natura ristretto, incapace di impossessarsi della universalit


delle cose senza cessare dessere lui stesso , avrebbe sommesso
il mondo.
Ma quantunque il principio spiritualista e sensualista ab
biano ciascuno tentato di stabilirsi esclusivi dominatori del di
ritto penale, bisogna cionnonpertanto riconoscere, che il princi

pio sensualista precipuamente quello che pretese fondare il


suo dominio di una maniera esclusiva. E ugualmente vero che,

rappresentante di una scuola losoca tanto influente, eonie lo

80
tu la scuola francese del XVIII secolo, offrendo ancora una

grande precisione ed una purezza somma di forme mella sua


applicazione al diritto penale, egli ha ottenuto un successo che

sembrava assicurarlo.- Gli uni lo introdussero nella legislazione


penale, arditamente prendendolo come principio assoluto di

morale e di giustizia. Pi timidi e meno conseguenti gli altri


nelle loro dottrine, sonosi immaginati che vi fosse una sepa

razione completa, un abisso aperto fra la morale ed il diritto


positiVo. Adottarono il principio della utilit come uno stru
mento politico, come una regola esclusiva, ma particolare al
diritto penale ed alle materie analoghe,senza che nei loro spi

riti ci conducesse a conseguenze per tutto quanto concerne la


morale ed il diritto generale.

In Inghilterra questo principio domina solo negli scritti


di tutti coloro che tentano di rimontare alla teoria della pe-f
-nalit. E allorquando si esaminano le discussioni parlamentari

inglesi, non si pu a meno di riconoscere, che codesto princi


pio domina anche nei discorsi di un gran numero di pratici.
Solamente esso non vi si appalesa in tutta la sua purezza, non
in tutto il rigore della logica di un sistema. Di

i, questo

principio necessariamente agisce sugli spiriti di colro che ten


tano di difendere col mezzo di ragionamenti l eccessiva seve
rit delle pene.
'

Il principio sensualista in Francia non regna pi senza


contraddizione n nelle scienze morali, n nelle scienze politi
che. Avversarii formidabili osarono porsi innanzi ed attaccarlo

apertamente. Ciommllstante ancora'lontapo il tempo in cui


la querela avr suo termine; incerta e ancora la vittoria. Si

potrebbero citare di molte opere recenti di diritto penale nelle


quali applicato senza restrizione codesto principio.
Finalmente, se i sostenitori di questa dottrina non, isde

gnasscro di prender cognizioni dei lavori fatti in Alemagna so


pra il diritto penale, apprenderebbero che il loro principio
varc anche il Reno, so amente egli dovette cangiare di nome,
prendere forme meno materiali, e parlare un linguaggio pi
astratto.

Il punto di partenza, tal quale segnato dallo stato attuale


della scienza, deve essere per conseguenza lesame dei due
principii nei loro rapporti col diritto penale.
Sarebbe forse permesso di credere, che i tentativi di rifor
ma degli ultimi quarantanni si efi'ettuarono sotto linuenza
wlel principio sensualista, imperocch questo principio era il
dominante, la dottrina implicitamente adottata, in politica al

.,__-t_a___

__.K _

8|

meno, anche da coloro che nullostante si mostravano ostili al

generale movimento della societ. Ora indubbiamente questo


non sarebbe un titolo di gloria; qualunque bene abbiano pro

cacciato ( uesti tentativi, essi per. certo, e noi lo vedcmmo, non


vanno del pari colla civilizzazione, non rispondono punto al
bisogno dei tempi.

Tuttavolta, con tale giudizio si peccherebbe di qualche in


giustizia, imperocch altri ostacoli, stranieri alla dottrina domi

nante, 51 opposero ad un pi grande miglioramento delle leggi


penali.
Bisogna adunque rimontare alle teorie stesse; bisogna esw

minare i principii nella loro natura.


'- Prima di tutto forza conoscere quale dei due principii
rivali debba e_ettivamente ed esclusivamente dominare il di

ritto penale. E duopo sapere se essi isolatamente, in limiti


diversi, non abbiano unazione propria, uninuenza legittima.
Sembra non essere impossibile una conciliazione fra due si
stemi, una conciliazione a mezzo della quale verrebbero osti
i termini del particolare dominio delluno o dellaltro; cio sa
rebbe un ottenere uno di ue comodi espedienti ai quali si ri
corse allunico ne di rista ilire di una maniera qualunque la
pace fra le parti. Sarebbe mestieri dare a ciascuno dei due prin
cipii quella parte della quale ein ha diritto nelle umane cose;
in una paro a prendere nel loro tutto luomo e la societ.
Quando si avr potuto fondare la teoria della penalit so
pra le sue vere basi, rimarranno a compiersi ancora due opere.
La prima, applit:arc i generali principii alle diverse parti del
sistema penale, la seconda, indicare i mezzi di far accettare i
risultati della teoria, sia nelle leggi, sia nellamministrazione

della giustizia, senza sconosccre le esigenze della pratica, e senza


che la teoria sia o snaturata o mutilata.

I generali principii del diritto penale, allorquando sono la

srncera espressione della ragione applicata a codesto ramo di


diritto, debbono tutto intero dominare il soggetto, togliere
tutte le difcolt, e ricondurre sotto la regola ci che a primo

as etto sembra spostarsene e fare eccezione. Qual il vero


de itto, quale la pena razionale che potrebbe sortire da una for

m0la, la quale sarebbe la espressione della giustizia e della


utilit pubblica ad una volta? Tutto quanto resisterebbe a co
desta regola non sarebbe legittimo, e nessuna potenza, nessun
l'agi0namento saprebbe Iegittimarlo.
.

E senza dubbio assai difcile esprimere nelle leggi, in una


CQmpleta maniera e precisa, i corollarii della teoria penale,

82

forse ancor pi difficile il determinare con esattezza il punto,


giunto al quale il legislatore deve arrestarsi, e dal quale deve

aver principio l ufcio del giur e del giudice. Molte ingiu


stizie non si verificarono se non se perch, o troppo, o troppo

poco si oper nelle leggi; perch i tribunali, o furono resi


schiavi dal legislatore, o furono lasciati senza guida e senza
freno.

Ci solo che pu sciogliere queste difficolt una teoria


penale solida e completa. Quando i veri elementi dell umana
giustizia siano posti in luce , essa potr distinguere nel mede
simo tempo ci che di sua natura assolutamente individuale ,

da quanto suscettivo dessere davvantaggio regolato per una

generale disposizione: essa compir ad un tempo la parte del


legislatore e del giudice.
Trovandosi il campo della legislazione determinato pi pre
cisamente, lespressione della legge sar pi correttae pi esat
ta, ed a poco a poco il linguaggio legislativo e giuridico ripren

der quella semplicit e quella energia che sempre si ritrova


allorch si sa chiaramente ci che si vuole, e ci che si deve

dire.

Io credetti essere un dovere quello di preparare, in ragione


delle proprie forze, la soluzione di tutti questi problemi. Sot
tomisi ad un esame novello quelle idee che mi era formate;
forse avverr che coloro che altra volta gittarono gli occhi su

gli scritti che pubblicai, troverranno avere io rinunciato ad al


cune di quelle opinioni che allora ho sostenute. Che importa?
Compresi che quelle opinioni erano erronee. Partendo da prin
cipii che credeva conformi alle nozioniassolute del giusto, e su
scettibili di essere applicate ai fatti reali nella loro infinita m0
bilit, ne seguii rigorosamente le conseguenze. Non mi feci

scrupolo di approfittare dei lavori di coloro che mi precedettero;


ed agli occhi miei, i miei ragionamenti acquistarono pi forza,
ogni volta che cloro che mi precedettero arrivarono ai mede
simi risultati ai quali io giungeva per cammini diversi; questa
; una controprova che meglio assicura la giustizia delle dedu

aloni.
Non scrissi n per i fantastici teorici, n peri pratici fer
mi nella rottina; spero che i primi mi rimprovereranno quella,
riserva che, a qualunque non sia straniero agli affari, viene c04

mandata dalla esperienza, cercherebbero i secondi inutilmente

in questopera il minuzioso esame di quelle quistioni di di


ritto che pu oilrire ciascuna legislazione in vi ore. Se io qual
che; volta faccio paragone delle disposizioni de diritto positivo

._-._..

83
fra loro, non gi il piano di questopera che ml stringe a

questo passo: in piuttosto voglio giudicarlo che seguirlo.


Nello statoattuale della scienza, credo, senza disconoseere

le difcolt, allutilit di un tale lavoro. Avrei fatto di gi molto


se codesti saggi potessero suggerire ad alcune anime pi fe
condi pensieri ed un pi completo sistema; in questa materia ,
come quasi per tutto, ogni sforzo causa di un progresso.

Fine dell introduzione.

LIBRO PRIMO.
BASI

DEL SISTEMA PENALE

CAPITOLO PRIMO.

Del diritto di punire - Posizione della quistione.


Un uomo attaccato , egli si difende; difendendosi fa sen
tire allagressore un certo grado di sofferenza.
Un uomo fu attaccato; ein ricevette un danno positivo;

ma, reagendo contro il proprio offeusore, gli fece del'male, lo


fer.

,
_
Un uomo stato attaccato; latto diretto contro di lui '
di gi consumato, pure ein perseguita lagressore nellintendi
mento di ottenere Una riparazione, un compenso al danno ri

cevuto.

'

.Finalmeute un uomo, senza essere stato ancora leso, n

pure attaccato, trovasi minacciato di un attacco imminente, allo


scopo di allontanare da lui questo fatto ingiusto, egli prende
liniziativa sopra Il suo nemico; ma, togliendoin la facolt di
nuocere , ein lo ferisce. ,

Queste sono quattro diverse posizioni, ma assai ahalo he,


nelle quali un uomo condannato a iniggere un Certo grado

di male ad uno de suoi simili. E forse questo quello che di


cesi esercitare il diritto di punire?
Nulla lxavvi di pi facile che quello di cadere Qui in una

disputa di Parole.
'
.Im erocch, devesi rispondere allermativamente
, se per
diritto
unire si intende il diritto dl respingere, 0 dl
ripa
rare il mali: col mezzo del male.
Si risponde invece negativamente, se per diritto di punire
intendesi la facolt di assoggettare ad un male corrispondente
lautore di un male ingiusto, quaud anche questo medesimo

male fossesi compiuto a lungo tempo, e fosse assolutamente


Rossi. Dir. Pen.
8
E\.

86

irrimediabile, anche allora quando nullaltra minaccia esistesse


da parte del malfattore.

Il comune linguaggio pu indurre in errore; poich pre


stasi assai facile all uno ed allaltro signicato. Quando un

viaggiatore uccide il brigante che lo attacca, si dir che costui


ha ricevuto la puniziouc dovuta al suo delitto, che ebbe quanto
si merit.
Tuttavolta , quando si penetri pi addentro nel senso di
queste espressioni, si riconosce che lesprimersi di questo modo

non che per analogia. Ci che si vuol dire, lidea dominante


nella frase, quella che lagressore meritava una pena, che

la giustizia dovea punirlo. Per caso, la reazione difensiva non


lasci allumana giustizia alcun ufcio a compiere, lagressore
ebbe quanto si meritava, che t- quanto dire, ei fu colpito co
me dovea esserlo, come lo sarebbe stato in forza della mau

naja della legge.


Ci tanto vero inquantocli, nei casi ordinari, allorquando
non pu pi avere il suo effetto il diritto di difesa individuale,

e che la giustizia esercita lealmente le di lei attribuzioni , lespres


sione di farsi giustizia da s unespressione di biasimo.
Ci di cui noi dobbiamo tener parola, del diritto di
unire nello stretto di lui senso, e tecnico; imperocch tale
e il potere che esercita la societ. Un calligrafo abusa del suo
talento per commettere un falso; un accidente gli toglie per
sempre di poter usare delle mani, in questo stato egli viene

tradotto davanti la giustizia; ein subisce la pena dei falsari ,


indiPendentemente dalla riparazione , che deve alla parte lesa.

Tale il fatto: importa assai ricordarlo. E ein questo

un diritto? un chiedere se questo fatto sia moralmente, ra


zionalmente legittimo. Se un diritto, donde trae esso la pro
pria origine ?
'
Nello studiare codesta quistione , sincontrano i nomi dei
pi distinti, e loso, e pubblicisti. Si trovano opposti siste
mi, si assiste a lotte tali delle quali non s arriva a vedere il

fine. E una di quelle alte questioni di diritto losoco che sono


ben lontane d' avere ottenuto fino ad ora una non contestata
soluzione.
Fra i giureconsulti che scrissero intorno al diritto penale,
Ve ne ha pure un gran numero che dimenticarono affatto co
desta uestioue, essi supposero la legittimit dellumana giu
stizia.

mitando costoro, sarebbe forse trattare la scienza del

diritto penale? Non sarebbe invero che restringersi all' arte , e

quasi sarei per dire al mestiere.

Sarriva a con0scere la giusta estensione del diritto7 di


punire, ed a determinarla, col mezzo della conoscenza della
di lui origine morale. La giustizia della di lui applicazione
nelle leggi positive la si conosce quando si conoscono i di lui
confini, per mezzo de quali, in un numero di casi, si ha una
certa guida per la retta interpretazione di queste leggi.

CAPITOLO II.
Nozioni mdamental.
Interdire ad un uomo lesercizio di una facolt, di

un

diritto, per sempre, ovvero per un determinato periodo di tem


po, ovvero ancora iniggerin un certo grado di sofferenza,

e ci in ragione di un atto consumato, anche irreparabile:


tale , in ultima analisi, il fatto della sociale punizione.
Perch questo fatto sia legittimo bisogna che sia confes

sato dalla giustizia


Vi ha forse giustizia a rendere male per bene? Niuno
user affermarlo.

Avvi giustizia ad iniggere una pena a cagione dun fatto


indifferente, od almeno di nessuna importanza? Non mai.
Resta il caso di colui che mal retribuito per il male.
Non v ha dubbio, che se viene retribuito con conoscenza
di causa, con un fine morale, e misuratamente, havvi in que

sto caso assoluta giustizia. La coscienza e la ragione ci con


fermano questo principio in una maniera invincibile. Interro
gate l innocente, appellatevene al medesimo colpevole, in quei

momenti nei quali non saprebbe nascondere la testimonianza


della sua coscienza; saranno unanimi le loro risposte: esso ha
fatto il male, ne soffre, ne porta la pena: giusto.

Fondiamo adunque un primo principio, che non che

espressione di una legge della umana coscienza: consistendo


la punizione nello iniggere un. male, intenzionalmente, in ra
gione di un fatto anteriore irreparabile, senza far conto della
volont del paziente , e per nulla in vista di un vantaggio fu
turo a di lui favore, non pu essere un diritto che solo allora

quando ha per oggetto 1 autore di un male ingiusto, questa


(1) Non punto a coloro che non ammetton lidea del giusto e

dellingiusto che noi cindirizzamo in questo momento. Ora non lae


ciamo appello ai sistemi, bens al.senso comune. Pi tardi esamineremo

la_ dottrina della utilit, quale principio esclusivo della penale legislzv
ztone.

33.
,
la sua essenza. Se una sola volta si fece astrazione dal le amo
morale che deve esistere fra il fatto punibile ed il fatto della
pena, scomparve il diritto di punire. Al suo posto si avr avuto
una violenza, un accidente, un atto per la conservazione di
s stesso, e forsanco un servizio reso, ma cesserebbe ogni

idea di penalit; codesto carattere non viene riconosciuto dalla


ragione che nel fatto che abbiamo descritto.
Ma qual , quale deve essere_la posizione morale, la po
sizione del diritto di colui che addivenuto loggetto legittimo
d una punizione, a fronte di colui che gliela inigge?

Rivolgiamoci nuovamente per la risposta al senso comu


ne; Egli lo ha punito: Che vuol dire ci? a Egli prese
cognizione di quell atto , lo giudic ; avendolo trovato col
4: pevole, gli applic una pena. _Che fa supporre questo lin
guaggio nello spirito di tutti coloro che limpiegano? Clie.co
lui che poni trovasi esistere, a fronte di colui che fu punito ,
in una posizione di superiorit morale, che luomo che_ fu

punito non pot dire con ragione al suo giudice: Di che vim
mischiate? Dicesi che un padre castiga il gliuol suo, sarebbe
orrenda la proposizione inversa, anche allora quando realmente
il padre fosse colpevole.

La punizione toglie ad un uomo l_ esercizio 11". una facolt,


il gaudio od il possesso di un diritto: obbliga, se abbisogna,

un essere libero e morale ad un certo ordine di azioni, mm


e punto concepibile la giustizia, se opera da inferiore a supe
riore, anche da eguali ad eguali. Essa suppone necessariamente

un potere, un potere legittimo, che la ragione confessa, che


trae dalla ragione la sua forza morale, la sua autorit.
La punizione suppone un giudice dellazione ingiusta; al
trimenti sarebbe una forza cieca. La qualit di giudice sup
pone il diritto di farsi rendere conto delle azioni altrui; quosto ancora un rapporto di superiore ad inferiore.

A chi appartiene questo potere in questo mondo? Per


quali segni pu essere riconosciuto?
_
_
Avvi in realt alcuno che ne sia legittimamente investi
lo? Se questo alcuno esiste , chi egli? forse la parte lesa?
forse un individuo qualunque? O meglio havvi un potere
Speciale av'ente missione d esercitare l' umana giustizia? Fa

remo ritorno a tali quesiti.


_
d tlpp0 anche considerare quale il fine , quali le con
dizioni ed i confini della giustizia sociale. '
Finalmente rimane ad esaminare se il fatto della_puni:

2ioue legale, considerato in s stesso quale fatto matetlale dL

fare o di talaltra natura' capace di produrre effetti diversi, pu


avere un ne proprio, legittimo, oltre quello del compimento
della giustizia. In questo caso, qual il fine? E egli un ne
unico, invariabile? Ovvero egli un ne al quale non si
pu giungere, modicandone, a misura dei bisogni, la natura
e la qualit delle pene?
Infrattanto, limitiamoci a queste condizioni: i. non esiste
possibilit morale del dirith d iniggere un male , in ragione

di un fatto consumato, se questo diritto non deriva primiera


mente da questo principio assoluto di giustizia: il male merita
il male; l'uomo ingiusto deve riparazione alla giustizia: a. ogni
azione penale che non emanasse da una superiorit morale,
da un giudice avente diritto di esserlo, non sarebbe che un
fatto senza giustizia e senza moralit. Demerito nelloggetto della

punizione; superiorit in colui che la inigge.


forza insistere sopra questi due principii; imperocch,
quantunque non siano che due formole incontestabili date dal

senso comune, esse non furono che assai troppo sconosciute


in un gran mimero di teorie penali.
Da codesti principii che noi abbiamo stabiliti, non ne ri
sulta senza dubbio ancora, che luomo, che la societ, abbia.

un il diritto di punire; ma ne risulta che, se questo diritto


loro appartiene, non lo denitivamente che a queste condi
zioni. La giustizia una come la verit; se essa pu offrire

delle variet nelle sue ramificazioni, non saprebbe offrirne nella


sua sorgente.
CAPITOLO III.
Sistemi diversi.

Tutte le teorie del diritto di punire, tale qual esercitato


dalla societ , possono esser poste sotto due capi: Quelle che
rimontano ad un principio morale, quelle che hanno per base
unica un fatto, un interesse materiale; in altri termini, le une

rimontan_o al giusto , le altre s arrestano allutile; le une so


no lie dello spiritualismo, le altre del materialismo.
ra le prime distinguesi quella che attribuisce. a ciascun
individuo, nello stato di natura, il diritto di punire coloro che
violano la legge naturale. Il potere sociale non fa che esercitare

questo medesimo diritto che a lui cedettero gl individui nel


riunirsi in corpi politici.

Un gran numero di teorie sono fondate d;una maniera


8

o.

pi?o menu diretta sopra il principio del diritto di difesa. Se


lindividuu ha il diritto di difendersi contro 1 in iusto agres

sore, sein ha anche il diritto di allontanare da ?ui gli attac


chi imminenti di cui minacciato, per qual ragione la societ,
che pure composta di individui, non potr,possedere il me
desimo diritto? Posto una volta questo principio si seguirono
strade diverse.
Per gli uni, la societ non ,esercita che il diritto indi

viduale di difesa di cui le fu fatta cessione, ma per esercitarlo


utilmente, essa deve esercitarlo pi latamente di quello che
avrebbe potuto farlo 1 individuo medesimo.
Per altri, la societ ha un diritto di difesa proprio, che
appartiene a lei quale corpo sociale. Questo diritto non pu
dunque essere misurato sopra quello dellindividuo: la societ
ha diritto a qualche cosa di piu.
Finalmente si cerc anche di sciogliere il problema in
una maniera pi semplice. Luomo, essare libero e morale, ha

potuto fare una convenzione; espressa o tacita,essa non fu perci

meno valevole ed obbligatoria, dacch fu l espressione del li


bero consenso, e la sorgente per lui dimmensi vantaggi. La

societ non esercita dunque il diritto di un individuo sopra un


altro, ma il diritto che ciascuno le ha ceduto sopra s mede
simo, nel caso di infrazione per sua parte commessa dalla leg
ge penale.

In ultima analisi il principio della utilit si quello che


domina in tutti i sistemi ove non si tent di rimontare ad un
principio morale. Che si usi di una circonlocuzione, dunaltra,

che si alleghi linteresse individuale, che si abbia ricorso al prin


cipio della utilit generale, del maggior bene del pi gran nu
mero, ovvero che sinvochi, come principio primitivo , la ne
cessit di prevenire, col mezzo della punizione di un atto, la
geminazione di attisimili, di intimidire gli spiriti, di contenere

le volont dannose, sempre vero che se non si rimonta pi


' in alto, la dottrina di queste scuole -alla perfine contenuta nella
seguente frase: le punizioni sono giuste, perch sono utili, an

che necessarie a coloro che le prescrivono.


In fine, bavvi pi analogia di quello che sembri a primo
aspetto, fra le dottrine fondate sul principio della difesa, e
quello che si-basano sul principio dellinteresse.
Del resto, noi non vogliamo affaticare i nostri lettori colla
enumerazione, e meno ancora con una discussione dettagliata

di tutte le teorie conosciute. Un gran numero di queste teorie

sono. nel loro fondamento identiche, e non differiscono fra loro

I
che per alcune gradazioni di forma. Noi dobbiamo limitar2i al
lesame dei principii generali, nei loro ,rapporti col diritto di
punire. Se, col mezzo di questa ricerca, potremo riconoscere
quali sono que principii che sian da rigettare, o da modicare,
saremo allora condotti al possesso del vero fondamento del di
ritto di punire. Le teorie che se ne allontanano in tutto, od

in parte, saranno per ci solo implicitamente giudicate.


CAPITOLO IV.
Intorno alla dottrina dellinteresse considerato come sor

gente del diritto di punire.


Se la dottrina dellinteresse legittima nel senso che lin
teresse , bene inteso, se vuolsi , sia il solo ed unico principio,
per mezzo del quale luomo deve dirigersi in ogni cosa, avr
avuto ragione allora un celebre pubblicista di scrivere queste

parole: Riguardo allorigine del diritto di punire, nulla avvi


di particolare da dire; essa la medesima che quella di tutti

gli altri diritti del governo.... Ci che giustica la pena, si


la maggiore utilit, 0, per meglio dire, la necessit della 'me
desima.

- Ma giova evitare ogni questione di parole. Lidea dellutile


senza dubbio uno degli elementi dello spirito umano. Luo
mo concepisce lutile, la ancor pi, esso desidera ardentemente
ottenerlo. E ugualmente vero che il bene , o, per meglio dire,
il ben essere, non fu presentato alluomo in uesto mondo per
cb egli trascorri la di lui esistenza nello a lontanarlo, e nel
soffrire. In una parola, anche lutile ha la sua legittimit. Ma

allora lidea del personale interesse non si presenta pi sola.


Egli dietro lappoggio dunaltra idea, cio del diritto e del
dovere, che il senso comune, anche allora che meno ne dubita,

separa gliuteressi legittimi da quelli che non lo sono. Confessa


quegli interessi che il diritto sorregge, che il dovere non ri
prova, respinge tutti gli altnquan_tunque cari cx siano.

Non gia questo il linguwg:o e la dottrina della scuola


dellinteresse. Nel suo sistema , 'utile basta a lui medesimo.

Esso la giusticazione di se medesimo. E principio primitivo,


unico, esclusivo. Il di lui sinonimo, non bisogna illudersi,

gaudio, piacere. Quando si volesse intendere la dottrina del


linteresse in un senso, direi quasi, pi modesto, sarebbe ca

dere in una questione di terminologia, sarebbe accusare i di


fensori di questa dottrina di una oscurit di linguaggio che
non si ha alcun diritto di rimprowrar loro.

a.
9 Essi non ci dicono che il giusto sempre utile, ci che
e vero nel senso che il bene morale 'non saprebbe essere un
male, che l ordine. non disordine. Sostengono al contrario
che lutile sempre giusto, vale a dire che non si ha alcun rim
provero a fare alluomo che non apprezza il merito delle sue
azioni se non se dallinuenza che esse possano meritare sul di

lui_benessere.
In una parola, essi negano la distinzione dellinteresse e
del dovere, cancellando il secondo termine, respingendo 1 idea

del giusto indipendentemente da ogni considerazione di utilit.


La loro dottrina tanto chiara e positiva , quanto essa 'ie
generale. Tutto essa abbraccia, la vita privata come la_pubblicz_a,

i rapporti indmduali, come i rapporti sociali, la crvrle giusti

zia, come la giustizia penale.


Per tal modo , l idea principale che domina in un parti

giano del principio dellinteresse, allorch vede uno de suoi si


mili essere condotto al patibolo, quella della necessit del sup.

plizio in questi infelici, perch coloro che gliela fanno subire


ponno affaticarsi, dormire, andare, venire, ed in una parola go
dere tranquillamente e senza timore.

' Nel di lui spirito, questo fine materiale della pena lidea
dominante, il principio creatore del diritto. D onde deriva la
missione di colui che punisce? dal bisogno di raggiungere
uesto fine. Sopra che cosa deve esso esercitare il suo diritto?
ge nomabjura la logica, sopra tutti coloro che gli sono dasta

colo per arrivare a questo fine. Tutto ci di cui ci si piglia


pensiero, in questo sistema, leffetto materiale ed immediato

della punizione sopra la moltitudine. Per tale maniera la appa


rente

iustizia vale quanto la giustizia reale.


C1e un innocente sia condannato, non grande il male , -

se si potuto convincere il pubblico della colpabilit della vit


tima; pu anche essere che il bene che si ha ottenuto sia di
gran_lunga maggiore, da_cch si ha il salutare effetto, il terrore
cio msprrato lll tutti gli uommi disposti_a nuocere a lincontro
di una condanna di qualche altro innocente.
Se la maggioranza giunge a convincersi che per il suo
bene, per la sua tranquillit, convenga sacrificare ciascun anno
un certo numero dindividui, il sacrificio razionale, imperce

ch, e con qual diritto lo si potr condannare a vivere nellin


qu-ietudine, ed a _non dare a s stesso tutta la garanzia della
sicurezza? Chi potr rimproverarmi daver fatto uccidere uno

de miei cani, senza essermi assicurato prima che esso era idro
fobo, se la sua morte sola ha potuto calmare i terrori della,

93

mia famiglia? Nel sistema dellinteresse luomo egli altra cosa

per luomo che un mezzo od unostacolol


Lesame del princi io dellinteresse in tutta la di lui por
tata, come principio esclusivo di morale e di legislazione, un
soggetto di alta losofia,'il quale abbraccia l ordine morale e
lordine politico, luomo e la societ, il presente e lavvenire
tuttintieri. Esso fu di gi il soggetto dei lavori di abili lo
soli e pubblicisti; esso per oltrepassa iplimiti del nostro sog

getto.
A noi duopo restringerci a dei sunti, proprii, per quanto

ci sembra , a gittare qualche lume sopra lo speciale soggetto


che noi trattiamo.

Il sistema della utilit non pu fondarsi che sopra 1 inte


resse individuale, o meglio sopra lutilit generale.

Esaminiamolo sotto i due punti di vista di cui sopra, ed

in ispecial modo nei suoi rapporti colla giustizia criminale.


CAPITOLO V.
Dellinteresse individuale.
Tradotta in linguaggio comune, la dottrina dell'interesse
questa: a: Ho io ragione in questo affare? Senza dubbio, poi

ch io non voglio che ci che utile. Ho io diritto? Ah! per


deciderne, bisogna vedere se il legislatoreeisuoi gendarmi non

troveranno cattivo ci che io voglio. Ma a me s etta pure un


dovere, e questo dovere consiste precisamente nel esaminare se
da me non venga infranta una legge, ci a dire, se io non

mi cozze con una parte troppo forte, se non mi espongo ad es.


sere imprigionato ed anche appiccato da colui che pi forte
di me. Sintende bene, che qui non havvi quistione di delitto;
posso bene ingannarmi sopra il mio interesse, ma checch io

faccia, alla peggior ipotesi non che un falso calcolo. Gli altri
chiamano delitto quanto loro incute timore, possa provocare un

male a loro danno, cos come dicesi virt in altrui ci che pro- _
mette qualche virt per essiymedesimi. Ma alla ne dei conti per
calcolo, cattivoo buono, ecco in che consiste tutta la differenza.
Ora, questo linguaggio forse il linguaggio dellumanit?

Egli deve esserlo, se conforme alla verit, se lespressione


di un elemento, o, per meglio dire, del solo ed unico elemento
morale dellumana natura. Esaminiamo: dicesi consista sopra
fatti la dottrina dellinteresse.
Questo modo esprime egli realmente ci che noi pensia

mo? A rispondere, che si chiami il ricco ed il povero, il de


bole ed il potente, il giusto ed il reprobo , luomo instrutto e
lignorante, la risposta sar anonima e negativa. Il potente af
ferma non

osare che al pubblico bene, il cattivo parla giu

stizia pi a to di quello che tutti gli altri non fanno; 1 igno


rante non comprende nemmeno la quistione. Se si arriva a far
gliela comprendere , egli si d nelle spalle. Che gli si parli giu
stizia, egli non pu comprendere nettamente, ma nulla contra

dice, egli medesimo nulla sente che ripugni al nostro linguaggio.


Dirassi che il reprobo inganna, che esso parla altrimenti
di quello che agisce, ma anche questo un fatto degno di es
sere 0sservato. er ingannare, adunque mestieri parlare virt,

e rendere omaggio alla giustizia, gli uditori non appartengono


adunque alla scuola di Elvezio. Essi sentono e credono altri
menti, tutti, in generale, anche quelli che in pratica non ob
bediscono che allinteresse. Non havvi che un piccolo numero
duomini sistematici che sembra non dividano la generale cre

denza. Di pi, se li esaminate davvicino allorquando, avendo


deposto il mantello losofico, parlano ed agiscono sodarnente,
bisogna confessare ad onor loro, che essi non sono quello che
si sforzano di comparire.
In una

arola, la intera umanit rende testimonianza ad

unaltra verit, ad un pi elevato principio. Essa riconosce un


assoluta giustizia i di cui decreti sono indipendenti dal mate
riale successo delle nostre azioni, essa proclama un invariabile
dovere, qualunque sia lavvenimento e la circostanza , i tempi,
iluoghi, i vantaggi e le perdite, essa ha in orrore il delitto,

anche allora che sia poco temibile. Opera i ancora, onora la


devozione, ammira il sacricio del personale interesse.
ci che lo stesso ipocrita confessa col suo linguaggio,

ci che fatti luminosi confermano.

Il vecchio celibatario che freme al racconto di un parri


cidio, teme forse il braccio di un figlio che non ha?

E loscuro cittadino, il quale, vedendo un fanciullo dibat


tersi nelle onde che stanno per inghiottirlo, arrischia la vita,

la perde, per tentare di salvarlo, ha ein calcolato sulla sabbia


della sponda quanto sarebbe stato rimunerato, se sfuggiva al
danno, in rin raziamenti, in medaglie, in frasi da gazzetta?

Sorprendicute contraddizione! Il principio dellinteresse ,


per l umana specie terrebbe luogo di ogni principio morale,
sarebbe la di lui unica uida, e niuno, o quasi nessuno osa con
fessarlo! Esso nei li ri, si erige in teoria, ma in pratica

niuno lo confessa, niuno sogna giusticarsi nellallegarlo; niuno


0

vuole accordare la propria stima al tenue numero di qeli


uomini che osano fare eccezione a questa regola generale l (ahi
potrebbe spiegare questo fenomeno, se il principio dellinteresse
era la vera legge morale della nostra natura, il principio unico
della legittimit delle nostre azioni? Luomo, lessere ragionevole,
sconoscerebbe forse s stesso fino a questo punto? Perch esso
per tal modo, e col di lui linguaggio si pone in manifesta con
traddizione,e costante colle leggi del suo essere, col suo diritto,

duopo dimostrarci unaltra legge che spieghi questo bizzarro


risultato. Non gi cos che luomo agisce rapporto alle altre
leggi della sua natura; se esso le conosce, le confessa pure.
Se a lui concesso conoscere la libert, e lisi professa libero;
se conosce lintelligenza, non la rinega. Il di lui linguaggio

non un ostinata menzogna.


Se lumanit non mente a se stessa, dunque vero essere

altra cosa quella che sente, che adaltro principio ella si attiene,
che altra legge quella che riconosce; o almeno certo che crede
di riconoscerla. Codesta credenza un elemento della sua na
tura. Ed in tale stato come rapirgliela? Come riprovare questa
credenza? Imperocch qui non si tratta di un fatto estraneo
a lui medesimo; trattasidi un fatto interno, di un fatto di co
scienza, dello sguardo dellumanit sso sopra lei medesima. Per
riutare codesta testimonianza, non rimane ad usare che di
un mezzo, quello cio di negare il fatto interno, o meglio di

sostenere che esso un altro.

Di tale maniera altro non la quistione, in ultima ana


lisi, se non se una quistione di fatto. Sea questo mondo non
fossero esistiti che soli due individui, Reid ed Elvezio, la ve
rit ci nulla meno sarebbe ci che essa ; ma ogni discus
sione diverrebbe difcile, forsanehe impossibile.
Nel mondo tale quale egli , esiste dalluna parte la
specie umana, il di lei linguaggio, i di lei fatti, le sue cre
denze, le proprie religioni, e molte scuole filosoche; dal
laltra , loso , ma in minor numero.

Vi ha di pi: ilosofi sono piuttosto abili esperti che buoni


testimoni; eccellenti giudici dei soggetti particolari di cui essi
si occupano, ma uomini speciosi; essi, perci stesso, non
meritano punto una intera condenza allorch prestano la pro
pria testimonianza intorno ad un insieme di fatti. Possono es

sere para quati ai giureconsulti, dei quali non si pu far a


meno nel amministrazione della giustizia; essi sono giudici

per eccellenza, sempre per che i giurati prestino loro mate


ria di giudizio , fatti giudiziari. Nell'apprezzare i fatti morali, i

giugreconsulti sono iloso, il giuri lumana specie. Luma


6

nit dice tutto ci che ella pensa, essayappalesasr tutta intera.

I loso, quando vogliono appellarsi alla loro propria testi


m0nianza onde constatare i fatti, abituati, come sono, a con

, centrare gli sguardi loro sopra un particolare oggetto, perdono


di vista tutti gli oggetti laterali e coesistenti.
Cos, come si di gi notato, i materialisti non'osserva
rono malamente; ma in qualche modo essi mutilarono luomo
quel giorno in cui dissero: Ci che noi non abbiamo nar
dato non esiste. Essi trascurarono i fatti interni, ben di cili
dessere osservati, colpiti, come essi erano, dal bagliore dei

fatti materiali e brillanti della umanit. Costoro rassomigliano


ad un uomo il quale, non avendo mai osserVato fuorch og
getti pesanti e rozzi, guardasse con occhio di piet il chimico

che volesse pesare il gaz, in questo consiste tutta la causa dei


dibattimento. 4
Effettivamente la maggior parte degli uomini, nel pi

gran numero delle loro azioni, hanno per movente linteresse.


Il fatto certo, i moralisti lo descrivono e lo deplorano, i re
dicatori ne rimangono indignati ,e lo perseguitano colle oro

declamazioni, i legislatori lo suppongono nelle loro leggi. Noi


ci restringeremo a conoscerlo, linteresse , in fatto , un po
tente motore , generale ed immediato.
'
Gli uni, male avvisati, cedono ad un qualunque inte
resse, altri appresero a separare l interesse apparente dall in

teresse ben inteso, questi sono uomini prudenti, altri nal


mente non resistono alla voce dell interesse , che allorquando
si mostra in opposizione col dettame della loro coscienza. Non
esiste che un piccolo numero di aseetici, danacmeti , che ab

biano abbracciato il partito di fare una guerra ostinata e senza


posa al piacere.
Si; il fatto costante, 1 osservazione e giusta. Ma da
questo fatto da cui deriva in principal modo lerrore della
scuola dellinteresse, impemcch essa giudica da prima dal
fatto materiale al fatto morale, ed in seguito dalla forza del
movente al diritto.
Un gran numero (1 uomini non seguono che i consigli

dellinteresse, ci vale quanto dire, che questi medesimi uo


mini non ilriconoscono
nel dovere?
medesimoPerchi
tem oessi
la realt
morale,
principio del
cedonodella
allalegge
vio
lenza delle passioni, ai consigli della cupidigia , vuol forse di
re, che la loro ragione approvi i loro atti, e che lidea del
1 utile non sia dominata, anche presso di loro, dallidea del

'

97

giusto? Meglio conosceva il poeta la natura umana: Video me


El1

iora proboque; deteriora sequor.


m.
BO

Non mai troppo ripetuto: essendo linteresse un mo


tore potente, attivo , generale , devesi forse concluderne che

egli l ultima ragione delle cose , che egli il diritto? Ci


sarebbe lo stesso che argomentare dalla forza della polvere

laggiustatczza di un colpo di cannone, vale lo stesso che sup


10
l|'n

porre, che l idea del giusto e una chimera, che il dovere altro
non sia che un pregio izio. Un motivo altro non che una
forza impulsiva, ed una forza pu indifferentemente produrre
il bene ed il male.
Gli utilitarj distinguono l interesse bene inteso, dall in

li

teresse mafe inteso, linteresse passeggero dallinteresse du


revole: giusta la distinzione: ma anche gl interessi passag
geri sono unreale motore , generale, sovente potentissimo ,
spessissuno piu efcace che il movente dellinteresse dure

Viile. Che rispondere a colui che ne concludesse, essere linte


resse del momento il principio regolatore delle nostre azioni? A
di lui favore non militano forse i fatti, i fatti pi costanti, pi
numerosi? Gli si ris onderebbe che altri fatti si debbono esa

minare; gli si direb e che ci che si o era, non quello che si


dovrebbe operare; che la ragione e la ibert non furono date

all uomo per puro svantaggio, che esso deve esaminare e sce
gliere fra il bene ed il male, se egli erra nella di lui scelta
deve a si: solo imputarlo.

Rigorosamente. non si potrebbe contestare la legittimit

di questa risposta. In morale la dottrina dellinteresse un

seguito della dottrina della sensazione in filosofia. Riesce assai


astrusa la prova, che allorquando si tocca Ulfl0 2510 d un
piano,'sia un altro martello quello eh
0\'6 SO|CVQISI,Y Ultalll'a
corda che vibri , un altro suon
6 deve lllledel'Sl lel>0
da quello che corrisponde al,tit0 battuto.
_
_

Ma, celamlo le conseguenze rigorose dei loro prinmpi,


i partigiani dell interesse riconoscono la libert umana. Pare
che stiano in guardia: se es51 fanno questa risposta , se sup

)on uno una elezione obbligatoria fra il bene ed il male, eccoli

formati dal loro sentiero. Secondo essi, non forse linteresse

,Jf'legge assoluta? Che cosa adunque questa parola bene e


/ male che essi invocano a causa perduta? Non li hanno essi
forse cancellati dal loro dizionario? Linteresse , 'quando re
\/'

gm tutto solo, non si lascia regolare, sarebbe allora oltremodo


alord_o:, esso prende diletto ove lo trova. Linteresse bene in
lesolE lo stesso che dire: lappetito bene inteso.
Rossi. Dir. Pen.
9

Quel linguaggio che vorrebbesi far comprendere allinte


resse non puo rivolgersi che all uomo situato fra linteresse
ed il dovere, quando ascolta linteresse a detrimento del do

vere, imperocch l'interesse ed il dovere sono assai lunge dai


lessere in costante opposizione. Non si negano i fatti invocati

dagli utilitarj, ma se ne traggono quelle sole conseguenze di


cui sono suscettibili , o, per meglio dire , si riconoscono nel
medesimo tempo gli altri fatti dellumana natura: la ragione,

la coscienza, la libert, e la responsabilit che ne la conse


guenza.
Ogni uomo ragionevole sente e riconosce senza scrupolo
la potenza del movente dellinteresse personale. Sente esso e ri
conosce anche che linteresse basta solo per giusticare le n0
stre azioni? Che nulla havvi al di l, al di sopra del calcolo?
Consultiamo ancora una volta i fatti.
D onde proviene quella generale ammirazione che viene
eccitata da fatti eroici? [balordi non sono un oggetto d am
mirazione, si pu corpmiserarli, ma chi mai ha immaginato
di consacrarli alla immortalit? Ora , nel sistema dellinteresse,
ecco che il cavaliere dAssas non che un balordo, esso non

pot gridare; A noi, Auvergne! e sfugiva ai colpi delle ba


ionette nemiche. - Ma, dirassi, la gioria, quella gloria di

cui ricopr il nome suo? La gloria! Che ci dica, per un mo


mento, l utilitario ci che intende per questo sentimento che
tutto sagiica, anche la vita, per conquistare la stima degli
uomini. Non havvi bisogno dellacutezza del sosta per poter

scoprire questo interesse materiale che la scuola dell utilit e


ridotta a sostenere se essa non vuol essere inconseguente:
8

Udam

Spernit humum fugiente penna.


La pubblica estimazione, lammirazione che le azioni del

l uomo possono oculare, sono sempre in ragione inversa della


personalit de suoi motivi: ecco una regola positiva, un fatto
generale, costante. Un giovanetto riceve una educazione assai

rafnata, ma costosa, a spese di chi? Del

dfesuo, uomo

assai ricco ed assai innoltrato nella carriera

egli, _"*z nes

suno meraviglia , imperocch ci affatto semPlcSSmo-


carico di un uomo ricco, il quale ciascun 80? assegna .
parte delle sue immense rendite alleducazione di qualche glltli

vane, il cui nome le gazzette pubblicano Un,ltameme a.que o


dei benefattori, di gi molto Se tutto _1 argen9 dl que.
sto Creso non viene seppellito in feste ed in cavalli. Ma "0,

a spese di un uomo comodo, il quale si affrett di99ve

nire in soccorso di una famiglia colpita dalla disgrazia, e


non ha voluto che leducazione di questo giovinetto fosse in

terrotta; ci va benissimo. Ma se Vi si dicesse che i: a spese


di un vecchio che toglie a s stesso quanto gli necessario
per sovvenire alleducazione di questo giovine, se si a giunge
che il giovanetto figlio del pi accanito nemico dei di lui
benefattore; se si aggiunge che ci nullamcno questi nulla aveva

pi a temere da un uomo che la morte ha rapito , lasciando la


sua famiglia nel duolo e nella miseria, ci bello! Voi gri

date: qual il nome di quest uomo generoso? Il suo nome?


Ci tolto di dirlo; lo stesso giovine lo ignora: quanto su

blimel
Questo un esempio sopra mille di quello che si passa
in simili casi, sono queste le risposte del genere umano. L'am
mirazione , la tenerezza, il rispetto profondo snno tutte a van
taggio dello sconosciuto vegliardo , pure questo vegliardo, nel
sistema dellinteresse , non che un imbecille.

Imperocch non ci si dir che il vegliardo ha speculato

sopra la vita avvenire. Questa sarebbe una irregolarit; una


contraddizione che non si pu rimproverare alla scuola dellin
teresse. Essa sa che la credenza ad una vita futura di pene e
di ricompense distrugge da capo a fondo il di lei sistema, poi

ch

nella suppone un ordine morale , dei doveri da Compie

re, i merito di coloro che ad esse si confermano, il demerito


di COlOIO che le infrangono; questo non e uno degli elementi
dei suoi calcoli.
\

Pure anche da ci ad essa proviene una grave difficolt.


Se i calcoli dellinteresse individuale non_debbono abbracciare
che il breve cerchio della vita materiale, appartiene all uomo

che a due passi dalla tomba, al vegliardo, quello di non


guardare a calcoli, di tuffarsi a ca 0 a terra in tutti gli eccessi,

inon privarsi dalcun piacere, ciiecch ne costi agli altri an


che se fossero i suoi. Imperoc,ch, che cosa arrischia'l La vita

avvenire] Essa non esiste. La fama? Chimera per luomo che


ingolfato nel nulla. Lamicizia dei suoi simili? A lui non
rimangono che pochi giorni a vivere. Il nome che lascier a
suoi figli? Che cosa lamor paterno? Una cosa abituale, un

pregiu izio. Ugolino, rinchiuso nella torre fatale, udiva i suoi


1in esprimersi cosi:
Tu ne vestisti

_ Queste misere carni, e tu le spoglia.


Noi sramo pazzi, noi che piangiamo leggendo queste pa

role; ma Ugolino , presso ad essere t_mnichilato dalla fame ,


perch rifiutava di divorare i gli SUOI, di prolungare per al
cuni giorni la sua vita, di darsi m braccm alla 5 eranza, che
la subita morte del di lui nemico, o qualche po itica rivolu
zione venisse a far cadere le porte del suo carcere? Nulla egli

aveva a temere di peggio di quello stato nel quale egli si tro


vnva: sconobbe adunque il proprio interesse, e di conseguen
za il di lui diritto.

Non sono gi queste inverisimiglianze accumulate a pia


cere nel ne di descrivere un sistema , ma sono conseguenze

dirette, immediate del principio. Pi diminuisce il campo del


l avvenire, vale a dire, dei timori e delle speranze, pi di

venta potente linteresse attuale, pi accresce di forza e di at


,tivit il diritto di tutto fare, ci che, espresso in termini vol
gari, signica: pi luomo invecchia e pi ha interesse, e, di
conseguenza, diritto dessere cattivo. O questa una deduzione
strettamente vera del sistema , o il sistema falso.

Se si volessero sviluppare tutte le conseguenze alle quali


si potrebbe giungere prendendo un motivo, e sopra tutto un

motivo (1 un ordine materiale e variabile, quale sarebbe F in


teresse come sorgente unica del diritto, fatta astrazione asso

lutamente dalla natura morale dellazione considerata in essa


medesima, non si avrebbe pi termine.
Quanto si allontana da questa dottrina il linguaggio di
tutti i popoli! Tutti parlano del dovere; qual dovere mai
il risultato della morale dellinteresse, se non il dovere di
non ingannarsi. nei calcoli che ciascuno insttuisce a di lui
profitto ci che altro non che un abuso di linguaggio? Tutti
parlano di rimorsi : apparentemente in tutti luoghi, in ogni
tempo, fu conosciuto, sentito, paventato il rimorso. Tutta

volta che cosa il rimorso, l ove non pu esistere tutt' al


pi che ignoranza nell aritmetica del piacere? Tutti parlano di
merito e di demerito, di riconoscenza e di ingratitudine, pa
role vuote di senso, se ciascuno non fa che ci che gli con
viene, ovvero se avvi gran torto di agire diversamente. _Fi

nalmente, tutti difamano l egoismo, la esagerata personalit;


accordo singolare della umana specie di volere in tale_maniera
disonorare nel proprio linguaggio la sua natura , larsx un de

htto di una necessit, rimproverarsi ci che ella non ha dato


a s stessa , e di cui essa non saprebbe spogliarsi!
_
Arrestiamoci ', imperocch, come abbiamo gi detto, il sog
getto e inesauribile. Crediamo di averne detto abbastanza per
ch coloro. che mai non avessero riesso sopra queste materna

10|

ssano. essere facilmente convinti che la dottrina dellinteresse


individuale altro non che una parziale veduta , e ristrettissima
dell umana natura , llarbitraria trasformazione di un fatto ma-.
teriale, di un indifferente motore della sua natura, in un prin
cipio assoluto di diritto e di giustizia.
Se ci sussiste, non in base al principio dell interesse

personale che pu fondarsi il diritto di punire.


La medesxmu espressione, diritto di punire, incompa
tibile con questa dottrina. Bisogna dire, potere di fa? del

male. Non pu esservi questione che di forza pi o meno pru


dentemente impiegata. L idea della pena, di un male meritato
in forza di una ingiusta azione , inconciliabile con un siste

ma in base al quale l uomo non pu commettere , che tutt al


pi degli errori.

Ove, daltronde, guardewbbe l interesse? Sopra chi, so

pra di che sserebbe la di lui attenzione? Sopra di lui me


(lesimo.

Ci nella sua natura, altrimenti cesserchb di

esistere. A li occhi di lui, la quistione non gi di sapere se

1 oggetto ella punizione ha meritato il male, ma se conven


ga al di lui interesse dl iniggerlo. Per tal modo esso allon
tana dalla sua natura il primo principio fondamentale della
penalit.
.
.
Dirassi che nel fatto non si scosta, non si fa che punire col

pevoli. Potremmo noi colla storia della pratica di queste dottrine


alla mano, negare il fatto, potremmo n01 anche domandare

davanti a quale ostacolo pi duna volta si arrest l' interesse


svisato sotto Il nome di salute pubblica , nelle di lui cieche e

sanguinarie risoluzioni? Davanti allopinione, al sentimento di

riprovazione che gli testimomava quello stesso pubblico che


pretendeva servire. Onde negare che questo sentimento non
fosse il sentimento della morale giustizia che sollevava tutte le
morali coscienze, e rivoltava contro il potere la pubblica opi
nione, bisognerebbe smentire listoria. Ma a chne esaminare
se, in fatto si us, o meno, far perirc un gran numero din

nocenti? Ci che imperta di giudicare in lui medesimo il


principio.
Rispetta esso dappoi la seconda condizione del diritto
di punire? Non volgiamo il pensier nostro sopra un uomo at
taccato, o_positivamente minacciato; talora trattasi del diritto
di difesa. E mestieri presentarsi alla mente una persona affatto
estranea al fatto che fu di gi commesso, che fu di gi con

sumato. Onde riconoscere in lui il diritto di punire lautore


del fatto nocim, duopo riconosca; una superiorit moralc
I

ma
,
sopra di questo. Ora', ci non a , n pu esistere nel' sistema

dlall interesse; sarebbe perno contraddittorio il supporlo. Im


perocch, se linteressepersonale ad una volta e la sorgente e la misura del. diritto, ove esiste il pi energico di
ritto, il diritto migliore? 0 egli non esiste da nessuna parte,
ovvero presso di colui che si vuole punire.
Pure, diritto dalluna parte, diritto uguale dallaltra,
non punto cosa eonciliabile. Questi non sono che fatti. Ha

pi di interesse a fuggire dal castigo colui che si vuole pu-


nire, di quello che possa averne un qualunque individuo a punirlo. Quanto pi grave la punizione, quanto pi il ruo
mento di subirla si avvicina, tanto pi accresce d intensit il
diritto di quelluomo che stato condannato. Il diritto diquel
luomo che venne tratto al patibolo, e sulla testa del quale la
spada della legge al suo maximum.
Che, per un avvenimento qualunque, questuomo infranga
le proprie catene, sgozzi , onde salvarsi, e carnece e guar

die e assistenti, egli agisce nelsuo pieno diritto. Esso ha ob


bedito alla legge, ed allunica legge della propria natura.
Che cosa gli si potr rimproverare? Che lo si leghi, che lo
si ammazzi, un fatto, ma non si potrebbe senza rendersi
ridicolo , senza porsi in aperta contraddizione, rimprovcrargli

1 azione commessa.
Egli eonsum un primoatto, io suppongo, un furto. Pu

essere che abbia errato neproprj calcoli, pure, nel momento


in cui derubava , tormentato da privazioni, eccitato dai piaceri
del possesso-della cosa! altrui , incoraggiato dalle circostanze che
gli facevano sperare di non_ essere scoperto, pot credere _che
quel furto era del proprio interesse bene inteso. Ebbe ragione

a furare. Fu scoperto: si adunque ingannato. Fu una specu


lazione, ragionevolissima in se medesima , la quale , per un
accidente imprevcduto, come facile avverarsi alcuna volta,

non pol effettuarsi.


Coloro che lo scoprirono vogliono punirlo: questo un.
secondo atto. Forse eh ero anchessi ragione alla lor volta.
Se essi sono ricchi, se non hanno ragione di rubare, se sono

convinti, che non possibile che ad essi sia fatto trovarsi nella
medesima condizione , e che di conseguenza tutto a lorovan,

taggio cadr leffettodi quella punizione , essi hanno interesse


a punirlo; essi fanno bene. Per meglio operare,.essr lo man

danu al patibolo, i morti non risorgono pi, ed il terrore e


pi forte.

, '- '

Giunto sul palco, si presentano a.questo condannato mezzi

103

atti a far li sfuggire la morte, colpendo della stessa tutti co


loro che o circondano: noi gi lo dicemmo, esso ha i che
ragione se agisce di tale maniera. Sarebbe follia, imperclbnabile

follia lasciarsi uccidere da coloro che hanno qualche interesse


alla sua morte, mentre esso ne ha uno immenso a conservare
la propria esistenza. Ecco un terzo atto.
.
Finalmente , i di lui nemici tornano ad impossessarsene ;

in loro mag iore l interesse di quello che prima non fosse a


togliergli la vita : lo uccidono. Ecco 1 ultimo atto.

Di questi quattro a_tti ,_ qual quello illegittimo? Non ne


scorgo alc:mo, avuto di mira Il sistema dell interesse.

Ein che, come ora dimostrinan , nel sistema dellinte


.resse non vi ha posto n per il diritto, ne per il dovere: non

esistono che fatti. Non che la lotta della scaltrczza e della


forza: nei per il pi debole, o per iliiiciio furbo. Come inni

potreb e avvmire altrimenti? Non ha forse la natura dotato


tutti gli uomini della medesima sica costituzione e della me

desima sensibilit? Il grado pu esserne diverso: il principio


sensitivo il medesimo: tutti adunque sono in pari modo sot
tomessi alle impulsioni Chi: ne risultano. E se non esiste al
cun principio al di.sopra della sensazione , fuori della parte ma
teriale dell' umana natura, alcun principio morale che obbliga

a resistere' ad alcune impulsioni , quale che egli sia il piacere

che si asPetta da lui , con qual diritto gli uni apporrebbero a


delitto agli altri 1 aver ceduto? Quali essi siano i fatti delles- -

sere sensitivo, essu obbedisce alla propria natura, segue il

proprio destino; pu ingannarsi a proprio svantaggio , ma chi


avrebbe il diritto di chiedergli conto de suoi errori? Pu es
servi guerra, pu non esservi giustizia, per ci ch egli non
ha n diritto, n dovere. Per Sopraccarico, i difensori del si
stema dellinteresse sono perfettamente conseguenti. Per essi
non havvi effettivamente n diritto, al: dovere, che quello

che prescrive , o accorda la legge positiva. Ora nel loro siste

ma , che altro_ mai non la legge, se non la manifestazione della


volont del pi forte? Confesmamo pure, che coloro che espli

citamente sostengono il sistema della forza sono ancora pi


conseguenti epi franchi.
Invano si avrebbe ricorso al contratto sociale , al diritto

che emana dalla convenzione, od alla. legge positiva che , in


questo sistema, non essa stessa che una convenzione. Si slugge

forse alle couse uenze del principio? Risulta forse da questo


il dovere nel condannato di sottomettersi alla pena? In questo si
stema.unaconvenzione non obbligatoria che quando e in quanto

io
sia utile. Se ella obbligasse alloraquando non vi fosse pi in.
teresse adf osservarla, obbligherebbe in forza di un altro prin

cipio; sarebbe fuori di essa la sorgente del diritto. Ma come


puossi egli dire che obblighi? Codesta espressione altro non
che un abuso di parole, nel sistema dellinteresse personale.
Si giammai detto: Voi siete obbligati a compiere il tal
fatto, perch ci vi fa piacere?

Concludiamo: la dottrina dellinteresse personale, smen

tita dall osservazione dei fatti della coscienza: ripugna alle cre
denze delluman genere: posa un principio, dal quale ne
cessariamente derivano le pi mostruose conseguenze.

CAPITOLO VI.
-"

Dell utilit generale:


Il sistema dellinteresse troppo apertamente una sinoni

mia del diritto del pi forte, perch i difensori del principio


dell utilit abbiano potuto sostenerlo in tutta la di lui esten
sione. Molti fra essi rincularono davanti le di lui basse e brutali
conseguenze, e tentarono di sollevarsi ad un principio astratto
che chiamarono: utilit generale, il maggior bene del pi

gran numero.

Allorch si restringe a considerare lazione di questo si


stema nella breve cerchia della legge positiva, ha qualche cosa
in s atto a sedurre. Come vero che il potere sociale non
deve esercitare il diritto che gli appartiene di una maniera
astratta, se non in quanto lutilit generale lo richiegga,
cos si pot facilmente concluderne, che l utilit generale il

principio primitivo, generatore di ogni diritto.


E ugualmente vero che facilmente si

u cadere, discor

rendo su questo soggetto, in una disputa

i parole e fare di

una questione dilterminologia una quistione di principi. Cer


chiamodi evitare codesto scoglio.
.
Nella formola dell utilit generale , del pi gran bene,
per il pi gran numero, data come regola assoluta di morale

e di legislazione, vi sono due termini che e mestieri spiegare.

Di qual bene si parla? A che, a qual numero totale ha


rapporto lespressione, che puramente relativa , del pi gran

numero?
E forse del bene morale che si parla? Allora si rimonta

allidea del iusto, al principio del dovere. Questo chian1asi ,


arrivare al me per una via tortuosa. Ma, allora, che signi

ro5

ca il pi gran bene del pi gran numero? La giustizia il


bene in s mede51mo, il bene necessario, assoluto. Che la si
ami, o che la si odii , che si ricerchi o che si fugga , che se
ne goda, o che se ne soffra, e qualunque sia pure il numero

di coloro.per i quali essa una sorgente di piaceri o di do


lori, non saprebbe cangiare di natura e divenire il male. An
che allora quando dieci milioni di colonni stimassero essere
una misura abbomnevole labolizione della tratta dei negri,
anche allora quando tutta intera la nazione non fosse composta
che di coloni, anche allora finalmente, che labolizione della
tratta traesse seco la totale rovina della loro agricoltura, la legge

non cesserebbe perci di essere men giusta in s medesima;


non cesserebbe ci nullameno di essere lespressione del bene.

Il legislatore potrebbe alcuna volta trovarsi posto fra molti


doveri, fare di conseguenza delle concessioni intorno al modo,
_al tempo ed alla forma,

forse

agirebbe

saggiamente;

ma

queste concessioni nulla mutano nella natura del principio;


la tratta non cessa di essere ci nulla meno una iniquit, una
forma di mal morale.

in

Ci di cui si parla nella dottrina dellutilit generale, come


nella dellinteresse individuale. si del bene fisico e del

ben essere. Non si pensa che al piacere. Sia che lo si estenda


ai gaudii dello spirito, sia che lo si confini entro i piaceri sen

suali, il principio dominante sempre il piacere; ci che d


la vera espressione dellutile e del bene, e la somma mag
giore possibile dei piaceri.
.
- Questi due sistemi adunque partono dalla medesima base.
Il piacere sotto una forma, o sotto unaltra, il principio di
rigente unico, giusticativo delle azioni umane. Nulla avvi che
lo superi, nulla che possa esigere il sagrificio del piacere.
Il piacere del pi gran numero. Qual la misura per
giudicare di questo numero?

'
se

Una casta, una societ, una provincia, agisce ella con diritto,
assicura il pi gran bene del pi gran numero di coloro

che la compongono , checch ne costi alle altre parti della Cit


t , dello Stato . della Nazione?
Ci dirassi, non possibile: Essa, agendo di questo modo,

si ingannerebbe separando il suo interesse dallinteresse generale.


Imperocch, al dire dei partigiani del sistema che noi combat
tiarno , linteresse generale soddisfa a tutti gli' interessi indivi
duali. Sarebbe facile il respingere codesta ultima asserzione, ma

non della nostra messe il confutarla. Supponiamo che questo


interesse generale sia la garanzia dell interesse individuale; ci

che diremmo dell uno si applica allaltro.

106

Se tutto intero il genere umano adotta una costumanza,


nella persuasione che essa si conformi al di lui interesse, che

e li s inganni, o no, non si pu fargliene rim rovero. Che gli

Si potrebbe dire? Ch egli non goda? Risponcferebbe col_ sen


timento del piacere immediato, onde evitare una sofferenza nel
lavvenire? Se nulla avvi al di l del dominio della sensa
zione, si potr bene imparare a goder meglio; e supponendo
che , essendo tutto sensazione, vi abbia ci nullameno libert,

si potr in effetto sciegliere fra piacere e piacere. Ma 1 obbli


gazione di fare una buona scelta non comprensibile. Al no
me di chi, in virt di qual potere, si potrebbe imporre al
genere umano un simile dovere? Al nome del di lui proprip
interesse, dellinteresse ben inteso. E questo un consiglio, se

si vuole, un utile consiglio. Ma sopra di che fondasi il dovere

di seguire il di lui interesse ben inteso; di preferire al piacere


durevole i piaceri passeggeri, una specie di godimento ad un_
altra? Se 1 intero genere umano rispondesse chegli preferireb
be alcuni piaceri a quelli che gli si consigliano, che replicare
potrebbe un utilitaria onde provare che lintero genere uma
no dovrebbe condursi diversamente?
Noi lo ignoriamo, noi non sapremmo nemmeno supporlo,

per tal modo coloro che, senza elevarsi al principio del bene mo
rale, rimprovereranno alla scuola della utilt generale di aver

parlato di diritto e di dovere, daver preteso imporre agli uo


mini il di lei principio come regola imperativa di morale e di
legislazione, in luogo di restringersi a dare a loro consigli

tratti dallosservazione e dallesperienza, sul miglior mud0 di


arrivare al bene, sembra che abbiano meglio abbracciata la
portata del principio. Niente di meglio che un uomo, mostran
domi due passeggiate, mi spieghi i piaceri che pu olfrirmi

luna, e gl inconvenienti che incontrerai nellaltra, ma se,


confessandomi che non pu parlare che de miei piaceri e delle

mie sofferenze , pretende impormi l obbligo di seguire la 'pri


ma, allora non comprendo pi.
Frattanto se, in luogo di parlare allintero genere uma
no , il losofo non avesse per uditore che la sola met, avreb
be egli qualche cosa ancora da aggiungere? Questo novello
fatto in che muterebbe la quistione? In ci solamente, che

fra i danni di alcuni piaceri, sarebbevi quello di eccitare la


collera dellaltra met della specie umana. Il timore della guer
ra diverrebbe un elemento di calcolo. Sarebbe prudente esami

nare lo stato delle sue forze prima di passare ad una deter


minazione, ma ci tutto.
, ,

roy
Il dovere di non nuocere allaltra met della umana spe
cie, quale che ne sia la forza o la debolezza, non cessere be

perci dallessere un principio straniero al sistema della utilit.


Ora , sarebbe egli diverso se, in luogo di indirizzarsi alla

met del genere umano , non si rivolgesse che alla quarta , alla
sesta , ed alla centesima parte? No senza dubbio. Glinteressi

si complicberebbero, sarebbero pi difcili i consigli, la pru


denza pi necessaria, ma il principio della obbligazione non

uscirebbe da codesta novella posizione.


Quanto il genere umano risponderebbe al filosofo che vo-
lesse imporgli l obbligazione del pi gran bene, lo potrebbero
ugualmente la nazione, la provincia ,. il comune, la socie
t , senza in alcun modo recare insulto alla sana logica. Se
non esistono che sensazioni, che godimenti che pene, a che

non seguir il mio piacere? Se io in inganno, la colpa mia ,


e mia pure la colpa se mespongo a danni, a perdite, a
vendette. Operando altrimenti, avrei meglio curati i miei inte
ressi, ma non ne aveva il dovere.

Se questo linguaggio_ razionale per una nazione, per una

provincia , per una comunit , perch non lo sarebbe nel a bocca


di un solo individuo? Un solo individuo sta alla comunit,
nella stessa proporzione che una nazione sta alla umana specie.
Per tal modo si decompone la generale utilit in un
numero pi o meno grande di utilit individuali. Bisogna
anche convenire , che questa la maniera la pi naturale onde
considerare l utilit generale, allorquando vuolsi rendere un
conto esatto delle idee racchiuse in questa espressione, ma al

lora si torna a ricadere nel sistema dellinteresse individuale,


pu sembrare pi onesto il di lui lingusggio, il fondo del
sistema il medesimo.
Tutta la differenza consiste in ci, che egli ssa il di lui

sguardo sopra glinteressi di una massa pi o meno grande


di individualit, piuttostocb arrestarsi ad una sola. Esso fon
dasi cos sopra una astrazione, sopra una generalizzazione ar
bitraria, imperocch glinteressi di molti individui non sono_

pi identici, fra loro, quanto le foglie di un albero non sono


perfettamente uguali le une alle altre. In ci egli allontanasi
dalla verit pi ancora di quello che si allontani il sistema
dellinteresse individuale. L uno nella sua sfera completa
mente
vero,
ciascuna
prende
i fatti pi
tai
quali essi
sono.se gLnealtro
non individualit,
ne abbraccia che
le qualit

emergenti e comuni, e levasi cos ad una nozione generale che


non che un metodo.
\\

108

L uno tutto francamente dice: se era utile ad un indi.

viduo di amrnazzarne un altro, perch lo avrebbe rispettato?


Ed egli avrebbe detto il vero, ammesso che sia una volta il

-principio, soppresso ancora una volta lidea del giusto. L al


tro ha onta di questo linguaggio: riuta di arrestarsi ad un
individuo, e una massa ci che a lui conviene. Esiste il di
ritto di dare la morte; ma questo diritto lo chiama onestamente
diritto di punire, un privilegio, un diritto della societ, per

ch la societ utile a tutti, o certamente al pi gran nu


mero, e perch essa non potrebbe sussistere senza una legge

ale. Guardate quell individuo condotto al supplizio, quanto


e utile la morte ad un gran numero duomini!
La forza del principio trovasi posta adunque nel numero:
egli dal numero che il diritto trae la sua sorgente. Ma che

fa il numero alla quistione? Qual questa magica potenza del


numero che si invoca onde legittimare un diritto? Come pu
il numero dare a coloro che puniscono quella superiorit non
materiale, non di forza, ma morale, di diritto, che noi stabilim
mo gi quale uno dei principali fondamenti della penalit? La
riunione di diecimila incapacit, produrr forse una morale

capacit? Si punisce un individuo per arrecare vantaggio ad


un milione duomini. Lo farebbesi per inille, per cento, per

dieci, per uno? Se non lo si farebbe per uno, come avrebbesi


il diritto di farlo per un milione il numeri non sono che for
mole, un modo abbreviativo di ripetere dieci, cento, mille
volte il numero uno. Ci che un uomo non pu fare, perch
lo potrebbero centomila , egualmente per il particolare interes
se di ciascun di loro? Non gi il numero che costituisca la.

morale importanza delluomo. Principio singolare sarebbe que


sto, il quale darebbe una punizione giustissima alla China, me
diocremente giusta in Inghilterra, quasi ingiusta a Sant Ma
rino !
Se fosse provato che sedici milioni di Francesi trovandosi
contenti di una data condizione sociale, non potessero conser
varla che collo sgozzare gli altri quattordici milioni, avrebbero

quelli il diritto di farlo? Se sindietreggia davanti a questa con


seguenza, crolla tutto ledicio. Perch avrebbesi il diritto di
imolare a protto del pi gran numero un milione di pi in
dividui all anno, e non quattordici milioni in un sol colpo? Bi
sognapoi ancora accordare, che dei sedici milioni che rimango
no, nove potrebbero ammazzarne otto, cinque avrebbero in se
guito il diritto di metterne a morte tre, fino a che questi due

soli individui rimanendo luno in presenza dellaltro, avrebbe

.
. ..
'9
luno il diritto di accadere laltro, se per caso il piu forte dei

due avesse diletto a vivere in solitudine.


Invano si griderehbe coqtro_queste estreme e forzate con

seguenze. Di sovente non si dice il vero che allorquando si dice


tutto ci che possibile di dire. Non sohdo un principio che

allora quando pu sostenere tutte _levsue.conseguenzeg imperoc.


che non bisogna confondere una limitazmne, una eccezione, con
una conseguenza, sia pura, estrema, ma ci nulla meno diretta,

necessaria , e tale che rifiutandolai SI: rinunCia al principio. Un

rincipio pu ammettere delle limitazioni; esso non rigetta punto


il: necessarie e dirette conseguenze.
_
Secondo ilsistema dellutilit generale, come ancora secon
do nello dellinteresse individuale, non bisogna guardare luo

mo dallalto. Non bisogna credere chegli sia stato posto in que


sto mondo onde servire ai ni materiali degli altri uomini, n
per essere impiegato contro la di lui volont come un sempli
ce mezzo. Imperocch allorquando v0i VI faceste a punire un
uomo, unicamente per piacere degli altri uomini, ed onde ispi
rare a loro vantaggio timore, il condannato non sarebbe pi

che un mezzo materiale, impiegato per far paura. La di lui te


sta, che ca'dde sul patibolo, destinata a produrre lo stesso elletto
che la gazzetta che racconta il di lui supplizio.
Se non vi ha a considerare nullaltro che utilit, qual dif
ferenza avvi tra il malfatt0re che si punisce ed il soldato che
cade sul campo dellonore? Periscono tutti due esattamente per

il medesimo principio, non sono che due alberi che voi schian
tate allo scopo di fortificare il circuito della vostra dimora.
Cos, in questo sistema, come in quello dell'interesse per

sonale, la natura di quellazione che si ha a punire punto non


entra come essenziale elemento in quel diritto che si esercita
iniggeodo un male, non i sopra loggetto della PUII
zione su cui prima di tutto 81 fissa lattenzione. Il male

initto, perch conviene iniggerlo; scompare ogni carattere di


giustizia. Per .verit si pu trovar conveniente di non punire

che coloro i qu'ali commisero uno di quegli atti che noi chia
miamo immorali, ma la convenienza e cosa variabile, ed intie
ramente dipendente da circostanze. Se al presente si giudi

ca conveniente di punire coloro i quali, nel nostro linguaggio,


hanno meritata la punizione, pu, domani, sembrar convenien
te di punire coloro i quali avrebbero meritata una ricompensa.
Se ci si avvera, si potr forse aver commesso un errore,
ma mai un ingiustizia. Dacch non si agisce che in vista del

la propria utilit, dacch non si ha altra cura che quella di fa


Bossi. Dir. Pan.
,
_1_0

no
re ci che conviene, il corpo sociale, come l'individuo, pu ca

dere in errore, ma non saprebbe essere colpevole.


Nel sistema dellinteresse individuale , ciascun individuo e

_situato sulla medesima linea, una guerra da eguale a eguale,


nella quale il pi debole Soccombe. Nel sistema dellutilit ge
nerale lindividuo nulla. Se il diritto di iniggergli una pe

na un diritto pro rio del pi gran numero, per-lutilit, per '


il ben essere, per lpiacere di questo pi gran numero, lindi
viduo non pi che uno strumento che si impiega, che si mu
tila, che si annienta a volont, senza che da parte sua militi il

diritto di resistere, n meno quello di lagnarsi. In effetto di


che si lagnerebbe egli? Dessere punito senza aver fatto male?
Non gi questa la quistione, il solo quesito quello di sape
re se la di lui punizione convenga o non convenga al pi gran
numero. Della mancanza dinteresse a punirlo? Sta forse a lui
il giudicarlo? Come n giudicherebbe? Seconda qual regola ?
Solo in forza del sistema dellutilit generale possono es
sere giusticate alcune forme di governo, alcuni metodidi pro

cedura che non hanno ancora cessato di disonorare lumanit. Il


governo, come il rappresentante il maggior numero, simpossessa
d'un uomo, e lo sobbissa in un carcere. Passano due, tre,

guattro mesi; che fa il prigioniero? Niuno lo sa. Esso chiede


i poter comunicare con un amico, no: di farsi assistere da un
consigliere, no: daver un difensore: non ancora. Singolari pre
tese! Imper0cch, di che mai trattasi? di sapere se convenga, o
no, di farlo appiccareodinviarlo a morire nelle galere. Perci
lo si abbandonanelle manidi Commissari, i quali, a porte chiuse,
nel pi profondo secreto, secondo quanto loro piace, lo chieggono,
lo richieggono, lanalizzano no a che un bel giorno apprende che
condannatoo messo in libert. In libert! Ma in questo mondo

esistono uomini per i quali la vita non tutto, essi danno una
grande importanza allonore. Perci, una volta posto in libert,
vuole lindividuo domandare i motivi del processo; esso reclama
un Giudizio che, pubbliCato, pstampato, possa cancellare la macchia
che la di lui prigionia pu aver lasciato sulla sua riputazione:
nalmente disperando di ogni cosa, va in pubblico a supplica
re la propria difesa. Quali strayaganze l nulla si pubblica, nulla
si stampa, nulla si giustica. E di gi molto se ha potuto sor

tire sano e salvo dalle zanne del leone: che gioisca di ci, ma
che taccia. Voltach un individuo sia stato staccato dal pi
gran numero e ridotto, per lutilit generale, alla di lui indi

vidualit, che cosa gli rimane? Qual diritto? Nessuno, se non

quello di rientrare al pi presto, e senza strepito, nel pi gran


u.

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_-_.._. __-,J;Q,Q__,a

_..-.pf Liv-W
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l | 1

numero, ed attendere che un altro individuo ne sia staccato on-.


de rappresentare la parte della vittima.

Tale il sistema della utilit generale, allorquando lo si


mette al nudo e che lo si spogli di tutte quelle grandi espres

sioni di ben pubblico, di salute dello Stato, di sicurezza del po


polo, le quali svisano tutte le oppressioni, e legittirnano tutto
le tirannie.

forse questa giustizia? Non gi alle scuole che noi lo


domandiamo, non ai libri, non ai sistemi; ma alla coscienza
del genere umano, a questa coscienza, la quale colla di lei ir

resistibile voce copri dobbrobrioi comitati di sicurezza pubbli


ca, le corti speciali, le commissioni straordinarie, i tribunali

rivoluzionarii. Che hanno fatto ci nullameno gli autori di que


sta istituzione? Un errore di calcolo, come ruinerebbesi il ma

-cellajo' con ammazzare venti volte un numero maggiore di be


stiame di quello che la piazza esiga.

Codeste osservazioni, ci sembra possano dare il seguente


risultato.

Se, posto il principio dellutilit generale, intendesi solamen


te di indicare che i governi non debbano esercitare il loro po
tere nellinteresse esclusivo dei governanti, si annuncia una

massima incontestabile, e che non potrebbe essere contestata che


dalla scuola dellinteresse individuale.
Se si vuol dire che il potere sociale debba aver per guida
linteresse generale, si dice ancora il vero, voltach per in
teresse generale si intenda, principalmente, l ordine e la giu
stizia, e, secondariamente, il ben essere.

Se si vuol dire che il potere non debba'prestar forza al

diritto ,_ ed aggiungere la sanzione legale alla sanzione natu


rale, che allora quando il di lei intervento ridondi a profitto
dellordine sociale; che di conseguenza, prima di operare,
esso debba ponderare i vantaggi e gli inconvmnienti della di lui
azione, si annuncia ugualmente una verit, che alcuno non

pu rivocare in dubbio, se non qualche proselite della scuo

la teocratica.
'

Ma se, per utilit generale si intende l utilit materiale,

la somma dei piaceri, se si dice che una nazione, che lumana

specie ha il diritto ed il dovere di tutto operare onde pro


caceiarsi-il di lei ben essere, che pu sacricare a questo fine,
non dir la minorit, non un individuo, ma il pi piccolo fra
i diritti di un individuo: se si aggiunge che il potere sociale

ha lobbligo di assicurare, in questo senso, il pi gran bene


del pi gran numero, nalmente, se si pretende imporre

IIfl
questa regola come regola imperativa, obbligatoria , sia ai

governi, sia alle nazioni, evidentemente allora si ricade nel


sistema dell interesse personale , in quel sistema che rinne a

il dovere ed abjura ogni giustizia; solamente cosi opera5'o


si meno conseguenti e meno chiari, non si feriscono le co
scienze sole , ma si porta danno alla logica.
.

CAPITOLO VII.
Riassunto.
Lontana da noi lidea che l estreme conseguenze del prin
cipio d interesse siansi presentate allo spirito di tutti i suoi di

fensori. Molti dei loro scritti distinguonsi fra loro in forza di


risultati e di pratiche applicazioni che alcun amico della libert
e della giustizia non saprebbe rifiutare. Ma ilrarissimo talento
di saper maneggiare felicemente un" arma illecita e dannosa

non diminuisce punto 1 ingiustizia ed i pericoli di questi saggi.


Trattasi qui di rimontare ad un principio giusticativo il
male che la societ fa subire ad esseri liberi, sensibili e mo
rali. Ora, considerata isolatamente, la sola utilit, per sua natura,
nulla pu legittimare: imperocch, in date circostanze , essa

potrebbe tutto legittimare: il male che viene initto ad un


cattivo , come quello inflitto all innocente, il male initto mi

suratamente , come il male inflitto con eccesso ed alla leggera.


Nel sistema della utilit , si fa astrazione dallessere che soffre,
ogni qual volta una ragione di utilit non forzi a ssare l'at
tenzione sopra di lui.

Lutilit non un principio supremo, generatore primitivo


dei nostri diritti e dei nostridoveri, essa un motivo, pu per
la societ e deve essere una misura nellesercizio dei poteri
che derivano da una sorgente pi elevata.
Egli dalla confusione di queste idee che nascono gli er

rori, sia di coloro che l ammettono come principio unico di


giusticazione di tutte le umane azioni, sia di coloro che la ri
gettano dal sistema legislativo, anche come motivo e come mi
sura.
.
I secondi errano allazzardo nel dominio immenso della

morale senza sapere ove giustamente piantare i conni del campo


ristretto della legislazione: senza peccare di irregolarit, costoro
possono giungere persino alla inquisizione teocratica. I primi

non avendo per guida che un consigliere tanto ingannatore ed

incostante quanto - l interesse, sono sempre esposti ad oltrepas

'

sere i limiti della morale: possono non arrestarsi che alla Ca


mera Stellata. Lord Strafiord, parlando del ship money, cosi
scriveva al giudice Hutton: salus populi suprema' lex esto.

E, in caso di necessit, anche a dispetto degli atti del parla


'meuto, ec.

Lutilit cosa di fatto e non di diritto, ella cosa co"


mune tanto alluomo che ha dei diritti e deidoveri, quanto al

bruto che non ne ha, all uomo iusto che ha conservato i suoi

diritti, ed al cattivo che gli ha a terati violando i suoi doveri;


ella cosa di fatto, e, come tale, variabile a seconda delle cir
costanze, dei tempi e dei luoghi. E questo forse un principio?
Il ben essere, il piacere, non sono

i vietati alluomo. Nei

confini della morale essi sono il suo diritto, benanche il suo


dovere. lmperocch il ben essere un mezzo indiretto disalire
al pi alto grado dello svilupp0_morale.Allorch legittimo il
processo del ben essere, gliattl di colui che vuole intcrdircelo
sono ingiusti e punibili in essr rnedesnnl. La punizione proba

bilissimamente cadr a vantaggio sia dell offeso , sia di coloro


che potrebbero temere di essere come lui disturbati nelleser
cizio le ittimo delle loro facolt. Ma la pena non dovuta

perch ccia piacere a loro, perch cada a lor profitto; ma pre


cipuamente perch 1 autore del fatto imputabile lha meritata ,
calpestando un dovere. Coloro che forse avrebbero potuto ap
)r0fittare degli effetti della punizione, potrebbero, se essi ne
hanno la facolt, rimettere solo in vista dellinteresse loro la

pena a colui che lha meritata. Ci egli lo stesso che dire ,


la proposizione contraria sia ugualmente vera? Che essi potreb
bero cio, unicamente in vista del loro interesse, iniggere. ad

altrui un grado qualunque di dolore, perci solo che lo si chia


mer col nome di pena, di atto di giustizia socialel Onde giu
dicare di un simile sistema, basta che, in qualsiasi circostanza,
in una data ipotesi, possa giusticare il male, sanzionarel'usur
pazione del bene altrui, legittimare lassassinio coperto dalle
forme giuridiche. Esso , in lui medesimo, compatibile col ma

le, non dunque il principio morale, generatore della umana


giustizia. Che dico io ? compatibile col male! Come parlare di
giustizia? Su questo sistema non havvr n bene n male , e la

giustizia non che un espediente.


Si dir che questo es ediente necessario alla conserva

zione della societ. Senza dhbbio la societ non pu far a meno


di penalit, ma chi dice penalit, non dice gi un male in

itto unicamente perch convenga di iniggerlo , esso suppone


una causa morale di questo e fetto materiale, del fatto della.
pena.
no*

I r4

Daltronde, perch la societ ha essa diritto a questo mezzo


di protezione? Donde le viene la missione di fare, entro certi li
miti, una immediata applicazione e sensibile della giustizia asso
luta? La quistione quivi riposta. E egli unicamente in forza ,
della di lui ualit di associazione pi o meno numerosa?
egli perch gli uomini hanno scelto lo stato sociale come mezzo
piu acconcio e pi comodo per esxstcre?
Se tutto si restringe a ci, ed a ci che tutto si conna

nel sistema dellinteresse, immediatamente in nego la legittimit


del diritto di punire. Esso sarebbe tanto legittimo quanto se una
riunione di mercanti fatta per unintrapresa assai utile, avesse
il diritto di stabilire fra loro la pena della mannaja. Essi hanno
bens il diritto di difesa , ma altra cosa quello di punire.

Ci risulta dallanalisi che noi abbiamo posta in capo al pri-


mo capitolo; ci sar reso ancor pi evidente dalle osserva
zioni racchiuse nel capitolo seguente.
CA PITOLO VIII.
Del diritto di desa considerato come sorgente morale del
diritto di punire.
Gli autori della teoria che stabilisce la sorgente del diritto
di punire nel diritto di difesa, rimontano ad un principio mo
rale, imperocch la difesa un diritto naturale. Ma questo di
ritto e cin il medesimo di quello di punire? ;La penalit,
nella di lei origine morale, essa altra cosa di una difesa i'

Qui pure assai facile cadere in una quistione di parole.


\\

Effettivamente, la penalit , in forza de suoi risultati, ro


tegge il corpo sociale e glindividui che lo compongono. Pre

.\_
\

vicne gli attacchi di cui sarebbero le vittime se per avventura


non esistesse la penalit. Questa pu chiamarsi una difesa, e lun

gamente disputare avantidi intendersi.


Frattanto noi labbiamo di gi detto (cap. I.) parlando di
ci, che non si impiegherebbe un esatto linguaggio, non si

avrebbe la vera espressione del senso_comune. Difendersi e


fare giustizia. Sono due atti che per ogni uomo sono ben distinti
di loro natura, Nel primo egli vi scorge maggiore necessit, nel

secondo maggiore copia di moralit,

Il senso comune non si ingannato. Difendersr e punire ,

sono cose effettivamente ed essenzialmente differenti. Sarebbe as


surdo il confonderle, sia che le si voglia considerare nel loro_

principio, sia che si segnano nelle loro azioni.

'

'

115

Il diritto naturale di difesa e il diritto di respingere la


forza colla forza, il diritto di.respingmre lattacco attuale o
imminente. L immagine del diritto di difesa individuale, appli
cata al corpo sociale, non punto riprodotta dalla giustizia pena

le, ma dalla guerra.


Cosi come nel corpo politico che si difende, anche nelluo
mo non havvi, al cospetto dell aggressore, quella morale supe
riorit che Voluta dal potere che punisce , la superiorit del

giudice.Colui che si difende parte.


Il diritto di difesa non legittimo che come reazione im
mediata ed indispensabile. Luomo tenuto a rispettare la li

bert, la vita, la propriet delluomo. Quando un individuo si


racchiude nella sfera deldi lui dirittoe della di lui attivit, egli

ha il diritto di svilupparvi liberamente la di lui azione, ha il


dovere di syilupparla moralmente. Questo diritto e questo do
vere non sono gi di un individuo, ma 'di tutti.
Uno fra essi slanciasi fuori della di lui sfera onde usurparc
quella daltrui, vi trova la resistenza del diritto e del dovere,
una resistenza che Comincia collattacco, c che finisce con lui.

L aggressore non punito , egli solamente respinto. Avvi


qualcun altro che abbia il diritto di punirlo? Questo un al
tro quesito, e se questo diritto esiste, e diritto di altra natura
di quello che sia il diritto di difesa, un diritto,uno degli ef-.

fetti del quale sar quello di prevenire simili attacchi, ma mai


di respingere gli attacchi attuali.
Che avviene, se in luogo di dare la morte al brigante che
cerca di togliermi la vita, giungo a disarmarld, a fermarlo, o a
fargli prendere la fuga ? scorrono sette, otto anni. Vedete ora que-.
sto uomo seduto sui banchi della giustizia criminale, egli il
brigante contro il quale io mi sono difeso, se si pu provare
il fatto del suo attentato contro di me, ein sar condannato.

Il diritto che ora comincia, quello della giustizia, da lun


go tempo cess quello della difesa. Forse io ferii questo sven
turato, difendendomi, gli feci molto male, di ci non se me

ne fa carico. Quantu'nque forte sia stata la reazione della difesa,


essa non distrugge i diritti della giustizia.
Parimente, che laccusato sia recidive, odi una perversit
incorreggibile, lo stato della di lui anima, le determazioni della
di lui volont non influiscono sull azione della giustizia. Essa
pu, se lo giudica conveniente, mostrarsi indulgente, ed ha an

che il diritto di essere severa. Lesercizio del diritto di difesa,

al contrario, dipende essenzialmente dalla volont dellaggresso


re. Che egli cessi dal suo attacco, che si ritiri, il diritto di di
fesa paralizzato.

HG

La giustizia non sar che il diritto della difesa; difesa con


tro chi?

._

Contro il male consumato, che in efletto loggetto essen

ziale della giustizia penale! Ma non vi ha pi difesa possibile.


Contro il male futuro? Ci racchiude contraddizione; la

difesa suppone la presenza, od almeno la minaccia prossima del


male. Colui che si difende respinge, e non sirespinge ci che
non esiste.
Difesa contro chi? Contro uomini perversi che non siano il
delinquente? Essi nulla operarono; sono sconosciuti affatto, non
certo che essi esistono, nemmeno chessi esisteranno. Daltronde,

non gi contro di loro che si reagisce, non sopra di essi


che cade il male della difesa.

'

Contro il delinquente medesimo? Egli non offende pi.


Contro il delinquente per atti futuri possibili, forse della
medesima natura di quello che fu di gi consumato, o di una
natura differente? Ma pu avvenire che il delinquente divenga
impotente a fare il male, eppure lo si punisce. Altronde, chi

vi dice che questi atti futuri sieno da temersi? Un individuo,


anche nello stato extra sociale, il quale, dopo di avere disar
mato e preso un brigante, lo sgozzasse sotto pretesto della
difesa , agirebbe egli moralmente , legittimamente? Un popolo
vincitore agisce egli moralmente sgozzando tutti i prigioni di

guerra? Pure , se la difesa pu estendersi a prevedere atti fu


turi e puramente possibili, vi saranno delle circostanze, nelle
quali sar legittimo il massacrare i prigionieri, od almeno ri
durli in istato di servit. Si potr fors anche andare pi lun
_ge;e,cio, ritornare al sistema di condurre in schiavit intere
popolazioni.
Se si considera il diritto di punire e quello di difendersi
nelle loro azioni, le differenze che li separano non appariranno
che pi forti. Il diritto di difesa, quantunque sia legittimo nel

suo principio, ha ci nullameno, per sua natura, qualche cosa


di materiale, di sregolato, dir quasi di brutale nella sua
azione.
Vediamo primieramente contro di chi reagisce il diritto
di difesa. Attaccato, minacciato davvicino, io mi difendo, sono
nel mio pieno diritto, ma mi difendo come posso, a qualun
que costo, senza arrestarmi ad esaminare il grado di colpa
nell aggressore, le circostanze dell azione, la moralit dell a
gente. Questi non , n puessere che un pazzo, tanto peggio,

sempre legittima la mia difesa.


Medesimamente avviene della societ allorquando essa sti

ii

sul terreno della difesa; il di lei diritto fondato; la di lei


azione brutale; abbiatene un esempio nella guerra.
Rappresentiamoci una insurrezione; che si legga la legge
marziale, che si avverta due, tre volte la popolazione rivol

tata; ci bene. Ma nalmente se linsurrezione minaccian


te, in agranti, si spara sugl insorti , si uccide confusamente,
senza discernimento, senza misura. Forse fra la folla vi o
tranno essere dei sordi, dei fanciulli, persone costrette , vittime
della forza maggiore, o attirate da una imprudente curiosit;
ci non esige che si abbia da cessare dalle scariche. La societ
nel suo diritto, se realmente ella nella necessit di difen
dersi.
Ma egli cosi che procede, cesi che deve procedere il
diritto di punire? Sono veramente queste le regole dellagiu- '

stizia propriamente detta? Puossi ammettere che i due diritti


non siano in ne che un solo e medesimo diritto?
'
Il diritto di difesa una concessione fatta allumanit, sia

all individuo, sia al corpo politico. Esso legittimato; ma non


unimmagine della eterna giustizia, la quale non riconosce
la difesa. Il diritto di difesa non che la immediata reazione
del diritto che noi abbiamo allesistenza ed al ben essere.
il diritto di conservazione reso in una certa maniera attivo.
E se si vuole chiamare col nome di difesa ogni reazione
di questo diritto, qualunque ne sia loggetto, le circostanze
e la forma , si riconosce, che egli ugualmente reagisce contro

gli oggetti inanimati ed animati, contro gli esseri morali ed


immorali, contro i colpevoli, ed in un certo senso anche con
tro gl innocenti.
'

La reazione contro gl innocenti, e quella contro i col


pevoli , non differiscono che in. ci: nel primo caso, colui che

si respinge ha diritto, a sua volta, di resistere; il colpevole .


non lo ha.

Ma, nelluno e nellaltro caso, la reazione non legitti.


ma che a tre condizioni: che vi sia inevitabile necessit di

reagire, che la reazione sia la minore possibile, che cessi im


mediatamente da che cessata 1 azione.
Non cheallorquando la reazione ha luogo contro altri
esseri diversi dall uomo, che pu oltrepassare i limiti della

necessit. In questo caso , essa non incontra lostacolo del di


ritto , mentre il diritto delluomo aggressore riprende tutta la

sua elasticit tostoch la difesa cessa dessere necessaria. In


difesa non che uno sviluppo pratico della ugua lianza natu

rale che esiste fra gli uomini. Egli perci soo evidente,

I i8

che le tre condizioni del diritto di difesaqderivano dalla natura


medesima delle cose.

Ma la condizione di una inevitabile necessit mestieri


che si'verichi in ciascun atto prticolare di difesa. Che si ap
plichi questo principio al diritto di punire, ed allora sar me
stieri a rir_c le porte delle prigioniad un gran numero di col
pevoli. on si.potr pi stabilire regole generali di penalit, in
ciascun caso particolare dovrassi esaminare se vi sia indispen
sabile necessit di iniggere un male, e probabilmente , pi il
delitto sar grave , e meno vi sar necessit di reprimerlo.
La reazione difensiva deve essere la minore possibile; essa

deve proporzionarsi strettamente ai danni materiali di quellatto


che si vuole reprimere. Sarebbe mestieri per conseguenza ri

nunciare di reagire pi severamente contro un tentativo di par


ricidio, di quello che contro un tentativo di omicidio.

Dirassi for5e che la umana giustizia, essendo necessariamente


rozza, e pi intenta alle qualit materiali del fatto im alato

che alle qualit morali dellagente, riveli perci lidendit del


la di lei natura con quella del diritto di difesa? Losservazio
ne speciosa: ma essa non sostiene lanalisi.
La giustizia umana senza dubbio non pu apprezzare tutto
con una perfetta equit. Pure, quanta havvi differenza fra essa
e la difesa propriamente detta!

La giustizia penale vuole e deve prima di tutto tentare


di riconoscr:re la verit in tutte le sue parti. La difesa si occu

pa precipuamente (e ne ha il diritto) a respingere il male pre


sente e minacciante. La giustizia ha il tempo dibene esaminare;
la difesa assai di sovente non lo ha. La prima delibera avanti
di agire, la seconda agisce immediatamente

Se la giustizia penale sin arma grossolanamente, essa sol


leva le coscienze, viene Caricata di rimproveri, pu eccitare lor
rore, i di lei agenti vengono esecrati, e sono tormentati dai
rimorsi. Se la difesa oltrepassa il di lei diritto, se eccede nella

sua reazione. eccita disgusto piuttostoch rimproveri, il dolore


invece di rimorsi, il pubblico tratto pi asc_usare che ad ae

cusare lagente della difesa.

'

Esaminare, resistere, deliberare, nella essenza della umana

giustizia, ci non pu essere della difesa.


- La distinzione la capitale.

Non so qual legge porti che se un uomo 5 avanza con.


tro di un altro col pu no levato, questo atto costituisca un attac
'co, eche luomo in ta modo attaccato sia. in diritto di respin

g_ere colla forza questa aggressione.

'

Il di
E la vera immagine del diritto di difesa, legittimo nelQ

lui principio, imprudente, per sua natura, nella di lui azione.


Chi ci dice che luomo il quale savanza verso di noi Col pugno _

levato abbia realmente lintenzione di attaccarci 7


'Da ci risulta una essenziale distinzione, che d uopo di
notare.

In efietto, parlando del caso di difesa , se il principio del


lazione legittimato da plausibili apparenze, che risponde
la pubblica coscienza, allorquando rimanessero dei dubbi.sulla
legittimit intrinseca dellazione difensiva? Essa risponde in fa
vore della difesa.
'
Ma, se vi ha dubbio quando trattasi di punire, che rispon

de la_coscienza? Astienti.
_
E lo stesso che dire , che allorquando la umana . iustizia
non potrebbe agire che imitando la precipitazione rfella di
fesa, piuttostocb lequit della morale giustizia,il di lei dove

re quello di rimanere inattiva.

Invano il potere allegherebbe il bisogno, lurgenza,_la ne

cessit, tutto ci che invoca la difesa, esso, allorquando agisce


in nome della giustizia, non ne ha il diritto.

Gli straordinarii giudizii prevostali, sotto il pretesto della


difesa, celano il loro vero carattere: essi non oserebbero mostrarsi

brutalmente per quelli che sono. Ma il pubblico, il di cui bu0n


senso rarissimamente si giunge ad ingannare, toglie loro lono
revole titolo di giustizia.
La sua difesa una necessit, un peggio andare della na

tura umana.ll suo carattere pi distintivo , che la di lei azio


ne pu essere legittimata da un fatto puramente materiale, an

che da semplici congetture.


In ultima analisi, si respinge lattacco delluomo come
quello di un bruto; come si respinge, potendolo un corpo ina
nimato. Attenendosi allovgetto, la distinzione non comincia
che allorquando il danno e cessato. Scomparso uesto danno ,'

posso allora infrangere il cor o inanimato, uccidere il bruto;


debbo arrestarmi a fronte del essere morale.
Il diritto didife_sa, nel momento della di lui azione, dun

que un diritto a met cieco. Egli non ha occhi che per il 50,,
getto, nessuno per loggetto.

Il diritto di difesa ed il diritto di punire, considerati in s


medesimi, sono dunque essenzialmente differenti, tanto per la ba
se che per la forma.
'
_
_
Frattanto, che vogliono "dire coloro che fanno derivare 1
'poteri della giustiziarsociale dal diritto di difesa?

no
Che eettivamente consista in questo il diritto che la so
ciet intende di esercitare? In questo caso bisogna convenire,
che essa sa ben poco ci che fa , e che oltrepassa in una estre
ma maniera i conni del diritto.

Che il diritto di difesa il solo di cui ella abbia bisogno


per la protezione dellordine sociale? Se ci vero, ein evi
' dente che il diritto di punire non le appartiene. Che coloro
che pensano in tale modo le ordinino dunque di chiudere i
tribunali, ma che non ci dicano che sia a mezzo dei tri
bunali che essa esercita il diritto di difesa. Avvi contraddi
zione nei termini.
Finalmente, vuolsi forse dire che, quali che siano i fatti
della societ e le esigenze dell ordine sociale, nessun altro di
ritto pu appartenere al corpo politico che quello della difesa?
Egli ci-che bisognerebbe provare, e ci che in nessun mo
do fu proVato, imperocche non chiamasi dare una dimostrazione,
quello di applicare arbitrariamente alla giustizia il nome , ed
alcuni dei caratteri del diritto di difesa.
La quistione si di sovente agitata della pena di morte, ha

pi duna volta nociuto alle sane dottrine del diritto di punire,


coloro che negano la legittimit della pena di morte , posti
in un punto di vista specialissimo, hanno, senza forse dubita
re, subordinato la quistione principale alla secondaria. Posero

innanzi, sul diritto di punire, tutti i principii da cui essi in


travvedevano poterne trar argomento contro il diritto di toglie
re la vita ad un col evole. La teoria della difesa era , bisogna
confessarlo, favorevo e singolarmente alle loro vedute, imperoc

ch certo che non sarebbe permesso uccidere un aggressore


disarmato e incatenato, specialmente quando fosse il potere so

ciale, con tutti isuoi camerieri, i suoi soldati e le .sue prigioni,


quello incaricato di custodirlo.
CAPITOLO IX.
Della di/esa indiretta.

Noi crediamo di avere dimostrato il diritto di punire non


consistere nel diritto di difesa diretta. Se la societ intende che
in questo consista il diritto che vuole esercitare in virt della

cessione che gliene avrebbero fatta glindividui, essa abusa del


di lei potere.
'
Gli scrittori che hannoytentato di approfondire la teoria
della difesa non tardarono a riconoscere questa verit. Pure, la

12|

dottrina del diritto di difesa, come sorgente-del diritto di poni.

re, non fu punto abbandonata. La si rinviene in_ tutte le teorie


enali, nelle quali si pone per princ1pio, che il diritto di punire
e unicamente esercitato in vista dellavvenire, che la pena a]

tra non che un mezzo politico. La societ, dicesi, ha il dirit


to di opporre un argine allazione del delitto, d' impedire il dis.

ordine da cui 'e sempre minacciata, questo un diritto di di.


fesa, ma la difesa sociale, un diritto proprio del corpo Politi
(io. un diritto diverso da quello che sia la difesa individuale e

diretta. Egli non ha di comune con lui che il diritto direspin

gere il male. Essi partono dal medesimo principio, ma si se


parano immediatamente quanto allestensmne ed al modo le
gittimo della loro azione.
Ora, e specialmente per mezzo della legge penale che la
societ si difende. Quivi ove consiste il principio e la giusti
cazione del diritto di punire.
Tale in ultima analisi il ragionamento sul quale si fon
dano tutte queste teorie. Esso rinviensi esplicitamente nelle une,

implicitamente nelle altre. Nelle une parlasi di difesa indirea,


sociale, collettiva, nelle altre, di prevenzione generale del de
litto, di minaccia, di intimidazione, di costringimento morale.
Ma se le loro forme sono diverse, il principio il medesimo,

cos noi crediamo poterle riunire sotto un solo e medesimo


capo.

In queste teorie si ammette, vero, che lesercizio legitti

mo di questo diritto di difesa suppone l esistenza di un diritto

morale. In ci esse si separano, fino ad un certo punto, dalla


dottrina dell interesse. Il principio dellinteresse legittima lar
bitrario in tutte le parti costitutive la giustizia sociale. Le teo
rie di cui noi parliamo , lo restringono_ ad un solo degli ele

menti dclla giustizia umana, la pena.


Solamente}, esse non esigono il fatto del delitto morale,
che come occasione di punire, non

come causa e soggetto

diretto della pena initta. Per esse , prevenire i delitti futuri


non solamente un effetto della pena legale, nello stesso tem

po il suo ultimo fine, ed il suo principio unico esclusivo di


giustificazione.
Bisogna primieramente ringraziare gliautori di queste teo

rie, per la ragione che esshesigono la condizione della colpa


bilit morale del paziente. E pura bont danimo, o meglio un
consiglio di politica , imperocch codesta condizione non il
risultato delle teorie stesse, onde stabilirla havvi mestieri di ri
correre ad altri principii. Se non si tratta che di mostrare al
Rossi. Dir. Pen.
Il

.l

ma
pubblico ci che si e capaci di fare,'se non trattasi che di di
fendersi contro i futuritolpevoli mostrando loro avere la facol
t di fargli mozzare il capo, non strettatnente necessario a

loro di ben constatare la colpabilit del paziente attuale. Se gli


uomini male intenzionati rimangono persusi che si potr met
terli a morte anche allora quando i loro delitti non fossero
pienamenti provati, essi non sarebbero probabilmente pi sag
gi. La difesa indiretta sani pi efcace, pi energica lintimi-,

dazione.
_
Ora, che una teoria nella quale, onde stabilire la condi

zione del delitto morale, duopo ricorrre ad altri principii


di quelli contenuti nella teoria medesima?
E forse di

giustizia che si parla, allorquando allermasi.

che nellattuale delinquente si puniscono i delinquenti futuri?


Tale per il sistema della indiretta difesa, dacch havvi con
traddizione a parlare diditesa relativamente ad un atto consu
mato, e ad un uomo che sia stato colto e disarmato. Effet
tivamente , egli ad una simile condizione alla quale espli
citamente giunto uno scrittore, rimarchevole per la forza

e la aggiustatezza delle sue deduzioni. Addottando il prin


cipio della difesa indiretta , esso ne vide tutte le conseguenze,

e non indietreggi davanti ad alcune di loro. La difesa sup

pone un offcusorc. Il prigioniero non offende pi. Ove t dun


que loffeusore? Loffeusore, dice egli, sono tutti i delinquenti
futuri. E moralmente certa lesistenza di questi delinquenti se
si toglie alla societ il diritto di punire. Havvi dunque un dan
no certo. Ora un danno certo equivale ad un tentativo attuale,

nel senso che tanto l uno quanto laltro legittimano la difesa.


- Ne soddisfatta forse la logica, ma la ragione!

Aeconsente la ragione che si inigga un male presente e


positivo, unicamente in vista-di un dannoprobabile?
Acconsente essa che si inigga un male certo, unicamen

te per procurarsi un mezzo di sicurezza futura, e di una riu


scita incerta?
_
Questo male viene initto ad un uomo, e ci unllameno

non il fatto chegli ha commesso che si volle punire, di lui


non si si d pensiero; non si pensa che allavvenire, non si
pretende ssare lo sguardo che sopra altri uomini sconosciuti,

non determinabili. Che cosa addiviene della moralit della pena?


Che luomo che si punisce? Un mezzo.

'

La.fame pone in dissoluzione un paese, il malcontento e


generale; la miseria e una cattiva consigliera; si temono solle

vazioui , il saccheggio, gravi delitti. Qual fortuna, se esisto

123

no nelle prigioni cinque o sei prevenuti che presto si possono


giudicare, condannare, eseguirne la Sentenza! Questi esempii sal

verebbern la societ da un gran numero di attacchi futuri.


Non , dirassi, nel giudizio, n nella sua esecuzione in cui
sia posto il principio della difesa , del costringimento morale,

ma unicamente nella legge, nel timore della pena. per lei


solamente che si ssa_ di agire sugli spiriti degli uomini, e pro
durre sui medesimi una impressione fisiologica. Luomo si de
termina sempre dietro un motivo; questo motivo altro non

che lattrazione del piacere. A questo motivo si oppone un mo


tivo contrario e preponderante, il timore della pena. Luomo
trovasi cos situato fra due impulsi0ni. Tutta lazione della giu

stizia sociale consiste nelloperare in modo che la minaccia della


pena sia limpulsione pi forte. Chi potrebbe contestargli il di
ritto di opporre, bel fine di mantenere lordine pubblico, mo
tivo a motivo? Egli vero _che se il legislatore caduto in
errore, se non ha opposto allattrazione del piacere una minac
cia severissima, e che un delitto ne sia stato leffetto, lautore
del delitto sar cinnullaruego giudican e condannato. Ma il
indizio e lesecuzione non sono che le conseguenze_lcgittimc
ella minaccia, posta in atto dal fatto del delitto. - E speciosa

la distinzione; essa non ci parve solidu.


Tentando di separare cosi la. legge dai giudizii, si introduce

nella penale dottrina una astrazione la. quale snatnra completamente


la verit. La giustizia penale compensi della legge e del giudizio;
della legge, la quale considera un latte generale e vi appllca una
sanzione; del giudizio, che prova un fatto particolare, e vi applica
la sanzione proposta. vero che giudizii non sono altro che la

conseguenza della legge. Ma essi sono-una conseguenza preveduta


e voluta , una conseguenza tanto intima -e necessaria che , se
le applicazioni della legge non avessero luogo, essa perderebbe

di tutta la sua forza, e; non esisterebbe giustizia penale. Vuolsi


forse restringere a giusticare la legge penale, lavvertimento,
_ la minaccia? Che si rinunci dunque al giudizii ed alla loro
esecuzione, che si tenti di fare la giustizia penale unicamente

a mezzo di frasi.

Se questa una pura chimera, vero adunque che il prin


cipio qualiticativo la sociale giustizia deve ugualmente compren
dere e la legge ed i. giudizii. molto singolare quel ragiona
mento che si instituisce, e che consiste nel dire; io_ faccio una
minaccia, e la faccio legittimamente, ierch essa ' utile alla so
ciet, ed una minaccia non fa male ad alcuno. In seguito inin

fliggo una pena: perch? Perch feci la minaccia, cdi lei non

lui

se ne fece carico. Ma questaiminaccia perch la fate? -- Uni


cameute in vista dell' avvenire. - Ma questa vista dellavve
nire intendete conciliarla colla giustizia, ovvero non intendete
dirigervi che sulla veduta congelturale dell avvenire? Nel pri
mo caso, non gi dunque unicamente in vista dell avvenire
che voi operiate; nel mondo, voi-perdete di vista la giustizia,
ed almeno concentrate tutta la vostra attenzione sopra altra

cosa che non la giustizia. E ci-nullameno voi osate, nel caso


concreto , iniggere una punizione l
Le obbiezioni al sistema della difesa indiretta conservano

dunque tutta la loro f0rza: lac0usato altro non che uno span
racchio fra le mani del potere, di cui ein si servir secondo il
grado di timore chegli avr nellavvenire.
Ora, dacch

uesto principio domina la .sociale giustizia ,.

perch non sarebbein la guida, non solamente del legislatore,


ma anche del giudice? Il primo non considerando che le esi

ganze politiche nella redazione delle leggi , il mondo lari: al


trettanto nel pronunciare i giudizii , nellapplicare la legge
casi particolari. Esso sar naturalmente trascinato a tentare tutti
i mezzi onde lunar forza per mezzo delle applicazioni alla ef
ficacia preventivapdella legge.

La stessa natura dellatto punibile non loccuper che in


un modo secondario; la di lui attenzione si porter precipua
mente supra le cause impulsive che determinarono lagente sullo

stato della societ; e se la legge gli lascia una latitudine per lap
plicazione della pena, esso sar sempre inclinato a colpiri forti
afnch lo strepito del giudizio rimb0mbi di lontano, e per lun

go tempo. Senza che si venga ancora a tentare di legittimare


a mezzo di spinose trorie questo abuso della giustizia, esso non
_ sciaguratamente che assai troppo ripetuto. Troppo di_ sovente

SI odono magistrati permettersi di esaltare limmaginazmne dei


giudici e dei giurati con allarmanti descrizioni dello stato della
societ, e gridare che non vi pu essere salute se non si si af

fretta di arrestare con terribili esempii la violenza dei malfat


tori; linguaggio che fa fremere, quando si pensa che tende a
togliere alla umana giustizia quella calma, quella imparzialit,
quella purezza che sole la legittimano, ed a far considerare luo
mo che trovasi alla sbarra, come una necessaria vittima del pub
blico terrore: egli un trasformare la giustizia penale in una
misura di amministrazione. Il giudice

evo conoscere ci che

fu; ma ci che sar non punto di suo dominio.


_
Se il legislatore fu conse0uente, avr digia dato al giudice
-

DI

lesempio di uneccesstva severit. Im-perocche tutte queste tco

125
rie conducono allesagerazione delle pene, come vi conduce il
sistema dellinteresse. Ecco una confessione si franca, quanto
logica, di un espositore di questo sistema, applicata alla legisla

zione penale. a Per verit, come non si pu colpire lesatta misura


della quantit di pena che potr sorpassare una supposta quan
tit di piacere, egli alcuna volta necessario di arrischiare di
oltrepassare i limiti del fine proposto, onde essere sicuri di,
raggiungerlo. In caso di atti, i male prodotto dai quali gran

dissimo di delitti, cio, dellordine pi elevato, pu essere utile


di avventurarsi ad un grado considerevole di eccessi, onde es

sere sicuri di raggiungere il vero punto di efficacia.


Tali non sono, noi lo confessiamo, le conseguenze alle

quali vogliono arrivare i difensori del sistema della difesa in


diretta.
Essi respingono il rimprovero di esagerare nelle pene, ma

onde scampare da questo rimprovaro, sono obbligati di ricor


rere di nuovo ai principii fondamentali della giustizia morale
ed agli insegnamenti della politica, la quale, resa edotta dalla

esperienza, ha compreso che le pene esagerate sono nocive allo


Stato. Questa necessit di ricorrere a dei principii che sono a

loro stranieri, condanna queste teorie. Singolare sistema che


quello il quale non pu bastarea se stesso, ed forzato,onde

respingere le sue proprie conseguenze, ricorrere ad altri prin


cipii!
"
Generalmente tutte le teorie, quale che sia la loro deno

minazione, che considerano la minaccia o lapplicazione della


pena isolatamente in essa medesima, e che le assegnano un ti

ne proprio speciale, esclusivamente situato nellavvenire, sembra


che partino da un principio tanto falso quanto dannoso. Il pas
sato non pi che una occasione, il presente non altro che un
mezzo di agire, ese si agisce razionalmente, lenergia dellazio

ne, la forza del mezzo, saranno unicamente proporzionate alla

importanza del ne che si vuole raggiungere.


Noi siamo lontani dal voler negare, che uno dei salutari

effetti della pena non sia quello di prevenire atti simili a eo


loro di cui ella colpisce gli autori. Noi riconosciamo nel legi
slatore il diritto di avere in vista questo effetto nei fini della
giustizia. Ma se questo naturale e'o della punizione viene

preso come ne principale e diretto della penale sanzione,


come solo principio costitutivo e dirigente il diritto di punire,
allora scompare ogni nozione di giustizia.
Fu di gi osservato, che un simile sistema d alla giustizia

sociale un fine che essa non saprebl;e raggiungere, lesperienza


n
1

I 26

e la frequenza dei giudizii criminali non lo provano cl1etroppo


di spesso. Dirassi fovse che la medesima obbiezione esiste con
tro ogni sistema? Noi non lo pensiamo, _noi crediamo che la
giustizia penale raggiunga completamente Il suo vero ne. Que
sto quanto noi tentiamo di dimostrare discorrendo del ne
della riustizia sociale.
'
Questo sistema non solamente tende a legittimare lesage
razione delle pene, ma ad impedire ogni mezzo atto a conoscere
questa esagerazione, imperocch se atti simili non vengono pi
commessi, se ne deve concludere, essere ben scelta la pena; se
ancora se ne commettono, si conclude, che c_ssa insufciente ,

che troppo debole la prodotta impressione.


Il legislatore, a ciascun giudizio criminale, accusato di.
imperizia c (lingiustizia. Se crede di possedere il mezzo, per.

ch non ha ein impedito il delitto con un costringimento me.


vale proporzionato al bisogno? Egli punisce dunque neglaltri

la propria incapacit. Dir forsegli, che la minaccia di una pe


na , quantunque grave che ella sia, non potr mai prevenire

tutti i delitti? Esso dir il vero; ma con questa giusticazione


condanner il proprio sistema. Dir che la punizione del delitto,
che non si prevenuto, cionnullameuo giusta, perch piom
ba sullautore di un atto illecito? Esso dir ancora il vero, ma
abbandonando di nuovo ildi lui sistema, invocando il soccorso

di altri principii che non sono i suoi.


Effettivamente non che un sogno questa pretesa azione
psicologica, questa lotta, per chi sar pi forte fra le attrazioni
del delitto ed i terrori della pena, fra il piacere immediato ed
il dolore futuro.
Questa teoria suppone da principio in tutti i cittadini una
dettagliata conoscenza di ciascun articolo della legge. Ora que
sta ipotesi l'ondata sopra una presunzione legale la quale

e sar sempre troppo lontana dal vero. E necessaria la promul


gazione delle leggi, ma essa soprattutto una garanzia.
Suppoue in secondo luogo, che tutti i delitti sono il risul
tato di una matura ponderazione, di un freddo? calcolo: altra ipo
tesi gratuita e smentita dai fatti.
In terzo luogo ella suppone, che gli autori di un delitto
siano sempre indotti dalla impressione del piacere che essi ne
calpestano. Ci vero in generale; sarebbe nOn pertanto dil'li

cile giustificare in questo sistema la punizione degli atti com


messi

er sola imprudenza o negligenza


i ha di pi: se vuolsi penetrare nel fondo della teoria vi
si rinvcrr la negativa di un fatto di coscienza, del fatto della

rz
umana. libert. Effettivamente coloro che vullero rendersi un
esatto conto delle loro idee, e non esitaronoa riconoscere que
sta conseguenza del loro sistema. Essi sostengono almeno che,
anche allora che questo fatto fosse reale. la legge penale non
deve perci prenderloin considerazione. E giusta losservazione.
Ammessa la umana libert, essa scompiglierebbe il sistema. Im

perocch sarebbe forza ammettere, che la macchina penale po


trebbe essere arrestata da una forza straniera, e non produrre

gli effetti che si ripromettono.


Riesce molto pi comodo e pi semplice di non vedere
nelluomo che un essere suscettivo di sensazione, e che si de

termina necessariamente dalla forza relativa del piacere o della


pena. E un animale. costantemente posto fra lattrazione del pia.
cere e la mura di un colpo di bastone. E legittima la legge pe
nale perch, approflittando della sensibilit umana, essa non fa
che paralizzare colla paura del castigo le iiiipulsioiii del piacere,
chemarebbcro nocive alla societ.
Per tal modo si ricade nein errori del materialismo , si
distrugge il principio della imputabilitci morale delle azioni
umane. Onde giustificare la legge, si fa di ciascun giudizio un
alto

urameote materiale, senza ombra di moralit.

La legge altro non che un peso gittato sulla bilancia


della sensazione. Necessariamcnte la volont delluomo pende
r da quella parte sulla quale il peso sarmaggiore.
Balzano facilmente agli occhi le conseguenze di queste
dottrine. A ragione si pu maravigliarsi che, con un simile si

stema, si parli ad una volta della efficacia della sanzione pe

nale e della giustizia delle punizioni. Imperocch si punisce un


atto necessario.

Tutti coloro i quali sottomisero i fatti criminosi ad una


attenta osservazione non possono ignorare, che un certo nume

ro di delitti,s0prattntto dei ii atroci e dei pi spaventosi, sono


al momento della loro esplosione, l'effetto di una vera mono

mania. Esse sono il risultato di una diquelle faceste idee biz


zarre, le quali possono tutto ad un tratto attraversare lo spirito
di ognuno. Luomo forte e morale la respinge con orrore, essa
non per lui che un momentaneo pensiero, e fuggitivo. Non gli

lascia che lo sbalordimento di aVerla veduta passare rapidamen


te davanti a lui. Luomo debole o immorale non la respinge

senza prima avere gittato sopra di lei un furtiva sguardo. Essa


ritorna, ein la guarda in faccia per pi [un o tempo, bentosto
egli non a respinge pi che per timore, piu tardi, ein la ac

carezza, finalmente ella lo domina. E allora che comme1a quella

118
febbre del delitto, quellardente inquietudine, precipitata, irries-l
siva, la quale sbalordisce, spaventa, confonde la ragione umana.
Il delitto commessoz arrestato il colpevole, il di lui difensore
dice, che questo sventurato altro non che un pazzo. Ed egli lo
era in effetto. Esso trovavasi abbandonato al delitto come uno

schiavo incatenato ad unabestia feroce. Ma questo parziale sol


focamento della umana ragione gli imputabile, perch il risul

lato della sua vita intera, di una vita tutta di libert e di respon
sabilit morale. Noi dunque non siamo rimasti n scandalezzati n
sorpresi nel vedere la umana giustizia colpire della sua spada i
parricidi e gli assassini che erano ardentemente monomani. Non
ci sembr solo utile la loro punizione, ma labbiamo giudicata
ancor pi giusta che utile. Considerata sotto il rapporto poli
tico, essa ha per effetto piuttosto di dare soddisfazione alla co

scienza pubblica, e di prevenire il delitto in generale, anzicch


prevenire gli atti del medesimo genere.

Ma ci sembra che i fatti dei monomani siano ancora pi


imbarazzanti per quel sistema che noi esaminiamo. Come pu
nire un uomo che ha ceduto a delle impulsioni che la legge
penale non ha alcun mezzo di controbilanciarc? Di che lo si

vuole punire? del non aver resistito alle prime seducenti appa
rizioni del pensiero criminoso? Ma, se in lui non havvr li
bert , e se la legge nulla ha opposto a quelle prime impres

St0[ll , ancora una volta , perch pumrlo?


Prima di dar termine all' esame del sistema del costrin

gimento morale, facciamo_ una descrizione di alcune di quelle


circostanze che dal medemmo derivano.
Se un delitto, poco grave in lui medesimo, e ci nulla

meno di natura tale da offrire , per mezzo del piacere che pro
mette , una seducente attrazione per un gran numero di per
sone, la sanzione renale sar esorbitante, severissimi i giudi
zii. Appo un popolo vivace, spiritoso, un poco astuto, saranno
uniti di eccessive pene le ingiuriose canzoni ed il libello.
in forza di questa teoria, si potranno giustificare nelle leggi
le quali applicarono a questi delitti la pena delle galcre, e no
la pena di morte.
_
_ ,

Secondo questo Sistema, dovrebbesi misurare la colpabr


lit, principalmente dalla somma dei piaceri che il colpevole
avr saputo trarre dal di lui delitto. Che un mendicante, a
forza di un furto, abbia acquistato una brillante fortuna, e

gioito, per molti anni, di tutti i piaceri che pu offrire la ric


chezza, sar mestieri applicargli per lo meno la pena dei par
ricidi. Avvi, in effetto, un pi dannoso esempio, una pi. forte

.
12
seduzione per la classe si numerosa degli uomini mal trattati
dalla fortuna? Sar'mestieri dunque opporre alla pi forte delle

seduzionila pi potente delle impressnoni penali.


.Dal che risulta, che solo si potr ottenere il ne che si
propone essenzialmente coi giudizii, e non a mezzo delle leg
gi. Se un delitto commesso, , in forza delle circostanze , atto

a produrre sul pubblico una dannosa impressione, pi forte


ancora di quella che il legislatore avesse preveduto, bisogna

necessariamente aumentare l energia della salutare impressione,


vale a dire della pena: altrimenti la punizione sar un male
in perdita.
Cos da una parte si sostiene, che la promulgazione delle
leggi penali una delle basi essenziali del sistema;

dallaltra

sembra'manifesto che, affinch lapplicazione del principio fosse


efficace, sarebbe mestieri determinarne lazione secondo la
contingenza dei casi individuali.

Gi da lungo tempo lanciossi.l'anatema filosoco, di so


vente accompagnato dal sarcasmo, contro coloro iquali osava

no ancora pronunciare la parola di espiazione. Per erano essi


tanto colpevoli e tanto ridicoli?

Coloro che in un modo assoluto rigetlano ogni idea di


espiazione , onde essere conseguenti, dovrebbero bandire dai

loro scritti l espressione di giustizia, imperocch non vi ha, ne


vi pu essere che una sola giustizia. Si )n negarla_: ma non
Si puo riconoscerne due , luna delle quai sarebbe giusta, l'al
tra per necessit ingiusta. Ora la giustizia nella sua parte pe
nale, altro non se non che il male retribuito in forza del

male, retribuito con moralit e misura; in una parola, lespia


zione. Dunque, dovunque l idea di espiazione non entri per_
nulla, non pu esservi quistione di giustizia. L impiego di
questa parola non permesso che a col0ro che considerano la
giustizia sociale come una emanazione, e sotto certe condi
zioni , come un complemento parziale della morale giustizia.
La verit ed il metodo ugualmente esitfono che si ponga in

accordo le parole colle idee. In luogo iii parlare di giustizia


penale , dovrebbesi parlare di psicologia politica.

In secondo luogo, rimarr a spiegare come pu avvenire


che l espiazione non essendo altro che la retribuzione del male
per il male,abbia questa ad essere straniera ad un sistema, qua

unque ne sia il nome, il quale relribuisca parimente il male

permale. Avrebbesi forse scoperto il segreto di rendere insensibile


il delinquente, e sensibile il pubblico alle sofferenze penali in
itte dalla legge? Noi non sappiamo scorgere a questa dif

h50
colt che una sola risposta, quella- cio di sostenere, che

si inigge una pena, senza curarsi di sapere se il paziente


meriti realmente di subirla, che, in tutti i casi, viene initta

senza la pi piccola intenzione morale, esenza soprattutto esa


minare se _il male initto oltrepassi o no la misura del male
meritato. E perci che non si appella giustizia lazione della
vendetta. In una parola, si pu dire: Presso di noi nouhavvi
quistione di espiazione, imperocch nori- trattasi di giustizia.

Niuno fra i partigiani della indiretta difesa oserebbe applicare


le conseguenze di un tale principio, '
_
.
Le dottrine che abbandonano ogni idea di espiazione pec- '
cane in ci, che non riconoscono nel diritto di punire , spe

cialmente in quanto alla misura della'pena, dei limiti. che non


si possono oltrepassaresotto alcun pretesto. Esse gli assegnano
degli arbitrarii confini, ssati allo scopo che si propone di rag- giungere col mezzo della minaccia della legge, ovvero collese
cuzione del giudizio, 0 meglio, colluna e laltra in una volta.

Il vizio di queste teorie deriva da una imperfetta analisi.

Lazione della giustizia sociale complessa: essa si compone


di quattro, diversi fatti. Il comando (indichiamo con questa
parola la disposizione della legge, tanto quando ordina, come
quando- proibisce) e la sanzione penale , la legge: il giudi
zio e la di lui esecuzione, sono lapplicazione della legge.
Questi quattro fatti formano gli elementi integranti costitutivi
di un solo e medesimo atto, la giustizia. E giusta lesecnzione,
se giusto il giudizio, non pu essere intrinsecamente giusto

il giudizio, se tale non la sanzione penale; e la sanzione pe


nale una iniquit se il comando non conforme alla giu
stizxa.

- _'

Ma data la. giustizia del comando, giusta ogni sanzione


penale? Non esiste una misura oltrepassando la quale non havvi
pi.giustizia. Se la misura della pena oltrepassa la misura del
delitto, almeno in quella parte in cui essa eccede, la pena
illegittima.

'

Senza dubbio il potere sociale ha una politica latitudine


nellapplicaziope della giustizia alle esigenze dello Stato. Ma in
qual senso? E lecxto a lui l oltrepassare i conni della giu

stizia? Esso adunque iniggerebbe un male, o una porzione


di male, senza una causa morale. Non pu egli adunque u
proibire ci che la giustizia non proibisce, n esagerare la san

zione penale, n dichiarare colpevoli gli innocenti, o che i


colpevoli siano pi colpevoli di quello che lo siano realmente;

n mettere contro essi ad esecuzioue una pena pi forte di

13|
quella che essi hanno meritata, ed alla quale siano stati coro
dannati.

Pure, questo quanto ein opera allorquando iin osses


sandosi di uno dei quattro elementi di cui si compone
giu

stizia , e distaccandolo dain altri tre, lo trasforma in un mezzo


per un ne particolare. Dacch snaturato un elemento, scom
pare la giustizia.

Cos poco importa che il potere prenda come mezzo, n


il giudizio, n l esecuzione, n la disposizione della legge ,
ma la sanzione penale.

Questo mezzo impiegato in' tale maniera, per la natura


medesima del ne clievi si propone, pu egli oltrepassare i

limiti della giustizia? E illegittimo l impiego, il principio


pure illegittimo, anche allora quando effettivamente non si
abusasse del mezzo. _

Dirassi forse che l impiego del mezzo" non pu giammai


eccedere, per la natura medesima delle cose. ' confini della
giustizia? Per osare di affermarlo, sarebbe mestieri appro
vare, che il pi tenue fra i delitti meriti moralmente la pi

severa fra le pene possibili , ovvero riconoscere un altro prin


cipio che arresti il potere ,. quando il ne che si ha proposto
lo trarrebbe troppo lontano: che quantoriconoscere, che il
_fine non atto a giustificare per s medesimo il mezzo, che

e mestieri rimontare ad un principio superiore, ammettere un

altra dottrina. :
'
y
In una parola, , duopo decomporre e ricomporre. Lana
lisi 'ci dai quattro elementi della giustizia sociale; ma la sin

tesi ci deve rendere tutto nellafsua propria natura, senza alte


razione, senza caugiamento, e questo tutto, la giustizia.
Qual adunque il potere discrezionale della sociale au

torit?

'

Questo potere quello non dioltrepassare solamente,

ma di non toccare gli ultimi confini della morale giustizia; il


potere di far meno , di non esercitare che parzialmente la giu
stizia. Questo potere, come meglio lo vedremo in seguito, pu

ugualmente esumtarsi sopra ciascuno dei quattro elementi di


ni ella si compone.

La sanzione penale non avr dunque t'm fine l. Presa

isolatamei'ite, essa non ha per fine che il compimentoytotale o

parziale della giustizia. Essa non' potrebbe averne un altro,


proprio, speciale ,_iudipendente , come non lo avrebbe il gin
dizio o qualch altro elemento_ della giustizia. E la giustizia

stessa, 0 latto complesso che ha un fine proprio e speciale.

t3a

Questa idea verr da noi sviluppata nell ultimo capitolo del


presente libro.
I
Cosi noi conveniamo, che Il sistema della indiretta difesa,
onde sfuggire aqueste dottrine, praticamente ancor i fune
ste, che davano alla umana giustizia tutta lestensione riizlla iu
stizia merale, indietreggi fino al punto di non veder atr0
fuorch la parte politica della umana giustizia.

D' allora domin solo il pensiero politico nelle dottrine


penali Il delitto, la pena , la loro natura, la loro gravit, la
loro misura , tutto gli fu sottomesso senza divisione. La scuola

svilu

questi precetti, i legislatori li sanzionarono.


on data da ieri codesta tendenza a non aver di mira

che la parte politica della giustizia, ed a tutto sagricare a

questa sola considerazione.


Essa deve la sua origine al primo tentativo di riforma

che si fece in materia penale. In ultima analisi, il sistema di


Beccaria. Gli scrittori che lo susseguirono svilupparono il pen
siero fondamentale dello scrittore milanese; ma Beccaria, con
un sistema troppo ristretto ed esclusivo, reagiva

contro la

sfrenata latitudine che aveva preso la giustizia sociale. Quan


tunque vestito di forme generali, aveva il suo libro preso il
carattere di un opera di circostanza; bisogn servirsene come
di un arma atta a distruggere, non come una base per edi
care. Questo il torto in cui caddero gli scrittori che lo se
-guirono.

CAPITOLO x.
1'! diritto di punire un diritto naturale appartenente ad
ogni uomo nello stato extra sociale?
La dottrina che attribuisce, nello stato che si chiama di
natura, il diritto di punire ad ogni individuo, nel senso pro
prio.della parola, stata

sostenuta dagli uomini i pi erni

nent1.

Colui, dicono essi, che commise un delitto, viol la legge


naturale, esso responsabile di questo fatto; e in questo mondo,

il diritto di rendere effettiva questa responsabilit, il diritto di


punire, appartiene ad ogni uomo.

Perch tutti debbono obbedienza alla legge naturale , tutti


saranno costituiti custodi di questa legge, avr ella altriment
ricevuto dal suo autore una sufficiente sanzione? Non sar ella

per caso una legge caduca , una corbelleria?

133

Qual il diritto di punire esercitato dalla civile societ?


Evidentementc quello stesso dirittoindividuale di cuii mem

bri del corpo politico fecero una cessione espressa o tacita al


potere sociale.
I
La societ esercita collettivamente la maglstratura, di cui
ciascun individuo rivestito nello stato extra sociale.
Bisogna confessare a tutta prima, che gli autori di questa

teoria riconobbero il primo dei principii fondamentali del di


ritto di punire; il demerito del delinquente agli occhi loro
la prima condizione della penalit. Quanto al secondo princi

pio, essi lo rigetlano sotto una forma, lo ammettono sotto


unaltra. Essi non comprendono coloro che esigono, per la
legittimit della punizione, una magistratura costituita propria
mente detta; pure un genere di magistratura che essi nello
stato naturale attribuiscono ad ogni individuo.
In questo sistema si riconoscono le idee di quella scuola

cos generalizzata, la quale si compiaceva a Considerare lo stato,


che ella chiamava naturale , come un fatto della Umanit, ge

nerale ed anche razionale, od almeno come uno stato possr


bile, e, fino ad un certo punto, conforme alla natura delluomo.
Dopo avere a poco a poco rivestito l uomo isolato di tutte

le facolt, di tutti i diritti immaginabili, essi gli fecero sce


gliere lo stato sociale come un genere di collocamento utile e
comodo, come un mezzo di abbellire la vita umana.
Fortunatamente lerrore di non considerare lo stato sociale

che come un, affare di Scelta e di preferenza , perde di credito


tutti i giorni.
Lo stato sociale una necessit morale della natura uma
na. Luomo socievole, come libero, intelligente, sensi
tivo. Se lo si vuole considerare, fatta astrazione della sua sn
ciabilit, non pi un considerare l uomo tal quale egli esi

ste, ma uno snaturare completamente loggetto che si vuole


esaminare.
I bisogni, le tendenze , le facolt siche e morali delluo
mo, e la necessit nella quale egli daver soccorso dagli al
tri onde svilupparsi, onde uscire dalla vita animale, onde rag

giungere quel ne al quale la specie umana , senza dubbio.


destinata , poich essa ne ha il desiderio ed i mezzi, tutto r.
vela la sociabilit naturale dell uomo; essa risulta tanto dalle
sue qualit, quanto dalle sue imperfezioni. Di pi , la socia
liiliL e la societ sono fatti si universali e tanto costanti, che

riesce impossibilespiegarli col mezzo di una determinazione

spontanea, di una scelta affatto Volontaria.


Russi. Dir. Pen.

'
o

La supposizione dello stato di natura, supposizione


dalla quale si partiva onde spiegare in seguito la societ ,
la sua

Organizzazione, i suoi doveri, i suoi diritti, non

era che un arbitrario metodo, simile a quello introdotto


o in metafisica da Condillac, col mezzo della sua statua.

Non fu prospero l effetto, n appo il metafisico, n presso


i pubblicisti. Il primo dopo_dav_er spogliata luomo reale della
piu importante parte del di lui essere, e dopo non avergli
lasciato che la capacit di sentire, giunse necessariamente, sia

che o no ne dubitasse , al materialismo: esso , sotto legida


della sola sensazione non poteva rendere all uomo ci che
gli aveva arbitrariamente tolto. A mezzo di una ipotesi fon
d il materialismo; imperocch, come fu i notato, n0n
si procede gi

analiticamente, col mezzo de l osservazione,

quando si comincia dal supporre che 1 uomo si possa spiegare


a mezzo delle sensazioni che ein riceveva mediante i di lui
organi, e mediante lazione degli oggetti esterni
Medesimamente, i pubblicisti che ci diedero la dottrina
dello stato di natura , fondarono un sistema sopra una ipotesi.
Essi osero arbitrariamente, come principio inconcusso, che la

societa tutta si potesse spiegare col mezzo della ipotesi del


l' uomo isolato. Essi tolsero a lui la sociabilit naturale , come

il materialista gli to lie i fatti della coscienza , e per ci la


coscienza medemma. %na volta che siasi tolta all uomo la
sociabilit naturale ed obbligatoria non havvi alcun mezzo lo

gico di rendergliela. La societ non era' necessariamente che il


risultato di una convenzione , e tutti i di lei poteri non pote
vano appartenergli, che in forza di una cessione pi o meno
estesa dei diritti individuali.

(i) Sarebbe stato razionale il metodo , cio a dire una vera decom
posizione e ricomposizione, se a tutta prima col mezzo di una prece
dente analisi fosse stato certo, che nelluomo nulla esisteva di quanto
non fosse direttamente o indirettamente sensazione. lita siccome questa

era precisamente la quistione di fatto che si doveva esaminare, il pro


cesso di Condillac non merita punto il nome di metodo, come non lo
sarebbe il processo di un uomo il quale , avendo smontato un orolo
gio onde esaminarlo ed in seguito ricostruirlo, cominciasse dal ere
dere che la molla altro non sia che una illusione ottica di alcuni os
servatori, e la gittasse dalla nestra. Ma l'orolgio non ugirebbe senza
la molla, mentre la statua di Condillac, una volta rianimata dalla sen
sazione, tutto spiega; ancora una ipotesi, ed almeno un punto di

fatto, nel quale tutti non convengono.

135

Cosi come i metasici, questi pubblicisti avendo in qual.


che maniera creato un uomo ipotetico, elevarono una scienza la
di cui applicazione alluomo reale diveniva impossibile. Gli ele
menti dellessere morale si modicano talmente gli uni gli altri,

che dacch se ne separa uno in un modo assoluto, non rimane


pi nulla conforme alla realt. Si crede di parlare ancora del
medesimo essere, e si parla invece di un essere tutto differente:

tutte le conseguenze si risentono del vizio della supposizioni}.


Se un gran numero di persone si disgustarono delle dottrina
del diritto naturale e ne respinsero perfino il linguaggio, ci

fu specialmente per lestremo abuso che se ne aveva fatto.


Cosi come fra gli esseri materiali, esistono anche fra glin
dividui morali rapporti necessari; quelli si sottomisero alle

leggi dellordine sico, questi a quelle dellordine morale; ma


onde studiare i rapporti morali delluomo, non bisogna gi cre
arsi un uomo di fantasia. lmperocch, in luogo di esaminare
ci che , si suppone allora ci che non .

Il chimico decompone lacqua; ma esso non pensa di dare


la teoria di questo fluido, del di lui volume, del suo peso, della
di lui forza e resistenza, facendo astrazione da uno degli ele

menti che la compongono, se cosi operasse, non sarebbe gi


intorno allacqua che egli moverebbe parola.
Cosi, luomo un essere dotato di sensibilit, di intelli
genza, di libert, di sociahilit. Tutte le sue facolt, i suoi di
ritti, i suoi doveri sono pi o meno modicate da questa ultima
qualit. Perch dunque, mentre ci si vuol parlare delluomo
reale, parlarci invece dei rapporti dell'uomo extra sociale? E lo

stesso che parlarci della natura dei pesci come viventi fuori del
mare. Non vedete che tutta la loro organizzazione subordi

nata al ne della loro esistenza in seno delle acque? Che sarebbe


luomo se non fosse destinato per la societ? Chi lo sa?
I sistemi troppo semplici non sono che giuochi di imma
gipazione, o vam_s_fqrzu_ di logica, quando, onde ottenere una
piu grande sempllcna, si mutdano ifatt1.
E quanto avvenne agli scrittori del sistema che noi con

futiamo, allorch vollero discorrere del diritto di punire.


Ammessa una volta la loro prima supposizione di uno stato
che non lo stato di societ, ne risultava un novello errore,

il quale consisteva nel sostenere, che idiritti del corpo sociale


altro non erano senonch la somma di una parte dei diritti
preesistenti appo ciascun individuo. Dunque, concludevano essi,

anche il diritto di punire appartiene a ciascun uomo.

Ma il diritto di punire suppone necessariamente superiorit

136
morale, diritto di giudicare, autorit dall una parte, dallaltra
inferiorit di diritto, dipendenza, dovere di somrnessioue: esiste

questo nello stato extra sociale?


Si taccia di peda1iteria questo argomento; dicesi che noi

non siamo colpiti dalla mancanza dellautorit giudiziaria se non


se perch non sappiamo elevare la nostra mente al disopra delle
nostre abitudini. perch siamo accostnmati a vedere inflitte le

pene a mezzo di giudici ad hoc.


Si inerrore; noi accomontiamo a- non esaminare la qui
stione che nella sua vera natura, razionalmente, lerrore che
noi attacchiamo non sar che meglio manifestof

La giustizia penale in s medesima nella sua generalit al.


tro non che lapprezzamento del male commesso verso il
suo simile dall uomo, essere libero e responsabile, e la re
tribuzione della somma, della sofferenza meritata dallautore di
questo male. Essa dunque un diritto sui generis, un potere
che suppone unautorit, e una porzione della giustizia univer
sale ben distinta, come noi lo dimostrammo, dal diritto di di

fesa, cosi come ella lo dal dovere di pentimento, di emenda


zione, di riparazione che la legge morale impone a colui che
ha errato. dunque il diritto di un terzo; un terzo che ha

autorit di giudice del fatto altrui per apprezzarlo e per punirne


lautore secondo la misura del delitto.
Non voler riconoscere in questo terzo un superiore, un po
tere situato al dissnpra di quello che deve essere giudicato,
cadere in contraddizione.

Fino a questo punto noi siamo daccordo cogli autori del


sistema che esaminiamo. Questo potere, dicono essi, in accor
dato a tutti gli uomini; la superiorit

consiste nellavere il

colpevole, per il fatto del suo delitto, perduto a rimpetto dei


suoi simili la di lui uguaglianza di diritti, e rispetto a tutti, si
snu in uno stato di inferiorit morale. Un uomo che ne at
tacca un altro pu essere da questi ucciso legittimamente. Egli

adunque ha perduto il suo diritto allesistenza. Ma questo vuol

l'ors'e dire, che se l aggressore perviene a sgozzare la sua Vit


tima, esso ricuperi il di lui diritto? Pu forse reintegrarlo nella
sua condizione morale la consumazione del delitto? Esso vwe
dunque senza diritto, ed in conseguenza ogni uomo pu toglierli

la vita, e punirlo del suo delitto.


_
Avvi in ci gratuite supposizioni, ed una grande contu
sione di idee. Un delinquente perde i suoi diritti duomo ri
spetto a ciascuno desuoi simili: gratuita supposizione. Laggres-

sore pu essere ucciso legittimamente, Ci in regola, ma solo

i3
dalle persone attaccate, e se la neccessit lo esige. Avvi in7ci
evidentemente confusione del diritto di difesa col diritto di
punire.
_

A questo si potrebbero fare di molte risposte; limitiamoci


ad una sola.
Perch un potere sia legittimo, e mestieri che esso riu

nisca le condizioni che sono indispensabili allesercizio razionale


della sua missione.
Quali sono queste indispensabili condizioni per l'esercizio
della umana giustizia? Lautorit, i mezzi ed il bisogno. Ora

non avvi alcuna di queste condizioni che si verichi nelluomo


extra sociale. Donde proviene la di lui autorit? Quali sono i
suoi mezzi? Ma soprattutto ov il conne, al di l del quale
non andr la sua giustizia?

Ha i suoi conni la penale giustizia: il mantenimento del


lordine sociale, quivi consiste il suo ufficio, la sua durata, e
tutto il suo diritto. Questo per suppone la societ. Ove sono
i confini in uno stato extra sociale? Chi li assegn, chi potrebbe

assegnarli? A rispondere a questa difficolt non basta l'ipotesi


avanzata da coloro che noi combattiamo.
Si sono persino scordati di dirci ci che si intendeva per
stato di natura. Questo statoforse quello dun certo numero
duomini riuniti senza una politica organizzazione. Ovvero uno
stato disolamento, nel quale non vi sarebbero che dei fortuiti
scontri fra uomo e uomo?
La prima ipotesi, volendola dare come tipo del nostro stato
naturale, sarebbe troppo assurda. Dacch dieci uomini si riuni
rono, esiste un capo, un governo: poco importa il potere e la
forma. Comauda il pi abile, gli altri ubbid'iscono. Essendo que'

sto fatto generale, perci Conforme alla umana natura. Nello


stato di isolamento, niuna giustizia necessaria. Daltronde,
ogni pena propriamente detta sarebbe inutile, poich essa non
avrebbe alcuno dei caratteri che la rendono efcace, fra gli

altri lesemplaril.
Lesercizio legittimo della giustizia suppone la conoscenza
della verit, del diritto e del fatto. Perci luomo ha bisogno
di regole, di ricerche, di garanzie, di misure. Malgrado questi

mezzi, rimane sempre imperfetta la giustizia sociale. Che sarebbe

essa quando fosse esercitata da ogni indiViduo? da indivi


dui, la di cui ragione, mancanti come sarebbero di ogni svi

luppo sociale, non sarebbe che un germe soffocato? Che sareb


bero tutte queste individuali giustizie, variabili, opposte, le quali

si incrocicchierebbcro le unele;6 altre? Non sarebbe che uno


\|,

138
stato inevitabile di guerra, di disordine, di violenze, che preten

derebbesi legittimare col nome sacro di giustizia.


Altro non e l'autorit senonch la ragione. Ove sarebbe
adunque lautorit di qUesti esseri, la di cui ragione, per la loro

stessa natura non pu svilupparsi che sotto la benefica inu

enza della societ? Ove esiste il profumo di quel fiore che an


cora non fu avvivato dai raggi del sole? Riconosce forse la ra
gione un legittimo potere l ove non esiste n il bisogno, n:

i mezzi di esercitarlo'.
Che non si dica che descrivendo i disordini della giusti
zia extra sociale, noi parliamo del fatto, mentre essi non parlano
che del diritto. questa, effettivamente, lunica possibile rispo

sta, la sola che si abbia potuto fare. Ma ci che manca il


diritto quando, se egli esistesse, sarebbe di natura tale da pro
durre necessariamente un fatto esorbitante e contrario all'ordine
morale. Ora questa pretesa giustizia non sarebbe, per necessit,
altra cosa, e per la natura medesima dell uomo e delle cose,
senonch disordine; non essa adunque punto aut0rizzata n
dalla ragione n dalla legge naturale.
Sia a mezzo dellecreazioni della pura immaginazione, sia
a mezzo di logiche conseguenze riesce assai facile di aumentare
il catalogo dei diritti naturali. Ma, agli occhi della ragione, sono,
a ci fare, necessarie due condizioni, la confessione della coscien
za del genere umano, e la intrinseca razionalit del diritto.
Se la coscienza non lo confessa, se lontano dal confessarlo,

la ragione ritrova un urtante contrasto coi principi fondamentali


del vero e ciel giusto, allora quanto chiamato diritto naturale,
non che un sogno, e la logica partendo cosi da principi falsi

ed incompleti, non ha fatto nascere che degli errori.


Vi ha di pi, se glindividui nello stato di natura, sonoi
custodi della legge naturale e vestiti di questa qualit del diritto
di punire, quanto erano allora incaricati di amministrare, altro

non era che la morale giustizia, imperoccli la legge naturale


abbraccia tutta intera la giustizia. Essi di conseguente dovettero
far cessione alla societ del loro intero diritto, o conservarne

la parte non ceduta: potrebbero essi rinunciare ad un dovere?

La societ avrebbe per tal modo il diritto di estendere la di


lei azione penale in tutto il dominio della giustizia

morale,

ovvero, ci che ancor pi assurdo, glindividui avrebbero il

diritto di completare la giustizia della societ col mezzo di atti


individuali, ed i tribunali aVrebbero torto di punire coloro che

iniggouo un male ad altrui, quando provassero che linissero


allautore di unazione immorale che non fu compresa nel ca
talogo dei delitti legali.

I
tempo che riassumiamo: come noi lo vedremo meglio
in seguito, la umana giustizia , senza poter raggiungere nem
meno di lontano la perfezione della giustizia assa;luta, deve ci
nullameno sforzarsi di avvicinarsele.
E questa una condizione della sua legittimit. Senza di

ci, essa un fatto, non un diritto. Ora questo riavvicinamento,


codesta imitazione, quantunque rozze che sia, non pu otte
nersi che nel seno medesimo della societ. che a mezzo della.

formazione duna intelligenza, di una volont, di una forza, che


io chiamerei articiali, nel senso che quantunque composta
d intelligenze, di volont, di forze individuali, rappresentano
una intelligenza, una volont ed una forza, generalmente par
lando, pi svegliata, pi lina, pi temibile che quella di ogni in

dividuo. La giustizia 2. ad una volta cosa troppo pesante e troppo


delicata per le mani di un uomo. Come avviene di ogni altro
potere , essa non saprebbe essere il diritto del primo venuto,
imperocch lautorit della ragione sola legittima, e non
che alle intelligenze ove essa si trova sviluppata che appar
tiene il diritto di applicarla. Se fosse permesso parlare di tale
maniera, direi che la giustizia non puo appartenere che ad un

essere m0rale, composto di tutto quello che di migliore risiede


negli uomini individuali. Altrove noi incontreremo questa fon
damentale idea.

In questo caso, dicesi, la legge naturale nello stato extra


sociale sar spoglia di ogni immediata sanizone. Se si parla di
una maniera generale, rispondo che lo ignoro, e che io non
me ne occupo punto, come ignoro, e non mi occupo di sapere
quello che sarebbe un mondo fisico, coordinato senza forza di
attrazione. Quanto al mondo fisico che io conosco, immagino
che senza questa forza non sarebbe che un caos. Cos, se si

parla degli uomini tali quali essi sono , sembra evidente che
lordine morale sarebbe fuori dello stato sociale, senza protezio
ne. Non solamente vi mancherebbe la sanzione legale, ma
sarebbe estremamente debole la sanzione morale. L uomo non
vi conoscerebbe punto tutte le verit che gli possono essere rive
late in questo mondo; esso non sentirebbe_ nemmeno tutti i
motivi che devono condurlo al ben fare. H E un grado di ab
..' brutimento che toghe la vita allanima , e la interna voce non
sa farsi intendere, che non pensa ad altro fuorch a nutrirsi.
(Rousseau)
La quistione consiste nel sapere, se per ovvia're teoretica
mente a ci che pu sembrare una imperfezione, debbansi at

tribuire all uomo individuale diritti tali che sorpassino le sue

- =r_vs.r,-_

140

facolt, i di lui mezzi, ovvero se, al centrario , non si debba re


stringersi a concluderne,fche luomo di'sua natura destinato per
lo stato sociale, e che la societ non il risultato di una con
venzione arbitraria, ma una morale necessit della umana spe.

cie. In luogo pretendere di correggere in qualche maniera lo

pera del Creatore a mezzo delle nostre ipotesi, limitiamoci ad


ammirare leconomia della di lui opera.
In ultima analisi, tutto la questione rientra dunque nella qui
stione della societ. Se la societ un dovere per luomo, esiste il
diritto di punire , ma perci stesso esso non appartiene che al po
tere conservatore della societ. Lindividuo non saprebbe arrogar
solo, n nello stato della societ,pcrch non in lui che risiede la
superiorit morale che lo deve esercitare, n nello stato ipote

tlco extra sociale, perch l non avvi un ordine politico, perla


conservazione del quale sia un dovere la umana giustizia. Quanto

alla morale assoluta, non gi alluomo che Dio abbia a que


sto mondo condato di custodirla.
CAPITOLO XI.

Il diritto sociale di punire -egli il risultato di una


convenzione ?

Sotto molte forme si present questa teoria che noi riu


tiam0(In elletto, lidea di una convenzwne espressa, o tacita.
pu essere applicata a molti sistemi del diritto sociale, e addi
venirne il completamento, in quanto concerne il diritto di punire.

Nel sistema dellinteresse pu la penalit derivare dalla


convenzione, come in alcune date associazioni si stabilisce

unamenda che deve essere pagata da coloro Che non si con


formano ai loro statuti.
Nel sistema della difesa la convenzione consisterebbe nella
cessione fatta al corpo politico di una parte del diritto indivi
duale; non essendosene glindividui riservato il diritto alluso

diretto se non se allora quando la societ non pu difenderli.


Nel sistema parimenti, che noi esaminiamo or ora, si pu
scorgere una convenzione, un patto sociale, nella cessione del

diritto individuale di giustizia.


Sarebbe pi che superuo se si volesse qui riprendere le
same di questi diversi sistemi, onde considerarli sotto questo
punto di vista speciale.
Una sola generale osservazione si applica indistintamente
a tutte le teorie di penalit che hanno per principio, o per

14|

completamento, l'idea di una convenzione , e questa osservazio


ne consiste in ci: che queste teorie suppongono tutte che la

stessa societ non che il risultato della scelta dell uomo, di


un patto.
.

Ora, se il contratto generale, se il patto sociale non che


un sogno (i), che divengono le convenzioni speciali che dovreb
bero atlaccarvisi e formarne parte?
.
Questa semplice osservazione basta per scartare tutti i sistemi
penali fondati su dun patto.
lavano fu sostenuto da un celebre scrittore, che il diritto
che la societ esercita in virt di una cessione espressa 0
tacita, non i il diritto di ciascun individuo sopra gli
altri, ma bens i diritto di ciascun individuo su lui medesimo.
Obbliamo per un istante la capitale obbiezione comune a tutti
i sistemi convenzionali. Non meno evidente che lautore,at
tratto dal desiderio di attaccare in ogni maniera la pena di mor
te, perde di vista la qnistione. Non solamente non vide che se

un uomo non pu cedere il diritto di farsi ammazzare in un sol


tratto, non pu specialmente cedere quello di farsi ammazzare

lentamente, o farsi ridurre in schiavit, col mezzo dellimpri


gionamento a vita, ma obbli in ispecial modo la natura del

diritto di punire. Su che consiste il diritto di punire se mede


simo? Per chi, da chi si vuol parlare di cessione, la cosa ceduta
altro non pu essere che quella che il cedente possiede. Dire che

il peccatore ha il dovere di pentirsi e di emendarsi , e parlare


un linguaggio intelligibile, ma dire che e li ha il dirittc di

punirsi, questo un confondere il potere i farsi del male col


diritto di punire.
Un gran genio, nalmente, non vide nel diritto penale al
tro che una convenzione alleatoria, un ginoco dazzardo. il peri

colo di subire una punizione la posta di ciascun membro della


societ. Questo giuoco, egli dice, lecito, come permesso, in
caso dincendio, di gittarsi dalla nestra.
Per tal modo il diritto di punire viene nuovamente spo

gliato di ogni specie di moralit. Luomo che fu condannato


dalla giustizia, altro-non che ungiocatore infelice, o meglio
(1) superuo di rimarcare, che noi non intendiamo parlare dei
patti e dichiarazioni politiche. Che una nazione cerchi delle guaren
tigie, che un governo gliene doni a mezzo di una carta, con un giura
mento, eon un truttnto, o tale altro atto, qui nulla vi che non sia

legittimo e reale Ma in simili occasioni, non si stipul gi sullesi


stenzn della societ, bens sulle forme di governoJ sull organizzazione
politica dello stato.

142

uno sventurato che fece naufragio nella tempesta sociale. Non


si pu adunque che compianger o, e se il di lui naufragio non
consumato, si in dovere di tutto tentare onde salvarlo. Qoe
sto sistema si risolve in quello dellinteresse proposto sotto al
tra forma. Pure, cosa singolare! Lautore non appartiene alla

scuola di Elvezio.
Le sue idee, del resto, intorno al diritto di vita e di morte

erano ben vaghe e troppo al disotto del di lui genio. In poche


linee, egli present questo diritto ora come una alea, ora come
un diritto di guerra, ora come leffetto di una convenzione, nella

quale per niuna delle parti contraenti sogni, di dis[mn.c della


sua vita n premedit di far51 appiccare.
CAPITOLO XII.
Diritto di punire; sua origine

Un uomo viene accusato di un delitto e tradotto davanti


alla giustizia; vengono amministrate francamente, lealmente le
prove della sua co pabilit; esse sono forti; il delitto con
statato, ed il di lui autore viene condannato ad unequa puni

zione. Questo giudizio soddisfa a tutte le coscienze; egli ne ot


tiene lassenso, ein lo ottiene e lo ha ottenuto in ogni tempo

e in o(ligue
ni lungo.
Il giudizio
legittimo,illagenere
condanna
giusta.
Ecco
punti sul
quale va daccordo
umano.
Esso
non chiede gi dei titoli al potere sociale che unisce; egli li
riconosce implicitamente; ne sente la lealt e a legittimit.
Che si analizzi questo fatto ancor pi a fondo. Il colpevole
non un ladro, non un falsario; esso l'autore di un delitto
raro, straordinario , che nessuno o quasi nessuno paventa;
un parricida. Crediamo noi Che i padri apprendendo il suo de
litto, rientreranno tremando nel loro domicilio, e che il timore
ed i sospetti che agitano lanima loro saranno capaci di fare
in modo che essi respingano gli abbracci dei loro gli? No;
essi hanno una ben altra protezione, una ben altra garanzia
che la legge, i tribunali e'la forza pubblica.

Pure, il culpevole condannato al supplizio dei parricidi,


ad una pena pi grave ancora che quella del ladro e del fal
sario. E la umana coscienza penetrata da un sacro orrore dona
il suo consenso; essa lo don, lo ha donato in ogni tempo,

in ogni luogo.
(l) V. pa". 66.

i43

Che ci spieghino questo fatto, se lo possono, quelle scuole

che fanno derivare la giustizia umana da un principio mate


rialc.

Infrattanto tentiamo da parte nostra di spiegarlo, rimon


tando alla vera'sorgente del diritto di punire. Al punto in cui
siamo arrivati col nostro lavoro, ci sembra non aver altro a fare
che a riassumere e coordinare le verit che, per cosi dire, ab

biamo incontrate sulla nostra via , esaminando i nostri sistemi.

La dimostrazione di un gran numero di queste verit ci sembra


di gi fatta.
Havvi un ordine morale preesistente in tutte le cose, eter
no, immutabile: questa proposizione una verit primitiva,
scritta nella coscienza del genere umano, e che la riflessione

sviluppa.
Lordine morale comprende tutto ci che bene in s
medesimo.
Quand anche altro non esistesse fuorch Dio, esisterebbe

ci nullameno un ordine morale; non sarebbe men vero che


la riconoscenza verso il suo benefattore un dovere, e che lin

gratitudiue un vizio.
Ma esiste Una creazione. Su questa creazione il mondo
materiale ha le sue leggi, la materia non abbandonata al
limpero dell azzardo, e non presenta laspetto del caos. L in
sieme di quanto noi chiamiamo le leggi della natura costituisue
lordine fisico.

Avverr forse altrimenti del mondo morale? Anche gli


esseri morali hanno le loro leggi. Dotati d intelligenza, deb

bono conoscere il Vero; dotati di moralit debbono confor

marsi al bene. Ci quanto dire, che essi sono situati sotto le leggi
dellordine morale, almeno in quanto lo com ortano i_contini

della loro natura. Non in potere degli esseri materiali quello


di violare le loro leggi naturali. Presso di loro regna la neces
sit. Gli esseri morali al contrario possono infrangere le leggi
dellordine , perch presso di loro havvi libert.
Cos non saprebbesi attribuire allessere puramente fisico
merito o demerito, giustizia 0 ingiustizia. Queste parole, al
contrario, si applicano naturalmente agli esseri intelligenti e
liberi.

Quando osservino le leggi dellordine essi sono innocenti;


colpevoli invece se se ne allontanano.

Innocenti, raccolgono il frutto della giustizia; colpevoli,


essi debbono essere responsabili nella proporzione della loro
natura.

144
Ammesso una volta le leggi dell'ordine e la responsabilit
degli esseri morali, non si pu rifiutare di ammettere una giu
stizia.

Una giustizia che applica le leggi dell ordine morale agli


atti ed alle intenzioni degli esseri responsabili, che distribuisce

la ricompensa e le pene, nellesatta proporzione del bene e del


male operato da questi esseri, la giustizia morale, la giustizia
assoluta.
_

Cosi luomo concepisce lidea del giusto, come concepisce

] idea del bene e del male, lidea del dovere e quella del di
ritto. Sono queste idee che si completano luna coll altra, e
stanno nel loro spirito inseparabili.
Esse vi si sviluppano quando la riessione se ne impos
sessa e ne fa soggetto del suo lavoro.
Ma la responsabilit suppone la possibilit di conoscere la

legge. Ora in qual modo pu luomo apprendere la legge mo


ralel
Lordine fisico era suscettibile di una rivelazione materiale;
egli fu spiegato davanti ain occhi nostri, e ci si disse: guar
date. Ci si orui nel medesimo tempo i mezzi di guardare i
sensi e la 'ragione.
I principii dellordine morale ci sono rivelati dalla nostra
intelligenza, dalla ragione, in quanto ella si applichi alle verit
dell'ordine morale, e dalla nostra sensibilit in quanto sia messa
in opera dai fatti morali. La nostra ragione ha il dovere di ac
cettare queste primitive indicazioni, spontanee della nostra sen
sibilit morale; essa ha il diritto di sottometterlc ad un esame

onde purificarle, coordinarle,'intenderle. Dal concorso di queste


due facolt ne sorge la coscienza la quale e incaricata di avver
tirci a mezzo delle sue grida, di stimolarci colle sue inquie

tudini, di ricompensarci colle sue pene, di pnnirci co' suoi


strazii.

La verit manifestata dai sensi organici non gi quello

che un uomo qualunque ha creduto vedere, toccare una volta ,


ma ci che crede vedere, udire e toccare ogni uomo non amma

lato, situato in simili circostanze , e nel pieno esercizio della


propria ragione
Avviene lo stesso delle verit rivelate dal lurne interno.

I sensi corporali apportano, la ragione esamina, rettifica ,


approfondisce e sviluppa. Avviene medesimamente rapporto al

senso intimo.
Vi sono dei materialisti i quali negano la coscienza, come
vi sono degli ideali che non veggono che illusiouinella testi
, monianza dei sensi organici.

145

Importa pure di rimarcare, che coloro, i quali ci rifiutano


il possesso legittimo delle verit morali, hanno anche bisogno
di un sentimento naturale e comune, apprezzatore dellunit ma
teriale. Solamente essi limitano le applicazioni del sentimento
dellevidenza allestimazione_del piacere e del dolore.

Per essi, il fine delluomo non i:il vero, il bene, ma unica

mente il benessere. L'uomo libero, o, per parlare pi preci


samente, ha una Volont, nel senso cio che mediante laiuto delle

proprie sensazioni edel suo discernimento egli pu evitare il do


loieescegliere il piacere; ma n0n ha moralit alcuna che lo renda
responsabile tutte quelle volte nelle quali non ha voluto pre
ferire il bene ed il vero , anche al piacere. In una parola esa
minando l uomo, essi non guardano che lessere sensitivo, la
parte materiale e terrestre, essi ne fanno una specie di brth,

dotato di un gran discernimento.

Nel sistema morale, allincontro, si scopre l uomo situato


in una sfera pi elevata. Non si sopprime 1 ufficio dell uomo
sensitivo , ma lo si subordina a quello dellessere morale, egli
che si tiene conto ad una volta pi dei fatti sensibili, che dei

fatti morali della natura umana.


Noi qui, del resto, non facciamo che indicare; non ab
biamo la pretesa di ricondurre, con alcune linee, all idea
del dovere e della giustizia morale coloro, i quali fecero gi
molta via partendo da diversi principi di quelli, di cui noi
teniamo parola; non come prolegomeni ad un capitolo di dirit
to penale possiamo dare un trattato di metafisica e di mo.
rale. Occorre solo fissare il punto di partenza, segnare il rap
porto intimo che esiste fra le scienze morali e le scienze po
litiche, far palese che al pubblicista sono aperte tre vie, 'e

che se egli vuole procedere razionalmente, e sapere ove giun


ger , dovr prima fare la sua scelta, sotto pena di cadere,

senza avvedersene, nello esclusivo dominio dello spiritualismo ,


'e del materialismo.

Partiamo adunque da questo principio, esistere un ordine


morale, obbligatorio per tutti gli esseri liberi e intelligenti che

poterono procurarsene la cognizione.


Potrebbero questi esseri morali essere di natura tale che
ciascuno di loro avessei mezzi necessari di conoscere le leggi
dell ordine, di confermarvisi, e di attendere la propria destr
nazione morale, potrebbero essere di tale natura, che tra essi
non esistesse alcun rapporto, ovvero che il loro mutuo com
mercio, quantunque spoglio di ogni costringnnento, non po
tesse mai arrestare il loro cammino verso il line al quale sa

Rossi. Dir. Pera.

13

146

rebbero destinati. In questo caso, non vi sarebbe ordine inter


mediario tra quello della creazione individuale
morale.

e 1 ordina

Esaminiamo infrattanto pi davvicino i fatti di questo


mondo. Vi esistono indubbiamente esseri liberi ed intelligenti.
Vi trovano adunque e la legge morale e la giustizia esseri re

sponsabili: la prima pu trovarvi degli infrattori, pu la se


conda incontrare degli oggetti di giusta punizione.
Pure, che I uomo? Un essere debole che non in armato

lalla natura, eSposto a maggior copia di danni di quello che


non lo sia il bruto, e che abbandonato alle sue proprie forze

individuali. resterebbe al dsotto di questo;

Unessere intelligente, ma che, ci nullameno , pu ri


manere in uno stato di animalit quasi Completa, in una igno

tanza quasi assoluta della legge morale;


Un essere libero, ma che pu cos l'attameute essere sog.
qiogato dai sici bisogni e dalle necessit immediate della vita
animale , da rimanerne solfocata la sua libert, la sua volont

non con altro esercizio che quello di fuggire le pi acute


solferenze;
Un essere morale, ma la di cui responsabilit, per le

siiespresse cagioni, pu essere debole , e nulli tutt' affatto gli


afOlZl di perfezionamento.
Ci nullamcno questo medesimo essere pu divenire abile
' potente come Franklin, sublime come Newton, saggio come
mente.

A mezzo di che? Per il principio della pacifica coesi


<tenza co suoi simili, e per quello del mutuo soccorso; per
la societ;
_
Per tal modo, luomo , in quinto luogo, di sua natura

un essere socievole? Deve risultare affermativa la risposta, a


meno che non si supponga che esseri morali e perfettibili
siano stati consacrati in invincibile modo al disordine.

Dopo ci, ancora necessario enumerare tutti i fatti della


umana natura che provano la sociabilit dell uomo? E egli
mestieri ricordare qui che luomo non cerca solo la donna per
ottenerne un possesso passaggero e smemorato? Che il pri

mo elemento della civile societ, la formazione della famiglia,


un fatto costante e
glio, la_necessit del
luminose prove della
lammemoreremo noi

universale? Che la facolt, diciamo me


linguaggio, pur anco una fra le pi
fraternit naturale della umana speme?
la necessit di un comune lavoro onde

bastare ai bisogni i pi urgenti della vita, anche se fosse a

'

.
'4
mezzo della pesca e della caccia? Parleremo noi del sentimZnto
dell evidenza applicato da tutti gli uomini precisamente agli

oggetti d un comune interesse? Di questo sentimento vivo,


universale, unanime sopra un immensit di punti, anche sopra

di quelli che il ragionamento volle in seguito contestare? Queste


comuni credenze si chiameranno pregiudizi, errori; nonv dispu
tiamo sulle parole: esistono le credenze, esse sono universali.
e- non comunicate da u0mo a uomo, un visibile legamedi
sociabilit.
'

Poco importa alla quisti0iie che esistano popoli, il cui stato


sociale sia estremamente imperfetto; che ve ne sia che sem
brino resistere ad ogni tentativo di civilizzazione. Quanti non esi
stono uomini di cui non sviluppata l intelligenza, di cui pi
che dubbia e la moralit! E questo forse lo stessoche dire
che non esistino uell uomo e il principio dell intelligenza, e

quello della moralit, e che non abbia l uomo obbligazione di


coltivarli? Alcune centinaia di starnoti che si strascinano pro
vano essi alcuu che contro la disciplina e la bravura di unarme'.
Tutte le individualit non seguono le medesime forme di

sviluppo. Sul teatro del mondo havvi una maravigliosa variet.


Essa li colpisce tanto pi, in quanto che noi misuriamo il
tempodalla nostra scala personale. Ma si rigetterebbc una ro
gola sul fondamento di alcune eccezioni, che forse altro no
sono che ingannatrici apparenze, se si concludesse da quasi.
variet, non essere la sociabilit legge della umana natura, e l..
vita sociale non un dovere per l uomo.

Tale luomo. Lintimo sentimento gli rivela le basi


principali dellordine morale e lo porta a conformarvisi. L.

ragione gli serve di lume onde conoscere le parti pi nascoslt


del vero e del bene, e i risultati della giustizia e della ingin
stizia. Lo determina il libero arbitrio; esso la sorgente (l0lln
sua responsabilit morale, del merito e del demerito.

Queste molle per rimarrebbero quasi inattive senza ii


concorso di un altro elemento della natura umana che l.
sociabilit.
La societ fu data all uomo come mezzo di soccorso, quale

elemento di cognizioni, come mezzo di sviluppo. Lo sviluppo


sociale il compimento nel mondo del di lui destino, un mezzo
della sua destinazione futura.

Per tal modo la sociale esistenza non solamente un di


ritto dell uomo. ma anche un dovere.
A noi sembra essere essenziale questo punto. Questo un

principio fondamentale della dottrina che noi professiam0 e che


viene distinta da un gran numero di teorie.

146
Ein un mancare alla legge morale della natura umana ,

non cercando di consolidare ,- e, per quanto sia possibile, miglio


rare il sistema sociale.
,
Ma , per ci stesso , onde la societ sia legittima, dev es

sere per tutti un mezzo di cognizioni e di sviluppo.

Ora , onde raggiungere questo fine, non basta una qua


lunque riunione di Uomini senza legame e senza regole.
_

Cosi la societ civile, lo Stato, non proviene dal semplice

fatto dellaggregazione (1 uomini in un determinato spazio. La


societ un fatto complesso; essa il prodotto di tre elementi
costitutivi: di una riunione duomini che ne forma la base, di

un ordine che ne fissa le leggi, di un potere che la protegge.


Ritorneremo poi sopra (Inestultiino elemento: accingiamoci da
principio a sviluppare le due prime.
L aggregazione di un certo numero di famiglie, operata
in un modo permanente, e il fatto fondamentale della societ.

E anche il fatto primitivo. Nessuna convenzione propriamente


della non lo precede; le circostanze ne determinano le forme -,
l'estensione ed il luogo che gli serve di lealro. Le idee di
possesso esclusivo, di luogo di nascita, di p11ria , sviluppansi

e vengono a cimentare l unione; a poco a poco queste idee

prendono uno sviluppo maggiore, e finalmente l astratta idea


dell essere morale e quella del diritto pubblico sortono in tutta
la loro purezza.
E cos che si sviluppa il secondo elemento della societ.
il principio morale, lordine, simpossessa a poco a poco del
fatto materiale della associazione, per ci solo che havvi coesi
stenza in un dato spazio di un certo numero di esseri intel

ligenti e sucievoli; che esistono fra loro rapporti; che vi lo


concorso ad un fine comupe di un gran numero di forze ma
teriali e morali. La ragione non potrebbe restare gran tempo
al cospetto del fatto dell aggregazione senza scoprirne le leggi,
senza rivelarle e prescriverle; in una parola, senza proclamare

l ordine sociale.
Ma in che consiste precisamente l ordine sociale? Quali
sono le, leggi generali che egli impone allassociazione ?
Ci vuol essere spiegato; imperocch la nozione dellordine

sociale una di quelle idee complesse di cui spesso si abusi


abbandonandola nel vago, donandole una estensione indeter
minata che si presta a tutto e serve a tutto giusticare. Si ti
ranneggi spesso e spesm ancora in nome dellordine_sociale.
La tirannia popolare essendosi impossessata del moto-di salute
pubblica, di bene del popolo ecc. altre tirannie lo cancellarmm

- 149

dai loro protocolli, e fu lespressione di ordine sociale che


ebbe l onore di rimpiazzarlo. Cosi come fa della salute pub
blica, anche lordine sociale fu considerato come un qualche
cosa in se medesimo, come un essere a parte, tutto allatto in
dipendente da membri della societ che ci ha vessati, oppressi,
tormentati per il bene dell ordine sociale che doveva proteg
gerli. Lordine sociale divenne un idolo, e si conosce chi ap.

profitta deisovente sanguinosi sacrificn che esigono I sacerdoti.


In ogni cosa lordine non che la ragione. L ordine so
ciale la ragione applicata, se occorre coattivamente, alla coesi
stenza ed al libero sviluppo delle umane uguaglianza.
Si pu, e noi l abbiamo gi detto, considerare ciascun
uomo come un centro di attivit sica e morale, avente una

sfera propria. Ciascun uomo in effetto dotato delle mede

sime facolt; ha in lui il principio dei medesimi diritti e dei


medesimi doveri, ha una carriera a percorrere, un fine a rag
giungere, ed una personale rispousabilit. Di conseguenza ogni
u0mo ha il dovere di agire ed il diritto primieramentc di non
essere impedito, in secondo luogo, se si pu, di essere aiutato.
Il primo dei doveri che hanno "gli uomini fra di loro :
quello di non nuocersi al ne di ottenere il vero e<l.il bene ,

n a quello del piacevole e del beuessere; aiutarsi poi nel


l uno e nellaltro costituisce il secondo dovere.
A queste condizioni possdrile lo sviluppo della specie
umana. lorrendo in luce queste due condizioni, queste sono
le condizioni che la ragione umana rivela della sua propria
esistenza o almeno della propria attivit. Senza di loro 1 intel

ligenza e la moralit dell uomo non sarebbero che germi sof


focati dal peso della vita animale, dell uomo materiale. Cos la
ragione non potrebbe svilupparsi senza concepire nel medesimo

tempo la condizione del proprio sviluppo, il rapporto di ugua


glianza fra uomo e uomo, e la protezione immediata di questo

rapporto; in altri termini, lordine e la conservazione dell01


dine, il diritto e la giustizia che lo sostiene, realizzati in questo

mondo dallo Stato.


Queste tre idee, diritto (1 eguaglianza o di libert (queste
due parole ben considerate esprimono la medesima idea) fra
u0mo e uomo, giustizia che lo protegga, Stato nel quale si

realizzi, sono tre idee che in ogni tempo ed in ogni luogo si


sono sviluppate colla ragione, ed hanno dominato l umanit

dacch ella ha potuto conoscersi. Da ci ne deriva quellac


cordo unanime e pratico degli uomini, esseri

intelligenti ma

liberi , nelle nozioni fondamentali della societ, del governo,


della giustizia sociale e immediata.

't50

Lo Stato , vale a dire lassociazione umana e l ordine, agli


occhi della ragione ha la medesima legittimit che la tutela
peri minori. La tutela non conferisce al minore alcun diritto

particolare: essa lo aiuta a mantenere in fatto la sua ugua


glianza di diritto in faccia ai cittadini pi saggi e pi forti di lui.
La societ la tutela dei debolicontro la forza ed il raggiro.

Questi sono ma
mezzi,
coi necessarii
quali mantenere
il diritto
cui
appartiene;
mezzi
, legittimi.
la di acuicolui,
nozionel
si sviluppa nell uomo coll idea medesima del diritto, e ne

inseparabile.
.
Frattanto quali sono le leggi dellordine sociale?
Data una volta l esistenza dellassociazione, risultano da
questo fatto tre classi di rapporti:
I rapporti dell unione con coloro che non ne fanno parte;
I rapporti dell unione considerata nel di lei insieme, come
corpo morale. cogl individui che la compongono,

I rapporti di questi individui fra di loro.


Quantunque numerosi a primo aspetto sembrino tutti
questi rapporti, essi per si classicano sotto tre capi . deri
vano da tre maniere di essere: soccorso, ostilit, indifferenza.

_ Non coqcepibile una quarta maniera di essere. Ora, qual il


diritto che risulta da queste tre specie di rapporti?
Quanto ain stranieri, se soccorrono l unione hanno diritto
alla riconoscenza ed alla reciprocit.

Se respingono le domande di soccorso, le proposizioni di

alleanza, di amicizia, pu essere immorale la loro indillcrenza ,


ma non d il diritto di spiegare la forza contro di loro.
Se minaccia-no l unione, pi ancora, se essi lattaccano 0
io arrecano nocumento, essa ha il diritto,enlro i limiti della

necessit, di rendere il male per il male.


Qual specie di male? Quel male_clre sar per essi il ri
sultato della difesa e della riparazione.

Qui non si potrebbe

parlare del male prodotto dalla pena. La societ offesa in


uno stato di uguaglianza rispetto alloflensore, essa non ha
sopra di lui la superiorit del giudice; non possiede nemmeno
i mezzi di ben giudicare; finalmente le basta la dlfesa.

Quanto ai membri dell unione, la societ, essendo un corpo


morale, non vive che dei servizi che essi le rendono. Ma la
societ per essi un dovere, questi servizi adunque sono un

debito. La societ ha diritto di esigerli. Essa pu ricompensare


i servizi straordinarii, ha. il. diritto,_ entro i confini del biso
gno, di costringere con tutti I mezzi legittimi che possiede i

cittadini a renderle i necessari SCI'VIZ. Colpevole colui clic


glieli riuta.

i
, i5i
Se, inoltre, esso attenta all esistenza del corpo sociale , se

vuole togliergli i mezzi di esistere pacificamente e regolar


mente, finalmente se spiega la forza contro lordine pubblico,
viola il medesimo dovere in grado pi eminente. Pi grave
il delitto. La societ, entro i limiti di quel dovere che le impone
di conservarsi, ha il diritto di rendere male per male.

Qual specie di male? Tra poco incontreremo questo ar


gomento.

Quanto ai membri della associazione fra' di loro, se tutti


gli associati ascoltassero la voce del dovere , se nessuno fra di

essi non si slanciasse fuori dalla propria sfera dattivit allo


scopo di usurparc quella d altrui, sia per impedire lo sviluppo

morale de suoi simili, sia per portar danno al loro ben es


sere, tutto andrebbe per il meglio.
Ma se avviene il contrario, se le passioni, la violenza agi
tano gli individui, e che la forza prenda luogo di diritto fra
essi . l interesse invece del dovere, regnerebbe nella s0ciet il

disordine, l associazione non produrrebbe punto i suoi efletti, e


senza essere attaccata direttamente, non tarderebbe molto ad

essere disciblta. Unaltra legge dunque dellordine sociale i:


la garanzia della libera azione di ciascun individuo nella sfera
del proprio dirilt0, la protezione dell uguaglianza.

Una volta che si sieno ottenute queste garanzie, esiste


lordine sociale, produce i suoi effetti, e rigorosamente nulla

avvi di pi necessario allo sviluppo morale e materiale del


I umanit.
_

E vero che questo sviluppo pu essere accelerato. Se,


non contento di coesistere pacilicamcnte e di approfittare degli
avvantaggi che risultano dal semplice fatto di una pacifica ag
gregazione di un gran numero di individui intelligenti e attivi,

gli associati si aiutano a vicenda con tutti i loro mezzi; se i


forti si affaticano per esser utili ai deboli; se gl intelligenti
superiori si compiacciono a dar lume' agli spiriti poco illumi
nati, se si approfitta del tempo; se raddoppiasi denergia, se
il movimento senza posa aumentato, allora non esiste gi so

lamente lordine sociale, ma esso si perfeziona maggiormente,


e lo sviluppo materiale e morale della specie umana prende

tutta quell altezza di volo che possono donargli le ristrette forze


della nostra natura.
Tuttavolta , quando si parag0na il dovere di non nuocersi
col dovere di aiutarsi, si sente che il primo pi positivo ed
imperioso che il secondo; colui che porta danno al primo pone
la forza individuale in luogo deldiritto, e tratta i suoi simili

|52

fame istrumento di piacere, non compiendo il secondo, non si


a che una ommissione, non si aiuta, ma non si impedisce, non
si usa della propria potenza a vantaggio de suoi simili, ma
non si abusa della propria forza per nuocere loro; non si at
tacca luguaglianza, non la libert altrui, ma solamente non si
uso. della sua in un modo razionale e lodevole.
Il diritto di difesa una misura della importanza relativa
di questi doveri. Che*dicc la ragione allorch un uomo attacca
un altro uomo, che lo priva della propria libert, che tenta di
rapirgli il suo bene? Essa riconosce nell uomo offeso il diritto
di difendersi, il diritto di impiegare la forza Contro la forza,
di nuocere anche all aggressore, se ci necessario. Ma essa
non riconosce neglindwidui il diritto di esigere forzatamente
un servizio, come non riconosce in una nazione quello di co
stringerne unaltra ad aprirle le porte, o di collegarsi con essa,

quantunque lodevole possa essere questa alleanza in essa me


tesima, ed utile ai due paesi.

C0si la societ deve garantire il compimento del primo


dovere, impiegando il comando, anche la forza, opponeudo, se
occorre, il male al male; il compimento del secondo dovere
abbandonato alla ragione individuale, e non sottomesso che

allimpcro della morale.

'

Tali sono le leggi generali che il dovere impone alla so


\

ciet. Considerato nella propria azione materiale, lordine so

ciale consiste adunque essenzialmente nei mezzi di prestar forza


al diritto:
i. Della societ contro gli stranieri che l attaccano , che
la minacciano, o che le nuocono direttamente,
a. Della societ contro i membri dell unione che le ri
utano un servizio legittimo, o che le apportano direttamente

un danno;

3." Finalmente dei membri dellunione che usurpano i

loro diritti. '


Arrc_,iimoci un istante. Esiste una legge morale ed una
giustizia morale; esse sono sole, eterno, immutabili.

Dovunque trovano esseri intelligenti e liberi, devono tro


vare la loro applicazione, il loro pratico compimento.
Esistono in questo mondo cSSeri intelligenti , liberi, respon
sabili; avvi l uomo.
Ma luomo un essere socievole, anche la sociabilit
una legge della sua natura;_ la soCiet per lui un dovere
morale, e lordine necessario al line della societ.

L"uomo che tenta di arrestare o di turbare lordine so


ciale, dunque essenzialmente ingiusto verso i suoi simili.

i53

Esiste adunque pell uomo una categoria di doveri, una


sorgente di responsabilit particolare alla propria natura, nel
senso cio, che esse sarebbero

raticamente straniere all' essere

intelligente e libero destinato a

una esistenza isolata.

Dico praticamente, imperoccb, da principio esse discendono

da questi eterni precetti:uon nuocere ad altri; usare dei mezzi


della propria natura legittimamente e conformemente al loro
ne. Frattanto la legge, la giustizia, l uomo e l'ordine sociale,
tali quali noi li abbiamo descritti, essendo dati, che sarebbe

per arrivare, se la giustizia assoluta spiegasse immediatamente e


completamente la sua azione, tutti i suoi effetti in questo
mondo?

Tutto sarebbe bene, nel senso cio che gli uomini e la


societ troverebbero in una giustizia infallibile ed immediata ,
la protezione che loro necessaria onde esistere e svilupparsi
in conformit della loro natura.

Essendo liberi gli uomini , potrebbe sempre riprodursi il


disordine; ma potrebbe anche essere arrestato in tempo utile.
Questo intervento produrrebbe effetti, diversi:
Compirebbe l espiazione ;
Riparerebbe completamente, immediatamente, dopo cia
scuna violazione di dovere, i danni portati all ordine morale;
Potrebbe operare la interna riconciliazione con lui mede
simo e colla legge morale;
In oltre:

Contribuirebbe potentemente alla correzione del colpevole;


Servirebbe d istruzione per tutti gli altri;

Finalmente, prevederebbe in gran parte la rieffettuazione di


fatti simili.

Iprimi effetti appartengono pi specialmente allordine


morale, i secondi allordine sociale.
Essa non sarebbe disconosciuta da alcuno: parchi: l uomo

colpevole sarebbe l oggetto di una giusta punizione, e niuno


potrebbe rivocare in dubbio la superiorit del giudice.
Ora qui presentansi due fatti irrecusabili.
_
Primieramente, la giustizia assoluta non isviluppa in questo
mondo tutta la propria azione direttamente. Per l uomo col.
pevole, i rimorsi, la reazione dell offeso, lavversion_e e l ese
crazione de suoi simili. sono quaggi (fatta astrazione dalla

giustizia sociale ) le pi luminose manifestazioni della giustizia:


In secondo luogo, 1 ordine sociale non esisterebbe solo
coll aiuto di questi mezzi della giustizia immediata. E questa
una verit riconosciuta da tutti i sistemi.

I 54
Ma perch la giustizia assoluta non si manifesta completa"
mente in questo mondo in un modo diretto, e forse cangiatc

la natura morale delle cose? Lo sviluppo dell umanit, la so-f


ciet e l ordine sociale, che ne sono i mezzi, cesserebbero di
essere doveri? Il male non merita ein forse di essere sempre
retribuito dal male?
, Posiamoci nel centro della societ.
L uomo, dicemmo, ha il dovere verso i suoi simili di

conservare lordine sociale e di concorrere al di lui perle


zionamento.
'
Attaccando luomo , o turbando questo ordine , violando

questa categoria di doveri pratici speciali alla umanit,_ess


ha violato le leggi morali, ha offeso i suoi simili, fu ingiuto
verso di loro.

Che ein sia punito, se realmente fu colpevole, se fu pu


nito a dovere, la di lui punizione intrinsicarncnle legittima.
Da dovunque essa venga, , astrattamente in se medesima
giusta.

'

E di vero , ascrtxamo quest uomo, che potr egli dirci?


Io non l ho meritata , non debbo essere un oggetto di puni

zione? No, esso ha fatto il male, punirlo


mente giusto.
Solamente egli potr dire: non da
non in'qucsto modo che io debbo essere
domanda un superiore, un giudice delle

adunque assoluta.
_
voi, non adesso,
punito. La giustizia
mie azioni, il quale

5 interponga a buon diritto fra voi e me.

Esso ha ragione, se si oppone a ricevere questa pena da


un individuo qualunque , dal primo venuto. Non vi ha supe
riorit; non possono produrre i loro titoli, giusticare la loro
missione.

Avviene forse lo stesso del potere sociale? Questo potere


un fatto. Se questo l'atto legittimo, questo potere ha i suoi
diritti, la propria superl0rit, la sua missione.

Se questa. missione esiste, comprende essa l esercizio della


giustizia penale?
.
_

Se la comprende . labbraccra_ anche in tutta l estensione


della giustizia assoluta?
Esaminiamo

La societ risulta primieramente dall unione che la co


stituisce, e dall ordine sociale che la mantiene.

Ma l ordine sociale pu mantenersi solo? L ordine sociale


ha le proprie leggi: nel le abbiamo indicate. Esso esige fra

le altre cose che se attaccata l unione, essa sia difesa; che

155
se le individualit appassionate o egoiste irrompono sul diritto
altrui , trovino l ostacolo di una forza legittima che viene in
soccorso di questo diritto.

La ragione ci rivcla queste leggi; la coscienza le confessa:

esse sono obbligatorie.


_
Pure, se l ignorante le disconosce, se il cattivo le calpesta,
cessa l esistenza materiale e pratica dell ordine sociale, con
lui la societ e colla societ lo sviluppo della umanit.

Sono adunque necessarie e una intelligenza che comandi,


ed una forza che reprimi; necessario un potere conservatore
dellordine: questo potere Il sociale. so razionale e le

gittimo come lordine sociale, come la stessa associazione. Egli


il terzo elemento della socret.

La di lui legittimit ed autorit proviene dalla ragione.


Cosi riduccsi ad un fatto materiale, perde la propria legittimit,

quando non pi I espressione de la ragione applicata aller


dine sociale, essendoch Il diritto risulta dai rapporti sociali,
sostenuto, se occorre, dalla forza.
Rivelare il diritto, imporlo , in una parola, comandare ,

suppone la conoscenza di q}uesto diritto.


Usare della forza, in iggere un male entro i confini del
diritto, suppone moralit, giustizia.

Dunque il potere appartiene alle intelligenze illuminate,


alle volont pure e regolate. ,
Egli un negare la ragione, quando si nega la legitti

mit di questo potere, quando gli si vogliono contestare i


diritti, reclamare contro' la sua autorit.
Per tal modo, il contrario delle proposizioni che noi ab
biamo esposte, l' assurdo.

Vale a dire. Il potere non che la sragionevolezza , esso


riceve i propri titoli o dalla forza, o dalla follia, appartiene
all imoranza ed al vizio.

2liprendiamo. Onde raggiungere il proprio ne, occorrono


al potere sociale dei mezzi: ed essendo questo potere legittimo,
ha diritto a questi mezzi.
Ma anche questi mezzi devono avere la loro legittimit.
Essi devono essere conformi alla legge morale e proporzionati

al biSogno. Se essi lo oltrepassano, non sono che abusi.


Trattasi di mantenereda_ pacifica e regolare esistenza della
societ verso e contro tutti. Perci, bisogna prima di tutto ga

"antirla contro gli attacchidellesteriorc, e donarle nell interno


{un governo, una forza, e mezzi materiali di sviluppo e di azione.

)a,ci il diritto di pace e di guerra, il diritto (1 imposta , il

i56

diritto di coscrizionc ed altri. Queste Sono materie che non


appartengono al nostro soggetto: passiamo oltre.
Rimangono quegli attacchi che gl individui possono muo
vere indirettamente o direttamente all ordine sociale.
Quali sono i mezzi legittimi di protezione?
gni mezzo necessario, utile, basta che sia nel medesimo

tempo ammesso dalla giustizia. Prima presentasi listruzione.


Noi non vogliamo affermare che in ogni tempo ed in ogni
luogo, quali che siano le circostanze e la forma di governo, il
potere debba darsi il carico della pubblica istruzione e diri
gerla. E questa una quistione di diritto politico, la quale, a
nostro avviso, non pu essere sciolta di una maniera assoluta.
Ma ogni governo ha il positivo dovere di non arrestarsi, di
fav0rire per quanto sia in lui la propagazione dei lumi.

Ma gli appartiene la speciale istruzione sulla qualit e


gravit dei delitti sociali. Questo il comando, la positiva
espressione della legge. Per certi casi, questa espressione deve
essere pi chiara e pi dettagliata che per altri. Sovente il male
morale, e soprattutto il male politico di un fatto criminoso
rimangono celati all occhio volgare. Spetta al legislatore si
tuarli nel loro vero punto, prima col mezzo della legge, ed an
che con mezzi pi popolari ancma. se ha motivo a temere
che nella comune opinione non sarebbero apprezzati come me
ritano e la immoralit e il danno prodotto da alcuni misfatti.
Frattanto, bastano al mantenimento dellordine sociale

1 istruzione ed il comando? Niuno lo pensi. Il potere deve


ricorrere a mezzi materiali.
.
Uno di questi consiste nella polizia preventiva. Ma si sup
porrebhe ci che ancora quistione, se la polizia preven
tiya si attubuisse, isolatmnenie considerata, lefcacia che

essa pu avere quando seguita dalla giustizia penale. Nella


Supposizione die la scoperta di un tentativo criminale non
tragga seno altra conseguenza triste per il colpevole fuori della
interruzione del delitto, ridurrebbesi ad assai poca cosa I azione

della polizia preventiva. Essa non potrebbe altro operare, che


impedire la consumazione di alcuni delitti con un immediato
intervento, o pigliaudo la difesa, ropriamente detta, dell indi
viduo attaccato. In questo stato di cuse, onde renderla efficace,
bisognerebbe donarle una spaventevole estensione. Occorrerebbe
che una societ civile avesse guardie di un altra. E chi sor
veglierebbe i guardiani?
La olizia, quantunque esecrato sia questo nome , , senza

dubbio, legittima quando impiegata allo scopo di prevenire i

IS

mali ed i delitti. Somma riconoscenza si avr colui che scoprir


il segreto di togliere ad essa due taccie che sembrano inerenti
alla sua natura: 1 immoralit dei mezzi e la mania di invadere

la intera societ. La polizia, anche onesta, e quello fra i sociali

poteri che pi tende a considerare lordine sociale come qual


che cosa in s, facendo sempre astrazione dain uomini, eccet
tuato quando trattasi di opporre loro degli impedimenti.
Checch ne sia, esso e evidente che listruzione e la po

lizia preventiva non bastano punto al mantenimento dell ordine


sociale.

0 meglio, si pu forse dissimulare che l uso di questi


mezzi e impossibile a meno che lordine non sia di gi sta
bilito e bastantemente assicurato? In una societ abbandonata

senza freno allimpulso delle passioni, agli eccessi della forza


individuale, 1 istruzione, la polizia, ed ogni istituzione disar

mata impossibile,. o rimane senza effetto. Lo prova la storia.


Questi non sono che mezzi secondari, ausiliari. Essi possono
solo acquistare grande efficacia, e forse addivenire mezzi prin
crpali, col tempo, col progresso della societ, col graduale

perfezionamento dellordine pubblico; e pu forse essere (eh


oserebbe porre dei limiti allavvenire?) che essi addivengano
i soli necessari.
Infrattanto, come sar mantenuto l ordine sociale?

Si ricorrer alle ricompense?

A che fine arrestarci a parlare di ri:ompense? Fu molte


volte dimostrato che la ricompensa e un mezzo insufficiente
al mantenimento dellordine sociale. Forse pu essere che non

si abbia fatto ben rimarcare quanto un sistema di ricompense


materiali ed immediate, accordate per il compimento dei do
veri i pi stretti ed i pi sacri, anche allora che sarebbe

possibile porlo in atto, sarebbe dannoso per le sue tendenze ,


e bentosto pernicioso pe Sl|0l effetti.

Bisogna adunqneuscire dalle vie della dolcezza- Il potere


sociale non presterebbe una bastevole forza al diritto: esso
mancherebbe al dovere che gli imposto, se non facesse in

tendere al delitto un linguaggio severo.


Esso lo minaccier. Di che? Dei danni di quella difesa
che pu opporgli? Sar legittima, ma inutile la minaccia. li
se il potere non avr di mira di andare oltre il senso di queste
parole, e di oltrepassare i confini del diritto di difesa, sara
anche insufficiente. Ci fu da noi dimostrato.

' Gli adunque mestieri minacciare il delitto di un male


Rossi. Dir. Pen.
14

158

maggiore di quello che siala semplice reazione difensiva , ma


(1 un male che sia ugualmente legittimo.

La riparazione ne una seconda specie. In. molti casi ,

effettivamente basta per il fine della societ il male della.pa


razione imposta al colpevole. In, questo caso, la legge positiva
non accorda alla parte lesa che unazione civile. Tutte le le.

gislazioni _0ffr0nO esempi di questo mezzo'che il potere sociale


impiega per la protezione dei diritti individuali. Ad esempio
si pu citare la lesione nel contratto. dl vendita, ed altre specie
di danni.
'
Ma sempre p05sibile la riparazione?qBasta essa al man
tenimento dell7 ordine sociale? Se il potere si limitasse a questi
mezzi di dare aiuto ed assistenza al diritto, avrebbe compiuta
la sua_ missione? Niuno oscrebbe affermarlo.
E d uopo adunque operare di pi._
_
Se i mezzi preventivi d istruzione e di, polizia ,

Se i mezzi. di ricompensa,
Se il male initto dalla difesa,

Se il male della riparazione sono insufficienti

o inutili

qualealtro legittimo mezzo rimane al potere sociale?


Uno solo, il male della pena

'

0 bisogna rinunciare ad ogni idea di diritto e di giustizia,


e porre francamente al loro posto il fatto e la forza, o bisogna
ammettere questa conclusione.

lmperocch non esistono che tre sole specie di mali, di


patimenti, che possano essere initti giustamente ad un uomo
contro il di lui.'c0nsenso quando esso in istato cl avere una

volont: il male,cio, della difesa, quello della riparazione, e


quello della pena propriamente detta , della punizione.

Ma ;la punizieue non un male initto, per il piacere e


linteresse d un individuo ,' o d un numero qualunque d in

dividui; essa non un male inflitto unicamente al ne di fare


un esperienza, o di produrre una certa impressione suin spet
tatori: essa non _, finalmente, un male unicamente initto al

fine di ottenere per questo mezzo un bene pi grande.


I
E possibile che la pena produca questi (effetti, o alcuni di
questi effetti, in tutto o inparte.
.

E lecito il presentire e trarre partito dain effetti che pu


produrre il fatto della pena.
.

E permesso, o minacciando la pena od iniggendola_, di


procurare questi effetti, in quanto non. si snaturi la pena in s .

stessa, che non lesi tolga il di lei carattere e la di lei le'


gittitnit.

1...

'

i5

Finalmente, se si ha diritto di iniggere la pena SOl09ltl


quanto ella potrebbe produrre alcuni di questi effetti, non

solamente permesso, ma giusto, di non farne la minacciae lappli

cazione, se non se nel caso che questi effetti possano realizzarsi.


Ma la pena in se medesima altro non cbe la retribu
zione fatta da un giudice legittimo, con ponderazione e misura

del male per il male.


-

Se non si scontrano simultaneamente nellatto questi ca


ratteri, vi sar minaccia, e applicazione di un male, ma non

pu farsi allora quistione di pena.


Vi sar minaccia, o applicazione di un male, non mai di
un male legittimo.
Se , al contrario, questi caratteri si trovano nell atto, anche

allora che esso ha per risultato il patimento di un essere libero


e morale, l atto le\ ittimo.

E dunque giustiiicata la legge penale;


Imperoccb noi abbiamouu potere legittimo, il potere
sociale ,

Impicgando per un ne legittimo il mantenimento del


I ordine sociale ,

'

'

'

Un mezzo legittimo, la minaccia di retribuire con misura

il male per il male;

'

Ma sarebbe illusorio il mezzo, se, nel caso concreto , ts-;.i


non si mettesse in esecuzione. Il diritto di fare la minaccia l'ac
cbiude duo ne quello di farla eseguire. E il medesimo diritto
sotto due diverse forme.
Ora, qual questo legittimo potere che minaccia di re

tribuire il male per il male, e che orette ad esecuzione la sua


minaccia ?

il diritto di amministrare la giustizia.

'

Ma quale giustizia? Quelli che ci fanno porre in campo


questa singolare quistione, sono gli errori delle Scuole ed i
falsi sistemi;
}
'
La giustizia una. Che le si diano nomi diversi, epiteti

differenti, secondo i diversi casi ai quali si applica , poco im


porta, imperoccbi: questi nomi non sono che parole. Se espri
mono diversit sostanziali, essi allora rappresentano fondamen

tali errori.
'

Quello che il potere sociale ha il diritto di esercitare in

tutta la sua estensione _ forse la giustizia morale? E la giu


stizia morale, ma' esercitata in un fine ristretto e determinato,

la_ garanzia degli elementi costitutivi dellordine Sociale; la


giustizia morale, ma esercitata concorrentemente Cogli altri mezzi

in -b.'. ._1

i60
di garanzia, e solo in quanto questi mezzi sono per s soli
insufcienti; e la giustizia morale, ma confidata ad esseri im
perfetti e fallibili.

Il piacere ed il dolore sono , entro certi conni, a dispo

sizione del potere sociale, ein ha il dovere di impiegarli, ma


secondo il principio fondamentale della giustizia.moralez il pia.
cere come rimunerazione, il dolore come

unizione.

L' esercizio della giustizia punitiva a. mezzo del potere

sociale, entro i confini della sua missione, dunque legittimo.


Che ci si riconduca ora l'uomo che noi abbiamo messo

in iscena; egli non poteva obbiettare contro la giustizia intrin


seca, astratta, della punizi0ne, poich nella ipotesi egli era de

linquente e la pena era equa. Solamente domandava un supe


riore, un giudice legittimo.

A questo fine opporr egli di non ricevere il potere so


ciale? Esso non lo potr che negando in un modo assoluto la
legittimiiiidi questo potere; imperoccb sein legittimo,
razionale in si: medesimo, lesercizio della giustizia penale,

entro i limiti clic gli sono prescritti, gli appartiene di pieno

diritto. Non si pu riliutarglielo, come non si. pu rifiutargli


un diritto di decretare unimposta. 'L_a sorgente dei due diritti

i: la medesima; la materia differente; il_principio identico.


.ler tal modo esiste il superiore, trovato il giudice. Onde
iilutailo mestiere negare il potere ,sociale; ecco lordine
sociale; ecco la societ; finalmente bisogna rinegare la natura
dell uomo e l ordine morale.

O avvi un vizio a noi sconosciuto nella Serie di questi


ragiupamenti,o noi possiamo concludere,,cbe il diritto di pu

nire e tanto legittimo quanto l'ordine sociale ed il potere


sociale. Esso , {come loro, una legge morale imposta alla

specie umana.

Cosi , tutto si spiega per mezzo di una catena di doveri,


i quali derivano razionalmente gli uni dagli altri, il dovere
lell ordine morale, quello dellordine sociale, quello del po
tere sociale, finalmente quello della giustizia umana. il primo
il fine, gli altri sono i mezzi..
L ummagiustizia' dunque una legge naturale, un ele
mento del sistema morale in questo mondo, come la gravit -
una legge del sistema fisico, destinata a trattenere i corpi entro
-l orbita che loro segnata.
Istruzione e giustizia, e nella giustizia compresa una

parte essenziale dellistruzione, costituiscono il sistema somale


.tuit intiero , tutto il dovere, tutto il diritto dei poteri della

16i

societ. Tutte le altre parti del sistema sociale, quantunque


brillanti esse appaiano, non sono che mezzi onde arrivare a

questo risultato, e conservarlo. Ogni potere che adempie queste


condizioni legittimo, imperocch conforme alla ragione ed
all ordine morale. Ogni potere che professa di non adempierle

non esiste che di l'atto, qualunque sia la sua antichit.


In questo senso, [lume ha ragione di dire: a: Noi dobbiamo
guardare il vasto apparecchio del nostro governo, come se non

avesse altro oggetto od_ altro ne che la distribuzione della


giustizia; in altri termini, il mantenimento dei_dodici giudici.
Il re e il parlamento, le flotte e le armate, gli ulciali pubblici,
li ambasciatori, i ministri, i consiglieri della corona, tutto ,
subordinato a questa parte dell amministrazione. Questa

idea in espressa in poche parole da l\lassillon, quando nel pa


iiegirico di s. Luigi chiama il _tropo un tribunale della giu

stizia. Egli chiaro che la giustizia sociale, il di cui eser


cizio dato al governo, abbraccia tutte le diverse ramicazioni
del diritto, e, se noiabbiamo insistito principalmente sulla

giustizia penale, in principalmente perch essa qui 1' oggetto


speciale delle nostre ricerche.

La giustizia ripara, essa punisce. Ripara colle condanne


civili; punisce colle condanne criminali.
Ma che essa sia civile o penale, amministrativa o com
merciale, trae sempre la propria legittimit dal medesimo prin
cipio: tutte queste forme della giustizia ritornano sempre al
lobbligazionc di prestare asmstenza al diritto per il manteni
mento dell ordine sociale.

Egli in virt del medesimo principio che, sotto una


forma o sotto un altra, la giustizia legale nomina un tutore,

determina le condizioni di un testamento, condanna il manda


tario maldicente al pagamento dei danni ed interessi, e las'

sassinp alla pena di morte.


i in virt del medesimo principio che gli penibito di
togliere uno scudo a colui che non lo deve, e di condannare
un innocente ad un giorno di prigione, quandanche questo

scudo, questo giorno di prigione dovessero produrre le pi


salutari impressioni psicologiche, essere utili ad un intera na
zione, fare un immenso piacere al genere umano tuttintiero.
Il ben essere, l utilit, risultano dalla giustizia; essi non

ne sono n la giusticazione, n la causa prima.

'

La giustizia, imposta alla societ come un dovere, come

una legge merale, protegge anche gl interessi materiali, essa


ii protegge, non come interessi, ma come diritti; quando
'1

|62

non sono che interessi, essa non esita a calpestarli, se

cr

avventura osano impedirla nel suo cammino. Emanazione el


1 ordine morale, essa e all' ordine morale che tende; mani
festasi agli uomini onde ricordar loro i principi dell ordine
morale, ed onde fornir loro i mezzi, coi quali elevarsi alla sor

gente celeste dalla quale essa emana.

'

Ma, se tale l origine della giustizia sociale, se in essa


si deve scorgere, rpxasi direi, una delegazione parziale delleterna

giustizia, potr el a essere esercitata da un potere umano senza


condizioni e senza regole?
Noi abbiamo gi conosciuta l'origine della giustizia umana,
e perci potemmo conoscere i suoi conni, le sue condizioni

ed il suo ne. Meditiamo per ancora di nuovo questo tanto


importante soggetto: dovessimo essere accusati di presentare
le medesime idee sotto altre forine, il timore di questo rim

provero non potrebbe arrestarci , quando si tratta di mettere


in luce i veri caratteri della giustizia penale.

La sua natura ne spiegher le condizioni, il suo ne ne


segner i conni. Questa importante ricerca che assai ci avvicina

al positivo della giustizm penale, former il soggetto del ca i


telo seguente, nel quale cercheremo di stabilire i principi del
dstcma, le basi delledicio tutt intiero. Ricercando l origine

del diritto di punire, spesso dovemmo parlare della umana


giustizia in generale; possiamo ora rinchiuderci pi rigorosa

mente nel campo della giustizia criminale.

CAPITOLO XI.

Giustizia penale: suo fine, sue condizioni e suoi confini.


L umana giustizia un elemento dellordine sociale; la
giustizia assoluta, un elemento dell ordine morale.

Il ne della giustizia assoluta consiste nel di lei compi


mento: essa percln: .

Il ne dell umana giustizia a esteriore e ristretto.


Essa ancora la giustizia assoluta, ma la giustizia assoluta
solo applicata alle violazioni dei nostri doveri verso i terzi, in
tanto in quanto queste violazioni turbano in sensibile modo
l ordine sociale. Applicandosi ai fatti sociali, essa non deve
proporsi un ne che pu trasportarla fuori dei limiti di questa
assoluta giustizia da cui essa emana.

Dicesi che prevenire i delitti un diritto del governo.


Esso pi che un diritto, anzi un dovere.

|63

Ma, forse mestieri compiere i doveri con un mezzo


siialunque, ovvero con un mezzo legittimo? Il padre ha il

dovere di nutrire i figli suoi, potr egli nutrirli col mezzo del
furto, anche allora che potrebbe nutrirli in questo modo meglio
che col suo lavoro?
.
'

Il cittadino ha il dovere di obbedire alle leggi; deve esso


obbedire ad una legge iuiqua, ad una legge che gli ordina di

prostituire i gli suoi?

_ _

Il governo ha il dovere di prevenire i delitti, ha egli

perci diritto ad ogni sorta di mezzi? Esso adunque.potr, se


egli ha copia di catene e di guardie, fare delle liste di sospetti

e inviarli ai pubblici lavori; potr tenere racchiuSi nelle sue


galera tutti que condannati che hanno subita la loro pena, e

che non offrono garanzie complete della loro rigenerazione;


che non potrebbe egli? Che si interroghino i fasti della ti
i-annia.
Non duri ne legittima la repressione dei delitti .a mezzo
della pena che a la condizione che la pena sia applicata ai col
pevoli , ed ai colpevoli solamente.

Ma qual pena? Da che si sorpassa di un atomo il male

meritato, non esiste pi giustizia: si ricade nel sistema del


I interesse.

'

dunque, e tuttal pi, il male meritato.

Ma (1 onde viene il diritto d iniggere questa pena?


Proviene esso dal male che si vuole prevenire, ovvero dal
male commesso dal colpevole?
Se la causa primitiva e diretta Consiste nel male che si
vuol prevenire, bisogna concluderne che, a tutto rigore, la
pena.pu essere inflitta indifferentemente all innpcente ed al

colpevole.

Medesimamentc, ove trovasi la misura della pena meritata?


nel male da prevenire, o nella natura e gravit del delitto com
messo? Se essa consiste nel male da prevenire, non si tratta
pi di giustizia; la giustizia non ha altra Vmisura che la na
tura e la gravit del delitto.
' La gravit del delitto pu, per Verit, accrescersi in forza

della gravit del male politico che ne risulta dai cattivi esempi,
dal danno sociale, dall allarme che cagionaz, ma questo aggra
vio, quantunque risulti dal male politico, un aggravio mo
rale. E un aggravio agli occhi della giustizia assoluta, come agli
occhi dell umana giustizia. La gravit deriva dalla violazione

pi manifesta di un dovere verso l ordine sociale.

'

Riassumendo, la s0ciet, se merita realmente questo nome,

164

non deve punire che i Soli colpevoli in misura del loro dc.
htto, che e la causa primitiva e diretta dellazione penale.
Ma il bisogno di

prevenire idelitli, considerato in se

medesimo, isolatamente, come fine principale e diretto della


giustizia sociale conduce o pu condurre a dei risultati diret

tamente opposti; prevenire i delitti non adunque l espressione


rigorosa del fine della giustizia penale.
Il di lei ne essenziale e diritto il ristabilimento del
lordine sociale leso o turbato in uno de suoi elementi dal
delitto.
E ci, in forza degli elti riparatori e preventivi che
risultapo dalla immediata esecuzione della legge morale.
E commesso un delitto, vi fu violazione di un do

vere, l ordine morale deve essere ristabilito. Nel punire vi ha


giustizia assoluta.
Questo medesimo delitto turba esso l ordine sociale?
Avvi insieme e delitto morale, e

delitto

politico;

avvi

violazione dell ordine sociale, il quale anche ha la propria le


gittimit. L ordine sociale pu essere ristabilito, o a mezzo
della riparazione, o a mezzo della pena, 0 per 1 una e per
l altra unite.
Il ,colpo portato allordine sociale con questo delitto ,
0550 di tale natura che, se rimanesse impunito, ne sarebbe tur
bato in un sensibile modo lordine sociale. La giustizia penale
deve agire, se possiede i mezzi di farlo, senza cessare d essere

ci che , e se la sua azione pu effettivamente essere utile al


mantenimento dell ordine sociale.
Ogni atto produce effetti diversi, effetti eventuali, ed ef.

fetti pi o meno legati alla natura di esso.


I naturali effetti della giustizia penale sono l istruzione,
1 intimidazione, il pentimento.
. La giustizia penale deve agire ,_ in caso di delitto, quando

gli effetti' naturali di questa giustma possono svilupparsi a


protto dell ordine sociale.
Essa non colpisce gi al fine diretto di produrre a qua
lnnque costo 1 uno o l altro di questi effetti.
Ma essa non colpisce che allora e in quanto questi effetti,
come tali e nella misura che li produce la sua azione legittima,

possono contribuire alla conservazione dell' ordine sociale, in


giustamente turbato dal delitto.
Per tal modo la giustizia penale non agisce che allora
quando avvi violazione di un dovere;

Non agisce che a profitto dell ordine soci.qu7

i65

Non agisce che per i suoi effetti naturali, e nella legit


tima misura di questi effetti.
.
Quando la giustizia penale esercitata sotto le condizioni

che noi abbiamo indicate, allora raggiunto il fine che noi


le abbiamo assegnato. Imperocch l ordine sociale Conservate;
i delitti lo turbano solo momentaneamente, parzialmente, ma
linsieme vi mantenuto. E perci, che la giustizia sociale,
tale quale noi la domandiamo differisce da questa arbitraria

giustizia, alla quale si assegna un ne che non potrebbe mai


raggiungere;
Vi ha di iii: l umana ginstizia confidata a degli esseri
imperfetti :la giustizia morale un attributo dellessere innito.
Derivano da queste premesse i caratteri che distinguono

la giustizia penale che esercita la societ, dalla giustizia morale.


Da queste derivano i limiti della prima.
Questi limiti sono posti e dal fine ristretto della giustizia
sociale, e dalla imperfezione de suoi mezzi, della conoscenza

e dell azione.
Ma, ancora una volta, le differenze che distinguono la giu

stizia sociale dalla giustizia assolutanon impediscono che esse


'ileriviuo l una e laltra dalla medesima sorgente, e che esse
abbiano un carattere essenziale che loro comune.
Questo carattere consiste-nella giusta ripartizione del bene
odel male, una ripartizione conforme alla legge morale, una

ripartizione che, in alcun caso, non retribuisce il bene per il


male, o il male per il bene.

In altri termini, questo carattere consiste nella verit mo


rale, intenzionale almeno da parte di colui che esercita la giu
stizia sociale.

- Verit, relativamente alla natura dellatto da punire;


verit, relativamente all autore di questo atto; verit, relativa.

mente alla misura della punizione.


Ci che costituisce tre condizioni essenziali della giustizia
penale, sia assoluta, sia sociale.
,
'
Non vi ha pi giustizia, non vi ha pi diritto, se una di
queste condizioni viene ommessa: allora non rimane che un
fatto, un atto di violenza.
Ma esistendo queste condizioni, la giustizia assoluta, nel

campo della morale, non trova confini. Non succede lo stesso


della giustizia penale: essa ha i suoi limiti anche nell ordine

morale. Non solamente non pu oltrepassare la cerchia della


giustizia assoluta, ma non ha neppure il diritto di agire in
tutta 1 estensione di questa cerchia. -

i66

La giustizia sociale 5 arresta l ove c e mancanza di bi


sogno e di mezzi.
_
y
.
'
Essa adunque, per cosi dire, racchiusa entro tre cerchi
concentrici.
'
Quello della giustizia intrinseca della punizione, esso
formato dalle tre condizioni, dalle tre verit che sopra an
nunciammo.
.
-

Quello della conservazione dell ordine sociale, e il fine


escnziale dell umana giustizia.

_ Quello dei mezzi atti a raggiungere utilmente questo ne


cull azione penale.

'

'

Questi due ultimi cerchi rappresentano i confini partico


lari della giustizia sociale.

' Punendo essa l omicidio, agisce di suo pieno diritto:


i.' Perch lomicidio un delitto morale, ,
a. Perch lfimpunit dell Omicida ricqndurrebbe il co
mando della forza individuale, e sconvolgerebbecos tutto
l ordine pubblico ;

.
3.' Perch essendo lomicidio un fatto materiale, e che
lascia traccie della propria esistenza. la societ ha i mezzi di

conoscerlo e di punirlo, in modo da soddisfare la giustizia*e'


la pubblica opinione.

Punendo l usura, oltrepassa il suo diritto:


Perch non e vero che quell'atto che noi chiamiamo usura

sia un atto immorale di sua natura, quantunque in date cir


costanze, il prestatore possa commettere una ingiustizia, come

lo pu il venditore di ogni altra mercanzia che non sia argento.


Punendo il duello, essa andrebbe al di l del suo diritto,
od almeno in certi paesi, in certe epoche della civilizzazione;

Perch queste punizioni non sono utili alia conservazione


dellordine sociale.

.
.
'

Finalmente, volendo punire certe infrazioni della legge


sulla castii e sul pudore, essa oltrepasserebbe il suo diritto,

erch.essa non ha i mezzi di verificare questi fatti; e


che tentando queste prove, essa produrrebbepi- male in l0r2a

dello scandalo, di quello che la minaccia della pena potrebbe


produrre di vantaggi.

Da ci si deduconotntte le regole alle quali tenuta a


emformarsi la giustizia penale. Lo sviluppo delle'conseguenze
che derivano da questi principi costituisce la scienza del di
ritto penale.

Cosi, e questo un essenziale rimarco, niente potrebbe

Ctstere d arbitrario nell0rganizzazione e nell esercizio della


giustizia sociale.

16

Lo stabilimento, a mezzo della legislazione, delle sane7re


gole relative all amministrazione della giustizia, non adunque
che un atto di dovere; la dimenticanza di queste regole un
fallo, anche un delitto.

Tentare ora I esposizione di queste regole, lo sviluppo di


tutte le conseguenze de nostri principi, sarebbe un volere rac

chiudere in

beste capitolo tutto il nostro lavoro.

Noi (l0lil)lal restringerci a segnare le principali conse


guenze delle nostre premesse, unicamente al ne di dare un idea
generale della estensione di queste conseguenze e della gene
ralit di questi prinmpj. _
_
I. Condizione di ogni. giustizia, e per conseguenza della
giustizia sociale: giustizia intrinseca della punizione.
Essa risulta da tre dati: verit relativamente alla natura
dell atto da punire; verit relativamente all autore_di que
statto; verit relativamente alla misura della pena.
Le principali conseguenze di questo principio, relativa-

mente a ciascuno dei quattro elementi della giustizia, sono:


quanto al Comando,
_ .
,
_
|. Che la prima quistione da proporre quella di sapere
se l atto di punire' immorale;

s. Che, in questo primo esame, in questa elementare ri


cerca, il legislatore non potrebbe avere altre criterith che il
moralista g.

3. Che un atto immorale in si: medesimo essendo di gi


dato, non deve il legislatore tentare di cambiarne natura, sia
coll esa_gerarlo, sia indebelendone la nozione della sua immo
ralit. E vero solamente che la immoralit dell7 atto pu di
pendere in tutto ed in parte dai suoi rapporti coll ordine

sociale;

l-'

'

4. Che essendo cose distinte e la moralit dell atto _e


quella dell agente, sotto il punto di vista che 1 una pu'essere

apprezzata da formolegenerali, mentre l altra non pu esserlo


che dall esame di ciascun fatto particolare, il legislatore che

pretende deciderei Clineri casi di imputabilit della legge , a


mezzo di regole inessibili . manca alla legge morale,
5.0 Che un fatto morale, dacche si rivela per una esterna
e sensibile manifestazione, essendo il risultato di molti atti, il
primo dei quali il pensiero Criminale, l' ultimo il comp.
mento del ne che il delinquente si propone , e.non essendo la

immoralit la stessa in ciascun periodo del l'atto principale, il


legislatore
ha il dovere
di seuirlo
in .tuttele
sue . fasi, a ne
.
.
.

.
.
di proporzmnare 1 azione penale alla loro rispettiva importanza;

--.a -

168
6. Che molti agenti potendo concorrere al medesimo atto,
senza che il fatto di ciascuno sia in s stesso egualmente im
morale, il legislatore deve studiarsi di distinguere le diverse

specie di partecipazione al delitto.<


Quanto alla sanzione penale:

1." Che la punizione dovendo essere un fatto morale, un


atto di giustizia , la scelta e soprattutto la misu'ra delle pene
non possono essere cosa capricciosa ed arbitraria ,

2. Che dovendosi la pena proporzionare alla moralit del


l atto ed alla moralit dellagente, e non potendo la seconda
essere valutata che dal giudice , il legislatore non deve sempre
ssare una regola di punizione invariabile.
Quanto al giudizio:
|. Che non essendo i fatti esterni e materiali sempre una
{manifestazione evidente delle intenzioni criminose del loro

autore, non si pu sempre concludere dalla qualit del fatto


alla immoralit dellagente; che si deve per conseguenza
prendere in

considerazione. tutti gli altri fatti personali

che

possono afevolire o far scomparire la colpabillt dell autore


dall atto materiale;
2. Che il giudizio, non essendo altro che l applicazione
della legge ad un fatto particolare, non pu avere altro ne

che lesecuzione della legge, e che considerato come fatto isolato


e indipendente, esso estraneo anche alle considerazioni generali

dell ordine pubblico. Non pu mai essere un mezzo.


Quanto allesecuzione:
Che essa non pu, sotto alcun pretesto, oltrepassare la
misura del male prescritto dal giudizio.
1]. La prima condizione che limita la giustizia umana al

suo esercizio, l utilit della sua azione per la conservazione


dell ordine sociale.

Le principali conseguenze di questo secondo principio sono,


Quanto al cdmando:
i. Che il secondo punto da esaminare nell' ordine della
giustizia sociale consiste nel sapere se, essendo riconosciuto

un atto immorale, la societ ha bisogno che quest atto di


venga un soggetto di punizione umana ed immediata;
a. Che, siccome per ci occorre una giusta valutazione
del male politico che latto immorale e la sua im unit re
cherebbero allordine sociale, il legislatore deVe rem ersi conto

delle cause produttive del disordine e della loro efcacia; in


una parola , analizzare il mal sociale e riconoscerlo ne suoi di
versi elementi;

L.

'69

3. Che in questa sfera di idee, nell ordine delle utilit e


degli inconvenienti politici, il fatto della punizione ed i giu

dizii umani potendo anche addivenire un male e una sorgente


di disordine , il legislatore deve tener conto di questa consi
derazione sul valutare i vantaggi dellazione penale,
,
4.. Che essendo di loro natura variabili i risultati nellor

dine delle utilit e deglinconvenienti, secondo i luoghi, i tempi


e le circostanze, il legislatore , perci solo, tenuto a pub
blicare le sue intenzioni, relativamente alla giustizia Sociale, colla
promulgazione della legge,

5. Che, siccome le diverse specie di delitti non producono


per ciascuno un male della medesima natura e un male della
medesima intensit, il legislatore non potrebbe procedere col
mezzo di generalit cheabhracciano tutte le famiglie dei delitti,
ma deve al contrario distinguerle le une dalle altre secondo la
loro intrinseca qualit ed i loro particolari effetti, evitando
Con ogni cura di comprendere in una classe di delitti quelli che
di loro natura appartengono ad 'ina classe differente e meritano
per conseguenza una punizione diversa.
Quanto alla sanzione penale :

'
i. Che il com lessivo effetto della sanzione penale essendo
composto di tua eletti distinti, il legislatore deve esaminare
limportanza relativa di questi effetti, e porre in prima linea,
entroi confini della latitudine che la legge morale lascia alla
politica, il pi importante effetto per lordine sociale, e ci colla
scelta delle pene; '
2." Che, per la misura della pena, il legislatore, dopo di

aver conosciuto qual sia la pena meritata dal delitto conside


rato in si: medesimo, i: libero nella sua valutazione politica di
diminuire a suo piacimento questa pena.
Quanto al giudizio':

Che questa v,alutazione, fatta in un modo generale, potendo


in certi casi speciali essere conosciuta falsa, dove la procedura
sarebbe , per eccezione, dannosa o nociva alla societ, il le
gislatore deve in questo caso lasciare i mezzi di rettificare la

decisione generale; in altri termini lasciare la facolt di non


l'OCLLlQIC, affinch la giustizia, destinata alla conservazione del

Fordine sociale, non venga ad essere una causa di disordine.


Quanto alla esecuzione:
Che, per il medesimo principio, egli ha il dovere di ri
servarsi il diritto di 1razia.

III. Altro limite della giustizia umana nella imperfezione


de suoi mezzi.
Rossi. Dir. Pen.

' '

' -
15

170

Vale a dire che, e nell'ordine morale e in quello delle ut


tilit, il legislatore deve astenersi tutte le volte che, per la
natura circoscritta e debole delluomo, non possa avere la cer

tezza morale di una valutazione bastantemente esatta e conforme


ai principii della giustizia.
Egli lo stesso che _dire, che egli ha il dovere di circon

dare la giustizia sociale di tutte quelle garanzie proprie sia a


prevenire gli errori anche involuntarii, sia a riparare gli errori
che non si fossero evitati.
- Donde risulta,
Quanto al comando :
7
Che, nella valutazione e nella scelta dei delitti legali esso
non deve abbracciare tutto il campo della utilit sociale, astra
lamento considerata, ma deve considerarla nei suoi rapporti colla
sicurezza e l efcacia dei mezzi di Cognizione concessi alluomo.
Quanto alla sanzione penale: 4

Che la medesima restrizione si applichi alle pene ,im


perocch vi sono pene che, per la loro natura, non potrebbe lun.
mo apprezzare giustamente n misurare.
Quanto al giudizio:

|. Che non essendo gli uomini tutti dotati del medesimo


grado d intelligenza, n dellemedesitne qualit morali, il__le
gislatorec tenuto ,_ per cpsr dire, (il estrarre dal corpo socra_le

cio che in fatto di intelligenza e di volont esso oltre di pi


atto alla pi regolare amministrazione della giustizia, onde com

porne in qualche modo una intelligenza ed una volont supe


riore a quella del comune degli uomini;
.

2. Che, in questa scelta, deve dirigersi a seconda della


considerazione delle qualit speciali che sono richieste per una
retta amministrazione della giustizia;
3. Che, a questo effetto , egli deve da prima esaminare
quali sono nellamministrazione della giustizia le specialit alle
quali lintelligenza e la volont delluomo debba_no applicarsi ;

4." Che essendo queste specialit la constatazione di un


fatto e la dichiarazione di un diritto, la prima quistione di

sapere se le intelligenze e le volont pro rie all una di queste


specialit, sono ugualmente proprie alfa tra;

I 5.0 Che trovate una volta queste capacit morali ed intel


lettuali , giunto il tempo di distribuirle e di coordinarle in
modo che ctascuna possa dare quel risultato che destinata a
produrre ;
_ ' 6. Che gli errori della intelligenza umana essendo assai

di sovente leffetto di un esame superciale e precipitato, te


\

'7

unta la giustizia a non emettere le sue decisioni che dopo una


discussione piena, libera, completa;

..

7. Che essendo la volont delluonmsoggettaasmarrirsi,


tutte le Volte che essa non pi circondata da tutte le forze
morali che la trattengano sul retto cammino , il legislatore deve
circondarla di tutte queste forze, di cui la pubblica opinione,

illustrata dalla pubblicit, senza dubbio una delle principali.


Quanto alla esecuzione:
1. Che malgrado queste precauzioni, essendo sempre pos

sibile lerrore, sia volontario , sia involontario, il legislatore ha


il dovere di non negligentare i mezzi di ripararlo.

2..Che da ci risulta nuovamente lobbligazione di aprire


la strada ai ricorsi ed alle grazie: essendo questi due mezzi
il complemento della organizzazione della umana giustizia.

Tali sono le principali condizioni della giustizia penale.

Non sono gi questo graziose concessioni, punti di pura con


venienza: ma sono doveri. Il legislatore che litrascura 1: in
fedele alle condizioni della giustizia sociale.

LIBRO SECONDO.
DEL DELITTO.

CAPITOLO PRIMO..

.. .

Del delitto in generale.


Cosi come altre parole impiegate nella scienza del diritto7
anche la parola delitto fu presa in diversi significati.
Nel linguaggio tecnico il pi generalmente riconosciuto .,
per delitto intendesi ogni atto colpito di una sanzione penale;
Pure il legisiatore francese ne ha ristretto il signicato
ogli atti criminosi, la di cui pena non oltrepassa una certa mi

sura, riservo per atti pi gravi la parola di crimine.


La scuola di Bentliam chiama delitto ogni atto vietato dalla
legge, una donna, che incontri una obbligazione senza il con
senso di suo marito, commette un delitto.
Altri, avanzando nelle loro vedute, ma senza tracciare le
necessarie distinzioni, presero per base del sistema criminale
una definizione che, in ultima analisi, altro non era che la de
li:nizione del peccato.
Sincontrano definizioni tali, i dicui distintivi caratteri non.
vengono tratti che dalle forme della procedura

Egli certo che se si vuole restringere al senso pratico,


ildelitto altro nonche linfrazione della legge penale..-- chiara
questa definizione, se si conoscv. che- cosa sia una legg , che
una pena propriamente dette: essa anche sufficiente , come
guida per i pratici giureeonsulti, e per ogni uomo, come ne

gola ordinaria di condotta legale.

Ma per la teoria insufficiente una tale denizione.


Lateoria reclama una definizione tratta dalla natura delle

cose, una definizione vera in ogni tempo , in ogni luogo. Ci


sembra che essa derivi naturalmente dai principii del diritto di
punire, e dll'insieine di quelle teorie che noi abbiamo espo
ste nel primo libro- Forse sar cosa utile di riassumcrle in

poche parole,

i73
La prima condizione del diritto di punire i: la realt mo
rale dellatto punibile, del delitto in s medesimo.

Ma quali sono i caratteri, dai quali si pu dedurre e rico


scere il delitto?

Presentasi qui con una forza novella e sotto un punto di


vista ancora pi importante la lotta degli interessi materiali e
dei principii merali, della utilit e del dovere, del materali

amo e dello spiritualismo. Che arlunqe questo delitto? Il campione pi temibile


del sistema dellinteresse non esit a rispondere in queste pa
role: a La virt non un bene che a. cagione dei piaceri che
ne derivano; il vizio non un male che a cagione delle pene
che ne sono la conseguenza. Il bene morale non bene che
si per la. sua tendenzaa produrre dei beni sici ; il male morale
non male che a motivo della sua tendenza a produrre mali
sici, ma quando io dico sici, intendo le pene ed i pia

ceri dell anima, cosi come i piaceri e le pene del senso...

Due cose adunque sono da osservare: il male del delitto e


,il male della legge: imperocch ogni legge un male......
u 10 mi suppongo straniero ad ogni denominazione di vizio
' e di virt.... Faccio due calcoli: passo a protto tutti i pia
ceri, io.passn in perdita tutte le pene. Pescr fedelmente
glinteressi di tutte le parti.... Se io ho da esaminare uiiatto
, che attenta alla sicurezza dellindividuo, agguaglio tutto il pia
Cere, ovvero, in altri termini, tutto il protto che proviene da
M questo atto al di_lui autore, con tutto il male otutta la per

' dita che ne risulta per la parte lesa. Per tal modo il de
litto non per lui altro' che un atto proibito, per la sola ra
gior_1e che produce pi pena per il paziente che piacere per il
suo autore. Fortunatamente latto attentatore alla sicurezza di
unindividuo presenta questi caratteri, che nel bilanciooffre un
passivo: altrimenti sarebbe un atto indifferente, lorsanco vir

tuoso.

Per noi, sopra altri principii si fondano i nostri calcoli.


Primieramente il piacere del delinquente non vi entra che
come misura della tentazione al delitto; esso di conseguente
non tieVe essere preso in considerazione che onde determinare
entro i, conni della giustizia morale- il grado al quale conviene
elevare.la sanzione penale, onde reprimere questa tentazione, e

soddisfare cosi alle esigenze dellordine sociale. Troveremmo o


troppo ributtante, o troppo piacevole colui che, dopo avere
attentata alla vita 0 all' onore dun individuo, volesse provarci
che ci gli fece, a lui, autore dellatto, tanto bene, tale piaCere,
i5

'i .
cheper veriui non si pu paragonarl'o a quello che altri sof-.
frirouo, e che di conseguenza latto da lui commesso non

criminose. E vero che sarebbe difcile a fornire la prova; ma


basta, onde giudicare il sistema, che esso abbia il diritto di pro

porla.

I patimeoti e l" allarme prodotti dai fatti im ntati, anche

noi li poniamo in linea di conte, sia a causa dell influenza che


cisi possono avere sulla valutazione della nmmlit dellatto, sia

per misurare la gratuit politica del delitto. il potere civile pu.


uoncolpire un atto ivmnorale di una penale sanzione , se resta
provato che l ordine pubblico assai poco interessato a repri
merlo colla legge positiva, se provatorhe un delitto raris
simo e che non eccita- punto allarme.

Per noi, l. essenziale elemento che si richiede a costituire

un delitto * la violazione di un dovere. Qualunque sianoi pa


timeuti che possano provenire , non havvi delitto ove - non fa
violato alcun dovere: ma se fu infranto un dovere, quale che

ne sia stato il piacere, bavvi necessariamente delitto,=prendendo


qui la parola nel senso generale di atto riprovevole, di delitto
morale. E questo il carattere fondamentale, il genns, come dice
la scuola, della cosa che si vuol definire; rimane a trovare la

specie, onde cosi completare la denizione del delitto sociale.


Lordine morale comprende linsieme dei nostri doveri:'i
nostri doveri verso Dio, verso noi medesimi, versoi nostri simili,
Ogni violazione di un dovere, ogni atto riprovevole deve

egli servire di molla. alla giustizia umana?

La giustizia umana legittima ,considerata come dovere

imposto per la conservazione dellordine sociale. Ora, le viola.


rioni dei nostri dovevi verso i nostri simili sono le soleclre
possano ferire in sensibile modo lordine s'ociale' in uno desnoi
dementi. Questi elementi consistono nella protezioni dei diritti
della societ, corpo morale, e nella protezione dei diritti indi
viduali. Il delitto adunque la violazione di un dovere fatta a

pregiudizio della societ o degli individui.


Tuttavolta ancora troppo estesa questa denizione. Lor
dine sociale, protettore del libero sviluppo della umanit , esso
non reclama positivamente che ladempimento dei doveri cor
relativi ai diritti, la di cui protezione giustica limpiego del'
costriirgimento e della forza, dei doveri esigihili.

Il delitto legale adunque la violazione di un dovere esi


gihile, a pregiudizio della societ e degli individui.
Vi ha ancor pi: non essendo sempre le stesse le esigenze
dellordine sociale, e l'azione dellumana giustizia non produ

M-AA-___fc_

_.

__<.._-_,

____

___

-\__M

l'7)
condo sempre i medesimi effetti, essa non si applica utilmente,

. in ogni tempo ed in -eni luogo, ad ogni intenzionale viola


zione di un dovere esigibile.
Applicherebbesi senza utilit, e di conseguenza senza di
ritto, alle-infrazioni dei doveri esigibili il di cui compimento
pu eSsere liastantemente garantito da altro mezzo che non sia
la sanzione penale.
Medesimamente, lastratta utilitdellordine sociale non
il solo confine della umana giustizia. Avri anche quello che
gli imposto dalle imperfezioni della nostri natura, che, in un

numero di casi,- cii-cnnderebbero la giustizia penale di danni as


sai gravi e di inconvenienti troppo-temibili:
'
,
Non pu adunque il potere sociale considerare come de
litto altro che la violazione di un dovere verso la societ, o
verso glindividui, esigibile questo dovere in s medesimo, ed
utile alla conservazione illlordine politico, di un dovere, il di
cui compimento non pnesserepssicurat che dalla sanzione pe

nale, e la di cui infrazione pu essere valutata dalla umana


giustizia.

'

Tale la definizione del delitto legale: essa proviene dalla


teoria del diritto di punire: ne un riassunto.
Aggiungiamo einnnullamenu alcune osservazioni. proprie,
ci sembra, a spiegare con maggiore chiarezza ancora la natura
del delitto legale, ed a servire (lintroduzione allesame di due

importanti teorici la teoria della moralit dellatto e quella della


moralit dellagente.
Appellan;modefitto la violazione di mi dovere esigibile.
Lungamente fu discusso onde sapere se il delitto dovesse,

o no, essere definito la lesione di un diritto. La quistione, in


apparenza almeno, sola di parole. S}: havvi dovcre esigibile

nelloffensore, questo dovere deve di necessit cmrispondcru ad


un diritto positivo esistente in qualche parte quaggi. Idoveri
verso Dio e verso s medesimo non sono scopi della giustizia

umana. Possono dunque essere prese le due definizioni luna per


laltra.
_

Ma tale non il pensiero di tutti coloro che sostengono la


seconda definizione. Agli oc'chi loro, uccidere un uomo con suo
consenso non un omicidio, come non un furto latto di

prendere qualche cosa col consenso del proprietario; oltrag


giare un uomo colpito da un giudizio infamantenon un de
itto, un particolare che uccide un uomo condannato a morte
pu essere repre_sso col mezzo della polizia, ma non commette

' un omicidio. Pe'rch? Perchi: colui che acconsente ad essere

10

I------ - u.--r

" ---Ia -m=ra-__

i76

ucciso rinunci al proprio diritto di esistere; percli uesto di


ritto l uomo condannato a morte non lo possiede piu; perch
un infame non deve pi essere rispettato.

Tale il loro principio: tali sono le conseguenze che essi


ne hanno tratte. inutile farne risaltare la bizzarria; inutile

rimarcare no a qual punto si potrebbe estenderle; nalmente


non sappiamo concepire sopra qual fondamento si possa, nel
loro sistema , punire colle vie di olizia l uomo che sgozza di
sua propria autorit un uomo comannato a morte.
Rimarclieriamo solo che gli autori di questa dottrina abu

sano evidentemente della parola diritto. Luomo condannato a


morte non ha perduto il suo diritto all'esistenza in modo asso
luto al cospetto di chicchessia; solo la giustizia umana ha di
chiarato che in punizione del delitto da lui commesso il po.
tere sociale pu , se cos esige la necessit e secondo il modo
determinato dalla legge, togliergli l'esistenza.

Non pu scomparire ogni. equivoco se non secollana


lisi della nozione complessa dellordine sociale.

Allora si ri

conoscono due ben distinte specie di doveri esigibili, di diritti


positivi : diritti degliudividui, e della societ,corisiderata come

essere morale, il di cui potere politico deve_rapprewntarne la


ragione, proteggerue gliuteressi, compierne, i doveri.
\
Un uomo oltrao ria pubblicamente , in un modo grave , le

leggi dellacastit e ilella pudicizia . senza per esercitare sovra


alcuno n seduzione, n violente. Non potr perci forse la
legge considerare con giustizia ques_t' atto come delitto? Ah
diamo pi oltre nella nostra supposniont: niuno fra gli spet
tatori del fatto illecito fu ferito ne suoi sentimenti morali: una
gran parte della nazione applaiidisce' a questi eccessi, l altra
parte rimane indifferente. E senza diritto assolutamente la giu
stizia sociale? Latto per s stesso immorale; egli di tale

natura che l umana giustizia pu apprezzarlo c punirlo con


equit; non havvi che una sola condizione .da vericarsi: utile
lazione penale? Supponiamo che ella lo Sia. Una nazione priva
di pubblica costumatezza, senza vita politica e morale. Lordine
vi e profondamente viziato. Lazione della giustizia non baster,
vero, onde ristabilire la pubblica moralita. Ma essa forse im

pedir che il male aumenti, operer almeno in modo che siano

rispettate le leggi della decenza,vprover che il potere sociale


non complice della generale depravazmne. ' M
m;
Ma supponiamo inoltre, clic il governo ed i giudici siano

depravati quanto il pubblico. Per politica, per, e per un re

sto di pudore nazionale, gli uni fanno la legge, gli altri la al).
plicano. Che si pu obbiettare?

' 77

Che il colpevole non feri i diritti (1 alcuno, n quelli di


un individuo determinato, n quelli di un individuo qualunque?
Esso commise un atto che tendeva a viziare pi profonda
mente quell ordine sociale che avea il dovere di rispettare, e
che il potere ha il diritto di proteggere.
,
Se si ricerca il diritto che fu leso, lo si rinviene nei di

ritti del corpo politico.

Ma, per supposizione, niuno-fra i membri della societ


d valore a questo diritto, niuno vede nel dovere di rispettare
la pubblica moralit un dovere esigibile,e noi stessi femmo
rimarcare, che lordine sociale non cosa siffattamente astratta
per cui si possa agire in nome suo senza tener conto delle per
sone.
Nuocere ai membri della societ, perseguitarli , caricarli
di vessazioni, sotto pretesto di proteggere lordine sociale, non

, senza dubbio, altro che una tirannia.


,
Ma, nel punire lautore di un pubblico oltraggio alla pu
rlicizia, di un atto nocivo allo sviluppo sociale delluomo ,

dov" la ingiustizia? dove esiste il male? Non lo si punisce


per astrazione, non per un vano pretesto; ma per la reale
utilit di tutti i membri della societ , che se neavveggano
o no; e quello che si punisce un atto immorale, un delitto in
sir-medesimo.
.
Il diritto di far rispettare la pubblica moralit esiste nella
societ, nel corpo politico, anche allora quando ciascun' indivi
.doo, preso.isolatamente, non ne senta limportanza. -] fanciulli
male allevati, i dementi, gli ammalati in istato di letargia, per

dettero forse ogni diritto ad esser rispettati, per la ragione che


non conoscono questo diritto, perch forse si compiacciono degli
-oltraggi che soffrono? I loro custodi, i loro rappresentanti, i

loro'tutori.commettono forse un ingiustizia, se, a loro insaputa


e loro malgrado, esercitano il diritto.di proteggerli? (i)

Anche [nnmdosi nella pi strana fra le supposizioni , si


.trova il diritto. leso dal delitto.v
Tuttavolta l espressione di violazione di un dovere , a
parer nostro, pi direttamente vera , pi propria a dare una
idea esatta del delitto ed a prevenire gli errori.
(I) E dunque mestieri far leggi penali, alle quali la pubblica opi
nione ed i costumi nonpresterebbero alcun appoggio? questa un
altra quintione, non trattarsi allora pi di diritto, ma di convenienza

politica. Fino a qual punto il legislatore deve cedere ai comuni pregiu


ttizii, o chiudere gli occhi sugli smarrimenti della pubblica opinione?
Non qui ove deve essere esaminata questa quistlone.

178
Il risultato del delitto, lazione obbiettivo la lesione del

diritto: ma latto considerato in se medesimo e nella persona


del delinquente, latto preso dal suo nascere, prima ancora che
7 sorta dal pensiero del suo autore, l'elemento subbiettivo del de
litto la violazione di un dovere. E questo che costituisce
la moralit dellatto, e che non bisogna confondere colla mo
ralit dell agente. La parola dovere meglio si riporta alla pri

ma; quello della violazione meglio alla seconda.

Verso la societ o gli individui.


La divisione dei delitti in pubblici e privati proviene dalla
stessa natura delle cose. Essa non gi, come tante altre di
visioni, un puro metodo. Essa, relativamente alla organizza
zione giudiziaria ed alle forme della procedura pu condurre
ad importanti conseguenze. Femmo di gi rimarcare che la
nozione di delitto pubblico sviluppasi spontaneamente presso

tuttii popoli unita a quelle di corpo somale e di ordine pub


hli60.

Utile al mantenimento dellordine politico.


Vale a dire che il legislatore non deve qualificare delitti
che qucsoli atti che apportano danno all ordine morale, e nel
niedesimo tempo all ordine materiale, gli atti oheproducono

un male assoluto e insieme un male relativo.

Noi chiamiamo male assoluto quello che deriva da ogni


infrazione di un dovere considerato in s medesimo, fatta astra
zione da ogni data societ civile particolare; male relativo. ogni
attacco di qualche gravezza allordine materiale, non di una
societ in generale, ma di tale o tal altra societ civile. Il male

assoluto quello che latto produce dovun ne sia portato; il

male relativo il risultato dei rapporti dell atto colle circo


stanze di una data societ. Se in questo mondo non esistessero
che due uomini senza alcun rapporto fra loro, fuorch quello
del legame generale della umanit, I omicidio ci nullameno
non cesserebbe di essere un male assoluto. Nel-lo stato sociale
il delitto di omicidio pu inoltre produrre un male relativo,
variabile a seconda delle circostanze.
Parlando riForosamente, non esiste male assoluto che, in

una misura qua unque, non sia nocivo allordine politico di ogni
civile societ: medesimnmente havvi male assoluto in ogni at
tacco intenzionale portato allordine sociale di un ualsiasi

Stato ; imperocch un dOVere la conservazione dellordine so


ciale.

'

Tuttavolta la distinzione che noi abbiamo posta , a pa


rer nostro, razionale ed utile.


'79
Quantunque ogni atto illecito in s medesimo, quando
commesso in seno di una civile societ , produca ad una volta
una data quantit di male asSoluto e di male relativo, quan

tunque ogni atto nocivo all ordine materiale di uno stato sia
un male morale quando caratterizzato dall intenzione della
gente, sempre vero che il potere non deve punire il male as

soluto che quando seguito da un male relativo, sensibile, la


di cui repressione sia utile al fine della societ.

Ora, verificare queste condizioni, unapprezzar il male


relativo indipendentemente dal male assoluto.
.
La distinzione pone avanti _agli occhi i due essenziali elc
menti del delitto legale.

Il male assoluto ed il male relativo possono combinarsi


in diverse maniere, luno pu essere grave, minimo laltro. Fra
questi due termini estremi ritrovasi un gran numero di variate
combinazioni.

Da queste diverse combinazioni derivano i problemi i pi


difcili a sciogliersi dalla legge penale.

Diciamo un dovere il di cui compimento non pu essere


assicurato che dalla penale sanzione.
Questa limitazione fa sitnare fuori del dominio della 10'

gislazione penale tre ordini di fatti riprensihili.


Quelli che sono hastanternente prevenuti dalla sanzione
naturaleye dalla sanzione religiosa.
Quelli che possono essere prevenuti dal potere sociale con

mezzi governativi meno severi e meno dannosi di quello che


non sia la giustizia penale.
.
Quelli pei quali la civile giustizia offre una bastemle Il!
lll'ilthlllt.

Infine, noi diciamo un dovere la di cui ili/razione pu


essere apprezzata dalla giustizia umana.

I mezzi di cognizione che noi possediamo sono sempre


imperfetti, sovente ingannatori.

I nostri mezzi di azione sempre ristretti, sovente anche


sono contrarii al fine.

Queste imperfezioni possono inuire sulla legge e sui gin


dizi, ed 'anche sulla esecuzione dei giudizii. Il potere 50ciale
pu' ingannarsi a detrimento della giustizia; pu errare relati

vamente agli effetti politici che aspetta dallazione penale. GUS1,


alluraqnando non pu rendere a s stesso un esatto conto della
natura morale di una umana azione, e dei suoi effetti sullor
dine, sociale, il dovcre gli impone di astenersi, e di moltipli

care di osservazioni e di ricerche prima di aceatastarla nel ca

|80

talogo dei delitti. Luomo non deve servire di materia ad espe

rienze, non in fatto di giustizia penale che si pu permet


tere di procedere a mezzo di assaggi. Se fosse sempre stata
davanti allo spirito dei legislatori quest ultima condizione del
delitto sociale, non rinverrebbero nein annali del diritto crimi
nale un gran numero di leggi, e fra le altre non vi si trove

rebbero alcune leggi sul duello.


Distinguesi adunque il delitto legale dal delitto morale in ci,

che la quistione di sapere se un atto immorale debba o no es


sere collocato nel catalogo dei delitti previsti dalla legge posi
tiv*a,.dipende dai bisogni della societ, edai vantaggi che essa
pu sperare, dagli inconvenienti che essa pu temere dallap

plicazione della giustizia penale allatto di cui si tratta.


Anche noi ritorniamo adunque al sistema del bisogno e
della utilit; noi consideriamo l utilit come motivo , e come
misura restrittiva, e per utilit intendiamo le esigenze dellor

dine socialc, considerato come mezzo, prima di bene, e secon


dariameute di ben essere.
Ma solo spiriti superciali non potrebbero trovare fra il
sistema che noi sviluppiamoe quello che riutamrpo, altra-dif
ferenza-che quella dei termini.
Noi non diciamo: il diritto di punire non che linteresse,

ed egli pu andare tantoltre quanto linteresse esige; diciamo


invece: Il diritto di punire proviene dallordine morale, non

pu mai oltrepassare la legge morale , ma non deve seguire


questa legge stessa sino al ne; deve arrestarsi l ove linte

resse generale nella domanda. Per tal modo lutilit non' per
noi n la sorgente del diritto, n una misura assoluta; essa
non che una misura restrittiva, ella pu larci rimanere al di
qua, mai spingerci al di l della legge morale. Pu farci sta

bilire regole sussidiarie e pi ristrette che quelle della legge


morale; ma non pu giammai farcene stabilire di contrarie
alla natura della giustiua assoluta, di cui la umana giustizia
altro non che una derivazione.
Se per avventura ci presentato un decreto che stabilisca
delle prigioni di Stato, e sia fondato sopra motivi di interesse
generale, che lo si esamini bene, non diamoci solamente la pena
di sottoporre ad esame i suoi motivi, imperocch sappiamo es
sere contro la natura della giustizia che esista l una pena ove
non liavvi delitto constatato. lavano tentarono i magistrati di
Zurigo di provarci che le loro punizioni pronunciate senza leggi
penali sono ci nullamcno conformi all'interesse generale: noi
siamo pi che mai convinti della integrit e della buona fede

l8i

di questi magistrati, pure non possiamo che compiangerli, llIl-


pezocch sappiamo che essi operano contro la natura della uan
na giustizia, 0 rana senza diritto.
=-* '*<W t<
Forse si

ir , che per mezzo del principio della utilit

si giunge perfettamente ai medesimi risultati, dunque qui non si

fa quistione che di parole. mestieri spiegarsi. Quando Vi si


presenta il decreto sulle prigioni di Stato, pensate vot che sia

possibile il darvi dei motivi pr'oprii a giustificare un atto per


il quale si iniggano patimenti ad uomini di cui non si rico
nobbe, secondo le forme della giustizia, la eolpabilit,ad uomini

che, ain occhi della legge almeno sono innocenti _'l _o meglio,
non considerate voi questo decreto come un atto iiiiquo in si:
medesimo che niente pu legittimarlo? In questo caso, egli:
possibile che la quistione nongii'i che sopra parole. Ma se pen

sate che questo decreto potrebbe essere giustilicatoa cir


costanze straordinarie, che pu esser degno di critica o di
approvazidne, secondo la forza delle circostanze che ne hanno
determinata la promulgazione; se posate, se esaminate, queste

circostanze, non pi una quistione di parole; da quel momento


voi non ammettete una giustizia assoluta, un dovere immuta

bile; poco importa che voi ammettiate intatto l impossibilit


digiustilicare un simile decreto per motivi plausibili:,_noi non.
partiamo unto meno da principii opposti ed inconciliabili.
Luti it generale, ristretta allufcio che noi le assegmamo,

guida il legislatore nella applicazione del diritto penale. Egli


in questo modo che deve stabilire la bilancia dei vantaggi e

degli Inconvenienti, non per decidere se un atto immorale, non


per stabilire se vi sia, in astratto, il diritto di punire, ma Onde

riconoscere se, esercitandolo, non si turberebbe lordine sociale


invece di mantenerlo, se non si farebbe pi male che bene.
Luomo non pu alterare le leggitlellordiiie morale. Egli
puo disporre dei fatti materiali, non della natura dellecosez,
pu dire: i: se tu commelti un tale atto, Subirai una tal pena; n

questo divieto, quand anche ingiusto, pu imporre entro certi


limiti_ una speciale obbligazione di rispetto e di sommissionc:
ma ci che innocente e morale non addiviene' tutto ad un /
tratto cosa criminosa perch luomo ha parlato.

Lintimo sentimento vi qui pi forte che tutti iragio


namcnti. Che gli Spagnuoll vietino agli uomini di pregare lda
dio alla loro iiiaiiiei'zi , che si punisui il padre che non ha il

coraggio di chiudere le porte della sua casa paterna al glio


che, coscritto refrattario, implom un posto al focolare domestico
e 'del pane, che il patibolo aspettil amico, il parente che non
Rossi. Dir. Pen.
i'6

i82

ha tradito colle sue Omicide rivelazioni la condenza e l onore


il sentimento intimo dein uomini onesti e disinteressati, nel:
si cura di vani s_olismi-, egli respinge ugualmente le grandi
frasidegli apostoli del dispohsmo e glingegnosi rigiri dei di
fensori deglinteiessi materialig_ egli s indegna e s indegner
sempre, e dovunque gli uomini non _saranno accecati dal {3.

natismo o caduti nella pi vile corruzione.


Riprendendo la definizione del delitto, si vede che trattasi
primierameute di un atto criminale.

\Sotto questo nome,si devono comprendere le ommissioni


cosi come i fatti positivi. Colui che , in un dato momento, fa
una cosa diversa da quella che il dovere gli impone , agisce

contro questo dovere.


7

Non criminale un fatto che quando produce un male,

Quivi consiste ,l3,llOl'3llt dellazione in s medesima.


V Non . punibile, lautore di un fatto che solo allora quando
questo fatto gli pu essere imputato con giustizia. Consiste in

ci la moralit dellagente.
Un fatto pu essere preparato, pi o meno avanzata nella
sua esecuzione, nalmente consumato.
Il medesimo fatto, latto medesimo pu essere lopera di
un solo individuoo di molti. Gli uni possono aver contribuito
iallatto pi o meno direttamente, pi o meno efcacemente
degli altri.
'
'
Non si pu conoscere sfondo la teoria del delitto se non

che sviluppando questi leGI'SI punti di dottrina. Noi dobbiamo


discorrere in dettaglio:

Del male del delitto,


Della imputabilit,
Degli atti preparatorii,
Dein atti d esecuzione,

Della partecipazione di molte persone al medesimo delitto.


CAPITOLO Il.
Del male Prodotto dal delitto.
La parola male, presa nella sua generalit,esprime un dis
ordine qualunque, qualun ne Sospensione od interruzione, sia

dellordine morale, sia dell ordine materiale. Il piacere contra

rio al dovere un male, ma la perdita della propria salute,


anche prodotta accidentalmente, e anch essa chiamata col nome

di male, cos come il furore di un maniaco, la rovina della


tempesta, le rotte di un fiume.

183

Donde Viene il male? Qual la sua sorgente, la sua ori


ine prima? Alta e misteriosa quistione che noi non possiamo
lare a meno di affrontare.
Lesistenza del male un fatto. Ci che noi dobbiamo ora

studiare ed analizzare e questo fatto, le sue diverse qualit, e


le sue conseguenze relativamente al diritto penale.
Come riconosciamo un ordine morale ed un ordine ma
teriale, riconosciamo anche un male morale ed un male male
riale. Il vizio e la penuria ne sono un esempio.

L'assassinio, il tradimento, una guerra ingiusta, sono in


sieme un male morale ed un male materiale. Se fosse-possi
bile di comparare esattamente ci che materiale a 'cio che
non lo , si potrebbe quasi affermare, che nei latti preocdenti
il male morale ed il male fisico sono di un peso uguale.
/
La febbre gialla che devasta un regno, per pura negligenza

o per iinperizia di un direttore di lazzaretto, il quale ha om


messo le precauzioni volute dal suo ministero, un male ma

teriale immenso; mentre lattacco portato allordine morale neo


grave.
Al contrario l uomo che rifiuta un tenne servizio al I)"
nefattore che, col pericolo de suoi giorni, gli salv la vita o

lonore, il figlio ,che d uno schiaffo a suo padre , poco (lamn


materiale producono, .essi non commettono per meno una
atroit morale.

Havvi dunque un male morale, un male materiale, un male


misto, in diverse proporzioni male morale e male inaten'ale.

Chiamato il legislatore a determinare i caratteri del delitto


legale, deve egli farsi carico di ciascuna specie di male?
Dalle teorie che noi esponemmo risulta,che non deve de.

terminarsi dietro il male puramente materiale, in altri termini,


che non pu esservi delitto, quantunque grande sia il male li

sic|o, quando questo male non una violazione della legge mo


ra e.
La mortedel capo dello Stato pu, non vha dubbio, avere
delle terribili conseguenze. Pure se il fatto non che il risul

lato di un puro accidente, duna sventura, non pu esservi de


litto, anche quando fosse prodotta per il fatto di un uomo;
non ebbevi male morale. Walter "Iyrrel, avendo ucciso a caso

il re Guglielmo Roil'o, non fu accusato di tradimento.


Rimangono il male morale ed il male misto.

Quando slavi male morale o male misto, havvi delitto.


.
_ Ma perch la punizione inflitta dalla umana giustizia sia
legittima, mestierr i. che il potere sociale abbia effettiva

|84

mente imezzi di applicare con giustizia la pena: a. che possa


ritrarne per la conservazione dellordine pubblico ucvantaggi

che si ripromette. Con

neste due condizioni indispensabili,

presenti cstantemente alo spirito, esaminiamo ora il valore

che il legislatore ha diritto di attribuire, sotto laspetto della


penalit, sia al male morale come al male misto.
CAPITOLO III.
Del male puramente morale.

Il male puramente morale consiste nella violazione di un


dovere, in quanto non turbi in modo sensibile lordine ma
teriale, a detrimento sia dell'infrattore medesimo della legge
morale, sia dun altro individuo, sia dun corpo collettivo, tale,

ad esempio. 'quale la cicile societ.


Regola generale. Lumana giustizia non ha il diritto di po
nire il male puramente morale.

Dapprima , essa non ha missione di punire nelluomo le

infrazioni desuoi doveri verso Dio e verso lui medesimo.


Non legittima la forza sociale se non considerata come pro
lettrice della uguaglianza di diritto fra uomo e uomo, e come

protettrice dellordine politico in seno al quale lumanit si muove


e si sviluppa. Questa pmposi7.ionc fu da noi dimostrata al oa
pitolo XII del libro I.
' Rispetto ai doveri verso altrui essa, peril medesimo prin
cipio, non deve esigere imperativamente che la osservanza di
quelli i quali sono correlativi a diritti, la'cui protezione po
trebbe rendere legittimo luso della forza.
Rimane adunque da considerare, se la violazione di un do

vere esigibile, quando non sorta dai limiti di male puramente


morale,.cada sotto l'impero di questa legge.

In altri termini, lo stesso che domandare se il pensiero,

se la criminose risoluzione pu addivenire oggetto dell umana


giustizia. Imperocch la violazione di un dovere esigibile non
st racchiusa entro i confini del male puramente ,morale che
solo in quanto il progetto criminose, non essendo stato susse
guito da alcun atto materiale , non produsse aucora.n diretto
patimento , n allarme, n danno.

Ora egli evidente che in tesi generale nulla potrebbe an

cora legittimare l impiego della. forza contro un male che. non


si manifestato per mezzo di un attacw, o per mezzo di un
qualunque turbamento apportato allordine materiale. Ancora

.
185
non furono impastoiati nell esercizio del loro diritto nl: gliu
dividui, n la societ, come anche non furono inceppali nelle

sercizio del libero sviluppo della loro legittima attivit. La


difesa non sarebbe fondata onde reagire Contro il male pura
mente morale; la sociale giustizia non pu colpirlo maggior
mente di punizione.
4
Lo scioglimento della quistione di diritto non potrebbe ri

manere adunque dubbiosa. Ma noi riconosciamo potersi elevare


una quistione di fatto.
'
Si pu chiedere se gli atti che ordinariamente si conside
rano come non imbrattati che di male morale, non producano
anche nel medesimo tempo un vero male materiale.

Si pu fare la seguente ipotesi. Un soldato posto a


guardia di un punto avanzato, avendo ricevuto da un uffis.

ciale una punizione che, a suo parere, sembravain ingiusta ,


forma la risoluzione di ucciderlo quando, durante la notte, que
stulficiale andr a fare la sua ronda. La determinazione di r ne

sto soldato ferma, irremovibile: con impazienza attende far


rive della sua vittima. Qui non havvi atto esterno diretto al ne
di pre )3l3t'6 o di consumare lesecuzione del progetto crimi
nose.
il soldato ' al suo posto, egli perch vi fa collocato.
Se ha unarma, perch suo dovere averla. L ufficiale S in

cammiua difatti verso il soldato, a-cento passi da lui. Nella


ipotesi, a ciascun passo che fa 'avanza verso la morte. Non

havvi danno pi imminente e pi grave. Colui davantial quale


si abbia posta una bevanda avvelenata non trovasi in pi dan

nosa situazione. Finalmente lufficiale a trenta passi dal sol,


dato, e la risoluzione di questo non si punto aflievolita. Sup
pouete la giustizia umana che si collochi in mezzo ad essi. Sup
pouetela pienamente edotta della criminosa risoluzione del soldato.
Supponete che abbia i mezzi di far conoscere ed apprezzare al
pubblico le'prove di questa risoluzione, di questo atto interno.

direte voi che essa non ha il diritto di punire? In questo caso.


voi direte anche, che non ha diritto di punire colui che di gi
present al suo _ynemico la tazza avvelenata.
Egli evidente che qui non vi ha che una quistione di
fatto. Avvi forse, oltre al male morale delpensiero criminose,
in qualche caso, un male materiale sensibile, un colpo positivo
portato contro la sicurezza individuale, un danno bastevole per
rendere legittima lazione dellumana giustizia?
Questa quistione sar da noi esaminata allorquando parle
remo degli atti interni e degli atti preparatorii.
Frattauto, limitiamoci a concludere, che il male puramente
morale non punto movente della giustizia umana.
16*

'

-' -*w-.v.zm

>

|86 i

CAPITOLO IV.

Del male misto.

11 male, prendendone un corpo da fatti esterni, pu esser


causa di un danno materiale sia allautore del medesimo, sia
ad altri.
Cade a pregiudizio del di lui autore collo stravizzn , col
suicidio, colla mutilazione, ecc.
Lumana giustizia deve essa tentare di punire questi dis
ordini? Non nostro avviso.
Qui non si avver infrazione alcu_na di dovere esigibile.
Non si potrebbe assegnare che una sola causa legittima di

punizione, lincapacit Volontaria, nella quale si collocherebbe


lautore del fatto immorale, di rendere alla societ o agl indi
vidui quei servigi, ai quali hanno diritto.
.
Ma non si potrebbe procedere contro questa violazione
di dovere, come riuto di un servigia dovuto alla societ

quando non vi in diretta intenzione di sottrarsi a questa ob


hligazione.

Nel caso contrario, quando la mutilazione, per esempio,


ha per ne di sottrarsi al servizio pubblico, si punisce diret
tamente lintenzione. Il coscritto che si mozza le dita, punito
non perch si sia mutilato, ma perch ha voluto maliziosamente
sottrarsi al servigio militare, _

Lordine sociale pochiss1mo interessato a reprimere i dis


ordini che sono gi potentemente repressi dall-interesse per
.onalc. La pena rimarrebbe sovente senza effetto . ;sia per lim.
possibilit di colpire il colpevole, sia per la facilit di tener cc
iato il delitto.
.
Per questo medesimo motivo lazione della giustizia sarebbe

vessatorie, ella si arroglmrebbe tosto il diritto di procedere per


alti che non hanno n testimonii n complici.
Rimane adunque il male misto che si sviluppa a detri
mento altrui.
CAPITOLO V.
Del male misto che agisce a detrimento
della societ o degli individui.
Il male misto agendo a detrimento del corpo sociale o

degli individui i: il vero soggetto della giustizia umana.

i87 '
Havvi un fatto che ferisce ildiritto altrui, che verifica un

danno che eccita lallarme. egli necessario di provare che la


sua impunit turberebbe profondamente l' ordine sociale che si

ha il diritto di conservare?
Ci nullameno la violazione di un dovere esigibile, fatta il
pregiudizio altrui, non produce in alcuni casi che un leggeris
simo male materiale. In altri casi, il male del delitto, quantun
que assai grave in s medesimo, non oltrepassa gl'inconvenienti

ella persecuzione criminale. Non basta adunque per lesercizio


legittimo del diritto di punire , conoscere in una maniera ge
nerale l'esistenza del male misto: non basta sapere che latto
riprensibile produce un male qualunque, sia assoluto, sia rela
tivo: mestieri.apprezzare iustamente il male del delitto. De
vesi valutarlo da irima on e conoscere l ultimo limite della
giustizia morale, i limiti che la umana giustizia non pu ol
trepassare, devesi apprezmrlo onde conoscere se lordine so
cialeesiga effettivamente l impiego della sanzione penale , e
fino a qual grado e necessario di elevare la pena nei limiti della
giustizia.
CAPITOLO VI.
Del valore legislativo del male del delitto.
I

'

Sottomettiamo alla analisi un fatto particolare, lomicidio.


Havvi nellomicidio un male morale? la coscienza solaha

diritto di rispondere a questa quistione.

In caso di omicidio non dubbiosa la risposta ',il male


morale esiste.

Havvi a pregiudizio altrui un male materiale, sensibile?


La ris osta ugualmente aflermativa e certa.

Pli:llomicidio adm:que havvi male assoluto. Avvenga egli


in ogni tempo, in ogni luogo, havvi male morale e male ma

teria . Si potrebbe, se fosse possibile ridurre in cifre i valori


morali, rappresentare lomicidio, considerato in un modo astratto,
con un numero qualunque.
Questa quantit numerica pu essere modificata da un dato
stato sociale. Che se si rappresenti una societ, nella quale lordine

e la pace pubblica siano appena stabiliti, ed una societ assisa


da luno tempo Sopra basi inconcusse, un paese civilizzato nel
quale domini il lavoro , nel quale listruzione generale, nel

primo, luccisione iudubitamcnte un delitto meno grave di


quello che lo sia nel secondo.

' i88

Immaginiamo un altro caso: un uomo si arma d'un


pugnale; se questo fatto non accompauato da alcuna cattiva
intenzione, se non un atto preparatorio dellomicidio, non
vi ha n male assoluto, n male morale, ii male materiale.
Ma presto dovranno avverarsi pubbliche feste, avran luogo

numerosi assembramenti]; l esperienza prov che, appo un tal


popolo, la folla , la gioia eccessiva, la danza, lubbriachezza,
seno occasioni di risse, di provocazioni, di disordini, i quali
prendono un carattere di gravit, se _gl individui trova'nsiaveru
sotto le mani delle armi omicide. E vietato il pertare armi,
legittimamente vietato, in tanto in quanto questo atto minaccia

la pubblica sicurezza. Avvi un male morale nellatto di quel


l uomo che si arm di un pugnale, imperocch il dovere co
manda di non compromettere lordine sociale. Avvi male ma
teriale, perch effettivamente, in date circostanze, il portare

larma vietata promcci un danno pi o meno imminente per


lordine pubblico, un attentato per lordine di sicurezza. Ma

se lomicidio un atto criminoso in ogni tempo e in ogni luogo,


il portare I arma non veste il carattere di criminalit che in

Certe circostanze. Se il male sociale dell omicidio pu variare


in dati limiti, il male sociale del porto darmi pu variare entro

limitiben pi estesi, ed anche scomparire intieramente.


E pi difficile di trovare un esempio di un atto che pro
duca un male assoluto, morale e materiale insieme, che non sia
nel medesimo tempo la causa di un male relativo valutabile.
Tuttavolta, figuriamoci una nazione di costumi regolari,
presso la qual i delitti , che risultano dal commercio illecito

dei due sessi, sono assai rari e altamente riprovati dalla pub
blica opinione. Ulla [donna commette sopra di lei medesima
latto. di procurato aborto: in questatto avvi male assoluto
morale e materiale a delrimento del di lei infante. Minimo e
quasi insensibile il male relativo o sociale: minimo al punto,
che la prudenza politica non esitorebbe a chiudere gli occhi
su questo fatto.
Tali sono i risultati di una rima analisi.
In ogni atto che produca mi male misto, sonovi tre ele
menti da esaminare:
l. Il male morale considerato astrattamente in s mede

simo puossi risguardao come costante, invariabile, almeno

obbiettivamente. Un omicidio non sar giammai n pi n meno


che la violazione della legge morale, la quale ci prescrive di
riSpettare la vita altrui;
_
a. Il male materiale, considerato nel medesimo modo , si

189

pu, Sotto un punto di vista risguardarlo anche come invaria


bile. L omicidio in si: medesimo non sar mai altra cosa che

la distruzione del bene e della esistenza. Questo bene pu per


verit essere apprezzato diversamente, ma non potrebbe can
giar di natura. .

4
Il male sociale considerato astrattamente, fa parte dei due

primi elementi; imperocclz l' ordine sociale un dovere, ed i:


un bene apprezzabile;
'
_-

'
- :
3. Il male sociale considerato in fatto nelle sue applica
zinni a diverse civili societ, ovvero alla medesima societ ci

vile in diverse fasi di civde associazione , . invariabile; quel


male che noi abbiamo chiamato relativo.
. ,
Tentiamo frattanto di stabilire alcune regole di valutazione.

CAPITOLO VII.
Valore del male morali: assolulo.

Il grado del male morale sta in proporzione colla natura


del dovere violato.

Qual il rango che occupa fra di loro ciascuno di questi


doveri esigibili? Qual posto occupa un progetto stabilito di

omicidio tra le diverse specie di risoluzioni criminose


l uomo pu rendersi colpevole? Qui non trattasi che
rapporto. Il progetto di omicidio occupa fra i progetti
nosn quello stesso rango che occupa Il dovere che ein
fra i doveri morali.
Chi ci rivela questo rapporto? La coscienza, vale
la sensibilit morale e la ragione.
\

di cui
di un
crimi
ferisce
a dire

L omicidio! Punto non esita l umana coscienza. Ella lo

colloca nel primo rango frain atti immorali. La raione im


possessandosi di questa manifestazione spontanea dela nostra
sensibilit rnorale, la approva e la giustifica. Essa c insegna

che l esistenza non un bene acquisito e dall uomo trasmis


sibile; essa non un diritto posto a anco della persona, essa
e ( per servirci della espressione di un Alemanno che si elev a
con forza contro lo scisma assoluto che si volle stabilire fra lb
morale e'la politica ) essa nella di lei essenza lo stesso esse re
morale. Aecordata alluomo' perch, nella sua carriera terrestre,
compia un destino morale, e si prepari ad una esistenza luturu,

colui che , osa


troncare
il lo
de la
della esistenza
imateriale
turba,
per cos
dire,
1 vita'umana
opera della , provvidenza
, e

dice alluomo: invano furono Contati i giorni tuoi; onde sod

190
disfare ad una passione, io ti precipito avanti il termine in
seno all eternit.

'

Cosi, la coscienza.che colloca il regicida nel primo grado


fra gli omicidi; Il regicida viola di molti doveri nel medesimo
tempq, un omicidio complesso.

E dunque la morale quella che deve dare il catalogo dei


nostri doveri csigibili verso i nostri simili, ed assegnare a

ciascuno il rango che gli appartiene: la morale, la quale non


che la riessione applicata alle rivelazioni della coscienza

umana.
Vanno si poco daccordo i moralisti fra di loro! al mo
ralisti lo sono essi di pi nello-apprezzare il male ed il bene
.materiale? Credesi seriamente avere risolto il problema quando

si stabiliscono alcuni principi generali sulla valutazione del


male immediato, del danno, dellallarme, ed altre sensibili cir

costanze? Ci sarebbe un appagarsi di parole.


Mentre rimangono nelle generalit, tutti gli addetti ad un
sistema vanno sempre d accordo fra di loro. Che se sono tratti

ad applicazioni. scompare tosto larmonia.

'

Leggiamo in un contemporaneo pubblicista : lo percorro

i desideri i pi forti, quelli la di cui soddisfazione accom


pagnata dai_pi grandi piaceri, e si vedr che il loro compi
mento, quando si opera a spese della sicurezza, molto pi

fecondo in male che in bene.


'
Consideriamo dapprincipio linimicizia. Essa la pi

feconda fra le cause di attentati contro lonore e le persone.


Io, non importa il come, concepisco della inimiCizia contro
di voi. La passione mi travia: vi insulto, vi umtlio, vi ferisco.

Lo spettacolo della vostra pena mi fa provare, o per un certo


-tempo almeno, un sentimento di piacere. Ma, si pu egli cre

due che il piacere che io gusto sia l_ equivalente della pena


che voi soffrite? egli probabile che se anche ciascun atomo

della vostra pena potesse pingersi nel mio spirito, vi avcsse da


corrispondere colla medesima intensit ciascun atomo di piacere?
ippure non sono che alcuni sparsi atomi del'vostro dolore che
\

-vengono a presentarsi davanti la mia immaginazione distratta,

e. turbata per voi niuno pu essere perduto: per me, la pi


gran parte si dissipa in pura perdita. Ma questo piacere, tale
. qnale ein , non tarda a lascrar trapelare la sua-impurit na
turale. L umanit, principio che nulla forse pu soffocare nelle
anime; bench le pi atroc1, sveglia in me un secreto rimor
so. Timori di ogni specie, timore di vendetla, s:a da parte
' vostra, che,da tutti calore che sono con voi legati , timere della

igi

voce pubblica, timori religiosi,_se_ mi rimane ancora qualche


raggio di religione, tutti questi timori vengono a turbare la
mia sicurezza e corromponobentosto il mio trionfo. La pas
sione attutita , distrutto il piacere, ed a loro succede 1 interno
rimprovero. Ma da vostra parte la pena dura ancora e pu avere
una lunga durata, Ecco quanto avviene per leggeri ferite che il
tempo pu cieatnzzare.
_

Non chiederemo che cosa signichino nel sistema dell autore


queste tre espressioni, impurit naturale del piacere, umanit,

principio che nulla forse pu soocare, e che risveglia i


rimorsi, nalmente i timori religiosi.
Ma, in buona fede, credesi forse, che posandosi nel suo

sistema sia giusto il di lui ragionamento? che il piacere della


vendetta non oltrepassi gl inconvenienti che provengono da

una ferita sanabile? A rischio di passare per meno buoni che


lautore, dobbiamo per confessarlo, I]0l siamo dubbiosi. Un
uomo che farebbe astrazione del dovere morale, direbbe allau
tore: Non esatto il vostro calcolo , voi avete obliato un ele
mento. Date come motivo al delitto l inimicizia, ma voi non
avete calcolata la forza della mia inimicizia. Non sapete voi che
la di lei causa profonda, radicata? Conoscete voi lamarezza
che questo sentimento spande sulla mia intera esistenza, le an
goscie che divora, il supplizio che provo allas etto del mio
nemico, del mio nemico contento, felice, che gorlb pienamente

di tutti i_piaceri della vita? I dolori di una sanabile ferita , la


debole arma che pu produrre quando il risultato (1 una causa
tanto speciale, i timori della vendetta e del biasimo, possono
contenere il torrente di piacere cheattendo dalla vendetta?
Ancora una volta, errato il vostro calcolo; non bisognava solo

porre in linea di calcolo il. piacere positivo che mi procuro,

ma i patimenti acuti che mi sollevo. Rettificate il vostro bi


lancio , e non oserele pi oppormi a delitto la ferita che ho

apportata.
_ _
Siamo ventreri: pu ingannare la bilancia dell'utilitario,

la coscienza umana non pu errarc. Ma se si potessero argo


mentare gli errori dell uomo per attaccare un principio, non
rimarrebbe che un solo sistema razionale, lo scetticismo.

Egli certo che il male morale non sempre evidente: non

sempre colpisce colla medesima forza lo spirito volgare, questo


si verifica specialmente di que li atti, la di cui immoralit ri

sulla dalla violazione dei nostri goveri verso la societ. Irapp0rti


da uomo a uomo sono pi facilmente abbracciati che quelli
degl individui col corpo sociale.

9'1

La natura e la gravit del male morale non sono senza


inuenza sul malemateriale che il medesimo atto procuri: alla

Societ. Un tentativo di tradimento produsse forse un male di


retto, inferiore a quello che proviene da un furto o da un atto
di falso. Esso m'erita eiuunullameno una pena pi forte che quella
riservata a questi delitti. Forse si dir: il danno e l'allarme
sono le,cause che determinano il legislatore a minacciare di

una pi graire pena i tentativi di tradimento, Ma il 'danno .e


l allarme aumentano precisamente in ragione dell importanza
del dovere che il eolpevole si proponeva di violare, ed il di.

ritto di pnnirlo d una pena pi grave non proviene unicamente


dalla quantit materiale del dannw7 esso risulta dal danno com
binato colla natura del male morale. Un atto dimprudenza

pu causare pi danno materiale che un tentativo di tradimento;


ma il danno morale, se si potesse cos esprimersi, non ' cos

grande. Il fatto non rivela l esistenza nella societ di uomini


capaci dinl'range1ei pi sacri doveri. Quantunque grandi siano
stati il danno e lallarme prodotti da una imprudenm. vi sa

rebbe ingiustizia a punirla di una pena pi grave. L autore


di un tentativo di tradimento deve subire questa pena, perch

essa dovuta al suo delitto, e il potere sociale non eccede i 7


limiti del diritto , quando si rende'garante della pubblica si
curezza, senza oltrepassare i confini della giustizia morale.
Laumento del danno propriamente detto non il solo
effetto politico risultante dalla morale gravit del delitto. Esso
pu esercitare sulla pubblica opinione una inuenza che in
dipendente dal sentimento del danno e dellallarme. Un delitto
di natura proimidamente immorale, se rimane impunito, o se
non fa cadere sul di lui autore che una pena proporzionata al

male materiale, pu addivenire una causa di Corruzione, ecci


tare scandalo, inspirare disprezzo e disgusto a danno della legge.
Qui si presenta la quistione del parricidio, delitto certamente

poco dannoso e aoco allarmante. Si concepisca una legislazione


che non ne fareb e menzione. L esisterebbe un certo pudore,

un certo rispetto per l umanit, di cui la pubblica opinione di


tale o tal altro popolo potrebbe esserne soddisfatta. Ma che sa
rebbe una legge, la uale non colpisse il parricida che di una
pena inferiore a quella in_ittaallnmicida'l Clic avverrebbe se,
mentre che questo salisse Il patibolo, il parricida invece avesse

dessere condotte in un carcere per starvi rinchiuso soli dieci o


dodici.annii La pubblica opinione sarebbe in piena rivolta contro

la legge-7 e sala pubblica o inione si riconciliasse colla legge,


il male sociale diverrebbe piu grande. Vi sarebbe un rovescia

i93

mento nelle comuni nozioni dellordine morale. Il legislatore


avrebbe contribuito ad oscurare il sentimento del dovere. La
lame sarebbe una menzogna, nel senso cio che essa non sa

IC)C la vera espressione dello stato sociale.


Sono queste esigenze tali la di cui valutazione difficile,
delicata. Presso di una nazione illuminata, presso un popolo
che avesse perfettamente compreso il fine diretto della sociale
giustizia, sarebbe possibile che il parricida potesse essere pu
nito senza inconvenienti, meno severamente che l uccisero. An
che og idi, in alcune legislazioni, atti immomliss'imi non sono

colpiti a una penale sanzione, ovvero non sono che debolmente


repressi, vista la pochezza del male materiale che essi pro.
ducono, senza che l indulgenza della legge sia una causa di

corruzione e di disordine. Ma se hanno luogo questi effetti, il


legislatore ha diritto di essere severo. Esso obbedisce ad una

esngenza sociale tanto imperiosa e legittima quanto quella. del


danno materiale ed immediato. Esso esercita un potere utile,

necessario allordine pubblico, e lo esercita con diritto, ammesso


che non punisea che la violazione di un dovere esi ibile, una
violazione calcolata dai tribunali, e che, nella misura della

pena , si restringe entro i limiti della giustizia morale. Se la


pena di morte legittima per l omicida, per quale diritto il

parricida gitterebbe lungi da s la mannaja dalla legge? La


pena meritata: utile allordine pubblico 1 azione della giu
stizia sociale: che importa che l utilit di cui si tratta sia piut

tosto morale che materiale?


La valutazione del male morale, del dovere violato, la dun
que importante, non solo per conoscere se avvi o no un vero
delitto, ma onde apprezzare le influenze diverse che il male

morale esercita sulla societ, onde determinare lazione del po

tere politico, e decidere se in quella misura che egli deve


chiamare la giustizia penale in soccorso del diritto
CA PITOLO VIII.
Valutazione del male materiale assoluto.
Il male materiale o obbiettivo si proporziona col bene ,

col diritto, ingiustamente assalito o compromesso del delitto.

Esso il risultato sensibile deldelitto perla pers0ua lesa.


In questo mondo esistono persone e cose:
y
Persone
fisiche
e
persone
morali,
in
altri
termini,
indi
vidui. e'assoeiainomv di individui. La persona morale per ec
Rossi. Dir. Peri.

i7

l94
celleiiza e la societ civile. Egli linutile al ne che ci siamo
propnsii arrestarci a considerare le altre persone morali, i

corpi collettivi secondari.


Vi hanno cose_utih a tutto Il mondo, ma indistruttibili,
indsauribili , che non sono particolare propriet dialcuno.

Vi hanno cose. che PI'OVCHIIBIQ. dal dominio generale del;


l umanit per entrare nel dominio particolare di una persona ,
sia questa sica, sia morale._ Queste sono la sua propriet.

Il male materiale colpm2e sempre le persone. Allorquauclo


applicato allecose, esso non considerato come male puni
bile che solo in quanto queste cose sono il bene apprezzabile

(li alcuno.

Ogni persona ha un esistenaa propria, un proprio modo di


esistere, ed oggetti qualunque in propriet, non fossero altro

che il tozw'di pane donato come elemosina.


L esistenza una: non havvi punto di mezzo fra essere

e non essere.
'
Il modo cl esistenza varia: la condizione di tutti gli uo
mini non sempre la stessa; I uno cittadino, laltro sem

plice abitante del paese; I uno maritato, laltro celibalario;


1 uno i: lio legittimo, 1 altro bastardo; e cos di Seguito.
Cos1 o stato di proprietario potrebbe" essere considerato
anche come un modo di esistenza. Ci nullameno ,. ci sembra

esistere essenziali differenze. fra le vere modicazioni dell'aper

50nalit anche civile e il diritto di propriet.


La propriet trasmissibile: l uomo pu non solamente
perderla, abbandonarla, distruggerla, ma trasmetterla anche ad
altre persone.

Non avviene lo stesso della condizione. Si pu perdere la


qualit di cittadino; ma non si pu nel medesimo tempo far
cittadino Colui che non lo sia.'Si pu rinunciare ai suoi diritti

come glio, ma 'non sipu spogliarsi dei propri doveri verso

i genitori. Si pu perdere l' onore; ma si potr arricchire co


lui che ma manca? In una parola, il modo cl esistere e come

l esistenza, strettamente personale. Il modo di essere costituisce


001l essere la vera. personalit, mentre un cangimnento, una

diminuzione della roprietai non pu apportare alcun colpo n


all esistenza, ii ala maniera di esistere di una persona. Che
il proprietariodi due milioni ne perda uno, egli sar perci
meno riceo,zma non cesser di essere lui medesimo. La pro

prict piuttosto unappendice, che una parte integrante della


personalitn- '

In alcuni paesi, il ;cumolo delle propriet serve , vero ,


\l

.- i

[95

al godimento di alcuni.diritti politici. Ma in questi medesimi


paesi la propriet piuttosto dichiarativa che attributiva delle

qualit politiche recliieste per lesercizio di questi_diritti. Essa


e piuttcsto una prova congetturale, che la causa di queste qua
lit. Non si ehgibile percln: si possiede una data fortuna,
ma perch il possesso di questa fortuna fa presumere che si
abbia le qualita volute da un elegibile. Se gli uomini probi,
illuminati, indipendenti, avessero un modo particolare di cam
minare, di assidersi che li distinguesse da coloro che non sono

tali, in Francia gli eligibili non sarebbero gi quelli che pa


gano mille franchi d imposta, ma coloro che procedono , o.si
seggono in quel dato modo.

Il. delinquente che attacca l esistenza o la maniera di es


sere di un individuo, la sua personalit, (1 ordinario ci che
esso odia questo individuo; questo e non altri che egli

vuole offendere. Colui che attacca le propriet d ordinario


mira pi direttamente alla casa che alla persona del proprie
tario. Il borsajuolo ci che vuole non propriamente il mio
orologio, ma un orologio: egli carpisce il mio senza conoscermi,

e poco glimporta di sapere ch io mi sia. il falso monetario


non pensa che al guadagno: esso fabbrica la sua moneta im
primendovi l'elfigie di Carlo X, senza la pi piccola inten.

zione di oltraggiare la persona del monarca.


Cos conforme alla natura delle cose di distinguere,
avanti tutto, i delitti in due grandi classi: delitti contro le

persone, delitti contro le propriet.


'
I
Ma anche i corpi collettivi hanno al paro degli individui
la loro esistenza e il loro modo di esistenza, la loro personalit.
Anch essi hanno la loro propriet.
.
Vi sono dunque quattro classi di delitti:

Delitti contro la personalit individuale ,


Delitti contro la personalit morale;
Delitti contro le propriet particolari 5'

Delitti contro le propriet che appartengono ai corpi morali.


Posto ci, mestieri, Onde valutare il male conoscen

limportanza relativa di questi beni. Ora niuna Contestcr:


i. Che in tesi generale i diritti relativi alla persona sono pi

importanti, pi preziosi che il diritto di propriet. Nessun


dubbio quanto alla esistenza. Ma avviene lo stesso quanto ain

altri diritti di persona. Qual l7 uomo ragionevole e morale


che non sacrificherebbe la. sua fortuna onde _luggire la schia

vit, onde
non
perdere
acaione
di un llso
_o altrimenti
la
. \
.
.
. .
U
.
.
sua qualita di glio legittim0,ponde salvare il proprio onore?

196
Ein senza dubbio facile immaginare due attentati , luno

portato al diritto personale, l altro al diritto di propriet leg


gero, l' altro tanto grave, che meglio sarebbe sottomet

tersi al primo che al secondo. Allora per ci che si prende

in considerazione non i: gi la natura del bene in si: medu


simn, ma la gravit dellatlenthto. Ora limportanza del di
ritto e la gravut dell attentato che gli venne portato sono due
han distinte considerazioni.
a. Ci sembra anche evidente che in tesi generale l im
portanza dei diritti, sia personali , sia di propriet, pi grande

per le persone fisiche che per le persone inorali.

'

E a prima vista, la morte delle persone morali un fatto

quasi im|mssihile per gli noi, per gli altri possibile, ma superabile.

La completa dissoluzione della civile societ prodotta dall anar


chia pi una maniera gurata (ll parlare che lespressione di una
realt. piuttosto la maniera di essere che la vera esistenza

della societ che si pu distruggere o mutare. Anche la di


strnzione della propria personalit politica, mediante la riunione
del paese ad un altro stato, piuttosto un cangiamento nel
modo di esistere che una vera perdita di esistenza. L omicidio
di uno stato, se permesso esprimersi in tale maniera, non i:
tentato che da colui che cuspira per assnggettarlo ad un altro
ail.O. Quanto ain altri corpi morali se vengono ingiustamente
disciolti oggi, possono risorgere domani.

Cosi , per gliudivului pi importante il diritto di pro


priet di quello che lo sia pei corpi collettivi, sia perch le
perdite di questi ultimi si ripartisc0no sopra un gran numero

l individui e sono meno sensibili a ciascuno, sia perch i corpi


morali hanno pi mezzi che un individuo per difendere il loro
avere ed onde rilbrmare il loro patrimonio.
Quanto al modo di esistenza, a primo aspetto molti diritti
personali che appartengono o possono appartenere ad un indi
viduo non si potrebbero concepire in un corpo morale. Al
tri, quali ad esempio la riputazione, sono d una debole impor
tauza; perch il male 5 impartisce come nei delitti contro le

propriet pubbliche, e le ingiurie e le calunnie dirette contro


un corpo non danneggiano che debolmente gl individui che lo
compongono.
Infatti, alcuni delitti che vengono classificati fra i delitti
contro i corpi Collettivi, non hanno reale gravit che allora_quah_do
ciascuno di questi delitti racchiuda, per cos dire, tanti dehtti
contro i privati, quanti sonori di individui nel corpo morale,
o quanti sono gl individui in questo corpo che sono stati col

pi da questo delitto. Questi sono delitti diretti contro gl?7iii


dividni, contro la loro maniera di essere considerati come

membri d un corpo morale. Per tal modo questi delitti can-"


iano di natura quasi secondo che il corpo morale composto
un pi o men grande numero dindividui. Che un autore
francese dica che la nazione francese un fascio di. briganti e

di ladri, un ingiuria che fa alzar le spalle; chi si degne


rebbe perseguitarne lautore? Quale francese, dotato di buon
senso, si sentii-ebbe offeso da tale calunnia? Che venga pubbli

cata la medesima ingiuria contro la societ della banca di Fran


cia, allora il delitto prende maggiore importanza. Ma se il
medesimo delitto diretto contro una casa di commercio, contro

una societ composta di tre persone , il delitto addiviene asso


lutamente individuale: vale a dire: Pietro un ladro, 'Gia-I

coma _ un ladro , Antonio un ladro.


, Affrettiamo di riconoscere tuttavia che vi hanno delitti con
tro il modo di esistere della societ civile, il di cui male po
trebbe oltrepassare quello che proviene da un delitto qualunque
contro un individuo.

L uomo che cospira onde strappare ad un popolo libero le


proprie istituzioni, le sne guareutigie, la sua libert, tutta la sua
vita morale, che vuol farne una mandra di schiavi e paralizzarc
tutti i di lui sforzi di perfezionamento e di prosperit , com
mette, nou v'ha dubbio, un delitto che non ha uvuale nella

numerosa serie dei delitti possibili. Si pu aniiiiiraliie il CON"

gio col quale Strafford seppe incontrare una morte iguonii


niosa, si u biasimare la violazione commessa a suo danno
di tutte e forme della giustizia: ma pi giusto ancora
riennoscere che il soldato, il cui progetto era qudlo di
rendere schiava l Inghilterra a profitto di un despola, e col
lajuto d un armata irlandese, era un grande colpevole. Se i
violenti capricci degli Stuardi avessero tenuto luogo di legi

presso gl Inglesi, se la camera stellata avesse rimpiazzato.


nghilterra il parlamento, ed il giuri, se ogni libert di co

scienza fosse scomparsa davanti all inquisizione anglicana, quale


mai sarebbe stata la sorte della GramBrettagna e forse. quella
dellEuropa intera? ll pensiero si rifiuta di seguire questo atte"
tate in tutte le sue conseguenze, e rappresentare la patria di
Chatam e di Fox data in mano alle tenebrose e stupide mene
di una camarilla, e strappare dalla storia questa pagina tutta
brillante di libert e di buon senso nazionale, la gloriosa vit
toria del 1688.

Tuttavolia se il delitto eccessivo , per sua natura, e re

193

lativamente al suo autore, non bisogna scordare, daltra parte,


che il male, di cui questo attentato u essere la causa, fortu
namente assai difcile compirlo, perc1 una nazione possiede po
tenti mezzi di dilesa contro simili attacchi. Finalmente, pur

anche vero che l ove questi attacchi si vericano il male ma


teriale non tale che un anima generosa possa conce irlo. Im
perocch una nazione che si lascia spogliare dei suoi diritti non

vi d molta importanza: altro non per essa la libert po


litica che una vana apparenza; se fosse una realt, saprebbe
difenderla.

Checcb sia , ci sembra che alcune eccezioni non possano


distruggere questa tesi generale, che i delitti considerati sotto
il rapporto di male materiale, in altri termini sotto il rapporto

della importanza del diritto che essi offendono, possono essere


collocati in quelle quattro classi che abbiamo enumerato.
Noi ci affrettiamo di dichiarare una volta per sempre, che
alnostri occhi un accomodameoto sistematico, una classica
zione non che un metodo: come espressione della verit ,
#583 non giammai che approssimativa e soggetta a numerose
anomalie.
Egli solo a mezzo di uno studio scrupoloso di ciascuna

specie che si pu giungere a formarsi una idea esatta del male


prodotto da ciascun delitto. Soltapto, srccome un lo e ne

cessario onde guidarci in mezzo a questo labirinto, non adot


tammo la divisione che ci sembr la pi semplice, la pi con
forme alla natura delle cose, e la piu propria a farei evitare
gli errori, nei quali sono caduti coloro , che ci diedero pi

ambiziose classicazioni e tuttalfatto articiali.


Seguendo que principi che noi abbiamo posti, Contiamo
ora una pi dettagliata apprezzazioue del male materiale pro
dotto dal delitto.
-

Ma, ancora una volta, quello, di cui noi parliamo qui, il


male specifico, non della gravit di questo male in diversi casi
"'ioi vogliamo conoscerne

la_natuia, non vogliamo valutare

Il grado, al quale pu elevarst o discendere in un fatto Parti


colare. Noi poi n0n teniamo neppur conto qui dei delitti com
plessi che risultano:
Sia dalla riunione eventuale o prevista di molti delitti
semplici ,
_

Sia da un delitto accessorio che si aggiunge al delitto


principale come circostanza aggravante ,
Sia dellimpiego di un delitto come mezzo per lesecu.

zione del delitto principale.

'99

A. Delitti contro le persone,


Ben: distrutti, a compromessi.
I. Esistenza.
Il. Modo di esistere.

' |. Integrit e salute del corpo e dello spirito (a) ,


:. Libert.

gimpedimcnto,

costringimenlo
3. Condizione:

domestica,
politica ,
civile
111. Sicurezza.

IV. Tranquillit
B. Delitti contro la personalit del corpo sociale.
Beni tolti, a compromessi.
I. Esistenza (e).
Il. Mmlo di esistere:

I. Costituzione politica.
2. Ordine pubblico.
3. Servigi esigibili:

militari,

'

civili,
ecumarn (f).
Ill. icurezza.

IV. Tranquillit
C. Delitti contro le propriet private.
Beni tolti, ocompromessi.

I. Fortuna totglc.
4
II. Porzione di fortuna , in modo da mutare lo stato del
proprietario.

III. Debole porzione (la).


D. Delitti contro le propriet pubbliche.
Beni tolti,o compromessi.

I. Beni pubblici, fra gli altri

200
moneta',

carta-monetata ,

biglietti di banco
Il. Beni dello Stato.
1. D un uso immediatamente necessario.

a. D un uso immediatamente non necessario (li). ,


_Spieghiamo questo quadro mediante alcune brevi dirne.
strazmm.

a) La salute delle spiritmlAbbiamo in vista il delitto di


ubbriacbezza , di letargia, maliziosamente procurata Col mtzo
di qualche pozione di cui non si pu prevederne gli elfetti ,
anche allora cha la porzione non danneggiasse la salute del
corpo, anche quando questo delitto non fosse un atto prepara
torio ad un delitto pi grave.
(2) Egli distinguere la schiavit dal sequestro od ogni
altro impedimento fatto alla personale libert senza per co
stringere la persona a rendere servigi, senza farne strumento

a Vantaggio dell oppressore.


c) La condizione domestica com rende tutti i rapporti di
famiglia, lo stato di marito, di moglie, di padre, di madre,

di figlio, ecc., i beni che egli procura, i diritti che ne pro


vengono.

La condizionepolitica linsieme dei diritti che appar


tengono ad una persona considerata come cittadino attivo di
uno Stato; il diritto elettorale, leligibilit, il diritto di pari

ereditario, la capacit di essere giurato, ecc.


La condizione civile 1 insieme dei beni che pu pos
sedere' un uomo come membro dello Stato, anche allora quando

non avesse n famiglia ne diritti politici, la sua riputazione,


il suo credito, la sua capacit civile di testim'onio, di parte
contraente, ecc.v

d) Essere guarentito, non_ essere minacciato da alcun

danno reale. Godere d una piena sicurezza, e nulla temere.


Que cacciatori che scaricano i lbro fucili troppo presso
"la mia casa mettono in pericolo le persone di mia famiglia.
Colui che scrive lettere minaccianti , anche allora che non
avesse avuto che la sola intenzione di fare un cattivo tratto di

spirito turba la sicurezza di colui che pot ragionevolmente


temere che quelle minaccie erano serie.
.
e) I delitti contro lesistenza dello Stato riduconsi in fondo
a tre principali:
Dare in mano il proprio paese al nemico,
Sottometterl0 ad una potenza straniera,

IO!
Riunirlo ad un altro Stato."

'

Nel primo caso, oltre il male dell invasione, si lascia de

cidere al nemico se lo stato conscrver o no la propria na


zionalit;
Nel secondo, si volle ra irgliela onde farne un paese soggeb
to come il cantone di Vaut o era di Berna, come una gran parte

dell Italia lo e dell Austria.


Nel terzo. si fonda la nazionalit dello Stato nella nazio
nalit di un altro Stato.
Questi sono i veri crimini di alto tradimento.
L abbandono fatto al nemim di un posto, di una fortezza,
lo spionaggio, la dissoluzione di un corpo darmata ecc. sono

i delitti speciali, che servono di atti preparatorii al delitto prin


cipale, o che ne sono il mezzo di esecuzione, quando sono

stati commessi,a questo ne o con previsione del risultato che


essi potevano produrre.
f) Il modo d esistere per lo Stato dipende primierameute

dalla sua costituzione politica. Quale che sia questa costituzione


considerata politicamente, no a che non cangiata per vie legali,
essa ritenuta buona; essa il diritto del corpo sociale, il
potere la difende con giustizia verso e contro tutti. - Sar
dunque mestieri rassegnarsi eternamente al dispatismo? Quaudo ci sia provato che il dispotismo i: un potere legittimo
eh" egli e un diritto e non un puro fatto, che a lui si appar
tiene il diritto di comandare, che si ha il dovere di ubbidirlo,
allora sar giunto il momento di sciogliere la quislione
Il modo d esistere varia in secondo luogo secondo la na
tura dei servigi che lo Stato esige dai suoi membri. Questi ser
vigi sono di tre specie, militari, civili, pecuniarii. Allorquando

questi servigi sono legalmente imposti, essi sono il bene dello


Stato.

Senza costitmione politica la societ non per cos espri


mersi che un corpo in;rmeg privata dei servigi che i cittadini
le devono, essa altro non sar che un corpo senza forza e senza
energia. Ma la costituzione ed i servigi militari, civili,
cu
niari non bastano allesistenza regolare e pacica dello lato.
mestieri inoltre che la macchina politica non incontri osta
coli forti: bisogna evitare ogni confusione, ogni collisione sen

sibile. In una parola, mestieri che I ordine politico non soffra


gravi perturbaz'oni.

Lordine pubblico direttamente turbato dagli agenti del


potere che oltrepassano i limiti delle loro attribuzioni, che

abusano dellautorit o della forza che e loro condata , che

202

ricusano di venire in soccorso del diritto, e non si conformano

alle regole che la legge loro ha tracciate per lesercizio delle


loro funzioni.

Esso direttamente turbato dai particolari che usurpano


le pubbliche funzioni, che intralciano l autorit nell esercizio
dei suoi poteri, che resistono legalmente alla forza pubblica,

che esigono dal potere qualunque cosa per vie illegali, che,
fuori dei casi di necessit legittima, im legano o chiamano la
forza privata in soccorso del diritto, me con fatti pubblici,

azioni, scritti 0 parole portano danno ai costumi o si adoperano

a corromperli.
Queste categorie comprendono effettivamente tutti i delitti
contro lordine pubblico; gli altri delitti che si chiamano 0r
dinariamente con questo nome altro non sono in realt. che
delitti privati , aggravati da qualche circostanza particolare. Tali

sono, ad esempio, gli oltraggi contro un magistrato o contro


un ministro del culto. Alcuni di questi delitti entrano nelle

altre classi dei delitti pubblici, sia come provocazioni, sia come
atti preparatorii ivi tentato.
_
In generale troppo si estese il catalogo dei delitti pubblici.
g) La societ non ha punto meno che un particolare diritto
alla Sicurezza e alla tranquillit.
La vendita illegale dei veleni, le costruzioni dannose, lil
legale esercizio della medicina, sono atti contrari alla pubblica
sicurezza, Il ciarlalano che il

popolo

consulta con cmdidcnza

porta danno alla pubblica sicurezza senza turbarni: la tranquil


lit. Colui che fa bricasse false monete senza metterle in cir
colazione. farebbe giustamente il contrario.

h) Questo il vero carattere pel quale si distinguono fra
loro i delitti contro la propriet allorquando si vuole valutarli
in ragione del male fatto alla parte lesa, del male materiale e
diretto. Se non considerano che il delitto semplice, i proprie
tari ed il pubblico non fanno altro calcolo che: Egli ha

tutto perduto. -- Ci lo incomoda molto, esso sar obbligato


di vendere la propria casa di campagna, ecc.; ovvero; te E for
tuna che la perdita sia caduta sopra di lui, essa per lui iii
differente. Tali sono le tre espressioni che caratterizzano, nella
pubblica opinione, il furto, i fallimenti, gl incendi , sotto il

rapporto di male materiale semplice.


'
Il pubblico e la persona lesa non differiscono nella valu
tazione del male, che allorquando la cosa distrutta o rubata era
oggetto di particolare affezione pel suo possessore. Il principio

il medesimo; ma il pubblico manca di dati necessari per


farne l applicazione: esso non prova il medesimo sentimento.

203

Noi non diciamo che limportanza della perdita provata

sia il solo male materiale prodotto dai delitti contro la pro


priet individuale, ancora meno che essa sia il solo elemento
di cui il legislatore debba tener conto.

Niuno ignora che i delitti contro la propriet non possono


realizzarsi che sotto due forme principali, lusurpazione e il gua
sto: lugliere onde appropriarsi; togliere senza per appropriarsl

la cosa perduta per Il proprietario. Ogni fatto particolare bene


analivzato entra nelluna o nellaltra di queste due categorie.
L usurpazione ed il guasto possono essere commessi colla
frode o colla forza. La frode prende due forme principali, quella

del furto e quella della scroecheria. Il ladro sottrae, inscio du


mino; lo scroccone si fa donare, ottiene per astuzia.

La forza si esercita sopra le cose o contro le persone. La


rottura, il brigantaggio ne Sono esrm )j.

La frode e la forza possono essere impiegate in mille ma


niere diverse, ton variatissime gradazioni criminali.

La criminalit dell usurpazione e dei guasti dei beni altrui


u essere modificata dalle circostanze tratte dall oggetto e dal
uogo del delitto, dal tempo nel quale fu commesso, dalla per
sona che ne fu la vittima.
Ci nullameno avviene sempre che l elemento semplice

del male materiale prodotto in forza del delitto il rapporto


del bene usurpato o disllUll0 colla posizione pecuniaria della

persona lesa. A convincersene basta figurarsi un furto semplice,


ovvero un fallimento. Egli evidente che il delitto, che non

lascia assolutamente nulla alla persona lesa, quanto al male


materiale, quanto al bene tolto, un atto diverswche quel de,
litt0 che priva un milionario di alcune centinaia di scmli.
Le altre circostanze che noi abbiamo indicate possono as

sere considerate sotto due punti di Vista; come fatti che'ag


giung0n0 un delitto ad un altro delitto, ovvero come semplici
circostanze aggravanti di un solo e medesimo delitto. il furto
commesso con violenza sulla persona evidentemente un de

lillO.C0mpl0550. Il furto cornnnsso di nottetempo un delitto


accompagnato di una circostanza aggravante. Ma pi di sovente
ci che si chiama una circostanza aggravante, altro non che

un delitto sui generis , impiegato come mezzo o accessorio al


delitto principale. Il domestico che ruba gli effetti del

suo

padrone commette un furto e di pi un abuso di condenu.


Un l'urto fath sopra grandi strade , commesso da una banda
armata e con violenza, contiene il delitto privato di furto , il

delitto privato di violenza contro le persone, ed un delitto pub

904

blico per il fatto di un atlruppamento armato che infesla le


grandi strade. Il delitto principale, in questo Caso, il delitto di
furto in tanto in quanto egli il fine dell azione criminale.
Potranno forse sembrare inutili queste osservazioni. Che importa
che il legislatore presenti le circostanze aggravanti sotto forma
di delitti semplici e COUUBS> , o sotto forma di circostanze ag
gravanti comprese nella descrizione del delitto? Vedremo in altro
luogo che la scelta delluna 0 dell altra di queste forme di
redazione non senza inuenza sui giudizi. Nulla di meno cre

diamo non dover dare alla forma delle leggi pi importanza


di quella che essa non merita: crediamo che bisogna adottare
ora una forma ora un altra , secondo che luno o l altro me

todo si adatta meglio al soggetto particolare e dona all espres

sione legislativa maggiore chiarezza e maggiore precisione. Ab


biamo di gi detto e non cesscremo di ripetere che una legge
non una disertazione, i:be un codice non un trattato scien
tico.
,

Chech ne sia, sempre vero non potersi ottenere un esatta

- apprezziazione del delitto se non se rendendosi un esatto conto

degli elementi di cui si compone. A questo effetto devonsi


studiare le circostanze aggravanti, come ogni altro delitto,
nella loro natura morale, e nei loro effetti materiali. E 11 uopo,

a ciascun delitto semplice, domandarsi qual il dovere che


viola, e qual il principio dirigente, per mezzo del quale ap
prezzarne il male materiale.
Ora , per il delitto semplice d" usurpazione, o di guasto
del bene altrui, ci sembr essere il principio dirigente quello
che noi abbiamo indicato. Ci sembr non potere la scienza
assegnarne alcun altro.
.
Deve egli, pu egli il legislatore seguire questo principio
dirigente per valutare politicamente il delitto? E possibile farne
uso onde stabilire sempre nei limiti della giustizia morale la
scala di penalit in questa materia? Devesi forse limitare a
prenderla in Considerazione per la liquidazione dei danni-inte
ressi? Queste non sono ucstioni che ebbene ad essere da noi
trattate, esse trovarono i loro posto nella nostra analisf mo

rale e politica dei delitti, lavoro che forse pi tardi pubbli


cheremo, e col quale noi tentiamo di applicare a ciascuna specie

di delitti ;rincipii generali che cercammo di stabilire in que


st opera. La scienza offre i risultati delle sue analisi. La legi
slazione ositiva ha le sue necessit, le sue inevitabili imper
fezioni. il legislatore non pu completamente realizzare la

teoria, come lo statuario non giunge a realizzare nel marmo

205

l esatta rappresentazione delle sue concezioni. Le resistenze


esteriori e pratiche sono un fatto di cui l uomo non potrebbe
tenerne conto.

i) Distinguiamo le pubbliche propriet' in beni pubblici,


ed in propriet dello stato.
\
Sotto il primo capo comprendiamo, i. le cose che lo stato
cura e difende er 1' uso immediato del pubblico; le strade ,

i canali, i pub liCi giardini, ecc., a. i segni rappresentativi


della ricchezza; la moneta , la carta monetta , i biglietti di

banca, ed altri effetti di questo genere. Questi effetti sono, per


verit, la propriet privata di coloro che li posseggono in un
dato momento. Ma, per la loro rapida circolazione, per il bi
sogno che tutti hanno di servirsene, e per la difcolt di con

servare, al passaggio che di essi si opera da una mano nel


l altra, le traccie dei primi possessori, si possono Considerare
come componenti in massa il patrimonio di tutti gli abitanti
del paese, come uno strumento ed un bene comune nel mede
simo tempo a tutti. Il falso monetario commette una scroccheria

a diretto danno di colui che primo gli abbandona valori supe


riori al valore intrinseco della moneta falsa che riceve in cambio.

Ma gli effetti di questo delitto possono estendersi ad un gran


numero di persone, sconosciute allo scroccone ed allinsaputa

di colui che per primo fu ingannato. Il male pu facilmente


ripetersi, propagarsi. E il pubblico preso in massa quello che

danneggiato al falso monetario pi ancora di quello che


non sia un tale o tale altro dato individuo. Egli Stesso non
conosce gli effetti che possono essere prodotti dalla circolazione
della falsa moneta. E complesso il di lui atto: avvi un delitto

privato, ed un delitto pubblim. Un delitto privato a detrimento


di colui che erroneamente riceve la falsa moneta; un delitto

pubblico contro la guarentigia e la sicurezza comune. Questo


duplice carattere esiste nella pi parte dei delitti. Ma mentre
cl in un delitto di furto commesso con rottura il male pri

vato oltrepassa il male generale , nella Talsicazion di moneta


invece il male generale che domina e costituisce il carattere

principale. E razionale adunque collocare questo delitto fra i


delitti pubblici.

"
lt) Chiamiamo beni dello stato, la propriet, gli effetti, le
s0mme che lo stato

ossiede, ed animiuistracome un partico

lare, per servigio del a cosa pubblica: gli arsenali, il materiale


di guerra, gli applvaigionamenti, le casse pubbliche, le fo
reste dello stato,-iecc.

'

'

'

'

'

'

'

Il male materiale a pregiudizio dello stato essenzialmente


_Rossi. Dir. Pan.

18

206
diverso secondo che le cose rubate o distrutte erano 0 no'
d un us immediatamente necessario. Una banda di ladri che,

senza minimamente pensare al delitto di alto tradimento, toglie

in tempo di guerra un convoglio destinato allapprovvigio


namento d' una piazza situata alla frontiera, compromette la
salute dello stato ben maggiormente che colui che, in tempo

di pace, toglie due o tre millioni dal pubblico tesoro. E questa

la distinzione del male irreparabile e del male che pu essere


riparato.

Se si avesse fatta domanda alla pubblica opinione, se fosse -

stato interrogato il senso comune intorno alla valutazione del


male del delitto, si avrebbero ottenute, noi lo crediamo, rispo

ste conformi a quelle basi che noi abbiamo poste.


Queste risposte, in vero, sarebbero il risultato complesso

di due sentimenti, del sentimento morale e del sentimento del


male materiale.
Si porrebbero in prima linea gli attentati contro la per
sona individuale, e perch questi sono delitti il di cui male
materiale pi a temersi, essendo questo male sovente irre
parabile, e perch il rispetto delle persone il primo fra
1 doveri esigibili nell ordine delle nostre concezioni morali. E
il pi forte dovere, la pi immediata e la pi diretta appli

cazione del'grande principio della ragione e della morale: Non


fare ad altri ci che non vorresti fosse fatto a te stesso.
La medesima osservazione pu applicarsi alle tre altre
categorie.
Si possono per allegare due fatti che sembrano smentire
la nostra osservazione. Il furto, si dir, ins ira qualche volta

pi timore di quello che operi l omicidio. l).ln ladro si copre


sempre d infamia, mentre un omicida, e pi ancora un colpe

vole di delitti politici, sfuggono soventi a questa pena morale.


Il primo latto es aosto in una maniera non esatta. Il
furto pi temuto che l omicidio l ove il delitto di omicidio
_rarissimo, e frequente quello di furto. E ben naturale che
pi si paventa ci che pi spesso avviene, ed assai poco_
Ci che non avviene che di rado. Onde fare una giusta com
parazione, occorre immaginarsi un paese, nel quale i furti e

gli omicidj sono comuni, ovv::ro un paese, nel quale i due de


litti sono, non dico ugualmente rari, ma 1 uno e laltro poco
frequentL
Biso ma anche distinguere lallarme dallorrore che il cle

litto inspira. Noi conosciamo paesi ove l orrore dellomicidio

207

addivenuto quasi nullo. Pure vi si temono gli omicidi. Si


chiudono con molta. cura le porte delle case, non si si avven
tura soli, di notte, sulle grandi vie, e si sarebbe molto con.

tenti di poter sfuggire ai colpi di un brigante'coll offerta di


un pugno di scudi. _A Ginevra, al contrario, _si temono alcun
poco i ladri; noust pensa punto iiin ormenh; muno imma
gina che, onde rientrare a mezzanotte nella sua casa di cam
pagna, occorra armarsi tll. tutto punto, o. andare scortato. La

paura debole per la rarit del fatto; Cl nulla meno non si


trnono meno i ladri di quello che si temono gli omicidi. Ma
se, sopra cento delitti vi fossero soli venti assassini e ottanta
furti, forse allora diminuerebbesi l orrore dellomicidio; ma

lallarme sarebbe grandissimo, ben pi grande che quello inspi


rato dai furti.

'

Forse il fprto il pi infamante fra i delitti; il fatto in


contrastabile. E una prova maggiore quella che l'uomo crede ad
altro che ai risultati del bilancio dei piaceri edelle ene. Difatto,

qual rapporto avvi fra il male l'atto agli uomini (a una banda
di borsauoli e quello prodotto dagli attentati di un ambizios<;
che, per impossessarsi

del

supremo potere,

recita la guerra

civile, apre una larga strada al disordine, all'mnicidio, alle dm


vastazioni? Ma il ladro non impiega che l astuzia , l altro ha _
bisogno di forza e coraggio. Il primo non mira che ad alcun

poco doro, l altro al potere. Il primo infame per il ne


suo e mr i suoi mezzi; il secondo nasconde all uomo volgare

la turpttudine morale della sua azione col mezzo del baglio:e


delle sue azioni e dellaltezza del ne. L uomo non teme il

horsainolo, ma lo sprezza; esso teme Silla, ma lo ammira. Egli


perch in Silla avvi una forza, una potenza, una superiorit,
bene o male impiegata, innanzi la quale non pu riutarsi di
chinare il capo che unalta ragione. Ma il disprezzo non
n il timore, ii l orrore, e lorrore non inconciliabile col
terrore e lammirazione. Si disprezza il ladro, ma l assassino
che inspira nel medesimo tempo e timore ed orr0re: l orrore
ha una pi, grande prolhndit, perch si fer il sentimento mo

rale; il timore, per la gravit del male materiale. Silla non


era sprezzato, i Romani lo ammiravano, o almeno erano di lui
sbalorditi. Ma leggendo le tavole di prescrizione, vedendo git

tare ai piedi del tiranno le teste dei prosciitti, i Romani non


si sentirono meno fremere, trcmavano d avanti all uomo che
ammiravano.

Ci sembra che questi due fatti non distruggano le nostre


osservazioni sulla valutazione che vien fatta dal senso comune

del male prodotto dal delitto.

'

208

Il senso comune, dandoci i risultati comples tratti ad una


volta dal sentimento morale e dal sentimento del male mate
riale, ci d l espressione della verit. Il metodo ci prescrive

lanalisi tlistihta del male morale e del male materiale, ma,


cos come labbiamo gi rimarcato, esiste un intimo legame

fra questi due effetti del delitto, essi possono reagire luno
centro l altro, e quello che il senso comune ci dona lespres
sione di questa mutua azione.
Queste considerazioni potrebbero, a parer nostro, fornirci
qualche lume onde raggiungere una divisione razionale dei

delitti.
Non , del resto, in quest opera che noi pensiamo di dare

una completa classicazione. Qui noi trattiamo del delitto in


generale.

La classificazione dei delitti, lo ripetiamo, senza alcun


dubbio utilissima come metodo di esposizione o di insegna
mento: noi vi attacchiamo minore importanza come opera di

legislazione. Forse pi vi ha a questo riguardo pretesa scien


tilica nel lavoro legislativo, pi grande il danno di queste
deduzioni logiche, alle quali il legislatore mai non pens, e
che possono alterare completamente il suo vero pensiero.
Ci di cui siamo convinti in fatto di sistematiche divi

sioni, che importante di distruggere quelle che esistono.


Sarebbe oramai tempo di rinunciare ad alcune rubriche gene
rali che, creando'artificiali associazioni di idee, trascinano a
giudizi soventi volte erronei sulla scelta 'e la quantit delle
pene. Sarebbe molto facile darne una fola di esempi, l _trattati
ed i codici ne abbondano. Trovammo posti nella medesuna ca
tegoria coloro che mettono alla loro bottoniera una fettuccia
senza averne il diritto, e coloro che_portano learmi contro
la loro patria. Se non si sa giungere con unanalisr al delitto
semplica, se si preferisce seguire le regole d una Sinte5i arbi
traria, il partito pi comodo a _segu1r51 quello_di non fare
che una sola classe di delitti: direttamente o indirettamente ,
essi hanno tutti nuociuto alla societ ed agli individpi.
_
Checch ne sia, il fine del quadro Che abbiamo tracciato
e soltanto quello (1 indicare il rapporto delle diverse classi di

delitto fra loro, considerando il male obbiettivo prodotto da


ciascuno.

'

CAPITOID IX.
Apprezzamento del male relativo o variabile.
a

L adulterio. un male morale. Egli la violazione di un

dovere che in

un certo rapporto cogli altri doveri pi o

meno importanti che la legge morale ci impone.


L adulterio ferisce i diritti di congiunto e produce un
certo grado di disordine nella famiglia.
Astrattamente considerato l adulterio un fatto nocivo in

ogni societ civile. Ma quale il grado di disordine che il de


litto di adulterio produce in una data civile societ? Quale ne

il male sociale relativo? Questo male egli tanto grave per


ch il legislatore abbia a proteggere colla sanzione penalei di

ritti degli sposi?


E cosa assai dicile il valutare giustamente il male relativo.

Siamo ben lentani dal voler criticare i soccorsi che pos


sono foruirei principii di analisi impiegati da un celebre pub
blicista uellapprezzamento del male politico. Distinguere il male

in male di primo , di secondo e di terzo ordine, in male

primitivo ed in male derivativo, in male permanente ed in male


passaggiero, in male immediato ed in male conseguente, ecc. ,
un metodo che pu essere utile onde valutare Il male mate
riale, sia assoluto, sia variabile. Con piacere mandiamo quelli
frai nostri lettori che desiderassero pi esattamente conoscere

questo istrumento analitico alla lettura di questopera


_ Non per possibile applicare esattamente questo istrumento
a Ciascuna specie di delitti onde apprezzarne il male relativo,

senza che vi concorra laiuto di una

perfetta conoscenza

dello stato sociale. Sar necessariamente fallace ogni applica


zione fatta in un modo astratto. Chi, se non la storia nazio

nale, potr farvi conoscere la forza del male di secondo e di


temo ordine? Chi vi paleser l estensione del male derivativo.

(llii dir se il male passaggiero sia per di una durata pi o


meno estesa, pi o meno temibile? La storia del paese. Essa
sola ha il diritto di rispondere a tale domanda.
Fra i mali prodotti dall omicidio bavvi il desiderio di
vendetta , sorto nella famiglia della vittima, desiderio che addi

Viene una causa potente di delitto e che pu turbare profon


damente lordine sociale. Se valutiamo questo male a Parigi

(4) Bentham, Trattato di legislazione, Toino 4. Cap. io.


,

24

l0

esso ben debole. Intixrrogate i montanari della Corsica, della


Grecia, della Calabria. Voi otterrete in risposta parole e sguardi

divampanti di passioni e di vendetta.


In un paese come l Inghilterra , la falsicazione dei vi
glietti di banco produce un male materiale (danno e terrore)
estremamente grave; niuno potrebbe negarlo, neppure coloro
che pensano, come noi, non essere la pena capitale un rimedio

efcace contro questo disordine.


Se un viglietto della banca inglese viene falsificato in [sviz
zera, anche allora quando ci avvenisse a Basilea od a Ginevra, il
male materiale non eccederebbe di troppo limportanza del furto
commesso con questo mezzo, perch in [svizzera non vi ha banca,

perch il commercto di questo paese non si fa che per mezzo della


moneta metallica, e che anche allora quando tutti ibanchieri sviz

zeri si appigliassero al partito di non ricevere vilietti di banche


straniere, lo stato commerciale non ne risentirebhe danno, im

perocch di ram avvengono siffatte transazioni. Il male indi


retto non sarebbe che il timore di vedere il delitto di falso
estendersi alle lettere di cambio, viglietti allordine, ecc., ecc.

Ma siccome non assolutamente impossibile che il com


mercio prenda in [svizzera un grande sviluppo, e che il cam

bio dei viglietti di banca vi addivenga necessario e frequente ,


cosi si pu comprendere che il male materiale prodotto in
lsvizzera dalla falsificazione di questi viglietti pu un giorno au
mentare di gravit.

Sarebbe superfluo moltiplicare gli esempii. Egli per se


stesso evidente, che essendo le utilit e glinconvenienti mate
riali cose variabili di loro natura, il male relativo varia secondo

I tempi e le cirmstanze.
Ci prova quanto sia assurdo quel comune aforismo , che
le leggi aspirano ad una durata quasi eterna, e che non che

tremando che si deve portar la mano all edificio legislativo inal


auto dai nostri antichi. La VIll precisamente il contrario.
Ci prova anche come l opera della codicazione, tanto
difficile a farsi, tanto difcile a modificarsi in seguito, , sotto

un certo punto di vista, poco conforme alla natura delle cose


e delle umane societ.
Ci prova finalmente che l uomo, il quale dal fondo del

suo gabinetto immagina_sse di fare codici per nazioni lontane e


a lui poco conosciute, 1m renderebbe un lavoro inutile. N il
talento n il genio potreb r0 tener luogo della conoscenza dei
fatti locali.

Egli tanto pi difficile aequistare questa cognizione , in


. quantoch i fatti che mestteri verificare non sono tutti un

Il!

teriali.. mestieri eziandio conoscere e valutare le opinioni


e le credenze e, fino ad un certo limite, i pubblici pregiudizi.

Deve adunque il potere snciale' piegare la legge penale a


seconda delle esigenze di erronee opinioni, di pregiudizi po
polari ?
Non mai . in niun caso, se ci facendo si oltrepassa i li

miti della giustizia. Sventuratamente molto di rado avviene


che il legislatore sia pi del pubblico illuminato , pure la cosa

possibile, il governo francese pi illuminato che il pub


blim di Corsica, pi ne sa il governo piemontese di quello che
ne sappia il pubblico di Sardegna.
Ma entro i confini della giustizia, le opinioni popolari, an
che erronee, debbono essere prudentemente usate.

Immaginiamo che alcuni Moreschi trovino pi preferibile


la religione del Corano che quella di Cristo. Essi sarebbero da
compiangere, ma cangiare di religione, farsi seguaci di Mao

metto ,_ hanno tutti il diritto di farlo nel senso assoluto delle


parole. Pure che avverrebbe se volessero professare pubblica
mente la religione dei turchi in Morca? Essi si farebbero stroz
zare; il governo non avrebbe alcun mezzo di proteggerli; se

lo tentasse, sarebbe rovesciato, sarebbe profondamente turbato.


lordine sociale. Quale sarebbe il delitto sociale di questi Mo
reschi? Di professare lAlcorano? d avere abjurato il cristia
nesimo? No, ma d aver fatto un azione funesta all ordine pub
blico della Grecia, un azione di cui essi non potevano igno

rarne le conseguenze. Quale sarebbe il dovere del governo gre


co? Di reprimere questo fatto temporariamente, di favorire con
tutti i mezzi che egli possiede la istruzione del popolo , ed an

che allora che questo popolo avesse compreso che la libert di


culto un diritto, o che il governo avrebbe forza bastante da
proteggere tutte le opinioni, di lasciare aprire un moschea.

Consideriamo ora quest esempio sotto un altro punto di


vista. Il governo greco, gurandosi astrattamente il turba
mento che all' ordine sociale sarebbe portato dal pubblico eser

zio del culto turco, promulga una legge penale allo scopo di
interdirle. Questa leg e sarebbe la pi assurda che uomo mai
potesse imma lrinare. gual 1 essere dotato di ragione che po.
trebbe riguardare come moralmente possibile oggi, in Grecia,
un simile fatto?
-Di conseguente e mestieri. io sia per agire, sia per aste

nerst, conoscere giustamente lo stato della pubblica opinione.


E imperosameute voluto lo studio dei fatti sociali, allora
quando si vuole interdire atti, dequali essendo il male asso

[l

loto quasich nullo, non hanno altra criminalit che quella che

proviene dal _male relativo. _Tali sono la maggior parte di que


gli atti che SI chiamano delitti contro la polizia, il delitto , ad
esempio, di portar armi, le infrazioni ai regolamenti Sul assa
orto od altri. La differenza che passa fra queste leggi i po.

lizia e le altre leggi penali e grande in ci, che per le seconde


non si pu commettere che una ingiustizia relativa, mentrech

lingiustizia delle prime pu essere assoluta. Punire l incesto


commesso senza violenza n scandalo e forse un oltrepassare le
esigenze dell'ordine pubblico, ma la legge almeno colpisce un
uomo moralmente colpevole. L'incesto , specialmente in linea

diretta, un atto criminale in se medesimo; i tempi ed ilno


glii non ne cangiano punto la natura morale. Non cosi
del porto d'armi. Pu essere giusta la interdizione in un paese
e sotto la forza di alcune circostanze sociali, vessatoria in un
altro stato, in un terzo stato essa otrebbe essere crudelmente

ingiusta. Potrebbe esporre senza ifesa gl innocenti ai colpi


dei malfattori. Quando il potere non sa garantire la sicurezza

degl individui, il dovere gl impone di non disarmarli. La legge


proibitiva sar tutta a protto deglisccllerati. Colui che medita
un assassinio punto non esita a infrangere la legge che vieta

il porto darmi.
Egli e specialmente allabuso che si fa delle leggi di po
lizia che si deve attribuire, in parte almeno, unopinione ge
neralmente sparsa, ed a nostro avviso tanto dannosa quanto er

ronea'. Si Considerano gli atti vietati da

neste leggi come in

differenti per essi medesimi, e queste leggi come leggi arbitra


rie iii quantoch esse non si appoggiano ad alcuna proibizione
del diritto naturale; da ci se ne conclude, che mestieri, nel

1 applicazione di queste leggi, impiegare quant possibile lin


terpretazwne che si chiamo restrittiva.

Questa opinione il risultato di un analisi incompleta


fatta del male morale. Se per circostanze particolari delpaese,

l ordine pubblico o la privata sicurezza sono effettivamente po


ste in pericolo da quellatto in apparenza il pi inoffensivo,
lazione proibita e immorale in s medesima, e la legge proi

bitiva intrinsecamente iusta. Lautore dell atto proibito


tanto colpevole quanto cofni che, senza alcuna intenzmne posi
tiva di omicidio, scaricasse unarma da fuoco in un luogo fre

quentato. Negarlo rifiutare alla conservazione dell ordine pub


blico la qualit di azione m0rale.

Puossi di vero nominaregoverni i quali attribuirono un_


male relativo ad atti che non erano in alcun modo nocivi al

_J_v.

ii3

lordine sociale, anzi che gli erano utili. Ma gli atti della ti
rannia non sono argomenti valevoli c0ntro la verit di un prin
CIPIO.
-

Si pu anche osservare non essere facile 1 oltrepassare, con


lodevole intenzione, la misura del potere legittimo, allorquando

si la ad inscrivere nel catalogo dei delitti atti tali che non pro

ducono che un male relativo. L osservazione giusta; essa


prova solamente quanto importi di circondare il potere legi
slativo di tutte quelle guareutigie atte a prevenirne gli errori.
Ma tutto ci che s aggiunge a neste due osservazioni altro non

e che declamazione e sofisma.

osi a torto si sbstenne, che per

i delitti di questa specie doveasi sem re sforzarsi di dare alla


legge penale una interpretazione restrittiva. Ancora una volta ,

se la legge lespressione sincera delle esigenze dell ordine so


ciale, se il male relativo e reale, 1 atto proibito un delitto
morale e sociale nel medesimo tem'po. Illudere la legge con
delle sottigliezze un compromettere l ordine pubblico, man

care ad un dovere.
Onde sanamente apprezzare gli attacchi che il delitto ap
porta allordine sociale, mestieri gurarsi gli effetti della im
punit ditale o talaltra specie di delitti, di cui i dati storici

dimostrino la possibilit e la frequenza.


La maggior parte dei delitti sono i risultati di date cause.
Ogni delitto incontra ostacoli che possono prevenirlo, in
dipendentemente dalla legge penale.
Ogni delitto trova, in sanzioni diverse da quelle della leg

ge penale , una pi o meno efficace repressione che pu im


pedirne la rinovazione.
L ignoranza, il giuoco, il fanatismo, la miseria. labuso

di bibite fermentate, le leggi sulla caccia, le le gi di dogana,


la rapida diminuzione dei salari, la privazione 5 impieghi per
glimpiegati liberali, la negata giustizia, ecc, ecc. , sono cause

di numerosi delitti. Un esatto lavoro di statistica giudiziaria,

tal quale ora si opera in Francia ciascun anno, e che noi


tentammo di far imitare in Isvizzera, rivelerebbe in otto o die'ci

anni le principali cause del delitto in ogni stato. '


Il delitto pu incontrare, fuori della legge penale, losta
colo della sanzione morale, della religione, della pubblica opi

nione , della individuale difesa della polizia preventiva.


Il biasimo, il disonore, i rimorsi, l avversione de suoi si
mili, la perdita di quei vantaggi che vengono prodotti da una
riputazione senza taccia, il timore di odi che il delitto pu su
scitare , nalmente le operazioni della giustizia civile sono tanti

tpezzi di repressione indipendenti dall azione penale.

1 ti

Queste cause, questi ostacoli, questi mezzi di repressione


sono pi o meno numerosi, pi o meno attivi, secondo il grado
di morale civilizzazione o materiale di undato popolo. secondo

la natura e il grado di energia delle sue politiche istituzioni.


Questi sono i tre capi, ai quali debbono riferirsi tutti i ri

sultati di un opera intrapresa al ne di valutare il male sociale


prodotto da ogni specie di delitto. Voltacch si abbia ricono
sciuto, per un gran numero di delitti almeno, la forza e l'esten

sione delle cause impulsive, la forza degliostacoli e quella dei


mezzi di repressione indipendenti dalla legge penale, si avr

l espressione della gravit del colpo, che l impunit del de


litto porterebbe all ordine sociale, siavr l espressione del male
relativo.
_
Queste ricerche sono una positiva obbligazione per ogni

goverpo.
E mestieri ricercare le cause del delitto per allontanarle,
gli ostacoli onde non indebolirli, i mezzi di repressione fuori

della pena, onde conoscerne la forza ed approttarne per quanto


possibile.
Ma nulla devc essere spinto al di l' dei confini osti dalla

ragione e dalla generale utilit. In tutte le cose il diritto l


che si oppone alla estensione esorbitante di ogni mezzo di pro
tezione, quantunqpc legittimo sia nel suo principio, che in una
certa misura. ll poteri: sociale, come ogni individuo, trovasi

sovente posto fra due inconvenienti o fra due doveri. Esso


tenuto di arrestarsi nella ricerca del bene, nell impiego di un
mezzo utile , imperocchla sua azione ferirebbe un diritto , o

porterebbe danno ad un pi importante dovere.


i.o Bisogna allontanare le cause del delitto: la diminu
zione rapida desalari ne una. Ci quanto dire, che il go
verno potr costringere glintraprenditori, i manifatturieri a

continuare una ruinosa produzione, a pagare la mano dopera

al dissopra di quella giusta parte che a loro proviene nella di


stribuzione del valore del prodotto.
Anche l ignoranza causa di delitto. Lazione del go
verno, dovunque lo stato della societ lo rende necessario,
pu esercitarsi nel modo pi utile a profitto della pubblica istru

zione. Che si prelevi sulle imposte una parte destinata all in


segnamento, che si moltiplichino le scuole, che si accerti della

capacit dei precettori, che si obblighino i genitori a far go


dere ai loro fanciulli i benefici della istruzione, che si ricom
pensino i diligenti allievi, che si rifiutino alcune politiche o

civili facolt agli ignoranti, niente di pi giusto. Ma si oltre


f

115.

passerebbero i limiti, se si strappassero di forza i gli ai ge


nitori, se si facessero concorrere alle spese dell istruzione al di

l dei loro mezzi, se si facesse violenza, sotto pretesto di ele


vare i loro figli, alle loro opinioni religiose, anche politiche.

Ma in ogni stato di causa, anche in quei paesi ove ilgo


verso pu dispensarsi dallintervenire e or mattonella istru
zione generale, il potere sociale ha cionnul ameno il posnvo do

vere di sorvegliare ad un genere particolare d istruzione che


si riferisca direttamente alla efficacia prevantiva della legge
penale.

Tutte le volte che trattasi di punire alti, il di cui male


assoluto quasi nullo e di molto inferiore al male relativo, il

legislatore deve trovare i mezzi d istruirei cittadini delle cir


costanze speciali e variabili, dalle quali proviene il male del
delitto affinch possano apprezzarlo, e la proibizione dell atto
o la gravit della pena non sembri loro capricciosa- Non Sem
pre sufciente avvertimento l imposizione della pena.Di trop
po si abus della sanzione penale: la scala delle pene una

misura nella quale i popoli non hanno condenza. Questa spe


ciale istruzione inutile per le leggi militari. La vita dei
campi d al soldato una particolare educazione, che sola ba
sta onde fargli valutare tutto ci che havvi di speciale nei
delitti militari, e tutto quanto aumenta la gravit morale di
alcuni delitti comuni, allorquando sono commessi dalla forza

armata. Medesimamente appnunpopolo istrutto. le di cui leggi


sono l opera di assemblee deliberanti , la pubblica discussione

ed i giornali possono tener luogo di ogni altro mezzo distru


zione. Ci non pertanto non sempre avviene cosi. Pi di una
legge ra ionevolissima fu giudmata lirannica , e lo era in ef
fetto nel a sua applicazione, imperocclt essa col aiva uomini che

non comprendevano il principio ginstilicativo

ella medesima.

Quando si abituati a non aver sulle labbra che le

minacce ,

non mai la ragione, devesi forse far le meraviglie, se si tac


ciati di tirarmi?

a.f Fra gli ostacoli al.delitto indipendenti dalla legr e pe


nale figura in. primo luogo,: come mezzo di governo, fa po.
lizia.
_
v

La polizia pu essere esercitata in forza di generali rego


lamenti e coll azione individuale de suoi agenti.

Nel primo caso essa rientra nel- dominio della giustizia.


Le regole di polizia formano parte della legge penale, e noi
abbiamo veduto che se queste regole sono_ razionali, se le di
fese sono la vera espresstone delle esigenze dellordine pubbli
co, la loro infrazione ha tutti i caratteri del delitto.

116

>

Nel secondo caso, avvi ci che appellasi polizia pro


priamente detta : polizia preventiva e polizia giudiziaria , pro
tezione dellordine colla sorveglianza, protezione dell ordine a
mezzo della ricerca dei delitti e de loro autori.
L umana giustizia ha i suoi lati vulnerabili, la polizia

propriamente detta, lo confessiamo, n ha ancora di pi.


difcile assegnare alla polizia regole positive, contenere la
sua azione entro conni tracciati rettamente. Essa esige una
libera azione individuale , pi libera, pi continua e meno so

lenne di quella della giustizia: essa non si lascia sottomettere


alle medesime forme, non sopporta le medesime guarentigie.

Una troppo rigida controlleria la paralrzza. Ci sembra assai


dubbioso che si possa mai dirigere e contenere in un modo
soddisfacente lazione della pulizia con regole generali e posi
tive. Essa sar sempre'o poco o troppo poco fornita di libert.

Non pu trovarsi la vera salvaguardia contro gli eccessi di una


polizia reventiva che nello spirito generale del paese, nelle
forme (l6l suo governo, nella pubblicit dei dibattimenti le
gislativi e giudiziari e nella libert della stampa. Dovunque

esistono queste garanzie la polizia non potrebbe essere lungo


tempo turbolenta o corruttrice, n in durevole modo por mano

sulla giurisdizionedci tribunali. L essenziale consiste a stabilire

chiaramente, e senza restrizione, questo principio assoluto e '


dirigente in fatto di polizia, che nulla di denitivo le appar
tenga. che la di lei azione sulle persoe_e sopra le cose non
possa essere che momentanea, provvisoria. E evi ente che questo
principio non abbraccia punto i casi della legittima difesa , sia
personale, sia pubblica;
'
'

Del resto, quali che siano le difcolt che presenta la or-


ganizzazione della polizia propriamente detta, nessuno stato non
potrebbe far senza di questo mezzo di protezione; ogni go
verno responsabile, moralmente almeno, dei delittie dei dis

ordini che avrebbe potuto prevenire collajuto d una polizia


compatibile colle pubbliche li ert e la sicurezza individuale.

' 3. Di per s stesso evidente "il terzo limite ssato. E a


tutta prima lordine sociale non sensibilmente turbato da
alcuni fatti i quali, incontrando altri mezzi di repressione ch_g

non sono la legge penale, non si riproducono che a grandi


intervalli.

Un delitto per di questa natura deve essere soggetto di


sanzione-penale in due casi almeno: primiermeuta;, se l iin- 1
unit del fatto in quistione commuoveva la pubblica coscienza e
aponeva in rivolta contro ilpbtere; secondariamente se il de

M7

litto , quantunque raro _era di natura tale che rimanendo im


puntt0 potesse propagarsn.

Vi sono anche atti nocivi tali che , quantunque frequenti;

sono nulladimeno sufficientemente repressi da altri mezzi che


non sono la legge penale. Uno fra i doveri esigibdi certa

mente il pagamento dei suoi debiti, e non pagarli, se l ef


fetto di una colpevole risoluzione, un delitto. Avvi danno e

dolo. Pure 1 azione civile basta, nel pi gran numero dei casi,
per la protezione dei creditori, quale che sia daltronde lim
moralit del debitore. Quando la civile societ impotente, sup
ponendo anche che la di lei impotenza non provenga da un

vizio della legge e da un fatto imputabile allo stesso creditore ,


non potrebbe essere applicata una pena propriamente detta con
giustizia e con profitto per lordine pubblico, che a quede
bitori che potrebbero essere convinti di mala fede o di perfide
mene a danno dei loro creditori. Avviene allora un fatto spe
ciale, qualificato di stellinnato, d abuso di confidenza, di frau
dolenta sottrazione, di bancarotta od altro, ed quello che si

punisce,e non gi il fatto puro e semplice del non pagamento

del debito.
'
Discendendo da questo principio, si pu domandare: Che
quel fisico costringtmento che si applica ai debitori sopra
domanda dei loro creditori, in alcuni

aesi , per ogni sorta di

debiti, in altri per alcune specie di deliiti solamente.


Questo non un atto di penale iustizta, poieh essa
plicata sulla semplice_ prova del deito non pagato, senza
a li:un preventivo giudizw intorno alla colpabilit del debitore.
Esso non una riparazione, poich larresto del debitore
non arreca alcun profitto ecuniario al creditore: non obbligato
a

il debitore di lavorare alo scopo di estinguere , soddisfare il

proprio debito col prezzo del suo lavoro.

Questo fatto , oss1a l arresto personale, non pu adunque


essere giustificato che come mezzo indiretto di riparazione,
come un male initto onde costringere afare. Non a noi
che appartenga l ufcio di esaminare fino a qual punto questo
mezzo sia legittimo in s medesimo, e quali siano i corollarj

che provengono da questo principio, che l arresto personale non


sia una vera punizione, n una diretta riparazione del torto
sofferto dal creditore.

La parte di tutte queste considerazioni essendo fatta nella


valutazione del male relativo, il calcolo non cionnonpertanto
esatto perfettamente. Bisogna fare una deduzione, quella degli

Rossi. Dir. Pen.

|9

213

inconVenienti e danni che non sono gli stessi per le medesime


specie di delitti, in tutta lapplicazione della legge penale.
Noi non parliamo della giustizia criminale di certi paesi.
Essa previene i delitti, come una banda di briganti installata
in un bosco impedisce di passeggiare: essa in pari manici-a
spaventa sia gli uomini probi che gli uomini immorali, vessa

e spoglia ugualmente gli uni e gli altri.


Ma non si saprebbe lusingarsi di stabilire una organizza
zione giudiziaria ed una procedura civile tali che poneano
l umana giustizia al riparo da ogni fallo; egli impossibile
die se essa vuole evitare ogni pericolo di grave errore, non
sia in alcuni casi impotente; finalmente in ogni azione penale ,
anche la pi giusta, avvi necessariamente una certa qualit di

male materiale che riCade su degli innocenti. Pericoli (1 errori,


impotenza, patimenti di non colp_evo_li, tali sono i tre prin
cipali inconvenienti della umana giustizia. Dovere del legisla

tore quello di renderli tanto tenui quanto sia possibile. Farli


scomparire intieramente al di sopra del suo potere.
E adunque mestieri tenerne conto nellapprezzaziouc del
male sociale prodotto dal delitto, ovvero, ci che vale lo stesso,

nellapprezziazione della utilit prodotta dall azione penale. La


giustizia umana deve astenersi, allorquando il suo intervento,

guanlunque legittimo in forza del delitto, andrebbe contro


0 scopo che essa Si propone.

CAPITOLO X.
Della immoralit dell agente, o della imputabilit.
Il male prodotto dal delitto, considerato in se medesimo,
costituisce la moralit dellatto.
Ma se lautore del fatto descritto e proibito dalla legge
penale non un agente morale e responsabile, non 'avvi, nel

caso particolare, n Violazione di un dovere, ne male materiale


prodotto dal delitto.
Cade una tegola e fracassa il cranio di un passeggero;

Alcuni lupi divorano la parte di un gregge;


Un fanciullo appicca il fuoco ad una casa,
,
La giustizia sta innperosa: essa in questi fatti non trova
agente responsabile.

Attentare alla vita dei passaggeri, distruggere l altrui


propriet, un male. ma il male non pu essere rimproverato
che ad un agente , che lo comprese e lo volle.

219

La coscienza umana, onde si possa ritenere responsabile


un agente esige tre condizioni:

'

Esige che l agente abbia potuto conoscere lesistenza del.


dovere, la natura dell atto in s medesimo;

Che abbia compreso che il di lui fatto era di tale natura


da violare il dovere;
Che fosse stato libero di commetterlo o di astenersi.

La tegola fu lanciata da un uomo; le pecore furono uccise


da cani aizzati dai cacciatori, il fanciullo ha di gi dieci o da
dici anni.
'

La giustizia comincia ad esercitare il pro rio ministero. I


tatti si congiungono allazione di un uomo.
nire un agente responsabile.

'511 pu rinve

Imperocch l uomo , essere intelligente, pu conoscere ,


tanto quanto lo permette l_umana imperfezione , la natura, il

ne e e consrguenze delle sue azioor, libero, esso padrone

di dirigere o di sospendere l esercizio dellagpropria volont.


di applicarla piuttosto ad un_0ggetto che ad un altro, esso i

padroue di fare, di non fare, di sceglirre.


Dall intelligenza, e dalla libert proviene all uomo la mo

ralit delle di lui azioni, la loro imputabilil. .


Esso responsabile delle sue azioni ingiuste al cospetto
della giustizia assoluta, nella sfera dellordine morale.

Esso ne responsabile al cospetto della uma'n'a giustizia,_


entro i confini dellordine sociale.
Come la moralit dellatto dipende dalla natura del do
vere, e dal principio di obbligazione che racchiude, essa una

quistione suscettibile dessere risolta da l'ormole generali nella

legge. La moralit dell agente, quantunque si congiunga anche


ain eterni principi del giusto, nulladimeno una quistione in-.
dividuale, giudiziaria, di sua natura; non a mezzo di for-_(

mole generali, a priori, che si potr decidere se tale o tale


altro agente non responsabile, se realmente abbia potuto com
prendere il dovere, e se ebbe intenzione di violarlo.
_
Quale che sia la moralit di un atto considerato nella sua
specie, alcun fatto articolare non pu essere delitto se non vi
Concorre la moralit dell agente: quale che sia la moralit dek
l agente, non pu essergli crimin_almente imputato atto alcuno,
se non racchiude la violazione di un dovere.

Perch sia punibile un azione vietata , dunque mestieri


che essa sia imputabile, vale a dire prodotta dal concorso della

intelligenza, e dalla libera volont dell agente.


L imputabilit adunque si riferisce alle azioni spontanee
degli esseri intelligenti e liberi.

no
L imputazione una dichiarazione di impulabilit appli
cata a quest atto determinato, come l opera di un dato indi

,viduo. la coscienza applicata agli altri, un giudizio.


Lomicidio vietato. Noi vediamo un uomo armato di
fucile caricarlo a palla, prender di mira un altro uomo, abbas

sare il griletto, ucciderlo. La coscienza nostra pronuncia : Luomo

che ha tirato il colpo di fucile colpevole di omicidio.


Imprrocchi: , vedendo che lautore del fatto un uomo,
noi ne concludiamo che dotato di uguale natura alla nostra,

che di conseguente dovette sapere, come noi sappiamo, che lo


micidio un atto illecito che il di lui fatto sarebbe la cauta
dun omicidio, nalmente, avendolo veduto in circostanze tali,
nelle quali noi saremmo stati liberi di tirare, o meno, il colpo
di fucile, ne concludiamo che agisce liberamente, che la causa

dellomicidio, determinato dalla propria volent, che ne


responsabile.

Si tent di sottomettere la imputabilit alla umana giustizia ;


la politica imputabilit ha principi diversi che quelli che reg
gono 1 impqtabilil morale. '

Questo sventurato tentativo era una conseguenza del si


stema del costringimento morale, sistema che noi esaminammo
quando abbiamo discorso della difesa indiretta.

I difensori di questo sistema prendendo il partito di con


siderare la libert umana come un fatto di cui, vero o falso,

il legislatore non deve tener conto, dovettero fondare la loro


dottrina della politica imputabilit sopra base diversa da quella
della responsabilit morale. Giunsero per, bisogna confessarlo,
a dei risultati assai analoghi; perch essi pongono in principio

chesanzione
I atto non
punibile
se non sopra
allora Iluaudo
la
penale,
pote produrre
agente launaminaccia
impres ,
sione di natura tale da impedirgli di commettere l atto di cui
si tratta.

Ora questa impressione non pu aver luogo alloraquando


lagente non pot conoscere, Sia la legge penale , sia la natura
e le conseguenze dell atto che stava per commettere.
In pari modo, questa impressione. questo costringimento
morale non pu essere prodotto alloraquando lagente trovasi
sotto impressioni contra_rie_troppo attive, e tali che per comune

esperienza sono irreSistibili.


Nel sistema di cui parliamo , si esige, perch l appli

cazione della legge penale sia legittima, che il legislatore possa


con mioaccie determinare questa macchina dotata della facolt
disentire, che si chiama uomo, ad astenersi dall atto proibito.

22|

Nel sistema che nei seguiamo, esigesi che l accusato abbia


potuto, entro i confini dell umano potere, determinarsi a ren
dere le di lui azioni conformi ai precetti della le ge,

E facile comprendere che i risultati di questi due principi


sono, fino ad un certo punto, identici. Per l uno, e per laltro

inapplicabile la pena ai fanciulli, ai pazzi, agli atti com


messi per errore, ecc.
.
Ma non meno facile vedere ove condurrebbe il principio
articialissimo che indicammo, se si volesse seguirlo in tutte le

sue conseguenze.

Molte furono da noi indicate nel capitolo della Difesa in

diretta. Non aggiungeremo qui che un solo rimarco che si

congiunge pi specialmente al soggetto della imputabilit.


Ognuno sente che ferite provocate da gravi violenze de
vono essere punite con una pena minore di quella riservata
alle ferite volontarie, pi ancora alle ferite premeditate. Questa
distinzione tanto giusta quanto razionale, allorquando si arn

mettonoi principi conosciuti sulla morale responsabilit.


Ma , nel sistema contrario , l unica quistione che si possa

avanzare questa: Pu la le ge colla minaccia di una pena


impedire le ferite provocate?
essa non lo pu, non deve
eSSere applicata pena di sorta: mestieri trattare l uomo pro
vocato come si tratta un fanciullo, o un maniaco; se lo pu,
nessuna mitigazione di pena e razionale. Al contrario, la pena

deve essere elevata e forte, percln: possa contrabbilanciare le


impressioni dannose prodotte dalla provocazione. Che si dica
ad un uomo incollerito: Guardate, voi andrete in prigione per

due anni! Pu essere che egli non se ne dia per inteso. Ma


se una voce solenne gli grida: Quello che vi attende il car
nefice! forse allora fermer il di lui braccio che stava per le

rire. Se questa minaccia medesima e impotente a trattenerlo,


allora e mestieri, per essere conseguente al principio, lasciare
impunito l uomo.

Ma, egli tempo di dar termine a parlare di un sistema

nel quale si professa di non tener conto di un fatto di coscienza

tanto essenziale quanto quello della umana libert; non per


messo di mutilare in tal modo 1 umanit per la comodit dei
fabbricatori di leggi. >

Allorquando coincidono e la morale imputabilit e la im


putabilit politica, 1 azione della umana giustizia non incontra
ostacoli, e non deve temere biasimo. Ma sembra che questa
coincidenza non esista sempre.
_

\
La morale imputabilit proviene dalla cognizione di quanto
e male in se medesimo.
i9*

'i'L.

aaa

La imputabilit politica o legale risulta dall esistenza della


legge penale.
Pu avvenire che un azione immorale non sia Vietata dal
legislatore.
'
Pu avvenire che il legislatore abbia vietato un fatto in

giusto, ma tale che la di lui ingiustizia non sia manifesta agli


occhi del pubblico.
Avvenne pi d' una volta che il legislatore, smarrito, colpi
di sanzione penale un atto lecito, anche il

compimento di

un dovere.
'Nel primo caso, 00n avvi imputabilit legale. Essa una
quistione di pratica legislazione quella di sapere se il potere
sociale 'di un dato paese ha agito saggiamente non inscrivendo
nel catalogodei delitti Un tale o tale altro fatto.
Per il secondo caso, labbiamo di gi detto, il legislatore

ha l' obbligo di non trascnrar mezzo onde illuminare la pub


blica opinione sulla natura immorale e malefica dellatto vietato.

Il terzo caso la lotta della legge positiva Cull3'glttstl2itl.


Acri in colui che infrange la legge politica imputabilit,
avvi morale iinputabilil?
Per quanto nostra opinione, mestieri distinguere fra

la legge penale che vieta a torto una piacevole azione, e quella


che vieta il compimento, o che prescrive la violazione di un
dovere.
Nel primocaso vi sarebbe innuutabilit morale, risultante
non dal latto considerato in s medesimo, ma dal danno che

ogni infrazione di legge apporta all ordine pubblico che si


deve rispettare.
Nel secondo, non vi sarebbe imputabilit morale. L uomo
P0le fra due doveri tenuto dobbedire a quell:iclte pi
irriperiosn per la sua oosmenza. Come irnpntargli questa scelta ,

soprattutto quando per falluallrui che ein si trova in questa


penosa neccsitl Avvi morale impatalnltl a carico dei gene
rali francesi che non fecero fucilare gli emigrati sorpresi dalle loro
truppe in paese straniero? Essi cretlettero compire ad un sacro
dovere, e tutte le coscienze non isviate rispondevano al loro ge
neroso pensiero.
Se trattasi puramente duna' legge che impaccia inutilmente,
i|iiustameute la nostra individuale attivitr, forza sottometteo

Vlal aspettando che venga con legittimi m_ezz_i abrogata.


Ma felice colui che sa sdare I danni di una procedura, i
patinwnti di una legale punizione, per non ubbidire ad una

-legge che gli impurreblx: di violare un dovere.

113

Nulladimenrp,si consideri non esse?! che apparenti le


divergenze che sembrano esistere fra la morale imputabilit e
la politlca. La divergenza ma esiste nella moralit dellagente,
ma in quella dell atto. In ogni casi), lagente deve avere la
coscienza di ci che fa: il di lui atto deve essere il risultato
della propria intelligenza e della sua libert.
egli forse per questo lo stesso che dire che un atto il

lecito fatto col concorso dellintelligenza e della libert del


l agente sia sempre ugualmente criminose, ugualmente puni
bile '! La colpabilit non essa suscettiva di pi o di meno?

E a tutta prima qual il principio, in forza del quale l im


putabilil nmdifieandosi nell uno o nellaltro dei suoi ele'

menti, lacolpabilit dellagente si eleva o si affievolisce, e


pu anche smmparire intieramente, agli occhi almeno della
umana giustizia?

Queste quistioni formeranno argomento dei seguenti ca


pitoli. Da principio cercheremo il principio che modifica la un
rlit dell agente, tenteremo in seguito di seguirlo nelle sue

diVerse applicazioni.
CA PITOLO X I.
lmputabilil, modicazione della colpabilil;
sguardo generale.

'

C03ltle'l'llttll'0 tino ad ora la imputabilit nei suoi pi sem


plici elementi. e vedernmo che bash che luno di essi scon
paja perch pi non esista imputabilit. In ci consiste la (m.
putabilil propriamente detta.
Ma siecome essa esiste daceh vi fu il Concorso della in
telligenza e della volont, siccome essa consiste unicamente nel

sapere che latto che si sta per commettere vietato, e nel


volere cionnnllameno commatterlo, l imputabilit propriamen
te della si trova di gi nei delitti ipi leggeri, anche in uelli
comessi in

forza di un istantaneo moto di ira , nella vidienza

di una passione. Un colpo dato in un accgsso di bile fortemente

provocata dalla parte lesa un atto imputabile, imperocch


non si pu affermare che la provocazione abbia tolto la co

scienza del male fatto alla persona provocata. Quanto alla sua
volont, la provoc:izione lha posta in movimento. Pure l uomo
provocato era libero di non agire. Questa libert un fatto di
coscienza, come fatto attestato da coloro che resistono a delle

provocazioni simili, perch: essi imparareuo meglio a frenare

114*

le loro passioni, a rispettare il dovere. Finalmente luomo che


cede alla rovocazione sente egli stesso che fa il male; lo sente,

nel momento medesimo che tratto dalla passione al delitto,


ed egli non lo ha tantosto consumato che si pente, malmu.

tento di lui medesimo.

Avvi adunque imputabilit.

Ma. che il col 0 sia accompagnato da sangue freddo, Che


sia accompagnato a oltraggi e da sevizio, per quanti accessori
delitti venganoacongiungersi al delitto principale, la universale

Coscienza si eleva contro l omicida.

Nulladimeno la colpabiht speciale di questo atto non '


ancora che il risultato della intelligenza e della volont deli' agente Ma il colpevole, in forza di un istantaneo moto di
ira, non ebbe che la percezione del delitto; lassassino vi ap
plic la propria riessione. La di lui intelligenza esamin a suo

bellagio tutti gli ostacoli legali e morali che si opponevano


all esecuzione del delitto :, il grido della coscienza, la voce della

religione, le minaccia della legge si sono ad una ad una fatta


intendere; tutto sorpass colla sua volont, tutto pose in non
cale, e in consumato il delitto. Mentre che, nellatto istantaneo,
l idea del delitto non fede che attraversare lo spirito dell agente
attraverso le nebbie della passione, nellatto premeditato essa

pot porsi a faccia a faccia col colpevole, pot svilupparsi sotto


tutte le forme, circondarsi di tutti i suoi terrori, e porre in
evidenza tutti i danni che accompagnano il delitto. La societ

si allarma con ragione d1 un simile misfatto; ed obbliando l iii

dulgenza che pot testimoniare all uomo che fu precipitato nel


delitto. si arma di una giusta severit contro lassassino.
Pavimento coluiche, pressato da una sventura immi
nente e senza altro mezzo di sottrarvisi se non se con un de
litto, si determina a commetterlo, colpevole. Esso ha snello
il male. Ma il secondo elemento della imputabilit', la delibe

razione non ebbe che il grado di colpabilit strettamente ne


cessaria per rendere l agente res onsabile del proprio fatto. Sa

rebbe stata ben altrimenti colpevo e la sua risoluzione ove avesse


Muto dinanzi a lui dei mezzi leciti di sfuggire al danno, e che
pure avesse preferito il mezzo colpevole.

Cos , sotto il rapporto della_inte_lhgenza, la colpabilit si


proporziona al numero degli ostacnli che la riflessmne ebbe
campo di conoscere; sotto-il rapporto della volont invece, al
numero dei mezzi leciti di azione che si offrivano allagente. E
inutile notare, che i.- nnicamente onde arrivare a formole pi

precise che noi qui distinguiamo lufficio che esercitano le


diverse facolt dell anima.

125

Oltre alla colpabilit adunque, che potremmo quasi chia


mare elementare, e che indis usabile perch il fatto sia im

putato a delitto, avvi un altra mputabilit che si pu chiamare


speciale.
Considerata unicamente nei suoi rapporti Con unaazione
particolare, essa rivelasi pi di sovente sotto due forme, per
il modo di esecuzione, e per i delitti accessori al delitto prin
cipale. Lomicidio Commesso a sangue freddo o col mezzo di
veleno , lomicidio preceduto da oltraggi al pudore o seguito

da furto. da incendio, ne sono esempi. Ora il carattere distin


tivo di questi atti la riessione, poich tutti suppongono un
intervallo di tempo pi o meno lungo fra il pensiero criminoso,
e latto che mmpisce la consumazione del delitto.

Per verit, si possono citare esempj di delitti compressi


che non sembrano essere stati leffetto della riflessione, ma
l effetto di mosse successive, ciascuna senza riessione ed istan

tanea. Un omicidio commesso in un eccesso di collera : l omi


cida , spaventato dal proprio delitto, impacciato dal cadavere,
trovasi avere del fuoco vicino, lancia un tizzo acceso in una

catasta di materie combustibili e fugge. Sonovi in ci due mo.


vimenti istantanei, due rapide percezioni, 1 una dall altra in

dipendenti, e che sembrano non intaccare il delitto d alcuna


speciale perversit. un omicidio senza premeditazione e un
incendio ugualmente non premeditato.

Parimente, non difficile gurarsi un avvelenamento senza


premeditazione nellatto di un domestico che, gravemente pro

vocato dal suo padrone nel momento in cui stava per presen
tarin una pozione, e trovandosi avere sotto la mano sostanza

tale di cui esagerando la dose pu

rtare la morte, gettasse

nella coppa ci che era destinato adssere preso in cinque o


sei giorni.
Queste eccezioni provano che il legislatore che vuole de

cidere con fatti partico ari, arbitrariamente generalizzati, tutte


le quistioni relative alla moralit dell agente, non eviterebbe

gran errori.
Ma, la nostra osservazione sussiste, considerata come pro
pria ad illuminare la dottrina ed a fornire utile direzione ai
giudici del fatto. Allorqn'ando vuolsi conoscere se vi fu speciale
colpabilit nell atto imputato, devesi precipuamente fermare la
propria attenzione sul modo di esecuzione, e sui delitti che
precedono, accowpagnano o seguono il delitto principale.
Che si noti bene: noi dinamo colpabilit s eciale nel de

litto di cui si tratta, imperocch non intendiamo i parlare della


maggiore o minore abituale immoralit e interna dellagente.

226

Pu avvenire che un uomo profondamente immorale non


commette che un leggero delitto, e che questo delitto non sia

premeditato.
Pu avvenire che un uomo meno corrotto che il primi)
c'ommetta per un delitto coicarttri i pi decisi della colpa.
La giustizia sociale non pu apprezzare che quein atti spe

ciali che cadono sotto l' impero delle sue leggi.


Non che sotto questo punto di vista che ella apprezza la
moralit dell agente.
.

I
Non a lei che si appartenga di apprezzare il merito o

il demerito assoluto. Colui che ferisce la morale nelle parti che


la legge penale non ha sorretto di sua sanzione, e colui che
non rispetta la legge che per motivi interessati, nulla hanno a
temere dalla umana giustizia. Essa non ha n il diritto, n l'in
teresse di punirli.

Essa non ha diritto che di punire il male imputabile, essa


ha il diritto e linteresse di punirlo propoizionando la pena

alla gravit del male ed al 'rado di eolpabilit rivelata dal


I atto particolare. Ma non puo, n potrebbe cl1iedereconto al
l uomo della sua 'vita intera; essa non deve chiederin conto

che degli attentati fatti a que diritti altrui che sono sanzionati
dalla legge penale.

Riassumiamo. Non bisogna eonfondere 1 imputabilit pro


priamente detta colla colpabilit speciale di tale o tale. altro
caso, di tale o tale altro delinquente, n confondere questa
colla perrersil.

Senza la prima non avvi delitto, mentre. che la seconda


non essenziale condizione del delitto; la terza non e molla
della giustizia umana.

Nella Colpabilif speciale vi hanno gradazioni; rigorosa


mente parlando, non ve 11 ha nell imputabilit propriamente
detta.
Vi in o non vi fu concorso dell intelligenza e della li
bert; coscienza dellatto e volont. Non avvi in ci u pi

n meno.
Allorquando si si pronuncia sulla mputabilit propria
mente detta, si decide se il prevenuto colpevole; ronun-.

dandosi sulla colpablit speciale, si decide sul gra o della


criminalit dell individuo.

aay
APITOLO XII.

Delle cause di giustUcazione, o di scusa.


giustificato colui che , commettendo un azione in ap
parenza criminale, trovasi per in uno stato personale di ecce

zione talch, la moralit intrinseca dellatto trovasi soppressa


nel caso paimlare.
Noi riteniamo scusabile colui, il di cui stato eccezionale

nel momento della sua azione era di natura tale da farlo me


ritevole di raddolcimento di pena ordinaria, ed anche di una
esenzione completa di pena legale.

La difesa legittima giustica l omicidio dell' aggressore.


Il marito che, impatientia fusti doloris, d la morte alla
moglie ed al suo complice sorpresi in agrante delitto, scu
sabile.

Una causa di giustiCazione esclude ogni imputabilit pe


nale. L agente innocente.
Un motivo di scusa affievolisce limputabilit penale; pu
ridurla ai minimi termini; pu anche allontanare ogni pena so

ciale; non istabilisce punto 1 innocenza dellagente.

La giustificazione e la scusa. secondo la diversit dei casi


provengono dalla legittimit intrinseca dellatto, malgrado le
sue nocive conseguenze al terzo e le sue apparenze criminali,

Dell' ignoranza 0 dell errore,


Del costringimento.
Nel primo caso, l'atto giusticato, quantunque vi sia
stato pieno concorso della volont e della intelligenza dell a

gente. Cos rigorosamente parlando, questa prima causa di giu


sticazione dipende dalla moralit dell atto e non da quella
dell agente. Non avvi delitto in se medesimo; se noi ne par
liamo trattando il soggetto della imputabilit, al fine di riu
nire in un solo gruppo le diverse cause di giustificazione, ed

anche perch l apprezziazione della moralit dell' atto, in questo


caso pi che in tutti gli altri, non pu essere fatta che dal giu
dice, dovendo il legislatore limitarsi a delle indicazioni tut

t affatto generali, come per ci che concerne la moralit del


I agente.
_

Lfignoranza la mancanza di ogni idea relativamente


all oggetto di cui si tratta.
L errore la conseguenza della disarmonla che esiste fra
le qualit reali degli oggetti e le idee che l agente se ne ha
formate.

vf._

2a8

L ignorante nulla sa. Colui che in errore pensa sapere


e crede, nell argomento, altra cosa che non la verit.

Si pu cadere sul fatto e sul diritto; si pu cadere in er


rore sulle qualit essenziali delle cose. o sopra circostanze pu
ramente necessarie.
L' ignoranza pu essere generale, assoluta, o circoscritta a
certi particolari oggetti.

Il costringimento pu essere fisico o morale.


CAPITOLO Xlll.

Legittimit intrinseca del fatto, malgrado le di lui con


seguenze nocive ai- terzi, o le sue apparenze criminose.
Il male fatto ad altri non imputabile come delitto al
la ente, quando un male meritato dal paziente e autorizzato

dal a legge, ovvero alloraquando il male stato fatto ad un


fine legittimo di utilit per colui che lo ha sofferto.
Il viaggiatore che a mano armata respinge un aggressore,
il soldato il quale, per ordine del suo capo, reprime una in
surrezione; il chirurgo, il di cui ammalato soccomba in una
dannosa operazione, snno pienamente giustificati agli occhi

della ra ione e della legg


Solmente devesi dal uomo attaccato circoscrivere la di
fesa entro i confini legittimi; noi abbiamo avuto occasione di
indicarli nel capitolo VIII, libro I.
'
Il chirurgo pu anche, in dati casi, non consultare la vo

lont dellammalato, ma deve per conformarsi a tutte le re

gole prescritte per lesercizio legittimo dell arte propria.


Non sarebbe parlare rettamente il dire, che il chirurgo,
e colui che si difende contro una ingiusta aggressione, agisco

no sotto la forza di un costringimento sico o morale.


Tutt al pi , sarebbe questa quistione di parole, la quale
non avrebbe una reale importanza.
Parimente il soldato, il

endarme, il carceriere, ecc., che

ubbidiscono agli ordini legai dei loro superiori, adempiono


ad un dovere. I loro atti sono tali che non si possono rim

proverare.
Ma sono essi irriprovevoli in tutti i casi, senza eccezione,
tutte le volte che furono comandati da un superiore? Domandar
ci, lo stesso che chiedere, se quella obbedienza, che si appella
passiva, sia un dovere assoluto. \_

La quistione dell obbedienza passiva una di quelle, di

' 229

cui pi abusarono e_ lo spirito di partito e le passioni politiche ;


gli uni onde sciogliere ogni legame di ordine , di subordina
zione, di gerarchia militare e politica , gli altri per fare del
soldato una macchina al servigio della tirannia.
Un soldato, un gene arme, un careeriere o qualunque altro

funzionario o agente della pubblica forza, non che un uomo,


un essere cio morale e responsabile.
Se un capo militare, nello attraversare colle sue troppe
le vie di una pacifica citt, ordina tutto ad un tratto a suoi

soldati di fucilare i passaggeri, egli, questo capo, se non


pazzo, Certamente un assassino. Que soldati che lo ubbidis
sero, sarebbero innocenti? Potrebbero essi giustificarsi coll or
dine che avessero ricevuto? Certamente non lo potrebbero ain
occhi della morale. Perch ci fosse, sarebbe mestieri chel'abim
militare privasse luomo che lo indossa di ogni ragione e di

ogni senso morale. |

Questo stesso soldato deve essere al coperto da Ogni legale


responsabilit?

'

Questa la sola quistione che si possa elevare.


si Il soldato non deve ragionare. Tale laforismo tri

viale , a mezzo del quale pretendesi decidere la 'quistione in un


modo assoluto.
Il soldato non deve ragionare, al cospetto (ll chi? di o"ni
su eriore? del suo Caporale? del suo capitano? del SUO colon
' ne lo? Deve egli reprimere in tutte cose i moti della proprio

ragione, o reprimcrli solo in alcuni casi?


'
S'egli deve costituirsi macchina al cospetto di ogni supe
riore, ed in tutte cose, sar dunque mestieri assolverlo quando,
per ordine del suo superiore, avr ucciso il suo re? '
S_egli deve distinguere fra Superiore e superidre,

fra

ordine e ordine. e mestieri che ragioni._ Poco importa che la


distinzione da farsi sia facile o difcile, e sempre vero che'egli

ha la legale obbligazione di fare uso della sua intelligenza, e


sempre vero che, in un dato caso, egli deve dire: lo ma ub
bidir, sempre vero che la dottrina assoluta dell ubbidlbnza

passiva, incomprensibile in morale, non meno assiirda'in


politica.
Tentiam_o di condurre la quistione ai suoi veri [njincipj ,

per ci che concerne la legale imputabilitzx. Le altre 'q'uistloui


relative all ubbidicnza passiva non appartengono al soggetto,
che noi trattiamo.

'

'

L uomo non potrebbe essere uno strumento materiale. Egli


. non pu abdicare alla sua coscienza; niuno hadiritto dicomtm-'
Rossi. Dir. Pan.
20

230 - '

dai-gliene il sagrilicio; niuno pu dispensarlo dall' osservare la


legge morale, togliergli ogni resp0nsabilit. Cos lubbidienza

dovuta dall inferiore al suo superiore, suppone la legittimit del


I ordine dato. E questo un principio morale, eterno, immutabile.
Ma che cosa un superiore? od, almeno, che cosa do

vrebbe essere? Investito del potere di comandare, di applicare


la ragione e la sua autorit agli affari umani, egli per ci

solo tenuto a conoscerla, ed avere il desiderio di applicarla; esso


stimato giudice competente delle misure da prendersi ,,ap
pre2zatore legittimo degli atti da eseguirsi. Per tal modo la
presunzione in favore dell ordine che d. Deve esserne pre

santa la legittimit, e questa presunzione razionale. In lesi


generale adunque, l inferiore che non ubbidisce non punto

responsabile del fatto che esegui.


Tale , tale deve essere la regola , dovunque almeno esi.
ste un governo che la ragione possa riconoscere.

Ma, presunzione non certezza. Quali che siano le ga

ranzie date dalla organizzazione politica dello stato, gli uomini"


investiti del diritto di comandare possono abusarne. Gli ordini
che essi danno possono essere illegittimi.

La quistione di sapere se, per considerazioni di ordine

pubblico , la presunzione di cui abbiamo parlato pu essere

trasformata in presunzione jmis et de jure, la quale non am


mette punto la prova del contrario. Distinguiamo tre ordini

di fatti:
Quelli che sono di natura tale da poter essere regolati dal
diretto comando della legge;
Quelli che la legge non pu regolare, ma di cui pu cion
nnllameno assicurare quasi il compimento legittimo col mezzo
di forme e di garanzie speciali;
Quelli finalmente che, per la natura delle cose, devono
essere abbandonati al libero giudizio, alla libera azione degli
uomini del potere.
La legge umana anche l opera degli uomini. Il comando

del le islatore pu essere iniquo. Imposto per sotto forme


generai per fatti futuri, senza conoscenza di persone, tutte le

presunzioni si riuniscono in favore della legge, specialmente


nel paese, nel quale essa non lopera dun solo. Occorre, dal
tronde un punto (liiermata ,materiale e sensibile nell ordine
politico. Mettere, per cos dire, la Ieg e in giudizio, sarebbe
un porre fuor di posto il potere legis ativo, e spogliarlo di
tutte le sue forme lutelari. Per tal modo disubbidire alla legge

pu essere, in alcuni casi, un atto di virt, ma non potrebbe

a3r

esservi imputabilit politica per colui che leseguisce, qua


lunque egli sia.
I giudizi ed in generale tutti gli atti di giustizia sono i
fatti che pi emergano fra quelli, di cui la legge circonda il
compimento delle forme e delle garanzie speciali proprie ad

assicurare sulla conformit di questi fatti coi principi della giu


stizia. Avviene di questi atti ci che avviene degli atti legislativi.
Colui che ubbidisce al comando, che lo eseguis0e, deve essere

esente da ogni responsabilit: non potrebbesi ammettere ecce


zione alcuna senza rovesciare l economia delsistema sociale.
Rimane il terzo ordine di fatti, uclli che devono essere

abbandonati, per il fondamento e per(la forma , al libero giu


dizio degli uomini investiti del potere di comandare. Egli
per il compimento di questi fatti che il superiore esige dal

I" inferiore l ubbidienza gerarchica. Essa formalmente voluta


dai militari: essa anche imposta ad ogni funzionario rispetto
ad un superiore che d un ordine sopra un oggetto di sua
competenza. Solamente le conseguenze del rifiuto di ubbidire
non sono le stesse per gl impiegati civili e per i,militari.
Il delitto del militare che resiste al suo superiore mo

ralmente e politicamente molto pi grave di quello di un im


piegato civile, in forza delle disastrose conseguenze che |iuS
Sono derivare dalla innobbedienza militare, conseguenze che il
colpevole nOn pu ignorare.
'

Tutto procede in bene fino ad ora. L ubbidirnza guar


cbic:r un dovere , perch la presunzione sta in favore della
legittimit del comando. Pure non la presunzione risultante
da un decreto di arresto, dato nelle forme legali, diuna cosa

giudicata qua: pro veritate habetur, della reiterata lettura della


legge marziale e dell intervento di un magistrato civile. La
presunzione non basata che sulla scelta , fatta dal governo,

del superiore che emana lordine. La legge non prese alcuna


ulteriore precauzione.

'

Ora, non considerando anche che la sola legge positiva ,


si dir forse che essa abbia voluto fare diluiti i- subordinati

tanti strumenti puramente materiali?


E evidente il contrario, imperoccb essa non prescrive loro
che l ubbidienza gerarchica e in quelle cose che seno di Com

petenza dei loro superiori. Essa si appella al libero giudizio


dei subordinati per la verificazione di queste due condizioni.

Le leggi militari stesse riconoscono questo principio; Per tal


modo, qualunque sentinella che si lasciasse-muovere dal suo

posto da qualunque siasi che non fosse o il sergenteo il ca.

232

poule della guardia, di cui essa fa parte, sarebbe punita di una


pena grave. Per tal modo, i membri di un consiglio di guerra
ai quali il loro generale ordinasse di non seguire le forme delle

leggi si renderebbero eolpevoli seguendo questo ordine.


L uhbidienza gerarchica nou adunque un ubbidienza as
solutaineute cicca e passiva, anche in diritto positivo.

Ora, se un ufficiale incaricato della polizia di un pubblico


passeggio, di un teatro, ordinasse;M soldati del suo distacca

mento di far fuoco sopra una pacifica popolazione, di s ozzare


donne e fanciulli, il soldato che si riliutasse di ubbidire al

lordine del suo capo dovrebbe essere dichiarato colpevole di


iosubordinazione? Colui che .all incontro si pressasse ad ese
guirlo non potrebbe essere dichiarato colpevole di omicidio?

La sua ragione deve essa fargli Conoscere se l ufciale un


ufciale della sua arme, del suo corpo, se ha il diritto di dargli
ordini; deve essa stare inattiva assolutamente sulla natura del
I ordine dato, diiudere-gli occhi .all evidenza, e non intrav
vetlere il delitto,, anche_allora che mesto si presentasse sotto

tali forme, per cui lessere il pi idiota non p0trehhe disco


noscerlo?

Quale pu essere la scusa di un subordinato che , per uh


bi<lienza gerarchica, eseguisce un ordine iniquo? Allegher

forse una legge che prescrive l ubbidienza, testualmente,


anche in que casi nei quali lordine dato sarebbe evidente
mente criminose? No: .i pi ardenti apostoli dell ubbidienaa
passiva non hanno osato scrivere simili arole nella legge, e ,
se si proponesse unav simile redazione I loro pensiero, essi

non oserebhero adottarla_


L esecutore di un giunto ordine pu dire a sua giustifica

zione: Credetti che l ordine fosse legittimo; avendolo ricevuto


dal mio superiore. non ho immaginato, quantunque mi sem
brasse severo, che fosse dato.smza ragione. Potei dubitare della
sua convenienza; ma non credetti mai rendermi strumento di

un delitto. Questa difesa nel maggior numero dei casi deve


essere valevole. Essa l" espressione della verit , ed almeno
annuncia un fatto cos probabile che la prova del contrario deve
cadere a carico dell autore dell accusa. E d uopo riconoscere

anche che lordine politico reclama l impunit del. subordinato


tutte le volte che l accusa allegata ha l apparenza della verit...
Ma se questa apparenza non esiste, se il delitto evidnte,
se non , possibile che un essere dotato di ragione possa in
terpretare 1 ordine in due mamore differenti, se il capo di una

pattuglia arrestandosi tutto (1 un tratto- alla vista di un fan

235
.c0, 'ordina ai soldati di sgozzarlo, allora il fatto non ha piii

scusa, soom are ogni presunzione di legittimit, l' esecutore


dell ordine a tre non che il mandatario di un delinquente, e
deve essere responsabile della esecuzione. Ritmo oserebbe affar,
mare il contrario. Pure il soldato _avrehbe ubbidito agli ordini
del suo capo, del suo capo in istato di servigio, e ,di cui non

conosceva le istruzioni Segrate. Ma il fatto ordinato era pvi,


dentemente delittuosa, e tale Che il soldato dovette necessaria
mente dire a s stesso: impossibile che quest ordine sia le
gittimo. Esso dovette dirlo a se stesso con la stessa certezza

colla quale si dice: Questo sergente ben quello della mia com,
paguia, non gi 'un uomo che gli assomiglia e che ne l?

dossato l uniforme ed imitato il linguaggio.

In una parola, l ubbitllli gerarchica cessa ._di essere una


scusa per l agente, quando la criminalit dellordine dato

siffattamente evidente, che distrugge la presunzione della legib


timit del comando.
' '
Cos, necessario di fare una distinzione fra gli ordini di
versi che possono essene dati dal superiore all inferiore. Quando

lordine del numero di quelli, pei quali la legge ha prescritto


forme speciali, se non furono osservate queste ,orme, linferiore
deve riutarsi di ubbidire, se eseguisce lordine, gli impn

labile il fatto.

'

Tuttavolta, siccome l imputazione suppone che linferiora


dovette scorgere l osservanza delle forme prescritte, la respon

sabilit non ricade che su quel funzionario, al quale venne dato


lordine, e non sopra gli agenti subalterni chiamati a Coope
ratori materiali della esecuzione.

Allorquando l ordine non di _quelli,pei quali furono


prescritte forme speciali e che racchiude o un crimine o un de

litto previsto dalla legge, i: mestieri distinguere: Se il fatto


ordinati) simile 0 analogo per la sua forma esterna a quelli
che il superiore pu ordinare legittimamente sopra tutti gli

oggetti di sua competenza, l inferiore che lo eseguisce deve


andare immune da penale responsallit.
L applicazione di questa regola deve

farsi lata,mente ai

militari che eseguiscono gli ordini dei l0r0

sopra oggetti

di servizio militare, specialmente in tempo di guerra , e pi


ancora a fronte del nemico. Impero.09h, da una parte, lo Stato

di ostilit, legittima atti che sarebbero delittuosi in tem o di


pace ovvero sopra il suolo della patria, .e dall altra, l in celere
non ha il mezzo di giudicare le omnbina-zioni militari, n api.

prezzare le esigenze, sovente severissime, del servizio, e le ter

rihili necessit della guerra.

234

'Se per lo contrario, il fatto ordinato svestito daogni'


esterno Carattere che possa lasciar credere all agente subalterno

che il superiore agisce legalmente e sopra un oggetto di sua


competenza, esiste la impulabilit : avvi per parte dell inferiore

partecipazione pi o meno forte al delitto. '


I funzionari subalterni non devono per essere considerati
come esseri pi materiali, come strumenti pi ciechi delle
schiavo di un Romano: la servit ed il terrore non pardlizzano
la loro intelligenm,non incatenano il loro libero arbitrio. Ora
i Romani applicavano la medesima distinzione agli schiavi:
servus non in omnibus rebus sine pcena domini dicto audiens
esse sole! sicuti si duminus komnem occidere..... servam jus

ssset (L. 30. D. da oblig. et act. XLIV,

. ) - Ad ea

quae non habent atrocitatem facinors val sceeris ignoscillar

servis si dominis..... obtemperaverint (beg. 157.

de

reg. jur. ).
_
Di pi, conosemmo che la legge non saprebbe tirare ima
esatta linea di demarcazione fra 1' ubbidienza imputabilee lub
bidienza non imputabile dell inferior' verso il superiore.

Essa pu, per alcune categorie di fatti e in forza di con.


sideraz-ioni politiche, porre gl inferiori al salvo di ogni respon
sabilit. Ma egli anche facile comprendere, che se il principio
della non responsabilit dell inferiore abbracciasse una grande
estensione, la libert e la giustizia ne soffrirebbero ugualmente.
Il silenzio del legislatore sovventi volte un atto di saggezza:
in fatto di ubbidienza passiva, volendo dir tutto, si dice o

troppo o troppo poco.


Il subordinato deve agire moralmente e razionalmente a
suo rischio e pericolo. Esso deve ubbidire al suo capo e pre
sumere la legittimit dell ordine ricevuto tutte le volte che il
contrario non gli appaia in una maniera evidente. La sua co
scienza e la sua ragione non devono esserin inutili. I tribu
nali che, soli, sono giudici competenti e liberi apprezzatori

della imputabilit, decideramm se Ile ha fatto un conveniente


uso, i tribunali ai quali il dovere comanda di punirlo se egli
a torto ha disubbidito, di punirlo se scientemente afldive
nuto uno strumento di delitto, di lasciario andar libero se ri
ut di ubbidire ad un ordine delittuoso,.
"Fra le cause di giusticazione non enumerammo il con

senso della parte lesa dal delitto. Effettivamente, non vi sa


rebbe l che un abuso di parole. La parte ha 0 non ha il di.
ritto di disporre del bene rapito col fatto imputato. Nel primo
caso, se essa vi acconsenti, nonv avvi nemmeno 1 apparenza di
f

a35

delitto: nel secondo, il suo consenso non pu togliere la col.

pabilit dell atto in s medesimo.

La giustizia sociale pu trovare , per verit, sia nel con


senso anteriore, sia nella ratica posteriore , sia nella mancanza

di lagni e di accuse dalparte delle persone lese, un motivo


per pon ispiegare la propria azione contro certi delitti, o per a .
plicare ai colpevoli una pena inferiore a quella che essi avreg
bero devoto subire senza 1 una o laltra delle circostanze in

dicate. Sono queste le apprezziazioni politiche che appartengono


al libero giudizio del potere sociale; ma esse non sono cause
di giusticazione. L agente pu andare impunito , ma non es
sere innocente.
_
Colui che acconsente ad un delitto, anche allora che non

fosse che il soggetto passivo, lungi dal togliere all'atto la

ua

lit di criminoso, puo in alcuni casi, esserne complice, qudlche

volta anche uno dei principali colpevoli. Sopra tale soggetto si

possono elevare di ben gravi e curiose quistioni di dettaglio.v


Questo non il momento di scioglierle.

Da ultimo noteremo, che una quantit di vane e dannose


quistioni Vengono evitate alloraquando, risalendo alla natura
morale delle cose, si conosce cheil delitto in s medesimo non

che la violazione di _un dovere, e che questa la defini


zione da cui si parte. E 1' espressione della violazione d' un
diritto che fu la sorgente di pi d un equivoco relativamente

all effetto del consenso della persona lesa dal delitto.


CAPITOLO XIV.

Delf ignoranza e dell' errore.


L ignoranza e l errore possono derivare da cause indipen
denti dalla volont dell agente e da cause che gli sono pi o
meno imputabili.
'

Nel primo caso, essendo li noranza e l errore involon


tari , non si potrebbe rimproverare all uomo, sia caricandolo
dei fatti che ne sono risultati, sia rendendolo responsabile delle
cause di questi fatti, atteso il di lui stato d ignoranza o d errore.
L-ignoranza imputabile, ovvero, come si suole chiamarla
volontaria, e al contrario il risultato di un fatto negativo, di

una ommissione, di cui si pu chiederne conto a colui che avrebbe

dovuto procurarsi le cognizioni delle quali manc.


Parliamo dapprincipio delle cause principali (1 ignoranza

e di errore involontarie.

CAPITOLO XV,
bell' el.
Le facolt intellettuali e morali delluomo, non si svilup.

pano che ad una certa et-e progressivamente. L uomo nella


sua infanzia, e sotto l impero della vita animale. II di lui senso
morale ancora nell assopimonto, e la sua ragione debole
e vacillaiite. In natura morale delle azioni umane gli odono
sciuta, ovvero nou_fa che intravederla cmfusamente attraverso

ad una nebbia: esso non capace neppure di discernerne {una


le conseguenze materiali.

vLa legge morale non trova in lui, nei primordi di sua


carriera mortale, un essere responsabile, e la umana giustizia

non ha punto da chiedergli conto delle sue azioni. Ir9mlcm


nuocentia consilii tuetur.

In quale momento comincia la responsabilit morale del


l' uomo? A quali segui possiamo noi conoscerlo?
E a tutta prima, noi non abbiamo altri mezzi di conoscere

lo sviluppo della ragione nel fanciullo, fuori della educazione.


Non che paragonando i discorsi e gli atti del fanciullo coi
nostri discorsi e i nostri atti in simili circostanze, che noi con
cludiamo er analogia che egli comprende , che ragiona , che
distingue il bene dal male , lutile dal nocivo. Le apparenze

esterne dello sviluppo puramente sicn non sono che seguiin


gannatori dello sviluppo intellettuale e morale. Pili d' un uomo

v'sse imbecille avendo un corpo, in apparenza almeno, assai


bene confermato e sufficientemente sviluppato.

Trattasi di fatti di coscienza, i quali non passarono nel


i interno dominio d alcuno, fuorch del giudice. Potrebbe
orse questi altrimenti valutar-li che, ponendo, per cos dire,

la propria coscienza in mezzo a tutte le circostanze esterne ove

l agente si trovava posto, attribuendo a s stesso le sue pa


frolc e i suoi atti, per chiedersi in seguito: Aveva egli ,il sen
timento del bene e del male : aveva ein la coscienza della mo
ralit di questi atti, colui, che in un simile stato di cose si _
condotto di tal maniera? I suoi fatti furono essi il risultato di

una volont illuminata insieme e perversa?


Nel valutare la moralit di un fanciullo, anche mestieri

distinguere fra lo sviluppo della intelligenza e quello del senso


morale, ha i diversi progressi dellanima umana. Quelli che
esaminarono linfanzia poterono conoscere che il senso morale

'

237

assai sviluppato presso que fanciulli, la di cdi intelligenza e

ancora assai ristretta e listruzione tardissima, mentre appo


altri lo spirito getta gi dei vivi lampi di luce, senza che il
Sentimento morale abbia ancora approttato di questa luce. li
fatto incontrastabile: a noi non ispetta qui lo spiegarlo. Solo
dobbiamo notare che un fanciullo potrebbe nel primo caso, per
un moto purissimo in s medesimo, commettere un atto ri
prensibilc, mancando di conoscerne la relativa illegittimit: fare, .

a cagion d'esempio, del male nel fine di punire lautore di


un delitto; c che un fanciullo, la di cui intelligenza avrebbe
oltrepassato il senso morale, pu scorgere in un delitto nul
laltro che una malizia, e commetterlo con destrezza , logica

mente, senza che il male morale abbia in tutta la sua gravit


colpito il di lui spirito.
,:
'
Per tal modo l impiego razionale del solo mezzo che noi
abbiamo di giudicare della imputabilit di un fanciullo un
procesw Che non senza pericoli. Ad esempio, si presenta ad

un fanciullo imputato di furto una poma ed una moneta, esso


scelse la moneta, e si conclude perci che conosceva il valore
delle cose, che la di lui intelligenza sviluppata, che esso di
conseguenza agi con malizia appropriandosi laltrui bene. Assai
a1,1arddla questa induzione. Esso forse scelse la moneta come
cosa meno-per lui comune che la poma, pi lucente, pi pro
pria al giuoco che desiderava intraprendere. In Inghilterra, due

fanciulli, 1 uno di nove, l altro di dieci anni, furono con


dannatiper omicidio, ed il pi vecchio fu decollato , perch7
dopo il fatto, invece di nascondersi , pens di nascondere il ca
davere, e si vide in questa azione la prova di un perfetto di
scernimento. Prova nulladimeno bene incerta! specialmente se
non era provato che egli ebbe a pensar prima ai mezzi di na
scondere il corpo del delitto. Imperocch non bisogna gi con
fondere lorrore e la panna che un fatto criminale infonde ad
un fanciullo d0po averlo Commesso, quando vedesi davanti agli
occhi il risultato della sua azione, colla cognizione preventiva

e.distinta della natura e delle Conseguenze del fatto chegli


si accinge a commettere.

lol

Quanto alla durata della intellettuale incapacit delluomo,


essa dipende da cause che scorgiamo confusamente, maidi cui
effetti non possono essere da noi con esattezza apprezzati.
Ein i: quasi certo che lo sviluppo del fanciullo varia secondo
lorganizzazione fisica, le circostanze esterne, in mezzo alle quali

trovasi posto, e le cure dirette che s impiegano alla sua edu


cazione. Ma siamo noi certi che non esistono altre inuenze a

238

noi sconosciute? Che non vi ha qualche mistero che 'si nascon


de alle nostre osservazioni? Non dimentichiamo che lo svilup
po della infanzia operasi nelle profondit di un essere incapace
di osservarlo. di seguirlo, di narrarlo.
Quanti fanciulli, la di cui organizzazione fisica sembra
difettosa, o almeno non presenta alcun segno di superio

rit sopra gli altri, la di cui educazione fu completamente ne


gletta , che si trovano in mezzo a circostanze atte solamente a

ritardare il loro sviluppo morale, ovvero a dar li una funesta


direzione, e che ci

nulla meno si fanno distinguere per un

buon senso che sbalordisce e per un sentimento morale delica

tissimo e purissimo! Pi di frequente ancora si veggono fan


dulli, situati esattamente in mezzo alle stesse esterne circostan

ze, colle medesime cure rapporto alla loro istruzione, le mede


sime inuenze di educazione,e che non mostrano nella loro orga
nizzazione fisica alcuna rimarcabile differenza, rimanere nulla

meno distanti grandemente gli noi dain altri nei loro intel

lettuali progressi, e pi ancora nello sviluppo del loro senso


morale.

Checch ne sia, e non considerando pure che le inuenze

che ci sono pi o meno sconosciute , sempre vero che non


abbiamo alcun mezzo di concludere in un modo certo dalla
conoscenza dei suoi antecedenti alla realt e all'I estensione dei
loro effetti in ciascun individuo. Nonhavvi istruttore che possa
affermare che nel tale anno, nel tal mese, meno ancora che nel

tal giorno sar compito lo sviluppo morale del suo allievo,e in


modo che da quel giorno si potr imputargl-i pienamente le
azioni sue, e renderlo responsabile. Non havvi nemmeno uomo

che dopo di aver esaminato lorganizzazione fisica di un fan


ciullo, ed aver letto il giornale pi minuzioso e pi esatto di
tutta la di lui vita, possa concluderne che nel tal giorno , iii

prima n dopo, questo fanciullo dovette avere piena conoscenza


dei suoi atti, e discernere il bene dal male al punto da reu
<lere legittima l azione della giustizia.

Risulta da queste considerazioni:


l. Che impossibile di determinare a priori il momento

nel quale la ragione prende nell uomo quello sviluppo che le


gittirna limputazione penale.
2. Che anche a mezzo della osservazione, e impossibile
assegtmre un termine fisso applicabile a tutti i fanciulli.
_

3. Che, anche per ciascun individuo in partimlare, non Vi


ha alcun unico segno esteriore certo, del quale si possa deci

dure che un tale o tale altro individuo, ad una tale epoca pre

139
cisa della sua vita, dovette possedere le qualit d onde risulta
la imputabilit morale dell agente.

6. Che di conseguenza, l imputazione non pu farsi dic


tro una regola- generale , ma solo in ciascun caso particolare

ed individuale.
5. Che dessa non pu essere se non il risultato della im
pressione prodotta sulla coscienza del giudice dallinsieme dei
fatti e delle circostanze nel caso specia e.
'

Pigliaudo le cose ri orosamnte, queste conseguenze sono


applicabili ad ogni indivrduo posto in accusa. e qualunque sia

la sua et.

sempre vero che la moralit dellagente non pu

essere constatata che dallesame di ciascun caso in partiwlare.

Essa un fatto individuale e che per la stessa natura delle cose


resiste ad ogni applicazione di una regola generale ed immu
tabile. Dire ai giudici: Tutte le Volte che un uomo di tale et
sar stato l' autore di unfatto proibito, voi lo dichiarerete col
pevole, lo stesso che dir li: Tutte le volte che vi sar pro

vato che il barometro a la tale altezza presumerete che fa bel


tempq.

'

E nulladimenoVero che in pratica noi non procediamo


esattamente nello stesso modo, quando si tratta di pronunciare

sulla imputabilit di un fanciullo e su quella di un adulto. A


primo aspetto noi dubitiamo della responsabilit del primo,
quali che siano le apparenze criminali del fatto imputat07 per
il secondo allincontro, tosto che fu provato il fatto, ci sentia

r_no disposti a riconoscere la responsabilit del di lui autore(r).


E ancora il principio nell analogia, che determina questo giu

dizio. L esperienza ci insegn che sopra cento fanciulli, autori


di fatti proibiti dalla legge, se ne rinvengono novanta senza

morale responsabilit, che sopra cento persone adulte appena


se ne _trova una, la quale , per-lo stato delle sue intellettuali

facolt, sfugge alle conseguenze del delitto: noi ne concludia


mo che in tesi generale, i fanciulli non sono responsabili, gli
adulti lo sono.
La conclusione legittima se racchiudesi entro i confini
di una presunzione, se si traduce in questa formula : Ogni l'an

ciullo non responsabile a meno che non si provi che il prin


(l) Parlasi qui della responsabilit in modo generale, in quanto
essa dipende dal discernimento dellagente,plulla possibilit che vi sia
stata per parte sua moralit nellaltro. La quistione di sapere se .
essendo l agente in possesso della ragione, dei fatti materiali, di

cui la prova pu sola bastarea convincere della colpabilit dell' im


putato, viene trattata altrove dall autore al capitolo XXIV.

240

cipio della moralit erasi in lui sviluppato prima del fatto com
messo: ogni uomo responsabile , a meno che non si provi
che, per una eccezione individuale, avvi presso di lui mancanza
del principio creatore della irnputahiliti.
Ma le espressioni difanciullo e di persona adulta non
distinguono punto unepoca precisa della vita umana, nel lin
guaggio almeno comune. Qual luomo nel quale' scompare
la prima presunzione per far luogo alla seconda? Ricadianio
nelle medesime difficolt , imperocch questa domanda non
suscettibile di una iispnsta assoluta, applicabile a tutti i tempi ed
a tutti i luoghi. Lo sviluppo fisico e intellettualedelf uomo t
compiuto o ritardato secondo i climi e secondo la natura delle
instituzioni politiche-e morali del paese. Egli a mezzo della
osservazione, a mezzo dell esame dei risultati statistici che si

deve in ciascun Stato determinare il punto che se )ara l et,


durante la quale la maggioranza degli autori materiali degliatti
proibiti dalla legge penale agisce ancora senza discernimento ,
dall' et nella quale il pi grande numero degli accusati, se
realmente hanno consumato il delitto imputato, agiscono con
discernimento; in altri termini, let allaxquale bisogna appli.
care la presunzione di non responsabilit, e quella nella quale
puossi, al contrario, ammettere la presunzione inversa.

Il codice francese pose il punto di separazione allet di


sedici anni, e noi non conosciamo fatti che autorizzino a muo
vere reclamo contro questa distinzione.
l'
Ma_ci si pu domandare: A qual ne una simile deci
sione? E egli questo un dire che i giurati debbono credersi ob
bligati di pronunciare la Colpabilit di un accusato che com
mise il fatto imputato allet di sedici anni e un mese , perci
solo che non fu loro provato che era in istato di demenza pro
priamente detta? il cielo il preservi da questo errore! Ancora
una volta, l'attivit del discernimento all'et di sedici anni

non n pu essere che presunta dal legislatore: ancora una


volta, il giudizio di impulabilit assolutamente individuale ed
abbandonato alla coscienza del giurtof Ogni legge contraria a
questo principio sar radioalmeute illegittima: muovere osser
vazione sarebbe infrangere i pi santi doveri. Se, col mezzo di
un attenta ascoltazioue dei dibattimenti, i giurati sono convinti

che l accusato, quantunquedi.et maggiore dei sedici anni, ha


nulladimeno agito senza discernimento, essi debbono lasciarlo
andar libero, come se non avesse sedici anni. In materia di irr

putahilit, specialmente su ci che concerne la moralit degli


agenti, il legislatore d pi una direzione che una legge.

241

per molto importante la distinziodelra gli accusati al


di 80110 de sedici anni e quelli di et a questi. maggiore; A
tutta prima essa ottiene Specialissi'mamente lattenzione del tri
bunale sulla quistione dimputabilit nei suoi rapporti collet
dell accusato al momento del delitto; essa carica all accusatore

l onere di provare che il prevenuto al di sotto dei sedici anni,


agi Con discernimento
In una parola, essa applica ai minori
dei sedici anni la presunzione favorevole: essa decide che la
presunzione contraria non pu elevarsi che contro coloro iiquali

commisero un fatto proibito dalla legge penale dopo il loro


sedicesimo anno. In secondo luogo, siccome nell uomo tutto
progressivo, siccome esso, non passa mai da uno stato allo stato

opposto, che per mezzo di successiva gradazione, let secoudo


i casi un motivo-di giusticazione ouna causa di scusa: di giu
sticazione se il fanciullo agi senza discernimento , di scusa

se avendo tutto compito con discernimento. esso era per an


cora entro il periodo di questepoca della vita, nella quale lir

riessione e, la leggerezza .sono per cos dire naturali. lati

et imprudentiar -succuretur- Miserqtio retatis ad'mdiocrem


pqer_aaqa indicem producit. E per meglio che la stessa legge
nutlght la pena.

. i. -

'

Daremo termine con alcune osservazioni-che non, sono, per


quanto ci_semhra, sprovviste dimportanza in un sogetto tanto

delicato, e nel quale il pi piccolo errore toglie alla giustizia


umana tutta la sua legittimit.
onaia. otfaflr) oi
u:
. E primariamente, egli evidente che cercando di deter
minare colla legge il punto di separazione fra let favurita
dalla presunzione d irresponsabilit e qttella su cui pesa la
presunzione contraria, mestieri estendere il primo periodo
un poco Oltre il limite indicato dalla osservazione e dai ri

sultati statistim. La regola posta dalla legge non essendo che


una formulaenerale tratta da un certo numero di casi parti
colari , non gi 1 espressione di una verit assoluta, deve il

legislatore lasciare la parte figli errori dal lato della presun


zione. favorevole piuttosto che dal lato opposto. Che importa in
ultima analisi se alcuni giovani sfuggono alla pena-che po
trebbero avere meritata, ovvero se non subiscono che una in
(l) In forza dellarticolo l." della legge francese del 25 giugno
4824, gi individui min0r_i degli anni sedici sono, in alcuni casi, giu
atiziabili dal tribunale correzionale, anche ulinraeh fossero prevenuti
di crimine. _
l
" 4
U
'
.

Rossi. Dir. Pen'L' ,

'

ai

242

feriore punizione alla pena ordinaria? Ma un


torto diffama una

indizio che a

iovane vita , un giudizio c e colpisce di

col i irreparabili-c le sono riservati al crimine il traviamento


del a prima giovent, sarebbe un avvenimento deplorabile, il
quale rivolterebbe la coscienza eabbasserebbe la giustizia. Ora,

quantunque le indicazioni delle leggi 'relative all et dellac


cusato non possano giammai togliere al tribunale il diritto di

applicare il suo libero giudizio alla quistione della imputabi


lit, e di assolvere l accusato , quale che sia la sua et , che
non sembri aver agito con discernimento, per naturale che

loperazione del legislatore esercita un inuenza sullo spirito


dei iurati, essi almeno saranno tratti'a far allontanare la pre
su'nzmne sfavorevole allaccusato dell et fissata dalla legge, ed

essi saranno, di conseguente, disposti almeno a fare un e ua

valutazione delle prove tendenti ad allontanare la imputabilitzr


dal prevenuto.
' Sarebbe, non v ha dubbio, ridicolo di prolungare fino alla
maggiorit civile il corso della presunzione favorevole. Fortu
natamente la cognizione_del bene e del Lmale pu svilupparsi

,nell uomo prima,che abbia acquistata la capacit necessana di


condurre a dovere le cose proprie.
.

E dunque mestieri fissare _al di sotto dei ventun' anno


- l et nella quale comincia la presunta imputabilit. Quantum
que alcuni delitti sieno sempre pi scusabili nelle persone gio
vani di quello che lo siano negli uomini di un et matura,

devono questi motivi (1 indulgenza inuire sulla misura della


pena pi ancora che sulla quistione della imputabilit.
.
Ma ssando anche allet di sedici anni circa il punto di

partenza per la presunzione di responsabilit ,' non e razionale


lo arrestarsi a quest unica distinzione ed esporre un fanciullo
di sette ad otto anni ad essere tradotto davanti alla giustizia .

La presunzione positiva e la presunzione negativ_a a misura


che si allontanano dal punto di partenza. che loro comune ,
procedono ciascuno nel suo senso ,' per crescente progressione.
La

resunzione dinnocenza .-al suo maximum su un fan

ciul o di due o tre anni, quella di colpabilit in un uomo di


venti a venticinque anni.
--I
Avvi adunque fra il giorno della nascita dell uomo e let_

di sedici anni "un punto nel quale la presunzione d innunema


si
affievolisci:Maabbastanza
l'atto individuale
meriti
essere
esaminato.
prima di perch
raggiungere
questo vpunto
, la dipresun
zione d innocenza siffattamente forte che deve do_minaresenza
diminuzione e non ammettere esame di sorta. Far sedere sullo

243

scanno degli accusati un fanciullo che non ha otto o nove anni


compiuti, uno scandalo ., un atto afiggente che non avr
giammai lassenso della pubblica coscienza.
una educazione
che mestieri dare a questi piccolisveatwati; non si pu pen
sare ad inigger loro unapena. Chi potrebbe pronuncmrla con
perfetta convinzione della colpabilit dell accusato? Chi po
trebbe affermare che la condanna non sarebbe un movimento
di odio contro il fatto in s medesimo, pi ancora che una ha

parziale valutazione della colpabilit del di lui autore?

Non si dica che i nostri timori non hanno alCun fon

damento, che fanciulli di questa et non sono mai inquisiti.

Di recente ancora i. pubblici foin ci fecero noto che un fan


ciullo di sette anni era stato tradotto dinanzi ad un.tribunale
lrancese. Esso fu, .vero, lasciato andar libero , e ci rincre'sce

di non poter ritrovare il nome del tribunale, e soprattutto le


nobili parole e severe dirette da lui a coloro che erano stati i

motori di una simile procedura.

':

Daltronde , sein inteso che i fanciulli al di sotto del


let di otto o nove anni non debbano essere inquisiti, niuno
potrebbe giustificare una legge che rende possibili queste-pro.
cedure.

'
Veniamo alla vecchiaia. Essa di sovente una causa di in-

debolimento delle facolt intellettuali dcll uomo.


'
Tuttavolta , la sola et , quantunqueavanzata che sia, non
considerata come un motivo di scusa,_meno ancora come un

fatto incompatibile colla imputabilit dell agente.


Il vecchio rimane sottoposto alla presunzione della colpa
bilit, no a tanto che questa presunzione non distrutta da
prove contrarie, proprie a dimostrare che ha agito in istato di

vera imbecillit.
'
La ra ione semplice. La moralit ilell agente in mate
ria crimimile e compatibile-con 'qucsto indebolimento delle fa
, colt che rende lo stesso individuo incapace di amministrar
bene i propri aflari o di abbandonarsi allavori intellettuali.
Egli, per una diversa causa, trovasi nel Caso_di un gio

vane di diciotto a venti anni, la di cui imputabilit penale

compatibile ,cqlla_incangcit civile'.

'

Il vecchio che commette un delitto ha di pi a_suo carico


le abitudini morali che dovette prendere, 1 inacchimento delle

passioni della giovinezza, nalmente la mancanza di molte cause

impulsive al delitto.

, .

Se la legge'_mitiga la punizione inflitta al vecchio, questo

raddolcin;ento non e dovuto che alla. Considerazione della cc.

2
cessiva gravit che avrebbero certe pene nella loro applica
zione ad un uomo di troppa avanzata et.
CAPITOLO XVI.
Del sesso.

i La Irg o non potrebbe avere due pesi e due misure nelle

quistioni dimpatabilit, in ragione del sesso dein accusati.


Nulla prova che la donna abbia ne] di lei sessoun motivo
generale di giustificazione o di scusaa
.
A dire il vero, vi hanno crimini pi scusabili in una donna
che in un uomo. Vi hanno anche contravvenzioni politiche, la

di cui importanza ed immoralit poterono essere -pi senno.


sciute ad una donna che ad un uomo. Ma impossibile stabi

lire a quesbguardo regole generali.


Compete ai tribunali lo apprezzare i fatti assolutamente
individuali.

Quanto ai fatti generali che influiscono sulla imputabilit


della ciurma, solo anche rispetto a tale od a tal altro crimine;
non in quest opera che noi dobbiamo occuparcene. Queste

considerazioni trovano meglio il loro. posto nella.teoria di cia


scun-delitto in particolare.
'
Tuttavolta , in molte legislazioni , il sistema delle pene

mitigato riguardo alle donne. Queste sono modicazioni di 'pe


nalit, le quali sono dipendenti da altre circostanze che non la
colf>abilit de-ll agente.
'
'

CAPITOLO xvu. .
Dello stato di malattia.

, evidente che qui non si pu parlareche di malattie, le quali sopprimono osospendono l esercizio delle nostre in.
tellettuali facolt, e che sono distinte con differenti nomi, quali
demenza, mania,.furore, imbecillit, idiotismo ed altre.

Questi sono fatti individuali, i quali distruggono la pre


sunzione d imputabilit per tutti gli atti commessi in istato di
malattia. Fati in/elicr'tns excusat.

Qui ore, come nella questione del discernimento per lin


fanzia, il egslatore pu stabilire principi generali, dare alcune

direzioni: esso non potrebbe stabilire a priori regole di im


putabilit applicabili ai diversi casi particolari.

.
245
Il legislatore rimarrebbe silenzioso sulle questi0ni d imbe

cillit o-di follia, che il giudice non procederebbe meno con


piena indipendenza.

Incaricato di dichiarare Se un uomo ha agito sciente


mente e volontariamente, nella sua

coscienza illuminata dai

fatti, e nella sola sua coscienza, che il giudice deve fondare


.

gli elementi della propria convinzione.


Cosi.egli per i giurati e per i giureconsulti, pi somma
che per i legislatori, che la scienza del diritto si occnpa, entro

i limiti del suo potere, dei fatti relativi alle malattie mentali.
"Nel nostro stato attuale , per l esercizio delle facolt del

lanima nostra ci sono necessari i sensi esterni, i sensi in

terni, lorganizzazione fisica e le nostre_forze vitali ed animali.


Come ci? Nulla ne sappiamo, ma questa necessit ' un fatto.
Che lorgano che considerato come il centro delle nostre
Sensazioni perda il suo stato -di salute , che vi abbia lesione o
scomponimento al cervello, lesercizio delle nastre facult in

tellettuali paralizzato c interrotto.

Se , per lo contrario, le nostre funzioni animali e vitali

possono esercitarsi liberamente, anche le nostre_ facolt intellet


tuali possono agire'senza ostacnli. Deriva allora per ogni in
dividuo una tal quale maniera di essere e di vedere che, sopra

un

ran numero di oggetti almeno, assai analoga a quella di

tutti gli altri. Le notabili differenze vengono a' colpirci, la di


versit di educazione, di posizione sociale, di fortuna, certe cir

costanzc particolari si offrono' a noi come spiegazioni razionali


di queste apparenti anomalie, Cos, non ne concludiamo punto
che non vi abbia analo ia fra la maniera d essere dell individuo

e la nostra: imperoccbe sentiamo che in simili circostanze po


tremmo condurci in egual modo.

Ma se questa analogia scompare in un modo deciso, ine

splicabile, se un individuo non. si forma pi intorno agli og


getti comuni le stesse idee che glialtri si formano, se non

associa pi quelle idee che ognuno associa , se non prova pi


le affezioni che fanno palpitare il cuore di tutti gli uomini , se

perdette la riiiiembra-nza dei suoi rapporti pcrs nali .i pi fa


migliari ed i pi cari, se ha sopra lui stesso, sopra di un altro,
sopra il suo stato, credenze smentite dalla universale=opiuione,
noi diciamo dilui che afflitto da una malattia mentale , che

ein in istato di{demenza.


In una parola noi

indichiamo la follia da suoi effetti e

dalla singolarit dei suo? sforzi.


4
'
Troppo di sovente anche applichiamo il nomadi pezzo a

af6
uomini le di cui azioni conservano nulladimeno agli occhi nostri
il carattere della.imputabilit morale, a uomini che non Sono
che bizzarri, singolari.
_ _
_
.'

Nella folliaavv1 anche il pi ed Il meno, il principio e


la pienezza.

'
>
'
Egli cos che noi male adoperiamo la parola follia. Essa
non spesso che l espressione del disprezzo o di una piet,
sdegnosa.

'

Gli errori, nella valutazione delle circostanze che caratte

rizzano la follia, sono specialmente da temersi nella ammini


strazione della giustizia. Avvi alcun che di particolamente or
ribile in un giudizio civile che sottomette ad interdizione un
uomo, il quale si conosce sano di spirito, ed in un giudizio
criminale che condanna un uomo colpito da alienazione mentale.

E pi facile per commettere errore nella giustizia penale,

che nella giustizia civile, ci per quell interesse che pu avere


l accusato medesimo a simulare la demenza ed a prepararsi con
una serie di atti menzqgneri preventivamente calcolati un mezzo
di sottrarsi alla pena. _

L, osservazione forni alcuni mezzi per distinguere diverse

specie di follie. Tutte le persone dell arte per non adotta


rono la medesima decisione. _

Gli uni distinguono nelle malattie mentali il delirio feb


brile o il delirio propriamente detto, il delirio non febbrile o,
demenza,e la fatuit o stupidit. Distinguono la demenza in
follia ed in melanconia, Secondo che ella cadde su tutti gli

oggetti od almeno sopra un gran numero di essi, ovvero sopra


un o agetto unico.

xli altri, progredendo gradatamente dal male meno grave


al pi grave indicano la melancmia o delirio esclusivo sopra
un oggetto;

La mania senza delirio, risultante dalla perversione di ci


che essi chiamano le funzioni tdtve ( quze anmum movent )

e-,rivelantesi in forza di una Cicca impulsione ad atti violenti,


sanguinarj senza'che per vi abbiamo, dicono essi, alterazioni

sensibili nelle funzioni dell intelligenza;


La mania Con delirio, ovvero sconcerto delle facolt in
tellettuali, il quale continuo o periodico, che lascia all am

malato o non gli lascia lucidi intervalli;. .

La demenza o abolizione del pensiero , caratterizzato dalla

perdita della memoria di ogni stato anteriore , e dalla soppres


sione della facolt di a prendere e di giudicare, non esse'ndo
pi la testa dell ammalato, per cos dire ,, che una botte nella,

quale si agitano senza legame e senza ordine le idee che egli


aveva acquistate avanti la malattia e gettano l ammalato in
uno stato di attivit continua senza disegno e senza ne;
<.< Finalmente I idiotismo o fatuit, il quale risulta dalla

perdita, dalla graduale soppressione di ognil'acoltl intellettuale


ed effettiva, e che si manifesta sia per una tal quale frequenza
di sogni, accompagnata- da suoni semiarticolati , siaper la ta

citumit dell ammalato, per la perdita della parola, conseguenza


della mancanza delle idee.
.
'
1*
Si tentarono altre divisioni, si misero in campo altri siste
mi. Noi non li cercheremo. Non nostrum est tantes componere

lites. Trascorrer lungo tempo prima che si sia d accordo su


nesta materia. L osservazione non forni ancora materiali sul

icienti onde erigere una teoria incontestabile, e gli osservatori


medesimi non si sono messial coperto da ogni rimprovero
nella loro maniera di osservare. Evidentemente, molti di loro

avevano lo spirito preoccupato da tale o tal altro sistema lo


sofico. Essi cercavano fornirsi di argomenti pi ancora che
raccogliere fatti. Paventa lo spiritualista la osservazione di
fatti puramente sici e la colpisce di un' disprezzo che non
intieramente disinteressato. Pretendono i- suoi avversari, alla
lor volta,'tutto sapere, tutto comprendere, tutto spiegare colle
alterazioni del fluido nervoso, della bile, del sangue, del petto,

dello stomaco, degl intestini. della sostanza cerebrale: che so

in? Ci impossibile, a noi profani, di nulla credere, nulla


accogliere, fintantoch i medici ci offrono cinquanta oppostisi
stemi, tutti egualmente fondati sulla osservazione e la pratica.
Nulladimeno, le questioni giudiziarie non possono rimanere
senza scioglimento. La demenza un fatto sventuratamente
troppo certo; ed un principio incontestabile che ad unuomo

colpito da follia non pu essergli imputata alcuna delle sue


azioni.

1
'Di mezzo a questa difcolt, egli al loro buon senso

ed alla osservazione comune, pi antiora' che alle teorie pre


mature dei sapienti , che i giudici debba-no condarsi. Ora, ecco
le direzioni e e regole che ci sembrano indicate dal buon senso
in simile materia;

i. Esistono tre specie di malattie mentali ben distinte fra
di loro pei loro caratteri esterni e sensibili: la tranquilla de

menza, la follia accompagnata da atti di Violenza e di furore ,


limbecillit o l idiotismo. Il carattere "che comune a questi
tre stati e l ignoranza del valore morale delle azioni, la sop

pressione della coScieiiza. L uomo pazzo o stupido non sa ci

248
_
che si fa, a isee macchirralmente; se Ira una volont, essa come

quella del ruto: mosso dagli appetiti, pu esserlo dalla spe

ranza, dal timore; non/lo punto dalla Cognizione di ci che


'bene o male in s medesimo, dal desiderio di fare l'uno o

l' 3hI't). Perci egli non prova n interna soddisfazione n ri


morsi. Piange' sul bene , ride sul male; fa indifferentemente

l uno o l altro, perelr esso pi non distingue;


a. La malattia pu-durante il corso della vita dellagn
malato, subire una trasformazione, passare da una Specie ad

unaltra. Si videro maniaci cadere nella melanconia, pi di


sovente forse nell idiotismn; alcu_na volta, quantunque rarissi
rnamente , si videro idioti cadere, per una causa accidentale,
in un passaggiero eccesso di mania , poi riavere intieramente
l uso della ragione. Clrecch ne sia, la vitale quistione a risol

vere,in ciascun caso particolare, sempre quella di sapere se


l uomo che si dice-colpito da alienazione mentale aveva 0 no
'perduto la conoscenza di lui medesimo e della iratura delle

sue azioni.

,4

3. Questa questione non pu eSsere risolta n dalla sem


piice ispezione del fisico dell uomo , rr dalle osservazioni mc
diclre, sia generali sia speciali, sopra 1 individuo di cui si

tratta. Egli vero che la follia e di sovente accompagnata da


sintomi sici esterni. Qualche volta anche la follia essa .me
dcsiura sintomatica, vale a dire il segno e l effetto di una ma

lattia corporale. In quest ultimo caso essa quasi sempre pas


seggiera. Scompare colla malattia _che ne fu la causa. Ma , in
generale, non bastano i segni srci_.a _c0ustatare lalienazione

mentale. Essi non sono positivi abbastanza, n bastantemente


esclusivi. Sono questi i medesimi segni che caratterizzano, in
casi diversi, molte malattie infiammatorie o di irritazione, senza
che vi esista alcuna alterazione delle facolt intellettuali.r

4. L insufcienza dei sintomi sici non autorizza per a


trascurare la testimonianza dei periti; E mestieri consultare
di

referenza, uellit'ra i medici che sono pi abituati a curare

ma attie menta i, e quelli che curarono di gi il prevenuto per


semplici malattie siche. Imprudente quel giudice che tras'cura
la loro testimonianza: colui che calcola il loro avviso come una

decisione viola il pi sacro dei suoi doveri; sotituisala pro.


pria alla loro coscienza; agisce da cieco.

' - -

5. L opinione del giudice o del giurato deve formarsi, in


torno alla_moralit dellindividuo che si dice" colpito da alie
nazione mentale, dall insieme dei fatti e delle circostanze, onde
riconoscere si omni intell_ecIu caret.
'

4'9 .

6, In fatti le circostanze che si devono studiare non sono

soltant0qnelle che accompagnamno l azione da imputarsi, ma


'quelle altresi che la precedettero e che la seguirono. 'La demen
za; eccettuato allor modo sintomatica,non un fatto isolato

e passeggino, e ordinariamente non si manifesta istantanea


mente, meno ancora con un crimine materiale. La ragione del.
l uomo non si afevolisce che gradatamente; essa-lottav rima
di soccombere, ricomparisce di tempo in tempo avanti i es
sere avviluppata da una nube spessa ed impenetrabile.

7. Cos1, il giudice il quale, fondandosi sopra un fatto

isolato , quantunque singolare gli sembrasse , avesse" dichiarato


essere lautore demente, awebbe fatta una dichiarazione preci-'

pitata ed irrazionale. ,

8. Egli ' anche evidente che quei fattidi cui il giudice


deve maggiormente difdare sono quelli che accompmmarono o

seguirono latto da imputarsi, imperocch esso potrebbe essere


l effetto di una simulazione per parte dell agente.
9. Tuttavolta, se si apprezzano con cura, e si sottomette
il preVenuto ad ordinati e ben diretti interrogatori, quasi
impossibile che per linsieme di tutte le circostanze non si
abbia a rivelare il vero stato,del di lui spirito.

Daremo termine con un rapido esame di alcune impor


tanti questioni.
.
'
La pi grave , senza dubbio, quella della demenza p'ar
ziale, che si classica col nome di melanconia, di mania senza

delirio, di manomania. Pu esistere una demenza parziale? Gli


atti che si chiamano di monomania sono e55i atti di demenza?
Sembra che il fatto duna demenza parziale non possa essere
'posto in dubbio; esso fu in ogni tempo osservato. Gli antichi
criminalisti riconobbero che poteva eSservi mancanza di ra
gione, di cognizione del bene e del male relativamente a certi

oggetti, senza che vi fosse per tutto il rimanente alterazione


sensibile nell esercizio delle facolt intellettuali e morali. Pre
sentand0si questi casi, si deve a loro applicare le stesse regole
che noi abbiamo tracciate per la valutazione della c0m leta
mania. pi difcile il giudizio, ma i principi sono gl idem
tici. il punto da Vericare sempre la non conoscanza del bene
e del male relativamente all atto in questione.

Ma dall esistere una demenza parziale, non ne segue punto


che tutti gli atti senza conosciuto, motivo siano atti di demenza,

che i loro autori li abbiano fatti avendo smarrito ogni coscienza


di essi stessi e della natura delle loro azioni; '

Quali sono, in effetto, questi atti? Fatti isolati, un gran

250

delitto, un omicidio commesso senza alcun apparente mptivo,

senza che si scorga neppure una di quelle cause che dordi.


nario spiegano, senza giustificarla, lazione criminale. Erano
questi atti conosciuti dagli antichi criminalisti; molti_fra essi
definirono lomicidio senza causa col notne, di omici'di'o be:

stiale. Trovasi usata, questa denominazione anche iii_inolte le-.


gislazioni. Per. verit, non se ne concludeva che ;l omicidio do?
resse essere impunito; al contrario, gli si iniggere il mas

simo della pena dovuta allomicidio.

,' . .

Irravauo essi? Noi, per certo non crediamo essere'sospetti


di deferenza verso i vecchi criminalisti. Ma noi; parteggiamo

in questo caso per il loro avviso. Non vediamo in questo de


litto che un omicidio premeditato, e da lungo tempo_prem_e_
ditato. Vedemmo uomini accusati di omicidio bestiale. A noi

sembrarono uomini profondamente immorali , ma per nulla gol


piti da malattia mentale.

'

' '

_, >

u L uomo fintantoch dotato di ragione , non agisce


mai senza motivo n sia. Mai: egli mestieri classificare per pazzi

tutti gli uomini che commettono un fatto isolato per un mo


tivo che ci sconosciuto, il di cui impulso non da noi serr

tito ? Esso fa il male per lamore del male. a Noi ci di


ciamo, senza esserne troppo maravigliati , di colui che dice male

del suo prossimo, che lo calunnia, che gli nega il pi piccolo


servigio, che si affretta di dargli una triste novella, che non

trascura la favorevole occasione di far risaltare i suoi difetti


o 'i .suoi torti, senza personale interesse, senza collera, senza

pensieronqscosto, senza altro piacere che quello di nuocere, di


veder soffrire, di far del male. Date a questuomo un grado

maggiore di perversit, pi coraggio,ed un pugnale , e voi


avrete un omicida bestiale, il_qualenon sar pazzo quanto non
lo sono il calun_niatore ed -il maldicente.
,, I .n.
Non va dubbio che qgell uomo che non si, tiene in guardia

dalle cattive tendenze puo essere in qualche maniera tratto pi


Oltre da quel punto che .dap rima_esso prevedeva Gi lo ri

marcammo ( libro I, capo D8) ,_giunge il. momento nel quale


l uomo che accarezza un desiderio criminale trovasi in balia a
questo desiderio, addivenuto tutto ad un_ tratto irresistibile,
come uno schiavo legato ad una bestia feroce..Se inquestc
momento lo si vuole chiamare monomano, se si 'afferma che in
questo momento fuorviata la sua_ ragione, noi non. lo ne

ghiamo.qAndiamo pi oltre ancora, imperocch siamo convinti

chegli in questo stato ove si trovano ruolti delinquenti allul.


timo. momento della esecuzione d un grande delitto. ,Grau Dio!

5|

Chejsarebbel uomo che potesse aVvicinarsi al pi orribile mis


fatto, guardarloin faccia, toccarlo, conservando la calma della
sua ragione ? D onde vengono, senon' da questo smarrimento,

da questa ubbriachezza che agita il delinquente allavvicinarsi


della catastrofe, queste trascuranze, queste inavvertenze, queste

pazze bizzarrie, questi oggetti dimenticati, queste.traccie non


distrutte, questi imprudepti moti, che subito fan sorgere la

loro voce contro il delinquente, che lo strascinano, che lo per


seguitano, che lo calpestano, accusatori irresistibili, davanti al
tribunale della umana giustizia? Qual l uomo che sia tanto

poco versato nella pratica del patibolo che non abbia avuto
mai occasione di dirsi: Cosa singolare! questo sventurato non
aveva che a far questo ed era salvo. S: ma questa cosa
tanto naturale, si semplice, si facile'a farsi ed a vedersi, non

l ha fatta e non la vide , non 1 ha sopp'osta, eppure era bene


interessato a vederla ed a farla.

",

Tuttavolta, lo lasciereste voi Come un uomo 'caduto inpaz


zia? Niuno lo immagina. Ora coloro che si chiamano monomani
non sono in una differente posizione. Essi dapprincipio cono
scono limmoralit della loro inclinazione; essi hanno la co
scienza d essi medesimi e del male che stanno per fare; non
cadono nello stato di smarrimento che alloraquando il desiderio
che trascurar0no di dominare li spine all' ultimo termine della
carriera, essi sono spaventati dal delitto che commisero, sanno
che fecero male, ne provano rimorso; tutte cose incompatibili _
colla vera follia.

' -1
f?
"l'f';
Il menomano come un uomo che a poco a poco rese

,piacere al.vino. Ne logorata la sua salutegil'niedico lav


verte; gli mostra. la morte infondo al vaso Colm_o del proi
b'ito liquore. Nondimeno latnmalato beve; egli muore. Coloro

che lo conoscono,dicono che egli era pazzo, che agi da pazzo.


Dicono ilvero attenendosi al linguaggio volgare. Ma era egli
in istato di vera demenza ? No; esso non era che un ubbriaco.

Sapeva il male che faceva; non avea scordato i precetti del


medico, erano a cognizione sua leconseguenz'e del di lui vi
zio; pure beveva, .
- "
" 'F"wf
E impossibile che vi abbiano follie, la di ente morale re

sponsabilit- esi sopra coloro che ne sono tocchi, follie, per


cosi dire, v0 ute , perch' l ammalato a'vielilie'po'tuto prevedere
che Seguendo un certo genere di 'vita , trascurando alcune di

strazioni od alcuni rimedi , insistendo -ct;in' troppo piaCere su


certe idee poteva risultarne per lui lademenza. Ma 1' umana

giustizia non p0trebb'e domandare cont0 dii questi fatti, n di

25:

quelli che fossero stati Commessi per effetto di una follia che
si crederebbe procurata. Sono questi misteri che essa non ha ai:
il diritto n l' interesse di penetrare. Gli atti commessi in stato
di demenza non sono perci meno atti voluti, cominciati ed
eseguiti senza moralit. Ci basta; non avvi imputabilit ain
occhi della.giustizia umana.

,
Non lo stesso di quei fatti che si chiamano atti di mo
uomania. Lagente ne conosce la natura, e nullaostante la co
noscenza del male, esso li vuole. Anche allora che si ammettesse

un istante di vera follia all ultima esplosione del suo desiderio


criminale, questo smarrimento passaggero il uale, parlando

propriamente , non la causa , ma l effetto del atto di cui si


tratta, non varrebbe 'a giustificarlo. Esso non toglie alla perpe
trazion_e del delitto il suo carattere di fatto che faccia testimo

nianza della criminale risoluzione dell agente.

In forza di queste considerazioni, noi siamo lungi dal vo


ler negare che un fatto assolutamente inesplicabile,e straordina
riamente atroce, quantunque isolato, non sia mai leffetto di
una vera follia. Luomo fisico e morale non racchiude pur troppo

che molti enigmi. Daltronde, chioserebbe affermare che la de

menza non possa mai cominciare con un aito di ferocia? Perci


il giudice deve pi severamente esaminare le cause di questo
genere. E una delle pi _spmose parti del suo ministero. Allo

raquando i fatti sembrassaro bastevoli a legittimare ildubbio,


il pi saggio partito da prenderai pu essere quello di_proro
gare il giudizio ad unepoca piu lontana. Se avvi vera follia,
essa deve manifestarsi; l uomo posto sotto la mano della giu

stizia non potrebbe sfuggire a osservazioni ordinate e rigorose.

In qualunque siasi stato di cose per, il giudice edil giu


rato non devono gnai obbliare che il carattere della follia lo

sconcerto delle facolt intellettuali. Essi, se per un male inteso


sentimento di umanit, scusassero cui titolo di follia lavio

lenza e. la bizz;ofria sanguinaria di alcuni desideri, intacchereb


ben; 1 ordine morale e politico.
_
egli.afozza imputare ad nomaniaco le azioni da lui
commesse durante un lucido intervallo? Questa quistione di
debole_in_rpurtauza inpratica. La sorveglianza che si esercita
sui maniaci, anche nelle intermittenze della loro malattia, una
aranzia contro i crimini ai quali potrebbero abbandonarsi. Se
Il,Cl'ltltiti2 fosse commesso, non propriamente in un lucido iu

tervallo, mai-lo, ,una lunga discpntinuaziqne della mania, per

cui si avva'ab lttl00tli0 __individao a lui stesso, come se


avesse interamente ricuperata la di lui salute, latto senza dubbio

953
gli dovrebb essere lmputabile._Firralmente se malgrado la sor
veglianza esercitata sopra di lm n maniaco commettesse un a

'zione Criminale in "uno dei suoi lucidi intervalli, parlando ri


gorosamente, dovrebbe esserne responsabile. Ma chi oscrebbc

proclamare la colpabilit dellagente, se i lucidi intervalli sono


di breve durata, se non periodico il loro rinovarsi, ' se

provato che lo statoabituale del prevenuto uno stato di alice

nazione mentale? Come convincersi che, precisamente nel mo


mento n'el quale eseguival atto di cui si tratta, il prevenuto
era campo: sui? Daltronde, quale sarebbe 1' utilit di un tal
giudizio? Quale sarebbe l effetto della pena sul pubblico ?
Ripetiamo qui che ogni procedura, ogni giudizio, final
mente l esecuzione deve essere sospesa , se l accusato C0l

pito da demenza. E superuo indicarne i motivi. Ora, ci


che probabilissimamente avverrebbe nel caso di un maniaco
accusato perun fatto commesso in un lucido intervallo. Soprav
verrebbe la follia prima ancora che fosse compiuto il corso della
giustizia.

Si elev la quistione di sapere se l idiotismocancella la

responsabilit _dell' ammalato per ogni specie di atto proibito


dalla legge. Alcuni criminalisti pretesero - che lidiota conser
vasse tanto senno da distinguere il male degli atti i pi gravi ,
riprovati dalla legge naturale, e che di conseguenza non eta
scqsabile che per quegli atti unicamente proi ili dalle leggi
positive, e specialmente dai elitti di ammissione. Ma la qui-

stione non

tale quando si fa una giusta idea della impu

tabilit, allorch si Conosce che, il giudizio e non la legge


che deve decidere tutti questi-diversi casi, che sono assoluta
menteindividnali, e che sfuggono ad ogni formela generale.

E allora, che significa la quistione proposta? Se il giudice


riconosce un Completo idiotismo, egli solleva l accusato da ogni
rea nsabilitg se non riconosce che una obliterazione parziale
dell? facolt mentali, egli esamina se l intelligenza dell accu

sato era in rapporto con la natura dell atto da lui commesso,


e se linsieme delle circostanze prova che esso aveva ancora
coscienza di lui stesso e della moralit del suo atto. Sono
queste pure, uistioni diletto ,_ per le quali ogni regola data
a priori sare be irrazionale.
.
_

Si-and pi lontano: si tent di penetrare i misteri del


sonnambulismo. Si domand se i sonnambuli fossero responsa-.
bili de li atti da loro commessi durante il sonno. I giure'con

sulti ed? i profesmri di medicina legale manifestarono- diverse


opinioni.
Rossi. Dir. Pera.
22

254

Gli uni assolvono i sonrrambuli, purclr essi non-abbiano


capitali inimicizie; imperocch, in questo caSo, evidente agli
occhi loro, che lomicidio comnresso nel 'sonno un effetto

dei loro colpevoli sentimenti durante la ve ha.


'
I pi severi autori sosten ono che i sonnambulo non
eseguisce, in'ogni evenienza , _c re quegli atti che medit du
rante la veglia, e che li eseguisce con tanta maggiore libert,

quanto pi egli si trova al coperto da ogni esterna inuenza.


Finalmente, i pi indulgenti non imputano loro gli atti

commessi nel sonno che come atti di negligenza.


Dopo tutte queste decisioni, se alla nostra volta ci fac

ciamo a domandare che cosa il s0nnambulismo! qual' - lo


stato dellanima nostra durante il sonno? a meno che non
siamo disposti ad accontentarci di ingegnose congetture, non_

troveremo soddisfacenti risposte da nessuna parte. La ragione


ne semplice. Lo stato del sonno, questo stato sul di cui sog
getto molti sapienti non esitarorro a darci delle decisioni assolute
in materia penale, uno stato che sfugge alle nostre osserva

zioni. I sonnambuli, di cui si vogliono creare ta'nti colpevoli,


sono nondimeno persone che non ponno esaminare s stesse;

imperocclr non un esaminare se stessi durante il sonno quello


di sovveuirsi allo svegliarsi dei sogni fatti.
'
Queste vane discussioni sulla irnputabilit penale delle azioni
commes5e nel sonno non meritano dessere citate che come un
lorte esempio della temerit dell uomo, quando pretende lan.

eiarsi senza freno e senza guida nel dominio della giustizia mo


rale. Basta rammentare per unistante i confini .e le imperfe
zioni della umana giustizia, per conoscere che essa non tra n
i mezzi, ne il bisogno, ne il diritto di impossessarsi delle
azioni commesse duianteil sonno.
I sordo-muti , soprattutto dalla nascita, sono anelr essi in
uno stato di stupidit quasi completa._ Avvi in ibro mancanza
di idee, e, in particolare, di nozioni murali. Pure il grado di
ignoranza non lo stesso in tutti, e-molti di loro serrr=b_rano
essere stati in qualche modo resr alla vita morale dallistruzrone.
Un sordmmrrto esso responsabile delle sue azioni? An

che questa una quistione puramente individuale. Il giurato


deve prima di tutto accertarsi con tutti i modi possibili dello
stato intellettuale amorale del prevenuto, e' non obbliare mai

che, in dubbio, esso deve rispondere per 1 irresponsabilit


dell accusato.

'

'

CA PITOLO XVIII.

25 5

Delle cause d ignoranza o di errore accidentali, passaggeri.


A queste diverse cause pi o meno assolute e permanenti
di ignoranza e di errore involontarie,' mestieri aggiungere le
cause tutt' affatto accidentali e temprarie. Luomo il pi illu
minato e pi saggio pu cadere in errore nel soggetto di un
fatto particolare, ovvero ignorare le circostanze che avrebbero
dovuto allontanarlo dall atto che comp. Facti interpretatio
plerumque etam pmdentissimos fallit. ( L. a , 1)., de jur.

et fact. ignor. , XXII, 6


Il male commesso pevignoranza o per errore non impu
tabili, non n preveduto, u volontario. Non avvi in esso
delitto. Ein ci che noi chiamiamo una sventura , un acci

dente, uncaso fortuito.

La sola quistione da esaminare in ciascun caso speciale

di sapere : i." se effettivamente aveavi ignoranza od errore sul


fatto, ovvero sulle essenziali circostanze; a. se questo errore o

questa ignoranza sono o.no imputabili all agente. _


Le circostanze essenziali del fatto sono quelle che gliavreb
bero dato .il carattere di delitto o quello di crimine pi grave
o d una specie differente, se lautnne le avesse conosciute. .

L ignoranza e lerrore non sono imputabili quando ogni


uomo ragionevole e prudente avrebbe potuto nelle medesime
circostanze essere nellignoranza, e cadere nel medesimo errore.
Et recte Labeo denit, scientiam neque curiosissimi, neque

negligentissimi hominis accipiendam, verum etiam ejus qui


eam rem diligenler inquirendo natam habere possit. ( L. 9,

S a. 1)., de jur. et fact. ignor. XXII; 6


Ulteriori sviluppi sopra questa materia li daremo nel ca
pitolo seguente.

CAP!TOLO XIX.
l)ell ignoranza e dellerrore imputabili.
.

L ignoranza e l'errore sono imputabili all egenle, sia

alloraquando si posto in uno stato'proprio a portare il tur


bamento e la perturbazione nelle sue facolt intellettuali, sia

alloraquando trascnr di appropriarsi le necessarie cognizioni


onde evitare il male, di cui egli e stato lautore.
Nell uno e nell altro caso ha mancato ad un dovere;
\

'

256

nell uno e nellaltro caso esso. non fece delle sue facolt in
tellettuali e morali quell uso che gli era prescritto dalla ra-

grone.

'

Ma se da una parte la giustizia esige che esso sia respon


sabile, entro un certo limite, del male procurato dalla sua im
prudenza, o negligenza, dall altra essa non permette che gli si
imputi questo male come un fatto deliberato e "Volontario. Fra
i risultati dell imprudenza e della negligenza e latto delibe

rato esiste la differenza del negativo al positivo. L uomo di


stato, ios< egli sordo alla voce della giustizia, non respinge
rebbe per questa distinzione. Imperoceh, se un atto di ne
gligenza pu qualche volta essere tanto dannoso materialmente
quanto un alto volentario lo pu essere, nondimeno vero
che

nello _ meno allarmante di questo. E, daltronde, la

publiiica opinione si solleverebbe contro ogni legge la quale


collocasse questi atti sotto la medesima linea. Qualche appli
razione del principio ci far meglio conoscerne levidenza. Par
liamo prima di tutto degli atti commessi sotto la inuenza
di una perturbazione di spirito.
CAPITOLO XX.

Della ubbriachczza.

Le opinioni dei giureconsulti e le decisioni dei legislatori


sulla colpabilil degli atti Commessi nella ubbriachezza sono as
sai lunga d essere uniformi.

Gli uni non riconoscono un molivn di scusa nella u-bbria


chezza, poich essa un atto riprovevnle. Uguagliano un uomo
ubbriaco ad un uomo che ebbe il torto di lasciarsi trasportare
da una passione funesta, dalla vendetta, dalla collera o dalla
gelosia.

Altri veggono nella ubbriachezza un legittimo motivo di


scusa.
I
Altri ancora distinguono fra I ubbriachezza abituale e lub
lwiachezza accidentale , fra l u-bbriachczza imprevista e l ub

lniachezza procurata al ne di. prepararsi una scusa al delitto


che si medita.
Queste diverse opinioni non'suppongono un analisi esatta
del fatto di cui si tratta.
'

L ubbriachezza volontaria , anche quella che il risnllato


d un momento dobbllo, e un atto in s stessoriprovevole, e
che n0n senza danno per lordine pubblico. E possibile che

25

in alcuni

aesi sia necessario di collocare nel novero dei dc

litti la ub riachezza volontaria, so rattutto quando essa abi

tuale ed accompagnata da pnbblicrt e da scandalo.


Ma non sotto questo punto di vista che si deve qni Con
siderarla. La quistione consiste nel sapere se i delitti commessi
in istato di ubbriachezza sono imputabili, ed a qual grado pu
levarsi la col abilit dell agente.
Ora 1 ubbriachezza, quando completa, toglie intcran_wntc
la coscienza del bene e del male, l uso della ragione. E un
genere di demenza passaggera. L uomo che si nbbriacatopn

essere colpevole d una grande imprudenza , ma impossi )liC


- di dirgli con giustizia: Questo fatto speciale, questo delitto,

In lo hai compreso nclmomenlo di commetterlu. Se si potesse


volontariamente costituirsi in istato di vera demenza, si po

trebbe forse condannare colui che avesse usato di r uesto funesto


potere come autore, cmxoscendolo e volendolo , (i atti consu
mali duranle la sua follia?

Dopo che fosse ritornato alla ragione, si potrebbe in1ggergli


una pena per la ragione dessersi posto volontariamente in uno

stato dannoso per gli altri, come si pumsce colui che fuma
in un magazzino di polvere. Ma imputargli un fatto speciale,
sarebbe un volere ci che moralmente impossibile: imputa

biliti e mancanza di ragione; in questa espressione avvi con


traddiZione.
Succede lo stesso della
che sospenda interamente la
della ragione. Qualunque sia

.
completa ubbriaeheua , se vero
conoscenza di s stessi e 1 uso
lavversione che si abbia per la

ubbriachezza, non SI giunger mai a operare che un uomo

abbia compreso ci che era fuori di stato di poter comprendere.


'
Non si potrebbe istituire il paragone fra la ubbriachezza
ed una violenta passione. L ubbriacbezza ha una causa mate
riale ed esterna: non limmaginazione delluomo che si esalta
sopra un oggetto determinato e lo spinge ad una certa azione

particolare, che aveva per cos dire le sue radici in un desiderio


eonoscinto da lui in stato di calma e di ragione.

La completa -ubbriachezza una causa materiale di cecit:


essa toglie la conoscenza del bene e del male in tutte le cose;
un uomo assolutamente ubbriaco dar colpi in una rissa, si

prester come falso testimonio, ollragger il pudore, e colla


stessa indifferenza si arruoler in un complotto di alto tradi
mento. Al suo risvegliarsi esso avr tutto obbliato, e sar pa

rimente maravigliato, qualunque sia il fatto che gli si narra


come fatto per opera sua.

258.
Si oppone il d'anno che avvi per la pubblica sicurezza a
riconoscere nella ubbriachezza un motivo di giustificazione o
di scusa, la facilit di abusare di questo mezzo di difesa. Cer
chiamo prima di tutto ci che giusto.
Un uomo, che- non ha mai fattouso di vino, ne beve per

prescrizione medica :. una. qualunque ragione sica opera in


modo che questo vino lo uhbriachi , che gli turbi completamente

la ragione, che lo renda furioso. Questo fatto possibile: non


lo sarebbe, poco importa. Niuno potrebbe negare la possibilit,
in date circostanze, di una completa ubbriachezza, tuttaifatto

involontaria ed accidentale. Quest uomo, in tale stato, com

mette un atto proibito. Qual \ il- giudice, qualunque sia la


scuola losoca cui appartenga, il quale, avendo per provato il

fatto, user dire al prevenuto. Tu sei colpevole! .


Esiste dunque una ubbriachezza che, deve esentuare da ogni
pena lautore del fatto materiale , come la follia, come 1 in

fanzia. Noi ne parlammo (scorrendo dello stato di malattia,


onde non scindere la materia. Fondare il principio che la ub
briachezza, anche completa e assolutamente involontaria non

- giammai un motivo di. giusticazione punire nell essere


morale gli \atti di una macchina.
Si dice che gli uomini uhbriachi , anche per accidente, non
fanno nella ubbriachezza che quegli atti ai quali erano di gi
predisposti in istato di salute. Questa la medesima dottrina
che sipretese applicare at_sonnambuli. Si vuole_punire un in
tenzione presunta, un desxderio vago, iondandost su d un atto

puramente materiale.
Se esiste una specie di ubbriachezza che faccia andar im

muni da ogni pena per i fatti particolari commessi durante la


malattia . avvi anche una ubbriachezza che rende il fatto scu

sabile. Per vinum lapsis capitalis pcena remittenda. est, e; mia.

tiro mutato irroganda. (L. 6, Q 7:, D., de re milit.XLlX, i_6).


\
Ci avviene-allorquando il delitto e'leffetto
di un movimento di

collera eccitata da questa specie di ubbriachezza che toglie l" uso


. della riflessione, senza per sopprimere nell uomo ubbriaco la
coscienza di lui medesimo e del male che ha fatto._ Delinquitur
antem aut proposito aut impeto aut casa.
impetu cum
per ebrietalem- ad manus aut ad ferrzun venitur( L. I i, a.
D. de pmnis XLVIH , i9

'

Finalmente la completa ubbriachezza pu rendere luomo


responsabile, non di de itto intenzionale , ma di delitto com

messo da imprudenza: questo avviene allorquando l ubbria


chc7.-za fu volontaria, o leffetto di un. ohblio. riprovevole di
s medesimo._

259

La politica prudenza non res inge queste distinzioni. In


molte legislazioni l' ubbriacltezza u considerata come una cir
costanza attenuante, come un motivo di scusa.

Una legge della Repubblica Italiana (ag'febbrajo' i804)


conteneva su questo riguardo ingegnosissime distinzioni, re
lative alla abituale ubbrxacbezza, alla recidiva in istato di uh.

briacbezza, ecc. Forse era un troppo oltre spingere i dettagli

della legislazione, ma non esisteva giur; eraconveniente di


non lasciare al giudice una troppo grande latitudine sul fatto
e sul diritto nel medesimo tempo.
In quei paesi nei quali la legge non fa calcolodella uh.

briacbezza, i_tribunali accordano una impunit assoluta anche


nel caso che meriti un certo grado di punizione, e se essi pro
nunciano delle condanne l opinione pubblica le disapprova.
Del resto, un giuri penetrato della importanza e della re
ligione del suo ministero non potrebbe esitare, Egli deve
senza dubbio guardarsi dall impostura e dalla menzogna e non
obbliare che 1 ubbriachezza uno dei pretesti i pi facili ad
essere allegati eil al quale, bisogna confessarlo, i testimoni si
prestano assai di buon grado. Ma se'il giur convinto che il

fatto lo commesso in istato di ubbriachezza completa, machi


nalmente, non potrebbe, senza tradire la propria coscienza, di.
chiarare colpevole l accusato.

Pi delicata la quistione nel caso in cui l ubbria


cliezz,a constatata sembrasse agli occhi dei giurati sufciente come
scusa, insufficiente come giusticazione, senza che la distinzione -

sia ammessa dalla legge. L'be essi rendano omaggio alla verit
ed alla giuStizia, alla prima ed alla pi santa delle leggi, nel
solo modo che loro possibile, e Ieleggi positive non tarde.
ranno ad armonizzare con essa e coll interesse pubblico bene in.
teso. Il giur la coscienza della societ.

' CAPITOLO XXI. "

"

Degli atti commessi per impeto.

Losservazione ci indica tre diversi stati interni: lo stato


di sangue freddo, lo stato di passione, lo stato di collera.
Un Uomo ardentemente desidera il danaro altrui: studiai
mezzi di impossessarsene, esamina lo stato dei luoghi, segue il
passo-della vittima, coglie il momento opportuno, commette il

furto valendosi dell assassinio: esso opera a sangue freddo, con


maturit e riessione. La di lui azione e senza dubbio il ri

-u 1.

a60
.
sultato di un desiderio criminale, di un desiderio che si i: in

grandito poco a poco, e che alla ne addivenuto tanto im


perioso da spingerlo al delitto. Ma non vi fu alcuna cosa subi
tanea impreveduta nella determinazione del colpevole.
Un altro uonro irrnanrorato d una donna desidera sposar
la: molli ostacoli si oppongono al matrimonio: la sua passione
cresce e si inamma; ebbro d amore, disordinato nella imma

ginazione, esso vuole esaurire un ultimo tentativo; esso va nel

luogo ove abita la di lui innamorata, spera sormontare le dif


colt, ottenere la sua mano, la incontra in mezzo alla pompa .
nuziale mentre sta per avviarsi alla chiesa onde dare la mano
ad un rivale. Esso lo uccide; esso lo uccide nel medesimo
istante, impossessandosi della prima arma che trova. Questo
delitto pure l effetto di uno sfrenato desiderio, di una passione

che non fu repressa, ma che era ossibile di reprimere. di con


tenere entro i conni della mora e. Sali: natura homim' dadi:
roboris, si [[10 utamur, si vires nostras colligamus, ac totns
pro motis, Certe non contra nos,-concitemus. Nelle in causa

est , non p'usse r:etenditur ( Seneca,epist. r16 ).


Ninna, pero, contrasta la differenza errirrme che esiste fra

questi due omicidi. Noi lo abbiamo spiegato al capitolo XI del


presente libro. Il secondo omicida ag in istato di passione,
senza riessione.

Immaginiamo che questo amore sia illecito. La donna


meritata. La passione si esalta per gli ostacoli. Dopo lungo as
salto, accordato un colloquio; giunto il momento si viva
mente desiderato: l amante valica la soglia della casa -conjuf
gale. Sopravviene il marit0. La donna, nel suo terrore, grrda'
che perduta, che il.marito l_uccider, che l ha minacciata;
essa cade senza cognizione ai piedi del suo complice, il pallore

della morte copre gi il di lei volto, entra il marito; da prima sorpreso, il lampo della vendetta brilla tosto negli ecc ii
suoi: lamante acciecato sr slancra sul nemico furibondo come
un ne e lo uccide.

(uesto omicidio, se si potesse considerarlo isolatamente ,

sembrerebbe meno criminale che il primo. Esso ugualmente


imprevisto, istantaneo, e molto meno personale.
_
Pure non questa la denitiva risposta della coscienza.
Se essa crede nel primo dei casi esposti un omicidio condanna
bile, vede nel secondo un assassinio. E giusta la distinzione.
Idue atti, considerati isolatamente, mancano luno e
laltro di premeditazionc. Ma nel secondo caso, 1 omicida do
vette provare che 1 azione illecita , alla quale si abbandonarm ,

26|
poteva trarre scco funesta conseguenze, diverse delle necessarie

conseguenze dell atto premeditato. Esso rendevasi presso la

donna altrui, andava a portare il delitto nel letto coniugale; la,


sua riessione era forzatamente.diretta sugli effetti eventuali

del primo delitto. Esso non pot prevedere quale sarebbe stata
la fine della sua impresa; ma non con un cuore puro, senza

la pi piccola intenzione di fare. del male che egli lha inco


minciata. Esso era in qualche modo preparato ad abbattere
tutti gli ostacoli, a subire tutte le conseguenze del primo fatto.
Colui che ha commesso un .omicidio per un istantaneo moto
dopo un innocente procedere, dopo aver compiuto il fatto pot

esserne tanto afitto quanto meravigliato. Il secondo omicida


pot essegne afitto; ma esso disse a s stesso, ovvero dovette

dire: E arrivata una di quelle sventure che io prevedeva.


Nell uno e nellaltro caso,- non vi hanno punto que mo
tivi di giustificazione e di scusa che si rinvengono nella ub-

briachezza. Imperocch non vi ha soppressione temporaria, par


ziale, o completa della intelligenza. Fu la volont che trasportata
dalla passione, si precipitata nel delitto.
'
Nell uno e nellaltro caso, se il fatto dellomicidio

considerato isolatamente, vi ebbe semplice, percezione del male,


non vi fu riessione.

..

ug:

Ma' Se si considera il secondo omicidio nello insieme delle


circostanze, si deve rimarcare che la riessione pot, per verit,
non applicarsi direttamente al fatto speciale, ma che essa-ebbe
il tempo di conoscere che potevano risultare dal fatto preme-_

-ditato fdneste conseguenze. La provapne che la maggior 'parte


di coloro che intraprendono atti che possono avere conseguenze
di questa natura non dimenticano di munirsi di armi. Se non

hanno la diretta intenzione di uccidere, hanno almeno quella di

difendersi. Ma che cosa la intenzione di difendersi, quando


si pone

volontariamente in una situazione nella quale la le

ittimitzt e dalla parte dellattacco , il torto dalla parte della


ilifesa ?
'
Immaginiamoci ora un altro caso. Un giovane ebbe pro
messa di sposare quella che ama. Alla vigilia del suo matri
monio, in un banchetto ode porre in ridicolo la propria dan

zata. Egli ne prende le dilese. in lungo di cessare, I insultatore


insiste; esso aggiunge al ridicolo l oltraggio e la calunnia. Il
giovane irritato lo smentisce e lo sfida al duello. L offensore
lo schernisce, e rinnova gli oltraggi. Ne segue una violenta
disputa, il giovane s impossessa d un coltello, ed i colpi della

vendetta chiudono per sempre la bocca dell offensore.

i.an

Non solo,l omicidio non premed_ilato, ma provocato.

Una causa esterna impreveduta, istantanea, turb lo spirito del


_I agente eccitando violentemente la sua collera. Questo non

l uomo che a poco a poco abbandona le redini al proprio de


siderio che addiviene una indomabile passione. Ancora meno
l uomo che, onde eseguire un azione illecita ,, si ost0 in
una situazione che poteva trascinarlo ad atti ancora piu crimi
nosi. Il subito impeto della c'ollerasi distingue dalla violenza
di un desiderio. Ira furor brevis. Essa oiiusca l intelligenza.
La ragione dell uomo e come ad. un tratto ravvolta in una
spessa nube: non sa pi ci che si fa; avvi qualche cosa di

macchinale nella rapidit e nella violenza dei suoi movimenti.


La collera, non vi ha dubbio, non basta a giugtiliearele
azioni umane: indubbiamente lattenuazione morale che deriva

dalla collera varia a seconda delle circostanze. Fu essa pro


vocata la collera? Fu provocata per una causa grave? Il torto
era dalla parte del provocatoria? Cosi come si ebbe a notare:

Non tam ira quam causa ich excusat.


Non meno vero che se la provocazione esclude in ogni
caso la premeditazi0ne d'ell atto consumato nella subitanea vio
lenza della collera, in molti casi essa deve essere una causa di
ultcriore attenuazione'. Non solo non vilebbc riessione per
parte dell agente, ma la percezione medesima del,'male non

pot essere n chiara n distinta. La collera un genere di


ubbriachezza incompiuta.
' .
avverano adunque delitti prcmeditati , sia direttamente,

sia nel senso che furono una conseguenza. che dovette essere
prevista di un delitto premeditato, delitti non premeditati,
finalmente delitti provocati.
.
La coscienza universale riconosce ed ammette siffatto di
stinzioni.

"
Le ammettono tutti i sistemi, perch il danno e lallarme
non sono gli stessi nelle tre specie di omicidi. La giustizia e
la prudenza raggiungono il medesimo risultato.
Si avverano crimini ai quali, per verit, non potrebbero

essere applicate queste distinzioni. Questi dettagli meglio sadat


tano nell analisi delle diverse specie di delitti.

Ma , arinneltendo che la provocazione, latte alcune ecce


zioni, deve essere un motivo generale di scusa per tutti i de
litti che penne essere (il loro natura ilrisultato d una subita
collera, coine si potranno ammettere le cause di provocazione,
e la loro importanza relativa per lattenuazione del delitto?
Deve forse il legislatore prima indicare i fatti di provocazione

963

i quali, da soli, renderebbero scusabile delitto, e determinare

no a nel grado pu essere scemata la pena?


Mi .,. .m,;.
T:ile , in elletto, il metodo Seguito in alcuna legislazioni:
esso ci parve in verov poco razionale.
Il medesimo fatto non produce sempre una provocazione
ugualmente intensa, n una scusa ugualmentelegittima. Un

fatto trascurato dalla legge pu addivenire, in date circostanze,


una violenta provocazione, irresistibile , e legittimare l atte

nuazione pi ancora che un fatto materialmente pi grave.


Se vi hanno casi, nei quali la provocazione deve esimere da

ogni pena, pu essere utile che questi casi siano. determinati


dalla egge, come utile che la legge stessa determini quali

sono i crimini che niuna provocazione possono rendere scusabili.

Ma ammesso che sia una volta il principio di scusa per


la provocazione, e un organizzare una giustizia ben grossolana
e sovente imbarazzante ai giudici il tracciare prima il circo
Io, nel quale di necessit. dovranno limitarsi in una mate.

ria soggetta a tante variazioni e asi diverse gradazioni. Do


vrebbe il legislatore limitarsi a ssare il maximum della di. '
ininuzione che pu riceverela pena nel caso che il giur di.
chiari che il fatto della provocazione costante: Si potrebbe
anche andare pi oltre e chiedere al iuri che esso dichiari se

l accusato consum il delitto sotto a forza del primo o del


secondo grado di Provocazioue.

gradazioni di ciascun grado

sarebbero in seguito Valutato dal giudice per lapplicazione della


pena , imperoech_ noisupponiamo che la legge si limiti a s
sare il maximum ed il minimum per _ciascun grado di pro
vocaziOne. Finalmente, perle risse, ove ordinariamente avvi

collera e delitto da due lati, si fece distinzione, da alcune le

, islazioui, fra il-delitto del primo provocatore e quello del


fumno provocato; si previde anche il caso di una rissa nella

quale sarebbe impossibi e di distinguere quale fu il provocatore.

I CAPITOLOXXII.
a:

.|

Della negligenza.

Alloraquattdo l uomo prima di operare trascura di pro

catarsi le cognizioni necessarie afnch la sua azione non sia

illegittima, opera negligentemente.


-Se il male che proviene da un atto di uegl'venza cade
sulla societ o sopra gl individui in un modo sensi ile, il col

pevole subisce una pena, ovvero condannato alla semplice

264
riparaiione
civile, secondo la" gravit
del- fallo e le esiwenze
dell ordine sociale.
'
a

Il male materiale prodott. da negligenzapu essere tanto


grave quanto quello dell' atto deliberato. Il male morale
sempre

lll0f.

Il malemorale sta in proporzione della gravit del fallo.

Il fallo sta in ragione diretta colla possibilit'dellve


nimento nocivo, e della facilit che aveva lagente di pre
vederla.
.
'
Percorrendo la serie deli atti di negligenza; si giunge
da una parte al maximum del fallo, l atto che noi quasi non
possiamo distinguere dalcaso fortuito, dall' altra, al maximum
della negligenza, all atto commesso con coscienza, non preci
samente del male determinato che ebbe luoo,' ma della pro
babilit del male in generale.
-
Casu delinquitur, cum in versando telum in feram missum

hominem interfcit (L. a,

D. de paen. XLVIII. 19 ). E

minimo il fallo specialmente se la cacCia ebbe luogocolle so


lite precauzioni.

Si
narius

utator ex arbore ramum cum dejiceret , vel machi


ominem pratereuntem occidit, ita tenetur, si is in

pubblicum decidat, neo ille proclamavit, ut casu's ejus evi


-tari possit. ( L._3|. DI ad legem Aquil., IX, 2 ),
Si possono immaginare casi ancora pi gravi di quello
rappresentato dal gurecons'ultn romano.
_

Ma sem re vero che l atto di negligenza, ed il fatto


deliberato e vo ontariq non possono essere confus'isenza dm
un addio al buon senso. 1 giureconsulti che si sono compia
ciuti confondere la negligenza gravissima coll"intemione diretta

furono condotti in errore da quegli atti che non producono

che la riparazione civile; essi coi1fusero il risultato colla causa.


Alloraquando l ordine sociale non reclama una Pena, che I alto

sia il risultato della intenzione diretta, ovvero d una negligenza


gravissima, poco' importa: nei due casi la riparazione civile si

proporziona allimportanza del male materiale. In questi due


casi si pu non distinguere, senza incorrere in molti inconve
nienti , fra la negligenza e lintenzione diretta. Ma le cose da

vanti alla giustizia penale non possono trattarsi cos grosso


modo: la pena deve, principalmente, essere

roporziohata alla

moralit dellatto ed a quella dellagente. li| lega Camelia


'dalus
pro jacto (L.
accipitur:
'zac degSicar.pXLVltltl,ptl
le eczd a la
dolo 'accipitur.
7-_ D., ad nec
leg. in
Cornel.
Onde apprezzare il grado di negligenza, bisogna, in ciascun

2651
caso particolare, prendere in considerazione la qualit della

persona, il tempo, il luogo e la natura dell atto_che_fu la causa


immediata del delitto di negligenza. impossibile ridurre tutti

i casi diversi ad un piccolo numero di formule chiare e precise;


Gli esperimenti che a tale riguardo si sono fatti furono, per
quanto ci sembra, vuoti di successo. bth Si fece, per cosi espri.

mersi,'mhe inviluppare la difcolt il! certe frast- che poi la'


lasciarono riconnpaf'rire intimamente al momento della applica.

zione. Se 'si .paventava il lasciare ai giudici una troppo grande


latitudine di potere per applicare la pena , una latitudine che
avrebbe reso necessario da parte loromn secondo giudizio pm.
fondo sul fatto, si potrebbe stabilire - colla legge che la negli

enza pu essere al primo ed al.sei:ondo grado, e che il Giur


dovr dichiarare qual il grado della negligenza che viene im
putata all accusato. Il giudice applichere be la pena corrispon

dente entro i limiti tracciati dalla legge, e che sarebbero in


_questo caso pi ristretti.

_ '

Checch sia, lapprezzamento della negligenza, fino a che

essa pone lagente in istato d ignoranza o di errore relativa


mente al fatto, una quistione individuale che la legge abban

dona ai, giudici ed ai giuri.

Se per lo contrario latto volontario in se medesimo,


la legge non ammette attenuazione, stto pretesto che lagente

non conobbe la legge che ha infranta. E regola generale che


lignoranza di diritto non iscusa punto.

Si pu ignorare l esistenza della le ge positiva;_puossi


non abbracciarei rapporti che esistono ra questa legge e la
morale; nalmente, si pu eredere a torto che la legge positiva
ingiusta, che essa proibisce un atto lecito, furs anche il com- .

pimento di un dovere. In questo primo caso, lagente pu com


mettere un delitto per motivi puri, disinteressati, ed esporsi

anche a dei grandi sagrifici per eseguirlo. Gli assassini del


maresciallo dAncre all'ermavann che non provavano rimorso

alcuno, che erano convinti della legittimit della Idro-azione.


Ed senza dubbio concesso supporre che l' assassino del prin- ,
cipe d Grange credesse di buona fede compiere un atto di virt,

di eroismo, imperocch era Filippo, un re, un monarca cri


stianissimo, che armava la mano dell omicida di pugnale, e
ci con un manifesto pubblicato al cospetto dell Europa, e nel
quale prometteva a colui che avrebbe 'ucciso Go lielmo ma
niliche ricompense, n anca lettere di nobilt. N1un dubbio,

iinalmente, che i delitti commessi per un sentimento religioso,

quali quelli di cui fu il teatro pochi anni. ora sono il cantone


Rossi. Dir.v Pen.
'
23

266

di Zurigo, non siano stati compiuti con piena convinzione, per


parte dei loro autori , di ubbidire ad un dovere.

.,
Non insisteremo punto sopra i motivi del principio che

lignoranza di diritto, non iscusi. Essi sono troppo conosciuti.


Rigorosamente impossibile che un cittadino ignori lesistenza

di una legge penale; impossibile che esso non ne comprenda


un motivo. Ma la giustizia umana non potrebbe ammettere la
prova del primo fatto senza rinuncia , per cos dire, a s stessa.
Nella loro innit variet i fatti sono innumerabili, ma le re
gole di diritto penale sono ristrette, ed ognuno possiede mezzi

per conoscerle, almeno per quanto sia necessario onde astenersi


dal delitto; cum jus_/initum et possit esse et debeat.
parimente possibile che un cittadino non s impadronisca

dei rapporti che esistono fra la legge positiva e la morale. Ci


non toglie che egli non abbia a conformarvi le proprie azioni.

Sembra pi dubbioso il terzo caso. A primo aspetto ri


pugna il punire colui che fece il male nell intima persuasione

di fare il bene. Qual .l uomo onesto che vorrebbe pronun


ciare un giudizio contro colui che avrebbe infranta una legge
che il giudice medesimo credesse iniqua, una legge che violasse

ai padri l educare i loro gli? Ora, colui che infrange una

legge giusta credendo fermamente che iniqua o che essa non


obbliga punto, non esso forse , quanto a ai, nel medesimo

caso. di colui che viola una legge riprovata dalla coscienza uni

versale? Si potr|applicare la pena senza offendere la giustizia?


Il giudizio,sa_r esso cosa diversa di un atto politico?

Noi siamo convinti che si estenda pi oltre la responsabilit


morale delluomo. Se senza esser colpito da follia, esso concepisce
e nutre errori innesti, laizprre opinioni, smentite dalla univer
sale coscienza e dalla legge scritta , alla sua vita interiore,

alla sua vita,moiale intera che si deve attribuirlo. L anima sua


resa perversa da stimoli non repressi o da errori ricevuti leg
germente e accarezzati al punto che degenerarono in la

natismo, in. superstizione, gett volontariamente un velo sulla


propria intelligenza. Fu volontariamente che esso si situ fuori
del-la umanit. La verit non giunge fino a lui non per l efletto

di un passaggcro istante di acciecamento, non per l effetto


(1 un momento di distrazione rispetto ad alcune circostanze di
fatto variabili e materiali, ma in forza di una interna bai"
riera_ che luomo stessn elev. Che dico io? la verit non

giunge a rlpi: esso la discacci. A tutta prima ,la di lui co

scienza a avagli il linguaggio della umanit: essa lo illumi


nava della sua luce. Ma esso la spense: e ci non fu ,.non pol,

essere 1 opera n d un momento, n dun giorno.

267

Esso tanto meno scusabile in quanto che la voce solenne


della legge, la pubblica coscienza formalmente rivelata nelle
role delsociale,
legislatore,
potere conservatore
del
l)'aordine
tutto lloautorit
rendevadelavvertito
del suo errore.

Esso ne era avvertito a tempo; e di maniera che lavverti

mento poteva essergli utile, salutare. La sua intelligenza ebbe


tempo di conoscere, la sua libert di scegliere; se il soccorso

fu nullo, ci fu perch prima, lungo tempo prima, poco a poco


e volontariamente, avea, per cosi dire, chiuse alla verit le

porte del di lui spirito. Imputet sibi.


.
Per verit , esistono interi popoli che falsamente applica
rono i principi del giusto e dell ingiusto, del bene e delmale.
Vi-sono
presso
'i iligliale
uali i collo
gli fanno
testimonianza
ai
dri loropopoli
del loro
affetto
spegnere
i giorni della
liiro vecchiaia. La responsabilit morale di questi popoli agli
occhi della giustizia assoluta deve essa essere diversamente ap
prezzata di quella di un individuo che si perde in mezzo ad
una societ civilizzata, che pensa, agisce, e parla diversamente
di lui; ove l insegnamento, la religione, i costumi, leleggi ,

contraddicono ogni istante le sue funeste opinioni? Questa ii


cerca ci c0ndurrebhe al di l del nostro fine. Alloraquaud0
lerrore comune, il legislatore lo divide, od almeno non osa
combatterlo di fronte. S abbruciano tuttodi, noi lo crediamo
almeno, vedove innocenti e ci nei possessi inglesi delle Indie.

Non bisogna per confondere l ignoranza di diritto colla


inosservanza delle regole che la legge impone, precisamente al

fine di revenire gli accidenti e le sventure. L intraprenditore


di una litbbritn il quale, negligentandb le precauzioni prescritte
dalla legge di polizia, causa della morte di un operaio o di
un passa gero, non colpevole d omicidio volontario perci
solo che obbligato di conoscere questi regolamenti. , per
verit, colpevole di volontaria infrazione di questi regolamenti,

esso ne colpevole anche 'allora che questa ommissione non


awebbe procurato alcun accidente: ma, quanto all omicidio ,

la sola negligenza gli imputabile. Latto deliberato e voluto


l,ommissionee l omicidio e una conseguenza pi o meno
imputabile, secondoch l accidente era piu,o meno probabile,

ma non vi fu diretta intenzione di commettevlo. L inosservanza


della legge, pu adunque essere in una volta un delitto sui

generis, ed un atto rivelatore della negligenza dell agente re

ativamente ad un altro fatto.

268

CAPITOLO XXIII.
Della violenza.

La violenza propriamente detta ha luogo quando l uomo,


cerlentlo ad una forza fisica irresistibile, eseguisce un azione

che non avrebbe punto fatta se fosse stato libero di agire o di

non agire. Essendo latto involontario, non' punto imputabile.


Lautore immediato del fatto non che un materiale istrumento.
Ma la violenza sica un fatto estremamente raro ed ass'ai
poco probabile. Essa pu essere la causa di una ammissione

pi che di un fattopositivo. pi facilelo impedire ad una


persona di agire, che costringerla fisicamente a fare qualche

cosa.

'

Rimane la violenza morale. Si in istato di violenza mo


rale alloraquando si si trova posti fra due mali immediati,

di modo che sia impossibile evitare o l uno" o l altro. Co


lui che in questa posizione prende il partito di .comm_ettere l atto vietato non agisce involontariamente; l ufcio della
propria libert, per vero dire, non arrestato, ma la fa

colt di scegliere ristretta entro limitatissimi conni. Esso


non pu astenersi nel senso che ein non pu impedire a s
stesso di scegliere l- uno o l altro dei soli due partiti che gli
rimangono; soffrire un male immediato o nuocere ad altri;

Bisogna prima di tutto esaminare la natura morale del


male che si vuole allontanare. Questo malepu essere giusto,
ingiusto, o senza moralit alcuna, di forza maggiore.
Nuocere ad altri, violare la legge onde evitare un male,

di cui noi siamo colpiti o minacciati con giustizia , egli un


infrangere un obbligo, calpestare il diritto. Non avvi luogo n

a giusticazione, n a scusa. Non avvi nemmeno violenza mo


rale , in questo senso che il mio partito a cui appigliarsi
quello di sottomettersi, di subire le conseguenze dei propri
torti, almeno in tanto in quanto non si possa lasciarli senza

violare un dovere, portando offesa agli altrui diritti. Il dissipa


tore , l infingardo, non ha il diritto di impossessarsi dell altrui

bene per isfuggire alla fame ed al disonore , quanto il condan


nato a morte non ha il diritto di ferire le sue guardie onde
fuggire.

'

Noi abbiamo il diritto di respingere i mali ingiusti, ed

in casodi necessit respingerli anche colla forza. Noi non siamo

responsabili che degli eccessi della difesa. In ci non avvi esi

269

tazi_one, incertezza nella scelta; non avvi, propriamente par


lando, violenza morale , quanto non ve ne ha ris etto a-Ctilui,
il quale, in luogo di perdere il suo credito, si fa gwdizialmente

a.rqieterlo dal suo debitore.

Avviene ein lo stesso quando, onde evitare un ingiusto


male, invece di reagire contro 1 olfensore, facciamo un alto
nocivo ai terzi?

Il principio di rigore e quello che niuna ha il diritto di


npcere ad altri al fine di evitare un male. Non avvi dunque
motivo di giustificazione. Suum cuque incommodum /rerzdum

est, potius quum de alterius commodz's detrakgndum ( Cice


rone ). L ingiustizia del male che noi vogliamo evitare, non

essendo imputabile ai terzi, non pu giusticare la nostra


azione riguardo a loro. lotiero il loro diritto, e noi non siamo

autorizzati a gittare sopra-di essi il peso di cui noi siamo ag


gravati. Relativamente a lui il male che noi vogliamo evitare
non un male ingiusto , e cosi non u chiamarsi, come
se. noi fossimo minacciati di un male i forza maggiore senza
moralit.
'
.
'
_ '
Ora, in questo cas6, non saremmo giusticati nocendo loro.
che.alloraquttndo ci volessero impedir di evitare il male, ovvero
se, essendo minacciato del male al pari di goi, tentasse di evi

tarlo a nostre spese. In forza del sqmmum 'us potremmo al


lora respingerlo, sagricarlo per la.nostra salute. Ma niuna cosa
--atta a giusticarci in faccia a colui che completamente
estraneo al male che ne minaccia.

Esiste almeno un moti-v0 sufciente di scusa?


E evidente che la domanda non ammette una risposta as
soluta e generale.
4

Chi potrebbescusare colui che, onde evitare lincendio


della sua casa, accousentisse di abbandonare il proprio ospite
all assassino, o colui che , onde evitare la perdita dei suoi ef

fetti, qualunque ne fosse il valore, alleggerisse il carico della


nave gettando un passaggero al mare.

'

Per tal modo in questi casi di mali ineguali, non avvi

scusa, se si apporta la morte ad altri., ovvero un male gravis


simo onde evitare un male minore.

'

Se il male che si desidera di evitare le duna importanza


a un dipresso eguale a quella del male che si inigge, non si
ammette scusa, se si la ad altri un qualun ne male onde 80t

trarsi ad un male tollerabile. Commettere Il furto onde com


perare il silenzio di un calunniatore un fatto inescusabile.

In una parola, latto non pu essere scusabile che allora-l


\

ayo
..
quando l'agente cede-all_istinto della sua propria conserva

zione,'alloraquando trovasi in faccia ad un periodo imminente,


alloraquando si tratta della vita. Non si accusa colui il quale ,
al punto di morire di fame in mezzo all'0ceano, sgozza i suo
compagno di sventura , e cerca nel pasto d un tigre un. orri.

bile alimento. Esso non ne accusato, n giustificato : lo si com


piange, lo si scusa, lo si esentu_a_ da ogni pena.

Perch punirlol Quale utilit ii risulterebbe all ordine


sociale da una simile punizione? Qual il danno, quale il ti
more per simili atti? Quale speranza di poterli prevenire colla
pena? Quale interesse a prevenuli , ad avere una vittima in

luogodi un altra, o due in luogo di una?


Parimente colui che, minacciato seriamente da una morte

imminente, 'accondiscende, onde sfuggirvi , di addivenire lo


strumento di un delitto, scusabile. Manca di eroismo. Ma la

giustizia umana pu esigerlo da lui? L atto non legittimo,


ma la minaccia d una pena sar essa utile? Colui clic teme
la morte , che preferisce l omicidio alla perdita della propria
esistenza,

potr essere trattenuto dalla minaccia di una pena

lontana?

' _

L Ordine morale, quel.solo del di cui mantenimento abbia


carico la umana giustizia , non esige la repressione degli atti

commessi in si tremende circostanze. Cosi come ebbe a dire


un sapiente rriminalista: Juris cmulitores ..... conatum magi:

e! quasi ad:zmbratiiirieni virtutis quam_ virlutem ipsam a


3,,[Hliu's exigunt. ( Cremani , de Jur. crim.

lib. 'i , part. I,

0-454l...
(i_ preservt Il Cielo

dal

'.'
'
rmguardare

questi atti come pie

namente giusticati agli occlu della giustizia morale. L uomo

deve immolare al dovere anche la propria vita. E<so ha il do


vere di conservarla: ma un

pi sacro

dovere gli impone di

rispettare quella dein altri. Il pi gran numero dei giudici

che condannarono Luigi XVI \UL:HOHO sotto limpressione del


terrore, di un terrore che non era panico; se questo Principe
fosse Stato aSSOILO, estremamente probabile che molti dei
membri della Convenzione sarebbero stati sgozzati\dai briganti
che circondavano l assemblea ;' probabilissimumente il re stesso
sarebbe vstato.assassiuato. Pure , chi oserebbe giusticare il voto
di questi giudici? Anche la picCola repubblica di Ginevra lit

insanguiuata da un piccolo numero di briganti i quali scimiot


tavauo i terroristi di Francia. Ma a Ginevra, come in Francia,

si avverarono di quegli atti di fermezza e di coraggio, che in


mezzo allo straripameuto del delitto, sembraruno destinati a

27|
protestare in favore della dignit della natura umana. ed a con
servare il lo della tradizione del bene e del giusto. Un giorno,

fra gli altri, le sedie della giustizia 'essendo occupate da uomini


integri e di elevato carattere, furono tradotti davanti al tri
" bnnale di Ginevra, due accusati avversi alla fazione dominante,

circondati da'uomini atroci che a piena gola domandavanola


morte dein accusati. N le minaccie ,

n il terrore poterono

imporre sullanimo dei giudici. Gli accusati furono assolti: ma


essi non poterono sfuggire alla morte; essi furono sgozzati al
piede della scala del tribunale. I giudici che poterono assolverli

non avevano alcuna forza per difenderli. Questo delitto poteva


essere prevednto; i giudici avevano tutta la ragione di temerlo,
potevano temere_anche di arnschiare la propria vita, senza sai
vare quella degh accusati. Chi potrebbe per inveire contro il
loro giudizio, chi lo oserebbe, senza commettere una scimiottzt

gine , operare nn_falso calcolo? Chi oserebhe affermare che una '
condanna fondata sopra simili, considerazioni non sarebbe stata,
per lo meno, un atto di debolezza condanuabilissimo?

.Tutt'amlta, la gravit delle circostanze pu essere in al.


cuni casi, una scusa legale insieme e morale. Il male morale,
ed il maie_politico trovansi l uno e l altro diminuiti, allora
quando non poterono essere evitati che da uno sforzo che esige
tutto quanto la_ umana natura nella sua alta elevatezza racchiude

di forza e coraggio. L attenuazione morale specialmente le


gittima alloraqnanda avvenimenti imprevisti hanno tutto ad un
tratto assalito per Cos dire 1 agente, in modo ria-impedire la

sua libert, ed a oscurare nel medesinm tempo la sua ragione:

allora esso scusabile e per violenza morale e per ignoranza.


Prima di abbandonare questo soggetto, non sar inutile
far rimarcare come sia difcile, in certi casi, di bene anprtz
zare la moralit delle azioni che sembrerebber compiute inl forza
di morale fra
violenza.
Spesso
sentiamo
noi ragione
stessi una
intima
differenza
due atti,
senza
che laentro
nostra
giunga
av

trovare nell analisi del fatto una spiegazione soddisfacente della

diversit dei nostri-sentimenti.


,

Naviganti impauriti dalla tempesta giltano al mare il bene


altrui onde salvare -le loro persone: ci sembra che_la loro
azione sia, non scusabiie, ma legittima. Un povero sentendosi

presso a spirare d inedia, dopo di avere Supplicat0 inutilmente


un panattiere a donargli un pezzo di pane, lo prende di forza,
o con astuzia: probabilmente esso sar punito come ladro; forse
il giudizio ci sembrer severo, ma noi non sentiamo il diritto
di dichiararlo iniquo. Pure, tanto nell uno Come _nell altro

naso trattasi di una distruzione della propriet altrui; tanto

nellorto quanto nell altro caso questa distruzione fatta dalla


_necessit di salvare la propiia vita, dall istinto della conserva
zione di si: medesimi. Noi sgride,remmo severamente il proprie

tario delle mercanzie; , nel caso che avesse il potere ed il co


raggio di _opporsi al getto, compromettendo cosi la vita dei
viaggiatori; non,saremm'o punto meno severi verso il prestinajo

che lasc1a55e morire di fame un mendicante sulla soglia del suo


negozio. Tali sono le analogie dei due, casi: quali ne sono le

differenze ?

'

D onde proviene la nostra disapprovazione? Dal dovere che


noi riconosciamo si nelluno che nellaltro proprietario di soccor

rere i loro simili, Specialmente in caso di necessit assoluta. S


tale il dovere morale dei proprietari, avvi un qualunque di'-
rito in coloro-ai quali il soccorso e dovuto. Fino a questo
unto lapa!ogia completa. Ma i doveri gli uni sono esi i

Eili , gli altri puramente morali: ai primi corrispondono diritti


positivi

e perfetti,

agli altri diritti imperfetti.

Il diritto

perfetto autorizza di chiamare in proprio aiuto la pubblica


forza, ed in caso di necessit anche la forza privata. Il diritto
imperfetto -privo di questa efficacia, colui che lo ferisce non
_resp0nsabile che al cospetto della giustizia morale. Qra il
diritto del mendicante e. quello dei naviganti sono essi della
medesima natura? Sono essi il correlalivo di due doveri esi
gibili ? f
,
.
_
_

Fra il mendicante ed il fornaio non esiste altro rapporto


che il vincolo generale della umanit. Il mendicante muore di

fame; il panattierc un uomo col cuore di bronzo, avaro,


inumaooz, ma egli causa diretta della fame o della morte
del primo? [la egli invaso i' suoi du-itti? Gli tolse qualche
cosa, qualche. mezzo? ln'vase la.sfera della sua individualit?
No, ovvero, avvenne fra lui ed il mendicante qualche- fatto
paitiColare che abbia legittimamente modicato i rapporti ge
nerali da uomo a uomo, e che abbia posto questi due individui

in una situazione articolare? Non ancora ,dunque non esiste


dovere esigibile. Se il mendicante prende il pane legittimamente, tutti imendicanti del paese, tutti i mendicanti del
mondo avrebbero il medesimo diritto.
'
Avviene lo stesso rapporto al proprietario delle mercanzie
ed ai naviganti? Non lo pensiamo punto.
.
Alloraquando una nave carica di cose e di persone, questo
fatto stabilisce un 'rapporto particolare fra queste persone ed i

proprietari delle cose. Si sa che la navigazione lia i suoi; perigli,

213
si si riunisce onde affrontarli; si mrrono le medesime sorti
Ma le leggi tacerebbero, e nessuna espressa convenzione sarebbe
fatta, che la ragione non riconoscerebbe punto menocoudjzioni
tacite, uno stato speciale di diritto fra queste persone, ed una
di queste condizioni sarebbe che , all evenienza del caso. si
gitter al mare le mercanzie onde salvare la vita dei marinai

e dei viaggiatori. Supponete il contrario, e supponete nel me


desimo tempo che vi sia un mezzo di assicurarsi che in caso
di necessit
ovvero che
clamata
nel
nello stesso

si alleggerir la nave gittandq al mare le persone,


non lo si alleggerir; suppouete questa legge pro
porto ali momento
imbarcazione,
tempo
viaggiatoridella
restarsene
a terra e4:, voi
e scivedrete
alcuni

di loro si imbarcasse verrebbero tacciatidi imprudenza o con

siderati come sventurati obbligati di immolare s stessi al ce


priccio ed alla forza. '

Avvene;rdo questo, guriamoci la. nave sbattuta dalla lem


pesta, e vicina a sommergersi se non_ scaricata d una gran
parte del suo peso. Il proprietario a bordo; cieco. dellava
rizia, esso si oppone al getto delle sue mercanzie. egli nel
caso del pauattiere che rifiuta il pane al mendicante? No. Una.
obbligazione positiva che si avver fra lui ed i suoi compagni

d infortunio, 1in comanda di non opporsi all avarizia. Oppo


xicndovisi , invade gli altrui diritti; vuole a suo protto to
gliergli un mezzo di salute che loro,appartiene. Nel momento
in cui la nave non pot essere salvata che col getto del carito,
scomparve il suo diritto di propriet, non perch un uomo

qualunque abbia avuto bisogno urgente del suo, ma perch


tale la legge naturale che risulta dal fatto speciale che lo ha'
posto in un rapporto. determinato cogli Uomini della nave; le
mercanzie non furono caricate che a questa sola condizione;
espressa o tacita. poco importa. Se egli nel medesimo tempo
proprietario della nave, capitano, nulla si cambia, sempre
alla medesima condizione che gli altri si sono imbarcati. Il me

desimo fatto speciale, il medesimo rapporto necessario di di


ritto, il medesimo dovere esigibile esiste. Che importa _, se vi ha a bordo un Uomo che si abbia raccolto in mare, per azzardo,

per carit? Rifiutandusi, di riceverlo si avrebbe imitato il pa


nettiere che rifiuta il pane al povero: "si avrebbe mancato ad

un dovere, ma non ad un dovere esigibile. Una volta che que


st uomo sia stato accolto a bordo, egli sotto la protezione
della legge'comune; il medesimo fatto stabilisce in suo favore

il medesimo rapporto che stabil in favore degli altri. Il pa


nattiere pu rifiutare il pane7 ma s egli lo ha donato, non
pu-. riprenderlo.
.

n74

Cos i naviganti non sono in istato di violenza morale:


la loro azione legittima; essi non esercitano che un diritto.
Il loro atto giusticato dalla sua intrinseca innocenza , nul

laustante le sue criminali a parenze (cap. XIII

Il povero

morente di fame e in istato (i violenza morale; nellipotesi,


esso non pu sciegliere che fra il furto e la morte. La sua
azione illegittima, ma scusabile.

Il grado di scusa di tende dalle circostanze. Se 1 agente


si trova nella necessit (l sceglierejra due mali, senza che
vi fosse colpa dalla sua parte, se il-male che evita grandis
simo, quello che fa leggerissimo, l iinputabilit morale sar

debolissima; avr luogo il contrario in circostanze opposte.


Qui presentasi la medesima osservazione sulla incapacit
nella quale trovasi il legislatore di prevedere tutti i casi scusa
bili, e di fissare prima idiversi gradi di scusa. Ma questa in
mpacit _non giustifica punto una egislazione, nella quale, onde
sfuggire alla difficolt ,_ si retendesse interdire ai tribunali di

aver riguardo ad ogni mo ilicazione della colpabilit che la


leg e non avrebbe preveduta. Il Giur deve tenerne conto onde
dicliiarare non colpevole l accusato, agli occhi almeno della
giustizia umana , alloraquando per la violenza morale la colpa
bilit gli sembrasse estremamente debole. Quando la scusa non
di tale natura da impedire la dichiarazione di colpabilit,
sta al indice lo esaminare se almeno non sia quello il caso

di applicare il minimum della pena fissata dalla legge. Nella


sfera dei suoi poteri, anche il giudice deve tener conto della
_ moralit dell agente in ciascun caso particolare.
CA PITOLO XXIV.
Della imputazione.

Noi abbiamo chiamata imputazione la dichiarazione fatta

dal potere competente che afferma la colpabilit di Un dato


individuo, considerato come autore responsabile di un fatto de
terminato e vietato dalla'legge penale.
Dalle dottrine che esponemmo sulla natura ed i caratteri
della imputabilit risulta.
1. Che la dichiarazione della colpabilit non altro essendo

se non lapprezziazione della moralit individuale, ad un certo


momento e nei suoi rapporti con un-fatto speciale, eseguito da
un dato individuo, il legislatore deve abbandonarlu alla libera
coscienza del giudice , messo a contatto di tutte le prove che

l accusa e la difesa allegarono;

275

a. Che non essendo a prezzata la moralit dalla giustizia


umana se non che entro i limiti dellordine materiale, ci che

il giudice deve constatare non gi il demerito morale edas


saluto dell accusato, n le sue intenzioni perverse, in generale,
ma solo il concorso positivo della intelligenza e della volont
dell agente nell atto illecito previsto dalla legge penale, la ri

sotzione criminale;

3. Che di conseguenza, nellapprezziaziorie della colrrabi


lita speciale, l' imputazione si deve proporzionale alla malizia
dell agente, in questo senso per solamente, che la gi_u

stizia debba tener conto sia delle cause involontarie che pos
sono aver oscuratala intelligenza o impedito il libero eser
cizio dell accusato, sia dei fatti provantt che ha operato per
un mrmentn di irrdlessione, in iscusabili circostanze, ovvero
al contrario, con riessione e senza ombra di scusa;

4. Che se il legislatore pu dare alcune direzioni gene

rali per la valutazione di questi diversi gradi di colpabilit , e


per\lapphcazmneI di una pena proporzionata ,: non potrebbe
pero, senza spogliare l' amministrazione della giustizia di ogni
moralit, dettare prima le speciali decisioni che il giudice deve

dare in "ciascun caso parziale.

L ulteriore sviluppo di queste proposizini,e la loro ap


plicazione in quanto concerne le forme della procedura, forme;
ranno argomento di cui altrove ci occu remo. '
Dobbiamo nulladimeno esporre qui, anticipatamente, al
cune considerazioni sul processo logico che la giustizia umana
deve seguire, no a che possibile, onde pronunciare con pi
certezza sulla imputabilit. Queste riessioni possono gittare

qualche lume sulle' materie,di'cui noi bentosto ci occuperemo.


Domandare con quali mezzi si si pu convincere della

colpabilit dell agente materiale di un fatto Vietato dalla legge


penale, lo stesso che chiedere per quali mezzi si pu acqui

stare la cognizione, degli atti interni d un altro uomo. ,


gi cos difcile, in un ran numero di casi, avere
una piena ed intiera convinzione della realt dellazione mate
riale imputata allagente, che a ragione si trema pensando che
biso na nel medesimo tempo ronunciare sulla parte morale
del atto. Non basta il dire: PIizio ha ferito, bisogna dire:

Tizio colpevole.di ferimento.

'

Rammentiamo prima alcune essenziali nozini.


La giustizia umana non legge punto nei cuori; gli forza

cercare con pena la verit, coll aiuto di fatti materiali proprj


a produrre la convinzione di una coscienza illuminata.

976'
.
Quanto allatto esterno, il giudice qualche volta ottiene la
prova la pi diretta che possa speiare, la prova testimoniale.
Pure la testimonianza non versa sempre sopra latto medesimo
che " imputato, ma Sulle circostanze che lacmmpagnaro'no,

precedettero, o seguirono. Allora la giustizia procede argomen


lando dai fatti secondari al fatto principale, arrischiandosi di
stabilire un sistema di casualit per il corso speciale. In altri

termini, essahon forma la propria conirinzionc che dalllindu


zine ( irg/Erence l.
Questo il solo giudizio che essa possa emettere quanto
allatto interno, all intenzione dellagente. In. questo mondo
adunque non esiste che un solo testimonio diretto dellinten
z:ione-, questo lo stesso-agente. Ora , senza esaminare qui se
convenga o no fare uso di questo mezzo 'di prova , non sono
tanto numerosi i casi nei quali questo mezzo potrebbe tranquil
lare la coscienza del

indice, per cui possa essere da essi di

strutta la regola che a biamo fondata.

Luomo, non , adunque, che passando dal conosciuto


all ignoto, dai fatti esterni e sensibili ai fatti interni che non
cedono sotto i sensi, che egli pu giungere a conoscere ci che

avvenne nel mio di uno de suoi simili. Fino a che non ai!
venuto qualche c0sa di materiale e di sensibile , l7 uomo non'

ha giudizio alcuno da pronunciare; nulla sa. A lui occorrono

mi. Marche cosa sono,


per ' una si pericolosa induzione, fatti se
condari, acCessoii , che non hanno alcun rapporto diretto, im

mediato colla pretesa intenzione criminale? Si cos'pira: Pietro,


assente , avendo annunciato un lungo viaggio, ritorna inaspet

tatamente al suo paese, senza buone apparenti cagioni; molti


_ cospiratori erano sue.conoscenzeg giungendo, esso si affrett di
informarli del suo ritorno, di vederli; La cospirazione prorompe

pochi "giorni appresso, Pietro nulla ha fatto che si veda; non


importa, esso cospiravaeon loro. Lo si accusa, almeno; giu
dici compiacenti lo cnndannano. Essi lo dicono cospiratnre;

che ne sapevano essi? Qu,ale necessario legame avvi fra i fatti


di Pietro ed il disegno di cospirare? Non si ha forse mai in
terrotto un viaggio per capriccio, per stanchezza, per fallo
di calcolo nei suoi mezzi pecuniarj, per lo svegliarsi di una
passione che lonore impone di far pubblica ,'nalmente per
mille diverse cause che non si si cura di far note? Si ritorna
forse sempre al suo paese senza il desiderio di vedere i suoi
amici? Si si immagina forse di scrivere loro: Venitemi a ze

'dere, se per non avete in mia assenza Cospirato?

77

Bisogna adunque distinguere diversi ordini di fatti. _


Un uomo falsica una scrittura privata, facendo scomparire

con chimim processo alcune parole del documento, e sostituen


dovene altre a suo vantaggio.

'

Seguiamo questnmn'o nella esecuzione del suo delitto.


Mentre che egli lo meditava, che lavorava onde eseguirlo, non
ha perci tralasciato il corso ordinario della sua _vita. Bevette,

mangi, usci di casa, rientr, vide i suoi amici, si occup


dei suoi affari. Questi sono fatti della vita Comune. Quale rap
porto, apparente almeno, esiste'fra questi fatti e lintenzione
di commettere un atto di falso? Ninna.
Nel medesimo tempo, esso si muni, di una maniera pi

o meno scaltra, pi o menoclandestina, di chimiche sostanze,


lui che non si occupava di chimica: si chiuse nel suo gabi
netto pidi sovente che non usasse, vi si-rinvennero pezzetti
di carta sui quali si fecero esperimenti onde cancellarvi lo
scritto, ecc. Quale legame esiste fra questi fatti e l intenzione
di commettere un falso? Un legame puramente congetturale ,
incerto. Raccontate queSti fatti a dieci persone sagge ed oneste,

che abbiano ciascuna la medesima opinione sulla' moralit del


lindividuo. Se esso gode di una buona riput'azione, niu'no sup

pone il delitto. Se la sua riputazione equivoca, p0tr elevarsi


nello spirito di alcuni il sospetto. Se la sua ripnta2i0ne cat
tiva, potr essere che tutti sospetterann0 che egli meditava un_
delitto. Ma, in quest ultimo caso, demandate a lor-odi giurare
sull_anima loro e la loro coscienza che quest uomo ha decisa

mente progettato un delitto, e precisamente il delitto di falso


nell atto privato: quantunque perfetta sia la loroyconvinzione
dei fatti che voi loro narraste, essi non giureranno.
Finalmente, rendeteli edotti che questo stesso uomo ha

sottratto un atto sottosegnato privatamente, che a mezzo di un

processo chimico ne cancell alcune parole, e che in seguito


tentando d imitare la mano dello scrittore primitivo, vi sostitu
altre parole in modo che la carta rappresenti, in luogo di una
obbli
azioiie_a
suo, fatti
una inveCe
suo esiteranno
favore, persuade
teli. diella
veritcarico
di questi
ed essi a non
un mo.
mento a concludere , che quest'n0m0 ebbe l intenzione di com
mettere il delitto di falso. Perch? Perch' essi scorgono un

rapporto diretto fra questi fatti materiali e lintenzione di com


mettere un falso.
_
Chi ci spiega questo rapporto, questo legame? Noi lo di
cemmo gi, la nostra coscienza. Noi gli applichiamo il mc

desimo giudizio che saremmo per emettere snpra noi stessi nelle

Rossi. Dir. Pen.

24

278

medesime circostanze. (Cap.


Noi non supponiamo che un
essere ragioneVolc agisca di questo modo senza conoscere che

fu un atto illecito e senza avere lintenzione di approfittarne.


Possiamo noi ra ionevolmente trarre la medesima indu
zione dai fatti ordinarl della vita, ed anche dai fatti insoliti che
ennmcrammo? No, imperocch la coscienza e l esperienza ci
insegnano che questi fatti. sono compatibili colla purezza delle
nostre intenzioni.

I fatti di secondo ordine sono, per verit, atti di doppio


signicato. Essi possono essere gli effetti di una risoluzione
criminale, ma anche di un progetto integro. Non punto nei
cessario il loro legame con una risoluzione colpevole._
_
Il crimine il risultato di due fatti: di un fatto interno e
di un fatto esterno; dun fatto interno che la causa, e di un

fatto esterno che leffetto. Trattasi di risalire dalleffetto alla

causa, di applicare nei giudizi criminali questo medesimo processo,


il quale per luomo una sorgente (li cognizione ed un principio
di credenza. Ma la certezza morale intorno al progetto Crimi

nale, la sola che sia possibile in queste materie, pu essana


score se i fatti esterni sono di tale natura da poter essere il
risultato di unaltra causa , di un pensit;to,ydi una risoluzione
senza rimprovero?

I fatti che possono servirci ,di base onde risalire fino al


disegno criminale dell agente sono adunque principalmente gli
atti di esechziouq..Per tutti gli altri, il sentimento _di analogia
non trascina la nostra convinzione. La nostra coscienza non ci
dice che questi fatti.hanno dovuto essere il risultato di una'ri
soluzione criminale.
, ,
4

La prOVa dell esecuzione o per lo meno del principio de


gli atti che coStituiscono il fatto materiale dunque essenziale

come mezzo di conoscere. la risoluzione criminale dell agente.


in un bili presentato al parlamento dInghilterra nel 1737
(9 Giorgio il, ch. 35, ref. 10 , 13 ) contenevasi una clausola,
la quale applicava la.pena della deportazione a tutte le persone
che viaggiavano in numero di tre con anni, se due testimoni.
affermavanoche essi avevano avuta l'intenzione di commettere

o di favorire il delitto di contrabbando. 'Nonsolamente non si


esigeva la prova del fatto materiale del contrabbando onde con

statarc lintenzione, ma si toglieva al Giur il diritto di fare


l imputazione, e ne erano incaricati invece due_testimo_ui. Cos,
un Pari dInghilterra, respingendo il bili, diceva: Noi non
conosciamo nelle nostre leggi il delitto stabilito dalla conse
guenza,yc lintenzione maliziosa non pu essere.giammai pro

279

Vata da testimoni. Non si pu ammettere altra prova che quella


dei fatti, spetta poi al iudice ed al Giur di concludere
dai fatti provati ,se essi urono o no commessi con una inten
zione criminale. Ma giudice alcuno, alcdn Giur non ha, per

le nostre leggi, il diritto di supporre, meno ancora quello di


decidere che atti, per s medesrmi indifferenti furono accom
pagnati da una intenzione criminale.

Vi ha di pi: sovente la prova dell esecuzione del fatto


materiale basta sola a rodurre una "piena convinzione della
colpabilit dell agente. El! si provi che Tizio ha sforzato di
uottetempo le porte di una casa , che ha ucciso il pro rie
tario, che ha rubato lo scrigno, allora senza dubbio il (fiori

non domanda di pi per dichiarare Tizio colpevole, per deci


dere che egli ha agito scientemente e volontariamente. Egli
che il fatto non essendo per sua natura suscettivo di due spic

gazioni, la colpabilit di Tizio bastantemente provata , a


meno che, per eccezione, non- Sia positivamente dimostrato che

al momento dellazione egli trovavasi privato della sua libert


0 della sua naturale intelligenza. La presunzione di colpabilit
che aggrava tutti gli uomini di una certa et autori di fatti
proibiti dalla legge penale, elevasi per la natura del fatto ma
teriale, al grado della certezza morale.

Ma 1 atto materiale, non sempre in un rapporto si in


timo e necessario colla risoluzione criminale.

Tizio farmacista, accusato di avvelenamento, col mezzo


di una falsa esecuzione di una ordinanza medica, sia sostituendo

veleno in luogo della sostanza prescritta dal medico. sia esage


randone le dosi indicate: baster questo fatto per provare che
Tizio fu realmente lautore del fatto materiale, per concludcrue

che egli colpevole del delitto di avvelenamento? L innocenza


di Tizio conciliahile col fatto materiale. Questa pu essere
una sventura e non un delitto , leffetto di un istante di di

strazione, tutto al pi di una negligenza. Sar "adunque mestieri


provare la colpabilit col mezzo di circostanze diverse. Biso

gner provare, per esempio, che Tizio portava un odio capitale


al defunto; che il domestico dell ammalato per errore, per

storditagginc, and questa volta alla farmacia di Tizio; che


dopo avere spedita la ricetta, Tizio diede segni di una straor

dinaria agitazione; che contro la propria abitudine, domand


a molte persone notizia dell ammalata; cli' egli non ha regi
strata la ricetta spedita, ecc. Essendo provate queste circostanze
un giudice forse potr dichiarare la colpabilit delprevenu_to.
Occorre qui fare alcune osservazioni:

280

1.0 Allorqnando accessorie circostanze, fatti diversi del de

litto materiale, sono necessari a completare la prova dell in.


tenzione criminale, come cisi. verifica nel caso che noi ab
biamo ligurato, questi medesimi fatti o circostanze accessorie
saranno probabilmente allegate dall accusa, non solo onde pro

sarc la risoluzione Criminale di Tizio. m ancora nel ne.di

meglio provare che ein effettivamente fu autore dellatto ma


teriale di avvelenamento. Ma questa prova supplettiva e indiretta
dell azione materiale.non e-necessaria in se medesima. L ese

cuzione del fatto materiale potrebbe tuttavia essere pienamente


provata; essa potrebbe esserlo mediante una prova diretta, ci
che non mai possibile per l intenzione criminale. Cos, che
esse siano o non siano allegate,anche al fine distabilire lazione

sica di Tizio, queste accessorie circostanze non sono meno es

senzialmente destinate a provare la imputabilit, ailoraqnando


non risulta da un semplice fatto materiale.
.

,a. In questo caso, la imputabilil del prevenuto sarebbe

dun,_ ne riconosciuta, quantunque non rivelata dall azione ma


teria ; ci,.che sembra, a tutta prima, in contraddizione con.
la nostra teoria. Qui ancora non che apparente la contraddi

zione., Senza dubbio, vi hanno fatti vietati dalla legge penale, la


di cui esecuzione materiale non basta a cmvinccre della col
p.rl>ilit dell agente; noi ne abbiamo fornito un

esempio. Ma

la prova della esecuzione o del principio del fatto materiale


essa meno essenziale forse perci Y Che cosa addivengono tutte.
_ueste accessorie circostanze se loro si.toglie questo appoggio?
gin edificio, di cui si smovino le fondamenta, tutto crolla. Egli
perch avvenne lavvelenamento, perch il veleno in effetti
vamente fornito da Tizio, che circostanze che non costituiscono
il fatto materiale, che potevano anche non esistere, quantunque

il fatto avesse luogo, prendono corpo, acquistano un impor


tanza , tostoch dimostrata la loro realt. Ma Sopprimete il
fatto materiale e-conservate queste circostanze,. nulla rimane.

Fu Tizio che sped la ricetta, in Tizio il capitale, nemico del.


l ammalato, fu Tizio che cnn ansia si inform della salute del

suo Tizio
nemico,
ecc. Masenza
daltronde
che la il?!ozione
data
da
fu gittata
esaminarla,provato
che unaltra
sostituita,
in una parola, scomparve a carico di Tizio il fatto materiale.
Ancora una volta , che. rimane? Nulla, quand anche l umana
instizia pretenrlcsse voler conoscere il semplice delitto morale,
Ta sola risoluzione criminale.

5. Non andiamo si oltr: in luogo di supporre che il


l'atto materiale a carico di Tizio tolto dalla prova che questo

28|

stesso fatto debba essere attribuito ad _un altra persona,"imma


giniamo sdlamente che il giudice resti in dubbio relativamente
all atto materiale, non all atto materiale in s medesimo, pe-

rocchi: noi supponiamo il corpo del delitto pienamente consta


tato, ma relativamente allautore dell atto materiale. Se esso
n0n tradisce la propria coscienza, il giudice doVn1- assolvere

l accusato. Potrebbe egli dissipare questo dubbio a mezzo della


convinzione delle circostanze accessorie? Potrebbe egli indurre
da queste circostanze, considerate isolatamente, che in effetto fu
il veleno dato da Tizio che in causa dellomicidio, e che Tizio

ebbe il disegno di avvelenare il suo nemico?

Perch, si noti bene, mestieri in questo caso che le


circostanze accessmie servano a due lini; che esse completino
la prova del fatto materiale e quella dellintenzione; che esse
fondino prima le basi del sillogismo, poi che prestino ad esse
ci che manca di efcacia onde autorizzare questa conclusione:
Tizio ag con intenzione criminosa.
I
4. Si ponno senza dubbio immaginare altre circostanze
che vengano ad aggiungersi a quelle che, a forma di esempio,
enunieianrino. Noi non vogliamo alfermare che non possa giam
mai avvenire un insieme di fatti secondari propri a produrre

in una volta la convinzione della colpabilit materiale e mora


le dell agente, a supplire dapprima alla prova diretta dell ese
cuzione del fatto materiale, a completare dappoi quella della in-_
tenzione alloraquando essa. non risulti abbastantemcnte dalla

natura del fatto compiuto." La coscienza del

indice pu, in

certi casi, essere=soddifatta da questi mezzi di induzione.

Si abbia nondimeno cura di non confondere i fatti secon


.dari che servono di mezzo onde risalire al fatto principale,
e conoscere l autore, colle prove-di questi medesimi fatti se

condari. Questi fatti possono servire, e vero, di prove indirette


e circostanziali del fatto principale, ma alla condizione che
ciascun fatto secondario, ciascun mezzo di induzione sar pie
namente e direttamente provato, che sar provalo, considerato
come fatto materiale sui generis, nalmente che sar provato

indipemlenternente da ogni gratuita supposizione di intenzione


criminosa relativamente al latto principale. Se si presuppone
arbitrariamente l intenzione, facile da raggruppare attorno a

questa ipotesi una folla di atti secondari, (il accessorie circo


stanze che piglieranno cos una vita, un colore proprioa fare
una grande impressione sugli spiriti disattenti. Ma questo un
processo che non viene ammesso n dalla giustizia , n dalla

logica. Devesi prima provare l esecuzione od il principio di

232

esecuzione del l'atto materiale, come se non si trattasse di scru


tare lintenzione. Voltacch sia provato questo fatto, esso o
basta 0 non basta a rivelare lintenzione criminosa. Se basta,

tutto detto. Se non basta, mestieri allora esaminare se le


circostanze accessorie, siano esse le medesime che servirono allin.
duzione del fatto materiale, siano altre diverse, non fornissero una

prova di complemento della intenzione crimino'sa d'ell agente.


5. Finalmente, il giudizio su questo fatto, considerato come
opera dell7 accusato, e quello sulla intenzione criminosa del
I agente, non sono, in pratica , due atti tanto distinti per cui
noi li abbiamo da presentare analiticamente. Propriamente per
che il pi delle volte la prova della esecuzione del fatto mate

riale racchiude quella della colpabilit dell agente , la convin


, zione del suo delitto per I non e l altro degli elementi che lo
costituiscono si l'urina, per cos dire, d un sol tratto nella co

scienza del giudice. Ma quantunque il giudice non si renda


sempre conto esatto del processo intellettuale, dal quale risulta
'la sua doppia convinzione, questo processo non meno reale, e
il solo proprio a lrgliscoprirc la verit.

N01 possiamo ora apprezzare per il suo giusto valore una


distinzione che i pratici ., secondo il loro costume , hanno assai

bizzarramente espressa. Vogliamo cio parlare della distinzione


della colpabilil ( dolus ) in reale o personale; altri la dissero
presunta o da dimostrarsi 5 obbiettivo 0 subbiettiva. Sembra
che queste espressioni loro siano state Suggerite dal diritto Ru
mano. Da una parte, essi hanno trovato il principio di ragione:
Dolum ex indiciis perspicuis probare convenit, espresso let
teralmente, oltre ad altre leggi, dalla L. 6. Cod. de dol. mal.;
dall altra, nel fr. 36. D. de verb. obblig. il giureconsulto di

Ce: Rea ipso in se dolum habet. Ecco il dolo reale dei


pratici.
molto facile criticare l' espressione: troppo comodo
far osservare che il dolo, servendo di base ad una condanna,

non deve giammai essere una semplice preszuzzione; che la


risoluzione criminma non essendo che il risultato della intelli
genza e della libert, sempre nel me dellagente, e giam
mai nell atto materiale: che di questo modo assurdo parlare

di dolo reale od obbjettivo. Ma la distinzione non perci


meno conforme alla natura delle cose. E la distinzione fra-la
colpabilit risultante prima facie dall atto materiale, e quella

che deve essere ulteriormente provata da altre circostanze , da


altri fatti.

Nelle disposizioni del Codice penale francese relative al

283

delitto di falso trovasi un esempio giusto e parlante di que


sta distinzione: Lart. i4_5 dice: il Qualunque funzionario.....
il quale, nellesercizio delle proprie funzioni, avr commesso
un falso, sia col-mezzo di false firme, sia con scritture, aggiunte

sopra registri dopo che fu fatta la loro confezione 0 chiusura,


sar unito, ecc. Ma segue lart. 146 in questi termini:
Sara anche punito ogni funzionario. ecc. il quale , redigendo

atti del suo ministero, ne avr audolentemente (fraudulen


sement) snaturata la sostanza ovvero le circostanze, sia scri

vendo convenzioni diverse da quelle che sarebbero state trac


ciate o dettate dalle parti, sia ecc. Lart. |45 indica ci che
i pratici nominano falso materiale, il dolo reale, la colpabilil

presunta, obbiettiva: Res ipsa in se dolum habet. E di vero,


il mezzo di immaginare che un uomo libero, e sano.di spirito

abbia innocentemente potuto apporre ad un atto una firma per


unaltra, e aggiungere nei suoi registri chiusi delle nuove
scritture! Pu diin ue essere limitata laccusa alla prova di
questo atto, salvo fil prevenuto di provare che ein trovavasi
nel raro caso di una eccezione. Non avviene lo stesso nel caso
previsto dall art. i46. Pu avvenire ad ognuno di male com

prenderepi che un altro uomo_ glilespone, di mal redigere il


suo penstero, di emmetteie,_scrivendo, una importante circo-

stanza, celo senza la minima intenzmne cummosa, che VI abbia,

o che non vi abbia poi da farglisi alcun rimprovero per negli


genza. Sar dun ue mestieri possedere una prova, una ulteriore

dimostrazione de la colpabilit dell' agente. Questo quanto


la legge' indica colla parola audJentement6 introdotta nel

lart. i46, ed ommessa nellart. i45. Niuno immagina che il


legislatore abbia voluto dire che, nel-caso dellart. i46, perch

si avveri il delitto di falso vabbia dovuto incorrere linten


zione, e che in quello dellart. 45 pu essere falso senza Il
concorso della intenzione. Colle espressioni dell art. i46, .volle
lo stesso legislatore dare ,una garanzia ai funzionari , ponendoli,

in questo caso, in salvo da ogni persecuzione, ogni qual volta


I accusa non avr potuto stabilire la loro colpabilit con altri
mezzi che non sia a semplice prova del fatto materiale.
Questa distinzione pu essere {utilmente applicata ad una

delle materie di diritto penale le pi delicate per i di lei intimi


rapporti colle pubbliche libert. Vo parlare dei delitti di stampa.
Si tratta forse dell"autore di un li)ello? Ras ipsa in se do

lum habet. Imperoccb ognuno che si occupa a scrivere qual


che cosa, obbligato di comprendere il senso delle espressioni

di cui fece uso, ed essersi occupato con sufficiente attenzione

284

alla compilazione di uno scritto che era destinato ad essere di


pubblica ragione. Per tal modo se lo scritto effettivamente

un libello, risulta prima cie la colpabilit del suo autore.


Trattasi forse , al contrario, dello stampatore? Quantunque in

tesi generale si possa considerare come complice anche lo stam


patore , pur anche vero che la sua colpabilit ( ancora una
volta, qui non consideriamo la negligenza ) non. si manifesta
colla stessa certezza del semplice fatto materiale della stampa
dell opera. D ordinario, il fine diretto dello Stampatore non
quello di contribuire alla pubblicazione di tale o di tale altro
scritto, ma di lavorare, di rendere attiva la propria industria,

di esercitare il proprio commercio. Pu facilmente avvenire


che esso non faccia grande attenzione ad ognuna delle espres

sioni di quello scritto che gli viene presentato; pu anche es.


sere che ein non lo intenda, non essendo la professione dello
stampatore una professione necessariamente letterata; pu per
fino avvenire che si innesti, a sua insaputa, nelle sue ofcine ,
una pagina nuova, si pratichi una correzione, un cangiamento
qualunque, senza che egli vi concorra minimamente. In una

parola, il Semplice fatto della stampa non ist fra quelli di cui
si pu dire: In se dolum habent. E giusto , di conseguenza ,
imporre allaccnsail dovere. di stabilire la colpabilit dello

Stampatore per fatti e circostanze diverse dal semplice fatto


della stampa.
Riassumendo, noi consideriamo la seguente teoria come

una delle pi importanti dottrine della penale legislazione :


I. Costituendosi il delitto dalla esecuzione, ed almeno dal
principio diesecuzione del fatto materiale, essa essenziale

elemento di convinzione quanto alla colpabilit, vale a dire alla


intenzione criminosa dellagente. Esso lo voleva, dunque lha
fatto, ovvero incominci a farlo, od almeno predisposei mezzi

onde consumarlo; quantunque ingegnoso sia questo argomento,


cionpullameno inammissibile, ed oltrepassa le forze della uma

nit. 1 mestieri procedere dal fatto alla risoluzione, non dalla

intenzione al fatto; principio tanto pi essenziale in quanto che


la imputabilit non deve risultare da una disposizione a nuocere
se si presenta 1 occasione, n da in: desiderio vago, n da un

sentimento di inimicizia e di odio, ma dalla positiva risolu


zione di commettere uno dei delitti preveduti dalla legge penale.
Ci risulta dalla dottrina della imputabilit.
a. L esecuzione del fatto materiale, in un gran numero

di casi, pu sola produrre la convinzione della colpabilit del


I agente, a meno che esso non provi un fatto particolare ed ec

285

ceziouale. In molti casi, al contrario, lesecuzione del fatto ma


teriale, quantunque completa , non trae seco punto la convin
zione del giudice relativamente alla colpabilit dell agente:

necessario che altri fatti e circmtauze siano provati nel mede

simo tempo in cui provato il fatto principale.


3. la tesi generale, queste accessorie circostanze non do
vrebbero servire di positiva dimostrazione della colpabilz't di
un prevenuto che SOlO in quanto esse si .concatenanoad un

fatto di esecuzione che si aggravi sullo stesso prevenuto. Esse


invece dovrebbero solo servire.di supplemento a ci che manca
nella rivelazione che il delitto_materiale fa ordinariamente a lui
solo della culpabilit del suo autore; venire -in soccorso della
giustizia, allorquando la in_zputabilit dell accusato non risulta
prima fcie' dalla esecuzione delt atto proibito dalla legge

penale.

4. Finalmente, se, in alcuni casi particolari, si forzati


di allontanarsi .da queste regole fondamentali .di imputazione,
non si deve mai dimenticare che si si mette|cli questo modo in

una via di eccezione piena di difcolt; di pericoli.

Questa dottrina non ha essa altra importanza che quella di


offrire ai giudici ud ai giurati. utili direzioni per l esercizio
delle loro funzioni?

'

Riesce essa inutile al legislatore, sia per la descrizione di

certi delitti, sia per la scelta delle regole da stabilire relativa


mente_ agli atti preparatori ed al tentativo?
E forse lo stesso che dire che niuna risoluzione eritniimt'fi
potr essere considerata come delitto, se non fu seguita dalla
csemn.ione o da un principio di esecuzione dell atto risoluto?
Finalmente, supponendo che la risoluzione criminosa possa,

in certi casi, essere punita anche prima della 'eseeuzione o del


- principio di esecuzione del fatto materiale , quali sono le ga
ranzie proprie a supplire 1 elemento essenziale di convinzione
relativamente alla imputabilit, elemento che, in ipotesi. mau

cherebbe ai giudici? Gravi e delicati: questioni sono queste


che noi csamineremo a misura che esse si presenteranno nel
seguito del nostro- lavoro.

>
'

,CAPITOLO xxv

..

Degli atti che preparano .o che costituiscono .il delitto.


.

Gli atti

esterni.

dellumno, essere misto, sono o interni ud


-

286

La causa primitiva dei suoi atti esterni e volontari e posta


dentro dell uomo, nel misterioso focolare delle sue facolt mo

rali , nell azione della sua intelligenza. e della sua libert; soli

gli effetti materiali appaidno all esterno.


Alloraquando un atto esterno pu essere imputato con giu.
stizia ad un individuo, non mai adunque un atto assoluta
mente isolato, esistente e completo per s medesimo. Esso rap
presenta sempre un fine a cui si giunge col mezzo di atti

precedenti, pi o meno moltiplicati, pi o meno rapidi, sov


venti volte impossibili a discernersi dallo spirito umano, ma
cionnonpertanto reali.

La pi istantanea e pi rapida azione volontaria sempre


preceduta dall atto della percezione e dal movimento della
volont.
Anche in ogni atto criminoso sempre vi hanno due estremi '

termini, quello della partenza e quello dellarrivo; il primo_


pensiero il compimento dell atto finale, di quello che nella
concezione, nel progetto del delitto era considerato come l- ul

timo termine della impresa.

Gli atti intermediari costituiscono una progressione cre


scente, una serie pi o meno lunga.

Lo sviluppo ipotetico di una di queste serie offre al mo


ralista un seguito di gradazi0ni , avente ciascuna un importanza
propria, la propria gravit; a ciascun passo ulteriore o retrogrado

il delitto morale non pi lo stesso.


La iustizia sociale non potrebbe prestarsi a questa minu
ziosa analisi. Essa non ne sente il bisogno; essa non ne pos
siede i mezzi e er conseguenza il diritto.

Essa deve limitarsi ad un analisi pi grossolana: riunisce


e confonde le piccole quantit onde formare delle masse e dei
punti dominanti. L ove il moralista giunge a discernere venti
diversi gradi di male, o di perversit, il legislatore si limita a

marcarvi tre o quattro gradi ben separati, ben distinti.


Quantunque semplice e facile che sembri questo lavoro
legislativo,. nulladimeno non scevro di difficolt e di spine.

La dottrina dein atti preparatori e del tentativo ancora una


delle parti pi imperfette del diritto penale.
I diversi punti che formaroho soggetto di teoria del diritto
penale vennero indicati colle parole 1: pensiero, pr getto, ri

soluzione, proposizione, complotto, tentativo prossimo 0 lon


tano, tentativo sospeso a no dalla volont degli agenti, de

litto mancato, delitto consumato. = Ma questa stessa nomen


clatura non esattamente definita, ed accolta uniformemente;

a87

trovasi una pi grande variet nei risultati, sia di teoria , sia


di applicazione.

Onde tentare di dar qualche precisione a questa delicata


parte della scienza, distingueremo:
1. Gli atti interni

agli atti esterni 'o sici;

a. Gli atti- esterni semplicemente preparatori dagli atti


di esecuzione;
_
} .3. L esecuzione sospesa dalla esecuzione mancata.
Finalmente , non perderemo mai di vista il fondamentale

principio della giustizia penale. La societ non deve'escrcitarla

se non alloraquando vi sia morale realt del delitto , e sociale


interesse di punirlo.
'
-

CAPITOLO XXVI.
Degli atti interni.
Sotto il nome di atti interni,debbonsi comprendere il

desiderio, il pensiero, il progetto condizionale, la ferma ri


soluzione di commettere un delitto. '
'
_

Que_sti diversi atti non hanno ciascuno la massima gravit

morale. E per inutile, per il nedella giustizia penale, di


studiare le gradazioni che li distinguono. Ci di cui, noi_{ dob

biamo parlerei: della risoluzione criminosa'. del pi grave fra


gli atti interni, ed il solo sul quale in_ modo pla'usibilc si possa
elevare'quistione di sapere, cio, se la giustizia umana non

abbia il diritto, in alcuni casi, di reprimerlo colla' pena.


Noi qui parliamo dell atto assolutamente interno , senza
alcuna mescolanza. Per tal modo noi dobbiamo supporre che

esso giunga all altrui cognizione senza il mezzo di una qua:


lunque azione, fossero anche parole,.tndehti a preparare, od a
consumare il delitto. Senza ricorrere alla sangumaria logica di
Dionigi il tiranno, si pu immaginare una spontanea rivelazione,
per es., delle note scritte. Dicesi che un falsario inglese regi

strava esattissimamente tutti gli atti di falso: esso avrebbe' an


che potuto tener nota dei suoi progetti, smarrire queste note e
confessarne alla giustizia il contenuto.
_
L atto puramente morale non della sfera giuridica della,'

umana giustizia. Questa proposizione risulta dai principi che


noi abbiamo fondati. ( Libro II, Cap. III

Ma specialmente quando un progetto criminale. prese il'


carattere di una formale risoluzione,
\

erma e relativa ad un

determinato delitto, non e esso un attentato diretto ed attuale

288

alla sicurezza altrui, un danno immediato e presente contro al

quale si pu legittimamente chiamare a soccorso la giustizia pe


nale? Saremmo noi tranquilli, potremmo gioire di questa li
bert di azione e di movimenti che il diritto di ognuno, se

sapessimo di scienza certa che alCuni assassini, alcuni incen


diarj , hanno la positiva intenzione di attentar_e alla nostra esi
stenza, di ardere le-nostre propriet? ,
Lazione della giustizia umana non sarebbe ingiusta in s
medesima, impemccb vi sarebbe delitto morale da parte de]
l agente. In un certo senso anche vi sarebbe delitto sociale;
poich volere un grande delitto, essere deciso a compicrlo, sono
atti, interni, per verit, ma dannosi per la societ e per i suoi
membri. Se conosciuta la risoluzione, essa anche cos allar

mante quanto l avvenimento, e forse pi ancora dell avveni


mento medesimo. L allarme prodotto da un delitto consumato
non che la conseguenza di una congeltura; avveratisi alcuni
fatti, se ne conclude che, sia lo stesso individuo, sia altri, po.

tranno nuovamente commettere' dei simili delitti. Ma il timore


fondato sopra una risoluzione conosciuta ha per base una tal

quale'certezza morale. di questo modo che l allarme di un


uomo seriamente e direttamente minacciato, quello di un go
verno che ha la convinzione che si cospifia di lui danno, senza
per avere ancora potuto scoprire n ove n a mezzo di chi,
oltrepassa nella di lui intensit il timore eccitato dalla semplice
aspettazione di un caso simile;
"
4
Supponiamo che la umana giustizia , senza vessazioni , senza
trannia potesse convincere Tizio di un progetto stabilito di as
sassinio da cnnpicrsi questa notte, Ca'o di una risoluzione di

alto tradimento per


mente cbe la societ
nel loro nascere, ch
prima di agire, che

la' dimane, potr>besi sostenere assoluta


non avrebbe il diritto di reprimere i delitti
essa avrebbe seinpreil dovere di as "ettaro,
un uomo fossu assassinato, che l a to tra

dimento fosse materialmente cominciato, anche allora quando si

potesse avere la certezza che il progettosarii ese uito? Uda


risoluzione precoce pu senza dubbio offrire di-mo ti inconve
nienti sopra altri punti di vista :'questo quanto noi ora dob
biamo esaminare. Ma, non volendo considerare il diritto che di
una maniera generale, non si potrebbe contestare alla societ ,
nella data ipotesi, quello di reprimere il male dal suo nascere,
e di non impiegare, di conseguenza, che la minima quantit

possibile di pena. Alcuni mesi di prigionia o di bando, il tem


porario allontanamento da una citt, da un comune, da un di

partimento , alcuni anni di sorveglianza, forse potrebbero ba

289

stare per i'casi medesimi nei quali, cominciato una _volta il


delitto, mestieri colpire fortemente, con una incerta efcacia,
e che non possono giammai riparare il male commesso.
Tutt al pi questo diritto viene esercitato in alcuni casi.

Il Codice francese punisce la minaccia di certi attentati contro


le persone, anche alloraquando essa non sia accompagnata da
alcun ordine o condizione, se fatta per mezzo di scritti,

anche alloraquando non che verbale, se fatta con ordine o


sotto condizione ( art. 305 al 308 La minaccia senza dubbio}
un atto esterno di Cui , a ragione o a torto, si fece un delitto

sui generis. Ma, alla ne, la minaccia non temibile, essa non

repressa che solo in quanto spieg'a una seria risoluzione


la quale, probabilmente, sarebbe messa ad esecuzione. Per tal
modo niuno tiene conto della semplice minaccia preferita in un

momento di collera._ Un impotente, ilquale minacciasse-un uomo


valido e robusto di stordirloa forza di pugni, non ispirerebbe
che piet. Quante volte non si intese, specialmente fra i popoli
del mezzogiorno, madri pronunciare minaccie orrende contro i

gli loro! Nessuno vi fa attenzione.'Si deplora questo cattivo


parlare: non si teme punto il delitto. Si sa che nel medesimo

istante la madre che minaccia darebbe la propria vita per lui.


Tanto vero che non - la; arola quella che si punisce, o l iii
'giuria, ma la criminose risoiuz'ione, il danno che accompagna,

lo spavento che pu ispirare quando sia conosciuta. La. pena'


colpisce, il delitto, prima ancora di ogni atto di esecuzione, prima
anche di ogni atto preparatorio, imperoccbcertamente non
atto preparatorio la minaccia,,quando essa non sia accompagnata

da alcun ordine o condizione; essa lo colpisce perch si stima


di possedere una provamateriale e sufficiente, data dal colpe-
vole, stesso di una Criminosa e seria risoluzione.
.
Ora, se l uorqo OSsedesse mezzi legittimi atti ad ottenere

in tutti i casi il me esimo grado di certezza morale su gli atti


interni dei suoi simili, sarebbe ottima cosa , almeno sotto un

certo punto di vista, che una sociale giustizia, la quale, potendo


sempre colpire leggermente i progetti criminosi ed applicare
ad essi

ene che sarebbero piuttosto precauzioni che castighi ,

preverre be sthnte lesecuzione del delitto, ed essendo giusta,

sarebbe utile alla societ ed al colpevole medesimo.


In ci consisterebbe il diritto del potere sociale rispetto
ad una risoluzione criminose , positiva e vicina ad essere posta
in esecuzione, Primieramente, se possedesse questi_mezzi legit

timi di cognizione; secondarianmnte, se politiche ragioni non


gl impedissero di usare di questi mezzi.

Rossi. Dir. Pen.

52

ago

Ma questi mezzi gli mancano. Colpito da tutte le debolezze


della societ, il po'tere_sociale non offre, al contrario , che un
lamentevole spettacolo di presunzione e di accecamento, allo

raquando, senza il soccorsopdei fatti esterni, egli si arroga il


diritto di scrutare le coscienze ed il pensiero. Noi ci limitiamo
a'ricorclare la dottrina che esponemruo trattando della imputa

zione Scap. XXIV

Nel caso di una semplice risoluzione,

non so 0 non vi sarebbe ancora alcun atto di esecuzione , ma

non vi sarebbe nemmeno atto puramente preparatorio. Come


risalire fino al pensiero criminoso, allatto interno?
Ed anche allmaquando si potrebbe, a mezzo di congetture,
indovinare in qualche maniera un pensierocriminoso, chi ose
rebbe commettere un giudizio fondato sopra queste basi, e de

..nire esattamente i caratteri del pensiero che credesse aver ab


bracciatof Potrebbe esso mai elevarsi al disopra di una vaga

e confusa_congettura ?

Se puniste il pensiero criminoso , o la legge sar utile , o

Voi organizzate_la pi odiosa investigazione, la pi arbitraria


procedura, la piu spaventevole tirannia.
.
Il pensiero libero; esso sfugge allazione materiale del
l uomo, esso pu essere criminoso, e non potrebbe essere av
vinto da catene. Solo a mezzo della minaccia di una punizione

voi renderete pi rara la manifestazione del pensiero; dimi


nuirete il numero degl imprudenti per accrescere quello dei

malfattori. Questo si chiama coprire delle scintille per avere


il piacere di assistere ad un incendio.
La pena daltronde non colpirebbe punto lo spirito delle
masse in un modo favorevole allordine pubblico. L umana
giustizia ha sempre alcun che di rozzo e di incompleto nella
Sua azione, muno le accorda una eieca confidenza, non 'si
presta fede alla legittimit dei suoi atti che alloraquando essa
, per cosi esprimersi, palpabile. Essa non potrebbe mai es
serlo nella investigazione degli atti punibili interni.
_
Questi adunque non sono atti punibili. Non per come
atti indifferenti in se medesimi, ma come atti, il di cui male
non turba l ordine sociale, o una di cui giusta punizione

impossibile all uomo, ed attenterebbe alla sicurezza dei cittadini.

CAPTOLO XXVII.
Degli atti esterni semplicemente preparatori.
Troppo spesso si confusero gli atti preparatori del delitto
coin atti di esecuzione. Da ci provennero un gran numero

di conseguenze tanto funeste che dannose sulla legittima esten


sione della giustizia penale. Fra le altre, la dottrina del tenta

tivo, risentissi fortemente di questa confusione di idee. Ten


tiamo di Spargere un po di luce sopra un tanto importante
soggetto.

Il cospiratore che ammassa una quantit di arnn e di


munizioni, che predispone nel suo gabinetto dei proclami,
che, con prodigalit, tenta di accattivarsi il favore popolare,
che aumenta il numero dei suoi operai, dei suoi domestici,
dei suoi clienti, che tenta di ottenere l allontanamento di un

corpo di truppe, il riavvicinamento di un altri) corpo, che


sparge innesto notizie e false, che riunisce} spesso in sua casa
amici, uomini inuenti , onde inspirare loro il disprezzo per
le cose stabilite, ed il Vivo desiderio di un prossimo cangia

mento; questo cospiratore, dico io, non diede ancora principio


all atto di tradimento che medita; essolo prepara.
Esso non fece che concepirlm7 non furono commessi atti
materiali.
'

Avvennero atti materiali; ma l- atto di tradimento pro


priamente detto non cominciato. Supponete chela legge non

vieti lanunasso darmi , e di munizioni; che essa non faccia


responsabile l'autore di uno scritto qualunque che dal mo

mento della sua pubblicazione; che non sia vietato ai cittadini


il riunirsi, di criticare landamento ed anche la costituzione
del governo, e di manifestare il vivo desiderio di una riforma;
in questo caso, non solo non vi ha principio di ese0uzione del
delitto di alto tradimento, ma ciascun atto, considerato in s
medesimo, un atto indifferente agli occhi della legge.

Se 1 assieme dei fatti che'noi presentavano pote offrire

l idea di un azione criminale,. a che ci dovuto? Alla parola


di cospiratore che noi abbiamo usata.

Per questa parola, la quale suppone un intenzione crimi


nosa, tutti questi fatti si sono, per casi dire, animati agli occhi

nostri; essi si sentono vincolati gli uni agli altri; formarono


un'tutto. il pensiero criminale ad una volta il principio di

vita e di colpabilit.

' '

L esecuzione del delitto di tradimento comincia allora

mg:
quando, essendo giunto il giorno della esplosione, il cospiratore

riunisce le sue forze, distribuisw le armi ,' spande i proclami,


Spiega questi progetti, destina i puntiydi attacco. Esso esce

dalla sua sfera individuale di azione; turba l'ordine pubblico,


flagrante l aggressione. Non si prepara allora il delitto , ma
lo si eseguisce. Non il momento di seguirlo ne. suoi progressi.
Parimenti, uomini determinati a commettere un furto si
muniscono di scale, di levc, di martelli. Giunta la notte, uno

di,es<i si pone in sentinella onde verificare lo stato di quelle


persone che vanno e vengono dallacasa che vogliono derubare.

A mezzanotte viene raggiunto da suoi complici; essi si comu


nicano le informazioni che furono raccolte, discutono, concer.

tauo di nuovo il piano di attacco; finalmente si avvicinano alla


casa, e comincia l attacco. Parlando a tutto rigore, noi po
tremmo ancora seguirli: imperoceh, la scalata , la medesima
voltura, non sono ancora atti pei quali si possa dire avere avuto

principio il forte. Essi potrebbero usare dei medesimi mezzi


onde rapire una donna , onde illegalmente arrestare un uomo;
noi per non ispingiamo fino a questo punto il rigore, dellanalisi.
La scalata, la rottura, la fraudolenta sottrazione del bene al

trui , sono atti che precipitansi in qualche modo gli uni su gli
altri, onde non formare che un solo tutto. Non trattasi di com

mettere i due primi onde in Seguito esaminare a piacere se


riuscirono sufficientemente bene, se non conviene meglio tem
poreggiare nell esecuzione del secondo, o di trasportare la scena
in luogo diverso. Nondimenu primi atti che noi descrivermrw
non sono, sicuramente, che Soli preparativi, non ebbe per essi

ancora principio all esecuzione, ma tutto disposto per dare


pr_mcqno.
.

La teoria che da questi delitti deriva pu facilmente esten


dersi ain altri delitti. Avvi sempre un fatto od un insieme di
fatti, i quali soli costituiscono il fine che lagente vuol rag

giungere, l azione criminosa che egli si propone. Tutto quanto


precede, o segue questazione, pu avere con essa dei rapporti
pi o meno ristretti; ma in qesto non consiste ancora quello
che la costituisca; essa pu aver luogo senza questi precedenti,
o con dei precedenti tnlt affatto differenti.
_
Tuttavolta , affretliamoci a riconoscere, che i limiti che

separano i preparativi del principio di esecuzione e quelli del


compimento nale del delitto non possono essere tracciati con
precisione in tutti i casi.
|
I

E mestieri anche non confondere il risultato che si aspetta


dal delitto _colla esecuzione del delitto. medesimo. il fine del

293

cospiratore pu essere quello di impossessarsi del potere , di


farlo passare in altre mani. Vale forse questo quanto il dire,
che il delitto non comincia che al momento nel quale il co

spiratore s' impossessa effettivamente della_ _cosa pubblica? E


questo il risultato del delitto: non il principio del esecuzione.

Ma le difficolt di dettaglio non possono rivocare in dubbio


un principio. I preparativi ed il principio di esecuzione sono

cose di loro natura differenti. Lautore dei preparativi, se si


ferma, nulla ha ancora fatto di materiale e di diretto contro
il diritto che voleva attaccare: lautore del tentativo cominci
il suo attacco. Anche questi pu pentirsene, desistere, ma
lautore degli atti puramente preparator' ha una latitudine ben
pi grande onde cabgiare di volont. 1 primo pu dire a si:

stesso: Vo ho cessare, il secondo: Non voglio dar principio.


Questi atti non si trovano in tutti i delitti.
Vi hanno delitti la di cui esecuzione non esige punto di
essere preparata col mezzo di atti _estcrni.
Ve ne hanno di quelli i quali sono leffetto di un istan

taneo moto di ira, tanto rapido quanto il pensiero.


Un delitto pu essere preceduto da atti esterni di -una
natura e di una 1mp0rtanza diverse. Un individuo, in un mp
mento di passione, apporta una grave ferita ad un altro mediante

un coltello che era solito portare. Un altro affila la propria


arma, nel ne di impiegarla al delitto. Un terzo, avendo for

mato il progetto di un brutale attentato, somministra alla per


sona che vuole violare una pozione, la quale paralizza per alcun
tempo le forze del.corpo e quelle dello spirito.

Si esagererebbe dicendo del primo che prepar il delitto


col porto abituale dell arma Esso sventuratameute si trov in
possesso di un mezzo facile onde commetterlo, esso non lo
avea

reparalo.

Il) secondo individuo, affilando la sua arma, si predispone

decisamente al delitto. Pure, il suo atto preparatorio, conside


rato isolatamente in lui medesimo, un atto irriprovevole.

Anche il terzo prepara il suo delitto; ma oltre alla in


tenzione criminale, vi concorre di gi un atto cattivo, un
positivo attentato diretto contro i diritti della persona alla quale
egli ha scientemente amministrato una bevanda dannosa. Sop
primete il progetto di un attentato al pudore, vnon ne resta
perci meno un atto ingiusto, e, in ogni ben governato Paese,

un delitto.

'

Non bisogna confondere adunque i mezzi occasionali coi

mezzi diretti e scelti ad hoc; i mezzi indifferenti in s me


desimi coi mezzi di gi criminosi in s medesimi.

29i
,
Supponiamo atti preparatori propriamente detti. Poco im
porta qui il conoscere se questi atti siano inolinsivi e leciti
in s medesimi, ovvero che si tratti di atti illeciti e vietati.

Quantunque siano punibili in se stessi come delitti speciali,


trattasi di sapere prima, se atti che non sono atti di esecuzione

possono essere attaccati ad un delitto diverso, altrimeute che


cercando di indovinare il pensiero dell agente con azzardate
congetture.

Se un cacciatore si porta in un bosco, in un tempo nel


quale proibita la caccia, e si ponga in agguato; come. con

cluderne che egli attendeva un uomo piuttostocch un lepre;

che ein si proponesse di commettere .un delitto invece che di


una semplice infrazione ai regolamenti sulla caccia?
Quivi ove deve essere applicata colla massima impor.
tanza quella dottrina che noi esponemmo nel capitolo XXIV del

presente libro. L imputazione esige, in tesi generale, fatti ma


teriali che abbiano un diretto ed immediato rapporto colla ri
soluzione criminale. Ora, l_ analisi che noi facciamo' riesce a
dimostrare, ci sembra,clte, per la natura delle cose, questo-rap
porto non esiste punto quanto agli atti puramente preparatori.
Occorrono atti di esecuzione.
Onde sostenere il contrario, sarebbe, rigorosamente. duo

provare che un uomo non fa mai un atto nel solo ne di farlo, '
od onde ottenerne i risultati immediati e diretti, senza riferirlo,
come mezzo, ad un fine ulteriore. Se. per lo contrario,.luomo

pu agire in tale maniera7 Se esiste il rapporto dellatto attuale

ad un fine ulteriore, non che un rapporto intellettuale che


latto materiale non basta a spiegare.

Esso pu ancora meno spiegare il particolare carattere. del


ne ulteriore che luomo si proposto, alloraquando effetti
vamente esso se ne_ proposto uno. Imperocch questi atti sono

quasi sempre atti che possono servire. a due ni. Essi non le
gittimano linferenza dellacolpabilit dei loro autori. Se, ge
neralmente parlando, questo .il carattere proprio di tali atti ,.
l Umana giustizia non potrebbe permettersi di raggiungerlo,
senza mancare ad una essenziale condizione della propria le

gittimit.
Non possibile, noi nel conveniamo, lo immaginare un

caso particolare, un insieme di{atti Preparahri- capace di con


vincere pienamente e leittimamente gli spiriti sulle intenzioni

criminose dell agente; isogua- inoltre che egli, siasiquro, nello


immaginare un caso di questo genere;di non confondere in fatto

il principio di esecuzione coi semplici preparativi.

.
.
295
Checch ne sia, ammettiamo la possibilit del fatto.

Allorquandu per si vuol trascorrere dall ipotesi alla realt


ed alla pratica, egli facile difendarc nitida. la distinzione fra
gli atti preparatori propri a spiegare la risoluzionecriminose,e
quelli che non lo sono? Chi oserebbe stabilire una regola, scri-'
vere una legge? lmperoeeh della regola che noi qui cioc
cupiamo, e non delle eccezioni. Che sarebbe questa legge? Si
tenterebbe forse di esprimere con una o due formule i caratteri

di quegli atti preparatori che possono essere l oggetto della


giustizia penale, per il loro rapporto diretto con la ris0luzione
criminale? Felice 'colui che potrebbe scrivere una. tal legge,
ricordandosi che quelle oscure e vaghe formole, che troppo di
sovvente si si compiace onorare col nome di espressioni loso
fiche, e che sono scusabili in un librodi scienza, ove tutto con

corre a: spiegarle e limitarle, sono condannabili in bocca del


legislatore ! Si far forse una legge, per la quale si limiterebbe

a incaricarev la giustizia penale dellinvestigaziohe degli atti 'pre


paratori , alloraq.uamlo prima zcie essi compariranno propri a
spiegare la criminosa intenzione: dell autore? Sarebbe questa

una legge funesta per la incertezza del suo disposto. In ratica


poi essa sarebbe tanto vessatorie, tanto iniqua, quantoque la che

antorizzasse l investigazane del pensiero.

_
Cosi , in tesi generale, gli atti puramente preparatori non .
devono essere oggetto della legge penale, primieramente perch
essi non sono un fondamento assai solido per l' imputazione
della risoluzione criminale.

lo secondolnogo, u:reh importa assai all'asociet, perch


importarsseialmentealle famiglie ed agli individui,di non me].
tiplicare i motivicbe lasciano campo ai cattivi (lICOIN'I'C con
un velo spessissimo questi 'atti preparatori. Tale sarebbe,ad esem
pio , la- legge che li facesse oggetto della sua sanzione penale.
E anche essenzialissimo di non precipitare il corso dei de
linquenti verso il loro fine, e di non chiudere le porte al pen.

timento. Nondimeno tale sarebbe l effetto della legge, qualunque

fosse la differenza che corresse fra la punizione i questi atti e


quella dei delitti.

'

__

Questa Osservazione, per verit, forse non_ si applica ai se


gnati dalla giustizia, ai vagabondi induriti al VlZl0,dl borsaiuoli

di professione, a questa classe di sventurati, per. i quali nulla


fece la societ e per i quali nulla pi la societ. Io. non lo
pongo in linea di conto. Allorquando il sistema delle prigioni,
in luogo dissere non altro che un mezzo onde sbarazzarsi dun'a

folladi persone, addiverr invece un sistema di pena inevitabile,

296

'

e di progressiva correzione; quando la polizia cesser una volta


di occuparsi degli onesti, per dedicarsi al suo vero ufficio;
alloraquando i governi non potranno pi, per l enormit delle
imposte, pei monopoli, per un cieco rispetto ai vecchi pregiu
dizi , e specialmentte per il turbine delle superstizioni, creare
dei poveri, degli ignoranti, degli inerti e dei malfattori, al

lora questa troppo numerosa classe di selvaggi posta in mezzo


alla societ,

nesta lebbra che molti Stati invano cercano di

nascondere cdlla splendidezza dei monumenti, di mal distri


buite ricchezze, e di una diseguale civilizzazione, diminuir
tutti i giorni.
' La teoria degli atti preparatori non tocca punto questa

classe di malfattori. Sempre erranti, sempre sospetti, senza in


uenza,senza clientela, senza istruzione, non sono da loro quei de

litti che esigono una lunga preparazione, una serie di atti prelimi
nari abbastanza estesa perchella offra una speranza di scoperta ,
rimadel principio di esecuzione. La loro vita intera ne

Fatto preparatorio. La legge penale non ha azione diretta da


esercitare. Una buona po izia, e buone instituzioni possono sole
costringerli a mutare direzione, ed inne a proporsi nella loro

esistenza un fine che non sia antisociale.


Ma se li vero che un gran numero (1 uomini paven.
tano principamente che una solenne discussione ponga in luce
la loro perversit, quale sarebbe linuenza di questo timore ,

se fosse .eccitato da una legge penale contro gli atti puramente


preparatori?
_
.
' _
Il timore di una investigazmne pu contenere entro la
sfera degli atti puramente interni idesideri criminali di alcuni
uomini male intenzionati. Ma per quelli sui quali questo effetto

non sar stato prodotto, la legge penale contro gli atti prepa
ratori agir come
gi compromesso
briacarsi in certo
consumazione del

uno stimolante al delitto. Considerando come


il loro onore, sentiranno il bisogno di ub
qual modo di quei piaceri che attendono dalla
delitto. E una barriera di meno da sorpas

sare, e questa barriera, che avrebbe potuto sussistere per lungo

tempo ancora, sar stata diStrittta dalla intempestiva azione del


legislatore.
E nel caso di atti preparatori fatti col concorso di molti
individui, che potente argomento mai non darebbe questa pre
matura azione della legge al pi determinato dei complici onde
agire suin irresoluti e sopra i deboli!
Se il numero di cnloro che la repressione degli atti pre
paratori impedisse di intraprenderli , fosse uguale al numero

.
297
di quegli individui che essa preciiriterebbe allesecuzione del

delitto, la legge sarebbe cattiva. Imperooeli non sicuro che


i primi, abbandonati a se medesimi, avessero eseguito il pre
parato delitto. ,
.
vIn ne. ella una verit di sentimento, confessato dalla

universalit degli uomini, che la punizione degli atti pura


mente preparatorj, specialmente alloraquando sussisterebbe la
pi tenueragione di pensare che essi erano di gi interrotti da

una volontaria desistenza, non sarebbe approvata dalla coscienza


pubblica. La legge sarebbe senza morale efficacia; la forza pu
nirebbe, lopinione conduunerebbe,il legislatore. Sarebbe adun

que mestieri distinguere fra la volontaria desistenza, ovvero, a


meglio dire, fra la desistenza in forza di pentimento, owero per

calcolo, e la cessazione prodotta da forza maggiore o per caso


fortuito. Ma come abbracciare, in pratica , i caratteri di questi
due atti interni, allorquando non si tratterebbe andora che di
semplici disposizioni preparatorio al delitto? Sarebbe sempre
addotto a scusa il pentimento, il cangimnento di volont. Di
rado il prevenuto mancherebbe di qualche argomento specioso
onde colorire quanto adduce.'ln tale maniera si conficlerebbe
ai tribunali un potere discrezionario, senza necessit, senza uti

lit, e proprio solamente ad inspirare al pubblico il pensiero


che il capriccio ed il favore non siano stranieri all applicazione
delle leggi.

_
.
.
. La procedura degli atti puramente preparatori adunque
del pari rifiutata dalla giustizia e dalla politica.

Non peQ difetto di immoralit in_questi atti, non percqu


essi non avrebbero ancora prodotto alcun male materiale, alcun

danno. Se un delitto risoluto uno stato di cose pi dannoso


per la societ e per gl individui, che la possibilit generale
di un delitto, a pi forte ragione la preparazione di un delitto

un fatto che attacca pi armeno gravemente la pubblica e la


privata Sicurezza.
,
'
Non manca adunque alla societ assolutamente diritto di
punire. Essa lo potrebbe, se ne avesse i mezzi, e se ne rico

noscesse .la politica utilit. Questa utilit e questi mezZi non


esistono in alcun caso riguardo agli atti-interni. Ma si e_sage-

rcrebbc sostenendo cliein atti preparatori non presentino giam


mai un caso di eccezione. Pu,es,sere alcuna volta grandissimo
il danno di questi atti , e quantunque il lorogcarattere sia in
certo, essi non pertanto sono atti esterni i quali offrono lavo
revole argomento alla induzione.
_
Da ci ne derivano due conseguenze; la prima, che se la
r

598

societ ha il mezzo di impiegare, onde garantirsi dai danni del


delitto reparato, misure le quali non resentano gl inconve
nienti una sanzione penale , essa ha il, diritto d impiegarle;
la seconda, che se VI hanno dei casi nei quali necessaria

all ordine sociale la punizione degli atti preparatori , il potere


ha il diritto di iniggerla. basta che trovi i mezzi di introdur
re questi casi particolari nel sistema penale, senza compromet
tere la rettitudine della giustizia.
Se la legge lasciasse ai tribunali il diritto di scegliere gli

atti preparatori degni di punizione, essa aprirebbe unimmensa


strada al potere ar itrario, ad un potere tanto pi dannoso, in
quanto che, se vi hanno atti preparatori che si debbano preve
nire, questi atti sono precisamente quelli i quali, essendo de

stinati a preparare un grave delitto, espongono, in forza della '


procedura criminale, i cittadini a danni proporzionati alla gra.

vit della imputazione.


_
E dovuto dunque al legislatore l' esaminare prima quali
sono i delitti, i di cui preparativi debbano eissere, per eccezione,
repressi dalla pena.
.
Distinguiamo tre classi di fatti eccezionali.
_
Gli uni sono i fatti che noi abbiamo chiamati mezzi oc
casionali di delitto. Questi non sono propriamente atti prepa
ratori. ma fatti, i quali in un certo paese possono facilissima

mente addivenir la i. Appartengono a questo numero il porto


di alcune armi, il vagabondaggio e la mendicit, le case da

ginoco, di inostituzione,ecc.
Se il danno reale, lo dicemmo gi , il legislatore deve

intervenirvi onde interdire o sottomettere ad alcune condizioni


i fatti di cui noi parliamo, secondo la diversit dei casi e la
gravit delle circostanze. Ma linfrazione di queste leggi altro
non in s stessa che una contravvenzione alle leggi di polizia.
Riunite ad altre circostanze e ad altri fatti, essa pu, in un

caso particolare, concorrere a constatare la col abilit di un pre


venuto. Solamente essa non suppone altra intenzione fuorch
quella di violare un regolamento.
_
E egli mestieri ripetere qui che Il legislatore debba essere
estremamente moderato di proibizioni e di regolamenti di questo
genere? Alcuni di questi fatti possono, per verit , contenere
un altro principio di criminalit diverso da quello che risulta
dal danno che eSSI apportano 'all ordine sociale , 'considerati
' come mezzi occasionali e facili di dehtto. Ma non considerando
qui che quest ultimo punto di vista, ove trovare un limite. se
si basa senza restrizione questa massima di trasformare in delitti

299
speciali tutti i fatti che _possono facilmente addivenire i mezzi
occasi0nali di delitto? Non vi ha quasi atto della vita umana

che possa sfuggire allanatema. Egli per labuso di questi


nincipj che cadono le pubbliche libert. Egli a nome del
l ordine che s in_catenano le braccia e che Si soffoca lo spirito
dell uomo.

E egli mestieri, onde salvare la libert, proscrivere ogni


difesa preventiva? Non cosi, non col facile espediente di

alcune massime assolute, che si regolano le cose umane, gli af


fari della societ. Proscrivete le farmacie clandestine, ma pro
teggete la libert della stampa. Proibite, se lo volete, gli attrup:
pamenti armati, specialmente di notte, anche allora che esm
non avessero ancora il carattere di sedizione o di rivolta, ma
rispettate le riunioni dei cittadini, quantunque numerose esse

siano, quantunque alto vi si parli, ed anche quantunque folle


mente vi si declami.

'

Il principio della pubblica utilit deve qui dirigere il le- .


gislatore; ma a questa condizione che, se egli oltrepassa le
vere esigenze dell ordine sociale, non gi un fallo che com
mette, ma una ingiustizia.

'

La seconda classe comprende i fatti che, senza-essere pro


priamente fatti di esecuzione, sono per generalmente considerati
come mezzi preparatori per alcuni delitti, fatti che il le islatore

pu facilmente descrivere nelle leggi, fatti nalmente, il di cui


rapporto colla risoluzione crimina e senza essere tanto diretto
ed immediato, come se fossero atti di esecuzione, tale per

che si pu senza danno sottomettere il loro autore alla sorte


di una procedura criminale, caricando laccusa dellonere di

completare con altri mezzi la prova dellttColpabilit del-


l agente.
'

Cosi , rigorosamente
rlando, contraffare ed alterare mo
nete' un fare atti preparatori di una scrocclieria quali/l'aula;
ma la vera esecuzione del delitto non cominciase non se dallo
spaccio della moneta falsa. E un delitto, la di cui preparazione
assai lunga, rapida la esecuzione. Possono scorrere dieci anni

trala fabbricazione della falsa moneta e la sua emissione. La


moneta falsa pu esse're fabbricata in un luogo e posta in cir
colazione iii un altro a due o. trecento leghe di distanza, in un

paese straniero a quello nel quale essa fu fabbricata. Ein


ossibile che si contraffaciano o si alterino monete senza avere
intenzione di spacciarlez, possibile che si tenti la contraffa
zione
di alcuni
pezzi avere
di moneta
conformata
un vano
illecito
guadagno,
ma senza
ancora
tla desiderio
risoluzionedi positiva

300
di fare questo guadagno. Finalmente, quanto tempo si lascia al
pentimento, ed almeno alla desistenza volontaria. fra latto pre

paratorio e l emissione della falsa moneta!

Ma dall una parte, voltacch la falsa moneta fu fabbrica_ta,


nulla avvi di pi facile quanto la scroccheri_a di cui essa lo
strumento. Dallaltra, questo delitto pu essere, iu'certi casi,
di una gravit straordinaria in forza del timore che esso spande,

e per il numero delle vittime che pu colpire e delle persone


che possono prendervi una parte involontaria. Finalmente, la

fabbricazione della falsa moneta un atto COst fattamente pre


meditato, ripieno di tante difcolt, e cosi di rado conciliabile
con oneste intenzioni, _cbe difcile di non attribuire alla-

gente la risoluzione di trarre un profitto illecito dallo stromento


che si procurato.
'
Parimenti, urtmendicante od un vagabondo di professione,
fornito di armi e munito di lime o di grimaldelli, o di altri
istrume'nti atti a procurargli i mezzi a commettere furti, viene
sorpreso vagante , di notte , attorno ad una ca3aabitata. Questi

atti erano probabilmente atti preparatori del delitto di furto,


non erano un principio di esecuzione. La leg e pu non di
meno descriverequesti atti, e dichiarare che il oro autore sa'r
perseguitato come ladro, dando carico per allaccusa di com.

pletare con altri fatti la risoluzione criminale, e libero all ac


cusato il dimostrare che questi fatti non erano che l innocente
risultato di una Combinazione singolare. Del resto, diciamolo

una Volta per tutte, noi sregliamo i nostri esempi un po al


I azzardo, unicamente al fine di spiegare il nostro pensiero,
e senza troppo esaminare, se chiamati a fare una legge, deci

dcremmo tutti i casi particolari che abbiamo immaginati a forma


di esempio precisamente nella medesima maniera.
.
Ci che importa di notare si , che al legislatore si offrono

due vie. Descrivendo alcuni fatti particolari che ein stima essere
atti reparaer di un delitto, egli pu autorizzare la procedura
del oro autore come prevmuto de delitto che gli atti descritti

sono obbligati a predisporre. La quistione giudiziaria consiste


allora nel sapere se gliatti di cui si tratta, esistendo realmente,
furono o _no fatti al ne supposto dal legislatore.
In caso di affermativa, essendo ricnnosciuta la risoluzione

criminale della ente per lesecuzione del delitto preparato, la


legge gli deve iniggere una pena di molto inferiore a quella
che avrebbe subita se il delitto fosse stato eSeguito. Lo sconcio,
effettivamente si limita ancora al danno; la 'desistenza volon-'
taria era ancora possibile: nalmente anche linteresse mede

30|

simo della societ e {la pubblica opinione esigono im eriosa


mente che vi sia una (prende differenza fra la pena

ell atto

preparatorio e quel-la cl delitto consumato. Non di meno, la


pena pu essere in un certo ,t'8p io culla natura del dovere
violato dalla risoluzione crimina e. hssendo questa risoluzione
conosciuta, la dilferenza fra latto consumato e l atto preparato

non consiste pi che dal pi al meno.

i ..

In caso di negativa, al COHI'&FIO, l_ accusa scompare intie


ramente; non ne criminale, non fatti illeciti.

Allegislatore si offre un secondo mezzo. Considerando il


fatto speciale che ha descritto, Come up atto" dannoso per la
Sicurezza pubblica e priva, ESSO. pilo. Fame un delitto sui

generis. Entra allora nella classe dei fatti occasionali. Gli sono
applicabili allora le osservazioni che ablnamo_atte sopra questo
soggetto. Sono parimente a temem gli abiiSi che abbiamo in
dicato. Finalmente la iena deve essere in questo caso uella

che riservata alle Violazioni delle leggi di polizia I fatti


allora non si collegano pi al fine criminale, di cui essi sa
rebbero stati atti preparatori.

Ora i due mezzi non sono incompatibili. Il medesimo fatto


pu essere sottoposto a processo prima come atto preparatorio,
e nel caso, nel quale la risoluzione criminale non fosse ricono

sciuta, pu essere punito come delitto sui generis, come vio


lazione di una leg e di
lima.

' Per tal modo, eccezionalmente; la legge pu reprimere gli


attipreparatorj sotto due aspetti.
I
Considerando alcuni fatti sotto un punto di vista generale,
come mezzi occasionali, ma facili e dannosi, di delitto, e
proibendoli come atti attentatori alla pubblica sicurezza: leggi
di polizia:

Eccettuando dalla regola generale alcuni atti, i quali, per

la loro natura e per le forme esterne, si avvicinano agli atti


di esecuzione in questo senso, e ,CIO<_\. che essi sono propri a
segnare, no ad un certo punto, il disegno criminale, e auto

rizzando anche la procedura contro gli autori di questi fatti,


specialmente preveduti dalle leggi e descn'tli dalle medesime,
come revenuti di atti preparatdri al delitto.

Dl)on tutto ancora se prestiamo lede a Salustio. (Bell.


Catil. c. 52 ). Catone, parlando della cospirazione di, Catilina ,
diceva al Senato Romano: 44 Lom>c mifzi alfa menav est, cum
res alque pericula nostra considera, et cum ,rententias non

nullorum mecum ipse reputo. Illi n;ihi disseruiss'e videntur


de poemi eorum qui patriae. parengus, an's atque foci: sui;
Rossi. Dir. Pen.

26

303

bellum paravre. Res autem monet cavere ab illis magia,


quarn quid in illos statuamus consultare Nam caetera tam
perseguare, ybi cta sunt;lzoc nisi provideris, .ne, accidat,

ubi evenit, ustra judicia implores. n

,,

Dalla sua osservazione ne deduceva il senatore romano una

esorbitante conseguenza sotto il pretesto della utilit pubblica,


esso concludeva a ci che, senza altra forma di ' processo , i

complici"di Catilina fossero uccisi nelle loro prigioni. Tutta


l'eloquenza di Cicerone non impedir mai che _esso venga dai

posteri accusato dessersi reso c0lpevole d una violenza, assai


propria a confermare il popolo romano nellopinione, che la
forza ed il successo tutto possono giustificare, e che le leggi
e le instituzioni _le_ pi sacre non valgono ad arrestare l uomo

rivestito del potere..Cosi, alcuni anni dopo, Cesare spiacque


ad un piccolo numero di romani, ma non sbalordi alcuno.
Nondimeno, il pensiero di Catone era giusto. Devesi anche, \.
prenderlo in un senso largo: non solo il tentativo, ma gli atti
pre aratori di alcuni delitti, specialmente dei delitti' di alto

tradimento , hanno questo di particolare, che, se si aspetta la


loro esecuzione, trop

tardi sovente onde salvare lo Stato,

od almeno per porre l ordine pubblico in salvo daipi dan_


nosi attacchi. Assai dispvente una falsa indulgenza addiverrebbe

la causa di una

uerra civile: troppo di soyvente sfuggirebbero,.

in forza dell efetto alla punizione'meritata.


Conveniamone adunque: avvi una terza specie di atti pre

aratori, che il legislatore, cui spetta l obbligo diconservare


lordine pubblico, deve desiderare di reprimere colla sanzione

penale, anche allo'raquando non possibile di dare prima una

precisa descrizione di ciascuno di questi atti particolari.

questo ci che essenzialmente distingue questa terza classe


di fatti dalla seconda.
Ma osando di impossessarsi di questi fatti ,' il legislatore
costretto mettersi sopra un terreno assai sdrucciolevole. Alloraw

la giustizia si circonda di una quantit di danni, e si abban- .


dona a tali azzardi, per cui a stento si pu in lei scorgere,
nella calma, quella gravit, quella prudenza che la distinguono

dalla passione e dalla violenza politica.

,,,7

Trattasi d allontanarsi di pi in pi dal fatto materiale e

diretto per risalire, col soccorso di mezzi indiretti e perigliosi ,


fino alla. risoluzione criminale. I pi notevoli esempi di questo ,
processo legislativo , i soli, forse, nei quali questo abbandono

del principio fondamentale possa essere giustificato, sono la


cospirazione ed il progetto di tradimento per parte di alti
\

. .e.'

303

funzionari dello Stato, ci che si potrebbe chiamare tradimento


ministeriale.

Questi'esempj almeno presentano il punto estremo che il

legislatore pu osare di raggiungere colle sue eccezioni alla


regola fondamentale, imperocch non teniamo calcolo della sem

plice minaccia e della proposizione male aggradita.


La risoluzione, che l uomo si affretta di manifestare mi
nacciando la persona che si propone di offendere, in generale

' si poco dannosa,e pi di sovente si poco seria, che la_ ini

naccia', specialmente se essa verbale, non merita punto des


sere contemplata dal legislatore; alla pubblica e privata Sicu
rezza dev0no bastare alcune precauzioni di polizia. Anche la
minaccia per iscritto ci sembra oter essere repressa solo con
una pena leggera. D altronde, o dicemmo gi , non questo

un" atto preparatorio. Colui che minaccia spiega. il suo progetto.


'La punizione della minaccia sarebbe in questo caso una ecce
zione allimpunit della risoluzione criminale, considerato il

modo particolare della sua manifestazione. S la. minaccia fu


un mezzo di estorsioni o di un qualunque delitto, non pi
la minaccia in s medesima che sia l oggetto della punizione,
ma 'un altro delitto, ovvero il tentativo di questo delitto.

Quanto alla semplice proposizione, alla'proposizione non


aggradita, forse necessario di dimostrare che questo atto non

dovrebbe giammai annotarsi fra i delitti? Come osare qualificare


come delitti, semplici parole, parole riportate da quein stessi
ai quali vennero 'confidate, se realmente fossero state dette,
parole che facile male interpretare, svisarne il senso a bella
posta, un gatto, in fin, che, di sua natura, non ammette testi

monianza imparziale e degna di fede? Come assicurarsi che la


proposizione era. seria; che essa esprimeva propriamente una

risoluzione criminale, piuttostocch un biasimevole desiderio;


ch essa era l espressione di un progetto stabilito, pi forse che
l esplosione di un impeto di collera, una bizzarria della animo

site dellodio? Se gli uomini fossero fermi a voler fare tutto


ci. che immaginario e_ tutto quanto dicono, questo mondo non

sarebbe un posto sicuro per il piccolo numero di quegli uomini


i dicui pensieriele di cui parole sono immuni da rimproveri.
Fortunatamente ci non si avvera. Si immaginano e si dicono
cose eccellenti che non si fanno. Ma avviene lo Stesso di una

naturale quantit di cattive immaginazioni e cattivi progetti.


Per qual ragione dovrebbe il legislatore _imputarli a delitto?
Questo { un ufficio riservato ai Tiberj. '
'
La cospirazione e\ un fatto pi positivo, pi materiale, con

304

caratteri meno indetermiuati che la semplice proposizione. Oc


corre una proppsnzmne, pi un concerto ha molte persone, ed

una risoluzione fra di loro stabilita. Ci suppone riunioni, e


mezzi di comunicazione, circostanze e fatti pi o meno mate
riali. la reiterazione dei medesimi atti, un.luogo determinato ,

un tempo pi o meno lungo.


Tutto ci vero. E vero altresi che una tale cospirazione
pu immaginarsi, c0me anche un tale assieme di circostanze e

di fatti materiali che lascerebbe pochi scrupoli sulla giustizia,"


ed i vantaggi della legge penale, la nale tenterebbe di risalire
alla risoluzione criminale, coll aiuto i questo atto preparatorio.
Ma, che si _noti bene, se si immagina una legge che descrive

una specie particolare di complotto, ed infatto un delitto spe


ciale, si fuori della quistione. L atto previsto allora rientre

iebbe nella seconda delle tre categorie che abbiamo numerate,


Trattasi ai contrario di spiegare il complotto in una ma
niera generale, come.una risoluzione concertata'l'ra due persone .
o fra un maggior numero?_Ma allora, quantunque il complotto
sia un fatto meno fuggitivo e meno incerto che la semplice

proposizione non aggradita, quanta,iiudeterminazione nella, legge!


Da fatti tanto insignicanti in s medesimi, come lo sono quelli
di vedersi, riunirsi, parlare, discutere , come arrinre al di

segno criminale? Se il complotto non fu per anca susseguito


da alcun atto preparatorio, sopra qual base si si appoggier
onde impossessarsi della risoluzione dellagente? Non si avranno,

come per la proposizione non aggradita, che parole riportate ,


commentate da Complicio. da traditori.Saranno analoghi i dan
ni, qpasi cos facili gli errori.

._

u, per verit, essere che esistano scritti i quali pro.


vengano dain accusati.

- _

'

Altri fatti materiali, altre circostanze Possono aggrupparsi


attorno al fatto del complotto, e dare a lui pi consistenza ed

una formai esterna pi determinata epi sensibile. Ma non


avendo il legislatore descritti e voluti come elementi del de

litto queste circostanze e questi fatti, il complotto non cessa


di appartenere alla categoria , di cui ci occupiamo in,questo
momento, sar possibile che si verifichi la procedura, senza alf
cnna di queste circostanze, sono lunga dallo scomparire i danni
dellaccusa e del giudizio.
,
'

..,1 Noi non facciamo qui che, tutto al pi, indicare la teoria
del complotto in materia di crimini politici, la svilupperemo
trattando special-incute di questo soggetto, alloraquaudo espor

remola teoria di ciascun delitto in particolare.

305

Tuttavolta, dalle considerazioni suesposte risultadi gi :'


'i. Non essere troppo dannoso porre nel. numero dei de
litti il complotto senza alcuna speciale distinzione,
z. Che se il legislatore si determina ci non pertanto a

collocarvelo, deve almeno dare alla legge il correttivo di al


cune particolari garanzie a questo genere
minali,

'

'

procedure cri
'

3. Che queste garanzie devono porre l accusato al salvo

da una condanna che non si baserebbe che sopra semplici pa


role a lui imputate;

v-

4. Che anche allora che fossero accordate queste guareu


tigie, non sarebbe legittimo, viste lenumerose qualit di errori
che offrono simili indizi ed indipendentemente dalla gravit
del delitto in s medesimo, di Colpire gli autori di un complotto

con una pena troppo se_vera e specialmente irreparabile.


Il tradimento commesso dagli alti funzionari dello Stato ,
rarticolarmenttr dai ministri, e un delitto che si presenta al

legislature sotto un aspetto che lo distingue dal medesimo de


litto commesso o tentato da un individuo qualunque. Sotto il
rapporto della gravit morale, ci evidente: il ministro tradisce
la particolare condenza che lo Stato gli accorda, tradisce la
patria e viola i suoi doveri me ministro. Ma il delitto mi
nisteriale inoltre dannoso particolarmente in questo , che i
ministri hanno a loro disposizione mille mezzi di commetterlo

senZa che prima possa essere conosciutb il loro progetto. Vo


gliono essi dare in mano al nemico la loro patria, possono ba
stare a consumare questo delitto lammissione di alcuni ordini,

il ritardo di alcune misure. Vogliono essi sci-damente minare


il sistema politico stabilito, quanti non hanno in loro potere

mezzi irriprovemli, legittimi! quante occasioni di fargli dei


nemici, di raffreddare lo zelo dei suoi difensori, di corrom

pere la pubblica opinione , di trascinare la corona a perniciose


misure, di guadagnare dei partigiani col sistema contrario!

Bisogna riconoscerlo, i ministri hanno nelle loro mani


tanti mezzi, tante occasioni di nuocere offronsi ad essi natu
ralmente, s grande la loro

tenza, si estesa la loro inuen

za,cha se non si potesse accusar i di tradimento che dopo il vero


principio di esecuzione, parimenti, se non si potesse porre a

loro carico altri atti preparatori che quelli cliela legge avrebln
formalmente previsti ed esattamente descritti,v laccusa n0n po.

trebbe mai aver luogo. Essa sarebbe sempre o prematura o


tarda: troverebbe sempre od un ministro innocente od un
ministro di gi troppo forte e padrone dello Stato.

306
Ci che pu rivelare quale sia il fine vrsn- il quale pro
orde un ministro, non sono gi i fatti particolari, ma linsie
me degli atti ministeriali. Non gi 1' esame materiale di tale,

o di tale altro atto che puilluminare la coscienza dei giu


dici di un ministro. Diciamolo francamente: il giudizio deve
essere ad una volta un atto di giustizia ed una valutazione
politica dell insieme dei fatti ministe'ria'li. Un atto che , consi
dorato isolatamente, sembra immune da rimproveri, pu essere

elemento di convinzione, se lo si considera nei suoi rapporti con


una folla di altri atti odi altre circostanze: Un atto, che sembra

indifferente per i seni immediati effetti, pu essere funele alla


salute dello Stato per le sue lontane conseguenze: un attoche,
a primo aspetto , non che uno scu5abile errore, racchiude forse

un ostile mancanza contro le pubbliche libert.


0 bisognawnncedere allaccusa di comprendere un grande
assieme di fatti e di circostanze, di presentarne un valore po
litico , e deduvne a carico dei ministri la prova di un progetto
criminale; ovvero e mestieri rinunciare a difendere collezione

giudiziaria lo Stato controi delitti ministeriali. Sarebbe invero


ridicolo lo sforzarsi a immaginare e descrivere prima un certo
numero di fatti speciali , di farne i soli capi di accusa possi

bile contro un ministro, e. di aspettare in seguito che questo


funzionario , il quale ha sotto la sua mano mille risorse , mille
mezzi , mille raggiri, venga a gittarsi a testa bassa in uno di-
questi delitti definiti. Fennarsi- ad un simile sistema , sarebbe

rinunciare alla difesa dello Stato contro i ministri altrimenti


che colla forza. Nulla verrebbero i giudizi, a meno che uno si
violasse apertamente la legge, ed all' occasione li si trasmu

tasse in puri atti di;poteuzapolitica.

r-r

'11..

Questa dottrina, che sarebbe iniqua rispetto ai particolari,


non tale rispetto ai'ministri, non solo perch niuna tenuto

di:accettne queste alte funzioni e di collocarsi forzatamente

sotto la legge eccezionale, ma perch in ultima analisi pi


facile ad.nonesto-ministro, dotato di alcuni lumi c di una

certa fermezza di carattere, di mettersi al coperto di nn accusa;


azzardata di tradimento, di quello che non lo sia ad un sem

plico particolare di* evitareiper la sua condotta di essere involto


a torto in un processo di cospirazione. Basta che un ministro
non voglia solamente non chiudere l orecchio al grido della
pubblica opinione, e che tostcch la conservazione del suo posto

incompatibile col compimento dei suoi doveri, non ricalcitri


davanti all obbligo di rassegnarlo, ed-allora in luogo di ca
lunniose accuse e-di ingiuste'condanne, troverr rinomanza e

_ 307

gloria. mestieri dire che siano immense le seduzioui del po"


tere materiale, poich si vedono sovventi ubmini. in fondo
onesti e dotati di grandi talenti, impicciolirsi, ranicchiarsi
in un seggio ministeriale onde Siib_iiVi triste e dannose neces

sit , piuttostoc;h mostrarsi agli occhi della patria in tutta la


randeiza di un cittadino che abdica un potere che non poteva
pi impiegare a servirla. Si pu cos fermamente chiudere nel
medesimotempo le orecchie ai comandi della nnrale ed ai
consigli del vero interesse personale?
'

Descrivendo le esgcnze politiche dello Stato rispetto ai suoi


ministri, non obliamo per che un ministro e un unmo , che
anche lui ha diritto alla giustizia ed alla protezione delle leg
gi. Quali che siano i vantaggi che gli offrono le circostanze

speciali nelle quali egli si trova collocato, sempre vero per


che gli si toglie il dintto'di non essere _processato_che per de
litti speciali e- deniti, gli si deyono accordare delle garanzie
particolari proprie ad afevolire i danni di questi processi.
Queste garanzie si trovano nelle forme dell accusa, nella
scella del tribunale, nelle forme del giudizio, nella indi

retta inuenza che la corona pu esercitare per la protezione


dell accusato. A noi non appartiene lo.sviluppare qui l' azione
di queste diverse molli della organizzazione politica dello Stato, '
questi sviluppi sarebbero trop o estranei al nostro soggetto.
Noi solamente noteremo, che

azione di queste molli non

interamente a legittimo protto dell accusato: essa pu an


:he addivenire per lui una causa di danno, un mezzo di op

primerlo. La passione pu facilmente accecare e trascinare


corpi, assemblee politiche per essenza , acmsat0ri e giudici oc

casionalmente. una garanzia quella di non potere essere ac


cusato che dalla Camera dei Comunii, ma se una numerosa mag

giuranza, violenta, appassionata, sostenuta da un pubblico fuor-_


viato , si impossessa di una temeraria accusa , e si accanisce a
metterla in atto, facile all accusato forse, ai Pari, alla stessa
corona di resistere all azione di una si potente leva, e di non

immolare una vittima alla vendettaed all odio?

Occorrono speciali garanzie, stabilite prima in tempi cal-4


mi ,-allora 'quando il legilatore lontano dal ssarsi sopra al
cuna immediata c speciale, applicazione.
Queste addizionali garanzie si debbono cercare nelle len
tezze della procedura -e nella scelta della pena.
La forza pu senza dubbio, in alcuni momenti, rovesciare

ogni argine. Questo non un motivo per rinunciare prima ai


mezzi di trattenere l impeto della corrente. E vi ha pi resi

3n8 .

.1

stenza che non lo si pensi,anche per gli uomini appassionati,


nelle regole e forme da lungo tempo stabilite. #2
m
La pena non deve essere irreparabile: ed anche inutile
o non necessario che sia gravissima. Se non la in s stessa ,

la tale per relativamente allindividuo che colpisce. Inter.


dire coll esilio ogni politica carriera ad un ministro che ebbe
il potere ira le mani, connarlo a tempo in una fortezza, e
tagliare con ci ogni la di intrigo ed ogni calcolo di ambi
zione, sono pen in rapporto col delitto e che soddisfano a tutte
le condizioni che cerchiamo nella legislazione criminale.

_ Noi sfuggiamo con ci a tutto quanto vi ha di irrazio


nale e d odioso nella applicazione di pene infamant, e se pro
poniamo l esilio, guardiamoci bene dal conlonderlo col bando,
il quale, slando ai termini della legge francese, apporta con

lui tutti i caratteri di quelle'pene inl'amanti che respingiamo.

A pi f0rte ragione interdiciamo la pena capitale. Quale che


sia la legittimit assoluta di questo modo di punire, dimostr
un celebre scrittore, collo studio dei fatti e con una irresisti

bile forza logica, in un tempo nel quale il suo stesso libro


era una nobile e coraggiosa accusa , che la pena di morte ap

plicata aidelitti politici-era incompatibile collo stato della so


ciet moderna (I). Se il principio che ha.pnsto a iplicabile
rigorosamente ad ogni colpevole di questo genere di delitto_',
ein lo specialmente ai ministri, di cui laccusa ed Il giudizio
sono sempre pio meno abbandonati alle passioni politiche ed

ain odi privati.

'
CAPITOLO XXVIII.
Dein atti di esecuzione._

La teoria degli alti preparatori ci ssa il punto di par;


lenza per lo sviluppo della teoria degli atti di esecuzione. E
nondimeno importante di evitare con una nuova analisi i un

merosi equivoci che si p_ossno ancora incontrare. trattando

questa'essenziale quanto delicata parte del diritto penale.


Finch non si tratta che degli atti interni. od anche di

atti esterni semplicemente preparator' . il delitto di gi co


minciato subbiettivamente, ma non 0 biettr'vamente. Il generale
(1) Questo autore- Gnirot, nella sua opern. - Della pena di
morte in materia politica. - De la peine de mort en inutire politi

que, 4821.

Il Tradut.

309
diritto di sicurezza e. di garanzia pu avere di gi avuto gravi
attacchi, ma lo speciale diritto, la di cui.violazione costituiva

il ne diretto del delitto, non fa ancora scalto, neppure diret


tamente attaccato; esso ancora in tutta la sua integrit. L e
sistenza delluomo che vuole mettere a morte il sicario ambu

lans cum telo , non ha ancora avuto ferita. E quanto neo os


servarono tutti coloroi quali trascurronti di distinguere gli

atti preparatori dal tentativo , distinzione tanto importante per


quanto quella che si not esistere fra il tentativo ed il delitto
consumato.
,
Comparendo la designata vittima , lassassino comincia il

suo attacco con un primo colpo. Fermiamo in questo momento


il braccio di lui. L assassino cominci anche obbiettiua-mente.
Che ad un tratto esso cangi di volont, che, genuesso ai,piedi

della sua vittima, implori il di lei perdono, e gli sia prodigo


di soccorsi, sempre vero che cominci l assassinio.
Se il colpo non era mortale, la vita delluomo attaccato p0

teva ancora essere salva, essa poteva esserlo, che si noti bene,
sia per un qualunqueavvcuimento , sia per un cangiameuto di
Volont nell agente criminale. Il delitto non era dunque consu
mate n subbiettivamenle , n obbiettivamente.

Non sarebbe giusta questa conclusione , nel caso nel quale


il sicario avrebbe avuto l intenzione di ui:cidere con un primo

colpo, se all effetto aveva impiegato ' e,r ci mezzi ordinaria


mente sufcienti, per esempio, un c po di fucile, caricato in _

modo da darela morte?


In questo caso, il delitto che non consumato obbiettiva

mente, pu considerarsi consumato subbettivamente. Nulla pi


altro rimaneva ad operarsi dall agente: non pu dire daverlo
solo cominciato; esso delitto mancato.

Parimenti, concertare l avvelenamento di una persona ,


comperare veleno, condarsi allindividuo, incaricato di som
ministrarlo , non ancora che preparare .lavvelenameuto; non
havvi ancora principio di esecuzione , vero tentativo.

Il veleno v::rsato:, si sta per presentarlo alla vittima ,


non esitiamo ad affermare esservi in questi atti. tentativo e che

dura no a tanto che il colpevole ancora in istato di impe


dire la consumazione del delitto , o che un qualunque avveni
mento pu s0spenderlo.
_
In liiottito il veleno, il delitto consumato aubbiettiva

mente. 6L avvelenatore ha compiuto l atto che si era proposto


e nullaltro _gli rimane a farc. Ma una qualunque circostanza,
una medicina, che l avvelenato dovea prendere alla stessa ora ,

.3|0

neutralizza 1 azione del veleno, allinsaputa del. colpevole. Il


delitto allora gli mancato.
: ' . _

Per tal modo adunque , il delitto solo subbiettivamente co


minciato, non che una risoluzione criminale , ovvero

un

atto preparatorio. Noi ne abbiamo di gi parlato. '


Egli il delitto cominciato anche obbittivamente che co
stituisce il vero tentatv'o , ed il tentativo cimtinuano a tanto

che l agente non consum gli atti che avea destinato di com
piere, ed il cui assieme costituisce lacompleta esecuzione del
delitto.
.
,i- ,
Il delitto consumato subbiettivamente , ma non obbiettiva

mente , un delitto mancato.

be nulla manca pi al delitto, anche obbiettivamente ,


'un delitto consumato.

..-

I v

CAPITOLO XXIX.
Dell attentato.

_<

Dallanalisi che precede risulta che il.v_ero attentato si


conosce da due essenziali caratteri.

'.

i, Unprincipio di esecuzione dellatto, ovvero degli

atti che costituiscono il fatto materiale avuto di mira dallau


tore ,
.
'
"

a. Una esecuzione cominciata che possa per ancora es

sere sospesa, ovvero interrotta, anche in forza della v0loqt


dell autore dell attentato.
Un ladro tiene di gi in sua mano il rotolo doro che

trov nella scrigno che apr. Preso-da pentimento o da timo


re , in luogo di portarlo via, ricolloca questo oro al posto
d onde lo prese , esce , e rinuncia al delitto. Ecco un tentativo
molto prossimo, nondimeno non era interamente consumata
la detractio rei aliena. L oro non era ancora involato, ma
aprire lo scrigno e trarre da quello loro , erano due atti che

costituivano, collatto finale della presa del medesimo, il delitto


progettato, iqurto.

'

Tra questi due atti, quello di levare l oro dal posto

in cui giaceva e di portarlo via , poteva lautore del delitto


essere sorpreso, poteva sopravvenirgli uno svenimento -, come
-aWenne a quel falso testimonio che non ebbe il tempo di ter
minare la sua deposizione, ma poteva anche esso stessqcan
giare di volont, e non ultimai'e-l esecuzione del furto.

Forse possibile poter determinare, e noi insistiamo su

3| I

questa osservazione, con una legge ed in un. modo generale


i caratteri precisi, dai quali si possa conoscere in ogni caso il
principio di esecuzione del delitto, e distinguerue gli atti da

quelli che non sono che preparatori.

'

. f ugualmentediffrcile. in molti casi, determinare listan


te preciso nel quale il delitto cess dessere un tentativo, e

prese il carattere di delitto consumato. Nel caso che noi pro


ponemmo, se il ladro si allontanava dallo scrigno, .se stava
per sortire dalla stanza coll oro involato, poteva dirsi consu

mato il delitto? Occorreva che ein fosse sortito?


Non meno difcile, in alcuni casi, di conoscere se lese

cuzione di due delitti poteva ancora essere sospesa, o ritrattata,


anche per la volont dell agente.

Sono queste quistioni tali, il di cui esame e la di cui so

luzione conviene lasciarla, in ciascun ,caso particolare, alla giu


stizia pratica. Dovunque sar bene organizzato il potere iu
diziario,ysi formeranno dei precedenti, e, in ca 0 a qua che _
tempo, dottrine che lascieranno ben poco da desidbrare.
Lalegge non deve stabilire che i principi dirigenti. La
giurisprudenza ne dona in seguito lo sviluppo e ne trae le re

gole speciali di applicazione per ciascun caso particolare.


_
Nellapprezzamento degli atti che costituiscono I attentato
si incontra anche-unaltra difficolt, essendo questi atti un

principio di esecuzione , sono certamente un mezzo meno dan


noso- onde risalirer al .disegno dellagente , di quello che non

lo siano gli atti semplicemente preparatori. Nondimeno vi han


no dei fatti che non bastano a togliere al giudice ogni incer
tezza relativamente. alla risoluzione interna dell agente. Ci
in special modo vero di quegli atti i quali possono essere ad
una volta I esecuzionecom aleta di un delitto sui generis , ed

il principio di un-alt'ro de. itto. Se furono dati dei colpi, se


furono fatte ferite col progetto di uccidere , in questo caso , e
in questo caso solamente, havvi tentativo di omicidio. E evi

dente che il dubbio non pu essere risolto che collinsieme delle


circostanze-accessorie; al giudice occorre la prova di qualche

cosa di pi della sola ferita.

nr Matutte queste pratiche difcolt non affievoliscono, per


quanto ci sembri , la solidit dei principi che noi abbiamo sta
biliti. La distinzione fra latto preparatorio, il vero tentativo
(ed il delitto mancato non sussiste meno in tutta la sua forza
Essa

fondata sopra la natura delle cose. - gE-R'I

Mv

'a Essa fu nondimeno trascurata in quasit:h tutte le legi


slazioni,e, fra le altre, nel Codice francese. I caratteri dellat

'

312

tentato sembra siano stati espressi rettamente: u Toute tentativo

de crime que aura l_ manifeste par des actes exte'rieurs


et soivie dun commen-eement dxe'cutin , si elle na t

a suspendue, ou na manqu son effet que par des circonstan


ces fortuites , ou indpendantes de la volont de lauteur,_ est
considere, etc. Art. a. C. P.
Manileste par des actes extrieurs et suivie dun com

mencement lxicution. Vale quanto dire, che ogni atto


esterno fatto in conseguenza di un progetto criminale non ha
sta onde costituire lattentato; occorre un atto di esecuzione.

Questa limportante verit che cercammo di stabilire colla


nostra teoria degli alti preparatori;

Si elle na e'te' suspendue qua par des circnnstances in


dpendantes de la volont de l auteur. Questa espressione
sembra far supporre che l, attentato potrebbe essere anche su
speso dalla volont dellautore , che ancora una delle circo

stanze che caratterizzano il vero tentativo, e lo distinguono dal


delitto mancato.

'

Ma la sanzione penale. aggiunta alla disposizione del co


dice francese, e le parole dell oratore del governo nella espo

siziotte dei motivi, gettano spesse nubi sul testo medesimo


della legge. Toute tentative
est considne comme le cri
me mme. n Perch? u Lauteur de la tentative, disse il si
gnor Trei-lhard imitando Filangeri, u a commis le crimc au

tant quil etait en lui de le commettre. n Questi un con


fondere latentatu col delitto mancato.

Imperocch se si parla del vero attentato , come si pu


egli affermare che lautore commise il delitto per quanto stava
in lui? Se non era che cominciata la esecuzione , era padrone
di. interromperla. Se era ultimata , non aveavi pi tentativo,
ma delitto consumato, almeno. subbiettvamente: solo in
questo caso che si pu dire che l agente fece tuttoci che si
era proposto di fare.
'
.
Il fatto che il legislatore rioni sotto il medesimo capo
e sotto il medesimo nome due atti essenzialmente distinti, che

loro applic la medesima pena, e, ci che peggio, quella


pena che dovevasi tutto al pi riservare per Il delitto man
cato

er il fatto il__pi grave.


)opo aver dimostrato che, per via di eccezione, l atto
preparatorio medesimo poteva essere punito tutto le volte che
il ubblico
interesse
lo avesse richiesto
, e che
ciall)e
ha i mezzi
di procedere
razionalmente
, e la
di giustizia
garantiresola
legittimit detta sua azione, sarebbe assurdo di arrestarsi a pro

3i3

vare che il vero tentativo in si: stesso punibile. Gli atti clic

lo costituiscono hanno un rapporto diretto ed immediato colla


risoluzione criminale. Il male morale, ed il male politico pre
sero un grado di gravit superiore a quello degli atti pura
mente preparatori.

.
N_on rimane adunque da esaminare che queste quistioni:
In qual caso linteresse sociale esige la punizume dell atten
tato? Quale ne deve essere la pena?

'

Lattentato pu essere vano e non arrivare alla consuma


zione del delitto.

Per lassoluta impossibilit dei mezzi e del fine;


Per una impossibilit che chiameremo relativa;
Finalmente per la desistenza dell'autore.
La soluzione delle quistioni sopra esposte non potrebbe

essere la medesima in queste diverse ipotesi.


CA PITOLO XXX.

Dell'aentatq vano per la impossibilit dal mezzo,,o del fine.


L attentato vano pu presentarsi sotto molte forme.
L autore dell attentato somministra del nitro, credendo
sia arsenico.
_
Batte un uomo di gi morto, non credendulio che addor
meritato.

Tenta un parricidio su di un estraneo che crede suo padre.


. Pronuncia alcune formole, ed impiega certi ingredienti ,,

convinto che con questo mezzo pu, a sua volont, produrre


la peste ed infestarc una citt.
_
A vero dire , si abusa di Parole chiamando questi atti un
tentativo di avvelenamento, di omicidio , di parricidio, ecc.

Dacch l' attentato un principio di esecuzione , non po


I trebbe esservi attentato quando si si propone di fare l iinpossi
bile. ovvero alloraquaudo si propone

i farequanto possv

bile con mezzi assolutamente fuori di proporzione col ne. Se


non vi ha follia, pu esservi pe,rversita morale_ accompagnata
da ignoranza o da errore; ma non si pu cominciare che cm

che possibile, imperocch lidea del principio suppone la


possibilit di raggiungere il ne ,_ colla plicazione pni o me
no prolungata del mezzo. 'Il fan.cml.lo ore att_mse acqua con
una ciotola in mare, da _ein prmcquo allascmgamento del

lOceauo'l questo forse uriattentato per porre_ al secco il


globo terrestre"! Ma guratevi invece alcuni uomini che ope

Rossi. Dir. Pen.

27

314

,
rino qualche cosa di simile attorno ad una cisterna , e voi)
concepite immediatamente l'attentato dellasciugament. Col

locato questa cisterna in un deserto; e. potete allora vedervi


l attentato di un grandelitto.
La diversit di opinioni che si incontra su questo soggetto
appo i criminalitti, forse dovuta a questo abuso di arole.
Gli uni esentuano questi fatti da ogni pena, mentre clic gli
altri propongono una punizione pi o meno grave. Alcuni fra

loro si limitano a misure di polizia e di precauzione da 'pren


dorsi verso gli autori di questo fatto. .

' Se il pensiero criminoso, quando non potrebbe essere ri


velato che per mezzi diversi dagli atti tendenti 'a realizzare il
delitto progettato , non deve, d'ordinario, essere oggetto della
giustizia umana, per la stessa ragione; lattentato vano per
l impossibilit de mezzo o del ne, deve rimanere impu

nito: iritperocch, nella ip0tesi data, gli atti commessi non


hanno una criminosa tendenza, relativamente almeno al delitto

principale imputato al loro autore. Che questi abbia data la


morte all uomo sul quale ein ha scaricata lai sua arma da

fuoco , oppure che il colpo gli sia mancato , ugualmente vero


che, se questuomo gli era estraneo, egli non commise n pot

commettere su questo individuo il delitto di parricidio.


Se gli atti commessi non hanno, in realt alcuna tendenza
verso il crimine specialdche si suppone essere stato progettato.
come congiungerli a questo delitto? Come_ affermare che essi
lo preparavano , e che ne erano il prinmpm dl esecuzione?
Questi atti per s Stessinulla rivelano, essi sono muti. Ferire

un m0rto Un fatto che non denuncia un progetto di omicidio :


somministrare del nitro un atto Che, per s medesimo, non

indica punto lntenzion'e di dare la morte per avvelenamento.


Ocmrruebbe cerare, adunque, i mezzi di prova fuori di questi

atti; sarebbe mestieri agire come se qoesti atti non avessero


esistito. Ma allora non sarebbe concludere, cos come lo vuole

il buon senso, della esistenza dei fatti da quella del progetto


criminale, ma invece dell esistenza del progetto criminale alla

criminalit di questi fatti. Questo varrebbe quanto dire, che

bisogna dimenticare un principio essenziale del sistema penale,


per cadere iii tutti ,i danni che accompagnano la punizione
del pensiero. 7

'
D altrnde, anche alloraquando la risoluzione criminale

sarebbe certa, ove il danno per la societ? Ove e il male


materiale? Che importa a lei, si tentiuo di questi fatti im
possibili ?

315

Qu'esti fatti, dirassi, prdvano una perve'rsit che a te

morsi. Si vuole dunque sorpassarei confini della giustizia pe


nale , perseguitare e punire la perversita in generale, sotto il
pretesto di un atto c re non ha prodotto alcun male materiale,
nemmeno un danno, un ragionevole allarme? Allora vi sarebbe

pi ragione ancora a punire gli uomini notoriamente viziosi


ed abbandonati a funesta abitudini. Essi sono. i a temersi di
quello che un pazzo che tenta una volta di liireun atto im
possibile.

_.

Aggiungete che la pena initta a questi atti sarebbe ri


provata dalla pubblica opinione, e renderebbe la legge odi0sa
ai cittadini;
e
"
E inutile, nalmente, rimarcare che se i itti denunciati

come attentato di cosa impossibile hannonon di meno pro

dotto un delitto sui generis, questo delitto diverrebbe il sog


gettoypdella giustizia penale.
=.r.

Egli vero che, in quest" ultimo caso, i tribunali incon

trerebbero . quistioni soventi delicate ed imbarazzanti intorno


alla intenzione, intorno alla complicit , intorno alle prove ,

uistioni di dettaglio, insoiubtli per ogni -mezzo diverso dal


l esame il pi attento del fatto particolare e lapplicazione
dei principi dirigenti della teoria penale. Il legislatore nulla vi
pu. Giurati pazienti;cd illuminati,e specialmente un ma
gistratoyche, nella eSposizione del diritto, sappia conciliare la

profondit della dottrina con un linguaggio semplice e chiaro,


sono i soli mezzi efcaci di garanziache il potere sociale possa
offriremai cittadini.

CAPITOLO XXXI. . i."


Dell attentato-mancato per

impossibilit relativa.

Veniamo all attentato che ' manc per circostanze-fortune


o indipendenti dalla Volont dellautore.

E fra le diverse specie di attentato quella la di _cui puni


zione - unanimamente reclainatae.
\ .
.
In effetto, oltre al delitto morale, avvi un danno si grave
e suimmineute, una causa di allarme talmente legittima , che

la giustizia sociale non potrebbe chiudere gli occhi sopra simili


attentati; Essa pu e deVe conoscerne. .
p ,
",
- Trattandosi di veri attentati, diaprogetti criminali di gi
rivelati per atti materiali e di esecuzione, noi: siamo entro la
cerchimdi q'uanto,possibile e legittimovfalla umana giustizia.
a

3i6

Vi saranno dei casi particolari nei quali sar difficile,


forsanclw dannoso, di ronunciare che awi o un attentato di
tale o tal altro delitto eterminato. Ma questi sono casi di ec
cezione , tali che se ne rinvengono anche alloraquando trattasi

di pronunciare sopra delitti consumati. Vi ebbe adulterio, av


velenamento . falso, abuso di confidenza; chi non sa che la

umana giustizia vorrebbe qualche volta poter astenersi di pro

nunciare sopra questo quistioni; imperocch se, a peggio an


dare, essa pronuncia la formola non colpevole, non ignora che

in ultima analisi nulla avvi di positivo, nulla di asso utamcnte


vero nella sua sentenza.

Ma il diritto della giustizia non potrebbe essere paralizzato


da alcune difficolt di dettaglio, cos1 come lo farebbe I ir'n
possibilit di far bene, derivante dalla natura medesima delle

cose. come ci si verifica per il pensiero criminale, ed anche


per la maggior parte degl atti sem licemente preparatori.
Fra i tentativi che svanisconoin una di fortuite circostanze,

avverte indubbiamente di quelli che trovansi imagliati da una


forza fisica irresistibile , come ad esempio, i tentativi di una

cosa impossibile. Sar forse perci mestieri di applicare ai primi


la regola che applicammo ai secondi? mandarli immuni da
ogni punizione? Basta una sola considerazione onde respingere

Il paragone. Sono impossibili i secondi per il corso ordinario


delle cose: laloro impossibilit gi conosciuta prima, in
forza dell esperienza. Avviene lo stesso di quegli atti che sono
impossibili nel senso che la legge toglie loro tutta la efficacia.
Che si ripeti il medesimo atto diec1 , venti volte, il delitto non
avr mai luogo. Che, senza alterare lo scritto del testatore, un
uomo aggiunga di sua mano una disposizione_in suo favore al

testamento olografo altrui, che tiri venti colpi di fucde sopra


alcuno alla distanza di 800 passi , non far perci una valevole
disposizione, non uccider giammai il suo nemico.
Avviene forse lo stesso del ladro, il di cui grimaldello si

rompe nel momento in cui st per aprire lo scrimto? o del


brigante che viene gittato a terra da furiosi cavalii e lo lan
ciano in un istante ben lontano dal viaggiatore che voleva
spogliare ?
_
Il furto col mezzo d un grimaldello , il bri andaggio ar

restando i cavalli di una vettura sono possibiliil ladro ed il


brigante fecero quanto stava in loro di fare onde riuscire al
loro scopo, che essi ripetano il medesimo atto, e riusciranno.
E questa la ordinaria legge delle cose. Agli occhi dell uomo -,
l avvenimento contrario non che un azzardo, il delinquente

3i7
non poteva prevederlo, e nemmeno la societ. Per tal modo il
danno, e l" allarme non si alfievoliscono per nulla in forza
della singolarit dell avvenimento, e la risoluzione del colpe
vole non equivoca.
.
_'
Non rimangono adunque, relativamente ain attentati di
cui ci occupiamo in questo-momento,_plw due questioni:

Devesi punire l attentato di ogni crimine o delitto, senza


nessuna eccezione?

Che pena devesi iniggere?

L esame della seconda quistione render pi facile lo


scioglimento ..della prima.

. ,

4 4

Discutendo la-questione della penalit si si abbandon a


numerose sottigliezze, relativamente all' attentato. I partigiani

della saverit e i loro avversari gareggiarono di,metalisica: il

pi di sovente combatterono lungo tempo unicamenteper di.


fette di intendersi.

Di meno a tutte queste lotte, noi giudichiamo che sempre


fu tenuto il medesimo linguaggio sia dal senso, comune che
dalla pubblica coscienza. o Il delitto non fu consumato, dunque

la punizione deve essere minore. Questa idea di materiale


proporzione, questo sentimento di giustizia rozui ,. io ne con
vengo, naturale all uomo; imperoccli egli conforme alla
portata delle sue viste, ed alla condizione del suo essere finito.

Gli u0mini del potere senza essere n migliori loso, n pi


giusti che il pubblico, inveirono contro all attentato, unica
mente perch in ogni cosa credettero sempre essere meglio

colpire forte. Ma qualunque sia linuenza che i legislatori


possano esercitare sulla Opinione, noi crediamo che dovunque
il popolo non ancora intieramente abbrutito, avv_i nella co
scienza pubblica una resistenza al principio che colpisce della

medesima pena lattentato ed il delitto consumato. Noi siamo


(1 avviso che il pubblico non divida lopinione che fa ugual

mente_ascendere il patibolo allassassino, la di cui vittima giace


- nella tomba, ed a quello, la vittima.designata_del quale, a
motivo della interruzione dell attentato, trovasi forse nel nu

mero degli spettatori clei suo supplizio.

Se vero il fatto, si pu di gi, senza troppo scandagliare


il valore intrinseco della po olarc opinione, si pu, dico, du-.

bitare del principio che coloca l attentato esattamente al li


vello del delitto; imperocch, avvi forse qualche utilit in una

punizione riprovata dalla pubblica opinione? Deve il potere

sociale impiegarlo, anche allora che potrebbe provarne lastratta


giustizia?

319

i 'Per'di pi, anche noi siamo popolo 'stto questo pianto di


vista; di massima che colloca lattentato sulla medesima linea
del. delitto consumato non ci sembra n giusta al: mumimte.
Non dimentichiamo che solo della giustizia degli uomini
di Cui qui si tratta, e di cui

u esservi

ulstioue. Per l'eterna

giustizia , la volami 'dell in ividuo non

me un mistero;

1 gradi dellasua per1ersit anno contati; me sia interrotto il


suo misfattn, ci non toglie per nulla la conoscenza delle sue

intenzioni; la giustizia eterna pu sempre dire, e Con certezza:


t:-T'u avrai perseverato nel tuo progetto, nulla poteva pi ar
restarti, la tua anima era chiusa al pentimento.
Scndiarno dinanzi la giustizia umana. Non intuizione, non
diritto pieno'ed assoluto. A lei occorrono mezzi materiali onde
conoscere e valutare ci che fu; ma ci che sar, ci che

potr essere ad essere stato non punto da lei. Anche lo


stesso suo diritto limitato dalla imperfezione dei Mezzi che
essa deve impiegare, e per la natura del ne che essa ha carico
di raggiungere.

* ."Jf
' f"thtanto esaminiamo, relativamente allattentato, ciascuno

' degli ele'menti indi5p0ltsabiii alla retta amministrazione della


giustizia Sociale.
.

Dapprima, il delitto morale. Ma il delitto morale, in ogni

partitolare applicazione, racchiude la quistione della interazione,


e I' unino non vconosce la volont del 'suo simile che a mezzo
dei fatti che la rivelano. ToStoch cessano i fatti, scompare
la luce.
'
'
_

'

L attentato s03peso per un avvenimento fortuito; ma

senza questo avvenimento, il crimine sarebbe egli stato consu


mato? Ci , se sivuole, possibile, probabile lorse;inanulla di

pi; imperncch, se un vero attentato, l autore poteva an


che-desistere; Questa sovrabbondanza di volont , questo ulte

riore " rada di perseveranza e d iniquit , come imputarlo?


Non tto rivelatore; Dunque questa non che induzione; esso
fece due terzi-della via che c0nduce al delitto, dunque avrebbe
terminata la sua corsa. Per pi esso avvicinava al termine,

pi procedeva a trovarsi faccia a faccia col delitto . e meglio


poteva , in qualche c'aSo almeno, sentirne orrore ed abbando
nare il suo progetto.
_

. Per tal modo tutta quella parte di imputazione che oltre


passa listante della sospensione dell attentato una imputa
zione amar-data: egli un imputare ci che si ignora; ein
un punire. il pensiero per congettura.

Nondimcno, se la pena deve essere la stessa che quella

3m

del crimine consumato, occorre la stessa certezza non solo


sulla volont dell agente, ma sulla perseveranza di questa vo
lont. Senza di ci, si m credere di fare una legge utile: ma

non bisogna punto r are di giustizia.


Il fatto materia e deve essere considerato come prova della
risoluzione criminale, e come espressione del pi o meno pro
babile che rimane per il pentimento. Ora, ,ntantoch rimane
a farsi un atto, sempre possibile il penlimento. Dicesi, di-

minuin: la possibilit a misura che lattentato si avvicina alla


Completa esecuzione. Quantunque questa stessa asserzione sia
ualche volta motestabile, sempre vero che esiste la possibi
lit. Ora la legge deve, in una certa misura , tener conto del

pentimento, non solo reale, ma possibile, anteriormente alla

consumazione del delitto.

'

Non 'bimgnaobbliare che essendo stato sospeso il tenta


tivo, il colpevole non ottenne ancora dal,dditto tutti que ia
c'eri e que vantag i illegittimi che ne attendeva , c che avre be

dovuto espiare cola pena.

D altra parte, se si prende in considerazione il male ma


teriale prodotto dallatterrtato, come poter concluderne che

esso deve essere punito come lo stesso delitto ?{ La violazione

minacciata del diritto, non compiuta; forse anche non avvi


altro male obbiettivo che il danno e lalbum-ne; Cosi . sia che si consideri la parte morale, sia che si si

arresti1 alla parte materiale dell atto, nulla vale a 'usticare


agli occhi della umana giustizia la pretesa lparit del attentato
e del delitto. La legge che la sanziona a tro non adunque.

che una misura di utilit e di convenienza.


Noi ammettiamo che, dal momento che esiste un vero
delitto, ed esiste nellattentato, il legislatore ha , per la quan
tit della pena una certa latitudine. E egli forse lo stesso che

dire perci che si debba ciecamente cedere allantipatia- od alla


paura, e permettersi senza Scrupolo un lusso di pena? Troppo
funeste abitudini di severit esercitano ancora un assai potente

impero sopra i legislatori. Essi daltronde npn potrebbero


nemmeno provare che si abbia necessit o convenienza a con

siderare lattentato come il delitto. Da nessuna parte ci dato


di rinvenire questa prova di convenienza. Appo gli uni, una
severit che roviene dal pregiudizio; appo gli altri, un
completo oblilio della vera uistione. Noi per lo contrario
crediamo che il principio dela utilit esiga che l attentato
abbia ad essere colpito da una pena minore di quella del de
litto consumato, e ci onde sottrarsi all impiego frequentissimo
A

320
delle pi gravi pene; onde prevenire la,disgustosa irripressidne
che pu produrre , nel pi gran numero dei casi, il sistema con.

trario sulla pubblica opinione; onde evitare che la severit della


legge non divenga una causa di assoluta impunit, non potendo
i giurati chiudere lorecchio alla voce della giustizia e della
umanit; nalmente , onde non. dare all autore dellattentato
sps so l eccitamei;to di ritornare allimpresa. In molti casi
iiirile la ripresa del delitto; perch lautore se ne asterr

egli, se nulla ha pi a temere, se procedere al delitto non lo


fa meritevole di pena maggiore? Sovente il delinquente e do-,_

minato da un certo genere di superstizioni e di timori. Esso


sar colpito dall avvenimento sia che un ostacolo impreyedtrjr

venga ad arrestarlo, sia che la sua azione colpevole venga


sospesa suo malgrado; tutto parler in lui ad una volta, la
coscienza, la riessione, la paura, il calcolo: non chiudetein
ogni via al pentimento; che avendo cessato volontariamente,
esso possa in seguito volontariamente rinunciare al suo pro-
getto criminale.
,,, ',y,,-,ob

Non senza dubbio questa una sufciente ragione onde man


dare immune da ogni pena l attentato sospeso in forza di un caso
fortuito. Il timore di spingere l agente allesecuzione completa
del delitto non ha qui la medesima forza che essa ha relati
vamente agli atti preparatori. E troppo grave. il male politico
di questa specie di attentato. Ma non avvi tuttavia necessit di

riutare ogni inuenza al principio dipendenza che richia


mammo.
. Riassumendo, ci sembra:

i. Che la pena dellattentato, generalmente parlando, debba


essere inferiore a quella del delitto consumato.

a. Che essa nondimeno debba avvicinarsene, a misura che


lattentato si avvicina aldelitto.
In altri termini, che la pena dell attentato debba essere

in ragione diretta del danno, ed inverso della probabilit di


una volontaria desistenza.

La teoria che noi esponemmo non nella sua esecuzione


senza una certa difcolt. Per una generale disposizione , il le

gislatore pu stabilire il principio della criminalit dell atten


tato sospeso per cause indipendenti dalla volont dell autore, e
decidere che la pena dell attentato debba essere inferiore a
quella che riservata al delitto consumato. Ma deve esso in
seguito stabilire una dettagliata gradazione (Il pena secondo i

diversi gradi di gravit dell attentato? O meglio deve esso Ii


usitarsi al principio generale, e rimettersi per l applicazione al

32|

potere discrezionarip_ del giudice? Quest ultimo partito darebbe


gi un risultato utilissimo ove non si_crede poter vivere senza
uccidere un gran numero di critadmfa nome della giustizia.
Imperocch come non si pu uccidere a_ met, ovvero per tre

quarti, questa sola disposizione diminuirebbe il numero dei


supplicii, risparmiando la pena capitale ai colpevoli di attentato.
D' altra parte, una certa gradazione, per verit grosso
lana ed incompleta. non punto cosa difcile. anche allora

uando si tratterebbe di inserirla in una legislazione esistente.


gosi , per il codice penale francese, forse basterebbero due ar

ticoli concepiti presso a poco in questi termini: a Importan


do gli attentatidi delitti la pena di morte o quella dei lavori
forzati alla perpetnit, alloraquando essi saranno stati sospesi,ecc.

saranno puniti della pena della deportazione o dei lavori for


zati a tempo.

Im

Nando i medesimi attentati di delitti un altra pena

diversa dall pena di morte, 0 Quella dei lavori forzati in vita,

saranno puniti della pena imme iatamente al di sotto di quella


prescritta per il delitto consumato. 9
Noi non esiteremo ad aggiungere: a in alcun caso la
pena accessoria del marchio, _e la pena della gdgna saranno ap

plicate trattandosi di attentati. n

vero che queste disposizioni non sarebbero senza in


convenienti: avrebbero, fra gli altri, anchequello di punire

troppo sovente l attentato per una pena. non solo inferiore a


quella del delitto, ma differente, e di racchiudere entro ben
ristretti limiti, forse, i mezzi di r0pmzionare la ena ai di

versi attentati. Pure, paragonando e coll art. a. dercodice pe


nale, noi non possiamo impedirci di credere, che esse sono pi
razionali che la legislazione in vigore.
In una buona legislazione, mestieri che il giudice non
possa mai applicare all attentato il maximum della pena del

delitto, n al delitto il minimum della pena dellattentato;


ma egli deve ci non per tanto poter punire il delitto commesso
dalluno meno che l attentato commesso da un altro. lo
stesso che dire, che se egli stima che di due accusati, 1 uno
prevenuto di delitto, Laltro di attentato del medesimo delitto,
sono aggravati o favoriti dalle medesime circostanze aggravanti
-od attenuanti. egli non deve poter condannarli alla pena me

desima. Ma la latitudine concessa al giudice nella ssazione


delle pene deve essere tale che , se trovasse circostanze atte
nuanti in favore dell autore del delitto, possa condannarli alla
medesima pena, od anche condannare il secondo ad una pena

pi grave di quella che inflitta all autore del delitto .

312
La giustizia e la politica , noi lo vedemmo, reclamano

ugualmente una differenza di pena-fra l attentato ed il delitto


consumato. Vi sono nondimeno casi, per i quali la pubblica

sicurezza sembra esigere dal legislatore che colpisca l" attentato


di tutta la pena di cui gli permesso disporre per il delitto
consumato.
_
Questi casi eccezionali sono quelli nei quali, se il delitto
fosse consumato, sarebbe impotente la giustizia. In questo caso,

riservare al crimine consumato una pena pi forte che quella


dell attentato lo stesso che fare una legge inutile e pi so
vente ridicola.
,
i '
Ma spesso si cade in errori di lingua sopra questo sog
getto. Si confonde cos, come noi l abbiamo rimarcato, il cri
mine col risultato del crimine, e si chiama, conseguentemente,

attentato ci che e in realt un crimine consumato. Un gene


rale, al fine di abbandonare il paese in mano al nemico, ab

bandona una piazza forte .e lascia scoperte le frontiere dello


Stato. E forse questo un attentato di alto tradimento}! 'E cvi-

dente che un crimine consumato subbiettivamente.lh av


venire che il nemico, per un qualunque impedimento;

non

approfitti dell occasione; ma il generale fece tutto quanto era

in lui, tutto quanto voleva fare. 'l omicida che tir il colpo
di fucile. Pu esservi delitto mancato; non pi quistione
di attentato.

Questo stesso generale cercando di persuadere al suo con-.


siglio di guerra 1' utilit della sua manovra , ovVero tentando

di farsi deicomplici , si rende colpevole di atti preparatorj.


Allorquando riunisce le sue truppe al fine di evacuare la
piazza, allorquando d gli ordini di marcia , che l armata co
mincia a dililare , cominci la eseCuziune, attntato. E_ 1100 vi
ha ancora cl1e'attentato; imperoccb il mutamento di volont
e la sospensione per imprevednta avvenimento sono .ancora
possibili prima della consamazione .dell atto.
il
,
Ma una volta che. sia stata sgombra la piazza, lontana
l' armata, avviene la consumazione del delitto.
E lo stesso caso dell uomo che amministra veleno ad un

real fine di mutare di dinastia. Pu avvenire che il. veleno

non produca l effetto che il.regicida attendeva. Pu mancare


il delitto; ma il fatto criminoso fu compiuto.

Se lattentato non comincia che allultimo limite darli


atti preparatori, daltra parte esso cessa di cssere,esso mede

simo, prende il carattere di delitto consumato, almeno sub


biettivamente, nonallo'rquando il colpevole ottenne il risultato

313

che desiderava, ma alloraquando ebbe compiuto latto criminso


che si proponeva, posto che ne fosse possibile il risultato. ed in
rapportocolla natura del fatto eseguito.
_ . -.
Non e adunque una ferita al principio che distingue lat
tentato dal delitto consumato, l applicazione, al generale che

abbandon la piazza forte, della pena. riservata al crimine di


tradimento; il Si10' atto era di gi un delitto di questa specie.

unodei crimini speciali, impiegati come mezzi di esecuzione


deltmdimento'. Ci che li distinguedal delitto di tradi-'
mento-direttamente compiuto, egli che essi potevano rigoro
samente eSsere fatti in un fine diverso da quello di tradire lo
Stato. Nondimeno nulla si oppone a che il legislatore dichiari
prima che simili fatti saranno sempre considerati come atti di
tradimento; imperoocli qual l uomo fuori di stato di com
prendere le politiche conseguenze di questi fatti?

Non avrebbe luogo l eccezione che nel solo caso, nel quale
la ena intiera gli fosse applicata, anche allora che un impre
vedhto avvenimento ar'restasse lesecuzione del suo progetto;
anche allora che un altro generale, giungendo impreveduta
meiite'a prendere il comando dell armata, distruggesse con un

contr ordine il progetto criminoso del primo comandante.


Dopo queste spiegazioni, perde una gran parte della sua
politica importanza la quistione di sapere se lattentato di

alcuni delitti, di delitti di tradimento in particolare, debba


essere punito. eccezionalmente, come delitto consumato.

Noi per non oseremmo affermare che leccezione debba

assolutamente essere rigettata. La politica utilit la reclama, e


la legge morale non ci sembra chela respinga.

Di che si tratta. in effetto? Di tali crimini, la di cui com


pleta' esecuzione disarma la Societ. riduce all impotenza la
penale giustizia, e pu anche farne uno strumento di oppressione
e di violenza nellinteresse del malfattore.
'

L impotenza della giustizia, dopo la consumazione del


crimine, pu derivare, o dal passaggio della pubblica potenza
in altre mani, come nel caso di tradimento, ovvero dalla fa
cilit di sottrarre il fatto consumato alle investigazioni della

giustizia. Noi parliamo della facilit che risulta dalla stessa na'

tura del fatto, perch ci che l effetto di una cattiva orga


nizzazione sociale ovvero della negligenza degli agenti del po
tere non deve essere calcolato.

Ora , l' impotenza della giustizia a punire il delitto con


sumato un monitorio politico e morale nel medesimo tempo.
una circostanza conosciuta dal delinquente; essa formaparte

324
del ne che si pro one di raggiungere a mezzo del delitto.
Egli sa che se, ne Corso del suo attentato, egli sfugge alla
giustizia, otr in seguito guardarla in faccia, ed impunemente

sdarla. on forse questo un mnnitorio politico e morale nel


medesimo tempo, e tale che imprime a questi attentati un ca

rattere che lo separa da tutti gli altri?


Ci che essenzialmente distingue l attentato dal crimine
consumato, la impossibilit della volontaria desistenza: in
ci consiste uno dei rincipali motivi onde distinguere la pena
dell attentato da quel a del crimine. Ora, una tale possibilit

quasi nulla nein attentati di questa specie, specialmente al


lorquando sono prossimi. E ben mestieri guardarsi dal con
fondere l attentato cogli atti

Difatti, la

reparatorj.

ssibilit: del a desistenza si proporziona, fra

le altre cose, all orrore che il crimine pu inspirare vedendolo


da resso, faccia a faccia. Ma questa causa ha poca inuenza
sugli autori dei crimini politici, specialmente se l assassinio ,
lincendio, non siano una parte immediata e diretta dei loro
progetti. Gli uni sono ambiziosi, gli altri sono fantastici. Il de

siderio di giungere al ne cresci! cando.


La probabilit della desistenza si proporziona anche al ti
more del clamore che accompagna la consumazione del crimine,
ed ai mezzi di scoperta e dl persecuzione che pu offrire. Ora
questo timore presso a poco nullo nei delitti di alto tradi
mento ed in quelli che facilmente si possono nascondereai vigili
sguardi della giustizia. Ci che si4eme non il successo, lese
cuzione perfetta; non si teme che delle pratiche che costitui

scono, sia gli atti preparatori, ma gli attentati. Tutte le volte


che sormontato questo ostacolo . si si precipita al contrario

verso il fine, )erch lit ove si trova prolitto e sicurezza.


La proba 'lit della volontaria desistenzaessendo adunque
quasi nulla, il principale ostacolo,che si oppone a che latten
tato_sia punito come il crimine medestmo, scompare nella
speme.

'

La quistione poi di debole importanza per noi che con

sideriamo la pena ca italo come una pena cattiva, specialmente


per i crimini politicr_che non snno complessi, che non sono
accompagnati da regrcidio , da assassinio, da saccheggio, da

incendio.
La seconda

uistione: Se si debba punire l attentato di

ognicrimine e de itto qualunque senza eccezione, di pi fa-.


cile soluzione.

di gi si debole l interesse che ha la societ della pu

325
.
.
.
.
h
.
nizione dei piccoli delitti che essa riesce quasi nulla ove non

si tratti pi che di semplici attentati. Se per una parte non siv


pu lasciare impunito il male positivo prodotto dal delitto con.
sumato, dallaltra non avvi convenienza a moltiplicate questi
piccoli processi, allora uando il male positivo non ebbe luogo,
e che tutto si limita a

un danno. ad un allarme, che se non

immaginario, e almeno leggerissimo. Dico questi piccoli pro.


cessi, perch come noi speriamo aver dimostrato che in e
nerale l attentato non deve essere considerato come il delitto
consumato, ne risulta che la punizione dellattentato d un pie.

colo delitto si ridurrebbe ad una debole quantit di pena.


Ma ruali sono i delitti, lattentato dei quali pu andarne
impunito!
.
f
,
Questo quanto impossibile di dire senza por mente
ad alcune circostanze, il di cui valore non potrebbe essere
espresso da formule generali, precise tanto da addivenire prin
cipi dirigenti di una facde c_ Sicura applicazione.
Vi hanno atti che non 51 possono considerare come atten

tati; questi atti sono quelli che vengono commessi nell impeto
della collera. Essi possono essere delitti sui generis; non si
potrebbero considerare come il principio di esecuzione di un
delitto iii grande. In generale, lattentato suppone la ries.
sionc. direbbe truppa severit il risgnardare una ferita appor.
tata in una rissa come un attentato di omicidio, se realmente

la rissa, la collera, la provocazione sono provate. d uopo


prendere il fatto materiale per ci che in s medesimo.
Vi hanno delitti commessi ansangue. freddo, il di cui at-
tentato per vero quasi cosa impossibile; si possono pre
disporlz', si possono_ eseguire; non 51 possono per tentare,

in modo apprezzabile almeno , senza consumarli, a modo


d_ esempio, la bigaioia, la calunnia , specialmente verbale. Ve
ii hanno di quelli, il di cui semplice attentato un fatto pos
sibile, ed anche frequente, ma di questi attentati gli uni devono
sfuggire alla sociale punizione per la tenuit del fatto; pei
esempio, un attentato di furto semplice 5 non vi ha male mata
nale, nullo o quast nullo l allarme; p1u \(ll sovente v. |,
.

'

-\

'

estrema difcolt di determinare i caratteri del fatto criminale ,


ed in conseguenza grave danno di togliere 1 onore ad un uomo
dichiarato a torto colpevole di attentato di furto. Altri sfug on0

alla giustizia sociale, perch costante questa difficolt di fame


emergere il carattere criminoso; per esempio, gli attentati di
scroccheria. E gi tanto difcile, in un gran numero d i casi ,

di distinguere la scroccheria da quella finezza, da quella,fur


Rossi. Dir. Pera.

28

-.

326

beria la quale, biasimevolissima in s'stes5a, non d luogo per


ad una procedura criminale! Chiamare degli uomini onde pro
nuncino una sentenza sopra semplici attentati di scroccheria,
sarebbe lo stesso che fare della umana giustizia un giuoco,
un arena di metafisica.

Vi hanno finalmente attentati, dei

quali sarebbe tanto

crudele, quanto imprudente che se ne avesse da occupare la


giustizia ed il pubblico; il ratto, l' adulterio, certi attentati
al pudore sono forse compresi in questo numero.
Per tal modo, scorrendo la lista dei delitti, si pu se

gnare-individualmente quelli, il di cui semplice attentato sembra


non dover formare soggetto della giustizia penale. Ma, come
poter trarre da questi casi speciali e da questi diversi motivi
due o tre regole generali, per darle in seguito in braccio alla

interpretazione giudiziaria? il danno di questo lavoro sorpas

serebbe. per cos dire, di molto la utilit scientifica che ne ri


sulterebbe
or laforse,
leggeUna
penale.
che questo
lavoro sarebbe,
delle Aggiungiamo
parti le imeno stabili
della tecnico
legge.
potendo facilmente le esigenze sociali-apportare dei cangiamenti
alla nota degli attentati punibili.

l\'el codice francese, gli attentati del crimine sono tutti


puniti; quelli dei delitti, per regola generale, non lo sono. Ma
d onde scaturisce la distinzione di crimine e di delitto? Dalla
.qualit della pena. Nulla avvi in questa distinzione che si ri
porti direttamente alla natura delle cose; e, in conseguenza,

_ nulla di razionale nella applicazione di questa distinzione alla


teoria dell attentato. Per tal modo i tribunali, colla legge alla
mano, possono elevare delle quistioni di attentato, anche l ove

non pu esistervi attentato, od almeno non attentato colpibile


dalla umana giustizia. Sarebbe troppo lungo Segnare tutte le

bizzarrie che possono risultare dalla applicazione di questa regola


pratica a ciascun crimine o delitto previsto dal codice.
Noi giudichiamo clie'il pi sicuro mezzo , il solo che sia
e razionale e praticabile ad una volta, si quello di aggiun

'ere a ciascuno dei capi della legge penale le disposizioni re


ative allattentato, tutte le volte che Si tratta di un crimine,

il di cui attentato debba essere punito. Si guarderebbe il si


lenzio suin altri capi. Una generale disposizione farebbe cono
scere che lattentato non deve essere ricercato e punito che sul
fondamento di una espressa disposizione della legge.

'

3 17

CPlTOLO XXXII.

Dell attentan sospeso per volontaria desistenza dell' autore.


L attentato sospeso dal suo autore differisce dall attentato
mancato o sospeso per fortuite circostanze in ci, che nel
1 uno la volont dell agente sconosciuta, e nell altra
rivelata.

Nell attentato abbandonato, un fatto conosciuto positivo


che lautore cangi di volont.
Nellaltro, si ignora quale sarebbe stato il movimento
della sua volont nell istante che segui il fortuito avvenimento,
in forza del quale" venne ad essere interrotta la sua azione.
E possibile che non avesse continuata lesecuzione del suo
delitto, ma , mentre che noi non sapremrno conoscere quale
sarebbe stata la susseguente determinazione della sua. volont,

noi positivamente sappiamo che esso aveva risolto ildelitto che


avea dato eominciamento ad eseguirlo. Per tal modo noi non
facciam conto dell' elemento sconosciuto n per aggravare n
per attenuare il suo delitto. Noi ce ne im_possessiamo nel momento nel quale la circostanza indipendente della sua volont
sospese la ulteriore esecuzione del suo progetto. Noi non gli.
chiediamo conto di ci che avrebbe desiderato di fare, ma uni

camente di ci che fece no a quel momento.


Procederemmo nell ugual modo nel caso della desistcnza
volontaria? Noi conosciamo un fatto di pi tutto in favore
dell accusato, il cangiamento di volont, lo spontaneo abban

dono del suo progetto. Sarebbe non dare peso a

nesta circo

stanza , quando si chiedesse ugualmente conto al autore di'


qdestoattentato, di tutto ci che fece no a quel momento, nel

quale esso spontaneamente abbandon il suo progetto: respin


gerebbe forse l umana giustizia la preghiera del pentimento,
anche allora che essa si fa intendere prima della consumazione
del delitto?
.
I
Non le per nulla necessario un tanto rigore: essa non
ha il diritto di impiegarlo. L' attentato seguito da volontaria
desistenza , non solo non produsse ancora quel male che lautore
aveva di mira, ma essa non inspira nemmeno molto allarme.
L uomo facilmente crede al pentimento: questo un ritorno
a noi medesimi: tutti noi sentiamo quanto necessario che il

pentimento non sia inefcace.

Soveuti volte anche l attentato volontariamente sospeso


rimane sconosciuto agli individui che ein minacciava. I pub

323
.
blici ufciali , che formassero il pensiero di rivelarlo e di pro

cessarlo, si abbandonerebbero con ci a ricerche inquisitoriali;


essi, senza un sufficiente motivo, porterebbero, per nn\fatto
poco dannoso, il turbamento in seno alla pace, il timore ove

regna la sicurezza.
E che presenterebbero essi alla giustizia di materiale per
le sue decisioni? Fatti, che, essendo rimasti incompleti, sono

di una difficile valutazione , ed offrono sempre qualche grado


di inesattezza e di errore. Non devesi, senza necessit, aumen

tare i danni della umana giustizia.

Se fossero di nino valore queste considerazioni, lim u


nit dellattentato seguito da volontaria desistenza non sare be
perci meno reclamata dalla ragione legiativa. Imperocch
importa molto ain individui ed alla societ che ha il dovere
di proteggerli, di arrestare il delitto, di favorire la volontaria
desistenza. Una qualunque sanzione penale contro l attentato

abbandonato sarebbe per lo contrario uno stimolo. Sovente la


spontanea interruzione del delitto il fatto di un uomo ancora
sensibile all onore od alla piet. Ma che si collochi avanti ain

occhi suoi lo spettacolo d un processo criminale , che si col


p sca prima le sue orecchie di tutti i clamori di un processo,
allora sapr tacere la piet, e l onore sentir che gi perduto.
Del resto l impunit di questi attentati una massima
generalmente ammessa. Quantunque severi fossero i principi

introdotti appoi Romani dalla legge Cornelia de sicariis, sem


bra ci non per tanto, per un detto di Paolo , che lattentato

dellomicidio non fosse punito che alloraquando era stato so


speso casu aliquo. Paul. sentent., l. 5, tit. XXIII,
3.
A dire il vero , la desistenza pu avvenire da diversi mo

tivi; ella pu essere leffetto di un ritorno alla giustizia, 0

quello del timore, di un timore sorto dalla naturale timidezza


dell agente, ovvero in forza di esterne circostanze, esso pu
consistere nell assoluto abbandono del progetto criminose , ov

vero nella sua sospensione fino ad un pi favorevole momento.


In tutti questi casi, lattentato deve restare ugualmente impu

nito; im'perocch l umana giustizia non deve frugare nellut


terno del pensiero; essa non ne possiedei mezzi, non lo po
trebbe senza esporsi a cadere in una quantit di errori. Ella
non deve nemmeno esigere dai prevenuti che offrono delle prove
negative, chiedendo che essi abbiano a provare che non vi
ebbe sospensione fortuita, indipendente dalla loro volont, ov
vero che la desistenza non era puramente temporaria.

, da

una parte, sarebbe ingiusto ed assurdo esigere prove il pi

. ,

. 329

delle volte impossibili a fornir'si, dall al'tia, non si verifiche

_ rebbero per questa misura que vantaggi che provengono dalla


impunit dellattentato abbandonato. Far trascorrere aglimpu
tati troppe gradazioni, assoggettarh a dannose prove , far pro
pendere la bilancia in favore dell accusa, ci sarebbe allonta
nare gli autori da ogni idea di desutenza; ora , egli special

mente in favore d'egl innocenti , degl individui, contro i quali


era diretto lattentato che si deve favorire la volontaria de

sistema.
Nella le islazione di Baviera adunque si si allontan dal
fine, ponen o per principio che la desistenza volontaria non
si presume. Essa deve , per lo centrano essere presunta tutte

le volte che laccusa non giunge a provare che lattentato fu


interrotto da fortuite circostanze, ed indipendenti dalla volont

dell autore.
Di pi, superuo far rimarcare che se , per l attentato,
1 autore produsse di gi un delitto sui generis, la volontaria
desistenza non pu impedire la punizione di questo delitto par
ticolare e di gi consumato. Nemo em'm tali peccato pormi

zentia sua nocens esse desiit. L. 65. D. de furtis.


CAPITOLO XXXlll.

Del delitto mancato:

La sola quistione che possa essere elevata intorno al de


litto mancato, quella di sapere se esso debba essere punito

sempre eque il delittoconsumato.

Egli quando si parla dellautore di un delitto mancato


che esatto il dire, che egli fece tutto quanto era
lui per
eseguire il delitto; latto, in ci che dipende dall agente ,

terminato. La risoluzione criminale prese tutto il suo sviluppo.


>Nou desistenza, non possibilit di pentimento prima dellatto;

Egli vero che leffetto non corrispose all intenzione del


l agente. E forse lo stesso che dire per ci che il delitto mancato potr essere considerato come lattentato interrotto da un

caso fortuito ?'


Che si si liguri un delitto, la) di .cui esecuzione proviene
da tre atti successivi: che si si guri nel medesimo tempo un

agente arrestato al primo; urnaltro, al secondoatto.- Essi sono


entrambi eolpevoli di attentato piv o meno prossimo, e consi
derandone lesecuzione nel suo insieme ,_nella Sua perfezione ,
si pu dire che il fatto di ciascuno di questi due agenti e

una parte pi o meno considerevole, ma solamente una parte.

330
Ma se un agente compie un ultimo atto, e prima di co'
noscerne il risultato si domanda: Consum esso il delitto?
Niuno risponder negativamente. Latto da lui consumato non
una parte della esecuzione, esso ne il. compimento. Resta
forse qualche cosa a farsi? No.

Lautore del secondo atto , per lo contrario . crede forse

di vedere compiuto il delitto con questo fatto? L esperienza


lo rese edotto essere impossibile un tale risultato, egliha la
certezza fisica che importa qualche cosa di pi. Ma lautore del.
l ultimo atto ha la certezza sica d'ell ottenuto fine. Se il de
litto manca, egli per unacausa situata fuori della previdenza
umana; un caso fortuito. Ora, ha ein il diritto di approfit
tare di questo caso fortuito? No; molto meno poi dacch esso

non ha 1' obbligo di essere responsabile del male prodotto da


un accidente, specialmente allmaquando non fu causa del
l accidente
Egli vero che il male materiale non fu prodotto, ma il
fatto materiale che doveva. produrlo fu compiuto. Il progetto
criminoso giunto fino al suo fine, nessun dubbio sulla in-

tenzione. Avvi delitto morale 5 avvi delitto sociale e gravissimo,


imperocch non gi ai capricci dellazzardo che la societ
pu confidarsi onde non temere i risultati del delitto.
Cionnttllameno esiste 'un tatto costante, generale, non di
quei fatti della umanit, di cui il legislatore deve tener conto,

anche allora che esso non potrebbe trovarne una spiegazione


bastevole. Gli uomini non confondono, non confusero mai lau
tore di un delitto mancato collautore di un delitto consu
mato. Vi ha di pi: questa distinzione e sentiti interior
mente daglistessi colpevoli: ognuno pot provarla per gli atti
di negligenza..Colui che, per imprudenza, manc (1 essere au

tore di un gran.male, e colui che, per la stessa imprudenza,


lo ha effettivamente occasionato, non provano gli stessi ri

morsi, non sono turbati in ugual modo. Colui che, nell im

peto della collera, fer una persona , e\colui il di cui colpo,


nelle stesse circostanze , falli al suo fine , si sentono colpevoli.

1 uno e l altro, ma i rimorsi del primo sono pi fieri; la co


scienza del secondo si acquicta pi facilmente; quasi si direbbe
che essa ha transato coll avvenimento.

D onde proviene questa differenza di sentimenti, mentre


che la diversit del risultato non dipende unicamente dalla vo
lont dellagente; mentre che 1 uno e l altro volevano arri
varo, ed hanno fatto tutto quanto stava in essi onde arrivare
al medesimo ne? Dondc proviene questo rapporto, questo

33'1

legame che l umana c0scienza seutlr riconoscere fra lavve'-


nimento e la immoralit dell agente, pi ancora, fra il suc
cesso eventuale del fatto materiale e la gravit morale del
delitto?
'
La tendenza del nostro spirito volendo giudicare della im

portanza delle azioni umane dall avvenimento, rivelasi in modo


potente ogni volta che SI al cospetto di due fatti, dei quali

luno fu causa di un male irreparabile, e laltro di un male re


parabile. Sempre noi incliniamo alla indulgenza alloraquando si
tratta di un male reparabile;v quello irreparabile, invece, trova

in noi giudici difficili e severi.


'
forse questa stessa distinzione, si naturale all' umano
spirito, del male reparabile ed irreparabile, che si appalesa,
sotto un altra forma, nella diversit dei nostri sentimenti

rispetto ad un delitto mancato ed allautore di un Crimine


consumato?
Quando ci- sar vero, non sar perci punto risolto il
problema, ma sarebbe modificata la espressione, sussisterebbe
tutta intera la difficolt.
La considerazione del piacere illegittimo che deriva dal
delitto non contribuiscel'orse alla diversit dei nostri sentimenti
relativamente al delitto consumato, ed al delitto mancato? Se

anche l es iazione devesi proporzionare ai piaceri indebiti che

gode il colpevole o si procura per mezzo del delitto, essa deve


essere meno severa alloraquando questi piaceri, quantunque
desiderati, non furono ottenuti. Non si si deve adunque me
ravigliare che questa regola di morale giustizia si applichi dal

senso comune alla pena legale.


Una pi approfondita investigazione dei nostri morali sen

timenti s0pra questa materia ci allontanerebbe di troppo dal


nostro soggetto.- Il fatto che abbiamo annunciato ci sembr
irrecusabilc, e per lo scopo del nostro lavoro basta averlo ad

ditato al legislatore,
In effetto, come potrebbe esso non farne calcolo, e porre

per tal modo la legge in opposizione col sentimento universale,


e di conseguenza, anche con quello dei giurati.
E forte lopposizione specialmente quando si tratta di pena

capitale. La stessa distinzione del male lrieparabile e del male


reparabile si riproduce qut applicandosi alla sanzione penale.
Cosi noi crediamo che, per alcuni delitti almeno, ed in

particolare per quelli che sono puniti colla morte, cosa saggia
di accordare una diminuzione di pena a quelli il di cui atten

tato non ebbe punto leffetto che si attendeva. Ch egli ap

332
.
protti anche, in una certa misura, della buona fortuna che

protesse la vittima.

CAPITOLO XXXIV.A
- Della partecipazione di molte persone al medesimo delitto.
In molti modi si pu partecipare al delitto. Non volendo
considerare che lelemento del tempo, si concepisce che la

partecipazione pu aver luogo per mezzo di atti che precedono,


ovvero per mezzo di atti che accompagnano 1 azione princi
pale, ovvero che ne fanno parte, anche per mezzo di atti ma

terialmente susseguenti, ma che sareb ero stati promessi, o


concertati anteriormente al delitto.
Molte delicate quistioni si presentarono sopra questa ma
teria , il pi di sovente distinta col nome di teoria della com
plicit. Nei libri dei criminalisti, e nelle leggi riscontransi le

pi divergenti decisioni.
La legge inglese non ammette alcuna distinzione fra i- col
pevoli o partecipi'di alcuni delitti, tali, ad esempio, quali

quello di alto tradimento, e ci , per l odio al delitto, propter


odium delicti.
Ma questa non che una eccezione, imperpccb in gene

rale , questa legge distingue icolpevoli in principali ed ac


cessori.
_r
1 primi sono quelli che presero parte alla esecuzione del
delitto. Essi sono principali colpevoli in primo grado, se vi
presero una parte materiale, se furono immediati autori, sono
colpevoli principali in secondo grado, se non fecero che aiutare

od assistere gli autori immediati, sia colla loro presenza, sia


altrimenti, sempre per nella esecuzione del delitto e per un

fatto materiale.
'
Sono accessoriament colpevoli tutti coloro i quali, prima
o dopo il fatto criminale, vi parteciparono in qualche modo ,
operando in modo da farlo commettere, ovvero dando soccorsi

al colpevole.

Quanto alla pena , di conformit ala principio improntato


alle leg i dei Goti, essa dovrebbe sempre essere la stessa tanto
per i conevoli accessori che per i colpevoli principali. Ma questa
regola fra-modificata con istatuti che introdussero, in molti casi ,

il beneficio del clero in favore dei colpevoli accessori.


Il legislatore francese non teme di confondere, sotto il

nome di complicit, le pi diverse specie di partecipazione ad

333

un Crimine o ad un delitto, e, fatte alcune eccezioni, ess_


colpi tutti i complici della stessa pena, colla quale colp l au
tore principale. Non si pu pi,oltre dissimulare che la giu

risprudenza dei tribunali, colle sue interpretazioni e le sue


dottrine, super la severit della legge.
'
Questa regola assoluta non fu segutanel codice bavarese.
Il legislatore si limit a situare sulla medesima linea: |. gli
autori sici ed immediati, i foateriali esecutori del delitto;
a. coloro che aiutarqno o favorirono la esecuzione, di ma
niera che senza il loro soccorso non sarebbe stato commesso
il delitto; 3. coloro che, per viste criminose, spinsero gli au
tori del delitto a commetterlo. Minori pene sono riservate a
coloro la di cui partecipazione non fu ne si attiva ne si diretta.

Tentiamo di rimontare ai primi principi della materia e


di conoscere ci che vi ha da prendere o da lasciare nelle dis
posizioni di queste diverse la islazioni.

Ogni crimine. e il risu lato di una risnluzione e di un


atto fisico susseguente. La risoluzione senza latto materiale,

1 atto materiale senza moralit, non panno andar soggetti a


punizione.
.
Supponiamo nondimeno due uomini, dei quali l uno de

libera una azione, senza commetterla, laltro l eseguisce mac


cliinalmente, od almeno senza un imputabile concorso della
sua intelligenza e della sua volont; saranno luno e laltro
sottratti in ogni caso all azione della giustizia penale? Si, se
non esistono legami tra la risoluzione del primo e 1 azione
del secondo, se questi due atti sono isolati ed indipendenti

l uno dall altro..


Ma se esiste questo legame, se la risoluzione dell uno fa

la causa pi o meno immediata dell azione' sica dell altro,


se un fanciullo, unpazzo, spinto da un uomo dotato di ragione,
corre ad appiccare il fuoco alle scuderie del vicino, 1 aente
materiale se _ne andr impunitoz, ma 1 autore della deli era
zione, senza aver dato mano al fatto imputato, ne per
responsabile.
.
'

Se , per lo contrario, il primo autore di un progetto cri


minale, che si trova ancora in uno stato di esitazione e di in
terna lotta, lascia conoscere i suoi desideri , il suo progetto , e

nel medesimo tem )0 i suoi scrupoli e le sue esitanze , ad una

persona che, pren endo immediatamente fatto e causa per lui,


e senza chiedergli n consenso n consiglio, se ne va a dare
esecuzione al progettato delitto, allora, colui che concepr il

primo pensiero criminale sar esente da pena, mentre l agente

354

potr esservi sottoposto. In questi due casi, la responsabilit non


pesa che sopra un solo individuo.
Ma se uno consiglia il delitto, se l altro, determinato dai

suoi consigli, lo cseguisce, se 1 uno nel momento di commet


tere il delitto, si arresta davanti ad un ostacolo, se un altro

individuo gli fa cenoscere il modo di'toglierlo, e gli d soc


corso materiale a questo ne, non necessario di provare che,
in questi casi, la penale responsabilitzz non deve pi limitarsi
ad un solo individuo: evidentemente visono due colpevoli;
L uno e laltro furono causa del delitto, essi sono respon

sabili_degli effetti che hanno prodotto.


Nel primo caso, l'uno di essi non contribu al crimine

per mezzo di un fatto materiale; nel secondo caso, oltre al


consiglio od allistruzione, ebbevi cooperazione materiale. In
altri termini, pu esservi una partecipazione al crimine pu
ramente morale, ed una partecipazione sica. Queste due fonti
di colpa ponno tr0varsi separate , nel sensoche la prima pu
esisteresenza la seconda; esse'possono anche trovarsi riunite
nel medesimo individuo a differenti gradi.

Ma questa breve analisi prova nel medesimo tempo che


i gradi di partecipazione, sia fisica, sia morale, possono va
riare quasi all infinito. Sia che si consideri la risoluzione cri
minosa, sia che si porti la sua attenzione sopra il fatto mate
riale, come poter determinare il giusto grado di colpa per cia
senna Specie di parteci azione alla creazione dell' uno, o del
1 altro elem'ento del
elitto? Come determinarlo, a priori,

nello stesso testo della legge? Egli quasi impossibile di co


noscere prima, sia tutte le forme che la partecipazione al de
litto pu assumere , sia le diverse circostanze colle quali essa
pu combinarsi , circostanze che possono essenzialmente modi
care il valore morale dell atto imputato.

La difcolt di distinguere con qualche precisione le varie


specie ed i diversi gradi di partecipazione al crimine, forse

una delle cause che determinarono pi di un legislatore a non


tentare alcuna distinzione, ed a punire i Complici colla stessa
pena degli autori stessi del delitto. Questo un evitare la dif

ticolt collajuto dellingiustizia; egli un mancare nel me


desimo tempo all osservanza delle regole della prudenza, ed
_ alle esigenze dell'interesse sociale.
Pronunciare contro un qualunque complice la stessa pena
che verrebbe pronunciata contro l autore del crimine i: spesso
il mezzo di sforzare_ i tribunali a non dichiarare costante il
fatto di complicit. E ancora uno dei casi nei quali si giunge alla
impunit per la via del terrore.

335
Vi ha di pi: i complici formano coin autori del delitto
una tal quale associazione. E egli conveniente rendere eguali
per tutti igradi della intrapresa criminale? Si direbbe una
legge suggerita da malfattori. Diffatti, pi grandeil pericolo

a cui si espongono gli uomini associati per un delitto , pi


essi cercano che_questo pericolo o danno sia uguale per tutti.
St forse nellinteresse del legislatore di secondare queste viste.
Fate, per lo contrario, che Vi abbia agli occhi della giustizia _

delle parti principali e di quelle secondarie nella tragedia del


crimine. Sar meno facile la distribuzione di queste parti;
spesso la commedia

non sar eseguita, merci: la dissensione

degli attori. Qualche volta si accorda la impunit, ovvero una


commutazione di pena ad uno dei complici, e ci dopo la
consumazione del delitto, allo scopo di ottenere delle rivela

zioni, misura che pu essere sensata dalla necessit, ma che


ripugna agli uomini onesti essa _d alla giustizia i soccorsi
del tradimento. Questa disunione che si sa introdurre fra gli
autori ocomplici di un delitto consumato, sar pi morale

ed utile ad un tempo spargerla fra gli uomini che deliberano


sopra un crimine progettato.
E adunque mestieri distin nere fra i diversi gradi di par
tecipazione al delitto, quale ere sia la difcolt del lavoro,

bisogna osare di affrontarla. Chi per debolezza vorrebbe san


-ziouare una legge barbara?
Noi abbiamo detto che la partecipazione al delitto pu
essere o morale o sica. Saremo noi seguaci della opinione
di coloro i quali considerano la partecipazione morale, anche

la pi diretta, come una partecipazione puramente accessoria?


Considerata come misura politica, una legge di questo
genere non sembra priva di qualche utilit. Gl inventori
di un progetto criminale, che non possono o non vogliono

eseguirlo loro stessi, pi difficilmente saprebbero trovare uo


mini propri a servire le loro passioni, se questi uomini sanno
che vanno contro ad un danno. sempre pi grande che quello
al quale si espone il loro mandante od il loro consigliere. In
questo contratto, linstigatore si fa conoscere per un vile;

l Iesecutore , o sembra, uno sciocco. Sono parti tali queste


che nemmeno gli uomini corrotti vogliono sostenere.
Ma sar obbrobriosa l ingiustizia di una simile disposi

zione. Come stabilire una regola assoluta , dalla quale 1 uomo


che_, pel suo credito, per la sua inuenza, per le sue pro
messe o per il suo oro, lgiunse a fare un altro uomo strumen-
-to delle sue passioni,
uomo tanto vile quanto scellerato

336

che , per perdere il suo nemico , immola a suoi desideri cri


minali un altro individuo , un altra famiglia, sar forse meri

tevole di una pena minore di quella che pu meritare l ese


cutore del crimine? Agendo in tal modo sarebbe lo stesso che

accordare un premio alla pi nera scelleraggine. Se la colpa


liilit si pr0porziona alla importanza dell ufcio che l agente
adempl, ein evidente che in molti casi lautore tanto col

pevole o pi colpevole ancora che l' esecutore dell' atto ma-.


tcriale. Questa legge, 'd altronde, spingerebbe il malfattore ricco

e potente a cercarsi dei complici, a comunicare il veleno della


sua iniquit all uomo bisognoso , dotato assai sovente di un
coraggio brutale, (1 uno spirito debole e di un braccio vigo
roso. Ecco un male morale e politico pi certo che la spe
ranza di rendere con questa legge pi difcili i mezzi di rin
venire dei complici.

La scoperta del delitto, vero, riesce pi facile, allora

quando non una sola e stessa persona che lo ha progettato


ed eseguito. Dicendo questo forse lo stesso che dire , essere

mestieri favorire per ci la moltiplicazione dei delinquenti?


Non volendo fare che un puro calcolo di utilit, ove sarebbe

il vantaggio? Favorite questo genere di complicit, voi giun*


gerete pi facilmente alla scoperta di qualche delitto e dei suoi
autori, ma quanti delitti non rimarranno senza esecuzione, se

coloro che li progettarono non trovano facilmente dein ese


cutori. ovvero se lautore del progetto sa che nulla potr

guadagnare facendosiun complice, che senza alcun vantaggio


che esso corre il rischio di essere tradito?
M Il delitto non avrebbe avuto luogo senza la materiale
esecuzione. Indubbiamente, come l incendio non ha luogo

senza fuoco, n lavvelenamento senza veleno. Pure non gi


il fuoco, non il veleno che sono i principali colpevoli. Nulla

avvi di grave in questa osservazione; perclr lobbiezione evi


dentemente ad altro non tende se non se a considerare il fatto
della esecuzione piuttosto nella materialit dei suoi effetti che

nella sua moralit. Sarebbe forte assai la obbiezione, se so

stenessimo che l esecutore deve rimanere impunito; ma sic


come, in luogo di simile assurdit, non si tratta che di sapere

ove trovasi pi colpa, altro non a dirsi, fuorch di richiamare


la necessit del fatto materiale, per la consumazione del delitto.

Se il fatto materiale sempre necessario, la partecipazione


morale di quello 0 quell altro individuo fu pi di una volta
una condizione, senza della quale non avvi delitto commesso.
F. quantunque necessaria sia l esecuzione materiale, sarebbe

337
assurdo lo stabilirla come una misura costante e positiva della
colpabilit dell autore, comparativamente a que la delcom.

mittente.

E mestieri adunque risalire ad un princi io diverso, pi


giusto e pi vero che non sia quello tratto dal a distinzione fra
la partecipazione sica e la partecrpaztone morale.
Un padre violento e_ temuto spinge , con la minaccia, il
proprio glio al delitto , il concorso del padre non che mo.

rale, ma esso non ebbe percx meno una parte principale.

Quantunque il mandato criminose sta dato da un individuo ad


un altro ., sul quale esso non avea daltronde alcuna autorit
legale e diretta , alcun mezzo di azione inevitabile e propria
a spaventarlo, il mandato non sar_ perci_ meno un patto ini.
quo liberamente stipulato fra uguali; Si dir ragionevolmente
che il mandante ed il mandatario non costituiscono che una

sola ed identica persona , la testa della quale rap resentam


dal mandante, e le braccia dal mandatario. Tanto a parteci.
pazione morale, quanto la partecipazione sica trovansi sopra
la medesima linea, non avvi nell azione una parte secondaria.
Finalmente, figuriamoci una donna che, in un eccesso di fu
rore prodotto dagli oltra _gi 'e _dalle sevizie del proprio mamo,

concepisce un progetto

1 ouncrd:o contro di lui, se nel suo

esaltamento essa promette la sua mano, la sua fortuna a colui


che la liberer dal potere di questo mostro, e che si affretti di
farla vedova , qui , per certo, Vi sono due ben differenti uffici.

Partecipazione secondaria er parte della donna ; principale


partecipazione per parte - de l assassmo. Non perch ein abbia
materialmente commesso il delitto, ma perch esso ne e mo

ralmente il principale autore, il pi temuto agente, colui la

di cui azione ispira di i timore.


Tutto prova che a partecipazione al delitto pu essere o
principale 0 secondaria. A noi lo dice la ragione; lo confer
mano gli esempi, non l ove consrste la difcolt, ma nello
stabilire i caratteri distintivi dell una e dellaltra parteci
pazione.
_ _

Principiamo dal dare nomi differenti alle due specie di


partecipazione. thamiamo corideiinquentii colpevoli per prin
cipale partecipazrone, complici l colpevoli per partecipazione
secondaria.

Si rende col evole di partecipazione, sia principale, sia se


condaria, colui ere, scientemente e Volontariamente, contribu

in un modo qualunque ad un crimine, o delitto. Poco monta


che esso vi abbia contribuito con prome5se o fatti, con soc.
Rossi, Dir. Pen.
' 29
I

338

corsi indiretti ovvero colla sua azione immediata, che abbia


proposto, facilitato il crimine2 o che lo abbia_materialmente

eseguito, la sua colpa non puo e_ssere_la stessa in tutti i casi;


ma la sua partecipazione al crimine, in un grado qualunque,

non potrebbe essere posta in dubbio.


Se frattanto, partendo da questa generale nozione, si
giunge a distinguere con molta precisione le specie che deb

bono costituire la principale partecipazione, e collocare gli


agenti di tuo crimine nel numero dei condelinquenti, tutto
apparir chiaro e bastantemen}e posdwo. Tutte le speme di
partecipauone non

comprese in questa categoria saranno Se:

condarie, e non potranno dare luogo che ad unaccusa di

complicit.

'
CAPITOLO XXXV.
Dei condelinquenti.

I due elementi costitutivi del delitto sono la risoluzione

ed il fatto materiale. Per tal modo ogni individuo che d vita


alluno od allaltro' di questi elementi contribuisce in un
modo principale e diretto, alla esistenza del delitto. Esso ne
causa. Possono nel medesimo tempo esservi facilit secondarie,

ulteriori impulsi; ma. i costitutivi elementi del delitto esi


stono indipendentemente da queste impulsioni , da queste la

cilit. Gli autori di questi fatti secondari avranno approvato il


progetto, secondata la esecuzione, ma nulla per crearono. Il

delitto forse pu essere stato commesso, con minore facilit e


maggiore pericolo, dai condelinquertti5 esso fu inoltre favorito
dai complici. I contlelinquentidecndono che il delitto si av
verer, ed essi 0 lo eseguiscono, o lo fanno eseguire. I com

plici accedono a questa decisione, ne facilitano la esecuzione;


ma nondimeno essi non sono i veri autori del crimine. Non
loro opera la risoluzione, non la esecuzione.

l condelinquenti adunque sono tutti coloro che furono gli


autori della risoluzione criminosa, ovvero della esecuzione.
Da ci derivano tre specie di comlelinquenti.
La prima abbraccia i provocatori diretti, gli autori della
risoluzione criminosa, i quali, senza concorrere alla sua esecu

zione, furono causa che altri.leseguissero.


' La seconda, comprende gli esecutori volontari per altrui
interesse, coloroi quali, non essendo stati gli autori della ri
soluzione, acconsentirono ad eseguire un delitto risolto da

altri.

339
La terza Comprende coloro i quali furono essi stessi li
autori e della risoluzione e della esecuzione del delitto. i
stinti ordinariamente col nome di autori principali, essi sono
condelinquenti , l uno rispetto all altro.

CAPITOLO XXXVI.
Dei provocatori.

Chiamiamo provocazione gli sforzi che fa un individuo


onde altri eseguiscano il delitto che esso brama. Questi sforzi

consistono nei motivi che loro presenta onde determinarli ad


eseguire il delitto progettato. Questi motivi possono variare in
mille modi; possono essere minaccia, promesse, istruzioni,
doni, salario, eccitamento di un sentimento, alimento di spe

ranza, ecc.
La provocazione in se stessa un atto preparatorio.
Se si arresta a questo punto, che nulla avvenga ancora;
allora non esiste il minimo principio di esecuzione del delitto.

provocato. Come pu conciliarsi la criminalit di questa specie


di partecipazione colla teoria degli atti preparatori?

cosa evidente che se si considera la provocazione in se


medesima. indipendentemente dal fatto di esecuzione, si deve

considerarla come un delitto sui generis. Tutto al pi le si


potrebbe applicare, in alcuni casi, la pena del complotto. Ef
fettivamente, fino a tanto che non fu eseguito il fatto ma
teriale, non vi ha che un complotto, o meglio una non ac

colta proposizione.
Se la proposizione non solo fu accolta, ma ben anche messa
ad esecuzione, la coscienza ci dice che colui che fu la causa

diretta del fatto debba esserneresponsabile, che latto materiale


debba essergli imputato. D altra parte, non essendo agli stato
autore, impossibile che il fatto sia posto a suo carico, consi
derato come atto materialmente eseguito da lui; impossibile

di partire da questa imputazione per rimontare alla intenzione


criminale dell accusato. E adunque mestieri di accontentarsi
di altri mezzi di convinzione; mestieri cercare altrove la prova
che esso ha effettivamente voluto ci che non ha material
mente fatto.
.
..
Ci rientra, non sipu dissimularlo, nelle eccezioni al re

golare processo della umana giustizia in materia d imputa


zione.

340
Questa eccezione tuttavia meno dannosa che quella del

complotto. Nel complotto non esiste unto il crimine prepara


to, nel caso di una rovoeazione che fil seguita dal suo effetto,

esiste 1 atto materia e, quantunque eseguito da altre persone di


verse dal provocatore stesso. Esiste una base, un atto materiale,
determinato, circoscritto, al quale deve essere unita la provoca
zione. V hanno senza dubbio danni" certi nei mezzi di unirla ,

ma non gi almeno ad un fatto ideale, ad un semplice pro


getto determinato da congetture, a cui si tratti, per cos dire ,
dincorporarlo. Se vi ha errore o calunnia nella accusa a ca
rico del provocatore, esse sono pi facili a scoprirsi, imperoc

ch non si pu, come nella imputazione dun semplice proget


to, modificare a volont il crimine progettato per accordarlo

meglio colle circostanze della provocazione.


_ Queste riessioni si applicano a tutte le specie di provo
cazione per atti puramente preparatori,

E necessario che il giudice non le perda di vista. Impe

rocch se ildanno e men grave di quello che non sia nel caso
in Cui i fatti materiali non esistono ancora , egli men per
ci meno reale. Pu di leggieri la giustizia essere indotta in
errore. Non mancano scellerati i quali, nella speranza di mi.
gliorare la loro posizione 0 di alleggerire la loro colpa, non re
swtono punto a. cercare compagni di sventure col mezzo della
calunnia.
'
Una volta che sia eseguito il fatto materiale , la risoluzio

ne prende nella persona del provoc:ztore il valore morale e le


gaie del crimine consumato.
Da questo osservazioni discendono lcune importanti con
seguenze.
E primicramente, non sarebbe esatto il dire che nel mo:
mento nel quale il provocatore, un mandante, ad esempio, su
assicurato di un esecutore, il crimine progettato debba _essere

considerato come eseguito, per quanto alla responsabilit del


primo, attesoch egli ha di gi compila ogni sua opera, e che

non gli rimane pi nulla a fare. Come ritenerlo per responsa


bile di un crimine, di cui uno degli elementi costitutivi, ilztto,
non ricevette ancora principio di esecuzione di sorta. Esso fece
personalmente tutto quanto voleva fare; accord1amo che si puo
considerarlo come di gi colpevole di provocazione , di com
plotto, nel caso che importi di punire questo delitto s