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DIRITTO COMMERCIALE

Il diritto commerciale si inserisce nel diritto privato. E la parte del diritto privato che riguarda le
imprese. Fino al 1942 esisteva il Codice di Commercio, che disciplinava i rapporti tra imprenditori.
Dal 1942 il Codice di Commercio entrato a far parte del Codice Civile, per cui il diritto
commerciale diventato a tutti gli effetti un ramo del diritto privato.
Impresa Imprenditore Azienda Societ.
Imprenditore colui che esercita limpresa. Limpresa nel Codice non definita, si ha solamente
la definizione di imprenditore (2082).
Quando c di mezzo un imprenditore il diritto commerciale diventa quasi un diritto speciale. Si ha
una diversa applicazione delle regole fra il libero cittadino e limprenditore. Il libero cittadino tale
perch fa delle sue ricchezze quello che vuole e pu svolgere qualsiasi attivit lecita. Il libero
cittadino pu indebitarsi e non essere in grado di adempiere le sue obbligazioni. La disciplina
generale delle obbligazioni indica quello che pu fare un creditore che non soddisfatto del
comportamento del debitore.
Se un imprenditore non in grado di adempiere le proprie obbligazioni, questo detto insolvente.
La definizione di insolvente tipica dellimprenditore commerciale. Allimprenditore commerciale
insolvente si applica una normativa a parte, quella della Legge Fallimentare; limprenditore
commerciale insolvente viene sottratto alla normativa generale delle obbligazioni. Il legislatore
quindi tratta in modo diverso limprenditore commerciale e tutti i suoi creditori. Il diritto
commerciale assume quindi i tratti di una normativa speciale, che delinea e disciplina una serie di
fattispecie soggettive e oggettive. Ove la normativa speciale non si pronuncia si passa
automaticamente alla normativa generale. La legge fallimentare si applica solamente
allimprenditore commerciale non piccolo.
Il diritto vivente in quanto deve essere interpretato, le norme si interpretano e poi si applicano. Il
diritto si forma sui banchi di scuola, sui tavoli di chi lo studia e lo applica; si forma cos una
dottrina, gli studiosi elaborano varie interpretazioni che possono creare dei conflitti. Si hanno
diverse interpretazioni a seconda di chi interpreta: differenze fra sedi giudiziali, fra diversi gradi di
giudizio, differenze allinterno dello steso grado di giudizio. Inoltre i giudici si muovono, per cui
pu cambiare lorientamento di un tribunale per il cambiamento dei giudici che lo compongono.
Il diritto segue i fatti, non sono i fatti che seguono il diritto. Il diritto adegua le regole al vivere
comune. Pi capace il legislatore e pi il diritto segue levoluzione socio-economica della societ
ove applicato.
La riforma che entrata in vigore in data 01/01/2004 ha cambiato le norme che regolamentano la
nascita e la vita delle societ di capitali. Sono cambiate le regole di funzionamento che
presuppongono di tutelare particolari interessi. Non sono cambiate le teorie generali, si cambia
lapplicazione di queste. Questa riforma era necessaria perch cera bisogno di regolamentare un
tipo di societ, la societ di capitali, che alla nascita del c.c. non poteva essere molto sviluppata,
esistendo negli anni 40 uneconomia prevalentemente agraria.
Imprenditore soggetto di diritto privato, anche se questo interpretato da propriet pubblica (ad
es. s.p.a.: lENEL privatizzata, si tratta di una s.p.a., ma non per questo in mano ai privati).
Privatizzazione messa sul mercato di una societ che in precedenza era di propriet pubblica.
Trasformazione in s.p.a. di una societ pubblica.
Soggetto imprenditore attratto dalla normativa del diritto commerciale. Nel diritto non servono
paletti rigidi, occorre ragionare. Come agisce il soggetto mi indica chi e chi non imprenditore.
Lart 2082 mi dice che imprenditore chi esercita unattivit economica organizzata, non mi parla
di un albo degli imprenditori. Chi agisce deve avere un suo meccanismo mentale che lo fa agire
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da imprenditore. Colui che contrae rapporti con un altro soggetto ha necessit di sapere se questo
soggetto un imprenditore o no, se un imprenditore commerciale, se un imprenditore
commerciale piccolo o non piccolo. La qualificazione dellimprenditore una necessit per poter
ben applicare le norme.
La norma regolamenta il reale oggetto del contratto. Il diritto civile tale perch disciplina la realt
dei fatti. Quando si parla dellimprenditore si va a vedere leffettivo agire di questo, non ha quindi
senso lesistenza di un registro degli imprenditori. Esiste un Registro delle Imprese, che raccoglie i
dati di tutti gli imprenditori commerciali. Un soggetto,se iscritto nel Registro delle Imprese, un
imprenditore fino a prova contraria.
Il legislatore tutela in maniera preminente la certezza della circolazione degli scambi. Il legislatore
in tanti frangenti vuole privilegiare la certezza delloperatore, che allevidenza di certi elementi
associa la certezza di agire come imprenditore. Io che vado a comprare qualcosa non posso tutte le
volte controllare se chi ho di fronte pu vendermi quel bene. Il legislatore fa in modo che colui che
vende o che compra abbia la legittima convinzione che chi ha di fronte possa comprare o vendere
(principio della buona fede).
Si cerca un equilibrio fra la certezza delloperato e la velocit dello scambio, dando la precedenza
alla velocit, senn si rischia di andare incontro ad una economia non di mercato. Il fattore tempo
una variabile che il legislatore non pu trascurare in una economia di mercato e fortemente spinta
dal capitalismo.

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LIMPRENDITORE
Ogni cittadino ha una normativa di riferimento (diritto civile). Limprenditore ha una disciplina a se
stante. Non possibile pensare di identificare un imprenditore attraverso un registro. Il dichiararsi
imprenditore pu essere un requisito necessario, ma non sufficiente.
Lapplicazione delle norme sullimprenditore deriva dalla figura dellimprenditore stesso.
Inoltre la normativa dellimprenditore non assoluta, si deve distinguere il tipo dimpresa.
Tipologie dimpresa, distinguibili per:
oggetto imprenditore commerciale o non commerciale, limprenditore non commerciale
solamente limprenditore agricolo;
dimensione imprenditore piccolo o non piccolo;
aspetto soggettivo imprenditore in forma individuale, imprenditore in forma societaria,
impresa pubblica.
Societ come forma organizzativa dellattivit di impresa. La societ un modo di fare impresa.
Statuto corpo di regole
Statuto dellimprenditore commerciale, indica quel corpo di norme applicabile solo
allimprenditore commerciale.
Statuto generale dellimprenditore (norme tipiche dellimprenditore
commerciale o no, concorrenza,)
Due Statuti:
Statuto dellimprenditore commerciale:
- assoggettamento dellimprenditore commerciale alle regole del registro
delle imprese;
- scritture contabili (limprenditore agricolo non ha lobbligo di tenere
libri contabili);
- legge fallimentare (procedure concorsuali);
- rappresentanza commerciale.
Il fatto che io qualifichi un soggetto attivo come imprenditore non fa si che questo sia sempre un
imprenditore, non sempre questo si comporta come un imprenditore, bisogna distinguere quando
questo un imprenditore e quando un semplice cittadino, il problema distinguere questa linea di
confine
Per limprenditore agricolo e per il piccolo imprenditore non esistono statuti particolari.
Il sistema normativo del 42 non chiarissimo, probabilmente questa cosa non non voluta, non si
voleva forse creare uno schema rigido.
art. 2082 c.c. definizione di imprenditore.
E imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine
della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Definizione generica, che da luogo a molteplici interpretazioni.
Tesi aziendalistica (economica): va ad identificare limprenditore per la funzione che egli assolve
nel sistema economico degli scambi. Limprenditore come intermediario del sistema economico,
con funzione organizzativa dei fattori produttivi e del mercato. Limprenditore colui che rischia
per guadagnare.
Tesi giuridica civilistica: requisiti minimi tali che, ove presenti, assoggettano il soggetto ad una
certa normativa:
attivit;
scopo dellattivit;
modalit di esercizio dellattivit
organizzazione,
professionalit,
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economicit.
Lattivit deve essere produttiva, non di mero godimento. Lattivit di godimento pu rientrare
nellattivit di impresa solo se non dominante.
Lattivit inoltre deve essere organizzata.
Organizzazione programmazione e coordinamento dei fattori produttivi (lavoro + capitale).
Colui che organizza da solo la propria attivit senza limpiego di capitali non un imprenditore, ma
un lavoratore autonomo (art. 2222 c.c.).
Economicit tensione del soggetto che esercita lattivit verso la copertura dei costi. Si cerca di
procacciarsi entrate remunerative del costo sostenuto per i fattori produttivi. Si ricerca la copertura
dei costi.
Non attivit imprenditoriale il consumo, in quanto privo di economicit e non produce
ricchezza, ma la consuma.
Un ente pubblico che fornisce un servizio (es. mensa universitaria) non un imprenditore. una
impresa chi fornisce il servizio catering allinterno delle mense. Il prezzo pagato alla mensa
universitaria non un prezzo remunerativo, ma un prezzo politico. La mensa universitaria un
diritto dello studente, non pu creare una situazione discriminatoria.
Professionalit esercizio abituale.
Attivit stagionali, attivit plurime e, ultimamente, il caso dellunico affare (se tutti ci mettiamo
daccordo e decidiamo di organizzare un concerto a Pistoia). Organizzare un solo evento una
attivit di impresa, presuppone una serie di atti coordinati ed impegnativi, con caratteri di
economicit ed organizzazione.
Il fattore rischio non conta, conta labitualit nel compiere certi atti.
Scopo di lucro ricerca di profitto.
Limprenditore tale anche se non persegue scopo di lucro?
Nella nozione di imprenditore non si parla dellaspetto lucrativo, se ne parla nella definizione del
contratto di societ (art. 2247 c.c.).
Lucro oggettivo attivit di lucro naturale nellattivit (la squadra di calcio di ragazzini,
non faccio pagare il biglietto per vedere le partite, le sponsorizzazioni servono per
finanziare lattivit stessa).
Lucro soggettivo finalit di lucro di chi investe.
Impresa di professione intellettuale
2238. Rinvio.
Se lesercizio della professione costituisce elemento di unattivit organizzata in forma di
impresa, si applicano anche le disposizioni del titolo II.
In ogni caso, se lesercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si
applicano le disposizioni delle sezioni II, III e IV del capo I del titolo II.
Non imprenditore chi esercita una attivit intellettuale riconosciuta (es. commercialista).
La professione intellettuale riconosciuta ha un proprio corpo normativo.
Le professioni intellettuali non regolamentate (es. attivit di consulenza direzionale), se esercitate
nella forma di societ di capitali, sono inquadrate come imprese, in caso contrario si entra in un
dibattito complesso, dove non si riesce ad arrivare ad un chiarimento.

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NOZIONE DI IMPRESA
Commerciale (art. 2195 c.c.)
Oggetto
Non commerciale agricolo (art. 2135 c.c.)
Piccolo (art. 2083 c.c.) artigiano, piccolo
commerciante, coltivatore diretto
Dimensioni
Nozione di imprenditore
(art. 2082 c.c.)

Non piccolo
Individuale
Soggetto

Societario
Pubblico

Oggetto
E imprenditore agricolo chi non imprenditore commerciale o viceversa.
Terzo ramo pu essere considerato secondo alcuni la c.d. impresa civile. A questo imprenditore si
applica la teoria generale dellimpresa, ma non si ritrova nel c.c., deriva dalla dottrina.
Imprenditore agricolo
E stato oggetto nel 2001 di una riforma: la c.d. Legge di Orientamento (d.lgs. 228/2001).
Molto spesso le imprese vivaistiche temono di essere qualificate al di fuori della figura
dellimprenditore agricolo, in quanto possono essere visti come commercianti (molti non fanno
crescere le piante, ma si limitano ad acquistarle e a rivenderle).
Un vivaista classificato come imprenditore agricolo solo se la terra che possiede viene utilizzata
per la produzione. Si hanno alcuni casi nei quali sono pi le piante comprate e rivendute a terzi che
quelle effettivamente prodotte e poi vendute.
Ciclo biologico la connessione con il fondo agricolo rilevante in quanto in qualche modo
legato allo sviluppo del ciclo biologico (la produzione agricola strettamente
legata al terreno).
Non connessa lattivit di trasformazione se esercitata da un altro. Lattivit connessa, perch io sia
considerato imprenditore agricolo, deve essere prevalentemente effettuata con prodotti miei (caso
del produttore di barbabietole, che una volta coltivate devono essere lessate prima di essere vendute,
questo ha fatto un investimento che deve ammortizzare e cos lessa anche le barbabietole di altri
produttori: considerato imprenditore agricolo se lessa in maggioranza barbabietole proprie, senn
la sua attivit considerata prevalentemente commerciale, per cui non pu pi essere considerato
un imprenditore agricolo).
E imprenditore agricolo chi ha produzione propria, chi ha produzione propria e attivit connessa
legata alla produzione propria, chi ha produzione propria e attivit connessa legata alla produzione
propria e altrui, ma con prevalenza della trasformazione della produzione propria.
Criterio di prevalenza: si sposta lattenzione da un elemento qualitativo (sviluppo ciclo biologico)
ad un elemento quantitativo (prevalenza della derivazione agricola
dellattivit). Riconoscimento di attivit agricola anche ad imprese industriali
con produzione propria (es. se la Barilla lavorasse trasformando grano di
produzione propria sarebbe riconducibile ad una impresa agricola).

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La riforma del 2001 ha cercato di rispondere allindustrializzazione dellagricoltura. Si cercata


una compatibilit fra evoluzione tecnologica e qualificazione agricola, mantenendo la rilevanza
sempre esistita del fattore terra.
Il legislatore ha fatto la distinzione tra impresa agricola e commerciale perch limprenditore
agricolo ha un rischio in pi: il rischio ambientale. Lattivit dellimpresa agricola dipende dalle
condizioni metereologiche, non c solamente il rischio di mercato. E giusto dichiarare fallito un
imprenditore che non pu pagare perch le sue piante sono state rovinate da una grandinata?
Piccolo imprenditore
2083. Piccoli imprenditori
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti
e coloro che esercitano unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro
proprio e dei componenti della famiglia.
Coltivatori diretti
Artigiani
Piccoli commercianti

attivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio


o della famiglia.

Il piccolo imprenditore, anche se commerciale, sottratto allo statuto dellimprenditore


commerciale (artt. 2202, 2214/3, 2221).
Prevalenza del lavoro proprio o dei familiari come prevalenza funzionale. Ci deve essere una
prevalenza del lavoro svolto dai familiari e dallimprenditore rispetto al lavoro svolto da altri
soggetti.
Il piccolo imprenditore non una societ. Limprenditore commerciale piccolo ha una
qualificazione fondamentale in un soggetto: lartigiano.
Artigiano prevalenza del lavoro proprio, colui che normalmente svolge il lavoro per se stesso.
l. 443/1985 legge quadro sullartigianato, inquadra lintero settore economico artigianale.
Nel diritto di famiglia allart. 230bis (inserito negli anni 70) si parla dellimpresa familiare. Si
tutela il lavoro dei familiari nellimpresa. Si vuole evitare lo sfruttamento dei familiari, si tutelano i
diritti patrimoniali di questi allinterno dellimpresa. Non si tratta di una impresa societaria, ma di
una impresa individuale.
Impresa societaria
Societ semplice non commerciale.
Societ cooperativa pu svolgere qualsiasi attivit.
Obbligo di iscrizione al registro delle imprese.
Associazioni e Fondazioni
Soggetti non commerciali, anche se sussiste una certa attivit commerciale. Vivono per altre
attivit, ma possono esercitare attivit di spesa, purch questa sia strumentale allattivit
istituzionale. Lattivit commerciale pu esistere a patto che sia strumentale (es. societ di calcio
che trova gli sponsor per continuare a far giocare i ragazzi). Associazioni e fondazioni sono
imprenditori commerciali se lattivit commerciale prevalente.
STATUTO DELLIMPRENDITORE COMMERCIALE
2195. Imprenditori soggetti a registrazione.
Sono soggetti allobbligo delliscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che
esercitano:
1) unattivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
2) unattivit intermediaria nella circolazione dei beni;
3) unattivit di trasporto per terra, per acqua o per aria;
4) unattivit bancaria o assicurativa;
5) altre attivit ausiliarie delle precedenti.
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Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attivit e alle imprese commerciali si
applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attivit indicate in questo articolo e alle
imprese che le esercitano.
Il Codice non tende a schematizzare largomento, non esiste una schematizzazione su un tipo
specifico di imprenditore.
Gli imprenditori soggetti a registrazione sono solo gli imprenditori commerciali. Unici altri soggetti
che hanno lobbligo della registrazione sono i consorzi tra imprenditori con attivit esterna,
facilmente riconducibili alla figura dellimprenditore commerciale, e gli enti pubblici con finalit
commerciale, ormai ridotti al minimo.
Imprese a statuto settoriale
Tra gli imprenditori commerciali esistono delle imprese commerciali a statuto settoriale (banche,
assicurazioni, sim, sicav, societ di revisione contabile,) sottoposte a normative speciali a loro
dedicate. Una banca agisce da imprenditore commerciale, ma ci sono norme speciali (TUB, TUF)
per lesercizio della attivit bancaria. Il TUB mi dice quali sono le regole che obbligatoriamente
devo seguire per esercitare lattivit bancaria. Non sufficiente adempiere allo statuto
dellimprenditore commerciale. Queste normative settoriali servono ad integrare i tratti che il
Codice non specifica. La normativa specialistica nelle sue norme sostituisce la norma generale, che
risulta tacitamente disapplicata.
Statuto dellimprenditore commerciale, si applicano le norme su:
pubblicit legale,
scritture contabili,
rappresentanza commerciale,
legge fallimentare.
Pubblicit legale conoscibilit legale di tutti gli atti e i fatti di un soggetto (obbligatoria per
legge), opponibilit (creare le condizioni per cui io posso dare per conosciuto un certo atto o fatto a
meno di negligenza). E necessario il principio di certezza nella circolazione degli scambi. Vado a
creare un regime di conoscibilit dei fatti. In un rapporto contrattuale la titolarit di una delle parti
assunta dal registro delle imprese. Si fa di tutto per creare un sistema allinterno del quale
loperatore commerciale possa agire rapidamente. Il registro delle imprese lo strumento principale
per arrivare a questo. Nel registro delle imprese si iscrivono tutti gli atti indicati dalla legge. E
sottratto alliscrizione al registro delle imprese il piccolo imprenditore (art. 2202 c.c.).
Effetti delliscrizione nel registro delle imprese: liscrizione ha efficacia dichiarativa, costitutiva,
normativa. Opponibilit degli atti e fatti iscritti al registro delle imprese (il fatto conoscibile a tutti
con la media diligenza, a meno di negligenza).
Il legislatore tutela cos la legittimit degli atti e dei contratti.
Efficacia dichiarativa: il terzo non pu a tutela del proprio operato vantare di non conoscere tale
fatto. Lopponibilit ha il valore giuridico di ribaltare lonere della prova. Regime di ragionevole
certezza.
Efficacia costitutiva: il diritto sorge in quanto il fatto stato iscritto nel registro delle imprese (es.
costituzione di una societ di capitali).
Efficacia normativa: liscrizione costituisce presupposto per lapplicazione di un determinato
regime giuridico (liscrizione nel registro delle imprese dellimprenditore commerciale un
obbligo, ma non sufficiente; unico caso la s.n.c. che se non iscritta nel registro delle imprese non
sottoposta alle norme sulla s.n.c., ma a quelle sulle societ semplici). Certe norme si applicano
solamente se c iscrizione nel registro delle imprese.
La pubblicit non solo legale, il registro delle imprese assolve anche alla funzione di pubblicit
notizia informazione. Questa funzione si ha nella sezione speciale.

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I piccoli imprenditori e gli imprenditori non commerciali non hanno lobbligo di iscrizione nel
registro delle imprese, ma li possiamo comunque ritrovare su questo, nella sezione speciale a loro
dedicata, con funzione di informazione.
Scritture contabili la vita dellimpresa vita dinamica, impone ad ogni passo scelte e
valutazioni economiche; si sviluppa attraverso una serie continua di atti di scambio che modificano
continuamente la consistenza quantitativa e la composizione qualitativa del patrimonio
dellimprenditore. Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in
termini qualitativi e/o quantitativi, dei singoli atti di impresa, della situazione del patrimonio
dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta.
Le scritture necessarie per una ordinata contabilit variano a seconda del tipo di attivit, delle
dimensioni e dellarticolazione territoriale dellimpresa.
art. 2214 limprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla
natura e dalle dimensioni dellimpresa, fermo in ogni caso lobbligo di tenere il libro
giornale e il libro degli inventari.
Il Libro Giornale un registro cronologico-analitico; in esso devono essere indicate giorno per
giorno le operazioni relative allesercizio dellimpresa (art. 2216).
Il Libro degli Inventari invece un registro periodico-sistematico; deve essere redatto allinizio
dellesercizio dellimpresa e poi alla fine di ogni esercizio annuale.
Linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite; il bilancio un
prospetto contabile riassuntivo dal quale devono risultare con evidenza e verit la situazione
complessiva del patrimonio (stato patrimoniale) alla fine di ciascun anno, nonch gli utili conseguiti
o le perdite sofferte (conto economico) nel medesimo arco di tempo.
Lipotesi pi significativa di rilevanza esterna delle scritture contabili si ha sul piano processuale,
potendo le stesse essere utilizzate come mezzo di prova sia a favore, sia contro limprenditore (artt.
2709-2711)
Rappresentanza commerciale nello svolgimento della propria attivit limprenditore di regola
si avvale della collaborazione di altri soggetti. E regola generale che il conferimento ad altro
soggetto dellincarico di compiere uno o pi atti giuridici relativi alla propria sfera patrimoniale non
abilita di per s lincaricato ad agire in nome dellinteressato; il terzo che contratta con chi dichiara
di agire in veste di rappresentante tenuto perci ad accertare esistenza, contenuto e regolarit
formale della procura, esigendo che il rappresentante giustifichi i suoi poteri.
Per la posizione rivestita nellorganizzazione aziendale, institori, procuratori e commessi sono
automaticamente investiti dal potere di rappresentanza ex lege commisurato al tipo di mansioni che
la qualifica comporta.
E institore colui che investito dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o di
uno specifico ramo di questa; si tratta di un lavoratore subordinato con qualifica di dirigente. Anche
in caso di mancanza di espressa procura linstitore pu compiere in nome dellimprenditore tutti gli
atti necessari per lesercizio dellimpresa o della sede o del ramo cui preposto.
I procuratori sono coloro che in base ad un rapporto continuativo abbiano il potere di compiere per
limprenditore gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa, pur non essendo preposti ad esso; si
tratta di ausiliari di grado inferiore rispetto allinstitore. In mancanza di specifiche limitazioni
iscritte nel registro delle imprese, i procuratori sono ex lege investiti di un potere di rappresentanza
generale rispetto alle operazioni per le quali essi sono stati investiti di autonomo potere decisionale.
I commessi sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive e materiali che li
pongono in contatto con i terzi. Per questa loro posizione, ad essi riconosciuto potere di
rappresentanza dellimprenditore anche in mancanza di specifico atto di conferimento. Essi possono
compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati.

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ACQUISTO QUALITA DI IMPRENDITORE


Teorizzazione della realt: persona che si qualifica come imprenditore e non lo , persona che non
si qualifica come imprenditore pur essendo tale, prestanome.
Elementi oggettivi per i quali si assegna la qualit di imprenditore.
Chi limprenditore, data una certa attivit di impresa?
Imputazione dellattivit di impresa
Esercizio dellattivit imprenditore colui che esercita lattivit di impresa.
Lattivit dimpresa si pu imputare con due criteri: uno formale e uno sostanziale.
Formale: passa dalla spendita del nome (io mi presento come Carobbi Sandro, imprenditore, per cui
io sono imprenditore). Se Caio si presenta a nome di Tizio e lo dice chiaramente,
limprenditore Tizio. Il criterio formale indiscutibilmente il criterio da utilizzare in caso
di esercizio dellattivit di impresa. Il mandato con rappresentanza configura la
rappresentanza commerciale, per cui anche se non si presenta direttamente limprenditore, si
mantiene il requisito dellesercizio diretto dellattivit di impresa. In caso di esercizio diretto
dellattivit di impresa il criterio da seguire quello formale.
Sostanziale: formalmente Tizio che risulta imprenditore, ma sostanzialmente lattivit di impresa
svolta da Caio. Tizio imprenditore perch la spendita del nome la sua, ma Caio che
esercita effettivamente lattivit deve essere considerato imprenditore o no?
Lattribuzione della qualit di imprenditore nasce in casi di insolvenza (prima il problema solo
teorico, non ci si pone la domanda). Il fatto di non essere iscritto al registro delle imprese non fa si
che un soggetto non sia imprenditore commerciale.
Esercizio indiretto dellattivit di impresa dicotomia tra imprenditore palese e imprenditore
occulto (un soggetto agisce da imprenditore con il nome di un altro soggetto).
In questi casi laspetto sostanziale prevale sullaspetto formale.
Limprenditore occulto non per forza un malfattore, pu essere anche il caso del padre che lascia
limpresa di famiglia al figlio, va in pensione ma continua a dargli una mano con lattivit. Le
obbligazioni contratte a nome del figlio riguardano o no anche il padre, che ha agito come
imprenditore, pur senza usare il suo nome?
Chi sostiene che lesercizio diretto vale lesercizio indiretto afferma che limprenditore occulto
ugualmente responsabile come limprenditore palese, superando laspetto formale. Si attribuiscono
le responsabilit a chi agisce. Colui che agisce da imprenditore imprenditore. Potere (di fare le
cose) e responsabilit sono inscindibili.
Limprenditore palese e quello occulto sono anche coobbligati davanti alla responsabilit
fallimentare.
art. 147.2 Legge Fallimentare
Esistono 4 tipologie di imprenditore occulto:
socio occulto di societ palese falliscono anche i soci che emergono successivamente; il
socio occulto fallisce come gli altri soci, anche se scoperto successivamente alla
dichiarazione di fallimento.
socio occulto di societ occulta caso del figlio imprenditore e del padre che gli da una mano
agendo come imprenditore; molti tribunali in questo caso hanno dichiarato fallito
anche il padre in quanto agiva come societ occulta (non figura, ma opera come una
societ): la norma non pu non disciplinare quello che realmente , anche se non
appare.
imprenditore occulto soggetto che agisce come privato cittadino, ma riconosciuto come
imprenditore commerciale: secondo laspetto formale questo soggetto un privato
cittadino, non un imprenditore; deve essere superato il dato formale, senza per
cadere n in un eccesso di sostanzialismo, n in un eccesso di formalismo, che porta
ad una tutela degli abusi. A lato delle due tesi (formalista sostanzialista) si sono
sviluppate altre teorie che hanno cercato una mediazione tra queste. Caso
dellimpresa fiancheggiatrice: Tizio agiva come imprenditore per una s.r.l., non
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risulta imprenditore e non lo posso qualificare come socio occulto (nella societ di
capitali si ha responsabilit limitata, per cui Tizio non pu essere dichiarato fallito),
lo posso qualificare come imprenditore in proprio e dichiararlo fallito
socio tiranno colui che socio di una societ di capitali con autonomia patrimoniale e
giuridica sua propria e che utilizza la societ come le sue tasche; lassoggettamento a
fallimento una questione spinosa, in quanto una societ di capitali implica una
responsabilit limitata, anche se questi operava come un imprenditore.
Inizio dellimpresa
Quando che un soggetto diventa imprenditore?
Principio di effettivit momento in cui si comincia effettivamente ad agire da imprenditore. Non
sono sufficienti gli atti preparativi, occorre che questi si trasformino in atti organizzativi (persone,
mezzi, luoghi, finanziamenti,); ancora non ho contratto alcuna obbligazione, ma ho gi fatto un
programma dimpresa organizzato e coordinato. In questo momento secondo il principio di
effettivit ha inizio lattivit di impresa.
Tesi formale per quanto riguarda le societ, visto come inizio dellattivit dimpresa il
contratto che segna la nascita di una societ: fino alla manifestazione della qualifica di imprenditore
(iscrizione al registro delle societ o contratto di societ) non sono un imprenditore.
Fine dellimpresa
La Corte Costituzionale ha affermato che lanno di decorrenza per la dichiarazione di fallimento
da riferirsi alliscrizione nel registro delle imprese.
Limpresa finisce quando viene cancellata dal registro delle imprese.
Per limprenditore individuale per il discorso diverso, in quanto questo sopravvive alla fine della
sua attivit. la questione molto difficile e non da le possibilit di una risposta certa.
Capacit di impresa
La capacit allesercizio dellattivit di impresa si acquista con la piena capacit di agire e quindi al
compimento del diciottesimo anno di et. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione. La
capacit di agire presupposto fondamentale per lacquisto della qualit di imprenditore.
Non costituiscono limitazioni della capacit di agire, ma semplici incompatibilit, i divieti di
esercizio di impresa commerciale posti a carico di coloro che esercitano determinati uffici o
professioni. Analogamente, non preclude lacquisto o il riacquisto della qualit di imprenditore
commerciale linabilitazione temporanea allesercizio dellattivit commerciale che consegue alla
condanna per bancarotta o per ricorso abusivo al credito in caso di fallimento.
E possibile lesercizio di attivit di impresa per conto e nellinteresse di un incapace o da parte di
soggetti limitatamente capaci di agire, con losservanza delle disposizioni a riguardo dettate. Il
codice non prevede regole particolari per lattivit agricola, sicch troveranno applicazione in
materia le norme di diritto comune che regolano il compimento degli atti giuridici da parte degli
incapaci. Una specifica disciplina invece prevista per lattivit commerciale. Lamministrazione
del patrimonio degli incapaci regolato in modo da garantirne la conservazione e lintegrit
impedendo che lo stesso venga impiegato in operazioni aleatorie o di pura sorte. Il rappresentante
legale del minore o dellinterdetto legittimato al compimento dei soli atti di ordinaria
amministrazione, mentre quelli di straordinaria amministrazione possono essere compiuti solo in
caso di necessit o di utilit evidente, accertata dallautorit giudiziaria. Lattivit commerciale
per sua natura una attivit non solamente conservativa del patrimonio e soprattutto attivit
rischiosa. Il legislatore considera perci sfavorevole limpiego del patrimonio degli incapaci in
attivit commerciale e in tale prospettiva pone un divieto assoluto di inizio di impresa commerciale
per il minore, linterdetto e linabilitato.
In nessun caso consentito linizio di una nuova impresa commerciale in nome o nellinteresse del
minore. Quando questi acquista una preesistente azienda commerciale, il rappresentante legale pu
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essere autorizzato dal tribunale a continuare lesercizio dellimpresa. Per linterdetto valgono regole
identiche a quelle dettate per il minore sottoposto a tutela; lautorizzazione alla continuazione pu
riguardare anche limpresa iniziata dallo stesso interdetto prima dellinterdizione.
Linabilitato un soggetto la cui capacit di agire limitata agli atti di ordinaria amministrazione.
La sua posizione tuttavia parificata a quella degli incapaci assoluti per quanto concerne lesercizio
di impresa commerciale: possibile solo la continuazione di una impresa preesistente, non linizio
ex-novo. Una volta intervenuta lautorizzazione alla continuazione, linabilitato eserciter
personalmente limpresa, sia pure con lassistenza del curatore e con il consenso di questi per gli
atti di impresa che eccedono lordinaria amministrazione, esulando dallesercizio dellimpresa.
Diversamente dagli alti incapaci, il minore emancipato pu ottenere dal tribunale lautorizzazione
ad iniziare una nuova attivit di impresa commerciale. Con lautorizzazione il minore emancipato
acquista la piena capacit di agire.
Il fallimento del minore (e dellinterdetto) solleva delicati problemi di giustizia sostanziale per
quanto concerne lapplicazione delle norme fallimentari che stabiliscono incapacit personali e
sanzioni penali per il fallito. invero iniquo far ricadere tali effetti sul minore, dato che il dissesto
imputabile esclusivamente alla condotta del genitore o del tutore.
DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA
2595. Limiti legali della concorrenza.
La concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi delleconomia nazionale
e nei limiti stabiliti dalla legge [e dalle norme corporative].
Le imprese non possono fare quello che vogliono.
Da una disciplina generica della concorrenza che segnava il Codice del 42, via via si creata una
regolamentazione pi precisa, sia come regolamentazione generale, sia come regolamentazione
settoriale (es. sistema radiotelevisivo).
Si tende idealmente ad un mercato concorrenziale corretto, anche se questo difficilmente
raggiungibile. Se ci trovassimo nella condizione ideale della concorrenza perfetta, anche in questo
caso potremmo trovarci di fronte ad una forzatura di mercato se ci fosse una impresa che spicca
sulle altre, pur senza minare la concorrenza perfetta che abbiamo postulato; in questo caso potrebbe
avvenire che i piccoli produttori smettano di produrre per il mercato e inizino a vendere la propria
produzione alla grande impresa, che poi metterebbe sul mercato la produzione propria insieme alla
produzione delle altre imprese che lavorano per lei.
Nel 42 la disciplina della concorrenza era un fatto quasi morale, si dettavano dei principi tali da
indirizzare limprenditore verso un comportamento leale. Gli imprenditori non erano molti e quelli
che esistevano solitamente erano imprenditori individuali, per cui era possibile, in caso di problemi,
avere un rapporto diretto con limprenditore (ora se non mi funziona il telefono non riesco a parlare
con il capo della Telecom, non c rapporto diretto).
Con il cambiamento del contesto sociale e con il progredire delleconomia si arrivati ad una tale
complessit che ha fatto si che la concorrenza sia falsata (liberalizzazione mercato, privatizzazione
imprese pubbliche). La liberalizzazione di certi servizi un tempo di monopolio pubblico ha creato
anche una concorrenza sui prezzi (anche se questo spesso non si esplica con una diminuzione dei
prezzi, si cerca di vincere aumentando i servizi piuttosto che diminuendo i prezzi).
Le filosofie di gestione delleconomia (regolamentazione/non regolamentazione) influenzano anche
il legislatore.
Con la fine degli anni 80 si assistito a numerose regolamentazioni della concorrenza, per lo pi
settoriali (es. banche, non si pu alzarsi una mattina e decidere di aprire uno sportello bancario,
questo lederebbe i principi per un corretto operato, anche se la BI incentiva alla concorrenza fra
banche).

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Fine anni 80
Regolamentazione CEE 4069/1989
Si vuole regolamentare a livello comunitario la concorrenza. Leconomia di mercato pu essere
inoltre falsata da fenomeni anticoncorrenziali messi in moto dalle imprese.
Legge 287/1990 Normativa antitrust: creazione di una autorit garante della
concorrenza del mercato, con funzione di vigilanza e di controllo dei comportamenti
anticoncorrenziali.
Si passa da una idea di lealt della concorrenza ad aspetti meno soggettivi e pi oggettivi della
concorrenza. La libert di iniziativa economica e la competizione tra imprese non possono tradursi
in comportamenti e atteggiamenti che rischino di falsare la concorrenza (caso di concorrenza leale
ma alterata, es. limpresa che spicca sulle altre). La nascita di tali atteggiamenti va a ledere la
stabilit del mercato.
Lautorit garante ha ampi poteri di indagine, ispettivi, pu combinare sanzioni e adottare
provvedimenti atti a ripristinare la concorrenza.
Comportamenti che la normativa penalizza:
intese restrittive della concorrenza cartelli di prezzo (intese restrittive sui prezzi); caso dei
produttori di un certo prodotto che invece di farsi concorrenza spietata si mettono tutti
daccordo per vendere un bene ad un prezzo minimo, sotto il quale non devono scendere (il
fenomeno per da studiare caso per caso, si deve trattare di accordi che ledano in modo
evidente e continuo la concorrenza).
Abuso di posizione dominante io impresa dominante mi assicuro la posizione di leader oltre
che per il presente anche per il futuro, assoggettando al mio volere le imprese pi piccole,
obbligandole a lavorare per me.
Concentrazione la concentrazione di imprese di per s non una cosa illecita, diventa
sanzionabile dalla normativa antitrust solo nel momento in cui la concentrazione diventa lesiva
della concorrenza (se la concentrazione molto grande limpresa si trover a controllare gran
parte del mercato, per cui il prezzo sarebbe fatto dallimpresa, non dal mercato, da questo
deriverebbe scarso potere contrattuale dei consumatori e delle altre imprese non concentrate).
Il Codice (artt. 2598 ss.) disciplina la concorrenza e in particolar modo la concorrenza sleale.
La legge tipizza gli atti che creano concorrenza sleale:
Chi fa confusione con i nomi;
Chi diffonde notizie o informazioni
Millantato credito,
Pubblicit comparativa (prima vietata, ora si pu fare, ma vietato latteggiamento
denigratorio nei confronti del concorrente),
Discredito (es. limprenditore che parla male a giro di un altro imprenditore);
Si vale direttamente o indirettamente
Un imprenditore si comporta scorrettamente, in un modo idoneo a creare danno al
concorrente; comportamenti contrari alletica professionale necessaria per la concorrenza (il
concetto di etica professionale un concetto complesso, che varia con levolversi della
societ e delleconomia); es. caso dello sviamento dei dipendenti (vado a prendere il bravo
ingegnere dallimpresa concorrente e lo porto a lavorare con me: si deve in questo caso
vedere se si tratta o no di concorrenza sleale, potrebbe anche essere il caso dellingegnere
che vuole cambiare perch non si trova pi bene a lavorare nellaltra impresa).
Consorzi contratti tra imprenditori con il quale essi istituiscono una organizzazione comune per
la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (art. 2602 c.c.).
Consorzi di acquisto/Consorzi di produzione Unione di certe fasi dellattivit
produttiva o di certi intenti
consorzio con attivit interna: disciplinano esclusivamente i rapporti fra i consorziati;
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consorzio con attivit esterna: disciplina i rapporti con i consorziati e gestisce i rapporti con i
terzi in prima persona, si tratta quindi di una impresa a tutti gli effetti;
societ consortili (2615 ter c.c.): tutte le societ commerciali possono costituirsi con scopo
consortile, si creano in questo modo societ commerciali (la maggior parte s.r.l.) con scopo
lucrativo nellinteresse dei soci che le hanno formate.

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AZIENDA
Nozione giuridica (2555 c.c.)
Azienda

Fattispecie trasferimento (2556 2560)


Disciplina del trasferimento

Cessione/Conferimento di azienda (in societ)


Affitto di azienda
Segni distintivi dellazienda.
Nozione giuridica
2555 c.c. azienda complesso di beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa.
Beni destinati da una caratterizzazione a finalit produttive.
Dal punto di vista giuridico per impresa si intende lattivit economica (caratterizzata o no dal fine
lucrativo) caratterizzata da una organizzazione di fondo. Per il diritto lazienda non altro che un
complesso di beni organizzati. Il concetto di azienda non si trova solamente nel diritto commerciale,
ma anche nelle altre branche del diritto (es. diritto tributario).
Beni che caratterizzano lazienda:
locali (stabilimenti, negozi,);
beni mobili (arredo, merci, scorte,);
rapporti giuridici (rapporti contrattuali pendenti e rapporti contrattuali che hanno gi dato
luogo ad una obbligazione):
avviamento, beni con natura immateriale e intangibile (valore aggiunto che il complesso di beni
organizzati e finalizzati ad unattivit ha rispetto ai singoli beni).
Fra i beni immateriali ci sono beni che hanno rilevanza giuridica ed economica autonoma (es. il
marchio, che pu essere inserito fra i beni del patrimonio dellazienda) ed altri beni immateriali non
autonomi (avviamento, non autonomo, non pu circolare senza essere valorizzato accostandolo
allazienda o a parte di essa).
Lavviamento pu essere diviso in due componenti:
componente oggettiva (presenza di un marchio ormai affermato sul mercato, ampio portafoglio
clienti gi esistente, rete commerciale ben sviluppata,), parte solida, oggetto di autonoma
negoziazione;
componente soggettiva, per la quale non possibile una autonoma negoziazione.
Principio di fondo:
la legge informata del principio di favore nei confronti della auspicata possibilit che lazienda
sia oggetto di circolazione fra diversi soggetti imprenditoriali allinterno del mercato.
Lazienda un complesso di beni che gode di una autonomia anche dal punto di vista giuridico.
Se limprenditore assoggettato a fallimento, non detto che lazienda fallisca, essa spesso viene
passata nelle mani di un altro imprenditore per salvarla e rilanciarla.
Teorie:
teoria omnicomprensivistica: tutti i beni sono tali da poter essere oggetto del c.d. patrimonio
aziendale (beni mobili, beni immobili, rapporti pendenti, crediti, debiti,);
teoria parzialistica: possono essere elementi essenziali dellazienda soltanto le cose, gli
elementi materiali (questa teoria fa riferimento alla nozione di bene che da il codice nel Libro
III, dove si afferma che sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti, includendo fra
questi sia i beni materiali sia i diritti reali che hanno per oggetto beni immobili)

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Teorie sulla natura giuridica dellazienda:


teoria unitaria lazienda un complesso di beni autonomo e in quanto tale essa pu essere
oggetto di diritto di propriet (questa teoria accostabile alla teoria universale, secondo la quale
lazienda una universalit in quanto riconducibile alla definizione di beni universali dellart.
816);
Campobasso lazienda non pu essere interpretata come complesso di beni autonomo,
invece vista come una pluralit di beni distinti fra loro e destinati ad una determinata finalit
produttiva o di scambio.
Oggetto del complesso aziendale non necessariamente sono beni di propriet dellimprenditore (es.
un capannone in affitto non di propriet dellimprenditore, ma fa parte del complesso aziendale).
Viene dato risalto non allazienda nel suo complesso, ma ai singoli beni che fanno parte
dellazienda.
l. 392/1978 (legge sullequo canone, superata per i contratti di locazione ad uso abitativo, non per i
contratti di locazione commerciale) art. 36: nel caso in cui nel complesso aziendale stiano sia beni
di propriet, sia beni non di propriet, se limprenditore decide di cedere lazienda si ha
lautomatico passaggio del contratto di locazione sullimmobile nelle mani del nuovo imprenditore.
Disciplina del trasferimento di azienda
Il legislatore favorisce il pi possibile il trasferimento dellazienda.
E importante riuscire a qualificare un complesso di beni come azienda, bisogna riuscire ad andare
oltre il nomen iuris degli atti: un trasferimento di azienda pu avvenire anche attraverso il
conferimento dei beni che compongono lazienda con singoli contratti di compravendita bene per
bene.
2556. Imprese soggette a registrazione.
Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento
della propriet o il godimento dellazienda devono essere provati per iscritto, salva
losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che
compongono lazienda o per la particolare natura del contratto.
I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata,
devono essere depositati per liscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta
giorni, a cura del notaio rogante o autenticante.
2556.1 c.c. forma giuridica del contratto di trasferimento dazienda.
Forma ai soli fini della validit giuridica dellatto inter partes: non necessaria una determinata
forma, viene fatta salva losservanza della forma prescritta dalla legge per i singoli beni compresi
nellazienda e per il tipo di contratto che si vuole utilizzare per il trasferimento.
Prova dellavvenuto contratto: opponibilit ai terzi del contratto di trasferimento, in questo caso
richiesta la forma scritta (2725 c.c.: se la legge richiede la forma scritta per un atto, allora non
ammessa la prova per testimoni per lopponibilit); quindi solitamente le parti preferiscono stipulare
il contratto di trasferimento in forma scritta.
2556.2 c.c. (aggiunto nel 1993)
La forma pubblica o per scrittura privata autenticata prevista ai soli fini del successivo obbligo di
iscrizione nel registro delle imprese. Si riferisce alle aziende di imprenditori commerciali, per i
quali c lobbligo di iscrizione degli atti nel registro delle imprese.
N.B.: oggetto di trasferimento di azienda non soltanto la propriet dellazienda, ma anche il diritto
di gestire lazienda e di soddisfarsi dei frutti dellazienda (godimento).
2557. Divieto di concorrenza.
Chi aliena lazienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento,
dalliniziare una nuova impresa che per loggetto, lubicazione o altre circostanze sia
idonea a sviare la clientela dellazienda ceduta.

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Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti pi ampi di quelli previsti dal comma
precedente valido, purch non impedisca ogni attivit professionale dellalienante. Esso
non pu eccedere la durata di cinque anni dal trasferimento.
Se nel patto indicata una durata maggiore o la durata non stabilita, il divieto di
concorrenza vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento.
Nel caso di usufrutto o di affitto dellazienda il divieto di concorrenza disposto dal primo
comma vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dellusufrutto o
dellaffitto.
Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attivit ad
esse connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela.
Obbligo di astensione Divieto di concorrenza con un limite di tempo. Si ripropone lobiettivo di
mettere a capo del soggetto che cede lazienda lobbligo di astenersi per un periodo di 5 anni da atti
di natura concorrenziale: il soggetto potrebbe cedere lazienda e iniziare una nuova attivit
economica nello stesso settore attirando a s la clientela dellazienda che ha ceduto facendo leva
sulla propria capacit imprenditoriale.
Nel caso in cui lazienda passi di propriet attraverso un contratto di cessione di partecipazioni
sociali vale ancora il divieto di concorrenza sleale? La giurisprudenza in questo caso da
interpretazioni difformi, si tende a non applicare lart. 2557, ma la non applicazione non una
regola.
2558. Successione nei contratti.
Se non pattuito diversamente, lacquirente dellazienda subentra nei contratti stipulati
per lesercizio dellazienda stessa che non abbiano carattere personale.
Il terzo contraente pu tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del
trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit
dellalienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dellusufruttuario e dellaffittuario
per la durata dellusufrutto e dellaffitto.
Regola la sorte dei rapporti contrattuali pendenti nelloperazione di trasferimento di azienda. La
legge prevede che salvo che le parti dispongano diversamente, la cessione dei contratti sia
automatica. Il terzo contraente non pu opporsi del fatto di trovarsi una nuova controparte, a mano
che il contratto non abbia natura strettamente personale o per giusta causa.
Per quanto riguarda la cessione dei crediti, non occorre laccettazione del debitore, ma vale come
atto di notifica liscrizione del trasferimento nel registro delle imprese.
Per quanto riguarda i debiti, chi cede lazienda non si libera dei debiti contratti in precedenza. Se
siamo di fronte a imprenditori commerciali, dei debiti iscritti nelle scritture contabili deve
rispondere anche lacquirente.
2559 2560 c.c. Sorte dei crediti e debiti ricompresi nellazienda. Quella del c.c. una
disciplina che si preoccupa di tutelare il terzo creditore, non si prevede niente per quanto
riguarda il rapporto cedente/cessionario. Si lascia la libert di decidere a questi la sorte dei
loro rapporti pendenti.
2486. Poteri degli amministratori
Al verificarsi di una causa di scioglimento e fino al momento della consegna di cui
allarticolo 2487bis, gli amministratori conservano il potere di gestire la societ, ai soli fini
della conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale.
Gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati
alla societ, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni compiuti in
violazione del precedente comma.

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Nuovo art. 2486 c.c. Principio di conservazione dellefficienza e del valore rappresentato
dallazienda, complesso di beni organizzato che deve essere tutelato anche nelle situazioni di
dissesto.
Riguarda le situazioni in cui si verifica la c.d. causa di scioglimento, in questi casi prevista una
disciplina atta ad evitare il compimento di nuove operazioni. Gi nel precedente ordinamento ci si
chiedeva se in questi casi gli amministratori potevano portare a compimento gli atti di gestione
ordinaria.
Per lindividuazione dellazienda ci si rif a criteri oggettivi. La Cassazione ha deciso che perch si
parli di azienda basta che il complesso di beni sia potenzialmente idoneo a far funzionare limpresa,
non necessario trovarsi davanti ad un complesso gi funzionante.
2561. Usufrutto dellazienda.
Lusufruttuario dellazienda deve esercitarla sotto la ditta che la contraddistingue.
Egli deve gestire lazienda senza modificarne la destinazione e in modo da conservare
lefficienza dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte.
Se non adempie a tale obbligo o cessa arbitrariamente dalla gestione dellazienda, si
applica larticolo 1015.
La differenza tra le consistenze dinventario allinizio e al termine dellusufrutto
regolata in danaro, sulla base dei valori correnti al termine dellusufrutto.
2562. Affitto dellazienda
Le disposizioni dellarticolo precedente si applicano anche nel caso di affitto dellazienda.
Affitto (particolare figura contrattuale vista come gestione, esiste un contratto di affitto fra il titolare
dellazienda e il soggetto che poi effettivamente gestisce lazienda).
CONTRATTI TIPICI
Cessione
Cedente

Azienda

Cessionario/Acquirente

Conferimento (in Societ)


Conferente (in societ)
Azienda
(soggetto societario) conferitario.
Lazienda diviene di propriet della societ, il conferitario in cambio riceve partecipazioni.
Affitto
Concedente (locatore)
Azienda
Affittuario
laffittuario paga in cambio un canone di affitto al locatore.
2561 c.c.: obblighi contrattuali dellaffittuario:
1. gestione in nome della ditta;
2. dovere di compensazione dellefficienza degli impianti, delle scorte e della destinazione
economica produttiva dellazienda.
Disciplina sanzionatoria per laffittuario che non rispetta questi doveri o che compie atti negativi
per la conservazione del valore dellazienda. Si riprende la disciplina sullusufrutto dellart. 1015
c.c. (immediata riconsegna dellazienda).
Comunque durante la gestione dellazienda (realt dinamica) laffittuario non ha le mani legate.
Possibilit di movimentazione di valore dei beni dellazienda. Alla fine del contratto di affitto si
deve quindi guardare alla differenza fra il valore finale e il valore iniziale dellazienda. La
differenza, se c, verr restituita allaffittuario attraverso dei conguagli in denaro.
2557 c.c. Chi affitta lazienda durante la durata del contratto di affitto non pu fare
concorrenza allazienda che ha affittato.
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2558 c.c. E pieno interesse dellaffittuario poter subentrare direttamente nei rapporti
contrattuali (se questo non potesse essere fatto sarebbe una notevole perdita di tempo).
Al contratto di affitto di azienda non si applicano gli artt. 2559-2560. limprenditore che concede in
affitto la propria azienda terr per s i crediti pendenti e stessa sorte toccher ai debiti.
Rapporto fra gli effetti giuridici del contratto di affitto e la procedura concorsuale (fallimento).
Se il soggetto fallito il concedente, il curatore avr come primo obiettivo la restituzione
dellazienda per il pagamento dei debiti (possibilit da parte dellaffittuario di acquistare lazienda
divenendone proprietario).
Se il fallito laffittuario, che fallisce nella gestione, il curatore fallimentare chieder la restituzione
dellazienda e dei canoni eventualmente maturati e non incassati. Se lazienda non viene restituita il
locatore pu fare una domanda finalizzata alla riconsegna materiale dellazienda.
Se limprenditore fallito per motivi finanziari (eccessivo indebitamento) il curatore fallimentare
pu stipulare con un altro imprenditore, interessato a portare avanti la gestione dellazienda, un
contratto di affitto (passo intermedio per arrivare alla cessione a terzi della gestione dellazienda).
2112. Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento dazienda.
In caso di trasferimento dazienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il
lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore
aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410 e 411 del codice
di procedura civile il lavoratore pu consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni
derivanti dal rapporto di lavoro.
Il cessionario tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai
contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino
alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili
allimpresa del cessionario. Leffetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti
collettivi del medesimo livello.
Ferma restando la facolt di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di
licenziamenti, il trasferimento dazienda non costituisce di per s motivo di licenziamento. Il
lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi
successivi al trasferimento dazienda, pu rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di
cui allarticolo 2119, primo comma.
Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento dazienda
qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il
mutamento nella titolarit di unattivit economica organizzata, con o senza scopo di lucro,
preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identit a
prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il
trasferimento attuato ivi compresi lusufrutto o laffitto di azienda. Le disposizioni del
presente articolo si applicano altres al trasferimento di parte dellazienda, intesa come
articolazione funzionalmente autonoma di unattivit economica organizzata, identificata
come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento.
Nel caso in cui lalienante stipuli con lacquirente un contratto di appalto la cui
esecuzione avviene utilizzando il ramo dazienda oggetto di cessione, tra appaltante e
appaltatore opera un regime di solidariet di cui allarticolo 1676.
Tutela del lavoratore dipendente. Necessit di tutelare giuridicamente il complesso aziendale,
attorno al quale oltre che gli interessi economici imprenditoriali ruotano anche gli interessi della
classe dei lavoratori dipendenti.
Cedente e cessionario rispondono in solido alle obbligazioni (debiti) maturate anteriormente al
trasferimento. Solidariet inderogabile fra cedente e cessionario.

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DISCIPLINA DEI SEGNI DISTINTIVI


Lazienda deve farsi in qualche modo riconoscere sui mercati dove opera.
Segni distintivi:
ditta (nome commerciale dellimprenditore),
insegna (elemento figurativo che contraddistingue i locali),
marchio (segno distintivo che oggettivamente pu essere riferito allimpresa).
La disciplina dei segni distintivi caratterizzata da tre elementi di fondo:
1. limprenditore pu liberamente fissare gli elementi distintivi della propria ditta, dellinsegna e
del marchio (unico elemento obbligatorio la ditta);
2. diritto alluso esclusivo di questi segni da parte dellimprenditore;
3. libera trasferibilit ai terzi dei segni distintivi.
Ditta
2563. Ditta.
Limprenditore ha diritto alluso esclusivo della ditta da lui prescelta.
La ditta, comunque sia formata, deve contenere almeno il cognome o la sigla
dellimprenditore, salvo quanto disposto allarticolo 2565.
Esigenza che la ditta soddisfi il principio di verit, la ditta deve contenere almeno il cognome e la
sigla dellimprenditore, deve individuare leffettivo titolare dellimpresa.
Ditta originaria/Ditta derivata
La ditta derivata la ditta di un imprenditore che in seguito ad un trasferimento di azienda non
modifica la denominazione della ditta in quanto si potrebbe generare una confusione; il soggetto che
subentra pu conservare la precedente ditta .
Principio della novit: limprenditore non pu utilizzare una ditta che possa generare confusione
nella clientela (2564 c.c.). obbligo per limprenditore di apportare modifiche tali da rendere la ditta
differenziabile dalla precedente.
Possibilit di trasferire la ditta, ma solamente insieme allazienda; non avrebbe alcun senso
lacquisto del nome dellimprenditore senza lacquisto dellazienda (2565 c.c.).
Se il trasferimento dazienda accade in caso di morte, il consenso dellalienante al passaggio della
ditta assieme allazienda si considera desunto, a meno di indicazioni contrarie.
Insegna
Limprenditore pu decidere i contenuti della propria insegna, ma questa deve essere tale da non
indurre in confusione. Se linsegna crea confusione limprenditore precedente pu impedire
allimprenditore di utilizzare tale insegna.
Marchio
(2569-2574 c.c.)
Il marchio il segno distintivo dei beni prodotti e dei servizi oggetto dellattivit di impresa.
Le leggi speciali riguardano la realt nazionale (Regio Decreto 1929, recepimento Direttiva
Comunitaria 1992) e lambito internazionale (convenzioni, regolamenti).
Esistono varie tipologie di marchio:
9 marchi di fabbrica (identificativo del prodotto finale dellattivit di produzione);
9 marchi di commercio (prodotti oggetto di attivit commerciale);
9 marchi generali (contraddistinguono tutti i prodotti di una stessa azienda) o speciali (diversi
beni della stessa azienda hanno marchi diversi).
Le legge si sofferma sulle caratteristiche dei marchi.
art. 16 Legge sui Marchi: possono essere oggetto di registrazione di marchi dimpresa tutti i novi
segni distintivi. Marchi nominativi, figurativi, misti, marchi di forma (elemento caratterizzante del
bene messo in vendita, la forma del prodotto costituisce di per s tipologia di marchio), marchi

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collettivi (consorzi di imprenditori che creano un marchio di garanzia, attivit di controllo sui
singoli consorziati).
Un marchio affinch il titolare possa tutelarsi giuridicamente (uso esclusivo) deve avere certi
requisiti fondamentali (artt. 17-21 LM):
8 liceit (il marchio non pu costituire oggetto di registrazione dei segni contrari al buon
costume, segni di interesse pubblico,),
8 verit (il marchio non pu ingannare il pubblico in relazione alla qualit del bene, alla
provenienza,),
8 originalit (loggetto deve avere una capacit distintiva da quelli di altre imprese,
8 novit (il marchio deve essere nuovo, non gi utilizzato da altri imprenditori).
Se viene meno anche uno solo di questi requisiti si pu ottenere la nullit del marchio.
Caso che un soggetto utilizzi un marchio registrato da un altro soggetto e che questo utilizzo sia
tollerato per un tempo superiore a 5 anni: conseguenza di questa inerzia da parte del soggetto che
aveva registrato il marchio limpossibilit della nullit del marchio per la non novit (art. 48 LM).
Per avere luso esclusivo di un marchio necessaria liscrizione allUfficio Italiano Diritti e Marchi.
La procedura di registrazione regolata dallart. 4 LM. La registrazione ha effetti decennali,
rinnovabili.
La procedura di registrazione attribuisce al titolare del marchio la tutela sullutilizzo del marchio,
ma possibile che i titolare abbia tutela , anche se in misura pi tenue, anche per i marchi di fatto,
non registrati (2571 c.c.). il titolare di un marchio di fatto lo pu utilizzare, ma solo nei limiti che
anteriormente erano stati usati (es. il soggetto che utilizzava il marchio a livello locale lo pu
continuare ad usare, ma solo a livello locale).
Successivamente al recepimento delle norme comunitarie il marchio una entit giuridica
liberamente trasferibile. Il trasferimento pu avvenire in via definitiva o attraverso una licenza
duso, che pu essere non esclusiva (il titolare del marchio pu dare in uso il marchio a pi
soggetti, inserendo nel contratto una clausola dove indica lobbligo da parte dei licenziatari di
mantenere alti requisiti di qualit).

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SOCIETA

Societ

Societ di persone

Societ di capitali

Societ semplice

s.n.c.
s.a.s.

s.p.a.
s.r.l.

2247. Contratto di societ.


Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in
comune di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili.
contratto di societ: esercizio dellattivit di impresa in forma associata.
Le societ stanno nellambito dei contratti associativi (contratti con comunione di scopo). Non si
tratta di contratti di scambio (contratti che prevedono una prestazione e una controprestazione).
8

Contratto di scambio
Prestazione e controprestazione bilanciate.
8

Contratto chiuso

Esistenza del contratto per un fine specifico

Contratto di scopo
8 Prestazione e controprestazione possono
essere diverse per valore e per natura.
8 Contratto potenzialmente plurilaterale,
aperto
8 Contratto finalizzato ad organizzare una
attivit futura.

Elementi fondamentali del contratto di societ:


conferimenti beni o servizi da parte dei soci, che vanno a costituire il c.d. Patrimonio
Sociale.
Somma dei conferimenti capitale sociale, quota del patrimonio sociale non distribuibile
fra i soci.
Patrimonio sociale complesso di rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla
societ (beni, crediti, debiti, titoli,).
La consistenza del patrimonio sociale annualmente verificata dal bilancio. Se la societ
opera e guadagna, si avranno degli aumenti degli utili che faranno aumentare il patrimonio
sociale nella parte distribuibile.
Il patrimonio sociale ha funzione di garanzia, che pu essere principale ( una delle garanzie,
ce ne sono altre) o esclusiva (unica garanzia). Nelle societ dove i soci hanno responsabilit
patrimoniale illimitata, il patrimonio sociale ha funzione di garanzia principale (esiste una
garanzia sussidiaria da parte dei soci). Nelle societ di capitali la responsabilit limitata,
quindi il patrimonio sociale ha funzione di garanzia esclusiva.
Il capitale sociale ha funzione vincolistica (una frazione del patrimonio sociale, il capitale
sociale, vincolata ai destini della societ).
Funzione organizzativa al capitale si fa riferimento per organizzare lattivit e la vita della
societ (es. nelle societ di capitali si vota per quote di capitali).
Esercizio in comune di una attivit economica (attivit produttiva comune come oggetto
sociale)
Lattivit produttiva comune legittimerebbe anche fattispecie particolari di societ:
societ occasionali societ costituite per un singolo affare per il quale preferibile agire
come societ (queste societ sono accettate da alcuni, ma non da tutti: le societ per
definizione sono assoggettate alla Legge Fallimentare, ma dietro una societ occasionale
non c una impresa, allora che senso ha assoggettare a Legge Fallimentare un soggetto che
non una impresa?);
associazioni in partecipazione fenomeno contrattuale di impresa molto diffuso, un
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imprenditore associa in uno o pi affari un altro soggetto, imprenditore o no (2459) che


partecipa agli utili di una parte dellattivit dellimprenditore; non c una attivit in
comune, ma una partecipazione ad una attivit dellimprenditore.
Scopo della divisione degli utili lucro soggettivo (la norma ormai superata da una serie di
fattispecie, es. societ consortili che non hanno scopo di lucro, ma perseguono un vantaggio per
i soci consorziati).
Che differenza c tra associazione, comunione e societ?
Le associazioni non sono obbligate ad avere una attivit produttiva esercitata in comune e non
devono avere scopo lucrativo.
La comunione la semplice regolamentazione di un fatto esistente; caratterizzata dal presupposto
del semplice godimento, non c attivit di impresa. I partecipanti alla comunione usufruiscono del
bene gestito. Caso delle societ di comodo ( presentata come una comunione ma poi in fondo ha
tutti i requisiti di una societ, solitamente con fini di sgravio fiscale).

Soc. di persone

Societ semplice
s.n.c.
s.a.s.

Societ
Soc. di capitali

s.p.a.
s.r.l.
s.a.p.a.
Soc. cooperativa

Attivit
commerciale

TIPI DI SOCIETA
Le societ sono esclusivamente quelle che il codice indica, non esistono societ atipiche. La
tipizzazione delle societ esclusiva, tassativa. Societ irregolari, societ apparenti e societ occulte
non sono societ atipiche. Le societ irregolari si riconducono alla societ semplice, le societ
apparenti e le societ occulte si regolano come la societ che effettivamente appaiono essere.
La societ semplice solitamente la societ agricola, lunica senza attivit commerciale. Unico
altro caso la societ per il lavoro autonomo (societ tra professionisti).

Semplici/Commerciali
Lucrative/Mutualistiche
Societ
Con/Senza Personalit Giuridica
Con/Senza Responsabilit Patrimoniale Soci
Autonomia patrimoniale
Concetto fondamentale, lautonomia patrimoniale della societ.
Patrimonio autonomo: i terzi possono vantare diritti solamente nei confronti del patrimonio della
societ. Il patrimonio ha funzione di garanzia esclusiva proprio per la perfetta autonomia
patrimoniale della societ, per cui delle obbligazioni della societ risponde soltanto il patrimonio
della societ stessa. Quando invece il patrimonio della societ non tutto quello che il terzo ha
come garanzia, per cui il terzo che vanti diritti verso la societ pu rivolgersi anche ai soci, si ha
autonomia patrimoniale imperfetta e il patrimonio ha funzione di garanzia principale (la garanzia
patrimoniale dei soci agisce in via sussidiaria).
Lautonomia patrimoniale perfetta si caratterizza dalla personalit giuridica, la garanzia
patrimoniale imperfetta si caratterizza dal beneficio della preventiva escussione (delle obbligazioni
della societ risponde prima il patrimonio sociale, poi i soci con il patrimonio proprio).

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Personalit giuridica
Perfetta

Funzione di garanzia esclusiva

Imperfetta

Funzione di garanzia principale

Autonomia
patrimoniale

Beneficio preventiva escussione


(sussidiariet)

s.s. (2268-2270)
s.n.c. s.a.s.

s.s. il creditore pu richiedere direttamente ai soci di pagare, non c bisogno che si rivolga alla
societ.
s.n.c. s.a.s. il creditore si deve rivolgere prima alla societ, pu rivolgersi ai soci solo quando
pu dimostrare che ha fatto gi tutti i tentativi possibili per riscuotere il credito dalla societ.
Lautonomia patrimoniale sta a significare che:
il patrimonio autonomo,
il patrimonio non aggredibile dai creditori dei soci (escluso nelle s.s. dove il creditore del
socio pu chiedere la liquidazione delle quote della societ).
Autonomia patrimoniale perfetta
La responsabilit dei soci limitata ai conferimenti. Lautonomia patrimoniale perfetta coincide con
il riconoscimento della personalit giuridica. Con lautonomia patrimoniale perfetta la societ
diventa soggetto giuridico completamente autonomo.
Acquisire personalit giuridica significa acquisire una titolarit particolare di diritti e obblighi. Si ha
la nascita di un soggetto di diritto autonomo.
LA SOCIETA SEMPLICE
Una societ semplice un contratto di societ, non necessariamente in forma scritta (lacquisto del
giornale alledicola un contratto, anche se in forma embrionale). La SS lunica societ che pu
formarsi per contratto non scritto, salvo che la forma scritta non sia richiesta dalla natura dei
conferimenti (es. in caso di cessione di un immobile). La forma scritta per una SS serve per
lopponibilit ai terzi e in caso si voglia dimostrare la responsabilit limitata di uno dei soci (ma
questa deve essere fatta conoscere ai terzi, non basta che sia indicata nel contratto di societ).
Ogni socio al momento della costituzione della societ deve conferire qualcosa. I conferimenti
vanno a costituire il capitale embrionale della societ. Il socio pu conferire crediti, purch risponda
delleventuale insolvenza del debitore.
Il contratto sociale ha diverse funzioni:
identifica i soci;
indica i conferimenti;
indica loggetto sociale.
Socio dopera
Un socio al momento della nascita della societ pu conferire beni in propriet o in godimento,
crediti, denaro o servizi. Si profila cos la figura del socio dopera.
Un socio pu conferire prestazioni lavorative riconosciute, riconoscibili e quantificabili. Una
prestazione di servizi ha valore patrimoniale, viene quindi indicata a capitale lobbligazione di uno
dei soci a prestare la propria opera nella societ.
Una prestazione dopera rappresenta un impegno futuro del socio, per cui il capitale, specie
allinizio, non una realt certa. Se il patrimonio rappresenta garanzia esclusiva per i terzi creditori,
non posso accettare nel patrimonio la prestazione dopera; nella SS per la garanzia patrimoniale
principale, non esclusiva, per cui posso includere la prestazione dopera del patrimonio, visto che il
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creditore pu rivalersi sui soci (il capitale sociale stesso non viene versato tutto allatto costitutivo
della SS).
I crediti possono essere apportati come capitale, ma il socio che conferisce crediti deve garantirne
la solvibilit. Anche i crediti comunque sono futuri, si deve aspettare di riscuoterli.
Nelle societ di persone il valore dei beni in natura (non denaro) devono essere stimati; la stima
viene dallaccordo dei soci. La firma del contratto sociale indica lunanimit del consenso dei soci.
La funzione di garanzia del capitale limitata (potrei avere un immobile stimato 100 e che invece
vale 50); laffidabilit della societ resta comunque pi sulle persone che vi fanno parte pi che sul
capitale della societ stessa, entit incerta, aleatoria. Nessuno agisce con una societ di persone
senza sapere chi sono i soci.
La societ qualcosa che si interpone tra i soci e i terzi, ma non uno scudo impermeabile, non
elimina la garanzia patrimoniale dei soci, ma la rende sussidiaria. La funzione della societ
prevalentemente una funzione organizzativa.
Il patrimonio della societ non indica il valore del conferimento dopera, lo indica solamente al fine
della partecipazione agli utili del socio dopera. Quello che interessa ai terzi sono i conferimenti, la
prestazione dopera non ha funzione di garanzia.
La partecipazione alle perdite nella societ semplice basata sul principio della illimitata
responsabilit (a meno di limitata responsabilit di un socio, che per deve essere conosciuta). I
conferimenti creano un capitale iniziale, con il quale la societ comincia ad operare.
Il patrimonio ha anche funzione vincolistica, il conferimento non viene restituito in caso di perdita,
anche se il socio a responsabilit limitata.
Un socio pu creare problemi alla societ se ha dei debiti personali. I creditori del socio possono
aggredire il patrimonio del socio, ma possono o no aggredire la quota di societ spettante al socio
debitore? In via di diritto generale la societ una compropriet. La legge vieta al creditore del
socio di aggredire i beni della societ, pu invece far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al
debitore (2270), pu altres richiedere la liquidazione della quota (questo possibile solamente per
quanto riguarda la SS). Lintervento del terzo quindi pu creare un decremento nel patrimonio della
societ. Luscita di un socio dalla societ va ad intaccare anche la garanzia patrimoniale della
societ. In nessun altro tipo di societ possibile da parte del creditore particolare richiedere la
liquidazione della quota-parte del socio. La liquidazione della quota avviene in base al patrimonio
sociale, non in base al capitale sociale.
Attivit della societ semplice
La soc. semplice ha un patrimonio proprio che gli deriva dal conferimento da parte dei soci. Si tratta
dellunica societ che non esercita lattivit commerciale (svolge attivit agricola). Lagricoltura ha
una disciplina sua propria (rischio ambientale). Le SS difficilmente sono pubblicizzate sul mercato;
trattandosi di attivit agricola, limpresa non vuole rischiare di perdere i benefici che le derivano da
questa classificazione, per cui le grandi imprese industriali creano un braccio commerciale e si
presentano sul mercato con questo.
Limpresa agricola ha un beneficio tributario dovuto al fatto che la tassazione per questa va in base
alla metratura dei terreni posseduti (per di pi pagano anche poco per m2!). Limpresa agricola
vuole evitare il rischio di passare ad impresa commerciale.
La giurisprudenza ha decretato che limprenditore agricolo che esercita in una s.n.c. non soggetto
a fallimento. La partecipazione a s.n.c. non fa si che limprenditore agricolo sia trattato come un
imprenditore commerciale.
La SS deve essere amministrata. La gestione della SS demandata tendenzialmente a tutti i soci. Il
codice da la regola, ma lascia libero spazio a disposizioni particolari.

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2257. Amministrazione disgiuntiva.


Salvo diversa pattuizione, lamministrazione della societ spetta a ciascuno dei soci
disgiuntamente dagli altri.
Se lamministrazione spetta disgiuntamente a pi soci, ciascun socio amministratore ha
diritto di opporsi alloperazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta.
La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli
utili, decide sullopposizione.
Lamministrazione spetta a tutti i soci salvo diversa pattuizione.
Amministrazione:
9 disgiunta (regola generale), ciascun socio pu compiere tutti gli atti di gestione
indipendentemente dallopinione degli altri soci;
9 congiunta, il socio deve sentire gli altri prima di decidere che cosa fare.
Non tutti i soci per devono per forza amministrare, un socio pu non interessarsi
allamministrazione della societ.
Pu essere amministratore di una societ di persone chi non socio? Ci sono diversi sostenitori che
appoggiano la tesi che non essendoci la norma che lo nega, questo sia possibile; si tratta per di una
tesi portata avanti dalla minoranza, in quanto la maggioranza nega la possibilit di una
amministrazione esterna alla societ.
2267. Responsabilit per le obbligazioni sociali.
I creditori della societ possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. Per le
obbligazioni sociali rispondono inoltre personalmente e solidalmente i soci che hanno agito
in nome e per conto della societ e, salvo patto contrario, gli altri soci.
Il patto deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza, la
limitazione della responsabilit o lesclusione della solidariet non opponibile a coloro
che non ne hanno avuto conoscenza.
Un socio pu decidere di limitare la propria responsabilit, ma la sua responsabilit limitata deve
essere portata a conoscenza ai terzi con mezzi idonei. Il socio pu essere interessato a non
amministrare la societ per limitare la propria responsabilit.
Per quanto riguarda le modifiche dellatto costitutivo della societ, queste devono essere votate
allunanimit: tutti abbiamo partecipato allatto costitutivo, tutti dobbiamo essere daccordo per le
modifiche.
Come il legislatore tutela i soci e i terzi dagli abusi degli altri soci?
La SS conferisce la rappresentanza a tutti i soci che la amministrano. Chi agisce si presume sia un
amministratore e che quindi abbia la rappresentanza.
2257.2 c.c. Ciascun socio amministratore ha il diritto di opporsi alla decisione di un altro
amministratore prima che il fatto o latto sia compiuto (diritto di veto).
2257.3 c.c. La maggioranza dei soci deve decidere sul contrasto fra i due amministratori.
Lopposizione sollevata dal socio amministratore, ma la decisione presa dalla
maggioranza dei soci, anche se non amministratori. Colui che va contro alla societ e agli
altri soci amministratori direttamente responsabile delle decisioni che prende e delle sue
azioni.
2261. Controllo dei soci.
I soci che non partecipano allamministrazione hanno diritto di avere dagli
amministratori notizia dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti
relativi allamministrazione e di ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita
la societ sono stati compiuti.
Se il compimento degli affari sociali dura oltre un anno, i soci hanno diritto di avere il
rendiconto dellamministrazione al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un
termine diverso.
Il socio non amministratore ha il diritto di controllare loperato degli altri soci.

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Lutile di ciascun socio si determina in base a come risulta dal rendiconto. Nel contratto sociale
deve essere indicato quando lutile viene calcolato.
Il diritto agli utili deriva direttamente dal fatto di essere socio. Salvo patto contrario (es.
destinazione di una parte degli utili alla societ), il diritto agli utili di una societ automatico, a
differenza dei soci delle societ di capitali.
Scioglimento
La societ intaccata nel caso di scioglimento verso un socio, cambia il contratto sociale e la
societ deve sborsare la liquidazione della quota del socio uscente. Se la societ non ha liquidit
deve disinvestire per poter liquidare la quota.
2272. Cause di scioglimento.
La societ si scioglie:
1) per il decorso del termine;
2) per il conseguimento delloggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilit di
conseguirlo;
3) per la volont di tutti i soci;
4) quando viene a mancare la pluralit dei soci, se nel termine di sei mesi questa non
ricostituita;
5) per le altre cause previste dal contratto sociale.
La societ si scioglie per decisione unanime. Lo scioglimento determina la fase della liquidazione
della societ (tradurre tutto lattivo in moneta e pagare i debiti, il resto va ai soci). Non esiste un
diritto del socio della restituzione totale del conferimento. Non ci sono pi gli amministratori, ci
sar un liquidatore, che pu non essere la stessa persona.
Passaggio di consegne amministrative-liquidatorie:
1. consegna al liquidatore di tutte le carte da parte dellamministrazione,
2. presa in carico dellamministrazione e dellinventario dagli amministratori.
Una volta pagati i debiti si ripartiscono fra i soci i resti e i beni in godimento e in natura. Il socio
che esce dalla societ rimane responsabile delle sue azioni. Per i debiti sorti durante la sua attivit e
fino alla data della loro uscita.
Tratti distintivi della s.n.c. e della s.a.s. rispetto alla societ semplice.
Il codice riserva pochi articoli ai tratti distintivi della s.n.c. rispetto alla soc. semplice. La stessa
cosa avviene anche per la s.a.s.. Per la s.n.c. e per la s.a.s. si riprendono i tratti distintivi della SS,
salvo per i tratti caratteristici.
La SS pu svolgere solamente attivit non commerciale (agricola); gli altri tipi di societ, pur
essendo tipicamente strutturate per svolgere attivit commerciale, potrebbero senza problemi
svolgere anche attivit non commerciale.
2249. Tipi di societ.
Le societ che hanno per oggetto lesercizio di unattivit commerciale devono costituirsi
secondo uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo.
Le societ che hanno per oggetto lesercizio di unattivit diversa sono regolate dalle
disposizioni sulla societ semplice, a meno che i soci abbiano voluto costituire la societ
secondo uno degli altri tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo.
Sono salve le disposizioni riguardanti le societ cooperative e quelle delle leggi speciali
che per lesercizio di particolari categorie di imprese prescrivono la costituzione della
societ secondo un determinato tipo.
Le societ che vogliono svolgere attivit commerciale possono essere strutturate in tutti i tipi
societari, fuorch nella societ semplice, la quale non pu svolgere tale attivit.
Gran parte delle norme dettate in materia di soc. semplice ha natura suppletiva. Si da una natura di
riferimento laddove fra i soci non sia stata fissata unaltra pattuizione.
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Societ in Nome Collettivo


Forma del contratto:
Per la societ semplice non prevista una forma speciale per il contratto societario. Per la s.n.c.
(2295 2296) latto costitutivo deve essere in scrittura privata autenticata o sotto forma di atto
pubblico. Si ha inoltre un contenuto obbligatorio dellatto costitutivo. La forma di scrittura privata
autenticata o di atto pubblico per solo necessaria per liscrizione nel registro delle imprese; se i
soci redigessero il contratto in scrittura privata semplice, non sarebbe possibile liscrizione nel
registro delle imprese, ma si avrebbe comunque validit dellatto costitutivo: si tratterebbe di una
s.n.c. irregolare, che si riconduce alle norme per la societ semplice.
2297. Mancata registrazione.
Fino a quando la societ non iscritta nel registro delle imprese, i rapporti tra la societ
e i terzi, ferma restando la responsabilit illimitata e solidale di tutti i soci, sono regolati
dalle disposizioni relative alla societ semplice.
Tuttavia, si presume che ciascun socio che agisce per la societ abbia la rappresentanza
sociale, anche in giudizio. I patti che attribuiscono la rappresentanza ad alcuno soltanto dei
soci o che limitano i poteri di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, a meno che si
provi che questi ne erano a conoscenza.
In caso di mancata registrazione, fino alliscrizione nel registro delle imprese i rapporti fra la
societ e i terzi sono regolati dalle regole previste per le soc. semplici.
Capitale sociale:
Nella soc. semplice non c alcun riferimento al capitale sociale. Il capitale sociale un concetto
giuridico definibile come il valore effettivo dei conferimenti iniziali dei soci. Si distingue dalla
nozione di capitale sociale quella di patrimonio netto (attivit passivit). Inizialmente capitale
sociale e patrimonio netto corrispondono, poi via via i due valori divergono. Una disciplina
embrionale del capitale sociale si ritrova per le s.n.c. (2303 2306 2295.6). il capitale sociale ha
funzione organizzativa e vincolistica (2303.2). Nel caso di perdite del capitale sociale, non possono
essere ripartiti utili fino a che il capitale sociale non reintegrato.
2306. Riduzione di capitale.
La deliberazione di riduzione di capitale, mediante rimborso ai soci delle quote pagate o
mediante liberazione di essi dallobbligo di ulteriore versamento, pu essere eseguita
soltanto dopo tre mesi dal giorno delliscrizione nel registro delle imprese, purch entro
questo termine nessun creditore sociale anteriore alliscrizione abbia fatto opposizione.
Il tribunale, nonostante lopposizione, pu disporre che lesecuzione abbia luogo, previa
prestazione da parte della societ di unidonea garanzia.
Ipotesi in cui non c nessuna perdita, ma i soci hanno deciso di attuare una riduzione
reale del capitale sociale; una delibera di riduzione del capitale sociale deve attendere tre mesi
prime di essere approvata, a meno che prima non si levino dei contrasti.
Scritture contabili:
Le SS, potendo svolgere attivit non commerciali, non hanno lobbligo di tenere scritture contabili.
Per le s.n.c. e le s.a.s. c lobbligo di redazione del bilancio di esercizio secondo le regole delle
societ di capitali. Linventario si deve chiudere con la rendicontazione dei profitti e delle perdite
(2217). Nella s.n.c. alla fine di ogni esercizio si deve redigere il bilancio.
Chi risponde delladempimento delle obbligazioni della societ?
Per quanto riguarda le SS, il creditore della SS pu chiedere il soddisfacimento del proprio credito
direttamente al socio, che pu per invocare la preventiva escussione.
2304. Responsabilit dei soci.
I creditori sociali, anche se la societ in liquidazione, non possono pretendere il
pagamento dai singoli soci, se non dopo lescussione del patrimonio sociale.
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I creditori sociali non possono richiedere il pagamento ai soci, se non dopo la preventiva
escussione. Responsabilit solidale illimitata dei soci.
Nella prassi per evitare lungaggini della preventiva escussione i grandi creditori (banche) possono
richiedere ai singoli soci la prestazione di garanzie personali, in modo tale da poter azionare
direttamente le garanzie dei soci in caso di mancato adempimento delle obbligazioni.
2270. Creditore particolare del socio.
Il creditore particolare del socio, finch dura la societ, pu far valere i suoi diritti sugli
utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a questultimo
nella liquidazione.
Se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditore
particolare del socio pu inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo
debitore. La quota deve essere liquidata entro tre mesi dalla domanda, salvo che sia
deliberato lo scioglimento della societ.
Per la SS il creditore particolare del socio non pu rifarsi sul patrimonio della societ, ma solo sugli
utili che il socio percepisce da questa (pignoramento degli utili). Se i beni personali del socio non
sono sufficienti a soddisfare il creditore particolare, questo pu chiedere la liquidazione della quota
del socio (a meno che non sia in corso lo scioglimento della societ, nel qual caso il creditore
particolare deve mettersi in fila)
2305. Creditore particolare del socio.
Il creditore particolare del socio, finch dura la societ, non pu chiedere la liquidazione
della quota del socio debitore.
Il creditore particolare del socio di una s.n.c. non pu chiedere la liquidazione della quota del socio
debitore.
2307. Proroga della societ.
Il creditore particolare del socio pu fare opposizione alla proroga della societ entro tre
mesi dalliscrizione della deliberazione di proroga nel registro delle imprese.
Se lopposizione accolta, la societ deve, entro tre mesi dalla notificazione della
sentenza, liquidare la quota del socio debitore dellopponente.
In caso di proroga tacita ciascun socio pu sempre recedere dalla societ, dando
preavviso a norma dellarticolo 2285, e il creditore particolare del socio pu chiedere la
liquidazione della quota del suo debitore a norma dellarticolo 2270.
Se la societ ha durata prefissata e si ha proroga, il creditore particolare pu chiedere la liquidazione
della quota e soddisfare le proprie ragioni di credito.
La posizione dei soci di una s.n.c. giuridicamente pi tutelata rispetto a quella dei soci della SS,
fermo restando il principio di fondo della responsabilit solidale e illimitata.
Nel caso in cui una s.n.c. non sia iscritta nel registro delle imprese (s.n.c. irregolare), i rapporti fra
la societ e i terzi sono regolati in base alle norme sulla soc. semplice.
2267 c.c. Possibilit nella societ semplice di indicare, fra i soci che non svolgono funzioni
amministrative, una limitazione di responsabilit patrimoniale ai beni conferiti in societ, senza
rispondere con il proprio patrimonio sociale. Tale limitazione deve essere portata a conoscenza dei
terzi con mezzi idonei.
Lesistenza di un patto del genere inammissibile nel caso di una s.n.c., dove tutti i soci rispondono
solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali.
Modalit di chiusura del processo di liquidazione. Scopo della liquidazione la trasformazione in
denaro dei beni della societ.
2311. Bilancio finale di liquidazione e piano di riparto.
Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre ai soci
il piano di riparto.
Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori, e il piano di riparto devono essere comunicati
mediante raccomandata ai soci, e sintendono approvati se non sono stati impugnati nel
termine di due mesi dalla comunicazione.
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In caso dimpugnazione del bilancio e del piano di riparto, il liquidatore pu chiedere


che le questioni relative alla liquidazione siano esaminate separatamente da quelle relative
alla divisione, alle quali il liquidatore pu restare estraneo.
Con lapprovazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.
Obbligo dei liquidatori di redigere il bilancio finale di liquidazione o il piano di riparto (modalit di
ripartizione delleventuale residuo attivo tra i soci). I soci si trovano di fronte alla possibilit di
approvare o no il bilancio finale. Possibilit di approvazione tacita se nessuno dei soci si oppone
entro due mesi. Se si ha lapprovazione i liquidatori procederanno alla cancellazione effettiva della
societ dal registro delle imprese.
Societ in Accomandita Semplice
Vale la disciplina delle s.n.c.
Due categorie di soci:
9 soci accomandatari (responsabilit patrimoniale solidale e illimitata);
9 soci accomandanti (responsabilit patrimoniale limitata al capitale conferito nella societ).
La disciplina della s.a.s. indica che i soci accomandatari sono i soggetti che detengono il potere di
gestione della societ. Si vuole creare una sinergia fra soggetti non patrimonialmente dotati di
grande ricchezza, ma con linteresse a gestire la societ, e soggetti con maggiori possibilit
patrimoniali, che vedono in questo tipo di societ la possibilit di limitare la propria responsabilit.
Il socio accomandante mette al riparo il proprio patrimonio dai terzi creditori. Spesso il socio
accomandante il vero gestore della societ e sfrutta la veste che ricopre per mettersi al riparo dai
creditori, utilizzando soci accomandatari di comodo.
2314. Ragione sociale.
La societ agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci
accomandatari, con lindicazione di societ in accomandita semplice, salvo il disposto del
secondo comma dellarticolo 2292.
Laccomandante, il quale consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale,
risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le
obbligazioni sociali.
Nella ragione sociale dellazienda deve essere indicato almeno uno dei nomi dei soci accomandanti
che si trover a rispondere illimitatamente per tutte le obbligazioni sociali.
2320. Soci accomandanti.
I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o
concludere affari in nome della societ, se non in forza di procura speciale per singoli
affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilit
illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e pu essere escluso a
norma dellarticolo 2286.
I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli
amministratori e, se latto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per
determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza.
In ogni caso essi hanno diritto di aver comunicazione annuale del bilancio e del conto dei
profitti e delle perdite, e di controllarne lesattezza, consultando i libri e gli altri documenti
della societ.
I soci accomandanti che contravvengono al divieto di mistione dellattivit perdono il beneficio
della limitata responsabilit e si ha lestensione del fallimento anche al socio accomandante.
Il socio accomandante che compie atti di gestione non diventa socio accomandatario. Azione di
rivalsa nei confronti degli altri soci (redistribuzione effettiva della somma pagata dal socio
accomandante).
Il divieto di gestione da parte dellaccomandante non assoluto. Gli accomandanti possono
compiere un atto di gestione solamente in forza di un mandato e per un solo atto.

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Il socio accomandante ha inoltre il diritto di ricevere annualmente dagli amministratori notizie sul
bilancio, in modo da fare opera di controllo sulla gestione.
Per quanto riguarda il trasferimento della quota nellambito della societ semplice e della s.n.c. per
il trasferimento occorre il consenso di tutti i soci, a meno che non sia indicato diversamente
nellatto costitutivo della societ. Nella s.a.s. la disciplina diversa in relazione al trasferimento
della quota dei due soggetti. Per il socio accomandatario vale la stessa disciplina di societ semplice
e s.n.c., mentre per il socio accomandante sufficiente il consenso dei soci che rappresentano la
maggioranza del capitale, non considerando il socio in questione.
2301. Divieto di concorrenza.
Il socio non pu, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui
unattivit concorrente con quella della societ, n partecipare come socio illimitatamente
responsabile ad altra societ concorrente.
Il consenso si presume se lesercizio dellattivit o la partecipazione ad altra societ
preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a conoscenza.
In caso dinosservanza delle disposizioni del primo comma la societ ha diritto al
risarcimento del danno, salva lapplicazione dellarticolo 2286.
Il socio di una s.n.c. non pu senza il consenso degli altri soci svolgere una attivit che assuma
caratteri concorrenziali rispetto alla societ stessa.
E fuori dal divieto di concorrenza lessere socio limitatamente responsabile di una attivit
concorrente (il socio limitatamente responsabile raramente si accompagna a funzioni direttive).
Il divieto di concorrenza non un divieto assoluto, il socio potrebbe avere il permesso dei soci a
svolgere una attivit concorrente. Il consenso pu essere anche tacito, quando lattivit concorrente
precedente alla societ. Se il socio non ha il consenso si pu arrivare fino allesclusione di questo
dalla s.n.c. (una norma analoga la troveremo anche per gli amministratori delle s.p.a. allart. 2390).
Cause di scioglimento
2272 c.c. (relative alla societ semplice)
9 decorso del termine,
9 raggiungimento dello scopo sociale,
9 sopraggiunta impossibilit di raggiungerlo,
9 volont di tutti i soci,
9 sopraggiunta mancanza della pluralit dei soci,
9 altre cause previste dal contratto sociale.
Inoltre per quanto riguarda la s.a.s. esiste unaltra causa di scioglimento: il venire meno di una delle
due categorie di soci necessarie per poter parlare di una s.a.s. (2323 c.c.), a meno che entro sei mesi
non sia ricostituita la categoria mancante. Se viene meno la categoria degli accomandatari, per
consentire lattivit di gestione ordinaria gli accomandanti possono nominare un amministratore
provvisorio che gestisca nel periodo di transizione fino allingresso nella societ di nuovi soci
accomandatari (massimo 6 mesi). Se per la gestione provvisoria sconfinasse in atti di ordinaria
amministrazione, si avrebbe la perdita del beneficio della limitata responsabilit.
2317. Mancata registrazione.
Fino a quando la societ non iscritta nel registro delle imprese, ai rapporti fra la
societ e i terzi si applicano le disposizioni dellarticolo 2297.
Tuttavia per le obbligazioni sociali i soci accomandanti rispondono limitatamente alla
loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali.
Possibilit dellesistenza di una s.a.s. irregolare, nel caso in cui latto costitutivo non venga
depositato presso il Registro delle Imprese.
Il creditore della s.a.s. irregolare potr direttamente soddisfarsi sul patrimonio personale del socio
accomandatario che dovr indicare al creditore su quali beni rifarsi; il creditore particolare del socio
altres richiedere la liquidazione della quota.
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SOCIETA DI CAPITALI
s.p.a. s.a.p.a. s.r.l.
Recentemente interessate da un ampia e organica riforma, entrata in vigore il 1 Gennaio 2004.
Sussistenza in capo alla societ di capitali della personalit giuridica, acquisita con il deposito
dellatto costitutivo c/o il registro delle imprese. La societ di capitali un vero e proprio
imprenditore, con il proprio patrimonio e con la possibilit di compiere atti giuridicamente validi.
La societ potr compiere atti aventi valenza giuridica attraverso un meccanismo di rappresentanza
(amministratori).
2325. Responsabilit.
Nella societ per azioni per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ con il suo
patrimonio.
In caso di insolvenza della societ, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui le
azioni sono appartenute ad una sola persona, questa risponde illimitatamente quando i
conferimenti non siano stati effettuati secondo quanto previsto dallarticolo 2342 o fin
quando non sia stata attuata la pubblicit prescritta dallarticolo 2362.
Le societ di capitali hanno piena e perfetta autonomia patrimoniale. Le societ di capitali
rispondono delle proprie obbligazioni solamente con il proprio patrimonio. Responsabilit limitata
dei soci.
Disciplina molto rigorosa in materia di formazione del capitale sociale, di valutazione dei
conferimenti e in materia di contabilit. Si cerca di evitare il fenomeno dellannacquamento del
capitale, unica fonte di soddisfacimento dei creditori della societ (soglia minima del capitale
sociale fissata a 120.000 ).
Standardizzazione della partecipazione del socio di una s.p.a. in una quota di partecipazione
rappresentata da un vero e proprio titolo (azione). Nella s.r.l. la partecipazione si concretizza in una
partecipazione in quote, anche se le quote non sono concrete nella s.p.a.. Partecipazione, in virt del
possesso delle azioni, alla assemblea dei soci.
Esistenza nelle societ di capitali di una organizzazione interna di tipo corporativo. Esistenza
dellassemblea degli azionisti, organo ben delineato, dotato di proprie regole sia per la fase di
formazione, sia per la fase di deliberazione.
Esistenza inoltre di un organo di amministrazione (amministratore unico o collegio) e di un organo
di controllo, con funzione di vigilanza e di tutela degli azionisti di minoranza e dei creditori della
societ.
Assemblea degli azionisti, amministrazione e collegio sindacale (controllo) configurano il modello
di amministrazione e controllo tradizionale. La riforma lascia ai soci la libert, al momento dellatto
costitutivo, di scegliere fra altri due modelli:
9 modello dualistico di ispirazione franco-tedesca;
9 modello monistico di ispirazione anglosassone.
La funzione di controllo con la riforma stata suddivisa in due parti:
1. controllo gestionale (affidato al collegio sindacale), finalizzato alla verifica che il
comportamento degli amministratori sia conforme alla legge;
2. controllo di tipo contabile, solitamente affidato ad una societ di revisione esterna.
La riforma ha avuto come obiettivo quello di semplificare e al tempo stesso di privilegiare
lautonomia statutaria dei soci. Si lascia ai soci la possibilit di scelta tra un ventaglio di opzioni.
Altro obiettivo della riforma, per la tutela dei soci minori e dei creditori, quello di assicurare la
massima trasparenza possibile delloperato della societ.
La nozione di contratto di societ (2247 c.c.) nella disciplina delle societ di capitali trova diverse
deroghe:
numero dei soci: possibilit di esistenza di societ di capitali con unico socio.
9 Nel vecchio art. 2362 quando tutte le azioni sono in mano ad un unico azionista, questi
perde il beneficio della limitata responsabilit. Con la riforma il beneficio della limitata
responsabilit non decade in caso di unico socio, ma questi deve provvedere al versamento
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totale dellintero capitale sociale. Gli amministratori devono inoltre provvedere a depositare
presso il registro delle imprese il nome dellunico socio. Che differenza c fra una s.p.a.
con unico socio e una con due soci di cui uno nettamente maggioritario (99%)? Nel caso con
due soci si ha una comunione dintenti, anche se minima, che non si ha nel caso di un unico
socio azionista.
Oggetto del conferimento: non possono essere oggetto di conferimento n le prestazioni
dopera, n le prestazioni di servizi; con la riforma questo divieto viene meno per le s.r.l., con la
necessit per da parte del socio che apporta tali prestazioni di assicurarle tramite fideiussione
bancaria o polizza assicurativa.
2345. Prestazioni accessorie
Oltre lobbligo dei conferimenti, latto costitutivo pu stabilire lobbligo dei soci di
eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone il contenuto, la
durata, le modalit e il compenso, e stabilendo particolari sanzioni per il caso di
inadempimento. Nella determinazione del compenso devono essere osservate le norme
applicabili ai rapporti aventi per oggetto le stesse prestazioni.
Le azioni alle quali connesso lobbligo delle prestazioni anzidette devono essere
nominative e non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.
Se non diversamente disposto dallatto costitutivo, gli obblighi previsti in questo
articolo non possono essere modificati senza il consenso di tutti i soci.
Azioni con prestazioni accessorie queste azioni hanno associato in s lobbligo da parte del socio
di svolgere determinate opere per la societ. Si va cos a limitare il divieto di conferimento di
prestazioni dopera e servizi.
2346. Emissione delle azioni.
La partecipazione sociale rappresentata da azioni; salvo diversa disposizione di leggi
speciali lo statuto pu escludere lemissione dei relativi titoli o prevedere lutilizzazione di
diverse tecniche di legittimazione e circolazione.
Se determinato nello statuto, il valore nominale di ciascuna azione corrisponde ad una
frazione del capitale sociale; tale determinazione deve riferirsi senza eccezioni a tutte le
azioni emesse dalla societ.
In mancanza di indicazione del valore nominale delle azioni, le disposizioni che ad esso
si riferiscono si applicano con riguardo al loro numero in rapporto al totale delle azioni
emesse.
A ciascun socio assegnato un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale
sociale sottoscritta e per un valore non superiore a quello del suo conferimento. Latto
costitutivo pu prevedere una diversa assegnazione delle azioni.
In nessun caso il valore dei conferimenti pu essere complessivamente inferiore
allammontare globale del capitale sociale.
Resta salva la possibilit che la societ, a seguito dellapporto da parte dei soci o di terzi
anche di opera o servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di
diritti amministrativi, escluso il voto nellassemblea generale degli azionisti. In tal caso lo
statuto ne disciplina le modalit e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le
sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione.
La s.p.a. a fronte dellapporto di prestazioni dopera e servizi potr emettere particolari strumenti
finanziari forniti di diritti patrimoniali, ma non del diritto di voto in assemblea.
Con la riforma la s.r.l. stata individuata per certi tratti personalistici che conserva al suo interno,
stata cos distinta chiaramente dalla s.p.a., societ di capitali totalmente spersonalizzata.
Pi grande la s.p.a., pi piccola la quota necessaria per controllarla (es. la FIAT controllata
dalla famiglia Agnelli con meno del 30%). Le s.p.a. solitamente non sono controllate da una
persona fisica; si ha solitamente un collegamento che forma una catena di societ dove luna
controlla laltra, per cui molto spesso difficile risalire fino a chi effettivamente controlla. In Italia

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si ha una cultura fortemente legata allaspetto personale, per cui di solito la catena di societ fa capo
ad un soggetto in vista.
Quando una societ va in borsa una parte del suo capitale va in mano ai piccoli investitori, che per
non acquisiscono il diritto di voto.
La riforma ha creato tre tipi di societ di capitali: s.p.a., s.r.l., s.a.p.a. (in Italia solo la holding della
famiglia Agnelli).
Quotate (Legge Draghi)
s.p.a.
Soc. di capitali

Aperte (2325 bis)


Chiuse

s.r.l.
s.a.p.a.

Famiglia Agnelli

Aperte Fanno ricorso al mercato pubblico, attraverso la sottoscrizione delle azioni nel mercato
regolamentato. Ricorso al mercato del capitale di rischio.
Quotate Disciplina speciale (Legge Draghi), arrivata molto prima della riforma. La riforma
riguardava anche le societ quotate, per cui stato necessario un decreto legislativo che
disciplinasse i rapporti fra la disciplina propria delle societ quotate e la riforma.
Le societ che fanno ricorso al capitale di rischio devono accettare una maggiore trasparenza. La
societ aperta ha lobbligo di fornire maggiori informazioni di una societ chiusa.
Costituzione di una s.p.a.
Artt. 2325 2328 c.c.
Le societ sono caratterizzate de un contratto associativo, detto atto costitutivo. Nelle societ di
capitali latto costitutivo si forma per fasi successive. Una volta firmato latto costitutivo, ci deve
essere liscrizione al registro delle imprese; fino al momento delliscrizione siamo di fronte ad una
societ di natura non definita che non sottost alle norme delle societ di capitali. Latto costitutivo
un atto pubblico (redatto da un notaio) che pu essere unilaterale (s.p.a. con unico socio).
Nello statuto (parte dellatto costitutivo, solitamente si tratta di un documento a parte) si scrivono
le regole di comportamento della societ; chiunque entra nella societ deve sottostare a queste
regole:
9 come si convoca una assemblea,
9 dove si colloca una assemblea,
9 numero degli amministratori,
9 capitale della societ,
9 come si aumenta il capitale,
9 esistenza maggioranze specifiche per il voto,
9 Contenuto dellatto costitutivo (2328 c.c.):
9 anagrafica dei soci che fondano la societ,
9 denominazione ed ubicazioni della sede,
9 oggetto sociale,
9 capitale sottoscritto e versato,
9 valore nominale e numero delle azioni,
9 valore dei crediti e dei beni conferiti in natura,
9 norme di ripartizione degli utili,
9 partecipazione agli utili a promotori e fondatori,
9 numero degli amministratori e loro poteri,
9 numero dei componenti del collegio sindacale,
9 durata della societ,
9 importo globale delle spese per la costituzione.

Si possono inoltre fissare alcuni limiti allingresso dei soci e alla circolazione dei titoli.
Il notaio, dopo aver verificato i requisiti legali della societ oggetto del contratto, si attiva per
liscrizione della societ di capitali nel registro delle imprese.
Il patrimonio in una societ di capitali assolve funzione di garanzia esclusiva, in conferimenti
quindi assumono maggiore importanza rispetto al caso delle societ di persone. Capitale minimo
120.000 al momento della nascita della societ, versamento minimo del 25% del capitale. La parte
versata non disponibile, bens vincolata in un conto. La presentazione al notaio della ricevuta del
versamento effettuato necessaria per liscrizione della societ nel registro delle imprese. Una volta
iscritta la societ nel registro delle imprese gli amministratori possono ritirare il capitale e disporne
per lamministrazione della societ stessa.
Non consentito il conferimento di servizi o prestazioni dopera, che possono essere oggetto di
conferimenti particolari (figura del soci con prestazioni accessorie), ma non vanno ad interessare il
capitale.
I versamenti vincolati si svincolano se entro 90 giorni la societ non iscritta.
La societ per azioni ha anche un altro procedimento di formazione: per sottoscrizione pubblica. I
soci promotori affiggono un avviso dove indicano i soci ed una idea di base di una societ. Si
chiama a raccolta chiunque interessato a sottoscrivere azioni. Una volta trovati i soci, si ha latto
costitutivo davanti al notaio e liscrizione classica al registro delle imprese. Il sistema per deve
creare una situazione tale da evitare che il socio promotore raccolga i fondi e poi scappi con i soldi.
Per evitare questo solitamente si crea la societ con i capitali dei soci promotori e poi si fanno
successivi aumenti di capitale con i fondi che vengono apportati in seguito.
Il conferimento in natura nelle societ di capitali non uguale a quello delle societ di persone.
Bisogna evitare il rischio di annacquamento del capitale, esiste un onere della societ di rendere
visibile il proprio capitale. Sui beni in natura, suscettibili di valutazione, e sui crediti si hanno profili
di prudenza.
2343. Stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti.
Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto
designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la societ, contenente la descrizione dei
beni o dei crediti conferiti, lattestazione che il loro valore almeno pari a quello ad essi
attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale soprapprezzo e i
criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata allatto costitutivo.
Lesperto risponde dei danni causati alla societ, ai soci e ai terzi. Si applicano le
disposizioni dellarticolo 64 del codice di procedura civile.
Gli amministratori devono, nel termine di centottanta giorni dalla iscrizione della
societ, controllare le valutazioni contenute nella relazione indicata nel primo comma e, se
sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Fino a quando le
valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti ai conferimenti sono
inalienabili e devono restare depositate presso la societ.
Se risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti era inferiore di oltre un quinto a
quello per cui avvenne il conferimento, la societ deve proporzionalmente ridurre il capitale
sociale, annullando le azioni che risultano scoperte. Tuttavia il socio conferente pu
versare la differenza in danaro o recedere dalla societ; il socio recedente ha diritto alla
restituzione del conferimento, qualora sia possibile in tutto o in parte in natura. Latto
costitutivo pu prevedere, salvo in ogni caso quanto disposto dal quinto comma
dellarticolo 2346, che per effetto dellannullamento delle azioni disposto nel presente
comma si determini una loro diversa ripartizione tra i soci.
Per quanto riguarda la valutazione dei beni in natura conferiti deve essere tenuto conto
della stima giurata di un esperto nominato dal tribunale. Il conferimento delle quote al
socio viene fatta in base alla stima dellesperto, in misura non superiore alla stima.
La stima pu essere soggetta a revisione (2343 bis c.c.); se si ha un deprezzamento maggiore del
20% il socio pu o diminuire le proprie quote, o reintegrare in denaro la perdita in valore.
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Cosa succede alla societ nel lasso di tempo che va dalla firma dellatto alliscrizione nel registro
delle imprese?
Due vie:
1. i valori attivi si acquisiscono solo in nome della societ costituita,
2. i valori attivi fanno capo alla societ al momento della iscrizione.
Nel momento in cui si ha liscrizione, la societ deve fare proprie le obbligazioni sorte nel periodo
precedente.
Chi agiva in nome della societ costituenda responsabile delle obbligazioni nate durante il periodo
di transizione, a tutela dei terzi. La societ ha lobbligo di risarcire chi ha amministrato, se questi
ha dovuto pagare una obbligazione.
Le cause di nullit del contratto di societ (2332 c.c.) sono tre:
1. mancata stipulazione dellatto sotto forma di atto pubblico,
2. illiceit dellaccordo sociale,
3. mancanza nellatto costitutivo dellindicazione di requisiti fondamentali.
La nullit sanabile, circoscritta, volta a salvaguardare lesistenza stessa della societ (tutela del
terzo contraente). La nullit sanata quando si provvede ad eliminarne le cause.
Patrimonio sociale
Se il patrimonio minore del capitale sociale allora il capitale sociale nominale, non esistente.
Capitale sociale
100
Patrimonio sociale 80
Riserve
60
perdite
80 (-)
Il capitale sociale ha funzione vincolistica, vincolato alle sorti della societ.
Il capitale sociale una entit nominale, si forma alla nascita della societ.
Il capitale sociale non pu essere distribuito fra i soci.
Sovrapprezzo la somma dei conferimenti pu non coincidere con il capitale sociale, pu essere
notevolmente superiore.
Possibilit di emissione sotto la pari per le obbligazioni; questo non possibile per il capitale, che
deve essere emesso come minimo alla pari.

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AZIONI
Il capitale sociale di una s.p.a. composto dalle azioni, che hanno un valore nominale, anche se
questo pu non essere indicato (deve essere per obbligatoriamente indicato il numero delle azioni e
il capitale sociale). La cartolarit del certificato azionario legata alla sua circolazione.
Lazione non un credito; essa presuppone una serie di diritti patrimoniali e amministrativi. Il
diritto allutile condizionato alla delibera dellassemblea dei soci. Le azioni sono dette titoli di
credito perch possono circolare allo stesso modo di un qualsiasi titolo di credito, tramite girata.
Tipologie di apporti in una societ
Azioni ordinarie
Strumenti finanziari
partecipativi
Obbligazioni
(credito)
Le azioni non hanno alcun diritto di credito, determinano diritti amministrativi e patrimoniali. Le
obbligazioni invece sono esclusivamente un credito. Nel mezzo fra azioni ed obbligazioni stanno
diverse fattispecie che la riforma chiama strumenti finanziario partecipativi:
8 obbligazioni convertibili (obbligazioni che possono essere trasformate in azioni);
8 azioni senza diritto di voto;
8 titoli rappresentativi di crediti con diritto di voto.
Lo strumento finanziario partecipativo non va nel capitale sociale, ma fra i debiti. Il capitale ha
funzione vincolistica ed organizzativa, per cui un prestito che da diritto di voto non pu andare a far
parte del capitale sociale.
Al momento del voto il diritto di voto viene fissato in base alle quote di capitale sociale pi gli
strumenti finanziari con diritto di voto.
Il capitale deve essere reale ed esistente.
Lazione ordinaria ha diritto agli utili, ove lassemblea deliberi la distribuzione di questi, e diritto di
voto in misura proporzionale alle quote possedute.
Ci sono poi diritti non proporzionali, ma per i quali necessita di un quorum (es. per impugnare le
delibere di una assemblea devo avere il 5% delle azioni). La possibilit di intervenire in assemblea
non subordinata alle quote che posseggo, basta che io sia azionista e questo gi di per s mi da la
facolt di dire la mia in sede assembleare.
In caso di decesso del socio lazione passa alla comunione ereditaria (moglie e figli sono assieme
proprietari delle quote).
Tipologie di azioni
8 azioni privilegiate danno un privilegio (priorit, maggiorazione) nella distribuzione degli
utili e nella liquidazione;
8 azioni di godimento strumento utilizzato quando sono previsti rimborsi (es. in caso di
riduzione del capitale), non danno diritto di voto, ma un minimo diritto agli utili;
8 azioni correlate percepiscono una quota di utile legata allandamento del settore;
8 azioni ordinarie voto pieno;
8 azioni straordinarie.
145 TUF: azioni di risparmio Azioni con diritto allutile, ma con diritto di voto limitato.
Azioni al portatore, non nominative.
Evidenza cartacea, facoltativa in seguito alla dematerializzazione dei titoli. Non ci sono pi i
certificati azionari, levidenza del conferimento data dalle scritture contabili fra la societ e
lintermediario finanziario. Lente certificatore che garantisce la coincidenza fra queste scritture la
Monte Titoli s.p.a.; lente gestore del mercato regolamentato in precedenza era la Borsa ente

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pubblico, ora la Borsa Italiana s.p.a., ente soggetto a concorrenza come tutte le s.p.a.. La Borsa
un luogo pubblico gestito da un ente privato, che guadagna sullorganizzazione del mercato.
Valore nominale
Se la societ aumenta il capitale sociale girando gli utili non distribuiti al capitale sociale posso o
aumentare il valore nominale delle azioni, o aumentare il numero delle azioni. Se ho indicato il
valore delle azioni sui singoli titoli, devo rifare tutti i certificati azionari, se non lo ho indicato, il
problema non si pone.
2355 bis c.c.: limiti alla circolazione dellazione Non possibile vietare il trasferimento
delle azioni da parte di una s.p.a.. il socio della s.p.a. non un elemento del contratto, una
volta esistente la societ, questa acquisisce personalit giuridica e si stacca dalla figura dei
soci (a differenza delle societ di persone dove se un socio va via devo riscrivere il contratto
sociale).libera circolazione delle quote di una s.p.a..
Possibilit di porre dei limiti alla circolazione dei titoli, ad esempio nelle societ piccole, dove
molto importante anche laspetto personalistico dei soci. In tal caso le limitazioni al trasferimento
delle azioni deve risultare dal titolo.
Non accettata la presenza di clausole di mero gradimento. Ove non si voglia che altri soci entrino
nella societ, se un socio vuole vendere la propria quota, questa viene riacquistata dalla societ
stessa.

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OBBLIGAZIONI - STRUMENTI FINANZ. PARTECIPATIVI - PATRIMONI DESTINATI


Le obbligazioni rappresentano un credito nei confronti della societ.
2411. Diritti degli obbligazionisti.
Il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi pu essere, in
tutto o in parte, subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della societ.
I tempi e lentit del pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di
parametri oggettivi anche relativi allandamento economico della societ.
La disciplina della presente sezione si applica inoltre agli strumenti finanziari, comunque
denominati, che condizionano i tempi e lentit del rimborso del capitale allandamento
economico della societ.
Nelle obbligazioni solo gli interessi possono eventualmente variare in dipendenza delle condizioni
economiche della societ; negli altri strumenti finanziari non solo i tempi, ma anche lentit del
rimborso del capitale possono essere condizionati allandamento economico della societ emittente.
Le obbligazioni sono perci identificate in funzione del diritto di rimborso del capitale come valore
minimo assicurato, anche se il diritto al rimborso pu essere postergato alla soddisfazione dei diritti
degli altri creditori della societ.
Lobbligazione si tratta di una operazione di finanziamento mediante una emissione di strumenti
standardizzati di massa ed in serie; ciascun titolo deve contenere lindicazione dellammontare
complessivo delle obbligazioni emesse, del valore nominale di ciascuna, delle garanzie da cui sono
assistite, la data di rimborso del prestito e gli estremi delleventuale prospetto informativo.
Inoltre le obbligazioni sono strumenti finanziari in quanto titoli di massa negoziabili sul mercato dei
capitali.
Emissione delle obbligazioni
2410. Emissione.
Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, lemissione di obbligazioni
deliberata dagli amministratori.
In ogni caso la deliberazione di emissione deve risultare da verbale redatto da notaio ed
depositata ed iscritta a norma dellarticolo 2436.
Lemissione delle obbligazioni rientra nelle competenze degli amministratori; la deliberazione di
emissione deve essere redatta per atto pubblico e deve contenere la designazione del notaio
incaricato alla costituzione delle garanzie reali a favore dei sottoscrittori. La deliberazione
assoggettata al controllo di legittimit da parte del notaio verbalizzante e va depositata presso il
registro delle imprese. Alla deliberazione deve essere allegata lattestazione da parte del collegio
sindacale in merito al rispetto dei limiti di emissione. Una volta divenuta efficace la deliberazione
seguono le sottoscrizioni ed il rilascio dei titoli al portatore o nominativi.
I diritti patrimoniali dellobbligazionista
Lobbligazionista ha diritto al rimborso del capitale e alla corresponsione degli interessi.
2411. Diritti degli obbligazionisti.
Il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi pu essere, in
tutto o in parte, subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della societ.
I tempi e lentit del pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di
parametri oggettivi anche relativi allandamento economico della societ.
La disciplina della presente sezione si applica inoltre agli strumenti finanziari, comunque
denominati, che condizionano i tempi e lentit del rimborso del capitale allandamento
economico della societ.
Le modalit di emissione del capitale sono stabilite nella delibera di emissione . il rimborso del
capitale pu avvenire alla scadenza o secondo un piano di ammortamento che consenta alla societ
di non incorrere in difficolt finanziarie.

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2412. Limiti allemissione.


La societ pu emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma
complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle
riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato. I sindaci attestano il rispetto
del suddetto limite.
Il limite di cui al primo comma pu essere superato se le obbligazioni emesse in
eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a
vigilanza prudenziale a norma delle leggi speciali. In caso di successiva circolazione delle
obbligazioni, chi le trasferisce risponde della solvenza della societ nei confronti degli
acquirenti che non siano investitori professionali.
Non soggetta al limite di cui al primo comma, e non rientra nel calcolo al fine del
medesimo, lemissione di obbligazioni garantite da ipoteca di primo grado su immobili di
propriet della societ, sino a due terzi del valore degli immobili medesimi.
Il primo e il secondo comma non si applicano allemissione di obbligazioni effettuata da
societ con azioni quotate in mercati regolamentati, limitatamente alle obbligazioni
destinate ad essere quotate negli stessi o in altri mercati regolamentati.
Quando ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale, la societ
pu essere autorizzata con provvedimento dellautorit governativa, ad emettere
obbligazioni per somma superiore a quanto previsto nel presente articolo, con losservanza
dei limiti, delle modalit e delle cautele stabilite nel provvedimento stesso.
Restano salve le disposizioni di leggi speciali relative a particolari categorie di societ e
alle riserve di attivit.
Le obbligazioni possono essere emesse solamente da s.p.a. o da s.a.p.a., mentre le s.r.l. possono
emettere titoli di debito.
Lammontare del prestito obbligazionario non pu superare il doppio della somma del capitale
sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato.
2413. Riduzione del capitale
Salvo i casi previsti dal terzo, quarto e quinto comma dellarticolo 2412, la societ che
ha emesso obbligazioni non pu ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire
riserve se rispetto allammontare delle obbligazioni ancora in circolazione il limite di cui al
primo comma dellarticolo medesimo non risulta pi rispettato.
Se la riduzione del capitale sociale obbligatoria, o le riserve diminuiscono in
conseguenza di perdite, non possono distribuirsi utili sinch lammontare del capitale
sociale della riserva legale e delle riserve disponibili non eguagli la met dellammontare
delle obbligazioni in circolazione.
Divieto della distribuzione delle riserve o della riduzione volontaria del capitale fino a che la loro
somma non sia pari o superiore alla met dellammontare delle obbligazioni ancora in circolazione.
Divieto di distribuzione degli utili se la riduzione del capitale obbligatoria o di diminuzione delle
riserve conseguente a perdite, fino a che lammontare del capitale sociale e delle riserve non eguagli
la met dellammontare delle obbligazioni ancora in circolazione.
Il divieto di distribuzione degli utili si applica anche quando le perdite abbiano comunque intaccato
il capitale.
La disciplina sui limiti allemissione non si applica alle societ quotate, quando le obbligazioni sono
destinate alla quotazione (in questo caso la societ deve sottostare a particolari obblighi informativi
nei confronti del pubblico dei risparmiatori e della stessa autorit di controllo sul mercato).
Una serie di eccezioni sono poi previste per le societ non quotate:
1. quando le obbligazioni emesse sono destinate ad essere sottoscritte da investitori
professionali sottoposti a vigilanza prudenziale (soggetti capaci di valutare la credibilit
dellemittente);

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2. quando lemissione garantita da ipoteca di primo grado iscritta su immobili di propriet


sociale, fino a 2/3 del valore degli immobili;
3. quando ricorrono particolari ragioni che interessano leconomia nazionale.
Lorganizzazione degli obbligazionisti
2415. Assemblea degli obbligazionisti.
Lassemblea degli obbligazionisti delibera:
1) sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune;
2) sulle modificazioni delle condizioni del prestito;
3) sulla proposta di amministrazione controllata e di concordato;
4) sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi
e sul rendiconto relativo;
5) sugli altri oggetti dinteresse comune degli obbligazionisti.
Lassemblea convocata dagli amministratori o dal rappresentante degli obbligazionisti,
quando lo ritengono necessario, o quando ne fatta richiesta da tanti obbligazionisti che
rappresentino il ventesimo dei titoli emessi e non estinti.
Si applicano allassemblea degli obbligazionisti le disposizioni relative allassemblea
straordinaria dei soci e le sue deliberazioni sono iscritte, a cura del notaio che ha redatto il
verbale, nel registro delle imprese. Per la validit delle deliberazioni sulloggetto indicato
nel primo comma, numero 2, necessario anche in seconda convocazione il voto favorevole
degli obbligazionisti che rappresentino la met delle obbligazioni emesse e non estinte.
La societ, per le obbligazioni da essa eventualmente possedute, non pu partecipare
alle deliberazioni.
Allassemblea degli obbligazionisti possono assistere gli amministratori ed i sindaci.
Lemissione di un prestito obbligazionario comporta il nascere di una organizzazione di gruppo.
Lorganizzazione degli obbligazionisti costituisce il punto di equilibrio di una duplice esigenza e
cio di assicurare uno strumento di tutela dei sottoscrittori e di consentire la modificabilit a
maggioranza delle condizioni del prestito.
Lassemblea degli obbligazionisti ha il compito di tutelare il prestito obbligazionario, di deliberare
sulle modificazioni delle condizioni dello stesso, sulla proposta di concordato e di amministrazione
controllata, sugli altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti.
Lassemblea convocata dagli amministratori o dal rappresentante degli obbligazionisti quando lo
ritengano necessario o quando ne sia fatta richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentino un
ventesimo delle obbligazioni emesse e non estinte.
Le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti vincolano gli obbligazionisti assenti o
dissenzienti e sono impugnabili.
2419. Azione individuale degli obbligazionisti.
Le disposizioni degli articoli precedenti non precludono le azioni individuali degli
obbligazionisti, salvo che queste siano incompatibili con le deliberazioni dellassemblea
previste dallarticolo 2415.
Lesistenza di una organizzazione di gruppo non preclude le azioni individuali dei singoli
obbligazionisti, ad eccezione con quelle incompatibili con le deliberazioni dellassemblea.
Il rappresentante comune organo necessario per lorganizzazione, pu essere scelto anche al di
fuori degli obbligazionisti. Ad esso sono attribuite varie funzioni: tutela degli interessi comuni degli
obbligazionisti nei rapporti con la societ, controllo sulla corretta esecuzione delle deliberazioni
dellassemblea, rappresentanza processuale degli obbligazionisti nelle procedure concorsuali.

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Le obbligazioni convertibili
2420bis. Obbligazioni convertibili in azioni.
Lassemblea straordinaria pu deliberare lemissione di obbligazioni convertibili in
azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalit della conversione. La
deliberazione non pu essere adottata se il capitale sociale non sia stato interamente
versato.
Contestualmente la societ deve deliberare laumento del capitale sociale per un
ammontare corrispondente alle azioni da attribuire in conversione. Si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni del secondo, terzo, quarto e quinto comma dellarticolo 2346.
Nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono allemissione delle
azioni spettanti agli obbligazionisti che hanno chiesto la conversione nel semestre
precedente. Entro il mese successivo gli amministratori devono depositare per liscrizione
nel registro delle imprese unattestazione dellaumento del capitale sociale in misura
corrispondente al valore nominale delle azioni emesse. Si applica la disposizione del
secondo comma dellarticolo 2444.
Fino a quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione, la societ non pu
deliberare n la riduzione volontaria del capitale sociale, n la modificazione delle
disposizioni dello statuto concernenti la ripartizione degli utili, salvo che ai possessori di
obbligazioni convertibili sia stata data la facolt, mediante avviso depositato presso
lufficio del registro delle imprese almeno novanta giorni prima della convocazione
dellassemblea, di esercitare il diritto di conversione nel termine di trenta giorni dalla
pubblicazione.
Nei casi di aumento del capitale mediante imputazione di riserve e di riduzione del
capitale per perdite, il rapporto di cambio modificato in proporzione alla misura
dellaumento o della riduzione.
Le obbligazioni convertibili in azioni devono indicare in aggiunta a quanto stabilito
nellarticolo 2414, il rapporto di cambio e le modalit della conversione.
Lemissione di un prestito obbligazionario convertibile attribuisce ai sottoscrittori il diritto di
trasformare un rapporto di finanziamento in un rapporto di partecipazione alla societ.
La legge disciplina unicamente il procedimento di conversione diretto in azioni della stessa societ
emittente; non sono oggetto di particolare disciplina le obbligazioni con warrant o con diritto di
opzione su azioni (attribuiscono un diritto cumulativo al diritto di rimborso del capitale).
Lemissione rientra nella competenza dellassemblea straordinaria dei soci, ma pu essere delegata
agli amministratori. Lassemblea deve contestualmente deliberare laumento del capitale asservito
alla conversione.
Gli strumenti finanziari partecipativi
La nuova disciplina delle societ di capitali ha introdotto nuove forme di partecipazione al
finanziamento dellimpresa societaria, con strumenti alternativi che si pongono in posizione
intermedia rispetto alla partecipazione al capitale di rischio o al capitale di credito.
Si tratta di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso
il voto nellassemblea generale degli azionisti. Questi possono essere emessi in caso di apporti il cui
valore difficilmente quantificabile sul piano patrimoniale (opere, servizi, altre entit non
imputabili a capitale).
I titolari di strumenti finanziari partecipativi non acquistano la qualit di soci.

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Patrimoni destinati ad uno specifico affare


Le societ azionarie possono costituire uno o pi patrimoni destinati in via esclusiva ad uno
specifico affare, per un valore complessivamente non superiore rispetto al 10% del patrimonio netto
della societ.
2447bis. Patrimoni destinati ad uno specifico affare.
La societ pu:
a) costituire uno o pi patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno
specifico affare;
b) convenire che nel contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare al
rimborso totale o parziale del finanziamento medesimo siano destinati i proventi dellaffare
stesso, o parte di essi.
Salvo quanto disposto in leggi speciali, i patrimoni destinati ai sensi della lettera a) del
primo comma non possono essere costituiti per un valore complessivamente superiore al
dieci per cento del patrimonio netto della societ e non possono comunque essere costituiti
per lesercizio di affari attinenti ad attivit riservate in base alle leggi speciali.
Il patrimonio destinato ad uno specifico affare costruito come un patrimonio separato rispetto a
quello della societ che lo costituisce.
Sono legittimate a costituire patrimoni separati tutte la s.p.a.. La costituzione del patrimonio
avviene in forza di una deliberazione del consiglio di amministrazione o di gestione, il cui verbale
deve essere redatto per atto pubblico, deve avere un contenuto determinato ed assoggettata a
controllo di legalit da parte del notaio e depositata nel registro delle imprese.
La separata gestione patrimoniale richiede che si identifichi lo specifico affare cui il patrimonio
destinato. La specificazione dellaffare costituisce un limite allutilizzo dei beni destinati al
patrimonio, nel senso che questultimo non pu essere utilizzato per assumere obbligazioni che non
riguardino il compimento dello specifico affare.
Lopponibilit ai creditori del vincolo di destinazione del patrimonio
Il profilo esterno della separazione patrimoniale si traduce anche nellinsensibilit del patrimonio
destinato rispetto alle vicende che interessano la societ.
Per le obbligazioni contratte per lo specifico affare, la societ risponde solo con il patrimonio a ci
destinato. La societ peraltro risponde illimitatamente per le obbligazioni derivanti da fatto illecito.,
viene meno in questo caso il regime di separazione.
Gli atti compiuti in relazione allo specifico affare devono contenere espressa menzione del vincolo
di destinazione. Per tutelare linteresse dei creditori sociali concessa loro la possibilit di fare
opposizione in tribunale alla separazione del patrimonio. Il tribunale, nonostante lopposizione, pu
disporre che la deliberazione sia eseguita, previa prestazione di una idonea garanzia da parte della
societ.
2447septies. Bilancio.
I beni e i rapporti compresi nei patrimoni destinati ai sensi della lettera a) del primo
comma dellarticolo 2447bis sono distintamente indicati nello stato patrimoniale della
societ.
Per ciascun patrimonio destinato gli amministratori redigono un separato rendiconto,
allegato al bilancio, secondo quanto previsto dagli articoli 2423 e seguenti.
Nella nota integrativa del bilancio della societ gli amministratori devono illustrare il
valore e la tipologia dei beni e dei rapporti giuridici compresi in ciascun patrimonio
destinato, ivi inclusi quelli apportati da terzi, i criteri adottati per la imputazione degli
elementi comuni di costo e di ricavo, nonch il corrispondente regime della responsabilit.
Qualora la deliberazione costitutiva del patrimonio destinato preveda una responsabilit
illimitata della societ per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare,
limpegno da ci derivante deve risultare in calce allo stato patrimoniale e formare oggetto
di valutazione secondo criteri da illustrare nella nota integrativa.
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Il patrimonio destinato allo specifico affare oggetto di una gestione distinta da quella della societ.
Per ciascun patrimonio separato gli amministratori devono tenere il libro giornale ed il libro degli
inventari; inoltre per ciascun patrimonio destinato essi devono redigere un separato rendiconto
allegato al bilancio della societ.
In caso di realizzazione dellaffare o di impossibilit di condurlo a termine gli amministratori
devono redigere un rendiconto finale, assimilabile ad un bilancio di liquidazione, che,
accompagnato da una relazione dei sindaci e del soggetto incaricato alla revisione contabile, deve
essere depositato presso il registro delle imprese. I creditori del patrimonio non ancora soddisfatti
possono chiedere la liquidazione separata del patrimonio entro 90gg. dal deposito del rendiconto.
Gli apporti dei terzi
La determinazione degli apporti dei terzi rimessa allautonomia negoziale; i terzi potranno
concorrere al finanziamento dellaffare apportando capitali, opere o servizi o anche prestando
garanzia a favore del patrimonio destinato.
Il rapporto contrattuale tra la societ ed i terzi disegnato sul modello dellassociazione in
partecipazione: in cambio dellapporto ai terzi attribuito il diritto a partecipare ai risultati
dellaffare e cio sia allutile che alle perdite. La gestione attribuita in via esclusiva alla societ,
mentre ai terzi associati spettano poteri di controllo, nonch il diritto al rendiconto, da redigere al
compimento dellaffare o con periodicit annuale, se laffare si protrae per pi esercizi.
Possono essere emessi inoltre strumenti di partecipazione che si configurano a vari liveli come titoli
di rischio; lemissione degli strumenti di partecipazione comporta la nascita di un fenomeno
organizzativo modellato su quello dellorganizzazione degli obbligazionisti.
La societ pu destinare a favore dei finanziatori di uno specifico affare una parte dei proventi del
medesimo.
La separazione ha per oggetto non beni o rapporti giuridici, bens i proventi di un determinato affare
e, quindi, un flusso di cassa che, attraverso tecniche di separazione contabile, destinato a
soddisfare i creditori delloperazione.
La funzione esclusivamente finanziaria dellistituto lo rende simile alla cartolarizzazione dei crediti.
I proventi dellaffare ed i loro reimpieghi costituiscono un patrimonio separato rispetto a quello
della societ e, come tale, sottratto ai creditori di questultima; lopponibilit del vincolo ai creditori
sociali subordinata da un lato al deposito del contratto di finanziamento presso il registro delle
imprese e dallaltro alladozione, da parte della societ, di sistemi di incasso e di contabilizzazione
idonei ad individuare in ogni momento i proventi dellaffare e a tenerli separati dal patrimonio
della societ. Si richiede, quindi, non solo la separata contabilizzazione, ma anche che le somme
oggetto del patrimonio separato siano versate su conti distinti rispetto a quelli della societ, come
tecnica di specificazione della separazione patrimoniale.
Il regime di separazione non viene meno in caso di fallimento della societ; n questo pregiudica di
per s il compimento dellaffare. Tuttavia, se il fallimento della societ impedisce la realizzazione o
la continuazione delloperazione, i finanziatori possono concorrere nel riparto dellintero
patrimonio sociale per la parte del credito non ancora soddisfatta, fermo restando il diritto di
ritenere le somme gi riscosse che, quindi, non sono oggetto di revocatoria fallimentare.

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ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLE S.p.A.


Organizzazione interna di tipo corporativo funzionale allesercizio efficiente dellattivit dimpresa.
Il funzionamento della societ e il procedimento in base al quale vengono prese decisioni gestionali
prevede la presenza allinterno della societ di organi sociali le cui competenze sono attribuite e
ripartite dalla legge e, nel rispetto di questa, in via residuale, dalle pattuizioni dei soci (nelle societ
di persone le funzioni di gestione e di controllo sono svincolate dalla legge, non sono previsti
organi precisi, anche a causa dellimportanza della figura dei soci).
Obiettivo di tutela dei soci, si vuole fare in modo che tutti i soci possano prendere parte attiva alla
vita della societ.
La ripartizione delle funzioni fra i diversi organi della societ va a costituire quelli che sono definiti
i sistemi di corporate governance. Si individua quel sistema di pesi e contrappesi che in un
determinato sistema societario costituisce il complesso sistema di rapporti tra i diversi organi della
societ.
La societ per azioni pu essere strutturata in vari modi; spetta ai soci al momento della stesura
dellatto costitutivo decidere in che direzione volgersi.
8 Sistema base (tradizionale) Si impernia sulla presenza dellorgano assembleare, sulla
riunione degli azionisti, espressione della propriet. Gli azionisti sono indirettamente proprietari
dei beni che compongono la societ. Il potere di gestione e amministrazione della s.p.a.
affidata allorgano amministrativo (amministratore unico o consiglio di amministrazione). Il
controllo contabile attribuito o a un revisore esterno o ad una societ di revisione.
Questo costituisce il sistema base di riferimento laddove i soci in fase di costituzione non scelgano
un altro sistema di corporate governance:
8 modello dualistico (di derivazione franco-tedesca), dove lassemblea dei soci nomina un
consiglio di sorveglianza, il quale nomina un consiglio di gestione;
8 modello monistico (di derivazione anglosassone), nel quale lassemblea dei soci nomina un
consiglio di amministrazione che costituisce al suo interno un comitato per il controllo sulla
gestione..
Lart. 2380 prevede che, in assenza di specifiche disposizioni statutarie, lamministrazione ed i
controlli siano organizzati secondo uno schema fondato sulla contrapposizione fra organo
amministrativo e collegio sindacale.
ASSEMBLEA DEI SOCI (assemblea generale degli azionisti)
Lassemblea dei soci consiste in una riunione dei titolari del capitale sociale di una s.p.a., ha per lo
pi poteri e funzioni di indirizzo sulle modalit di funzionamento e di gestione della societ.
Il potere di gestione della societ spetta in via esclusiva allorgano amministrativo, senza possibilit
di intervento da parte dei soci (propriet).
2364 c.c. Lassemblea dei soci pu essere chiamata in causa dagli amministratori per
avere autorizzazioni per il proprio operato, ma la responsabilit degli atti compiuti rimane
comunque agli amministratori.
Amministratori: esclusivo potere esclusiva responsabilit.
Lassemblea dei soci ha il potere di indirizzo sulla struttura che viene data alla societ. Compito
essenziale di nomina degli amministratori e dei membri del collegio sindacale (soggetti incaricati
dalla legge di controllare loperato degli amministratori).
Competenze dellorgano assembleare
Lassemblea dei soci pu operare in sede ordinaria o straordinaria. La composizione la stessa in
entrambi i casi. La distinzione ha a riferimento gli argomenti discussi. Lassemblea ordinaria si
occupa di problematiche ricorrenti della gestione; lassemblea straordinaria si occupa di discussioni
circa la necessit di apportare modifiche allo statuto della societ. Diversa disciplina dei quorum
assembleari: si richiedono quorum minimi indispensabili per potersi parlare giuridicamente di

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assemblea. Quorum deliberativi, percentuale minima di soci necessaria per poter deliberare in modo
soddisfacente.
Competenze:
9 nomina amministratori (amministratore unico o consiglio di amministrazione);
9 potere di approvazione del bilancio (potere di controllo sugli amministratori);
9 determinazione del compenso degli amministratori e dei membri del collegio sindacale
(possibilit di promuovere azioni di responsabilit nei confronti degli amministratori, che
comportano il risarcimento da parte di questi del danno alla societ).
Competenze dellassemblea straordinaria (2365 c.c.):
9 modifiche del contratto sociale;
9 nomina, sostituzione e individuazione dei poteri dei liquidatori;
9 altre materie che la legge riserva allassemblea straordinaria.
Vi sono inoltre altre materie che in fase di formazione della societ possono essere tolte
allassemblea ordinaria e attribuite allorgano amministrativo:
9 istituzione o soppressione sedi secondarie;
9 indicazione del potere di rappresentanza;
9 delibera di riduzione del capitale sociale in caso di recesso di un socio;
9 adeguamenti dello statuto a disposizioni normative;
9 trasferimento della sede sociale.
Queste materie vengono tolte allassemblea dei soci per snellire loperato di questa, visto che sono
materie che non hanno particolare peso.
Procedimento assembleare
Per la s.p.a. esiste una procedura prevista dalla legge che deve essere seguita per potersi parlare di
assemblea dei soci. Attraverso questa si arriva alla delibera sostanziale con rilevanza giuridica.
Fasi necessarie del procedimento assembleare:
1. convocazione;
2. riunione, intervento-discussione ordine del giorno da parte dei soci intervenuti in assemblea;
3. deliberazione, espressione in assemblea della propria volont, si concreta con lesercizio del
diritto di voto;
4. verbalizzazione.
Convocazione
Spetta agli amministratori. La legge dice che lassemblea dei soci deve essere convocata almeno
una volta lanno ed entro 120 gg. dalla chiusura dellesercizio precedente ( 30 Aprile) per
lapprovazione del bilancio. Gli amministratori possono convocare lassemblea tutte le volte che lo
ritengono necessario. Nel caso di inerzia da parte degli amministratori la legge prevede la
convocazione dellassemblea da parte del collegio sindacale nellambito della sua funzione di
controllo. Inoltre se il collegio sindacale si accorge di gravi atti o fatti contrari alla legge pu
immediatamente convocare lassemblea per far conoscere ai soci tali fatti (2406). E prevista anche
la possibilit per i soci (titolari di almeno il 10% delle azioni) di fare domanda agli amministratori
di convocazione dellassemblea.
La convocazione prima della riforma doveva essere accompagnata da una pubblicazione nella G.U.
Con la riforma si data alle s.p.a. chiuse la possibilit di derogare alla pubblicazione in Gazzetta
con una trasmissione dellavviso ai soci attraverso mezzi che garantiscano il ricevimento della
convocazione da parte di questi.
Oggetto della discussione in assemblea possono essere solamente gli argomenti indicati nellordine
del giorno.
Potere di rinvio dellassemblea da parte dei soci che rappresentino almeno 1/3 del capitale.
Assemblea totalitaria rappresentanza del 100% del capitale sociale e presenza della maggioranza
degli amministratori e dei sindaci.
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Riunione
2368 2369 c.c.
quorum diversi in caso di assemblea ordinaria o straordinaria, prima o seconda convocazione, s.p.a.
aperta o chiusa.
Se nella data indicata si presenta un quorum troppo basso, si dovr fissare unaltra data (alcune
volte la seconda convocazione indicata direttamente nellavviso della prima convocazione)
1 convocazione:
9 quorum costitutivo maggioranza assoluta del capitale sociale
9 quorum deliberativo maggioranza assoluta degli intervenuti
2 convocazione:
9 quorum costitutivo no
9 quorum deliberativo maggioranza assoluta degli intervenuti
1 convocazione ass. straord. s.p.a. di tipo chiuso:
9 maggioranza assoluta del capitale sociale
2 convocazione ass. straord. s.p.a. di tipo chiuso:
9 quorum costitutivo 1/3 del capitale sociale
9 quorum deliberativo 2/3 del capitale sociale presente in assemblea
Norme particolari richiedono maggioranze di tipo rafforzato se si vogliono introdurre o sopprimere
clausole compromissorie (maggioranza qualificata di almeno 2/3 del capitale sociale).
Il diritto di intervento in assemblea spetta agli azionisti che abbiano il diritto di voto. Situazione
possibile in cui il soci ha il diritto di intervento in assemblea, ma per alcune motivi particolari non
ha il diritto di voto (socio in conflitto dinteressi, socio che ha dato in pegno le proprie azioni,).
Esiste il caso in cui il socio pur non potendo intervenire in assemblea, pu comunque esercitare il
proprio diritto di voto (voto per corrispondenza) o il caso in cui il socio prende parte allassemblea
in modo indiretto, attraverso ausili telematici (teleconferenza). Possibilit del socio di farsi
rappresentare in assemblea.
Come si svolge lassemblea
Lassemblea presieduta dal presidente, che ha il compito di individuare la legittimazione
dellintervento e del voto dei soci.
Una volta discusso lordine del giorno si procede alla votazione. Divieto di voto segreto (2375).
Il socio che ha un conflitto dinteressi pu intervenire in assemblea, ma non pu esercitare il suo
diritto di voto (2373). Il socio in conflitto dinteressi potrebbe votare, ma se il suo voto risultato
determinante, la delibera considerata invalida.
Verbale
Funzione di informazione ai soci assenti; controlla se lassemblea regolarmente costituita e se la
delibera valida. La delibera deve essere depositata presso il registro delle imprese. Si devono
indicare nel verbale le modalit e il risultato della votazione, con indicazione dei soci che hanno
votato affermativamente, negativamente e che si sono astenuti.
Il verbale dellassemblea straordinaria deve essere redatto in forma notarile.
2421.3 c.c. Il verbale deve essere iscritto nel libro delle adunanze delle assemblee.

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INVALIDITA DELLE DELIBERE ASSEMBLEARI


Il pieno rispetto delle regole legali e statutarie sul procedimento assembleare garantisce ladozione
di deliberazioni valide e, almeno di regola, efficaci. Gli effetti giuridici che la deliberazione diretta
a produrre decorrono, in genere, dal giorno in cui lassemblea si tenuta e dal momento in cui la
deliberazione stata sottoposta a votazione con esito positivo.
Niente vieta che lefficacia di talune deliberazioni possa, per scelta della stessa assemblea, essere
dilazionata (termine iniziale) o subordinata (condizione sospensiva) al verificarsi di un evento
futuro certo o incerto. Inoltre lefficacia iniziale pu venire meno se una assemblea ne delibera la
revoca.
Lefficacia di una deliberazione pu essere compromessa dalla sua invalidit, la quale si verifica
quando essa non stata presa in conformit alle regole di legge e di statuto.
2377. Annullabilit delle deliberazioni
Le deliberazioni dellassemblea, prese in conformit della legge e dellatto costitutivo,
vincolano tutti i soci, ancorch non intervenuti o dissenzienti.
Le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto possono
essere impugnate dai soci assenti, dissenzienti od astenuti, dagli amministratori, dal
consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale.
Limpugnazione pu essere proposta dai soci quando possiedono tante azioni aventi
diritto di voto con riferimento alla deliberazione che rappresentino, anche congiuntamente,
luno per mille del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di
rischio e il cinque per cento nelle altre; lo statuto pu ridurre o escludere questo requisito.
Per limpugnazione delle deliberazioni delle assemblee speciali queste percentuali sono
riferite al capitale rappresentato dalle azioni della categoria.
I soci che non rappresentano la parte di capitale indicata nel comma precedente e quelli
che, in quanto privi di voto, non sono legittimati a proporre limpugnativa hanno diritto al
risarcimento del danno loro cagionato dalla non conformit della deliberazione alla legge o
allo statuto.
La deliberazione non pu essere annullata:
1) per la partecipazione allassemblea di persone non legittimate, salvo che tale
partecipazione sia stata determinante ai fini della regolare costituzione dellassemblea a
norma degli articoli 2368 e 2369;
2) per linvalidit di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto invalido
o lerrore di conteggio siano stati determinanti ai fini del raggiungimento della
maggioranza richiesta;
3) per lincompletezza o linesattezza del verbale, salvo che impediscano laccertamento
del contenuto, degli effetti e della validit della deliberazione.
Limpugnazione o la domanda di risarcimento del danno sono proposte nel termine di
novanta giorni dalla data della deliberazione, ovvero, se questa soggetta ad iscrizione nel
registro delle imprese, entro novanta giorni dalliscrizione o, se soggetta solo a deposito
presso lufficio del registro delle imprese, entro novanta giorni dalla data di questo.
Lannullamento della deliberazione ha effetto rispetto a tutti i soci ed obbliga gli
amministratori, il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione a prendere i
conseguenti provvedimenti sotto la propria responsabilit. In ogni caso sono salvi i diritti
acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione.
Lannullamento della deliberazione non pu aver luogo, se la deliberazione impugnata
sostituita con altra presa in conformit della legge e dello statuto. In tal caso il giudice
provvede sulle spese di lite, ponendole di norma a carico della societ, e sul risarcimento
delleventuale danno.
Restano salvi i diritti acquisiti dai terzi sulla base della deliberazione sostituita.

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2379. Nullit delle deliberazioni.


Nei casi di mancata convocazione dellassemblea, di mancanza del verbale e di
impossibilit o illiceit delloggetto la deliberazione pu essere impugnata da chiunque vi
abbia interesse entro tre anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese, se
la deliberazione vi soggetta, o dalla trascrizione nel libro delle adunanze dellassemblea,
se la deliberazione non soggetta n a iscrizione n a deposito. Possono essere impugnate
senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale prevedendo attivit
illecite o impossibili.
Nei casi e nei termini previsti dal precedente comma linvalidit pu essere rilevata
dufficio dal giudice.
Ai fini di quanto previsto dal primo comma la convocazione non si considera mancante
nel caso dirregolarit dellavviso, se questo proviene da un componente dellorgano di
amministrazione o di controllo della societ ed idoneo a consentire a coloro che hanno
diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data
dellassemblea. Il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione
e il suo oggetto ed sottoscritto dal presidente dellassemblea, o dal presidente del
consiglio damministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal segretario o dal notaio.
Si applicano, in quanto compatibili, il settimo e ottavo comma dellarticolo 2377.
Linvalidit nelle due forme indicate presuppone lesistenza della deliberazione. Non esiste la
deliberazione di una assemblea mai tenutasi, risultante da un verbale falso o che falsamente lo
attesta; nemmeno esiste la deliberazione mai portata a votazione in una assemblea reale, ove risulti
da un verbale che falsamente attesti ladozione della deliberazione.
Cause di nullit:
8 mancata convocazione dellassemblea;
8 mancanza del verbale (anche se la legge ammette il verbale tardivo);
8 impossibilit e illiceit delloggetto della deliberazione (impossibile se la decisione non pu
essere attuata per ragioni naturali, illecito se la deliberazione si pone in contrasto con norme
imperative, con lordine pubblico o con il buon costume).
La partecipazione in assemblea di persone non legittimate allintervento non vizia la deliberazione,
se il non legittimato non stato conteggiato o, se conteggiato, non stato determinante per il
raggiungimento dei quorum assembleari. Lo stesso vale per il voto invalido, bench proveniente da
un soggetto legittimato, e per lerrore nel conteggio dei voti, se leliminazione del voto invalido e la
rettifica dellerrore di calcolo non impediscono la integrazione del quorum deliberativo richiesto.
Infine pu causare lannullabilit della deliberazione non soltanto la violazione di specifiche
disposizioni di legge o di statuto, ma anche la inosservanza dei principi generali di buona fede e di
parit di trattamento dei soci in una qualsiasi fase del procedimento.
La deliberazione invalida pu essere impugnata:
8 se annullabile, dai soci non consenzienti che rappresentino una minoranza significativa delle
azioni con diritto di voto nonch dagli amministratori , dal consiglio di sorveglianza e dal
collegio sindacale;
8 se nulla, da chiunque vi abbia interesse, sia o non sia socio o componente di organi sociali e sia
stato o no consenziente rispetto alla decisione.
Solamente la nullit pu essere rilevata dufficio dal giudice nei casi e nel rispetto dei termini e
delle preclusioni indicate dalla legge.
Linvalidit obbliga gli amministratori, il consiglio di gestione e il consiglio di sicurezza a prendere
ogni conseguente provvedimento, non pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede, non pu
essere dichiarata se la deliberazione invalida viene sostituita con altra deliberazione di medesimo
contenuto adottata da successiva assemblea in piena conformit alla legge e allo statuto.
La sostituzione della deliberazione inefficace con una seconda deliberazione valida ha il solo effetto
di privare chiunque dellinteresse ad agire per la nullit della prima deliberazione.

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2378. Procedimento dimpugnazione


Limpugnazione proposta con atto di citazione davanti al tribunale del luogo dove la
societ ha sede.
Il socio o i soci opponenti devono dimostrarsi possessori al tempo dellimpugnazione del
numero delle azioni previsto dal terzo comma dellarticolo 2377. Fermo restando quanto
disposto dallarticolo 111 del codice di procedura civile, qualora nel corso del processo
venga meno a seguito di trasferimenti per atto tra vivi il richiesto numero delle azioni, il
giudice, previa se del caso revoca del provvedimento di sospensione dellesecuzione della
deliberazione, non pu pronunciare lannullamento e provvede sul risarcimento
delleventuale danno, ove richiesto.
Con ricorso depositato contestualmente al deposito, anche in copia, della citazione,
limpugnante pu chiedere la sospensione dellesecuzione della deliberazione. In caso di
eccezionale e motivata urgenza, il presidente del tribunale, omessa la convocazione della
societ convenuta, provvede sullistanza con decreto motivato, che deve altres contenere la
designazione del giudice per la trattazione della causa di merito e la fissazione, davanti al
giudice designato, entro quindici giorni, delludienza per la conferma, modifica o revoca
dei provvedimenti emanati con il decreto, nonch la fissazione del termine per la
notificazione alla controparte del ricorso e del decreto.
Il giudice designato per la trattazione della causa di merito, sentiti gli amministratori e
sindaci, provvede valutando comparativamente il pregiudizio che subirebbe il ricorrente
dalla esecuzione e quello che subirebbe la societ dalla sospensione dellesecuzione della
deliberazione; pu disporre in ogni momento che i soci opponenti prestino idonea garanzia
per leventuale risarcimento dei danni. Alludienza, il giudice, ove lo ritenga utile, esperisce
il tentativo di conciliazione eventualmente suggerendo le modificazioni da apportare alla
deliberazione impugnata e, ove la soluzione appaia realizzabile, rinvia adeguatamente
ludienza.
Tutte le impugnazioni relative alla medesima deliberazione, anche se separatamente
proposte ed ivi comprese le domande proposte ai sensi del quarto comma dellarticolo
2377, devono essere istruite congiuntamente e decise con unica sentenza. Salvo quanto
disposto dal quarto comma del presente articolo, la trattazione della causa di merito ha
inizio trascorso il termine stabilito nel sesto comma dellarticolo 2377.
I dispositivi del provvedimento di sospensione e della sentenza che decide
sullimpugnazione devono essere iscritti, a cura degli amministratori, nel registro delle
imprese.
Ogni violazione di legge o di statuto nel procedimento assembleare pu esporre il loro autore alla
responsabilit per i danni causati sia allinterno dei rapporti sociali sia nei confronti dei terzi che
hanno fatto affidamento sulla deliberazione.

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AMMINISTRAZIONE S.p.A.
Necessit di articolare un sistema integrato di controlli esterni ed interni in grado di minimizzare il
rischio che i soggetti preposti alla gestione possano non perseguire linteresse della societ.
Interesse sociale interesse che fa capo congiuntamente alla collettivit dei soci.
Si cerca di tutelare inoltre linteresse di altri soggetti (terzi) che hanno rapporti con la societ, la
lesione degli interessi di questi pu essere fonte di responsabilit per gli amministratori.
Lefficienza di un sistema di governo societario dipende dalla capacit del sistema dei controlli e
delle sanzioni di rendere difficile il compimento dellillecito e comunque, nel momento in cui
venga commesso, di reprimerlo assicurando da un lato il risarcimento dei danni arrecati, dallaltro
una adeguata sanzione pecuniaria o afflittiva per il suo autore.
2380bis. Amministrazione della societ.
La gestione dellimpresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le
operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale.
Lamministrazione della societ pu essere affidata anche a non soci.
Quando lamministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di
amministrazione.
Se lo statuto non stabilisce il numero degli amministratori, ma ne indica solamente un
numero massimo e minimo, la determinazione spetta allassemblea.
Il consiglio di amministrazione sceglie tra i suoi componenti il presidente, se questi non
nominato dallassemblea.
La s.p.a. una persona giuridica e in quanto tale stacca la sua autonomia dalle persone che la hanno
costituita e dalla propriet.
S.p.A.:
9 organo deliberante,
9 organo esecutivo,
9 organo di controllo.
Lassemblea lunico organo che c sempre. I poteri dellassemblea possono cambiare a seconda
dellimpianto organizzativo scelto.
Metodo tradizionale:
9 assemblea;
9 consiglio di amministrazione (o amministratore unico);
9 collegio sindacale o revisore esterno.
Modello dualistico:
9 assemblea depotenziata (minori poteri);
9 consiglio di gestione;
9 consiglio di sorveglianza e revisore esterno.
Modello monistico:
9 assemblea;
9 consiglio di gestione e comitato di controllo (unico organo);
9 revisore esterno.
Modello tradizionale
Lassemblea dei soci decide e nomina gli amministratori, che possono essere soci o non soci
(solitamente pi alta la compagine sociale, pi alta la probabilit che lamministratore non sia un
socio. Lamministratore deve tutelare linteresse della societ e di coloro che hanno investito in
questa. La persecuzione dellutile per non deve essere fatta in contrasto con le leggi, si devono
seguire i dettami dello statuto societario.
Interesse generale dei terzi: da un lato cerca di conseguire lutile per la societ, dallaltro deve agire
con correttezza per tutelare la societ sul mercato e il mercato stesso. Correttezza professionale per
scongiurare le crisi di fiducia. Il comportamento degli amministratori ha un risvolto nel mercato
generale (illeciti civili e penali).
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2380 bis c.c. La societ di capitali amministrata dagli amministratori che svolgono tutte
le operazioni necessarie per la gestione della societ e per il raggiungimento dello scopo
sociale.

Amministratori:
9 delega,
9 rappresentanza,
9 diligenza.
Il potere di delega quello in base al quale gli amministratori possono delegare ad altri un
particolare potere (es. potere di voto).
Necessit di creare un gruppo di amministratori che operi nel quotidiano e che poi rende conto agli
altri amministratori del proprio operato.
Vi sono alcuni poteri non delegabili (2381.4 c.c.):
redazione bilancio,
emissione obbligazioni convertibili,
aumenti di capitale,
scissione.
Fino ad oggi generale presunzione di responsabilit solidale di amministratori delegati e non
delegati. Oggi possibile affermare il proprio dissenso da parte di uno degli amministratori, che
cos pu limitare la propria responsabilit.
Gli amministratori delegati hanno lobbligo di rendicontazione almeno due volte lanno (funzione di
controllo da parte degli altri amministratori).
Criterio della giusta diligenza: maggiore la dimensione della s.p.a., maggiore la diligenza
necessaria (anche in termini di tempo impegnato).
Rappresentanza
Potere di portare allesterno la volont creata allinterno della societ. Il presidente del consiglio di
amministrazione ha naturalmente potere di rappresentanza. Normalmente la rappresentanza legata
alla delega, ma non detto. Se io ho una delega per fare una certa cosa la rappresentanza varr solo
per questo, ma riprendendo il 2384 c.c. posso affermare che la limitazione del potere di
rappresentanza non opponibile ai terzi a meno che non abbiano agito intenzionalmente a danno
della societ.
Responsabilit (> poteri > responsabilit)
La responsabilit pu essere verso la societ (2392 2393 c.c. responsabilit contrattuale per
inadempimento, creando un danno), verso il singolo socio o terzo (2395 c.c. responsabilit
extracontrattuale per illecito che causa danno diretto) o verso i creditori (2394 c.c. integrit del
patrimonio).
Lazione dei creditori possibile solo se il patrimonio non sufficiente per i rimborsi.
Le responsabilit verso la societ e verso i creditori sono esercitate direttamente dal curatore
fallimentare in caso di fallimento della societ.

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CONTROLLO S.p.A.
2397. Composizione del collegio.
Il collegio sindacale si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci. Devono
inoltre essere nominati due sindaci supplenti.
Almeno un membro effettivo ed uno supplente

Doveri del collegio sindacale


2403. Doveri del collegio sindacale
Il collegio sindacale vigila sullosservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei
principi di corretta amministrazione ed in particolare sulladeguatezza dellassetto
organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo concreto
funzionamento.
Esercita inoltre il controllo contabile nel caso previsto dallarticolo 2409bis, terzo
comma.
Il collegio sindacale ha prima di tutto il dovere di vigilare sullosservanza dello statuto, sul rispetto
dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sulla adeguatezza dellassetto
organizzativo, amministrativo e contabile della societ. Inoltre pu essere chiamato a svolgere la
funzione di controllo contabile.
2403bis. Poteri del collegio sindacale.
I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di
ispezione e di controllo.
Il collegio sindacale pu chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a
societ controllate, sullandamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Pu
altres scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle societ controllate in
merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed allandamento generale dellattivit
sociale.
Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro previsto dallarticolo 2421, primo
comma, n. 5).
Nellespletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo i sindaci sotto la
propria responsabilit ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed
ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dallarticolo 2399.
Lorgano amministrativo pu rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci laccesso
a informazioni riservate.
2405. Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee.
I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee
e alle riunioni del comitato esecutivo.
I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante un
esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio damministrazione o del
comitato esecutivo, decadono dallufficio.
Al fine di consentire ai sindaci di adempiere ai propri doveri la legge attribuisce al collegio
sindacale e ai suoi membri poteri collegiali e individuali. I sindaci possono i qualsiasi momento
procedere ad atti di ispezione e controllo e devono partecipare alle riunioni dellassemblea dei soci,
del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo. Il collegio sindacale pu chiedere agli
amministratori notizie sullandamento delle operazioni sociali o su determinati affari relativamente
alla societ o alle societ controllate.
I sindaci possono avvalersi sotto la propria responsabilit ed a proprie spese di propri dipendenti ed
ausiliari che non si trovino in condizioni di ineleggibilit alla carica di sindaco, e quindi soggetti
che a loro volta devono essere capaci ed indipendenti rispetto allorgano di gestione della societ.
Gli amministratori possono rifiutare a dipendenti ed ausiliari dei sindaci laccesso ad informazioni
riservate.
2404. Riunioni e deliberazioni del collegio
Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni. La riunione pu svolgersi,
se lo statuto lo consente indicandone le modalit, anche con mezzi di telecomunicazione.
Il sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio sociale a
due riunioni del collegio decade dallufficio.
Delle riunioni del collegio deve redigersi verbale, che viene trascritto nel libro previsto
dallarticolo 2421, primo comma, n. 5), e sottoscritto dagli intervenuti.
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Il collegio sindacale regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei


sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Il sindaco dissenziente ha diritto di
fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.
Il collegio sindacale si deve riunire almeno ogni 90gg.; affinch questo possa validamente
deliberare necessaria la presenza della maggioranza dei suoi componenti effettivi e la
deliberazione adottata con la maggioranza assoluta dei presenti.
Il collegio sindacale, salva leccezionale ipotesi della totale mancanza dellorgano amministrativo,
non dotato di alcun potere di gestione. I suoi poteri di intervento diretto sono funzionali alla
restaurazione della legalit, del rispetto dello statuto e della corretta amministrazione.
Il collegio sindacale potr convocare lassemblea soltanto qualora ravvisi, nellespletamento del suo
incarico, fatti rilevanti di censurabile gravit e vi sia urgente necessit di provvedere.
2408. Denunzia al collegio sindacale.
Ogni socio pu denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale
deve tener conto della denunzia nella relazione allassemblea.
Se la denunzia fatta da tanti soci che rappresentino un ventesimo del capitale sociale o
un cinquantesimo nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il
collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue
conclusioni ed eventuali proposte allassemblea; deve altres, nelle ipotesi previste dal
secondo comma dellarticolo 2406, convocare lassemblea. Lo statuto pu prevedere per la
denunzia percentuali minori di partecipazione.
Il collegio sindacale deve inoltre attivarsi in presenza di denunzia di fatti censurabili da parte dei
soci, svolgendo le opportune indagini e dandone conto nella relazione annuale allassemblea. Nel
caso in cui la denunzia provenga da uno o pi soci che rappresentino almeno 1/20 del capitale
sociale il collegio sindacale deve indagare senza ritardo e presentare le sue conclusioni ed eventuali
proposte allassemblea.
2407. Responsabilit dei sindaci.
I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalit e la diligenza richieste
dalla natura dellincarico; sono responsabili della verit delle loro attestazioni e devono
conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro
ufficio.
Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di
questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformit degli
obblighi della loro carica.
Allazione di responsabilit contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni degli articoli 2393, 2393bis, 2394, 2394bis e 2395.
I sindaci devono adempiere al proprio dovere con la professionalit e la diligenza richieste dalla
natura dellincarico. Non basta la media diligenza.
I sindaci sono responsabili da un lato della verit delle loro attestazioni dallaltro del segreto sui
fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.
I sindaci sono inoltre responsabili, solidalmente con gli amministratori, per i fatti e le omissioni di
questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformit agli obblighi
della loro carica.
Lefficienza dellintero sistema poggia anche sulla efficacia degli strumenti sanzionatori, che
costituiscono un incentivo essenziale affinch i soggetti preposti alle diverse funzioni le svolgano
con il dovuto livello di attenzione e coscienza.
I controlli esterni: il controllo contabile
2409bis. Controllo contabile.
Il controllo contabile sulla societ esercitato da un revisore contabile o da una societ
di revisione iscritti nel registro istituito presso il ministero della giustizia.

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Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il controllo contabile
esercitato da una societ di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale,
limitatamente a tali incarichi, soggetta alla disciplina dellattivit di revisione prevista
per le societ emittenti con azioni quotate in mercati regolamentati ed alla vigilanza della
commissione nazionale per le societ e la borsa.
Lo statuto delle societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e che non
siano tenute alla redazione del bilancio consolidato pu prevedere che il controllo contabile
sia esercitato dal collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale costituito da revisori
contabili iscritti nel registro istituito presso il ministero della giustizia.
Ad eccezione del caso delle societ chiuse e di quelle che non sono tenute alla redazione del
bilancio consolidato, solitamente il controllo contabile affidato ad un revisore esterno.
Il soggetto incaricato di effettuare il controllo contabile tenuto a (2409ter):
9 verificare la regolare tenuta della contabilit sociale e la corretta rilevazione nelle scritture
contabili dei fatti di gestione;
9 verificare se il bilancio di esercizio e, se richiesto, il bilancio consolidato corrispondono alle
risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme
che li disciplinano;
9 esprimere con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato.
Il contenuto della relazione, le sue conclusioni e i relativi effetti non sono disciplinati nel dettaglio
dalla legge, se non per le societ quotate.
Per lo svolgimento della propria funzione i revisori possono chiedere agli amministratori documenti
e notizie utili al controllo e procedere ad ispezioni. I revisori sono obbligati a documentare lattivit
svolta in apposito libro tenuto presso la sede della societ.
Al fine di garantire lefficienza complessiva dei controlli previsto che i revisori esterni e i membri
degli organi di controllo interni si scambino tempestivamente le informazioni rilevanti per
lespletamento dei relativi compiti.
Lincarico per lesercizio del controllo contabile conferito dallassemblea, sentito il parere del
collegio sindacale. La durata dellincarico di tre esercizi, con scadenza in coincidenza con la data
dellassemblea convocata per lapprovazione del bilancio del terzo esercizio. Lincarico pu essere
rinnovato, ma nelle societ quotate questo non pu avvenire per pi di due volte (max. 9aa.).
A protezione dellindipendenza del revisore, lincarico pu essere revocato, sentito il parere del
collegio sindacale, soltanto per giusta causa e la deliberazione assembleare di revoca deve essere
successivamente approvata dal tribunale, che provvede con decreto, sentito linteressato.
Nelle societ quotate la deliberazione di revoca, assieme alla nomina della societ di revisione che
sostituisce la precedente, deve essere comunicata alla Consob che provvede dufficio alla
sostituzione se non vi abbia provveduto la societ.
I soggetti incaricati del controllo contabile sono responsabili nei confronti della societ, dei soci e
dei terzi per i danni derivanti dallinadempimento dei loro doveri (2409sexies). Sono inoltre
previste rigorose sanzioni penali a carico dei responsabili della revisione.

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CONTROLLO GIUDIZIARIO SULLE SOCIETA


2409. Denunzia al tribunale.
Se vi fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano
compiuto gravi irregolarit nella gestione che possono arrecare danno alla societ o a una
o pi societ controllate, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale o, nelle
societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il ventesimo del capitale sociale
possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla societ. Lo statuto
pu prevedere percentuali minori di partecipazione.
Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, pu ordinare
lispezione dellamministrazione della societ a spese dei soci richiedenti, subordinandola,
se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento reclamabile.
Il tribunale non ordina lispezione e sospende per un periodo determinato il
procedimento se lassemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di
adeguata professionalit, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni
sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le
attivit compiute.
Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli accertamenti e le attivit compiute ai
sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale pu disporre
gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare lassemblea per le conseguenti
deliberazioni. Nei casi pi gravi pu revocare gli amministratori ed eventualmente anche i
sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata.
Lamministratore giudiziario pu proporre lazione di responsabilit contro gli
amministratori e i sindaci. Si applica lultimo comma dellarticolo 2393.
Prima della scadenza del suo incarico lamministratore giudiziario rende conto al
tribunale che lo ha nominato; convoca e presiede lassemblea per la nomina dei nuovi
amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in liquidazione della societ
o la sua ammissione ad una procedura concorsuale.
I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta del
collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla
gestione, nonch, nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del
pubblico ministero; in questi casi le spese per lispezione sono a carico della societ.
Questo articolo stato solo parzialmente ritoccato in sede di riforma, si tratta di un articolo molto
importante. Larticolo introduce il controllo giudiziario sulle societ, con il quale lautorit giuridica
interviene nella vita della societ.
Il controllo giudiziario sulle societ scatta nel momento in cui si temono gravi irregolarit, si
denuncia il sospetto di gravi irregolarit. La macchina della giustizia a questo punto interviene
direttamente dentro la societ.
Una s.p.a. che opera con gravi irregolarit amministrative mina la stabilit dellintero sistema
economico. Le gravi irregolarit devono arrecare un potenziale danno alla societ (danno di
immagine, di credibilit, danno economico,).
Chi ha interesse ad agire?
Prima di tutto i soci, che hanno la necessit di tutelare i loro conferimenti. Il socio di minoranza non
pu revocare gli amministratori, si vuole dare la possibilit anche questo di tutelarsi, anche se si
parla comunque di minoranze qualificate (10% per le societ chiuse, 5% per le societ aperte).
Lo statuto pu prevedere soglie minori (il 5% per una societ aperta un limite molto alto,
difficile avere il 5% di una grande societ aperta).
Il legislatore per tutelare la minoranza ha comunque cercato di porre limiti che non consentano di
abusare del potere che le viene concesso.
Il controllo giudiziario pu poi essere attivato dal collegio sindacale. Prima della riforma il collegio
sindacale non aveva questo potere; nel testo precedente si accomunavano amministratori e sindaci

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nelle responsabilit, in quanto si affermava che eventuali irregolarit dovevano essere viste dai
sindaci i quali, se non avevano denunciato il fatto, erano da considerare complici.
Con la riforma si afferma che il collegio sindacale ha lobbligo, appena sorge il sospetto di gravi
irregolarit, di attivare il controllo giudiziario sulla societ, non ha facolt di scegliere se denunciare
il fatto o no.
La vecchia norma affermava che il 2409 poteva essere sollevato da Pubblico Ministero. Nella realt
dei fatti accadeva che il socio che non aveva il 10% faceva la propria denuncia presso la procura,
che a quel punto si attivava attraverso il pubblico ministero, che era lunico capace di attivarsi su
denuncia del singolo.
Con la riforma il pubblico ministero mantiene questo potere, ma solo per le societ aperte (s.p.a.,
non pi per le s.r.l.), quelle che fanno ricorso al capitale di rischio. Nelle societ piccole il
problema interno ai pochi soci che ne fanno parte, se il collegio sindacale si accorge delle gravi
irregolarit sar lui stesso ad intervenire. Nelle societ grandi aperte che spendono allesterno la
propria immagine deve esserci un altro soggetto a garanzia: il Pubblico Ministero, che interviene sui
fatti che hanno maggior rilievo.
Procedura:
1. chiamata di amministratori e sindaci,
2. ispezione,
Nel momento in cui c lordine di una ispezione i soci possono nominare nuovi amministratori e
sindaci (devono essere soggetti conosciuti e credibili) ai quali si da il tempo per rimuovere
lirregolarit.
3. Convocazione assemblea da parte del tribunale in caso di gravi irregolarit non risolte,
4. nomina amministratore giudiziario al posto degli amministratori che erano stati nominati dai
soci (chiamato con pieni poteri alla risoluzione dei gravi problemi irrisolti).
Prima della scadenza del suo mandato lamministratore giudiziario convoca lassemblea dei soci per
la nomina dei nuovi amministratori se sono stati risolti i gravi problemi o per avviare la procedura
concorsuale nel caso non sia riuscito a risolvere i problemi.

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SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIO SOCIETA


RECESSO DEL SOCIO
2437 (s.p.a.) 2473 (s.r.l.)
Le differenze fra il caso della s.p.a. e della s.r.l. sono minime, il concetto di base identico.
Un socio pu trovarsi in disaccordo con la societ, per cui si da a questo la possibilit di distaccarsi
dalla societ.
Se ad una societ di capitali ho conferito beni o utili, posso partecipare alla amministrazione e mi
trovo in una condizione di democrazia societaria.
Per far si che la societ sia un meccanismo mobile, che possa cambiare, per potere convogliare
mezzi e risorse in modo utile, la normativa del diritto commerciale fa si che lo sviluppo
delleconomia sia possibile. Si sono volute creare le condizioni a che il capitale possa affluire ad
una societ gi viva.
Pi che una societ aperta, pi questa deve essere aperta in entrambi i sensi, sia in entrata, sia in
uscita. In questottica si concretizza il diritto di recesso, che si tratta di una seconda opportunit per
luscita di un socio da una societ, in quanto la prima possibilit la cessione delle quote.
Ciascun tipo di societ mi da un diverso grado di cedibilit delle mie partecipazioni. La facilit di
dismettere le quote mutevole. La cessione delle quote un atto unilaterale di volont. Maggiore
la facilit di cedere le quote, minore la necessit di ricorrere al recesso. Il recesso interviene nel
momento in cui il socio non capace di vendere le quote al valore che questa hanno realmente.
Minore la possibilit di scambio, maggiore la necessit di tutelare il socio.
Diritto individuale del socio integrit del capitale
Ha pi importanza la tutela dellinteresse del singolo o lintegrit del capitale?
Se io cedo le quote non vado a ledere il capitale della societ, se recedo invece la societ che mi
rimborsa, per cui vado ad abbattere il capitale.
Il capitale deve essere continuamente tenuto sotto controllo.
Il legislatore del 42 ha salvaguardato la tutela del capitale sociale, il legislatore del 2002 ha una
visione pi orientata alla tutela dei diritti del singolo, anche se siamo ancora spostati pi verso la
tutela del capitale.
2237 c.c.
Pu recedere dalla societ chi non ha partecipato allassunzione della delibera.
La delibera pu riguardare:
9 modifiche delloggetto sociale (attivit caratteristica che la societ svolge), si deve trattare di
cambiamenti significativi;
9 trasformazione di una societ (es. da s.r.l. a s.p.a.);
9 trasferimento della sede sociale allestero (se io trasferisco la sede sociale allestero allora
cambiano anche le regole), non chiaro se con il termine estero si intende extracomunitario
o semplicemente extranazionale;
9 revoca dello stato di liquidazione della societ;
9 modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.
Possono inoltre essere introdotte clausole facoltative, da indicare nel contratto sociale:
9 proroga del termine della societ;
9 introduzione o rimozione dei vincoli alla circolazione dei titoli azionari.
Altre cause derivanti da altri articoli:
9 esclusione da quotazione nei mercati regolamentati (2437 quinquies c.c.)
9 fusione o scissione con societ non quotate (121 TUF);
9 alterazione sensibile delle condizioni del socio della societ controllata dovuta a decisioni
della controllante (2497 quater);
In precedenza si fissavano tre clausole di recesso, lo statuto non poteva prevederne altre. Il
legislatore della riforma aumenta il numero delle clausole obbligatorie e prevede la possibilit di
introduzione di altre clausole indicate nello statuto. Se nello statuto si pongono norme che rendono
inapplicabili la cause di recesso, queste sono considerate nulle.
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Meccanismo del recesso


Il recesso determinato dalla delibera dellassemblea dei soci. La societ fin dal momento della
convocazione dellassemblea con liscrizione dellordine del giorno sa che va incontro a possibili
cause di recesso. Insieme alla convocazione dellassemblea deve essere indicato anche leventuale
valore di recesso delle quote, che devono essere rimborsate secondo il valore di mercato (2437 ter).
Il socio non obbligato ad accettare direttamente questo valore, pu contestare la stima che stata
fatta. In caso di contestazione il valore di liquidazione deve essere calcolato entro 90 gg. da un
soggetto terzo, nominato da un tribunale.
Rimborso del capitale
La societ ha due rimedi per neutralizzare il recesso:
1. assumere una delibera che annulli la precedente delibera, facendo cos venire meno la causa
del recesso;
2. scioglimento della societ (chi ha receduto a questo punto riceve non la quota di recesso, ma
la quota di liquidazione).
Il principio maggioritario, che tanto stato tacciato di limitatezza, diventa anche un modo per
contemperare il diritto di recesso. Una minoranza che se ne va pu creare difficolt.
2437 quater c.c.: Procedimento di liquidazione di fronte al recesso c la prelazione da
parte degli altri soci, che possono decidere di comprare le quote. Qualora i soci non
comprino le quote gli amministratori possono collocarle presso soggetti terzi. Se le quote
non vengono rivendute entro 180 gg. la societ procede al riacquisto delle azioni proprie con
le riserve disponibili.
Se le riserve disponibili sono insufficienti deve essere convocata lassemblea straordinaria per
deliberare sulla riduzione del capitale sociale o sullo scioglimento della societ.
2445 c.c. La riduzione del capitale sociale depositata presso il registro delle imprese, i
creditori si possono opporre alla riduzione del capitale rivolgendosi al tribunale, che pu
decidere o di continuare con la riduzione, o di richiedere eventuali garanzie.

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SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
Parte molto importante, si parla della fine della vita di una societ.
Scioglimento La societ non persegue pi loggetto sociale.
Nel momento in cui lattivit cessa, non si ha pi il perseguimento delloggetto sociale, si passa ad
una fase della vita della societ che porter allo scioglimento, alla liquidazione e alla cancellazione
della stessa.
Il codice riformato ha utilizzato un capo a parte per questa parte (capo VIII). Lo stesso capo
disciplina tutte le societ di capitali. Si disciplina cosa e come fare per portare una societ
allestinzione.
2484 c.c.
Lo scioglimento (dal perseguimento delloggetto sociale) opera di diritto (prescinde da ogni
manifestazione di volont) al verificarsi delle cause:
9 decorso del termine, conseguimento delloggetto sociale o sopravvenuta impossibilit
per il conseguimento,
9 riduzione del capitale al di sotto del minimo consentito dalla legge,
9 impossibilit di funzionamento dellassemblea,
9 recesso,
9 deliberazione dellassemblea (in questo caso coincide con un atto di volont),
9 altre cause di scioglimento indicate dalla legge o dallo statuto societario.
Effetti dello scioglimento
2484.3 c.c. Gli effetti dello scioglimento decorrono alla data di iscrizione nel registro
delle imprese della dichiarazione che ne indica la causa. Lo scioglimento ha forma pubblica.
Lo scioglimento una fase transitoria fra il verificarsi della causa di scioglimento e la nomina dei
liquidatori.
La normativa previdente diceva che lo scioglimento decorre da quando si verifica la causa di
scioglimento, ma lindividuazione di questo momento poteva risultare molto complessa e dare
luogo a molteplici interpretazioni.
2485 c.c. Gli amministratori devono accertare il verificarsi della causa di scioglimento. In
caso di ritardo o di omissione sono direttamente responsabili nei confronti della societ e dei
terzi.
Si crea un momento riconoscibile a tutti in cui la societ in scioglimento.
Il curatore nel verificare quando si verificata la causa del dissesto vede anche quando avvenuta
lerosione del capitale.
Secondo il vecchio codice gli amministratori durante la fase di scioglimento non dovevano
compiere nuove operazioni e dovevano immediatamente convocare lassemblea.
2486 c.c. Al verificarsi di una causa di scioglimento gli amministratori operano
esclusivamente con lobiettivo unico e prioritario di preservare il valore del patrimonio.
Non si vieta il compimento di nuove operazioni.
La gestione non si esaurisce nella fase di scioglimento, permane anche nella fase di liquidazione.
Liquidazione
2487.1 c.c. Gli amministratori devono convocare lassemblea dei soci. Lassemblea
delibera sul numero dei liquidatori e li nomina.
2487.3 c.c. I soci, mentre prima rimettevano i propri interessi nelle mani del liquidatore,
dopo la riforma devono indicar al liquidatore i criteri secondo i quali la liquidazione deve
avvenire.
Possibilit di indirizzare la liquidazione, anche se i criteri indicati dai soci di maggioranza non
devono creare danno ai soci di minoranza. Il profitto derivante dalla vendita dei beni della societ
deve essere pi alto possibile.
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61

Il liquidatore ha un dovere di liquidazione, un indirizzo di come gestirla, sa che deve compiere tutti
gli atti necessari per la conservazione del valore dellimpresa.
Esercizio provvisorio Istituto giuridico che comporta la gestione della societ nel periodo della
liquidazione.
Lesercizio provvisorio avviene in una fase in cui limpresa non pi esistente per effetto della
liquidazione.
Lassemblea pu cambiare i poteri e i criteri dei liquidatori i corso dopera.
2489 c.c. Poteri, obblighi e responsabilit dei liquidatori.
Salvo diversa disposizione statutaria ovvero adottata in sede di nomina, i liquidatori hanno il
potere di compiere tutti gli atti possibili per il mantenimento del valore della societ. I
liquidatori devono adempiere con la diligenza richiesta dagli atti che deve compiere. La
responsabilit disciplinata dalle norma in materia di responsabilit dei liquidatori.
2491 c.c. Particolari poteri/obblighi.
Se il capitale sottoscritto non totalmente versato, posso richiedere ai soci il versamento
della parte rimanente nel caso che la parte versata non sia sufficiente a soddisfare tutti i
creditori.
Responsabilit diretta del liquidatore.
Alla fine del processo di liquidazione deve essere redatto il Bilancio Finale di Liquidazione. Nel
conto economico sono indicati i costi ed i ricavi della liquidazione.
Allegato fondamentale del Bilancio Finale di Liquidazione il piano di riparto.
2492 c.c. Solamente i soci possono porre reclamo presso il tribunale al bilancio finale di
liquidazione. Approvazione tacita se nessuno si oppone entro 90 gg.; il bilancio finale di
liquidazione si approva senza assemblea dopo che stato iscritto nel registro delle imprese.
Cancellazione
2495.2 c.c. La societ non esiste pi. Dopo la cancellazione i creditori sociali non
soddisfatti possono richiedere il pagamento ai soci nei limiti del rimborso percepito e ai
liquidatori se il mancato pagamento avvenuto per un errore di questi.
Lobbligazione non pu fare capo alla societ in quanto questa risulta inesistente, fa quindi capo ai
soci ed al liquidatore: la societ non resuscita al momento della nascita della nuova obbligazione.
La cancellazione estingue i rapporti della societ.
Il creditore pu mandare la richiesta di pagamento entro un anno presso la sede della societ, poi la
deve mandare ai soci.

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IL BILANCIO
Riformato nel 1991 con decreto legislativo 127 che recepiva una direttiva UE. La riforma del 2004
non ha portato stravolgimenti particolari, lunico intervento sul contenuto della nota integrativa,
dove sono stati aggiunti alcuni punti.
In questo periodo si sta elaborando una sorta di riforma contabile che porter allapplicazione dei
Principi Contabili Internazionali (IAS). A partire dal 2005 le societ quotate avranno lobbligo di
redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali.
Il sistema contabile italiano si fonda sul principio del costo, mentre il sistema IAS fondato sul
principio del fair value (valore equo).
Il bilancio desercizio regolato dagli articoli 2423 ss. c.c..
Il bilancio desercizio un istituto che riguarda solamente le societ di capitali o riguarda anche le
altre societ e gli imprenditori?
2217 c.c. modalit di redazione del libro degli inventari
Il libro degli inventari contiene sia linventario iniziale, sia alla fine di ogni esercizio lelencazione
di tutte le attivit e passivit relative allimpresa. Questo si chiude con lelencazione dei profitti e
delle perdite.
Tutti gli imprenditori devono redigere il bilancio, attenendosi alle norme indicate per quanto
riguarda le societ di capitali. Per le societ non di capitali basta rispettare lobiettivo di indicare
lutile conseguito o le perdite subite, senza lobbligo di forma.
Quale dal punto di vista giuridico la funzione del bilancio?
8 Informativa, il bilancio risponde agli interessi di natura pubblicistica; possibilit per i soci di
minoranza o i soggetti esterni che ne abbiano interesse di esprimere una valutazione
sullintegrit dellimpresa.
8 Organizzativa, le modalit di redazione del bilancio e le poste in bilancio svolgono una
costante funzione di riferimento (per lemissione di un prestito obbligazionario necessario far
riferimento alle poste di bilancio.
importante che le poste di bilancio esprimano valori veritieri.
Il bilancio si compone di tre documenti:
9 stato patrimoniale, sorta di inventario che indica attivit e passivit;
9 conto economico, documento che porta alla determinazione dellutile o della perdita;
9 nota integrativa, volta a fornire dei chiarimenti scritti sulle varie poste di bilancio;
vi sono inoltre degli allegati, come la relazione degli amministratori sulla gestione (2428 c.c.).
Quando le societ hanno i requisiti per poter redigere il bilancio in forma abbreviata la redazione
sulla gestione pu essere omessa.
Processo di redazione del bilancio
Gli amministratori hanno il compito di redazione del bilancio desercizio. Gli amministratori hanno
lonere di comunicare il progetto di bilancio entro 30 giorni dalla data dellassemblea dove questo
deve essere approvato al collegio sindacale, che deve controllare il bilancio (veridicit delle poste di
bilancio). Il collegio sindacale entro 15 giorni dallassemblea deve redigere una relazione sul
bilancio, che deve poi essere messo a disposizione di chi interessato ad informarsi per poter
meglio intervenire in sede assembleare.
2364 c.c. Lassemblea ordinaria dei soci deve essere convocata almeno una volta lanno
per lapprovazione del bilancio entro un termine non superiore a 120 gg. dalla chiusura
dellesercizio.
Lo slittamento nei sei mesi consentito alle societ tenute alla redazione del bilancio
consolidato e indicando una valida motivazione allo slittamento.
Il c.c. prima della riforma prevedeva la posticipazione del termine a sei mesi quando particolari
esigenze lo richiedessero. Si assistito ad un abuso di questo esercizio.

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Le societ capogruppo per redigere un bilancio desercizio hanno bisogno di ricevere i bilanci delle
societ controllate, per cui il termine dei 120 giorni pu non essere sufficiente.
Il giorno dellassemblea ordinaria i soci saranno poi chiamati a votare il bilancio.
In sede di assemblea possibile introdurre modifiche al progetto di bilancio presentato dagli
amministratori?
Esistono a riguardo opposte correnti di pensiero: c chi dice che il bilancio un atto degli
amministratori, per cui non modificabile in assemblea, e chi dice che al contrario il bilancio
suscettibile di modifiche in sede assembleare.
Dopo lapprovazione del bilancio il processo si conclude e il bilancio deve essere consegnato entro
30 gg. al registro delle imprese (nel caso gli amministratori non provvedano a questo, interviene il
collegio sindacale).
Lassemblea che approva il bilancio si pronuncia anche sulla sorte delleventuale utile di bilancio
(distribuzione fra i soci o no). Esiste un orientamento dottrinale che considera illegittima la
decisione continua dei soci di maggioranza di non ridistribuire lutile, pu configurare un abuso.
2423.2 c.c. principi gerarchicamente sovrani in materia di redazione del bilancio
Chiarezza: riguarda il contenuto concreto degli schemi di bilancio, il bilancio deve essere redatto in
modo chiaro e comprensibile.
Verit: modalit in cui il bilancio viene formato; stretto legame con i criteri di rilevazione e di
valutazione: si possono indicare in bilancio solamente gli utili realizzati alla data di chiusura, gli
utili realmente conseguiti (principio della prudenza, devono essere inseriti anche i costi e le perdite
conosciuti dopo la chiusura dellesercizio se relativi allesercizio stesso).
Correttezza: il bilancio non deve offrire una rappresentazione ingannevole per i terzi e deve essere
redatto quindi secondo corretti principi contabili.
2423.3 c.c. La clausola di bilancio talmente forte che se le informazioni che la legge
prescrive di fornire si rivelano insufficienti per un bilancio veritiero e corretto, chi redige il
bilancio deve fornire ulteriori informazioni complementari.
2423.4 c.c. Se chi redige il bilancio si trova dinanzi ad una norma che norma che regola
la redazione del bilancio e lapplicazione di questa norma porta ad una rappresentazione non
veritiera e corretta, allora chi redige il bilancio deve derogare a tale norma per salvaguardare
la veridicit e la correttezza. Se in conseguenza di una deroga deriva un utile, questo essendo
sperato e non effettivamente realizzato deve essere iscritto in una riserva non distribuibile.

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SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA


La riforma nasce da un codice dove fra le societ di capitali la s.p.a. era il modello principale e
quello pi diffuso. La s.r.l. era la cugina minore che risultava semplificata e per alcune lacune si
ricorreva alle norme sulla s.p.a..
Negli ultimi anni in Italia si avuto un grande sviluppo della s.r.l., che divenuta negli anni il
modello societario pi diffuso.
Il legislatore societario dice che ci sono due tipi di societ di capitali distinti: s.p.a. e s.r.l..
La s.r.l. assume una disciplina sua propria, pu essere modellata in maniera molto pi elastica che
in precedenza.
La s.r.l. una societ tra persone (fisiche o giuridiche) dove si valorizza moltissimo la figura dei
soci; la societ caratterizzata da forti elementi personalistici.
Lautonomia si ritrova nella libert di stesura dello statuto societario. Le regole di funzionamento
della societ ne possono rendere particolari i tratti.
Nella societ a responsabilit limitata possibile dare particolare peso alla figura di un particolare
socio (es. socio che ha il 25% ma percepisce una remunerazione superiore a quella che gli
spetterebbe).
Nella s.r.l. al variare dei soci non si riscrive latto costitutivo, a meno che non vada via un socio per
il quale esistevano particolari diritti.
Amministrazione di una s.r.l.
Tutti i soci possono essere amministratori e possono esserlo anche i non soci.
Possibilit di decidere sia congiuntamente (in assemblea, organo collegiale), sia disgiuntamente.
Alcune responsabilit amministrative possono essere riservate ad un particolare socio o ad un
gruppo di soci anche se non amministratori.
La responsabilit attiene a chi ha agito.
I soci non hanno necessit di riunirsi in assemblea. Non esiste un organo che riunisce i soci di una
societ di persone. Nelle s.r.l. permane lorgano assembleare, ma questo non necessario per
lassunzione delle decisioni. Alle s.r.l. consentito di formare decisioni dei soci anche al di fuori
dellorgano collegiale. La decisione deve comunque essere presa dalla maggioranza. Superamento
delle regole della societ di capitali a causa dellimportanza del tratto personalistico.
2473bis. Esclusione del socio.
Latto costitutivo pu prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del
socio. In tal caso si applicano le disposizioni del precedente articolo, esclusa la possibilit
del rimborso della partecipazione mediante riduzione del capitale sociale.
Si possono prevedere per una s.r.l. clausole di esclusione, che non possono comunque portare allo
scioglimento della societ.
Mentre nelle s.p.a. sono stati finalmente regolamentati i patti parasociali (2341bis patti stipulati
al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della societ), nelle s.r.l. non si ripetuto
tale articolo. Lautonomia statutaria delle s.r.l. determina per la possibilit di inserirli nello statuto.
Costituzione, conferimenti e quote
Latto costitutivo non molto diverso da quello delle s.p.a.. Il capitale minimo della societ scende
a 10.000. atto costitutivo e statuto possono essere un unico documento.
I conferimenti hanno aspetti particolari:
1. possibilit di avere diritto agli utili diverso da quello che il conferimento: pu essere
derogata la proporzione fra conferimento, diritto agli utili e diritti amministrativi; tale
privilegio pu essere tolto al socio che ne gode solamente se anche questo daccordo, in
caso contrario questi pu recedere;
2. possibilit di fare conferimenti sia in denaro, sia in natura (socio dopera).

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2465.1 Stima dei conferimenti di beni in natura e di crediti


Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto o
di una societ di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili o di una societ di
revisione iscritta nellalbo speciale. La relazione, che deve contenere la descrizione dei beni
o crediti conferiti, lindicazione dei criteri di valutazione adottati e lattestazione che il loro
valore almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale
sociale e delleventuale soprapprezzo, deve essere allegata allatto costitutivo.
Lopera deve essere suscettibile di valutazione economica e garantita da garanzie fideiussorie a
tutela dei terzi e della societ stessa, deve inoltre essere accompagnata da una perizia giurata di
stima fatta da un perito indipendente, senza la necessit che questo sia incaricato dal tribunale
(come nel caso delle s.p.a.); i conferimenti in natura devono essere conferiti per intero (fissazione
termine massimo).
2467. Finanziamenti dei soci.
Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della societ postergato rispetto alla
soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nellanno precedente la dichiarazione di
fallimento della societ, deve essere restituito.
Ai fini del precedente comma sintendono finanziamenti dei soci a favore della societ
quelli, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in un momento in cui, anche in
considerazione del tipo di attivit esercitata dalla societ, risulta un eccessivo squilibrio
dellindebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della
societ nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.
I soci hanno la facolt di finanziare la societ. Il rimborso del finanziamento dei soci avviene dopo
il rimborso degli altri debiti. Sostanzialmente, la norma si premura che al socio venga rimborsato il
finanziamento solo se c la possibilit di rimborsare tutti gli altri creditori. Se ci si trova
nellimpossibilit di rimborsare gli altri debiti, il rimborso al socio finanziatore viene ritirato.
2483. Emissione di titoli di debito.
Se latto costitutivo lo prevede, la societ pu emettere titoli di debito. In tal caso latto
costitutivo attribuisce la relativa competenza ai soci o agli amministratori determinando gli
eventuali limiti, le modalit e le maggioranze necessarie per la decisione.
I titoli emessi ai sensi del precedente comma possono essere sottoscritti soltanto da
investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma delle leggi speciali. In
caso di successiva circolazione dei titoli di debito, chi li trasferisce risponde della solvenza
della societ nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali ovvero
soci della societ medesima.
La decisione di emissione dei titoli prevede le condizioni del prestito e le modalit del
rimborso ed iscritta a cura degli amministratori presso il registro delle imprese. Pu
altres prevedere che, previo consenso della maggioranza dei possessori dei titoli, la societ
possa modificare tali condizioni e modalit.
Restano salve le disposizioni di leggi speciali relative a particolari categorie di societ e
alle riserve di attivit.
Alle s.r.l. consentita lemissione di titoli di debito, non di prestiti obbligazionari. Possibili
sottoscrittori dei titoli di debito emessi da una s.r.l. sono solamente gli investitori istituzionali, i
quali possono girare tali titoli ai propri correntisti, ma sotto una speciale garanzia fornita
dallinvestitore istituzionali stesso.

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2471. Espropriazione della partecipazione.


La partecipazione pu formare oggetto di espropriazione. Il pignoramento si esegue
mediante notificazione al debitore e alla societ e successiva iscrizione nel registro delle
imprese. Gli amministratori procedono senza indugio allannotazione nel libro dei soci.
Lordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata
alla societ a cura del creditore.
Se la partecipazione non liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la societ non
si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo allincanto; ma la vendita
priva di effetto se, entro dieci giorni dallaggiudicazione, la societ presenta un altro
acquirente che offra lo stesso prezzo.
Le disposizioni del comma precedente si applicano anche in caso di fallimento di un socio.
Possibilit di esproprio della quota da parte del creditore particolare del socio, ma il creditore
particolare del socio di una s.r.l. non pu richiedere la liquidazione della quota, bens pu pignorarla
e venderla.
La quota del socio considerato bene fungibile. La societ si trover un altro socio: quello che
compra allasta la quota.
Circolazione delle quote e forme del trasferimento
Forti tratti personalistici. I soci della societ avranno interesse a che non ci sia una facile mobilit
della compagine sociale. Il trasferimento delle quote non libero; la legge consente di indicare nello
statuto la non trasferibilit delle quote, ma nel momento in cui si afferma la non trasferibilit delle
quote deve essere garantito il diritto di recesso. In tal modo la societ si tutela dal trovare un nuovo
socio.
2473. Recesso del socio
Latto costitutivo determina quando il socio pu recedere dalla societ e le relative
modalit. In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al
cambiamento delloggetto o del tipo di societ, alla sua fusione o scissione, alla revoca
dello stato di liquidazione al trasferimento della sede allestero alla eliminazione di una o
pi cause di recesso previste dallatto costitutivo e al compimento di operazioni che
comportano una sostanziale modificazione delloggetto della societ determinato nellatto
costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci a norma dellarticolo
2468, quarto comma. Restano salve le disposizioni in materia di recesso per le societ
soggette ad attivit di direzione e coordinamento.
Nel caso di societ contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in
ogni momento e pu essere esercitato con un preavviso di almeno centottanta giorni; latto
costitutivo pu prevedere un periodo di preavviso di durata maggiore purch non superiore
ad un anno.
I soci che recedono dalla societ hanno diritto di ottenere il rimborso della propria
partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. Esso a tal fine determinato tenendo
conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di
disaccordo la determinazione compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato
dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte pi diligente; si applica
in tal caso il primo comma dellarticolo 1349.
Il rimborso delle partecipazioni per cui stato esercitato il diritto di recesso deve essere
eseguito entro centottanta giorni dalla comunicazione del medesimo fatta alla societ. Esso
pu avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro
partecipazioni oppure da parte di un terzo concordemente individuato da soci medesimi.
Qualora ci non avvenga, il rimborso effettuato utilizzando riserve disponibili o, in
mancanza, corrispondentemente riducendo il capitale sociale; in questultimo caso si

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applica larticolo 2482 e, qualora sulla base di esso non risulti possibile il rimborso della
partecipazione del socio receduto, la societ viene posta in liquidazione.
Il recesso non pu essere esercitato e, se gi esercitato, privo di efficacia, se la societ
revoca la delibera che lo legittima ovvero se deliberato lo scioglimento della societ.
Le clausole di recesso devono essere chiaramente individuate nellatto costitutivo della societ.
Possibilit di inserimento nello statuto di un numero indiscriminato di clausole di recesso.
Fra le possibilit estreme (libero trasferimento e impossibilit di trasferimento) esistono molti livelli
intermedi. Il singolo socio deve avere la possibilit di disinvestire ma c libert di decidere il
livello di chiusura della societ.
Necessit di garantire la stabilit della compagine sociale.
Clausole intermedie:
9 prelazione: gli altri soci hanno il diritto prima del terzo di acquistare le quote del socio cedente,
diritto di tenere la societ di capitali nelle mani delle persone che gi si conoscono;
9 gradimento (non mero): possono entrare solamente soci che abbiano particolari caratteristiche.
Il trasferimento delle quote della s.r.l. avviene in maniera particolare.
2470. Efficacia e pubblicit.
Il trasferimento delle partecipazioni ha effetto di fronte alla societ dal momento
delliscrizione nel libro dei soci secondo quanto previsto nel successivo comma.
Latto di trasferimento, con sottoscrizione autenticata, deve essere depositato entro trenta
giorni, a cura del notaio autenticante, presso lufficio del registro delle imprese nella cui
circoscrizione stabilita la sede sociale. Liscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha
luogo, su richiesta dellalienante o dellacquirente, verso esibizione del titolo da cui
risultino il trasferimento e lavvenuto deposito. In caso di trasferimento a causa di morte il
deposito e liscrizione sono effettuati a richiesta dellerede o del legatario verso
presentazione della documentazione richiesta per lannotazione nel libro dei soci dei
corrispondenti trasferimenti in materia di societ per azioni.
Se la quota alienata con successivi contratti a pi persone, quella tra esse che per prima
ha effettuato in buona fede liscrizione nel registro delle imprese preferita alle altre,
anche se il suo titolo di data posteriore.
Quando lintera partecipazione appartiene ad un solo socio o muta la persona dellunico
socio, gli amministratori devono depositare per liscrizione nel registro delle imprese una
dichiarazione contenente lindicazione del cognome e nome o della denominazione, della
data e del luogo di nascita o lo Stato di costituzione, del domicilio o della sede e
cittadinanza dellunico socio.
Quando si costituisce o ricostituisce la pluralit dei soci, gli amministratori ne devono
depositare apposita dichiarazione per liscrizione nel registro delle imprese.
Lunico socio o colui che cessa di essere tale pu provvedere alla pubblicit prevista nei
commi precedenti.
Le dichiarazioni degli amministratori previste dai precedenti quarto e quinto comma
devono essere depositate entro trenta giorni dalliscrizione nel libro dei soci e devono
indicare la data di tale iscrizione.
Trasferimento per scrittura privata autenticata o atto pubblico. Obbligo del notaio di iscrizione
dellatto nel registro delle imprese. Chi acquista le quote della societ ha diritto di voto e diritto alla
divisione degli utili dopo liscrizione nel registro dei soci.

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Libera (come s.p.a.)


Prelazione
Circolazione quote

Clausole
Gradimento (non mero)
Negata (recesso)

Scrittura privata
autenticata
Efficacia
vs. terzi

Iscrizione Registro
delle Imprese

Efficacia
vs. societ

Iscrizione Libro dei


Soci

Diritti
amministrativi

Assetto organizzativo (Corporate Governance) di una s.r.l.


Il legislatore della riforma ha rifiutato limpostazione del precedente legislatore (s.r.l. appiattita
sulla s.p.a.). Si voluto emancipare la s.r.l. per creare un modello di societ di capitali che ha
spiccate somiglianze con le societ di persone. Notevole rilievo dato allelemento personalistico.
art. 3 Legge Delega La riforma della s.r.l. deve essere ispirata alla creazione di un
complesso di norme autonome di carattere suppletivo basato sul principio della rilevanza del
socio. Si prevede inoltre la libert di forme organizzative.
La s.r.l. prima della riforma era caratterizzata dagli stessi organi previsti per la s.p.a.: assemblea dei
soci e consiglio di amministrazione (o amministratore unico).
Con la riforma il sistema di organizzazione e controllo cambia, ci troviamo di fronte ad una
organizzazione che va a privilegiare snellezza e libert, fino ad arrivare a fare a meno
dellassemblea dei soci. Si fa a meno del rigoroso procedimento assembleare svincolando il
funzionamento della societ dallo schematismo della s.p.a..
2479. Decisioni dei soci.
I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dallatto costitutivo, nonch
sugli argomenti che uno o pi amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un
terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione.
In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:
1) lapprovazione del bilancio e la distribuzione degli utili;
2) la nomina, se prevista nellatto costitutivo, degli amministratori;
3) la nomina nei casi previsti dallarticolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio
sindacale o del revisore;
4) le modificazioni dellatto costitutivo;
5) la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione
delloggetto sociale determinato nellatto costitutivo o una rilevante modificazione dei
diritti dei soci.
Latto costitutivo pu prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante
consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai
documenti sottoscritti dai soci devono risultare con chiarezza largomento oggetto della
decisione ed il consenso alla stessa.
Qualora nellatto costitutivo non vi sia la previsione di cui al terzo comma e comunque
con riferimento alle materie indicate nei numeri 4) e 5) del secondo comma del presente
articolo nonch nel caso previsto dal quarto comma dellarticolo 2482bis oppure quando lo
richiedono uno o pi amministratori o un numero di soci che rappresentano almeno un

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terzo del capitale sociale, le decisioni dei soci debbono essere adottate mediante
deliberazione assembleare ai sensi dellarticolo 2479bis.
Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni previste dal presente articolo ed il suo
voto vale in misura proporzionale alla sua partecipazione.
Salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il
voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la met del capitale sociale.
Tendenza a lasciare ampia libert ai soci a che giungano ad esplicare le proprie decisioni in forme
organizzative pi libere dellassemblea.
Nelle s.p.a. lassemblea dei soci ha potere di indirizzo (nomina amministratori, approvazione
bilancio), mentre la funzione organizzativa ed amministrativa lasciata in capo agli amministratori.
Nelle s.r.l. la funzione organizzativa nelle mani dei soci, che possono decidere su determinate
materie indicate nellatto costitutivo o quando ci sia una richiesta in tal senso da parte degli
amministratori o da tanti soci da rappresentare 1/3 del capitale sociale.
Esistono competenze minime nelle mani dei soci:
9 approvazione bilancio e pronuncia in materia di distribuzione degli utili;
9 nomina amministratori se prevista nellatto costitutivo (latto costitutivo potrebbe prevedere
un meccanismo di nomina degli amministratori che non renda necessaria la nomina da parte
dei soci);
9 nomina dellorgano di controllo se previsto;
9 modifiche dellatto costitutivo;
9 decisioni che comportano una sostanziale modifica delloggetto sociale o dei diritti dei soci.
9 Procedimento di adozione delle delibere: consentito, ove latto costitutivo lo preveda in
alternativa allassemblea, una deliberazione dei soci:
metodo della consultazione scritta: i soci sono chiamati ad esprimere un parere
attraverso un voto organicamente motivato;
Consenso espresso per iscritto: gli amministratori hanno gi elaborato un programma,
ai soci spetta solamente il compito votare in modo favorevole o contrario.
Con quale quorum i soci vanno a deliberare?
2479 ultimo comma Le decisioni dei soci sono adottate con voto favorevole che
rappresenti una maggioranza del

Possibilit dellassemblea totalitaria, situazione in cui rappresentato lintero capitale sociale e


tutti gli amministratori e i sindaci siano presenti o informati dello svolgimento dellassemblea
totalitaria.
2479ter. Invalidit delle decisioni dei soci.
Le decisioni dei soci che non sono prese in conformit della legge o dellatto costitutivo
possono essere impugnate dai soci che non vi hanno consentito, da ciascun amministratore
e dal collegio sindacale entro novanta giorni dalla loro trascrizione nel libro delle decisioni
dei soci. Il tribunale, qualora ne ravvisi lopportunit e ne sia fatta richiesta dalla societ o
da chi ha proposto limpugnativa, pu assegnare un termine non superiore a centottanta
giorni per ladozione di una nuova decisione idonea ad eliminare la causa di invalidit.
Qualora possano recare danno alla societ, sono impugnabili a norma del precedente
comma le decisioni assunte con la partecipazione determinante di soci che hanno, per conto
proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della societ.
Le decisioni aventi oggetto illecito o impossibile e quelle prese in assenza assoluta di
informazione possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro tre anni dalla
trascrizione indicata nel primo periodo del secondo comma. Possono essere impugnate
senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano loggetto sociale prevedendo attivit
impossibili o illecite.
Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 2377, primo, quinto, settimo, ottavo e
nono comma, 2378, 2379bis, 2379ter e 2434bis.
In conseguenza delle innovazioni apportate alle modalit di assunzione delle decisioni da parte dei
soci, la riforma ha modificato il sistema dellinvalidit adattandolo alle loro specifiche
caratteristiche.
Di portata particolarmente innovativa la norma che fa decorrere il termine per limpugnativa dalla
trascrizione della decisione nel relativo libro sociale. Due sono le ragioni sottese a tale scelta
legislativa. In primo luogo, occorre considerare che, non essendo sempre necessaria una riunione,
spesso non individuabile il momento in cui una determinata deliberazione viene assunta; di qui
lesigenza di fare riferimento ad un momento diverso ed individuabile qualunque sia la modalit
con cui la deliberazione viene assunta. Inoltre, si ritenuto che un tipo di pubblicit per cos dire
interna, come quella rappresentata dalla trascrizione in un libro sociale, sia coerente con il tipo
societario di cui si tratta, nel quale si presume una presenza attiva dei soci nella vita della societ, e,
dunque, preferibile rispetto ad altre forme di pubblicit tipicamente esterne, quale ad esempio
liscrizione nel registro delle imprese.
Disciplina dellorgano amministrativo
Latto costitutivo ha libert decisionale a riguardo dellorgano amministrativo.
2475. Amministrazione della societ.
Salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, lamministrazione della societ affidata
a uno o pi soci nominati con decisione dei soci presa ai sensi dellarticolo 2479.
Allatto di nomina degli amministratori si applicano il quarto e quinto comma
dellarticolo 2383.
Quando lamministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il consiglio di
amministrazione. Latto costitutivo pu tuttavia prevedere, salvo quanto disposto
nellultimo comma del presente articolo, che lamministrazione sia ad esse affidata
disgiuntamente oppure congiuntamente; in tali casi si applicano, rispettivamente, gli
articoli 2257 e 2258.
Qualora sia costituito un consiglio di amministrazione, latto costitutivo pu prevedere
che le decisioni siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso
espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dagli amministratori devono
risultare con chiarezza largomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.
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La redazione del progetto di bilancio e dei progetti di fusione o scissione, nonch le


decisioni di aumento del capitale ai sensi dellarticolo 2481 sono in ogni caso di
competenza dellorgano amministrativo.
E possibile la nomina di un amministratore unico.
Latto costitutivo pu prevedere che le modalit di amministrazione possano essere svolte in modo
sia disgiuntivo (ciascun amministratore pu gestire come meglio crede, il che pu creare contrasti
fra questi), sia congiuntivo (organo collegiale).
Vi sono comunque alcune materie che sono riservate allorgano collegiale:
8 redazione bilancio,
8 redazione progetti di fusione o di scissione,
8 aumento di capitale.
Controllo
Nelle s.r.l. non previsto lobbligo di nomina di un organo di controllo, a meno di alcune eccezioni.
Se latto costitutivo non dispone diversamente il controllo contabile esercitato da collegio
sindacale.
2477. Controllo legale dei conti.
Latto costitutivo pu prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un
collegio sindacale o di un revisore.
La nomina del collegio sindacale obbligatoria se il capitale sociale non inferiore a
quello minimo stabilito per le societ per azioni.
La nomina del collegio sindacale altres obbligatoria se per due esercizi consecutivi
siano stati superati due dei limiti indicati dal primo comma dellarticolo 2435 bis.
Lobbligo cessa se, per due esercizi consecutivi, due dei predetti limiti non vengono
superati.
Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di
societ per azioni; se latto costitutivo non dispone diversamente il controllo contabile
esercitato dal collegio sindacale.
Lorgano di controllo ove previsto pu essere in alternativa o un collegio sindacale o un revisore.
Se il capitale sociale superiore a 120.000 scatta lobbligo di nomina del collegio sindacale. Allo
stesso modo si ha lobbligo di nomina del collegio sindacale se per tre esercizi consecutivi siano
stati superati due di questi limiti:
1) totale dellattivo dello stato patrimoniale: 3.125.000 euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 6.250.000 euro;
3) dipendenti occupati in media durante lesercizio: 50 unit.
2476. Responsabilit degli amministratori e controllo dei soci.
Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la societ dei danni derivanti
dallinosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dallatto costitutivo per
lamministrazione della societ. Tuttavia la responsabilit non si estende a quelli che
dimostrino di essere esenti da colpa e, essendo a cognizione che latto si stava per
compiere, abbiano fatto constare del proprio dissenso.
I soci che non partecipano allamministrazione hanno diritto di avere dagli
amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite
professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi allamministrazione.
Lazione di responsabilit contro gli amministratori promossa da ciascun socio, il
quale pu altres chiedere, in caso di gravi irregolarit nella gestione della societ, che sia
adottato provvedimento cautelare di revoca degli amministratori medesimi. In tal caso il
giudice pu subordinare il provvedimento alla prestazione di apposita cauzione.
In caso di accoglimento della domanda la societ, salvo il suo diritto di regresso nei
confronti degli amministratori, rimborsa agli attori le spese di giudizio e quelle da essi
sostenute per laccertamento dei fatti.
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Salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, lazione di responsabilit contro gli


amministratori pu essere oggetto di rinuncia o transazione da parte della societ, purch
vi consenta una maggioranza dei soci rappresentante almeno i due terzi del capitale sociale
e purch non si oppongano tanti soci che rappresentano almeno il decimo del capitale
sociale.
Le disposizioni dei precedenti commi non pregiudicano il diritto al risarcimento dei
danni spettante al singolo socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti
dolosi o colposi degli amministratori.
Sono altres solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti
commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi
per la societ, i soci o i terzi.
Lapprovazione del bilancio da parte dei soci non implica liberazione degli
amministratori e dei sindaci per le responsabilit incorse nella gestione sociale.
La possibile mancanza di un organo di controllo deve far si che i soci possano controllare gli
amministratori anche attraverso un libero accesso ai libri contabili.
Altro contrappeso allassenza di un organo di controllo la possibilit di promuovere da parte dei
soci azioni di responsabilit nei confronti degli amministratori.

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COOPERATIVE
2511. Societ cooperative.
Le cooperative sono societ a capitale variabile con scopo mutualistico.
Si tratta di una forma societaria molto particolare. Solo in parte richiama le norme delle altre societ
di capitali. Si tratta di imprese molto diffuse nel nostro territorio.
La cooperativa ha tutela costituzionale. Nella economia rurale dellItalia del 48 incominciano ad
accorparsi piccoli produttori. Dallaggregazione di questi piccoli produttori nascono le cooperative.
Questo tipo di societ garantisce a ciascuno dei soci pari peso e uguale dignit.
2512. Cooperativa a mutualit prevalente.
Sono societ cooperative a mutualit prevalente, in ragione del tipo di scambio
mutualistico, quelle che:
1) svolgono la loro attivit prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti
di beni o servizi;
2) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attivit, delle
prestazioni lavorative dei soci;
3) si avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attivit, degli apporti
di beni o servizi da parte dei soci.
Le societ cooperative a mutualit prevalente si iscrivono in un apposito albo, presso il
quale depositano annualmente i propri bilanci.
La cooperativa gira sul criterio della mutualit. La cooperativa non distribuisce il guadagno
(mancanza di scopo di lucro soggettivo); non si paga il dividendo ai soci, si opera con il
meccanismo del ristorno. La mutualit consente ai soci di avere un maggior ritorno dalla propria
produzione. Dalla resa dellattivit di trasformazione si determina il prezzo (es. prezzo di vendita
delle olive 10, dopo la trasformazione in olio e la vendita si decide di distribuire una parte degli utili
ai soci, pagando 12 invece di 10 per le olive). I profitti della cooperativa ritornano ai soci
cooperatori in misura proporzionale ai loro apporti, in misura migliore rispetto a quello che
otterrebbero singolarmente sul mercato.
La cooperativa strutturata in modo che dalla produzione alla vendita non ci siano margini di
ricavo per soggetti esterni, si riesce cos a portare tutto il margine alla fine del processo. La
cooperativa trattiene a s solamente la parte di utili necessaria al suo finanziamento.
2513. Criteri per la definizione della prevalenza.
Gli amministratori e i sindaci documentano la condizione di prevalenza di cui al
precedente articolo nella nota integrativa al bilancio, evidenziando contabilmente i seguenti
parametri:
a) i ricavi dalle vendite dei beni e dalle prestazioni di servizi verso i soci sono superiori
al cinquanta per cento del totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni ai sensi
dellarticolo 2425, primo comma, punto A1;
b) il costo del lavoro dei soci superiore al cinquanta per cento del totale del costo del
lavoro di cui allarticolo 2425, primo comma, punto B9;
c) il costo della produzione per servizi ricevuti dai soci ovvero per beni conferiti dai
soci rispettivamente superiore al cinquanta per cento del totale dei costi dei servizi di cui
allarticolo 2425, primo comma, punto B7, ovvero al costo delle merci o materie prime
acquistate o conferite, di cui allarticolo 2425, primo comma, punto B6.
Quando si realizzano contestualmente pi tipi di scambio mutualistico, la condizione di
prevalenza documentata facendo riferimento alla media ponderata delle percentuali delle
lettere precedenti.
Nelle cooperative agricole la condizione di prevalenza sussiste quando la quantit o il
valore dei prodotti conferiti dai soci superiore al cinquanta per cento della quantit o del
valore totale dei prodotti.
2514. Requisiti delle cooperative a mutualit prevalente.
Le cooperative a mutualit prevalente devono prevedere nei propri statuti:
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a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore allinteresse massimo dei


buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente
versato;
b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci
cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i
dividendi;
c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;
d) lobbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della societ, dellintero patrimonio
sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi
mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Le cooperative deliberano lintroduzione e la soppressione delle clausole di cui al
comma precedente con le maggioranze previste per lassemblea .
Il criterio della mutualit diverso dallo scopo di lucro. Lo scopo di lucro remunera il capitale
investito nellimpresa. La mutualit consente di remunerare lapporto dei soci cooperatori in misura
migliore di quanto singolarmente otterrebbero sul mercato.
Le cooperative possono essere di pi tipi:
9 cooperative di produzione lavoro;
9 cooperative di consumo;
9 cooperative agricole;
9 cooperative sociali.
2516. Rapporti con i soci.
Nella costituzione e nellesecuzione dei rapporti mutualistici deve essere rispettato il
principio di parit di trattamento.
La cooperativa ha i limiti e i pregi di non avere il principio maggioritario.
Funzionamento capitarlo, ciascuno vota per uno, non in funzione del capitale investito. Non esiste
un azionista di riferimento, il capitale sociale diviso allo stesso modo fra tutti i soci cooperatori.
Chi pi in grado di creare apporti nella cooperativa, pi verr remunerato; esiste un interesse
diffuso a valorizzare i propri apporti.
Quando il capitale diffuso tantissimo alla fine non c una assemblea che decide in modo
rappresentativo (non si arriva alla maggioranza dei soci). Per le cooperative sopra i 3000 soci
obbligatorio fare assemblee di zona. Nelle cooperative caratterizzate da un grande numero di soci
gli organi amministrativi si staccano da4 Tc4lrit nella canp

nuovi soci. Possibilit per i nuovi soci di reclamare per il negato accesso. Nella cooperativa entrano
tutti eccetto i soggetti che non hanno certi requisiti considerati fondamentali.
Allo stesso modo la cooperativa deve dare la possibilit ai soci di uscire in qualsiasi momento e
deve garantire il rimborso della quota di capitale conferita.
Funzione sociale

Prevalenza

Agevolazioni fiscali

COOPERATIVA

Mutualit

Scopo di lucro

Consente di remunerare lapporto dei soci


cooperatori in misura migliore di quanto
singolarmente otterrebbero sul mercato

Remunerazione del
capitale investito

Voto capitario

Porta Aperta

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LEGGE FALLIMENTARE
La legge fallimentare disciplina i rapporti dellimprenditore che verte in stato di insolvenza.
La legge fallimentare nasce nel 1942; disciplina tutte le procedure concorsuali. E stata definita una
norma afflittiva. Limprenditore fallito non soltanto inibito allesercizio dimpresa, ma ci sono
altri fattori molto importanti: limprenditore fallito non pu votare, ha lobbligo di residenza, la
corrispondenza arriva al curatore
Con levoluzione dei tempi alcune di queste misure risultano anacronistiche, per cui si sentito il
bisogno di riformare la legge fallimentare.
La procedura concorsuale una procedura di liquidazione dellattivo che pone tutti i creditori allo
stesso pari.
Insolvenza incapacit del debitore di far fronte regolarmente ai propri debiti; quello che
conta maggiormente la normalit del comportamento del debitore.
Il fallimento scatta come una norma inderogabile al verificarsi dellinsolvenza. Il tribunale nomina
un curatore che deve intrattenere i rapporti con i creditori (par condicio creditorum).
Par condicio crediturum norme che consentono di riportare indietro chi dovesse essere
andato avanti con la riscossione dei crediti per la conoscenza dello stato di insolvenza.
Il curatore fallimentare deve redigere uno stato passivo dove sono elencati tutti i crediti divisi per
natura. Ci sono crediti gerarchicamente superiori che vengono considerati privilegiati e che quindi
vengono rimborsati per primi. Con gli anni aumentato molto il numero dei crediti privilegiati, a
scapito dei chirografari:
9 crediti da lavoro,
9 crediti tributari,
9 pignoramento,
9 crediti dellartigiano,
9
Pur tenendo conto di questo, la par condicio fa si che tutti arrivino nelle stesse condizioni.
Si parte dallassunto che non tutti i crediti potranno essere risarciti.
Chi pu richiedere il fallimento (art. 6 L. Fall.)?
9 Imprenditore.
9 Creditori.
9 Pubblico Ministero.
9 Dufficio (la situazione di potenziale insolvenza viene rilevata durante un procedimento
civile).
Il ritardare la dichiarazione di fallimento da parte dellimprenditore determina un danno
patrimoniale, lesivo dellordinamento. I creditori non hanno una visione totale dellimpresa, ma
sono chiamati a richiedere il fallimento ogni qualvolta rilevino linsolvenza dellimprenditore.
Il creditore che riscuote i propri crediti da un imprenditore che dopo poco fallisce obbligato a
restituire quello che ha riscosso, se era a conoscenza della situazione dellimprenditore (azioni
revocatorie). Lazione revocatoria fallimentare caratterizzata da presunzioni.
Negli ultimi anni si parla con insistenza di riforma della legge fallimentare. Uno dei punti pi
discussi proprio la precisa definizione delle azioni revocatorie.
La banca ha la possibilit di conoscere in qualsiasi momento le condizioni patrimoniali
dellimpresa, per cui i pagamenti fatti alla banca sono passibili di azioni revocatorie, in quanto si
afferma che la banca non doveva riscuotere, bens dichiarare linsolvenza; da qui una profonda
litigiosit tra banche e procedure concorsuali. Il sistema bancario oggi chiede che le azioni normali
non siano pi soggette a revocatoria.
Linsolvenza un altro presupposto che la riforma vuole superare. La procedura fallimentare
presuppone la liquidazione, ma lesperienza dimostra che il fallimento arriva terdi, quando ormai
limpresa morente, e spesso la liquidazione praticamente inutile. La legge non tempestiva, se
arrivasse prima potrebbe tutelare meglio i creditori. La riforma mira ad introdurre una legge che
fermi limpresa in crisi e salvaguardi linteresse dei creditori precedendo linsolvenza.
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La legge fallimentare non regolerebbe pi una procedura di insolvenza, ma una situazione di crisi.
Esiste una regolamentazione particolare per le grandi imprese, che non presuppongono solamente
interessi da parte de creditori, ma anche importanti interessi sociali (L. Prodi 1990, poi riformata
con la L. Prodi bis e poi ancora in concomitanza della crisi Parmalat).
Procedure concorsuali:
9 fallimento;
9 amministrazione controllata (che non presuppone linsolvenza);
9 concordato preventivo, che una formula transattiva che anticipa ed esclude il fallimento
(il concordato deve per forza risarcire i creditori privilegiati e per almeno il 40% i
chirografari), una procedura molto pi rapida dl fallimento;
9 Liquidazione Coatta Amministrativa, procedura che non presuppone linsolvenza e
riguarda specifiche tipologie di imprese (banche, assicurazioni, cooperative,) sotto la
vigilanza del ministero di competenza, linsolvenza pu essere accertata in un secondo
momento in sede giudiziale.
Tutta la legge fallimentare incentrata sulla figura dellimpreditore-persona. Ove si sia di fronte ad
una societ fallita gli amministratori dal punto di vista personale non vengono toccati anche se
questi impersonano la societ nei rapporti fallimentari.
Per la societ di persone nel fallimento falliscono la societ e i soci, a differenza delle societ di
capitali ove fallisce solamente la societ (diversa responsabilit anche in sede di fallimento), ferma
restando la possibilit di promuovere azioni di responsabilit nei confronti degli amministratori.
Insolvenza
L. Fallimentare

Procedure Concorsuali
Fallimento
Amministrazione Controllata
Concordato Preventivo
L.C.A.
Par condicio creditorum
Crediti
privilegiati

Azioni revocatorie

Crediti
chirografari

Compito del curatore fra laltro quello di segnalare eventuali fatti penalmente rilevanti.
Dopo aver redatto la relazione il curatore deve redigere lo Stato Passivo di fallimento (elenco dei
creditori, esposizione debitoria del fallimento, crediti privilegiati). Per arrivare a redigere lo Stato
Passivo necessaria lattivazione da parte dei creditori che devono rimettere la domanda di
risarcimento. Lo Stato Passivo assume efficacia giuridica al momento dellaccertamento da parte
del giudice delegato, da quel momento diventa esecutivo.
Istanze di insinuazione tardive istanze che pervengono dopo lapprovazione dello Stato
Passivo, devono essere fatte attraverso giudizio (ricorso) e non in carta libera come le altre
istanze di insinuazione.
Passo successivo quello delle vendite fallimentari, che in maggioranza avvengono tramite asta
pubblica (soprattutto per i beni immobili).
Si ha poi la ripartizione dei soldi derivati dalle vendite, secondo un ordine ben preciso:
9 crediti prededucibili:
compenso del curatore,
atti compiuti durante la procedura,
oneri di carattere tributario che gravano sulla procedura;
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9 crediti privilegiati, assistiti dal diritto di prelazione, secondo il loro ordine:


personale dipendente,
crediti per TFR,
crediti dei lavoratori autonomi,
crediti degli artigiani;
9 crediti chirografari, pagati solamente se residuano somme dal pagamento dei precedenti, da
rimborsare in percentuale.
EVENTI CHE PORTANO ALLA CHIUSURA DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE:
1. se nessun creditore faccia alcuna istanza di insinuazione, la procedura fallimentare non ha
ragione di esistere;
2. se ad un certo punto tutti i creditori risultano soddisfatti al 100%;
3. quando ci troviamo davanti ad un fallimento ove non sussiste nessuna attivit, per cui non
c nessuna possibilit di rimborso;
4. chiusura fisiologica della procedura, dopo che il curatore ha fatto il riparto finale ai
creditori;
5. in caso di Concordato Fallimentare.
Concordato Fallimentare dopo che stato reso esecutivo lo stato passivo lo stesso fallito pu
proporre ai creditori iscritti nello stato passivo il concordato fallimentare, con il quale propone una
liquidazione parziale indicando tempi precisi per i pagamenti e fornendo garanzie; si rimuovono
cos gli effetti penalizzanti del fallimento. Dopo che il fallito ha rimesso al domanda di concordato
fallimentare il curatore si deve pronunciare a riguardo e poi la decisione passa ai creditori, che
dovranno decidere se approvare o no (con determinate maggioranze) la proposta di concordato. Il
creditore privilegiato, dovendo essere rimborsato comunque al 100%, non ha diritto di
partecipazione al voto. Se il concordato viene approvato dai creditori, questo passa al tribunale che
deve approvarlo a sua volta. Se il concordato non viene rispettato dal debitore, si ha la risoluzione
del concordato fallimentare e la riapertura del procedimento fallimentare.
La riforma della legge fallimentare tende a far venire meno le conseguenze afflittive del fallimento,
salvo nei casi pi gravi nei quali il fallimento si accompagna a reati.
La legge fallimentare dedica poi alcuni articoli al fallimento delle societ. Titolarit delle azioni di
responsabilit nei confronti di amministratori e sindaci. Il curatore fallimentare promuove spesso
lazione di responsabilit nei confronti degli amministratori e dei sindaci per il recupero di una parte
delle perdite dovute alla amministrazione. Questa una causa delle lungaggini del sistema
fallimentare italiano. Lazione di responsabilit viene solitamente chiusa con una transazione da
parte degli amministratori e dei sindaci (coperti solitamente da una polizza a copertura della
responsabilit civile professionale) in modo da abbreviare i tempi.
art. 147 L. Fall. In caso di fallimento delle societ di persone automatico fallimento dei
soci illimitatamente responsabili.
Si creano quindi due procedimenti distinti: fallimento della societ e fallimento del socio.
Anche una societ pu proporre un concordato fallimentare che dovr essere autorizzato
dallassemblea dei soci.
PROCEDURE CONCORSUALI MINORI
Amministrazione controllata
Temporanea difficolt ad adempiere alle proprie obbligazioni nel breve termine, concrete possibilit
di risanamento dellimpresa. Si tratta di una moratoria biennale che i creditori sono disposti a
concedere al debitore.
La procedura inizia con una richiesta di amministrazione controllata al tribunale che, in caso di
approvazione, nomina un commissario giudiziale che dovr redigere una relazione la quale, se viene
accettata, dar luogo alla amministrazione controllata che avr durata di due anni.

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Limprenditore conserva il potere di gestione dellazienda sotto il controllo del commissario


giudiziale. Il commissario giudiziale deve controllare di continuo il perdurare dei presupposti alla
base dellaccettazione della amministrazione controllata, in quanto se questi vengono meno si passa
al concordato preventivo o al fallimento.
I creditori sorti in regime di amministrazione controllata, se si va a finire nel fallimento, sono
caratterizzati dalla prededuzione.
Concordato preventivo
Istituto molto diffuso. Si tratta di uno strumento che limprenditore onesto ma sfortunato pu
utilizzare per prevenire linevitabile fallimento.
Condizioni preliminari:
9 limprenditore deve essere iscritto al diritto delle imprese (non possono fare ricorso al
preventivo le societ irregolari);
9 tenuta di una regolare contabilit;
9 nei 5 anni precedenti limprenditore non deve essere stato dichiarato fallito.
Requisiti oggettivi (qual il contenuto che deve avere il concordato preventivo).
Concordato preventivo con garanzia; limprenditore insolvente offre garanzie reali o personali che
assicurano il soddisfacimento di almeno il 40% dei creditori chirografari (oltre al 100% dei crediti
privilegiati) entro sei mesi dalla data di omologazione dal concordato da parte del tribunale.
Questo tipo di concordato non ha carattere liquidatorio. Limprenditore intende mantenere la
propria attivit di impresa.
Concordato preventivo con cessione di beni ai creditori; limprenditore insolvente cede ai creditori
tutti i beni esistenti nel patrimonio della societ. Occorre fare una valutazione di tipo tecnico della
sufficienza del patrimonio per pagare il 100% dei crediti principali e almeno il 40% dei chirografari.
Il tribunale nomina un professionista e lo incarica di una consulenza tecnico-contabile. Se lesito
della consulenza positivo il tribunale sancisce lammissibilit del debitore alla misura del
concordato preventivo, a cui segue la nomina del commissario giudiziale che fa una relazione che
va a ricalcare la valutazione del consulente tecnico-contabile.
La relazione del commissario giudiziale messa a disposizione dei creditori, che devono decidere
(maggioranza numerica dei creditori che hanno diritto di voto, che deve comunque rappresentare
almeno i 2/3 dei creditori ammessi al voto) in merito allaccettazione della domanda di concordato
preventivo. Il creditore privilegiato non pu votare. Se lesito della votazione positivo, si apre il
giudizio di omologazione. Viene richiamato in causa il tribunale che deve verificare la sussistenza
dei requisiti oggettivi e che la procedura sia avvenuta secondo la legge. Il tribunale deve verificare
che la domanda di concordato sia conveniente per i creditori e confermare che le garanzie o i beni
ceduti siano sufficienti per il concordato proposto ed infine deve valutare la meritevolezza dei
debitori. Se tutto accettato dal tribunale, questo emette la sentenza di omologazione del
concordato, che da il via alla vera e propria attuazione di questo.
In caso di concordato con cessione dei beni della societ si ha la fase liquidatoria ad opera del
liquidatore giudiziale.
art. 182 L. Fall. Un debitore che ritiene di avere le carte in regola per proporre una
domanda di concordato preventivo potrebbe stabilire lui stesso le regole del concordato e le
modalit di liquidazione giudiziale.
Nella prassi comunque questo non si verifica quasi mai e quindi spetta al tribunale la nomina del
liquidatore e la fissazione delle regole per la liquidazione.
Nel fallimento si ha laccertamento del passivo che porta alla redazione dello Stato Passivo. Nel
Concordato Preventivo manca questa procedura, la situazione creditoria viene prima ricostruita dal
commissario giudiziale e poi dal liquidatore che deve anche redigere lelenco dei creditori, che non
cristallizzato come lo Stato Passivo, ma pu variare.
art. 186 L. Fall. se al concordato con cessione di beni dopo la vendita dei beni non si
arriva al 40% dei chirografari la procedura potr comunque chiudersi senza la dichiarazione
del fallimento dellimprenditore.
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