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Irpef

e Progressivit Fiscale
Convocazione Stati generali:
votazione online 28-30 dicembre 2016

Irpef e Progressivit Fiscale


La questione della progressivit fiscale costituisce uno dei cardini del nostro programma, in quanto
essenziale per lo sviluppo delle sue direttrici fondamentali delluguaglianza e quindi della
partecipazione dei cittadini. Larticolo 53 della Costituzione stabilisce, infatti, il dovere di tutti i cittadini
di concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit contributiva, secondo un sistema
tributario informato a criteri di progressivit al fine di produrre effetti redistributivi tra i consociati.
Infatti, coloro che hanno una maggiore ricchezza, in forza di questo criterio, contribuiscono alle spese
pubbliche in modo pi che proporzionale, consentendo di avvantaggiarsene a coloro che, invece, si
trovano in una situazione maggiormente disagiata. La Costituzione intende cos esprimere la propria
opzione a favore di un criterio redistributivo del reddito tra i consociati, secondo una visione
progressista che discende direttamente dal principio di effettiva (e non meramente formale)
uguaglianza di tutti i cittadini.

Il principio di progressivit fiscale , in buona sostanza, una specificazione dellart. 3, secondo comma,
della Costituzione, in base al quale compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che limitano la libert e luguaglianza dei cittadini e impediscono cos il pieno
sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica,
economica e sociale del Paese. Per questo la elusione della progressivit, che si determinata
attraverso la modificazione, soprattutto a partire dagli anni Novanta, delle aliquote, che oggi tendono
allappiattimento del prelievo sui redditi come dettagliato sotto), viola un principio fondamentale della
nostra Costituzione compromettendo gli stessi fondamenti dellordinamento e pertanto deve essere.
Questo lobiettivo che intende realizzare la presente proposta.

Introduzione
Il fisco italiano tristemente noto per la proverbiale iniquit nei confronti del lavoro e dell'impresa,
nonch per la profonda innefficacia nel prelievo. In relazione alla tassazione Irpef, ormai noto ai pi
come esso implichi un'eccessiva pressione fiscale sui redditi medio-bassi. Questo principalmente
dovuto ad unaliquota, quella al 38 per cento, che si applica a redditi compresi tra i 28 mila e i 55 mila
euro lordi (cfr. Fig. 1). Per quanto riguarda i redditi superiori ai 55 mila euro, assistiamo poi a un
sostanziale appiattimento della curva delle aliquote marginali, con un'aliquota al 41 per cento sui
redditi compresi tra i 55 e i 75 mila euro ed una al 43 per cento per redditi superiori ai 75 mila euro.
inoltre importante considerare come le detrazioni interagiscano con questo tipo di struttura del
prelievo. In tal senso, una rilevante distorsione da rintracciarsi nell'effetto delle detrazioni operanti
tra gli 8 e i 55 mila euro di reddito. In particolare, a causa di una aliquota effettiva nell'ordine del 30 per
cento forte il disincentivo all'offerta di lavoro da parte di chi percepisce tra gli 8 e i 15 mila euro di
i
reddito. Come illustrato da Borri et al. (2014) un'aliquota effettiva di questa entit, a questo livello di
reddito, contribuisce ad aggravare il fenomeno del lavoro sommerso e l'erosione della forza lavoro.
Il combinato disposto di elevata pressione fiscale sui redditi medio-bassi e appiattimento della curva
delle aliquote marginali sui redditi superiori ai 55 mila euro determina uno scarsissimo tasso di
progressivit del nostro sistema di tassazione sui redditi. In sostanza, a fronte delle cinque aliquote

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nominali previste (23, 27, 38, 41 e 43 per cento), ne risultano solo due effettive: 30 per cento per i
redditi tra gli 8 e i 28 mila euro, e 41-43 per cento per i redditi superiori. Non vanno inoltri dimenticati
altri fenomeni che contribuiscono a erodere la base Irpef, come l'esclusione di varie forme di reddito
(ad esempio, i redditi da capitale e quelli sui beni immobili), nonch l'operare di detrazioni d'imposta e
deduzioni da imponibile varie e a favore di vari soggetti. indubbio che operare una razionalizzazione
di tali meccanismi renderebbe limposta molto pi semplice da applicare.


Effetti distorsivi del bonus da 80 euro
In attesa di un intervento di carattere strutturale a partire dalla Legge di Stabilit per il 2015, il bonus
Irpef veniva inizialmente collocato tra le misure urgenti per la competitivit e la giustizia sociale, al
fine di ridurre nell'immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di una
complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale (Art. 1,
Decreto Legge 66/2014). in relazione a questa premessa che il provvedimento in questione risulta a
dir poco singolare, non solo dal punto di vista dell'opportunit politica, ma anche e soprattutto sotto il
profilo tecnico. Il governo non ha infatti deciso di intervenire sulla struttura delle aliquote o
sull'intricato sistema delle detrazioni, come sarebbe stato pi logico fare allla luce degli annosi
problemi di cui abbiamo parlato. L'assegnazione di un bonus in somma fissa a soggetti con redditi
compresi tra gli 8 e i 24 mila euro (con un abbattimento progressivo fino ai 26 mila euro) non
chiaramente in grado di aggredire nessuno di questi problemi. Non tutto: il bonus pone molti dubbi
sul piano dell'equit, in quanto ne risultano esclusi gli incapienti, i pensionati ed i lavoratori autonomi.
Questo a fronte di una totale incuranza rispetto alla necessit di individuare strumenti di sostegno al
reddito per le classi pi colpite dalla crisi. Ad esempio, in ragione dell'assegnazione su base individuale,
possono configuararsi situazioni in cui famiglie con un solo reddito da 27 mila euro sono escluse dal
beneficio, mentre altre con due redditi al di sotto dei 24 mila euro maturano il diritto all'erogazione di
due bonus. Parliamo inoltre di un provvedimento disegnato in maniera molto superficiale. Basti
pensare ai recenti e numerosi casi in cui, in sede di conguaglio fiscale, stata richiesta la restituzione
del sussidio a chi divenuto incapiente nel corso del periodo di riferimento, con effetti che vanno ad
aggravare situazioni oggettivamente gi molto pesanti. Per ovviare a questo inconveniente, sarebbe
bastato erogare il sussidio a fine anno, cos da aver chiaro il prospetto reddituale e lavorativo dei
percettori potenziali. Tuttavia, questa soluzione non avrebbe ottenuto le stesse ricadute elettorali,
unica stella polare delle misure economiche messe in atto dal governo. Inoltre, per quanto attiene alla
capacit di questultimo di fornire adeguata copertura all'erogazione del beneficio, dati di bilancio alla
mano possibile dimostrare che almeno il 47 per cento delle risorse necessarie a sostenere l'onere
dello sgravio veniva inizialmente ricavato da nuova tassazione. Una volta divenuto "strutturale"
attraverso l'inserimento in Legge di Stabilit, il contributo stato poi coperto attraverso deficit di
bilancio, come del resto accaduto per numerose misure implementate negli ultimi due anni. Da
ultimo, il bonus Irpef da 80 euro ha avuto come effetto tangibile quello di erodere la gi compromessa
struttura di progressivit del nostro sistema fiscale. Il bonus, infatti, induce una evidente distorsione al
principio di progressivit, determinando una estensione della no tax area teorica fino a 11 mila euro di
reddito annuo lordo, ma rendendo la curva dell'aliquota marginale effettiva fra 11 mila e 15 mila euro
la parte con la maggior pendenza (i sistemi orientati alla progressivit fiscale hanno pendenze
dell'aliquota media minori per i redditi bassi e maggiori per i redditi alti); inoltre, l'aliquota marginale

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effettiva fra i 24 mila e i 26 mila euro tocca il picco dell'80%, rendendo non conveniente guadagnare un
solo euro in pi rispetto a tale soglia (cfr. Fig. 1). Si rinvia alla scheda tecnica per maggiori dettagli su
questi aspetti.

La Proposta in Sintesi
Alla luce di questi aspetti critici, e in attesa di un profondo riordino del sistema delle detrazioni e delle
deduzioni, proponiamo una revisione del prelievo Irpef ispirata a tre punti cardine: i) indurre i giusti
incentivi all'offerta di lavoro per i redditi bassi; ii) ridurre la pressione fiscale sui redditi medio-bassi; iii)
imporre un maggiore tasso di progressivit sui redditi pi elevati. Per quanto attiene al primo punto, il
nostro programma riprendere la proposta di Borri et al. (2014), istituendo una detrazione fissa di 1840
euro per i redditi tra gli 8 mila e i 15 mila euro, in sostituzione delle soglie di detrazione fortemente
decrescenti in questo intervallo di reddito. Oltre i 15 mila euro, le detrazioni continuerebbero a ridursi

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linearmente, fino ad azzerarsi per i redditi oltre i 55 mila euro. Il costo di questo primo intervento
stimato in 3,3 miliardi di euro. Il secondo intervento volto ad attenuare il brusco incremento di
aliquota nominale per redditi superiori ai 28 mila euro, per i quali l'aliquota passa dal 27 per cento al 38
per cento. In questo caso proponiamo di portare l'aliquota del 38 per cento al 35 per cento. Il costo
stimato di 2,1 miliardi di euro. Infine, per quanto riguarda i redditi pi elevati proponiamo
lintroduzione di altri tre scaglioni di imposta cos definiti: 45 per cento per i redditi fra 75 mila e 120
mila euro; 50 per cento per i redditi fra 120 mila e 300 mila euro, 55 per cento per i redditi superiori a
300 mila euro. L'extra-gettito derivante da questa misura ammonterebbe a 988 milioni di euro. La
cancellazione del bonus da 80 euro permetterebbe inoltre di recuperare 8,74 miliardi di euro. Pertanto,
la manovra libererebbe spazio fiscale per 4,54 miliardi di euro. La scheda tecnica riportata di seguito
chiarisce gli aspetti tecnici e finanziari degli interventi proposti, nonch la platea dei contribuenti
interessati. Si faccia inoltre riferimento alla Figura 2 per un confronto tra laliquota marginale effettiva
attuale e quella implicita nella nostra proposta.

Scheda Tecnica
Status quo:
i)

L'imposta sul reddito da lavoro costruita intorno a cinque aliquote:


Scaglioni

Differenza

Aliquota

Massimo
importo

15000

15000

0,23

3450

15000

28000

13000

0,27

3510

28000

55000

27000

0,38

10260

55000

75000

20000

0,41

8200

75000

0,43


ii) La detrazione per lavoro dipendente formata su tre livelli: essa fissa sino a 8 mila euro (e
determina la no tax area); successivamente varia secondo due diverse pendenze - descritte
dalle equazioni in tabella prima fra gli 8 mila e i 28 mila euro, dunque fino a 55 mila euro;
infine, la detrazione paria a zero per redditi superiori ai 55 mile euro.
Scaglioni

Detrazione

8000

1880

8000

28000

978 + 902 x (28000-reddito complessivo) / 20000

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28000

55000

55000

978 x (55000-reddito complessivo) / 27000


0


iii) Distorsioni principali:
1. Il combinato disposto fra aliquote e detrazioni di fatto determina un sistema a due aliquote
marginali (cfr. Fig. 1);
2. Gli scaglioni sono disomogenei intorno a 28 mila euro di reddito, dove l'aliquota passa dal 27 per
cento al 38 per cento, con un incremento di ben 11 punti percentuali; gli incrementi sono residuali
oltre i 55mila euro (cfr. Fig. 1);
3. Da Gennaio 2015, il bonus da 80 euro stato reso strutturale, per una spesa di 8,6 mld/anno.
Come si evince dalla Figura 1, il bonus determina una estensione della no tax area teorica fino a 11
mila euro di reddito annuo lordo, ma trasforma la curva dell'aliquota media fra 11 mila e 15 mila
euro, rendendola la parte con la maggior pendenza (i sistemi orientati alla progressivit fiscale
hanno pendenze dell'aliquota media minori per i redditi bassi e maggiori per i redditi alti); inoltre,
l'aliquota marginale fra i 24 mila e i 26 mila euro tocca il picco dell'80%, rendendo non conveniente
guadagnare un solo euro in pi rispetto a tale soglia.

Proposta di riforma e effetti in termini di coperture o maggior spesa
i)

Eliminazione del bonus 80 euro (con la previsione di altri interventi allocativi verso i redditi pi
bassi);

ii) Rimodulazione della detrazione per lavoro dipendente con la previsione di unulteriore soglia di
importo fisso fino a 15 mila euro e regressione lineare fra 15 mila e 55 mila euro;
iii) Riduzione al 35 per cento dell'attuale aliquota al 38 per cento;
iv) Previsione di altri tre scaglioni di imposta cos definiti: 45 per cento per i redditi compresi fra 75
mila e 120 mila euro; 50 per cento per i redditi tra 120 mila e i 300 mila euro, 55 per cento per
redditi superiori a 300 mila euro.

NUOVE ALIQUOTE
Scaglioni

Differenza

Aliquota

Massimo
importo

15000

15000

0,23

3450

15000

28000

13000

0,27

3510

28000

55000

27000

0,35

9260

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55000

75000

20000

0,41

8200

75000

120000

45000

0,45

20250

120000

300000

180000

0,50

90000

>300000

0,55



PLATEA
Sono interessati da riduzioni di imposta 16,4 milioni di contribuenti (80 per cento del totale,
sgravio medio 483 euro), di cui 12 milioni collocati nella fascia fra 10 mila e 28 mila euro;
Sono interessati da aumenti di imposta 241 mila contribuenti con imponibile superiore a 100
mila euro (1.2 per cento del totale).


COPERTURE (in mln di euro)
Operazione
Descrizione
Importi
Minore
Cancellazione bonus 80 euro
+8.742

spesa
Minori
Rimodulazione Detrazione

-3.329
entrate
Lav. Dipendente
Maggiori
Introduzione scaglioni 0,45 /
+988

entrate
0,50 / 0,55




Minori
Rimodulazione Aliquota 0,38

-2.132
entrate
> 0,35
Tot.

+4.545

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Cfr. Borri et al., 2014, Cambiare lIrpef pensando al lavoro, www.lavoce.info.

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