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Diritto tributario: 10/ottobre/2016

(a cura di Pietro Garofalo)


Continuando la categoria degli ATTI IMPUGNABILI non elencati, ex art.19.3 D. Lgs n.546/1992, abbiamo:

LE COMUNICAZIONI EMESSE A SEGUITO DI CONTROLLO AUTOMATICO DELLE


DICHIARAZIONI DEI REDDITI (Art.36 bis e 36-ter - D.P.R. n 600/1973) 1

Dopo che i contribuenti hanno trasmesso al fisco le proprie dichiarazioni dei redditi, lAgenzia delle Entrate
provvede ad effettuare i controlli sulle stesse. Trattasi dei cd. controlli automatizzati, ovvero di controlli che non
sono innescati da una specifica attivit di accertamento nei confronti del contribuente ma controlli di rito, li
definiremmo, controlli che vengono effettuati mediante incrocio dei dati presenti nelle dichiarazioni con quelli
presenti nellAnagrafe Tributaria (ad es. vengono incrociati i dati concernenti lIRPEF a debito presente nella
dichiarazione con i dati dei modelli F24 per verificarne il corretto e tempestivo versamento; viene incrociato il dato
relativo alle ritenute subte esposte nella dichiarazione con i dati dei modelli 770 presentati dai sostituti di imposta,
ecc.).
I controlli automatizzati delle dichiarazioni dei redditi sono disciplinati dallart. 36-bis e dallart. 36-ter del D.P.R.
600/73.
Lart. 36-bis disciplina il controllo automatico della dichiarazione dei redditi: attraverso tale forma di controllo
lAgenzia delle Entrate (a livello centrale), avvalendosi di procedure automatizzate, verifica la correttezza degli
adempimenti legati alla dichiarazione come ad es. la tempestivit dei versamenti, lutilizzo corretto dei crediti di
imposta, ecc. Il controllo automatico ex art. 36-bis del D.P.R. 600/73 va effettuato da parte dellAgenzia delle
Entrate entro linizio del periodo di presentazione della dichiarazione relativa allanno successivo rispetto a quello
oggetto del controllo.
Lart. 36-ter disciplina invece il controllo formale della dichiarazione dei redditi: attraverso tale forma di
controllo lAgenzia delle Entrate (a livello periferico) verifica la rispondenza dei dati indicati nella dichiarazione
con la documentazione in possesso del contribuente nonch con i dati presenti in Anagrafe Tributaria. Ad es. se il
contribuente ha indicato nella propria dichiarazione i dati per fruire della detrazione IRPEF sulle ristrutturazioni
edilizie e lAgenzia delle Entrate lo invita a presentare la documentazione attestante il sostenimento delle spese
(fatture, bonifici, ecc.) si in presenza di un controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. 600/73. Idem se il
contribuente ha indicato nella dichiarazione dei redditi spese sanitarie per le quali ha fruito della detrazione IRPEF
del 19% e lAgenzia delle Entrate lo invita a presentare la relativa documentazione attestante il sostenimento delle
spese, anche in tal caso si in presenza di controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. 600/73. Attraverso linvito a
presentare la documentazione lAgenzia verifica che il dato inserito in dichiarazione corrisponda con la
documentazione in possesso del contribuente.
Il controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. 600/73 va effettuato da parte dellAgenzia delle Entrate entro il 31
dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi. Come si pu notare,
a tale forma di controllo la legge concede un termine pi lungo rispetto al controllo automatico in quanto trattasi di
un controllo pi approfondito che viene condotto sulla dichiarazione dei redditi del contribuente e che richiede la
necessaria attenzione e valutazione da parte dei funzionari preposti dellAgenzia delle Entrate.
Qualora dal controllo automatico ovvero dal controllo formale dovessero emergere delle incongruenze lAgenzia
delle Entrate provvede a comunicarne lesito al contribuente ai sensi del comma 3 dellart. 36-bis del D.P.R. 600/73
ovvero del comma 4 dellart. 36-ter del D.P.R. 600/73 e nel rispetto di quanto stabilito dallart. 6 comma 5 della L.
212/2000. La comunicazione che il contribuente riceve dallAgenzia delle Entrate, che viene chiamata avviso
bonario, concede allo stesso 30 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni al riguardo ovvero di
provvedere al pagamento delle somme in esso contenute. Nonostante lart. 6 c. 5 della L. 212/2000 prevede linvio
dellavviso bonario a pena di nullit, tale invio non sempre obbligatorio giacch il tenore letterale delle norme
dimostra che lobbligatoriet dellinvio sussiste solo qualora dai controlli automatici emerga un risultato
diverso (art. 36-bis del D.P.R. 600/73) oppure qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della
dichiarazione (art. 6 c. 5 cit.); al di fuori di tali ipotesi, viceversa, non sussiste un obbligo di comunicazione:
sarebbe, infatti, superfluo comunicare al contribuente i risultati del controllo automatico se questi coincidono con il
dichiarato (Cass. Sent. 17396/2010, 8137/2012).

nota: si comunica ai colleghi che, avendo trovato diversi errori nell'esposizione sulle "COMUNICAZIONI EMESSE A
SEGUITO DI CONTROLLO AUTOMATICO DELLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI (Art.36 bis e 36-ter - D.P.R. n
600/1973)", stato fatto un lavoro di ricerca pi sistematico e completo, in modo da una maggiore comprensione per
tutti! ;)

Ricevuto lavviso bonario, il contribuente dovr decidersi su quale strategia adottare e cio:
1. pagare le somme contenute nellavviso se ritiene di riconoscersi nella pretesa; in tal caso la sanzione ridotta al
10% in caso di avviso ex art. 36-bis ovvero del 20% in caso di avviso ex art. 36-ter. Potr anche procedere al
versamento in forma rateale secondo le istruzioni presenti nellavviso: a tal proposito si evidenzia che il beneficio
della rateazione viene meno qualora il contribuente non versi la prima rata entro 30 giorni dal ricevimento della
comunicazione mentre non viene meno qualora il contribuente non paghi una rata successiva alla prima, a
condizione per che provveda al versamento della rata saltata entro il termine di versamento di quella successiva,
utilizzando il ravvedimento operoso;
2. presentare le proprie osservazioni: in tal caso presenter apposita istanza chiedendo lannullamento totale ovvero
parziale dellavviso bonario. Ricevuta listanza lufficio potr accoglierla in toto (in tal caso viene rilasciata apposita
comunicazione di esito regolare della dichiarazione), accoglierla parzialmente (in tal caso viene annullato lavviso
errato e ne viene emesso uno nuovo contenente la pretesa rideterminata in base alle osservazioni ritenute meritevoli
di accoglimento), respingerla (in tal caso viene inviata apposita comunicazione di non accoglimento che conferma
lavviso bonario). Lufficio pu anche rimanere inerte e quindi non rispondere affatto;
3. non riconoscersi nella pretesa contenuta nellavviso bonario, anche in riferimento alle situazioni determinatesi di
cui al punto 2., per cui non procede ad effettuare il pagamento nel termine indicato nellavviso.
In tal caso lufficio provveder ad effettuare liscrizione a ruolo ai sensi dellart. 25 del D.P.R. 602/73. Tale norma
stabilisce che il concessionario della riscossione deve notificare la cartella di pagamento, a pena di decadenza:

- entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi per le
somme dovute in seguito ai controllo automatici ex art. 36-bis del D.P.R. 600/73;

- entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi per le
somme dovute in seguito ai controlli formali ex art. 36-ter del D.P.R. 600/73;

DOMANDA:
Ci si chiede a tal proposito se il contribuente che non si riconosce nella pretesa contenuta nellavviso bonario, pu
impugnare direttamente detta comunicazione senza aspettare la notifica della cartella di pagamento che, tra laltro,
conterr le sanzioni in misura piena oltre agli interessi moratori. LAgenzia delle Entrate ha da sempre escluso tale
possibilit poich gli avvisi bonari si sostanziano, infatti, in un mero invito al contribuente a fornire, in via
preventiva, elementi chiarificatori delle anomalie riscontrate in sede di liquidazione automatizzata della
dichiarazione e non sono, dunque, espressione di un potere pubblicistico autoritario non contenendo una pretesa
impositiva definitiva e non producendo effetti negativi immediati per il destinatario (Ris. n. 110/E del 22/10/2010).
La giurisprudenza di legittimit aveva anchessa dapprima escluso limpugnabilit degli avvisi bonari poich
costituiscono un invito a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella
liquidazione dei tributi per cui manifestano una volont impositiva ancora in itinere e non finalizzata in un atto
cancellabile solo in via di autotutela (o attraverso lintervento del giudice) (Cass. SS.UU. Sent. n. 16293/2007 e n.
16428/2007).
Successivamente, per, la Corte di Cassazione, con la Sent. n. 7344/2012, effettua un vero e proprio revirement
rispetto a quanto statuito dalle SS.UU. aderendo a quel filone giurisprudenziale che ha interpretato in senso ampio
lelenco degli atti impugnabili di cui allart. 19 del Dlgs. 546/92. Secondo tale sentenza, pertanto, gli avvisi bonari
sono impugnabili dinanzi al giudice tributario poich portano a conoscenza del contribuente una ben individuata
pretesa tributaria, con lesplicitazione delle concrete ragioni (fattuali e giuridiche) che la sorreggono, senza necessit
di attendere che la stessa, ove non sia raggiunto lo scopo dello spontaneo adempimento cui naturaliter preordinato,
si vesta della forma autoritativa di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dallart. 19 citato. Stesso
indirizzo segue la Sent. n. 18642/2012 con la quale la Corte di Cassazione statuisce che gli avvisi bonari, ove non
contestati, esplicitano comunque le ragioni fattuali e giuridiche di una ben determinata pretesa tributaria,
ingenerando cos nel contribuente linteresse a chiarire subito la sua posizione; inoltre il giudice investito
dellimpugnazione non pu annullarli ritenendo che debbano avere gli stessi requisiti di quelli indicati dallart. 19
del Dlgs. 546/92 ed in particolare che in essi debba essere contenuta lindicazione, prevista dal comma 2 dello stesso
art. 19, del termine entro il quale il ricorso deve essere proposto, della commissione tributaria competente e delle
forme e dei termini per proporre ricorso, essendo tali requisiti previsti, peraltro neppure a pena di nullit, soltanto
per gli atti tipici mentre lavviso bonario da considerarsi atto atipico.
Si ritiene per di aderire allinterpretazione delle SS.UU. e della prassi ministeriale citata piuttosto che a tale ultimo
filone giurisprudenziale, considerando che la mancata impugnazione dellatto atipico (avviso bonario) non pu
precludere laccesso alla tutela giudiziale mediante limpugnazione dellatto tipico (cartella di pagamento). Se la
ratio sottesa allampliamento degli atti impugnabili garantire una maggiore tutela per il contribuente, sarebbe
quantomeno contraddittoria uninterpretazione secondo cui la mancata impugnazione dellatto atipico preclude
limpugnazione dellatto tipico, se non per vizi propri: il contribuente verrebbe penalizzato da uninterpretazione
nata per tutelarlo. In conclusione la mancata impugnazione dellavviso bonario non pregiudica il diritto del
contribuente ad accedere alla tutela giurisdizionale tramite limpugnazione della successiva cartella di pagamento e

far valere in quella sede tutti i vizi relativi alla pretesa tributaria, oltre ad eventuali vizi propri della cartella di
pagamento (ad es. vizi di notifica). Si ricorda che anche per le cartelle di pagamento derivanti da controlli
automatizzati ex art. 36-bis e 36-ter del D.P.R. 600/73, qualora la pretesa sia inferiore a 20.000 euro (considerando
solo limposta e non anche sanzioni, interessi e ogni altro onere accessorio contenuto nella cartella), si applica il
disposto di cui allart. 17-bis del Dlgs. 546/92 nel caso in cui vengono eccepiti vizi relativi alla pretesa tributaria e
dunque riconducibili allattivit dellAgenzia delle Entrate; in mancanza il ricorso verr dichiarato inammissibile ex
art. 17-bis c. 2 del Dlgs. 546/92. Linammissibilit rilevabile in ogni stato e grado del giudizio.

L'INTERPELLO = un'istanza che il contribuente rivolge all'Agenzia delle Entrate prima di attuare un
comportamento fiscalmente rilevante, per ottenere chiarimenti in relazione a un caso concreto e personale in merito
all'interpretazione, allapplicazione o alla disapplicazione di norme di legge di varia natura relative a tributi erariali.
Rientra tra gli articoli dello Statuto dei diritti del contribuente. Distinguiamo tra interpello:

- ORDINARIO = Il contribuente prima di mettere in essere una determinata operazione pone una questione
all' AF al fine di sapere quale trattamento fiscale subir;
- NECESSARIO = il contribuente se vuole applicare o sfuggire a una determinata norma DEVE interpellare
l'AF;
es: societ di comodo = coniugi che creano una societ proprietaria di immobili che non opera attivit
commerciale ma gestisce solo i beni dei due; tali cedono ai figli le azioni, donando di fatto gli immobili.
La societ tiene a parte determinati beni per cederli agevolmente. Il legislatore permette che "se una
societ non svolge alcuna attivit commerciale tipica, ma di sola mera gestione dei beni, la tassazione
avverr su un determinato criterio", realizzando per essi un prelievo fiscale su un reddito che non esiste.
fondamentalmente. Per sfuggire a ci, il contribuente, prima della dichiarazione, deve fare un interpello
attendendo la risposta dell'AF.
La risposta negativa a tale interpello sar soggetta a impugnazione!
es: elusione fiscale = se il soggetto decide di sfuggire all'applicazione di una norma elusiva, dovr fare
interpello; la risposta negativa potr essere soggetto al ricorso ex art 36-bis

AVVISO DI INTIMIDAZIONE AD ADEMPIERE SE NON PERVENUTA CARTELLA = atto


impugnabile;

Non rientrano nell'art 19.3 D.Lgs n.546/92, e quindi NON sono soggetti all'impugnazione:

- RIFIUTO DI ISTANZA DI AUTOTUTELA DI UN ATTO DEFINITIVO= in qualunque momento nulla


vieta al contribuente di presentare tale istanza; es: presentando una istanza di autotutela, e di fronte al
diniego per via di un atto definitivo, il contribuente non potr impugnare l'atto. Un diniego si fa definitivo
o quando passano 60 giorni o a seguito di sentenza passata in giudicato;

- AVVISI BONARI CHE NON CONTENGONO UNA PRETESA DEFINITIVA;

ART. 3 => DIFETTO DI GIURISDIZIONE


Comma 1

<< il difetto di giurisdizione delle commissioni tributarie rilevato, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del
processo.>>
Quindi il difetto rilevabile anche d'ufficio potendo il giudice stesso intervenire, anche in assenza di
specifiche richieste di parte.
Facciamo, per, una distinzione sui tipi di ECCEZIONI avanzate con determinate modalit:

- DI PARTE RESISTENTE = la parte convenuta cio pu sostenere, ove ritenga necessario, operare una
eccezione di fronte al giudice circa un difetto di giurisdizione;

- D'UFFICIO = anche se la parte resistente non le rileva, il giudice potr farlo in sua vece (qualora la parte
stessa, per qualunque ragione, non operi in suo diritto e comunque entro il tempo stabilito dalla legge);

L'eccezione segue anche dei termini, cio:


- IN OGNI STATO E GRADO DEL PROCESSO;
- SOLO IN UN DETERMINATO STATO E GRADO DEL PROCESSO;
Il difetto di giurisdizione riguarda un' ECCEZIONE RILEVABILE D'UFFICIO E IN OGNI STATO E
GRADO DEL PROCESSO (sia dalla parte che dall'ufficio)!
Comma 2

<< ammesso il regolamento preventivo di giurisdizione previsto dall'art. 41, primo comma, del codice di
procedura civile. >>
Se vi un dubbio sulla giurisdizione, si pu sollevare, in via preventiva, il regolamento di fronte alla
Commissione tributaria. Sar la Corte di Cassazione a decidere a riguardo.

ART. 4 => COMPETENZA PER TERRITORIO


Comma 1

<< le commissioni tributarie provinciali sono competenti per le controversie proposte nei confronti degli
enti impositori, degli agenti della riscossione e dei soggetti iscritti all'Albo di cui all'articolo 53 del decreto
legislatore 15 dicembre 1997, n.446, che hanno sede nella loro circoscrizione. Se la controversia proposta
nei confronti di articolazioni dell'Agenzia delle Entrate, con competenza su tutto o parte del territorio
nazionale, individuate con il regolamento di amministrazione di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 300, competente la commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede
l'ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso. >>
ma analizziamo il comma 1:
- "Agenti della riscossione": soggetto abilitato alla riscossione di imposte, tributi e sanzioni; prima il
servizio veniva affidato solo a privati, mediante contratto;
es: Pu succedere che un soggetto sia residente a Palermo, ma ha una questione a Roma per aver
acquistato un immobile con atto pubblico redatto presso notaio romano, da un venditore di Torino.
Sull'imposta di registro, tale verr pagata a Roma. Le somme sono iscritte a ruolo da Equitalia, il quale
pu affidare la riscossione all'agente del territorio dove risiede il contribuente (in tal caso Riscossione
Sicilia S.p.A): contro gli atti (cartella di pagamento) di tale societ il contribuente dovr rivolgersi alle
commissioni tributarie territoriale perch l'ente impositore ha delegato l'agente in cui risiede il
contribuente e solo per gli atti posti dallo stesso!
- "Soggetti iscritti all'albo" : soggetti privati che possono avere il loro domicilio fiscale in una altra citt.
Gli enti locali, infatti, possono ancora affidare a privati il servizio di accertamento e di riscossione dei
tributi locali, rientrando le liti nella giurisdizione delle commissioni tributarie;
es: il comune di Bagheria, non potendo disporre di proprio organico, affida l'attivit di accertamento e
riscossione dei propri tributi a una societ torinese. Le liti saranno incardinate a Torino perch la sede del
soggetto che ha assunto, per concessione, il servizio di riscossione ha sede a Torino stesso!

- "Enti impositori" : tutti quegli enti che hanno capacit impositiva (Agenzia delle entrate, Agenzia dei
monopoli, Regioni, Province, Camere di commercio, Universit, ecc...), che hanno quindi il potere di
pretendere tributi;
- "Articolazioni dell'Agenzia dell'entrate [...] competente la Commissione tributaria provinciale nella
cui circoscrizione ha sede l'ufficio al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso"
Pu avvenire, in alcuni casi, che l'ente che opera effettualmente la pretesa un ente di livello superiore
che ha competenza su uno spazio territoriale pi vasto.
es: esiste la figura del grande contribuente (societ di enormi capitali); il potere di esprimere un atto in
positivo spetter non alla direzione provinciale dell'Agenzia delle entrate, ma (proprio per l'abnormit del
soggetto contribuente) alla direzione regionale dell'agenzia stessa, con sede nel capoluogo regionale. Una
deroga alla regola principale (secondo cui la direzione provinciale ha competenza su tutti coloro che
hanno domicilio fiscale nella provincia)
Comma 2

<< Le commissioni tributarie regionali sono competenti per le impugnazioni avverso le decisioni delle
commissioni tributarie provinciali, che hanno sede nella loro circoscrizione. >>
in secondo grado e contro le decisioni delle commissioni tributarie provinciali;

ART. 5 => INCOMPETENZA


Comma 1

<< la competenza delle commissioni tributarie inderogabile >>


la competenza attiene alla frazione di giurisdizione spettante al singolo giudice. Non possibile richiedere lo
spostamento della discussione della propria causa verso la competenza di un altra commissione provinciale;
Comma 2

<< l'incompetenza della commissione tributaria rilevabile d'ufficio, soltanto nel grado al quale il vizio si
riferisce >>
es: devo presentare ricorso alla commissione tributaria provinciale di Palermo. Invece sbaglio, e presento
ricorso davanti alla commissione tributaria provinciale di Trapani. Ma nessuno, durante il primo grado di
giudizio, solleva tale eccezione (n d'ufficio n la parte avversa). Non sollevandola in tale grado, il rito sar
comunque svolto regolarmente! In secondo grado l'eccezione precedente NON potr essere sollevata per
divieto di norma ("[...] soltanto nel grado al quale il vizio si riferisce");
Comma 3

<< la sentenza della commissione tributaria che dichiara la propria incompetenza rende incontestabile
l'incompetenza dichiarata e la competenza della commissione tributaria in essa indicata, se il processo viene
riassunto a norma del comma 5.>>
es: commissione tributaria di Trapani si rende conto che la competenza nel decidere spettava alla
commissione di Palermo; il giudice che si dichiarer incompetente avr l'obbligo di dichiarare, a suo
giudizio, sia competente!
Comma 5

<< La riassunzione del processo davanti alla commissione tributaria dichiarata competente deve essere
effettuata a istanza di parte nel termine fissato nella sentenza o in mancanza nel termine di sei mesi dalla
comunicazione della sentenza stessa. Se la riassunzione avviene nei termini suindicati il processo continua
davanti alla nuova commissione, altrimenti si estingue. >>
Se il giudice dichiara la propria incompetenza, ma non dichiara la riassunzione al nuovo giudice competente,
il processo si ESTINGUER! Ci andrebbe a discapito del contribuente!

es: la commissione si dichiara incompetente, ma non indica il giudice competente. Tale sentenza sar
impugnabile perch avrebbe dovuto contenere l'assegnazione al nuovo giudice.
Se non si ha possibilit, passando 60 giorni dalla notifica dell'atto in positivo, e comunque sia il giudice non
ha riassunto il nuovo giudice, si impugner la sentenza in secondo grado la sentenza.

ART.6 => ASTENSIONE E RICUSAZIONE DEI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI


TRIBUTARIE
Comma 1

<< L'astensione e la ricusazione dei componenti delle commissioni tributarie sono disciplinate dalle
disposizioni del codice di procedura civile in quanto applicabili. >>
Comma 2

<< Il giudice tributario ha l'obbligo di astenersi e pu essere ricusato anche nel caso di cui all' art. 13,
comma 3, e in ogni caso in cui abbia o abbia avuto rapporti di lavoro autonomo ovvero di collaborazione
con una delle parti.>>
L'art.13, per, stato abrogato. Se un giudice ha avuto rapporti di lavori autonomo con la parte privata dovr
astenersi. Vi sono casi, infatti, in cui il giudice debba astenersi dal processo in quanto abbia trattenuto
rapporti con le parti o abbia rapporti di parentela. Il giudice astenuto pu partecipare all'udienza a sostegno
delle sue argomentazioni.
Comma 3

<< Sulla ricusazione decide il collegio al quale appartiene il componente della commissione tributaria
ricusato, senza la sua partecipazione e con l'integrazione di altro membro della stessa commissione
designato dal suo presidente. >>
La ricusazione permette invece al contribuente stesso di poter impedire a un giudice determinato
Lo stesso collegio (composta da 3 giudici effettivi del collegio composto da 5 membri in commissione,
incluso il giudice di cui chiesta ricusazione) decider. Il giudice ricusato non potr partecipare all'udienza.
Il legislatore si riferisce alla Commissione nel suo genere e al Presidente della stessa, non della commissione.

ART 7 => POTERI DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE

il processo tributario si basa sul principio dispositivo (le parti creano in contraddittorio le prove), tipico del
processo civile.
Ma lo stesso un processo "ibrido" caratterizzato dal processo dispositivo e da quello inquisitorio!
Comma 1

<< le commissioni tributarie, ai fini istruttori e nei limiti dei fatti dedotti dalle parti [principio dispositivo],
esercitano tutte le facolt di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici
tributari e all'ente locale da ciascuna legge d'imposta >>
Il giudice non potr svincolarsi da ci che le parti dicono o fanno riferimento! Tutte le facolt indicherebbero
tutti i poteri, di cui sono dotati le amministrazioni finanziarie, vengono acquisite dal giudice: facolt di
accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari e all'ente locale da
ciascuna legge d'imposta.
Il potere permette al giudice (e cos agli enti e gli uffici dell'amministrazione finanziaria), di imporre relative
sanzioni!
Perch non si parla di altri enti impositori (es: camera di commercio, ecc...)? L'articolo intende soltanto di:
- uffici statali
- Enti statali o locali
Ci perch gli altri enti non sono dotati del potere di irrogare sanzioni!

Comma 2

<< Le commissioni tributarie, quando occorre acquisire elementi conoscitivi di particolare complessit,
possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell'amministrazione dello Stato o di altri enti
pubblici compreso il Corpo della Guardia di finanza, ovvero disporre consulenza tecnica. I compensi
spettanti ai consulenti tecnici non possono eccedere quelli previsti dalla legge 8 luglio 1980, n. 319 , e
successive modificazioni e integrazioni. >>
Per consulenza tecnica si intende la nomina di un soggetto privato (perito) dotato di certi requisiti. Prima il
rapporto era tra il giudice e il perito stesso, ma la normativa (essendo cambiata) si adegua a quella del codice
di procedura civile. Ci permetterebbe, a ogni parte, di nominare un proprio tecnico di fiducia!
Una volta nominato il consulente tecnico d'ufficio il compenso, in via provvisoria, messo a carico del
contribuente, nella prima fase. Qualora dovesse vincere, il compenso sar a carico dell'AF.
Comma 3

<< sempre data alle commissioni tributarie facolt di ordinare alle parti il deposito di documenti ritenuti
necessari per la decisione della controversia. >>
Si attribuiva al giudice il POTERE DI ORDINARE ALLE PARTI. Nella realt dei fatti, il giudice continua
ad ordinare alle parti di esibire documenti in nome del potere di cui sono dotati gli uffici fiscali (i quali
possono ordinare alle parti stesse). Tale abrogazione non ha inciso molto perch il potere del giudice pur
sempre legittimato anche dal comma 1 dello stesso articolo ( << le commissioni tributarie [...]
Qualora il giudice ordina e il contribuente non esegue, non potr far scattare alcuna sanzione, ma potr tenere
conto (sicuramente in senso negativo) della condotta dello stesso!
Comma 4

<< non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale >>


C' chi sostiene che il divieto di prova testimoniale lede il principio del diritto di difesa ex art. 24.2 COST.
(<< La difesa diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento >>); rilevando eccezione di
incostituzionalit, la Corte Costituzionale ha negato ci definendo nelle competenze del legislatore ordinario
la possibilit di restringere o ammettere i mezzi di prova concesso alle parti.
A seguito di ci, il codice di procedura civile ammette la TESTIMONIANZA SCRITTA (le parti del
processo, di comune accordo con l'altra possono ammettere l'acquisizione di quesiti da fare a testimoni che
rilasceranno testimonianza scritta). Ma nel processo tributario ammissibile ci?! NO! La norma civile non
distingue il tipo di testimonianza e perci non sar ammissibile!
L AF, non potendo portare testimoni, chiede di poter porre questioni, anche a soggetti terzi.
es: festa di nozze in un locale; l'AF ha il potere di chiedere agli sposi (a chiunque quindi) circa il locale
stesso e il gestore (contribuente). Tra i documenti da mostrare al giudice, l'AF pu inserirvi tale risposta di
terzi.
Ci sarebbe simile alla testimonianza (non ammissibile per)!
La giurisprudenza, in particolare la Cassazione, non nega la possibilit all'ufficio di inserire questionari a
soggetti diversi dal contribuente; ma queste non avranno valenza di prova, ma di INDIZI DI PROVA che
solamente non potranno avere validit di prova regina, ma dovranno essere concordanti e univoci al fine
della creazione della stessa all'interno del processo stesso!
Cos sembrerebbe che la parte pubblica si avvantaggi! Ma la Corte di Cassazione nega ci, dando la
possibilit anche alle parti la possibilit di presentare dichiarazioni di terzi (in qualit di indizi di prova) di
fronte al giudice. Tali dichiarazioni di terzi, per, devono essere dichiarazioni sostitutive di dell'atto di
notoriet (in cui un notaio o un segretario comunale autenticano la dichiarazione del soggetto interpellato).
Comma 5

<< le commissioni tributarie, se ritengono illegittimo un regolamento o un atto generale rilevante ai fini
della decisione, non lo applicano, in relazione all'oggetto dedotto in giudizio, salva l' eventuale
impugnazione nella diversa sede competente. >>
(vedi lezione successiva)