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Capitolo 3

MODELLO TRAVE DI
TIMOSHENKO (prof. Elio Sacco)
3.1

Cinematica

La cinematica della trave definita dalla deformazione dellasse e dalle rotazioni delle sezioni.
Nel seguito viene trattato esclusivamente il problema piano della trave; infatti, posto il
cartesiano sistema di riferimento illustrato in figura 3.1, si considera il caso in cui la trave si
infletta nel piano yz.
La cinematica della teoria tecnica della trave che tiene conto della deformazione a taglio
fu sviluppata da Timoshenko. Si assume che la sezione retta allascissa z, inizialmente piana
ed ortogonale alla linea dasse della trave, a deformazione avvenuta, sia ancora piana ma
non necessariamente ortogonale alla deformata dellasse della trave.
In figura 3.1 evidenziata la deformazione della tipica sezione della trave: la sezione
allascissa generica z ha uno spostamento w0 lungo lasse z, uno spostamento v lungo lasse
y ed inoltre presenta una rotazione intorno allasse x, ortogonale al piano yz. I parametri

z
-v

v
w0

Figura 3.1: Cinematica della trave.


29

-v

30

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)

cinematici sono quindi lo spostamento assiale w, linflessione v e la rotazione ; tali quantit


sono funzioni eslcusivamente dellascissa z, i.e. w0 = w0 (z), v = v(z), = (z).
Rigurdando la trave come un solido tridimensionale, possibile calcolare lo spostamento
di un generico punto della sezione retta della trave. La sezione retta subisce uno spostamento
u1 nullo lungo lasse x, uno spostamento u2 pari a v lungo lasse y ed uno spostamento
u3 lungo lasse z che si ottiene come somma delleetto di w0 , spostamento lungo z in
corrispondenza dellasse della trave, e di rotazione della sezione:
u1 = 0
u2 = v
u3 = w0 + y

(3.1)

Le funzioni che definiscono la cinematica della trave dipendono dallascissa z, i.e. w0 =


w0 (z), v = v(z), = (z).
Sulla base della cinematica introdotta tramite le espressioni (3.1), possibile determinare
lo stato deformativo della trave. Infatti, le componenti non nulle del tensore di deformazione
valgono:
u3
= z =
= w00 + y0 = 0 + y c
(3.2)
z
u2 u3
+
= v0 +
= 2 yz =
z
y
dove lapice 0 indica la derivazione rispetto a z, 0 la dilatazione lineare dellasse della trave
e c la curvatura flessionale della trave.

3.2

Equazioni di equilibrio

Si assume che la trave T sia soggetta ad un sistema piano di sollecitazioni: forze agenti nel
piano yz, coppie lungo lasse x. Le equazioni di equilibrio della trave sono:
traslazione lungo lasse z
N 0 = f

(3.3)

T 0 = q

(3.4)

M0 = T

(3.5)

traslazione lungo lasse y

rotazione intorno allasse x


Le equazioni (3.3), (3.4) e (3.5) sono le equazioni di equilibrio locale della trave, dette
anche equazioni indefinite di equilibrio della trave.

3.3. LEGAME COSTITUTIVO

3.3

31

Legame costitutivo

Note che siano le deformazioni del solido trave, possibile determinare le tensioni presenti
in esso utilizzando le equazioni del legame costitutivo. Infatti, si ottiene:
(3.6)

= E
= G

dove E il modulo elastico lonitudinale, modulo di Young, e G il modulo a taglio.


Una volta definite le tensioni nel generico punto della sezione retta della trave tramite le
relazioni (3.6), possibile determinare le equazioni costitutive della trave. Infatti, lo sforzo
normale ed il momento flettente si calcolano come la risultante ed il momento risultante delle
tensioni normali sulla sezione, mentre il taglio si calcola come la risultamte delle tensioni
tangenziali.
Z
Z
Z
N=
dA
M=
y dA
T =
dA
(3.7)
A

Sostituendo nelle due equazioni (3.7) la relazione costitutiva (3.6), si ottiene:


Z
Z
Z
E dA
M=
y E dA
T =
G dA
N=
A

Ricordando poi la relazione (??), si ha:


Z
Z
N=
E (0 + y c) dA =
(E 0 + Ey c) dA = EA 0 + ES c = EA 0
A

M=

(3.8)

(3.9)

Ey 0 + Ey 2 c dA = ES 0e + EI c = EI c
A
Z
T =
G dA = GAs dA

yE (0 + y c) dA =

(3.10)
(3.11)

essendo S il momemnto statico rispetto allasse x, che risulta nullo poich x baricentrico, I il
momento dinerzia rispetto allasse x ed inoltre 0 e c la deformazione assiale e la curvatura
della trave. Si evidennzia che nellequazione (3.11) sia G che sono costanti nella sezione
retta della trave, per cui integrando dovrebbe comparire larea A della sezione al posto della
quantit As . In realt, come si chiarir successivamente, il modello proposto da Timoshenko
non fornisce un profilo delle tensioni tangenziali accurato tramite la seconda delle formule
(3.6), per cui necessario introdurre un coeciente di correzione a taglio nellespressione
della risultante. Ci equivale a considerare unarea a taglio As = A.
Le equazioni (3.9), (3.10) e (3.11) rappresentano le relazioni costitutive globali della trave
che legano gli enti cinematici deformazione elastica assiale 0 , curvatura c e scorrimento
angolare agli enti statici sforzo normale N, momento flettente M e taglio T .

32

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3.4

Problema dellequilibrio elastico

In definitiva, le equazioni che governano il problema della trave sono le seguenti:


congruenza
0 = w00
c = 0
= v0 +

(3.12)
(3.13)
(3.14)

N 0 = f
M 00 = q
M0 = T

(3.15)
(3.16)
(3.17)

N = EA 0
M = EI c
T = GAs

(3.18)
(3.19)
(3.20)

equilibrio

legame costitutivo

Tenendo conto delle eqauzioni (3.12) e (3.18), la (3.15) fornisce:


0

[EA w00 ] = f

(3.21)

Analogamente, tenendo conto delle equazioni (3.13), (3.14) e (3.19), (??), le equazioni di
equilibrio (3.16) e (3.17) forniscono:
00

[EI 0 ] = q
0
[EI 0 ] = GAs (v0 + )

(3.22)
(3.23)

Le equazioni dierenziali (3.21), (3.22) e (3.23) rappresentano le equazioni del problema


dellequilibrio elastico della trave soggetta a sforzo normale ed a momento flettente, dette
anche equazioni della linea elastica. Si evidenzia che tali equazioni sono completamente
disaccoppiate; infatti il problema assiale si pu risolvere tramite la (3.21) ignorando completamente il problema flessionale; analogamente, il problema flessionale si pu risolvere tramite
la (3.22) ignorando completamente il problema assiale.
Problema assiale
Assumendo EA costante, il comportamento assiale della trave governato dallequazione:
EA w000 = f

(3.24)

3.4. PROBLEMA DELLEQUILIBRIO ELASTICO

33

la cui soluzione, nel caso di carico assiale uniformemente distribuito f costante, :


f 2
z + a1 z + a2
2EA
f
z + a1
0 = w00 =
EA
N = EA 0 = f z + EA a1

w0 =

(3.25)

dove a1 ed a2 sono costanti di integrazione che si determinano tramite opportune condizioni


al contorno.
Problema flessionale
Assumendo EA ed EAs costanti, il comportamento flessionale della trave governato
dalle equazioni:
EI 000 = q
EI 00 = GAs (v 0 + )

(3.26)
(3.27)

Nel caso di carico uniformemente distribuito q costante, integrando la (3.26) si ottiene:


=

q 3
z + b1 z 2 + b2 z + b3
6EI

(3.28)

che sostituita nella (3.27) fornisce:


EI 00

GAs

q 3
EI q
2
z + b1
z + b1 z + b2 z + b3
=
GAs
EI
6EI

v0 =

Integrando lequazione dierenziale (3.29) si ottiene:


q 2
EI
q
1 3 1 2
4

v=
z + b1 z
z + b1 z + b2 z + b3 z + b4
GAs
2EI
24EI
3
2

(3.29)

(3.30)

Ne consegue che:

q 2
z + b1 z + b2
3EI
1
M = EI c = q z 2 + EI (b1 z + b2 )
3

EI 00
EI q
= (v0 + ) =
z + b1
=
GAs
GAs
EI
T = GAs = q z + EI b1
c = 0 =

(3.31)

Le quantit b1 , b2 , b3 , e b4 sono costanti di integrazione che si determinano tramite


opportune condizioni al contorno.

34

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3.5

Fattore di correzione a taglio

Sulla base della seconda delle (3.6), tenendo conto dellequazione (3.2), le tensioni tangenziali
presentano un andamento costante nella sezione retta della trave. Ne consegue che, per la
simmetria delle tensioni tangenziali, si hanno irrealisticamente tensioni diverse da zero
sullestradosso e sullintradosso della trave. Al contrario le tensioni tangenziali derivate
tramite la formula di Jourawsky, ovvero tramite una condizione di equilibrio, sono nulle
allintradosso ed allestradosso della trave, presentando un profilo certamente pi accurato.
In definitiva, le tensioni tangenziali possono essere valutate in due modi dierenti:
dalla cinematica applicando il legame costitutivo:
(3.32)

=G
dalla formula di Jourawsky
J =

T s
Ib

(3.33)

con la (3.33) che fornisce un profilo delle tensioni tangenziali molto pi soddisfacente di
quanto ottenuto tramite la (3.32).
Valutando il lavoro virtuale interno di sezione tramite la formula (3.32) e la formula
(3.33), si ha:
Z
Z
1

Lvi =
dA =
dA =
(3.34)
A
A A
Z
Z 2
s T s
s
T
J
dA =
dA
Lvi =
2
GI A b
A I b G I b
Eguagliando i lavori virtuali ottenuti si ha:
T
=
G I2

s
b

dA

(3.35)

T
G= 2
I

s
b

dA

(3.36)

dA

(3.37)

ovvero

e quindi, per la (3.20), si ha:


T
T
= 2
As
I
Ricordando che As = A, si ottiene:
=

Z
A

s
b

I2
R s 2
A

dA

3.6. ESERCIZI

35

F
A

Figura 3.2: Mensola caricata con una forza F sullestremo libero

3.6
3.6.1

Esercizi
Esercizio 1

Si consideri la trave isostatica riportata in figura 3.2. In particolare, si aronta esclusivamente


il problema flessionale, trascurando laspetto assiale.
La soluzione generale fornita dalle espressioni:
= b1 z 2 + b2 z + b3

EI
1 3 1 2
b1 z + b2 z + b3 z + b4
v =
b1 z
GAs
3
2
ed inoltre:
M = EI (b1 z + b2 )
T = EI b1
Le costanti di integrazione si determinano imponendo condizioni al contorno di tipo sia
statico che cinamatico. In particolare si ha:
Nodo A: sono nulli i valori dello spostamento trasversale e della rotazione,

v(0) = 0
(0) = 0

b4 = 0
b3 = 0

Nodo B: sono noti entrambi gli enti statici


M(l) = 0
T (l) = F

EI (b1 l + b2 ) = 0
EI b1 = F

Risolvendo si ottiene:
b1 =

F
EI

C2 =

Fl
EI

C3 = 0

C4 = 0

36

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)

Figura 3.3: Schema della struttura dellesercizio 2.


e quindi

F 2
z lz
EI

F
F 1 3 1 2
v =
z
z lz
GAs
EI 3
2
M = F (z l)
T = F
=

3.6.2

Esercizio 2

Si determini la soluzione della struttura in figura 3.3 utilizzando lequazione della linea
elastica.
La struttura si compone di 3 tratti, per ognuno di questi tratti si scrivono le equazioni
dierenziali della linea elastica. Si noti che nel secondo tratto presente una distorsione
termica a farfalla, per cui la curvatura flessionale totale si ottiene come somma della curvatura
elastica e di quella termina:
c = 0 = ce + ct
dove
ce =

M
EI

ct =

2 T
h

con coeciente di variazione termica ed h altezza della sezione della trave.


La soluzione per ogni tratto assume la forma:

3.6. ESERCIZI

37

primo tratto da A a B, sistema di riferimento z1 con origine in A

1 = b1 z12 + b2 z1 + b3

EI
1 3 1 2
b1 z + b2 z + b3 z1 + b4
v1 =
b1 z1
GAs
3 1 2 1
M1 = EI (b1 z1 + b2 )
T1 = EI b1

secondo tratto da B a C, sistema di riferimento z2 con origine in B

2 = c1 z22 + c2 z2 + c3

EI
1 3 1 2
v2 =
c1 z2
c1 z + c2 z + c3 z2 + c4
GAs
3 2 2 2
2 T
M2 = EI (c1 z2 + c2 ) EI
h
T2 = EI c1

terzo tratto da C a D, sistema di riferimento z3 con origine in C


q 3
z + d1 z32 + d2 z3 + d3
3 =
6EI 3


EI
1 3 1 2
q 2
q
4
v3 =
z + d1 z3
z + d1 z + d2 z + d3 z3 + d4

GAs
2EI 3
24EI 3 3 3 2 3
1
M3 = q z32 + EI (d1 z3 + d2 )
3
T3 = q z3 + EI d1
Le costanti di integrazione b1 , b2 , b3 , b4 , c1 , c2 , c3 , c4 , d1 , d2 , d3 , d4 si determinano
imponendo le opportune condizioni al contorno.
Nodo A- nellincastro si devono scrivere 2 condizioni di tipo cinematico, la prima sugli
spostamenti verticali, la seconda condizione sulle rotazioni:
v1 (0) = 0
1 (0) = 0
Nodo B- in corrispondenza del carrello elastico in B si devono scrivere 4 condizioni al
contorno, una sugli abbassamenti, una sulle rotazioni, una sul momento flettente ed
una sul taglio:
v1 (l)
1 (l)
M1 (l)
T1 (l) + kv1 (l)

=
=
=
=

v2 (0)
2 (0)
M2 (0)
T2 (0)

38

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)


dove k la rigidezza del vincolo elastico in B.

Nodo C- per il vincolo in C devono essere scritte 4 equazioni:

v2 (l)
v3 (0)
2 (l)
M2 (l)

=
=
=
=

0
0
3 (0)
M3 (0)

Nodo D- in corrispondenza dellestremo libero si scrivono 2 equazioni:

M3 (l) = 0
T3 (l) = 0

In definitiva si ottiene il seguente un sistema di 12 equazioni in 12 incognite.


Nelle pagine che seguono riportato un programma in MAPLE per la risoluzione dellesercizio proposto.

3.6. ESERCIZI

39

> restart:
> with (linalg):
Warning, the protected names norm and trace have been redefined and unprotected

> GAs:=eta*EI:
> eqd1a:=EI*(diff(phi1(z),z$3))=0;
eqd1b:=EI*(diff(phi1(z),z$2))=GAs*(diff(v1(z),z)+phi1(z));
disol1:=dsolve({eqd1a,eqd1b},{phi1(z),v1(z)});
3

eqd1a := EI 3 1( z ) = 0
z

eqd1b := EI 2 1( z ) = EI v1( z ) + 1( z )
z

disol1 := {
1
_C2 z 1
1
1( z ) = _C2 z 2 + _C3 z + _C4, v1( z ) =
_C2 z 3 _C3 z 2 _C4 z + _C1
2

6
2
}

> eqd2a:=EI*(diff(phi2(z),z$3))=0;
eqd2b:=EI*(diff(phi2(z),z$2))=GAs*(diff(v2(z),z)+phi2(z));
disol2:=dsolve({eqd2a,eqd2b},{phi2(z),v2(z)});
3

eqd2a := EI 3 2( z ) = 0
z

eqd2b := EI 2 2( z ) = EI v2( z ) + 2( z )
z

disol2 := {
1
_C2 z 1
1
2( z ) = _C2 z 2 + _C3 z + _C4, v2( z ) =
_C2 z 3 _C3 z 2 _C4 z + _C1
2

6
2
}

> eqd3a:=EI*(diff(phi3(z),z$3))=-q;
eqd3b:=EI*(diff(phi3(z),z$2))=GAs*(diff(v3(z),z)+phi3(z));
disol3:=dsolve({eqd3a,eqd3b},{phi3(z),v3(z)});
3

eqd3a := EI 3 3( z ) = q
z

eqd3b := EI 2 3( z ) = EI v3( z ) + 3( z )
z

1 q z3 1
disol3 := 3( z ) =
+ _C2 z 2 + _C3 z + _C4,
EI
6
2

40

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)


1

q z4

1 qz
_C2 z 24
1
1
3
2
v3( z ) =
+
+
_C2 z _C3 z _C4 z + _C1
EI
2 EI

6
2

>
disol:=dsolve({eqd1a,eqd1b,eqd2a,eqd2b,eqd3a,eqd3b},{phi1(z),v1(z)
,phi2(z),v2(z),phi3(z),v3(z)});

_C4 z 1
1
disol := v1( z ) =
_C4 z 3 _C5 z 2 _C6 z + _C1,

6
2

_C10 z 1
1
v2( z ) =
_C10 z 3 _C11 z 2 _C12 z + _C2,

6
2
1
2( z ) = _C10 z 2 + _C11 z + _C12,
2
1
q z4
1 q z 2 _C7 z 24
1
1
v3( z ) =
+
+
_C7 z 3 _C8 z 2 _C9 z + _C3,
2 EI

6
2
EI

1 q z3 1
1
2
2
3( z ) =
+ _C7 z + _C8 z + _C9, 1( z ) = _C4 z + _C5 z + _C6
6 EI 2
2

> vv1:=subs({_C1=c[1],_C2=c[2],_C3=c[3],_C4=c[4]},(subs(disol1,
v1(z))));
ff1:=subs({_C1=c[1],_C2=c[2],_C3=c[3],_C4=c[4]},(subs(disol1,phi1(
z))));
MM1:=EI*(diff(ff1,z));
TT1:=diff(MM1,z);
c2 z 1
1
vv1 :=
c2 z 3 c3 z 2 c4 z + c1
6
2

ff1 :=

1
c z2 + c3 z + c4
2 2

MM1 := EI ( c2 z + c3 )
TT1 := EI c2

> vv2:=subs({_C1=c[5],_C2=c[6],_C3=c[7],_C4=c[8]},(subs(disol2,
v2(z))));
ff2:=subs({_C1=c[5],_C2=c[6],_C3=c[7],_C4=c[8]},(subs(disol2,phi2(
z))));
MM2:=EI*(diff(ff2,z))-EI*ct;
TT2:=diff(MM2,z);
c6 z 1
1
vv2 :=
c6 z 3 c7 z 2 c8 z + c5
6
2

ff2 :=

1
c z 2 + c7 z + c8
2 6

3.6. ESERCIZI

41
MM2 := EI ( c6 z + c7 ) EI ct
TT2 := EI c6

> vv3:=subs({_C1=c[9],_C2=c[10],_C3=c[11],_C4=c[12]},(subs(disol3,
v3(z))));
ff3:=subs({_C1=c[9],_C2=c[10],_C3=c[11],_C4=c[12]},(subs(disol3,ph
i3(z))));
MM3:=EI*(diff(ff3,z));
TT3:=diff(MM3,z);
1
q z4
2
c
z
24
1 qz
1
1
10
vv3 :=
+
+
c10 z 3 c11 z 2 c12 z + c9

2 EI
6
2
EI
ff3 :=

1 q z3 1
+ c z 2 + c11 z + c12
6 EI 2 10

1 q z2

MM3 := EI
+ c10 z + c11
2
EI

qz
+ c10
TT3 := EI

EI

> # sezione A
cc[1]:=subs(z=0,vv1)=0;
cc[2]:=subs(z=0,ff1)=0;
cc1 := c1 = 0
cc2 := c4 = 0

> # sezione B
cc[3]:=subs(z=l,vv1)-subs(z=l,vv2)=0;
cc[4]:=subs(z=l,ff1)-subs(z=l,ff2)=0;
cc[5]:=subs(z=l,MM1)-subs(z=l,MM2)=0;
cc[6]:=subs(z=l,TT1)+k*subs(z=l,vv1)-subs(z=l,TT2)=0;
c2 l 1
c6 l 1
1
1
cc3 :=
c2 l 3 c3 l 2 c4 l + c1
+ c6 l 3 + c7 l 2 + c8 l c5 = 0
6
2
6
2

cc4 :=

1
1
c2 l 2 + c3 l + c4 c6 l 2 c7 l c8 = 0
2
2

cc5 := EI ( c2 l + c3 ) EI ( c6 l + c7 ) + EI ct = 0

c2 l 1
1
c2 l 3 c3 l 2 c4 l + c1 EI c6 = 0
cc6 := EI c2 + k
2

6
> # sezione C
cc[7]:=subs(z=2*l,vv2)=0;
cc[8]:=subs(z=2*l,vv3)=0;

42

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)

cc[9]:=subs(z=2*l,ff2)-subs(z=2*l,ff3)=0;
cc[10]:=subs(z=2*l,MM2)-subs(z=2*l,MM3)=0;
c6 l 4
c l 3 2 c7 l 2 2 c8 l + c5 = 0
cc7 := 2
3 6
cc8 := 2

ql
+
EI

2 c10 l

2 4
ql
4
3
+
c10 l 3 2 c11 l 2 2 c12 l + c9 = 0
EI
3

4 3
ql
3
cc9 := 2 c6 l 2 + 2 c7 l + c8 +
2 c10 l 2 2 c11 l c12 = 0
EI
q l2

cc10 := EI ( 2 c6 l + c7 ) EI ct EI 2
+ 2 c10 l + c11 = 0
EI

> # sezione D
cc[11]:=subs(z=3*l,MM3)=0;
cc[12]:=subs(z=3*l,TT3)=0;
9 q l2

+ 3 c10 l + c11 = 0
cc11 := EI
2 EI

ql
cc12 := EI 3
+ c10 = 0
EI

>
ris:=solve({cc[1],cc[2],cc[3],cc[4],cc[5],cc[6],cc[7],cc[8],cc[9],
cc[10],cc[11],cc[12]},
{c[1],c[2],c[3],c[4],c[5],c[6],c[7],c[8],c[9],c[10],c[11],c[12]}):
> simplify(ris[1]);
simplify(ris[2]);
simplify(ris[3]);
simplify(ris[4]);
simplify(ris[5]);
simplify(ris[6]);
simplify(ris[7]);
simplify(ris[8]);
simplify(ris[9]);
simplify(ris[10]);
simplify(ris[11]);
simplify(ris[12]);
c9 = l 2 ( 144 q k l 204 q k l 3 + 122 q k l 5 2 288 q EI 312 q 2 EI l 2
+ 19 l 7 3 q k + 240 l 4 3 q EI + 5 l 5 3 EI k ct + 120 l 2 3 EI 2 ct + 66 l 3 EI k 2 ct
+ 144 2 EI2 ct + 72 l EI k ct )

( EI

( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )

3.6. ESERCIZI

43

1
c7 = ( 11 l 7 2 k q + 48 l 4 2 EI q 10 l 5 2 EI k ct + 48 k q l 5 + 120 l 2 2 EI 2 ct
2
+ 48 l 3 EI k ct + 72 l EI k ct + 144 EI 2 ct 36 l 3 k q 72 l 2 EI q )

( EI

( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )
1
c3 = l 2 ( q k l 5 2 48 q 2 EI l 2 6 l 3 EI k 2 ct 12 q k l 3 + 72 2 EI 2 ct
2
+ 36 l EI k ct + 36 q k l + 72 q EI ) ( EI
( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )
c2 =

3 l ( 6 l 3 k q 6 l 3 EI k ct + k q l 5 24 l 2 EI q + 12 EI 2 ct )
2
EI ( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 )
c11 =

9 q l2
2 EI

c10 = 3

ql
EI

c1 = 0
c4 = 0
c6 =

3 l ( 3 k q l 5 24 l 2 EI q + 4 l 3 EI k ct 18 l 3 k q + 12 EI2 ct + 12 l EI k ct )
2
EI ( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 )

1
c8 = ( 6 l 7 2 k q l 5 2 EI k ct + 192 l 2 2 EI2 ct + 18 k q l 5 + 102 l 3 EI k ct
2
+ 144 EI2 ct + 72 l EI k ct ) l

( EI

( 36 k l + 60 k l + 7 k l + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )
3

1
c12 = l ( 176 l 7 2 k q + 2352 l 4 2 EI q + 15 l 5 2 EI k ct + 1470 k q l 5 + 360 l 2 2 EI2 ct
6
+ 198 l 3 EI k ct + 432 EI 2 ct + 216 l EI k ct + 720 l 3 k q + 1440 l 2 EI q )

( EI

( 36 k l + 60 k l 3 + 7 k l 5 2 + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )
c5 = l 2 ( 3 k q l 5 + 42 l 3 EI k ct + 36 EI 2 ct 18 l 3 k q + 36 l EI k ct + l 7 2 k q
+ l 5 2 EI k ct + 48 l 2 2 EI 2 ct )

( EI

( 36 k l + 60 k l + 7 k l + 72 EI + 96 2 EI l 2 ) )
3

Lesercizio pu essere svolto anche per via numerica considerando i seguenti dati:
E = 3000 MPa G = 12500 MPa k = 1500 N/mm ct = 0.00001 1/mm
b = 100 mm
h = 200 mm
l = 3000 mm
As = 5/6 A

44

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)

Figura 3.4: Schema della struttura dellesercizio 3.

3.6.3

Esercizio 3

Si determini la soluzione della struttura in figura 3.4 utlizzando lequazione della linea
elastica.
La struttura si compone di 4 tratti, per ognuno di questi tratti.

primo tratto da A a B, sistema di riferimento z1 con origine in A


1 = b1 z12 + b2 z1 + b3

EI
1 3 1 2
b1 z + b2 z + b3 z1 + b4
v1 =
b1 z1
GAs
3 1 2 1
M1 = EI (b1 z1 + b2 )
T1 = EI b1

secondo tratto da B a C, sistema di riferimento z2 con origine in B


2 = c1 z22 + c2 z2 + c3

EI
1 3 1 2
c1 z + c2 z + c3 z2 + c4
v2 =
c1 z2
GAs
3 2 2 2
2 T
M2 = EI (c1 z2 + c2 ) EI
h
T2 = EI c1

3.6. ESERCIZI

45

terzo tratto da C a D, sistema di riferimento z3 con origine in C


3 = d1 z32 + d2 z3 + d3

EI
1 3 1 2
d1 z + d2 z + d3 z3 + d4
v3 =
d1 z3
GAs
3 3 2 3
M3 = EI (d1 z3 + d2 )
T3 = EI d1
quarto tratto da D a E, sistema di riferimento z4 con origine in D
4 = e1 z42 + e2 z4 + e3

EI
1 3 1 2
e1 z + e2 z + e3 z4 + e4
v4 =
e1 z4
GAs
3 4 2 4
M4 = EI (e1 z4 + e2 )
T4 = EI e1
Le costanti di integrazione b1 , b2 , b3 , b4 , c1 , c2 , c3 , c4 , d1 , d2 , d3 , d4 , e1 , e2 , e3 , e4 si
determinano imponendo le opportune condizioni al contorno.
Nodo A:
v1 (0) = 0
1 (0) = 0
Nodo B:
v1 (l)
v2 (0)
1 (l)
M1 (l)

=
=
=
=

0
0
2 (0)
M2 (0)

Nodo C:
v2 (l)
2 (l)
M2 (l)
T2 (l) + kv2 (l)

=
=
=
=

dove k la rigidezza del vincolo elastico in C.

v3 (0)
3 (0)
M3 (0)
T3 (0)

46

CAPITOLO 3. MODELLO TRAVE DI TIMOSHENKO (PROF. ELIO SACCO)


Nodo D:
v3 (l)
3 (l)
M3 (l)
T3 (l)

=
=
=
=

v4 (0)
4 (0)
M4 (0)
T4 (0) + F

Nodo E:
M4 (l) = 0
T4 (l) = 0
In definitiva, esprimendo le rotazioni, i momenti flettenti ed i tagli in funzione delle
derivate dellinflessione dei singoli tratti, si ottiene un sistema di 16 equazioni che permette
di determinare le 16 costanti di integrazione.