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AUTORITA' PORTUALE DI TARANTO

RETTIFICA, ALLARGAMENTO ED ADEGUAMENTO STRUTTURALE


DELLA BANCHINA DI LEVANTE DEL MOLO SAN CATALDO
E DELLA CALATA 1 DEL PORTO DI TARANTO

PROGETTO ESECUTIVO
Titolo elaborato :

RELAZIONE GEOLOGICA

Scala:

1 0

0 1 4

Committente:

E R

0 0 4
PROGETTISTI

Mandataria

Via Monte Zebio, 40


00195 ROMA

- 0

Responsabile integrazione
prestazioni specialistiche

G E O

Mandante

Via Flaminia Vecchia, 999


00189 Roma

Prof. Ing. Alberto NOLI

AUTORITA' PORTUALE DI TARANTO

Coordinamento di progetto

Dott. Ing. Marco TARTAGLINI


Gruppo di lavoro

Responsabile Unico del Procedimento:

Prof. Ing. Alessandro TOGNA


Dott. Ing. Fabio CAPOZZI
Dott. Ing. Francesco LUPI
Dott. Ing. Giancarlo MILANA
Dott. Ing. Andrea SANZONE
Dott. Ing. Alessio CAMUSI

Dott. Ing. Gaetano INTERNO'

Rif. Dis.

28/01/2016

Data

Rev.

Nome file dwg:

EMISSIONE

DESCRIZIONE

10 014 ER 004 -0 GEO.dwg

Visto del Committente:

Coordinamento di progetto

Dott.Ing. Francesco NICCHIARELLI


Gruppo di lavoro

Dott. Ing. Giovanni PIAZZA


Dott. Arch. Felipe LOZANO LALINDE
Dott. Arch. Michela ROSSI
Dott. Arch. Maria ROVAGNA
Dott. Geol. Michele TAROZZI
Dott. Geol. Maurizio LANZINI

Lupi

Tartaglini

Togna

Redatto:

Controllato:

Validato:

senza autorizzazione scritta.


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Rettifica, allargamento ed adeguamento strutturale della


banchina di levante del Molo San Cataldo e della Calata 1
del Porto di Taranto
Autorit Portuale
di Taranto

ATI

PROGETTO ESECUTIVO
Relazione Geologica

INDICE

1. PREMESSA ............................................................................................................................. 2
2. INQUADRAMENTO TETTONICO, GEOLOGICO, GEOMORFOLOGICO ED
IDROGEOLOGICO GENERALE ............................................................................................. 3
2.1

TETTONICA ED ASSETTO GEOSTRUTTURALE........................................................................... 3

2.2

GEOLOGIA ........................................................................................................................... 5

2.3

GEOMORFOLOGIA E BATIMETRIA .......................................................................................... 7

2.4

IDROGEOLOGIA .................................................................................................................... 9

3. INDAGINE GEOGNOSTICA .................................................................................................. 11


4. STRATIGRAFIA ..................................................................................................................... 18
4.1

MODELLO GEOLOGICO ....................................................................................................... 24

5. IDROGEOLOGIA ................................................................................................................... 26
6. PROBLEMATICHE GEOLOGICHE ....................................................................................... 27
7. BIBLIOGRAFIA ..................................................................................................................... 28

10 014 ER 004 -0 GEO

Relazione Geologica

Rettifica, allargamento ed adeguamento strutturale della


banchina di levante del Molo San Cataldo e della Calata 1
del Porto di Taranto

ATI

PROGETTO ESECUTIVO

Autorit Portuale
di Taranto

Relazione Geologica

1. PREMESSA

La

presente Relazione

Geologica esamina gli

aspetti tettonici, geologici,

stratigrafici,

geomorfologici ed idrogeologici, dellarea interessata dal progetto esecutivo dei lavori di rettifica,
allargamento ed adeguamento strutturale della banchina di levante del Molo San Cataldo e della
Calata 1 del Porto di Taranto.

Il presente rapporto basato su dati stratigrafici relativi ad indagine pregresse, con particolare
riferimento alla Relazione Geologica e Geotecnica dellIng. Vincenzo Cotecchia (Lavori di
Completamento dellAllargamento a ponente del Molo San Cataldo; Prog. 385/OM/AC; 1979) e ad
ulteriori indagini geognostiche eseguite nel 2010 e nel 2013. Inoltre si sono esaminati altri studi
geologico-tecnici prodotti nellarea del Porto di Taranto (Ing. Chiumarulo, Ing. Nuzzo, Geol. Moro,
Coastal Consulting Exploration, ecc.)
La presente Relazione redatta con riferimento alle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC
2008) emanato il 14/1/2008 ed alla relativa Circolare del 2/2/2009.
In questa sede si esaminano i seguenti aspetti:

inquadramento tettonico, geologico-strutturale, morfologico ed idrogeologico generale;

descrizione delle indagini geognostiche;

caratteri stratigrafici;

Gli aspetti relativi alle caratteristiche geotecniche e sismiche sono descritte nella Relazione
Geotecnica e nella Relazione Sismica

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2. INQUADRAMENTO

ATI

Relazione Geologica

TETTONICO,

GEOLOGICO,

GEOMORFOLOGICO

ED

IDROGEOLOGICO GENERALE

Si sviluppano qui di seguito i caratteri tettonici, geologici, geomorfologici ed idrogeologici generali


dellarea in cui localizzato il Molo S. Cataldo.

2.1

Tettonica ed assetto geostrutturale

Larea di Taranto localizzata nei settori occidentali della piattaforma carbonatica pugliese, la
quale immerge verso il mare Jonio e si estende verso occidente a costituire il substrato della fossa
pliocenica della Valle del Bradano.
La piattaforma carbonatica pugliese, che ha i caratteri di zona stabile di Avanpaese,
caratterizzata da formazioni geologiche riferibili al Gruppo dei Calcari delle Murge (Calcari di
Altamura e Calcareniti di Castiglione), con blande giaciture da suborizzontali a debolmente
immergenti verso ovest, associate a faglie dirette, con direzione appenninica.
La Figura 1 mostra la localizzazione dellarea in esame nellambito del contesto tettonicostrutturale dellarea tarantina.
Viene segnalata, al riguardo, in base ai rilievi geofisici, una faglia a direzione appenninica che dalla
Valle del Bradano si spinge nella zona in esame fin oltre Taranto, che potrebbe interessare larea
in esame.
Le coperture plio-pleistoceniche, presenti nelle zone pianeggianti e costiere, obliterano sovente i
depositi carbonatici mesozoici e le relative strutture tettoniche; tali coperture sono costituite da
calcareniti (calcareniti di Gravina) e argille marnose (argille del Bradano), fino a depositi
continentali olocenici e recenti.

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PROGETTO ESECUTIVO

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Figura 1 Schema tettonico dellarea pugliese e tarantina

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2.2

ATI

PROGETTO ESECUTIVO
Relazione Geologica

Geologia

I caratteri geologici pi salienti sono messi in evidenza dalla morfologia che appare in generale pi
movimentata dove affiorano i sedimenti calcarei mesozoici, i quali, affioranti prevalentemente nelle
zone interne delle Murge, sono riferibili alle seguenti unit: Calcari di Bari, Calcare di Mola, Calcare
di Altamura.
Le aree pianeggianti sono occupate, oltre che da depositi continentali superficiali, in cui sono state
riconosciute la Calcarenite di Gravina del Pliocene superiore-Calabriano, e da sedimenti marini
argilloso-siltosi del Pleistocene inferiore, riferibili alla Formazione dell'Argilla del Bradano.
In particolare nel settore del Porto di Taranto si individua la seguente serie geologica, dallalto
verso il basso lalto:

1) Calcarenite di Castiglione: calcareniti organogene, tipo panchina (Calabriano)


2) Argilla del Bradano: marne argillose e siltose con talora intercalazioni sabbiose (Calabriano).
3) Calcarenite di Gravina: calcareniti in genere fini, pulverulente, talora molto compatte, ghiaie e
brecce calcaree (Pliocene superiore-Calabriano ).
4) Calcare di Altamura: calcari compatti con intercalati calcari dolomitici e dolomie compatti
(Turoniano-Senoniano con possibile passaggio al Cenomaniano).

A tale sequenza, nel settore del Porto di Taranto vanno aggiunte le unit geologiche ascrivibili ai
depositi olocenici e recenti dei fondali marini, costituiti essenzialmente da sabbie e limi argillosi.

Nel settore costiero, ed in corrispondenza del molo San Cataldo, non sono presenti le Calcareniti
di Castiglione, ma affiorano le Argille del Bradano, seguite in profondit dalla Calcarenite di
Gravina e dai Calcari di Altamura.
Nella Figura 2, si mostra il settore in esame nel contesto geologico generale (stralcio dal Foglio n.
202 della Carta Geologica dItalia):

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Calcareniti di
M. Castiglione

Argille del
Bradano

Molo San
Cataldo

Figura 2 Carta geologica dellarea di Taranto.

La Figura 3 mostra in una sezione geologica schematica i rapporti giaciturali delle suddette
formazioni e la localizzazione dellarea in esame:

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PROGETTO ESECUTIVO

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Area in esame

Calcarenite di
M. Castiglione

Argille del Bradano


Calcarenite di Gravina
Calcare di Altamura

Figura 3 sezione geologica schematica.

2.3

Geomorf ologia e bat imetria

Dal punta di vista morfologico larea costiera, prescindendo dalle variazioni topografiche legate agli
interventi portuali, si estende con direzione est-ovest e con quote intorno a 2,8-3,1 m slm.
In particolare il Molo San Cataldo presente nel settore di ponente quote intorno a 2,8-3,1 m slm,
mentre nel settore di levante (zona del Molo Storico) assume quote relativamente minori e dintorno
a 1,3-1,5 m slm.
Nel settore di ponente del Molo San Cataldo, ove sono stato eseguiti i sondaggi S5, S6, S7 a
mare, il fondale stato individuato a circa 9-10 m dal livello marino.
Il Molo San Cataldo, nella struttura attuale, si sviluppato in varie fasi descritte nella Figura 4.

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Molo storic o - 1914 (banc hina a levante;


sc ogliera a ponente)
Calata 1 - 1930 (banc hina levante)
I fase di am pliam ento - 1970-1975
(banc hina calata 2 e tratto di 125 m
di banc hina a ponente c on massi in c ls)
II fase di am pliam ento - 1980 (c om pletam ento banc hina di ponente, c on
impalc ato in c.a.p. su pali trivellati)

Figura 4 evoluzione del Molo San Cataldo.

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2.4

ATI

PROGETTO ESECUTIVO
Relazione Geologica

Idrogeologia

La prevalente presenza di rocce calcaree pi o meno fratturate determina in grande una diffusa
permeabilit per fratturazione; la permeabilit pu essere localmente ridotta in corrispondenza di
livelli calcareo- marnosi, con caratteri variabili da media ad elevata permeabilit. Questa falda
profonda, alimentata dalle piogge, drena verso le zone costiere con gradienti piuttosto blandi.
In particolare nelle zone costiere ove lacquifero carbonatico tamponato dalle Argille del Bradano
impermeabili, si realizzano condizioni di falde in pressione.
Larea delle Murge pressoch prova di sorgenti significative, ma la possibilit di emergenze
sorgentizie si realizzano lungo la costa o anche in mare aperto, come segnalato in varie zone
dellarea tarantina. A tale riguardo si cita la sorgente sottomarina localizzata nel Mar Grande, a
sud-est del Molo di San Cataldo ed in prossimit del Molo S. Eligio, conosciuta come Citro o
lAnello od Occhio di S. Cataldo, la cui localizzazione mostrata in Figura 5 (da Indagine Coastal
Consulting & Exploration, 2008).
Questa sorgente ben visibile anche a distanza, quando il mare calmo, e lacqua dolce viene ad
estendersi per circa 20 cm sullacqua salata. LAnello di S. Cataldo rappresenta la pi caratteristica
sorgente carsica ascendente subacquea della regione.

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PROGETTO ESECUTIVO
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lo
Mo
Sa n
a ld
Ca t
o

Sorgente
Sottomarina
Figura 5 localizzazione della sorgente sottomarina a sud-est del Molo San Cataldo

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PROGETTO ESECUTIVO

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Relazione Geologica

3. INDAGINE GEOGNOSTICA

In relazione agli studi relativi al Molo San Cataldo sono state eseguite varie fasi di indagini
geognostiche.
Per quanto riguarda il settore della banchina e della calata 1 si descrivono qui di seguito le indagini
eseguite dalla pi recente alla pi antica.
Indagine 2013 Sondedile Geoter
Questa indagine consistita in n. 3 sondaggi eseguiti dalla Imprefond a mare e n. 2 sondaggi
geognostici inclinati in corrispondenza della calata 1 (SM).
La Geoter ha inoltre eseguito ulteriori 6 sondaggi sulla pavimentazione del molo (ST).
I carotaggi hanno contemplato il prelievo di campioni indisturbati e disturbati e lesecuzione di
prove penetrometriche dinamiche in foro tipo SPT.
La tabella seguente mostra gli elementi principali dei suddetti sondaggi:

SONDAGGIO

SM6

LOCALIZZAZZIONE
NEL MOLO S.
CATALDO
Settore di levante, a
mare
Settore di levante, a
mare
Settore di levante, a
mare
Calata 1

SM7

Calata 1

ST1

Settore di levante
+ testata
Settore di levante
Settore di levante
Calata 1
Calata 1
Settore di levante

Sm1
Sm2
Sm3

ST2
ST3
ST4
ST5
ST6

PROF. TOT.

CAMPIONI
IND.

CAMPIONI
DIST.

SPT

53,5

56,5

56,0

30
Inclinato
30
inclinato
64,0

13

60,0
60,0
30
30
66,0

7
6
5
5
5

10
10
12

10
9
10
10
12

Inoltre stata eseguita una Prove penetrometrica statica con piezocono (PP-1).
I campioni indisturbati prelevati nei sondaggi geognostici sono stati sottoposti a prove di
laboratorio, come illustrato nella seguente tabella:

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PROGETTO ESECUTIVO
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S/C
Sm1/1

PROF.
12,00-12,60

LITOLOGIA
Limo sabbioso

Sm1/2

28,00-28,60

Limo argilloso

Sm1/3

36,60-37,20

Argilla limosa

Sm1/5

48,10-48,85

Argilla compatta

Sm2/1

6,70-7,30

Limo sabbioso

Sm2/2

29,00-29,60

Argilla limosa

Sm2/4

42,50-42,90

Argilla compatta

Sm2/5
Sm3/1

49,00-49,60
12,50-13,00

Argilla compatta
Sabbia limosa

Sm3/2

23,50-24,10

Argilla compatta

Sm3/3

36,5-37,00

Argilla compatta

Sm3/4

42,00-42,40

Argilla compatta

Sm3/5 48,20-48,85
ST1/C1 11,50-11,90

Argilla compatta
Limo sabbioso

ST1/C2 16,00-16,50

Limo sabbioso

ST1/C5 55,00-55,60
ST2/C1 13,50-14,00

Limo argilloso
consistente
Limo argilloso

ST2/C2 28,00-28,50

Sabbia limosa

ST2/C3 31,00-31,50

Argilla limosa
consistente

ST2/C5 43,00-43,50

Argilla molto

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ATI

PROVE
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Triax UU,
Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Triax CU, Edometro
Densit, Wn, Triax UU
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, Triax UU,
Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, Triax UU
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometria
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometria
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
residuo, Triax UU, Edometria
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
residuo
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Compr. ELL, Triax CU,
Edometria
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,

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PROGETTO ESECUTIVO
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ST3/C1 18,00-18,45

consistente
Argilla limosa
consistente
Argilla marnosa
consistente
Limo con argilla

ST3/C2 21,00-21,45

Argilla con limo

ST3/C3 27,10-27,70

Argilla compatta

ST3/C5 38,70-39,30

Argilla compatta

ST3/C6 45,00-45,5

Argilla compatta

ST4/C1 6,50-7,15

Riporto

ST4/C2 11,80-12,35

Argilla con limo

ST4/C3 20,50-21,00

Argilla compatta

ST4/C4 24,00-24,60

Argilla compatta

ST5/C1 13,50-14,15

Argilla compatta

ST5/C3 20,90-21,35

Argilla compatta

ST5/C4 24,00-24,45

Argilla compatta

ST5/C5 26,60-27,35

Argilla compatta

ST6/C1 16,50-17,10

Limo argilloso

ST6/C3 24,00-24,50

Limo argilloso

ST6/C4 36,00-36,60

Limo sabbioso

ST6/C5 49,90-50,36

Argilla compatta

ST2/C6 49,00-49,30
ST2/C7 55,45-56,00

10 014 ER 004 -0 GEO

ATI

Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometria


Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Compr. ELL; Edometria
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Compr. ELL
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Triax UU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Compr. ELL,
Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Compr. ELL,
Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Compr. ELL
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Triax CU
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Compr. ELL,
Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo, Triax UU, Compr. ELL, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Compr. ELL, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax CU, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio Diretto, Taglio
Residuo
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triax UU, Edometro

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Relazione Geologica

Indagine 2010 Geol. Gianfranco Moro


Lindagine consistita in n. 5 sondaggi geognostici come da tabella seguente:

SONDAGGIO

1
2
3
4
5
Inoltre

LOCALIZZAZZIONE
NEL MOLO S.
CATALDO
Settore di levante
+ testata
Settore di levante
Settore di levante
Settore di levante
Settore di levante

PROF. TOT.

CAMPIONI IND.

SPT

30

32
40
40
40

4
4
4

3
2
2
2

sono state eseguite due prove sismiche tipo MASW e 2 stese sismiche a rifrazione

localizzate lungo il settore di levante.


Su alcuni dei campioni indisturbati prelevati sono state eseguite le seguenti prove di laboratorio:

S/C
S3/C1

PROF.
9,20-9,80

LITOLOGIA
Sabbia limosa

S3/C2

17,50-18,00

Argilla limosa

S3/C3

26,50-27,00

Argilla limosa

S3/C4

39,50-40,00

Argilla limosa

S4/C1

14,50-15,00

Argilla limosa

S4/C2

23,00-23,50

Argilla limosa

S4/C3

29,50-30,00

Argilla limosa

S4/C4

36,00-36,50

Argilla limosa

S5/C1

11,50-12,00

Sabbia limosa

S5/C2

19,50-19,90

Sabbia limosa

S5/C3

26,00-26,50

Argilla limosa

S5/C4

39,50-40,00

Argilla sabbiosa

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PROVE
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg,
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto, Edometro
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Taglio diretto, Edometro

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Rettifica, allargamento ed adeguamento strutturale della


banchina di levante del Molo San Cataldo e della Calata 1
del Porto di Taranto

ATI

PROGETTO ESECUTIVO

Autorit Portuale
di Taranto

Relazione Geologica

Indagine 1979 Prof. Cotecchia


Si fa riferimento ad una indagine geognostica eseguita nel 1979, nellambito dello Studio del Prof.
Cotecchia per il progetto dellampliamento del settore di ponente del Molo San Cataldo.
Lindagine consistita nella esecuzione di 7 sondaggi geognostici, esecuzione di prove
penetrometriche SPT, prelievo di campioni indisturbati e relative prove di laboratorio.
La tabella seguente mostra gli elementi principali dei suddetti sondaggi localizzati nellambito della
banchina in esame:

SONDAGGIO

1
2
3
4

LOCALIZZAZZIONE
NEL MOLO S.
CATALDO
Settore di levante
Settore di levante
Settore di levante
+ testata
Settore di levante

PROF. TOT.

CAMPIONI IND.

SPT

65
68
65

70

11

Si sottolinea lesecuzione di SPT fino alla profondit di 50-55 m dal p.c., anche se tali prove sono
considerate attendibili soltanto fino ad un massimo di 20-25 m dal p.c. (in questa sede si terr
conto criticamente di tale limitazione).
I campioni prelevati nei sondaggi geognostici sono stati sottoposti a prove di laboratorio, come
illustrato nella seguente tabella:

S/C
PROF.
S3/C1 18,00-18,60

LITOLOGIA
Argilla sabbiosa

S3/C2 22,50-23,10

Argilla sabbiosa

S3/C3 28,50-29,50

Argilla sabbiosa

S3/C4 34,50-35,50

Argilla sabbiosa

S3/C5 40,00-40,60

Argilla sabbiosa

10 014 ER 004 -0 GEO

PROVE
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3

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PROGETTO ESECUTIVO
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S3/C6 45,50-46,20

Argilla compatta

S3/C7 55,50-56,10

Argilla compatta

S4/C1 18,30-19,00

Sabbia fine

S4/C2 30,00-30,70

Argilla sabbiosa
compatta

S4/C3 40,50-41,20

Argilla molto
compatta

S6/C1 30,20-30,90

Argilla molto
compatta
Argilla molto
compatta

S6/C2 35,50-35,80

S6/C3 36,70-37,00

ATI

Argilla sabbiosa
compatta

Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,


Limiti di Atterberg, Triassiale CD, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale UU
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, ELL, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale UU, TD veloce
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale UU
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale UU
Contenuto in CaCO3
Densit, Wn, Peso specifico, granulometria,
Limiti di Atterberg, Triassiale UU
Contenuto in CaCO3

.:

La Figura 6 mostra lubicazione delle indagini geognostiche nel settore di banchina e della calata
1.
Le stratigrafie delle varie indagini sono allegate a parte.

10 014 ER 004 -0 GEO

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Sm

St5

Sondaggi geognostic i a terra


c on piezom etro nei c alcari di base
Sondaggi geognostic i a terra
Sondaggi geognostic i a m are

Sm

Se
z-6

Sm6

SM

Sondaggi geognostic i a terra

St4

St

Sm7

Indagine 2013
St

Sondaggi geognostic i inc linati

Cv

Carotaggi nei pali di fondazione

Indagine 2010
S

Sondaggi geognostic i
MASW

Stesa sismica a rifrazione

Sondaggi geognostici

S4

St3

Indagine 1979

St2
PP1
St1

S3

SM4
S1

St6

Se z-1

Se z-2

S5

CV4
SM5
CV3
CV2

Se z-3

CV1

S6

S1
S3

S4

S2

S7

Se z-4

S2

S5

Se z-5

Figura 6 Ubicazione indagini geognostiche nel settore di testata del Molo San Cataldo
10 014 ER 004 -0 GEO

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4. STRATIGRAFIA

Le varie fasi di indagine che si sono sviluppate nel tempo (dal 1979 al 2013) hanno descritto la
stratigrafia locale con suddivisioni e simbologie diverse.
Al fine di permettere un utile confronto con le precedenti classificazioni si riporta in forma tabellare i
modelli stratigrafici via via assunti e quello utilizzato nel presente rapporto (che pur con alcune
variazioni ripropone quello gi utilizzato nel Progetto Preliminare).

GEOLOGIA

ANTROPICO

LITOLOGIA

Colmata della
banchina, Molo
FONDALE
Sabbia media
OLOCENESabbia fine limosa
RECENTE
Argilla grigia deb.
sabbiosa, poco
consistente
Limi argillosi, sabbiosi,
poco consistenti
Argille mediamente
consistenti
SUBSTRATO
Argilla marnosa grigioPLEISTOCENICO giallastra, molto
INF. (Argilla del
consistente (tetto
Bradano)
alterato di Z7)
Argilla marnosa grigioverdastra, molto
consistente
SUBSTRATO
Sabbie con elementi
MESOZOICOlapidei calcarei
CENOZOICO
cementati (Calcareniti
di Gravina Pliocene
sup.)
Calcare micritico
(Calcare di Altamura Cretaceo)

10 014 ER 004 -0 GEO

Cotecchia PROG.
1979
PREL.
2010
Z1
Z2
Z3
Z4

Z5

2013

a-a

PROG.
DEF.
2013
R
A1

b1
b2
b3

A2

b4
c

A3

Z6

Z7

Z8

Z9

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La descrizione dei terreni viene sviluppata in senso stratigrafico (dal pi recente al pi antico), con
riferimento specifico ai terreni soggiacenti al settore della banchina e della Calata 1del Molo di San
Cataldo e con riferimento alle Sezioni Litotecniche 1, 2, 3, 4, 5, 6.
.
Struttura del Molo R
Il settore orientale della banchina, relativo al molo storico, costituito da una scogliera realizzata
con materiale eterometrico di natura calcarea e calcarenitica.
La zona della calata 1 invece, indagata da 2 sondaggi verticali (ST4, ST5), ha evidenziato la
presenza di circa 10 metri di elementi lapidei a spigoli vivi, di dimensioni da centimetriche a
decimetriche, in abbondante matrice limosa-sabbiosa; localmente la matrice prevalente sugli
elementi lapidei.
Invece due sondaggi matrice sabbiosa (SM6, SM7) hanno attraversato la scogliera esterna,
costituita da clasti a spigoli vivi di dimensioni pluridecimetriche, in scarsa matrice sabbiosa, per
circa 4-6 metri.
In ambedue i casi si intercettato il fondale a circa 10-11 metri di profondit.
Depositi del fondale (Olocene-Recente)
Questi terreni fanno riferimento ai depositi olocenici e recenti del fondale che hanno colmato
lincisione erosiva del substrato cretaceo-plio-pleistocenico.
Trattasi di una successone costituita da sabbie, sabbie limose (A1) e, prevalentemente, da limi
argillosi pi o meno sabbiosi (A2), e argille (A3); questi terreni hanno uno spessore molto variabile
lungo lasse del molo, dalla calata 1 e lungo la banchina in relazione alla quota del substrato
marnoso pleistocenico, la cui quota a circa -10/-12 m slm, in corrispondenza della calata, e,
diminuendo via via, presenta un brusco abbassamento fino a quote intorno a -62/-64 m slm.
In conseguenza di tale morfologia sepolta del substrato, infatti i depositi di fondale sono del tutto
assenti in corrispondenza della calata 1 ed iniziano ad essere presenti, con spessori via via
maggiori lungo la banchina fino alla testata, ove gli spessori arrivano a circa 54-56 m.
Landamento del substrato, che condiziona la variazione di spessore dei depositi, ben visibile
dalla Sezione Litotecnica 1.
La caratteristica prevalente di questi depositi lo stato normalconsolidato.

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Sabbie e sabbie limose A1


Questo litotipo costituito da sabbie medie di colore grigiastro, da poco a mediamente addensate
e rappresentano il fondale sabbioso superficiale; inferiormente passano a sabbie fini con un
relativo aumento della frazione limosa. Lo spessore variabile da pochi metri (zona interna della
banchina) a 14 a 16 metri (zona esterna della banchina).
Riguardo agli spessori si deve tener anche conto che questi hanno un carattere aleatorio
dipendente dalle locali condizioni meteomarine e delle correnti locali.
Questi depositi sono sostanzialmente saturi e caratterizzati da bassi valori di addensamento.
Limi argillosi debolmente sabbiosi A2
La stratigrafia prosegue con depositi argilloso-limosi grigiastri, poco consistenti, con varie fiamme
di sabbie fini, di colore grigiastro e localmente grigio-nerastro per contenuto in sostanza organica.
Si individua un diffuso contenuto fossilifero, pi abbondante in profondit.
Anche questa unit ha spessori variabili; da pochi metri nella zona interna della banchina, fono a
circa 24-26 m nella zona di testata,
Questi depositi sono sostanzialmente saturi e caratterizzati da bassa consistenza.
Argilla limosa A3
Come appena accennato nel settore di testa del molo, in corrispondenza di un salto morfologico
sepolto del substrato marnoso, la serie stratigrafica prosegue con argille limose, grigiastre,
caratterizzate da un relativa maggiore omogeneit e consistenza.
Lo spessore di circa 14-16 metri ed il letto a diretto contatto con il substrato calcareniticocalcareo, a circa -62/-64 m slm.
Questa unit caratterizzata da una media consistenza.
Substrato marnoso (Pleistocene)
Il substrato marnoso costituito da argille grigie e verdastre, riferibili alle Argille Grigie del Bradano
ed la sua articolazione morfologica sepolta, dovuta a processi erosivi, ha direttamente
condizionato gli spessori dei sovrastati depositi olocenici del fondale.
Per meglio comprendere landamento del substrato plio-pleistocenico marnoso, utilizzando tutti i
dati di sondaggio a disposizione in corrispondenza dellintero molo, si sviluppata una
elaborazione di kriging che porta a definire le curve di livello slm del suddetto tetto marnoso. La
Figura 7 mostra tale andamento che evidenzia nei settori costieri, lungo la Calata 1, il tetto

10 014 ER 004 -0 GEO

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marnoso a circa -10 m slm, che degrada via via fino alle quote sopra descritte in corrispondenza
della testata; in tale figura ben visibile landamento del settore ribassato del substrato marnoso
sullangolo meridionale della banchina.
Landamento del substrato marnosi lungo il molo stato studiato con la costruzione delle Sezioni
Litotecniche n. 3, 4, 5, 6.

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Se
z-6

5
Sez-

4
Se-4zz
Se

-54
-50
-46

-62
-5-60
8

Se z-2

-1
Se z

3
Se z-

Figura 7 andamento del tetto delle argille marnose pleistoceniche


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In questa formazione si individua un membro superiore caratterizzato da un certo grado di


alterazione e parziale rimaneggiamento (B) e da un membro massivo interno dotato di maggiore
consistenza fino a stati semilapidei (C).

Argilla marnosa alterata ed allentata - B


Questa unit rappresenta il membro superiore della Formazione marina delle Argille Grigie del
Bradano e sono caratterizzate da un certo grado di alterazione e parziale rimaneggiamento che
determinano caratteristiche fisico-meccaniche relativamente pi scadenti.
Dal punto di vista granulometrico sono rappresentate da argille di colore grigiastro e giallastro, con
livelli sabbiosi e contenuto fossilifero, mediamente consistenti.
In genere lo spessore del membro alterato di circa 6-8 metri.

Argilla marnosa consistente - C


Lunit rappresenta i depositi pleistocenici marini riferibili alle Argille Grigie del Bradano, pi o
meno marnose, molto consistenti, fino a stati sovraconsolidati.
Trattasi di argille grigiastre-verdastre con sottili livelli sabbiosi a volte cementati e presenza locale
di fratture verticali.
Lo spessore massimo di questa unit di circa 45-60 m nel settore della calata 1, mentre tale
spessore si annulla nel settore meridionale della banchina, ive affiorano i sottostanti depositi
calcarei e calcarenitici (vedi Figura 7).

Substrato calcarenitico (Pliocene) e calcareo (Cretaceo)


Alle massime profondit raggiunte dai sondaggi si individua la presenza di un substrato calcareocalcarenitico, lapideo, fratturato, con andamento localmente suborizzontale; la quota di tetto a
circa -60/-62 m slm.
Si individua una unit calcarenitica riferibile alla Calcarenite di Gravina, di et pliocenica superiore
(D), ed una unit pi schiettamente calcarea riferibile al Calcare di Altamura di et mesozoica (D).
I rapporti stratigrafici fra queste due unit sono di tipo tettonico.
Calcarenite D
Calcareniti compatte a granulometria medio-fine, poco porose, di colore grigiastro e stratificazione
poco evidente.

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Lo spessore di circa 2-3 m.

Calcare micritico - D
Trattasi di calcari stratificati, detritico-organogeni, fratturati, con patine di ossidazione.

4.1

Modello Geologico

Sulla base della successione stratigrafica sopra descritta si mostra il Modello Geologico valido per
larea interessata dagli interventi della banchina e della Calata 1 del Molo San Cataldo (Figura 8).

10 014 ER 004 -0 GEO

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MOLO SAN CATALDO - BANCHINA E CALATA 1


Modello Geologico
m slm
0

mare

terra

2
Riporti della banc hina e della c alata 1

4
6
8
10
A1 - Sabbie med ie pi o m eno
limose,

12
14
16
18
20
22
24
26
28
30

A2 - Limi argillosi pi o meno


sabbiosi e sabbie lim ose, di
c olore grigiastro, c on livelli
organic i, poc o c onsistenti/
addensate

B - Argille limose di c olore grigio-giallastro,


da med iam ente a molto c onsistenti
(tetto alterato ed allentato della formazione)

32
34
36
38
40
42
44
46

C - Argille lim ose marnose, di c olore grigio,


da molto c onsistenti a semilapidea

48
50
52
A3 - Argille limose, mediam ente
c onsistenti

54
58
60
62
64

D - CALCARENITI DI GRAVINA - PLIOCENE SUP.


Sabbie e ghiaie debolmente c em entate

66

D - CALCARE DI ALTAMURA - CRETACEO


Calc ari m ic ritic i, di c olore noc c iola, stratific ati,
fratturati

68
70

Figura 8 Modello geologico


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5. IDROGEOLOGIA

Come gi descritto nel Par. 2.4 nellarea presente, a circa 62-65 m dal piano campagna, un
substrato calcareo-calcarenitico, molto fratturato e sede di una falda in pressione.
Tale falda tamponata al tetto dai deposti marnosi sovraconsolidati (B, C), tranne che nel settore
sud-est del molo ove, essendo i substrato marnoso assente, il tamponamento idraulico avviene
attraverso lunit olocenica A3, sempre poco-nulla permeabile, ma mediamente consistente.
In effetti in pieno mare ed a sud-est del Molo San Cataldo ed in prossimit del Molo S. Eligio, si
segnala una sorgente marina conosciuta come Citro o lAnello od Occhio di S. Cataldo. Questa
sorgente ben visibile anche a distanza, quando il mare calmo, e lacqua dolce viene ad
estendersi per circa 20 cm sullacqua salata.
I sondaggi geognostici delle varie fasi di indagine che hanno raggiunto il substrato calcareo hanno
tutti evidenziato una risata di acqua in prensione con livelli prossimi e/o superiori al livello del mare.
Si riportano qui di seguito i dati piezometrici di tali risalite con riferimento a 3 sondaggi attrezzati
con piezometro e con letture dei livelli che si sono succeduti in pi giorni.

IND
2013
2013
2013

SOND
St6
SM4
SM5

PROF.
MIN.
CALCARE LIVELLO
Q-SOND
m da
FALDA
m slm
p.c.
m da p.c.
1,5
63
0,45
3
64
-3,8
3
64
-2,78

MAX
LIVELLO
FALDA
m da p.c.
1,76
-15,4
-3,1

MIN.
LIVELLO
FALDA
m slm
1,95
-0,8
0,22

MAX
LIVELLO
FALDA
m slm
3,26
-12,4
-0,1

Si individua una risalita media intorno al livello mare o poco superiore, pur evidenziando una
notevole variabilit dei livelli rispetto a misure di mattina e sera nel sondaggio SM4. Ed una risalita
massima fino a + 3,26 m slm in corrispondenza del piezometro St6.
Riguardo alla massima risalita di + 3,26 m slm misurata nel sondaggio St4, questo appare una
singolarit rispetto a tutti i dati piezometrici disponibili ed ai dati storici di esecuzione dei pali sulla
banchina a giorno lato ponente (Cotecchia, 1980). Inoltre, sempre con riferimento a questa risalita,
si sottolinea che il sondaggio St6 localizzato in un settore ove il substrato calcareo tamponato
da uno spessore di circa 23-25 m di marne sovraconsolidate e che le fondazioni su pali saranno
intestato sul substrato marnoso, senza intercettare i calcari di base.

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6. PROBLEMATICHE GEOLOGICHE

Nellambito del contesto geologico descritto nei precedenti capitoli, gli interventi previsti per la
banchina riguardano la realizzazione di pali di fondazione che saranno intestati sul substrato
marnoso sovraconslidato, presente a profondit variabile da 35-40 m (zona intermedia della
banchina) fino a 8-10 m dal p.c. (zona Calata 1).
Si sottolinea comunque che il substrato marnoso sovraconsoldiato risulta assente nel settore
meridionale della banchina, a partire dalla distanza 80-100 m a nord della testata; in questo settore
i pali di fondazione saranno intestati nel substrato calcareo ed in tale contesto sar necessario
adottare tutte le opportune modalit esecutive, data la presenza della falda in pressione con livello
di stabilizzazione prossimo a poco superiore al livello mare.

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del Molo S. Cataldo del Porto Mecantile di Taranto

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stratigrafico presso il Porto di Taranto, Maggio 2008
COTECCHIA V. (1979), Lavori di completamento dellallargamento a ponente del Molo San
Cataldo. Relazione Geologica e Geotecnica e di calcolo delle fondazioni

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Geologica Italiana, 1987, vol. 106, fasc. 4, pp. 767-783.

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Cataldo. Valutazioni geotecniche in relazione alla presenza di sedimenti inquinati di fondale

PAGLIARULO-R., BRUNO-G. (1990), Implicazioni tettonico-strutturali nella circolazione idrica


profonda nell'area del Mar Piccolo di Taranto (Puglia), Bollettino della Societ Geologica Italiana,
1990, vol. 109, fasc. 2, pp. 307-312.

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del Porto di Taranto in relazione al loro riutilizzo in cassa di colmata, Resp. Scient. Prof. Ing. A. M.
Federico

ROSSI-S., GABBIANELLI-G., (1978), Geomorfologia del Golfo di Taranto, Bollettino della Societ
Geologica Italiana, 1978, vol. 97, fasc. 4, pp. 423-437.
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