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Meccanismi di trasduzione sensoriale nella coclea dei mammiferi

Ferdinando Rossi

Centro Rita levi Montalcini, Dipartimento di Neuroscienze, Universit di Torino, I-10125 Torino,
Italia

Numero di pagine: 20

Numero di figure: 7

Indirizzo per la corrispondenza:

Ferdinando Rossi
Centro Rita Levi Montalcini
Dipartimento di Neuroscienze
Universit di Torino
Corso Raffaello, 30
I-10125, Torino
Italia

Telefono: +39-011-6707705
Telefax: +39-011-6707708
e-mail: ferdinando.rossi@unito.it

La coclea uno dei pi straordinari prodotti dellingegneria evoluzionistica. Essa contiene un


sofisticatissimo dispositivo di sensori capaci di trasdurre in pochi microsecondi gli stimoli sonori in
segnali nervosi, riproducendone fedelmente le caratteristiche di intensit e frequenza. Inoltre, la
coclea dotata di un potente meccanismo di amplificazione attiva del segnale, che incrementa
ulteriormente la prestazione dellapparato recettoriale uditivo in termini di sensibilit e di capacit
di discriminazione in frequenza. Tutto questo diviene ancora pi sorprendente quando si pensa che
queste funzioni sono svolte da appena 15-16.000 cellule recettrici, contenute in una struttura non
pi grande di un pisello. Le straordinarie scoperte effettuate negli ultimi decenni nello studio della
biologia e fisiologia cocleare hanno permesso di chiarire molti dei meccanismi cellulari e
molecolari responsabili della funzione di questo organo sensoriale. Questa breve trattazione sar
appunto dedicata a descrivere alcune delle pi recenti acquisizioni nello studio dei processi di
trasduzione e di amplificazione attiva del segnale sonoro.

Anatomia funzionale della coclea

La coclea un canalicolo spiraliforme situato nella regione anteriore del labirinto osseo, che,
nelluomo, compie due giri e mezzo su una lunghezza di circa 35 mm. Al suo interno, le strutture
del labirinto membranoso delimitano tre scale (o rampe) che corrono parallele per tutta la lunghezza
della coclea. La scala vestibolare parte dalla finestra ovale, nella quale inserita la platina della
staffa, e sale fino allapice del canalicolo cocleare, dove, attraverso lelicotrema, comunica con la
scala timpanica. Questultima termina alla base della coclea, in corrispondenza della finestra
rotonda. Fra queste due scale si trova la scala media. Di sezione triangolare con lapice rivolto verso

il modiolo, la scala media delimitata da tre membrane: la membrana basilare, che la separa dalla
scala timpanica, la membrana di Reissner, che la separa dalla scala vestibolare, e la stria vascolare,
che la delimita verso la faccia esterna della coclea. Le scale timpanica e vestibolare contengono
perilinfa, mentre la scala media contiene endolinfa.

Lapparato recettoriale uditivo vero e proprio costituito dallorgano di Corti (Corti, 1851),
un ispessimento dellepitelio che copre la membrana basilare, il quale contiene, oltre a cellule di
sostegno, i recettori acustici: le cellule cigliate. Nella coclea dei mammiferi vi sono due popolazioni
distinte di cellule cigliate, chiamate cellule cigliate interne ed esterne secondo la loro posizione
rispetto al modiolo. La porzione apicale delle cellule recettrici presenta una sofisticata struttura
trasduttrice, il ciuffo di stereociglia, che si affaccia nel lume della scala media. Sopra i ciuffi posta
la membrana tectoria, che articola con le stereociglia pi lunghe delle cellule cigliate esterne.

Lo stimolo sonoro viene raccolto dalla membrana del timpano e trasferito attraverso la
catena degli ossicini ai liquidi endolabirintici. La vibrazione della perilinfa nelle scale vestibolare e
timpanica viene trasmessa alla scala media che entra, a sua volta, in vibrazione. Le membrane
basilare e tectoria vibrano con un movimento simile ad un battito dali, facendo perno sul punto di
inserzione sul modiolo. Dato che le due membrane hanno punti dinserzione diversi, durante la
vibrazione compiono dei movimenti di scivolamento reciproco, che si trasmettono ai ciuffi delle
cellule cigliate esterne ed interne. Il movimento del ciuffo di stereociglia riproduce fedelmente
lampiezza e la frequenza della vibrazione impressa alla membrana basilare dallo stimolo sonoro.

La trasduzione meccano-elettrica nelle cellule cigliate

Le cellule cigliate sono elementi epiteliali specializzati per la trasduzione sensoriale


meccano-elettrica, situati in regioni specifiche dellepitelio che ricopre la superficie interna del
labirinto membranoso, quali le macule dellutricolo e del sacculo, le creste ampollari dei canali
semicircolari e lorgano di Corti della coclea. Nellorgano di Corti dei mammiferi, le cellule cigliate
interne, circa 3500, sono disposte in ununica fila per tutta la lunghezza della membrana basilare,
mentre le cellule cigliate esterne, circa 12.000, sono disposte in tre file parallele.

Le cellule cigliate hanno forma cilindrica. La porzione basale della cellula poggia sugli
elementi epiteliali di sostegno e, oltre ai diversi organuli deputati alle funzioni biologiche essenziali,
presenta strutture specializzate per la trasmissione sinaptica in contatto con i prolungamenti
periferici dei neuroni del ganglio di Corti o, nel caso delle cellule esterne, con i terminali degli
assoni efferenti provenienti dal sistema nervoso centrale. La porzione apicale si affaccia nel lume
della scala media e contiene il ciuffo delle ciglia, deputato al processo di trasduzione. Dato che la
superficie luminale dellepitelio che ricopre la scala media sigillata da giunzioni serrate, le due
porzioni della cellula cigliata sono esposte a condizioni ambientali differenti: quella apicale
immersa nellendolinfa, mentre quella basale circondata dal normale liquido extracellulare.
Nonostante queste caratteristiche comuni, le due popolazioni di cellule recettrici presentano
profonde differenze di struttura e di innervazione che riflettono il diverso ruolo funzionale.

Innervazione delle cellule cigliate dellorgano di Corti

Le cellule cigliate sono dotate di innervazione afferente, deputata a trasmettere i segnali


nervosi al sistema nervoso centrale, e di innervazione efferente, proveniente dal sistema nervoso
centrale e destinata a regolare la funzione dei recettori (Fig. 1). Tuttavia, le modalit di innervazione
delle cellule esterne ed interne sono profondamente diverse (per una completa descrizione

dellinnervazione cocleare si veda anche Iurato, 1967; Rossi et al., 1967; Kyang et al., 1982;
Eybalin, 1993).

Le cellule interne trasmettono linformazione sensoriale ai prolungamenti periferici dei


neuroni di tipo I del ganglio di Corti, i cui neuriti centrali mielinizzati si dirigono ai nuclei cocleari.
I neuroni di tipo I sono circa 30.000 e rappresentano il 95% della popolazione neuronale del
ganglio. Ogni cellula cigliata forma, in media, 10 contatti sinaptici con altrettanti neuroni sensoriali,
ognuno dei quali riceve informazioni da un singolo recettore (Brown, 1987). In altri termini, ogni
cellula cigliata interna possiede numerosi canali privati attraverso i quali invia il suo segnale al
sistema nervoso centrale. Va sottolineato che il numero di prolungamenti periferici in contatto con
una singola cellula recettrice maggiore nelle porzioni centrali della coclea e diminuisce andando
verso la base o lapice. Questo suggerisce che linnervazione sia organizzata in modo da
privilegiare la trasmissione di frequenze particolarmente rilevanti per le diverse specie, come, ad
esempio, quelle utilizzate per lecolocazione nei pipistrelli (Bruns e Schmieszek, 1980).
Linnervazione efferente delle cellule interne deriva dai neuroni del nucleo olivare superiore laterale
ipsilaterale (sistema efferente laterale), i cui assoni non terminano sul recettore, ma articolano con
lelemento post-sinaptico posto sul prolungamento periferico del neurone del ganglio di Corti.

Le cellule cigliate esterne sono in contatto con i prolungamenti periferici dei neuroni
amielinici di tipo II, che rappresentano il 5% restante dei neuroni del ganglio di Corti e proiettano ai
nuclei cocleari. In generale, ogni prolungamento periferico dotato di diverse ramificazioni
terminali e prende contatto con numerosi recettori (Brown, 1987). Le cellule esterne possiedono
unimportante innervazione efferente, che origina bilateralmente dal nucleo olivare superiore
mediale (sistema efferente mediale) e prende contatto direttamente con la porzione basale della
cellula.

Le cellule interne hanno quindi connessioni afferenti notevolmente divergenti e sono dotate
di numerosi canali di trasmissione privati; linnervazione efferente prende contatto con lelemento
postsinaptico. Le cellule esterne hanno connessioni afferenti fortemente convergenti con appena il
5% dei neuroni del ganglio di Corti, ma possiedono unimportante innervazione efferente che
termina direttamente sul recettore. Queste diverse modalit di innervazione suggeriscono che le
cellule interne svolgano la funzione recettoriale vera e propria con notevoli capacit di
discriminazione e analisi dello stimolo sensoriale. Per contro, linnervazione delle cellule esterne,
pi simile a quella di un organo effettore che sensoriale, indica che esse svolgono una diversa
funzione, che necessita di un fine controllo centrale.

Trasduzione meccano-elettrica nelle cellule cigliate dellorgano di Corti

Unimportante caratteristica della cellula cigliata quella di essere situata allinterfaccia fra
lendolinfa, contenuta nelle scala media, ed il liquido extracellulare, nel quale immersa la
porzione basolaterale del recettore. Lendolinfa ha una composizione ionica particolare (Fig. 2A),
con unalta concentrazione di ioni K+ ed una bassa concentrazione di ioni Na+, determinata
dallattivit di pompe Na+/K+ situate nelle cellule marginali della stria vascolare, le quali
trasportano attivamente ioni K+ dal liquido extracellulare allendolinfa, scambiandoli con ioni Na+
(Fig. 2B; Offner et al., 1987). Grazie a questa condizione, fra lendolinfa ed il liquido extracellulare
vi una differenza di potenziale pari a circa +80 mV (Fig. 2C). Dato che il potenziale di riposo
delle cellule cigliate (la differenza di potenziale fra linterno della cellula ed il liquido
extracellulare) intorno a 60 mV, fra linterno del recettore e la scala media vi una differenza di
potenziale di circa 140 mV, che, come vedremo, svolge un ruolo fondamentale nel processo di
trasduzione.

La trasduzione dello stimolo acustico in un segnale bioelettrico operata dal ciuffo di ciglia:
lo stimolo meccanico prodotto dallonda sonora determina una deflessione del ciuffo, che viene
trasformata in una variazione della permeabilit ionica della membrana e quindi del potenziale di
membrana del recettore (Hudspeth, 1989). Sebbene la struttura del ciuffo sia differente nelle cellule
interne ed esterne il meccanismo della trasduzione simile in entrambe le popolazioni recettoriali.
Ogni ciuffo costituito da alcune decine di stereociglia, rigide estroflessioni citoplasmatiche di
forma cilindrica ripiene di filamenti di actina, che protrudono nella scala media. Le stereociglia che
compongono un ciuffo hanno diversa lunghezza e sono precisamente disposte in linee parallele
ordinate secondo laltezza come le canne di un organo. La punta di ogni stereociglio connessa con
lo stereociglio adiacente appartenente alla fila successiva per mezzo di un sottile filamento proteico,
detto tip-link (Pickles et al., 1984). Alle sue estremit il tip-link collegato con la porta di una
proteina canale, detta canale di trasduzione, situata nella membrana dello stereociglio. Il tip-link
funziona come una molla: se viene messo in trazione la porta del canale si apre e gli ioni possono
fluire attraverso il poro, se viene rilasciato, la porta si chiude ed il canale non pi pervio. La
disposizione a scalare delle file di stereociglia di diversa lunghezza fa s che quando il ciuffo si
flette verso la fila delle stereociglia pi lunghe, la distanza fra le punte delle stereociglia delle file
successive aumenta, il tip-link viene stirato e le porte dei canali si aprono (Fig. 3A). Al contrario, un
movimento in direzione opposta, avvicina le punte delle stereociglia, riduce la tensione del
filamento proteico e determina la chiusura del canale di trasduzione (Fig. 3A).

La risposta della cellula cigliata agli stimoli meccanici dipende dunque dalle caratteristiche
strutturali del ciuffo ed, in particolare, i) dalla precisa organizzazione delle file di stereociglia
disposte secondo lordine di altezza; ii) dalla disposizione dei tip-links che collegano le stereociglia
di file adiacenti, ma non quelle appartenenti alla medesima fila. Il ciuffo presenta quindi un preciso
asse di polarizzazione morfologica parallelo al gradiente di altezza delle stereociglia. Quando il
ciuffo si trova in posizione di riposo i tip-links non sono completamente rilasciati e i canali di

trasduzione sono in parte aperti. Questa condizione particolarmente importante poich permette
alla cellula recettrice di rilevare deflessioni del ciuffo dirette in entrambe le direzioni lungo lasse di
polarizzazione. La deflessione verso le stereociglia pi alte induce una depolarizzazione del
recettore, mentre la deflessione in direzione opposta induce una iperpolarizzazione (Fig. 4A-E). In
questo modo, il potenziale di membrana del recettore varia secondo il movimento delle stereociglia,
riproducendo fedelmente le fasi di compressione e decompressione dellonda sonora, almeno fino a
frequenze di alcuni kHz (Russe e Sellick, 1983).

Nella fase di compressione (Fig. 4A-C), lo stimolo sensoriale spinge del ciuffo verso la fila
delle stereociglia pi alte, determinando lapertura dei canali di trasduzione (Fig. 4B). La differenza
di potenziale di 140 mV, fra linterno della cellula cigliata e lendolinfa, genera un flusso di ioni
K+ verso linterno del recettore. Lingresso delle cariche positive depolarizza la cellula, generando
il cosiddetto potenziale di recettore. La variazione di potenziale induce lapertura di canali per gli
ioni Ca2+ voltaggio-dipendenti, posti nella membrana basolaterale della cellula. Lingresso di questi
ioni incrementa ulteriormente la depolarizzazione ed innesca la liberazione di neurotrasmettitore a
livello dei contatti sinaptici con i prolungamenti periferici dei neuroni del ganglio di Corti (Fig. 4C).

Nella fase successiva (Fig. 4D-E), lo stimolo meccanico spinge il ciuffo verso la fila delle
stereociglia pi basse, determinando la chiusura dei canali di trasduzione ed interrompendo il flusso
di ioni K+. Gli ioni Ca2+, fluiti allinterno della cellula cigliata, inducono lapertura di canali
permeabili per gli ioni K+ posti sulla membrana della porzione basolaterale del recettore. A questo
livello la cellula cigliata immersa nel liquido extracellulare ed il gradiente elettro-chimico spinge
gli ioni K+ verso lesterno (Fig. 4D). Contemporaneamente, gli ioni Ca2+ vengono attivamente
estrusi per mezzo di pompe ioniche poste sulla membrana del recettore (Fig. 4E). Si determina cos
un flusso di cariche positive verso lesterno che iperpolarizza la membrana del recettore ed
interrompe la trasmissione sinaptica. Il potenziale di riposo viene nuovamente raggiunto alla fine

del ciclo dellonda sonora, quando le stereociglia tornano alla posizione di partenza ed ha inizio un
nuovo ciclo.

Le variazioni del potenziale di membrana, la quantit di neurotrasmettitore liberato e la


conseguente attivit dei neuroni del ganglio di Corti sono proporzionali allentit delle deflessioni
del ciuffo di stereociglia, che sono tanto pi marcate quanto pi forte lo stimolo. In questo modo,
il recettore misura lintensit dello stimolo meccanico e la traduce in preciso codice di segnali
bioelettrici. Va ancora sottolineata laltissima sensibilit di questa struttura che in grado di
rispondere a spostamenti delle stereociglia dellordine di pochi nanometri: uno stimolo di 60 dB
induce uno spostamento delle stereociglia di appena 10 nm, mentre il movimento prodotto da
stimolo al livello di soglia inferiore ad 1 nm (Hudspeth et al., 2000).

Adattamento delle cellule cigliate

Il ciuffo delle cellule cigliate possiede un sofisticato meccanismo che permette al recettore
di regolare la sua sensibilit al variare delle condizioni di stimolazione (Fig. 3B). Secondo i modelli
pi accreditati (Holt e Corey, 2000, Hudspeth et al., 2000), contribuiscono a questo meccanismo
due diversi processi molecolari, entrambi mediati dagli ioni Ca2+ che penetrano allinterno dello
stereociglio attraverso il canale di trasduzione. In presenza di stimoli intensi, la concentrazione di
Ca2+ nello stereociglio aumenta e gli ioni si legano al canale di trasduzione riducendone la
probabilit di apertura. Gli stessi ioni interagiscono con molecole di miosina 1, concentrate nella
punta dello stereociglio. Quando gli ioni Ca2+ si legano alla miosina 1, essa scivola lungo il
citoscheletro di actina spostando verso il basso il punto di inserzione del tip-link sullo stereociglio.
In questo modo la tensione del filamento viene ridotta ed il canale di trasduzione resta chiuso
nonostante la deflessione del ciuffo. In condizioni di bassa intensit di stimolazione, la
concentrazione di Ca2+ allinterno dello stereociglio si riduce, determinando laumento della

probabilit di apertura del canale di trasduzione e lattivazione della miosina 1. Di conseguenza, il


punto di inserzione del tip-link si sposta verso la punta dello stereociglio, la tensione del filamento
aumenta e la porta del canale di trasduzione si apre in seguito ad una minore deflessione del ciuffo.

Meccanismi passivi ed attivi nella funzione cocleare

Rappresentazione tonotopica dello stimolo sonoro nella coclea

Fin dai primi studi di fisiologia dellapparato uditivo stato riconosciuto che una funzione
sensoriale fondamentale svolta dalla coclea di operare lanalisi spettrale delle frequenze che
compongono lo stimolo sonoro (Fig. 5A-C). Helmoltz (1863) propose che la membrana basilare
fosse costituita da una serie di elementi capaci di risuonare selettivamente per le diverse frequenze
dello spettro udibile (Fig. 5B). Von Bksy (1960) dimostr che lo stimolo sonoro produce unonda
viaggiante che si propaga lungo la membrana basilare. A causa delle caratteristiche meccaniche di
questultima, stretta e rigida alla base della coclea e via via sempre pi larga e flessibile andando
verso lapice, le onde generate da stimoli di differente frequenza si propagano per distanze diverse
e, soprattutto, raggiungono il picco di ampiezza massima in punti precisi, caratteristici per ogni
frequenza (Fig. 5C). In questo modo le frequenze dello spettro udibile vengono rappresentate in
maniera continua lungo la membrana basilare: le alte frequenze nelle porzioni basali, le basse
frequenze in quelle apicali.

Secondo questo modello la capacit di un recettore di rispondere selettivamente ad una


determinata frequenza dipende esclusivamente dalla sua posizione sulla membrana basilare.

Tuttavia, le caratteristiche delle onde viaggianti registrate da von Bksy nella coclea di cadaveri
non rendono conto dellaltissima sensibilit e capacit discriminativa dellorgano sensoriale uditivo.
Per tale ragione, gi negli anni quaranta, Gold (1948) ipotizz lesistenza di meccanismi attivi che
amplificano lo stimolo meccanico e modificano la forma dellonda viaggiante in modo da
aumentare la sensibilit e la selettivit in frequenza dei recettori. Lipotesi dellesistenza di un
meccanismo attivo stata suffragata dallosservazione che, in certe condizioni, lorecchio in
grado di produrre suoni, le cosiddette otoemissioni acustiche, che possono essere registrate da un
microfono posto in prossimit della cassa timpanica (Kemp, 1978). Negli ultimi venti anni la ricerca
in questo campo ha ottenuto risultati straordinari che hanno permesso di chiarire gran parte dei
processi cellulari e molecolari che costituiscono il meccanismo attivo di amplificazione dello
stimolo acustico.

Meccanismi attivi di amplifcazione del segnale sensoriale

Un primo elemento importante per incrementare la sensibilit e la selettivit in frequenza


legato alle propriet morfo-funzionali delle stesse cellule cigliate. Infatti, diverse caratteristiche
strutturali delle cellule recettrici e dei ciuffi di stereociglia variano sistematicamente lungo
membrana basilare (Fig. 6; Tilney e Saunders, 1983; Pujol et al., 1991; Tilney e Tilney, 1992). La
lunghezza delle cellule cigliate aumenta progressivamente dalla base allapice della coclea. Inoltre,
vicino alla base i ciuffi sono costituiti da alcune centinaia di stereociglia corte e spesse, mentre
andando verso lapice sono formati da un minor numero di elementi che appaiono via via pi lunghi
e sottili. A queste differenze morfologiche si associano variazioni sistematiche dellespressione
genica, in particolare nella composizione dei canali ionici presenti sulla membrana del recettore
(Rosenblatt et al., 1997). Questo gradiente fenotipico delle cellule cigliate lungo la membrana
basilare fa s che ogni singolo recettore sia capace di rispondere preferenzialmente ad una

determinata frequenza grazie alle sue propriet morfo-funzionali intrinseche, anche dopo essere
stato asportato dalla coclea e messo in vitro. In queste condizioni, le cellule cigliate di vertebrati
inferiori risultano sintonizzate elettricamente, vale dire rispondono a stimoli acustici o ad impulsi
depolarizzanti con una serie di oscillazioni sinusoidali del potenziale di membrana di frequenza
caratteristica per ogni singolo recettore (Fettiplace, 1987). Nelle stesse specie, inoltre, lintensit
dello stimolo viene attivamente amplificata mediante un meccanismo a retroazione positiva che
modifica lo stato di tensione dei tip-links, utilizzando lo stesso motore molecolare (miosina 1) che
interviene nei fenomeni di adattamento (Hudspeth, 1997, Hudspeth et al., 2000).

Nei vertebrati inferiori, quindi, i dispositivi di selettivit in frequenza, amplificazione attiva


e trasduzione del segnale sono riuniti nella stessa cellula recettrice. Nella coclea dei mammiferi, in
seguito allestensione del campo udibile verso le alte frequenze, le sole propriet di risonanza,
elettrica o meccanica, del singolo recettore non sono pi adeguate per compiere unappropriata
analisi dello stimolo. Di conseguenza, si sono differenziate due popolazioni recettoriali: le cellule
cigliate interne, deputate alla trasduzione sensoriale vera e propria, e le cellule cigliate esterne,
specializzate nel meccanismo di amplificazione attiva.

Le cellule cigliate esterne hanno infatti sviluppato la capacit di contrarsi in risposta allo
stimolo. Poste in vitro, si accorciano quando vengono depolarizzate e si allungano se
iperpolarizzate. In vivo, grazie alle sue propriet intrinseche ed alla sua posizione sulla membrana
basilare, ogni cellula esterna risponde a stimoli di frequenza caratteristica con una serie di
contrazioni alla stessa frequenza. In altri termini, in queste cellule la trasduzione meccano-elettrica
mediata dal ciuffo di stereociglia seguita da un processo di trasduzione elettro-meccanica, nel
quale le variazioni del potenziale di membrana vengono trasformate in variazioni della lunghezza
della cellula alla stessa frequenza dello stimolo sonoro. Lelettromotilit delle cellule esterne
costituisce un meccanismo a retroazione positiva che amplifica il movimento della membrana
basilare specificamente nella regione caratteristica per la frequenza dello stimolo applicato,

aumentando al tempo stesso la sensibilit e la capacit di discriminazione in frequenza dellapparato


recettoriale (Fig. 5D).

Questo meccanismo richiede che le cellule esterne siano capaci di contrarsi a frequenze
dellordine di decine di kHz. Nessun altra cellula in natura capace di un simile comportamento e
nessuno dei motori molecolari noti, come ad esempio quello responsabile della contrazione
muscolare, in grado di fornire una simile prestazione. Inoltre, cicliche variazioni di lunghezza a
frequenze cos elevate possono avvenire esclusivamente in assenza di modificazioni di volume della
cellula, cio di flussi di acqua e ioni attraverso la membrana, il che esclude che il motore possa
essere un canale ionico (Ashmore et al., 2000).

La membrana basolaterale delle cellule esterne contiene un elevatissimo numero di proteine


fittamente addensate e collegate ad un reticolo di elementi del citoscheletro subplasmalemmale
(Dallos, 1992). Si ritiene che questo apparato proteico rappresenti il motore molecolare della cellula
e funzioni utilizzando un sensore di voltaggio simile a quello che regola lapertura delle porte dei
canali ionici operati dal voltaggio. Le variazioni del potenziale di membrana determinano uno
spostamento di cariche elettriche associato ad una modificazione di conformazione della proteina
che si trasmette al citoscheletro (Fig. 7A; Nobili et al., 1998; Ashmore et al., 2000). La somma dei
piccoli movimenti prodotti simultaneamente dalle migliaia di molecole presenti nella membrana
determina la variazione di lunghezza dellintera cellula (Fig. 7B).

Si ritiene che la proteina responsabile di questo meccanismo sia un trasportatore di


membrana. Alcune di queste molecole sono infatti dotate di particolari sensori di voltaggio, capaci
di rapidissimi spostamenti di carica e modificazioni di conformazione. Ai fini del movimento la
proteina non funzionerebbe come vettore, ma semplicemente come elemento capace di rilevare
variazioni del potenziale di membrana e rispondere modificando la sua conformazione. Quale
possibile candidato per tale funzione stato dapprima proposto un trasportatore del fruttoso

(GLUT5), che altamente concentrato nelle cellule esterne (Ashmore et al., 2000). Pi
recentemente, stata identificata una nuova proteina, denominata prestina, appartenente ad una
famiglia di trasportatori anionici (Zheng et al., 2000). La prestina presente in alte concentrazioni
nella membrana basolaterale delle cellule cigliate esterne e la sua espressione durante lo sviluppo
coincide con la comparsa della capacit di contrazione (Belyantseva et al., 2000). Inoltre,
losservazione che lespressione ectopica di prestina in altri tipi di cellule induce la comparsa di
fenomeni di elettromotilit, simili a quelli delle cellule cigliate esterne, indica che questa proteina
un componente fondamentale del meccanismo di contrazione (Zheng et al., 2000).

Regolazione centrale dellamplificatore cocleare

Il corretto funzionamento del dispositivo di amplificazione cocleare richiede che la


contrazione delle cellule cigliate esterne sia finemente regolata. Diverse osservazioni suggeriscono
che tale regolazione sia operata dal sistema efferente laterale che innerva questa popolazione
recettoriale. Lattivazione delle fibre di questo sistema riduce la scarica evocata da uno stimolo
uditivo nel nervo acustico e lapplicazione di acetilcolina, il mediatore chimico liberato in queste
sinapsi, induce liperpolarizzazione delle cellule cigliate esterne in vitro (Nobili et al., 1998; Brown,
1999). Un tale effetto in vivo inibisce i fenomeni di elettromotilit delle cellule esterne,
modificando il livello di sensibilit di tutto lapparato recettoriale. Il sistema efferente laterale
sarebbe quindi leffettore di un fine meccanismo attraverso il quale il sistema nervoso centrale
regola il livello di attivit ed il guadagno dellamplificatore cocleare. Questo meccanismo
svolgerebbe un fondamentale ruolo funzionale nel filtrare le frequenze non rilevanti e nellintegrare
lattivit ed il flusso di informazioni sensoriali provenienti dalle due coclee durante lascolto
binaurale (Maison et al., 1997; Brown, 1999; Rossi, 1998). Inoltre, numerose osservazioni indicano
che in condizioni di stimolazione intensa lattivit del sistema efferente esercita unazione protettiva

sullapparato recettoriale (Rajan, 2000; Maison e Liberman, 2000). Limportanza di questi


meccanismi per la corretta funzione uditiva ulteriormente testimoniata dalla perdita di sensibilit e
di discriminazione in frequenza osservata in diverse condizioni sperimentali o patologiche, nelle
quali le cellule esterne sono danneggiate o degenerate, mentre quelle interne risultano illese (Ryan e
Dallos, 1975; Dallos e Harris, 1978; Dallos, 1992).

I diversi meccanismi che abbiamo descritto mostrano come le straordinarie prestazioni della
coclea dei mammiferi siano il risultato dellattivit coordinata delle due popolazioni recettoriali,
dotate di sofisticate propriet funzionali e finemente controllate dal sistema nervoso centrale.
Nonostante che molti aspetti della funzione cocleare restino ancora da chiarire, i risultati ottenuti
negli ultimi anni hanno profondamente modificato la nostra conoscenza della funzione
dellapparato uditivo ed hanno aperto nuove prospettive per il trattamento di numerose patologie
audiologiche.

Ringraziamenti. Questo capitolo dedicato alla memoria di mio padre, il Professor Giovanni
Rossi, che ha consacrato tutta la sua carriera scientifica alla ricerca clinica e di base sulla funzione e
sulla patologia dellapparato uditivo. Voglio ringraziare il Professor Piergiorgio Strata e la
Dottoressa Antonella Pollo per i loro utilissimi commenti al manoscritto.

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Legende

Fig. 1. Rappresentazione schematica dellinnervazione afferente ed efferente dei recettori cocleari.

Fig. 2A-C. Composizione ionica dei liquidi endolabirintici. La tabella A riporta la concentrazione
dei principali ioni nellendolinfa e nella perilinfa. La particolare composizione ionica dellendolinfa
dovuta allattivit di pompe ioniche, situate nella membrana delle cellule marginali della stria
vascolare, che scambiano ioni Na+ e K+ con i liquidi extracellulari (B). Nello schema C sono
indicate le differenze di potenziale esistenti fra lendolinfa, il liquido extracellulare e linterno del
recettore.

Fig. 3A-B. Meccanismi di trasduzione ed adattamento nel ciuffo di stereociglia. In A, la deflessione


del ciuffo verso lo stereociglio pi alto (destra) aumenta la tensione del tip-link, determinando
lapertura del canale di trasduzione e lingresso di ioni K+. La deflessione del ciuffo in senso

opposto (sinistra), riduce la tensione del filamento chiudendo la porta del canale. In B, a seguito di
una forte stimolazione, gli ioni Ca2+ si legano al canale di trasduzione e ne riducono la probabilit di
apertura. Gli stessi ioni si legano alla miosina 1 che, facendo trazione sul citoscheletro di actina,
sposta il punto di inserzione del tip-link sullo stereociglio.

Fig. 4A-E. Meccanismi ionici della trasduzione meccano-elettrica nelle cellule cigliate durante le
diverse fasi dello stimolo sonoro. Gli schemi A-E mostrano le modificazioni della permeabilit di
membrana ed i relativi i flussi di ioni K+ e Ca2+, durante le diverse fasi dello stimolo sonoro. La
traccia al centro riporta le corrispondenti variazioni del potenziale di membrana del recettore. In
blu, canali di trasduzione; in azzurro, canali per il Ca2+ operati dal voltaggio, in rosa, canali per il
K+ attivati da Ca2+; in giallo, pompe metaboliche per il Ca2+, in nero, vescicole sinaptiche.

Fig. 5A-D. Analisi spettrale dello stimolo sonoro sulla membrana basilare. In A sono rappresentati
toni puri di diversa frequenza. Secondo la teoria dei risuonatori di Helmoltz (B), ogni frequenza
mette in vibrazione una regione specifica della membrana basilare. Le osservazioni di von Bksy
(C) mostrano come lo stimolo sonoro generi unonda viaggiante che si propaga lungo la membrana
basilare raggiungendo il picco di ampiezza massima in un punto caratteristico per ogni frequenza.
In D, sullonda viaggiante (in rosso) sovrapposto (in verde) il movimento della membrana basilare
dovuto al contributo attivo delle cellule cigliate esterne, che aumentano lampiezza e restringono
lestensione del picco di vibrazione.

Fig. 6. Variazioni sistematiche delle cellule cigliate lungo la membrana basilare (dati ricavati da
Tilney e Saunders, 1983; Pujol et al., 1991).

Fig. 7A-B. Meccanismi molecolari della contrazione delle cellule cigliate esterne. In A, variazioni
del potenziale inducono spostamenti di cariche allinterno delle proteine di membrana della cellula
cigliata esterna. Il movimento delle cariche accoppiato ad un cambiamento di conformazione della
molecola. Il movimento delle proteine di membrana si trasmette al citoscheletro subplasmalemmale
(B), composto da elementi circolari rigidi (in verde) ed elementi longitudinali flessibili (in giallo),
determinando una modificazione della lunghezza dellintera cellula.