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Lingue parlate in Italia

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Quadro complessivo delle lingue e gruppi dialettali nell'Italia


continentale e insulare

Situazione linguistica nell'Italia odierna con le isole linguistiche


eteroglosse e alloglosse

In Italia si parlano prevalentemente lingue romanze,


ma anche lingue germaniche, lingue slave, il greco e
l'albanese.

Situazione generale

ne. Questo tipo di cambiamenti ha ridotto sensibilmente


l'uso delle lingue regionali, molte delle quali sono ormai
considerate in pericolo di estinzione, principalmente a
causa dell'avanzare della lingua italiana anche nell'ambito
strettamente sociale e relazionale[2] . Parallelamente al loro progressivo abbandono in ambito pratico, si assistito
negli ultimi anni a una rivalutazione delle lingue regionali e dei dialetti sul piano culturale in reazione ai processi
omologativi della globalizzazione.

L'italiano, la lingua uciale della Repubblica Italiana discende storicamente dal toscano letterario, il cui uso
iniziato coi grandi scrittori Dante, Petrarca e Boccaccio
verso il XIII secolo, e si in seguito evoluto storicamente
nella lingua italiana corrente. La lingua italiana era parlata solo da una piccola minoranza della popolazione al
momento dell'unicazione politica nel Regno d'Italia nel
1861, ma si in seguito diusa, mediante l'istruzione obbligatoria e il contributo determinante e pi recente della
televisione, anche se ancor oggi la somma degli allofoni
e dei diglossici (ossia coloro che alternano, a seconda dei
contesti, italiano ed un'altra lingua) supera gli italofoni.

Secondo i pi recenti dati statistici (La lingua italiana,


i dialetti e le lingue straniere, Istat, 2006) il 72,8% degli
italiani parla in modo esclusivo o prevalente l'italiano, il
20% lo alterna con una lingua locale, mentre solo il 5,4%
si esprime esclusivamente nell'idioma locale. Bisogna per premettere che all'interno delle mura domestiche il numero di coloro che si esprime mediante l'uso della propria
lingua locale triplica, arrivando al 16% (percentuale che
comunque risulta dimezzata rispetto a quella del 1987).[3]

Dal punto di vista degli idiomi locali preesistenti, ne consegue un processo di erosione linguistica, processo accelerato sensibilmente dall'ampia disponibilit di mass
media in lingua italiana e dalla mobilit della popolazio1

Situazione linguistica in Italia prima della seconda guerra mondiale secondo Clemente Merlo (Lingue e dialetti d'Italia, Milano
1937, p. 4)

2 SITUAZIONE GIURIDICA

Distribuzione percentuale dell'attuale bilinguismo (in famiglia)


nelle regioni italiane, in base all'inchiesta Doxa 1982 e ai dati di
Coveri (1984).

1.1 Lingue territoriali


1.2 Lingue non territoriali
Esistono poi lingue non territoriali, parlate in Italia
ma non in un territorio denito: come gli idiomi degli
immigrati, dei nomadi Rom e Sinti, e la lingua dei segni italiana (LIS). Quest'ultima parlata dalla comunit
di persone sorde, diusa in tutto il territorio italiano,
e ha radici culturali, grammatica, movimento e morfologia, movimento spazio-tempo. La popolazione italiana
dei sordi composta da circa 3.524.906[31] persone che
utilizzano la LIS e degli Assistenti alla Comunicazione e
degli Interpreti, ed riconosciuta dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit,
raticata in Italia nel 2009. Spesso queste lingue trovano tutela solo nella legislazione regionale, come per la
Sicilia che ha promosso la diusione della LIS, con la
L.R. 23/2011.[32] Esiste inne il metodo Malossi, una lingua tattile utilizzata dalle persone sordo-cieche e dai loro
assistenti in varie parti d'Italia.

2 Situazione giuridica
Comunit riconosciute dallo Stato italiano come minoranze
linguistiche storiche.[1]

2.1 Legislazione statale


2.1.1 Lingua uciale
Nella Repubblica Italiana la lingua uciale l'italiano,
sebbene non esista un articolo della Costituzione che lo
riconosca esplicitamente. Oltre alla consuetudine, il rico-

3
noscimento si pu ricavare indirettamente dal fatto che
la Costituzione redatta in italiano, mentre un riconoscimento espresso si trova nello Statuto del Trentino-Alto
Adige, che formalmente una legge costituzionale dello
Stato:

3 Lingue romanze d'Italia

Ulteriori riconoscimenti sono presenti nell'Art. 122 del


codice di procedura civile, nell'Art. 109 del codice di
procedura penale, e nell'Art. 1 della Legge 482/1999.
2.1.2

Minoranze linguistiche

La Costituzione prevede all'Art. 6 l'uso di altre lingue,


due delle quali sono esplicitate negli statuti di autonomia
del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta.
Inne la legge 482/1999 ha riconosciuto la tutela di dodici idiomi, in due gruppi di sei: nel primo albanese, Le lingue romanze in Italia e in Europa
catalano, germanico, greco, sloveno e croato, nel secondo francese, francoprovenzale, friulano, ladino, occitano
e sardo.[33] L'Italia ha inoltre rmato e raticato nel 1997
la Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze
nazionali, e ha rmato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie il 27 giugno del 2000, ma non l'ha
ancora raticata. Nella quotidianit non tutte le lingue riconosciute a livello nazionale godono della stessa considerazione: ad esempio, l'Agenzia delle Entrate mette a
disposizione il modello 730 e le relative istruzioni solo in
tedesco e in sloveno, oltre che ovviamente in italiano. I siti
governativi e parlamentari non hanno una versione, nemmeno ridotta in queste lingue, salvo rare eccezioni come
la versione in francese del sito della Camera dei Deputati.

2.2

Legislazione regionale

Diverse regioni italiane hanno prodotto nel corso degli


anni ulteriori leggi regionali a riconoscimento e tutela di
vari idiomi, fra cui in ordine cronologico:
la regione Piemonte con la L.R. 26/1990[34] , inte[45][46][47][48]
grata dalla L.R. 37/1997,[35] e con la legge statutaria Raggruppamenti delle lingue e dei dialetti d'Italia
del 7 marzo 2005,[36] piemontese, occitano, franco
Le lingue romanze e le loro variet parlate entro i conprovenzale e walser;
ni italiani ad esclusione della lingua italiana (e del la regione Friuli-Venezia Giulia con la L.R. le sue variet) sono chiamati "dialetti" nella letteratu15/1996[37] il friulano, con la L.R. 38/2001[38] lo ra specialistica italiana e comprendono diversi gruppi,
sloveno, con la L.R. 20/2009 il tedesco e inne con qui di seguito brevemente descritti. Il termine dialetto
la L.R. 5/2010 il veneto;
va inteso nell'accezione di lingua contrapposta a quella
nazionale.[49]
[39]
la regione Sardegna con la L.R. 26/1997
sardo, catalano algherese, tabarchino,[40] sassarese Va inoltre notato che la categoria dialetti italiani come gruppo omogeneo che raggruppi le lingue romanze
e gallurese;
d'Italia, ha poco senso dal punto di vista strettamente
la regione Veneto con la L.R. 8/2007[41] il veneto;
linguistico, data la grande dierenza che pu sussistere
[50]
Inoltre, i dialetti in questio[42]
la Regione Siciliana con la L.R. 9/2011
il tra un dialetto e l'altro.
ne,
essendo
una
evoluzione
indipendente
della lingua la[43]
siciliano;
tina, al pari dell'italiano, vanno considerati lingue so la regione Puglia con la L.R. 5/2012[44] greco relle di quest'ultima.[51] Tuttavia, la dicitura dialetto
salentino, arbresh e francoprovenzale.
milanese, dialetto napoletano, ecc. non scorretta, da-

3 LINGUE ROMANZE D'ITALIA

to l'uso specialistico del termine nel senso di lingua (eccetto nel piemontese occidentale nella seconda persosociolinguisticamente subordinata a quella nazionale.[52] na singolare dei verbi ausiliari e del futuro), sono pressoch assenti le s come desinenze pronominali ed i nessi consonantici sono semplicati (ad esempio piassa per
3.1 Lingue Gallo-Retiche
piazza, mentre le lingue neolatine occidentali ed in misura minore le lingue neolatine orientali balcanoromanQuesto gruppo linguistico, identicato nel suo insie- ze mantengono i nessi consonantici). altres presente la
me per la prima volta da Graziadio Isaia Ascoli, fu metafonesi, caratteristica prettamente italoromanza.
per molto tempo considerato un sottogruppo del gruppo italoromanzo; attualmente per unanimemente con- Caratteristiche considerate riconducibili alla galloromasiderato un sistema autonomo nell'ambito delle lingue nia presenti negli idiomi galloitalici sono l'indebolimento
romanze.[53] Le lingue riconosciute che ne fanno parte so- delle sillabe atone (fortissimo soprattutto nell'emiliano),
no il romancio (parlato in Svizzera nel cantone Grigioni), la sonorizzazione delle consonanti occlusive intervocaliil ladino ed il friulano; nel complesso queste tre lingue che e la riduzione delle geminate nella stessa posizione
(lenizione), la caduta in molti casi delle consonanti nali
esauriscono l'intero gruppo.
e la presenza in molte varianti di fonemi vocalici anteLa lingua friulana parlata nelle province di Gorizia, riori arrotondati (/y, /, in passato dette vocali turbaPordenone, Udine e in alcuni comuni di quella di Venezia. te). Vari linguisti hanno messo in relazione la similarit
Oltre alla tutela statale, riconosciuta ucialmente dal- con gli idiomi galloromanzi con il comune sostrato stola Regione autonoma Friuli Venezia Giulia quale lingua rico celtico, questa ipotesi ancora materia di discussiodella comunit regionale.
ne e alcuni linguisti attribuiscono l'indebolimento sillabiLa lingua ladina parlata nell'area dolomitica (ladinia). co e i fonemi /y, / ad un'evoluzione locale indipenden lingua couciale nella provincia autonoma di Bolza- te. Altre caratteristiche proprie di questo sistema sono la
no, ha riconoscimento nella provincia autonoma di Tren- risoluzione palatale del gruppo cl-, gl- e, per alcuni auto e ne stata recentemente introdotta la tutela anche tori, il mantenimento di ca- e ga- (caratteristica tipica
nei comuni ladini della provincia di Belluno. Varie in- dell'italoromanzo); altri autori, e fra questi il Pellegrini,
uenze linguistiche ladine sono presenti anche nel nones, sostengono che per anticamente vi fosse palatalizzazioparlato in Val di Non nella provincia autonoma di Tren- ne di ca- e ga-, tratto questo rapidamente retrocesso ed
[58]
to, tanto che alcuni linguisti considerano questa parlata inne, per inuenza toscana, andato perduto.
appartenente al gruppo linguistico ladino.
All'interno del gruppo galloitalico possiamo riconoscere, grazie a pi o meno rilevanti omogeneit linguistiche,
aree dialettali pi ristrette distinte fra loro: ligure, pie3.2 Lingue settentrionali
montese, insubre, orobico, emiliano (compreso il carrarese), romagnolo, dialetto gallico marchigiano (dialetti delAltrimenti dette altoitaliane . Nella prima meta del No- la provincia di Pesaro Urbino[59] ), galloitalico di Sicilia,
vecento i gruppi galloitalico e veneto erano considerati galloitalico di Basilicata.
romanzi orientali,[54] ora sono unanimemente considerati romanzi occidentali.[55][56] . stata ipotizzata l'esistenza
di una koin lombardo-veneta, una lingua comune che 3.2.2 Gruppo veneto
nel Medioevo sarebbe arrivata ad un certo grado di assestamento, prima di retrocedere di fronte al toscano; Il veneto generalmente meno innovativo rispetto ai diacon il quale, pare, competesse per il ruolo di lingua letti galloitalici: non ha l'indebolimento delle sillabe atone
letteraria.[57]
e anche le vocali nali reggono abbastanza bene, fuorch
Tra i tratti linguistici identicati come comuni nel diasi- dopo sonorante. Le varianti principali sono il veneto censtema italoromanzo Meyer-Lbke indica il passaggio da trale o meridionale (Padova, Vicenza, Rovigo), il veneto
cl a chi"; ma questo, come fa notare lo stesso Tagliavi- lagunare (Laguna di Venezia), il veneto orientale (Trieni, valido solo per toscano e centromeridionale, mentre ste, Venezia Giulia, Istria e Fiume), il veneto occidentale
le lingue settentrionali palatizzano (cio passano a ci), (Verona, Trento) che ha alcuni caratteri in comune con
le parlate orobiche, il veneto centro-settentrionale (Treanche davanti ad a.
viso), il veneto settentrionale (Belluno), il veneto dalmata
(Dalmazia), i dialetti di valle e pedemontani, come il fel3.2.1 Gruppo galloitalico
trino. La caratteristica pi vistosa la struttura sillabica
che non tollera geminate in nessuna posizione.
Il gruppo galloitalico presenta anit con le lingue romanze occidentali ma per molti versi se ne discosta. infatti i tratti pi importanti sono tratti italoromanzi: nel 3.2.3 Istrioto
galloitalico e nel veneto assente il plurale in s (il plurale
vocalico al femminile, mentre al maschile vocalico o L'istrioto, idioma parlato nelle zone di Rovigno e Poadesinenziale), sono assenti le s come desinenze verbali la, un idioma di dicile e disputata classicazione ed

3.4

Lingue centromeridionali

forse da considerarsi un idioma del tutto autonomo nel


sistema italoromanzo[60] . Alcuni linguisti lo considerano
addirittura una parlata di transizione tra il sistema linguistico italiano e la lingua dalmata. l'unica lingua romanza
orientale del sistema altoitaliano.

3.3

Gruppo toscano

Il gruppo toscano costituito dai dialetti toscani e dal


crso. Nonostante non sia una lingua appartenente alla
Romnia occidentale presenta molti caratteri tipici della
zona altoitaliana.[61] L'italiano letterario da considerarsi una variante (sebbene molto inuenzata da altri idiomi
italoromanzi) del dialetto toscano. Il crso di Cismonte
e, in particolare, quello parlato nella regione storica del
Capo Corso, ane al toscano occidentale, dal quale
per si dierenzia per alcune forme lessicali e le nali
in /u/.
Il gallurese, parlato nel nord-est della Sardegna strettamente imparentato col dialetto meridionale del corso
(crso di Pumonti) (nello specico con quello sartenese
che si presenta praticamente identico nell'arcipelago della Maddalena), pur presentando notevoli inuenze della
lingua sarda a livello di sostrato. Il sassarese condivide
un substrato simile al crso, ma la sua origine appare indipendente e distinta da quest'ultimo: patrimonio delle
popolazioni mercantili di dierente origine (sarde, crse, toscane e liguri) che nel XII secolo diedero impulso
alla neonata citt di Sassari, creando un dialetto mercantile che nel corso dei secoli si esteso a diverse citt limitrofe (tutta la costa del Golfo dell'Asinara da Stintino
a Castelsardo), subendo inevitabilmente una profonda inuenza da parte del sardo logudorese, dal catalano e dallo
spagnolo.
Lungo il crinale appenninico tra la Toscana e l'Emilia
(Sambuca Pistoiese, Fiumalbo, Garfagnana e altre localit) le persone pi anziane usano ancora delle parlate di
transizione tra il sistema toscano e il sistema gallo-italico
dette parlate gallo-toscane. Tali parlate sono di grandissimo interesse per i linguisti perch formano un sistema
linguistico di transizione sia tra la romania orientale e
quella occidentale, sia tra le parlate altoitaliane e quelle
tosco-meridionali.

3.4
3.4.1

Lingue centromeridionali
Gruppo mediano

Il gruppo Italico mediano quello di pi dicile classicazione. Infatti le parlate si sono inuenzate tra di loro
in maniera considerevole e non lineare. Si distinguono i
seguenti idiomi o sottogruppi:
Dialetti umbri, di dicile sistematizzazione perch
completamente privi di koin. I dialetti dell'Umbria,

5
tutti appartenenti al gruppo mediano, vengono generalmente catalogati per area geograca anche se,
all'interno di una stessa area, le dierenze, non solo
lessicali, sono spesso notevoli.
Dialetti marchigiani; nelle Marche la frammentazione dialettale ancor pi accentuata che in Umbria.
In regione sono infatti diuse parlate riconducibili a
tutti e tre i principali in cui si divide, sotto il prolo
dialettale, l'Italia. Al gruppo mediano appartengono i dialetti marchigiani centrali, (nelle province di
Ancona[62] , di Macerata e di Fermo); nella rimanente parte della regione i dialetti non appartengono al
gruppo mediano, ma a quello gallo-italico (il dialetto
gallo-italico marchigiano, nella Provincia di Pesaro
e Urbino) , e a quello meridionale (il marchigiano
meridionale, nella Provincia di Ascoli Piceno).
Dialetto romanesco che risulta aver subito una considerevole inuenza da parte del toscano diusa in
molti ambienti capitolini (legati in particolare alla Curia) nel XVI secolo e XVII secolo. Tale dialetto molto diverso dall'antico dialetto di Roma
che era invece sottoposto a inuenze meridionali
e orientali[63] .
Dialetti della Tuscia viterbese con elementi di inusso del dialetto della Toscana meridionale e quelli mediani veri e propri. Questi dialetti, pur essendo molto simili tra di loro, presentano alcune
classicazioni interne.
Cicolano-aquilano-reatino che presenta alcune inuenze dei dialetti del gruppo meridionale.
Dialetto ciociaro, anch'esso inuenzato da alcuni
dialetti di tipo meridionale.
I gruppi toscano e mediano sono comunque gruppi abbastanza conservativi: nel crso non esiste nessun tipo
di indebolimento consonantico, nel toscano e in parte dei dialetti umbri e marchigiani c' la gorgia, altrove una lenizione non fonologica. Comune la realizzazione fricativa delle aricate mediopalatali e nelle
zone meridionali i raddoppiamenti di /b dZ/ semplici
intervocalici.
3.4.2 Gruppo meridionale
Il gruppo Italico meridionale, o alto-meridionale, caratterizzato dall'indebolimento delle vocali non accentate
(atone) e la loro riduzione alla vocale indistinta (rappresentata dai linguisti come o talvolta come ). A nord della linea Circeo-Sora-Avezzano-L'Aquila-Accumoli-Aso,
le vocali atone sono pronunciate chiaramente; a sud di
questa linea gi si presenta il suono , che si ritrova poi
no ai conni meridionali con le aree in cui i dialetti sono classicati come meridionali estremi, ossia alla linea
Cetraro-Bisignano-Melissa.

3 LINGUE ROMANZE D'ITALIA

3.5

Gruppo meridionale estremo

Il gruppo meridionale estremo comprende il siciliano,


il calabrese centro-meridionale ed il salentino .
La caratteristica fonetica che accomuna i dialetti del
gruppo siciliano l'esito delle vocali nali che presenta una costante territoriale fortemente caratterizzata e
assente nelle altre lingue e dialetti italiani:
da -A nale latina > -a
da -E, -I nali latine > -i
da -O, - nali preromanze > -u
da -LL- latina o altra > -- (trascritto nella letteratura come , dd, ddh, o ddr). In alcune zone della
Calabria per, dal suono di una singola d, o una j
(letta come semivocale i oppure come la j francese
a seconda delle localit).
Assenza totale delle mute e dello schwa. inoltre caratteristica principale e singolarit di molte varianti (ma
non tutte), la presenza dei fonemi tr, str, e dd, i quali
possiedono un suono retroesso probabilmente derivante
da un sostrato linguistico probabilmente pre-indeuropeo.
Il siciliano non riconosciuto come lingua dallo Stato
italiano.

3.6

Gruppo sardo

loro lessico e spesso una letteratura. Lo stesso italiano


in origine un dialetto, ovvero il toscano letterario (in
particolar modo orentino) del XIV secolo, che dal XVI
secolo venne progressivamente impiegato come modello esemplare[65] . Poich per la linguistica tutti i dialetti e le lingue sono insiemi di segni e regole ordinati e
funzionanti analogamente, la distinzione avviene dunque
esclusivamente a livello politico: ricorrendo al sostantivo lingua molte culture fanno riferimento ad un sistema
riconosciuto dalle istituzioni, codicato e con a disposizione testi letterari o uciali. questo il caso del sardo
e del friulano, che hanno ottenuto lo status di lingue e
il riconoscimento di minoranze linguistiche per i propri
parlanti[66] .
Per la linguistica comunque errato considerare i dialetti d'Italia come corruzioni, deviazioni o alterazioni della lingua nazionale di base toscana, in quanto si tratta
di continuazioni locali del latino e pertanto lingue sorelle dell'italiano[67][68] . In questo senso non ammissibile parlare di dialetto della lingua uciale in riferimento, ad esempio, al piemontese o al napoletano: essendo s idiomi sviluppatisi dal latino, ma in modo indipendente dal toscano, non possono essere considerati variet
locali della lingua italiana. Pi opportuno allora parlare di dialetti italiani o dialetti d'Italia in riferimento alle
varianti in uso in una regione, zona o citt e non invece
dialetti dell'italiano (ad esempio, si pu aermare che il
lombardo occidentale un dialetto italiano perch parlato
all'interno dei conni italiani, ma non corretto dire che
sia un dialetto dell'italiano). Inoltre, per denire queste
parlate si pu fare ricorso appunto al termine variet, che
indica un sistema linguistico indipendentemente da riferimenti legati al prestigio, alla diusione geograca e a
tutte le equivocit veicolate dalla parola dialetto nell'uso
comune[68] . O ancora, in gergo scientico, possibile riferirsi a dialetti utilizzati in diglossia oppure in condizione
di bilinguismo con la lingua uciale.

La lingua sarda ha fondamentalmente due variet, anche se risulterebbe impossibile eettuare una vera e
propria linea di demarcazione linguistica fra le varianti: il logudorese, nella zona centro-settentrionale, ed il
campidanese, in quella centro-meridionale. Le varianti
logudoresi e campidanesi, come unicum, formano pi
propriamente la lingua sarda. Attualmente la lingua sarE in quanto variet linguistiche italo-romanze indipenda ucialmente riconosciuta dalla Regione Autonodenti, le parlate diuse in Italia sono considerate dialetti
ma della Sardegna e, dallo stato, come una delle dodici
romanzi primari, cio subordinati all'italiano solo da un
minoranze linguistiche storiche.
punto di vista sociolinguistico a fronte di un'origine laSi caratterizza in quanto estremamente conservativa, tan- tina comune. Al contrario, sono dialetti secondari quelli
to da essere considerata la lingua che nei secoli si sia me- generati dalla diversicazione di un'unica lingua in vari
no discostata dal latino. La maggior parte degli studiosi territori, come nel caso dello spagnolo in America latina
ritiene che il gruppo sardo sia da considerarsi totalmen- o del gi citato inglese americano: non si tratta quindi di
te autonomo nell'ambito delle lingue romanze. Si anche dialetti originati autonomamente dal latino o dal protoipotizzato di classicare il sardo in un sistema linguistico germanico, ma varianti dello stesso sistema. Sono inveromanzo autonomo meridionale insieme al numidico, ce dialetti secondari dell'italiano quelli noti come italiani
l'antica parlata basata sul latino dell'Africa settentrionale, regionali, cio le variet intermedie tra lingua standard
che coesisteva con il berbero no all'invasione araba.
nazionale e le altre variet autonome.[68] .
Tuttavia, anche l'accezione di dialetto inteso come variet della lingua nazionale ancora radicata, con ambiguit
3.7 Pregiudizi linguistici
e relativismo semantici. In particolare dal punto di vista
Dal punto di vista della linguistica, la discriminazione dei politico, legislativo e giurisprudenziale il termine dialetto
dialetti ingiusticata, cos come la presunzione di su- usato in questa accezione per denire qualsiasi idioma
periorit di alcune variet rispetto ad altre[64] . I dialetti storico romanzo (e talvolta anche non-romanzo) parlato
presenti in Italia hanno infatti una loro grammatica, un in un'area geograca del paese e che non goda dello sta-

4.2

Idiomi germanici

tus di lingua (uciale o couciale). Nella categoria


ricadono i numerosi idiomi italiani dotati di storia propria, non intercomprensibili e spesso fregiati di una propria tradizione letteraria di rilievo, come, ad esempio, il
veneto e tanti altri.
L'opinione alternativa, che sta incominciando a farsi strada anche tra i linguisti di lingua italiana, riuta l'accezione
di dialetto inteso come variet della lingua nazionale preferendo quella di sistema linguistico indipendente dalla lingua nazionale. Ci ha portato dunque in tantissimi casi ad utilizzare il termine lingua in luogo di dialetto (ad esempio, lingua siciliana o lingua romagnola);
questa posizione quella condivisa da organizzazioni
Diusione della lingua albanese
internazionali |quali il Consiglio d'Europa.[69]

3.7.1

Valore culturale dei dialetti in Italia

4.2 Idiomi germanici

Forti di una radicata tradizione verbale ma anche letteraria, le lingue romanze non riconosciute, ossia i dialetti, in Italia sono servite nel tempo da spunto per la realizzazione di molti lavori teatrali entrati poi stabilmente nel repertorio di uno specico genere chiamato teatro
dialettale.
Un valore particolare ai dialetti stato attribuito specialmente in tempi relativamente recenti, da quando si avuta piena consapevolezza della predominanza della lingua
nazionale sulle parlate regionali. Anch i dialetti non
scompaiano diventando lingue morte, si tentato e si tenta
di studiare e recuperare appieno il signicato storico e il
senso culturale della parlata locale, anche in chiave di un
recupero delle radici e dell'identit propri di ogni regione.
All'interno di queste dinamiche si assiste recentemente ad un uso del dialetto nelle tifoserie di calcio, specie
con l'esposizione di striscioni in dialetto che evidenziano un recupero dei dialetti con nalit di rivendicazione
identitaria.[70]

4
4.1

Lingue non romanze


Idiomi albanesi

In numerosi centri dell'Italia centro-meridionale esistono storiche isole linguistiche dove si parla l'albanese.
L'albanese parlato in 50 comunit sparse in sette regioni dell'Italia continentale e insulare: Abruzzo, Campania,
e soprattutto in Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e
Sicilia.
Le comunit albanofone pi numerose si trovano in
Calabria, in provincia di Cosenza. Comunit numericamente importanti sono in Sicilia, nella citt metropolitana di Palermo, in Molise e in Basilicata. La parlata delle comunit albanesi d'Italia appartiene a quello diuso nel sud dell'Albania, il tosco. Si stima che i parlanti
albanofoni siano 100.000 circa[71] .

Distribuzione delle comunit cimbre; quelle con il puntino


arancione sono tuttora esistenti.

A parte la provincia autonoma di Bolzano, nei cui comuni


vige il bilinguismo italiano-tedesco, in tutto il Triveneto
sussistono alcune isole linguistiche germanofone, sparse
nelle regioni prealpine e alpine.
La lingua cimbra un idioma di tipo bavarese, portato
da un gruppo di migranti tedeschi che nel medioevo colonizzarono le zone al conne tra le provincie di Trento,
Verona (Tredici Comuni) e Vicenza (Sette Comuni). Incalzato dai dialetti della lingua veneta, il cimbro entrato in crisi gi secoli fa e attualmente parlato soltanto da poche centinaia di persone. La comunit pi vivace quella di Luserna (Lusern, TN), mentre sono ridotti a poche decine i parlanti di Giazza (Ljetzan, VR)
e Roana (Robaan, VI). Praticamente scomparsa l'isola
cimbra del Cansiglio (provincie di Belluno e Treviso),
fondata all'inizio dell'Ottocento da un gruppo di roanesi.
La lingua mochena ancora parlata nei villaggi della
Val Fersina (collaterale alla Valsugana) e ha origini ani
al cimbro, ovvero deriva da uno stanziamento di coloni
tedeschi in epoca antica.
Isole germanofone si trovano anche in Cadore (a Sappada,

Plodn) e in Carnia (Sauris, Zahre, e Timau, Tischlbong) e


hanno un'origine simile alle precedenti. Inne, il tedesco
diuso su buona parte della Val Canale (Kanaltal), al
conne con l'Austria.

ATLANTE

5 Atlante

Dalla parte opposta del Norditalia, al gruppo tedesco


(precisamente alemanno) appartengono anche le parlate walser presenti in alcuni comuni del Piemonte e della Valle d'Aosta. Sono imparentate con quelle del vicino
cantone svizzero del Vallese.

4.3

Quadro complessivo delle Lingue e Gruppi dialettali nella penisola italiana e


isole, prossimo al livello comunale

Mappa dettagliata delle lingue e


isole linguistiche in Italia

Dialetti in Italia nel 1939 secondo Merlo e Tagliavini

Idiomi greci

In molti centri dell'Italia centro-meridionale esistono isole linguistiche dove si parla il greco. In particolare sono
presenti comunit grecofone in Salento ed in Calabria.
Nel gennaio 2012 il Comune e la Provincia di Messina
riconoscono ucialmente la lingua greca[72] .

4.4

Idiomi indo-arii

Il roman parlato dai sinti e dai rom d'Italia in diverse


forme dialettali inuenzate dalle lingue dei paesi attraversati in passato, nonch dalle parlate regionali italiane
con cui esse sono in contatto. Il roman ha a sua volta
inuenzato i gerghi professionali di alcuni mestieri.

4.5

Idiomi slavi

lombardo lombardo sudtirolese ladino


(German dialect)
occidentale orientale
(Ladin)
friulano
(Western Lombard) (Easthern Lombard)

(Furlan)

franco
provenzale

sloveno

(Franco-Provenal)

(Slovenian)

veneto
(Venetian)

In Friuli Venezia Giulia esiste una comunit che parla


lo sloveno in tutta la fascia connaria delle province di
Trieste, Gorizia e Udine. Sempre in provincia di Udine
esiste la comunit slovena nella Val di Resia, che parla una variante dialettale molto isolata dello sloveno: il
resiano.
In Molise in alcuni centri esistono ancora comunit parlanti il croato (slavisano). I croati molisani arrivarono in
Italia tra il XV-XVI secolo per sfuggire all'avanzata ottomana nei Balcani e si stanziarono nei paesi di Acquaviva
Collecroce (Kru), San Felice del Molise (Sti Fili) e
Montemitro (Mundimitar) nell'attuale provincia di Campobasso. Attualmente la lingua viene parlata da poco pi
di duemila persone, che usano il na-nau, antico dialetto
slavo originario dell'entroterra dalmata. I croati molisani
venivano e vengono chiamati con la denominazione antica di Schiavoni (prob. dal latino Sclaveni ovvero Slavi,
da cui deriva anche Sclavus ovvero schiavo), nome che
rimasto anche nella toponomastica del territorio.

piemontese

emiliano
romagnolo

ligure
(Ligurian)

provenzale

centrale
marchigiano

toscano

(Provenal)

(Tuscan)

marchigiano meridionale - abruzzese

umbro e
laziale

croato
(Croatian)

molisano

gallurese romanesco

(Northeastern
Sardinian)

sassarese

sabino

(Northwestern
Sardinian)

algherese

salentino

(Neapolitan and others)

(Nuorese,
Northern Logudorese,
Barbaricino,
Southwestern Logudorese)

tabarchino

foggiano
(dauno and garganico)

barese

campano

logudurese

(Catalan Valencian Balear)

ciociaro

gallo-italico di Basilicata
(Gallo-Italic of Basilicata)

arbresh
(Arbresh)

calabrese del nord


(Lucano - Northern Calabrese)
arbresh

calabrese
(Southern Calabrese)

(Arbresh)

campidanese
(South Sardinian)

greca salentina

siciliano

(Salento's Greek)

(Sicilian)

gallo-italico di Sicilia
(Gallo-Italic of Sicily)

greco calabro
(Calabrian Greek)

Appellativi dei principali dialetti

in Italia

Illustrazione
gruppi linguistici in Italia

dei

principali

Note

[1] Lingue di minoranza e scuola, Carta Generale. Ministero


della Pubblica Istruzione
[2] dialetti in Enciclopedia dell'Italiano Treccani
[3] http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_
calendario/20070420_00/testointegrale.pdf
[4] Napoletano-Calabrese | Ethnologue
[5] Sicilian | Ethnologue
[6] Venetian | Ethnologue
[7] Lombard | Ethnologue
[8] | Ethnologue
[9] Sardinian, Campidanese | Ethnologue
[10] Sardinian, Logudorese | Ethnologue
[11] Ethnologue

[32] Gazzetta Uciale della Regione Siciliana: Promozione


della lingua dei segni italiana (LIS)
[33] Legge 482/1999, Art. 2: 1. In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princpi generali stabiliti
dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino,
l'occitano e il sardo
[34] Consiglio Regionale del Piemonte - Legge regionale 10
aprile 1990, n. 26.. 1. La Regione Piemonte [...] tutela e
valorizza l'originale patrimonio linguistico del Piemonte e
ne promuove la conoscenza.
[35] Consiglio Regionale del Piemonte - Legge regionale 17
giugno 1997, n. 37.
[36] Consiglio Regionale del Piemonte - Legge regionale statutaria 4 marzo 2005, n. 1. 4. La Regione tutela e promuove l'originale patrimonio linguistico della comunit piemontese, nonch quello delle minoranze occitana,
franco-provenzale e walser.

[12] Ligurian | Ethnologue

[37] Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia - Legge


regionale 22 marzo 1996, n. 15

[13] friulano, in Treccani.it Enciclopedie on line, Istituto


dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

[38] Legge 23 febbraio 2001, n. 38

[14] La lingua friulana oggi, Universit degli Studi di Udine Dipartimento di Scienze Umane, 2014. URL consultato il
29 maggio 2015.

[39] Legge Regionale 15 ottobre 1997, n. 26

[21] Occitan | Ethnologue

[40] Nel caso del tabarchino le contraddizioni e i paradossi della 482 appaiono con tutta evidenza se si considera che questa variet, che la legislazione nazionale ignora
completamente, correttamente riconosciuta come lingua
minoritaria in base alla legislazione regionale sarda (L.R.
26/1997), fatto che costituisce di per s non soltanto un
assurdo giuridico, ma anche una grave discriminazione
nei confronti dei due comuni che, unici in tutta la Sardegna, non sono in linea di principio ammessi a fruire dei
beneci della 482 poich vi si parla, a dierenza di quelli sardofoni e di quello catalanofono, una lingua esclusa
dall'elencazione presente nell'art. 2 della legge, Fiorenzo
Toso, Alcuni episodi di applicazione delle norme di tutela
delle minoranze linguistiche in Italia, 2008, p. 77.

[22] Sardinian, Sassarese | Ethnologue

[41] Legge regionale 13 aprile 2007, n. 8

[23] Slovene | Ethnologue

[42] Gazzetta Uciale della Regione Siciliana - Anno 65 Numero 24

[15] Bavarian | Ethnologue


[16] Cimbrian | Ethnologue
[17] Mcheno | Ethnologue
[18] Albanian, Arbresh | Ethnologue
[19] French | Ethnologue
[20] Sardinian, Gallurese | Ethnologue

[24] Arpitan | Ethnologue

[30] Croatian | Ethnologue

[43] La popolazione dei centri di dialetto gallo-italico della Sicilia si calcola in circa 60.000 abitanti, ma non esistono
statistiche sulla vitalit delle singole parlate rispetto al contesto generale dei dialetti siciliani. Per quanto riguarda le
iniziative istituzionali di tutela, malgrado le ricorrenti iniziative di amministratori e rappresentanti locali, n la legislazione isolana n quella nazionale (legge 482/1999) hanno mai preso in considerazione forme concrete di valorizzazione della specicit delle parlate altoitaliane della Sicilia, che pure rientrano a pieno titolo, come il tabarchino della Sardegna, nella categoria delle isole linguistiche e
delle alloglossie. Fiorenzo Toso, Gallo-italica, comunit,
Enciclopedia dell'Italiano (2010), Treccani.

[31] Ethnologue: Deaf Population in Italy

[44] Legge regionale Puglia n.5/2012

[25] Fiorenzo Toso, Lingue d'Europa: la pluralit linguistica


dei paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi
Dalai, Milano 2006, p 158
[26] Cataln | Ethnologue
[27] Greek | Ethnologue
[28] Ladin | Ethnologue
[29] Walser | Ethnologue

10

[45] Atlante linguistico italiano


[46] Studio dell'Universit di Padova

7 BIBLIOGRAFIA

[65] Carla Marcato, Dialetto, dialetti e italiano, Il Mulino,


Bologna, 2002, pag 20

[47] Carta del Pellegrini

[66] Carla Marcato, guida allo studio dei dialetti, Clep, Padova,
2011, pag. 12

[48] AIS, Sprach-und Sachatlas Italiens und der Sdschweiz,


Zongen 1928-1940

[67] Manuale di linguistica e lologia romanza, Lorenzo Renzi


e Alvise Andreose, Il Mulino, Bologna, 2003, pag. 50

[49] Marcato 2002, p. 20.

[68] Michele Loporcaro, Prolo linguistico dei dialetti italiani,


Laterza, Roma-Bari, 2009, pagg. 4-5

[50] Posner 2004, p. 200.


[51] Loporcaro 2009, p. 45.
[52] Loporcaro 2009, p. 38.
[53] Rainer Schlosser Le Lingue Romanze, edizioni Il Mulino
[54] Enciclopedia Treccani, vol XIX, pag.927
[55] Gerhard Rohlfs, Grammatica storica della lingua italiana
e dei suoi dialetti (Torino ed. Einaudi, vol. I, 1966)
[56] Gerhard Rohlfs, Studi e ricerche su lingua e dialetti
d'Italia, ed. Sansoni, 1997
[57] Koin in italia dalle Origini al Cinquecento Atti del
Convegno di Milano e Pavia, 25-26 settembre 1987
a cura di Glauco Sanga Pierluigi Lubrina Editore
Bergamo 1990
[58] G.B. Pellegrini, Il cisalpino e l'italoromanzo
[59] Non tutti sono d'accordo con l'inserimento dei dialetti
marchigiani settentrionali all'interno del dialetto romagnolo; si veda ad esempio: AA. VV. Conoscere l'Italia
vol. Marche (Pag. 64), Istituto Geograco De Agostini
Novara 1982; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagi, Pubblicazione sotto gli auspici
del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unit d'Italia, 1961; Flavio Parrino, capitolo sui
dialetti nella Guida d'Italia volume Marche del Touring
Club Italiano. In tutta la provincia di Pesaro-Urbino, nella parte settentrionale di quella di Ancona (zona di Senigallia) e nell'area del Cnero si parlano indubbiamente
dialetto gallo-italici; dire per che in met del territorio
marchigiano si parli dialetto romagnolo appare in eetti
forzato soprattutto agli abitanti delle zone marchigiane in
questione. In eetti negli studi citati si chiamano i dialetti
gallici parlati nelle Marche gallico-marchigiani o gallopiceni e si rimarcano le somiglianze con il dialetto romagnolo (come esso, appartengono tutti al gruppo galloitalico), ma anche le dierenze innegabili che esistono tra
i primi e il secondo.
[60] Carlo Tagliavini, Le origini delle lingue neolatine
[61] Maurizio Dardano, Nuovo Manualetto di Linguistica
Italiana, Bologna, Zanichelli, 2005
[62] esclusi il circondario di Senigallia e l'area del Conero

[69] Le Lingue parlate nel territorio dello Stato italiano,


eleaml.org. URL consultato il 4 settembre 2016.
[70] Il vohabolario degli ultras viola. Un revival del vernacolo
orentino? Aspetti linguistici, semiotici e semantici della
tifoseria calcistica orentina, L'Italia Dialettale - 2013;
[http://www.academia.edu/1957083/I_poeti_della_
curva._Unanalisi_sociolinguistica_degli_striscioni_allo_
stadio, I poeti della curva. Un'analisi sociolinguistica degli
striscioni allo stadio, Aracne- 2010
[71] Ethnologue, Albanian, Arbresh, ethnologue.com. URL
consultato il 29 luglio 2013.
[72] Delimitazione ambito territoriale tutela delle minoranze
linguistiche ai sensi della L. 482 del 15/12/1999

7 Bibliograa
7.1 Bibliograa di riferimento per la classicazione proposta dall'UNESCO
Lexikon der Romanistischen Linguistik, Tbingen
1989.

7.2 Bibliograa di riferimento per la classicazione proposta dal SIL international


Ethnologue: Languages of the World, 15th Edition, edited by Raymond G. Gordon, Jr., SIL
International, 2005.

7.3 Bibliograa di riferimento per la classicazione proposta nelle universit


italiane
Ilaria Bonomi, Andrea Masini, Silvia Morgana, Mario Piotti, Elementi di Linguistica italiana, edizioni
Carocci 2006.

[63] Giacomo Devoto, Storia della Lingua di Roma, Bologna,


Cappelli, 1969 (ristampa dell'ed. del 1944), pag. 366

P. Bruni (a cura di), Arbresh: cultura e civilt di


un popolo, 2004.

[64] Carla Marcato, guida allo studio dei dialetti, Clep, Padova,
2011, pag. 11

Arrigo Castellani, Saggi di linguistica e lologia


italiana e romanza, Roma, Salerno editrice, 1980.

7.4

Bibliograa di riferimento per la quarta classicazione proposta

Arrigo Castellani, Grammatica storica della lingua 7.4


italiana, Bologna, Il Mulino, 2000.
Manlio Cortelazzo, Carla Marcato, Dizionario
etimologico dei dialetti italiani, Torino, UTET, 1992.
Paolo d'Achille, Breve grammatica
dell'italiano, Roma, Carocci, 2001.

storica

Maurizio Dardano, Nuovo manualetto di linguistica


italiana, Bologna, Editore Zanichelli, 2005.
Maurizio Dardano, Gianluca Frenguelli (a cura di),
La sintassi dell'italiano antico, atti del convegno internazionale di studi (Universit di Roma tre, 18-21
settembre 2002), Roma, Aracne, 2004.
Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia Unita,
Biblioteca universale Laterza 1983.
Corrado Grassi, Alberto Sobrero, Tullio Telmon,
Introduzione alla dialettologia italiana, Roma-Bari,
Laterza, 2003.
Karl Jaberg, Jakob Jud, Atlante linguistico ed etnograco dell'Italia e della Svizzera Italiana, Milano,
Unicopli, 1987.
Loporcaro, Michele, Prolo linguistico dei dialetti italiani, Nuova edizione, Roma-Bari, Editori
Laterza, 2009, ISBN 978-88-593-0006-9.
Marcato, Carla, Dialetto, Dialetti e Italiano, Bologna, Il Mulino, 2002.
Lorenzo Renzi, Alvise Andreose, Manuale di linguistica e lologia romanza, Bologna, Il Mulino,
2003.
Giuseppe Patota, Lineamenti di grammatica storica
dell'italiano, Bologna, Il Mulino, 2002.

11

Bibliograa di riferimento per la quarta classicazione proposta

Georey Hull, La lingua padanese, inedito.


Pierre Bec, Manuel pratique de philologie romane
(II, 472), Editions Picard, 1971.
G.B. Pellegrini, Il cisalpino ed il retoromanzo, 1993,.
G.B. Pellegrini, Delle varie accezioni ed estensioni di
ladino.

7.5 Altre opere


Maurizio Tani, La legislazione regionale in Italia in
materia di tutela linguistica dal 1975 ad oggi, in
LIDI-Lingue e Idiomi d'Italia (Lecce), I/1 (2006),
pp. 115158 Accademia.edu: La legislazione regionale in Italia in materia di tutela linguistica dal 1975
ad oggi

8 Voci correlate
Dialetti d'Italia
Geograa linguistica
Segnaletica bilingue

9 Altri progetti

Wikimedia Commons contiene immagini o


altri le su lingue parlate in Italia

10 Collegamenti esterni

(EN) Posner, Rebecca, The Romance Languages,


Cambridge, Cambridge University Press, 2004.

Carta dei Dialetti d'Italia di Giovan Battista Pellegrini (Pisa, Pacini editore 1977), da Rai International
Online

Schlosser, Rainer, Le Lingue Romanze, Bologna, Il


Mulino, 2005.

Dizionari dei dialetti italiani, dienneti.it.

Sobrero, Alberto A. e Miglietta, A., Introduzione


alla linguistica italiana, Bari, Laterza, 2006.
Gerhard Rohlfs, Grammatica storica della lingua
italiana e dei dialetti, Torino, Einaudi, 1970.
Tagliavini, Carlo, Le origini delle lingue neolatine,
Bologna, Ptron, 1972..
Alberto Zamboni, I dialetti e le loro origini, in
ItaDial (periodico specialistico), Bologna, Clueb.

Introduzione agli studi specialistici di dialettologia


italiana, sites.google.com.
Lingue parlate in Italia, in Tesauro del Nuovo
soggettario, BNCF, marzo 2013.
Lista delle lingue parlate in Italia, Patrimonilinguistici.it.

12

11 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

11
11.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


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Alessio Cimarelli
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