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Farmacia di Platone

introduzione:
la legge e la regola del testo non comprensibile a
primo sguardo queste non si riferiscono mai a nulla di
concreto o di percettibile. questo porta, col passare di
mentalit o tempo, alla scomparsa di una regola, un po'
come quando si disfa una tela. Questa viene sostituita
da una una nova tela cucita da una nuova lettura o da
una nuova critica che crede di avere le redini del gioco di
detenere i fili della tela, illudendosi di osservare il testo
senza toccarlo. ma in realt ricamare non la
capacit di creare ma di saper leggere e quindi
saper seguire il filo dato.

1. Farmacea
Introduzione generale al federo. prima si era creduto
che fosse stato creato quando platone era troppo
giovane e perci non capace di creare una bella opera.
questa tesi sostenuta sia da Diogene che da
Schleiermarcher poich un vecchio scritto e non
avrebbe condannato in questa maniera la scrittura come
fa Platone in questa opera. Successivamente nel 900

questa ipotesi sar ribaltata ma non a favore dei pregi


del Fedro: la vecchiaia sinonimo di incapacit di
riportare ci che fu ben concepito.
si racconta che nel Fedro socrate mandi "a spasso" i
miti ma non per liberarsene anzi per "ariarli"
dall'ingenuit dei razionalisti anche per allontanarli da
se per quel che riguarda la conoscenza di se.
Platone nel suo dialogo scrive che gli uomini liberi in
quanto tali non hanno piacere a scrivere per paura di
essere giudicati dai loro posteri. i LOGOGRAFI Platone
li mette sotto la categoria di Sofisti in quanto redigono
atti ai quali non hanno partecipato e mettono per li
iscritto, modificandone quindi anche i discorsi e
storpiandone i sensi, cose che non pensano e non
penseranno. ma ci che mette per iscritto lo mette in
modo tale che fa pensare il contrario!
All'inizio socrate si mostra neutrale circa il tema della
scritta e dice che appunto scrivere disonorante solo se
si scrivono cose disonoranti.
vi seguono tre miti:
1) quello delle cicale ---> il canto inebriante della scrittura
che ci fa perdere la sua vera essenza
2) quello di borea e orizia---> riguardo ad una lettura pi
critica dei miti
3) quello di theut----> riguardo alla scrittura e alla sua
rigidezza

1)il mito delle cicale dice che dalla scrittura non bisogna
essere incantati dal velo di fascino che la ricopre ma
bisogna indagare pi affondo e non farci incantare dal
suo canto di sirena
2) socrate dice che volendo pu crede in questo mito ma
in realt ci sono spiegazioni pi veritiere di questo come
la possibilit che sia caduta nel fiume a causa del vento.
infatti il mito serve a facilitare un qualcosa che ripetuto
cos comporterebbe un lavoro immediato di ingegno. in
pi in questo mito si accenna forse non casualmente a
FARMACEA.
I
V
PHARMAKON= filtro rimedio veleno droga
La scrittura = Pharmakon in quanto sviamento e droga.
per socrate stato rimedio poich grazie a questa fedro
riuscito a farlo uscire dalla citt.
la scrittura porta ad un problema: uno pu dire di essere
medico perch ha letto vari libri o piccoli spunti sui libri
di alcune per esempio malattie ma in realt non conosce
nulla di questa disciplina. Per il federo una droga la
scrittura poi che ha bisogno dei dialoghi scritti di lisia

poich non li conosce a memoria.


il problema della scrittura riguarda l'ambito morale e tale
problema non distinto dall'ambito del problema della
verit, della memoria e della dialettica.

3. l'iscrizione dei figli: theut, ermes, thot, nabu e nebo


theut non viene delineato da platone nel mito di theut, di
lui no vi possediamo alcun carattere esplicitamente. ma
dai suoi comportamenti, dal suo discorso dalla sua
prontezza nel parlato delineano una figura ben marcata.
possiamo trovare analogie con il dio egiziano thot, e
queste non sono per nienta casuali. la sua
configurazione in altri miti deve chiarire la problematica
tra mitemi e filosofemi ovvero deve chiarire la differenza
filosofica tra mythos e logos. theut nel fedr
rappresentato come un sottomesso, un messaggere,
privo di potere di decisione un servitore asti ed astuto.
dopo,infatti, aver parlato della scrittura quando il dio
degli dei (il capoccia degli dei) lo avr ghiacciato
ripetutamente lui non replica. ma quindi la sua
subordinazione non ricorda la subordinazione di thot
nella mitologia egiziana? thot si definisce figlio di
ammon-re, dio creatore. Ammon-re vuol dire colui che si
nasconde. quindi lui padre di tutte le cose che sta

nascosto e che si rappresenta nella parola. il potere


della parola e il nascondersi si rifanno molto alla storia
dell'uovo o all'uovo della storia: lui nato da un uovo ma
l'uovo stato creato da lui. in questo caso quindi il
potere della parola tutt'uno col potere del creatore
(quindi tesi derrida: la parola pi rigida della scrittura
poich il padre creatore una figura autoritaria e come
tale irrigidisce il logos).quindi in questo caso non si pone
la famosa proboematica ontologica, logica e cronologica
dell'uovo e della gallina. la subordinazione di thot vista
in vari modi
per dottrina manfita: thot parola in quanto esecutore
e horus che pensiero in quanto concepitore (ci
improbabile e si pu pensare co solo con una
violenta astrazione! )
= ermes dio messaggero e quindi dio del significante
thot in SUPPLEMENTO ad ammon-re, la luna in
SUPPLEMENTO del sole nella notte , la scrittura in
SUPPLEMENTO della parola.
ma thot avrebbe le capacit per soppiantare il dio
creatore della parola ma decide di mettersi a suo fianco
come supplemento. Derrida ci fa notare che il
pharmakon utile per l'hypomnesi (ri memorazione) e
non per la mnm. ricordiamo invece che nel federo si
rimprovera l'invenzione del pharmakon che sostituisce il
segno senza fiato alla parola vivente e di pretendere di
poter far a meno del padre.

si fa notare a questo punto la famigliarit tra ammon e


thot (padre figlio) quindi familiarit tra parola e scrittura
quindi conferma dell'introduzione. il dio della scrittura
pu essere suo padre suo figlio e se stesso. lui non
occupa posto proprio le propriet che lo descrivono
sono impropriet. cil afferma che nessun esseri gli
appartiene in proprio ecco perch privo di autorit in
maniera positiva nella visione di derrida. Thot anche
dio della medicina. dio della scrittura e della medicina di
scienza e pratica occulta del rimedio e del veleno. dio
della scrittura e dio del pharmakon.
4. il pharmakon
il fatto che questa parola ha molti significati talvolta
porta a delle incomprensioni e a delle ambiguit. ma
queste ambiguit sono proprio volute da platone? sono
all'interno del suo testo? sono tra lingua e scrittura?
quando thout presenta la scrittura al re degli dei
pharmakon inteso come RIMEDIO. quindi in questo
caso Platone fa girare il termine pharmakon attorno a un
perno mettendone in luce solo il polo "rimedio". in
questo modo vi l'esclusione del polo sempre della
parola pharmakon opposta a questa. iil RIMEDIO indica
come razionalit trasparente della scienza . contrario
quindi a una dynamis (potenza) incontrollabile, magica.
platone contrario alla magia e ai maghi, questo
dovrebbero schiattare tutti in una prigione e una volta

morti buttati dai confini senza onoranza funebre.


il dio sole fa vedere a teoth che in realt la scrittura avr
la funzione contraria a quella da lui detta. quindi tepth ha
cercato di imbrogliare attraverso la parola giocando
sulla parola. l'alfabeto di platone un anagramma!
quindi tradurlo rovinerebbe il senso, le ambiguit, le
ambivalenze che platone vuole attribuire ad una cosa
ben precisa. quindi tradurre pharmakon con rimedio non
giusto in quanto annulla gli altri significati. questi
coesistono nella parola pharmakon. il Pharmakon
preso quindi sempre nel miscuglio ( per esempio in
analogia al filebo all'ybris) quindi non ha una forma
precisa quindi un'identit precisa. Protagora ad esempio
mette tra le cose ce sono sia buone che dolorose il
pharmaka
Pharmakon visto nocivo in quanto va contro la natura.
se prendiamo il logos come essere vivente l'azione del
pharmakon cattiva poich va contro le regole della
natura e interne all'animar stesso. pharmakon
innaturale e in quanto tale, secondo platone, un'azione
esterna che agisce verso l'interno squilibrando
l'equilibrio interno allo zoon. secondo platone non aiuta
la memoria ma le memorie. questo tipico del sofista.
mneme= memoria (dal dentro)
hypomnesis=supplemento della memoria
logos inteso come pensiero. platone capisce la relazione
tra linguaggio ed essere quindi tra linguaggio e logos

come tale il 1 una cosa che deriva da dentro e il


pharmakon da fuori. per essere espresso ha bisogno di
un linguaggio privo di mediazioni e di purezza nel
segno. in pi il segno storpia il vero senso della parola
perh non vi segno senza graphos. la relazione tra
scrittura e sapienza che i segni sono sempre esternai
alla sapienza e le opere scritte non sono altro che mezzi
per mantenere la memoria (ci pensato da platone)
Platone accusa i sofisti di aver sostituito la memoria
(interno) con un promemoria(esterno, pharmakon). nel
federo platone sostiene che il discorso scritto solo
mimagine di colui che sa (simile alla sua ontologia)
5.pharmakeus
(stregone) socrate ha spesso nei dialoghi platonici il
volto di pharmakeus. ----> visto come un individuo che
nessuna logica pu visitare in una definizione
noncontraddittoria: demoniaco non dio ne vivo ma ne
morto eccc.
la magia socratica opera attraverso il logos con una
voce senza accessori, senza strumenti . il pharmakon
socratico agisce come un veleno, come un morso di
vipera e penetrando nei meandri pi interni provoca
narcosi ( intorpidisce e paralizza). l'ironia socratica
agisce su un pharmakon con un atro pharmakon. il
timore della morte da presa a tutte le medicine occulte
quindi anche del pharmakon. quindi l'economia del

pharmakeus punta su tale timore.quindi la farmacia


socratica punt all'esorcismo di queste paureper
socrate l'antidoto la dialettica. infatti per far superare
ad un bambino la propria paura si utilizza la dialettica
anamnesica, ovvero ripercorrere insieme gli avvenimenti
superandoli (amnesia). come si era detto il logos
essendo luogo dell'essere linguaggio ma un
linguaggio senza grava senza segni. Questi segni
devono essere tali che non ostante la loro presenza sia
il protagonista dell'azione il logos. in maniera logica si
penserebbe al linguaggio orale ma secondo derida
proprio questo il mezzo rigido poich ha come autorit il
proprio padre presente! quindi il miglior ''segno il
segno pi segno'' e quindi quello marcato che anche se
marcato visivamente non marcato concettualmente.