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Guida alla

CONTABILIT&

sommario

BILANCIO

indice generale
secondo i principi contabili internazionali

aspetti civilistici

Fusione: aspetti civilistici

36

5
aspetti fiscali

aspet ti contabili

Fusione: aspetti fiscali

Fusione: aspetti contabili

38

19
profili elusivi

fusione inversa

Fusione inversa

30

Profili elusivi

53

adempimenti e fac -simile

principi contabili internazionali

Check list e fac-simile

Profili contabili delle operazioni di fusione

58

alfabetico

A Abuso del diritto, profili elusivi, fusione........

Aspetti, civilistici, fusione......................................


inversa.....................................................
contabili, fusione............................................
inversa.....................................................
fiscali, fusione................................................
fusione inversa.............................................
perdite, riserve, riallineamento....................
Atto di fusione.....................................................
Avanzo, disavanzo, fusione, aspetti contabili...........

53
5
30
19
30
38
30
38
5
19

D Disavanzo, avanzo, fusione, aspetti contabili.

19

F Fusione, aspetti civilistici, Codice civile......... 5


aspetti contabili, rapporto di concambio, avanzo,
disavanzo...................................................... 19
N 2

- Operazioni straordinarie

fiscali, perdite, riserve, riallineamento.............


check list, fac-simile.......................................
inversa, aspetti, civilistici, contabili, fiscali.........
principi contabili internazionali.........................
profili elusivi, abuso del diritto..........................

L Leveraged buy out..................................


P Perdite, fusione, aspetti fiscali.....................

38
58
30
36
53
5

38
Principi contabili internazionali, fusione.................. 36
Progetto di fusione............................................... 5

R Rapporto

di concambio, fusione, aspetti


contabili........................................................ 19
Relazione degli esperti.......................................... 5
Riallineamento, fusione, aspetti fiscali................... 38
Riserve, fusione, aspetti fiscali.............................. 38

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sommario

BILANCIO

CORSO
operazioni straordinarie

Ecco il piano dellopera che riepiloga i temi del Corso, indicando il numero della
Rivista al quale viene allegato il rispettivo fascicolo.
OPERAZIONI STRAORDINARIE PIANO dellOPERA
Allegato a
Guida alla Contabilit
& Bilancio

Mese
di pubblicazione

1. Trasformazione di societ

n. 2/2011

Gennaio

2. Fusione di societ

n. 4/2011

Febbraio

3. Scissione di societ

n. 6/2011

Marzo

4. Cessione dazienda

n. 8/2011

Aprile

5. Conferimento dazienda

n. 10/2011

Maggio

6. Affitto dazienda

n. 12/2011

Giugno

7. Liquidazione di societ

n. 16/2011

Settembre

8. Operazioni straordinarie internazionali

n. 19/2011

Ottobre

9. Operazioni straordinarie e abuso del


diritto

n. 21/2011

Novembre

Corso

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- Operazioni straordinarie

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fusione

BILANCIO

aspetti civilistici

FUSIONE: ASPETTI CIVILISTICI


Analisi delloperazione di fusione
cos come disciplinata dal Codice civile.

innanzi tutto, opportuno osservare che


diverse possono essere le finalit perseguite con una operazione di fusione: (1)
motivazioni di carattere commerciale (acquisizione di nuove quote
di mercato, aumento della presenza
sul mercato integrando i prodotti gi esistenti
con altri di nuova produzione o inserendo nuove
produzioni che possano integrare quelle gi esistenti, estensione della propria attivit a mercati
diversi da quelli tradizionali, raggiungimento
di una maggiore efficienza nella distribuzione
dei prodotti);
motivazioni di carattere industriale (aumento,
attraverso il processo dintegrazione con le altre
realt, della propria efficienza produttiva e delle
proprie economie di scala, riduzione dei costi e
dei tempi di approvvigionamento con accentramento della funzione degli acquisti, integrazione
di differenti processi produttivi ecc.);
altre motivazioni (acquisizione di know how
su processi produttivi o su prodotti, necessit
di reperire risorse di tipo finanziario per la
prosecuzione dellattivit, accentramento delle
diverse funzioni amministrative al fine di ottenere un risparmio di costi, ottenimento di alcuni
benefici di natura fiscale, aumento della propria
immagine e del proprio marchio sul mercato).
Ai sensi dellart. 2501, Codice civile la fusione di

pi societ pu eseguirsi:
a. mediante la costituzione di una societ nuova
(cd. fusione propria);
b. ovvero mediante lincorporazione in una societ di una o pi altre societ (cd. fusione
per incorporazione).
La fusione , inoltre, caratterizzata da:
lestinzione (2) delle societ che partecipano
alloperazione di fusione (con la sola esclusione
della incorporante nellipotesi di cui sub b);
lo scambio delle azioni o quote, in virt del
quale i soci delle societ fuse o incorporate divengono soci della societ risultante dalla fusione o della societ incorporante, permutando,
in tal modo, la propria partecipazione.
Di fatto, con unoperazione di fusione si realizza
lunificazione di due o pi entit giuridiche ed a
seguito di tale operazione confluiscono in capo ad
unico soggetto giuridico il patrimonio, il complesso
produttivo ed organizzativo che prima delloperazione erano riferibili a diverse entit giuridiche.

FASI di ATTUAZIONE della FUSIONE


Gli amministratori delle societ partecipanti alla
fusione devono:
redigere un progetto di fusione (uguale per
tutte le societ partecipanti alla fusione) i cui
contenuti sono indicati dallart. 2501-ter, c.c.;

(1) Cfr. A. Stesuri, I rischi fiscali nelle acquisizioni societarie, Napoli, 2004.
(2) Al riguardo cfr. Cass. civ., sez. Unite, ord. 8 febbraio 2006, n. 2637 Ai sensi del nuovo art. 2505-bis, c.c., conseguente alla riforma del
diritto societario (D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6), la fusione tra societ non determina, nelle ipotesi di fusione per incorporazione, lestinzione
della societ incorporata n crea un nuovo soggetto di diritto nellipotesi di fusione paritaria, ma attua lunificazione mediante lintegrazione
reciproca delle societ partecipanti alla fusione, risolvendosi in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico,
che conserva la propria identit, pur in un nuovo assetto organizzativo.

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fusione

BILANCIO

aspetti civilistici

redigere la situazione patrimoniale delle societ medesime (con losservanza delle norme
sul bilancio desercizio) sulla cui base i soci
delibereranno la fusione;
predisporre una relazione che illustri e giustifichi, sotto il profilo giuridico ed economico, il
progetto di fusione e, in particolare, il rapporto
di cambio delle azioni o delle quote e la stessa
relazione deve indicare i criteri di determinazione del rapporto di cambio, oltre che segnalare
le eventuali difficolt di valutazione; (3)
convocare lassemblea dei soci per deliberare
la fusione.
La fusione decisa dallassemblea dei soci di
ciascuna delle societ che vi partecipano mediante
approvazione del relativo progetto e se latto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente,
detta approvazione avviene:
nelle societ di persone, con il consenso della
maggioranza dei soci determinata secondo la
parte attribuita a ciascuno negli utili;
nelle societ di capitali, secondo le norme previste per la modificazione dellatto costitutivo
o statuto.
In ogni caso la delibera di fusione pu apportare
al progetto di fusione solo le modifiche che non
incidono sui diritti dei soci o dei terzi.
La delibera di fusione delle societ di capitali
deve essere depositata, ai sensi dellart. 2502-bis,
c.c., per liscrizione nel Registro delle imprese,
insieme:
al progetto di fusione con le relazioni degli
amministratori e degli esperti;
ai bilanci degli ultimi tre esercizi delle societ
partecipanti alla fusione, con le relazioni dei
soggetti cui compete lamministrazione e il
controllo contabile;
alle situazioni patrimoniali delle societ partecipanti alla fusione redatte a norma dellart.
2501-quater, c.c.
Anche la delibera di fusione delle societ di persone
deve essere depositata per liscrizione nellUfficio
del Registro delle imprese, insieme con i documenti
menzionati supra.
La stipulazione dellatto di fusione costituisce
latto finale del procedimento di fusione. La
fusione deve risultare da atto pubblico che va

depositato per liscrizione, a cura del notaio o dei


soggetti cui compete lamministrazione della societ
risultante dalla fusione o della societ incorporante,
entro trenta giorni, nellUfficio del Registro delle
imprese dei luoghi ove posta la sede delle societ
partecipanti alla fusione e di quella che ne risulta,
ove si tratti di fusione propria.
Il deposito relativo alla societ risultante dalla fusione o di quella incorporante non pu precedere
quelli relativi alle altre societ partecipanti alla
fusione.
La fusione ha effetto quando stata eseguita lultima di tali iscrizioni, ma nella fusione mediante
incorporazione pu tuttavia essere stabilita una data
successiva e da tale momento la societ incorporante assume i diritti e gli obblighi delle societ
incorporate, proseguendo in tutti i loro rapporti,
anche processuali, anteriori alla fusione.
La normativa prevede comunque che per gli effetti
ai quali si riferisce il comma 1, art. 2501-ter, nn.
5 e 6, c.c. vale a dire, la data dalla quale azioni
o quote partecipano agli utili e la data a decorrere
dalla quale le operazioni delle societ partecipanti
alla fusione sono imputate nel bilancio della societ
che risulta dalla fusione o di quella incorporante
possono essere stabilite date anche anteriori.
Peraltro, la data alla quale pu esser fatta risalire
la retroattivit contabile non pu essere anteriore a quella di chiusura del precedente esercizio
dellincorporante.
Nella fusione per incorporazione possibile prevedere la postdatazione di tutti gli effetti della
fusione medesima.
Eseguite le iscrizioni dellatto di fusione nei termini
e con le modalit di cui si detto, linvalidit
dellatto di fusione non pu essere pronunciata,
restando salvo il diritto al risarcimento del danno
eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione.

TIPOLOGIE (art. 2501, c.c.)


Fusione propria
Le societ partecipanti alla fusione si estinguono
e lintero patrimonio si trasferisce ad una societ
di nuova costituzione.

(3) Inoltre, uno o pi esperti per ciascuna societ debbono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di cambio delle azioni o
delle quote, esprimendo anche un parere sulladeguatezza del metodo o dei metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio e
sullimportanza relativa attribuita a ciascuno di essi nella determinazione del valore adottato.

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BILANCIO

aspetti civilistici

Fusione per incorporazione


Si estinguono

(4)

solo le societ incorporate il cui

patrimonio si trasferisce alla societ incorporante


(preesistente).

Suggerimento operativo
Sono escluse le societ in stato di liquidazione sole se hanno gi iniziato la distribuzione dellattivo.

PROGETTO di FUSIONE
(art. 2501-ter, c.c.)

Dal progetto di fusione (redatto dallorgano amministrativo) devono in ogni caso risultare:
il tipo, la denominazione o ragione sociale, la
sede delle societ partecipanti alla fusione;
latto costitutivo della nuova societ risultante
dalla fusione o di quella incorporante, con le
eventuali modificazioni derivanti dalla fusione;
il rapporto di cambio delle azioni o quote,
nonch leventuale conguaglio in danaro;
le modalit di assegnazione delle azioni o delle

quote della societ che risulta dalla fusione o


di quella incorporante;
la data dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili;
la data a decorrere dalla quale le operazioni
delle societ partecipanti alla fusione sono
imputate al bilancio della societ che risulta
dalla fusione o di quella incorporante;
il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di soci e ai possessori di titoli
diversi dalle azioni;
i vantaggi particolari eventualmente proposti a
favore dei soggetti cui compete lamministrazione delle societ partecipanti alla fusione.

Suggerimento operativo

il conguaglio in danaro indicato nel numero 3) non pu essere superiore al 10% del valore nominale
delle azioni o delle quote assegnate;
il progetto di fusione deve essere depositato per liscrizione nel Registro delle imprese del luogo
ove hanno sede le societ partecipanti alla fusione nei trenta giorni precedenti la decisone dei soci;
durante i trenta giorni che precedono la decisione in ordine alla fusione salvo che i soci rinuncino al
termine con consenso unanime e finch la fusione sia decisa debbono restare depositati in copia
nella sede delle societ partecipanti alla fusione (ed i soci hanno diritto di prenderne visione e di
ottenerne gratuitamente copia):
il progetto di fusione con le relazioni degli amministratori e degli esperti;
i bilanci degli ultimi tre esercizi delle societ partecipanti alla fusione, con le relazioni dei soggetti
cui compete lamministrazione e il controllo contabile;
le situazioni patrimoniali delle societ partecipanti alla fusione redatte a norma dellart.
2501-quater, c.c.;
tra liscrizione del progetto e la data fissata per la decisione in ordine alla fusione devono intercorrere
almeno trenta giorni, salvo che i soci rinuncino al termine con consenso unanime.

DECISIONE dei SOCI in ORDINE


alla FUSIONE (art. 2502 c.c.)
La fusione decisa da ciascuna delle societ che
vi partecipano mediante approvazione del relativo
progetto. Come gi precisato, se latto costitutivo
o lo statuto non dispongono diversamente, tale ap-

provazione avviene, nelle societ di persone, con il


consenso della maggioranza dei soci determinata
secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili,
salva la facolt di recesso per il socio che non abbia
consentito alla fusione e nelle societ di capitali
secondo le norme previste per la modificazione
dellatto costitutivo o statuto.

(4) Si veda, peraltro, la nota n. 2.

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BILANCIO

aspetti civilistici

Maggioranze richieste per la delibera di fusione


Tipo di societ

Maggioranze

Societ di persone Artt. 2502 e 2252, c.c.


Se latto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, la delibera necessita
del consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a
ciascuno negli utili, salva la facolt di recesso per il socio che non abbia consentito
alla fusione.
Ci in deroga allart. 2252, c.c. secondo cui il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non convenuto diversamente.
Societ per azioni

Artt. 2368 e 2369, c.c.


Lassemblea straordinaria delibera:
in prima convocazione con il voto favorevole di pi della met del capitale sociale, se lo statuto non richiede una maggioranza pi elevata;
in seconda convocazione lassemblea straordinaria regolarmente costituita
con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto
favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.

Societ in acco- Art. 2460, c.c.


mandita per azioni Le modificazioni dellatto costitutivo devono essere approvate dallassemblea con le
maggioranze prescritte per lassemblea straordinaria della societ per azioni e devono inoltre essere approvate da tutti i soci accomandatari.
Societ a respon- Artt. 2479 e 2479bis, c.c.
sabilit limitata
Se latto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, la delibera necessita:
della presenza di almeno la met del capitale sociale;
e del voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.
Nei casi previsti dai nn. 4) e 5), co. 2, art. 2479, c.c. (vale a dire, nel caso di modificazioni dellatto costitutivo e se viene assunta la decisione di compiere operazioni
che comportano una sostanziale modificazione delloggetto sociale determinato
nellatto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci) la delibera necessita del voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la met del capitale
sociale.
Societ che fanno
ricorso al mercato
del capitale di rischio (*)

Artt. 2368 e 2369, c.c.


Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio lassemblea straordinaria regolarmente costituita quando rappresentata almeno dalla met del
capitale sociale o dalla maggiore percentuale prevista dallo statuto e delibera con il
voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea.
Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio lassemblea straordinaria costituita, nelle convocazioni successive alla seconda, quando rappresentato almeno un quinto del capitale sociale, salvo che lo statuto richieda una
quota di capitale pi elevata e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del
capitale rappresentato in assemblea.

(*) Vale a dire, le societ emittenti di azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse fra il pubblico in misura rilevante
(cfr. art. 2325-bis, c.c.).

necessario tener presente che:


la delibera dei soci pu apportare al progetto
di fusione solo le modifiche che non incidono
sui diritti dei soci o dei terzi (quindi, in buon
sostanza, solo le modifiche di carattere formale).

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la situazione patrimoniale sulla cui base i soci


sono convocati per deliberare la fusione deve
riferirsi ad una data anteriore di non oltre
120 giorni (180 giorni se si tratta del bilancio
relativo allesercizio precedente).
N 2

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fusione

BILANCIO

aspetti civilistici

RELAZIONE degli AMMINISTRATORI


(art. 2501-quinquies, c.c.)
Gli amministratori delle societ partecipanti alla

fusione devono predisporre una relazione che


illustri e giustifichi, sotto il profilo giuridico ed
economico, il progetto di fusione e, in particolare,
il rapporto di cambio delle azioni (o delle quote).

Suggerimento operativo
La relazione deve indicare i criteri di determinazione del rapporto di cambio e nella relazione devono
essere segnalate le eventuali difficolt di valutazione (come verr meglio precisato infra, tale relazione
non richiesta nella fusione per incorporazione di societ interamente controllata, mancando un concambio di partecipazioni e quindi una posizione dei soci da tutelare).

RELAZIONE degli ESPERTI


(art. 2501-sexies, c.c.)
Uno o pi esperti per ciascuna societ devono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di
cambio delle azioni o delle quote, che indichi:
a) il metodo o i metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio proposto e i valori
risultanti dallapplicazione di ciascuno di essi;
b) le eventuali difficolt di valutazione.
La relazione deve contenere, inoltre, un parere
sulladeguatezza del metodo o dei metodi seguiti

per la determinazione del rapporto di cambio e


sullimportanza relativa attribuita a ciascuno di essi
nella determinazione del valore adottato.
In ogni caso, le societ partecipanti alla fusione
possono congiuntamente richiedere al tribunale
del luogo in cui ha sede la societ risultante dalla
fusione o quella incorporante la nomina di uno o
pi esperti comuni.
Ciascun esperto ha diritto di ottenere dalle societ
partecipanti alla fusione tutte le informazioni e i
documenti utili e di procedere ad ogni necessaria
verifica.

Suggerimento operativo
La relazione non richiesta se vi rinunciano allunanimit i soci di ciascuna societ partecipante alla fusione.

TUTELA dei CREDITORI


(art. 2503, c.c.)
La fusione pu essere attuata solo dopo sessanta
giorni dallultima delle iscrizioni previste dallart.
2502-bis, c.c., salvo che consti:
il consenso dei creditori delle societ che vi
partecipano anteriori alliscrizione del progetto
di fusione nel Registro delle imprese;
ovvero il pagamento dei creditori che non
hanno dato il consenso;
ovvero ancora il deposito delle somme corrispondenti presso una banca. (5)
Se non ricorre alcuna di tali eccezioni, i creditori di cui sopra possono, nel suddetto termine di
sessanta giorni, fare opposizione, ma il tribunale,
quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio

per i creditori medesimi ovvero la societ abbia


prestato idonea garanzia, dispone che la fusione
abbia luogo nonostante lopposizione.
Si richiama lattenzione in ordine alla circostanza
che i creditori tutelati non sono quelli risultanti
(per masse) dalle situazioni patrimoniali sulla
cui base deliberata la fusione, bens i creditori
anteriori alla data di iscrizione del progetto di
fusione nel Registro delle imprese ai sensi dellart.
2501-ter, co. 3, c.c.
Con riguardo al deposito delle somme corrispondenti presso una banca in caso di fusione
(o scissione) anticipata di particolare interesse
la (pregevole) massima 19 novembre 2004, n. 57
(orientamenti notarili).
Al fine di consentire il perfezionamento dellatto
di fusione o di scissione prima del termine per

(5) Salvo che la relazione degli esperti, di cui allart. 2501-sexies, c.c., sia redatta, per tutte le societ partecipanti alla fusione, da ununica
societ di revisione la quale asseveri, sotto la propria responsabilit ai sensi del co. 6, art. 2501-sexies, c.c., che la situazione patrimoniale
e finanziaria delle societ partecipanti alla fusione rende non necessarie le garanzie a tutela dei suddetti creditori art. 2503, c.c.

N 2

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aspetti civilistici

lopposizione dei creditori (art. 2503, comma 1,


c.c.), il deposito delle somme a garanzia dei creditori deve essere vincolato sino alla scadenza del
termine medesimo e deve prevedere che il vincolo
perduri sino allestinzione del debito, relativamente ai crediti vantati da coloro che facciano
opposizione, qualora il tribunale ritenga fondato
il pericolo di pregiudizio per i creditori, ai sensi
dellart. 2445, comma 4, c.c.
Allulteriore fine di precludere ai creditori, che non
siano stati pagati o che non abbiano dato il consenso, la facolt di fare opposizione, come previsto
dallart. 2503, comma 2, c.c., invece necessario
che il deposito delle somme sia vincolato sino
allestinzione dei debiti corrispondenti.

MOTIVAZIONE
Lart. 2503, c.c., sia nella versione previgente alla
riforma introdotta con il D.Lgs. 17 gennaio 2003,
n. 6, sia nella versione da essa modificata, non
prescrive le caratteristiche essenziali necessarie
del deposito delle somme corrispondenti ai crediti
per i quali non consti il pagamento o il consenso, n in particolare detta il termine minimo del
vincolo che deve assistere tale deposito a favore
dei creditori medesimi.
Lorientamento prevalente nellinterpretazione
della norma previgente era nel senso di ritenere
sufficiente un termine almeno pari al termine
per lopposizione dei creditori, salvo il perdurare
del vincolo in caso di effettiva opposizione dopo
la stipulazione dellatto di fusione, ma prima dello
spirare del termine stesso. In tal senso si era in
particolare espresso in pi occasioni il tribunale di
Milano, nellambito della propria attivit di volontaria giurisdizione (cfr. in particolare la nota del
28 febbraio 1985, in Riv. soc., 1985, pagg. 360 e
segg.; nonch la nota del 2 gennaio 1986, in Riv.
soc., 1986, pagg. 772 e segg.).
La lettera del nuovo art. 2503, c.c. fa sorgere
alcuni dubbi sulla possibilit di tener ferma la
medesima interpretazione, a causa di un difetto
di coordinamento tra il primo e il secondo comma
della norma, in seguito allemendamento introdotto
dopo la redazione dello schema governativo del
30 settembre 2002 e prima del testo definitivo
approvato con il D.Lgs. 6/2003.
In un primo tempo, infatti, il comma 1 consentiva
la cd. fusione anticipata solo in presenza del
pagamento o del consenso dei creditori anteriori

10

alliscrizione del progetto (oltre che nel diverso


caso in cui la relazione sul rapporto di cambio sia
redatta da ununica societ di revisione, la quale
asseveri che la situazione patrimoniale e finanziaria delle societ partecipanti alla fusione rende
non necessarie garanzie a tutela dei creditori, ai
sensi dellultima frase dellart. 2503, co. 1, c.c.),
mentre il comma 2 prevedeva, coerentemente,
che se non ricorre alcuna di tali eccezioni, i
creditori (...) possono, nel suddetto termine (...)
fare opposizione.
Successivamente, nel comma 1 stata prevista
anche lipotesi del deposito delle somme, restando
tuttavia invariato il comma 2; con il che potrebbe
sembrare implicito che il deposito debba durare
almeno sino alla scadenza del credito: diversamente, infatti, si potrebbe opinare che si finirebbe
per garantire i creditori solo fino allo scadere del
termine di 60 giorni, senza tuttavia concedere loro
la facolt di fare opposizione.
Tuttavia, linterpretazione sistematica della norma,
soprattutto in combinato disposto con lart. 2445,
co. 4, c.c., cui essa fa ora espresso riferimento,
nonch la corretta valutazione degli interessi in
gioco, fanno senzaltro propendere per la soluzione
seguita in passato e nuovamente affermata nella
presente massima.
Si consideri anzitutto che lart. 2445, co. 4, c.c.,
prevede che il tribunale, quando ritenga infondato
il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la
societ abbia prestato idonea garanzia, dispone che
loperazione abbia luogo nonostante lopposizione.
Ci significa che la valutazione del tribunale cui
i creditori si rivolgono allorch si oppongano alla
fusione pu dar luogo alle seguenti alternative:
1. se il tribunale ritiene infondata lopposizione,
loperazione pu essere eseguita senza alcuna
garanzia;
2. se il tribunale invece ritiene fondata lopposizione, loperazione pu essere eseguita solamente
in presenza di idonea garanzia, la quale tipicamente pu consistere in un deposito bancario
vincolato sino alla soddisfazione del credito alla
scadenza del medesimo.
Ne consegue che connaturata al sistema dellopposizione la possibilit di procedere con la fusione
in mancanza di alcuna garanzia, allorch lopposizione stessa non sia fondata, ossia non evidenzi
pericoli di pregiudizio per i creditori. Coerenza vuole, dunque, che tale sistema valga tanto nellipotesi
di opposizione avanzata prima della stipulazione

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N 2

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aspetti civilistici

dellatto di fusione, quanto nellipotesi di opposizione successiva allatto di fusione (in caso di
fusione anticipata), purch ovviamente prima del
termine di 60 giorni di cui allart. 2503, c.c.
Sul piano degli interessi e della ratio della norma,
inoltre, rimangono del tutto attuali le considerazioni
svolte dal tribunale di Milano e ben espresse nella
motivazione della massima pronunciata in data 2
gennaio 1986, che qui si riportano: nel caso di
fusione anticipata, il deposito delle somme non ha
n pu avere lo scopo di garantire ladempimento
dei crediti di coloro che non abbiano prestato il
consenso sino alla scadenza dei rispettivi diritti
o anzi sino al momento della eccepibilit della
relativa prescrizione (soluzione questa che appare
del resto ictu oculi sproporzionata alla tutela degli
interessi in giuoco) ma ha invece lo scopo di impedire che gli eventuali creditori opponenti (dato
che lintervenuta fusione non incide sul normale
e generale termine per proporre opposizione) si
trovino in una posizione deteriore rispetto ai creditori che abbiano proposto opposizione allorch
la fusione non era stata ancora attuata, posizione
deteriore che si risolve nel non potere impedire
la stipulazione dellatto di fusione, gi avvenuta,
e quindi tanto meno di ottenere cauzione in vista
dellattuazione della fusione. Daltro canto non
si ravvisano ragioni per trattare diversamente i
creditori che abbiano espressamente e preventivamente consentito alla anticipata fusione e quelli
che, pur non avendo esplicitamente manifestato
un simile consenso, non abbiano nemmeno nei
modi e nei termini consentiti manifestato la
loro volont e le loro ragioni di opposizione. Ne
consegue che il deposito delle somme concernenti
i creditori non soddisfatti e non assenzienti deve
restare vincolato sino a quando non siano scaduti
i termini per proporre opposizione e che lo stesso,
nel caso che le opposizioni siano proposte, assume
la stessa funzione per altro a fusione ormai avvenuta della eventuale cauzione che avrebbe potuto
essere prestata ai sensi dellart. 2503, comma 3,
c.c. [N.d.A.: attuale comma 2], nellipotesi di fusione non anticipata. Con lulteriore conseguenza
che le somme relative ai crediti degli opponenti
debbano restare vincolate sino allesito del giudizio
di opposizione e le altre invece possano essere
liberate, essendo venuta meno la ragione dessere
del deposito.
Sarebbe daltronde incongruo, al fine di consentire la cd. fusione anticipata, imporre alle societ
N 2

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partecipanti alla fusione di costituire una garanzia


a favore dei creditori sociali, che sia tale, non
solo da non pregiudicare i diritti loro normalmente
spettanti, ma persino da migliorare nettamente la
loro posizione creditoria anche una volta decorso
il termine concesso per lopposizione ed anche nel
caso di mancata opposizione (cosa che evidentemente avverrebbe imponendo un termine di durata
del deposito sino alla soddisfazione dei crediti).
Parimenti, si deve rilevare che nel sistema dellopposizione, cos come risultante dal disposto degli
artt. 2503 e 2445, c.c., viene fatto salvo il diritto
della societ di procedere comunque alla fusione
anche senza prestare alcuna garanzia, allorch il
tribunale ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori opponenti (cos si evince senza
ombra di dubbio, dallart. 2445, co. 4, c.c., cui rinvia
lart. 2503, co. 2, c.c.): e non v ragione, quindi,
di negare tale diritto alle societ partecipanti alla
fusione o alla scissione, allorch si avvalgano della
facolt di anticipare i termini della stipulazione
dellatto di fusione o di scissione, ferma restando
la piena tutela dei creditori qualora, al contrario,
il tribunale ravvisi la fondatezza del pericolo di
pregiudizio per i creditori opponenti.
Lapparente argomento contrario insito nel comma
2 dellart. 2503, c.c. dovuto, come si pocanzi
ricordato, al mancato coordinamento con lemendamento apportato in un secondo tempo al comma
1 pu essere superato distinguendo due diversi
livelli su cui opera il deposito delle somme a
garanzia dei creditori:
in primo luogo, quello dellanticipazione del
termine entro cui procedere alla stipulazione
dellatto di fusione, ferma restando la facolt di
fare opposizione da parte dei creditori (che non
siano stati gi pagati o che non abbiano dato il
consenso): per ottenere tale effetto, necessario
e sufficiente che il deposito sia vincolato sino
alla scadenza del termine per lopposizione e che
il vincolo perduri sino allestinzione del debito,
solo relativamente ai crediti vantati da coloro
che facciano opposizione, qualora il tribunale
ritenga fondato il pericolo di pregiudizio per
i creditori, ai sensi dellart. 2445, co. 4, c.c.;
in questo modo, infatti, i creditori mantengono
intatto il diritto di fare opposizione, e, in
caso di esito favorevole della stessa, vedono
gi precostituita una idonea garanzia a tutela
dei propri crediti (garanzia che, si noti, coincide
esattamente con quella che il Legislatore ritiene

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11

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aspetti civilistici

addirittura sufficiente per precludere loro la


facolt di fare opposizione);
in secondo luogo, quello della preclusione della
facolt di fare opposizione: per ottenere tale
effetto, persino ovvio per i creditori che siano
stati gi pagati o che abbiano prestato il proprio
consenso alla fusione, invece necessario che
il deposito delle somme venga sin dallorigine
vincolato sino allestinzione dei debiti garantiti; in questa circostanza, infatti, la perdita della
facolt di fare opposizione si giustifica in virt
del fatto che la societ ha gi precostituito lidonea garanzia che il tribunale potrebbe imporle
qualora dovesse ritenere fondata lopposizione
dei creditori, venendo quindi meno ogni utilit
dellopposizione medesima.

ATTO di FUSIONE (art. 2504, c.c.)


La stipulazione dellatto di fusione costituisce latto
finale del procedimento di fusione ed avviene
fra i legali rappresentati delle societ partecipanti
alla fusione.
Latto di fusione deve risultare per atto pubblico
anche se la societ incorporante o la nuova societ
risultante dalla fusione una societ di persone.

Semplificazioni
Incorporazione di societ interamente
possedute (art. 2505, c.c.)
Nel caso di fusione per incorporazione di una

societ in unaltra che possiede tutte le azioni o


le quote della prima:
non si applicano le seguenti disposizioni dellart.
2501-ter, co. 1, c.c.:
numero 3 (il rapporto di cambio delle azioni
o quote, nonch leventuale conguaglio in
danaro);
numero 4 (le modalit di assegnazione delle
azioni o delle quote della societ che risulta
dalla fusione o di quella incorporante);
numero 5 (la data dalla quale tali azioni o
quote partecipano agli utili);
non si applicano le disposizioni dellart.
2501-quinquies, c.c. (relazione dellorgano
amministrativo);
non si applicano le disposizioni dellart. 2501-sexies, c.c. (relazione degli esperti).
E, quindi:
non occorre indicare nel progetto di fusione
il rapporto di cambio delle azioni o quote,
leventuale conguaglio in danaro, le modalit
di assegnazione delle azioni o delle quote della societ che risulta dalla fusione o di quella
incorporante, la data dalla quale tali azioni o
quote partecipano agli utili;
non necessaria la relazione dellorgano amministrativo;
non necessaria la relazione degli esperti.
La giurisprudenza, in vigenza della precedente
disciplina, ha ritenuto (6) che la semplificazione
prevista per la fusione per incorporazione di una
societ in unaltra che possiede tutte le azioni

Suggerimento operativo
Latto costitutivo o lo statuto pu prevedere che la fusione per incorporazione di una societ in unaltra che
possiede tutte le azioni o le quote della prima sia decisa, con deliberazione risultante da atto pubblico, dai
rispettivi organi amministrativi
Peraltro, i soci della societ incorporante che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono in
ogni caso chiedere che la decisione di approvazione della fusione da parte della incorporante medesima
sia adottata dallassemblea.

o le quote della prima (di cui si ora detto) sia


estensibile anche al caso in cui le compagini
sociali delle societ partecipanti alla fusione fossero composte dagli stessi soci, ciascuno dei quali
fosse titolare della medesima quota delle societ

partecipanti (Trib. Roma decreto 14 agosto 1997),


nonch nellipotesi in cui la fusione coinvolgesse
societ tutte partecipate dal medesimo socio (Trib.
Novara decr. 19 ottobre 1999); in questultimo
caso lindicazione del rapporto di cambio oltre

(6) Cfr. D. De Falco, Art. 2505 Incorporazione di societ interamente possedute, in Codice commentato delle nuove societ a cura di
Bonfante-Corapi-Marziale-Rordorf-Salafia.

12

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aspetti civilistici

ad essere superflua (come nel caso precedente)


sarebbe stata materialmente impossibile in assenza
della pluralit di soci.
E tale orientamento sembra sostenibile anche in
vigenza della nuova disciplina.
Sempre con riguardo al regime di semplificazione
alcuni autori lo hanno ritenuto applicabile anche al
caso inverso a quello espressamente considerato in
cui, cio, incorporante fosse la societ interamente posseduta. Si dubita, invece, se per applicarsi
la procedura semplificata le societ partecipanti
debbano essere dello stesso tipo, in tal senso si
espressa una giurisprudenza di merito (Trib. Paola
decr. 7.6.1994).
La giurisprudenza di merito ha anche ritenuto che
nella fusione per incorporazione tra due societ di
capitali ove il capitale sociale della societ incorporanda fosse detenuto al 50% dellincorporante
e al 50% dai soci (nelle medesime proporzioni)

dellincorporante stessa, la procedura semplificata


fosse applicabile analogicamente trattandosi di uno
di quei casi in cui non fosse necessario stabilire il
rapporto di cambio in quanto i soci dellincorporante conservano proporzionalmente la medesima
partecipazione nellincorporante (Trib. Novara
19.10.1999).

Incorporazione di societ posseduta


al 90% (art. 2505-bis, c.c.)
Nel caso di fusione per incorporazione di una o
pi societ in unaltra che possiede almeno il novanta% delle loro azioni o quote non necessaria
la Relazione degli esperti, qualora venga concesso
agli altri soci della societ incorporata il diritto di
far acquistare le loro azioni o quote dalla societ
incorporante per un corrispettivo determinato alla
stregua dei criteri previsti per il recesso.

Suggerimento operativo
Latto costitutivo o lo statuto possono prevedere che la fusione per incorporazione di una o pi societ in
unaltra che possiede almeno il 90% delle loro azioni o quote sia decisa, quanto alla societ incorporante,
dal suo organo amministrativo, con deliberazione risultante da atto pubblico.
Peraltro, i soci della societ incorporante che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono in
ogni caso chiedere che la decisione di approvazione della fusione da parte della incorporante medesima
sia adottata dallassemblea.

Nelle operazioni di fusione di societ con capitale


non rappresentato da azioni o quote, se previsto
dallo statuto (art. 2505-quater, c.c.):
nel caso di incorporazione di societ interamente possedute, sufficiente la deliberazione
dei rispettivi organi amministrativi;
nel caso di incorporazione di societ possedute
almeno per il 90%:
sufficiente la deliberazione dellorgano
amministrativo della societ incorporante;
non necessaria la relazione di un esperto
sul rapporto di concambio (art. 2501-sexies,
c.c.) se ai soci residui dellincorporata viene
concesso di cedere la propria partecipazione
secondo i criteri previsti per il recesso.
Inoltre:
non si applica la limitazione del co. 2, art. 2501,
c.c. (societ in liquidazione che hanno iniziato
la distribuzione dellattivo);
sono ridotti alla met i termini:
tra liscrizione del progetto di fusione e la
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data fissata per la delibera di fusione (co. 4,


art. 2501-ter, c.c.);
di deposito degli atti in societ (co. 1, art.
2501-septies, c.c.);
per lopposizione dei creditori (co. 1, art.
2503, c.c.).

COMPLICANZE
Merger leveraged buy out
(art. 2501-bis, c.c.)
noto che in sede di attuazione della riforma del
diritto societario tra le modifiche apportate alla
disciplina delle fusioni anche una nuova formulazione dellart. 2501-bis, c.c. (Fusione a seguito
di acquisizione con indebitamento) che sancisce
definitivamente, in via normativa, la liceit delle
operazioni di leveraged buy out, ponendo cos fine
alle contrastanti posizioni assunte al riguardo dalla
dottrina e dalla giurisprudenza in ordine al dubbio

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aspetti civilistici

che dette operazioni potessero comportare violazione del divieto di acquisto e di sottoscrizione di
azioni proprie (di cui agli artt. 2357 e 2357-quater,
c.c.) e del divieto di accordare prestiti e di fornire
garanzie per lacquisto o la sottoscrizione di azioni
proprie (di cui allart. 2358, c.c.).
Si consideri che anche prima della riforma del
diritto societario qualificata giurisprudenza (7) afferm che non configurabile un negozio in frode
alla legge con riferimento alla fusione, deliberata
nellambito di un leveraged buy out fra la societ
acquirente e quella acquisita se, al momento in
cui tale negozio sorto, sussistevano concrete
ragioni imprenditoriali che lo giustificavano.
Nella specie la sentenza dette rilievo al fatto che la
fusione mirasse a rilanciare lattivit della societ
acquisita con unattivit di servizi proiettata verso
il futuro compatibile e sinergica, nonch in grado
di generare consistenti flussi di cassa.
Normalmente unoperazione di leveraged buy out
cos strutturata:
una societ veicolo (quasi sempre) di nuova
costituzione (Newco), dotata di scarsi mezzi
propri e di una rilevante provvista finanziaria
attraverso finanziamenti di terzi, acquisisce
una partecipazione di controllo in unaltra
societ (Target);
lindebitamento garantito dalla partecipazione
rappresentativa del capitale sociale della target
e/o dai soci della Newco;
il rimborso dei finanziamenti avviene, una
volta incorporata la societ target nella Newco,
utilizzando le capacit reddituali e/o patrimoniali della societ target.
La confusione patrimoniale che consegue alla
fusione fa s che lindebitamento contratto dalla
Newco per il compimento delloperazione venga
trasferito sul patrimonio della Target, consentendo
cos in buona sostanza il rimborso del debito della Newco (a bassa capitalizzazione) con il
patrimonio (ma, prevalentemente, con le capacit
reddituali) della stessa Target.
E poich loperazione si conclude con una fusione
(merger) lLbo viene definita Mlbo (merger leveraged buy out) e quando si conclude con lincorporazione della Newco nella Target viene definita
Rlbo (reverse leveraged buy out).

evidente che lobiettivo primario quello di


riportare nel tempo la struttura finanziaria su
livelli fisiologici, giungendo ad un rapporto
equilibrato tra debiti e mezzi propri.
Premesso che normalmente le disponibilit finanziarie necessarie per tale tipo di operazione sono
assicurate da banche, istituti di credito ponendo
a garanzia del finanziamento la consistenza patrimoniale della societ Target occorre precisare
che, nella realt, gli scenari possono essere molto
diversi.
Ed infatti, se si intende acquisire il controllo di
una societ terza, la banca interviene al solo
fine di erogare il finanziamento necessario per
loperazione ed il capitale sociale della societ
veicolo (Newco) deputata ad acquisire la partecipazione di controllo nella societ obiettivo
(Target) sar interamente posseduto da chi
intende realizzare linvestimento.
Se, per, si intende collocare sul mercato la propria
societ, la banca non interviene al solo fine di
erogare il finanziamento necessario per loperazione, ma spesso (in tal caso, una merchant bank)
partecipa al rischio di impresa, divenendo socio
della societ veicolo (Newco).
La merchant bank, peraltro, intende anche soddisfare i propri interessi attraverso unazione
gestionale programmata della societ obiettivo
(Target) ed allora usuale la stipula di patti
parasociali che consentano alla merchant bank
di fare affidamento sulla possibilit di incidere
sulle delibere che verranno assunte dallassemblea
dei soci, ma anche di incidere sotto un profilo
gestionale.
Vi poi il cd. family buy out, vale a dire quelle
operazioni di acquisizione di societ attuate con
lutilizzo del leveraged, mediante le quali si procede alla ristrutturazione dellassetto proprietario
di aziende familiari. (8) In concreto, quando un
familiare intende acquisire lazienda di famiglia e
non ha sufficienti disponibilit finanziarie ricorre ad
unoperazione di leveraged ove la banca interviene
al solo fine di erogare il finanziamento necessario
per loperazione ed il capitale sociale della societ
veicolo (Newco) sar interamente posseduto dal
familiare interessato allacquisto.
Il comma 1 dellart. 2501-bis, c.c., in attuazione

(7) Cfr., per tutte, tribunale Milano, 13 maggio 1999.


(8) Secondo autorevole dottrina tali operazioni sono forse impropriamente definite family buy-out: cos, A. Morano Il merger leveraged
buy-out alla luce del nuovo art. 2501-bis, nel Le societ, 2003, 7, pag. 952.

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del principio contenuto nellart. 7, lett. d), legge


delega (L. 17 aprile 2001, n. 234) disciplina, dunque, specificamente la fusione tra societ, una
delle quali abbia contratto debiti per acquisire il
controllo dellaltra, quando per effetto della fusione
il patrimonio di questultima viene a costituire garanzia generica o fonte di rimborso di detti debiti,
eliminando, in tal modo, qualsiasi dubbio circa la
liceit di tale tipo di operazione.
Peraltro, occorre richiamare lattenzione in ordine
alla circostanza che i successivi commi prevedono una serie piuttosto articolata di obblighi di
trasparenza e non solo intesi a dimostrare la
ragionevolezza delloperazione, con particolare
riguardo alle modalit di reperimento dei mezzi
finanziari di cui occorre disporre.
In particolare, si prevede lindicazione nel progetto
di fusione delle risorse finanziarie previste per il
soddisfacimento delle obbligazioni della societ
risultante dalla fusione e nella relazione degli
amministratori le ragioni che giustificano loperazione, unitamente alla predisposizione di un
piano economico e finanziario da cui risulti la
fonte delle risorse finanziarie oltre alla descrizione degli obiettivi che si intendono raggiungere.
In aggiunta a ci, anche richiesta lattestazione
nella relazione degli esperti della ragionevolezza
delle indicazioni contenute nel progetto di fusione,
oltre ad una relazione della societ incaricata della
revisione contabile obbligatoria della Target o
della Newco.
Con maggior dettaglio (9) viene prevista relativamente a tali operazioni una serie articolata di
obblighi di trasparenza e di motivazione , intesi
a dimostrare la corrispondenza delloperazione
ad un corretto piano imprenditoriale ed a criteri
di ragionevolezza, sotto il profilo delle modalit
di reperimento delle risorse finanziarie e degli
obiettivi perseguiti. Ladempimento di tali obblighi
passa attraverso la prescrizione di determinati
contenuti informativi dei documenti preliminari
del procedimento di fusione.
In particolare, il nuovo art. 2501-bis, c.c. prevede
che:
a) il progetto di fusione (art. 2501-ter, c.c.) debba
indicare le risorse finanziarie previste per il
soddisfacimento delle obbligazioni della societ

risultante dalla fusione;


b) la relazione degli amministratori (art.
2501-quinquies, c.c.) debba indicare le ragioni
che giustificano loperazione, e contenere un
piano economico-finanziario che indichi la fonte
delle risorse finanziarie e la descrizione degli
obiettivi delloperazione;
c) la relazione degli esperti (art. 2501-sexies, c.c.)
debba attestare la ragionevolezza delle indicazioni del progetto di fusione (con riferimento
alle risorse finanziarie previste);
d) al progetto di fusione (art. 2501-ter, c.c.)
debba essere allegata la relazione della societ
di revisione incaricata della revisione contabile obbligatoria della societ-obiettivo o della
societ-acquirente.
Da ultimo, alle operazioni di leveraged buy out non
si applicano le semplificazioni previste:
dallart. 2505, c.c. nel caso di incorporazione di
societ interamente possedute, per la quale, tra
laltro, latto costitutivo o lo statuto pu prevedere che la fusione sia decisa, con deliberazione
risultante da atto pubblico, dai rispettivi organi
amministrativi.
dallart. 2505-bis, c.c. nel caso di incorporazione
di societ possedute al 90%, per la quale, tra
laltro, latto costitutivo o lo statuto possono
prevedere che la fusione sia decisa, quanto
alla societ incorporante, dal suo organo amministrativo, con deliberazione risultante da
atto pubblico.
Il merger leveraged buy out sotto un profilo fiscale
a partire dal 2008 risulta particolarmente penalizzato per effetto dellart. 96, D.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917 [CFF 5196] in virt del quale gli
interessi passivi e gli oneri assimilati, diversi da
quelli compresi nel costo dei beni, sono deducibili
in ciascun periodo dimposta fino a concorrenza
degli interessi attivi e proventi assimilati.
Leccedenza deducibile nel limite del 30% del
risultato operativo lordo (Rol) della gestione
caratteristica [Rol = valore della produzione
(lettera A del conto economico) meno costi della
produzione (lettera B del conto economico), con
esclusione degli gli ammortamenti dei beni materiali
e immateriali (voci di cui al n. 10, lett. a) e b) e
dei canoni di locazione finanziaria di beni stru-

(9) Cfr. G. Artale, Art. 2501-bis Fusione a seguito di acquisizione con indebitamento, in Codice commentato delle nuove societ, a cura
di Bonfante-Corapi-Marziale-Rordorf-Salafia.

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aspetti civilistici

mentali, cos come risultanti dal conto economico


dellesercizio]. (10)
Per compiutezza si richiama lattenzione in ordine
alla circostanza che per le aziende con pi di 15
dipendenti vi sempre (in ogni ipotesi di trasferimento di azienda) lobbligo di comunicare per
iscritto alle rappresentanze sindacali il motivo del
trasferimento con preavviso di almeno 25 giorni
rispetto al trasferimento medesimo, indicando le
ragioni giuridiche ed economiche delloperazione
(cfr. art. 47, L. 29 dicembre 1990, n. 428).
Con riguardo alle norme per la tutela della concorrenza e del mercato (L. 10 ottobre 1990, n.
287) si ritiene utile ricordare:
lart. 16 (comunicazione delle concentrazioni),
in virt del quale:
1. le operazioni di concentrazione di cui allart.
5 (11) devono essere preventivamente comunicate allAutorit qualora il fatturato totale
realizzato a livello nazionale dallinsieme
delle imprese interessate sia superiore a 500
miliardi di lire, ovvero qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dallimpresa
di cui prevista lacquisizione sia superiore
a 50 miliardi di lire. Tali valori sono incrementati ogni anno di un ammontare equivalente allaumento dellindice del deflattore
dei prezzi del prodotto interno lordo;
2. per gli istituti bancari e finanziari il fatturato considerato pari al valore di 1/10 del
totale dellattivo dello stato patrimoniale,
esclusi i conti dordine, e per le compagnie
di assicurazione pari al valore dei premi
incassati;
3. entro cinque giorni dalla comunicazione di
unoperazione di concentrazione lAutorit
ne d notizia al presidente del Consiglio

dei ministri ed al Ministro dellIndustria, del


Commercio e dellArtigianato;
4. se lAutorit ritiene che unoperazione di
concentrazione sia suscettibile di essere
vietata ai sensi dellart. 6, avvia entro
trenta giorni dal ricevimento della notifica,
o dal momento in cui ne abbia comunque
avuto conoscenza, listruttoria attenendosi alle norme dellart. 14. LAutorit, a
fronte di unoperazione di concentrazione
ritualmente comunicata, qualora non ritenga
necessario avviare listruttoria, deve dare
comunicazione alle imprese interessate ed
al Ministro dellIndustria, del Commercio e
dellArtigianato delle proprie conclusioni nel
merito, entro trenta giorni dal ricevimento
della notifica;
5. lofferta pubblica di acquisto che possa
dar luogo ad operazione di concentrazione
soggetta alla comunicazione di cui al comma 1 deve essere comunicata allAutorit
contestualmente alla sua comunicazione
alla Commissione nazionale per le societ
e la borsa;
6. nel caso di offerta pubblica di acquisto comunicata allAutorit ai sensi del comma 5,
lAutorit deve notificare lavvio dellistruttoria entro quindici giorni dal ricevimento
della comunicazione e contestualmente darne
comunicazione alla Commissione nazionale
per le societ e la borsa;
7. lAutorit pu avviare listruttoria dopo la
scadenza dei termini di cui al presente
articolo, nel caso in cui le informazioni
fornite dalle imprese con la comunicazione
risultino gravemente inesatte, incomplete o
non veritiere;

(10) Peraltro, leventuale indeducibilit degli interessi passivi pu essere recuperata nei successivi periodi di imposta qualora in questi ultimi
sussistano i requisiti normativamente previsti, vale a dire se e nei limiti in cui in tali periodi di imposta limporto degli interessi passivi e
degli oneri assimilati eccedenti gli interessi attivi e i proventi assimilati risulti inferiore al 30% del Rol.
(11) Art. 5 Operazioni di concentrazione.
1. Loperazione di concentrazione si realizza:
a) quando due o pi imprese procedono a fusione;
b) quando uno o pi soggetti in posizione di controllo di almeno unimpresa ovvero una o pi imprese acquisiscono direttamente od indirettamente, sia mediante acquisto di azioni o di elementi del patrimonio, sia mediante contratto o qualsiasi altro mezzo, il controllo dellinsieme
o di parti di una o pi imprese;
c) quando due o pi imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova societ, alla costituzione di unimpresa comune.
2. Lassunzione del controllo di unimpresa non si verifica nel caso in cui una banca o un istituto finanziario acquisti, allatto della costituzione di unimpresa o dellaumento del suo capitale, partecipazioni in tale impresa al fine di rivenderle sul mercato, a condizione che
durante il periodo di possesso di dette partecipazioni, comunque non superiore a ventiquattro mesi, non eserciti i diritti di voto inerenti alle
partecipazioni stesse.
3. Le operazioni aventi quale oggetto o effetto principale il coordinamento del comportamento di imprese indipendenti non danno luogo ad
una concentrazione.

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aspetti civilistici

8. lAutorit, entro il termine perentorio di 45


giorni dallinizio dellistruttoria di cui al
presente articolo, deve dare comunicazione
alle imprese interessate ed al Ministro dellIndustria, del Commercio e dellArtigianato,
delle proprie conclusioni nel merito. Tale
termine pu essere prorogato nel corso
dellistruttoria per un periodo non superiore a
30 giorni, qualora le imprese non forniscano
informazioni e dati a loro richiesti che siano
nella loro disponibilit;
lart. 6 (divieto delle operazioni di concentrazione restrittive della libert di concorrenza),
in virt del quale:
1. nei riguardi delle operazioni di concentrazione soggette a comunicazione ai sensi
dellart. 16, lAutorit valuta se comportino
la costituzione o il rafforzamento di una
posizione dominante sul mercato nazionale

in modo da eliminare o ridurre in modo


sostanziale e durevole la concorrenza. Tale
situazione deve essere valutata tenendo conto
delle possibilit di scelta dei fornitori e degli
utilizzatori, della posizione sul mercato delle
imprese interessate, del loro accesso alle
fonti di approvvigionamento o agli sbocchi
di mercato, della struttura dei mercati, della
situazione competitiva dellindustria nazionale, delle barriere allentrata sul mercato di
imprese concorrenti, nonch dellandamento
della domanda e dellofferta dei prodotti o
servizi in questione;
2. lAutorit, al termine dellistruttoria di cui
allart. 16, comma 4, quando accerti che
loperazione comporta le conseguenze di cui
al comma 1, vieta la concentrazione ovvero
lautorizza prescrivendo le misure necessarie
ad impedire tali conseguenze.

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a s p e t t i C O NTABILI

FUSIONE: ASPETTI CONTABILI


Analisi degli aspetti contabili delloperazione
di fusione anche alla luce del Documento Oic 4/2006.

ul piano internazionale lo Ias 22 ammetteva la possibilit di effettuare la contabilizzazione di operazioni straordinarie


mediante due differenti metodi:

il pooling of interests;

il purchase method.
Il pooling of interests, sostanzialmente, prevede
il recepimento dei valori contabili storici della
societ aggregata, mentre il purchase method
(metodo del fair value) prevede la contabilizzazione
a valori correnti del patrimonio aggregato.
La formulazione finale dellIfrs 3 ha abolito il
metodo della contabilizzazione a valori storici e,
pertanto, tutte le business combinations quando
comportano il trasferimento del controllo sono
considerate alla stregua di acquisizioni di aziende, con la conseguenza che nei casi di pooling of
interest (in assenza del trasferimento del controllo
fra soggetti economici) non trova applicazione il
criterio previsto dallIfrs 3 e laggregazione va
contabilizzata utilizzando i costi storici dellentit
acquisita e non il metodo del fair value.
Il nostro Codice civile (art. 2504-bis, co. 4, Effetti
della fusione) prevede che:
nel primo bilancio successivo alla fusione (1)
le attivit e le passivit sono iscritte ai valori
risultanti dalle scritture contabili alla data di
efficacia della fusione medesima;
se dalla fusione emerge un disavanzo, (2) esso
deve essere imputato, ove possibile, agli elementi
dellattivo e del passivo delle societ partecipanti
alla fusione e, per la differenza e nel rispetto

delle condizioni previste dal n. 6), art. 2426,


c.c., ad avviamento;
quando si tratta di societ che fa ricorso al
mercato del capitale di rischio, devono altres
essere allegati alla nota integrativa prospetti
contabili indicanti i valori attribuiti alle attivit
e passivit delle societ che hanno partecipato alla fusione e la relazione di cui allart.
2501-sexies, c.c.
se dalla fusione emerge un avanzo, esso va
iscritto ad apposita voce del patrimonio netto,
ovvero, quando sia dovuto a previsione di risultati economici sfavorevoli, in una voce dei
fondi per rischi ed oneri.
, peraltro, fuor di dubbio che il Legislatore
italiano, in sede di Riforma del diritto societario
(D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6), con lintroduzione
dellart. 2504-bis, co. 4, Codice civile che impone liscrizione delle attivit e delle passivit della
societ fusa/incorporata ai valori risultanti dalle
scritture contabili alla data di efficacia della fusione sia andato in controtendenza con lobiettivo
dellUnione Europea di evitare bilanci non conformi
ai Principi contabili internazionali. (3)

RAPPORTO di CONCAMBIO
Determinazione dei rapporti di cambio
Laumento del capitale della societ incorporante
che deve essere deliberato dalla societ incorporante, per indennizzare i soci della societ
incorporanda mediante lassegnazione di azioni

(1) Sul punto si veda infra le precisazioni tratte dal Documento Oic 4/2006 Fusione e scissione.
(2) Per la definizione di avanzi e disavanzi di fusione si veda infra.
(3) Cfr. U. Cacciamani, Riforma del diritto societario: aggregazioni aziendali in bilancio, in Amministrazione & Finanza n. 1/2003.

N 2

- Operazioni straordinarie

IL SOLE 24 ORE

19

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

Determinazione del rapporto di cambio


Societ A (incorporante)
Capitale sociale: 2.700.000
N. azioni: 2.700
Valore nominale: 1.000
Societ B (incorporata)
Capitale sociale: 1.200.000
N. azioni: 600
Valore nominale: 2.000
Valori effettivi
Societ A = 5.400.000
Societ B = 1.800.000
Aumento capitale sociale societ A
1.800.000
= = 0.25
5.400.000 + 1.800.000
75 : 25 = 2.700 : X
X = 900
Nuovo capitale
N. azioni 2.700 + 900 = 3.600
Rapporto di cambio
900 nuove azioni societ A
3
600 vecchie azioni societ B = 2
Ad ogni n. 2 vecchie azioni societ B verranno assegnate n. 3 nuove azioni societ A.

o quote in concambio, deve essere determinato


sulla base del valore effettivo dei patrimoni
netti delle societ partecipanti alla fusione, con la
conseguenza che tale aumento pu essere superiore
ovvero inferiore al valore contabile del patrimonio netto della societ incorporanda. Si veda
lesempio riportato sopra.

Bilancio di chiusura
Documento Oic 4/2006
Nessuna norma di legge prescrive la redazione di
un bilancio di chiusura per le societ incorporate
o fuse, ma non ammissibile che un periodo di
vita di una societ possa non essere oggetto di
rendicontazione e quindi essere dimenticato.
Tale bilancio rappresenta la sintesi dei valori
contabili che vengono trasferiti nella contabilit

20

dellincorporante o della societ risultante dalla


fusione, e rappresentano pertanto i fatti di gestione
delle societ partecipanti alla fusione fino alla data
in cui le stesse confluiscono nellincorporante o
nella societ risultante dalla fusione.

Primo bilancio successivo alla fusione:


art. 2504-bis, co. 4, c.c. Documento
Oic 4/2006
Tale espressione potrebbe essere riferita sia al primo bilancio desercizio sia al bilancio dapertura.
Tuttavia, va considerato che il primo dei bilanci
che la societ incorporante o risultante dalla fusione redige dopo loperazione e prima ancora della
conclusione dellesercizio nel quale essa ha avuto
compimento il bilancio dapertura del complesso
aziendale unificato dopo laggregazione dei patri-

IL SOLE 24 ORE

N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

moni, che consiste tecnicamente di una situazione


patrimoniale, senza conto economico e senza nota
integrativa. Tale bilancio ha solo unefficacia interna nelle incorporazioni, mentre ha anche una
valenza esterna nelle fusioni proprie, in quanto
corrisponde allinventario iniziale dellimpresa, da
iscrivere nel libro degli inventari ai sensi dellart.
2217, co. 1, c.c.
Si tratta quindi di stabilire se ad esso che la norma
abbia voluto riferirsi oppure al bilancio dellesercizio in cui ha avuto compimento loperazione.
Come ha rilevato la dottrina, se si trattasse del primo bilancio desercizio, la cui data di riferimento
di solito distante vari mesi da quella di completamento del procedimento di fusione, la norma,
richiedendo liscrizione delle attivit e passivit
ai valori risultanti dalle scritture contabili alla
data di efficacia della fusione medesima, sarebbe
praticamente inapplicabile nella generalit dei
casi, perch comporterebbe liscrizione nel bilancio
desercizio di saldi contabili relativi non alla data
di chiusura dellesercizio medesimo, bens ad una
data diversa ed antecedente, con conseguente
violazione dei principi di veridicit, correttezza e
chiarezza del bilancio.
Gli effetti distorsivi sopra indicati non si producono se per primo bilancio successivo alla
fusione, si intende il bilancio dapertura.
Tale bilancio costituisce cronologicamente il primo
dei bilanci che lincorporante o la nuova societ
rediger dopo il compimento delloperazione di
fusione. Essendo un bilancio iniziale e, quindi,
di apertura di una nuova contabilit riferita al
complesso aziendale unificato, esso viene riferito
alle ore zero del giorno successivo a quello di
efficacia della fusione. Si tratta, dunque, dei valori
contabili riferiti al medesimo istante: le ore 24 del
giorno di efficacia della fusione, che coincidono
con le ore zero del giorno successivo, senza alcuna
soluzione di continuit.
Con questa interpretazione, lassunzione dei medesimi saldi contabili finali dellincorporata diviene
perfettamente logica e coerente, sul piano cronologico ed economico-contabile, anche se criticabile
per la sua contrariet al principio di prevalenza
della sostanza sulla forma.
Pertanto, anche nellipotesi che venga attuata la
retroattivit contabile della fusione, il bilancio
di apertura redatto con riferimento al giorno
successivo alla data in cui si produce leffetto
reale della fusione, vale a dire lestinzione
N 2

- Operazioni straordinarie

della societ incorporata o fusa e nascita, nelle


fusioni proprie, della nuova societ, oppure
lannullamento delle partecipazioni nella societ
incorporata e conversione delle medesime nelle
attivit e passivit delle incorporate e la successione
universale dellincorporante nel patrimonio e nei
rapporti giuridici facenti capo allincorporata.
Come gi indicato, fino alla data della sua estinzione, la societ incorporata continua a gestire
limpresa e tiene regolarmente le proprie scritture
contabili. I valori risultanti dalla scritture contabili
cui fa riferimento la norma sono i saldi alla data
di compenetrazione dei due organismi aziendali, che appunto la data di effetto reale della
fusione. a questa data che si verifica limmissione dei saldi dellincorporata nella contabilit
dellincorporante ed a questa medesima data che,
in conseguenza di tale immissione, si vengono a
formare gli avanzi e i disavanzi di fusione.
I valori contabili da trasferire nella contabilit
dellincorporante o della nuova societ risultante
dalla fusione sono quelli iscritti, alla data di estinzione dellincorporata, nel bilancio di chiusura
di questultima.

DETERMINAZIONE
delle cd. DIFFERENZE di FUSIONE
(AVANZO o DISAVANZO di FUSIONE)
Si rende, innanzi tutto, opportuno chiarire i criteri
di determinazione delle cd. differenze di fusione
(avanzo o disavanzo di fusione) prendendo in
considerazione la sola ipotesi, di gran lunga pi frequente nella pratica, della fusione per incorporazione precisando che gli avanzi e i disavanzi di
fusione emergono dalla differenza tra lammontare
del patrimonio netto della societ incorporanda e:
il valore di carico della partecipazione (rappresentativa del patrimonio netto della societ
incorporanda) che riflesso nel bilancio della
societ incorporante laddove questultima
possegga azioni (o quote) rappresentative del
capitale sociale della societ incorporanda;
ovvero laumento del capitale sociale che
la societ incorporante deve deliberare per
emettere le azioni o quote in concambio, da
assegnare ai soci della societ incorporanda
che si estingue laddove la societ incorporante
non possegga azioni (o quote) rappresentative del
capitale della societ incorporanda medesima.
Valgano le seguenti esemplificazioni:

IL SOLE 24 ORE

21

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

Esempio n. 1 Societ incorporante che possiede il 100% del capitale sociale


della societ incorporanda
Essendo la societ incorporante unico socio della societ incorporanda, in tale ipotesi non deve effettuarsi
alcun cambio di azioni o quote.
La societ incorporante si limiter, infatti, ad annullare la propria partecipazione sostituendola con
le attivit e le passivit della societ incorporanda.
Se il valore di carico della partecipazione nel bilancio della societ incorporante superiore al patrimonio
netto della societ incorporanda si avr un disavanzo di fusione. Se inferiore si avr un avanzo di fusione.
Ad esempio:
Caso A) Ipotesi con disavanzo di fusione
Societ A (incorporante) Situazione patrimoniale
Partecipazione nella societ B

400 Capitale sociale

200

Altre attivit

600 Passivit

800

Totale

1.000 Totale

1.000

Societ B (incorporanda) Situazione patrimoniale


Attivit

3.000 Patrimonio netto

350

Capitale sociale

300

Riserve

50
2.650

Passivit
Totale

3.000 Totale

3.000

In sede di fusione emerger un disavanzo di 50: 400 (valore di carico societ A della partecipazione) meno
350 (patrimonio netto societ B).
La situazione patrimoniale della societ A incorporante, dopo la fusione, sar:
Societ A (incorporante) Situazione patrimoniale
Attivit ex societ B
Altre attivit
Disavanzo di fusione
Totale

3.000 Capitale sociale

200

600 Passivit ex societ B

2.650

50 Altre passivit

800

3.650 Totale

3.650

Caso B) Ipotesi con avanzo di fusione


Societ A (incorporante) Situazione patrimoniale
Partecipaz. nella societ B

400 Capitale sociale

200

Altre attivit

600 Passivit

800

Totale

1.000 Totale

1.000

Societ B (incorporanda) Situazione patrimoniale


Attivit

3.000 Patrimonio netto

500

Capitale sociale

300

Riserve

200
2.500

Passivit
Totale

3.000 Totale

3.000

In sede di fusione emerger un avanzo di 100: 400 (valore di carico societ A della partecipazione) meno
continua

22

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Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

Esempio n. 1 Societ incorporante che possiede il 100% del capitale


sociale della societ incorporanda
segue

500 (patrimonio netto societ B).


La situazione patrimoniale della societ A incorporante, dopo la fusione, sar:
Societ A (incorporante)
Attivit ex societ B
Altre attivit

3.000 Capitale sociale

200

600 Avanzo di fusione

100

Passivit ex societ B

2.500
800

Altre passivit
Totale

3.600 Totale

3.600

Esempio n. 2 Societ incorporante senza partecipazione al capitale


della societ incorporanda
In tale ipotesi la societ incorporante deve aumentare il proprio capitale sociale emettendo azioni o quote
in concambio da assegnare ai soci della societ incorporanda (che si estingue) per un valore complessivo
corrispondente al valore reale del patrimonio netto della incorporanda medesima.
Se laumento del capitale sociale deliberato dalla societ incorporante per indennizzare i soci della incorporanda, mediante lassegnazione di azioni o quote in concambio, superiore al patrimonio netto della
societ incorporanda si avr un disavanzo di fusione; se inferiore si avr un avanzo di fusione.
Societ A (incorporante) Stato patrimoniale
Attivit
Totale

1.000 Capitale sociale

200

Passivit

800

1.000 Totale

1.000

Societ B (incorporanda) Stato patrimoniale


Attivit

3.000 Capitale sociale

300

Riserve

50
2.650

Passivit
Totale

3.000 Totale

3.000

Caso A) Ipotesi con disavanzo di fusione Aumento del capitale sociale della societ A di 400
In sede di fusione emerger un disavanzo di 50: 400 (aumento del capitale societ A) meno 350 (patrimonio netto societ B)].
La situazione patrimoniale della societ A incorporante, dopo la fusione, sar:
Societ A (incorporante)
Attivit ex societ B

3.000 Capitale sociale

Altre attivit

1.000 Passivit ex societ B

Disavanzo di fusione
Totale

600
2.650

50 Altre passivit

800

4.050 Totale

4.050

Caso B) Ipotesi con avanzo di fusione Aumento del capitale sociale della societ A di 250
In sede di fusione emerger un avanzo di 100: 250 (aumento del capitale societ A) meno 350 (patrimonio
netto societ B)].
La situazione patrimoniale della societ A incorporante, dopo la fusione, sar:
continua
N 2

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23

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

Esempio n. 2 Societ incorporante senza partecipazione al capitale


della societ incorporanda
segue

Societ A (incorporante)
Attivit ex societ B

3.000 Capitale sociale

Altre attivit

1.000 Passivit ex Societ B

Totale

450
2.650

Altre Passivit

800

Avanzo di fusione

100

4.000 Totale

4.000

Esempio n. 3 Societ incorporante che possiede parte del capitale sociale


della societ incorporanda
In tale ipotesi, e senza ricorrere a complicate esemplificazioni numeriche, opportuno chiarire che da
ununica operazione di fusione emergono due differenze di fusione:
una dal raffronto del costo della partecipazione con la quota parte del patrimonio netto della societ
incorporanda rappresentata dalla partecipazione medesima;
laltra, dal raffronto dellaumento di capitale deliberato dalla societ incorporante ai fini del concambio
e la quota parte del patrimonio netto, della societ incorporanda, di spettanza dei soci terzi.
E ci pu originare:
due avanzi (un avanzo da annullamento e un avanzo da concambio);
ovvero due disavanzi (un disavanzo da annullamento e un disavanzo da concambio);
ovvero un avanzo da annullamento e un disavanzo da concambio;
ovvero un disavanzo da annullamento e un avanzo da concambio.

DOCUMENTO OIC 4/2006 FUSIONE


e SCISSIONE
A) Disavanzo da annullamento
Lindividuazione della natura economica delle
differenze di annullamento, e la conseguente determinazione del loro corretto trattamento contabile,
tanto pi sicura ed affidabile quanto minore
il lasso di tempo che intercorre tra lacquisizione
della partecipazione di controllo e la successiva
incorporazione della partecipata.
Se fra le due operazioni passano vari anni, lindividuazione della natura delle differenze di fusione
diviene pi difficile, potendo assumere una natura
ibrida.
Il disavanzo da annullamento dipende principalmente da una delle seguenti cause:
a) il costo della partecipazione maggiore del
patrimonio netto contabile della partecipata
perch allatto dellacquisto della partecipazione si tenuto conto delle plusvalenze latenti
dei beni e dellavviamento della partecipata,
di entit immateriali non iscritte in bilancio

24

(marchi, know-how, ecc.), delle sinergie derivanti


dallinserimento della partecipata nel gruppo
di societ che fa capo alla partecipante o di
un premio di maggioranza per lacquisizione
del controllo;
b) la partecipata, dallacquisto della partecipazione allepoca della fusione, ha subito perdite
desercizio, che, non essendo state ritenute durevoli non hanno provocato una corrispondente
svalutazione della partecipazione;
c) la partecipazione ha subto nel corso del tempo
rivalutazioni per effetto delle varie leggi speciali che si sono susseguite nel nostro Paese,
mentre i beni della partecipata non sono stati
rivalutati;
d) il costo pagato a suo tempo per lacquisto
della partecipazione stato eccessivo rispetto
al valore economico effettivo della medesima,
a causa dellinfluenza di fattori extraeconomici
(ad esempio lesigenza di assicurarsi il controllo
di unimpresa concorrente) o perch lacquisto
ha risentito della maggior forza contrattuale
del venditore.
Se il lasso temporale fra lacquisizione della par-

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N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

tecipazione e la fusione ampio, le cause sopra


indicate possono combinarsi fra loro, per cui, ad
esempio, nellipotesi a) (che dovrebbe essere quella
normale e ricorrente nella gran maggioranza dei
casi) la differenza originaria pu essersi ridotta
per lincremento subito dal patrimonio netto della
partecipata a seguito di riserve di utili, che non
provocano un corrispondente incremento nella partecipazione valutata al costo, oppure, al contrario,
quella differenza pu essersi incrementata per le
perdite subite nei vari anni dalla partecipata, che
non hanno comportato una corrispondente svalutazione della partecipazione.
Nellimputazione del disavanzo da annullamento
cos come previsto dalla norma, occorre far ricorso
a valori correnti che siano provvisti di una loro
funzionalit in relazione al loro inserimento
nel complesso produttivo unificato risultante dalla
fusione, e quindi che non siano incompatibili con
la struttura produttiva preesistente dellincorporante e possano essere economicamente recuperati
attraverso i flussi finanziari e reddituali futuri
che concorreranno a produrre.
La norma in commento parla di imputazione
ai valori correnti ove possibile, con ci significando non solo che i valori correnti, diversi da
quelli contabili, devono essere effettivamente sussistenti, ma anche che essi, inseriti nel complesso
del capitale di funzionamento, non devono poi
essere superiori al loro valore economicamente
recuperabile, come precisa lart. 2426, c.c. sia
per le attivit immobilizzate che per quelle circolanti.
La differenza residua del disavanzo di annullamento non pu essere considerata sic et simpliciter avviamento ed assoggettata al trattamento
contabile previsto dallart. 2426, n. 6), c.c.:
necessario valutare se lavviamento effettivamente esista (ad esempio, potrebbe non esistere in
quanto la societ incorporata negli ultimi esercizi
ha sostenuto perdite e non ha ancora riacquistato
soddisfacenti condizioni di equilibrio economico
e finanziario: la restante differenza costituirebbe
in questo caso una perdita che emerge a seguito
della fusione).
Conseguentemente, n i maggiori valori correnti
delle attivit, n lavviamento possono essere
iscritti nelle ipotesi in cui il disavanzo corrisponda
allimporto di perdite pregresse dellincorporata
o di un eccesso di costo nellacquisto della
partecipazione, perch tale differenza non rapN 2

- Operazioni straordinarie

presenterebbe valori economici effettivamente


esistenti e recuperabili con lo svolgimento della
gestione.
In ipotesi di iscrizione dellavviamento, questo va
assoggettato ad ammortamento in conformit
delle disposizioni dellart. 2426, n. 6), c.c., per
tutta la durata della sua presunta vita utile. Inoltre,
ai sensi del co. 3, art. 2426, c.c. esso deve essere
assoggettato al test di verifica del valore e, ove
si manifestino perdite durevoli, il residuo costo
non ancora ammortizzato deve essere ridotto o
annullato. In proposito occorre tener conto della
disposizione del n. 3-bis), art. 2427, c.c. sulle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni
materiali ed immateriali, delle quali si tenuto conto
nei principi contabili 16 e 24 ai quali si rinvia.
Per la determinazione dei valori correnti delle attivit (specie immobili e partecipazioni) e
dellavviamento, un importante punto di riferimento costituito dalla relazione sulla fusione
degli amministratori e degli esperti incaricati
della valutazione della congruit del rapporto
di cambio (ex artt. 2501-quinquies e 2501-sexies,
c.c.) e dalla relazione di stima del professionista
incaricato dagli amministratori della valutazione
delle societ che partecipano alloperazione.
Nelle ipotesi in cui il disavanzo da annullamento,
in base alla sua origine e natura economica, corrisponda a perdite pregresse o ad un eccesso di
costo, analogamente a quanto previsto dallart.
33, D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127 per il residuo
positivo da consolidamento, esso eliminato,
portandolo a riduzione del patrimonio netto postfusione, compensandolo con una o pi riserve o,
se questo non possibile, imputandolo al conto
economico, come previsto dal principio contabile
17 per il bilancio consolidato.
Non si pu procedere, invece, alla sua iscrizione
allattivo come una sorta di costo pluriennale da
ammortizzare, in quanto esso non corrisponde ad
un elemento patrimoniale fornito di utilit futura.

B) Disavanzo da concambio
Origine molto diversa da quella di annullamento ha
il disavanzo da concambio, che si pu originare sia
nella incorporazione che nella fusione propria.
Come in precedenza indicato, esso deriva normalmente dalla mancata coincidenza nei rapporti fra
valori economici effettivi e valori contabili dei
patrimoni netti delle societ interessate e dal rap-

IL SOLE 24 ORE

25

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

porto esistente, alla data di efficacia della fusione,


tra il capitale sociale dellincorporante e patrimonio
netto contabile dellincorporata.
Parte della dottrina aziendalistica portata ad
attribuire alle differenze da concambio una natura puramente casuale ed a negare al disavanzo
da concambio un significato economico; si ritiene
che esso normalmente non corrisponda al costo di
acquisizione del patrimonio netto dellincorporata
e, dunque, non possa essere sostituito dai maggiori
valori correnti e dallavviamento della incorporata
medesima. La suddetta tesi che il disavanzo da
concambio (anche quando in sostanza dovuto
al maggior apprezzamento del valore effettivo
del patrimonio della societ incorporata rispetto
ai suoi valori contabili) non possa mai corrispondere, neanche in parte, a plusvalori latenti
esistenti nel patrimonio dellincorporata dei quali
si tenuto conto nel determinare il rapporto di
cambio, e quindi, nel determinare lentit dellaumento di capitale dellincorporante a servizio
della fusione, non pu essere condivisa.
Ci si riferisce, in particolare, a quelle operazioni di
fusione fra parti indipendenti in cui il rapporto di
cambio, determinato a seguito di un negoziato fra
le parti, esprime effettivamente il valore economico
relativo delle due societ interessate. Nelle ipotesi
indicate, il disavanzo da concambio corrisponde,
sul piano economico, ad una parte del costo di
acquisizione dellincorporata ed giustificato
da un effettivo maggior valore della incorporata
rispetto al suo attivo netto contabile.
Ci vale certamente nel caso in cui, attraverso la
fusione, si realizzi un cambiamento di controllo
dellincorporata; ma vale anche in presenza di
minoranze indipendenti, che hanno negoziato il
rapporto di concambio in termini indipendenti
o per le quali assicurato un concambio in termini
indipendenti (in base alla legge).

In ogni caso, non devono essere stati posti in


essere artifici contabili atti a dilatare limporto
del disavanzo da concambio.
Pertanto, in applicazione del principio di prevalenza della sostanza sulla forma, il disavanzo da
concambio pu essere sostituito dai valori correnti
delle attivit e passivit e/o dallavviamento
dellincorporata. In questa ipotesi, al fine di assicurare leffettivit del nuovo capitale sociale,
sar necessario (come richiesto dalla dottrina e
dalla Massima 72 del Consiglio notarile di Milano
del novembre 2005 in tema di Imputazione del
disavanzo da concambio nella fusione e nella scissione) che venga redatta la relazione di stima
del patrimonio della societ incorporata ai sensi
dellart. 2343, c.c. con riferimento alla data di
efficacia reale della fusione.
Il disavanzo da concambio, tuttavia, potrebbe
misurare solo parzialmente leffettivo plusvalore dellattivo netto acquisito con la fusione;
conseguentemente esso imputato, ove possibile,
prioritariamente agli elementi dellattivo e del passivo della societ di cui si acquisito il controllo
e solo residualmente, nel rispetto delle condizioni
previste dal n. 6, co. 1, art. 2426, c.c. ad avviamento. Per lindividuazione delle attivit e passivit
di cui possa essere determinato un diverso valore
corrente, occorre far riferimento ai dati figuranti
nella relazione dellorgano amministrativo ex art.
2501-quinquies, c.c. e nella relazione degli esperti
ex art. 2501-sexies, c.c. (nonch nelleventuale perizia di stima del patrimonio della societ incorporata
effettuata su richiesta dellorgano amministrativo
di questa).
Ai fini di una miglior comprensione del trattamento
contabile di quanto sopra analizzato si riporta di
seguito un semplice esempio di contabilizzazione
del disavanzo da concambio.

Esempio n. 4
Si ipotizza una fusione tra due societ indipendenti, non legate da rapporti di partecipazione: la societ Alfa
che incorpora la societ Beta e che alla data di efficacia della fusione presentano i seguenti stati patrimoniali.
Societ Alfa
Crediti

20.000 Debiti

Totale

20.000 Capitale sociale

18.000

Totale

20.000

2.000

continua

26

IL SOLE 24 ORE

N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO
segue

a s p e t t i C O NTABILI

Esempio n. 4

Societ Beta
Immobili

12.000 Debiti

4.000

Totale

12.000 Capitale sociale

6.000

Riserve
Totale

2.000
12.000

Alfa, recentemente costituita, ha un capitale economico pari al suo capitale sociale, mentre Beta evidenzia un plusvalore sugli immobili di 1.000. Per cui i rispettivi capitali economici sono i seguenti:
Alfa

18.000

Beta

9.000

Entrambe le societ hanno azioni del valore nominale unitario, pertanto la quota di partecipazione dei soci di
Beta (societ incorporata) al capitale sociale di Alfa (societ incorporante) funzione dei rispettivi capitali
economici ed determinata dalla seguente proporzione:
9.000/(9.000+18.000)= 33,33%.
Il capitale sociale di Alfa sar, pertanto, aumentato di 9.000, un importo derivante dalla seguente proporzione: 6.000 : ( 1 33,33%) = 9.000.
Alfa, dopo la fusione e prima dellimputazione del disavanzo, presenter la seguente situazione:
Crediti

20.000 Debiti

Immobili

12.000 Capitale sociale

Disavanzo da concambio
Totale

6.000
27.000

1.000
33.000 Totale

33.000

Alfa proceder allimputazione del disavanzo alla voce immobili come segue:
Crediti

20.000 Debiti

Immobili

13.000 Capitale sociale

27.000

Totale

33.000 Totale

33.000

Va per considerato che la plusvalenza rilevata


sugli immobili (in ipotesi, fabbricati industriali
ammortizzabili) crea, ai fini fiscali, una differenza
temporanea imponibile che comporta la rilevazione delle imposte differite. Pertanto, supponendo
che il tasso complessivo dimposta (Ires-Irap) sia
del 37,5% (4) e supponendo altres che il valore
corrente degli immobili sia superiore a 13.000, e
consenta, quindi, liscrizione di una plusvalenza di
1.600, nella situazione patrimoniale post fusione
(bilancio di apertura) dellincorporante, gli immobili saranno esposti per un valore di 13.600, mentre
al passivo figurer un fondo imposte differite di
600 (pari al 37,5% di 1.600). In tal modo, la rivalutazione complessiva del patrimonio netto della

6.000

societ incorporata sar pur sempre mantenuta nei


limiti del disavanzo di 1.000.
Lincremento dei valori dellattivo a fronte delle
imposte differite deve comunque avvenire nel
rispetto del limite massimo di iscrivibilit dei
valori dellattivo medesimi rappresentato dal valore economico attribuibile a ciascun elemento
patrimoniale.
Se, per contro, non riscontrabile alcun maggior valore economico il disavanzo non pu
essere iscritto come posta patrimoniale dellattivo,
ma deve essere eliminato con una corrispondente
riduzione delle riserve di patrimonio netto post
fusione; e se ci non possibile il disavanzo va
addebitato a conto economico.

(4) Il documento Oic 4 del dicembre 2006.

N 2

- Operazioni straordinarie

IL SOLE 24 ORE

27

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

Al riguardo, opportuno che gli amministratori si


cautelino con una perizia di stima da parte di un
esperto indipendente che attesti la congruit dei
valori effettivi individuati e la ragionevolezza dei
criteri adottati per la loro individuazione, ancorch,
ovviamente, tale perizia non sia un obbligo.
Per quanto concerne la rilevazione dellavviamento
in sostituzione del disavanzo di fusione, poich
lammortamento dellavviamento non fiscalmente
deducibile (art. 172, co. 2, D.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917 [CFF 5272]) sembrerebbe necessario
iscrivere le relative imposte differite. Peraltro, i
principi contabili (internazionale e nazionale) non
consentono liscrizione di alcuna fiscalit differita
a fronte della rilevazione iniziale dellavviamento
in quanto trattasi di posta residuale.
Da ultimo, qualora sussista una ragionevole aspettativa che la societ incorporante intenda avvalersi
del regime di imposizione sostitutiva ai fini del
riconoscimento fiscale dei maggiori valori contabili
si ritiene corretto quantificare le imposte differite
in un importo pari al (futuro) debito per limposizione sostitutiva. (5)

AVANZO di FUSIONE:
TRATTAMENTO CONTABILE
Come prima indicato, la norma dellart. 2504-bis,
comma 4,, c.c. stabilisce che se dalla fusione
emerge un avanzo, esso iscritto ad apposita voce
del patrimonio netto, ovvero, quando sia dovuto a
previsione di risultati economici sfavorevoli, in una
voce dei fondi per rischi ed oneri.
Come per il disavanzo, necessario prendere
in esame le differenze che la natura economica
dellavanzo pu presentare.

Avanzo da annullamento
Anche per lavanzo da annullamento, cos come per
il disavanzo, possibile individuare una pluralit di
cause generatrici, che a distanza di anni possono
combinarsi fra loro e rendere difficile lattribuzione
di una natura economica univoca:
a) lacquisto stato effettuato a condizioni particolarmente vantaggiose. Ci pu essere dovuto
allacquisto in unasta giudiziaria, nella quale
si ha un meccanismo di ribasso progressivo
del prezzo dasta che consente acquisizioni

vantaggiose, oppure ad esigenze di liquidit del


venditore che lo inducono a concedere sconti
significativi pur di vendere la partecipazione, o
a ragioni di analoga natura;
b) i beni della partecipata sono stati assoggettati
ad una rivalutazione ai sensi di leggi speciali,
mentre la partecipazione non stata rivalutata;
c) nel periodo intercorrente tra lacquisizione
della partecipazione e la data di efficacia della
fusione si sono formate riserve di utile nella
partecipata, che non hanno comportato un
corrispondente aumento nel valore contabile
(costo) della partecipazione, cosa che sarebbe
avvenuta se fosse stata valutata col metodo del
patrimonio netto;
d) lacquisto stato effettuato prevedendo oneri
o perdite future della partecipata o tenendo
conto dellesistenza di un badwill per insufficiente redditivit, che hanno influito sul
prezzo; oppure il patrimonio netto contabile
della partecipata stato sopravalutato a causa,
ad esempio, della mancata iscrizione o del sottodimensionamento di uno o pi fondi rischi o
della mancata svalutazione di immobilizzazioni o
di partecipazioni per perdite durevoli di valore,
di controversa determinazione.
In base alle disposizioni dellart. 2504-bis, co. 4,
ultimo periodo, c.c., lavanzo che abbia natura
di utile, o che corrisponda a rivalutazioni dei
beni della partecipata (ipotesi a), b) e c) iscritto in apposita riserva di patrimonio netto, che
assumer la denominazione Riserva avanzo di
fusione, come previsto dal principio contabile 28,
oppure utilizzato per la ricostituzione, nel bilancio
dellincorporante, di riserve in sospensione, come
previsto gi dallart. 172, Tuir.
Al contrario, limporto che rappresenta il valore
attuale di oneri o perdite futuri o un badwill
per insufficiente redditivit sar iscritto, come
previsto dalla norma menzionata, in un apposito
fondo rischi, che assumer una specifica denominazione, come ad esempio Fondo rischi per oneri
e perdite da fusione. Tale fondo sar utilizzato
nei successivi esercizi al verificarsi degli oneri,
perdite e minori utili previsti.
Naturalmente, se lavanzo fosse determinato, sia
pure in parte, da una non corretta redazione del
bilancio di chiusura, o del bilancio del prece-

(5) Si veda infra, Riallineamento dei valori: criteri di convenienza e fiscalit differita.

28

IL SOLE 24 ORE

N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

a s p e t t i C O NTABILI

dente esercizio, ad esempio per lingiustificata o


eccessiva capitalizzazione di costi, per lomessa
o insufficiente iscrizione di passivit come fondi
per rischi ed oneri, per liscrizione di imposte
anticipate non recuperabili, prima di attribuire ad
esso il trattamento contabile sopra indicato sar
necessario eseguire le necessarie rettifiche che
ne ridurranno limporto.
Lavanzo da annullamento e da concambio di cui si
dir di seguito, che abbiano natura di riserva, possono essere cumulati ed iscritti in unica voce.

Avanzo da concambio
Come ritenuto dalla dottrina prevalente, lavanzo
da concambio pu rappresentare o una riserva
assimilabile alla riserva sovraprezzo azioni o
una generica riserva di capitale; pertanto, lintero
importo dellavanzo iscritto in una specifica
riserva (Riserva avanzo di fusione) come richiesto dallart. 2504-bis, c.c., ove non ricorrano le
condizioni per una sua, sia pur parziale, iscrizione
nel fondo rischi per oneri e perdite da fusione
sopra menzionato.
Inoltre, lintero importo dellavanzo (o parte di esso)
nella prassi viene utilizzato per la ricostituzione

N 2

- Operazioni straordinarie

delle riserve in sospensione dimposta, ai sensi


dellart. 172, Tuir.
Anche in questo caso, se il patrimonio netto contabile della partecipata non stato determinato
correttamente, occorre preliminarmente eseguire
le rettifiche indicate con riferimento allavanzo da
annullamento.
A differenza di quanto avviene in ipotesi di disavanzo di fusione, in ipotesi di avanzo, sia da
annullamento che da concambio, la legge non consente liscrizione di valori correnti delle attivit
e passivit diversi dai valori contabili, n dellavviamento: infatti, in ipotesi di valori correnti delle
attivit superiori ai valori contabili, se avvenisse una
tale iscrizione con emersione di un plusvalore netto,
essa aumenterebbe limporto dellavanzo, anzich
ridurlo. Inoltre, mentre la sostituzione del disavanzo
con i maggiori valori correnti delle attivit (minori
valori delle passivit) e con lavviamento rientra
pur sempre nella logica delliscrizione di costi
storici (il costo della partecipazione si trasferisce
sulle attivit e passivit della partecipata), logica
alla quale il nostro Legislatore ha voluto attenersi,
nel caso dellavanzo si darebbe luogo alliscrizione
di valori correnti svincolati dal costo di acquisto
della partecipazione.

IL SOLE 24 ORE

29

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

fusione inversa

FUSIONE INVERSA
Aspetti civilistici, contabili e fiscali.

a fusione inversa (1) una forma particolare di fusione per incorporazione nella
quale la societ partecipata incorpora
la societ partecipante. Lipotesi di
maggiore interesse quella in cui la
societ controllante/incorporata detiene
il 100% della societ controllata/incorporante.
questa lipotesi principale di fusione inversa (detta
anche fusione rovesciata) che si pu configurare
allorch la societ controllante/incorporata una
holding di partecipazioni che ha nel suo attivo
unicamente la partecipazione totalitaria nella societ
controllata/incorporante.
Le ragioni economiche per cui due societ possono
voler procedere ad una fusione inversa possono
essere varie: di solito si tratta dellottenimento di
risparmi di natura economica, se per esempio alla
societ controllata facciano capo rapporti giuridici
o beni la cui trasferibilit risulti onerosa, difficoltosa o impossibile; oppure se la controllata goda
di un particolare status o la gestione operativa sia
accentrata su di essa. La fusione inversa potrebbe
consentire, quindi, di ottenere benefici in termini
di adempimenti contabili ed amministrativi, quali
ad esempio le comunicazioni a clienti e fornitori,
le volture di autorizzazioni e licenze, il subentro
nei rapporti contrattuali e le trascrizioni ipotecarie
e catastali.

ASPETTI CIVILISTICI
Alla fusione inversa, trattandosi di una forma particolare di fusione per incorporazione, si ritengono
applicabili tutte le disposizioni in tema di fusione

per incorporazione previste dal Codice civile, in


termini sia di documentazione necessaria, sia di
procedimento e quindi di tempistica, sia di bilanci
e situazioni contabili da predisporre.
In particolare:
la redazione del progetto di fusione;
la predisposizione delle situazioni patrimoniali
delle societ partecipanti;
la relazione dellorgano amministrativo;
relativamente alla relazione dellesperto prevista
dallart. 2501-sexies, c.c., in caso di incorporazione da parte della societ controllata della
propria controllante possessore del 100% della
controllata stessa, sembra consolidata lopinione
secondo la quale non sia necessaria tale relazione, pur in presenza di un rapporto di cambio
(salvo in alcune ipotesi particolari);
occorre procedere alla redazione del bilancio
di chiusura della societ incorporata e del
bilancio di apertura della societ incorporante
dopo la fusione.
La peculiarit di tale fattispecie rappresentata
dal fatto che nel procedimento di aggregazione
delle attivit e passivit, la societ controllata
incorporante si trover ad avere nel proprio
attivo azioni o quote proprie, situazione opportunamente regolamentata dal Codice civile agli artt.
2357 e segg. per le societ per azioni mentre, per
le societ a responsabilit limitata, il possesso di
quote proprie vietato dallart. 2474, c.c.

ASPETTI CONTABILI

Nella fusione inversa, fra gli elementi dellatti-

(1) Il testo che segue interamente mutuato dal Documento Oic 4/2006 Fusione e scissione.

30

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N 2

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Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

fusione inversa

vo dellincorporata che a seguito della fusione


passano allincorporante, trova collocazione
la voce azioni o quote della societ incorporante. Tale fatto ha generato in giurisprudenza
due diversi orientamenti per quanto attiene
lapplicabilit alla fusione inversa della disciplina dellacquisto di azioni proprie, e sintetizzabili
in due pronunce giurisprudenziali principali:
la prima, secondo la quale si in presenza di
un acquisto di azioni proprie e risulta pertanto
necessario costituire unapposita riserva pari
al valore di dette azioni. In tale caso, non si
potrebbe procedere alla fusione inversa fra due
societ qualora la controllata-incorporante non
avesse nel proprio patrimonio riserve disponibili
e/o utili non distribuiti sufficienti a stanziare una
riserva per acquisto azioni proprie di importo
pari al valore delle azioni proprie presenti nel
bilancio della controllante/incorporata;
la seconda che invece sostiene che nella fusione
inversa non si pu parlare di acquisto di azioni
proprie e, conseguentemente, non risulta applicabile il dettato dellart. 2357-ter, c.c.
In relazione allipotesi principale di fusione inversa (nella quale la controllante ha una partecipazione
totalitaria nella controllata/incorporante), parte della
dottrina ritiene sostenibile che si possa configurare
il caso di possesso di azioni proprie, che come
tale soggetto al dettato dellart. 2357-bis, c.c.,
ma non sia applicabile quanto previsto dallultimo
comma dellart. 2357-ter, c.c., vale a dire liscrizione di una riserva pari al valore contabile delle
azioni proprie, se non nel caso in cui il possesso
di azioni proprie si protragga successivamente alla
conclusione delloperazione di fusione.
Unautorevole corrente dottrinale ritiene invece
che le azioni dellincorporante devono essere
assegnate pro quota ai soci della societ che si
estingue, cosa che escluderebbe a priori lacquisto
di azioni proprie, ai sensi dellart. 2357-bis, c.c.,
e lapplicabilit della relativa disciplina.
Per quanto riguarda il concambio e lassegnazione
delle azioni dellincorporante ai soci dellincorporata/controllante, nella prassi di solito si verifica
quanto segue:
lincorporante procede ad un aumento del capitale sociale sulla base del valore di cambio
fra incorporante e incorporata;
le azioni dellincorporante emesse vengono assegnate ai soci della societ incorporata, in base
al rapporto fra i valori effettivi dei patrimoni
N 2

- Operazioni straordinarie

delle due societ.


Nellipotesi di controllo al 100%, i soci dellincorporata ricevono le azioni dellincorporante
nella medesima proporzione della loro partecipazione nellincorporata;
successivamente si procede allannullamento
delle azioni proprie ed alla conseguente riduzione del capitale stesso.
Da un punto di vista pratico, nellipotesi di partecipazione totalitaria dellincorporata nellincorporante, loperazione pu essere anche realizzata non
con un aumento di capitale come sopra indicato,
ma assegnando le azioni proprie ai soci della
controllante/incorporata.
Con questa modalit si evita il passaggio intermedio dellaumento di capitale ed il successivo
annullamento delle azioni proprie.
Per quanto riguarda il trattamento contabile della
fusione inversa, ai fini della redazione del bilancio di apertura dopo la fusione e di applicazione
delle disposizioni dellart. 2504-bis, co. 4, c.c., si
pongono i seguenti due problemi:
a) quale sia la natura delle differenze di fusione
che si vengono a formare in sede di redazione
del bilancio di apertura;
b) se sia applicabile la disciplina dei disavanzi
ed avanzi di fusione prevista dallart. 2504bis, c.c. ed, in particolare, se il disavanzo di
fusione possa essere sostituito dai maggiori
valori correnti dei beni e dallavviamento
della societ controllata/incorporante, specie
nellipotesi principale di fusione inversa e, in
tale ipotesi, quando la controllante/incorporata
una holding di partecipazioni che ha al suo
attivo unicamente la partecipazione al 100%
nella societ controllata/incorporante.
In linea di principio e salvo quanto di seguito
precisato, si ritengono applicabili alla fusione
inversa le condizioni e le limitazioni indicate in
precedenza in tema di sostituzione del disavanzo
di fusione (sia esso disavanzo da annullamento o
da concambio). Si analizza di seguito la situazione
maggiormente frequente.

Ipotesi di fusione inversa con


partecipazione di controllo totalitaria
In tale situazione ed, in particolare, nel caso in
cui la controllante/incorporata abbia nel proprio
patrimonio come unica attivit la partecipazione
totalitaria nella controllata/incorporante, per la so-

IL SOLE 24 ORE

31

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

fusione inversa

luzione dei problemi sopra indicati occorre tener


presente quanto segue:
a) le azioni della controllata/incorporante di cui la
stessa viene in possesso a seguito della fusione
opportuno che vengano assegnate ai soci
della controllante/incorporata anzich essere
annullate; ci avverr, come ritenuto da dottrina
e giurisprudenza nella stessa proporzione in cui
essi partecipavano al capitale della controllante/
incorporata. Si avr di conseguenza una sostituzione delle azioni della controllante/incorporata, che vengono annullate, con le azioni della
controllata/incorporante e, pertanto, un vero e
proprio concambio. Questultimo, peraltro, non
essendo determinato sulla base di una ponderazione dei valori effettivi dei patrimoni delle due
societ vede, per analogia, lapplicazione delle
disposizioni dellart. 2505, co. 1, c.c., e non
quindi richiesto laccertamento della congruit
del rapporto di cambio da parte di un esperto nominato dal tribunale. Tuttavia, il ricorso
allesperto si ritiene necessario qualora debbano
determinarsi rapporti di cambio multipli
(ad esempio per la presenza nella controllante/
incorporata di varie categorie di azioni, mentre
la controllata/incorporante ha solo azioni ordinarie salvo che, come stato rilevato in dottrina,
la controllante non abbia un unico socio nelle
cui mani si concentra lintera partecipazione);
b) poich la fusione diretta e la fusione inversa
costituiscono due modalit diverse della fusione per incorporazione ed hanno unidentica
disciplina giuridica, e poich gli effetti economici delloperazione (anche in base al principio
di prevalenza della sostanza sulla forma) non
possono essere diversi, il complesso economico
unificato dopo la fusione non pu che avere lo
stesso valore, sia che si effettui unincorporazione diretta o unincorporazione rovesciata;
c) come stato dimostrato dalla dottrina, sia che
le azioni della controllata/incorporante vengano
utilizzate da questultima per il concambio, sia
che esse vengano considerate azioni proprie ed
annullate (con contestuale riduzione di capitale
sociale ed attribuzione ai soci dellincorporata
delle nuove azioni dellincorporante emesse a
seguito di un apposito aumento di capitale a
servizio della fusione), il risultato finale in
termini di valore del complesso aziendale
unificato dopo la fusione non cambia.
Su tali presupposti, i valori correnti delle atti-

32

vit e passivit ed il relativo avviamento della


controllata/incorporante, che hanno determinato il prezzo di acquisto della partecipazione
totalitaria, comunque sussistono e quindi, se
possono essere fatti emergere nelloperazione
di fusione diretta, e nei limiti del disavanzo di
fusione, possono essere fatti emergere anche
nellipotesi della fusione inversa;
d) lobiezione, di parte della dottrina, relativa
al fatto che con la fusione inversa non si ha
la sostituzione del costo di una partecipazione bene di secondo grado, con le attivit e
passivit beni di primo grado che essa rappresenta, e che di conseguenza lattribuzione
a tali attivit e passivit di un costo sostenuto
dalla controllante non potrebbe essere realizzata,
non rilevante.
Unautorevole dottrina, prima ancora dellintroduzione nel nostro ordinamento (sia pure in forma
parziale ed in modo non chiaro, con la modifica
delle disposizioni dellart. 2423-bis, co. 1, n. 1,
c.c.) del principio di prevalenza della sostanza sulla
forma, ha sostenuto che con la fusione inversa i soci
della controllante, che prima erano i titolari, in
senso economico, del patrimonio della controllata
in via mediata ed indiretta attraverso la partecipazione totalitaria posseduta dalla controllante,
lo diventano ora direttamente per effetto della
fusione attraverso la titolarit ad essi attribuita
di quella partecipazione.
Questa conclusione risulta oggi rafforzata applicando il principio di prevalenza della sostanza sulla
forma e, pertanto, qualunque siano le modalit di
attuazione della fusione, per i soci della controllante/incorporata i beni della controllata/incorporante
hanno sempre lo stesso costo e lattribuzione del
plusvalore agli elementi dellattivo della controllataincorporante e liscrizione dellavviamento rispondono sempre al principio posto dallart. 2504-bis,
co. 4, c.c., con il trasferimento del costo della
partecipazione sui beni della controllata.
In conclusione, nellipotesi principale di fusione
inversa qui esaminata, il disavanzo che si viene a
creare, se sono presenti le condizioni prima precisate, deve essere imputato alle attivit e passivit
della societ controllata-incorporante e/o al suo
avviamento.

Esemplificazione numerica
Tale esemplificazione prevista per lipotesi prin-

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N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

fusione inversa

cipale di fusione inversa, in cui la controllante/


incorporata socio totalitario della controllata/

incorporante e non possiede altre attivit al di fuori


della partecipazione in questultima.

Esempio n. 1
Societ A (controllante)

Societ B (controllata)

800

800

1.000

600

Totale

1.000

800

1.400

Debiti

900

400

1.300

100 (100 azioni da e 1)

400 (400 azioni da e 1)

100 (di A)

1.000

800

1.400

Attivit
Partecipazione in B
Disavanzo da annullamento

Capitale sociale
Totale

A+B

1) Fusione diretta: se si attua una fusione diretta fra controllante A e controllata B non c concambio; il
disavanzo da annullamento di 600 sostituito dai maggiori valori correnti e dallavviamento di B.
2) Fusione inversa (con gli stessi dati):
a) Diretta distribuzione delle n. 400 azioni di B, venute in possesso dellincorporante B, ai soci
di A in proporzione alla loro partecipazione al capitale sociale di A e contestuale annullamento delle
n. 100 azioni di A da essi possedute (rapporto di cambio 1/4: per ogni 1 azione di A, annullata, n. 4
azioni di B
1 fase

B+A

Attivit

800

Azioni proprie

1.000

Totale

1.800

Debiti

1.300

Capitale sociale

400 (di B)

Avanzo

100

TOTALE

1.800
2 fase

B+A

Attivit

800

Disavanzo

900

Totale

1.700

Debiti

1.300

Capitale sociale

400 (di B)

TOTALE

1.700

Distribuite le 400 azioni di B, il disavanzo di 900 composto di due parti:


300 come differenza tra il capitale sociale di B e il capitale sociale di A, da annullare perch non
rappresenta maggiori valori latenti dei beni di B incorporante.
Lannullamento comporta la contestuale riduzione del capitale sociale dellincorporante B da 400 a 100;
600 come differenza da mantenere, che pu essere utilizzata per rivalutare i beni della controllata/
incorporante.
Il disavanzo, allora, pari a quello rilevato nellipotesi 1) di fusione diretta ed ha lo stesso significato
economico.

continua
N 2

- Operazioni straordinarie

IL SOLE 24 ORE

33

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

fusione inversa
segue

Esempio n. 1
3 fase

B+A

Attivit

800

Disavanzo

600

Totale

1.400

Debiti

1.300

Capitale sociale

100 (di B)

TOTALE

1.400

b) Aumento di capitale e successivo annullamento delle azioni proprie ricevute a seguito della fusione.
Laumento di capitale pari a 100 vale a dire il capitale sociale della controllante/incorporata, perch
essa non vale pi di 100.
1 fase

B+A

Attivit

800

Azioni proprie

1.000

Totale

1.800

Debiti

1.300

Capitale sociale

400 (di B)

Aumento capitale sociale di B

100

TOTALE

1.800
2 fase

B+A

Attivit

800

Disavanzo

600

Totale

1.400

Debiti

1.300

Capitale sociale

100 (di B)

TOTALE

1.400

Nella seconda fase sono state annullate le 400 azioni di B rappresentate dalle azioni proprie pervenute allincorporante e si determinato il disavanzo di 600 (1000-400), il cui importo e la cui natura
sono analoghi a quello verificatosi nella fusione inversa con assegnazione diretta ed immediata delle
azioni proprie. Anche in questa ipotesi il disavanzo pu essere utilizzato per le attribuzioni agli elementi dellattivo dellincorporante e liscrizione dellavviamento.

ASPETTI FISCALI
Si gi precisato che gli effetti economici di una
fusione inversa non possono essere diversi da quelli
di una fusione diretta (cfr. Documento Oic 4). Peraltro, ai fini fiscali la questione problematica verte
sullutilizzo del disavanzo di fusione che emerge
nella fusione inversa, vale a dire quando il valore
di carico della partecipazione rappresentativo del

34

capitale sociale della societ incorporata, che si


estingue, superiore (ipotizziamo 1.000) rispetto al
patrimonio netto contabile della societ incorporata
(ipotizziamo 200). Se si trattasse di una fusione
diretta il disavanzo di 800 verrebbe utilizzato per
rivalutare solo i beni della societ incorporata e
non anche i beni della societ incorporante oltrech
(eventualmente) per iscrivere un avviamento.
Ma nella fusione inversa la societ controllata/

IL SOLE 24 ORE

N 2

- Operazioni straordinarie

Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

fusione inversa

incorporante non eredita beni dalla societ incorporata/controllante, ma solo azioni (o quote)
rappresentative del proprio capitale sociale. Ed
allora il disavanzo di 200 pu essere in questo
caso utilizzato per rivalutare i beni della societ
controllata/incorporante? Ed in ipotesi di risposta
affermativa possibile riallineare ai fini fiscali i
maggiori valori iscritti in bilancio pagando limposta sostitutiva (12%, 14%, 16%) come prevede
lart. 172, co. 10-bis, Tuir [CFF 5272] attraverso
il rinvio al comma 2-ter dellart. 176?
LAgenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello,
nella R.M. 24 febbraio 2009, n. 46/E ha escluso
tale possibilit precisando che il riallineamento
consentito esclusivamente con riferimento al disavanzo imputato ai beni ricevuti in occasione della
fusione facenti parte del patrimonio della societ
incorporata, mentre nel caso di specie il disavanzo

N 2

- Operazioni straordinarie

verrebbe imputato ai beni gi facenti parte del


patrimonio della societ incorporante.
Successivamente lAgenzia ha cambiato il proprio
parere e nella R.M. 27 aprile2009, n. 111/E, ha
esplicitamente affermato che i plusvalori civilistici
iscritti sui beni propri dalla societ controllata/incorporante possono essere oggetto di riallineamento
con il pagamento dellimposta sostitutiva.
Per compiutezza si osserva, che una soluzione positiva alla questione era gi stata data da Assonime
nelle circolari n. 51/2008 e n. 27/2009. E sempre
per compiutezza va evidenziato che linterpello del
contribuente che ha provocato la riposta negativa
dellAgenzia nella citata risoluzione n. 46/E/2009
era riferito ad una impostazione contabile non conforme alle indicazioni Oic 4 dalla quale emergeva
un disavanzo di fusione maggiore di quello che
sarebbe derivato da una fusione diretta.

IL SOLE 24 ORE

35

CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

principi contabili internazionali

PROFILI CONTABILI delle OPERAZIONI


di FUSIONE SECONDO i PRINCiPI
CONTABILI INTERNAZIONALI
Analisi dei profili contabili della fusione
alla luce del principio contabile internazionale Ifrs 3.

e aggregazioni aziendali (business


combination) sono disciplinate dal principio contabile internazionale Ifrs 3 Iasb
(1) in virt del quale le operazioni di
fusione, scissione, conferimenti o cessioni di aziende (o rami di azienda) ovvero
di partecipazioni, (2) mediante le quali una sola
entit (acquirente) ottiene il controllo di una o
pi attivit aziendali distinte, ove il controllo
il potere di determinare le politiche finanziarie
e gestionali di unentit al fine di ottenere i benefici dalle sue attivit (Ias 27 Iasb Bilancio
consolidato e separato, par. 4.).
LIfrs 3 Iasb non si applica ad operazioni relative ad una sola azienda che rappresenti il nucleo
iniziale di una nuova entit.
A titolo esemplificativo restano, dunque, escluse:
le fusioni per incorporazione nelle quali la
societ incorporante detiene una partecipazione totalitaria, o di maggioranza, in quella
incorporata;
le fusioni tra societ consorelle, ossia tra
societ che seppur in assenza di un rapporto
partecipativo diretto sono partecipate da un
medesimo soggetto che controlla entrambe;
i conferimenti di aziende in una societ (conferitaria) di nuova costituzione;

le scissioni di aziende in favore di una societ


(beneficiaria) di nuova costituzione.
Premesso che nelle fusioni il costo dellaggregazione (la cui definizione nel par. 24 Ifrs 3)
rappresentato dal fair value (valore equo), alla
data di acquisizione del controllo, delle azioni
o quote di concambio, maggiorato dei relativi
costi accessori (come, ad esempio, gli onorari
professionali sostenuti per la due diligence, per
consulenza, per la esperti valutatori e di altri consulenti), nelle aggregazioni aziendali alle quali si
applica lIfrs n. 3 Iasb:
lavviamento (goodwill) pari alleccedenza
del costo dellaggregazione aziendale rispetto
al fair value (valore equo) delle attivit e delle
passivit potenziali acquisite e identificabili;
lavviamento negativo (negative goodwill)
leccedenza del fair value delle attivit e delle
passivit potenziali acquisite e identificabili
rispetto al costo dellaggregazione aziendale
e deve essere rilevato dallacquirente immediatamente nel conto economico in una voce di
ricavo (cfr. par. 56 dellIfrs 3).
In ogni caso resta esclusa la rilevazione dellavviamento generato dallimpresa con la propria attivit
(cd. avviamento autogenerato). (3)
Si applica il criterio del purchase method in

(1) In data 10 gennaio 2008 lo Iasb ha emesso una versione aggiornata dellIfrs 3 - Aggregazioni aziendali ed ha emendato lo Ias 27 - Bilancio consolidato e separato. Tali modifiche sono state omologate dalla Commissione Europea con lemissione dei Regolamenti 494/2009 e
495/2009 e trovano applicazione alle business combination effettuate dal 1 gennaio 2010, per bilanci con chiusura annuale.
(2) In tal caso, peraltro, il par. 6 dellIfrs 3 stabilisce che in tale ipotesi il soggetto acquirente applica lIfrs 3 (e, quindi, il purchase method
di cui si dir nel prosieguo) solo ai fini della redazione del bilancio consolidato.
(3) Cos, la Guida operativa per la transizione ai princpi contabili internazionali (Ias/Ifrs) elaborata nellottobre 2005 dallOic.

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Guida alla

CONTABILIT&

BILANCIO

fusione
principi contabili internazionali

virt del quale le attivit e le passivit della societ


incorporanda (anche semplicemente potenziali)
debbono essere rilevate al loro fair value e non
a valori contabili (4) con la conseguenza che
nel bilancio della societ incorporante emergono
avanzi o disavanzi di fusione di ben altra entit
rispetto a quanto previsto dal Codice civile. (5)
A ci si aggiunga che il disavanzo e lavanzo
di fusione che emergono applicando le regole
interne non trovano un riscontro diretto nella
rappresentazione contabile prevista dallIfrs 3 che
ha riguardo alle differenze tra:
il costo dellaggregazione aziendale;
e il fair value (valore equo) netto delle attivit
e delle passivit rilevate nel bilancio della
societ che acquisisce il controllo.
Con la conseguenza che:
se il costo dellaggregazione eccede il fair

value (valore equo) netto delle attivit e delle


passivit rilevate nel bilancio della societ
incorporante e dunque assume segno positivo tale differenza (simile al disavanzo di
fusione) viene utilizzata per iscrivere maggiori
valori sulle attivit e passivit della societ
incorporata (incluso lavviamento che
valutato come costo residuo dellaggregazione
aziendale dopo la rilevazione delle attivit, delle
passivit e delle passivit potenziali identificabili
dellacquisito; (6)
se il costo dellaggregazione aziendale inferiore al fair value (valore equo) netto delle
attivit e delle passivit rilevate nel bilancio
della societ incorporante e dunque assume
segno negativo tale differenza, cos detta negative goodwill, (simile allavanzo di fusione)
va rilevata a conto economico, tra i ricavi.

(4) Mentre gli elementi patrimoniali della societ incorporante restano iscritti in bilancio ai loro valori storici.
(5) Nel caso in cui le azioni di concambio siano azioni quotate previsto che il relativo fair value sia rappresentato dal prezzo di borsa alla
data dellacquisto del controllo, fatte salve rare eccezioni (ad. es. il prezzo di borsa non attendibile in quanto condizionato dalla illiquidit
del mercato di riferimento (cfr. par. 27 dellIfrs 3).
(6) Come ben noto, Lavviamento acquisito in unaggregazione aziendale non deve essere ammortizzato. Lacquirente deve, invece, verificare
annualmente se abbia subito riduzioni di valore (cfr. par. 55).

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CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

FUSIONE: ASPETTI FISCALI


Analisi degli aspetti fiscali della fusione
anche alla luce dei principi contabili internazionali.

art. 172, D.P.R. 22 dicembre 1986, n.


917 [CFF 5272] delinea una disciplina di sostanziale neutralit fiscale delle fusioni. E non potrebbe essere diversamente in quanto si tratta di operazion
i che: attengono alla ristrutturazione d
ellassetto organizzativo, estranee alla gestione del
limpresa e, dunque, inidonee a generare reddito; non
implicano n cessione a titolo oneroso, n destinazione a finalit estranee allesercizio dellimpresa de
i beni della societ incorporata, con la conseguenzache da essa non possono emergere n utili tassabili
n perdite deducibili. Nei confronti della societ, la neutralit prevista:
dal co. 1, in virt del quale la fusione non costituisce realizzo n distribuzione delle plusvalenze
e minusvalenze dei beni delle societ partecipanti alloperazione, comprese quelle relative
alle rimanenze e il valore di avviamento;
dal co. 2, in virt del quale:
nella determinazione del reddito della societ
risultante dalla fusione o incorporante non si
tiene conto dellavanzo o disavanzo iscritto
in bilancio per effetto del rapporto di cambio
delle azioni o quote o dellannullamento
delle azioni o quote di alcuna delle societ
fuse possedute da altre. e non sono tassabili
le plusvalenze evidenziate in bilancio fino
a concorrenza delleventuale disavanzo di

fusione;
i maggiori valori iscritti in bilancio per effetto delleventuale imputazione del disavanzo
derivante dallannullamento o dal concambio
di una partecipazione, con riferimento ad elementi patrimoniali della societ incorporata
o fusa, non sono imponibili nei confronti
dellincorporante o della societ risultante
dalla fusione.
Nei confronti dei soci, la neutralit prevista dal
comma 3, in virt del quale il cambio delle partecipazioni originarie non costituisce n realizzo n distribuzione di plusvalenze o di minusvalenze n conseguimento di ricavi per i soci della societ incorporata,
fatta salva lapplicazione, in caso di conguaglio:
dellart. 47, co. 7 (vale a dire, tassazione come
reddito di capitale delle somme ricevute che
eccedono il costo della partecipazione annullata);
e degli artt. 58 e 87, ricorrendone le condizioni (vale a dire, il regime della participation
exemption (1) per le partecipazioni concambiate
nellesercizio dellimpresa).
E, dunque, nellipotesi di versamento di conguaglio
in denaro, il Legislatore fiscale ha previsto una
deroga al principio generale di neutralit.
Il che significa che le plusvalenze realizzate dai
soci della societ incorporata in sede di conguaglio
in denaro (eventualmente) percepito in aggiunta
allassegnazione di azioni o quote della societ

(1) I requisiti previsti dallart. 87, Tuir [CFF 5187] ai fini della participation exemption sono:
1. ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dellavvenuta cessione;
2. classificazione tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso;
3. residenza fiscale della societ partecipata in un paese che non sia considerato paradiso fiscale;
4. esercizio da parte della societ partecipata di unimpresa commerciale al momento della cessione (tale requisito non pu sussistere relativamente alle partecipazioni in societ il cui valore (effettivo e non contabile) del patrimonio prevalentemente costituito da beni immobili
diversi da quelli alla cui produzione o al cui scambio effettivamente diretta lattivit dellimpresa, dagli impianti e dai fabbricati utilizzati
direttamente nellesercizio dimpresa).
I requisiti di cui ai numeri 3) e 4) devono sussistere ininterrottamente, al momento del realizzo, almeno dallinizio del terzo periodo dimposta
anteriore al realizzo medesimo.

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Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

incorporante:
nel caso di socio/societ di capitali, sussistendo
i requisiti previsti ai fini della participation
exemption, sono esenti (attualmente) nella misura del 95%;
nel caso di socio/societ di persone/persona fisica imprenditore (a prescindere dalla circostanza
che le partecipazioni siano o non qualificate (2)), sussistendo i requisiti previsti ai fini
della participation exemption, sono esenti nella
misura del 50,28 (e, dunque, tassabili nella
misura del 49,72%);
nel caso di socio/persona fisica non imprenditore
si tratta di redditi inquadrabili, comunque, nella
categoria dei redditi di capitale, e pertanto la
differenza tra la somma ricevuta (o il valore
normale dei beni ricevuti) ed il valore fiscalmente riconosciuto alla partecipazione, costituisce
reddito di capitali e dunque:
nel caso in cui la partecipazione oggetto di
recesso sia non qualificata, tassato al
12,50%, a titolo definitivo sullintero valore;
laddove, invece, la partecipazione sia qualificata, concorre al reddito per 49,72%.

Considerazioni preliminari
in ordine alla determinazione
delle c.d. differenze di fusione
(avanzo o disavanzo di fusione)
Si rende, innanzi tutto, opportuno chiarire criteri
di determinazione delle cd. differenze di fusione (avanzo o disavanzo di fusione) prendendo
in considerazione la sola ipotesi, di gran lunga
pi frequente nella pratica, della fusione per
incorporazione, precisando che gli avanzi e i
disavanzi di fusione emergono dalla differenza
tra lammontare del patrimonio netto della societ
incorporanda e:
il valore di carico della partecipazione (rappresentativa del patrimonio netto della societ

incorporanda) che riflesso nel bilancio della


societ incorporante laddove questultima
possegga azioni (o quote) rappresentative del
capitale sociale della societ incorporanda;
ovvero laumento del capitale sociale che la
societ incorporante deve deliberare per emettere
le azioni o quote in concambio, da assegnare
ai soci della societ incorporanda che si estingue
laddove la societ incorporante non possegga
azioni (o quote) rappresentative del capitale della
societ incorporanda medesima.
Qualora la societ incorporante possegga (solo)
parte del capitale sociale della societ incorporanda , altres, opportuno chiarire che da ununica
operazione di fusione emergono due differenze
di fusione:
una dal raffronto del costo della partecipazione
con la quota parte del patrimonio netto della
societ incorporanda rappresentata dalla
partecipazione medesima;
laltra, dal raffronto dellaumento di capitale
deliberato dalla societ incorporante ai fini del
concambio e la quota parte del patrimonio
netto, della societ incorporanda, di spettanza dei soci terzi.
E ci pu originare:
due avanzi (un avanzo da annullamento e un
avanzo da concambio);
ovvero due disavanzi ((un disavanzo da annullamento e un disavanzo da concambio);
ovvero un avanzo da annullamento e un disavanzo da concambio;
ovvero un disavanzo da annullamento e un
avanzo da concambio.

RIPORTO a NUOVO delle PERDITE


FISCALI
La societ incorporante (o risultante dalla fusione), subentrando nei diritti ed obblighi delle
societ incorporate (o fuse), acquisisce anche il

(2) Per compiutezza si ricorda che le partecipazioni si considerano qualificate ai fini dei capital gains:
se la percentuale dei diritti di voto nellassemblea ordinaria superiore:
al 2% per i titoli negoziati in mercati regolamentati;
al 20% per le altre partecipazioni;
se la percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio superiore:
al 5% per i titoli negoziati in mercati regolamentati;
al 25% per le altre partecipazioni.
Il criterio guida, dunque, quello della percentuale del diritto di voto con la conseguente applicazione dellaltro criterio della percentuale
di partecipazione al capitale o al patrimonio:
nelle societ di persone, in quanto prive dellorgano assembleare
per le azioni privilegiate, che hanno solo diritto di voto nelle assemblee straordinarie
per altre categorie speciali di azioni o di partecipazioni ad enti senza diritto di voto nelle assemblee ordinarie.

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CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

diritto di portare in diminuzione del proprio


reddito le perdite fiscali pregresse della societ incorporata (o delle societ partecipanti
alla fusione) nel limite temporale dei cinque
periodi dimposta, ma in misura non eccedente lammontare del patrimonio netto risultante
dallultimo bilancio approvato prima della fusione
(o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di
cui allart. 2501-quater, c.c.) e senza tener conto
dei conferimenti e dei versamenti fatti dai soci
negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data
cui si riferisce la situazione patrimoniale sulla
cui base la fusione viene deliberata.
Per quanto attiene al bilancio da prendere a riferimento, occorre ricordare che nella relazione
governativa allo schema del Tuir risultava precisato
(a commento dellallora art. 123) che il confronto
deve essere operato con lultimo bilancio approvato anteriormente alla fusione. Con la conseguenza
che deve ritenersi necessario che il bilancio desercizio sia effettivamente approvato, e con lulteriore
conseguenza che qualora lapprovazione non sia
ancora avvenuta, occorre prendere in considerazione
quello relativo allesercizio precedente.
appena il caso di osservare che la norma riguarda
le perdite pregresse delle societ di capitali e non
anche quelle delle societ di persone, giacch queste, in virt del principio di trasparenza, assumono
rilevanza fiscale esclusivamente nella sfera dei soci,
anche ai fini delleventuale riporto in avanti.
Ai fini del riporto delle perdite fiscali pregresse
occorre, inoltre, che risultino soddisfatti determinati indicatori di vitalit, posto che dal conto
economico delle societ, le cui perdite sono riportabili, relativo allesercizio precedente a quello in
cui la fusione stata deliberata, deve risultare un
ammontare superiore al 40% di quello risultante
dalla media degli ultimi due esercizi anteriori, con
riguardo a:
i ricavi e proventi dellattivit caratteristica;
e le spese per prestazioni di lavoro subordinato
e relativi contributi, di cui allart. 2425, c.c.
Nella previgente normativa il riferimento era a
ricavi, di cui allart. 2425-bis, parte prima, n.
1, c.c., poi divenuto art. 2425, Voce A1 del Ce,
restando cos escluse le holding e le societ finanziarie i cui proventi tipici sono indicati nel Ce
tra i proventi finanziari.

La nuova normativa riferita, per contro, a ricavi


e proventi dellattivit caratteristica.
Dopo la fusione anche alla societ incorporante si
applicano gli stessi limiti quantitativi e qualitativi
ai fini del riporto a nuovo delle proprie perdite
fiscali pregresse.
Con riguardo alla (ir)rilevanza, ai fini della verifica
del test di operativit, dellassenza di costi per
il personale dipendente negli ultimi bilanci delle
societ di cui si intende riportare le perdite, nella
R.M. 29 ottobre 2002, n. 337/E lAgenzia ha correttamente affermato che lassenza di detti costi
in bilancio pu non costituire di per s sintomo di
scarsa vitalit aziendale, in particolar modo per
le societ holding di partecipazioni.
Peraltro, (3) poich la valutazione di tale circostanza involge lapplicazione di norme finalizzate
a contrastare comportamenti elusivi la stessa pu
costituire oggetto di esame nellambito della procedura contemplata dallart. 37-bis, co. 8, D.P.R.
29 settembre 1973, n. 600 [CFF 6337a], attraverso
la presentazione di specifica e motivata istanza
al Direttore regionale, questi potr disapplicare
la norma in esame qualora riscontri che nella
particolare fattispecie sottoposta al suo esame non
possano verificarsi gli effetti elusivi che la norma
stessa intende contrastare.
Da ultimo, occorre anche considerare lart. 1, co.
33, lett. aa), della legge Finanziaria 2008 che
ha integrato lart. 172, co. 7, Tuir prevedendo
che Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli interessi indeducibili oggetto
di riporto in avanti di cui al comma 4 dellart.
96, vale a dire a quegli interessi passivi che
risultano indeducibili nel periodo dimposta di
competenza e che possono essere riportati in
avanti e dedotti dal reddito dei successivi periodi
dimposta. (4)
Per effetto delle modifiche introdotte con il D.L.
4 luglio 2006, n. 223, conv. con modif. con L. 4
agosto 2006, n. 248 nel caso di fusioni con effetto
retroattivo (5) anche le perdite fiscali di periodo
delle societ partecipanti a tali operazioni assumono
rilievo ai fini della determinazione del reddito della
societ incorporante (o risultante dalla fusione), al
pari delle perdite fiscali pregresse:
nei limiti dellammontare del patrimonio
netto quale risulta dallultimo bilancio o, se

(3) R.M. 10 aprile 2008, n. 143/E dellAgenzia delle Entrate.


(4) Sul punto, si veda quanto precisato supra in ordine ai contenuti dellart. 97, Tuir [CFF 5197].
(5) Sulla retrodatazione degli effetti della fusione si veda infra.

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fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui


allart. 2501-quater, c.c. (senza tener conto dei
conferimenti e versamenti fatti negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce
la situazione stessa);
e a condizione che dal conto economico della
societ le cui perdite sono riportabili, relativo
allesercizio precedente a quello in cui la fusione stata deliberata, risulti un ammontare
di ricavi e proventi dellattivit caratteristica,
e un ammontare delle spese per prestazioni di
lavoro subordinato e relativi contributi, superiore al 40% di quello risultante dalla media
degli ultimi due esercizi anteriori.
Prima del D.L. 223/2006 conv. nella L. 248/2006
era possibile, di fatto, compensare le perdite
delle societ partecipanti alla fusione formatesi
nellarco temporale ante fusione (inizio del periodo
dimposta deposito dellatto di fusione) senza
verificare i parametri di vitalit (requisiti
patrimoniali e reddituali delle societ partecipanti
alloperazione).
Con riguardo al riporto a nuovo delle perdite
fiscali nelle operazioni di fusione di particolare
interesse la norma di comportamento 160 dellAssociazione dottori commercialisti di Milano secondo
cui Nelle operazioni di fusione in cui, ai sensi
dellart. 172, co. 7, Tuir, le perdite delle societ
partecipanti non risultano interamente riportabili
per effetto dellincapienza del patrimonio netto
o dellesistenza di precedenti svalutazioni delle
partecipazioni, la riduzione delle perdite pregresse
pu essere imputata secondo il criterio liberamente
scelto dal contribuente.

RIPORTO a NUOVO delle PERDITE


nelle OPERAZIONI di FUSIONE
tra SOCIET che HANNO OPTATO
per il REGIME del CONSOLIDATO
FISCALE NAZIONALE
Gli artt. 117 e segg., Tuir [CFF 5217] che disciplinano la tassazione di gruppo non contengono
alcuna disposizione in ordine alle limitazioni al
riporto a nuovo delle perdite in operazioni di

fusione (e scissione) tra societ che hanno optato


per il regime del consolidato fiscale nazionale. (6)
Peraltro, lart. 12, co. 1, lett. a), D.M. 9 giugno
2004 [CFF 6052] (decreto attuativo del regime di
tassazione del consolidato nazionale) prevede che
si applicano comunque, le disposizioni dellart.
172, del testo unico (...).
Con la conseguenza che in linea di principio
nelle operazioni di fusione realizzate nellambito
di un consolidato fiscale nazionale trovano applicazione le limitazioni di cui si detto supra,
rendendosi comunque necessario un (non agevole)
coordinamento tra le due norme; fermo restando
che, fintanto che permane la tassazione di gruppo,
nessuna variazione al regime di libera circolazione
delle perdite prodotte in costanza di consolidato pu
derivare da unoperazione di fusione non interruttiva
del regime di tassazione di gruppo. (7)
Innanzi tutto, occorre considerare che lart. 118,
co. 2, Tuir [CFF 5217] stabilisce che le perdite
fiscali relative agli esercizi anteriori allinizio della
tassazione di gruppo possono essere utilizzate solo
dalle societ cui si riferiscono. Il che significa,
in buona sostanza, che:
le perdite fiscali maturate anteriormente allingresso nel regime del consolidato possono
essere utilizzate esclusivamente dal soggetto
che le ha generate in compensazione con i
propri redditi;
nessun limite previsto per perdite maturate
dalle singole societ in un esercizio ricompreso nel periodo di validit dellopzione
per la tassazione consolidata, che (cfr. co.
1, medesimo art. 118) vengono trasferite
al soggetto consolidante al fine della determinazione del reddito complessivo globale
di gruppo;
qualora la somma algebrica degli imponibili dia
luogo ad un risultato fiscale negativo, la perdita
residua del consolidato sar riportata a nuovo,
potendo essere utilizzata anche per compensare
eventuali imponibili positivi trasferiti alla societ
consolidante da societ che subentrino nella
tassazione di gruppo.
In presenza di operazioni di fusione che coinvolgo-

(6) Cfr. C.M. 9 marzo 2010, n. 9/E dellAgenzia delle Entrate.


(7) La citata C.M. 9/E/2010 precisa al riguardo che naturalmente in presenza di operazioni strumentalmente realizzate alla vigilia della
cessazione del consolidato e/o da societ successivamente fuoriuscite dal perimetro di consolidamento resta impregiudicato, ai sensi dellart.
37-bis, D.P.R. 600/1973, il potere di sindacato dellAmministrazione finanziaria volto a verificare se loperazione sia stata realizzata in vigenza
dellopzione per la tassazione di gruppo al solo fine di eludere le disposizioni contenute negli artt. 172, comma 7, e 173, comma 10, del
Tuir.

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CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

no societ partecipanti ad un consolidato si rende,


dunque, necessario distinguere:
tra operazioni che non interrompono la
tassazione di gruppo ai sensi dellart. 11 del
decreto;
ed operazioni che, invece, interrompono la
tassazione di gruppo prima del triennio (ovvero
subordinano la continuazione della tassazione
su base consolidata alla presentazione dellinterpello ai sensi dellart. 11, L. 27 luglio 2000,
n. 212 [CFF 7120m]).
fermo restando che in presenza di operazioni di
fusione tra societ partecipanti al medesimo consolidato nazionale ( cfr. art. 11, commi 1 e 2 del
decreto) e con perdite fiscali riportabili conseguite
in costanza di consolidato, pu escludersi qualsiasi manovra elusiva (), posto che il principale
beneficio, infatti, che caratterizza la tassazione di
gruppo, rappresentato dallautomatica e integrale compensazione intersoggettiva dei risultati
imponibili positivi e negativi realizzati nei periodi
di vigenza dellopzione dai soggetti che ad essa
partecipano e il ricorso alloperazione di fusione
non consente alcun vantaggio ulteriore in termini di
recupero delle perdite fiscali conseguite in vigenza
dellopzione che le norme sul consolidato gi non
consentano; le societ partecipanti alloperazione,
infatti, pur fondendosi, non fuoriescono dal medesimo consolidato. (8)
Con la conseguenza che nelle operazioni di fusione
che, ai sensi dellart. 11 del decreto, non interrompono la tassazione di gruppo, le limitazioni
al riporto a nuovo delle perdite si rendono
applicabili solo con riferimento alle perdite
pregresse allingresso nel regime consolidato
di ciascuna societ partecipante alloperazione,
con esclusione delle perdite che si sono generate
in vigenza del consolidato.
Peraltro, in ipotesi di fusione per incorporazione
di societ non inclusa nel consolidato in societ
inclusa nel consolidato le limitazioni al riporto a
nuovo delle perdite sono applicabili limitatamente
alle perdite realizzate dalla societ consolidata/
consolidante in esercizi anteriori allingresso nella tassazione di gruppo e perdite realizzate dalla
societ non inclusa nel consolidato.

RICOSTITUZIONE delle RISERVE

in SOSPENSIONE dIMPOSTA
QUALIFICAZIONE FISCALE
del PATRIMONIO NETTO
In virt del principio secondo cui la societ incorporante (o risultante dalla fusione) risponde
dei debiti dimposta in sospeso della societ
incorporata (o fusa), il co. 5 dellart. 172, Tuir
prevede il subentro della societ incorporante (o
risultante dalla fusione) nelle situazioni di sospensione del debito dimposta, con la conseguenza
che se la societ incorporante (o risultante dalla
fusione) vuole conservare lo stato di sospensione
deve ricostituire nel proprio bilancio le riserve in
sospensione dimposta che figuravano nel bilancio
della societ incorporata (o fusa).
il caso, ad esempio, della riserva da ammortamenti anticipati di cui al (vecchio) co. 3 dellart.
67, Tuir [CFF 5167]. Qualora dette riserve in
sospensione non risultino ricostituite sorge il
presupposto per la loro tassazione.
Lobbligo di ricostituzione, peraltro, non si applica nel caso di riserve tassabili solo in caso di
distribuzione (quali i saldi attivi di rivalutazione
monetaria) e, conseguentemente, la neutralit
della fusione non risulta compromessa nel caso
di scomparsa di tali riserve. Si tratta, in buona
sostanza, di un evento che di per s idoneo
a scongiurare fenomeni di distribuzione (cfr. il
parere della Commissione dei Trenta al Tuir),
posto che le riserve patrimoniali provenienti dalla
societ incorporata (o fusa), in conseguenza della
loro scomparsa dal bilancio, non saranno pi distribuibili e, conseguentemente, vengono meno le
finalit proprie del regime di sospensione previsto
come presidio contro la monetizzazione in favore
dei soci delle agevolazioni a suo tempo riconosciute
alla societ.
Tuttavia, se e nel limite in cui vi sia avanzo di
fusione o un aumento di capitale per un ammontare superiore al capitale complessivo delle societ
partecipanti alla fusione al netto delle quote del
capitale di ciascuna di esse gi possedute dalla
stessa o da altre, dette riserve concorrono a
formare il reddito della societ incorporante (o
risultante dalla fusione) in caso di distribuzione
dellavanzo o di distribuzione del capitale ai
soci. La norma stabilisce, dunque, che lo stato di
sospensione si trasferisce sullavanzo di fusione,

(8) Cos la citata C.M. 9/E/2010.

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fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

in quanto esistente e/o sulleccedenza di aumento


di capitale sociale della societ incorporante (o
risultante dalla fusione) qualora esso risulti superiore rispetto allammontare complessivo del
capitale delle societ incorporate (o fuse). In tal
modo la sospensione dimposta si trasferisce sulle
poste patrimoniali iscritte per effetto della trasformazione (in avanzo di fusione e/o in capitale
sociale) delle riserve preesistenti.
La norma precisa altres che le riserve tassabili
solo in caso di distribuzione, le quali anteriormente
alla fusione siano state imputate al capitale delle
societ incorporate (o fuse):
si intendono trasferite nel capitale della societ
incorporante (o risultante dalla fusione)
e concorrono a formarne il reddito in caso di
riduzione del capitale per esuberanza.
Come ha opportunamente precisato lo stesso Ministero delle Finanze (R.M. 11 gennaio 2001, n.
1/E/2001/3888 dellAgenzia delle Entrate, Direzione centrale normativa e contenzioso), detta norma
non reca innovazione n deroga alle regole sopra
enunciate, ma mira unicamente a garantirne losservanza, attribuendo piena neutralit a qualsiasi
pregressa operazione sul capitale. Con la conseguenza che, ai fini della sua concreta applicazione,
occorrer distinguere se dalla fusione emerge:
un disavanzo da annullamento (il che indicher
che il preesistente patrimonio stato completamente eliso);
ovvero un avanzo (che misurer ci che del
preesistente patrimonio e delle riserve in
sospensione precedentemente iscritte ancra
residua).
Nel primo caso (disavanzo da annullamento), il
vincolo della sospensione non si perpetua in capo
alla societ incorporante (o risultante dalla fusione),
in quanto alla stessa non sono state trasferite le

relative riserve.
Nel secondo caso, il vincolo della sospensione si
trasmetter, invece, sullavanzo che la posta
patrimoniale che d evidenza - in tutto o in parte,
e, comunque, nei limiti del loro ammontare - alla
persistente presenza delle originarie riserve in
sospensione di imposta.
Circa le modalit di ricostituzione nel bilancio
della societ incorporante (o risultante dalla fusione) delle riserve in sospensione dimposta che
figuravano nel bilancio della societ incorporata
(o fusa) si sempre ritenuto che fosse possibile
attingere alleventuale avanzo di fusione ovvero
procedere in altro modo (non essendo ci rilevante
ai fini fiscali). In linea di principio, si ritenuto che
lintero patrimonio netto della societ incorporata (o
fusa) dovesse intendersi trasferito, in proporzione,
nellavanzo di fusione emergente nel bilancio della
societ incorporante (o risultante alla fusione).
Sul punto, il co. 5 dellart. 172 prevede per
effetto delle modifiche introdotte con il Decreto
correttivo Ires (D.Lgs. 18 novembre 2005, n.
247) che allavanzo di fusione debbano essere
attribuite prioritariamente le riserve in sospensione dimposta, con la conseguenza che il
calcolo proporzionale si render applicabile per le
altre riserve.
La norma desta non poche perplessit innanzi tutto
in quanto non precisato se lavanzo debba essere
utilizzato in via prioritaria per la ricostituzione
delle riserve in sospensione tassabili solo in caso
di distribuzione ovvero per la ricostituzione delle
riserve che vanno sempre e comunque ricostituite,
il che potrebbe generare un conflitto nella gestione dellavanzo tra le riserve del primo e del
secondo tipo. (9)
Ulteriori perplessit derivavano poi dal co. 6

Esempio n. 1
Si ipotizzi una fusione per incorporazione con un avanzo di 165 e si ipotizzi che il patrimonio netto della
societ incorporata sia cos formato:
Riserve tassabili solo in caso di distribuzione:

90

Riserve di utili:

108

Riserve di capitale:

132

Totale

330
continua

(9) Cos, L. Miele e C. Franzese, La fusione di societ nel nuovo Testo Unico, in Corr. Trib., n. 29/2003.

N 2

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI
segue

Esempio n. 1

In base al vecchio art. 123, Tuir [CFF 5223], lavanzo di fusione risultava cos composto:
Riserve tassabili solo in caso di distribuzione:

45

Riserve di utili:

54

Riserve di capitale:

66

Totale

165

Ci in quanto il coefficiente (165/330 = 50%), risultante dal rapporto tra lavanzo ed il patrimonio netto
della societ incorporata, si applicava a tutte le poste patrimoniali.
Ora, in virt del nuovo co. 5 dellart. 172 lavanzo di fusione risulta cos composto:
Riserve tassabili solo in caso di distribuzione:

90

Riserve di utili:

33,75

Riserve di capitale:

41,25

Totale

165

Ci in quanto occorre dapprima ricostituire per intero le riserve tassabili solo in caso di distribuzione (90) e
poi applicare il coefficiente (75/240 = 31,25%), risultante dal rapporto tra lavanzo residuo (165 meno
90 = 75) ed il patrimonio netto residuo (330 meno 90 = 240) della societ incorporata, alle altre poste
patrimoniali.

dellart. 172 che, nelloriginaria versione della


riforma Tremonti, faceva esclusivo riferimento
alle riserve della societ incorporata o fusa
ai fini della riproduzione, nel capitale sociale o

nellavanzo risultante nel bilancio della societ


incorporante, delle qualificazioni fiscali delle
poste patrimoniali della societ incorporata.
Orbene, il citato Decreto correttivo Ires (D.Lgs.

Esempio n. 2
Si ipotizzi che la societ incorporante non detenga alcuna partecipazione nel capitale sociale della societ
incorporata e che laumento del capitale sociale della societ incorporante ai fini dellassegnazione delle
azioni di concambio ai soci della societ incorporata sia pari a 10 e si ipotizzi che il patrimonio netto della
societ incorporata sia cos formato:
Capitale sociale:

100
10

Riserva legale (di utili):


Totale

110

Ne risultava un avanzo da concambio di 100 che dovr considerarsi interamente formato da riserve di utili,
in quanto la norma non faceva riferimento a tutte le poste ideali del patrimonio netto della societ incorporata, ma solo alle riserve.

247/2005) ha anche precisato che nelle fusioni in cui


emerge un avanzo da annullamento o da concambio,
ovvero un aumento di capitale sociale, lobbligo
per lincorporante di ricostituire proporzionalmente
gli elementi del netto patrimoniale dellincorporata
deve tener conto anche del capitale sociale di
questultima.
Con la conseguenza che nella ricostituzione delle
riserve dellincorporata nellavanzo o nellaumento di capitale sociale, non vanno considerati n
lammontare del capitale sociale n quello delle

44

riserve di capitali ( dellincorporata) fino a concorrenza del costo della partecipazione annullato
per effetto della fusione.
La precedente versione dellart. 172, co. 6 non
menzionava il capitale sociale dellincorporata:
con questa modifica, pertanto, si chiarisce che nel
valutare lincidenza proporzionale delle varie poste
del netto patrimoniale dellincorporata sul totale
dello stesso netto patrimoniale va considerato anche
il capitale sociale.
Da ultimo, in tema di ricostituzione nel bilancio

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

Esempio n. 3
Patrimonio netto incorporata = 100
di cui:
capitale sociale

50

riserve di capitale

30

riserve di utili

20

Lultimo periodo del co. 6 dellart. 172, Tuir elimina dal calcolo di incidenza percentuale quella parte di capitale sociale e di riserve di capitale pari al costo della partecipazione annullata, con la conseguenza che il
costo della partecipazione fosse pari a 60 e quindi un avanzo pari a 40:

fino allimporto di 60 il capitale sociale (50) e la riserva di capitale (per 10) non devono essere considerati nellavanzo;
il nuovo netto patrimoniale di computo risulta:
20 (apporti);
20 (riserve di utili);

lavanzo sar da considerare formato per met da apporti e per laltra met da riserve di utili.

La logica che il costo della partecipazione riferito:

prima al capitale sociale e alle riserve di capitale della societ incorporata;

poi alle riserve di utili.

Se nellesempio di cui sopra invece di una riserva di capitali per 30 vi fosse stata:

una riserva in sospensione per 20;

ed una riserva di capitali per 10,

lobbligo di ricostituzione primaria della riserva in sospensione avrebbe comportato che lavanzo di 40:

per 20 sarebbe stato composto dalla riserva in sospensione;

per 20 da quella di utili,

non ricostituendosi, cos, alcuna riserva di capitale.

della societ incorporante (o risultante dalla fusione)


delle riserve in sospensione di imposta, risulta di
particolare interesse quanto ebbe ad affermare il
Ministero delle Finanze (R.M. 18 settembre 2001,
n. 131/E/2001/146289 dellAgenzia delle Entrate,
Direzione centrale normativa e contenzioso) che
si condivide pienamente secondo cui, nel caso
di avanzo insufficiente e/o incapienza di riserve
libere, la ricostituzione dei fondi in sospensione di
imposta pu avvenire semplicemente vincolando a
tal fine una parte ideale del capitale sociale della
societ incorporante (o risultante dalla fusione),
facendone menzione nella nota integrativa del
primo bilancio chiuso successivamente alla data
di fusione.
N 2

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RETRODATAZIONE degli EFFETTI


della FUSIONE
Si prima precisato che latto di fusione deve
essere depositato per liscrizione entro trenta giorni
nellUfficio del Registro delle imprese dei luoghi
ove posta la sede delle societ partecipanti alla
fusione, di quella che ne risulta ove si tratti di
fusione propria e che la fusione ha effetto
quando stata eseguita lultima di tali iscrizioni.
la cd. data di effetto reale (erga omnes)
della fusione.
Si anche precisato che la normativa civilistica
prevede comunque che per gli effetti ai quali si
riferisce il co. 1 dellart. 2501-ter, nn. 5 e 6, c.c.
(vale a dire, la data dalla quale azioni o quote

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45

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

partecipano agli utili e la data a decorrere dalla


quale le operazioni delle societ partecipanti alla
fusione sono imputate nel bilancio della societ
che risulta dalla fusione o di quella incorporante)
possono essere stabilite date anche anteriori,
ma che la data alla quale pu esser fatta risalire
la retroattivit contabile non pu essere anteriore a quella di chiusura del precedente esercizio
dellincorporante.
Lart. 172, co. 9, Tuir prevede che Latto di fusione
pu stabilire che ai fini delle imposte sui redditi
gli effetti della fusione decorrano da una data non
anteriore a quella in cui si chiuso lultimo esercizio di ciascuna delle societ fuse o incorporate o a
quella, se pi prossima, in cui si chiuso lultimo
esercizio della societ incorporante.
, in buona sostanza, un terzo tipo di retroattivit,
quella fiscale ai fini delle imposte sui redditi che
teoricamente distinta dalle altre due, ma che nella
prassi strettamente legata alla retroattivit contabile, nel senso che, una volta stabilita questultima,
sembra debba necessariamente verificarsi anche
quella fiscale, sia pur con i limiti pi stringenti
previsti dallart. 172, co. 9 del Tuir. (10)
La retroattivit fiscale consente la possibilit di:
evitare la redazione, per il periodo che intercorre dallinizio dellesercizio a quella di effetto
reale della fusione, di un apposito bilancio di
chiusura per la societ incorporata o fusa;
compensare perdite di tale periodo dellincorporata con utili dellincorporante, e viceversa,
dovendo ambedue essere imputati al bilancio
desercizio dellincorporante successivo alla
fusione. (11)

OBBLIGHI di DICHIARAZIONE
IMPOSTE sui REDDITI
Ai fini della presentazione del Modello Unico,
assume particolare rilievo la circostanza che sia
stata prevista (o non) la retrodatazione degli effetti
contabili e fiscali delloperazione in coincidenza
con linizio del periodo di imposta delle societ
fuse o incorporate.
Ove tale retrodatazione non sia stata prevista, la
societ incorporante (o risultante dalla fusione)
dovr presentare (entro lultimo giorno del nono

mese successivo alla data di effetto reale delloperazione) unapposita dichiarazione relativamente
al periodo dimposta delle societ estinte che
va dallinizio del periodo di imposta alla data di
effetto reale delloperazione.
Se, viceversa, tale retrodatazione stata prevista
verr presentata (entro il nono mese successivo
alla chiusura del periodo dimposta, unificando
le risultanze della contabilit di tutte le societ
partecipanti alla fusione) ununica dichiarazione
dei redditi relativamente al periodo di imposta in
cui stata perfezionata la fusione.
Ai fini della presentazione del Modello 770 (sostituti di imposta) (12) ha precisato che a partire dalla
data in cui ha effetto giuridico la fusione o lincorporazione, gli obblighi e gli adempimenti previsti a
carico dei sostituti di imposta vanno espletati dal
nuovo organismo societario, fermi restando i
termini di versamento delle ritenute eventualmente
gi operate dalla societ estinta.
In particolare, ai fini della compilazione della
dichiarazione Mod. 770, la societ incorporante
o quella risultante dalla fusione deve riportare
tutti i propri dipendenti, ivi compresi quelli delle
societ estinte (e tutti gli altri elementi richiesti
dallart. 7, D.P.R. 600/1973 [CFF 6307], con
riguardo anche al periodo anteriore allincorporazione o fusione.
Il nuovo organismo societario ha lobbligo
di allegare alla dichiarazione anche un elenco
nominativo dal quale risultino, relativamente
alla frazione del periodo dimposta nel quale ha
avuto esistenza giuridica la societ incorporata o
quelle partecipanti alla fusione, i pagamenti da
questi ultimi soggetti effettuati in detta frazione
di esercizio sociale.
A differenza di quanto precisato supra con riguardo alla presentazione del Modello Unico, la
retrodatazione delloperazione (e la conseguente
unificazione del periodo di imposta) non hanno
effetti sugli obblighi dei sostituti dimposta posto
che il periodo di riferimento del sostituto coincide
unicamente con lanno solare.

OBBLIGHI di DICHIARAZIONE IVA


Premesso che la fusione operazione estranea alla

(10) Cos il citato documento Oic 4.


(11) Sul punto si veda quanto precisato supra con riguardo alle modifiche introdotte con il D.L. 223/2006 convertito nella L. 248/2006 nel
caso di fusioni con effetto retroattivo.
(12) Cfr. R.M. 20 gennaio 1977, n. 8/051, imposte dirette.

46

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

sfera di applicazione del tributo, la dichiarazione


Iva relativa allanno in cui si perfeziona la fusione
deve essere presentata dalla societ incorporante
(o risultante dalla fusione) anche per le operazioni
compiute dalle societ incorporate (o fuse) fino alla
data di efficacia reale della fusione, compilando
due distinti moduli (uno relativo alle operazioni
compiute ante fusione dalla societ incorporata (o
fusa) ed uno relativo alle operazioni compiute dalla
societ ante fusione e post fusione) allinterno
della propria dichiarazione.
Nel caso in cui il perfezionamento della fusione
(e, quindi, lestinzione delle societ fuse o incorporate) abbia luogo prima del termine previsto per
la presentazione della dichiarazione Iva relativa
allanno precedente a quello della fusione, la
societ risultante o incorporante deve provvedere
anche per tale annualit alla presentazione della
dichiarazione Iva delle societ fuse o incorporate.
Per adempiere a tale compito, tuttavia, non procede predisponendo due distinti moduli allinterno
di ununica dichiarazione (come accade per la
presentazione della dichiarazione Iva relativa
allanno in cui la fusione si perfeziona), bens
presenta due dichiarazioni separate, con relativi
frontespizi. (13)
Tale dichiarazione va presentata dalla societ incorporante con lindicazione in distinti moduli di:
tutti i dati relativi alle operazioni compiute dalle
societ incorporate (o fuse) dal 1 gennaio e
fino alla data di efficacia della fusione;
tutti i dati relativi alle operazioni compiute dalla
societ incorporante (o risultante dalla fusione)
dal 1 gennaio al 31 dicembre.
Ai sensi dellart. 35, D.P.R. 633/1972 occorre anche
comunicare allAgenzia delle Entrate lavvenuta
fusione entro 30 giorni dalla sua efficacia.
La dichiarazione Iva relativa allanno precedente
la societ incorporante (o risultante dalla fusione)
presenta due dichiarazioni diverse: luna relativa
alla propria posizione (sempre che, ben inteso, a
ci tenuto) e laltra per conto delle societ incorporate (o fuse).

FUSIONE ai FINI
delle ALTRE IMPOSTE INDIRETTE
Gli atti di fusione sono assoggettati allimposta
fissa di registro nella misura di e 168 (art. 4,

lett. b), della Tariffa, Parte prima, allegata al Testo


Unico delle disposizioni concernenti limposta di
registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n.
131 [CFF 2116].
Gli atti di fusione cui partecipano societ intestatarie di beni immobili sono assoggettati allimposta
ipotecaria e catastale in misura fissa, in virt
delle seguenti disposizioni normative:
art. 4 della Tariffa allegata al Testo Unico delle
disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e
catastale, approvato con D.Lgs. 31 ottobre 1990,
n. 347 [CFF 2534]: Trascrizione di (...) di atti
di fusione o di scissione di societ di qualunque
tipo (...)168 e;
art. 10, co. 2, della Tariffa allegata al Testo
Unico delle disposizioni concernenti le imposte
ipotecaria e catastale, approvato con D.Lgs. 31
ottobre 1990, n. 347 [CFF 2540]: Limposta
dovuta nella misura fissa (...) per le volture eseguite in dipendenza di (...) fusioni e di
scissioni (...).

DICOTOMIA tra VALORI CONTABILI


e VALORI FISCALI
Il secondo periodo del co. 2 dellart. 172, Tuir
dopo aver precisato che i maggiori valori iscritti
in bilancio per effetto delleventuale imputazione
del disavanzo derivante dallannullamento o dal
concambio di una partecipazione, con riferimento
ad elementi patrimoniali della societ incorporata
o fusa, non sono imponibili nei confronti dellincorporante o della societ risultante dalla fusione,
precisa ulteriormente che tuttavia, i beni ricevuti
sono valutati fiscalmente in base allultimo valore riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi,
facendo risultare da apposito prospetto di riconciliazione, da conservare a cura del contribuente,
i dati esposti in bilancio ed i valori fiscalmente
riconosciuti.
Conseguentemente, nellipotesi in cui il disavanzo
venga utilizzato per la rivalutazione dei beni della
societ incorporata:
loperazione di fusione continua ad essere fiscalmente neutra;
non si ha riconoscimento fiscale dei maggiori
valori iscritti per effetto dellimputazione dei
disavanzi;
occorre compilare un apposito prospetto di

(13) Cos, E. Zanetti, Dichiarazione Iva per lanno di perfezionamento della fusione in Azienda & Fisco, n. 2 /2005, pag. 35.

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

riconciliazione per lindicazione dei dati esposti


in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti
(Quadro RV.)
appena il caso di richiamare lattenzione in ordine
alla circostanza che la societ incorporante viene
cos a subire una maggiore tassazione: (14)
con riguardo ai beni materiali e immateriali, posto che le quote di ammortamento
relative ai maggiori valori iscritti non saranno
fiscalmente deducibili (pur dovendo essere
civilisticamente imputate al conto economico) e, in caso di alienazione, conferimento,
perdita o eliminazione di tali beni, la plusvalenza (o leventuale minusvalenza) dovr
essere determinata, dal punto di vista fiscale,
senza considerare la parte residua del costo
fiscalmente non riconosciuta, con la conseguenza che le plusvalenze e le minusvalenze
determinate ai fini civilistici risulteranno,
rispettivamente inferiori e superiori a quelle
rilevanti ai fini fiscali;
con riguardo alle rimanenze, il discorso
analogo anche se, ovviamente, la questione non
si pone in termini di quote di ammortamento
ovvero di plusvalenze o di minusvalenze, ma
di minore valore fiscalmente riconosciuto alle
relative esistenze iniziali e rimanenze finali.
Ed , parimenti, appena il caso di precisare che
tale regime fiscale delle operazioni di fusione viene
ad assumere un ruolo di grande rilievo in sede
di contrattazione degli investimenti, in quanto
fuor di dubbio:
per il soggetto cessionario, la maggiore convenienza ad acquistare lazienda, con pieno riconoscimento a tutti gli effetti del costo dei beni
materiali e immateriali facenti parte dellazienda
(ivi incluso lavviamento), rispetto allacquisto
della partecipazione (rappresentativa dellazienda) finalizzato alla successiva fusione;
per il soggetto cedente, per contro, la maggiore
convenienza a trasferire la partecipazione (rappresentativa dellazienda), posto che:
in caso di cessione dazienda, le plusvalenze
realizzate sono soggette a tassazione con aliquota ordinaria (27,5% per i soggetti Ires,
aliquote marginali per i soggetti Irpef);
in caso di cessione della partecipazione, alle
plusvalenze realizzate si applica (sussisten-

done, ovviamente, i requisiti normativamente


previsti):
per i soggetti Ires, il regime della participation exemption di cui si prima detto;
per i soggetti Irpef., il regime della esenzione
parziale di cui si , parimenti, prima detto.
Conclusivamente, la formulazione della norma
comporta che in linea di principio le fusioni
possono dare luogo ad un disavanzo utilizzabile
per rivalutare i beni della societ incorporata o fusa
ai soli fini civilistici, ma senza che tale rivalutazione
possa avere alcun riconoscimento ai fini fiscali.
Tale differenza di valori tra i (maggiori) valori
civilistici e i (minori) valori fiscali comporta per
la societ incorporante (o risultante dalla fusione)
lobbligo di compilare in sede di dichiarazione
dei redditi un prospetto di riconciliazione fra i
dati di bilancio ed i valori fiscalmente riconosciuti
(Quadro RV).
Al riguardo si rende opportuno chiarire le conseguenze che derivano da uneventuale omessa o
erronea compilazione del Quadro RV, in quanto
risulta che in alcune verifiche lAmministrazione
finanziaria ha sostenuto che tale inadempimento
comporta il venir meno del regime di neutralit
fiscale.
, per contro, fondato ritenere che tale tesi non
sia condivisibile, in quanto lunico regime previsto ex lege per le operazioni di fusione quello
della neutralit fiscale e leventuale omessa o
erronea compilazione del Quadro RV pu solo
rendere applicabili le <sanzioni residuali di cui
al D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471: da e. 258
ad e. 2.065,83 (cos, anche la circolare Assonime
51/2008 in riferimento al regime di neutralit fiscale
dei conferimenti di azienda).
La tesi del Fisco lascia perplessi anche perch significherebbe, in buona sostanza, che il contribuente
avrebbe, di fatto, la possibilit di effettuare una
fusione realizzativa contrariamente a quanto
previsto dallart. 172, Tuir. Basterebbe, infatti,
non compilare scientemente il Quadro RV per
dare rilevanza fiscale ai maggiori valori civilistici
e magari senza che da ci consegua il pagamento
di imposte, in quanto loperazione viene effettuata
in un periodo di imposta in cui la societ incorporante ha conseguito una perdita fiscale. Cos si
risparmierebbe limposta sostitutiva.

(14) Cfr. G. e A. Vasapolli, Finanziaria 96: i disavanzi di fusione e scissione di societ in Corriere tributario, 1995, pag. 45.

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

RIALLINEAMENTO dei VALORI:


CRITERI di CONVENIENZA
e FISCALIT DIFFERITA
Riallineamento dei valori previsto
dalla Finanziaria 2008
Tra le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2008
quella che forse assume maggior rilievo la possibilit per la societ incorporante di optare, nella
dichiarazione dei redditi relativa allesercizio nel
corso del quale stata posta in essere loperazione
o, al pi tardi, in quella del periodo dimposta
successivo per lapplicazione di unimposta sostitutiva delle imposte sui redditi (Irpef ed Ires) e
dellIrap sui maggiori valori attribuiti in bilancio
agli elementi dellattivo relativi allazienda ricevuta.
Limposta sostitutiva:
si applica per scaglioni (15) ed pari al:
12%: per la parte di maggiori valori compresi
nel limite di 5 milioni di e;
14%: per la parte di maggiori valori che
eccede 5 milioni di e e fino a 10 milioni
di e;
16%: sulla parte dei maggiori valori che
eccede i 10 milioni di e;
deve essere corrisposta in tre rate annuali, di cui:
la prima pari al 30% dellimporto totale;
la seconda al 40%;
la terza ed ultima rata pari al 30%.
Sono inoltre dovuti gli interessi sulle rate successive alla prima al tasso annuo del 2,5%.
Con riguardo alla decorrenza degli effetti dellaffrancamento, la norma prevede che i maggiori
valori delle immobilizzazioni materiali ed immateriali sono riconosciuti ai fini dellammortamento a
partire dal periodo dimposta nel corso del quale
esercitata lopzione ed di tutta evidenza che
sulla base della lettera della norma si crea una
non trascurabile asimmetria tra la (immediata)
rilevanza civilistica dei maggiori valori iscritti e
la (differita) rilevanza fiscale.
Qualora, infatti, in ipotesi di esercizio sociale
coincidente con lanno solare, la fusione sia stata
realizzata nel 2010 e lopzione venga esercitata nel
Mod. Unico 2011, si potr dare rilevanza fiscale

agli ammortamenti calcolati sui maggiori valori


affrancati solo a partire dal 2011, posto che nel
2010 i maggiori valori avranno esclusivamente una
valenza civilistica.
Con riguardo alla decadenza dai benefici dellaffrancamento la norma prevede un periodo minimo di conservazione dei beni affrancati pena la
perdita dei benefici medesimi. Ed infatti:
in caso di realizzo dei beni anteriormente al
quarto periodo dimposta successivo a quello
dellopzione occorre depurare il costo dei
beni (perch possa essere considerato costo
fiscalmente riconosciuto) del maggior valore
assoggettato ad imposta sostitutiva e del (relativo) maggiore ammortamento dedotto;
limposta sostitutiva versata viene scomputata
dallimposta sui redditi dovuta.
Con riguardo alla convenienza di optare per
laffrancamento dei maggiori valori attribuiti in
bilancio agli elementi dellattivo relativi allazienda
ricevuta, mediante il pagamento dellimposta sostitutiva lopportunit fiscale prevista deve essere
valutata alla luce del risparmio, in termini di Ires
e Irap, conseguente alla possibilit di dedurre
maggiori ammortamenti che () sar condizionata
alla previa imputazione al conto economico il che,
talvolta, potrebbe allungare il tempo necessario per
recuperare limposta sostitutiva. (16)
La norma prevede anche la possibilit di riallineare i (minori) valori fiscali ai (maggiori) valori
di bilancio che si sono prodotti in seguito ad
operazioni di fusione e di scissione effettuate in
vigenza della precedente normativa, nei limiti dei
disallineamenti ancora esistenti alla chiusura del
periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007
o del periodo successivo che risultano dal Quadro
RV del Modello Unico.

Riallineamento dei valori previsto


dal decreto anti-crisi
Per tutte le imprese (siano esse soggetti Ias ovvero
soggetti non Ias) i commi da 10 a 12 dellart. 15
(decreto anticrisi) prevedono una disciplina di
riallineamento maggiormente agevolativa rispetto
a quella attuale (17) ai fini del riallineamento delle

(15) La graduazione per scaglioni dellimposta sostitutiva sta a significare che per maggiori valori affrancati complessivamente superiori alla
soglia dei 5 milioni di e, solo leccedenza sar soggetta allaliquota superiore.
(16) Cfr. E. Franzese e L. Miele, Riorganizzazioni aziendali in neutralit e imposta sostitutiva per i disallineamenti in Guida Normativa n.
42/2007, Il Sole 24 Ore.
(17) Cos, la relazione al regolamento di attuazione del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, conv. con modif. con L. 28 gennaio 2009, n. 2.

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BILANCIO

ASPETTI FISCALI

immobilizzazioni immateriali in deroga al co. 2-ter,


art. 176, Tuir [CFF 5276].

Ambito oggettivo
Immobilizzazioni immateriali che per effetto di
conferimenti dazienda, fusioni o scissioni assumono un maggior valore civilistico:
avviamento;
beni immateriali (brevetti, marchi, diritti di
concessione);
altre immaterialit (compresi i costi pluriennali

capitalizzati?);
attivit diverse da quelle previste dal co. 2-ter
dellart. 176, Tuir (immobilizzazioni finanziarie,
attivo circolante, crediti).

Imposta sostitutiva
Laliquota del 16% e va versata in unica soluzione
entro il saldo della dichiarazione dei redditi relativa
al periodo in cui stata eseguita loperazione (es.
conferimento eseguito nel 2010: versamento entro
il 16 giugno 2011).

Suggerimento operativo
Con riguardo alle Attivit diverse da quelle previste dal co. 2-ter dellart. 176, Tuir:
per le immobilizzazioni finanziarie e lattivo circolante occorre versare limposta commisurata
allaliquota ordinaria;
per i crediti, limposta sostitutiva prevista nella misura del 20%.

Inoltre per lavviamento e per i marchi gli ammortamenti diventano deducibili in 9 anni anzich
in 18.
Il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori
assoggettati ad imposta sostitutiva opera a decorrere dallinizio del periodo di imposta nel quale
versata limposta sostitutiva, mentre la deduzione
dei relativi ammortamenti in nove quote ammessa a partire dal periodo di imposta ulteriormente
successivo essendo altres prevista la possibilit di
eseguire ammortamenti calcolando quale quota
deducibile 1/9 (anzich 1/18) del maggior valore
in via extracontabile (si ripete, solo per avviamento e marchi).
Come risulta precisato nella relazione al Regolamento di attuazione citata stata ravvisata lopportunit di consentire ai contribuenti relativamente
ai maggiori valori oggetto di riallineamento di
ridurre il periodo di ammortamento (previsto, per
i marchi e lavviamento, dallart. 103, co. 1, Tuir)
da 18 a 9 quote, a condizione che si applichi,
comunque, limposta sostitutiva nella misura massima (16%) prevista dalla Finanziaria 2008 per le
operazioni di aggregazione aziendale.
Peraltro, nel caso di riallineamento delle altre
attivit immateriali lammortamento del maggior
valore pu trovare riconoscimento fiscale solo nei
limiti della quota imputata a conto economico.
Come risulta precisato nella relazione al regola-

mento di attuazione citata in nota stata ravvisata


lopportunit di consentire ai contribuenti relativamente ai maggiori valori oggetto di riallineamento
di ridurre il periodo di ammortamento (previsto,
per i marchi e lavviamento, dallart. 103, co. 1,
Tuir) da 18 a 9 quote, a condizione che si applichi, comunque, limposta sostitutiva nella misura
massima (16%) prevista dalla Finanziaria 2008 per
le operazioni di aggregazione aziendale.
LAgenzia delle Entrate, tuttavia, nella C.M.
28/E/2009 ha affermato che il nuovo regime di
riallineamento comporta un totale differimento
della deduzione degli ammortamenti per cui la
circostanza che i maggiori valori assoggettati
ad imposta sostitutiva si considerano riconosciuti
fiscalmente a partire dal periodo di imposta nel
corso del quale versata limposta sostitutiva,
starebbe a significare che nel periodo di imposta
in cui viene esercitata lopzione non consentito
dedurre alcun ammortamento (sui maggiori valori) e cio neanche la quota di un diciottesimo
ordinariamente spettante in base allart. 176 co.
2-ter, Tuir mentre, a partire dal periodo di imposta
successivo si pu procedere allammortamento per
noni. Ed al riguardo linterpretazione dellAgenzia
solleva qualche perplessit. (18)
Da ultimo, occorre richiamare lattenzione in ordine
a quanto affermato dallAgenzia delle Entrate, con
le CC.MM. 57/E/2008 e 8/E/2009 e cio che anche

(18) Cfr. circolare Assonime 27/2009.

50

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Guida alla

CONTABILIT&

fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

nel caso di operazioni di fusione (e di scissione)


non solo, dunque, di conferimenti lapplicazione
del regime di imposizione sostitutiva possibile
solo se alla societ avente causa delloperazione
viene attribuito un complesso aziendale e non,
invece, se si tratta di una mera pluralit di singoli
beni.

PROFILI FISCALI delle OPERAZIONI


di FUSIONE SECONDO i PRINCIPI
CONTABILI INTERNAZIONALI
(IFRS 3 IASB)
Differenze positive o negative
e regime di neutralit fiscale
per gli avanzi e disavanzi di fusione
Innanzi tutto, deve ritenersi indubitabile che il
regime di neutralit fiscale previsto dallart. 172,
Tuir per gli avanzi e disavanzi di fusione si
applichi sia ai soggetti che redigono il bilancio in
base ai principi contabili tradizionali sia ai soggetti
che adottano i principi contabili internazionali
Ias/Ifrs, essendo tale regime previsto senza alcuna
distinzione tra operazioni di aggregazione realizzate
con soggetti terzi e mere riorganizzazioni operate nellambito del medesimo gruppo di imprese
(19) ed a prescindere dallimpostazione contabile
adottata.
Occorre, tuttavia, considerare che come gi precisato per i soggetti Ias/Ifrs (20) lIfrs n. 3 Iasb
non tratta di avanzi e disavanzi di fusione (da
annullamento e/o da concambio), i quali, come
ben noto, emergono quale differenza rispetto ai
valori contabili, mentre il goodwill e il negative
goodwill costituiscono differenze rispetto ai valori
correnti.
Con la conseguenza che il valore contabile delle
attivit viene incrementato fino al suo fair value,
ma il relativo valore fiscalmente riconosciuto resta
pari a quello che si era formato presso la societ
incorporata, dando cos luogo ad una differenza
temporanea (tassabile) che si traduce in una passivit fiscale differita. (21)
, peraltro, fuor di dubbio che la neutralit fiscale
prevista dallart. 172, Tuir implica che liscrizione
in bilancio dellavviamento anche se rilevato a

conto economico non concorre in ogni caso alla


formazione del reddito imponibile. (22)
Con riguardo alla (ir)rilevanza dei maggiori valori da fair value (valore equo) e dei minori
valori da impairment test iscritti in applicazione
dellIfrs 3 Iasb si osserva che secondo le regole
ordinarie stabilite dal Tuir, in linea di principio:
liscrizione di un maggior valore non comporta lemergere di una plusvalenza imponibile
(peraltro, il maggior valore non fiscalmente
riconosciuto in quanto non realizzato)
liscrizione di un minor valore non comporta
lemergere di una minusvalenza deducibile
(peraltro, il minor valore non fiscalmente
riconosciuto, in quanto non realizzato).
La Finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244)
ha, tra laltro, statuito la valenza ai fini fiscali, anche in deroga alle altre disposizioni del Tuir, delle
qualificazioni, imputazioni temporali e classificazioni adottate in base alla corretta applicazione
dei principi contabili internazionali e sul punto
nella relazione che accompagna il Regolamento
di attuazione emanato in forza dellart. 1, co. 60
della Finanziaria 2008 risulta precisato che la
finalit stata quella di accentuare la derivazione del reddito imponibile dalle risultanze del
bilancio Ias e tenuto conto del dato testuale
della norma che si riferisce alle qualificazioni,
imputazioni temporali e classificazioni e non
anche alle valutazioni e alle quantificazioni ()
si ritenuto che la novit consista nellassumere
le qualificazioni di bilancio ispirate al principio
() della prevalenza della sostanza sulla forma,
in luogo del tradizionale riferimento alle risultanze
contrattuali, e nel mantenere, al contrario, ferme le
disposizioni fiscali che limitano gli ammortamenti,
le valutazioni e gli accantonamenti.
Conclusivamente, anche alla luce delle novit
introdotte dalla Finanziaria 2008 con riguardo
al nuovo principio di derivazione del reddito
imponibile, fondato ritenere che in linea di
principio nulla sia mutato anche per soggetti Ias/
Ifrs in ordine alla (ir)rilevanza dei maggiori valori
da fair value e dei minori valori da impairment
test di cui si prima detto.
Conclusivamente, le differenze contabili tra il costo
dellaggregazione aziendale e il fair value (valore

(19) Cfr. circolare Assonime 51/2008.


(20) Cos, la Guida operativa per la transizione ai princpi contabili internazionali (Ias/Ifrs) cit.
(21) Cfr. circ. Assonime 51 cit.
(22) Cfr. circ. Assonime 51 cit.

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51

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fusione

BILANCIO

ASPETTI FISCALI

equo) netto delle attivit e delle passivit rilevate


nel bilancio della societ che acquisisce il controllo
debbono considerarsi fiscalmente irrilevanti rendendosi applicabile:
il regime di neutralit fiscale del disavanzo di
fusione qualora la differenza contabile assuma
segno positivo;
il regime di neutralit fiscale dell avanzo di
fusione qualora, invece, la differenza contabile
segno negativo.
Si prima detto che lart. 172, co. 5 prevede
lobbligo di ricostituzione nel bilancio della
societ risultante dalla fusione o incorporante
delle riserve in sospensione di imposta che
erano nel bilancio delle societ fuse o incorporate,
con la conseguenza che qualora dette riserve non
risultino ricostituite sorge il presupposto per la
loro tassazione.
Per i soggetti Ias si visto che la contabilizzazione
al fair value delle attivit e delle passivit della
societ incorporata comporta, in linea di principio, che il patrimonio netto dellincorporante
si incrementa per effetto della fusione di un importo almeno pari al patrimonio netto contabile
dellincorporata medesima, con la conseguenza
che non sembra possano porsi particolari problemi
sul punto, nel senso che le riserve in sospensione
dimposta della societ incorporata ben possono

essere ricostituite per intero nel patrimonio netto


dellincorporante.

Riallineamento dei valori per i soggetti


Ias/Ifrs nelle operazioni straordinarie
fuor di dubbio che anche i soggetti Ias/Ifrs possano avvalersi della possibilit prevista (tanto dalla
Finanziaria 2008 quanto dal Decreto anticrisi, di cui
si prima detto) per il riallineamento dei (minori)
valori fiscali ai (maggiori) valori civilistici iscritti
in bilancio dalla societ incorporante o risultante
dalla fusione.
Peraltro, poich, come gi precisato, per i soggetti Ias/Ifrs, le aggregazioni aziendali che si
realizzano attraverso operazioni di fusione non
danno luogo alla contabilizzatone di disavanzi,
ma alliscrizione degli elementi dellattivo e del
passivo al fair value (recte, al maggior valore tra
il fair value delle attivit e passivit acquisite ed
il costo della acquisizione) avendo riguardo alla
formulazione dellart. 172 del, Tuir del tutto
corretta, e non casuale, appare quindi la scelta
del Legislatore di consentire, per le operazioni di
fusione e di scissione, laffrancamento tout court
dei maggiori valori iscritti, senza far riferimento
allutilizzo del disavanzo da annullamento o da
concambio. (23)

(23) Cos, la circ. Assonime 51 cit.

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fusione

BILANCIO

profili elusivi

PROFILI ELUSIVI
Considerazioni preliminari in ordine alla disposizione
antielusiva di cui allart. 37-bis, D.P.R. 600/1973.

a Relazione allo schema di decreto


legislativo (D.Lgs. 8 ottobre 1997, n.
358) di riforma delle disposizioni delle
imposte sui redditi applicabili alle operazioni di cessione di aziende, conferimento
di aziende, fusione, scissione e permuta
di partecipazioni [art. 3, comma 161, lett. a), b),
c), d), e) e g) legge n. 662/96] con il quale
stato introdotto lart. 37-bis contiene, tra laltro, le
seguenti affermazioni di principio che nella specie
assumono un rilievo particolare:
non vi elusione, bens un mero risparmio
dimposta allorch tra vari comportamenti
posti dal sistema fiscale su un piano di pari
dignit, il contribuente adotta quello fiscalmente
meno oneroso;
non vi aggiramento fintanto che il contribuente si limita a scegliere tra due alternative
che in modo strutturale e fisiologico lordinamento gli mette a disposizione;
in applicazione di un principio diffuso in tutti
gli ordinamenti tributari dei paesi sviluppati il
contribuente ha diritto di regolare i propri
affari nel modo fiscalmente meno oneroso
con la conseguenza che le norme antielusione
scattano solo quando labuso di questa libert
d luogo a manipolazioni, scappatoie e stratagemmi, che pur formalmente legali finiscono
per stravolgere i principi del sistema;
la norma antielusiva non pu quindi vietare la
scelta, tra una serie di possibili comportamenti
cui il sistema fiscale attribuisce pari dignit,
quello fiscalmente meno oneroso.

In tutti questi casi la scelta della via fiscalmente


meno onerosa non implicitamente vietata dal
sistema, ma al contrario esplicitamente o implicitamente consentita, e non configurabile alcun
aggiramento di obblighi o divieti.

REALI CONTENUTI
della DISPOSIZIONE ANTIELUSIVA
Il citato art. 37-bis [CFF 6337a] stabilisce che
(come gi precisato supra, con esclusivo riferimento a determinate operazioni) sono inopponibili
allAmministrazione finanziaria gli atti, i fatti e
i negozi, anche collegati tra loro, privi di valide
ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi
o divieti previsti dallordinamento tributario e ad
ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti
indebiti, con la conseguenza che lAmministrazione finanziaria medesima pu:
disconoscere i vantaggi tributari conseguiti mediante tali atti, fatti e negozi;
ed applicare le imposte determinate in base
alle disposizioni eluse, al netto delle imposte
dovute per effetto del comportamento inopponibile.
Il che significa, in altri termini, che affinch
unoperazione possa configurarsi come elusiva
occorre che si verifichino contemporaneamente
le seguenti quattro condizioni: (1)
a) deve trattarsi di comportamenti (intesi come
serie di atti, fatti e negozi posti in essere anche
successivamente nel tempo) che, nel loro ambito, comportano lutilizzo di una o pi delle

(1) Cos lAgenzia delle Entrate, 7 agosto 2001, n. 39483/2001/123401.

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BILANCIO

profili elusivi

operazioni indicate al terzo comma dello stesso


art. 37-bis;
b) deve trattarsi di comportamenti privi di valide
ragioni economiche;
c) deve trattarsi di comportamenti diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dallordinamento;
d) deve trattarsi di comportamenti tesi a perseguire un risparmio dimposta disapprovato dal
sistema.
Mancando, pertanto, anche uno solo dei requisiti
di cui sopra, il comportamento non pu essere
considerato elusivo.
In ordine alla sussistenza di tali requisiti si osserva,
in linea di principio, che:
con riguardo allaggiramento degli obblighi e
dei divieti, la formulazione della norma assai
criticabile, ove si consideri che se condizione
necessaria ai fini dellapplicazione della norma
medesima la circostanza che il comportamento
posto in essere sia diretto ad aggirare obblighi
o divieti previsti dallordinamento tributario,
la stessa norma antielusione che, ad un primo
esame, diventa inutile e inapplicabile, in quanto
il comportamento trover la sua diretta sanzione proprio nella disposizione che sancisce
lobbligo o il divieto. (2) Con la conseguenza
che una singola operazione non potrebbe
mai configurare un comportamento elusivo
in quanto troverebbe la sua sanzione direttamente nella normativa che pone lobbligo o il
divieto, con ci rendendosi sempre necessaria
lesistenza di una pluralit di operazioni tra
loro coordinate;
con riguardo allottenimento di riduzioni indebite, particolarmente utile ricordare che
nella relazione ministeriale risulta precisato che
i vantaggi tributari che possono essere definiti
indebiti sono i vantaggi che ordinariamente
il sistema non consente e indirettamente disapprova, essendo indebiti una espressione che
nel contesto di una norma antielusione e correlata con il resto di tali disposizioni non pu
certo riferirsi a comportamenti esplicitamente
vietati dallordinamento, per contrastare i quali
non c certo bisogno di norme di questo tipo.

Il che significa, in altre parole, che il vantaggio tributario in tanto indebito, in quanto
unicamente conseguito attraverso laggiramento
di un obbligo o di un divieto;
con riguardo al risparmio dimposta, parimenti utile ricordare il parere della Commissione
dei Trenta, (3) con il quale viene precisato che
non dovrebbero esserci dubbi nella formulazione della norma che lindebito vantaggio
fiscale (...) non riguarda la libert di scelta del
contribuente tra diverse soluzioni possibili, ma
quelle condizioni in cui alchimie finanziarie
sorprendano la buona fede del Legislatore
portando a risultati da esso non previsti.
Ulteriore considerazione , poi, quella per cui la
verifica dei presupposti di applicabilit di cui al
citato art. 37-bis deve essere condotta unicamente
in capo al soggetto accertato restando del tutto
irrilevante (nei confronti di questultimo) la sussistenza di un eventuale comportamento elusivo
in capo ad una controparte contrattuale ovvero
ai soggetti compartecipi delloperazione (nella
massima parte dei casi, i soci).
Conferma di una tale lettura della norma antielusiva contenuta nella gi richiamata relazione
governativa di accompagnamento al D.Lgs. 8
ottobre 1997, n. 358 laddove si legge che la
norma pone laccento sul disegno elusivo complessivamente architettato dal contribuente. Ed
infatti, il dato letterale di tale relazione non lascia
dubbio alcuno sul fatto che, seppur occorre dare
rilievo ad un eventuale disegno elusivo (anche
e per quanto sopra detto necessariamente)
articolato in un complesso di operazioni, questo
(disegno elusivo) non pu che riguardare il
singolo soggetto (il termine contribuente
utilizzato, per lappunto, al singolare) e non la
pluralit di soggetti coinvolti nel complesso di
operazioni poste in essere.
Al riguardo, giova segnalare le conclusioni cui,
sul punto, pervenuta la Commissione tributaria
regionale di Milano nella sentenza 97/38/10
laddove ha espressamente affermato che laccertamento di tali circostanze [N.d.A.: atti privi
di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare

(2) Cos A. e G. Vasapolli, Analisi critica della nuova norma antielusiva in Corr. Trib., n. 50/1997, pag. 3631.
(3) Si gi ricordato supra che nella relazione ministeriale risulta precisato che il mero risparmio dimposta si verifica quando, tra vari
comportamenti posti dal sistema fiscale su un piano di pari dignit, il contribuente adotta quello fiscalmente meno oneroso, per cui non c
aggiramento fintanto che il contribuente si limita a scegliere tra due alternative che in modo strutturale e fisiologico lordinamento gli mette a
disposizione. Con la conseguenza che la scelta della via fiscalmente meno onerosa non implicitamente vietata dal sistema, ma al contrario
esplicitamente o implicitamente consentita, e non configurabile alcun aggiramento di obblighi o divieti.

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BILANCIO

profili elusivi

obblighi o divieti o ad adottare riduzioni dimposta


o rimborsi altrimenti indebiti] vada condotto in
capo ai singoli soggetti interessati dalloperazione e, conseguentemente, non immaginabile
che leventuale rilievo mosso nei confronti di
una delle parti possa trovare supporto giuridico
(trasfuso nel relativo verbale di constatazione)
anche per la formulazione del rilievo nei confronti dellaltra.
E non agevole comprendere in virt di quale
principio secondo lAmministrazione Finanziaria
la posizione dei soci
rilevante se in una determinata operazione sono
i soci a conseguire i vantaggi fiscali, sicch
loperazione deve considerarsi elusiva;
e diventa irrilevante quando sono i soci ad avere
valide ragioni economiche per porre in essere
una determinata operazione straordinaria.

ABUSO del DIRITTO e SENTENZE


della CORTE di CASSAZIONE
Al di l dei reali contenuti dellart. 37-bis, D.P.R.
600/1973 di cui si detto supra occorre prestare
particolare attenzione a talune pronunce della Suprema Corte secondo cui (4) in base ad un indirizzo
giurisprudenziale che pu ormai dirsi pacifico
immanente nel nostro ordinamento una generale
clausola antielusiva in base alla quale non hanno
efficacia nei confronti dellAmministrazione finanziaria quegli atti posti in essere dal contribuente
che costituiscano abuso del diritto, cio che si
traducano in operazioni compiute essenzialmente
per il conseguimento di un vantaggio fiscale; ed
incombe sul contribuente fornire la prova della
esistenza di ragioni economiche alternative o
concorrenti di carattere non meramente marginale
o teorico. Tale clausola antielusiva trova radici
nei principi comunitari in tema di abuso del diritto, sanciti dalla Cgce in materia di imposta sul
valore aggiunto; si applica non solo allIva ma
immanente in diversi settori del diritto tributario
nazionale, ivi incluso quello delle imposte sui
redditi; non si dubita pi della generale applicabilit della clausola antielusiva ma solo si
interroga la Corte europea per sapere come ed in
quali termini applicare tale clausola.

La Suprema Corte afferma, poi che non hanno


efficacia nei confronti della Amministrazione finanziaria quegli atti posti in essere dal contribuente
che costituiscano abuso di diritto, cio che si traducano in operazioni compiute essenzialmente per il
conseguimento di un vantaggio fiscale; ed incombe
sul contribuente fornire la prova della esistenza
di ragioni economiche alternative o concorrenti di
carattere non meramente marginale o teorico.
Peraltro, tali affermazioni suscitano notevoli perplessit nella fondamentale considerazione che in
Italia a differenza di altri Paesi manca una
clausola generale antielusiva.
Il nostro ordinamento tributario:
non ha mai riconosciuto autonoma rilevanza
allabuso del diritto;
prevede una disciplina normativa notoriamente
ancorata al metodo casistico, attraverso specifiche previsioni normative;
con lintroduzione dellart. 37-bis, D.P.R.
600/1973 ha individuato analiticamente le fattispecie perseguibili.
Le sentenze della Cassazione hanno, dunque, adottato il cd. criterio dellabuso del diritto di fonte
comunitaria per contrastare comportamenti ritenuti
elusivi e non solo per i tributi cd. armonizzati
quale limposta sul valore aggiunto, ma anche
nel campo delle imposte dirette.
Peraltro, in tempi pi recenti (5) sopraggiunta
una nuova fase in cui i Supremi giudici hanno
confermato, anche a Sezioni Unite, la presenza
di un principio antielusivo generale, fondandolo
per prevalentemente sul richiamo alla capacit
contributiva, ex art. 53 Costituzione piuttosto che
sul principio distillato dalla Corte di Giustizia
europea (Cgce).
La Suprema Corte ritiene di dover aderire allindirizzo di recente affermatosi nella giurisprudenza
della sezione tributaria () fondato sul riconoscimento dellesistenza di un generale principio
antielusivo; con la precisazione che la fonte di
tale principio, in tema di tributi non armonizzati,
quali le imposte dirette, va rinvenuta non nella
giurisprudenza comunitaria quanto piuttosto negli
stessi principi costituzionali che informano lordinamento tributario italiano. (6)
La teoria dellabuso funge, quindi, da clausola

(4) In particolare si veda la sentenza 4 aprile 2008, n. 8772.


(5) Cfr. Abuso del diritto in campo tributario a cura di Alfonso Trivoli, giugno 2009.
(6) G. Zizzo, Abuso del diritto, scopo di risparmio dimposta e collegamento negoziale, in Rass. Trib., 2008, fasc. 3, pag. 869.

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fusione

BILANCIO

profili elusivi

antielusione, la cui giustificazione giuridica si


rinviene nel principio di capacit contributiva
e di progressivit dellimposizione di cui allart.
53, Cost.
Ad avviso della Corte, pertanto, (7) il divieto di
abuso del diritto in campo fiscale non il prodotto
del solo sistema comunitario con il suo portato
di regole e principi prevalenti sulle norme di diritto
interno ; bens, almeno per i tributi non armonizzati, il risultato della corretta interpretazione
delle norme costituzionali.
Con la conseguenza che non pu non ritenersi
insito nellordinamento, come diretta derivazione
delle norme costituzionali, il principio secondo cui
il contribuente non pu trarre indebiti vantaggi
fiscali dallutilizzo distorto, pur se non contrastante
con alcuna specifica disposizione, di strumenti
giuridici idonei ad ottenere un risparmio fiscale, in
difetto di ragioni economicamente apprezzabili
che giustifichino loperazione, diverse dalla mera
aspettativa di quel risparmio fiscale. (8)
Al riguardo di particolare interesse la Norma
di comportamento 147 dellAssociazione dottori
commercialisti di Milano secondo cui La nozione
di valide ragioni economiche di cui allart. 37-bis
del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (disposizioni
antielusive) deve essere coerente con le statuizioni
espresse dalla Corte di Giustizia Ce.
Con riferimento a dette valide ragioni economiche,
il criterio del vantaggio economico direttamente
perseguito nella gestione delle societ interessate
alloperazione (cd. business purpose) non pu
essere usato come unico criterio predeterminato
per escludere automaticamente ragioni economiche
fondate su presupposti differenti.
Ed parimenti di particolare interesse la Norma
di comportamento 165 della medesima Associazione secondo cui In presenza di unoperazione
di fusione tra societ, la disposizione antielusiva
dettata dallart. 37-bis del D.P.R. n. 600/73 non

pu trovare applicazione ai fini del disconoscimento


del riporto delle perdite di taluna delle societ
partecipanti alloperazione quando siano rispettati
i parametri di vitalit dettati dalla pi specifica
norma antielusiva recata dallart. 172, comma 7,
del D.P.R. n. 917/86.
Il citato art. 37-bis resta applicabile nel solo caso
in cui siano stati posti in essere comportamenti
diretti a costruire artificiosamente i suddetti parametri con lunico scopo di usufruire di detto
riporto delle perdite.

INTERPELLI

(9)

Istanze di interpello antielusivo


Il cd. interpello antielusivo consente di acquisire il parere dellAgenzia delle Entrate in merito
allapplicazione a casi concreti delle disposizioni antielusive contenute nellart. 37-bis, D.P.R.
600/1973. (10)
La richiesta di parere (tenuto conto delle modifiche
introdotte dal co. 1, art. 16, D.L. 185/2008) va
rivolta allAgenzia delle Entrate, Direzione centrale
normativa e contenzioso, ma deve essere spedita
in plico raccomandato con avviso di ricevimento
(11) alla Direzione regionale competente in ragione
del domicilio fiscale del richiedente e deve contenere unesposizione dettagliata del caso concreto, nonch la soluzione interpretativa prospettata,
allegando copia della documentazione rilevante ai
fini dellindividuazione e della qualificazione della
fattispecie prospettata.
La Direzione regionale, una volta compiuta listruttoria di propria competenza, trasmette alla Direzione
centrale normativa e contenzioso la richiesta di
parere non oltre il quindicesimo giorno dalla
sua ricezione.
LAgenzia delle Entrate, tramite la Direzione centrale normativa e contenzioso, deve comunicare il

(7) Cfr. L. Sposato, Labuso del diritto tributario nella recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, saggio elaborato nellambito del
master universitario di II livello in Diritto dimpresa, ed. 2008/2009 organizzato dalla Luiss Guido Carli. Pubblicato a cura del Ceradi,
Centro di ricerca per il diritto dimpresa della Luiss Guido Carli.
(8) Corte di Cassazione 14 maggio 2006, n. 12302 in Corr. Trib., 2006, fasc. 27, pag. 2143, con nota di G. Zizzo, Nullit negoziali ed
elusione tributaria.
(9) Cfr. C.M. 24 febbraio 2009, n. 5/E dellAgenzia delle Entrate.
(10) Oltre che in merito ad altre norme antielusive.
(11) Con C.M. 16 maggio 2005, n. 23/E stato precisato che dette istanze di interpello possono essere presentate, oltre che a mezzo del
servizio postale e mediante consegna diretta, anche via e-mail; in tal caso, tuttavia, listanza si considera regolarmente presentata alla data
di sottoscrizione della stessa da parte del contribuente (il quale, infatti, ai sensi dellart. 3, co. 4, D.M. n. 209 pu sanare la mancata sottoscrizione provvedendo a regolarizzare listanza entro trenta giorni dal ricevimento dellinvito da parte dellUfficio) e da tale data decorrer
il termine entro il quale lAgenzia dovr fornire la risposta.

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BILANCIO

profili elusivi

proprio parere al contribuente entro centoventi


giorni dalla data di presentazione dellistanza alla
Direzione regionale competente, mediante plico
postale raccomandato con avviso di ricevimento;
in caso di mancata risposta entro tale termine il
contribuente potr diffidare lAgenzia ad adempiere
entro i successivi sessanta giorni.
Particolari modalit sono previste per le istanze di interpello presentate dalle imprese di pi
rilevante dimensioni, vale a dire dalle imprese
che conseguono un volume daffari o ricavi non
inferiori a trecento milioni di euro (importo che
verr gradualmente diminuito fino a cento milioni
di e entro il 31 dicembre 2011, secondo modalit
stabilite con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate).

Istanze di disapplicazione
di norme antielusive
il cd. interpello negativo con il quale possibile richiedere la disapplicazione di disposizioni
antielusive se e nella misura in cui il contribuente dimostri che, nella fattispecie prospettata, gli
effetti elusivi non possono verificarsi, ottenendo
la disapplicazione, delle norme tributarie che,
allo scopo di contrastare comportamenti elusivi,
limitano deduzioni, detrazioni, crediti dimposta
o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse
dallordinamento tributario.

Listanza va rivolta al Direttore regionale delle


Entrate, ma deve essere spedita in plico raccomandato, con avviso di ricevimento allUfficio competente in base al domicilio fiscale dellistante.
LUfficio trasmette al Direttore regionale listanza,
unitamente al proprio parere, entro trenta giorni
dalla ricezione e le determinazioni del Direttore
regionale sono comunicate al contribuente entro
il termine di novanta giorni dalla ricezione
dellistanza. Tali determinazioni devono ritenersi
definitive (non si tratta di un parere).
Quando le questioni prospettate si presentino come
particolarmente complesse la Direzione regionale
acquisisce un parere preventivo dalla Direzione
centrale per esigenze di uniformit degli indirizzi
operativi in materia.
La particolarit di questo istituto risiede nella
circostanza che esso non volto, come invece lo
sono le altre tipologie di interpello a fornire un
parere, ma consente di ottenere un provvedimento
da parte del Direttore regionale, con cui viene
eccezionalmente disapplicata una norma antielusiva, la quale, altrimenti, sarebbe applicata nel
caso specifico indicato (). Peculiarit di tale
strumento, ma anche condizione imprescindibile
per il suo uso, che esso utilizzabile solo se il
contribuente interpellante non ha ancora posto in
essere il comportamento in ordine al quale desidera
avere i chiarimenti (Risoluzione dellAgenzia delle
Entrate 140/E del 2001). (12)

(12) Cfr. M. Mastalli, Linterpello per la disapplicazione delle norme antielusive e labuso del diritto Luiss Dipartimento di scienze giuridiche Ceradi Centro di ricerca per il diritto dimpresa febbraio 2010.

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BILANCIO

adempimenti e fac -simile

CHECK LIST e FAC-SIMILE


Check list del rispetto degli adempimenti civilistici
di unoperazione di fusione e fac-simile di un verbale
di assemblea di approvazione di progetto di fusione
e di un atto di fusione per incorporazione.

Check list del rispetto degli adempimenti civilistici di unoperazione di fusione


Il progetto di fusione stato redatto nel rispetto di quanto previsto dallart. 2501-ter, c.c.?
Nel caso di merger leveraged buy out (Fusione a seguito di acquisizione con indebitamento) stato verificato il rispetto dei particolari adempimenti previsti dallart. 2501-bis, c.c.?
La situazione patrimoniale delle partecipanti alla fusione riferita ad una data anteriore non oltre 120 giorni
al giorno in cui il progetto di fusione depositato nella sede della societ? Ricordando, peraltro, che la
situazione patrimoniale pu essere sostituita dal bilancio dellultimo esercizio, se questo stato chiuso non
oltre 6 mesi prima del giorno del deposito del progetto di fusione.
La relazione dellorgano amministrativo stata redatta nel rispetto di quanto previsto dallart. 2501-quinquies, c.c.? Ricordando, peraltro, che nel caso di fusione per incorporazione di una societ in unaltra che
possiede tutte le azioni o le quote della prima non necessaria la relazione dellorgano amministrativo.
stata verificata la sussistenza dellobbligo della relazione degli esperti prevista dallart. 2501-sexies,
c.c.?
In ipotesi di sussistenza di tale obbligo la relazione degli esperti stata redatta nel rispetto di quanto previsto
dallart. 2501-sexies, c.c.? Ricordando, peraltro, che nel caso di fusione per incorporazione di una societ
in unaltra che possiede tutte le azioni o le quote della prima non necessaria la relazione degli esperti.
Il progetto di fusione stato depositato per liscrizione nel registro delle imprese del luogo ove hanno sede
le societ partecipanti alla fusione ai sensi del co. 3, art. 2501-ter, c.c.?
Tra liscrizione del progetto nel Registro delle imprese e la data fissata per la decisione in ordine alla fusione
stato rispettato il termine di almeno trenta giorni (15 giorni nel caso di fusione tra societ il cui capitale
non rappresentato da azioni)? In ipotesi di mancato rispetto di tale termine stato verificato che sia intervenuto il consenso unanime da parte di tutti i soci per la rinuncia a tale termine?
stato verificato lavvenuto deposito (ai sensi dellart. 2501-septies, c.c.) in copia nella sede delle societ
partecipanti alla fusione, durante i trenta giorni (15 giorni nel caso di fusione tra societ il cui capitale non
rappresentato da azioni) che precedono la decisione in ordine alla fusione e finch la fusione sia decisa
de:
il progetto di fusione con le relazioni degli amministratori e degli esperti;
i bilanci degli ultimi tre esercizi delle societ partecipanti alla fusione, con le relazioni dei soggetti cui
compete lamministrazione e la revisione legale;
le situazioni patrimoniali delle societ partecipanti alla fusione.
In ipotesi di mancato deposito stato verificato che sia intervenuto il consenso unanime da parte di tutti i
soci per la rinuncia a tal fine?
continua

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adempimenti e fac -simile

Check list del rispetto degli adempimenti civilistici di unoperazione


di fusione
segue

Sono stati verificati i quorum costitutivi e deliberativi dellassemblea dei soci previsti dal Codice civile per
deliberare la fusione (in mancanza di una diversa previsione statutaria)?
Per le aziende con pi di 15 dipendenti stata verificata lintervenuta comunicazione ai sensi dellart. 47, L.
428/1990 per iscritto alle rappresentanze sindacali del motivo del trasferimento con preavviso di almeno 25
giorni rispetto al trasferimento medesimo, indicando le ragioni giuridiche ed economiche delloperazione.
Con riguardo alle norme per la tutela della concorrenza e del mercato stata verificata la sussistenza
dellobbligo della comunicazione previsto dallart. 16, L. 10 ottobre 1990, n. 287?
stato rispettato il termine posto a tutela dei creditori dallart. 2503 dei sessanta giorni (ovvero dei trenta
giorni nel caso di incorporazione di societ possedute almeno per il 90%) dalliscrizione dellultima delibera
delle societ che partecipano alla fusione rispetto alla data di stipula del relativo atto?
In ipotesi di mancato rispetto di tale termine stato verificato che sia intervenuto:
il consenso dei creditori delle societ che partecipano alla fusione anteriori alliscrizione del progetto di
fusione nel Registro delle imprese;
ovvero il pagamento dei creditori che non hanno dato il consenso;
ovvero ancra il deposito delle somme corrispondenti presso una banca?

stato verificato lavvenuto deposito dellatto di fusione per liscrizione, a cura del notaio o dei soggetti cui
compete lamministrazione della societ risultante dalla fusione o di quella incorporante, entro trenta giorni,
nellUfficio del Registro delle imprese dei luoghi ove posta la sede delle societ partecipanti alla fusione,
di quella che ne risulta o della societ incorporante?

Check list del rispetto degli adempimenti fiscali di unoperazione di fusione


stato verificato linvio della comunicazione allAgenzia delle Entrate dellavvenuta fusione entro 30 giorni
dalla sua efficacia?
stato verificato linvio della dichiarazione Iva relativa allanno in cui si perfeziona la fusione?
stato verificato linvio della dichiarazione Iva relativa allanno precedente?
stata verificata lavvenuta presentazione del Modello Unico con particolare riguardo alla circostanza che
sia stata prevista (o non) la retrodatazione egli effetti contabili e fiscali delloperazione?
stata verificata lavvenuta presentazione del Modello 770?
stata verificata la compilazione nel Modello Unico dellapposito prospetto di riconciliazione per lindicazione dei dati esposti in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti (Quadro RV)?

Verbale di assemblea di approvazione di progetto di fusione

(1)

Repertorio n. ...... Raccolta n. ......


VERBALE di ASSEMBLEA
di APPROVAZIONE di PROGETTO di FUSIONE
REPUBBLICA ITALIANA
Lanno ....................... il giorno .........................del mese di ............. alle ore .............
In ............., nel mio studio in ............. .
Innanzi a me dott. .................... , notaio in ............. ed iscritto nel ruolo del collegio notarile di
..........................
continua
(1) Tratto da G. Cristofori, Operazioni di finanza straordinaria. Aspetti legali, contrattuali, contabili, fiscali, Il Sole 24 Ore, 2010.

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segue

Verbale di assemblea di approvazione di progetto di fusione

presente
................................, nato a ................................ il ................................ e residente a ......................
.........., via ................................, di cittadinanza italiana, codice fiscale ................................,
che interviene al presente atto nella sua veste di consigliere e legale rappresentante della societ
................................ ................................, con sede a ................................, via ..........................
......, capitale sociale e ................................, iscritta al Registro delle imprese di ................................ al
numero di codice fiscale ................................;
societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ
................................, con sede in ................................, via ................................, capitale sociale e
.............................. interamente versato, codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di
........................... ..........................
Detto comparente della cui identit personale e veste rappresentativa io notaio sono certo, mi dichiara che si
svolge oggi, in questo luogo ed ora, lassemblea della societ sopraindicata, per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE del GIORNO
1. Proposta di fusione per incorporazione delle societ ................................ ................................, ........
........................................................ e ................................ ................................, nella societ .........
....................... ................................, ................................, come da progetto di fusione depositato.
Ci premesso, esso signor comparente richiede a me notaio di far constare con il presente atto pubblico dello
svolgimento dellassemblea e delle conseguenti deliberazioni.
Io aderisco alla richiesta e do atto che lassemblea si svolge come segue:
Assume la presidenza dellassemblea con il consenso unanime degli intervenuti il signor ................................
nella sua veste di consigliere della societ sopraindicata e conferisce a me notaio lincarico di redigere il presente
verbale.
Dopodich il presidente procede al controllo dellidentit e della legittimazione dei presenti e fa constare e dichiara che la presente assemblea stata tempestivamente convocata mediante lettera raccomandata a mano di
data ............................. ai sensi di statuto, ed validamente costituita essendo presente:
lintero capitale sociale, rappresentato:
a) dalla societ ................................ ................................, ................................, con sede in ..........
......................, via ................................, capitale sociale e ................................, interamente versato, codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di ................................: .................
..............., titolare di una quota di partecipazione del valore nominale di e ................................ pari al
................................ del capitale sociale, in persona del suo membro del consiglio di amministrazione e
legale rappresentante ................................, nata a ................................ il ................................,
b) dal sig. ................................ di una quota di partecipazione del valore nominale di e .........................
....... pari al ................................ del capitale sociale per delega conferita al dott. ..............................
..;
per il consiglio damministrazione sono presenti i seguenti sigg:
a) ................................, in persona del comparente, quale consigliere;
b) ................................, nata a .............................. ................................ il ......................., quale
consigliere;
mentre assente e giustificato il presidente del consiglio damministrazione, ................................, nato a .
............................... il ................................;
non in carica il collegio sindacale n il revisore contabile.
Tutti i presenti si dichiarano sufficientemente informati sullargomento posto allordine del giorno.
Il presidente inizia quindi con la trattazione dellargomento posto allordine del giorno.
1) Sul primo ed unico punto allordine del giorno il presidente fornisce agli intervenuti le pi ampie delucidazioni
sulle caratteristiche e sulle finalit delloperazione di fusione proposta riguardante lincorporazione delle societ ................................ ................................, ................................................................ e .
............................... ................................, nella societ ................................ ................................
, in base al relativo progetto di fusione con data ................................, depositato presso il Registro delle
imprese di ................................ in data ................................ ed ivi iscritto in data ................................
al protocollo n. .................................
Il presidente attesta che il deposito degli atti di cui allart. 2501-septies, c.c., tuttora in essere, avvenuto
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Verbale di assemblea di approvazione di progetto di fusione

in data ................................, e che pertanto la fusione avviene sulla base dei seguenti bilanci delle societ
partecipanti alla fusione:
bilancio dellultimo esercizio della societ ................................ ................................, societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ ...................
............. ............................, ................................, chiuso in data ................................, approvato
dallassemblea dei soci in data ................................;
bilancio dellultimo esercizio della societ ........................................................., societ soggetta
allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ .........................
....... ................................, .............................., chiuso in data ................................, approvato
dallassemblea dei soci in data ................................;
bilancio dellultimo esercizio della societ ......................... ............................, societ a responsabilit limitata con unico socio, societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497,
c.c. da parte della societ ........................ ......................., ......................., chiuso in data ............
...................., approvato dallassemblea dei soci in data ................................;
bilancio della societ incorporante ................................ ................................ chiuso al .................
............... ed approvato dallassemblea dei soci il ................................;
Non si proceduto alla redazione delle situazioni patrimoniali aggiornate ai sensi dellart. 2501-quater, c.c.,
sul presupposto che i soci vi rinuncino allunanimit, come ritenuto possibile in applicazione analogica del
disposto di cui allart. 2506-ter, c.c. in materia di scissione, dal quale si desume che dette situazioni patrimoniali sono predisposte nellesclusivo interesse dei soci, i quali allunanimit vi possono rinunciare.
Constata, inoltre, che ai sensi dellart. 2505, c.c. non prevista la redazione della relazione dellorgano amministrativo ai sensi dellart. 2501-quinquies, c.c. e della relazione degli esperti ai sensi dellart. 2501-sexies,
c.c., trattandosi di fusione semplificata senza necessit di determinazione di rapporto di cambio, in quanto
sottoposta alla condizione sospensiva che il 100% delle quote sociali delle societ incorporande ..............
.................. ......................... e ................................ ........................... saranno possedute, alla data
del perfezionamento dellatto di fusione da parte dello stesso unico socio e cio dalla societ incorporante
................................ ................................ con sede in ................................, via ...........................
....., capitale sociale e................................ interamente versato, codice fiscale e numero di iscrizione nel
Registro delle imprese di ................................: .................................
Anche le quote della societ incorporanda ................................ ................................ dovranno essere
possedute al 100% (cento per cento), alla data del perfezionamento dellatto di fusione, da parte dello stesso unico socio e cio dalla societ incorporanda ................................ ................................ con sede
in ................................, via ................................, capitale sociale e ................................ interamente
versato, codice fiscale: ................................, che come dianzi precisato a sua volta totalmente posseduta
dalla societ incorporante ................................ ................................; quindi di fatto anche la societ
incorporanda ................................ ................................ alla data del perfezionamento dellatto di fusione sar posseduta da parte dello stesso unico socio.
Il presidente attesta inoltre, sotto la propria responsabilit civile e penale:
che non vi sono i presupposti di applicazione del disposto di cui allart. 2501-bis, c.c. (merger leveraged
buy-out);
che la societ non ha emesso titoli di debito;
che la societ non si trova in stato di liquidazione;
che la societ non sottoposte a procedure concorsuali;
lassemblea,
preso atto di quanto esposto dal presidente e
constatato che al progetto di fusione non sono state allegate le situazioni patrimoniali di cui allart.
2501-quater, c.c., che tra liscrizione del progetto di fusione e la data della presente assemblea non sono
decorsi almeno .......... (........) giorni ai sensi del combinato disposto degli artt. 2501-ter, ultimo comma,
c.c. e 2505-quater, co. 1, c.c., E che non decorso nemmeno il termine di cui allart. 2501-septies,
c.c.,
in seguito a breve e discussione allunanimit con il voto favorevole del 100% (cento per cento) del capitale sociale per alzata di mano
delibera
1) di approvare la fusione della societ ................................ ................................, in base al progetto
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Verbale di assemblea di approvazione di progetto di fusione

di fusione iscritto presso il Registro delle imprese di ................................ in data ................................


, protocollo ................................ del ................................, che si ha qui per integralmente richiamato e
riportato, mediante incorporazione delle seguenti societ:
a) ................................ ................................, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro
delle imprese di ................................ in data ................................, protocollo n. ............................
.... del ................................;
b) ................................................................, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro
delle imprese di ................................ in data ................................, protocollo n. ............................
.... del ................................;
c) ................................ ................................, societ con unico socio, in base al progetto di fusione
iscritto presso il Registro delle imprese di ................................ in data ................................, protocollo
n. ................................ del ................................;
di dare atto che il progetto di fusione unico per tutte le societ partecipanti alla fusione;
2) di esonerare lorgano di amministrazione dalla redazione della relazione ai sensi dellart. 2501-quinquies,
c.c., nonch di rinunciare espressamente alla relazione degli esperti ai sensi dellart. 2501-sexies, c.c. ai
sensi dellart. 2505, c.c., per quanto possa occorrere, trattandosi di fusione semplificata;
3) di rinunciare ai termini di cui allart. 2501-ter, ultimo comma, c.c., ed allart. 2501-septies, c.c.;
4) di rinunciare alle situazioni patrimoniali di cui allart. 2501-quater, c.c.;
5) di dare atto che la fusione sottoposta alla condizione sospensiva del possesso, al momento del perfezionamento dellatto di fusione, di tutte le quote delle societ incorporande ................................ ...................
............., ................................ ................................ e ................................ ................................
direttamente od indirettamente da parte della societ incorporante;
6) di dare atto che a seguito del perfezionamento dellatto di fusione saranno annullate, senza concambio, tutte
le quote della societ incorporanda ................................ ................................, corrispondenti al capitale sociale della stessa pari a e ................................ interamente versato, in capo alla societ incorporanda
................................ ................................, nonch tutte le quote della societ incorporanda .............
................... ................................ corrispondenti al capitale sociale della stessa pari a e ......................
.......... interamente versato e quelle della societ incorporanda ................................ .............................
... corrispondenti al capitale sociale della stessa pari a ................................ interamente versato, in capo
allincorporante, unico socio, ................................ ................................
7) di dare atto che gli effetti giuridici della fusione si produrranno alla data dellultima delle iscrizioni prescritte
dallart. 2504, c.c., salvo che lultima delle iscrizioni avvenga prima del .................., poich in tal caso gli
effetti si produrranno solo a partire dal ......................, e che per effetto della fusione stessa la societ ....
............................ ................................ succeder in tutti i rapporti giuridici delle societ ...................
............. ................................, ................................ .............................. e ...............................
. ................................ sia antecedenti che successivi alla deliberazione di fusione, e conseguentemente
in tutti i diritti, ivi compreso anche tutte le autorizzazioni e licenze, ed in tutte le obbligazioni nonch i rapporti
contrattuali di qualsiasi genere e specie, tanto verso privati che verso pubbliche amministrazioni;
8) di dare atto che le operazioni delle societ incorporande ................................ .............................. e ...
............................. ................................ saranno imputate al bilancio della societ incorporante a decorrere dal ................................ mentre quelle della societ incorporanda ................................ ................
................ saranno imputate al bilancio della societ incorporante a decorrere dal ............................. ....
.........................................;
dalle stesse ultime date decoreranno gli effetti fiscali, ai sensi dellart. 172, co. 9, Tuir;
9) di dare atto che in dipendenza della fusione lo statuto sociale della incorporante verr abrogato e sostituito
con il nuovo testo, redatto ai sensi del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 ed allegato al predetto progetto di fusione, con effetto dalla data di efficacia della fusione;
10) di dare esecuzione alla fusione, trascorso il termine di legge o in deroga soddisfatte le condizioni richieste
dallart. 2503, c.c., in conformit alla presente deliberazione e con la stipulazione del relativo atto;
11) di conferire al presidente del consiglio di amministrazione sig. ................................, ed ai consiglieri
.............................. e .............................., disgiuntamente tra di loro, tutte le facolt occorrenti per attuare anche con atti separati, tutte le deliberazioni adottate e tra laltro per dare esecuzione alla deliberata
fusione e quindi di stipulare il relativo atto o atti di fusione, contraendo anche con s stesso o in conflitto di
interessi, alle condizioni sopra precisate stabilendo termini e modalit di attuazione, per realizzare e consentire a favore della societ incorporante ................................ ................................ ogni trasferimento di
intestazione e voltura di attivit, immobili, automezzi con lesonero dei conservatori dei Registri immobiliare e
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Verbale di assemblea di approvazione di progetto di fusione

del Pra e ogni altro pubblico Ufficiale da ogni responsabilit, nonch per provvedere in genere a tutto quanto
necessario per la completa attuazione delle delibere di cui sopra, con ogni e qualsiasi potere al fine necessario ed opportuno, nessuno escluso od eccettuato;
12) di dare mandato al presidente del consiglio di amministrazione sig. ................................ di accettare ed
introdurre nel presente verbale tutte quelle modificazioni, soppressioni ed aggiunte che venissero richieste
dalle competenti Autorit in sede di iscrizione del presente atto nel Registro delle imprese.
Dopodich il presidente dichiara chiusa lassemblea alle ore .................................
Richiesto io notaio ho ricevuto il presente atto del quale ho dato lettura al comparente, che a mia domanda lo
dichiara conforme alla propria volont e lo sottoscrive unitamente a me notaio a norma di legge.
Scritto a macchina da una persona di mia fiducia su ...................... facciate di .................. fogli.

Atto di fusione per incorporazione

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Repertorio n. ...... Raccolta n. ......


ATTO di FUSIONE
REPUBBLICA ITALIANA
Lanno ....... il giorno ........ del mese di ...........
In ............, nel mio studio in ........... n........
Innanzi a me ................., notaio in .................... ed iscritto nel ruolo del collegio notarile di .................
sono presenti
............., nata a ......... (.........) il ........... e residente a ......., via ....... n. ..., cittadina ......, codice fiscale
...............,
che interviene al presente atto nella sua veste di:
a) presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della societ
............., societ con unico socio, con sede a ........., via .......... n...., capitale sociale e .....,00 (....) interamente versato, codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di ....... ..............,
societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ
.........., con sede in .........., via .......... n. ..., capitale sociale e .....,00 (......) interamente versato, codice
fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di .......... ..................;
autorizzata al presente atto con delibera dellassemblea dei soci della predetta societ di data .......;
b) di amministratrice delegata e legale rappresentante della societ
..........., societ con unico socio, con sede a .........., via ..... n....., capitale sociale e ......,00 (...) interamente versato, codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di .......... ...............,
societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ
.........., con sede in .........., via ..... n. ...., capitale sociale e .....,00 (...), interamente versato, codice
fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di .......... ........;
autorizzata al presente atto con delibera dellassemblea dei soci della predetta societ di data ........;
....... nato a ...... il ...... e residente a .......... in via ..... n. ...., codice fiscale: ..........,
che interviene al presente atto nella sua duplice qualit di presidente del consiglio di amministrazione e legale
rappresentante delle societ:
.........., .........., con sede in .........., via ..... n. ....., capitale sociale e .....,00 (...), interamente versato,
codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di .......... ..........,
autorizzato al presente atto con delibera dellassemblea dei soci della predetta societ di data .........; e
.........., societ con unico socio, con sede a .........., via ...... n...., capitale sociale e ......,00 (...), iscritta
al Registro delle imprese di .......... al numero di codice fiscale ............;
societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ
............., con sede in .........., via ..... n....., capitale sociale e .....,00 (...) interamente versato, codice
fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle imprese di .......... ...........
continua
(2) Tratto da G. Cristofori, Operazioni di finanza straordinaria. Aspetti legali, contrattuali, contabili, fiscali, Il Sole 24 Ore, 2010.

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Atto di fusione per incorporazione

autorizzato al presente atto con delibera dellassemblea dei soci della predetta societ di data .................;
Detti comparenti della cui identit personale, veste rappresentativa e poteri io notaio sono certo,
premettono quanto segue:
stato redatto un progetto unico di fusione riguardante lincorporazione delle societ .........., .......... e
.........., nella societ .........., di data ..........., depositato presso il Registro delle imprese di .......... in
data .... ed ivi iscritto in data ..........., per tutte le societ partecipanti alla fusione;
le assemblee dei soci delle predette societ hanno approvato detto progetto unico di fusione con atti ai miei
rogiti tutti di data ...... rispettivamente:
rep. .... racc. ...... per la societ .........., iscritto presso il Registro delle imprese di .......... in data ....... al
numero di protocollo ........;
rep. ..... racc. ..... per la societ ......, iscritto presso il Registro delle imprese di .......... in data ...... al numero
di protocollo .........;
rep. .... racc. ..... per la societ ......, iscritto presso il Registro delle imprese di .......... in data .... al numero
di protocollo ........;
rep. .... racc. .... per la societ ....., iscritto presso il Registro delle imprese di .......... in data ...... al numero
di protocollo ......;
trascorso il termine ridotto di cui agli artt. 2503 e 2505-quater, c.c., senza che nessuno dei creditori delle
predette societ abbia fatto opposizione ai sensi del comma 2 del citato art. 2503, c.c.; come risulta dai
relativi n. ... (....) certificati rilasciati dal tribunale di .......... tutti in data ..........., che si allegano al presente
atto sotto le lettere .......;
i comparenti attestano, inoltre, sotto la propria responsabilit civile e penale che nessun creditore delle predette societ ha notificato opposizione giudiziale o stragiudiziale alla fusione;
che la fusione avviene sulla base dei seguenti bilanci delle societ partecipanti alla fusione:
bilancio dellultimo esercizio della societ .........., societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai
sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ .........., ................, chiuso in data ........., approvato
dallassemblea dei soci in data ................;
bilancio dellultimo esercizio della societ .........., societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai
sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ .........., ..................., chiuso in data ....., approvato dallassemblea dei soci in data ................;
bilancio dellultimo esercizio della societ ......, societ a responsabilit limitata con unico socio, societ soggetta allattivit di direzione e controllo ai sensi dellart. 2497, c.c. da parte della societ ..........,
.........., chiuso in data .........., approvato dallassemblea dei soci in data ......;
bilancio della societ incorporante .......... chiuso al .......... approvato dallassemblea dei soci in data
...........;
i comparenti attestano che le situazioni patrimoniali delle societ partecipanti alla fusione, sulla base delle
quali stata deliberata la fusione, non sono sostanzialmente mutate per tutte le societ partecipanti alla
fusione n si sono verificati fatti ostativi alla stipula dellatto di fusione;
i comparenti attestano che le societ partecipanti alla fusione non sono sottoposte a procedure concorsuali;
i comparenti attestano che le societ partecipanti alla fusione non versano in stato di liquidazione ai sensi
dellart. 2501, c.c.;
i comparenti attestano che non vi sono i presupposti di applicazione del disposto di cui allart.2501-bis, c.c.
(merger leveraged buy-out);
i comparenti attestano che nessuna societ partecipante ha emesso titoli di debito;
che con atto ai miei rogiti di data ...... rep. n. ......, in corso di registrazione a .........., la societ ...............
ha acquistato il 100% del capitale sociale della societ .............., divenendo cos unica socia della stessa;
che con atto ai miei rogiti di data ...... rep. n. ....., in corso di registrazione a .........., la societ .........., ha
acquistato il 100% del capitale sociale della societ ............ divenendo cos unica socia della stessa;
che si sono verificate pertanto tutte le condizioni di cui al progetto di fusione necessarie al fine di poter stipulare oggi il presente atto di fusione tra le societ in comparsa indicate, sotto forma di fusione semplificata
senza alcuna necessit quindi di stabilire il rapporto di cambio;
un tanto premesso quale parte integrante e sostanziale del presente atto si stipula quanto segue:
Art. 1) La societ ................, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro delle imprese di ..........
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Atto di fusione per incorporazione

in data ..........., si dichiara fusa mediante incorporazione nella stessa delle seguenti societ:
a) ................ societ con unico socio, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro delle imprese di
.......... in data ........., protocollo n. ...... del ..............;
b) ..................., societ con unico socio, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro delle imprese
di .......... in data ....., protocollo n. ..... del ...............;
c) ................, societ con unico socio, in base al progetto di fusione iscritto presso il Registro delle imprese di
.......... in data ......., protocollo n. ..... del ............,
in conformit alle delibere delle assemblee dei soci delle predette societ, tutte di data ...........
Art. 2) La fusione avviene senza concambio di quote o partecipazioni essendo del tipo semplificato, in quanto la
societ incorporante .............. detiene alla data odierna direttamente od indirettamente tutte le partecipazioni
sociali delle societ incorporate ................, ................, e .............
Sono quindi annullate, senza concambio, ai sensi dellart. 2504-ter, c.c., tutte le quote della societ incorporanda ..............., corrispondenti al capitale sociale della stessa pari ad e ......,00 (...) interamente versato,
detenute dalla societ incorporata ..............., nonch tutte le quote della societ incorporata ...............
corrispondenti al capitale sociale della stessa pari ad e ..........,00 (...) interamente versato e tutte quelle
della societ incorporata .............. corrispondenti al capitale sociale della stessa pari ad e ..........,00 (...)
interamente versato, detenute dallincorporante, unico socio, ...................
Art. 3) Si conviene che gli effetti giuridici della fusione si produrranno alla data dellultima delle iscrizioni prescritte dallart. 2504, c.c., salvo che lultima delle iscrizioni avvenga prima del ........, poich in tal caso gli effetti si
produrranno solo a partire dal ...... .
Art. 4) Si d atto che per effetto della fusione stessa la societ ............., dalla data di efficacia della fusione
stessa, succeder in tutti i rapporti giuridici delle societ ................., ............... e ................ sia antecedenti che successivi alla deliberazione di fusione, e conseguentemente in tutti i diritti, ivi compreso anche tutte
le autorizzazioni e licenze, ed in tutte le obbligazioni, nonch i rapporti contrattuali di qualsiasi genere e specie,
tanto verso privati che verso pubbliche amministrazioni.
Art. 5) Si conviene che tutte le operazioni delle societ incorporate .............. e ............... saranno imputate
al bilancio della societ incorporante a decorrere dal ...... mentre quelle della societ incorporata ...............
saranno imputate al bilancio della societ incorporante a decorrere dal ........;

dalle stesse ultime date decoreranno gli effetti fiscali, ai sensi dellart. 172, co. 9, Tuir.
Art. 6) Si d atto che in dipendenza della fusione lo statuto sociale della incorporante verr abrogato e sostituito
con il nuovo testo, redatto ai sensi del D.Lgs. 6/2003 ed allegato al presente atto sub ..., per farne parte integrante e sostanziale, come gi deliberato dallassemblea dei soci della predetta societ in data ...... .
In particolare si d atto che la societ incorporante ............... adotter la nuova denominazione sociale di
.................
Art. 7) Si d atto che non sono previsti particolari vantaggi n per gli amministratori n per categorie particolari
di soci di alcuna della societ partecipanti alla fusione.
Art. 8) La societ incorporante ............... con la nuova denominazione sociale ................., con efficacia
dalla data di efficacia generale della fusione di cui al precedente articolo 4) subentra di pieno diritto in tutto il
patrimonio attivo e passivo delle tre societ incorporate ................., ............... e .............. e quindi in
tutte le ragioni, le azioni, i diritti, come pure in tutti gli obblighi, gli impegni, le passivit di qualunque natura, assumendo di provvedere alla estinzione di tutte indistintamente le passivit alle convenute scadenze e pattuizioni.
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ................. non si trovano beni mobili registrati da
volturare nel pubblico Registro automobilistico al nome della societ incorporante ...................
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ............... non si trovano beni immobili .
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ....... non si trovano beni mobili registrati da volturare
nel pubblico Registro automobilistico al nome della societ incorporante .................. .
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ............... si trovano beni immobili da volturare
presso il tavolare e il catasto al nome della societ incorporante .................. , come da elenco allegato al
presente atto sotto la lettera .......
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ............... non si trovano beni mobili registrati da
volturare nel pubblico Registro automobilistico al nome della societ incorporante ..................
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata ................... si trovano beni immobili da volturare
presso il Tavolare ed il Catasto al nome della societ incorporante ............, come da elenco allegato al
presente atto sotto la lettera ....
Si d atto infine che nel patrimonio della societ incorporante ................ si trovano beni mobili registrati
da volturare nel pubblico Registro automobilistico alla nuova denominazione sociale della stessa ............ ,
continua
N 2

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CONTABILIT&

Guida alla

fusione

BILANCIO

adempimenti e fac -simile


segue

Atto di fusione per incorporazione

come sotto descritti:


1) autovettura per trasporto persone .............. targata ...........
Si d atto che nel patrimonio della societ incorporata .............. si trovano beni immobili siti in Comune
di ............. e ......... (.....) e in Comune di ....... (.....) da volturare nei Pprrii di ......... e di ....... ed al Nceu,
nonch presso il Tavolare competente alla nuova denominazione sociale della stessa ................, come
da elenco allegato al presente atto sotto la lettera ... (beni in regime tavolare) e .... (beni in regime di
Pprrii).
Ai fini tavolari si elegge domicilio per la notifica del decreto tavolare in unico esemplare preso lo studio del
notaio rogante in ....... n. ... ...... ...........
Viene in ogni caso autorizzata la volturazione ed intestazione in nome della societ incorporante ................
tutte le posizioni, tutti i diritti, contratti, azioni e ragioni gi intestate alle societ partecipanti alla fusione ai
sensi delleffetto generale di cui allart. 2504-bis, co. 1, c.c., anche se qui non espressamente menzionati.
Ogni persona, ente od ufficio sia pubblico sia privato resta pertanto sin dora autorizzato, senza uopo di ulteriori atti e consensi e con pieno e definitivo esonero da responsabilit, a trasferire e intestare alla incorporante
.............. di tutti gli atti, documenti, licenze, depositi cauzionali o per altro titolo, polizze, contratti, conti
attivi e passivi attualmente intestati o intitolati alle societ incorporate.
I comparenti espressamente dichiarano e riconoscono che le indicazioni e descrizioni risultanti nel presente
atto sono esemplificative e non tassative, intendendosi trasferiti di pieno diritto ed a titolo universale alla
societ incorporante tutti i beni, cespiti e diritti delle societ incorporate, quandanche tali descrizioni ed
indicazioni fossero erronee, incomplete od omesse.
Si d atto che, trattandosi di operazione di fusione, non si rende necessario inserire nel presente atto le
menzioni obbligatorie per legge relative ai trasferimenti dei beni immobili presenti nel patrimonio delle societ incorporate, non rappresentando il presente atto un trasferimento in senso tecnico, bens un fenomeno
sui generis di modificazione degli statuti delle societ partecipanti, assimilabile alla successione universale
mortis causa come peraltro recentemente riconosciuto espressamente anche dallo stesso Legislatore nella
relazione accompagnatoria al D.Lgs. 6/2003.
Si d infine atto che non si rende necessario rinunciare allipoteca legale, garanzia peraltro assolutamente
non voluta dalle parti, in quanto non si in presenza di un trasferimento verso corrispettivo dalle societ
incorporate a favore delle societ incorporante.
Art. 9) Si d atto che dalla data di efficacia generale della fusione cesseranno di pieno diritto tutte le cariche
conferite dalle societ incorporate.
Art. 10) I comparsi rappresentanti delle societ incorporate autorizzano irrevocabilmente la societ incorporante
a compiere in ogni tempo e senza necessit di intervento delle societ incorporate medesime qualunque atto,
pratica o formalit necessaria od opportuna allo scopo di farsi riconoscere nei confronti di chiunque quale piena
ed esclusiva proprietaria e titolare di ogni attivit patrimoniale delle societ incorporate e di subentrare di pieno
diritto in ogni rapporto attivo e passivo di questultime.
Art. 11) Le spese del presente atto sono a carico della societ incorporante ...............
La parti dispensano me notaio dalla lettura degli allegati.
Richiesto io notaio ho ricevuto il presente atto, del quale ad eccezione degli allegati, ho dato lettura a comparenti, che a mia domanda lo dichiarano conforme alla propria volont e lo sottoscrivono unitamente a me notaio
a norma di legge.
Scritto a macchina da una persona di mia fiducia su ....... facciate ...... fogli.

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