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Suggerimenti per listruzione di un gruppo corale giovanile

1) La voce dei cantori sia gi formata o almeno fuori dal periodo della mutazione.
2) Le voci acute non salgano oltre il fa 5 linea senza usare lartificio voce di testa (o
falsetto).
3) Le voci dei bassi usino tale sistema tra il do e il re sopra il rigo chiave di fa.
4) Tutte le voci cantino piano, il pi piano possibile, specialmente nelle note acute.
5) Si respiri regolarmente, possibilmente alla fine della frase musicale, non mai tra la
parola, se non in caso specialissimo.
6) Si osservi laccento tonico della parola, anche dove esigenze ritmiche indurrebbero
allo spostamento.
7) Si ponga specialmente attenzione allesatto accostamento delle parole formate da
una consonante e due vocali con laccento sulla prima. Es.: mio, se posto sotto una
sola nota, q , si divida in due la nota e si accenti la prima parte cos: e e
mi - o

8) Si dia il giusto rilievo alla doppia, il che si otterr praticando una leggerissima
sospensione tra le due consonanti.
9) Si eviti il raddoppiamento di una consonante semplice anche quando landamento
melodico o ritmico inviterebbe a farlo.
10) Si evitino anche le troppo sensibili oscillazioni della voce e cos i portamenti da una
nota allaltra. Questultimo artificio, se pu al momento giusto giovare al solista,
non mai bello in coro, ove non tutte le voci potrebbero fondersi.
11) La pronuncia della vocale I sempre difficile. Il cantore dovr studiarsi di tenere la
bocca moderatamente aperta e i denti ravvicinati.
12) Egli procuri anche di pronunciare la vocale A non troppo aperta e la consonante S
non cos dura che possa sembrare un Sc.

13) Non indulgano le voci dei cantanti alla comune tendenza di non tenere lesatto
valore della nota, specie se seguita da pausa, e di non eseguire con esattezza due
note vicine di valore minimo; cos per es., la semicroma che segue una croma col
punto diventa, molto spesso, ottavo di terzina, specie se vi sono sillabe rapide da
pronunciare.
14) Si ponga cura di eseguire sempre, per intero, la sillaba precedente una pausa o un
respiro. Talvolta accade che lultima sillaba di una parola viene aspirata per
preparare linspirazione.
15) Ogni parte cantante abbia il suo giusto rilievo e al momento opportuno; se la frase
principale affidata alla parte superiore, lemergenza naturale; non cos quando la
frase passi alle voci intermedie ed al basso. In tal caso le parti in funzione armonica
non dovranno soverchiare la principale.
16) Quando gli accenti delle diverse parti non cadono insieme si curi che
laccentazione delle stesse segua le leggi della prosodia indipendentemente da
tempi forti o deboli determinati dalle stanghette di divisione.
17) Sar buona pratica direttoriale non battere rigidamente il tempo ma indicare le
entrate delle voci e la durata dei valori delle diverse parti, accennando, con
opportuni segni della mano, i coloriti, i ritmi, le figurazioni pi complesse.
18) E consigliabile far precedere lattacco del coro da un breve cenno preparatorio ed
opinione degli esperti che, segnando i ritmi, risulti di maggior efficacia il gesto
rivolto verso lalto anzich verso il basso.
19) Sar opportuno che il direttore del coro spieghi, ove occorra, tanto il significato dei
testi quanto delle frasi musicali connesse.
20) Consiglio di non imparare la parte senza relativa partitura musicale; anche il cantore
meno ferrato nella lettura della musica, con lattenta osservazione della parte
stessa, arriva a comprendere il valore delle note e la distanza fra le medesime. Gli
viene facilitato in tal modo anche lapprendimento della teoria musicale e del
solfeggio.

Tratto da: CANTA GIOVENTU, Edizioni C.T.G., Roma 1954