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VENITE A SANTA MARIA CAPUA VETERE, DA NOI SI PUO'. TUTTO E' POSSIBILE SE SEI
VENITE A SANTA MARIA CAPUA VETERE, DA NOI SI PUO'. TUTTO E' POSSIBILE SE SEI
VENITE A SANTA MARIA CAPUA VETERE, DA NOI SI PUO'. TUTTO E' POSSIBILE SE SEI

VENITE A SANTA MARIA CAPUA VETERE, DA NOI SI PUO'. TUTTO E' POSSIBILE SE SEI DI SINISTRA

N° 78 del 18/06/2010 - SUPPLEMENTO DI A.Z. AUT. TRIB. DI S.MARIA C.V. DEL 5\12\1979
N° 78 del 18/06/2010 - SUPPLEMENTO DI A.Z. AUT. TRIB. DI S.MARIA C.V. DEL 5\12\1979
N° 250
PURTROPPOILMOSTROPUZZOLENTEEINQUINANTEREGALATOCI DAL"TRIODELLEMERAVIGLIE"
IODICE, CHIRICOECAMPOCHIAROCONTINUERA'AFAREDANNI PERALMENOALTRI CINQUANT'ANNI
A
Santa Maria Capua Vetere il Cdr c’è. E si sente. In tutti
i sensi. Negli ultimi giorni, infatti, i miasmi nauseabondi del
presunto impianto di combustibile da rifiuti ha ricominciato
Io credo ad un nuovo ambientalismo, un "ambientalismo del fare",
come lo abbiamo chiamato io ed il mio amico Antonio Bassolino
a
far sentire la sua puzzolente presenza. Tanto che sono
stati numerosi i nostri concittadini che- nonostante l’afa di
questo giugno anomalo- hanno preferito socchiudere le
finestre delle loro abitazioni piuttosto che essere investiti
dagli odori nocivi provenienti dal quartiere di Sant’Andrea
dei Lagni. Una storia, questa, che ormai, seppure con alti
e
bassi, si ripete da circa sette anni a questa parte. Da
quando, cioè, l’allora sindaco Enzo Iodice (in combutta, o
meglio agli ordini dell’ex governatore Bassolino) diede il
via libera alla edificazione di una struttura indesiderata sia
nell’hinterland napoletano sia in tante altre realtà campane.
E
d’allora -nonostante oggi una piccola quota di raccolta
differenziata- il Cdr è il mostro ambientale per antonomasia
della città del foro. E Dio non voglia che venga superato
dall’impianto-bruciatoio previsto nella ex Finmek e
producente sostanze da usare per la rivitalizzazione dei
pozzi petroliferi. Sostanze talmente nocive che neanche il
Texas di Bush padre e figlio se le è sentita di ubicare
all’interno del proprio perimetro geografico. Ma, facciamo
un passo indietro. Ritorniamo alla questione Cdr dati
scientifici alla mano. Proprio a causa di questo impianto-
secondo alcuni studi sull’incidenza dei tumori in provincia
ABBIAMO PERSO TUTTI ! LA CITTA' HA PERSO, LA GENTE HA PERSO, LA POLITICA HA PERSO !
UN ESERCIZIO DI SANA REALPOLITIK
di
Caserta, commissionati dall’organizzazione mondiale
della Sanità e da altri autorevoli Enti pubblici- la città di
Santa Maria Capua Vetere fa parte di quei comuni di Terra
di
Lavoro ove la mortalità generale e i tassi specifici per
diverse patologie tumorali sono particolarmente elevati
rispetto ai valori regionali. Secondo l’Oms (Organizzazione
mondiale della Sanità, la parte meridionale della Provincia
di
Caserta ed alcuni comuni della parte Nord della Provincia
di
Napoli si caratterizzano per un elevato livello di mortalità
per tumore dello stomaco, del rene, del fegato, della trachea,
dei bronchi e dei polmoni. E- sempre in base a tale certificato
studio- i rischi di contrarre neoplasie sono più elevati, per
l’appunto, nella parte sud-orientale della Provincia di Caserta;
mentre quelli meno elevati statisticamente afferiscono alla
parte settentrionale-occidentale di Terra di Lavoro. Lo
stesso ex assessore regionale alla Sanità Montemarano,
nel luglio del 2007, ebbe a dire che: Le analisi hanno
consentito l’identificazione di una area nella quale la mortalità
generale e i tassi specifici per diverse patologie tumorali
sono particolarmente elevati rispetto ai valori regionali. La
zona comprende anche l’area meridionale e orientale della
Provincia di Caserta con i comuni di: Aversa, Capodrise,
Casagiove, Casal Di Principe, Caserta, Castel Volturno,
Marcianise, San Cipriano d’Aversa e SANTA MARIA CAPUA
VETERE”. Ora, è lapalissiano che nella nostra città- a
differenza degli altri comuni menzionati dallo studio dell’Oms-
tali incidenze tumorali sono state incrementate con la
comparsa dell’impianto di Cdr. E che, al tempo stesso, la
situazione non è affatto cambiata rispetto all’epoca a cui
risalgono le esternazioni dell’ex delegato di Bassolino. Anzi,
caso mai, è ancora peggiorata. Due le domande che sorgono
spontanee. La prima: cosa sta facendo l’Amministrazione
Comunale sia, quantomeno, per limitare il devastante
impatto ambientale del Cdr sia per sventare l’ipotesi del
presidente della Provincia Zinzi di ubicare proprio in vicinanza
Quando l’ex sindaco Iodice, (il volpino), si dimise nel 2006,
ci furono molti cantastorie che vollero raccontarne le
motivazioni, ma nessuno si avvicinò alla verità che sotto
gli
affari in corso dalla precedente sindacatura(promesse
alcuni aspetti, ancor’oggi non è stata chiarita All’epoca dei
fatti, l’on. Stellato era il vicesindaco ed il primo dei non
eletti del consiglio regionale, la sua posizione politica di
“margheritino” lo rendeva, moderatamente affidabile. Infatti
edificatorie, tabacchificio, ed altri mille rivoli, che come un
fiume carsico erano scomparsi all’attenzione del grosso
pubblico, chiedevano prepotentemente di riemergere e
quindi, avevamo vinto, si, l’elezioni, ma ora bisognava
tagliare il “filo rosso”che collegava i due schieramenti alleati
sennò arrivavano i guai! Facciamo un passo indietro. Nel
il
“filo rosso” che, per un po’ ha legato S.Erasmo a p.zza
periodo delle trattative per mettere insieme i due schieramenti,
S. Pietro, è stato dipanato nel periodo temporale a cavallo
delle elezioni regionali del 2005 e nel periodo successivo
quando tutto lasciava presagire la candidatura dell’avv.
Stellato a Sindaco di S Maria C.V. Poi il decesso di un
consigliere regionale e la conseguente sostituzione di questi
nell’assemblea Bassoliniana da parte dell’avv. Stellato
complicò le cose più di quanto si potesse prevedere.
La data dell’elezioni s’avvicinava e all’orizzonte non c’era
niente che potesse essere scambiata per una seria
candidatura, nonostante l’accesa conflittualità ed i sotterranei
malumori che generava chi, considerandosi il padrone del
partito( Campochiaro) pretendeva di esserne il naturale
candidato. Poi ecco che con un “colpo di teatro”, il leader
il
“vecchio”leader, un po’ per mandare messaggi subliminali
e
un po’ per il piacere di ricordare la vasta aneddotica della
gloriosa DC, ci raccontò un fatterello. “un certo
personaggio(che ora non è più), espressione di una cerchia
ristretta di politici, che era stato destinato a rappresentare
SMCV in alti consessi regionali e nazionali, nel momento di
di
esso un termovalorizzatore? La seconda:nonostante sia
fare scelte per ricoprire cariche in varie commissioni di amici
Sammaritani, nel leggere i nomi preposti, sbottò, cosi
denunciando la sua solitudine, con questa “espressione”:
stato richiesto molteplici volte, come mai l’Asl Ce non ha
ancora provveduto a formare un registro dei decessi tumorali
nella nostra città e nel circondario? Mario Tudisco
“e
i miei dove stanno”? aveva dimenticato che i “suoi” erano
quelli che lo avevano scelto per rappresentarli e per farlo
crescere politicamente, aveva dimenticato che i “suoi” erano
lo
zoccolo duro della DC Sammaritana e Casertana che lo
avevano portato a fare il sottosegretario e non quella banda
Eccellenza,
sta ancora
a sinistra ?
di
lecchini che lo circondava quotidianamente con le loro
Bisogna essere cauti fratello,
la saggezza popolare racconta
maximo on. Stellato, tirò fuori dai larghi petali di una
Margherita “strapazzata”, un ferroviere(Giudicianni) che
nelle ultime elezioni di Iodice aveva ottenuto 27 voti, ma
la
storia dell'ortolano e del cetriolo
e
nonostante i tempi, non per tutti
è
piacevole la fine del racconto
furono sufficienti per diventare assessore. Per la verità ci
disse anche che era il presidente della Stu, per noi ancora
oggetto misterioso, ma che testimoniò, poi, del legame che
c’era con Campochiaro ideatore e realizzatore della società
a
capitale pubblico e privato e per motivi professionali in
una o più delle società che deteneva(conceria) che fu
dismessa con l’aiuto di un altro elemento che poi comparve
misteriosamente nella giunta cittadina e che ora addirittura
è
assurto al ruolo strapagato di direttore generale del
Comune di S.Maria C.V Con uno sforzo di sana realpolitik
debbo dire che all’inizio il collegamento S. Erasmo /S.
Pietro non dispiaceva e furono pochi(solo qualche familiare)
a
ritenerlo inaffidabile, ma per il resto era visto con piacere.
Non se ne poteva più della spocchia di una certa sinistra
e
questa soluzione piacque all’elettorato che dopo la “sbornia
giustizialista” rimpiangeva il vecchio dimurismo, vero, storico,
punto di riferimento per i meno fortunati, per i disoccupati,
per i precari e per buona parte dell’elettorato Sammaritano.
Molti degli addetti ai lavori, però non gioirono, si
“preokkuparano” si resero conto improvvisamente(?) che
istanze personali. Mai aneddoto era stato più calzante,
esplicativo e illuminante, perché in quel caso diventava una
promessa di carriera politica(e il vecchio non è mai venuto
meno alla parola data. Ma ritorniamo a noi, il gruppo dei
“preokkupati”, sfruttando la dichiarata diffidenza del suo
leader e facendo leva sulla sua, naturale vanità, di
professionista assurto alla carica Regionale, hanno soffiato
sul fuoco delle incomprensione vere o presunte, hanno,
squallidamente, usato tutte le armi della divisione sapendo
dove colpire con miserabile maestria senza che
lui(l’on.Stellato) avesse il tempo e la forza di rendersene
conto e di contrastarli. Alla fine lo hanno lasciato solo in
mezzo al guado e abbiamo perso tutti! La città ha perso, la
politica ha perso, la gente ha perso! Hanno vinto “I
preokkupati”. Questa gente continuerà a vincere passando
da uno schieramento all’altro, fottendosene della città, del
suo rinascimento, della mancanza di posti di lavoro, del
degrado che avanza, del disastro ambientale, della
delinquenza esterna ed interna, della povertà di moltissime
famiglie e dei bisogni primari della gente.
Donato Di Rienzo segretario DC
IL TURBAMENTO DEI PIDIELLINI SE QUESTO E' L'INIZIO LA CONCLUSIONE SARA' UN DISASTRO FIDUCIA NEL
IL TURBAMENTO DEI PIDIELLINI SE QUESTO E' L'INIZIO LA CONCLUSIONE SARA' UN DISASTRO FIDUCIA NEL

IL TURBAMENTO DEI PIDIELLINI

SE QUESTO E' L'INIZIO

LA CONCLUSIONE SARA' UN DISASTRO

FIDUCIA NEL PDL
FIDUCIA
NEL
PDL

PDL con le ultime elezioni ha dimostrato di avere i numeri

ma non gli uomini per amministrare e il dato di fatto è dato dalla Giunta Provinciale. Nessun politico di rilievo del PDL.

Questa riflessione è stata fatta da Enzo Della Valle, uno che

elezioni ne ha fatte e ha esperienza da vendere. Nella nostra

città questo comporta una grande campagna acquisti da parte

del PDL perché ha iniziato la cernita per trovare un probabile candidato a sindaco, che possa rappresentare le due anime del PDL, perché oggi nel PDL con l’entrata di Campochiaro si

creata una spaccatura, tra i pro e i contro. Il gruppo dirigente del partito non può permettersi di sbagliare, perché un errore non solo li porterebbe ad estraniarsi dalla partecipazione dei finanziamenti regionali per la città, ma si troverebbe senza

l’appoggio del popolo, con una disfatta definitiva

completamente insanabile. Uno dei requisiti basilari, nonché

principio sul quale il gruppo dirigente dovrà lavorare è quello

estraniare dalla scelta il gruppo dirigente provinciale, perché

con quello che hanno creato alla provincia hanno dimostrato

non conoscere la nostra città, né il tessuto sociale, né la

storia politica della città. Il gruppo dirigente non dovrà

commettere l’errore di spaccarsi e correre con due sindaci

espressione del PDL ma dovrebbe far fronte comune con

gruppo delle associazioni per impedire qualsiasi spazio alla

sinistra, per questo dovrebbe fare un salto di umiltà e altruismo

parlare con tutti i gruppi cittadini. In questa prossima scelta

non devono esservi pregiudizi, anche se non mancheranno preoccupazioni. L’auspicio non può essere, che, la nuova classe dirigente politica abbia una grande occasione di dimostrare la sua maturazione alle elezioni, prova che dovrà affrontare con uno spirito diverso da quello che hanno avuto le precedenti amministrazioni. Ecco perché nutro una piccolissima speranza che la società civile della città con le sue associazioni sappia inserirsi con accortezza e con decisione nelle prossime scelte che si andranno ad affrontare per la candidatura del futuro sindaco. La piccolissima speranza che

e

il

di

di

e

è

di

Il

nutro è data anche dalla circostanza storica nella quale si trova

nuova classe dirigente politica, perché in città non dovrebbero

dimenticare che nel sociale è un disastro e occorre coraggio

e giudizio intellettivo per affrontare la soluzione del problema.

Dopo tutto, il PDL e i partiti minori qualche rischio politico, lo dovranno correre, per esempio la scelta di dialogare con tutte

le espressioni politiche della società civile, con la chiesa, con

coloro che hanno una carenza di gioventù politica ma una grande esperienza e potenzialità politica. Mancare uno di questi presupposti porterebbe ad una sconfitta politica e danneggerebbe il PDL e la città. Allora si aprano le danze, si inizino gli incontri a tutti i livelli con le associazioni, le arti, il commercio, le professioni, la chiesa, i signori della politica e alla fine il cerchio potrà chiudersi con l’utilità di tutte le forze politiche e anche della città e dei cittadini. avv. Michele D’Abrosca

la

RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA FIDUCIA DEI SAMMARITANI NEL SINDACO GIUDICIANNI

DELLA FIDUCIA DEI SAMMARITANI NEL SINDACO GIUDICIANNI DIRETTORE: Dott. Nicola Di Monaco COMITATO DI REDAZIONE
DIRETTORE: Dott. Nicola Di Monaco COMITATO DI REDAZIONE Donato Di Rienzo - Mario Tudisco Michele

DIRETTORE: Dott. Nicola Di Monaco

COMITATO

DI REDAZIONE

Donato Di Rienzo - Mario Tudisco Michele D'Abrosca - Angela Cipullo

IMPAGINAZIONE E GRAFICA:

Donato Di Rienzo - Domenico Santagata

Cipullo IMPAGINAZIONE E GRAFICA: Donato Di Rienzo - Domenico Santagata Grafica Sammaritana srl - SS.Appia -

Grafica Sammaritana srl - SS.Appia - Vitulazio

UNA CITTA' ALLO SBANDO

La grave situazione politica che tuttora si registra a Santa Maria, si ripercuote negativamente sul funzionamento degli organi che sono preposti alla programmazione delle attività comunali. In riunioni fiume ed inconcludenti, più o meno segrete, si stanno ancora tessendo le trame per compiere un altro misfatto ai danni della città e della sua popolazione. In questo marasma loschi

figuri, ancora una volta, assumono il ruoli di protagonisti

di trame tese all’affermazione di interessi che sono solo

personali,coinvolgendo in questi oscuri disegni

personaggi, inutili e squallidi, che si lasciano manipolare

personaggi, inutili e squallidi, che si lasciano manipolare in cambio di un piccola contropartita, non comprendendo

in

cambio di un piccola contropartita, non comprendendo

la

gravità delle ripercussioni che questo atteggiamento

fa scaturire ed i danni che arreca agli interessi della collettività. Alcuni consiglieri che fanno parte dell’opposizione non dovrebbero nemmeno pensare di poter entrare a far parte di un’Amministrazione che si è

dimostrata deficitaria in tutti i sensi e portatrice di interessi speculatori contrastanti con quelli generali. Non si può invocare alcuno spirito di partito per giustificare l’accettazione di situazioni che contrastano con la politica che si è sbandierata a quattro venti fino ad oggi. Non ci sono giustificazioni che tengano; non si può collaborare con chi si è sempre considerato inetto e contrario agli interessi della città; non si può rinnegare quello in cui si

è

creduto e quello per cui il Popolo ti ha votato. Tutto ciò

Santa Maria è accaduto e sta per accadere nuovamente. Dobbiamo solo vergognarci per come abbiamo ripagato

a

la

fiducia degli elettori e stiamo esercitato il mandato che

ci

hanno conferito. Fare comunicati per mascherare un

mercimonio che già si è consumato e per dare

l’impressione di non accettare questa situazione che già

è conclamata, è disonesto oltre che nei confronti della gente, anche nei confronti di se stessi. Non si può

continuare ad assistere in un silenzio complice ed ipocrita

a questo mercato delle coscienze in cui il banditore è

un personaggio che dovrebbe essere allontanato da ogni contesto civile. Tutti i consiglieri comunali dovrebbero trarre una conclusione onesta dalla quotidianità della politica sammaritana e dare la parola al Popolo, affinchè

scelga un’altra guida che, finalmente, risollevi i destini

di una città allo sbando. Gaetano Rauso

IL RACCONTO DEL GIUDICE CANTONE

Presenti al convegno:

MISTERI INSOLUTI

DEL GIUDICE CANTONE Presenti al convegno: MISTERI INSOLUTI Il 2 novembre del 2006 non fu solo

Il 2 novembre del 2006 non fu solo il giorno dei defunti -come ogni anno- ma rappresentò per la città

di Santa Maria Capua Vetere

l’ultimo atto dell’era Enzo Iodice. Quel giorno, infatti, divennero

definitive le dimissioni dalla carica

di sindaco del diessino con la

fascia tricolore. Ma Enzo Iodice - che da lì a poco sarebbe diventato segretario provinciale del futuro Partito Democratico e presidente dell’Ept casertano- non se ne andò in punta di piedi. Anzi, all’epoca dei fatti, fecero molto clamore le sue esternazioni finali: “me ne vado" dichiarò a un quotidiano provinciale senza mai poi smentire queste dichiarazioni al vetriolo- perché siamo sottoposti a delle pressioni non più tollerabili da parte di affaristi e imprenditori vari”. Risultò, dunque, chiarissimo che il Primo Cittadino che successe a Mimmo De Pascale alzava bandiera bianca- e chi conosce il suo carattere sa che la resa gli costò molto in termini di amor proprio- in quanto preoccupatissimo per ciò che stava accadendo nell’edilizia della città del foro tra promesse che dovevano essere rispettate e una montagna di cambiali in bianco da onorare ad ogni costo. In seguito -ma dovettero trascorrere molti mesi da allora- Enzo Iodice è stato l’unico (almeno fino ad ora) a ricevere un avviso di garanzia da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Eppure, i protagonisti di quella stagione politico-amministrativa sono anche oggi quasi sempre gli stessi. Sia nell’ambito dell’Amministrazione Comunale sia per ciò che concerne le imprese che ruotano intorno agli affari comunali. Molti dei protagonisti, infatti, pur cambiando ruolo e funzioni sono ancora facenti parte dell’Amministrazione comunale come i vari Campochiaro, Chirico, Vavuso, Leone e compagnia cantando. E naturalmente anche le imprese sono rimaste invariate. Da quella di Tartarone- subentrata alla gestione targata Catone- nella Stu, agli immancabili Pellino, Mastronimico che gestiscono l’ex Mulino Parisi (ignobilmente fatto marcire dopo l’incendio doloso per poi poterlo abbattere!), l’incredibile alveare costruito nei pressi di piazza Padre Pio (uno dei più grandi scandali dell’urbanistica sammaritana di sempre!), o che hanno interesse a edificare sia nell’ex Tabacchificio sia nell’ex Finmek Access dove sono previste colate di cemento armato in quantità industriale e relative speculazioni affaristiche valutabili in tonnellate e tonnellate di euro. In pratica, a distanza di quasi quattro anni dall’ultimo giorno dell’era Iodice siamo ancora in pienissima continuità politico-affaristico-edilizia e nulla, proprio nulla, sembra essere cambiato. O meglio -come recita la lezione del Gattopardo- tutto è cambiato affinchè nulla cambiasse. Complimenti.

dr. Luigi Gay (Procuratore aggiunto tribunale di S.M.C.V.) avv. Pasquale Mercone (Foro di S.M.C.V.) dr.

dr. Luigi Gay (Procuratore aggiunto tribunale di S.M.C.V.) avv. Pasquale Mercone (Foro di S.M.C.V.) dr. Raffaello Magi (Presidente Prima sezione penale tribunale S.M.C.V.) avv. Emilio Maddaluna (Foro di S.M.C.V.) on.prof. Sergio Tanzarella (Pontificia università di Roma e di Napoli) moderatore: Mario Tudisco introduce: prof.Michele Vigliotti (dirigente scolastico Itc Da Vinci di S.M.C.V.)

Scheda:

Il racconto del giudice Cantone prende avvio dal suo ultimo

giorno alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli:

ripercorrendo la sua esperienza, Cantone mostra in che modo un bravo studente di giurisprudenza che voleva addirittura fare l'avvocato sia finito per diventare il nemico numero uno dei boss di Mondragone e Casal di Principe, più di una volta minacciato di morte e da anni costretto a vivere sotto scorta insieme ai familiari. Un'evoluzione che non nasce da una sorta di vocazione missionaria, ma prende forma attraverso un percorso graduale e, talvolta, persino casuale, dove però rimane sempre salda la sua

originaria passione per il diritto. Quella che gli fa trattare con la medesima professionalità e dedizione le vicende

di un anziano signore che si rivolge alla giustizia per la

No, insieme a Tet de Cochon è riciclabile
No, insieme
a Tet de Cochon
è riciclabile

tragica morte del figlio dovuta a un caso di malasanità

e le sofisticatissime indagini condotte insieme al Ros per

arrivare alla cattura di Michele Zagaria, la primula rossa dei Casalesi. Ma l'amaro realismo di queste pagine finisce per evidenziare come l'universo camorrista abbia

confini ben più estesi e radici ben più profonde dei vertici

di qualche clan. Per cui, fino a quando ci saranno politici,

funzionari, imprenditori, uomini delle forze dell'ordine e liberi professionisti corrotti, conniventi o sottomessi, la camorra resterà come un'idra cui la giustizia può tagliare una o qualche testa che subito ricresce, mentre coloro che vi si oppongono individualmente sono votati a un pericoloso destino di isolamento.

Capo, Gianpinocchio va nell'umido ?
Capo, Gianpinocchio
va nell'umido ?

GUARDATELI E RICORDATE I LORO NOMI. UN GIORNO FARANNO A GARA PER DIRE CHE

Capo, Gianpinocchio va nell'umido ? GUARDATELI E RICORDATE I LORO NOMI. UN GIORNO FARANNO A GARA
CONTINUA IL DEGRADO Percorrendo le strade della città non si può fare a meno di
CONTINUA IL DEGRADO Percorrendo le strade della città non si può fare a meno di

CONTINUA IL DEGRADO

Percorrendo le strade della città non si può fare a meno di osservare lo stato di degrado

in cui versano le strade e le infrastrutture di questa città. Il basolato del corso e di sant’Erasmo

oscilla sotto le ruote delle auto; le strade sono costellate di buche, pericolosissime per la circolazione e per l’incolumità dei motociclisti e dei passanti; il mercato si svolge in modo assolutamente inadeguato e la strada in cui era collocato il settore alimentare da anni,

ormai, non riesce a veder la fine di lavori che, con la loro mancata conclusione, costringono

gli operatori ad essere collocati in modo assolutamente inadeguato e contrario a tutte le

norme igieniche, oltre a costringere i clienti a percorrere budelli insicuri e senza alcuna previsione per garantirne la sicurezza. Non parliamo dell’aspetto di estremo degrado che offrono le entrate di Santa Maria; di fronte alla Italtel osserviamo un vero bosco di erbacce che offre uno spettacolo indegno di una Città che ha avuto, nel passato, un motivo di vanto nella sua pulizia. Così pure all’uscita dell’autostrada ove, nelle strade vicine al Cimitero ed in via Galatina, si può rilevare uno stato di degrado che, vanifica tutti gli sforzi che gli amministratori del passato hanno fatto per offrire alla città una fonte di sviluppo economico ed ambientale. Sant’Andrea, poi, è abbandonata a sè stessa e, invece di pensare a rendere

vivibile il rione, si pensa a reperire altre aree edificabili senza, peraltro, pensare a creare strade di svincolo ed a pulire le strade infestate dalle erbacce e costellate da buche che sono vere voragini. Non si pensa a mettere riparo a questi macroscopici inconvenienti, si pensa solo a favorire speculazioni ed a sperperare soldi pubblici attraverso il finanziamento

di progetti inutili e volti a favorire gli interessi dei soliti noti. Le scuole non garantiscono

alcuna delle caratteristiche necessarie per ospitare una popolazione scolastica moderna che ha bisogno di un ambiente che garantisca la sicurezza e lo svolgimento dei programmi attraverso la fornitura di presidi tecnologici al passo con i tempi. Non si può più tollerare questo stato di cose, è necessario sbarazzarci definitivamente di questi personaggi che non hanno a cuore il bene della città e la stanno pian piano distruggendo e portando alla rovina. Tutti possono verificare quanto da me affermato; basta girare per la città e si potrà rilevare molto di più di quanto ho potuto esplicare in queste poche righe. Gaetano Rauso

Lettera al Giornale Gentile redazione, più volte tra le pagine del vostro giornale, mi è

Lettera al Giornale

Gentile redazione, più volte tra le pagine del vostro giornale,

mi è capitato di leggere che a finanziare la campagna elettorale

dell’attuale sindaco, è stato “il casalese”. Mi chiedo se questa notizia corrisponde a verità, e soprattutto se è legale tale pratica, a maggior ragione se poi l’attività amministrativa – se così si

può chiamare – è fortemente condizionata da una così massiccia cambiale! Essere sotto

lo schiaffo di chi ti ha fornito denaro per farti sedere su quella poltrona, è l’unica

giustificazione che puoi avere, sindaco, che hai rubato il mio voto e quello di tanti altri sammaritani che avevano creduto nella veridicità di quel programma elettorale, e che invece lo hanno solo preso a quel servizio. Gentilmente, se alle prossime elezioni c’è qualche candidato che si fa prestare i soldi per la campagna elettorale, da qualche casalese o zone limitrofe, potete avvisarci prima di fare un altro guaio? Grazie Una povera truffata

Ce ne faremo un dovere. Caro Popolo Sammaritano, leggo spesso dei riferimenti alla STU e vorrei saperne di più. Che cos’è? chi ne detiene la proprietà? chi l’amministra? chi ci mette i soldi? chi ci lucra? che funzione ha per la città?. Grazie per tutto quello che riuscirete a spiegarti. Gennaro Tremamunno

IN PRINCIPIO FU

CAMPOCHIARO

a spiegarti. Gennaro Tremamunno IN PRINCIPIO FU CAMPOCHIARO Caro lettore, comprendo la curiosità e tenterò di

Caro lettore, comprendo la curiosità e tenterò

di darti qualche spiegazione. L'acronimo STU

sta per Società di Trasformazione Urbana.

Rispondere a tutti gli interrogativi che ci hai posto al momento non è molto agevole. Per cui

ti riproponiamo un articolo sufficientemente

esplicativo di Gianluigi Guarino tratto dal suo giornale online Casertace, ma ci impegnamo a farti sapere molto di più nella prossima puntata. LE REPLICHE DI CASERTACE Carabinieri in Comune per la Stu, questo Casertace scrisse in agosto (LA PRIMA PUNTATA DELL'INCHIESTA) La ricostruzione delle vicende della Società di Trasformazione Urbana, nata per una intuizione di Campochiaro e di Mazzotti. L'avvento di Tartarone, la dilazione del conferimento in 99 anni. Il ruolo di Giudicianni e Castaldo,adepto dell'Opus Dei GIUDICIANNI E CASTALDO S.MARIA CAPUA VETERE - Carabinieri in Comune per prendere visione e acquisire copia degli atti amministrativi riguardanti i rapporti tra il Comune di Santa Maria Capua Vetere e la Società di Trasformazione Urbana, creatura che per anni ha unito intenti, atti e ambizioni dell'ex sindaco Enzo Iodice, del suo mentore tecnico Maurizio Mazzotti e dei due padroni del vapore di oggi: il sindaco Giudicianni e il suo vice Castaldo. Un filo rosso tutt'altro che sottile che unisce le vite e funzioni di chi ha gestito i destini della città negli ultimi dodici anni, riducendo, in pratica, queste esperienze a fattor comune. In occasione di questo sviluppo di indagine, www.casertace.it ripropone le due puntate della sua inchiesta sulla Stu di Santa Maria, pubblicate ad agosto scorso. PRIMA PUNTATA DELL'INCHIESTA . S. MARIA CAPUA VETERE - E meno male che l’acronimo è Stu e non Sti. Perché l’esclamazione attinta dal tardo-romanesco coatto (‘Stì….!!!) sarebbe venuta fuori quasi d’emblée, tentando irresistibilmente chi scrive, davanti a questa storia che ha prodotto mezzo quintale di carte tra documenti, delibere, atti costitutivi, statuti, un bel malloppo di gratifiche dirette e indirette per gli uomini e le donne presenti nei Cda e zero risultati ad appannaggio della collettività, dei cittadini di Santa Maria Capua Vetere. Invece, ci dobbiamo accontentare del fonema Stu, il quale meno si adatta al licenzioso gioco di parole, ma che, calato nella realtà di Santa Maria Capua Vetere, cioè in quella autentica franchigia della politica invisibile e dei dissennati sprechi che da questa derivano, diventa l’ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, di quale considerazione la “para…politica” cittadina e i sedicenti amministratori gemmati dalla medesima hanno della res publica, abbacinati come sono dalla sostenibilissima leggerezza dell’essere qualcuno o alcuni al comando di qualcosa nel momento topico, che dalle parti di palazzo Lucarelli è stato sempre quello in cui c’era da programmare una lottizzazione, una colata di cemento o, in maniera ancor più confortevole, in cui c’era da realizzare un investimento che si andava a risolvere in una bella sfilza di incarichi e di consulenze e sul nulla realizzato. LA TRASFORMAZIONE URBANA? UNO SCAVO SEMI ABBANDONATO Ma torniamo al buffo acronimo e proviamo ad andare per gradi: a Santa Maria Capua Vetere non sono mai mancati i politici e soprattutto i tecnocrati dotati della capacità di fiutare da mille miglia le operazioni buone per muovere un bel po’ di quattrini. E così, quando nel 1997, il professore Bassanini, che pensava, evidentemente di vivere nel paese dei balocchi e non in Italia, decise che ai sindaci e alle Amministrazioni comunali andassero forniti strumenti più flessibili e, soprattutto, più veloci per cambiare la faccia e soprattutto, per cambiare le prospettive di sviluppo delle proprie città, qualcuno, dal pensiero lesto, fiutò subito l’affare. La norma istitutiva delle Stu, che, allo spirare del ventesimo rigo di questo articolo, andiamo finalmente a disvelare nella sua pomposa e velleitaria definizione, è datata 1997 ed era contenuta nella famosa legge del ministro Bassanini, primo governo

Nando Cimino
Nando Cimino

LORONONHANNOAVUTORESPONSABILITÀ

Prodi, precisamente la numero 127, la quale riconosceva ai Comuni la possibilità

di costituire delle società di capitale denominate, appunto, Società di Trasformazione

Urbana, finalizzate a “progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti”. Queste società venivano promosse, appunto, dai Comuni. Potevano parteciparvi anche Province, Regioni e soci privati, senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria. Per non allungarvi la barba,

sintetizziamo: a differenza degli strumenti in vigore fino ad allora (le società miste), che rispondevano alla pratica e semplice esigenza di realizzare un dato progetto,

le STU nacquero con lo scopo specifico di trasformare una realtà esistente: bonificare

un sito inquinato, riconvertire aree in cui siano presenti insediamenti produttivi in disuso, creare nuove opportunità occupazionali ed economiche in sostituzione delle attività cessate, migliorare la vivibilità e la viabilità di zone gravate da grandi

infrastrutture. Si trattava e si tratta ancora, in altri termini, di risolvere un problema complesso, di dare una nuova identità a un territorio. E infine, ultimo obiettivo da citare della Bassanini, dato che casca a fagiolo nel caso di Santa Maria Capua Vetere,

di eliminare il degrado urbanistico e sociale derivante da uno stato di abbandono.

Ora, nella Santa Maria dei paradossi kafkiani potrà pure succedere tra qualche anno che si costituisca un’altra Stu con l’obiettivo di eliminare il degrado urbanistico provocato dalla prima Stu. Una battuta? Bene, allora guardatevi le foto, che

pubblichiamo a margine di questo articolo. Vi accorgerete che in dieci anni, ripetiamo,

in dieci anni, che sono ben 120 mesi, la Stu di Santa Maria Capua Vetere ha prodotto

solamente la miseria o - ci si conceda - lo schifìo di uno scavo nella zona di via Danimarca, dove, secondo il progetto, dovrebbe nascere, indovinate cosa? … Ma naturalmente un centro commerciale, idea di grande pregio socio – culturale e,

soprattutto, originalissima da queste parti, dove l’imprenditore Enzo Natale si sveglia uno giorno sì e l’altro pure con l’idea fissa di costruire un mega discount di qua e un parco dei consumi e dell’intrattenimento di là, come se i sammaritani fossero stati colpiti da improvviso benessere e potessero consentirsi il lusso gaudente e pelandrone di trascorrere tre quarti della loro esistenza saltimbeccando tra una vetrina e l’altra, ovviamente non facendosi mai mancare una puntatina al Bingo, cioè “al gioiello di famiglia”, che aprirebbe un separé in ogni centro commerciale. Ma l’avessero almeno fatto ‘sto centro commerciale, qualcuno avrebbe potuto dire:

meglio questo che niente. E invece, béccati il niente, caro sammaritano che continui a fare lo smemorato, il leggero e l’allegrone quando entri nella cabina elettorale!

In dieci anni è stato scavato un buco, cosa che se l’appurano Stella e Rizzo ci

dedicano almeno un paio di capitoli della loro saga letteraria, del loro lavacro dell’autosputtanamento nazionale sulla vergognosa dissipazione delle pubbliche risorse. Se è vero che il terreno di via Danimarca è di proprietà comunale, è anche vero che una stima giurata, datata 9 settembre 2002 e firmata dall’architetto Rosaria Rita Truglio, ha stabilito, dopo che la professionista incontrò più di un problema nell’ufficio tecnico del Comune per venire a capo di documenti e planimetrie, che quel terreno vale esattamente 2 milioni 480mila euro, che in pratica sono il risultato, come è scritto nella relazione del perito che abbiamo avuto la possibilità di leggere

con attenzione, al pari di molti altri documenti, della moltiplicazione tra la superficie complessiva di 13mila 178 metri quadri e i 188 euro, costituenti il valore per ognuno

di questi metri quadri. Questi 2 milioni e mezzo di euro, spicciolo più, spicciolo

meno, rappresentano il conferimento da parte della città di Santa Maria Capua Vetere, socio di maggioranza al 51 per cento. E l’altro 49 per cento? Tenetevi forte, sta per arrivare il bello della storia, che ora possiamo popolare dei suoi attori protagonisti, dei comprimari, di nani, ballerine e mezze calzette.

dei comprimari, di nani, ballerine e mezze calzette. PERCIÒCHE È SUCCESSOAS. MARIAC.V Martino Valiante Enrico

PERCIÒCHE È

di nani, ballerine e mezze calzette. PERCIÒCHE È SUCCESSOAS. MARIAC.V Martino Valiante Enrico Monaco

SUCCESSOAS. MARIAC.V

ballerine e mezze calzette. PERCIÒCHE È SUCCESSOAS. MARIAC.V Martino Valiante Enrico Monaco Salvatore Mastroianni
Martino Valiante Enrico Monaco Salvatore Mastroianni
Martino Valiante
Enrico Monaco
Salvatore Mastroianni
Moltissimi lettori ci tartassano continuamente al fine di conoscere i personaggi segreti che si nascondono
Moltissimi lettori ci tartassano continuamente al fine di conoscere i personaggi segreti che si nascondono
Moltissimi lettori ci tartassano continuamente al fine di conoscere i personaggi segreti che si nascondono
Moltissimi lettori ci tartassano continuamente al fine di conoscere i personaggi segreti che si nascondono

Moltissimi lettori ci tartassano continuamente al fine di conoscere i personaggi segreti che si nascondono dietro i nostri "chi è stato". Gli interrogativi servono, ad accendere, in coloro che erano presenti al "fatto accaduto" il desiderio di rompere quel muro di omertà che protegge molte operazioni poco nobili.

1. Chi sa perché il biscazziere li tiene tutti in pugno in

nome di vecchi affari? E la Resistenza cosa fa? Continua

farsi gabbare da 4 filibustieri e lacchè che pensano

essere impunibili e che a loro tutto sia permesso e

soprattutto continua a permettere il sacco alla città?

2. Chi è quel soggetto che per 30 denari ha venduto la

città al casalese grazie anche al tacito e interessato appoggio del partito?

3. Chi sono coloro che passeranno alla storia sammaritana

per aver distrutto il commercio della città con

connivenza di alcuni commercialisti lacchè del potere?

4. Chi paga centinaia e centinaia di milioni per mantenere

tutte le commissioni volute da Gianpinocchio? Chi

cosa servono quando già paghiamo miliardi per i

dipendenti comunali? Non è che in realtà sono escamotage per consentire certe “forzature” e per lubrificare la macchina?

5. Chi è quel lestofante che si era impegnato con le famiglie bisognose, con i disoccupati, con i commercianti, e poi appena eletto, appoggiato dai soliti lacchè da quattro

soldi e dagli affamati sconfitti ribaltonisti, ha affondato tutte le speranze e il futuro dei sammaritani?

6. Chi è quel biscazziere che per lubrificare le sue ganasce, appoggiato dal suo ricottaro, ha dato man forte al casalese per attuare il programma dello sfascio di S. Maria C. V.?

7. Chi riesce a trovare qualche consigliere comunale (fatta eccezione di alcuni ex AN) che ha dato prova di attaccamento alla città, che non si è venduto per non perdere un gettone, un incarico professionale, un pezzo

di terra nel PRG e che non ha tradito gli ideali di partito?

Chi lo trova è pregato di segnalarcelo in modo da

ricordare ai posteri chi si è distinto da questi comitati di affari.

8. Chi sono i commercianti che credono ancora nella befana, nella janara, in Gianpinocchio e nei suoi lacchè,

e alla favola che con il centro commerciale nel

tabacchificio si risolverà il problema della disoccupazione

a

di

a

e

della crisi del commercio? Non bastavano le licenze

di

supermarket concesse a iosa?

9. Chi ha permesso che si costruisse nella zona dell’Arco Adriano? Perché non si è provveduto sprecando milioni

in prebende inutili?

10. Chi è quell’emerito str… che prima ha generato il panico per arresti imminenti facendo anche i nomi e poi ha fatto le capriole per convincere la Resistenza che tutto va bene madama la marchesa?

IL PIANO CASA

Il 28 dicembre 2009 la Regione Campania ha approvato un’importante legge, mirata, in particolare, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. In applicazione delle relative norme, sono possibili, ove consentito in funzione di alcuni regolamenti comunali, gran parte di quei piccoli e medi interventi, tendenti, al miglioramento e/o ampliamento delle unità immobiliari esistenti. Specificamente, questo significa che è possibile realizzare ampliamenti di volumetria, che diversamente non sarebbe possibile rispettando il Piano Regolatore Generale; trattasi cioè di attività in deroga, assimilabili, per certi aspetti, ad un condono edilizio. Questa è senza dubbio un’occasione irripetibile, soprattutto in considerazione del fatto che la legge stessa ha una validità temporale, cioè applicabile entro un certo termine, dopo il quale non è più efficace. Per quanto sopra, si invitano tutti i proprietari, per i quali ciò è possibile, nei tempi giusti, a ben ponderare l’opportunità offerta, o quanto meno a valutarne gli effetti. L’Associazione SOS Risveglio Sammaritano mette a disposizione dei propri consulenti, per cui tutti coloro che volessero avere maggiori informazioni, possono recarsi il Mercoledì e il Giovedì dalle ore 18:00, in Corso A. Moro 73.

Me la sono fatta unifamiliare, fuori città così ho potuto aumentare la cubatura del 20
Me la sono fatta unifamiliare, fuori città
così ho potuto aumentare la cubatura del 20 %

ORA ASPETTIAMO PAOLO ROMANO !

la

sa

Da quasi tre anni conduciamo la nostra battaglia contro un’amministrazione della quale noi stessi facevamo parte e che avevamo fortemente sostenuto per portare avanti un programma elettorale chiaro di rinascita della città. Quel sindaco, sconosciuto ai cittadini, fino al momento della candidatura, aveva promesso di muoversi in posizione diametralmente opposta rispetto al suo predecessore, che aveva in pochi anni distrutto tutto

ciò che si poteva distruggere in una città ammirata e invidiata. Sono bastati pochi mesi, per comprendere che il sindaco

e gran parte dei componenti del parlamentino cittadino non

avrebbero rispettato il programma, e invece di onorare gli impegni presi con gli elettori e con coloro che ne avevano determinato la schiacciante vittoria, avrebbero pensato solo al tornaconto loro e dei loro amici. Noi siamo del parere che poter camminare a testa alta vale mille volte di più di una poltrona, e per questo motivo abbiamo preferito

esprimere il nostro dissenso nei confronti di ciò che si stava

e si sta consumando ai danni della città, rinunciando non

solo a quanto già avevamo ma anche a ciò che ci era stato offerto in cambio della nostra compiacenza, quasi che si potesse monetizzare la dignità, la moralità e l’onestà politica.

la dignità, la moralità e l’onestà politica. Quello che doveva essere il sindaco dei cittadini, perché

Quello che doveva essere il sindaco dei cittadini, perché

da questi votato, è diventato il sindaco degli affaristi che gli

hanno finanziato la campagna elettorale. Si era presentato come il sindaco che avrebbe dovuto favorire la reindustrializzazione e quindi la creazione di nuove e necessarie occasioni di lavoro, in una città che per la volontaria incapacità di coloro che l’hanno amministrata

negli ultimi anni, ha perso realtà quali l’Italtel e il Tabacchificio, per favorire i progetti speculatori di cementificazione del territorio dare il via alla stagione dei centri commerciali, che non faranno altro che acuire la crisi del commercio locale creando così nuovi disoccupati. Le ultime elezioni hanno determinato nella nostra città, e in tutta la regione Campania, la vittoria del PDL, che nella persona dell’attuale Presidente del Consiglio Regionale, si è assunto l’impegno di avere

un occhio di riguardo per S. Maria C. V., una città ricca di

potenzialità, ma che , come da lui stesso affermato è stata

messa in ginocchio da oltre quindici anni di amministrazione

di sinistra. Paolo Romano ha espresso l’intenzione di

dislocare industrie e aziende sul nostro territorio per creare una nuova ondata occupazionale che permetta ai giovani

di non essere costretti ad allontanarsi dalle loro famiglie

per avere un futuro dignitoso. Ha posto tra le priorità il problema della sanità, che travolge anche il nostro Ospedale Melorio, e la lotta alla criminalità, vera e propria piaga del nostro territorio. Noi siamo sicuri e speranzosi che non ci farà rimpiangere la scelta di averlo appoggiato!

CHI RIMPIANGE IN VOLPINO ?

Il volpino oggi lascia trapelare la

voce secondo cui sarebbe pronto nuovamente ad indossare la fascia tricolore, accontentando i tanti sammaritani che addirittura lo rimpiangerebbero. Non si è mai visto rimpiangere un sindaco che insieme a Campochiaro, a Stellato, a Giudicianni e ai vari compagnucci di merende è stato responsabile del disastro di una città che era invidiata da tutta l’intera provincia di Caserta e non solo. Da oltre quindici anni i sammaritani devono fare i conti con la disoccupazione, la miseria, l’agonia del commercio e la morte delle industrie. Chi sono, dunque, quei masochisti che rimpiangono colui che si è dedicato anima e corpo alla costruzione degli enormi mostri di cemento che ci circondano, invece di preoccuparsi di costruire alloggi di edilizia popolare per coloro che non hanno un tetto sulla testa? Chi sono quei sadici che si rammaricano per non avere un sindaco che ha fatto accendere al comune mutui per poter sperperare il pubblico denaro a tutto vantaggio degli speculatori, invece di rendere più efficienti i servizi sociali? Chi sono quei depravati che ancora ne tessono le lodi nonostante il bel regalo che ci ha fatto (il CDR) per entrare nelle grazie del suo pari Bassolino, senza poi preoccuparsi dell’aumento delle malattie? Chi sono i pazzi che lo difendono a spada tratta nonostante non abbia speso

che lo difendono a spada tratta nonostante non abbia speso alcuna parola per il nostro ospedale?

alcuna parola per il nostro ospedale? Chi lo ringrazia per aver taciuto quando l’università da Palazzo Melzi ha trasferito tutto il movimento che c’era in un’altra zona della città, dando il colpo di grazia ai commercianti del centro che devono ogni giorno sudare sette camice per contrastare la totale desertificazione della zona? Chi sono quegli alienati mentali che gli perdonano di aver messo l’urbanistica nelle mani di Mazzotti che ha poi preso piano regolatore e normativa e ne ha fatto scottex? Chi lo celebra per la Società di Trasformazione Urbana , che con denaro pubblico e aree espropriate dal comune ai privati per pubblica utilità, serve in realtà per realizzare l’ennesimo centro commerciale? Quello stesso volpino che oggi va dicendo tali assurdità, si dimise perché non poteva più reggere il peso,e non poteva più sopportare chi lo comprometteva. Mai ha svelato cosa reggeva e chi lo comprometteva però! Mai ha dimostrato di avere gli attributi necessari per fare nomi e cognomi! I sammaritani e la magistratura ancora aspettano di sapere, e impegnati come sono a maledire il giorno in cui si sono ritrovati quest’altro Pinocchio di sindaco, figurati se si mettono a versare lacrime per la tua assenza! Angela Cipullo

ULTIMEELEZIONI AMMINISTRATIVE SICILIAESARDEGNA

Il popolo sammaritano si associa al dolore che ha colpitola consigliera comunaleDott. Maria Limardi.Laperditadella madre

Il popolo sammaritano si associa al dolore che ha colpitola consigliera comunaleDott. Maria Limardi.Laperditadella madre è sempre e comunqueunatragedia personalegrandissima.

CAMPO SORBO non avete speso neanche un pensiero

AMICI SAMMARITANI, NON VI FATE IMBROGLIARE

Sono decenni che si parla del “Campo Sorbo” ma non si è mai approdato a nessun atto concreto. Nell’ultima campagna elettorale tutti noi, insieme al sindaco, c’impegnammo per cercare di risolvere il problema di un pezzo della nostra città lasciato a sé stesso, quasi fosse un novello ghetto. Eppure si stanno sprecando risorse cittadine per ogni nonnulla, ogni motivo è buono per spendere soldi, viaggi, macchine nuove, consulenze pagate con la stessa munificenza di un marajà, soldi buttati via per un campo da rubgy, soldi buttati via per le piante al cimitero (che non servivano), ma per il “campo sorbo” nulla! Per il “campo sorbo” non avete speso neanche un pensiero.

Donato Di Rienzo – Segretario DC

Hai sentito ? Il pd è risultato vittorioso in Sardegna e Sicilia. Noi del Pdl
Hai sentito ? Il pd è risultato
vittorioso in Sardegna e Sicilia.
Noi del Pdl abbiamo avuto la prima
scoppola.
Secondo me hanno saputo
che da noi a S. Maria C.V.
hanno accettato Campochiaro
come iscritto e tra poco arriverà
pure Giudicianni.
Queste cose si pagano !
S. Maria C.V. hanno accettato Campochiaro come iscritto e tra poco arriverà pure Giudicianni. Queste cose
S. Maria C.V. hanno accettato Campochiaro come iscritto e tra poco arriverà pure Giudicianni. Queste cose
S. Maria C.V. hanno accettato Campochiaro come iscritto e tra poco arriverà pure Giudicianni. Queste cose