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Mezzanotte, e 5 ore di distanza da Marrakech. Ho sempre avuto problemi a dormire in treno.

C'
qualcosa in quell'incessante ritmo e scuotimento delle rotaie quando loro ruotano attraverso i binari
che mi lascia sempre sveglio. E' come una melodia distante tropo rumorosa da ignorare. Nemmeno
il buio che inonda gli scompartimenti di notte mi aiuta. E' peggio di notte, quando le stelle sono
l'unica luce visibile nel vasto, muto deserto che scorre alla mia finestra.
Questo un problema fastidioso, siccome il miglior modo per viaggiare in treno in Marocco
dormire. I treni sono pieni di guide clandestine, che passano di cabina in cabina cercando turisti con
cui condividere le loro indicazioni sui migliori ristoranti, gli hotel pi economici, le donne pi pure.
Le false guide in Marocco parlano una mezza dozzina di lingue, il che rende un po' difficile
ignorarli. Spesso il mio colorito olivastro, le mie sopracciglia folte e i miei capelli neri li tengono
alla larga. Ma l'unica via per allontanarli completamente dormire, cos loro non hanno scelta, se
non si spostarsi al prossimo malaugurato viaggiatore.
Questo era proprio quello che pensavo stesse avendo luogo nello scompartimento vicino al mio
quando sentii una voce alta. Era una discussione fra quella che credevo essere una falsa guida e un
turista riluttante. Potevo sentire un'inflessibile rimprovero in lingua araba detta troppo velocemente
perch io la capissi, interrotta dalla piccata risposta di un americano.
Io avevo visto questo tipo di discussioni prima: nei grandi taxi, al baazar, troppo spesso in treno.
Nei pochi mesi in Marocco, mi sarei dovuto abituare alle improvvise sfuriate dei locali, che si
sfogavano come un rombo di tuono, quindi si potevano chiudere altrettanto velocemente con un
borbottio ed una pacca sulla spalla amichevole.
La voce alla porta accanto si fece pi forte, e allora pensai di aver afferrato la faccenda. Non era una
falsa guida. Qualcuno veniva rimproverato. Era difficile da dire, ma avevo riconosciuto un confuso
accento berbero che le autorit talvolta usano quando vogliono intimidire lo straniero. Gli americani
continuavano a dire Aspetti un minuto, poi Parlez-vous Anglais? Franais?. Il marocchino,
ormai lo avevo capito, gli stava chiedendo i passaporti.
Curioso, mi alzai e camminai silenziosamente oltre le ginocchia dell'uomo d'affari sdraiato di fronte
a me. Aprii la porta abbastanza per strisciare fuori e camminare nel corridoio. Appena i miei occhi
si riabituarono alla luce, intravedetti la familiare uniforme rosso e nero brillante da conducente
attraverso il vetro della porta del compartimento adiacente al mio. Bussai leggermente e entrai
senza aspettare una risposta.
Salaam alay-kum dissi. Che la pace sia con te
Il controllore abbandon la discussione e si volt a me col solito Walay-kum salaam. E la pace sia
anche con te. La sua faccia era i suoi occhi rossi, pensavo