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n 27

Aprile 2015
Genova

Fischi di carta
POESIA DI CINQUE GIOVANI FISCHIANTI

IN QUESTO NUMERO

i fatto, ogni silenzio consiste nella


rete di rumori minuti che lavvolge: il silenzio
dellisola si staccava da quello del calmo mare
circostante perch era percorso da fruscii
vegetali, da versi duccelli o da un improvviso
frullo dali.

Editoriale | La fibra del silenzio - A. Pesce


Poesia del mese | Sogna la notte - M. Pratt
Poesie dei lettori | Poesia senza titolo - K. Mamayusupova
Zona franca | Intervista a Michele Camusso - S. Magnolo
Prossa Nova Diamanti, scarpe da rapper - A. Moro
Giallastro - M. Valentini

Italo Calvino, Lavventura di un poeta

www.fischidicarta.it

Ho sempre trovato affascinante la meditazione, quella orientale e quella interiore. Grazie ad essa e i suoi silenzi riesco a
creare attimi di pura connessione tra me e
luniverso delle sensazioni che mi circondano. Il suo intrinseco significato e la sua
innegabile utilit nel processo di ricerca
intima e personale dellindividuo sono gli
elementi che bramo nel mio quotidiano,
quando stacco dal lavoro della giornata.
Inoltre, scrivendo poesia, mi sono posto
spesso di fronte alla necessit di meditare per andare a ricercare e codificare le
vibrazioni o il colore degli elementi che
mi circondano quotidianamente. Negli
attimi in cui mi ritiro, tasto il silenzio, mi
nutro di esso, come se avesse una
sua forma e sostanza. Nonostante la realt ci dica che apparentemente il silenzio

LA FIBRA DEL SILENZIO


e lorigine della musica, legando le sue opere letterarie e musicali alla filosofia orientale
induista e buddhista Zen. Nelle sue opere Cage, da musicista compositore, assume i connotati del filosofo. Il suo discorso acquisisce con il tempo unimpostazione filosofica con
cui ridiscutere il concetto di musica. Musica che viene considerata affermazione della vita,
un modo di vivere e non sopravvivere. Il concetto fondamentale delle sue prime composizioni si ricollega allAlea, meglio conosciuta come musica aleatoria: un tipo di musica in
cui alcuni elementi della composizione siano lasciati al caso e/o, nella realizzazione, alle
libere decisioni dellesecutore. Per Cage occorre meditare sul vuoto prima di interrogarsi
sul contenuto del ritmo e sulla composizione della musica. Questo modus operandi deve
essere perseguito senza fine, scopo o intenzione, perch occorre aggirare il desiderio di
trovare sempre lemozione nella musica, alla ricerca del vero collegamento tra la sensibilit del compositore e i suoni che compone. Da questo crogiolo di riflessioni nasce il libro
Silence. Cage si domanda cosa sia il silenzio e, nella sua profondit spirituale, perviene ad
una conclusione molto semplice: il silenzio un mezzo espressivo colmo di significato
intrinseco e potenziale. La ragione da ricercare nel fatto che esso una condizione del
suono e quindi materia sonora. Cage afferma
inoltre che il silenzio sottolinea e amplifica i suoni, li rende pi vibranti, ne preannuncia
lentrata, crea suggestivi effetti di attesa e sospensione. Tralasciando per un momento il
carattere tecnico, questa definizione mi ha lasciato il sapore di quella universalit che

[ EDITORIALE
[

sia riconducibile allaccezione dellassenza, non mi mai parso, nella mia esperienza, cos assente o vuoto n negli
elementi esteriori n in quelli interiori.
Da tutto ci mi sorta spontanea una domanda: che cosa il silenzio? Cercando
di darmi una risposta sono partito dalla
sua definizione: per silenzio si intende relativa
o assoluta mancanza di suono o rumore. Questa
enunciazione per quanto precisa non mi
soddisfa, perch al tempo stesso troppo
chiara ma umanamente relativa. La definizione che cerco va oltre il concetto di
umanit come centro dellanalisi dei fenomeni universali. A questo punto allora
si profila unaltra domanda: se il silenzio
esiste in natura al di l delluomo, di quale fibra esso composto?
Pochi mesi fa ho incontrato un mio caro
amico musicista irlandese con cui ho avuto il piacere di discorrere piacevolmente
su questi temi; tra una chiacchiera e laltra mi ha suggerito vivamente di leggere
un libro che consiglio a tutti voi: Silence
di John Cage. Questautore considerato uno dei pi importanti compositori,
teorici musicali della musica contemporanea. Costui ha dedicato la vita ad indagare lintrinseca formazione del suono

Andrea Pesce

Per voi, cari lettori, quale la fibra del silenzio?

Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare


e il silenzio della citt quando si placa
e il silenzio di un uomo e di una vergine
e il silenzio con cui soltanto la musica trova linguaggio
il silenzio dei boschi
prima che sorga il vento di primavera
e il silenzio dei malati quando girano gli occhi per la stanza
e chiedo: Per le cose profonde a che serve il linguaggio ?
Un animale dei campi geme uno o due volte
quando la morte coglie i suoi piccoli
noi non siamo senza voce di fronte alla realt
noi non sappiamo parlare...

cerco. Il silenzio per me il mezzo espressivo con cui anche il poeta si trova a confrontarsi,
lattimo creativo che preannuncia la parola, una fucina che assembla i pensieri e filtra le
sensazioni. grazie al silenzio intimo che gli umani ritrovano le giuste connessioni empatiche tra gli individui. Per darvi la mia idea su quale sia la fibra del silenzio ho deciso di
non dilungarmi in tante parole, lascio piuttosto che sia un frammento della poesia Silence
di Edgar Lee Masters a parlare al posto mio:

CONCHIGLIE

E PER MEDESIMA MEMORIA

E per medesima memoria


Come queste conchiglie sminuite
ascoltare i muscoli della pioggia
sotto il ritmico sciabordio
assieme ai tuoi
del mare indefesso
nei saliscendi, nelle sue ascosit
muoversi e mormorare, in viaggio
e visioni, con le grinze addentellate
verso lospedale o verso
e saleggiate da forze panerosive;
una bellissima donna


ecco,
promettere al tempo un trattamento
come le conchiglie,
pi equo vorr dire aprire
alcune pure sbrindellate,
le finestre senza batter fiato.
sono trascorsi i miei giorni
umidificati a volte dal balsamo
E non giudicare un giorno di pi.
alternato del flutto incandente,
altri sotterrati in oblii di grani.
Nel suo fabbisogno turchese

-e nel guardarle,
la cornacchia senza volto
metterle in fila
poich conosciamo di lei solo lo squillo,
come un bambino visposo,
non c lavoro per altri lass,
aderente alla ludicit litorale,
ai caduti della montagna,
naturalmente edotto al movimento rituale,
qui tra queste tre colonne
prima che la mamma mandi a chiamare.
Vorrei prenderle e ascoltare
dipinte color rosso sentiero
infiniti murmuri e brontolii
di chi fuori dal mio mondo,
la mano bambina del pensiero
puntellato da poche stelle notturnali,
che ferve e indica falsamente
ha ancora qualcosa da denunciare.
la vera direzione:
E ascolterei tutto, s, ascolterei
interessato, lo sguardo perso,
la volont di volare senza ricordi
sfissato sui rivolii cresposi del vento.
oltre le famiglie e gli alberi
Ascolterei, ma senza lasciare uscire
e salutar con occhi teneri
quelle bocche disobbedienti che
alcuni Dei chiusero nelle concavit
il nulla.
minute dei miei giorni zigrinati,
in cui i pesi, giocosamente,
E per medesima memoria
anche loro li ho lasciati,
raspare raspare il Nome e non osi oltre
la visione possibile:
cerchi sullacqua.
-O conchiglia, mia conchiglia
lusso e meraviglia della battigia,
sei lantidoto carapaceo al becco
impertinente del gabbiano
che gioisce nel beffare chi non ha ali,
sei lostico ammonimento
di ci che dentro sento, anche ora,
anche bambino

-ricordo immutabile
del tempo disorientante, quando
incalzoso a volte
sbilenca i nostri giorni,
che, da uomini,
siamo chiamati a raddrizzare.

Alessandro Mantovani
4

la citt bassa immersa nel caos del sole;


e nella difficolt dinsieme
sta lunico amore.

Silvio Magnolo

Fischi di carta

A MIRANDA.

IL COSTRUGGENTE1

Miranda. Quel tuo laccetto blu.


La zeppa sprofondava nella sabbia,
e si sappia non ti rividi pi.
Le sei del pomeriggio sulla spiaggia:
presi un ghiacciolino al chiosco, e tu
bevesti, per igiene, senza labbra

Lho visto in frantumi a frantumi


raccogliere frantumati affilati
pezzi che lo restituivano,
lo riflettevano informale
deformato come in preda immemore
al deserto sformato di chi
la forma non la ricorda
ch non la fanno ricordare.

Poesia su commissione dun amore semiserio


consumato in una vacanza estiva

una coca piegando un po la testa.


E smaniosa dicevi cose strambe
sulle armi, sugli spari, sulle gesta.
Io, nel dubbio, fissavo le tue gambe
mentre, come tronchi di foresta,
si stagliavano, abbronzate entrambe.
Miranda... Una vampa per me, una guglia
per tutti, alta da piantarti nel cielo,
e il tuo culo sulla rena di Puglia!
Lo bramai. S. Era cos altero...
Volli toccarlo, e come una conchiglia
la tua gonna sapr al vento sincero.
Sublime vista! Allungai la mano,
mentre tu, immaginando conquiste
e lespansione del suolo italiano,
dicesti la parola avanguardiste
quando il culo entr nella mia mano.
Un tuo pugno, da braccia di baliste,
sfond come un proiettile il mio naso.
E pugni. E calci. Botte di una danza
che farebbero pensare al sadomaso
ma fecero arrivare lambulanza.
Oh Miranda! Tanto infausto il caso:
la mia vita solo un pianto di mancanza
ripercorrendo la tua coscia viva
dargilla cotta, tornita allins,
quel sodo fondoschiena che atterriva,

Senza guanti senza fretta le mani


sollevavano manciate riflesse
di vetro, e pensavo al dolore
inutile e poi al piacere, pensai
che non lo ricordavo quando
si bambini, non si sa di che
si piange cercavo tra le dita
il colore del mio sangue: un vetro
volevo lo restituisse
senza lasciarsi trapassare.
Allora in ginocchio a quelluomo
diedi anche le mie mani alle sue
da alternare attento disse,
perdere da ora il sangue
a ricostruire sar il tuo mestiere.
Che nome ha il mestiere?, gli chiesi;
disse unarte, fare il costruggente,
di quelle che si fanno tra una piega
della notte e laltra, in silenzio rifare da capo il distrutto il disfatto;
a dir grazie, a pagare, nessuno.
Cos a costruggere mi misi con lui
il distrutto, felice e faticato:
facevamo il mondo intorno tutto
per noi ri-costrutto.
chi ci avrebbe ricordato.

Che importava

Emanuele Pon

e, Miranda, il tuo laccetto blu.

Federico Ghillino

1 Il costruggente un neologismo nato in una serata di discussioni frivole e meno frivole, ed , propriamente, colui che ripara, ricostruisce,
ricrea, rif ci che stato distrutto e che, molto probabilmente, non andava affatto distrutto. Mancava il nome di questa figura, bella perch
immaginaria: eccolo.

Fischi di carta

Un fantasma si agita nelloscurit


contro i muri, si staglia la suo sagoma

Che tristezza di strade vuote


di echi, di finestre chiuse
come si agonizzasse il tempo su qualche

marciapiede

La gravit nulla sa dire


Sogna la notte

SOGNA LA NOTTE

Di Milo Pratt segnaliamo il blog in spagnolo:


lacasadelsimio.blogspot.com,
il blog in italiano:
lacasadellascimmia.blogspot.it
e la pagina Facebook de La casa del simio:
www.facebook.com/pages/Milo-Pratt-La-Casadel-Simio/875256282509258

ra tutte le poesie che ci avete inviato per mail


abbiamo deciso di farne emergere una in particolare,
di mese in mese, che ci abbia colpito per originalit
o interessato per qualsiasi altro motivo, staccandola
da Le poesie dei lettori. Per scoprire liter che ha portato
a questa rubrica andate a leggere la Zona Franca del
#25, a pagina 10. Chiunque abbia voglia di inviarci
le sue poesie lo faccia senza timore, leggeremo e vi
risponderemo!

F
LA
POESIA
DEL
MESE
POESIA SENZA TITOLO

Tu sei il cervello, io la spina dorsale.


Ti sei lo zucchero, io il sale.
Ti piace il buio, io amo il chiaro.
Ti piace il dolce, a me lamaro.
Siamo pi e meno, sole e neve:
Ecco il nostro amore in breve!
Siamo diversi ma uguali,
Perch i nostri cuori hanno le ali,
Hanno le gioie e i dolori,
In bianco e nero e a colori,
Hanno fortuna e malasorte,
Un punto debole e uno forte;
Stan silenziosi, parlano poco,
Dal nulla fan nascere un grande fuoco.
I Cuori son vivi e san cantare,
Come sirene di notte sul mare!

Kristina Mamayusupova

Milo Pratt

passa il vento

nei suoi alberi le foglie si agitano

un uccello trilla

esce il sole.

Uno sconosciuto viene svegliato dal freddo


una farfalla spunta nel vento,
lascia scie colorate nellaria, il suo volo

Che tristezza di strade vuote


che inquietudine di guaiti e di lamenti
che tristezza agognare una pelle di vetro che anche

se fragile,
possa resistere la invasione degli eoni

Una farfalla spunta nel vento


sono tristi queste strade lontane
questa pelle sulla quale la vita lascia le sue impronte

Uno sconosciuto si inquieta nel silenzio


si perde fra i muri il suo lamento

Che tristezza di strade altrui


di lamenti nelle ultime ore della notte
come se essa sognasse il tempo, e il tempo, il passo
del vento, la carezza

Che tristezza di strade vuote


di voci, di macchie nere sullasfalto
come se il tempo piangesse, ai giorni e ai visi gi

andati
Spunta una farfalla nel vento
sogno la mia immutabile pelle di vetro
il vecchio sogno della trasparenza

LE
POESIE
DEI
LETTORI

idea di Le poesie dei lettori nata dalle


richieste di collaborazione che abbiamo ricevuto da
amici, conoscenti e sconosciuti che ci hanno fatto
pensare ad uno spazio dove raccogliere tutte le loro
poesie. Quindi, ringraziando coloro che senza timore
si sono mostrati e si mostreranno, speriamo che la
nostra idea possa farvi piacere ed invitiamo chiunque
sia interessato a scriverci!

INTERLUDIO
Perch dopo le nostre e quelle dei lettori non una poesia di qualche autore conosciuto?
Poesia scelta da Alessandro:
Mario de Andrade (1893-1945) un poeta brasiliano conosciuto e ricordato nella sua nazione come padre
della poesia modernista. Con accenti che noi ricondurremmo al futurismo (o forse, ancor di pi ad alcuni
esponenti del Gruppo 63), de Andrade spicca, per, anche per una grande sensibilit sentimentale troppo
spesso messa in secondo piano dal merito della sua opera principale.

ACCETTERAI LAMORE COME IO LO CONSIDERO?


Accetterai lamore come lo considero?...
...Lievemente azzurro, unaureola,

[soavemente
salva limmagine, come uno scudo
contro questi cambiamenti del banale

[ presente

Aceitars o amor como eu o encaro ?...


...Azul bem leve, um nimbo, suavemente
Guarda-te a imagem, como um anteparo
Contra estes mveis de banal presente.

Tutto ci che c di migliore e di pi raro


vive nel tuo corpo nudo di adolescente,
la gamba cos dondolante ed il braccio,

[ il chiaro
sguardo imprigionato nel mio,

[ perdutamente.

Tudo o que h de melhor e de mais raro


Vive em teu corpo nu de adolescente,
A perna assim jogada e o brao, o claro
Olhar preso no meu, perdidamente.

Non esigo pi nulla. Non desidero


pi nulla, solo guardarti, fino a quando
la realt sar semplice, e appena questo.

No exijas mais nada. No desejo


Tambm mais nada, s te olhar, enquanto
A realidade simples, e isto apenas.

Che grandezza...La totale evasione



[ dellimbarazzo
che nasce dalle imperfezioni. Il fascino
che nasce dalle serene adorazioni.

Que grandeza... a evaso total do pejo


Que nasce das imperfeies.
O encanto Que nasce das adoraes serenas.

Mario de Andrade
(Primo maggio seguito da Il pozzo, Edizioni del Vascello, a cura di Andrea Ciacchi)

Fischi di carta

IL DOMATORE
Altezza del Corso. Bonde 3.
Asfalti. Vaste, alte fontane di polvere
sotto larlecchinesco cielo oro-rosa-verde...
Gli insudiciati complessi dellurbanizzazione.
Filetto di manuelino1. Calvizie della

[ Pennsylvania.

Alturas da Avenida. Bonde 3.


Asfaltos. Vastos, altos repuxos de poeira
sob o arlequinal do cu oiro-rosa-verde...
As sujidades implexas do urbanismo.
Fils de manuelino. Calvcies de Pensilvnia.

Di fronte, il tram dellirrigazione,


dove un Sole mago si disperde
in un trionfo perso di smeraldi, topazi e

[ rubini...
Languidi Botticelli a leggere Henry Bordeaux
in clausura senza draghi delle torri....

Gritos de goticismo.
Na frente o tram da irrigao,
onde um Sol bruxo se dispersa
num triunfo persa de esmeraldas, topzios e

[ rubis...
Lnguidos boticellis a ler Henry Bordeaux
nas clausuras sem drages dos torrees...

Mario, paga duecento reis.


Sono cinque al banco: uno bianco,
uno notte, uno oro,
uno grigio tubercolotico e Mario...
Sollecitudine! Sollecitudine!

Mrio, paga os duzentos ris.


So cinco no banco: um branco,
um noite, um oiro,
um cinzento de tsica e Mrio...
Solicitudes! Solicitudes!

Ma... guardai, oh i miei occhi nostalgici dello



[ ieri
questo spettacolo incantato del Corso!
Rivissi, oh gauchos paulisti antenati!
e oh cavalli dalla collera sanguinante!

Mas... olhai, oh meus olhos saudosos dos



[ ontens
esse espetculo encantado da Avenida!
Revivei, oh gachos paulistas ancestremente!
e oh cavalos de clera sangnea!

Arancia dalla Cina, arancia dalla Cina,



[ arancia dalla Cina!
Avocado, mandarino e cambuc!
Attenzione! Agli applausi dello spumeggiante

[ clown,
eroico successore della razza degli esploratori

[ dei signorotti,
biondamente domando un automobile!

Laranja da China, laranja da China, laranja



[ da China
Abacate, cambuc e tangerina!
Guardate! Aos aplausos do esfusiante clown,
Herico sucessor da raa heril dos

[ bandeirantes,
Passa galhardo um filho de imigrante,
Louramente domando um automvel!

Mario de Andrade
(Primo maggio seguito da Il pozzo, Edizioni del Vascello, a cura di Andrea Ciacchi)

1 Stile architettonico portoghese

Fischi di carta

ZONA FRANCA
Da settembre 2013 a luglio 2014 avete letto in queste pagine conclusive quello che fra di noi usiamo
chiamare larticolo. Ebbene: abbiamo deciso di trasformare questo spazio, ed il titolo che vedete poco
pi in alto vi avr gi fatto capire. Vogliamo liberare questarea e renderla una zona franca, dove fare
apparire larticolo o una poesia pi lunga del solito, un racconto o una qualche sperimentazione ancora da progettarsi. In ogni caso speriamo che lidea, ma soprattutto quello che qui leggerete, vi piaccia!

le parole possono spennarti,


lasciarti nudo,
le tue belle penne splendenti andate.
Paula Meehan

INTERVISTA A MICHELE CAMUSSO1, PITTORE E POETA


di Silvio Magnolo

uello che ho pi apprezzato fin da subito di Michele, come persona oltre che come artista, stata la
sua voglia di aprirsi senza paura, di mettersi a nudo, come recita il titolo stesso della sua raccolta di poesie.
E come dare torto a coincidenze semantiche e umane cos perspicue?
Tutto ha inizio circa un mese fa, quando vado allultima giornata dellArte Fiera di Genova ormai tappa
gioiosamente obbligata e mi metto come mio solito a osservare quadri e autori dei quadri, con lo sguardo
molesto e scavatore di chi, prima o poi, attacca discorso alla prima occasione buona. l che conosco Michele,
e i suoi quadri. Recito nel tempo record di mezzo minuto la parola magica: Poesia. Poesia? Ah, anche io! E
inizia tutto. Mi d il suo libro, lo leggo, gli chiedo. Vedo i suoi quadri, vedo Genova, i vicoli, vedo San Matteo
tutta colorata, e mi piace immediatamente questa freschezza di mosaici, questo colore che non sta fermo.
Questo colore che ricrea le cose come gli pare.
Quel giorno si vuole che il Mondo torni a colori, stufi di viverlo nei toni del grigio, scrive Michele nella
introduzione di A nudo. stato proprio cos per me quel giorno allArte Fiera. Perch continuare a guardare
e riguardare, dire ah, bello e poi, nel silenzio, tornarsene a casa con quella comoda sensazione di bellezza
spenta? No. Bisogna parlare alla gente. Dire ci che si pensa ai diretti interessati. Chiunque essi siano. Questa
Umanit, questa Arte: un offrirsi al prossimo, un mettersi a nudo, come fa Michele in questa intervista
che ho voluto fargli dal vivo e che qui trascrivo2:
Caro Michele, raccontami della tua storia con la poesia.
A scuola per me la poesia era una cosa inarrivabile, anche abbastanza incomprensibile. Quando ho iniziato a scrivere poesia pi
o meno avevo diciannove anni. Io ho un fratello, pi grande di me, siamo nati a Recco tutti e due... Ho vissuto per trentanni in
Piemonte, ma venivo sempre gi nel periodo estivo... A diciannove anni rimanevo a casa da solo, non avevo pi quellinterfaccia,
anche conflittuale, che si ha coi fratelli. Ero sempre in ritardo, i miei problemi erano sempre pi futili dei suoi, pi infantili. E
quindi ho trovato sfogo non avendo pi uno sparring partner nella poesia, sempre per sentimenti piuttosto pesanti. Per me la
poesia molto intimistica.
Quanto il sentimento influisce su ci che scrivi e dipingi?
Direi che sono una persona molto semplice, lineare, malgrado sia complicatamente semplice. Non ho peli sulla lingua. Nella prima
1 Michele Camusso nasce a Recco nel 1969 ma da subito viene portato ad Asti dove frequenta le scuole dellobbligo ed il Liceo Scientifico F.
Vercelli. Si laurea a Torino presso il Politecnico in Ingegneria Meccanica nel 2000.
2 Ho scelto consapevolmente di trascrivere in diretta le parole di Michele. Non ho praticamente apportato modifica alcuna al suo parlato, nella
convinzione che questa ablazione di filtri possa dare pi risalto al vero e al vivo della persona, pi calore allumanismo dellincontro, e
rendere maggiormente fede allartista.

mostra che ho fatto, da una parrucchiera [ride], nel 2007, mia moglie mi dice hai avuto coraggio a esporti. Io in realt non
mi vergogno di nulla di quello che sono, quindi non ci avevo neanche pensato. Per me il sentimento tutto: sentimento ed emozione
sono quello che ci distingue. Tanti dicono lintelligenza. Lintelligenza ci permette di esprimere il sentimento, secondo me. Non
detto che basti lintelligenza da sola per essere un uomo... Intendo dire umano.
Parlami un po di te, cosa fai ora e che progetti hai.
la domanda pi impegnativa che tu mi possa fare, perch in realt ogni giorno cerco di capire chi sono. Io ho studiato allo Scientifico, ad Asti, poi al Politecnico di Torino, Ingegneria Meccanica, indirizzoVeicoli Terrestri. Dicevo: la mia creativit verr
sicuramente soffocata. Capisco i miei, loro volevano crearmi un futuro pi sicuro, ingegnere, sicuramente lavori guadagni ecc. Mi
definiscono tuttologo. So un po di tutto, ma non so mai niente al cento per cento. Penso che sia una pigrizia che ho, ma anche la
volont di non farmi condizionare. A volte ci vuole qualcuno che provi, anche nellignoranza o nella fantasia, a dire proviamo
a fare diversamente. Io mi considero un pittore naif, primitivo. Condizionato anche un po dal mito del fanciullino di Pascoli... Se
riesci a mantenere quella parte di te, pura, di ingenuit, ti si apre un mondo di fantasia che infinito. Non mi fermerei mai. Per me
sempre un inseguimento verso quello che sta arrivando.
[Lo molesto con una domanda fuori programma] Tu nel libro scrivi cerco di muovermi verso la luce, cosa
intendi esattamente?
Dove c luce c oscurit, loscurit la parte che mi opprime, mi toglie il fiato, mi toglie i colori. Io vivo di colori. Mi sono licenziato nel 2006 perch mia moglie mi ha detto stai diventando un uomo grigio [fa una pausa]. Penso... Una settimana
dopo mi sono licenziato [ride] non ho resistito tanto. Non riuscivo pi a dormire. Pensavo solo al lavoro, allo stress. Era forse un
mio modo sbagliato di approcciare il lavoro: sono regole che mi impongo da solo... La poesia la parte pi oscura di me, la pittura
invece la parte pi chiara.
Mi sono piaciute le tue poesie A nudo, le ho trovate limpide e sincere. Hai intenzione di continuare a fare
poesia?
S. La poesia una terapia per me, come per qualcun altro pu essere lo yoga, la preghiera. Direi proprio unesplosione dellanima,
una cosa che non riesco a tenere dentro [fa una pausa]... un tempo mi vergognavo, avevo il mio solito diario da adolescente, dove
scrivevo le mie poesie, le stesse che hai visto nella mia pubblicazione A nudo... per era la parte pi intima, svelarla era un po
come togliere unarmatura a un cavaliere, renderlo vulnerabile... la societ non ti permette di essere vulnerabile, perch ti ferisce
subito. Gi dallasilo... C una natura morbosa nelluomo. Adesso io sono questa persona. Posso anche risultare con due facce, per
sempre la stessa persona. Abbiamo il chiaro e lo scuro dentro di noi; la poesia essendo lo scuro di solito un malessere che viene
fuori: se tu lo tenessi dentro finirebbe per essere un tumore, un cancro dellanima, magari anche del corpo.
Semplice ma brillante la poesia di Michele, ben calibrata e mai lasciata del tutto in balia del mero vibrare dei
sentimenti. Una poesia che riflette il suo essere. Commovente e dal sapore ungarettiano il primo componimento, Incontri, che riporter qui a epitome significativa della raccolta A nudo.

INCONTRI di
Nuovi visi
sconosciuti
attorno si muovono.
Dalla nebbia venuti
ad essa diretti
privi di lascito.
Tu, fratello,
il sentimento
ti smaschera
mio gemello.
Le stesse rughe,

Michele Camusso
i nostri occhi
riverbero di dentro.
Addio, fratello.
Non parole
inutili
ma molto
il vederti.
Non siamo soli
noi incurabili.
Continuiamo a seguire la luce
fuori da questa polvere lattea.

Fischi di carta

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CONTATTI
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La mail principale cambiata, ma sappiate che la vecchia non stata disattivata, perci
scrivendoci a fischidicarta@gmail.com riceveremo le vostre mail e vi risponderemo! Per
lodi, insulti, consigli, proposte, domande, poesie e quantaltro potete contattarci via e-mail.
Per contattare i Fischi di Carta scrivete allindirizzo che vedete in alto (se qualcuno volesse
rivolgersi ad uno soltanto di noi deve semplicemente specificarlo);
se invece vi interessasse contattare i ragazzi di Prossa Nova potete scrivere allindirizzo che
trovate sullinserto di prosa. Grazie!

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Sara Traina
Fischi di carta fondata ed animata da:
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