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I.

LA DENSITA DEI GAS: LANIDRIDE CARBONICA E PIU DENSA DELLARIA


Cosa ci serve?
2 becher
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di aceto
1 lumino scaldavivande
Come si fa?
Mettiamo un cucchiaino di bicarbonato di sodio in uno dei due becher e ci aggiungiamo un cucchiaio di
aceto. Dopo che leffervescenza della reazione diventa meno intensa agiamo come se dovessimo
travasare il contenuto del primo becher nel secondo, facendo attenzione a non versare anche del
liquido. Prendiamo poi il secondo becher e agiamo come se dovessimo versare il suo contenuto sopra
la fiamma accesa del lumino. La fiamma si spegne quasi istantaneamente.
Cosa succede?
Il bicarbonato di sodio reagisce con l'acido acetico e si forma acetato di sodio, acqua e anidride
carbonica.
La densit dell'anidride carbonica a temperatura e pressione ambiente circa 1,5 volte pi grande
della densit dell'aria. Trovandosi in un ambiente non ventilato, nel primo becher lanidride carbonica
risultata dalla reazione si era quindi stratificata sopra il liquido. Abbiamo quindi potuto versarla nel
secondo becher e poi sopra il lumino.
Osservazioni
Lanidride carbonica (biossido di carbonio, diossido di carbonio) una sostanza fondamentale nei
processi vitali delle piante e degli animali, ma allo stesso tempo ritenuta uno dei principali gas serra
presenti nell'atmosfera terrestre.
Nell'aria l'anidride carbonica presente in concentrazioni inferiori allo 0,1%, mentre nell'aria esalata
dopo un respiro circa il 4,5%.
Respirare un'atmosfera particolarmente ricca di anidride carbonica produce un sapore acidulo in
bocca e un senso di irritazione nel naso, nella faringe e nella laringe; ci dovuto al suo reagire con
l'acqua per formare acido carbonico.
Lanidride carbonica non tossica in s, ma non respirabile e quindi pu provocare la morte per
asfissia. Infatti, un'atmosfera che contiene oltre il 5% di anidride carbonica tossica per gli esseri
umani e per gli animali, dato che essa va a saturare l'emoglobina del sangue impedendole di legarsi
all'ossigeno e bloccando quindi l'ossigenazione dei tessuti.
In fase solida, a temperature superiori a -78 C e a pressione ambiente, non liquefa, ma sublima.
Lanidride carbonica solida nota anche come ghiaccio secco. Pu essere per liquefatta
sottoponendola ad alte pressioni a temperatura inferiore ai 31 C.

II. COME LACQUA E LOLIO E LALCOOL DENATURATO

II. COME LACQUA E LOLIO E LALCOOL DENATURATO


Cosa ci serve?
acqua
olio
alcool denaturato
lecitina di soia
calice da vino
cucchiaino
cilindro graduato
Come si fa?
Mettiamo una certa quantit di alcool nel bicchiere. Versiamo poi dellolio. Aiutandoci con un
cucchiaino versiamo a poco a poco dellacqua, facendola scivolare lungo la parete del bicchiere in
modo tale da non disturbare troppo lalcool. Aggiungiamo poi della lecitina di soia disciolta nellacqua
e agitiamo bene.
Cosa si osserva?
Per primo, osserviamo che lolio non forma una miscela omogenea con lalcool, ma si dispone sul fondo
del bicchiere.

Lacqua si mescola benissimo con lalcool e quando la versiamo nel bicchiere finisce sul fondo,
portando con s una certa quantit di alcool. Dovremmo riuscire a osservare il fatto che lintensit del
colore diminuisce dallalto verso il basso.

Lolio si dispone sopra lacqua ma sotto lalcool, cercando di formare una bolla. Facendo molta
attenzione allacqua che aggiungiamo dobbiamo riuscire ad ottenere una bolla dolio fluttuante nel
liquido.

II. COME LACQUA E LOLIO E LALCOOL DENATURATO

Agitando leggermente la bolla osserviamo che essa si divide in tante bolle pi piccole, ma non si
mescola ad acqua e alcool.

Prendiamo pochissima lecitina e la stemperiamo con una piccola quantit di acqua. La aggiungiamo al
nostro miscuglio e agitiamo bene. Si nota che lolio non si separa pi spontaneamente dagli altri
componenti.

Cosa succede?
Lo scopo dellesperimento mostrare visivamente la diversa densit dei liquidi e la non miscibilit di
acqua e olio, a meno di aggiungere un emulsionante.
Lolio non si miscela con lalcool, per via della sua struttura chimica e poich lolio pi denso
dellalcool (quasi 1,2 volte) finisce sul fondo del bicchiere. Lacqua forma un miscuglio omogeneo con
lalcool, ma essendo pi densa sia dellalcool che dellolio si dispone sul fondo del bicchiere, portando
con s dellalcool. Si forma un miscuglio di acqua e alcol con concentrazione variabile, pi alta in

II. COME LACQUA E LOLIO E LALCOOL DENATURATO

superficie e pi bassa sul fondo del bicchiere. La concentrazione variabile da nascita ad una densit
variabile. Questo fa s che lolio rimanga intrappolato sotto forma di bolla.
Le molecole di lecitina sono fatte in modo tale da presentare ad una estremit unalta affinit per
lacqua o per lalcool, mentre allaltra unaffinit per i grassi. In questo modo riesce a mescolare due
liquidi immiscibili in condizioni normali.
Osservazioni
Se ripetiamo lesperimento in un cilindro graduato, aggiungendo i liquidi dal pi denso (acqua) al
meno denso (alcool) otteniamo un belleffetto cromatico invece della bolla precedente. La lecitina e
una vigorosa agitazione producono poi una miscela eterogenea, ma uniforme, chiamata emulsione.

III. LALLUMINIO STA A GALLA?

III. LALLUMINIO STA A GALLA?


Cosa ci serve?
acqua
quattro fogli di alluminio della stessa dimensione
due recipienti trasparenti
Come si fa?
Prendiamo due fogli di alluminio della stessa dimensione.

Uno lo appallottoliamo, laltro lo pieghiamo come un foglio di carta, pi volte, fino ad ottenere un
oggetto compatto.

Li immergiamo alla stessa profondit in un recipiente pieno dacqua.

Cosa si osserva?
Uno va a fondo, mentre laltro risale in superficie.

III. LALLUMINIO STA A GALLA?

Perch in un caso lalluminio sta a galla e nellaltro affonda? Che cosa c di diverso? La forma?
Facciamo un altro esperimento. Prendiamo altri due fogli di alluminio.
Questa volta uno lo appallottoliamo sottacqua, mentre il secondo lo appallottoliamo fuori dallacqua e
poi lo immergiamo.

La forma la stessa. Perch si comportano in modo diverso?


Cosa succede?
Tra le propriet caratteristiche di qualunque sistema materiale (solidi, liquidi e fluidi) vi la densit,
che dipende dalla massa dell'oggetto e dal volume che esso occupa (la densit si ottiene dividendo la
massa del corpo per il suo volume). Per la Legge di Archimede, la densit di un corpo la grandezza
che determina il suo galleggiamento in un fluido: un corpo galleggia se la sua densit media minore
di quella del fluido in cui immerso. Affonda se invece la sua densit media maggiore di quella del
fluido.
Un oggetto con densit maggiore della densit dellacqua affonda in essa. Se la densit delloggetto
minore, risale in superficie. Lalluminio circa 3 volte pi denso dellacqua, quindi dovrebbe andare a
fondo. Nella pallina appallottolata fuori dallacqua non c solo alluminio ma anche aria, che circa
2000 volte meno densa dellalluminio e che rimasta intrappolata nelle pieghe del foglio accartocciato.
Nellinsieme quindi, la densit media della pallina inferiore a quella dellacqua e dunque risale verso
lalto. Nel foglio ripiegato invece la quantit di aria intrappolata trascurabile, quindi questoggetto
compatto affonda perch costituito quasi solo da alluminio.
Nel secondo esperimento, quando abbiamo appallottolato il foglio sottacqua al posto dellaria
abbiamo intrappolato dellacqua. La densit media della pallina diventata maggiore di quella
dellacqua e per questo andata a fondo.
Ed in questo modo che vengono costruite barche e navi. Se fossero tutte di ferro non starebbero a
galla. Ma al loro interno intrappolata una quantit daria sufficiente per avere una densit media
inferiore a quella dellacqua. La forma non centra nulla.
E i sommergibili? Come fa un sommergibile a immergersi e poi tornare a galla? Semplice, modifica la
sua densit media. I sommergibili sfruttano delle camere che possono essere riempite di acqua o di
aria, grazie a delle riserve di aria compressa. E lo stesso meccanismo che usano i pesci che grazie alla
vescica natatoria si riempiono e si svuotano di aria per variare la loro profondit. Ma da dove
prendono laria? Scopritelo voi!