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Salvore

avudrija
S
viaggio nel passato

putovanje u prolost

MUZEJ GRADA UMAGA / MUSEO CIVICO DI UMAGO

(1)

Impresum / Impessum
Nakladnik / Editore: Muzej grada Umaga - Museo Civico di Umago
Organizator izlobe i za nakladnika / Organizzatore della mostra e per leditore: Biljana Boji
Autorice izlobe / Autrici della mostra: Branka Miloevi, Biljana Petrovi Markei
Urednice Kataloga / Redattrici del catalogo: Branka Miloevi, Biljana Petrovi Markei
Likovni postav izlobe / Allestimento artistico della mostra: Biljana Boji
Tehniki postav izlobe / Esposizione: Biljana Boji, Branka Miloevi, Biljana Petrovi Markei
Restauracija nalaza / Restauro dei referti: Biljana Boji, Branka Miloevi
Prijevodi / Traduzioni: Mario Zaccaria (testi in catalogo), Ivana Martini (impressum)
Lektori / Revisioni dei testi: Nives Frani (HR), Petar Dimitrovi (IT)
Grafiki dizajn / Design grafico: Biljana Boji
Fotografie / Fotografie: Neven Jurjak, Muzej grada Umaga/Museo Civico di Umago
Tisak i priprema / Stampa e preparativi per la stampa: Comgraf Umag-Umago
Naklada / Tiratura: 300 komada/pezzi
Tisak dovren u studenom 2012. / Finito di stampare nel novembre del 2012
Zahvaljujemo naim sugraanima Danilu Latinu, Diegu Makovcu i Morenu Degrassiju na ustupljenom materijalu za izlobu.
Ringraziamo i nostri concittadini Danilo Latin, Diego Makovac e Moreno Degrassi per il materiale concesso.
Realizaciju izlobe podrali: Puko otvoreno uilite Ante Babi Umag, 6. Maj d.o.o. Umag, Komunela d.o.o. Umag
Talijanska osnovna kola Galileo Galilei, Umag, Degrassi d.o.o.
La realizzazione della mostra supportata da: Universit popolare aperta Ante Babi Umago, 6. Maj s.r.l. Umago, Komunela s.r.l. Umago
Scuola elementare italiana Galileo Galilei Umago, Degrassi s.r.l. Salvore.

Branka Miloevi, Biljana Petrovi Markei

Umag, 2012. / Umago 2012

MUZEJ GRADA UMAGA / MUSEO CIVICO DI UMAGO

Izloba je realizirana uz potporu Ministarstva kulture Republike Hrvatske i Grada Umaga


La mostra stata realizzata con il supporto del Ministero della cultura della Repubblica di Croazia e della Citt di Umago.

Savudrija,
Giuseppe Rieger 1845.
Salvore,
Giuseppe Rieger 1845

veti Ivan u Savudriji predstavlja posljednje podruje ovoga agera; a nazirujui se jo na povrini mora, prirodno oblikovana luka
dodatno ojaana ovjekovim umijeem, tijekom oseke titi brodice od naleta mora podno zaljeva. Bila je, smatram, komuna za sebe
stara Savudria, i to ne poput neka bezvrijedna zaseoka, ve onog koji egzistenciju ne duguje toliko svom ageru, koliko poziciji na vrh rta,
za prije kojega dvaput uputivi se u Trst ili moda Akvileju, potrebita bijae dozvola furija Bure, a pristanite brodsko u njem je nuda to
uvijeti fizike prirode nametnue.
Pietro Kandler, Trst 23. svibanj 1846.

. Giovanni di Salvore costituisce precisamente lultima estremit di quest agro; il porto formato da natura rafforzato dallarte,
vedendosi ancora a pelo dacqua nelle basse maree le vestigia di un molo il quale riparava la stazione delle navi dagli impeti del
mare che viene dal fondo del golfo. Fu, come penso, comune da s lantico Salvore, e borgata non ispregevole, la quale meno doveva la
sua esistenza allagro circostante, quanto al trovarsi posta sullestremit di un promontorio, a doppiare il quale per venire a Trieste o
passare in Aquileia, le furie di Bora non sempre permettono, e la stazione delle navi necessit prodotta da fisiche condizioni.
Pietro Kandler, Trieste 23 Maggio 1846

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zloba Savudrija, putovanje u prolost dio je projekta obrade muzejske grae i prikupljanja povijesnih saznanja u svrhu stvaranja
budueg koncepta stalnog postava u Muzeju grada Umaga.
Savudrijsko podruje, neraskidivo od svog podmorja, sainjeno od plodnih ravnica i prirodnih breuljaka, jo od prapovijesnih vremena
oaravalo je i privlailo ovjeka, da upravo tu, na tom mjestu zastane i ostavi svoje tragove.
Zahvaljujui uvarima batine i ljubiteljima ovog kraja, danas svi zajedno moemo putovati u prolost Savudrije i upoznati se s nekima od
najvrjednijih ostavtina savudrijske kulturne batine.
Ta ostavtina kulturne povijesti isprepletena bitkama, kamenim spomenicima, ostatcima brodova, pomorskom trgovinom, ali i batanama,
obiteljskim stancijama i luksuznim vilama jo uvijek biva osvijetljena svjetionikom ija svjetlost neko znaie i vie od ivota.
Toga su bili itekako svijesni itelji antike mediteranskog prostora, iz ijeg nam vremena dolazi latinska izreka: Navigare necesse est, vivere
non est necesse!
Izloba je koncipirana od arheoloke grae proizale iz istraivanja savudrijske luke 1995. i 1996. godine te triju privatnih zbirki Danila
Latina, Diega Makovca i Morena Degrassija.
Nova saznanja o ljudima koji su tu neko ivjeli, biti e poticaj Savudrijcima i svima nama za ouvanjem, daljnjem istraivanju i prezentacijom vlastite batine.

a mostra Salvore, viaggio nel passato fa parte del progetto delaborazione del fondo museale e della conoscenza storica con il
motivo di creare un concetto futuro della mostra permanente nel Museo civico di Umago.
Il territorio di Salvore, non divisibile dal suo fondale, costituito da vallate fertili e le colline naturali, attrae e strega luomo ancora dai
tempi preistorici per farlo restare e lasciare le proprie tracce proprio qui.
Ringraziando i custodi del patrimonio e gli amanti di questo luogo, oggi tutti insieme possiamo viaggiare nel passato di Salvore e conoscere una delle pi preziose eredit del patrimonio culturale di Salvore.
Questa patrimonio culturale e storico intrecciato da battaglie, monumenti in pietra, relitti di navi, commercio marittimo, ma anche da
battane, stanzie patrizie e ville lussuose, viene ancora illuminato dal faro che emanava una luce pi importante della vita stessa. Di questo
fato erano ben coscienti gli antichi abitanti di questi luoghi che ci lasciarono il detto latino: Navigare necesse est,vivere non est necesse!
La mostra trae origine dal fondo archeologico derivante dalle ricerche del porto di Salvore negli anni 1995 e 1996 insieme alle tre collezioni private di Danilo Latin, Diego Makovac e Moreno Degrassi.
Le nuove conoscenze sulla gente che nel passato viveva qui saranno da motivazione ai Salvorini e a noi per la preservazione, per una
ulteriore ricerca per la presentazione del nostro patrimonio culturale.

Savudrija danas
Salvore oggi

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BARAFITO
BARAFITTO

SV. PETAR
S. PIETRO

ROMANIJA
ROMANIA

KOLUMBANIJA
COLOMBANIA

KATELIR-UNGERIJA
CASTELLIERE - UNGHERIA

Poloaj gradina
Posizione dei castellieri

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MARKOVAC
MARCOVAZ

KATEL
CASTELVENERE

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Malez 1987, 3-47; Malez 1987a, 9-32.


Koncani Uha 2009, 263-268.
Marchesetti 1903 - 1981.

e pi antiche tracce della presenza umana nel territorio di


Salvore sono scoperte nella parte settentrionale del promontorio dove nei sedimenti di lss (loess), sfruttato per
i bisogni del cementificio di Umago, sono stati trovati resti di attrezzi di selce (punteruoli, raschiatoi, coltellini) il che ha dimostrato
lesistenza di due insediamenti preistorici dellet della pietra: quello
pi antico, del paleolitico recente (20 000 - 10 000 a.C.) e quello
pi giovane del mesolitico antico (10 000 5 000 a.C.).1 Questo insediamento mesolitico per adesso lunico abitato allaperto
dellepoca, scoperto nella penisola istriana.
Il sommerso insediamento palafitticolo scoperto nella parte
settentrionale della baia di Zambrattia (2008), datato in base al materiale archeologico rinvenuto (frammenti di recipienti in ceramica)
al periodo che va dal 4000 al 3000 a.C., ha permesso di concludere
che la vita si svolgeva entro questo insediamento preistorico, unico
nello spazio istriano, dal tardo neolitico fino allet del Bronzo antico. Labitato che si estendeva su una superficie di circa 10.000 m
era costituito da case costruite su pali di legno.2
Let del Bronzo nella zona di Salvore, come per lintero territorio istriano, segnata dalla costruzione di castellieri, che si cominciano a formare gi dallet del Bronzo antico su quasi tutte le alture
strategiche e facilmente difendibili. La nascita di questi siti daltura
su localit scelte strategicamente con la possibilit di controllare le
vie di comunicazione, si manifesta come conseguenza di un pericolo
costante di possibili attacchi, come pare della formazione di nuove relazioni sociali, causa della migrazione di popolazioni a cavallo
dallEuropa orientale partendo dalla prima met del II millennio a.C.
Il primo a occuparsi sistematicamente di castellieri istriani fu il
medico triestino Carlo Marchesetti che nel 1903 ne ha registrato
353, di cui 3 sul territorio attuale di Salvore.3 Si tratta dei castellieri
di San Pietro, Colombania e Romania.
In generale questi abitati daltura erano circondati da una o pi
cerchie di mura a scopi difensivi costruiti a secco con i blocchi di
pietra rozzamente lavorati. La loro altezza e larghezza dipendeva dalla posizione, e dove la parete era scoscesa, le mura non cerano o
erano basse e di scadente qualit, mentre alle parti accessibili erano
pi alte e solide. Oggid, quello che vediamo dalle cerchie di mura
sono i resti, a forma di terrapieno, di pietre coperte una folta vegetazione, ben visibile nel castelliere di Romania. Strategicamente
situata su laltura sopra il golfo di Zambrattia, a 46 m s.l.m., il castelliere di Romania in passato era cinto da tre mura concentriche.4 Il
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PRAPOVIJESNO RAZDOBLJE LA PREISTORIA

ajstariji tragovi ljudskoga prisustva na podruju Savudrije otkriveni su na sjevernoj obali savudrijskog rta
gdje su u naslagama prapora iskoritavanoga za potrebe umake cementare pronaeni materijalni ostatci kremenog orua
(ubadala, strugala, noia) to je pokazalo postojanje dvaju prapovijesnih kamenodobnih stanita, jednog starijeg, mlaepaleolitikog
(20 000 10 000 god. pr. Kr.) te drugog mlaeg, ranomezolitikog
(10 000 5 000 god. pr. Kr.).1 To ranomezolitiko naselje za sada
je jedino naselje na otvorenom, iz tog vremena, pronaeno na istarskom poluotoku.
Potopoljeno sojeniko naselje na drvenim pilonima pronaeno
uz sjevernu stranu zambratijske uvale (2008. god.) datirano je, na
osnovu pronaenog popratnog arheolokog materijala (ulomci keramikih posuda), u period od 4 000 do 3 000 god. pr. Kr. te je
zakljueno da se ivot unutar tog prapovijesnog naselja, jedinstvenog
na prostoru Istre, odvijao u periodu od kasnog neolitika do ranog
bakrenog doba. Naselje, koje se prostiralo na povrini od oko 10
000m, sastojalo se od kua izgraenih na drvenim pilonima.2
Bronano prapovijesno razdoblja na podruju Savudrije, kao i
na cijelom istarskom teritoriju, obiljeeno je gradnjom gradinskog
tipa naselja, koja se ve od ranog bronanog doba poinju formirati
na skoro svim iole uzvienijim te strateki dobro branjivim poloajima. Formiranje tih visinskih naselja na strateki odabranim lokacijama s mogunou nadziranja prometnih komunikacija, javilo se
kao posljedica stalno prisutne opasnosti od moguih napada, kao i
zbog stvaranja drugaijih drutveno - vlasnikih odnosa to je bilo
uvjetovano seobom istonoeuropskog konjanikog stanovnitva koje
se tijekom prve polovine 2. tisuljea prije Krista seli s istoka prema
zapadu.
Prvi koji se sustavno pozabavio istarskim gradinama bio je transki lijenik Carlo Marchesetti, koji ih je 1903. god. na teritoriju
Istre zabiljeio 353, od kojih su njih tri smjetene na podruju dananje Savudrije.3 Rije je o gradinskim naseljima na Sv. Petru, Kolumbaniji i Romaniji.
Uglavnom su sva ta visinska naselja radi obrane bila opasana
jednim ili vie vijenaca bedema graenih suhozidno od nepravilnog
lomljenog kamena. Njihova visina i irina uvelike je ovisila o poloaju, pa tako do nepristupnih strana uzvisina bedema nije bilo ili su
bili niski i loi dok su do lake pristupnih strana bili vri i vii.
Danas, ono to mi od njihovih neko obrambenih bedema vidimo
urueni je kameni nasip najee zarastao u vrlo gustu vegetaciju to
je naroito dobro vidljivo kod gradine na Romaniji. Strateki smje-

Malez 1987, 3-47; Malez 1987a, 9-32.


Koncani Uha 2009, 263-268.
C. Marchesetti 1903 - 1981.
Marchesetti 1903 - 1981, 92.

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Vrh koplja, Romanija


Punta di lancia,
Romania

tena na uzvisini iznad zaljeva u Zambratiji na 46 m n/v, gradina na


Romaniji neko je bila utvrena s trostrukim vijencem bedema koji su
naselje opasavali u koncentrinim krugovima.4 Njen zapadni bedem,
vjerojatno onaj vanjski, danas je vrlo dobro vidljiv naroito nakon,
prije godinu dana, provedenog raiavanja terena od vegetacije. Taj
kameni nasip irine preko 4 m, a koji se moe pratiti u duljinu oko
150 m, neko je bio najosnovniji nain osiguravanja zajednice koja je
ivjela u stalnom strahu od napada neprijatelja.
Znaajan nalaz vrha koplja5 (danas je pohranjen u Museo Civico
Storia ed Arte u Trstu kojemu ga je darovao sam Marchesetti) jedini
je metalni nalaz s ove gradine dok se ulomci runo raenih keramikih posuda nalaze razasuti po cijeloj njenoj povrini.
Istovremeno s gradinom na Romaniji funkcionira i gradina na Sv.
Petru te ona u Kolumbaniji, ali i isto tako i neke gradine koje izlaze
van podruja Savudrije, ali su u trenutcima intezivnog ivota na njima
bile neodvojive od ovih savudrijskih. Rije je o gradinama na Markovcu te onoj na Katelu i gradini Katelir u Ungariji kraj Umaga. Sve
one bile su razmjetene tako da mogu i vizualno (dometom pogleda)
komunicirati, a njihova meusobna zrana udaljenost se kree od
2,8 km, koliko ima od Sv. Petra do Romanije do 4,76 km od Sv. Petra
do Kolumbanije.
Strateki smjetena na povienom platou na sjevernom rubu
uzvisine nad Piranskim zaljevom, gradina Sv. Petar (78 m n/v) komunicirala je s okolnim prostorom na sve etiri strane svijeta, nadzirui
i more i kopno. Naselje na Sv. Petru, koje se neko prostiralo na
povrini od oko 12 500 m, jedno je od najznaajnijih i najveih
bronanodobnih naselja ovoga podruja.6 Uniteno je najveim dijelom kasnijom srednjovjekovnom (crkva Sv. Petra i benediktinski samostan) i novovjekovnom izgradnjom tijekom 19. st., ali i nedavnim
postavljanjem telekomunikacijskih odailjaa. Od trostrukog obrambenog bedema, danas je sauvan samo jedan i to onaj na sjeveroistonoj strani. Kao i kod Romanije, sada je to kameni nasip zarastao
u gustu vegetaciju koji nestruno oko olako moe zanemariti smatrajui ga tek jednim od meanih suhozida.
Od veeg broja kamenih grobnih gomila, kao karakteristinog
naina pokapanja bronanodobnog stanovnitva, smjetenih na padinama s jugozapadne strane tog visinskog naselja, nedavno je, tijekom svibnja 2012. god., jedna od njih djelomino istraena. Na
samom rubu, ve tada veim dijelom unitene grobne gomile, pronaen je grob enske osobe pokopane s prilozima, u ovom sluaju
s bronanim narukvicama, to je omoguilo dataciju ukopa u kasno

muro occidentale, probabilmente quello esteriore, oggi ben visibile, specialmente dopo aver pulito la zona dalla vegetazione. Questo
terrapieno di pietra ha una larghezza che supera i 4 m, visibile circa
per 150 m, fungeva in passato da difesa per la comunit che viveva
in costante allerta dagli attacchi del nemico.
Un significativo ritrovamento di una punta di lancia5 in bronzo
(oggi conservata nel Museo civico di storia ed arte a Trieste, regalata
dal Marchesetti) lunico reperto in metallo da questo castelliere,
mentre i frammenti di recipienti ceramici fatti a mano si trovano
sparpagliati ovunque.
Contemporaneamente al castelliere di Romania anche quelli di
San Pietro e di Colombania come pare di alcuni castellieri adiacienti
che durante le fasi intensive di insediamento erano inseparabili dalla
sua storia. Si tratta dei castellieri di Marcovaz, Castelvenere e Castelliere a Ungheria presso Umago. Erano posizionati in modo da
essere visualmente in contatto; la loro interrelazione in linea daria
era di 2,8 km, quanto dista da San Pietro a Romania e 4,76 km da
San Pietro a Colombania.
Strategicamente collocata su altipiano dellorlo settentrionale
della cima sopra il golfo di Pirano, il castelliere di San Pietro (78
m s.l.m.) comunicava con il territorio circostante in tutte le direzioni, controllando mare e terraferma. Labitato di San Pietro, che si
estendeva nel passato su una superficie di 12 500 m, uno dei pi
significanti ed estesi abitati dellet del Bronzo di queste zone.6
stato distrutto per la maggior parte dalle costruzioni basso medievali
(chiesa di San Pietro e il monastero benedettino) e moderne del XIX
secolo, ma anche dalla recente collocazione del ripetitore. Delle tre
cinte concentriche di mura difensive solamente quella a nord-est
rimasta conservata. Come a Romania, ora solamente un terrapieno
in pietra invaso dalla vegetazione che locchio inesperto pu scambiare per un muro a secco.
Dei numerosi tumuli in pietra, caratteristico modo di seppellimento delle genti delleta di Bronzo, posti sulla pendenza della parte
sud-ovest dellabitato, stato scavato parzialmente uno nel maggio
del 2012. Sul limite di un tumulo, per la maggior parte distrutto,
stata trovata una tomba femminile con corredo, in questo caso
braccialetti di bronzo, il che ha reso possibile la datazione del sepolcro nel Bronzo recente (intorno al 1200 a.C.).7
Il castelliere di Colombania (134 m s.l.m.) posizionato a
nord-est dallomonima stanzia, sul dosso verso il golfo di Pirano, ed
Marchesetti 1903 - 1981, Tav. XI, 19.
Marchesetti 1903 - 1981, 92.
Le ricerche sono state effettuate lIstituto croato di Restauro e condotte
dallarcheologo Tihomir Percan al quale ringraziamo in questo luogo per le
informazioni sui reperti.

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Marchesetti 1903 - 1981, 92.


Marchesetti 1903 - 1981, Tav. XI, 19.
Marchesetti 1903 - 1981, 92.

Gradina Kolumbanija
Il castelliere di Colombania

bronano doba (oko 1200 god. pr. Kr.).7


Gradina Kolumbanija (134 m n/v) smjetena neto sjeveroistonije od istoimene stancije, na samom hrptu prema Piranskom zaljevu,
manja je gradina ovalnog oblika. To je najbolje sauvana gradina na
ovom prostoru. Njena unutranost neko opasana s jednim obrambenim zidom, imala je s morske strane jo jedan bedem koji je od
prvoga bio udaljen za oko 20 m. U Marchesettijevo vrijeme svi ti
bedemi jo su bili sauvani u visinu oko 1 do 1, 5 m te u irinu od
5 do 8 m, dok su danas vrlo dobro vidljivi iz zraka. Imala je, prema
Marchesettiju i dva ulaza, zapadni i istoni.8
Poloaj jo jednog gradinskog naselja (46 mn/v) nedavno je ubiciran na predjelu Barafito, izmeu naselja Alberi i Crveni vrh. To
nekadanje prapovijesno naselje danas je uniteno recentnim graevinama (nedavno sagraeni sakralni objekt) i prepoznatljivo je jedino
po ulomcima prapovijesnih keramikih posuda razasutih uokolo.9
Uz neizbjeni strateki poloaj, kojim se postizao odreeni stupanj sigurnosti od iznenadnih napada, mogunost kontrole i promatranje blie okolice, ostali preduvjeti za podizanji ovakvog tipa naselja
bili su koliina plodne zemlje, kao i travnjaka pogodnih za ispau
(koze i ovce), te blizina mora poradi njegova iskoritavanja (izlov
7

un castelliere di minore dimensione e di forma ovale. il meglio


conservato castelliere della zona. Al suo interno era circondato da
un muro difensivo, e dalla parte orientata verso il mare cera ancora
un muro che dal primo era distante 20 m. Ai tempi di Marchesetti queste mura erano ancora conservate nellaltezza di 1-1,5 m e
per una larghezza da 5 a 8 m, mentre al presente sono ben visibili
dallalto. Aveva, secondo Marchesetti, anche due entrate, a est e
ovest.8
La posizione di un altro abitato su altura (46 m s.l.m.) stata
recentemente ubicata nella localit di Barafitto, tra i borghi di Alberi e Monte Rosso. Questo insediamento preistorico oggi stato distrutto dalle recenti costruzioni (il nuovo edificio sacro), ed
riconoscibile solamente dai frammenti fittili preistorici sparsi nei
dintorni.9
Oltre allinevitabile posizione strategica, con la quale si conseguiva uno specifico grado di sicurezza da attacchi a sorpresa,
possibilit di controllo e osservazione del territorio circostante, le
altre motivazioni che hanno dettato la formazione di questo tipo
di abitato erano il terreno fertile, i pascoli, la vicinanza del mare
come fonte di sostentamento (pesca, raccolta di molluschi e sale)
e specialmente la vicinanza di acqua potabile. Lintera zona di Salvo-

Istraivanja je vodio Hrvatski restauratorski zavod, a sam voditelj istraivanja je bio


arheolog Tihomir Percan kojemu zahvaljujemo na informacijama o nalazima.
Marchesetti 1903 - 1981, 77; Lonza 1977,39.
9
Mihovili Bradara Komo 2004.

Marchesetti 1903 - 1981, 77; Lonza 1977,39.


Mihovili Bradara Komo 2004.

(9)

ribe, sakupljanje koljaka i soli...) a naroito blizina pitke vode. Cijelo podruje Savudrije vrlo je karakteristino zbog obilja podzemnih
voda te jo i danas mjestimino sauvanih lokava pogodnih za napoj
blaga, ali i za eventualne ljudske potrebe jer svako ovakvo naselje bilo
je opskrbljeno i cisternom, dok su im kue, smjetene veinom uz
sami unutarnji bedem, najee bile paetvorinastog oblika.10
Obzirom na potpuni nedostatak sustavnih arheolokih istraivanja na podruju Savudrije, a samim time i na podruju cijele Umatine (a i Bujtine) za sada se za gradinska naselja na Sv. Petru, Romaniji
i Kolumbaniji sa sigurnou moe rei da su bronanodobna te da se
ivot na njima odvijao jo i kroz cijelo starije eljezno doba (do oko
500 god. pr. Kr.) na to najveim dijelom upuuju mnotvo nalaza
ulomaka keramikih posuda iz tih razdoblja.11 Samim time postaje
jasno da dolaskom Histra,(tijekom druge polovine 1. tisuljea pr.
Kr. doseljavaju se u dananju Istru, ime i zapoinje eljeznodobno
prapovijesno razdoblje), ivot na njima ne prestaje, ve se javlja neka
vrsta suivota, odnosno da se ivot na njima nastavlja, ali u nekim
novim uvjetima. Meutim, bez obzira to nain ivota na tim utvrenim uzvisinama i strateki dobro branjenim mjestima tijekom starijeg
eljeznog doba ostaje nepromijenjen, ipak je rije o dvije razliite
narodnosne i kulturno samostalne i zasebne pojave koje se pojavljuju i traju u odreenom razdoblju. Tisuljetni neprekinuti razvoj
anonimnog bronanodobnog naroda zavren je asimilacijom i potinjavanjem od strane Histra, koji se potom i sami samostalno razvijaju
sve do konanog rimskog osvajanja i uklapanja Istre u rimsku kulturu
i dravni sustav krajem 1. st. pr. Kr., ime zavrava prapovijest i
zapoinje povijest.
Jedna od najradikalnijih promjena koju je histarsko stanovnitvo
donijelo poetkom eljeznog doba bila je promjena u nainu sahranjivanja. Kamene grobne gomile vremenom nestaju, a pokojnici se
od tada iskljuivo spaljuju i polau keramike, bronane ili kamene
urne bez ikakvih nadzemnih oznaka. Za sada dokaza o pokapanju
spaljivanjem na savudrijskim gradinama nemamo.
Poloaj ovih naselja na uzvisinama uz strmu i morsku obalu (Sv.
Petar, Kolumbanija) ili na neto sigurnijim mjestima u neposrednoj
blizini mora (Romanija) ukazuje na to da je tadanjem stanovnitvu,
bez obzira je li rije o bronanodobnim anonimcima ili o eljeznodobnim Histrima, plovidba morem bila vrlo vaan oblik komunikacije
tijekom 2. i 1. tisuljea pr. Kr. te da je najzatienija uvala ovoga
podruja, uvala u staroj Savudriji zasigurno imala vrlo vanu ulogu u
trgovini Jadranom i prije antikih vremena.12
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Buri Matijai 2007, 528.


Isto, 430-434.
Buri Matijai 2009, 31-48.

re caratteristica per la ricchezza di acque sotterranee e di pozzi


ancora oggi utilizati per il bestiame e per le necessit umane giacch
ogni abitato di questo tipo era dotato anche di cisterna, mentre le
abitazioni, di solito poste a ridosso delle mura, avevano la forma di
parallelepipedo.10
Considerando lassenza di sistematiche ricerche archeologiche
nel territorio di Salvore, e con esso anche nellUmaghese (e Buiese), per i castellieri di san Pietro, Romania e Colombania si pu
con certezza dire che sono siti dellet del Bronzo e che la vita al
loro interno continu per lintera et del Ferro antico (cca fino al
500 a.C.), come indica la maggior parte di frammenti contenitori di
ceramica depoca.11 Con ci diventa chiaro che larrivo dei Histri
(che immigrano in Istria durante la seconda met del I millennio a.C.
determinando la fase protostorica del Ferro), la vita nei castellieri
continua ma in condizioni diverse. Tuttavia, a prescindere dal fatto
che la vita in questi abitati daltura e strategicamente ben difesi rimane invariata nel corso del Ferro antico, si tratta comunque di due
fenomeni etnico culturali indipendenti differenti che emergono e
durano un determinato tempo. Il constante e millenario progresso
delle popolazioni del Bronzo finisce lassimilazione e la sottomissione da parte di genti daltra etnia di Histri, che si sviluppano autonomamente fino alla conquista romana e lintegrazione dellIstria
nella cultura romana e nellapparato statale (fine del I secolo a.C);
termina in questo momento la preistoria e inizia la storia.
Uno dei maggiori cambiamenti che gli Histri hanno portato con
s allinizio del Ferro era la differenza di seppellimento. I tumuli in
pietra con il tempo non vennero pi alzati, mentre i defunti vennero inceneriti e seppeliti in urne di bronzo, ceramica o pietra senza
elementi superficiali. Per adesso non abbiamo indizi di incinerazione
nei castellieri di Salvore.
La posizione di questi nostri abitati su altura sopra le ripide
coste (San Pietro e Colombania) o in posizioni pi sicure non lontano dal mare (Romania) indica che gli abitanti dellepoca, senza
distinzione tra gli anonimi abitanti del Bronzo o gli Histri del Ferro,
usavano la navigazione come unimportante forma di comunicazione
durante il II e I millennio a.C., e la baia maggiormente protetta di
queste zone, la baia nella vecchia Salvore, aveva sicuramente un ruolo principale nel commercio dellAdriatico prima dellAntichit.12
Che la navigazione o perlomeno tale pratica fosse importante
in epoca praistorica comprovato dal ritrovamento di una piccola
imbarcazione scoperta nella baia di Zambrattia e che viene gene10
11
12

Buri Matijai 2007, 528.


Buri Matijai 430-434.
Buri Matijai 2009, 31-48.

Da je plovidba morem ili barem njegovo iskoritavanje bilo znaajno tijekom tih prapovijesnih vremena govori i jedan poseban nalaz brodice pronaene u uvali Zambratija, a koja se okvirno datira u
1. tisuljee pr. Kr.13 To je prvi takav nalaz u prodmorju Istre i jo je
uvijek u fazi arheolokih istraivanja.
13

ralmente datata I millennio a.C.13 la prima scoperta di questo tipo


nel fondale marino istriano ed ancora in fase di studio.
13

Koncani Uha 2009, 268.

Koncani Uha 2009, 268.

Gradina Sv. Petar


Il castelliere di S. Pietro

(11)

AQUILEIA
RAVENNA
NARBONNE

SALONAE

MARSEILLE
ROME
OSTIA

TARACO

ATHENS
GADES

CORINTH

EPHESUS
MILLET

ANTIOCHIA

CARTHAGE

LEPTIS MAGNA

CAESAREA

CYRENAICA
ALEXANDRIA

Karta antikih pomorskih trgovakih ruta


Piantina delle antiche rotte commerciali

(12)

Prihvaeno je miljenje da je podruje izmeu Dragonje i Mirne pripadalo koloniji


Tergeste, dok je jedini municipij u okviru te kolonije bio Aegida (Kopar).
2
Matijai 1986, 92.
3
Brusi, Uvala Pijan.
4
Degrassi 1957, 45; Buri Matijai 2009, 42.
1

ANTIKA LANTICHIT

istarsko pljakanje i gusarenje (naroito tijekom 3. i 2.


a pirateria e il brigantaggio degli Istri (specialmente durante
st. pr. Kr. kada su Histri vladali sjevernim Jadranom) te
il III e II secolo a.C. quando governavano lAlto Adriatico),
rimska potreba za osiguranjem plovnog puta radi neoe la necessit romana di assicurare le rotte marittime per
metanog obavljanja trgovine doveli su do histarsko rimskih sukoba le attivit di commercio furono allorigine delle guerre istriche, terkoji su zavrili porazom Histra 177. god. pr. Kr. Ukljuenjem istar- minate con la disfatta degli Istri nel 177 a.C. Con linclusione della
skog poluotoka, oko 12. god. pr. Kr., u X. Italsku regiju Venetia et penisola istriana, attorno al 12 a.C., nella Regio X Venetia et Histria,
Histria, zapoelo se s romanizacijom novoosvojenog teritorija to se cominci la romanizzazione del nuovo territorio conquistato, che
na podruju Savudrije, kao i na ostalom dijelu Umatine ostvarivalo nella zona di Salvore, come nelle altre parti dellUmaghese, si realizz
dodijeljivanjem velikih zemljinih posjeda bogatim pojedincima koji con la spartizione di grandi propriet agricole a individui ricchi che
su se kretali u vrlo uskom prijateljskom krugu cara Augusta.1 Svojim facevano parte della cerchia ristretta attorno ad Augusto.1 Dislocate
smjetajem uz obalu ti posjedi postali su nositelji cijelog naina rim- in prossimit della costa, queste propriet diventarono i portatori
skog ivota. S obzirom da im je osnova postojanja bila gospodarska del modo di vita romano. Dato che la base dellesistenza era lattivit
djelatnost bazirana najveim dijelom na poljoprivredi, ali i stoarstvu economica che poggiava per la maggior parte sullagricoltura, ma
i obrtnitvu, ne udi gradnja manjih pristanita u sklopu posjeda anche su pastorizia e artigianato, non sorprende la costruzione di
(npr. uz rimsku vilu u Zambratiji, na Sipru, u Katoru, Sv. Ivanu) dok piccoli scali entro le propriet (ad es. presso la villa romana a Zaim je blizina jedne vee luke, kao to je luka u Savudriji, pruala mbrattia, Sipar, Catoro, San Giovanni), mentre la vicinanza di un pi
mogunost otvaranja puno veeg trita i do udaljenijih sredita Me- grande porto, come quello a Salvore, offriva la possibilit di apertura
diterana, a sve preko Akvileje, sredita X. Italske regije, ali i tadanjeg di un ampio mercato fino ai centri pi lontani del Mediterraneo,
glavnog trgovinog centra sjevernog Jadrana, kao i glavnog polazita mercato che passava attraverso Aquileia, capoluogo della X regione
rimske vojske prema istonoj jadranskoj obali.2 U kasnoj antici vane italica, il centro commerciale pi grande dellAdriatico settentrionaluke nakratko postaju Grado i Ravena, dok e u srednjem vijeku, a i le, e punto di partenza dellesercito romano verso la costa adriatica
orientale.2 Nella tarda antichit porti importanti diventarono, per
kasnije tu vanost preuzeti Venecija.3
Nema niti malo sumnje da je savudrijska uvala i prije dolaska breve tempo, anche Grado e Ravenna, mentre Venezia lo sar duranRimljana bila iskoritavana za razte il Medio Evo.3
mjenu dobara histarskog stanovniNon c dubbio che la baia di
tva. Pomorski promet kroz JadranSalvore era sfruttata, anche prima
sko more oduvijek se odvijao du
dellarrivo dei Romani, per lo scamistonojadranske obale, koristei
bio di prodotti della popolazione
prirodno kretanje morskih struistrica. Il traffico marittimo attraverso
ja iz pravca juga prema sjeveru, a
lAdriatico si svolgeva lungo la costa
smjetaj prapovijesnih savudrijskih
orientale, sfruttando le correnti manaselja na uzvienjima omoguarine da sud verso nord, e la posizivao je potpunu kontrolu prometa
one degli abitati preistorici su altura
(trgovine).4 Brodovima su se odudel territorio salvorese rendeva possibile il totale controllo del traffico
vijek prevozili ili ljudi ili roba.
(commercio).4 Con le imbarcazioni si
Dva brodoloma iz perioda
Rimske Republike (2. i 1. st. pr. Kr.)
trasportava da sempre sia gente merci.
potvruju nam kontinuitet koriteDue naufragi del periodo della renja uvale za pristajanje te obavljanje
pubblicano
(II e I secolo a.C.) ci conTabula Peutengeriana
trgovinskih i drugih slinih poslova.
fermano la continuit di sfruttamento
accettata lopinione che il territorio tra i fiumi Dragogna e Quieto apparteneva alla
colonia di Tergeste mentre lunico municipio allinterno di questa colonia fu Aegida
(Kopar).
2
Matijai 1986, p. 92.
3
Brusi, Uvala Pijan.
4
A. Degrassi 1957, 45; Buri Matijai 2009, 42.
1

(13)

Prvi od njih istraio je 1963. god. tefan Mlakar, arheolog iz


Arheolokog muzeja Istre. Brod s dvjestotinjak amfora za vino stradao je vjerojatno pod naletima bure uz sjevernu obalu savudrijskog
rta. Na osnovu tog brodskog tereta, dalo se zakljuiti da se okvirno
vrijeme plovidbe kao i potonue samoga broda, spada u razdoblje
od 140. do 80. god. pr. Kr., dok se veliina broda kretala izmeu
9 i 12 m duine s nosivou od 10 tona. Vjerojatno je bila rije o
manjem jedrenjaku (mogue tzv. isejski tip broda) namijenjenom za
duobalnu plovidbu i trgovinu, a koji zbog udara bure, tramuntane
ili jaeg maestrala nikada nije doao do svoga cilja (Akvileja?) te je,
ne uspijevajui otploviti rt Savudrija, udario u njegovu sjevernu obalu
tek nekih 1 500 metara od spasonosne savudrijske uvale.5
Drugi znaajni brodolom je onaj koji je 2006. god. istraen na
poziciji Pliina Buje. Istraivanjima pod vodstvom Marija Juriia iz
Hrvatskog restauratorskog zavoda, na dojavu lokalnih ronioca, utvreno je da je rije o nastradalom antikom brodu iz 2. st. pr. Kr.
s teretom od grko-italskih amfora. Kao jedan od bolje sauvanih
i cjelovitijih nalazita u Istri, brod je sa svojim teretom prekriven
kavezom i prezentiran je in situ.6
U ranocarsko rimsko doba (1. st. po Kr.) savudrijska prirodna
uvala dodatno se zatiuje izgradnjom dvaju lukobrana. Sjevernog
(duljine 55 m, irine 12 m), koji brodove titi od maestrala i tramuntane te junog (duljine 110, irine 12 m), koji ih titi od juga, lebia
ili grbinade, dok se samo uplovljavanje u uvalu dodatno osiguralo
gradnjom svjetionik na samim vrhovima lukobrana. Uz lukobrane
postojala je i operativna obala te drugi objekti namjenjeni skladitenju i pretovaru i utovaru robe.
Istona obala Jadranskog mora odavnina je bila najkraa trgovaka, ali i vojna pomorska veze izmeu istonog Sredozemlja i srednje Europe te su se du nje protezali glavni plovidbeni pravci. Krajnja
toka te plovidbene rute za vrijeme Rimskog Carstva bila je kolonija
Akvileja, osnovana ve 181. god. pr. Kr., i preko nje se odvijala
sva tadanja pomorska trgovina o kojoj je uvelike ovisio prosperitet
samoga Carstva. Izgradnjom savudrijske luke, antiki Silvo postaje je
neizbjena pomorska toka na relaciji iz Akvileje i Trsta (Tergeste)
prema Poreu (Parentium), Puli (Pola) te dalje prema jugu i obratno.
U antici se plovidba uglavnom odvijala danju i nije se plovilo tijekom cijele godine, ve uglavnom tijekom ljetnih mjeseci (od svibnja
do rujna), dok je plovidba tijekom jesenjih i zimskih mjeseci uglavnom bila svedena samo na hitne sluajeve. Plovilo se, s vjetrom u
krmu, u granicama vidljivih toaka, u okviru niza stajalita, prirodnih
uvala, pristanita ili luka kao to je ova savudrijska, koje su osigura5
6

(14)

Mlakar 1963; Uha 2003, 25-26.


Zmai 2009.

della baia come scalo, e per le attivit. Il primo dei naufragi fu indagato nel 1963 dallarcheologo tefan Mlakar del Museo Archeologico dellIstria; limbarcazione mercantile con circa duecento anfore
per il vino, affond a causa delle raffiche di bora lungo la costa del
promontorio salvorese. In base al carico navale si pu attribuire
laffondamento della stessa nel periodo che va dal 140 al 80 a.C.,
mentre le proporzioni della nave andavano tra i 9 e 12 metri di
lunghezza con una capacit di carico di 10 tonnellate. Probabilmente
si trattava di un veliero di modeste dimensioni (possibilmente di tipo
isseico) destinato alla navigazione sotto costa e al commercio, che
per colpa della bora, tramontana o un forte maestrale non giunse
mai a destinazione (Aquileia?), arenandosi sulla costa settentrionale
a 1500m dalla baia di Salvore.5
Il secondo naufragio importante quello indagato nel 2006
nella cosiddetta Secca di Buie. Doppo le ricerche condotte da
Mario Jurii dellIstituto croato di Restauro, su segnalazione dei
sommozzatori locali, stato confermato che si tratta del naufragio
di unimbarcazione del II secolo a.C., con un carico di anfore grecoitaliche. Essendo uno dei siti meglio conservati in Istria, la nave
presentata in situ insieme al suo carico, protetta da una gabbia.6
Nella prima et imperiale (I secolo d.C.), la baia di Salvore venne
ulteriormente protetta con la costruzione di due frangiflutti, quello
settentrionale (lungo 55 m, largo 12 m), che protegge le imbarcazioni dal maestrale e dalla tramontana, e quello meridionale (lungo
110 m e largo 12 m) proteggeva dallostro e libeccio. Lentrata nella
baia fu ulteriormente assicurata con la costruzione del faro sulla
sommit del frangiflutti. Insieme ai frangiflutti esisteva anche una
zona operativa e altri fabbricati destinati allimmagazzinamento, carico e scarico dei beni.
Fin dalla notte dei tempi la costa orientale del mare Adriatico
fu la rotta commerciale e militare marittima pi breve tra il Mediterraneo orientale e lEuropa centrale, e per questo che lungo il suo
versante si snodavano le rotte di comunicazione pi importanti. La
destinazione finale di queste rotte, durante lImpero Romano, era
la colonia di Aquileia, fondata nel 181 a.C., e attraverso la quale si
svolgeva lintero commercio marittimo dellepoca. Con la costruzione del porto di Salvore, lantica Silvo divent uno scalo inevitabile
nella rotta da Aquileia a Trieste (Tergeste) proseguendo verso Parenzo (Parentium), Pola (Pola) e cos avanti verso sud.
Nellantichit la navigazione si svolgeva di solito durante il giorno, e non si navigava durante lintero anno ma solo nei mesi estivi
(da maggio a settembre); gli spostamenti nei mesi autunnali ed in5
6

Mlakar 1963; Uha 2003, 25-26.


Zmai 2009.

vernali avvenivano soltanto per motivi urgenti. Si navigava, col vento in poppa, nei limiti
dei punti visibili, entro una serie di scali, baie
naturali, ancoraggi e porti come quello salvetino, che assicuravano un pernottamento sicuro, nonostante la sosta, causa il maltempo,
potesse durare svariati giorni.7
Tenendo conto dellimportanza del porto
salvorino durante lEvo antico, non sorprende la sua menzione nella Tabula Peuntigeriana,
antico itinerario disegnato del periodo che va
dal I al IV secolo d.C. dove Salvore, per la
prima volta, denominata Silvo, posta a nord di Pola (Pola). Dopo
il turbulento periodo tardoantico e la dominazione bisantina nel VI
sec; lAnonimo Ravennate la ricprda comi nomi Silbio e Silbonis, e
la colloca tra Pirano (Piranon) e Sipar (Sapparis, Siparis), il che ci
permette di collocare la localit nella zona della vecchia Salvore.8
La menzione successiva del cronista veneziano Giovanni Diacono
(fine X inizio XI sec), il quale cita la localit durante lo scontro tra
Veneziani e Narentani avvenuto verso la fine del IX secolo, mentre
testimonianze successive della localit si trovano nelle carte e portolani della prima Et moderna.9
I resti delle costruzioni subacquee nella baia dellantica Salvore
da tempi immemorabili attrassero gli storici e gli archeologi. Il primo
a scriverli fu Pietro Coppo nellopera Del Sito de LIstria, pubblicata
nel 1540, e nonostante le successive menzioni del vescovo di Cittanova Tomassini (met del XVII secolo)10 e di Pietro Kandler (met
del XIX sec).11 Primi dettagli del porto di Salvore, vennero forniti da
Attilio Degrassi al principio del XX sec. Il Degrassi, oltre afornire le
dimenzioni dei due moli che chiudevano la valle, descrisse i ruderi
nelle vicinanze del porto e il ritrovamento della statua bronzea di
Iside Fortuna e di due monumenti epigrafici in pietra nella zona di
Salvore.12
Entrambi i monumenti epigrafici in pietra nominati dal Degrassi
sono monumenti funerari romani (stele); uno di questi, gi alla fine
del XVIII secolo, venne trasferito insieme ad unaltra iscrizione in
onore della battaglia di Salvore, nella villa di Angelo Querini non
lontano da Venezia e poi in lInghilterra.13 Questa stele romana,
una volta murata nel portico della chiesa di San Giovanni, ricorda

vale sigurno noenje mada se ponekad znalo


ostati i po nekoliko dana ovisno o vremenskim nepogodama.7
S obzirom na vanost savudrijske luke u
antikom periodu ne iznenauje njen spomen
na Tabuli Peutengeriani, antikom slikanom
itineraru nastajalom u periodu od 1 do. 4.
st. pr. Kr. na kojemu je Savudrija, po prvi put,
zabiljeena kao Silvo smjeten neto sjevernije
od Pule (Pola). Sljedei koji je, tijekom sada
ve nemirnih kasnoantikih vremena i bizantske dominacije 6. st., spominje je Anonimni
Ravenjanin, koji kao Silbio, a potom i Silbonis smjeta izmeu Pirana
(Piranon) i Sipra (Sapparis, Siparis), ime je omoguen precizniji
smjetaj upravo na podruje dananje stare Savudrije.8 Sljedei spomen je onaj mletakog ljetopisca Ivana Djakona s kraja 10 i poetka
11. st., koji Savudriju spominje prilikom opisa jednog sukoba izmeu Mleana i Neretljana krajem 9. st., dok se svi kasniji spomeni
nalaze na ranonovovjekovnim kartama i portolanima.9
Ostaci rimskih podvodnih gradnji u uvali stare Savudrija ve
odavno privlae povjesniare i arheologe. Prvi je o njima pisao Pietro
Coppo u djelu Del Sito de LIstria tiskanom 1540. god. Mada kasnije
ove ostatke spominju novigradski biskup Tomassini polovinom 17.
st.10 te Pietro Kandler polovinom 19. st.,11 prvi detalje o savudrijskoj luci, poetkom 20. st., iznosi Attilio Degrassi, koji, uz iznoenje
dimenzija dvaju rimskih lukobrana, govori i o ostaloj arhitekturi u
blizini luke, kao i o nalazu bronane statuete Izide Fortune te dva
kamena epigrafska spomenika s podruja Savudrije.12
Oba kamena epigrafska spomenika koje Degrassi spominje rimski su nadgrobni spomenici (stele), s tim da je jedan od ta dva jo
krajem 18. st., zajedno s drugim nestalim natpisom u ast Savudrijske bitke, odnesen u vilu Angela Querinija nedaleko Venecije,
a potom u Englesku.13 Ta nestala rimska stela, neko uzidana u zid
portika savudrijske crkve Sv. Ivana, donosi spomen na obitelj Trosija,
oca Publija i ker Neviju, koji su tijekom 1. st. ivjeli na podruju
dananje stare Savudrije gdje su i pokopani.14 Drugi nadgrobni spomenik obitelji Ragonij spominje Kandler i za njega kae da se nalazi
(te 1846. god.) uzidan u ogradni dvorini zid stancije u Franeskiji
Brusi 2009, 246.
Kriman 1997, 320, 333.
9
Brusi 2009, 249.
10
Tomassini 1837, 359.
11
Kandler, 1846, 117.
12
Degrassi, 1957, 45-47.
13
Kandler 1846, 117.
14
Tomassini 1837, 359-361; Degrasi 1936, 21-22.

Degrassijeva skica rimske


luke, prije izgradnje mola
1929. god.
Lo schizzo di Degrassi del
porto romano prima della
costruzione del molo nel
1929.

Brusi 2009, 246.


Kriman 1979, 320, 333
9
Brusi 2009, 249
10
Tomassini 1837, 359
11
Kandler 1846, 117.
12
Degrassi 1957, 45-47.
13
Kandler 1846, 117.
8

(15)

Rimski nadgrobni spomenik


obitelji Ragonij (kat. br. 45)

Iz natpisa napisanog rimskom kapitalom, karakteristinom


za 1. st., da se iitati kako ju je podigao Kvint Ragonij, sin
Lucija, iz kotara Romilija, za sebe, svoga brata Lucija Ragonija i
sina svoga Lucija.

Stele funeraria romana della


famiglia dei Ragonii (num.
cat. 45)

Dalliscrizione, redatta in capitale romana, caratteristica per


il I secolo, si pu dedurre che lha fatta innalzare Quinto Ragonio, figlio di Lucio, del vico di Romilia, per s, suo fratello Lucio
Ragonio e suo figlio Lucio.
Kriman1991, 182-184.

koju on, obzirom da je bila u vlasnitvu obitelji Fonda iz Pirana,


naziva Fondano.15
Velika je vjerojatnost da je obitelj Ragonija bila jedna od onih
bogatijih rimskih obitelji koje su na prijelazu 1. st. prije Kr. u 1. st.
poslije Kr. dobili veliki zemljini posjed negdje na podruju Savudrije. Iako se smjetaj tog posjeda ne moe tono ubicirati mogue je
da se on nalazio negdje u blizini dananje Franeskije, a da mu je jedna od gospodarskih djelatnosti bila proizvodnja keramikih krovnih
crijepova (tegula i imbrexa) mogue je zakljuiti iz ulomka jednog takvog crijepa s peatom Q.RIINI pronaenog u nedalekom Katoru.16
Znaajan nalaz stajae bronane statuete Izide Fortune, datirane
u 1./ 2. st., pronaene 1929. god. prilikom zemljanih radova radi
izgradnje pristupne ceste prema tada novoizgraenom gatu za pristajanje parobroda, svjedoi, prije svega, u prilog postojanju jedne
bogatije kue orjentalaca na ovom prostoru.
Primjetno je da svi ovi nalazi potjeu iz 1. st., to bi znailo da
se zajedno s uspostavom, odnosno gradnjom rimske luke formira
i jedna vea zajednica, odnosno naselje koje se razvija zajedno s
lukom. Smjetaj naselja uz luku, sudei prema mnotvu povrinskih
nalaza krovnog crijepa (tegule, imbrexi), fine rimske keramike (terra
sigilata), mozaikih tesera i ostalog arheolokog materijala, koji govore o bogatstvu i raznovrsnosti graevinskih objekata, vrlo vjerojatno bi se mogao locirati na prostoru junije od i danas dobro vidljive
graevine lukog ureaja (cisterna ili terna), odnosno na poluotoku
Borozija.

la famiglia dei Trosii, il padre Publio e la figlia Nevia che nel I secolo
sono vissuti nella zona dellattuale vecchia Salvore, dove sono stati
sepolti. 14 Laltro monumento funerario della famiglia dei Ragonii fu
descritto dal Kandler che lo ricorda murato nel muro perimetrale del
cortile della stanzia Franceschia, che chiama Fondano per esere stata
la propriet della famiglia Fonda di Pirano.15
C una grande probabilit che la famiglia dei Ragoni fosse una
delle ricche famiglie patrizie romane che durante il passaggio dal I
a.C. al I d.C. ricevettero in possesso grandi propriet terriere da
qualche parte nella zona di Salvore. Anche se non faccile individuare la tenuta, possibile che si trovasse nelle vicinanze dellattuale
Franceschia, mentre una delle attivit economiche praticate, era la
produzione di laterizi (tegulae et embrices), risulterebbe dal rinvenimento di un frammento di tegola recante il sigillo Q.RIINI trovato
nella vicina Catoro.16
Il ritrovamento nel 1929 di una statua in bronzo di Iside Fortuna (I/II sec) durante i lavori per la costruzione della strada daccesso
verso il molo appena costruito per lo scalo dei piroscafi, dimostra
prima di tutto lesistenza di una ricca casata di orientali in queste
zone.
noto che tutti questi reperti provengono dal I secolo d.C;
il che sta a significare che con la costruzione del porto romano
venne a formarsi pure una comunit pi ampia unabitato che si
sviluppa assieme al porto. La posizione dellabitato accanto al porto, giudicando dai molteplici reperti rinvenuti in superficie (tegulae,
14

15
16

(16)

Kandler 1846, 118.


Zaccaria 1993, 163.

15
16

Tomassini 1837, 359-361; Degrasi 1936, 21-22.


Kandler 1846, 118.
Zaccaria 1993, 163.

Questa dea della fertilit la pi grande divenit del


panteon orientale, ed il suo sincretismo con Fortuna le
d una grande forza anche nel panteon occidentale. Nel
mondo greco-romano giunse da Oriente con viaggiatori, commercianti, artigiani, pubblicani che nella nuova
patria portarono la loro religione ed il culto. Tenendo
conto della sua altezza di soli 9,2 cm, ovvio che si
adorasse in un santuario famigliare, e che il suo
proprietario fosse strettamente collegato al mare
indicato dal fatto che nel mondo romano Iside
Fortuna era la protettrice di navigatori.

Ta boica plodnosti, najjaa je boica istonog panteona, a njezin sinkretizam s Fortunom, daje joj veliku
snagu i u zapadnom panteonu. U helenistiko rimski
svijet je dola sa istonjacima putnicima, trgovcima,
obrtnicima, carinicima, koji su u novu postojbinu donijeli i svoju religiju i kult. S obzirom na njezinu visinu
od svega 9,2 cm, oigledno je da se tovala u kunom
svetitu, a da je njen vlasnik bio usko vezan uz more govori to to se Izida Fortuna u rimskom svijetu tovala
kao zatitnica moreplovaca.

Koliko je Silvo bio vaan kao trgovaka ruta


i u kolikoj je mjeri privlaio naseljavanje mjeovitog stanovnitva iz cijelog Rimskog Carstva govori
nam, s jedne strane, rimska bogata obitelj Ragonija iz tribusa (izbornog kotora) Romilija, koja je
nedaleko luke imala svoju vilu, zatim obitelj Trosija
za koje se pretpostavlja da su bili romanizirano
domicilno histarsko stanovnitvo17 te postojanje
jedne obitelji orjentalaca koji su tovali kult boice Izide Fortine.
Zbog potrebe produetka postojeeg mola
da bi se dobila sigurna obala za privez veih
brodova, pokrenuti su graevinski radovi, koji
su bili praeni zatitnim arheolokim istraivanjima 1995. i 1996. god.
Prije toga, jedina struna arheoloka podmorska istraivanja unutar savudrijske uvale raena su ezdesetih
godina prolog stoljea kada je arheolog Arheolokog muzeja Istre,
tefan Mlakar, u blizini antikog pristanita, oko cementne rampe za
pretovar tupine, otkrio bagerom uniten plovni objekat popraen
ulomcima antikog keramikog posua.18
Istraivanjima luke devedestih godina19 utvreno je da je tada
postojei gat, izgraen 1929. god. za pristajanje parobroda, a diDegrassi 1936, 22.
Mlakar 1963.
Voditelji istraivanja 1995. godine su bili dr. Zdenko Brusi i dr. Smiljan Gluevi iz
Arheolokog muzeja u Zadru, a voditelji istraivanja 1996. god. su bili Marjan Orli i
Mario Jurii iz Odjela za zatitu arheoloke batine Dravne uprave u Zagrebu.; Brusi
1995.; Orli 1996.

17

Bronana statueta Izide


Fortune (kat. br. 44)
Statuetta in bronzo di
Iside Fortuna (num.cat.
44)

embrices), ceramica fine (terra sigillata), tessere


musive e laltro materiale archeologico che parla
della ricchezza e molteplicit dei fabbricati, molto
probabilmente si potrebbe localizzare nello spazio
a sud della costruzione portuale (cisterna), nella penisola
di Borosia.
Quanto Silvo fosse importante come rotta commerciale
e in che misura attraesse popolazione da tutto lImpero Romano, ci viene confermato dalla riccha famiglia dei Ragonii,
della trib dei Romili, che non lontano dal porto avevano la
loro villa, famiglia dei Trosii, per la quale si suppone che facesero parte della popolazione romanizzata locale degli Histri,17
nonch lesistenza di una famiglia orientale che adorava il culto di Iside Fortuna.
La necessit di prolungare il molo esistente per avere
spazio per lormeggio di navi di grande dimensione, a fatto
di che fosero avviati lavori edilizi seguiti da ricerche di scavi di
recupero (1995 e 1996). Prima di questi, le uniche ricerche archeologiche subacquee entro la baia di Salvore sono state fatte negli
anni 60 del secolo scorso, quando larcheologo tefan Mlakar del
Museo Archeologico dellIstria, nelle vicinanze dellantico bacino,
attorno alla rampa di cemento per il carico della marna, ha scoperto
un relitto con frammenti di contenitori fittili antichi, distrutto dalla
scavatrice.18

18
19

17
18

Degrassi 1936, 22
Mlakar 1963.

(17)

Arheoloka istraivanja
junog savudrijskog
lukobrana, 2011. god.
Le ricerche archeologiche
del frangiflutti meridionale
del 2011

jelom nastradao od miniranja u Drugom svjetskom ratu, najveim


dijelom zasjeo na rimski lukobran. Isto tako je utvreno, na dijelu
izmeu postojeeg gata i cementne rampe za pretovar tupine, postojanje, na morskoj dubini od 1 m, antike obale od niza kamenih
blokova. Nalaz in situ rimske obale doveo je do njene rekompozicije
na nain da je svih 80 kamenih blokova od kojih je graena, izdignu-

to na dananju hodnu niveletu da bi bilo ukomponirano u dananju


savudrijsku obalu. Istovremenom s istraivanima uz sjeverni rimski
lukobran i obalu izvren je i pregled terena uz junu antiku obalu
gdje se nalazio veliki juni rimski lukobran (valobran) te, od njega
prema dnu uvale, manje pristanite (23 x 17 m) pozicionirano uz
veu masivnu graevinu iz antikog vremena (terna) koja je vjerojatno dio lukih ureaja smjetenih na toj strani uvale. Juni rimski
lukobran, koji je sluio za zatitu od zapadnih vjetrova, graen je
tako da se prvo radio nasip od amorfnog kamena iznad kojega se
gradnja nastavljala redanjem velikih priklesanih kamenih blokova koji
su inili zavrni dio lukobrana, odnosno hodnu povrinu. Na samom
vrhu lukobrana ustanovljeno je postojanje kamene okrugle strukture
koja je predstavljala neku vrstu uzdignute platforme (tzv. svjetionik)
na kojoj se palila vatra. Svjetlo svjetionika omuguavalo je sigurnije
uplovljavanje u luku onim brodovima koje bi, pri kraju dnevne plo(18)

Con gli scavi di recupero del porto negli anni 9019 si confermato che lesistente molo, costruito nel 1929 per lormeggio dei piroscafi, e parzialmente distrutto dalle mine nella II Guerra mondiale,
disteso per la maggior parte sul frangiflutti romano. confermata
pure, nella parte tra il molo attuale e la rampa di cemento per il carico della marna, lesistenza a 1 m di profondit dellantica linea di
costa di blocchi di pietra in fila. Il ritrovo in situ della costa romana
ha portato alla sua ricomposizione, in modo che tutti gli 80 blocchi
dei quali composta sono sollevati all livelo dellattuale superficie
della riva. Contemporaneamente alle indagini accanto al frangiflutti
romano settentrionale e alla riva, stata eseguita la ricognizione
del terreno accanto alla riva meridionale dove si trovava il grande
frangiflutti romano, e da esso verso il fondo della baia, uno scalo
minore (23 x 17 m) posizionato accanto alla massiccia costruzione
antica (cisterna) che era presumibilmente parte del complesso portuale di questa parte della baia. Il frangiflutti romano meridionale,
che serviva per la protezione dai venti occidentali, costruito prima
nel modo che si fece un terrapieno di pietra amorfa sopra il quale
si ponevano grandi blocchi lavorati come termine ultimo dellopera,
cio la superficie per camminarvi. Sulla sommit del frangiflutti
stabilita lesistenza di una struttura sferica in pietra che rappresentava una sorta di piattaforma rialzata (cosiddetto faro) sulla quale si
accendeva il fuoco. La luce del farro rendeva possibile unentrata pi
sicura a quelle navi, che alla fine della navigazione diurna, si sarebbero trovate alloscuro. Una simile struttura di faro si trovava anche
sul frangiflutti settentrionale ed visibile dallo schizzo del porto
fatto a mano dal Degrassi prima dei lavori del 1929. La riva operativa meridionale era tirata pure sul terrapieno sul quale si allineavano
grandi blocchi in pietra.20
La moltitudine del materiale archeologico trovato durante le
ricerche soprannominate ha dimostrato il grande sfruttamento del
porto dalla sua costruzione nel I sec. I fino al XII secolo, mentre
la grande quantit dei ritrovamenti, (reperti in ceramica, lucerne
ad olio, anfore) del periodo dal IV al VII secolo, confermano una
maggior frequenza in periodo tardo antico. Reperti sporadici dal
XII al XVII secolo parlano della stagnazione, cio della cessazione delluso del porto come tale.21 Tra i ritrovamenti archeologici,
lunico reperto di pietra un blocco massiccio di laltare votivo

Il conduttore delle ricerche del 1995 erano il Dott. Zdenko Brusi i e il Dott.
Smiljan Gluevi del Museo archeologico di Zara, mentre il conduttore delle ricerche
del 1996 erano Marjan Orli e Mario Jurii del Reparto per la protezione dei beni
archeologici Amministrazione statale a Zagabria.
20
Brusi 2009, 249-251.
21
Brusi 2009., 245-256.
19

Ovakve staklene svjetiljke esto su se


kao lumini (kandila) upotrebljavali u crkvama
ili grobovima muenika, a ova pronaena u
savudrijskoj uvali zasigurno je stajala, zajedno
s jo nekoliko njih u bronanom nosau (svijenjaku). Savudrijski lumin je jedini ovakav lumin
pronaen na istarskom poluotoku, a jedan je od
tri sauvana na prostoru R Hrvatske, jedan je pronaen u Solinu (antika Salona) a drugi kao grobni
prilog u Tretanovcima kraj Poege.

Queste lucerne di vetro si usavano


spesso come lumini (candele) nelle chiese
o tombe dei martiri, e questa trovata nella
baia di Salvore, sicuramente stava insieme ad
altre simili in una staffa in bronzo (candelabro). Il lumino di Salvore lunico del genere
ritrovato nella penisola istriana ed uno dei tre
ritrovati nel territorio della Croazia, uno a Solin
(lantica Salona) mentre laltro viene come corredo di sepoltura a Tretanovci presso Poega.

Brusi, 2009, 249-251.


Brusi, 2009, 245-256.
22
Nakon istraivanja, rtvenik je bio pohranjen ispred kue Edija Soldatia u staroj
Savudriji, nakon ega prenesen na uvanje u Muzeju grada Umaga (listopad 2012.)
23
Brusi 1995, 13.
20

Lucerna di vetro (num.


cat. 50)

Migotti 2004, 59, 119.

Migotti 2004, 59, 119.

vidbe, zatekla no. Jedna takva slina struktura svjetionika


nalazila se i na sjevernom rimskom lukobranu, to je vidljivo s
Degrassijeve skice luke prije izgradnje, 1929. god. Operativna
juna obala takoer je bila izgraena na nasipu nad kojim su se
redali veliki kameni blokovi.20
Mnotvo arheolokog materijala pronaenog prilikom navedenih istraivanja ukazalo je na veliku upotrebu luke od njene
izgradnje tijekom 1. st. pa sve do 12. st., dok velika koliina
nalaza (keramiki nalazi, uljanice, amfore) naroito iz perioda od 4.
do 7. st. potvruju, za sada, da se njena frekventnost u razdoblju
nemirnih vremena kasne antike nije puno smanjila. Sporadini nalazi
od 12. do 17. st. pak ukazuju na stagnaciju odnosno na prestanak
upotrebe luke kao takve.21
Meu arheolokim nalazima iz istraivanja jedini kameni nalaz je
nalaz rimskog zavjetnog rtvenika od masivnog bloka kamena okvirno
datiran u 2. st.22
Posebnu panju meu nalazima zasluuju dva nalaza ranokranskih svjetiljki datiranih u 4. i 5. st. a pronaenih na samom ulazu u
savudrijsku uvalu.23 Prva je staklena svjetiljka stoasta oblika s tragovima otiska od bronanog nosaa.
Druga svjetiljka je keramika ukraena motivom psa na gornjoj
strani, te peatom radionice utisnutim na donjoj strani diska, a u
Savudriju je dospijela uvozom iz sjevernoafrikih radionica ija je
produkcija zaposjela cijeli Mediteran naroito od poetka 4. st. i
kroz itavo 5. i 6. st. I jedna i druga svjetiljka imale su funkciju
osvijetljavanja, prva sakralnog, a druga vjerojatno profanog objekta.

Staklena svjetiljka (kat.


br. 50)

romano databile al II sec.22


Meritano lattenzione particolare tra i reperti due lucerne a olio paleocristiane datate nel IV e V secolo trovate
allentrata nella baia di Salvore.23 La prima una lucerna di
vetro di forma troncoconica con tracce di impronte della
staffa di bronzo.
La seconda lucerna di ceramica ed decorata con il
motivo di cane nella parte superiore mentre il marchio di produzione dellofficina sta nella parte inferiore del disco. A Salvore
stata importata dalle officine nordafricane e la ciu produzione si
stesa a tutto il Mediterraneo, specialmente dopo il IV secolo
e durante tutto il V e VI secolo. Luna e laltra lucerna avevano
la funzione dilluminare, la prima uno spazio sacrale e laltra uno
di natura profana. Mentre entrambe sono conferma della presenza
cristiana nella zona dellantica Salvore, quella in vetro indica tuttavia
lesistenza di uno spazio sacro. Dove e in quale luogo si trovasse
questa chiesa paleocristiana per adesso non risaputo, ma possibile fosse collocata nel sito dellodierna chiesa di San Giovanni.
Reperti subacquei sporadici, trovati nella zona del promontorio
salvorino fino alla baia di Zambrattia, completano la conoscenza sul
modo di vivere e specialmente di navigare nellantichit. Tre collezioni private minori, la prima di Danilo Latin, la seconda di Diego
Makovac e la terza di Moreno Degrassi, indicano i possibli punti di
naufragio delle antiche imbarcazione, che non potevano evitare le
improvvise folate di vento andarono a fondo insieme al carico. Oggi
queste testimonianze sono rappresentate dalle barre di piombo delle
ancora, caraffa in ceramica per versare lolio, e ansa di secchio (situ-

21

Dopo le ricerche, laltare era riposto di fronte alla casa di Edi Soldati nella vecchia
Salvore dopodich fu traslocato nel deposito del Museo civico di Umago (2012).
Brusi, 1995, 13

22

23

(19)

Dok su obje potvrda prisustva kranstva na podruju stare Savudrije, stakleni ipak upuuje na postojanje sakralnog objekta. Gdje i na
kojemu mjestu bi se, prema tome, nalazila ta ranokranska crkva za
sada se ne zna, ali je vrlo mogue da se nalazila na mjestu dananje
crkve Sv. Ivana.
Sporadini pojedinani podmorski nalazi pronaeni na podruju od savudrijskog rta do uvale Zambratija nadopunjuju saznanja o
nainu ivljenja, a naroito plovljenja u antiko vrijeme. Tri manje
privatne zbirke, prva ona Danila Latina, druga Diega Makovca te trea
Morena Degrassija, s karakteristinim nalazima izvuenim iz morskih
dubina, ukazuju na mogue toke antikih brodoloma, koji plovei
savudrijskim vodama nisu mogli izbjei nagle udare vjetrova te su
zajedno sa svojim teretom potonuli, ostavljajui nam dokaze svoje
plovidbe u nalazima olovnih sidrenih preki, keramikog vria za
ulijevanje ulja te naroito ruke keramikog vjedra s apliciranom maskom boga Jupitera (Zeusa) Amona.
Dvije olovne preke drvenih sidara najbolje, od svih nalaza, dokazuje postojanje antike brodske plovidbe savudrijskim vodama. S
obzirom na to da su oba pronaena na istoj lokaciji, mogue je da
su bila i dio opreme istoga broda. Je li brod nastradao pod udarima
vjetra ili su sidra bila samo odbaena, za sada je nepoznato. Upotrebom olova za izradu preki omoguena je izrada veih, duih i teih
preki koje su mogle sluiti za sidrenje veih brodova, ali i isto tako i
onih volumenski manjih a jednako tekih sidara ime je bila olakana
njihova manipulacija, ali i njihov smjetaj na brodu. Olovne sidrene
preke nalaze se po itavom Mediteranu, a ove savudrijske bi se,
s obzirom da su izvuene iz konteksta broda i njegovog tereta, na
osnovi ve poznatih savudrijskih brodoloma, mogle datirati u period
od 2. pr. Kr. do 1. st.

la) di ceramica con applicata la maschera di Giove (Zeus) Amone.


Le due barre di piombo per ancora in legno meglio di ogni
reperto indicano lesistenza della navigazione antica nelle acque di
Salvore. Tenendo conto che entrambe sono state trovate nella stessa
localit, possibile che facessero parte dellequipaggiamento della
stessa nave. Se la nave affondasse sotto i colpi del vento o le ancore
fossero state buttate in mare per il momento lo ignoriamo. Luso del
piombo per la fabbricazione delle barre ha reso possibile la fabbricazione di barre pi lunghe, grandi e pesanti per essere usate per
navigli di grandi dimensioni, ma anche quelli pi piccoli di volume
e ugualmente con ancore pesanti per facilitare la loro manovrabilit
come anche il loro posizionamento a bordo. Barre di piombo per
ancora si trovano per tutto il Mediterraneo, e queste di Salvore,
tenendo conto che sono prese fuori dal contesto della nave e del
suo carico, in base ai naufragi conosciuti a Salvore, possono essere
datati dal II a.C. al I d.C.

Svjetiljka (kat. br. 51)


Lucerna (num.cat. 51)

(20)

Najstariji meu navedenim nalazima je keramiki vri za ulijevanje


ulja datiran, prema slinom nalazu
pronaenom prilikom arheolokih
istraivanja na Resniku (antiki Sikuli), u 2. 1. st. pr. Kr. (Kamenjarin
uta 2011, 72.) Pomou tog omanjeg
vria loptastog tijela i dugog
izduenog lijevka ulijevalo se maslinovo ulje u svjetiljke.

Ruka s apliciranom maskom


Jupitera (Zeusa) Amona neko
je bila sastavni dio keramikog
smee glaziranog vjedra (situle).
Takve situle, koje su sluile za prijenos tekuine, mogle su biti iskoritavene kao dio svakodnevnog
posua, a mogle su imati i ritualnu funkciju noenja svete vode. S
obzirom na unutarnji promjer od
oko svega 12 cm, savudrijska situla nije bila velika. Njena ruka bila
je nepomina, fiksirana, i ukraena, na oba svoja zavretka s apliciranom maskom vrlo realistino
prikazanog Jupitera Amona. Ovakve situle proizvod su knidskih
(grkih) radionica tijekom 1. st. i
1. polovice 2. st.

Il pi antico dei ritrovamenti la


caraffa di ceramica per lolio datata secondo a un simile ritrovamento rinvenuto durante le indagini archeologiche
a Resnik (lantica Siculi), nel II-I a.C..
(Kamenjarin uta 2011, 72.) Con laiuto di
questa piccola caraffa dal corpo a palla
e un lungo imbuto vi si versava lolio di
oliva nelle lampade e lucerne.

Manico con applicata la maschera


di Giove (Zeus) Amone, che in passato
era parte complementare di una situla
ceramica con lustratura marrone. Queste
situle, che servivano al trasporto dei liquidi, potevano essere sfruttate come parte
delle stoviglie quotidiane e potevano avere la funzione rituale di portare lacqua
consacrata. Tenendo conto del diametro
interno di soli 12 cm, la situla salvorese
non era grande. Il suo manico era inamovibile, fissato e decorato, su entrambi
i finimenti con lapplica della maschera
molto realistica rappresentante Giove
Amone. Situle del genere erano prodotto
di officine cnidie (greche) durante il I e la
prima met del II secolo.
(Hayes 2008., 110, 276, Fig. 53, Plate 83.

Vri za ulijevanje ulja


(kat. br. 43)
Caraffa per versare lolio
(num.cat. 43)

Ruka s apliciranom
maskom Jupitera (Zeusa)
Amona (kat. br. 46)
Ansa con lapplica della
maschera di Giove (Zeus)
Amone (num.cat. 46)

(P 1678).)

(Hayes

2008., 110, 276, Fig. 53, Plate


83. (P 1678).)

(21)

Podvodni arheoloki lokalitet, Pliina Buje


Localit archeologica subacquea, Secche di Buie

(22)

anfora (lat.amphora = gr. : accusativo singolare


di , composto di + , portare da entrambe le parti) rappresenta una classe di recipienti di
ceramica a due anse prodotta in serie e in grande quantit. Secondo forma e grandezza lanfora serviva per preservare, contenere e
trasportare sostanze liquide come lolio (amphorae olearie) e vini
(amphorae vinarie), solidi come le olive, frutta secca, sale, granaglie
e semiliquide come ad esempio il garum, muria, oxygarum, liquamen
e halex.1 Le forme dellanfora variano a secondo del contenuto, il
tempo, la praticit manuale e le norme estetiche.
La produzione delle anfore era strettamente collegata con la
produzione dellolio doliva e vini in una determinata zona. Le officine (figlinae) facevano spesso parte di poderi organizzati nei quali
si svolgeva lintero processo lavorativo: dallallevamento allimmagazzinamento del prodotto finale fino allimbarco in varie regioni. I
proprietari delle grandi tenute erano consoli e senatori, di cui i nomi
ci sono tramandati dai bolli impressi sulle anfore. Le anfore erano
contrassegnate anche dai grafiti (tituli picti) dai quali si raccolgono
dati sugli schiavi, i possidenti terrieri, proprietari delle officine ceramiche, il peso delle anfore piene, il contenuto e lorigine. Una volta
che le anfore erano riempite si conservavano con uno strato di olio,
resina, o calce, per non far entrare laria e infine venivano sigillate
con il tappo in sughero o ceramica.
Il concetto d anfora utilizzato come unit di misura nel mondo romano (26.2 l) e cos anche la capita di trasporto delle navi
nellantichit si calcolava in anfore. Una nave mercantile romana media di 20 m di lunghezza poteva sopportare da 1500 a 2000 anfore,
il che un totale di 50 t.2 Le anfore si posizionavano sui puntali nella
sabbia durante il trasporto mentre le file superiori si posavano sui
spazi lasciati scoperti di quelle inferiori, una sopra laltra. Per impedire linfrangersi delle pareti delle anfore, gli spazi venivano riempiti
con della paglia e cos il carico diventava una massa omogenea. 3
Dopo larrivo della nave alla destinazione, le merci destinate ad un
ulteriore trasporto via terra venivano spesso travasate in borracce
di pelle che erano pi idonee per questi tipi di carico.4 Le anfore in
questo momento erano spesso buttate via e cos venivano a formarsi
grandi discariche vicino ai porti e ai mercati.
In molti casi dopo il travaso le anfore si utilizzavano nuovamente per il trasporto di merce identica, simile o differente. Le anfore

Bjelajac 1996, 10.


2
Radman Livaja 2006, 151.
3
amfore prilikom brodoloma nisu mogle isplivati, ve su tako poredane tonule sa
brodom i zato se prilikom istraivanja pronalaze poredane u redove.
4
Petri 1989, 14.

AMFORE ANFORE

mfora (lat. amphora = gr. amphore s: nosa (ruka)


= phrein: nositi) predstavlja keramiku posudu s dvije ruke izraivanu u serijama u velikom broju. Prema
obliku i veliini amfora je sluila za spremanje, odravanje i prijevoz
tekuih proizvoda, primjerice, ulja (amphorae olearie) i vina (amphorae vinarie), ali isto tako i namirnica poput maslina, suenog voa,
soli, itarica i raznovrsnih zaina, kao npr. garum, muria, oxygarum,
liquamen i halex.1 Oblici amfora variraju s obzirom na sadraj, vrijeme, praktinost u rukovanju i estetske norme.
Proizvodnja amfora bila je usko povezana s proizvodnjom maslinovog ulja i vina na odreenom podruju. Lonarske radionice
(figlinae) vrlo esto su bile u sklopu organiziranih posjeda na kojima
se obavljao itav proces rada: od uzgajanja do skladitenja finalnih
proizvoda i otpreme u razne krajeve. Vlasnici imanja bili su veleposjednici, konzuli i senatori, ija su se imena u obliku igova esto
nalazila utisnuta na amforama. Amfore su obiljeavane i grafitima
(tituli picti) koji su izvor podataka o robovima, upraviteljima imanja,
vlasnicima keramiarskih radionica, teini punih amfora, njihovom
sadraju, porijeklu. Napunjene amfore su se najprije konzervirale
slojem ulja, smole ili vapna kako ne bi uao zrak, a potom su se zatvarale poklopcem ili epom koji je mogao biti keramiki ili od nekog
organskoga materijala.
Pojam amfore koriten je kao mjerna jedinica u rimskom mjernom sustavu amfora (26.2 l), pa se i kapacitet brodova obino izraavao u amforama. Zajedno sa svojim sadrajem predstavljale su najei i najuobiajeniji teret na antikim brodovima. Prosjeni rimski
trgovaki brod, duine oko 20 m, mogao je ponijeti oko 1500 do
2000 amfora, sto je ukupno oko 50 tona.2 Amfore su se prilikom
transporta postavljale tako da su iljci dna najdonjeg reda bili zariveni u pijesak, a u gornjim redovima amfore su se postavljale jedna do
druge i to u upljine donjih redova. Kako tijekom transporta ne bi
dolo do pucanja stijenki, meuprostori su se ispunjavanji slamom,
tako da je itav teret sainjavao homogenu masu.3 Nakon stizanja
broda na odredite roba predviena za daljnji transport kopnom
vrlo esto se prebacivala iz amfora u kone mjeine koje su za
takav teret bile pogodnije.4 Amfora se tako najee odbacivala, pa
su se uz trnice i luke stvarali veliki deponiji. U mnogim sluajevima
nakon pranjenja koristile su se ponovno za prijevoz istog, slinog ili
potpuno razliitog proizvoda. Prazne ili oteene amfore esto su se
koristile za potpuno drugu namjenu. Njihovi su se ulomci usitnjavali i

Bjelajac 1996, 10.


Radman Livaja 2006, 151.
Perci le anfore durante i naufragi non potevano emergere siccome erano
pesantemente adagiate una sullaltra ed questo il motivo perch le troviamo ordinate
durante le ricerche.
4
Petri 1989, 14.
1

(23)

dodavali u buku kako bi je uinili nepropusnijom, a od njihovih trbuha su se slagali kanali za odvodnju. Ako su bile sloene u redove,
esto su se koristile za uvrivanje i drenau terena; ugraivale su
se u kupole kako bi olakale krovne konstrukcije, bile su koritene i
kao urne te kao sarkofazi za ukop pokojnika.
Amfore pronaene hidroarheolokim istraivanjem 1995. i
1996. godine, kao i arheolokim rekognosciranjem 1995. godine,
u Savudriji vaan su pokazatelj gospodarskih kretanja i trgovakih
plovnih puteva na ovom podruju. Luka u Savudriji je bila posljednja
odmorina luka prije Akvileje, glavnog polazita rimske vojske te
vorita vojnih komunikacija ali i trgovakog i sabirnog centra centra redistribucije amfora odakle su se kriale obalne ceste i nastavljale kopnene.5
Rijetki nalazi amfora na podruju Savudrije iz vremena od 4.
do 2. st. odraz su politikih, gospodarskih i kulturnih razlika na
sjevernom Jadranu, budui da tada dominiraju starosjedeoci Histri.
Zapadnomediteranske amfore na ovom podruju poinju se javljati
tek nakon pobjede nad Histrima i po uspostavi rimske vlasti u drugoj
polovici 1. stoljea. Nalazi amfora tipa Lamboglia 2, Forlimpopoli i
Keay LII svjedoe o intenzivnoj trgovini i izvozu vina, poevi od 2.
st. pr. Kr. do 2. st. kada dolazi do smanjenja opsega proizvodnje
vina u Italiji.6 Grke amfore s visoko kvalitetnim vinom Cretese 1
uvozile su se kontinuirano u sjevernojadransko podruje, poevi
od 1. stoljea.7 Amfore za ulje Dressel 6B najrasprostranjenije su
na sjevernojadranskom podruju u 1. i 2. st. i rijetke su na ostalim
podrujima jer su hispanske, afrike i egejske provincije raspolagale
vlastitim visoko kvalitetnim maslinovim uljem i nisu imale potrebu
uvoziti ga. U 3. i 4. st. s prostora sjeverne Afrike sve se vie izvozi
maslinovo ulje, na to ukazuju brojni nalazi amfora Africana grande8, Africana piccola,9 Spatheion,10 Tripolitana.11 Konzervirani riblji
proizvodi prisutni su u 4. st. na savudrijskom podruju u amforama
kasnim Dressel 6B koje su se proizvodile u Loronu kod Porea. 12
U vremenu od 5. do 7. st. dolazi do smanjenja proizvodnih
centara amfora na zapadnom Mediteranu i javljuju se amfore iz najudaljenijih krajeva jugoistonog Mediterana. Prema uestalosti nalaza
na savudrijskom podruju najzastupljenije su amfore za vino i ulje
tipa Late Roman iz vremena od 5. do 7. st. koje potjeu sa IstoAkvileja je osnovana 181. g. pr. Kr. da bi osigurala Rim u podruje Karnije, a od
osnutka X Italske regije Venetia et Histria postala je njeno vojno sredite.
6
Bonifay - Pieri, 1995, 115-116.; Starac, 2006, 88 -89.
7
Marangou-Lerat, 1995,
8
Zevi 1969, 173-195.
9
Bonifay 2004, 106-107.
10
Bonifay 2004, 106-107.
11
Bonifay 2004; 105-106.
12
Maggi - Marion, 2011, 176-177.

danneggiate o vuote erano utilizzate per i scopi totalmente differenti.


I loro frammenti si sminuivano e aggiungevano alla malta di calce per
renderla impermeabile, e dei loro ventri collegati si costruivano
i canali per lo scolo e il rifornimento dacqua. Si immettevano nelle
cupole per facilitare il peso del tetto, ma erano pure sfruttate nella
funzione di urne e sarcofagi per il seppellimento dei defunti.
Le anfore scoperte durante le ricerche archeologiche subacquee
nel 1995 e 1996 come pure la ricognizione archeologica del 1995
a Salvore, sono un importante indicatore dei flussi economici e delle
rotte marittime in queste zone. La vicinanza di Aquileia, che non
era soltanto il punto di partenza delle legioni e il punto di snodo delle comunicazioni militari, ma aveva un importante ruolo nel
traffico commerciale, come posto di approvvigionamento militare
d olio e vino e come il centro di smistamento e distribuzione delle
anfore dove si incrociavano le vie costiere proseguendo per quelle
dellinterno. 5 Il porto a Salvore era lultimo porto di fermo prima
di Aquileia ma anche il porto nel quale le navi cercavano il riparo
dal maltempo.
I rari rinvenimenti di anfore dal IV al II sec. a. C. nel territorio di
Salvore sono il riflesso delle differenze politiche, economiche e culturali dellAdriatico settentrionale quando fu dominato dagli indigeni Histri. Le anfore del Mediterraneo occidentale compaiono dopo
la vittoria sugli Histri e con linstaurazione del dominio romano nella
seconda met del I secolo a.C. I reperti danfore tipo Lamboglia 2,
Forlimpopoli e Keay LII testimoniano lintensa attivit commerciale
e lesporto del vino a partire dal II secolo a.C. fino al II secolo d.C.
quando comincia un calo di produzione del vino in Italia. 6 Le anfore
greche con il vino dalta qualit Cretese 1 si importano continuamente nellAlto Adriatico a partire dal I secolo.7 Le anfore da olio
Dressel 6B sono le pi frequenti dellAdriatico settentrionale nel I
e II secolo e sono rare nelle altre zone perch le province ispaniche, africane ed egee producevano il proprio olio di qualit e non
avevano necessit di importarlo. Nel III e IV secolo si importava
sempre di pi lolio dallAfrica settentrionale il che provato da
numerosi rinvenimenti di anfore del tipo Africana grande,8 Africana
piccola,9 Spatheion,10 Tripolitana.11 I prodotti ittici sono presenti nel
IV secolo sul territorio salvorese in anfore tarde Dressel 6B che si

(24)

Akvileja fondata nel 181 a. C. per assoggettare a Roma la Carnia, diventata il


centro militare della regio X (Venetia et Histria).
6
Bonifay, Pieri, 1995, 115-116.; Starac, 2006, 88 -89.
7
Marangou-Lerat, 1995.
8
Zevi, 1969, 173-195.
9
Bonifay, 2004, 106-107.
10 Bonifay, 2004, 106-107.
11
Bonifay; 2004; 105-106.
5

12
13
14

Maggi, Marion, 2011, 176-177.


Pieri, 2005.
Brusi, 2010, 243-255.

GNSENIN 1 (kat. br. / num. cat.33)


Amfora /Anfora

producevano a Loron presso Parenzo. 12


Nel periodo dal V al VII secolo si arriva a una contrazione dei
centri produttivi danfore nel Mediterraneo occidentale e appaiono
anfore dalle pi lontane regioni del Mediterraneo orientale. Quantitativamente nel territorio salvorese le anfore da vino e olio pi
rappresentate sono di tipo Late Roman (1-3), che vanno dal V al
VII secolo, provenienti dallOriente e diffusesi insieme al potere bizantino (538).13 Si tratta di un tipo danfore paleobizantine (che si
possono suddividere in sette diversi tipi) con il corpo cilindrico e
a palla, decorate dalle costole orizzontali e con le anse semplici, la
loro produzione di diretta derivazione dalla produzione e delluso
di tradizione romana.
Il commercio e il trasporto di vino dalta qualit dal Mediterraneo orientale, dalle isole greche e dalle regioni del Mar Nero verso
il Mediterraneo orientale, continua fino al XII secolo di ci ci rimangono numerose testimonianze anche a Salvore, anfore bizantine da
vino datate nel periodo dal IX al XII secolo che venivano prodotte
per la maggior parte nellattuale Turchia e la costa adriatica orientale.14
Linesistenza, tra il materiale ceramico salvorino, di anfore
pi tarde risultato dellintroduzione, verso la fine del X secolo,
dellimballaggio da trasporto pi economico e sicuro (barile).

LAMBOGLIA 2 (kat. br. / num. cat. 1)

SPATHEION I (kat. br. / num. cat. 18)


Amfora /Anfora

Pieri 2005.
Brusi 2010, 243-255.

LATE ROMAN 3 (kat. br. / num. cat. 24)

14

Amfora /Anfora

13

Amfora /Anfora

ka i prodiru na podruje Istre zajedno s bizantskom vlau (538.


godine).13 Rije je o vrsti ranobizantskih amfora (koje se mogu podijeliti u sedam tipova) s cilindrinim ili loptastim tijelom ukraenim
vodoravnim rebrima i s jednostavnim rukama, a njihova proizvodnja
izravan je nastavak rimske tradicije izrade i upotrebe.
Trgovina i izvoz visoko kvalitetnog vina s podruja istonog Mediterana, grkih otoka i crnomorskog podruja na zapadni Mediteran
nastavlja se sve do 12. st., o emu nam i u Savudriji svjedoe brojni
nalazi bizantskih amfora za vino datiranih u period od 9. do 12.
st., a koje su se najveim dijelom proizvodile na podruju dananje
Turske.14
Meu savudrijskim keramikim materijalom nema amfora kasnije
datacije (od 12. st. nadalje) jer se ve od kraja 10. stoljea koristi
jeftinija i sigurnija transportna ambalaa (bave).

(25)

ZAPADNI MEDITERAN
MEDITERRANEO OCCIDENTALE

SJEVERNA AFRIKA
NORD AFRICA

2.st.pr. Kr.
II sec AC
1.st.pr. Kr
I sec AC

LAMBOGLIA 2

1. st./I sec
2. st./II sec

FORLIMPOPOLI

3. st./III sec
4. st./IV sec

TRIPOLITANA
III

AFRICANA
II
AFRICANA
I

DRESSEL 6B

DRESSEL
30

OSTIA IV
263
KEAY LIX

5. st./V sec
KEAY LII

6. st./VI sec
7. st./VII sec
8. st./VIII sec
9. st./IX sec
10. st./X sec
11. st./XI sec
12. st./XII sec
(26)

KRONOLOGIJA SAVUDRIJSKIH AMFORA

SPATHEION

ISTONO MEDITERANSKE
MEDITERRANEO ORIENTALE

2.st.pr. Kr.
II sec AC
1.st.pr. Kr
I sec AC
1. st./I sec
2. st./II sec
3. st./III sec

CRETESE 1

CRETESE 1 B

ATHENIAN
AGORA

4. st./IV sec

ATHENIAN AGORA
M 273

5. st./V sec

LATE ROMAN
3

6. st./VI sec
7. st./VII sec

LATE ROMAN
2A

LATE ROMAN
1A
LATE ROMAN
2B

LATE ROMAN
1B

8. st./VIII sec
9. st./IX sec
10. st./X sec
GNSENIN I

11. st./XI sec


12. st./XII sec

ISTONOJADRANSKA
ADRIATICA ORIENTALE

CRONOLOGIA DELLE ANFORE DI SALVORE


(27)

Savudrijska bitka, Domenico Tintoretto Palazzo Ducale, Venecija


La bataglia di Salvore, Domenico Tintoretto, Palazzo Ducale, Venezia

(28)

2
3

Goldstein 1992, 172.


Brusi 2010, 252-253.
Brusi 1995, 12-13.

1
2
3

Ranosrednjovjekovna
amfora (kat. br. 34)
Anfora altomedievale
(num.cat. 34)

IL MEDIO EVO

l periodo medievale nel territorio di Salvore stato segnato da due battaglie significative.
La prima quella del anno 872, e la sua
descrizione ci nota attraverso il cronista veneziano Giovanni Diacono (fine X inizio XI secolo) e la sua opera Chronicom Venetum, vallida
fonte per lapprendimento delle relazioni croato-veneziane tra l805 e 1008. 1 Infatti, quando nell830 lintera Europa mediterranea venne
minacciata dal pericolo arabo, i Croati Narentani siglarono la pace con il doge veneziano Giovanni I Partecipazio mettendo la fine ai conflitti
reciproci sul mare e la navigazione indisturbata
dei navigli veneziani sul Narenta, per la quale si
erano impegnati pagare il dazio. Laccordo per
non fu rispettato e le lotte continuarono. Uno di
questi conflitti si verific, come scrisse Giovanni
Diacono nel maggio dell 872, quando dopo la sconfitta dei pirati
cretesi, il doge Orso Partecipazio mand una nave con quaranta
uomini verso lIstria per spiare e dare lalarme se gli Arabi si fossero
presentati. Contemporaneamente le navi croate solcarano le acque
istriane cercando gli Arabi. Lasciata Grado, la nave veneziana part
ala volta di Salvore dove erano ancorate le navi croate che sfruttavano questo porto come sicuro rifugio. Notando lavvicinarsi della
galea veneziana, i Croati hanno tesero unimboscata allentrata del
porto, e secondo Giovanni Diacono, uccisero tutti i Veneziani,
confiscando la galea: qui cum Gradensi de civitate Istriam pertituri
exissent, predones Sclavi, qui in portu Silvoclis reclusi latitabant.... 2
molto probabile si trattase degli stessi Narentani del principe Domagoj che incendiarono e saccheggiarono Sipar, Umago, Cittanova
e Rovigno nel 876.
I testimoni muti di questo conflitto potrebbero essere i rinvenimenti delle anfore altomedievali e le bombe a mano in ceramica
trovate durante le ricerche archeologiche del 1995,3 allentrata del
porto dellantica Silvo e dellaltomedievale Silvoclis, e si potrebbero
attribuire a uno dei partecipanti allo scontro dell872 proprio in
questo posto. Tenendo conto che si tratta del tipo di anfore che non
sono state trovate da nessunaltra parte sulla costa adriatica occidentale, si pensa che siano state prodotte in qualche officina locale
dellAdriatico orientale, probabilmente nel territorio della Dalma-

SREDNJI VIJEK

rednovjekovno razdoblje savudrijskog podruja obiljeile su dvije


znaajne pomorske bitke.
Prva je ona koja se odigrala 872. godine,
a njen opis poznat je zahvaljujui mletakom
ljetopiscu Ivanu Djakonu (kraj 10. po. 11.
st.) i njegovoj Cronicom Venetum, dobrom
izvoru za poznavanje hrvatsko-mletakih odnosa izmeu 805. i 1008. godine. 1 Naime
kada je 830. god. itavom europskom Mediteranu zaprijetila opasnost od Arapa, hrvatski
su Neretljani sklopili mir s mletakim dudem
Ivanom Patricijakom o obustavi meusobnih
sukoba na moru i nesmetanoj plovidbi mletakih brodova neretvanskim vodama, za to
su se Mleani obvezali plaati danak. Meutim, sporazum se nije potovao i sukobi su se
nastavili i dalje. Jedan od tih sukoba dogodio
se, kako pie Ivan Djakon, u svibnju 872. god., kada je nakon pada
kretskih gusara u strahu za Veneciju mletaki dud Urso Patricijak
poslao jedan brod s etrdeset ljudi prema Istri da uhode i dojave ako
se pojave Arapi. U isto vrijeme hrvatske su brodice progonei Arape
krstarile istarskim vodama. Mletaka je laa, ostavivi Grado, krenula prema Savudriji u ijoj su uvali bile smjetene hrvatske brodice
koristei tu nekadanju rimsku luku kao sigurno utoite i prenoite. Uoivi pribliavanje mletake lae, Hrvati su napravili zasjedu
na ulazu u luku i prema zapisima Ivana Djakona pobili sve Mleane
i zaplijenili im lau: qui cum Gradensi de civitate Istriam pertituri
exissent, predones Sclavi, qui in portu Silvoclis reclusi latitabant..2
Da je ovdje bila rije o istim onim Neretljanima hrvatskog kneza Domagoja, koji su nekoliko godina kasnije, 876., opljakali i spalili Sipar, Umag, Novigrad i Rovinj, vrlo je vjerojatno.
Nijemi svijedoci te spomenute bitke mogli bi biti nalazi ranosrednjovjekovnih amfora te keramikih kuglastih bombica pronaenih u arheolokom istraivanju 1995. god.,3 na samom ulazu
u luku nekadanjeg antikog Silva, a tada ranosrednjovjekovne luke
Silvoclis, i mogli bi se pripisati nekom od sudionika sukoba to se
872. god. dogodio ba na ovom mjestu. S obzirom da je rije o tipu
amfora koje nisu pronaene nigdje na zapadnoj jadranskoj obali, te
za koje se pretpostavlja da su bile proizvoene u nekoj od lokalnih
radionica istonojadranske obale, vjerojatno na podruju bizantske

Goldstein, 1992, 172.


Brusi, 2010, 252-253.
Brusi, 1995, 12-13.

(29)

Keramike bombice
(kat. br. 54, 55)
Le bombette a
mano di ceramica
(num.cat. 54,55)

Dalmacije ili tadanje ranosrednjovjekovne hrvatske drave, moe se


pretpostaviti da su se te amfore koristile na hrvatskim brodicama
to su sudjelovale u tom sukobu. Druga mogunost bila bi njihova
upotreba na laama kojima su, koristei se ve uvrijeenom pomorskom rutom, hrvatski knez Trpimir, njegov sin Petar ili knez Branimir sa suprugom Maruom, izmeu 855. i 879. god., hodoastili
prema jednom od tadanjih najvanijih kranskih svetita u edadu
(Cividale), a savudrijska luka im je zasigurno posluila kao zadnje
pristanite prije nego to su pristali u Grado.4 O njihovom, kao i o
hodoau drugih Hrvata, govori zabiljeka njihovih imena na marginama pojedinih listova poznatog edadskog evanelistara.5
Na to da su keramike kuglaste bombice, pronaene u neposrednoj blizini ranosrednjovjekovnih amfora, mogle biti neka vrsta ondanjih runih bombi upuuju nalazi slinog kuglastog oblika,
mada od debele staklene mase ili od eljeza, koji su se tijekom 17. st.
koristili za istu namjenu.6 I jedne su se i druge (bombice) ispunjavale
zapaljivom tekuinom i koristile za napade na neprijateljske brodove
po principu grke vatre, a tomu u prilog govori i ispun savudrijskih keramikih bombica gustom bjelkastom masom.
Druga bitka je poznata Savudrijska bitka koje se zbila 16. rujna
1177. godine izmeu flote cara Fridrika Barbarosse i mletake flote
pape Aleksandra III.7 Barbarossa, koji je formirao enovljansko-pizansku flotu od 75 galija, za koju je zapovjednitvo povjerio svom
sinu Otonu, sukobio se s mletakom flotom od 30 galija pod zapovjednitvom duda Sebastiana Zianija i Nicola Contarinija, koji su
koristili i pomo lokalnog stanovnitva. Dok je enovljansko-pizanska flota ekala neprijatelja u Piranu, mletake galije su se iznenada
pojavile ispred rta Savudrije i nakon est sati borbe, prilikom koje se
vjetar okrenuo u korist Mleana, poraeno je 48 Otonovih brodova,
dok su ostali pobjegli. Sam Oton je bio zarobljen i prema tradiciji se
smatra da se tijekom bitke spasio sakrivi se u ternu crkve Sv. Ivana.
Tako je prema predaji, navodno, spaen kralj Salvo re dao ime
ovom prostoru.
Nakon zavretka bitke, papa Aleksandar III, za kojega je mletaka
flota i izvojevala pobjedu, blagoslovio je savudrijsku crkvenu zajednicu i obdario je darovima i oprostima i tada se prvi put spominje
crkva Sv. Ivana. Neko se, kako pie novigradski biskup Tomassini,
na crkvenom proelju nalazio natpis podignut u slavu same bitke.8
Taj danas izgubljeni natpis na proelje crkve mogao je biti postavljen
1207. god. kada je papa Inocent III potvrdio blagoslov pape Alek4
5
6
7
8

(30)

Brusi 2012, 252-253.


Mandi 1963, 342-343.
Kisi 1979, 89-90; Radi Rossi 2012, 54.
De Franceschi 1879, 112.
Tommasini 1837, 359.

zia bizantina o dellallora stato altomedievale croato, e cosi si pu


desumere che queste anfore sono state usate sulle navi croate che
parteciparono al conflitto. Una seconda ipotesi sarebbe il loro uso
nelle galee, lungo la rotta marittima gi convenzionale del principe
croato Trpimir, suo figlio Petar o il principe Branimir con la moglie
Marua, tra gli anni 855 e 879, che li vede pellegrini verso uno dei
pi importanti santuari cristiani a Cividale del Friuli. Ed il porto di
Salvore vi poteva servire sicuramente come ultimo scalo prima di
Grado.4 Del loro pellegrinaggio, come anche quello di molti altri
Croati, parla lannotazione dei loro nomi nei margini dei fogli del
famoso evangelistario di Cividale.5
Che queste sferiche bombette a mano di ceramica, trovate
nelle vicinanze delle anfore altomedievali, potressero essere una sorta di bombe a mano dellepoca, confermato da simili reperti forma
sferica, anche se di spessa massa in vetro o ferro, che durante il XVII
secolo venivano usate allo stesso scopo.6 Entrambe si riempivano
con un liquido infiammante e venivano usate per gli attacchi contro
le imbarcazioni nemiche con il principio del fuoco greco e in favore di questo potrebbe testimoniare il contenuto delle bombe di
Salvore con la densa massa biancastra.
Il secondo conflitto la famosa battaglia, tenutasi nel 1177 tra
la flotta dell imperatore Federico Barbarossa e la flotta veneziana di
papa Alessandro III.7 Il Barbarossa che form una flotta genovesepisana di 75 galee guidata dal figlio Ottone, si scontr con la flotta
veneziana di 30 galee sotto il commando del doge Sebastiano Ziani e
Niccol Contarini, aiutati dalla popolazione locale. Mentre la flotta
pisano-genovese aspettava il nemico di fronte a Pirano, le galee veneziane nascoste dietro il promontorio di Salvore attaccarono il nemico. Dopo sei ore di combattimenti, allimproviso e, affonadarono,
48 galee di Ottone mentre il resto si ritir. Lo stesso Ottone f
imprigionato, mentre secondo la tradizione si salv nascondendosi
nella cisterna della chiesa di San Giovanni. Da qu secondo la tradizione, la derivazione del toponimo Salvore (Salvo-re)
Dopo la fine della battaglia il papa Alessandro III bened la
comunit ecclesiastica salvorina concedendo doni e assoluzioni ed
allora che la chiesa di San Giovanni fu menzionata per la prima
volta. Nel passato, come scrive il cardinale di Cittanova Tommasini, sulla facciata della chiesa si trovava liscrizione in onore della
famosa battaglia.8 Questa liscrizione, ora smarrita, poteva essere
stata posta sulla facciata della chiesa nel 1207, quando papa Inno4
5
6
7
8

Brusi 2012, 252-253.


Mandi, 1963, 342-343.
Kisi 1979, 89-90; Radi Rossi 2012, 54.
De Franceschi, 1879, 112.
Tommasini, 1837, 359.

sandra III. Te su blagoslove kasnije


potvrdili i papa Eugen IV 1437.
god. kao i papa Pio II 1459. godine.
Savudrijska crkva posveena
Sv. Ivanu Evanelisti smjetena je na
uzvienom breuljku na sjevernom
dijelu savudrijske uvale i izvorno je
ranoromanika trobrodna graevina iz 11. stoljea. Kasnije je vie
puta obnavljana, i to 1437. god. te
1826. godine. Razlog njene prve
obnove moe se traiti u potvrdi
blagoslova pape Eugena IV te iste
godine, mada se razlog moe nai
i u naglom prilivu novoga stanovnitva jer je opustjelo podruje Savudrije bilo prvo podruje na koje
je Venecija naseljavala stanovnitvo. Tako je na podruje Savudrije
poelo doseljavati stanovnitvo iz
Dalmacije ve 1463. god., dok su
neto kasnije i samu skrb o crkvi
preuzeli franjevci treereci takoer
iz Dalmacije, a koji su tu doli zajedno sa novopridolim stanovnitvom.
Tijekom njene prve obnove u
15. st. zadobila je, u skladu s tadanjim tendencijama, gotiki izgled, to bi znailo da je vjerojatno
tada bila poviena. Izvan dananje crkve, sa sjeverne strane, vidljiv je
njen nekadanji sjeverni perimetralni zid, to je zajedno sa zidanom
arkaturom otkrivenom na junom perimetralnom zidu tijekom obnove 1984. god. danas jedini in situ dokaz njene izvorne trobrodnosti
iz 11. stoljea. 9 Ako je ova savudrijska crkva upravo ona crkva koju
je Domenico Tintoretto naslikao na prizoru iz Savudrijske bitke krajem 16. st. oslikavajui Palazzo Ducale u Veneciji, to bi znailo da ju
je, osim trobrodnosti, krasilo i bazilikalno osvjetljenje.

Bolec Ferri Miloevi 2012, 97.

cenzo III riconferm la benedizione


di Alessandro III. Le benedizioni
furono confermate in seguito da
papa Eugenio IV nel 1437 da Pio
II nel 1459.
La chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista situata su un
colle elevato dalla parte settentrionale della baia di Salvore e originariamente fu un edificio romanico
a tre navate datato nellXI secolo.
Pi tardi, nel 1437 e nel 1826, f
pi volte restaurato. Il motivo di
primo restauro si pu cercare nella conferma della benedizione del
papa Eugenio IV in quello stesso
anno, ma la causa pu essere anche il rapido popolamento perch la
zona di Salvore era la prima zona
che la Venezia cercava di ripopolare. Cos a Salvore cominciava
limmigrazione della popolazione
della Dalmazia gi nel 1463 mentre
il curarsi della chiesa fu affidato ai
francescani del terzo ordine regolare, arrivati pure dalla Dalmazia,
insieme ai nuovi venuti appena stabilitisi.
Nel corso del primo restauro
ha ricevuto, in voga con le tendenze del tempo, un aspetto gotico
che starebbe a significare una possibile elevazione. Fuori della chiesa
attuale, dalla parte settentrionale, visibile il suo muro settentrionale perimetrale di allora, che insieme allarco in muratura stato
scoperto dalla parte del perimetro meridionale durante i lavori di
restauro del 1984, oggigiorno lunico indizio in situ della sua originale forma a tre navate dellXI secolo.9 Se questa chiesa fosse proprio quella che ha disegnato Domenico Tintoretto nella scena della
battaglia di Salvore alla fine del XVI secolo affrescando il Palazzo
Ducale a Venezia, starebbe a significare che oltre ad avere tre navate
la adornava anche una illuminazione basilicale.

Crkva Sv. Ivana Evaneliste,


Savudrija, arkatura
Chiesa di San Giovanni
Evangelista, Salvore, arco

Bolec Ferri Miloevi, 2012, 97.

(31)

Crkveno romaniko graditeljstvo ostavilo je na savudrijskom podruju jo dva znaajna


objekta. Prvi od njih je crkva posveena Sv. Lovri smjetena u naselju Valfontane. Taj paetvorinasti objekt s polukrunom apsidom i preslicom, a koji se istie u Istri neobinim i jedinstvenim ukrasom na glavnom proelju u vidu slijepih viseih arkada, izgraen je u 12. stoljeu.
Kao i to sam toponim kae, na tom su prostoru bili izvori vode to je bio preduvjet za bilo
kakav ivot, pa u tom smislu ne ude sporadini antiki i ranosrednjovjekovni ostaci na cijelom
okolnom podruju, pa ak i ispod dananje crkve. (Beki 2008 243-245.)

Crkva Sv. Lovre, Valfontane


Chiesa di San Lorenzo, Valfontana

Larchitettura ecclesiastica romanica ha lasciato ancora due edifici significanti.


Il primo di questi la chiesa di San Lorenzo collocata nellinsediamento di Valfontane.
Questo edificio rettangolare con labside a semicerchio con la facciata a campanile, non tipico per il teritorio istriano data la particolare decorazione sulla sua facciata principale, formata
dalle arcate cieche pendenti, costruite durante il XII secolo. Come chiaro dal toponimo
stesso, in queste localit cerano sorgenti dacqua, ossia il presupposto per qualsiasi forma
di vita. In questo senso non devono sorprendere i resti sporadici antichi e altomedievali nella
zona circostante, ma anche sotto la chiesa stessa.
(Beki 2008 243-245.)

Benediktinska opatija odnosno samostan s crkvom Sv. Petra na Crvenom Vrhu izgraeni su nad
ostacima prapovijesnog visinskog naselja. Taj poloaj karakteristian za formiranje prapovijesne gradine potpuno je nekarakteristian za smjetaj samostana s crkvom. Prvi put se samostan s crkvom spominje 1102. god. kada postaje vlasnitvo akvilejske crkve (monasterio sancti Petri et sancti Michaelis).
Crkva je jednostavnog paetvorinastog oblika s istaknutom polukrunom apsidom na ijem se ziu vidi
nekoliko arhitektonskih faza. Unutranjost je bila oslikana freskama, a pronalazak ulomaka mramornog kamenog namjetaja ukraenih motivom pletera govori u prilog ranijoj dataciji sakralnog sklopa,
odnosno mogue ve u 9. 10. stoljee. (Marui 1980-1981, 67, 70.) Ovaj nekadanji rasadnik kulture
i napretka danas je potpuno neprepoznatljiv. Propadanje samostana i crkve zapoelo je njihovom desakralizacijom poetkom 19. st., nakon ega je pospjeeno neadekvatnom upotrebom prostora, sve
dok na kraju nije koriten kao tala.

Benediktinska opatija i crkva Sv. Petra, Crveni Vrh


Monastero benedettino e chiesa di San Pietro, Monte Rosso

(32)

Labbazia benedettina, cio labbazia a Monte Rosso con la chiesa di San Pietro costruita con
i resti dellinsediamento preistorico daltura. Questa posizione caratteristica per la formazione di
castellieri preistorici ed totalmente atipica per lo stanziamento dun monastero insieme alla chiesa.
Il monastero con la chiesa venne menzionato per la prima volta nel 1102 quando divent la propriet
del Patriarcato di Aquileia (monasterio sancti Petri et sancti Michaelis). La chiesa di forma semplice
rettangolare con unabside semicircolare distinta nel muratura della quale si intravedono diverse fasi
architettoniche. Linterno era affrescato mentre il ritrovo di decorazione sui frammenti marmorei della
mobilia, ci fa sapere che riportavano i motivi a trecce, che a sua volta ci aiuta con la datazione del
complesso nei secoli IX-X. (Marui 1980-1981, 67, 70.) Questo promotore di cultura e progresso oggigiorno totalmente irriconoscibile. Landare in rovina del monastero e della chiesa comminci con la
sua sconsacrazione alla fine del XIX secolo dopodich fu facilitato dalluso non adeguato dello spazio
come tale, affinch non fu usato come una stalla.

Potvrde o neko postojeim kasnosrednjovjekovnim profanim


graevinama s podruja Savudrije veinom pronalazimo u sauvanim kasnogotikim grbovima od kojih se pojedini jo uvijek nalaze
in situ.
Kasnogotiki grb obitelji Donato, oblikom frontalno prikazane konjske glave s dva florealna motiva unutar zupastog okvira, smjeten na dananjoj upnoj kui uz crkvu Sv. Ivana u staroj
Savudriji, datira izgradnju te nekadanje palae obitelji Donato u
1475. god., koja je uklesana na samom grbu. Na svome izvornome
mjestu, na bunarskom vijencu cisterne, izgraene u samoj osi palae, grb je Jeronima Donata, to se da iitati iz uklesanog natpisa
HIER(ONI)MI DO(N)ATO HOMO // POTESTATIS PYRRANNI//
1476.10 U oba sluaja rije je grbovima venecijanskom podestatu u Piranu, Jeronima Donata, koji je oito tih godina odluio
upravo u staroj Savudriji, uz samu crkvu Sv. Ivana, sagraditi svoju
palau (1475.), a godinu kasnije, i cisternu s bunarskim vijencem
(1476.).11 Jeronim Donato gradi svoju kasnogotiku palau uz
crkvu Sv. Ivana koja je tada trobrodna, a slobodan prostor koji se
kasnije stvara izmeu te dvije graevine rezultat je ruenja june
lae crkve na ijem se mjestu u 19. st. gradi zvonik.

Grb Donato
Lo stemma dei Donato

Trovato nellinsediamento di Franceschia particolarmente


significativo lo stemma tardogotico inciso dalla parte posteriore
del monumento sepolcrale romano (stele) della famiglia dei Ragonii. Questuso secondario della stele romana del I secolo alla
fine del XV secolo ci parla dello stesso significato della stele a
colui che ha inciso il proprio stemma. Si tratta dello stemma a
nastri sostenuto da un angelo dalle ali aperte entro una cornice a
dentelli con le iniziali incise AN e AP, che si ascrive a un appartenente della famiglia Apollonio di Pirano, Andrea o Antonio che
ovviamente in quel periodo alla fine del Medio evo teneva il suo
podere insieme al palazzo.12
Il rinvenimento degli stemmi tardogotici dalle famiglie piranesi che erano proprietarie dei poderi sul territorio di Salvore
non ci deve sorprendere, specialmente se sappiamo che lintera
zona salvorese dallarrivo dei veneziani nel XII secolo appartenuta al comune medievale di Pirano nella cui cornice, pi tardi
fino al XX secolo, si svilupp territorialmente.

Posebno je znaajan kasnogotiki grb uklesan sa stranje


strane rimskog nadgrobnog spomenika (stele) obitelji Ragonij pronaene u naselju Franeskija. Ta sekundarna upotreba
rimske stele iz 1. st. krajem 15. st. govori i o samom znaaju
stele onome koji je na njoj uklesao svoj grb. Rije je o grbu s
trakama koji pridrava aneo rairenih krila unutar zupastog
okvira i s urezanim inicijalima AN i AP, a koji se pripisuje
jednom pripadniku piranske obitelji Apollonio, i to Andrei
ili Antoniju, a koji je oito na samom kraju srednjeg vijeka
upravo tu imao svoj posjed, vjerojatno s palaom.12
Pronalazak kasnogotikih grbova piranskih obitelji, koji
su bili u vlasnitvu posjeda na podruju Savudrije, zapravo ne
iznenauje, osobito ako se zna da je cijelo podruje Savudrije
od trenutka dolaska pod Veneciju u 13. st. potpalo pod Piransku srednjovjekovnu komunu u okviru koje se kasnije, sve
do poetka 20. st., i teritorijalno razvijalo.
10
11
12

Cigui 1995, 20.


Bolec Ferri Miloevi 2012, 98-99.
Zahvaljujemo prof. Rinu Ciguiju na odreenju pripadnosti grba.

Le conferme dellesistenza precedente di edifici profani basso medievali nelle zone di Salvore, troviamo per la maggioranza
nei stemmi tardogotici conservatisi, alcuni dei quali si trovano
ancora in situ. Lo stemma tardogotico della famiglia Donato di
Pirano dalla forma di testa di cavallo rappresentata frontalmente
con due motivi floreali entro una tavola con orlo a dentelli, posto
nella residenza del canonico, accanto alla chiesa di San Giovanni
nella vecchia Salvore, data la costruzione di questo palazzo della
famiglia Donato nel 1475, il che inciso nello stemma stesso.
Nella posizione originaria sulla ghirlanda del pozzo della cisterna
si trova lo stemma di un appartenente della famiglia Donato, cio
di Gerolamo Donato il che si legge dalliscrizione HIER(ONI)
MI DO(N)ATO HOMO//POTESTATIS PYRRANNI//1476.10 Si
tratta del podest veneziano a Pirano del 1475 che ha deciso di
costruire il suo palazzo proprio nella Salvore vecchia, accanto
alla chiesa di San Giovanni, e lanno seguente (1476), anche la
cisterna con il pozzo nello stesso asse del palazzo.11 Gerolamo
Donato costruisce il proprio palazzo accanto alla chiesa nella
Salvore antica perch in quelli anni la chiesa di San Giovanni
era tuttora a tre navate e lo spazio libero che viene a crearsi pi
tardi tra questi due edifici il risultato della demolizione della
navata meridionale della chiesa al posto di quale viene costruito
il campanile nel XIX secolo.

Grb Apollonio (kat. br. 45)


Lo stemma dei Apollonio
(num.cat. 45)

10
11
12

Cigui, 1995, 20.


Bolec Ferri Miloevi 2012, 98-99.
Ringraziamo il prof. Rino Ciguio allappartenenza degli stemmi.

(33)

Renesansni majoliki vr (kat. 57.)


Boccale rinascimentale di maiolica
(num.cat. 57)

(34)

1
2
3
4

Brusi 1995, 3-7.


Orli 1996, fotodokumentacija.
Bolec Ferri Miloevi, 2012, 96-97.
Brali Kudi Buri, 2006, 491-494.

egli scritti deo notai Piranesi e negli statuti del XIII-XVIII sec, il nome di Salvore ricorre spesso. Viene chiamata
Saluori, Saluoris, Puncto Saluori o Santi Johanis de Saluore habeat portum Saluori e simili. Nelle piante degli anni 1589 e
1649 appare come Porto di Saluori ruinado, il che significa che gi
allora il porto non era pi in uso, eccetto probabilmente solo per le
necessit della popolazione locale. Con luso del termine ruinado
si cercava di indicare ai navigatori il pericolo che avreebbero potuto
fossero stati costretti ad attraccare nel porto. Ci confermerebbe
che allinizio dellet moderna il porto di Salvore smisse di essere
unimportante punto di scalo, come lo era stato durante lantichit
e in un certo punto nel medio evo, nelle rotte commerciali verso
Trieste e Venezia. Il promontorio di Salvore nonostante tutto rimaste
un punto di orientamento per la navigazione nel Golfo di Trieste,
importante ed per questo che lo si trova presente sulle numerose
mappe i portolani del XVI, XVII e XVIII secolo (ad esempio Ponta
d. Salori 1550; Punta di Salvori 1649; Punta di Salvore 1784:
Salvore 1797). Come punto dorientamento qualche volta viene
rappresentata anche la chiesa salvorese di San Giovanni come San
Zuan di Salvori.1
Nel periodo della prima met del XVI secolo datato il boccale
trilobato rinvenuto durante gli scavi archeologici del 1996 nel porto
di Salvore.2 Il bocale rappresenta lapice della produzione artigianale
e artistica delle officine faentine, ed e caratterizzata da una ricca
decorazione, dalla diversit dei colori e dallo smalto lucido. Il simbolismo amoroso rinascimentale rappresentato dal motivo figurato
del cane (simbolo dellamore e della fedelt) e dellocchio di pavone
(simbolo dellonniscienza di Dio). Non sicuro se questo boccale
rinascimentale giunta a Salvore come regalo di nozze per decorare
la tavola degli sposi ma sicuro che ci testimonia della presenza di
una famiglia nella vecchia Salvore o nelle vicinanze, abbastanza ricca
da permettersi un servizio da tavola faentino, che allepoca era riconosciuto come il pi costoso e pregiato del genere.3
Durante il XVI e, pi tardi, nel XVII secolo, si adorna parrocchiale la di San Giovanni olii su tela fuoriusciti dalle officine veneziane
di Zorzi Ventura (Crocifissione e Piet) e di Niccol Renieri (Santa
Lucia).4 Che le tele del Zorzi Ventura del XVI secolo adornavano
le navate laterali sarebbe indicato dalle loro dimensioni e forme,
a significare che non erano originariamente immaginate come le
pale daltare ma sono resti di un pi ampio ciclo cristologico. La
chiesa che conserva le navate laterali fino al secondo restauro, qu1
2
3
4

NOVOVJEKOVNO RAZDOBLJE ET MODERNA

pominjanje Savudrije je, u razdoblju od 13. do 17. st., u


spisima piranskih notara i statuta Piranske komune dosta
esto. Naziva se Saluori, Saluoris, Puncto Saluori ili Santi
Johanis de Saluore habeat portum Saluori i sl. Na kartama iz 1589.
i 1649. god. spominje se kao Porto di Saluori ruinado, to znai
da ve tada luka vie nije bila u upotrebi, osim vjerojatno samo za
potrebe domaeg stanovnitva, dok se upotrebom termina ruinado
nastojalo se uputiti pomorce na opasnosti na koje bi naili ako bi
bili prisiljeni pristati u samu luku. Tako je vidljivo da je, poetkom
novog vijeka, savudrijska luka prestala biti vana pristanina toka,
kakva je bila tijekom antikih i donekle srednjovjekovnih razdoblja,
na tadanjim trgovakim rutama prema Trstu i Veneciji. Rt Savudrija
je, meutim, i dalje ostao vana orijentacijska toka navigacije pri
uplovljavanju i isplovnjavanju iz transkog zaljeva, pa se zbog toga
nalazi ucrtan na brojnim kartama i portolanima 16., 17. i 18. st.
(npr. Ponta d. Salori 1550. god., Punta di Salvori 1649. god.,
Punta di Salvore 1784. god., Salvore - 1797. god.). Kao orijentacijska toka, ponekad se na pojedinim kartama 16. i 17. st., nalazi
obiljeena i savudrijska crkve Sv. Ivana kao San Zuan di Saluori.1
U razdoblje prve polovice 16. st. datiran je trilobni trbuasti vr
pronaen u savudrijskoj luci arheolokim istraivanjima 1996. god.2
Taj vrhunac obrtnike i umjetnike produkcije faetinskih radionica,
karakterizira bogata dekoracija, raznolikost boja i blistava glazura.
Renesansna ljubavna simbolika predoena je na njemu kroz naslikane motive psa (simobol ljubavi i vjernosti) i paunovog oka (simbol
Boje svevidjelosti). Nije sigurno je li ovaj renesansni vr dospio u
Savudriju kao vjenani dar da bi krasio stol mladenaca, ali je sigurno
da njegova prisutnost u staroj Savudriji govori o postojanje neke
obitelji u staroj Savudriji ili njenoj blizini dovoljno bogate da kupuje
faetinsko stolno posue, koje je u to vrijeme glasilo kao jedno od
najskupljih i najcjenjenijih od te vrste.3
Tijekom 16., te kasnije tijekom 17. st. oprema se, uljima na
platnu proizalim iz venecijanskih radionica Zorzija Venture (Raspee
i Oplakivanje Krista) i Nicola Renierija (Sv. Lucija), i savudrijska
crkva Sv. Ivana.4 Da su ulja Zorzija Venture iz 16. st. krasila bone
crkvene brodove, upuivale bi njihove dimenzije i oblici koji upuuju na to da da izvorno nisu bile zamiljene kao oltarne pale (to
postaju tek krajem 19. st. kada su restaurirane) ve su ostatci ireg
kristolokog ciklusa. Crkva, koja svoju trobrodnost zadrava sve do
druge obnove kada se rue njeni boni zidovi, sjeverni i juni, 1826.
god. poprima dvoranski klasicistiki izgled sa zvonikom izgraenim

Brusi 1995, 3-7.


Orli 1996, foto documentazione.
Bolec Ferri Miloevi, 2012, 96-97.
Brali Kudi Buri, 2006, 491-494.

(35)

Portret biskupa Jeronima na mjestu junog broda, nekoliko deFonde, kraj 18. Umag, setljea kasnije, 1869. god. Nedugo
zgrada opine

nakon toga dolazi i do i restauracije

Ritratto del vescovo


navedenih slika i njihovog prebacivaGerolamo Fonda della fine
del XVIII Umago, Palazzo nja na novonastale crkvene oltare.
del Comune.
Karakteristian nain ivota i sta-

novanja od 17. st., a naroito tijekom


18. i 19. st. na cijelom savudrijskom
podruju bio je onaj u stancijama.
Bilo da su bile sjedita velikih poljoprivrednih posjeda ili su to bile manje
kolonatske stancije nastanjene kolonima, koji su obraivali zemlju svoga
gospodara, vlasnika posjeda, redovito
su se sastojale od stambene zgrade i
gospodarskih popratnih objekata (itnica, vinski podrum, tale, golubarnik,
kruna pe, cisterna...) rasporeenih
okolo dvorita (korta) kojemu se
pristupalo preko portuna. U sklopu
stancija, naroito onih kolonatskih,
veinom su se nalazile lokve za napajanje blaga.
Te su kolonatske, kao i one rezidencijalne stancije vremenom
postale jezgra uokolo kojih su se formirala dananja manja savudrijska naselja (Borozija, Valfontane, Volparija, Franeskija, Medegija,
Crveni Vrh, Valica...).
Vlasnici savudrijskih velikih poljoprivrednih posjeda najee su
bile plemike piranske obitelji, a sredinji centar njihovih posjeda
uvijek su bile rezidencijalne stambene zgrade ili palae. Kao takve,
danas se na podruju Savudrije, izdvajaju se Velika stancija ili vila
obitelji Cesare, palaa obitelji Gabrielli u Volpariji, stancija u Franeskiji, Valici, Kolombaniji i Kapitaniji sa svojim osnovnim korpusom
izgraenim ve krajem 18. ili poetkom 19. st.
Vlasnici stancija u Valici, Kolumbaniji i Kapitaniji bili su piranski grofovi Furegoni iji se grb i danas se nalazi uzidan na stanciji
u Kolombaniji. Stancija u Valici, prije nego to je postala njihovo
vlasnitvo, bila je, tijekom 19. st., u vlasnitvu piranskih grofova
Venier. Na tom istom posjedu, ali neto ranije., 1746. god., trogirski i ninski biskup Jeronim Fonda (1686 1754) izgradio je manju
kapelu koju je opremio baroknom drvenom polikromiranom skulpturom svoga imenjaka Sv. Jeronima.5 Razlog zato je, tako moan i
slavan biskup Fonda izgradio kapelu upravo na podruju Savudrije, je
5

(36)

Zajec 2007, 109-119.

ando si demoliscono le pareti laterali,


meridionali e settentrionali, nel 1826
ricevette un aspetto da sala classicistica con il campanile costruito sul
posto della navata meridionale alcuni
decenni dopo, nel 1869. Poco pi
tardi vennero restaurate anche le tele
e collocate sui nuovi altari. Il caratteristico modo di vita labitazione del
XVII secolo, e specialmente durante il
XVIII e XIX secolo, sullintero territorio salvorese era quello nelle stanzie.
Erano sedi di grandi appezzamenti
terrieri nella propriet della famiglie
aristocratiche piranesi o minori stanzie coloniali insediate dai coloni che
lavoravano la terra del proprio signore, proprietario del terreno. Regolarmente comprendevano ledificio residenziale accompagnato da strutture
economiche, (il granaio, la cantina,
il forno per il pane, la cisterna,),
predisposte attorno al cortile (corte)
al quale si accedeva tramite il portone. Nel complesso della stanzia,
specialmente in quella colonica, si trovava la pozza dacqua per
labbeverare gli animali.
I centri locali dei grandi possedimenti erano sempre gli edifici
residenziali o i palazzi. Nella zona di Salvore oggi si distingue la
Stanzia Grande o villa della famiglia Cesare, il palazzo della famiglia
Gabrielli a Volparia, la stanzia a Franceschia, Valizza, Colombania e
Capitania con il proprio corpo innalzato gi durante il XVIII secolo
o linizio del XIX.
Le stanzie coloniche, come anche quelle residenziali, col tempo sono diventati nuclei attorno ai quali si sono formati gli attuali
borghi minori salvorini (Borosia, Valfontane, Volparia, Franceschia,
Medeghia, Monte Rosso, Valizza).
I proprietari delle stanzie a Valizza, Colombania e Capitania
erano i conti piranesi Furegoni, dei quali lo stemma murato nella stanzia a Colombania. La stanzia a Valizza prima di diventare di
loro propriet, apperteneva durante il XIX, dai conti piranesi Venier.
Nello stesso possedimento, ma pi indietro, nel 1746 il vescovo
di Tra e Nona Gerolamo Fonda, (1686-1754) fece innalzare una
piccola cappella dotandola di una scultura polichroma in legno di

mogue u tome to je i sam posjed neko


bio u vlasnitvu ugledne piranske obitelji
Fonda kao i nedaleka stancija u Franeskiji, koja se tijekom 18. st. naziva upravo
Fondano.6 Portret samog biskupa Fonde,
naslikan krajem 18. st., jo jedan je od
vrijednih svjedoka biskupove prisutnosti
u ovim krajevima.
Upravo se na primjeru posjeda u
Franeskiji moe vidjeti koliko je plodno
tlo Savudrije kroz stoljea zadralo svoju
primarnu poljoprivredno-stoarsku funkciju. Dok je u 1. st. ta plodnost bila iskoritavana od strane bogatog rimskog graanstva, odnosno obitelji Ragonij, u 15.
st. na isti nain to ini piranska plemika
obitelj Apollonio da bi u 17. i u 18. st.
to nastavila obitelji Fonda. Godine 1883.
taj isti posjed prelazi u vlasnitvo koparskih grofova De Toppo, koji tu osnivaju
tvornicu pluta. Od obitelji De Toppo kupuje je Antonio Parmeggiano, znaajan u
prvome redu jer je upravo zbog njega,
koji je uvidjevi znaaj rimske stele obitelji Ragonij, ta ista prenesena u nekadanju
zgradu Umake komune.7
Jedna od najimpozantnijih savudrijskih stancija zasigurno je Velika stancija ili vila obitelji Cesare. Smjetena na uzvisini u zaleu stare
Savudrije, ta izvorno manja stancija s tek nekoliko gospodarskih zgrada krajem 18. st., svoj pravi procvat doivljava 1877. god. kada je
od obitelji markiza Fabris, koji sredinom 19. st. i grade veliku stambenu zgradu, kupuje Carlo Cesare, koji na njoj poduzima odreene
arhitektonske izmjene dodajui neogotike elemente (dvokatna loa)
na korpus iz sredine 19. st.8 Njen centralni objekt s kulom po sredini koja se izdie iznad njega za tri etae, potpuno dominira okolnim
prostorom dok hortikulturalno rjeenim prednjim prostorom, kao i
drvoredom uz komunikaciju do crkve Sv. Ivana i mora predstavlja
dobar primjer ukopljenosti arhitekture i pejzaa.
Od kolonatskih stancija naroito se, sa svojim jo uvijek donekle izvornim izgledom, izdvaja stancija u Koroni, naroito njena
esterostrana pe priljepljena na stambeni objekat. Kod veine dru-

San Gerolamo.5 I motivi che avevano


indotto il vescovo Fonda a inalzare una
capella nella zona di Salvore risiedevano
nel fatto che il possedimento era nelle
mani della prestigiosa famiglia piranese Fonda come anche la vicina stanzia a
Franceschia che nel XVIII veniva chiamata
proprio Fondano.6 Il ritratto del vescovo
Fonda, disegnato alla fine del XVIII secolo ancora testimone della sua presenza
in queste zone.
Proprio dal possedimento di Franceschia si pu arguire la fertilit della
terra di Salvore che attraverso i secoli ha
mantenuto la propria funzione agricola
e pastorale. Mentre nel I secolo questa
fertilit era sfruttata dai ricchi cittadini
romani, cio i Ragonii, nel XV secolo allo
stesso modo vienne usata dalla famiglia
aristocratica piranese degli Apollonio
per continuare, nel XVII e XVIII secolo,
come propriet della famiglia Fonda. Nel
1833 questa propriet pass nelle mani
dei conti di Capodistria, i De Totto, che
fondano una fabbrica di sughero. Dalla
famiglia De Totto la terra viene comprata,
da Antonio Parmeggiano, che intravide limportanza della stele romana dei Ragonii da lui traslocata nelledificio un tempo Comune di
Umago.7
Una delle stanzie pi imponenti di Salvore sicuramente la
Stanzia Grande o villa della famiglia Cesare. Situata sulla pendenza
nellentroterra della vecchia Salvore, questa stanzia con alcuni edifici economici, originariamente di modeste dimensioni della fine del
XVIII secolo, fior nel 1877, quando Carlo Cesare lacquisto dalla
famiglia del Marchese Fabris, (che nella met del XIX secolo costruisce una grande casa residenziale). Egli intraprense dei cambiamenti
architettonici specifici, aggiungendo elementi neogotici (loggia a due
piani) nel corpo della met del XIX secolo.8 Ledificio centrale con la
torre al centro che si erge al di sopra di esso per tre piani domina
totalmente lo spazio circostante. Lo spazio frontale con il giardino,
come anche la fila di alberi lungo la comunicazione viaria fino alla
5

Kandler 1846, 118.


7
Benedetti 1973, 26.
8
Puhmajer 2011; Bolec Ferri Miloevi 2012, 101.
6

6
7
8

Neogotika dvokatna
loa, Velika Stancija ili
vila obitelji Cesare
Loggia neogotica a due
piani, Grande Stanzia
o villa della famiglia
Cesare

Zajec 2007, 109-119.


Kandler 1846, 118.
Benedetti 1973, 26.
Puhmajer 2011; Bolec Ferri Miloevi 2012, 101.

(37)

Savudrijski svjetionik,
1818. god.
Il faro di Salvore, (1818)

gih stancija, njihovi


izvorni elementi (lukovi, portuni, pei)
veinom su izgubljeni
uslijed obnova koje
su se dogodile posljednjih pedesetak
godina ime je tradicionalno graditeljstvo ovoga kraja uvelike ostalo zakinuto
i zauvijek je izgubilo
dra izvornosti.
Kao
putokaz
nonim moreplovcima ili CURSIBUS
N AV I G A N T I U M
NOCTURNIS DIRIGENDIS (kako pie na kamenoj ploi iznad ulaza) izgraen je savudrijski svjetionik. Taj, neko najmoderniji svjetionik na Sredozemlju
i prvi onodobni moderni svjetionik na istonoj obali Jadrana, danas
je najstariji svjetionik jo uvijek u upotrebi. Prema nalogu austrijskog
cara Franje I, koji je naredio izgradnju svjetionik na svim opasnim
pomorskim tokama istarske obale, izgraen je po projektu arhitekta
Pietra Nobila 1818. god. Kao prvi od njih, ovaj savudrijski je podignut na uzvisini rta Lako u Baaniji, ime je bila omoguena sigurna
plovidba kroz maglu i no na ovom dijelu Jadrana karakteristinom
zbog hridinaste obale i velikih razlika izmeu plime i oseke, koje
ponekad prelaze i 2 m.9 Visine 36 m sa svjetlou koja dopire i do
18 nautikih milja, graan je od pravilnih kamenih klesanaca lokalnog
porijekla.
Kraj 19. i poetak 20. st. na savudrijskom podruju obiljeen
je pojavom odmaralita ili ljetnikovaca sagraenih izriito u turistike
svrhe i od tada samo podruje postaje jedno od vanijih turistikih
toaka. To je period kada se grade tzv. austrougarske vile s karaktristinom historicistikom strogou i uniformiranou koja je ponegdje ublaena jedino ukrasom tukaturne plastike. Sve to dobro
je vidljivo kod vile Ziani i vile Lotte obitelji Cesare ali i kod ostalih
takvih vila koje se tada grade u Volpariji i Baaniji.
Na potezu od Trsta do Porea, ukljuujui podruje Savudrije,
od 1902. do 1935. god. prometovala je uskotrana eljeznica zvana
Parenzana. Njenom uspostavom nastojao se postii gospodarski rast
kroz plasman odreenih proizvoda s ovog podruja u ostale krajeve
9

(38)

Fanuko 2012, 237-238.

chiesa di San Giovanni ed il mare, rappresenta un buon esempio


dellinserimento tra paesaggio e architettura.
Delle stanzie coloniche si distingue la stanzia a Corona con il
proprio aspetto patzialmente originale, specialmente il suo forno
esagonale attaccato alledificio residenziale. Nella maggioranza delle
altre stanzie gli elementi originali (archi, portoni, forni) si persero
durante i restauri che degli ultimi 50 anni e con i quale il tradizionale
aspetto costruttivo stato per maggior parte sminuito perdendo il
fascino delloriginalit.
Come segnale ai navigatori notturni o CURSIBUS NAGANTIUM NOCTURNIS DIRIGENDIS (come scrive sulla lastra lapidea dinanzi lentrata) stato costruito il faro di Salvore. Questo faro, una
volta il pi moderno nel Mediterraneo e oggi il pi antico, ancora
in uso. Venne costruito nel 1818 per ordine dellimperatore austriaco Francesco I che ordin di costruire fari su tutti i punti pericolosi
della costa istriana. Venne fu costruito su progetto dellarchitetto
Pietro Nobili e finanziato da parte della Deputazione di borsa di
Trieste.
La sua posizione sul promontorio Laco a Bassania, ha reso possibile la navigazione sicura attraverso la nebbia e la notte in questa
zona dellAdriatico, caratterizzata dalla costa piena di scogli e grandi
oscillazioni di marea, qualche volta passando anche i 2 m.9
Il faro dellaltezza di 36 m con lilluminazione che arriva fino alle
18 miglia nautiche, ed costruito da blocchi in pietra squadrati di
origine locale.
La fine del XIX e inizio del XX secolo nella zona di Salvore
stata segnata dallapparizione dei complessi balneari e palazzi da
villeggiatura costruiti per i scopi turistici. Da allora la zona divent
uno dei pi importanti punti turistici. il periodo in cui vengono costruite le cosiddette ville austroungariche con la caratteristica
seriet storicistica e uniformit che da qualche parte alleggerita con
decorazione in stucco. Tutto questo ben visibile nelle villa Ziani
e villa Lotta della famiglia Cesare ma anche in altre ville che allora
vengono costruite a Volparia e Bassania.
Nella linea da Trieste a Parenzo, includendo il territorio di Salvore, dal 1902 al 1935 era in funzione la ferrovia a scartamento
conocsiuta con il ridotto sotto il nome di Parenzana. Con la sua costruzione si cerc di arrivare la ripresa economica con linserimento
di certi prodotti provenienti da questi territori in altre zone della
monarchia asburgica, cercando nel contempo, di stabilire un sistema
di comunicazione per lo sviluppo degli insediamenti lungo i binari.10
Lesistenza di questa ferrovia oggi a Salvore testimonia dalla sta9

Fanuko 2012, 237-238.


Roselli 2002, 9-19.

10

Habsburke Monarhije, ali se isto tako elio uspostaviti sustav komunikacije radi razvoja naselja smjetenih uz prugu.10 Bez obzira na
to to se taj put prelazio za est sati, ona je ipak za ove krajeve puno
znaila. O postojanju te nekadanje ferate danas u Savudriji svjedoi
kuica na postaji Cupilija (Zupellia) i zemljani usjeci na kojima su bile
postavljene tranice.
Dragulj etnografske batine ovog kraja savudrijska je batana.
Primjer izvanredne funkcionalne povezanosti ovjeka s tradicionalnim
ribolovom sa svrhom individualnog ribolova u blizini obale. Po svojim
karakteristikama izdvaja se od ostalih istarskih batana. Ona je bez
jarbola i njome se upravljalo iskljuivo veslanjem (uobiajna je duljina
vesla bila oko 3,5 m). Drvene je grae, duljine je oko 5 m, irine
oko 1,4 m te visine od 44 cm do 75 cm. Imala je ravno dno, koje je
omoguavalo nesmetanu plovidbu du hridaste obale i plitkog mora,
i stakleni prozor pomou kojega se uoavala riba. Zbog svoje teine
od svega 200 kg, bilo je omogueno njeno spremanje, odnosno
izdizanje na vrlo domiljat nain pomou konopa i kolotura (grue)
koje su, uz batane, vremenom postale zatitni znak Savudrije. Neko
je svaka obitelj u Savudriji imala svoju batanu, a savudrijski graditelji
(kalafati), koji su ih izraivali, dobijali su narudbe iz cijele Istre.
Danas, naalost, sve te savudrijske, ali i one umake grue
zjapeprazne ili se na mjestu nekadanjih vrijednih batana, koje zasluuju svoju revitalizaciju, nalaze plastine neprimjerene zamjene.
10

Roselli 2002, 9-19.

zione Zupillia e dagli sterramenti sui quali erano adagiati i binari.


Il gioiello del patrimonio etnografico del territorio di Salvore la battana. Lesempio di uneccezionale e funzionale legame
delluomo con la pesca tradizionale con lo scopo della pesca nelle
zone costiere. Si distingue con le proprie caratteristiche dalle altre
battane istriane. priva di albero e la si gestiva solamente remando
(lusuale lunghezza dei remi 3,5 m). di costruzione lignea, lunga
allincirca 5 m, larga 1,4 m e alta dai 44 ai 75 cm. Aveva un fondo piatto che rendeva possibile la navigazione indisturbata lungo la
costa piena di scogli ed il mare basso, e una finestra in vetro grazie
alla quale si poteva scorgere il pesce.11 A causa del peso di solo 200
kg era possibile salvarla cio alzarla in un modo molto ingegnoso
grazie a spaghi e le pulegge (gru) che insieme alla battana sono diventati il marchio di Salvore. In passato ogni famiglia a Salvore aveva
la propria battana e i costrutto salvoresi (calafati) che le costruivano
ricevevano ordinazioni da tutta lIstria e non sorprende affato la sua
comparsa lungo tutta la costa istriana. Oggi, sfortunatamente, tutte
le grue salvoresi, ma anche quelle umaghesi sono vuote o al posto
delle battane dun tempo che meritano la rivitalizzazione, si trovano
sostituzioni di plastica.
11

Simi Sime 2008, 69-78.

Savudrijska batana
La battana di Salvore

Crte - Disegnio
Slobodan Simi Sime

(39)

(40)

1. Privatno vlasnitvo Danila Latina


Nalaz: amfora
Opis: Amfora s okomitim i zadebljanim otvorom, cilindrinim vratom koji
je zajedno s rukama krai u odnosu na tijelo. Najvei promjer i teite
tijela nalaze se u donjoj treini tijela. Glina je svijetlo crvene boje. Pripada
amforama tipa Lamboglia 2 (Peacock & Williams 8) koje su se proizvodile
na zapadnoj, jadranskoj obali Italije i u lokalnim radionicama Dalmacije, a
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 65 cm, vanjski promjer oboda 10 cm
Datacija: 2. st. pr. Kr. 1. st.
Analogije: Starac 2006, 88 -89.
2. Inv. br.: UMG 2035, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: amfora
Ulomak amfore s razgrnutim i prstenastim otvorom; uspravnim, trakastim
i viestruko narebrenim rukama, dugim uskim vratom i zaobljenim
tijelom. Keramika je kompaktna i ruiaste boje. Pripada Venetskom tipu
amfora ravnog dna, tzv. Forlimpopoli (Peacock & Williams 42) koje su
se proizvodile u Italiji, a najvjerovatnije i na sjevernom Jadranu (Faana i
Loron), i sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 23 cm, vanjski promjer oboda 8 cm
Datacija: 1. - 3. st.
Analogije: Starac 2006, 97-98.
3. Inv. br.: UMG 2026, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s razgrnutim otvorom, uspravnim, trakastim
i viestruko narebrenim rukama, kratkim vratom, zaobljenim tijelom.
Keramika je kompaktna i ruiaste boje. Prema fakturi keramike, obliku
otvora i ruki pretpostavlja se da pripada tipu amfora ravnog dna ili
Forlimpopoli (Peacock & Williams 42) koje su se proizvodile u Italiji,
a najvjerojatnije i na sjevernom Jadranu (Faana i Loron) i sluile su za
transport vina.
Dimenzije: visina 19 cm, vanjski promjer oboda 8 cm
Datacija: 1. 3. st.
Analogije: Starac 2006, 97-98
4. Inv. br.: UMG 2023, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s prstenasto zadebljanim otvorom, cilindrinim
vratom koji se iri prema zaobljenom tijelu i rukama koje polaze odmah
ispod ruba i zavravaju na gornjem dijelu tijela. Tijelo je ukraeno gustim
horizontalnim rebrima. Na gornjem dijelu trbuha ima urezan natpis na
grkom jeziku. Keramika je grube fakture i crvene boje. Ulomak pripada
tipu amfora Cretese 1 (Peacock & Williams 41) koje su se proizvodile na
istonom Mediteranu, Kreti i grkim otocima i sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 17 cm, vanjski promjer oboda 7,5 cm
Datacija: 1. 4. st.
Analogije: Marangou-Lerat 1995, T-1.

1. Propriet privata di Danilo Latin


Reperto: anfora
Descrizione: anfora con apertura perpendicolare ingrossata, collo
cilindrico che insieme alle anse pi corto in rapporto al corpo. Il pi
ampio diametro ed il baricentro del corpo si trovano nel terzo inferiore.
La ceramica di colore rosso. Appartiene al tipo Lamboglia 2 (Peacock &
Williams 8) che si produceva nella parte occidentale dellAdriatico, nella
costa italiana e nelle officine locali dalmate. Servivano per il trasporto di
vino.
Dimensioni: altezza 65 cm, diametro dellorlo esterno 10 cm.
Datazione: II secolo a.C. - I secolo d.C.
Analogie: Starac, 2006, 88-89.
2. Num.inv.: UMG 2035, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con la bocca anulare a rastrello; anse
verticali a nastro e molteplici costolature, collo lungo e stretto con il corpo
affusolato. La ceramica compatta e di colore rosa. Appartiene al tipo
veneto dal fondo piatto, Forlimpopoli (Peacock & Williams 42), che si
produceva in Italia e presumibilmente nellAlto Adriatico (Fasana e Loron),
servivano al trasporto del vino.
Dimensioni: altezza 23 cm, diametro esteriore dellorlo di 8 cm.
Datazione: I-III secolo.
Analogie: Starac, 2006, 97-98.
3. Num.inv.: UMG 2026, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con bocca rastrellata, anse verticali
a nastri con costolature, il collo breve e corpo affusolato. La ceramica
compatta di colore rosa. Giudicando dalla fattura della ceramica, la forma
della bocca e delle anse, si presume che lanfora appartiene al tipo delle
anfore a fondo piatto o Forlimpopoli (Peacock & Williams 42) prodotte in
Italia e presumibilmente nellAlto Adriatico (Fasana e Loron), servivano al
trasporto del vino.
Dimensioni: altezza 19 cm, diametro esteriore dellorlo 8 cm.
Datazione: I-III secolo.
Analogie: Starac, 2006, 97-98
4. Num.inv.: UMG 2023, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca anulare ingrossata, il collo
cilindrico che si allarga verso il corpo incurvato e le anse che incominciano
subito sotto lorlo e finiscono nella parte superiore del corpo. Il corpo
decorato con dense costole orizzontali. Sulla parte superiore della pancia
si trova uniscrizione in greco. Largilla di fattura rozza e colore rosso.
Il frammento appartiene al tipo di anfora Cretese 1 (Peacock & Williams
41) che si produceva nel Mediterraneo orientale, Creta e isole greche.
Servivano per il trasporto di vino.
Dimensione: altezza 17 cm, diametro esterno dellorlo 7,5 cm.
Datazione: I-IV secolo
Analogie: Marangou-Lerat, 1995, T-1.

(41)

5. Inv. br.: UMG 843, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak trbuaste amfore s malom rukom ovalnog presjeka,
kratkim vratom i zadebljanim otvorom. Glina je svjetlocrvene boje. Pripada
tipu amfora Cretese 1B koje su se proizvodile na Kreti, diljem istonog
Mediterana i na grkim otocima, a sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 13 cm
Datacija: 1. 4. st.
Analogije: Marangou Lerat, 1995, Pl. VII.

5. Num.inv.: UMG 843, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora panciuta con una piccola ansa a sezione
ovale, collo corto e la bocca allargata. La ceramica di colore rosso chiaro.
Appartiene al tipo Cretese 1B che si produceva a Creta, Mediterraneo
orientale e isole greche. Serviva per il al trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 13 cm
Datazione: I-IV secolo
Analogie: Marangou Lerat, 1995, P1.VII.

6. Inv. br.: UMG 2043, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa prstenasto ojaanim otvorom, kratkim cilindrinim
vratom i rukama koje prate zaobljeno tijelo i povezuju ga s vratom. Malih
je dimenzija i glina je crvene boje. Pripada tipu amfora Cretese 1 koje su se
proizvodile na Kreti, u podruju istonog Mediterana i na grkim otocima.
Sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 10 cm, vanjski promjer oboda 8 cm
Datacija: 1. 4. st.
Analogije: Marangou Lerat 1995, Pl. VIII

6. Num.inv.: UMG 2043, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con le labbra anulari rafforzate, il collo
stretto e cilindrico con le anse che seguono il corpo affusolato e lo
collegano con il collo. Di piccole dimensioni e la ceramica di colore rosso.
Appartiene al tipo Cretese I che si produceva a Creta, nel Mediterraneo
orientale e le isole greche. Servivano per il trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 10 cm, diametro dellorlo 8 cm.
Datazione: I-IV secolo.
Analogie: Marangou Lerat, 1995, P1.VIII

7. Privatno vlasnitvo Diega Makovca


Nalaz: amfora
Vrsta materijala: glina
Opis: Ulomak amfore ili vra ravnog dna s uskim, cilindrinim vratom i
prstenasto ojaanim otvorom. Trakaste ruke povezuju vrat sa zaobljenim
tijelom. Keramika je okercrvenkaste boje. Sluila je za transport vina.
Dimenzije: visina 40 cm, vanjski promjer oboda 8 cm
Datacija: 2. 3. st.

7. Propriet privata di Diego Makovac


Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora o caraffa dal fondo piatto con il collo
stretto e cilindrico lapertura anulare rinforzata. Le anse a nastro collegano
il collo con il corpo ricurvo. La ceramica di colore ocra arancione.
Serviva per il trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 40 cm, diametro esterno del bordo 8 cm.
Datazione: II-III secolo.

8. Inv.br.: UMG 842, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s ljevkastim otvorom, trokutasto profiliranim
rubom, kratkim koninim vratom sa koga polazi mala ruka i zavrava na
prelazu vrata u iroko zaobljeno rame. Keramika je kompaktne fakture, boja
peenja je ruiasta. Pripada tipu afrikih amfora Tripolitana III (Dressel 41/
Keay XI) koje su se proizvodile u Libiji i sluile su za transport ulja.
Dimenzije: visina 16 cm
Datacija: 2. 4. st.
Analogije: Bonifay 2004, 104-105.

8. Num.inv.: UMG 842, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca a imbuto, lorlo ha una
profilatura triangolare, collo breve e conico dal quale diparte una piccola
ansa che termina sul passaggio del collo con la spalla grossamente
incurvata. Largilla di una fattura compatta, il colore della combustione
rosa. Appartiene al tipo delle anfore africane Tripolitana III (Dressel
41/Keay XI) che vennero prodotte in Libia e servivano per il trasporto
dellolio.
Dimensioni: altezza 16 cm
Datazione: II-IV secolo
Analogie: Bonifay; 2004; 105-106.

9. Inv. br.: UMG 2027, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s ljevkastim otvorom, kratkim vratom koji se iri
prema ramenu i malim rukama tipa ad orecchia. Keramika je na povrini
amfore smee boje, dok je jezgra crvena. Pripada tipu amfora Afrikana IB
(Africana piccola, Keay III) koje su se proizvodile u Tunisu i sluile su za
transport maslinovog ulja.
Dimenzije: visina 21 cm, vanjski promjer oboda 13 cm
Datacija: 2. 5. st.
Analogije: Bonifay 2004, 106-107.

(42)

9. Num.inv.: UMG 2027, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca a forma dimbuto, il collo
corto che si espande verso le spalle non accentuate e le piccole anse del
tipo a orecchie. La ceramica di superficie di colore marrone mentre il
nucleo rosso. Appartiene al tipo di anfore Africana IB (Africana piccola,
Keay III) che erano prodotte in Tunisia e servivano al trasporto dellolio
doliva.
Dimensioni: altezza 21 cm, diametro esteriore dellorlo 13 cm.
Datazione: II-V secolo.
Analogie: Bonifay, 2004, 106-107.

10. Inv. br.: UMG 1095, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa zadebljanim otvorom, vratom koji se iri prema
ramenima i jednom ouvanom rukom D presjeka, koja povezuje vrat sa
zaobljenim tijelom. Keramika je gruba i sive boje. Afrikog je porijekla i
pripada tipu amfora Africana II/A2 (Africana grande, Keay IV) koje su se
proizvodile na prostoru Byzacenum u Tunisu i Tripolitania u Libiji i sluile
su najee za prijevoz maslina i ribljih preraevina.
Dimenzije: visina 14 cm, vanjski promjer oboda 12 cm
Datacija: 2. 5. st.
Analogije: Bonifay 2004, 108.

10. Num.inv.: UMG 1095, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1995.
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca ingrossata, il collo che
si espande verso le spalle e unansa conservata a D sezione, che collega
il collo con il corpo affusolato. La ceramica grezza di colore grigio.
di origine africana e appartiene al tipo Africana II/A2 (Africana grande,
Keay IV) che si produceva nella Byzacena in Tunisia e Libia e serviva per il
trasporto di olive e preparati a base di pesce.
Dimensioni: altezza 14 cm, diametro esterno dellorlo 12 cm.
Datazione: II-V secolo.
Analogie: Bonifay, 2004, 108.

11. Inv. br.: UMG 2029, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s okomitim otvorom i zadebljanim rubom, vratom u
obliku cilindra koji se iri i zakrivljenim rukama koje podsjeaju na oblik
ljudskog uha. Povrina amfore je svijetlo crvena, dok je jezgra crvene boje.
Pripada amforama tipa Africana II/A2 (Africana grande, Keay V) koje su se
proizvodile u Tunisu (Leptis Minor, Hadrumetum, Thaneae i Sullechtum) i
sluile su za prijevoz maslinovog ulja i ribljeg umaka.
Dimenzije: visina 17,5 cm, vanjski promjer oboda 12 cm
Datacija: kraj 2. - poetak 5. st.
Analogije: Zevi, 1969 173-195.

11. Num.inv.: UMG 2029, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con la bocca perpendicolare e lorlo
largo, il collo a forma cilindrica che si espande e lanse incurvate che
ricordano la forma dellorecchio umano. La superficie di colore rosso
chiaro mentre il nucleo rosso. Appartiene al tipo di anfore Africana
II/A2 (Africana grande, Keay V) che si producevano in Tunisia (Leptis
Minor, Hadrumentum, Thanae e Sullechtum) e servivano al trasporto di
olio doliva e salsa di pesce.
Dimensioni: altezza 17,5 cm, diametro dellorlo esteriore 12 cm.
Datazione: dalla fine del II allinizio del V secolo.
Analogie: Zevi, 1969, 173-195.

12. Inv. br.: UMG 2042, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Amfora sa prstenasto ojaanim otvorom, uskim cilindrinum vratom,
irokim ramenima i tijelom koje se suava prema dnu. Ruke povezuju vrat
s ramenom amfore i u presjeku imaju polumjeseasti oblik. Tijelo je u svom
najirem dijelu ukraeno s dva vodoravna ureza. Keramika je na povrini
uto-ruiaste boje (beige), a jezgra je siva s primjesama kvarca i kalcita.
Pripada tipu amfora Dressel 30 (Keay IA ) ili Mauretania (provincija
Mauretania Caesariensis) koje su se prozvodile u gradu Tubusuctu (Talcit,
Alir) i sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 67 cm, vanjski promjer oboda 13 cm
Datacija: 3. - 4. st.
Analogije: Bonifay 2004, 148-149.

12. Num.inv.: UMG 2042, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: anfora con la bocca anulare rafforzata, il collo cilindrico
stretto, spalle larghe e il corpo che si assottiglia verso il fondo. Le anse
collegano il collo con le spalle ed hanno unna sezione a forma di mezzaluna.
Il corpo nella sua parte pi larga decorato con due incisioni orizzontali.
La ceramica di superficie di colore giallo-rosa (beige) mentre il nucleo
grigio con inclusi di quarzo e calcite. Appartiene al tipo Dressel 30 (Keay
IA) o Mauretania (provincia Mauretania Caesariensis) che si producevano
nella citt di Tubusuctu (Tiklat, Algeria) e servivano per il trasporto del
vino.
Dimensioni: altezza 67 cm, diametro del orlo esteriore 13 cm.
Datazione: III-IV secolo.
Analogie: Bonifay, 2004, 148-149.

13. Privatno vlasnitvo Morena Degrassi


Nalaz: amfora
Opis: Amfora s okomitim i zadebljanim otvorom, cilindrinim vratom koji
je zajedno s rukama krai u odnosu na tijelo. Najvei promjer i teite
tijela nalaze se u donjoj treini tijela. Glina je svijetlo crvene boje. Pripada
amforama tipa Lamboglia 2 (Peacock & Williams 8) koje su se proizvodile
na zapadnoj, jadranskoj obali Italije i u lokalnim radionicama Dalmacije, a
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 65 cm, vanjski promjer oboda 10 cm
Datacija: 2. st. pr. Kr. - 1. st.
Analogije: Starac 2006, 88 -89.

13. Propriet privata di Moreno Degrassi


Reperto: anfora
Descrizione: anfora con lapertura anulare rinforzata, il collo breve
cilindrico e stretto, spalle larghe e corpo che si affusola verso il fondo.
Le anse collegano il collo con le spalle ed in sezione hanno la forma a
mezzaluna. La ceramica di superficie di colore marrone ed il nucleo
rosso. Appartiene al tipo Dressel 30 (Keay 1A) o Mauretania (provincia
Mauretania Caesariensis) che si producevano nella citt di Tubusuctu
(Tiklat, Algeria) e servivano per il trasporto del vino.
Dimensioni: altezza 70 cm, diametro del bordo esterno 12 cm.
Datazione: III-IV secolo
Analogie: Bonifay, 2004, 148-149.

(43)

14. Inv. br.: UMG 2038, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s ljevkastim otvorom, koninim vratom, rukama
sferinog promjera koje povezuju vrat s krukolikim tijelom. Povrina
amfore je smee boje, dok je jezgra crvene. Pripada kasnim amforama
tipa Dressel 6B koje su se proizvodile u Loronu, kod Porea, i sluile su
najvjerojatnije za transport garuma.
Dimenzije: visina 25 cm, vanjski promjer oboda 13 cm
Datacija: 4. st.
Analogije: Maggi - Marion 2011, 176-177.

14. Num.inv.: UMG 2038, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca a forma dimbuto, il collo
conico, le anse dal diametro sferico che collegano il collo con il corpo
piriforme. La superficie di colore marrone mentre il nucleo rosso.
Appartiene al tipo tardo di anfore Dressel 6B che si producevano a
Loron, presso Parenzo e servivano probabilmente al trasporto di garum.
Dimensioni: altezza 25 cm, diametro dellorlo esteriore 13 cm.
Datazione: IV secolo.
Analogie: Maggi, Marion, 2011, 176-177.

15. Inv. br.: UMG 2046, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa prstenastim zadebljanim otvorom, kratkim
cilindrinim vratom, rukama koje prate zaobljeno tijelo i povezuju ga s
vratom. Tijelo amfore je blago narebreno. Boja povrine je oker-crvena,
dok je jezgra crvene boje. Pripada tipu amfora Cretese 1B koje su se
proizvodile na Kreti, diljem istonog Mediterana i na grkim otocima, a
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 12 cm, vanjski promjer oboda 7 cm
Datacija: 4. st.
Analogije: Maerangou-Lerat, Pl.VII, fig. 40a, 54.

15. Num.inv.: UMG 2046, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con bocca anulare ingrossata, il breve
collo cilindrico, le anse che seguono il corpo affusolato e lo collegano con
il collo. Il corpo ha docili costolature. Il colore della superficie rosso ocra
mentre il nucleo rosso. Appartiene al tipo Cretese 1B che si produceva a
Creta, Mediterraneo orientale e nelle isole greche. Serviva per il trasporto
di vino.
Dimensione: altezza 12 cm, diametro dellorlo esteriore 7 cm.
Datazione: IV secolo.
Analogie: Maerangou-Lerat, P1.VII, fig. 40a, 54.

16. Inv. br.: UMG 2050, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s otvorom koji je ojaan s vanjske strane i trokutast u
presjeku. Vrat je zvonolik, trakaste ruke su smjetene na vratu i zavravaju
na ramenu amfore. S vanjske strane tijelo je ukraeno gustim horizontalnim
rebrima. Keramika je kompaktne fakture, uto-ruiaste boje na povrini i
sive boje jezgra. Pripada amforama tipa Keay LII koje su se proizvodile u
junoj Kalabriji, Pellaru i Lazzaru, ali i u Naxosu na istonoj obali Sicilije.
Sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 15 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Bonifay - Pieri 1995, 115-116.

16. Num.inv.: UMG 2050, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca rafforzata dalla parte
esterna con la sezione triangolare. Il collo campaniforme, le anse a
nastro sono poste sul collo e terminano sulle spalle. Dalla parte esterna,
il corpo decorato con le dense costolature orizzontali. La ceramica di
fattura compatta, di colore giallo-rosa sulla superficie e grigia nel nucleo.
Appartiene al tipo Keay LII che veniva prodotto nella Calabria meridionale,
Pellaro e Lazzaro ma anche a Naxos nella Sicilia orientale. Servivano per il
trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 15 cm.
Datazione: IV-VII secolo.
Analogie: Bonifay, Pieri, 1995, 115-116.

17. Inv. br.: UMG 1094, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa uskim cilindrinim vratom, koninim otvorom,
profiliranim rubom i kratkom rukom eliptinom u presjeku. Keramika je
kompaktna i na povrini je ruiasto-crvene boje, dok je jezgra crvene boje.
Pripada amforama afrikog porijekla tipa Spatheion IA (Keay XXVI) koje su
se proizvodile u sjevernoj Africi, Libiji i Tunisu. Sluile su prvenstveno za
transport vina, ali i za riblji umak, masline, garum, med i sl.
Dimenzije: visina 23 cm, vanjski promjer oboda 12 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Zullini 2007, 158-159.

17. Num.inv.: UMG 1094, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1995
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con il collo stretto e cilindrico, la bocca
conica, lorlo a rilievo e lansa corta a sezione ellittica. La ceramica
compatta e sulla superficie di colore rosso-rosa mentre il nucleo rosso.
Appartiene alle anfore di origine africana di tipo Spatheion IA (Keay XXVI)
che si produceva nel Nord Africa, Libia e Tunisia. Servivano per il trasporto
di vino ma anche per le salse a base di pesce, olive, garum, miele ecc.
Dimensioni: altezza 23 cm, diametro esterno dellorlo 12 cm.
Datazione: IV-VII secolo
Analogie: Zullini, 2007, 158-159.

(44)

18. Privatno vlasnitvo Morena Degrassi


Nalaz: amfora
Opis: Amfora s uskim cilindrinim vratom, koninim otvorom, profiliranim
rubom i kratkim rukama koje su eliptine u presjeku. Glina je tamno
crvene boje. Pripada amforama afrikog porijekla tipa Spatheion I (Keay
XXVI) koje su se proizvodile u sjevernoj Africi, Libiji i Tunisu. Sluile su
prvenstveno za transport vina, ali i za riblji umak, masline, garum, med i sl.
Dimenzije: visina 61 cm, vanjski promjer oboda 11 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Bonifay 2004, 124-125.

18. Propriet privata di Moreno Degrassi


Reperto: anfora
Descrizione: anfora con il collo stretto e cilindrico, la bocca conica, lorlo
a rilievo e le anse corte a sezione ellittica. La ceramica di colore rosso
scuro. Appartiene al tipo di anfora dorigine africana Spatheion I (Keay
XXVI) che si producevano nel Nord Africa, Libia e Tunisia. Servivano per
il trasporto di vino ma anche salse a base di pesce, olive, garum, miele ecc.
Dimensioni: altezza 61 cm, diametro del bordo esterno 11 cm.
Datazione: III-VII secolo
Analogie: Bonifay, 2004, 106-107.

19. Inv. br.: UMG 2045, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s ouvanim naglaenim otvorom, cilindrinim vratom
i trakastim narebrenim rukama koje povezuju vrat s gornjim dijelom
zaobljenog tijela. Boja povrine i jezgre amfore je crvena. Pripada amforama
afrikog porijekla tipa Keay LIX koje su se proizvodile u sjevernoj Africi i
Tunisu, a sluile su za transport maslinovog ulja.
Dimenzije: visina 19 cm, vanjski promjer oboda 14 cm
Datacija: 4./5. st.
Analogije: Bonifay 2004, 131-132.

19. Num.inv.: UMG 2045, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con la bocca accentuata conservata, il
collo cilindrico e le anse a nastro con le costolature che collegano il collo
con la parte superiore del corpo affusolato. Il colore della superficie e del
nucleo dellanfora rosso. Appartiene alle anfore di origine africana del
tipo Keay LIX che si producevano nel Nord Africa e Tunisia per il trasporto
dellolio doliva.
Dimensione: altezza 19 cm, diametro dellorlo esteriore 14 cm.
Datazione: IV-V secolo.
Analogie: Bonifay, 2004, 131-132.

20. Privatno vlasnitvo Danilo Latina


Nalaz: amfora
Opis: Amfora s kratkim ljevkastim vratom, malim otvorom iji je rub
trokutast u presjeku, polumjeseastim rukama koje povezuju otvor s
ramenom amfore. Tijelo je iroko i zaobljeno i suava se u donjem dijelu
prelazei u picasto dno. Pripada amforama tipa Ostia IV/263 koje su se
proizvodile u sjevernoj Africi i sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 65 cm, vanjski promjer oboda 10 cm
Datacija: 4. st.
Analogije: Bonifay 2004, 150-151, fig. 82.

20. Propriet privata di Danilo Latin


Reperto: anfora
Descrizione: anfora con il breve collo a limbuto, la bocca piccola con
lorlo a sezione triangolare, le anse a mezzaluna che collegano la bocca con
le spalle dellanfora. Il corpo largo ed espanso e si restringe nella parte
inferiore in un puntale. Appartiene alle anfore del tipo Ostia IV/263 che si
producevano nel Nord Africa e servivano al trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 65 cm, diametro dellorlo esterno 10 cm.
Datazione: IV secolo.
Analogie: Bonifay, 2004, 150-151, fig.82.

21. Privatno vlasnitvo Morena Degrassi


Nalaz: amfora
Opis: Amfora s izduenim ljevkastim vratom, uskim zadebljanim otvorom,
rukama koje povezuju vrat sa irokim ramenom. Tijelo se suava u donjem
dijelu. Keramika je na povrini smee boje, dok je jezgra crvene. Pripada
amforama tipa Athenian Agora koje su se proizvodile u Ateni i sluile su
za transport vina.
Dimenzije: visina 52 cm, vanjski promjer oboda 8 cm
Datacija: 4. st.
Analogije: Opait 2010, 1016, fig. 7-8.

21. Propriet privata di Moreno Degrassi


Reperto: anfora
Descrizione: anfora con il collo allungato a forma dimbuto, la bocca
stretta e ingrossata, le anse che collegano il collo alle spalle larghe. Il corpo
si assottiglia verso la parte inferiore. La ceramica di superficie di colore
marrone mentre il nucleo rosso. Appartiene al tipo di anfora Athenian
Agora che si produceva ad Atene e serviva per il trasporto del vino.
Dimensioni: altezza 52 cm, diametro del bordo esterno 8 cm.
Datazione: IV secolo
Analogie: Opait, 2010, 1016, fig. 7-8.

22. Inv. br.: UMG 2028, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa irokim cilindrinim vratom i polukruno savijenim
rukama, koje povezuju vrat sa zaobljenim tijelom. Boja povrine amfore je
ruiasto-siva, a prema jezgri tamnije siva. Pripada tipu amfora Athenian
Agor M 273 koje su se proizvodile na podruju istonog Mediterana,
Grke i grkih otoka, a sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 10 cm, vanjski promjer oboda 12 cm
Datacija: 4. - 5. st.
Analogije: Auriemma 2007, 145.

22. Num.inv.: UMG 2028, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con il largo collo cilindrico e le anse
incurvate a semicerchio, che collegano il collo al corpo affusolato. Il colore
della superficie grigio-rosa, il nucleo grigio scuro. Appartiene al tipo di
anfore Athene Agor M 273 che si produceva nel Mediterraneo orientale,
Grecia ed isole greche, e serviva al trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 10 cm, diametro superiore dellorlo 12 cm.
Datazione: IV-V secolo.
Analogie: Auriemma, 2007, 145.

(45)

23. Inv. br.: UMG 2030, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s ljevkastim otvorom, koninim vratom i zakrivljenim
rukama koje povezuju vrat s nenaglaenim ramenom. Tijelo je zaobljeno,
iri se i ukraeno je gustim vodoravnim ljebovima. Povrina amfore je
naranasto-sive boje, dok je jezgra crvene boje. Ovakve amfore pripadaju
tipu amfora Late Roman 2A koje su se proizvodile na istonom Mediteranu,
u Grkoj i na grkim otocima, a sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 18 cm, vanjski promjer oboda 11 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Pieri 2005, 86-88.

23. Num.inv.: UMG 2030, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con la bocca a forma dimbuto con
il collo conico e le anse affusolate che collegano il collo alle spalle non
accentuate. Il corpo affusolato si espande ed decorato con le dense
scanalature orizzontali. Queste anfore appartengono al tipo Late Roman
2A che si produceva nel Mediterraneo orientale, Grecia e isole greche, e
servivano per il trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 18 cm, diametro orlo esteriore 11 cm.
Datazione: dal IV al VII secolo.
Analogie: Pieri, 2005, 86-88.

24. Inv. br.: UMG 87, Hidroarheoloko rekognosciranje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Amfora malih dimenzija sa uskim otvorom, ljevkastim vratom,
malim rukama koje povezuju vrat sa irokim ramenom. Tijelo se u donjem
dijelu suava i zavrava uskim, cilindrinim dnom. Keramika je crvene
boje s primjesom kvarca. Pripada amforama tipa Late Roman 3 koje su se
proizvodile na prostoru Male Azije (Sardi i dolina Hermos i Meandro) i
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 34 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Costantini 2011, 419 - 420.

24. Num.inv.: UMG 87, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995.
Reperto: anfora
Descrizione: anfora dalle piccole dimensioni con la bocca stretta, il collo a
forma dimbuto, le anse piccole che collegano il collo con le spalle espanse.
Il corpo nella parte inferiore si accorcia e termina con un fondo corto e
cilindrico. La ceramica di colore rosso con inclusi di quarzo. Appartiene
al tipo delle anfore Late Roman 3 che si producevano nellAsia Minore
(Sardi e valli delHermos e Meandro) e servivano al trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 34 cm
Datazione: IV-VII secolo.
Analogie: Costantini, 2011, 419-420.

25. Inv. br.: UMG 2104, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore malih dimenzija sa uskim otvorom, ljevkastim vratom,
malim naljebljenim rukama i narebrenim tijelom. Keramika je naranaste
boje s primjesom kvarca. Pripada amforama tipa Late Roman 3 koje su se
proizvodile na prostoru Male Azije (Sardi i dolina Hermos i Meandro) i
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 13 cm, vanjski promjer oboda 3,5 cm
Datacija: 4. - 7. st.
Analogije: Costantini 2011, 419 420.

25. Num.inv.: UMG 2104, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora dalle piccole dimensioni dalla bocca
stretta, il collo a imbuto, le piccole anse scanalate e dal corpo con le
costolature. La ceramica di colore arancione con inclusi di quarzo.
Appartiene alle anfore del tipo Late Roman 3 che si producevano nello
spazio dellAsia Minore (Sardi e valle del Hermos e del Meandro) e
servivano per il trasporot di vino.
Dimensioni: altezza 13 cm, diametro del bordo esterno 3,5 cm
Datazione: IV VII secolo
Analogie: Costantini 2011, 419 420.

26. Inv. br.: UMG 2034, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s okomitim i zadebljanim otvorom; cilindrinim
vratom i rukama koje povezuju vrat s ramenom amfore. Tijelo je zaobljeno
i ukraeno horizontalnim rebrima. Keramika je grube fakture i sadri
primjese kvarca, na povrini amfore smee-sive boje, dok je jezgra svijetlo
naranasto-oker boje. Pripada tipu amfora Late Roman 1A (Keay LIII) koje
su se proizvodile na Cipru, u podruju istonog Mediterana i zapadnoj
Maloj Aziji, a sluile su za transport maslinovog ulja i vina.
Dimenzije: visina 16 cm, vanjski promjer oboda 10 cm
Datacija: 5. - 6. st.
Analogije: Pieri 2005, 71-74.

26. Inv.num.: UMG 2034, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento danfora con la bocca perpendicolare e ingrossata;
il collo cilindrico e le anse che collegano il collo alla spalla. Il corpo
affusolato e decorato con le costole orizzontali. La ceramica di fattura
rozza e contiene inclusi di quarzo, la superficie di colore grigio-marrone
mentre il nucleo chiaro arancione ocra. Appartiene al tipo di anfora
Late Roman 1A (Keay LIII) che si producevano a Cipro, nel Mediterraneo
orientale e Asia Minore occidentale. Servivano al trasporto di olio doliva
e vino.
Dimensioni: altezza 16 cm, diametro orlo esteriore 10 cm.
Datazione: V-Vi secolo.
Analogie: Pieri, 2005, 71-74.

(46)

27. Inv. br.: UMG 2062, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Vrsta materijala: glina
Opis: Ulomak amfore s otvorom, prstenasto zadebljanim s vanjske strane,
ljevkastim kratkim vratom i zaobljenim tijelom. Narebrene ruke povezuju
vrat s ramenom amfore. Keramika je na povrini naranaste boje, dok je
jezgra sive. Pripada amforama tipa Late Roman 2 koje su se proizvodile na
obali Crnog mora i sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 13 cm, vanjski promjer oboda 10 cm
Datacija: 5. - 7. st.
Analogije: Sazanov 2007, 804, fig.3.

27. Num.inv.: UMG 2026, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con lapertura anulare e ingrossata dalla
parte esterna, il collo a limbuto e il corpo affusolato. Le anse a costola
collegano il collo con le spalle dellanfora. La ceramica di colore arancione
in superficie mentre il nucleo e grigio. Appartiene al tipo di anfora Late
Roman 2 che si producevano sulle coste del Mar Nero e servivano al
trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 13 cm, diametro bordo esterno 10 cm
Datazione: V VII secolo
Analogie: Sazanov 2007, 804, fig 3.

28. Inv.br.: UMG 2022, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore s malim prstenasto zadebljanim otvorom, kratkim i
cilindrinim vratom i iroko postavljenim i savijenim rukama koje polaze
odmah ispod otvora i zavravaju na gornjem dijelu zaobljenog tijela.
Povrina amfore je svijetlo naranaste boje, dok je jezgra tamno sive
boje i sadri primjese kalcita. Pripada tipu amfora Late Roman 1B (Keay
LIII/Peacock & Williams 44) koje su se proizvodile na Cipru, u zemljama
istonog Mediterana i u zapadnoj Maloj Aziji. Sluile su za transport vina
i maslinovog ulja.
Dimenzije: visina 17 cm
Datacija: 6. - 7. st.
Analogije: Pieri 2005,76-77, 85.

28. Num.inv.: UMG 2022, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la piccola bocca anulare ingrossata,
il collo corto e cilindrico ad anse largamente poste e ricurve che dipartono
subito sotto lapertura e finiscono nella parte superiore del corpo ricurvo.
La superficie e di colore chiaro arancione mentre il nueleo scuro grigio e
contiene inclusi di calcite. Appartiene al tipo di anfora Late Roman 1B (Keay
LIII/Peacock & Williams 44) che si producevano a Cipro, nel Mediterraneo
orientale e Asia minore occidentale. Servivano per il trasporto di vino e
olio doliva.
Dimensioni: altezza 17 cm.
Datazione: VI-VII secolo
Analogie: Pieri, 2005, 76-77, 85.

29. Inv. br.: UMG 2024, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa ouvanim malim cilindrinim vratom, prstenasto
zadebljanim otvorom i karakteristinim iroko postavljenim savijenim
rukama. Povrina amfore je ruiaste boje, dok je jezgra siva. Na gornjem
dijelu tijela ima urezan natpis. Pripada tipu amfora Late Roman 1B (Keay
LIII/Peacock & Williams 44) koje su se proizvodile na Cipru, diljem
istonog Mediterana i u zapadnoj Maloj Aziji. Sluile su za transport vina
i maslinovog ulja.
Dimenzije: visina 16 cm, vanjski promjer oboda 10,5 cm
Datacija: 6. - 7. st.
Analogije: Pieri 2005, 20.

29. Num.inv.: UMG 2024, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con il piccolo collo conservato, la bocca
anulare ingrossata e le caratteristiche anse largamente poste e ricurve.
La superficie dellanfora di colore rosa mentre il nucleo grigio. Sulla
parte superiore ha uniscrizione incisa. Appartiene al tipo Late Roman 1B
(Keay LIII/Peacock & Williams 44) che si produceva a Cipro, Mediterraneo
orientale, Asia minore occidentale. Serviva per il trasporto di vino e olio
doliva.
Dimensione: altezza 16 cm, diametro esterno dellorlo 10,5 cm.
Datazione: VI-VII secolo
Analogie: Pieri,2005,20.

30. Inv. br.: UMG 2025, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Vrsta materijala: glina
Opis: Ulomak amfore sa ouvanim malim cilindrinim vratom, prstenasto
zadebljanim otvorom i karakteristinim iroko postavljenim i polukruno
savijenim rukama. Boja povrine amfore je sivo-smea, prema jezgri
tamnije siva. Pripada tipu amfora Late Roman 1B (Keay LIII/Peacock &
Williams 44) koje su se proizvodile na Cipru, diljem istonog Mediterana i
u zapadnoj Maloj Aziji. Sluile su za transport vina i maslinovog ulja.
Dimenzije: visina 15 cm, vanjski promjer oboda 10,5 cm
Datacija: 6. - 7. st.
Analogije: Pieri 2005, 20.

30. Num.inv.: UMG 2025, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Tipo di materiale: ceramica
Descrizione: frammento di anfora con il piccolo collo cilindrico conservato,
la bocca anulare ingrossata e le caratteristiche anse semicircolari largamente
poste. Il colore della superficie grigio-marrone mentre verso il nucleo
grigio. Appartiene al tipo Late Roman 1B (Keay LIII/Peacock & Williams
44) che si produceva a Cipro, Mediterraneo orientale e Asia Minore
occidentale. Servivano al trasporto di vino e olio doliva.
Dimensioni: altezza 15 cm, diametro dellorlo 10,5 cm.
Datazione: VI-VII secolo.
Analogie: Pieri, 2005, 20.

(47)

31. Inv. br.: UMG 2037, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak amfore sa zvonolikim otvorom, kratkim vratom i zaobljenim
tijelom. Ruke su ovalnog presjeka i povezuju vrat s ramenom amfore.
Keramika je grube fakture, a boja peenja na povrini je smee-siva, dok
je jezgra sive boje. Ovakav oblik amfora pripada bizantskim amforama tipa
Late Roman 2B (Keay LXV) koje su se proizvodile na obali Egejskog i
Crnog mora. Sluile su za transport maslinovog ulja i vina.
Dimenzije: visina 20 cm, vanjski promjer oboda 14 cm
Datacija: 2. polovica 6. st.
Analogije: Pieri 2005, 88, 94.
32. Inv. br.: UMG 822, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Ulomak bizantske amfore s ouvanim masivnim rukama, kratkim
vratom, zaobljenim i narebrenim tijelom. Keramika je grube fakture i
naranasto-crvene boje. Pripada tipu amfora Gnsenin 1 koje su se
proizvodile u Turskoj i na egejskom podruju, a sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 12 cm, vanjski promjer oboda 8,6 cm
Datacija: 9. - 11. st.
Analogije: Dark, 2001, 47-48.
33. Privatno vlasnitvo Morena Degrassi
Nalaz: amfora
Vrsta materijala: glina
Opis: Ulomak bizantske amfore sa ouvanim masivnim rukama koje
nadvisuju otvor, kratkim vratom i narebrenim zaobljenim tijelom. Keramika
je crvene boje, grube fakture s primjesama kalcita. Pripada amforama tipa
Gnsenin 1 koje su se proizvodile u Turskoj i na egejskom podruju, a
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 33 cm, vanjski promjer oboda 5,5 cm
Datacija: 9. - 11. st.
Analogije: Dark 2001, 47-48.
34. Inv. br.: UMG 280, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1995. godine
Nalaz: amfora
Opis: Amfora s karakteristinim masivnim rukama koje nadvisuju otvor i
krukolikim tijelom ukraenim horizontalnim rebrima. Keramika je svijetlo
crvene boje, grube fakture s primjesama kalcita. Na ramenu ispod otvora
s obje strane, kao i na rukama, nalaze se urezani grafiti koji podsjeaju
na granicu. Ove su se amfore proizvodile na istonoj jadranskoj obali, a
sluile su za transport vina.
Dimenzije: visina 40 cm, vanjski promjer oboda 6 cm
Datacija: 9. 12. st.
Bibliografija: Brusi 2010, 243-246, Bolec Ferri Miloevi 2012, 97.

(48)

31. Num.inv.: UMG 2037, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora con la bocca campaniforme, il collo
corto e il corpo affusolato. Le anse sono di profilo ovale e collegano il
collo alle spalle dellanfora. Largilla di fattura grezza ed il colore della
superficie grigio-marrone mentre il nucleo di colore grigio. Questa
forma di anfore appartiene alle anfore bizantine tipo Late Roman 2B (Keay
65) che furono prodotte sulle coste egee e del Mar Nero. Servivano al
trasporto di vino e olio doliva.
Dimensioni: altezza 20 cm, diametro esterno dellorlo 14 cm.
Datazione: seconda met del VI secolo
Analogie: Pieri; 2005;88,94.
32. Num.inv.: UMG 822, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1995
Reperto: anfora
Descrizione: frammento di anfora bizantina con le anse massicce intatte,
il collo corto, il corpo incurvato e con le costole. La ceramica di fattura
rozza e colore rosso-arancione. Appartiene al tipo Gnsein 1 che si
produceva in Turchia e nelle zone egee, servivano per il trasporto del vino.
Dimensioni: altezza 12 cm, diametro esteriore dellorlo 8,6 cm.
Datazione: IX-XI secolo.
Analogie: Dark, 2001, 47-48.
33. Propriet privata di Moreno Degrassi
Reperto: anfora
Materiale: ceramica
Descrizione: frammento di anfora bizantina con le anse massicce
conservatesi che sovrastano la bocca, il collo corto e il corpo affusolato
con le costolature. La ceramica di colore rosso, la fattura rozza e gli
inclusi sono di calcite. Appartiene al tipo Gnsenin 1 che si produceva in
Turchia e nella zona egea. Servivano per il trasporto di vino.
Dimensioni: altezza 33 cm, diametro del bordo esterno 5,5 cm.
Datazione: IX-XI secolo
Analogie: Ken Dark, Byzantine pottery, Gloucestershire, 47-48.
34. Num.inv.: UMG 280, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1995
Reperto: anfora
Descrizione: anfora bizantina con le caratteristiche anse massicce che
sovrastano limboccatura e il corpo piriforme decorato dalle costolature
orizzontali. La ceramica di colore rosso chiaro, fattura rozza con inclusi
di calcite. Sulle spalle sotto lapertura, da ambo le parti, come anche sulle
maniglie si trovano lincisioni che ricordano dei rametti. Si produceva nelle
zone della Turchia e la costa adriatica orientale. Servivano da trasporto
per il vino.
Dimensioni: altezza 40 cm, diametro esterno dellorlo 6 cm.
Datazione: X-XII secolo.
Bibliografia: Brusi, 2010, 234-246.

35. Inv. br.: UMG 2078, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore izraen od tijela amfore. Keramika je na povrini
sive boje, dok je jezgra crvene i sadri primjese kvarca i kalcita.
Dimenzije: promjer 7 cm, debljina 1cm
36. Inv. br.: UMG 2079, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore izraen od tijela amfore. Glina je na povrini
crveno-sive boje, dok je jezgra smee i sadri primjese kvarca.
Dimenzije: promjer 10,5 cm, debljina 1,5 cm
37. Inv. br.: UMG 2080, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore izraen od tijela amfore. Glina je svijetle oker
boje.
Dimenzije: promjer 9 cm
38. Inv. br.: UMG 2081, Hidroarheoloko istraivanje 1996. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore izraen od tijela amfore. Glina je svijetlo crvene
boje.
Dimenzije: promjer 9,6 cm
39. Inv. br.: UMG 1023, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1995. godine
Nalaz: poklopac amfore
Opis: Poklopac za amfore s bradaviastom drkom, grube izrade. Glina
je oker-sive boje.
Dimenzije: promjer 8,5 cm
40. Inv. br.: UMG 1032, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1995. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore s bradaviastom drkom. Glina je crvene boje.
Dimenzije: promjer 11 cm

35. Num.inv.: UMG 2078, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996
Reperto: tappo per anfore
Descrizione: tappo per anfore ricavato dal corpo danfora. La ceramica in
superficie grigia mentre il nucleo di colore rosso con inclusi di quarzo
e calcite.
Dimensioni: diametro di 7 cm, spessore 1 cm.
36. Num.inv.: UMG 2079, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1996
Reperto: tappo per anfora
Descrizione: il tappo per anfora ricavato dal corpo dellanfora. La
ceramica in superficie rosso-grigia mentre il nucleo marrone con inclusi
di quarzo.
Dimensioni: diametro 10,5 cm, spessore 1,5 cm
37. Num.inv.: UMG 2080, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1996
Reperto: tappo per anfora
Descrizione: tappo per anfore ricavato dal corpo danfora. La ceramica
di colore chiaro ocra.
Dimensioni: diametro 9 cm.
38. Num.inv.: UMG 2081, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1996
Descrizione: tappo per anfore ricavato dal corpo danfora. La ceramica
di colore chiaro rosso.
Dimensione: diametro 9,6 cm.
39. Num.inv.: UMG 1023, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1995
Reperto: tappo per anfore
Descrizione: tappo per anfore con la manica a capezzolo, di fattura
grezza. La ceramica di colore grigio-ocra.
Dimensione: diametro 8,5 cm.
40. Num.inv.: UMG 1032, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1995
Reperto: tappo per anfore
Descrizione: tappo per anfore con la manica a capezzolo. La ceramica
nella superficie di colore rosso mentre il nucleo grigio.
Dimensione: diametro 11 cm.

41. Inv. br.: UMG 833, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: poklopac za amfore
Opis: Poklopac za amfore s bradaviastom drkom. Glina je na povrini
oker-crvene boje, dok je jezgra sive.
Dimenzije: promjer 7,7 cm

41. Num.inv.: UMG 833, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995
Reperto: tappo per anfore
Descrizione: tappo per anfore con la manica a capezzolo. La ceramica
nella superficie di colore rosso-ocra mentre il nucleo grigio.
Dimensione: diametro 7,7 cm.

42. Privatno vlasnitvo Diega Makovca


Nalaz: ep za amfore
Opis: Loptastog oblika koji se suava prema otvoru amfore. Glina je crvene
boje.
Dimenzije: visina 9 cm
Datacija: 1./ 2. st.
Analogije: Brukner 1981, 127, T 169/22

42. Propriet privata di Diego Makovac


Reperto: tappo per anfora
Descrizione: tappo di forma a palla che si assottiglia verso la bocca
dellanfora. La ceramica di colore rosso.
Dimensioni: altezza 9 cm
Datazione: I-II secolo
Analogie: Brukner, 1981, 127, T 169/22

(49)

43. Privatno vlasnitvo Diega Makovca


Nalaz: vri za ulijevanje ulja
Opis: Loptasta posuda s dugim lijevkom na jednoj strani, dok na suprotnoj
nedostaje rukica. Iz loptastog tijela se izdie cilindrini vrat djelomino
sauvan. Keramika je ciglenocrvene boje s tragovima premaza iste boje.
Sluila je za ulijevanje ulja u uljane svjetiljke (lucerne).
Dimenzije: sauvana visina 5,8 cm, sauvana visina vrata cca 2 cm, promjer
tijela 6,5 cm, promjer dna 4,5 cm, duljina lijevka 5,5 cm
Datacija: 2. 1. st. pr. Kr.
Analogija: Kamenjarin - uta, 2011, 72, Inv. br. 3874

43. Propriet privata di Diego Makovac


Reperto: caraffa per versare lolio
Descrizione: il contenitore sferico con un lungo limbuto da una parte
mentre dallaltra parte manca il manico. Dal corpo sferico sinnalza il collo
cilindrico parzialmente conservato. La ceramica di colore rosso mattone
con tracce di rivestimento dello stesso colore. Serviva per versare lolio
nelle lampade (lucerne).
Dimensioni : altezza conservata di 5,8 cm, altezza conservata del collo di
circa 2 cm, diametro del corpo di 6,5 cm.
Datazione: II-I secolo a.C.
Analogia: Kamenjarin uta 2011, 72, num. inv. 3874

44. Arheoloki muzej Istre u Puli Augustov hram


Nalaz: statueta Izide Fortune
Opis: Bronana stajaa statueta boice Izide Fortune. Odjevena je u grki
hiton (haljina) s bogatim naborima preko kojega je prebaen himation
(plat). Iz kose joj izlazi po jedan klas ita na koji se naslanja Izidina kruna
kravlji rogovi izmeu kojih je suneva ploa. U lijevoj dri rog obilja
(cornucopia), dok joj je u desnoj kormilo.
Dimenzije: visina 9,2 cm
Datacija: 1./ 2. st.
Bibliografija: Degrassi 57, 47; Tassaux-Matijai-Kovai, 2001, 268;
Bolec Ferri Miloevi 2012, 96.

44. Museo Archeologico dellIstria a Pola Tempio di Augusto


Reperto: statua di Iside Fortuna
Descrizione: statua di bronzo in piedi della dea Iside Fortuna. Indossa il
chitone greco (veste) con ricche pieghe sulle quali posto lo himation
(mantello). Dai capelli fuoriesce una spiga di grano sulla quale si appoggia
la corona di Iside le corna di bue con il disco solare in mezzo. Nella
mano sinistra tiene il corno dellabbondanza (cornucopia) mentre nella
destra tiene il timone.
Dimensioni: altezza 9,2 cm
Datazione: I./II. secolo
Bibliografia: Degrassi 1957, 47; Tassaux-Matijai-Kovai, 2001, 268;
Bolec Ferri Miloevi 2012, 96.

45. Inv. br.: UMG 223


Nalaz: rimski nadgrobni spomenik / grb Antonija ili Andree
Apollonija
Natpis: Q(uintus) Ragonius L(uci) f(ilius) / Rom(ilia) testament(o)
/ fieri iussit sibi et /
L(ucio) Ragonio L(uci) f(ilio) Rom(ulia) fratri / L(ucio) Ragonio
L(uci) f(ilio) L(uci)
n(epoti) (!) fratris ////// AN AP(ollonio)
Opis: rimski nadgrobni spomenik (stela) s natpisom pisanim
rimskom kapitalom. Iz natpisa se moe iitati kako je rije o
nadgrobnom spomeniku koji je Kvint Ragonij, sin Lucija, iz triba
(izbornog kotora) Romilija podigao za sebe i svoga brata Lucija Ragonija
te sina Lucija Ragonija. Spomenik je sekundarno upotrebljen krajem
15. st. kada je na njega uklesan kasnogotiki grb. Unutar zupastog
okvira prikazan je aneo rairenih krila koji pridrava grb s trakama.
Rije je o grbu, na to upuuju inicijali uklesani na njemu, Antonija ili
Andree Apollonija iz Pirana.
Dimenzije: visina 57 cm, ir. 81 cm, debljina 12/14 cm
Datacija: prva polovica 1. st. / sekundarna upotreba krajem 15. st.
Bibliografija: Kandler 1846, 118; Degrassi 1936, 22; Benedetti 1972,
26-27; Cigui 1995, 1, Fachin 2002, 42; Cigui 2012, 48.

(50)

45. Num.inv.: UMG-223


Reperto: monumento sepolcrale romano/stemma di Antonio o Andrea
Apollonio
Iscrizione: Q(uintus) Ragonius L(uci) f(ilius) / Rom(ilia) testament(o)
/ fieri iussit sibi et / L(ucio) Ragonio L(uci) f(ilio) Rom(ulia) fratri /
L(ucio) Ragonio L(uci) f(ilio) L(uci) n(epoti) (!) fratris
AN AP(ollonio)
Descrizione: monumento sepolcrale romano (stele) con liscrizione
nella capitale romana. Dalliscrizione si pu dedurre che si tratta di
monumento sepolcrale che Quinto Ragonio, filio di Lucio, della trib
Romilia, ha fatto innalzare per s stesso, suo fratello Lucio Ragonio e il
figlio Lucio Ragonio. La stele usata secondariamente alla fine del XV
secolo quando su di essa stato scolpito uno stemma tardogotico. Entro
una cornice a dentelli raffigurato un angelo dalle ali aperte che sostiene
uno stemma a nastri. Si tratta dello stemma, il che indieano le iniziali
scolpite su di esso, di Antonio o Andrea Apollonio di Pirano.
Dimensioni: altezza 57 cm, larghezza 81 cm, spessore 12/14 cm
Datazione: prima met del I secolo / uso secondario fine XV sec.
Bibliografia: Kandler 1846, 118; Degrassi 1936, 22; Benedetti 1972,
26-27; Cigui 1995, 1, Fachin 2002, 42; Cigui 2012, 48.

46. Privatno vlasnitvo Danila Latina


Nalaz: ruka s apliciranom maskom Jupitera (Zeusa) Amona
Opis: Ovalna ruka s apliciranom maskom boga Jupitera (Zeusa) Amona
neko se nalazila na keramikom vjedru (situli) dizajniranom za noenje
svete vode i bila je ukraena apliciranom maskom Jupitera Amona na oba
zavretka. Aplicirana maska je cjelovito sauvana samo na jednoj strani, dok
je na drugoj vidljiva samo palmeta. Glava boga prikazana je vrlo realistino,
to je izdueno lice s ovnovim rogovima sa strana te palmetom iznad. Smea
keramika ruke premazana je vrlo svijetlim, gotovo bijelim premazom, dok
je samo vjedro bilo smee glazirano (sauvan je samo jedan manji dio).
Dimenzije: najiri promjer ruke 15,7 cm, irina ruke 2,5 cm, visina aplike
7 cm, irina aplike 5 cm
Datacija: od 1. do 1. polovice 2. st.
Analogija: Robinson 1959, 32, Pl.6, G 102.; Hayes 2008., 110, 276,
Fig. 53, Pl. 83. (P 1678).

47. Privatno vlasnitvo Danila Latina


Nalaz: olovna preka drvenog sidra
Opis: Sidro, odnosno njegova olovna preka s pravokutnim otvor za
nasaivanje na drvenu gredu. Pravokutni otvor ima fiksiranu olovnu
gredicu, dok su krakovi preke ravni.
Dimenzije: ukupna duljina 60 cm, duljina krakova preke 26 cm, duljina
otvora 13 cm, irina otvora 9 cm
Datacija: 2. st. pr. Kr. 1. st.
48. Inv. br.: UMG 820, hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: ulomak vrata staklenog vra
Opis: Ulomak vrata staklenog vra prozirne, zelenkaste boje. Vrat je
cilindrian s rubom izvuenim prema vani. Ispod ruba, s vanjske strane,
nalazi se manje plastino rebro. Vr je imao okomitu trakastu koljenasto
izvijenu ruku smjetenu ispod ruba.
Dimenzije: sauvana visina 8,2 cm, promjer otvora 7,5 cm, debljina stijenke
0,13 cm
Datacija: 2. polovica 4. st.
Analogija: Migotti 2004,120, sl. 168.
49. Inv. br.: UMG 819, hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: keramika svjetiljka (lucerna)
Opis: Svjetiljka (lucerna) diskoidnog oblika. Okernaranaste je boje.
Nedostaje gornja povrina s ukrasom, koji se tek nazire uz rub oteenja,
i ruka. Nos je lagano izvuen prema gore i nagoren je. Proizvod je
sjevernoafrikih radionica.
Dimenzije: duljina 9,8 cm, irina diska 7,8 cm, visina 3,4 cm
Datacija: 4. 5. st.

46. Propriet privata di Danilo Latin


Reperto: manico con lapplica della maschera di Giove (Zeus) Amone
Descrizione: manico a forma ovale con lapplica della maschera di Giove
(Zeus) Amone che in passato si trovava attaccato a una secchia ceramica
(situla), designata per contenere lacqua sacra e decorata con lapplica
della maschera di Giove Amone su entrambi i lati delansa. La maschera
applicata e interamente conservata solo in unestremit mentre nellaltra e
visibile solamente una palmetta. La testa dellla divinit raffigurata molto
realisticamente, e si tratta di un volto allungato con le corna di montone
da parte e una palmetta al di sopra. La fattura della ceramica marrone
rivestita con un rivestimento molto chiaro, quasi bianco, mentre la situla
aveva un rivestimento marrone (dal quale conservato solo un frammento
minore).
Dimensioni: il diametro pi largo dellansa 15,7 cm, larghezza dellansa
2,5 cm, altezza dellapplica 7 cm, larghezza dellapplica 5 cm.
Datazione: I prima met del II secolo.
Analogia: Hayes 2008, 110, 276, Plate 83. (P 1678); Robinson 1959,
32, Plate 6, G 102.
47. Propriet privata di Danilo Latin
Reperto: barre (marre) di piombo dellancora
Descrizione: ancora, cio le sue barre di piombo con apertura rettangolare
per infilare il fusto che era in legno. Lapertura rettangolare ha una piccola
trave fissata, mentre gli arti delle barre sono diritti.
Dimensioni: lunghezza totale 60 cm, lunghezza delle marre 26 cm,
lunghezza dellapertura 13 cm, larghezza dellapertura 9 cm.
Datazione: II a.C.- I d.C.
48. Num.inv.: UMG-820, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1996
Reperto: frammento di collo di caraffa di vetro
Descrizione: frammento di collo di caraffa di vetro di colore verde
trasparente. Il collo cilindrico con lorlo tirato verso linfuori. Sotto
lorlo, dalla parte esterna, si trova una piccola costola. La caraffa aveva
unansa perpendicolare a nastro ed incurvata a ginocchio posto sotto
lorlo.
Dimensioni: altezza conservata di 8,2 cm, diametro della bocca 7,5 cm,
spessore delle pareti 0,13 cm.
Datazione: seconda met del IV secolo.
Analogia: Migotti 2004, p. 120, fig.168.
49. Num.inv.: UMG-819, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1996
Reperto: lucerna
Descrizione: lucerna dalla forma discoidale. Di colore ocra arancione.
Manca la superficie superiore con la decorazione che sindividua appena
sullorlo della parte danneggiata e lansa. Il beccuccio leggermente
esposto verso sopra ed ha tracce di fuoco. Il prodotto ha origine dalle
officine nordafricane.
Dimensioni: lunghezza 9,8 cm, larghezza 7,8 cm, altezza 3,4 cm.
Datazione: IV-V secolo d.C.

(51)

50. Inv. br.: UMG 246, hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: staklena svjetiljaka (lumin)
Opis: Staklena svjetiljka (lumin) stoastog oblika s blago zaobljenim dnom.
Ima dva ira paralelna otiska od bronanog nosaa pri vrhu. Trei otisak
se nalazi po sredini svjetiljke i loije je vidljiv. Staklo je svijetlo zelene boje.
Cjelovita je.
Dimenzije: visina 12,6 cm, promjer otvora 7,8 cm, debljina staklene
stijenke 0,2 cm
Datacija: 2. polovica 4. st.
Bibliografija: Fadi 1998, 90, 202; Kovai 2006, 18.

50. Num.inv.: UMG-246, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995
Reperto: lumino di vetro
Descrizione: lumino di vetro dalla forma troncoconica con il fondo
leggermente incurvato. Tiene due tracce larghe e parallele di staffa di
bronzo verso la parte superiore. La terza traccia si trova in mezzo del
lumino ed difficile da notare. Il vetro di colore chiaro verde. integra.
Dimensioni: altezza 12,6 cm, diametro della bocca 7,8 cm, spessore della
parete 0,2 cm.
Datazione: seconda met del IV secolo.
Bibliografia: Fadi 1998, 90, 202; Kovai 2006, 18.

51. Inv. br.: UMG 245, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: keramika svjetiljaka (lucerna)
Opis: Keramika svjetiljka (lucerna) s reljefnim motivom psa na disku i
peatom radionice (slovo) utisnutim na dnu. Ima dva otvora za ulijevanje
ulja. Ukras na ramenima diska je loe sauvan. Drka je klinasta, a na nosu
nema tragova gorenja. Oker-crvene je boje. Proizvod je sjevernoafrikih
radionica.
Dimenzije: duljina 13 cm, irina diska 7,5 cm, visina 3,5 cm
Datacija: 5. st.

51. Num.inv.: UMG-245, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995.
Reperto: lucerna
Descrizione: lucerna in ceramica ad olio con il motivo in rilievo di cane sul
disco e il sigillo dellofficina (lettera) impressa sul fondo. Ha due aperture
per versare lolio. La decorazione sulle spalle del disco male conservata.
Lansa cuneiforme ed il beccuccio non ha le tracce di fuoco. di colore
rosso ocra. Il prodotto delle officine nordafricane.
Dimensioni: lunghezza 13 cm, larghezza del disco 7,5 cm, altezza 3,5 cm.
Datazione: V secolo d.C.

52. Inv. br.: UMG 6319, hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: plitica
Opis: Keramika plitica na visokoj stajaoj nozi ukraenoj
s etiri urezane paralelne linije. Obod joj je polukruno
zavren. Naranastocrvene je boje. Proizvod je
sjevernoafrikih radionica.
Dimenzije: promjer 39,5 cm, visina noge 4 cm
Datacija: od sredine 5. do poetka 6. st.
Analogija: Hayes 1975, 137-138.

52. Num.inv.: UMG-6139, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1995.
Reperto: tazza
Descrizione: tazza in ceramica sul piede alto decorato con quattro linee
parallele. Il bordo ha una finitura a mezzaluna ed di colore rosso
arancione. Il prodotto delle officine nordafricane.
Dimensioni: diametro 39,5 cm, altezza del piede 4 cm
Datzione: met V inizio VI secolo d.C.
Analogia: J.W.Hayes, Late roman pottery, pp.137-138, Hayes form 89.

53. Inv. br.:UMG 2086, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1996. godine
Nalaz: zdjela s motivom spirala
Opis: Bikonina zdjela na niskoj prstenastoj nozi ukraena urezanim
(sgraffito tehnika) motivom nepravilnih spirala unutar sredinjeg medaljona
i na unutarnjoj stijenci posude. Pripada tipu The Spiral Style bizantske
grafite koja se proizvodila u Korintu poetkom razvijenog srednjeg vijeka.
Posuda je loe sauvana (engoba i bojani ukras). Rekonstruirana je.
Dimenzije: visina 5,7 cm, promjer otvora 20,5 cm, visina dna 0,5 cm,
promjer dna 9 cm
Datacija: 1. polovica 12. st.
Analogija: Grkovi Penovi, 2007, 289, sl. 1a-c.

(52)

53. Num.inv.: UMG-2086, Ricerche archeologiche subacquee del porto


di Salvore del 1996.
Reperto: ciotola con motivo a spirali
Descrizione: ciotola biconica su piede corto a forma anulare decorato con
la tecnica a graffito con il motivo a spirali irregolari entro il medaglione
centrale e nella parete interna del contenitore. Appartiene al tipo The spiral
Style di graffiti bizantini che si produceva a Corinto allinizio del sviluppato
Medio Evo. La ciotola male conservata (ingobbio e decorazione a
colore). restaurata.
Dimensioni: altezza 5.7 cm, diametro dellapertura 20,5 cm, altezza del
fondo 0,5 cm, diametro del fondo 9 cm.
Datazione: prima met del XII secolo.
Analogia: Grkovi Penovi, 2007, 298, fig. 1 a-c.

54. Inv. br.:UMG 278, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,


1995. godine
Nalaz: keramika bombica
Opis: Kuglasta keramika bombica s irokim ravnim dnom i kratkim
uskim, ljevkastim, vratom polukruno zavrenim. Izraena je od grublje
neproiene gline s tragovima kvarca. Zapunjena je bijelom masom.
Dimenzije: visina 10 cm, promjer dna 6,5 cm, visina otvora 1 cm, promjer
otvora 3,3 cm, teina 486 gr
Datacija: 9. 12. st.
Bibliografija: Brusi 2010, 246.
55. Inv. br.: UMG 279, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1995. godine
Nalaz: keramika bombica
Opis: Kuglasta keramika bombica sa irim ravnim dnom i kratkim uskim
ravnim vratom polukruno zavrenim. Izraena je od grublje neproiene
gline s tragovima kvarca. Zapunjena je bijelom masom.
Dimenzije: visina 10 cm, promjer dna 5 cm, visina otvora 1 cm, promjer
otvora 2,5 cm, teina 539 gr.
Datacija: 9. 12. st.
Bibliografija: Brusi 2010, 246.
56. Privatno vlasnitvo Danila Latina
Nalaz: zdjelica s motivom razigranog stabla
Opis: Poluloptasta zdjelica s prstenastim dnom umbonato naglaenim.
Sredinji motiv razigranog stabla na breuljku, kao i valovite razigrane
linije koje ga uokruuju, izvedeni su urezanim ukrasom (sgrafito tehnika)
te doslikani utom i zelenom bojom. Pripada tipu kasne grafite s venetskog
podruja.
Dimenzije: visina 6 cm, promjer otvora 12 cm, visina dna 1 cm, promjer
dna 6 cm
Datacija: kraj 16. - poetak 17. st.
57. Inv. br.: UMG 2179, Hidroarheoloko istraivanje Savudrijske luke,
1996. godine
Nalaz: renesansni majoliki vr
Opis: Trbuasti majoliki vr s trolisnim izljevom i ravnim naglaenim dno.
Ruka mu je iroka, trakasta, lagano zakrivljena. Biskvit mu je vrlo svijetle,
gotovo bijele boje, dok mu je olovna glazura blistavo sjajna. Cijela mu je
vanjska povrina oslikana. Sredinji motiv psa i paunovog oka smjeten je
unutar medaljona a scaletta na plavoj pozadini. Pratei oblik medaljona niu
se, na bonim stranama, uta, zelena, smea i naranasta ua i ira polja.
Naranasta su polja ukraena izmjenom valovitih i ravnih tamnih, u koso
naslikanih, linija. Mjesto proizvodnje je Faenza. Restauriran je.
Dimenzije: visina 22 cm, visina ruke 11 cm, irina ruke 4,5 cm, promjer
dna 12,3 cm, promjer otvora 12,6 cm
Datacija: 1. polovica 16. st.
Bibliografija: Bolec Ferri Miloevi, 2012, 96-97.

54. Num.inv: UMG 278, Ricerche archeologiche subacquee del porto di


Salvore del 1995.
Reperto: bombetta a mano in ceramica
Descrizione: bombetta a mano in ceramica di forma sferica con il fondo
piatto largo e stretto, il collo piatto rifinito a semicerchio. Fabbricata da
ceramica non depurata e grezza con tracce di quarzite. Riempita con la
massa bianca.
Dimensioni: altezza 10 cm, diametro del fondo 5 cm, altezza dellapertura
1 cm, diametro dellapertura 2,5 cm, peso 539 g.
Datazione: IX-XII secolo.
Bibliografia: Brusi 2010. 246.
55. Num.inv: UMG-279, Ricerche archeologiche subacquee del porto di
Salvore del 1995.
Reperto: bombetta a mano in ceramica
Descrizione: bombett a a mano in ceramica di forma sferica con il fondo
piatto e stretto, il collo piatto rifinito a semicerchio. Fabbricata da ceramica
non depurata e grezza con le tracce di quarzite. Riempita con massa bianca.
Dimensioni: altezza 10 cm, diametro del fondo 5 cm, altezza dellapertura
1 cm, diametro dellapertura 2,5 cm, peso 359 g.
Datazione: IX-XII secolo.
Bibliografia: Brusi 2010, 246.
56. Propriet personale di Danilo Latin
Reperto: ciotola con il motivo dellalbero mosso
Descrizione: ciotola semisferica con il fondo anulare e con lumbone
distinto. Il motivo centrale dellalbero mosso su un colle, come anche le
linee mosse che lo circondano, sono fatte con la tecnica a graffito tecnica
e ulteriormente colorate con il giallo e verde. Appartiene al tipo della
ceramica tardo grafita dalle zone venete.
Dimensioni: altezza 6 cm, diametro dellapertura 12 cm, altezza del fondo
1 cm, diametro del fondo 6 cm.
Datazione: fine XVI secolo inizio XVII secolo.
57. Num.inv: UMG-2179, Ricerche archeologiche subacquee del porto
di Salvore del 1996.
Reperto: boccale rinascimentale in maiolica
Descrizione: boccale di forma a pancia di maiolica con il sfogo trilobato
e il fondo pronunciato piatto. La manica larga, a nastro, leggermente
incurvata. Il biscotto di colore molto chiaro, quasi bianco, mentre la
smerigliatura piombica lucente. Lintera superficie esterna dipinta. Il
motivo centrale con il cane e locchio di pavone si trova entro il medaglione
a scaletta su sfondo blu. Seguendo la forma del medaglione, si susseguono,
sulle parti laterali, spazi maggiori e minori di colore giallo, verde, marrone
e arancione. I campi arancioni sono decorati con la sovrapposizone di linee
ondulate e rette scure, obliquamente disegnate. Il luogo di produzione
Faenza. restaurato.
Dimensioni: altezza 22 cm, altezza del manico 11 cm, larghezza del manico
4,5 cm, diamentro del fondo 12,3 c, diametro dellapertura 12,6 cm.
Datazione: prima met del XVI secolo.
Bibliografia: Bolec Ferri Miloevi 2012, 96-97.

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PRAPOVIJESNO RAZDOBLJE
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MUZEJ GRADA UMAGA / MUSEO CIVICO DI UMAGO


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