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PIANO 1966-2000

Strumenti di pianificazione

BILANCIO 1 ANNO / 3 ANNI

PIANO SPAZIALE NAZIONALE 5 ANNI

PIANO DECENNALE 10 ANNI

Il PIANO DECENNALE identifica un approccio sistemico alle attività, da


cui derivare non solo un quadro organico di programmi ma anche e
soprattutto il modus operandi, le linee guida di comportamenti che
ispireranno la gestione operativa.
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PIANO 1966-2000

La missione dell’ASI

La missione di un ente si identifica nell’insieme degli obiettivi e delle


funzioni aventi valenza primaria e fondamentale da un punto di vista
politico, economico e sociale. Dunque essa ne rappresenta di fatto la vera
“ragion d’essere”.

La missione dell’ASI è quella di predisporre, elaborare e attuare


programmi scientifici, tecnologici e applicativi con gli obiettivi di
mantenere e accrescere il potenziale economico, migliorare la qualità
della vita delle generazioni presenti e future e aumentare il prestigio
del Paese, coerentemente con la posizione di rilievo che l’Italia occupa
nel consesso dei paesi più industrializzati.
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PIANO 1966-2000

le funzioni strategiche motivanti

• favorire il progresso della scienza spaziale


• promuovere la crescita delle capacità tecnologiche del “sistema Paese”
• promuovere la realizzazione di applicazioni dello spazio

le funzioni strategiche abilitanti

• garantire l’accesso allo spazio


• garantire la permanenza nello spazio (con infrastrutture che utilizzino le
peculiarità dell’ambiente spaziale)
• garantire la disponibilità delle necessarie tecnologie abilitanti
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PIANO 1966-2000

Gli obiettivi di quadro

• consolidare e promuovere la qualificazione e la competitività


dell’industria spaziale nazionale
• favorire, tramite la promozione della scienza e della tecnologia, i
nostri rapporti di amicizia, culturali ed economici con gli altri popoli
della terra.
• promuovere sia la diffusione della cultura spaziale e l’utilizzazione
delle conoscenze derivanti dalle attività spaziali che la formazione di
specialisti nel settore.
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PIANO 1966-2000

La bilancia strategica

o b i e tt i v i s t r a te g i c i
di quadro

s v ilu p p o in d u s tria le | p o litic a e s t e ra | c u lt u ra s p a z ia le

S C IE N Z A AC C E SSO ALLO
S P A Z IO

A P P L IC A Z IO N I PE R M AN E N ZA
N E L L O S P A Z IO

T E C N O L O G IE

fu n z io n i s tr a t e g ic h e fu n z i o n i s t r a t e g i c h e
m o t iv a n t i a b il i t a n t i
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PIANO 1966-2000

I punti di forza
• Interesse del Governo italiano per lo Spazio accresciuto (la finanziaria
del 1996 prevede bilanci in crescita per l’ASI)
• Ristrutturazione in anticipo rispetto ad altri Paesi che devono ancora
affrontare analogi processi conseguenti alla crisi del settore spaziale
• Dimensioni e articolazione del sistema industriale e scientifico spaziale
sostanzialmente adeguate alle potenzialità del “sistema Italia”

I punti di debolezza
• Ristrutturazione organizzativa richiede una modifica del quadro
normativo dell’Agenzia
• Ruolo della Agenzia rispetto alle altre amministrazioni interessate al
settore spaziale non ancora nitidamente focalizzato
• Interesse della pubblica opinione alle problematiche spaziali in Italia
inferiore a quello che si registra negli altri paesi spaziali
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PIANO 1966-2000

Le opportunità

• Competenze nazionali spaziali per le telecomunicazioni e la osservazione


della Terra possono fare acquisire all’Italia un ruolo di rilievo
• Partecipazione in ESA di primo piano anche al fine della ormai
indifferibile ridefinizione della missione e della struttura dell’ESA

Le sfide

• Affermazione dell’ASI, nell’ambito della politica spaziale nazionale, quale


punto focale
• Giusto riconoscimento del ruolo italiano nel settore spaziale solo in
presenza di iniziative vigorose e coordinate in ambito ESA e UE
• Mobilitazione della comunità tecnologica, scientifica e industriale
italiana al fine di trarre vantaggio dall’accordo bilaterale ASI/NASA per
la realizzazione del MPLM
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PIANO 1966-2000

La funzione di indirizzo
Diverse attività sono state intraprese sulla base di spinte industriali
contingenti, non riconducibili a un disegno unitario: nondimeno i
programmi predisposti e gestiti dall’ASI hanno evidenziato le notevoli
capacità nel settore spaziale italiano.

Avvio di iniziative di indirizzo


• avvio di programmi più impegnativi nell’ambito di collaborazioni
bilaterali e multilaterali: i programmi nazionali di grandi dimensioni e di
elevato costo sono oggetto di critica da parte di quasi tutti gli operatori del
settore
• coinvolgimento degli utenti per i programmi applicativi
• politica industriale che riequilibri la presenza della piccola e media
industria
• politica di collaborazione con università ed enti di ricerca
• identificazione di “centri di eccellenza
• iniziative di commercializzazione (tramite consorzi o altri strumenti)
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PIANO 1966-2000

Il finanziamento pubblico della ricerca spaziale (I)

Leggi finanziarie per ricerca spaziale e contribuzioni ESA (per


competenza)
900
800
700
600
Miliardi lit

500 Contr. ESA


400 Tot finanz.
300
200
100
0
1979 1981 1983 1985 1987 1989 1991 1993 1995
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PIANO 1966-2000

Il finanziamento pubblico della ricerca spaziale

Leggi finanziarie e previsioni per ricerca spaziale e


contribuzioni ESA (per competenza)
1600
1400
1200
Miliardi lit

1000
Contr. ESA
800
Tot finanz.
600
400
200
0
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

necessità di accordi operativi con le altre amministrazioni che finanziano il


settore spaziale, nel pieno rispetto delle singole autonomie
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PIANO 1966-2000

Analisi del sistema spaziale

Una reale capacità di intervento in materia di politica spaziale e definizione


delle strategie richiede la disponibilità di dati sistematici e omogenei
concernenti i programmi, le aziende, gli enti di ricerca

realizzazione di una banca dati su

AZIENDE
ENTI DI RICERCA
PROGRAMMI
CENTRI DI ECCELLENZA
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PIANO 1966-2000

La formazione

L’ASI, per il suo ruolo attivo nella elaborazione, pianificazione e gestione


di programmi internazionali, europei e italiani, è nella migliore collocazione
per individuare e pianificare l’attività formativa nel medio e lungo periodo.

Articolazione di un piano su due linee:


• la formazione e qualificazione scientifico-professionale di giovani laureati
e diplomati
• l’aggiornamento professionale del personale di industrie, università, enti
di ricerca e dell’ASI stessa.

Prevista una collaborazione con CIRA: realizzazione di un consorzio


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PIANO 1966-2000

Le esigenze dei programmi militari

Iniziative in corso per un coordinamento tra le due amministrazioni

I settori spaziali di interesse per la Difesa comprendono le


telecomunicazioni, riservate e protette, a lunga distanza, l’osservazione
degli scenari di interesse sotto ogni profilo (ivi compreso il monitoraggio
meteorologico e Sigint).

Esigenze operative, anche se di carattere generale, riguardano inoltre la


navigazione, l’avvistamento via satellite di lanci missilistici, l’accesso allo
spazio, la gestione di satelliti in orbita.
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PIANO 1966-2000

La politica della ricerca e la struttura per la ricerca di base

Ampia autonomia riconosciuta per legge alla comunità: più in generale la


libertà della scienza è tra i diritti garantiti dalla Costituzione (art. 33).

La programmazione finanziaria ASI prevede un budget in crescita fino a


150 miliardi di lire.

Compito perciò dell’ASI: rispettare questa autonomia

Ampiamente riconosciuta la necessità di una ridefinizione del “governo”


della ricerca
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PIANO 1966-2000

Livelli occupazionali

Numero di addetti allo spazio in italia 1980 1985 1990

1200

1000

800

600

400

200

0
Selenia Sp. Aeritalia Telespazio BPD LABEN FIAR Off. Galileo CISET Fiat Avio Microtecnica

dati ASI/CENSIS per le 10 aziende maggiori

circa 5500 occupati nelle aziende direttamente interessate allo spazio


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PIANO 1966-2000

Aspetti gestionali

Maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei Governi al


“ritorno degli investimenti” in termini di rapporto costi/benefici.
La NASA ha come obiettivo strategico quello di conseguire entro il 2010
una riduzione dei costi dei satelliti e di accesso allo spazio per un fattore
pari a 20 !

tra i fattori da considerare

Approccio della “qualità totale”


Analisi dei costi industriali
Impostazione contrattuale
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PIANO 1966-2000

Aspetti commerciali (I)

7000

6000
milioni di dollari

5000

4000

3000

2000

1000

0
1990 1991 1992 1993 1994

[dati dell’U.S. Dept. of Commerce (1994)]


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PIANO 1966-2000

Aspetti commerciali (II)

situazione
• Governi impegnati a sostenere i costi di sviluppo e talvolta di produzione
delle prime unità
• Fatturato industriale da committenza pubblica: Europa 60-70%, USA oltre
90%
• Reale natura commerciale dei programmi spaziali: mercato commerciale,
in grado di determinare un utile rispetto ai costi marginali

iniziative dell’ASI
• Finanziamento di fasi di ricerca e sviluppo di programmi applicativi solo
per programmi competitivi in campo internazionale
• Fasi successive di industrializzazione e commercializzazione al di fuori
una diretta competenza dell’Agenzia.
• Possibilità per l’ASI di partecipare a consorzi industriali o misti
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PIANO 1966-2000

Il ruolo della piccola-media industria

• PMI capaci di adattarsi, di acquisire velocemente nuove tecnologie,


nell’inserirsi in nicchie high-tech: complementarietà alle grandi industrie
in un sistema industriale equilibrato
• Maggiori problemi per le PMI in caso di crisi del settore

iniziative dell’ASI
• Attenta politica di assegnazione delle sottocommesse industriali.
• Progetti tecnologici orientati al mantenimento e all’ampliamento delle
capacità tecnologiche delle PMI
• Realizzazione di strumenti per la ricerca di base: necessarie padronanza di
tecnologie, elevata specializzazione e progettazioni a hoc (custom), fattori
tutti particolarmente congeniali alla piccola e media impresa
• Promozione della collaborazione, tra enti di ricerca e aziende, proficuo per
entrambi
T-20
PIANO 1966-2000

La cooperazione internazionale

La legge assegna all’ASI precisi compiti in materia di


cooperazione internazionale

Il processo di internazionalizzazione risponde anche ai costi e ai


rischi dei progetti spaziali, spesso eccessivi anche per le economie
più forti
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PIANO 1966-2000

La cooperazione europea (I)

L’Unione Europea

• Ruolo più diretto della CE quale maggiore utente spaziale europeo: linea,
certamente condivisibile ma richiede cautele nella fase attuativa, sulla base
dell’esperienza ESA
• Critico sovradimensionamento di una parte dell’industria europea
• Necessità di strutture e procedure operative che permettano di incidere
realmente sulle sue scelte e politiche di intervento
T-22
PIANO 1966-2000

La cooperazione europea (II)

L’ESA

Crisi, si potrebbe dire di identità, dell’ESA


Maggiori progetti in cui essa è coinvolta gestiti, per la gran parte, da
agenzie nazionali (NASA per la stazione spaziale e CNES per ARIANE)

Necessità di ridisegnare i ruoli dell’ESA, salvaguardandone le


competenze nella gestione dei grandi progetti scientifici e il ruolo
supplente di agenzia nazionale per i paesi minori contribuenti,
eventualmente indirizzandola anche verso una funzione di supporto e
consulenza tecnico-gestionale per gli organismi politici europei

Incentivazione della cooperazione diretta con gli stati europei


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PIANO 1966-2000

La cooperazione europea (III)

Il Mediterraneo

Situazione privilegiata per la presenza geografica ma anche per l’influenza


culturale del nostro paese nell’area mediterranea

Reale situazione di vantaggio per le competenze acquisite dal nostro settore


scientifico e dall’industria italiana su tematiche ambientale e di
telecomunicazioni previste dalla conferenza euromediterranea

Posizione competitiva in Europa per quanto concerne il settore del


telerilevamento a seguito dell’avvio del progetto Skymed/Cosmo

Necessario di valorizzazione delle nostre in iniziative CE per l’area


mediterranea
T-24
PIANO 1966-2000

La cooperazione con la NASA

Cooperazione spaziale bilaterale prevalentemente con la NASA

Alcune cooperazioni: TSS, LAGEOS II / IRIS, X-SAR, UV-STAR,


Cassini, MPLM

Rapporto di collaborazione con gli USA molto proficuo e di reciproca


soddisfazione

interesse dell’ASI a incrementare il livello di questi rapporti, anche


nell’ottica di una maggiore incisività dell’apporto italiano ai programmi in
cooperazione con l’Agenzia statunitense
T-25
PIANO 1966-2000

Gli stati della ex-URSS

Cooperazione risalente al 1989 con la firma di un Protocollo di


collaborazione scientifica tra l’ASI e Intercosmos e Glavcosmos

Possibilità di cooperazione con la Russia e l’Ucraina, avviate a una sempre


più stretta integrazione con l’Europa occidentale, da considerare con
notevole attenzione

Recenti contatti con russi e ucraini hanno evidenziato un reciproco interesse


a collaborazioni

recente accordo di collaborazione tra UE e Federazione Russa


T-26
PIANO 1966-2000

La scienza

Le proposte di ricerca di base non possono ignorare, in quanto condizionate


e condizionanti, le scelte relative ad applicazioni, tecnologie e programmi
per l’accesso e la permanenza nello spazio

Articolazione delle attività

• Attività di ricerca di base


• Partecipazione a Missioni Scientifiche nell’ambito del programma
obbligatorio ESA
• Programmi nazionali e bilaterali, a loro volta suddivisi in:
Applicazioni scientifiche della Stazione Spaziale
Collaborazioni con NASA e altre Agenzie Spaziali
Piccoli satelliti scientifici nazionali
Ricerca da aereo e palloni stratosferici
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PIANO 1966-2000

Le applicazioni
Attualmente: le telecomunicazioni, le osservazioni della terra e la
navigazione
Industria nazionale su posizioni di rilievo (si pensi all’esperienza di Italsat
per le applicazioni “high bit rate” in banda Ka)
Concorrenza a livello mondiale in ciascuno di questi settori è notevole

Progetti previsti quanto più inseriti in un sistema integrato che comprenda:


• un sistema satellitare di osservazione della terra caratterizzato da elevata
risoluzione e frequenza di rivisitazione;
• una infrastruttura di telecomunicazione satellitare “high bit rate”, basata su
satelliti della serie Italsat (o su progetti industriali a logica commerciale),
complementare e integrata con la rete terrestre ed eventuali funzioni di
“data relay”.
• stazioni di terra per il controllo, l’acquisizione e l’elaborazione dei dati;
• partecipazione a programmi per le telecomunicazioni mobili tramiti reti di
piccoli satelliti LEO e a programmi ATM.
T-28
PIANO 1966-2000

Accesso allo spazio


linee previste
• mantenimento dell’impegno per il lanciatore europeo ARIANE, in ambito
ESA, nell’ottica di garantire un adeguato coinvolgimento dell’industria
nazionale anche in fase di produzione;
• realizzazione di un piccolo lanciatore della classe di 350 Kg LEO (con
possibilità di utilizzo dei suoi componenti quali stadi superiori di vettori
di maggiore peso da realizzare in un’ottica di cooperazione internazionale,
preferibilmente europea);
• accordo con l’Università di Roma per il rinnovo e il potenziamento della
base di lancio di San Marco in Kenya;
• potenziamento e ristrutturazione della base di Trapani Milo, unica base
europea dalla quale e' possibile attuare voli transmediterranei di palloni
stratosferici;
• preparazione e avvio di un programma di attività di ricerca per mezzo di
aerei.
T-29
PIANO 1966-2000

Permanenza nello spazio


Italia fortemente coinvolta nella realizzazione della stazione spaziale
internazionale
Coinvolgimento duplice: con l’ESA per la realizzazione del COF, dell’ATV
e del CTV e direttamente con la NASA per il MPLM
L’impegno italiano, influenzato dal contesto internazionale, è stato
determinante per il mantenimento del coinvolgimento europeo

Forte impegno dell’ASI che garantisca un adeguato utilizzo della “quota”


italiana delle opportunità offerte nella stazione spaziale, anche tramite una
attiva opera di promozione presso il mondo scientifico e industriale delle
opportunità della stazione stessa

Nell’ambito della stazione spaziale sono anche previsti programmi di


robotica, settore di eccellenza per il nostro Paese, le cui realizzazioni ed
esperienze verranno utilizzate nelle future attività per basi lunari e
planetarie.
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PIANO 1966-2000

Le tecnologie

Programma tecnologico rispondente a due principali requisiti

• garantire una diffusione generale delle tecnologie spaziali presso le


aziende italiane, con particolare attenzione alla promozione della PMI,
all’allargamento della base industriale e al trasferimento tecnologico
• promuovere l’acquisizione di specifiche tecnologie “abilitanti”, che
permettano alle aziende italiane la realizzazione di progetti di valenza
strategica nel settore spaziale. In particolare per le tecnologie “abilitanti” è
previsto un coordinamento con i progetti nazionali, internazionali e in
ambito ESA.
T-31
PIANO 1966-2000

Centri e infrastrutture di terra

• Centro di Geodesia Spaziale “Giuseppe Colombo” (attivo nel campo della


geodesia spaziale, del telerilevamento, della robotica spaziale e delle
esplorazioni planetarie)
• Base di Trapani-Milo, per il lancio di palloni stratosferici, unica in Europa
a consentire voli transmediterranei
• Per la missione SAX Centro dati a Roma e centro di controllo in Kenya,
contiguo alla base San Marco dell’Università di Roma

Per attività’ relative alla stazione spaziale e ai satelliti scientifici sono


previsti altri centri a Torino (ALTEC), Napoli (MARS)

Per il progetto SkyMed/Cosmo è previsto un Centro presso Firenze, (già in


parte finanziato dalla Regione Toscana) finalizzato all’acquisizione,
all’elaborazione e alla diffusione dati di telerilevamento satellitare
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PIANO 1966-2000

Pianificazioni economiche e temporali

Il Piano decennale presenta, per i programmi previsti, proiezioni di sviluppo


temporale e di costi, compatibili con i finanziamenti annuali previsti per
l’ASI.

Contributi importanti sono attesi dalla possibilità di internazionalizzare


molti dei programmi pianificati.