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Regole

In acqua, per non avere problemi n con gli altri, n con se stessi, vi sono
alcune cose e alcune regole da sapere.
Quando vai a surfare, specie in un nuovo spot, non ti buttare subito in acqua,
aspetta, fermati fuori, osserva la situazione, osserva come entrano ed escono
dallacqua gli altri surfisti, osserva come sono le onde, la loro velocit, laltezza,
e se possibile chiedi informazioni a persone della zona. A questo punto valuta
in base alle tue capacit. Quindi se dopo aver valutato tutte queste cose, ti
senti pronto, non esitare, entra. Quando arrivi alla line up, tenta di acquisire
familiarit con i surfisti locali, vedendo che tipi sono e magari scambiando due
chiacchiere se vedi che sono tipi disponibili. Non ti buttare sulla prima onda che
capita, aspetta il tuo turno con calma, lasciando che loro prendano le onde e
capiscano che li rispetti, dopotutto loro surfano l da prima di te. In questo
modo sarai a tua volta rispettato e sicuramente ben accetto.
Se lo spot e' impegnativo e non sei abbastanza esperto cerca un posto pi
tranquillo in modo da non rischiare senza motivo di farti male.
Quando sei nuovo, appena arrivi, dai quindi sempre precedenza.
In generale, esiste per una regola di precedenza:
ovvero il surfista che parte pi vicino al picco ha la precedenza. Questa e' la
regola fondamentale, dunque non remare quando il surfista in precedenza ha
preso l'onda e la sta surfando. Questo significherebbe droppare. Quindi guarda
sempre, prima di remare su un'onda, se dalla parte del picco qualcuno sta gi
surfando o sta partendo sulla stessa onda. In questo caso smetti
immediatamente di remare o esci dall'onda, non solo per una questione di
correttezza, ma anche perch ci si potrebbe far male. Se qualcuno ti droppa
volontariamente, puoi farglielo notare, ma sempre meglio mantenere la
calma.
Chi surfa ha la precedenza su chi rema per tornare sulla line up. Se stai
tornando fuori fai un giro largo passando lateralmente rispetto ai surfisti. Non
remate dritti in mezzo alla folla di surfisti, questo potrebbe risultare pericoloso.
Se proprio vi trovate in quella zona e non potete farne a meno, allora tentate di
passare il pi possibile vicino alla parte della schiuma, dove l'onda ha gia' rotto
lasciando la parte pulita al surfista che la cavalca.

LA SICUREZZA IN ACQUA:

Prima di entrare in acqua controlla che la tua attrezzatura sia in buono stato: il
leash, la tavola, la paraffina, ed eventualmente la muta e gli altri accessori.
Controlla anche la tua forma fisica, devi avere una discreta resistenza, i muscoli
bene allenati e senza problemi, i polmoni discretamente allenati e verifica le
tue capacit di surfista prima di entrare in uno spot impegnativo.
Quando sei in acqua tieni docchio quelli meno bravi di te, se ti stanno vicino,
per esempio se stai effettuando il take off e davanti a te c'e' qualcuno in
difficolt non prendere quell'onda rischiando di piombargli addosso, ce ne
saranno altre di onde. Se c qualcuno in difficolt, non stare in acqua a surfare
le tue onde fregandotene, ma esci e vai a chiamare dei soccorsi. Non decidere
di aiutarlo di persona(a meno che tu non sia una persona preparata al
salvataggio) rischieresti di finire tu stesso assieme a lui nella situazione di
pericolo.
Ricordati della tavola, quando possibile tienila sempre sotto controllo, ricorda
che la punta della tavola e le pinne possono risultare pericolose e taglienti, e la
stessa tavola un oggetto pesante. Allo stesso modo se vieni centrifugato da
un'onda cerca sempre di ripararti la testa. Quando cadi tenta sempre di
attraversare londa, e mai di finire contro londa stessa, che altrimenti ti frulla e
ti sbatte contro il fondale.
Se vieni frullato, pensa solo a coprire la testa, e rilassa il resto del corpo,
facendoti trascinare dallonda, e nuota verso la superficie solo quando senti
che londa non tira pi. Infatti nuotare mentre londa ti trascina, inutile, e ti fa
solo sprecare ossigeno.
Se rimani rapito da una corrente rema in maniera parallela alla riva finch non
raggiungi un luogo sicuro e senza corrente, ma non nuotare contro corrente, o
sprechi energie rimanendo sempre nello stesso punto.
Non andare mai da soli in acqua, specie se ci sono condizioni pericolose o se si
va in un nuovo spot.

Tipi di tavole da surf


Tail (poppa)

Deck (ponte)
Nose (prua)
Rail (bordi)
Bottom (carena)
Fins (pinne)
Rocker (imbananatura)

Tavola Fish
Il fish un tipo di tavola molto simile al thruster
ma pi corto. La minore lunghezza viene
compensata da una maggiore larghezza e
usando forme con prua e poppa pi piene e
arrotondate. La lunghezza di un fish 1.8 m.
Sono adatte ad onde piccole e di scarsa qualit, proprio grazie all'ottima
galleggiabilit che offrono. Possono costituire una buona opzione come prima
tavola.

Tavola Gun
Il Gun una versione allungata del thruster ed usata nel surf di grandi onde.
La maggiore lunghezza permette il take-off su onde altrimenti impossibili da
surfare remando. E' caratterizzato da una linea molto filante con una larghezza
ridotta e una poppa a punta molto affusolata (pin-tail). La lunghezza di un gun
parte da 2.1 m. in su, fino addirittura a 3.7 m. per onde giganti. Ovviamente
sono tavole riservate solo a surfisti esperti.

Il Longboard e il Mini-Malibu
La differenza principale tra questa
famiglia di tavole e i thruster riguarda la
forma della prua che stondata. Inoltre
sono assai pi lunghe, con una lunghezza
che oscilla tra 2.4 m. e 4.3m., per i
Malib 2.7 m. . Possono avere un numero
variabile di pinne ma tipicamente ne hanno 1 (single-fin) o 3. Rispetto ad una
tavoletta facilitano nella remata e nel take-off anche se hanno il grosso
inconveniente di riuscire difficilmente a passare sotto le onde in risalita (duckdive).

Tavola Short
Il surf moderno trova la sua pi evidente espressione nell'utilizzo
delle tavole
corte (shortboard). Il passaggio storico dall'utilizzo della tavola lunga
alla tavola corta si avuto a cavallo tra la met degli anni 70 ad oggi. Il
passaggio di misura, ha dato vita ad un modo rivoluzionario di fare il
surf , infatti le pi contenute misure delle tavole hanno consentito uno
sviluppo di uno stile pi radicale ed aggressivo rispetto all'"old style"
californiano degli anni 60.L'impegno profuso poi dagli shaper di tutto il
mondo nell'elaborare nuovi profili di tavole, unito ai test effettuati sulle
tavole stesse dagli atleti pi capaci, ha trasformato quella che in
origine era una attivit ai limiti dell'artigianato, in una vera e propria
scienza. Le ridotte dimensioni delle tavole short, e la conseguente
minore galleggiabilit, comportano un indissolubile legame tra
utilizzabilit della tavola e dimensione dell'onda. Mi spiego meglio: in
giornate in cui le onde non sono particolarmente ripide o veloci, l'utilizzo di
una tavola corta si riduce notevolmente, questo perch alla base di ogni
manovra effettuabile con la tavola short, c' la velocit e di conseguenza
quando questa si riduce notevolmente in condizione di onda piccola, tutto si
complica. Oltre alle misure, che sono evidentemente ridotte, rispetto a quelle
del longboard, la tavola corta si differenzia anche per la forma, studiata per
rendere l'asse pi veloce e manovrabile. Da qualche anno si sta diffondendo
l'utilizzo in Italia di tavole cosiddette "fish" caratterizzate da un volume
maggiore, da una forma pi allargata e da una conseguente maggiore
galleggiabilit, proprio per ovviare al problema delle spesso ridotte
dimensioni dell'onda.

Abbigliamento
L'abbigliamento utilizzato nella pratica del surf varia in base a fattori come
temperatura dell'acqua, stagione nella quale si affronta il mare, latitudine alla
quale ci si trova e in base al tipo di fondale che caratterizza lo spot. Nelle

acque fredde si utilizza una muta,


che varia in spessore e in forma a
seconda della stagione e dalla
temperatura dell'acqua, mentre in
acque calde vengono utilizzati dei
pantaloncini corti con la gamba che
arriva fino al ginocchio, oltre ad una
leggera maglia a maniche corte in
tessuto sintetico.
La muta da surf deve possedere caratteristiche molto diverse rispetto alle
mute subacquee tradizionali. Deve avere propriet fortemente elastiche, in
modo da permettere un agile movimento di gambe e braccia, impedire un
eccessivo ricambio d'acqua frequente ed avere cuciture resistenti e ben
protette, in modo da impedire abrasioni alla pelle dovute al continuo
sfregamento durante la nuotata. Le mute possono essere trovate sia con
chiusura posteriore che con chiusura anteriore. In particolari condizioni di
basse temperature, di solito si utilizza anche una leggera maglia in tessuto
sintetico da indossare sotto la muta.
Abbigliamento estivo per il surf
I pantaloncini della tenuta estiva sono invece realizzati con un particolare tipo
di materiale che non aderisce alla pelle anche quando bagnato. In questo
modo si ha il duplice effetto di permettere il movimento libero delle gambe e di
proteggere la parte interna del ginocchio, che altrimenti si graffierebbe per il
continuo sfregare sulla tavola dovuto alla posizione seduta che si assume
quando si attende l'onda. La maglia sintetica, inoltre, impedisce di graffiarsi il
petto quando si nuota con il ventre sulla tavola, oltre a costituire un metodo di
identificazione per i giudici di un contest, che cos riconoscono l'atleta in acqua
dal colore della maglia.
Altra parte importante dell'abbigliamento sono i calzari, che si utilizzano solo
in condizioni particolari, come temperatura dell'acqua molto bassa o fondale
ricco di ricci di mare. Anche i calzari da surf sono molto diversi dalla loro
controparte utilizzata in ambito subacqueo. Sono leggeri e molto flessibili, con
uno strato di gomma sulla suola che permette di far aderire il piede alla tavola,
e inoltre hanno un incavo che separa l'alluce dalle altre dita del piede,
permettendo una maggiore sensibilit nelle manovre.

La lycra, non indispensabile, e' una T-shirt a manica corta o lunga


in tessuto elasticizzato utilizzata per evitare le scottature del sole
o le abrasioni causate dallo sfregamento del corpo sulla tavola.

Cenni Storici
Non si sa con certezza quando i Polinesiani
iniziarono a praticare questo sport, ma alcuni canti
Hawaiiani risalenti al quindicesimo secolo trattano di
surf e dimostrano che gi allora si tenevano perfino
delle competizioni, durante le quali si sfidavano Re e
capi di alto rango sociale. Le scommesse erano un
forte incentivo per la pratica dello sport e quando le
onde raggiungevano dimensioni impressionanti le scommesse riguardavano
perfino propriet personali e veniva messo in gioco orgoglio ed onore dei
partecipanti.
Il primo Europeo che osserv e descrisse questo sport fu James Cook, che nel
dicembre 1777 vide un indigeno di Tahiti farsi trasportare da unonda su una
canoa; nel suo diario di bordo Cook scrisse: "Mentre osservavo quell'indigeno
penetrare su una piccola canoa le lunghe onde a largo di Matavai Point, non
potevo fare a meno di concludere che quell'uomo provasse la pi sublime
delle emozioni nel sentirsi trascinare con tale velocit dal mare". L'anno
successivo, approdando ad Hawaii, Cook vide finalmente degli uomini
scivolare sull'acqua in piedi su lunghissime tavole di Koa lunghe cinque metri
e mezzo e pesanti settanta chili.
Gli Ali'i (i Re hawaiiani) sostenevano di essere i pi abili e competenti nella
pratica del surf, che stabiliva una sorta di privilegio nelle antiche Hawaii
perch fortemente riservato a loro. Le persone comuni che surfavano
godevano di speciali privilegi nelle cerchie reali e guadagnavano lo status di
"capi" in base alla loro abilit e resistenza fisica.

Il surf serviva come


addestramento agli Alii per
mantenere la forma fisica
richiesta per la loro posizione
sociale. I Re avevano shapers e
spiagge personali in cui
surfavano soltanto con altri della
stessa classe sociale e nessuno
osava entrare in acqua con loro.
La costruzione delle tavole veniva sempre accompagnata da una certa
cerimonialit: dopo aver scelto l'albero giusto, ad esempio, prima del taglio
veniva offerto alla terra un pesce in segno di riconoscimento, quindi il tronco
veniva accuratamente liberato dei rami e sagomato con il solo aiuto di
strumenti naturali fatti di pietra e ossa. Il tronco veniva successivamente
trasportato nel riparo dove venivano custodite le canoe, dove avveniva il vero
e proprio lavoro di sagomatura e finitura della tavola. In questa fase venivano
usati il corallo che si trovava sulle spiagge ed una pietra ruvida chiamata
'oahi, grazie ai quali le superfici delle tavole venivano perfettamente levigate.
La finitura avveniva spalmando la tavola con la stessa sostanza scura con cui
venivano laccate le canoe, fatta
con la cenere, il succo di una
pianta grassa, il succo della parte
interna di una radice e il succo dei
germogli di banano. Uno strato di
olio tratto dalle noci di kukui dava
alla fine una perfetta
impermeabilit alla tavola.
Limportanza dello spirito del surf
sub un certo declino durante il
diciannovesimo secolo, in parte
perch i missionari cristiani ne scoraggiarono la pratica ritenendolo una
distrazione nociva, in parte perch alle Hawaii nel 1819 contemporaneamente alla fine del sistema sociale Kapu - venne interrotto il
Makahiki, una festa annuale della durata di 3 mesi (da met ottobre a met
gennaio) dove all'arrivo delle grandi onde invernali gli hawaiiani fermavano
ogni lavoro ed altra attivit ed iniziavano a vivere un periodo di grande festa
con musica, danze, canti e tornei di tutti gli sport hawaiiani incluso il surf. Oggi
questa festa viene ricordata con la celebrazione della "settimana Aloha".

Tale declino fu determinato inoltre dalle restrizioni della nuova religione, dalla
stessa attrazione degli hawaiiani per le nuove culture con cui entravano in
contatto, dal sempre minor tempo libero dovuto ai nuovi sistemi lavorativi, ma
soprattutto dall'arrivo, con i colonizzatori, di malattie prima sconosciute sulle
isole ed alle quali gli indigeni non erano preparati, che decimarono la
popolazione.
Verso la fine del diciannovesimo secolo il surf ebbe una leggera e breve
ripresa durante il regno del Re Kalakaua (1874-1891), il quale si batt per
recuperare tutto ci che caratterizzava l'antica cultura hawaiiana,
incoraggiandone ogni forma d'espressione quali la danza hula, i canti e tutti
gli sport. A questo periodo, precisamente al 1885, risale il "battesimo" del surf
sulla costa americana, dove alcuni Hawaiiani che frequentavano una scuola
militare a San Mateo, in California, si costruirono delle tavole di sequoia e
surfarono le onde alla foce del fiume San Lorenzo davanti ad un pubblico
meravigliato ed affascinato dalla loro abilit, che fece scoccare la passione per
questo sport anche sul continente.
Allinizio del ventesimo secolo il
punto dincontro per la poca
gente che ancora praticava il
surf era la zona di Waikiki,
sullisola di Oahu, dove un
gruppo di americani aveva
fondato lOutrigger Canoe and
Surfing Club ed un gruppo di
surfisti Hawaiiani, tra cui Duke
Kahanamoku, aveva fondato
lHui Nalu Surfing Club. Allora
lunico hotel esistente a Waikiki
era il Moana Surfrider, immerso nel verde delle palme e dei banani.
Alla fine degli anni venti le Hawaii iniziarono ad essere frequentate dai pochi
turisti che potevano permettersi il viaggio. In quel periodo Rabbit Kekay segn
un passo storico per il surf, inventando un nuovo stile chiamato hot
dogging: dopo aver imparato su pesantissime tavole di legno lunghe cinque
metri, inizi ad usare tavole di koa lunghe poco meno di due metri,
simmetriche in nose e tail, con un profondo vee nella parte posteriore. Con
quelle si riusciva ad effettuare manovre pi strette e si poteva finalmente
seguire la parete dellonda. Osservando il suo stile, il resto dei surfisti impar

ad effettuare il bottom turn e a manovrare pi agilmente anche le tavole


lunghe.
Negli anni trenta gente proveniente da tutte le parti del mondo si recava a
Waikiki, dove i beach boys erano diventati famosi per la pratica del surf, della
canoa hawaiiana a bilanciere, e la musica. Fino ad allora, per tanti secoli, gli
Hawaiiani avevano conservato il surf per loro stessi e soltanto grazie
allavvento del turismo su questisola, il mondo poteva conoscere le
meraviglie ed il fascino del surf.
Con gli anni quaranta e la seconda guerra mondiale il surf sub un nuovo colpo
dolente. Con l'ingresso degli Stati Uniti nella guerra le Hawaii furono
sottoposte alla legge marziale e le spiagge hawaiiane furono invase da milizie
e disseminate di filo spinato.
Passati questi anni grigi venne lepoca dorata del
surf moderno, che gli americani ricordano come i
favolosi anni cinquanta. Grazie alla prosperit del
dopoguerra ed al grande passaparola effettuato dai
militari che in qualche modo erano passati alle
Hawaii, i surfisti invasero onde e spiagge come mai
prima. La prima gara internazionale di surf a Makaha, che fu vinta da Rabbit
Kekai con una tavola di balsa monopinna fatta da Matt Kivlin, si tenne nel
1956 ed diventata una tra le manifestazioni internazionali di surf pi
importanti del mondo. Gran parte dei criteri e delle tecniche di gara del
longboard moderno trae origine proprio da questo famoso evento.
L'arte del surf ebbe un fiorente periodo negli anni sessanta, quando furono
prodotti decine di film sul surf. Il pi famoso fu The Endless Summer, che
gener e diffuse unimmagine molto positiva di questo sport. Tra gli altri, Blue
Hawaii, con Elvis Presley, Ride the Wild Surf, The Golden Breed, Gidget
Goes Hawaiian, The Fantastic Plastic Machine, For Those Who Think
Young, Ride The Wild Surf, The Big Surf e molti altri. La popolarit del
Surf in questo momento in tutto il mondo era in continua espansione, cos
come la risonanza che avevano i surf contest. La prima rivista stampata di
surf, Surfing Magazine, fu fondata proprio nel 1960. Camicette hawaiiane e
gruppi musicali surf (come Beach Boys, Surfaris, Ventures, ecc.) erano molto
popolari e ad Huntington Beach, California, fu svolto il primo surf contest della
storia degli Stati Uniti e finalmente, durante gli anni settanta, il surf veniva
considerato oltre che uno sport, uno stile di vita.

Oggi il surf praticato in oltre 500 paesi del mondo e da persone di ogni et,
da uomini e donne. Il surf lo sport che ha sparso gente nei mari e negli
oceani di tutto il mondo durante i secoli perch nessuna sensazione pu
essere paragonata a quella che si prova scivolando sullacqua spinti solo dal
movimento di una lunga parete liquida.