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Michelangelo Buonarroti stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italian

o, tra i protagonisti del Rinascimento e riconosciuto sin dai contemporanei come


uno dei pi grandi artisti di sempre.
Intese fare della sua attivit un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. Fu n
ell'insieme un artista geniale quanto irrequieto e a tutto tondo. Il nome di Mic
helangelo essenzialmente collegato ad una serie di opere che lo hanno consegnato
alla storia dell'arte. Alcune di tali opere sono conosciute in tutto il mondo e
considerate fra i pi importanti lavori dell'arte occidentale: lavori come il Dav
id, la Piet o il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina sono stati considerati
come traguardi irraggiungibili dell'ingegno creativo.
Michelangelo fu ammirato enormemente fin da quando era in vita: lo studio delle
sue opere segn le generazioni successive, dando vita, con altri modelli, a una sc
uola che fece arte "alla maniera" sua e che va sotto il nome di manierismo, appu
nto.
Il 28 giugno 1488 Michelangelo entr nella bottega dei fratelli Ghirlandaio, allor
a una delle pi importanti di Firenze. I loro insegnamenti sulla tecnica dell'affr
esco tornarono utilissimi a Michelangelo in occasione della decorazione della vo
lta della cappella Sistina. Nella bottega dei fratelli Ghirlandaio Michelangelo
rimase pochissimo tempo. Fu mandato via a causa di un'umiliazione da lui inflitt
a al proprio maestro Domenico.
Ecco alcune opere di Michelangelo.
Nel novembre 1497 fu incaricato di scolpire il gruppo: la Piet, ora nella Basil
ica di San Pietro. Il gruppo realizzato in posizione piramidale con la Vergine c
ome asse verticale e il corpo morto del Cristo come asse orizzontale In questo l
a tecnica scultorea della finitura dei particolari venne condotta alle estreme c
onseguenze, tanto da dare al marmo effetti di traslucido e di cerea morbidezza.
La Piet fu importante nell'esperienza artistica di Michelangelo non solo perch fu
il suo primo capolavoro ma anche perch fu la prima opera da lui fatta in marmo di
Carrara, che da questo momento diventer la materia prima della sua creativit. Qua
ndo il cardinale Bilhres-Lagraulas gli commission la Piet, Michelangelo decise di n
on utilizzare un blocco di marmo qualsiasi, voleva un marmo pregiato. Cos part per
Carrara. In quell'occasione si manifest un altro aspetto della personalit dell'ar
tista: la consapevolezza del proprio talento.
Il 16 agosto del 1501 l'Opera del Duomo di Firenze commission a Michelangelo la s
tatua del David da collocare in uno dei contrafforti esterni posti nella zona ab
sidale della cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Michelangelo inizi a lavorare sul David nel settembre del 1501 e complet l'opera i
n tre anni. L'artista affront il tema dell'eroe in maniera insolita rispetto all'
iconografia data dalla tradizione, rappresentando il simbolo della fede ebraica
con il corpo di un uomo giovane e privo di vesti, dall'atteggiamento pacato ma p
ronto ad una reazione. I fiorentini riconobbero immediatamente la statua come un
capolavoro. Cos anche se era una statua nata per l'Opera del Duomo, la Signoria
decise di farne il simbolo della citt e come tale venne collocata nel luogo col m
aggior valore simbolico: piazza della Signoria.
Tra il 1503 e il 1504 realizz il tondo dipinto per Agnolo Doni con una Sacra Fam
iglia, in primo piano: la Vergine col Bambino e subito dietro san Giuseppe, di g
randiose proporzioni e dinamicamente articolati, dietro una balaustra san Giovan
nino e dietro ancora, un gruppo di ignudi.
Questo dipinto pu essere letto come il susseguirsi delle diverse epoche della sto
ria dell'uomo, gli ignudi rappresentano la civilt pagana, san Giovannino e san Gi
useppe l'era mosaica e la Vergine col Bambino l'era della Redenzione, attraverso
l'incarnazione del Cristo.
Quest'interpretazione sostenuta anche dalle teste scolpite sulla cornice origina
le: due sibille (rappresentanti dell'et pagana), due profeti (rappresentati dell'
et mosaica) e la testa del Cristo (rappresentante l'era della Redenzione), infram
mezzate da un fregio con animali, maschere di satiri e lo stemma degli Strozzi.

Tra il marzo e l'aprile 1508 l'artista ricevette da Giulio II l'incarico di deco


rare la volta della Cappella Sistina, terminata nel 1512.
A causa del processo di assestamento dei muri, si era aperta, nel maggio del 150
4, una crepa nel soffitto della cappella rendendola inutilizzabile per molti mes
i; rinforzata con catene poste nel locale sovrastante da Bramante, la volta avev
a bisogno per di essere ridipinta; l'8 maggio del 1508 venne steso il contratto c
on il primo progetto: esso prevedeva dodici apostoli nei peducci, mentre nel cam
po centrale partimenti con decorazioni geometriche, di questo progetto rimangono
due disegni di Michelangelo, uno al British Museum e uno a Detroit.
Insoddisfatto, l'artista ottenne di poter ampliare il programma iconografico, so
tto la suggestione anche dell'affresco della Ascensione di Cristo, eseguito dal
Melozzo nella Basilica dei Santi XII Apostoli: al posto degli Apostoli mise sett
e Profeti e cinque Sibille, assisi su troni fiancheggiati da pilastrini che sorr
eggono la cornice, essa delimita lo spazio centrale, diviso in nove scompartimen
ti attraverso la continuazione delle membrature architettoniche ai lati del tron
o, in essi vi sono raffigurati episodi tratti della Genesi, disposti in ordine c
ronologico partendo dalla parete dell'altare: Separazione della luce dalle teneb
re, Creazione degli astri e delle piante, Separazione della terra dalle acque, C
reazione di Adamo, Creazione di Eva, Peccato originale e cacciata dal Paradiso T
errestre, Sacrificio di No, Diluvio Universale, Ebbrezza di No; nei cinque scompar
ti che sormontano i troni lo spazio si restringe lasciando posto a ignudi che re
ggono ghirlande con foglie di quercia, allusione al casato del papa cio Della Rov
ere e medaglioni bronzei con scene tratte dal Libro dei Re, nelle lunette e nell
e vele vi sono le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, riprese dal Van
gelo di Matteo, nei pennacchi angolari, quattro scene bibliche, che si riferisco
no ad altrettanti eventi miracolosi a favore del popolo eletto: Giuditta e Olofe
rne, David e Golia, Punizione di Aman e il Serpente di bronzo.
Nel suo complesso il progetto iconografico, nato dalla collaborazione tra l'arti
sta, il committente e i consiglieri e teologi della corte papale, va letto tenen
do presente i sermoni che venivano recitati nella cappella, in essi l'opera di D
io raggiunge il culmine della creazione nella realizzazione dell'uomo a sua imma
gine e somiglianza e in essi veniva considerata l'incarnazione di Cristo, non ta
nto per il suo valore di riscatto dell'umanit dal peccato originale, quanto come
perfetto e ultimo compimento della creazione divina che ha innalzato l'uomo anco
ra di pi verso Dio; in questo modo appare pi chiara la celebrazione che fa Michela
ngelo della bellezza del corpo umano nudo. La volta comunque si basa sul sistema
delle concordanza fra Antico e Nuovo Testamento, dove il primo prefigura il sec
ondo; le storie della Genesi vanno lette come prefigurazioni delle storie del nu
ovo testamento, la prima creazione di Dio, cio l'uomo, sar completata con la secon
da creazione cio Cristo, a questa interpretazione si riallacciano le figure dei v
eggenti su troni, poich quelle a cui assistono non sono eventi passati ma eventi
profetici.
Clemente VII gli commission la decorazione della parete di fondo della Cappella
Sistina con il Giudizio Universale e l'incarico venne confermato anche dal succe
ssivo pontefice, Paolo III; l'opera venne iniziata alla fine del 1536 e prosegu f
ino all'autunno del 1541.
Al centro dell'affresco vi il Cristo giudice con vicino la Madonna che rivolge l
o sguardo verso gli eletti; questi ultimi formano un'ellissi che segue i movimen
ti del Cristo in un turbine di santi, patriarchi e profeti. Nelle lunette sono d
ipinti angeli con i simboli della passione e in basso scene di dannazione o beat
ificazione; al suolo da sinistra si notano: resurrezione dei corpi, antro infern
ale, Caronte e infine Minosse (questi ultimi due sono citazioni dantesche).Nel d
ipinto anche raffigurato Michelangelo stesso, tra coloro che aspettano il giudiz
io di Cristo, mentre, tra i dannati, vi un vescovo con cui l'artista aveva litig
ato.
Le licenze iconografiche, come i santi senza aureola, gli angeli apteri e il Cri
sto giovane e senza barba, possono essere allusioni al fatto che davanti al giud
izio ogni singolo uomo uguale. Questo fatto, che poteva essere letto come un gen
erico richiamo ai circoli della Riforma Cattolica, unitamente alla nudit e alla p

osa sconveniente di alcune figure (Santa Caterina d'Alessandria prona con alle s
palle San Biagio), scatenarono contro l'affresco i severi giudizi di buona parte
della curia. Dopo la morte dell'artista, e col mutato clima culturale dovuto an
che al Concilio di Trento, si arriv al punto di provvedere al rivestimento dei nu
di e alla modifica delle parti pi sconvenienti.
Alla morte del Sangallo fu incaricato di completare la basilica vaticana, la cui
ricostruzione era stata avviata da Bramante nel 1506. La storia del progetto mi
chelangiolesco documentata da una serie di documenti di cantiere, lettere, diseg
ni, affreschi e testimonianze dei contemporanei, ma diverse informazioni sono in
contrasto tra loro.
Quindi, per la basilica di San Pietro, Michelangelo progett il ritorno alla piant
a centrale del Bramante, con un quadrato inscritto nella croce greca, rifiutando
sia la pianta a croce latina introdotta da Raffaello Sanzio, che i disegni del
Sangallo, che prevedevano la costruzione di un edificio a pianta centrale preced
uto da un imponente avancorpo.
Demol parti realizzate dai suoi predecessori e, rispetto alla perfetta simmetria
del progetto bramantesco, introdusse un asse preferenziale nella costruzione, ip
otizzando una facciata principale schermata da un portico composto da colonne d'
ordine gigante (non realizzato). Per la massiccia struttura muraria, che doveva
correre lungo tutto il perimetro della fabbrica, ide un unico ordine gigante a pa
raste corinzie con attico, mentre al centro della costruzione costru un tamburo,
con colonne binate (sicuramente realizzato dall'artista), sul quale fu innalzata
la cupola emisferica a costoloni conclusa da lanterna (la cupola fu completata,
con alcune differenze rispetto al presunto modello originario, da Giacomo Della
Porta).
Tuttavia, la concezione michelangiolesca fu in gran parte stravolta da Carlo Mad
erno, che all'inizio del XVII secolo complet la basilica con l'aggiunta di una na
vata longitudinale e di una imponente facciata sulla base delle spinte della Con
troriforma.