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Nacqui / Nac (Poesia da Tijuana, Messico)

carmillaonline.com/2016/12/11/nacqui-naci-poesia-tijuana-messico/

11/12/2016
di Cynthia Franco*
Cynthia Franco (1988), una poetessa originaria di Tijuana
(Messico) che si dedica principalmente alla poesia orale. Nacqui
ho avuto loccasione di ascoltarla declamata dalla stessa autrice.
Mi ha colpito la sensibilit e lintimit con la quale messa in verso
la condizione biografica degli abitanti delle zone settentrionali di
frontiera. Una condizione che rimesta la violenza di una modernit
senza scrupoli, con la speranza e la forza della visione ancestrale
della vita umana, nella quale mescolanza lottimismo non pu
arrivare a lucente compimento, cos come il nichilismo trova nella
nuda vita un limite ultimo allabbandono. In questa poesia,
dolcezza e crudezza si mescolano nella poetica di una poetessa e
donna del Nord messicano [Nino Buenaventura, traduttore].

Nacqui con le ossa fragili dentro una sacca di piombo


non lo posso negare
mi hanno insegnato fin da piccola a divorare le ceneri dei miei avi
dei loro calpulli, potrei dare in prestito lacrime
mia madre fu intuita in orizzonti meridionali, avvolta nei sette mais
bevve il pianto dei huichioles, dandomi alla luce partor uomini morti
gli divennero cenere gli occhi e allinterno delliride cercammo un secondo parto, non lo posso negare

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il mestiere ereditato dai miei nonni fu migrare come fanno gli uccelli
meditare la rotta con unala sul petto e laltra in direzione del vento
i miei fratelli impararono a collocare rametti funebri nei loro rizomi
pap nacque nella culla degli amputati
scelse di lasciare limpiego ed essere vedente
non lo posso negare.

Nacqui a Tijuana
sono del nord, sacrificio della frontiera, ho vissuto spaccata tra casin e gringos leccando puttane
punto di fuga che richiede transgenici per lascito
iniezioni per saziare la mancanza dincroci, dal seno latte gringo per alimentare nuovi frutti
faccio domande in inglese, allasilo imparai linglese, mangiai in inglese, aprii le gambe in inglese,
non lo posso negare.

Nacqui un 10 novembre e a novembre assassinarono 10.000 bambini


nel tempo che ci misi per cominciare a parlare
furono torturate madri con frutti in grembo, zitte zittite
durante i miei primi passi le visioni furono di santi rifugiati
esigevano amore con monete, nessuno da amore gratis
in incognito il loro lavoro uccidere, uccidere per amore
nel mio quartiere adornavano le strade con narcomessaggi, la gente rideva nei bar
cantando narcocanzoni, non lo posso negare.

Lasciai il cristianesimo per celebrare le mie proprie messe, cantare le mie proprie lodi
credere nel mio intimo chiamato Dio, Dio nel Nord e nel Sud, Dio esiliato e messo da parte
aprii le porte in grande, i miei calvari, non lo posso negare.

Nacqui
vidi madri cullando ninnenanne in tzotzil

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con i piedi aderenti alla terra, con unghie divorate dal fango e per met dal freddo
capii cos la fede, cos il canto, la contemplazione del tempo, la rabbia
non lo posso negare.

Nacqui
e fui capace di rendermi conto
abitando quel tutto nel quale tutto si muove
al vedersi si negano luno allaltro, costruiscono maquilas e industrie per sabotare popoli
si sta creando una nuova frontiera nel linguaggio
si cuoce una pentola di fagioli che sar il pane di ogni singolo giorno
mentre un nuovo presidente impara a disincarnare il proprio popolo.

Nacqui
e fu il vento sopra i bamb, lo scricchiolare del fiume divorando se stesso
nel frattempo finirono i funerali, si sincronizzano i momenti preziosi:
una nuova linea della mano si forma in milioni di uteri, un nuovo cuore
comincia a palpitare in milione di grembi, un altro canto sciamanico trapassa il ventre del sole
fui capace di rendermene conto
piccole cose succedono
alla luce colando tra le ciglia
mentre un altro suicida appare tra le notizie
senza che nessuno se lo aspetti, con tutto il diritto
un battesimo consegna il mio nome al mondo
molti nomi, molti cognomi si crivellano tra loro.
Dove nascono i morti?

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[Versione originale in spagnolo]


NAC con los huesos frgiles dentro de un saco de plomo
no lo puedo negar
me ensearon desde pequea a devorar la ceniza de mis ancestros
de su calpulli, fo lgrimas
mi madre fue intuida desde horizontes sureos, envuelta en siete maces
bebi el llanto de los huicholes, al darme a luz pari hombres muertos
se le volvieron ceniza los ojos y entre iris buscamos un segundo parto, no lo puedo negar
el oficio heredado por mis abuelos fue migrar a la manera de las aves
meditar el rumbo con un ala en el pecho y otra en la direccin del viento
mis hermanos aprendieron a colocar ramos de defuncin en sus rizomas
pap naci en la cuna de los amputados
prefiri dejar el empleo y ser vidente
no lo puedo negar.

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Nac en Tijuana
soy nortea, sacrificio de la frontera, viv a mitad de casinos y
gringos lamiendo putas
punto de fuga que solicita transgnicos por herencia
inyecciones para saciar la falta de cruce, del seno leche gringa
para alimentar nuevos frutos
pido en ingls, fui al knder aprendiendo ingls, com en ingls,
abr las piernas en ingls
no lo puedo negar.

Nac un 10 de noviembre y en noviembre asesinaron 10,000 nios


en el intervalo en que comenc a hablar
fueron torturadas madres con frutos en el vientre, calladitas
durante mis primitivos pasos la visin fueron santos refugiados
exigan amor con monedas, nadie da amor gratis
sin ser identificados su trabajo es matar, matar por amor
en mi barrio adornaban las calles con narco mensajes, la gente rea en los bares
cantando narco corridos, no lo puedo negar.

Dej el cristianismo por hacer mis propias misas, cantar mis propias alabanzas
creer en mi partcula llamada Dios, Dios en norte y sur, Dios exiliado y a lado
abr mis puertas en mayscula, mis calvarios, no lo puedo negar.

Nac
vi madres arrullando a sus hijos en tzotzil
con los pies adheridos a la tierra, con las uas devoradas por lodo a mitad del fro
entend qu es la fe, qu es el canto, la contemplacin del tiempo, la rabia
no lo puedo negar.

Nac

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pude darme cuenta


habitando todo en el que todo se mueve
al verse se niegan unos a otros, se construyen maquilas e industrias para sabotear pueblos
se va creando otra frontera en el lenguaje
se cuece una olla de frijoles que ser el pan de cada da
mientras otro presidente aprende a desencarnar su pueblo.

Nac
y estuvo el viento sobre los bambes, el crujir del ro devorndose a s mismo
en tanto culminan funerales, se sincronizan momentos precisos:
otra lnea en otra mano se forma en millones de teros, otro corazn
comienza a palpitar en millones de teros, otro canto chamnico traspasa el vientre del sol
pude darme cuenta
cosas pequeas transcurren
la luz colndose entre las pestaas
mientras otro suicida aparece en las noticias
sin que lo espere nadie, con todo su derecho
un bautizo entrega mi nombre al mundo
muchos nombres, muchos apellidos se acribillan a s mismos
dnde nacen los muertos?

* Traduzione di Nino Buenaventura (si ringrazia Cynthia Franco per aver concesso luso e la traduzione della
poesia)

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