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COSE LA DISLESSIA EVOLUTIVA?

INDICE:
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INTRODUZIONE
DISTURBI SPECIFICI E NON SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
LA DISLESSI EVOLUTIVA
FATTORI EZIOLOGICI: IPOTESI
TIPI DI DISLESSIA
SEGNALI INDICATIVI DI UNA DISLESSIA EVOLUTIVA
EVOLUZIONE DELLA DISLESSIA EVOLUTIVA
MODELLI DI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E DELLA SCRITTURA
SCREENING
INTERVENTI RIABILITATIVI, EDUCATIVI E DIDATTICI

INTRODUZIONE
Il successo scolastico sicuramente il risultato di un processo complesso in cui
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diverse variabili giocano un ruolo fondamentale. Atteggiamenti quali malavoglia,


disattenzione, mancanza di impegno, di interesse e di motivazione non sono facilmente
interpretabili sicuramente, sono il segnale di qualcosa che non va. Il bambino infatti
pu manifestare comportamenti di disagio a seguito di fatti negativi o vissuti particolari
che accadono nella sua vita ma possono essere anche il campanello di allarme di un
possibile disturbo di apprendimento.
L'apprendimento un processo di cambiamento nel comportamento derivante da
un'esperienza, questo dipende dalla combinazione di tre importanti fattori:
a) neurobiologici: sviluppo neurologico, integrit delle funzioni cerebrali e sensoriali,
funzioni neuropsicologiche e di elaborazione cerebrale
b) socio-culturali: influenza del ambiente sociale, scolastico e familiare;
c) psico-emozionali: influenza di fattori personali, stati emotivi, stili di apprendimento
Le difficolt scolastiche possono avere quindi diverse cause: lacune nel processo di
alfabetizzazione, metodo di insegnamento inadeguato agli stili di apprendimento
dellallievo, eccessivi cambiamenti di scuole, problemi relativi a dinamiche scolastiche.
Possono essere dovute a condizioni neurologiche diverse (epilessia, paralisi cerebrale e
altri quadri neurologici), disabilit (fisica, mentale, uditiva, visiva, multipla) o a disagi
psicosociali (problemi nelle dinamiche familiari, contesto socio-culturale o familiare
poco stimolante.)
Tali condizioni influenzano i processi di apprendimento ma non sono determinanti
perch un bambino presenti una difficolt di apprendimento.
In questo elaborato si centrer lanalisi sulle difficolt di apprendimento che derivano da
quei disturbi che vengono definiti specifici di apprendimento, in particolare della
dislessia evolutiva, cercando di definire in che cosa consiste, quali sono le cause e le
tipologie. In seguito si cercher di descrivere i fattori eziologici ipotizzati dalle ricerche
scientifiche e i segnali che evidenziano la presenza di dislessia evolutiva. Dato che
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questo disturbo coinvolge i processi di lettura e scrittura verranno esposte le modalit di


apprendimento di questi processi e come si possono rilevare e contrastare i disturbi della
dislessia evolutiva.

DISTURBI SPECIFICI E NON SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Le difficolt di apprendimento in et evolutiva sono suddivisibili in disturbi non


specifici dell'apprendimento (DNSA) e disturbi specifici di apprendimento (DSA).
I disturbi non specifici di apprendimento (DNSA) sono connessi con una disabilit di
base primaria. Si riferiscono ad una disabilit ad acquisire nuove conoscenze e
competenze non limitata ad uno o pi settori specifici delle competenze scolastiche, ma
estesa a pi settori. Il Ritardo Mentale, il livello cognitivo borderline, l'ADHD,
l'Autismo ad alto funzionamento, i Disturbi d'ansia, alcuni quadri Distimici , sono
alcune tra le categorie o entit diagnostiche che causano o possono causare disturbi non
specifici dell'apprendimento .
Un disturbo, o disabilit, di apprendimento (DSA) non un problema di intelligenza. E
causato da una diversit a livello cerebrale che influisce sul modo in cui le informazioni
vengono ricevute, elaborate, comunicate. Si rilevano difficolt nellelaborazione delle
informazioni sensoriali poich i soggetti con DSA vedono, sentono e capiscono in
maniera diversa.
I disturbi specifici dellapprendimento riguardano un gruppo di disabilit in cui si
presentano significative difficolt nellacquisizione e utilizzazione della lettura, della
scrittura e del calcolo.
La principale caratteristica di questa categoria proprio la specificit, ovvero il
disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilit indispensabile per
lapprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento
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intellettivo generale. Ci significa che per avere una diagnosi di DSA, il bambino non
deve presentare deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit
sensoriali o neurologici.
La scienza negli ultimi decenni ha fatto significativi progressi nella comprensione del
funzionamento del cervello, attraverso le neuroimmagini si possono individuare
nellencefalo le aree che si attivano quando il soggetto sottoposto alluso di facolt
mentali e cos avere informazioni pi precise su quali zone coinvolte durante
lapprendimento.
Con questa tecnica oggi si hanno per esempio dati precisi sulle differenze che si hanno
nella morfologia e nel funzionamento fra un cervello di un dislessico e di un non
dislessico
La plasticit del cervello tuttavia consente di modificare ed adattare i collegamenti e le
reti neuronali, le cellule cerebrali e le connessioni fra loro si modellano e configurano in
risposta alle esperienze di apprendimento.
I DSA sono menzionati nei pi consultati manuali internazionali: lICD e il DSM.
L'Organizzazione Mondiale della Sanit, nel manuale diagnostico della Classificazione
Internazionale delle Malattie (ICD 10) inserisce i DSA allinterno dei disturbi dello
sviluppo psicologico, denomina i Disturbi di Apprendimento nella categoria F-81
"Disturbi Specifici dello Sviluppo delle Abilit Scolastiche (DSSAS)
I DSA compaiono invece nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali
(DSM IV) in quanto disfunzioni neuropsicologiche, isolate o combinate.

LA DISLESSIA EVOLUTIVA

La Dislessia Evolutiva uno dei disturbi specifici di apprendimento, sicuramente


il pi noto. La dislessia (dis - disturbo / lessia - lettura in latino e linguaggio in greco)
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un disturbo specifico della lettura, non scompare mai completamente ed ha unincidenza


sulla popolazione scolastica italiana del 3,5 - 5 %.
Questo deficit viene definito evolutivo, in quanto non deriva da nessun
episodio specifico, cui possa essere imputato linsorgere del disturbo.
Si tratta di un deficit funzionale, che si ipotizza di natura costituzionale con
base genetica. Si ha una familiarit per il disturbo nel 60-70% dei casi.
presente quindi fin dalla nascita, anche se le manifestazioni pi evidenti
possono comparire solo con la scolarizzazione.
Nel 1968, la World Federation of Neurology ha coniato il termine per la dislessia
specifica dello sviluppo (Specific Developmental Dyslexia), anche denominata
Dislessia Evolutiva (Developmental Dyslexia) o Dislessia (Dyslexia). La
definizione presentata stata: "un disturbo che si manifesta nelle difficolt
dell'apprendimento della lettura nonostante un'istruzione convenzionale, intelligenza
adeguata e opportunit socio-culturali. E 'dipendente da disturbi cognitivi, che sono
spesso di origine costituzionale'.
Nel 2003, la dislessia stata definita da Lyon, Shaywitz e Shaywitz in collaborazione
con il gruppo di lavoro International Dyslexia Association come: un disturbo
specifico di apprendimento che ha origine neurobiologica. E 'caratterizzata da difficolt
con la precisione e / o riconoscimento fluente di parole e da scarse capacit di parole e
la decodificazione. Queste difficolt derivano tipicamente da un deficit nella
componente fonologica del linguaggio che inatteso in rapporto ad altre abilit
cognitive ed efficace insegnamento in classe. Conseguenze secondarie possono
includere problemi nella comprensione della lettura e ridurre l'esperienza di lettura, che
pu impedire l'aumento nel vocabolario e nella conoscenza.
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L'abilit di lettura una funzione cerebrale complessa, che coinvolge una serie di aree
cerebrali. Secondo Shaywitz i lettori proficui attivano sistemi neurali altamente
interconnessi e coinvolgono regioni delle aree anteriori e posteriori dell'emisfero
sinistro del cervello. Inizialmente, il circuito comprende regioni responsabili per il
processo visivo di grafemi (lettere) e le loro caratteristiche generali (linee, curve, forme)
(Occipitotemporale), dopo la conversione dei grafemi in fonemi (suoni corrispondenti) e
comprensione delle parole (Area di Wernicke) e, a seguire, l'articolazione delle parole
nell'area motoria della parola (Area di Broca)

FATTORI EZIOLOGICI: IPOTESI

I disturbi specifici dellapprendimento non sono causati da disabilit neurologica o


sensoriale n da disagi emotivi primari. Il Q.I. dei soggetti con D.E. nella norma,
presentano adeguate capacit cognitive, visive e uditive e le difficolt di apprendimento
non sono causate dalle normali variazioni di rendimento scolastico che si possono
riscontare in tutti gli individui. Neppure si rileva unistruzione o una formazione
inadeguata. Dove si ricercano allora le cause di tali disturbi?
Le ricerche pi recenti sull'argomento confermano l'ipotesi di un'origine costituzionale
della D.E.: una base genetica e biologica d la predisposizione al disturbo, anche se
ancora non ne sono stati precisati i meccanismi esatti. Su di essa contribuisce in modo
significativo l'ambiente (inteso anche come ambiente socio-culturale dei genitori),
nell'amplificare o contenere il disturbo
Questa ipotesi ha alcune prove che ne avvalorano la credibilit : la familiarit della D.E.
cio ad essere presente in pi membri di una stessa famiglia, il fatto che nelle coppie di
gemelli omozigoti (provenienti, cio, da uno stesso ovulo, quindi con lo stesso corredo
genetico) molto frequente che entrambi i bambini presentino D.E. , la tendenza della
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D.E. a persistere nel tempo, modificandosi, attenuandosi in alcune componenti: di


dislessia, cio, non si guarisce, anche se si pu migliorare molto. In particolare, il
processo di lettura non diventa mai automatico.
Negli individui esistono sempre due dimensioni fondamentali che connotano e
caratterizzano linteriorizzazione di abilit e competenze: quella naturale e quella
culturale. La predisposizione innata una strutturazione cerebrale esistente alla nascita
che ci permetter di apprendere, ma la quantit, la qualit e la funzionalit degli stimoli
e delle esperienze possono fare la differenza nel grado di acquisizione.
Sulla natura eziologica del disturbo di lettura sono state avanzate alcune ipotesi.

IPOTESI GENETICA

Alcuni studi hanno evidenziato il potenziale rischio relativo ad alcuni voci di diversi
cromosomi tra i quali il 2 - 3 6 15 18. Il gene DYXC 1 C1 candidato per la
dislessia.
IPOTESI ETIOPATOGENETICHE

Deficit di auomatizzazione in cui i processi di decodifica e transcodifica nella lettoscrittura a causa di


Deficit nel processamento dellinformazione in modo veloce ed efficiente senza
attenzione focale e con scarso dispendio di risorse cognitive. Tale abilit risulta essere
organizzata dal cervelletto
ISTOPATOLOGIA

Displasie architettoniche: eccesso di circonvoluzioni, lamine affusolate, assente


organizzazione colonnare.
Ectopie: zone di ectopia, gruppi di cellule che presentano deficit di migrazione nella
corteccia.
Studi autoptici evidenziano: Assenza di asimmetria del lobo temporale
Lassimmetria cerebrale mostra meno fibre del corpo calloso nellistimo. Sono pi
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presenti connessioni intraemisferiche, nelle simmetrie cerebrali pi connessioni


interemisferiche.
BASI BIOLOGICHE E GENETICHE

Probabile disturbo poligenico; Possibili loci sui cromosomi 6 e 15


COMPONENTE NEUROBIOLOGICA

Alterazioni del pattern di asimmetrie cerebrali nelle aree coinvolte nellelaborazione del
linguaggio (planum temporale);
Malformazioni corticali minori nella corteccia perisilviana sinistra;
Riduzione del metabolismo di glucosio durante la lettura (corteccia perisilviana sinistra,
studi PET).
DEFICIT FONOLOGICO

Dislessia causata da un deficit nella rappresentazione e manipolazione dei fonemi


Prestazioni scadenti nei compiti di consapevolezza fonologica;
Difficolt in compiti di memoria verbale e di ripetizione di non-parole;
TEORIA MAGNOCELLULARE

Generalizzazione dellipotesi visiva, per cui la disfunzione magnocellulare sarebbe


generalizzabile anche alle altre modalit sensoriali
Il deficit uditivo provocherebbe il disturbo fonologico e, quindi, la dislessia;
Il deficit visivo sarebbe la causa degli errori visivi spesso riscontrati nei soggetti
dislessici.
IL SISTEMA CEREBELLO-VESTIBOLARE

Una disfunzione di questo sistema sito nel cervelletto potrebbe spiegare la difficolt di
automatizzazione presente nei D.E.

TIPI DI DISLESSIA

Ci sono varie classificazioni di dislessia, generalmente si dividono in tre sottotipi


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a) Dislessia Disfontica o Fonologica che si manifesta con difficolt nel linguaggio


orale nelluso di parole poco familiari e nella difficolt della conversione
grafema/fonema. E associata ad una compromissione del lobo temporale;
b) Dislessia Diseidtica : si manifesta con problemi di ordine visivo E associata alla
compromissione del lobo occipitale
c) Dislessia Mista: difficolt sia di ordine uditivi quanto visivi. E associata ad una
compromissione delle regioni del lobo pre-frontale, frontale, occipitale e temporale.

SEGNALI INDICATIVI DI UNA DISLESSIA EVOLUTIVA

E fondamentale diagnosticare precocemente la dislessia per poter avviare


tempestivamente interventi di recupero, sperimentazione di strategie compensative, uso
di metodologie educative e didattiche appropriate. Perci fin dal periodo della scuola
dellinfanzia opportuno osservare i bambini con attenzione per rilevare eventuali
comportamenti che sono indicativi della presenza di un disturbo dellapprendimento e
testare la presenza dei prerequisiti allapprendimento della lettura e della scrittura.
I problemi maggiori nascono infatti quando i bambini dislessici non vengono
compresi sia dagli insegnanti che dai genitori, poich spesso vengono
giudicati svogliati, stupidi, privi di interessi e di capacit e soprattutto
incapaci di dedicare attenzione ai compiti assegnati. Questo li porta spesso a
perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi
d'identit e molto spesso a rifiutare la scuola con conseguente insuccesso
formativo.
Vi sono dei segnali predittivi della presenza di una possibile dislessia quali ritardo nel
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linguaggio, scambio di suoni nel discorso, tempi lunghi per apprendere nuove parole,
difficolt a ricordare nomi e simboli, difficolt ad imparare rime.
Con la scolarizzazione la dislessia si manifesta in modo evidente, i segnali della
presenza di dislessia si riferiscono alla lettura e alla scrittura.
Per quanto riguarda la lettura vi sono : difficolt a distinguere le lettere dell'alfabeto,
difficolt nell'apprendimento della lettura, nella scrittura e ortografia, difficolt a
separare e mettere in sequenza fonemi e a discriminare fonema-grafema (suono-lettera),
inversioni di sillabe o parole, aggiunte/omissioni di fonemi o sillabe, lettura sillabata,
lenta e con molti errori, uso eccessivo di parole sostituite (quella cosa, affare) per la
denominazione di oggetti. , difficolt a raccontare una storia o comprendere dei testi.
La decodifica nella lettura risente in velocit e precisione che sono inferiori agli
standard (due o pi deviazioni) riferiti ai soggetti della stessa et e livello di
scolarizzazione
Per quanto riguarda la scrittura si notano : difficolt nella motricit fine e
nellorganizzazione visuo-spaziale, nell uso del corsivo, nel copiare la lezione dalla
lavagna, nell esprimersi attraverso la scrittura, nell elaborazione di testi scritti,
nellortografia (omissioni, modifiche, aggiunte / omissioni fonemiche e sillabiche,
scambio di lettere che hanno tratti visivi simili o speculari ("e" con "a", "r"
con "e", "m" con "n", "b" con "d", "p" con "q"), errori di tipo fonologico,
riguardanti lo scambio di lettere che hanno la stessa "radice" ("f" con "v", "c"
con "g"), errori di "anticipazione", cio una parola letta al posto di un'altra, a
cui si accomuna o per lettere iniziali o per significato (es, Algeri con allegri,
chiss con chiese, sono stato con sono andato).

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EVOLUZIONE DELLA DISLESSIA EVOLUTIVA

Nella prima fase di acquisizione (prima elementare) si rilevano difficolt e


lentezza nellacquisizione del codice alfabetico e nellapplicazione delle
mappature grafema-fonema; il controllo limitato delle operazioni di analisi
e sintesi fonemica con errori che alterano in modo grossolano la struttura
fonologica delle parole lette; laccesso lessicale limitato o assente anche
quando le parole sono lette correttamente; la capacit di lettura, come
riconoscimento, di un numero limitato di parole.
Nelle fasi successive (dalla seconda alla quarta elementare) vi una graduale
acquisizione del codice alfabetico e delle mappature grafema-fonema che
non sono pienamente stabilizzate; possono persistere difficolt nel controllo
delle mappature ortografiche pi complesse; lanalisi e la sintesi fonemica
restano operazioni laboriose e scarsamente automatizzate; migliora laccesso
lessicale, anche se resta limitato alle parole pi frequenti.
Nella fase finale (quinta elementare e medie) si raggiunge la padronanza quasi completa
del codice alfabetico e stabilizzazione dellemappature grafema-fonema;
Lanalisi, la sintesi fonemica e laccesso lessicale cominciano ad
automatizzarsi, almeno con le parole di uso pi frequente; limitato l
accesso al lessico ortografico e scarsa l integrazione dei processi di
decodifica e comprensione: la lettura resta stentata.
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Dopo la scuola elementare la lettura migliora ma i problemi scolastici si


aggravano perch lapprendimento sempre pi formale e basato sui
contenuti delle discipline e perch la scuola procede con tempi sempre pi
rapidi. Inoltre le modalit di verifica sono sempre maggiormente centrate
sulle abilit di lettura di testi sempre pi lunghi e complessi.
Nelladulto la dislessia pu configurarsi secondo tre modalit: recupero (le
prestazioni sono comparabili a quelle dei normodotati); compensazione
(lettura abbastanza fluente di materiale significativo ma lenta nelle nonparole); persistenza (rapidit e accuratezza nella lettura permangono sotto
la soglia).
Ladulto utilizza prevalentemente la via lessicale, mentre utilizza la via
fonologica per le parole nuove (lessici speciali). Ricorre ad una verifica per
via fonologica quando coglie incongruenze nella ricostruzione del significato,
Richiede capacit di bilanciare luso della strategia guidata linguisticamente
(via lessicale) e della strategia analitica (via fonologica)

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MODELLI DI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E DELLA


SCRITTURA
Il modello di acquisizione della lettoscrittura consta di quattro fasi. Ogni stadio
caratterizzato dallacquisizione di nuove procedure e dal consolidamento e
automatizzazione delle competenze gi acquisite. Si distinguono: fase logografica,
fase alfabetica, fase ortografica, fase lessicale.
La prima fase coincide solitamente con let prescolare. Il bambino riconosce e legge
alcune parole in modo globale, perch contengono lettere ed elementi che ha imparato a
riconoscere Il bambino disegna le parole come se fossero il logo che sta al posto
delloggetto, con la sola differenza che utilizza segni convenzionali piuttosto che
riprodurre le caratteristiche fisiche delloggetto Manca consapevolezza sulla struttura
fonologica delle parole
La fase alfabetica coincide con la scolarizzazione il bambino impara la relazione
esistente tra la forma verbale e quella scritta delle parole, relazione mediata dal codice
alfabetico Si attiva in questo stadio il meccanismo di conversione grafema fonema,
asse portante della via fonologica Consente di leggere e scrivere parole regolari (es.:
cane porta) non parole (es.: stoso dorta).
Lo stadio ortografico (analisi per unit ortografiche) una fase di perfezionamento e di
economizzazione della fase alfabetica Il bambino impara che vi una regolarit nel
meccanismo di conversione grafema fonema: la combinazione delle lettere nelle
parole non illimitata. Viene reso pi efficiente il processo di mappatura: le parole
vengono segmentate in unit pi grandi rispetto alle singole lettere (ad esempio vengono
riconosciute come unit intere prefissi e i suffissi a cui far corrispondere una
mappatura stabile) Vengono fissate le eccezioni alla corrispondenza grafema fonema
es. grafemi multilettera ghiro / giro
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Nello stadio lessicale (parola come unit dotata di significato) si delinea la formazione
di un magazzino lessicale: il bambino riconosce in modo diretto le parole ; le parole gi
note vengono lette accedendo direttamente alla forma fonologica della parola In questo
stadio si utilizza unanalisi in parallelo di alcuni elementi simultaneamente, ossia si
attua contemporaneamente unanalisi fonetico-fonologica ma anche, se si rivela
necessario, unanalisi sintattico-grammaticale o semantica Il bambino riesce a scrivere
stringhe omofone ma non omografe: es. luna / luna.
Nella D.E. possono essere disturbate una o entrambe le strategie con le
quali possiamo leggere:
strategia lessicale, con la quale noi guardiamo la parola e la riconosciamo,
quindi la diciamo scegliendola tra tutte le parole che conosciamo, e una
procedura rapida che fa affidamento sullimmagazzinamento di parole nella
nostra mente e permette una buona comprensione
strategia fonologica, con la quale c' un riconoscimento visivo delle singole
lettere e un relativo accoppiamento con il fonema corrispondente. Le lettere
poi vengono fuse insieme e si ha la parola. Questa procedura pi lenta,
faticosa e la comprensione scadente.
Lalunno non dislessico investe poche risorse cognitive per raggiungere
automatismi nella lettura E in grado di adattare le strategie di lettura in
base alle caratteristiche del Seymour Developmental dyslexia(1987) Modello
Evolutivo di Uta Frith, (1985)

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testo (tipologia, scopo); Lalunno dislessico invece investe molte risorse


cognitive ed utilizza ununica modalit di lettura, indipendentemente dalle
caratteristiche del testo (tipologia, scopo).
La caratteristica fondamentale del Disturbo della Lettura data dal fatto
che il livello di capacit di leggere raggiunto nelle due modalit (cio
riconoscimento, precisione, velocit, o comprensione della lettura misurate
da test standardizzati somministrati individualmente) si situa
sostanzialmente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe data l'et cronologica
del soggetto, la valutazione psicometrica dell'intelligenza e un'istruzione
adeguata all'et.
Lanomalia interferisce in modo significativo con lapprendimento scolastico
o con le attivit di vita quotidiana che richiedono capacit di lettura.

SCREENING

La diagnosi dei Disturbi di Apprendimento deve essere effettuata da un'equipe


multidisciplinare composta da professionisti : a) psicologo/neuropsicologo per
determinare il livello intellettuale, valutare le funzioni corticali superiori e aspetti
emotivi, familiari e psicosociali coinvolti, b), logopedista per valutare gli aspetti della
lingua orale e scritta e valutazione audiologica completa, c) psicopedagogista per
valutare le abilit scolastiche e gli aspetti della scuola, d), neurologo per una valutazione
neurologica evolutiva e), psichiatra quando vi sono sospetti di comorbilit psichiatriche.
Inoltre, molto importante l'osservazione clinica, l'analisi di materiali scolastici e che la
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valutazione tenga conto dei risultati quantitativi e qualitativi dei test utilizzati per tutte
le aree
Attraverso la somministrazione di protocolli di screening precoce - rivolti ai bambini di
4 anni previa formazione degli insegnanti in collaborazione con i servizi sanitari per
let evolutiva, si possono individuare con buon livello di attendibilit, i soggetti a
rischio di un determinato disturbo.
Unaltra possibilit quella di esplorare le abilit scolastiche di base tramite strumenti
(potenzialmente somministrabili anche in ambiente scolastico ad una vasta popolazione
di soggetti) che osservino le competenze di lettura, scrittura e calcolo.
Non si tratta di effettuare una diagnosi, ma piuttosto di indirizzare ad uno studio
diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere
efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco
costoso.

INTERVENTI RIABILITATIVI EDUCATIVI E DIDATTICI

La riabilitazione viene trattata da professionisti specializzati (psicologi,


psicoterapeuti, logopedisti.) deve essere proposta tempestivamente e deve portare a
rafforzare o riattivare le funzioni deficitarie e compensare e potenziare le altre presenti.
Gli interventi devono puntare all automatizzazione dei processi di lettura (aumento
della correttezza e rapidit nellaccesso al testo) ed aiutare il bambino ad utilizzare le
strategie acquisite, ad organizzarsi meglio di fronte a testi complessi e a mettere in atto
strategie e metodi personalizzati che lo aiutino nello studio. Nel contesto scolastico gli
insegnanti dovrebbero saper osservare e rilevare attraverso osservazioni e test i segnali
di una possibile dislessia. Conoscere

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i sintomi del disturbo, le metodologie didattiche e valutative consigliate dalle leggi


ministeriali (legge 170 del 2010) e dalla letteratura sui DSA fondamentale per poter
utilizzare tutti gli strumenti dispensativi e compensativi che favoriscono le i processi di
apprendimento degli alunni con D.E. (es. evitare lettura ad alta voce in classe, non
penalizzarlo in caso di errori o lentezza, nei compiti scritti concedere un po di tempo in
pi invitare il bambino ad autocorreggere il testo, tenere distinta la valutazione della
forma da quella del contenuto; nelle prove di verifica scritte presentare i testi in un
carattere piuttosto grande e non presentare testi troppo lunghi ...). Anche la famiglia
deve collaborare nei limiti delle proprie competenze, spesso i bambini con dislessia non
sono autonomi nello svolgimento dei compiti a casa ed faticoso per un genitore
seguirli in attivit che generalmente sono molto pesanti. In alcuni casi necessaria la
presenza di una persona esterna che segua il bambino a casa; in altri, quando il disturbo
non troppo evidente, bene che il bambino impari ad organizzarsi il pi possibile in
autonomia (utilizzando anche ausili, quali il registratore o il computer). Per quanto
riguarda gli anni scolastici pi avanzati vi sono indicazioni educative e didattiche quali
le audiolezioni , ormai presenti in molti testi scolastici, luso di sintesi e mappe
concettuali, la somministrazione di prove di verifica meno complesse per dare la
possibilit di vere il tempo adeguato alla decodifica del testo.

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BIBLIOGRAFIA
A.Paoletti, G.Stella Indici qualitativi di rischio negli screening sui dsa, Dislessia (2008)
Seymour Developmental dyslexia(1987)
Mrgaret Snowling Dyslexia (2005)
Modello Evolutivo di Uta Frith, (1985)
Steinmetz e Galaburda (1991)
Legge 170/2010
Gayan The etiology of group deficits in word decoding (1999)
Lyon, G.R., Shaywitz, S., & Shaywitz, B. Dyslexia and specific reading disabilities (2007)
www.International Dyslexia Association.com
www.aiditalia.org

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