Sei sulla pagina 1di 2

Codicologia

Nonostante il gran numero di pezzi rispetto al papiro, ci sono pochi studi. Fra questi il libro di P.
Degini Usi delle tavole cerate nel mondo romano, fatto di una rassegna di testimoni letterari, di
tavolette, utili per le ricostruzioni. Allo stato attuale i principali giacimenti sono sette:
- Ercolano: 380 tav. dell'8 a.C.-79 d.C, scoperte tramite campagne di scavo compiute a partire dal
1931. Documentano cose giudiziarie, per questo possiamo datare bene: la maggioranza vicina al
79 d.C. La scrittura su sfondo nero con stilo
- Pompei: 371 tavole di transazioni commerciali, sono quelle di L. Cecilio Giocondo (15-62 d.C.);
oltre ad esse ci sono tavole inutilizzate, scoperte in una cassa lignea (1875)
- Murecine: Sono le 185 tav. dei Sulpicii, scoperte nel 1959 in una cesta di vimini su un triclinio in
un sobborgo di Pompei (Murecine) sulla riva dx del Sarno
- Brugg: Sono le 600 tav frammentarie del campo romano di Vindonissa, localit sul Reno. E' sede
di tre legioni nel I sec, ma il sito mal conservato. Il supporto nero su bianco, con tavolette su
nero con inchiostro non ferrogamico, ma a nerofumo (facilmente cancellabile)
- Vindolanda (Chestertown): 300 tav. del I-II sec., nei pressi del Vallo di Adriano
- Alburnus Maior: 20 tavolette a cera del 137-161 d.C., riguardanti l'attivit di una miniera
transilvana sfruttata fino al XVI sec. Gli esempi sono esteticamente belli.
-Tablettes Albertini: Vengono da Tebessa (Algeria), ma sono di et vandala. Conservate in museo.
Mancherebbe l'Egitto, forse. Abbiamo esempi, ma la diffusione del papiro evita che si usi legno su
larga scala. La tavoletta diffusissima, sebbene restino pochissime testimonianze. La tavoletta
cerata si usa nel quotidiano per usi giuridici. I materiali sono vari:
- Mondo Greco: Il mondo greco usa poco le tavolette, ma per esse usa il bosso (rikion). Ce lo
dicono sia le fonti letterarie sia il fatto che il termine significhi in lingua originale sia bosso che
tavoletta
- Mondo Latino: Si parla di abete, tiglio, quercia, bosso, derivati dell'acero. Il papiro migliore la
carta Claudia, il peggiore l'encorautica. Propersio si lamenta di aver perso le sue tavole di bosso,
materiale utilizzato nelle brutte copie. Per il testo poetico c' l'autografia, per la prosa no. La tavola
cerata per poveri il bosso. Marziale invece il primo a testimoniarci l'uso di cedro in un suo
epigramma, in cui dice che il cedro il legno pi costoso. Bisogna star cauti in questo caso, per
pare vero. L'archeologia cosa ci dice? La specie preferita l'abete; per le isole britanniche il tiglio;
poi ci sono le tavole di faggio e limone. Nell'analisi di esemplari del VI-VII sec., scopriamo che
come coperte di manoscritti della biblioteca vaticana abbiamo tavole di tasso, faggio, cipresso.
Sono per la maggioranza vergini, ma il processo di produzione questo:
Riduzione in tavole, attraverso cunei lignei che rompono e spaccano
Stagionatura
Levigatura: Si interviene con un'apposita ascia, poi col grossino (pialla speciale) e si
rifinisce. A dettare il verso sono le venature del legno: rifinitura pi grezza perpendicolare,
raffinata parallela.
Ma questo non spiegherebbe la cornice: in quei casi o si incava per lacerazione o si lascia la tavola
cos per l'inchiostro. Abbiamo tre soluzioni di trattamento:
- Ceratura: Si usa gommalacca fusa di colore nero, ma talvolta secondo Cicerone anche in rosso e
addirittura tavolette colorate, usate secondo lui dall'avvocato di Verre per conoscere gli autori del
giudizio.
- Tav. dealbatae: Non ne abbiamo nemmeno una, ma sono ingessate (imbiancate con gesso) e poi
scritte. Si usano per comunicare cose pubbliche, ma anche per men dell'epoca
- Lignee semplici: Ricoperte di colori chiari per creare contrasto
La casa di Giocondo fra le meglio conserrvate di tutto Pompei, una zona conservata

Codicologia appunti
Le lezioni in epoca romana si tengono a casa dei maestri, giusto ad Ercolano si usano case adibite al
ruolo. Gli alunni lasciano graffiti murari nelle piccole stanze in cui si tengono le lezioni. Ci sono poi
quelle all'aperto, sotto i portici del foro, che ha un ruolo di autopromozione ed utile nelle mezze
stagioni. C' un graffito all'aperto con una punizione di uno studente, che pubblica e porta
ludibrio. L'allievo viene preso sulle spalle di un altro e fustigato, mentre gli altri allievi lavorano
con le tavolette. Il pedagogus lo schiavo anziano di un certo prestigio, che protegge l'alunno e
evita che mirini la la scuola, mentre il casarius il portantino: i maestri elementari piangono
spesso per la miseria che soffrono, sia in fonti letterarie che in graffiti, poich il mestiere di ludi
magister duro
Nel mondo latino si impara prima a scrivere e poi a leggere, tant' che ci sono scrittori non lettori.
Le fonti maggiori sull'istruzione sono:
Quintiliano: I ragazzi hanno bisogno di imparare nomi e dorme delle lettere. Ci sono lettere
sagomate in avorio o ossa. Ci sono questi modelli: Orazio parla di blandi maestri, che
incoraggiano i bambini dandogli dolcetti (forse a forma di lettera), sebbene sia un uso
minore rispetto al fustigare. Lui consiglia, quando si sapr come seguire la traccia, di non far
pi guidare il maestro. Le tavolette (non cerate, ma lignee) saranno solcate per dare l'ultimo
aiuto. Abbiamo testimonianze di scrittura su papiro attraverso lo stilo, che indica un tipo di
penna che lascia tracce nell'inchiostro. I due metodi sono usati per molto tempo: Girolamo ci
arla di entrambi i metodi ancora in atto.
Seneca: I ragazzi imparano da un modello scritto, guidati da mano altrui. Poi continuano ad
imitare, per migliorare la grafia attraverso le correzioni del maestro
Sulla lettura ci sono testimonianze pompeiane: esercizi che cercano di stimolare l'apprendimento
con una maniera alfabetica basata sull'alternanza, in modo che le lettere si riconoscano, Ci sono poi
graffiti sillabici per formare parole composite. Abbiamo anche testimonianze egizie di parole scritte
su papiro, secondo la letteratura utile a pronunciare suoni inconsueti. Una cosa che c' anche negli
scioglilingua, utili a rendere pi agile il ragazzo nell'esprimersi. In alcuni casi ci sono anche licenze
poetiche, parole inventate per lo scioglilingua appositamente.
La composizione autoriale
La poesia legata ad autografia e a tavolette di cera. C' divertimento nlla composizione di versi
con la tavoletta lignea in vari casi documentati dalla letteratura, cos come un lavoro pi a lungo
raggio, che si propone di arrivare ai posteri. C' una testimonianza di Svetonio, che spiega che
Nerone deve aver scritto di suo pugno poesie. Ci sono tante prassi, ma non sono fisse o standard.
Gli autografi tendono per ad essere meno in prosa. Cicerone chiede di tenere cura delle sue opere
inedite per farle copiare