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COLIN C.

TIPPING
PERDONO ASSOLUTO
PERDONARE PER CRESCERE
Prefazione
Quando ero studente all'Universit di Londra, ebbi la rara opportunit di
partecipare a una lezione tenuta da un professore di grande levatura, i cui
scritti in tema di filosofia dell'educazione erano considerati straordinari. Al
termine della lezione, uno studente si alz e prov a metterlo in difficolt,
sottolineando come quanto aveva appena affermato contraddicesse ci che
diceva in uno dei suoi libri. La risposta del professore fu fulminante: Ah s,
certo, ho detto proprio cos in quel libro. Ma poi ho cambiato idea, e non mi
riconosco pi in quelle parole. Ci rimasi di stucco anch'io. In quel momento
mi resi conto che, fino ad allora, avevo sempre pensato che tutto quanto
veniva stampato fosse, se non sacrosanta verit, almeno corrispondente
all'immutabile e definitiva opinione dell'autore. Il fatto che quell'autentica
personalit avesse appena contraddetto un suo stesso scritto fu nel
contempo sconvolgente e rivelatore.
Mi trovo in una posizione pi vantaggiosa di quelle dell'emerito professore:
giacch pubblico i miei scritti, posso tenermi sempre al passo, intervenendo
su ogni nuova edizione con le modifiche eventualmente necessarie. Ma a

tale proposito vorrei subito rassicurare i lettori: posso garantire che


riguardo al Perdono Assoluto non ho mai cambiato idea!
Sebbene la maggior parte del pubblico non se ne sia accorta, ho continuato
a migliorare questa mia opera una edizione dopo l'altra. Infine, nel 2002, i
cambiamenti e le modifiche intervenute sono risultati sufficienti a
giustificare la comparsa di una seconda edizione ufficiale.
Nel 2003 ho apportato un solo cambiamento significativo, sostituendo il
capitolo 30, che era intitolato Il Risveglio del Fanciullo Interiore con un
capitolo sul L'AutoPerdono Assoluto.
L'epilogo sull'll settembre, che costituiva una dimostrazione di come sia
possibile utilizzare il processo dei Quattro Passi del Perdono Assoluto in
circostanze cos tragiche, archiviato sul nostro sito web e pu essere
scaricato liberamente: sufficiente accedere al settore download
direttamente dalla nostra home page.
Come per questa prefazione, anche la postfazione si occupa di
"cambiamenti" (si veda la pagina 301). Tuttavia, mentre in queste righe
tratteggio il punto in cui siamo arrivati, nella postfazione delineo il punto a
cui intendo arrivare con il Perdono Assoluto. E ne parlo soltanto alla fine
perch avr molto pi senso accennarne dopo che avrete letto tutto il resto
e praticato gli esercizi proposti nei fogli di lavoro.

(Attenzione: leggere questo libro senza fare gli esercizi proposti sarebbe
tempo perso! Per poter essere pienamente compreso, il Perdono Assoluto
dev'essere praticato, sperimentato personalmente, ed proprio questo lo
scopo dei fogli di lavoro. Quindi, non cadete nell'autoinganno che vi
porterebbe unicamente a rinforzare alcune delle abitudini che bloccano le
vostre energie, e cercate di portare a termine almeno un paio di fogli di
lavoro. La vostra vita ne trarr giovamento e potrebbe persino manifestarsi
qualche immediato miracolo. Ve lo meritate di certo!).
Bene, penso che per quanto concerne gli ultimi aggiornamenti non ci sia
altro da aggiungere. Non vi resta che leggere e godervi questo libro,
portare a termine alcuni dei fogli di lavoro e quindi tornare a discuterne
nella postfazione, per un approfondimento sui passi successivi. Nel
frattempo, potreste aver infine intrapreso un viaggio unico e straordinario!
Lo spero davvero, perch non posso riuscirci da solo. Ho bisogno di tutte le
persone capaci di trasformare finalmente questo mondo in una realt di
guarigione assoluta.
Namaste
Luglio 2007
Introduzione

Ovunque rivolgiamo lo sguardo sui giornali, alla TV e persino nella nostra


vita personale troviamo esempi di vittime di scioccanti violenze. Si
constata, per esempio, che oggi almeno un americano adulto su cinque ha
subito qualche genere di violenza, fisica o sessuale, quando era bambino.
Dal canto loro, i telegiornali descrivono una realt sociale fatta di strupri e
omicidi, e riferiscono che i crimini contro le persone e la propriet sono in
continua crescita. Assistiamo un po' in tutto il mondo, su vasta scala, a
torture, repressione, incarcerazioni, genocidi e vere e proprie guerre.
Nel corso degli ultimi dieci anni, e cio da quando ho cominciato a tenere
seminari, ritiri per malati di cancro e corsi di formazione aziendale, ho
incontrato moltissime persone comuni colpite da eventi orribili, al punto da
convincermi che non ci sia un solo essere umano al mondo che, a un certo
punto, non sia stato almeno una volta vittima di qualche grave violenza;
peraltro, gli episodi minori di violenza nel vissuto di ogni individuo devono
essere cos numerosi da non poterli neppure ricordare tutti. Chi di noi pu
dire di non aver mai dovuto incolpare nessuno della propria infelicit? Nella
stragrande maggioranza dei casi si tratta semplicemente della realt
quotidiana.
In realt, l'archetipo della vittima profondamente radicato in ognuno di
noi, ed esercita il suo grande potere sulla coscienza collettiva. Abbiamo
interpretato il ruolo della vittima in ogni aspetto della nostra esistenza, per

interi eoni, fino a convincerci che la forma mentis della vittima rappresenti
un aspetto fondamentale della condizione umana. venuto il

momento di porci questa precisa domanda: in che modo possiamo cessare


di crearci una esistenza del genere e smettere di ispirarci all'archetipo della
vittima?
Per riuscire a spezzare le catene di questo attanagliante archetipo,
dobbiamo sostituirlo con qualcosa di assolutamente diverso, qualcosa di
talmente irrinunciabile e spiritualmente liberatorio da magnetizzarci e
svincolarci dall'archetipo della vittima e dalla relativa realt illusoria.
Abbiamo bisogno di qualcosa che ci faccia trascendere il dramma della
nostra esistenza, cos da poter percepire le cose in una prospettiva molto
pi ampia, e cogliere quella verit che attualmente si nasconde ai nostri
occhi. Quando ci risvegliamo a tale verit, comprendiamo l'autentico
significato della nostra sofferenza e siamo in grado di trasformarla
immediatamente.
Siamo entrati nel nuovo millennio e nella nostra evoluzione spirituale ci
accingiamo a compiere un grande balzo in avanti. E quindi essenziale che
adottiamo uno stile di vita basato sul vero perdono, sull'amore

incondizionato e sulla pace, anzich sulla paura, sul controllo e l'abuso di


potere. ci che intendo con l'aggettivo assoluto: qualcosa che ci porti a
un cambiamento radicale, e ci permetta di compiere la trasformazione che
ci aspetta. E proprio ci di cui voglio parlarvi in queste pagine.
Per poter operare una qualsiasi trasformazione, necessaria una
esperienza completa e piena, il che significa che per trasformare l'archetipo
della vittima dobbiamo sperimentare appieno tale ruolo. Non ci sono
scorciatoie! Di conseguenza, nella nostra vita abbiamo bisogno di situazioni
in cui ci sentiamo vittimizzati, cos da poter trasformare l'energia grazie al
Perdono Assoluto.
E per poter trasformare uno schema energetico talmente basilare come
quello dell'archetipo della vittima, molte, moltissime anime devono
accettarlo come loro missione spirituale. Si tratta di anime che possiedono
la saggezza e l'amore necessari per assolvere un compito talmente
immenso. Con ogni probabilit molte delle persone che stanno leggendo
queste pagine si sono offerte volontariamente per tale missione. Ebbene,
queste libro si rivolge proprio a loro.
Ges ci ha offerto una straordinaria dimostrazione di cosa significhi
trasformare l'archetipo della vittima, e penso che adesso aspetti
pazientemente e con grande amorevolezza che seguiamo il suo esempio.

Ma fino a oggi non siamo riusciti a imparare la sua lezione, e ci proprio


perch l'archetipo della vittima imprigiona la nostra psiche nella sua morsa.
Abbiamo finora ignorato la lezione di perdono genuino insegnataci da Ges
cio che non ci sono vittime. Ci manteniamo invece in una posizione
equivoca, tentando di perdonare da un lato e restando ben saldi nel ruolo di
vittima dall'altro. Abbiamo persino trasformato Ges in una vittima
assoluta. Ci, per, non ci consente di avanzare nella nostra evoluzione
spirituale. Il vero perdono deve includere la completa rinuncia alla forma
mentale della vittima.
In effetti, nello scrivere questo libro, mi sono proposto soprattutto di
chiarire quale sia la differenza tra il perdono che ci trattiene nel ruolo delle
vittime e il Perdono Assoluto che invece ce ne libera. Il Perdono Assoluto
una sfida, un invito a trasformare radicalmente la nostra percezione del
mondo e la nostra interpretazione di quanto ci succede nella vita, di modo
che possiamo smettere di fare le vittime. Il mio unico scopo quello di
aiutarvi in questo cambiamento.
Mi rendo perfettamente conto che per qualcuno le idee proposte in queste
pagine potranno risultare quasi inaccettabili, soprattutto per chi ha subito
grandi violenze e si sente ancora pieno di dolore. Vorrei che, qualunque sia
la vostra condizione personale, provaste a leggerlo con mente aperta,
disposti a verificare se il suo contenuto vi aiuta a sentirvi meglio.

Ho affrontato la stesura di questa seconda edizione forte del feedback


straordinariamente positivo dei miei lettori, nonch di quello delle persone
che hanno partecipato ai miei seminari. Persino quelli che si sono trovati
per lungo tempo in uno stato emotivo particolarmente doloroso hanno
testimoniato il potere liberatorio e terapeutico di questo libro e il potenziale
di trasformazione dei miei seminari.
La cosa che mi sempre sembrata pi sorprendente e gratificante la
misura in cui il primo capitolo, "La Storia di Jill", ha prodotto in un gran
numero di persone una guarigione istantanea. Originariamente pensavo di
scriverlo quale utile introduzione ai concetti e alle idee relative al Perdono
Assoluto, ma adesso mi rendo conto che lo Spirito la sapeva pi lunga e mi
avrebbe guidato, tenendomi per mano, fino ad arrivare dove sono ora.
Ricevo molte telefonate da persone che, spesso con la voce rotta dal
pianto, mi raccontano di avere appena letto la storia e mi spiegano di
riconoscersi in essa e di sentire che, al solo leggerla, cominciata anche la
loro guarigione.
Moltissimi si sono sentiti di dover condividere la loro esperienza con gli altri
spedendo una email con la storia di Jill direttamente dal mio sito web
(www.radicalforgiveness.comi ai loro amici, parenti e colleghi dando vita
cos a una straordinaria reazione a catena!

Sar per sempre grato a mia sorella e a mio cognato per avermi concesso
di raccontare la loro storia, e per avere cos fatto un grande regalo al
mondo intero.
L'incredibile risposta dei lettori mi fa sentire ancor di pi un piccolo
strumento nelle mani di qualcosa di grande; non c' voluto molto prima che
mi rendessi conto di essere usato dallo Spirito per far circolare questo
messaggio, di modo che potessimo tutti quanti guarire, innalzare la nostra
vibrazione e tornare alla nostra vera dimora. Sono grato di aver potuto
rendere un tale servizio.
Namaste
Colin Tippin
Parte Prima
Guarigione Assoluta

Nota dell'Autore
Affinch i miei lettori possano comprendere cosa significhi "Perdono
Assoluto", ecco la storia vera di come tale processo abbia salvato il
matrimonio di mia sorella e cambiato la sua vita. E passato tanto tempo

ormai, e il Perdono Assoluto ha avuto un impatto positivo sulla vita di


moltissime altre persone giacch, non molto tempo dopo questo episodio,
mi sono reso conto che lo stesso processo poteva essere usato sotto forma
di sostegno del tutto differente da una psicoterapia tradizionale o dalla
consulenza di coppia. Oggi offro a chi si rivolge a me ci che definisco
"Coaching di Perdono Assoluto", sia in forma privata sia in seminari
pubblici, e ho raramente bisogno di fare ricorso alla terapia tradizionale di
cui mi servivo in precedenza. Ci dovuto al fatto che i problemi finiscono
per scomparire completamente, o quasi, soltanto grazie al Perdono
Assoluto.
C.T.
La storia di Jill
Appena la vidi arrivare nel corridoio dell'aeroporto internazionale Hartsfield
di Atlanta, mi resi conto che mia sorella Jill aveva qualche problema. Non
era mai stata capace di nascondere bene le sue emozioni, e quel giorno
stava chiaramente soffrendo.
Jill era arrivata dall'Inghilterra negli Stati Uniti con mio fratello John, che non
vedevo da 16 anni. John era emigrato dall'Inghilterra all'Australia nel 1972,
mentre io mi ero trasferito in America nel 1984; di conseguenza, Jill era, ed
tuttora, la sola della mia famiglia a vivere in Inghilterra. John aveva fatto

un salto a casa, e quel viaggio ad Atlanta rappresentava l'ultimo segmento


che precedeva il suo ritorno in Australia. Jill lo aveva accompagnato ad
Atlanta cos da potermi fare visita e restare con me e mia moglie JoAnna
per un paio di settimane, giusto il tempo che restava a John prima di
riprendere l'aereo.
Dopo esserci abbracciati e baciati, non senza un certo impaccio, ci
dirigemmo all'albergo. Avevo prenotato per loro una camera per quella
notte, di modo che JoAnna e io potessimo portarli a visitare Atlanta il giorno
seguente, prima di spostarci pi a nord, a casa nostra.
Non appena trovammo un momento per parlare seriamente, Jill mi disse:
Colin, a casa le cose non vanno affatto bene. Jeff e io potremmo
separarci.
Malgrado mi fossi gi perfettamente reso conto che c'era qualcosa che non
andava in mia sorella, a quella notizia ci restai di sasso. Avevo sempre
pensato che, nel corso dei loro sei anni di matrimonio, Jill e suo marito Jeff
fossero stati felici. Erano entrambi reduci da un altro matrimonio, ma quella
loro relazione sembrava forte. Dalla sua ex moglie Jeff aveva avuto tre figli,
mentre nel suo precedente matrimonio Jill ne aveva avuti quattro. Paul, il
minore, era l'unico che viveva ancora con lei.
Ma che succede?, le chiesi.

Be', tutto cos confuso che non saprei proprio da che parte cominciare,
rispose Jill. Jeff si comporta in modo davvero strano, e non ne posso pi.
Siamo arrivati al punto che non riusciamo nemmeno a parlarci. Questa
situazione mi sta soffocando. Non mi dedica pi alcuna attenzione e dice
che tutta colpa mia.
Spiegami meglio, le dissi, lanciando un'occhiata a John, che rispose
sollevando gli occhi al cielo. Prima del suo arrivo ad Atlanta era rimasto a
casa loro per una settimana, e dal suo atteggiamento potevo dedurre che
di quella faccenda ne avesse gi fin sopra i capelli.
Ti ricordi di Lorraine, la figlia maggiore di Jeff?, mi chiese Jill. S, me ne
ricordavo. Be', suo marito morto in un incidente d'auto circa un anno fa.
Da quel momento in poi lei e Jeff hanno sviluppato un rapporto veramente
bizzarro. Ogni volta che lei lo chiama, lui le fa un sacco di salamelecchi, la
chiama "amore" e passa delle ore a parlarle sottovoce. Non si direbbe che
sono padre e figlia, sembrano due amanti! Se lei chiama mentre lui sta
facendo qualcosa, lascia perdere tutto quanto e comincia a parlarle. E se
per caso viene a casa nostra, lui si comporta nello stesso modo, se non
addirittura peggio. Si stringono l'uno all'altro in una conversazione intima
che esclude ogni altra cosa, me compresa. Non riesco pi a sopportarlo. Mi
sembra che lei sia diventata il centro della sua vita, mentre io non so pi
bene che ruolo ho. Mi sento completamente esclusa e ignorata.

Jill prosegu con tutta una serie di dettagli sulla strana dinamica familiare
che si era sviluppata. JoAnna e io l'ascoltavamo
con grande attenzione. Dopo esserci esplicitamente chiesti quali potessero
essere le cause del comportamento di Jeff, le manifestammo la nostra pi
grande comprensione e le suggerimmo di provare a parlare con lui del suo
comportamento e di cercare un modo per sistemare le cose. Era proprio ci
che un fratello e una cognata erano tenuti a fare. Anche John fece del suo
meglio, offrendo la sua interpretazione della situazione.
Ci che mi sembrava strano era la natura atipica del comportamento di Jeff.
11 Jeff che conoscevo era estremamente affettuoso con le sue figlie, e
sicuramente abbastanza codipendente da aver bisogno della loro
approvazione e del loro amore, ma non l'avevo mai visto comportarsi nel
modo in cui Jill aveva descritto. Nei confronti di Jill era sempre stato
estremamente attento e amorevole. Mi sembrava impossibile che la
trattasse in modo cos crudele. Era assolutamente ovvio che Jill ne fosse
sconvolta e infelice, mentre il fatto che Jeff insistesse sul fatto che lei si
stava immaginando tutto quanto, in una sorta di paranoia, non faceva che
peggiorare le cose.
Continuammo a parlarne per tutto il giorno seguente. Cominciai ad avere
un'idea di ci che poteva essere accaduto tra Jill e Jeff, interpretandolo
secondo la prospettiva del Perdono Assoluto, ma decisi di non farne cenno,

almeno non subito. Era troppo presa da quella situazione drammatica, e


non sarebbe stata capace di ascoltare e capire ci che volevo dirle. Il
Perdono Assoluto si basa su una prospettiva spirituale estremamente
ampia, e ci non corrispondeva affatto alla realt che condividevamo
quando vivevamo ancora in Inghilterra. Sapevo per certo che sia lei sia John
erano all'oscuro delle mie convinzioni circa il Perdono Assoluto, e sentii che
non era ancora arrivato il momento di presentargli una visione cos
radicalmente innovativa. Non potevo ancora dirgli: ci che sta accadendo
assolutamente perfetto, soltanto una opportunit di guarigione.
Tuttavia, dopo aver girato attorno al problema per un altro giorno, decisi
che era il momento giusto per cercare di offrirle l'approccio del Perdono
Assoluto. Ci implicava che mia sorella avrebbe dovuto accettare l'idea che
stesse accadendo qualcosa di tutt'altro che ovvio, qualcosa ispirato dal
divino, e che era rivolto unicamente al suo benessere assoluto. Ma Jill
dimostrava di essere talmente votata al ruolo di vttima della situazione che
temevo di non riuscire a proporle una interpretazione del comportamento di
Jeff capace di disincagliarla da quel ruolo.
Tuttavia, non appena Jill cominci a ripetere per l'ennesima volta ci che
aveva gi detto il giorno precedente, decisi di intervenire. Tanto per
cominciare le proposi: Jill, perch non cerchi di analizzare la situazione da

una prospettiva differente? Ti va? Non vorresti provare a offrirti una


interpretazione assolutamente diversa di ci che sta accadendo?.
Mi guard stupita, quasi si stesse chiedendo: Come pu esserci un'altra
interpretazione della realt? Le cose stanno andando proprio cos!.
Peraltro, l'avevo gi aiutata in precedenza a risolvere alcuni problemi di
coppia, cosicch mi concesse la fiducia sufficiente per dirmi: Be', potrei
provarci. Che cosa ti passa per la mente?.
Finalmente si apriva il varco che stavo aspettando. Quello che sto per dirti
potr sembrare strano, ma ti pregherei di astenerti da qualsiasi giudizio
finch non avr finito. Mantieniti semplicemente aperta alla eventualit che
ci che sto dicendo possa essere vero, poi cerca di capire se possa avere un
qualche senso e fare al caso tuo.
Fino a quel momento John aveva fatto del suo meglio per prestare
attenzione alle lamentele di Jill, ma tutto quel parlare di Jeff e della
situazione che si era creata aveva finito per annoiarlo terribilmente. A un
certo punto, aveva semplice mente smesso di darle retta. Peraltro, mi resi
conto che quel mio intervento aveva risvegliato la sua attenzione, cosicch
anche John era tutt'orecchie.
Cara Jill, quello che ci hai raccontato rappresenta sicuramente la verit,
almeno per come la vedi tu, cominciai con la massima delicatezza. Non

dubito affatto che le cose stiano andando come ci ha spiegato tu. Inoltre,
John che rimasto con te nelle ultime tre settimane, ha potuto rendersi
conto della situazione e pu confermarla, nevvero, John?
Dal momento che mi ero rivolto direttamente a lui, John rispose:
Assolutamente! Mi sono reso conto di quel che sta accadendo, ed
proprio come dice Jill. L'ho trovato molto strano, e a dire il vero la situazione
mi ha messo in notevole imbarazzo.
Non mi sorprende affatto risposi. Comunque sia, Jill, voglio che tu sappia
che con ci che sto per dire non intendo affatto negare quanto mi hai detto
n smentire in qualsiasi modo la tua versione delle cose. Sono convinto che
stia accadendo proprio ci che hai spiegato. Ma permettimi di darti un'idea
di ci che potrebbe esserci dietro tutto ci.
Cosa intendi dire con dietro tutto ci?, mi chiese Jill guardandomi
sospettosa.
Pensare che tutto ci che c' l fuori corrisponda integralmente alla realt
perfettamente naturale, le spiegai. Ma forse, sotto il velo di quella
realt, stanno accadendo molte altre cose. Non riusciamo a percepire tutta
la realt nel suo complesso perch i nostri cinque sensi non sono in grado
di assolvere un compito del genere. Il fatto che i sensi non riescano a
coglierlo non significa per che non ci sia nient'altro.

Analizziamo il tuo problema. Tu e John state affrontando questa situazione


complicata. Su questo non c' dubbio. Ma non potrebbe essere che, al di l
di questo dramma, stia accadendo qualcosa di natura pi spirituale
qualcosa che riguarda le stesse persone e gli stessi eventi ma che ha un
significato completamente diverso? Non potrebbe essere che le vostre due
anime
stiano ancora danzando la stessa danza, anche se si trovano su armonie
completamente diverse? E se fosse la tua danza di guarigione? Che
accadrebbe se riuscissi a interpretarla come una occasione per crescere e
guarire? Significherebbe accedere a un punto di vista completamente
diverso, non ti pare?.
Sia Jill sia John mi lanciarono un'occhiata interdetta, quasi stessi parlando
una lingua aliena. Decisi allora di lasciar perdere qualsiasi tentativo di
spiegazione teorica e di occuparmi direttamente dell'esperienza che Jill
stava vivendo.
Jill, ritornando con la mente alla tua esperienza degli ultimi tre mesi, che
cosa hai provato, soprattutto, osservando Jeff nel suo comportamento cos
dolce verso sua figlia Lorraine?.
Soprattutto rabbia, rispose Jill, cominciando a rifletterci. Poi aggiunse:
Ma anche frustrazione. E dopo una lunga pausa fece: E tristezza. Mi

sono sentita veramente triste. A quel punto aveva le lacrime agli occhi:
Mi sono sentita cos sola, non amata. Cominci a singhiozzare
sommessamente: Non ci sarei stata cos male, se mi fossi resa conto che
Jeff infine non in grado di manifestare amore, ma invece pu amare, e lo
esprime, ma con lei, non con me!.
Pronunci quelle ultime parole con veemenza e rabbia, quindi scoppi in un
pianto incontrollato come non era mai successo dal suo arrivo. Aveva
versato qualche lacrima in precedenza, ma non si era mai lasciata
veramente andare. A quel punto, finalmente, la diga si era spezzata. Il fatto
che Jill fosse riuscita a entrare in contatto con le sue emozioni cos
rapidamente era un'ottima cosa.
Ci volle una buona decina di minuti prima che si calmasse e che fosse di
nuovo in grado di parlare. A quel punto le chiesi: Jill, riesci a ricordare se ti
sei mai sentita nello stesso modo quando eri una bambina?. Certo che
s!, rispose senza la minima esitazione. Non riusciva a ricordarsi le
circostanze precise, ma insistetti affinch me le spiegasse. Le ci volle un po'
prima che riuscisse a rispondere.
Nemmeno mio padre mi voleva bene!, sbott infine prima di ricominciare
a singhiozzare. Avrei voluto che mi amasse, ma non l'ha mai fatto. Ero
convinta che non fosse capace di amare nessuno! Poi, Colin, arrivata tua
figlia, e lui l'ha amata subito. Ma allora perch diavolo non ha mai saputo

volermi bene?. Mentre urlava quelle parole e si lasciava andare a lacrime


disperate, batt il pugno sul tavolo.
Jill si riferiva a mia figlia maggiore, Lorraine. Per pura coincidenza, o forse
solo per sincronicit, portava lo stesso nome della figlia maggiore di Jeff
Quelle lacrime fecero davvero bene a Jill. Le servirono a ripulirsi l'animo e a
segnare un possibile punto di svolta. A quel punto mi resi conto che la
trasformazione era a portata di mano. Dovevo semplicemente continuare a
stimolarla.
E allora le chiesi: Raccontami qualcosa di pi della faccenda di mia figlia
Lorraine e di pap.
Be' rispose Jill, cercando di darsi un contegno, non mi sono mai sentita
amata da pap, e avevo veramente bisogno del suo amore. Non mi ha mai
tenuto per mano, n mi ha mai presa in braccio. Ho sempre temuto che in
me ci fosse qualcosa che non andava. Una volta, quando ero pi grande, la
mamma mi ha detto che non pensava che pap fosse in grado di amare
chicchessia, neppure lei. Allora giunsi alla conclusione che se davvero non
era capace di amare nessuno, non potevo considerarmi responsabile della
sua freddezza nei miei confronti. Non amava proprio nessuno! Non aveva
mai dedicato nessuna particolare attenzione nemmeno ai miei figli, i suoi
nipoti, niente di pi di quanto concedesse a chi non faceva parte della sua

famiglia. Non era un cattivo padre, era semplicemente incapace di amare. E


ci mi addolorava immensamente.
Jill pianse ancora un po', senza trattenersi. Capivo bene che cosa volesse
dire circa nostro padre. Era un uomo gentile e tranquillo, ma molto freddo e
distaccato. Nella maggior parte delle situazioni si dimostrava
emotivamente non partecipe, e manteneva lo stesso atteggiamento verso
tutti quanti.
Non appena Jill recuper una certa padronanza di s, continu: Mi ricordo
di un giorno preciso, a casa tua. Tua figlia Lorraine doveva avere quattro o
cinque anni. I nostri genitori erano venuti a farci visita da Leicester e
avevamo deciso di riunirci tutti da te. A un certo punto Lorraine ha preso
pap per mano e gli ha detto: "Dai nonno, fammi vedere il giardino e tutti i
miei fiori". Lui si lasciato portare in giro da lei, come un cagnolino, e non
ha smesso un secondo di parlarle e di mostrarle tutti i fiori. Lo aveva
incantato. Ho continuato a osservarli dalla finestra per tutto quel tempo.
Quando sono tornati in casa, l'ha presa in braccio e ha cominciato a giocare
con lei, felice come non l'avevo mai visto. Quella rivelazione mi ha
distrutto: "Ma allora capace di voler bene a qualcunoA, ho pensato. Se
pu voler bene a Lorraine, perch non ha mai voluto bene a me?.

Le sue ultime parole le uscirono di bocca tutte d'un fiato, seguite da


copiose lacrime piene di dolore e tristezza, lacrime che aveva trattenuto
per tutti quegli anni.
Pensai che per quel momento potesse bastare e proposi di farci un bel t
{Be', dopotutto siamo ancora inglesi, dobbiamo prendere il t, comunque
vada!).
Interpretando la storia di Jill secondo la prospettiva del Perdono Assoluto,
potei facilmente constatare come il comportamento di Jeff, in apparenza
bizzarro, forse inconsciamente volto ad aiutare Jill affinch potesse guarire
la sua relazione con nostro padre, un conto che era rimasto in sospeso per
tutti quegli anni. Se fosse riuscita a rendersene conto, e a riconoscere la
perfezione del comportamento di Jeff, il suo dolore sarebbe guarito e, con
ogni probabilit, Jeff avrebbe smesso di comportarsi in quel modo. Peraltro,
non ero sicuro di poter spiegare tutto ci a Jill, di modo che potesse
comprenderlo immediatamente. Ma fortunatamente non dovetti nemmeno
provarci: arriv alla conclusione pi ovvia da sola.
Pi tardi, nel corso di quella stessa giornata, mi disse: Colin, non trovi
strano che la figlia di Jeff e tua figlia abbiano lo stesso nome? A ben
pensarci, sono tutte e due primogenite e bionde. Che strana coincidenza!
Non pensi che ci sia una connessione?.

Le sorrisi e risposi: Ma certo! E proprio questa la chiave per comprendere


l'intera situazione.
Mi guard per qualche lungo istante, intensamente, poi chiese: Cosa
intendi dire?.
Prova ad arrivarci da sola, le consigliai. Quali altre analogie riesci a
cogliere tra il rapporto di pap con mia figlia Lorraine e la tua situazione
attuale?.
Be', vediamo, fece Jill. Le due ragazze portano lo stesso nome.
Entrambe sembrano riuscire a ottenere ci che io non ho potuto avere dagli
uomini della mia vita.
E cio?, le chiesi.
Amore..., mormor.
Vai avanti, la incitai con la massima gentilezza.
Sembrerebbe proprio che la tua Lorraine sia riuscita a ottenere da suo
nonno, nostro padre, quell'amore a cui io aspiravo tanto. E la figlia di Jeff,
anche lei Lorraine, ottiene da suo padre tutto l'amore che vuole, ma a
spese mie. Oh, mio Dio!, esclam. Stava davvero cominciando a capire.

Jill continu la sua analisi. Ma perch? Non capisco perch! La cosa un


po' inquietante! Che cosa diavolo sta succedendo?, chiese,
improvvisamente in preda al panico.
Era giunto il momento che l'aiutassi a completare il puzzle. Vedi Jill, la
interruppi, lascia che ti spieghi come funziona. In realt questo un
perfetto esempio di ci di cui ti stavo parlando in precedenza, quando
dicevo che, oltre il dramma che chiamiamo vita, si nasconde una realt del
tutto diversa. Ma credimi, non c' nulla di spaventoso! Quando comprendi
quali sono i meccanismi, hai pi fiducia, ti senti pi sicura, sperimenti una
pace di gran lunga maggiore di quella che avresti potuto immaginare. Ti
rendi conto che l'universo, o se vuoi puoi chiamarlo Dio, ti offre tutto il suo
sostegno in qualsiasi giorno della tua vita, indipendentemente dal fatto che
la situazione in cui ti trovi possa sembrarti veramente brutta, le dissi
cercando di rassicurarla come meglio potevo.
Se osserviamo la situazione da un punto di vista spirituale, il nostro
disagio in una qualsiasi situazione problematica una sorta di segnale con
il quale veniamo informati che siamo disarmonici rispetto alle leggi
spirituali, e che ci viene offerta una opportunit per guarire qualche aspetto
del nostro essere. Pu trattarsi di un dolore personale, o forse di una
credenza che ci intossica e ci impedisce di trasformarci nel nostro vero s.
Purtroppo, spesso, non riusciamo a vederla secondo questa prospettiva, e

analizziamo maldestramente la situazione incolpando gli altri di ci che ci


sta accadendo, il che ci impedisce di ricevere il messaggio o di
comprendere la lezione. Ovviamente in questo modo non possiamo guarire.
Peraltro, se non ci prendiamo cura di ci che deve essere guarito, dovremo
procurarci un disagio maggiore, fino al punto in cui saremo letteralmente
costretti a chiederci: "Ma che cosa sta succedendo nella mia vitaV. Talvolta,
per riuscire a farsi sentire, il messaggio ce lo devono strillare nelle orecchie,
il dolore deve farsi estremamente intenso. Per esempio, una malattia che
mette a repentaglio la nostra vita rappresenta un messaggio estremamente
forte. Eppure, persino di fronte alla morte, alcune persone non riescono a
cogliere il rapporto tra ci che sta accadendo loro e l'opportunit di
guarigione che rappresenta. Nel tuo caso, ci che emerge in questa
particolare occasione e che deve essere guarito, proprio il tuo vecchio
dolore in rapporto a tuo padre e al fatto che non ti abbia mai dimostrato il
suo amore. Tutto il dolore che stai sperimentando, tutto questo disagio, ti
riporta esattamente a quel nodo irrisolto. un dolore che precedentemente
si gi manifestato molte volte, in occasioni differenti, ma dal momento
che non sei riuscita a cogliere l'occasione, non l'hai mai guarito. Ecco
perch dovresti considerare questa ennesima opportunit di toccare quel
dolore e guarirlo come un dono prezioso!.

Un dono?, fece Jill incuriosita. Intendi dire che un dono perch in tutto
ci c' un messaggio per me? Un messaggio che avrei gi potuto cogliere
molto tempo fa, se solo fossi riuscita a vederlo?
S. Se te ne fssi gi accorta, il tuo disagio si sarebbe attenuato e non
avresti dovuto vivere questa esperienza. Ma non fa nulla! Va benissimo
anche coA! E tutto perftto cos com', e non avrai bisogno di ammalati
gravemente per avere un'altra occasione di capirlo, come invece accade a
molte persone. Ci stai arrivando fin da ora: stai cominciando a capire e a
guarire.
Permettimi di spiegarti nei dettagli che cosa successo e in che modo tutto
ci ha influenzato la tua vita fino a ora, le dissi cercando di renderla
pienamente consapevole delle dinamiche della sua problematica attuale.
Quando eri bambina, ti sei sentita abbandonata, non amata da tuo padre.
Per una bambina ci assolutamente devastante. Per poter crescere
psicologicamente sana, una bambina deve sentirsi amata da suo padre. Dal
momento che non hai sperimentato quell'amore, sei giunta alla conclusione
che in te ci fosse qualcosa che non andava: hai cominciato a convincerti di
non essere sufficientemente brava o degna di quell'amore di cui avevi cos
bisogno. Questa credenza si profondamente radicata nel tuo subconscio e
ha assunto un ruolo dominante in tutte le relazioni della tua vita. Per dirla
altrimenti, affinch tu potessi rispecchiare la tua credenza inconscia di non

essere degna di essere amata, nella tua vita ti sei ripetutamente trovata ad
affrontare situazioni che ti dimostravano che davvero non meritavi l'amore
che cercavi. La tua vita ha continuato a confermarti la correttezza della tua
credenza.
Da bambina, il dolore che ti procurava non ricevere l'amore di pap era pi
forte di quanto potessi sopportare, di conseguenza ne hai soffocato una
parte e represso tutto quel che avanzava. Quando soffochi un'emozione sai
che presente, ma te la tieni sullo stomaco. Per contro, una emozione
repressa viene sepolta talmente in profondit nella mente inconscia, che
non puoi pi esserne consapevole.
Successivamente, quando hai cominciato a renderti conto che tuo padre
non era un uomo spontaneamente amorevole, e che probabilmente non era
in grado di amare nessuno, hai cominciato in qualche modo a riabilitarti o a
guarirti dagli effetti di quella mancanza di amore. Probabilmente sei riuscita
a liberare una parte del dolore che avevi soffocato, e forse, almeno in parte,
hai rinunciato all'idea di non essere degna di essere amata. Dopotutto, se
tuo padre non era capace di amare nessuno, perch mai doveva essere
colpa tua se non ti amava?
Ma poi scoppiata la bomba che ti ha riportata dritta filata al punto di
partenza. Quando ti sei resa conto che pap era perfettamente in grado di
amare Lorraine, sei tornata a credere che fosse tutta colpa tua. Ti sei detta

qualcosa del genere: "Ecco qui: mo padre capace di amare qualcuno, ma


non ama me. Deve essere necessariamente colpa ma. Non ho le qualit
per meritarmi l'amore di mio padre, quindi non avr mai le qualit per
meritarmi l'amore di nessuno". E da quel momento in poi hai preso a creare
delle situazioni che ti permettessero di continuare a credere di non essere
degna di essere amata.
Ma come posso aver fatto qualcosa del genere?, m'interruppe Jill. Non
vedo proprio come potrei aver creato da sola questa immagine distorta di
me stessa....
Be', per esempio, com'era il rapporto con Henry, il tuo primo marito? le
chiesi per farle approfondire ulteriormente l'analisi. Jill era stata sposata
con Henry, padre dei suoi quattro figli, per una quindicina di anni.
Per certi versi non era male, ma era assolutamente infedele: era sempre
alla ricerca di nuove occasioni per fare sesso con altre donne, e questo non
riuscivo a sopportarlo.
Vedi? In quella situazione lui assumeva il ruolo del mascalzone e tu della
vittima. Ma la verit che l'hai attratto nella tua vita proprio perch, a
qualche livello, sapevi che ti avrebbe dimostrato ancora una volta che non
eri affatto degna di essere amata. Con la sua infedelt avrebbe confermato
le tue credenze su te stessa.

Non verrai a dirmi che mi stava facendo un favore? Sono disposta a


bermele tutte, ma non questa!, disse con una ri ' sata nervosa che
palesava una certa rabbia.
Be', ti ha comunque aiutata a mantenere la tua convinzione, non ti
sembra? Tu non eri abbastanza, e non lo eri al punto che lui era costretto a
cercarsi sempre altre donne per avere qualcosa di pi. Se si fosse
comportato nel modo opposto e ti avesse immancabilmente trattata come
se fossi totalmente degna della pi assoluta fedelt, avresti provocato
qualche altro dramma nella tua vita, cos da poter comunque dimostrare ci
di cui eri convinta. Sono state proprio le tue credenze su te stessa, per
quanto completamente false, a renderti impossibile di meritarti l'amore di
qualcuno.
Per lo stesso motivo, se tu fossi riuscita a guarire il tuo dolore originario,
quello derivato dal rapporto tra te e pap, ne fossi uscita e avessi
cominciato a credere di meritare d essere amata, Henry avrebbe
immediatamente smesso di cercare di portarsi a letto le tue amiche. E se
non avessi smesso, non avrestdAavuto nessun problema nel lasciarlo e
trovarti qualcun altro, capace di trattarti con tutto l'amore che sentivi di
meritare. Non facciamo altro che creare la nostra realt in accordo con le
nostre credenze. E se vuoi sapere quali sono le tue credenze, non devi fare

altro che analizzare di che cosa fatta la tua vita. La vita riflette sempre le
nostre credenze.
Jill sembrava alquanto perplessa, quindi decisi di ritornare su alcuni dei
punti di cui avevamo appena discusso: Ogni volta che Henry ti tradiva, ti
offriva una opportunit di guarire il tuo dolore originario, l'amore che non
avevi ricevuto da pap. Henry non stava facendo altro che dimostrare e
interpretare per te la tua convinzione di non essere abbastanza per
qualsiasi uomo. Le prime volte che successo, con ogni probabilit ti sei
sentita talmente male, talmente arrabbiata, da essere a un passo dal
rientrare in contatto con il dolore originario e renderti conto del tuo sistema
di credenze su te stessa. In pratica, quei suoi primi tradimenti hanno
rappresentato la tua prima occasione di praticare il Perdono Assoluto e di
guarire il tuo dolore originario. Ma non hai saputo coglierla. Ti sei limitata a
trasformarlo nel colpevole della tua infelicit e a sistemarti nel ruolo della
vittima, il che ha reso impossibile la guarigione.
Ma che cosa intendi per perdono?, mi chiese Jill, che continuava a
sembrare turbata. Vuol forse dire che avrei dovuto perdonarlo per aver
sedotto la mia migliore amica o chiunque altra gli fosse capitata sotto
mano?
Sto dicendo che, in quella circostanza, Jeffti ha fornito una occasione per
entrare in contatto con il tuo dolore originario e per acquisire

consapevolezza di come alcune credenze su te stessa stessero dominando


la tua esistenza. Cos facendo ti ha messo nella condizione di capire e
cambiare quelle tue credenze e di guarire il tuo dolore originario. ci che
intendo per perdono. Adesso capisci perch merita di essere perdonato,
Jill?
S, penso di s, rispose Jill. Non era che il riflesso delle mie convinzioni,
quelle che mi ero creata perch mi mancava cos tanto l'amore di pap.
Volevo continuare a credere di non essere degna di essere amata, e lui mi
aiutava in quel senso, nevvero?
Esatto, e nella misura in cui ti ha concesso quella occasione, merita
rispetto, in realt molto pi di quello che sei pronta a concedergli ora. Non
possiamo sapere se avrebbe smesso di comportarsi
in quel modo qualora tu avessi sciolto quel tuo nodo con pap, o se magari
l'avresti lasciato. Comunque sia, ti ha reso un gran servizio. E quindi, in tal
senso, merita non solo il tuo perdono, ma anche una profonda gratitudine.
E sai che ti dico? In fondo non colpa sua se tu non hai capito il messaggio
concreto che si nascondeva nel suo comportamento. Mi rendo ben conto
che possa risultarti assai difficile accettare che stava semplicemente
cercando di farti un regalo. Non proprio ci che ci hanno insegnato a
pensare! Nessuno ci insegna mai a guardare la realt nella sua natura pi
profonda e a dire: "Guarda un po' che cosa ho creato nella mia vita.

Interessante!". No, ci insegnano a giudicare, ad accusare, a dare la colpa


agli altri, a fare le vittime e a cercare di vendicarci. E non ci viene neppure
spiegato che le nostre vite sono dirette da ben altre forze, ben pi potenti
della nostra mente cosciente.
In sostanza, era Yanima di Henry che stava cercando di aiutarti a guarire. A
livello superficiale, Henry non faceva che manifestare la sua dipendenza dal
sesso, ma la sua anima, che lavorava con la tua, aveva scelto di servirsi di
quella dipendenza per stimolare la tua crescita spirituale. Il Perdono
Assoluto consiste semplicemente nel riconoscimento di questa verit. Con il
Perdono Assoluto diventi pienamente consapevole della verit al di l delle
circostanze apparenti di una situazione, e riconosci l'amore che sempre
pienamente presente.
Sentii che parlare della sua situazione attuale avrebbe aiutato Jill a
comprendere appieno i principi che le avevo descritto. Quindi aggiunsi:
Cerchiamo di dare un'altra occhiata a tuo marito Jeff, questa volta sotto
una prospettiva differente, per cercare di capire se per caso questi stessi
principi stiano operando anche nella tua attuale relazione. All'inizio, Jeff
manifestava un grandissimo amore. Era davvero innamorato, sempre
estremamente affettuoso nei tuoi confronti. Faceva un sacco di cose per te,
comunicava con te. Almeno a livello superficiale, la tua vita con Jeff
sembrava perfetta.

Ma vedi, ci non corrispondeva alla tua immagine di te stessa, alle tue


convinzioni su te stessa. Secondo tali convinzioni, non avresti dovuto avere
un uomo che ti dimostrava un amore del genere. In fin dei conti, tu hai
sempre pensato di non esserne degna, ricordi?.
Jill fece un cenno di approvazione, ma sembrava poco convinta e piuttosto
perplessa.
La tua anima sa che deve guarire da quel genere di convinzione, quindi ha
sempre collaborato con l'anima di Jeff affinch, in qualche modo, ne
acquisisse consapevolezza. A livello superficiale potrai aver avuto
l'impressione che Jeff abbia cominciato a comportarsi in modo strano,
totalmente innaturale. Ma in realt, dedicando tutto il suo amore a un'altra
Lorraine, cos da mettere in scena la stessa situazione che avevi vissuto
con pap molti anni fa, stava soltanto cercando di provocare la tua
reazione. So che ti sar sembrato che ti stesse atrocemente torturando, e
che ti sei sentita impotente e vittima delle circostanze. Ma non proprio
questa, pi o meno, la tua attuale situazione?
Credo di s disse Jill quietamente. Aggrott le sopracciglia, quasi stesse
cercando di afferrare il nuovo quadro della situazione che le si stava
gradualmente dipingendo nella mente.

Ebbene Jill, a questo punto ti ritrovi a poter fare una scelta. Devi scegliere
se guarire e crescere, o mantenerti dalla parte del "giusto", le dissi
sorridendole.
Se la tua scelta sar quella che fanno normalmente tutti quanti,
continuerai semplicemente a considerarti una vittima delle circostanze e a
ritenerne responsabile Jeff, il che, ovviamente, ti permetter di restare dalla
parte della ragione. Dopotutto, questo suo comportamento potrebbe ben
essere definito assolutamente crudele e irragionevole, e non ho alcun
dubbio che ci siano molte donne che al tuo posto reagirebbero prendendo
qualche decisione drastica. La maggior parte delle tue amiche non ti ha
forse detto di lasciarlo?
S, rispose Jill. Quello che mi dicono tutti quanti che se non cambia
farei meglio a divorziare. In realt, pensavo che tu mi dicessi la stessa
cosa, disse con un pizzico di disappunto.
Se fosse successo qualche anno fa, probabilmente l'avrei fatto!, le risposi
facendomi una franca risata. Ma dopo aver lavorato su questi principi
spirituali, le mie prospettive riguardo situazioni del genere sono
completamente cambiate, come avrai potuto constatare, dissi lanciando
un'occhiata di sbieco a John, che mi rispose con un sorriso, senza dire nulla.

Continuai: Jill, come forse avrai gi capito, l'altra scelta consiste nel
riconoscere che, al di l di quanto sembra accadere superficialmente, in
questa situazione problematica c' qualcosa di molto pi significativo e di
potenzialmente molto salutare. L'altra scelta consiste semplicemente
nell'accettare che il comportamento di Jeff possa includere un altro
messaggio, un altro significato, un'altra intenzione, e che in sostanza
quanto sta succedendo rappresenti un dono che ti viene offerto.
Jill riflett per qualche istante poi disse: Il comportamento di Jeff
talmente strano e incomprensibile che per trovargli una qualche buona
ragione bisognerebbe davvero mettersi di buzzo buono. Ma forse sta
davvero accadendo qualcos'altro, qualcosa che non vedo. Suppongo che ci
siano delle analogie con il comportamento del mio ex marito Henry, ma per
me difficile riportare tutto quanto accaduto in precedenza a Jeff, perch
adesso mi sento totalmente confusa. Non riesco a vedere al di l della
realt che ho sotto gli occhi.
Va benissimo, le dissi per rassicurarla. Guarda che non c' nessun
bisogno che tu cerchi di fartene una ragione. Devi semplicemente essere
disposta a coltivare l'idea che forse sta succedendo qualcos'altro, e avrai
gi fatto un gigantesco passo avanti. In realt, la chiave per la tua
guarigione la volont di analizzare la situazione sotto un diverso punto di

vista. La guarigione avviene, per il novanta percento, semplicemente


perch accettiamo l'idea
cile la nostra anima abbia amorevolmente predisposto condizioni del
genere per il nostro bene. Nell'essere disposta a guardare le cose in modo
diverso, abbandoni ogni tentativo di controllare la situazione e ti arrendi a
Dio. Sar lui a occuparsi del rimanente dieci percento! Se riesci ad arrivare
a un livello di comprensione profonda e ad accettare l'idea che Dio possa
aiutarti a sistemare le cose, ti aprirai alla sua volont e non avrai bisogno di
fare proprio un bel niente. La situazione cambier automaticamente e la
tua guarigione avverr spontaneamente.
Ma prima di arrivare a ci, devi compiere un passo perfettamente razionale
che ti consenta di cominciare subito a vedere le cose in modo diverso. E ci
implica separare la realt dalla fantasia. Significa riconoscere che le tue
credenze non si basano su nessun dato di fatto concreto: sono soltanto
storie che ti stai raccontando, basate su alcuni elementi a cui hai aggiunto
un bel po' di interpretazione personale.
Sai, una cosa che facciamo tutti quanti, continuamente: viviamo qualcosa
e subito lo interpretiamo. Poi facciamo combaciare la realt e
l'interpretazione e cos ci creiamo una storia, per molti versi falsa, per
giustificare quanto ci appena successo. Quella storia diventa per ci in

cui crediamo, ci che difendiamo ritenendolo verit assoluta. Ma non mai


verit assoluta, questo certo!
Nel tuo caso, i fatti che hai interpretato sono che pap non ti manifestava
amore, non passava del tempo a giocare con te, non ti coccolava, non ti
prendeva mai in braccio. In pratica, non ha mai soddisfatto il tuo bisogno di
affetto. Sono questi i fatti su cui ti sei basata, e su tale base sei giunta a
una conclusione di importanza cruciale: "Pap non mi ama". Non forse
vero? fili fece cenno di s con la testa.
Tuttavia, il fatto che non soddisfacesse i tuoi bisogni affettivi non significa
che non ti amasse. Quella soltanto la tua interpretazione. In realt, pap
era soltanto un uomo sessualmente
represso, e l'intimit lo spaventava; lo sappiamo bene. Quindi, non vero
che non ti amasse, soltanto non sapeva come esprimere il suo amore nel
modo in cui tu avresti voluto riceverlo. Ti ricordi che una volta, per Natale, ti
fece una stupenda casa per le bambole? Mi ricordo che ci aveva passato
intere serate, mentre tu eri gi a letto. Forse quello era l'unico modo che
conosceva per esprimere l'affetto che nutriva per te.
Non sto cercando di scusarlo, n voglio che tu pensi che ci che hai detto o
sentito sia sbagliato. Sto soltanto cercando di farti notare che cadiamo tutti
quanti nella stessa trappola: pensiamo che la nostra interpretazione

corrisponda necessariamente alla realt delle cose. La seconda grande


credenza che ti sei costruita, continuai a spiegarle, si basata sulla
realt fattuale e sulla tua prima interpretazione, quel "Pap non mi ama".
Da ci sei giunta alla conclusione seguente: "Dev'essere tutta colpa mia. In
me deve esserci qualcosa di sbagliato". Questa una fandonia ancora pi
grande della precedente, non ti sembra?.
Anche in questo caso, fili fece cenno di s con la testa.
Non affatto sorprendente che tu sia giunta a quella conclusione, perch
rappresenta il tipico modo di pensare dei bambini. Giacch i bambini
percepiscono il mondo come qualcosa di cui sono il centro, pensano sempre
che quando le cose non vanno per il verso giusto, dev'essere colpa loro. La
prima volta che un bambino elabora una cosa del genere, associa a quel
pensiero un grande dolore. Per ridurre il dolore al minimo, il bambino non
pu fare altro che reprimerlo, ma ci rende ancor pi difficile
sbarazzarsene. Ecco perch l'idea che sia tutta colpa nostra e in noi ci sia
qualcosa di sbagliato permane anche da adulti.
Ogni qualvolta una delle situazioni della nostra vita attiva il ricordo di quel
dolore, o le idee che lo accompagnano, dal punto di vista emotivo
compiamo una regressione. Cio torniamo a sentirci e a comportarci come
quel bambino nella sua prima esperienza del dolore. In realt,
esattamente ci che ti sue cesso quando hai visto che pap riusciva a

manifestare affetto per mia figlia Lorraine. A quell'epoca avevi 27 anni, ma


a quella vista sei tornata alla Jill di due anni che non si sentiva amata,
quella che avrebbe successivamente condizionato tutta la povert affettiva
della tua infanzia. Ed qualcosa che continui a ripetere, solo che questa
volta lo fai con tuo marito.
L'idea su cui basi tutte le tue relazioni rispecchia l'interpretazione erronea
compiuta da una bambina di due anni, e non ha assolutamente basi
fattuali, conclusi guardandola negli occhi. Te ne rendi conto, Jill?, le
chiesi.
S, capisco, rispose lei. Ho fatto alcune scelte decisamente sciocche
basandomi su questo presupposto inconscio, non cos?
S, andata cos, ma quando ti successo soffrivi, ed eri troppo piccola
per poter fare meglio. Malgrado tu abbia represso quel dolore per
sbarazzartene, la credenza che ne derivata ha continuato a lavorare a
livello inconscio per tutta la tua vita. Ed stato soltanto quando la tua
anima ha deciso di produrre qualche situazione drammatica nella tua
esistenza, cos da riportare quel nodo alla tua attenzione, che ti stata
concessa un'altra opportunit di guarire. Hai attratto nella tua vita persone
che ti avrebbero messo faccia a faccia con il tuo dolore e ti avrebbero
permesso di rivivere la tua esperienza originaria di sofferenza, continuai.

E proprio ci che Jeffsta facendo in questo preciso momento nella tua vita.
Ovviamente non voglio dire che lo stia facendo consciamente. Non affatto
cos. Probabilmente il suo comportamento lo lascia perplesso almeno tanto
quanto stupisce te. Ricordati che si tratta di un'operazione da anima ad
anima. La sua anima sa del tuo dolore originario ed consapevole del fatto
che non riuscirai a guarirlo senza riviverlo un'altra volta.
Accidenti!, esclam Jill, prendendo un profondo respiro. Per la prima volta
da quando avevamo cominciato a parlare dei suoi problemi si rilass
fisicamente. Poi disse: Si tratta sicuramente di un modo completamente
diverso di analizza
re la situazione, ma sai cosa? Mi sento pi leggera. come se, parlando con
te, mi fossi tolta un peso di dosso.
Ci succede perch c' stata una trasformazione della tua energia, le
risposi. Immagina quanta della tua energia vitale stata spesa per
continuare a tenere in piedi la storia di pap e Lorraine. A questo aggiungici
la quantit di energia richiesta per soffocare le emozioni di dolore e
risentimento che si accompagnavano a quella storia le lacrime che hai
versato prima, che hanno permesso di lasciar andare un bel po' di quella
tensione. E adesso ti sei finalmente resa conto che era soltanto una storia
che stavi raccontando, ed ovvio che sia un gran sollievo. Inoltre, buona
parte della tua energia era bloccata su Jcff, sul metterlo in cattiva luce, sul

farti sentire colpevole, una vittima, eccetera. E bastata la semplice


disposizione d'animo a osservare la situazione in modo completamente
diverso perch tu rilasciassi tutta quella energia e le permettessi
nuovamente di circolare. Non mi stupisco affatto che tu ti senta pi
leggera!, le dissi sorridendo.
Cosa sarebbe successo se, invece di rendermi conto delle vere radici del
mio problema con Jefif, l'avessi semplicemente lasciato?, mi chiese Jill.
Be', la tua anima avrebbe portato qualcun altro nella tua vita, qualcuno
che potesse aiutarti a guarire, le risposi immediatamente. Ma tu non l'hai
lasciato, nevvero? Anzi, sei venuta qui. Devi capire che questo viaggio non
casuale. In questo sistema di cose non ci sono eventi casuali. Sei statata,
o meglio, la tua anima, a concederti l'occasione di questo viaggio, cos da
capire le dinamiche della tua crisi con Jefif La tua anima ti ha condotta fin
qui! L'anima di John ha posto le condizioni per il viaggio in questo
particolare momento della tua vita, cos che fosse possibile che tu lo
accompagnassi.
E che dire allora delle due Lorraine?, si chiese Jill. Com' potuta
accadere una cosa del genere? Non si tratta sicuramente di una
coincidenza!.

Certo che no! In questo sistema non ci sono coincidenze. Sappi


semplicemente che le vostre anime, e le anime di altre persone ancora,
hanno collaborato in modo da creare queste premesse, e se analizzi bene la
situazione, ti renderai conto che perfetto che sia stata una persona di
nome Lorraine a essere implicata sia nell'evento originale che in
quest'ultima occasione. Non ci sarebbe potuto essere un indizio migliore!
Difficile immaginare che non sia stato in qualche modo predisposto, non ti
sembra?, le chiesi.
E adesso di tutto questo che me ne faccio?, mi chiese Jill. vero, mi
sento pi leggera, ma che cosa combino quando torno a casa da Jefif?
Da parte tua c' ben poco che devi fare, le risposi. Da questo momento
in poi ci che conta soprattutto come ti senti dentro. Ti rendi conto che
non sei pi una vittima? Capisci che Jeff non pi la persona che ti sta
perseguitando? Hai capito fino in fondo che questa proprio la situazione di
cui avevi bisogno, che volevi? Ti rendi conto in che misura questo uomo ti
ami, intendo dire a livello deH'anima?
Che cosa intendi?, fece Jill.
Jeff si reso disponibile a fare qualsiasi cosa fosse necessaria per portarti
al punto in cui tu fossi nuovamente in grado di concentrare la tua
attenzione sulle tue credenze riguardo te stessa, e renderti conto della loro

falsit. Non puoi neppure immaginare quale disagio sia stato disposto a
sopportare per aiutarti... Non un uomo crudele per sua natura, quindi per
lui dev'essere stato davvero difficile. Sono pochi gli uomini che avrebbero
fatto la stessa cosa, spingendosi fino al punto di rischiare di perderti. Jeff, o
meglio, l'anima di Jeff, per te stata davvero un angelo! Quando te ne sarai
resa pienamente conto, proverai persino gratitudine nei suoi confronti! E in
pi, smetterai di mandare in onda il tuo messaggio abituale, quello di non
essere degna di essere amata. Forse, per la prima volta nella tua vita, sarai
in grado di accettare l'amore che ti viene offerto. A quel punto avrai
perdonato Jeff, perch ti sar chiaro che doveva andare proprio cos. E stato
tutto perfetto, in ogni senso. E ti garantisco una cosa, proseguii. Proprio
mentre stiamo parlando, Jeff sta gi cambiando, sta gi abbandonando quel
suo comportamento bizzarro. La sua anima ha gi colto il tuo perdono e la
guarigione della tua percezione errata di te stessa. Al cambiare della tua
energia, cambia anche la sua: energeticamente siete interconnessi. Le
distanze fisiche sono irrilevanti.
Tanto per tornare alla sua domanda, le dissi: Quindi, non c' niente di
particolare che devi fare una volta tornata a casa. Anzi, voglio che tu mi
prometta che non farai proprio niente di speciale. In particolare, non dovrai
in nessun caso condividere subito con Jeff questo tuo nuovo modo di vedere
le cose. Voglio che tu ti renda conto e osservi attentamente come tutto

quanto si trasformer automaticamente, semplicemente in virt del tuo


cambiamento di percezione. Tu stessa ti sentirai gi cambiata, aggiunsi.
Scoprirai di sentirti molto pi in pace, molto pi equilibrata e rilassata.
Comprenderai anche che tutti questi cambiamenti, almeno per qualche
tempo, lasceranno Jeff interdetto. Ci vorr del tempo perch nella vostra
relazione intervengano gli aggiustamenti necessari, e per un po', forse, sar
ancora difficile, ma il nodo l'abbiamo gi sciolto, proprio adesso!, conclusi
con grande convinzione.
Prima che Jill facesse ritorno in Inghilterra, tornammo diverse volte ad
analizzare le sue nuove prospettive sulla situazione. Quando ci si trova nel
bel mezzo di una crisi emotiva, sempre difficile consolidarsi nella
prospettiva del Perdono Assoluto. In realt, per arrivare al punto in cui il
Perdono Assoluto pu realmente concretizzarsi, ci vuole un bel po' di
integrazione e di rinforzo ripetitivo. Per aiutare mia sorella, le insegnai
alcune tecniche di respirazione che consentono di lasciar andare le
emozioni e di integrare nuove modalit di essere, e le chiesi di
completare un foglio di lavoro di Perdono Assoluto. (Si veda la sezione
quarta, Strumenti per il Perdono Assoluto).
Il giorno della partenza Jill era ovviamente nervosa: avrebbe dovuto tornare
a confrontarsi con la situazione che si era lasciata alle spalle. Mentre saliva
la scaletta del suo aereo, si volt a guardarmi e mi fece un cenno di saluto

con la mano, cercando di sembrare fiduciosa, ma sapevo bene quanto fosse


spaventata, quanto temesse di perdere quella sua nuova comprensione
delle cose e di ricadere nel suo dramma.
Per quanto ne so, il suo primo incontro con Jeff and bene. Jill gli chiese di
non farle domande su quanto era accaduto in quel suo viaggio, almeno non
subito. Inoltre, gli chiese di lasciarla tranquilla per qualche giorno, cos che
potesse riprendere gradualmente i suoi ritmi. Peraltro, Jill not subito una
differenza: Jeff era gentile, attento e amorevole, e assomigliava molto di pi
al Jeff che aveva conosciuto prima dell'inizio della crisi.
Nel corso dei giorni immediatamente seguenti Jill disse a Jeff che non ce
l'aveva pi con lui e che non gli avrebbe pi chiesto di cambiare. Gli spieg
che aveva capito di doversi assumere la piena responsabilit delle sue
emozioni, e che avrebbe affrontato i suoi problemi, quali che fossero, senza
pi attribuirne a lui la colpa. Ma non entr nei particolari e non cerc di
spiegarsi.
Dopo il suo ritorno a casa, per qualche giorno le cose andarono bene e il
comportamento di Jeff con sua figlia Lorraine mut drasticamente. In
pratica, tutto sembr tornare alla normalit, almeno per quanto riguardava
la loro relazione, anche se l'atmosfera restava tesa e la loro comunicazione
era assai limitata.

Un paio di settimane dopo giunsero a una svolta. Jill fiss Jeff e gli disse con
voce calma e tranquilla: Mi sento come se avessi perso il mio migliore
amico.
Anch'io, fece lui.
Per la prima volta da mesi e mesi a quella parte stabilirono una
connessione. Si abbracciarono e cominciarono a piangere.
Parliamo un po'..., propose Jill. Vorrei raccontarti che cosa ho imparato
da Colin, in America. Potr sembrarti un po' strano, almeno inizialmente,
ma voglio condividerlo con te. Non devi credere a tutto quello che ti dico:
mi basta che mi ascolti. Ti va?
Sono pronto a fare il necessario, rispose Jeff So che laggi ti successo
qualcosa d'importante. Vorrei sapere di che cosa si tratta. Sei cambiata, e
mi piace ci che vedo. Non sei pi la stessa persona, non sei pi quella che
salita sull'aeroplano con John. Allora, per favore, spiegami cos'
successo.
Jill parl a lungo. Spieg a Jeff, meglio che poteva, le dinamiche del Perdono
Assoluto, di modo che potesse capire. Si sentiva forte, potente, sicura di s
e della sua comprensione, solida e con la mente chiara.
Jeff, che era un uomo concreto, sempre scettico verso qualsiasi cosa che
non pu essere spiegata razionalmente, quella volta non oppose resistenza,

e anzi si dimostr assai ricettivo rispetto alle idee che Jill gli chiedeva di
prendere in considerazione. Manifest apertura e accett che potesse
esserci una realt spirituale al di l di quella quotidiana che era sotto i loro
occhi, e in tal senso trov nel concetto di Perdono Assoluto una certa logica.
Non Faccett in tutto e per tutto, ma rest comunque disponibile ad
ascoltare, a esaminare la situazione e a osservare come quella
comprensione avesse cambiato Jill. Dopo quella discussione sentirono
entrambi riaccendersi il loro amore, e capirono che la loro relazione aveva
buone possibilit di sopravvivere. Tuttavia, non si fecero promesse, e
acconsentirono di continuare a parlare e considerare come progrediva il
loro rapporto.
E alla luce dei fatti progred assai bene! Per certi versi Jeff continuava a
stracoccolare sua figlia Lorraine, ma non come in precedenza. Jill, dal canto
suo, pot constatare che a quel punto la cosa non la infastidiva
praticamente pi. Di certo non faceva scattare in lei la solita regressione
emotiva e tutte le reazioni derivanti dalle vecchie percezioni di se stessa.
Nel giro di un mese dalla loro prima conversazione sul Perdono Assoluto il
comportamento di Jeff nei confronti di Lorraine si normalizz
completamente. E a sua volta Lorraine smise di chiamare o di farsi vedere
cos spesso, e prese a dedicarsi alla sua vita. Lentamente tutto torn alla
normalit, ma la relazione tra Jill e Jeff si trasform e divenne ancor pi

solida e amorevole di prima. Jeff torn a essere l'uomo gentile e sensibile


che era per natura, mentre Jill si trasform in una persona meno bisognosa
di affetto e Lorraine prese a vivere una esistenza molto pi felice.
Riandando al passato, se l'anima di Jill non l'avesse portata qui ad Atlanta,
cos che avessimo una occasione per discutere a fondo dei suoi problemi,
sono certo che lei e Jeff si sarebbero separati. E ci sarebbe rientrato
comunque nel grande disegno delle cose. Jill avrebbe semplicemente
trovato qualcun altro con cui rimettere in scena il suo dramma personale,
cos da avere una ennesima opportunit di guarigione. E invece Jill era
riuscita a cogliere al volo quell'occasione e a preservare il suo rapporto con
Jeff.
Nel momento in cui scrivo questa seconda edizione, molti anni dopo quella
crisi, Jeff e Jill sono ancora insieme, felicemente sposati. Come in ogni altra
coppia, di tanto in tanto inscenano ancora qualche situazione drammatica,
ma ormai sanno come sfruttarla per ci che : una occasione per guarire e
passare oltre rapidamente e con grazia.
Post scriptum: il diagramma della pagina seguente illustra graficamente il
percorso di Jill. Mia sorella l'ha trovato molto utile, perch le ha permesso di
constatare come il dolore originario del non sentirsi amata da suo padre
l'avesse indotta a credere di non essere degna del suo amore, credenza che
avrebbe successivamente preso a dominare e plasmare la sua vita. Ognuno

dei lettori potr cercare di tracciare qualcosa di analogo, soprattutto se


pensa di sperimentare una storia del genere nella propria esistenza.

Parte seconda
Conversazioni
sul Perdono Assoluto

I presupposti fondamentali
Poich non c' teoria che non si basi su alcuni presupposti, importante
avere subito ben chiari quali siano i presupposti spirituali alla base della
teoria e della pratica del Perdono Assoluto. Ma prima di analizzarli nei
dettagli, sar il caso di notare che persino le teorie pi ampiamente
accettate si basano su presupposti sostenuti da ben poche prove concrete.
Per esempio, lo sapevate che a sostegno della teoria dell'evoluzione di
Darwin non c' neppure uno straccio di prova? Storicamente tale teoria pu
essere probabilmente definita come una delle pi grandi ipotesi che siano
mai state formulate. Funge da presupposto fondamentale di tutta la scienza
biologica, e rappresenta inoltre la base di gran parte delle nostre verit
scientifiche comunemente accettate. Peraltro, il fatto che non ci siano
prove che la dimostrano non significa che questa teoria non sia valida o
utile.
Lo stesso discorso vale per tutti gli assunti fondamentali su Dio, la natura
umana e le dimensioni spirituali, che ci sono stati trasmessi passando da
un'epoca all'altra. Sebbene ci siano pochissime prove scientifiche che ne
confermino la validit, tali assunti sono stati tramandati per secoli quali
verit o principi universali, e hanno costituito le fondamenta di molte delle
grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo. E di certo hanno un ruolo

essenziale anche nel Perdono Assoluto. Per molti di questi presupposti la


scienza moderna sta trovando conferme sperimentali.
Ho realizzato una lista di questi miei presupposti nella speranza che
possano aiutarvi a seguire la logica del Perdono Assoluto. Ognuno di questi
presupposti verr analizzato nei dettagli in diverse altre porzioni del libro.
Non intendo presentarli ai lettori quali verit o credenze, ma semplici
ipotesi che, nella mia visione, forniscono qualche base alla tecnologia del
Perdono Assoluto.
Ecco i presupposti del Perdono Assoluto:
II nostro corpo muore, ma c' un'anima immortale che trascende la
morte (di conseguenza, la morte una illusione).
Sebbene il nostro corpo e i nostri sensi continuino a dirci che siamo
individui separati, in realt c' un unico e solo essere.
Non siamo esseri umani che di tanto in tanto hanno qualche esperienza
spirituale; siamo piuttosto esseri spirituali che stanno sperimentando una
esistenza umana.
Dal punto di vista delle vibrazioni, viviamo simultaneamente in due
dimensioni:
1. la dimensione della Verit Divina (lo Spirito);

2. la dimensione dell'Umanit.
Abbiamo scelto di sperimentare pienamente l'energia della dimensione
dell'Umanit al fine di esaltare, moltiplicandola ripetutamente, la nostra
comprensione della bellezza dell'essere parte ddVUno fatto di Luce e
Amore. E ci scegliendo di sperimentare i suoi diretti opposti (paura,
separazione, oscurit) in questa nostra dimensione fisica. Questo mondo
rappresenta quindi una sorta di scuola spirituale in cui la vita il
curriculum. L'obiettivo quello di risvegliarci alla verit di ci che siamo e
di fare ritorno a casa.
Quando abbiamo deciso di imparare e crescere incarnandoci nella
dimensione dell'Umanit, Dio ci ha dato un assoluto libero arbitrio, cos che
potessimo sperimentare qualsiasi cosa e scoprire il nostro modo personale
di fare ritorno alla nostra vera dimora.
Nella vita non c' niente di casuale. La vita, nel suo dispiegarsi, ci offre ci
di cui abbiamo bisogno nel nostro piano divino, comprese le opportunit di
scegliere e decidere quale strada prendere in qualsiasi momento.
Un altro presupposto del tutto diverso dai precedenti, e sicuramente meno
attraente, che quando facevamo parte integrante di TuttoCiCheE, ci
siamo imbattuti nel pensiero che fosse possibile una qualche forma di
separazione. E questo il peccato originale! Abbiamo quindi proiettato quel

pensiero che si trasformato nella nostra (falsa) realt, ovvero questo


mondo, e cos nato l'Io, ovvero la nostra credenza nella separazione da
Dio. Quell'io ora si assicura la sua sopravvivenza "proteggendoci" dal nostro
insopportabile senso di colpa, nonch dalla nostra paura della collera
divina, attraverso i meccanismi della rimozione e della proiezione. (Si veda
il capitolo 7).
Abbiamo creato la nostra realt in virt della legge di causa ed effetto. I
pensieri sono le cause che si manifestano nel nostro mondo sotto forma di
effetti fisici. La realt non che una messinscena della nostra coscienza. Il
nostro mondo, cos come lo sperimentiamo, rispecchia le nostre stesse
credenze. (Si veda il capitolo 9).
Tutti noi, a livello dell'anima, riceviamo esattamente ci di cui abbiamo
bisogno nella nostra vita per poter crescere spiritual mente. Il modo in cui
valutiamo ci che otteniamo determina la nostra esperienza della vita sotto
forma di dolore o di gioia. Cresciamo e impariamo attraverso le relazioni. Ed
attraverso le relazioni che possiamo guarire e fare ritorno alla pienezza e
alla verit. Abbiamo bisogno degli altri, che fungono da specchio delle
nostre percezioni errate, delle nostre proiezioni, e ci aiutano a riportare alla
luce della coscienza il materiale represso di cui abbiamo bisogno per
guarire.

In virt della legge della risonanza, attraiamo nella nostra vita persone che
corrispondono alle nostre problematiche,
di modo che possiamo guarirle. Se, per esempio, il nostro problema
fondamentale l'abbandono, finiremo per attrarre persone che ci
abbandoneranno. In tal senso fungeranno da maestri. (Si veda il capitolo 8).
Giungiamo a questa dimensione dell'esistenza fisica con una precisa
missione: sperimentare pienamente un particolare schema energetico, di
modo che possiamo vivere profondamente le sensazioni associate a quello
schema e trasformare la relativa energia attraverso l'amore. (Si veda il
capitolo 11).
La realt fisica una illusione creata dai nostri cinque sensi. La materia
fatta di campi energetici interconnessi che vibrano a frequenze differenti.
(Si veda il capitolo 13).
Se qualcuno di questi presupposti vi sembra inaccettabile, siete liberissimi
di rifiutarlo. Non interferir in alcun modo con l'efficacia della tecnologia del
Perdono Assoluto.
Mondi separati
Quale insegnamento possiamo trarre dalla storia di Jill? Innanzitutto, che le
cose non sono sempre come sembrano essere. Forse c' qualcuno che
sembra comportarsi in modo crudele e cattivo nei nostri confronti, e invece

proprio ci di cui abbiamo bisogno e che abbiamo in qualche modo


suscitato. A volte ci sembra di essere nella peggiore delle situazioni, e
invece sono proprio le circostanze di cui abbiamo bisogno per guarire
qualcosa di profondo che ci impedisce di essere felici e di crescere. Di
conseguenza le persone che sembrano causarci i pi grandi problemi, e che
potremmo quasi definire dei nemici, potrebbero, in realt, essere i nostri
pi grandi maestri.
Se questa mia ipotesi fosse corretta, ne conseguirebbe che qualsiasi cosa
sembra accaderci in realt di natura assai diversa rispetto alla percezione
che ne abbiamo. Al di l delle circostanze apparenti in cui ci imbattiamo
nella nostra vita, c' una realt completamente diversa un mondo del tutto
differente di cui ignoriamo l'esistenza, a parte, forse, qualche lampo
occasionale.
La storia di Jill dimostra magnificamente tale fatto. Superficialmente c'era la
situazione drammatica, ci che sembrava accadere tra lei, suo marito Jeff e
sua figlia Lorraine. Non era affatto piacevole! Sembrava proprio che Jeff si
stesse comportando in modo crudele e insensibile. Era del tutto ovvio
identificare Jill come la vittima della situazione e Jeff come il mascalzone del
caso. Ma c'erano anche sufficienti indizi che

portavano dritti filati all'eventualit che stesse accadendo qualcosa di


diverso, molto pi simile all'amore, e tutto ci fosse stato orchestrato a
livello spirituale.
Via via che la situazione si dispiegava, chiaramente emerso che l'anima di
Jill stava danzando con l'anima di Jeff e quella di Lorraine, e che la
situazione che si era instaurata era unicamente volta alla sua guarigione.
Inoltre, lungi dall'essere un mascalzone, Jeff era in realt l'eroe della
situazione e, da un punto di vista spirituale, non aveva fatto nulla di
sbagliato. Si era semplicemente reso disponibile a svolgere la sua parte,
sostenendo la guarigione di Jill a livello dell'anima.
Quando passiamo ad analizzare gli eventi da un punto di vista
completamente diverso e ci apriamo a tale possibilit, comprendiamo che
in quanto ci sta accadendo non c' nulla di sbagliato, e che in realt non
c'era nulla da perdonare. E proprio questo il concetto che definisce meglio il
Perdono Assoluto. Ed anche quello che lo rende veramente ASSOLUTO.
Se avessimo chiesto a Jill di seguire la procedura classica del processo del
perdono, non avremmo preso neppure in considerazione l'eventualit della
"realt alternativa" che si nasconde dietro le apparenze. Ci saremmo basati
unicamente sui dati ottenuti attraverso i nostri cinque sensi ed elaborati
dall'intelletto, fino a giungere alla conclusione che Jeff la stava ingannando

e maltrattando, e che se lei lo avesse perdonato, avrebbe significato


semplicemente accettare ci che le stava facendo e fare del suo meglio per
lasciar perdere, ovvero che avrebbe dovuto "metterci una pietra sopra".
Possiamo quindi comprendere come il Perdono Tradizionale si basi sul
presupposto che stia accadendo qualcosa di sbagliato. D'altro canto, il
Perdono Assoluto prende spunto dall'idea che in quanto sta accadendo non
c' NULLA di sbagliato, e che quindi non c' niente da perdonare.
Potremmo metterla in questi termini:
Con il Perdono Tradizionale presente la volont di perdonare, ma anche un
bisogno residuo di giudicare e condannare. Di conseguenza, il molo della
vittima viene mantenuto e in sostanza non cambia nulla.
Con il PERDONO ASSOLUTO la volont di perdonare presente SENZA fare
ricorso al bisogno di giudicare e condannare. La supposta vittima rinuncia
quindi a quel suo ruolo, a quella che definisco "coscienza della vittima", e la
situazione pu cambiare ed evolvere.
(Per "coscienza della vittima" intendo la convinzione che qualcun altro ci
abbia fatto qualcosa di male e che, per tutta conseguenza, la mancanza di
pace e di felicit nella nostra vita sia esclusivamente colpa sua).
Mondi diversi Prospettive differenti

Con ci non intendo dire che il Perdono Tradizionale debba essere


considerato inferiore al Perdono Assoluto. E semplice mente diverso.
Allorch viene impiegato nel contesto di un certo insieme di credenze
credenze che sono rigidamente radicate nel mondo fisico e nella realt
umana di tutti i giorni, il Perdono Tradizionale l'unica forma di perdono
possibile, e in tal senso ha un grandissimo valore. Evoca le migliori qualit e
caratteristiche dell'animo umano, come la compassione, la misericordia, la
tolleranza, l'umilt e la gentilezza. Come ha detto Joan Bory senko, il
perdono "l'esercizio della compassione"1.
Il Perdono Assoluto differisce dal Perdono Tradizionale essendo radicato
nella realt metafisica del mondo dello Spirito quello che amo definire il
Mondo della Verit Divina.
proprio tale aspetto a rendere ben chiara la differenza tra il Perdono
Assoluto e quello tradizionale, giacch in tal modo possiamo capire come si
tratti di un'analisi della realt fdtrata da due lenti completamente diverse.
proprio la lente di cui ci serviamo per analizzare una certa situazione che
determina quale genere di perdono stiamo impiegando. Ognuna delle due
lenti mette a nostra disposizione un punto di vista completamente diverso.

Figura 2 Prospettive su due mondi diversi


Dovremmo tuttavia evitare di cadere nell'estremo tipo "o l'uno o l'altro". In
realt, questa situazione caratterizzata dal "sia l'uno sia l'altro". Ci
dovuto al fatto che viviamo con un piede in ognuno dei due mondi (come
gi detto, siamo esseri spirituali che stanno vivendo un'esperienza umana).
Ne consegue che possiamo riferirci alle diverse situazioni della nostra vita
attraverso la prospettiva che ci viene offerta da una delle due lenti o da
entrambe nello stesso tempo. Pur essendo protndamente radicati nella
dimensione Umana, attraverso l'anima restiamo in connessione con la
dimensione della Verit Divina.
Giacch la distinzione tra questi due mondi o dimensioni deve essere ben
chiara, sicuramente opportuno descriverli nei dettagli.
Il Mondo dell'Umanit e il Mondo della Verit Divina rappresentano i due
punti estremi di una scala di vibrazioni. Quando vibriamo a una frequenza
bassa, il corpo si condensa ed esistiamo soltanto nel Mondo dell'Umanit.
Quando vibriamo a una frequenza superiore, cos da rendere pi leggero il
nostro corpo, esistiamo anche nel Mondo della Verit Divina. A seconda del
livello della vibrazione che sperimentiamo in ogni preciso istante della
nostra vita, ci muoviamo in su o in gi lungo la scala, pi orientati verso
uno o verso l'altro dei due mondi.

Vibrazione
superiore
Perdono
Assoluto
Spiritualit
Il Mondo dell'Umanit costituito dalla realt oggettiva che percepiamo
all'esterno del nostro essere. In quanto mondo della forma, ci offre il
contesto in cut possiamo sperimentare la nostra vita quotidiana di esseri
umani, nonch la realt che percepiamo con i nostri cinque sensi.
caratterizzato dagli schemi energetici della morte, del cambiamento, della
paura, della limitatezza e
della dualit. Questo mondo ci garantisce l'ambiente in cui noi, in quanto
esseri spirituali, possiamo sperimentare cosa significhi essere umani. Ci
implica avere un corpo fisico, nonch lavorare con gli specifici schemi
energetici (e possibilmente trascenderli) associati al Mondo delFUmanit
che abbiamo specificamente "prescelto" per la nostra evoluzione.
Il Mondo della Verit Divina, d'altro canto, non ha una forma fisica, e
dispone per sua stessa natura degli schemi energetici della vita eterna,
dell'immutabilit, dell'abbondanza infinita, dell'amore e dell'unione con Dio.

Sebbene tale mondo non possa essere percepito dai nostri cinque sensi, e
difficilmente giungiamo ad avere la capacit mentale indispensabile per
poterlo comprendere, riusciamo a percepirlo quanto basta per essere certi
che esiste realmente. Attivit come la preghiera, la meditazione e il
Perdono Assoluto, che innalzano tutte quante la nostra vibrazione, ci
consentono di accedere al Mondo della Verit Divina.
Queste dimensioni esistenziali non differiscono in termini di luogo e tempo,
ma solamente a livello di frequenza energetica. Lo studio della fisica
quantistica ha dimostrato che tutta la nostra realt fatta di schemi
energetici, e che tali schemi energetici trovano sostegno nella nostra
coscienza. Quindi, il mondo della forma esiste in quanto concentrazione
densifi cata di energia che vibra alle stesse frequenze che possiamo
sperimentare attraverso i nostri cinque sensi. D'altro canto, il Mondo della
Verit Divina pu essere sperimentato attraverso la conoscenza interiore e
la consapevolezza extrasensoriale.
Giacch questi due mondi coesistono nello stesso continuum, non sarebbe
corretto dire che viviamo talvolta in uno e talvolta nell'altro. Viviamo
contemporaneamente in entrambi i mondi. Tuttavia, il mondo che
sperimentiamo in ogni preciso istante dipende dalla consapevolezza che ne
abbiamo. Ovviamente, in quanto esseri umani, la nostra coscienza si

trova pi facilmente in risonanza con il Mondo dell'Umanit. I nostri sensi ci


portano spontaneamente a contatto con quella dimensione, convincendoci
della sua realt. Sebbene alcune persone siano meno radicate nel mondo
della realt oggettiva rispetto ad altre, gli esseri umani, nel loro complesso,
sono fondamentalmente collocati in questa porzione del continuum, ed
proprio cos che deve essere.
Abbiamo una consapevolezza limitata del Mondo della Verit Divina, e
anche tale caratteristica ha un suo preciso motivo: la nostra anima penetra
in questo mondo per sperimentare la dimensione umana, di conseguenza
l'eventuale ricordo e/o consapevolezza del Mondo della Verit Divina deve
essere ridotto al minimo, cos da consentire la piena esperienza della
dimensione umana. Se fossimo consapevoli della natura illusoria della
nostra esistenza, non potremmo accogliere pienamente le energie del
cambiamento, della paura, della morte, della limitatezza e della dualit. Se
ci
incarnassimo
mantenendo
tale
memoria,
ci
negheremmo
automaticamente qualsiasi opportunit di trascendere tali stati e di scoprire
ci che sono realmente, ovvero una semplice illusione. Nel prendere questo
corpo fisico dimentichiamo ci che siamo realmente, e cos ci concediamo
un'opportunit di ricordare che siamo esseri spirituali che stanno
sperimentando un'esistenza fisica.

Durante un incontro tenutosi ad Atlanta nel 1990 ho assistito all'intervento


di Gerald Jampolsky, celebre scrittore e autentica autorit del Corso in
Miracoli che ha raccontato la storia vera di una coppia che torna a casa
dall'ospedale dopo la nascita del secondo figlio.
una storia che ben illustra il fatto che disponiamo di una vera conoscenza
della nostra connessione con Dio e della nostra stessa anima, ma ce ne
dimentichiamo assai rapidamente dopo aver preso un corpo. La coppia di
cui narrava Jampolsky era consapevole del bisogno di fare partecipe la
loro figlia di tre anni della celebrazione della nascita del fratellino. Ma
quando questa cominci a insistere sul fatto che voleva poter rimanere da
sola nella camera con il neonato, si sentirono un po' a disagio. Vollero
comunque accontentarla, ma per mantenere il controllo della situazione, si
misero all'ascolto del baby monitor, in modo da poter almeno avere un'idea
di cosa stava succedendo. Ci che sentirono li lasci di stucco: la bambina
si avvicin alla culla, osserv il neonato attraverso le sbarre e poi gli disse:
Piccolino, parlami di Dio. Io sto cominciando a dimenticare.
Normalmente l'anima non sperimenta alcun limite. Peraltro, quando
s'incarna, genera una personalit, o io, in cui sono contenute le particolari
caratteristiche di cui ha bisogno nel suo percorso di guarigione, e sceglie di
dimenticare la sua connessione con il Mondo della Verit Divina.

Malgrado il velo che lasciamo cadere su qualsiasi ricordo della nostra unit
con Dio (e che l'episodio appena raccontato lascia ipotizzare sia
pienamente in funzione soltanto verso l'et di tre anni), noi umani
manteniamo una connessione con il Mondo della Verit Divina. La nostra
anima caratterizzata da una vibrazione che risuona con il Mondo della
Verit Divina e si mantiene in contatto con esso.
Possiamo contribuire a questa connessione attraverso pratiche come la
meditazione, la preghiera, lo yoga, il lavoro sul respiro, la danza e il canto.
Grazie a queste pratiche innalziamo la nostra vibrazione quel tanto che
basta perch possa risuonare con le vibrazioni che caratterizzano il Mondo
della Verit Divina.
Ma ci sono anche prove che tale processo stia cambiando rapidamente.
Ovunque io vada pongo la stessa domanda ai partecipanti ai miei seminari:
Quanti di voi si sono gi resi conto che la nostra evoluzione spirituale sta
accelerando, procedendo pi speditamente
e che lo Spirito ci sta
chiedendo di avanzare ancor pi rapidamente, cos da imparare tutto ci
che
dobbiamo imparare e prepararci a un profondo cambiamento di qualche
genere?. Ebbene, quasi sempre ne sono tutti quanti consapevoli. C' un
numero crescente di persone che non ha problemi nel parlare liberamente
del suo contatto con la propria guida e del fatto che ben disposto ad

affidarvisi ogni giorno di pi. Il velo che separa i due mondi si sta davvero
assottigliando. Il processo del Perdono Assoluto contribuisce a tale crescita,
sia a livello individuale, sia a livello di consapevolezza collettiva.
Nonostante ci, i due diversi tipi di perdono restano completamente diversi.
Ognuno di essi richiede un modo differente di analizzare il mondo e
1'esistenza. Chiaramente, il Perdono Tradizionale si presenta come uno
strumento per vivere nel mondo, mentre il Perdono Assoluto semplice
mente un sentiero spirituale.
Per quanto concerne la nostra capacit di guarire ed evolvere
spiritualmente, il Perdono Assoluto conferisce uno straordinario potenziale
di trasformazione della coscienza, e tale potenziale supera di gran lunga
quello del Perdono Tradizionale.
Malgrado ci, non dobbiamo dimenticare che continuiamo a vivere nel
Mondo dell'Umanit, e che in certe occasioni non abbiamo a disposizione
quelli che potremmo definire ideali spirituali. Per esempio, quando siamo
sommersi dal dolore, praticamente impossibile accedere al Perdono
Assoluto. Immediatamente dopo aver subito una violenza, come per
esempio uno stupro, l per l ci impossibile accettare che quella
esperienza sia qualcosa di voluto e che rappresenti il dispiegamento di un
piano divino. In quelle circostanze non disponiamo della ricettivit
necessaria per poter coltivare una ipotesi del genere. Ci riusciremo solo pi

tardi, in un momento di calma riflessione, ma di certo non nel fuoco della


rabbia o nel periodo immediatamente successivo a un evento traumatico.
Nonostante ci, dobbiamo continuamente ricordare a noi stessi che ci che
abbiamo creato ha un proposito spirituale;
e cio che abbiamo creato le circostanze della nostra vita affinch ci
consentano di crescere e imparare. Dobbiamo continuamente ricordarci che
sono queste le lezioni di cui avevamo bisogno, lezioni contenute nelle
situazioni della nostra vita, e che il solo modo per crescere grazie a queste
esperienze sperimentarle pienamente.
In effetti, non abbiamo molte possibilit di scelta circa il fare o non fare una
certa esperienza (lo Spirito decide ci per noi), ma possiamo decidere per
quanto tempo vogliamo dimorare nella coscienza della vittima a seguito di
quanto abbiamo vissuto. Se vogliamo scegliere di rinunciare rapidamente
alla condizione della vittima, potr esserci di conforto sapere che
disponiamo di una tecnologia per riuscirci, subito! Per contro, a tale
proposito il Perdono Tradizionale ha ben poco da offrire.

Riepilogo:

Il Perdono Tradizionale rigidamente radicato nel Mondo dell'Umanit.


Proprio come il Mondo dell'Umanit caratterizzato dall'energia della
dualit, il Perdono Tradizionale implica una polarizzazione e un giudizio in
termini di buono o cattivo, giusto o sbagliato. Il Perdono Assoluto prende
spunto dall'idea che non ci sia niente di giusto o sbagliato, n di buono o
cattivo. E solo il nostro pensiero a renderlo tale.
Il Perdono Tradizionale trae sempre spunto dal presupposto che ci che ci
accaduto sia sbagliato, e che qualcuno "abbia fatto qualcosa" contro
qualcun altro. L'archetipo della vittima continua a operare. Il Perdono
Assoluto trae spunto dall'idea che in ci che accaduto non ci sia niente di
sbagliato e che non ci siano vittime in alcuna situazione problematica.
Il Perdono Tradizionale efficace nella misura in cui suscita le pi elevate
virt umane, come la compassione, la tolleranza, la gentilezza, la
misericordia e l'umilt. Tali qualit mirano proprio al perdono e hanno un
potenziale terapeutico. Tuttavia, non sono di per se stesse "perdono". Il
Perdono Assoluto a tale proposito non affatto diverso, giacch anch'esso
trae spunto dalle stesse virt che sono presenti nel suo processo.
Il Perdono Tradizionale dipende interamente dalla nostra capacit di
esprimere compassione quindi, in tal senso, limitato. Indipendentemente
dalla compassione o dalla tolleranza che possiamo nutrire per qualcuno
come Hitler, e indipendentemente dalla misura in cui possiamo provare

empatia per il dolore sperimentato nel corso della sua infanzia, nel Perdono
Tradizionale non c' nulla che ci consenta di perdonarlo realmente per
l'omicidio di massa di 6 milioni di Ebrei.
Il Perdono Assoluto non incontra limiti del genere ed sempre
assolutamente incondizionato: se con il Perdono Assoluto non potessimo
perdonare Hitler, non potremmo perdonare nessun altro. Come nel caso
dell'amore incondizionato, il Perdono Assoluto "tutto o niente".
Con il Perdono Tradizionale sono l'io e il s/persona a trarre le conclusioni.
Di conseguenza, il problema sembra sempre essere esterno, dipendente da
qualcun altro. Nel Perdono Assoluto riconosciamo l'illusione, ci rendiamo
conto che quanto accaduto soltanto una storia che ci siamo raccontati, e
reagiamo arrendendoci alla perfezione della situazione.
Il Perdono Tradizionale non prende in considerazione il concetto di missione
spirituale e si mantiene radicato nella credenza e nella paura della morte. Il
Perdono Assoluto riconosce che la morte un'illusione e parte dal
presupposto che la nostra vita sia eterna.
Nel Perdono Tradizionale la vita concepita come
essere risolto o una punizione che deve essere
sperimentata con una serie di circostanze casuali di
alcun motivo, da cui l'origine dell'espressione

un problema che deve


evitata. La vita viene
cui siamo vittime senza
popolare: la vita,

succede!. Secondo la prospettiva del Perdono Assoluto nella nostra vita


non c' nulla che non abbia uno scopo e che non sia motivato dall'amore.
Il Perdono Tradizionale riconosce l'imperfezione inerente la natura umana,
ma non riesce a cogliere la perfezione di tale imperfezione. In sostanza, non
riesce a risolvere il paradosso. Il Perdono Assoluto l'esemplificazione di
tale paradosso.
Il Perdono Tradizionale pu essere caratterizzato da vibrazioni elevate,
simili a quelle del Perdono Assoluto, quando fa appello ad alcune delle pi
grandi virt umane, come la gentilezza, l'umilt, la compassione, la
pazienza e la tolleranza. Cominciamo il nostro percorso di crescita e
cominciamo a innalzare la nostra vibrazione per connetterci con il Mondo
della Verit Divina e sperimentare il Perdono Assoluto attraverso l'apertura
del cuore.
Il Perdono Tradizionale, se caratterizzato da una vibrazione assai elevata,
riconosce la profondit di questa verit spirituale: siamo tutti quanti
imperfetti, e l'imperfezione caratterizza la natura dell'umanit. Quando
guardiamo a un malfattore alla luce di tale consapevolezza, possiamo dire
in tutta umilt e con grande tolleranza e compassione: Anche io sono
questo. Riconosciamo, cio, che anche noi siamo completamente capaci di
qualsiasi atto di cui sia stata accusata quella persona. Avendo assunto
consapevolezza del nostro lato ombra, sapremo che tutti gli esseri umani

hanno il potenziale di nuocere agli altri, di uccidere, stuprare, violentare


bambini o annientare 6 milioni di persone. Tale conoscenza ci permette di
attingere alla nostra umilt, e ci rende gentili e misericordiosi non solo
verso l'accusato, ma anche verso noi stessi, giacch nell'accusato
riconosciamo la nostra inerente imperfezione, la nostra ombra. Tale
riconoscimento ci porta molto vicini al rinunciare a ci che abbiamo voluto
proiettare il che corrisponde al primo passo fondamentale del Perdono
Assoluto. Anche nel Perdono Assoluto contempliamo con amorevolezza
l'inerente imperfezione della natura umana, ma cogliamo altres la
perfezione nell'imperfezione.
Il Perdono Assoluto riconosce che il perdono non questione di imposizioni
o di concessioni. Dobbiamo essere disposti a perdonare e poi affidare
l'intera situazione al nostro Potere Superiore. Il perdono, di qualsiasi
genere, non scaturisce dallo sforzo, ma dall'apertura, dalla disponibilit a
sperimentarlo.
Figura 4Le differenze tra il Perdono Tradizionale e il Perdono Assoluto.
Che cosa NON perdono
Nel cercare di definire il perdono, dobbiamo chiarire bene che cosa NON
perdono. Molto di quello che passa per perdono soltanto ci che definisco
pseudoperdono.

Mancando di autenticit, lo pseudoperdono spesso non nient'altro che


una miscela di giudizio elegantemente impacchettato e di risentimento
malcelato, soltanto la maschera del perdono. Nello pseudoperdono non
c' vera volont di perdonare, e lungi dalla ridurre la coscienza della
vittima, non fa che incrementarla. Tuttavia, non facile determinare la linea
di confine tra il pseudoperdono e il perdono comune.
Esempi di pseudoperdono
Gli esempi che seguono sono elencati in ordine di chiarezza decrescente,
cominciando da quelli che sono chiaramente false forme di perdono fino a
concludere con quelli che si avvicinano di pi al Perdono Tradizionale.
Perdonare perch ci si sente obbligati. Si tratta di un perdono
totalmente privo di autenticit, eppure un comune punto di partenza.
Molti sentono di dover perdonare perch la cosa giusta da fare, o
addirittura perch ritengono che sia spirituale esercitare il perdono.
Comunque sia, si parte dal presupposto di dover perdonare.
Perdonare in virt della propria rettitudine. Questa la vera antitesi del
perdono. Se perdoniamo gli altri perch pensiamo di essere retti e saggi,
mentre gli altri sono degli sciocchi, dei miserabili di cui abbiamo piet, non
perdono ma pura arroganza.

Concedere il perdono, ovvero condonare. Si tratta di autentica


autoillusione. Non possediamo il potere di concedere il perdono a nessuno.
Quando concediamo il nostro perdono, ci atteggiamo a Dio. Il perdono non
qualcosa che possiamo controllare: accade quando siamo disponibili e
aperti.
Fare finta di perdonare. Fare finta di non essere arrabbiati per qualcosa
per cui in realt ci sentiamo ancora arrabbiati, non rappresenta tanto una
opportunit di perdonare ma di negare la propria rabbia. Ci costituisce una
forma di autonegazione. Quando facciamo qualcosa del genere, lasciamo
che gli altri ci trattino come il proverbiale zerbino. Un comportamento del
genere scaturisce di solito dalla paura del non saper perdonare, dell'essere
abbandonati, o dalla credenza che l'espressione della rabbia sia
inaccettabile.
Perdonare e dimenticare. In tal modo creiamo soltanto negazione.
Perdonare non significa semplicemente cancellare quanto accaduto. Le
persone sagge perdonano, ma non dimenticano. Si sforzano di riconoscere
il dono presente in una certa situazione e di ricordare la lezione che gli
stata trasmessa.
Scusare. Quando perdoniamo, spesso lo facciamo con tutta una serie di
spiegazioni o di scusanti per la persona che perdoniamo. Per esempio, a
proposito dei nostri genitori potremmo dire: Mio padre ha abusato di me

perch i suoi genitori hanno fatto lo stesso con lui. Non poteva fare di
meglio!. In realt, il perdono deve includere il lasciar andare il passato e
rifiutare di essere controllati da esso. Se c' una spiegazione che ci aiuta
concretamente a lasciar andare, potr esserci utile in tal senso, ma
dobbiamo tenere presente che una spiegazione non rimuove l'idea che sia
successo qualcosa di sbagliato. Quindi, nella migliore delle ipotesi, si
tratter soltanto di Perdono Tradizionale. Inoltre, implica una certa
rettitudine morale, un atteggiamento giudicante dietro il quale potrebbe
nascondersi la rabbia. D'altro canto, capire i motivi per cui una certa
persona si comportata cos e sviluppare empatia nei suoi confronti, ci
riconnette alle nostre stesse imperfezioni e apre le porte alla compassione
e alla misericordia, inducendo la vibrazione superiore del Perdono
Tradizionale, ma non riuscendo ad abbracciare tutto il potenziale del
Perdono Assoluto.
Perdonare la persona ma non il suo comportamento. Si tratta di un
approccio soprattutto intellettuale che potr anche essere descritto in
termini di perdono, ma resta comunque carico di giudizio e di un senso di
probit. Inoltre, comporta problemi pratici e semantici. Come possiamo
separare un omicida dall'atto dell'omicidio?

Quest'ultimo esempio solleva la questione della responsabilit e del


rispondere dei propri gesti, che rappresenta per l'appunto il tema del
prossimo capitolo.
Note
1 Joan Borysenko, Vivere senza colpa, come guarire e nutrire il tuo bambino
interiore, Gruppo Editoriale Futura, Breno, 1998.
Responsabilit
indispensabile fare la massima chiarezza su questo punto: il Perdono
Assoluto non ci esenta dalle nostre responsabilit nei confronti di questo
mondo. Siamo esseri spirituali che stanno facendo un'esperienza umana, in
un mondo governato da specifiche leggi, sia fisiche, sia formulate dalla
societ, quindi nel nostro agire in questa dimensione dobbiamo
necessariamente tenerne conto. Si tratta di una componente irrinunciabile
della nostra esperienza umana e non possiamo trascurarla.
Per dirla altrimenti, quando creiamo circostanze in virt delle quali
danneggiamo il nostro prossimo, dobbiamo accettare che nel Mondo
delFUmanit tali azioni abbiano specifiche conseguenze. Sebbene dal punto
di vista del Perdono Assoluto l'interpretazione che tutte le parti implicate
nella situazione stanno ricevendo ci di cui hanno bisogno, anche vero
che sperimentarne le conseguenze, come finire in prigione, essere multati,

dovercene vergognare ed esserne considerati responsabili, fa parte della


lezione che stiamo imparando e, dal punto di vista spirituale, anche
questo perfetto.
Mi viene spesso chiesto se, in una circostanza in cui qualcuno ci ha arrecato
danno, e la reazione abituale sarebbe di citarlo in giudizio per essere
risarciti, dato il punto di vista del Perdono Assoluto dovremmo comunque
intraprendere tale procedura. La risposta : S!. Viviamo nel Mondo
dell'Umanit, che opera in base ai parametri della legge di causa ed effetto.
Ci significa che per ogni azione c' una reazione
precisa che le corrisponde. All'inizio di questo nostro percorso abbiamo gi
visto come tutte le nostre azioni comportino delle conseguenze. Se non
fossimo considerati responsabili per le nostre azioni, il perdono non avrebbe
alcun significato, n alcun valore. Se sulle nostre spalle non pesasse alcuna
responsabilit, qualsiasi cosa facciamo sembrerebbe priva di valore e di
peso. Per esempio, quando i genitori impongono una disciplina corretta ai
loro figli, questi la interpretano come cura e amore, sempre che sia
applicata nei giusti termini. Per contro, quando i genitori li lasciano fare
quello che vogliono, i figli hanno la netta impressione che non gli vogliano
bene. I bambini sono ben consapevoli di come va il mondo!
Tuttavia, la misura in cui reagiamo alle azioni negative degli altri con un
senso di orgogliosa indignazione, dolore, vendetta e risentimento, invece

che con il desiderio genuino di equilibrare la nostra valutazione sulla base


dei principi dell'equit, della libert e del rispetto degli altri, finisce per
determinare il nostro livello di perdono. La tipica indignazione del giusto
rispetto a chi gli ha fatto un torto, o la volont di vendetta, per quanto ci
sembrino giustificate, riducono la frequenza della nostra vibrazione. Per
contro, difendere i principi fondamentali e agire con integrit innalza la
nostra vibrazione. E pi alta la nostra vibrazione, pi ci avviciniamo al
Mondo della Verit Divina, e quindi siamo capaci di esercitare il Perdono
Assoluto.
Il celebre scrittore Alan Cohen ha raccontato una storia che ben illustra
questo punto. Una volta un suo amico fu implicato in circostanze che
portarono alla morte di una ragazza. A causa della sua responsabilit
rimase in prigione per molti anni. Accett quella punizione e, durante la sua
detenzione, si comport in tutto e per tutto come un prigioniero modello.
Tuttavia, il padre della ragazza, uomo ricco e influente con amici in alto
loco, aveva giurato che lo avrebbe fatto rimanere in prigione il pi a lungo
possibile. Quindi, ogni qualvolta l'amico di Alan aveva una possibilit di
essere liberato su cauzione, il padre della ragazza interveniva dedicando
tutto il suo tempo e il suo denaro, e facendo leva su tutti gli appoggi di cui
godeva, perch la libert condizionata gli fosse negata. Dopo tutta una
serie di tentativi infruttuosi, Alan chiese a quel suo amico come si sentisse

a fronte del comportamento del padre della ragazza. Ebbene, il suo amico
rispose che lo perdonava, ogni giorno della sua vita, e pregava per lui,
perch era ben consapevole del fatto che era il padre della ragazza a
trovarsi in una prigione ancor pi dolorosa.
In effetti, quel padre che non era capace di superare la sua rabbia, la sua
tristezza e il suo dolore, era totalmente preda del suo bisogno di vendicarsi.
Non riusciva a sfuggire alla prigione della sua coscienza di vittima. Persino il
Perdono Tradizionale gli era inaccessibile. D'altro canto, l'amico di Alan
aveva rifiutato il ruolo della vittima e abbracciato l'amore come unica
possibilit. La sua vibrazione superiore gli consentiva di praticare il Perdono
Assoluto.
Tornando alla questione se sia pi o meno giusto fare appello in tribunale
quando qualcuno ci arreca danno, dovremo senz'altro cercare di fare in
modo che gli altri siano resi responsabili delle loro azioni. Ma attenzione,
anche dopo aver deciso di fare causa a qualcuno, dobbiamo, come si dice
fra gli alcolisti anonimi, pregare sia per quel figlio di... sia per noi stessi.
(Tra l'altro, occorre notare che non c' bisogno che qualcuno ci piaccia per
poterlo perdonare!). In altri termini, affidiamo tutto quanto al nostro Potere
Superiore. Riconosciamo che l'Amore Divino opera nel contesto di qualsiasi
situazione, e che ogni persona riceve esattamente ci che vuole. Ci

significa che riconosciamo che ogni situazione perfetta cos com', anche
se in certi frangenti assai difficile riconoscerlo.
Ho avuto un'occasione di farne esperienza io stesso, proprio appena
completata la stesura di questo libro, nel momento in cui stavo cercando
qualcuno per aiutarmi a metterlo sul mercato. Un mio amico mi aveva
raccomandato una certa persona, cos mia moglie JoAnna e io andammo a
incontrarla. Sembrava perfetta e non avevo motivo di dubitare delle sue
capacit o della sua onest. Peraltro buffo come funzioni l'universo la
scadenza per far rientrare il mio libro nella lista dei "volumi in corso di
stampa" era il giorno seguente. Si trattava di un riferimento importante per
gli ordini delle librerie, quindi era una scadenza che non andava superata,
perch ci significava perdere un anno intero. Ma ci significava anche che
mi ritrovavo costretto a firmare un contratto con quella donna. Come se ci
non bastasse, ci implicava anche un esborso di 4000 dollari, che mi furono
chiesti tutti e subito, nonch la cessione del 15% dei ricavi delle vendite.
Non avevamo 4000 dollari, ma JoAnna riusc in qualche modo a racimolarne
2900. Il resto l'avremmo pagato a rate mensili. E cos firmammo. Sebbene
si fosse trattato di una scelta precipitosa, ero contento di essere riuscito a
delegare a qualcun altro una parte del mio progetto.
E poi, una volta uscito il libro, mi resi conto gradualmente che, un mese
dopo l'altro, continuavo a dovermi occupare di un sacco di cose, che in

realt avrebbe dovuto fare lei, cos come stabilito dal nostro contratto. Per
esempio, ero io a gestire le vendite, rinvio delle copie per le recensioni,
eccetera. In sostanza, non c'era alcun segno del risultato dei suoi sforzi.
Cercai di capirci qualcosa, e dopo poco arrivammo a un faccia a faccia.
Scoprii che in pratica non aveva fatto niente. Ovviamente neg e si difese,
ma quando le chiesi di vedere le lettere e le prove che dimostravano che
aveva rispettato gli impegni, non pot mostrarmi nulla. La licenziai,
invalidai il contratto per inadempienza e chiesi di essere rimborsato.
Ovviamente rifiut. Cos cominciai una procedura legale per recuperare i
miei soldi.
Come potrete immaginare, ero davvero infuriato. Ero finito anch'io nella
dimensione in cui finiscono inevitabilmente per ritrovarsi tutte le persone
che si immaginano di essere vittime delle circostanze! Si potrebbe
chiamarla "la terra desolata delle vittime"! E non ne ero affatto
consapevole: avevo il mio copione di vittima bello e pronto, e non perdevo
occasione per condividerlo con chiunque fosse pronto ad ascoltarmi. La mia
visione personale delle cose era che quella donna mi aveva derubato dei
miei soldi e dovevo essere risarcito. Cero davvero caduto dentro fino in
fondo, e rimasi in quello stato per diverse settimane... e dire che si
supponeva che io fossi il signor Perdono in persona!

Fortunatamente, una sera venne a cena un'amica che, molti anni prima,
aveva partecipato al mio primo seminario. Quando le raccontai tutto
quanto, la sua risposta fu: Ebbene, hai riempito il tuo foglio di lavoro per
elaborare tutto ci alla luce del Perdono Assoluto?. Ovviamente non
l'avevo fatto. Anzi, non mi era neppure passato per la mente. No, non ho
fatto nessun foglio di lavoro, le risposi, ancor pi seccato. E non pensi
che dovresti farlo?, mi chiese la mia amica Lucie. No, non voglio fare
nessun dannato foglio di lavoro!, strillai.
A quel punto intervenne anche mia moglie: Be', ma sarebbe il tuo foglio di
lavoro personale. Dovresti mettere in pratica quello che insegni!. A quel
punto non potevo pi obiettare, ero alle corde. Sempre arrabbiato, salii al
piano di sopra per prendere un foglio. Ero ben consapevole di farlo perch
mi ci avevano costretto, e lo sapevano anche mia moglie e la nostra amica.
Per essere precisi, era l'ultima cosa al mondo che avrei voluto fare, ma
fortunatamente non mi fu concessa alcuna possibilit di scampo. Passai da
un punto all'altro del foglio in tutta furia, con ben poca dedizione. E poi,
quando ero arrivato quasi a met, mi imbattei nella frase: Rilascio il mio
bisogno di incolpare gli altri e di mettermi dalla parte del giusto. Colpito e
affondato: il bisogno di aver ragione! Improvvisamente mi fu evidente in
che cosa avevo sempre voluto aver ragione: la mia credenza originaria era

che in realt avrei dovuto fare tutto da solo! Queirincidente era


semplicemente una manifestazione esterna di quella credenza. Tutte
le altre volte in cui avevo inconsciamente messo le premesse per incappare
in delusioni analoghe mi sfilarono immediatamente davanti agli occhi. A
quel punto vidi, e compresi pienamente, che quella donna mi stava
aiutando ad acquisire consapevolezza di quella mia credenza tossica, di
modo che potessi lasciarla andare e aprirmi all'abbondanza dell'esistenza.
La mia rabbia evapor tutta quanta, all'istante, e compresi in che modo mi
ero tagliato fuori da quella stessa comprensione profonda in cui credevo e
che andavano insegnando in giro. Arrossii di vergogna, ma almeno ero di
nuovo consapevole. Ero finalmente in grado di percepire quella donna come
"un angelo di guarigione", e dalla rabbia e il risentimento passai a una
sensazione di profonda gratitudine e di amore nei suoi confronti.
Oltre ad aver ottenuto quella magnifica guarigione, mi era stata anche
impartita una profonda lezione di umilt su quanto fosse facile dimenticare
la dimensione spirituale e lasciarsi risucchiare nel dramma dell'io, per poi
restarci invischiato a lungo. Si trattava di una spaventosa dimostrazione del
potere del mio io, che era pur sempre capace di alienarmi dalla mia Fonte e
da qualsiasi cosa in cui credevo profondamente. E fu anche una potente
dimostrazione del perch abbiamo tutti quanti bisogno di amici spirituali

che ci sostengano senza abboccare quando "vogliamo fare la vittima", e


che siano pronti a metterci alla prova.
Peraltro, immagino che i lettori a questo punto si chiederanno se, dopo aver
compreso che quella donna rappresentava un angelo di guarigione,
rinunciai alla procedura giudiziaria nei suoi confronti. Ebbene, posso
assicurarvi che ho a lungo esitato di fronte a questo interrogativo.
Alla fine ho riconosciuto che, sebbene fossi ormai in grado di percepire la
verit secondo la prospettiva del Mondo della Verit Divina, quella
situazione era profondamente radicata nel Mondo dell'Umanit. Quindi, le
offrii due volte una mediazione e ottenni due secchi rifiuti.
A quel punto andai avanti con la procedura, concludendo che la sua anima
aveva bisogno di sperimentare proprio quello, altrimenti si sarebbe tratta
d'impaccio nel momento stesso in cui le avevo offerto un accordo. E cos
affrontai la situazione mantenendo il cuore aperto, sicuro che ne sarebbe
scaturito il risultato ideale. La corte decise a mio favore ordinando il
rimborso di quasi tutta la somma. Quel denaro non lo vidi mai pi, ma non
importa. Fatto sta che ci eravamo affidati a quella procedura e in quel
frangente avevamo fatto tutto ci che sembrava necessario.
Comunque sia, la verit che se anche avessi deciso diversa mente, non
avrebbe avuto alcuna importanza: lo Spirito avrebbe trovato qualche altra

soluzione, e in definitiva tutto sarebbe andato per il meglio, come sempre


accade. L'idea che siano le nostre decisioni a influenzare l'andamento
generale delle cose non che un puerile tentativo dell'io, che continua a
fare del suo meglio per alimentare la percezione di una individualit
speciale e separata dagli altri. Ma non cos: l'universo finir per sistemare
tutto quanto, qualsiasi cosa decidiamo. Peraltro, il modo in cui compiamo
quelle stesse decisioni sulla base di amore o di paura, di avidit o di
generosit, di falso orgoglio o di umilt, di disonest o integrit ha un
significato per noi stessi, giacch ogni decisione compiuta influenza la
nostra vibrazione.
Un'altra situazione rispetto cui mi viene sempre chiesto un parere quella
che vede i bambini vittime di qualche violenza. La domanda che mi sento
immancabilmente rivolgere la seguente: se ipotizziamo che la crescita
spirituale del bambino in questione tragga alimento da quell'esperienza,
dovremmo intervenire oppure no, visto e considerato che interferire
significherebbe negare all'anima di quel bambino la sua esperienza di
crescita? La mia risposta sempre che, in quanto esseri umani, dobbiamo
fare ci che riteniamo giusto in accordo con la nostra attuale
consapevolezza della giustizia, cos come definita dalle leggi umane. Quindi
agiamo di conseguenza, mantenendo la

consapevolezza che, a livello spirituale, non sta accadendo niente di


sbagliato. Ma ovviamente dobbiamo intervenire. In quanto esseri umani,
non possiamo fare altrimenti. Il nostro intervento, per, non n giusto n
sbagliato, giacch comunque sia lo Spirito avrebbe risolto la faccenda.
La mia teoria che, se per l'anima del bambino in questione meglio che
nessuno intervenga, lo Spirito sistemer le cose in modo da evitare che
qualcuno possa interferire. Per dirla altrimenti, se meglio che non
interveniamo, lo Spirito far in modo che non ci rendiamo neppure conto
della situazione. Per contro, se lo Spirito ci ha resi consapevoli della
situazione, probabilmente il nostro intervento non implica alcun problema.
Alla fine, non si tratta neppure di una decisione veramente nostra!
Peraltro, allorch interveniamo, lo facciamo senza lasciarci condizionare
dalla mente giudicante, o dalla necessit di dare la colpa a qualcuno. Lo
facciamo e basta, ben consapevoli che l'universo ha messo in scena quella
situazione per uno specifico motivo, e che ogni cosa , a suo modo, sempre
perfetta.
La terapia
del Perdono Assoluto
Nella storia di Jill non c' niente di insolito. In realt, potrebbe trattarsi della
storia di chiunque altro. proprio per questo motivo che, sin dalla prima

edizione di questo libro, che risale al 1997, a oggi ho ricevuto migliaia di


lettere, email e telefonate, tutte di persone che mi dicevano di essersi
profondamente immedesimate in quella storia e di averla sentita come se
fosse la loro. Per molte delle persone che l'hanno letta, tale storia
commovente ha rappresentato l'inizio della guarigione, proprio come
accadde a Jill.
Nella misura in cui la storia di Jill esemplifica molti dei problemi relazionali
apparenti, fornisce anche un ottimo esempio di come il Perdono Assoluto
possa essere applicato ai pi comuni problemi del nostro quotidiano, e
dimostra la sua validit quale alternativa radicale al counseling e alla
psicoterapia tradizionale. Ormai nota come RFT (Radicai Forgiveness
Therapy), ovvero "Terapia del Perdono Assoluto".
La cosa un po' ironica, giacch uno dei principi del Perdono Assoluto
che, malgrado tutto sembri dimostrare il contrario, in quanto sta accadendo
non c' nulla di sbagliato e non c' nulla da cambiare. Come pu quindi
trattarsi di una terapia? Dopotutto, il principio fondamentale alla base del
Perdono Assoluto che, senza alcuna eccezione, qualsiasi cosa ci accada
guidata dal divino, ha un suo scopo e in definitiva volta al
nostro bene. Peraltro, il concetto stesso di terapia implica che ci sia
qualcosa che non andato per il verso giusto, e che deve essere cambiato.

Quando andiamo da un terapista, ci aspettiamo che si ponga questi


interrogativi essenziali:
1. Che cosa non va in questa persona o nelle circostanze che si trova a
vivere?
2. Che cosa l'ha portato a trovarsi in una situazione del genere?
3. Come posso risolvere il suo problema?
Dal momento che nel Perdono Assoluto non possiamo servirci di nessuna di
queste domande, com' possibile che si tratti pur sempre di una modalit
terapeutica? La risposta la troviamo proprio nel modo in cui ha funzionato
per Jill.
Come ricorderete, all'inizio della sua storia sono intervenuto sulla base del
comune riconoscimento implicito che lei si trovasse ad affrontare un
problema, che Jeff ne fosse la causa fondamentale e che il solo modo di
reagire fosse cercare una soluzione. Per un certo tempo ho percorso al suo
fianco questo cammino tradizionale. stato soltanto quando ho sentito che
era arrivato il momento giusto che le ho proposto un approccio
completamente diverso: quello del Perdono Assoluto.
A quel punto ho dovuto spiegarle che la conversazione avrebbe preso una
piega completamente diversa e che mi sarei servito di una serie di

presupposti alternativi. In particolare, stavo passando a una nuova serie di


domande, che erano per l'esattezza:
1. Che cosa c' di perfetto in ci che le sta accadendo?
2. Come si rivela tale perfezione?
3. Come posso cambiare le sue prospettive di modo che possa accettare
che nella sua situazione ci sia un certo grado di perfezione?
Posso assicurare i lettori che nella percezione originaria che Jill aveva del
suo problema con Jcff, come del resto riguardo tutte le precedenti
esperienze col suo ex marito, non c'era la bench minima traccia dell'idea
che ci fosse qualcosa di perfetto. Anzi, Jill sentiva chiaramente che in tutto
quanto le stava accadendo c'era manifestamente qualcosa di negativo o di
sbagliato. E la maggior parte dei testimoni sarebbe stata d'accordo con lei.
Tuttavia, come abbiamo visto, la sua guarigione potuta accadere soltanto
quando ha compreso che, in realt, in nessuna delle sue esperienze c'era
qualcosa di sbagliato, inoltre non era proprio la vittima di nessuno. Lungi
dall'essere suo nemico, Jelf era in realt il suo angelo di guarigione.
Lentamente, Jill ha potuto rendersi conto che in ogni momento della sua
vita c'era una guida divina che la stava aiutando a guarire la sua
precedente interpretazione errata, e il relativo sistema di false credenze
che per anni le aveva impedito di manifestare il suo vero s. Alla luce di

tutto ci, ogni situazione in cui si era trovata, compreso ci che le stava
accadendo con Jcff, rappresentava un dono della grazia.
In sostanza, potremmo definire la terapia del Perdono Assoluto un processo
di educazione, anzich un processo terapeutico. Il terapista, o coach, come
preferisco chiamarlo, non si propone di aggiustare le cose per la persona
che si trova di fronte, ma di aiutarla illuminandone la visione. Quella del
Perdono Assoluto una filosofia spirituale che trova applicazioni pratiche
nella vita delle persone nella misura in cui fornisce una prospettiva
spirituale che possono utilizzare, sotto forma di selfhelp, in qualsiasi
problema o difficolt si trovino ad affrontare.
Il piano divino non fisso. In qualsiasi punto del suo dispiegarsi, c' sempre
una possibilit di scelta. Il Perdono Assoluto consente di assumere una
prospettiva diversa e di intraprendere nuove direzioni, basate su tale
comprensione profonda.
La storia di Jill dimostra quanto possa essere difficile effettuare un tale
cambiamento di prospettiva. Malgrado gli indizi
fossero chiaramente manifesti, stato necessario parlarne a lungo e
elaborare il suo dolore emotivo, prima che Jill si aprisse a una
interpretazione differente e a una nuova comprensione della sua esistenza.

Ci particolarmente vero riguardo ai presupposti tradimenti del suo ex


marito.
Potete ben immaginare quanto possa essere difficile far accettare l'idea del
Perdono Assoluto a una vittima dell'Olocausto, o a qualcuno che appena
stato stuprato, o che ha comunque subito qualche altra grave violenza. In
effetti, buona parte del lavoro preliminare nella terapia del Perdono
Assoluto implica la creazione dei presupposti necessari affinch ci sia la
disponibilit a cogliere Yeventuale perfezione di tutto ci che accaduto. E
anche quando risulta possibile, a seconda delle circostanze lo sviluppo di
una tale ricettivit pu richiedere molto tempo, e quasi sempre necessita di
un notevole lavoro preliminare di rilascio emotivo. Resta comunque
assolutamente possibile. Posso dirlo perch sono stato testimone della
guarigione di persone che avevano vissuto esperienze orribili e che sono
riuscite a trasformare la loro visione in un brevissimo periodo di tempo.
Comunque sia, resta il fatto che alcune persone potrebbero non giungere
mai al livello di ricettivit necessaria per aprirsi al Perdono Assoluto. In
sostanza, non riusciranno mai ad abbandonare quel loro sentirsi vittime
delle circostanze. D'altro canto, quelli che riescono a cogliere, anche per un
solo
istante,
la
perfezione
della
loro
situazione,
ottengono
automaticamente la capacit di abbandonare le loro emozioni di vittime e

di liberarsene. Jill stata una di queste persone. Lei e Jeff sono rimasti
insieme e sono tuttora felicemente sposati.
proprio questo il punto di forza di questo metodo, giacch, come vedremo
nei successivi capitoli, rinunciare alla condizione di vittima costituisce la
chiave per la guarigione, per la conquista del potere personale e
dell'evoluzione spirituale. Abbiamo sviluppato, da eoni, un'incredibile
dipendenza dall'archetipo della
vittima, e oggi, all'ingresso nell'et dell'Acquario (i prossimi 2000 anni di
evoluzione spirituale), dobbiamo rispondere alla chiamata, lasciar andare il
passato, rilasciare l'archetipo della vittima ed essere pi consapevoli della
vita in questo preciso istante.
Per riuscirci, ci sono tuttavia alcuni prerequisiti fondamentali. Innanzitutto,
la ricettivit da cui in definitiva dipende tutto il processo del Perdono
Assoluto richiede la nostra apertura a percepire le cose da un punto di vista
spirituale. Non c' un particolare riferimento a una specifica religione, e non
ne esclusa nessuna, ma bisogna perlomeno credere in un Potere o in una
Intelligenza Superiore, nonch nell'esistenza di una realt spirituale che al
di l del nostro mondo fisico. Un punto di vista strettamente ateo non pu
consentirci di accedere al Perdono Assoluto, n pu fare in modo che la
terapia del Perdono Assoluto possa funzionare. Come vedremo, per
ottenere il Perdono Assoluto in una realt della nostra vita, dobbiamo

essere perfettamente capaci di comprendere che possiamo esistere in


entrambe le dimensioni simultaneamente.
Detto ci, il Perdono Assoluto pu essere spiegato in termini assolutamente
rispettosi e compatibili con qualsiasi credenza e fede religiosa. Pu essere
illustrato in modo da accordarsi con i sistemi di credenze esistenti, cos da
permetterne l'ascolto nella massima serenit. Comunque sia, una porzione
considerevole della terapia del Perdono Assoluto non ha bisogno di essere
convalidata da idee esoteriche o forme di misticismo. Rimozione, negazione
e proiezione sono concetti fermamente radicati nella teoria psicologica pi
moderna. Ecco perch i meccanismi del Perdono Assoluto possono essere
pienamente spiegati anche in termini scientifici.
Una cosa certa: miscelare la terapia tradizionale con la terapia del
Perdono Assoluto non pu funzionare. Non mi stancher mai di ripeterlo. Gli
interrogativi e i presupposti alla base delle due forme sono semplicemente
troppo diversi. Qualsiasi terapista che aggiunga la terapia del Perdono
Assoluto al suo sistema dovr per prima cosa assumere piena
consapevolezza delle differenze tra la terapia del Perdono Assoluto e quella
tradizionale, essere pienamente in grado di chiarirle a un paziente e
preoccuparsi di mantenerle completamente distinte.
In linea di massima, la terapia del Perdono Assoluto utile alle persone che
non si trovano in uno stato di patologia mentale, ma che hanno

semplicemente bisogno di aiuto nell'af frontare le situazioni che si trovano


a vivere. Tuttavia, nel caso di un soggetto con gravi problematiche,
profondo dolore represso e complessi meccanismi di difesa, sar opportuno
fare ricorso all'intervento di uno psicoterapeuta qualificato, capace anche di
servirsi della terapia del Perdono Assoluto.
La tecnologia del Perdono Assoluto estremamente semplice, al punto da
poter trarre in inganno, eppure sorprendentemente efficace in quanto
terapia per l'anima che si rivolge sia ai singoli individui, sia ai gruppi etnici,
alle razze e persino ai paesi. Per esempio, ho tenuto seminari per ebrei e
altri gruppi di persone storicamente perseguitate, che avevano
immagazzinato dolore nella loro identit di gruppo o di razza, e ho potuto
assistere a straordinari cambiamenti nella loro coscienza. Sono riusciti a
lasciar andare un dolore collettivo, e cos facendo, ne sono convinto, hanno
contribuito a guarire la coscienza collettiva del loro gruppo di appartenenza
per molte generazioni a ritroso. Nel 2001, ho applicato tale modalit per
contribuire alla guarigione di un conflitto vecchio di 200 anni, che cominci
quando i primi carcerati inglesi giunsero in Australia e cominciarono a
decimare sistematicamente la popolazione aborigena. Oggi come oggi nella
popolazione australiana bianca c' un grande desiderio di dire: Ci dispiace
profondamente!, cos come da parte degli Aborigeni c' bisogno di
perdonare, di modo che entrambe le popolazioni possano passare ad altro e

cominciare a lavorare come una unica Australia. Nel mio volume


Reconciliation Through Radicai Forgiveness,' pubblicato solo in Australia,
sostengo che soltanto una tecnologia spirituale come quella del Perdono
Assoluto possa favorire la riconciliazione, e ho fornito a queste persone gli
strumenti perch questa diventi realt. Porter quegli stessi strumenti in
altri posti del mondo, ovunque ci siano divisioni razziali, compresi gli Stati
Uniti, e metter in atto lo stesso processo di guarigione.
E possibile ottenere un addestramento e un certificato di coach e terapista
di Perdono Assoluto attraverso YInstitute for Radicai Forgiveness Therapy
and Coaching Ine., con sede ad Atlanta, in Georgia. Tale certificazione
disponibile sia per i professionisti abilitati che desiderano aggiungere al loro
curriculum questo metodo terapeutico, sia per i non professionisti che
desiderano semplicemente aiutare gli altri ad applicare il Perdono Assoluto
ai problemi quotidiani. Il Perdono Assoluto risulta valido ed estremamente
potente anche nel mondo degli affari, dove si dimostra essere una
tecnologia capace di identificare i blocchi energetici nel contesto della
societ e delle istituzioni, per poi procedere al loro rilascio. Gli effetti sui
profitti possono essere straordinari, e proprio per tale motivo che un
notevole numero di consulenti d'affari ha gi intrapreso l'addestramento
necessario.
Note

1 Letteralmente, Riconciliazione attraverso il Perdono Assoluto;


NAT.
6
I meccanismi dell'io
In materia di natura spirituale, di solito non ci vuole molto prima che la
conversazione affronti le tematiche dell'io. Il Perdono Assoluto non fa
eccezione, giacch l'io sembra assumere un ruolo centrale. Di che cosa
fatto l'io, e qual il suo ruolo nel Perdono Assoluto? Ritengo che si possa
rispondere in almeno due modi diversi. In una prima versione delle cose,
l'io viene tratteggiato come un nemico, in una seconda lo consideriamo
invece un amico.
Secondo il punto di vista dell''iocomenemico, il responsabile della nostra
condizione di separazione dalla Fonte l'io stesso, preoccupato unicamente
della propria sopravvivenza. Sulla base di un presupposto del genere,
prendiamo a considerarlo come un nemico spirituale, e iniziamo una guerra
nei suoi confronti. Sono molte le discipline spirituali che traggono spunto da
questo presupposto fondamentale e che chiedono che l'io venga
abbandonato o trasceso, condizione sine qua non per la crescita spirituale.
Nel modello dell'io comeamico, l'io viene invece considerato parte

integrante dell'anima, incaricato di agire come guida amorevole per la


nostra esperienza umana.
Preferisco pensare che ci sia del vero in entrambe queste versioni sebbene,
a prima vista, sembrino incompatibili. Consentitemi di spiegarle una alla
volta, cos come sono giunto a capirle io stesso, di modo che possiate poi
farvene un'idea personale.
1. Lio come Nemico
In questo modello l'io viene considerato esistere sotto forma di una serie di
credenze profondamente radicate, relative a ci che siamo in relazione allo
Spirito, credenze che si sono formate quando abbiamo sperimentato la
nostra separazione dalla fonte divina. In pratica, si potrebbe dire che l'io sia
la credenza stessa della realt di tale separazione.
Ci viene spiegato che al momento della separazione l'io ci avrebbe spinto a
credere che Dio fosse molto irritato per quel nostro esperimento. Ci
avrebbe immediatamente alimentato in noi un enorme senso di colpa. L'io
avrebbe successivamente ricamato su tale versione dei fatti, inducendoci a
credere che Dio ci avrebbe dato quel che meritiamo, punendoci
severamente per quel grande peccato. A seguito della nostra credenza in
tale storia, il senso di colpa e il terrore hanno raggiunto proporzioni tali che
non abbiamo avuto altra scelta che reprimerle nel pi profondo

dell'inconscio. In tal modo ci siamo risparmiati Tesserne continuamente


consapevoli.
E una tattica che ha funzionato egregiamente, ma in realt abbiamo
continuato a temere che quelle sensazioni potessero emergere
nuovamente. Per porre rimedio a questo ulteriore problema, l'io ha
sviluppato una nuova credenza: la colpa non nostra, ma di qualcun altro.
Per dirla altrimenti, abbiamo cominciato a proiettare il nostro senso di colpa
sugli altri, in modo da potercene sbarazzare completamente. Ci siamo
dotati di un capro espiatorio. Poi, per assicurarci che la colpa restasse
fermamente radicata negli altri, li abbiamo fatti oggetto della nostra ira,
trattandoli con ostilit forsennata. (Per ulteriori e pi dettagliate
informazioni sulla negazione e la proiezione, si veda il capitolo 7).
E questa l'origine dell'archetipo della vittima, ed anche il motivo per cui la
specie umana continua a sentirsi obbligata ad attaccare e a difendersi dal
proprio prossimo. Dopo aver ag
LA STRUTTURA DELL'IO
gredito le persone su cui proiettiamo il nostro senso di colpa, temiamo che
possano a loro volta colpirci. Di conseguenza, creiamo forti apparati di
difesa con cui difenderci e proteggere ci che vediamo come la nostra
completa innocenza. In qualche misura sappiamo di essere colpevoli, quindi

pi ci difendiamo dall'attacco dei nemici, pi rinforziamo il nostro senso di


colpa. Ecco perch dobbiamo continuamente trovare qualcuno da odiare,
da criticare, da giudicare, da attaccare, da mettere dalla parte del torto, per
il semplice motivo che cos potremo avere una opinione migliore di noi
stessi. Tale dinamica rinforza continuamente il sistema di credenza dell'io,
ed proprio cos che l'io si assicura la propria sopravvivenza.
Basandoci su questo schema comportamentale di riferimento, possiamo
comprendere perch, nel corso di tutta la storia, gli esseri umani abbiano
sempre alimentato strenuamente la loro rabbia, e abbiano avuto un forte
bisogno di dividere l'umanit intera in vittime e persecutori, farabutti ed
eroi, vincitori e vinti, vincenti e sconfitti.
Inoltre, la nostra percezione del rapporto noi/altri riflette la separazione
interiore tra l'io da un lato con la sua credenza nella separazione, nella
paura, nella punizione e nella morte e lo Spirito dall'altro caratterizzato da
conoscenza dell'amore e della vita eterna. Proiettiamo tale divisione sul
mondo fisico in modo da riuscire sempre a percepire il nemico come
qualcosa di esterno, anzich ritrovarlo nel nostro intimo.
Sebbene tutti i sistemi di credenze diventino rapidamente resistenti al
cambiamento, il sistema di credenze dell'io non segue la stessa dinamica:
anzi, estremamente resistente al cambiamento! Mantiene un potere
enorme sulla nostra mente inconscia e, nel momento in cui si tratta di

decidere che cosa siamo, ha inevitabilmente la meglio. un sistema di


credenze talmente potente che sembra avere una identit propria, identit
che abbiamo appunto chiamato "io".
Siamo talmente intrappolati nella credenza in una tale separazione che
l'abbiamo trasformata nella nostra realt. Abbiamo continuato a vivere il
mito della separazione da Dio per interi eoni, trasformando in realt l'idea
che abbiamo scelto noi di separarcene, compiendo ci che stato definito
"peccato originale". In verit tale separazione non ha mai avuto luogo.
Continuiamo a essere parte di Dio, siamo sempre rimasti nell'Uno. Come
ricorderete, siamo esseri spirituali che stanno facendo la loro esperienza
umana. Di conseguenza, non c' nulla che possa essere definito peccato
originale.
Tutto ci ci stato rivelato da Ges stesso (mi riferisco alla verit sulla
nostra illusione) in uno scritto in tre volumi intitolato Un corso in miracoli,
opera di Ges e canalizzato attraverso una donna chiamata Helen
Schucman proprio allo scopo di dimostrarci l'errore della credenza nell'io, e
insegnarci la via del ritorno a Dio attraverso il perdono. (E interessante
notare come Helen fosse estremamente riluttante a canalizzare quei
messaggi e non abbia mai creduto a una sola parola di ci che ha
canalizzato). Contrariamente alla teologia cristiana predominante, molti
studiosi ritrovano queste stesse idee espresse nella Bibbia.

Tuttavia, contrariamente a quanto l'io vorrebbe farci credere, la verit che


siamo giunti su questo piano fisico con la benedizione divina e il suo amore
incondizionato. Dio non ha mai voluto privarci del nostro libero arbitrio e
della nostra capacit di scegliere, e non ci sar alcun intervento da parte
sua, a meno che non sia richiesto.
Fortunatamente, il Perdono Assoluto ci fornisce uno strumento ideale per
chiedere un ausilio del genere giacch, nel corso del processo, dimostriamo
concretamente a Dio di aver squarciato il velo dell'io e di aver capito che
solo l'amore verit e siamo una unica cosa con Dio, nonch con quelli che
inizialmente ci sembravano essere i nostri nemici.
2. L'io come Guida Amorevole
Ed ecco l'altro e pi amichevole modo di considerare l'io ripeto un'altra
volta che li considero ugualmente validi. Secondo quest'altra
interpretazione, lungi dall'essere il nostro nemico, l'io parte della nostra
anima: una parte che si mostra separata solo per avere un ruolo guida nel
Mondo dell'Umanit, fungendo da contraltare al S Superiore,
appositamente e in modo assolutamente perfetto.
Il suo ruolo quello di ancorarci nel Mondo dell'Umanit, cos da svolgere
appieno la nostra missione di esseri spirituali che stanno sperimentando
un'autentica esperienza umana. L'unico significato dell'esperienza umana

proprio quello di sperimentare ci che ci fornisce l'io: credenza nella


dualit, separazione e paura. Inoltre, dobbiamo sperimentare tali sensazioni
pienamente, a livello emotivo, cos da risvegliarci e ricordare che la verit
sta dall'altra parte.
Secondo questa interpretazione, l'io una guida che ci accompagna nel
nostro viaggio attraverso l'illusione e ci rifornisce di molte false idee che ci
manterranno intrappolati in essa. Ma non lo fa per malizia o per garantirsi
la sopravvivenza. Lo fa perch ci ama e sa che dobbiamo sperimentare
tutto ci per la nostra crescita spirituale.
Nel svolgere il suo compito, l'io non solo: c' al suo fianco il S Superiore,
che rappresenta la nostra seconda guida e che aspetta pazientemente per
tutto il corso del nostro viaggio nell'illusione dell'io, finch non siamo pronti
ad ascoltare la verit. E attraverso il gentile sussurrare del S Superiore che
ci svegliamo, un passo dopo l'altro, fino a ricordarci infine ci che siamo
realmente e a tornare alla nostra vera dimora. E questa la trasformazione e
l'illuminazione! E questo il viaggio dell'anria mentre ci troviamo nella
dimensione fisica. E non esistono scorciatoie. Se sia l'io che il S Superiore
non operassero la loro magia, non saremmo mai arrivati qui.
fvnluzloriF: tfilrifuulr
Mondo della Verit Divina

PREPARAZIONE
PfK L'INCARNAZIONE
Superiore
Monili)
Du.ilitj e irfUtt/ione
ESPERIENZA
EMOTIVA
Ricordo
Ttuforituzionc
Controllo
Illuminazione
Figura 611 viaggio deW anima.
Invito i lettori a prendere per vere entrambe le versioni
contemporaneamente. La mia percezione che la prima sia vera in termini
di spiegazione della nostra iniziale discesa nella forma fisica, e di come
siamo poi giunti a percepire tale evento (erroneamente), mentre la seconda
radicata in una verit pi profonda, ovvero il fatto che non esiste in noi
alcuna separazione di nessun genere.

Forse sono due interpretazioni diverse, forse no. Non lo so, e dopotutto non
importa. Ognuna di queste due defin
zioni mi aiuta a dare un senso a questa esperienza umana in termini di
verit spirituale, e sono sicuro che lo stesso varr anche per voi.
Scappatoie e capri espiatori
Se vogliamo guarire le nostre relazioni nel contesto del Perdono Assoluto,
assolutamente essenziale comprendere appieno il ruolo del duplice
meccanismo psicologico di autodifesa dell'io, basato su rimozione e
proiezione.
Operando sinergicamente,' repressione e proiezione causano immani
devastazioni sia nelle nostre relazioni che nella nostra vita. Il loro operare
congiunto produce e mantiene l'archetipo della vittima. Comprenderne il
funzionamento permette di rispondere adeguatamente al modo in cui l'io se
ne serve per mantenerci separati non solo gli uni dagli altri, ma anche da
Dio.
/. Rimozione
Operando come un normale meccanismo psicologico di difesa, la rimozione
entra in gioco allorch emozioni come il terrore, il senso di colpa o la rabbia
assumono proporzioni tali da far scattare un blocco mentale, cos da
escluderle completamente dalla nostra consapevolezza. In tal senso la

rimozione un dispositivo mentale di sicurezza estremamente potente,


perch in assenza di un meccanismo del genere potremmo facilmente
impazzire. Funziona cos bene che talvolta non c' pi nessun ricordo delle
nostre sensazioni ed emozioni, n degli eventi che le hanno scatenate.
Tutto ci resta escluso dalla nostra coscienza per giorni, mesi o addirittura
anni... talvolta persino per il resto della nostra vita!
Repressione
La rimozione non dovrebbe essere confusa con questo altro meccanismo di
difesa, simile ma meno potente. La repressione ha luogo allorch rifiutiamo
coscientemente di riconoscere emozioni che non vogliamo sperimentare o
esprimere. Sebbene siamo consapevoli della loro presenza, cerchiamo di
spingerle gi, di schiacciarle, proprio perch vogliamo a tutti i costi evitarle,
non doverci avere a che fare. Peraltro, la loro continua negazione per un
lungo periodo di tempo, potr portare una sorta di insensibilit, un risultato
in pratica equivalente alla loro rimozione.
Vergogna e rimozione
del senso di colpa
Il senso di colpa un'esperienza umana universale. Nel profondo della
nostra mente inconscia c' un enorme senso di colpa, una sorta di
vergogna primordiale che deriva dal pensiero (peraltro errato) di esserci

separati da Dio (il cosiddetto "peccato originale"). E qualcosa di talmente


forte che non possiamo fare a meno di rimuoverlo. Non abbiamo nessun
altro strumento per gestire emozioni di quel genere.
Attenzione per! Senso di colpa e vergogna non sono la stessa cosa. Ci
sentiamo in colpa quando abbiamo fatto qualcosa di sbagliato. La vergogna
ci porta a un senso di colpa che ci fa credere che in noi ci sia qualcosa di
fondamentalmente sbagliato. Facendo leva sulla vergogna, l'io ci porta a
una percezione distorta, per cui ci sentiamo intrinsecamente colpevoli e
cattivi nel pi profondo del nostro cuore. Non c' vergogna n senso di
colpa che sia cos profondamente radicato come la vergogna del peccato
originale, asse portante (bench assolutamente falso) del sistema di
credenze dell'io.
Come la vergogna blocca lenergia
Ai bambini capita spesso di provare vergogna, per esempio quando si fanno
la pip addosso, quando hanno un'erezione, quando manifestano rabbia,
sono vittime della timidezza, eccetera. Sebbene si tratti di situazioni del
tutto naturali, i bambini sperimentano comunque vergogna, e l'efetto
cumulativo di tali emozioni pu risultare intollerabile. Di conseguenza, la
vergogna viene rimossa, ma continua a dimorare nell'inconscio, cos come
nel corpo. Viene imprigionata nel sistema psicofisico a livello cellulare, fino
a creare un blocco energetico. Se trascurato per lungo tempo, quel blocco

finisce per produrre tutta una serie di problemi mentali ed emotivi, oppure
fisici, o entrambi. Oggi molti ricercatori riconoscono che la rimozione delle
emozioni una delle principali cause del cancro.
Emozioni rimosse
Per un bambino, un trauma pesante come la morte di un genitore pu
risultare talmente intollerabile che le relative emozioni vengono rimosse.
Analogamente, eventi apparentemente insignificanti, come una critica priva
di valore a cui invece attribuiamo un'importanza esagerata, fino a giungere
alla conclusione che sia colpa nostra, possono anch'essi causare la
rimozione di un'emozione. Per esempio, spesso i bambini finiscono per
pensare che il divorzio dei genitori sia colpa loro. Alcune ricerche lasciano
ipotizzare che i bambini ricordino le conversazioni dei loro genitori,
avvenute allorch si trovavano nell'utero materno. Una lite circa una
gravidanza non voluta, registrata dal bambino prima della sua nascita, pu
farlo sentire indesiderato e fargli temere di essere abbandonato. Emozioni
del genere possono essere rimosse persino in una fase estremamente
precoce dell'esistenza del bambino.
Senso di colpa generazionale
I gruppi, e persino le nazioni, sono soliti rimuovere i sensi di colpa
accumulati nel corso di un'intera generazione. Ci senza ombra di dubbio

accaduto in America, tra neri e bianchi, a causa della schiavit. I problemi


razziali che sperimentiamo tuttora negli Stati Uniti, scaturiscono dal senso
di colpa rimosso e non risolto nell'animo dei bianchi, e dalla rabbia rimossa
e non risolta dei neri.
Il lato oscuro
Sperimentiamo, inoltre, una profonda vergogna per tutti quegli aspetti di
noi stessi che non ci piacciono, e che quindi disconosciamo. Cari Jung,
celebre psichiatra svizzero, l'ha definita la nostra ombra, giacch
rappresenta il lato oscuro di ognuno di noi, la parte di noi stessi che non
vogliamo vedere, o che non vorremmo aver mai visto. la parte di noi che
potrebbe uccidere un altro essere umano; che sa che potremmo aver preso
parte allo sterminio di sei milioni di ebrei, se solo fossimo stati tedeschi in
quel periodo; che sa che se fossimo nati prima della Guerra civile
americana, nel sud degli Stati Uniti, avremmo probabilmente posseduto e
maltrattato schiavi neri; e sa che potremmo ferire o stuprare, essere avidi o
avari, rabbiosi o vendicativi, o in qualsiasi altro modo pervertiti e/o
responsabili
di
comportamenti
"inaccettabili".
Qualsiasi
nostra
caratteristica, o contesto della nostra vita, che comporti sensazione di
vergogna, viene classificata come ombra e automaticamente rimossa.
Seduti in cima a un vulcano!

Avere questo genere di energia repressa un po' come starsene seduti in


cima a un vulcano: non possiamo sapere quando esploder, cos da
permettere infine alla lava (la nostra ombra) di schizzar fuori e causare
un'ennesima catastrofe nel nostro mondo. E per tale motivo che sentiamo il
bisogno di fare ricorso a un capro espiatorio su cui possiamo proiettare
tutta quella vergogna. Solo cos riusciamo a sbarazzarcene, almeno
temporaneamente.
2. Proiezione
Pur avendo rimosso le emozioni e/o i ricordi associati a determinati eventi
della nostra vita, a livello inconscio riconosciamo bene di essere comunque
intrisi di vergogna, senso di colpa o di un atteggiamento mentale
autocritico. Ecco perch cerchiamo di sbarazzarci di quel dolore
esprimendolo e trasferendolo all'esterno, su qualcun altro o su qualcos'altro
sufficiente che sia diverso da ci che siamo. Tale processo di proiezione ci
permette persino di dimenticare di aver mai sperimentato emozioni del
genere.
Quando proiettiamo ci che non possiamo riconoscere come "nostro" su
qualcun altro, crediamo che quelle qualit sgradevoli siano esclusivamente
"sue". In pratica, il senso di colpa rimosso viene successivamente proiettato
sulla persona che identifichiamo come "negativa". Se abbiamo rimosso la
nostra rabbia, nel momento in cui la proiettiamo vedremo l'altro come

"irascibile". Cos facendo, possiamo accusare il nostro prossimo di tutte le


cose di cui temiamo di poter essere accusati noi stessi. Non c' quindi da
stupirsi che la proiezione ci faccia sentire cos sollevati! In tal modo, infatti,
riusciamo a rendere il nostro prossimo responsabile di qualsiasi cosa
terribile ci sia mai accaduta. A quel punto possiamo chiedere che sia
punito, cos da sentirci ancora di pi dalla parte del giusto e al sicuro da
ogni possibile attacco.
Ci spiega anche perch ci piace cos tanto guardare il tele giornale. Tutte
quelle notizie ci forniscono un'occasione di pr
iettare il nostro senso di colpa e la nostra vergogna su omicidi, stupratori,
politici corrotti e tutte quelle altre persone odiose che fanno la loro
comparsa sullo schermo. Alla fine ce ne andiamo a letto tranquilli,
sentendoci perfettamente dalla parte del giusto. I telegiornali, cos come
tutti gli altri programmi televisivi che mettono in scena situazioni e
personaggi negativi, non fanno altro che fornirci infiniti e comodi capri
espiatori su cui proiettare tutto ci di cui non vogliamo sentirci responsabili.
Come riconoscere le nostre proiezioni
Non appena ci ritroviamo a giudicare qualcun altro, possiamo essere certi
del fatto che stiamo proiettando. La rabbia funge da costante compagno

della proiezione, giacch nel suo tentativo di giustificare la proiezione del


senso di colpa, l'io si serve proprio di tale emozione.
Quando troviamo qualcosa di assolutamente inaccettabile nella persona
che ci sta di fronte, quello semplicemente un
riflesso della parte di noi che abbiamo rifiutato e negato (la nostra ombra)
preferendo proiettarla alFesterno. Se cos non fosse, non ne deriverebbe
una tale irritazione.
Tale concetto ci che attacchiamo e giudichiamo negli altri in realt ci
che disapproviamo in noi stessi l'idea fondamentale alla base del Perdono
Assoluto, nonch la chiave per accedere alla guarigione a livello delPanima.
Risonanza
Se ci sentiamo vittime di qualcun altro, proprio perch costui risuona con
la nostra rabbia, con la nostra paura, con la nostra ira e con il nostro senso
di colpa. (Si veda il capitolo seguente). La nostra sensazione che ci stiano
facendo qualcosa che ci fa profondamente arrabbiare. Quando
riconosciamo che quelle particolari emozioni iniziano dentro di noi e non
nell'altro, possiamo rinunciare al bisogno di identificarci nel ruolo di vittima.
Il ciclo di attacco e difesa

Sebbene la rimozione e proiezione siano intesi come valvole di sfogo


temporanee per la psiche, l'io le ha cooptate di modo che fungano al suo
mantenimento. Ricordate l'io semplicemente un insieme di credenze, tra
cui quella fonda mentale di essere separati da Dio. E sulla base di tale
credenza che siamo giunti a credere che Dio ce l'abbia con noi e che
quando finalmente decider di regolare i conti, ci punir severamente,
come meritiamo. L'io si serve delle dinamiche della rimozione e della
proiezione per renderci inconsapevoli di tali credenze, cos come del senso
di colpa e della paura che le accompagnano. Ecco perch rimozione e
proiezione entrano permanentemente a far parte del nostro essere. Tutta la
nostra vita in definitiva imperniata sul continuo processo di rimozione,
negazione e proiezione, che sono all'opera perpetuamente attraverso
interminabili cicli di paura/attacco e difesa/attacco. la ricetta perfetta per
alimentare un conflitto interiore senza fine.
La pulsione verso l'interezza
Fortunatamente, malgrado la straordinaria efficacia della rimozione e della
proiezione, la spinta innata verso l'interezza che emana dalla nostra anima
molto pi potente dell'io. Tale pulsione origina da quella parte di noi che
conosce la verit e che non trova alcuna soddisfazione nel negarla e nel
proiettarla. Tale porzione dell'essere, la nostra anima, aspira

disperatamente al ritorno all'amore e veicola la stessa energia che produce


le occasioni per imparare e per guarire l'energia del Perdono Assoluto.
Paura dell'intimit
Qualsiasi persona in cui ci imbattiamo ci offre una occasione di scegliere tra
proiezione e perdono, unione e separazione. Peraltro, maggiore l'intimit
con cui ci stringiamo a una certa persona, e pi questa si avvicina al nostro
vero s, pi probabile che debba fare i conti con la dura realt del senso
di colpa che sperimentiamo nei nostri stessi confronti. La possibilit di
essere scoperti fonte di grande paura, e la tentazione di proiettare tale
paura diventa pressoch irresistibile. E a quel punto, la luna di miele
finita! La paura delFintimit diventa talmente intensa che la relazione, con
ogni probabilit, finisce per cedere sotto il suo peso. O almeno, cos
succede nella maggior parte dei casi.
Tutte le relazioni contribuiscono
alla nostra guarigione
Per andare oltre e riuscire dobbiamo comprendere tale fenomeno, e servirci
del Perdono Assoluto per salvaguardare la nostra relazione e portare a
termine il suo vero scopo spirituale, che quello di guarire le persone
implicate.

Come abbiamo visto nella storia di Jill, una cosa certa: il Perdono Assoluto
pu consentirci di salvare un matrimonio! Tuttavia, il suo fine non
necessariamente quello. Se lo scopo di una certa relazione gi stato
realizzato, vale a dire che le persone sono guarite, quella relazione
potrebbe semplice mente doversi dissolvere naturalmente e pacificamente.
Attrazione e risonanza
Come abbiamo visto nel capitolo precedente, proiettiamo il nostro senso di
colpa e la nostra rabbia sugli altri in virt della loro capacit di entrare in
risonanza con le nostre emozioni; grazie alla risonanza, queste persone
potranno facilmente trasformarsi in comodi capri espiatori.
Proprio come accade nelle emittenti radiofoniche, che trasmettono i loro
programmi su una certa banda, le nostre emozioni (energia in movimento)
vibrano a determinate frequenze. Le persone capaci di risuonare con le
nostre sensazioni vibrano a una frequenza analoga, e con ogni probabilit
hanno schemi emotivi simili al nostro eguali oppure opposti che comunque
sia riflettono specularmente il nostro sentire.
Anche le nostre credenze fondamentali sono caratterizzate da una certa
frequenza. Quando le esprimiamo ad alta voce, gli attribuiamo ancor pi
energia, cos che assumono una capacit causale a livello universale. Ci
significa che dall'espressione delle nostre credenze derivano effetti nel

mondo intero. Come se ci non bastasse, altre persone risuonano con la


stessa frequenza energetica di quella credenza. Ci equivale a dire che
vibrano armonicamente, allo stesso modo. Ecco perch sono attratte nella
nostra vita, dove finiscono per riflettere le nostre stesse credenze cos
facendo ci offrono un'opportunit di osservare, e se necessario cambiare, le
nostre opinioni in proposito. Non ci vengono rispecchiate soltanto le nostre
credenze negative. Se, per esempio, siamo amorevoli e affidabili, fini
remo per attrarre nella nostra vita persone che sono parimenti degne di
fiducia e fonte di crescita.
Come abbiamo visto nella prima parte, mia sorella Jill era convinta di non
meritare l'amore di nessun uomo. Tale credenza era entrata in risonanza
con un uomo caratterizzato da una spiccata dipendenza dal sesso. Costui
rappresentava il partner ideale per Jill poich con la sua continua infedelt
alimentava la sua credenza, dimostrandole proprio ci in cui lei credeva: Jill
non era abbastanza per lui, e non lo sarebbe mai stata per nessun altro
altro uomo. Peraltro Jill non era riuscita a cogliere quel nesso, e di
conseguenza non aveva guarito il dolore che aveva originato e alimentato
la sua credenza. Ha avuto bisogno di un'altra relazione, di un altro uomo
(Jeff) che potesse anch'egli entrare in risonanza con quelle sue intime
convinzioni. Jeff le ha fatto da specchio in modo diverso, servendosi del suo
problema di codipendenza dalla figlia Lorraine, l'elemento catalizzatore

della situazione, un nuovo problema critico in cui finalmente Jill riuscita a


vedere chiaro, comprendendo che suo marito stava semplicemente
mostrandole fino a che punto si fosse convinta di non essere degna di
essere amata. E cos sono guariti entrambi!
Se vogliamo sapere quali sono gli aspetti di noi stessi che non ci piacciono,
e che abbiamo in qualche modo ripudiato, non dobbiamo far altro che
osservare le cose che pi ci infastidiscono nelle persone che entrano nella
nostra vita. Trasformiamole nel nostro specchio. Se ci sembra che nella
nostra vita ci siano fin troppe persone arrabbiate, con ogni probabilit non
abbiamo ancora risolto la nostra rabbia interiore. Se la gente sembra non
volerci amare, con ogni probabilit c' una parte di noi che non disposta
ad amare gli altri. Se la gente sembra essere sempre pronta a derubarci,
con ogni probabilit ci comportiamo in maniera disonesta, o almeno ci
sentiamo disonesti. Se la gente ci tradisce, forse perch in passato
abbiamo tradito qualcun altro.
Analogamente, dovremo prestare grande attenzione alle problematiche che
pi ci turbano. Se una questione come quella dell'aborto ci fa letteralmente
uscire dai gangheri, forse perch una parte di noi ha mostrato poco
rispetto per la vita in altri modi, o perch sappiamo che potremmo essere
violenti verso un bambino. Se siamo appassionatamente contrari

all'omosessualit, forse perch non possiamo accettare quella parte di noi


che invece si sente incline all'omosessualit.
La sala degli specchi
Il riflesso non appare sempre immediatamente, n facilmente
distinguibile. Per esempio, talvolta non ci identifichiamo tanto con lo
specifico comportamento, quanto piuttosto col significato fondamentale
che quel comportamento assume per noi. Un uomo che si arrabbia con la
consorte perch mangia troppo ed obesa, potrebbe non risuonare affatto
con una tendenza personale ad abbuffarsi; al contrario, potrebbe risuonare
con il suo impiego del cibo per evitare di affrontare problemi emotivi,
giacch ci rispecchia proprio una tendenza a sfuggire ai propri problemi
emotivi. Chiaramente, mettersi a osservare ci che gli altri rispecchiano di
noi potr assomigliare allo strano spettacolo delle migliaia di immagini
distorte nella sala degli specchi di un qualsiasi luna park.
Inversione automatica della proiezione
La bellezza del Perdono Assoluto sta nel fatto che non richiede affatto che
riconosciamo i contenuti delle nostre proiezioni. Ci limitiamo
semplicemente a perdonare una certa persona per ci che sta accadendo in
un certo istante della

nostra vita. Cos facendo annulliamo automaticamente la proiezione,


indipendentemente dalle complicanze sorte in quella situazione. Il motivo
semplice: tanto per cominciare quella persona rappresenta semplicemente
il dolore originario che ci ha indotti a proiettare. Nel perdonarla, ci
purifichiamo da quel dolore originario. Inoltre, indipendentemente dal modo
in cui percepiamo i nostri problemi, a livello fondamentale ne abbiamo
soltanto uno: il nostro senso di colpa per esserci separati da Dio. Tutti gli
altri problemi sono diramazioni di questo dilemma originario.
Per colmo d'ironia, le persone che sembrano infastidirci di pi sono anche
quelle che, a livello dell'anima, ci offrono il maggior sostegno e amore.
Quasi sempre, e spesso pagandolo a caro prezzo in termini di disagio
personale, questi individui cercano di insegnarci qualcosa su noi stessi
spingendoci in direzione della guarigione.
Come abbiamo visto, non si tratta di uno scambio che ha luogo da
personalit a personalit. Anzi, del tutto probabile che le personalit in
questione si scontrino fragorosamente. Ma a livello dell'anima, ognuno dei
due contribuisce allo scenario, nella speranza che l'altro possa infine
comprendere l'origine del problema e guarire.
Perch prendere la vita cos sul personale?

In realt, non importa chi interviene nella nostra vita per aiutarci a
realizzarne lo scopo. Se non ci riuscir quella particolare persona, lo far
qualcun altro. La tragedia che, quando ci identifichiamo nel ruolo di
vittima, ben raro che comprendiamo quanto sta accadendo. Immaginiamo
di esserci malauguratamente ritrovati a subire il comportamento negativo
di una certa persona. Mentre viviamo quel problema, non ci passa
nemmeno per la mente che, almeno a livello dell'anima, potremmo aver
attratto quella persona e/o quella situazione specifica per un particolare
motivo, e che, se non si fosse trattato di quella persona, ce ne sarebbe
stata semplicemente un'altra. Anzi, immaginiamo (erroneamente) che, se
non fosse stato per quella precisa persona, non avremmo mai sperimentato
un affanno del genere. In altri termini, attribuiamo il problema che stiamo
vivendo interamente all'altra persona, e a quel punto ci sentiamo
assolutamente autorizzati a odiarla e a detestarla per averci causato cos
tanto dolore e infelicit.
Le colpe dei genitori
Spesso, quando la gente parla dei propri genitori, si esprime con commenti
del genere: Se avessi avuto degli altri genitori, oggi sarei una persona
integra, completa. Sbagliato! Se da un lato vero che avremmo potuto
sceglierci altri genitori, costoro ci avrebbero offerto esattamente la stessa
esperienza, perch proprio ci che la nostra anima voleva.

Schemi relazionali ripetitivi


Finch ci manteniamo nel ruolo della vittima, non abbiamo in mente che
una sola cosa: far fuori il messaggero. E cos ci perdiamo il messaggio. Ci
spiega perch oggi la gente passa da un matrimonio all'altro, finendo per
ricreare ogni volta le stesse dinamiche. Non riuscendo a cogliere il
messaggio che viene offerto loro dal primo partner, se ne cercano un altro,
che peraltro continuer a proporre lo stesso messaggio che il precedente
partner aveva cercato di far giungere a destinazione!
Codipendenza e proiezione reciproca
Spesso ci imbattiamo anche in persone su cui proiettiamo il nostro odio per
noi stessi, che non solo lo accettano, ma a loro volta rispondono
proiettando su di noi il loro. Questa sorta di accordo reciproco prende il
nome di codipendenza, o relazione dipendente. La persona implicata in tale
particolare relazione compensa ci di cui ci sentiamo manchevoli, giacch
prende a ripeterci che andiamo benissimo cos e in tal modo ci evita di
doverci vergognare per ci che siamo. Lo ricambiamo con lo stesso servizio,
e cos impariamo entrambi a manipolarci reciprocamente sulla base di un
amore estremamente condizionato, basato su un fondamentale senso di
colpa. (Lo stereotipo della "madre ebrea" un esempio meraviglioso di
questo archetipo). Nel momento stesso in cui l'altra persona ci priva della
sua approvazione, siamo costretti per l'ennesima volta a fare i conti col

nostro senso di colpa e con l'odio che nutriamo per noi stessi, e crolla
subito tutto quanto. L'amore si trasforma immediatamente in odio, e
ognuno dei due partner prende ad attaccare l'altro. Ci spiega perch
assistiamo alla trasformazione sconcertante di un gran numero di relazioni
che solo poco prima sembravano caratterizzate dal sostegno e dall'amore
reciproci, e che improvvisamente diventano teatro di grandi manifestazioni
di odio.
Causa ed effetto
L'ipotesi che la realt che viviamo sia una nostra creazione si basa sulla
legge di causa ed effetto, secondo la quale a ogni azione corrisponde una
reazione dello stesso genere. Di conseguenza, ogni causa deve avere un
effetto, e ogni effetto deve avere una causa. Dal momento che i pensieri
sono per loro stessa natura causali, ogni pensiero produce un suo effetto
sul mondo. Per dirla altrimenti, noi umani creiamo il nostro mondo, la
dimensione delPUmanit, attraverso i nostri pensieri bench nella maggior
parte dei casi non ne siamo consapevoli.
Quando vibriamo a frequenze elevate, come per esempio nella preghiera,
nella meditazione o nella contemplazione, possiamo creare coscientemente
e intenzionalmente attraverso il pensiero. Tuttavia, nella maggior parte
delle occasioni qualcosa che facciamo del tutto inconsciamente. I pensieri
casuali individuali non dispongono di molta energia, quindi producono

effetti relativamente piccoli. Tuttavia, i pensieri a cui si accompagna un


gran quantitativo di energia, in par ticolar modo l'energia creativa o
emotiva, hanno sul mondo un effetto assai pi vasto. Di conseguenza,
contribuiscono in modo determinante alla creazione della nostra realt.
Quando un pensiero raccoglie energie sufficienti per trasformarsi in
credenza, il suo impatto sul mondo ancora maggiore. In pratica assume il
ruolo di un principio, che oltre a operare continuativamente nella nostra
vita, ci induce a creare effetti circostanze, situazioni e persino eventi fisici
che confermano la verit della credenza che ne all'origine. Il nostro modo
di vedere il mondo determina immancabilmente ci che il mondo sar per
noi.
L'accettazione del principio appena descritto, e cio che il pensiero ha un
concreto potenziale creativo, fondamentale per la comprensione del
Perdono Assoluto, giacch ci porta a capire che tutto ci che si manifesta
nella nostra vita ce lo siamo creato con i nostri pensieri e con le nostre
credenze.
Giungiamo
cos
a
un'intuizione
illuminante:
stiamo
semplicemente proiettando tutti i nostri pensieri e credenze sulla realt
delle cose, sovrapponendoli al mondo e deformandone la visione.
La proiezione dell'illusione

Metaforicamente parlando, facciamo girare la bobina di un film, intitolato


realt, attraverso la nostra mente (il proiettore), e lo proiettiamo l fuori.
Non appena comprendiamo che ci che definiamo realt soltanto la
somma delle nostre proiezioni, invece di prendercela con gli altri e dar loro
la colpa del nostro dolore, comincia
RelrtyRcalityRelityReIrtyRelity
RelityReHtyRealityRelityRelity
RcalityReaityRealityReality
RalityRealityReality
RealitvRealitv
Figura 8 Come proiettiamo la nostra realt.
mo ad assumerci la responsabilit per ci che abbiamo creato con i nostri
stessi pensieri. A quel punto la nostra percezione delle cose cambia e
rinunciamo all'attaccamento alla nostra credenza fondamentale secondo la
quale tutto ci che appare su quello schermo la nostra realt. Solo allora
possiamo sperimentare il Perdono Assoluto.
la coscienza a determinare il corso degli eventi

Osservare il modo in cui il principio di causaeffetto opera nella nostra vita


potr sembrare difficile, ma sufficiente riesaminare il corso degli eventi
per coglierne via via la presenza. In altre parole, se vogliamo riconoscere le
nostre credenze, non dobbiamo fare altro che analizzare ci che ci sta
accadendo e quindi osservare quale realt stiamo proiettando. Per esempio,
se ci sentiamo continuamente sotto tiro, o se passiamo da una disastro
all'altro, con ogni probabilit siamo convinti che il mondo sia
fondamentalmente insicuro e pericoloso. Ci stiamo procurando quel genere
di eventi per dimostrarci che abbiamo ragione, e il nostro prossimo ci aiuta
in tal senso manifestandosi e comportandosi in modo minaccioso e
pericoloso.
Ecco un esempio: una coppia di miei amici tempo fa ha fondato un centro di
incontri e ritiri spirituali sulle montagne della Carolina del Nord. Prima di
iniziare le attivit, Werner, prudente per natura, aveva pensato che lui e la
moglie Jean dovessero assolutamente assicurarsi contro gli incendi e i
danni provocati dalle tempeste e dai tornado che colpiscono regolarmente
quella regione. Jean, peraltro, non era affatto di quell'idea: sentiva che
avere un'assicurazione del genere avrebbe chiaramente indicato
all'Universo la loro scarsa fiducia nella loro stessa sicurezza. Io non ero
intervenuto in nessun modo, lasciando che decidessero da soli, e alla fine
avevano scelto di non assicurarsi.

Un anno dopo una immane tempesta ha colpito proprio quelle montagne e


devastato l'intera regione. Migliaia di alberi sono stati sradicati e gettati a
terra. Quando io e mia moglie li abbiamo raggiunti per far loro visita, due
settimane dopo quel disastro, non potevamo credere ai nostri occhi:
sembrava di essere in una zona di guerra. Per riaprire la strada che portava
al centro era stato necessario aprirsi un varco tra quei detriti. La tempesta
si era scatenata mentre il centro ospitava 36 persone, che partecipavano a
una conferenza e che erano rimaste bloccate l per due interi giorni.
Tuttavia, malgrado gli alberi e quant'altro fossero stati scaraventati un po'
dappertutto, non c'erano stati danni n alle auto n agli edifici, che pur si
trovavano nel bel mezzo della foresta. Gli alberi erano caduti a pochi
centimetri dalle strutture, o dalle auto, e quasi per miracolo non c'erano
stati danni. Per i miei amici si trattato di una grande conferma della loro
fede e della loro capacit di affidarsi all'universo.
Osservando questo episodio alla luce della legge di causa ed effetto,
possiamo dire che Jean aveva intuito che sottoscrivere un'assicurazione
avrebbe rinforzato una credenza nel potere delle avversit (la causa),
ponendo le basi energetiche perch accadesse qualcosa di negativo
(l'effetto). Ecco perch ha preferito scegliere un pensiero (una causa) di
questo genere: Qui stiamo operando, la volont divina e siamo
assolutamente al sicuro. L'effetto, cos come si manifestato a livello

fisico, stato che, malgrado tutto quel caos, non gli accaduto nulla di
male.
Come ho detto, se vogliamo conoscere quali sono le nostre credenze, non
dobbiamo fare altro che osservare i fatti della nostra vita, oppure ci che
nella nostra vita non siamo riusciti a realizzare. Se, per esempio, nella
nostra vita non c' amore, e non siamo apparentemente capaci di creare
una relazione amorevole, dovremo esaminare le nostre credenze circa ci
che crediamo di meritare, oppure riguardo alla sicurezza nei rapporti con il
sesso opposto. Ovviamente questo potr non essere cos facile come
sembra, perch molte delle credenze a cui ci afferriamo potrebbero essere
profondamente sepolte del nostro inconscio.
Non hai bisogno di sapere perch
La buona novella che non abbiamo bisogno di sapere perch abbiamo
creato la situazione in cui ci ritroviamo, n dobbiamo scoprire quali siano le
credenze che ci hanno portato alla sua creazione. E sufficiente considerare
la situazione come un'occasione che ci viene data affinch valutiamo in
modo differente le circostanze della nostra vita aprendoci alla percezione
della sua perfezione. Ci baster per suscitare una trasformazione della
nostra percezione e la guarigione automatica del dolore originario.

In pratica, trovandoci nel Mondo delfUmanit, non possiamo conoscere i


perch di una certa circostanza. La risposta che cerchiamo si trova infatti
nel Mondo della Verit Divina e, fintantoch ci troviamo in forma umana, di
quel mondo sappiamo poco o nulla. La sola cosa che possiamo fare
arrenderci alla situazione.
Semplicemente arrendersi
Se per ottenere il cambiamento auspicato sono necessarie nuove intuizioni,
connessioni, vecchi ricordi, moti emotivi e altri eventi psichici ancora,
questi accadranno automatica mente e indipendentemente dal nostro
controllo cosciente. Quando ci sforziamo di capire e manipolare il processo
che si sta dispiegando, generiamo soltanto la resistenza e finiamo per
bloccarlo, il che ci riporta dritti filati in balia dell'io.
Come svincolarsi dalla legge di causa ed effetto
E quindi importante comprendere come la legge di causa ed effetto si
applichi soltanto nel Mondo deH'Umanit. Non una legge spirituale ma
una legge fisica. Trovare un parcheggio per l'auto o produrre qualsiasi altra
circostanza fisica voluta, e creare qualcosa con la mente, sono due aspetti
della stessa volont di manipolare l'illusione. Tutto ci ha ben poco a che.
vedere con la nostra natura spirituale. In realt, immaginiamo di essere
speciali per via del modo straordinariamente efficace con cui possiamo

manifestarci nel mondo, ma ci non fa che aumentare la nostra sensazione


di separazione e rafforzare l'io.
Per contro, riusciamo a trascendere completamente la legge di causa ed
effetto solo quando rinunciamo completamente al bisogno di sapere il come
e il perch di ogni cosa, e lasciamo andare il disperato bisogno di
controllare il mondo arrendendoci semplicemente a ci che cos com',
sapendo che l'amore di Dio presente in ogni cosa. A quel punto
comprendiamo che il karma non che un'altra storia che esiste soltanto
nella nostra mente, nel Mondo delPUmanit, mentre nel Mondo della Verit
Divina non c' niente che possiamo definire karma o causa ed effetto. C'
soltanto la causa originaria, Dio.
Malgrado ci, se intraprendiamo attivit e modi di essere coerenti, tali da
originare un innalzamento della nostra vibrazione (per esempio, attraverso
l'impiego continuo e sostenuto del Perdono Assoluto per un lungo periodo di
tempo), potremo assumere il ruolo di "causa prima".
E una condizione che sicuramente non combacia affatto con quella della
stragrande maggioranza degli esseri umani della nostra epoca, che nel
contesto del mondo della causa ed effetto si trovano quasi sempre nel ruolo
delPeffetto e cio costretti a reagire a quanto sembra accadere "l fuori".

Forse, in un futuro non troppo distante, quando il livello della nostra


vibrazione si sar sufficientemente innalzato, cosicch sapremo rivolgere
tutta la nostra energia e consapevolezza al momento presente anzich
mantenerci legati al passato o al futuro ci ritroveremo a "trasformarci" nella
sincronicit stessa, anzich esserne semplici testimoni passivi.
Missione Perdono
Nessuno di noi potr mai sentire di aver portato a termine il percorso della
propria anima finch (collettivamente, e cio come intera specie umana)
non avremo completato la missione che noi stessi ci siamo dati, e che
consiste niente meno che nel trasformare le energie della paura, della
morte e della dualit, cos da comprendere profondamente che non siamo
separati da Dio e che tutte queste manifestazioni energetiche sono soltanto
un'illusione. E questa la nostra missione collettiva! Ognuno di noi
rappresenta l'espressione individuale di quella missione, e la vita che ci
siamo creati da vivere qui, nel Mondo dell'Umanit, serve soltanto a tale
scopo. Non ci sono eccezioni. Che ne siamo consapevoli o meno, che lo
sappiamo o meno, stiamo tutti percorrendo un sentiero spirituale.
La nostra missione individuale
La decisione su quali energie ci troviamo a lavorare non viene presa da noi,
a livello umano. Tale decisione precedente alla nostra incarnazione ed

compiuta dall'anima di gruppo, un gruppo a cui apparteniamo composto di


anime che si incarnano attraverso di noi, o che fungono da guide spirituali
nel corso della nostra incarnazione.
Una volta deciso con quali energie dovremo lavorare, ci scegliamo
attentamente quei genitori che potranno garantirci le
esperienze di cui avremo bisogno da bambini e organizziamo le cose di
modo che altri ancora possano intervenire al momento pi opportuno e
svolgere un ruolo specifico, in relazione alle esperienze di cui abbiamo
bisogno per portare a termine la nostra missione. Ecco perch, nel corso
della nostra esistenza fisica, creiamo situazioni drammatiche che ci
consentono di sperimentare le sensazioni o le energie pi appropriate alla
nostra missione. Tali situazioni drammatiche rappresentano inoltre una
occasione per squarciare il velo dell'illusione, perdonare, guarire e, cos
facendo, ricordare ci che siamo.
Missione amnesia
Se analizzata dal Mondo della Verit Divina, ovvero prima dell'incamazione
vera e propria, la missione non sembra cos complicata. Tuttavia, non
appena ci incarniamo passiamo a un altro livello di difficolt. Ci non
dovuto soltanto alla maggiore densit dell'energia che caratterizza il Mondo
dell'Uma nit, ma anche al fatto che la nostra missione deve essere

intrapresa senza che siamo in alcun modo consapevoli del fatto che
l'abbiamo scelta. Se sapessimo (o meglio, se ricordassimo) la vera natura
del nostro scopo, quest'esperienza non avrebbe pi alcun senso. Come
potremmo mai ricordare ci che siamo, se prima non l'avessimo
dimenticato? Ecco perch lo Spirito predispone l'esperienza umana in modo
che quando nasciamo, nel nostro corpo, dimentichiamo completamente
qualsiasi dettaglio della nostra missione, nonch qualsiasi intuizione che la
vita, sul piano fisico, in realt soltanto una messa in scena.
Per portare a termine la nostra missione (vale a dire per trasformare le
nostre energie) dobbiamo poterle sperimentare pienamente. Per esempio,
per poter trasformare l'energia della vittima, dobbiamo interamente
assumere il ruolo della vittima. Per trasformare l'energia dell'odio,
dobbiamo essere letteralmente consumati dall'odio. In altri termini,
dobbiamo sperimentare fino in fondo cosa significhi essere umani.
Giungeremo alla capacit di manifestare il Perdono Assoluto nei confronti di
queste energie soltanto quando avremo pienamente vissuto le emozioni
relative. E sar proprio nel perdonare tutto quanto che ricorderemo ci che
siamo!
Alla luce di questi presupposti, dobbiamo dedurre che non ci troviamo mai
nella posizione giusta per poter giudicare qualcun altro. Una persona che ci
sembra odiosa potrebbe semplicemente aver scelto di trasformare quella

energia nella sua missione su questa terra. Quindi, sebbene col suo
comportamento pieno di odio sembri danneggiare gli altri (altri che,
ricordiamolo, potrebbero a loro volta essersi offrti volontari, e cio aver
assunto la missione d accogliere quell'odio), in realt non possiamo
definire una tale persona n giusta n sbagliata. Il suo comportamento
semplicemente la concretizzazione di ci che deve accadere perch possa
trasformare l'energia dell'odio. Tutto qui!
L'energia dell'odio viene trasformata quando qualcuno, venendo odiato,
riconosce l'amore che si cela dietro l'odio e perdona chi lo sta investendo
con quella energia. In quel momento il cuore si apre e tra le due persone
fluisce l'amore. E cos che l'odio si trasforma in amore.
La storia di Janet
Janet aveva deciso di partecipare a uno dei miei primi ritiri per malati di
cancro. Tuttavia, quella malattia non era la sola cosa che la stava
consumando. C'era anche la rabbia che provava nei confronti di Melarne, la
figlia ventitreenne.
A detta di tutti Melarne aveva sempre manifestato un atteggiamento
fortemente ribelle. Era solita investire Janet e Jim (il nuovo marito di Janet)
con un mare di male parole, e come se ci non bastasse, si era legata a un
uomo disgustoso. La detesto al punto che vorrei vendicarmi, mi aveva

spiegato Janet. Il suo comportamento verso di me e verso Jim


semplicemente abominevole e non posso pi sopportarlo. La odio davvero.
Avevamo scavato un po' pi profondamente nella storia personale di Janet
e avevamo scoperto che tra lei e sua madre c'era stato un rapporto dello
stesso genere. Non era altrettanto evidente e drammatico, ma le dinamiche
erano simili. Janet aveva sofferto enormemente per il modo in cui sua
madre l'aveva controllata, cercando di rovinarle la vita. Per Janet,
contrariamente a Melarne, non si era ribellata, limitandosi semplicemente a
chiudersi in s e manifestando nei confronti della madre la massima
freddezza.
A quel punto provai a incoraggiarla a esplorare in che modo le dinamiche
con Melarne riflettessero la volont della sua anima, che voleva aiutarla a
guarire quel vecchio nodo relazionale con la madre, ma Janet non ne volle
sapere. Era semplicemente troppo arrabbiata per poter prestare ascolto a
tutto ci che non confermava le sue emozioni. Allora le chiesi di penetrare
pi a fondo nella sua rabbia, di sentirla ed esprimerla picchiando sui cuscini
con una racchetta da tennis e urlando a pi non posso. (La rabbia viene
rilasciata con grande efficacia attraverso una combinazione di gesti fisici e
di uso della voce). Sebbene in quel modo riuscisse a liberarsi dell'odio nei
confronti della madre, Janet continuava a provare una gran rabbia verso
Melanie.

Il satori di Janet
La sessione serale del ritiro era riservata alla respirazione satori. Per
sperimentare la respirazionesatori e servirsene a scopo terapeutico, ogni
membro del gruppo doveva coricarsi a terra e respirare consapevolmente e
vigorosamente per circa un'ora, ascoltando musica ad alto volume (si veda
la parte quarta, capitolo 27). Per quanto possa sembrare bizzarro, respirare
in questo modo spesso procura un rilascio emotivo, introspezione e
integrazione del cambiamento a livello cellulare. Ebbene, quella sera Janet
ebbe il suo satori: il suo risveglio personale.
Dopo quella sessione di respirazione, i partecipanti cominciarono a
condividere le loro esperienze e a raccontare quanto era successo nel corso
dell'esercizio. Non appena Janet prese la parola, ci rendemmo tutti quanti
conto che era successo qualcosa di importante.
La sua voce era diventata gentile e tenera, mentre prima risuonava
pesante e rauca. La sua postura era rilassata e aperta, mentre in
precedenza era rigida e contratta. Non c'era pi nessuna traccia di rabbia,
quella rabbia che riempiva tutto il suo essere e che tutti sentivano emanare
da lei nei giorni precedenti. Era calma e sicuramente in pace. A dire il vero,
non sembrava pi la stessa.

Non ho nessuna idea di cosa significhi tutto ci, attacc Janet. Posso
soltanto dire che mentre stavo respirando, ho visto qualcosa che mi
sembrato pi vero di quanto riesca a descrverlo. Dopo l'inizio della
sessione di respirazione, per qualche tempo non successo proprio
niente, ha continuato Janet, poi, all'improvviso, mi sono sentita
galleggiare nello spazio, l fuori, nell'etere. Non ero in un corpo, e sapevo
con certezza che stavo nuovamente sperimentando un momento gi
vissuto prima d entrare in questa vita. Ero puro spirito. Non mi sono mai
sentita cos calma e in pace. Poi mi sono resa conto che c'era anche
Melante, anche lei informa d spirito. S avvicinata e abbiamo cominciato
a danzare insieme, semplicemente danzare in uno spazio senza lmite.
Epoi abbiamo preso a parlare d cosa avremmo fatto nella prossima vita
insieme, ha spiegato Janet. Ma sapevo che s trattava proprio di questa
vita! La faccenda da decdere era chi
avrebbe avuto il ruolo della madre e chi invece avrebbe dovuto essere la
figlia. Non aveva molta importanza, perch qualsiasi cosa avessimo scelto,
si sarebbe trattato di un compito difficile per tutte e due. Avremmo messo
molto duramente alla prova il nostro amore. Comunque sia, una decisione
andava presa. E cos che ho accettato di essere la madre mentre lei
sarebbe stata la figlia, e ho saputo che ci saremmo incarnate subito dopo. ..
Proprio cos!, disse Janet, prima di concludere: A prima vista si potrebbe

pensare che durante questo esercizio non sia successo niente. E invece
accaduta questa cosa straordinaria che non riesco nemmeno a descrivere a
parole. S, non riesco a spiegare la profondit e il significato completo di
quanto ho appena sperimentato.
Trasformare le energie
Discutemmo del suo percorso, analizzando soprattutto il concetto di
missione, cos come suggerito dalla visione di Janet. Molte altre persone del
gruppo furono fortemente impressionate dalla sua esperienza, e vi
ritrovarono aspetti della loro vita. Suggerii a Janet di non raccontare nulla di
queU'esperienza, e di limitarsi ad aspettare. Una volta tornata a casa,
qualche giorno dopo aver concluso il ritiro, Janet ricevette una chiamata da
Melanie, che le chiese di farle visita e di chiacchierare un po'. Janet
acconsent e, sebbene quel primo incontro fu caratterizzato da un certo
impaccio, in seguito il loro rapporto mut radicalmente. Janet smise di
comportarsi cos ostilmente, lasci quel tipaccio del suo fidanzato, e torn a
casa, con l'intento di restare vicina a sua madre e prendersene cura
durante la malattia. In pratica, divennero finalmente intime amiche,
inseparabili. Oltre a ci, anche la madre di Janet prese a chiamare pi
spesso, e gradualmente anche quel rapporto cominci a dar segni di
miglioramento.

In quest'esempio, la trasformazione delle energie ha avuto luogo in modo


tortuoso. Inizialmente, Janet aveva manifestato una notevole resistenza e
non era disposta a perdonare Melarne, Ma la sua anima l'aveva condotta al
ritiro, di modo che intraprendesse il processo grazie a cui si sarebbe
ricordata di come lei e la figlia avevano definito la loro missione. Fu cos che
Janet riusc infine a cogliere la perfezione della sua situazione. Perdonando
Melanie, trasform l'odio che si era via via accumulato, e in tal modo guar
il dolore originario e il rapporto con la sua stessa madre.
Missione guarigione collettiva
Sebbene veniamo tutti quanti al mondo per guarire alcuni aspetti della
nostra anima o della nostra anima di gruppo, talvolta ci sono esseri che si
incarnano con un ruolo molto pi importante. Per esempio manifestando
energie
particolari
che
vengono
interpretate
a
livello
sociale/politico/nazionale e internazionale, offrendo cos un'opportunit di
guarigione a un numero assai pi grande di persone.
Ovviamente, come nel caso di tutte le missioni, tali manifestazioni
potrebbero non sembrare affatto occasioni di guarigione. Per esempio,
potrebbero assumere la forma di una guerra, di una carestia o forse di un
disastro naturale. Tuttavia, se ci apriamo alla possibilit che ci venga offerta
una sorta di guarigione collettiva, e che tutto ci sia orchestrato dallo
Spirito per il sommo bene di tutte le anime implicate, cominciamo a

percepire le cose in modo completamente diverso. Permettetemi di fare


qualche esempio che potr sembrarvi scandaloso.
1. Immaginiamo che l'anima che si incarnata come Adolf Hitler l'abbia
fatto con la missione di trasformare la co
scienza di vittima della razza ebraica e la coscienza di superiorit della
razza germanica.
2. Supponiamo che Saddam Hussein si sia manifestato per aiutare la
coscienza americana a trasformare il suo senso di colpa per la schiavit e
per le terribili violenze perpetrate nei confronti della sua stessa gente.
3. Immaginiamo che Slobodan Milosevic si sia manifestato per permettere
all'America di proiettare su di lui il disprezzo di se stessa per la pulizia
etnica perpetrata ai danni dei Nativi Americani.
4. Non potrebbe essere che il governo cinese abbia dovuto invadere il
Tibet cos da costringere il Dalai Lama a viaggiare nel mondo intero e
diffondere il suo meraviglioso messaggio oltre i confini della sua nazione?
5. E se Tanima che si incarnata nella forma della principessa Diana
avesse scelto di morire proprio in quel modo, e in quel momento, al fine di
aprire il chakra del cuore dell'Inghilterra?

[Nella prima edizione di questo libro, la storia della principessa Diana


compare nell'epilogo. Ci dovuto al fatto che la sua morte avvenne
qualche giorno prima che il volume andasse in stampa, e quindi potei
inserirla solo in quella forma. Peraltro, in questa nuova edizione la includo
in questo capitolo giacch assolutamente pertinente alla disamina della
missione dell'incarnazione. Nel momento in cui scrissi della sua morte,
quell'evento era ancora fresco nella mia memoria. C'era appena stato il
funerale e l'ondata emotiva era in piena espansione. Anch'io mi sentivo
assolutamente coinvolto, come penso traspaia dalle righe seguenti. Ed
proprio per tale motivo che ho deciso di non cambiare niente della versione
originale, di modo che possiate sperimentare anche voi quel "satori",
sebbene di seconda mano!].
Arrivederci Rosa d'Inghilterra
Ho cominciato
proponevo di
disperata pu
prospettiva del

questo libro con la storia di mia sorella Jill. Con essa mi


illustrare in che modo una situazione apparentemente
essere trasformata se solo la affrontiamo secondo la
Perdono Assoluto.

Soltanto alcuni giorni prima di andare in stampa con questo libro, il destino
mi ha offerto una opportunit di concluderlo con una storia altrettanto
istruttiva e che si apre all'interpretazione del Perdono Assoluto.

A differenza della storia di Jill, questa riguarda un personaggio pubblico


molto conosciuto, la storia di una personalit che ci ha profondamente
toccato dal punto di vista emotivo. Mi riferisco ovviamente alla storia della
principessa Diana, improvvisamente passata oltre questa vita nelle prime
ore di domenica 31 agosto 1997.
Il dramma cominciato cos: Peter Jollyman, un amico d vecchissima data,
mi ha risvegliato con una telefonata dall'Inghilterra. Per lu era all'incirca
mezzogiorno, ma per me, ad Atlanta, era ancora molto presto e non avevo
ancora visto i giornali n ascoltato la radio. Ma hai sentito dell'incidente?,
mi ha chiesto Peter. Quale incidente? gli ho risposto, ancora stupito ma
ormai consapevole del fatto che se mi aveva chiamato in quel modo,
doveva trattarsi d qualcosa di serio. Lady D morta l'altra notte in un
incidente d'auto a Parigi. Era seguita da paparazzi. L'autista ha perso il
controllo dell'auto che s schiantata contro un palo d cemento. Sono
morti entrambi, sia lei sia Dodi.
Mentre ascoltavo dettagli di quel tragico evento, cos come Peter riusciva
a spiegarmeli in quei momenti, ho percepito in me un breve e superficiale
dolore, una sorta di rimorso, che durato soltanto pochi secondi. Ho
cercato di sembrare sufficientemente scioccato, ma in realt le mie
sensazioni erano assai ambivalenti.

Nelle ultime ventiquattr'ore sono morte un sacco di persone..., ho


pensato tra me e me dopo aver riagganciato. Perch mai la morte di Lady
Diana avrebbe dovuto essere pi o meno tragica di quella di qualcun altro?
Era venuto il suo momento e non c'era nient''altro da aggiungere.
Ovviamente ero triste per i suoi due figli... Subito dopo sono sceso al piano
di sotto per farmi un t e prepararmi la colazione.
Solo allora ho acceso la televisione, e da quel momento in poi sono stato
gradualmente attratto e coinvolto in quello che si sarebbe rivelato essere
un uragano di emozioni, culminante con il suo funerale il sabato mattina
seguente.
Col passare dei giorni mi sono reso conto che stava accadendo qualcosa di
assolutamente straordinario. Le reazioni alla morte della principessa Diana,
non solo in Inghilterra ma nel mondo intero, erano assolutamente
fenomenali. A vedere i miei compatrioti manifestare apertamente in
televisione il loro dolore e piangerla in pubblico una cosa che non era certo
comune per degli inglesi mi sono ritrovato a sperimentare le stesse
emozioni e a piangere con loro. Rendermi conto di quanto quell'evento
facesse male anche a me mi ha profondamente sorpreso. In qualche modo
quella donna, che non avevo mai incontrato e a cui non avevo mai pensato
molto (soprattutto nei 13 anni in cui avevo vissuto negli Stati Uniti), era

riuscita a toccarmi profondamente. Ho percepito un grande senso di perdita


che mi ha davvero lasciato di stucco.
E allora ho veramente cominciato a prestare attenzione e a chiedermi di
che cosa diavolo si trattasse. Stava accadendo qualcosa di
straordinariamente e profondamente significativo, tale da indurmi a
cominciare una ricerca interiore volta a scoprire il messaggio e il significato
che si nascondeva in tutto ci. S, la morte di Diana doveva avere un
significato che andava al di l delle circostanze apparenti in cui era
avvenuta, per quanto drammatiche sembrassero essere.
Sono giunto alla conclusione che quanto stava accadendo avesse uno
scopo superiore.
E poi, il mercoled seguente, ho finalmente capito. Mentre osservavo le
immagini che venivano dall'Inghilterra e sperimentavo il grande trasporto
emozionale della gente, di un popolo che non era certo il pi rinomato per
la capacit di esprimere le proprie emozioni specialmente in pubblico ho
improvvisamente compreso quale fosse stata la missione spirituale di
Diana. Lo scopo ultimo della sua incarnazione era stato quello di aprire il
chakra del cuore della Gran Bretagna e, cosfacendo, di accelerare
enormemente l'evoluzione spirituale del popolo inglese. Qualcosa d
straordinario! E non avevo nessun motivo di dubitare che ci fosse riuscita
pienamente!

Nessuna delle persone che hanno assistito agli eventi d quella settimana
potr mai mettere in discussione che Diana sa riuscita, da sola, a
trasformare il Paese e in realt anche parte del pianeta al livello del cuore.
In tutta la storia dell'umanit posso ricordare solo poche persone che siano
riuscite a sortire un effetto del genere puramente tramite l'espressione
dell'energia dell'amore: forse Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela;
sicuramente madre Teresa e Ges Cristo. (Non c' quindi da meravigliarsi
che la regina d'Inghilterra abbia chinato il capo davanti alla bara di Diana
qualcosa che non era mai successo prima).
Sebbene in termini di realizzazione umana e di esempio spirituale in vita
qualsiasi confronto con madre Teresa sia fuori luogo, comunque
interessante notare che la morte di madre Teresa, la cui vita, il cui lavoro,
secondo l'opinione pi comune, l'hanno portata vicina alla santit nella sua
stessa esistenza, non abbia sollevato un clamore pari a quello suscitato
dalla morte di Diana. Queste due donne, la cui vita ha lasciato un segno
cos profondo sul mondo intero, attraverso l'espressione dell'amore pi
autentico sono scomparse a pochi giorni di distanza l'una dall'altra, e ci ha
un enorme significato spirituale.
Nel corso dell'ultimo secolo il popolo britannico ha dovuto sperimentare due
guerre, e soffrire e addolorarsi a causa di enormi perdite, ma se l' sempre
cavata con il suo proverbiale senso dell'umorismo e con la caratteristica

impassibilit, anche se non penso che si possa dire che in tal modo abbia
aperto il suo cuore. E cos ha dovuto aspettare, non solo la venuta di questa
principessa del popolo, ma anche la sua morte, che sebbene facesse parte
del piano divino, stata vissuta come prematura e tragica.
Da quell'evento in poi molti hanno cercato invano di spiegare il suo effetto
a livello globale in termini di fissazione collettiva e di volont di trasformare
in una sorta di divinit le celebrit che ci vengono propinate dai media.
Jonathan Alter, scrivendo su Newsweek, c' forse arrivato pi vicino di molti
altri, facendo riferimento a quella che Richard Sennett, nel suo II declino
dell'uomo pubblico, ha definito "culto dell'intimit", attraverso il quale
cerchiamo di trovare un significato personale in situazioni impersonali. E
vero che l'opinione pubblica non poteva conoscere Diana personalmente, e
che quindi, per molti versi, era una situazione impersonale. Eppure la sua
persona ha saputo trascendere i limiti imposti dal tempo e dallo spazio,
giungendo in qualche modo a toccare il cuore di tutti in una maniera
talmente profonda che non possibile spiegarla con interpretazioni
semplicistiche.
La chiave della comprensione della sua manifestazione umana sta
nell'archetipo del guaritore ferito, che ci insegna che il nostro potere nelle
nostre ferite nel senso che la ferita in noi a invocare il guaritore che sta
nella persona che abbiamo di fronte, ed la ferita nel nostro prossimo a

evocare il guaritore che in noi. Siamo tutti guaritori feriti, semplice mente
non lo sappiamo! Quando manteniamo celate le nostre ferite, nascoste
dietro un muro di riservatezza, ci separiamo e neghiamo la guarigione non
solo a noi stessi ma a infinite altre
persone. Mantenere un atteggiamento stoico e impassibile un modo
terribile per negare e rifiutare l'amore. Atrofizza il cuore e storpia l'anima.
Attraverso la sua volont di condividere le sue pi profonde ferite con il
mondo intero, la principessa Diana ha evocato il guaritore che in ognuno
di noi, aprendo il nostro cuore e guarendo la nostra anima spezzata.
Il mondo intero ha assistito a quello spettacolo incredibile: una marea di
persone che ha seguito l'esempio di Diana e ha voluto aprirsi, condividendo
il dolore e le ferite proprio come aveva fatto lei. In pratica, Diana ha
regalato al suo popolo il linguaggio dell'intimit con cui finalmente
esprimere autenticamente e apertamente le emozioni. Non ricordo di aver
mai visto una tale manifestazione d emozioni e sentimenti cos
profondamente autentica, e alla televisione dei giorni nostri, e ci
assolutamente inconsueto.
Nel momento in cui siamo infine emersi dalla coltre di dolore e da quel
senso di perdita, nonch dal cordoglio, dalla rabbia e dalla proiezione del
senso d colpa che pesava su di noi per l'insaziabile appetito che abbiamo
sempre nutrito nei confronti dell'immagine di Diana (e che ci ha spinti a

curiosare nella sua vita la stampa e i paparazzi erano soltanto una


proiezione di ci che siamo), abbiamo cominciato a intravedere, attraverso
la nebbia e il velo della confusione, la divina perfezione di tutto ci. Oggi,
pi contempliamo la missione che Diana ha accettato, e la misura in cui
l'ha portata a termine con successo, pi ci arrendiamo a tale perfezione.
E finalmente ci ritroviamo a sperimentare un nuovo genere di pace:
sufficiente che trascendiamo le emozioni e i pensieri che in precedenza ci
legavano per sempre al Mondo dell'Umanit, trattenendoci in ostaggio
dell'archetipo della vittima. La pace nasce subito: basta che ci disponiamo
ad accettare che tutto ci doveva andare esattamente in quel modo. La sua
missione richiedeva proprio quel tipo di educazione, quel matrimonio cos
terribilmente sbagliato, il rifiuto di cui ha sofferto in bala dell'establishment
della monarchia britannica, le critiche della stampa, le persecuzioni dei
paparazzi, la morte violenta e drammatica: tutto quanto perfetto, fino al pi
piccolo dettaglio dettaglio!
E va via che il futuro s dispiegher sotto i nostri occhi, potremo renderci
conto che Diana finalmente tornata "a casa", dopo aver felicemente
completato la sua missione, e che le energie che reggevano tutte quelle
dinamiche prenderanno a disperdersi. Diana non sar la sola a essere
finalmente libera da quelle dinamiche, lo stesso accadr a tutte le altre
persone implicate in quel dramma, che ormai sappiamo essere soltanto

un'illusione. Il principe Carlo ormai libero di esprimersi in modo pi


caloroso, di essere un padre meno distante e pi amorevole nei confronti
dei suoi due figli, e sicuramente lo far. (Gli organi di stampa spiegheranno
che cambiato a causa di ci che successo, ma noi che abbiamo capito,
conosciamo la verit pi profonda). La regina d'Inghilterra sar
probabilmente meno chiusa e antiquata, e nel suo aprirsi assumer un
ruolo pi rilevante. La monarchia stessa trascender il culto della
personalit, s trasformer in un'istituzione pi forte e pi significativa, non
solo per reazione diretta all'accaduto, ma a seguito della trasmutazione
dell'energia avvenuta alla conclusione della missione d Diana, in
corrispondenza del completamento della trasformazione a cui era preposta.
Tuttavia, il semplice fatto che qualcuno apra il proprio chakra del cuore non
rappresenta una garanzia che rester aperto per sempre. S tratta pur
sempre di una questione di scelta, un momento dopo l'altro. Lo stesso vale
per la collettivit. Il popolo britannico, cos come altri in tutto il mondo,
potr mantenersi nella vibrazione dell'amore in cui Diana riuscita a
catapultarlo con la sua morte, e potr servirsi di
quell'energia per trasformare se stesso, oppure potr concentrarsi sugli
aspetti illusori di quanto successo, attribuirne la responsabilit al principe
Carlo, alla famiglia reale in generale, al conducente dell'auto, alla stampa e
ad altri ancora. Se proprender per quest'ultimo opzione, si tratter

semplicemente dell'esercizio del libero arbitrio, e sar a suo modo


altrettanto perfetto, sebbene ci implicher una nuova chiusura del chakra
del cuore collettivo.
Forse anche questo libro ha un suo ruolo da svolgere nel tentativo di
mantenere aperto il chakra del cuore collettivo. Forse la comprensione
profonda che i lettori potranno aver raggiunto leggendolo, permetter loro
di mantenersi consapevoli non solo degli aspetti illusori di quanto successo
quella notte, a Parigi, in un tunnel, ma della vera natura della storia della
principessa Diana, dall'inizio alla fine, e della missione che le ha dato
significato e importanza.
A allora ipotizzabile che chiunque legga questo libro riuscir a riconoscere
pienamente e ad accettare che, proprio come Jeff ha dovuto interpretare la
sua parte della storia di Jill (descritta all'inizio), il principe Carlo ha dovuto
interpretare magnificamente la sua parte per Diana e lo stesso hanno fatto
Camilla ParkerBowles e la regina d'Inghilterra. Auspico che chiunque legga
questo libro comprender il dramma di cui c' stato bisogno affinch queste
anime amorevoli e coraggiose potessero intervenire nella storia
dell'umanit proprio nel modo in cui hanno fatto e, occorre precisarlo,
pagando personalmente un caro prezzo. (Il sacrificio a cui Carlo si
prestato affinch il chakra del cuore della Gran Bretagna potesse aprirsi
non assolutamente inferiore a quello di Diana in realt, in termini umani

ordinari stato probabilmente superiore. Avrebbe addirittura potuto


costargli la corona!).
E forse apparir ancora pi ovvio che era stato concordato tutto quanto in
anticipo, prima ancora che ognuna delle ani
me in questione si incarnasse in questo mondo, e che a loro volta anche i
paparazzi intervenissero per svolgere il loro ruolo fondamentale e pieno di
amore in questa vicenda, cos come hanno fatto le redazioni dei giornali
che hanno pagato per tutte quelle intrusioni nella vita privata di Diana.
Chiunque riuscir a rielaborare questi eventi sulla base del Perdono
Assoluto, fino a riconoscere che non c' stata nessuna vittima, si
trasformer in un grande faro luminoso per tutti quelli che altrimenti
avrebbero scelto di concentrarsi sulla loro illusione, chiudendo il loro cuore
e alienandosi dalla vibrazione dell'amore. Mi auguro che tutti i lettori che
saranno trasformati da queste pagine diventino una luminosa stella di
amore, continuando l'opera laddove Diana l'ha portata, aiutando gli esseri
umani a mantenersi in questa nuova vibrazione superiore, alimentata dal
suo cos perfetto e tempestivo passaggio oltre questa vita.
E mi sembra che tu abbia vssuto la tua vita come una candela nel vento
che non s mai spenta nel tramonto quando cominciava a piovere.

E tuoi passi s poseranno sempre qui, sulle colline pi verdi d'Inghilterra; la


tua candela s consumata molto prima di quanto far mai la tua leggenda.
Tratto da Canale in th Wind, Polygram Int., Ine. Scritta ed eseguita da
Elton John alla Westminster Abbey in occasione del funerale di Diana,
Principessa di Galles, il 6 settembre 1997.
Trasformare l'archetipo
della vittima
Come abbiamo visto nell'ultimo capitolo, la nostra missione fondamentale
quella di trasformare l'archetipo della vittima e innalzare il livello di
coscienza del pianeta. Ma che cosa significa esattamente trasformare, e in
che modo possiamo innalzare il livello di coscienza?
La prima cosa che dobbiamo capire che possiamo trasformare qualcosa
solo quando scegliamo che ci rappresenti la nostra missione spirituale. E
la decisione circa la nostra missione non viene presa in questo mondo, ma
nel Mondo della Verit Divina, prima della nostra incarnazione.
La seconda cosa che dobbiamo comprendere che trasformare qualcosa
non significa affatto cambiarlo. In realt:
trasformare qualcosa significa sperimentarlo
pienamente e amarlo cos com'.

Per esempio, potrebbe essere che la mia missione individuale implichi


essere nato in una famiglia violenta, cos da sperimentare le violenze in
prima persona, facendone esperienza sia come vittima sia come carnefice.
Come abbiamo visto in precedenza, non appena ci incarniamo perdiamo
qualsiasi cognizione della missione che abbiamo progettato di compiere. Se
ce ne ricordassimo, non potremmo sperimentare altrettanto pienamente
l'energia e le sensazioni che caratterizzano la condizione di vittima.
Soltanto sperimentando genuinamente tale condizione possiamo capire
infine ci che si nasconde al di l della illusione della coscienza di vittima:
la proiezione del nostro senso di colpa. Se riusciamo ad andare oltre
l'illusione del carnefice e riconoscere che il suo agire soltanto una
chiamata all'amore, reagiamo con amore e piena accettazione, lo stato
energetico di vittima viene trasformato e la coscienza di tutte le persone
implicate passa un livello superiore. Inoltre, l'energia che alimenta lo
schema della violenza si dissolve, e il comportamento abusivo si arresta
immediatamente. Ecco cosa vuol dire trasformazione!
D'altro canto, se non riconosciamo la reale natura della situazione, o non
sappiamo andare oltre l'illusione, e cerchiamo semplicemente di
trasformare le circostanze fisiche, blocchiamo l'energia che mantiene lo
schema di violenza, che resta operativo, e non cambia proprio nulla!
Solo Vamore trasforma

Solo l'amore ha la capacit di trasformare le energie, come quelle che si


manifestano sotto forma di abusi nei confronti dei minori, estrema avidit
delle societ multinazionale, omicidi e tutto ci che nel mondo viene
definito "il male". Non c' nient'al tro che possa ottenere lo stesso effetto.
Qualsiasi altra azione intrapresa per cambiare queste situazioni, come per
esempio allontanare un bambino da un ambiente abusivo, sebbene di per
se stesse siano manifestazione della buona volont umana, non possono
operare alcuna trasformazione definitiva. E il motivo semplice: tanto per
cominciare, queste azioni scaturiscono dalla paura, non dall'amore.
Secondariamente, il nostro intervento e il nostro giudizio contribuiscono a
conservare lo schema di violenza e a renderlo ancora pi rigido e
immutabile.
Ci spiega perch la decisione di trasformare qualcosa possa essere
compiuta solo sul piano del Mondo della Verit Divina.
Noi umani siamo talmente bloccati nelle nostre credenze sul dolore e la
sofferenza, la paura e la morte, che sebbene possiamo concepire che
l'anima di un certo bambino sia venuta a questo mondo per sperimentare
violenza, che abbia in realt voluto trovarsi in quella condizione, non
possiamo semplice mente starcene a guardare e restare impassibili. Dal
punto di vista del Mondo della Verit Divina sembra una missione semplice,
ma non appena ci ritroviamo sul piano fisico, la faccenda si dimostra assai

diversa. Se c' un bambino che vive un'esperienza di abusi familiari, come


possiamo abbandonarlo al suo destino? Non possiamo non intervenire!
Siamo umani!
Come abbiamo visto in un capitolo precedente, dobbiamo arrenderci
all'idea che lo Spirito sia perfettamente cosciente di ci che sta facendo. Se
non fosse nell'interesse superiore e pi elevato del bambino molestato in
questione, non ce ne accorgeremmo neppure, e non potremmo intervenire
a suo favore; se cos dovesse essere, lo Spirito avrebbe predisposto tutto
quanto di modo che nessuno veda e senta. Se invece lo Spirito ritiene che
un intervento umano vada in direzione dello sviluppo dell'anima, far in
modo che qualcuno presti aiuto. Tuttavia, non siamo noi a decidere:
dobbiamo semplicemente intervenire nel modo che ci sembra il pi
possibile umano, premuroso e compassionevole, senza perdere la
cognizione che l'amore presente in qualsiasi situazione.
Il Perdono Assoluto trasforma
In quanto umani, non siamo comunque completamente impotenti di fronte
al "male", perch possiamo trasformare l'energia di qualcosa di negativo,
come per esempio le molestie a un bambino, servendoci della tecnica del
Perdono Assoluto. Se perdoniamo veramente, radicalmente, tutte le
persone implicate in questa

situazione terribile, avremo sicuramente un impatto sullo schema


energetico. In definitiva, toccher al bambino stesso perdonare, cos da
trasformare definitivamente lo schema, ma ogni volta che ognuno di noi, in
qualsiasi situazione, indipendentemente dal fatto che sia pi o meno
personalmente implicato, sceglie comunque di percepire la perfezione della
situazione stessa, contribuisce al cambiamento dell'energia, che ha luogo
all'istante.
Una volta mi chiesero di parlare all'incontro annuale della National Society
of Mediators. Avevo a disposizione soltanto 45 minuti e, mentre parlavo, gli
altri pranzavano! Avevo fatto in modo di essere l fin dall'inizio dei lavori,
cos da poter ascoltare le loro discussioni e avere un'idea del loro modo di
pensare. Mi ero cos reso conto che, in termini di background, circa il 50%
dei partecipanti era formato da avvocati, e l'altro 50% da consulenti, e che
il loro impegno rispetto alla mediazione li aveva mantenuti piuttosto
flessibili e aperti nel loro approccio alla soluzione dei problemi.
Per i primi 20 minuti, o gi di l, feci del mio meglio per spiegare i concetti e
i presupposti alla base del Perdono Assoluto. Poi tracciai il diagramma della
pagina seguente, con cui intendevo illustrare la relazione energetica tra
quei consulenti e i loro clienti.
Cercai poi di fargli comprendere che la loro percezione della situazione in
cui di solito intervenivano come mediatori, nella migliore delle ipotesi

partiva dal presupposto che quanto stava accadendo ai clienti A e B fosse


deprecabile, se non addirittura una tragedia. Inoltre, nel loro ruolo di
mediatori, erano chiamati a risolvere alla meglio qualcosa che era andato
storto, aggiustando le cose di modo che le parti pi o meno direttamente
implicate ne fossero danneggiate il meno possibile.
Il mio pubblico convenne che si trattava di un'interpretazione
sufficientemente corretta, e che per i loro clienti il campo energetico della
situazione era caratterizzato da un'atmosfera di ostilit e sfiducia. Se fosse
stato altrimenti, non avrebbero avuto bisogno di un mediatore.

Figura 91 campi energetici della mediazione.


A quel punto li spinsi a considerare 1'intervento della loro energia in quel
contesto. Volevo si rendessero conto che il loro campo energetico era
normalmente caratterizzato da pensieri e sensazioni basate sulla
percezione che quella fosse una situazione "cattiva". Gli chiesi anche di
ponderare che, sebbene stessero cercando di rimediare e di aiutare
entrambi i clienti, quella loro percezione della situazione come "cattiva"
filtrava nel campo energetico dei clienti stessi, rinforzando la loro coscienza
di vittima.
Quindi feci una proposta: Invece di percepire queste situazioni come
tragiche e sgradevoli, provate a prendere in considerazione l'ipotesi che si
tratti di un piano divino che si sta rivelando proprio com' giusto che sia, e

che ognuna delle parti, comprese le persone meno direttamente implicate,


stia in realt ottenendo ci che desiderava a livello pi profondo, e cio al
livello dell'anima. Provate inoltre pensare che, comunque vada a finire, si
tratter sicuramente della soluzione migliore.
Non pensate che un approccio del genere porterebbe a risultati
completamente diversi? Invece di essere intriso di pensieri ed emozioni
radicate nella paura, il vostro campo energetico sarebbe pieno di amore.
Non pensate che ci potrebbe avere un effetto concreto sul modo in cui si
potrebbe infine giungere a una soluzione?.
Incredibile ma vero, mi capirono al volo. Ci arrivarono persino gli avvocati!
L'idea che il modo in cui affrontavano la situazione, e cio il loro schema
energetico mentale, potesse rappresentare un fattore determinante rispetto
all'esito, venne ampiamente accettata. Ci non implicava affatto che si
dovesse cambiare qualcosa nella loro procedura e seguire un metodo
diverso dal solito. Sarebbe stato sufficiente affrontare la questione sulla
base di un nuovo presupposto " tutto perfetto" per permettere all'energia
di muoversi senza incontrare troppa resistenza, e farla scorrere in qualsiasi
direzione dovesse andare. questa, a mio parere, la vera trasformazione
dell'energia!
Risonanza morfica

Quanto ho appena spiegato si ispira alla teoria dei campi mortici e della
risonanza morfica descritta da Rupert Sheldrake. Shel drake un biologo
inglese che ha ipotizzato l'esistenza in natura di campi che si
autoorganizzano e si autoregolano, comportando cos la strutturazione e il
supporto agli schemi di attivit vibratoria o ritmica. Determinati elementi si
attraggono reciprocamente in virt della risonanza morfica, cos da creare
questi campi, che sono in continua evoluzione, in continuo cambiamento.
Quando muta uno degli elementi del campo, ci influenza il campo intero. Il
concetto sembra essere applicabile a ogni livello, dai fenomeni quantistici
ai comportamenti sociali di gruppo.
In ambito umano, i campi mortici legano i singoli individui attraverso forme
di risonanza extrasensoriale ed energetica (coscienza) secondo un processo
indipendente rispetto al tempo e allo spazio. Ecco perch quando qualcuno
perdona, l'effetto viene immediatamente percepito dalla persona che viene
perdonata, anche se questa non in contatto e si trova molto lontano.
Tornando alla faccenda dei mediatori, possiamo pensare che le situazioni
che si trovano immancabilmente ad affrontare siano un campo morfico in
cui gli individui sono attratti gli uni agli altri, attraverso la risonanza
morfica, sulla base della coscienza di vittima. Non appena uno dei membri
(il mediatore) dirige la sua coscienza in direzione dell'amore e
dell'accettazione delle cose cos come sono, il campo subisce

immediatamente una trasformazione ed evolve in direzione di una nuova


armonia e vibrazione di ordine superiore. In virt della risonanza morfica,
gli altri membri dello stesso gruppo godono cos di un'opportunit di
riallinearsi nello stesso modo, permettendo alla situazione di evolvere su
una falsariga completamente diversa rispetto a quanto sarebbe accaduto
se la loro coscienza non avesse subito una tale trasformazione.
Ho voluto accennare a questa particolare ricerca per dimostrare che il
modo in cui affrontiamo le tematiche dell'energia e della coscienza trova
valide fondamenta nel settore della teoria e della ricerca scientifica
moderna.
Nelson Mandela ce l'ha dimostrato con i fatti
Il modo in cui Nelson Mandela gesti la crisi sudafricana, giungendo infine a
una soluzione del problema dell'apartheid (si era all'inizio degli anni '90),
costituisce una lezione concreta cura il modo in cui il Perdono Assoluto pu
trasformare l'energia. L'apartheid, caratterizzato dal sistema di dominio
politico dei bianchi, eie
mento portante della societ sudafricana per tre quarti di un secolo, aveva
mantenuto una rigida separazione tra i neri e i bianchi: i bianchi vivevano
nel lusso, i neri della povert pi assoluta. Mandela stesso fu imprigionato
per 26 anni. Dopo la sua liberazione divent Presidente del suo paese. A

quel punto, in Sudafrica c'erano tutti presupposti per lo scatenarsi di


vendette e ripicche di ogni genere: ne sarebbe potuto scaturire un bagno di
sangue. E invece Mandela seppe mettere in atto una transizione
incredibilmente pacifica, il cui segno distintivo non stata la vendetta ma il
perdono.
Ci che imped il degenerare della situazione, ci che evit il massacro, non
fu tanto ci che Mandela fece, ma il modo in cui gest l'energia. Rifiutando
qualsiasi proposito di vendetta, egli trascese l'archetipo della vittima,
rendendo cos un grande servizio a tutto il suo popolo. Ci fece a sua volta
crollare lo schema energetico della potenziale violenza, che aveva covato
nel corso degli anni e che non aspettava altro che un fattore scatenante. In
Sudafrica la transizione postapatheid ancora in corso, e sicuramente non
senza problemi, ma sta accadendo secondo modalit che soltanto qualche
decennio fa non avremmo neppure potuto sognare.
Nella nostra missione collettiva volta a trasformare l'archetipo della vittima,
non dobbiamo fare altro che seguire l'esempio di Mandela e trascendere
l'esperienza della condizione di vittima. In caso contrario, resteremo
abbandonati al nostro destino di individui feriti e bloccati nell'archetipo
della vittima.
Le spinte dello spirito

Nel profondo della nostra mente inconscia siamo tuttora in contatto con la
nostra missione. Lo Spirito continua a offrirci opportunit di trasformazione
dell'energia della vittima, portando in superficie le sue espressioni, come
l'incesto, le molestie ai minori, le violenze sessuali e l'odio razziale. Ognuno
di
noi pu accogliere tale missione praticando il Perdono Assoluto in tutte
queste circostanze. Se il numero di esseri umani che abbraccer il Perdono
Assoluto sar sufficiente, avverr una trasformazione nella nostra
percezione della realt e cogliere la perfezione della nostra realt cambier
le cose al punto che non ci sar pi bisogno dei vecchi schemi energetici
che si dissolveranno spontaneamente.
Un esercizio di trasformazione
Per trasformare l'archetipo della vittima, provate a mettere in pratica
quanto segue: ogni volta che guardate il telegiornale, cambiate la vostra
percezione e passate da un atteggiamento giudicante a una coscienza in
cui percepite la perfezione dello stato delle cose. Per esempio, invece di
ricorrere all'interpretazione abituale di un episodio di pregiudizio razziale,
provate a contribuire alla trasformazione dell'energia della disarmonia
razziale. Per farlo, non dovrete fare altro che osservare la persona o la
situazione verso la quale, normalmente, esprimereste un giudizio o una
censura, e provate a penetrare in uno spazio di accettazione amorevole.

Riconoscete che le persone implicate in quell'evento stanno semplicemente


svolgendo il loro compito nel piano divino. Non affibbiate a nessuno
l'etichetta di vittima, n quella di delinquente. Le persone stanno
semplicemente inscenando il dramma che si rende necessario affinch la
guarigione possa aver luogo. E ricordate, Dio non fa errori!

Quando lio
passa al contrattacco
Inducendoci a ricordare che siamo esseri spirituali che vivono una esistenza
umana, il Perdono Assoluto innalza la nostra vibrazione e ci spinge in
direzione dell'evoluzione spirituale.
Una tale crescita rappresenta un'autentica minaccia per l'io (che come
abbiamo visto pu essere definito un sistema di credenze, complesso e
profondamente radicato, in base al quale riteniamo di essere separati da
Dio, che un giorno ci punir per averlo abbandonato). In cosa consiste la
minaccia? In pratica, maggiore il grado di evoluzione spirituale a cui
giungiamo, maggiori sono le possibilit che ricordiamo ci che siamo
realmente e cio che siamo una sola cosa con Dio.

Non appena giungiamo a questa comprensione profonda, l'io deve morire.


Ebbene, una cosa certa: qualsiasi sistema di credenze, quale che sia la
forma che ha preso, resister sempre a qualsiasi tentativo di farlo cadere, e
l'io non fa sicuramente eccezione. (Ecco perch dimostriamo
immancabilmente che preferiamo essere nel giusto che essere felici).
Di conseguenza, pi facciamo ricorso al Perdono Assoluto, pi l'io
controbatte e cerca di indurci in ogni modo a mantenere la nostra
dipendenza dall'archetipo della vittima. E uno degli strumenti di cui si serve
per giungere a tale scopo proprio la nostra stessa crescita spirituale. Uno
degli esempi migliori il modo in cui l'io si serve del lavoro sul bambino
interiore per giungere ai suoi fini.
Il lavoro sul bambino interiore offre un modo per guardare in noi e guarire le
ferite dell'infanzia che ci trasciniamo dietro da adulti, e che continuano a
influenzare il nostro presente.
Peraltro, allorch ci focalizziamo sulle ferite che abbiamo ricevuto, l'io cerca
di approfittarne per garantirsi la sopravvivenza. Sfrutta proprio quel genere
di lavoro in cui il bambino interiore diventa una metafora della nostra
menomazione per rafforzare il nostro attaccamento all'archetipo della
vittima. Il comportamento che ne deriva caratterizzato da una costante
rielaborazione delle nostre ferite, che acquisiscono un grandissimo potere
perch non facciamo altro che parlarne, proiettandole sul cosiddetto

"bambino interiore" e servendocene per giungere a qualche forma di


intimit.
Le colpe dei genitori
Buona parte del lavoro sul bambino interiore, cos come venne concepito
negli anni '80, si concentrava pesantemente sull'attribuzione ai genitori, o a
qualcun altro, della responsabilit di ogni infelicit personale. Il mantra
associato a quel genere di lavoro psicologico era: Se non fosse per i miei
genitori, oggi sarei una persona felice. E un modo come un altro per
indurci a sentire che costoro ci hanno fatto del male, una percezione con
cui molto pi semplice vivere, in particolar modo rispetto al credere di
avere in qualche modo chiesto di essere trattati cos. Una tale concezione
dell'esistenza fa felice anche l'io, perch ci induce automaticamente a
riprodurre la coscienza e la condizione di vittima. Finch continueremo a
dare la colpa ai nostri genitori per tutti i problemi di cui facciamo
esperienza, qualsiasi generazione a venire continuer ad affidarsi a quel
sistema di credenze.
Purificare le tossine emotive
Un chiarimento necessario: con ci non intendo affatto dire che entrare in
contatto con la rabbia e il dolore repressi nell'infanzia, e trovare un modo
per rilasciarli, sia necessariamente negativo. Al contrario, un processo

fondamentale. Prima di poter passare al perdono dobbiamo compiere


questa opera di purificazione, perch se siamo pieni di rabbia, non
possiamo perdonare. Tuttavia, ci sono fin troppi seminari e terapie che si
concentrano unicamente sulla rabbia, senza contribuire in alcun modo alla
nostra trasformazione attraverso una forma di perdono. Quando uniamo il
lavoro sulla rabbia alle tecniche del Perdono Assoluto, tutte le tossine
emotive e mentali che abbiamo finora represso vengono purificate e ci
ritroviamo nella condizione ideale per sbarazzarci definitivamente della
rabbia. In tal modo rinunciamo a tutte le nostre ferite e trascendiamo la
coscienza di vittima.
Il rituale di perdono dei Navaho
I nativi della nazione Navaho si servono di un rituale volto a impedire che si
instauri qualche forma di dipendenza dalle proprie menomazioni. Ne ho
sentito parlare una volta da Caro lin Myss, che l'ha cos descritto: sebbene i
Navaho riconoscano indubbiamente la necessit di raccontare le proprie
ferite, e di trarre profitto dalla testimonianza del gruppo tribale,
comprendono anche che parlare delle proprie ferite attribuisce a esse
potere, specialmente quando si eccede. Quindi, se una persona ha una
certa ferita o un particolare dolore da condividere, la trib si riunisce e la
persona pu esprimerlo in un cerchio di testimonianza. Le viene concesso

di esprimere il dolore tre volte, e tutti ascoltano con simpatia e


compassione. Ma non appena
inizia la quarta espressione del dolore, quando la persona fa nuovamente la
sua comparsa alFinterno del cerchio, tutti gli altri le voltano la schiena.
Basta cos! Ti abbiamo ascoltato mentre ci spiegavi la tua pena per ben
tre volte. L'abbiamo accolta. Adesso lascia andare. Non ti presteremo pi
ascolto!. Ci rappresenta un potentissimo rituale con il quale si aiuta la
persona ferita a rilasciare il dolore del passato.
Possiamo immaginare di offrire il nostro aiuto agli amici nello stesso modo?
Cosa accadrebbe se, dopo che si sono lamentati delle loro ferite e delle
persecuzioni subite per tre volte, gli dicessimo: Senti, a tale riguardo ti ho
gi prestato sufficiente attenzione. Adesso ora che lasci andare. Non
permetter pi che le tue ferite acquisiscano potere su di te, non ti lascer
pi rimuginare all'infinito. Ti voglio troppo bene.
Sono sicuro che se ci comportassimo in questo modo, molti dei nostri amici
ci considererebbero dei traditori. Con ogni probabilit penserebbero che con
il nostro comportamento vogliamo semplicemente voltar loro le spalle,
anzich mostrare loro tutto il nostro pi profondo amore, e forse ci
aggredirebbero all'istante con qualche mala parola!
Cos' un vero amico

Se vogliamo realmente sostenerci l'un l'altro nel viaggio dell'evoluzione


spirituale, credo che non abbiamo altra scelta che correre il rischio,
tracciare una linea di demarcazione cos da aiutare le persone che amiamo,
gentilmente, a superare la loro dipendenza dalle loro stesse ferite. Un gesto
del genere adempirebbe la nostra missione collettiva di trasformare
l'archetipo della vittima e di ricordare ci che siamo realmente.
13
Tempo, medicina
e perdono
L'evoluzione spirituale comporta un rinnovato apprezzamento e una pi
profonda conoscenza del nostro corpo fisico, e del modo migliore per
prendersene cura. Il paradigma medico a cui ci siamo affidati negli ultimi
300 anni ovvero fin dal momento in cui il filosofo francese Cartesio ha
definito il corpo come una macchina sta radicalmente cambiando in
direzione di un approccio olistico che prende in considerazione le relazioni
tra corpo e mente.
Ci siamo abituati a considerare la salute in termini di assenza di malattia.
Oggi consideriamo la salute in termini di miglior flusso della forzavitale
(quella che a seconda delle tradizioni viene chiamata chi,prema, eccetera)
attraverso il nostro corpo. Per poter godere di una salute ottimale, tale

forza vitale deve fluire liberamente. Non possiamo considerarci in salute se


il nostro corpo intossicato dall'energia del risentimento, della rabbia, della
tristezza, del senso di colpa o del dolore.
In questo contesto, quando parliamo di "corpo", intendiamo non solo il
corpo fisico, che anche un corpo di energia, ma prendiamo in
considerazione anche i diversi corpi sottili che lo circondano. Per essere pi
precisi, questi vengono definiti corpo eterico, corpo emozionale, corpo
mentale e corpo causale. Ognuno di essi ha una frequenza differente. Se in
passato eravamo soliti definire il corpo fisico in termini di sostanze
chimiche
e molecole, i fisici moderni ci hanno insegnato a percepire tutti e cinque
questi corpi, compreso quello fisico, quali condensazioni dense d schemi
energetici interagenti.
Canale centrale
(Chi, Prana, Energia eristica)
Corpo Causale
(Anima, S Superiore, Connessione Divina)
Corpo
Eterico

(La matrice)
Questi strati sottili avvolgono il corpo sotto forma di rivestimenti di energia
in vibrazione, vibrazione che via via di una ottava superiore. Tuttavia, non
si tratta di stratificazioni dai confini nitidi, come illustra la figura 10. Per
molti versi potrebbero invece essere descritti come campi diffusi nello
stesso spazio, quasi facessero parte di un oceano di energia che circonda il
corpo fisico. I corpi sottili non sono definiti tanto dalla loro posizione nello
spazio, quanto dalle diverse frequenze con cui vibrano.
I corpi sottili risuonano armonicamente con gli schemi di vibrazione del
corpo fisico, permettendo alla coscienza (o mente) di interagire con il
corpo. ci che s'intende quando si parla di continuum fisicomentale, in cui
la mente esiste sia internamente sia esternamente al corpo fisico. (Per una
descrizione pi dettagliata delle caratteristiche e degli scopi di ognuno di
questi corpi sottili, si veda la Parte Terza, capitolo 15).
Quando i filtri intasati mettono sotto pressione la camera di combustione...
Volendo fare un'analogia pratica, cos da rendere pi comprensibile il
concetto, potremmo paragonare questi corpi ai filtri che vengono
comunemente piazzati negli impianti di riscaldamento mi riferisco a quei
filtri a cui dobbiamo dare una ripulita, di tanto in tanto, per assicurarci che
la combustione avvenga efficacemente. Ebbene, i diversi corpi di cui ci

componiamo sono stati congegnati proprio come quei filtri, devono


permettere il fluire indisturbato dell'aria, che per quanto riguarda gli esseri
umani trova corrispondenza nella forza vitale, che deve poter scorrere
attraverso il corpo fisico e i corpi sottili.
Ogni qualvolta giudichiamo, facciamo qualcosa di sbagliato, critichiamo,
proiettiamo, reprimiamo la rabbia, ci rinchiudiamo nel risentimento,
eccetera, produciamo un blocco energetico che influisce su uno o pi corpi.
Ogni qualvolta ci comportiamo in questo modo, il nostro sistema di
filtraggio viene in qualche misura otturato e c' meno energia a
disposizione per la nostra camera di combustione. Presto o tardi quel filtro
non pi in grado di operare, e mancando dell'ossigeno, fondamentale per
la combustione, la nostra fiamma si spegne. In parole povere, quando il
nostro corpo fisico e i corpi sottili sono troppo intasati perch la forza vitale
possa
fluire liberamente, il corpo comincia a soffrirne. In molti casi ci si
manifesta inizialmente sotto forma di depressione. Alla fine conduce alla
malattia, e se i blocchi non vengono rimossi, possiamo anche morirne.
I lettori ricorderanno come mia sorella Jill abbia sperimentato un grande
rilascio di energia non appena attivate le modalit del Perdono Assoluto. Il
filtro della sua energia vitale era intasato a causa del suo sistema tossico di
credenze, che la spingeva a sentirsi indegna di amore, per non parlare poi

del risentimento che sgorgava dalle sue memorie, e della rabbia, della
tristezza, della frustrazione che scaturivano dalla sua situazione attuale.
Non appena riuscita a rilasciare tutto quel materiale, i blocchi energetici
sono stati spazzati via, e ci le ha permesso di elevarsi a un altro stato
emotivo. Quando il nostro perdono davvero assoluto, liberiamo una
enorme quantitativo di forza o energia vitale, di cui possiamo quindi
disporre per guarire, creare ed esprimere il nostro vero scopo in questa
vita.
La strana influenza di Farra
II mio grande amico Farra Alien, cofondatore dell'Atlanta School of Massage,
nonch esperto in counseling psicofisico, una volta si preso una forma
particolarmente virulenta di influenza, del genere di quella che ti costringe
a letto per almeno una decina di giorni. Stava davvero male, ma invece di
concedere tutto il suo potere al virus, ha deciso di occuparsene con una
sorta di lavoro interiore, tale da provocare una mutazione nello schema
energetico che aveva permesso al virus di insediarsi. Servendosi di un
processo noto come immaginazione attiva, che implica semplicemente
buttar gi i propri pensieri, scrivendoli cos come emergono nel flusso di
coscienza, si
finalmente imbattuto in un nodo emotivo irrisolto di cui fino a quel
momento non si era reso conto. Si poi servito del Perdono Assoluto per

purificare quel nodo energetico, e come tutta conseguenza l'influenza


sparita quasi all'istante. Nel giro di due giorni dall'insorgere della malattia
aveva gi ripreso a lavorare a tempo pieno e si sentiva in gran forma. Ecco
una straordinaria dimostrazione del potere terapeutico del Perdono
Assoluto.
Si pu guarire anche il cancro?
Immaginiamo che la malattia in questione non sia una semplice influenza
ma un tumore. Si potrebbe pensare che anche questa malattia scaturisca
da un'emozione profondamente repressa. Pensando, quindi, che la cura
possa consistere nel rilasciare il blocco energetico, potremmo ritenere che
la soluzione consista semplicemente nell'entrare in contatto con le
emozioni represse, percepirle appieno e quindi lasciarle andare.
Tuttavia, a differenza dell'attacco influenzale di Farra, che era
probabilmente passato dal corpo sottile al corpo fisico nel giro di pochi
giorni, lo schema energetico relativo al cancro potrebbe aver impiegato
molti anni per compiere lo stesso percorso e, con l'andare del tempo,
manifestarsi come malattia. Ne consegue che l'angosciosa domanda che
dobbiamo porci : Quanto tempo ci vorr perch il processo della malattia
cambi completamente direzione sulla sola base del lavoro sulle emozioni?.
ipotizzabile che possa volerci lo stesso numero di anni di cui c' stato
bisogno perch la malattia si manifestasse e ci non particolarmente

pratico, se si soffre di cancro o di qualche altra malattia in cui il tempo un


fattore essenziale o almeno, cos sembrerebbe essere.
Il fattore del tempo nella guarigione
Abbiamo sempre pensato che il tempo fosse qualcosa di fisso e lineare,
finch Einstein non ha dimostrato che il tempo in realt relativo, e che la
coscienza uno dei fattori dell'equazione. Pi elevata la nostra coscienza,
pi rapidamente evolviamo, e pi velocemente sembrano accadere tutte le
trasformazioni fisiche, ovunque rivolgiamo il nostro sguardo.
Proviamo a pensare alla coscienza in termini di frequenza vibratoria.
Probabilmente, se siamo caratterizzati da una frequenza vibratoria molto
bassa, ci vorr troppo tempo per invertire energeticamente il processo di
una malattia grave come un tumore. E tale livello di vibrazione si abbasser
automaticamente in caso di paura, rabbia o risentimento, dovuti proprio
alla malattia, come anche se ci sentiamo vittima delle circostanze e/o la
nostra energia resta bloccata in qualche evento passato. Nella maggior
parte dei casi proprio questa la condizione della nostra coscienza. Quindi,
sono pochi quelli che dispongono del potere di guarire una malattia come il
cancro con rapidit sufficiente, affidandosi unicamente al rilascio delle
cause emotive della malattia ma ovviamente la cosa pu prendere un'altra
piega se troviamo modo di innalzare la nostra frequenza vibratoria.

/ m TERDONO |
(TEMPO/ XSSOLITO1!
( COSCIENZA ]

NUCLEO

DEL POTENZIALE
DI GUARIGIONE
Figura 11 Tempo e guarigione.

Se riusciamo ad abbandonare l'archetipo della vittima e a riportare la


nostra energia nel momento presente attraverso il processo del Perdono
Assoluto, innalziamo la nostra frequenza di vibrazione quel tanto che basta
per produrre almeno un'inversione pi rapida del processo della malattia,
se non addirittura immediata. Per migliorare le possibilit di riuscita,
altres utile incorporare anche altri mezzi per innalzare la vibrazione, come
per esempio la preghiera e la meditazione.
Esempio: una signora che partecipava a uno dei nostri ritiri aveva gi
subito diversi interventi chirurgici per un cancro alle ovaie, e i dottori le
davano al massimo tre mesi di vita. Era depressa e disponeva di ben poca

forza vitale. Ci spieg che era venuta al ritiro soltanto perch i membri della
sua Chiesa avevano raccolto il denaro necessario, cosicch si era sentita in
dovere di accontentarli. Lavorammo con lei, e il terzo giorno ci fu uno
straordinario cambiamento, si apr una breccia che la fece entrare in
contatto con un evento accaduto quando aveva soltanto due anni e mezzo,
e che l'aveva spinta a credere di essere indegna di essere amata. Grazie a
quella scoperta, liber un mare di emozioni, non solo relative a
quell'episodio, ma alle infinite volte in cui, nel resto della sua vita, aveva
creato tutti presupposti necessari per continuare a dimostrare la sua
assoluta mancanza di qualit. Subito dopo la sua energia vitale crebbe
notevolmente. Nel tempo restante si decise a cercare un programma
alternativo, col quale era determinata a vincere il cancro e la prognosi
infausta dei medici. Era persino disposta a viaggiare fori dagli Stati Uniti,
se il metodo scelto si fosse rivelato illegale nel suo paese (ci sono molti
trattamenti alternativi che non sono legali negli Stati Uniti). Dopo circa due
settimane, durante le quali si dedic alla febbrile ricerca di una cura che le
sembrasse pi adatta al suo caso, comprese improvvisamente che la sua
guarigione sarebbe maturata attraverso la preghiera. Si rec nella parte
settentrionale dello stato
di New York e lavor con una coppia che offriva settimane di preghiera. Non
fece altro che pregare per una settimana intera. Appena tornata a casa,

and dal suo oncologo che la visit e le disse: Signora, non so proprio
come spiegarlo, ma non c' pi nessuna traccia di cancro nel suo corpo. Si
potrebbe anche definirla una remissione spontanea, ma dal momento che
credo in Dio, penso sia pi giusto parlare di miracolo.
Il caso di questa donna rappresenta un esempio straordinario di come
innalzare la propria vibrazione attraverso la preghiera possa trasformare le
condizioni fisiche nel giro di pochi giorni, anzich in anni. Ritengo che il
Perdono Assoluto possa produrre risultati analoghi.
Uno studio universitario sul perdono
L'universit di Seattle ha compiuto una ricerca estrema mente interessante
sul perdono e il tempo, ricerca che peraltro non stata ancora pubblicata.
La ricerca in questione si imperniata su una serie di interviste a soggetti
che, secondo loro stessa ammissione, erano stati vittima di qualche forma
di violenza o abuso. I ricercatori intendevano esaminare in che modo quella
percezione potesse cambiare nel corso del tempo. I primi risultati ottenuti
hanno dimostrato che la serenit d'animo, descritta in termini di assoluta
scomparsa di ogni forma di risentimento, non scaturiva da un atto formale
di perdono, ma dall'improvvisa scoperta di aver perdonato. Tutti quanti i
soggetti hanno riferito che, pi si sforzavano di perdonare, pi gli risultava
difficile, mentre il risentimento si faceva pi intenso. A un certo punto
hanno smesso di cercare di provare a perdonare e hanno semplicemente

lasciato andare. Dopo un intervallo di tempo che risultato variabile da un


caso all'altro, i soggetti sono giunti alla stupefacente constatazione che
nel loro cuore non c'era pi risentimento e che in sostanza avevano
perdonato. Una scoperta successiva, ancora pi interessante, e sempre
nell'ambito della stessa ricerca, stata che chi constatava di aver
perdonato, poco prima era stato a sua volta perdonato, (da chi e per che
cosa non sembrato aver alcuna importanza). Comunque sia, tutto ci
dimostra certamente che il perdono comporta una trasmutazione di
energia. Avendo sperimentato cosa significasse essere perdonati il rilascio
di energia bloccata quei soggetti erano a loro volta in grado di liberare
l'energia bloccata nel rapporto con gli altri.
Questa ricerca non solo rinforza ci che abbiamo finora sostenuto, e cio
che il perdono non pu derivare da un atto di volont, ma dimostra altres
che il vero perdono di fatto una trasformazione interiore che ha luogo
attraverso la rinuncia al proprio attaccamento al risentimento e
l'accettazione del perdono per se stessi.
Come se ci non bastasse, questa ricerca sottolinea anche il valore del
Nono Passo del processo in 12 Passi utilizzato con grande profitto da milioni
di alcolisti anonimi, e presente in varie forme in programmi analoghi.

Con il Nono Passo chiediamo di fare ammenda nei confronti delle persone
che abbiamo danneggiato, impegnandoci a chiedere perdono. Quando,
infine, scopriamo che siamo stati realmente perdonati, ci libera la nostra
energia e possiamo perdonare non solo gli altri ma anche noi stessi.
Il tempo guarisce lentamente o velocemente
Qualcuno potrebbe osservare che la ricerca dell'Universit di Seattle
dimostri unicamente la lentezza con cui opera il processo del perdono, e
quindi sia una chiara dimostrazione che tale metodo assai inefficace
quando si tratta di curare malattie come il cancro. In effetti, per scoprire
che avevano perdonato in molti casi le persone hanno avuto bisogno di
qualche decennio.
Dobbiamo per fare un'importante distinzione: in questa ricerca non si fa
nessuna differenza tra il Perdono Assoluto e il Perdono Tradizionale. E quello
che viene descritto sicuramente Perdono Tradizionale. Mi sarebbe piaciuto
poter sperimentare ulteriormente, e dividere il gruppo di studio in due, con
una met istruita secondo la tecnologia del Perdono Assoluto, e l'altra con a
disposizione soltanto il Perdono Tradizionale. Sono pronto a scommettere
che il gruppo formato con le tecniche del Perdono Assoluto avrebbe
raggiunto una condizione di serenit molto pi rapidamente del secondo.

Con ci non voglio peraltro affermare che il Perdono Assoluto operi in modo
assolutamente istantaneo (sebbene abbia assistito con i miei occhi a
numerosissimi casi di pace istantanea). Non mi sento neppure di poter dire
che possa rappresentare una terapa definitiva per il cancro. Tuttavia,
dovrebbe sicuramente entrare a far parte di qualsiasi protocollo
terapeutico. Talvolta i malati rinviano qualsiasi cura medica, onde verificare
se il Perdono Assoluto possa risultare sufficientemente efficace da rendere
inutili forme d'intervento pi drastiche. Nel caso del Perdono Tradizionale
ci sarebbe inimmaginabile.
La storia di Mary
La mia amica Mary Pratt, che aveva partecipato in qualit di cofacilitatore a
molti dei miei ritiri, per molti mesi non volle rendersi conto che le sue
condizioni di salute non erano affatto buone. Quando infine non pot pi
ignorare l'ovvio, and dal medico, che le diagnostic un tumore al colon in
fase 3. Mary gli chiese un altro po' di tempo, 30 giorni, e il suo medico, per
quanto riluttante, acconsent. Mary se ne and in una casupola in
montagna e vi rimase per una settimana, meditando e lavorando sul
perdono nei confronti di tutte le persone della sua vita, compresa se stessa,
sulla base del Perdono Assoluto. Digiun, preg, pianse e attravers
concretamente quella che viene definita la notte oscura dell'anima. Poi

torn a casa e prese a lavorare con diversi praticanti, cos da purificare il


corpo e rafforzare il sistema immunitario.
Al termine di quel mese sub l'intervento chirurgico. Subito dopo il dottore
le chiese che cosa diavolo avesse fatto, perch il tumore era quasi
completamente scomparso, e invece dell'intervento radicale che
pensavano di dover compiere, era bastato un piccolo intervento di pulizia.
Guadagnare tempo
Nei casi in cui la malattia talmente avanzata o aggressiva da richiedere
un intervento medico immediato, la chirurgia e le terapie ci permettono di
guadagnare tempo, e in tal senso tali trattamenti sono non solo utili ma
talvolta assolutamente necessari.
Sar comunque opportuno ricordare che non c' una vera "cura" per il
cancro. Di conseguenza, quale che sia il trattamento, i medici partono dal
presupposto che prima o poi la malattia si ripresenter, solo questione di
tempo anche se ovviamente non quello che dicono ai pazienti. Preferisco
affidarmi alla terapia, ipotizzando che se il paziente sopravviver, avr
guadagnato il tempo necessario per dedicarsi al Perdono Assoluto, con il
quale potr evitare qualsiasi recrudescenza della malattia.
Medicina preventiva

Il Perdono Assoluto costituisce una delle migliori misure preventive


disponibili.
Con il Perdono Assoluto purifichiamo le energie dei corpi sottili molto prima
che si trasformino in un blocco nel corpo fisico. Quando aiuto i miei pazienti
a risolvere i nodi irrisolti servendomi della terapia del Perdono Assoluto,
come per esempio ho fatto con mia sorella Jill, sono convinto che in tal
modo sto contribuendo non solo a guarire le ferite del corpo sottile, ma
anche a prevenire le malattie che potrebbero derivarne a livello del corpo
fisico.
E mia convinzione che se manteniamo il flusso dell'energia nel corpo cos
come previsto dalle leggi di natura, non ci ammaleremo mai. Sebbene non
mi dedichi pi alla conduzione di ritiri di terapia del cancro di cinque giorni,
potrei definire i seminari di Perdono Assoluto, su cui si impernia
attualmente il mio lavoro in tutto il mondo, in termini di "seminari di
prevenzione del cancro".
Ovviamente un esercizio fisico adeguato, una buona dieta e altri
accorgimenti del genere contribuiscono anch'essi alla prevenzione del
cancro. Tuttavia, per mantenersi in buona salute, cos come per guarire,
fondamentale curare i corpi energetici, tenendoli puliti e liberi da qualsiasi
forma di rifiuti e tossine. Sfortunatamente, questo aspetto della guarigione
sfugge alla maggior parte dei media, malgrado il fatto che, nei soli Stati

Uniti, circa una persona su cinque assuma antidepressivi come il Prozac. Se


si tiene a mente che la depressione precede sempre il cancro, c' da
chiedersi se il fatto che un americano su cinque muoia di cancro non sia
qualcosa di pi di una semplice coincidenza.
Perdono e cancro
Mi viene spesso chiesto perch io mi sia inizialmente dedicato ai malati di
cancro. All'inizio degli anni '90, quando ho cominciato a tenere dei ritiri di
cinque giorni per la guarigione emotiva e spirituale dei malati di cancro,
non avevo mai avuto nessuna esperienza personale con questa malattia e
non ne sapevo molto neppure dal punto di vista medico.
Soltanto dopo essermi dedicato a questi particolari soggetti per qualche
tempo, ho finalmente capito perch ero attratto da quel lavoro. In effetti,
era profondamente legato al mio interesse per il perdono. E me ne sono
reso conto quando ho scoperto che quasi tutti i pazienti di cancro, oltre ad
avere un'abitudine inveterata alla rimozione e alla repressione delle
emozioni, sono anche tipicamente incapaci di perdonare.
Oggi come oggi sono giunto alla conclusione che la mancanza di perdono
non solo contribuisca, ma possa essere anche la causa principale della
maggior parte dei tumori. Di conseguenza, il mio lavoro di guarigione con i
pazienti di cancro, nonch con le persone che vogliono prevenire l'insorgere

o il risvegliarsi della malattia nel loro corpo, ormai si basa quasi


completamente sulla terapia del Perdono Assoluto.
La storia di Jane
Jane venne a uno dei ritiri di cinque giorni sui monti della Georgia
settentrionale. Aveva subito una mastectomia ed era in attesa di un
trapianto di midollo. Dopo il ritiro, continu a vedermi una volta alla
settimana, per seguire una ipnoterapia e un coaching individuale. Si
present al nostro secondo incontro molto scossa perch la risonanza
magnetica a cui si sottoponeva abitualmente aveva rilevato minuscole
tracce di cancro nel suo cervello. Oltre a essere di per s abbastanza
preoccupante, l'insorgere di quella nuova forma tumorale le avrebbe
probabilmente impedito di poter procedere con il trapianto. I medici
avevano previsto di sottoporla a chemioterapia, nel tentativo di cercare di
arrestare l'avanzare del tumore. Peraltro, manifestarono una certa sorpresa,
perch di solito il tumore ai seno passa per metastasi prima al fegato e poi
al cervello. molto raro che colpisca direttamente il cervello. Mi sembr
che la cosa richiedesse un'attenta analisi.
Jane, una donna attraente che aveva da poco superato i qua rant'anni, non
era stata coinvolta in una relazione sentimentale da circa sette anni. Aveva
una specie di fidanzato, ma descriveva quella sua relazione come poco pi
di un'amicizia intima. In pratica, per lei quello era soprattutto il suo amico,

anche se di tanto in tanto avevano rapporti sessuali. Scandagliando un po'


pi in profondit nel suo passato sentimentale, riuscii a farla entrare in
contatto con un dolore estremamente profondo per una relazione
conclusasi molti anni fa che ancora le faceva molto male. Era stata una
storia durata otto anni, estremamente appassionata e intensa, e
chiaramente Jane adorava quell'uomo. Dopo i primi quattro anni, quando
ormai credeva che ben presto si sarebbero sposati, Jane scopr che l'uomo
era gi sposato e aveva dei bambini. Non aveva nessuna intenzione di
lasciare sua moglie. Jane, per quanto distrutta, non pot smettere di
vederlo. Le ci vollero altri quattro anni estremamente dolorosi per uscirne
definitivamente.
Mi sembr evidente che, a seguito di quella relazione fallimentare, Jane
aveva completamente bloccato le sue emozioni e non voleva pi lasciarsi
andare e sentirsi implicata cos profondamente in un rapporto di coppia.
Non fui stupito neppure dal fatto che avesse avuto il cuore infranto: molte
delle donne che si ammalano di tumore al seno, in qualche momento della
loro vita hanno sperimentato qualcosa del genere (il seno un organo di
nutrimento, ed prossimo e in rapporto con il cuore).
Conclusa la nostra prima sessione, avviandosi alla porta, Jane mi bisbigli:
L'ho messo in soffitta.
Mi fermai di colpo e le chiesi: Cosa intende dire?.

Be', tutte le cose che ho accumulato nel corso degli anni e che sono in
rapporto con quell'uomo, o che me lo ricordano,
sono chiuse in una scatola, che poi ho messo in soffitta. Sono ancora l:
non le ho pi toccate!.
Le dissi di sedersi e di ripetermelo. Le feci ripetere quelle stesse parole per
tre volte. AlFimprovviso, colse l'analogia tra la scatola in soffitta, che
rappresentava la storia d'amore andata male, e il suo tumore al cervello.
Oh mio Dio! lui nella mia testa, vero? L'ho davvero messo in soffitta!.
Le chiesi di tornare a casa, salire in soffitta e prendere quella scatola. In
occasione della sua successiva seduta avrebbe dovuto portarla con s, e
l'avremmo ispezionata pezzo per pezzo. Programmammo di descrivere nei
dettagli la storia di ognuno di quegli oggetti, cos da esorcizzare l'energia
che lei gli aveva attribuito e rilasciare il dolore represso. Jane comprese che
avrebbe potuto trattarsi della chiave per la sua guarigione, ed era molto
eccitata. Tragicamente, il giorno seguente ebbe un attacco apoplettico e fu
portata di nuovo in ospedale. Mor un mese dopo, senza aver potuto
mettere mano a quella scatola. Forse esaminarne il contenuto, e
sperimentare il dolore di quell'amore perso, sarebbe stato troppo per lei, e
penso che, in qualche modo, possa aver deciso di rinunciare alla vita
piuttosto che affrontare quel dolore.

Le origini della malattia


I blocchi energetici hanno sempre inizio nei corpi sottili. Se non vengono
rilasciati a quel livello, si trasmettono al corpo fisico, fino a manifestarsi
sotto forma di malattie come il cancro, la sclerosi multipla, il diabete,
eccetera. Quindi possiamo dire che la malattia comincia sempre nei corpi
sottili per poi procedere dall'esterno aH'interno.
Ci hanno abituato a pensare che il miglior modo per prevenire le malattie
sia consultare regolarmente un medico per un check up. Oggi sappiamo
che possiamo scoprire molto di pi consultando qualcuno che sappia
leggere la nostra aura
e cio che sappia sintonizzarsi con sistemi
energetici dei nostri corpi sottili, in particolare con il corpo eterico.
Terapeuti di questo genere possono vedere la costruzione dei blocchi
energetici molto prima che si manifestino a livello del corpo tsico. Anche il
personale medico dotato di un certo intuito pu riuscire a fare qualcosa del
genere.
E inoltre disponiamo ormai di sofisticate tecnologie diagnostiche, come per
esempio l'esame elettrodermico, di cui sono soliti servirsi i naturopati, gli
omeopati, gli osteopati e i chiropratici. Questi congegni si servono dei punti
indicati nell'agopuntura (che sono nel corpo eterico) per leggere i valori
relativi a ogni sistema e organo del corpo, cos da registrare la malattia a
livello subclinico. Tali esami si sono dimostrati assai accurati, sebbene

finora la maggior parte dei medici si sia rifiutata di riconoscerne il valore.


Guarire un sistema energetico malsano a livello del corpo sottile molto
pi semplice che aspettare che si condensi nella materia fisica, perch una
volta giunto a tale livello, la sua resistenza al cambiamento superiore.
Spazzatura emotiva
I fisici quantistici hanno concretamente dimostrato che le emozioni si
condensano in particelle energetiche che, se non vengono espresse sotto
forma di emozioni, si insediano negli spazi tra atomi e molecole. Ecco
perch a lungo andare i filtri sono letteralmente ostruiti. Quando l'emozione
si trasforma in particella, rilasciarla molto pi difficile, e quindi
problematico: per rilasciare un blocco al livello del corpo fisico ci vuole
molto pi tempo e fatica di quella che sarebbe servita per sbarazzarcene
quando era ancora in forma puramente energetica, al livello del corpo
sottile, nella fattispecie di quello emotivo.
Tuttavia, liberarci di queste particelle prima che facciano qualche danno
pur sempre possibile e, per quanto ne so, la miglior tecnica una
combinazione di Perdono Assoluto e lavoro sul respiro, la cosiddetta
"respirazionesatori" (si veda la parte quarta, capitolo 27). Se invece
permettiamo che queste parti celle si accumulino e coagulino fino a
formare la massa che un giorno diventer un cancro, le cose si complicano
notevolmente, e la nostra stessa vita corre gravi rischi.

Perch non riusciamo a guarire


chiaro: tempo e guarigione sono direttamente correlati. Perch possiamo
evolvere fino al punto da saper guarire noi stessi, la maggior parte della
nostra consapevolezza deve essere rivolta al presente, non persa nel
passato o nel futuro, ma ben radicata nel qui e ora. Nella sua serie di video
intitolati Why People Don'tHeal, Carolin Myss spiega che i soggetti in cui
oltre il 60% dell'energia dirottata verso il passato non sono in condizioni
di guarirsi energeticamente. Di conseguenza, la loro guarigione dipende
totalmente dai medicinali.
La Myss ipotizza che per poter gestire le esperienze negative dell'infanzia,
dell'adolescenza, dei primi anni dell'et adulta, nonch per tenersi
aggrappati alle perdite, alle delusioni e ai ri sentimenti del passato, ci
voglia all'incirca il 6070 percento della preziosa energia vitale
dell'individuo; un altro 10% viene poi destinato alle preoccupazioni, ai
progetti e tentativi di controllare il futuro, cosicch per il momento
presente, o per la guarigione, resta ben poca energia! (Occorre ricordare
che trattenere ricordi positivi, o persino negativi sempre che siano stati
adeguata mente elaborati e perdonati non ci priva di energia vitale).
La vita ha un modo tutto suo per riportarci (e riportare la nostra energia) al
momento presente. Spesso si serve di traumi:

Energia Vitale
Figura 12 Perch non riusciamo a guarire
quando ci ritroviamo nel bel mezzo di un disastro, abbiamo un incidente o
scopriamo improvvisamente che la nostra vita in pericolo, dobbiamo
necessariamente concentrarci sul presente. Istintivamente tutta la nostra
attenzione riportata al qui e ora. All'improvviso n il passato n il futuro
hanno pi alcuna importanza. Esiste solo il momento presente. Il potere
dell'energia focalizzata completamente sul presente dimostrato dal modo
in cui una madre, vedendo il proprio figlio intrappolato sotto un'auto, trova
improvvisamente la forza di sollevarla da terra in modo da poterlo tirare
fuori. Quando l'energia si concentra pienamente sul presente, ne
scaturiscono anche gesti di incredibile audacia e coraggio, giacch la paura
presente soltanto quando portiamo il passato nel futuro. Se siamo
assolutamente
nel presente, non sperimentiamo nessuna
consapevolezza n del passato n del futuro.

paura,

perch

non

c'

Il Perdono Assoluto ci aiuta a restare nel momento presente, giacch non


possiamo perdonare in modo assoluto se continuiamo a tornare al passato.

Nel Perdono Assoluto perdoniamo la persona che rispecchia le nostre


proiezioni proprio qui, nel presente. questa la bellezza del Perdono
Assoluto! anche vero che talvolta le connessioni con il passato sono
talmente evidenti (come nel caso di Jill) da fare piena luce sulla situazione
attuale. Tuttavia, il fulcro della nostra attenzione resta pur sempre la
perfezione di quanto sta accadendo nel presente.
Possiamo scegliere se lasciar andare l'archetipo della vittima e riportare
tutta la nostra energia nel qui e ora servendoci del Perdono Assoluto, o
attendere che un trauma significativo ci costringa comunque a farlo. Per
dirla altrimenti, ci viene data la possibilit di trasformare la nostra
coscienza di nostra iniziativa, oppure di attendere che un disastro o una
malattia mortale ci obblighi a farlo.
Come in alto, cos in basso
L'umanit, nel suo complesso, dovr ben presto affrontare 10 stesso
problema che ci riguarda in quanto individui. Come sottolineato nel capitolo
precedente, la scelta guarire avendolo scelto o guarire a seguito di un
trauma.
Guarire per scelta o per trauma
Molti veggenti affermano che tutti i segni presenti dimostrano che l'umanit
ricever ben presto una straordinaria dimostrazione del principio della

guarigione per scelta o per trauma, e ci accadr nel futuro pi immediato.


La Terra ha un cancro, e questo cancro chiamato "razza umana". Questo
pianeta vivente, cosciente, capace di respirare secondo 11 suo ritmo,
rimasto in perfetto equilibrio per tutta la sua storia, nel corso della quale
ogni bench minima componente ha contribuito all'equilibrio del sistema,
proprio come fanno le singole cellule di un organismo umano sano.
Per migliaia di anni l'umanit ha fatto parte di questo sistema
autobilanciato. Ma nel corso delle ultime centinaia di anni ci siamo rivoltati
contro l'ordine naturale, maturando la convinzione insensata di poter
dominare e controllare l'intero sistema. Proprio come le cellule cancerose,
che si moltiplicano senza controllo, proliferando attraverso le metastasi in
tutto il sistema, fino a distruggere il loro stesso ospite, noi
umani continuiamo a moltiplicarci in modo esponenziale in tutto il pianeta e
ad attingere sfrenatamente alle sue risorse naturali, come se l'unica cosa
che conta fosse la soddisfazione della nostra pi gretta avidit.
Noi umani stiamo stringendo in una morsa mortale la nostra stessa fonte di
vita, devastando le foreste, inquinando la stessa aria che respiriamo e
riempiendo l'ambiente di veleni, comportandoci come un tumore che
stringe un organo vitale in una morsa letale. Gli scienziati dicono che, a
meno che non intervengano drastici cambiamenti, rischiamo di distruggere
la vita nel giro dei prossimi 4050 anni.

La cosa di cui abbiamo assolutamente bisogno un cambiamento a livello


di coscienza. Deve accadere collettivamente: la coscienza dell'umanit, la
sua coscienza di massa, dovr cambiare, oppure finir per affrontare un
evento traumatico senza precedenti, di tale portata da spazzar via tutte le
strutture che stanno attualmente mantenendo il nostro attuale stile di vita.
Cambiamenti sulla Terra e stravolgimenti politici
Dai tempi pi antichi fino all'epoca recente, non sono mai mancate profezie
relative a cambiamenti straordinari e disastrosi, come quelli che
dovrebbero attenderci all'inizio di questo nuovo millennio. Tra gli eventi
previsti abbiamo alterazioni del polo terrestre, terremoti di portata immane,
cambiamenti climatici insostenibili, eruzioni vulcaniche e un significativo
innalzamento del livello del mare, dovuto allo sciogliersi della calotta
polare. A seguito di tali eventi, la cartografia del pianeta cambier
completamente, e buona parte delle terre emerse su cui viviamo oggi finir
sott'acqua, mentre dal fondo degli oceani emergeranno nuovi continenti.
Ovviamente il caos e le trasformazioni radicali che ne
deriveranno provocheranno conseguenze estremamente nefaste, compresa
la morte di milioni di persone. Assisteremo, inoltre, a tutta una serie di
stravolgimenti politici, guerre di religione e catastrofi ecologiche.

Molte di queste previsioni furono codificate da Nostradamus, celebre


veggente del XVI secolo. In questo secolo abbiamo invece avuto Edagr
Cayce, il cosiddetto "profeta dormiente", che nel corso degli anni 40 ci ha
donato previsioni molto precise. Analoghe profezie compaiono anche i molti
scritti religiosi, tra cui il libro dell'Apocalisse della Bibbia, i testi sacri dei
Maya, degli indiani Hopi e di molti altri popoli nativi.
Com' evidente, molti dei cambiamenti annunciati sono gi in corso.
Ignorare gli effetti del riscaldamento globale non pi possibile, e la
comunit scientifica ormai giunta a compiere previsioni basate su dati di
fatto secondo le quali in tutto il mondo avremo un aumento di inondazioni,
siccit, uragani, tornado ed eruzioni vulcaniche traendo conclusioni che
assomigliano straordinariamente alle profezie di Cayce e altri. Negli ultimi
tempi si segnalata anche una notevole instabilit politica e, anche a
livello di conflitti, quanto sta accadendo sfortunatamente compatibile con
le profezie di veggenti e testi sacri.
Quando incide la coscienza
Gli scienziati non insistono troppo sugli effetti della nostra coscienza sul
pianeta, preferendo invece concentrarsi sulle azioni che dovremmo
intraprendere per scongiurare la catastrofe imminente. Tuttavia, le profezie
di carattere pi spiccatamente spirituale ci hanno sempre presentato un
ammonimento del genere: la gravit dei cambiamenti a livello geoclimatico

e politico potr essere di minore intensit nella misura in cui gli esseri
umani sapranno essere pi ragionevoli
e innalzare la coscienza a un livello superiore. Per dirla altrimenti, sebbene
la nostra coscienza, radicata nel meccanismo di paura/avidit, abbia gi
ferito il corpo eterico del pianeta, al punto da rendere inevitabile una
violenta manifestazione eruttiva a livello della sua forma fisica, possiamo
ancora fare qualcosa per attenuarne gli effetti cambiando il nostro livello di
coscienza. Come abbiamo visto in precedenza, uno schema patologico nel
corpo eterico di un essere umano pu essere guarito attraverso mezzi
nonfisici (preghiera, reiki, visualizzazione attiva, imposizione delle mani,
Perdono Assoluto, eccetera). Analogamente, lo schema di sommovimenti e
cambiamenti violenti gi in atto nel corpo eterico della Terra pu essere
dissipato prima che si manifesti a livello fisico. Ecco perch, per quanto
possa sembrare inconcepibile, la vera risposta sta nella preghiera.
Il potere della preghiera
Nel corso degli ultimi anni la scienza ha dedicato grande attenzione alla
preghiera, e nell'ambito della comunit scientifica c' un crescente
consenso circa la sua concreta efficacia. Possiamo realmente creare una
realt diversa attraverso le nostre preghiere. Ma devo affrettarmi a
sottolineare che non si tratta del genere di preghiera con cui imploriamo
Dio chiedendogli che ci dia questo o quello, o faccia accadere una certa

cosa anzich un'altra. In sostanza, non quel genere di preghiera con cui
spieghiamo a Dio cosa dovrebbe fare!
Niente di tutto ci: l'essenza della preghiera creativa non ha niente a che
vedere con parole o pensieri. Si tratta, in realt, di un sentire. La preghiera
manifester ci che vogliamo soltanto quando ci troveremo pienamente in
armonia con la sensazione di possedere gi quel qualcosa, con il sapere che
gi qui, o che ci gi stato donato. Probabilmente, la descrizione pi
prossima che se ne pu dare una sensazione di profonda gratitudine.
Tuttavia, persino questo genere di preghiera sarebbe rivolta al
l'ottenimento di un particolare risultato, e con ogni probabilit non
innalzerebbe la coscienza di quel tanto che basta per portare l'energia al
livello richiesto.
La pi pura forma di preghiera a cui possiamo dedicarci la percezione di
una profonda pace: quel genere di pace che scaturisce quando ci
arrendiamo totalmente allo stato delle cose cos come sono, traendo
conforto dal sapere che lo Spirito ha gestito tutto quanto, e che tutto andr
per il meglio, se soltanto rinunceremo a ostacolarlo.
Abbiamo accesso alle energie necessarie per i cambiamenti da compiere
soltanto quando ci arrendiamo pienamente alla situazione che stiamo
vivendo; quali siano questi cambiamenti, solo il cielo lo sa! Non dobbiamo

pregare per la pace. Preghiamo piuttosto per sperimentare profondamente


la pace. E questa la preghiera creativa pi profonda cui possiamo dedicarci.
La pace il pi grande potere sulla Terra, e di certo la cosa di cui abbiamo
pi bisogno in un'epoca come questa. Quando riusciremo a sentire la pace
nel nostro cuore, conosceremo l'amore, e il nostro pianeta lo rifletter.
Ci significa che ci troviamo di fronte a una scelta: ognuno di noi pu
scegliere se restare in uno stato mentale ed emotivo caratterizzato dalla
paura, dall'insoddisfazione, dalla sfiducia, dall'avidit e dal senso di colpa,
oppure rilasciare queste emozioni e dimorare semplicemente nella pace.
Niente di cos complicato! La pace/amore il solo antidoto alla coscienza
basata sulla paura, lo stato di coscienza in cui ci troviamo oggi e che
continuiamo ad alimentare: non dobbiamo fare altro che scegliere la pace!
Abbiamo la tecnologia per farlo: possiamo servirci del Perdono Assoluto su
base quotidiana, cos da rendere tale scelta qualcosa di concreto e reale e
ne constateremo da soli le conseguenze!
Guarire la crisi
Potremmo interpretare i fenomeni a cui stiamo assistendo oggi sia a livello
planetario che di umanit come una crisi terapeutica una crisi che forse
dovr diventare ancora pi profonda prima che le cose possano cominciare
a migliorare. (Una crisi terapeutica ha luogo quando un organismo
attraversa quello che sembra essere un drammatico peggioramento delle

sue condizioni, per esempio con la febbre alta ed eruzioni cutanee, per poi
cominciare una fase di miglioramento. Tale peggioramento momentaneao
delle sue condizioni in realt un processo di purificazione e smaltimento
delle tossine).
Tutto rientra nell'ordine divino
Per quanto le cose possano volgere al peggio, dobbiamo continuare a
credere che tutto sia perfetto cos, e che persino questo genere di situazioni
rientri nel disegno divino. Dopotutto, chi mai avrebbe potuto ricorrere a un
metodo talmente impressionante, affinch lo Spirito finisca per riflettere
amorevolmente la nostra brama di controllo e la nostra avidit? Chi mai
avrebbe potuto aiutarci meglio a percepire il nostro bisogno di creare
separazione tra le persone? Se restiamo aggrappati a questo genere di
energie, non potremmo mai evolvere, e se per potercene finalmente
distaccare si renderanno necessari cataclismi globali, cos sia. Nel corso di
tale processo il pianeta trover la sua guarigione, e noi con esso.
Concentrarsi sulla perfezione
Per porre l'intera faccenda nella giusta prospettiva, dobbiamo anche tenere
a mente che, poich il mondo fisico in
realt una illusione, ci che sperimenteremo come "cambiamenti epocali"
su questa Terra sar altrettanto illusorio. Cos si spiega anche come la

situazione possa essere trasformata all'istante a seguito di un


cambiamento della coscienza umana. Il modo in cui sperimentiamo i
cambiamenti sulla Terra dipende dalla nostra percezione di quanto sta
accadendo. Se li interpretiamo come una purificazione della coscienza e
una crisi terapeutica da cui scaturir una trasformazione spirituale, la
nostra esperienza sar nettamente diversa da quella che avremmo vissuto
se ci fossimo invece risistemati nel ruolo della vittima e avessimo ritenuto
tale crisi assolutamente reale, qualcosa da temere, una sorta di punizione
divina per la nostra assoluta stupidit. La prospettiva del Perdono Assoluto
ci permette di mantenerci concentrati sulla perfezione delle cose proprio
come sono in questo preciso istante, cos da vivere la relativa esperienza
col cuore pieno di pace e gioia.
Il dono
Il motto cos in alto, cos in basso significativo anche in relazione al modo
in cui reagiamo sia al cancro nel nostro corpo che a quello del pianeta.
Intraprendere una guerra contro il cancro, con medicinali tossici e altre
terapie d'urto, non potr mai rappresentare una vera e propria cura. E lo
stesso vale per qualsiasi soluzione violenta, hightech o basata su ragioni
politiche che s'intenda applicare per risolvere i problemi della Terra. L'unica
cosa che pu funzionare in entrambi i casi l'amore. Una volta compreso
ci avremo in mano il dono della guarigione della Terra e del cancro.

Non c' lezione che sia pi importante di questa. Le persone ammalate di


cancro sono anime coraggiose che sono discese sul piano fisico con la
missione di dimostrare quanto
sia futile proiettare rabbia e guerra sul corpo e su noi stessi. La loro
missione quella di aiutarci a comprendere che la risposta a qualsiasi
situazione sempre e soltanto l'amore. Possiamo ringraziarle prestando
ascolto con tutto il cuore al loro messaggio amorevole.
Visioni di gioia, armonia e pace
Forse riusciremo a innalzare la nostra vibrazione quel tanto che basta per
impedire il trauma ed entrare di nostra volont in amorevole risonanza con
ogni forma di vita... O forse no! Il risultato sar in definitiva lo stesso. Tutte
le profezie e le previsioni in relazione ai cambiamenti sulla Terra parlano di
un importante passo avanti della nostra coscienza dovuto al processo di
autopurificazione del pianeta, che riequilibrer il karma che abbiamo
creato. Dopo i cambiamenti che avranno luogo, giungeremo a una
percezione della vita straordinariamente armoniosa, pacifica e idilliaca,
assolutamente diversa da quella odierna. un tema comune di moltissime
profezie. Come in tutte le opportunit di guarigione, abbiamo la possibilit
di guarire il dolore della nostra anima ai primi segni di emozioni represse o
rimosse, oppure possiamo aspettare che a risvegliarci sia un disastro!
Indipendentemente dall'entit dei cambiamenti che avranno luogo sulla

Terra e a livello di distruzione implicato dal karma planetario, tale


trasformazione costituir la crisi terapeutica definitiva per il pianeta e per
tutti i suoi abitanti. E sicuramente rientrer nel disegno divino.
Se vogliamo innalzare la nostra vibrazione quel tanto che basta per evitare
che le profezie si avverino, dobbiamo assolutamente cominciare a vivere la
nostra esistenza sulla base dell'amore e dell'accettazione compassionevole
di noi stessi e degli altri, perdonandoci per aver fatto violenza a questo
pianeta,
e unendoci nella preghiera per la pace con il maggior numero di persone
possibile, in tutto il mondo, dedite al Perdono Assoluto e determinate a
fame uno stile di vita permanente.
Postscriptum: se siete interessati a questo argomento e intendete
partecipare concretamente al cambiamento di paradigma servendovi della
tecnologia del Perdono Assoluto insieme a migliaia di altre persone, vi
suggerisco di visitare il mio sito Internet e di cliccare su America's Healing".
Guarire l'anima dell'America potrebbe rappresentare il primo passo per il
risveglio dell'umanit.
C.T. luglio 2003
Parte Terza
I

I presupposti nei dettagli

15
Articoli di fede
I presupposti elencati nel capitolo 2 sono stati illustrati in modo sintetico
per dare ai lettori la base minima necessaria per la comprensione della
teoria del Perdono Assoluto. venuto il momento di discutere pi
approfonditamente tutto ci che rappresenta le fondamenta del Perdono
Assoluto e che ancora non stato debitamente analizzato. Spero che ci vi
aiuter a entrare meglio in contatto con tali presupposti, anche quelli che
non potete accettare completamente.
Come gi detto, non c' teoria che non si basi su alcuni presupposti, la cui
validit, d'altro canto, non sempre dimostrata scientificamente. Ci
particolarmente vero per tutte quelle teorie e presupposti che riguardano la
natura della realt e le questioni spirituali.
interessante notare come scienza e misticismo siano giunti a un nuovo
livello d'intesa circa la natura della realt e le altre questioni spirituali che
in precedenza sembravano al di l della portata della scienza. Per secoli e
secoli i mistici induisti hanno affermato di possedere una conoscenza
diretta di tali verit universali, che a loro dire sarebbero scaturite da
quarant'anni di meditazioni ininterrotte nelle grotte dell'Himalaya. Di
recente, servendosi di rigorosi metodi scientifici e di strutture teoriche, gli

scienziati sono arrivati ad analoghe verit o forse sarebbe meglio dire che
sono giunti a presupposti simili. Possiamo tranquillamente affermare che la
fisica quantistica abbia ormai dimostrato la verit di ci che quei mistici
sapevano gi da secoli.
davvero eccitante assistere al congiungersi di due metodologie tanto
diverse che giungono infine alle stesse conclusioni. Finalmente scienza e
spiritualit hanno trovato un punto d'incontro, e gli scienziati si sono
trasformati nei mistici dell'epoca moderna!
Eppure, malgrado tutti i progressi che abbiamo compiuto, in tutta umilt
dobbiamo continuare a tenere a mente che questi presupposti, per loro
stessa natura, non rappresentano l'intera verit. Il grande mistero
dell'operato dell'universo e dello scopo assoluto dell'esistenza umana
sembra essere tuttora al di l delle possibilit di comprensione dei comuni
mortali, e i presupposti a cui ci affidiamo non sono che semplici
approssimazioni di quella che potrebbe essere la verit. E su tale base che
dobbiamo affrontare quelle che considero le fondamenta del Perdono
Assoluto.
Presupposto: contrariamente a quanto affermato dalla maggior parte delle
tradizioni religiose occidentali, non siamo esseri umani che di tanto in tanto
hanno qualche esperienza spirituale. Al contrario, siamo esseri spirituali che
stanno sperimentando l'esistenza umana.

Non un semplice gioco di parole! Anzi, si tratta di un cambiamento


radicale del nostro pensiero e della nostra concezione di ci che siamo e di
come ci riportiamo a Dio. Invece di pensare agli umani come esseri
precipitati in disgrazia e separati da Dio, l'asserzione lascia intendere che
siamo ancora assolutamente in connessione con TuttoCiCheE, e che la vita
del corpo fisico soltanto un passaggio temporaneo, assunto allo scopo di
imparare e riequilibrare l'energia. Inoltre, tale presupposto ci fa capire che
Dio vive in ognuno di noi, anzich lass da qualche parte, e sottolinea
ulteriormente la nostra natura duale umana/divina. Ernst Becker,1 vincitore
del premio Pulitzer, l'ha illustrato vividamente in questi termini: L'uomo
un Dio che si racconta balle.
L'idea che siamo esseri spirituali che stanno sperimentando unesistenza
umana racchiude un potenziale fenomenale. Rappresenta una minaccia
diretta all'io, che invece costituito da un insieme di credenze che ci
inducono a pensare di essere separati da Dio, soggetti alla sua collera in
quanto responsabili del peccato originale della separazione. In verit, nel
momento in cui non siamo pi separati, ma completamente connessi a Dio,
l'io cessa di esistere.
Presupposto: abbiamo un corpo fisico che muore, ma siamo immortali.
I filosofi hanno discusso per secoli sulla composizione della cosiddetta
"anima". un dibattito che precede persino Platone e Socrate, ognuno dei

quali ha fatto un gran parlare dell'anima, continuando peraltro, fare a pugni


con quel concetto. Il dibattito continua tuttora, senza che, riguardo le
componenti dell'anima, si sia giunti a un accordo di massima.
Nell'ambito di questa nostra discussione, l'anima viene peraltro considerata
come la parte di noi che pura coscienza, connessa al vasto oceano di
coscienza che forma TuttoCiChe. Nel momento in cui ha luogo
l'incarnazione, l'anima assume caratteristiche individuali, prendendo la
forma che potrebbe essere paragonata a una singola goccia di acqua dello
stesso oceano, o a una minuscola goccia della vasta bont universale.
Giacch facciamo parte dell'oceano di TuttoCiChe, la nostra anima
sempre esistita. L'anima non ha n inizio n fine, esiste esternamente sia al
tempo sia allo spazio, ed immortale. Nel corso della nostra incarnazione,
l'anima a mantenerci in connessione con il Mondo della Verit Divina e
con TuttoCiCheE, ed sempre l'anima la responsabile della nostra
evoluzione virtuale.
Quando l'anima s'incarna, si attacca sia a un corpo sia a una personalit,
che insieme costituiscono la persona, o identit. E ci che creiamo da soli,
basandoci sulla nostra concezione di noi stessi, e che poi offriamo
diffusamente al mondo. Ne consegue che la nostra anima soggetta agli
stress dell'esistenza umana e pu persino ammalarsi. Un gran numero di
malattie della nostra epoca, come per esempio il cancro, ha origine da un

profondo malessere dell'anima. Gli sciamani parlano per l'appunto di


un'anima fratturata e frammentata, le cui parti vengono smarrite e
incastrate in eventi del passato, soprattutto quelli traumatici. Gran parte
del lavoro di guarigione degli sciamani ruota attorno all'idea del recupero
dell'anima.
Se l'anima s'incarni una volta soltanto o se lo faccia ripetuta mente, una
questione che viene dibattuta da secoli e secoli, e sono molte le chiese e le
tradizioni religiose che non sono ancora pronte ad accettare tale idea.
Peraltro, le religioni orientali hanno sempre incluso la reincarnazione tra le
loro credenze spirituali fondamentali. Non considero la reincarnazione un
presupposto fondamentale del Perdono Assoluto, e il fatto che vogliate
crederci o meno non ha alcuna influenza sulla sua tecnologia: l'efficacia del
Perdono Assoluto semplicemente una questione di scelta personale. Se
l'idea della reincarnazione vi sembra oltraggiosa, limitatevi a saltare le
prossime due pagine.
Per quanto riguarda la mia posizione personale, non sono attaccato all'idea
della reincarnazione, sebbene sembrino esserci prove che la avvalorino,
specialmente nel campo degli abbondanti scritti che riguardano le
esperienze di premorte.
Tali resoconti si dimostrano talmente simili per contenuti e qualit che mi
sembra impossibile rifiutarli. Sono migliaia le persone ad aver vissuto lo

stesso genere di esperienze e ad aver manifestato la stessa convinzione


circa la realt di ci che hanno vissuto. Inoltre, anche gli effetti che le
esperienze di premorte hanno avuto su queste persone sono pi o meno
identici.
Sulla base di queste stesse fonti, sembrerebbe che non solo la nostra anima
s'incarni numerose volte, ma che non sperimenti questa vita fisica in
completa solitudine. Le ricerche sulle vite passate lasciano ipotizzare che le
nostre anime tornino ripetutamente in coordinazione, formando gruppi di
anime destinati a risolvere specifici squilibri karmci.
Nel nostro viaggio verso la pienezza creiamo squilibri energetici che devono
essere risolti. Tali squilibri vengono generalmente definiti "karma". Per
esempio, se ci approfittiamo degli altri e li inganniamo, a un certo punto
dovremo sperimentare l'essere ingannati, cos da equilibrare l'energia. Non
si tratta di una questione morale: non ha nulla a che vedere con il giusto o
lo sbagliato. Come abbiamo gi sottolineato, l'Universo neutrale. Tutto ci
accade semplicemente nel processo di riequilibrio dell'energia, dettato
dalla legge di causa ed effetto che stabilisce che a ogni azione corrisponde
una reazione uguale (si veda il capitolo 9).
Gli individui con cui interagiamo, e tutto ci che insceniamo con loro, sono
collegati a noi da questo processo di riequilibrio dell'energia. La nostra
anima guarisce e torna alla totalit ogniqualvolta riequilibriamo le energie

karmiche. E questo il meccanismo con cui l'incamazione contribuisce alla


guarigione dell'anima.
Tra l'altro, dal momento che nel Mondo della Verit Divina il tempo non
esiste, tutte le nostre incarnazioni hanno luogo simultaneamente. Nel
momento in cui guariamo nel corso di una certa esistenza, sono guarite
contemporaneamente tutte le altre incarnazioni. Se ci serviamo del Perdono
Assoluto in una certa esistenza, attribuiamo all'anima un valore
straordinario, giacch nel momento stesso in cui il Perdono Assoluto
guarisce l'attuale incarnazione, interviene anche a guarire tutte le altre.
Possiamo quindi immaginare quale sia stato il karma collettivo riequilibrato
da Nelson Mandela, allorch perdon una intera generazione di bianchi
sudafricani per il modo in cui avevano trattato i neri. Analogamente,
possiamo ben immaginare il karma collettivo creato con la schiavit e la
strage dei Nativi Americani, che ancora deve essere controbilanciato.
La nostra anima procede sempre in direzione della guarigione e continua a
creare situazioni che ci offrono l'opportunit di riequilibrare l'energia
karmica. Tuttavia, se tale guarigione non viene ottenuta al livello della
Verit Divina, tendiamo a ricreare lo squilibrio, sia con il risentimento che
con il ciclo della vendetta, nonch con il mantenimento della coscienza di
vittima. Sono queste le energie che continuano a far girare la ruota del

karma alfinfinito. Il Perdono Assoluto rappresenta uno dei metodi migliori


per arrestare la produzione del karma, giacch spezza il suo ciclo.
Detto ci, se il concetto di reincarnazione rappresenta per voi un problema,
non dovete fare altro che ignorarlo. Non fa alcuna differenza.
Presupposto: sebbene il nostro corpo e i nostri sensi ci dicano che siamo
individui separati, in realt siamo una unica cosa. Vibriamo tutti quanti
individualmente quali parti di un tutto unico.
Noi non siamo il nostro corpo. E non siamo neppure il nostro io. Non siamo
quel s che viene espresso dalla nostra personalit o dal ruolo con cui ci
manifestiamo nella nostra vita quotidiana, tutti i giorni. Credere di essere
tutto ci non fa che rafforzare la nostra credenza nella separazione. E pi ci
afferriamo a tale credenza, pi ci impossibile ricordare ci che siamo
realmente: anime individuali create quali parti di Dio ed esistenti in
completa unione con Dio.
Presupposto: quando tutte le nostre anime erano un'unica cosa con Dio,
abbiamo formulato il pensiero che la separazione da Dio fosse possibile.
Siamo rimasti intrappolati
in quella forma pensiero che si trasformata nell'illusione o nel sogno che
viviamo oggi. Possiamo definirla "sogno" perch quella separazione in

realt non ha mai avuto luogo. Pensiamo che sia accaduto, e l'idea che sia
accaduto, ha dato origine al sistema di credenze che chiamiamo "io".
Una volta eravamo completamente immersi in TuttoCi Che: Dio. Eravamo
senza forma, immutabili, immortali, e conoscevamo soltanto l'amore. Poi
c' stato quel pensiero. Ci siamo chiesti come sarebbe stato se fossimo
discesi nella realt fisica e avessimo sperimentato le energie opposte che la
contraddistinguono: forma, cambiamento, separazione, paura, morte,
limitatezza e dualit. Ci siamo trastullati per un po' con quell'idea,
continuando a pensare che, anche se avessimo concretamente espresso
quell'aspirazione, avremmo pur sempre potuto fare marcia indietro e
annullare l'esperimento in qualsiasi momento lo avessimo desiderato.
Sembrava non esserci alcun pericolo. E cos abbiamo deciso: abbiamo
attenuato la nostra vibrazione energetica, condensando la nostra energia in
forma fisica. Cos facendo ci siamo dimenticati della nostra connessione con
Dio e anzi abbiamo immaginato di esserci concretamente separati in modo
cos radicale da renderci impossibile tornare indietro, all'unit con
TuttoCiCheE.
Quel sogno si trasformato in qualcosa di assolutamente solido e reale, e a
quel punto abbiamo cominciato a sentirci profondamente in colpa per aver
commesso un peccato (originale) tanto grave: aver addirittura
abbandonato Dio! Abbiamo cominciato a temere che Dio scatenasse la sua

collera su di noi per punirci. Tale potente credenza nel peccato, nella colpa
e nella paura ha preso la forma dell'io e si trasformata in una forza di tale
intensit da assumere il controllo della nostra vita, creando nella nostra
mente un mondo dominato dalla paura. Ecco perch il nostro mondo
tuttora dominato dalla paura, anzich dall'amore.
Sebbene tendiamo a personificarlo, l'io non una entit di per se stessa, n
rappresenta la nostra personalit. L'io non altro che un insieme di
credenze profondamente radicate, in virt delle quali siamo totalmente
convinti di esserci separati da Dio. L'estrema potenza esercitata da queste
credenze subconsce attraverso le dinamiche della colpa, della paura, della
rimozione e della proiezione ci induce a credere che l'io viva concretamente
in ognuno di noi. l'io a tenerci intrappolati nel Mondo deH'Umanit,
addormentati e inconsapevoli, affascinati dal sogno di esserci separati da
Dio.
Presupposto: quando abbiamo deciso di sperimentare l'incarnazione fisica,
Dio ci ha concesso un'assoluta libert di scelta, offrendoci di sperimentarla
in qualsiasi modo lo desideriamo e di ritrovare la nostra personale via del
ritorno a TuttoCiChe.
Il libero arbitrio stato perfettamente onorato, al massimo livello.
Contrariamente a quanto vorrebbe farci credere l'io, Dio non si affatto
infuriato all'idea che volessimo sperimentare l'esperienza della

separazione. Dio ci ha sempre dato qualsiasi cosa vogliamo, qualsiasi cosa


scegliamo, senza giudicarci. Ogni qualvolta chiediamo aiuto attraverso la
preghiera e il Perdono Assoluto, il nostro appello trova sempre risposta.
Presupposto: la vita non una serie di eventi casuali. Ha un suo scopo e
rappresenta il dispiegarsi di un piano divino nel quale, in ogni circostanza,
ci ritroviamo liberi di fare delle scelte e prendere delle decisioni.
Se analizziamo le cose secondo la prospettiva del Mondo dell'Umanit,
potremmo pensare di essere giunti su questo pianeta per una sorta di
incidente biologico. L'unica cosa certa
e significativa sembrerebbe essere il fatto che i nostri genitori hanno avuto
un rapporto sessuale e avviato una catena di eventi biologici, fino alla
gravidanza e alla nostra successiva nascita.
Molti di noi pensano che l'unico modo di assumere il controllo della nostra
esistenza e delle relative esperienze consista nell'imparare il pi possibile
sul funzionamento del mondo e sviluppare quelle qualit che ci
permetteranno di controllare il maggior numero possibile di circostanze
apparentemente casuali che dovremo affrontare. In pratica, siamo indotti a
pensare che se riuscissimo a sviluppare al meglio la nostra capacit di
controllo sulle circostanze fisiche della nostra vita, la nostra esistenza ne
trarrebbe grande beneficio.

Vista secondo la prospettiva del Mondo della Verit Divina, la nostra


esistenza assume un significato opposto: il nostro arrivo su questo pianeta
ha costituito una scelta consapevole, deliberata e pianificata. Il piano ha
incluso anche la scelta delle persone destinate a farci da genitori.
Inoltre, gli eventi apparentemente caotici e assolutamente fortuiti di cui
abbiamo fatto esperienza, dipendono direttamente dal dispiegarsi del piano
divino deciso a priori e perfettamente adattato alle necessit della nostra
crescita spirituale. Pi ci arrendiamo a tale dispiegarsi del piano divino
senza cercare di controllarlo, pi ci sentiamo in pace.
Di primo acchito potrebbe sembrare una approccio fatalista. Ma qui non si
tratta di fato o destino.
In realt, il piano divino assai elastico, e ci consente un alto grado di
creativit e flessibilit, sempre in accordo al principio del libero arbitrio.
Continuiamo a cocreare le circostanze della nostra vita in collaborazione
con lo Spirito, e senza alcuna eccezione otteniamo precisamente ci che
vogliamo. La misura in cui resistiamo (giudichiamo) a ci che ci viene dato
determina se sperimenteremo la vita come dolorosa o giocosa.
Il vero controllo delle esperienze della nostra vita consiste quindi
nell'abbracciarla completamente, con la massima fiducia nel fatto che
otteniamo sempre il massimo sostegno possibile, e che c' chi si prende

continuamente cura di noi, indipendentemente dalle nostre scelte. Il


Perdono Assoluto ci fa evolvere proprio in tale direzione.
Presupposto: la realt fisica una illusione creata dai nostri cinque sensi. La
materia non nient'altro che i campi energetici interconnessi che vibrano a
frequenze differenti.
La maggior parte delle persone non riesce facilmente ad accettare l'idea
che la nostra realt fisica sia l'illusione creata dai sensi. Ken Carey ha
scritto un libro2 nel quale entra nei dettagli di tale difficolt. Si tratta di
un'opera canalizzata in cui le anime che si esprmono attraverso di lui
compiono un'analisi assai interessante. In pratica, le anime penetrate nel
corpo di Carey, e quindi in grado di sperimentare i suoi sensi, sono
assolutamente stupefatte. Solo allora riescono a capire perch gli esseri
umani ritengano che il mondo fisico sia assolutamente reale. I nostri sensi
costruiscono l'illusione in modo talmente convincente che persino le anime
disincarnate si rendono conto della difficolt insita nell'andare oltre tale
apparenza.
In effetti, ricordare che il mondo fisico semplicemente una illusione
davvero difficile. Tuttavia, stiamo cominciando a progredire in una direzione
che ci permetter di favorire tale ricordo. Di recente gli scienziati hanno
cominciato a parlare del corpo umano in termini di continuum mente/corpo.
Con tale termine ci si vuole far capire che i nostri corpi sono in realt molto

pi che cellule, molecole e atomi. La scienza dell'energia ci dice che in


realt il nostro corpo formato da condensazioni dense di campi energetici
interconnessi e che, proprio come un ologramma, nel suo complesso la
materia non nient'altro che energia che vibra sulla base di determinati
schemi. Gli ologrammi sono immagini tridimensionali, create da fasci di
raggi laser, dall'apparenza straordinariamente reale. I fisici quantistici
hanno ipotizzato che l'intero universo sia un ologramma e che tutto ci che
vi si trova, compreso ognuno di noi, sia a sua volta un ologramma.
Alcuni campi energetici vibrano a frequenze che ci permettono di osservarli
e misurarli. Gli possiamo quindi attribuire qualit fisiche come il peso, il
volume, la densit e la fluidit. A tali schemi energetici attribuiamo poi
certe denominazioni, come legno, acciaio, cuoio o whisky. Qualsiasi oggetto
fisico una semplice rappresentazione dell'energia che vibra a una
frequenza tale da permetterci di individuarla con i nostri cinque sensi.
Ma una interpretazione che fatichiamo ad accettare concretamente.
Abbiamo sviluppato una tale cieca fiducia nei nostri cinque sensi, e nella
loro capacit di individuare il mondo fisico tutto intorno a noi, che ci risulta
assai difficile immaginare che il nostro corpo sia fatto di qualcosa di pi di
ci che possiamo percepire e sentire. Eppure, in termini molto tangibili, il
mondo fisico non nient'altro che una illusione creata dai nostri sensi.

Prendiamo per esempio in esame le travi di acciaio che sostengono gli


edifici. Sembrano assolutamente solide, e i sensi del tatto e della vista ci
ribadiscono proprio che si tratta di materiale resistente, forte e pesante.
Peraltro, sappiamo anche che ognuna di quelle travi si compone
interamente di atomi, e che a sua volta ogni atomo fatto di un nucleo di
protoni e neutroni, attorno al quale orbitano, a velocit inimmaginabili, uno
o pi elettroni.
Per avere un'idea della relazione spaziale tra il nucleo e l'elettrone,
immaginiamo una palla da basket sistemata nel mezzo di uno stadio da
football. E ora immaginiamo che un oggetto delle dimensioni di una palla
da golf si trovi in orbita e viaggi intorno alla palla da basket a una velocit
di varie migliaia di chilometri l'ora, descrivendo un cerchio del diametro pari
a quello dello stadio. Ci ci d approssimativamente
l'idea delle differenze di dimensioni tra il nucleo, gli elettroni e l'immenso
spazio vuoto che li distanzia.
Per tale motivo si pu legittimamente affermare che un atomo sia
composto per il 99,99% di semplice spazio vuoto. Dal momento che la
materia si compone interamente di atomi, anche la materia deve essere
fatta per il 99,99% di spazio vuoto. E lo stesso vale per la trave di acciaio di
cui abbiamo parlato sopra, e per il nostro stesso corpo!

Se la trave ci sembra densa e solida c' un motivo: lo stesso motivo per cui
sembrano solide anche le pale di un ventilatore elettrico acceso. Quando il
ventilatore spento, possiamo osservare lo spazio tra le pale e addirittura
infilarci una mano. Ma quando le pale ruotano velocemente, non possiamo
pi percepire gli spazi. Inoltre, se dovessimo mettere una mano tra le pale,
ci sembrerebbe di cozzare contro un muro impenetrabile. Ebbene, proprio
come le pale del ventilatore, qualsiasi oggetto fisico fatto di un gran
numero di elettroni che ruotano cos rapidamente da avere un'apparenza
solida, almeno per i nostri sensi.
Se gli elettroni che compongono le travi di acciaio che sostengono l'edificio
dovessero smettere di ruotare, le travi scomparirebbero all'istante. E se ci
accadesse a tutti gli altri elettroni che compongono quella struttura,
scomparirebbe l'edificio stesso: non resterebbero n detriti n polvere, un
bel niente! Un osservatore avrebbe l'impressione che l'edificio sia
semplicemente evaporato, scomparso nel nulla.
La materia non che vibrazione, niente di pi, niente di meno. I nostri sensi
sono sintonizzati con tale vibrazione, che poi la nostra mente converte in
materia. So benissimo che sembra pazzesco, ma cos.
Presupposto: oltre al corpo fisico, abbiamo anche corpi sottili. Il corpo fisico
vibra alla frequenza della materia (il Mondo dell'Umanit), mentre i due pi

elevati tra i cinque corpi sottili vibrano a frequenze prossime a quelle


dell'anima (il Mondo della Verit Divina).
Al di l della carne e delle ossa di cui fatto il nostro corpo, siamo composti
anche di schemi energetici che non possiamo n vedere n misurare,
definiti corpi sottili, o anche campi sottili. Tali corpi vibrano a frequenze
superiori di una ottava o due a quelle del corpo condensato in materia, e
non sono alla portata dei nostri sensi, n identificabili dalla maggior parte
degli strumenti tecnologici. Eccone una descrizione dettagliata.
Il corpo eterico
Il corpo eterico trasmette il modello energetico del corpo. Assicura la
continuit degli schemi, delle armonie e delle disarmonie in seno al corpo
fisico, mentre questo in continuo rinnovamento. Il nostro corpo non lo
stesso rispetto a un anno fa, giacch nel nostro corpo non c' neppure una
cellula che abbia pi di un anno di et.
Il corpo eterico interagisce con il codice genetico e trasmette la matrice,
memoria di ci che siamo, la forma del nostro naso, l'altezza, i pregiudizi a
cui ci atteniamo, le cose che amiamo mangiare, i nostri punti forti e deboli,
gli schemi che caratterizzano le malattie a cui siamo soggetti, eccetera.
Il corpo emotivo

Il corpo emotivo vibra una ottava al di sopra del campo eterico. Viene
anche definito corpo astrale e impregna il campo eterico e i campi
energetici del corpo fisico, manifestandosi nel corpo sotto forma di
sensazioni.
Una emozione costituita da un pensiero collegato a una sensazione, che
di norma d origine a una reazione o risposta fisica. Quando l'energia
fluisce liberamente dal campo emotivo attraverso il campo eterico e il
corpo fisico, tutto funziona alla meraviglia, in piena armonia.
Ma quando riduciamo la nostra energia emotiva attraverso la rimozione o la
repressione, creiamo blocchi energetici sia nel campo eterico sia in quello
emotivo, e ovviamente anche nel corpo fisico.
Se il corpo emotivo inquinato da rabbia e risentimento, il cambiamento
percettivo richiesto dal perdono non pu aver luogo. Occorre prima di tutto
purificare qualsiasi energia bloccata nel corpo emotivo.
Il corpo mentale
Questo campo governa il nostro sistema intellettuale ed responsabile
della memoria, del pensiero razionale, logico, eccetera. Ovviamente ci sono
scienziati che continuano a credere che il pensiero e gli altri processi
mentali possano essere spiegati soltanto in termini di biochimica cerebrale.
Da parte mia, voglio solo menzionare che gli scienziati che seguono la

logica della fisica quantistica ritengono che la mente vada oltre il cervello,
persino oltre il corpo. Credono, cio, che il cervello e la mente interagiscano
olograficamente, e che ogni cellula contenga un modello completo del
tutto. Molti ricercatori sono convinti che la memoria risieda in forma
olografica in un campo energetico che va al di l del corpo.
Le prove di quanto ho appena affermato continuano a manifestarsi sotto
forma di effetti collaterali della chirurgia dei trapianti. C' una storia molto
nota di una persona che ha ricevuto un trapianto di fegato. Alcuni mesi
dopo l'operazione ha cominciato a fare un sogno ricorrente,
apparentemente privo di senso. Dopo qualche ricerca ha scoperto che la
persona da cui aveva ricevuto il fegato aveva fatto quello stesso sogno per
molti anni. A quanto pare, il ricordo di quel sogno si era radicato nella
struttura cellulare del fegato.
Il corpo causale o campo intuitivo
A una ottava superiore troviamo il corpo che potremmo definire anche in
termini di anima, o S Superiore, ovvero la nostra connessione con il Mondo
della Verit Divina. Viene anche chiamato corpo causale, e costituisce il
nostro ponte verso il reame spirituale. Mentre i campi mentali hanno a che
vedere con le idee e le forme pensiero a livello concreto, questo campo si
rapporta con esse a livello concettuale, astratto, iconico e simbolico. In
sostanza, riguarda l'essenza, l'intuizione e la conoscenza diretta. Il corpo

causale si estende oltre i limiti dell'individuo e penetra la mente collettiva


ovvero ci che Jung definiva inconscio collettivo, la singola mente con cui
siamo tutti connessi e a cui abbiamo tutti accesso.
La teoria dei corpi sottili, e della loro relazione armonica, non niente di
nuovo: racchiusa in molte grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo,
specialmente dell'Oriente.
Presupposto: l'energia universale sotto forma di forza vitale e coscienza
giunge al nostro corpo attraverso il sistema dei chakra. I primi tre chakra
sono allineati con il Mondo dell'Umanit, mentre i chakra dal quarto
all'ottavo sono pi strettamente allineati con il Mondo della Verit Divina.
Oltre l'oceano di energia in cui sono contenuti i nostri corpi sottili, che
vibrano con frequenze diverse, noi umani pos
sediamo anche un sistema di centri energetici che si allinea verticalmente
nel nostro corpo. Sono chiamati chakra, che in sanscrito significa ruota o
cerchio d energa, e ci per via del loro aspetto di vortici di energia in
rotazione.
I chakra sono come delle centrali di trasformazione: assumono l'energia
della forza vitale (prana, chi o energia eristica) attingendola dall'Universo,
per poi degradarla a frequenze che possono essere utilizzate dai processi
biomolecolari e cellulari del corpo fisico. I chakra rappresentano anche i

punti in cui ognuno dei corpi sottili si collega al corpo fisico, apportando
cos diversi livelli di coscienza al nostro essere. Attraverso i chakra vengono
elaborate le nostre esperienze, i nostri pensieri, le nostre sensazioni
quotidiane, e sono anche trasmessi i dati relativi alle relazioni a lungo
termine nella nostra storia personale e tribale, gli schemi di pensiero atavici
e gli archetipi.
I primi tre chakra sono caratterizzati da livelli di coscienza che vibrano alle
frequenze inferiori della catena esistenziale, e sono radicati nel Mondo
dell'Umanit. Sono questi chakra a trasmettere l'energia dell'archetipo della
vittima. Nel contesto della coscienza di questi tre primi chakra possibile
accedere soltanto al Perdono Tradizionale. La coscienza che scaturisce dagli
ultimi quattro chakra (dall'ottavo) molto pi facilmente allineata con il
Mondo della Verit Divina, mentre il quarto chakra, quello del cuore, funge
da tramite tra il Mondo dell'Umanit e il Mondo della Verit Divina.
Inoltre, ogni chakra associato a una ghiandola endocrina e trova
corrispondenza con le particolari connessioni nervose della sua stessa zona.
Ogni chakra collegato a uno specifico suono e colore, e nutre una certa
parte del corpo.
I chakra fungono altres da centrali di raccolta e di elaborazione dei dati
associati alle parti del corpo a cui sono collegati e alle funzioni a cui sono
deputati.

Figura IJ HxLxtemtt dei chakra rtttlf'xurt amano.


Il primo chakra (radice) trasmette i dati relativi al nostro legame con la
Madre Terra e agli aspetti della fiducia, della sicurezza e della volont di
vivere, a livello fondamentale. Questo chakra collegato alla coscienza
tribale/sociale.
Il secondo chakra (sacrale) trasmette i dati relativi alla creativit,
all'energia sessuale, al denaro e al senso di colpa. Come il primo, anche
questo chakra collegato alla coscienza tribale/sociale.
Il terzo chakra (plesso solare) trasmette i dati relativi al potere e al
controllo, alle relazioni sociali e familiari, al tradimento e alla rabbia. Anche
questo chakra alimentato dalla coscienza tribale/sociale.
Il quarto chakra (cuore) trasmette i dati relativi agli affetti, alle relazioni,
all'amore, al nutrimento reciproco e alla compassione. il primo chakra a
dare energia all'individualit e alFautodeterminazione, indipendentemente
dalla coscienza sociale di gruppo.
Il quinto chakra (gola) trasmette i dati relativi a tutto ci che viene
espresso o trattenuto in tema di potere personale, volont individuale ed

espressione creativa. di carattere stretta mente individuale e si


contrappone alla coscienza di gruppo.
Il sesto chakra (terzo occhio) trasmette i dati relativi alla conoscenza
intuitiva, alla chiaroveggenza e alla volont di conoscere la verit. Nella
fattispecie, per verit s'intende il sapere che non determinato dalla
coscienza di gruppo, ma direttamente dall'esperienza individuale della
coscienza cosmica.
Il settimo chakra (corona) trasmette i dati relativi alla consapevolezza
spirituale e alla connessione con la Fonte.
L'ottavo chakra, che posto al di sopra del capo, rappresenta il nostro
contratto o accordo riguardo l'incarnazione e contiene la missione in questa
vita.
Sebbene la teoria dei chakra abbia un ruolo fondamentale nelle tradizioni
mediche dell'Oriente, la scienza medica occidentale non la degna della
bench minima attenzione. In generale, in Occidente c' ben poca
comprensione della sua importanza straordinaria per tutto ci che concerne
la nostra salute, il benessere spirituale e la frequenza vibratoria.
In definitiva, i chakra svolgono un ruolo cruciale. Quando questi centri
energetici sono squilibrati come per esempio accade in caso di turbamento
emotivo o trauma prendono a ruotare in senso opposto, a operare in modo

irregolare e talvolta finiscono per chiudersi completamente. Rabbia,


risentimento e sentirsi feriti provocano la chiusura del chakra del cuore e di
quello della gola; il senso di colpa e la mancanza di fiducia indeboliscono il
chakra
sacrale, eccetera. Gli effetti di tali squilibri energetici si manifestano sotto
forma di letargie, malessere generalizzato, scarse pulsioni sessuali,
incapacit di esprimersi autenticamente e tutta una serie di sintomi per cui
non pu essere trovata una causa medica. Se i chakra restano a lungo in
una condizione di squilibrio, inevitabilmente, prima o poi, ne deriver una
malattia a livello fisico. Come gi sottolineato a proposito dei corpi sottili, le
malattie hanno quasi sempre origine nei campi energetici
che
comprendono i chakra per poi passare al corpo fisico, manifestandosi infine
come malattia o esaurimento psicofisico.
Fortunatamente riportare i chakra in equilibrio piuttosto semplice. Ci sono
terapisti che sono sufficientemente sensibili da percepire l'energia di ogni
singolo chakra, e che possono poi servirsi delle tecniche necessarie per
ristabilire le condizioni ottimali. La maggior parte delle medicine
energetiche, come l'agopuntura, l'omeopatia, l'aromaterapia e molte altre
ancora, agiscono direttamente sui chakra restaurandone l'equilibrio.

{Per un'analisi accurata del modo in cui la nostra evoluzione possa essere
spiegata con riferimento ai chakra, si veda il volume Anatomia dello Spirito:
i sette livelli del potere personale, Mondadori, Milano, 1999).
Note
1. E. Becker, Il Rifiuto delia Morte, Edizioni Paoline, Roma, 1982.
2. Ken Carey, Trasmissioni stellari: un messaggio per il pianeta terra,
Crisalide, 1992.
Parte Quarta
Gli Strumenti
del Perdono Assolut
76
Una tecnologia spirituale
Nello scrivere la prima edizione di quest'opera, avevo in mente due
obiettivi. Innanzitutto volevo spiegare il concetto di Perdono Assoluto nel
modo pi semplice possibile, cos da renderlo accessibile a un grande
numero di persone. Secondariamente volevo che fosse assolutamente
pratico, di modo che i lettori potessero servirsene nella loro vita quotidiana.
Ci significava offrire strumenti che fossero non solo efficaci, ma di impiego
rapido e semplice.

In questa seconda edizione devo confessare che gli strumenti offerti in


quest'opera si sono dimostrati straordinariamente efficaci, molto pi di
quanto osassi pensare. Mi sono ritrovato a contemplare, meravigliato, il loro
straordinario potere, l'incredibile efficacia con cui hanno aiutato un gran
numero di persone a guarire la loro vita.
Sono inoltre giunto alla conclusione che il modo in cui operano non
diverso dal funzionamento dei rimedi omeopatici. Con ci intendo dire che
questi strumenti operano oloenerge ticamente (e cio servendosi
dell'energia complessiva).
Dal momento che ogni pi piccola parte dell'universo fa parte dell'universo
olografico, non solo connessa energeticamente all'intero, ma lo contiene.
Quindi, secondo una prospettiva energetica, non possibile cambiare una
parte senza intervenire sull'intero.
L'omeopatia si serve di questo principio elaborando rimedi che influiscono
sul sistema energetico dell'organismo in
modo analogo. Una porzione infinitesimale di un ingrediente attivo viene
dissolta in acqua e quindi diluita varie migliaia di volte, fino al punto in cui
non ne resta pi alcuna traccia fisica. Resta peraltro l'impronta energetica
della sostanza, ed proprio in tale impronta che racchiuso il potere
terapeutico. Quando una persona assume un certo rimedio, il corpo sottile

registra l'impronta e viene stimolato a mettere in moto l'energia, in


qualsiasi modo si renda necessario, per suscitare una guarigione a ogni
livello.
Gli strumenti del Perdono Assoluto funzionano proprio nello stesso modo.
Qualcuno, analizzando un rimedio omeopatico e trovandovi solo acqua,
potrebbe avere grandi difficolt nell'im maginare che ci sia comunque un
potere terapeutico. Analogamente, leggendo un foglio di lavoro del Perdono
Assoluto (tanto per fare un esempio) si potrebbe dubitare fortemente della
sua capacit di cambiare la vita di chi se ne serve.
Eppure funziona. Ci sono migliaia di persone che si sono servite di questo
foglio di lavoro, o che hanno ascoltato il CD dei 13 passi, o ancora che
hanno partecipato al cerchio della cerimonia del Perdono Assoluto, e
successivamente hanno sperimentato il dispiegarsi di autentici miracoli
nella loro vita.
Questi strumenti funzionano perch ognuno di essi non nient'altro che il
sistema di distribuzione dell'ingrediente segreto: l'impronta energetica del
Perdono Assoluto, vale a dire la disponibilit ad aprirsi all'idea che non c'
nulla da perdonare.
un processo estremamente sottile. Nel Perdono Assoluto, tecniche come il
controllo mentale, il produrre fenomeni a livello grossolano attraverso le

affermazioni, la visualizzazione o l'ipnosi hanno ben poca importanza. E non


neppure richiesto un livello elevato di fede o fiducia, n si deve entrare in
qualche stato alterato di coscienza o di meditazione profonda. In sostanza
si deve soltanto utilizzare un semplice strumento che richiede il minimo
sforzo sia in termini di
intelligenza, di disciplina o di abilit. L'unica cosa veramente indispensabile
esprimere la minima quantit richiesta di disponibilit, di volont. tutto!
In questa seconda edizione del libro ho persino semplificato il foglio di
lavoro, di modo che in alcuni punti basta semplicemente fare una croce su
alcune delle risposte. Funziona anche cos!
Dal momento che il perdono sempre all'insegna del "fai finta che funzioni
finch non funziona davvero", il fatto che richieda soltanto uno sforzo
minimo davvero un colpo di fortuna. Se per aprirci alla eventualit che
tutto sia perfetto cos com' dovessimo raggiungere un livello di
disponibilit/ volont pari al 100%, non cominceremmo mai!
Quella che segue una storia che esemplifica in che modo la
trasformazione possa concretizzarsi all'istante sulla base di uno solo degli
strumenti del Perdono Assoluto. La cosa pi interessante che nella
fattispecie si tratta proprio del pi rapido e semplice di tutti: i 13 passi del
Perdono Assoluto.

Debi e / 13 passi
Debi era una cantante che lavorava nel campo della pubblicit, dei jingle
radiofonici, eccetera. Era considerata una delle migliori nel suo campo. Nel
1999 venne a studiare con me perch voleva diventare coach di Perdono
Assoluto.
A un certo punto, nel corso dell'addestramento, volli insegnarle come
facilitare i 13 passi del Perdono Assoluto. Ci vogliono soltanto 7 minuti nel
corso dei quali si deve rispondere affermativamente a 13 semplicissime
domande.
Tutte e 13 le domande sono in rapporto alla propria disponibilit
(l'ingrediente segreto) a cogliere la perfezione di ogni situazione, che la si
comprenda o no. La risposta a ognuna di queste domande
inevitabilmente "s".
Chiesi a Debi se avesse qualche circostanza della sua vita su cui lavorare.
Dopo aver riflettuto un istante, mi disse: Certo, c' qualcosa che mi turba
da un bel po'. L'avevo quasi dimenticato. Circa 13 anni fa stavo lavorando
in uno studio di registrazione quando arriv un tipo che conoscevo
abbastanza bene, anche se non eravamo particolarmente intimi.
Chiacchierammo un po' e alla fine tir fuori ci che aveva realmente in
mente. Mi disse: "Debi, ho questo grande prodotto, che assolutamente

perfetto per la commercializzazione va radio, e ho bisogno che tu mi faccia


la pubblicit. Il problema che ora come ora non ho i soldi, me lo faresti
come favore?".
Alla fine ci lavorai e mi accordai per un compenso di 75 dollari, una somma
ridicola rispetto a quanto chiedevo normalmente per un impegno del
genere. Gli realizzai quella pubblicit, e indovina un po', grazie a quel jngle
divenne multimilionario nel giro d brevissimo tempo.
Qualche tempo dopo lo incontrai per caso, e gli dissi che avrebbe potuto
ripagarmi in qualche modo, giusto in segno di ringraziamento per quello
che avevo fatto per lui. La sua risposta fu: "Ma Debi, io faccio affari, non
sono solito regalare soldi in giro!".
Era perfetto! Ovviamente se l'era legata al dito, anche se erano passati 13
anni! E ci dopotutto era comprensibile, visto che in quei 13 anni, ogni
volta che accendeva la radio, s'imbatteva in quella pubblicit! Come potete
ben capire, c'erano tutti gli ingredienti per la tipica vicenda della vittima:
tradimento, affronto, manipolazione, rifiuto, ingratitudine e via dicendo.
Passai immediatamente al processo attraverso il quale la guidai nel corso
dei 7 minuti necessari. Poi, come sempre, passammo ad altro, senza
discuterne ulteriormente (ritornarci immediatamente sopra avrebbe
distrutto il campo energetico creato nel corso del processo).

Quella sera Debi usc e torn al suo albergo verso le 11 di sera. Alle Ile
cinque mi chiam in preda a uno stato di grande
eccitazione. Ecco cos'era successo: aveva appena controllato la sua
segreteria telefonica e c'era un messaggio di quel produttore che lei aveva
aiutato nell'occasione sopra menzionata.
Il messaggio diceva qualcosa del genere: Debi, quella pubblicit che avevi
registrato per il signor X di nuovo richiesta, e deve essere registrata
nuovamente. Peraltro, i diritti d'autore sono scaduti, quindi questa volta
avresti pieno diritto alla tua parte. Sei interessata?.
Come potrete immaginare, stava saltellando su e gi per la sua stanza
dicendosi: Ehi! Ma questa roba funziona davvero!. Poi Debi mi spieg:
Sai, c' qualcosa di pi: quando abbiamo fatto i 13 passi, ho dato
un'occhiata all'orologio sulla parete, e non so perch l'ora mi rimasta
bene impressa in mente. Erano le tre e 1 minuto del pomeriggio. Il
messaggio arrivato alle tre e 2 minuti! Vale a dire 1 minuto dopo, ed
erano mesi e mesi che non parlavo con quel tipo!.
Debi era rimasta intrappolata in quel suo ruolo di vittima per 13 anni. Per
13 armi si era sentita usata, imbrogliata, disonorata, insulta e rifiutata. Cos
l'energia era rimasta bloccata fino al momento in cui era stata invitata a
esprimere una minima disponibilit a riconoscere di aver creato quella

situazione in virt della sua stessa percezione. Nel corso dei 13 passi aveva
riformulato la sua interpretazione dei fatti in modo da rispecchiarne la vita
spirituale, e quel campo energetico era crollato. Non avevamo affatto
"lavorato" su quella sua vicenda. Se l'avessimo fatto, le avremmo soltanto
dato pi potere, rinforzandola: c'eravamo serviti soltanto della tecnologia
oloenergetica del Perdono Assoluto, cos da trasformarne l'energia.
E interessante analizzare cos'altro sarebbe potuto succedere, le eventuali
alternative. La maggior parte della gente si sarebbe trovato d'accordo con
Debi e le avrebbe confermato che con quel suo comportamento egoista
quell'uomo l'aveva tradita, insultata e disonorata. E invece, il fatto stesso
che aves
se manifestato quel particolare comportamento era un indizio che, al di l
delle apparenze, stava succedendo qualcos'altro.
Nel momento in cui tutto ci ebbe luogo, l'autostima di Debi era molto
bassa. Sebbene tutti le avessero da sempre ripetuto che era un'ottima
cantante, non era mai riuscita ad accettarlo realmente. Anzi, aveva
continuato a sminuirsi in virt di una credenza inconscia che la spingeva a
ritenersi inadeguata e indegna di una giusta retribuzione per il suo talento.
Uno dei principi del Perdono Assoluto che se siamo preda di una credenza
limitante, che ci impedisce di tornare all'interezza o di giungere al nostro

vero scopo, il nostro S Superiore trover il modo di farci prendere


coscienza di quella menomazione, di modo che potremmo guarirla.
Ovviamente non pu intervenire direttamente, perch altrimenti violerebbe
il nostro libero arbitrio. Ma, attraverso la legge dell'attrazione, pu far
intervenire nella nostra vita qualcuno che agir in modo da interpretare
proprio quella credenza, cos da mostrarcela per ci che e offrirci una
opportunit di scegliere di lasciarla andare.
Quell'uomo era entrato in risonanza con le credenze limitanti di Debi,
ovvero con la sua convinzione inconscia di non essere abbastanza brava,
meritevole e degna di ricompensa, e aveva risposto alla sua chiamata. Il S
Superiore del produttore aveva collaborato con il S Superiore di Debi, cos
da mettere in scena quel nodo, farle percepire il dolore che ne derivava,
aprirle gli occhi e permetterle di scegliere ancora una volta.
Lungi dall'essere un mascalzone, in realt quell'uomo era stato l'angelo di
guarigione di Debi: aveva accettato il ruolo disagevole di approfittatore
meschino, pagandone lui stesso il prezzo, pur di poter intervenire per
mostrare a Debi quale fosse la credenza di cui era prigioniera.
Sfortunatamente, nel corso di quel loro primo incontro, Debi non era
riuscita ad approfittare della lezione, e l'aveva semplicemente utilizzata per
ribadire la sua credenza e rinforzare la sua scarsa autostima.

Ma poi, 13 anni dopo, Debi si imbatt in questo semplicissimo, piccolo


processo chiamato i 13 passi. E subito dopo giunse alla verit: l'uomo le
stava fornendo una opportunit di guarigione, e in realt era il suo
guaritore. L'energia riprese a scorrere all'istante, e il denaro flu subito nella
sua direzione (il denaro non nient'altro che energia).
Qualche giorno dopo aver concluso l'addestramento ed essere tornata a
casa, Debi incontr il produttore. Costui si sent in dovere di parlarle a tu
per tu: Sai Debi, non ti ho mai ringraziato per quello che hai fatto per me
tanti anni fa, all'epoca d quella tua prima pubblicit. Mi hai concesso una
occasione e ha funzionato. Te ne sono davvero grato. Grazie infinite!. Non
le offr una ricompensa economica, ma ormai non aveva pi importanza:
Debi aveva ottenuto da quell'uomo il riconoscimento che in precedenza non
era stata in grado di accettare. Era finalmente arrivata alla conclusione del
processo di guarigione.
Da quel momento in poi Debi ha preso in mano la situazione, sfruttando
appieno le sue qualit. Fino a quel momento non aveva approfittato del suo
talento e si era dedicata soltanto a un lavoro anonimo di registrazioni
pubblicitarie. Oggi tiene concerti e registra i suoi CD. Ha persino creato un
suo studio di produzione. La sua credenza, "non sono abbastanza brava", si
completamente dissolta, e Debi finalmente una donna realizzata.

Sono solito raccontare la storia di Debi per convincere il mio pubblico del
potere incredibile di questi strumenti apparentemente semplici e
incoraggiarlo a farne uso. Sono quindi grato a Debi che mi ha permesso di
servirmene.
T7
Le cinque fasi
del Perdono Assoluto
Indipendentemente dalla forma assunta dalla tecnologia del Perdono
Assoluto, che potr presentarsi di volta in volta sotto forma di seminario dei
13 passi, di foglio di lavoro o di cerimonia, si tratta pur sempre di un
processo che si svolge sulla base di cinque fasi distinte, che sono:
7. Raccontare la propria storia
In questa prima fase c' qualcuno che si predispone compassionevolmente
ad ascoltare la nostra storia, onorandola per quello che , ovvero in quanto
verit di quel preciso istante (se ci stiamo dedicando al foglio di lavoro, il
nostro ascoltatore compassionevole siamo noi!).
Il fatto che ci sia qualcuno che ascolta e testimonia la nostra storia
rappresenta un primo passo vitale. Il primo passo che ci porta a lasciar
andare e abbandonare infine il ruolo di vittima consiste nell'interpretarlo

pienamente. Analogamente, dobbiamo cominciare con l'entrare appieno


nella nostra storia secondo il punto di vista della vittima, evitando, almeno
in questa prima fase, qualsiasi interpretazione spirituale (che interverr
successivamente, nella fase quattro).
Cominciamo semplicemente da ci che siamo (o da ci che eravamo, nel
caso in cui stiamo ritornando al passato per guarire qualcosa), in modo da
poter innanzitutto percepire, almeno in parte, il dolore che ha causato quel
blocco energetico.
2. Entrare in contatto con le emozioni
Si tratta di una tappa fondamentale che molte persone che si
autodefiniscono spirituali vorrebbero tralasciare, giacch ritengono di non
dover sperimentare niente di "negativo". In realt questa negazione bella
e buona, a causa della quale trascuriamo un punto cruciale: il vero potere
risiede proprio nella nostra capacit di entrare profondamente in contatto
con tutte le nostre sensazioni ed emozioni, cos da manifestare un essere
umano completo. La guarigione ha inizio soltanto quando ci concediamo il
permesso di accedere al nostro dolore. Il percorso di guarigione
fondamentalmente un percorso emozionale. Peraltro, non deve essere
caratterizzato unicamente dal dolore: sorprendente come, penetrando nei
diversi livelli di emozioni e concedendoci di sperimentare il dolore pi

autentico, ce li ritroviamo rapidamente trasformati in pace, gioia e


gratitudine.
3. Far collassare la storia
In questa fase analizziamo il modo in cui cominciata la nostra storia e
come la nostra interpretazione degli eventi ci abbia portato a formulare
alcune (false) credenze, relative a ci che pensiamo di noi stessi e al modo
in cui abbiamo vissuto la nostra vita. Quando giungiamo infine a vedere che
queste storie sono per la maggior parte non vere, e servono soltanto a
mantenerci bloccati nell'archetipo della vittima, siamo finalmente liberi di
scegliere, e per l'esattezza possiamo scegliere di smettere di sperperare la
nostra energia vitale. Non appena decidiamo di recuperare l'energia che
avevamo concesso alla coscienza di vittima, ci reimpossessiamo del nostro
potere personale e quelle storie avvizziscono e muoiono.
Sempre in questa fase possiamo esercitare un alto grado di compassione
per le persone che stiamo perdonando, facendo perno su una chiara e
quanto pi possibile onesta comprensione della realt della nostra
esistenza, sul fatto che siamo tutti semplicemente imperfetti e che stiamo
facendo del nostro meglio sulla base degli strumenti di cui disponiamo.
Buona parte di questo lavoro potrebbe essere definito Perdono Tradizionale,
tuttavia un primo fondamentale passo con cui prendiamo contatto con la
realt delle cose. Dopotutto, buona parte di queste nostre storie di

vittimizzazione vedono la loro genesi nella prima infanzia, quando eravamo


soliti immaginare che il mondo ruotasse intorno a noi e che qualsiasi
problema fosse soltanto colpa nostra.
Quindi, in questo contesto, cominciamo a rinunciare a parte delle ferite che
abbiamo registrato grazie alla nostra visione del mondo infantile,
servendoci invece di una prospettiva adulta con cui testimoniamo
l'accaduto; ci confrontiamo con il bambino interiore offrendogli la nuda
verit, ci che o non realmente accaduto, distinguendola bene dalla
nostra interpretazione su ci che pensiamo sia accaduto. E incredibile
quante di queste storie risultino semplicemente ridicole non appena
lasciamo che siano illuminate dalla nostra consapevolezza. Peraltro, il vero
valore di questa fase consiste nel rinunciare al nostro attaccamento alla
storia personale, in modo da poter pi facilmente cominciare la transizione
richiesta dal passo seguente.
4. Rielaborare la storia
A questo punto acconsentiamo a compiere un cambiamento di percezione
in virt del quale, invece di continuare a considerare la situazione attuale
come una vera e propria
tragedia, ci predisponiamo a vedere che si tratta proprio di ci che
volevamo sperimentare, qualcosa di assolutamente essenziale per la nostra

crescita. Talvolta riusciamo a cogliere la perfezione subito, quindi


impariamo la relativa lezione all'istante. Ma nella maggior parte dei casi
tutta questione di rinunciare al bisogno di analizzare e capire, e di
arrendersi semplicemente all'idea che in questa situazione contenuto un
dono, che lo comprendiamo o no. nel nostro arrenderci che impariamo la
vera lezione dell'amore e riceviamo il dono. Si tratta anche di una fase di
trasformazione, poich le storie in cui eravamo la vittima, e che avevano
fino a quel punto alimentato rabbia, amarezza e risentimento, si
trasformano in apprezzamento, gratitudine e accettazione amorevole:
perch ci accada, dobbiamo soltanto aprirci alla percezione della
perfezione divina che caratterizza il nostro vissuto.
5. Integrazione
Dopo aver acconsentito a vedere la perfezione della situazione in cui ci
troviamo e aver trasformato le nostre storie in manifestazioni di gratitudine,
necessario integrare tale cambiamento a livello cellulare. Ci significa
integrarlo nei diversi corpi, fisico, mentale, emotivo e spirituale, di modo
che entri a far parte integrante del nostro essere. un po' come salvare il
documento che abbiamo appena compilato al computer sul suo disco
rigido. Solo a quel punto diventer permanente.
Ritengo che il lavoro sul respiro, o respirazionesatori, sia un ottimo modo
per integrare il cambiamento, sia che venga esercitato nel corso del

seminario, che subito dopo. E una tecnica che consiste nel coricarsi a terra
e respirare consapevolmente secondo un ritmo circolare, ascoltando musica
ad alto volume (si veda il capitolo 27).

Se ci serviamo del foglio di lavoro, l'integrazione avviene attraverso la


scrittura e la lettura ad alta voce delle dichiarazioni ivi contenute. Nel
contesto dei 13 passi, consiste nel compiere le affermazioni verbali con cui
si percepisce la perfezione. In seno alla cerimonia del perdono, consiste nel
camminare in cerchio e dire qualcosa di natura affermativa alla persona che
incontriamo, mentre la incrociamo nel suo percorso in senso opposto.
Rituale, cerimonia e naturalmente musica sono anch'essi impiegati per
integrare il cambiamento di percezione che costituisce il nocciolo del
Perdono Assoluto.
Queste cinque fasi non devono necessariamente seguire l'ordine appena
descritto. Molto spesso le attraversiamo simultaneamente, in tutto o in
parte, oppure andiamo avanti e indietro da una fase all'altra, secondo un
percorso circolare o a spirale.
Fai finta che funzioni
finch non funziona davvero

Quello del perdono un percorso che comincia sempre da una condizione


di nonperdono. Per arrivare alla meta possono volerci anni, o minuti...
Comunque sia, adesso sappiamo che tutto dipende da ci che scegliamo.
Nel Perdono Tradizionale ci vuole molto tempo, ma grazie alla tecnologia
del Perdono Assoluto, e in particolare esprimendo semplicemente la nostra
disponibilit a cogliere la perfezione, pu essere questione di pochi istanti.
Ogni volta che ci dedichiamo al Perdono Assoluto, in realt stiamo
compiendo un atto di fede, una preghiera, un'offerta, un'umile richiesta di
assistenza divina. Lo facciamo nei momenti in cui ci sentiamo incapaci di
perdonare, e in un certo senso cominciamo proprio col fare finta che
funzioni, finch non funziona davvero.
Arrendersi
Cosa vuol dire "fare finta che funzioni finch non funziona davvero"?
Significa arrendersi a un processo nel corso del quale non compiamo
nessuno sforzo, n cerchiamo di controllare il risultato. Come abbiamo visto
nella ricerca di Seattle (si veda il capitolo 13), pi i partecipanti si sforzano
di perdonare, pi trovano difficile lasciar andare ferite e rabbia. Quando
invece smettono di cercare di perdonare e di controllare il processo, a un
certo punto si accorgono che il perdono cosa fatta.
Il cambiamento energetico, il passaggio dalla rabbia e dal senso di colpa al
perdono e alla responsabilit, avviene davvero molto pi rapidamente

quando ci serviamo del Perdono Assoluto, perch impiegando gli strumenti


che sono descritti in queste pagine, abbandoniamo la nostra coscienza di
vittima. Come abbiamo visto nel capitolo 13, la coscienza cambia il tempo.
Peraltro, persino quando ci affidiamo al Perdono Assoluto, ci dedichiamo al
processo senza nutrire alcuna aspettativa circa il momento in cui tale
cambiamento di energia avr luogo, questo ben sapendo che potrebbe
accadere all'istante. Il momento esatto in cui i risultati cominciano a
manifestarsi pu dipendere da cose di cui sappiamo ben poco. Forse, prima
che possiamo realmente percepire un'accettazione incondizionata verso la
persona implicata nella nostra storia, e ritrovarci assolutamente in pace
rispetto tutto ci che ci accaduto, ci vorr un bel po' di tempo. Tanto per
fare un esempio, forse per arrivarci ci vorranno molti fogli di lavoro, ma
comunque sia, non appena compiuta la trasformazione, sar sotto i nostri
occhi, incontrovertibile.
Attenzione! Non necessario che le persone che perdoniamo ci piacciano
(per molti dei lettori ci sar fonte di sollievo). N dobbiamo stare in loro
compagnia, se la loro personalit e/o il loro comportamento ci risulta
tossico. Il Perdono Assoluto un'interazione anima/anima e non richiede
altro che una connessione a livello dell'anima. Quando sperimentiamo un
amore incondizionato per l'anima di queste persone, le incontriamo a tale
livello, fino a essere una sola cosa.

Cogliere l'opportunit
Ogni volta che qualcuno ci fa arrabbiare
un'occasione per perdonare. Se la persona che

dovremmo

considerarla

all'origine della nostra irritazione entrata in risonanza con qualcosa in noi


che abbiamo bisogno di guarire, ci sta in realt offrendo un dono. Dobbiamo
soltanto scegliere di vederla in questi termini, ovvero cambiare la nostra
percezione. Tale situazione potrebbe anche essere l'ennesima ripetizione di
eventi gi vissuti, circostanze nelle quali qualcuno ci ha gi provocato un
dolore del genere. In tal caso la persona che ci troviamo di fronte
rappresenta tutti quelli che ci hanno gi arrecato lo stesso male in passato.
Perdonandola per ci che ci sta facendo vivere adesso, perdoniamo tutti gli
altri che si sono comportati analogamente, e perdoniamo anche noi stessi
per ci che potremmo aver proiettato su di loro.
Tutto ci esemplificato dal diagramma 1 di pagina 41, in cui la storia di Jill
rappresentata su una linea temporale che descrive tutte le opportunit di
guarigione del suo dolore originario che le sono state offerte affinch
potesse correggere la sua percezione errata, che la portava a ritenersi
indegna di essere amata. Quando Jill si infine resa conto della realt
profonda della sua crisi con Jeff e lo ha perdonato (guarito), ha
automaticamente perdonato, ovvero guarite, tutte le precedenti situazioni
problematiche, compresa quella con suo padre, da cui aveva avuto origine

tutto quanto. Non appena illuminata dalla luce del perdono, la sua storia di
vittima collassata all'istante nel suo complesso, compresa la relazione
con il precedente marito.
Ecco perch il Perdono Assoluto non richiede alcuna terapia, o cose del
genere. Non solo perdonare nel presente guarisce tutte le altre occasioni in
cui si manifestato lo stesso dolore, compresa la sua causa prima, ma non
nemmeno necessario che riconosciamo con precisione quale sia stata la
situazione problematica da cui ha avuto origine tutto quanto. Ci significa
che non dobbiamo metterci a scavare nel passato per cercare di capire
quale sia stato il punto di partenza. Quale che fosse, guarito, quindi,
perch preoccuparsene?
Un cambiamento di percezione
I capitoli seguenti contengono procedure per trasformare l'energia e offrono
l'opportunit di mutare la nostra percezione, cos da scoprire ci che
probabilmente si nasconde dietro al problema che stiamo sperimentando.
Tale cambiamento di percezione rappresenta l'essenza del Perdono
Assoluto. Tutti questi processi ci riportano al momento presente, aiutandoci
a recuperare l'energia dal dolore passato e ritraendola dalla nostra ansia
per il futuro processi entrambi necessari perch il cambiamento possa aver
luogo. Quando dimoriamo nel momento presente, non possiamo pi
provare risentimento, perch il risentimento esiste solo nel passato. E non

possiamo neppure avere paura, perch la paura soltanto in rapporto con il


futuro. cos che ci ritroviamo a poter cogliere l'occasione del momento
presente in una dimensione fatta di amore, accettazione e Perdono
Assoluto.
Perdono Assoluto: strumenti di pronto soccorso
Alcuni degli strumenti inclusi in questa sezione dovrebbero essere utilizzati
nel momento stesso in cui si manifesta una situazione problematica che
richiede il perdono. Tali strumenti ci scuotono, cos da portarci all'istante
alla consapevolezza degli aspetti contenuti nel problema, prima che ci
lasciamo catturare dalla sua energia e quella drammaticit ci catapulti nella
dimensione della vittima. Quando qualcuno ci tocca nel vivo, attiviamo
quasi automaticamente la modalit difesa/attacco. Peraltro, se impariamo a
servirci di questi strumenti, eviteremo di dover sperimentare lo stesso ciclo
per l'ennesima volta. 14 passi per il Perdono Assoluto sono proprio uno di
questi strumenti di pronto soccorso: facile ricordarsene e possiamo
ripeterceli mentre stiamo vivendo il nostro dramma personale.
Gli altri strumenti descritti nei capitoli seguenti dovrebbero invece essere
usati in una condizione di calma e solitudine, dopo che siamo riusciti a
sfogare o manifestare rabbia e frustrazione. Il foglio di lavoro del Perdono
Assoluto uno di questi strumenti e funziona a meraviglia! All'inizio servirsi
di questi strumenti davvero un atto di fede. Ma, col passar del tempo, ne

scaturiscono doni incredibili. Far continuamente ricorso a tali strumenti


permette di trovare una pace di cui ignoravamo l'esistenza, e che non
avremmo mai pensato fosse possibile.
19
Toccare il dolore
Entrare in contatto con le nostre sensazioni ed emozioni costituisce la
seconda fase del processo del perdono, e di solito segue il racconto della
nostra storia. In tale fase dobbiamo concederci il permesso di sperimentare
e toccare le sensazioni e le emozioni che derivano da una certa situazione
problematica fino a sentirle pienamente. Se cerchiamo di perdonare sulla
base di un processo puramente mentale, e cio negando la nostra rabbia,
la nostra tristezza o la nostra depressione (tanto per fare un esempio delle
emozioni pi comuni), non accadr un bel niente. Ho incontrato molte
persone, soprattutto quelle che si ritengono particolarmente "spirituali",
che credono che tali emozioni debbano essere negate e "consegnate" allo
Spirito. ci che viene definito "bypass spirituale".
Nel 1994 tenni un seminario in Inghilterra. Erano passati 10 anni da quando
ero emigrato negli Stati Uniti e avevo completamente dimenticato fino a
che punto gli Inglesi rifiutassero di entrare in contatto con le loro sensazioni
ed emozioni.

Il seminario ebbe luogo in un monastero, da qualche parte nell'Inghilterra


occidentale, e la maggior parte degli iscritti, come avrei poi scoperto, erano
guaritori spirituali. Quando arrivammo al monastero, in giro non c'era
anima viva, cosicch decidemmo di entrare, sistemammo le nostre cose
alla meglio e cominciammo il seminario. Iniziai con lo spiegare che la vita
fondamentalmente un'esperienza emotiva il cui scopo la nostra crescita
spirituale, e che quel seminario era volto
ad aiutarci a entrare in contatto con le emozioni che avevamo sepolto nel
nostro inconscio.
Ebbene, dalla reazione dei partecipanti al seminario si sarebbe detto che
avessi chiesto loro di danzare nudi attorno al fuoco, o qualcosa del genere!
Ecco quale fu la loro risposta:
Oh, no! Siamo spirituali. Abbiamo trasceso le nostre emozioni. Non
prestiamo pi nessuna fede a esse. Se siamo in preda a un 'emozione,
chiediamo semplicemente allo Spirito di portarla via e passiamo
semplicemente e direttamente alla pace. Non crediamo in questo genere di
lavoro.
Il seminario era cominciato soltanto da un'ora e mi rendevo conto che si
sarebbe rivelato un disastro. Era come cercare di nuotare nella melassa!
Non riuscivo a trovare un varco, e non c'era modo di indurli a compiere quel

lavoro. A ogni minuto che passava mi sentivo sempre peggio, e in me si


rafforzava la convinzione che quel seminario fosse un assoluto fallimento.
A quel punto intervenne lo Spirito! Un giovane monaco che portava la
tonaca fece irruzione nella stanza chiedendo chi fosse il responsabile del
seminario. Quando gli spiegai che ero io, mi chiese di uscire assieme a lui.
Voleva "parlare" con me, ma si vedeva chiaramente che stava ribollendo di
rabbia. Era rosso in viso e aveva un atteggiamento altezzoso. Gli spiegai
che stavo conducendo un seminario e che avrei soddisfatto la sua richiesta
non appena finito.
Se ne and estremamente seccato, per tornare alla carica subito dopo,
chiaramente infuriato. Mi punt un dito, poi lo curv a mo' di uncino, come
se volesse tirarmi a s, e infine strill: Voglio parlarle, subitol.
Quel suo gesto fece scattare qualcosa. Tutta la frustrazione e la tensione di
quelle ore esplosero all'improvviso. Mi voltai verso quel mio gruppo di
studenti e con tono minaccioso dissi: Adesso guardate bene!. Raggiunsi a
grandi passi quel borioso monaco, sempre pi rosso in viso, e puntandogli il
mio
dito a pochi centimetri dal volto, gli dissi in termini assoluta mente espliciti:
Non mi interessano le vesti che porta e cosa rappresenti la sua tonaca, lei
non pu fare irruzione nel mio seminario e cercare di tirarmi fuori come se

fossi uno scolaretto che le ha mancato di rispetto. Uscir e parler con lei
soltanto quando sar pronto a farlo. In pratica, avr finito a mezzogiorno in
punto. Se avr ancora qualcosa da dirmi, non dovr fare altro che
aspettarmi fuori, nell'atrio, e potremo parlare. E adesso, per favore, ci lasci
lavorare. '.
Poi feci prontamente ritorno ai miei studenti, che erano rimasti l, a bocca
aperta, pallidi come morti (non ci si pu rivolgere in quel modo a dei
religiosi!). Benel, feci indicandoli uno a uno, Vorrei sapere come vi
sentite ora, in questo preciso momento, e non ricominciate a raccontarmi
stupidaggini del genere che avete affidato le vostre emozioni alla fiamma
dello spirito e che adesso vi sentite in pace, perch chiaro che non lo
siete. Cosa provate? Siate sinceri!.
Come i lettori potranno ben immaginare, le emozioni dei partecipanti al
seminario erano state ben sollecitate, e cominciammo a discuterne. Grazie
all'intervento di quel monaco, ero riuscito a fare breccia nel muro con cui
resistevano alla pi banale verit: tutti gli esseri umani sperimentano
emozioni e sensazioni, e va benissimo cos. Avevo fatto crollare quella loro
falsa spiritualit, che altro non era che un bypass spirituale di cui avevo
dimostrato loro 1'esistenza.
A mezzogiorno, conclusa la sessione, raggiunsi l'atrio. Il monaco era l, in
mia attesa. Lo raggiunsi subito e con sua grande sorpresa e costernazione

lo abbracciai: Grazie infinite! Lei oggi stato il mio angelo di guarigione.


Ha incarnato il mio seminario. Ha salvato il mio lavoro!.
Rimase letteralmente senza parole. Non credo abbia veramente capito,
neppure quando provai a spiegarglielo. Ma ormai si era calmato, e venne
fuori che si era arrabbiato cos tanto perch
non avevo suonato il campanello per fargli sapere che eravamo arrivati. Era
rimasto seduto nella sua stanza aspettando quella scampanellata, senza
pensare che avremmo potuto semplicemente spingere la porta ed entrare.
Come ci si pu arrabbiare cos per una cosa talmente piccola? Non viene
forse da pensare che anche lui avesse nel suo passato qualche storia di
abbandono o del genere "non sono abbastanza bravo" che ancora covava?
Quel ritiro di sette giorni si trasform in uno dei migliori seminari che io
abbia mai portato a termine. Ed ebbe successo perch i partecipanti
affrontarono la realt e divennero autentici. Li guidai attraverso il loro
dolore, che in certi casi risaliva a eventi drammatici del tempo di guerra
che non avevano mai condiviso prima di allora. Quelle persone poterono
cos comprendere che le emozioni custodiscono il potere della guarigione,
che non pu essere invece trovato nelle chiacchiere o nei ragionamenti, n
tantomeno nelle affermazioni o nella meditazione, se quest'ulti ma include
l'esclusione di ogni nostra emozione.

C' poi un altro mito da sfatare: che ci siano emozioni di due tipi, positive e
negative, e che quelle negative debbano essere evitate. In verit non esiste
nulla del genere. Le emozioni diventano dannose e hanno un effetto
negativo su di noi soltanto quando vengono represse, rimosse o non
espresse. Il pensiero positivo soltanto un'altra forma di negazione.
Noi vogliamo esperienze emozionali
Per noi esseri umani la capacit di sperimentare emozioni un dono. In
effetti, c' chi dice che l'unico motivo per cui abbiamo scelto questa
esperienza umana scaturisce dal fatto che questo il solo pianeta in cui
troviamo la vibrazione dell'energia emotiva, e siamo venuti qui proprio con
l'intento di sperimentarla. Di conseguenza, quando non ci apriamo alla
piena esperienza
di tutte le emozioni possibili, e al contrario le reprimiamo, la nostra anima
crea situazioni in cui siamo letteralmente costretti a sperimentarle. (Non
avete mai notato che spesso ci vengono offerte occasioni di sperimentare
emozioni intense subito dopo aver pregato per la nostra crescita
spirituale?)
Ci significa che qualsiasi forma di litigio potrebbe avere come unico scopo
il desiderio della nostra anima di concederci una occasione per
sperimentare un'emozione repressa. Se ci rendiamo conto che le cose

stanno proprio cos, non dobbiamo fare altro che lasciarci andare
all'esperienza di quella emozione, il che permetter il passaggio
dell'energia attraverso di noi, cos da far sparire all'istante il cosiddetto
"problema".
Peraltro, non tutte le problematiche si dissolvono cos facilmente. Quando
cerchiamo di risolvere questioni di vecchia data o il ricordo di quella che ci
sembra un'ingiustizia inaccettabile, come una violenza sessuale o un abuso
fisico, ci vuole molto di pi della semplice esperienza delle emozioni per
giungere al punto in cui proviamo amore incondizionato per l'altro.
Percepire pienamente l'emozione soltanto il primo passo nel processo che
ho inizialmente definito "fai finta che funzioni finch non funziona", ed un
passo a cui non possiamo rinunciare.
Con ci non intendo peraltro dire che il lavoro sulle emozioni non possa
trarre beneficio dall'introspezione ottenuta attraverso un cambiamento di
percezione, che pu benissimo aver luogo prima ancora che le emozioni
siano sentite ed espresse. senz'altro possibile. Tuttavia, non possibile il
percorso contrario: il cambiamento di percezione richiesto nel Perdono
Assoluto non potr aver luogo se per prima cosa non vengono rilasciate le
emozioni sottostanti, quelle che fino a quel punto sono state represse.
Ogni qualvolta proviamo il desiderio di perdonare qualcuno o qualcosa,
inevitabilmente dobbiamo per prima cosa provare rabbia nei suoi confronti.

In realt, la rabbia un'emozione secondaria. Sotto la rabbia c' un dolore


motivo primario, che pu
essere l'orgoglio ferito, vergogna, frustazione, tristezza, terrore o paura. La
rabbia rappresenta Yenergia in movimento che si emana dalla repressione
di quel dolore: non permettere alla rabbia di fluire potrebbe essere
paragonato a cercare di mettere un tappo su un vulcano. Un giorno o l'altro
esploder!
Nella prima e nella seconda fase del processo del Perdono Assoluto ci viene
chiesto di entrare in contatto non solo con la rabbia, ma anche con le
emozioni sottostanti. Ci significa sentirle concretamente: non si tratta di
parlarne, di analizzarle o di dar loro un nome, ma di sperimentarle!
Ama la tua rabbia
Troppo spesso, quando parliamo di lasciar andare la rabbia, ovvero
rilasciare la rabbia, intendiamo in realt cercare a ogni costo di
sbarazzarcene.
La rabbia che sperimentiamo ci sembra qualcosa di sbagliato, di sgradito,
persino di spaventoso. Non vogliamo toccarla davvero, quindi cerchiamo di
parlarne e di elaborarla intellettualmente, ma non pu funzionare. Cercare
di elaborare un'emozione attraverso l'espressione verbale semplicemente
un altro modo per resistere alla sua vera esperienza. per questo motivo

che la maggior parte delle terapie basate sulla conversazione non hanno
effetti concreti. Ci a cui resistiamo, persiste. Dal momento che la rabbia
non nient'altro che energia in movimento, resisterle non fa che bloccarla
in noi, finch il vulcano inevitabilmente erutta. Rilasciare la rabbia significa
liberare l'energia bloccata delle emozioni represse, concedendole di
scorrere liberamente attraverso il corpo sotto forma di sensazione. Fare
qualche tipo di lavoro sulla rabbia ci consente di sperimentare questa
emozione con un preciso scopo e in un contesto in cui continuiamo ad
avere il controllo della situazione.
Il lavoro sulla rabbia fa circolare l'energia
Quello che definiamo lavoro sulla rabbia, in realt non riguarda veramente
la rabbia. Si tratta semplicemente del rimettere in circolazione nel corpo
l'energia che stata bloccata. Quindi potrebbe essere pi appropriato
definirlo "lavoro di rilascio dell'energia". Comunque vogliamo chiamarlo,
un processo assolutamente semplice che pu implicare di urlare
affondando la testa in un cuscino (cos da non allarmare il vicinato), di
lasciarsi andare alle grida in macchina, picchiare i cuscini, tagliar legna o
fare qualche altra attivit fisica esplosiva.
La combinazione di attivit fisica e dell'uso della voce sembra
rappresentare la chiave per un lavoro di rilascio dell'energia veramente
efficace. Capita fin troppo spesso che blocchiamo l'energia delle emozioni

al livello della gola, sia che si tratti di rabbia, tristezza, senso di colpa o
quant'altro, quindi un'espressione vocale dovrebbe sempre far parte del
processo. Dovremmo dedicarci a tale lavoro con l'intenzione di percepire
l'intensit di quell'energia nel suo muoversi attraverso il corpo, senza
giudicarla; non si tratta affatto di cercare di sbarazzarcene. Se possiamo
veramente arrenderci alle emozioni, ci sentiremo vivi come non mai e alla
fine scopriremo che quell'energia si dissolta.
Quando la rabbia fa paura
In certi casi l'idea di far emergere la rabbia, soprattutto quando sotto la
rabbia cova il terrore, potrebbe essere troppo spaventosa, talmente
terrificante da non prenderla neppure in considerazione. Chi ci ha fatto
tutte quelle cose terribili potrebbe ancora esercitare un forte influsso sul
nostro inconscio. In circostanze del genere non consigliabile effettuare il
lavoro sulla rabbia da soli. Molto meglio rivolgersi a qualcuno che sapr
come sostenerci nel
momento in cui sperimenteremo sia rabbia che terrore dovr trattarsi di
qualcuno di cui abbiamo la massima fiducia e che ha gi acquisito una
certa esperienza nell'aiutare le persone ad attraversare emozioni talmente
intense. Per esempio, potrebbe essere un'ottima scelta rivolgersi a un
counselor o a uno psicoterapeuta. Raccomando inoltre la respirazionesatori

(si veda il capitolo 27) in compagnia di un praticante esperto. Anche questo


un ottimo metodo per rilasciare un'emozione.
Attenzione alla dipendenza dalla rabbia
opportuno che a questo punto avvisi i lettori circa un rischio assai
comune: acquisire dipendenza dalla rabbia, trappola in cui fm troppo
facile cadere. La rabbia si autoalimenta e si trasforma facilmente in
risentimento. Il risentimento consiste nel provare piacere a ripercorrere
aH'infnito le vecchie ferite, rivisitando sistematicamente il dolore associato
per poi dare sfogo alla rabbia che ne deriva in una delle tante forme
possibili. Pu diventare una dipendenza estremamente forte di per se
stessa.
Dovremmo comprendere che la rabbia persistente non ha alcuno scopo
pratico. Di conseguenza, dopo aver permesso all'energia della rabbia di
fluire liberamente sotto forma di sensazione, dovremmo servircene per
creare un esito positivo. Forse sar opportuno stabilire una linea di
demarcazione, o una qualche condizione, circa le future interazioni con la
persona che all'origine della nostra rabbia. Forse sar opportuno decidere
un certo atteggiamento, come la volont di provare compassione nei suoi
confronti o di perdonarla. La rabbia non si trasforma in dipendenza soltanto
quando la utilizziamo come catalizzatore per un cambiamento positivo, per
l'autopotenzia mento o per il perdono.

20
Fare posto al miracolo
Il foglio di lavoro del Perdono Assoluto ha letteralmente cambiato la vita di
migliaia di persone. Spiegare come e perch comporti risultati talmente
straordinari non affatto facile; tutto ci che posso dire che consente una
trasformazione energetica. In pratica, si potrebbe dire che fare il fglio di
lavoro costituisca, di per s, un'esperienza energetica. E un po' la stessa
cosa che accade con i rimedi omeopatici, con l'eccezione che in questo
contesto l'ingrediente segreto la disponibilit a perdonare, anche quando
riteniamo di non essere pronti. Il foglio di lavoro semplicemente un modo
di esprimere tale disponibilit. A quanto pare ci permette di rilasciare
l'energia bloccata nella situazione problematica che stiamo affrontando,
che di conseguenza sembra risolversi spontaneamente.
A questo punto i lettori avranno gi compreso che, ogniqualvolta qualcuno
provoca la nostra collera o suscita emozioni negative, un'opportunit per
guarire. In precedenza ci saremmo lasciati risucchiare dagli aspetti
drammatici della faccenda... Oggi invece possiamo prendere un foglio di
lavoro e cominciare il processo del perdono.
Dovremmo continuare a riempire fogli di lavoro finch l'energia relativa a
quella certa problematica, persona o inconveniente, non si

completamente dissolta. Potrebbero volerci giorni, se non mesi, o forse


anche un solo foglio di lavoro! Tutto dipende dagli elementi con cui
entriamo in risonanza e dall'emozione implicata.
FARE SPAZIO AL MIRACOLO
FCXLIO DI LAVORO PER IL PERDONI ) ASSOLUTO
im imo n UOD

M r VSVHRINIC>_

II.. In. *. infili IM> (H ira n I^M Fi Fi


C
2a) FACCIA A FACCIA CON X: Sono arrabbiato con te perch:
3. Riconosco amorevolmente e accetto le mie emozioni e non le giudico
pi:
4. Sono responsabile dei le mie emozioni. Nessuno pu (armi provare
alcunch. Le mie emozioni sono un riflesso di come io p
5. Anche se non so come o perch, ora sono cosciente che la mia anima
mi ha messo in questa situazione per farmi imparare e crescere.
4"b. Sto raccogliendo alcuni indizi circa la mia vita, come il presentarsi di
schemi ripetitivi, o altre caratteristiche che [ indicano che ho gi avuto

molte altre opportunit del genere in passala ma in quei contesti non le ho


riconosciute
come tali, ftr esempio:
V

7 Sono pronto a ricono

Disposili

Scettico

Non

scere la mia missione, "contratto dell'anima", che include sperimentare


pr
disposto
blematiche del Renere, quale che sia il motivo.

8. Il mio disagio un chiaro segno che non sto donando l'amore necessario
n a me stessofa n a (X), giudicando, coltivando aspettative, volendo che
(X) cambi e percependo (X) tun'altro che perfetto. (Elenco d seguilo i
giudizi, le aspettative e i comportamenti che indicano come vorrei che (x)
cambiasse).
11. (X) sta riflet

tendo la mia percezione errata di me stessofa. Perdonando (X) guarisco me


stessofa e riformulo la mia realt.
12. Ora capisco che non c' nulla che (X), o chiunque altro, abbia fatto che
possa essere giudicato giusto o sbagliato. Rinuncio a ogni giudizio.
13. Rilascio il mio bisogno di incolpare gli altri e di mettermi dalla parte del
giusto, e VOGLIO cogliere la perfezione di questa situazione cosi com'.
14. Sebbene io possa non sapere cosa, perch o come, ora comprendo che
tu e lo abbiamo ricevuto esattamente ci che avevamo scelto
inconsciamente e che stiamo realizzando una danza di guarigione
reciproca,
15. Benedico (XI per essersi
reso disponibile a prendere parte alla mia guarigione, e rendo omaggio a
me stessofo per aver voluto partecipare alla sua guarigione,
rio. Rilascio qualsiasi sensazione di (elencare di seguito" con riferimento al
riquadro 2b) possa ancora albergare ] nella mia coscienza:
17. Apprezzo la disponibilit di (X) a rispecchiare le mie percezioni errate e
lo benedico per avermi offerto una opportunit di praticare il Perdono
Assoluto e l'AutoAccettazIone.

18. Finalmente capisco che quanto stavo sperimentando (la mia storia di
vittima) era II risultato del mio modo ar
inquadrare (interpretare) Il problema. Ora so che posso cambiare tale
"realt" semplicemente riformulandola in
termini spirituali e accettando di coglierne la perfezione. Per esemplo ,,,
(Ecco un tentativo di riformulazione volta
al Perdono Assoluto che pu semplicemente
dichiarazione generica <XN rui affermo che so che

consistere

in

una

Avendo completato questo foglio di lavoro, io .


Caro/a (X) ti perdono completamente perch ho finalmente compreso che
non hai fatto nulla di
sbagliato, e che tutto rientra nell'ordine Divino. Ti riconosco, ti accetto e ti
amo incondizionatamente, cos come sei. (Nota: ci non significa che ti
esonero dalle responsabilit per il tuo comportamento, o che non posso
definire una linea di demarcazione tra me e te: facciamo pur sempre i conti
con il Mondo delfUmanit).
22. Una nota per me stessofa

Riconosco la mia natura di essere spirituale che sta sperimentando


un'esistenza umana, e mi amo e mi offro tutto il sostegno possibile in ogni
aspetto della mia umanit
Tratto dal volume Perdono Assoluto, di Colin Tipping. Ringraziamenti: Dr.
Michael Ryce, Arnold M. Patent Copyright C. Tipping am. Da non utilizzare in
altre pubblicazioni. Questo foglio di lavoro pu soltanto essere fotocopiato e
condiviso con altri. Per ulteriori informazioni o modelli originali del foglio di
lavoro, si veda www. radicalforqiveness.com
Il foglio di lavoro delle due pagine precedenti pu essere ingrandito e
fotocopiato.
Per completare il foglio di lavoro necessario aver maturato una
comprensione ragionevole dei principi sottostanti al Perdono Assoluto. Le
note che seguono consentiranno di ripercorrerli a mo' di esempio. Le parti
concernenti il foglio di lavoro stesso sono messe in rilievo e completate, a
titolo di esempio, come se Jill avesse fatto il suo foglio di lavoro nel
momento in cui stava rielaborando il suo problema con Jeff cos come
descritto ne La storia di Jill {Parte prima).
Quando cominciamo a praticare il Perdono Assoluto, normalmente ci
precipitiamo sui fogli di lavoro e vogliamo fame fin troppi, relativamente a

un gran numero di persone, cos da sbrogliare immediatamente i principali


nodi del nostro passato.
Tuttavia, una delle migliori caratteristiche del Perdono Assoluto consiste nel
fatto che non dobbiamo metterci a scavare nel passato per guarirlo.
Chiunque sia all'origine del nostro dolore in questo preciso istante
rappresenta TUTTE le altre persone che ci hanno procurato problemi in
passato per un motivo analogo. Sar quindi opportuno lavorare innanzitutto
con quella persona, anche se pensiamo che non rappresenti una questione
fondamentale: se ci sta creando problemi, deve essere necessariamente
qualcosa d'importante. Potrebbe facilmente condurci al nocciolo della
faccenda.
Inoltre, sar forse opportuno cominciare con problematiche di minore
rilievo: qualcosa di semplice, che non comporti un grande carico emotivo.
Sono i piccoli problemi che, se trascurati, si trasformano in grosse grane,
ragion per cui sar opportuno mettersi al lavoro persino sulle situazioni
apparentemente pi banali.
Inoltre, molto pi semplice imparare a produrre il necessario
cambiamento di percezione in situazioni relativamente semplici e meno
traumatiche. Delle questioni pi grosse potremo occuparcene dopo!

Sar opportuno datare e numerare i fogli di lavoro e poi archiviarli, cos da


poterli riesaminare di tanto in tanto e valutare la misura in cui siamo riusciti
a produrre un concreto cambiamento di coscienza. Alternativamente, si
potr anche includere nel processo una sorta di rituale, nel corso del quale,
dopo aver completato un foglio di lavoro, lo bruceremo (si veda il capitolo
25).
Ringraziamenti particolari
Il foglio di lavoro, nella sua forma attuale, trae spunto da quello creato
alcuni anni fa dal dottor Michael Ryce, un pioniere di questo settore che ha
dedicato la sua vita a diffondere il messaggio del perdono in tutto il
pianeta. Sono inoltre debitore verso Arnold M. Patent, che con il suo lavoro
stato il primo a introdurmi a questi principi spirituali, ispirando cos molti
dei punti del foglio di lavoro. Sono profondamente grato per il contributo
che queste due persone hanno apportato alla mia comprensione e a questo
libro.
FARE SPAZIO AL MIRACOLO
FOGLIO DI LAVORO PER IL PERDONO ASSOLUTO
Data: 7 luglio qqi Foglio di lavoro # 3 Oggetto: (X) Ci che mi causa
turbamento: Jeff

Cominciamo con l'identificazione della persona, della problematica o


dell'oggetto che all'origine della nostra sofferenza, qui contrassegnato
con una "X". In alcune circostanze potrebbe trattarsi di noi stessi, ma in tal
caso, soprattutto per i principianti, potrebbero nascondersi grosse insidie.
Ci dovuto al fatto che alla radice di ogni sensazione di separazione c' il
senso di colpa, ragion per cui siamo fin troppo inclini a cospargerci il capo
di cenere non appena se ne presenta l'occasione. Nei miei seminari
consiglio sempre di non dedicare
il foglio di lavoro a se stessi. In definitiva, qualsiasi forma di perdono
rivolta anche a se stessi, ma il modo migliore per arrivarci , a mio parere,
perdonare ed estendere l'amore verso gli altri. Secondo le leggi universali
tale energia ci verr sempre restituita, cosicch scopriremo di essere stati
perdonati.
Dovremmo sempre scrivere dell'oggetto o della persona che all'origine
della nostra sofferenza in terza persona. In altre parole, non facciamo altro
che raccontare la nostra storia come se ci trovassimo di fronte a un
confidente che ci ascolta. E serviamoci dei nomi propri.
1. ta situazione che mi causa disagio, per come la percepisco ora, :
Jeff mi sta abbandonando e sta rivolgendo tutta la sua attenzione e il suo
amore a sua figlia Lorraine ha preso a ignorarmi completamente. Mi fa

sentire in colpa e mi accusa di essere mentalmente squilibrata. Mi fa


sentire inutile e stupida. Il nostro matrimonio finito, ed tutta colpa sua.
Mi sta costringendo a lasciarlo.
1. In questa parte del foglio di lavoro ci viene chiesto di raccontare quale
sia l'origine del nostro disagio. Dovremmo definire la situazione nei dettagli,
senza tralasciare nulla. In particolare, dovremmo descrivere le esatte
sensazioni che proviamo nel preciso istante in cui scriviamo. Non cerchiamo
di lavorarci di fino, o di sovrapporre un'interpretazione spirituale o
psicologica. Dobbiamo onorare la dimensione in cui ci troviamo ora, anche
se sappiamo bene che si tratta del Mondo delFUmanit, della dimensione
dell'io e dell'illusione. Sapere che stiamo sperimentando un'illusione, e che
abbiamo bisogno di sperimentarla, costituisce il primo passo per
sbarazzarcene.
Potremmo anche aver gi innalzato considerevolmente la nostra vibrazione
e dedicato una certa porzione della nostra vita al Mondo della Verit Divina;
nonostante ci, perdere l'equilibrio estrema
mente semplice e, come tutta conseguenza, ci ritroviamo sprofondati nella
dimensione dell'io, avvinghiati alla condizione di vittima, con tutto quel che
ne segue. un'esperienza di cui gli esseri umani hanno bisogno: non
possiamo essere sempre colmi di gioia e pace, e cogliere la perfezione in
tutte le situazioni, nessuna esclusa.

2 a) FACCIA A FACCIA CON X: sono arrabbiato con te perch:


Hai distrutto il nostro matrimonio. Mi hai ferita e respinta. Il tuo
comportamento orribile e sono determinata a lasciarti perch sei un
bastardo!
2 a. Dovremmo sentirci impegnati in un duro faccia a faccia con la persona
o l'oggetto X, e descrivere con precisione di che cosa lo accusiamo. In
questa parte non c' molto spazio, quindi serviamoci delle parole che
meglio descrivono la nostra rabbia in ogni suo aspetto. Se l'oggetto o il
problema in questione non ha un nome, diamogliene uno, o almeno
descriviamolo come se si trattasse di una persona. Se quella persona
morta, parliamole proprio come se si trovasse di fronte a noi. E se vogliamo
entrare pi nei dettagli, scriviamole una lettera (si veda il capitolo 24). In
tal modo riusciremo a rivolgerci direttamente alla persona implicata. Ma
teniamo comunque a mente un principio fondamentale: nella lettera, cos
come del foglio di lavoro, non discutiamo di altre faccende. Per raggiungere
l'obiettivo voluto
ovvero il Perdono Assoluto
dobbiamo essere
estremamente precisi e chiari e rivolgere la nostra attenzione unicamente a
ci che ci fa star male in questo precso istante.
2 b) A causa di ci che hai fatto (stai facendo) MI SENTO: (identificate qui le
vostre vere emozioni)

Profondamente ferita, abbandonata, tradita. Mi sento molto sola e triste.


Provo anche una grande rabbia.
2 b. estremamente importante che ci lasciamo andare a una piena
esperienza delle nostre emozioni e sensazioni. Non cerchiamo di sottoporle
a censura o di paralizzarle in qualche modo. Non dobbiamo dimenticare che
siamo discesi in questo regno fisico per sperimentare le emozioni, tratto
essenziale degli esseri umani. Tutte le emozioni sono perfette, a condizione
che non le reprimiamo. Se le cacciamo a forza in qualche remoto angolo
della nostra coscienza, creano, nei nostri diversi corpi, blocchi energetici
potenzialmente pericolosi.
Dovremmo quindi essere certi che le emozioni identificate siano proprio
quelle che stiamo sperimentando, e non semplicemente pensieri relativi a
ci che stiamo sentendo. Ci sentiamo infuriati, felici, tristi o spaventati? Se
non riusciamo a descriverlo nei dettagli, va benissimo lo stesso. Alcune
persone trovano impossibile differenziare un'emozione dall'altra. Se
proprio il nostro caso, non dobbiamo fare altro che prendere atto della
natura emotiva di ci che sperimentiamo circa un certo problema.
Se, peraltro, intendiamo giungere a una percezione pi precisa o intensa
delle emozioni che stiamo sperimentando, non dobbiamo fare altro che
prendere una racchetta da tennis, o una mazza da baseball, e darle libero
sfogo su dei cuscini o guanciali. Dovremmo servirci di qualcosa che, nel

momento dell'urto con il cuscino, generi un rumore. Se sperimentare la


rabbia ci spaventa, possiamo chiedere a qualcuno di esserci vicino mentre
facciamo l'esercizio. Quella persona dovrebbe incoraggiarci e sostenerci,
aiutandoci a sperimentare la nostra rabbia (o qualsiasi altra emozione) e
facendoci sentire assolutamente al sicuro. Anche affondare la testa in un
cuscino e urlare a pi non posso contribuisce a rilasciare le emozioni. Come
gi sottolineato molte volte, pi acconsentiamo a sperimentare pienamente
le ferite, la tristezza o la paura che alla base della nostra rabbia, meglio .
3. Riconosco amorevolmente e accetto le mie emozioni e non le giudico pi.
(Fare una croce sulla casella appropriata).
Disposto IncertoScettico

Non disposto

3. Questa fase particolarmente importante ci permette di accedere a una


certa libert rispetto alla credenza che emozioni come la rabbia, il desiderio
di vendetta, la gelosia, l'invidia e persino la tristezza siano assolutamente
negative e in quanto tali debbano essere rifiutate. Indipendentemente dalla
loro natura, dobbiamo assolutamente sperimentare tali emozioni per quello
che sono, cos come le percepiamo, giacch sono un'espressione del nostro

vero s. E la nostra anima a chiederci di sperimentarle pienamente.


Dobbiamo riconoscere la loro perfezione e smettere di giudicarci per il
semplice fatto che sono in noi.
Per integrare e accettare le nostre emozioni possiamo provare il seguente
processo in tre parti:
1. Percepiamo pienamente ci che stiamo sperimentando e identifichiamo
tale emozione come rabbia furiosa, gioia, tristezza o paura.
2. Abbracciamo ci che sentiamo nel nostro cuore cos com'. Amiamolo.
Accettiamolo. Amiamo qualsiasi nostra sensazione in quanto parte di noi
stessi. Acconsentiamo alla sua perfezione. Non possiamo accedere alla
vibrazione della gioia se prima non abbiamo accettato le nostre emozioni e
ci siamo riappacificati con esse. Pronunciamo questa affermazione: Chiedo
aiuto affinch io possa provare amore per qualsiasi emozione stia
sperimentando, cos com', e possa abbracciarla nel mio cuore e accettarla
amorevolmente come parte di me.
3. E ora rivolgiamo amore a noi stessi proprio in virt di tali emozioni, e
riconosciamo che le abbiamo scelte cos
da poterle sperimentare quale strumento per rivolgere le nostre energie
alla guarigione.

4. Sono il solo responsabile delle mie emozioni. Nessun altro pu farmi


provare alcunch. Le mie emozioni sono un riflesso di come io percepisco il
problema.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

4. Con questa affermazione ci ricordiamo che nessuno pu costringerci a


sperimentare alcunch: le nostre emozioni sono soltanto nostre. Non
appena le sperimentiamo, le riconosciamo, le accettiamo e le amiamo
incondizionatamente qual parti di noi, acquisiamo la piena padronanza di
lasciarle andare o di aggrapparci a esse. Tale comprensione ci conferisce
particolare potere giacch ci consente di capire che i problemi non sono l
fuori, ma qui dentro, in noi. Grazie a tale intuizione compiamo il nostro
primo passo avanti, allontanandoci dalla vibrazione dell'archetipo della
vittima. Quando pensiamo che siano gli altri, o persino le situazioni in cui ci
troviamo, a renderci folli di rabbia, felici, tristi o spaventati, ci consegniamo
nelle loro mani, rinunciando a tutto il nostro potere.

5. Sebbene non sappia come o perch, ora sono cosciente che la mia
anima mi ha messo in questa situazione di modo che io possa imparare e
crescere.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

5. probabilmente questa la pi importante di tutte le affermazioni del


foglio di lavoro. Rinforza la concezione che pensieri, emozioni e credenze
sono all'origine delle nostre esperienze e, che come se ci non bastasse,
comandiamo la nostra realt in modo che sostenga la nostra crescita
spirituale. Quando ci apriamo a tale verit, i problemi scompaiono quasi
sempre. E ci dovuto al fatto che in realt non ci sono problemi, ma solo
percezioni errate.
Con questa affermazione ci predisponiamo ad accettare anche che il
problema che stiamo affrontando attualmente, e su cui stiamo lavorando
con il foglio di lavoro, possa avere un suo scopo; rinunciamo, peraltro, al
bisogno di venire a capo di tutti i come e perch.

E a tale proposito che le persone con maggiore inclinazione intellettuale si


ritrovano ad affrontare le pi grandi difficolt. Prima di credere in qualcosa,
vogliono delle "prove". Di conseguenza, affinch possano accettare che il
problema costituisca una opportunit di guarigione, devono prima sapere
esattamente "perch".
Cos facendo, per, ci si caccia in un vicolo cieco, poich chiedere i come e i
perch delle situazioni che stiamo vivendo un po' come chiedere di
conoscere la mente di Dio. Nella fase di crescita spirituale in cui ci
troviamo, non possiamo pretendere di arrivare a qualcosa del genere.
Dobbiamo quindi rinunciare al nostro bisogno di sapere perch (che
comunque una tipica domanda da vittima), e arrenderci all'idea che Dio non
fa errori e che quindi tutto quanto rientra perfettamente nell'ordine divino.
L'importanza di questa fase sta nel suo potenziale di aiutarci a penetrare in
una dimensione diversa da quella della vittima, cos da intuire che la
persona, l'oggetto o la problematica con cui ci troviamo in difficolt riflette
precisamente quella parte di noi che abbiamo rifiutato e che implora di
essere accettata. Significa riconoscere che l'essenza divina interiore, la
parte di noi che dispone della conoscenza profonda, la nostra anima, o
comunque si voglia chiamarla, ha predisposto le cose di modo che
potessimo imparare, crescere e guarire le nostre percezione errate o le
nostre false credenze.

In questa fase realizziamo anche un autopotenziamento, giacch non


appena intuito che siamo i creatori dei nostri stes
si problemi, acquisiamo il potere di cambiare le cose. Possiamo scegliere di
continuare a percepirci come una vittima delle circostanze oppure
possiamo vedere tali circostanze come una preziosa opportunit di
imparare, crescere e trasformare la nostra esistenza a nostro piacimento.
Dobbiamo assolutamente evitare di giudicarci per aver creato una certa
situazione problematica. E opportuno invece che rammentiamo che stata
la nostra parte Divina a crearla: giudicare la parte Divina del nostro essere
equivale a giudicare Dio. Non dobbiamo fare altro che riconoscere la nostra
natura meravigliosa, divina e creativa, nonch il nostro potenziale di
predisporre le lezioni di cui abbiamo bisogno sul nostro sentiero spirituale,
lezioni grazie alle quali potremo finalmente tornare a casa. Non appena
riusciamo ad avanzare in tal senso, possiamo finalmente arrenderci alla
nostra stessa essenza Divina e avere fiducia in essa, cosicch possa portare
a termine il suo scopo.
6. Sto raccogliendo alcuni indizi circa la mia vita, come il presentarsi di
schemi ripetitivi e altre coincidenze che ho gi avuto molte altre
opportunit del genere in passato ma "coincidenze" che indicano non le ho
riconosciute come tali. Per esempio:

6. In questa fase riconosciamo che, in quanto esseri umani, siamo


naturalmente curiosi e abbiamo un bisogno insaziabile di sapere perch le
cose vanno proprio in un certo modo. Quindi, dopo aver detto che
dobbiamo rinunciare al bisogno di conoscere, ci concediamo comunque una
opportunit di divertirci un po' con alcuni dei pi ovvi indizi disseminati
nella nostra vita, che ci dimostreranno che i problemi che abbiamo
sperimentato erano assolutamente perfetti, anche se difficile spiegare
esattamente perch. Dal momento che non attribuiamo particolare
importanza a queste "prove", e che comunque sia abbracciamo la nostra
vita cos com', tale indagine non ci
arrecher alcun danno anzi, ne potr derivare qualche profonda intuizione.
Non dobbiamo comunque dimenticare che forse non troveremo nulla di cos
evidente da poter essere definito "prova". Se non ci imbattiamo in nulla del
genere, nessun problema: limitiamoci a lasciare vuoto questo riquadro e
passiamo al punto successivo del foglio di lavoro. Ci NON significa che
questa affermazione non sia comunque valida.
Ecco in quale genere di indizi potremmo imbatterci.
1. Schemi ripetitivi: si tratta di uno degli indizi pi ovvi. Per esempio, uno
degli esempi pi lampanti continuare a sposare lo stesso genere di
persona. Un altro scegliersi partner che sono l'esatta copia di nostro
padre o di nostra madre. Anche il ripetersi all'infinito di determinati eventi

costituisce un segnale nitido. Il fatto che gli altri continuino a farci lo stesso
genere di cose, come per esempio abbandonarci o non darci retta,
costituisce un altro indizio che in quello specifico settore della nostra
esistenza c' qualcosa da guarire.
2. Schemi numerici: non solo finiamo per ritrovarci immancabilmente nelle
medesime situazioni, ma lo facciamo anche con particolari sequenze
numeriche o matematiche. Per esempio, ci ritroviamo a perdere il lavoro
ogni due anni, a rompere una relazione importante ogni nove, ad
ammalarci alla stessa et in cui si ammalarono i nostri genitori, a capitare
sullo stesso numero in qualsiasi cosa facciamo, e via dicendo. Costruire un
diagramma simile a quello della sequenza temporale di Jill (si veda pagia
41) ci aiuter a riconoscere questi schemi: sar sufficiente annotare con
cura le date ed esaminare gli intervalli di tempo che intercorrono tra eventi
analoghi. Ne potrebbe derivare un ulteriore strumento per comprendere 0
significato temporale di ci che ci sta accadendo.
3. Gli indizi dettati dal corpo: anche il nostro corpo ci offre continuamente
indizi di ogni tipo. Se ci ritroviamo ad avere
problemi su un certo lato del corpo, o in zone correlate a certi chakra e alle
problematiche relative alle loro energie, dobbiamo senz'altro prenderne
nota. I libri di Caroline Myss, Louise Hay e altri ancora potranno aiutarci a
trovare il significato nascosto di ci che accade al nostro corpo e quale sia il

suo messaggio di guarigione. Per esempio, nel mio lavoro con i pazienti di
cancro, la malattia si sempre rivelata essere un amorevole invito a
cambiare o ad accettare di percepire e guarire il dolore emotivo represso.
4. Coincidenze e altre stranezze: anche questo un campo estremamente
ricco di indizi. Ogni volta che ci imbattiamo in qualcosa che ci colpisce per
la sua bizzarria o inconsuetudine, che si rivela essere del tutto diverso da
ci che ci attendevamo o in qualche modo assai improbabile, dovremmo
aprire bene gli occhi, perch facilmente significa qualcosa. Per esempio,
nella storia di Jill c'erano molte di queste stranezze: le ragazze che avevano
ottenuto l'amore che Jill si sentiva negato si chiamavano tutte e due
Lorraine, nome assai poco comune in Inghilterra; erano entrambe bionde,
con gli occhi blu e primogenite di tre figli. Anche il comportamento di Jefif
era assolutamente firori dal comune: lungi dall'essere un uomo crudele e
insensibile, Jefif era sempre stato molto sensibile, incredibilmente gentile e
premuroso. Non riuscivo neppure a immaginare che un uomo del genere
potesse manifestare qualche crudelt. Quel suo comportamento verso Jill
era sicuramente la componente pi bizzarra di tutta la storia.
Forse, in passato, abbiamo pensato che fossero circostanze comunque
casuali, semplici coincidenze. Ora ci disponiamo invece a riconoscerle quali
segnali dello Spirito, che manifesta tali forme di sincronia per il nostro pi
grande bene. Si tratta di sincronicit completamente integrate nella nostra

storia e, una volta che ne riconosciamo la natura, acquisiamo la libert di


cogliere la verit di quest'affermazione: La mia
anima ha creato questo problema affinch io potessi imparare e crescere.
7. Sono pronto a riconoscere e accettare la mia missione, o "contratto
dell'anima", che include sperimentare problematiche del genere quale che
sia il motivo.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

7. Con quest'affermazione intendiamo semplicemente ricordarci di uno dei


presupposti fondamentali del Perdono Assoluto: abbiamo voluto
quest'esperienza per compiere una particolare missione, oppure abbiamo
stretto un particolare accordo con lo Spirito, accettando di fare certe cose,
di essere in un certo modo o di trasformare certe energie. Quale che sia (o
che sia stata) la nostra missione, dobbiamo semplicemente riconoscere che
tutte le relative esperienze fanno parte integrante del ruolo che siamo
chiamati a svolgere. La storia della principessa Diana ne un grandissimo
esempio. Sar opportuno notare che in virt delFultima parte di questa

affermazione non necessario che conosciamo quale sia la missione che ci


siamo preposti.
8. Il mio disagio un chiaro segno che non sto donando l'amore necessario
n a me stesso/a n a (X), giudicando, coltivando aspettative, volendo che
(X) cambi e percependo (X) tutt'altro che perfetto. (Elenco di seguito i
giudizi, le aspettative e i comportamenti che indicano come vorrei che [xl
cambiasse).
Mi rendo conto che mi sono comportata in modo da mettere Jeff dalla parte
del torto, e da attribuirgli ogni responsabilit per il mio disagio mentre in
realt ne sono stata responsabile fin dall'Inizio. Ho continuato a giudicarlo e
a considerarlo responsabile della mia felicit, chiedendogli di essere diverso
da quel che era. Semplicemente non stavo riconoscendo la verit: Jeff mi
ha sempre amata.
8. Quando ci sentiamo in qualche modo disconnessi da qualcuno, non
possiamo amarlo. Quando giudichiamo una persona (o noi stessi) dandole
la colpa della nostra sofferenza, le neghiamo l'amore. E continuiamo a
negarglielo anche quando la consideriamo nel giusto, perch il nostro
amore condizionato dal fatto che quel suo essere integra e corretta sia il
prerequisito irrinunciabile del nostro amore.

Qualsiasi tentativo di cambiare gli altri interrompe il flusso dell'amore


perch, nel momento stesso in cui vogliamo che cambino, li stiamo
giudicando, stiamo dicendo loro che cos non va bene e che devono
trasformarsi in qualcos'altro. Inoltre, se dovessimo spingerli a cambiare,
potremmo persino danneggiarli perch, per quanto possiamo essere
animati dalle migliori intenzioni, ci potrebbe interferire con la loro lezione,
missione e progresso spirituale.
una faccenda un po' pi complessa di quel che siamo soliti pensare. Per
esempio, se inviamo energia di guarigione a qualcuno senza che ci sia stato
chiesto, per il semplice fatto che malato, in pratica stiamo emettendo un
giudizio: cos non va bene, costui o costei non dovrebbe essere malato. Ma
chi siamo per poter decidere una cosa del genere? Ammalarsi potrebbe
essere proprio l'esperienza di cui il soggetto in questione ha bisogno per la
sua crescita spirituale. Naturalmente, se chiede di guarire, la faccenda si
trasforma completamente e faremo del nostro meglio per aiutarlo in tal
senso. Nondimeno, meglio continuare a pensare che la sua condizione
rifletta la perfezione.
Ecco perch in questo riquadro dovremmo prender nota di tutti i modi in cui
abbiamo esercitato pressioni perch volevamo che la persona che stiamo
perdonando si trasformasse. Quali sono le forme di giudizio pi sottili che

manifestano la nostra incapacit di accettare l'altro cos com'? Quale


comportamento abbiamo esibito cos da mostrare tutte le nostre
critiche? Alla fine, con nostra grande sorpresa, scopriremo che tutti i nostri
desideri benintenzionati, la nostra motivazione a cambiare l'altro "per il suo
stesso bene" altro non era che una forma di giudizio.
A dire il vero, proprio il nostro giudizio a creare la sua resistenza al
cambiamento. Non appena smettiamo di giudicare l'altro, con ogni
probabilit constateremo un suo cambiamento. Ironico, non vero?
9. Mi rendo infine conto che mi arrabbio solo quando qualcuno risuona con
quelle parti del mio essere che ho ripudiato, negato, represso e proiettato
sugli altri.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

10. (X) sta riflettendo ci che devo amare e accettare in me


stesso/a.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

9 e 10. Con queste affermazioni riconosciamo che quando ce l'abbiamo con


qualcuno, quella persona sta immancabilmente mostrandoci, come in uno
specchio, le parti di noi che pi disprezziamo e che abbiamo voluto
proiettarle addosso.
Apriamoci quel tanto che basta, accettiamo che quella persona ci sta
soltanto offrendo una opportunit di accogliere e amare una parte di noi
che finora abbiamo sempre rifiutato, e che quindi, in tal senso, costui o
costei rappresenta un angelo di guarigione e la sua missione sar
compiuta.
Come gi detto precedentemente, non necessario che quella persona ci
piaccia: dobbiamo semplicemente riconoscerle che ci fa da specchio,
ringraziare la sua anima attraverso il nostro foglio di lavoro e andare oltre.
Non nemmeno necessario che cerchiamo di capire quali siano le parti del
nostro essere che troviamo rispecchiate nell'altro. Di solito fin troppo
complicato per le nostre possibilit. E sufficiente cos, senza approfondire
l'analisi, che potrebbe trasformarsi in un gorgo in cui ci perdiamo
nuovamente. Funzioner perfettamente senza alcuna elaborazione.
11. (X) sta riflettendo la mia percezione errata di me

stesso/a. Perdonando (X) guarisco me stesso/a e riformulo la mia realt.


Disposto IncertoScettico

Non disposto

11. Con quest'affermazione ci ricordiamo che proprio attraverso le nostre


storie, sempre piene di percezioni errate, che creiamo la nostra realt e la
nostra vita. Ci finir sempre per attrarre nella nostra esistenza persone
che rispecchiano le nostre percezioni errate e ci offrono opportunit di
guarire, correggere l'errore e proseguire in direzione della verit.
12. Ora capisco che non c' nulla che (X), o chiunque altro, abbia fatto che
possa essere giudicato giusto o sbagliato. Rinuncio a ogni giudizio.
Disposto Incerto Scettico

Non disposto

12. A questo punto ci distacchiamo completamente da ci che ci stato


insegnato fin da piccoli, cos che potessimo distinguere tra giusto e
sbagliato, buono e cattivo. Dopotutto, il mondo intero viene diviso in due

sulla base di queste categorie. Certo, siamo ben consapevoli che il Mondo
delFUmanit semplicemente una illusione, ma comunque sia, nelle nostre
esperienze umane, nel nostro quotidiano, siamo obbligati a tener conto di
tutto ci.
Dove ci porta quest'affermazione? Qui stiamo semplicemente riconoscendo
che quando analizziamo le cose dal
punto di vista pi vasto della spiritualit, ossia secondo la prospettiva del
Mondo della Verit Divina, non c' niente di giusto o sbagliato, buono o
cattivo. Grazie a tale prospettiva possiamo trascendere le informazioni che
ci giungono dai sensi e dalla mente, e cogliere in ogni cosa un significato e
uno scopo divini. Non appena riusciamo a percepire questa nuova
dimensione, sappiamo che non c' niente di giusto o sbagliato e che la
realt semplicemente cos com'.
13. Rilascio il mio bisogno di incolpare gli altri e di mettermi dalla parte del
giusto, e VOCt IO cogliere la perfezione di questa situazione cos com'.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

13. In questo passo del foglio di lavoro affrontiamo la perfezione della


situazione problematica e mettiamo alla prova la nostra disponibilit ad
accettarla per ci che . Sebbene non potr mai essere facile vedere la
perfezione o la bont di eventi come una violenza su un bambino, possiamo
comunque dichiararci disposti a riconoscere la perfezione della situazione
che stiamo vivendo, disposti a rinunciare a ogni giudizio e disposti ad
abbandonare il nostro bisogno di essere nel giusto. E sempre difficile
riconoscere che quelli che normalmente definiamo come vittima e
oppressore hanno entrambi contribuito, in qualche modo, a creare quel
dramma per imparare una lezione a livello delfanima, e che la loro missione
era trasformare la situazione in modo da portare beneficio a tutte le
persone colpite da violenze del genere, ma possiamo comunque
manifestare la nostra buona volont a coltivare una percezione di questo
tipo.
Ovviamente, se siamo coinvolti personalmente nella situazione, ci sar
difficile coglierne la perfezione, ma riconoscere la perfezione non sempre
significa comprenderla. Non possia
mo sapere le ragioni per cui le cose vanno in un certo modo; dobbiamo
semplicemente aver fede nel fatto che sono state create perfette e per il
massimo bene di tutti.

Analizziamo il nostro estremo bisogno di essere nel giusto. Abbiamo sempre


enormemente investito in tale direzione, e fin da piccoli abbiamo imparato
a lottare per dimostrare che la ragione dalla nostra parte, il che, di solito,
implica mettere l'altro dalla parte del torto. Arriviamo persino a misurare il
nostro valore personale in base al numero di volte in cui ci ritroviamo dalla
parte della ragione; ne consegue che non c' affatto da meravigliarsi se
troviamo cos difficile accettare che una certa condizione sia
semplicemente cos com', ovvero che sia intrinsecamente n giusta n
sbagliata. Se, giunti questo punto, non riusciamo comunque a rinunciare al
giudizio su ci che ci sembra assolutamente orrendo, limitiamoci a
riconnetterci con quelle emozioni (si veda il punto 3), a percepirle
pienamente e a riconoscere che non siamo ancora pronti per andare oltre.
Manteniamo comunque la nostra disponibilit a rinunciare al giudizio.
proprio questa apertura mentale, questo predisporsi al cambiamento, a
rappresentare la chiave e a produrre l'impronta energetica del Perdono
Assoluto. Con la trasmutazione dell'energia tutto il resto accade
automaticamente.
14. Sebbene io possa non sapere cosa, perch o come, ora comprendo che
tu e io abbiamo ricevuto esattamente ci che avevamo scelto
inconsciamente, e che stiamo realizzando una danza di guarigione
reciproca.

Disposto IncertoScettico

Non disposto

14. Anche
quest'affermazione
ribadisce
che
possiamo
acquisire
un'istantanea
consapevolezza
delle
nostre
credenze
inconsce
semplicemente osservando ci che si manifesta al livello della nostra
esistenza. Ci che otteniamo in un certo particolare momento
esattamente ci che volevamo. A livello dell'anima
abbiamo scelto problematiche ed esperienze, e le nostre scelte non sono
sbagliate. Ci vale per tutte le parti implicate nella faccenda. Sar
opportuno ricordarlo ancora una volta: non ci sono vittime e malfattori, ma
soltanto anime che interpretano il loro ruolo. Ogni persona ricava da un
certo problema proprio ci che intendeva ottenere: tutti i partecipanti
eseguono semplicemente una danza di guarigione.
15. Benedico (X) per essersi reso disponibile a prendere parte alla mia
guarigione, e rendo omaggio a me stesso/o per aver voluto partecipare alla
sua guarigione.
Disposto IncertoScettico

Non disposto

15. assolutamente opportuno che benediciamo la persona o la situazione


(X) per aver contribuito alla creazione della problematica in cui ci troviamo
e su cui costruiamo la nostra vita. La persona o la situazione (X) merita la
nostra gratitudine e le nostre benedizioni, giacch partecipando alla
creazione del problema, e alle intuizioni che ne derivano, ci offre
un'occasione di riconoscere le nostre credenze, capacit grazie alla quale
riusciamo
infine
a
lasciarle
andare.
Cos
facendo
possiamo
immediatamente compiere un'altra scelta, riformulare le nostre credenze e
ci che vogliamo creare nella nostra vita. La persona (X) a sua volta
legittimata a provare la stessa gratitudine per gli stessi motivi.
16. Rilascio qualsiasi sensazione possa ancora albergare nella
coscienza (elencare di seguito, con riferimento al riquadro 2 b) :

mia

Dolore, abbandono, tradimento, solitudine, tristezza e rabbia.


16. Con questa affermazione rilasciamo le emozioni che avevamo annotato
nel riquadro 2 b. Fintanto che emozioni e pensieri
del genere restano bloccati nella nostra coscienza, bloccano qualsiasi
comprensione delle percezioni errate che ci stanno causando disagio. Se ci
sentiamo ancora fortemente implicati nella problematica e nella morsa

delle relative emozioni, significa che stiamo ancora investendo energia


nelle nostre credenze, interpretazioni e giudizi che ci portano compieta
mente fuori pista. Non cerchiamo di giudicare queste nostre emozioni, n di
dirottare l'energia altrove: prendiamone semplicemente atto.
Le emozioni che scaturiscono dalla problematica che stiamo vivendo
continueranno a emergere, di tanto in tanto... Va benissimo cos! Dobbiamo
semplicemente mantenere un atteggiamento di apertura e disponibilit,
accogliere le emozioni pienamente e quindi rilasciarle, almeno per un po',
di modo che la luce della consapevolezza possa illuminare il nostro essere e
consentirci di identificare le percezioni errate. A quel punto potremo
nuovamente scegliere di vedere le cose in modo diverso.
Rilasciare le emozioni e i pensieri correlati costituisce una fase
fondamentale del processo del perdono. Finch tali pensieri restano
operativi, continuano ad alimentare i vecchi sistemi di credenze, quelli che
creano la realt che stiamo provando a trasformare. Con la nostra
affermazione lasciamo andare tutto quanto, pensieri ed emozioni, e
accediamo concretamente al processo di guarigione.
17. Apprezzo la disponibilit di (X) Jeffa rispecchiare le mie percezioni errate
e lo benedico per avermi offerto un'opportunit di praticare il Perdono
Assoluto e l'Auto

Accettazione.
17. Si tratta dell'ennesima opportunit di provare gratitudine per (X), di
ringraziarlo/a per essere entrato/a nella nostra vita e aver voluto danzare la
guarigione con noi.
18. Finalmente capisco che quanto stavo sperimentando (la mia storia di
vittima) era il risultato del mio modo di inquadrare (interpretare) il
problema. Ora so che posso cambiare tale "realt" semplicemente
riformulandola in termini spirituali e accettando di coglierne la perfezione.
Per esempio... (Ecco un tentativo di riformulazione volta al Perdono
Assoluto che pu semplicemente consistere in una dichiarazione generica,
con cui affermo che so che tutto quanto perfetto cos com', o che
specificamente a questo problema riesco a capire che si tratta di un dono.
Attenzione: non sempre possibile).
Adesso comprendo che Jeff stava semplicemente riflettendo la mia falsa
credenza di non essere meritevole di amore e mi stava offrendo ii dono
della guarigione. Jeff mi ama mollissimo, ha saputo affrontare un grande
disagio, ha accettato di svolgere quel ruolo. Ho finalmente capito che si
trattava semplicemente di quello che volevo per la mia guarigione, e che
Jeff stava ottenendo ci che voleva per la sua. In tal senso le difficolt che
abbiamo affrontato erano perfette, ed chiaro che lo Spirito sfa operando
nella mia vita e che ricevo oontnuamente amore.

v
18. Se non siamo ancora in grado di giungere a una nuova interpretazione
della situazione problematica su cui stiamo lavorando, non c' problema: la
riformulazione tramite il Perdono Assoluto potr essere semplicemente
espressa in termini generici, per esempio come segue: Quanto accaduto
era soltanto una manifestazione del dispiegarsi del piano Divino. E stata
richiesta e voluta dal mio S Superiore per la mia crescita spirituale e
perch le persone implicate potessero unirsi a me in una danza di
guarigione. Quindi, in sostanza, in tutto quello che ho vissuto non c' nulla
di sbagliato. Scrivere qualcosa del genere andr comunque benissimo,
anche in assenza di una intuizione diretta. D'altro canto, se siamo giunti a
una profonda intuizione sulla perfezione delle nostre esperienze, proprio
qui che dobbiamo prenderne nota.
Ci che risulta invece INUTILE prendere nota della nostra interpretazione
sulla base dei presupposti radicati nel Mondo dell'Umanit, come per
esempio fornire giustificazioni e/o scuse. Potremmo facilmente ritrovarci
con una nuova fesseria al posto della precedente, senza aver fatto nessun
concreto passo avanti, o magari cadere nell'inganno del finto perdono.
Un'autentica, nuova interpretazione della situazione sar invece
caratterizzata dalla percezione della sua perfezione dal punto di vista
spirituale, con cui ci apriamo ai doni che ne scaturiscono. La nostra

riformulazione dovrebbe offrirci una prospettiva attraverso cui cogliere il


modo in cui Dio, o l'Intelligenza Divina, sta operando per noi mostrandoci
tutto il suo amore.
Nota: potr rendersi necessario completare un bel po' di fogli di lavoro
prima di riuscire a cogliere la perfezione della nostra realt. Ci che conta
mantenere un atteggiamento onesto e aperto, e lavorare sempre sulla base
delle emozioni e delle sensazioni. In questo contesto non ci sono risposte
giuste, obiettivi, voti o risultati finali: tutto sta nel processo, nel dedicarsi a
questo lavoro interiore. Qualsiasi cosa ne scaturisca, consideriamola
perfetta, e resistiamo all'impulso di correggere e valutare ci che stiamo
scrivendo. Impossibile sbagliare!
19. Perdono completamente me stessa, Jill e accetto di riconoscermi come
persona amorevole, generosa e creativa. Rilascio qualsiasi bisogno di
afferrarmi a emozioni e idee correlate al passato che mi dipingono come
incapace e limitata. Recupero l'energia che dedicavo al passato e rilascio
ogni barriera si frapponga tra me e l'abbondanza di cui so di disporre in
questo preciso istante. Sono io che creo la mia vita, e ho di nuovo tutta
l'energia necessaria per essere pienamente me stessa, per amarmi e
sostenermi incondizionatamente cos come sono, in tutto il mio potere e
magnificenza.

19. Non mi stancher mai di sottolineare la straordinaria importanza di


questa affermazione, che dev'essere letta ad alta voce e fatta risuonare nel
profondo del nostro essere, parola per parola. Il giudizio a cui ci
sottoponiamo continuamente alla radice di ogni nostro problema,
qualcosa a cui non riusciamo a rinunciare, neppure quando abbiamo
finalmente smesso di giudicare gli altri. Talvolta ci giudichiamo
severamente persino per questa nostra incapacit di smettere di giudicarci!
Le difficolt con cui dobbiamo fare i conti nel tentativo di spezzare questo
circolo vizioso derivano dal fatto che la sopravvivenza dell'io dipende dal
sentirci in colpa per ci che siamo. Pi riusciamo a perdonare gli altri, pi
l'io cerca di compensare facendoci sentire in colpa per qualsiasi nostra
caratteristica. Ecco perch nell'affrontare il processo del perdono sbattiamo
inevitabilmente contro un muro di resistenza. L'io si sente continuamente
minacciato, e quindi vuole instaurare un conflitto. Ne possiamo osservare le
conseguenze quando non riusciamo a completare un foglio di lavoro,
quando ci procuriamo ulteriori motivi per continuare a proiettare sulla
persona X e a immedesimarci nel ruolo della vittima, quando non troviamo
il tempo per meditare o quando dimentichiamo di fare altre cose che
potrebbero aiutarci a scoprire ci che siamo realmente. Pi ci avviciniamo a
mollare la presa su qualcosa che suscita il nostro senso di colpa, pi l'io
strilla e scalcia nel tentativo di compromettere il processo del perdono.

Come uscirne? Sappiamo che dall'altra parte ci aspettano pace e gioia,


ragion per cui continuiamo a renderci disponibili al perdono con decisione,
malgrado le resistenze. Continuiamo inoltre a mantenerci aperti a qualsiasi
esperienza di dolore, depressione, caos e confusione ci tocchi affrontare nel
corso del processo.
20. Mi ARRENDO, ora, al Potere Superiore che penso prenda la forma di Db
e ho piena fiducia nel riconoscere che questa situazione continuer a
dispiegarsi perfettamente e in accordo con la guida Divina e le leggi
spirituali. Riconosco la mia appartenenza all'Uno e mi sento perfettamente
riconnesso con la mia Fonte. Sono restituito alla mia vera natura, che
AMORE, e ora rinnovo l'amore per (X). Chiudo gli occhi e sperimento I AMOR
E che fluisce nella mia vita, godendomi la gioia che deriva dall'espressione
e dall'esperienza dell'amore stesso, v J
20. questo il passo conclusivo del processo del perdono. Peraltro, non
tocca realmente a noi! Qui affermiamo semplicemente di essere desiderosi
di sperimentarlo e affidiamo la parte restante del processo al Potere
Superiore. Chiediamo che la grazia Divina completi il processo di
guarigione, di modo che noi e X possiamo ritornare alla nostra vera natura,
ossia l'amore, e riconnetterci con la nostra Fonte, che anch'essa Amore.
Quest'ultima fase ci consente di rinunciare a ogni sua espressione filtrata
da parole, pensieri e concezioni, fino a sentire concretamente l'amore.

Quando arriviamo in fondo al processo, c' soltanto amore. Se possiamo


davvero attingere a questo amore, siamo a cavallo. Non c' bisogno di
altro!
Prendiamoci quindi alcuni minuti per meditare su questa affermazione e
apriamoci all'esperienza dell'amore. Prima di riuscirci, potr essere
necessario ripetere l'esercizio varie volte, ma un bel giorno, quando meno
ce lo aspettiamo, ci sentiremo completamente avvolti da un'onda di amore
e gioia.
21. Una nota per te (X) Jeff Avendo completato questo foglio di lavoro, io
Mi rendo conto di quanto sia stata fortunata a incontrarti in questa mia vita.
Sapevo che doveva esserci un motivo per cui dovevamo stare insieme, e
adesso io riconosco.
lo ti perdono completamente (X) perch ho finalmente compreso che non
hai fatto nulla di sbagliato, e che tutto rientra nell'ordine Divino. Ti
riconosco, ti accetto e ti amo incondizionatamente, cos come sei.
21. Abbiamo cominciato il foglio di lavoro del Perdono Assoluto affrontando
direttamente (X). L'energia ha cominciato a mutare, probabilmente fin
dall'inizio, anche se percepiamo la trasformazione solo da qualche istante.
Come ci sentiamo nei confronti di (X), adesso? Che cosa vorremo dirgli/le?

Lasciamoci andare, scriviamo senza pensarci, se possibile, e soprattutto


senza giudicare le nostre parole. Lasciamo che ci sorprendano!
In tal modo accogliamo, accettiamo e amiamo (X) incondizionatamente per
ci che , riconosciamo e perdoniamo le proiezioni che ce l'avevano fatto
percepire tutt'altro che perfetto. Ora possiamo amare (X) senza
giudicarlo/a, perch ci rendiamo conto che questo il solo modo per amare
qualcuno. Adesso possiamo amare (X) perch sappiamo che il modo in cui
ci si presenta in questo mondo l'unico di cui dispone. cos che lo Spirito
ha voluto che fosse, proprio per noi.
f
22. Una nota per me stessa.
"Rendo omaggio a me stessa per aver avuto il coraggio di affrontare tutto
ci e per essere stata capace di rinunciare alla mia condizione
di vittima. Sono finalmente LIBERA!
Riconosco la mia natura di essere spirituale che sta sperimentando una
esistenza umana, e mi amo e mi offro tutto il sostegno possibile in ogni
aspetto della mia umanit.
22. Lo abbiamo gi sottolineato, cominciamo il processo del perdono
raccontandoci una bugia: cominciamo, cio, senza che nel nostro cuore ci

sia traccia di perdono, e continuiamo a far finta che ci sia finch non c' per
davvero. E quindi giusto che ci diamo una bella pacca sulla spalla per averci
provato, mantenendo un atteggiamento compassionevole verso noi stessi,
concedendo al processo del perdono tutto il tempo necessario perch
potesse infine compiersi. Occorre pazienza! E giusto
render merito al coraggio che abbiamo manifestato nel completare il foglio
di lavoro del Perdono Assoluto, perch un processo attraverso il quale ci
ritroviamo faccia a faccia con i nostri demoni. un compito che richiede un
grande coraggio, una grande volont e una grande fede.
Far collassare la storia
La nostra storia l dove dimora il dolore. La ritroviamo in ci che
scriviamo nel riquadro #1 del foglio di lavoro, quando completiamo la frase:
"La situazione che mi causa disagio, per come la percepisco ora, ...".
Dal momento che sembra essere alforigine di tutto il nostro dolore e il
nostro disagio, veramente il caso di rivolgere i riflettori sulla nostra storia
di vittima, cos da verificare in quale misura sia vera e quanto sia
giustificato afferrarsi a quel dolore. Potremmo scoprire che, alla fin fine, di
vero c' ben poco! Forse constateremo che soltanto una storia che ci
siamo creati per continuare a intrappolarci nella separazione, cos da
rinforzare la nostra credenza di non essere parte integrante delFUno.

Inoltre, la nostra storia potrebbe essere stata forgiata appositamente per


fornirci preziosi indizi su ci che dovremmo guarire (perdonare) in noi
stessi, cos da giungere alla comprensione della nostra effettiva
appartenenza all'Uno.
Ovviamente, col Perdono Assoluto rivolgiamo la nostra attenzione proprio a
quest'ultima eventualit, giacch riteniamo che questa nostra vicenda (e
con essa tutti i suoi interpreti) abbia come scopo di illuminare e portare
consapevolezza laddove c' bisogno di guarigione.
Smantellando questa nostra creazione scopriamo quale sia l'opportunit di
guarigione che vi si nasconde, ossia ci che possiamo imparare sulla verit
assoluta, per poi ricordare ci che siamo realmente.
Ripercorrendo tutti gli elementi che hanno contribuito alla creazione della
nostra storia, di norma possiamo constatare come tutto abbia preso spunto
da una falsa credenza originaria e negativa, che prima stata prodotta, poi
repressa, e successivamente attivata a livello dell'inconscio di modo che
continuasse a creare le circostanze necessarie al suo rinforzo. E proprio ci
che successo a Jill (si veda il capitolo 1). La sua credenza inconscia di
base era: Non sar mai abbastanza, per nessun uomo, credenza falsa da
cui si prodotto tutto il suo vissuto. Non appena io e lei abbiamo fatto
collassare quella storia, e Jill ha potuto constatarne la falsit, ha guarito
quella credenza di fondo e tutto ha preso la piega giusta.

Solitamente queste credenze di fondo si formano in giovanissima et.


Qualsiasi cosa ci accada in quella fase della nostra vita, la interpretiamo e
le attribuiamo un significato personale. Successivamente confondiamo ci
che realmente accaduto con la nostra interpretazione di ci che
accaduto. La storia che costruiamo si basa su una miscela di fantasia e
realt, che si trasforma nella nostra verit e in principio operativo della
nostra esistenza.
Per esempio, supponiamo che nostro padre abbia abbandonato la famiglia
quando avevamo cinque anni. Si tratta ovviamente di un evento traumatico
e doloroso, tuttavia nella nostra mente quello soltanto l'inizio della storia.
A quell'et pensiamo di essere al centro del mondo e che tutto ci giri
intorno: la nostra unica prospettiva assolutamente egocentrica. Ma su
tale prospettiva che costruiamo la nostra interpretazione degli eventi. E
quella nostra interpretazione : Mio padre MI ha abbandonato! . Da
quella prima conclusione ne scaturiscono molte altre, in una sorta di spirale
egocentrica. Per esempio: Dev'essere tutta colpa mia. Devo aver fatto
qualcosa che lo ha allontanato. Non mi ama pi. Forse non mi ha mai
amato. Devo essere una persona assolutamente indegna di essere amata
se mio padre ha finito col lasciarmi. Se lui non pu prendersi cura di me, e
non lo far pi, chi mai porr amarmi al suo

posto? Se mio padre non mi ama, nessun altro potr mai amarmi, e se
anche qualcuno lo far, sicuramente dopo cinque anni mi lascer, perch
cos che vanno le cose quando qualcuno ti dice di amarti. Non puoi avere
fiducia in qualcuno che dice di amarti perch sicuramente nel giro d cinque
anni ti abbandoner. Infondo, non merito d essere amato. Nessuna delle
me relazioni potr mai durare pi d cinque anni. Se non andavo
abbastanza bene per mio padre, non andr mai abbastanza bene per
nessuno!.
Com' accaduto a una persona che ha recentemente partecipato a un mio
seminario, e che ha vissuto una storia del genere, le donne giungono
spesso alla conclusione che il loro uomo verr sicuramente "rubato" da
un'altra e creano inconsciamente delle situazioni in cui ci accade
realmente tornando all'esempio di cui sopra, magari lo fanno esattamente
cinque anni dopo l'inizio della relazione.
Figura 14 Come si alimenta una (falsa) storia.
Storie di questo genere cominciano come una sorta di giroscopio interiore,
che in base alle frequenze che lo contraddistinguono, prende ad attrarre
eventi e persone adatti allo scopo, e cio in grado di corrispondere e
interpretare alla perfezione le credenze di base. Tuttavia, come abbiamo
visto, la sola porzione autentica della storia l'evento originario. Nella
fattispecie il padre che se n' andato. Potrebbe trattarsi soltanto del 5%

dell'intera faccenda... Tutto il resto soltanto la nostra interpretazione:


ipotesi formulate da una mente ancora molto immatura e in preda alla
paura. Ecco perch la parte restante della storia, il 95%, sono soltanto
balle, ossia le cose a cui vogliamo continuare a credere.
Peraltro, il nostro S Superiore sa bene che oltre a essere false, queste idee
sono anche estremamente tossiche, quindi, sebbene non possa intervenire
direttamente (dopotutto lo Spirito ci ha dato il libero arbitrio), porta nella
nostra esistenza persone che "interpreteranno" amorevolmente il ruolo
richiesto tutte le volte che sar necessario, finch non ci renderemo conto
che quella nostra storia non affatto vera.
Si tratta esattamente di ci che accaduto a mia sorella Jill. Quando nostro
padre ha manifestato quel particolare tenerissimo amore per mia figlia
Lorraine, quello stesso amore che Jill aveva cos tanto desiderato senza mai
ottenerlo, Jill l'ha interpretato subito in questi termini: Sono
intrinsecamente indegna di essere amata. stata questa la storia a cui ha
continuato a credere finch non ha attratto nella sua vita qualcuno (Jeff)
che fosse in grado di farle scoprire la vera natura di quella credenza, ovvero
di constatarne la falsit.
Scoprire qual la nostra storia corrisponde soltanto a met dell'impresa.
Talvolta ne siamo consapevoli, talaltra no. Ecco un altro esempio: Glenda
era una donna sofisticata, intelligente, attraente e realizzata, ormai sulla

cinquantina. Non si era mai sposata. In realt, non aveva mai vissuto una
storia d'amore che fsse durata pi di due o tre anni. Sembrava proprio non
potesse
assolutamente incontrare "l'uomo giusto". Ogniqualvolta conosceva
qualcuno sufficientemente a fondo, scopriva aspetti che la infastidivano o
che la rendevano insoddisfatta di quella relazione, a cui decideva di porre
termine. Le era gi successo un bel po' di volte, ma non l'aveva mai
considerato un problema. Era una donna in carriera, e a suo dire il lavoro le
dava un sacco di soddisfazioni. Ma non poteva nemmeno negare di essere
sola.
Un giorno un amico intimo la stuzzic: Ti sei mai chiesta perch non riesci
mai a far durare le tue storie d'amore? Non hai mai pensato che forse non
quel qualcosa che pensi di vedere nelle persone che incontri a infastidirti o
dispiacerti, ma che possa invece essere qualcosa in te che non hai ancora
risolto e che non ti permette di avere una relazione decente con un
uomo?.
L per l Glenda si limit a rispondere con una scrollata di spalle, ma in
seguito cominci a riflettere sulle parole del suo amico. Decise di
cominciare a vedere un terapista per scoprire cosa ci fosse alle spalle del
suo schema relazionale. Il terapista la ipnotizz e la fece regredire fino
all'et di otto anni.

Sotto ipnosi Glenda ricord che, a quell'et, ogni giorno tornava a casa da
scuola per giocare con il suo migliore amico, Mark. Erano stati amici fin
dalla pi tenera infanzia, e a quell'epoca erano praticamente inseparabili.
Poi si ricord di un particolare episodio: un giorno, come al solito, si era
cambiata di abito e si era precipitata a casa di Mark. Aveva bussato alla
porta, ma nessuno aveva risposto. Allora aveva sbirciato dalla finestra per
dare un'occhiata dentro. Il suo cuore aveva sussultato: l'appartamento era
completamente vuoto. Dove erano finiti tutti quanti? Dov'erano i mobili? E
soprattutto, dov'era Mark? Non riusciva a capire. Ma quando si era voltata
per lasciare la veranda, aveva visto un piccolo annuncio, posato per terra,
sull'erba. Recitava: VENDUTO.
A poco a poco Glenda si era dovuta rendere conto che i genitori di Mark
avevano venduto la casa e se n'erano andati,
portandosi via il suo amico sparito senza neppure dire una parola, senza
neppure un arrivederci, senza spiegazioni. Mark non aveva mai fatto cenno
a una possibilit del genere!
Ferita e confusa, Glenda se n'era restata sulla veranda per qualche ora,
prima di riuscire finalmente a percorrere il breve tragitto che la separava da
casa. In quel mentre aveva preso due decisioni: tanto per cominciare, non
avrebbe detto nulla ai suoi genitori. Se avessero accennato alla partenza di

Mark, avrebbe fatto finta di disinteressarsene. Punto secondo: non si


sarebbe mai pi fidata di un ragazzo (uomo).
Apparentemente Glenda aveva dimenticato quell'episodio traumatico, ma
al suo riapparire durante la sessione con il terapista, ne fu sconvolta. Tutti
quegli anni di dolore represso, il dolore provocato dall'abbandono di quel
suo carissimo amico, saltarono fuori rabbiosamente: si rese infine conto di
quanto si era sentita tradita.
Dopo la sessione and dalla madre. Le parl di Mark e le chiese che ne
fosse stato di lui e della sua famiglia. Ah! Suo padre fu trasferito, le
spieg la madre. Accadde tutto molto in fretta, ma la cosa che ci sorprese
di pi fu il tuo silenzio. Pensavamo che ti saresti davvero arrabbiata, e
invece sembrasti prendere la cosa con gran calma. In realt, prima che
partissero ne avevamo parlato con i genitori di Mark, perch eravamo tutti
molto preoccupati per il dolore che sarebbe scaturito da quella separazione.
Avevamo infine concluso che, a ben guardare, sarebbe stato meglio se non
vi dicessimo nulla fino al giorno della partenza. I suoi non esposero neppure
il cartello "in vendita" davanti a casa... Fu soltanto quando Mark sal in
macchina, per il viaggio che li avrebbe portati alla loro nuova casa, che gli
spiegarono tutto quanto.

Glenda era stupefatta. Se Mark non ne era al corrente, significava che non
l'aveva affatto tradita. In quel preciso momento a pi di trent'anni di
distanza dall'episodio completamente sepolto
nel suo subconscio e che aveva dominato la sua vita, privandola di
qualsiasi relazione romantica avesse provato ad avviare la rivelazione la
colp come un fulmine: era dovuto tutto quanto a una sua deduzione
completamente campata in aria.
Non appena un uomo si avvicinava sufficientemente per esserle amico e
amante, Glenda portava a termine la relazione. Era inconsciamente
convinta che se avesse lasciato che un uomo le si avvicinasse troppo, come
nel caso di Mark, questi l'avrebbe poi abbandonata e tradita nello stesso
modo. Ecco perch aveva deciso di non rischiare pi una cosa del genere:
era troppo doloroso, nessun uomo ne valeva la pena. E cos si era chiusa in
s e aveva represso le sue emozioni, dovute al presunto abbandono e
tradimento di Mark, sin dal giorno in cui aveva scoperto che la sua famiglia
si era trasferita. Successivamente aveva intrapreso una carriera
impegnativa grazie alla quale avrebbe evitato altre emozioni del genere.
L'amico che l'aveva sfidata a scavare sotto quel suo schema autodistruttivo
aveva saputo vedere oltre la sua storia, e si era accorto che c'era qualcosa
che non quadrava. Fino a quel giorno Glenda aveva creato molte
opportunit di guarigione, ma la aveva mancate tutte quante.

In seguito, Glenda ha partecipato a un seminario di Perdono Assoluto, ha


perdonato l'uomo da cui si era appena separata e, di conseguenza, ha
perdonato anche tutti gli altri che aveva parimenti giudicato "non
meritevoli della mia fiducia". Ci ha automaticamente neutralizzato la
credenza originaria, secondo la quale non avrebbe mai pi potuto fidarsi di
un uomo, e le ha regalato la libert di coltivare la relazione che voleva
realmente.
A differenza di Glenda, Jesse, conosciuta anch'essa a uno dei miei seminari,
sembrava pienamente consapevole della sua storia, sebbene non riuscisse
a trovarne la falla. E ci malgrado il fatto che fosse giunta a un notevole
livello di consapevolezza spirituale. Fu appunto nel corso di uno dei miei
seminari che raccont di
essere appena stata licenziata dal suo lavoro. Non c' problema,
comment, per l'ennesima volta si tratta della mia manifestazione della
sindrome dell'abbandono. Vengo licenziata, o chiudo una relazione, una
volta ogni due anni circa. Tutto perch sono stata abbandonata quando ero
molto piccola.
Sospettando che si trattasse di qualcosa di non troppo autentico, cominciai
a investigare su quella storia di abbandono. Ben presto scoprii che suo
padre era morto poco prima che lei nascesse, e che sua madre si era
ammalata quando Jesse aveva circa due anni, cos gravemente da non

potersene pi occupare. Di conseguenza, Jesse era stata cresciuta dai


nonni, almeno per un certo tempo.
Sebbene quella forzata separazione dalla madre l'avesse indubbiamente
traumatizzata, in realt i suoi genitori non l'avevano mai realmente
abbandonata. Non avevano potuto starle vicino, ma di certo non per colpa
loro, non perch avevano voluto trascurarla. Abbandonare qualcuno
significa compiere una scelta consapevole e calcolata, in base alla quale lo
si abbandona al suo destino. E un atto deliberato. La semplice assenza non
costituisce un abbandono.
Peraltro, prendere un'assenza per un abbandono la tipica interpretazione
di un bambino molto piccolo, e l'importanza di tale interpretazione va ben
oltre la semantica. Interpretare l'assenza dei genitori come un abbandono
comporta automaticamente l'elaborazione di tutta una serie di percezioni
errate, del genere: Se miei genitori mi hanno abbandonato, vuol dire che
sono una persona che nessuno pu amare. Nessuno star mai con me pi
di un paio di anni, perch se mia madre mi ha abbandonato dopo quel
perodo, vuol dire che gli altri faranno esattamente la stessa cosa: a un
certo punto non ne vorranno pi sapere di me. Si renderanno conto che
sono una persona ignobile e mi lasceranno. E cos che va la vita.
Jesse aveva continuato a interpretare quella particolare storia per tutti i 52
anni della sua vita, ignorando che si basava

su un'interpretazione assolutamente scorretta del suo vissuto. Una volta


compreso il suo errore, fii in grado di lasciar andare e fu quindi libera dal
bisogno di creare i presupposti per un abbandono ogni due anni.
Sebbene avesse maturato una certa consapevolezza spirituale, non era mai
riuscita a capire che nel fornirle le condizioni per un abbandono ogni due
anni lo Spirito le stava in realt offrendo una opportunit di risvegliarsi e
guarire quella storia tossica, che stava limitando la sua vita e ferendo la sua
anima. Dopo qualche foglio di lavoro indirizzato alla persona che l'aveva
recentemente licenziata, Jesse riusc a rilasciare tutte le altre volte che era
stata "abbandonata" nel corso dei 52 anni precedenti, neutralizzando cos il
potere della storia originaria del suo abbandono.
La centrfuga del perdono
Se si fossero servite dello strumento che mi accingo a descrivere, Jill, Jesse
e Glenda si sarebbero risparmiate molti anni di tentativi faticosi e dolorosi.
La centrifuga del perdono ci permette di separare ci che realmente
accaduto in una certa situazione problematica del nostro passato, dalla
nostra interpretazione dell'accaduto. Funziona sulla base dello stesso
principio che ci permette di ricavare puro succo di carote, ben separato
dalle fibre, con un normale robot da cucina. Le centrifughe vengono
utilizzate anche per separare il plasma dal sangue, la crema dal latte, e via

dicendo. Nella lavatrice, la fase della centrifuga permette di asciugare al


massimo la biancheria, eliminando l'acqua in eccesso.
Una centrifuga del perdono non fa altro che invertire il processo in virt del
quale abbiamo creato delle storie pi o meno fantasiose sulla base di ci
che ci realmente successo.

L'INTERPRETAZIONE
ESCE DA QUI
Figura 15 Separare la realt dalla finzione
Per servircene dobbiamo per prima cosa identificare la storia che stiamo
vivendo proprio ora, quella che ci provoca disagio. Non dimentichiamo che,
con ogni probabilit, si tratter di un groviglio di dati di fatto (ci che
realmente accaduto) e di interpretazioni (tutti i nostri pensieri, giudizi,
valutazioni, ipotesi e credenze in merito aH'accaduto). Non dobbiamo far
altro che inserire la storia nello sportello superiore di questa centrifuga
immaginaria, proprio come faremmo con delle carote, e poi osservare
mentalmente il meccanismo con cui si separano i fatti dall'interpretazione
dei fatti.

A quel punto, come farebbe qualsiasi buon scienziato, per prima cosa
stiliamo una lista dei fatti, cos come emergono, mantenendoci il pi
possibile obiettivi. Successivamente compiliamo la lista delle interpretazioni
a cui ci siamo lasciati andare.
# Dati oggettivi sull'accaduto

Dopo aver scritto i risultati, valutiamo i dati oggettivi e accettiamoli


pienamente. Dobbiamo assolutamente comprendere che solo i dati

oggettivi ci dicono cos' realmente accaduto, e che niente e nessuno potr


mai cambiarlo. Non abbiamo altra scelta: accettare quelle esperienze per
ci che sono, mantenendoci ben consapevoli delle eventuali tentazioni di
giustificare in qualche modo l'accaduto. Ci, infatti, finirebbe per
sovrapporre
all'accaduto
una
nuova
interpretazione.
Restiamo
semplicemente in compagnia di quella verit. Poi passiamo a esaminare
ogni pensiero, credenza, razionalizzazione, idea o predisposizione
sviluppata sulla base di ci che accaduto, e dichiariamone l'assoluta
falsit. Affermiamo che nessuna di queste costruzioni mentali valida:
ripetiamoci che si tratta semplicemente del prodotto del chiacchiericcio
mentale.
# Le mie interpretazioni dell'accaduto

Poi, riconosciamo qual l'importanza che abbiamo attribuito a quelle idee,


credenze e disposizioni d'animo. In particolare, osserviamo il nostro
attaccamento nei confronti di ognuna di esse, e decidiamo quali siamo
disposti a lasciar andare e quali no.
Interpretazioni

% di attaccamento

Trattarsi con gentilezza

Anche se ci sentiamo attaccati a queste interpretazioni, al punto da non


essere disposti a lasciarle andare, evitiamo qualsiasi critica e giudizio.
Dopotutto si tratta di materiale che ci portiamo appresso da molto tempo.
In realt, potrebbe persino definire ci che siamo attualmente. Per esempio,
se abbiamo vissuto una storia di incesto, o abbiamo avuto dei genitori
alcolisti, tali etichette, che rappresentano la nostra idea o credenza su noi
stessi, potrebbero pur sempre costituire un punto di riferimento,
indicandoci chi siamo. Lasciando andare tutte le idee associate a quelle
etichette, potremmo smarrire la nostra identit. Quindi, pur essendo
assolutamente determinati a separare la realt dalla fantasia che ci siamo
costruiti, manifestiamo la massima gentilezza nei nostri confronti, e
concediamoci il tempo necessario per rilasciare tali credenze.
Nel processo del Perdono Assoluto il passo successivo consiste nel
rimettere tutto quanto al posto che gli compete realmente, ossia realizzare
che la storia era perfetta proprio cos com' andata, e doveva essere
interpretata in quel modo. Nel momento in cui scopriamo di aver basato la
nostra vita su una serie di
credenze tossiche e di interpretazioni errate, potremmo sperimentare un
autentico bombardamento di sensi di colpa, rabbia, depressione e
autocritica. Dobbiamo assolutamente fare attenzione: qualcosa da evitare
a ogni costo. Cerchiamo invece di rammentare che tutto ha uno scopo e

che Dio non sbaglia mai. Serviamoci invece di uno o pi strumenti del
Perdono Assoluto, cos da perdonare noi stessi e cogliere la perfezione dei
problemi che abbiamo sperimentato.
Se i dati di fatto che abbiamo raccolto dimostrano che davvero accaduto
qualcosa di negativo per esempio, un omicidio resta un omicidio, quale che
sia l'interpretazione che ne abbiamo dato, il foglio di lavoro del Perdono
Assoluto rappresenta il miglior strumento per aiutarci a trasformare
l'energia prodotta da quell'evento.
I Quattro Passi del Perdono
Quello che vi propongo un adattamento del processo in tre passi
insegnato da Arnold Patent'. Con questo strumento ci rammentiamo del
nostro potere di attrarre gli eventi e le persone di cui abbiamo bisogno per
sperimentare le emozioni relative a particolari aspetti della nostra
esistenza. un processo che richiede soltanto qualche istante, ma di
straordinaria importanza perch pu letteralmente salvarci dallo
sprofondare nell'ennesimo dramma quotidiano, con il risultato di ritrovarci
nuovamente confinati alla nostra coscienza di vittima, e chiss per quanto
tempo!
Quando incontriamo una difficolt, qualcosa che suscita la nostra rabbia,
finiamo facilmente per dimenticare tutto ci che sappiamo del Perdono

Assoluto. Finch i principi del Perdono Assoluto non sono fermamente


radicati nella nostra mente, non appena ci troviamo a confrontarci con
qualche problematica capace di suscitare turbamento emotivo passiamo
quasi automaticamente alla coscienza di vittima. Il problema che, una
volta caduti nella trappola, ci restiamo per molto tempo. Senza la
prospettiva del Perdono Assoluto, con ogni probabilit prima che riusciamo
a liberarcene passeranno degli anni e come si pu facilmente constatare,
proprio ci che accade alla maggior parte delle persone (si veda il
diagramma della pagina seguente). Se per abbiamo un amico che ha
familiarit con il Perdono Assoluto, e riconosce i nostri sintomi, ci chieder
subito di fare un foglio di lavoro cos da riconquistare la pace. Come possia
mo constatare dal diagramma seguente, ogni volta che ci accade qualcosa
torniamo automaticamente all'abituale coscienza di vittima, in cui restiamo
confinati per un lunghissimo periodo di tempo. Ma poi ci viene ricordato che
forse tutto perfetto cos com', e allora ci serviamo della tecnologia del
Perdono Assoluto, esprimendo la nostra disponibilit a cogliere la
perfezione della nostra condizione per tornare, infine, alla pace del cuore.
Si tratta pur sempre di un percorso faticoso, e tutto dipende dall'avere a
portata di mano qualcuno che pu tirarci fuori dal pantano. Il modo ideale
per evitarci questo andirivieni ricorrere subito al processo in quattro passi,
prima di esserci scomodamente risistemati nella condizione di vittima! Nel

diagramma l'impiego del processo in quattro passi rappresentato dalla


curva che si arresta prima del punto in cui normalmente diventiamo
inconsapevoli. Se impariamo a servirci dei quattro passi spontaneamente,
senza neppure pensarci, trasformiamo il Perdono Assoluto nel nostro
standard di vita, di certo la vita diventa pi semplice!
Figura 16 Dalla coscienza di vittima alla pace, come sull'otto volante!

Quindi, non appena ci accorgiamo che ci stiamo arrabbiando, o


semplicemente ci scopriamo intenti a sparare sentenze, a gongolare della
nostra rettitudine o a voler cambiare qualcosa nei problemi che stiamo
sperimentando, possiamo servirci di questo processo per riportare la nostra
coscienza al Perdono Assoluto, riarmonizzandola con i suoi principi.
Primo Passo: Guarda un po' cosa ho creato!.
Questo primo passo ci ricorda che siamo i creatori della nostra realt.
Peraltro, per essere pi precisi, creiamo le circostanze necessarie alla
nostra guarigione, quindi non dovremmo considerarci colpevoli per ci che
ci accade. Dal momento che la mente giudicante sempre pronta a
intervenire, spesso finiamo erroneamente per interpretare questo passo

come una sorta di autofustigazione. Ci diciamo: Guarda un po' cosa ho


creato!, ma poi aggiungiamo: Oh, davvero terribile! Sono davvero
senza speranza, un autentico fallimento spirituale!.
Cerchiamo di evitare di cadere in questa trappola, perch se lo facciamo,
precipitiamo nuovamente nell'illusione.
Secondo Passo: Riconosco i miei gud e amo me stesso per averli
espressi.
Con questo passo riconosciamo che, in quanto umani, siamo soliti corredare
automaticamente le nostre esperienze con tutta una serie di giudizi,
interpretazioni, interrogativi e credenze. Tra i nostri compiti c' anche
quello di accettare l'imperfezione della nostra umanit e di amarci proprio
per aver espresso tali giudizi, compreso quando ci diciamo che, vista la
realt in cui ci ritroviamo, dobbiamo essere davvero degli zombi spirituali. I
nostri giudizi sono parte di noi, quindi dobbiamo amarli come amiamo noi
stessi. Cos facendo entriamo in connessione con
ci che sta realmente accadendo nel nostro corpo e nella nostra mente e,
grazie alle nostre stesse emozioni, torniamo al presente. A quel punto la
nostra energia muta rapidamente, consentendoci di passare al terzo e
quarto passo del processo.

Terzo passo: Eccomi pronto a cogliere la perfezione della situazione che


sto vvendo.
Nel processo del Perdono Assoluto la nostra disponibilit costituisce un
elemento fondamentale. Equivale a una devota e immediata resa al piano
Divino e all'apertura necessaria per amare noi stessi malgrado non siamo in
grado di percepire tale piano direttamente.
Quarto passo: Scelgo l'energia della pace.
Il quarto passo la naturale conseguenza di tutti i precedenti. Accettando
che la situazione problematica che stiamo vivendo in funzione al piano
Divino, e riconoscendo che ci che sembra accadere potrebbe essere del
tutto illusorio, scegliamo di sperimentare la pace e di servirci dell'energia
della pace in qualsiasi azione dovremo intraprendere. Troviamo l'energia
della pace quando siamo completamente immersi nel momento presente,
cos da agire con chiarezza e concentrarci su qualsiasi azione possa
rendersi necessaria, in piena consapevolezza delle nostre emozioni.
Dovremo praticare questo processo in quattro passi il pi spesso possibile,
cos da integrarlo nella nostra consapevolezza. Ci consentir, infine, di
dimorare nel momento presente tutta la giornata.

Un consiglio pratico per non dimenticare di praticare: copiate questi quattro


passi su un cartoncino, stile biglietto da visita, da portare sempre con voi,
nella borsa o nel porta
foglio; oppure ricopiateli su una cartolina da tenere bene in vista, per
esempio sul frigorifero.
Nota: nella versione precedente di questo libro era incluso un capitolo
intitolato Epilogo sull'I 1 settembre, con cui si dimostrava la praticit del
processo in quattro passi in situazioni di quel genere. Lo si pu ancora
trovare sul nostro sito Web, sufficiente accedere alla home page e cliccare
su "downloads" (solo in lingua inglese).
Note
1. Patent, A.M., Puoi avere tutto, CDE, Milano, 1997; Death Taxes and Other
lllusions, Celebration Publishing, 1989.
Percepire il Cristo nell'altro
Se riconosciamo che il problema che stiamo vivendo con qualcun altro
rappresenta un'opportunit di guarire qualcosa in noi stessi, possiamo
produrre l'esperienza della guarigione mantenendoci completamente nel
momento presente. Uno dei modi per riportare l'energia al momento
presente (invece di lasciar vagare la mente nel passato o nel futuro)

consiste nel contemplare la persona con cui ci troviamo in conflitto, e


percepire il Cristo in lei.
In questo contesto il termine Cristo fa riferimento alla parte dell'altro che
Divina e che quindi una unica cosa con noi stessi e con Dio. Cos facendo
non percepiamo pi nessuna separazione, e in quello stesso istante
riconosciamo anche il Cristo in noi. Se disponiamo della presenza mentale
necessaria per dedicarci a questa tecnica, la situazione viene trasformata
all'istante.
Quando giungiamo a una vera e profonda comunione con un'altra persona,
fondendoci nell'Uno, trascendiamo l'io. L'intera esistenza dell'io si basa
sulla separazione. Se non c' pi separazione, non abbiamo nessun bisogno
di attaccare e difendere quindi, nel momento in cui pratichiamo tale unione
innalziamo la nostra vibrazione, rinunciamo a tutti i nostri meccanismi di
difesa e ci trasformiamo nel nostro vero s. Nel contempo abbandoniamo
tutte le nostre proiezioni e contempliamo la persona che abbiamo di fronte
come figlio di Dio, perfetto in ogni suo aspetto. questa l'essenza del
Perdono Assoluto.
Riconoscere il Cristo in noi
importante riconoscere che il meccanismo di proiezione non si applica
soltanto al nostro lato ombra. Proiettiamo sugli altri anche gli aspetti di noi

stessi che pi ci piacciono, sebbene ci risulti assai difficile rendercene


conto. Quindi, ci che vediamo in quelle persone la nostra bellezza
interiore, il nostro talento creativo, la nostra intelligenza, eccetera.
Esercizio di riflessione positiva
Questo esercizio stato insegnato originariamente da Arnold Patent. Ha un
potente effetto su chiunque Io applichi, perch richiede che, innanzitutto,
identifichiamo qualcosa di meraviglioso nell'altro, per poi reclamarlo come
nostra personale qualit. In tal modo rientriamo in contatto con la nostra
essenza, con il Cristo in noi, cos da vedere realmente ci che siamo.
L'esercizio viene normalmente praticato in sessioni di gruppo, ma pu
anche aver luogo tra due sole persone. E analogo al vedere il Cristo
nell'altro, solo che invece di farlo in silenzio, viene espresso verbalmente e
mantenendo un contatto visivo.
La persona A, dal profondo del cuore, si esprime nei confronti della persona
B in questi termini: Le qualit assolutamente meravigliose che vedo in te,
e che tu rifletti in me, sono.... A quel punto la persona A dichiara alla
persona B quali qualit vede in lei. La persona B non deve fare altro che
ascoltare e rispondere Grazie. Poi si invertono le parti e si ripete
l'esercizio.
Il perdono in tre lettere

Questo strumento implica semplicemente la stesura di tre lettere,


indirizzate alla persona che riteniamo ci abbia ferito o danneggiato in
qualche modo. Funziona a meraviglia quando siamo ancora in preda alla
rabbia per ci che ci appena accaduto, ma pu essere utile anche per
cose che abbiamo vissuto molto tempo fa.
Nella prima lettera dobbiamo dare libero sfogo a tutta la nostra rabbia e
amarezza. Non tratteniamo niente! Se ci fa sentire bene, possiamo persino
lasciarci andare alle pi vili minacce di vendetta. Continuiamo a scrivere
finch non ci resta pi nulla da dire. Mentre scriviamo questa prima lettera,
forse sperimenteremo ulteriore pena e piangeremo lacrime di rabbia,
tristezza, risentimento e dolore. Teniamoci i fazzolettini pronti, e lasciamo
andare tutte quelle lacrime. Se siamo arrabbiati, sfoghiamoci urlando in un
cuscino, oppure praticando qualche attivit fisica che ci aiuti a esprimere
tutta la nostra ira. Attenzione: questa lettera non va spedita in nessun
caso!
Il giorno seguente scriviamo la seconda lettera. Questa volta rabbia e
desiderio di vendetta saranno pi sfumate, sebbene non siamo ancora
intenzionati a rinunciare alla nostra rabbia nei confronti della persona che
riteniamo responsabile del nostro dolore. Dovremmo tuttavia fare uno
sforzo per introdurre anche compassione, comprensione e generosit,

nonch prendere in considerazione l'eventualit di una forma di


perdono.Attenzio ne: anche questa lettera non va spedita in nessun caso!
Lasciamo passare ancora un giorno e infine scriviamo la terza lettera. In
quest'ultima cerchiamo di esprimere una nuova interpretazione del
problema che abbiamo vissuto, basandoci sui principi del Perdono Assoluto.
Giacch si tratta di un processo analogo al foglio di lavoro sul perdono,
possiamo fare riferimento a quanto abbiamo gi scritto in merito (sempre
che ci siamo gi serviti del foglio di lavoro, com' auspicabile), cercando
peraltro di esprimerci nel modo pi personale possibile (si veda il capitolo
20). Inizialmente potremmo incontrare qualche difficolt, ma cerchiamo di
perseverare. Non dobbiamo dimenticare che, come in precedenza, tutto sta
nel fare finta che funzioni finch non funziona realmente.
Nessuna di queste lettere verr mai spedita. Non necessario n
auspicabile. Servono soltanto a produrre un cambiamento nella nostra
energia, non nell'energia del destinatario. L'obiettivo quello di esprimere
le nostre emozioni, anzich proiettarle per l'ennesima volta sulla persona
che consideriamo colpevole. Se dovessimo spedire la prima lettera, non
servirebbe assolutamente a niente: l'unico risultato che otterremmo
sarebbe quello di perpetuare il ciclo di attaccodifesa, e di lasciarci
trascinare ancora pi in profondit nel gorgo del nostro dramma. Come

abbiamo gi visto, non appena trasformiamo la nostra energia in direzione


del Perdono Assoluto, cambia automaticamente anche l'energia dell'altro.
Cosa fare dunque di queste lettere? Possiamo tenerle quale riferimento
futuro o utilizzarle in un rituale di perdono. Personalmente, per trasformarle
in altra energia, preferisco servirmene in un rituale con il fuoco: quando
vediamo le nostre parole trasformarsi in cenere e salire al cielo in una
colonna di fumo, succede qualcosa di estremamente potente.
Rituali di Perdono
Nella societ contemporanea il potere dei rituali assai sottovalutato.
Quando ritualizziamo una certa procedura, la rendiamo sacra; il rituale
comunica direttamente con la nostra anima. Sebbene i rituali possano
essere di varia natura, molto semplici o estremamente complessi, tale
complessit conta meno del rispetto che mostriamo per il rituale. Il rituale
un invito al Divino affinch partecipi alle faccende umane, e in quanto tale
costituisce un altro modo di pregare.
I rituali assumono un potere ancora maggiore quando li elaboriamo
personalmente. Nel creare i nostri rituali, dovremmo servirci di tutta la
creativit di cui disponiamo. Quelle che seguono sono semplici linee guida,
idee che potranno essere d'aiuto nella concezione del proprio rituale
personale.

Rituali con il Fuoco


II Fuoco sempre stato un elemento alchemico, un fattore di
trasformazione. Ogni qualvolta offriamo qualcosa dandolo alle fiamme,
attingiamo alle credenze primordiali nel potere alchemico del fuoco.
proprio per tale motivo che il rituale in cui bruciamo un foglio di lavoro, una
lettera di liberazione e rilascio (si veda il Capitolo 28) o le tre lettere del
capitolo precedente, ci conferisce una sensazione di compimento e
metamorfosi. Dovremmo fare in modo che quella del fuoco
sia una cerimonia che compiamo con un senso di profondo rispetto. Mentre
l'oggetto che offriamo viene distrutto dalle fiamme, recitiamo una
preghiera.
Bruciare legno aromatico, foglie di salvia o incenso render il rituale ancora
pi intenso, attribuendo un significato speciale alla cerimonia del perdono.
Il fumo della salvia e dell'erba sacra usata dai Nativi Americani ripulisce
l'aura, liberandola da quelle energie che potrebbero inquinare il nostro
campo energetico.
Rituali con l'Acqua
L'Acqua possiede qualit terapeutiche e purificatrici, e gli umani
attribuiscono a tale elemento il potere di consacrare. Abluzioni, immersioni
e bagni possono essere utilizzati in forme rituali di grande efficacia. Per

esempio, invece di bruciare una lettera di liberazione e rilascio, possiamo


piegarla fino a ricavarne una barchetta, quindi affidarla alla corrente di un
ruscello o di un fiume.
Come gi detto, nella creazione dei propri rituali la creativit un fattore da
sfruttare al meglio. In precedenza ho raccontato la storia di Jane, la donna
che aveva un tumore al cervello e che aveva messo in soffitta una scatola
contenente tutte le cose che la associavano all'uomo che le aveva spezzato
il cuore. Le avevo chiesto di andarla a prendere e di portarla alla nostra
successiva seduta di terapia. Se non avesse avuto un colpo apoplettico, da
cui non si pi ripresa fino alla morte, avremmo potuto tirar fuori quegli
oggetti a uno a uno, analizzandone il significato. Poi, uno per volta, ce ne
saremmo serviti eseguendo un rituale che potesse significare la sua
liberazione da quel dolore, in modo da rilasciare molta dell'energia
repressa.
26
Il perdono
attraverso l'espressione artistica
Nel contesto del perdono e del rilascio delle emozioni, l'arte rappresenta
uno strumento molto potente. Una delle pi straordinarie forme di
guarigione attraverso l'arte a cui io abbia avuto il privilegio di assistere e/o

partecipare ebbe luogo nel corso di un ritiro da me condotto in Inghilterra.


Uno dei partecipanti era una giovane donna malata di sclerosi multipla. Il
suo corpo era debole, devastato dalla malattia; la sua voce si sentiva a
malapena. Il suo chakra della gola era praticamente chiuso. Aveva un
marito e due figli, ma il suo matrimonio era inesistente e si sentiva in
trappola, impotente e senza speranza.
A un certo punto, durante la sessione di terapia artistica di gruppo,
cominci a disegnare in un modo particolare, assolutamente unico. Non
riusciva a parlare, continu semplicemente a disegnare per lungo tempo.
Non si riusciva a capire bene che cosa stesse disegnando, ma dopo un po'
fu chiaro che si serviva di quel mezzo di espressione per operare una sorta
di regressione e rilasciare il dolore che si portava dietro fin dall'infanzia.
Mia moglie e io le restammo accanto, seduti, mentre lei continuava a
disegnare, e le forme che tracciava assumevano caratteristiche via via pi
infantili. Oltre ai disegni, ogni tanto la donna tracciava qualche breve frase,
del tipo "bambina cattiva" o "Dio non mi ama", e altre parole ancorach
indicavano profondi sensi di colpa, vergogna e paura. Infine produsse un
disegno a matita
che, come riconobbe successivamente, rappresentava lo stupro subito da
uno zio. Fu una catarsi emotiva con cui pot esprimere con il disegno ci
che non era mai riuscita a esprimere con le parole e i suoni. Il suo chakra

della gola si era chiuso a causa di ci che era stata costretta a fare con la
sua bocca (suo zio l'aveva obbligata a fargli del sesso orale). AlFimprovviso
aveva trovato nell'espressione artistica una sorta di condotto di uscita
tramite cui liberare emozioni e ricordi che aveva continuato a reprimere per
lunghissimo tempo. All'origine della sua malattia c'erano proprio quei
ricordi e quelle emozioni.
Per favorire il suo processo catartico, mia moglie si diresse al fondo della
grande sala in cui tenevamo il seminario. Poi chiedemmo alla donna di
servirsi della sua voce e di ripetere a mia moglie che era una brava persona
e che Dio l'amava sicuramente. Glielo facemmo ripetere sempre pi forte,
finch non lo url a pieni polmoni. Dopo aver strillato almeno una ventina di
volte "Dio mi ama", si ferm, si volt verso di me e mi chiese: Mi ama
davvero, cos?. Fu un momento di guarigione che non avrei mai pi
dimenticato.
Tre mesi dopo il nostro ritorno negli Stati Uniti ricevemmo una lettera con
cui ci annunciava che aveva lasciato il marito, cambiato casa e trovato un
nuovo lavoro. Ormai era di nuovo padrona della sua voce e se ne serviva
per chiedere ci che voleva. Aveva cos scoperto che non solo disponeva
del potere di chiedere, ma anche di quello di ricevere. Aveva persino
avviato un gruppo di sostegno per persone malate di sclerosi multipla, e
praticava con loro la terapia artistica. Stava recuperando le forze, giorno

dopo giorno. Abbiamo continuato a ricevere sue notizie, e non possiamo


che meravigliarci per il suo processo di guarigione, che continua tuttora.
Se non abbiamo una particolare inclinazione per le parole e non ci sentiamo
a nostro agio con la scrittura, possiamo provare il disegno. Quando si apre
questo canale di comunicazione, succedono cose sorprendenti. sufficiente
munirsi di qualche foglio da disegno di dimensioni sufficientemente grandi,
nonch di qualche pastello, gessetto e matita colorata. (Sulla carta nera i
pastelli hanno una resa eccellente).
Attenzione: non richiesto alcun particolare talento artistico! Qui non si
tratta di dipingere qualcosa di bello. In realt, tutto ci che vogliamo
trovare il modo di esprimere le emozioni, e nel caso fossimo pieni di rabbia,
probabilmente ci che disegneremmo non sar poi cos bello. Comunque
sia, non dobbiamo fare altro che consentire alle emozioni e ai pensieri di
prendere forma sulla carta da disegno.
Cominciamo a disegnare senza alcuna aspettativa o idea preconcetta. Se
vogliamo, possiamo chiedere a Dio, o ai nostri spiriti guida, di aiutarci nel
processo di rilascio delle emozioni attraverso il disegno e i colori, cosicch
possiamo esprimere tutto ci che dev'essere rilasciato e infine cominciare
semplicemente a disegnare. Qualsiasi cosa emerga, lasciamola uscire.
Asteniamoci dal giudizio. Entriamo nel flusso. Non diverso dalla

meditazione. Se vogliamo raccontare una storia, facciamolo. Se vogliamo


soltanto usare i colori, va benissimo. Non ci sono regole da seguire!
Nel nostro servirci della terapia artistica quale strumento di perdono,
l'approccio dovrebbe essere simile a quello della trilogia di lettere.
Realizziamo una serie di disegni con cui esprimiamo ci che sentiamo nei
confronti di una certa persona per ci che ci ha fatto; con questi disegni
potremmo esprimere per esempio, rabbia, paura, dolore, tristezza,
eccetera. Poi passiamo a una forma mentale pi compassionevole e
comprensiva, e realizziamo una serie di disegni che riflettano tale
atteggiamento. Infine, nella terza e ultima serie di disegni, esprimiamo le
sensazioni del Perdono Assoluto. Forse, tra una serie di disegni e l'altra,
potr essere necessario far passare un certo periodo di tempo, ma se ce la
sentiamo, anche un'unica seduta andr bene.
Evitiamo, peraltro, di interrompere la terapia artistica una volta iniziata:
anche se alla fine avremo soltanto tre disegni, uno per serie,
indispensabile che passiamo per tutte e tre le fasi. Se per esempio
dovessimo completare soltanto la prima, potremmo ritrovarci intrappolati
nella rabbia.
Quando sentiamo di aver finito con un certo disegno, appendiamolo al
muro. Manteniamo le nostre opere nello stesso ordine con cui le abbiamo
realizzate, cos da creare una serie verticale od orizzontale sulla parete. Se

le disponiamo in verticale, facciamo in modo che l'ultima opera in basso sia


quella in cui esprimiamo le emozioni come la rabbia, mentre la prima in alto
sar quella con cui abbiamo rappresentato il Perdono Assoluto.
Contemplando il nostro lavoro in questo modo, in progressione, potremmo
cogliere appieno le caratteristiche dell'energia espressa da ogni disegno e i
cambiamenti descritti dalla sequenza. Sar sicuramente una bella e
sorprendente esperienza!
Ogni nostro disegno deve ricevere un titolo, ed importante annotare
anche la data di realizzazione. Sar opportuno passare un po' di tempo in
compagnia di questi nostri disegni, cos da consentire loro di "parlarci".
Mentre realizzavamo ognuna delle nostre opere, nella nostra mente c'erano
pensieri particolari. Osservando il risultato un po' pi tardi, dovremmo
cercare di sbarazzarci di quei pensieri e di cercare cos'altro possa
nascondersi l dentro. Forse potremo anche chiedere l'aiuto e
rinterpretazione di persone di nostra fiducia, che magari vedranno cose che
ci sono sfuggite o che non siamo in grado di vedere. Chiediamogli
semplicemente: Se questo disegno fsse tuo, cosa ci vedresti?. Se le
osservazioni dei nostri amici ci sembrano pertinenti, bene. Se invece le
sentiamo incongruenti, va bene lo stesso. I nostri amici possono
interpretare quelle nostre opere solo sulla base del loro subconscio, ma
potremmo comunque trarre spunto dai loro commenti per elaborare un

modo assolutamente nuovo di analizzare quel nostro lavoro, cos da trame


nuove intuizioni.
27
La respirazionesatori
Come abbiamo visto in precedenza, le emozioni rimosse o represse hanno
un effetto tossico, sia a livello di salute mentale che sul corpo fisico. Il
rilascio di queste emozioni costituisce il primo passo del processo del
perdono. Il modo pi rapido ed efficace per rilasciare le emozioni trattenute
per lungo tempo una procedura di lavoro sul respiro che ho chiamato
"respirazionesatori". (Safari una parola giapponese che significa
comprensione intuitiva o risveglio).
La postura con cui normalmente si procede alla respirazionesatori coricati
a terra, sulla schiena, mentre la respirazione, compiuta in piena
consapevolezza, deve seguire uno schema circolare. Per dirla altrimenti,
occorre respirare mantenendo l'attenzione sul respiro di modo che tra
l'inspirazione e l'espirazione non ci sia nessuna pausa. Nel fare ci si
ascolta una musica appositamente scelta, a volume piuttosto alto.
Il soggetto che esegue la respirazionesatori deve respirare da 40 a 60
minuti, a bocca aperta, alternando lunghe e profonde respirazioni

addominali a respirazioni della parte superiore del petto, pi brevi e molto


meno profonde.
In tal modo il corpo viene ossigenato al punto che le emozioni represse,
cristallizzatesi in particelle di energia a livello cellulare, vengono liberate.
Nel corso del rilascio di tali particelle di energia spesso si acquisisce piena
consapevolezza di vecchie sensazioni ed emozioni, che riemergono nel
presente.
Potr trattarsi di emozioni allo stato puro, come per esempio tristezza,
rabbia o disperazione completamente svincolate da qualsiasi ricordo di
eventi passati. Ma potr anche accadere che riemerga, con precisione
assoluta e fin nei minimi dettagli, il ricordo di un episodio, idea,
associazione o percezione errata, ovvero ci che aH'origine dell'emozione
originale quella che stata poi rimossa o repressa. Potrebbe persino
affiorare in modo simbolico o in forma metaforica. Talvolta capita anche che
non ci sia nessun genere di ricordo consapevole. Ogni sessione di
respirazionesatori diversa dall'altra, cos come sono diverse le persone
che la praticano, ragion per cui c' una grande variet di esperienze ed
difficile prevederne gli effetti.
Via via che le emozioni emergono, dobbiamo continuare a respirarle, ossia
a farle fluire attraverso la nostra respirazione in modo da percepirle

pienamente e nel contempo rilasciarle. Spesso, al fine di trattenere le


nostre emozioni, smettiamo addirittura di respirare; respirare mantenendo
l'esperienza dell'emozione ci permette invece di riconoscerne la natura e di
rilasciarle. In qualche caso, nel corso della respirazione, il soggetto le
esprime verbalmente e cinesteticamente. Indipendentemente dal modo in
cui queste emozioni vengono rilasciate, dal processo deriva quasi
immancabilmente una sensazione di profonda calma e pace.
E una tecnica semplice ma dagli effetti terapeutici impressionanti e
duraturi. Raccomando senza esitazione questo lavoro a chiunque voglia
dare una bella ripulita al proprio bagaglio emotivo.
Gli effetti della respirazionesatori sono profondi perch hanno luogo
interiormente, senza alcuna intromissione, guida, manovra o manipolazione
esterna, e cio senza che nessun facilitatore intervenga per stimolare il
rilascio delle emozione. In pratica, l'unico ruolo del facilitatore, se presente,
garantire la sensazione di sicurezza in quello spazio e offrire sostegno al
praticante nel corso del suo sperimentare le emozioni per
poi rilasciarle (anzich reprimerle nuovamente), processo che talvolta pu
essere piuttosto inquietante. E proprio per tale motivo che consiglio sempre
di non eseguire la respirazione satori in completa solitudine.

Questo genere di respirazione consapevole e continuativa viene anche


chiamata rebrthng, perch i ricercatori hanno scoperto che il lavoro sul
respiro ci permette di accedere a ricordi ed emozioni che si sono depositati
a livello cellulare fin dai primi istanti della nostra esistenza, quando
eravamo ancora nell'utero, nel corso della nostra nascita e
immediatamente dopo. La nascita costituisce il primo trauma di una certa
importanza e, in quest'esperienza traumatica, ci formiamo profonde idee a
proposito del lottare, dell'ab bandonarsi, della nostra sicurezza e
dell'accettazione. Tali idee spesso si trasformano in credenze che assumono
poi un ruolo dominante in tutta la nostra vita. Tornando a sperimentare la
nascita, e rilasciando i traumi e le credenze che si sono formate in quegli
istanti, possiamo trasformare completamente la nostra esistenza.
Un altro grande beneficio della respirazionesatori deriva dal fatto che in tal
modo integriamo nuovi schemi energetici nei campi energetici preesistenti,
cosicch i corpi sottili vengono ristrutturati di conseguenza. Ci significa
che contemporaneamente al mutare della nostra percezione, al sorgere al
rilascio di vecchi schemi emotivi, grazie al lavoro sul respiro integriamo nel
nostro corpo tutti i dati e le informazioni relative. Volendo fare un'analogia
con il computer, come se con la respirazione satori scaricassimo dei dati,
trasferendoli dalla memoria ram (quella a breve termine) al disco rigido, di
modo che vengano memorizzati permanentemente.

L'importanza della respirazionesatori nel processo del Perdono Assoluto


quindi evidente. Con il lavoro sul respiro otteniamo i risultati voluti non solo
all'inizio del processo, quando lavoriamo per rilasciare le emozioni, ma
anche in seguito, quando il nostro sistema di credenze si trasforma e i
cambiamenti che ne derivano a livello di campo energetico devono essere
integrati. Con il processo di integrazione i cambiamenti vengono radicati
nel corpo, di modo che non sia pi possibile tornare alle percezioni ormai
superate.
Consiglierei ai lettori di dedicarsi ad almeno 1020 sessioni di
respirazionesatori, in presenza di un facilitatore, e nel corso di un certo
periodo di tempo potrebbe volerci per esempio un anno. Dopo aver
acquisito tale esperienza, con ogni probabilit potrete cominciare a
praticarla da soli.
28
La lettera
di rilascioliberazione
Ho sviluppato questa lettera adattando un documento analogo che mi
stato dato dalla dottoressa Sharon Forrest, ipnoterapeu ta e terapista del
corpo/mente della Forrest Foundation (un'associazione che non ha scopo di

lucro, con base in Messico, e rivolta allo sviluppo di terapie alternative


distiche).
Con questa lettera di rilascioliberazione proclamiamo al cospetto del nostro
S Superiore, e a ogni parte del nostro essere, che concediamo la nostra
pi totale e assoluta autorizzazione affinch tutti gli aspetti di nonperdono
che ancora albergano in seno a qualsiasi situazione problematica stiamo
vivendo o abbiamo vissuto, possano essere amorevolmente rilasciati. La
lettera rappresenta inoltre uno strumento di autoperdono, giacch
riconosce che abbiamo creato ogni nostra esperienza per trarne gli
insegnamenti di cui avevamo bisogno e crescere.
La lettera riprodotta nella pagina seguente potr essere fotocopiata e
ingrandita fino alle dimensioni pi appropriate. Per servirsene non bisogna
fare altro che riempire gli spazi vuoti, fare in modo che qualcuno ne sia
testimone, per poi bruciarla in forma rituale.
Lettera di rilascioliberazione
Data: Nome:
Mio caro S Superiore,
, con questa mia lettera accordo a te,

mio'sTAupeAore, alla mia Anima, alla mia Mente SuperCosciente, al mio


DNA, alla mia memoria cellulare, nonch a tutte le parti del mio essere che
potrebbero voler ancora trattenere elementi di nonperdono per qualsiasi
motivo, il permesso di rilasciare tutte le percezioni errate, le credenze
infondate, le interpretazioni errate e le emozioni fuorviami, ovunque
possano dimorare, siano esse nel mio corpo, nella mia mente inconscia, nel
mio DNA, nella mia mente consapevole, nel subconscio, nell'inconscio, nei
miei chakra e persino nella mia Anima, e chiedo a tutte le persone che non
vogliono altro che il mio bene di assistermi in questo processo di
liberazione.
j , ti ringrazio, mia cara Anima, per aver creato le
esperienze da cui deriva questo residuo di nonperdono, e comprendo che
per molti versi esse hanno rappresentato tutte quante un insegnamento,
offrendomi infinite occasioni di imparare e crescere. Accetto tali esperienze
senza giudicarle, e in tal modo le consegno al nulla da cui sono venute.
, con questa mia lettera voglio quindi
perdonarTZZ I

L ' * ' '0 1

P " '1

'

faccia ritorno al suo pi alto bene. La benedico per aver voluto essere il mio
insegnante. Interrompo qualsiasi attaccamento malsano nei suoi confronti e

le invio amore incondizionato e tutto il sostegno e l'energia di cui ha


bisogno.

con questa mia lettera voglio inoltre

perdonare me stesso, e accettarmi per ci che sono, amarmi


incondizionatamente proprio cos come sono, in tutto il mio potere e
magnificenza.
T, , con questa mia lettera mi riconsegno
al mio pi aito bene, e rivendico la mia libert, la soddisfazione dei miei
sogni, desideri e obiettivi, concedendomi chiarezza, amore, piena
espressione, creativit, salute e prosperit.
Firma:
Testimoniato da:
29
La Rosa del Perdono
Quando apriamo il nostro cuore agli altri, diventiamo vulnerabili e
affrontiamo il pericolo di trasformarci nel bersaglio delle loro proiezioni. La
loro energia psichica pu miscelarsi con la nostra, cos da impoverirla fino
all'esaurimento.

Pi organizzo e dirigo seminari, pi mi rendo conto che in molti casi i


problemi che le persone sembrano incontrare con qualcuno in particolare
scaturiscono dal fatto che quest'ultimo in grado di penetrare il loro campo
energetico e manipolarlo a piacimento. Quasi invariabilmente le persone
che partecipano ai miei seminari hanno dei problemi con personalit che
sembrano penetrare il loro terzo chakra, che proprio quello depositario
delle tematiche del potere e del controllo. Una volta assunto quel genere di
controllo energetico, gli poi facile attingere all'energia della persona
controllata, oppure riversare su di essa qualsiasi forma di energia
indesiderata. Ovviamente tutto ci viene fatto a livello subconscio, senza
alcuna consapevolezza, si spera, senza cattiveria. Resta il fatto che per la
persona che viene manipolata si tratta di una condizione debilitante, che
sottopone la relazione a una grande tensione.
Tipicamente, la persona che pi spesso ci invade e assume il controllo della
nostra energia nostra madre; probabilmente ci non sorprender affatto i
lettori, e devo aggiungere che spesso la madre riesce a esercitare quel
controllo persino dalla tomba. Ma potrebbe anche trattarsi del padre, del
marito o della moglie, o di qualsiasi altra persona che abbia assunto un
certo controllo sulla nostra energia. Tuttavia, si tratta quasi sempre della
madre.

Il modo pi semplice per porre fine a tale fenomeno, o per impedire che si
manifesti con le persone con cui entriamo in contatto, consiste
semplicemente nel porre una rosa immaginaria, visualizzata, tra noi e
l'altro. E uno strumento di protezione sorprendentemente potente.

In moltissimi scritti esoterici la rosa un simbolo di protezione psichica. Per


qualche misterioso motivo possiede un enorme potenziale protettivo,
probabilmente perch un simbolo universale dell'amore. Visualizzare una
rosa si trasforma in una protezione dalle proiezioni altrui e rappresenta un
modo per bloccare l'energia negativa senza per questo chiudere il nostro
cuore alle persone che ci stanno di fronte. Non saprei spiegare perch
visualizzare una rosa funzioni cos bene; in realt, possiamo creare una
protezione psichica con qualsiasi altro genere di visualizzazione, perch alla
fin fine il semplice farlo produce l'intenzione di autoproteggersi. Tuttavia, la
rosa stata usata per secoli a tale scopo, e sembra funzionare meglio della
maggior parte degli altri simboli.
Quindi, d'ora in poi, in qualsiasi occasione ci troviamo a incontrare una
persona con cui non desideriamo mescolare la no

stra energia, visualizziamo una rosa posizionata al limitare della nostra


aura, o a met strada tra noi e l'altro. Poi cerchiamo di valutare se, grazie a
questa visualizzazione, il rapporto prende una piega diversa. Dovremmo
poter percepire una sensazione molto pi intensa del nostro spazio psichico
e della nostra identit, mantenendoci nel contempo completamente
presenti e a disposizione dell'altro. Non necessario che la persona in
grado di esercitare il suo controllo sia fisicamente presente; quindi, per
proteggere la nostra energia, sar opportuno servirsi della visualizzazione
della rosa anche quando le si parla al telefono.
AutoVerdono Assoluto
Spero che ormai i lettori abbiano compreso che, qualsiasi cosa percepiamo
l fuori, altro non che una proiezione di ci che abbiamo qui dentro; in
pratica, ci che vediamo negli altri soltanto un riflesso della nostra
coscienza. Tanto per fare un esempio, se in una sala ci sono 2000 persone
stipate, in realt ce n' una sola, e quella siamo noi. Tutto il resto non che
il riflesso della nostra mente, e la relativa percezione semplicemente
quanto abbiamo elaborato a proposito degli altri. Ci guardiamo
continuamente allo specchio, e qualsiasi cosa vediamo in esso, in definitiva
siamo noi. Ecco perch si pu ben dire che qualsiasi forma di perdono in
sostanza autoperdono.

un aspetto del perdono su cui insisto da molto in tempo. Il perdono di se


stessi ha luogo automaticamente, sufficiente che ci rendiamo conto che
tutto ci che vediamo l fuori siamo noi (si veda il foglio di lavoro, passi da
9 a 12). Non appena cogliamo la verit in qualcuno, la facciamo
automaticamente nostra.
Ho sempre avuto l'impressione che perdonare tutto ci che succede l fuori
ci risulti molto pi semplice che perdonare noi stessi perch siamo abituati
a operare nel mondo come soggetti o come oggetti, ma mai le due cose
nello stesso tempo (il che corrisponde alla modalit dell'autoperdono). In
sostanza, a chi facciamo appello quando ci chiediamo di perdonare? Chi sta
perdonando chi?
Non quindi il caso di stupirsi se l'autoperdono cos difficile: stiamo
cercando di essere nel contempo giudice, giuria,
avvocato difensore e testimone! Ecco perch meglio (forse) concentrarci
sul Perdono Assoluto degli altri, giacch cos facendo, per interposta
persona, otterremmo automaticamente e contemporaneamente il Perdono
Assoluto di noi stessi.
Tutto ci ancor pi vero nella misura in cui siamo assolutamente
inconsapevoli degli aspetti di noi stessi che non ci piacciono e che odiamo.
Come possiamo perdonare quegli aspetti di noi stessi che non conosciamo

neppure lontanamente? Fortunatamente, come abbiamo gi visto, la legge


dell'attrazione ci viene in soccorso portando nella nostra vita persone che,
entrando in risonanza con quelle questioni insolute, le rispecchiano
portandole alla nostra attenzione. Ovviamente, almeno inizialmente, la
cosa risulta assai irritante, ma via via che passiamo da un foglio di lavoro
all'altro e perdoniamo (ovvero riconosciamo la verit), finiamo
automaticamente per perdonare noi stessi. Ecco perch ci lecito
affermare che le persone che siamo soliti giudicare e che meno ci piacciono
sono in realt i nostri pi grandi insegnanti e guaritori.
Un altro motivo per cui non ho mai insistito sull'autopcr" dono, e sul relativo
lavoro, che mi sono accorto che molte delle persone che manifestano il
desiderio di operare in tale direzione palesano immancabilmente una
dipendenza
psicologica
verso
la
recriminazione
e
l'assunzione
indiscriminata di ogni responsabilit per qualsiasi cosa. In sostanza,
soggetti del genere non aspettano altro che potersi servire dell'auto
perdono per continuare il loro processo di autofustigazione. Insistendo sul
fatto che si deve cominciare col perdonare gli altri, li costringo a rinunciare
al loro deciso negare di avere problemi con gli altri (ovviamente, tutt'altro
che cos), consentendo loro di accedere a un autoperdono genuino, e cio
al normale processo del Perdono Assoluto.

Detto ci, riconosco che c' pur sempre la necessit di fornire il contesto e
lo spazio necessario per entrare in contatto ed estendere misericordia e
perdono a quelle parti di noi stessi che si sono assunte il peso e la colpa di
ci che hanno vissuto in passato, e/o provano vergogna per ci che
ritengono di essere.
Nel corso degli ultimi anni ho sperimentato un seminario di perdono di se
stessi che ho chiamato Emergerne', che si infine dimostrato
un'esperienza di guarigione tanto bella quanto profonda. comunque
opportuno sottolineare che il contesto di questo lavoro di autoperdono
esattamente lo stesso del Perdono Assoluto vale a dire che, dal punto di
vista spirituale, le basi sono identiche: non c' giusto o sbagliato, non ci
sono vittime e persecutori quindi, in definitiva, non c' nulla da perdonare.
Ecco perch il rilascio energetico ottenuto da quasi tutti i partecipanti al
seminario risultato essere concreto e significativo.
Una parte considerevole dell'autoperdono che sto offrendo attualmente in
forma pi avanzata affonda le sue radici in una disciplina terapeutica di
orientamento spirituale conosciuta col nome di "psicosintesi". La
psicosintesi fu ideata e sviluppata all'inizio del 1900 dallo psichiatra italiano
Roberto Assagioli. Costui era sicuramente un pioniere, e bench all'epoca il
suo lavoro non sia stato debitamente riconosciuto, oggi trova vaste

conferme e seguito. Studiandolo mi sono reso conto che i suoi principi sono
assolutamente coerenti con quelli del Perdono Assoluto.
Con il suo lavoro Assagioli ha dimostrato che non c' soltanto un singolo
bambino interiore, come comunemente descritto, ma tutta una serie di
subpersonalit. Molte di queste subpersonalit sono state create per gestire
o sopravvivere alle nostre ferite primordiali, o ancora per compensare le
carenze che percepiamo ossia le basi della nostra percezione del s ferito.
[E il caso di aggiungere che persino le persone cresciute in famiglie
apparentemente sane possono aver ricevuto le loro belle ferite. Spesso si
tratta di ferite assai difficili da riconoscere, e che possono persino essere
dovute a percezioni errate. Ci sono poi le ferite spirituali, che possono
derivare
dalla presenza d genitori affettuosi ma in realt non connessi con lo Spirito,
o in grado di presentare Do soltanto come entit esterna e separata
condizione che impedisce loro di trasmettere un senso di connessione
spirituale],
Assagioli ha scoperto che per poter superare tali ferite ed espanderci fino a
realizzare la pienezza del nostro potenziale, dobbiamo necessariamente
costruire una connessione em patica con ognuna delle nostre
subpersonalit, di modo che possano manifestarsi, essere comprese e

perdonate ovviamente perdonate sulla base dei principi analoghi a quelli


del Perdono Assoluto (Caroline Myss si serve abitualmente di un approccio
simile, basato sulla teoria degli archetipi, e lo stesso fanno Hai Stone, con la
sua tecnica d dialogo vocale, e David Quigley, con la sua ipnoterapa
alchemica).
Qualche tempo fa avevo in mente di scrivere un altro libro, mirato proprio
all'analisi dell'autoperdono, ma una volta cominciato a scriverlo, mi sono
reso conto che, al di l dei suoi contenuti accademici, non avrebbe detto
nulla di diverso da quello che trovate gi in queste pagine. Il motivo che,
fondamentalmente, si sarebbe semplicemente trattato di sostituire il
termine "oppressore" al termine "vittima": perii resto, non sarebbe
cambiato nulla. Ovviamente avrei potuto aggiungere anche altri aspetti
come, per esempio, raffrontare e guarire il proprio lato ombra (argomento
che gi stato trattato mirabilmente da Debbie Ford), ma per quanto
riguarda il Perdono Assoluto, non avrei fatto altro che ripetermi.
Dopo aver portato a termine diversi seminari Emergence e aver
approfondito il lavoro di Assagioli, ho capito che era necessario creare, oltre
al seminario stesso, un Programma di AutoPerdono Assoluto online, e cio
disponibile su Internet, di modo che chi lo desiderava potesse portarlo a
termine a casa propria, ottenendo lo stesso tipo di risultato. E cos ho fatto!

(Si veda il sito internet www.radicalempowerment.com. solo in lingua


inglese).
In precedenza ho sollevato questo interrogativo: Chi sta perdonando chi?.
Ebbene, si pu rispondere in due modi diversi. Nel caso del Perdono
Tradizionale, l'io a fare appello all'io stesso, ovvero al s umano. Com'
evidente, in una condizione del genere stiamo davvero cercando di ricoprire
contemporaneamente il ruolo di giudice, giuria, avvocato difensore e
testimone. Ecco perch non ha mai successo: la corte di giustizia nella
nostra testa resta in preda al caos pi assoluto e in una situazione di stallo.
Sono certo che i lettori avranno capito di cosa sto parlando per loro
esperienza personale !
Nel Perdono Assoluto le cose vanno in modo assolutamente diverso. Infatti,
in tale contesto facciamo appello non al nostro s umano, ma al nostro S
Superiore, ossia la nostra coscienza dell'/o Sono. questa la parte
trascendente di noi stessi, che non mai separata da TuttoCiCheE, che
sempre con noi nel cuore del nostro essere, e che, per cos dire, ci
contempla dall'alto. Si tratta dello stesso genere di coscienza che sa bene
che non c' n giusto n sbagliato, n buono n cattivo, e che non si
identifica affatto con i contenuti o i processi della nostra esistenza. Si limita
a osservare!

Per quel che sono riuscito a capire, cos come tradotto nei nostri seminari e
nel programma disponibile online, il processo dell'AutoPerdono Assoluto si
pone molteplici obiettivi. Tanto per cominciare, il suo scopo quello di
aiutarci a comprendere la natura del s, nonch la nostra relazione con tutti
i diversi aspetti di noi stessi che costituiscono ci che siamo. Dobbiamo
innanzitutto riuscire a identificarli, per poi trovare il modo di entrare in
contatto empatico con le diverse parti di noi stessi che costituiscono ci che
siamo, in particolar modo quelle che hanno sperimentato un deficit di
attenzione e amore nel corso degli anni della nostra formazione.
Dopo aver identificato le subpersonalit ferite e aver compreso il loro
bisogno di esistere in quanto subpersonalit di
sopravvivenza, o di compensazione delle deficienze, cos come le
percepiscono, necessario che le aiutiamo a passare oltre le ferite subite e
a comprendere la perfezione delle circostanze che hanno causato il loro
dolore originario. A quel punto saremo liberi di trasformarci in ci che
saremmo dovuti essere, e giungere alla piena realizzazione di ci che siamo
realmente. Solo allora potremmo alimentare amore incondizionato e piena
accettazione di noi stessi.
Cos facendo ci saremmo pienamente allineati con il nostro s
trascendente, che da un lato conosce la nostra pura perfezione, il nostro IO

SONO, e dall'altro riconosce l'assoluta perfezione della nostra stessa


imperfezione.
E in quel preciso momento che possiamo dire, con piena cognizione di
causa: Io non sono ok; tu non sei ok ma tutto ok!.
Note 1. Letteralmente manifestazione, emergenza; N.d.T.
Postfazione
Malgrado tra la prefazione e questa postfazione ci siano circa 300 pagine, i
lettori si saranno resi conto che abbiamo continuato a trattare lo stesso
tema abbordato all'inizio, e cio il cambiamento. Nella prefazione ho
descritto i cambiamenti intercorsi fino al momento della stesura di questo
libro. In questa postfazione voglio concentrarmi soprattutto su ci che verr
dopo, visto e considerato che ho finalmente compreso che tutto questo mio
lavoro sul Perdono Assoluto riguarda molto di pi che il semplice processo
del perdono, ed in realt molto pi vasto di quanto avessi immaginato.
Sapevo fin dall'inizio che il Perdono Assoluto non concerneva soltanto il
perdono in s e per s almeno non come inteso tradizionalmente. N si
trattava di una semplice alternativa al Perdono Tradizionale, pi rapida e
pi efficace di qualsiasi altra forma di perdono.
Sebbene includa tutto ci, il Perdono Assoluto anche qualcosa di
infinitamente pi grande, onnicomprensivo e assolutamente rivoluzionario.

Potrei descriverlo in termini di una concezione scioccante, capace di


scuotere alle fondamenta le nostre attuali idee sulla realt e di mettere in
discussione la nostra stessa percezione del mondo. Il Perdono Assoluto ci
invita a intraprendere un processo radicato in una realt tetradimensionale,
che ancora non comprendiamo pienamente. Non disponiamo neppure di
prove definitive sulla sua efficacia, se si esclude la nostra stessa
consapevolezza dei cambiamenti significativi che ne derivano non appena
intrapreso il suo sentiero. {Chiunque abbia fatto un foglio di lavoro sa di
cosa sto parlando!).
Nel Perdono Assoluto dobbiamo rinunciare al nostro abituale modo di
concepire noi stessi e il mondo in generale per aprirci a una possibilit
inaudita: cominciare a operare sulla base di una nuova realt (prima ancora
di sapere realmente di che cosa si tratti o come funzioni), in virt della
nostra semplice volont o disponibilit.
Tuttavia, il dono assolutamente sorprendente che il Perdono Assoluto offre
all'umanit consiste nella sua capacit di fungere da ponte, un ponte che ci
permette di spaziare liberamente e facilmente, senza neppure rendercene
conto, tra la realt tridimensionale e quella tetradimensione. un ponte
che ci consente di cominciare a operare sulla base della vibrazione di
amore della realt a quattro dimensioni pur trovandoci ancora nella realt
tridimensionale fisica.

Un ponte del genere si rende necessario giacch, sebbene nel profondo del
nostro essere sappiamo gi della presenza di una realt a quattro
dimensioni basata sull'amore, la pace, l'interezza e la gioia e vorremmo
disperatamente dimorarvi all'idea di
lasciar andare tutta la nostra realt, che ci cos familiare, siamo
letteralmente terrorizzati. E ci nonostante l'attuale realt, quella in cui
siamo bloccati, si basi invece sulla paura, la separazione e il dolore. un
dubbio concreto e profondamente radicato: cosa succeder se salter nel
vuoto e solo allora scoprir che la realt che avevo sognato non esiste
affatto?
Quindi, malgrado la tecnologia del Perdono Assoluto sembri essere
soprattutto uno strumento con cui riuscire finalmente a perdonare noi
stessi e gli altri, il suo vero scopo offrirci una possibilit di praticare
concretamente il dimorare nella realt dell'amore, pur essendo beatamente
ignoranti della nostra reale presenza in essa. Quando pratichiamo il
Perdono Assoluto, siamo indotti a pensare che si tratti semplicemente di
completare un foglio di lavoro, o di servirci di uno degli altri processi,
mentre in realt, senza neppure rendercene conto, stiamo oltrepassando
l'abisso che ci separa dalla realt a quattro dimensioni, per poi cominciare a
operare direttamente su quella base. Grazie a un semplice gioco di

prestigio, e alla benedizione dell'ignoranza, nel corso di questo processo il


nostro io finisce tranquillamente per estinguersi.
Come in ogni altra circostanza della vita, pi pratichiamo qualcosa, meno
ne abbiamo paura. E quando arriver finalmente il momento del
cambiamento che ritengo imminente ci saremo talmente abituati alla
dimensione della vibrazione dell'amore (sperimentata attraverso il Perdono
Assoluto) che ogni residua paura circa il balzo finale sar completamente
svanita.
Ci mi riconduce a una domanda che mi sento spesso rivolgere subito dopo
aver completato uno dei miei seminari: Come posso rimanere nella
vibrazione del Perdono Assoluto ed evitare che la realt circostante mi
catapulti nuovamente nella coscienza di vittima?.
La risposta semplice: sufficiente continuare a usare gli strumenti qui
descritti. Ogni qualvolta ce ne serviamo, ci anco
riamo ulteriormente nella realt tetradimensionale del Perdono Assoluto,
quindi sempre meno probabile che scegliamo di ritornare nella realt
tridimensionale. Alla fine, la vibrazione dell'amore diventer la nostra
modalit esistenziale standard e ci ritroveremo perfettamente stabilizzati
nella sua dimensione.

Peraltro c' un aspetto molto pi profondo della faccenda che merita la


nostra completa attenzione. Per poter continuare a usare gli strumenti cos
da continuare a dimorare nella realt tetradimensionale e innalzare la
nostra vibrazione, dobbiamo rimanere SVEGLI.
Facendo riferimento alla figura 16 del capitolo 22 (pagina 270), possiamo
constatare che, nel momento in cui ci lasciamo cogliere dall'emozione della
rabbia fino al punto di oltrepassare la linea di demarcazione che segna la
perdita della consapevolezza spirituale e la ricaduta nella coscienza di
vittima, siamo nuovamente nei guai. Ne deriva, infatti, una cospicua
riduzione del nostro livello vibratorio e la perdita della consapevolezza della
realt che avevamo appena scoperto. Ci ritroviamo cos scaraventati nel
mondo della separazione, nella realt caratterizzata dalla paura da cui trae
alimento la morsa dell'io. A quel punto, non ci passa nemmeno per la testa
di fare un foglio di lavoro. Per farla breve, siamo nuovamente persi!
Sono giunto alla conclusione che tale fenomeno non rappresenti soltanto un
passo indietro, a seguito del quale perdiamo tutto ci che avevamo
ottenuto attraverso l'esperienza del Perdono Assoluto, ma che costituisca
altres il pi probabile ostacolo al conseguimento della missione di creare
un mondo caratterizzato dal perdono entro il 2012.
Com' noto, perch ci siano i presupposti per il Risveglio, necessaria una
certa massa critica di persone, con una coscienza innalzata di quel tanto

che basta per controbilanciare la maggioranza, la cui frequenza vibratoria


resta bassa. E quindi di importanza fondamentale che tutte le persone che
hanno innalzato la loro vibrazione (per esempio leggendo questo libro)
restino ben sveglie e continuino ad applicarsi nel processo stesso che
permette di attraversare il ponte precedentemente descritto.
Sino a oggi, nel servirmi del Perdono Assoluto, ho tenuto a mente l'obiettivo
primario di guarire le nostre ferite e rilasciare i blocchi energetici, cos da
migliorare la nostra esistenza. Con ci non intendo dire che mi sono limitato
a lavorare con i singoli individui, giacch ho scoperto che la tecnologia del
Perdono Assoluto si rivela essere in ogni suo aspetto altrettanto potente
nella guarigione delle comunit.
Lavorare in Australia ha rappresentato un'occasione per cercare di
applicare tale tecnologia nel contesto del movimento di riconciliazione che
coinvolge i bianchi di origine europea e gli Aborigeni australiani, nel
tentativo di guarire le tragiche vicende del loro passato. Proprio in Australia
ho scritto e pubblicato un libro intitolato Reconciliation Through Radicai
Forgiveness A Spiritual Technologyfor Healing Communities\ Con questo
libro ho voluto offrire la tecnologia spirituale del Perdono Assoluto a
chiunque volesse operare per la riconciliazione in quel paese, a livello
familiare, scolastico e comunitario.
Il lavoro del perdono nelle aziende

Sto facendo esattamente la stessa cosa nelle aziende che richiedono il mio
intervento. Ho semplicemente preso il Perdono Assoluto e l'ho plasmato in
una tecnologia volta a sollevare il morale, aumentare la produttivit e
prevenire i conflitti sul posto di lavoro. Tale format ha preso il nome di
Quantum Energy Management System. Le societ valuesbased sono
particolarmente interessate a questi seminari, e la domanda sta crescendo
in modo esponenziale.
II Programma di Autopotenziamento Assoluto
Stiamo altres concentrandoci su metodi tali da permettere non solo di
mantenere la frequenza vibratoria elevata ottenuta attraverso l'esperienza
del Perdono Assoluto, ma anche di incrementarla continuativamente sino al
pi alto livello possibile, cos da renderla definitiva. A tal fine abbiamo
approntato un Programma di AutoPotenziamento Assoluto, grazie al quale
possiamo facilmente giungere a una frequenza pi elevata del normale.
Quindi, invece di trovarci sempre a incarnare Xeffetto in un mondo di causa
ed effetto, ci trasformiamo nella causa della nostra stessa vita. Si tratta di
una tecnologia semplice eppure potente, una combinazione di Perdono
Assoluto (per guarire il passato) e di AutoPotenziamento Assoluto (per
creare il fturo) dagli effetti assolutamente straordinari. Una volta
sviluppato tale potere attraverso il programma (che dovrebbe essere
osservato per 12 mesi), la nostra vibrazione dovrebbe essersi innalzata

notevolmente, cosicch potremmo manitestare ci che desideriamo


facilmente e rapidamente (per ulteriori informazioni si veda il sito
www.radicalempowerment.coml.
Una delle chiavi per realizzare tutto il proprio potenziale spirituale nonch
un fattore fondamentale per mantenere la connessione con la vibrazione
del Perdono Assoluto, consiste nello sviluppo sistematico di quella porzione
della nostra coscienza definita l'Osservatore. Si tratta della parte
autoconsapevole del nostro essere, capace di testimoniare, ossia osservare,
l'intera comunit dei nostri s interiori. Traendo vantaggio dalla sua
posizione esterna, distanziata da ci che siamo, l'osservatore, se
adeguatamente addestrato, pu rendersi conto del momento in cui
perdiamo consapevolezza. A quel punto far il necessario per riportarci
indietro per esempio ricordandoci di fare ricorso al processo in 4 fasi o
all'ascolto dei 13 passi. Un osservatore ben addestrato ci terr sempre alla
larga dalla
coscienza di vittima, liberi e pienamente capaci di fruire del nostro libero
arbitrio.
Un'altra domanda a cui mi trovo immancabilmente a dover rispondere :
In che modo posso applicare con successo la tecnologia del Perdono
Assoluto in ogni area della mia vita?.

Anche
questa
domanda
trova
risposta
nel
Programma
di
Autopotenziamento Assoluto, con cui otteniamo tutti gli strumenti necessari
per creare qualsiasi situazione desideriamo. Come gi detto, tale
programma ci insegna a servirci della nostra intelligenza spirituale, cos da
innalzare la vibrazione, creare la realt e accelerare le crescita spirituale
(altre informazioni presso l'indirizzo web sopra citato). Dopo aver integrato
al livello della nostra coscienza il modello del Perdono Assoluto, e aver
sviluppato l'osservatore quel tanto che basta, il Perdono Assoluto entrer
automaticamente in funzione in ogni aspetto della nostra esistenza e sar
pressoch impossibile tenerlo fuori!
Chiunque desideri dedicarsi a questo programma incontrer il nostro
massimo supporto. Per esempio, mettiamo a disposizione tutta una serie di
strumenti relativi alla gestione dei problemi con i figli, alla perdita di peso,
alla prosperit economica, alla cura delle relazioni e della salute. E ne
arriveranno altri ancora: sar sufficiente tener sempre il sito web a portata
di clic!
C' una terza domanda che salta immancabilmente fuori non appena chi
pratica il Perdono Assoluto si rende conto spontaneamente che, tanto per
cominciare, questo lavoro pu avere un notevole impatto sull'intero
pianeta, e che, secondariamente, costituisce un'opportunit di rendere un
servizio spirituale significativo e gratificante. La domanda : Come posso

condividere con gli altri tutto ci che ho imparato, di modo che possano
servirsi di questi strumenti potenti e ricevere benefici analoghi ai miei?.
La risposta il programma di certificazione professionale, che abbiamo
recentemente messo in funzione, attraverso il quale si pu ottenere la
qualifica di "Coach di Perdono Assolu
to". Si tratta fondamentalmente di un programma da svolgere a casa,
quindi estremamente accessibile e non ci sono particolari prerequisiti. I
lettori potranno trovare ulteriori dettagli nell'appendice, nonch sul nostro
sito web.
Una risposta alternativa alla domanda di cui sopra che il Perdono Assoluto
si sta diffondendo a macchia d'olio grazie ai resoconti di chi ne legge e ne
fa esperienza. Quando pubblicai la prima edizione, nel 1997, ricevetti una
lettera da uno dei proprietari di una delle pi grandi librerie indipendenti di
Atlanta. Mi spieg che c'erano persone che compravano una copia del mio
libro e poi tornavano una settimana dopo, o poco pi, per comprarne
diverse altre per i loro amici. Mi disse: una cosa che ho visto accadere
solo in due altri casi: per il libro La Profezia di Celestino e per Conversazioni
con Dio, diventati entrambi dei bestseller!.
Non sto dicendo che sia necessario che ognuno dei lettori vada a comprare
altre sei copie del libro per regalarle in giro, ma se voleste parlare agli amici

del giovamento che avete tratto dal Perdono Assoluto, sarebbe gi una
gran cosa. Probabilmente, oggi come oggi, il metodo migliore consiste
nell'inviare una email a tutti gli indirizzi della vostra rubrica spiegando che
si tratta davvero di un libro interessante... Vi ringrazio anticipatamente!
E cos adesso vostro: il Perdono Assoluto finalmente uscito allo
scoperto. E sempre stato l, nascosto da qualche parte, come semplice
strumento per guarire la vostra vita {e, ovviamente, proprio cos!), ma
ormai si "rivelato", dimostrandosi una tecnologia potente che, oltre ad
aiutarvi a guarire la vostra vita e a sradicare i blocchi energetici, innalzer
considerevolmente la vostra vibrazione, risvegliandovi pienamente e
consentendovi di trasformarvi in un essere spirituale pienamente realizzato,
capace di passare agevolmente dalla terza alla quarta, e persino alla quinta
dimensione della realt.
Si tratta, inoltre, di un modo per contribuire significativamente a cambiare il
mondo, sia individualmente sia collettivamente. Con l'innalzarsi della nostra
frequenza vibratoria ci ritroveremo a rispondere alla chiamata, a fare
sempre pi per gli altri e a prepararci per il grande Risveglio.
Vi ringrazio di cuore per aver voluto compiere questo percorso in mia
compagnia. Ci sono molte cose meravigliose da assaporare, conquiste
assolutamente eccitanti, e vi sono grato per essere entrati nella mia vita.

Namaste
Colin Tipping L u g,. 2 0 0 6
Note
1. Letteralmente "Riconciliazione attraverso il Perdono Assoluto
tecnologia spirituale per guarire le comunit".

Una

Ringraziamenti
Voglio innanzitutto esprimere la mia gratitudine e il mio amore a mia
moglie JoAnna, che ha sempre creduto in me e mi ha offerto tutto il suo
sostegno nel corso della stesura di questo libro, anche quando le cose
andavano tutt'altro che bene. Ho un particolare debito di gratitudine anche
nei confronti di mia sorella Jill e di mio cognato Jeff, che mi hanno permesso
di pubblicare la loro storia personale, senza la quale queste pagine non
avrebbero sicuramente tutto il loro peso. Grazie, per lo stesso motivo,
anche a mia figlia Lorraine, e alla Lorraine figlia di Jeff, nonch a tutti i
membri della famiglia di Jill e Jeff, che hanno voluto leggermi e cogliere il
meglio in ognuna della persone che ha avuto un ruolo nella storia di Jill.
Grazie a mio fratello John, che ha testimoniato il dispiegarsi di quegli
eventi, per la sua pazienza e il suo sostegno. Come dimenticare poi Michael
Ryce, a cui sono grato per l'ispirazione che mi ha concesso in merito al
foglio di lavoro, e ad Arnold Patent, che mi ha introdotto alle leggi spirituali.

Ci sono moltissime altre persone che hanno contribuito in modo rilevante


alla realizzazione di questo volume, e pi in generale alla diffusione del
messaggio del Perdono Assoluto: li ringrazio tutti quanti, ogni giorno che
passa. Un caloroso grazie anche a tutti i miei studenti presso Mnstitute of
Radicai Forgiveness, che interpretano appieno il messaggio del perdono
come praticanti e insegnanti. Un particolare grazie a Debi Lee, che mi ha
concesso di raccontare la sua storia, e a Karen TaylorGood, le cui canzoni e
composizioni attribuiscono una melodia particolare a ogni mio seminario,
specialmente quando presente di persona. Voglio citare e ringraziare
anche i miei collaboratori e colleghi presso Ylnstitute far Radicai
Forgiveness: Pamela Black, Patrick O'Rourke, Neil Wheatley e Sandra
Richmond. Grazie a Elizabeth Grobes, che ha curato la revisione finale, e a
Diana Urbas e Beth Phillips, che hanno corretto le bozze. Brian Copping mi
ha notevolmente aiutato nell'ampliare e raffinare il mio pensiero; con lui ho
appena iniziato una nuova e proficua collaborazione... Grazie! E grazie
anche a Karen Bates, che di recente entrata a far parte della nostra
squadra. I miei ringraziamenti vanno anche a C.J. Ryce e Ryan Makham, che
hanno creato un sito web fantastico e interattivo, e a Deborah Hill, per tutta
la sua competenza grafica e il suo aiuto. E infine, tutto il mio amore e la
mia gratitudine a mia madre e mio padre, che hanno scelto di avere un
figlio accettando la mia richiesta di incarnarmi attraverso di loro.

Alcuni commenti a questo libro


Adoro questo libro! Non si potr mai sottolineare a sufficienza l'importanza
del perdono. E nessuno sforzo per cercare di realizzare questo arduo
compito potr mai considerarsi sprecato.
Dottoressa Caroline M. Myss, autrice di Anatomia dello spirito e di Why
People Don't Heal and How They Can.
Si tratta del pi esaltante libro sul perdono in cui mi sia imbattuto da
molto tempo a questa parte. Non avevo mai letto niente di cos ben scritto,
cos chiaramente articolato, cos straordinariamente coerente ed esplicito.
Lo raccomando a tutti quanti! E un libro che pu cambiare e salvare la vita
delle persone. Per qualcuno potr rappresentare il dono di una nuova vita.
Neale Donald Walsch, autore della serie Conversazioni con Dio
Lavorare sulla rabbia senza giungere al perdono pu trasformarsi in
un'altra forma di dipendenza. Questo superbo libro fornisce gli strumenti
indispensabili per giungere a un autentico perdono, cos da poter andare
oltre il dolore e guarire la nostra vita.
John Bradshaw, giornalista della PBS, conferenziere e autore di Healing th
Shame that Binds You, Homecoming, Creating Love e Family Secrets.

La guarigione di cui c' cos bisogno nel mondo non si limita ai singoli
individui, ma si estende a nazioni, imprese e istituzioni. Si sente per la
mancanza di strumenti idonei a scusarsi, scusare e perdonare. Colin Tipping
un brillante pioniere di questo settore in rapido sviluppo, e ci regala con
questa sua opera proprio il genere di tecniche di trasformazione di cui
abbiamo bisogno per poter lasciare ai nostri figli un mondo pi pacifico e
armonioso.
Jeff Gates, autore di The Ownership Solution e consulente del governo
statunitense e di altri governi di tutto il mondo.
Perdono Assoluto! Che concezione straordinariamente innovativa e utile!.
Dottor C. Norman Shealy, coautore (con Caroline Myss) di The Creation of
Health.
E un libro magnifico, e sono orgoglioso di poterlo consigliare ai lettori.
Perdono Assoluto offre un metodo straordinariamente ben delineato per
sbarazzarci di tutto ci che ci causa dolore nella nostra vita. Le mie pi
sentite congratulazioni a Colin Tipping per averci messo la mente e il cuore,
cos da illuminare un'area di tale importanza. Mettete in pratica questi
principi dinamici e la vostra vita ne uscir rinnovata!.
Alan Cohen, autore del bestseller The Dragon Doesn't Live Here any More e
di / Had It Ali th Time.

Mi giungono cos tante richieste di recensioni che ho preso


sistematicamente a negarmi a tale pratica. Ma di questo libro sul perdono
c'era un tale bisogno, che per una volta ho fatto una eccezione. Sono i miei
stessi lettori a scrivermi per raccontarmi le pi straordinarie esperienze
scaturite proprio dal l'aver praticato quotidianamente il miracoloso potere
del perdono. Dedicatevi al perdono regolarmente, fatene un'abitudine
mentale, e scoprirete l'energia del sollievo, quanto sia meraviglioso lasciar
andare ogni doloroso fardello. A quel punto nella vostra vita ci sar spazio
per qualsiasi miracolo ! Come riuscirci? E spiegato in questo libro!
Catherine Ponder, della Unity Chiirch Worldwide. Autrice di The Dyna mic
Laws of Prosperity e di The Dynamic Lctws ofHealing.
Colin spiega e insegna l'unico metodo veramente spontaneo per giungere
al perdono che io abbia mai sperimentato. Mi piace questo libro, cos come
mi piacciono i seminari e i metodi con cui possibile elaborare un autentico
perdono senza dover passare per conflitti, dolore, risentimento o
resistenza.
Mark Victor Hanson, autore di Brodo Caldo per l'Anima e di molti altri
volumi (Mark e la moglie hanno partecipato al seminario "Cerchio di
Perdono" tenutosi a Costa Mesa, California, il 30 giugno 2002).
VAutore

Colin nato in Inghilterra nel 1941 da una famiglia di operai, ed cresciuto


durante la Seconda Guerra Mondiale e nell'immediato dopoguerra. Ha un
fratello maggiore e una sorella minore, di cui si parla proprio nel primo
capitolo. Come egli stesso racconta, i suoi genitori erano brava gente,
gentili e grandi lavoratori, tant' che si sempre considerato fortunato per
aver potuto godere di una infanzia stabile e gioiosa, malgrado le difficolt
sociali di quegli anni.
Gi da ragazzo Colin riusciva in qualche modo a ispirare fiducia alle persone
che lo avvicinavano per parlare di come si sentivano: sapeva ascoltare
astenendosi dal giudicare. Dopo 4 anni di servizio presso la Royal Air Force,
Colin diventato insegnante, prima alle superiori e poi al college, e anche
in quel suo ruolo si spesso ritrovato a fare del counselling. Dal suo primo
matrimonio,conclusosi con un divorzio dopo 7 anni, ha avuto 3 figli. Il
secondo matrimonio durato solo 4 anni, ma ha mantenuto ottimi rapporti
con entrambe le exmogli.
Nel 1984 si trasferito negli Stati Uniti e poco tempo dopo ha ottenuto la
qualifica di ipnoteraupeuta clinico. L'ipnosi gli piaceva

perch, come aveva potuto constatare dopo diversi anni di pratica,


accelerava la terapia riducendone mediamente la durata a un terzo.
Non era religioso prima e si sente ancora "libero" da ogni dogma religioso
organizzato. Si affida a una spiritualit concreta e semplice, aperta e
nondogmatica.
Nel 1992, assieme alla moglie JoAna, incontrata e sposata ad Atlanta due
anni prima, ha cominciato a organizzare nella Georgia settentrionale una
serie di ritiri di guarigione rivolti ai malati di cancro. Avendo riconosciuto
che la mancanza di perdono era una delle cause fondamentali del male,
Colin e la moglie hanno messo a punto una nuova forma di perdono che in
seguito avrebbero chiamato "Perdono Assoluto". A differenza del Perdono
Tradizionale, che richiede molti anni e che, com' risaputo, cosa tutt'altro
che semplice Colin voleva qualcosa di rapido, accessibile, semplice e che
non richiedesse una terapia.
Nel 1997 Colin ha pubblicato la prima edizione di questa opera e nel
gennaio del 1998 ha cominciato a tenere seminari. Oggi i suoi "Istituti per il
Perdono Assoluto" sono presenti negh Stati Uniti, in Australia, Polonia e
Germania. E non ha nessuna intenzione di andare in pensione!
Per ulteriori informazioni si veda il sito alfindirizzo www.colin tipping.net.
Indice

Prefazione!
Introduzione A
PARTE PRIMA
GUARIGIONE ASSOLUTA
I.

La storia di Jill "

PARTE SECONDA
CONVERSAZIONI SUL PERDONO ASSOLUTO
2.1 presupposti fondamentali
3. Mondi separati

49

4. Responsabilit

67

.45

5. La terapia del Perdono Assoluto75


6.1 meccanismi dell'io

83

7. Scappatoie e capri espiatori 91


8. Attrazione e risonanza
9. Causa ed effetto 107
10. Missione Perdono 115

101

II. Trasformare l'archetipo della vittima

131

12. Quando l'io passa al contrattacco 141


13. Tempo, medicina e perdono 145
14. Come in alto, cos in basso 165
PARTE TERZA
i PRESUPPOSTI NEI DETTAGLI
15. Articoli di fede

177

PARTE QUARTA
GLI STRUMENTI DEL PERDONO ASSOLUTO
16. Una tecnologia spirituale

199

17. Le cinque fasi del Perdono Assoluto

207

18. Fai fnta che funzioni finch nonfunziona davvero 212


19. Toccare il dolore 219
20. Fare posto al miracolo

227

21. Far collassare la storia

255

22.1

Quattro Passi del Perdono

269

23. Percepire il Cristo nell'altro 275


24. Il perdono in tre lettere 277
25. Rituali di Perdono279
26. Il perdono attraverso l'espressione artistica
27. La respirazionesatori.

285

28. La lettera di rilascioliberazione 289


29. La Rosa del Perdono. 291
30. AutoPerdono Assoluto
Postfazione

295

301

Ringraziamenti. 311
Alcuni commenti a
L'Autore

questo libro.

315

Arivi libri pubblicali 4J Essere Felici


Ti AMO... MA SONO
FELICE ANCHE SENZA DI TE
Jame Jaramillo

313

281

Se una persona a te cara minaccia di andarsene? Se sei costretto a


rinunciare a una vecchia abitudine?
Ecco che dentro di te si crea un enorme vuoto, che ti fa perdere la gioia di
vivere e la sicurezza in te stesso. La dipendenza verso gli altri, le cose o le
consuetudini una delle cause principali della tua sofferenza.
154 pagine 13,5x20,5 cm 13,50
CONOSCERE L'ARTE DI AIUTARE E FARSI AIUTARE
Clanda Casanovas e Felsa Chalcoff
uando dobbiamo aiutare un pazien
0
1 te, un amico, un familiare e quando opportuno non farlo?
Tipo di aiuto consente la crescita, la \ll'\|:'yne e la felicit degli altri?
Quali sono gli ostacoli pi frequenti nel dare e ricevere aiuto e come
superarli?
Claudia Casanovas e Felisa Chalcoff rispondono a queste e molte altre
domande presentandoci l'appassionante tema delle relazioni di aiuto
paragonandole a un'arte: aiutare richiede talento e ispirazione, ma anche
pratica, allenamento e un certo tipo di atteggiamenti.

176 pagine I 3,5x20,5 cm 13,50


Essere reliei
cerca e propone solo testi speciali,
che possano migliorare la vita di chi legge
e offrirgli un sostanzioso aiuto
nella sua personale ricerca della Felicit.
Essere Felici
pubblica bestseller internazionali,
autori italiani di successo,
e ogni suo libro un contributo alla creazione
di un mondo pi semplice, sereno e bello da vivere
Di questo mondo, ognuno pu essere
protagonista e creatore.
Non c' alcun dubbio:
possiamo tutti Essere Felici.
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