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La rete dell’emergenza sanitaria in Piemonte: il sistema 118

La rete dell’emergenza sanitaria


in Piemonte: il sistema 118
Evoluzione, criticità,
proposta di un dibattito nazionale ed europeo
di Francesco Enrichens*, Danilo Bono** 47
* M.D. F.A.C.S. Direttore Dipartimento Chirurgia ASO CTO-Maria Adelaide Torino
Collaboratore Agenas per Emergenza Sanitaria 118 e DEA
Coordinamento Gruppo Tecnico Emergenza Sanitaria Conferenza Stato Regioni
**M.D. Direttore Dipartimento Interaziendale regionale 118 Piemonte

S ono ormai passati 18 anni dallo storico DPR del 27 marzo 1992 che ha da-
to il via alla costruzione dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118 in Italia.
In quest’anno 2010 stiamo vivendo un analogo storico momento: l’istituzio-
ne della Scuola di Specializzazione in Medicina di Emergenza.
Il mondo del 118 è cresciuto tumultuosamente, inseguendo un’organizza-
zione ottimale, efficiente ed efficace, spesso non senza difficoltà, ma anche con
punte d’eccellenza che rendono orgogliosi gli operatori del sistema.
Tutti abbiamo fatto in questi anni un grande sforzo per consolidare le basi
tecniche dei nostri servizi per condividere le linee d’indirizzo sanitario e per
rendere il più possibile omogenea la Rete Nazionale dell’Emergenza Territo-
riale. Il livello di compartecipazione è ampiamente attestato dai numerosi atti
d’intesa Stato Regioni in materia, tuttavia, molto resta ancora da fare, non tutti
hanno chiarezza di obiettivi e, in assenza di una traccia univoca, non tutti han-
no vita facile nei rapporti con le altre componenti del Ssn e non.
Ci aspettano scelte che condizioneranno a lungo termine il futuro dei nostri
medici e di tutti gli operatori che ancora attendono una collocazione maggior-
mente definita unita a prospettive di stabilità (dipendenza).
Sfide molto importanti: prima tra tutte il dialogo e i conseguenti meccanismi
d’interazione con i Dea, ma anche con i Distretti e con la Medicina Territoria-
le, cui si aggiunge la necessità ormai improrogabile di definire precisi rapporti
con la Protezione Civile e con tutti gli Enti non sanitari che, comunque, inci-
dono nel soccorso.
Un capitolo importante è rappresentato dai rapporti con il mondo del vo-
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lontariato, pilastro imprescindibile che vive an- di emergenza), è necessario configurare un in-
ch’esso momenti di particolare criticità. sieme di servizi di emergenza che operano se-
La necessità di offrire e ricevere la necessaria condo schemi e strutture in grado di funziona-
collaborazione con gli altri attori del Sistema Sa- re in maniera organicamente integrata tra loro
nitario non può prescindere da una puntuale de- sul territorio.
finizione di un sistema omogeneo, un linguag- Il DPR, infatti, ha istituzionalizzato un mo-
gio chiaro e comune, basato sull’esaltazione del- dello organizzativo avanzato, costituito da due
48 la multidisciplinarietà che deve dare il meglio ambiti di intervento funzionalmente integrati:
per definire in sicurezza i percorsi del malato at- l’ambito extraospedaliero e l’ambito intraospe-
traverso tutte le fasi territoriali e ospedaliere, fa- daliero.
cendo i conti con l’efficienza ma anche con l’ef- Il modello prevede una forte capacità di con-
ficacia in un momento di contrazione delle ri- durre ad un unico sistema l’insieme delle pre-
sorse. stazioni che sono erogate da servizi diversi e di
Quale insostituibile presidio nel percorso cli- conseguenza la necessità di integrare la fase di
nico del paziente acuto, dobbiamo essere aperti soccorso e del trasporto con la successiva even-
a tutte le integrazioni virtuose nel rispetto del- tuale ospedalizzazione del paziente.
la dignità di un sistema che si è conquistato “in Pertanto, la configurazione del sistema pre-
trincea” la sua credibilità. suppone la definizione delle aree, delle zone
Proprio per questo è importante che in que- d’intervento, degli obiettivi, delle responsabili-
sta fase sia fatto il punto della situazione e si apra tà dei singoli interventi e degli strumenti orga-
un dibattito tra tutte le regioni sulle scelte fon- nizzativi.
damentali per affrontare le criticità e definire la In applicazione della normativa nazionale e
strategia futura della rete dell’emergenza sani- delle conseguenti deliberazioni regionali, in Pie-
taria. monte la fase dell’emergenza extra ospedaliera
del soccorso ha raggiunto l’attuale impianto strut-
L’EMERGENZA TERRITORIALE 118 turale, costituito da otto Centrali operative (CO)
NELLA REGIONE PIEMONTE provinciali.
L’area di intervento relativa all’emergenza-ur- L’applicazione del nuovo modello e il conso-
genza rappresenta uno dei nodi più critici di tut- lidarsi del sistema di emergenza territoriale 118,
ta la programmazione sanitaria regionale e si con- determinano un profondo cambiamento nelle
figura come una delle più importanti variabili modalità del soccorso nella fase extra ospedalie-
sulle quali è misurata la qualità dell’intero Ser- ra. L’entrata a regime del sistema di emergenza
vizio sanitario piemontese. La stessa organizza- territoriale 118 consente alle CO di assolvere al-
zione della rete ospedaliera influenza ed è in- le funzioni proprie del sistema di allarme che si
fluenzata dal sistema dell’emergenza urgenza. esplica con la ricezione delle richieste di soc-
Si parla di vero e proprio sistema, in quanto, corso, valutazione del grado di complessità del-
conformemente al DPR 27 marzo 1992 (atto l’intervento da eseguire, attivazione e coordina-
d’indirizzo e coordinamento alle Regioni per la mento del medesimo.
determinazione dei livelli di assistenza sanitaria Sul campo si pratica una medicina basata sui
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protocolli internazionali, finalizzata a una rapi- zionale del sistema di emergenza-urgenza è l’al-
da sequenza di valutazione e trattamento allo larme. In Piemonte la sostituzione di tutti i pre-
scopo di correggere immediatamente condi- cedenti numeri di soccorso sanitario si comple-
zioni pericolose per la vita secondo le priori- ta rapidamente, il sistema di allarme viene assi-
tà, procedendo a un’adeguata valutazione se- curato dalle centrali operative, cui fa riferimen-
condaria mirata a completare le informazioni to il numero unico telefonico nazionale 118 fun-
necessarie per un efficiente triage pre-ospeda- zionante in tutta la regione.A questo scopo alla
liero. loro attivazione, le centrali piemontesi vengono 49
La presenza del personale medico nei casi con dotate di centraline proprie che garantiscono gli
pazienti a minor criticità introduce la possibili- alti flussi di entrata necessari, si pensi alle oltre
tà di individuare percorsi assistenziali alternativi sessanta chiamate contemporanee per la centra-
al ricovero presso il Pronto Soccorso risolvendo le di Torino.
l’urgenza sanitaria con il trattamento al domici- L’attuale servizio di emergenza 118 piemon-
lio od indirizzando il paziente al medico curan- tese è organizzato in otto Centrali Provinciali,
te o ad altra struttura idonea. Il processo che si che coordinano cinque postazioni di elisoccor-
determina rappresenta un’importante svolta che so, sessantaquattro ambulanze medicalizzate con
sposta di almeno un’ora in anticipo tutte le con- medico e infermiere a bordo, dieci mezzi avan-
siderazioni sul soccorso sanitario, comprese quel- zati di base con il solo infermiere e circa trecento
le cliniche e fisiopatologiche. ambulanze di base con personale volontario (ve-
Peraltro la mission della prima ora che il 118 di tab. 2 alla pagina seguente).
piemontese adotta ha dato idonea garanzia di La peculiarità del servizio di emergenza ter-
fornire la prestazione sull’intero territorio re- ritoriale 118 piemontese è la ricerca di un’o-
gionale, configurando il sistema come un indi- mogeneità organizzativa e di prestazione forni-
spensabile tessuto connettivo in grado di au- ta nell’intero ambito territoriale. Tutto ciò è
mentare la collaborazione tra gli ospedali meno consentito dall’impianto deliberativo e ammi-
specializzati e di quelli con più elevata specializ- nistrativo e dall’azione del coordinamento dei
zazione. Responsabili di Centrale, organo costituitosi in
La prima fase del modello organizzativo na- seno all’assessorato nel 1993 (dal 2005 struttu-

Tabella 1 - La rete 118 piemontese in cifre


8 Centrali operative 358 Mezzi di soccorso 5 Basi elisoccorso

ALESSANDRIA (AL) 61 MSA ALESSANDRIA


ASTI (AT) 11 MSAB BORGOSESIA
BIELLA (BI) 286 MSB CUNEO
CUNEO (CN) NOVARA
NOVARA (NO) TORINO
TORINO (TO)
VERBANIA (VCO)
VERCELLI (VC)
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Tabella 2 - 118 Piemonte: l’attività 2008


TOTALI AL118 AT118 BI118 CN118 NO118 TO118 VCO118 VC118

Totale Interventi 465.751 48.102 26.197 16.086 56.973 34.802 236.846 20.393 26.352
CON INVIO DI MEZZO 369.383 36.345 20.772 13.117 44.749 28.428 194.247 15.700 16.025
Primario 362.920 36.320 19.850 13.117 44.142 25.503 194.041 14.479 15.468
Secondario 5.969 25 922 0 607 2.920 205 1.218 72
Ordinario 494 0 0 0 0 5 1 3 485
SENZA INVIO DI MEZZO 96.368 11.757 5.425 2.969 12.224 6.374 42.599 4.693 10.327
Risposta Telefonica 88.536 11.202 5.224 2.791 11.999 5.614 38.018 4.136 9.552
50 Passata a Guardia Medica 7.832 555 201 178 225 760 4.581 557 775
Per Criticità
Bianco 96.472 8.785 5.048 3.677 7.696 8.947 48.346 5.040 8.933
Verde 218.925 21.745 13.393 5.892 22.240 17.622 121.915 7.527 8.591
Giallo 117.624 13.168 5.513 5.571 18.101 6.049 56.645 5.452 7.125
Rosso 32.735 4.404 2.243 946 8.936 2.184 9.941 2.378 1.703
Totali 465.756 48.102 26.197 16.086 56.973 34.802 236.847 20.397 26.352
Per patologia
Etilista 1.457 149 51 230 333 17 618 4 55
Trauma 103.853 10.608 5.170 3.219 13.866 7.461 54.419 4.082 5.028
Cardiocircolatoria 43.577 4.455 2.668 1.982 6.882 2.558 20.721 1.884 2.427
Respiratoria 34.863 4.110 2.217 1.455 4.993 1.952 16.814 1.510 1.812
Neurologica 27.154 2.996 1.622 1.038 4.367 1.492 13.166 1.176 1.297
Psichiatrica 12.699 1.341 887 590 1.965 653 6.241 502 520
Neoplastica 2.678 131 76 74 501 216 1.628 16 36
Intossicazione 4.988 712 196 158 756 289 2.348 371 158
Altra patologia 150.128 14.777 9.248 4.974 16.635 13.881 76.073 6.658 7.882
Non identificata 84.359 8.823 4.062 2.366 6.675 6.283 44.819 4.194 7.137
Non Indicata -
Totali 465.756 48.102 26.197 16.086 56.973 34.802 236.847 20.397 26.352
Luogo intervento
Casa 239.578 25.069 13.504 8.450 28.837 19.212 124.450 9.005 11.051
Lavoro 9.403 935 598 276 1.019 927 4.804 307 537
Esercizio Pubblico 13.991 1.408 558 616 1.827 1.214 6.810 854 704
Scuola 3.228 175 114 92 376 232 1.908 104 227
Strada 69.624 6.609 3.028 2.021 7.980 4.896 39.965 2.451 2.674
Impianto sportivo 3.898 259 145 118 778 250 1.910 245 193
Altro 126.034 13.647 8.250 4.513 16.156 8.071 57.000 7.431 10.966
Non Indicato -
Totali 465.756 48.102 26.197 16.086 56.973 34.802 236.847 20.397 26.352

rato in Dipartimento Regionale Interazienda- sorse coordinate e delle tecnologie di supporto.


le) assegnatario fin dall’inizio di compiti di ag- Questa compatibilità di procedure, nonché dei
giornamento dei protocolli a valenza regiona- sistemi radio e telefonici, conferisce al sistema
le e di proposizione di linee di indirizzo di si- piemontese una predisposizione all’interscam-
stema. biabilità delle risorse gestite in caso di necessità
La principale conseguenza è l’adozione da par- contingenti da parte delle Centrali, mentre l’a-
te della rete delle CO piemontesi dell’emergen- dozione del medesimo sistema informatico e il
za territoriale degli stessi protocolli operativi per completamento dei collegamenti telematici han-
l’attività ordinaria, della medesima tipologia di no conferito caratteri di unicità nel panorama
risposta, di una formazione omogenea del per- nazionale permettendo di far confluire in un
sonale impiegato, di una condivisione delle ri- anello telematico tutte le province generando un
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solo network operativo di risposta all’emer- te le province con un’emissione di un codice


genza. La sola CO di Torino si differenzia per compatibile qualunque sia la Centrale che in-
caratteristiche dimensionali proporzionali e per vierà e gestirà i mezzi.
le competenze di centrale di coordinamento Il protocollo di risposta e di valutazione
sovraprovinciale, dotata di un coordinamento della criticità appare un punto nodale dell’at-
regionale per il servizio di elisoccorso, per il tività riferita alla risposta all’allarme. È il pri-
soccorso in ambiente ostile montano e ipogeo, mo contatto tra il sistema e l’utente e la ne-
per il trasporto d’organo e per le maxiemer- cessità di esprimere un codice preciso non su- 51
genze su scala regionale. Un medesimo organi- scettibile di ambiguità interpretative compa-
gramma operativo consente il lavoro ordinario tibile con le codifiche ministeriali, è punto es-
di ogni Centrale, finalizzato a dare una risposta senziale per un’adeguata attivazione del siste-
appropriata a qualunque richiesta sanitaria per- ma tanto da influenzare tutte le successive fa-
venuta da parte della popolazione. si del soccorso. Le necessità sopra elencate,
La fase di valutazione è nettamente divisa da unite a un’interfaccia con l’utenza sempre più
quella di gestione, ed ancora a parte vengono complessa e l’esigenza di incrementare il li-
eseguite le procedure di chiusura degli inter- vello già alto della formazione nello specifi-
venti cui conseguono le necessarie implicazio- co degli operatori infermieristici per questo
ni amministrative. compito delicato, nonché l’incremento dei ca-
Nel sottogruppo di valutazione il personale richi di lavoro per una progressiva espansio-
infermieristico riceve le chiamate, valuta la gra- ne numerica delle telefonate, hanno spinto il
vità della richiesta di soccorso secondo il pro- sistema a intraprendere l’accreditamento del
tocollo di risposta con la conseguente espres- personale al protocollo di valutazione medi-
sione di un codice di intervento nel rispetto cal priority dispatch, metodo internazional-
delle codifiche ministeriali. Nel sottogruppo di mente riconosciuto come altamente affidabi-
gestione si attivano e s’inviano i mezzi coordi- le, adottato in Piemonte da tutte le Centrali
nandone gli interventi a mezzo delle comuni- operative.
cazioni radio nel rispetto dei protocolli opera- In tale ambito, l’obiettivo è di incentivare i
tivi di invio mezzi e di assegnazione delle com- vantaggi proposti dall’uso tecnicamente codi-
petenze di ricovero. ficato della già citata e abituale pratica da par-
Entrambi i sottogruppi possono applicare, in te degli infermieri delle tecniche di dispatch li-
qualsiasi punto del loro percorso, le istruzioni fe support, istruzioni pre arrivo fornite per gui-
pre-arrivo coinvolgendo il personale laico nel- dare l’utente all’esecuzione di manovre com-
le operazioni di assistenza salvavita. Un medi- plesse.
co in Centrale, presente H 24, segue il com- La responsabilità medico organizzativa com-
plesso delle fasi del lavoro infermieristico con pete al responsabile di Centrale: si può distin-
compiti di supporto e di supervisione. guere un profilo di responsabilità riferibile al-
L’interscambiabilità dell’attività delle Cen- l’attività operativa del sistema e uno più squisi-
trali si evidenzia nel considerare i vantaggi del- tamente amministrativo-organizzativo.
l’uso di un’analoga intervista telefonica in tut- Il lavoro dell’attività operativa si svolge nel
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rispetto dei protocolli validati dal responsabile Operativa coordina i responsabili medici e in-
ed applicati dagli infermieri durante l’attivata fermieristici delle postazioni di soccorso.
ordinaria. Come già detto, un medico in Cen- Tale organigramma è strategico: il conferi-
trale, presente H 24, segue il complesso delle mento del secondo livello dirigenziale al re-
fasi del lavoro infermieristico con compiti di sponsabile è conseguenza diretta del fatto che
supporto e di supervisione, conferendo al siste- la centrale operativa in quanto gestore di risor-
ma una garanzia in termini di flessibilità ope- se umane, tecnologiche e per peculiarità di fun-
52 rativa in quanto consultabile in caso di nodi zioni svolte è struttura complessa di per se, l’in-
problematici dell’attività. serimento del responsabile nella struttura di-
Al medico spetta la verifica della corretta partimentale è riconducibile alla necessità di
applicazione dei protocolli e l’assunzione di rafforzare e completare l’apparato dirigenziale
decisioni nei casi non riconducibili agli stessi, del sistema, rendendolo effettivamente più au-
l’effettuazione di consulti clinici telefonici nel tonomo, nonché in grado di centralizzare l’ac-
caso di dubbia attribuzione dei codici di in- quisizione e l’utilizzo delle risorse avvalendosi
vio, il supporto telefonico ai colleghi e agli in- di economie di scala.
fermieri dei mezzi di soccorso avanzato di ba- In tale ambito si è dimostrato irrinunciabile
se, la gestione durante il proprio turno delle che le centrali dispongano di un proprio orga-
relazioni esterne della CO con FFO,VVF, pre- nico sanitario, tecnico e amministrativo e che
fetture, altri enti e medici di altra CO, l’atti- siano loro attribuite le competenze da parte del-
vazione di procedure eccezionali quali proto- la regione al fine di reperirli.
colli relativi a situazioni particolari e di ma- Ogni Centrale è stata dotata di apparati tra-
xiemergenza. smissione radio necessari a gestire le trasmis-
Il responsabile di centrale è contattato dal sioni ed è stata installata, anche qui in modo
medico di Centrale in tutti quei casi quotidia- coordinato a livello regionale, una rete di pon-
ni che abbiano un carattere di eccezionalità, se- ti radio sufficienti alla copertura del territo-
condo le procedure previste. rio. Le comunicazioni tra Centrale e mezzi so-
Per gli aspetti organizzativi e amministrativi no gestiti con canali aperti, in uhf, con la pos-
del sistema ogni responsabile di Centrale del- sibilità da parte della Centrale e dei mezzi di
l’Azienda Sanitaria sede di Centrale Operativa inviare selettive. Le procedure di comunica-
Provinciale, responsabile di Unità Operativa zione sono codificate, il sistema ha provvedu-
Complessa, è stato negli anni referente diretto to ad un’attenta formazione di tutto il perso-
degli organi assessorili competenti in materia nale in materia e come già detto le apparec-
di emergenza territoriale. chiature di tutti i mezzi sono compatibili con
Ogni responsabile di Centrale Operativa svol- tutte le Centrali.
ge la sua funzione nel contesto organizzativo Il sistema radio stesso sarà prossimamente in
del dipartimento, avvalendosi della collabora- grado di garantire la geo localizzazione di tut-
zione dei responsabili infermieristici e dei re- ti i mezzi di soccorso.
sponsabili amministrativi. Il sistema telefonico installato, con unico con-
A livello locale il responsabile di Centrale tratto della Regione Piemonte, interfaccia e col-
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lega le otto centrali operative 118, le postazio- dei pronto soccorso.


ni dei mezzi di soccorso ed i Dea. La flessibilità del software ha permesso di
I flussi 118 garantiscono il traffico in entra- ideare nuovi scenari d’uso in gran parte di pros-
ta per richieste di intervento urgente. sima attuazione che riflettono la possibilità di
Inoltre altri flussi garantiscono il collegamento passare a una completa automazione di molte
con le risorse territoriali del sistema 118. È pre- fasi dell’attività attualmente già semiautoma-
sente una rete dati dedicata “MPLS” che inter- tizzate.
faccia e collega il sistema informatico delle cen- Basti citare la localizzazione automatica del 53
trali operative 118. chiamante, la valutazione a mezzo di scheda del
L’intera attività operativa delle Centrali in dispatch pro QA, procedure di monitoraggio
Piemonte è gestita con un medesimo suppor- dei mezzi con sistema GPRS, collegamenti cen-
to informatico, un software avanzato apposita- trale mezzi con invio di dati utilizzando dispo-
mente studiato di elevata affidabilità, con un al- sitivi diagnostici per informazione di bordo (Si-
to livello di capacità di protezione dei dati. stema ORTIVUS), allertamento via rete in au-
Questo software, identificato come “Save on tomatico dei pronto soccorso e chiamata dei
line”, permette la raccolta su una scheda elet- reperibili, acquisizione diretta dei dati e della
tronica di tutte le informazioni della chiamata scheda di intervento dei mezzi, controllo di qua-
e dell’intervento supportando il compito degli lità centralizzata.
operatori nelle varie fasi del lavoro di Centra- Le potenzialità offerte da un’emergenza ge-
le. Durante la compilazione della scheda nel- stita con un supporto in rete si concretizza
l’intervista telefonica è permessa tra l’altro l’i- quando si pensa alla possibilità dell’interscam-
dentificazione automatica dell’indirizzo già al- biabilità geografica che consente, qualora se ne
l’immissione di numero telefonico di rete fissa manifesti l’esigenza, di coinvolgere le posta-
con la possibilità di mappare il luogo dell’in- zioni operative di una data provincia nelle ope-
tervento su cartografia con i riferimenti medi- razioni di un’altra provincia. Ciò assume par-
ci più vicini. ticolare importanza in caso di guasti o di ma-
La trasmissione tra diversi operatori (ad es. xiemergenza.
invio dall’operatore di valutazione a quello di Valutate tutte le richieste al fine di rispon-
gestione) è automatica e rende possibile evi- dere in modo differenziato alle esigenze, la fa-
denziare la scheda in più terminali, il che per- se del soccorso extra ospedaliero si esplica nel
mette a più persone di collaborare. In fase di gestire tutti i mezzi di soccorso in funzione dei
gestione, una videata evidenzia in tempo reale livelli di specializzazione, assicurare un tratta-
la situazione operativa di tutti i mezzi, offre sup- mento adeguato sul posto ed in itinere garan-
porti di informazioni inerenti l’attivazione dei tendo al contempo un affidabile triage finaliz-
mezzi, come competenze territoriali, numeri zato all’individuazione della struttura più ido-
telefonici, ottimizzando il coordinamento in fa- nea al ricovero.
se di assegnazione della competenza di ricove- La Regione ha provveduto a definire la dis-
ro dando accesso immediato alle informazioni tribuzione dei mezzi di soccorso, nel rispetto
sui posti letto e sulle possibilità di accettazione degli standard previsti in sede di Conferenza
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Stato Regioni e secondo criteri di densità abi- nente professionale.


tativa, distanze e caratteristiche territoriali. Allo scopo di uniformare il materiale dei mez-
Il criterio si attua applicando la formula espres- zi di tutte le Centrali Operative come l’imple-
se nel riquadro a pie’ di pagina. mentazione delle apparecchiature elettromedi-
Alle risultanze generali dovranno, assieme ai cali, variazione dei presidi utilizzati, elenco far-
Responsabili di Centrale Operativa, essere ap- maci, avviene un aggiornamento periodico tra-
posti alcuni correttivi derivanti da fattori speci- mite una check-list di ambulanza approvata dal
54 fici quali: coordinamento dei responsabili di Centrale.
• vie di comunicazione; La risposta coordinata si basa su procedure co-
• vincoli orografici; dificate allo scopo di perseguire in ogni sua fase
• tempi di percorrenza per l’arrivo sul luo- uno standard operativo omogeneo.
go e relativa ospedalizzazione del paziente; L’approvvigionamento dei farmaci per le am-
• distribuzione dei presidi ospedalieri con bulanze avviene a cadenza periodica presso le
Dea o Pronto Soccorso; postazioni con un unico centro di costo da par-
• integrazione di risorse in seguito alle limi- te di farmacia centralizzata con unico centro di
tazioni operative dei Pronto Soccorso (ad costo e monitoraggio in tempo reale dei consu-
esempio ridefinizioni della rete dei P.S. con mi e delle scadenze.
riconversione di alcuni di questi in Punti In ogni Centrale il sottogruppo che si occu-
di Primo Intervento); pa della gestione delle risorse (nucleo di gestio-
• flussi turistici stagionali. ne) applica procedure comuni e concordate, in
I mezzi sono stati reperiti tramite la stipula di particolare i protocolli di invio mezzi e di rico-
apposite convenzioni con le associazioni di vo- vero. A seconda del codice di criticità fornito
lontariato (Croce Rossa,Anpas). Le convenzio- dalla valutazione, il protocollo di invio mezzi
ni definiscono i requisiti delle ambulanze, delle prevede l’attivazione di un’unità di soccorso se-
dotazioni, del personale, che l’ente di volonta- guendo criteri di priorità, idoneità e vicinanza
riato fornisce. territoriale.
La rete delle ambulanze è composta da: Le comunicazioni radio garantiscono la co-
• ambulanze di soccorso di base, con a bor- noscenza in tempo reale della situazione opera-
do almeno autista e barelliere volontari, at- tiva delle risorse gestite. Le informazioni prove-
tivabili H24 o in regime estemporaneo; nienti dai mezzi sugli orari di partenza dalla po-
• ambulanze di soccorso avanzato, con in- stazione, arrivo e partenza dal luogo dell’even-
fermiere e medico a bordo, attivabili H24; to, arrivo in ospedale, sono indispensabili per il
• ambulanze di soccorso avanzato di base, con coordinamento e per il controllo del rispetto de-
il solo infermiere a bordo come compo- gli standard dei tempi di intervento, vero indi-

Criteri per la distribuzione dei mezzi di soccorso


(n. abitanti : 60000) + (superficie : 350 Kmq.)
n. di Ambulanze Avanzate per Centrale=
2
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catore misurabile, che la normativa prevede es- fermieristico. Il mezzo, contattato telefonica-
sere di otto minuti in ambiente urbano e 20 in mente o via radio, parte e raggiunge il luogo
ambiente extra urbano. dell’evento effettuando le procedure di comu-
L’omogenea formazione del personale ope- nicazione di partenza e arrivo sul posto. L’e-
rante e la Certificazione Regionale contri- quipaggio di soccorso, ognuno per il grado di
buiscono a garantire un’uniformità qualitati- competenza che gli è proprio, effettua la valu-
va della prestazione fornita dalle equipe di soc- tazione e trattamento, terminando le opera-
corso in azione, favorendo l’adozione di “com- zioni sul luogo dell’evento con la comunica- 55
portamenti” comuni. Uniformi sono anche i zione alla Centrale di un codice di rientro. La
principi dei trattamenti sanitari adottati ispi- Centrale provvede, in base al codice di rientro
rati alle linee guida internazionali accredita- ricevuto e alle informazioni sulla disponibilità
te. La comunicazione del codice di rientro, e di accettazione dei pronto soccorso ad asse-
di particolari esigenze cliniche riscontrate da gnare, applicando il protocollo di ricovero, la
parte dell’equipe, dall’evento anch’essa se- competenza al mezzo informando l’ospedale
condo una procedura definita, permette al nu- ricevente. Il mezzo di soccorso effettua in si-
cleo di gestione delle Centrali di fornire al curezza e monitorando le condizioni del pa-
mezzo la competenza di ricovero secondo cri- ziente il trasporto, comunicando la partenza per
teri di idoneità e di specializzazione del no- e l’arrivo in ospedale. Le operazioni termina-
socomio. no con la registrazione e la chiusura ammini-
La registrazione delle comunicazioni telefo- strativa dell’intervento.
niche e radio, l’uso di schede d’intervento dei La quotidiana attività operativa prevede una
mezzi standard ed uguali in tutto il Piemonte situazione più complessa determinata dal
rende questa prestazione documentabile e ve- giungere contemporaneo di un numero di ri-
rificabile. chieste anche multiple, con diversi gradi di
L’espletamento della risposta del sistema al- criticità, differenziate per tipologia di even-
la singola chiamata dell’utente presuppone to, urgenze mediche o traumatiche,numero
quindi una medesima sequenza di eventi in di feriti, peculiarità di localizzazione, ambiente
gran parte riproducibili.Avvenuta la ricezione, urbano o extraurbano e alpino. Ciò presup-
l’infermiere mediante le procedure di valuta- pone la capacità di esprimere un coordina-
zione consistenti nell’intervista protocollata co- mento che effettui secondo priorità l’attiva-
difica la richiesta di intervento con un codice. zione contemporaneamente di più unità dei
La scheda di intervento informatizzata passa propri mezzi di soccorso, integrandola con
automaticamente al nucleo di gestione, dove l’allertamento e la collaborazione delle altre
utilizzando i criteri del protocollo di invio mez- risorse gestite e dei diversi effettori dell’e-
zi si assegna in risposta ad un dato codice di mergenza. Non trascurabile è la necessità che
valutazione l’unità di soccorso più idonea e vi- questo avvenga in una sapiente ottica di ri-
cina, in generale codici verdi a bassa criticità sparmio delle risorse per rispondere a nuove
ai mezzi di soccorso di base, i codici critici gial- richieste.
li e rossi ai mezzi con personale medico e in- L’esemplificazione è data dalla gestione con-
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temporanea di più mezzi di terra e aerei negli ponibile più idoneo e più vicino come rispo-
incidenti stradali che coinvolgono più veicoli, sta a un codice di valutazione.
con immediato allertamento per protocollo dei I trasporti secondari vengono autorizzati
VVF e delle FFO, oppure il protocollo degli in- dal medico di Centrale secondo un protocol-
terventi in ambiente alpino gestito con l’invio lo che verifichi l’idoneità della richiesta per
del mezzo aereo e la collaborazione con le squa- comprovati vantaggi all’invio del mezzo ae-
dre di terra del soccorso alpino. reo in quelle situazioni tempo-dipendenti e
56 di necessaria atraumaticità del trasporto, ac-
IL SERVIZIO DI ELISOCCORSO certata la reale disponibilità del nosocomio
Nel novero delle risorse gestite dalla centra- accettante.
li operative, una trattazione a parte è necessaria Al fine di gestire al meglio il servizio, la Re-
per il servizio di elisoccorso piemontese che si gione ha individuato un coordinamento re-
avvale di cinque basi operative. gionale dell’elisoccorso, al quale oltre a defi-
Gli elicotteri nel 2009 hanno effettuato nire le linee operative del servizio competo-
un totale di circa 3.000 missioni, di que- no gli aspetti tecnici della gara per il contrat-
ste 2.643 erano trasporti primari, 119 se- to pluriennale per la gestione del servizio. Nel-
condari da ospedale a ospedale e 238 in- l’appalto vigente sono state definite le carat-
terventi in ambiente alpino. teristiche dei veicoli, requisiti di sicurezza, ti-
Il coordinamento operativo del servizio è af- pologia ed addestramento del personale di bor-
fidato alla CO di Torino, nel quale un sotto- do. I cinque veicoli in attività sulle basi pie-
gruppo infermieristico-tecnico, con il suppor- montesi sono di classe A prestazione 1, tutti
to del medico di Centrale e del tecnico del soc- dotati di medesime attrezzature di bordo fra
corso alpino, raccoglie ed autorizza le richieste cui il verricello. Le variazioni dei kit d’attrez-
di intervento di mezzo aereo a favore di tutte zatura dei velivoli in corso d’opera competo-
le centrali provinciali. no al coordinamento dell’elisoccorso. Il per-
La missione primaria di soccorso è autorizza- sonale è composto da un pilota e dal tecnico
ta nel rispetto del protocollo di gestione dell’e- della ditta appaltatrice, medico anestesista e in-
lisoccorso, che prevede la comparazione dei tem- fermiere dalle aziende sanitarie regionali, tec-
pi di volo con i tempi di percorrenza dei mezzi nico del soccorso. Tutto il personale è accre-
di terra, gli eventi condizionanti che individui- ditato da uno specifico corso regionale dell’e-
no la necessità di lunghe percorrenze in rientro lisoccorso. In seno all’assessorato Sanità ed al
per il ricovero in strutture adeguate e specializ- coordinamento regionale elisoccorso si è co-
zate e, in ultimo, l’accessibilità della scena di soc- stituita una commissione tecnica dell’elisoc-
corso. corso.
I requisiti oggettivi che portano ad assegna-
re un intervento all’elicottero non fanno ecce- IL PERSONALE SANITARIO
zione e non si discostano da quelli di tutte le Il sistema 118 piemontese si avvale di perso-
altre risorse attivabili. La scelta si effettua quan- nale infermieristico, medico, tecnico e ammi-
do il mezzo aereo risulta essere il mezzo dis- nistrativo. A questo si deve aggiungere il per-
La rete dell’emergenza sanitaria in Piemonte: il sistema 118

sonale volontario fornito dalle associazioni di gionale e su di un unico manuale condiviso e


volontariato. costruito insieme a Cri e Anpas e acquisito con
Il personale infermieristico che lavora nelle delibera regionale.
Centrali Operative fa parte di un organico de-
dicato, ed è dipendente dell’azienda sede di CO. LA RETE DELLE PATOLOGIE COMPLESSE
Il personale infermieristico che lavora sul ter- I requisiti essenziali comuni a tutte le reti,
ritorio proviene dagli organici dei pronto-soc- per qualsiasi patologia, si possono riassumere
corso di riferimento territoriale per la posta- nei seguenti punti fondamentali: 57
zione, o da reparti di area critica dell’azienda 1) identificazione di Centri di riferimento
competente territorialmente, o ancora dal per- per il trattamento di specifiche patologie
sonale della Centrale. ad alta complessità che necessitano di ele-
Sia che faccia parte dell’organico dedicato o vate competenze professionali specialisti-
che sia comandato da altro servizio, il persona- che sia mono sia multidisciplinari e di ido-
le infermieristico impiegato deve essere in pos- nee tecnologie;
sesso dell’apposito corso di formazione regio- 2) trasmissione dal territorio – Sistema 118
nale del 118. – ai Dea di I-II livello e tra i Dea dei da-
Il personale medico che lavora in centrale ti clinici e strumentali previsti dai proto-
operativa e sui mezzi di soccorso territoriale in colli relativi alle specifiche patologie e del-
Piemonte è personale inizialmente convenzio- l’imaging relativo (progetto Tempore); ciò
nato ora integrato nella dipendenza per oltre i comporta il completamento della infor-
due terzi, nelle 8 aziende sede di CO, per la di- matizzazione di tutti i Dea /Pronto Soc-
sciplina Medicina e Chirurgia di Accettazione corso.
e di Urgenza. Attualmente in Piemonte sono attivate: Re-
Tutti i medici, convenzionati e dipendenti, te per la patologia cardiovascolare acuta, Rete
svolgono quota parte delle ore nei pronto soc- per la patologia cerebro-vascolare, Rete per l’e-
corso delle aziende. mergenza-urgenza traumatologica.
Il percorso di formazione dei rispettivi pro- Altre reti specifiche, come quella delle emer-
fili professionali è stato definito da una deter- genze neonatali, con i relativi percorsi, sono sta-
mina regionale su proposta del coordinamento te in gran parte già attivate, ed altre sono in via
dei responsabili di centrale. di attivazione.
Per quanto riguarda il personale volontario Fondamentale per la gestione delle reti è il
coinvolto nelle attività di emergenza, un’impo- Progetto Tempore, attività di Teleconsulto Me-
nente azione di accreditamento è stata realizza- dico Piemonte Ospedali in Rete realizzata qua-
ta su una popolazione di 33.000 volontari me- le ampliamento dell’originario Progetto Pata-
diante una serie di corsi specifici della durata di trac, legato al trattamento sia dei traumi crani-
circa 100 ore tra parti teoriche ed esercitazioni ci sia di ulteriori patologie, quali lo stroke e le
pratiche, allo scopo di uniformare le conoscen- ustioni gravi.
ze del personale già operante da anni con i nuo- Compito del 118 nel 2010 sarà l’organizza-
vi arrivati. Il tutto basato sulla certificazione re- zione del trasporto secondario urgente in fun-
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Tabella 3 - Il costo della rete del 118 piemontese


Anno 2008 TOTALE

Rimborso Associazioni
· Convenzioni in forma continuativa 21.770.236,23
· Convenzioni in forma estemporanea 4.310.430,27
· Saldo(+/-) Convenzioni Anno precedente in forma continuativa 191.734,87
Costi gestione struttura
· Spese dirette locali a disposizione Associazioni 46.751,49
Costo del personale
58 · inf. dipendenti Ssn (costi effettivi) 21.041.816,59
· inf. dipendenti Ssn (straordinario) 84.966,16
· inf. dipendenti Ssn (buoni pasto) 39.882,05
. medici dipendenti Ssn 2.569.648,42
· medici convenzionati Emerg.Territoriale 30.306.225,86
· abbigliamento personale sanitario 682.964,62
· altro 2.184.218,17
Attrezzature sanitarie
Spese dirette
· manutenzione attrezzature sanitarie 1.320.596,53
· materiale sanitario di consumo 6.669,92
Quote Ammortamento (Costi Plurienn.)
Spese dirette :
· Ammortamento Ambulanze 684.046,52
· Ammortamento Attrezzature Sanitarie 23.645,00
Altri costi 174.109,30
TOTALE COSTI EMERGENZA 85.437.942,00

Costi delle Centrali Operative


Telefoni 272.657,69
Radio 550.256,42
Tecnologie 339.968,03
Manutenzione locali 307.658,43
10.681,00
Automezzi 39.033,67
Costi Informatici 37.859,26
Medici dipendenti Ssn 2.470.326,52
Medici convenzionati Em.Terr. 1.268.156,21
Infermieri Ssn 4.923.358,13
Personale Tecnico 1.242.106,47
Personale Amministrativo 1.665.968,91
Attività di Formazione 13.543,00
Altro 614.130,86
maxiemergenza 42.752,02
TOTALE COSTI C.O. 13.798.456,62
Costi gestione elisoccorso
- Spese dirette
Spese Contratto Elisoccorso 9.531.589,79
Personale Sanitario (Finanz.Budgetario) 1.869.631,21
Gestione Struttura 357.385,93
Presidi Medici e Farmaci 6.709,56
Altro (specificare) 136.042,05
- Spese indirette :
Costi di locazione e utenze 337.990,42
Convenzione Soccorso Alpino 810.075,06
Altro (specificare) 214.892,53
TOTALE COSTI ELISOCCORSO 13.264.316,55
TOTALE GENERALE 112.500.715,17
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zione della rete cosi definita con DGR 14 apri- ve, Convenzioni ambulanze, personale medico,
le 2008, nonché quello di assistere tutti i tele- infermieristico, tecnico e amministrativo è sta-
consulti effettuati per via telematica e l’eventuale to per il 2008 di 112.500.715,17 euro (vedi ta-
movimentazione dei reperibili, ivi compreso il bella 3).
trasporto neonatale. La previsione dei costi, ivi compresi quelli di
formazione del personale che è gestita dal Di-
I COSTI partimento 118, avviene su base triennale, e ogni
Il costo complessivo del 118 piemontese, anno viene effettuata una rendicontazione pre- 59
comprensivo di elisoccorso, Centrali Operati- cisa delle reali spese effettuate.
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Il panorama nazionale: criticità e spunti di riflessione

La Società Italiana Sistemi (Sis) 118 ha mira- zione tra questi ed il 118, qui si delineano sol-
bilmente espresso nel suo manifesto quelli che tanto alcune delle criticità che ancora perman-
sono i compiti e gli auspici del sistema emer- gono a vari livelli nel sistema della emergenza
60 genza territoriale in Italia e il reale terreno di in- territoriale piemontese così come a vari livelli
terazione con l’emergenza ospedaliera nel ri- su tutto il territorio nazionale.
spetto delle rispettive irrinunciabili autonomie Alcuni di questi aspetti sono propriamente in-
gestionali e organizzative: trinseci nei sistemi di emergenza di tutto il mon-
• il “118”, costituisce una struttura agile, versa- do, altri hanno trovato soluzioni parziali e di-
tile, capace di assolvere tramite il Dispatch tut- verse.
te le richieste ed incombenze provenienti dal Vogliamo qui semplicemente elencarne alcu-
territorio, dalle situazione patologiche maggio- ni, prendendo spunto da una pubblicazione del
ri fino alle minori, operando un’accurata sele- Ministero della salute1 allo scopo di aprire un di-
zione tra i pazienti trattabili sul territorio, in battito con Agenas, Ministero della salute e tut-
modo da ridurre il problema dell’iperafflusso ai te le società scientifiche (in primis SIS 118, Si-
Pronto Soccorso, ovvero da trasportare in ospe- meu e Fimmg, ma anche, ovviamente, tutte quel-
dale, assistendoli nel trasporto diretto verso l’o- le interessate al mondo della emergenza) e gli
spedale più idoneo alla soluzione della pato- Enti istituzionali e di volontariato preposti a va-
logia in atto; rio titolo al soccorso sanitario e non.
• la Rete Ospedaliera, beneficiando di tali fun- Nel citato documento del Ministero si legge:
zioni, può consentire di dismettere le strutture Nonostante l'importanza del ruolo svolto e dalle
di piccole dimensioni, altamente dispendiose e cospicue risorse utilizzate in termini di uomini, mez-
poco qualificate a causa della bassa casistica e dei zi e strutture, il Sistema dell'emergenza - urgenza si
mezzi comunque ridotti, a vantaggio di un mi- presenta ancora frazionato nei singoli ambiti regiona-
nor numero di strutture di maggiori dimensioni li, frequentemente tra loro non coordinati, e risulta es-
in cui siano concentrate le attrezzature e siano sere utilizzato spesso in modo inappropriato. Basti
provviste del personale e delle tecnologie ed in pensare come, nel corso degli anni la numerosità degli
cui la qualificazione viene favorita dalla presen- accessi al Pronto Soccorso sia progressivamente au-
za di un’ampia casistica. mentata, determinando spesso situazioni di sovraffol-
Fermo restando che occorrerà approfondire lamento delle strutture e disagi per gli utenti. L’inap-
le tematiche legate all’emergenza intraospeda- propriatezza risulta evidente, ove si consideri che so-
liera, ai DEA, ai Pronto Soccorso, ai punti di pri- lo ad una ridotta proporzione degli accessi in PS se-
mo intervento e gli aspetti relativi alla intera- gue il ricovero, ed un’elevata proporzione di casi pre-

1
Relazione sullo stato sanitario del Paese 2007-2008 - I servizi di assistenza sanitaria - Sistema di emergenza ed urgenza,
di M. Giannone,A. Panuccio, Ministero della salute.
La rete dell’emergenza sanitaria in Piemonte: il sistema 118

senta problemi non gravi o urgenti, trattabili in mo- nella separazione di attività dei trasporti primari
do efficace in altre strutture. urgenti rispetto ai secondari urgenti ed ai tra-
La priorità assoluta è sicuramente la completa in- sporti ordinari, con separazioni organizzative
tegrazione tra D.E.A. e Sistema territoriale 118 al chiare con enormi margini di razionalizzazio-
fine di garantire la continuità dell'assistenza. ne e risparmio.
Elemento non da trascurare è il ruolo fondamen- Il personale medico vive ancora difficoltà
tale svolto dal Sistema dell’emergenza nella pre- contrattuali e disomogeneità di inquadra-
venzione ed educazione della popolazione, sia per mento assai problematiche, per non parlare 61
quanto riguarda il corretto accesso ai servizi che per del ruolo della guardia medica che in que-
quanto attiene alla prevenzione di alcuni eventi pa- sto contesto necessita di riqualificazione e di
tologici ad alta diffusione, come i traumi della strada nuove prospettive, quali ad esempio quelle di
o gli incidenti domestici. raccordo tra emergenza e continuità assi-
Ulteriori indicazioni di programmazione po- stenziale.
tranno essere fornite nel momento in cui il sistema Le professioni sanitarie, in particolare quella
di acquisizione dei dati, previsto dal D.M. 17 di- infermieristica, pur avendo sviluppato aspetti e
cembre 2008 “istituzione del sistema informativo picchi di eccellenza ed autonomie notevoli, an-
per il monitoraggio delle prestazioni erogate nel- cora non vedono definito un adeguato percor-
l’ambito dell’assistenza sanitaria in emergenza-ur- so formativo, di competenze e di sviluppo di-
genza” (GU n. 9 del 13 gennaio 2009), andrà a rigenziale.
regime. Il volontariato sicuramente merita un enor-
Certamente la rilevazione dei dati e l’incro- me spazio ed un dibattito a parte, tanto è com-
cio tra quelli della emergenza territoriale e quel- plesso quest’aspetto e tante sono le criticità in
la ospedaliera è per quasi tutti ancora un sogno, cui si dibatte: quello che opera nell’emergen-
ma questo decreto è sicuramente una pietra mi- za deve essere finalmente pensato come vo-
liare per il sistema. lontariato professionalizzato, con competenze
Analogamente, il grande lavoro svolto dalla e formazione peculiarissime, quasi da inten-
Agenzia del Lazio in collaborazione con la Li- dersi come anticamera a vera e propria pro-
guria e in parte anche con il Piemonte per il fessione (si pensi al Soccorso Alpino e Spe-
mattone 118-Pronto Soccorso, rappresenta un leologico, ad esempio, che prevede lunga for-
enorme traguardo ed un essenziale strumento mazione, certificazione, idoneità fisica e skill
per tutte le Regioni. Ogni sforzo andrà in pri- degni di sofisticati professionisti). Dobbiamo,
mis teso alla realizzazione concreta di questi infatti, rilevare che in molte Regioni esistono
fondamentali riferimenti. soccorritori dipendenti delle Asl, ma che non
Il ruolo e le potenzialità delle Centrali Ope- hanno un vero e proprio ruolo di inquadra-
rative anche come snodo tecnologico, disponi- mento.
bile per altre funzioni, non è forse stato fino ad I rapporti con il mondo delle cure primarie,
ora compreso e sfruttato a pieno. con i Distretti e con i medici di medicina ge-
Ancora in molte realtà deve essere definito nerale sono un altro enorme capitolo di gran-
con chiarezza il ruolo delle Centrali Operative de attualità.
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Il 118 e il Pronto soccorso, attraverso i ri- enorme problema tuttora acuto è rappresenta-
spettivi triage, sono gli unici produttori di co- to dalla istituzione del numero unico europeo
dici. In particolare il 118 è, per sua natura e 112 (NUE 112).
temporalmente, il primo produttore di codici Un elemento positivo, che fa intravedere svi-
bianchi e verdi attraverso il dispatch. Il 118 dis- luppi interessanti, è, comunque, grazie alla Lom-
pone di per sé delle tecnologie già imple- bardia, il riconoscimento, all’interno dell’ulti-
mentate necessarie a concretizzare il ruolo di mo progetto presentato in Commissione, della
62 interfacce tra cure primarie e mondo ospeda- partecipazione di tre Centrali Operative del 118
liero già operativo e funzionante nella fase del- alla fase sperimentale.
l’emergenza, ancorché migliorabile ed imple- Il gruppo tecnico dell’emergenza della Con-
mentabile, ma potrebbe essere fonte di formi- ferenza Stato-Regioni, grazie anche agli ottimi
dabile risparmio sia perché tali tecnologie so- rapporti con il settore competente del Mini-
no già esistenti, sia perché, già per sua mission, stero ha svolto in questi anni un grande lavoro
è filtro rispetto al mondo ospedaliero. Infine, teso a mantenere salda la barra del timone sul-
tra tutti i sistemi, è quello che più ha radici nel la qualità delle prestazioni e sulla omogeneità
mondo delle cure primarie. Molto, anche sul della erogazione del servizio di emergenza a li-
piano culturale e formativo, oltre che orga- vello nazionale.
nizzativo e di presa in carico, deve essere fat- Una grande opportunità in questo senso è
to nel campo delle emergenze pediatriche. fornita dalla collaborazione continua tra Age-
Ancora permangono difficoltà nei rapporti nas nella sua opera di affiancamento per la rea-
tra 118 e Protezione Civile a livello delle sin- lizzazione dei piani di rientro, Ministero della
gole Regioni e, pur essendo stati fatti enormi Salute e Regioni al fine di definire percorsi co-
passi avanti dal punto di vista normativo e ope- erenti e condivisi.
rativo a livello nazionale, ancora non è ben chia- In base alla esperienza Agenas relativa al
ro il ruolo delle Regioni nella Funzione 2 (sa- supporto fornito alle Regioni sui piani di ri-
nità) a livello nazionale. entro, appare evidente come qualunque ra-
Esistono problemi nei rapporti con le nazioni zionalizzazione della rete ospedaliera e qua-
di confine e a livello di Comunità Europea, do- lunque approccio organizzativo all’attività ter-
ve si registra la totale inesistenza di coordina- ritoriale relativa alle cure primarie non può
mento. Il Ministero della Salute ha partecipato prescindere dalla implementazione di un’ef-
con entusiasmo ai lavori della WHO e della ficace ed efficiente rete della emergenza ter-
Commissione Europea che hanno prodotto le ritoriale del 118, pena pericolose conseguen-
10 raccomandazioni che sono state ratificate ze per la salute dei cittadini, la credibilità del-
proprio a Torino nell’ottobre 2008 e successi- la risposta sanitaria in toto e la duplicazione
vamente validate e pubblicate dalla Organizza- scoordinata e costosa delle strutture deputate
zione Mondiale della Sanità. Un enorme lavo- al trattamento delle patologie complesse che
ro ci attende in questo campo ma purtroppo si a loro volta devono essere coordinate e gesti-
rileva uno scarso interesse a proseguire su que- te in rete.
sta strada da parte delle istituzioni europee. Un Analoga considerazione va fatta per quanto
La rete dell’emergenza sanitaria in Piemonte: il sistema 118

riguarda la rete della emergenza ospedaliera (Dea, la emergenza territoriale.


P.S., P.P.I.) e l’integrazione funzionale all’inter- Infatti le proposte contenute nel riquadro van-
no di questa e con la rete separata e distinta del- no in questa direzione.

LAVORI IN CORSO
Il gruppo di lavoro costituito da: F. Enrichens, D. Bono, B. Belliero, C. Risso, R. Gullstrand, S. Gariano, L. Negroni,
M. A. Schirru, N. Parisi,W. Ocelli, A. Bono, G. Pochettino, in collaborazione con Agenas e con M. Giannone e A. 63
Panuccio del Ministero della Salute, sta lavorando a un supplemento di Monitor dedicato all’emergenza Extra e In-
traospedaliera in Italia anche per delineare le linee guida di Agenas in materia.
In particolare, partendo dalle argomentazioni enunciate in più riprese dal ministro Ferruccio Fazio in tema di ge-
stione dei codici verdi e bianchi e dalla esperienza acquisita attraverso la collaborazione con il Direttore di Agenas
Fulvio Moirano in diverse Regioni, si vuole sottolineare come il sistema territoriale 118 sia già per sua natura in-
terfaccia tra il mondo delle cure primarie e quello della emergenza ospedaliera, dotato inoltre delle costose tecno-
logie per attuare la congiunzione tra questi ambiti. Utilizzando quale terreno comune i codici bianchi e verdi, ci si
prefigge di delineare modelli organizzativi percorribili su scala nazionale.
Per comunicazioni, commenti, suggerimenti, contattare Claudio Risso: claudiorisso99@gmail.com
Coordinamento editoriale: Claudio Risso, Direttore Federsanità Anci Piemonte, collaboratore area della comunica-
zione dell’Asl CN1 per il Dipartimento Emergenza 118.