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Una breve, anzi brevissima, storia della musica

Milioni e milioni di anni fa, quando il nostro pianeta era appena nato e l'Uomo non ne aveva ancora calcato il suolo, gi
esistevano le voci della natura che riempivano l'aria con i loro molteplici suoni dai timbri diversi. Gli uccelli cantavano
all'ombra delle immense foreste; i giorni, le notti si susseguivano con il loro ritmo regolare e continuo; la grande
armonia dell'universo governava ogni cosa. La musica, dunque, l'eterna musica della natura, fatta di suoni, ritmi,
melodie, armonie e timbri, esisteva gi. Poi, dopo una lentissima e costante evoluzione, apparve l'Uomo: la sua unica
forza era costituita dall'intelligenza che lo rendeva capace di comprendere l'ordine del mondo in cui viveva e di
fabbricarsi i mezzi che gli avrebbero permesso di sopravvivere, ma anche, spesso, di prendere il sopravvento sulle forze
ostili che lo circondavano. Egli modell la propria voce imitando il grido degli animali che voleva attirare nei propri
tranelli, studi il ritmo delle stagioni per comprendere le abitudini degli uccelli migratori, per prevedere lo spuntare dei
frutti selvatici, per fortificare i ripari per far fronte alle grandi tempeste, scrut le leggi che governavano la natura per
carpirle quei segreti che gli avrebbero permesso di rendere pi agevole e sicura la propria esistenza. Nessuno pu dire
con certezza quali furono le prime manifestazioni musicali dell'uomo: si possono per fare congetture in base allo
studio di popoli primitivi che ancora vivono nella nostra epoca: presso queste popolazioni la prima espressione musicale
il ritmo, che viene espresso con le mani, con i piedi, con i sassi, con gli utensili di lavoro. Il canto che spesso si
accompagna a questo ritmo fatto solamente di brevi sillabe gutturali, di grida inarticolate che sono espressione di
sentimenti: gioia, dolore, paura, incitamento eccetera.
I primi strumenti. Non difficile rintracciare le origini degli strumenti musicali. Dalle grosse conchiglie marine, dalle
corna degli animali uccisi, dalle canne vuote nacquero i primi strumenti a fiato. I primi strumenti a corda furono invece
gli stessi archi con i quali i cacciatori e i guerrieri scagliavano le loro frecce. Servendosi di tronchi cavi di alberi l'uomo
impar a costruirsi i primi strumenti a percussione. Pi tardi l'uomo perfezion la canna del proprio flauto, rendendola
capace di produrre suoni diversi, aggiunse altre corde al proprio arco, creando cos le prime arpe e quando impar a
lavorare i metalli si fabbric le prime trombe. Non pi allora gridi gutturali e colpi sordi e indistinti, ma la possibilit di
creare vere e proprie melodie e di accompagnarle con suoni sempre pi complessi. Questo processo si svolse nel corso
di migliaia di anni poich lungo e faticoso fu il cammino dell'Uomo attraverso le varie epoche che segnarono il suo
cammino nella storia delle civilt..
La musica nelle civilt del passato. Presso i popoli pi antichi la musica veniva utilizzata prevalentemente nell'ambito di
cerimonie religiose. In Egitto, per esempio, i sacerdoti si tramandavano musiche sacre per accompagnare riti magici o
propiziatori. Gli Egizi cantavano e danzavano accompagnandosi con arpe, flauti, cimbali durante le processioni
destinate al culto pubblico. La musica era considerata un dono prezioso degli dei, fonte magica di letizia e di serenit. In
Mesopotamia avvenne lo stesso, pur essendosi sviluppato un sistema di scrittura avanzato. La musica ebraica
particolarmente importante per l'influenza che avr. Gli Ebrei attribuivano al canto un'enorme importanza nel campo
spirituale. Sotto il regno di Davide le cerimonie erano imponenti e ad esse prendevano parte migliaia di coristi che
accompagnavano il loro canto con gli strumenti musicali che Davide stesso aveva fatto costruire. L'esperienza musicale
ebraica, attraverso la produzione di salmi, crea di fatto le basi di quello che diventer il canto gregoriano. Alcuni
documenti dell'antica musica cinese giunti fino a noi permettono di stabilire che, fin dall'antichit pi remota, questo
popolo impieg per la sua musica una caratteristica scala di cinque suoni (corrispondenti agli attuali fa sol la do re =
scala pentafonica): tali suoni corrispondevano rispettivamente all'imperatore, ai ministri, al popolo, ai servizi pubblici e
ai prodotti della terra e del lavoro. I Cinesi costruirono diversi tipi di strumenti: timpani, tamburi, campane, flauti, liuti.
Caratteristico il king formato da pietre sonore fissate a un telaio di legno, percosse mediante martelletti. Gli Indiani
coltivarono la musica fin dai tempi pi antichi. Ebbero una musica religiosa e una profana destinata ad allietare i
banchetti, per accompagnare le danze o le rappresentazioni teatrali. Tra i vari strumenti indiani (tam-tam, flauti, oboi,
trombe) tipici sono la vina, caratteristico strumento a corde munito di due casse armoniche formate da zucche vuote e
inoltre la ravanastra, il sarangi, il sitar, strumenti ad arco che si possono considerare i progenitori del violino.
La musica al tempo dei Greci e dei Romani. Sull'esperienza delle altre civilt, soprattutto quella egizia e quella indiana,
la viva genialit del popolo greco seppe creare le basi teoriche e pratiche da cui si svilupp in seguito tutta la musica dei
paesi occidentali. In Grecia la musica era considerata uno dei mezzi pi efficaci per l'educazione morale e intellettuale
dei cittadini e faceva parte perci dell'insegnamento scolastico. Gli strumenti nazionali con i quali si accompagnavano il
canto dei poeti e i cori delle tragedie greche furono: la lyra, formata da un guscio di testuggine che recava alcune corde
di budello tese sulla sua cavit, e l'auls, una sorta di flauto a doppia canna. Della musica su cui venivano cantate le
diverse composizioni ci giunto pochissimo: fra gli esempi pi belli due inni di Delfi risalenti al II secolo a. C. Anche
nell'antica Roma la musica ebbe una importante funzione, soprattutto quale accompagnamento nelle feste religiose. I
Romani non ebbero uno stile musicale proprio, ma seppero piuttosto adattare, fondere e sviluppare gli stili delle diverse
civilt con le quali venivano a contatto. La musica fu per utilizzata dai Romani per rallegrare riunioni e intrattenimenti
familiari, oppure per accompagnare le evoluzioni dei commedianti o per allietare i sontuosi festini dei patrizi. Tipici
strumenti romani furono la tuba e la buccina, usati esclusivamente a scopi militari per dare segnali alle truppe, incitarle
al combattimento o accompagnare imponenti marce trionfali.

Il Medioevo. Il cristianesimo primitivo, privo di una forte autorit centrale, ispirandosi a elementi musicali di aree
diverse (Oriente, Africa, Europa) d vita a liturgie differenti. Il canto gregoriano, una delle prime e pi importanti forme
di canto religioso, deriva da quella unificazione liturgica portata a termine dalla Chiesa di Roma dopo il pontificato di
Gregorio I. A fine millennio un pi vivace clima culturale porta alla nascita di una nuova forma musicale religiosa che
sopravviver per almeno due secoli: il dramma liturgico. Il suo intento principale far rivivere i momenti pi
significativi della storia cristiana narrandoli, e successivamente rappresentandoli, in una forma facilmente
comprensibile dal popolo. Per circa un millennio il canto gregoriano costitu comunque l'unica espressione musicale
degna di rilievo; dopo l'anno Mille venne acquistando importanza anche la musica profana. Nell'intento di arricchire la
struttura melodica del canto gregoriano, verso il X secolo, in particolare a Parigi (Scuola di Notre Dame, cosiddetta
perch sorta presso la Schola cantorum della cattedrale di Notre Dame, allora in costruzione) e a Limoges (Abbazia di
Saint-Martial), si compiono i primi esperimenti che consentiranno di gettare le fondamenta teoriche dalle quali pot
svilupparsi la polifonia successiva. l'inizio di una nuova era musicale caratterizzata da un tipo di canto in cui si
sovrappongono pi linee melodiche (due o pi voci eseguono contemporaneamente differenti melodie formanti un
insieme armonico). Accanto alla musica religiosa, come si accennato, si sviluppa una produzione musicale profana. In
Francia, i trovatori al sud e i trovieri al nord, allietano le corti con melodie celebranti l'amor cortese. Lo stesso faranno
un po' pi tardi in Germania i Minnesnger. Fra le forme pi importanti diffuse da trovatori e trovieri si ricordano la
chanson in Francia e i Lied in Germania. Sulle basi delle elaborazioni polifoniche della Scuola di Notre Dame, nel
secolo XV sorge la Scuola fiamminga da cui trarranno origine i grandi capolavori del Cinquecento. Mentre a Parigi
nascono le prime forme polifoniche, in Italia il canto monodico raggiunge una delle sue espressioni pi elevate con la
lauda, canzone popolare di ispirazione religiosa nata in seno alle comunit religiose dell'Umbria. Nella Firenze del
Trecento fioriscono, per opera di valenti musicisti tra i quali primeggia Francesco Landino (1335-1397), le prime forme
polifoniche profane: il madrigale, la caccia, la ballata. Nel corso del XIV secolo in Francia e in Italia si afferma l'Ars
nova, dal titolo del trattato di Philippe de Vitry Ars nova musicae, in cui la nuova musica viene contrapposta a quella
dell'Ars antiqua. Le maggiori novit di questa produzione risiedono nel pieno sviluppo della pratica polifonica, nella
grande variet ritmica, nell'utilizzo delle pi recenti e complesse notazioni e soprattutto nel deciso favore riservato alle
gi citate composizioni profane del madrigale, della caccia e della ballata. In particolare l'Ars nova italiana, a differenza
di quella francese, intellettuale e complessa, assume le caratteristiche principali del dolce stil novo, emergendo per
semplicit, genuinit e freschezza. Gli inizi del XV secolo vedono la fioritura in Belgio e in Olanda della cosiddetta
Scuola fiamminga. Raccogliendo l'eredit dell'Ars nova francese, i maggiori esponenti di questa scuola (tra cui Dufay e
Ockeghem) coltivano tecniche polifoniche arricchite dall'utilizzo di un numero sempre crescente di voci e di un
elaborato contrappunto.
Let barocca. Mossi dal desiderio di far rivivere musicalmente l'antica tragedia greca, verso la fine del Cinquecento, a
Firenze, un gruppo di letterati e musicisti si riunisce dando vita alla cosiddetta Camerata fiorentina. La Camerata,
partendo dallo sviluppo degli intermedi (intermezzi), momenti scenici e coreografici posti all'interno di una
rappresentazione teatrale, porta a termine una vera e propria rivoluzione che, contro il polifonismo contappuntistico
dell'Ars nova, rivaluta il discorso monodico dando vita al "recitar cantando", linguaggio melodico di chiara e semplice
comprensione. Il centro di attrazione dei musicisti si sposta, nel Cinquecento, dalla Francia e dalle Fiandre all'Italia. Le
forme della polifonia sacra (messe, mottetti eccetera) toccano in questo secolo un'alta perfezione, ma accanto a esse
maturano anche quelle della polifonia profana. Nasce infatti una nuova forma di madrigale, dovuto alla fusione della
frottola (canzone d'amore) con la polifonia dei maestri franco-fiamminghi. Il testo, sotto l'influenza dei grandi poeti del
Quattrocento e Cinquecento, diventa elegante e raffinato. Il pi grande polifonista del Cinquecento fu Giovanni
Pierluigi da Palestrina (1525-1594). Scrisse esclusivamente musica sacra e per sole voci senza accompagnamento
strumentale (cori a cappella). Nel Cinquecento, l'organo il protagonista della nascita della musica strumentale, che
ebbe in Girolamo Frescobaldi (1583-1643), compositore di canzoni, toccate, partite eccetera, uno dei pi insigni
capiscuola..
La nascita del melodramma. La ricerca degli antichi valori classici focalizza l'attenzione di compositori e teorici sulla
nuova forma del dramma per musica imperniata sul ripristino, anche scenico, degli schemi dell'antica tragedia greca.
Questi drammi, totalmente sostenuti da uno scarso accompagnamento musicale e costruiti sul recitar cantando, sono le
radici da cui si svilupper successivamente il melodramma di Claudio Monteverdi (1567-1643), frutto della ricerca
stilistica concentrata su una maggior aderenza della musica al senso del testo. L'avvento dell'ideale barocco, nel XVII
secolo, eleva la musica a disciplina eccelsa ponendola al centro di numerosi studi e trasformazioni (prima fra tutti lo
sviluppo del melodramma monteverdiano) che conducono non solo alla nascita dell'opera, ma anche alle evoluzioni
tecniche operate dalle grandi tradizioni liutistiche di Stradivari, Amati e Guarneri. Il violino, il flauto, l'organo e il
clavicembalo sono gli strumenti che dominano la scena musicale del Seicento italiano ed europeo attirando l'attenzione
dei maggiori musicisti dell'epoca. grazie a questa evoluzione tecnico-artistica che il panorama musicale barocco si
arricchisce di nuovi generi come l'opera, il concerto, l'oratorio e la cantata. Nel Seicento, dominano la scena Arcangelo
Corelli (1653-1713), ritenuto il grande fondatore della moderna tecnica violinistica e Giacomo Carissimi (1605-1674),
provetto organista, compositore di numerosi oratori. Tra Seicento e Settecento Antonio Vivaldi (1678-1742), oltre a
perfezionare la tecnica violinistica, compose pi di cinquecento opere strumentali: le pi significative sono i concerti,

che hanno il merito di aver posto le basi strutturali del concerto moderno, dando rilievo alla parte solistica e stabilendo
la classica divisione in tre tempi (Allegro-Adagio-Allegro). Del primo Settecento invece Giovan Battista Pergolesi
(1710-1736), autore di numerose opere tra cui spiccano lo Stabat Mater e l'intermezzo comico La serva padrona.
Bach e Hndel. La vita musicale europea tra Seicento e prima met del Settecento gravita attorno alle grandi figure di
Bach e di Hndel, che incarnano splendidamente, sia nel carattere sia nella produzione, l'ideale barocco a cui tutti i
compositori del tempo fanno riferimento. Johann Sebastian Bach (1685-1750), organista e clavicembalista di raro
valore, uno dei pi grandi compositori di tutti i tempi. Tra le sue opere pi significative: la Messa in si minore, la
Passione secondo Matteo, la Passione secondo Giovanni, il Clavicembalo ben temperato, i Concerti brandeburghesi e,
inoltre, Corali, Cantate, interi cicli organistici e clavicembalistici. Nell'arte perfetta di Bach confluiscono tutte le
esperienze precedenti, fondendosi in modo mirabile: la tradizione polifonica, la monodia, l'armonia, la moderna
tonalit. Georg Friedrich Hndel (1685-1759), autore di musica da camera e per organo e di melodrammi, noto
soprattutto per uno dei suoi 23 oratori, il celebre Messia.
Le origini del Classicismo. Nel Settecento, Christoph Willibald Gluck (1714-1787) intraprese la riforma del
melodramma, spogliandolo di tutto ci che serviva da pretesto per una pura esibizione di virtuosismo e facendo s che
musica e canto esprimessero invece i sentimenti e la vicenda che si svolgeva sulla scena. A partire della seconda met
del Settecento si assiste a un rinnovamento totale dei valori artistici barocchi che culmina in quello che verr definito
periodo classico. Massimi esponenti di questa nuova corrente musicale, caratterizzata dal trionfo della forma sonata e
della moderna sinfonia, sono Haydn e Mozart che pi di altri comprendono il bisogno di equilibrio artistico, inteso
come supremo ideale compositivo, e la necessit di riconquistare quelle regole fisse spazzate via dagli sconvolgimenti
barocchi. Franz Joseph Haydn (1732-1809) organizz definitivamente la forma sonata: nelle numerose sinfonie, sonate
e quartetti vi sono le prime, compiute realizzazioni di questa forma.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) considerato il rappresentante pi geniale della seconda met del Settecento e
certo una delle maggiori personalit della musica occidentale. Egli ha saputo unificare le esperienze pi diverse,
dimostrandosi sensibile soprattutto all'influenza della scuola italiana. Pronto ad accogliere i pi diversi contributi,
Mozart sa assimilarli e rinnovarli in uno stile in cui domina una squisita perfezione, unita a una segreta malinconia che
si far, col tempo, sempre pi struggente e drammatica. Mozart ha scritto, nella sua breve vita, moltissime
composizioni, dalle opere teatrali (come Nozze di Figaro, Don Giovanni, Flauto magico) alle sinfonie, dalle musiche
per danza ai quartetti, dalla musica sacra alle sonate e concerti per pianoforte e per violino. Figure cardine del
Classicismo tedesco ed europeo, Mozart e Haydn pi dei loro contemporanei seppero cogliere la lezione stilistica del
loro tempo. Se Mozart squarcia qualsiasi canone barocco componendo opere estremamente nuove sotto il punto di vista
drammatico e tecnico, ad Haydn, pi concentrato sulla produzione sacra e sinfonica, va riconosciuto il merito di aver
trovato il giusto equilibrio tra riflessione e improvvisazione.
L'et classico-romantica. Con l'avvento del Classicismo e del suo ordine logico, che di fatto aveva escluso dall'opera
seria ogni intrusione buffa, il comico deve trovare una propria forma di espressione. Nasce cos l'opera buffa, genere
musicale destinato a irrompere violentemente nel panorama musicale di fine Settecento. Caratterizzata da storie intricate
e personaggi schietti, trover i suoi pi alti rappresentanti in Pergolesi, Paisiello, Cimarosa e pi tardi in Gioacchino
Rossini (1792-1868). Tra i capolavori di quest'ultimo: Il Barbiere di Siviglia, Guglielmo Tell, La gazza ladra,
Cenerentola, L'Italiana in Algeri, Mos, Il viaggio a Reims. Contrariamente a quanto succede negli altri Paesi europei,
in Italia il passaggio fra Classicismo e Romanticismo non avviene in modo secco e definito. Utilizzando melodie
arricchite da un'orchestrazione ricca e importante, la musica italiana, cui tutti si ispirano, la prima a dare libera
espressione alle proprie emozioni. Pionieri di questa rivoluzione sono Cherubini, di cui Beethoven riprender certi
slanci emotivi, e Clementi, che approfondisce in maniera sensazionale le capacit espressive del pianoforte, strumento
principale della prossima esplosione romantica.
La musica nell'Ottocento. Nell'Ottocento la musica diviene patrimonio di tutti coloro che per cultura e condizioni
economiche sono in grado di accoglierne il messaggio artistico. Il musicista, a sua volta, si libera della sudditanza nei
confronti dei munifici signori, e conquista quella libert che uno dei segni distintivi dell'arte moderna. Se la musica
sinfonica e da camera rimangono patrimonio dei ceti elevati, la musica operistica attira a s grandi masse popolari. Il
melodramma diviene, specie in Italia, la forma di spettacolo pi diffusa e pi amata. Nell'Ottocento si moltiplicano
inoltre i luoghi di divertimento (sale da ballo, caf chantant) in cui la musica interviene con le funzioni meno
impegnative di divertire e di accompagnare la danza. La musica "leggera" diviene un fenomeno pubblico e
commerciale, che avr ancor pi rilevanza nel Novecento, anche per la progressiva funzione che assumeranno nel
secolo XX la radio e la televisione. N vanno dimenticate altre fondamentali occasioni di vita musicale: la lotta politica,
la guerra e sul finire dell'Ottocento anche la protesta sociale e l'organizzazione delle masse lavoratrici. Le esperienze
che si determineranno in questi ambiti daranno vita a significativi eventi musicali.
La rivoluzione di Beethoven. L'impulso romantico, che si era gi timidamente affacciato alla ribalta musicale italiana
nel XVIII secolo, trova realizzazione completa nella produzione sinfonica di Ludwig van Beethoven (1770-1827).
Erede del classicismo viennese di Haydn e Mozart, egli allo stesso tempo l'interprete appassionato di un'epoca di

cambiamenti e di tensioni. I due motivi fondamentali che Beethoven esprime nella sua musica sono il dolore della vita e
la tensione eroica intesa a superarlo. Di qui l'aspetto drammatico che si riscontra in tante sue composizioni, e che si
manifesta tipicamente nella nuova concezione della forma sonata, caratterizzata da un forte contrasto fra i due temi sui
quali essa si va sviluppando. Le innovazioni beethoveniane, non solo tecniche ma anche stilistiche, concludono e
completano un'evoluzione che vede la musica, nella fattispecie la sinfonia, diventare l'espressione pi elevata di un
rapporto, quello fra musicista e uomo, ricco di contrasti e armonie. Fra le opere principali di Ludwig van Beethoven
vanno ricordate le nove sinfonie, le sonate per pianoforte, i concerti per pianoforte e orchestra, i quartetti, la Missa
Solemnis, l'opera lirica Fidelio.
Il Romanticismo. Con Beethoven termina l'et classica, e si apre un nuovo periodo dell'arte musicale, che partecipa agli
ideali e allo spirito del Romanticismo. Il Romanticismo strumentale si sviluppa soprattutto nei paesi germanici, sia per
la particolare intensit che in essi assume la cultura romantica, sia per la presenza di una eredit assai pi forte,
nell'ambito sinfonico-cameristico, di quella che si riscontra in Paesi latini come l'Italia, ove invece il melodramma a
primeggiare. Si ricordano alcuni compositori di questo periodo: Franz Schubert (1797-1828), autore di bellissimi
Lieder, di sonate e brani per pianoforte (Improvvisi, Momenti musicali), di nove sinfonie, tra cui spiccano la Quarta
(Tragica) e la Nona (Incompiuta); Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847). Tra le sue composizioni pi celebri, le
poetiche Romanze senza parole per pianoforte, il Sogno di una notte di mezza estate, il Concerto in mi minore per
violino e orchestra; Robert Schumann (1810-1856). Tra le sue opere, molti pezzi pianistici, quattro sinfonie, il Concerto
in la minore per pianoforte e orchestra; Niccol Paganini (1782-1840), considerato il pi grande violinista di tutti i
tempi. Tra le sue composizioni: i Capricci e il Concerto n. 1 in re maggiore per violino e orchestra; Fryderyk Chopin
(1810-1849). Ricca di fantasia melodica e di originalit armonica e costruttiva, la sua musica ha dato un contributo
essenziale all'affermazione del pianoforte quale strumento di espressione poetica; Franz Liszt (1811-1886). Ha dato un
importante contributo allo sviluppo tecnico del pianoforte. Sono note le sue Rapsodie ungheresi, il Mephisto valzer e gli
Studi trascendentali (per pianoforte). Ha composto anche poemi sinfonici come Orfeo, Mazeppa e Tasso; Hector
Berlioz (1803-1869) si dedic prevalentemente al genere sinfonico e diede un grande impulso allo sviluppo
dell'orchestra, di cui valorizz timbri ed effetti, portandola talora a proporzioni gigantesche. Tra le sue opere: Sinfonia
fantastica, La dannazione di Faust, il Carnevale romano; Johannes Brahms (1833-1897) fu per alcuni anni allievo di
Schumann. Rimase ancorato tenacemente agli schemi severi della tradizione classica. Scrisse prevalentemente musica
sinfonica e da camera, tra cui: quattro sinfonie, l'Ouverture tragica, le Danze ungheresi, i due Concerti per pianoforte e
orchestra, il Concerto per violino e orchestra, lo splendido Requiem tedesco; Ptr Ilic Cajkovskij (1840-1893), uno dei
pi grandi compositori di musica strumentale dell'Ottocento. celebre la sua Sesta sinfonia (Patetica). Ma oltre alle sei
sinfonie lasci numerose composizioni: concerti per pianoforte e orchestra, balletti (Lo Schiaccianoci, Il lago dei cigni,
Giulietta e Romeo), opere (La dama di picche); Gustav Mahler (1860-1911), compose musica sinfonica (dieci sinfonie)
e numerosi Lieder. La sua opera fu feconda di stimoli decisivi per Berg e Webern e, in minor misura, per Schnberg.
Grande direttore d'orchestra, ebbe una fama mondiale straordinaria.
L'opera in Italia e in Europa. In Italia (paese privo di una vera e propria tradizione sinfonica) i compositori trovano
nell'opera il genere a loro pi confacente per dar sfogo alla grande passione, nota caratteristica del Romanticismo. La
drammaticit della musica e l'immediatezza del testo, attraverso il racconto di vicende sempre pi esasperate,
determinano la fortuna del melodramma italiano che trover in Gaetano Donizetti (1797-1848), Vincenzo Bellini (18011835) e Giuseppe Verdi (1813-1901) i suoi massimi esponenti. In Francia, il melodramma avr il suo massimo
esponente in Georges Bizet (1838-1875) che con il suo capolavoro, Carmen, precorrer di mezzo secolo la nascita
dell'opera verista, imperniata su fatti e situazioni della vita quotidiana (e di cui gli autori pi noti saranno Giacomo
Puccini, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni). Il pi grande compositore russo dell'Ottocento Modest Musorgskij
(1839-1881). La sua musica spontanea e profondamente realistica; le sue pagine pi belle sono quelle ispirate dalla
tenerezza e dalla piet per gli umili e i sofferenti. Tra le sue opere: Kovancina, Una notte sul Monte Calvo, Quadri di
un'esposizione. Il suo capolavoro l'opera in quattro atti Boris Godunov, divenuta celebre dopo la sua morte.
La rivoluzione romantica: Verdi e Wagner. Verso la seconda met dell'Ottocento, la corrente romantica si assesta
attorno a valori ben delineati che ritrovano piena applicazione nell'opera di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner (18131883). Il primo, muovendosi all'interno della tradizione, affida alla musica il compito di evidenziare i sentimenti dei
protagonisti delle sue opere, ispirate a soggetti diversi per epoca e ambiente. Il secondo invece, nella duplice veste di
compositore e librettista, procede a un completo rinnovamento dell'opera ispirandosi a soggetti del Medioevo tedesco,
letti in chiave nazionalista.
Il tardo Romanticismo. Con l'ascesa della borghesia, che caratterizza tutto il XIX secolo, la musica finisce per assumere
una valenza pi ricreativa che culturale. Soprattutto a Vienna dove, quasi a compensare il tangibile declino politico e
sociale del paese, nascono le spensierate distrazioni dell'operetta e del valzer. Nello stesso periodo in Russia
compositori quali Balakirev, Cui, Borodin, il gi citato Musorgskij e Rimskij-Korsakov (il cosiddetto "Gruppo dei
Cinque") fondano una scuola musicale nazionale con cui si conclude il processo di assimilazione della cultura
occidentale iniziato in pieno periodo romantico.

Il Novecento: la societ e la cultura. Il Novecento si apre con una generale crisi dei valori ottocenteschi. L'idea di
nazione degenerata nel nazionalismo, la libera iniziativa economica nell'imperialismo; l'industria ha fatto passi da
gigante, ma le masse operaie reclamano maggiore giustizia. Si genera cos una tensione violenta tra proletariato e
borghesia capitalistica. La rivoluzione proletaria in Russia, due guerre mondiali, le dittature fascista e nazista, la guerra
civile di Spagna sono le eloquenti testimonianze del travaglio di un'epoca tesa e instabile. Negli ultimi decenni si
assistito a una profonda trasformazione della societ, nella quale un ruolo sempre maggiore sono andati assumendo
presunti valori come quello del benessere e del consumo. Motivi di incertezza si sono sommati ad altri preesistenti,
rendendo sempre pi problematica l'immagine del futuro. Tutto ci si riflesso nella ricerca culturale ed artistica, che
stata sollecitata sia dalla necessit di rinnovarsi nei confronti dell'eredit ottocentesca, sia dal bisogno di aderire a una
realt sempre pi difficile e mutevole. Ma i radicali cambiamenti delle pratiche artistiche hanno generato interrogativi
ulteriori: quello, per esempio, della funzione dell'artista in una societ che tende in molti casi a rifiutarlo, preferendo le
pi accessibili ed evasive proposte culturali dei massmedia (come, per esempio, la televisione). Per quanto riguarda in
particolare la musica, con l'avvento del disco si crea una nuova situazione d'uso: quella che pone di fatto l'ascoltatore in
una dimensione di isolamento. La nostra epoca caratterizzata anche dall'esplosione della musica leggera, del pop, del
rock, che sono divenuti il sottofondo costante della nostra esistenza quotidiana. Importantissimo per la storia della
musica l'avvento del cinema, della radio e della televisione, che determinano nuovi usi del linguaggio sonoro, in
fusioni di immagini-parlato-suoni che promuovono modi diversi di percepire e ascoltare la musica.
L'Impressionismo e il Verismo. La Francia di fine secolo si mostra estremamente ricettiva nei confronti delle nuove
correnti musicali assorbendo le esperienze stilistiche provenienti dagli altri paesi europei e dalla scuola russa. Da questa
straordinaria mescolanza di idee nasce lo stile impressionista che, caratterizzato da un raffinato colorismo orchestrale e
da originali impasti sonori in grado di descrivere sensazioni emotive immediate, avr come principali esponenti Claude
Debussy (1862-1918) e Maurice Ravel (1875-1937). In Italia l'attualit del Verismo letterario di Verga e Capuana non
manca di esercitare una profonda influenza nell'ambiente musicale. Stanchi dell'irrealt romantica, compositori come
Puccini, Mascagni e Leoncavallo, ai quali si gi fatto cenno, scelgono libretti che raccontino storie pi vicine alla
realt di tutti i giorni, utilizzando melodie descrittive e "orecchiabili", di semplice comprensione.
La Scuola viennese. Anche in musica, come nelle altre manifestazioni artistiche, la nascita del nuovo secolo
caratterizzata da un generale desiderio di rinnovamento che trova in Alban Berg (1885-1935), Anton von Webern
(1883-1945) e Arnold Schnberg (1874-1951) i pionieri di nuovissime tecniche espressive. In particolare, Schnberg
riesce a elaborare un sistema musicale totalmente nuovo (la dodecafonia) basato sull'utilizzo dei dodici suoni della scala
cromatica ordinati in una specifica successione chiamata serie.
Il jazz. Le origini del jazz vanno ricercate nel cuore dell'Africa, nei villaggi delle foreste equatoriali. Le trib si
ritrovavano intorno al fuoco dopo una caccia, una battaglia o un qualsiasi altro evento, e davano libero sfogo alle loro
sensazioni con danze e canti al ritmo frenetico dei tamburi. Quando, nel Settecento e nell'Ottocento, dilag il
commercio dei neri, le popolazioni africane vennero trasferite con viaggi disumani negli Stati americani del Sud e
impiegati come schiavi nelle piantagioni di cotone e nella costruzione di strade ferrate. Coloro che sopravvissero al
trauma del viaggio e del distacco dalla loro terra si ritrovarono in luoghi sconosciuti, sfruttati, analfabeti, privi di ogni
mezzo di sostentamento. Fu in questa condizione di profonda sofferenza umana che la nostalgia della perduta libert si
rivers nei canti e nei ritmi della terra natale. Il jazz divenne popolare all'inizio del Novecento a New Orleans, citt
della Louisiana sul fiume Mississippi, e si ispir appunto ai canti di lavoro (work songs) delle piantagioni di cotone, agli
spirituals (canti religiosi), ai blues (canti accorati e nostalgici) e al ragtime (una vivace musica popolare). Le prime
bands, formate da una sezione melodica (cornetta, clarinetto, trombone) e da una sezione ritmica (banjo, chitarra,
bassotuba), improvvisavano a orecchio e si esibivano in parate stradali in occasione di matrimoni e funerali. Questo era
lo stile hot, ossia il jazz improvvisato. La musica jazz and progressivamente affermandosi; risalgono al 1913 le prime
incisioni di dischi. Verso gli anni Venti il jazz si "trasfer" a Chicago: qui, negli anni Trenta, nacque il boogie-woogie. E
qui nacquero anche le grandi orchestre jazz nelle quali si distinguevano per la sezione ritmica il pianoforte, il banjo, la
chitarra, il contrabbasso e la batteria; per quella melodica i sassofoni, le trombe, i tromboni, i clarinetti. Emersero i
maggiori solisti jazz: Bessie Smith, grande interprete di blues, Louis Armstrong, cornettista-trombettista, Sidney
Bechet, clarinettista-sassofonista, il pianista Duke Ellington. Negli anni Trenta predomin un nuovo genere, lo swing,
caratterizzato da anticipazioni e ritardi nel ritmo. Nell'era dello swing si costituirono le orchestre per la musica da ballo.
La cantante Ella Fitzgerald fu la voce pi popolare dello swing, e Benny Goodman divenne il "re dello swing".
L'orchestra di Glenn Miller port il jazz a livello di piacevole consumo e la musica leggera di tutto il mondo assunse il
ritmo del jazz. Negli anni Quaranta, con la terribile esperienza bellica, vi fu negli Stati Uniti una nuova presa di
coscienza della popolazione nera, e sorse il genere be-bop, un linguaggio musicale di protesta: i massimi rappresentanti
di questo periodo furono il sassofonista Charlie Parker e il trombettista Dizzy Gillespie. Con la fine degli anni Quaranta
si distinse per potenza ritmica e sonora l'orchestra del vibrafonista Lionel Hampton. Nel primo dopoguerra si impose il
cool jazz; con un ritmo pi pacato, negli anni Cinquanta, l'hard bop, con sonorit accese e ritmi accentuati, che trov la
sua voce nella tromba di Miles Davis. Alla fine degli anni Cinquanta, negli Usa, vi una nuova coscienza politica tra la
popolazione nero-americana e i problemi razziali sono molto sentiti. Nasce il free jazz (jazz libero) a opera
principalmente di Ornette Coleman, dove "libero" significa la volont di liberarsi delle esperienze jazzistiche precedenti

e affermare una cultura nera indipendente dalla cultura bianca; caratterizzato dalla musica di Max Roach, batterista, e
da quella di Charles Mingus, contrabbassista e compositore. Dagli anni Settanta il jazz subisce le influenze del rock e
delle nuove tecniche elettroniche.
Altre esperienze musicali e compositori del Novecento. Nella seconda met del XIX secolo l'assestamento di valori e
ideali nazionali negli Stati Uniti stimola la produzione di una musica interamente americana. Nasce cos un nuovo
genere musicale che, influenzato da tutte le forme nelle quali si era sviluppata la musica jazz, trover la sua piena
espressione nel musical del Novecento. Tra i compositori statunitensi pi popolari del XX secolo vi certamente
George Gershwin (1898-1937), autore di concerti, musical, e dell'opera Porgy and Bess, divenuta in seguito un
"classico" nel suo genere. Igor Stravinskij (1882-1971) probabilmente il musicista pi noto del XX secolo. Egli volle
bandire dalla musica qualsiasi significato espressivo, sostenendo che essa altro non che il prodotto di una pura azione
costruttiva, del tutto simile a quella di un artigiano. Nelle proprie composizioni, Stravinskij ha valorizzato soprattutto
l'elemento ritmico; la melodia spezzata, contorta, spesso grottesca e beffarda. Tra le sue opere: i balletti l'Uccello di
fuoco e Petroucka; la Sagra della Primavera. Sergej Prokof'ev (1891-1953) riteneva che la musica dovesse avere
un'autentica funzione sociale. Tra le sue composizioni pi popolari: Sinfonia classica, L'amore delle tre melarance,
Pierino e il lupo, il poema sinfonico Aleksandr Nevskij, Romeo e Giulietta (balletto). Paul Hindemith (1895-1963) si
rifatto nelle proprie composizioni al grande insegnamento di Bach, mentre Bla Bartk (1881-1945) si ispirato ai
modi e ai ritmi della musica popolare ungherese. Reazioni contrarie ai sistemi ottocenteschi si manifestano nel ritorno a
musiche di et barocca: questa la linea seguita da compositori italiani come Ildebrando Pizzetti (1880-1968), Ottorino
Respighi (1879-1936), Gianfrancesco Malipiero (1882-1973).
La musica del periodo pi recente. La molteplicit delle proposte della musica contemporanea rende difficile darne in
breve un'idea precisa. Alcune tendenze possono comunque essere cos tratteggiate: a) musica seriale: si riallaccia alla
dodecafonia: cos come, in una serie dodecafonica, non si debbono ripetere i suoni, in queste ricerche si punta alla
continua variazione della dinamica, dell'intensit, del timbro, del ritmo. In questa direzione hanno lavorato e lavorano
alcuni compositori: il tedesco Karlheinz Stockhausen, il francese Pierre Boulez, il belga Henri Pousser e, in parte,
l'italiano Luciano Berio; b) musica aleatoria: il compositore usa una notazione volutamente generica o imprecisa o
indica linee e diagrammi ("gesti" sonori) che l'esecutore ha libert di eseguire come meglio crede. Rappresentanti di
questa tendenza sono l'americano John Cage, l'argentino Mauricio Kagel e, in alcuni casi, l'italiano Silvano Bussotti; c)
altri musicisti, come l'italiano Luigi Nono, l'ungherese Gyrgy Ligeti o il polacco Krzystof Penderecki si propongono di
conservare un rapporto con il pubblico e di mantenere un contenuto espressivo alla musica.
Musica concreta e musica elettronica. Comune a molte delle esperienze appena citate l'uso di strumentazioni
elettroniche. Questa tendenza iniziata con la musica concreta. I musicisti che si dedicano a questo "genere" si
propongono di utilizzare suoni di varia natura, tratti dalla realt ambientale e da oggetti vari, incidendoli su un supporto
magnetico e quindi elaborandoli attraverso tecniche varie (cambiamento di velocit, inversione del senso di rotazione e
cos via). I rumori cos ottenuti vengono poi montati, con risultati spesso di particolare efficacia. La musica
propriamente elettronica si serve di suoni prodotti da apparecchiature quali sintetizzatori, registratori, macchine per la
trasformazione del suono, filtri, mixer eccetera. Programmi appropriati consentono inoltre di produrre musica
elettronica anche servendosi del computer. Si possono ottenere in questo modo impasti timbrici e atmosfere sonore
straordinari, assolutamente non riproducibili con un'orchestra tradizionale. Al di l degli usi sperimentali, la musica
elettronica ha largo impiego attualmente nelle colonne sonore cinematografiche e televisive, rivelando in tali
utilizzazioni una grande efficacia.